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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 30 NOVEMBRE 2009, N. 25198

1. - Dati del processo


1.1 - L’Agenzia delle entrate chiede annullarsi, con unico motivo, la sentenza indicata in epigrafe,
con cui la commissione tributaria regionale rigettando, previa riunione, gli appelli proposti in
principalità dall’ufficio ed incidentalmente dalla contribuente (...) (società avente sede in (...) e
senza stabile organizzazione e senza rappresentante in Italia), contro la sentenza n. 603/6/2003 della
commissione tributaria provinciale di Roma, la conferma sia quanto alla ritenuta tempestività
dell’istanza di rimborso di crediti IVA 1998, presentata il 9.7.1999 - rimborso negato dall’ufficio
con provvedimento del 14.3.2001, per violazione del termine asseritamente perentorio e per non
accoglibilità della richiesta nel merito, sia quanto alla dichiarata non spettanza del rimborso
limitatamente e IVA su fatture non prodotte in originale, bensì in fotocopia.

1.2. - La nominata contribuente resiste mediante controricorso e presenta ricorso incidentale, con
due motivi, illustrati da memoria, cui non replica la ricorrente principale.

2. - Questione pregiudiziale

2.1. - Il ricorso principale e quello incidentale debbono essere riuniti, ai sensi dell'articolo 335 CPC,
perché proposti contro la stessa sentenza.

3. - Motivi dei ricorsi

3.1 - L'agenzia delle entrate, ricorrente principale, chiede annullarsi la sentenza della commissione
regionale, censurandola nel punto in cui ritiene non perentorio il termine di legge, non rispettato
dalla contribuente, per la proposizione della domanda di rimborso (violazione e falsa applicazione,
in relazione all'articolo 360, 1° co., n. 3 CPC, degli articoli 38ter. DPR 26 ottobre 1972, n. 633; 7,
della 8° direttiva CEE n. 1072/79; 1. D.M. 20 maggio 1982). (………….)

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LA VERSIONE INTEGRALE DELLA SENTENZA E’ DISPONIBILE SU

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