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TRATTATO

CHIMICA CEMEIIALE
DOTTOR TULLIO BRUGNATELLI
PROF. ORD. DI CHIMICA GENERAL

NELLA R. UNIVERSIT

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PARTE PRIMA

CHIMICA IMOECANICA
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Propriet lellerar.m.

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PI\0PBIET GENERALI DEI METALLI

PROPRIET FISICHE

294. Nello studio di ciascun metallo avremo cura di indicarne le


propriet tanto siche che chimiche; ciononostante conviene ora di
chiarare quali sieno di queste propriet le pi importanti e caratte
ristiche.
La distinzione fra metalli e metallcidi venne gi sufcientemente

studiata, perch nei casi i pi comuni sia impossibile il dubitare se


un corpo debba esser collocato in una classe ed in un'altra. Per,
come in ogni simile caso di classicazione di corpi naturali, possono
esservi e scavi realmente dei casi dubbii. Non ostante la regola per
la quale debbonsi collocare fra i metalli tutti i corpi semplici, che
formano coll'ossigeno almeno un'cssido basico, molti chimici collo
cano, ad esempio, l'arsenico ed il tellurio fra i metalli, mentre alcuni

altri opinano che losmic sia un metalloide.


Lo studio delle propriet siche dei metalli, oltre all'importanza
che ha in s stesso, serve anche a fornirci maggiori lumi per deter
minare la nostra convinzione intorno alla classicazione d' un corpo
dotato di propriet chimiche non bene denite.
bens vero che nella. storia di ciascun corpo semplice metallico
avremo cura di indicarne le propriet siche e le chimiche, e che
quindi possa sembrare inutile il dichiararlo in questo momento, ma
conviene non solo l indicare quali sieno le principali propriet che
caratterizzano un corpo, ma anche dimostrarne collettivamente il va
lore in ciascuno, afne di poter fare quei paragoni e confronti ,' che
meglio possano darci un' idea generale delle propriet di questi corpi.
E se questi confronti potessero ora estendersi anche ai corpi com
posti e specialmente a quelli della chimica organica, ne potremmo

PROPRIET' FISICHE DEI METALLI.


6
c
. .
.
.
.
dedurre molte leggi dtmostrantt la correlazione che esiste tra le pro
priet siche dei corpi e la loro composizione. Altrettanto faremo
in seguito colle propriet chimiche dei metalli; dimostreremo come '

si comportano in generale pogl'

rali delle combinazioni che"c

corpi,.leprppriet. pure gene

S' ottengono; e" frutto di questo

studio saranno alcune leggi importantissime.


Ora, ecco quali sono le principali propriet siche dei metalli:
1. Tutti i metalli sono solidi alla temperatura ordinaria ad ecce
1

zione del mercurio che liquido, nessuno gasoso. Per come il

mercurio pu ottenersi anche allo stato solido, purch sia convenien


temente raffreddato, cos anche gli altri metalli, ad eccezione forse
dell'osmio in uno stato particolare suo allotropico, si ponno avere

liquidi. Questa propriet per la quale i corpi per l'azion del calore
si fanno liquidi, dicesi fusibilit. Il punto di temperatura al quale
si liquefanno diverso dall' uno agli altri, come per alcuni in
.|\
dicato nella seguente tabella:
Punto di fusione

400
550
900
2280
2640

' Punto di fusione

Mer'curio
Potassio . .
Sodio . . .
Stagno
Bismuto . .

+
+
+
+

Zinco
-.l- 4230
Magnesio . + 5000
Argento.
+ 10000
Rame.
+ 10920
Oro .
+ 12500

Piombo

. ..

+ 3350

Ferro.

'+ 21180

Cadmi0 .

+ 3600

Ghisa

+- 15000

Il nickel. il cobalto ed il manganese fondonsi alla temperatura pi


elevata che puossi produrre cogli ordinarii mezzi di riscaldamento.
Il platino ed i. metalli cos detti del platino, come I iridio. il rutenio,

il rodio, il palladio non possono esser fusi, che per l'azione d'una
energica corrente elettrica, ovvero alla temperatura prodotta. dalla
combustione dell'idrogeno o del gas illuminante coll' ossigeno.
Dobbiamo per notare che le temperature alquanto elevate si deb
bono ritenere soltanto come approssimative, perocch non si cono
scono esattamente i rapporti dei gradi termometrici dei mezzi usati
comunemente a valutarlo con quelli ordinarii , n quindi a quale
quantit di calorico quel numero di gradi esattamente corrisponda;
Per l'azione del calore molti metalli sono volatili. I loro vapori
sono. per dotati generalmente d' una debolissima tensione; solo al
cuni si ponno facilmente distillare, come ad esempio: il potassio ed
il sodio al calor rosso , il mercurio a. 3500, il cadmio a 8600, lo

zinco a 10400, il magnesio circa alla temperatura dello zinco.

--*-- W

PROPRIETA FISICI-il un nanna.

2. La densit. dei metalli in generale superiore a quella dei


metalloidi, ed molto dilereute dall' uno all'altro. Scavi per dei
metalli che godono d'un peso specico lievissimo, minore anche di

quello dell'acqua, come ad esempio il potassio, il sodio ed il litio.


Ecco la. densit di alcuni metalli:
Densit

Densit

Platino. .
Iridio . .
Oro. . .
Mercurio.
Palladio .

.
.
.
.
.

. .221,50
. 21,15
. 19,25
. 13,56
. 11,40

Ferro
.
Stagno .
Zinco. .
Cromo .
Alluminio

Piombo

11,30

Magnesio .

1,75

Argento
Bismuto
Rame .
Cadmio

.
.
.
.

.
.
.
.

.
.
.
.

10,47
9,80
8,78
8,60

Calcio .
Sodio .
Potassio.
Litio . .

.
.
.
.

1.70
0,97
0,86
0,59

. . 7,78
i. . 7,30
. . 6,80
. '. 6,81
. . 2,56
.
.
.
.

In molti metalli le densit variano poi di qualche poco, se vengano


sottoposti al martellamento, alla trala o ad altre azioni meccaniche.

3. I metalli sono opachi e lucenti. Queste due propriet sono co


stnti nei metalli compatti ed in masse; se per si riducono con
qualsiasi mezzo allo stato polveroso, allora perdono ogni lucentezza,
ed acquistano un' aspetto terreo. L' oro in polvere e rossiccio, l'ar
genio divien grigio e senza splendore. Basta per agglomerare que
ste polveri comprimendole con un corpo duro, o meglio fondendole,
perch il metallo riaquisti la. sua lucentezza. Ed i raggi di luce che
allora riettono, producono la sensazione del colore dei metalli, il
quale varia dall"uno all'altro, e talune volte un metallo pu riet
tere raggi diversamente colorati. La luce riessa ripetutamente su di
una supercie argentina appare rossa, ed il fondo d' una tazza d' ar
gente per questa ragione sembra. d' un color roseo.
Anche l'opacit non assoluta in tutti i metalli. Si pouno, ad
esempio, ottenere delle foglie d' oro cos sottili che si lascino attra
versare dai raggi verdi della luce. L'oro dunque in questo caso
trasparente per i raggi verdi. Le foglie d'oro cos sottili come le pre
para il battiloro, o come si formano in talune esperienze per le quali
questo metallo si riduce dalle sue combinazioni, godono di questa
propriet.
4. Tutti i metalli. sono buoni conduttori del calorico e dell'elet
tricit, sebbene qual pi quale meno. L'argcnto il metallo che

8
PROPME'IA' FISICHE ma: uxnr.u.
meglio conduce questi due agenti, e se noi chiamiamo 1000 il poter
conduttore del calorico nell'argento, quello degli altri metalli sar
espresso dai numeri posti a anco al loro rispettivo nome nella se
gnente tabella:
.
Argento. . . . 1000
Oro . . . . . 981
Rame laminato ._ 845

Stagno . . . . 422
Acciajo . . . . 397
Platino . . . . 379

Rame fuso.. .. i..


Mercurio.

811
'677

Sodio.
Ghisa. .. .. .. .. 365
359

Alluminio . . .
Zinco. . . . .
Cadmio . . . ..

665
628
577

Piombo . . .' . 287


Antimonio . .\ . 215
Bismuto . .. . . 61

Ferro dolce.

436

Questa propriet per pu variare molto di intensit per diverse


cause, per la miscela di sostanze estranee ad esempio. L'oro conte
nente l'1 per cento di argento non gode pi che di una conducibi
lit pel calorico espressa da 840. Quella del rame contenente l'uno

per cento d' arsenico espressa da 570. Se i metalli sono laminati


l'intensit di questo potere aumenta, come indicato pel rame. Di
versa poi in un medesimo metallo a norma che sia cristalizzato o no.
Se si chiama 100 il poter conduttore dell'argento per l'elettricit,

quello degli altri metalli espresso dai numeri seguenti:


Argento.

100

Litio .

19

Rame

77

Ferro .

14

Oro . . . . .
Sodio . . . . .

.
.

73
37

Palladio.
Stagno .

. . . 13.
. . . 11

Alluminio .
Zinco . .

.
.

.
.

.
.

33
27

Platino .
Piombo .

.
.

Magnesio .

'25

Antimonio .

Calcio .
Cadmio .
Potassio

.
.
.

.
.
.

.
.
.

22
22
20

Mercurio
Bismuto .
a

.
.
.

.
.

.
.

.
.

10
8

.
.

.
.

2
1

Queste determinazioni sono per estremamente difcili, come in ge


nerale tutte quelle delle propriet siche dei metalli. Non far me
raviglia dunque se alcuni attribuiscono al poter conduttore dei varii
metalli sia per l'elettricit sia pel calorico dei valori differenti da
quelli poc' anzi indicati. Alcuni ritengono il rame come il metallo

che meglio conduca l'elettricit, e rappresentando con 100 l' inten

raorman' nsicmr DEI mmx.r.r.

sit od il valore di questa propriet in questo metallo, trovano per


gli altri i numeri seguenti:
Rame

16

Oro . .
Argento

.
.

.
.

100

9474

Stagno
. . . .
Piombo . . . .

Ferro .

15
8

Zinco . '.
Platino
.

.
.

.
.

.
.

28
18

Mercurio.
Potassio .

.
.

.
.

.
.

3
1

La conducibilit dei metalli per l elettrico varia anche a norma


della temperatura alla quale si esperimentano.
5.0 I metalli hanno una tessitura che varia dall'uno all'altro. Cos
ad esempio, il ferro dolce ha generalmente una tessitura brosa,

lo zinco e l'antimonio una lamellare, il manganese l'ha granulare.


Alcuni poi si ponno ottenere o si trovano in natura anche cristal
lizzati, e la forma cristallina. che affettano sempre una di quelle
del sistema regolare, quindi oristallizzano sotto forma di cubi o di
ottaedriecc. Alcuni soltanto sono dimor; l'antimonio ed il bismuto

cristallizzano anche in romboedri. I modi pei quali possono esser


fatti cristallizzare sono: la fusione o la precipitazione. Il bismuto
cristallizza benissimo per fusione, nell' istessa maniera come si disse
per il solfo, l'argento invece e lo stagno ed altri precipitandoli len
. tamente e con artici acconci, come si dir in appresso, dalle loro
soluzioni saline.
Nessun metallo pu ottenersi cristallizzato per soluzione, perch
non conosciamo alcun liquido solvente di questi corpi. E quando ad
esempio l'oro fassi liquido nel mercurio, non ottiensi una. soluzione,
ma una vera lega, detta amalgama.

6. La durezza dei metalli varia molto a norma della. loro tempe


ratura. Se si chiama 1000 la durezza della ghisa grigia. alle ordinarie
temperature, quella degli altri metalli indicata dai numeri seguenti :
Ghisa grigia .
Ferro lavorato.
Platino . . .
Rame puro. .
Alluminio .
Argento puro .

. . 1000
.
948
.
375
. . 301
. 271
. . 208

Zinco
Oro. .
Cadmio
Bismuto
Stagno
Piombo

. .
183
. . . 167
.
108.
.
52
. 27
. . .
16

Il nickel , il cobalto, il ferro, l'antimonio elo zinco sono scalti


appena dal vetro; il palladio, il platino, l' oro, il rame, l' argento,

il cadmio, il bismuto e lo stagno dal carbonato di calce; il piombo,


il potassio ed il sodio sono metalli molli.

Bnuerurum. Trattato di Chimica ecc. V. Il.

.,

_ W.-.f,-a_- - --Hfl.._--.-r ,

10

racrmara' FISICHE DEI METALLI.

La mollezza del.piombo e utilizzata a farne dei tubi senza ne ;


perocch sottoposto allo schiacciamento prodotto da un torchio idrau
lico potente, esce dalla forma nella quale disposto un foro mante
nutb anulare da una verga di ferro, che l'attraversa nell'asse.
7.0 Fra le propriet siche dei metalli, che pi sono rimarchevoli
nella loro applicazione pratica, debbonsi notare la malleabilit, la
duttilit e la tenacit.
.
.
Una massa metallica puossi generalmente ridurre in lamine od in
li. Riducesi in lamine sia nel martellamento, sia col laminatojo; se
non che in alcuni metalli si osserva, che dopo aver subita pi o meno
l'azione del laminatojo, la lamina metallica ottenuta si squarcia, e
diviene dannoso il procedere nell'operazione ("). Diconsi pi mallea
bili quei metalli che meno vanno soggetti a quei guasti, e che quindi
sono riducibili in lamine pi sottili.
'
.
Si chiamano poi pi duttili quei metalli, che fatti passare attraverso

alla liera, danno dei li pi sottili degli altri metalli. Ora eccola
serie di alcuni metalli disposti in ordine decrescente rispettoaque
ste propriet.
Malleabt'lt't
Oro

'

Duttilt't
Oro

Argento

Argento

Rame

Platino

Stagno

Ferro

Platino
Piombo
Zinco

Nickel
Rame
Zinco

Ferro

Stagno

Nickel

Piombo

La tenacit dei metalli si determina misurando il peso necessario


perch un lo di ciascuno di essi del diametro di due millimetri si
rompa: ecco dunque il risultato di accurate esperienze sui metalli
comuni.
Tenacit.
Ferro .
Rame .
Platino.

.
.
.

.
.
.

Argento.

. .

. 250
. 137
. 125

85

Tenacit.

'

Oro . .
Zinco .
Stagno .

.
.
.

.
.
.

68
50
19

Piombo .

12

(') Con alcune avvertenze, che verranno a tempo e luogo indicate, si possono
ridurre a lamine sottili Utilit i metalli meno malleabili.

mormora FISICHE DI! METALLI.

11

Il numero esprimente la tenacit rappresenta quello de' chilo


grammi, che sono necessarii a rompere il lo metallico di due mil
limetri di diametro.
Anche per queste propriet convien notare che piccole dosi di ina
terie estranee ne alterano molto il valore. Il ferro ad esempio, se
contiene il 2 per 100 di carbonio, non pi ne malleabile ne dut
tile. Il nickel preparato coi procedimenti ordinarii contiene un podi
carbonio e di silicio, e gode d' una tenacit espressa da 48; se invece

e puro diviene maggiore di quella del ferro, cosicch se si chiama


questa 7, quella. del nickel devessere espressa da 9. Altrettanto av
viene col cobalto.
8.0 Il calorico specico e la dilatazione lineare di alcuni dei prin
cipali metalli veggonsi nelle seguenti tabelle:

CALORICO SPECIFICO DI ALCUNI METALLI.

Caloricdspeci'co.

Calorico specico.

Sodio . .
Alluminio.
Ferro . .

.
.
.

.
.
.

0,2934
0,2143
0,1138

Palladio .
Cadmio .
Rodio. .

Nickel .

0,1110

Antim'onio .

0.0508

Cobalto.
Zinco .

.
.

.
.

.
.

0,1070
0,0956

Platino
Oro. .

.
.

0,0324
0,0324

Rame .
Argento

.
.

. . 0,0952
. . 0,05270

Piombo .
Bismuto .

. . 0,031I
. . 0,0308

Stagno .

Osmio

0,0562

.
.
.

.
.

. 0,0593
. 0,0567
. 0,0541

.
.

0,0306

DILATAZIONE LINEARE DI ALCUNI METALLI.


da 00 a 100.
Cadmio.

0,00322

Oro

0,00138

0,00301

Bismuto.

. .

0,00133

0,00273

Ferro .

0,00119

.
.

.Piombo.. .
Stagno.

Alluminio. .

. 0,00222

Acciajo . . _ . 0,00103

Zinco

Antimonio .

Argento
Rame .

0,00220

. . . 0,00199
.

0,00183

0,00098

Platino . . . 0,00068

Il mercurio si dilata tra 00 e 400 regolarmente di fatti del pro


prio volume.

12

raoruuru' risrcrrrr. DEI uruu.r.

9.0 Quando si immergono in una amma molto calda alcuni me


talli in polvere ovvero i sali che li contengono, la amma si co

lora intensamente ora in uno ora in un altro colore. La limatura di


ferro e pi quella d'acciajoedi ghisa rendon le amme scintillanti,
il rame le colora in verde, lo zinco in azzurro verdastro, il potassio

ed i suoi sali in porpora, il sodio ed i suoi sali in giallo, i compo


sti dello stronzio

in rosso, ecc. Ma oltremodo rimarchevoli son

certamente le nuove propriet che acquista la luce. Tutti sanno che


la luce solare analizzata da uno spettro di sette colori nei quali si
scorgono delle righe nere. Quando la luce prodotta. da una am
ma qualunque contenente una sostanza (e nora si studiarono quelle
proveniente dai metalli alcalini o terralcalini), lo spettro d'un raggio
di luce di quella amma appare con nuove righe variamente colorate
e poste. Cos ad esempio: lo spettro d'un raggio di luce d'una am
ma contenente il potassio ed uno de' suoi sali contiene due linee
luminose caratteristiche, che nello spettro ordinario non vi sono, l'una
all'estremo violetto, l'altra all'estremo rosso, e questa coincide
con quella delle linee nere, chiamate di Fraunhofer, determinata

colla letteraA- Lo spettro inuenzato dal sodio e da'suoi composti,


nelle medesime circostanze, contiene una riga brillante nel giallo,

precisamente nel punto della riga nera. D. - Il litio anche in com


binazione produce due righe una rossa, l'altra gialla. - Lo stron
zio otto righe, sei rosse, una aranciata ed una azzurra. Il calcio da

una riga brillante nel verde ed un'altra nell'aranciato. Il bario due


nel verde e molte altre sparse.
Queste reazioni sono cos sensibili, che si penne scoprirei metalli
alcalini e terralcalini, liberi o combina, anche quando sieno in

quantit imponderabili direttamente; per esempio , il litio od il po


tassio siscopron benissimo in dosi di undecimo di un milionesimo
di milligrammo. l
.
La amma pi adattata a queste ricerche prodotta dalla miscela
d'aria e gas illuminante, perocch per s quasi incolora. La sostanza
s'introduce nella. amma con un lo di platino, o basta solo il pro
jettarla nell'aria in minuta polvere.
.

Quando si hanno varii metalli nel corpo che si sttidia si vedono


nello spettro i segni caratteristici dei metalli, che sono contenuti
nella sostanza impiegata.
.
Il raggio di luce analizzato con un prisma di solfuro di carbonio.
Queste propriet, nora esattamente osservate per le indicate so
stanze, potranno forse somministrare un metodo pronto e sicuro di

analisi qualitativa.

13
PROPRIET' CHIMICHE DEI METALLI.

295. 1.0 I metalli si rinvengono nella parte solida della terra , e


vi sono contenuti taluni costantemente o spesse volte allo stato na
tivo , come l'oro ed il platino, altri incontransi qualche volta allo
stato nativo , ma pi di sovente combinati, come ad esempio, l'ar

gento, il mercurio, il rame, il piombo. La maggior parte per , tut


toch eccezionalmente si possano rinvenire allo stato nativo, si tro
vano in stato di combinazione.
La supercie terrestre composta di sostanze che quasi tutte
sono combinazioni saline, i cui metalli si distinguono dagli altri per
la loro leggerezza, mentre quelli pesanti vi si incontrano solo acciden
talmente ed in via di eccezione, ma invece i minerali che li conten

gono sono disposti in loni, od in ammassi nell'interno della. crosta


terrestre pi o meno profondamente.
Queste propriet ci porgono il mezzo di accennare ad una delle
classicazioni dei metalli, per la quale si dividono in metalli leggeri
e metalli pesanti. E la prima divisione contiene: 1.0 i metalli che
danno origine alle sostanze alcaline sse; 2.0 i metalli i cui protos
sidi hanno un aspetto terroso, ma esercitano una reazione alcalina
colla tintura di tornasole; 3.0 i metalli i cui ossidi sono terrosi e
senza reazione sulla tintura di tornasole,

I
l
I
bio,

metalli alcalini sono: il potassio, il sodio ed il litio.


ton-alcalini: il bario, lo stronzio, il calcio ed il magnesio.
metalli terrosi: l' alluminio, il glucinio, il zirconio, l'ittrio, l'er
il terbio, il torio ed il lantanio.

La. divisione dei metalli pesanti suddividesi comunemente in me


talli nobili e comuni.
1 metalli nobili sono: l'argento, l'oro, il platino, il palladio, l'iri
dio, l'osmio, il rodio ed il rutenio.
I comuni: il cerio, il didimio, il manganese, il ferro, il cobalto, il
niclrel, l'uranio, il cromo, lo zinco, il cadmio, il rame, il piombo, lo
stagno, il titanio, il tantalio, il niobio, il pelopio, il tunsteno, il va
nadio, il molibdeno, il bismuto, l'antimonio, il mercurio.
Questa. classicazione non certamente di una molto grande utilit,

ma siccome basata in parte sui prodotti che i metalli danno,


ed in parte sui loro usi, conveniva che fosse conosciuta. Fra poco
dovremo notare, che anche quella che si fonda su qualche carattere
chimico di questi metalli altrettanto incerta.

Plll'lllI-ITA CHIMICHE DEI METALLI.


14
Noi non ci dovremo occupare della parte tecnica della estrazione
dei metalli, ma. solo studieremo le reazioni che avvengono quando
un minerale metallico sottoposto ad agenti chimici, che ire isolino
il metallo. Solo ora accenneremo che queste reazioni si ajutano con
quei mezzi i quali facilitano le ordinarie preparazioni. E prima di tutto
si toglie dal minerale, per quanto possibile , la parte non metallica
che contiene, la qual cosa si conseguisce in due modi. Sia, e con ci
sino ad un certo punto,spaecando il minerale in modo da separarne

la parte terrosa , detta gdnga, dal minerale metallico; sia riducendo

il minerale in polvere, e sottoponendolo quindi all'azione di una


corrente d'acqua convenientemente moderata. Le parti terrose sono
sempre specicamente meno pesanti di quelle metalliche, e puossi
regolare in modo la corrente dell'acqua, che abbia facolt di espor
tare le parti terrose leggere e non le pesanti metalliche.
Con queste operazioni si raggiunsero due intenti, quello cio di
non sottoporre all'azione chimica che la parte utile dei minerali, e
quello d'aver ridotto in polvere la sostanza, e facilitato quindi il
contatto coi reattivi, che ddlrrahno produrre l'isolamento del metallo.

I minerali metallici quindi sono sottoposti a reazioni tali che li


convertano in ossidi. Coi solfuri, ed il caso generale, si raggiunge
questo intento col solo abbrustolimento. La ragione di questa ope
razione la seguente: gli ossidi sono facilmente riducibili dal car
bene o dall'ossido di carbonio, sostanze che ben facilmente si ponno
avere o produrre. Perch si et'ettui l'azione di questi reattivi deve
essere accompagnata da una elevata temperatura, che ha anche per
iscopo di fondere il minerale, e di ottener fusi i prodotti della rea
zione. Per la qual cosa il metallo isolato si riunisce in massa, e
quella parte terrosa, la ganga, che colle operazioni indicate non si
separ, rimane fusa allaeupercie del bagno metallico, e facilmente
si pu separare. La ganga cos separata e fusa, chiamarsi scorie. Que
sta facile separazione del metallo dalla scorie e tanto pi utile, in quan
toch alcune volte conviene lasciare unita al minerale metallico la sua
ganga, od aggiungervene una appropriata alle reazioni che voglionsi
produrre.
I metalli che poi trovansi allo stato nativo in natura si separano
dalla loro ganga tanto colla semplice lavatura, se in piccola quan
tit e molto specicamente pesanti, come si fa in molti casi colle
sabbie aurifere, quanto colla semplice fusione, come coi minerali
contenenti il hismuto nativo.
2.0 Quasi tuttii metalli possono contrarre almeno due combinazioni

coll'ossigeno, ed alcuni non si uniscono direttamente all'ossigeno. l

raurautra cnnncaa DEI METALLI.

'

15

metalli detti nobili, sono contraddistinti appunto da questa propriet:


non si combinano all' ossigeno direttamente nemmeno a tempera

ture elevate. I loro ossidi si ottengono per via indiretta, facendo in


modo che allo stato nascente ,'si trovino in contatto dell'ossigeno

pure allo stato nascente, la qual cosa si consegue nella reazione di


un cloruro o di un sale qualunque di questi metalli con un ossido
alcalino solubile.
.
Gli ossidi cos ottenuti sono sempre instabili, per l'azione del
calore perdono il loro ossigeno ed il metallo rimane ridotto.
Gli altri metalli hanno differenti afnit per l'ossigeno, mentre al
cuni vi si possono combinare alle temperature ordinarie,quando non
sia puro e secco (1) , altri esigono una temperatura alquanto elevata.
Ed in questo caso l'ossidazione pu essere accompagnata da. vivo
sviluppo di calorico e luce, pu manifestarsi cio insieme al fe

nomeno della combustione ed anche ad una viva ed abbagliante


amma.

