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cose da sapere sul Tadelakt

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Dieci cose da sapere sul Tadelakt

10 cose da sapere sul Tadelakt

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Il Tadelakt una tecnica d'intonacatura marocchina, molto antica, utilizzata in origine per impermeabilizzare le
cisterne per la conservazione dellacqua potabile, e poi nei rivestimenti di ambienti umidi come gli hammam e
le fontane.
Le sue straordinarie doti di impermeabilit sono paragonabili, se non superiori, a quelle delle malte a base di
coccio pesto impiegate dai Romani per la realizzazione di acquedotti, cisterne e termae.
La materia che rende speciale il Tadelakt il particolare tipo di calce debolmente idraulica, prodotta nelle vici-
nanze di Marrakech da artigiani berberi che si tramandano di generazione in generazione i segreti della sele-
zione della materia prima e della cottura.
Il termine Tadelakt deriva dallarabo dellek, cio "impastare, schiacciare" a testimoniare il fatto che solo at-
traverso unattenta lavorazione della calce, impastata con acqua senza alcuna altra aggiunta, applicata in uno
solo strato e successivamente schiacciata, levigata e lucidata con lausilio di sapone nero, si ottengono superfici
impermeabili e di grande effetto estetico, che rendono unico il Tadelakt

In sintesi, le dieci cose da sapere sul Tadelakt sono:
1. Il Tadelakt unantica tecnica di intonacatura di origine marocchina, che permette di realizzare finiture
uniche e di grande prestigio.
2. Il Tadelakt il rivestimento originale degli hammam, delle fontane, delle stanze da bagno dei riad e dei
palazzi nobiliari del Marocco.
3. Il Tadelakt originale si ottiene esclusivamente attraverso la calce prodotta artigianalmente nelle vec-
chie fornaci a legna di Marrakech.
4. La calce da Tadelakt ottenuta dalla calcinazione di calcare impuro, cotto in fornaci intermittenti, ali-
mentate a legna di ulivo e palma, per circa 30 ore.
5. La calce da Tadelakt all'uscita del forno, viene spenta con modesto quantitativo d'acqua, setacciata con
un vaglio di 2-3 mm e insaccata pronta per l'uso.
6. Una volta in cantiere, la calce da Tadelakt semplicemente mescolata con acqua, senza alcuna aggiun-
ta di sabbia, poich contiene di per se una parte di calcare incotto che si comporta da aggregato.
7. Il Tadelakt si applica a mano, con fratazzo in legno, in uno strato di spessore di 1-2 cm su un fondo ru-
stico e assorbente.
8. Appena dopo l'applicazione, il Tadelakt levigato con particolari pietre di fiume, trattato e lucidato con
sapone nero.
9. Le superfici Tadelakt, se ben realizzate, sono perfettamente impermeabili e adatte ad ambienti interni
ed esterni anche a contatto diretto con acqua.
10. Il Tadelakt una nobile espressione della cultura materiale marocchina, e deve essere proposto esclu-
sivamente nel rispetto delle peculiarit dei materiali e nella osservanza delle tecniche di realizzazione
originali.

10 cose da sapere sul Tadelakt

Materiali e Strumenti

CALCE.
Calce di Marrakech che viene ottenuta dalla cottura di rocce locali in forni ali-
mentati con legno di palma.
Resa di circa 5 kg/mq.

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CAZZUOLA.
> del tipo americana (con punta quadrata) per la stesura veloce degli strati di
malta;
> del tipo a lingua di gatto (cm. 15) per la prima fase di schiacciatura
dellintonaco.

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TALOCCIA.
Taloccia in legno di cedro del Libano di due dimensioni:
> piccola: cm. 15x7,5
> grande: cm. 20x30
La sezione leggermente svasata (cm. 7,5 di base e cm. 8 sopra)

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GALET.
Pietra di fiume tagliata, di due dimensioni.
> grossa e pesante (pietra 1)
> piccola e leggera (pietra 2)

SPATOLA IN PLASTICA.
Lamina di plastica dura ricavabile dal taglio di tubazione o secchio, leggermen-
te incurvata.

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SAPONE NERO.
Sapone derivato dalla lavorazione delle olive nere.

NYLON.
Il nylon utilizzato :
> spesso, per compiere la smussatura degli angoli
> sottile, (tipo i teli da rivestimento per imbianchini), per fare lultima passata
sullintonaco trattato con sapone nero.

