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UNA STORIA

TRA LE RIGHE
IUNIONE DI CONDOMINIO

Era una sera come tante altre a Talk City, le luci della città iniziavano ad illuminare le varie vie del
centro e la strada principale, Viale della Grammatica, era in procinto di sfoggiare tutti i suoi fastosi
locali e negozi che si preparavano per un'altra notte di festa. In una parallela, in fondo al Viale, si
affaccia il ridente quartiere Parole Incrociate, dove si trova un grande palazzo, il Palazzo delle
Parole nel quartiere Lingua Lunga. Stranamente e a differenza delle altre Parole che stavano già
incamminandosi con le loro linguemobili verso il centro di Talk City, al Palazzo delle Parole tutti
erano in casa, anzi, vi era una riunione di condominio proprio quella sera a mezzanotte.

“Mmmm…Proprio oggi dovevamo fare questa farsa” disse il signor M, il solito brontolone
“tra un paio di minuti tutte le Parole saranno in centro a spassarsela nei locali, a fare shopping”.
“E a vedere il concerto dei Talk Talk”, disse la figlia R rammaricata. “Su, va bene” fece la Signora
I, sempre più magra, moglie del signor M, sogghignando col suo fare da nobildonna “i i i”.
“Insomma, vogliamo proseguire, invece, nella discussione, ordine del giorno”? ribatté Punto
Interrogativo seccato da così tanti preamboli, portandosi al centro della sala dove si erano riuniti,
con il suo bastone e i pochi capelli brizzolati che coprivano il suo imponente capo.
Come non detto, ricominciò il chiasso e ognuno proseguiva un proprio monologo, “ma…allora…si
può sapere se…” state zitti non si capisce niente” “come stavo per dire….” “ Adesso mi alzo e me
ne vado” “Beh”, “ma” “cosa” “chi” “perché” “quando” ????

..bla bla s jcee…wd ..ejeieu io volevo dire che…nmzx..sbuff,..grgrgrgrgg,.. ,,,,,,,,,,,,,


zszszszssz..prprprpr…mu..perdindirindina….???????????????????? .dui…diued..iuewdz….
kecosa…iuediu…perbacco....dbmmmmeuib..uffa…iebiebci..ue..bceie…
beiu..bce..bce..bce3b..a.. te ....ceub ..ebehb ,ordu,nque..uehcosa…no n è un co….dice K
perdinci…bdu..ebdb”……..

“BBBBastaaaaa”! Urlò il giovane Punto Esclamativo con quanta voce aveva in gola.
“Si, ok, facciamo il punto della situazione” Controbatté il Dottor Punto, il capo condomino, marito
della signora Virgola, che teneva in braccio i due gemelli neonati “Virgolette”.
E continuò “Dunque, siamo qui riuniti per discutere…di come, cioè, in che modo, si arrivo al punto,
se è possibile ospitare parole Straniere, nel nostro palazzo, per cui, parliamo uno per volta,
valutando le parole più convincenti”…
“Bene” - disse il Signor Kappa - cogliendo il suggerimento messo a punto dal Signor Punto,
“vorrei portare all’attenzione dei presenti il fatto ke ormai le Parole straniere sono dappertutto e tra
un po’ arriveranno pure nella nostra kittà. Vi ricordo ke ankio provengo da una famiglia di
migranti, Ke è qui da parekkie generazioni, tutti conoskiete mia zia W e mio kugino Mister X che
soffre ultimamente di demenza, dà i numeri, povero lui.
“Ehi, come ti permetti” brontolò in quel momento Mister X.

“Quello K vorrei dire è che sembra inevitabile l’akkesso delle parole straniere in questa Kittà e
quindi prima o poi anke nel nostro palazzo”.
“E come faremo a capirci, o solamente a parlare con queste parole”? Fece il vecchio Punto
Interrogativo con a seguire tre colpi di tosse.
“Scusate ma io devo andare, fate quello che vi pare, fatemi sapere cosa avete deciso, per me va bene
tutto” si intromise la Signora C, “purtroppo mia figlia ECCI è di nuovo ammalata, ha ancora quel
fastidioso raffreddore” e si allontanò salutando i presenti.
“Non ho parole” fece il Signor O “qui ognuno fa di lingua sua, e io me ne vado pure, non parlo con
i muri, perché tra un po’ rimarranno ad ascoltarci solo loro”
“Calma, calma, su, non andiamo tutti via” proferì la Signora A, vedova del signor D, l’anziana del
Palazzo, “adesso mia nipote B va a preparare un po’ di tea e ce lo prendiamo, se siete tutti
d’accordo”…
Il silenzio1 fece intendere di sì, “Vai cara prepara una bella pentolona di quel buon tea che ti ho
insegnato a fare”, così B corse su per le scale a preparare il tea per tutti come suggerito dalla
nonnA.
“Mmmm..Riprendiamo per favore il discorso…mmm” fece irritato più che mai il signor M.
“Allora, il Signor Kappa sostiene l’inevitabile contagio da parte delle parole straniere” sintetizzò il
Dottor Punto “qualcuno sostiene delle altre tesi? Ha altri Punti di vista?” “Dici a me”? disse punto
interrogativo. “Ma non, dico a tutti, su parlate”…
“Da quello che ho potuto costatare questa sera, non mi pare che tra di noi ci sia molta possibilità di
comprendorio…visto che ognuno dice la sua...” disse la Signora S che non aveva ancora proferito
parola e facendo zittire tutti.

Il silenzio fu rotto da B che scese a portare il tea bollente. Tutti lo bevvero e lo gustarono…”Buono
questo tea” disse la signora Z, che sta all’ultimo piano e continuò “brava, tua nonnA ti ha insegnato
bene a far le bevande…” tutti si rilassarono e la discussione continuò molto più distesa e senza
troppi intoppi.
Ma ancora non si era giunti ad una soluzione su come e se ospitare parole straniere anche nel
Palazzo delle Parole, così vista l’ora tarda si rimandò la riunione ad una settimana, tempo utile per
schiarirsi le idee e pensare a qualcosa di definitivo e di concreto.

1
In realtà, fu un gioco di sguardi, Quello da ricordare è sicuramente lo sguardo del Signor Punto Interrogativo, il quale,
gli si leggeva in fronte, covava 10.000 domande e mentre pensava a qualcuna di esse, K portava le mani prima nelle
orecchie e poi nel naso. Anche se questo dato non è così importante ai fini della comprensione del testo è pur sempre
stato dato.

“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
A!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!!!” ! era il grido della Signora A corsa fuori come una forsennata a urlare e sbraitare con tutto il
fiato che teneva in petto, seguita dal Signor Punto Esclamativo che si era precipitato fuori dal
palazzo con lei. Le urla riuscirono a svegliare anche gli inquilini dei palazzi vicini. Una folla di
Parole era accorsa verso la Signora A chiedendole cosa era successo. “È successa una cosa
terribile”! riuscì a dire la signora A con il poco fiato in gola che si ritrovava, sorretta moralmente dal
Signor Punto Esclamativo.
Tutti accorsero nell’androne del palazzo. Era una mattina fredda, la Sinora Z era addirittura accorsa
in pantofole e Mister X era in preda al panico ma non capiva perché non gli veniva in mente una
domanda, qualcosa da chiedere. La Signora A cominciò a raccontare quanto era successo qualche
ora prima. “Sapevo che il Signor Punto interrogativo, già avanti con l’età non avrebbe retto che per
un paio di mesi a causa della sua bruttissima malattia, un cancro. Il dottor H, che l’aveva in cura,
mi diceva che era una malattia inguaribile…e che…insomma, stamattina sono andata di buon ora a
vedere come stava il Signor Punto Interrogativo… era lui che lasciandomi le chiavi mi aveva
chiesto se le facevo qualche volta da badante…poi sapete è una vita che lo conosco e mi chiedeva
sempre se volessi dargli una mano…e allora... Era sul letto, credevo dormisse, così aspettai un po’,
ma vedevo che non si svegliava ed erano già le 8:30 del mattino, lui è un tipo mattutino, così provai
a svegliarlo, niente, lo scossi…non si svegliò a chiedermi come stavo, non mi disse ‘come stai oggi’
non parlava. Poi d’un tratto si era svegliato. Ma non poteva parlare era diventato muto. Capite, il
Signor Punto Interrogativo era muto”.
“È andata così”! eslamò Punto Esclamativo, “è andata proprio in questo modo e dopo la Signora A
corse a svegliarmi, io ho cercato di calmarla ma presa dal panico è scesa fuori a gridare aiuto e io
gli correvo dietro…una brutta mattinata”!.

