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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 17 FEBBRAIO 2010, N. 3676

Svolgimento del processo


La controversia concerne l'impugnazione di due avvisi di rettifica parziale per gli anni 1995 e 1996
con cui l'Ufficio IVA recuperava a tassazione redditi ritenuti sottratti all'imposizione per omessa
contabilizzazione di ricavi da parte della società contribuente.
La Commissione adita accoglieva l'eccezione preliminare della società contribuente, che lamentava
l'omessa convocazione da parte dell'Ufficio, nonostante fosse stata proposta istanza di accertamento
con adesione, mandando all'Ufficio delle Entrate di Torino di provvedere, ora per allora, sull'istanza
di accertamento con adesione.
L'Amministrazione appellava in via principale dolendosi del fatto che il giudice di prime cure si era
limitato a statuire sull'eccezione preliminare senza alcun esame dei rilievi mossi dalla contribuente
al procedimento di constatazione e di accertamento, da considerarsi pienamente legittimo. La
contribuente proponeva a sua volta appello incidentale eccependo in via preliminare
l'inammissibilità dell'appello principale ed, in via subordinata, chiedendo la riforma della sentenza
di primo grado, riproponeva tutte le censure già svolte in primo grado.
La Commissione tributaria regionale rigettava l'appello dell'Ufficio ed accoglieva nel merito quello
incidentale della società contribuente. Avverso tale decisione il Ministero dell'Economia e delle
Finanza e l'Agenzia delle entrate, utilizzando la sospensione dei termini prevista dall'art. 16 della l.
n. 289 del 2002, proponevano ricorso per Cassazione, con unico motivo, con cui evidenziava
violazione e falsa applicazione dell'art. 54, comma 2, del d.P.R, n. 600 del 1973 nonché omessa,
insufficiente, contraddittoria motivazione in ordine ad un punto decisivo della controversia.
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LA VERSIONE INTEGRALE E’ DISPONIBILE AL SEGUENTE LINK:

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20102c-N-3676.aspx

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