Questa circostanza si nota unicamente nei metalli vo

latili ad elevate temperature, e la amma prodotta dal vapore


metallico, che abbrucia in contatto dell'aria. Il magnesio e lo zinco
presentano questo fenomeno in modo rimarchevolissimo.
L'afnit dunque dei metalli per l'ossigeno variabile, non in
tutti allo stesso grado; della qual cosa si pu avere la conferma in
varii modi. Gi vedemmo come gli ossidi dei metalli nobili perdono
il loro ossigeno per una anche non molto notevole elevazione di
temperatura, e sappiamo che anche l' ossido di mercurio gode di

un'ug'uale pgopriet. Posti gli ossidi degli altri metalli a contatto dei
corpi riduttori, come ad esempio il carbonio o l'idrogeno, alcuni si
mostrano disposti ad abbandonare facilmente a queste sostanze il
loro ossigeno; altri invece richiedono per ci temperature elevatis
sime o non si riducono del tutto; questi sono gliossidi dei cosi detti
metalli terrosi.
Gli ossidi dei metalli alcalini sono riducibili dal carbonio a tem
perature elevate, quelli dei metalli terralcalini o delle terre propria
mente dette; non si riducono con questo mezzo.
Un altro modo di misurare l' afnit dell'ossigeno poi metalli si
pu avere studiando la loro azione sull'acqua; Infatti alcuni la. de
compongono, ossidandosi, alla temperatura ordinaria, come ad esempio
il potassio, il sodio, il litio; altri invece ad una moderata tempera
tura, altri invece al color rosso ; inne alcuni metalli nobili, come

l'argento ed il platino ponno deeomporla bens alle pi elevate tem


perature che produr si possano, ma senza ossidarsi.
I L'ossi eno secco e P ore non attacca alla tem eratura ordinaria vcrun metallo.

16

PROPRIET' CHIMICHE DEI METALLI.

Da queste propriet si dedusse una classicazione dei metalli, che


senza che possa. in tutto soddisfare, pure merita. d'essere conosciuta,
imperocch i metalli che appartengono ad una sola sezione hanno
tutti molti caratteri analoghi. Il numero delle sezioni nelle quali di
vidonsi i metalli in questa classicazione di sei; e sono le se
guenti:
y
PRIMA sazioua. - Metalli che assorbono l'ossigeno dall'aria atmo
sferica e scompongono l' acqua a tutte le temperature.
Potassio
Sodio

Bario
Stronzio

Litio

Calcio.

Saconnz sazmna. - Metalli che assorbono l'ossigeno solo a tempe


rature elevatissime, ma che decompongono l' acqua ad ogni tempe
rature superiore ai 500.
Magnesio
Alluminio?
Zirconio
Ittrio

Lantanio
Didimio
Erbio
Terbio

Torio
Cerio

Glucinio
Manganes.

Trntu sezrotut. - Metalli che si combinano all ossigeno al calor


rosso. I loro ossidi non sono decomponibili per l'azione del solo ca
lore. Non decompongono l'acqua che a temperature superiori a.1000 ,
ma in presenza degli acidi energici la decompongono alla tempera
tura ordinaria.
Ferro
Nickel
Cobalto
Cromo

Vanadio
Zinco
Cadmio.

QUARTA saztorur. - Metalli che assorbono l'ossigeno al color rosso,


gli ossidi dei quali sono indecomponibili dal solo calore. Decompon

gene l'acqua al calor rosso debole, ma non hanno azione veruna su


di essa col concorso degli acidi energici.
Stagno
Antimonio
Uranio
Titanio

Tunsteno
Tantalio
Pelopio
Niobio

Molibdeno

Osmio.

'

PRUPRIETA' canrrcn: nrr usnr.u.

17

. Qtnxra Simona. - Metalli che assorbono l'ossigeno al calor rosso,

gli ossidi dei quali sono indecomponibili pel solo calore. Non scom
pongono l'acqua che a temperature elpvatissirne e debolmente e nem
meno col concorso degli acidi energici.
Rame
Piombo

Bismuto.

Sasn saziost. - Metalli gli ossidi dei quali sono decomponibili


per l'azione del calore, e che non decompongono l'acqua in nessuna
circostanza.
.

Mercurio

Palladio

Argento

Platino

Radio
Iridio

. Rutenio' .
Oro.

Come gi avvertimmo questa classicazione dei metalli non sod"


disfa in ogni sua parte. Vi sono alcuni metalli che trovansi in una
sezione, mentre per moltissime propriet siche e 81imiche sono si
mili ad altri posti in altre sezioni. Lalluminio, ad esempio, per
molte ragioni simile al ferro ed all'argento, il litio al magnesio, ecc.
In tutte le classicazioni si possono notare inconseguenze simili a
queste, perocch moitev'olte un solo carattere ben evidente d'una
sostanza serve a classicarla.

Vedemm'o precedentemente che l ossigeno secco e puro nonha


azione sui metalli. Infatti se esponiamo alla. temperatu'r'a ordinaria un
metallo qualunque all'azione dell'ossigeno puro non sialtere, e con
viene riscaldarlo al punto della sua.combustione perch l'ossidazione
avvengzr. Altrimenti accade se invece di impiegare l'ossigeno pure si
usa l'aria atmosferica, la quale come sappiamo una miscela di os
stgeno, d'azoto, di vapor acqueo e decido carbonieo; allora l'ossida
zione si manifesta in molti metalli, che talvolta si coprono di un solo
strato di pssido alla loro supercie.

'
Infatti sottnponiamo un pezzo di ferro all'azione o del solo ossi
gene e dell'acqua pura, non avverr. la formazione della rug
gine. l acido carbonico dell'aria che induce la rapida alterazione
del ferro, quando venga esposto in contatto dell'aria e tanto pi in
contatto dell'aria umida, perocch irti"l"acido carbonico, il vapor
acqueo ed il ferro avvengono fenomeni elettrici. pei quali l'acqua si
scompone ed il suo ossigeno attacca il ferro e l' idrogeno allo stato

nascente combinasi all'azotodell'aria. Questo fenomeno poi rese ai


BItL'GHILLL Trattato di Chimica, ecc. V. Il.

'

18

raersian' cunucnn DEI METALLI.

. tivissimo appena che un po di ossido di ferro si formi sulla massa.


metallica, cosicch l'ossidazione procede sempre pi attiva.

La facolt ossidante dell'aria devesi dunque attribuire specialmente


alla presenza dell'acido carbonico e del vapore acqueo in essa, e
tanto vero che se si toglie uno di questi elementi, il potere ossi
dante dell'aria sar diminuita moltissimo. cosa conosciutissima come
le sostanze alcaline valgono a preservare il ferro dalla ossidazione ,

dalla ruggine; come invece le acide la facilitano. Se tagliamo con


un coltello un frutto acido, il ferro immediatamente s' irruginisce, e
se vogliamo invece preservarlo si copre con una sostanza alcalina
atta ad assorbire l acido carbonico.
Da ci si vede che l'azione ossidante dell'aria non devesi attri
buire all' ossigeno in essa contenuto, ma a tutta la miscela che la

costituisce.
Il ferro a poco a poco convertito tutto quanto in ruggine, in
sesquiossido di ferro idrato, per l'efcacia dell'aria atmosferica;.al
tri metalli invece, come ad esempio, lo zinco ed il piombo non si os

sidano che alla loro supercie: questo fenomeno pu accadere an

che quando si ata l'ossidazione di certi metalli per 1' azione del
l'ossigeno ajutata da una temperatura elevata; una lamina di rame,
ad eseinpio, non si converte in ossido che alla supercie.
facile lo scoprire la ragione del modo diverso di comportarsi di
questi metalli. L'ossido di ferro polveroso e si lascia penetrare fa
cilmente dall'aria e dallumidit, cosicch questi agenti trovansi co
stantemente a contatto del metallo, e continuatamente proseguono

nella loro azione. Il piombo e lo zinco invece nella lenta ossidazione


prodotta dall'aria, il rame e l'alluminio in quella ingenerata dall'ossi
geno a caldo, vengono coperti dall'ossido, in modo che la parte interna
della massa metallica resta difesa dal successivo contatto dei corpi
reagenti e quindi inalterata. In questi casi dunquel'ossido formatosi fa
l'ufcio di quelle vernici od intonacature proteggitrici, che si appli
cane specialmente sugli oggetti di ferro. E l'industria si vale di que

sta propriet dello zinco, per produrre il cos detto ferro galvaniz
zato, che ferro coperto d'un leggiero strato di zinco, del quale non

puossi temere altro che l' alterazione superciale, impedimento alla


successiva nella massa metallica.
DEG LI OSSIDI METALLICI.
296. Ora occupiamoci dello studio delle propriet degli ossidi.

Sono tutti solidi, quasi tutti irisolubili o poco solubili nell'acqua.

naeu OSSIDI IIB'IALLICL

19

Solo gli ossidi dei metalli alcalini si disciolgono nell'acqua facil


mente, ma nel medesimo tempo si idratano, cosicch non possiamo
conoscere se gli ossidi anidri siano o no solubili. Molti ossidi metal
lici sono bianchi, dal qual carattere e dall'avere un aspetto

terroso

ne venne l'antico lor nome di calci metalliche.


Per ne conosciamo alcuni che sono colorati, e basti il citare gli
ossidi di rame, di ferro, di manganese, i quali hanno tutti, o quasi
tutti, un colore intenso. - Gli ossidi metallici non hanno tutti i

medesimi chimici caratteri, e parlando della nomenclatura chimica,


dopo aver detto che i metalli producono sempre almeno un ossido
basico, e talvolta anche ossidi acidi, ci riservammo per questo mo
mento di far conoscere altre specie di ossidi prodotti nelle combi
nazioni dei metalli coll'ossigeuo. Ora dunque dichiariamo questo va
rie classi di ossidi metallici.
.
Paura cr.asss. - Gli o'ssidl basici detti anche semplicemente basi.
Hanno per carattere principale quello di combinarsi agli acidi e di
produrre dei sali, dai quali si possono riottenere per la semplice
sostituzione di un altro ossido o pi energico, o che abbia per l'acido
che trovasi combinato nel sale una afnit maggiore.
Le basi anche poco solubili rendono bruna la tintura di curcuma;
riconducono al colore azzurro quella di tornasole arrossata. dagli acidi,
e tolgono molte volte agli acidi la propriet di arrossarla.
Gli ossidi basici sono generalmente la prima combinazione che
forma il metallo coll' ossigeno. Sono dunque i protossidi rappresen
tati da un equivalente di metallo e da uno di ossigeno. Si conoscono
per delle eccezioni a questa regola; alcuni metalli, come il piombo,
formano delle combinazioni ossigenate, che diconsi soltossidi, le quali
non sono basiche, e vengono rappresentate dalla formola MO, in cui M
il metallo. Altri poi fanno due ossidi basici, come, ad esempio, il

rame ed il mercurio, e questi ossidi sono rappresentati da Cu0 e Cu0,


Hg0 ed Hg0, e diconsi il primo protossido ed il secondo biossido
di quei metalli. Anche alcuni sesquiossidi sono basici, come ad esem

pio il sesquiossido di ferro.


Sscoram cr.rssa. - Gli ossidi acidi; sono sempre le combinan'om'
pi ossigenata dei metalli. Non tutti peri metalli ponno dar origine
agli ossidi acidi,i quali formandosi, godono di tutte le propriet de
gli acidi nora studiati. Cos se sono solubili arrossano fortemente la

tintura di tornasole, e sempre ponno combinarsi agli ossidi basici,


e dare origine a dei composti, che hanno tutti i caratteri dei sali.
I metalli della quarta sezione si distinguono pel numero di ossidi
acidi che formano, e per la stabilit di queste loro combinazioni. (ili

20

manu OSSIDI METALLICI.

acidi formati dagli altri metalli o non si ponno ottenere allo stato
libero, per la poca afnit che lega l'ossigeno al metallo nella mo
lecola dell'acido, o per lo pi facilmente si scompongono, e qualche
volta perci, com' il caso dell'acido cromico, divengono reattivi os
sidanti preziosissimi.
_
Tanza crossa. - Ossidi indifferenti diconsi quelli che in talune cir
_costanze possono far funzione di base, e sempre per 1 azione degli
acidi energici, ed in altre d'acidi, quando trovansi a contatto delle

basi potenti. rimarchevole questa classe, perocch ci fa cono


score che le propriet acide o basiche di questi corpi sono veramente
appena relative o di confronto. E di questi caratteri sono dotate
moltesostanze, e noi conosciamo perno dei protossidi, che hanno i

caratteri basici i pi pronunciati, non escluso quello di ricondurre


all'azzurro la tintura arrossate di tornasole, che in presenza. di ossidi
basici energici fanno funzione di acido; serva di esempio il protos
sido di piombo.
'
Fra gli ossidi indifferenti sono compresi quasi tutti quelli che di
consi sesquiossidi,e che sono rappresentati da una formola. simile a
quella dei sesquioSidi, che MO", due equivalenti di metallo per
tre di ossigeno.
Se in soluzioni de' sali d' allumina o diprotossido di zinco, di

piombo si introduce della potassa. caustica, nel primo momento pre


cipitasi l'ossido metallico, ma se si aggiunge una maggior dose di
reattivo, il precipitato scompare, e dalla soluzione possibile l'otte
nere cristalli contenenti e l'ossido potasstco e l'altro ossido metallico,
in modo che si dimostra che questo vi fa funzione di ossido acido,

quello di base.

'

'

Noi abbiamo veduto che l'acqua presenta in sommo grado questo


carattere di ossido indifferente, come, per esempio, negli acidi idrati
faccia vqramente funzione di base, e possa solo essere sostituita. dalle
basi, e vedremo pi ampiamente in seguito, come nelle combinazioni
dette idrati degli ossidi basici, solo lo possa essere dagli acidi.
Ora dunque non far pi meraviglia se taluno chiama l'idrogeno
contenuto nell'acqua combinata negli acidi, idrogeno metallico, perco
ch appunto in questa circostanza l'idrogeno corrisponde ad un me
tallo , e per la medesima ragione quello dell'acqua d' idratazione
delle basi deve dirsi idrogeno metalloideo, in quanto che l'acqua cor

risponderehbe ad un ossido acido.


Che l'acqua in queste due' circostanze si trovi in istato diverso
puossi anche desumere da ci, che quando due corpi contengono l'acqua
daqueste diverse condizioni reagiscono fra di loro pi facilmente,

DEGLI essim urxunucr.

21

di quando la contengono in condizioni simili. La reazione fra un acido


idrato ed un ossido basico idrato, ed un altro ossido contenente l'acqua
nelle medesime chimiche circostanze e molto pi facile, che fra un
acido idrato ed un ossido basico anidro. Perci molti credono che
come gi molte volte accenna:nmr doversi intendere della costitu
zione dei corpi semplici, altrettanto debbisl dire dell acqua, e che
la reazione, ad esempio, fra l'ossido idrato di potassio el'acido sol
forico inonoidrato avvenga nel modo seguente:
SO"O

K 0

t0 + Hh)
ac. solforico
monoidrato

SO2 0

H O

Kh)

+1d0

potesse
caustica

solfato
di potassa.

'

acqua

Dunque l'acqua consterebbe di una parte elettro-positiva e d'una


elettro.negativa, nell' istesso modo come dicemmo che le molecole dei
corpi semplici censtauo di due atomi meccanicamente diversi.
Quei chimici che adottano una notazione chimica dedotta dalla

teoria atomica, e pei quali dunque l'acqua espressa da HO = H

HQ

perch contiene un volume e l' intiera molecola d' idrogeno, e mezzo

Volume 0 l'atomo d'ossigeno, per questi chimici l'ossido idrato basico


e prodotto dalla sostituzione nell'acqua d'un atomo di metallo ad un
atomo d' idrogeno, e rappresentano la. potassa. caustica con 'O ed in

vece l'acido ipocloroso idrato, ad esempio, dalla sostituzione di un


atomo di cloro ad un atomo d'idrogeno nella molecola dell'acqua, e lo
rappresentano con 210, ed ammettono che il radicale elettro.positivo
potassio sostituisca nell'acqua l'atomo elettro-positivo d'idrogeno, e che
il contrario avvengacol cloro; rappresentano dunque la reazione con:
Cl

H0

acido ipocloroso

H
KO

idrata
d'ossido di
potassio

Cl

KO

ipoclorito
di potassa.

H
H0

acqua

Naturalmente alcuni simboli in queste formole hanno valore di


rapporto ponderale diverso che nelle ordinarie, come gi vedemmo.

Comunque sia, le prime cose esposte intorno a questo argomento


dimostrano, che l'acqua, nel modo ordinario di considerarne la costitu

zione, non sempre chimicamente uguale; secondo quell'ultimo modo


di interpretare la sua formazione, l'acqua. sarebbe sempre chimica

22
nacr.r ossrm ara.ur.r.rcr.
mente uguale; invece i residui suoi provenienti dalla sostituzione
ad uno ovvero ad un altro atomo del suo idrogeno con un radicale
semplice o composto sarebbero differenti. E la doppia scomposi
zione indicata non produrrebbe acqua d'una specie, elettro-positiva,
ed acqua d' un altra, elettromegativa , come fummo costretti a dire
antecedentemente, ma invece la molecola acqua coi suoi caratteri.
QUARTA cuusa. - Ossidi singolari diconsi quelli che non possono
combinarsi n ad alcuna. base n ad alcun acido. Se fra questi os
fidi e qualcuna delle sostanze indicate avviene una combinazione,
possiamo a priori dire, che l ossido singolare o perdendo ossigeno
divenne ossido basico, ovvero acquistandone fecesi acido , perocch
questi ossidi contengono sempre maggior dose di ossigeno che le
basi e minore degli acidi.
'
A questa classe appartengono i biossidi o perossidi dei metalli
della prima sezione e taluni biossidi o perossidi di alcuni altri.
E1 ora conviene notare che i biossidi singolari chiamansi anche
indifferentemente perossidi.
.
Il biossido o perossido, come dir si voglia, di manganese ci porge
un esempio.evidente d'un ossido singolare. Infatti noi sappiamo che
uno dei modi coi quali prei>arasi l'ossigeno consiste nel trattare que
sta sostanza mediante l acido solforico, e che allora accade la rea

zione seguente:
Mn0 + HO,S03 = MnO,S03 + HO + O
Il biossido di manganese Mn02 ridotto dunque per l'azione del
I' acido solforico concentrato allo stato di protossido MnO, e solo
cos trasformato combinasi all'acido solforico.
'
Se invece lo si pone a contatto con una base energica, per esem
pio, colla potassa caustica, e nell'aiuto del calore lo si faccia reagire,
si ottiene il fenomeno indicato dalla formola seguente:
.

Mn0 + KO,HO =-=- KO,Mn03 + H


biossido
manganato
di manganese
di potassa

Quindi in queste circostanze l'ossido singolare si trasform in acido


manganico.

.
ounrn cussn. _ Gli ossidi salini, che sono combinazioni di due
ossidi di un medesimo metallo, nelle quali un ossido fa funzione
di base, l'altro di acido.
Questi ossidi possono esser considerati come veri sali, ed infatti

danno origine ai fenomeni di doppia scomposizione come questi

composti.

'

manu ossim uauaucr.

23

I metalli della terza, quarta e quinta sezione producono il mag


gior numero di ossidi salini, dei quali e un esempio ben evidente
il minio, rappresentato dalla formola Pb203 =- Pb0,Pb0l, cio dal pro-

tossido di piombo combinato al biossido, che in queste circostanze


fa funzione di acido. Ma siccome e acido debolissimo, se si pone il
minio a contatto d'un acido energico, si otterr immediatamente un

sale di protossido di piombo dell'acido adoperato, e l'acido piombi


co, 0 biossido di piombo , sar isolato. Questo fenomeno visibi

lissimo bagnando il minio con acqua acidulata con acido ni


trico; il color rosso del minio scompare ed sostituito da quello
pulcico del biossido, e nel liquido si pu scoprire il nitrato di piom
ho. Anche gli altri ossidi salini, pi o meno facilmente, ci dimo
strano simili fenomeni.
Gli ossidi sottoposti all'azione dei principali metalloidi si com
portano nel modo seguente: quando un ossido non al massi
mo grado d' ossidazione, talvolta si combina direttamente ad una
nuova quantit di ossigeno. Questo fenomeno avviene anche senza
l'intervento del calore, e specialmente quando taluni ossidi trovansi
allo stato d'idrato. I protossidi idrati di ferro e manganese si ossi
dono rapidissimamente all'aria, in modo che la preparazione di que
sti corpi, quando vogliansi avere puri, cosa pressoch impossibile.
In altri casi la sovrossidazione determinata dall'azione del calore;

alla temperatura di 3000 e col concorso dell ossigeno il protossido


di piombo cangiasi in minio; a quella del calor rosso nascente il
protossido di bario cangiasi in biossido. Questi ossidi superiori sono
in generale scomponibili per l'azione d'una pi elevata temperatura,
e noi sappiamo che il protossido di bario pu servire quasi indeni'
tamente'alla preparazione
dell'ossigeno, prima. facendoglielo
assorbire
a
..
.
,
.
.
e convertendolo in biossido al calor rosso nascente, poi obbltgandolo
a dimetterlo al calor rosso vivo, cosicch, alternando queste azioni,

con una sola quantit di protossido di bario si possono ottenere quan


tit grandi di ossigeno, che sarebbero indenite, se difcolt pratiche
non si opponessero a questo risultato.
Molti ossidi per non passano ad un grado superiore d'ossidazione
e specialmente allo stato d'ossidi acidi, che alla presenza di altre so
stanze. Gli acidi metallici si formano a. contatto degli ossidi basici,
che per la loro afnit per gli acidi determinano l' ossido acidica
bile a farsi acido. Cos pel contatto degli ossidi alcalini o di quelli
dei metalli terralcalini e col concorso dell'ossigeno, i vari gradi di
ossigenazione del cromo e del manganese convertonsi in acido cro
mrco o mangamco.

24

neon: ossmr neur.ucr.

Per l'azione dell'idrogeno e del carbonio gli ossidi metallici ven


gono ridotti pi o meno facilmente. L ossigeno combinasi all' idro
gene od al carbonio formando acqua ed acide carbonico, ed il mo
tallo ricondotto allo stato libero.
Questo fenomeno non avviene indifferentemente coll'uno o coll'al

tre dei due corpi riducenti in tutti gli ossidi, ne questi si dimo
strano tutti ugualmente disposti ad esser ridotti. L idrogeno riduce
in generale con molta facilit gli ossidi metallici delle ultime quat
tro sezioni, e non esercita veruna azione su quelli delle prime se
zioni, invece il carbonio pu ridurre gliossidi dei metallialcalini. ed
anche quelli dei metalli delle ultime quattro sezioni.
Queste riduzioni debbono sempre esser aiutate dall'azione del ca.
lore, talvolta moderato, talvolta energico. Se poniamo a contatto del

l'idrogeno secco coll'ossido di ferro o di rame, noi vedremo formarsi .


dell'acqua, e quindi il metallo esser ridotto anche a non molto ele

vata temperatura. Altrettanto dicasi se invece dell'idrogeno si im


piega del carbonio, formerassi dell'acido carbonico e il metallo. sar
'reso libero. La formazione dell'acido carbonica potr esser resa sen
sibile, se la miscela dell'ossido e carbonio venga introdotta in un ma-,

traccino munito di tubo abduttore, il quale conduca il gas che svi


luppasi per l'azione del calore entro ad una soluzione dicalce nel
l'acqua. Il liquido si intorbiderix per la. formazione.del carbonato
di calce iusolubile nell'acqua pura.
.
,
Ma gli ossidi dei metalli alcalini vengono ridotti solo ad una tem
peratura elevatissima, e la. riduzione non prodotta che dal carbo
nio; il prodotto gasoso non pi .in_queste circostanze dell'acido
carbonico, ma invece dell'ossido di carbonio. .

Inne gli ossidi dei metalli terralcalini e quelli della. secondase

zione, non sono ridotti n dall idrogeno n dal carbonio. E quando '
vogliasi ottenere il metallo coptenuto negli ossidi dei metalli terra
calini, bisogna ricorrere all'azione della corrente elettrica. o del sodio
o del potassio in vapore; gli ossidi poi dei metalli della seconda
sezione sono irredutibili. Ma. il loro studio ci insegner procedimenti

pi comodi afn,e di ottenere quei metalli; per ora basta il con


statare, che i loro ossidinon sono alterati dai due metalloidi.
Quelli fra. altri metalloidi. dei quali l'azione sugli ossidi pi impor
tante sono il solfo ed il cloro.

297. Tranne gli ossidi dei metalli della. seconda sezione, gli altri
tutti sono attaccati dal solfo mediante il concorso del calore. Qual.
che volta avviene che questa reazione sia lenta e che occorra ripe
tere varie volte sull'ossido l'azione del sollo, o adoperarlo allo stato

nuou ossu:u .uarauncr.

25

di vapore, ma inne la trasformazione dell'ossido in solfuro accade


sempre, tranne come si disse per gli ossidi dei metalli della seconda
sezione.