“E adesso kosa si fa, kome faremo a porci le domande, k….z” disse con tono pacato il Signor K.
E tutti a urlare disperati…A O U I E nhdiuehehdiozediuendzn uhui h iuhuhuh…..
“Calmi, calmatevi tutti. So io come fare”, rispose pronto il Dottor punto ad un certo punto.
Tutti lo guardarono sbigottiti.
“C’è bisogno di uno specie – lista ed io so dove poterlo trovare. Partiremo io, Punto Eslamativo e il
signor K, se vuole venire con noi, ed andremo a cercare aiuto nel villaggio vicino, il Glob Vill@ge”.
“Posso andare anch’io” disse la giovane B rivolgendosi a sua nonnA. “Beh, sei troppo giovane e
chissà quante Parole cattive ti potrebbero far del male…meglio che tu rimanga…è un posto che non
conosci”… “Va bene nonnA sei sempre la solita anticA e piena di paranoie
allucinanti, io non sono mai uscita dal quartiere e vorrei andare…io vado”.
“Fai come vuoi piccola B, ma ricorda che il mondo è pieno di paroloni senza
scrupoli…pronti a tutto…parolacce, parole mascherate, lettere che danno i
numeri…
E mentre la Signora A continuava il suo monologo i quattro s’incamminarono.
EACE OR NOT PEACE

Camminarono, camminarono e camminarono per tre minuti poi presero l’autobus che distava tre
fermate dalla loro abitazione e tutti e tre salendo sul numero 12 scesero dopo altre 7 fermate a nord
di Talk City, diretti verso il treno che portava a Glob Vill@ge. Un posto dove, per quel che si
diceva, stessero tutte le risposte.

“Spero che a Glob Vill@ge troveremo qualche signor Punto Interrogativo da far abitare con noi al
condominio” disse B rivolgendosi agli altri.
“Certo” ! rispose pronto il signor Punto Esclamativo. Poi prese a parlare il Dottor Punto “pensate
che sono stato a Glob Vill@ge non più di 20 anni fa, c’è tanto da vedere si viaggia sui philobus. Ho
incontrato lì mia moglie Virgola…è stato amore a prima vista. Cominciò a sospirare in modo più
ritmico, mentre l’autobus era vicino al capolinea e tutti dovettero scendere e andare a vedere gli
orari di partenza del primo treno per Glob Vill@ge. “E….come stavo dicendo…”
“ok, rekiamoci alla stazione ki sarà un treno, kredo tra poko” soggiunse il signor K, interrompendo
il Dottor Punto, con aria di chi si stava abituando all’idea di arrivare in una grande città e ritrovarsi
a gestire molte parole e molte frasi.

Insomma, il primo treno era alle 12.47 e partiva dal terzo binario in base a quanto aveva constatato
B, quella che sicuramente dava meno nell’occhio, a differenza del Signor K che aveva assunto un
fare tutto suo tra lo snob e l’ elettropunk e il signor Punto Esclamativo che era tra il misterioso e il
mistico, a momenti galvanizzato spinto all’ennesima potenza, a volte non gli si poteva rivolgere
neanche una parola, a Talk City era conosciuto come un tipo tra l’aggressivo e l’intellettuale, scrive,
dirige comizi contro l’inquinamento della natura, ma è anche mezzo coinvolto con la politica e lì
come si sa c’è poco da dire, anche se si fa un gran chiasso.
“Allora a cosa stavi pensando”! esclamò Punto Interrogativo rivolgendosi a K.
“Ah, niente, pensavo se qui vikino k’era un ristorante, potremo fermarki e prendere il treno dopo. In
fondo sono appena le 13 come converrai con me” disse K, mostrando un tono deciso.
“Anche io ho fame rispose B”, “Allora andiamo” soggiunse il Dottor Punto.
Entrarono in un bar della stazione. Appena dentro si sedettero aspettando il cameriere per ordinare
qualcosa. B fu attratta da un quadro posto sopra il bancone del bar che riportava la scritta: PEACE
OR NOT PEACE.
PEACE OR NOT

PEACE
BAR P E A C E

Mangiarono qualcosa al bar e giunte le 2.00 presero finalmente il treno che li avrebbe portati al
tanto agognato Glob Vill@ge a cercare le risposte.
Il viaggio fu lungo, B dormiva su un guanciale della poltrona del treno e forse pensava alla sua cara
nonn

RRIVO!
Il capostazione aveva annunciato l’arrivo a destinazione e i quattro scesero dal treno ritrovandosi
appena fuori dalla stazione più disorientai che mai.
“Eppure, me la ricordavo diversa” disse il Dottor Punto, c’erano molti più alberi lungo i viali e”…
“Guardate”! interruppe Punto Eslamativo “ci sono stormi di email che svolazzano nel cielo”!
“Si è vero e formano come delle figure rotondeggianti che si librano nell’aria” aggiunse B.
Il traffico a Glob Vill@ge era davvero nevrotico, linguemobili ovunque, poliziotti che davano la
caccia ai temibili Suriv che affollavano le prigioni, e tantissime Parole sconosciute camminavano
l’una di seguito all’altra formando file di Parole. Ci rivolgemmo ad una Parola che sembrava un
Vigile per delle informazioni.
“SKusi, noi stiamo Kercando un mediKo” disse K rivolgendosi al vigile.
“Questa è un informazione che necessita di Password” disse lui.
“Ma noi non conosciamo questa Password, non sappiamo dove si trova”! disse Punto Eslamativo
“Richiedetela al primo Infopoint che trovate” fece lui con aria sarcastica.
“Il problema è che noi, vede, non siamo in grado di chiedere niente, di fare domande…in quanto il
nostro inquilino, il signor Punto Interrogativo è a letto malato di cancro, gli rimane poco da vivere e
adesso addirittura non parla” disse la giovane B.
“Il punto è che siamo in cerca di uno specialista…Ecco, mi è venuta un’idea” eslamò punto
Eslamativo. “Potrebbe lei chiedere la password”!
Io, ma non sono autorizzato…e poi non si può fare è contro la Netiquette”…
“Beh, parleremo noi alla Netiquette, se ci dice dove si trova” disse il Dottor Punto.
“Se proprio ci tenete. Dunque da qui passa un philobus che tra 10 fermate vi lascia davanti il
palazzo delle Netiquette di Glob”.

E NETIQUETTE

Giunti di fronte ad un palazzo imponente e maestoso e salirono per i suoi 159 scalini. Giunti in
portineria chiesero di poter parlare con una Netiquette.
“Adesso sono tutte impegnate” disse il Signor *** il portinaio, “dovreste prendere il numero e
aspettare il vostro turno”.
Così fecero, aspettarono qualche ora, poi B, che si stava annoiando a morte, suggerì ai tre di fare un
giro per Glob Vill@ge mentre si aspettava il turno.
“Non vedete che fila di Parole sta aspettando il suo turno” disse B.
“Facciamo in questo modo” disse il Dottor Punto “io rimango a tenere il turno e chi vuole può fare
un giro, ma state attenti a dove andate non vorrei ritrovarmi solo come un punto a piè di pagina”.
“Io aspetto kon te” disse K.
Così B e Punto Esclamativo si allontanarono, presero il primo autobus e si ritrovarono a scendere in
una piazza grandissima. Al centro di essa stava un obelisco che sorreggeva il mondo, tutto d’oro.
“Quello deve essere il Pianeta Terra”! disse Punto Esclamativo rivolgendosi a B che aggiunse
“credo di sì”. Ad un tratto la piazza fu invasa da centinaia di Parole, forse turisti, e B si soffermò a
guardare alcune Lettere, una scolaresca che proseguiva fila.
[à)è<ùnqwertyuiopasdfghjklò  ]

“Che strane Parole” fece


“Decisamente” ribadì Punto Eslamativo, non ho mai visto nessuna Parola di questo tipo.
“Guarda la invece” soggiunse, quelli sono ancora più strani, ma dove siamo finiti. Un’altra folla di
strani esseri solcava le piazza



 
“Che strane Parole, chissà dove stanno andando…” disse B indicando quella fila in movimento,
“guarda Punto Eslamativo tra di loro non vedi qualcuno che somiglia al nostro Punto interrogativo”
“Certo, hai ragione”!
“Proviamo a parlargli forse lui può aiutarci”.
“Mi scusi lei” fece Punto Esclamativo
Tutti si girarono e in mezzo al mucchio si sentì qualcuno parlare: “Dite a me”
“Si”! esclamò Punto Esclamativo con aria felice, “proprio lei”. Quello strano Signore si staccò dal
gruppo di Parole e si avvicinò per sentire meglio cosa avessero da dirgli quelle due “Parole”.
“Cosa volete da me”  chiese.
Allora B cominciò a raccontargli la loro storia …“per cui siamo venuti in questo villaggio a cercare
aiuto, sperando di trovare uno specialista…ci hanno detto che questo è il posto dove si trovano tutte
le risposte..e così”…
“La prego ci aiuti” !
“E come faccio, io devo seguire il corso di quelle Parole che devono entrare in un Discorso, come
faccio se vengo con voi” 

