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Le acque minerali, sono un affare colossale. Nel 2000 se ne sono bevuti in Italia nove
miliardi di litri, record assoluto in Europa. Cioè, gli italiani spendono quasi PLOLRQLGL
HXUR (5 mila miliardi di lire) per acquistare un bene che si trova gratis in natura e che quasi
gratis esce dal rubinetto. 8QDFLIUDFRORVVDOH se si pensa che il costo della produzione di
un litro d’acqua in bottiglia, compreso l’ammortamento del capitale investito, si aggira sui
0,04¼DOOLWUR OLUH PHQWUHLQPHGLDLOFRVWRGLYHQGLWDè di 0,40¼DOOLWUR OLUH 8QD
cifra che diventa addirittura paradossale quando si confrontano questi costi con quello di
un litro d’acqua del rubinetto, mediamente pari a 0,00023¼DOOLWUR FHQWHVLPLGLOLUH 
Metà del mondo muore letteralmente di sete perché non ha l’acqua di sorgente e l’altra
metà del mondo l’acqua naturale la schifa, la usa a malapena per lavare l’auto e spende
cifre incredibili per acquistare quella imbottigliata. L’impressione è che i “signori delle
bollicine” facciano di tutto e usino ogni sistema per fare sì che gli italiani disertino il
rubinetto... quando qualcuno inventerà l’aria minerale, troveremo anche qualcuno che la
imbottiglierà e ce la venderà. Sarà l’affare del secolo.
Non tutti sanno che In Italia le acque degli acquedotti sono buone e abbondanti, molte
volte con caratteristiche migliori delle stesse acque in bottiglia.In base alla legge del 1992
ancor oggi in vigore, nelle acque minerali in bottiglia è consentita la presenza di sostanze
contaminanti e inquinanti in misura molto superiore alla quantità permessa nell’acqua del
rubinetto. Per esempio, il valore limite dell’DUVHQLFR nell’acqua potabile è di 50
microgrammi in un litro; le acque in bottiglia, invece, possono averne fino a 200
microgrammi senza dichiararlo e, sopra tale cifra, hanno semplicemente l’obbligo di
segnalarlo sull’etichetta.
Lo stesso discorso vale per il FDGPLR, accertato cancerogeno: un limite di 5
microgrammi/litro per l’acqua del rubinetto contro 10 microgrammi/litro per le minerali.
Per non parlare poi dei controlli. Non è possibile che per le acque degli acquedotti i
controlli si svolgano mensilmente mentre per le acque imbottigliate soltanto ogni 5 anni.
E non bisogna dimenticare che dal punto di vista della qualità, molte volte l’acqua che
esce dai rubinetti delle nostre case è migliore di quella di alcune acque imbottigliate.
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Per questo motivo ci uniamo all’appello di molte associazioni per il boicottaggio delle
acque minerali in bottiglia attraverso l’utilizzo dell’acqua dei rubinetti, chiedendo al
Governo di modificare la normativa vigente, almeno parificando i parametri dell’acqua
minerale a quelli dell’acqua potabile.
Inoltre negli ultimi anni la maggior parte delle acque minerali italiane sono state acquistate
dalla Nestlè e dalla Danone, multinazionali tra le più scorrette al mondo. Un motivo in più
per non acquistarle!!

NESTLÈ: Claudia, Giara, Gioiosa Valsesia, Giulia, Lievissima, Limpia, Lora, Recoaro,
Panna, Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta,
Vera.
DANONE: Ferrarelle, Igea, Antica Fonte, Boario, Fausta,Vitasnella

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