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STROUT UN SECOLO FA LIBRI D’ITALIA DIARIO DI LETTURA

Il reverendo L’agonia Liala, donna Al cinema


d’America di Tolstoj del focolare con G. Fava
Sotto le ceneri Fuga e morte, La ribelle maestra Il critico che
della provincia in diretta mondiale di conformismo spiegava i film in tv
R. BIANCHI P. II CAPRIOGLIO P. II PELUSO P. VI VENTAVOLI P. XI

NUMERO
ANNO XXXIV
1717
SABATO 5 GIUGNO 2010

Sommersi
tuttoLIBRI Manga, che passione La generazione cresciuta negli Anni 80
e salvati: con i cartoni giapponesi: l’alternativa a Barbie, la forza del racconto
chi avrà mitico, che non illudeva i ragazzi, ma li scagliava di fronte alla realtà
le forbici?

Nei secoli
ANTONIO
SCURATI
Tagliare sta diventando
Il giorno della morte
verbo di moda. di Lucien De Rubemprè fu il
È necessario tagliare. più tragico della mia vita. Così
Inesorabilmente, si ebbe a dire, più o meno, Oscar
giunge alla cultura. Wilde. Il giorno in cui André

fedele a
Cultura a rischio. Ma, strappò (finalmente) la cami-
naturalmente, si precisa cetta a Lady Oscar fu il più
che a tutti sta a cuore conturbante della mia pre-
la difesa della cultura, adolescenza, l’ultimo della

Lady Oscar
e che, in una situazione di mia infanzia. Così potrebbe di-
re chi scrive. E ci passa una
crisi, ci si limiterà a
bella differenza, potrebbero
«ridurre gli sprechi». dire in molti. E avrebbero tut-
O, come nel resto della ti ragione.
pubblica Noi appena quarantenni
amministrazione, siamo cresciuti con la versio-
a eliminare gli enti inutili. ne tv di Sandokan, quella an-
Nel famigerato elenco cora cartacea dell’Uo- Riyoko Ikeda
delle 232 fondazioni et mo Ragno e con i man-
ga giapponesi. Una vol- «VITE PARALLELE»
similia condannate e poi E’ il titolo che farà da filo
ricuperate, di sigle ta divenuti adulti ce li siamo ri-
conduttore per gli incontri del
trovati ancora lì, al centro di
di dubbia utilità festival «Collisioni» che, iniziato
revival televisivi, di remake ci- ieri, prosegue oggi e domani a
ne comparivano, accanto
Novello, in provincia di Cuneo
ad altre prestigiose,
(www.collisioni.it).
indispensabili ove non si Antonio Scurati oggi Questo pomeriggio (h.15, Cortile
voglia ridurre l'Italia a un del Castello) lo scrittore Antonio
deserto culturale.
al Festival «Collisioni» Scurati ( in libreria con Gli anni che
Nessuno tuttavia, dialoga con Riyoko Ikeda stiamo vivendo, Bompiani)
incontra Riyoko Ikeda, la
a livello nazionale o locale la disegnatrice disegnatrice giapponese di Lady
(in Piemonte si è parlato
di un 34% di tagli al
della vergine guerriera Oscar e altri celebri personaggi dei
fumetti giapponesi.
settore cultura) Alle h. 17 Marco Travaglio sarà
nematografici o di superfeta- intervistato da Emilio Targia; alle
si degna di spiegarci zioni pornografiche. Per que- 18,30 dialogo tra Dan Fante (figlio
i criteri dei tagli. sto motivo, personalmente, di John) e Vinicio Capossela; alle
In attesa che ciò accada, non amo il culto esteriore del 21, happening pop con il teatro di
ho trovato quale capo pop (è esteriore quando è cul- Paolo Rossi.
d'accusa la «vecchiaia» di to intellettuale) e la nostalgia Tra gli ospiti di domenica: Luca
un ente culturale: roba di massa dell’infanzia televisi- Scarlini («Orazione funebre per
va perduta. L’infanzia è un in- Michael Jackson»); un dialogo tra
vecchia per vecchi (ma, Gino Paoli, Carlin Petrini, Oscar
cubo se non finisce. Una notte
come, l'Italia non è un senza fine, se non la lasci in Farinetti (e Tonino Guerra in una
paese di vecchi?): dunque video intervista); i Wu Ming,
eredità ai tuoi figli bambini. Morgan. Appuntamento clou alle
si può seppellire. In altri Eppure, quando gli orga- 18,30: la lezione su Anna Karenina
casi ci si appella alla nizzatori di «Collisioni» mi di Abraham Yehoshua (che verrà
visibilità: saranno pure hanno chiesto di scegliere se riproposta lunedì 7,h. 21 a Torino,
nobili, ma chi dialogare con Yehoshua o con al Circolo dei lettori). Si chiude alle
li conosce? Infine, la creatrice di Lady Oscar, 21 con un confronto tra i Modena
non ho avuto esitazioni. «La- City Ramblers e il giudice Caselli.
la «produttività».
All'aziendalismo e dy Oscar tutta la vita!», ha ur-
lato qualcosa in me, dal pro-
alla privatizzazione che
fondo. Come molti della mia no, dallo sdoganamento del
minacciano di devastare generazione, ho amato Lady
scuola e università, porno, di Cicciolina e del pelo
Oscar, ho sofferto per la fedel- pubico ostentatamente incol-
non si sottraggono tà incondizionata di André e to. Era l’epoca declinante del
i comparti culturali. night, dell’omicidio Mattarel-
Insomma, ministri, la e delle stragi di Stato. L’al-
assessori, dovete Eroi in lotta contro ba dei telefilm americani osti-
«tagliare». Ma, di grazia, il Male, passioni ideali natamente stupidi, del dio del-
diteci i criteri e i soggetti e desideri carnali, l’intrattenimento e del consu-
(pubblici o privati?) che mo di storie. E in quel mondo
effettueranno la scelta tra
storie che ponevano in cui tutti giocavano, col sor-
i «sommersi» questioni morali riso isterico e raggelato in vol-
e i «salvati». to dalla guerra fredda, si fati-
la cocciutaggine di Oscar nel cava a essere seriamente un
ANGELO D’ORSI rifiutare il suo amore. Ho ado- bambino. Di fronte a pubblici-
rato quel suo corpo affilato, la tà in cui sfilavano bimbette
sua pelle di un bianco sidera- con le unghie dei piedi dipinte
le, occultata da abiti maschili e la lingua che passava lasciva-
TUTTOLIBRI e proprio per questo ancor mente su lucenti apparecchi
più teneramente femminile, odontoiatrici, in quel mondo
A cura di: baluginante all’improvviso televisivo in cui nessuna sto-
LUCIANO GENTA
con BRUNO QUARANTA
quando la spada lacerava i ve- ria parlava sul serio allo spet-
stiti per snudare le forme gla- tatore, i cartoni giapponesi
tuttolibri@lastampa.it bre dei seni minuti. portarono un’estetica dirom-
www.lastampa.it/tuttolibri/
Ma non fu tutta e solo psi- pente. Le ninfette tristi, dagli
cologia dell’età evolutiva. La- occhi immensi, dal profilo qua-
LA STAMPA dy Oscar giunse a noi in un’Ita-
lia dominata dai film di Jerry
Calà, dal disimpegno craxia-
A Lady Oscar ha dedicato un saggio-ritratto Davide Castellazzi, per raccontarne «amori, segreti ed epiche
battaglie»; edito nel 2008 nella collana «I love anime» di Jacobelli (pp. 125, € 14,50) p Continua a pag. VI
II Scrittori stranieri
DENISE EPSTEIN «giorni felici» alla guerra, dal dopoguerra alla Suite. NEI TASCABILI, I DIARI DELLA MOGLIE SOF’JA
Mère Némirowsky Scenario dei dialoghi, una casa di Tolosa, dove si
fatica ormai a fare posto alle copie delle traduzioni
Caro Lev, quanto ho sofferto
= Il capolavoro in valigia. Denise Epstein, nella (della Suite) che arrivano in continuazione. = Critici e lettori non hanno mai smesso di interrogarsi sulle
storia della letteratura, resterà come colei che ha Che cosa ha conservato, Denise, di sua madre? motivazioni della «fuga» di Tolstoj. Molti identificarono nel burrascoso
rivelato un capolavoro quale Suite francese. Lo «La collana, qualche libro: tutto qui. Avevo rapporto con la moglie Sof'ja la principale ragione. Converrà allora
scrisse sua madre, Irène Némirowsky, sarà lei, la ritrovato la pelliccia di visone e l’ho regalata alla ripercorrerne i Diari dei quali La Tartaruga ripropone una scelta (pp.
figlia, aperta dopo molti anni la valigia in cui era mia balia perché non avesse freddo d’inverno». 262, € 8). Scritti da Sof'ja senza sosta nel corso dei quasi 40 anni di
custodito, a ricopiarlo e a darlo alle stampe. Irène, Ricorda il giorno in cui sono arrivati i primi matrimonio, dal 1862 al 1910, registrano, con scabra accuratezza e
come il marito, non era tornata dal lager. deportati alla Gare de l’Est? «Non saprei... Ma analisi impietosa, come mutò il cuore del suo compagno, incapace di
Sopravvivere e vivere raccoglie una serie di quando ho visto com’erano ridotte le persone accettare la dimensione familiare, sempre spinto da una cerebrale
conversazioni fra Denise Epstein e Clèmence “valide” che scendevano (...), ho pensato che se i interpretazione del mondo e dell'ingiustizia sociale a scegliere le strade
Denise Epstein davanti Bouloque (Adelphi, pp. 181, € 13, traduzione di miei genitori mi fossero passati davanti non li avrei più difficili. Pur attratto da lei, dalla sua giovinezza, (Sof'ja affronterà
al ritratto della madre Irène Francesco Bergamasco). Di ricordo in ricordo, dai riconosciuti...». quindici gravidanze), era poi pronto a respingerla, vergognandosi,

Elizabeth Strout Il fuoco cova sotto


le ceneri nella provincia americana
RUGGERO NADIA
BIANCHI

Alle soglie degli Anni


Sessanta West Annett, una pic-
cola comunità rurale del Maine,
Il reverendo CAPRIOGLIO

«Di colpo gli fu chiaro


che ciò che lo tormentava sen-
za lasciarlo libero si era im-

e la figlia che
sembra incarnare alla perfezio- provvisamente staccato. Pro-
ne lo spirito della provincia ame- vava pietà per [la moglie, per
ricana. Una cittadina linda e or- il figlio], voleva fare in modo
dinata, quella descritta da Eliza- che non soffrissero. Doveva li-
beth Strout in Resta con me: tra- berarli e liberare se stesso da
dizionalista e conservatrice, re-
stìa ad accogliere forestieri,
quand'anche si tratti soltanto di
villeggianti «metropolitani».
Tutti in qualche modo trascor-
perse la voce quelle sofferenze. “Com’è bel-
lo, com’è semplice”, pensò. “E
il dolore?” si domandò.
“Dov’è andato? Dove sei dolo-
re?” Si mise in ascolto. “Ah,
rono il tempo lavorando; maga- Elizabeth eccolo. Non importa, rimani
ri, se sono donne, facendo torte Strout pure”. E la morte, dov’è? Cer-
e marmellate, ricami e centrini è nata cò la sua solita paura della
all'uncinetto, chiacchierando e nel 1956, morte, ma non la trovò. Do-
cedendo al pettegolezzo pure ha vinto v’era? Quale morte? Non ave-
quando si dedicano alle opere di il Pulitzer va alcuna paura, perché non
bene. Frequentano le associazio- con il romanzo c’era alcuna morte. Al suo po-
ni filantropiche e la funzione do- «Olive sto, la luce».
menicale, decidono e controlla- Kitteridge». Chissà se Lev Tolstoj, in
no il bilancio della Chiesa locale, La scrittrice quella malinconica, umida,
e non paiono avere grosse preoc- sarà in Italia mattina del 7 novembre 1910
cupazioni, a parte il timore che la prossima in cui morì, ripensò a La mor-
Eisenhower si lasci turlupinare settimana, te di Ivan Il’ic che aveva scrit-
dalla bonarietà rozza e aggressi- a Roma to un quarto di secolo prima.
va di Krusciov in visita negli Sta- e a Torino, Nella casetta rossa del capo-
dove terrà stazione di Astapovo, a 130
«Resta con me»: un incontro
al Circolo Venticinque anni dopo
un affascinante dei lettori
romanzo di formazione e un seminario Vladimir Pozner Lev Tolstoj con la moglie Sof’ja
dove a crescere non sono alla Scuola raccolse e montò
Holden
i bambini ma i grandi tutte le voci di quel
«pubblico evento» Tolstoj Nel 1910 la fuga da Jasnaja Poljana.
ti Uniti, che sia comunque op-
portuno costruirsi sottoterra km da Mosca, il conte una settimana d’agonia, una morte seguita
un piccolo rifugio contro il ri- Tolstoj combatteva la sua ul-
schio di un possibile conflitto nu- tima battaglia, liberandosi in diretta da giornalisti, medici, autorità
cleare e la minaccia di un attac- progressivamente della pro-
co chimico o batteriologico; e so- pria immagine pubblica, del-
prattutto che qualche ebreo di
passaggio possa convolare a
nozze con un loro rampollo, fem-
mina o maschio che sia.
Ma, come molta narrativa
un'esistenza che a ciascuno, sen-
za eccezioni, toglie e dà tanto.
«Resta con noi» non è soltanto la
supplica dei discepoli a Cristo, ma
anche e soprattutto la frase rivol-
la gloria, della fortuna per af-
frontare la morte con la sem-
plicità di un contadino. Nella
notte fra il 27 e il 28 ottobre
era fuggito di casa, dall’ama-
E il mondo spiò
americana ci ha insegnato, dai
classici a Stephen King, è pro-
prio in climi del genere che il fuo-
co cova sotto le ceneri, sebbene
ta dai fedeli al pastore e dal pasto-
re a ogni membro della sua Chie-
sa. Convivere in pienezza con la
propria coscienza e con la vita,
ta dimora di Jasnaja Poljana
in cui aveva vissuto 82 anni,
dalla famiglia, dai beni mate-
riali, «per vivere in silenzio e
gli ultimi battiti
del suo cuore
le temperature del Maine rag- con le proprie memorie e le pro- solitudine gli ultimi giorni
giungano d'inverno livelli polari. prie colpe, con un Dio incompren- della propria vita».
E a far divampare le fiamme, sibile e con un'umanità troppo Il suo gesto, con preoccu-
lentamente, inconsapevolmen- p Elizabeth Strout spesso ingiusta significa insom- pazione del potere statale ed
te, per poi contribuire peraltro p RESTA CON ME ma essere finalmente diventati ecclesiastico, era stato inter-
in prima persona a spegnerlo in p trad. di Silvia Castoldi uomini. Sotto questo aspetto, Re- pretato come un simbolo di dal mondo intero con l’aiuto del
uno splendido e dolcissimo fina- p Fazi, pp. 372, € 18,50 sta con noi è davvero un anomalo e liberazione, di rottura con i telegrafo, grazie a cui i giornali-
p La scrittrice sarà l'8 giugno a
le, è il reverendo Tyler Caskey, Roma, al Festival delle Lettera-
affascinante romanzo di formazio- valori tradizionali e patriar- sti informavano regolarmente
un giovane pastore muscoloso e ture di Massenzio; il 9 a Torino, ne, nel quale a crescere non sono i cali: Tolstoj aveva finalmen- il pubblico non solo sull’anda-
colto, ardente e zelante, ricco di ospite al Circolo dei Lettori, h. bambini ma i grandi. te trovato il coraggio di far mento della malattia di Tolstoj,
fascino personale e di carisma 18; e il 10 e l'11 giugno terrà un se- In questo lavoro Elizabeth aderire la propria vita al se- ma anche sugli stati d’animo e
ecclesiale, grazie ai cui sermoni minario sullo Storytelling pres- Strout dà in assoluto il meglio di vero insegnamento etico che sulle reazioni dei suoi familiari.
appassionati la comunità è di- so la Scuola Holden. se stessa, grazie anche a taluni se- professava da anni e grazie Pozner nel 1935 è un giovane
sposta a qualche concessione: greti di scrittura che la rendono al quale aveva innumerevoli scrittore di lingua francese ma
perdonargli ad esempio di cita- quasi unica nel panorama lettera- discepoli, di fuggire dalla fal- di origine e di cultura russa; na-
re troppo spesso la «cattolica» ria bravura della Strout, che già rio contemporaneo: quel suo muo- sità per cercare quella vita to in Francia nel 1905, dopo una
santa Teresa, l'«ebreo» Dietrich per questo romanzo avrebbe me- versi pacato tra presente e passa- autentica che traspare dalla breve parentesi a Pietroburgo,
Bonhoeffer, l’«eretico» Soren ritato il Pulitzer poi assegnatole to, dove l'oggi è già ieri ma è al sua opera letteraria.
Kierkegaard e addirittura per Olive Kitteridge. contempo anche domani, perché Durante il viaggio, prova- In libreria anche
l'«ateo» Karl Marx; e persino di Il disfacimento fisico e menta- la memoria incide sempre su ciò to dalla stanchezza e da una
aver sposato Lauren, una ragaz- le, psichico e morale che rischia di che dovrà accadere; quel suo febbre improvvisa, è costret- il romanzo di Parini
za di città, per giunta provenien- minarlo abbassa Tyler al livello oscillare tenue tra oralità e scrit- to a far tappa ad Astapovo, diventato ora film
te dai quartieri alti e, come se dei propri fedeli, gli permette fi- tura; quel suo immergere di conti- «un minuscolo punto nero sul-
non bastasse, sexy ed elegante. nalmente di entrare nelle loro ani- nuo il protagonista in un magma l’atlante» dove è difficile im- e il poetico «reportage»
Il guaio è che Tyler è innamo- me. Anime che a propria volta si dove tutti i personaggi sanno farsi maginare che qualcuno sia di Alberto Cavallari Una scena dal film «The Last Station»
rato quasi alla pari di Dio e della volgono e si aprono a lui, prendo- protagonisti e dove la storia di mai sceso da un treno, un vil-
sua donna. E quando Lauren no coscienza dei propri limiti, dei ognuno è essenziale per penetra- laggio di contadini che da ritorna a Parigi, dove studia al- che trasmette la polifonia di vo-
muore, lasciandogli una bimba propri peccati e dei propri reati, li re dall'interno la vicenda principa- quel momento sembra diven- la Sorbona, diventa militante ci di tutti coloro che «spiano i
da poco svezzata e un'altra fi- confessano a lui e a se stesse, ten- le. Dove tutto viene detto e de- tare la capitale della Russia, il comunista, traduce Tolstoj e battiti del cuore di Tolstoj» sul-
glioletta di pochi anni che per il tano, quando non possono porvi scritto e raccontato, ma tutto ciò luogo in cui «un uomo saggio Dostoevskij, pubblica il suo pri- lo sfondo del paesaggio acquo-
trauma smette di parlare, il suo rimedio, di sottrarsi a gratificanti che è più essenziale e vitale e con- si ritrova a dir addio a quella mo libro in francese, Tolstoj è so e indistinto della campagna
mondo inizia a sgretolarsi, sen- giustificazioni e consolatorie ri- turbante resta inespresso, perché vita che aveva saputo com- morto, che Adelphi propone russa: dispacci, telegrammi in-
za che il cuore riesca a trovare mozioni, sicché l'ormai prossimo chiunque legga possa immaginar- prendere così bene». ora per la prima volta in Italia viati dai giornalisti, titoli di
risposte convincenti in quella Giorno del Ringraziamento diven- selo e ricostruirselo a modo suo e Venticinque anni più tardi nella traduzione di Giuseppe Gi- giornale, interventi della poli-
Bibbia che pure la ragione si ta per tutti, almeno per una volta, riviverlo quindi in relazione a se Vladimir Pozner decide di ri- rimonti Greco. zia, bollettini medici, tentativi
ostina a fargli leggere e predica- un momento di accettazione di se stesso, alle proprie attese e alle percorrere quella settimana E’ un documento di genere delle autorità ecclesiastiche di
re. E qui emerge la straordina- stessi e della contraddittorietà di proprie urgenze. d’agonia che era stata seguita inedito, un testo-montaggio riportare il malato in seno alla
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SABATO 5 GIUGNO 2010
LA STAMPA III