Non sempre per tutto l'ossido ridotto allo stato disolfuro. Quando

i solfati degli ossidi impiegati sono stabili e resistono alla tempera


tura alla quale la reazione avviene, allora il prodotto una miscela
di solfuro metallico e di solfato dell'ossido impiegato. L'ossigeno che
dipartesi dell'ossido si combina. al solfo e produce l'acido solforico ,
che combinasi all'osido residuo formando un solfato , come lo di

mostra. la equazione:
4MQ

ossido
metallico

-l--

48

solfo

3MS

solfuro
metallico

I\IO,S03

solfato
di protossido

Questo caso avviene, per esempio, cogli ossidi metallici della. prima
sezione e coll'ossido di piombo, il cui solfato stabile alle pi ele
vate temperature; ma evidente che, qualora il solfato a base del

l'ossido metallico che impiegasi non possa esistere alla tempemtura


alla quale avviene la reazione del solfa sull' ossido, il solfato o non
si former o appena formato si 'scomporr. I prodotti allora sono un
solfuro e l'acido solforoso.
Quando pr nel primo caso vogliasi ottenere unicamente del sol

furo bisogna niescolare del carbone all'ossdo ed al solfo. L'azione


del carbone evidente per la una facolt riduttrice, ed anzi si fa. uso
di quest' avvertenza Ogni qualvolta la formazione del solfuro rie
sce difcile. L'ossido'allor e sottoposto all'inuenza di due afnit
che tendono a distruggerlo, quella. del carbonio per l'ossigeno e quella
del solfo pel metallo.
Egli per questa ragione che il pi energico agente di solfora
zione il solfuro di carbonio, col quale si ponno cangiaro in sol
furi anche gli ossidi dei metalli della seconda sezione. Il solfuro di
alluminio non si ottiene altrimenti che facendo passare il solfuro di
carbonio a contatto dell'ossido d' alluminio, lallumina, posto in un
tubo e scaldato al calor rosso.
.
Il cloro agisce dilferentemente sugli ossidi metallici, sia che si impie
ghi secco ovvero col concorso dell'acqua.
Tutti gli ossidi, ad eccezione di alcuni dei metalli della seconda
sezione, ed in generale di quelli detti sesquiossidi, e che hanno per .
formola MO", sono attaccati dal cloro secco, convertiti in cloruri ed

il loro ossigeno fassi libero.


Non per impossibile la sostituzione del cloro all' ossigeno an
Btwoxnau.t Trattato di Chimica con. V. Il.

26

DEGLI ossim untzr.ucr.

che negli ossidi di quei metalli della seconda sezione che non sono
attaccati dal cloro secco; e ci avviene quando si pongano fra due
afnit che tendano a distruggerli, come osservammo a proposito
dell'azione del solfo sugli ossidi metallici. L' allumina, ad esempio,
resiste all'aziorl'e del cloro secco anche alle pi elevate tempera
ture, ma quando sia mescolata al carbone, e sollecitata quindi dal

Iafnit del carbonio pel suo ossigeno e da quella del cloro pel me
tallo, trasformasi in cloruro d'alluminio.

Il cloro umido'o col concorso dell'acqua converte facilmente in


cloruri gli ossidi dei metalli delle ultime tre sezioni, non attacca quelli
della seconda, tranne i protossidi di magnesio e manganese, e tra
sforma i protossidi dei metalli della terza in prdtocloruri e perossidi,
ed il protocloruro prodotto passa allo stato di sesquicloruro per l'eccesso
di cloro. La reazione per la quale il protossido di ferro cambiato

in sesquiossido e sesquicloruro dimostrata nel modo seguente:


6Fe0 + 3C! = 2Fe05 + FeCl3
Invece gli ossidi solubili della prima sezione si comportano col
cloro umido in modo atfatto differente a norma dello stato di concen
trazione della soluzione e della temperatura alla quale la reazione
avviene.
'
Supwniamo di avere una soluzione allungata e frelda di potassa
caustica,. di idrato di protossido di potassio, e che nella reazione non
si permetta. al liquido di riscaldarsi. Allora si former il cloruro di
potassio, cio l'ossido di potassio dimetter il suo ossigeno, che sar
sostituito da una quantit equivalente di cloro, ma l ossigeno reso

libero, allo stato nascente, si combina col cloro in eccesso, lo con


verte in acido ipocloroso e formasi anche dell ipoclorito di potassa.

Infatti:
2KO,HO + 201
ldrato di procloro
tossido di potassio

KCl
+ 2HO +
cloruro di . acqua
potassio

KO,ClO
ipoclorito di
potassa

Ma invece della soluzione allungata impieghiamone una concen


trata, e non curiamo l'elevazione di temperatura, che si manifesta
durante la reazione. In questo caso accade:
GKO,HO + 601== 5KCl + 6HO + KO,ClO5

cloratodi potassa
Formasi dunque ancora del cloruro di potassio, ma invece dell'ipo
clorito si produce il clorato di potassa K0,Cl0
In un modo simile al cloro agiscono il bromo e liodio.

nacr.r ossmr urnu.tcr.


27 .
Gli ossidi metallici si possono preparare in molti modi. La mag
gior parte dei metalli scaldati in contatto dell'aria si ossidano, e al
cuni passano dall'inferiore grado di ossidazione ad uno pi elevato,
come abbiamo avuto occasione di notare a proposito dell'azione del
l'ossigeno sugli ossidi.
Si preparano anche per l'azione dei corpi facilmente ossidanti sui
metalli, e, ad esempio, per quella del nitrato di potasse a tempera
tura elevata, o per quella dell'acido nitrico.
In terzo luogo a notarsi che tutti i nitrati sono decomponibili per
l'azione del calore. come fanno anche tutti i carbonati ad eccezione di
alcuni dei metalli della prima sezione. L'acido nitrico abbandonando
l'ossido metallico, che eraa lui unito nel nitrato,o lo lascia allo stato

di protossido, o scomponendosi lo sovrossida:


Gli ossidi superiori dei vari metalli si ottengono poi per l'azione
diretta dell'ossigeno, o per quella di alcuni corpi eminentemente os
sidanti, come ad esempio, il biossido di idrogeno. Gli acidi metal

lici poi si preparano per l'azione dell'ossigeno sugli altri ossidi me


scolati alle sostanze basiche.
Quando inne vogliasi un ossido basico, si prende un suo sale qua
lunque, e lo si pone a contatto d'un ossido basico pi energico, o
che abbia una maggiore afnit per l'acido che l'ossido che si de
sidera ottenere. Generalmente per in queste circostanze si ottiene l'os
sido idrato, ma per la successiva azione del calore riesce quasi sem
pre facile 1' ottenerlo anidro. L ossido che generalmente si impiega
ad isolare gli altri la potassa, e la reazione indicata nel modo
seguente. Supponiamo di voler preparare l'ossido di rame.
CuO,S03 + KO,HO = K0,803
solfato di
solfato di
rame
potassa

CuO,HO
ossido idrato
di rame

E l'ossido idrato pel calore si far anidro.


Gli acidi metallici combinati si ponno isolare mediante un acido
pi energico. Cos ad esempio, l'acido solforico isola l'acido cromico

dalla sua combinazilxe coll'ossido di potassio.

DEI SOLFURI METALLICI


298. I solfuri metallici sono importanti per due ragioni, prima di
tutto perch sotto forma di solfuri che si trova in natura la mag

gior parte dei metalli utili, ed in secondo luogo perch le propriet


di questi composti sono simili a quelle degli ossidi.

28

DEI SOLFURI METALLICI.

Tranne i solfuri dei metalli della prima sezione e quello del ma


gnesio, gli altri tutti sono insolubili nell'acqua, e come trovansi in
natura sono d'una lucentezza metallica, pesanti e facilmente rinven
gonsi cristallizzati. Se vengono preparati articialmente sono dotati
molte volte di colori marcati. Cos il solfuro di mercurio puossi
avere d'un color rosso vivissimo e costituisce il cinabro; il solfuro

d' antimonio ottiensi d'un colore aranciato carico, quelli di stgno,


di cadmio pi o meno gialli, quello di zinco bianco. Anche per que
ste propriet i solfuri sono importanti, perocchta pei loro diversi co
lori servono a caratterizzare i vari metalli nella analisi qualitativa.
Distinguonsi i solfti come gli ossidi, in solfuri basici, acidi, indif
ferenti, singolari e salini. Ne di ci possibile farsi meraviglia, pe
rocch'gi molte volte abbiamo veduto come il solfa sostituisca l'os
sigeno ne' suoi composti, e come i corpi che ne risultano hanno molti
caratteri simili'ai primi; cosicch puossi asserire che il solfo ed i
suoi congeneri formino coll ossigeno una famiglia di corpi semplici
dotata di caratteri simili.
,
I metalli della prima sezione producono dei solfuri che non hanno
i loro ossidi corrispondenti, e dei quali non si conosce esattamente
la chimica costituzione. Per un equivalente di metallo contengono
vari equivalenti di solfo, sino a cinque. Lo stato del solfo in que
sti solfuri in certa guisa simile all'acqua di idratazione di alcuni
acidi, che non pu esser sostituita da ossidi basici. Cos ad esempio,
abbiamo veduto l'acido solforico formare un biidrato, nel quale un
solo equivalente d'acqua poteva dirsi basica, od'uu solo equivalente
d'idrogeno chiamarsi metallico.

.
Anche in quei solfuri esiste un solo equivalente di solfo che per
via di doppia decomposizione si unisce ad altri metalli ed origina
dei protosolfuri; l altro solfo s depone allo stato libero, cosicch il
liquido fassi lattiginoso ed il precipitato di solfuro metallico smarri
sce nella miscela il suo colore.
Quando ad esempio il solfato di rame reagisce sul protosolfuro di

potassio, accade la seguente reazione:

CuO,S03

KS

KO,SOS '+

CuS

solfato di

protosolfuro

solfato di

solfuro

rame

di potassio

potassa

di rame

Se invece agisce sopra quel solfuro che contiene cinque equiva


lenti di solfo, il pentasolfuro di potassio, si ottiene:

CuO;S03 +

K55
=
pentasolforo
di potassio

KOSO3

+-

CuS + S
solforo
solfo
di rame

DE! SOLI-URI METALLICI.

29

I metalli della rima sezione danno origine ad un altro genere di


solfuri, i quali es tamente corrispondono agli ossidi idrati. Diconsi
soldrati dei solfuri, perocch appunto sono una combinazione di
acido soldrico coi protosolfuri, come gli idrati degli ossidi dei metalli
della. prima sezione, sono combinazioni dell'acqua coi loro protossidi..
Gli idrati di questi protossidi in contatto dei sali dei protossidi
metallici delle ultime quattro sezioni vi precipitano il protossido idratc,
ma in modo che facilmente si pu pel calore renderlo anidro. Cos
ad esempio, per la semplice ebollizione fasst anidro l'ossido di rame
precipitatoda una sua soluzione salina colla potassa. caustica.
I soldrati di solfuri metallici invece in simili circostanze tras
formano in solfuro il metallo, ma abbandonano l'acido soldrico.

CUO,S03 +

KS,HS

== K0,803 + CuS +' ns

solfato di
soldrato di
rame
solfuro di potassio

acido
. soldrico

E cos in ogni altra circostanza.


I solfuri godono'delle seguenti propriet chimiche: quando ven
gono sottoposti all' azione dell'ossigeno ad una temperatura alquanto
elevata si trasformano in ossido ed acido solforoso ovvero in solfati.
Si former il solfato quando esista una. grande afnit fra 1' ossido
metallico e l'acido solforico, ed invece se si esercita l'azione dell'os

sigeno sopra un solfuro d'un metallo il cui ossido abbia poca afnit
per l' acido solforico ed il suo solfato sia poco stabile, allora il solfo
convertesi in acido solforoso ed il metallo in ossido.
E che sia la stabilit del solfato metallico che determina la. rea
zione in uno ed in un' altro modo, lo si prova variando la tempe
ratura alla quale si fa agire l' ossigeno sul solfuro. Nell'abbrustoli
mento dei solfuri naturali puossi quasi sempre a volont ottenere
l ossido metallico perdendo l acido solforcso, ovvero preparare il sol
fato. Per trasformare il solfuro in solfato la temperatura dev' esser
mite, per avere l'ossido invece la si eleva maggiormente. tanto che
il solfato non possa esistere. Le basi energiche sono sempre dotate
di una grande afnit per l'acido solforico, ed i loro solfati sono
molto stabili, e quindi si ottengon sempre dei solfati; in generale
isolfati dei metalli delle ultime quattro sezioni non resistono all' a
zione del calore, e quindi dei loro solfuri si ottiene facilmente l' os
sido ed il solfo allo stato d' acido solforoso.
L'ossidaziono avviene anche alla. temperatura ordinaria di frequente
nei solfuri di fresco preparati, sopratutto quando coll'ossigeho si
faccia. concorrere l umidit. Questa trasformazione si osserva special

30

DEI sor.ruru uzru.ucr.

mente nei solfuri dei metalli della prima e terza sezione. Il solfo dei
solfuri dei metalli della prima sezione ossidasi in'modo che passa

per i varii stadii d' ossidazione del solfo, cosicch successivamente si


ottengono degli iposolti, dei solti, ecc. e nalmente dei solfati.
Molti solfuri sono ridotti dall' idrogeno a temperature non molto
elevate; ed i metalli delle prime sezioni scacciano dai solfuri di
quelli delle successivo il metallo e vi si sostituiscono. Il piombo vien
ridotto fondendo il solfuro di piombo mescolato alla limatura di ferro,
ed ottiensi del solfuro di ferro.
I solfuri metallici si preparano molte volte per via diretta, facendo
cio agire il solfo sul metallo, come ad esempio i solfuri di ferro e
di rame; ovvero anche per via di doppia scomposizione fra un sol
furo solubile, per esempio di potassio, ed un sale di quel metallo
di cui si desidera il solfuro. Anche l'acido soldrico produce a. con
tatto dei sali metallici delle ultime quattro sezioni dei precipitati di
solfuri metallici, ma ad ottenerli conviene che le soluzioni di quelli
della terza sieno o neutre od alcaline; quelle dei sali delle ultime
tresezioni ponno essere anche acido, e ciononostante il solfuro si
forum.
I solfuri dei metalli della seconda sezione per lo pi non si for
mano che per l'azione del solfuro di carbonio sull'ossido, o per
quella dei vapori di solfa sopra una miscela d' ossido e carbone.

DEI CLORURI METALLICI


299. I metalli si combinano direttamente al cloro sia alla tempe
ratura ordinaria, sia collajuto del calore, e la reazione di frequente
accompagnata da. sviluppo di calorico e luce. I corpi che ne pro
vengono sono molte volte volatili, quasi sempre solubili nell acqua.
e cristallizzabili. Per l'azione del calore sono decomponibili i soli
cloruri dei metalli della sesta sezione , ad eccezione per di.quelli
d'argento e mercurio.
L' ossigeno e. senza azione sui cloruri dei metalli alcalini, ossida

invece facilmente i metalli degli altri cloruri coll' ajuto d'una tem
peratura. pi o'meno elevata, ad eccezione per dei cloruri dei me
talli dell'ultima sezione , i_ quali, se non sono alterabili dal calore,

rimangono inattacati dall' ossigeno, e se invece il calore li scompone,


rigenerano il metallo senza che l' ossigeno lo trasformi in ossido.
Il vapore acqueo scompone i cloruri dei metalli terralcalini e di

quelli della terza sezione. L'acqua scomponesi cedendo il proprio

31
idrogeno al cloro dei cloruri e l'ossigeno ai metalli. Egli per que
sta ragione che distillando l'acqua contenente del cloruro di magne
sio, si ottiene facilmente dell'acqua distillata acida per acido cloridrico
che contiene.
Vedemmo gi che in questo caso conveniente di scomporre il
cloruro di magnesio colla potassa. caustica prima di procedere alla
distillazione.
.
'
Perci i cloruri dei metalli della seconda sezione ed alcuni di quelli
della terza sciolti nell'acqua non ponno pi esser ridotti allo stato
anidro per mezzo del calore, perocch quando si tenta di scacciarne
le ultime porzioni d'acqua sono da essa scomposti.
L'acqua. esercita anche una rimarchevole azione sopra taluni clo
ruri, come per esempio sui cloruri di bismuto e d'antimonio. L'acqua
rimane scomposta e formasi un' ossido corrispondente al cloruro im
piegato, il quale generalmente si combina ad una parte del cloruro
D!I CLORURI METALLICI

stesso, cosicch si ottiene una combinazione del cloruro e dell'ossido


metallico. Queste combinazioni sono dette ossicloruri.

I cloruri dei metalli delle prime due sezioni non sono ridotti dal
. l'idrogno, glialtri invece si comportano come gli ossidi,che ad essi
corrispondono; sono dunque ridotti, il loro cloro trasformasi in acido
cloridrico, ed il metallo rimane isolato. questa una reazione im
portante, in quanto che serve nella analisi quantitativa dei cloruri,
ed alle determinazioni che si deducono dalla conoscenza della compo
sizicne d'un cloruro. - La temperatura alla quale avviene la scom
posizione dei cloruri varia a norma della loro specie. Qualche volta
usando dell'idrogeno nascente la riduzione avviene alla tempera
tura ordinaria; se si mescolano dei frammenti di zinco col cloruro
d'argento, e si ricopre la miscela d'acqua acidulata con acido sol
forico, per 1' azione dell'acido sullo zinco sviluppasi l'idrogeno , il
quale reagendo sul cloruro d'argento produce acido cloridrico ed ar
genti metallico polveroso. La reazione annunciata dal cambiamento
di colore nel cloruro d' argento, che da bianco fassi neraatro.
I cloruri si combinano talvolta fra loro e danno origine a dei sali,
detti cloiuri doppit', nei quali un cloruro fa funzione di base; l'altro
di acido. Esistono dunque cloruri basici ed acidi. Conosciamo anche
dei cloruri indifferenti e salini ; manca per la classe dei cloruri sin
golim.

Si ottengono i cloruri per la combinazione diretta del cloro coi


metalli, e questo modo di preparazione usato specialmente per ot
tenere alcuni percloruri anidri, come quello di ferro e d'antimonio.
I metalli della terza sezione ed alcuni della quarta e quinta trat

_ 4A_ ,__ ____4___-

32
mar cr.oauru METALLICI.
tari coll' acido cloridrico ne sviluppano l' idrogeno e vi si sostitui
senno, producendo cos dei protocloruri dei metalli impiegati. Per

esempio:
Fe
ferro

HCl == FeCl + H
se. cloriprotocloidrogeno
drico
ruro di ferro

Ariche gli ossidi metallici, e tanto pi se idrati, si convertono in

cloruri per 1 azione dell'acido cloridrico , e se ne ottiene il cloruro


e dell'acqua:

Pb0 + HG]
= P'oCl
+ HO
protossido
protocloruro
acqua
di piombo
.
di piombo
Fe20 + 3HCl =- Fe(ll3 + 3HO
sesquicloruro
acido
sesquicloacqua
di ferro
cloridrico . ruro di ferro
In ne i cloruri anidri di alcuni metalli della seconda sezione si

preparano mediante l'azione del cloro sopra una miscela d' ossido e
carbone; si ottiene il clorurometallico e dell'ossido di carbonio.
AlQC)3
allumina
'

3Cl + 30 = AlCl" +
cloro
carbonio cloruro di
alluminio

3CO .
ossido di
carbonio

Le combinazioni dell iodio, bromo e uorio coi metalli hanno


molti caratteri simili ai cloruri. Quelle degli altri metalloidi sono
ancora poco conosciute, cosicch meglio rimandarne lo studio al
momento in cui esamineremo taluna. delle loro combinazioni.

DELLE LEGHE
300. Come i metalloidi combinandosi fra di loro danno origine a
dei composti chimici perfettamente deniti, anchei metalli produ
cono dei corpi che hanno tutti i caratteri delle combinazioni. Le
quali se avvengono fra due o pi metalli, escluso il mercurio, diocesi
leghe, e se invece uno di essi il mercurio, diconsi amalgame.

Sotto il nome di leghe non intendonsi per unicamente le pure


combinazioni dei metalli fra di loro, ma anche le mescolanze di

queste combinazioni con una eccedente quantit d' uno dei compo
nenti, nel quale la combinazione sta come disciolte, Q il metallo e
fuso, mescolata se solido. La qual condizione si pu dimostrare

DELLE LEGHE.

33

facilmente coi seguenti esperimenti, che servono anche di base ad


alcune operazioni metallurgiche.
Il piombo che si ottiene dai minerali piombiferi contiene sempre
dell'argento, ma qualche volta in cos piccola quantit, che non con
viene separarlo coi metodi ordinarii. L' argento contenuto nel
piombo allo stato di una combinazione, di una lega, che pi fusi
bile dei due metalli. Avendo cura di lasciar raffreddare lentamente
una massa di piombo poco argentiiero, e ripetendo varie volte l'ope
razione, col separare sempre le prime porzioni di metallo che si so
lidicano, si pu dividere la massa impiegata in due parti; l'una, ed
la maggior quantit, conster di piombo quasi puro, l'altra della
lega di piombo e argento.
Se bassi invece un'amailgama assai di freq uente molto pi facile ed
evidente l'esperienza; la semplice ltrazione attraverso ad una tta

tela od alla pelle di camoscio pu isolare la combinazione metallica


dall' eccesso di mercurio col quale era commisia. Della qual cosa

vedremo le applicazioni nel discorrere della estrazione dell oro.e del


l'argento.
Del resto queste combinazioni debbono essere numerose ; perocch
mentre una lega si solidtca, per lo pi dimostra una diversa
composizione nelle varie parti della massa metallica che si ottiene,
e queste varie composizioni corrispondono spesse volte a combi
nazioni denite differenti dei metalli che formono la lega.
Le leghe presentano sempre i. medesimi generali caratteri sici dei
corpi metallici. Sono dunque splendenti, opache, insolubili; condu
cono bene il calorico e l'elettricit. Sono in generale pi dure , e
meno malleabili e duttili dei metalli che le formano, e la loro fu

sibilit per lo pi maggiore di quella media dei metalli che entrano


acorqporle. Nello studio debsingoli metalli noi vedremo moltissimi
esempii che ci proveranno queste cose, ma intanto puossi gi dire di
quanta utilit debbono esser queste combinazioni. Sono pochi i me
talli che si adoperano isolati nelle industrie, ed anche questi avreb
bero un numero minore di applicazioni, se non fosse possibile allegan
doli al mercurio, allo stagno, al bismtrto di aumentarne la fusibilit;
allo stagno ed al rame, la tenacit; al piombo, allo zinco, al ferro,
al bismuto, allantimonio, all' alluminio, all arsenico, che in que

ste circostanze agisce come un metallo, la durezza.


Le leghe sono per in generale combinazioni non molto stabili, e
per l'azione del calore o si distruggono totalmente, ovvero vengono
sensibilmente modicate. Quando contengono un metallo volatile,;
come lo zinco ed il mercurio, il_calore fa volatilizzare questi metalli.
Baucsnszu. Tralallo di Chimica. V. Il.

34

nar.r.n LEGHE.

Cos ad esempio la lega di zinco e rame, che dicesi ottone, sottoposta


alla temperatura d' ebollizione dello zinco, lo perde intieramente, e
non rimane nel crogiolo che il puro rame. Dalle amalgame d' oro
e d'argento si distillafacilmente il mercurio, e si ottengono questi
metalli preziosi allo stato di purezza.
Alcune volte le leghe si mostrano pi restio all'azione dei reagenti
chimici dei metalli che le compongono, come accade in talune com
binazioni di alluminio e ferro. In altri casi invece si ossidano e sono
attaccate dagli acidi con una prontezza straordinaria.
Le leghe si ottengono quasi sempre fondendo insieme i metalli
che devono comporle. In qualche caso si preparano ponendo un
metallo a contatto dell'altro allo stato nascente, come per esempio
quando si prepara la lega d' antimonio e potassio, e quando voglionsi
le leghe di piombo e calcio ecc.
Degli usi delle leghe diremo nello studio di ciascun metallo.

DEI SALI.
301. Abbiamo gi veduto molte volte che un sale pu aver ori
gine dalla combinazione di un ossido basico con un ossido acido. I
sali formati in tal modo sono realmente numerosissimi e dotati di
propriet chimiche e spesse volte anche siche simili, cosicch
facile il distinguerli dalle altre classi. di combinazioni dei corpi.
Ma studiammo anche altre combinazioni, che unendosi fra di loro

danno origine a corpi aventi icaratteri chimici dei sali, e che hanno
con questi anche molte siche somiglianze. Vedemmo, ad esempio,
che esistono dei solfuri acidi e dei solfuri basici, veri solfacidi e sol

fobasi, che producono combinandosi fra di loro dei composti galini,


detti perci sol/usati; e descrivemmo accuratamente frat solfoacidi l'a
ci:lo solfoarsenioso, il solfoarsenico e solfocarbonico, e nella storia dei

metalli avremo occasione di accennare alle propriet basiche di molti


solfuri metallici. -- I cloruri anch'essi sono nella medesima circo
stanza, cosicch l'uno pu rispetto all'altro far funzione di base o
di acido, e dalla loro combinazione si hanno i cos detti cloruri

doppii, veri clorosali.

Delle generali qualit sicheechimiche dei sali sono dotati i com


posti provenienti dall'azione del cloro, bromo, iodio e uorio sui me-
talli, ovvero da quella delle loro combinazioni acide idrogenate molte

volte sui metalli stessi, sempre sui loro ossidi basici. In questo ulti
mo caso i prodotti della reazione sono l'acqua e la combinazione del

n21 SALI.

35 .

metalloide col metallo; nell'antecedente, lo sviluppo dell' idrogeno


dell'acido, la sostituzione del metallo al posto dell' idrogeno che si svi
luppa. I prodotti che da. queste reazioni si ottengono sono veri sali,

od almeno corpi che ne hanno le caratteristiche propriet, cosicchi


chimici convengono di attribuire a quei metalloidi il nome di alogeni,
cio produttori di sali, e distinguono i sali eh essi formano col nome
di sali aloidi, a differenza di quelli prodotti dai composti solforati,
che diconsi sol/esuli, e di quelli prodotti dalle combinazioni ossige
nate, che diconsi ossisali, ecc.

