Sei sulla pagina 1di 3

Titolo: Ferro3, La casa vuota

Regista: Kim Ki Duk


In merito al titolo, Ferro 3 la mazza da golf pi pesante e meno usata. La casa vuota si riferisce al
fatto che il protagonista, Tae Suk, un occupatore di case quandeste sono vuote quindi vuote
fisicamente ma anche moralmente, prive di valori.
PROLOGO
Nella prima inquadratura vediamo una statua bianca neoclassica quindi di chiara matrice
occidentale, inaspettata in un film di produzione coreana, ci rimanda all'occidentalizzazione della
Corea.
Questa statua rappresenta una donna al di l di una rete che richiama la condizione della
protagonista del film poich anch'essa non libera, ma prigioniera di un matrimonio malato e di un
marito che non la rispetta. Ci viene mostrata inoltre una pallina da golf che viene scagliata
ripetutamente contro la rete, contribuendo alla distorsione di simboli, in quanto questo sport,
solitamente associato alla calma e ad ampi spazi aperti, ci viene mostrato praticato con violenza e in
quello che ci appare come uno spazio piccolo e limitato (circondato dalla rete che vediamo, infatti.)
PRIMA SCENA E PRIMA CASA
Vediamo per la prima volta Tae Suk con la sua moto: indice del suo benessere economico.
Mentre in generale Kim Ki Duk mostra la storia dei suoi personaggi e fa capire il perch delle loro
ferite interiori, sappiamo molto poco di Tae Suk.
Sappiamo che:
un occupatore di case (usa la tecnica di appendere un volantino alla serratura di ogni abitazione, se
questo non verr rimosso dal propietario evidente che non abbia fatto ritorno quindi il segnale di
via libera),
laureato ( verr detto al commissariato di polizia)
benestante economicamente.
Nonostante si possa osservare Tae Suk nel suo fare molto pacato e attento ai dettagli nelle case in
cui occupa, mostrer poi una certa aggressivit nei momenti in cui usa la mazza da golf.
La prima casa che Tae Suk occupa internamente bianca quasi abbagliante, non vi sono
caratteristiche orientali ma piuttosto occidentali. Una delle prime inquadrature all'interno delle case
occupate rivolta sempre alla foto di famiglia, il protagonista si impegna da subito a vivere come se
fosse in casa propria utilizzando anche oggetti strettamente personali come lo spazzolino e il
dentifricio dei proprietari. Perlustrando la casa trova una pistola giocattolo rotta e si accinge ad
aggiustarla come far anche nelle case successive quando trover degli oggetti non funzionanti.
Altre routines di Tae Suk sono fare il bucato in maniera tradizionale e farsi delle fotografie con
oggetti della casa in modo da crearsi dei ricordi.
Una volta che lui lascia la casa, la famiglia fa ritorno nella propria dimora e in essi subito
riscontrabile un senso di frustrazione,di scontento. Lo deduciamo dal modo in cui lanciano le borse
al suolo in maniera violenta, segue un discorso tra marito e moglie in cui il marito chiede:
Cosa c'? Morivi dalla voglia di fare questo viaggio!
Lei risponde che stato un inferno.
Il viaggio ricollegabile al turismo di massa e al benessere economico legato ad esso che non
apporta invece il benessere dell'anima. Altro indice di occidentalizzazione della Corea.