diceva, dell'impero delle passioni. Lei si ridusse a seguirlo, prima con LE «POLEMICHE» E UN RITRATTO la partenza, l’eterna insoddisfazione,
maggiore ingenuità, dopo con matura consapevolezza, nei suoi
improvvisi rivolgimenti, fra depressioni ed entusiasmi infantili. Copista
Maledetto Céline l’abbandonare situazioni consolidate per mettersi
in gioco, per sfidare il destino, per cercare nel
instancabile (trascrisse sei volte Guerra e pace), non era un'ammiratrice = «Non voglio dover niente a nessuno. fondo della notte altre ragioni di conoscenza e di
cieca del marito. Ne conosceva i difetti, anche intellettuali, ne Dall’epoca in cui facevo il galoppino per preparare sofferenza».
sottolineava il luoghi comuni. Crebbe da sola i figli, sempre ammalati, la maturità, e per imparare il latino dovendo Una guida all’officina dello scrittore la firma
spesso bisognosi di cure spirituali. Lo amò intensamente, soffrì per i nascondermi nei ces..., sono sempre stato un Stefano Lanuzza: Maledetto Céline (Stampa
ripetuti abbandoni e fu gelosa del ricordo di svariate antiche relazioni. uomo libero e sempre lo sarò». Sei interviste, sei Alternativa, pp. 237, € 13). Il «manuale del caos» si
Chi dei due fosse la vittima e chi il colpevole, chi dei due si piegò all'altro, conversazioni per conoscere Louis-Ferdinand articola in due parti. La prima è un «lessico
chi soffocò l'animo suo per compiacere l'amato, non è dato saperlo. Si Céline, riproposte da Guanda: Polemiche céliniano», un vocabolario d’autore, da abiezione
furono reciprocamente necessari. Come scrisse Sof'ja il 10 maggio del 1947-1961 (pp. 120, € 12,50, traduzione di a vivere («Vivere, per le anime ardenti, è una
1898, anno colpito da una grave carestia: «chi di noi non lotta contro le Francesco Bruno). Nell’introduzione, Ernesto carriera pericolosa»). La seconda è un’introduzione
passioni?... E se si hanno passioni, bisogna tacere, non strombazzarle». Ferrero, che ha tradotto il Viaggio al termine della alle opere, velocemente ripercorse. In appendice,
Camilla Valletti notte, osserva: «Il gesto céliniano per eccellenza è un galleria di temi céliniani. Louis-Ferdinand Céline

Christine Angot La scrittrice alfiere dell’«egotismo»


che finge fatti veri: ora racconta il suo amante meticcio
Chiesa ufficiale, istantanee sui GABRIELLA

Com’è difficile
BOSCO
familiari che vanno e vengono,
passi di diario, lettere, finché Dei diciassette libri
una voce rotta dal pianto non che Christine Angot ha pubbli-
annuncia attraverso il vasistas: cato dal 1990 a oggi, Il mercato
«E’ morto!» degli amanti è quello che la cri-
Pozner ricostruisce que- tica francese ha unanimemen-
st’ultimo episodio della vita di
Tolstoj evidenziando l’interes-
sante fenomeno, nuovo per
l’epoca, che lo caratterizza: il
totale capovolgimento dei rap-
porti tradizionali fra vita pub-
te apprezzato di più. Sin dal-
l’inizio, ha fatto molto discute-
re la sua cifra di scrittrice,
l'egotismo. Da un lato gli entu-
siasti, convinti che l'era po-
stmoderna costringa gli auto-
stare con un nero
blica e privata. ri a parlare solo e ossessiva- Ma veniamo al Mercato degli
Nei giorni successivi alla fu- mente di sé; dall’altro i deni- amanti. Questa volta Angot ci
ga di Tolstoj da Jasnaja Polja- gratori, che di libro in libro racconta della sua relazione
na la famiglia era stata costret- hanno squalificato una lettera- con Doc Gynéco, rapper metic-
ta ad attingere informazioni tura solipsistica tendente alla cio - al secolo Bruno Beausir - e
sui suoi spostamenti dai giorna- mitomania e in qualche modo dunque delle difficoltà di una
li; più tardi, quando lo raggiun- «sospetta». storia d'amore tra una scrittri-
gono morente ad Astapovo, la Angot è considerata dai ce cinquantenne bianca con un
moglie e i figli si ritrovano isola- più autrice autofinzionale, eti- giovane banlieusard di colore.
ti da lui: i medici temono che la chetta che la irrita (sono leg- Complicata dall’appoggio che
presenza delle persone da cui gendarie le sue arrabbiature quest’ultimo diede a Sarkozy
egli era fuggito avrebbe un’in- pubbliche) e che lei respinge a durante la campagna presiden-
fluenza negativa sulla sua con- ogni occasione. Poiché la ca- ziale. Tradimenti a gogo: socia-
dizione. ratteristica fondante dell’auto- li, culturali, etnici… Sullo sfondo
Tuttavia i giornalisti rendo- fiction è quella di «fingere fatti permane il trauma che genera
no noto al mondo intero l’isola- veri» (la definizione è dell’in- la scrittura di Christine Angot,
mento dello scrittore dalla mo- ventore Doubrovsky) ovvero qui presente nella frase che un
glie e dai figli: indimenticabile di trasporre in finzione narra-
l’immagine di Sof’ja Tolstaja tiva eventi reali, viene in effet- Lei bianca, 50 anni,
che si avvicina da sola alla casa ti da chiedersi come possa
e, mesta, guarda nella stanza rientrare in questo genere la si lega a un giovane
attraverso la finestra. Abban- sua scrittura se, come Angot rapper delle banlieue,
donando Jasnaja Poljana, sostiene, essa è completamen-
Tolstoj si era «buttato» nella te priva di invenzione. Ed ecco con l’intento di
entrare in scena il sospetto. Christine Angot con il suo compagno Doc Gynéco, rapper meticcio smontare i pregiudizi
Lo scrittore avrebbe Il libro che ha fatto più di-
scutere è L'incesto, del 1999, za, aggravata da una lunga inca- giorno le disse suo padre, ripor-
voluto concludere quello che in termini espliciti pacità a reagire e dunque da un tata a pagina 180, cioè a due ter-
la vita con la semplicità evoca la protratta relazione invivibile senso di colpa? zi del libro: «Al mercato degli
sessuale di Christine con il pa- In realtà, questo poco do- amanti un nero vale meno di un
di un contadino, dre, indiscutibilmente trauma- vrebbe importare al lettore cui bianco». Ancora e sempre, in-
in solitudine e silenzio tica, iniziata quando l'autrice è messa in mano una narrazio- somma, tutto ruota intorno a
era adolescente e innescata ne cruda condotta in prima per- Edipo.
sfera della vita pubblica, por- dall’uomo con suadenza sub- sona con esibizione di nomi e co- Lo scopo dichiarato del libro
tando sotto lo sguardo di tutti il dola e luciferina. Vero o falso? gnomi veri, e precisa volontà da era quello di smontare certi pre-
momento, tradizionalmente Visceralmente, il dibattito parte dell’autrice di indurre giudizi: da qualunque parte lo si
p Vladimir Pozner privato, della malattia e della si è sviluppato a partire da l'identificazione. Mentre, a rigo- guardi, bisogna dire che è cen-
p TOLSTOJ È MORTO morte. questo interrogativo. Christi- re, questioni di carattere etico trato. Da qui la giusta approva-
p trad. di G. Girimonti Greco L’odissea di quei giorni ha ne Angot si è inventata i termi- p Christine Angot sarebbero più interessanti, ad zione unanime. E poi c'è il lin-
p Adelphi, pp. 274, € 18 p
appassionato molti autori, tra i ni del trauma per mettere in IL MERCATO DEGLI AMANTI esempio l'opportunità di coin- guaggio - nervoso, disperato - di
quali Alberto Cavallari, il cui in- scena finzionalmente sofferen- p trad. di Francesco Bruno volgere la propria figlia, molto Angot, questa sì la vera cifra
tenso racconto La fuga di ze interiori, certamente reali p Guanda, pp. 265, € 16,50 piccola all'epoca della pubblica- della sua narrativa, reso in ita-
p Altri suoi titoli tradotti: «L’ince-
Tolstoj, scritto nel 1986, viene ri- ma non concretamente ince- sto» e «Rendez-vous»
zione dell'Incesto, in un progetto liano con tutte le acrobazie del
proposto da Skira. Anch’esso stuose, o davvero è stata per letterario di questa natura, a caso dal valoroso Francesco
basato su documenti e testimo- anni vittima di questa violen- prescindere dalle conseguenze. Bruno.
nianze, malinconicamente poe-
tico, segue Tolstoj nella sua fu-
ga senza fine da se stesso, ver-

H
so il Sud, verso la giovinezza anne Wilhelmsen è la no coinvolgimento, difficile tut-
perduta, nella sua estrema, li-
bera corsa nel mondo per la-
piccola grande sorpre-
sa che Anne Holt ci re-
IL GIALLO tavia da dimostrare, di alcuni
principi del foro che paiono i bu-
sciarsi alla spalle «la Sonata a gala ne La dea cieca (tradu- PIERO SORIA rattinai occulti ed insospettabili
p Jay Parini Kreutzer che stava vivendo», la zione di Giorgio Puleo, Einau- nel gran ballo della droga.
p L’ULTIMA STAZIONE tragedia dell’odio-amore coniu- di Stile Libero, pp. 379, Non basta: sullo sfondo dan-
p
p
p
trad. di Lorenzo Matteoli
Bompiani, pp.400, € 19,50
L’autore ha scritto biografie di
Steinbeck, Faulkner e Robert
gale che lo faceva fuggire.
Amore che è al centro del ro-
manzo storico scritto nel 1990
€ 18,50): ironica, determinata
al limite della durezza, elegan-
temente gay, è la detective che
Misteri e ministeri zano, inquiete ed inquietanti,
strane ombre. Profili riflessi ne-
gli specchi del doppio gioco di po-
Frost. Da questo suo romanzo è
tratto il film omonimo, diretto da
Michael Hoffman, con Chri-
stopher Plummer e Helen Mirren.
dal poeta e narratore america-
no Jay Parini L’ultima stazione,
pubblicato da Bompiani nella
traduzione di Lorenzo Matteo-
ha affiancato (il romanzo risa-
le al 1993) il più celebre duo
Vik & Stubo che molto ha con-
tribuito alle fortune del versa-
di coca e giustizia tenti barbe finte che lasciano in-
travedere fili in grado di condur-
re addirittura al ministero della
Giustizia. E, dal momento che la
li. L’amore tumultuoso di tile ex ministro della Giustizia Holt ne ha frequentato e diretto
Tolstoj per la moglie e l’amore norvegese (tra le tante incom- «La dea cieca» di Anne Holt: una nuova le stanze, lo schema assume im-
timido che sorprende il suo gio-
vane segretario, Valentin Bul-
benze - Procuratrice del Re-
gno e collaboratrice di svaria-
detective, addio alla coppia Vik e Stubo mediatamente il tratto di una te-
stimonianza diretta. Che a Stoc-
gakov, visti attraverso il calei- ti quotidiani - coltiva in una colma ci si dipani ancora tra i
doscopio dei diari che tutti scri- rubrica molto seguita anche caso di intraprendere un proce- sto, con un’antica compagna di nodi insoluti della vicenda Pal-
vono e ognuno tiene nascosto la sua quasi furibonda passio- dimento penale nei confronti di studi, Karen Borg, ora avvocato me è una realtà nota ed accetta-
agli altri. ne per il calcio). un sospetto ma con compiti di civilista. Ed è proprio lei ad im- ta. Ma che anche nelle acque (al-
Ciascuno dei tre libri è «un Pur in un nuovo schema esclusivo consiglio e non già di battersi nel cadavere, reso orri- l’apparenza ben più tranquille)
viaggio per mare in acque sco- narrativo, la Holt non rinun- direzione d’indagine come capi- bile da mutilazioni varie, di un di Oslo si navighi nelle medesi-
nosciute», ogni autore segue la cia alla costruzione di una nuo- ta invece nel nostro sistema. piccolo spacciatore da strada. me nebbie è fatto del tutto inedi-
propria rotta, ma alla fine si arri- va coppia: al fianco dell’inve- Hakon, naturalmente, è disegna- Sembrerebbe una vicenda da to e rimarcabile.
p Alberto Cavallari va sempre ad Astapovo, alla pic- stigatrice pone infatti una figu- to in contrasto al carattere tra- poco, un classico regolamento di Buona scrittura, piena di rit-
p LA FUGA DI TOLSTOJ cola casa rossa, dove l’artista, ra abbastanza inedita per noi, sbordante di Hanne: è vagamen- conti tra pedine di nessuna im- mo e di sospiri. Notevole anche
p Skira, pp. 128, € 15 come scrive Viktor Šklovskij, si il politiadjtant Hakon Sand, te tendente al grigio, immerso portanza, quando invece diven- l’assenza, ormai stereotipata,
Uscì da Einaudi nel 1986 stacca dal vecchio superando la giurista in forza alla polizia la nei suoi dubbi e travolto da un ta subito evidente che sotto c’è delle classiche tristezze nordiche
pietà per i propri cari. cui funzione è valutare se sia il amore silenzioso, e mai corrispo- molto di più. Ad esempio lo stra- addolorate di buio incombente.
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Scrittori italiani Tuttolibri


