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A

AONA

I
1888-1908

Larufta Editore

Gaetano Cingari

I. partito Socialista nel Reggino


1888

1908

Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini


Sezione per la Sicilia e la Calabria
dellIstituto Socialista di Studi Storici

Laruffa Editore

Prefazione

Prima edizione settembre 1990


Copyright
Dr. Domenico Laruffa Editore
Via Pietrastorta, 123 - TeL (0965) 681071
89126 Reggio Calabria
Stampato da Mapograf~ Vibo Valentia, Catanzaro
Composto da Fotocomp, Reggio Calabria

Il presente saggio rz~rende, ampliandole, le linee di una con


ferenza da me tenuta nel 1988 ad iniziativa del Comitato cit
tadino socialista di Reggio Calabria.
Esso non pretende di esaurire il tema, ne di offrire una in
terpretazione compiutamente storica del quadro in cui operarono
i primi militanti socialisti reggini. Vuol essere piuttosto un con
tributo ad una riconsiderazione del loro d~fficile ruolo, spesso
travisato, se non addirittura stralciato dalla storia del movi
mento socialista meridionale e nazionale. E per questo vuol esse
re anche un ricordo di tanti generosi pionieri, intellettuali, ope
rai e artigiani, combattuti ed emarginati dalla societ del loro
tempo e, purtroppo, spregiati perfino dalla nostra generazione
come trasformisti e pertanto incapaci di convincere e di costruire.
La storiografia sul movimento operaio stata cieca e, nel
migliore dei casi, strabica. Lo abbiamo detto in varie occasioni e
lIstituto socialista di studi storici d~aetano Salvemini ha svol
to il suo programma perseguendo lobbiettivo di colmare i vuoti e
di correggere le storture dettati da una evidente e pericolosa su
bordinazione della storia reale a finalit politiche contingenti. In
questo mbito, la storiografia comunista ha parecchio da rimpro
verarsi.
Non sarei onesto se non aggiungessi che questa mia riconsi
derazione della nascita e formazione del partito socialista nella
provincia reggina ha anche una motivazione pi ravvicinata, an
zi attuale. ,,Quando penso a quei generosi artigiani, di cui ci
parlano i rapporti di polizia, arrestati e inquisiti perch distri
5

buivano il garofano rosso agli studenti nel drammatico 1894,


non riesco a trattenere la commozione e insieme una forte ripulsa
per lesito molto amaro di quei sacrj/ci So bene che loggi non
lieri e che tutto si trasformato. Ma possibile che non resista
un filo tra il passato e il presente e che la politica morale, allo
ra elemento forte dei socialisti, si debba, nel loro nome, calpesta
re? So bene anche che il moralismo fuori moda
e ci sono
molti che lo considerano elemento fortemente frenante dellagire
politico e ogni giorno ne scrivono nei grandi giornali
ma pu
il realismo pragmatico costituire giust~Jcazione e cemento del
socialismo? E lo pu soprattutto in aree dominate dalla vio
lenza, in cui unazione socialista non inquinata potrebbe costitui
re la linea diforza?
Sono domande di un vecchio socialista riformista che non si
contenta, per dirla con Salvemini. Il lettore le consideri con la
pi ampia discrezionalit e le giudichi anche uno .~fogo o una indebita irruzione del contingente nel campo della storia ponderata.
Ma sentivo il bisogno di perle, anzi di r~proporle, anche perch il
pi sano riformismo quello di riformare soprattutto noi stessi.

1. Democrazia e quadro ambientale

La formazione del partito socialista a Reggio Cala


bria e nella sua provincia non presenta caratteri diversi
dai processi di altre aree meridionali, anzi si qualifica
per la sua maggiore fragilit anche rispetto ai contem
poranei movimenti di altre regioni protagoniste di forti
lotte sociali. Ma essa presenta altri motivi dinteresse, se
non altro perch si colloca nella provincia meno depres
sa della Calabria e senza scioperi, come osserva Nitti
nella sua Inchiesta 1~ E il pi rilevante di essi appunto
la sua interpretazione, ormai quasi generale, come movi
mento di borghesia trasformista e di piccola borghesia
spostata, privo in ogni caso di autonomia, massimali
sta o riformista che fosse.
Esiste dunque qualche buona ragione per occuparse
ne pi da vicino, limitando per ora lindagine ai due
primi periodi della incubazione e della formazione vera
e propria, in sostanza allultimo decennio dellOttocento
e al primo decennio di questo secolo, fino al terremoto
*

Le citazioni sono limitate ai libri, opuscoli e giornali con riferimenti di

retti ai fatti e ai personaggi considerati Si danno per note le opere generali


sul movimento socialista in Italia e nel Mezzogiorno.
E S. NITTI, Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle provincie
meridionali e nella Sicilia, voi V, t 11, pp 270 e 669.
6

del 1908 che sconvolse non solo la natura ma anche


una parte dellimpianto umano precedente.
Tra le tre province calabresi, quella reggina non co
nobbe in realt moti contadini dellampiezza cli quelli
sprigionatisi specie nel Cosentino nel 1848, anche se
aveva dato lavvio gi nel 1847, con Messina, alla nota
rivoluzione costituzionale; n, dopo lUnit, ebbe unap
prezzabile fioritura di gruppi democratici. Linsistito ri
chiamo a Garibaldi rappresent piuttosto un topas delle
varie frazioni borghesi vincenti che non laffermazione
di una linea effettivamente democratica e, tanto meno,
di antagonismo al nuovo sistema. Massonismo e anticle
ricalismo, vero, ne costituirono il cemento comune,
ma senza tuttavia che da essi ne derivasse una diversifi
cazione rispetto al nuovo regime e alla sua base sociale
conservatrice. E se c da aggiungere che anche nel Co
sentino e nel Catanzarese i gruppi democratici pi avan
zati erano entrati in crisi gi negli anni 70, non c
dubbio che nel Reggino era complessivamente pi de
bole la tradizione rivoluzionaria.
Rispetto alle altre due province, invece, quella reggi
na, pur nelle condizioni generali di arretratezza, presen
tava una ben diversa strutturazione economico-sociale.
Non conosceva il latifondo, a parte le grandi masserie
ad esso non assimilabili; la media e la piccola propriet
erano prevalenti; consistente era la presenza, specie nel
larea attorno a Reggio, delle culture specializzate; tra i
ceti rurali forte era il peso dei coloni; esistevano nume
rosi piccoli opifici per la trasformazione delle essenze; e
tutto questo comportava un maggiore livello di com
mercializzazione. Tale diversit mostrata anche dalla
natura e dai tempi del forte esodo in riscontro alla crisi
agraria e alla caduta del tradizionale impianto artigiana
le, esodo esploso nel Reggino soltanto nel primo decen
nio del secolo e incentrato nelle aree di concentrazione
8

terriera pi alta e dove erano meno diffuse la piccola


propriet, la colonia e le culture specializzate 2~
Larea del comune capoluogo daltra parte si riparti
va sostanzialmente in quattro diversi settori: il sempre
pi affoliato centro urbano; lampia rete dei suoi villag
gi; la zona agrumetata o dei giardini ai suoi confini a
sud e a nord, dove insisteva anche la concentrazione
delle filande di seta di Villa San Giovanni; la zona pi
esterna verso le alte colline e le montagne. Il centro ur
bano era dominato dalla borghesia agraria che deteneva
gran parte dei giardini, oltre in taluni casi vaste pro
priet nella piana di Gioia Tauro e nel versante ioni
co, e si collegava strettamente allo stesso circuito del
commercio degli agrumi e dei loro derivati. Al di sotto
lo strato, talora parecchio irrequieto, dei piccoli proprie
tari, dal quale pi frequentemente emergevano gruppi
professionali e intellettuali. E al di sotto ancora il foltis
simo numero di artigiani o di categorie assimilabili. Po
chi erano gli operai, alcuni dei quali peraltro definibili
meglio come artigiani operanti in officine proprie, di
norma con uno o due garzoni apprendisti. La massa dei
coloni, molto atomizzata per condizione di vita, solo
parzialmente prendeva una fisionomia bracciantile
Pi in generale (riassumo le attente considerazioni
del segretario generale della Camera di commercio, Giu
seppe Carbone-Grio, che utilizzava i censimenti accanto
ad indagini sue particolari) cos si presentava il quadro
provinciale negli anni Ottanta
~.

certo che nel nostro paese si accentuato pi che altrove quel


movimento universale che attira nei centri popolosi la popolazione
2 G. CINGARI, Storia della Calabria dallUnit ad o,ggi, Bari 1982, p~a 79
sg~
ID., Reggio Calabria, Bari 1988, p~a 95 sgg
9

cianti e i 525 industrianti, quanti cio esercitavano il


commercio e lindustria con capitale proprio e non per
conto terzi (grossisti, esportatori, negozianti di vari pro
dotti; esercenti ma non proprietari di fornaci, muli
ni, frantoi, fabbriche di essenze, appaltatori, ecc.).
Annotava acutamente il Carbone-Grio:

delle campagne... Ci conseguenza in parte della diffusione della


cultura intensiva che non lascia il territorio libero n per lalleva
mento n per la coltivazione dei bassi cereali e dei legumi; in parte
del pessimo risultato che si ebbe a subire per circa un decennio dal
le industrie oleifere ed agrumarie. Per queste ragioni, la popolazione
operaia venne mano mano crescendo, e forse fuor di misura, ove si
considera che i soldati congedati difficilmente ritornano al mestiere
di contadini e preferiscono in massima parte di esercitare unarte
qualunque, di nuovo appresa, o darsi ad un mestiere che stimano
meno ignobile.

Mancando in questa provincia le grandi manifatture, non vi so


no grandi agglomerati di operai, n grossi centri di popolazione ope
raia; cosicch anche in rami di arte o dindustria somiglianti non si
pu notare neppure comunanza dinteressi; giacch questi, come i bi
sogni, dipendono da condizioni locali, o dalle circostanze particolari
in cui si svolgono nei diversi comuni lindustria agricola e le piccole
industrie; nondimeno in alcune borgate si hanno eventualmente e
per quattro o cinque mesi dellanno, considerevoli masse di lavorato
ri, ed in altre, segnatamente dove sono concentrate le filande di seta,
vi sono costantemente aggregazioni di operaie, viventi quasi delle
medesime abitudini ed alle medesime condizioni Lungi, per, dal
lessere questo accentramento un fornite di malessere o di malcon
tento, produce finora leffetto pi benefico; perch la sola condi
zione in cui loperaio sente assicurato il lavoro e garantito lavvenire
della sua modesta esistenza. In tutte le altre classi di lavoratori le
condizioni sono pessime... Il lavoro per lo pi manca; manca special
mente per il mestiere e per quella infinit di piccole industrie, che
un tempo erano alimentate dalla richiesta locale. Oggi le grandi in
dustrie hanno ucciso le piccole officine, ed i grandi magazzini han
fatto chiudere le piccole botteghe...

Sulla base di quel movimento la popolazione sparsa


in campagna rappresentava lil per cento del totale
provinciale e una percentuale uguale era collocata in
centri al di sopra di ottornila abitanti (il 10,37% nel ca
poluogo, lo stesso livello del 1901 quando la popolazio
ne provinciale era cresciuta da 367.787 unit a
437.209). La maggioranza era distribuita in centri mez
zani da 2000 ad 8000 abitanti (38%) e in centri infe
riori a 2000 abitanti (40%). I lavoratori salariati (a
mercede fissa o variabile) ammontavano a 191 mila, il
48 per cento nellagricoltura, il 33 per cento nel tessi
le, tranne poche decine tutte filatrici e tessitrici, quasi il
3 per cento nel vestiario, il 2 e mezzo per cento negli
alimentari, quasi il 6 per cento nelle costruzioni, po
co pi delluno per cento in mestieri meccanici e, infi
ne, il 6 e mezzo per cento in mestieri diversi (barbieri,
cuochi, nutrici, farnigli, facchini, lustrascarpe ecc.). Tra
gli addetti allagricoltura, la quota pi consistente appar
teneva ai braccianti di campagna (58 e mezzo per cen
to), ma tuttaltro che bassa era la percentuale dei conta
dini e bifolcbi a lavoro fisso (32 e mezzo per cento).
Rispetto ad un cos alto numero di salariati addetti ai
lavori agricoli e allindustria artigianale, che comprende
va quasi la met della popolazione, e circa i due terzi,
se si calcolano in questa i fanciulli non ancora capaci di
lavorare, si devono poi considerare gli 869 commer

Io

E ancora sui salari fluttuanti senza sicurezza e sen


za misura fissa, fuori dagli stabilimenti, il che accresce
va il disagio della classe laboriosa:
Anche il lavoro di cultura in parte trascurato, specialmente
quello a salario. La situazione della propriet fondiaria, che noi siam
venuti spiegando nelle nostre passate Relazioni, non incoraggia pi
le opere di trasformazione e di miglioramento agricolo; onde si pre
ferisce affidare il bonificamento o anche la cultura annuale a diffe
renti specie di coloni; lasciando cos alleventualit del ricolto il
compito di dividere la rimunerazione, sistema primitivo, per quanto

11

secondo la professione e la condizione, tabella elaborata


sulla base del censimento 1901:

ancora problematico, di risolvere la questione. Il fatto sta che con


questo metodo non certo il bracciante colui che ci perde: ma son
pochi i fortunati che possono imprendere delle colonie, e molti con
tadini perdono la giornata, o debbono prestare lopera loro a salario
molto ridotto_

Gerace

Lanalfabetismo era generalizzato. Ancora nel 1901


esso toccava il 79 per cento, sette punti in pi della me
dia meridionale e di gran lunga pi alto della media del
lItalia centrale (52%), nord-orientale (40%) e nord-occi
dentale (21%). La citt e pochi altri comuni della pro
vincia avevano compiuto vero maggiori progressi
in questo campo (il capoluogo registrava il 57 per cen
to, in percentuale sicuramente pi bassa nel centro sto
rico, considerato che met della popolazione del comu
ne era rurale), ma il dato generale provinciale era forte
mente negativo e specie nel circondano di Gerace che
toccava l84 per cento Se una certa migliore circola
zione di elementi o rudimenti culturali si poteva riscon
trare nella piccola borghesia e in taluni strati artigianali,
abbastanza ristretta restava comunque la platea profes
sionale e intellettuale, dominata in ogni caso dalla pro
fessione forense.
Pu essere abbastanza indicativo di quanto sin qui si
detto la seguente tabella sulla popolazione presente
nei tre circondari, di et superiore a 10 anni, classificata

Reggio

Agricoltura, caccia
epesca

59400

51,1 70100

52,544225

32,2

Industria

13682

11,8 19531

14,6 20978

15,5

1650

1,4

2628

2,0

4237

3,1

840

0,7

948

0,7

3366

2,5

Culto, prof.ni, arti libli

1084

0,9

1119

0,8

2178

1,6

Addetti servizi dom.ci

860

0,8

931

0,7

1179

1,3

1160

1,0

1844

1,4

1878

1,4

27,3 57907

42,3

Commercio
Amm. pub. e priv.

Palmi

Propr.ri, benestanti
Atten.ti cure dom. che,
pena, studenti, ricoverati

37557

Totale

116282

32,3 36432

~.

100136528

100

La provincia reggina era la meno rurale della regio


ne, con il 45 per cento di addetti in agricoltura (Cosen
za, 48,5%; Catanzaro, 49,9%) e con il 14 per cento di ad
detti allindustria (Cosenza, 12,8%; Catanzaro, 10%). Ma
in questo quadro, il suo carattere pi rilevante era
quello gi notato della presenza in essa di un fraziona
mento molto alto della propriet e di una concentrazio
ne nellarea del capoluogo delle culture pi pregiate,
condotte in colonia, a cui si deve aggiungere laltro rile
vante connotato della diffusissima presenza del minifondo in mano contadina, tanto che il bracciante si con
fondeva quasi sempre con il minuto proprietario e si
qualificava come semplice salariato in quei centri in cui,
come osservava il Carbone-Grio, si concentravano ag

Le condizioni economiche della provincia di Reggio Calabria.., nellanno 1889,


Reggio Calabria 1890, pp. 13-20.
G. CINGARJ, Storia della Calabria... cir., p~a 101-102; ID., Re5gio Calabria
cit. pp. 159-60. Tra i comuni pi alfabetizzati. Caulonia, Gioiosa, Roccella,
Bovalino (Circondano di Gerace) Cittanova, Palmi, Raclicena [Taurianova],
Seminara (Cire. di Palmi) Bova Marina, Bagnara, Campo Calabro, Cannitello,
Cataforio, Catona, Gallico, Gallina, Pellaro, Rosal, Salice, Sazobatello, Villa S.
Giuseppe [questi ultimi nove centri ora nel comune di Reggio], San Lorenzo,
Santo Stefano, Scilla e Villa S Giovanni.
12

100133533

I
I

13

glomerati operai, da intendere soprattutto come brac


ciantato femminile per la raccolta delle olive.
Abbastanza indicativa inoltre la distribuzione per
categorie della popolazione (al di sopra di 9 anni) del
comune capoluogo, composto dal centro urbano e 14
tra sobborghi e villaggi:

maschi

femmine

Agricoltura

4692

1025

5717

16,28

Industria

4459

2078

6537

18,62

2209

220

2429

6,92

551

1260

1811

5,15

1978

211

2189

6,23

Commercio
Servizi
Prof. liberali

m+f

Pers. non occ

3453

12884

16337

46,53

Totale

17434

17678

35112

100,00

Guardando pi in dettaglio le categorie maggiori si


vede che nel settore agricolo i coltivatori diretti rappre
sentavano il 4,79% e che i giornalieri di campagna occu
pavano il 59%, seguiti per dai coloni e mezzadri (il
20,78%) e, in quote molto inferiori, dai contadini obbli
gati, giardinieri e ortolani (9,20%), dai pastori (4,79%) e
via via da altre figure di scarsa entit numerica. Le la
voratrici del settore non rappresentavano tuttavia una
percentuale molto alta (17,92% del totale degli addetti).
Nel settore industriale il numero degli addetti era
complessivamente superiore (6537 contro i 5717 del
lagricoltura), ma era molto significativa la loro distribu
zione tra i vari comparti. Intanto le lavoratrici rappre
14

sentavano il 3 1,78% del totale degli addetti; e questi


si concentravano in particolare nellindustria del vestia
rio e dellacconciatura (36,17%: sarti, modiste, barbieri,
calzolai, ecc~), con quote elevate peraltro nellindustria
edilizia e affine (26,66%: e pi dei Y3 muratori e mano
vali) e in quella tessile (13,98%: in massima parte filatori
e ritorcitori di lino e canapa), cui facevano seguito gli
addetti allindustria alimentare (6,11%: in prevalenza
fornai e panettieri e anche macellai). Tutti gli altri ra
mi dindustria erano poco presenti (nella meccanica, su
381 ben 208 erano fabbri e chiavari, e in quella della
carta e tipografica, su 55 addetti 40 erano operai tipo
grafi). I ferrovieri, compresi i dirigenti, erano 365, men
tre tra le professioni liberali si contavano 50 medici, 3
dentisti, 37 farmacisti; 108 avvocati e procuratori, 12
notai; 28 ingegneri e architetti, 33 geometri ed agrono
mi; 5 letterati-pubblicisti; cui si possono aggiungere, tra
altre categorie presenti con poche unit, i 176 professo
ri e insegnanti pubblici e privati. Lamministrazione
pubblica, esclusi i professori e gli insegnanti, contava
555 unit, mentre 668 erano ufficiali e soldati 6~

6 Miri. Agr.

ma

Comm., Ccnsimrnta 1901, Roma 1904, voL V.


15

2. Le prime lotte. Da LOperaio al circolo socialista I


fisli del lavoro

Tutto sommato un cos variegato fronte liberal


democratico era pi rivolto a contenere il clerico-mode
ratismo e, negli anni Ottanta, il nascente movimento
cattolico che non preoccupato di una contestazione a si
nistra. Non erano mancate, vero, singole posizioni re
pubblicane o democratiche in senso sociale, e si posso
no ricordare quelle degli internazionalisti Michele Atta
nasio e Tommaso Alati, questultimo implicato nel moto
di Filadelfia del 1870; e magari anche la frazione masso
nica di rito simbolico perch pi democratico, della
quale fu esponente lo stesso Alati Ma il filo che lega
va i nuovi momenti con la tradizione giacobina e tardo
carbonara era assai esile. Qualche fermento sopravvive
va nelle 26 societ cli mutuo soccorso della provincia,
ma, pur svolgendo un ruolo non del tutto demonizzabi
le relativamente al contesto, come spesso si fa, esse in
genere finivano, quando non ne erano gi finalizzate
dalla formazione, saldamente in mano a gruppi liberali
o democratici molto inseriti nei contrasti di potere loca
le 8~ Daltronde i prefetti che pure vedevano qualche
sovversivo in pi, confondendo le critiche aspre alle
maggioranze con orientamenti politico-ideologici, non
segnalavano molto in direzione della sinistra estremista,
anche loro assai pi attenti al crescente clerico-modera
tismo.
In questo contesto nacque LOperaio, di cui devono
essere stati stampati almeno una quindicina di numeri. Il
sottotitolo, generico, riproduceva un motto tratto da La
~.

