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UNIVERSIT PER STRANIERI

PERUGIA

CELI 5

1
fascicolo

CELI 5
CERTIFICATO DI CONOSCENZA DELLA
LINGUA ITALIANA
LIVELLO 5

PROVA DI COMPRENSIONE DI TESTI SCRITTI


(Punteggio della prova: 40 punti)

PROVA DI PRODUZIONE DI TESTI SCRITTI


(Punteggio della prova: 60 punti)

Tempo: 2 ore e 45 minuti

Cognome

Nome

Sede desame

Citt

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)
"

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Timbro dellIstituto

Seguire esattamente le indicazioni fornite


Scrivere in modo chiaro e leggibile con la penna e no

Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

n con la matita

PARTE A
PROVA DI COMPRENSIONE DI TESTI SCRITTI
A.1 Leggere i testi. Indicare con
corretta tra le quattro proposte.

la lettera A, B, C o D corrispondente allaffermazione

1 testo

La valle delle Meraviglie


Nel corso di almeno due millenni lungo un periodo che comprende la fine dellet della pietra e linizio di
quella dei metalli i contadini liguri salirono verso la vetta delle Alpi Marittime per invocare sul loro lavoro
la protezione della divinit montana. Monte Bego sorge al culmine della Val Roia, presso San Dalmazzo di
Tenda. Tocca i 2873 metri e a cielo sereno visibile da Ventimiglia. Spesso avvolto da una coltre di
nubi. Giungendo in cerca di nuovi pascoli alle strette valli che diramano dal suo massiccio, i pastori liguri,
forse atterriti da qualche tempesta, lo sentirono dominare la loro sorte. Per questo, probabilmente, lo
ritennero il signore delle nuvole e delle acque nate dalle sue sorgenti per scendere ai loro campi. Erano anche
agricoltori i primi pastori liguri. Le migrazioni in alta montagna avevano un carattere stagionale. Iniziando
una tradizione destinata a perpetuarsi per molti secoli, generazioni si avvicendarono in Val Fontanalba, in
Val Meraviglie, in Val Vallauretta, ai Laghi Lunghi, in Val Masca e ciascuna lasci sulle pareti rocciose
levigate dai ghiacci, dal vento e dalle piogge il segno della propria fede: ingenuo, eppure tanto convinto da
non soffrire lusura del tempo. Nulla rimasto a raccontarci le giornate di quegli uomini: non sappiamo se
giungessero alle pendici pi alte del Bego in pellegrinaggio collettivo o se vi si recassero a piccoli gruppi.
Non si ancora potuto stabilire se le incisioni fossero espressioni di un rito corale, presieduto da un
sacerdote, o se nascessero da uno spontaneo impulso individuale. In ogni caso la mano dei pastori fu sempre
ispirata da una candida devozione. Tutti i quarantamila graffiti sembrano tracciati con una rozza, ma sincera
affettuosit che non esclude la trepidazione. Una met circa dei graffiti rappresentano un bue, stilizzato con
larga variet di interpretazioni. Molte le incisioni nelle quali appare, in coppia, al traino di un aratro guidato
da un contadino. Sul masso detto dellOrante, in Val Meraviglie, fa spicco la figura di un sacerdote ritratto
in atteggiamento di preghiera. Sullabito sono impresse le corna del bue. E evidente che, ad un certo punto,
per gli uomini liguri in pellegrinaggio al Monte Bego, ladorazione della Grande Montagna si confusa con
quella del bue, simbolo, al tempo stesso, della pastorizia e dellagricoltura (lidentificazione del bus taurus,
bue domestico, con la montagna comune a molti popoli preistorici provata, tra laltro, dalla radice
taur nel nome di alcuni monti e di citt che a quelli si richiamarono, come avvenne per Taurasia ora
Torino degli antichi Taurini).Con i buoi sono graffiti strumenti di lavoro (accette, mazzuoli, ecc.) e
appaiono incise immagini di armi di pietra e di metallo: pugnali triangolari, aste, alabarde. In altre rocce si
scorgono rasoi, ruote e dischi solari. Scarse le figure umane, quasi tutte inserite in scene di vita rurale. Ma
ci che pi colpisce, nei quarantamila graffiti di Monte Bego, il grande numero di piccole planimetrie che
schematizzano campi, recinti per le mandrie, capanne: come se qualcuno, dallalto, avesse fotografato la
suddivisione delle povere valli liguri per documentare sulla roccia il sorgere delle minuscole propriet
terriere frazionate. In nessuno dei luoghi dove luomo preistorico ha affidato alle immagini qualcosa dei suoi
pensieri, delle sue speranze o dei suoi ricordi, compare tranne che al Bego la esaltazione del lavoro
umano e del bene che dal lavoro deriva: il diritto alla propriet. In nessun luogo tranne che al Bego
appaiono planimetrie con le suddivisioni dei campi, delle capanne, dei recinti per le mandrie. Soltanto in
Liguria, alle soglie della civilt dei metalli, luomo ha gi spiccato il senso religioso della fatica. Quei pastori
erano saliti alla montagna dal mare, eppure non c unincisione nella quale il mare sia ricordato. Quei
contadini giungevano da terre dissodate con aspra ostinazione, eppure nei graffiti di Monte Bego non c il
ricordo di una spiga di grano. Non i frutti del lavoro, dunque, costituivano oggetto di culto, ma il lavoro in s
ed i campi necessari a produrlo. Solo il bue (simbolo della condizione agricola tanto idealizzata da
identificarsi con la divinit), solo la terra recinta ( Fa che la mia terra sia mia), solo gli aratri e gli uomini
che li guidano. La religione della fatica, insomma, della fatica intesa come impegno morale.
(D. Gori e D.G. Martini)
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Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