SABATO 5 GIUGNO 2010
IV LA STAMPA

RISCOPERTE
GIANANDREA PICCIOLI
SERGIO

L’ultima estate
PENT

Mito e misteri dei


Pink Floyd raccontati come
forse i Pink Floyd non avreb-

della Dolce vita bero saputo fare. Nella sua


eclettica ispirazione, Michele
Mari ci offre un altro geniale p Michele Mari
esempio di come la letteratu- p ROSSO FLOYD
L’esordio Anni 70 di Calligarich ra possa intrufolarsi ovun-
que, dal puro romanzo alla
p
p
Einaudi, pp. 281, € 20
Michele Mari , figlio del designer
che convinse la Ginzburg e Garboli più deflagrante contaminazio- Enzo, è nato nel 1955 a Milano, do-
ve ora insegna, alla Statale, Lette-
ne meta-narrativa, quando a ratura italiana. I suoi ultimi libri
sorreggerla c'è una scrittura pubblicati da Einaudi sono «Cen-
«Il mio supplizio/è quando/ città «non amica e non mater- alta, tentacolare, intelligente. to poesie d'amore a Ladyhawke»,
non mi credo/in armonia» na ma piuttosto beffardamen- Dal lirismo un po’ sadico di «Verderame» (Premio Grinzane
cantava Ungaretti. E' il te complice». E, come nella ci- Tu, sanguinosa infanzia al deli- Cavour 2008), la nuova edizione
supplizio di Leo Gazzarra, tata Dolce vita, Roma, con ro d'amore per eccellenza di di «Tu, sanguinosa infanzia».
il protagonista, un po’ Bart- la sua luce che dilaga sulle Rondini sul filo, passando per p Mari presenta il nuovo romanzo
leby un po’ Meursault e mol- case, con quelle sere che si l'esemplare Filologia dell’anfi- domani, 6 giugno, h. 11, al Festival
«Le corde dell’anima» di Cremo-
to Marcello della Dolce vi- adagiano pigramente sui tet- bio fino al recente Verderame, na. Seguiranno «Lezioni di rock»,
ta, de L’ultima estate in ti, con quel vento che la luci- che in un Paese serio e consa- il meglio dei Pink Floyd, con Gino
città, il romanzo d’esordio da e sopra cui «splende un pevole avrebbe vinto almeno Castaldo e Ernesto Assante.
di Gianfranco Calligarich, cielo da spaccare il cuore», o uno dei due cosiddetti Grandi
edito nel 1973 con la sponso- quando è «così vuota che si Premi, Mari si è speso con sa-
rizzazione di Natalia Ginz- sentono i palazzi invecchia- pienza in una ricerca estenua-
burg e Cesare Garboli, ora re», è attrice, non sfondo del- ta ma felice, mai rabbiosa,
felicemente ripubblicato la vicenda. mai ricalcata su qualche bana-
dal benemerito Nino Ara- Calligarich ha grande ta- le estemporaneità o moda del
gno (pp. 179, € 15), editore lento nel cogliere in rapidi
controcorrente per vezzo e tratti sensazioni più che sen- Un atto d’amore verso
per vocazione. timenti, nel renderne la fisici-
Leo vive a Roma, venen- tà, come il tocco dell’aria sul- un mito del rock, da
do da Milano dove ha la- la pelle. Così come descrizio- Syd Barrett a Gilmour,
sciato i genitori (e l’umbra- ni brevissime incidono nella
tile figura paterna è una memoria del lettore istanta- una scrittura alta,
delle meglio riuscite del ro- nee di figure, situazioni e am- tentacolare, intelligente Manifesto per un concerto dei Pink Floyd quando uscì l’album «The Wall»
manzo). Non sa, meglio: bienti dietro cui si spalanca
non vuole, adattarsi ai vari una vita fatta intuire per toc- momento. L'unicità lascia stu-
lavori che intraprende, si la- chi suggestivi. E anche nei piti ma disarma, preferiamo già segnato in tutto il suo dora-
scia soprattutto vivere, cir- momenti drammatici c’è un languire sullo scrittor giova- Mari Un variegato popolo di artisti, to percorso, come se il folle, ne-
guizzo di disincanto, pure ne fresco di stagione piutto- vrotico Syd diventato un obeso
Il protagonista Leo questo molto «romano», che sto che rendere onore alle ec- parenti, amici cerca (e trova) una vera eremita calvo, gonfio di dolciu-
infonde alla pagina inaspet- cellenze. mi e smarrito nella pazzia, aves-
ricorda Mastroianni: tati risvolti comici. Provi qualcun altro, tra i risposta al mistero della musica se già predisposto le pedine del
peculiare la relazione Dopo questo esordio fulmi- nostri presunti talenti dei «bu- futuro in vista del suo anticipa-
nante Calligarich ha pubbli- bu» post-adolescenti, a rivan- to abbandono.
con Roma, città
né amica né materna
condato da amici sostan-
cato solo Posta prioritaria,
un libro, esilarante e tenero,
di 23 racconti epistolari più
definiti del romanzo, che in-
gare - ricostruire, ipotizzare -
la storia grandiosa e mai vera-
mente consolidata di un mo-
numento del rock quali sono
Che bello Le ipotesi che affollano que-
sto libro, oltre ai membri della
band, si chiamano Kubrick,
Bowie, Clapton, Geldof, Alan

impazzire con
zialmente mediocri, salvo vece ha una struttura un po’ stati i Pink Floyd. Ci provi, Parson, tra gli altri, ma la se-
l'etilista Graziano, grande indeterminata e si chiude per per ricavarne - come ha fatto quenza delle testimonianze, del-
personaggio dal tragico de- volontà dell’autore, non per Mari - un ibrido a più teste le confessioni e delle lamenta-
stino, degno di un film di esaurimento del respiro nar- che non è romanzo, non è bio- zioni - anche postume - permet-
Orson Welles, quando ha la rativo. Ma Calligarich, nato grafia e non è Storia, ma un te a un variegato popolo di arti-
ventura di incontrare
Arianna, una di quelle don-
ne affascinanti e infelici, in-
felicitanti e mercuriali che
ad Asmara nel 1939 da padre
ebreo nativo di Corfù e ma-
dre piemontese (già queste
origini mescidate spesso pre-
semplice - si fa per dire - atto
d'amore verso un mito, verso
la complessità di una genera-
zione indefinita. Quella post-
i Pink Floyd sti, parenti, amici, comprimari,
di dialogare in coro, di disquisi-
re, di cercare una vera risposta
al mistero della musica - dai te-
ogni uomo di buon senso do- dispongono ai commerci o all' Beatles e Rolling Stones, per sce a causa dell’Lsd, ma il mi- entità di due cervelli per un so- sti alle ambigue copertine dei
vrebbe evitare ma che sono affabulazione), è anche sce- intenderci, quella in cui quat- stero per cui nel 1968 gli altri lo corpo, sovrintendono al tut- dischi - di un gruppo che ha cer-
proprio quelle di cui più ci neggiatore di film e di fiction tro ragazzi inglesi di Cambrid- componenti del gruppo «dimis- to: siamesi come lo furono Gil- cato strade alternative al rock
si invaghisce. Anche quello televisiva, drammaturgo e re- ge mettono insieme i loro ta- sionano» il loro carismatico lea- mour e l'altro leader della classico, e che le ha trovate -
con lei è un non-rapporto, gista. Poliedrico, forse disper- lenti per diventare un gruppo der per sostituirlo con il pur di- band, quel Roger Waters che forse, insinua abilmente Mari -
sufficiente però a invischia- sivo, ha pure fondato e diret- rock destinato alla leggenda. vino David Gilmour, resta - e re- combatté fino al 1987 la sua bat- grazie a un continuo passaggio
re Leo fino a scelte apparen- to fino al 2002 il «Teatro XX Anche quando la leggenda sterà - un mistero. taglia persa per l’acquisizione di consegne che arriva da qual-
temente radicali e conclusi- secolo», con sede nello storico divorzia, si ricongiunge, per- L’ombra di Syd è il tracciato del marchio collettivo. Ma in che altro luogo, da un «altrove»
ve, anche se la sua interiore Fontanone del Gianicolo. de pezzi per strada, sfrutta se di questo Rosso Floyd, il colore tutto ciò che i Pink Floyd hanno in cui sono custoditi i segreti di
passività lascia in sospeso Varrebbe la pena che qual- stessa e si dilania, sull’onda - di un sangue mai veramente fatto nella loro carriera - insie- una mente in disarmo, ma at-
la vicenda fino all'ultimo. che editore desse un’occhiata come insinua l'autore in mo- versato ma da cui nasce la me- me o separati - emerge sempre tenta a consegnarsi ai posteri.
Già la Ginzburg aveva ai suoi cassetti: è molto pro- do subdolo, inquietante - del- moria, si confermano ipotesi, si l'ombra di Syd: apparizioni, te- In questa strepitosa combi-
colto la peculiarità della re- babile che nascondano sor- l’abbandono di uno dei fonda- esprimono giudizi, si lasciano stimonianze, preveggenze, sim- nazione di linguaggi e di ipote-
lazione di Leo con Roma, prese interessanti. tori, Roger «Syd» Barrett. Uf- galleggiare dubbi. bologie fantasmatiche. Come si, Rosso Floyd è un libro amabil-
ficialmente Barrett impazzi- I «siamesi», emblematica se il destino del gruppo fosse mente - diabolicamente - unico.

BRUNO fatto con il loro menefreghismo,


QUARANTA Petri La storia di due ex coniugi con le loro fughe, facendo i pa-
Rimanere in equili- rassiti...»).
brio sul filo di una storia coniu- ripercorsa in lettere implacabili Che cosa resta del giorno a
gale, a maggior ragione se del Mario? Alle cinque della sera,
nostro tempo, non scivolando cosparso di banderillas, farà ha-
nella pochade o nel vaudeville
o nella pur degna «bibliotèque
rosa», è sfida non lieve. Roma-
na Petri in Ti spiego la onora
Ti spiego che rakiri formulando l’«oscena»
proposta: «Mi dici che sei dispo-
sto a lasciare tua moglie e tuo fi-

affrontandola comme il faut: se-


lezionando le parole (esatte,
spietate, di carne), mai smar-
non sei stato p Romana Petri
Anatomia di una storia
matrimoniale
rendo il ritmo (non c’è pausa, e di una generazione,
l’urgenza di setacciare, di
esplorare, non lo consente, il
tarlo della divagazione è ince-
nerito), disossando i personag-
un grande amore p TI SPIEGO
p Cavallo di ferro, pp. 200, € 16,50
Romana Petri al fuoco di una durezza
che è lucida carità
gi, sottoponendoli cioè alla Mario e Cristiana (due figli in satosi, un ulteriore figlio, a scri- mune del romanzo di Alberto (sul sospetto fondando una com- glio per tornare con me». Siamo
prova della verità, grazie al te- comune) è l’oceano, a dividerli, verle per primo, da subito com- Bevilacqua. Però estranea al- pulsiva infedeltà), obbedendo al- agli sgoccioli, no? A Romana Pe-
stimone incorruttibile che è la dalle origini, da sempre, è un parendo nel romanzo indiretta- l’unguento, sempre al fuoco di le ideologie che devastano i sen- tri (a Cristiana), abbandonata
letteratura. mannello di lettere implacabili mente, ossia mai con il suo voca- una durezza che non è vendet- timenti, asservendosi ai cattivi la ricetta moraviana dell’Amore
In scena, o sul ring (si giun- come sa esserlo lo specchio. bolario. E’ Cristiana, a sua volta ta, non è regolamento di conti, maestri, offrendo il suo obolo al- coniugale, qua e là rispolverata
gerà a evocare, a interpreta- Non è la strega di Biancane- risposata, e felicemente, a rias- ma carità, l’amore della carità: la débâcle di una generazione, a (somministrare uno di quei vele-
re, James. J. Braddock-Cinde- ve la sessantenne che, uno dopo sumerlo, ad anatomizzarlo, a ri- aiutare - missione che si rivele- cui Romana Petri (attraverso ni che a piccole dosi ridanno vi-
rella Man) Romana Petri di- l’altro, dissotterra i frantumi durlo in coriandoli. rà impossibile - Mario a ritrova- Mario, oltre Mario) non lesina ta al paziente) non resta che il fe-
spone una coppia che fu (o del matrimonio, rintuzzando Ti spiego è Una specie d’amo- re (a trovare) il senno. un serrato j’accuse («Erano pu- rale colpo di spada: «Perdona-
mai fu, il dubbio è coltivato as- ogni cipria. E’ lui, l’ex marito, re al femminile, una confessione Mario che ha scavato una ro egoismo, anzi, ti dico di più, mi, ma te lo devo proprio dire
siduamente, ostinatamente). Mario, ingegnere idraulico, tra- che fa da pendant a quella di Fe- fossa dietro l’altra: incaponen- sono stati loro a preparare il ter- che non sei stato tu il mio più
A separare geograficamente sferitosi a Rio de Janiero, rispo- derico, il disorientato eroe co- dosi sulla verginità di Cristiana reno per l’Italia di oggi, l’hanno grande amore».
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Critici e editor Tuttolibri


SABATO 5 GIUGNO 2010
LA STAMPA V

Guglielmi L’autobiografia di uno dei Grandi Lettori Ferroni


del secondo Novecento, alla ricerca di «forme nuove» C’è troppo
ANDREA
rumore,
CORTELLESSA

