Sei sulla pagina 1di 9
Teclocgiode Lindi ©1975 Cama, Pace Oro78 e198 Glas Kina diores 9. Tain nooo wale open: alten Li sa thesssir40 La passione dell'indifferenza ei che errno per deta quanto a picere srendono mere pacers guano ‘deve gust non estore: ena tle indie ferenaa on @ coe umana, Asche gi a tall infeed letnnano neg linens, fe amanoaluni elmo eee foie unt ‘earache non tower nla place © on difresiee nermina cova dalle, farethe enolatemente renee dalfumana E poichévomind di euerto penere fon es ‘Hong, nol nan alamo tn nome specie et deena antsrone, Eee Neg 11290 Enel 1649, un anno prima della morte, che Descartes, cedenclo alle insistenze degli amici, si decise a pubblicare il trattato sulle Passioni dellaninga, un argomento in cui Te conoscenze degli antichi gli parevano cost difettose, che egli si sentiva obligato a trattame, scriveva, «en mesme facon, que si je traitois d'une matitre que jamais personne avant moy n’eust touchée». All’inizio della se- conda parte, Descartes enumera sei passioni «primitives, da cui tute Je altre possono essere riesvate per deriva: zione 0 per composizione: Meraviglia, Amore, Odio, De- siderio, Gioia, Tristezza. Osservando pii attentamente {questa classifcazione, si pud costatare un’esimmetria fon damentale: mentee tutte passion’ sono, infatti, ordinate in coppie antagonist (il Desiderio fe cecezione soltento in apparenaa, poiché esso &, in ralta, doppio , come spicga Descartes, comprende tanto la ricerca del bene che «il esiderio che nasce dall‘orroren, cio’ la fuga dal mele, che si soleva classifcare come passione autonoma col n0- “7. 8 GIORGIO AGAMREN ‘me di Avversione), la Meravislia (Admiration), che & la prima di tutte le passioni», non ha contrario. Questa ssimmetria non & casual. Se legziamo, infact, Ja definizione che i trattato da della Meraviglia, i accor gitmo che essa occupa un posto molto partcolare nel s- stema delle passioni e che, pit che di una passione in sé, si tratta gui di qualeosa che he la funzione di assicurare Ja possibilitd di tutte le alzre: mentre, infati, ogni pas- sione risulta da una catatterizzazione positiva © negativa del proptio oggetto (Amore-Odio, Desiderio-Avversione, Gioia-Tristezza), esta non 2, invece, altro che Je pura e semplice percezione della sua «differenzay, Los que la premiere rencontre de quelque objet cous sur ren, & que fous Je jugcons este nouvea, ou fort dient de ce que nous connossions auparavant, oa ben de ot que fous suppesons ql devotes, eva fat que ous Ta tom & en sommes estonnes. Et pour ce ue cela peut ativer avant que nous connissions aucunemen si et jet nous est onvenable, ou sl ne Fest pas, me semble que ! Admitation est In premiere de toutes is persion. Et elle oa point de con- tear, cate que, i Fobjet guise presente’ in en sl qui ‘ous suprene, nts n'en sores anconement éneos, & nos Je amsierons san pssion, Nel sistema delle passion’, ln Meraviglia he, dunque, Ia futon dl flactian chem detanminnta geo 8 signficante peril sistema stesso: essa &, cic’, il signif- cante zero del sistema, che non ha aleun segno positive co negativo (cause libre, definisce Descartes il suo ogget- to), ma si oppone semplicemente all'assenza di passione (nous le consideroms sans passion). Se questo ® vero, Vale fermazione di Descartes secondo cui la Meraviglia non hha contratio, va precisata e corretta, Questo contrario ~ cio’ !indifferenza ~ non soltanto esiste, ma la Meraui- lin non ba altro contenuto che quello di enunciare la sua esclusione, Meravigia significa semplicemente: negazio- LA PASSIONE DELL INDIEFERENZA ° ne dellindiffcrenza, ed & su questa esclusione originaria che si fonda tutto il sistema delle passion. Che In situazione della Mereviglia nel sistema carte- siano delle pessioni fosse anomala, non era sfuggito @ Spinoza. Nel terzo libro dell’Erica, egli dichiara di non vedere alcuna ragione per ineludere la Meraviglia fra le passioni primitive, poiché essa non sorge «da nessuna ‘causa positiva... a solo dal fatto che manca la causa per ‘cui la mente, dalla contemplezione di una certa cosa, sia determinata a pensare ad altra» © ad attribuire cost ‘questa cosa, peril meceanismo associativo che domina la ‘eoncezione spinoaiana delle passion, tn segno postivo © negativo. Su questa base, Spinoza ammetie che la Mera- vial abbia un contrario: questo contratio non & perd, come ci aspetteremmo, Vindiflerenza, ma il disprezzo, io? «Pimmaginazione di una certa cosa, che tocea la mente cos{ poco, che la stessa mente, dalla presenaa della cosa, @ indotta pid a immaginare quelle cose che non so no in essa, che non quelle che vi sono». Se ben si guard, Spinoza non fa qui che arretrare di un gtado la posizione ai signifcante zero del sistema che Descartes attribuisce alla Meraviglia; come Ia Meravighia per Descartes, anche il disprezzo non ha qui alto significato che V'esclusione dellindifferenza: anche quando un oggetto dovrebbe ls sciare indifferent lattesa di signifieato e di diflerenaa, dleluse, si trasforma in disprezz, che assume come posi tivo una mancanza ¢ una negativit Tatto avviene, cid, come se 'indfferenza fosse vers mente cosf apprendiamo poco dopo essere l'avviso di tutti, , anche quando si @ ormai accorta di esserne innamorata, Madeleine non cessa di rendersi conto che Lepré & «peu recherché» e che, senza essere proprio sgra- devole, egli 2, perd, «inferieur aux hommes remarqua- LA PASSIONE DELL'INDIFFERENZA n bles». Me & proprio questa duplice, perfetta insignifican- 1a, che ne fa qualcosa come un essere negativo («essere di faga», sari definite Albertine nella Recherche), a met tere in moto il meccanismo che provoca e alimenta la pas- sione di Madeleine. La prima volta che essa avverte qual cosa come un presagio dell'amore che sta per nascete &, infatt, nella forma negativa della percezione di un’assen za: essa rimpiange che Lepré nor abbia potuto vederla nello splendore esotico della sua acconciatura di orchi- dee: «ientét & Vindifférence heureuse avec laquelle lle mirait ses graces de ce soir dans les yeux louis qui les rélletaient avee une fddlité certaine se méla le regret que Lepré ne lait pas vue ainsi». B, cio’, l'indifferenza di Le- pre (colta qui nell'sspetto involontatio, ma proprio per questo, forse, pitt essenaiale, di un'asscnza) a far uscire Madeleine dallindifferenza; cost come & Vinsignificenca di Lepré che fa entrare Madeleine in un mondo in cui tutto si metteitaprovvisamente a significare, Le orchidee, di cui amava Ia gaiezene la ristezan solo «come un atteg- ggiamento della loro bellezzan, si caticano ota di un sup: plemento di signifieato e diventano la cifra della sua pas sione; un momento dopo, essa si rende conto di aver ces- sato edi vivere unicamente la vita degli eventi ¢ det fatti. Nel sistema delle passioni che questo rscconto ci pre senta, Viodifferenza, donque, non soltanto non & esclusa, ima, al contratio, @ posta esplicitamente come origine € cggetto dell’smore, Proust pud, anti, eaunciare come una vera e propria legge dellamnore Ia massima di civetteria che balena per un attimo nella mente di Madeleine: «si je ne t'simes pas, tu m'aimes». II meceanismo che rende ‘operante guesta massima & qualcosa di singolare, che vale la pena di seguize punto per punto nella natrazione prow stiana, B in modo puraente negativo,attraverso la sua ee stetea incredibilita, che V'ndifferenza di Lepré comincia ad agire so. Madeleine. Riestrata in casa dopo il primo incontro, Madeleine immagina che Lepré abbia voluto nasconderle, per qualche misterosa ragione, Ia propria tencrezza; il giorno dopo essa penss che la sua indife renga sia finta: 2 itmpossbile che un uomo cost insignif cante rest insensibileall’attenzione di una delle pid belle ed cleganti donne di Parigi. Pit tardi ancora, quando Vindiflerenza di Lepré sembra ormai difficile da negate, Madeleine si consola pensando che questa indifferenca non pud