Da ci si vede che sonvi sali che sono composti ternarii, e sali


che sono composti binarii.
Non sempre i composti salini ternarii sono prodotti dalla unione
d'un acido e d'una base del medesimo genere: non conosciamo cio
soltanto sali provenienti da una ossibase e da un ossiacido, ovvero
da una solfobase e da un solfoacido, ma queste classi di combinazioni
ponno iutrecciarsi fra di loro, ed una ossibase combinarsi con un sol

foacido, o con un cloruro che faccia funzione di acido, e viceversa;


ed infatti si conoscono le combinazioni dette ossisolfuri, osst'cloruri,
che sono veri sali, ed hanno le indicate composizioni.

La pi comune denizione di sale la seguente: per sale si in


tende una. combinazione di due composti binarii, dei quali l'uno, la

base, elettro-positivo rispetto all'altro, l'altro rispetto al primo


come elemento elettro-negativo.
Infatti sottoponendo un sale alcalino senzayazione sulla tintura di
tornasole all'azione di una corrente elettrica, e disponendone la solu

zione in un tubo ad U in modo che i poli della pila penetrino nel


liquido per le due aperture, facile lo scorgere , che dopo qualche
istante il liquido al polo negativo sar divenuto alcalino e dall'altra
parte acido. Ed immergendo da questo lato la. carta colorata in az
zurro'colla tintura di tornasole si far rossa, e dall'altro lato la carta

stessa arrossata si far azzurra.


Ma i cloruri, i bromuri, i ioduri e uoruri non sono formati da

parti gi composte, eppure sono _veri sali, e neppure quando sono di


sciolti nell'acqua possibile il considerarli come se fossero entrati
in combinazione coll' acqua. Perci secondo quella. denizione ri
marrebbero dunque come una classe particolare di sali, e quindi per
queste anomalie e per altre ragioni non tutti i chimici concordano
nell'ammetterla.

Uno dei caratteri chimici principali'e pi rimarchevoli dei sali


quello di poter produrre quei fenomeni, che si dicono di doppia scom
posizione, pei quali posti a contatto di altre sostanze, scambiano con

>L"I

__;*=-=l

36

nar san.

una porzione dei componenti di queste una parte di quelli che con
tengono, cosicch si producono due nuovi composti. E quei chimici
che non concordano cogli altri nella suddetta denizione, prendono
per carattere distintivo dei sali questa propriet e da. questa li de
niscono. Infatti dicono sale qualunque composto di due parti l'una
metallica, l'altra non metallica, che ponno cangiarsi nel composto

per via di doppia scomposizione.

'

E non intendono che la parte metallica possa essere formata solo


da un Corpo dotato dai caratteri sici dei metalli, ma anche da qua
lunque altra sostanza che chimicamente ne faccia le veci. Cos, ad

esempio, vedemmo gi alcune volte come l'idrogeno dell'acqua di


combinazione degli acidi idrati possa essere sostituita dai metalli,

e dicemmo che allora. l'acido idrato si trasforma in un sale:


HO,S03 + Zn = ZnO,SO3 + H.
L'idrogeno dunque nell'acido solforico monoidrato, come nell'acqua

di costituzione degli altri acidi, fa funzione d'un metallo, idro


geno metallico, e l'acido secondo questa denizione sarebbe un sale;
e siccome anche nell'acqua pura l idrogeno pu essere sostituito dal
potassio, cosi anche l'acqua sarebbe un sale.
.
Secondo questa denizione adunque quasi tutti i corpi si devono
considerare come sali, perocch la maggior parte dei composti cono
sciuti subiscono delle reazioni,che sono vere doppie decomposizioni,
come quelle ora indicate.
E certo che le leggi generali alle quali sono sottoposte le combina
zioni chimiche sono uguali per tutte, n pu la cosa essere diffe
rente. Anzi per quanto si detto gi. molte volte gli stessi corpi sem
plici vi sono soggetti, in quanto che non constando di particelle
tutte agenti chimicamente nello stesso modo, cio non essendo .tutte
meccanicamente uguali, si possono immaginare formati dalla com
binazione di queste particelle; e molti fatti, che altrove riceveranno
il loro pieno sviluppo , ci costringono ad ammettere i suddetti casi
di doppia decomposizione anche pei corpi semplici; la storia del cia
nogeno ce ne diede un'esempio pei radicali composti. Parrebbe dun
que pi conveniente a rappsesentare il vero concetto che dobbiamo
formarci dai composti salini l'ultima delle denizioni indicate. Per
per coloro che studiano gli elementi della chimica utile una mag
gior suddivisione delle classi dei composti chimici, e quindi ci atter
remo a quella indicata dapprima, avendo cura di comprendere nella
classe dei sali anche quelli aloidi, che vedemmo comportarsi come i
sali pei generali caratteri sici e chimici che posseggono.

DEI SALI.

37

Acib siamo indotti anche dalla necessit di conservare le formole


razionali dei corpi che studiammo. Infatti, ad esempio, l'acido solfo

rico, che rappresentammo sempre colla formola razionale HO,SO*,


secondo l'ultima denizione dovrebbe essere formolato con H,SO*.

PROPRIETA' FISICHE E CHIMICHE DEI SALI.


302. quasi sempre possibile l'ottenere dall'azione di un ossido ba
sico sopra un acido varie specie di sali , nei quali i rapporti fra i
componenti variano, ben inteso obbedendo alla legge delle propor
zioni multiple. E gi vedemmo altre volte come il solfato neutro di
potassa o di soda, che rappresentato dalla formola KO,S03, possa
assumere una nuova quantit d'acido solforico, e dar origine ad un
nuovo sale, detto solfato acido, o bisolfato di potassa, che e rappre

sentato dalla formola KO,HO,SSO*L In altri casi invece si aumenta


la quantit dell'ossido basico, ed i sali che si ottengono diconsi per
ci basici, come ad esempio il nitrato neutro di piombo, che rap
presentato da PbO,NO5, pu assumere una nuova dose di ossido di

piombo e dar origine ai nitrati basici rappresentati da:


.(Pb0)3,N05 e (Pb0),N0
I sali dunque distinguonsi in sali neutri, acidi e basici. Questa
classicazione ha per bisogno di essere meglio dichiarata afne di
conoscere i caratteri pei quali un sale debba esser posto in una o
in un'altra categoria.
Il mezzo pi comune per giudicare della acidit o basicit, ovvero
della neutralit di una sostanza, quello che ci procurano alcune
sostanze vegetali colorate, e specialmente la tintura di tornasole. la

parte colorante della quale un sale, combinazione dell'acido lit


mica coll'ossido di calcio. I sali che forma quest'acido sono azzurri,

l'acido libero rosso.


Se adunque il litmato di calce va a contatto d'un liquido acido,
essendo l'acido litmico un acido debolissimo, sar spostato dalla sua
combinazione dell'acido col quale va a contatto, e reso libero mani
fester il suo naturale colore rosso.
Se invece l'acido litmico libero posto a contattmcon una base
solubile, visi combina e da origine al sale azzurro. Inne se il corpo
che tocca la tintura di tornasole o l'acido litmico libero non n
acido n alcalino, il colore rimarr inalterato.

38

PROPRIETA' FISICHE E CHIMICHE' DEI SALt.

Parrebbe dunque che questo carattere dovesse esser sufciente per


distinguere i sali d'una classe da quelli d' un' altra. Ma oltre a che
sonvi dei sali insolubili, che appunto perci non hanno azione su
questo reattivo, e quindi non danno indizio della classe alla quale
appartengono, sonvi anche alcuni metalli, i cui ossidi basici non ci
procurano mai sali neutri ai reattivi colorati, e quindi alla tintura
di tornasole. Per esempio, i sali d'argento solubili, quelli di bismuto,
di rame arrossano costantemente la tintura di tornasole, eppure al
cuni di essi hanno tutti gli altri caratteri chimici di molti altri sali
neutri o basici, anche esplorati colla tintura di tornasole.
Si convennedunque di attribuire alla parola. sale neutro, acido o
basico un signicato dedotto dalla composizione di. questi sali.
Noi abbiamo ammesso che gli acidi idrati sono costituiti da due

parti, quella che dicesi acido anidro, e quella chiamata acqua di com
binazione o di costituzione dell'acido, ed abbiamo veduto che que

stacqua nella formazione dei sali era sostituita da un ossido basico


e quindi metallico.
Si dicono sali neutri quelli nei quali tutta l'acqua di combinazione
dell'acido idrato sostituita da una quantit equivalente di un protos
sido basico rappresentato dalla formola generale MO. Cos se nell'a
cido nitrico HO,NO5 sostituiamo ad HO il protossido di piombo, otter
remo il corpo PbO,NO5, il nitrato di piombo, che sebbene arrossi la
tintura di tornasole, deve esser considerato come un nitrato neutro.
Diconsi sali acidi quelli nei quali l' acqua. di combinazione non
venne tutta. sostituita da un ossido basico. E ad esempio noi cono
sciamo il solfato di potasse, K0,S03, il quale rappresenta l'acido sol
forico HO,S03 in cui l'acqua sostituita dall'ossido basico KO, ed
dunque un sale neutro, e questo sale neutro anche alla tintura di
tornasole. Se a questo sale si aggiunge tanto acido solforicomonoidrato,
quanto quello da cui provenne. e si riscalda la miscela, si ottiene
un corpo che pu esser rappresentato dalla formola
' KO,HO,2S03 = KO,S03,HO,SQ3.
Questo un sale acido.

Evidentemente per quei chimici che considerano gli acidi idrati


come sali, il solfato acido di potassa non altro che un solfato dop

pio di potassa.e di acqua, e non ammettono sali acidi; per la mede


sima ragione i sali provenienti dagli acidi bibasici , o tribasici nei
quali tutta l'acqua di costituzione degli acidi non sia sostituita da.
ossidi basici, li dicono sali neutri, parecchie l'acqua fa le funzioni di
un ossido metallico.

PROPRIETA' FlSICHE E CHIMICHE DEI SALI.


.
39
Inne diconsi sali basici quelli che contengono una quantit di
bam superiore a quella equivalente all'acqua di combinazione degli
acidi idrati coi quali la base si combini).
Abbiamo gi indicato qualche esempio di sali basici; solo ora ci
resta da aggiungere, che generalmente si ottengono idrati, e come
quest'acqua di idratazione possa esser considerata come facente fan.
zione di acido. Noi sappiamo infatti come l'acqua talvolta sia basica,
in rapportoagli acidi energici e talvolta faccia funzione d'acido in

rapporto alle basi; cosicch l'acqua di combinazione nell' acido sol


forico HO,SO3, ha una diversa attivit chimica di quella nella po
tassa caustica KO,HO.

Ebbene, il nitrato basico di piombo, del quale abbiamo gi parlato,

si ottiene idrato e rappresentato allora dalla formola seguente:


(PbO)NO%HO = PbO,NO5,PbO,HO
Questo sale rappresentato come nel secondo membro di questa
equazione, sarebbe un sale doppio, fatto dal nitrato di piombo com.
binato all'idrato di ossido di piombo, ed in questo l'acqua farebbe fun
zione d'acido.

A questi diversi modi di rappresentare i sali e di intenderne la


costituzione, come in generale alle formola razionali dei corpi, non

bisogna attribuire un' importanza maggiore di quella che realmente


hanno. Ed la seguente: ciascuna formola razionale, che corrisponde

al concetto che uno si forma del modo di reagire dei corpi, stabi
lita in modo che si presti bene a rappresentare un certo numero di
fatti, e naturalmente si adotta quella che bene ne dimostri il mag

gior numero; ma siccome puossi dire che n'ora nessuna formola ra


zionale superi le altre in questo ofcio in ogni caso, cos ne viene
che utileconoscere tutte quelle che si attribuiscono ad una so
stanza, od almeno le principali, perch all'evenienza si adoperi piut
tosto l'una che l'altra.
Cos ad esempio abbiamo veduto che alcuni rappresentano l'acido
solforico colla formola HO,S03, altri con H,SO* ed altri con SOO,HO.

Tutte queste formole rappresentano la composizione di quell' acido,


ma ciascuna di esse indica meglio un cert' ordine di fenomeni, e
quindi a norma dei casi ci sar lecito impiegare piuttosto l'una che
l'altra.
'
Da quanto abbiam detto intorno ai sali neutri ne vengono alcune
leggi molto importanti intorno alla loro costituzione.
evidente che i sali neutri formati degli acidi monobasici deb

40

PROPRIET FISICHE E CHIMICHE DEI SALI.

bono contenere per ogni equivalente d' acido considerato anidro un


equivalente di protossido basico. Cos ad esempio, iseguenti sali
neutri sono rappresentati dalle formole che sono scritte in anco al
nome:

Solfato di potassa =, 1<0,s03


Nitrato di piombo = PbOJNO
Carbonato di soda. = NaO,CO2

E tutti gli altri solfati, nitrati e carbonati di protossidi, si otterranno


sostituendo al protossido di potassio, di piombo, di sodio gli altri
protossidi.
,
'
Un medesimo genere di sali neutri, cio quelli formati da un solo
acido coi vari protossidi, ha simili tutte le formole che rappresentano
le varie sue specie, e non differiscono che per la sostituzione d' un

metallo ad un' altro. In tutte dunque il rapporto fra l ossigeno della


base e quello dell'acido costante. Questa legge si verica in tutti i
sali.
Questo rapporto come 1:2 nei carbonati e nei solti neutri
come 1:3 nei solfati, cromati, bor-ali ed ossalati
come 1:5 nei nitrati,cloratiemetafosfati

come 1:'1 nei perclorati


come 2:5 nei pirofosfati
come 3:5 nei fosfati.
Gli acidi per non solo formano dei sali coi protossidi ma anche
con alcuni sesquiossidi metallici, rappresentati della formola gene
rale M203. Quali saranno i sali neutri formati da questi ossidi co
gli acidi?
La denizione da noi data di sale neutro, per quanto vedemmo
or ora, potrebbe esser sostituita dall'altra, colla quale si dicesse che sono
sali neutri quelli nei quali si verica l indicato rapporto. Il quale
sussiste e vale anche pei sali formati dai sesquiossidi, cosicch ad
esempio, il solfato neutro di sesquiossido di ferro deve esser rap
presentato da Fe203,3503. Infatti il rapporto fra l'ossigeno della base
e quello dell'acido in questo sale come 1:3. Altrettanto dicasi in
ogni altro caso.

Da tutto ci riesce anche evidente come le basi che neutraliziano

una certa. quantit d'un acido, saturano anche una quantit propor
zionale di qualunque altro.

Cos ad esempio, 47,2 di protossido di potassio che neutralizzano


40 d'acido solforico saturano anche 54 d'acido nitrico, 22 d'acido car

raoratat'a FISICHE a CHIMICHE net sanr.

41

bonico ecc. Ed inversamente la quantit d acido che neutralizza un

certo peso di una base, satura anche dei pesi proporzionali d'ogni
altra base.
i.
Nelle varie quantit ponderali di ossidi basici, che formano dei

sali neutri con una costante quantit di acido , la quantit di ossi


geno contenuta quindi costante. Cos ad esempio, se noi ci propones
simo di formare dei solfati neutri con tutte le basi, e che volessimo

disporre sempre di 100 parti di acido solforico anidro, che contiene


60 parti di ossigeno e 40 di Scifo, noi dovremmo impiegare tanto
dei vari ossidi basici, che in ognuno fossero contenute 20 parti di
ossigeno. Questa quantit di ossigeno contenuta nell'ossido basico, che
con 100 parti di acido anidro forma un sale neutro, misura la ca
pacit di saturazione di quell'acido. Ed evidente che questa uguale
per un acido rispetto a tutte le basi, e che conosciuta, ci fa noto an
che la quantit degli ossidi basici necessaria a formare i sali neutri.
303. I sali sono generalmente solidi alla temperatura ordinaria, ed
alcuni di essi a temperature pi o meno elevate si volatilizzano senza
scomporsi. Questi sorto dunque sublimabili o distillabili, e nella subli
mazione acquistano generalmente forme regolari cristalline, e spesse
volte anche qualit siche diverse da quelle che avevano prima.
Cos ad esempio, il nero solfuro di mercurio si cangia nel rosso ci
nabro, l'ioduro rosso di mercurio fassi giallo.
I sali provenienti da combinazioni incolore sono senza colore. Son
vene per molticolorati, e questa dote qualche volta distintiva della
loro specie, della base che contengono. Il sapore dei sali gene
ralmente stittico, metallico, qualche volta al primo momento dolce.
I sali per di soda. hanno quel sapore, che propriamente dicesi sa
lato, e quelli di magnesia sono amari. Molti sono cristallizzabili,

alcuni soltanto si ottengono sempre amor.


Un gran numero di sali solubile nell'acqua, anzi alcuni di essi
ne sono cosi avidi, che l'attirano dall'aria atmosferica e vi si disciol

gono, e talvolta ne assumono una porzione in combinazione. Questi


Sali diconsi deliquescenti. Se ne conoscono anche alcuni che sono
solubili nell'alcool.
.
,. ,
Quando si concentra una soluzione d'un sale nell'acqua, e che a tem

po debito si lasci raffreddare, quasi sempre si ottiene di poter isolare


il sale dal solvente sotto una forma regolare, quindi cristailizzato.
I sali nel cristallizzare alcune volte si combinano ad una certa
quantit d'acqua, che dicesi acqua di cristallizzazione, e qualche
volta, come il nitro, riescono anidri.

L' acqua di cristallizzazione pu esser sempre espressa nella for


BIIL'GNAI'BLLI. Trattato di Chimica. V. Il.

42

anoranrra' nsicna a CHIMICHE D81 SALI.

mola del sale con un numero esatto di equivalenti, cosicch im


possibile il dire che sia acqua fortuitamente interposta fra le mole
cole dei cristalli, ed imprigionatavi durante la loro formazione. Biso

gnu dunque ammettere che l'acqua di cristallizzazione sia in uno


stato'di combinazione nei cristalli; per non paragonabile a. quella
basica degli acidi, che non pu esser sostituita che da ossidi ba
sici, e nemmeno all'acqua degli idrati di taluni ossidi, nei quali fa
veramente funzione di acido, ne pu esser espulsa che con azioni
energiche, ovvero dagli acidi che vi si sostituiscono. L'acqua di
cristallizzazione si espelle dai cristalli col calore e la loro forma
regolare si distrugge. Per convien notare che non tutta l acqua di
cristallizzazione si pu togliere dai sali con uguale facilit.
Dome abbiamo veduto esservi delle sostanze e dei sali che atti
rano l'umidit dell'aria, e ridottala liquida vi si disciolgono, e sono

questi i sali deliquescenti, cos somi anche sali i quali esposti al


l aria perdono alquanto dell'acqua di cristallizzazione che contene
vano; il solfato di soda cristallizzato, il carbonato di soda, l'allume

esposti all'aria secca perdono la loro forma cristallina, si riducono in


una polvere bianca, diminuendo alquanto di peso, per l acqua che
da essi staccossi. Ma allora. non divengono intieramente anidri, ead

ottenerli in questostato si esige molte


Cos ad esempio del carbonato di soda
binazioni coll'acqua:
NaO,CO +
NaO,CO +
NaO,(JOI +

volte una temperatura elevata.


si conoscono le seguenti com
lOaq. (')
8aq.
6aq.

NaO,C0 + 5aq.
NaO>GOa + aq.

Il carbonato anidro NaO,COa non si ottiene che mantenendo per


lungo tempo il carbonato idrato al calor I'USSH.
La quantit dell'acqua di cristallizzazione che trovasi unita. ad un
sale che deponesi da una sua soluzione non sempre costante, ma
varia a norma delle circostanze di temperatura ed anche a seconda
della natura del liquido, in cui formaronsi i cristalli; In generale
quando la cristallizzazione [assi in liquidi molto caldi od'in liquidi
contenenti un eccesso di acido, l acqua contenuta nei cristalli in

minor dose, che quando il fenomeno accade nelle circostanze oppo


ste a quelle ora indicate.
() L'acqua di cristallizzazione, come gultra volta vedcmmo, si esprime con aq. e

non con HO.

'

montata Fisica: 1: cannone osi SALI.

43

Noi abbiamo gi veduto che molti sali si disciolgono nell'acqua.


Questo fenomeno qualche volta accompagnato da svolgimento di
calore, qualche volta invece da forte abbassamento di temperatura;
e nello studio dell'acqua vedemmo che alcune miscele frigorifere erano
formate da un sale con l'acqua che lo scioglieva.
1 sali ammonici in generale producono questo effetto, e il nitrato
ammonico mescolato al suo peso d'acqua nel disciogliersi produce
un abbassamento di temperatura di 26. E evidente che questo ef
fotto prodotto dal cangiamento di stato che avviene nel nitrato
solido, come l'elevazione di temperatura segno che una porzione
dell'acqua si combino al sale.
Quando invece la soluzione accade senza svolgimento di calorico
bisogna ammettere che amendue le indicate azioni esistano, cio il
raffreddamento prodotto dalla soluzione del sale ed il riscaldamento
per il combinarsi al sale dell'acqua, e che questi effetti si equili
brino.
La Solubilit dei sali nell'acqua aumenta colla temperatura del li
quido, e soltanto pochissime eccezioni.si conoscono a questa regola.
Noi vedremo un' esempio singolare di anormale solubiliti nell'a
cqua nel solfato di soda, la massima solubilit del quale a 330.
Conviene per notare che i sali che si ottengono dalle soluzioni a di
verse temperature, e l'abbiamo veduto poo anzi, sono combinati

a dosi d'acqua di idratazione differenti, ed quindi probabile che


nel liquido a quelle diverse temperature il sale trovisi in condi

zioni diverse, cosicch il variare di temperatura arrechi un can


giamentonella costituzione del sale e quindi alla sua solubilit.

Cosi il solfato di Soda che trovasi nella soluzione da 00 a 330 pu ore.


dersi un sale costante, ma che da questa temperatura in seguito
varia la sua costituzione , cangiando la quantit d'acqua d'idrata
zione, e quindi anche la sua solubilit.

303 bis. Quando un solvente ad una data temperatura ha disciolto un


sale nella massima quantit possibile, dicesi che la soluzione satura.
La quantit di sale disciolto in una soluzione satura varia colle
temperature, ed abbasstindosi quella di una soluzione satura. una

porzione del sale deponesi cristallizzato.


Accadono per alcuni casi che fanno eccezione a questa regola.
Se si fa una soluzione satura di solfato di soda a 330, e quindi si
lasci in un luogo tranquillo e coperta sia con uno strato d'olio, sia,

semplicemente con una capsula capovolta sulla bocca del vaso, o me


glio si chiuda in un vaso dal quale siasi espulsa l'aria facendo bol
lire la soluzione , pel raffreddamento il sale non deponesi; se le

44

PROPRIETA' FISICHE I CHIMlCHE DEI SALT

sperienza venne preparata coll'ultimo dei modi indicati si pu anche


agitare la soluzione senza che si precipitinoi cristalli del solfato di soda.
Queste soluzioni diconsi roprasature, e si distruggono per facil
mente quando nel liquido si introduca un corpo solido. Essendo que
sti fenomeni molto singolari e belli ne riparleremo studiando il sol
fato di soda e l'allume.
L'acqua che disciolse e saturossi di un sale conserva la facolt di
discioglierne un altro ed anche varii altri, cosicch molti sali ponno

coesistere in una soluzione, purch non esercitino veruna reciproca


azione chimica.
Questa propriet molto notevole e qualche volta utile, perocch
si potr sempre separare da un sale solubile nell'acqua un altro an
ch' esso solubile, impiegando delle soluzioni satura del sale che si
vuol ottenere in tal modo puricato. Il potere solvente dell' acqua.
varia per in queste circostanze, ed in generale una soluzione d' un
sale sar un buon solvente d'un altro sale quando fra i due non
siavi nulla di comune. Cos ad esempio una soluzione satura di ni
trato di potassa scioglie bene il cloruro di sodio. Anzi avvengono
dei casi nei quali aggiungendo ad una soluzione satura d'un sale
un altro sale, acquista la propriet di sciogliere una nuova dose del
primo.
Le soluzioni hanno un punto di ebollizione differente da quella
del solvente, come lo dimostra la tabella seguente:
Temperatura di

Quantit del sale


Sa"

ebolllzione della, soluzione

in 100 parti d'acqua

Carbonato di soda .
Cloruro di sodio
Nitrato di potassa .
Carbonato di potassa .
Cloruro di calcio . .

48,5
41,2
335,1
205,0
325,0

. .
. .
. .
. .
. .

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

.
.
.
.
.

. .
. .
. . .
. . .
. . .