Il romanzo e la realtà
è l'autobiografia di uno dei
Grandi Lettori del secondo
Novecento. La «cronaca» del
La realtà dov’è la scrittura
non si sente
se non nelle parole?
sottotitolo fa scintille con lo
sviluppo del tempo cui si rife- p Angelo Guglielmi
risce: al fine, s'intende, di evi- p IL ROMANZO E LA REALTÀ Rispetto al percorso
tare lo spauracchio della Sto- p Bompiani, pp. 383, € 21 di Guglielmi, quello di
ria (della quale negli Anni Giulio Ferroni (al qua-
Settanta diceva Guglielmi le personalmente devo alme-
tutto il male possibile). Ma in va realtà ancora da conoscere secondo libro. Quello che defi- poranei, cioè, di quel «libro di no altrettanto) si presenta an-
realtà una scansione narrati- e che esige forme nuove» (ci- nisce (con attributo-clic indi- successo» del quale nel ’74 di- come sa fare a pezzi, in quat- titetico - e complementare.
va, quindi storica, c'è ecco- tando Nathalie Sarraute). geribile, pare a me, a qualsiasi ceva Guglielmi che «acquieta tro lucidissime battute, la stuc- Della Weltanschauung moder-
me: da una fase 1955-1970 Così Guglielmi ci ha inse- lettore di Manganelli o di Lan- le coscienze infelici come la ca- chevole voga odierna del noir. nista Ferroni ha indicato pri-
sotto il segno della «rivolta», gnato a leggere come scrittori dolfi) «poderoso» Come dio co- ramella il dolore di un bambi- Il fatto è che, a un certo mo- ma di altri, infatti, le contraddi-
a una 1970-1980 all'insegna della «realtà» il Balestrini di no» e così «ci autorizza […]a mento degli Anni Ottanta, s'è zioni e le aporie. Sintesi del
del «risparmio», sino alla più Tristano, il Malerba del Serpen- A un certo punto pensò commettere le più atroci bas- convinto che - a fronte della suo interrogarsi, nel ’96, fu Do-
recente, che sarebbe con- te, Pizzuto, Celati, persino il sezze intellettuali» (con un de- derealizzazione del presente po la fine: che diagnosticava un
trassegnata dalla «parola ri- Manganelli di Hilarotragoedia. che l’autenticità terminismo al quale, nella cir- operata dai media - un’autenti- esaurimento della tensione
trovata». E, in sommo grado, il Gadda potesse essere cercata costanza, proprio Manganelli cità possa essere cercata, dal- progressiva delle arti, «dopo»
Due libri in uno, dunque. del Pasticciaccio: a proposito opponeva le contraddizioni di la letteratura, solo nel passa- il quale non si poteva che adot-
Il primo sceglie il meglio di del quale, a caldo, parlava di dalla letteratura quell’«oscuro garbuglio» che è to: nella biografia e nell’auto- tare un atteggiamento «postu-
un percorso del quale, molto «realtà non ideologizzate» e di soltanto nel passato la letteratura). biografia se non, addirittura, mo». Quel saggio epocale rie-
semplicemente, dirò che è una «alienazione della realtà Si badi, Guglielmi è rima- proprio nella Storia. Dice per sce (Donzelli, pp. XX- 231, € 9)
stato tra i punti fermi della dalla sua storicità». (E non è manda di Ammaniti o Roman- sto se stesso: infatti sa dare la esempio che, se si possono ave- con un'introduzione che ne ri-
mia formazione. Guglielmi un caso che aggiunga oggi il zo criminale di De Cataldo; o migliore definizione di Gomor- re dubbi sul ruolo della fami- lancia i paradigmi, avvertiti co-
ha saputo cogliere i fermenti Landolfi di un titolo-paradig- che mostra «quasi entusia- ra («un grande racconto visio- glia Kennedy nella politica del me ancora più attuali un quin-
più innovativi della cultura ma come Se non la realtà). smo» per Vita di Melania Maz- nario», che «si fa credibile solo Novecento, «sfugge a ogni dicennio dopo.
degli Anni Cinquanta e Ses- A far problema, per me, è il zucco. Perfetti esempi contem- sfidando l'incredibilità»); così dubbio […]l'uccisione dei due Cosa sia avvenuto nel frat-
fratelli John e Robert». Ma se tempo lo mostra, in toni più
La letteratura qualcosa ci ha insegnato la let- mordenti, il pamphlet Scrittu-
teratura degli ultimi trent’an- re a perdere: la sovrapproduzio-
dagli Anni 50 a oggi: ni - per restare all’esempio ba- ne di merci culturali seriali,
tre fasi, nel segno della sti pensare a Libra di Don De- già denunciata da Dopo la fine,
Lillo - è che anche il passato s'è ingigantita con la rivoluzio-
rivolta, del risparmio, più documentato mostra, allo ne digitale; nel frastuono di
della parola ritrovata sguardo di oggi, un senso infi- questo rumore di fondo sem-
nitamente sfuggente: falsifica- pre più difficile è distinguere
santa, e sintetizzarli nel lin- bile, in potenza, tanto quanto ciò che fa eccezione, invece,
guaggio dei mass media: più il presente. per necessità espressiva, sen-
d'ogni altro contribuendo a Mi sono sforzato di cercare so di responsabilità e consape-
dar forma, così, a un senso una spiegazione sensata (o al- volezza linguistica. In una pa-
comune che per la cultura di meno narrativamente proponi- rola, per la sua qualità. È il pa-
oggi suona, invece, pura ere- bile) all’apparente inversione radosso, scrive Ferroni, «di
sia. Fondamenti ribaditi an- di rotta di Guglielmi. E allora una letteratura che si moltipli-
che in sede consuntiva: non ho pensato che un narratore ca e contemporaneamente ar-
ha senso «il ron ron del ritor- capace di fare una narrazione retra, assediata dall’impero
no alla realtà» perché «il rea- autentica (o almeno narrativa- dei media».
le (la realtà) è stata sempre mente verosimile) della «real- Sul Corriere della Sera Fran-
in campo, come obiettivo ob- tà non ideologizzata» di tutti i
bligato (e agognato) dello singoli momenti di presente
scrittore». La realtà della let- vissuti nel passato, più che leg-
teratura si trova però «nelle gerlo, Guglielmi abbia deciso
parole»: essa infatti non è re- di incarnarlo. E ovviamente è
pertorio di dati noti tradotto questo che leggiamo, Il roman-
in forme codificate, ma «nuo- Angelo Guglielmi traccia nel suo libro una «cronaca degli ultimi sessant’anni di narrativa italiana» zo e la realtà, il suo romanzo.

Di Stefano Piccola enciclopedia,


rapporto a più voci dall’officina-libro
p Giulio Ferroni

Ma che ceffi
MAURIZIO di leggere i suoi testi, non disse p SCRITTURE A PERDERE
CUCCHI p Laterza, pp. 110, € 9
una parola, si prese l'ovazione
Leggendo il libro di del pubblico, fece un inchino, e
Paolo Di Stefano Potresti an- se ne andò senza aprir bocca. Al-

sulla carovana
che dirmi grazie mi è venuto tro singolare «ceffo» quello del co Cordelli si è chiesto se siano
spontaneo ripensare ai miei pittoresco Charles Bukowski, ancora adeguate le categorie
circa quarant’anni di rapporti che Inge Feltrinelli incontrò a del pensiero critico neomarxi-
vari con le case editrici. E ai p Paolo Di Stefano San Pedro, essendone colpita sta implicate da Ferroni. Ma

degli editori
mutamenti, notevoli, che sono p POTRESTI dalla grande bruttezza, poiché come negare che gli scrittori
intervenuti. Nella realtà, e di ALMENO DIRMI GRAZIE «era tale che trasformò imme- «industriali» di oggi pubblichi-
conseguenza nell'editoria. p Rizzoli, p.420, € 22 diatamente in uno strano fasci- no solo per narcisisticamente
Non so quanto in meglio e no. Aveva una faccia straordina- «mostrarsi» (due «icone» par-
quanto in peggio, in effetti. ria. Tutto era eccessivo in lui: ticolarmente stucchevoli ven-
La prima osservazione, or- Il libro di Paolo Di Stefano sugli editori. anche la timidezza. Lo trovai in gono da lui indicate in Marga-
mai quasi un luogo comune, è mette insieme una serie di inter- Ma il libro offre anche la pos- shorts, camicia aperta, scalzo, ret Mazzantini e Paolo Giorda-
comunque immediata: fino a viste, in parte uscite in questi an- sibilità di godersi aneddoti sugli mi portò subito a raccogliere le no) mentre, «con la messa in
vent’anni fa o giù di lì il primo ni sul Corriere della Sera, (da An- scrittori, nei loro rapporti con albicocche nel suo giardinetto». quarantena della critica, viene
approccio editoriale a un libro dreose a Tropea, da Calasso a vari funzionari o manager edito- Ben diverso il caso di Susan Son- messo in primo piano chi ha
riguardava la sua qualità lette- Ferrero e Gelli, da Mauri a La- riali, e dunque di vedere più da tag alla Buchmesse del 2003 nel più audience e vende di più»?
raria, mentre oggi è quasi terza e Sellerio) proponendo un vicino figure che hanno fatto la racconto di Gian Arturo Ferra- Se talora i suoi toni appaio-
esclusivamente rivolto all'am- percorso vastissimo, molto va- letteratura di questi decenni. ri: «Rievocò un episodio davve- no moralistici, e dunque con-
bito della sua possibile diffusio- rio di testimonianze e informa- Luigi Brioschi, per fortuna, ro emozionante della sua infan- troproducenti, è perché Ferro-
ne. Anche i personaggi che la- zioni, intercalate da una serie di ci dice che «scegliere e pubblica- zia di bambina ebrea. […]In ge- ni - e non solo lui, del resto - av-
vorano nelle case editrici han- questioni di fondo sull’editoria re libri è ancora, in gran parte, nere Susan era tutto tranne che verte superati tutti i livelli di
no personalità, natura e facce una faccenda legata al gusto, all' commovente, anzi era irosa e guardia. Di recente è capitato
ben diverse, rispetto a quelli intuizione, alla curiosità per il che fare con un mondo che di impulsiva, complicata. […]Parti- di veder presentato il «merca-
che frequentavo un tempo,
Ieri ci si interrogava nuovo, all'iniziativa personale. scrupoli non può averne». va sempre dal concetto che l'edi- to» come luogo idilliaco degli
che non è poi così remoto. Ri- innanzitutto sulla Accodarsi al mercato, in questo Passando a cose più amene, tore voleva metterle i piedi in te- incontri e degli scambi, dove
può essere un rischio».
cordo di aver conosciuto, negli qualità letteraria, Ferruccio Parazzoli, uno dei
molto bello è il racconto di Seve- sta. Ma l'ultima volta, a Franco- gli uomini sono «tesi a com-
Anni Settanta, Giovanni Rabo- rino Cesari e Paolo Repetti (Ei- forte, vedendola così malata prendere e interpretare ogni
ni in Garzanti, Antonio Porta oggi l’attenzione verte nostri migliori romanzieri, che naudi Stile Libero) sulla presen- pronunciare quel discorso, mi elemento nuovo» (Federica
in Bompiani, Vittorio Sereni sulla possibile diffusione «vive» in Mondadori da sempre, za di Edward Bunker al Festival misi a piangere». Manzon su Nuovi Argomenti).
in Mondadori. osserva che i più giovani, attrez- Letterature di Massenzio a Ma tutto il libro (il cui titolo è Sostiene Marco Belpoliti che
Girare nelle stanze e nei emerse dalla parola degli inter- zati per affrontare le nuove ri- Romma nel 2002. Lo scrittore una frase che Pavese scrisse dal- il nostro è il tempo dopo la fi-
corridoi di quelle case editrici, vistati e dalle domande dell’au- chieste del lettore globale e del ex detenuto campeggia nel suo l’Einaudi al suo autore e amico ne della vergogna: che un pez-
per un giovane che voleva scri- tore. Il quale realizza una sorta mercato, «hanno meno dubbi ri- fisico imponente e nelle sue ele- Norberto Bobbio), è ricco di sto- zo ideologico come quello del-
vere, era qualcosa di euforiz- di piccola enciclopedia, sotto for- spetto a quelli della mia genera- ganti bizzarrie: «Un omone ve- rie interessanti, che acquistano la Manzon (proprio nel senso
zante. Ci si sentiva parte di un ma narrativa a molte voci, del zione. Non so se sia una virtù, stito di lino bianco, con un pana- risalto anche perché possiedo- stigmatizzato da Marx!) ven-
mondo in cui il libro era la sede mondo editoriale, completata ma non si fanno scrupoli. Una ma in testa e con una mappa di no ormai il fascino del passato e ga pubblicato da una rivista
ideale del pensiero e dell’inge- dall'ampia e utile sezione finale volta capito che le cose stanno cicatrici come geroglifici in fac- della storia. Ma anche dell’au- storica della sinistra italia-
gno, l'alternativa netta alla ba- in cui Margherita Marvulli pro- in un certo modo, non se ne pre- cia», che arrivò sul palco in ritar- tenticità, e spesso della grandez- na, parrebbe confermarlo.
nalità e all'effimero. pone una vasta serie di schede occupano oltre. Forse hanno a do, dopo che l'attore ebbe finito za, dei loro protagonisti. [A.C.]
VI Costume e società
PICCOLI LETTORI CRESCONO ricostruzione del puzzle delle emozioni e dei sentimenti in storie «a nervi scoperti» per giovani adulti, con protagonisti
Quando la vita ti graffia corto circuito della ragazza, tessere scombinate di domande
angoscianti che trovano inizialmente solo risposte
che si avviano nella vita mettendosi in gioco attraverso
comportamenti magari discutibili ma comunque scevri da
= «All'improvviso sono stata scaraventata a terra, sepolta sfilacciate. Una, in particolare, emblematica della sua indifferenza e grettezza. Personaggi vividi e irresistibili qual
da una cascata di barattoli. Ho urlato per la paura e per il determinazione a insinuare nello sgomento e nel rancore la è la giovane prostituta di Una canzone per Candy (pp. 282,
male, non avrei mai immaginato che il corpo potesse mano tesa amichevolmente: «Perché Nadira, una giovane € 14) dell'inglese Kevin Brooks, di un magnetismo stregante
provare tanto dolore». Comincia così, in un supermercato poco più grande di me, decide di ammazzare e morire?». E' per l'adolescente Joe mentre «la musica osa la speranza»
fatto saltare da una kamikaze palestinese, La vita graffiata l'inizio di un sofferto, appassionato percorso di formazione anche nei bassifondi sorprendentemente luminosi
(pp. 136, € 12) di Ella, quattordicenne israeliana incline verso un'adultità consapevole e aperta, corroborato dell'anima. Dove «te ne stai fermo sempre nello stesso posto
all'ecumenismo. Graffi sul corpo, per le ferite e le ustioni, ma dall'amore di Eitan e dal solido riferimento della famiglia, a perdere tempo, perché proprio lì si annida la tua unica
soprattutto graffi dentro, che straziano il cuore, perché nella quotidianità degli adolescenti mediorientali farcita di possibilità di sentirti vivo che invece devi cercare di sfruttare
sotto le macerie si è spenta l'etiope Yerus, la sua amica pregiudizi e di «schiaffi sordi in pieno viso». Tamar smettendo di lambiccarti il cervello e cominciando
inseparabile. Già nella convalescenza, le pagine di un Verete-Zehavi lo racconta con penna asciutta e catturante finalmente a camminare con le tue gambe».
quaderno diventano il marcatempo che scandisce la nel titolo che inaugura «Idrogeno», la collana Sonda di Ferdinando Albertazzi