essere toca, e che Lepré, se non ne ha goduto, deve almeno aver comrpreso la sua attenzione. L’indie: renza 2, anti, qualcosa di tanto impossible, che, poco do- po, in una scena che &, per noi, il centro di gravita del zacconto — yediamo Madeleine intercogare deli amici per sapere «s'il avait une maitresse, une chalne quelconque... «qui expliguat son extraordinaire conduite. Lotigine dell'amore non é, dungue, nientaltro che la negazione cell indifierenan. Proust comincia cot col met- tere a nudo Ia tacitaesclusione su cui si fondano le clas- sificazioni filosofche delle passioni e mostra che U'indiffe- tena ¢ Ia molla segreta che mette in movimento il siste- ma e gli conferisceil suo senso. Ma, se questo vero, che cos't alloral'indifferenza? Cosa si nasconde dietro que- stessere negativo, che non ® presente che ataverso la sua esclusione ¢ che costituisce, perd, il fondamento e il contenuto della passione? La spicgazione che Madeleine rieeve quando cerca di scopritelerazioni della «condotta straordinaria » di Lepré i fornisce una prima risposta. Questa spieguzione @, in spparenza, paradossale, perché ct dice che, se Lepré ont ud amate, ¢ perché egli ama troppo: Lepr et un charment garcons gui an vice. I ane des femmee ignobles qu'on amaive cans In boue et il les LA PASSIONE DELL INDIFFERENZA 53 sine follement; pais il passe es nul dane lg basliewe ou sur les boulevards exits au risque dese faice wer un jour, ft non ceulement il es ime follement, mas nie quell Ul segreto delVindiflerenza (cio® del diferto di pessio. ne) &, dunque, il vizio (cio®, un eocesso di passione). Nel Puniverso proustiano, questa corrispondlenza fra indiffe- renza e vizio & una legge cosi costante (basti qui pensare al vizio che si nasconde dictro lindifferenza di Albertine) che, se cuscissimo a scoprite il significato del vizio, po tremino ragionevolmente sperare di chiarie anche la fun zione di quel suo omologo che & l'indilferenza e che Vale sgoresi proustiana ha emblematicamente fissato nella figu: ra di Lepré. Postediamo, per fortuna, un documento singolare che ci petmette di ticostruite con suffciente precisione la s- tuazione del vizio nel sistema proustiano delle passioni Si ratte di quelle Notes sur Vamour che Philip Kolb ha incluso nella terza sezione dei Textes retrowés ¢ che co- stituiscono, secondo noi, un testo importante per Vintel- ligenza delle idee di Proust sull‘amore. Lamour —legiame gui — ne pétend pas telementouver Varour, il prétend le chercher, Le nom de «llr» et let tt ‘ts de cette proesion, le nom dun sce ov dun besoin hi tient oon seulement «Tu ne touverss prs amour, al Ge que tu cherches,ce nest pas amour, cest ce ptt vier Ge bassin physiqse de ce sir Cid che questo testo ci dice, & che il vizio manifesta semplicemente Vimpossibilita dell'amore di trovare se stesso, [n sua necessaria cccedenza rispetto ai propri og- setti: ma cid che colpisee & che, secondo Proust, il vizio svolge questa funzione attraverso dei significant G nomi delle prostitute, gli attribui di questa professione, i no- 1 dei vizi e delle perversioni), offrendo, cio’, all’ amore 14 GroRGtO AGAMBEN dei significant il cui unico significato 2 di aflermare ogni volta un'eccedenaa dell’amore rispetto ad essi (ce n'est as Vamour, Cest ce petit vicec). Nel discorso d’emore, io’, Peceedenza dell’amore rispetto ai suoi oggett si tae duce in un'eccedenza del significato rispetto al signi®: ceante. Se, raccogliendo il suggctimento di Proust, consi deriamo amore come un discorso, come un sistema di comunicazione, vedicmo dunque che il vizio (il vocabo- lio dei vizie delle perversioni, che &, in tutte Ic inguc, cosf ricco e articolato) manifesta una disfunzione del stema stesso, che ne &, perd, parte necessara, e che in- troduce ogni volta un eccesso del significat rispetto ai significant, del messaggio risperto al codice Se questo 8 vero, se, nel linguaggio delle passion, il vizio exprime leccedenza del