1040,6
1080,4
1150,9
1350,0
1790,5

Il volume del liquido solvente aumenta quando sifaccia una so


luzione.
La temperatura d' ebollizione delle soluzioni satura costante, e

siccome anche pi elevata di quella dell'acqua pura,si ha il


mezzo di sottoporre i corpi a temperature costanti e maggiori di 100.
Inne i sali sono talvolta fusibili. Quando sieno custallizzati di

spesso contengono una dose tale di acqua di cristallizzazione, che ri


scaldata basta a sciogliere il sale; ed allora dicesi che il sale sub
la fusione acquea, che una pura e semplice soluzione. Quando in
vece sottoposto il sale anidro al calore, o reso per questo anidro, si

.45
fonde, allora dicesi che subisce la fusionrignea, e questa la vera
fusione.
304. Ora tempo che ci occupiamo di quelle azioni per le quali i sali
si decompongono, e, di quei generali fenomeni pei quali comune.
mente si alterano e cambiano la loro costituzione.
Molti sali sottoposti all'azione di una temperatura alquanto elevata
PROFRIBI'A' FISICHE E CHlMICHE DEI SALI.

si decompongono, e, ad esempio, da tutti i nitrati si separa l'acido

nitrico, che nel medesimo tempo si scompone, e non lascian per resi
due che un ossido del metallo, che stava prima nel sale; tutti i sali
prodotti dagli acidi ossigenati del cloro e corpi congeneri si scom
pongono per l'attivit del medesimo agente, ed i prodotti sono l'ossi_
gene ed un cloruro od ossigeno e combinazioni binarie del corpo conge
nere al cloro e del metallo. Gli ossalati al calor rosso sono tutti con
vertiti in carbonati, e se questi sono scomponibtli, allora cambiansi
in ossidi; tutti i carbonati, ad eccezione di quelli dei metalli alca

lini e della barite e stronziana, si decompongono per l'azione d'una


temperatura pi o meno elevata in acido carbonico ed in ossido me
tallico. I solfati anch'essi si decompongono quasi tutti per l'azione
del calor rosso, ad eccezione di quelli dei metalli della prima se
zione e di alcuni pochi altri. I fosfati invece,i borati, i silicati sono
stabili a temperature elevatissima.
In generale dunque molto potente l'azione del calorico sui sali.
Invece l'azione della luce limitata ad alcuni pochi sali, ma gli

esempi che se ne hanno sono rimarchevolissimi per le brillanti ap


plicazioni che ricevettero.
Noi vedremo come il bianco cloruro d'argento esposto all'azione
della luce si trasformi in una sostanza nera, la quale ssa e re
sistente ai solventi del cloruro d'argento, cosicch se sopra un foglio di
carta, sul quale sia disposto un uniforme strato di cloruro d'argento, fac
ciasi in una parte limitata agire la luce, la carta annerir in quella.
parte soltanto , e lavata dopo con liquidi solventi del cloruro d'ar
gento, rimarr sulla carta il disegno nero, e tutto il rimanente clo

ruro sar esportato. Di queste propriet riparleremo a. tempo debito.


Ora. perch solo si conosca l'azione della luce sui sali diremo che
anche varie altre di queste sostanze si mostrano impressionabili dalla
luce, e precipuamente il nitrato d' urano.
Ugualmente importante l'azione delle correnti elettriche sui sali.
Gi al principio di queste considerazioni sui sali abbiamo fatta
l' osservazione, che il solfato di soda sottoposto all'azione della. cor
rente elettrica si scompone in ossido di sodio ed acido solforico, e

che il primo si accumulava. al polo negativo ed il secondo al posi

46

raoraran' risrcm: a CHIMICBI DEI san.

tivo. Tuttii sali contenenti un metallo facilmente ossidabile si


scompongono a questo modo, ma l'alterazione pi profonda in
quelli contenenti metalli delle ultime sezioni. Allora. non solo il
sale scindesi nell'acido o nella base che lo costituiscono, ma questa
dividesi in ossigeno e metallo, cosicch l'acido e l'ossigeno dell'os
sido, come corpi elettro-negativi, recansi al polo positivo, il metallo
come elettro-positivo al polo negativo.
Questo risultato si ottiene facilmente colle soluzioni dei sali nell'a
cquae colie correnti non troppo energiche. Quando invece la solu
zione perdendo a poco a poco il metallo che contienesi inacidisce
sempre pi, ovvero.quando contiene molto acido libero, o che la
corrente sia troppo energica, allora. anche l'acido del sale si scom
pone, e si ottengono risultati pi complessi. Questa decomposizione
dell'acido e sopratutto facile. coi sali contenenti acidi organici.
Questi fenomeni ricevettero gi molte importanti applicazioni, sia
nella parte teoretica della scienza per.lo studio della costituzione
chimica di alcunesostanze, sia per ottenere ridotti e puri alcuni me
talli, che altrimenti solo difcilmente si potrebbero avere. Noi ve
dremo nello studio dei metalli in particolare come coll'azione della
corrente elettrica sui sali, e specialmente sui cloruri a cianuri di al
cuni metalli della seconda sezione si riesca all'intento ora indicato;
e nello studio dei metalli nobili, come coll'azione elettrica si possano

ricoprire di uno strato metallico le superci conducenti l elettricit.


La qual cosa ha dato origine alle industrie della galvanoplastica,
della doratura ed inargentatura elettrica.

Dellazione reciproca degli acidi e dei sali. - Quando l'acido uguale


a quello contenuto nel sale avvieu di frequente che si formi un sale
acido, come nel caso del bisolfato di potasse. gi pi volte citato. Il
carbonato di soda in contatto dell'acido carbonica si trasforma in
bicarbonato, Na0, 2C02, cos fa quello di calce ecc. Altri sali per

rimangono inalterati, e servan d'esempio i nitrati.


Se invece l'acido che agisce su di un sale disciolto diverso da
quello contenutovi, vi sar sempre unadecomposizione, qualora l'acido
aggiunto possa formare colla base un sale insolubile o meno solu
bile di quello adoperato.
Si hanno moltissimi esempii di questa legge; se ad un sale solu
bile di barite si aggiunga dell'acido solforico, immediatamente si ot
terr un precipitato bianco di solfato di barite; e l'acido che prima
era combinato si render libero. La stessa cosa accade quando aggiun
gendo ad un ossisale un'idracido si possa. ottenere un sale aloide

insolubile; cos i sali solubili d'argento sono scomposti immediata

raormsra"ristcna a cmnrcnr: DEI sau.

47

mente dall'acido cloridrico, e il metallo si combina al cloro. Queste

reazioni accadono perch il solfato di barite ed il cloruro d'argento


sono sali insolubili. Ecco le formole che le indicano:

BaO,NO5 -l- HO,SO3


nitrato

di barite
AgO,NO5

ac. solfo

solfato

rico
-l-

HCl

BaO.SO3

acido

di barite
== AgCl

nitrato

ac. clori-

cloruro

d'argento

drico

d'argento

+ HO,N05

nitrico

+, HO,NO5

La stessa cosa. succede quando i prodotti che si possono ottenere


per via delle indicate decompcsizioni o persimili azioni chimiche siano
meno solubili del sale impiegato. Infatti sia adoperando delle so
luzioni sature, sia evaporando il liquido dopo l'aggiunta dell'acido
si ottiene il nuovo sale.
Queste reazioni si manifestano rendendo insolubile affatto il sale

che si forma nel liquido solvente. Cos addizionando di acido solfo


rico una allungata soluzione di un sale di calce non appare il precipitato di solfato di calce, perch questo sale leggermente solubile
nell'acqua ; ma aggiungersi al liquido dell'alcool, per la qual cosa gli
si toglie la facolt di disciogliere il solfato, ed immediatamente il
precipitato si forma.
.
Questa regola ha per un'eccezione. Se l'acido che reagisce sul
sale e gasso e poco solubile nell'acqua non pu produrre la de
composizione del sale disciolto. Cos ad esempio l'acido carbonicc
non decompone il nitrato di calce disciolto nell acqua, sebbene il
carbonato di calce sia insolubile in questo liquido. Anzi questi acidi
insolubilio poco solubili nell'acqua sono scacciati facilmente da tutti
gli altri dalle loro combinazioni saline in qualunque circostanza.
Le reazioni fra acido e sale disciolti accadono anche quando l'acido
combinato nel sale sia poco solubile od insolubile. Il borato di soda,
isilicati solubili perdono per l'azione degli altri acidi l'acido borico
e silicico, che si depongono allo stato di libert.
Ora supponiamo che l'acido agisca sul sale senza il concorso del
l acqua, cio sul sale secco. Allora si osserva un' altra regola gene
rale, che cio per l'azione del calore gli acidi menti volatili scaccian
dalle loro saline combinazioni quelli che di essi sono pi volatili.
Cos ad esempio l'acido carbonico scacciato dal cloridrico, questo
dal sqlforico, questo dall'aoido silicico ecc. Questi fenomeni avven
gono uer quasi sempre col concorso del calorico, cosicch l'acido

48

raorn1sn' nsrcna z cmmc1ii: Dll sua.

che fassi libero possa divenire gasosc. Per questa regola gli acidi
che altrimenti si dimostrano come acidi debolissimi , come il bo

rico, il silicico, acquistano una chimica attivit grandissima.


Azzone delle basi sui sali. - Quando i sali

sieno disciolti e

che vi si aggiunga una base, vi sar in generale una decomposi


zione, se dalla sostituzione della base aggiunta a quella contenuta
nel sale si
ottenere un precipitatoyvale a dire un corpo inso
lubile. Questo precipitato pu essere tanto il nuovo sale formatosi,

quanto la base che prima eraunita all'acido nel sale. Egli per
questa ragione, che le basi solubili scacciano dalle loro combina
zioni le basi insolubili, perci la potesse caustica un mezzo potente
per preparare la maggior parte degli altri ossidi basici, essendo solu
bile essa ed i suoi sali, mentre gli ossidi basici degli altri metalli
sono quasi tutti o insolubili o poco solubili. I sali dunque ponno
esser decOmposti per l'azione di una base tanto perch per essa si
formi un.nuovo sale insolubile, come quando per la nuova base
possa prccipitarsi quella insolubile contenuta nel sale.
Le reazioni sono diverse quando le basi agiscono per via secca,
senza cio il concorso dell'acqua. Allora se la base del sale vola
tile viene scacciata da una base ssa. Questa regola si osserva spe

cialmente per quegli ossidi basici che sono formati dai metalli com
posti che studia la chimica organica, e dei quali avremo un'esem
pio nei sali ammonici.
Azione reciproca dei sali. _ Fenomeni simili a quelli or ora indicati
avvengono generalmente quando un sale reagisce su di un' altro.
Si possono per formare dei sali doppii; cos mescendo }una solu
zione di solfato di potasse con un'altra di solfato d'allumina si ot
tiene il solfato doppio, detto allume.
Ma quando per la diversit degli acidi contenuti nei sali o per
altro, sia impossibile che accada quella combinazione, succeder sem
pre una doppia scomposizione fra i sali posti a contatto, se per essa
sia possibile la formazione d'un nuovo sale insolubile, o meno so
lubilc di quelli adoperati. Poniamo a contatto il nitrato di barite
ed il solfato di soda, formerassi certamente il solfato di barite ed
il nitrato di soda, perocch il solfato di barite insolubile nel

l'acqua.
Na0,803 + BaO,NO5 = NaO,NO + Ba0,SO".
Cos se si mescolano soluzioni sature alla temperatura ordinaria
di nitrato di soda e carbonato di potassa, in modo che le quantit dei
sali sia nel rapporto del peso dei loro equivalenti, nel liquido si

PROPRIE'I'IOIHSICIIE E CHlIICIIE Dlll SALI.

precipiteranno molti cristalli piccolissimi di nitrato di potassa, pe-'


rocch alle ordinarie temperature questo sale meno solubile dei
due impiegati.
Reazioni pure simili agnello precedentemente indicate avvengono
se i sali. operano senza il concorso dell'acqua. Se per un mutuo scam
bio degli acidi o delle basi pu formarsi un sale pi volatile di quelli
adoperati, la reazione avviene. Cos mescolando al solfa'to ammonico
il carbonato di ycalce si ottiene per l'azione del calore il carbonato
ammonico ed il cloruro di calcio. , ..
.

Tutti questi fenomeni chimici possono per essere modicati dalla


quantit dei reagenti che esercitano la.loro energia, e qualche volta

si ottengono reazioni decisamente contrarie a quelle or ora indicate.


Cos un sale solubile pu produrre una decomposizione in un sale
insolubile,purch adoperato in grandi quantit: il solfato di barite e
quasi intieramente trasformato in carbonato quando venga. fatto bol
lire con una soluzione di carbonato di soda, in modo chela quantit
dei sali impiegati sia nel rapporto di un equivalente di solfato e
di cinque di carbonato.

Inne l acqua ed i metalli possono indurre alterazioni rimarche


voli nei sali. L'acqua scompone i sali di alcuni metalli delle ultime
sezioni, trasformando i loro cloruri in ossicloruri, ovvero intiera
mente in ossidi, come fa coi cloruri dei radicali degli acidi, e cam

biando i loro ossisali neutri in un ossisale acido ed in uno basico. Cos


il nitrato di bismuto dall'acqua cambiato in nitrato basico ed in
nitr'ato acido di bismuto, ilprimo dei quali precipitasi ed il secondo
rimane sciolto nell'acqua.
,
Ad elevate tcmperature invece l'acqua si comporta molte volte co
me un acido: condotta allo stato di vapore in un tubo rovente che
contenga del cloruro di sodio, lo scompone producendo dell'acido
cloridrico, che si sprigiona insieme all'eccesso di vapor acqueo, e nel
tubo rimane l'ossido idrato di sodio.

Dell'azione dei metalli sui sali abbiamo gi parlato altre volte;


solo ora richiamiamo alla memoria che quando si ponea contatto di
una soluzione salina un metallo pi ossidabile di quello che con
tiene, questo viene precipitato e sostituito dall'altro: perci lo zinco
ed il ferro riducono cos facilmente molti metalli dalle loro soluzioni.
Il potassio ed i metalli alcalini dovrebbero agire ancora pi poten
temente del ferro e dello zinco, ma la loro azione riesce compli
cata, perch decompongono il solvente, l'acqua, e si trasformano quindi
in ossidi, ed agiscono sotto questa forma. Infatti per via secca si

comportano come i pi potenti riduttori degli altri metalli.


Illnmurnm. Trattato di Chimica, ecc. V. Il.

50
CARATTERI GENERICI DEI SALI.
305. Solfati. - La maggior parte dei solfati solubile; soltanto quei
di barite, stronziana e piombo sono insolubili nell' acqua, e quello
di calce poco solubile.
I solfati solubili, ad eccezione degli alcalini, sono scomponibili per
mezzo del calore . ed alcuni svolgono l'acido solforico anidro, altri
invece acido solforoso ed ossigeno. Sono tutti ridotti per l'azione del
carbone ad elevate temperature.
.

I solfati solubili sono caratterizzati dalla reazione che presentano


coi sali solubili di barite. Infatti danno origine ad un precipitato
bianco polverolento, insolubile non solo nell'acqua, ma anche negli
acidi
.
Solti. - I solti sono in generale insolubili nell'acqua, tranne

quelli degli ossidi dei metalli alcalini, che riscaldati si cangiano in


solfato e solfuro.
I solti degli altri ossidi metallici per l'azione del calore perdono
l'acido solforoso e lasciano per residuo l'ossido.
.
I solti trattati con un acido energico abbandonano l'acido solfo
roso, che si riconosce al suo odore. L'acido nitrico bollente ed il

cloro li convertono in solfati.

Iposolfati. - Sono tutti solubili nell'acqua. Quelli che contengono


basi energiche si convertono per 1' azione del calore in solfati, svi
luppando dell'acido solforoso; gli altri non lasciano per residuo
che gli ossidi. Non danno precipitato coi sali di barite ma il cloro
e l'acido nitrico bollente li trasformano facilmente in solfati. L'acido
solforico a caldo vi produce un abbondante sviluppo d'acido solforoso.
Iposolti. - Anche gli iposolti sono per la maggior parte solu
bili nell'acqua. Trattati colll acido solforico, e sopratutto ajutando la

reazione con un leggier calore sviluppano acido solforoso e abban


donano del solfc. Pel solo calore si convertono in solfuri e solfati. I
corpi ossidanti li cangiano in solfati.
Nitrati. - l nitrati neutri sono tutti solubili nell'acqua. Tutti si de
compongono per l'azione del calore, lasciando per residuo l' ossido
che contenevano. Gettati sui carboni ardenti ne attivano la combu
stione: commisti all'acido solforico scolorano la soluzione di indaco.
Inne fanno passare allo stato di sali di sesquiossido le soluzioni
dei sali di protossido di ferro.
Nitrili -Sono solubili nell'acqua. Trattati con acido solforico svi

luppano l' acido nitroso riconoscibile per il colore rosso e per l'odore
soffocante dei suoi vapori.

,\

CARATTERI GENERICI DEI san.


51
Fosfati. -I fosfati neutri dei metalli alcalini sono solubili nell'a
cqua, quelli degli altri metalli sono per la maggior parte insolubili.
Tutti si sciolgono nei liquidi acidi ad eccezione di quello di bismuto.
Quelli solubili nell'acqua producono un precipitato giallo col nitrato

d'argento. Scaldati con una miscela di carbone ed acido borico danno


del fosforo libero. I fosfati insolubili fusi col carbonato di soda. si
trasformano in solfato di, soda solubile, riconoscibile per le indicate

reazioni.
.
.
Fos/iti. - Sono solubili soltanto i fosti alcalini, tutti poi decom
ponibili per l'azione del calore. sviluppando idrogeno e fosforo ,d'idro
geno, e lasciando per residuo un;fosfato. Trasformansi in fosfati per
l'azione dei corpi ossidanti, e sono ridncenti energici: precipitano coi
sali di barite.
.
Ipofnslh'. - Reagscono come i fosti, per non precipitano coisali
di barite.
.
.
Cloral.i. - Sono in generale insolubili. Scaldati. abbandonano il
loro ossigeno e si trasformano in cloruri. Danno delle miscele dete

nanti col carbone e col solfo, e trattati cogli acidi sviluppano un gas
giallo, d' odore particolare.

Ipodort'ti. - Sono riconoscibili all'odore che svolgono a contatto


dell'aria, e per la. loro facolt decoloranie. Sono ossidanti energici, e

trattati coll'acido cloridrico svolgono cloro in abbondanza.


Bromatt' e indole. - Trattati collacido solforoso abbandonano l'io
' dio od il bromo. Sono scomponibili per l'azione del calore come
i clorati.

Carbonah'. - Sono tutti insolubili ad eccezione degli alcalini, e


per l'azione degli acidi sviluppano l'acido carbonico, che condotto a.
contatto dell acqua di calce vi produce un precipitato bianco, solu
bile in un eccesso d' acido carbonico. Sono quasi1tutti decomponi

bili pel calore.


Arsenialr'. - Soltanto gli arseniati alcalini sono solubili, e si ri
conoscono al precipitato _rosso che formano col nitrato d'argento.
L'acido arsenico facilmente scacciato dall'acido solforico.
Tu:ti gli arseniati, e gli arseniti a contatto dell'acido solforico e
dell'idrogeno nascente producono l'arseniuro d'idrogeno, riconoscibile

coll'anpareechio di Marsh.
Aracniti. - Gli araeniti alcalini, che sono solubili, danno un pre
cipitato verde col ;solfato di rame..
,
b
BOWH. - l borati alcalini sono solubili. Trattati coll'acido solfo
rico abbandonano l'acido borico, che comunica alla. amma dell' al
cool un color verde.

52

caaarram GENERICI par SALI.

Silicati. - Sono quasi tutti insolubili. Fusi con un eccesso di po


tassa o di soda formano un silicato solubile e scomponibile anche per
l'azione dell'acido carbonico, che ne precipita la silice gelatinosa.
Clown. - Sono icloruri quasi tutti solubili; producono una
reazione caratteristica col nitrato d'argento, in quantoch vi formano
un precipitato bianco, caseosc, che ben presto diventa prima viola
ceo e poi nero per l'azione deila luce, insolubile negli acidi, solubi
lissimo nell'ammoniaca e nei cianuri alcalini.
Bromuri. - Trattati coll'acido solforico insieme al perossido di
manganese sviluppano il bromo. Anche il cloro produce il mede
simo effetto. Esercitano sul nitrato d'argento un'azione simile a quella
dei cldruri solubili, ma il precipitato per l'azione della luce fasi
subito nero.
.
IOd'ttt-t'.- Trattati colcloro abbandonano l iodio, e coll'acido sol

forico abbandonano dell'acido iodidrico e dell' iodio. Colorano inten


samente in danno l'amido cotto nell'acqua per l'addizione d'una
piccola quantit di cloro.
. .
.
Fluoru'ri. -I uoruri trattati coll'acido solforico sviluppano l'acido
uoridrico, che attacca il vetroe gli toglie la trasparenza. Se prima
di porli a contatto coll'acido solforico si mescolano alla silice, svilup
pane un gas, il uoruro di silicio, che condotto nell'acqua iii si

scompone, abbandonando della silice gelatinosa.

Cianuit'. - l cia'nuri alcalini sono solubili, ed anche per l'a

zione dell'acido carbonico sviluppano un odore sensibilissimo di


mandorle amare. Posti a contatto dei sali di protossido di frro,
danno yun precipitato bianco, che all'aria diviene subito azzurro.

DI IIIS.IALL IN PAB'IICDLAIIIJ.

POTASSIO.

K = 39,2.
306. Il potassid dotato d'una lucentezza argentina leggiermente
azzurrognola, fragile alla temperatura di 00, e nella Sua frattura ma

nifesta indizii di cristallizzazione; alla. ordinaria temperatura del! e


state diviene molle come la cera, e allora si pu tagliare cottnblta
facilit. Come tutti gli altri metalli buon conduttore del calo

rico e della elettrioit.

" " ' '

"'''"

Ftmdesi alla temperatura di 55,bolle al calor rosso nascente, cc.

sicch si pu facilmente distillare in un apparecchio, che contenga

ronssio.

53

un'atmosfera senza chimica azione su di lui. I vapori di potassio sono


d'un bellissimo color verde. - La densit del potassio e di 0,86.
307. Di tutti i metalii il potassio e il pi elettro-positivo, ed il
suo carattere chimico principale l'afnit grandissima che dimostra
per l'ossigeno. Esposto all'aria secca alla temperatura ordinaria non
si altera; si ossida invece snbitamente all'aria umida, cosicch v.i

perde d'un trattola sua metallica; spiendidezza e si copre di uno

strato di ossido. Quest'ossido attir'a lnmidit dell'aria, e cangiasi in.


idrata d' ossido di potassio, che successivamente per'l'azione del
l'acido carbonico dall atmosfera convertesi in carbonato. Questi fe

nomeni decadono facilmente alla supercie del metallo, ma l ossi


dazione delle parti interne riesce alquanto pi lenta, perocch sono
protette dallo strato d ossido formatosi. - Nell'osiidarsi il potassio
appare fosforescente con luce rossastra.
Ognuno intende come la conservazione del potas'sio sarebbe im
possibiie senza uno speciale articio, il quale consta nel mantenerlo
entro vasi ripieni di nafta ben pura ed anidra. La nafta, o petrolio
retticato, una combinazione di carbonio ed idrogeno, n quindi in

essa. pu il potassio ossidarsi. Ciononostante non conservasi inalte


rato, e si copre quasi sempre d' una crosta amorfa, la cui composi
zione non ben conosciuta.
Nell'osigeno o nell'aria secca il potassio coli'ajnto del calore ossi
dasi ed abbruciacon una amma porporintt, coiore questo che an
che altre sostanze comunicano alla amma, quando contengano il
potassiood uno de suoi sali. questo un carattere anaiitico talvolta
utilissimo.
'
'

L'afniti: dei potassio per l'ossigeno tale che scompone la mag


gior partedelle sostanze ossidate. Dall'acqua scaccia l'idrogeno e vi
si sostituisce. Gettando un pezzo di potassio "neil'acquet pel suo pic
c'oldpeso specico subito s'innalza alla supercie di essa, e quasi
nel medesimo istante si manifesta.intorno al pezzetto di potassio una
amma purpurea, che accompagna il metallo "nel'tpido movimento
che acquista. Intanto il metalloa' poco a. poco dileguasi, nch l'ul
tima part di essototalmente scompaja producendo una lieve det
nazione, per la quale un po' del metallo projertato fuor del vaso

anche a notevoli distanze. E perci utile ilcoprire il recipiente che


contiene l'acqua, afnch non colpisca l operatore.
' Questi fenomeni sono facilmente spigabili. Il girare rapido econ

tinuo del metallo sull'acqua dipende dalla spinta prodotta dell'idro


geti'o, che si 'svilnppa per \la scomposizione dell'acqua. L"idrogenb' ga
so'so tende ad occupare un Volume molto maggiore di quando era riel

54 .

'

roussio.

lacqua combinato, e staccandosi da questa ha dunque una grande


tensione: quindi il movimento del globettometallico.
Il calorico prodotto dalla ossidazione del metallo poi la causa
della amma che si osserva; la temperatura dell'idrogeno raggiunge
quella del suo punto di combustione, cosicch venendo a contatto del

l'ossigeno dell'aria prende fuoco ed abbrucia. Ma ben naturale


che scaldandosi l'idrogeno altrettanto avvenga del potassio, ed infatti
una porzione del metallo volatilizzata, ed il gas che arde un mi
sia di idrogeno e di vapor di potassio, quindi il colore purpureo
della amma. - La projezione e la piccola. detonazione sono. prodotte nel modo seguente. Il globetto metallico scivolante sull'acqua
tenuto come sospeso dalldrogeno che si sviluppa. Ma in sul tera
minare della reazione cessa quasi affatto la produzione del 535,, il
glohetto metallico residuo coperto d'uno straterello d7 ossido cade, a

contatto dell'acqua, che prima scioglie lossido, ed inne reagisce un


ultima volta sul metallo e cos vivamente da produrre lo scoppio.
- L'acqna per questi fenomeni si fece alcalina, riconduce al color
azzurro la tintura di tornasole gi arrossata da un acido, contiene
litlrato di protossido di potassio.
notevole che il potassio abbia. a. certe temperature una afnit.
per l'ossigeno maggiore di quella. di molte altre sostanze, mentre a

temperature elevate accada un fenomeno inverso. Infatti sappiamo


che ancora prima del calo: rosso il potassio scompone l ossido e
l'acido carbonica riducendo il metalloide ed ossidandosi; invece al

color rosso bianco il carbonio disossida l'ossido di potassio e riduce


il metallo.
, y
Abbiamo veduto che il potassio scompone il protossido ed il bios
sido d'azoto, come anche gliecidi horico e silicico: con uguale fa.
cilit'a distrugge le combinazioni dell'elettro-negativo cloro, infatti la
maggior parte dei cloruri sono ridotti dal potassio, e questo fatto
utilissimo nella preparazione dei metalli della seconda sezione.
Sarebbe il potassio uno dei corpi pi utili alla scienza se fosso

possibile l', ottenerlo facilmente. Ma a questo risultatpsi oppone so


pratntto la sua facolt di combinarsi all'ossido di carbonio alla tem
peratura della sua fusione alll' incirca, cosicch parte del prodotto

che si ottiene per l'azione del carbonio, sull' ossido di potassio, n


mane combinato all ossido di carbonio che nel medesimo tempo si
forma. - Invece si usa il sodio che ha propriet uguali a quelle
del potassio, e che si ottiene senza difcolt.