Liala La dama rosa della letteratura battezz


una guida, non solo per i sentimenti, nella fo

L’ideale Lei: m
MIA
PELUSO

«L’uomo è cacciatore,
se è maschio per davvero. Non
come successe a me una volta.
Mi notò per strada un pittore di
una certa fama, come ebbe a ri-

se non è un’a
velarmi poi mia madre. Mi si av-
vicinò e, dopo essersi presenta-
to, mi chiese di recarmi in stu-
dio da lui per posare. Rimasi lu-
singata come qualsiasi donna al
mio posto. Ci andai con il cuore
in gola, tirata a lucido come una perché era basso di cavallo».
diva del cinematografo e non Aviatore pure lui però, come
ero da meno, davvero. E quan- il suo ideale di uomo, nato per sol-
Una foto di Attilio Solzi dal libro «La donna oggetto» (Allemandi, 2006) do fui là, pensi che onta per un care i cieli sul suo apparecchio
maschio, mi fece posare le mani splendente nel sole scrutando
su un cuscino e le ritrasse. Solo dalla carlinga l'orizzonte. Per
quelle: cose dell'altro mondo». questo dopo essere convolata a
Postfemminismo Il rischio di essere Così Liala ormai nonagenaria nozze di fiaba con il marchese
parla ad Aldo Busi, un «bell' Pompeo Cambiasi, ufficiale di
ricondotte alla «servitù volontaria» omone» che ancora stuzzica la marina a lei eternamente devoto
sua malizia di donna, elettrizza- e da cui ebbe due figlie, Serenella
MIRELLA ta davanti a un intellettuale che e Primavera, non esitò a lasciarlo

Care donne
SERRI
come Trilussa e Ojetti, e D'An- per l'eroe Vittorio Centurione
Amazzoni, uscite dal nunzio prima, non nasconde la Scotto, ufficiale d'aviazione di
letargo, scrollate le vostre chio- sua ammirazione per lei. Il Poe- cui «la marina è ancella» che, do-
me, abbandonate soffitte o can- ta Vate aggiunse un'ala al suo po il romanzesco divorzio in Un-
tine dove da tempo vi siete rifu- nome mutando Liana in Liala e gheria, romanticamente e tragi-
giate, rispolverate le vostre
frecce, lucidatele: siete chiama-
te a raccolta.
L’appello arriva dalla Fran-
scrollate le dedicò una fotografia «A Lia-
la compagna d'ali e d'insolen-
ze». Perché Amalia Liana Cam-
biasi Negretti Odiscalchi di no-
camente s'inabissò in mare.
Del dolore di quella perdita
Liala si fece un manto di lutto re-
gale. Qualcuno ebbe l'ardire di

le vostre chiome
cia ma trova echi consistenti an- bili lombi, in arte Liala, era ribel- definirlo un'invenzione quando
che in Italia. La filosofa Michela le e libera di spirito, con cono-
Marzano, che dal 1980 vive a Pa- scenze «da maschio». Una vita «ribelle»
rigi, definisce il suo ultimo e pro- Per la sua erudizione in
vocatorio saggio, Sii bella e stai campo aeronautico un critico e libera di spirito,
zitta, un atto di combattimento servitù volontaria e teorico della di- del Corriere della Sera scrisse che contrasta con quella
e di resistenza. sobbedienza civile - osserva che che i suoi romanzi erano sicu-
A cosa? La studiosa ripren- non riusciamo a elaborare alter- ramente opera di un uomo. A delle sue eroine
de le denunce che oltralpe, sem- native rispetto alle figure femmi- lei gli uomini piacevano soltan- dall’orizzonte angusto
pre più di frequente, vengono nili che popolano il piccolo scher- to «alti almeno un metro e ot-
avanzate da femministe stori- mo. «La consuetudine ci fa accet- tanta, con spalle larghe, intelli- lei si rifugiò nella scrittura per
che, come Gisèle Halimi ed Eli- tare l’inaccettabile»: e così Belen genti e con fegato da vende- non morirne, e fu Roberto Cap-
sabeth Badinter. Costoro rileva- Rodriguez perennemente in slip e re». Non era tenera con i me- puccio, zio di Piero Sordi «l'avia-
no le crepe e le ragnatele che da reggiseno diventa il nostro arche- no aitanti. Liquidò le voce di tore dagli occhi d'oro» di cui par-
tempo segnano quella cultura tipo mentre in le professioniste, le una sua relazione con Angelo la in Ombre di fiori sul mio cammi-
dell’uguaglianza e dei diritti per imprenditrici, le scienziate, scom- Mondadori chiamandolo «po- no. Un romanzo che Cappuccio
cui nei decenni passati le donne paiono dal video. Insomma il tele- verello» con aria di noncuran- definì una vera e propria autobio-
indossavano l’elmetto e scende- p Michela Marzano comando crea dipendenza ed è re- te superiorità. Aveva spirito. grafia, esibendo a supporto foto
vano in piazza. Le nostre conqui- p SII BELLA E STAI ZITTA sponsabile del «contrattacco». A Busi che argutamente ac- della coppia con dedica autogra-
ste non sono mai definitive, av- p Mondadori, pp. 160, € 17 Ne è convinta anche Lorella cennava al fascista Italo Balbo fa «La tua mogliettina Liana».
vertono, e individuano all’oriz- Zanardo, autrice del documenta- come a «quello così bravo a fa- Ma chiunque sia stato il suo
rio Il corpo delle donne, da cui è na- re le marce» replicò che era amore, è certo che Liala fece del-
Marzano, Zanardo to l’omonimo saggio. In base agli bassettino e tracagnotto e che la sua vita il suo romanzo più riu-
ultimissimi dati elaborati dal Cen- doveva aver fatto la marcia su scito, dall'adolescenza a Carate
e Torchia denunciano sis, il rapporto in tv tra tempo par- Roma «a passettini così corti sul Lago di Como dove «la bella Liala in una foto con (da sinistra) l
i falsi modelli imposti lato o agito e tempo solo visivo,
per il sesso forte, tende a coincide-
da tv, moda, pubblicità re mentre per il gentil sesso, inve-

Lady Oscar com


e invitano a ribellarsi ce, prevale nettamente il visivo. ANTONIO SCURATI
Ragazze ammucchiate o rannic-
zonte un passo indietro: il ritor- chiate, in piedi o sdraiate, si ritro-
no al déjà vu, alla «naturalizza-
zione» o «essenzializzazione»
vano taciturne a fianco di maschi
loquaci. Nei programmi della fa-
p Segue da pag. I

del ruolo femminile. p Lorella Zanardo scia preserale (l'autrice ne passa si gotico, i piedi minuscoli, i generazioni postbelliche di
Di che si tratta? E’ il rischio p IL CORPO DELLE DONNE in rassegna quasi 600) sfilano inol- rossori violenti nelle guance, sconfitti di tutto il mondo sul-
che signore e signorine, pur la- p Feltrinelli, pp. 203, € 13 tre attrici, cantanti e modelle. Ar- in una stagione che straripa- le cosce tornite delle sue don-
vorando quanto e più degli uo- p Il libro racconta come è nato e co- gomenti preferiti? Moda, spetta- va di tette e culi, di corpi sa- ne, sui suoi hamburger, sulle
me è stato visto e discusso il do-
mini, dalla crisi economica e cumentario, realizzato con Casa-
colo, lifting. Raramente compaio- tolli della propria abbondan- sue automobili. Da noi, fuori
dal «contrattacco maschile» re Cantù e Marco Malfi Chindemi, no signore e signorine che dicono za, soffiò un anelito di spiri- imperversava ancora la moda
vengano relegate al modello messo in Rete nel 2009 la loro su lavoro, politica, realizza- tualità esotica, forse il vano del paninaro e già Silvio Ber-
tradizionale di madri e mogli zione professionale. tentativo di sopravvivere al lusconi, ancora senza faccia,
oppure nell’angolo delle «mam- E allora, che fare? Le leonesse presente in un mondo di con- ma forse, proprio per questo,
me indegne» se preferiscono la che facevano sentire il ruggito del- sumatori. Sicuramente, por- perfino più potente, come uno
professione. A questo si aggiun- l’emancipazione negli Sessanta- tò l’incedere lento e maesto- Jahvé non incarnato che par-
ge l'incapacità, delle ventenni o Settanta sono diventate silenti? so delle grandi narrazioni, lava per bocca di comici da
giù di lì, per mancanza di stru- Per nulla, sostiene un’altra filoso- l’ansa mitica del racconto, il strapazzo, di pubblicità Muli-
menti critici, di decostruire i to- fa, Luisa Torchia, esortando le Ca- punto in cui la curva del fiu- no Bianco e dei quiz televisivi
pos più vulgati da televisione e re ragazze a ribellarsi. Anche per- me sbocca nel mondo adulto. okilprezzoègiusto. Fu nel
pubblicità. ché le donne che vogliono gestire Fu un inedito fenomeno mezzo di questa canea rauca
Proprio così: oggi maschi e il potere, afferma, spesso ne sono storico. La prima volta che a che irruppe la pura forza del
femmine, soprattutto di ultima attirate come esercizio di autore- colonizzare l’immaginario racconto mitico dei cartoni
generazione, sono vittime della volezza. Proprio l’autorità conqui- globale fu il Giappone, una giapponesi - L’uomo Tigre,
cosiddetta sindrome della «ser- stata nei decenni precedenti può nazione sconfitta. Fino ad al- Capitan Harlock, Lady Oscar,
vitù volontaria». La Marzano - p Vittoria Franco indicare la strada per fuggire dal- lora, gli Stati Uniti, l’unica Ken il guerriero. Erano brutti
sulle orme del cinquecentesco fi- p CARE RAGAZZE la «servitù volontaria». Se il con- nazione uscita vincitrice dal- se paragonati a quelli di Walt
losofo francese Etienne de la p Donzelli, pp.165, € 16 trattacco è presente, fioriscono i la Seconda guerra mondia- Disney, tanto amati dalle
Boétie, autore del Discorso sulla manuali di resistenza. le, aveva fatto sbavare due mamme imbroglione Anni 80,
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SABATO 5 GIUGNO 2010
LA STAMPA VII

LA LIBERA EROINA DI CREPAX visionario incontro con la strega specchio di inquietudini e dissidente, racconta alla figlia undicenne i crimini di
Bentornata Valentina paure rimosse nell’inconscio. Origine ed evoluzione del
personaggio sono raccontate attraverso un gustoso
Stalin». La collana testimonia l'assoluta modernità di
Crepax del suo segno, del taglio grafico, dei riferimenti
= «In piazza San Marco, Phil Rembrandt incontra backstage firmato dalla moglie del fumettista, Luisa, e dai colti e onirici. Dal cognome di Valentina, Rosselli come i
Valentina in compagnia di due degli amici più cari di Guido loro figli. Si inizia proprio con la nascita di Valentina che fratelli fondatori di Giustizia e Libertà, al suo compagno
e miei, l'architetto e grafico Italo Lupi con la moglie Maria Crepax ha voluto fissare nel 25 dicembre 1942 dando Philip Rembrandt in omaggio al pittore, e poi Beckett,
Luisa». E' una delle annotazioni di Luisa Crepax che un'identità anagrafica ad un personaggio della fantasia, Freud, Masoch… ma non solo: il jazz, le auto, il design, il
raccontano i retroscena del fumetto, e in particolare unico caso nel mondo dei fumetti. Scrive Luisa: cinema, tutto racconta degli amori di Crepax (scomparso
dell’esordio La curva di Lesmo (1965), nel volume «Esattamente cinque anni dopo il giorno in cui sono nata nel 2003 a 70 anni), ad iniziare proprio da lei, Valentina,
Valentina: biografia di un personaggio (Magazzini io. Per farlo, ha raffigurato il viaggio del nascituro dal esplosa su Linus nel 1965, fotografa e ciclista, bellissima.
Salani, pp. 150 in b/n, € 10). E’ il primo titolo di una collana grembo materno verso l'ignoto, fino a un impetuoso Scriveva Oreste del Buono: «Valentina ha ancora il potere
dedicata alla creatura di carta più nota disegnata da Guido erompere di liquido di energia vitale». Aggiunge il figlio di scandalizzarmi. E questo ci ringiovanisce tutt'e due».
Crepax, insieme alla Trilogia di Baba Yaga, (pp. 151, Antonio: «Anche il padre di Valentina, come mio padre, è Bentornata!
€ 10), che debuttò nel 1971 e diventò anche un film, il un ammiratore di Trotskij e, da comunista consapevole e Alberto Gedda

grande numero di appassionate


zata da D’Annunzio: O

150
lettrici, a prescindere dal suo va-
lore letterario, Liala ha offerto
ormazione delle italiane un contributo non indifferente al-
la formazione delle italiane. Su

meglio
Confidenze e Novella le si rivolge- ALESSANDRO
DEFILIPPI
vano per avere consigli non solo
sentimentali ma anche pratici, di Un tempo si parlava
vita vissuta, così grande era la fi- di divulgazione scientifica. Qui
ducia in lei, amica e guida. in Italia, a tale proposito, sia-
Il suo periodo d'oro è quello mo degli esperti; e siamo an-

Libri d’Italia del Ventennio, ma i suoi ideali so- che fortunati: abbiamo divul-

aquila
no solo in parte conformi al fasci- gatori di grande livello, dai
Verso il 2011 smo. Esalta la forza e l'arditezza due Angela a Odifreddi. Ma og-
ma avendo a mente la romantica gi, in tempi in cui una sorta di
Liala (1897 - 1995) pubblicò il nobiltà delle divise, che ben si pidgin-english è diventato la lin-
suo primo romanzo adattano al suo maschio ideale e gua franca del mondo, si parla
«Signorsì» nel 1931 da alimentano romantici sogni. E in- più facilmente di pop science,
Mondadori. I suoi titoli nel siste sul fascino delle buone ma- abbreviazione di popular scien-
corso degli anni hanno niere che, antesignana di donna ce. Se frugate in rete, scoprire-
superato i dieci milioni di Letizia, insieme all'igiene inse- te che esiste una rivista di que-
copie. Continuano a vendersi gna alle sue lettrici. Su questo, è sto nome, che pubblica da più Dipinto di Mauro Ceolin (da «Laboratorio Italia», 2007, Johan & Levi)
nella collana che le ha tassativa: «Liala viene prima del di 130 anni. Pop science come
dedicato Sonzogno. Tra le pop art o pop music: informa-
riproposte più recenti «Il Antesignana di Donna zioni, testi, arte, musica nati
profumo dell’assente», per avvicinarsi a quella che og- Pop science Lo zoologo Bainbridge
«L’addormentato cuore» e Letizia, offriva anche gi si chiama la gente, quella
l’ inconcluso e postumo consigli pratici, voleva massiccia zona grigia di cui racconta il rigurgito adolescenziale
«Con Beryl, perdutamente», nessuno di noi crede di far par-
uscito nel 2007. inculcare buon gusto te e cui tutti apparteniamo.