signifieato, possiamo forse allora comprendere quale sia il senso dell'indifferenza, che Proust situa in rapporto di omologia col vizio, come Valtra faccia che esso volge verso l'amore. L'indiferenaa ricopre, infatt, nel sistema delle passioni, una junzione timmetrica ¢ opposta: come insufcienca dell'amore, esse manifesia un eccedenza del signifcante sul significato, del codice rispeito ab messagxio, L'indifferenza é un sigeif- ccante che nessun significato pud mai riempire, cosi come il vizio ® un signiicato che nessun significante pab tai esautite Possiamo allorarappresentarct il discorso amoraso, se condo Proust, come affett da una discordanza e dana non-coincidenza essenziali fra significante e signifiato, di cui indifferenza e vizio costtuiscono i poli cstremi, ma che domsina, in misura divers, euto il sistema. I discox s0 amoroso ® un discorso che non conosce termini pr ‘ma oscilla continuaments dalla metafora alla metonimia da un'eccedenza del sigificante « un'eceedenza del signi aro. Ma, in realt, solo attraverso questa perpetua A PASSLONE DELL INDIFPERENZA a5 diserepanza del iscorso ¢ della comunicazione, del senso della significazione che Pamore pod trovare il proprio spazio ela propria misura: come il linguagato, esso& for. ma € non sostanea, e pud signiicare solo istituendo un sistema di differenze © di negazioni in cui & impossible ‘rovare alcunché di postivo ‘Che indifferenza e vizio coincidano in une sola perso- ra, ci significa, infatti, che quel che appare, da una pat- te, come eccedenze del significato, si presenta, dalPaltra, come eccedenza del significante, tistabilendo cost il di- scorso amoroso che sembrava aver toceato nel vizio i suo limite estremo, Come il discorso poetico che, secondo la bella intuizione di Jakobson, proietta 'esse dell simile- siti e della selezione su quello della combinazione e della contiguit, il polo metafotico su quello metonimico, cost amore trasforma in significante eccessivo un excesso di significaro, ristabilendo incessanterente il discorso che tendeva ad annullarsi. Lindifferenza assicura, ciob, la funzione di entropia negativa del sistema, impedendo di raggiungere il ivello di encropia massita Tn questa prospettiva, la frase di La Brayére, che Proust ha posto in exergue al suo racconto, acquista un signifiato nuovo: il cuore umano ~ essa ci dice ~ non ha in sé di che amare e he bisogno, pet potet simanere nel discorso amoroso, delPndiflerenza e del vizio, L'emore non ha, cio’, altz9 contennto che quello che gli prestana il vido e Vindiflerenza, il proprio eccesso¢ il proprio di fetto, ¢ pud srovare la propria misura solo opponendoli ¢ articolandoli in un linguaggio, Esso & una saccia (nel senso proprio della parola, che timanda a un'origine nel momento stess0 in eu. ne sfferma la sparizione) del vizio € delindiferenza, cio’ dellcccesso di significato e del- eccesso di signifcante. E Proust stesso a darei questa Aefinizione dell'amore, in una delle pit belle pagine delle 16 (GIORGIO AGAMREN Fugitive, a proposito dei sospetti del narratore sel vizio di Albertine, che ormai Andrée gli ha rivelato, _ Peutétre malgré tout, es inwitions premibees, velaitit micux que je ne les rencontrase 4 nowvenu, verifées, que ‘maintenant, Tandis que durit tout mon amour pour Alber tine, elles m'cussent trop fat soli et il Gait mieux qui leit subssté elles qu'une uace, mon perpentelcoupgont de choses que je ne voyais pas t qui ourant se passerene cont ‘uellement si pris de moi, et poutétre ne autte trace encore, sntéricure, plas vaste, qu étalt mon aiour line, Neen ce pas en effet, malyeé routes Jes dénspations de ma tsizon, onnaltre dans toute sa hideur Albertine, qu la chasis, mer? et méme dans les moments 06 Ia mfiance s'assoupit, amour n’en escil pes la persistance et une tmsformation? Cosi, quando Madeleine si rence conto che le ragio fi pet cui ama Lepté sono in lei stessa enon in lui «et si elles étaient aussi un peu en