La vita politico-amministrativa non poteva non ri


flettere questa generale condizione. In realt gi nei
primi anni 70 era emerso nei gruppi che avevano di
retto il processo di unificazione un profondo disagio
sulla legislazione economico-amministrativa posta a fon
damento del nuovo stato; e le posizioni di sinistra, o
democratiche, avevano guadagnato terreno, riferendosi
soprattutto alliniziativa del calabrese Giovanni Nicotera.
Per due decenni almeno la guida politica era stata in
mano a quella sinistra, sia pure con aree di forte ege
monia moderata. Ma, nel contempo, la costellazione dei
gruppi democratici si era ulteriormente frastagliata, tan
to che, ai primi del 90, lelezione del deputato democra
tico-radicale Biagio Camagna, poi divenuto un fedelissi
mo giolittiano, era stata salutata, anche dalla parte po
polare, come unautentica rottura. Non cera dubbio sul
fatto che la sinistra rappresentasse, personalmente o
in via mediata, la borghesia agraria, e che essa, quasi
sempre, esprimesse una facies massonico-anticlericale;
ma, in complesso, essa aveva mostrato un certo dinami
smo sulle questioni dello sviluppo, massime dei lavori
pubblici, accoppiato per ad una altrettanto chiara chiu
sura sul terreno pi propriamente sociale.
16

T. ALATI, Note storiche di nn mazziniano daJ 1862 al 1882, Reggio Cala


bria 1911, pp~ 22-48; G. CINGARI, Reggio Calabria cri., pp. 61-2 e 102.
8 E. ESPOSITO, Il movimento operaio in Calabria. Legemonia borghese
(1870-1892), Cosenza 1977; G. MASTROIANNI, Il movimento operaio in Ca
labria negli atti dei congressi operai regionali (1896.1913), Movimento Operaio,
1953, n. 5-6, pp 793-807,

17

Fontaine Il nostro nemico il nostro padrone. Nel


primo numero il suo fondatore, Luigi Crucoli, spiegava
per: LOperaio il primo giornale socialista che vede
la luce in Calabria.... In verit esso era stato preceduto
da Il Socialista di Cosenza, e sembra strano che il suo
fondatore non conoscesse allora Giovanni Domanico,
con il quale attestata una fitta corrispondenza nel de
cennio successivo. Gli articoli che abbiamo potuto leg
gere nei pochi numeri superstiti non aggiungono molto
altro, e scarse sono le considerazioni sugli operai cui
si rivolgeva. La societ prefigurata era senza padroni e
tutti operai; e per giungere ad essa occorreva laboli
zione dello stato, il quale essendo composto di ricchi e
per i ricchi ha sempre interesse a mantenere e far ri
spettare con la forza delle bajonette glinfami privilegi
della classe proprietaria.... Lo sfondo era pi anarchico
che socialista, pur considerando il momento e le poco
chiare distinzioni tra anarchismo e socialismo della
stampa operaia dellepoca. E se ne ha conferma da alcu
ne rubriche di annunzi e di corrispondenza. Ad esem
pio, si annunzia, consentendo, lintenzione dei compa
gni di Palermo di voler stampare un giornale comuni
sta anarchico quotidiano che avrebbe per titolo LAnar
chia; e lo stesso per i due numeri unici stampati a S.
Remo (Spartaco) e a Livorno (Sempre Avanti), questulti
mo dedicato alla Comune di Parigi. E cos in una noticina diretta a un <Lucifero di Marsala, nella quale gli si
comunica che dal suo articolo erano state tolte talune
frasi che pi ci sembravano idolatrare Bakouninex, per
ch qualunque siano le virt di un uomo, tanto pi se
socialista, non bisogna farne un santO...
~ LOperaio, 8 marzo 1888, a 1; 27-28 aprile 1888, n. 5; 9-10 giugno

1888. Su questo periodico e su Il Socialista di Cosenza G. MASI, Per una storia


della stampa socialista in Calabria, Historica, 1972, a 3, p~a 117-133.
18

In effetti la matrice di Luigi Crucoli era un impasto


di varie suggestioni anarco-socialiste da lui ricavato dal
la frequenza anche personale dei gruppi estremisti del
tempo. Nato a Reggio Calabria nel 1867, figlio di un
maestro elementare, egli ebbe una giovent parecchio
agitata. Lasciando da parte la troppo insistita descrizio
ne del suo carattere irrequieto, scansa-lavoro e litigioso,
gli stessi prefetti ci danno alcune notizie certe e utili.
Vivendo tra Reggio e Catanzaro, dove il padre insegna
va, il giovane agitatore aveva frequentato comunque le
scuole tecniche ed era stato, prima, apprendista tipo
grafo e, poi, fabbricante di acque gazose: secondo il
prefetto di Reggio nel suo soggiorno catanzarese aveva
appunto intrapreso il mestiere di tipografo, ma era stato
espulso da tutte le tipografie di quella citt a causa del
suo carattere turbolento e per la nessuna voglia di lavo
rare. Non si dice quando egli ebbe contatti personali
con i gruppi svizzeri, contatti comunque da collocare a
cavallo della pubblicazione de LOperaio. Ma entrambi i
prefetti dicono che era in rapporto con le sette fran
cesi e italiane e, secondo quello di Reggio, con gli
anarchici di Ginevra, Parigi e Vienna e dItalia, tanto
che nel 1886 i questori di Milano e di Roma avevano
segnalato i suoi rapporti con gli anarchici di quelle citt.
Tra i suoi passi pi avventati, linvio di corrispondenze
a giornali anarchici come lAmico del Popolo di Napoli, la
Fiaccola di Marsala, il Paria di Ancona, il tentativo di
seminare discordie fra due Societ Operaie catanzaresi;
e soprattutto, chiaro, la pubblicazione de LOperaio.
Ammonito nel marzo 1887 come ozioso, vagabon
do e sospetto in reati contro le persone e le prosperit,
Crucoli si era rifugiato presso i suoi compagni di Trani,
ma nel marzo successivo era tornato in campo con il
suo primo giornale, la cui breve vita, seppure determi
nata anche dal difetto di mezzi, era stata imposta dal
19

potere politico-giudiziario. Nella sua scheda si legge in


fatti che, perch allontanatosi dopo la prima ammoni
zione, era stato condannato nellottobre 1888 a tre mesi
di carcere e, quasi contestualrnente, ad altri tre mesi,
una multa di 51 lire e sei mesi di vigilanza speciale per
contravvenzione alla legge sulla stampa. Conclusione
per questa parte, in quanto Crucoli ritorner in campo
dopo alcuni anni e costituir un elemento significativo
del movimento socialista reggino: Arrestato nel gen
naio 1890 in Reggio perch colpito da mandato di cat
tura per lespiazione di dette condanne, usc dal carcere
il luglio successivo, e dallora trasfer la sua dimora a
Catanzaro, dove tuttora trovasi 10
Come si vede, Crucoli non si collega direttamente,
come il pi anziano Domanico 11, alla linea di democra
zia sociale internazionalista dei nuclei napoletani e dei
loro seguaci calabresi. Quanto egli riprende da quella li
nea un semplice ritorno di frammenti sparsi dei con
temporanei articoli e opuscoli dispirazione anarchica,
anche se in seguito dir di aver letto Marx e i testi
principali del pensiero anarchico e socialista E daltra
parte, nel contesto reggino e anche catanzarese, quel
collegamento non aveva un supporto oggettivo. Pi in
cidente era stata in lui la constatazione della debolezza
della democrazia radicale, troppo invischiata con le lotte
di potere e poco sensibile ai contraccolpi della crisi eco
nomico-sociale sui ceti pi deboli e poveri.

Il suo tentativo non era comunque caduto nel vuo


to. Nei primi anni Novanta si profil difatti un primo
nucleo di giovani che, nel sottofondo della propaganda
anarchica, cominci ad esprimere il travagliato e confu
so passaggio al movimento socialista Lesempio di An
drea Costa e la nascita del nuovo partito ebbero sicura
mente un peso decisivo, sebbene in una provincia peri
ferica e priva di nuclei operai pi evoluti la tendenza
fosse pi estremistica e, in un certo senso, di rifiuto to
tale e di attesa palingenetica Spigolando nei giornali del
lepoca, e soprattutto nellorgano nazionale del Partito
dei Lavoratori italiani, Lotta di classe, possibile ricavare
alcune utili notizie, a conferma di quel primo abbozzo
di partito. Nel 1893 Lotta di classe annunzia che a
Reggio era nato il circolo socialista Pensiero ed Azio
ne, aderente al programma del partito, invitando ad
inviare libri e giornali ad Antonio Custurone; attacca gli
pseudosocialisti di Meito Porto Salvo, i quali si erano
infiltrati nel Fascio dei lavoratori fondato da Pasquale
Nausia (Namia) e propalavano la voce che del nuovo
vessillo sarebbe stato padrino il compagno Niccol Pe
trina di Messina; e il giornale democratico reggino Il
Calopinace d notizia della dimostrazione svolta in citt
per i fatti di Aigues Mortes 12 Frammenti che permet
tono tuttavia di collocare negli anni 1892-95 la forma
zione di un gruppo di giovani di orientamento sociali
sta E se, in realt, in taluni di essi la posizione anarchi
ca restava dominante, il segno della transizione emerge-

10 ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO (= ASC), Casellario politico


centrale. Il rapporto del prefetto di Reggio del 10 giugno 1894; quello del
prefetto di Catanzaro del 1 febbraio 1896. Ma v. nel presente saggio, Appen
dice, ad vocen,.

Su G. Domanico: G. MASI, Giovanni Domanico e l sua it1fluenza sul movi


mento socialista calabrese, 1-listorica, 1970, p~a 171-87; e G. SOLE, Le orzgini
del socialismo a Cosenen (1860-1880), Cosenza 1981.
20

12 T. CORNACCHIOLI, Le orzgini del movimento socialista organirenato in Ca


labria (1892-97). Le corrispondenze dalla Calabria di Lotta di dasse, Cosenza

1983, pp. 54 sgg Il Calopinace, 27 agosto 1893, n. 33. Sulla formazione del
partito socialista in Calabria fondamentala G. MASI, Socialismo e socialisti di
Calabria, Salerno-Catanzaro 1981. Molto ideologizzato, e con parecchie im
precisioni, A. DE LEO, Storia del socialismo in Calabria, Polistena 1984.
21

va via via con maggiore evidenza. I fattori che la deter


minavano oltre alla svolta compiuta nel congresso di
Genova, si possono ridurre sostanzialmente alla crisi
politico-sociale, aggravata nel Reggino dal terremoto del
1894, e alla influenza dei Fasci siciliani. Anche in pro
vincia di Reggio non erano mancate agitazioni contro il
rincaro dei prezzi e il troppo grave e discriminante cari
co fiscale. Ma si era trattato di episodi locali, peraltro
senza alcuna finalizzazione, talora spontanei, talaltra so
spinti da gruppi locali in lotta per il potere municipale.
Quel primo nucleo socialista, troppo immaturo per po
terli estendere e guidare, ne aveva comunque tratto un
impulso ad una pi efficace sua presenza, e la linea po
litica generale, accompagnata anche localmente da ten
denze pi repressive e dalle lotte intestine dei gruppi
democratici, ne aveva ulteriormente accelerato la spinta.
Daltra parte, se vero (ed constatazione fin troppo
abusata) che i Fasci costituiti erano ben povera cosa,
anche vero che lesperienza siciliana aveva contato non
poco in una fase di prima aggregazione, come ci mostra
il legame allora stabilito dai socialisti reggini con quelli
siciliani, specie con il messinese Nicola Petrina, quasi di
casa in citt e in provincia, con il catanese Giuseppe De
Felice Giuffrida e anche, negli anni immediatamente
successivi, con Nicola Barbato.
Sta cli fatto che in quei tre anni si ha un maggiore
attivismo, cui corrisponde una pesante mano del potere
politico-giudiziario, come nel caso di Davide Pompeo
condannato nel 1892 a sei mesi di reclusione <(per di
sturbo delle funzioni religiose, oltraggio e resistenza alla
forza pubblica 13 o come il calzolaio anarco-socialista
Giovanni Olandese sottoposto alla commissione per il

domicilio coatto e come scriveva il corrispondente di


Lotta di classe attualmente in carcere dove sconta di
ciotto mesi di pena inflitti per lesecrando delitto daver
fischiato il generale Morra l4~ Quellattivismo si era pe
raltro manifestato nei soccorsi ai terremotati e nella vi
vace contestazione dellinerzia governativa 15 e, pi an
cora, nei tentativi dinserirsi nelle societ operaie e con
tadine per modificarne la struttura I 6~ Si infittiscono le
conferenze sui principi del socialismo, con riferimento
anche a Marx ed Engels, e nasce il quindicinale LIdea.
Che il nuovo movimento, a quel punto, avesse trovato
dei precisi momenti di organizzazione mostrato, oltre
che dalla celebrazione a Palmi nel successivo 1896 del
primo congresso regionale socialista, dal dibattito sulla
linea da assumere in materia elettorale. Non avendo la
possibilit di presentare propri candidati
scriveva il
corrispondente di Lotta di classe il gruppo socialista
ha deliberato di astenersi... riservandosi in caso di bal
lottaggio di votare a favore del candidato di opposizio
ne al governo. Ma qui e l si tent qualche candidatura
di bandiera, come quella di De Felice Giuffrida nei col
legi di Melito Porto Salvo e di Bagnara 17
LIdea pubblic 11 numeri, dal luglio 1895 al gen
naio 1896 e dichiar dal primo sottotitolo, modificato
dal numero 10, la sua appartenenza al partito socialista:
Giornale socialista e poi organo dei socialisti calabre
si; motto: Proletari di tutti i paesi, unitevi!. Questa

14 Lotta di classe, 1-2 giugno 1895, n. 22.


Ii, 22-23 dicembre 1894, n. 51. Si citano come pi attivi i compagni
Ferrari, Giancotti, Mammoliti, Sprea, Spinelli.
16 G. MASI, Socialismo e socialisti..., cli., p. 60.
17 Lotta di elasse, 6-7 aprile 1895, o. 14; 20-21 aprile 1895, n. 16;

~ Appendice ad vocem; G. MASI, Socialismo e socialisti..., cli., ~a 192

22

11-12 maggio 1895, o. 19.


23

sua appartenenza pi volte ribadita anche con la pub


blicazione dei deliberati della direzione nazionale. Lef
fettivo redattore fu Giovanni Battista De Rosa, uno stu
dente liceale. Cos si legge in due notizie di cronaca del
lo stesso periodico: Il nostro carissimo compagno G.B.
De Rosa, che finora stato uno dei pi attivi del parti
to, lascia con questo numero la redazione del giornale,
dovendo per i suoi studi recarsi in altra citt...; al ca
rissimo compagno G. B. De Rosa, gi redattore dellIdea,
partito per Napoli, i nostri pi vivi auguri... 18 La re
sponsabilit del giornale era stata assunta da <(gerenti re
sponsabili, Fortunato Carpentieri e Candeloro Zuccal,
non socialisti ma dellarea democratico-radicale (Carpen
tieri nello stesso anno gerente responsabile del Cor
riere cli Calabria, anticrispino). Soltanto per un numero,
il 5, firma come redattore capo responsabile France
sco Carolei, di cui sappiamo poco o nulla, ma certamen
te dellarea socialista, come attestato dalla sua nota
LIdea del socialismo 19
Limpulso era stato dato dai due gruppi socialisti di
Reggio e di Melito, ma certamente dintesa con il gi
formato e consistente gruppo di Palmi, oltre che con il
giovane Vincenzo De Angelis di Brancaleone, del quale
il prefetto dice, tra laltro, che diresse il giornale del
partito LIdea 20 Lesigenza di darsi una organizzazione

18 LIdea,

o.

8, 3 novembre 1895; n. 10, 20 dicembre 1895. Gli undici

numeri del giornale, tranne il 1, si trovano nella Biblioteca Nazionale di Fi


renze e, in microfilm, presso listituto cli studi storici G. Salvemini di Messi
na. Nessun numero si conserva per nella Biblioteca Comunale di Reggio Ca
labria. Lo stesso per i periodici socialisti locali (La Luce, La Frusta e La
Lotta), che utilizzeremo pi avanti.
19 lvi, n. 5, 14 settembre 1895.
20 Ivi, o. 3, 18 agosto 1895; n. 7, 13 ottobre 1895; Appendice cit, ad voceni
24

sezionale, provinciale e regionale era molto avvertita.


Nel 2 numero essa riassunta nella nota Necessit e
base cli un accordo:
Non del noto opuscolo del Merlino che voglio parlarvi. Bens
della necessit che abbiamo qui in Calabria di organizzarci, di strin
gerci in forza compatta. Socialisti ve ne sono parecchi, e per la mag
gior parte intelligenti e volenterosi, ma essi sono dispersi qua e l,
disorganizzati, or che si deve fare? Ci rivolgiamo specialmente ai
compagni di Cosenza, Monteleone, Palmi, Meito, dove vi sono mol
ti compagni, fondare un circolo elettorale, e farlo aderire al partito
socialista italiano.
In quei paesi dove vi sono pochi compagni, si uniscano in tre, in
quattro e formino un gruppo, e lo facciano anche aderire al partito.
Ognuno cli noi pu convertire colla parola e con opuscoli qualche
altra persona, e questa a sua volta altre e cos via... Quando poi al
meno nei principali centri si sono formati di questi gruppi allora da
remo mano a fondare la federazione calabrese... 21

Contemporaneamente il neonato circolo Niccol


Barbato di Melito P.S. aveva incalzato con un appello
ai socialisti calabresi. Prendendo occasione dal buon
esito delle recenti elezioni politiche e amministrative in
cui i socialisti di alcune regioni si erano nettamente de
lineati come partito organizzato, quellappello invitava
allunit, facendo tacere, di fronte alla gravit della crisi
politica e sociale, ogni divergenza fra i diversi militi
delle varie scuole del socialismo. E aggiungeva. <(Con
cordi lavoriamo ad organizzare il proletariato calabrese
in partito distinto, con programma nettamente socialista.
Comprendiamo che la lotta da noi intrapresa ardua,
che le difficolt sono immense, che tutti i mezzi di cui il
governo dispone saranno messi in opera per avversare e
combattere la nostra missione di rigenerazione umana,

21 ~ o.

3 agosto 1895 cit.


25

ma tutto questo anzich renderci incerti e dubbiosi deve


esserci di sprone... 22
Le diversit tra i collaboratori e anche tra i gruppi
gi costituiti emerge poco dagli articoli e dalle note di
quei pochi numeri. Sono notevoli tuttavia la ripresa di
scritti di De Amicis e, allincontro, linserimento in ap
pendice de <dl collettivismo di Jul Guesde. Daltra parte
i soli riferimenti sostanziali sono una breve biografia di
Engels, stesa in redazione e forse dal giovane De Rosa,
e linvito a leggere il socialismo agrario di Vandervel
de. Pi ricorrenti sono invece le notizie sullespansione
del movimento socialista settentrionale e sullazione par
lamentare dei deputati socialisti, con laggiunta anche di
notizie sul movimento socialista internazionale. Il colla
boratore calabrese pi presente il sociologo cosentino
Pasquale Rossi, mentre Antonino De Bella vi compare
con un articolo su Popolazione e miseria, tratto dal
suo Corso di sociologia edito appunto in quellanno 23
Notevole interesse e qualche vivace reazione ebbe
comunque la polemica Rossi-Giberna a proposito del
larticolo del primo Cristianesimo e socialismo. Pa
squale Rossi, riprendendo un convincimento diffuso tra
quei socialisti sul socialismo cristiano (il redattore de
LIdea usa, come si visto, il termine convertire a
proposito della propaganda socialista), afferma che il so
cialismo apportava qualcosa di pi del cristianesimo:
questo aveva affermato il sentimento di piet, al quale
il socialismo aveva dato il sostegno della scienza del
nostro secolo, dal che si traeva lendiade sentimento e

22 Ivi, o. 3, 18 agosto 1895 cir. Il segretario del circolo Nicola Barbato


i P. Minicucci.
23 Su P. Rossi e A. De Bella: G. MASI in Dizionario movimento operaio, Ro
ma 1978, voI. IV, pp. 411-413; G. MASTROIANNI, Cultura e societ in Cala
bria ira lOttocento e il Novecento, Chiaravalle Centrale 1975, pp~ 53 sgg.
26

pensiero. Il socialismo era evolutivo, come a suo tem


po il cristianesimo. La base scientifica ne rafforzava la
validit. Ma questo accostamento cristianesimo-sociali
smo non aveva persuaso tutti, tanto che il giornale ave
va accolto una replica, firmata Giberna, su 11 sociali
smo e la scienza. Lautore muove da una affermazione
pi generale di Rossi, cio dalla constatazione da lui pi
volte ripetuta che noi (meridionali e calabresi) siamo
un popolo alquanto decadente. Pi che decadente
contesta Giberna siamo un popolo molto decaduto;
e questa condizione non sola privativa dei meridiona
li e dei calabresi in ispecie, ma generale dei popoli la
tini Le cause di essa, non studiate da Rossi, stavano ap
punto nel processo di cosiddetta civilizzazione incarnata
soprattutto nel cristianesimo concreto (((dottrina di te
nebre, dimpostura, di melensagini). Da qui lattacco al
limpostazione dellarticolo di Rossi, dal quale si rileva
un novello campione della scuola del Manzoni, fanati
co puntellatore della bottega di Pietro anzich un vero
marxista patrocinatore della causa del proletariato. In
somma Rossi, mettendo accanto S. Paolo, 5. Francesco,
Marx, Engels, Loria, Proudhon e via dicendo, compone
va un vero caciucco alla livornese: uno strano connubio.~
di dottrine moderne, positive e scientifiche di Marx,
Engels ecc. con quelle antiche, negative e soprannatura
li, fatte di vento, di fumo, daria, di tenebre e di cretini
smo.... Lattacco personalmente anche offensivo fece
sorgere in Rossi e in altri socialisti calabresi il dubbio
che dietro lo pseudonimo non si celasse un socialista, e
taluno pens ad unoperazione pi subdola di carattere
interno alle pur cos fragili schiere dei gruppuscoli so
cialisti Sicch la redazione, in calce alla risposta di Ros
si, tagli possibili equivoci scrivendo che il Giberna
davvero compagno nostro, e che se si nasconde sotto
uno pseudonimo, vi costretto dalla sua condizione so-