1. Nel passato i contadini liguri veneravano il Monte Bego perch


A
B
C
D

generava in loro paura e terrore


era il simbolo del loro lavoro
era la terra dei loro padri
governava la loro esistenza

2. Le incisioni che ci sono giunte sono


A
B
C
D

espressione della loro religiosit


una rappresentazione della loro vita
opera della mano di unartista
un modo per parlare di s

3. La rappresentazione del bue


A
B
C
D

legata alla sua sacralit


si sostituisce a quella della montagna
simboleggia lamore per gli animali
richiama letimologia della parola

4. Ci che maggiormente impressiona nelle incisioni


A
B
C
D

la presenza della figura umana


la forte simbologia religiosa
la raffigurazione meticolosa del territorio
la continua presenza degli attrezzi da lavoro

5. Ci che appare realmente oggetto di venerazione per i pastori e i contadini liguri


A
B
C
D

la divinit e la sua influenza


il lavoro e ci che lo garantisce
luomo e il suo impegno
le origini e le tradizioni

Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

2 testo

Arriva lauto in comune contro lo smog


ROMA Centomila automobilisti italiani potrebbero viaggiare in car sharing, con automobili in
affitto, sottraendo allatmosfera 20 mila tonnellate di anidride carbonica e contribuendo cos ad
alleggerire leffetto serra e la pesante bolletta petrolifera nazionale. Ne convinto il ministro
dellAmbiente Altero Matteoli che ha lanciato ieri liniziativa dellauto in multipropriet.
Intendiamoci, non che in questo modo risolveremo i gravi problemi dello smog e della
congestione del traffico cittadino osserva pragmaticamente il ministro . Ma contribuiremo ad
alleviarli e, soprattutto, ad affermare un modello culturale e comportamentale che, in futuro, sar
quello vincente. Liniziativa dellauto condivisa, presentata ieri nel corso di una conferenza
stampa, partir entro il mese di maggio in due citt: Torino e Venezia; entro lanno si estender a
Bologna, Modena, Genova e alla provincia di Rimini; nel corso del 2003 a Brescia, Parma, Reggio
Emilia, Firenze, Roma, Palermo e alla provincia di Milano. Come funzioner? In pratica, lutente
aderisce a una specie di associazione locale, gestita dal Comune, attraverso una quota di iscrizione
pagata una tantum (tra i 50 e i 100 euro) e un abbonamento (tra 60 e 150 euro allanno). Riceve una
smart card, una tessera che gli d diritto a prenotare telefonicamente, per il tempo che desidera, una
vettura adatta per circuiti urbani oppure extraurbani. Lautomobile, consegnata in uno dei parcheggi
attrezzati, si attiva inserendo la smart card in un computer che registra tempi e percorsi, calcolando
la tariffa oraria da applicare. Il pagamento avviene con una bolletta bimestrale che si riceve
direttamente a casa. Il meccanismo, insomma, simile a quello di un noleggio, ma la pi rapida
disponibilit del mezzo e le tariffe pi favorevoli dovrebbero renderlo pi allettante, anche per chi