lui, ec n’était ni dans sa supétiorité intellectuelle, ni méme cans sa superiorité physique. C'est préciséinent parce qu'elle V'aimait gu’au- cun visage, qu’aucun sourire, qu’aucune démarche ne loi Euaient ausei agréable que les siens et non parce que son visage, son soutire, sa démarche étaient plus ageéables que d'autres, gu'elle Veimait», non equivale cid forse a ‘fermare che @ la pura eccecenea del significante ~ ciot, Vindiferenza ~ che fornisce ll'amore uinano la sua possi bili, salvo poi a scancellarsi nella stessa treccia che ne proclama fervidamente la realti? Come aveva intravisto tuna notte il nartatoce della Recherche, contempland il corpo «insignticanten di Albertine eddormentata (cette figure allegorique de quoi? de ma niort? de mon emour?), Vindiflerenza (come il vizio) non & che Lallegoria, co’, nel senso stretio della patols, il esignficaraltton (lon @goréucin) del discorso d'amore. LA PASSIONE DELL INDIFFERENZA 7 Se abbiaino approficato della libertd che ci laseiava la prefazione di Philip Kolb all’edizione francese — dispen- sandoci dalla facica di dare informazionertiche e flolo siche sulla situazione di questo racconto nell'opera di Proust — per tentare un approccio che pud forse «ppatire insolizo, cd & perché siamo convinti che si possa ormai comiinciare a guardace al patrimonio lexerario europeo in tuna prospettiva che vada al di la di quelle dellesetica ¢ della storiografiaIetteraria, Perché troppo spesso not svardiamo alle opere che appartengono a questa tradizio- ne da un panto di vista che giudlicheremmo inadeguato se si trattasse di opere appartenenti a una cultura diversa, presupponendo una conoscenza generale © consapevole dei principt e det meccanismai della nostra cultuea che, in realti, non esiste, Beninteso, in attesa di quella escicnza della fetteratura europea» che Cursius auspieave pid di trent’anni fae che, forse, non esistera mai, Papproccio tri dizionale rimane essenziale, soprattucto nel suo asperto filologico: ma esso pu fin d’ora esscre integrato in una prospettiva che consideri Popera Jerteraria per quello che & cio’, come una parte di un patrimonio culturale che pud e deve essere messa in relazione con il tutto, sia per Poter essere interpretata, sia per ricavarne informazioni su quella zona di esso che il nostro punto di vista ci impe- disce di percepire, Gi che abbiamo appreso, attraverso Pesame di questo raeeonto, sui rapport fra le passion e T'indifferenze, non @ infatti, in alcun modo una singolariek da eu si possano tutr‘al pit trarre delle conclusioni sulla psicologia del Vindividuo di nome Proust, ma & Iestremo, coerente svolgimento di una tradizione molto antica, che occupa un posto non itrileyante nella nostra cultura, Poiché, ———_—_—— 38 GIORGIO AGAMBEN quando 'amore come noi lo conosciamo fa Ia sua apps tizione nella letteratura europea moderna nella poesia dei trovatori provenzali, esso si presenta precisamente con i catatteci che abbiamo appena riconosciuto nell'Indife- rente proustiano. Nella teoria dell’ amore cortese, infati, ‘on soltanto la donna, come oggetto d'amore, deve resta. re indifferente alle richieste dell’amante (Vamata, nella lirica trobadorica, 2, per eccellenza,colei che «ja n’aura ‘un jor merci de moi), ma essa non &, anzi, che un puro rome, un senbal, cio’ un significante libero che serve a sarantire Veccedena del discorso sulla comunicazione su cui si fonda il funzionamento del sistema, Come nel eas0 i Jaufré Rude!, Voggetto damore & sempre una lonta- nanza, ogni amore & sempre una amor de lonb, cost come, in Proust, loggetto d'amore & sempre un «essere di fu zt», Nel sistema dell'amore cortese, esiste, andi, una pas- siove speciale, zelotypia senza la quale,~ si dice ~ non ud esistere vero amore e che, in quanto érepidatio ine. ‘quditatis amoris, trepidwione sullineguaglianza dells- more, non ha altro compito che quello di mantenere aper- ti il divario e la sconnessione fra significante ¢ signif cato; veto archetipo, in questo, della gelosia proustiane, dispensatrice unica di bellezza’e di desidecio. E, come troviamo qui codifcata Vindifferenza dell’oggetto d'amo re, ritroviamo anche il vieio nella sua funzione di signifi cante di una simmetrica e opposta eccedenza del discor- 0: @ il fol amour, che si situa in cost stretta relazione con Pamore cortese © ne ® cos! diffclmente separabile, che alcuni studiosi hanno potato vedere nell’amore cor- tese nient‘altro che una cristllizarione della perver- Possiamo formulare, a questo punto, aleune conside- razioni di carattere generale sulla nostra culcura. Tutto avviene, infatti, come se essa avesse bisogao i oppor- [EA PASSIONE: DELL’ INDIFFERENZA 9 te all’amore un amore secondo, quasi che la culturizs- one della sessualitd naturale non fosse ancora ultima- ta col matrimonio e necessitasse di un ulteriore svolgi mento che oppone un amore secondo all'amore socaliz: dato. Questa opposizione pud avvenite soltanc istituen do Pamore (cil sistema delle passioni) come un discorso Ja cui signifcativitd propria si fonda su wn'eccedenza del Tinguaggio rispetto alla comunicazione, del senso rispetto alla signficazione, e che deve, percid, porre indifferenza virio come suoi estremi poli semantici. Da questo pun- to di vista, fin’amors, fl amour e zelotypia cortesi e Vin- differenza e la perversione proustiane si equivalgono, perché non sono che i signifcanti di cui la nostra cultura si serve per realizzare Popposirione dell'amore all'amore che costituisce il sistema delle passioni come un linguag- gio. E se la bellezza (che, gid in Platone, & il nome del Supreio oggetto d’amore) ha fnito, nel corso di un pro- cesto che ha nella lirica provenzale e in Mallarmé i suoi momenti emblematic, con lidentifcarsi coll'ndifferenza, Gi vuol dire che esse rappresenta, nella nosera cultura, ‘quella stessa eccedenca del significante su cui si fonda il discorso amoroa0. " Non dovremo percid stupitci se, in tuna trattatistica religiosa che comincia con sant'Tgnazio di Loyola ¢ ha it suo calmine nella Introducione alla vita devota di san Francesco di Sales (1608), nel Trattato sull’indiflerenca di Yves de Paris (1638) e nelPopeta di Fenelon, la «san ta indifferenca» s'identifichera col perfetto amore, inteso come assoluts disponibilica alla , dice Dante) ¢ la poesia & il Iuogo (Ia astanza») per eccellenza del discorso amoroso, se coe, la poesia modtna ha po tuto costrue la sua autorita testuale e affermare la sua indipendenza dal discorso del mito solo concependo se stessa come un edettato d'amore» e se, d'altra parte, V's more 2 stato essenzialmente una scoperta dei poet, una poetica prima che una prassi sociale, id & perché Pamore, come Ia poesia, & un sistema di comunicazione fondato sul divatio ¢ sulla non-coincidenza det messangio e del codice, del signficante e del significato, Amore e poesia, Tingssgato delle passion clinguaggio poetico sono in rap porto di omologia, perché entrambi si sono costituti op- ponendosi a un discorso in eui vi, fra signifcante e si- gnilicato, perfetta coincidenza (sia questo il discorso del mito o quello delle istituzioni mattimoniali): essi hanno in comune, co’, la passione dell ndifirenza, Possiamo cosi spiegare In fascinazione che il quadro i Watteau — cui si deve forse, secondo il suggerimen- to di Philip Kolb, il titolo di questo racconto ~ pud aver ‘esercitato sulla fantasia di Proust. Poiché il giovane ein- diflerente», com le mani alzate a sorreggere un filo invis. bile, sospeso in un gesto enigmatico frail passo e la dan 2a, fra una prossimita © una lontananza, non & soltanto ‘unallegoria del' amore: come aveva intuito Claudel nella {LA PASSIONE DELL"INDIFFERENZA a holla pagina che gli dedica, eli 2, insieme, la cfta della poesia ee to cole, mi se two is ego ld le dee sgh pe eT pt vegans ave en m Mba ego abig, ents em prope pode, donk ne pss wh ov Fl ace ‘GIORGIO ACAMBEN or8l Note