27

ciale, e che se si lasci andare a parole vivaci non lo fe


ce per malanimo, ma trascinato dalla sua stessa indole
un po aspra ed acre, n noi potevamo far torto al no
stro carattere di socialisti, nemico di ogni inquisizione e
castratura; e che il nostro giornale non si atteggia, ma
socialista, aderente al Partito e dei pi rigidi osserva
tori della sua tattica.
La replica di Rossi, mentre conferma la sua diversa
linea ideologica, indica le difficolt in cui si svolgeva il
processo di amalgama politico in particolare nelle pro
vince meridionali. Egli rileva che Giberna fa una con
fusione indicibile fra alcuni suoi scritti di propaganda
politica e altri come chiamarli? di propaganda scien
tifica. Nei primi
cos ne spiega la tecnica
il fre
quente ricorso ad argomenti solo in apparenza religio
si dettato dalla necessit di penetrar meglio nellani
mo cli gente povera, non istruita, ma altamente proficuo:
lesempio migliore la Giustizia di Reggio Emilia, il
giornaletto pi popolare del socialismo; e daltra parte
perch non ricordare quanto disse Prampolini, che cio
si volle fare la propaganda antireligiosa e non si riusci,
si fece laltra apparentemente religiosa e dette ottimi
frutti. Ma conferma la sua convinzione di fondo, che
la parte morale effettiva del contenuto socialista stata
anticipata da un pezzo, come ben dimostrato dal fat
to che in molti libri socialisti, fra i quali il socialismo di
Malon, la lotta di classe dello Scarabello, il socialismo con
temporaneo del Lavelus ecc~ ripetuto il richiamo alle
invettive dei primi padri della chiesa, che si direbbero
uscite pur ora dalla bocca duno qualunque dei nostri
oratori. Non sono su questa linea De Amicis, Bissolati
e lo stesso Almanacco socialista 1895 che raffigura un
Cristo martire? E riafferma inoltre la sua convinzione
che San Paolo fu un grande uomo, un discepolo che
compie il maestro in un ideale pi vasto. Limmensit

28

di Cristo celebrata da Rnan non impostura, ma un


dato reale, espressione di una rivoluzione in apparenza
religiosa, ma in fondo sociale. La parte non caduca del
cristianesimo, luniversalit dellidea, passata nel sociali
smo, ed assurdo comunque ritenere che lapprezzamento di un movimento storico come quello cristiano
comporti laccusa di non essere socialista, quasi che
ad un patto solo si pu essere socialisti, essendo igno
ranti 24
Questi temi sono prevalenti nella redazione del gior
nale, in riscontro anche dellaccentuato anticlericalismo
dei socialisti reggini, che si scontravano con una forte
strumentalizzazione politica della religione e con la for
rnazione del blocco locale clerico-moderato e che co
minciavano a dividersi peraltro sul valore della masso
neria egemone tanto nel settore democratico quanto in
quello moderato, questultimo non alieno a stabilire al
leanza con gli stessi clericali. I riferimenti al problemi
concreti del lavoro e dellorganizzazione sociale sono,
invece, molto tenui. Lunico articolo di un certo interes
se quello dedicato alla proletarizzazione in atto, resa
oltremodo manifesta dallo straordinario numero cli falli
menti, indice questultimo centrale com noto nelle
indagini sulla crisi meridionale condotte da Nitti 25~
Lanonimo articolista, considerando che la media dei
fallimenti si era pi che raddoppiata in Italia dal 1870
al 1886, si pone il problema se questo fenomeno che

24 Cristianesimo e socialismo (nLIdea, n. 5, 14 settembre 1895; Il socialismo


e la scienza (Ivi, a 6, 28 settembre 1895; Polemica Rossi-Giberna (Ivi, a 7, 13 ot
tobre 1895)~
25 F. S. NITII, Il bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-97. Nord e Sud, Bari
1958, lI, pp. 399-40 1. In quanto ad espropri per morosit il dato di Reggio
era pi alto che nelle altre due province calabresi. La Calabria aveva assai
pi espropriati dellitalia centrale e dellItalia settentrionale unite assieme.
29

colpiva i piccoli proprietari e i piccoli commercianti era


un ostacolo o un incentivo alla formazione di un partito
socialista a Reggio e in Calabria. Egli notava che il pi
colpito della crisi era quel ceto di persone in genere,
che pi propriamente viene classificato sotto il nome cli
piccola borghesia e che esso costituiva tuttavia uno dei
settori della citt pi ostinato nel rifiuto delle dottrine
socialiste: conservatori irragionevoli, e di fatto ele
mento portante della funzione direttiva dello stato auto
ritario, questi piccoli borghesi sono passionalmente,
ciecamente attaccati al pezzo di terra, alla sparuta botte
ga e si rifiutano di comprendere il largo concepimen
to dei socialisti, che intendono trasformare quella forma
irrisoria di diritto di propriet. Ma appunto la crisi
apriva positive prospettive e i nuovi vinti avrebbero
costituito il grosso dellesercito socialista. Il processo
di proletarizzazione e di pi forte concentrazione fon
diaria e commerciale era inevitabile, e si illudevano i
piccoli borghesi reggini, presi nella stretta dei bisogni
quotidiani e le sigenze del fisco, che sarebbero tornati i
vecchi tempi, che lessenza di bergamotto abbia di nuo
vo il prezzo di 20 lire a libra, il bozzolo di 2, il vino di
40 lettolitro e il grano di 30 al quintale. E da qui la
certezza che si stessero creando le basi per la formazio
ne di un partito socialista calabrese, non solo possibile,
ma naturalmente spontaneo 26

26 LIdea, n. 6, 28 settembre 1895. Sulla crisi agrumicola e la caduta


dei prezzi delle essenze: G. CINGARI, Re,ggio Calabria cit., p~s 95 sgg.

30

3. Il congresso regionale di Pa/mi e la crescita organizzativa.

La scelta di Palmi a sede del primo congresso regio


nale, non certo determinata dalla notoriet e dal ruolo
sociale dei componenti dei gruppi reggini, i quali non
potevano contare su socialisti di lunga milizia, come
Domanico, o di spicco intellettuale e professionale, co
me il sociologo Pasquale Rossi o il filosofo Antonino
De Bella, fu evidentemente dettata dal loro attivismo e
dalla loro rapida diffusione nel capoluogo e nella pro
vincia.
Non facile ricostruire leffettiva struttura cli questa
prima rete organizzativa. Si possono segnare soltanto i
nomi dei militanti che in vario modo si ricavano dalla
stampa e dalle note prefettizie. Al gruppo reggino, oltre
ai nomi gi ricordati, vanno aggiunti Eugenio Boccafur
ni, Francesco Ferrucci, Giuseppe Mantica, Giovanni De
Nava, Vincenzo Paleologo, Antonio Buigheri, Francesco
De Stefano, Antonio Modafferi, Pasquale Mollica. Al
gruppo di Melito Domenico Brigand, Nino Principato,
Paolo Minicucci A quello di Palmi loperaio De Marti
nis, 1agricola Fondacaro, Cristofaro Rota, Luigi Me
duri, Gulli, Sprizzi, Lascala, Palermo, Francesco e Maria
no Repaci, Francesco Comerci, Michele e Antonio Par
rello (e, in connessione, i due promotori del gruppo di
Seminara, Domenico Antonio Piccolo e Vincenzo No31

stro). In formazione erano altri gruppi, come quello di


Brancaleone superiore ad opera di Vincenzo De Ange
lis, di cui facevano parte sicuramente Francesco Paparo
ne, Salvatore Cuppari, Angelo Palermiti, Giovanni lenti
o come quello di Bagalacli ad opera di Giovanni La Ca
mera affiancato da Orlando, Rinaldo e Francesco Gue
rino lacopino. Altri nuclei socialisti e singoli militanti
erano sparsi in altri centri, gi comunque in rapporto
con i gruppi organizzati: Antonio Vita DAmico di Scil
la, Tancredi Foti di Bova superiore, Pasquale Creazzo di
Cinquefrondi, G. Surace cli Gioia Tauro, Gaetano Ruffo
di Bovalino, Diomede Marvasi di Cittanova. Il Prefetto
di Reggio qualificava socialista il consigliere provinciale
del mandamento di Laureana, Giuseppe Custurone~ Ma,
forse legato di parentela con lAntonio Custurone che
aveva fondato nel 1893 il circolo socialista Pensiero ed
Azione, quel consigliere apparteneva al settore pi ra
dicale del coacervo democratico 27
La presenza artigianale-operaia era tuttaltro che
debole come si afferma Nel gruppo reggino Davide
Pompeo e Giovanni Olandese erano calzolai, operai
tra altri, erano Coppola, Antonio Cotroneo, e sarto
Antonio Modafferi, un ex garibaldino morto pochi
anni dopo nel locale ospizio di mendicit. E daltra
parte molti altri artigiani e ferrovieri costitui
ranno i quadri pi attivi negli anni immediatamente
successivi. Cos nel gruppo di Melito, dove spiccava
no Pasquale Namia, un ex-ferroviere licenziato per rea
ti politici e poi commesso esattoriale e gestore cli un

negozio, e lo studente universitario Tiberio Evoli, ma in


un nucleo di artigiani e qualche contadino o pescatore~
N diversamente a Bagaladi, dove il fondatore della se
zione era un operaio riuscito ben presto a costituire
una cooperativa di contadini, e a Brancaleone, dove, at
torno allo studente universitario Vincenzo De Angeis,
si erano aggregati in massima parte contadini. Decisa
mente operaia era infine la iniziale base socialista di
Palmi. I professionisti erano molto pochi, anche a Reg
gio. Di fatto a Reggio se ne trova uno solo, Eugenio
Boccafurni, ingegnere, poi passato ai repubblicani. A lui
si devono aggiungere comunque il barone rosso Giu
seppe Mantica e il piccolo negoziante Francesco De Ste
fano. Volendo si possono includere Francesco Ferrucci,
che teneva conferenze e scriveva poesie pascoliane e, a
Palmi, Luigi Meduri, pubblicista, Cristofaro Rota,
conferenziere, Gulli, scultore: tutte quattro assimila
bili piuttosto alla piccola borghesia intellettuale e forse,
in qualche caso, impegnati nellinsegnamento.
Una buona presenza, invece, era quella studentesca
G.B. De Rosa era studente di medicina, e ugualmente
Tiberio Evoli, studente a Napoli e figlio di medico fer
roviario, il che gli aveva permesso di recarsi a Roma,
Firenze e Livorno; e Vincenzo De Angelis, che studiava
a Messina ed era stato avviato al socialismo dai noti
Petrina e No; e Francesco Malgeri di Grottenia, figlio
anchegli di medico, che studiava a Napoli, ed era stato
membro del circolo socialista rivoluzionario Giovent
operosa con Arturo Labniola ed era iscritto alla sezione
socialista di Napoli e si assicura annotava il prefetto
di Napoli
che faccia parte della federazione socialista
calabrese 28

27 LIdea

ti

5, 14 settembre 1895: Lavv. Custurone per dichiar cli

votare lordine del giorno in massima [o.cLg moderatissirno con cui si faceva
voto al re per unamnistia completa di tutti i condannati dai Tribunali cli
Guerra], non intendendo venir meno alla propria fede politica. Ma v. anche
La Luce, 23-24 aprile 1898.
32

28 Appendice, ad vocem.

33

Sia a Reggio sia a Palmi lembrionale base socialista


era di fatto composta da pochi professionisti, da un nu
cleo studentesco (ed interessante notare che qui come
in altri centri si trattava e si tratter anche nella fase
immediatamente successiva di studenti di formazione
scientifica e non umanistica) e da un pi consistente nu
cleo di artigiani Scarsa, o del tutto irrilevante, la pre
senza degli operai in senso stretto e, a parte quanto si
detto, cli contadini. Ma si gi detto della qua
lit degli addetti alla industria e del fatto che essi so
lo in pochi casi costituivano unaggregazione lavorativa
specifica (ad esempio, i ferrovieri o, a Reggio, gli operai
dellazienda del gas). vero che nelle filande erano im
pegnati per circa Otto mesi allanno 2658 lavoratori, ma
essi erano distribuiti in ben 30 filande, anche se 20 di
esse nel comune di Villa San Giovanni In sostanza la
manodopera si ripartiva in 1810 filatrici pi 575 di
scepole (al di sotto dei 14 anni) e in ben 112 adulti e
43 fanciulli addetti ai trasporti e altre mansioni sussiclia
ne. Ma anche se Otto aziende occupavano pi di 100 la
voranti (una toccava anzi i 300 e altre due superavano i
250), le condizioni non erano le pi adatte ad una pene
trazione politica antagonistica, considerati sia il grado
altissimo di analfabetismo sia la dipendenza delle filatri
ci dal proprio nucleo familiare. E difatti, nel grosso cen
tro industriale di Villa S.G., mentre era presente lor
ganizzazione mutualistica, era del tutto assente il fer
mento socialista 29
Al congresso di Palmi presero parte le sezioni di
Reggio, Seminara, Scilla, Melito e Palmi Della sezione
di Seminara non abbiamo cenni particolari oltre ai due.
nomi dei promotori, ma non mancano le indicazioni

29 Le condizioni economiche della provincia di Reggio


34

Calabria cit., p~

51

67.

sullo stretto legame con il gruppo palmese. Su quattor


dici sezioni rappresentate cinque erano cosentine (Co
senza, Celico, Lago, Paola, Morano Calabro), quattro ca
tanzaresi (Catanzaro, Nicastro, Monteleone [Vibo Valen
tia] Nicotera) e cinque appunto reggine. Tra i 15 com
ponenti del direttivo regionale, equamente ripartiti per
le tre province, prevalente la rappresentanza palmese
(Comerci, Parrello, Repaci); Reggio ebbe un rappresen
tante (Boccafurni) e Melito laltro (Namia) ~o. Si sa poco
del dibattito, che forse non fu tanto evanescente come
si reputa, e reputarono nelle polemiche interne sul tipo
di organizzazione alcuni protagonisti, dovette pure toc
care i temi discussi in preparazione del congresso nazio
nale di Firenze, al quale per i calabresi partecip Anto
nino De Bella. Da quanto si ricava dalla sommania in
formazione apparsa in Lotta di classe sembra proprio che
i delegati si siano limitati a congratularsi per la riacqui
stata libert dei capi dei Fasci siciliani, ad ascoltare il vi
bratissimo discorso di Domanico in ricordo della Co
mune parigina e la commemorazione di Carlo Marx te
nuta dai catanzarese Giovanni Colella. Marx rappresen
tava un simbolo, anche se il vero teorico presente, An
tonino De Bella, ne contestava la linea, e Domanico
tornava a vecchi amori Ma si conoscono i modelli di
quelle corrispondenze, tutte infarcite di proclami pi
che di programmi, e non perci da escludere che si
sia anche discusso un po di organizzazione e cli proble
mi locali. Su un punto comunque si sa di pi, sul con
trasto di una parte almeno della delegazione reggina
(Reggio e Melito) con il resto dei delegati circa il perio
dico socialista cui riconoscersi come Federazione regio
nale. Le sezioni di Reggio e di Melito proponevano che

30 G. MASI, Socialismo e socialisii di Calabria..., cit., pp. 84-86.

35

chiesta di elevare LIdea ad organo della Federazione re


gionale Ne testimonianza la pubblicazione nel 1897
de La Luce, il periodico socialista calabrese di pi con
trastata ma pi lunga vita.
Aveva fatto ritorno a Reggio Luigi Crucoli, stimato
tra i socialisti per il suo passato anche se di carattere
piuttosto contraddittorio. A Catanzaro egli aveva colle
zionato una multa per oltraggio e unammenda per
ubriachezza molesta (in altre parole non era rimasto
politicamente fermo); e quel prefetto nel febbraio 1896
informava che il Crucoli da poco tempo ha fatto ritor
no a Reggio Calabria. Ma il suo periplo
a quanto ri
sulta dalle informazioni del prefetto di Reggio era sta
to pi lungo: era stato, a met del 1896, al Cairo presso
uno zio materno e, con lui, sembra che si fosse trasferi
to a Massaua per impiantarvi un laboratorio di acque
gasate. Sta di fatto che egli nellagosto 1897 il diret
tore de La Luce, organo di rigenerazione sociale.
Lesordio del nuovo periodico, a quanto sembra
molto positivo sia in Calabria sia in altre regioni
su
scit tuttavia quasi una tempesta. Ne fu contestata la li
nea e taluno lo defin pi anarchico che socialista e, in
ogni caso, poco osservante dellindirizzo ufficiale Alcuni
socialisti di Palmi, in testa Antonino Parrello e Luigi
Meduri, lo respinsero al mittente, praticamente perch
nel primo numero si contestava la posizione di Antoni
no De Bella, al quale erano molto legati, e perch
contestazione pi rilevante
il periodico gli sembrava
legato alla massoneria (tutte le altre insinuazioni
chiariva Crucoli
massoneria, o altro, ve lo giuriamo,
non hanno alcun fondamento di verit, perch siamo
indipendenti e facciamo il giornale per propagare esclu

il loro quindicinale Lidea, pubblicato fino a due mesi


prima del congresso, divenisse lorgano della Federazio
ne calabrese; ma la maggioranza dei delegati aveva inve
ce deliberato perch la Federazione avesse come organo
lAvanti! di Portici, settimanale della Federazione sociali
sta del Mezzogiorno 31~ Non una notizia di poco con
to, perch in quella deliberazione, oltre al fatto che Domanico era redattore del periodico prescelto, avevano
pesato i primi contrasti interprovinciali e laffiorante op
posizione tra le due sezioni di Palmi e Reggio, un dato
si pu dire
poi permanente Daltra parta gi nel
lagosto 1895 il circolo Barbato di Melito nel ricorda
to appello per la costituzione della federazione regionale
aveva formalmente proposto la scelta come organo
della prossima federazione [del] giornale LIdea, che si
pubblica in Reggio 32
Il congresso di Pairni rappresent quasi una svolta
e, in ogni caso, un ulteriore stimolo allorganizzazione.
Proprio in quellanno si riscontra difatti una crescita del
movimento,segno dellaccelerazione da esso impressa ai
nuclei gi in formazione ma non formalmente costituiti.
La stessa trasformazione del primitivo gruppo reggino
del circolo I figli del Lavoro, ne fu forse un effetto
diretto. Daltra parte, proprio in quellanno e nei due
successivi il proselitismo si estese in alcuni paesi della
piana e in altri del versante ionico. Il circolo Figli del
Lavoro rivendicava una maggiore autonomia, del resto
non inconsueta nel contrasto tra i diversi modelli orga
nizzativi del partito socialista di quegli anni, e certo non
condivideva appieno la linea pi rigida e, se si vuole,
pi operaistica della sezione di Palmi, oltre a nutrire un
forte risentimento per il mancato sostegno alla loro ri

31 Ivi, p. 86.
32 Ai socialisti calabresi, Lidea, 18 agosto 1895 cit.

36

Ne fanno fede le sottoscrizioni e la corrispondenza soprattutto con le


sezioni dellItalia settentrionale~

37

sivamente le idee socialiste... Se la Massoneria ha fatto,


fa o dovr fare cose utili alla societ, perch non do
vremmo dirlo?). Ma i malintesi non erano soltanto
questi, sicch la redazione si affrett a dare le risposte
ritenute essenziali. I socialisti di Palmi accusavano quelli
di Reggio (e di Meito) di proclamare una dubbia indi
pendenza rispetto al partito, combattendo, ad esempio,
un militante come De Bella, osservatore scrupoloso del
la tattica deliberata dagli organi centrali e, in sostanza,
correndo il pericolo di rappresentar se stessi, renden
dosi ribelli ai deliberati dei Congressi: si guardino, in
somma, i compagni di Reggio di non fare, inavveduta
mente, lapologia dellanarchismo. LAgitazione di Anco
na, per conto suo, criticava il nuovo giornale perch
socialista nel senso generico.., molto generico della pa
rola, chiedendo il concorso di tutti i buoni, quali che
siano le loro idee e le loro convinzioni, invitando in
compenso gli operai a manifestare per mezzo suo i lo
ro desiderii e le loro pene e perch esprimeva un di
sprezzo olimpico per le scuole ed i partiti. E LA sino,
definendolo socialista libertario in quanto anche esso,
come i socialisti libertari, criticava il partito socialista e i
suoi sacri pontefici, giungeva ad una condanna estrema:
si vede bene che i suoi redattori non hanno mai cono
sciuto i socialisti, n la loro organizzazione, per parlare
a quel modo; e non vorrei che non avessero mai letto
Marx....
In effetti la premessa fondamentale dei chiarimenti
dati da Crucoli, quasi a conferma del fondo di presenta
zione Per intenderci, una sorta di solidarismo socia
lista, una tendenza che avvia lumanit e il creato sul
campo della perfettibilit e della rigenerazione. Il socia
lismo ne era lo spirito motore e il giornale simpegnava
di farlo proprio in tutte le circostanze, tentando di fina
lizzare ad esso, conciliandole, tutte le varie scuole so-

cialiste. La concezione era generale, non generica, come


contestava LAgitazione. Nello stesso tempo, non po
tendo far distinzione di chiese e di metodi in vista di
questo avvio allincessante progredire della societ, si
aggiungeva che era infondata laccusa di essere nemici
e disprezzatori dei partiti. Al contrario, si era disponi
bili ad entrarvi
sintende nel partito socialista
se
vorr farsi un passo di pi sul terreno delle concessioni
amichevoli e si vorranno tener presenti la natura degli
individui, le condizioni degli ambienti, il grado delle
culture regionali e accettare la necessit di questo accor
do che faciliti il cammino delle idee socialiste. Non si
pu permettere che, con la scusa della disciplina, i par
titi socialisti servano da comodino a chicchessia: la di
sciplina deve essere voluta e non imposta, n essa
pu servire per togliere ai singoli militanti libert dini
ziativa e valore individuale; noi siamo socialisti della
libert, non della tirannia. Contrariamente a quanto so
stiene LAsino, questa convinzione nasce dalla nostra
esperienza di 15 anni di lotte socialiste, dalla conoscen
za delle varie organizzazioni, dalla lettura dei testi classi
ci, a partire da Marx, anche se, lasciandosi andare ad un
argomento poco serio, si pu essere socialisti senza
aver letto il Capitale, come si pu fare il prete senza
aver letto la Bibbia. La rivendicazione della nostra in
dipendenza non ribellismo, ma consapevole negazione
dellesclusivismo, dannoso ed inutile, di tutte le no
stre credenze. Infine, replicando in particolare ai com
pagni di Palmi, non c da aver timore delle teorie anar
chiche, le quali comprese e studiate sui libri di Kropo
tkin, di Reclus, di Malato, di Merlino e di altri, cancella
no tanti spauracchi e illustrano i pi ardui e interessanti
problemi

~.

