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INCONTRO CON UN UOMO STRAORDINARIO - 7

tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella

L'antico cittadino di Atlantide, con tono sommesso, parlottava con Scandurra amabilmente, almeno
così pensai.
Sembravano due vecchi compagnoni che si incontravano dopo anni di lontananza. Già, lontananza
spaziale o temporale?
Formulai varie ipotesi, anziché tentare di capire cosa si dicevano e in quale lingua. Forse una sorta di
semantica universale, oppure l'idioma della razza madre dell'umanità? Comunque interloquivano
senza interruzione. Non usarono, in quell'occasione, la telepatia, sistema a quanto pare molto in uso
secondo i contattisti.
Riuscii ad intercettare alcune parole dell'atlantideo, le pronunciava aspirando, le ricordo benissimo e
come avrei potuto dimenticarle, del resto:

NTÀ MARMUU NTÀ K(C)ARIS ETROO DOR

Mi venne in mente, secondo l'etichetta, la remota possibilità che il mio maestro mi presentasse
l'amico.
Attesi con evidente frenesia.

Intanto la gigantesca astronave fluttuava come in un acquario, poco più su e dietro le spalle
dell'astronauta. Era immensa, sembrava fatta di metallo e qui il condizionale è d'obbligo, forse di una
lega particolare, perché mutava sensibilmente di lucentezza, così pure il suo colore andava dalle
tonalità di grigio azzurro fino al nero.
La sua forma era di piramide allungata rovesciata su di un fianco, piena di protuberanze coniche,
cilindriche e altre che non riuscivo nemmeno a distinguerle.
Poi, il vortice azzurrino era un portento. Girava e proiettava scariche elettriche (?) verso l'esterno.

L'aria si era fatta, come dire, densa, erano spariti gli odori di campagna sostituiti da quelli di officina
meccanica o di laboratorio chimico; non saprei descriverli meglio. Ragazzi, mi trovavo in pieno IR del
terzo tipo.
Forse quell'essere non era un extraterrestre, oppure era più terrestre di noi uomini moderni.

Faccio una necessaria precisazione. Mi son deciso a svelare alcune delle mie esperienze sul blog e
senza tentazioni di pubblicarle sul cartaceo (qualche editore pazzo lo avrei trovato) e magari farci
qualche soldino, come molti colleghi spiritualisti (presunti) fanno con mirabile coerenza; dicevo, mi
son deciso perché i tempi lo richiedono.
Poiché quanto avvenuto in quegli anni a me e a pochi fortunati, ritengo sia utile se non determinante
proprio per affrontare quanto ci resta prima del grande cambiamento.

Incontro con un uomo Straordinario – 7 / tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella 1
Gli insegnamenti di Scandurra ci conducono ad affrontare con stato d'animo diverso e profondo
questo scorcio di kali-yuga ormai giunto alla fine.
L'operazione di divulgazione da me decisa mi espone ovviamente a critiche legittime e intelligenti, ma
pure a sfottò o sberleffi da parte di una maggioranza di lettori poco inclini ad interrompere per un po'
la logica e lo scetticismo.
Ho le spalle grosse e in virtù della lezione di Scandurra, niente e nessuno potranno mai cambiare
quanto ho visto e appreso. Ogni cellula del mio corpo e particella dell'anima è pregna di Vita vissuta,
di esperienza fatta e digerita. Quello che mi preme è donare a chi è pronto a ricevere quanto
posseggo e conosco. A molti rimarrà il rammarico di aver rinunciato ad una chance per capire l'uomo
e il mondo.
Ho sufficiente materiale da farne una trilogia libraria. E come un romanzo in progress, lo pubblicherò
tutto entro giugno del 2012.
Gli anni in cui vissi e sperimentai con Scandurra, rimangono impressi nel mio cuore e nella mia
mente, mi hanno trasformato profondamente. Alchimia pratica, materie oscure, come le chiamava lui.
Debbo però pure sottolineare che per il mio maestro, il fenomeno per quanto strabiliante serviva a
poco se non si faceva un passo verso il risveglio.
Non era nemmeno un fanatico della dottrina, se questa non era in grado di cambiare le cose o l'uomo.
Col suo parlare tranquillo, semplice e dalla sintassi creativa, era in realtà capace di dispute dialettiche
e di scontri logici con chiunque.
Un nostro amico di avventura, esperto di radiotecnica e di elettronica – diverrà in seguito medico e
fisico, un mezzo genio – insieme ad un altro, laureato in filosofia, cercavano a volte per sfida o per
diletto di incastrare Scandurra. Alla fine, ci azzittavamo per ascoltarlo. Ogni obiezione, ogni diatriba, si
esauriva.
La conoscenza sacra, diceva, è come una ceriola imbottita di prosciutto, costa più del panino con la
mortadella, che rappresenta invece il sapere profano. Però, in definitiva, è solo una questione di
gusto...

Lungo un decennio, dal 1971 al 1981 - nel pieno della mia amicizia e discepolato con Scandurra - gli
effetti del suo insegnamento e delle esperienze fatte insieme, si traducono in una visionaria tragicità
cosmologica, i miei molti appunti e resoconti coniugano alle visioni verso dimensioni altre, lo sguardo
del ricercatore sul campo, fino a rendere i due piani intercambiabili. E la cerniera tra la percezione
magica e il mondo esterno è data da una dottrina eversiva, ironica, luminosa e oscura. Fuori da ogni
scolastica esoterica.
Privo di intenti manipolativi, Scandurra non ha fondato una setta, non ha condizionato mai nessuno.
Era un viaggiatore insolito proveniente da mondi lontanissimi che ha fatto scalo a Viterbo, un
microsobborgo dell'impero amerikano. Ha incontrato un manipolo di amici, dalle estrazioni diverse ma
con un unico obiettivo: uscire da un mondo di merda, borghese, ideologizzato, un mondo servo di una
scienza essa pure al servizio del sistema, senza compromessi chimici né derive occultistiche.

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