Al che intervenne uno strano tipo 
“Salve a tutti, mi hanno incaricato di portare via il Signor visto che siamo in ritardo e non ci
fanno entrare in quanto lui fa parte di un Codice che dà accesso…beh insomma deve venire con
noi…
“Ho capito, va bene” ! disse Punto Esclamativo.
“Prima di andar via il Signor chiese a B se conosceva la Loggia dei Simboli, forse lì avrebbe
trovato qualche risposta… “Prova ad andare, io posso solo farti delle domande, cosa vuoi che ti
chieda”?
“Niente, va bene così, andremo alla Loggia dei Simboli…a ecco, ho una domanda: “dove si trova”
“Le Netiquette lo sapranno”? chiese
“E lo dici a noi”! fece Punto Esclamativo
“Non è una domanda è una affermazione” rise quel tipo strano  che si portò via il Signor 

Corsero di corsa accorrendo al Palazzo delle Netiquette. “Siete stati via poko e fortunatamente non
siete stati kontaminati da nessun Suriv. Qui le Parole, almeno quelle che capisko mi hanno spiegato
che la Kittà è invasa da questi suriv e ke bisogna stare attenti” disse K.
“Comunque ben arrivati e adesso ci tocca aspettare solo due o tre Parole…” ma mentre il Dottor
Punto stava per finire il suo discorso soggiunse B a spiegargli ciò che gli era successo, di quello
strano Signor Punto Interrogativo e della Loggia dei Simboli.
“Non ne ho mai sentito parlare…io conosco solo Parole…mia madre” continuò il Dottor Punto “mi
parlava dell’esistenza di personaggi leggendari, delle Parole Crociate e del Santo Graal, delle strane
Radici Quadrate che crescono sotto terra e di un manicomio dove si dice che le Parole diano i
numeri...ma mai ho sentito parlare di Simboli.
“Per giunta, quell’uomo () sostiene che i Simboli abbiano la risposta a tutto. Allora cosa
aspettiamo chiediamo allo sportello delle Netiquette indicazioni utili per raggiungere questa Loggia
dei Simboli”! concluse Punto Esclamtivo. 
Giunto davanti allo sportello delle informazioni, il Dottor Punto chiese all’impiegata “volevamo
sapere, io ed i miei amici, come fare a raggiungere la Loggia dei Simboli”. Silenzio. Poi continuò
testardo “insomma ci sarà una cartina, una mappa…”
“Senta lei” disse l’impiegata rivolgendosi al Dottor Punto, questo è un ufficio di informazioni al
cittadino, serio, qui non c’è nessuna Loggia di Simbody” “Simboli.” la corresse Punto.
“Va bene quella che è…a massimo le posso dare una password per accedere a Global Search”
“Che sarebbe cosa…” disse Punto tre volte più irritato del solito.
“Si trova nella zona industriale della città a poche miglia da qui…forse lì le sapranno dare qualche
informazione in più ma per correttezza…” e cominciò a rotolare parole sul codice della strada…sul
buon uso delle password…sui manuali di cortesia…sulla burocraticamente infinita trafila di norme
non a norma che si devono non sapere……” e per finire le ricordo di allacciare le cinture a bordo
dei philobus…sa, in città non è consentito …. e poi attraversi le strade sulle smstrisce pedonali, e
bla bla bla pla pla pla mla mla mla…cla cla cla…clu clu clu…”
“Ok, Va bene” disse Punto, mettendo un punto, finalmente a quella infinita dissertazione
pseudocatastrofica che lo stava, appunto straziando…

“Allora mi darebbe questa password” disse con tono indispettito il Dottor Punto.
“Ah, certo la password…e cosa stiamo a fare qui.. diamo le password.. certo…nessuno mai ci dice
grazie per quello che facciamo, nessuno ci saluta quando se ne va soddisfatto e informato..”
“Senta…la prego..lei è l’impiegata più netiquette che abbia mai conosciuto…ed è anche una bella
signora…”
“Mi sposerebbe”? disse lei di punto in bianco “sto cercando marito…qui sono tutti dei gran
chiacchieroni…solo parole, parole e poi ti piantono con un punto esclamativo…e ti lasciano come
un punto interrogativo”…
“La capisco” disse il Dottor Punto “senta io sono sposato”
“Niente marito niente password” fece lei
“Mi sembra uno scambio equo.” ribattè sarcastico il Dottor Punto; poi aggiunse: “e va bene arrivo
subito”. La netiquette lo guardava stupita strizzando i suoi piccoli neri occhi.
“Allora cosa ti ha detto..ti ha dato la password…dicci tutto” dissero i tre che lo aspettavano
coralmente”. “Si, tutto risolto” poi rivolgendosi al Signor K e avvicinandolo a sé disse “Senti…tu
sei ancora scapolo..giusto…”
“Si, perkè me lo kiedi” fece K
“Ti piacerebbe sposarti, penso che sia il sogno di tutti dare alla luce delle letterine”
“Va bene, ti seguo, continua, dove vuoi arrivare”
“Ecco secondo me quella stupenda netiquette ha un debole per te…vedessi come ti guardava…ogni
parola che mi rivolgeva era un’altrettanta occhiata per te”
“Davvero…è come diki tu”…
“Si, vai da lei e vedrai e fatti dare anche la password per accedere a Global Search”.
Così l’ingenuo K andò dall’impiegata delle Netiquette e lei cominciò a parlare a parlare…e
finalmente gli diede la password…
“Grazie per la password” fece lui col sudore alla fronte
“Figurati…allora ti aspetto come siamo rimasti…”
“O K…mi farò vivo…no problem, eh eh eh..”

“…………………………………………………………………………………Andiamo di corsa”..
“Ti ha dato la password”(?)…
“Si c’è l’ho in tasca…ma corriamo”
“non metterò più piede qui”…
a ki lo diki…
Io ciò già messo un punto.
Viiiiiia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

LBAL SEARCH

Giunti nel posto desiderato non potevano non scorgere la scritta sul grattacielo:

“Chissà cosa vorrà dire quella scritta”…disse B


“Che qui si trova di tutto”!… rispose Punto Esclamativo
“Ma non vedi Ke è una lingua straniera..”
“Si K, lo vedo”!

Una voce da lontano sembrò sussurrare “quella scritta, che risale ad un antica lingua, vuole dire
esattamente:

tutto quello che cerchi qui lo puoi trovare


ma le domande chiare devi formulare
e la password non dimenticare
per uscire e per entrare”

“Hai visto era semplice”! aggiunse l’eccentrico Punto Esclamtivo.


“Ma lei chi sarebbe” disse il Dottor Punto rivolgendosi a quella voce.
“Non ha importanza chi sono ma quale suono sono…io sono il suono del - RE maggiore 7/4
diminuito - ed in cambio di questa informazione voglio la vostra password”…
“Ke Kosa”? disse stupefatto K…”sa cosa abbiamo dovuto fare per avere quella password”…
“Perché ti serve la password…anche tu cerchi delle risposte”?
“E chi è che non le cerca” cantò RE maggiore 7/4 diminuito.
“A è così” disse B. Adesso te le suono io. E attaccò con un rap R&B – dub metropolitano, mentre
Punto Esclamativo faceva street – dance e il Signor K l’accompagnamento hip – hop funky
aggiungendo del suo (Il dottor punto stava filmando tutto per mandarlo su Internos).

“Senta noi abbiamo fatto un viaggio molto stressante…


e siamo giunti fino a qua
perché
un nostro amico sta K K K
molto male ee, molto male ee.
Occorre dunque un guaritore KKKKKK
una medicina, qualcuno che prenda il suo posto, presto detto…
se dandoti la password tu aiutarci potrai
io te la darei volentieri…anche ieri”.

Il tutto fu interrotto da un enorme standing ovation proveniente dai palazzi vicini. Tutti erano senza
parole.
“Ok” fece RE maggiore 7/4 diminuito e poi attaccò con un elettrizzante

“E va bene, SI, a voi piace così


mi avete convinto…contagiato, disarmato,
una domanda chiara formulato
anche se per me
forse avete un po’ bevuto”
Io sono il custode
che dentro vi fa andare
ma solo una persona posso fare entrare

Una voce da lontano “E te pareva e te pareva…te pareva te parè…


E te pareva e te pareva…te pareva come è”

Così B, da sola, sotto concessione del custode, entrò nel palazzo con la password che teneva in
mano. Era una piccola chiave dove vi erano incisi dei numeri “01 0 1 0 1 1 0 0 0 1 – 20° piano a
sinistra”.
Giunta all’ultimo piano, cioè il 20° si ritrovò in un corridoio pieno di porte.