(
La Luce>, 21-22 agosto 1897; e soprattutto 28-29 agosto 1897. Il pri39

38

vamente le idee socialiste... Se la Massoneria ha fatto,


o dovr fare cose utili alla societ, perch non do
i-emmo dirlo?). Ma i malintesi non erano soltanto
iesti, sicch la redazione si affrett a dare le risposte
tenute essenziali. I socialisti di Palmi accusavano quelli
i Reggio (e di Melito) cli proclamare una dubbia indi
endenza rispetto al partito, combattendo, ad esempio,
a militante come De Bella, osservatore scrupoloso deltattica deliberata dagli organi centrali e, in sostanza,
orrendo il pericolo cli rappresentar se stessi, renden
osi ribelli ai deliberati dei Congressi: si guardino, in
mma, i compagni di Reggio di non fare, inavveduta
ente, lapologia dellanarchismo. LAgitazione di Anco
a, per conto suo, criticava il nuovo giornale perch
socialista nel senso generico., molto generico della pa
ola, chiedendo il concorso di tutti i buoni, quali che
iano le loro idee e le loro convinzioni, invitando in
ompenso gli operai a manifestare per mezzo suo i loo desiderii e le loro pene e perch esprimeva un cliprezzo olimpico per le scuole ed i partiti. E LAsino,
[efinendolo socialista libertario in quanto anche esso,
ome i socialisti libertari, criticava il partito socialista e i
uoi sacri pontefici, giungeva ad una condanna estrema:
si vede bene che i suoi redattori non hanno mai cono
ciuto i socialisti, n la loro organizzazione, per parlare
quel modo; e non vorrei che non avessero mai letto
~1arx..i>.
In effetti la premessa fondamentale dei chiarimenti
lati da Crucoli, quasi a conferma del fondo di presenta
~ione Per intenderci, una sorta di solidarismo socia
ista, una tendenza che avvia lumanit e il creato sul
:ampo della perfettibilit e della rigenerazione. Il soda
ismo ne era lo spirito motore e il giornale simpegnava
Eh farlo proprio in tutte le circostanze, tentando di fina
izzare ad esso, conciliandole, tutte le varie scuole so-

cialiste. La concezione era generale, non generica, come


contestava LAgitazione. Nello stesso tempo, non po
tendo far distinzione di chiese e di metodi in vista di
questo avvio all~xincessante progredire della societ, si
aggiungeva che era infondata laccusa di essere nemici
e disprezzatori dei partiti. Al contrario, si era disponi
bili ad entrarvi
sintende nel partito socialista
se
vorr farsi un passo di pi sul terreno delle concessioni
amichevoli e si vorranno tener presenti la natura degli
individui, le condizioni degli ambienti, il grado delle
culture regionali e accettare la necessit di questo accor
do che faciliti il cammino delle idee socialiste. Non si
pu permettere che, con la scusa della disciplina, i par
titi socialisti servano da comodino a chicchessia: la di
sciplina deve essere voluta e non <(imposta, n essa
pu servire per togliere ai singoli militanti libert dini
ziativa e valore individuale; <(noi siamo socialisti della
libert, non della tirannia. Contrariamente a quanto so
stiene LAsino, questa convinzione nasce dalla nostra
esperienza di 15 anni di lotte socialiste, dalla conoscen
za delle varie organizzazioni, dalla lettura dei testi classi
ci, a partire da Marx, anche se, lasciandosi andare ad un
argomento poco serio, si pu essere socialisti senza
aver letto il Capitale, come si pu fare il prete senza
aver letto la Bibbia. La rivendicazione della nostra in
dipendenza non ribellismo, ma consapevole negazione
v
dellesclusivismo, dannoso ed inutile, di tutte le no
stre credenze. Infine, replicando in particolare ai com
pagni di Palmi, non c da aver timore delle teorie anar
cEhiche, le quali comprese e studiate sui libri di Kropo
tkin, di Reclus, di Malato, di Merlino e di altri, cancella
no tanti spauracchi e illustrano i pi ardui e interessanti
~ problemi

La Luce, 21-22 agosto 1897; e soprattutto 28-29 agosto 1897. 11 pri39

Le contestazioni avevano posto un grosso nodo e


da ritenere anche nei militanti del circolo socialista
;li del Lavoro, di cui in sostanza il giornale era
ressione. E difatti il numero del 18-19 settembre
>7 si apre con questa nota: Con questo numero La
v ha fatto adesione al Partito Socialista Italiano. La
izia speriamo far molto piacere ai nostri amici, e
siamo contenti d aver fatto il nostro dovere
Al di l di questa ricomposizione restavano in piedi
:avia alcune questioni sostanziali. La Luce o, quan
meno, il suo maggiore ispiratore restava incerto tra
ua primitiva formazione socialista libertaria e laccet
one piena dello strumento partito con gli obblighi
:iplinari che ne derivavano e riconfermava il suo fi
nassonismo, e questo ultimo dato si prestava ad ulte
~i congetture sulla sua disponibilit ad alleanze con i
:ori democratico-radicali e, in concreto, a sostenerli
Lo scontro con i clerico-moderati. Il libertarismo di
tcoli riaffiorer in pi occasioni negli anni successivi,
mdo in fondo connaturato alla sua formazione e al
carattere pi di agitatore che di organizzatore, ma
creava dissensi pi o meno componibili e, in so
Elza, quasi sempre composti. La questione del rappor
con la massoneria creava pi profondi contrasti. Non
piamo se Crucoli fosse gi massone nel 1897. Lo
~

certamente ai primi del nuovo secolo. E daltra parte


fratelli massoni erano alcuni componenti di primo pia
no del circolo I Figli del Lavoro, da E. Boccafurni,
autore dellopuscolo Massoneria e socialismo e del lungo
articolo La Comune di Parzgi e la Massoneria, pubblicato
in pi puntate nei primi numeri de La Luce 36 al ba
rone rosso Giuseppe Mantica, al giovane avvocato
Gaetano Ruffo di Bovalino, esercente a Reggio e di
scendente diretto di uno dei martiri di Gerace del
1847 ~ Boccafurni passer
come si detto
ai re
pubblicani, ma la questione rester al centro del dibatti
to interno, specie per il suo stretto legame con la tattica
elettorale. Non si trattava certo di un problema esclusi
vamente reggino, perch anzi, pur limitandosi alla Cala
bria, nelle altre due province la presenza massonica nei
gruppi socialisti era pi forte, e basti pensare al cosen
tino Pasquale Rossi, al nicastrese Gabriele Cerminara,
autore anchegli di un opuscolo sui rapporti socialismomassoneria, ai molti intellettuali catanzaresi che daranno
vita, di li ad un anno, alla nota rivista Pensiero contempo
raneo 38~ Ma esso pesava nei rapporti interni e dava luo
go a sospetti e contrasti, anche perch a Reggio non si
ebbe una esperienza di popolarismo come a Cosenza,
con la formazione di una amministrazione democratica

36 E BOCCAFLJRNI, Massoneria e socialismo, Reggio Calabria, 1896;


aumero usc con la data 14-15 agosto 1897, con un articolo di fondo Per
In ogni caso La Luce si present di fatto come organo del partito
lista. Nel numero del 21-22 agosto aveva pubblicato integralmente la
dare di convocazione del 2 congresso regionale, indetto dal consigliere
anale De Bella e dai tre componenti dellesecutivo regionale per il 4-5
:mbre di quellanno; ed era intervenuto con una nota redazionale diretta
gevolare la composizione del dissidio insorto a Messina tra No e Petri
lissidio di cui peraltro si era occupato lanno prima il consiglio nazionale
ito a Pisa, deliberando un intervento diretto per comporlo (aLIdea, 18
to 1895).

La Luce, 28-29 agosto 1897 e numeri seguenti


Sul 1847 in provincia di Reggio e la fine di Gaetano Ruffo: D.
DE GIORGIO, Le rivolur,.ioni del 1847 e del 1848 in Calabria, Historica,
1952, 1, pja 3-8, p~a 56-64; 3, p~a 118-24; 4-5, p~a 158-66. Su Gaetano Ruffo
socialista: Appendice, ad vocem.
38 A. PLACANICA, Lintelle#nalit catanzarese nella crisi di fine secolo
(1896-1899), Introduzione alla ristampa de Il Pensiero contemporaneo,
Chiaravalle Centrale 1975; G. MASI, Socialismo e socialisti cit., pp 80, 84-85,
95, 99. Germinara pubblic anche lui, come Boccafumi, un opuscolo sui rap
porti socialismo-massoneria. (Socialismo e massoneria, Nicastro 1897).

41

artecipazione socialista, o come a Messina


centro
grande influenza sulla dirimpettaia costa calabrese
re quella esperienza ebbe una discreta influenza e du

Il movimento comunque lentamente cresceva, e La


:e, pur con i suoi limiti, in parte del resto oggettivi,
fu uno strumento essenziale. Era un mezzo di comu
azione interna e suscitava con le sue polemiche, con
:te con linguaggio barricadiero, oltre che forti reazio
nellambiente locale molto conservatore, anche nuove
~sioni. Gi nellottobre 1897 si ebbe il primo seque
su ordine del Tribunale penale per vilipendio della
~nera, dei Senato e dellesercito e per grave disprezzo
culto cattolico e del suo arcivescovo. I tre articoli
riminati si riferivano, i primi due, Contro la legge infa
e La politica delle tre F (Fisco, Fame e Fucilate), alla
~vista discussione parlamentare sul domicilio coatto e,
:erzo, alla carit pelosa dellarcivescovo Portanova in
~dicato per il cardinalato. Il periodo particolarmente
riminato era quello sulla politica delle tre F, in cui
ucoli scriveva che, ove fosse passato il domicilio coat
il poderoso esercito che noi non per nulla andremo
ormare, sapr fare rientrare nella calma i facinorosi a
:ilate. Le forche sono vecchi arnesi della tirannia, le
:ilate sono molto pi spicciative e... liberali. Immagi
certamente forte e anche piuttosto avventata, ma
ssa a pretesto per confezionare unaccusa di vilipen
alle istituzioni rappresentative, allesercito e allarci
scovo molto labile. E questo aveva offerto al giornale
:ialista, pubblicandone il testo, di accusare tra laltro il
idice istruttore di essersi messo al servizio dei cleri

G. BARONE, Egemonie ,srbane e potere locale (1882- 1913), in La Sici


Torino 1987, pp~ 307-370.

cali 40~ In certo senso aveva ragione, almeno sotto


laspetto della volont di persecuzione di una voce non
conformista. Anche questo numero fu sequestrato per
ch esso aveva riportata lordinanza del sequestro in
violazione della norma sulla stampa che vietava di pub
blicare gli atti processuali fino alla chiusura dellistrutto
ria
Il caso pi clamoroso si ebbe tuttavia due anni do
po a seguito e conclusione di una lunga e insistente po
lemica de La Luce nei confronti dellarcivescovo, al
quale si chiedeva di rendere pubblico il bilancio della
sottoscrizione aperta in soccorso dei terremotati del
1894; polemica di acceso stampo anticlericale e con un
chiaro risvolto politico-amministrativo, attesa anche la
diretta partecipazione dellalto prelato alla formazione
del blocco elenco-moderato della citt. Tra botte e ri
sposte tra il giornale socialista e quello cattolico Fede e
civilt, diretto da Filippo CaprI, un notevole protagonista
gi processato come antiunitario 42, si giunse alla sco
munica. Diceva nel suo decreto larcivescovo, ora car
dinale, che si andava divulgando un disgraziato giorna
le intitolato La Luce, il quale per sistema insinua errori
contrari alla nostra Santa fede, deride le pie pratiche
della Chiesa, vilipende i ministri dellaltare; e pertanto
proibiva a chichessia, sotto pena di scomunica, di leg
gere, ritenere il sopradetto giornale, ovvero di coopera
re in qualsivoglia modo alla pubblicazione o alla diffu
~.

40 La Luce, 30-31 ottobre, 6-7 novembre 1897.


41 Ii, 13-14 novembre 1897; Cronaca di Calabrias,, 10 dicembre 1898;
G. UNGARI, Reggio Calabria cir., p~ 180 sgg.
42 Su Filippo Capri, processato per borbonismo dopo il 60, ma catto
lico liberale in periodo borbonico: P. BORZOMATI, Processo dei liberali ad
Antonio e Filippo &spr~, Historica, 1963, pp. 7-10 N. FERRANTE, Fiiejspo
Capr alfiere del giornalismo cattolico, I listorica, 1985, 3, pp. 111-115.
43

laggregazione dei gruppi in formazione e ladesione di


giovani pi aperti e pi irrequieti. Si trattava in quegli
anni di una transizione difficile. Se da un lato la crisi si
faceva pi acuta e londata emigratoria batteva alle por
te, dallaltro si accentuava la repressione. Dalla disgrega
zione economico-sociale venivano ben poche forze e
dalla repressione, se venivano nuove adesioni, nasceva
no contemporaneamente remore e paure. Daltra parte
le condizioni oggettive non consentivano moti genera
lizzati o di ampia incidenza, n i dirigenti socialisti loca
li erano in grado di provocarli. Gli episodi erano anche
esaltanti in riscontro al quadro complessivo, ma essi te
stimoniavano pi la tenuta dei gruppi militanti e la loro
relativa crescita che la formazione di un sostrato politi
co-sociale in grado di assolvere ad un ruolo alternativo
e realmente condizionante dellassetto esistente. Un se
gnale di movimento si era avuto difatti nelle dimostra
zioni del 98, con conseguenti arresti e condanne
ma
ogni iniziativa, si pu dire, si scontrava con locchiuto
rigore della polizia. Nel 1900, ad esempio, furono arre
stati gli anarchici Giuseppe Prestandrea e Saverio Sergi e
i socialisti De Angelis, Evoli, Foti, Namia, mentre Cru
coli era stato denunziato per i medesimi reati Lo stesso
pubblico ministero ne aveva chiesto la liberazione per

sione del medesimo. Al che La Luce rispondeva di


accettare la sfida, sicuri che noi, lottatori per i diritti
manomessi del popolo e per il trionfo della Ragione, che
luce del mondo, Dio stesso, non ci mancher laiuto
di quanti sono buoni, spogli di pregiudizi, amici della
democrazia e sinceramente progressisti
Il fatto che
larcivescovo giungesse addirittura alla scomunica si pu
spiegare con il clima di quellanno e con laccentuarsi
dello scontro tra blocco democratico e blocco clerico
moderato, nel quale ultimo la curia era protagonista di
retto; e si pu spiegare, oltre che con lindubbio caratte
re accesamente anticlericale del giornale socialista, anche
con la sua contiguit alla massoneria democratico-radi
cale e, circostanza non trascurabile, con lo spazio con
cesso alle conferenze evangeliche introdotte nella citt
dal notissimo Pasquale Destefano Bomba, nostro con
cittadino, venuto da Napoli in missione di propaganda
evangelica
La linea del giornale, espressione certo del tempera
mento del suo direttore ma anche del gruppo socialista
reggino, se creava problemi finanziari per la riduzione
delle sottoscrizioni e per larma che forniva ai cattolici
nella propaganda antisocialista, aiutava in certa misura
~

La Luce, 15 ottobre 1899.


~

Cronaca di Calabria, 10 dicembre 1898. Resoconto del processo, ini


ziato nel Tribunale di Reggio il 23 novembre, contro gli anarchici e i socia
listi arrestati sotto limputazione di propagandisti e di eccitamento alla rivolta
nel maggio ultimo (Prestandrea, Pompeo, Sinopoli, Chillino, Olandese, Cru
coli, Ferrari); G. MASI, Socialismo e socialisti... cit., pja 95 e 106. Su lanarchico
Giuseppe Prestandrea, nato a Messina e ivi morto il 3.16.1916 per tisi,
non abbiamo che poche notizie in una scheda monca del casellario politico
centrale (ASC, CPC, busta 4122). Vi si legge per questa annotazione della
prefettura di Messina: 3 luglio 1915: Denunziato al locale Tribunale militare
per aver pubblicato il giornale La Forbice, malgrado lordine in contrario
dato dal Signor Comandante la locale Fortezza che aveva sospeso le pubblica
zioni di detto periodo.

lvi 11 giugno, 2 luglio, 10 settembre 1899 e, quasi rubrica periodica,

nei numeri successivi. Notiamo con un certo senso di soddisfazione che la


propaganda evangelica comincia a dare qui buoni frutti_ Noi francarnente
non siamo protestanti, ci troviamo in una fase religiosa superiore di molto a
quella del Cattolicesimo e della Riforma, ma convinti come siamo che ogni
sintesi morale e sociale il prodotto di continue elaborazioni di idee e di fat
ti..., riteniamo che il Protestantesimo rappresenti un periodo di transizione
fra la vecchia fede ai dogmi ed ai miti e la Religione nuova che noi profes
siamo, interamente laica, senza misteri e senza miracoli e perci con tutti i
nostri voti ne reclamiamo lavvento e adoperiamo con tutte le nostre forze
per lavorare di accordo con tutti i bravi missionari che spandono pel mondo
le sante parole di Cristo (Conferenza evan,gelica, 2 luglio 1899 eh.).

45

44

insufficienza di prove (ma non dei due anarchici rin


viati a giudizio). Dandone notizia, La Luce cos scri
veva: Mentre i nostri compagni rivedevano il sole della
libert, il compagno prof. Antonio Renda di Catanzaro
veniva tratto in arresto e sotto la scorta di sei carabinie
ri rinchiuso nelle carceri di Geracex. Renda, un notevole
intellettuale socialista 46, si era recato a Gioiosa Ionica
per linaugurazione della sezione socialista formata dagli
studenti universitari Benvenuto Luc, Rocco Hyeraci,
Nicola Palaja e lartigiano Francesco Jeraci. E tre giorni
dopo era scattata la repressione con lavvio di un proces
sane contro i socialisti imputati di associazione a delin
quereli. Lo stillicidio, dopo tutto, raggiungeva il fine che
si proponeva, come si ricava dalla breve nota del corri
spondente di Roccella: Se mi occupo delle cose di que
sto paese, egli perch, sbandati in massa, i nostri otti
mi compagni di qua mincaricano trasmettervi la loro
voce
Le autorit vedevano azioni sovversive dappertutto
e attribuivano al partito socialista una forza molto al di
l della reale consistenza della nuova organizzazione. In
realt il movimento, malgrado tutto, era
come si
detto
lentamente cresciuto, sia pure senza riuscire a
penetrare nel vasto campo della piccola propriet in cri
si n del bracciantato. Da quanto emerge dal loro gior
nale non si pu dire che quelle masse fossero del tutto
assenti dal loro orizzonte. La condizione dei lavoratori
subalterni, se non proprio unattenzione prioritaria, era

variamente analizzata nei loro articoli: da quella dei pic


coli proprietari a quella degli operai delle piccole fabbri
che delle essenze a quella di settori del lavoro femmini
le, come le schiave bianche (sartine e modiste) a quel
la degli abbozzatori di pipe. Daltra parte non era man
cata una certa propaganda verso i contadini, e basta ci
tare le conferenze di Barbato nei sobborghi di Reggio.
Ma la loro insistenza sullabolizione della propriet e
sulla socializzazione della terra impauriva anche il brac
ciante possessore di un minifondo e la pur meritoria de
nunzia della penosit del lavoro nelle piccole botteghe
artigiane non aiutava certo a rimuovere linclividualismo
degli stessi lavoratori per i quali era gi molto se riusci
vano a trovare una stabile occupazione 48~ Si aggiunga
che lo spirito associativo era poco o nulla sviluppato e
che la propaganda diretta alla creazione di cooperative
incontrava anchessa gravi ostacoli. I circoli socialisti
avevano denunziato bens lequivoco di fondo delle so
ciet di mutuo soccorso, egemonizzate da elementi bor
ghesi sia pure dindirizzo democratico, ma non erano
riusciti a trasformarle o ad orientarle in direzione pi
conflittuale
E sul terreno delle cooperative e delle
campagne si dovevano peraltro scontrare con la con
temporanea opera dei cattolici nella loro stessa direzio
ne, opera anchessa non coronata da molto successo pur
se sorretta da una rete organizzativa pi solida 50 La
~>.