10 cose da sapere sul Tadelakt

CERA.
Cera vergine dapi e cera carnauba

PIGMENTI.
Utilizzare terre naturali oppure ossidi, compatibili con lalcalinit della calce

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 1 > preparazione dellimpasto



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BAGNATURA.
Dosaggio:
600 ml. di acqua / 1 kg. di calce

Lacqua va versata poco alla volta cercando di farla assorbire man mano che si
versa. Si possono praticare dei fori nellimpasto per agevolare la penetrazione
e lassorbimento dellacqua.
Si lascia riposare una notte (12 ore) affinch si crei un assorbimento uniforme
(non va mescolata)

MISCELAZIONE / COLORAZIONE (1).


La pratica marocchina prevede la miscelazione a mano (consigliabile), ma
possibile anche utilizzare mezzi meccanici (miscelatore elettrico).
Durante la fase di miscelazione possibile aggiungere i pigmenti allimpasto
secondo le esigenze e il gusto personale. Aggiungere al massimo il 10% di pig-
mento sul peso della calce.

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MISCELAZIONE / COLORAZIONE (2).


Per grossi quantitativi, mescolare in un unico grande contenitore. In modo che
tutto limpasto risulti colorato uniformemente.

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 2 > preparazione del supporto


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IL SUPPORTO
Nellapplicazione della calce Tadelakt il supporto gioca un ruolo fondamentale
Il supporto dove essere poroso e lasciato al grezzo con una granulometria tra 1 e
1,5mm.
Prima di procedere con lapplicazione, vanno eliminati tutti i granelli e verifica-
ta la ruvidezza e la consistenza.
Questa operazione necessaria per evitare che durante la posa il distacco di
materiale renda difficoltosa la tiratura dellimpasto.

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BAGNATURA.
La fase di bagnatura molto importante poich il fondo su cui dovr essere
applicato il Tadelakt deve essere perfettamente e abbondantemente inumidi-
to. Si pu procedere con pennelli, spruzzini o erogatori.

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CONSERVAZIONE SUPPORTO UMIDO.


Prima della posa dellimpasto bene verificare il tenore di umidit del suppor-
to murario. In caso risultasse nuovamente troppo asciutto utilizzare uno spruz-
zino per rinnovarne la bagnatura.

10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 3 > stesura del primo strato



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3.1

STESURA PRIMO STRATO (1).


Si parte dal basso e si procede verso lalto.
Loperazione va effettuata abbastanza velocemente cercando di schiacciare
gi in fase di prima applicazione il materiale al supporto. Per questo motivo
consigliabile tirare limpasto con la cazzuola piuttosto che direttamente col
frattazzo, poich in tal modo possibile esercitare maggiore pressione.

NB: la tecnica del Tadelakt non consente di effettuare raccordi mimetici tra le
varie parti di rivestimento. Pertanto lapplicazione deve riguardare tutta la pa-
rete contemporaneamente. Per questo motivo prima di iniziare il lavoro sar
utile (necessario) individuare aree ben precise e definite da sottoporre alla
successiva realizzazione.

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STESURA PRIMO STRATO (2).


Durante la stesura della prima mano bisogna cercare di tenere sempre umida
la superficie muraria.

NB: la caratteristica del Tadelakt quella di creare una finitura che nono risul-
ter perfettamente a piombo in quanto la posa va effettuata a occhio senza
lausilio di riferimenti e righe (stagge). Naturalmente la resa dipender dalla
bont della complanarit del supporto di base.

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STESURA PRIMO STRATO (3).


Mentre si stende il primo strato con la cazzuola possibile anche effettuare
una prima frattazzatura per regolarizzare la superficie in via di definizione.

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 4 > stesura del secondo strato



STESURA SECONDO STRATO (1).


Appena finita la stesura della prima mano si deve procedere immediatamen-
te con la seconda.
Anche in questo caso si opera dal basso verso lalto.
Bisogna impiegare unadeguata velocit di posa per evitare che le superfici si
asciughino troppo velocemente. In tal caso usare lo spruzzino per inumidire la
superficie prima di applicare il secondo strato di malta.

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4.2

STESURA SECONDO STRATO (2).


Qualora ci si accorgesse che le due passate di malta asciugano troppo veloce-
mente, consigliabile coprire le parti finite con del nylon molto sottile, facen-
do attenzione a non compromettere il lavoro con incisioni e asportazioni di
materiale.