si muove esclusivamente nellambiente urbano. Si paga una quota e si risparmiano gli oneri di
gestione di una vettura di propriet, come assicurazione, bollo, riparazioni, sottolinea lingegner
Marco Mastretta, direttore del consorzio Ics (Iniziativa car sharing) creato apposta per aiutare le
amministrazioni cittadine a realizzare le strutture necessarie. Riuscir litaliano medio, che ha un
rapporto cos viscerale con la propria automobile, a rinunciarci per un mezzo in multipropriet? I
responsabili dellIcs citano un sondaggio fra cinquemila su cinque milioni di patentati nelle 13
grandi citt italiane. Risulta che 150 mila persone sarebbero disposte a questa scelta. Li convince il
fatto che, in media, non percorrono pi di 10 mila chilometri allanno, e che non sempre possono
usare la propria auto a causa dei divieti di accesso operanti ormai in tutti i centri urbani. A queste
condizioni, con il car sharing, oltre ad avere il permesso di entrare nelle zone vietate, si
risparmierebbero 1.500 euro lanno. Lambiente ne trarrebbe grande beneficio aggiunge
lingegner Gianni Silvestrini, direttore generale del ministero dellAmbiente . Secondo i nostri
calcoli, se riusciremo a raggiungere la quota di 100 mila iscritti al car sharing entro tre anni, con un
parco di 10 mila auto, avremo tolto dalla circolazione da 50 mila a 100 mila vetture private. Che
lauto condivisa possa realmente decollare in Italia, contribuendo a disinquinare e decongestionare
le grandi citt, lo dimostrerebbe anche quanto si sta realizzando in altri Paesi europei. Oggi gli
iscritti al car sharing sono 50 mila in Germania, 44 mila in Svizzera, 25 mila in Olanda. In questi
Paesi, i trend delle iscrizioni sono tutti in crescita.
(F.F. Martin, da Corriere della Sera, 16 aprile
2002)

Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

6. Liniziativa dellauto in affitto rappresenta


A
B
C
D

il modo per sconfiggere inquinamento e traffico


un nuovo modo di pensare e comportarsi
un forte alleggerimento per le finanze pubbliche
la vittoria di ambientalisti ed ecologisti

7. Liniziativa
A
B
C
D

verr realizzata gradualmente


gi una realt diffusa
sostenuta dalla stampa
riguarder solo le citt del nord

8. La smart card serve per


A
B
C
D

telefonare e richiedere una vettura


pagare laffitto della vettura
iscriversi allassociazione locale
registrare i consumi

9. Rispetto al noleggio, liniziativa dellauto in affitto


A
B
C
D

pi apprezzata
ha caratteristiche opposte
pi vantaggiosa
ha destinatari diversi

10. In base al sondaggio gli italiani sono favorevoli alliniziativa per


A
B
C
D

garantire la salvaguardia dellambiente


muoversi pi liberamente in citt
limitare lusura delle proprie auto
adeguarsi agli standard europei

Prova di comprensione di testi scritti

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A.2 Leggere il testo. Rispondere alle domande.