48 Ivi, 13-14 novembre 1897; 2 luglio 1899; 4 febbraio 1900.


46 A. PLACANICA, LIntellettualit catanzarese... cie; G. MASI in 11 movi
mento operaio italiano. Dizionario biografico. 1853-1943 Roma 1978, p~ 327.
La Luce, 30 settembre 1900; e anche lvi, 2 luglio 1899 le notizie sul
processo contro Pasquale Rossi e Antonio De Bella e altri, svoltosi presso il
Tribunale cli Reggio per la pubblicazione nel 1897 del numero unico La Ca

32 Congresso operaio calabrese, in Iv~ 18-19 settembre 1897; 23-24 apri


le 1898 (cooperativa di Varapodiol Una buona influenza era esercitata sol
tanto dai socialisti di Palmi nella locale societ di mutuo soccorso. Sui con
gressi operai: G. MASTRO1ANN~I, Il movimento operaio in Calabria negli atti
dei Congressi operai regionali (1896-1813), in Cultura e societ... cir., p~a 25
sgg
50 F. MAGGION~I SESTI, Le Casse rara/i nel Reggino dal 1894 al 1936, in

labria Nuova.

46

47

ace su questultimo punto riprendeva i concetti


pressi dal partito socialista in campo nazionale e av
rtiva i pericoli dei preti che uscivano dalle sacrestie
propagandavano casse rurali, banche popolari e
amere del lavoro mistificando lonesto fine del mi
orarnento delle condizioni del proletariato: il miglio
zento delle nostre condizioni in tanto la otteniamo,
quanto la conseguiamo con la nostra forza 51 Ma il
to nuovo rendeva obbiettivamente pi difficile la pe
trazione dei socialisti nelle campagne.
La rete organizzativa aveva toccato nuovi centri. Si
detto di Gioiosa Ionica Si possono aggiungere nel
rsante ionico il gruppo cli Roccella ad opera di Euge
) Bova e di ferrovieri socialisti e i nuclei promossi da
ncenzo De Angelis a Ferruzzano, Bruzzano, Staiti Di
tevole importanza, in questo comprensorio, il nucleo
Ferruzzano, formato dallo studente in farmacia Gio
zni Sculli. Gerace restava refrattaria e il solo avvoca
Brundy, attivo nella propaganda anche a Placanica,
cava di aprire qualche breccia. Tra le montagne del
spromonte meridionale, a Roghudi, operava gi il
bblicista Domenico Nucera Abenavoli ~; e a Bova e

>n Carlo De Cardona e il movimento delle Casse rurali in Calabria,,, Co


ro 1985, pp. 10 1-1 53: G. CANTARELLA, Societ operaie di mutuo soccorso e
t cooperative nella provincia di Reggio Calabria, Cosenza 1989.
51 Preti e Lavoratori di Alfredo Novaro (La Luce, 5 ottobre 1899).
52 Su De Angeis, Bova, Sculli, Nucera Appendice, ad vocem. Domenico
era Abenavoli ebbe un momento di notoriet nazionale durante la lati
n del brigante Giuseppe Musolino, che gli concesse una lunga intervista.
vlusolino ne parl a pi riprese anche La Luce, in un primo tempo at

ando la polizia per la vasta retata operata a 5. Stefano dAspromonte, pae


el brigante, con laccusa di appartenenza alla locale cosca mafiosa, risolta
cI proscioglimento degli arrestati (sono i socialisti che fanno opera di
rertimento o non piuttosto chi preposto a guardia e garanzia delle isti
e poi entrando nel merito del problema, a commento delloAppen
pubblicata dal giornale a titolo di variet letteraria,> e non di propa

a Condofuri, si erano affacciati alla militanza lo studente


di medicina Pietro Timpano e Michele Crif. Altri nuclei
si erano formati nel versante tirrenico: a Laureana ad
opera soprattutto di Gregorio Andriello e Giosu lem
ma, a Cinquefrondi ad opera cli Pasquale Creazzo, molto
attivo in quegli anni e ora pi noto per le sue poesie
dialettali cli contenuto sociale
a Polistena ad opera di
Carlo Mileto, a Cittanova ad opera di Diomede Marvasi
Anche a Reggio lazione del circolo socialista aveva da
to qualche buon frutto. In primo luogo si era formata la
lega dei ferrovieri, gi annunziata a fme 96 e attiva
lanno successivo
Si era poi costituita una cooperativa tra sarti, dalla quale deriver la relativa lega (senza
chiacchiere, ma con un lavoro serio e paziente i sarti
aggruppati attorno ad essa danno esempio a tutti i lavo
ratori, pur troppo sbandati e senza concetto della loro
forza e della loro dignit
E ne erano emersi alcuni
quadri socialisti di grande attivismo, Francesco Celibato,
Rocco Giuffr del limitrofo comune di Gallico, Luigi
~

gandaa: Giuseppe Musolino un tipo di delinquente col quale noi socialisti


non possiamo aver nulla di comune; se pu domandare le attenuanti [per la
prima condanna ingiusta], non pu cancellare nellanimo di tutti gli onesti
limpressione dello scempio chegli fa della vita umana, egli per suo conto ha
rimesso in vigore la pena di morte che litalia ha tra il plauso delle genti civi
li abolito dal suo codice (La Luce, 12 novembre 1899 22 aprile 1900). Sul
nodo politico connesso al fenomeno Musolina G. CINGARI, Tra brzgantaggio
e picciotteria: Giuseppe Musolino, in ID., Brrganta,ggio, proprietari e contadini nel Sud
(1799-1900), Reggio Calabria 1976, pp 207 sgg; E MAGRI, Musolino. Il
brigante dellAspromonte~ Milano 1989, in particolare pp 156 sgg
Su P. Creazzo poeta dialettale A. PIROMALLI, Pasquale Creazzo, dia
lettale poeta della Piana, Calabria Oggi, 31 marzo 1977; P. CRUPI, Le esigenze
reali nella poesia di Creanjeo, Il Giornale di Calabria,>, 28 agosto 1977. Sempre
su di lui e sugli altri socialisti citati v. le relative schede in Appendice.
Nel novembre 1897 il deputato socialista Quirino Nofri tenne a Reg
gio un convegno per parlare del Riordinamento delle casse pensioni e di
mutuo soccorso ferroviario (La Luce, 27-28 novembre 1897).
La Luce, 18 giugno 1898; 12 novembre 1899.

Labate
Era fallita, invece, liniziativa per una coope
rativa tipografica socialista proposta insistentemente so
prattutto dai socialisti del versante ionico ~ I risultati
non erano, tutto sommato, positivi e il circolo socialista
ne prendeva criticamente atto: Se se ne tolgono le po
che cooperative, la lega degli abbozzatori e la lega, test
costituitasi dei lavoratori sarti, a Reggio mancano anco
ra le vere, le utili organizzazioni operaie. Le due societ,
loperaia e di previdenza sono organizzazioni antidiluviane,
utili solo per tenere in auge i cavalieri presidenti)> 58
Ma lo scontento sul tipo di lavoro organizzativo e
sugli scarsi risultati del lavoro svolto era pi generale.
Aveva aperto la discussione Giovanni Domanico, molto
polemico con i militanti benestanti che non avevano
corrisposto alla richiesta di sostegno finanziario per un
viaggio di propaganda in Calabria di Oddino Morgari; e
la critica sui modi di azione si era via via ampliata. Domanico era ferocemente critico, tanto da riferirsi al cos
detto partito socialista di Calabria:
~.

56 Su F. Celibato: Appendice, ad voceni Altri soci nella cooperativa: Atta


nasio, Galluccio, Assumma, Criaco.
Per una cooperaliva t:tsogrq/ica socialista. Appello firmato da: Pasquale Na
mia, Domenico Nucera Abenavoli, Vincenzo De Angelis, Tancredi Foti, Gio
vanni De Rosa, Luigi Crucoli (aLa Luce, 12 novembre 1899).
58 Ii, 17 novembre 1901. In questa fase peraltro il fenomeno dellemi

grazione incominci a colpire pi direttamente lorganizzazione con la par


tenza di alcuni quadri. Ad esempio per questa ragione si chiuder la sezione
di Laureana di Borrello. Ma i casi sono pi numerosi, come ci attestano i
giornali La Luce e La Frusta~ Questultimo tenne una rubrichetta di colle
gamento con i socialisti emigrati in America Esistevano dei militanti incari
cati di distribuire il giornale: Nino Principato per New York e Bath Beack;
Giuseppe Orlando per Brownsville; Carmelo DAmico per Sibanpburg.
Altri diffusori Antonio Spinella, Carmelo Mercurio, Gaetano Azzar, tutti so
ci del Circolo di Melito. Cfr. anche, in Appendice, le schede di Andriello, Fran
cesco leraci, Domenico Nucera Abenavoli
50

Fra i 342 compagni calabresi iscritti al partito nel mese di set


tembre, vi sono novanta almeno tra professionisti, impiegati, e possi
denti agiati; e son proprio questi che, quando si bussa a quattrini per
il partito, fanno spalluccie.. Ma vi dippi fra questi ve ne sono al
meno trenta che spendono da 50 a 100 lire allanno per la massone
ria, e per mettere in pace la loro coscienza... socialista, danno L. 1,20
per adesione!

Non ci si poteva dunque giustificare del quasi falli


mento dicendo che il partito era troppo giovane e le
forze scarsissime, n accusare lufficio centrale di non
provvedere, come il buon dio a casi nostri. Tra i so
cialisti metafisici e quelli che volevano esserlo con il
permesso delle autorit (e qui certo non poteva preve
dere la tempesta che si sarebbe scatenata su di lui addi
rittura accusato di essere uno spione), tra gli uni e gli
altri a suo avviso restavano i pochi operosi, i quali
affranti dalla minaccia e perseguitati dai padroni finisco
no collemigrare
Pi ampia e sostanziale lanalisi di Pasquale Namia
sullimparse socialista a fine secolo. Egli partiva da due
premesse. In primo luogo constatando, con profonda
amarezza, che in Calabria restava una misera accozza
glia cli plebe incurante di s e delle sue sofferenze; in
secondo luogo che la Calabria apparteneva, come affer
mato da Marx, a quelle regioni che maggiormente sof
frono dello sviluppo capitalistico (malgrado la feracit
del suolo, nessun incremento agricolo e nessuna difesa
rispetto alla concorrenza dei paesi progrediti; nessuna
macchina secondo il sistema moderno, nessuno sta
bilimento industriale, debolissime infrastrutture di tra

Ivi, 23-24 aprile 1898: Per la nostra organizzazione. Sul caso Doma
nico: G. MASI, Il caso Domanico: due documenti inediti di polizia, in Movimento
Operaio e Socialista, 1973, 4, pp. 281-94; e J. LE VAGRE (G. Domanico),
Un trentennio nel movimento socialista italiano, Prato 1910.
51

sporto e di comunicazione; e, di contro, un gravosissi


mo sistema tributario). Ma, fatte queste premesse, si cli
ceva in totale disaccordo con coloro che vorrebbero
attendere lo sviluppo del capitalismo e il sorgere della
grande industria onde si formassero le legioni di lavora
tori salariati, prima diniziare la grandopera di trasfor
mazione sociale. E aggiungeva, dopo avere inoltre os
servato che la bufera reazionaria aveva quasi distrutto
quanto con un insolito risveglio si era ottenuto quat
tro o cinque anni or sono, che simponeva una svolta
nel lavoro organizzativo e di propaganda:
Lopera dei Congressi calabresi, da quello di Palmi in poi, si ri
duce, se volete permettermi lespressione, ad un convegno accademi
co e dottrinario, inquantocch~, constatare puramente e semplicemen
te che in Calabria lidea cammina a rilento causa le speciali condi
zioni antropologiche, fare delle recriminazioni verso i socialisti in
dolenti perch si scuotano e si adoprino per un lavoro di organizzarione seria e positiva, senza poi formulare un programma pratico e
dettagliato del come si debba operare per spingere il proletariato, at
traverso i mille ostacoli, ad acquistare la coscienza dei propri diritti,
sono ottime raccomandazioni, ma non conducono a nessun proficuo
risultamento.

In una parola lasciare un po di tavolino e dedi


carsi alla piazza. Non la piazza come semplice mo
mento di agitazione e di scontro, ma come capacit di
penetrazione nelle societ di mutuo soccorso esistenti,
di formazione di cooperative di consumo e di leghe di
mestiere, di propaganda organizzata dal centro regionale
secondo le condizioni concrete dei comuni e dei mandamenti La molta attenzione che i giovani socialisti col
ti dedicavano al dibattito teorico sul valore, i profitti, i
salari e <(magari della futura crisi del marxismo non fa
cevano compiere alcun passo avanti Al contrario, cera
bisogno di organizzare gli artigiani, i pescatori, i facchi
ni portuali, le isole operaie e i lavoratori delle campa
52

gne Nei vari paesi poi con un lavoro costante e pa


ziente ci riuscirebbe agevole raccogliere la maggior par
te dei contadini
coloni, giornalieri, mezzadri
nelle
leghe di miglioramento, intese soprattutto a migliorare i
patti colonici e le mercedi, e a porre un argine alla cor
rente emigratoria
La repressione, come si vede, aveva inciso duramen
te, specialmente sul piano psicologico. Lo stillicidio del
lemigrazione con la partenza di alcuni militanti dei pae
si dellinterno aveva, tra laltro, accentuato il pessimi
smo. Tuttavia c da considerare un altro fattore non se
condario di quella transizione, cio il forte impatto delle
lotte elettorali e i connessi contrasti interni sulla tattica
da tenere di fronte ad esse. Fu appunto Pasquale Namia
il primo socialista della provincia candidato come tale
in una competizione politica. Ma prima e dopo, questo
problema fu al centro del dibattito interno; nei primi
anni del nuovo secolo, anzi, causa di varie rotture.
Come si gi detto, nelle elezioni amministrative
del 1895 il nucleo socialista della citt si era ((astenuto
interamente dalle urne perch di partiti a Reggio non
ne esistono pi e dominano le fazioni luride e le
cricche e perch per il partito socialista non era
propizia ancora lora del suo trionfo 6l~ Ma stare fuori

60 La Luce, 3 dicembre 1899. Pi critico ancora sui precedenti con


gressi e sulla debole azione organizzativa Tiberio Evoli in una lettera da lui
inviata da Firenze a Luigi Crucoli. Alcuni anni sono, allindomani del con
gresso di Paola, cercai di formulare in un articolo, che vide la luce sul Lavoro
di Benevento, le ragioni prime dellinsuccesso di quello, del precedente e dei
venturi congressi... Era dunque scettico sulla proposta di Crucoli di organiz
zame un quarto. Lo accettava se era fatto per scacciare quanti, anche e so
prattutto facoltosi, non contribuivano concretamente allazione di risveglio
del proletariato della Calabria, nostra sventurata Africa (lvi, 17 giugno
1900~
61 LIdea, o. 2, 3 agosto 1895.
53

alla lotta elettorale non era semplice, soprattutto in


apporto allo scontro tra democratici e clerico-moderati.
~a spinta ad impegnarsi era dunque forte, sebben le
ondizioni effettive dellorganizzazione non consentisse
un ruolo autonomo. Qualche singolo socialista era
:ato eletto in centri minori (ad esempio, a Melito e a
agaladi), ma la situazione generale era pressoch pre
usiva, sicch le candidature socialiste nelle elezioni po
dche fungevano da testimonianza 62~ ~ ceto operaio
:riveva ((La Luce nel giugno 1899, alla vigilia di una
Lezione amministrativa manca disgraziatamente anco
di elementi istruiti ed energici perch potessimo, nel
ome del lavoro, impegnare la lotta con la sicurezza di
incere e n fra professionisti c un generoso che in
nda mnisurarsi con gli avversarii sventolando il labaro
egli umani diritti. E tuttavia, pur non presentando
~ia lista propria, ((La Luce dichiarava che avrebbe se
iato quei pochi candidati sinceramente liberali che
iel nostro ambiente rappresentano gi un passo nel
~ogresso e che, daltra parte, avevano mostrato la loro
a~patia verso i socialisti, votando la candidatura socia
~ta di protesta sul nome di Carlo Gattini 63~ La linea
~ssibile sollevava comunque molte resistenze allinter
) della piccola organizzazione, tanto pi perch era
~ofilata in essa lopzione per i candidati massoni di si
stra, opzione peraltro rafforzata dalla pubblicazione
il noto ordine del giorno votato il 9 dicembre 1894
i Grande Oriente sulla incompatibilit tra ordine mas
nico e sette clericali. Il pericolo clericale, ma in
stanza lalleanza tra il cardinale Portanova e il gruppo

62 Indico generale degli Alti Parlanzentarf Storia dei Collegi elettorali, Roma
)8, parte IL
63 Su Carlo Gattini si erano concentrati molti voti di protesta in una tor
a provinciale~

moderato pi influente della citt, era lassillo maggiore


di buona parte dei militanti socialisti; infatti, ((La Luce,
a scrutinio concluso, titolava il suo articolo di fondo
Reggio non clericale. E la soddisfazione era stata maggio
re, visto che sia nella elezione provinciale che in quella
comunale, senza aver posto candidature, un buon nume
ro di suffragi era andato ad Andrea Costa e ad altri
socialisti locali, in particolare al giovane pubblicista,
Giovanni De Nava, corrispondente de1l~Avanti che
aveva ottenuto ben 414 voti, i quali costituiscono una
vera affermazione di principii e segnano la base delle
future battaglie... 64~
In realt, la stretta reazionaria aveva posto i sociali
sti locali nella necessit di assumere una linea elettorale
pi articolata, scegliendo nei vari collegi il candidato de
mocratico o ponendo proprie candidature di bandiera o,
come nel caso di Melito, una candidatura diretta. Nel
collegio di Reggio
come si legge nel loro o.d.g.
scelsero di votare per il giolittiano Biagio Camagna. li
spingeva a questa scelta, pur dopo le critiche anche
aspre che gli avevano rivolto negli anni precedenti,
leccezionalissima situazione politica odierna e il fatto
che il candidato da loro designato aveva tenuto una li
nea intransigente nei confronti di Pelloux. Pasquale Na
mia, contrapposto ad un forte candidato (il sonniniano

64 La Luce, 4 giugno, 2 luglio, 28 luglio 1899. Su questa elezione cos


il prefetto: In generale tra i candidati al consiglio comunale o provinciale
non figurano nomi di persone di idee avanzate. Soltanto in questa citt
Andrea Costa riport votL. ed il socialista Giovanni De Nava... Giova per
ricordare che mentre i voti Ottenuti da Andrea Costa sono quelli a lui dati
dai socialisti, altrettanto non pu dirsi per quelli avuti dal De Nava che ne ri
port un numero cos rilevante perch essendo di Reggio ha molti parenti ed
amici che deposero il suo nome nellurna pur non dividendo affatto i principi
da lui professat e ci mi consta in modo non dubbio (ReL al Mm. Interno,
20 luglio 1899: ASRC, mv. 20)~

~ancesco Tripepi), raccolse soltanto 130 voti, poco me


) di un terzo a Melito (40 su 111 votanti), gli altri nei
in comuni (particolarmente significativa la votazione
Bruzzano, 23 voti contro i 56 dellavversario). Ma in
comuni dei 24 compresi nel collegio non ebbe alcun
)to. Il risultato, forse pi magro del previsto, non pro
isse un grave scontento: nel resoconto si enumerano
violenze, ma lesperienza viene ritenuta valida perch
on la scusa delle elezioni la voce socialista si era fatta
ntire nei piccoli paesi in comizi ai quali avevano pan
cipato i contadini Anche a Reggio il candidato rea
nario prevalse, sia pure di stretta misura e per lap
>rto determinante dei paesi del circondano che avevacapovolto lottimo risultato della citt. Ma anche qui
risultato fu salutato come un successo, viste le vio
~ze subite (Crucoli fu arrestato per aver interrotto il
scorso del candidato clerico-moderato) e la quasi cer
~za sulla ineleggibilit del vincitore 65~

65 La Luce, 27 maggio, 10 giugno, 17 giugno 1900; ASRC, Eler.rianiJx


ho, mv. 34; G. CINGARI, Reggio Calabria cit., p~a 164 sgg.

4. I/primo Con,gresso provinciale e la nascita della Camera del


Lavoro.