“E adesso quale sarà la porta…”? disse B a voce alta


DOMANDA ERRATA, RIMANGONO TRE TENTATIVI
“Chi ha parlato”?
DOMANDA ERRATA, RIMANGONO DUE TENTATIVI
“Accidenti” fece B tra se e se…”Qui non si può neanche fiatare…devo formulare una domanda
chiara…e adesso cosa posso dire, ho l’ultimo tentativo…sigh” fece tra se e sette.
“(Ci provo)…Dove posso trovare la Loggia Dei Simboli”?
Si aprì una porta. grgrgrgrgrgrgrgrgrgrgrgrgg
“Uauh…c’è l’ho fatta”.

Nella porta, che si era illuminata, comparve la scritta : “SEZIONE MITI, LEGGENDE
E SIMBOLI”.

Entrando in quella porta si ritrovò in una sala piena di libri antichi, scritti in tutte le lingue, tanto che
ce n’era una a terra che sembrava sfinita e senza parole.

Intanto i tre, fuori dal palazzo, erano rimasti soli, anche RE maggiore 7/4 li aveva lasciati, così si
ritrovarono in un luogo sconosciuto, senza sapere se aspettare e cosa fare.
All’improvviso Sentirono un’altra voce che diceva “Io so cosa cercate…se venite con me vi
mostrerò la giusta via”
“Ecco, ci risiamo… questo posto è pieno di strane Parole”! disse Punto Esclamativo
“Ki Ki saresti tu” disse K.
Il tipo strano si avvicinava sempre più e quando era a due passi da loro poterono tutti leggere la
scritta che portava sulla fronte:

URIV 125####### (- -)

“Is un rikerkatto” disse K il quale cominciava a parlare in modo ancora più strano del solito
“È vero, è un Suriv…proprio a noi doveva capitare…scappiamo”.
Così i tre tagliarono la corda e dovettero affittare un Cellalbergo dove passare la notte.
“Kossssssssa my stò succedennnnd perkè parl in motor stranooo” disse K cadendo a terra sul
pavimento della hall del Cellalbergo.
“Credo che sia stato infettato” disse un impiegato del Cellalbergo che riportatva nella targhetta sul
petto la scritta MMS 23httlu.
“Vede Signor MMS 23 httlu, siamo stati a Global Search e mentre aspettavamo una nostra amica di
viaggio un Suriv ci ha teso una trappola e così il nostro K è incappato per primo nella sua malefica
infezione”…Converrà chiamare un Dottore disse il Dottor Punto, io purtroppo non mi intendo di
queste malattie...da noi è una piccola città, ci conosciamo tutti”…
“Da dove venite”? disse MMS 23 httl.
Veniamo da Talk City...non è molto distante.
“Non la conosco, comunque Global Search è infettato da quei criminali di Suriv che si nascondono
nelle viuzze vicine, c’è da stare attenti ” fece lui “comunque accomodatevi nella cell numero 46
chiamerò un medico…anche se di notte sarà difficile”. Lo salutarono e i tre salirono su nella loro
cell.

“K Ke kakkkk io kom parl k sei i iiiiii“


“Poverino sta delirando“…“Non è ke per Kaso ci Kontagia pure”! disse Punto Esclamativo
“Ma come parli..non mi dire che…” fece il Dottor Punto
“Sto scherzando” disse Punto Esclamativo
“Come fai a scherzare in un momento simile” ?! fece il Dottor Punto.
“Hai ragione! Secondo te B se la sta cavando meglio di noi”? disse alla fine Punto Esclamativo
sospirando.

“Ecco forse ci sono” fece B dopo aver accatastato montagne di libri e guardando il tempo che
scorreva. Infatti aveva solo 23 ore per trovare quello che cercava, dopodiché Global Search avrebbe
chiuso le porte e lei sarebbe rimasta dentro.
“Ecco, qui parla di una Loggia dei Simboli…ma mancano delle pagine…vediamo un po’”…
E lesse “La Loggia dei Simboli non è un luogo fisico, non ci sono Parole che possano descrivere
quello che è il Simbolo, esso viene prima di ogni suono, di ogni lettera, parola, pensiero, immagine,
solo il SEGNO è degno di parlare con i Simboli e capirne il mistero eterno”.
“Ma che casino” fece B, sembra più un enigma…io l’unica cosa che so fare sono i cruciverba della
settimana enigmistica…forse il Dottor Punto può cavarci qualche buona indicazione da questo
libro…Ecco cosa farò, andrò da loro..ma certo…”
B uscì con il libro in mano ma appena uscita dalla porta “SEZIONE MITI, LEGGENDE E
SIMBOLI” tuonò forte il suono stridente dell’allarme..così tentò di scappare scese giù per le infinite
scale, anche il tempo era quasi oltre il limite e le porte dell’androne principale si stavano per
chiudere…
Mentre B correva pensava a quelle parole che aveva letto, che la Loggia dei Simboli non è un luogo
fisico, che solo i Segni possono parlare con i simboli…

REAMBOLI NOTTURNI

“Sono il Dottor H P T, permesso”?


“Si entri pure dottore.” Disse il Dottor Punto
“Cosa abbiamo, un caso d’infezione…bisogna portare il malato in fretta all’ospedale” disse
toccando la fronte bollente di K.
“Fin lì ci arrivavo anch’io” fece punto strozzando le parole
“Cosa..non ho inteso”? disse il Dottor H P T
“No niente”…
“Anche lui è stato contagiato” disse ridendo Punto Esclamativo
“Ah..ci sono malattie peggiori di quelle virali”...disse il Dottor H P T .
K fu portato in ospedale con l’autobulanzaparlante che emetteva un suono strano:

viiiiiiiiiivooooooo viiiiiiiiiivooooooo (almeno per ooooooooooooraaaaaa)


viiiiiiiiiivooooooo viiiiiiiiiivooooooo (almeno per ooooooooooooraaaaaa)

Punto Esclamativo e il dottor Punto passarono la notte nel cellalbergo, ma non chiusero occhio
preoccupati per la sorte dei loro amici.

Intanto B era riuscita miracolosamente ad uscire da Global Search. Ma si ritrovò,


sorprendentemente, da sola, in una zona poco illuminata e cominciò a temere il peggio.
Nascose il libro nella sua borsa e cominciò a camminare.
“Non riesco a dormire”! disse Punto Esclamativo rivolgendosi al Dottor Punto e scorgendolo
sveglio “dobbiamo tornare a Glob Search” e trovare B.
“Si, d’accordo” disse il Dottor Punto “qui non facciamo niente, chiameremo un wordtaxi.
Presero il wordtaxi e si recarono nel luogo dove B li doveva aspettare, ma sorpresi si resero conto
che B non era ancora uscita…
“Non è possibile che sia ancora dentro”! esclamò Punto Esclamativo
“Qui c’è scritto che chiude alle ore 23.00 e sono le 24.00, e anche quando non abbiamo
password”…
Ad un certo punto arrivarono le pattuglie di polisemia.
“Fermi voi” urlarono
E mentre il Dottor Punto e Punto Esclamativo stavano per blaterare qualche parola furono bloccati e
portati alla centrale di polisemia, dove furono rinchiusi, senza spiegazione alcuna in una cellulare.
“Io non ho fatto niente”! Esclamò Punto Esclamativo.
Poi una guardia rivolgendosi a loro gli spiegò che erano incriminati di furto, che era suonato
l’allarme a Global Search e che loro fossero la causa di tutto.
“Ma non avete le prove”! disse Punto Esclamativo.
Ma nessuno lo stava più ascoltando e così rimasero prigionieri in quella terra sconosciuta.

IT AGLIO

E
_______________

IT ORNO

Intanto B continuava a camminare cercando di ricongiungersi con i suoi amici, ignara della loro
triste sorte. “Cosa posso fare, non posso neanche tornare a Global Search per sapere dove si trovano
i miei amici. Ecco, posso andare alla centrale di polisemia e chiedere se mi aiutano a trovarli
denunciando la loro scomparsa”.
S’incamminò. Ma era molto st anca e decise di riposarsi un paio di minuti in un locale che aveva
visto lungo la via, dove compariva la scritta:

STRANO MONDO

DISCO PUB SER - VIZIO

Si sedette e ordinò qualcosa da mangiare, un panino con lingua fritta e un’insalata “mezza parola”.
Il locale a quell’ora era semivuoto. Ad un tratto si sedette di soprassalto vicino a B una strana figura
che sembrava piovuta dal cielo, dicendo accostandosi con molto savoir faire “salve, cosa ci fai qua
tutta sola”?
E lei, come se niente fosse “è una lunga storia, anche se tra qualche pagina mi sa che ci piantano lì.
Tu invece chi saresti”…
“Il mio nome è Rit Aglio, una volta facevo parte di una
foto…poi visto che non ero così importante mi hanno
sradicato via e gettato per strada. Nessuno ti aiuta, tutti
sono invece pronti a giudicarti”.
“Mia nonnA mi diceva sempre che non si conosce
giudicando ma si giudica conoscendo”… disse B. “Tua
nonna deve essere una saggia Parola.