E LA SOCIETA DEGLI ECCESSI CANCELLO LA PAROLA SPRECO


Lo spreco. Ecco un concetto che si radicalmente trasformato sotto i nostri occhi, negli ultimi due decenni, e
sul quale vale la pena riflettere un po. Innanzitutto, va notata la sua decadenza: la parola spreco
diventata rara. qualcosa dintuitivo, se ci si fa caso ci si accorge che quasi nessuno la pronuncia pi: ma ho
voluto fare una riprova, lunica possibile stando seduto alla mia scrivania; mi sono collegato a Internet e ho
sottoposto la parola spreco al vaglio di un importante motore di ricerca per vedere a quanti siti
corrisponde. 10.516.
Cio ci sono 10.516 documenti in rete che la contengono. Sembreranno parecchi, ma ecco il risultato della
stessa operazione compiuta su tutte le altre parole contenute nella prima frase di questo articolo: concetto
ricorre in 138.950 siti; radicalmente in 63.416; trasformato in 37.011; occhi in 215.179; ultimi in
429.378; decenni in 57.304; vale in 781.491; pena in 667.907; riflettere in 107.178. Dunque
spreco di gran lunga la parola meno ricorrente. Poi per ho pensato che una ricerca cos marginale forse
non ha alcun senso, e lho estesa a molte altre parole, alternandone di mirate con altre del tutto casuali, per
controllare se il risultato venisse confermato. Per esempio, la parola consumo ricorre 515.253 volte, 50
volte pi di spreco. Lusso quasi quattro volte di pi, 37.663; origami 70.550; depressione 31.657;
sfruttamento 48.689; panico 68.428; merce 90.665; incesto 18.003.
Ora, ovviamente la rete non la realt, e questa mia ricerca cos scrausa lascia certo il tempo che trova, ma
non si pu negare che io abbia ottenuto la conferma che cercavo. Per, quando ho interrotto il collegamento
e ne ho visto la durata complessiva, ho avuto unilluminazione: unora e quaranta minuti del mio tempo, a
non so quante lire al minuto, per sapere quello che sapevo gi e scoprire che la parola pi vicina a spreco
nelle ricorrenze in rete rubinetto.
Eccolo qua, lo spreco. Tuttavia, se questo mio articolo non vertesse proprio sullo spreco, se la parola chiave
della quale dimostrare linfrequenza fosse stata, poniamo, oblio (12.436), sono convinto che non me ne
sarei accorto, e nemmeno voi lettori. Questo perch, ritornando alla considerazione iniziale, il concetto
stesso di spreco a latitare, ormai, nella nostra sensibilit quotidiana. Eppure possiamo ben dire che fino a un
certo momento, diciamo linizio degli anni 80, non era cos. Ogni volta che si spendeva denaro, o tempo, per
qualcosa, si aveva la nozione automatica che si correva il rischio di sprecarlo. Poi dimprovviso non pi.
Laccumulo, il mero accumulo (di esperienze, di oggetti, di informazioni) diventato prassi condivisa, e
latto di dedicare tempo o soldi a una qualsiasi cosa non pi passato attraverso il vaglio di questa
severissima mannaia. Per forza: la paura dello spreco fungeva da deterrente per il consumo (515.253
ricorrenze), e la nostra civilt non poteva pi permettersi questo freno a mano. Cos il concetto di spreco
stato gradualmente abbandonato, e riemerge solo eccezionalmente nelle nostre vite, in situazioni estreme per esempio quando ci accorgiamo di avere pagato due volte una stessa cosa. E un bene ? E un male? Non
saprei dirlo. In una societ fondata sul senso di colpa (panico 68.428, depressione 31.657, Prozac
87.268), viene da pensare che questa liquidazione dello spreco sia vissuta come una specie di liberazione. Ma
chiss. Sta di fatto che si tratta di un vero e proprio occultamento, poich non vi mai stata epoca con pi
spreco uno spreco sistematico, direi, e ormai strutturale, di ogni singola risorsa di cui vi sia disponibilit.
Uno spreco collettivo che sotto i nostri occhi, e non soltanto materiale, ma anche morale. Quante vite,
considerate da questo punto di vista, danno limpressione desser sprecate; quanta sofferenza apparentemente
inutile, o futile, o inspiegabile. Se non spreco questo Per andiamo avanti, soffriamo e ci blocchiamo e ci
affidiamo agli psicanalisti, agli ayurveda, agli astrologi, alla dipendenza da sostanze, da merce, da cibo, e
chiacchieriamo forsennatamente dentro ai telefonini a quattrocento lire al minuto: e anche se sappiamo
benissimo che tutto ci un immenso, disperato, imperdonabile spreco, questa parola la pronunciamo con la
stessa frequenza di rubinetto. Viene da riderci sopra.
(S. Veronesi, Corriere della Sera, 13 aprile 2002)

