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A.S. 2009/2010 - Liceo “L.

Ariosto” di Ferrara

Rilevatore
Ebullioscopico
Dispositivo per la determinazione
gravimetrica di soluti colloidali
in sistemi acquosi

A cura di Trevisani Enrico 5F


Principio di Funzionamento
FORMAZIONE DEL SISTEMA
- Costituiamo in laboratorio
un sistema colloidale con una
determinata concentrazione
in peso. E determiniamo le
dimensioni delle particelle
disperse sfruttando l’effetto
Tyndall.
Principio di Funzionamento
FORMAZIONE DEL SISTEMA
- Schematizziamo il sistema
che abbiamo realizzato con
delle sfere che rappresentino
rispettivamente i colloidi e
l’acqua:

colloidi acqua
Principio di Funzionamento
REPERIMENTO DATI
- Somministriamo calore al
sistema con un Bunsen e
portiamolo ad ebollizione;
- Attendiamo che bolla;
- Monitoriamo l’andamento
della temperatura di
ebollizione del sistema con
un termometro;
- Monitoriamo l’andamento
del volume del sistema;
Principio di Funzionamento
CURVA DI CALIBRAZIONE
Esprimiamo la variazione
del punto di ebollizione del
sistema in funzione del V0
volume del campione. T0
T(°C)

V (cc)
Principio di Funzionamento
CURVA DI CALIBRAZIONE
Esprimiamo la variazione del
punto di ebollizione del
sistema in funzione del T1
volume del campione. V1
T(°C)

T1
V (cc)
V1
Principio di Funzionamento
CURVA DI CALIBRAZIONE
Esprimiamo la variazione del
punto di ebollizione del T2
sistema in funzione del
volume del campione. V2
T(°C)

T2
T1
V (cc)
V2 V1
Principio di Funzionamento
CURVA DI CALIBRAZIONE
Esprimiamo la variazione del T3
punto di ebollizione del
sistema in funzione del
volume del campione.
T(°C) V3
T3

T2
T1
V (cc)
V3 V2 V1
Principio di Funzionamento
PROPRIETÀ COLLIGATIVE E USO DELLA CURVA
- Costruiamo con i medesimi dati la curva di calibrazione
che esprime la variazione del punto di ebollizione in
funzione della concentrazione in peso dei colloidi.
- Poiché la variazione di temperatura non dipende dal
tipo di particelle ma solo dal loro numero possiamo
utilizzare la curva di calibrazione per determinare la
concentrazione in peso di colloidi data la variazione del
punto di ebollizione da essi causato.
Possibile utilizzo
FUNZIONALITÀ DEL DISPOSITIVO
- Il dispositivo che si ottiene potrà essere in futuro
utilizzata per determinare la concentrazione in peso di
soluti colloidali come particelle aerodisperse (polveri
sottili) all’interno di matrici acquose semplicemente
valutando la variazione del punto di ebollizione
determinato dalla loro presenza.