E tu come ti chiami”?
“Io mi chiamo B”.
“Un bel nome” rispose Rit Aglio.

B raccontò la sua storia a Rit Aglio che la ammirava stupito. “…E così, questa è la mia storia…
adesso non so se andare a cercare i miei amici (K . !), andare a casa o raggiungere, in qualche modo
questa Loggia dei Simboli”.
“Tu cosa mi consigli di fare”
“Credo che i tuoi amici, in qualche modo se la caveranno e per quanto riguarda la Loggia dei
Simboli, beh, non ho mai sentito parlare di questo posto, quindi non saprei come aiutarti. Posso
invece aiutarti ad arrivare a casa tua…sai, in giro è pieno di Suriv e gente inaffidabile, ma di sicuro
non si fermeranno a perdere tempo con un Rit – Aglio, in quanto mi considerano un diversabile…e
poi i Suriv temono il mio odore”…
E così fecero. B, con l’aiuto del suo nuovo compagno di viaggio, riuscì a tornare a casa.

“Siamo già in via Grammatica, questa è la via che ci porta direttamente a casa mia, ti farò
conoscere i miei coinquilini, sai, sono simpatici”…
“Certo, sarà un piacere. Ti volevo dire che…tra te e me…ecco…noi due abbiamo qualcosa in
comune”…”Beh”, fece B “Credo che ci sia poco in comune tra una B e un ritaglio. Comunque
anche io ho avuto la stessa impressione”. “Hai visto, abbiamo qualcosa in comune” ribattè Rit Aglio
sorridendo, nel dialogo con B.

DIN DON. B suonò il campanello del Palazzo delle Parole. Venne ad aprire la nonnA.
“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…cara sei tornataaa…raccontami tutto… e dove sono gli
altri…chi è questo….” “Rit Aglio” disse lui tempestivamente.
B raccontò il tutto ai condomini del Palazzo delle Parole che l’ascoltavano senza parole.
La signora Virgola andò su tutte le furie per il mancato ritorno del marito e sembrava quasi volesse
graffiare qualche parola tanto era dispiaciuta e amareggiata.

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e Mister X non si poteva capacitare per la scomparsa di K e di Punto Esclamativo.
B si sentiva delusa e un po’ in colpa. Poi si ricordò del libro, “forse questo libro può aiutarci” disse
alla nonnA. “SSS figurati se adesso un libro può aiutarci”… fece la Signora S. “Questo è un libro
speciale…parla di Simboli”… “E che cosa sono” dissero le altre Parole.
“Non lo so” disse B. Ma ho fiducia in questo libro”.
“Fai vedere un po’ disse la nonnA. Eppure mi ricorda qualcosa…aspetta.. fammi pensare…Ma
certo”! disse alla fine…E in quel momento comparvero Punto Esclamativo ed il Dottor Punto che
erano riusciti a scappare dal carcere in seguito ad un attacco da parte dei Suriv in un’imboscata
notturna. Infatti quella sera vi era stato una sorta di colpo di stato e tutte le pattuglie della polisemia
erano impegnate ad estinguere i focolai dei rivoltosi, così tra una tafferuglia e l’altra Punto
Esclamativo e il Dottor Punto riuscirono appunto a dileguarsi.

Mentre K stava agonizzando in ospedale, ma si sarebbe ripreso da lì a poco…e a sua insaputa lo


avrebbe aiutato la sua Netiquette spasimante… ma questa è un’altra storia.

“Allora come stavo per dire…mi è balzato alla mente che il Signor Punto Interrogativo, che
poverino non da segni di guarigione, tiene nel cassetto alcuni fogli che ricordano vagamente il tuo
libro…forse per il colore o il formato”…
B stupefatta disse di getto alla nonnA “davvero…ma sai che da questo libro mancano delle
pagine…e se…e se fossero quelle mancanti”…
Andarono tutti a rovistare nei cassetti del moribondo Signor Punto Interrogativo a cercare delle
risposte. Da un cassetto saltò fuori uno strano insieme di pagine rovinate, unte, che recavano
impresse strane figure.
“L’abbiamo trovato” Esclamò B abbracciando forte Punto Esclamativo, con Rit Aglio che stava per
commuoversi mentre diceva “trovato cosa”?
B prese il suo libro, le pagine trovate nel cassetto combaciavano esattamente con l’ordine delle
pagine mancanti nel libro.
“Quindi” disse il Dottor Punto, “abbiamo sempre avuto la soluzione sotto il naso e solo adesso ce
ne rendiamo conto”…
“Gira e rigira si RIT ORNA sempre al punto di origine”! Esclamò Punto Esclamativo.
“Hai ragione” disse B.
“Allora, anche il Signor Punto Interrogativo si era recato a Global Search” aggiunse la nonnA.
“E niente di strano che si sia imbattuto in qualche Suriv, causandogli la sua malattia”…fece Rit
Aglio.

OGNI

EGNI

“Una cosa è certa, il Signor Punto Interrogativo, stava cercando qualcosa…e di sicuro lì c’è stato. Si
sicuramente è stato a Global Search”.
B e gli altri cercarono di capire quelle strane figure che abitavano nel libro e soprattutto le pagine
mancanti dove pensavano avrebbero trovato qualche risposta.
In una pagina erano raffigurati questi simboli arcani la cui comprensione sfuggiva ai presenti che
stavano consultando le pagine strappate da Punto Interrogativo. Stanchi di brancolare nel buio e di
non cavare un ragno da un buco molti andarono nelle proprie stanze a prendere sonno e a riposare
vista l’ora tarda.
Ma B non cedeva, voleva arrivare fino in fondo e Rit Aglio, la nonnA, Punto Esclamativo e il
Dottor Punto e la Signora Z le stavano vicini.
“Eppure rileggendo quella pagina che diceva che solo i Segni possono colloquiare con i Simboli
credo che la soluzione sia quella di trovare qualche Segno”.
“E dove possiamo trovare i Segni” disse la nonnA.
Quella notte si ritirarono tutti nelle proprie abitazioni. B fece un sogno alquanto strano ma molto
lucido e l’indomani mattina di buon ora cercò di rammentare il sogno riportando alcune annotazioni
su un foglio.

Sognò due Punti Interrogativi che se ne stavano seduti vicini a dialogare, poi sempre più vicini fino
a formare un “cuore”. Poi, nel sogno, una strana figura cominciò a parlare con B di cose arcane e
misteriose.

Si esprimeva con strani discorsi “i centri del macrocosmo e del microcosmo coincidono con il
calice che contiene il sangue della vita, riposto nel luogo segreto i cui custodi, la Loggia dei
Simboli, ne detengono le chiavi di accesso. Tutti i simboli riconducono alla centralità, e il cuore è il
simbolo per antonomasia. Le Parole hanno smesso di porsi le necessarie domande per cercare di
aprire i sigilli della Conoscenza intelligibile che tutto racchiude. Per esempio il simbolo del Cuore,
che solitamente è rosso rubino, rappresenta la sintesi mistica di due Punti Interrogativi che cercano
una comune risposta. E nel loro connubio d’amore generano la strada da percorrere per cercare la
risposta, una strada che sale, traccia una curva, un’altra curva e poi riscende, poiché ogni arrivo è un
nuovo inizio”. Poi spiegò a B che per guarire il Signor Punto Interrogativo occorreva risvegliare le
forze delle Parole Mistiche, gli antenati dello stesso Signor Punto Interrogativo. “Dunque incidi
queste lettere su un talismano e ponilo alla sua fronte. Reciterai allora queste parole in sua presenza
ed esso guarirà”:

“Ja, rjo, omega”

Corsi subito a segnarmi queste parole…non so fino a che punto il sogno poteva aiutarci…ebbene
costruimmo un talismano dove incidemmo quelle strane parole. Così, lo stesso mattino, posti
innanzi al Signor Punto Interrogativo e con il talismano nella sua fronte le recitai.
Ad un certo punto il Signor Punto Interrogativo, cominciando a muoversi disse in crescendo:

“Cosa succede?
Chi siete voi?
Anzi, chi sono io?
E dove sono?
Dove potrei andare?
Qualcuno ha fame?
Perché non ci facciamo due toast?
Offro io?
Ma cosa dobbiamo fare?
Qualcuno mi può rispondere?
Siete tutti sordi?
Parlate”?

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Gli altri lo guardavano stupiti. Sarebbero rimasti lì davanti a sentirlo per ore. Peccato che tra
qualche minuto iniziavano i mondiali. Così tutti corsero a vedere la partita.
“Mamma, mamma” disse la piccola ECCI che si era ripresa da poco dall’influenza
“Si dimmi” rispose la Signora E, “rivolgendosi a lei “cosa c’è”?
“Non possiamo guardare il wrestling”? disse ECCI.
“Ma che dici, il calcio è molto meglio”…le rispose lei.