Fra le doti dell' ammoniaca notammo che riscaldando il gas amino


uit;o secco col potassio si formava l'amiduro di potassio NH*K, che

ronsstb.
55
rappresenta l'ammoniaca nella quale un equivalente d' idrogeno sia

stato sostituito da uno di potassio, e come pel successivo riscalda

mento di questa sostanza si formava l'azoturo di potassio, NK3.


308. L'estrazione del potassio basata. sulla propriet poc'anzi in
dicata, che cio talune sostanze riduttrici hanno afnit per l'ossi
geno prevalente a quella del potassio, quando sieno recatea tem
perature elevatissime, a. quella cio del calor rosso bianco. Per prima.
di descrivere il metodo, che ha il suo fondamento in questa pro
priet, conviene che ci occupiamo dell'altro col quale primieramente
venne il metallo isolato, tanto per la generalit della sua applica
zione, quanto anche per l importanza che questa esperienza ebbe
nei progressi della scienza. Servi infatti a scomporre le sostanze al
caline e le terre, che oredevansi corpi semplici e vennero invece chia

rite ossidi metallici. Dawy colla felice appltcazionp delle propriet


chimiche della corrente elettrica dot la chimica d' una numerosa
serie di metalli.
.
Vedemmo gi molte volte che un corpo composto sottoposto al
l'azione della. corrente elettrica si scinde ne suoi componenti, iquali
si recano ai poli della pila a norma delle loro propriet, infatti nella
scomposizione dell'acqua l idrogeno si raduna al polo negativo , e
lossigeno al positivo. Un fenomeno analogo si osserva se in luogo
dell'acqua si impiega il protossido idrato di potassio, KO,HO. Il po
tassio e l'idrogeno si accumulano al polo positivo, l'ossigeno al '
gativo.
r
L' esperienza si eseguisce fondendo in una capsuletta di platino
un po' di potassa caustica, ed indi lasciandola solidicare dopo aver
immetso nel liquido un corpo che vi lasci, quando la potassa fusa
siasi solidicata, un vano a modo di capsula. In questo si pone un
po' di mercurio, e umettasi leggiermente l'ossido di potassio. La ca
psula di platino in comunicazione col polo positivo di una pila di
quattro elementi di Bunsen,il polo positivo col mercurio.
L'ossido scomponesi, il suo ossigeno si reca al polo positivo, il po
tassio al polo negativo nel mercurio, col quale forma un'amalgama
consistente, che si introduce in una storticma ripiena di azoto secco,
e si scalda sino a che il mercurio bolla,cosicch distilli. Nella storta

rimane il potassio.

Per via elettrica si pu anche ottenere il potassio introducendo i


poli della pila fatti col carbone conduttore, che si estrae dallestorte
del gas illuminante,in un crogiolo contenente del cianuro di potas
sio fuso nella parte inferiore, ma. avente la supercie solida. Dopo
qualche tempo si lascia raffreddare la massa, e si trovano i globetti

di potassio riuniti sotto alla. crosta solida del cianuro.

56

ronssio.

Questi metodi non sono valevoli a produrre delle quantit conside.

revoli del metallo. A questo scopo giovano meglio altri nei quali si
riduce alla. temperatura del rosso bianco l'ossido di potassio col
ferro o col carbone, ovvero il carbonato di potassa col carbone. Anzi

non si uso. che quest'ultimo metodo, essendo l'altro, pel quale la


riduzione ottenevasi col ferro, caduto in dissuetudine.

E:co la reazione per la quale si isola il potassio:

KO,CO.
carbonato

di potassa. '

20
carbone .

=-

eco
ossido

.+

K
potassio

di carbonio.

Il fenomenodella produzione del potassio non per cos semplice


come qui venne indicato, e nell'atto pratico accadono delle reazioni
secondarie; formdnsi per l'azione dell'ossido di carbonio sul potassio
_i croconati ed i rodizonati potassici, cosicch gran parte del potassio
prodotto rimane perduto.
.
Queste sostanze secondarie non si producono entro all'apparecchio
riscaldato nel quale la reazione poc'anzi indicata succede, ma bens
nelle parti dove i prodotti ral'reddandosi si condensano.
Noi abbiamo infatti di gi osservato, parlando delle propriet del
lossido di carbonio, che questo gas non assorbito dal potassio
nwtallico che all'incirca alla temperatura dalla fusione del metallo ,

e che invece alle ordinarie temperature questa azione nulla od in


signtncante.
Ad ottenere dunque la massima quantit possibile di metallo da
una miscela di carbonato di potesse. e carbone non solo necessaria
una elevatissima temperatura, ma anche che i prodotti, cio l'ossido
di carbonio ed il potassio, possanoesserc istantaneamente ralreddati,
e che il metallo trovisi costantemente a contatto d'una piccolissima
quantit d'ossido di carbonio.
.
Ora ecco come si procede in questa preparazione e quali apparec
chi si impiegano. La miscela di carbone e carbonato di potasse e
preparata torrefando in vasi chiusi il tartrato acido di potasse, detto
comunemente tartaro greggio, che quando sia depurato dalle sostanze
che l' accompagnano, chiamasi cremor tartaro. Questo corpo per
l' azione del calore si scompone producendo una massa carbonosa
contenente il carbonato di potassa disseminato minutamente in tutta
la massa.
Si eseguisce questa operazione ponendo il sale entro ad un cro

giolo di ferro munito del suo coperchio, nel quale siavi un foro de

POTASSIO.

57

stinato a dar uscita. ai prodotti gasosi della decomposizione del tar


trato. E quando l'operazione sia compiuta, si raffredda esternamente

il vaso con pannolini bagnati, perch sia impedita la formazione del


cianuro di potassio.
'
'
.
Non cosa utile 1' adoperare soltanto il tartaro greggio od il sale
depurato. Il prodotto nel primo caso contiene un eccesso di carbo
nio, nel secondo una mancanza, e queste sono due circostanze che si

debbono evitare con cura, perocch l'esperienza ha dimostrato che


la quantit di potassio che cos si ottiene non grande. Conviene fare
una miscela di tartaro greggio e di cremor tartaro, il prodotto che
ne Viene il pi adatto all'operazione. Nel crogiolo si trova una
massa porosa contenente allincirca il 14 per 100 di carbonio ed
anche all'incirca il 10 perr100y di carbonato calcare, proveniente
dal tartrato di calce contenuto nel tartaro greggio:
Il recipiente in cui si mette la. miscela carbonosa afnch per l'a
zione del calore si produca il potassio yuna di quelle bottiglie di
ferro nelle quali si manda. in commercio il mercurio. Alla. apertura.
della bottiglia si adatta un tubo di ferro di undici centimetri di lun
ghezza, e, ripiena di miscela, la si dispone in un forno in modo che

abbia il suo asse orizzontale, e riposi sopra dei supporti di pietre re


frattarre, cosicch durante l'operazione non si mova.
.
Il forno taleche la bottiglia possa essere intieramente circondata
dal combustibile e vi si produca la. massima. elevazione di tempe?a
tura possibile. Il tubo annesso alla bottiglia attraversa la parete del
fornoin un punto nel quale molto sottile, e dove ha un foro adat
rato a questo scopo. La bottiglia disp6sta in modo che la suacanna
arriva. appena fuori della parete del forno (Fig. 39, pag. 58).
Ora immaginiamooi di incominciare l'operazione. Dalla parte su
periore del forno, e per mezzo d' una. apertura a ci disposta, si in
troduca il combustibile, che dapprincipio una miscela di carbone di
legna e di arso (00k8), ed in seguito sino alla ne arso puro. Quando
la bottiglia di ferro ha raggiunto il calor rosso, la si scopre allontanando

i carboni accesi, e vi si getta a. contatto una buona dose di borace


vetncato, il quale fondendosi si espande sulla bottiglia, oda modo
di vernice inalterabile impedisce il contatto dell'aria col ferro, quindi
l'ossidazione ed il consumo della bottiglia.
Intanto la temperatura procede sempre pi elevandosi, e dopo un'ora
e mezza di fuoco, dal tubo annesso alla bottiglia si sprigiona un gas,

che abbrucia. con amma azzurra (ossido di carbonio) poi a po00 8


poco la amma diventa pi brillante, ed inne accompagnata. da
densi vapori bianchi d'ossido di potassio, prodotti dal potassio, che in
BIIJGNA'I'BLM Trattato di Chimica ecc. V, Il.

58

rornssm.

vapore viene ad ardere a contatto dell'aria. Allora l'interno della


bottiglia e verde, colore del vapore del potassio, e se vi introduciamo
una bacchetta di ferro, subito si ricopre di potassio metallico, cosic
che estratta ed immersa nell'acqua, ne vediamo lo svolgimento del
l'idrogeno e la combustione, che il potassio manifesta a. contatto del
liquido.
Allora il momento di annettere al tubo della bottiglia il vaso
collettore del potassio, il quale fattoin modo che pu essere man
tenuto facilmente freddo, ed di piccola capacit interna: a. questo
modo il contatto dell'ossido di carbonio col metallo non pu avve
nire che a temperature o molto elevate o molto basse. Infatti il tubo

-ssxsm

annesso alla bottiglia non esce dal fuoco che per metter foce nel
recipiente freddo, quindi l'ossido ed il vapor di potassio passa no
dal calor rosso bianco quasi istantaneamente ad una tempera tura
alla quale il potassio solido. Quindi si evita la formazione dei cro
oonati e rodizcnati , composti che oltre al far perdere porzione del
metallo prodotto, sono anche pericolosi, perch turano la comunica
zione fra l'interno e l'esterno della bottiglia, e ponno anche occasio
nare pericolosi scoppii.
Il recipiente collettore ha la forma disegnata nella gura 40. E. una
scatola rettangolare di cui nella parte_A della gura si vede il com_
plesso, in B ed in C i componenti. lunga 30 centimetri, larga 12
ed alta 6 millimetri. ll collo m lungo un centimetro, ed per que
sta parte che si annette al tubo della bottiglia. E fatto di lamiera di

ronssio.
59
ferro sottile, cosicch quando sia adattata all'apparecchio, riesca fa
cile il mantenerlo freddo con un pannolino bagnato.
La amma dell'ossido di carbonio si manifesta allora all apertura

del recipiente condensatore, e quando diminuisce segno che manca


il fuoco, o che il recipiente e ripieno di potassio. Allora rapidamente
lo si distacca. dell'apparecchio e si immerge in un neeipiente metal

Fig. H).

lico. contenente della nafta afnch si ral'reddi. - Intanto, se l'ope


razione non terminata, si adatta un altro recipiente condensatore.

Il potassio ottenuto si distacca dal recipiente in cui contenuto


col mezzo d'un coltello, e lo si ripone in vasi Q)tto la nafta.

Con questi procedimenti da 900 grammidi tartaro si ottengono 200


e no a 250 grammi di potassio.
Il potassio cos preparato non mai puro, ad immerso nell'olio di
nafta si copre d'una crosta.nera, che detnona facilmente, anche per
l'e''etto della sola pressione. indispensabile dunque il purioarlo,
la. qual coa si ottiene distillandolo.

La. distillazione del potassio si eseguisce mediante una bottiglia


di ferro simile a quella adoperata. per prepararlo, e soltanto si usa
laprecauzione di introdurvi, dopo averla scaldata al calor rosso.
una corrente di idrogeno scco,destinata a ridurre lossido di ferro,
che tappezzava la sua supercie interna, ed a scacciare i vapori di
quel po di mercurio, che vi poteva esser ancora contenuto.

In un forno eguale a quello che si adopera nella. produzione del


potassio si mette la. bottiglia munita d'un tubo di ferro, e la si dis

pone in modo che la. sua parte tubulare riesca. pi elevata. dell'al
tra. Questo tubo poi nel punto in cui esce dal forno vien ripiegato

in basso, ed impegnato in una scatola quadrilatera di rame, di cui


due pareti opposte sono munite di due aperture, inclinate in ma.

60

PCTASSIO.

atiera che il loro asse prolungato coincida colll asse della porzione
inferiore del tubo di ferro. In una apertura si introduce il tubo della
bottiglia, e per l'altro un bastone di ferro, che serve a liberare il

lume del tubo, nel caso che venisse ostruito dal potassio conden
satom

SI carica. la. bottiglia con 600 gramme all' incirca di potassio, e


nella scatola di rame si mette della nafta; siccome per sul nire
dell'operazione si svolgono dei'gas inammabili, cos sul suo coper
chio si pratica un piccolo foro, che ne permetta l'uscita.
La. distillazione avviene al color rosso cigliegia, e sul principio
conviene scaldare il tubo di comunicazione fra la bottiglia e la soa
tola metallica, perocch le prime parti del metallo che distillano, si
condenserebbero sulle pareti del tubo e lo chiuderebbero se fosse al
tutto freddo. In seguito rimane caldo pel passaggio dei vapori del
metallo.
.
Nella distillazione il tubo si riscalda tanto, che fassi rovente per

un certo tratto; segno che l' operazione nita quando questo fe


nomeno cessa, tuttoch la botti lia sia al calor rosso.

Allora tutto il potassio trovasi radunato nella scattola metallica,


che si mantenne esteriormente raffreddata, e sotto la nafta. Si stacca

con un coltello e lo si ripone in bottiglie colla nafta. Cosi puricato


il potassio si mantiene abbastanza bene, ed atto alla maggior parte

degli usi ai quali Q destina.

COMBINAZIONI DEL POTASSIO COLL'OSSIGENO


309. Si ammettono comunemente tre combinazioni del potassio
coll' ossigeno, la prima per, il sottossido, creduta da molti una
miscela di protossido e di metallo.

Sottossido di potassio - mo
Protossido di potassio - KO
Perossido di potassio - K03
Nessuna di queste combinazioni ha importanza allo stato libero,
n impiegata a verun uso. Il protossido si adopera larghissima
utente ed e un reattivo prezioso quando sia idrato, e noi ci occupe
remo soltanto di questa combinazione.
.h
Il sottossido, secondo alcuni, si forma quando il potassio si trova.
a contatto d'una quantit. non sufcierite d'ossigeno per ridurloallo
stato di protossido, e che nel medesimo tempo venga riscaldato. E

counmazioxr neo ronssro con.' ossioexo.

61

solido, grigio, combustibile all'aria se riscaldato appena lieve


mente; scompone l'acqua con sviluppo di calorico e luce, e cam
biasi perci in idrato di protossido.
Il protossido anidro bianco, fusibile al calor rosso, solido e fra

gile. E necessario il conoscere la composizione di questo corpo, pe


rocch appunto allo stato di protossido anidro trovasi sempre il potassio ne suoi ossisali. Consta dunque di
/

Potassio

- 83,05

Ossigeno - 16,95
100,00

Si prepara riscaldando il potassio a. contatto della potesse. caustica


in virt della reazione seguente:

KO,HO + K = 2K0 + H
Si ottiene anche per l'azione del potassio metallico sul perossido
di potassio.
.
Il perossido di color giallo, cristallino e per 1' azione dell'acqua
si converte in protossido idrato sviluppando ossigeno. Si ottiene
riscaldando il potassio a contatto d'un eccesso di ossigeno secco.
'

IDRATO DI PROTOSSIDO DI POTASSIO


.Potasssio -- 69,75
KO,HO = 56,2 Ossigeno - 28,47
Idrogeno - 1,78
" -'
'
'

-'

Protossido di potassio - 83,98


'
Acqua -- 16,0'2
' --

--*-100,00

100,00

310. L'idrato di protossido di potassio comunemente detto p0


tassa caustica.
una sostanza solida, bianca, non trasparente, a frattura raggirata,

d'un sapore fortemente oaustico e pungente; deliquescente. Al calor


rosso si fonde formando un liquido limpido oleoso, ed a maggior ca
loro 'leggermente volatile senza scomposizione.
E solubilissima nell'acqua, tantoch 8sige soltanto la met pel pro
prio peso d'acqua per disciogliersi, e questo fenomeno avviene con

sviluppo di calorico, segno che accade una combinazione chimica


fra l'acqua e la potassa. caustica. Infatti si conosce un idrato di pro
f.

62

IDRA'I'O m rnorossmo Dl ronssio.

tossido di potassio, che contiene cinque equivalenti d' acqua , e che


cristallina talora in tavole e qualche volta in ottaedri; contiene
' dunque quasi la. met del proprio peso d'acqua. La potassa caustica

del commercio molte volte idrata a questo modo; facile per il


riconoscerlred il distinguerla dall' idrato di protossido puro, perco
ch si fonde con molta facilit, ed al calor rosso incipiente sviluppa
dell'acqua, la qual cosa non accade colla potassa caustica che con

tenga un solo equivalente d'acqua. Amendue questi idrati sono so


lubili anche nell'alcool.
311. La potassa. caustica l'ossido basico il pi potente ; riconduce
al calor azzurro la tintura arrossata di tornasole, neutralizza intiera

mente gli acidi i pi potenti, sposta dalle loro combinazioni saline


quasi tutti gli altri ossidi metallici.
molto importante quella sua azione per la quale induce molte
sostanze a sovrossidarsi ed a divenire acide; infatti vedemmo gi
come trasformi in acidi gli ossidi di cromo e manganese. Ma pi
rimarchevole ancora quella che esercita sulle sostanze organiche;
l' indaco cos detto bianco e solubile differisce da quello azzurro per
un equivalente d' idrogeno; ebbene se si mescola ad una soluzione
di potassa dell'indaco e dello zucchero d'uva, la potassa induce l'acqua
a scomporsi, e l'omigeno di questa ossida lo zucchero, mentre l'idro

geno combinasi all'indaco, che cos diventa incolore e solubile. La potassa. caustica attacca e discioglie le sostanze d'origine animale
con molta facilit, e chiunque la tocchi colle dita prova un senso
d'ontuosit prodotto appunto dal disciogliersi della pelle. usata per
ci come cuuterizzante, e detta quindi pietra per cauterii o pietra.
caustica. .

Le sostanze grasse si sciolgono nella potassa caustica, perocch


formano dei saponi solubili; il ranno deve alla potassa caustica la
sua efcacia nel ripulire i tessuti di lino e canape, che,a differenza

della seta e lana, vi sono insolubili. Da ci vedesi come la potasse


sia anche applicabile all'analisi d'un tessuto misto di sostanze tessili
d'origine vegetale od animale.

La. potassa caustica avidissima degli acidi; combinandosi ad essi


dimettol'acqua sua d'idratazione, mentre il protossido anidro sostitui
sce quella dell'acido idrato. Formasi dunque un sale, e si isolano

due equivalenti d'acqua. Supponiamo di porre a contatto la potasse


caustica coll'acido solforico, e la reazione sar indicata dalla seguente
equazione:
.
KO,HO + H0,503 = KO,SO3 + 2IIO

potassa.
caustica

acido solforico

solfato di
potassa.

acqua

'lDRATO Dl PROTOSSIDO DI POTASSIO.

I. afnit della potassa caustica per gli acidi cos grande, che
assorbe a'ncha l'acido carbonico dell'atmosfera, onde conviene conser

varla in vasi perfettamente chiusi con turaccioli smerigliau. Ma allo


stato di soluzione si altera. a poco a poco attaccandoil vetro, che
un silicato, e disciogliendo l'acido silicico. Quando poi .il collo del

vaso nel quale riposta la soluzione ne bagnato, e quindi :vi si


adatti il turacciolo smerigliato, attacca contemporaneamente le due
superci del vetro che sono a contatto, e formasi .un silicato
che stabilisce l'aderenza fra le due parti, cosicch riesce impos
sibile l'aprire il vaso. quindi necessario di asciugar bene il collo
del vaso ogni qual volta venga bagnato da una soluzione di potassa
caustica, o, come usasi generalmente, ricoprire il turacciolo sme

rigliato con un po' di cotone o con un anello di gomma elastica.


Quando per si impiega la potasse in operazioni delicate conve
niente il farne la soluzione al momento d'adoperarla.
Vedemmo gi le reazioni della potassa. caustica col potassio me
tallico, col ferro al calor rosso bianco .. e quella. molto interessante
coll'ossido di carbonio per la quale formasi il formiato di potassa.
312. La preparazione dellidrato di protossido di potassio molto
facile, almeno quando la si voglia adattata alle pi comuni reazioni.
Il prepararla ben pura riesce cosa invece scabrosa, peroech'e dif
eile l'avere ben puri i materiali che la producono.
.
La reazione per la quale la potassa caustica si forma la seguen
te: La calce idrata e meglio l'aoqua di calce in contatto del carbo
nato di potassa disciolto in molt'acqua tolgon l'acido carbonico a que
sto salee trasformansi in carbonato di calce, mentre l ossido di po
tassio si idrata per l'acqua d'idratazione della calce. un fenomeno
di doppia scomposizione, come lo dimostra questa equazione:

CaO,HO + KO,CO2 = CaO,C'- +' KO,HO


idrato di protossido di calcio

carbonato
di potassa

carbonato
di calce

potasse
caustica

Questo fenomeno si pu render visibile ponendo un po di solu


zione di calce in una di carbonato di potasse; il liquido si intorbi

da, perooch il carbonato di calce insolubile nell'acqua.


Sono per necessarie alcune avvertenze per ottenere la decomposi
zione completa del carbonato di potassa. 'Convien sapere che se si
mette a contatto col carbonato di calce'una densa soluzione di potassa
caustica, avviene una reazione inversa di quella. che ora indicammo.
Bisogna. dunque che.nel liquido nel quale si opera non possa mai

64
mano ci PROTOSSIDO m ronssio.
trovarsi molta potassa relativamente alla massa di acqua impiegata.
E si raggiunge questo intento facendo in modo che una parte di
carbonato di potassa sia scioltoin dieci o dodici parti di acqua. D'al
tra parte dalla formola scritta poc'anzi ognuno pu dedurre che teo
reticamente.a scomporre totalmente il carbonato di potassa occorre
appena la met del suo peso di calce idrata. In pratica. per si os
serva che necessaria almeno_una quantit di calce uguale in peso
a quella del carbonato, perocch di mano in mano che si forma il
carbonato di calce, questo sale si combina anche all'ossido di calcio
e forma un ossicarbonato idrato.
,
Premesse queste cose vediamo come si procede in questa opera
azione. In una pentola di ferro si pone a bollire la soluzione di. ca:
bonato di potassa nell'acqua fatta. colle gi indicate proporzioni, e di
mano in mano che l'acqua si evapora, se ne aggiunge dell'altra. E la
calce si spegne in un vaso di ferro, e si diluisce con acqua in modo
d'ottenerne il latte di calce, che a poco a poco si aggiunge alla. solu
zione bollente di carbonato. Quando la quantit di calce adoperata.
si avvicina a quella del carbonato si preparano alcuni imbuti ponen
dovi per ltro un po d'amianto, cosicch versaudovi sopra un po
del liquido, lesi ottenga limpido. L'operazione sar nita quando ag
giungendo al liquido ltrato un po' d'acqua di calce non s'intorbi.
der pi, o quando rendendolo acido non si svilupper pi alcuna
bollicina d' acido carbouico.
Sia nita la reazione: o si chiude ermeticamente la pentola, o si

versa il liquido in un vaso, perch non attiri l'acido carbonico del


l'aria nel tempo che fassi limpido; avutolo poi ben chiaro si decanta
con un sifone, e si concentra sino a che tutta. l'acqua. che teneva

disciolta la potassa caustica non sia evaporata, la qual cosa accade


vicino al calor rosso.
'
Si pu eseguire la. co'nceritrazione in una pentola di ferro ben pu- .
lita, n quando la soluzione non abbia raggiunta la densit di 1,16.
Proseguendo dalla soluzione si svolgerebbe l'idrogeno, ed il ferro si
ossiderebbe per la scomposizione dell acqua combinata all' ossido di
potassio.. Val meglio l'adoperare subito una capsula d'argento pu
ro, ed impiegare un fuoco vivo, perch la quantit di vapore che
si svolge impedisca il contatto dell'acido carbonico dell' aria e di
quello prodotto dalla combustione colla soluzione
La potassa caustica sul nire dell'operazione si fonde, e usano
molti di versarla in stampi di bronzo aventi la forma di cilindretti,

ovvero si stacca facilmente dalla capsula, poneudone la parte esterna


a contatto dell'acqua fredda. Si conserva poi in vasi di vetro a tu
racciolo smerigliato.