ragazza da i oci e i cavei culur


birra Poretti» mieteva cuori, fi-
estetico e linguistico
deodorante - dice -, ho insegnato
alle italiane a lavarsi». Solo per
Pop science è, come dice lo
stesso editore, Adolescenti di
David Bainbridge, pubblicato
da Einaudi. Bainbridge, che in-
L’Occidente
che gioca
no alla «lunga castità» che inca- questo si considera una maestra segna a Cambridge anatomia
stonò i suoi focosi amori. Una vi- («e gli altri, i miei paludati colle-
ta che contrasta con quella delle ghi, che cosa hanno lasciato?»). Le caratteristiche:
sue eroine dall'orizzonte così ri- Ma il suo influsso è più ampio
stretto da indurre Camilla Ce- e sotterraneo: al di sotto di quella narcisismo, amore
derna a definirla «scrittrice per
manicure». Perché la donna di
Liala «ha da essere piacevole,
educata, e che non chiacchieri
troppo. Poi, se non è un'aquila,
che venne considerata la sua me-
lensaggine inculca il gusto esteti-
co, il garbo e la proprietà lingui-
stica quali modi per omologare i
meno fortunati ai comportamen-
del rischio, emozioni
forti ma deboli livelli
di responsabilità
a fare il giovane
pazienza». E anche «se è ochetta ti che la classe borghese ha, a pro- clinica veterinaria, si occupa però il sospetto di una certa ten-
ciò non guasta. Gli uomini cerca- pria volta, tratto dall'amato mon- di un tema attuale, perché la denza finalistica nel pensiero
no in lei un po' di riposo». Così do nobiliare. Fino a tarda età, civiltà occidentale pare attra- dell’autore, che lo spinge a leg-
passa metà della vita ad attrarre quando necessita della preziosa versare in questi decenni un ri- gere il mondo in una chiave am-
il maschio a mo' di lampada con collaborazione della figlia Prima- gurgito adolescenziale, segna- bigua, né del tutto scientifica né
le falene e l'altra metà a servirlo vera e dell'erudita domestica, to da aspetti di narcisismo, del tutto filosofica e forse trop-
ed essergli fedele. conserverà intatti i suoi ideali ari- amore del rischio, relazioni po ottimistica.
Dopo l'ondata di scrittrici co- stocratici. Ha però saputo cam- contorte, amplificazione emo- Sembra utile, nel parlare di
me Annie Vivanti, Neera, la con- biare, come ebbe a dire, dando il tiva, basso livello di assunzio- questo libro, citare altri due te-
tessa Lara, Grazia Deledda, Liala voto alla Democrazia Cristiana ne di responsabilità. E così via. sti di recente comparsa e di im-
a ben ragione appare più passi in- anziché al Partito Monarchico, Aspetti tutti che ci siamo abi- postazione profondamente di-
dietro. E sono verginali i suoi ro- pur volendo sulla propria bara la tuati a far coincidere con le ca- versa da quella di Bainbridge, le-
manzi à côté di quelli di Guido da bandiera con lo stemma dei Savo- ratteristiche dell’adolescenza, p David Bainbridge gati però dal tema comune.
Verona, Mario Mariani, Luciano ia. Ma soprattutto ha insegnato età in perpetuo divenire, tanto p ADOLESCENTI Il primo è La seconda nascita,
Zuccoli, lo stesso Pitigrilli. Eppu- alle italiane ad amare l'amore a che taluni pensosi studiosi ci Una storia naturale di Giuseppe Pellizzari, psicoana-
re nessuno ha mai venduto tanto tal punto che, come dice Eco, in avvisano che essa oggi tende a p trad. di Giuliana Lupi lista e socio della Spi, già autore
p Einaudi, pp. 324, € 16,50
e raggiunto così vari e vasti strati epoca postmoderna ormai non si concludersi verso i trent’anni. p Giuseppe Pellizzari
di un testo di notevole interesse
sociali. I suoi romanzi sono per può dire «ti amo disperatamen- Età pertanto fortemente cor- p LA SECONDA NASCITA
definizione bestseller e insieme te» senza premettere «come di- relata non solo con i fenomeni p Franco Angeli, pp. 160, € 19 Le «letture» di Pellizzari
le figlie Primavera e Serenella e la nipote Donata longseller. Agendo su un così rebbe Liala». fisiologici che la caratterizza- p Renato Palma
no, ma anche con la cultura p I SÌ CHE AIUTANO A CRESCERE e Palma: tra «utopia
della civiltà in cui si manifesta. La relazione affettiva della perfezione»
Viviamo in un Occidente a un nei processi educativi
e sviluppo in un’ottica

me ci manchi
di affrontare questioni morali tempo adolescente e precoce- p Ed. ETS, pp. 176, € 18
fondamentali. Quegli eroi le- mente invecchiato: un anziano di non frustrazione
gnosi, intrisi di Bushido, ma che gioca a fare il giovane.
sempre comprensibili nella lo- Ma l'adolescenza, ci dice ta l'aspetto di un'autentica indif- come L'apprendista terapeuta.
ro lotta integerrima contro il Bainbridge, ha ben altro signi- ferenza ai pericoli, con caratteri- Pellizzari vede nell’adolescenza
desiderose di rifarsi il seno che ammalata di tubercolosi, male, come lo erano stati i per- ficato. Essa pare soddisfare, stiche simili a quelle dei compor- uno specchio - opaco - delle com-
per essere più procaci, più mi- barcollante sotto la pioggia sonaggi di Jack London o di secondo l'autore, una spinta tamenti borderline), determine- plessità e delle contraddittorie-
gnotte, e di lasciare, poi, il del 1789, si ostina ad assalta- Kipling, offrivano conflitti psi- evolutiva. Il cervello adole- rebbero il corso della nostra vi- tà del comportamento umano.
bimbo alle cure di un cerbiat- re a cannonate la Bastiglia e cologici seri, drammi edifican- scente, con i suoi profondi ta. Adolescenza pertanto come La sua analisi, la cui prospettiva
to o di un elefantino. Ma pro- muore, lei grande aristocrati- ti, passioni erotiche travolgen- cambiamenti e la sua assoluta una macchina per organizzare più interessante pare quella fon-
prio per questo i bambini de- ca, falciata dalle pallottole lea- ti, tutto quello che il merchan- permeabilità e neuroplastici- quello che Bainbridge definisce data su un'attenta lettura di W.
gli Anni 80 segretamente li liste mentre il suo Andrè, il fi- dising sull’infanzia nato pro- tà, sarebbe uno degli strumen- «un cervello troppo grosso», Bion, tiene conto di quella «uto-
amavano. Amavano il sapore glio del popolo ormai cieco, è prio negli Anni 80 impediva di ti con cui l’Homo sapiens si è di- che rischierebbe l'involuzione o pia della perfezione» che è una
salato del sangue, amavano la provare a un bambino. Lady versificato dai grandi primati. il blocco se non sostenuto dalle delle «malattie» più intense e fe-
gravità di quelle storie giap- In una stagione in cui Oscar non era la Barbie. Quei Secondo Bainbridge, in effetti, esplorazioni e dalle scoperte conde dell’adolescenza.
ponesi perché in esse, miraco- cartoni morivano, quei carto- «disponiamo ormai di prove adolescenziali. Le stesse vie del Dal canto suo Renato Pal-
losamente, non aleggiava già la tv straripava ni soffrivano, provavano desi- valide che l'adolescenza sia piacere si modificherebbero du- ma, medico e psicoterapeuta, in
l’idolatria irenista che fu il di corpi satolli, deri carnali e passioni ideali. una caratteristica essenziale rante tale periodo, determinan- I sì che aiutano a crescere , fin dal
tratto caratteristico dell’epo- Come i bambini, quei cartoni della razza umana su cui si fon- do il cambiamento dall’umore titolo, provocatoriamente per-
ca. Da quelle storie non si sen- soffiò un anelito erano capaci di sentimenti, e da il nostro successo». I primi umbratile e saturnino dell’adole- missivo, cerca di porre lo svilup-
tivano presi per i fondelli. In di spiritualità esotica per questo sanguinavano, lot- adolescenti avrebbero «fatto scente a quello più equilibrato po individuale in un’ottica di
quelle storie, spesso atroci, tavano, si tagliavano. I manga la loro comparsa più o meno al dell’adulto. non frustrazione. La domanda
c’era gente che moriva in già spirato tra le sue braccia, giapponesi diventarono così, tempo della transizione dal- Tesi, quelle di Bainbridge, centrale che ci fanno i nostri fi-
combattimento. C’era la con- senza poterla vedere un’ulti- negli Anni 80, ultimo albergo l’Homo erectus al sapiens». appoggiate su una vasta biblio- gli, secondo Palma, è «Posso es-
tinua minaccia dell’esplosio- ma volta prima di scendere dell’anima infantile, e restitui- In quest’ottica evolutiva i grafia e che paiono rifarsi coe- sere?». E a tale domanda la no-
ne nucleare provata sulla pro- nel gelo della morte. rono all’infanzia la sua sconfi- comportamenti appresi al rentemente ai concetti del stra risposta non può che esse-
pria pelle. C’erano grandi tra- I cartoni animati giappone- nata tristezza. Il sentimento tempo dell’adolescenza, come darwinismo. Nel leggere il libro, re un sì. Un sì, si potrebbe ag-
dimenti, forti passioni. C’era si furono gli unici prodotti di più sacro e intoccabile prova- l'esposizione al rischio (che peraltro estremamente stimo- giungere, alla vita e alla sua
Oscar, la vergine guerriera consumo per l’infanzia capaci to dai bambini. nell’adolescenza prende talvol- lante e del tutto godibile, si ha complessità.
SABATO 5 GIUGNO 2010 LA STAMPA VIII

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Idee e storie Tuttolibri


SABATO 5 GIUGNO 2010
LA STAMPA IX

za come colpa, perché esiste-


Un sentimento perduto Il nostro è un tempo amorale re significa etimologicamente
in cui tutto si accetta e si perdona, in nome del successo stare fuori, fuori dall’essere.
Ma veniamo a noi: se l'epo-
In breve
ca che stiamo attraversando ASTI PASSEPARTOUT
FERDINANDO è un'epoca senza vergogna, e

Senza vergogna
CAMON
se «non si vive senza vergo-
Oltre il Muro
In psicoanalisi il sen- gna», noi oggi, semplicemen- = Oltre il Muro. Com’è
timento che paralizza l'uo- te, non viviamo, non siamo vi- cambiato il mondo dopo
mo che si stende per la pri- vi. «La vergogna - dice Belpo- Berlino 1989. E’ il tema di
ma volta sul lettino e si pre- liti, camminando a fianco di «Passepartout 2010», ad Asti

non siamo vivi


para a dire tutto, tutto-tut- Agamben - è il nostro limite e dall’8 al 13 giugno. Lo inaugura
to, di se stesso, anche ciò la nostra gloria, ciò che ci fa una prolusione di Sergio
che non conosce, non si chia- umani oltre noi stessi». Romano: «Dal Muro al Krach».
ma dolore né rimorso né an- Si capisce allora la vergo- In serata la proiezione di
goscia: si chiama vergogna. gna di Nagasaki (di chi sgan- un’intervista a Günter Grass,
L'uomo si vergogna di esse- ciò la bomba e di chi la subì), realizzata da Alberto Sinigaglia.
re quel che è. Non l'uomo in- sto: la vergogna è una condi- ma anche il pudore, suo fratel- la vergogna delle stragi (di Tra gli ospiti: Massimo Cacciari,
giusto, ma anche il giusto: in zione dell’innocenza. lo gemello, non costituisce chi le fa e di chi le subisce), la Sergio Chiamparino, Luigi
Kafka il signor K. si vergo- Questo magistrale saggio più un freno di fronte all'esibi- vergogna degli hikikomori Forte, Ugo Perone, Ferruccio de
gna non di essere imputato di Marco Belpoliti, stupenda- zionismo, al voyeurismo, sia (gli adolescenti giapponesi Bortoli, Valentino Parlato, il
in un tribunale, ma che esi- mente scritto, comincia e fini- tra la gente comune che tra le che si chiudono nella loro cardinale Sodano, Giorgio
sta il tribunale, e in Primo sce con l'accusa al nostro tem- classi dirigenti». Lo scandalo Forattini, Paolo Garimberti.
po di essere un tempo senza (porto avanti il discorso di Da Edipo che rivelava www.passepartoutfestival.it
Marco Belpoliti indaga vergogna, e in questo essere- Belpoliti, e spero di non tra-
senza-vergogna c'è un deficit dirlo) è uno scandalo scanda- il senso di colpa A MAGGIANO
un’epoca che ha della storia che stiamo attra- loso se è piccolo, è uno scan- borghese a Narciso,
sostituito alla legge versando. La vergogna che dalo onorevole se è grande.
Stanze di Tobino
domina oggi è una vergogna Belpoliti cita Bonhoeffer, simbolo del nostro = L’11 giugno, h. 16, nell’ex
l’imperativo sociale figlia dell’amoralità. Perché è p Marco Belpoliti la sua tesi della vergogna co- dilagante esibizionismo manicomio di Maggiano,
del «godimento» vergogna dell’insuccesso. Il p SENZA VERGOGNA
p Guanda, pp. 250, € 16
me allontanamento dall’esse- aprono «Le stanze di Tobino», i
successo vuol dire adeguarsi re: «La vergogna è, per l'uo- stanzetta e non ne escono luoghi dove visse il
Levi i quattro soldati russi a all’a-moralità del tempo, con- mo, il ricordo incancellabile più). medico-scrittore di cui ricorre il
cavallo che si presentano ad fermarla, essere più amorale del suo allontanamento dal- Non si capisce la mancanza centenario della nascita. Con
Auschwitz e vedono di che degli altri: per essere di più. l’origine, è il dolore provocato di vergogna del tempo in cui vi- interventi di Mario Monicelli
cosa è stata capace l'umani- Siamo passati, dice Belpo- da questo allontanamento e viamo, «l’elevazione del godi- (che dal romanzo Il deserto
tà, provano vergogna: la ver- liti, da Edipo a Narciso: Edipo l'aspirazione impotente a ri- mento a imperativo sociale. Il della Libia ha tratto il film Le
gogna di essere uomini. C'è era il simbolo della società pa- tornare all'unità originaria… godimento prende il posto del- rose del deserto), Silvia
una vergogna del giusto di triarcale e rivelava il senso di La vergogna è più antica del la legge: Devi godere! è ora un Ballestra e Maurizio Maggiani.
fronte all'ingiusto, e c'è solo colpa borghese, Narciso è il rimorso». E questo ci porta al- obbligo». Siamo chiusi in un’an- www.fondazionemariotobino.it
la vergogna del giusto, per- simbolo della società come la presocratica colpa di esse- sa storica a-umana, e la nostra
ché l'ingiusto non prova ver- specchio, il successo come re nati, e al filone dell’Esisten- vita si consuma così. PREMIO HEMINGWAY
gogna, per questo è ingiu- conferma. «Oggi la vergogna, zialismo che sentiva l'esisten- (fercamon@alice.it)
A Boris Pahor
= E’ Boris Pahor, lo scrittore
sloveno nato a Trieste nel 1913,
EUGENIA era vietata qualsiasi esposizio- autore di Necropoli, il vincitore
TOGNOTTI
ne di nudità e atti contrari al della seconda edizione del
«Guardare dal buco pudore. premio Hemingway-Sparkasse.
della serratura fa male al Pae- Muovendosi nei meandri Gli verrà consegnato l’11
se». Di certo, nel fare quest’af- della dottrina e della giurispru- giugno al centro congressi
fermazione, alla vigilia del G8 denza, tra reati e pene per offe- Kursaal di Lignano Sabbiadoro.
dell’Aquila, nel momento più se al pudore, sul filo di sottili di-
caldo dello scandalo sessuale squisizioni giuridiche su con- CONVEGNO
che stava investendo il presi- cetti quali pubblica decenza, at-
dente del Consiglio, il mini- to osceno, comune sentimento
Per Soldini
stro Giulio Tremonti non pen- del pudore, la Jacub mostra co- = Nel centenario della
sava di evocare questioni pro- me la sessualità abbia, di fatto, nascita, convegno oggi a
blematiche quali il rapporto indotto una specializzazione Castelnuovo Scrivia su Pier
tra sesso e potere, il confine degli spazi (e condizionato i Angelo Soldini, scrittore
tra spazio pubblico e spazio comportamenti). (premio Viareggio e premio
privato, il legame tra sessuali- Ne ha ricevuto di colpi, ne- Bagutta) e giornalista. Tra i
tà e spazio pubblico. Quella gli ultimi due secoli, la frontie- relatori: Franco Contorbia,
frase, in verità non memora- ra simbolica tra pubblico e pri- Clelia Martignoni, Roberto
bile, compare in questo singo- vato, frutto di un patto sociale, Cicala, Brunello Vescovi.
lare libro e - seppure non in- politico e giuridico. Col tempo, Interlinea, di Soldini, ha appena
tenzionalmente - nel suo tito- i luoghi pubblici hanno dappri- pubblicato La forma della foglia
e Il giardino di Montaigne.
Marcela Jacub parte Dalla difesa degli spazi SU «STILOS»
dal Codice napoleonico privati di libertà
del 1810 che separava si è passati via via
Con Saviano
diritto penale alla ostentazione = Roberto Saviano è la star in
copertina su «Stilos» di giugno:
e morale religiosa Particolare da un dipinto del 1908 di Rémy Cogghe, «Madame reçoit» della propria intimità una lunga intervista in cui
racconta «il mio mondo», libri e
lo, Dal buco della serratura. ma sconfinato negli spazi priva- maestri, gli idoli e i nemici, i
Una storia del pudore pubblico ti e, poi, sotto la pressione della critici, gli hobby, il cinema, la
dal XIX al XXI secolo, che è Il pudore Come è cambiato dall’800 rivoluzione dei costumi si sono musica. Di mafia parla
poi la fedele traduzione di liberalizzati, concedendo Francesco La Licata. Tra gli altri
quello dell’edizione francese a oggi il concetto di pubblico oltraggio l’esposizione alla vista dei cor- servizi un incontro con Andrea
del 2008, autrice Marcela Ja- pi sessuati, fino allora esclusi Zanzotto e un ricordo di