“Vedo che tutto è ritornato alla normalità” disse Rit Aglio rivolgendosi a B.
“Si, hai ragione. Tu cosa farai adesso”?
“Non lo so. Mi attaccherò a qualche oggetto sperando che mi porti via con sé…In realtà, mi
piacerebbe ricongiurgemi al cielo. In fondo è lì che sono nato e poi strappato via e gettato quaggiù
senza un posto dove andare”.
“Sembra un dramma shackespiriano” osservò la nonnA, che stava intanto a sentire, aggiungendo
“vedrai che anche qui troverai il tuo posto, non aver paura, credi in te stesso”.
“Si, lei ha proprio ragione. Da oggi in poi crederò in me stesso”.
“Come si fa”?
“Posso farlo anch’io”? esplose Punto Interrogativo.
“Tutti possono farlo. La vita ci è data per provare, per provarci e ri-provarci, finché non si giunge a
trovarci e ri - trovarci” disse la saggia nonnA, “basta volerlo”.
“Io già mi sono perso”! esclamò Punto Esclamativo che era da lì a poco sopraggiunto.
“E tu che ci fai qua” disse Punto Interrogativo.
“Ah se sapessi quante ne abbiamo passate per te”! disse Punto Esclamativo rivolto a Punto
Interrogativo.
“Quante”? ribattè

“Ok”, fece B. “Lasciamo discutere…hanno tante cose da chiedersi”…


“Ti va di uscire”? disse B rivolgendosi a Rit Aglio.
“Si. facciamo due passi”. E i due fecero 2 passi ed erano ad un passo dallo scoprire, da lì a poco che
il cielo si era coperto di nuvole.
“Torniamo indietro”? disse Rit – Aglio a B. “Boh, facciamo un altro passo”…rispose lei. E poi
riprese rivoltasi a Rit - Aglio “perché stai piangendo”?
“Non sono io che piango…è il cielo che fa piovere” rispose Rit Aglio. Mentre i suoi gialli occhi
luccicavano.

“B £ A. R. for
ever”
“Non posso vederti in questo modo, così triste e insoddisfatto” disse B guardando Rit Aglio negli
occhi, assumendo un atteggiamento empatico e interessato.
“Lo so che vorresti aiutarmi, ormai ti conosco. Ma per me non c’è nessuna S p e r a n z a, nessuna
P o s s i b i l i t à. Queste sono parole che non conosco”.
“Se vuoi te le presento” disse B” in modo ironico.
“Hai sempre voglia di scherzare” rispose ritratto Rit Aglio
“Ogni tanti bisogna sdrammatizzare” soggiunse B
“Si, ma intanto rimango sempre uno scarto, un qualcosa che non hanno voluto e che mai più
vorranno, un niente che non si adatta a niente, un poco più di un ritaglino precisino e mischino”…
“Hai finito di compiangerti”? fece B esasperata da tutto quel piagnisteo.
“Va bene…ci sediamo in questa panchina”… disse infine lui.
B replicò di si e stettero tutto il tempo seduti in quella panchina a parlare. Rit Aglio ogni tanto
posava gli occhi sul cielo notturno cercando di scoprirne i misteri. Poi si misero a leggere le varie
Parole che erano state su quella panchina:
“TVBTTT” by R. 4 S.

“I♥ ELI. 88”


“TVUSDBMTTTTB”

“SEI SPECIALISTA NELL’ESSERE SPECIALE, BY S.T. 89”

“G + T + R + D + M + R2 + J.H. + ECC + F + E + W + K + L = A M I C I Z I A
(2006)”

“RITORNA G. L. M. , IO TI ASPETTO…PER LA CENA”

w la pacchia….by Dody 92…

« F UCK A TUTTI BY M. 89 »

“Il giorno più bello della mia vita? Il giorno prima che
ti ho incontrata. By Pamela 81. CMQ
TVTB è stato bello…credo…”

“CHIAMATEMI CERCO AMICIZIA 337 87 65 432” no sex, no coppie…

“Io ci sono, By Miky 92… ; ;


smack XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

hello…goodbye …tanks by !!!!!

mucho gusto estar con tigo…

hhuczuihuehdime3du3madijsmojihdui3dbiue3hf894y
r8ojsòqqnb ???
“Vuoi lasciare anche tu una traccia di te su questa panchina” ? disse B a Rit Aglio.
“Ma io…non conosco molte parole…a parte te”.
“Ok.. allora scriviamo così”:

“B £ A. R. for ever”
“Mi piace” disse Rit Aglio. “Grazie. Sei una Parola speciale…sei unica”
“Tutti lo siamo. Anche tu sei speciale”…
“Non mi sentivo così bene da un sacco di pixel”…disse Rit Aglio
“Mi fa piacere che stai bene…hai visto...in fondo basta poco per sentirsi bene”
“Poco come un bacio” rispose lui
I due si guardarono negli occhi per qualche istante che parve infinito.
B prese la parola e buttando un sospiro giù disse “Come…voglio dire tu sei innamorato di me”?
“Credo di sì…non so esprimere a parole quello che sento..se tu dici che si chiama amore…credo di
sentirmi al settimo cielo…si credo che posso esprimere in questo modo quello che provo in questo
momento…è come stare vicino al cielo”
“Io sono il tuo cielo”? disse B
“Si, tu sei il mio cielo che cercavo e quando guardo i tuoi occhi blu…vedo un pezzo di cielo riflesso
in te e penso di ricongiungermi con esso e non essere più un ritaglio ma un’immagine completa”.
E si baciarono…per un bel po’…

………………………………………………………………………

“Vuoi venire ad abitare da me” disse B a Rit Aglio.


“Non saprei…d'altronde non so dove andare…e va bene…se vuoi vengo da te”…
“Wow…fantastico”…
E i due s’incamminarono verso casa…
“Mia nonnA sta già dormendo…senti come russa…

“AAAAAAA AAAAAA AAAAAA AAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”


“Ah aha ahah ah”… risero…
P IXEL

“B svegliati è ora di andare a Scuola, oggi è il primo giorno non vorrai fare tardi”?!!…
“Ancora un minuto nonnA…aspetta”…replicò B sonnecchiando e sbadigliando con le coperte tirate
fin sopra la testa.
“Dove sei stata ieri…hai fatto tardi”? disse la nonnA.
“Un po’”… disse lei con voce rauca…
“Sei mica stata insieme a quel tipo strano”?
“NonnAaaaa…smettila di farmi il terzo grado”…
“Come vuoi..ma guarda che stamattina presto il tipo è andato via”!
“Cosa”!? esclamò B. “Dov’è andato”?
“E lo chiedi a me”!…
Di corsa scese giù dal letto e scese giù per le scale.
“Non può essere andato via…non è possibile…senza dire una parola…così”…?
“Vai a scuola…vedrai che ritorna”…disse la nonnA.

Dov’era andato Rit Aglio di prima mattina? Era sparito?…


B non si dava pace. E se fosse andato alla ricerca della sua parte mancante?…pensava tra sé e sé.
Perché non ha voluto che lo aiutassi?… Troppe cose sono successe e B era alquanto sconvolta.
Per le scale del Palazzo delle Parole Incrociò il Signor Punto Interrogativo e subito, senza neppure
rivolgergli un saluto gli chiese se aveva visto Rit Aglio.
“Chi è questo Rit Oglio” rispose il vecchio Punto Interrogativo.
“Beh.. non fa niente” disse lei e mentre corse giù per uscire il vecchio le gridò dalle scale “Aspetta
dove corri”?
B si volto e vide che il S. Punto Interrogativo le faceva cenno di fermarsi.
“Posso aiutarti” disse lui
“Non saprei…sono disperata, devo trovare il mio amico Rit aglio”
“E’ solo un amico”? disse lui
“Eeee mmmm ..veramente è più di un amico…ed è per questo che devo ritrovarlo”
Il Signor Punto Interrogativo vedendo B così disperata e visto che era stata lei, in fondo, a ridargli
la possibilità di parlare, voleva aiutarla a trovare Rit Aglio.
“Dove pensi che possa essere andato” disse poi rivolto a B.
“Ecco...secondo me è andato a cercare la sua parte mancante”…spuntò qualche lacrima negli occhi
di B, se li asciugò e proseguì nel discorso…”ma non so dove potrebbe essere andato”…
“Dove vi siete conosciuti”? chiese il S. Punto Interrogativo
“Ci siamo conosciuti a Glob Village, nei pressi di Global Search…in un locale” rispose B.
“Senti B, io non posso venire con te…sono troppo vecchio…ma ti darò l’indirizzo di un mio caro
amico…semmai dovessi aver bisogno di una mano..è un tipo in gamba…va bene?
“Come vuoi...grazie” disse lei
“Hai carta e penna”? disse lui
aspetta che vado a prenderla e risalì per le scale e mentre saliva gli venne in mente di andare a
controllare in un posto…”Si” pensava tra sé “certo…può darsi sia tornato in quella panchina…o
abbia lasciato qualche traccia”…e corse di nuovo giù per le scale mentre la nonnA stava gridando
qualche parola di monito e il Signor Punto Interrogativo la guardava stupito correre via. Un turbinio
di pensieri la assalirono...pensava a come fosse possibile che avendo trovato l’amore adesso debba
perderlo…che le storie belle siano destinate a spegnersi in un frangente e mentre meno te lo aspetti
senza preavviso…e poi perché mai ci debba innamorare sempre di persone totalmente diverse e
benché tutto proceda apparentemente bene, senza intoppi che siano da te creati arrivino proprio e
sempre da cause che neanche ti immaginavi, quali questa prematura scomparsa…
Giunta alla panchina della notte prima cercò di scorgere tra le tante Parole un segno, una traccia che
la riconducesse a Rit aglio.
“Ecco...questo segno non mi sembra di averlo visto ieri in mezzo alle altre Parole”.