FRATTAZZATURA.
Ultimata la posa del secondo strato di malta si pu utilizzare il fratazzo per
rendere la superficie complanare e liscia, facendo attenzione a non asportare
troppo materiale ma, viceversa, cercando di regolarizzare eventuali eccessi e/o
mancanze di malta.

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 5 > lisciatura



LISCIATURA (1) / CAZZUOLA.


Completate le due mani di intonaco si procede immediatamente con una
prima lisciatura effettuata tramite la cazzuola a lingua di gatto.
Bisogna procedere schiacciando in maniera uniforme evitando di creare al-
terazioni della superficie (righe, avvallamenti, ecc.)

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LISCIATURA (2) / PIETRA 1.


Successivamente si passa alla fase di lisciatura tramite la pietra 1 e con
laiuto della spatola (lamina) di plastica.
La pietra va utilizzata attraverso modesti movimenti circolari cercando di
procedere secondo uno stesso senso di rotazione. E una fase della lavora-
zione molto delicata perch la caratteristica del Tadelakt proprio quella di
evidenziare una texture derivante proprio da questi movimenti.
Qualora si notassero piccole mancanze si cercher di spostare il materiale
tramite il movimento della pietra oppure aggiungendolo con la cazzuola.

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LISCIATURA (3) / PIETRA 2.


Lultima passata si effettua con la pietra 2 ed eventualmente ancora con
laiuto della lamina di plastica.
Lo scopo delle lisciature con le pietre quello di saturare ogni piccolo foro
dellintonaco per creare una superficie compatta e non porosa.
Gli spigoli vanno leggermente arrotondati. Per questa operazione si utilizza
un pezzo di nylon (spesso) che si fa scorrere, abbastanza velocemente, per
tutta la lunghezza dello spigolo tramite una leggera pressione, fin tanto che
la conformazione ottenuta corrisponde alle nostre esigenze estetiche.

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 6 > applicazione sapone nero





APPLICAZIONE DEL SAPONE NERO (1) / BAGNATURA.


Lapplicazione del sapone nero va effettuata il giorno dopo la stesura
dellintonaco.
La miscela di sapone nero e acqua deve essere realizzata secondo la proporzio-
ni 1:8 (1 parte di sapone + 8 parti di acqua).

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APPLICAZIONE DEL SAPONE NERO (2)/ PENNELLO.


Bagnare il supporto (intonaco) con una spugna imbevuta dacqua. Successiva-
mente si stende il sapone nero diluito, a pennello, partendo dallalto verso il
basso con movimenti rotatori (tipo pennello da barba).

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APPLICAZIONE DEL SAPONE NERO (3) / PIETRA.


Ultimata la stesura a pennello si procede con il trattamento dellintera superfi-
cie attraverso lutilizzo della pietra 2. Questa operazione serve a far assorbire
dallintonaco la miscela di sapone (processo di impermeabilizzazione) e a cor-
reggere ancora qualche imperfezione. Ci si pu aiutare anche tramite luso del-
la spatola di plastica.

APPLICAZIONE DEL SAPONE NERO (4) / NYLON.


Quando il sapone stato assorbito, si passa sulla superficie il nylon sottile ap-
pallottolato.

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10 cose da sapere sul Tadelakt

Procedimento > fase 7 > impermeabilizzazione cera


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IMPERMEABILIZZAZIONE CON CERA / PREPARAZIONE MATERIALE


Per parti sottoposte ad un maggiore contatto con lacqua (pareti di docce,
vasche, lavandini,ecc.) utilizzare una stesura di cera.
Lapplicazione va effettuata dopo circa 1 mese.
Ingredienti: 2,5 litri di trementina, 500 g di cera vergine dapi, 50 g di cera
carnauba
Preparazione:
Riscaldare a bagnomaria la cera ridotta in piccoli pezzi. Quando la cera
liquida, togliere dal fuoco e aggiungere la trementina; rimettere quindi a
scaldare e mescolare ancora finch il liquido non omogeneo. Utilizzare un
fornellino elettrico per non incorrere in problemi con la trementina (molto
infiammabile).
IMPERMEABILIZZAZIONE CON CERA /APPLICAZIONE.
La cera deve essere stesa a strati molto sottili con lausilio di una spugna.
Una volta asciugata si procede con la lucidatura tramite panno di lana.

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IMPERMEABILIZZAZIONE CON CERA / MANUTENZIONE.


Se le superfici sono sottoposte ad un intenso utilizzo, bene rinnovare lo
strato di cera ogni 3 / 4 mesi utilizzando lo stesso procedimento.

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