Le prime, importanti, esperienze elettorali non ave


vano certo corrisposto alle attese. Mentre per avevano
posto pi di un seme di scontro interno, non avevano
bloccato il lavoro organizzativo, pi vivace negli anni
immediatamente successivi anche in relazione alla svolta
politica nazionale. Questa ripresa si ebbe congiuntamen
te nella organizzazione di partito e nel lavoro sindacale,
premessa della costituzione della Camera del Lavoro.
Nel luglio 1900 si costitu il circolo elettorale sociali
sta di Reggio Calabria e nellagosto dellanno successi
vo fu approvato il programma del partito socialista ita
liano, rinnovando nel contempo lo statuto del circo
lo. Secondo lo statuto approvato nel 1900 veniva am
messo nel circolo elettorale soltanto chi accettava e
professava le idee, la tattica e la disciplina del Partito
Socialista Italiano e venivano esclusi coloro che aves
sero subito condanne infamanti e ripetute, e che menas
sero una condotta equivoca; e si prevedeva inoltre
lammissione dei compagni sparsi nella provincia pur
ch nella localit dove risiedono non esista gruppo o
circolo. Tra gli obbiettivi del circolo, oltre la propagan
da e la vigilanza sullamministrazione comunale, lazio
ne per la fondazione di cooperative, Camere del Lavo
ro e di ogni altra organizzazione operaia e per lorga
57

zzazione di proprie scuole serali e di un Segretariato


>polare, il quale doveva fornire gratuitamente la conlenza legale, medica e per lemigrazione. Nelle succes
re modifiche, i punti pi rilevanti furono: che La lu
era lorgano del circolo; che il circolo avesse compe
-iza nella scelta dei candidati per le elezioni comunali
politiche, daccordo per queste ultime con la Federa
)ne, se esistente, e secondo la tattica e la disciplina del
j 66. In quanto al programma, esso ribadiva la linea
zionale che i lavoratori non potevano conseguire la
~o emancipazione totale se non merc la socializza
ne dei mezzi di lavoro ( terre, miniere, fabbriche,
~zzi di trasporto ecc.) e la gestione della produzione e
e lazione del proletariato organizzato in partito di
.sse, indipendente da tutti gli altri partiti, doveva
)licarsi in una doppia direzione: nella lotta per il mi
oramento (orari, salari, regolamenti di fabbrica, ecc.),
tta devoluta alle Camere del Lavoro e alle altre as
:iazioni di arte e mestiere; e nella lotta pi ampia
esa a conquistare coi mezzi legali poteri pubblici
ato, Comuni, Opere pie, Amministrazioni, ecc.)
riproposizione, pura e semplice, della linea nazionale,
~za alcun cenno ad un programma specifico per la
: e per la provincia, se indica una pi organica ade
ne al partito socialista e alla sua linea politico-ammi
trativa, chiarisce tuttavia i limiti della elaborazione
grammatica locale, se si tiene conto delle diversissi

~.

66 Nel caso di scelta dei candidati per le elezioni amministrative e poli


o di appoggiare o no i candidati affini, o popolari, dovranno essere in
ellati tutti i soci, dimoranti provvisoriamente fuori Reggio col roftrendurn,
ndendo siano valide le deliberazioni se approvate dai due terzi dei votan
~oLa Luce, 11 agosto 1901). La scuola serale per analfabeti era stata
ta nella sede del Circolo gi nel 1897. Il Segretario del Popolo fu dell
to nel luglio 1900 (Il Se~relario del Popolo Ivi, 15 luglio 1900).
~ Ivi, 29 luglio 1900 e 11 agosto 1901, cit.

me condizioni strutturali in cui occorreva operare.


Il 15 settembre 1901 si tenne il primo congresso
provinciale e la costituzione della Federazione: al solito
non privo di polemiche interne gi allatto della sua
convocazione, ma estremamente indicativo della consi
stenza della rete organizzativa e dellorientamento com
plessivo. Tra i contestatori, Benvenuto Luc di Gioiosa,
che avrebbe voluto un dibattito preventivo sulla forma
migliore di organizzazione del proletariato, al quale re
plica Tiberio Evoli, qualificando la proposta come pro
va se non ve ne fosse bisogno di quello spirito di com
battivit che anima i socialisti calabresi ma rifiutandola
quale inutile perdita di tempo (vale pi unoncia di fat
ti che un quintale di parole), come del resto avevano
dimostrato i dibattiti teorici dei tre congressi di Palmi,
Paola e Catanzaro. Pi articolato il parere o, meglio,
lincitamento critico di Gabriele Cerminara, esponente
di spicco del socialismo catanzarese. Egli si richiamava
alla struttura economico-sociale calabrese, ben poco no
ta agli stessi socialisti calabresi, cos da lui a grandi linee
raffigurata: su di un fondo generale di artigianato e di
piccola propriet agricola a cultura empirica ed estensi
va, piccole chiazze di tecnicismo industriale moderno,
poche altre chiazze di propriet agricola a cultura inten
siva, ed altre infine dove perdurano i latifondi medieva
li. Da qui la sua critica, e insieme incitamento, ai socia
listi reggini che si apprestavano al loro primo congres
so: se non fosse questa ignoranza, non saprei spiegarmi
come i miei compagni del Reggiano abbiano trascurato
di convergere lopera loro nei comuni della riviera, che
tra Reggio e Scilla, dove, per il notevole sviluppo in
dustriale ivi avvenuto, il nostro partito potrebbe svolge
re la sua azione specifica> 68~
68 ~ congresso socialista (Polemichette infamt~glia) (dott. Tiberio Evoli) A pro-

59

Al congresso parteciparono i delegati di 12 sezio


ni e di 2 gruppi: Bagaladi (Giovanni La Camera);
Brancaleone (Vincenzo De Angelis); Condofuri (Miche
le Crif); Gallico (Francesco Giuffr); Gioiosa Ionica
(Rocco Hyeraci, Nicola Palaja); Laureana (Gregorio An
driello); Melito P.S. (Tiberio Evoli, Pasquale Namia);
Molochio(Carmelo Boccafurri); Palmi (Antonino Sam
biase); Polistena (Carlo Mileto); Reggio (Antonio Bui
gheri, Luigi Crucoli); Roghudi (Domenico Nucera Abe
navoli); Santo Stefano (Michele Sinicropi); Scilla (Rocco
Bellantoni) 69
La discussione sul fitto ordine del giorno fu molto
animata. Tiberio Evoli, relatore sul punto dellorganiz
zazione economica)>, part da due premesse che il pro
blema dellorganizzazione era assolutamente prioritario;
e che, mentre dalle pianure di Lombardia e del Polesi
ne alle campagne dellEmilia e della Toscana tutta una
rigogliosa e promettente fioritura di vita, in Calabria

posito del Con.gresso (dr. G. Cerminara). Cos Cerminara sul lavoro nelle filande:

Infatti solo tra Villa S. Giovanni e Cannitello oltre degli operai, che lavora
no in mulini e ad altri opifcii, circa 3000 donne sono irreggirnentate nelle fi
lande e oppresse da ogni specie di sfruttamento. Lorario di lavoro, a cui le si
costringe, di est dalle ore 4.30 alle 19.30, e dinverno dallalba alle 21.30,
cio fin presso a cinque ore dopo limbrunire! E poich la maggior parte cli
quelle donne abitano in luoghi, che distano in media una ora di cammino
dallopificio, cos si deve calcolare a 17 ore al giorno lorario di lavoro, a cui
son costrette quelle povere infelici!.
69 Vi parteciparono inoltre: Agostino Scannapieco, Giuseppe Giuffr,
Luigi Meduri, Vincenzo Lagan, Camillo Loriedo (Nicastro), F.M., BS., Nata
le Malsano, Francesco Scopelliti, Giuseppe Scopelliti, Giovanni Calafiore,
Giuseppe Mantica, P.B., VC, Antonio Megalizzi, Rocco Giuffr, Francesco
Celibato, Francesco De Gaetano, LD., Gaetano Paolillo, Amedeo Vela, Giu
seppe Lombardo. E vi aderirono formalmente: Eugenio Bova (Roccella), Gi
rolamo Careri (S. Giorgio Morgeto), Pietro Timpano (Bova), Giovanni Arci
diacono (S. Lorenzo), Mariano Repaci (Palmi), Vincenzo Fondacaro (Palmi),
Francesco Comerci (Palmi), Francesco Malgeri (Grotteria), Nicola Barbato
(Piana dei Greci).
60

regna sovrano un silenzio di morte. I precedenti con


gressi avevano bens deliberato di dar mano risoluta
mente allorganizzazione economica, ma essa non si era
nemmeno profilata. Da qui le domande quale metodo
di propaganda? e quale forma)> di orgatizzazione? Non
c dubbio
rispondeva che lattenzione dei socialisti
doveva essere puntata sul proletariato dei campi, il
quale rappresenta nella nostra regione i 4/5 della popo
lazione lavoratrice. Ma, data lattuale posizione econo
mica e lattuale forma della produzione agraria e le con
dizioni sociali e psicologiche dei contadini, era possibile
farne una forza rivoluzionaria)>? La difficolt era im
mensa perch nel Sud le forze produttive non hanno
raggiunto quella forma industriale, che la premessa lo
gica della dottrina marxiana e quasi dappertutto non
hanno superato le forme analoghe dellartigianato; e
perch, in queste condizioni, non emerge chiaramente
quellantagonismo da cui prende vita la lotta di classe.
Cos, a suo avviso, poteva riassumersi la condizione
complessiva della campagna.

La piccola propriet e la piccola affittanza cos diffuse in Italia e


specialmente nella nostra Calabria e la cultura particellare che ne
consegue, creano quella forma intermedia fra il servo della gleba ed
il proprietario o il comproprietario del suolo. I piccoli proprietari e
piccoli fittuari sotto la minaccia di una rovina imminente stanno te
nacamente attaccati al suolo sul quale nascono e sul quale vorrebbe
ro morire: avari, diffidenti, ignoranti e reazionari, analfabeti nella
massima parte, in nessuna consonanza didee con la vita moderna ed
obborrenti da ogni novit non credono a nessuno, eccetto che il
prete... Avete un bel dire loro che il giuoco della concorrenza, le
pressioni del fisco, le spoliazioni dellusura li getteranno presto o
tardi nelle file del proletariato: essi perch appunto sanno che la
condizione di proletario un male, fanno ogni sforzo per non ca
dervi.

Perci la sua opinione era che il partito si dovesse


senzaltro disinteressare dei piccoli proprietari. In fon
61

do non bisognava correre al salvataggio della piccola


propriet, che destinata a sparire per dato e fatto del
lattuale costituzione economica.
Il vero campo dellazione socialista era, al contrario,
nel vasto settore dei mezzadri, coloni parziari, contadi
ni obbligati e braccianti
i quali sono i veri proletari perch non possiedono che la forza delle
loro braccia. La mezzadria e la colonia parziaria non sono in condi
zioni fiorenti come in Toscana ad esempio, dove il clima, la feracit
del suolo e la produzione dun vino prelibato danno al conduttore
dei fondi un guadagno che se non concede lagiatezza non neppu
re la miseria. I nostri mezzadri e i nostri coloni invece vedono peg
giorare sempre pi la loro condizione e per nuove clausole che i pa
droni introdussero nei conttratti agrari e per la diminuzione pro
gressiva dei prodotti delle terre. Essi quindi per sbarcare il lunario
devono occuparsi in lavori campestri, e sono retribuiti a giornata
come i contadini liberi ed i braccianti.

Da qui traeva la conseguenza che il partito socialista


dovesse chiarire a questa massa di campagnoli il tipo di
sfruttamento cui era sottoposta, orientandola verso una
lotta non colle ribellioni impulsive ma collarma civile
della resistenza contro chi appropriandosi del prodotto
del loro lavoro assottiglia le loro risorse, e fiacca la loro
salute. In conclusione, per dare una fisionomia schiet
tamente proletaria alla nostra funzione economica, fisio
nornia che si rifletter sulla nostra azione politica, serve
mirabilmente lorganizzazione di resistenza sia per il
proletariato urbano come quello rurale. Niente dunque
vecchie forme di organizzazione, cos care ai dulcamara
della filantropia borghese (casse rurali, monti frumenta
ri, cooperazione, mutuo soccorso, previdenza, ecc.), le
quali, creando falsi miraggi, neutralizzano lo spirito ri
voluzionario delle masse.
Lanalisi e le indicazioni cli Evoli non furono del
62

tutto accolte, anzi, da quanto si ricava dai pochi accenni


del resoconto, ebbero parecchie critiche (qualcuno, ad
esempio, non credeva al prossimo crollo della piccola
propriet). Le posizioni erano sostanzialmente due, a
parte quella di De Angelis e Crif, che insistevano per
forme di lotta articolata sulle condizioni oggettive dei
mandamenti e dei comuni: quella su esposta e laltra di
Luigi Crucoli che riconoscenva lesigenza di avviare la
formazione di organizzazioni economiche, ma le com
prendeva tutte (societ di mutuo soccorso, leghe di resi
stenza, cooperative di produzione e di consumo, monti
frumentari, banche, borse e camere del lavoro, fratellan
ze agricole, ecc.). Nella gamma delle linee esposte dagli
intervenuti prevaleva tuttavia la necessit di non trascu
rare le organizzazioni in cui occorreva portare il pen
siero socialista, massime le societ di mutuo soccorso
[delegato di Palmi] e anche di non dar mano a leghe
di resistenza, destinate a non svilupparsi se prima non
si fosse formata una coscienza politica e morale dei la
voratori. E in effetti lordine del giorno presentato dal
relatore e integrato da Luigi Meduri di Pafrni, approva
to a maggioranza, diceva su questo punto essenziale:
pur considerando che le vecchie forme di organizzazio
ne non rispondono ai bisogni del proletariato... [i sociali
sti] cercheranno di non trascurarle, penetrandovi e tra
sformandole a poco a poco, e si propongono di organiz
zare le masse sulla base della resistenza.
Gli altri quattro punti, organizzazione politica,
tattica elettorale, stampa e questione Domanico,
pur con vari contrasti, diedero luogo ad un dibattito
meno aspro. Sulla organizzazione politica il relatore Lui
gi Meduri, richiamate le esperienze elettorali precedenti
nella provincia, chiese che il congresso esprimesse un
suo giudizio sulle dissidenzc sorte fra Turati e i suoi
polemizzatori, sul cosidetto ministerialismo del gruppo
63

1amentare socialista, la cui condotta doveva essere


giata; e insiste in particolare sulla necessit di orga
~zare comitati socialisti in ogni comune, di camere
popolo, organizzazioni collegiali, federazioni inter
legiali della provincia con direzione collegiale. Le
rationi poste erano due: la formazione di centri zonali
;ottofederazioni e la nota discussione sui circoli elet
~ali, non sempre finalizzati al momento prioritario
litico. Sulla prima non sembra vi sia stata molta at
izione, mentre sulla seconda lopinione prevalente era
le sottili distinzioni non erano utili. Daltra parte
tra questione del ministerialismo non ebbe sviluppo
rch, secondo il delegato cli Gioiosa, Rocco Hyeraci,
o non era all o.cl.g. del congresso. La conclusione,
anime, su proposta di Namia, fu che la tattica generadel partito doveva essere osservata e che occorreva
enersi ai criteri adottati dalle varie sezioni del partito
Italia, magari con la formazione di piccoli gruppi
erenti alla sezione pi vicina.
Sulla tattica elettorale, relatore Nicola Palaja, emerse
linea intransigente. Lordine del giorno approvato a
ga maggioranza stabiliva che il partito socialista delprovincia manterr la tattica intransigente per quanto
uarda la lotta elettorale politica e provinciale e si al
~r ai partiti evoluti che simpegnino di sostenere il
ogramma minimo amministrativo. Rest isolata la
sizione di Giuseppe Mantica che auspicava una linea
~ansigente coi soli partiti affini (repubblicano e radica
e non fu approvato il documento Crucoli di assolu
intransigenza (il congresso decide la tattica intransi
nte in tutte le lotte elettorali e scender in campo in
~ni occasione con candidati propri). E sulla stampa,
relatore, appunto questultimo, deline essenzialmente
sperieraza de La Luce, legandola alle due questioni
:lla concreta redazione e della precaria posizione finan

ziaria Nellampia panoramica egli offr importanti ele


menti di giudizio:
Un giornale come La Luce, che ha 1000 copie di tiratura, che
non paga i suoi redattori, ha bisogno tutte le settimane di lire 28
per spese di stampa, lire 1,50 pcI gerente, lire 5 di spedizione, lire 2
per i distributori, lire 5 di altre minute spese, in tutto un assegno
costante di lire 42.... Ci sono, vero, gli incassi, ma per esperienza
personale, avverto i compagni chessi non debbon fare troppo affi
damento sugli aiuti degli estranei al nostro partito e sulla vacillante
coscienza di parecchi sedicenti socialisti. Se La Luce non ha potuto
crearsi una posizione sicura, un indirizzo veramente autonomo
perch ha dovuto conciliare troppe esigenze che rendevano la sua
vita incerta e laboriosa. Per raffreddori subitanei nei compagni, raf
freddori di patologia morale, per le passate persecuzioni che hanno
spaurito parecchi, per il bisogno emigratorio che ha colpito parecchi
dei nostri migliori, per la miseria generale che rende impotenti di
sgraziatamente i pi buoni, per la nascita di nuovi giornali a Nica
stro, Crotone, Cosenza, ecc, La luce ha visto assottigliarsi il numero
dei suoi abbonati, farsi pi meschina la vendita, diventare irrisoria la
sottoscrizione che pur ricorda i momenti solenni di entusiastico sa
crificio con cui i compagni, gli amici, i nostri simpatizzanti risposero
alla scomunica del cardinale e ai fulmini della regia procura.

La vita maestra per superare questa grave difficolt,


oltre al contributo costante dei compagni pi facolto
si, era di realizzare la proposta della tipografia sociali
sta. Parallelamente si poneva il problema dei contenuti
del giornale e della forma di comunicazione con i letto
ri Era un errore, a suo avviso, ritenere che, poich il
giornale era fatto per servire le classi operaie, esso do
vesse chiudersi entro questo perimetro, trascurando le
altre classi (artigiani, coloni, piccoli proprietari, nego
zianti, professionisti). In questo ambiente, anzi, relativa
mente evoluto, intanto che la vera classe operaia. sala
nati del campo, della bottega e della fabbrica, intender
...la necessit di secondare o diniziare il lavoro della sua
emancipazione, doveva esplicarsi lazione del giornale,

.isando un linguaggio temperato, atto a convincere,


aon ad invelenire chi legge e a rendergli disgustosa la
aostra compagnia. Crucoli intendeva fare un settimana
Le pi aperto e competitivo, ma indicava una via che,
ampliando o spostando la platea dei lettori, cambiava di
Fatto i contenuti del giornale. E perci si concluse la
sciando cadere questa sua proposta e nominando un co
Lnitato per la tipografia e per la ricerca dei finanziamen
ti e una commissione di controllo (Hyeraci, Mantica,
Namia, Sambiase, il ferroviere Antonio Vela), mutando
il sottotitolo in organo dei socialisti calabresi e ricon
Fermando la redazione (Crucoli, Antonio Bulgheri, Luigi
Ivieduri, F.A.M. e Mantica, cassiere).
Ultima questione il caso Domanico, accusato di con
nivenza con il potere. I pi erano innocentisti e accusa
vano il giur nominato dalla direzione che, senza aver
ascoltato linteressato, aveva espulso dal partito luomo
come disse il relatore Namia che sper, lott, soffr
tanto per la nostra idea. Alla fine, con lastensione di
Bulgheri e Crucoli per mandato imperativo avuto dal
circolo di Reggio, 14 voti a favore e 3 contrari, fu ap
provato lordine del giorno Mantica che dava mandato
ad una commissione di sollecitare la Direzione a forni
re la prove e in maniera che un nuovo Giur possa
emettere una sentenza inappellabile.
Il comitato esecutivo della Federazione fu composto
da Vincenzo Fondacaro (Palmi), Vincenzo De Angelis
(Brancaleone), Tiberio Evoli (Melito), Giuseppe Mantica
(Re~gio), Luigi Crucoli (Reggio), Rocco Hyeraci (Gioio
sa) o
La nascita della Federazione provinciale sintrecci
daltra parte con il faticoso processo di formazione della

70 La Luce, 22 settembre 1901.

66

Camera del Lavoro. Per alcuni anni il primo maggio era


stato celebrato organizzando riunioni conviviali in cam
pagna, con relativi discorsi; e La Luce aveva sempre
pubblicato il manifesto socialista, accompagnandolo con
articoli di esponenti nazionali. Quelle riunioni si erano
per svolte nellambito soltanto dei ferrovieri e dei sarti
socialisti 71~ Ma la prima manifestazione organizzata, con
corteo, musica e discorso ufficiale di Nicola Petrina nel
teatro cittadino, si ebbe nel 1902 72~ A quel punto la
Camera del Lavoro era costituita ed erano sorte nuove
leghe oltre quelle dei ferrovieri, degli abbozzatori di pi
pe e dei sarti D~ Certamente questa ripresa era aiutata
dal nuovo clima politico generale, ma essa era soprattut

71 Manj/crto PSI e Primo Maggio di G. De Nava (La Luce, 1 maggio


1898); Pe/primo ma,ggio, Ii, 6 maggio 1900; cena nella contrada Archi ad ini
ziativa dei sarti socialisti, con discorsi cli Crucoli, Francesco Celibato, Rocco
Giuffr e Luigi Labatn Cfr. anche ,Que/ 1 Ma~ggio, lvi, 1 maggio 1900, rievo
cazione di G. B. De Rosa del primo maggio organizzato da un piccolo nu
cleo cli studentelli ginnasiali in tempi degli stati di assedio e degli eccidi di
Lunigiana e di Sicilia. In quella occasione, ricorda De Rosa, con la somma
raccolta soldo a soldo, si stamp un numero unico a colore lOperaio, con
scritti originali delle pi forti penne italiane da De Amicis a Bovio, da Turati
a De Marinis, da Rossi a De Bella, da Monticelli a Labriola. Il giornale fu
sequestrato, ma and a ruba e in piena campagna, in una modesta refezione
stringemmo attorno a noi un primo nucleo di operai, e loro portammo la
buona parola, loro spiegammo cosa fosse il socialismo, e cosa volessero i so
cialisti.