Cosa volevano significare quei punti posti vicini in quel modo? B cercò di associare quelle strane
combinazioni ad alcune parole strane che Rit aglio avesse pronunziato…
“Cielo… nuvole…diversabile…sei unica….pezzo di cielo…pix….pex………………………...

Ci sono! P I X E L”!!!!!!!!!!!!!!!!!!

13
“Ma cosa significa questa parola”?
Pensò “se vado cercarla a Global Search mi prenderanno di sicuro e mi arresteranno…come posso
cercare informazioni su questa parola”??????????????????
“In fondo lui appartiene al Regno delle Immagini. Potrei andare lì…ma come ci arrivo…non so
neanche quale sia il percorso che mi possa condurre fino a lì. Non mi resta che chiedere una mano
ai miei condomini…qualcuno forse potrà darmi una lingua…ma no…è ingiusto…nessuno mi darà
una mano…e poi ho fatto correre già molti rischi a tutti…devo cavarmela da sola”…
Mentre pensierosa se ne stava seduta sulla panchina a riflettere sul da farsi e non sapendo più cosa
fare e a chi chiedere aiuto cominciò a piangere.
“Perché stai piangendo ragazzina”? la interruppe una voce.
“Piango perché non so come risolvere un problema” disse lei singhiozzando
“Se c’è un problema ci deve essere una soluzione” ribattè quella voce
“Si fa presto a parlare…io non so più cosa fare…ma tu chi sei”? disse B guardando quella Parola
che si era fermata accanto al lei.
“Mi chiamo 13, sono un Numero”.
“Un Numero!? E che ci fai a Talk City…qui ci vivono solamente Parole” disse B aggrottando le
sopracciglia.
“Sono qui di passaggio…e stavo visitando questo parco…e poi ho visto te che piangevi e mi sono
avvicinato”.
“Ma tu parli la mia lingua. Come fa un Numero a parlare”?
“Ho studiato Parologia e oltre ad essere un matematico e conoscere quasi tutti i numeri conosco
molte Parole”. poi aggiunse “mi piacerebbe darti una mano…a me piace risolvere i problemi…e poi
mi sei simpatica, anzi noto addirittura qualche somiglianza di carattere con te. Infatti tra le tante
Parole che ho conosciuto tu hai un’aria familiare”
“Se lo dici tu”! ribatté B.
13 si fece raccontare da B la sua storia, gli parlò di Punto Interrogativo e della sua strana guarigione
e di come aveva incontrato Rit Aglio e per una serie di circostanze si erano innamorati…e di come
poi lui fosse andato via a cercare, probabilmente la sua parte mancante…gli mostrò quello strano
segno sulla panchina, l’unico indizio che lo avrebbe forse ricondotta da lui e dell’associazione tra
quei punti e la parola PIXEL. 13 gli disse che il suo ragionamento, secondo lui, fin qui non faceva
una piega…era corretto associare quei punti ai PIXEL che gli spiegò non sono altro che i punti che
vanno a comporre una immagine.
“Così, Rit Aglio è un insieme di puntini piccoli e invisibili all’occhio nudo”! disse B meravigliata di
tanta erudizione che trapelava da 13.
“Si è proprio così. Le Immagini a differenza di Lettere e Numeri sono un insieme di punti”
“Ma vi sono” aggiunse “insiemi di numeri che danno vita a Programmi, a Codici, e ci sono insieme
di Parole che danno vita a Libri, a Biblioteche, ecc”…
“Non sapevo tutte queste cose” disse B.
“Io sono un tipo che gira...e ho conosciuto il Mondo. Anch’io sono l’insieme di due Numeri l’Uno e
Il Tre. Mio padre si chiama 11 e mia madre 2”
“Che cos’è il Mondo”? domandò B
“Beh…in una parola…è l’insieme di tutte queste cose…è dove viviamo…ma è molto grande e per
girarlo tutto occorre molto tempo” rispose 13.
“Adesso cosa pensi di fare”? chiese B a 13.
“Dovremmo andare nel Regno delle Immagini. Dove può essere se non lì” disse lui.
“E come ci si arriva”?
“Te l’ho detto che ho girato il Mondo. vieni con me…ci arriveremo”.
S i rip arte

E così 13 e B si recarono alla stazione dei treni con l’intendo di prendere il primo treno che li
avrebbe portati nel Regno delle Immagini. Il treno tardò parecchio ad arrivare, c’erano in corso
diversi scioperi del personale; le solite lamentele riguardo le buste paghe e i problemi di fine
rapporto di lavoro. Si erano fatte le 13.00 e finalmente il treno si decise a partire. Li aspettava un
lungo viaggio. Nel frattempo a Talk City, nel Palazzo delle Parole stava succedendo qualcosa di
inimmaginabile. Rit aglio bussava al campanello della Signora A, la quale affacciandosi alla finestra
e vedendo che era proprio lui, con stupore e meraviglia, lo fece salire.
“permesso” disse Rit Aglio davanti alla porta della nonnA.
“per messo? per me sei tutto matto” fece la nonnA “ma dove sei stato…sai che B adesso è a cercarti
e non so neanch’io dove possa essere”…
“Ok…si calmi…mi spiace, mi ero allontanato solo qualche ora…adesso vado a cercarla…
corroooo”.
“Non tornare senza B…hai capito…se no ritaglio io per bene”… esclamò la nonnA.
Rit Aglio si recò al Parco dove la sera prima avevano trascorso quei momenti indimenticabili.
Giunto innanzi alla panchina della sera prima, si sedette e cominciò a riguardare la frase che B
aveva scritto con intenti sentimentalmente smielati. Poco vicino alla scritta “B & A. R. for ever”
scorse degli strani segni, sui quali cadde la sua attenzione. Erano dei punti che formavano uno
strano rettangolo. Rit Aglio si chiese se non li avesse lasciati proprio B con l’intento di lasciare un
messaggio. Era chiaro che era passata da lì e che quei punti non erano lì a caso. Qualcosa dovevano
significare. Provando a cercare una soluzione Rit Aglio si accorse anche che percepiva, sottilmente,
uno strano odore, di sicuro era quello di B.
“Sicuramente è stata qui, percepisco il suo odore…e poi questi punti…ma cosa vorranno dire?
Forse è una specie di codice…beh...ma com’è complicata B. Forse non voleva che altri
leggessero…vediamo un po’… ”. E iniziò ad analizzare quello strano segno.


“Dunque…su un lato vi sono tre punti. Sull’altro lato ve sono 5. Nell’insieme sono trenta…Forse ci
sono…vuol dire che è andata nel Regno dei Numeri! Ma cosa sarà andata a fare? Forse mi cercava
lì…ma perché? Voglio provare a recarmi lì, tanto tra vari Numeri non sarà difficile scorgerla”.
Detto fatto. Rit aglio, forte delle proprie convinzioni, decise di partire alla volta del regno dei
Numeri.
Intanto B e 13 stavano percorrendo parecchi chilometri e tra qualche ora sarebbero giunti nel Regno
delle Immagini.
Giunti a destinazione appena fuori dal treno B si sentì come un pesce fuor d’acqua.
“Allora è questo il posto dove è nato Rit Aglio” disse mentre si guardava intorno. Le strade erano
tutte colorate, le case avevano mille colori e ovunque vi erano Immagini che passeggiavano
sorridenti. Ne fermarono una e 13 chiese delle informazioni.