Nel mentre il figlio, un bambino, armeggia con la pistola giocattolo che ad un certo punto punta
contro la mamma che reagisce dicendoSparami, mi faresti felice! Sentiremo lo sparo della pistola
giocattolo fuoricampo e anche l'urlo della mamma ugualmente fuoricampo
SECONDA CASA (Casa della protagonista).
Prima inquadratura: Moto vista attraverso le sbarre: vi un'idea di prigione.
Nel giardino possiamo notare statue occidentali, in particolare la donna inquadrata all'inizio del
film e un'altra che rappresenta una belva feroce, probabilmente simbolo dell'aggressivit del marito
della protagonista.
All'interno della casa notiamo subito elementi sia orientali ( vetrinetta, divani, porte scorrevoli)
che occidentali( citofoni, telefoni, pavimento in marmo).
Tae Suk esplora la casa, apre una porta scorrevole della stanza in cui vi la protagonista, ma non la
vede. Questa scena importante perch in una prima inquadratura la ragazza si trova sulla destra
della porta, mentre dopo un giro di 180 della cinepresa la ragazza di trova sulla sinistra della porta.
Ovviamente quest'ultima non pu essere una scena possibile nella realt, possiamo quindi pensare
che sia l'inizio del sogno di lei in cui vede questo ragazzo sconosciuto come suo possibile
salvatore , ma anche che metta in luce la sua voglia di essere trovata.
In un'inquadratura successiva di lei, possiamo notare il viso segnato dalla violenza, deturpato, in
contrasto con le successive inquadrature delle sue foto da modella appesa alle pareti ed anche col
suo book che Tae Suk si accinge a sfogliare. Lei una donna molto bella, era una modella appunto,
ma questa sua bellezza l'ha portata in un matrimonio infelice in cui l'unico tipo di benessere di
carattere economico.
Anche in questa casa il protagonista vive come se fosse in casa propria:, si fa un bagno caldo in cui
sfoglia il book delle foto di lei, aggiusta una bilancia starata, fa il bucato in maniera tradizionale e
poi con grande cura asciuga il book.
E' importante dire riguardo la scena del bagno che l'acqua un elemento importante nei film di
Kim Ki Duk: simboleggia purezza.
Nella scena in cui lui esce in giardino a stendere il bucato, continua il sogno di lei: la possiamo
vedere attraverso la vetrata in cui vi riflesso anche Tae Suk: neanche questa scena pu essere
reale. Lei continua ad osservare il suo possibile salvatore che si prende cura della sua pianta
preferita, la vediamo in piedi dietro un quadro di fiori appassiti che possono simboleggiare la sua
condizione di donna appassita. Dopo aver steso il bucato lui gioca a golf con gli attrezzi del marito
di lei, vi qui una scena in cui contemporaneamente appaiano Tae Suk, lei, e le statue; un'altra
scena non reale che appartiene al sogno di lei.
Scena Masturbazione: Tae Suk viene sorpreso da lei mentre si msturba con il suo book. E' la prima
volta in cui lui vede lei.
In un momento immediatamente successivo squilla il telefono, il marito di lei. Lei non risponde in
un primo momento poi alza la cornetta e getta un urlo. In questi istanti Tae Suk si prepara ad
abbandonare la dimora, si scambiano degli sguardi in un'alternanza di flu e messe a fuoco. Lui vede
per la prima volta la condizione di pericolo in cui si trova lei perch nota le ferite sul suo viso,
nonostante lascia la casa.

Perch i personaggi non parlano?


Perch comunicano ad un livello pi alto in un contesto in cui della parola se ne abusa. La loro voce
la musica di una canzone persiana, nonch colonna sonora del film.
SCENA POLIZIA
Lei viene portata fuori dalla stanza perch cos il commissario pu intervistare Tae Suk da solo. Lei
intravede attraverso il vetro Tae Suk che viene picchiato, questo fa parte del suo sogno perch
poco probabile che in una stazione di polizia i vetri delle sale non siano oscurati.
SCENA RITORNO A CASA DI LEI
Il marito di lei viene chiamato dalla polizia per riportarla a casa.
Lei e il marito sono seduti sul divano del loro salotto, lui le dice che cambiato e che ha anche
inviato dei soldi alla sua famiglia. Lei non cede alle sue parole e si allontana dalla stanza, possiamo
subito notare l'espressione frustrata del marito che reagisce chiamando la polizia per corromperla.
Chiede infatti di poter avere a disposizione il corpo di Tae Suk per potergli tirare dei colpi di pallina
con la sua mazza da golf.
SCENA PONTE
La polizia acconsente quindi si danno appuntamento davanti ad un fiume in cui possiamo subito
notare un ponte le cui arcate formano un tunnel lungo e scuro, come a simboleggiare lo stato
d'animo di Tae Suk. La polizia rilascia Tae Suk nel suolo, ammanettato, a completa disposizione del
marito di lei che non si fa scrupoli a colpirlo e a farlo soffrire.