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15 luglio 2010

Alla cortese attenzione del


Sindaco di Malo
Sig. Antonio Antoniazzi
Alla cortese attenzione del
Presidente del Consiglio Comunale
Sig. Renato Roman
Oggetto: Interrogazione “Superstrada a pagamento Pedemontana Veneta e viabilità locale”
Il sottoscritto Consigliere Comunale Tarabini Lanfranco

PREMESSO

CHE LO STATO ATTUALE DEL PROGETTO “SUPERSTRADA PEDEMONTANA” E’


COMPLETAMENTE DIVERSO DA QUANTO CONCORDATO CON I SINDACI E
DELIBERATO DAL PARLAMENTO NEL 2001;

CHE LO STRAVOLGIMENTO DELLA LEGGE ISTITUTIVA DELLA PEDEMONTANA


VENETA - FINANZIARIA 2000 - CON TRASFORMAZIONE DI FATTO DA PROGETTO
SUPERSTRADALE IN INFRASTRUTTURA AUTOSTRADALE DIVENENDO QUINDI
PASSANTE NORD DELLA A4 A PEDAGGIO (già respinta dal Parlamento nel 2001) E’ UNA
VIOLAZIONE DEL PATTO TRA I CITTADINI E LE ISTITUZIONI;

CHE LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA PER TRAFFICO APPARE DEL


TUTTO INGIUSTIFICATA E VOLTA SOLO A COPRIRE LA FINTA ESIGENZA DI UNA
AUTOSTRADA CAMUFFATA E INADATTA AL TERRITORIO, IL CHE E’ OLTRETUTTO
UNA APERTA VIOLAZIONE DELLA CARTA COSTITUZIONALE E DELLA LEGGE;
Lo stato di emergenza è stato inopinatamente dichiarato per permettere la nomina del
commissario straordinario in modo da ridurre al minimo ogni possibile opposizione da parte di
cittadini e enti locali e militarizzando di fatto l’opera.

CHE L’OPERA IN QUESTIONE COSì COME CONCEPITA NELL’ULTIMO PERIODO


REALIZZA UNA INFRASTRUTTURA CHE NEGA LE SOLUZIONI UTILI ALLA CITTA’
DIFFUSA, QUAL È LA NOSTRA ZONA;

CHE NUMEROSI AMMINISTRATORI SIA DEL TRATTO EST CHE DEL TRATTO OVEST,
E I COMITATI DEI CITTADINI SOSTENGONO L’INSENSATEZZA, L’INSOSTENIBILITA’
AMBIENTALE, L’INUTILITA’ RISPETTO ALLA VIABILITA’ LOCALE DEL TRACCIATO
DELLA SPV A PEDAGGIO NEL TRATTO THIENE-MALO-MONTECCHIO;

CHE L’ATTUALE PROGETTO, CHE RECUPERA VECCHIE SOLUZIONI DEL PROGETTO


“AUTOSTRADISTA” DEL 1997-2000 (BONIFICA SPA ECC.), AGGIUNGE 21 KM NEL
TRATTO OVEST, MA RISPETTO AL PROGETTO DEL 2001, RIDUCE I CASELLI DA 44 A
18 IL CHE SIGNIFICA PIU’ STRADA,MAGGIOR SCEMPIO DEL TERRITORIO MA MENO
ACCESSI;

CHE NEL 2001 IL PROGETTO SUPERSTRADALE PURO E SEMPLICE (A31 – A27)


PREVEDEVA INVECE BEN 44 ACCESSI, SENZA CASELLI E L’EVENTUALE PEDAGGIO
ERA COPERTO CON MODERNI SISTEMI DI PAGAMENTO A CONTRASSEGNO
MAGNETICO (AMPIAMENTE SPERIMENTATI IN AUSTRIA);

CHE GIA’ SOLO QUESTO DATO, SULLA RIDUZIONE DEGLI ACCESSI, DIMOSTRA
L’INCONGRUENZA RISPETTO ALLE ESIGENZE DI TRAFFICO LOCALE DELL’ATTUALE
SOLUZIONE PER L’INFRASTRUTTURA SPV;

CHE ESSA NON AGEVOLA AFFATTO IL DRENAGGIO DEL TRAFFICO LOCALE E


FAVORISCE INVECE QUELLO DI ATTRAVERSAMENTO AL DI FUORI DELLA FASCIA
TERRITORIALE URBANA DELLA PEDEMONTANA VENETA;

CHE I COSTI AMBIENTALI ED ECONOMICI DI QUEST’OPERA SARANNO PAGATI


DALLE GENERAZIONI FUTURE OSSIA DAI NOSTRI FIGLI E NIPOTI;

Qui occorre spiegare il perverso meccanismo del project financing, di come vengono rastrellati
soldi dei risparmiatori al fine di finanziare le opere pubbliche e di come sia nullo il rischio di
impresa per la società concessionarie mentre molto alto è il rischio che alla fine l’ente pubblico
intervenga coi soldi nostri per completare o modificare o aiutare (nel caso della pedemontana ci
sono 600 milioni di euro (1200 miliardi di lire) che la regione pagherà al concessionario, se il
traffico non sarà sufficiente per garantire un buon utile.

CHIEDE

1) che siano riferiti in questo Consiglio gli esiti relativamente all’incontro avvenuto tra il
Sindaco di Malo e il Commissario Straordinario Vernizzi il giorno 14/06/2010

Qui è inevitabile fare una considerazione.