Prova di comprensione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

1. Qual la motivazione che ha spinto lautore nella sua ricerca?


(da un minimo di 8 ad un massimo di 12 parole)
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2. Che cosa ha fatto l'autore per rendere pi attendibile la sua ricerca?


(da un minimo di 9 ad un massimo di 10 parole)
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3. Quale considerazione fa lautore quando si accorge del tempo impiegato per la ricerca?
(da un minimo di 12 ad un massimo di 16 parole)
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4. In che senso la paura dello spreco fungeva da deterrente per il consumo?


(da un minimo di 10 ad un massimo di 14 parole)
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5. Nella nostra realt quotidiana, oltre al termine "spreco", sta scomparendo anche il fenomeno dello
spreco?
(da un minimo di 10 ad un massimo di 14 parole)
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Prova di produzione di testi scritti

CELI 5 - giugno 2002

PARTE B
PROVA DI PRODUZIONE DI TESTI SCRITTI
B.1 Svolgere UNO dei seguenti compiti
(Da un minimo di 330 ad un massimo di 360 parole)

1 Continui un racconto che inizia cos: Stasera, al telefono, m stata annunciata per domani
una lettera di Paola. Ho una specie di brutto presentimento: speriamo minganni.

2 Per coccolarsi un po, per ritrovare energia, per uscire da una situazione difficile. Ognuno di
noi ha un modo tutto suo per gratificarsi. Racconti tre Suoi segreti che nei momenti meno
buoni riescono a farLa stare meglio.

3 Una volta, quando si entrava in banca, ci si metteva in fila e si aspettava il proprio turno allo
sportello. Oggi tutto cambiato e il primo segnale arriva dallarredamento. Adesso pare di
entrare nella hall di un albergo; spazzato via il bancone, la scena occupata da salottini con
poltrone imbottite e scrivanie, e dietro ogni scrivania c un bancario un po pi giovane, un
po pi aggiornato, un po pi disposto ad ascoltare. O almeno cos dovrebbe essere secondo
la nuova strategia aziendale degli istituti di credito. Ma proprio cos? Ci racconti almeno un
episodio, positivo o negativo, dei suoi pi recenti rapporti con le banche.

Compito scelto N
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Prova di produzione di testi scritti

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B.2 Svolgere i seguenti DUE compiti


1.

Lei abita in un paesino di campagna vicino ad un ristorante rinomato dove spesso si tengono
affollati pranzi di nozze, congressi, feste ecc. Il parcheggio della Sua abitazione, fornito di
cartello segnalante la propriet privata e il divieto di sosta, nonch delimitato da catena
comandata elettronicamente, si trova vicinissimo allarea di parcheggio del ristorante. Spesso le
macchine degli ospiti del ristorante, non trovando posto nellarea loro destinata, ostruiscono il
passaggio al Suo parcheggio, lasciando le macchine davanti alla catena e impedendoLe di
usufruire sia in entrata sia in uscita del Suo spazio riservato. Scriva al Sindaco del paese
descrivendo il Suo disagio, lamentando tale situazione, raccontando un episodio in particolare e
chiedendo lintervento dei vigili, molto solerti, in altre situazioni, a fare multe.

(Da un minimo di 90 ad un massimo di 110 parole)

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2.

Scriva ora la risposta del Sindaco.

(Da un minimo di 60 ad un massimo di 90 parole)

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