72 1rn 4 maggio 1902. Anche a Palmi il 1 maggio 1902 fu celebrato con


un rinfresco conviviale della classe operaia in un verde oliveto e, in sera
ta, al teatro Manfroci con un comizio nel quale parlarono Salvatore Repaci,
Giovanni De Rosa e il messinese Salvatore Visalli. Cos a Brancaleone con
una passeggiata in paese e il pomeriggio festa campestre con bicchierata
(domenica il dott. Evoli terr una conferenza alla lega dei contadini); e a
Melito con la inaugurazione delle bandiere delle leghe operai e contadini.
Lelezione per le cariche della lega tra i lavoratori sarti si svolse nel
novembre 1901, sotto la presidenza di Vincenzo De Angelis (pres. Rocco
Giuffr vice pres.: Luigi Labate; segr. Pasquale Giurleo; vice segr~ Zucel
cassiere Filippo Marino) (La Luce, 17 novembre 1901~

67

effetto di un lavoro organizzativo pi costante. Gi


febbraio 1901 il circolo socialista aveva organizzato
conferenza sul sindacato a Messina che secondo il
tore Salvatore Visalli
aveva raggiunto i 3000
itti. E cos nel marzo quando aveva organizzato un
lizio contro labolizione del dazio sul grano, a difesa
pane dei poveri, e nel giugno successivo le confe
te ai contadini di Nicola Barbato. Pi importante era
o poi il comizio dei ferrovieri, svoltosi nel febbraio
2 in connessione con la pi generale agitazione della
goria. Se non direttamente socialista, quel comizio
onale era stato in grande misura opera del circolo
alista e delle leghe gestite sostanzialmente dai miii
i socialisti. Daltra parte loratore ufficiale era stato
tticabile Nicola Petrina e tra i ferrovieri la presenza
alista era consistente. A parte i promotori del primo
leo risalente al 1896, un notevole contributo era stalato da Antonio Vela, operaio, da Angelo Catanese e
~{atteo Dugo, un verificatore di origine siciliana che,
a sua travagliata carriera, (come si pu vedere nella
~da di polizia in appendice, emblematica e perci da
oscere), fu trasferito ai primi del secolo a Reggio e
a Catanzaro e poi ancora a Villa San. Giovanni, e a
~rno, a Nocera Inferiore, a Siracusa, a Treviso, a Ro
, a Venezia, sempre tenacemente continuando a
igere attivit sindacale e propaganda socialista.
Lassemblea costitutiva si svolse al teatro Garibaldi
~eggio l8 aprile 1902. Erano presenti, secondo il re
nto de La Luce, pi di settecento persone. La
zione generale fu svolta da G.B. De Rosa, che ne sa
1 segretario, seguita dal dibattito sullo statuto e sul
olamento, nel cui primo articolo, su proposta del
o Rocco Giuffr, si stabil che il primo maggio era
ta obbligatoria per tutti gli iscritti alla Camera del
roro. Non sappiamo come sia stata composta la

commissione provvisoria, ma probabile che in essa


fossero compresi i rappresentanti delle leghe fino allora
costituite, e cio lavoranti in legno, gassisti, t:jbograj commes
si, parrucchieri, cal%olai, pescatori, rigattieri, metallurgici e ov
viamente, sarti e abbozzatori di pzpe. I ferrovieri, gi orga
nizzati nel Riscatto ferroviario (personale viaggiante)
e nella Societ di miglioramento e mutuo soccorso
(macchinisti e fochisti), vi aderirono con due distinti or
dini del giorno, i primi firmatario Vincenzo Mazzarel
li chiedendo anche che la Camera del Lavoro venisse
incoraggiata e sussidiata dal Municipio di questa citt
e i secondi confidando che, anche in questa estrema
Italia, possa la forza irresistibile dellorganizzazione vin
cere le sublimi lotte del pensiero, nel campo della civilt
e del lavoro

~.

~ Ivi, 10 febbraio 1901; 31 marzo 1901; 30 giugno 1901; 9 febbraio


1902 Al comizio dei ferrovieri aderirono le leghe fra i lavoranti sarti, fra i
lavoranti calzolai, panettieri, bottai, falegnami, ebanisti, lavoranti in pipe, il
circolo socialista, la lega fra i commessi di negozio e affini, fra i lavoranti
barbieri, il comitato provvisorio della costituenda Camera del Lavoro, la coo
perativa sartb>. I telegrammi pi significativi di adesione in ambito ferroviario
furono inviati dai gruppi di Falerna, 5. Eufemia, Gioiosa Ionica, Nicastro,
Catanzaro Marina, Marcellinara, Bianconovo, Feroleto, Tropea. Sui due fer
rovieri Vela e Dugo cfr. La Luce, 23 febbraio 1902 comizio da loro tenuto
al circolo socialista con G. B. De Rosa sul lavoro della donna e dri fanciulli.
Nel giugno del 1902 si costitu anche la lega lavoranti dolciari (Alfio Man
nino, pres Luigi Morabito, Francesco Giordano, Vincenzo Votano, Silvestro
Cama, consiglieri; Alfredo Pellican, segr; Enrico Barbera, delegato). Purtrop
po annotava La Luce non hanno corrisposto i soli lavoranti di Spinelli
(uno dei migliori caff di Reggio, di cui era proprietario un consigliere comu
nale di maggioranza). Non sappiamo per quali ragioni, ma in tutti i modi spe
riamo che essi aderiranno (7-8 giugno 1902).
69

5. Partito e sindacato tra momenti elettorali e agitazioni sociali

In questa breve ma intensa fase di ripresa non man


carono i contrasti interni e anzi si giunse ad una rottu
ra, nei limiti del movimento, clamorosi Luigi Crucoli si
dimise dal partito e comunic nel febbraio 1902 con
una circolare a stampa, la prossima pubblicazione di un
giornale organo dei partiti popolari. La commissione ese
cutiva del circolo socialista precis, daltra parte, che tra
questo nuovo giornale e i socialisti organizzati di Reg
gio con il loro organo La Luce non cera nulla di co
mune, aggiungendo che a Reggio non si pu parlare
dunione di partiti popolari, non esistendo in alcuna ma
niera detti partiti, se ne accentua il partito socialista, il
quale per conto suo non sente il bisogno dalcuna al
leanza ed ben deciso di continuare la strada che gli
nettamente tracciata dai suoi programmi ed in cui si
gi messo decisamente. La Giovine Calabria, organo dei
partiti popolari, pubblic difatti il suo primo numero
il 6 marzo 1902, ma dur poco, fmo al 19 dicembre
dello stesso anno. Sostanzialmente si collocava nellala
di sinistra del gruppo democratico locale, con il noto
carattere clericale, una pi chiara affinit massonica e
una propensione alla polemica pi accesi I socialisti, da
Namia a Mantica, da Evoli a Dugo, da La Camera a De
Angelis, come si legge ne La Luce, oltre a criticare
70
w

aspramente Crucoli per luscita dal partito, ne contesta


vano la linea. G.B. De Rosa, nuovo direttore del setti
manale socialista, ne attribuiva lorigine alla precedente
tornata elettorale Q<anzicch attribuire la solenne trom
batura nelle ultime elezioni alla vera causa, la mancanza
di fiducia in lui, lattribuisce alla nostra opera, e cerca in
ogni modo per combattere noi di turlupinare i lavorato
ri con una lustra di radicalismo falso e ipocrita)>). In so
stanza Crucoli era accusato di fare il giornale per conto
degli uomini dellon. Camagna, ed era facile per De Ro
sa ritorcergli la posizione dintransigenza assoluta da lui
assunta nel congresso provinciale e i distinguo sui veri
interlocutori de La Luce fatti nella medesima occasio
ne
Il nodo della discordia fu sicuramente lelezione am
ministrativa del 19 gennaio 1902, che coincise con una
fase di grave crisi degli stessi tradizionali gruppi che do
minavano la citt (i cosiddetti camagnini, democratici, e
tripe4ini, conservatori con notevoli appoggi nella Cu
ria) 6 In essa scese in campo un terzo elemento, il
partito socialista, del tutto autonomo rispetto agli anti
chi partiti personali. Il circolo socialista present una
lista di tre candidati, Giovanni De Rosa medico, Giu
seppe Mantica
un giovane patrizio che ha preferito
scendere in mezzo al popolo, come disse Petrina nel
comizio di presentazione
Bruno Surace tipografo (che

lvi, 23 febbraio e 30 marzo 1902. E certo non posso curare [da me

dico] le invettive e le ingiurie di un uomo il cui carattere quello di messer


tentenno che al Congresso di Reggio propugna lintransigenza assoluta e poi
corre a votare per Camagna e per i camagninL; e, accostando quanto Cruco
li aveva detto al Congresso e quello che aveva pubblicato sui destinatari del
nuovo giornale, dunque non bisogna parlare di socialismo agli operai che
sono bestie, bisogna fare del socialismo per la borghesish>.
76 G. CINGARI, Re,ggio Calabria cit, pp. 180 sgg.
71

tr poi eletto vice segretario della Camera del Lavoro).


programma era quello del partito socialista, la cui
)ratica attuazione non [poteva] pretendersi dallazione
una esigua rappresentanza, alla quale comunque ve
~va affidato il compito di essere di ammonimento e
rotesta. Ma non mancavano le indicazioni sui proble
d pi urgenti della citt: il deficit del bilancio comuna
da risanare limitando le spese di lusso; la riduzione
perimetro urbano della cinta daziaria e la modifica
ti gravosi metodi di esazione, sollevando i poveri abi
nti dei sobborghi da tutte quelle angherie cui ora sono
)ttoposti, abolendo e diminuendo le tasse sul pane,
illa farina, sulla carne, compensando le perdite diver
mente, magari con altre tasse da prorogare solo per
ricchi; municipalizzazione dei servizi pubblici essen
ali; istituzione di scuole professionali maschili e fem
inili; assistenza agli scolari poveri e incentivi ai pi
.eritevoli; risanamento dei quartieri luridi; e infine
tta alla camorra amministrativa e al mercimonio delle
Lriche pubbliche. Il risultato non era stato particolar
ente felice. La lista conservatrice aveva ottenuto la
aggioranza assoluta e tra lultimo degli eletti e il pi
)tato dei tre candidati socialisti cera stato uno scarto
tevole. Ma la prova secondo il circolo era stata
.olto positiva sul piano politico-organizzativo: Ciascu
) dei nostri candidati ha riportato in media 400 voti, e
a il primo e lultimo di essi non c stata che pochissi
a differenza di voti. questa appunto la nostra vitto
a... Vittoria non numerica.., ma morale... innanzitutto
)tiamo con compiacimento come abbiamo avuto ben
nto e pi schede portanti i soli tre nomi dei nostri
ndidati...

~.

La Luce, 12 gennaio, 16 gennaio [biografie dei tre candidati di De

I contrasti interni, vivaci prima, si fecero via via pi


accesi, tanto che nel 1905 la scena si presenter capo
volta, con Crucoli che ritorna e De Rosa che se ne va.
Ma, se pure non erano estranei ad essi i diversi caratteri
dei protagonisti, molto era dettato dalla situazione poli
tica nazionale e soprattutto locale. I problemi economici
e sociali diventavano ancora pi difficili nel mutamento
in atto; e se la neonata Camera del Lavoro operava con
qualche successo sul terreno dellagitazione, assumendo
spesso direttamente liniziativa circa i temi pi assillanti
della citt e della provincia, aumentavano le difficolt di
trovare positivi sbocchi politico-amministrativi Da qui
una pi profonda divisione interna tra le tendenze, tra
quelle che sostenevano lesigenza della lotta frontale e
quelle invece che proponevano un inserimento nella
dialettica della sinistra democratica, verso il gruppetto
repubblicano ma soprattutto verso il determinante
schieramento democratico-radicale. Tutto questo daltra
parte sintrecciava con il ruolo delle logge massoniche,
delle quali facevano parte proprio i maggiori protagoni
sti di quello stesso scontro. I momenti elettorali erano
passaggi decisivi e approfondivano le divisioni tanto pi
per la difficolt di concrete soluzioni popolari. Si pu
dire anzi che proprio la debolezza del movimento e lar-

Rosa si ricorda che fu, giovanissimo, direttore delIIdea comizio elettorale


presieduto dalloperaio ferroviere Dugo], 26 gennaio 1902 Il 27-28 giugno si
svolsero le elezioni provinciali A Reggio fu presentato Giovanni De Rosa. E
lesito non fu migliore De Rosa scrive La Luce non ha voluto nem
meno partecipare alla lotta, visti i metodi con cui veniva combattuta dai can
didati borghesi Daltra parte molti dei nostri furono cancellati dalle liste, e
agli operai della Camera del Lavoro, di cui ben pochi ancora sono elettori,
non fu fatta alcuna sollecitazione, perch nostro intendimento d non far
assolutamente della politica nella Camera del Lavoro (lvi, 27-28 giugno [ma
nifesto elettorale sezione socialista]; 5-6 luglio 1902 [commento ai risultati].
Al contrario, nella elezione amministrativa di Meito era entrato trionfal
mente in quel Consiglio comunale Pasquale Namia (lvi, 12-13 luglio 1902

retratezza del quadro economico_sociale e delle sue


espressioni maggioritarie forzassero lestremismo dei
;ettori socialisti pi irrequieti Ne pu fornire una con
~erma lelezione amministrativa del luglio 1904. I socia
isti presentarono due soli candidati, Giuseppe Mantica
Bruno Surace, ribadendo che la loro linea era di in
ransigenza assoluta. Il risultato non cambi di molto.
via significativo il fatto che La Luce, insieme allan
unzio delle candidature deliberate, pubblic la comuniazione di Mantjca sullavvenuta sua dimissione dalla
)ggia massonica, per incompatibilit della mia condot
socialista con lazione pratica che va svolgendo la
iddetta associazione in questa citt, e questo pur riaf
rmando pi che mai la mia fede anticlericale e la fede
~i principi che debbono ispirare la massoneria 78~
In questo periodo del resto emerse il gruppetto di
ovani sindacalisti rivoluzionari, come Francesco Arc
Paolo Mantica (fratello di Giuseppe), cui si aggiunger
>i Agostino Lanzillo
E gli stessi socialisti iniziarono
sperienza dei giornali di tendenza, togliendo di fatto
~a spazio essenziale allorgano comunemente ritenuto
Eiciale e contribuendo ad inasprire il confronto inter
del settembre 1903 il primo numero de La Fru
espressione del gruppo Evoli (pubblicato con questo
)lO fino al dicembre di quellanno e poi, dal dicembre
03 al gennaio 1905, con il titolo di La Lotta e sotto
)lo organo del partito socialista calabrese), cui far
~uito nel novembre 1908, alla vigilia del terremoto,
~

78 ~ 25 luglio, 30 luglio 1904.


G. CThIG~, Storia della Calabria... cit, ~ 204. Il pi presente in que
nni in citt e in provincia era Arc, tra laltro Consigliere provinciale: v.
o articolo Gli effetti del socialismo (La Luce, 17 novembre 1907) Nel
egli pubblic il volumettn Calabria vera, unindagine abbastanza infor
e acuta sulla crisi calabrese~

lorgano dei socialisti di PaInii La Falce. Anche Il Grido


del Popolo, pubblicato a Siderno dal marzo 1905 al luglio
1907 come organo popolare, apparteneva a questa
tendenza e il suo direttore, Francesco Montagna, faceva
parte dellarea Evoli 80~
Il secondo congresso provinciale, svoltosi nellago
sto 1902 e del quale purtroppo abbiamo un resoconto
scheletrico, fece emergere meglio le linee che si scontra
vano allinterno. Convocato forse per un chiarimento,
esso si risolse in una ulteriore lacerazione. Nel resocon
to i partecipanti sono distinti in relazione alla qualit
della loro rappresentanza. Le sezioni presenti erano 7:
Reggio (delegati Sprora e Celibato); Melito (Evoli, Na
mia, Tringali e Maisanoy, Brancaleone (De Angelis), Gio
iosa Ionica (Francesco leraci, Luc), Bagaladi (laco
pino e La Camera); Palmi (Sambiase e Scappatura); Gal
lico (Francesco Giuffr). Ma cerano i rappresentanti
delle leghe e dei gruppi 81~ Il contrasto pi aspro sembra
sia stato quello di verifica dei poteri, sul diritto di voto
dei vari partecipanti In quanto alle sezioni o ai circoli si
stabil che, nel caso essi avessero inviato pi rappresen
tanti, semplicemente due di essi hanno diritto al voto,

80 Su questi giornali: M. MAFRICI, Il giornalismo a Reggio Calabria e pro


vincia~ in Giornalismo in Calabria tra Ottocento e Novecento (1895-1915),

Cosenza 1981, appendice.


81 La Luce, 6-7 settembre 1902. Altri parteciparsti Marisno Repaci per
la lega dei contadini di Palmi Romeo per la lega dei sarti di Gallico; France
sco, Giuseppe Giuffr, Domenico Surace per i socialisti di Gallico; avvocato
Bova per Roccella avvocato Carlo Mileto per Polistena. Aderenti per delega
zione: dottor Malgeri per i socialisti di Grotteris avvocato Brundy per Gera
ce; avvocato Nicola Agostino per Gioiosa. Aderenti per lettera: Michele De
Angeis di Ardore; P. Timpano di Bova M. Marrapodi di Bovalino; P. Nassi
di Casignsns; avvocato Diomede Marvasi di Cittanova dott Antonino Sergi
di Bruzzano; Antonino Gatto di Caraffa del Bianco. Aderenti telegraficamen
te: Domenico Nucera Abenavoli per Roghudi; Cerminara e Camillo Loriedo
per Nicastro.
75

mentre gli altri pigliano solamente parte alla discussio


ne.
Per lammissiSjijt o meno del voto dei rappresen
tanti delle leghe si decise di non ammetterli se non li
mitatarnente alla sola discussione: per De Angelis non
potevano votare perch le leghe non avevano colore
politico, mentre per Mariano Repaci dovevano votare
perch le leghe non sono altro che figli del partito so
cialista. Sul diritto al voto dei socialisti sparsi nei paesi
dove non esisteva un circolo, ma intervenuti al congres
so, si decise che si poteva ammetterne uno per paese: in
questo caso De Angelis si era espresso in senso favore
vole, mentre Mantica vi si era opposto in quanto quei
socialisti non erano stati ossequienti ai deliberati del
precedente Congresso, con i quali si imponeva loro di
aderire ai Circoli pi vicini.
La questione non era, com chiaro, di procedura
formale, ma investiva direttamente i rapporti di forza,
segno che le tendenze puntavano al controllo della fede
razione provinciale. Alcuni elementi a conferma si trag
gono dallo stesso resoconto. Sullorganizzazione econo
mica si riconferma il deliberato dei precedente con
gresso, aggiungendo la raccomandazione che i socialisti
di Calabria aprano scuole serali in tutti i paesi allo
scopo di dare ai lavoratori una educazione morale e in
tellettuale che li prepari allaccesso nel partito socialista
e che tutte le leghe e le organizzazioni aderissero alla
Camera del Lavoro di Reggio. Ma gi nella relazione
Evoli sull<(organizzazione politica emerge una pi ac
centuata tendenza massimalista la lotta di classe deve
essere accentuata, senza nessun accordo fra proletari e
borghesi, tra sfruttatori e sfruttati, e cio per cementare
nei lavoratori la fede viva al socialismo; e devono esse
re combattuti quanti nelle elezioni amministrative ac
cettarono la carica senza fare dichiarazione di fede, fa-

cendo ibride alleanze coi conservatori, tattica esiziale


per il partito perch ci allontana la fiducia delle masse.
Questione questultima ripresa con pi forti contrasti
(<wivace discussione, si legge nel resoconto) sulla rela
zione Luc circa la tattica elettorale, incentrata sul prin
cipio dellintransigenza assoluta, sia politica sia ammini
strativa, perch qualsiasi transigenza anche coi partiti
affini, cio repubblicano e radicale, riesce nociva al par
tito socialista. Lordine del giorno conclusivo ribadisce,
vero, il deliberato precedente, cio intransigenza nelle
politiche provinciali e eventuale transigenza amministra
tiva, ma osservando che la transigenza amministrativa
comunale sar solamente possibile in quei comuni dove
esistono partiti socialisti organizzati. Nel dibattito tutta
via erano emerse pi linee subordinate tra intransigenza
e transigenza e una, assolutamente minoritaria, di Man
tica favorevole allautonomia, con lobbligo per di sot
toporre le deliberazioni dei circoli al parere del Comita
to federale. Ancora pi clibattuta, infine, la relazione
Surace sulla stampa. De Rosa aveva date le dimissioni
sue e della redazione ed Evoli chiese che La Luce fos
se soppressa per tre mesi in attesa di definire un proget
to finanziario, con leventualit della nomina di un di
rettore stipendiato. E se alla fine si decise di dare man
dato al circolo di Reggio di scegliere i componenti della
nuova redazione, lo scontro era stato troppo frontale
per poter essere composto. Difatti lo stesso Evoli, in
una riunione tenuta a Melito nei mesi successivi, con la
partecipazione delle sezioni del versante ionico, decise la
pubblicazione della gi ricordata La Frusta
Lunico punto su cui sembra ci sia stato un consen
so unanime fu il mandato dato ai due delegati al con
gresso di Imola (Evoli e Mantica) di far sentire al Par
tito centrale come fnoggi venuto meno a tutti gli ob
blighi e a tutti i doveri, abbandonando la Calabria com