“Mi scusi” disse B rivolgendosi all’Immagine “Noi stiamo cercando un certo Rit Aglio. È
un’Immagine che deriva da una foto del cielo”.
“Non conosco nessun Rit Aglio” disse lei, aggiungendo “di solito gli scarti vengono eliminati. Anzi
mi sembra strano che sia ancora vivo…sarà scappato…ah...allora voi siete suoi complici”
“Non è come crede”... disse 13. Poi sottovoce disse a B “È meglio darsela a gambe”…
I due scapparono ma l’immagine avvertì la polizia locale e presto tutte le pattuglie erano alle loro
calcagne.
“È stata una pessima idea venire fino a qui…e adesso cosa si fa”? disse B a 13.
“Guarda lì c’è un palazzo di 30 piani che somiglia a quegli strani segni lasciati dal tuo amico sulla
panchina” disse 13.
“È vero…dirigiamoci là” concluse B. La porta del palazzo era socchiusa e i due si inoltrarono
dentro quatti quatti.
“Per tutti i Numeri”! ce la siamo visti bella” esclamò 13.
“E già. Qui mi sembra un posto sicuro”…
Nel frattempo Rit Aglio si trovava sul treno diretto verso il Regno dei Numeri…era un po’ stanco e
si era assopito, pensava alla giovane B, a dove potrebbe essere.
Il Regno delle Immagini era tutto un pullulare di sirene e Immagini che davano la caccia ai due
sconosciuti. B e 13 se ne stavano spauracchi nell’androne di quello strano palazzo dove si erano
fortunatamente rifugiati e sembrava che il pericolo fosse scampato.
B lesse una scritta – immagine posta all’entrata del Palazzo:
I
“Cos’è” chiese B a 13.
MMAGINA LA TUA NUOVA IMMAGINE

“Credo che si tratti di un restyle…cioè ti trasformano in Immagine. È come una nuova vita,
acquisisci la cittadinanza nel regno delle Immagini. Almeno è quello che ho sentito dire.
“Davvero? Fantastico” rispose B
“Non dirmi che…che vuoi provare a farlo”
“Certo” rispose B.
“Ma che dici!!!! Tu sei una Parola. Una volta che diventi Immagine mi sa che non puoi più tornare
indietro”.
“Io mi sono innamorata di una Immagine, e questo mi sembra già un buon motivo e poi una volta
divenuta Immagine non avremo più problemi con i nostri scagnozzi che ci danno la caccia…non ti
pare”.
“Se lo dici tu…ma non ti immaginare che sia facile”…aggiunse 13.
“Voglio provare”!!
Suonarono ad un campanello immaginario e si aprì una porta. I due entrarono. Non si
immaginavano neanche quale Immagine stesse lì dinnanzi a loro seduta su una poltrona che ad un
tratto si girò e disse: “chi è il prossimo”?
“Sono io” disse B, decisa al tutto per tutto.
“Sei stanca della tua identità”?… disse quella strana figura…
“Una lunga storia” rispose B.
“Va bene…io sono una di poche parole…procediamo. Dimmi solo che tipo di Immagine immagini
di essere”
Subito B gli rispose con la prima cosa che gli venne in mente, la cosa più ovvia e disse:
“trasformami nell’immagine di un cielo con delle nuvolette”.
“Va bene…l’unica cosa che ti chiedo di essere forte poiché una su 100 delle nostre Immagini
trasformate vanno male e il Duca del Regno delle Immagini, che le seleziona le ritaglia poi a modo
suo, in base all’umore del momento” disse la strana figura che fece sedere B su un lettino e la portò
in uno stato di trans. 13 aspettava nel corridoio di fuori ansioso e preoccupato. Una strana macchina
stava lavorando su B emanando una intensa luce rossa che poi diventava verde e infine gialla.

Dopo qualche ora B si sveglia e si guarda intorno. Sentiva freddo ed era un po’ confusa.
“Ce l’abbiamo fatta” disse quella strana figura “guardati allo specchio”.
“Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh” disse B ora trasformata in una Immagine.
“Quella sarei io”?
“Esatto, non è facile abituarsi ad una nuova Immagine, ma se nel tuo profondo senti che c’è sintonia
tra te e questa immagine vedrai che farai alla svelta ad abituarti al tuo nuovo Sé” disse la figura.
Appena uscita dalla porta si rivolse a 13: “buongiorno…come sto”?
“Ehi…sei uno schianto…a parte qualche nuvola sei un cielo stupendo…da andarci in gita”…
“Spiritoso”… rispose B.

Rit Aglio era già giunto nel Regno dei Numeri. Si era subito accorto della desolazione. Non vi era
un anima in giro, altro che numeri…e si chiedeva come mai un tale paese fosse così desolato, così
vuoto. S’incamminò per una via del centro e si fermò a parlare con l’unico Numero che si trovava
da lì a pochi metri seduto in una seggiola su un cappello stile far west in testa. “Salve! tutto bene”?
disse rivolgendosi al Numero.
“Che vuoi, che ti serve”? rispose con voce rauca il tizio, senza degnarlo di uno sguardo.
“Senta.. come mai non c’è nessuno in giro…neanche un Numero…mi aspettavo di trovare una città
popolata…invece”…
“Ehi…non ti basto io…io sono il numero 1. E non hai risposto alla mia domanda…impertinente di
un ritaglio che non sei altro”… rispose secco 1.
“mmm lll.. mi scusi…il fatto è che sto cercando una persona…precisamente una Parola…B”.
“E cosa ti fa credere che la troverai proprio da queste parti”? chiese 1 col solito fare burbero.
“Una lunnnnnnnnnnnga storia…diciamo delle sensazioni mi hanno portato a credere che fosse
qui”..
“Ah Ah aha… le sensazioni…che stupidaggine è questa!… rise 1.
“Ok…la saluto…ho già capito che qui non la troverò mai”… rispose Rit aglio che salutò e si
allontanò.
Rit Aglio cercò il primo treno per tornare a casa. Era deciso a mollare tutto e tornare nel Regno
delle Immagini, pur andando incontro a tutte le conseguenze del suo ritorno. Infatti era un ricercato,
in quanto tutti i ritagli sono fuori – immagine (fuori legge) e vanno eliminati. Lui era riuscito a
sfuggire ai suoi persecutori rifugiandosi a Global Search e cercando di farsi una nuova vita. Eppure
aveva sempre in mente la cara B. Il suo sguardo l’aveva stregato. Nessuno lo aveva mai considerato
e con lei si sentiva apprezzato, sicuro e finalmente poteva immaginare un futuro.
Scese dal treno che lo aveva condotto a casa. Era buio e la stazione era quasi desolata. Da lontano
scorse una Immagine che subito attrasse la sua attenzione. “Cos’è un miraggio o sono solo stanco”?
disse tra se e se Rit Aglio. Continuava a fissare quella meravigliosa Immagine tanto che anch’essa
ricambiò lo sguardo sorridendo. Lui diventò paonazzo e abbassò per un attimo gli occhi. Poi quella
Immagine si avvicinò e lo salutò. “Ciao tutto bene”? disse lei con tono allegro.
“Si…si”…riuscì a mala pena a balbettare Rit Aglio.
poi quella strana Immagine continuò: “Ma non ti ricordi di me”?
“E perché dovrei ricordarmi…non ti ho mai vista”…
“Ma dai Rit Aglio, ne sei proprio sicuro”?
Come conosci il mio nome”? disse lui.
“Ok…te lo dico…sono B”.
“Sei chi”? fece lui
“Si. sono B. Mi sono trasformata in questa Immagine. Non pensavo di trovarti qua. Stavo per
prendere il primo treno per tornare a casa”.
“Sono senza parole” fece lui
“Beh…anche io…se è per quello”…
“Eh Ehmm” s’intromise 13.
“Ah dimenticavo lui è 13, un mio amico…mi ha gentilmente aiutata a venire qui”.
“Ma tu sei un Numero!…Io sono appena stato nel Regno dei Numeri. Ma è desolato! disse Rit
Aglio.
“In effetti. È per quello che sono scappato via e adesso vago in giro per il mondo” disse 13
“Ma come mai non c’è nessun Numero…a parte Uno”.
“Sono tutti emigrati…c’è povertà e desolazione…una lunga storia”…

I tre si intrattennero a parlare per un po’. Presero un tea e 13 dopo qualche ora li salutò salendo su
un treno che lo avrebbe portato nella Città dei Segnali Stradali, dice che era un bel posto turistico e
che prima o poi ci si debba andare.

Rit Aglio e B decisero di rimanere nel Regno delle Immagini e far su famiglia. Anzi decisero di
sposarsi e si unirono…non solo letteralmente…
“Adesso mi sento completamente bene” disse Rit Aglio rivolgendosi a B.
“Ah”…disse B, devo avvisare mia nonnA. Non s’ immagina minimamente dove sono…con chi
sono e soprattutto

CHI SONO……………………………………………………..


PER RECLAMI: EMAIL: danyels78@libero.it (forse vi rispondo).

La prossima pagina è tutta per voi. Scrivete. Scrivete…è anche terapico.


Scrivete, alla luce di queste considerazioni qualcosa di illuminato. Nel
prossimo numero pubblicheremo le vostre Parole. E
ricordatevi di andare a buttare la spazzatura.