_-

-:

"_____"

&nwlz.rr_fysv-GJ_.M

-1_L____

_ A_

___ __

mutt'itr taornssio m o'ifditl

C8

La potassa.caustica pura: oltre allegill titdidlrte proprit.unon


deve dare alcun precipitato qundo dISCOIIS ed d'cidi'cata con acido
nitrico puro si mescoli con una.,_soluzione di nitrato d'aigehto o

con una di nitrato di barite. Il primo reattivo scopre la presenza del


cloro, il secondo quella dell'acido solfotico."Nell'acidicarla non deve
sprigionare nessun gas, e trattata col cloruro ainmonico Hmdner
limpida; se si fermasse un precipitato, questo accuserebbe la presenza
dell'allumina. Quando si evapori a secco una soluzione acidificata
di potass, e si scaldi il residuo oltre ai I50, questo deve muori

disciogltersi nell'acqua, altrimenti segno che conteneva acido sili


cico.
' Ma ben difcile l'ottener questo corpo al tutto puro. Nel carbo
nato di potassa SI trovano spesso volte e cloruti e stilisti ed anche

l'allumina coll'acido silicico. Facendone bollire la soluziotiec'ol car


bonato ammonic queste due ultime sostanze s separano. - La
calce inoltre contiene quasi sempre dell'argilla ed altri sali anche

solubili: l argilla sotogliesi nella potassa che si prepara, sicch ad:


ottener questa pura sempre necessario impiegare la calce preparata.
col marmo bianchissiino, il quale produce calce quasi intieramente
pura.
.
La p0tassa preparata in questo modo dice'si potussa alla calce, e
quando non sia inquinata che da solfati, da Clurut'l o fosfati si pu
puricare nel modo seguente. SI scioglie nell'alcool concentrato, nel
quale quelle sostanze sono insolubili: a poco a poco infatti si de
pongono al fondo, cosicch nel liquido si formano due strati; si
decanta la parte superiore, e se ne distillauo rdue terzi; il num

uente si evapora rapidamente, come si fa colta soluzione di potesse


alla calca. Si ottiene cos la potassa alt alcool, che quasi inttertt
mente pura.
.
La potnssa caustica purissima si potrebbe preparare ponendo il po
tassio a contatto dell'acqua. Ma questo un metodo impossibile pel
prezzo elevato del potassio; invece si usa il seguente: il nitro o ni
trato di potassa, KO,NO, scaldato a contatto del rame si scompone

nssiilanilo il rame e sviluppando l'azoto. Lascia per residuo l ossido


di potassio, che ripreso coll'acqua vi si scioglie formando l'idrato
del protossido.
Si mescola in un crogiolo di rame una parte di nitro ben puro
con tre parti di rame in lututnette sottili e si scalda al calor rosso
per una mezz'ora. Sciolta quindi la. massa neli'acqua e lasciatain ri

poso in un vaso chiuso, si decanta quando il liquido sta divenuto


limpido. Questa una soluzione di potassa pura.

BitllhrlilI-LI. Trattato ci Chimica ecc. tol. Il.

ti

Q6
rpuro nonnorossino m .ronysro.| .
.
313. Caratnri dgisal.i di protossido di polaasio.l pali o. base di

protossido di potassiosono tutti solubili nell acqua, alcuni soltanto


lo sono pochissimo.

Le soluzioni di solfato di allumina o di acido tartarico producono


un precipitato cristallino nelle soluzioni concentrate dei sali potassici. Il primo reattivo d origine all'allume, il secondo al tartrato acido

di potassa. La formazione di questi precipitati si facilita coll' agita


zione.

Il biclornro di platino forma nei sali potassici_ un precipitato


giallo di cloruro_doppio di platino e potdksio (cloroplatinato di clo
toro di potassio).

L'acido idrouosilicico vi produce un precipitato opalesccnte di

fluororo doppio di potassio e stlicio: l'acido perclorico un precipitato


bianco di percloratp di potassa.
I solidi potassay inne comunicano alla amma prodotta col ca

nello fermminatorio .unzi tinta purpurea.

COMBINAZIONI DEL POTASSIO COL SOLFO


314. Il potassio forma col SOllo cinque combinazioni, e sono le
seguenti:
Protosolfuro di potassio - KS
Bisolfuro di potassio
- K5
Trisolfnm di potassio

- KS3

Quadrrsolfuro dtpotassio - KS
Pentasolfuro di potassio - Es
Il protosolfuro corrisponde al protossido e coi solfacidi si comporta
come una sollbbase. Come Il protossido forma coll'acqua. un idrata,
cos il protosolfuro furura coll'amdo soldnco una. di quelle combi
nazioni, che sono dette sol/idrata. Il sol.drato di solfuro di potassio
rappresentato da. KS,HS, come l idrato di protossido da KO,HO.
Il solfo rimpiazza duuquel'ossigeno in quel composto.

Dei cinque solfuri solo il primo e l'ultimo hanno qualche impor.


tanza.

.
Ql.r.'._l.....
r

'

1 . |

u..

67

.
;

'

i."
1

PROTOSOLFURO Dl POTASSIO
-.

. , |

'

o- .

'

.1

r.

Potassio - 71

16=552

Sollo

-29

'.

..___

100
315. Il prolosolfuro di potassio una sostanza bianca, cristallina,
che fusa. diviene d' un color rosso intenso, di struttura lamellare.

Ha un odore disgustoso d' uva lucido, deliquescente e solubilis


sima. La sua reazione francamente alcalina, la soluzione sua lessi

con sviluppo di calore.


Esposio all'aria assorbe il poco a poco l'ossigeno ; anzi se vien pre
parato con una miscela. di due parti di solfato di polnssa ed una
di carbone, e che la miscela sia perfetta, per lo stato suo di grande
divisione si combina cos vivamente all'ossigeno, che la massa si
accende.
La sua soluzione mediante l'ossigeno dell'aria cangiasi in iposol
lo, infatti:

2KS.

+ 40

prorosolfuro

di potassio

ossigeno

KO,SO

' 4-

X0

iposolro

ossido

di potasss

dipotassio

E se insieme nll' ossigeno agisce anche l'acido carbonica, questo


dapprima sposta il solfo e lo cangia in acido soldrico, quindi
l'ossigeno riduce quesi'acido, e il solfa isolato di nuovo sciogliesi nel
residuo protosolfuro e lo colora in giallo:

X8 4- C0 + HO 1== KO,CO + H8
H5 + 0 == HO + 8
Il protossido di potassio per via di doppia scomposizione trasfor
ma in solfuri metalli contenuti nelle soluzioni dei loro ali, perci un reauiv molto utile. Gi accennammo come sia un solfuro

basico, aechefsi combina con alcuni solfuii memllici producendo


d_ei a'nli solubili d"crislallizzabili; ci avviene

es. coi solfuri d'oro

o di pliino. E evidente dunque che un eccesso 'di reattivo alcuno


iolfedisciiliril"sbliurd formatosi, propriet questir. prezioso in

'lo'ra per la s'pdikzion di rinixrerallbdz un altro.

'

QQ
morosor.rnao ci ronssio.
Trattato il protosolfuo di potassio cogli acidiidrati ed in concorso
dell'acqua ripete costantemente la reazione indicata per l'acido car

benino. ed il liquido non s'intorhida che quando il protcsolfuro sia


mescolato a qualche altro solfuro di potassio; questo il caso pi

comune.

-. .

316. L'azione delmarhone e dell'idrogeno sul solfato di potassa ad.


elevata temperatura produce il protosolfuro di potassio. Cos non si
ottiene assoluianwnie' puro, abbastanza per per la maggior parte
delle reazioni nelle quali si possa usare.
Afne di averlo puro si divide una soluzione di potassa caustica
in due pani uguali, ed iii una si fagrgogli'are una continua.cori
rnte d' acido Stilli.lfl(to, siiiche pi il liquido non ne assorba. For

masi cos il solfrato di solfuro di potassio per. la reazione:


s.

i \

. .

" ~ ." KO,H + 2HS = xs,ns + erro i

.'.' ' '


.

.. "

Si aggiung"l seconda porzione di soluzione al iiquido ottentit0, et!

ecco che cosa iici'ide'i

"

""" "

" ' '


.

.
KS,HS

+ KO,HO == 2H0 +

soldrato di
sqlpro di potassio

potassa
acqua
qaustica r
_ ..

'2KS

protosolfuro
di pul&riQ

"'

E la soluzione, convenientemente concentrata, raffreddandosi lascia.

deporre i cristalli del protosoluro.

'
,

...'
.

nemesonroao Di norassro
.
".r...:.\I..

Potassio - 32,89

S.ilfii

' - 67:11 ."

a;

.< .t'

. 100.00

317. Il peiri'tasolfuro di potassio, o fegato di,xolfyojhiiiu'u corpodi


color bruno, di sapore amaro! di rezirape. alcalina, dia_liqaiesiaeut e
che forma coll'acqua soluzioni intensamente_wloririia in giallo bruno
solubile anche nell'aicool ' rialdd_tqd. cciutatto deil'iii'iti.

silrasforrna
'La sua soluzioni:
in iposol_to{PeiJl'i'iioiieiegli
assorbe l'ossigeno del ii<ii,..
aria: ;iii"Q.nipqini,filf
lupp un equivalente. d':rcid|o sbliidrico,g molto

Z.?_ia.lunle' li:

""WHWJH'WIW

i?

quido in forma,d'una QUlVMP rostr_erumgnnte tenue, che ,ieponesi,/col


riposo del liquido 'e op'qtituiscgjl ilo(l[p precipitato deilfarin.acrsti,

Ecco la reetpipa'e iUPOIlIQPIQ,IZIIPQSBIG laci_do solforico:

He..so=jj= tro,sdg'+

"
1"!

" '
l.'.v

318. Si piepai'a disciog'l'ic'ndo il S1'ill'li negli altri solfttfir potashiot


ma pi facilmente riscaldando'll clurirhssp una mischia 'rlr Qlffq

t'tfbotltu di ptassa' e .carbone; queirro'sl1aggr"nnge affh'l'ridtfl

l'ossido di potassio od il Solfato he'altrinrenti si [ormai-ebbe; inlatt


senza il carbone a quella temperatura Irisvolge l'attid-lfrbdllidtt
col pentaSolfiirn si ottiene"ilsdlfato di potassa. Il ' solfeccdente il
scaccrato dal calore. _
'
"' '
Si pu avere anche per via umida facendo bollire uiraso'lu
zione di potassa caustica con un eccesso di solfo; riesce per'se'rnl
pre mescolato all'iposolto di potassa.
Il fegato di solfo si impregadai farmacisti alla preparazione del
s'olfo precipitato e tenmssimo, dei bagni medicali stimolanti quelli
delle acque epatiche alcaline. .. i
:.a

"i.

l.

I!Olllil.\' \IIO.I DEL ID'I.\SSI(I COI C0l\l'l Al-0GIC'NI.

cconuao DI POTASSIO

I . ..

'

Potassio 2-.- 52_48


=3

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' t , 't' .

h. i i I.
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2

F -

319. Il clomyo.di potassio, detto; ancora dia alawi4vv_otriato di po

l-assa, un corpo bianco, che cristallina in cubi ill.Ol ed anidri.


Fopdeai al.caio rosm;od..yuloiijoiad up; temperatura,
olema;
il suo peso, specico il di 1.29 iL.suo sapore . salato ed pt.pgrq.m .
Cento par. d? acqua sciolgono ti, 00. ventinove parli di sale, ndnaj

Puma di ebnlitiztioae dolla.itolruiitw MMI/01 dvi" I allo? W 59l9l50"


59.3. Lo SOWGl_BI del solo tot.accompagnato datati. newvole'abbassa

vw.w. di tew9annium. e msaplaaawnuww di Sali in !W Pl:.


vere a quattro di acqua, la temperatura della, n.ui..sqolamaj.,abbasjp

di U.PA
del! cloruro d,i,.mtaaoioai .adeppi,ra,quellojigw
di), l'bbzwtsamnttwi sarebbe Milano. di ,.l!k9., Ne .:vaq.apday Ci(>. 9549

W? 9" dimu'llvltl'q'tll1illdlll'
"i out.

clururitiilii1vtiutm.=ls

70

ci.oaoito ai ronssrO. '

Quando si immerge inhuna amma un po di cloruro di potassio,


e specialmente se si dirige su di questo sale qiielltt prodotta dal Ca
nello ferrminatorio, essa diventa di color purpureo., ed i raggi di
luce che si ottengono acquistano quelle propriet sia enunciate de

scrivendo le propriet siche dei 't'netalli.

'

"

Il cloruro di potassio non si prepara quasi mai direttamente; si


potrebbe facilmente avere per l'azione dell'acido cloridrico sulla po
tassa caustica o sul carbonato di potassa; generalmente per uno
dei prodotti secondarii del trattamento delle ceneri delle piante ma
tino per estrarne il carbonato di soda; anche contenuto ed estratto
dai residui delle concentrate acque marine, che diedero il sale co

mono.
Si usa soltanto nelle industrie, nella preparazione dell'allume o
del nitro.

BROMURO DI POTASSIO
'
KBr = 92
lit

t:.t! aut

Potassio - 32.89
Brunw - 67,11

I In la (H.ve!

"I

t '

10090JP 44'14a. .:

320. Il bromuro di potassio e un sale bianco, che cristallizza in

cubi, solubilissmto nell'acqua e poco nellalcool: si decompone per


l'azione del cloro e degli acidi energici._
.

Si pu ottenere mescolando il bacino a.l una soluzione di potassa


caustica; foruiasi allora una miscela di bromuro di potassio e bro
mato di potassa. Infatti:

cxo,no 4- on: = 5KB: + KO,BrO5 + erro.

Ma il bromato di pottlssa, come il elevato ed il iodato, decompo

nibile per l'azion del calorein ossigeno e bromuroyla rilassa ot


tenntapar l'evaporazione del liquido si sottopone quindi all'azione
(una temperatura elevata in un vaso di platino, e cos si distrugge

il bromato. Il alle cosi preparato per sempre un poco alcalino,


serve ci non ostante nella generalit dei casi nei quali si fa uso

del bromuro di potassio. '


'.
"
Se'sr volesse il sale perfettamente neutro bisognet'ebbeprepararlo
del.modo avgtmntet'ad una miscela di 60 parti di ferro inlimatura
. e di 640dhcqrla si aggiungono 90 parti di bromo, equando la reti
.M

u,oqppp

roynssi.o.

Il

zione sia compiuta, si mescola il liquido ottenuto ad un' altro con


tenente 30 parti di bromo sciolto nellp potassa caustica. Si ottiene
in questo modo il bromuro di ferro, dal quale si precipita il forto
Sotto forma d'ossido. priina. colla potassa caustica ed in ne col car-\
lwnato di potassa, e rimane in soluzione il bromuro di potassio puro.

per necessario il non impiegare un eccesso di carbonato alcalino.

Colla evaporazione del liquido si ottengono i cristalli.di bromuro


di potassio.
.
.

Il bromuro di potassio scioglie il bromo, cosicch sembra che si


formi un bibromuro di potassio.
11 bromitro di potassio impiegato qualche volta in medicina e
nella fotograa; serve a preparare per via di doppia scomposizione
i bromrlri metallici e, commisto al perossido di manganese ed all'a
cido solforico,il bromo.

IODURO DI POTASSIO
,v

Potassio - 23 59

. == 166'? .lotlio
.'..

- 76.41
____.._
100,00

321. Il ioduro di potassio un corpo bianco, che cristallizza in


cab: amdri, di sapore piccante e disaggradewle, dotato d'una densit

di

2,85.
tanto solubile nell'acqua che a 00 si scioglie in 0.79 del pro
prio peso di quel liquido ed a 1000 in 0.51. alquanto soluhile an
che nell'alcool. Una sua soluzione acquosa satura bolle a 1190, e di
stiogliendosi produce un grande abbassamento di temperatura.
St prepara questo sale como, il bromuro di potassio, e se vuolsi

adoperare il secondo metodo, afne dl ottenerlo perfettamente nen


tro, bisogner sostituire il. ioduro di ferro al bromuro.

Questo composto e molto usato in medicina, e nella preparazione


dei iodui metallici. In commerciomolte volte SI trova mescolato al olo
ruro di potassio, la qual cosa. succede anche col bromuro. Questi
corpi sono isomor, e ponno quindi cristallrzzare mescolati insieme;

un cristallo di ioduro di potassio pu dunque contenere la miscela


(li questi sali, ci che impossibile quando i sali mescolati cri

stallizzano in forme appartenenti a'd1l'erenti sistemi cristallini.


L' ispezione della forma cristallina dell'ioduro o bromuro di po

tassio non serve dunque a constatztrne la purezza. Ci si riesce per

'72

IODURO bi"ronssio

mescolando la soluzione del sale colniirato d'argento ed aggiun


gendo al precipitato che si forma un eccesso d'ammoniaca. Il preci
pitato consta di ioduro o bromuro d'argento, e se eravi nel sale il

cloruro di potassio, anche di cloruro d'argento. Questo Sale subito


e completamente disciolto dall'ammoniaca,gli altri due vi rimangono
quasi inalterati, e solo minimamente ne vengon disciolti. Si ltra. il
liquido, ed ottenutolo limpido, si satura l'amrhoniacn coll'acido bl

trico, si toglie dunque il solvente del cloruro d'argento, che, se esisteva nella sostanza cos trattata, apparir sotto forma d' un precipi
tam bianco.
.
Raccogliendo questo, lavandolo e PS&lldi)io, si pu anchebon molta

approssimazione conoscere la quantit di cloruro di potassio conte


noto nel sale analizzato, perocch questa quitutit sar proporzionale
al cloruro d'argento ottenuto, nel rapporto in peso di 74,7: 143,5.

FLUORURO DI P(TSSO
Potassio -; 67.36

KFl = 58,2
Fluono

- 32 64

1 00,00
322.11 lluoruro di potassio un sale deliquescente e quindi solubi
lissiruo nell'acqua, crzstallizza in cubi amdri, fortemente alcalino

e di sapore d4saggradevole.

Il uoruro di potassio scaldato in contatto del vetro ed in gene


rale dei silicati li attacca e li rende solubili. A questa propriet
deve la sua applicazione alla analisi di quei corpi.
Posto a contatto d'un eccesso d'aoido oonidrico forma una com
binazione con esso, detta uoridraio di uorutto di potassio.

Si combina anche al mruro di boro e forma un sale doppio, che


si pu ottenere anche saturando l'acido idrofluohorico, o uoruro di
boro e d'idrogeno, col carbonato di potasrm Altrettanto avviene coi
corrismndunti composti del silicio.
,
Il uoruro di potassio si ottiene saturando non completamente la
nido uoridrico col carbonato di potasse in un Naso di platino, eri
ci'nporando a siccit, e scacciando col calore l'eccesso d' acido in
piegato.
'

73
CIANURO DI POTASSIO
Y
'

. _

Potassio

- 60.12

Le, _ ICy * 65'2 Ciauogeno - 39,88

l00,00
323. Il cianuro di potassio bianco, opaco, fusibile, sommamente

alealiuu e velenoso.
Cristallizza in cubi, dunque isomorfo col cloruro, ioduro e bro'

muro di poiass.io, la qual cosa una novella prova, che il cianogeno


agisce come i Cm'pl semplici, che e un radicale composto.
Infatti sappiamo come i corpi isomor hanno una simile costitu
zione molecolare, e quindi nel cinnuro di potassio il cinuogeno, C'2N,
deve agire come il cloro, l iodio ecc. nei corrispondenti composti.
Tuttiu.b. corpo composto ha attivit dtmque di corpo semplice, un
radicale composto.
.
Il cianuro di potassio inodoro all'aria sacra, non decompoai
bile per l'azinne del calor maso, solubilipsimo nell'acqua, poco nel
l'alcool assoluto, alquanto pi in quello acquoso, che contenga sol.
tanto il 60 per cento d'alcool assoluto.
.
In contano all'aria umida diviso odoroso, perocch l acido carbo

nico lo scnmpoue sciolto che sia. e il nianuro essendo Clehquescente


si scioglie nella umidit dell'aria, ch'egli attira. La. soluzione sua
lungi dal comattu dell'acido arbonico si conserva inalteraia per qual
che tempo, quindi si annerisce. Per l'effetto del calore soltanto que
sta soluzione si converte in ammoniact e formiato di potassa:
KC-N
Ci:1 muro

di potassio

4110
acqua

=,

KO.CH03
formiato

NH3
ammoniaca

(')

.
.

di potassa

Se oltre al calore interviene nella reazione anche l'acido carboni


c0, allmakvulgesi l'acido cianidricoe formasi il carbonato di potesse,
come quando il sale esposto all'aria umida:
KCN + HO + CO ==
ciapuro di
acqua.
acido car.
potassio
'
bonico

HC*N
acido cianidrico

KQCO
carbonato
di potasse

(') In quvsle formole impirghiamo (F31 in lungo dell'cquitalenlt: simbolo Cy, per
ch muglio umnriscn come compiasi la nazione.
BIUGNATHLLI. Trauma di Chimica ecc. Vol. II.

40

74

cmtuno m conssro.

Il cianuro di potassio scaldato in contatto dell'aria convertesi in


cianato; la sua afnit per l ossigeno cos grandeI che viene im
piegato come uno dei corpi riduttori i pi energici conosciuti, e nelle
operazioni chimiche perci di somma utilit.
Scioglie con grande facilit. molti ossidi, cloruri, collari ed in

generale molte combinazioni metalliche. Questa propriet som


mamente utile per preparare i liquidi alcalini, che servono alla pre
cipitazione dei metalli sulle supercie conduttrici dell'elettricit, e
quindi nella doratura ed inargentatura galvanica. In queste arti sem
bra esser lo stato alcalino delle soluzioni una condizione necessa
ria al buon successo dell'operazione, e col cianuro di potassio si ot

tengono appunto lo desiderate alcaline soluzioni.


324 La preparazione del cianuro di potassio quindi divenuti
un'operazione industriale. Si ottiene facilmente calcinaudo in un oro
giolo il ferrocianuro di potassio ('prussiato di potassa) per/altamente
cecco, al quale intento lo si riscalda in un crogiolo di ferro sino a
che al calor rosso non svolga pi alcun gas. Il cianuro sopranuota
al residuo, che un carburo di ferro; si decanta, e si lascia solidi

care.
.
Nella reazione si svolge.cianogeno, che si pu utilizzare mesco
lando ad otto parti di prnssiato giallo secco tre parti di carbonato di
potassa puro e secco, si aggiunge anche un po di carbone. Si riscalda
il tutto in un crogiolo di ferro, come nella preparazione suaccennata ,
ed in ultimo per avere il cianuro puro lo si discioglie nell' alcool
acquoso ed a caldo, e lo si ottiene cristallizzato pel raffreddamento
del liquido.
.
Venne proposto di fabbricare il cianuro di potassio direttamente
per l'azione doll' azoto sulla miscela di potassa e carbone. Si forma
infatti, ma alla temperatura della produzione del potassio, cio al
rosso bianco, e gli apparecchi si logorano prestissimo.
':

SOLFOCIANURO DI POTASSIO.
.
325. il solfocianuro di potassio un reattivo prezioso per scoprire
le minime traccie di sesquiossido di ferro. In un liquido che ne con
tenga appena una minima quantit una soluzione di questo sale pro
duce un'intensa colorazione rosso sangue.
E bianco, incoloro, cristallizza in prismi; fusibile e solubilissinio;

le sue soluzioni si alterano a poco a poco. Scaldate in contatto del

l aria si decompone.

'

sor.rocursoao or r.mmo.'

75

Si prepara fondendo insieme 46 parti di l'errocianuro di potassio


ben essicato, 17 di carbonato di potassa e 32 di solfo. La. massa ri
aullante si tratta coll'alcool bollente, che scioglie il solfocianuro elo

lascia deporre pel raffreddamento.

FERROCIANUIIO DI POTASSIO
'

KCyspe= 184'4

Potassio . . . .. .. 42.51
Iorrocianogeno
57,4'.)
--..

100,00.
326. Il ferrocianuro di potassio, detto anche prttm'ato giallo, un
corpo giallo ecristallizza molte volte in tavole quadrato con 3 equi
valenti d'acqua, contenenti quindi il 12,5 d'acqua per 100. sottoposto
all'azione del calore perde all'atto la sua acqua. a 2500; solubile in
quattro volte il suo peso d'acqua fredda ed a caldo solo in due; non
e solubile nell'alcool.

sottoposto all'azione d'una temperatura ele'vata si scompone come


vedemmo poc'anzi parlando del cianuro di potassio. Previamente 89
sicato e calcinato quindi a contatto dei perossidi metallici si tras
forma in cianato di pqtassa. Mescolate all'acido solforico svolge
l'acido cianidrico per l'azione del calore, ed introdotto nei liquidi
contenenti! il ferro allo stato di perosstdo da un precipitato colorato
intensamente in azzurro, detto azzurro di Berlino. Il cloro lo con

verte in ferricianuro di potassio.


