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La dialettica trascendentale

La genesi della metafisica e le sue 3 idee


Kant finora ha esposto solamente la prima parte del suo pensiero:
• Estetica e Analitica: Fondare la validità del sapere scientifico.
Ora invece, comincia ad esporre la seconda:
• Dialettica: Verificare se la metafisica è valida come scienza.
Il termine “dialettica” nel corso della storia e dei vari filosofi ha assunto sempre un’accezione diversa:
• Dialettica platonica: Positiva, in quanto era la scienza delle idee.
• Dialettica sofistica: Negativa, in quanto questa prima sfociò nella retorica, e poi nell’eristica, volta non più a pervenire a
verità oggettiva, ma solamente a confutare le tesi altrui.
• Dialettica aristotelica: Negativa, in quanto denota il processo dimostrativo fondato su premesse probabili, e quindi non
garantiva un sapere oggettivo, ma probabile anch’esso.
• Dialettica kantiana: Con Kant il termine “dialettica” raggiunge la sua accezione più negativa, in quanto diventa analisi e
smascheramento dei procedimenti fallaci della metafisica.
Nonostante la sua lampante infondatezza essa rimane un esigenza naturale e inevitabile della mente umana.
Kant, per spiegare questo, afferma che la metafisica discenda dalla ragione, la quale non è altro che l’intelletto nell’atto di compiere
la sua funzione logica di ordinare e unificare la realtà fenomenica attraverso le categorie ed è quindi portato a pensare, a volte come
se non avesse bisogno di dati per farlo. Esso, non appagato dal mondo fenomenico, tenta di applicare le categorie anche al regno
dell’assoluto, che non è altro che quel regno di cui fa parte la “cosa in sé”, cercando di pervenire ad una spiegazione globale e
onnisciente di tutto ciò che esiste.
La ragione, al fine di raggiungere tale spiegazione, utilizza 3 idee trascendentali che le sono proprie:
• Idea di anima: L’idea della totalità assoluta dei fenomeni interni.
• Idea di mondo: L’idea della totalità assoluta dei fenomeni esterni.
• Idea di Dio: L’idea della totalità di tutte le totalità sia interne che esterne, e il loro fondamento.
L’errore della metafisica, per Kant, sta appunto nella pretesa di voler trasformare queste 3 esigenze mentali dell’uomo in altrettante
realtà, dimenticando che noi abbiamo a che fare solamente con il fenomeno, e non la cosa in sé.
La dialettica trascendentale vuol essere, appunto, lo studio critico e la denuncia dei fallimenti del pensiero (ragione) quando si spinge
al di là dell’esperienza possibile, spinto da un’esigenza naturale talmente forte da persistere anche quando ci accorgiamo che è una
pura illusione.
Per dimostrare tale infondatezza Kant prende in esame le tre scienze che la costituiscono:
• Psicologia razionale: Che studia l’anima.
• Cosmologia razionale: Che studia il mondo.
• Teologia razionale: Che studia Dio.

La critica della psicologia razionale


Kant ritiene che la psicologia razionale sia fondata su un ragionamento errato che consiste nell’applicare la categoria di sostanza
all’io penso (trasformandolo in una realtà permanente con determinati attributi chiamata anima) in quanto esso non è un oggetto
empirico, ma solamente un’unità formale sconosciuta, a cui quindi non si possono applicare le categorie. Inoltre noi “conosciamo”
solamente l’io fenomenico (che ci è noto attraverso le forme a priori), e non l’io noumenico (l’io in se stesso).

La critica della cosmologia razionale


L’errore della cosmologia razionale, per Kant, sta invece nel pretendere di far uso della nozione di mondo, inteso come totalità
assoluta dei fenomeni cosmici. Ma noi sperimentiamo le cose singolarmente, non possiamo sperimentare la totalità delle cose, quindi,
parlare di “mondo” come “unità dei fenomeni cosmici” è errato.
Questo è provato dal fatto che quando si prova a ragionare sul “mondo” così definito, si cade in veri e propri reticolati logici
(antinomie), dove si può affermare e negare la stessa cosa senza poter verificare o confutare nessuna delle due, in quanto,
appunto, l’idea di mondo va oltre ogni esperienza possibile, e quindi non possiamo fare alcuna esperienza di esso che ci permetta di
poter decidere per l’una o per l’altra: Le antinomie sono quindi la prova dell’errore di fondo della cosmologia razionale.