Se la APV inciderà così pesantemente sul territorio di Malo (e lo farà xchè trattasi di
autostrada, non di pista ciclabile o di sentiero o di capezzagna o via da percorrere a
cavallo o a dorso di musso) é da non credersi che tocchi alla minoranza, chiedere lumi.
Sarebbe stato corretto che l’amministrazione fosse venuta sua sponte a riferire in consiglio,
dato che ne ha avuto tempo e modo (dall’incontro con Vernizzi, questo è il secondo
consiglio comunale che si svolge).

2) se siano stati valutati i seguenti punti (e, se sì, se ne richiede documentazione aggiornata)

a. Impatto reale dell’opera nel territorio comunale

b. Impatto e diffusione dei fumi e delle PMI

Fumi e PMI con il nome delle zone e delle vie interessate con simulazioni basate anche sul
mutare dei venti.
Quello che abbiamo ad oggi è un’immagine statica che riguarda solo una parte del territorio
comunale.
Manca ad esempio ogni impatto su Vallugana dove pure ci aspettiamo una fuoriuscita di
fumi dalla galleria di servizio.In caso la galleria di servizio sia sigillata, come sentito da voci
circolanti, una documentazione seria dovrebbe riportare nero su bianco che nessun fumo
ne uscirà.

c. Impatto acustico nel territorio sia di pianura che collinare


Tabelle di emissione dei decibel con il nome delle vie e delle zone ed il grado di rumore
atteso. Spesso non ci si rende conto di quanto l’inquinamento acustico sia portatore di
disturbi sia psicologici che fisici sulla salute umana. Uno studio serio dovrebbe dire per ogni
zona del territorio comunale quanto saranno i decibel attesi, sia tenendo conto della sola
autostrada che dell’autostrada sommata alla attuale sp 46 alla futura nuova sp 46.

d. Impatto sulle falde idriche sia per il tratto in pianura che per il tratto in galleria
naturale sotto le colline.

Le falde acquifere servono alla società realizzatrice come scusa una volta per fare un ponte
sopra al timonchio ( molto alto in modo che poi lo possa abbassare spacciandolo come una
concessione, tipo contrattazione al suk) anziché passare sotto, un’altra per passare sul
piano campagna anziché in trincea. Di fatto non esiste garanzia che le falde non siano
toccate. In pianura vi è come minimo il rischio che in corso di realizzazione sostanze nocive
versate incidentalmente vi finiscano dentro. Inoltre, la rimozione del tamburo di argilla e
della ghiaia nei tratti realizzati in trincea eliminano uno strato di terreno filtrante e questo
toglierà sicurezza e aumenterà il rischio di inquinamento delle falde. Per il tratto sotto le
colline, si ricordi l’esempio del Mugello dove intere zone sono rimaste senza acqua perché
lo scavo delle gallerie ha intercettato ed alterato le vene d’acqua preesistenti, tanto che
oggi è necessario pompare acqua da valle verso monte per rifornire le popolazioni. Nel
nostro caso il rischio è che le sorgenti ai piedi dei colli vengano prosciugate. Se esiste uno
studio che garantisce il contrario, che venga esibito.
Inoltre sarebbe opportuno sapere dove e come confluiranno e con quali procedure di
filtraggio e depurazione, le acque che usciranno dal tunnel (sia di falda che per pioggia) o
comunque liquidi sversati a causa di eventuali incidenti o per qualsiasi ragione.

e. Impatto sulla fauna sia da un punto di vista della protezione che della attività
venatoria.

Quanti e quali corridoi sono previsti per il passaggio degli animali selvatici sia protetti che
sottoposti ad attività venatoria. Uno nessuno centomila? Se ne dia evidenza. I cacciatori si
saranno resi conto che un autostrada è limitate per il passaggio + di un confine di stato e
che l’attraversamento del territorio sarà inibito o non li riguarda xchè tanto vanno a caccia
altrove?

3) in quali tempi e con quali strumenti si intende fornire ai contribuenti di Malo adeguata
informazione sulle decisioni assunte, sul tracciato definitivo, sulle compensazioni da
ottenere.
Ogni cittadino dovrebbe essere informato di quanto accadrà non recandosi in comune, non con
generiche assicurazioni, non con due assemblee in 5 anni, non attraverso i giornali, ma con
un’informazione capillare e fatta per la zona in cui risiede. Non si risponda che costa troppo perché
l’autostrada ci costerà molto ma molto di + in termini di perdite di territorio, ambiente e salute.

In questi anni l’amministrazione non ha mai fornito informazioni dettagliate riguardo a:


Zone maggiormente interferite (Borgo Redentore, Vergan, Visan, Santomio (piazza compresa),
Vallugana, ma anche Molina, Rotatoria quattro strade e zona a nord est, nord e nord ovest della
rotatoria (fino a Malo centro) ).

Tipologia di barriere antirumore (alberi?, acciaio riempito di lana di vetro? Nessuna barriera?)

Eliporto (si farà, non si farà? Con che caratteristiche?)

Nuovo Ceod che sorgerà in una delle zone + interessate che impatto subirà e soprattutto si è
tenuto conto nell’individuarne l’area di edificazione del fatto che l’autostrada ci passerà a un passo
?

Provi l’amministrazione a chiedere ai cittadini cosa sanno dell’opera, di dove passerà, dell’impatto
e vedrà che le risposte saranno: mah…i me g’ha dito che…non so…).

Perché l’amministrazione non ha mai diffuso dati, disegni e tabelle sugli studi di impatto ambientale
di PMi e NOX?

Si richiede risposta alla presente interrogazione anche per iscritto.


Distinti saluti
Tarabini Lanfranco