Si può essere
cub, nota giurista e ricercatri- dallo sguardo pubblico. Roberto Longhi.
ce che si occupa di storia del- Con l’espediente del velo In allegato la pièce di Siciliano
la sessualità e di giurispru- dell’arte, del salutismo e della Tournée. (www.stilos.it)
denza del corpo. «Quello che pratica sportiva, l'esposizione

immorali se
è andato in scena per alcuni delle nudità è andata lentamen- SCRIVERE SUI MARGINI
mesi in Italia - scrive, nel sag- te affermandosi: impresari, bal-
gio introduttivo, Graziella Du- lerine, attrici, nudiste, domatri-
In periferia
rante - e che ha avuto una lun- p Marcela Jacub ci, sono state costrette, di tem- = A Milano, ancora oggi e

lo Stato non vede


ga gestazione, è stata la pro- p DAL BUCO DELLA SERRATURA po in tempo, a misurarsi col ci- domani, il festival «Scrivere sui
va che la sessualità non è più p trad. di Graziella Durante piglio dei giudici, attenti a veri- margini», al Villaggio Barona,
confinabile nella tradizionale p Dedalo, pp. 313, € 18 ficare, codice alla mano, che le periferia sud: per mostrare che
distinzione liberal-democrati- nudità non oltraggiassero il pu- è possibile portare cultura in
ca tra ciò che è “pubblico” e dore e non si accompagnasse- luoghi descritti di solito solo
ciò che è “privato”». tare la sessualizzazione ecces- Nella sfera privata, insom- nel cuore del puritano XIX se- ro all’esibizione di parti del cor- come degradati e insicuri. Tra
Si può raccontare la storia siva del sociale, la dissolutezza ma, la nudità e le manifestazio- colo, questo spazio privato di li- po, solitamente nascoste, e ad gli ospiti: Valerio M. Manfredi,
di un concetto così vago, eva- e la depravazione che minac- ni della sessualità erano am- bertà apparisse come una mi- atteggiamenti lascivi e osceni. Mauro Corona, Silvia Avallone,
nescente, mutante come quel- ciavano di minare l’ordine ba- messe e sottratte al controllo naccia e il sesso un’attività pe- La riforma del codice e la ri- Sandrone Dazieri, Giuseppe
lo di pudore? Si può, eccome. sato sul matrimonio. esercitato dall’occhio dello Sta- ricolosa e vergognosa contro la voluzione sessuale hanno cam- Culicchia, Benedetta Tobagi,
Stella polare del libro è l’art. Tuttavia, nota l’autrice, se- to, purché non fossero offerte quale occorreva proteggersi: biato tutto: il concetto di oltrag- Davide Longo, Antonio
330 del Codice napoleonico parando il diritto penale dalla alla vista e non invadessero lo di qui gli equilibrismi dei giudi- gio pubblico al pudore è stato Franchini, Giuseppe Genna.
del 1810, reso celebre da una morale religiosa, quel Codice spazio pubblico, minacciando ci nell’interpretare il concetto sostituito da quello di esibizio-
commedia di Georges Courte- rappresentava un fatto di pro- il corpo sociale. Insomma, l’or- di «atti osceni» e la continua nismo sessuale. Gli esiti del pro- A LA MORRA
line che ebbe un enorme suc- gresso: infatti, se vietava qual- dine penale napoleonico conce- contrazione degli spazi privati. cesso di liberalizzazione dei
cesso nel primo Novecento. siasi effusione nello spazio pub- deva di essere «immorali» (e Una strada immersa nel- luoghi pubblici sono sotto i no-
Libri da gustare
Esso definiva e puniva «l’ol- blico, erigendo un muro della immorale era tutto ciò che ri- l’oscurità della notte, un ango- stri occhi: la spettacolarizzazio- = Dall’11 al 13 giugno, nelle
traggio pubblico al pudore», vergogna, implicitamente da- conduceva al sesso) dietro il lo appartato tra due muri, un ne, in forme inedite e sofistica- Langhe, a La Morra, «Libri da
un reato rivolto non alla sin- va però piena libertà di eserci- muro del pudore nel quale sia prato, un fienile buio, perfino te, della sessualità, il desiderio, gustare», mostra del libro
gola persona, ma alla colletti- tare la propria sessualità nel la vita sessuale degli individui una stanza, che non avesse ten- ostentato, di esibire la propria enogastronomico e di territorio.
vità nel suo insieme, che dove- perimetro recintato della pro- che il potere dello Stato trova- de abbastanza fitte e serrature intimità in pubblico, e proprio Sarà consegnata a Lella Costa,
va essere protetta contro la pria casa, purché inaccessibile vano un limite insormontabile. da cui si potesse spiare, diven- in quanto consapevole atto di Margherita Oggero e Alberto
visione di certe scene, per evi- agli sguardi. E’ facile immaginare come, tavano «luoghi pubblici», in cui esibizione. Sinigaglia la «Ciao d’la Ca» 2010.
. .

Classifiche Tuttolibri
SABATO 5 GIUGNO 2010
X LA STAMPA

M
ontalbano si trastulla con bambole di gomma ad esempio almeno fino a 20: si possono consultare nel si- sanella, con un burattinaio franco-inglese disturbato dal-
AI PUNTI e psicopatici nell’alto della classifica con 100 to www.lastampa.it, cliccando sulla barretta approfon- la politica italiana nel Mediterraneo e in particolare dal
LUCIANO GENTA punti che sfiorano le 30 mila copie, senza concor- dimenti e di lì risalendo alle pagine di Tuttolibri. Così ad nostro rapporto con la Libia. Riscrive oltre quindici anni
renti diretti. Già il secondo, Carofiglio, sta sotto le 10 mi- esempio si noterà l’ascesa, fra gli italiani, di Scarpa alle di storia anche Vespa, Nel segno del Cavaliere, dalla di-
la, e dal terzo in giù tutti gli altri precipitano via via sotto prese con la paternità (Le cose fondamentali, 12˚) e della scesa in campo alla rottura con Fini (il suo panettone na-
Siamo le 5000. Solo conferme tra i primi 10, l’unica novità della
settimana è il rientro del Tony Pagoda di Sorrentino, in
Parrella, napoletana a Buenos Aires (Ma quale amore,
15˚). Fra gli stranieri entra Fallen, un rosa/nero per po-
talizio è diventato un gelato estivo). In copertina ovvia-
mente Berlusconi, molto liftato e un po’ cogitabondo. Non
corsa per lo Strega che mercoledì prossimo definirà la cin- stadolescenti cresciuti a vampiri, inizio di una saga bam- gli metteranno voglia di sorridere le battutacce del sito
in un mare quina dei finalisti. Se continua così si profila un’estate con
rari bestseller e un affollamento di calibri medio piccoli.
bocciona. In saggistica, guidata in solitaria da Scalfari,
c’è un dossier che ci riporta alla sequela di misteri irrisolti
Spinoza.it, ora raccolte in un libretto, 7˚ nei tascabili. Ri-
cordando Biagi («Se avesse le tette farebbe pure l’annun-

di misteri Per cogliere almeno il vantaggio della varietà dei titoli in


vetrina converrà guardare sotto i 10 titoli di ogni tabella,
degli ultimi quarant’anni, stragi, attentati, servizi segre-
ti: un Intrigo internazionale dicono il giudice Priore e Fa-
ciatrice») si potrebbe dedicargli un altro titolo made in Se-
grate, 12˚ in saggistica: Sii bella e stai zitta.

I PRIMI DIECI INDAGINE NIELSEN BOOKSCAN

100 23 19 16 14
1 2 3 4 5
La caccia Non esiste Il palazzo L’ultima riga Il libro
al tesoro saggezza della delle favole delle anime
mezzanotte
CAMILLERI CAROFIGLIO RUIZ ZÁFON GRAMELLINI COOPER
SELLERIO RIZZOLI MONDADORI LONGANESI NORD

11 10 10 9 7
6 7 8 9 10
Cotto e Per l’alto Nel mare Il nipote Hanno tutti
mangiato mare aperto ci sono del Negus ragione
i coccodrilli
PARODI SCALFARI GEDA CAMILLERI SORRENTINO
A. VALLARDI EINAUDI BALDINI CASTOLDI DALAI SELLERIO FELTRINELLI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. La caccia al tesoro 100 1. Il palazzo della mezzanotte 19 1. Per l’alto mare aperto 10 1. Cotto e mangiato 11 1. Io sono Dio 7 1. Viaggio nel tempo 3 6
CAMILLERI RUIZ ZAFÓN SCALFARI PARODI FALETTI STILTON
14,00 SELLERIO 19,00 MONDADORI 19,50 EINAUDI 14,90 A. VALLARDI 11,90 BALDINI CASTOLDI DALAI 23,50 PIEMME

2. Non esiste saggezza 23 2. Il libro delle anime 14 2. Intrigo internazionale 6 2. E’ facile smettere di fumare... 4 2. Il piccolo principe 6 2. Il ladro di fulmini 3
CAROFIGLIO COOPER FASANELLA & PRIORE CARR SAINT- EXUPÉRY RIORDAN
14,00 RIZZOLI 19,60 NORD 14,00 CHIARELETTERE 10,00 EWI 7,50 BOMPIANI 17,00 MONDADORI

3. L’ultima riga delle favole 16 3. Caino 7 3. Una voce tante voci 6 3. The secret 3 3. Il gioco dell’angelo 6 3. Principessa del deserto 3
GRAMELLINI SARAMAGO GALLI BYRNE RUIZ ZAFÓN STILTON
16,60 LONGANESI 15,00 FELTRINELLI 17,00 ALACRÁN 18,60 MACRO 6,50 MONDADORI 17,50 PIEMME

4. Nel mare ci sono i coccodrilli 10 4. La strada 6 4. Don Vito 5 4. Fate i bravi!(0-3 anni)... 2 4. Uomini che odiano le donne 6 4. Il mondiale delle cipolline 2
GEDA MCCARTHY CIANCIMINO; LA LICATA RIZZI LARSSON GARLANDO
16,00 BALDINI CASTOLDI DALAI 18,00 EINAUDI 18,00 FELTRINELLI 17,00 RIZZOLI 13,80 MARSILIO 16,50 PIEMME

5. Il nipote del Negus 9 5. La dea cieca 6 5. Ciò che credo 5 5. Dizionario bilingue italiano-cane... 2 5. È una vita che ti aspetto 5 5. Diario di una schiappa III 2
CAMILLERI HOLT KÜNG MARCHESINI; CUVELIER VOLO KINNEY
13,00 SELLERIO 18,50 EINAUDI 20,00 RIZZOLI 13,90 SONDA 9,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

6. Hanno tutti ragione 7 6. Donna alla finestra 6 6. Terroni 5 6. Gli errrori delle donne 2 6. L’ombra del vento 4 6. Diario di una schiappa I 2
SORRENTINO DUNNE APRILE NARDONE RUIZ ZAFÓN KINNEY
18,00 FELTRINELLI 16,50 GUANDA 17,50 PIEMME 12,00 PONTE ALLE GRAZIE 13,00 MONDADORI 12,00 IL CASTORO

7. Le perfezioni provvisorie 7 7. L’eleganza del riccio 5 7. Blu come il sangue 4 7. Spinoza. Un libro serissimo 2 7. Marina 4 7. Leggimi una fiaba 2
CAROFIGLIO BARBERY PICOZZI & SIGNORINI ANDREOLI; BONINO RUIZ ZAFÓN ----
14,00 SELLERIO 18,00 E/O 17,50 MONDADORI 12,00 ALIBERTI 13,00 MONDADORI 0,80 EDIBIMBI

8. Il tempo che vorrei 7 8. Innocente 5 8. Cricca 4 8. Dizionario bilingue italiano-gatto... 2 8. Il cacciatore di aquiloni 4 8. Nel regno della fantasia 2
VOLO TUROW RIZZO CUVELIER HOSSEINI STILTON
18,00 MONDADORI 20,00 MONDADORI 19,00 RIZZOLI 12,90 SONDA 12,00 PIEMME 23,50 PIEMME

9. Bianca come il latte... 5 9. La biblioteca dei morti 5 9. Ulisse era un fico 3 9. Fate la nanna 2 9. Il giorno in più 4 9. Il viaggio di Ulisse 2
D’AVENIA COOPER DE CRESCENZO ESTIVIL & DE BÉJAR VOLO MONICELLI
19,00 MONDADORI 18,60 NORD 16,00 MONDADORI 8,00 MANDRAGORA 12,00 MONDADORI 9,90 GIUNTI EDITORE

10. Il peso della farfalla 5 10. Fallen 4 10. Nel segno del cavaliere 3 10. Peccati di gola 1 10. Matrimonio a Bombay 3 10. Diario di una schiappa II 2
DE LUCA KATE VESPA MONTERSINO GREGSON KINNEY
7,50 FELTRINELLI 17,00 RIZZOLI 20,00 MONDADORI 19,90 SITCOM 4,90 NEWTON COMPTON 12,00 IL CASTORO

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALLA SOCIETÀ NIELSEN BOOKSCAN, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE.
SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 23 AL 29 MAGGIO.