Considerazioni di Kant:
1. Le tesi sono proprie della metafisica mentre le antitesi sono proprie della scienza (empirismo).
2. Per la 3 e 4 antinomia: Le antitesi valgono per il fenomeno, le tesi potrebbero valere per la cosa in sé.
La critica alla teologia razionale
Per Kant, anche la teologia razionale risulta priva di valore conoscitivo. Dio è l’ideale della ragion pura, un “supremo modello”
personificato di realtà perfetta da cui tutti i filosofi fanno derivare e dipendere tutti gli esseri. Esso è solo il frutto della nostra
ragione, quindi ci sono numerose teorie che tentano di provare la sua esistenza, e Kant le vuol confutare:
1. Prova ontologica:
Dato che Dio è perfetto, allora esso non può non esistere, altrimenti verrebbe messa in discussione la sua perfezione.
Kant afferma però che non è possibile “saltare” dal piano della possibilità logica a quello della realtà ontologica.
Inoltre egli afferma che “l’esistere” non è un predicato (non rientra nelle categorie) ma è una condizione esistenziale che si
può asserire solo in seguito all’esperienza. Infatti la differenza tra un tavolo pensato, e un tavolo reale non sta nei loro
attributi (che possono essere uguali), ma nel semplice fatto che i primi non esistono e gli altri sì. Quindi tale prova è:
• Impossibile: Se tenta di derivare da un’idea una realtà;
• Contraddittoria: Se nell’idea di perfettissimo assume già quell’esistenza che vorrebbe dimostrare.
2. Prova cosmologica:
Se qualcosa esiste ed è generato da qualcosa, allora deve esistere un essere primo che ha ma non è generato: Dio.
Kant afferma che si sta usando il principio di causa impropriamente.
Partendo dall’esperienza degli enti eterocausati (contingenti) tenta di risalire ad un primo anello incausato (necessario).
Ciò è impossibile perché la relazione della causa/effetto non è altro che una categoria per mezzo della quale noi mettiamo in
relazione i fenomeni tra loro, ma è impossibile tra un fenomeno (contingente) a qualcosa di trans-fenomenico (necessario).
Kant afferma che il principio di causa si fondi su una serie di forzature logiche e nel suo ricadere nella prova ontologica.
Dopo essere risalito a quella causa necessaria pretende di definirla come perfettissima e quindi necessariamente esistente.
Kant afferma che di nuovo quindi si tenti di voler far scaturire dai concetti alcune esistenze.
3. Prova fisico-teologica:
Dato che il mondo ha un suo ordine, un suo fine, una sua bellezza, dev’esistere qualcosa di perfetto e infinito che la creò: Dio.
Kant afferma, ancora, che essa sia minata internamente da forzature logiche e dall’utilizzo nascosto della prova ontologica.
Essa infatti tentando di affermare che Dio è sia creatore che ordinatore del mondo, deve far coincidere la causa ordinante con
l’essere necessario creatore, ricadendo così nella prova cosmologica, che a sua volta ricade in quella ontologica.
Inoltre, affermando l’esistenza di una causa infinita e perfetta che ordina il cosmo, ma noi abbiamo prova solo che esista
qualche ordine relativo ai nostri parametri mentali, quindi non possiamo permetterci di fare un’affermazione del genere.
Chi compie quest’errore è perché identifica (anche non accorgendosene) l’ipotetica causa ordinante con la realtà perfettissima
(della prova ontologica). Ritornano a galla sempre la prova cosmologica e ontologica.
Alcune considerazioni:
• Tali critiche restano valide anche se allontanate dal seno della Ragion Pura, mostrando la loro validità nel pensiero moderno.
• Kant non nega l’esistenza di Dio, ma nega la possibilità di poter dimostrare razionalmente o metafisicamente la sua esistenza.

La funzione regolativa delle idee


L’idea psicologica (di anima), cosmologica (di mondo) e teologica (di Dio) hanno e devono avere un’unica funzione regolatrice,
indirizzando la ricerca intellettuale verso quell’unità totale che rappresentano. Ogni idea infatti è una regola che spinge la ragione a
dare all’esperienza, suo campo d’indagine, la sua massima estensione ed unità.
• Idea psicologica: Spinge a cercare i legami tra tutti i fenomeni del senso interno, tendendo ad una loro unità di anima.
• Idea cosmologica: Spinge a passare incessantemente da un fenomeno all’altro, tendendo alla loro unità di mondo.
• Idea teologica: Tende ad un’unità che comprende sia l’esperienza interna che esterna.
Le idee diventeranno condizioni che impegnano l’uomo nella ricerca naturale.