76
77

pletamente 82 Sul resto, al contrario, i segnali chiari


della prossima rottura. Il contrasto sincentrava certa
mente sulla presenza nel circolo di Reggio di propensio
ai pi transigenti sul terreno elettorale, e non solo per
il fatto che tra i militanti vi fossero pi professionisti
che altrove, ma per la struttura sociale della citt e del
la difficile, e anche comprovata, possibile penetrazione
nella vita amministrativa. La stessa Camera del Lavoro
e la composizione della sua base non spingevano in di
rezione massimalistica, creando ulteriori ragioni di scon
tento. Il movimento socialista si era daltra parte pi dif
fuso nel versante ionico, dove era pi pesante il gioco
agrario e padronale e dove era pi avvertita lesigenza
della propaganda verso i ceti rurali pi poveri Si erano
costituite difatti le sezioni di Grotteria e di Roccella e
in formazione erano quelle di Siderno, Gioiosa Marina,
San Lorenzo. Un ruolo propulsivo avevano svolto i di
rigenti di Melito e di Brancaleone (Evoli aveva assunto
un ruolo importante nellorganizzazione dei medici con
dotti) e quelli di Grotteria (soprattutto con Francesco
Malgeri, ora pi presente nel suo paese di origine e
molto attivo anche nella propaganda sui due temi della
questione meridionale e del camorrismo politico pro
vinciale) e di Gioiosa 83~ Per queste ragioni il contrasto

82 ~ Su proposta del delegato di Palmi Sambiastt Che si cessasse quin


di questo trattamento pensando seriamente per la propaganda fra noi e per
quanto altro occorresse pel risveglio di queste generose popolazioni.
83 Su tutta questa attivit &. La Frusta, 2 april~ 16 aprile 1903 (sM~
vimento socialista: inaugurazione della sezione di Roccella, con comizio di
Malgeri, Luc e Bova); I maggio 1903 [Comizi indetti dallEsecutivo provin
ciale Brancaleon~ Crif, LucI, De Angeis; Roccella (dove converranno i
compagni di Sidemo) Loriedo e Bova, Grotteria: Loriedo e Malgeri; Catanza
ro Marina: Dugo; Nizza Sicilia: Evoli Badolato: Gallelli Bagalad Rinaldo lacopino; Meito NamiaJ; la rubrica Movimento socialista continua, con una
discreta periodicit, nei numeri successivi.
78

di tendenza fin per sboccare in una rottura, dalla quale


comunque il movimento ne usc fortemente indebolito.
La convocazione del terzo congresso regionale a
Roccella Ionica (quello spesso richiamato di Paola era
stato difatti un convegno) e il suo esito mostrano as
sai bene che, al di l delle buone intenzioni dei promo
tori, il nodo da sciogliere era, appunto, quello della ten
denza da far prevalere, anche e soprattutto in opposizio
ne al circolo di Reggio. li proponente, Eugenio Bova,
cos scriveva: Tutta lopera devessere informata alla
pi rigida osservanza dei principali criteri informatori e
sostanziatori del socialismo, avanti di ogni altro, la lotta
di classe... Ecco perch bisogner sollecitare il 3 con
gresso a piantare li dritto ed austero un voto: se si debba
seguire la tendenza transzgente o intransigente, giacch que
stultima soltanto potr ancora, forse, salvarci dalla mar
ca di confusionismo propagato e voluto, che ci incalza e
ci minaccia. In realt il congresso fu pi reggino che
calabrese (tra le 11 sezioni partecipanti, 8 erano della
provincia di Reggio e 3 di quella di Catanzaro, mentre
la due sezioni cosentine funzionanti non vi parteciparo
no). Aveva visto bene De Angelis che ne aveva conte
stata lopportunit perch non cerano fatti che ci spin
gono a tenere un congresso regionale e perch nella
provincia di Cosenza non nata unorganizzazione alcu
na e quelle che sono nate nel catanzarese non lo riten
gono maturo n necessario. E altrettanto bene ne ave
va previsto lesito Pasquale Namia, pure in quella fase
tra i maggiori contestatori del circolo di Reggio, soste
nendo che esso sarebbe stato una riunione dottrinaria di
socialisti intellettuali., che verrebbero a parlare di tatti
ca e di disciplina e a imporre ordini del giorno, che
neppure sono loro disposti a rispettare. Scorrendo pe
raltro il dibattito sulla proposta di tenere questo nuovo
congresso regionale emerge chiaro che le nuove sezioni
79

funzionanti nelle altre due province non lo ritenevano


utile, e anzi lo sconsigliavano per la debolezza e i con
trasti interni. Il congresso lo chiedevano soprattutto i
socialisti del versante ionico per decidere sui contrasti
emersi nel movimento della provincia reggina (da tutti
ritenuta la pi attiva nella regione), sul tipo del lavoro
organizzativo e sulla stampa; e ne riprova il fatto che
Evoli e Namia si opponevano ad un congresso regiona
le perch come spiegavano chiaramente era necessa
rio tenerne uno provinciale 84~
Sui punti centrali (organizzazione economica e orga
nizzazione politica) il dibattito si esaur pi o meno nel
le linee note. Il contrasto esplose, invece, sulla stampa,
cio sulla La Luce e su la neonata La Frusta, che,
s visto, era stata fondata come organo dei socialisti
calabresi e, di fatto, in sostituzione de La Luce di
chiarata soppressa.
La maggioranza riconferm soltanto una parte della
decisione assunta nella ricordata riunione cli Meito, deliberando difatti di sopprimere i due periodici e di pub
blicarne uno nuovo (uscir difatti La Lotta in sostitu
zione de La Frusta, direttore Pasquale Namia del
gruppo Evoli). Vi si opposero i delegati di Reggio e di
Palmi. Il circolo di Reggio era contrario tanto alla sop
pressione del suo giornale quanto alla fusione dei due
con la cancellazione della sua testata; e, conseguenza
inevitabile, lo scontro sul giornale si trasform in un
dissidio politicoorganizzativo, accentuando cos le di
vergenze gi forti sulla linea da adottare nel lavoro con
creto. I socialisti di Reggio non solo, dopo una breve

84 La Frusta, 11 luglio 1903: E. Bova, 11 3 Congresso socialista; 26


luglio 1903: P. Namia, G. Cerminara, E Comerci, questultimo molto ferria
no; 23 agosto 1903: P. Namia, A proposito del Congresso. Transigenza e
intransigenza (i); 3 settembre 1903 (G. Bnindy e V. De Angelis).
80

ww

interruzione, ripresero a pubblicare La Luce, definen


dola sempre organo dei socialisti calabresi, ma si di
chiararono autonomi, anche perch
cos in una loro
nota il loro circolo era da un pezzo staccato dalla Fe
derazione che del resto finora nessun segno di vita ha
dato; e precisarono (il punto significativo) che non
avevano fondamento le critiche delle sezioni contestatri
ci in quanto nel circolo di Reggio Calabria non ci sono
pi differenze tra i compagni ma regna tra essi, siano
operai o professionisti, il pi completo accordo di crite
ri e di pensiero 85~
Che il contrasto vertesse sulle tendenze, e in parti
colare sullaccusa ai socialisti di Reggio dimborghesi
mento, per usare unespressione corrente, non appare
dubbio. La presenza tra le loro fila di un barone, an
corch rosso, complicava certo le cose. Ma forse linsi
stenza sul ruolo di questo dirigente era un modo facile
per riassumere le ragioni di un contrasto che
lo si
detto
era pi profondo. Mantica era molto vicino a
Cabrini e a Rigola, ma la sua influenza non era poi tan
to determinante. In ogni caso non vi era da parte dei
contestatori unopposizione di tipo personale nei suoi
confronti (e lo dimostrano gli apprezzamenti de La

85 ((La Frusta, 31 ottobre 1903; G. MASI, Socialismo e socialisli_ cit., p~a


111 sgg. A questo Congresso regionale parteciparono i seguenti delegeti
Brancaleone (De Angelis, Gatto); Grotteria (E Malgeri, Domenico Malgeri)
Gioiosa Superiore (Palaja, Luc); Gioiosa Marina (Agostini, Montagna); Roc
cella (Bova, Cartolano, Minici); Guardavalle (Scoleri, Greni) Badolato (Gallel
li, Tropeano); Soverato (Fera); Gallico (Francesco e Giuseppe Giuffr) Rig
gio (Mantica, Ruffo, Pizzimenti); Palmi deleg i rappresentanti del Circolo di
Reggio.
Aderirono: Crucoli, Sergi, Brundy, I Iycraci, Grandinetti, Perri, Tedeschi,
Femia, Tucci, Fabiani.
La commissione esecutiva regiunale fu cos composta Namia, Evoli, Bova, Tropeano, Hyeraci, Mantica, De Angelis, Minici, Scoleri. Segretario: De
Angelis.

81

Frusta e poi de La Lotta). In realt la contestazione


verteva, pi che sul barone rosso, sullorientamento ri
formista praticato dal circolo reggino. Lo stesso segreta
rio della Camera del Lavoro non poteva sottrarsi ad
unazione forse troppo minimalista, comunque condizio
nata dalla necessit di coinvolgere anche la rappresen
tanza politica cittadina, il che sollevava aspre accuse
quanto meno di contiguit con le figure pi inquinate
del camorrismo politico. Daltra parte, il circolo di Reg
gio si era presentato alle elezioni amministrative con li
sta propria, e dunque la transigenza a lui imputata in
vestiva il complesso delle sue attivit, e quasi certamen
te la troppa tolleranza nei confronti del gruppo demo
cratico camagnino, non contrastato frontalmente e per
ci in grado di coagulare attorno a s il consenso degli
elettori socialisti meno motivati e pi facili alle sugge
stioni del potere.
I contrasti maggiori, in concreto, erano nati in quel
la fase per la nascita dellassociazione Pro Calabria,
promossa anche da socialisti, e sulla linea da adottare
nei confronti degli obbiettivi e metodi proposti; e sul
modo come la Camera del Lavoro impostava le agita
zioni sui problemi delle categorie e soprattutto su quelli
cittadini. Sulla Pro Calabria, ad esempio la maggio
ranza del circolo reggino sosteneva una linea flessibile,
che non pregiudicasse la fisionomia politica socialista
ma concorresse alla impostazione e soluzione delle que
stioni allora vive, in pratica vertenti attorno al nodo
dellauspicata legge speciale. Ma le sezioni che si ricono
scevano ne La Frusta esprimevano una linea di asso
luto rifiuto nei confronti della concreta azione dellAs
sociazione. Per Namia si trattava di un miraggio e cli
una stretta che sarebbe riuscita molto dannosa al movi
mento socialista: Ci rammarica per che ingegni vigo
rosi come Fausto Squillace, scienziati come Pasquale

Rossi e Antonio Renda, socialisti colti come Carlo Tu


rano, Alessandro Paternostro, Camillo Loriedo, Ermene
gildo Minici ecc~, abbiano potuto mettere in disparte
lideale e il programma rivoluzionario (costituzione del
proletariato in partito di classe onde realizzare la collet
tivizzazione dei mezzi di produzione) per correre dietro
ad una chimera. Ed Evoli, nellAvanti!, era ancora
pi lapidario: LAssociazione Pro-Calabria.., non il
conglobato delle forze democratiche calabresi (ch di partiti po
litici da noi non v che il partito socialista, ancora de
bole e tisicuccio); ma un eclettico minestrone di elemen
ti senza affinit politica, anzi apolitici in massima parte...
I proletari sono estranei a questo movimento, che un
movimento essenzialmente borghese 86~
Del resto anche allinterno del circolo reggino i con
trasti di tendenza non mancavano. Sicuramente di ten
denza rivoluzionaria era Antonio Bulgheri, di cui sap
piamo poco o nulla, ma probabilmente di origine set
tentrionale87 E non doveva mancare attorno a lui una
aggregazione di elementi operai. Tuttavia sul terreno
della propaganda, momento principale di quella azione
politica, non cera stata una rigida chiusura alle diverse

82

86 La Frusta, 31 maggio, 28 giugno 1903; La Luce, 20 aprile 1903


(articolo critico, Pro Calabria, firmato docton>, e nota della redazione: Le
idee di Doctor sui Comitati Pro Calabria non sono completamente condivise
da tutta la redazione).
87 Collaborava a La Frusta e le sue note critiche sul circolo socialista
cli Reggio e sul lavoro delle leghe ne qualificano chiaramente la tendenzz v.
il numero del 16 luglio 1904 de La Lotta e la sua lettera ad Evoli contro
un articolo pubblicato da Arc ne La Luce. Nello stesso numero la redazio
ne del periodico scriveva di non voler infierire sui socialisti di Reggio impe
gnati in unaspra campagna elettorale, ma si riservava di rispondere, sempre
ad Arc, ad elezioni fatte, dicendogli intanto che le sue erano divagazioni
mentre laccusa mossa da La Lotta ad alcuni socialisti reggini era precisa
(sfornicanti nei comitati e nei comizi coi pi tristi arnesi di reazione). Anto
nio Bulgheri rappresent La lotta al Congresso di Bologna.
83

r
tendenze. Appunto nellottobre 1902 il circolo organiz
z un grandioso comizio di Enrico Ferri sul partito so
cialista e la questione meridionale (Il partito
precis
De Rosa, presentando loratore
con questi comizi in
tende sollevare lopinione pubblica, mostrandole i mali e
facendola rimontare allunico rimedio possibile, la climi
nuzione delle spese inutili e improduttive a benefizio
dellItalia meridionale). E se non si pu dire che Ferri
fosse il pi indicato per rispondere alla domanda da lui
stesso posta sulle ragioni del fatto che, nel generale mo
glioramento post-unitario, il Nord aveva camminato
per venti e il Sud, al contrario, per dieci 88, lo stesso
non si pu dire per il comizio del 1 maggio 1903 te
nuto da Gaetano Salvemjnj
Salvemini, che allora insegnava a Messina, aveva so
lidi rapporti con i socialisti reggini Com noto, egli
preferiva tenersi lontano dallimpegno politico nella
sua sede universitaria e aveva tra laltro definito i suoi
studenti di legge, di cui molti appunto di Reggio e pro
vincia, figli di Coc 89~ Ma evidentemente non riusci
va a star fuori dalla militanza concreta. vero che il
suo viaggio a Reggio lo compiva per il 1 maggio, ma
lorganizzazione della manifestazione era tutta socialista.
Daltronde lintera parte conclusiva del suo discorso si
incentr sul ruolo dei socialisti nellazione di educazione
e mobilitazione dei lavoratori ( E il peso e lonore di
questo immenso lavoro devessere specialmente di noi
socialisti, che siamo giovani, che non abbiamo nessuna
responsabilit nei mali che affliggono i nostri paesi,
mentre tutti i vecchi partiti nei nostri paesi sono disere
dati e disfatti).

88 ~La Luce, 29-30 ottobre 1902


89 M DANGELO, Sa/vernici a Messina (1901-1908), in Gaetano Salvemini tra politica e storia, Bari 1986, p~x 277-300.

84

Il testo di quel discorso fu pubblicato quasi integral


mente da La Luce, e lo si pu leggere in appendice.
Non c in esso pi di quanto sappiamo della sua tema
tica nel biennio 1902-3. Ci che colpisce la sintesi vi
gorosa delle sue tesi generali e lassoluto rigore nella lo
ro proposizione, senza concessioni di alcun genere alla
piazza. Non riprende, in verit, in modo diretto la sua
polemica di alcuni mesi prima con Turati, n riafferma
in modo esplicito il significato del suo riformismo, diverso da quello turatiano e, se si vuole, pi concreta
mente di sinistra. Ma non sono assenti cenni indiretti
e, comunque, il tema centrale vi connesso organicamente. La riproposizione della sua condanna del Mezzo
giorno latifondistico e della sua classe politica, della pic
cola borghesia parassitaria e camorristica, della funzio
nalit dei vecchi partiti allinteresse dellItalia settentrio
nale, non sono che la premessa al tema centrale di quel
la fase, cio il regalo fatto ai latifondisti meridionali di
met dellimposta fondiaria e, in concreto, una scelta
fortemente penalizzante dellagricoltura specializzata.
Le riforme da ottenere vengono puntualmente enu
merate: diminuzione dei dazi dimportazione di beni di,
largo consumo popolare; diminuzione dei dazi che
proteggono industrie del nord in modo da abbassare
il costo dei prodotti industriali e consentire, nei trattati
commerciali, migliori condizioni per lesportazione dei
prodotti agricoli meridionali (uve, vini, agrumi, frutta,
ortaggi); abolizione del protezionismo alle trenta fabbri
che di zucchero del nord. Insomma antiprotezionismo e
riforma profonda del sistema tributario, revisione dei
criteri di erogazione del credito agrario, riduzione delle
tariffe ferroviarie ecc. e, fondamentale, una riforma mo
rale, che folle illusione attendersi dallopera del go
verno di Roma, il quale ha propinato al Mezzogiorno
mezzo secolo di immoralit.
85

Programma, senza dubbio, vasto egli concludeva complesso,


immenso, che non si pu esplicare n in un giorno, n in dieci anni.
Ma appunto la sua complessit ci impone il dovere di cominciare ad
attuano al pi presto possibile e nessun momento pi adatto di
questo a iniziare il rinnovamento del Mezzod, perch proprio in
questanno dobbiam preparare la soluzione dei problemi doganali e
ferroviari 90

Dal lato di Salvemini, ripeto, nulla di nuovo, tranne


un linguaggio pi animato, come imponeva la circostan
za. Ma, dal lato dei socialisti, che sicuramente conosce
vano le sue tesi diffuse dalla Critica sociale, quale ne
pu essere stata la rispondenza? Il gradualismo, certo,
non cadeva su un terreno arido, soprattutto a Reggio. E
vero che La Frusta ne diede notizia tra le altre sulle
manifestazioni in provincia, e con un tono critico e reti
cente, ma forse Salvemini non centrava (La classe la
voratrice di Reggio per quanto non abbia ancora trova
to la direttiva necessaria allo sviluppo della propria or
ganizzazione, pure ha splendidamente dimostrato che
cosa sia e quanto potrebbe valere... Abbiamo visti [i la
voratori] pigiarsi nellampio teatro Garibaldi per udire
la eloquente parola del valoroso compagno Prof. Salvemini, il quale, in un discorso magistrale, durato due ore
e che non tentiamo nemmeno di riassumere, sviscer in
forma colorata ma chiara il complesso problema meri
dionale...) 91~ Non cos per, si dovrebbe desumere, per
la linea concreta indicata. Leconomia del capoluogo e
del suo circondano costiero era fortemente interessata
alla riforma doganale e alla riduzione dei costi di tra
sporto dei prodotti agrumicoli e dei suoi derivati; e tut
to sommato nellintera provincia la produzione granaria

90 La Luce, maggio 1903; e Appendice.


91 La Frusta, 11 maggio 1903.

86

era di scarso rilievo. Da questo lato Salvemini riscuoteva


indubbiamente ladesione dei produttori locali che soste
nevano le proposte complessive della Pro Calabria. Ma
come si poteva conciliare la sua proposta di abolizione
totale del dazio sul grano e la sua difesa del piccolo colti
vatore-proprietario con la linea pi volte ribadita dai so
cialisti locali sulla consunzione necessaria della piccola
propriet? Il dato certo era che quella impostazione sin
seriva nel disagio diffuso della propriet agricola, anche
se offriva soluzioni ben opposte a quelle di Sonnino, e
trovava consenso in quei settori socialisti che ne avver
tivano il peso in relazione alla condizione dei lavoratori
e che, in ogni caso, non pensavano possibile un loro di
simpegno dalla generale agitazione; il che, ovviamente,
contrastava con la linea dei socialisti rivoluzionari, dac
cordo nella lotta al latifondo e alla borghesia e piccola
borghesia camorristiche, ma del tutto contrari al gradua
lismo o a lotte che potessero coinvolgere i ceti subalter
ni nella logica dei notabili proprietari
Tornando ai contrasti di tendenza e ai nodi che im
pedivano lulteriore sviluppo dellancora molto gracile
movimento, ma anzi lo fiaccavano fino a condurlo ad
una grave crisi, si deve anche riflettere sul rapporto
Partito-Camera del Lavoro. Per quanto riguarda la citt
il fatto che la direzione della Camera del Lavoro fosse
in mano a De Rosa significava che il circolo socialista
veniva a perdere parte della sua autonomia come orga
nizzazione, legando la sua linea a quella delle molte agi
tazioni citfadine promosse dal sindacato (sciopero dei
fornai, manifestazioni per il porto, ecc. 92, e caricandosi delle responsabilit dei suoi eventuali, e non infre

92 G. CINGARI, Reggio Calabria, ct., p~a 180 sgg e i numeri de La Luce degli anni 1903-4.
87

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