U P
n giorno l’amico ti tradi- guistica e medicina, oltre alla peda- erché le nostre storie le qua i ricchi, di là i poveri».
rà, il nemico mai. Questa PROSSIMA gogia, tema di fondo. raccontano gli altri, gli CHE LIBRO FA Scrivendo (degli slum, dei vil-
lacerazione profonda Guidata da un venticinquennio stranieri? Ogni mattina laggi) quel confine però lo varchi.
dentro ciascuno di noi è esamina- MENTE dall’ad Enrico Iacometti e dal di- Stanley Gazemba, scrittore, la- ...IN KENYA Qualcosa, poco, arriva al di là. Li-
ta, con grande finezza oltre che MIRELLA APPIOTTI rettore editoriale Bianca Spadoli- scia lo slum alla periferia di Nai- GIOVANNA ZUCCONI ly Mabura con How Shall We Kill
sapienza, in (per l’appunto) Il ni, pedagogista a Roma Tre, fedeli robi dove vive, in una stanzetta, the Bishop è finalista dell’impor-
mio caro nemico - La guerra soltanto alla libertà delle loro scel- con la moglie e i due figli, e dove tante Caine Prize per la letteratu-
quotidiana in famiglia e nelle
istituzioni, nuovo saggio di Fran-
Armando te, l’Armando oltre ad aver coopta-
to autori ormai «classici», da Orte-
un paio di anni fa durante gli
scontri dopo le elezioni si rannic-
Prima ra africana. E resiste l’unica rivi-
sta letteraria keniota, intitolata
cisco Mele, sociologo della fami-
glia e psicoterapeuta, imminente
da Armando Editore nella colla-
con Popper ga y Gasset a Ricoeur, Dahrendorf,
Eccles, Luhman, può vantare la
prima pubblicazione in Italia della
chiò cercando di proteggere il
suo bambinetto dalle pallottole
che rischiavano di perforare le
il giardino Kwani? («E allora?»). Binyavan-
ga Wainaina, che la dirige, ha pub-
blicato racconti di amori interra-
na di «antropologia culturale» di
Lombardi Satriani.
(e oltre) Società aperta di Popper il cui no-
me è uno dei pilastri della «ditta»
pareti di lamiera di casa sua,
ogni mattina dunque Gazemba
poi i libri ziali, poesie satiriche e politiche,
storie sui rifugiati ruandesi, sulla
Dolorosamente attuale, lo insieme a Simmel, Touraine, Bour- va nei quartieri ricchi e pianta, violenza, sulla corruzione: «Dal co-
studio di Mele «intende indagare dieu, McLuhan, al Morin dramma- pota, innaffia, rastrella, strappa lonialismo in poi ci hanno sempre
sul piano macrosociale circa la tico di Oltre l’abisso. erbacce. Poi si deterge dal sudo- detto come dobbiamo pensare», di-
violenza esaltata dalla attuale «La ricerca del sapere», perse- re la fronte, va nel garage della ce, mentre adesso il nuovo Kenya
crisi economica e trasferita al- guita dall’università in modo sem- sua padrona e scrive. Gazemba osa esprimersi, creare. Ma sul Dai-
l’ambito familiare attraverso il Posizione pressoché sovrappo- pre più frammentario, ha spinto ha scritto due raccolte di raccon- re, continua a scrivere, nel garage ly Nation un editoriale si doman-
modello della competizione al- nibile all’immagine della editrice gli editori a rivolgersi anche a pub- ti, sei libri per bambini e cinque della sua padrona. E, del rapporto da perché i kenioti scrivano così po-
l’estremo...» in un percorso dove nata nei Cinquanta del ’900 e dove blici più vasti con il fortunato romanzi. Pubblicati: uno. Si inti- fra bianchi e neri, ovvero fra ricchi co, cosa manca loro (forse il cibo, il
il quadro teorico, presenti i gran- nell’«ascolto» e nel «dialogo», dal- «Scaffale aperto» e ora con «I ros- tola The Stone Hills of Marago- e poveri, dice alla giornalista della benessere?), e perché lasciano che
di maestri, è accompagnato da l’infanzia alla vecchiaia, ogni mo- si e i blu», collanina in cui lo stesso li e ha vinto il più importante pre- radio americana Npr che lo inter- siano gli stranieri, soprattutto
documentazioni pratiche: fine ul- mento della vita appare scandito tema, primo il nucleare, viene illu- mio letterario keniota, intitolato vista (di quell’America dove un uo- giornalisti, a raccontare le loro sto-
timo, aiutarci, nelle lotte tra po- dalla esplorazione delle «scienze strato da opposti punti di vista. a Jomo Kenyatta. Era il 2003, mo di sangue keniota è Presiden- rie. Quali voci arrivano, in effetti,
poli come tra mura di casa, a umane», in un ventaglio sempre Anche questa è psicoterapia Gazemba aveva 29 anni. Ora ne te): «Sappiamo che fra noi e loro dall’Africa? Nel frattempo, senza
«scoprire il nostro arsenale belli- più ampio, 2500 titoli in catalogo: e ce n’è gran bisogno nel nostro ha 36, vive sempre nello slum c’è di mezzo un mondo, e che non scoraggiarsi, ogni giorno Stanley
co per un disarmo sano...». sociologia, psicologia e filosofia, lin- Paese. Kangemi, fa sempre il giardinie- possiamo varcare il confine. Di Gazemba poggia le cesoie e scrive.
.

Diario di lettura Tuttolibri


SABATO 5 GIUGNO 2010
LA STAMPA XI

Claudio G. Fava

Il critico del cinema in tv


BRUNO dava di giovani di altri partiti,
VENTAVOLI
anche socialisti e comunisti.
La prima cosa che noti, Aveva in mente una televisione
entrando in casa sua, è un’impo- casta, pedagogica, e educata. Io
nente armatura antica, in fondo vedevo i film da mandare in on-
al corridoio. Perché la grande da, dettavo un giudizio a un se-
passione di Claudio G. Fava, ge- gretario, e i rapporti venivano
novese, 81 anni, è la storia milita- letti per l’approvazione finale.
re. Come se niente fosse ti parla Ero molto libero di scegliere, ov-
di borracce, di quanti bottoni viamente nel rispetto delle rego-
hanno i diversi reggimenti che le. C’era timore del sesso, del
fanno la guardia alla regina, di turpiloquio, ma anche di offen-
come nel doppiaggio decine di dere i partiti d’opposizione. Le
film hanno tradotto male i gradi preoccupazioni più forti di cen-
della marina giapponese. L’al- sura o autocensura, però, ri-
tra passione, ovviamente, è il ci- guardavano il folto esercito di
nema. Con i suoi occhiali eviden- piccoli, silenziosi, attentissimi
ti, è stato infatti l’icona del criti- funzionari che esaminavano tut-
co cinematografico in tv. to. I film li passavano in moviola
Quando la tv si vedeva anco- a caccia di fotogrammi proibiti.
ra in bianco-nero, quando la Rai Una volta uno fece togliere dal-
trasmetteva film solo al lunedì e la programmazione Il coman-
venerdì, appariva con il nome
scritto sul sottopancia, e spiega- «Sono stato io a portare
va che film si sarebbe visto, ma-
gari anche come guardarlo, pre- in Italia Miami Vice
stando attenzione a quel piano e Hill Street Blues:
sequenza, a quella smorfia di
Brando tanto actor’s studio. Di a quest’ultimo cambiai
fronte aveva una platea da anche un pezzo di titolo»
18-20 milioni di persone, che an-
cora occhieggiavano con una dante, lo riteneva offensivo per
certa venerazione l’elettrodo- la dignità dell’esercito perché a
mestico (anche perché per buo- un certo punto, Totò, generale
na parte della giornata restava in pensione, viene schizzato da
spento, muto, con un’immagine un’autopompa. Fu cancellato al-
immobile più soporifera dell’ip- l’improvviso, pur essendo stato
nosi). Claudio G. Fava, con quel- La vita. Claudio G. Fava è nato a Genova nel 1929. Giornalista e critico cinematografico. Entrato in Rai nel 1970, ha già annunciato sul Radiocorrie-
la G. di Giorgio che sembrava lavorato per la Rete Uno e, in seguito, come capostruttura della Rete Due. Per anni ha scelto i film e i telefilm della re, la Bibbia. Ci fu una visione
un arabesco misterioso, ha por- programmazione televisiva della seconda rete televisiva pubblica. Tra i suoi programmi «Dolly» e «Set». d’urgenza per capire che dram-
ma fosse accaduto. Ma tutti ri-
Esce una sua storia Le opere. Esce ora per la serie «Storia del cinema» di Le Mani «Guerra in cento film» (pp. 236, € 18). Altri titoli: sero, di offensivo non c’era nul-
«Clandestino in galleria» (Le Mani-Microart’s), «Alberto Sordi» e «I film di Fellini», con Aldo Viganò, per Gremese la, era stata solo una fesseria
della guerra sullo più realista del re. Una volta mi
schermo, dalle trincee fecero notare che Il giardino dei
Finzi Contini era troppo osé, si
di Milestone vedeva per un istante il seno del-
all’Iraq della Bigelow la Sanda. Ma De Sica è un mae-
stro, obiettai, dura un attimo ap-
tato per vent’anni in tv i film, i ci- pena. Al settimo piano non ama-
cli dedicati a star americane su- no i seni, mi rispose il mio capo,
pernote, Gregory Peck, Kathari- I PREFERITI Il pioniere che negli Anni Settanta spiegava alla socialdemocratico».
ne Hepburn, Marlon Brando..., Che cosa voleva spiegare allo
e ad autori di culto come Melvil- platea televisiva di 18-20 milioni di spettatori
le, che hanno gettato il seme del-
la cinefilia in molti spettatori in
f il film in programmazione il lunedì e il venerdì
spettatore tv?
«Parlavo non più di tre minuti,
per non annoiare. Volevo spie-
erba. Mettendo insieme le due gare a un pubblico di 18 milioni
passioni ha pubblicato ora una di persone, che stavano finendo
bella storia del Cinema di guerra
in cento film, dalle trincee di Mi-
lestone (All’ovest nulla di nuovo)
all’Iraq della Bigelow (The Hurt
Locker), edito da Le Mani.
Nell’educazione sentimenta-
LEONE TOLSTOJ
Guerra e pace
“E la sera di cenare, tra il rumore di stovi-
glie e bambini che lottavano per
non andare a dormire, che pote-
vano vedere tante cose in un
film, in un attore, nella firma di
un regista. Portavo lo stesso spi-

andavo in tram
le di un critico c’è solo cellu- rito militante dei cineclub che
Einaudi, 2 voll., € 26
loide? organizzavo da giovane. Villag-
«Ovviamente no. Nella mia ge- «Ho letto non so quante gio dice che la battuta sulla co-
nerazione l’educazione alla volte Guerra e pace, razzata Potiomkin gli è venuta
fantasia iniziava soprattutto delibando le descrizioni in mente ricordando i miei cine-
con la letteratura. Io mi perde- delle battaglie» forum. A me piaceva l’idea che
vo nella biblioteca di mio pa- prima di un film si parlasse del
dre, un commerciante molto
colto, trovando le cose più di-
verse. La storia dei sottomari-
ni, gli atlanti, Jack London che
mi faceva scoprire il Klondike
e il socialismo, le Memorie di
D’Azeglio, Dekobra. Ho letto
f da Chaplin”
«Un po’ come in quella di tutti i Tra le sue letture preferite c’è sto giallo di “lavoro collettivo”
film, faceva parte del rituale».
In un periodo dove molta criti-
ca era di sinistra lei, invece,
non lo era.
«Ero un liberale scettico. Ma il

«Nella Rai di Bernabei


non so quante volte Guerra e bambini, la domenica pomerig- il poliziesco. che nasce la serialità televisiva,
pace, delibando le descrizioni gio, con Disney. Ma la fascina- «Anche i gialli sono una scoper- altro genere che mi ha sempre ero libero di scegliere
delle battaglie. Ho scoperto la zione del cinema è arrivata do- ta che risale alla biblioteca pa- interessato. Sono stato io a por- rispettando le regole:
sconvolgente disperazione di GEORGES SIMENON po la guerra, con i film america- terna. C’erano tanti polizieschi tare in Italia Miami Vice e Hill
Remarque, dei giovani che an- ni. Ricordo l’emozione che ho che odoravano un po’ di proibi- Street Blues. A quest’ultimo lui voleva una tv casta,
Maigret
davano a combattere volonta-
e il caso Nahour
provato sentendo Boyer parla- to nell’Italia fascista, dove biso- cambiai anche un pezzo di tito- educata, pedagogica»
ri in preda a delirio nazionali- re con la sua voce vera, in un gnava sempre mettere i nomi lo, lo reinventai in Hill Street
stico, e scoprivano che “alla Adelphi, pp. 167, € 9 film sottotitolato. Per andare a dei criminali all’inglese. Amo Si- giorno e notte perché temevo problema non era tanto il colore
prima cannonata cambia tut- «Amo Simenon, anche vedere il Grande dittatore, a menon, per la scrittura ovvia- che la gente pensasse a qualco- politico del critico quanto i suoi
to”. Poi è arrivato il cinema, perché mostra il lato Sampierdarena, feci un viaggio mente, ma anche perché mo- sa di musicale». occhiali ideologici. Io amavo il
nelle sale fumose, nelle parroc- burocratico del poliziesco» avventuroso in tram, che mi la- Com’è diventato critico in tv? cinema della Nato e quello del
chie, nei locali ancora dirocca- sciò nella memoria un sapore di «Mi perdevo nella «Con un colpo di mano. La rego- Patto di Varsavia. Mi piacevano
ti dalla guerra. Il cinema face- esotismo. Poi, Paisà, Il grande la era che gli interni non appa- Godard e Hawks, Hitchcock e
va parte di una mescolanza in- sonno, i film dei marines, Kazan. biblioteca di mio rissero mai in video. Un amico Ford, Totò e Jean Gabin. Un
coerente di emozioni, stimoli,
desideri intellettuali. Per i cri-
f Alla base della cinefilia vorace
c’è anche una ragione persona-
padre: atlanti, storia mi disse, ma tu parli di cinema
come un libro stampato, perché
film russo, per molti, era bello a
prescindere. A me poteva piace-
tici della mia generazione non le. Mio padre morì all’improvvi- dei sottomarini, non lo fai davanti alle telecame- re, ma dopo averlo visto. E mi
c’era il cinema e basta, il cine- so nel ‘51 e io, da una posizione Memorie di D’Azeglio» re? Trovai un buco in uno stu- piaceva allo stesso modo il cine-
ma fuori dal mondo. Dopo, alto borghese, mi trovai all’im- dio, registrai il primo interven- ma hollywoodiano, dichiarato
molte cose sono cambiate. provviso in ristrettezze econo- stra il lato burocratico del poli- to, lo mandai in onda. Nessuno prodotto dell’industria capitali-
C’era uno studioso francese miche. Andai a lavorare al- ziesco, il commissariato, il per- disse nulla. E andai avanti. Il cri- sta. E adoravo il cinema popola-
che sapeva tutto di Hollywo- l’Inail, dove vigeva una discipli- sonaggio che entra agente sem- tico in tv, che organizzava cicli, re. Allora era considerato un at-
od. Un giorno rimase incanta- GIORGIO BASSANI na di ferro. Il cinema alla sera, plice e va in pensione come com- fu una rivoluzione». teggiamento un po’ decadente,
to da un film di guerra sul Il giardino era la fuga dalle pratiche e dai missario. Per lo stesso motivo Lei è entrato in Rai nel 1970, parola che sa tanto di odontoia-
Vietnam. E si stupì con altret- capouffici, il sogno, la libertà. mi è piaciuto McBain con il suo ha vissuto gli ultimi anni della tria. La commedia all’italiana
tanto candore, quando gli dis- dei Finzi Contini Era un bisogno quasi malato. 87˚ distretto, che mette in tra- gestione Bernabei: un critico oggi è quasi fuori discussione.
sero che laggiù in quelle giun- Einaudi, pp. 394, € 10,50 Poi cominciai a collaborare con ma non solo psicopatici assassi- si ingarbugliava in molti lac- Io ne sono convinto da sempre,
gle l’America stava davvero «Alla Rai volevano bloccare un gesuita che organizzava un ni, ma anche l’America vera, gli cioli per scegliere i film da pre- ho fatto un ciclo in Rai dedicato
combattendo». il film: si vedeva il seno della cineforum. E lì la passione co- uffici, i poliziotti di diverse origi- sentare? ad Age e Scarpelli, che conside-
E il cinema com’è entrato Sanda, un attimo appena» minciò a speziarsi con la mili- ni etniche, i panini con l’ham- «Bernabei, pur essendo un de- ro tra i più grandi scrittori ita-
nella sua vita? tanza critica». burger, le segretarie. E’ da que- mocristiano di ferro, si circon- liani».

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