,
,
Il ferrocianur0 di potassio un reattivo importante e con molte
dissoluzioni

metalliche da

precipitati caratteristici ,

purch non

sieno troppo acide n alcaline. Cos, ad_eseinpio, coi sali di protos


eido di ferro da un precipitato bianco, che diviene azzurro in se
suito, con qtielli di sesquiossidoyun precipitato azzurro; con quelli
d'uranio uno bruno;t con molti un precipitato bianco solubile o no

negli acidi. In tutte queste reazioni il potassio vien sostituito del


metallo delle soluzioni colle quali il l'errootairum reagisce; e ad
esempio :

. K,CyIfe
{erroctaituro

2CuO,SO3
. , solfato

==-

Cu2,Cyill'e
ferrocianur0

2KQ,803
solfato

di potassio
di rame
di rame
di potasse.
Costceltt: riescaeiidenteche in questa reazione la molecola del
fottocianuro si comporta come un composto binario formato da R
I

70
YIRROCIAIUBO tu ronssro.
e da Cy3le; altrettanto avviene nelle reazioni Simili, colle solu
zioni dei sali degli altri metalli.
|.
. . "l' ,.
..
Da ci appare come la molecola Cy3Fe agisca come un radicale,
come vedemmo gi studtando le combrnpzutm I,naloghe al. ma;
nogem.
Utt modo di formazione di questo composto potrebbe far credere es
ser la sua costitmttope dille'rente da quella ora indicata. Infatti po
nendo a contatto il ciatntro di potassio col protocloruro di ferro si

ottiene il ferrocianuro. Infatti:


FeCl

3KCy

'
==

. H

KC l

K2.Cy3F'e

prntnnlorltfo

cianuro

cloruro

fermcmuuto

di ferro

di potassio

di potassio

di potassio.

E K,CyFe potrebbe esser scritto: (KCyP, l'eCy, cio lmltC!ll0


come un ctatturo doppio di ferro e potassio. Ma nei sali doppil
i reattivi operano come se ciascuno dei dnesali 'ctttltponettti fosse
isolato. Cos nel solfato doppto d'allumina e potass..'la Potassa causiict

precipita l'allnmina. come se il liquido cotttenesse il solo solfato d'allu


mina. In qttesto caso invece tutti i reattivi che stleattola presenza.
del ferro in uri liquido non reagiscono e non ne lnnnstrauo la pre
senza. Del resto Vedemmo la esistenza dell'aerdo ieotinnidrtco, ana

lgo al cianidrico,ye quindi Citl\'l8tl0 ammettere che in quelle com


binazioni esista il radicale l'errocianbgeno, CyFe. " .
327 La produztnne del ferrocianuro di potassio oggetto inters

sante la chimica industriale. Il commercio lo da al "chimico qtx'as


puro, e non occorre generaltttetlte che scioglierlo8 ft'tl'lti trrlstllizzaie

di nuovo per averlo puro. Nella fabbricazione diq'usfsale si


procede nel modo seguente: le sostanze di origine ai'iithalej come il
sangue, le unghia, le cornae la pelle, calcinato dlriiilor rosso inci

piente abbandonano e sviluppano molti corpi, alcuni dei qitali"dt


liz"zabili, come il carbonato d'ammonaca; lasciati pe'r0re'sitluo tifi
carbone carico di azoto, ll qual vi si trova unito til mi t'tlorlo patiti

r''olare di combinazione non ben conosciuto. Questo"lc}trlbone" c'ztlcl


mito insieme al carbonato
potassa, alla temperatiir"della fusione
_ del carbonato, SI combina all' azoto suo in modo da il'arortginel

cianogeno , poi questo col potassio dell'aggiunto carbonato: forma il

ciannro di potassio. L'operazione si eseguisce in vdst d'le'tt-rij la


massa si rimescolat con utensili di ferro, cosicch anche questortie

tallo si scioglie nel prodotto.

"

'

"

La combinazione del fetrr) coltoianuro, e quiurlthitsrmttzioniadttl


farrocianuro, sembra avvenire specialmente qttludua massa fuso

rxaaotuwtnw Dl roussm.

i?

si getta. nell'acqua onde ucioglierla. infatti sappiaraqche il. ferrocia- .


miro alla temperatura della spa fusione si }Corup0ne, e d'altra parte

seni
forma mette
il ferrocianuro:
il ciauuro di potassio
..l ' a contatto dell

0 di ferro
a

3KCy
ciauuro

Fe0
=
ossido 1.1,

di potassio

. =

K.Cy5Fe '-' UP
l'errpoiauuro
|

di ferro

"

. ,l0'l
potassa

di. potassio

._,\

ed il cianuro di potassio a contatto del ferro metallico scompolb

l'acqua, e reagisce nel modo seguente:

3KCy + Fe + HO = KlCyfFe + KO +
.

Cianuro
.
di. potassio

ferro
n.

H "
,

acqua
.
'

ferromauuro
.
.
di potassio

potessa.
.

'

f
I.)

idrogeno.
' ,. i

t u.

Per queste ragioni molto probabile che la formazione del ferro,


cianuro di potassio avvenga quando la. massa. fusa nei recipienti di
ferro, si tratta con acqua, e tanto pi quando la soluzione si scalda
a contatto del ferro spatirto, o carbonato di ferro naturale, che si usa

aggiungere in polvefe,alla soluzione acqua.

'

Quindi si ltra il liquido, si la cristallizzare; e le acque madri

servono alla preparazione dell'azzurro di Berlino.


i
.
.

l'

FERRICIANURO DI POTASSIQ- .. ,
I

i. .,
K,CyF=J = 329,6

...sp1,u 1

',.3

... .

PI&SSlO 1

. ._.
.

l_: ,q b

Ferncmnogeno. 64.29 .

ue. .-'r..:

a.

ti

.M.DQ-w

328. Il ferricianuro di potassio, detto anche prusu'ato rosso di po


aaasa o sul rosso di Gmal.in, un sale inalterabile ali una, che cri
stallrzza in prismi "rotubidali"rossi od in tavole ugualmente colo
rate. Si scioglie in un peso d'acqua fredda uguale a 3,8 il suo ed

in una quantit minore se e calda; la Sutl._iolt.t;i0l spde_d'uua sin


solare propriet; di mano iri'tir'rio'chi-s si concentra evapmaudosi al

l'aria, il sale in solidi.:a sulle pareti della capsula ed acquista una

mobilit ammira, currumlr aacaoditiiiiilla capsula di7pmoc.llaua. e


quindi nessoe. e ODIIUUBMMWIIQI'QLM tra,ay.,v ignq.iuodo giugp
latiseiwo. -- Non e .suhqb.k

.' "H, H.

A _

E scomponibile pel calore, ed i suoi cri.stall,i.wapi, nplla,,arurna


d'una lampada.ed olepol;guejettaqp ,rin.ogiiipqi-tggiiillqlllttnttdtll 3 il

78

matcmwno or vo-nsro.

doro l' attacca e lo scomporre. un reattivo prezioso, svela le mihime traccie di protossido di ferro in un liquido producendo un ma
gnico precipitato di azzurro di Berlino. Colle soluzioni metalliche
si comporta come il ferrocianuro; adoperando ad esempio il ni
tram di piombo si ha:
K.CyFe

-{

3PbO,NOs

==.

3KO.NOs

ferricranuro

nitrato

nitrato

di potassio

di piombo

di potassa

Pb",tly'Fe'
ferricianuro

di piombo

Dal ferricianuro di piombo si pu, come sapp amo, ottenere l'acido


ferricianidrico. ,
.

Si prepara il ferricianuro di potassio facendo ptssare una corrente

di cloro in una soluzione di prussiato giallo; ma si operit lenta


mente, ed il cloro non si pu adoperare in eccesso, altrimenti, come

vedemuru, il sale si altererebbe. ,AVYIOIIO la reazione seguente:


2K2,Cy3Fe
+
l'errocranuro ,

Cl
cloro

di potassio

==

KCI
cloruro

K,Cy*Fe y
fernciauuro

di potassio _

di potassio.

L'operazione|compiuta quandoyuna goccia del liquido non co


lora pi in azzurro un solo di puro sesqutossido di ferro. - Allora
si ltra e si concentra colla evaporairone per ottenere il sale cristal
lizzato.
inutile l'aggiungere che conviene ammettere in questo sale
1' esistenza del radicale ferricranbgeta C.yFe, per le medesime ra
gioni per le quali ammettemmo il ferrocianogeno nel ferrocianum

dipotapsi0.

' ~

.\..

0SSISLI DI I'IN'I'QSSIIND DI PO'ISSIO

' ' CARBONATO prPnssr.


1

KO'CO, =,,, 69,2

'
i

'

|}.

Protossido di potassio
Acido carbouico

l '

6821
31.79

100,00

329. L'acido c'arbortico forma col protossido di potassio tre corn


itluazioui ; il carbonato neutro, il aesquicarhonato, che pu esser con
siderato come una combinazione del primo col bicarbonato anidro,

ed inne il bicarbonato.

W- - i

.L

Il carbonato neutro di potesse detto anche alcoli vegetale 0 sale i

-..._._.- WW

tartufo una sostanza.


.
W?
hianca,,deliqpesoente
",N'MSM e quindi solubilisaima.
.

C.
1.,.'.e

L'acqua fredda ne scioglie. all'inmrta il proprio.,peso ,, ma alla tem-,


per-aiuta d' ebollizione ne scioglie il doppio. ed allora il suo punto,
ti ebollizione ascende a 1350. il carbonato di potassa puosst ottenere
crtsmllizzato, sebbene difcilmente, ed assume la forma di tavole rom

l>oidalr, contenenti due equivalenti d'acqua di cristallizzazione, che


perde per l'azione del calore. fusibile al calar rosso senza de
comporsi, ma posto a contatto del vapore acqueo perde l'acido car-.
bouico e forma la potassa caustica; reagisce come gli alcali sui
colori vegetali, ed per via umtda scomposto da tutti gli acidi so
lubili , in contatto dei quali perde l'acido carbonico, mentre l'os
sido di potassio si combina all'acido aggiunto formando un nuove
sale. L. acido carbonrco lo trasforma in bicarbonato.
330. Il carbonato neutro di potassa si prepara per gli usi di labo
ratorto sottoponendo all' azione del calore un sale di potassa ad acido
organico. Sl potrebbe averlo anche per la combinazione diretta del
l'acido carbonico coll'ossrdo di potassio, ma generalmente si ricorre

al primo mezzo, pel quale l'acido organico scomposto dal calore,


e frati prodotti da sempre l'acido carbonica, il quale si unisce all'os
sido di potassio che era prima combinato all'acido organico.
Si impiega generalmente il tartrato acido di potassa o cremor tar
baro, ed all'oggetto di aumentare la quantit del sale che vuolsi ot
tenere, lo si mescola al nitro, il quale una combinazione d' ossido

di potassio ed acido nitrico; questo per l'elevata temperatura alla


quale si sottopone la miscela si scompone, e coll'dssigeno del suo
acido abbrucia e trasformi. in acido carbonico una porzione del
carbonio dell' acido tartartco.
'y
Generalmente si mescolano parti uguali di nitro e cremor tartaro
puro, e se ne riempie un cryogiolo di ferro munito del suo coperchio.
Si pone il fuoco alla miscela toccandola con un carbone acceso, e
la combustione si propaga quindi da se in tutta la massa. Rimane
per residuo una materia nera, miscuglio di carbone e carbonato di
potassa, detta usso nero e molto usata nei- l_aboratorii come fon
dente e corpo riduttore, sopratutto nelle analisi dei minerali me
talhferi.

Per separare il carbonato di potassa dal carbone, si mette il usso


nero a. contatto dell'acqua, nella quale il carbonato di potassa scio
.gliesi, in modo che ltrando successivamente il liquido, tutto il car

bone ne riesce separato. La soluzione vien quindi evaporata in vasi


d'argento, e cos ottiensi il sale secco Il carbonato cos ottenuto
contiene generalmente un po di cianuro di potassio, ed quasi sem

.'..y-;y;.
'....
-

su

ciioriitieo'tiirittinissir;

pit5'mescolat0 a qualche altro salta in minime quantit, perocclile r


r'nateriali'imriiegati a prepatailbt dilb'rlrirente si possono aver puri

per sufcientemente puro per la maggior parte degli usi ai quali


il destina.
' Alcune volte si fa una miscela diversa di tartrato di potassa e di
altro, che si sottopone all'azione del calore, non tanto per ottenerne
il carbonato, quanto per preparare quella sostanza, detta usso
bt'rico, usata nei laboratorii come fondente dei minerali silicer. Si

mescolano due parti di nitrato di potassa ad una di tartrato acido


di potassa, e si procede come colla miscela precedente. Si ottiene

unaipotnssa
sostanza
sempre una miscela di carbonato
di
e dibianca,
niiritoladiquale
potassa.
Il carbonato di potassa purissimo si prepara calcirinndo in un vaso
d'argento l'oss.ilato di potesse puro. Il residuo della calcinazione
sciolto nell'acqua, e la soluzione ltrata se occorre, evaporata a sic
cita. lascia il carbonato secco e puro, che si introduce ancora caldo
in bottiglie seche,'e vi si chiude perfettamente.

331. Il carbonato di potassa del commercio, chiamato sempli


cemente potassa, non si prepara coi metodi or ora descritti. In
qualche caso si trasforma il solfato di potasse in carbonato con
un processo identico a quello che vedremo impiegato per fare il car

bonato di soda articiale. Ma pi generalmente lo si estrae dalle


ceneri delle piante terrestri, le quali probabilmente contengono la
potnssa e le altre basi formanti parte delle loro ceneri allo stato di
sali ad acido organico, anzi in alcuni casi questi sali sono ricono
scibili e si possono facilmente isolare. L'origine del carbonato di
potassa nelle ceneri sarebbe dunque identica a quella gi indicata.
Queste ceneri ne contengono quantit variabili a norma della qua
lit del legno da cui provennero, e della POSIYIODe in cui trovavasi
la pianta, perocch se nelle ceneri delle piante che vegetano nell' in
terno dei continenti predomina il carbonato di potasse, in quelle dei
vegetali marini o che crescono in vicinanza al mare trovasi una gran
quantit di carbonato di soda; conviene per notare che non si tro
vano mai ceneri di piante contenenti soltanto l'uno o l'altro alcali,
ma sempre sono questi mescolati.
Comunque sia nei paesi dove il legno abbonda, n utilmente si
possa trasportare, lo si abbrucia lentamente, cosicch. la corrente

d'aria non possa. trascinare le ceneri, n queste riscaldarsi tanto da


subire la fusione; giacch contenendo esse l'acido silicico, per la
fusione la potassa vi si c0mbinerebbe.

"

Le ceneri contengon dal 15 al 20 p. 0/0 in media di carbonati

cnaouno m ronssa.

81

alcalini. Si lisciviano nel modo che diremo pel carbonato di soda, e


la soluzione si evapora a siccit, e quindi si torrefa il prodotto in
contatto dell'aria, per abbruciare le sostanze organiche contenute quasi

sempre nel residuo Solido.


Lapotassa cos ottenuta si pone in commercio ed ha nome dai
varii paesi dai quali proviene, per esempio, si conosce la potesse
d'America, d'Ungheria, di Russia, di Toscana ecc. Non e per giam

mai pura e contiene dei solfati, cloruri ecc. Si pu puricarla molto


bagnandola con una quantit d' acqua uguale in peso alla potassa,
questa quasi sola. vi si scioglie, e per evaporazione si ottiene quasi
scevra dalle altre sostanze. - Se poi nella soluzione si fa gorgo

gliare dell'acido carbonico, il carbonato diviene bicarbonato, e quindi


molto meno solubile. Si precipita perci in gran parte quasi perfetta
mente puro il bicarbonato, che per una semplice torrefazione si con
verte in carbonato neutro.
Molte altre sostanze danno il carbonato di pntassa; evaporati i

liquidi provenienti dalla distillazione delle barbabietole e calcinato


il residuo, si ottiene quel sale ecc. L'industria poi tenta estrarlo dai
feldspati, ma nora per con poco pratico successo.
Il carbonato'dr potassa ha molte applicazioni nelle industrie, come
in quelle della fabbricazione dei vetri e dei saponi; la parte attiva
del ranno; nei laboratorii serve nelle analisi dei minerali come fon

dente ed alla preparazione del bicarbonato. Ha pure alcuni usi in


farmacia.
.

BICARBON.QTODI POTASSA. .
_
.
Protossido di potassio 47,10

KO,HO,2bO - 100,2

Acqua
Ac. carhonico

898.
43,92

100,00
332. Il bicarbonato di potassa cristallizza in prismi romboidali,

trasparenti, solubili in quattro volte il loro peso d' acqua a 200; i.


dotato di reazione e di sapore alcalini; scaldato moderatamente perde
contemporaneamente la met del suo acido carbonico e l'acqua.
Questo corpo pu dunque esser considerato come un carbonato dop
pio d' ossido di potassio e d' idrogeno, perocch non si pu ottenere
anidro. La sua soluzione bollita lungamente si trasforma in una di
carbonato neutro.
f Si prepara facendo passare una corrente d' acido carbonico inunu
Banomnm.r. Trattato di Chimica ecc. \'o!. H.
H

82

mcmaouaro m ronssa.

soluzione di carbonato neutro, e la pressione facilita la formazione del


bicarbonato. Si impiegano generalmente parti .uguali di carbonato
neutro_e d'acqua; si lava. il sale ottenuto con poc'acqua distillata
e si fa essicare; lo si ritiene puro quando non precipita i sali ma
gaesiaci.
Si usa il bicarbonato di potassa a preparare i liquidi per la do
ratura per immersione, come reattivo e qualche volta in medicina.
Sesquicarbonato di patassa. (K0)3,3C02. Quando si faccia bollire
una soluzione di bicarbonato di potassa per poco tempo, formasi in
essa il sesquicarbonato, che si ottiene anche mescolando e sciogliendo

nell'acqua un equivalente di carbonato neutro ed uno di bicarbonato


e scaldando la miscela a 600.

NITRATO_ DI .POTASSA.
__
\

K0'N05 _ 101'2

Ossido
di potassio
Acido nitrico .

46,64
53,36
_.

100,00
333. Il nitrato di potassa, dettp anche nitro o salnitro, di color
bianco, di saper fresco dapprima poi piccante edamaro; cristallina.
facilmente in prismi a sei faccie scannellatee terminate da. piramidi
pure a sei faccie; icristalli sono anidri, ma conservano degli interni
canalucci, che restano ripieni del liquido, nel quale s oper la cristal

lizzazione; stritolati quindi icristalli appariscono umidi,e tanto pi


se sono grossi. Cento parti d'acqua 9. 00 sciolgono 13,3 parti di ni
tro; a 180 ne sciolgono 29; a 970 duecento trentasei, ed a 1160,
punto d' ebollizione della soluzione satura, 335. dunque il nitro

grandissimamente pi solubile a caldo che a freddo. insolubile


nell' alcool.
Il nitro fondesi alla temperatura di 3500, al calor rosso intenso
scomponesi in nitrito di potassa ed ossigeno: KO,NO5 =KO,NOH-O,
la qual cosa. si pu facilmente dimostrare scaldando il nitro in una
' storticina lutata e munita del suo tubo abduttore. A temperature pi
elevate si scompone anche il nitrito sviluppando nuovo ossigeno e
l'azoto, e lasciando per residuo il protossido di potassio. Abbiamo
infatti gi veduto che tutti i nitrati sono decomponibili per l'azione
del calore.
Il nitro un ossidante energico; mescolando 3 parti di nitro secco
ad una di carbone si ottiene una miscela, che s'inamma quando

J=':T'I1

-f_ _

__

,_._

,_

,_

ttilttit'ro or ronssz.

83

venga toccata da un corpo acceso. La miscela di tre parti di nitro,


due di carbonato di potassa. ed una di solfo scaldata. al punto di fu
sione del solfo esplode, il carbonio ed il solfo vengono ossi'dati: am
che il fosforo e molti metalli si ossidano per l'azione del nitro a
temperaturepi o meno elevate.

334. Il nitro si pu ottenere per.l'azione dell'acido nitrico sulla


potassa caustica, o sul carbonato di potassa. Non si prepara, per mai
nei laboratorii; il commercio lo procura puro o quasi puro, e nume
rose sono le sorgenti dalle quali questa sostanza ha origine.
Prima di tutto si trova in natura molte volte commisto a sabbie
e ad argille, come all'isola di Ceylan, in Egitto, in Ungheria ecc.,
ma sopratutto al Per, dalla quale localit ne viene in commercio
moltissimo. Alle Indie pel prosciugamento di certi laghi, che nella
stagione delle pioggie si formano, il terreno rimane coperto di nitro.
Si estrae in questi casi per semplice lisciviazione dei materiali ter
rosi che lo contengono, e colla successiva evaporazione del liquido
si ottiene cr'istallizzatc.
._
Il nitro si forma in tutti i terreni vegetali, nei quali l'azoto del
l'aria. e l'ammoniaca trovansi a contatto simultaneamente coll ossi
geno e colle basi alcaline. Noi sappiamo che nei luoghi umidi, nelle
vicinanze delle lattine, dalle quali svolgesi costantemente l'ammo

niaca, le mura si coprono di una crosta. bianca di salnitro. L'acido


nitrico prodotto in questo caso dall'azione dei corpi porosi del muro
sulla miscela. di gas ammonico e di ossigeno, e la base sommini
strato dai materiali del muro. Infatti quando si faccia passare una
miscela d'aria e di ammoniaca attraverso ad un tubo contenente un
po' di spugna di platino, che corpo porosissimo, si ottiene la scom
posizione del gas animonico e la. conversione del suo azoto in acido
nitrico, purch si abbia l'avvertenza. di riscaldare alquanto la spugna
di platino. Quando invece la miscela dei due gas vada a contatto
dei materiali costituenti un muro, e quindi contenenti sostanze al
caline, allora. l'acidicarsi dell'azoto facilitato dalla presenza delle

sostanze alcaline stesse.


Inne, sapendo noi che l'azoto e l'ossigeno possono combinarsi
quando la loro miscela venga attraversare dalle scintille elettriche,
e facile l'immaginarsi come l'atmosfera possa essere una. sorgente

d'acido nitrico , che vien condotto alla supercie della terra dall'ac
qua di pioggia.
.
La produzione del nitro basata sulle reazioni indicate oramai
cosa caduta. in disuso, perocch lo si pu ottenere altrimenti con
maggior facilit. Ma dove si esercita ancora questa industria si me

84

mrturo or rousss.

scola_no insieme la terra, la calce spenta, le ceneri lavate ed i mine

rali alcalini in polvere colle sostanze organiche azotate, come p. es.


le orine, i ritagli di pelle ecc.; la miscela si dispone od in uno
strato non molto alto, o sotto forma di muro all'aria. libera, ma pro

tetto dalla pioggia. Di tanto in tanto si bagnano questi materiali

con orine, che per la loro putrefazione somministrano l'ammoniaca,


la quale in seguito convertesi in acido nitrico.
Dopo molto tempo vi si trovano i nitrati delle var're basi commi
ste insieme, e siccome tutti i nitrati sono solubili, si separano dalla.

terra e dai materiali insolubili colla lisciviazione. Cos si ottiene

una soluzione che pu contenere i nitrati di potassa, di soda, di


calce, d'ammoniaca e di magnesia. La lisciviazione dei rottami delle
muraglia provenienti dai luoghi umidi procura una soluzione ana
lega a quella, e quindi si tratta. nel medesimo modo.
Se a. quella soluzione si aggiunge il carbonato di potassa, tutte
le altre basi riescono separate dall acido nitrico ; la calce e ma
gnesa precipitate sotto forma di carbonati; l'ammoniaca col riscal
damento si volatilizza, perocch'e il suo carbonato molto volatile;

il carbonato di soda prodotto rimane nella soluzione, e separasi poi


dal nitrato di potassa per cristallizzazione.
Spessa volte per si segue una via pi ltmga , ma meno costosa.

Se occorre si chiarica col sangue di bue la. soluzione; quindi si


tratta col latte di calce. L'ossido di calcio sposta la magnesia. e l'am
moniaca dai loro sali, questa base si volatilizza, quella precipitasi.

Questi fenomeni avvengono per doppia scomposizione, e pel nitrato


di magnesia, ecco che cosa accade:

MgO,NO5
nitrato di mago.

C30
calce

CaO,N05

nitrato di calce

Mg0
magaesia.

evidente dunque che nel liquido rimarranno soltanto il nitrato


di potassa, quello di soda, se eravi , ed il nitrato di calce. A que

sto punto si aggiunge una soluzione di solfato di soda, la quale per

doppia scomposizione trasforma tutto il nitrato di calce in nitrato di


soda e la. calce in solfato. Il solfato di calce quasi insolubile nel
l'acqua, e.separasi dunque dal liquido per ltrazione.
Rimane inne a convertire il nitrato di soda in nitrato di potassa.

Il nitrato di soda. e molto pi solubile a freddo del nitrato di po


tassa: mescolasi dunque alla soluzione satura contenente il nitrato
di soda una soluzione satura di cloruro di potassio, e si ottiene la
conversione del nitrato di soda. in nitrato di potassa.

Quest'ultima reazione la pi conveniente nella. preparazione diretta

_...,JAt:

mutuo nt reT assa.

85

del nitrato di pctassa con quello di soda, che il Chili ci invia in


quantit grandissime; generalmente si fa una soluzione satura. e
bollente di nitrato di soda, e viene addizionata. d'una soluzione

bollente e satura. di cloruro di potassio; i due sali si impiegano


circa a parti uguali. Nella soluzione bollente il cloruro di sodio
meno solubile di quello di potassio, perci fra i due sali accade la
reazione seguente:

NaO,NO5
nitrato
di soda

KCI
cloruro
di potassio

KO,NO5
nitrato
di potassa

NaCl
cloruro
di sodio

Colla concentrazione del liquido il cloruro sodico deponesi , e si


toglie dal fondo della caldaia con un cucchiaio. Quando poi il li
quido sufcientemente concentrato, perch raffreddando cristallizzi,
viene condotto entro recipienti onde si freddi. Il cloruro di sodio.
quasi tanto solubile a caldo come a freddo. quindi quasi tutto quello
che rimaneva in soluzione, anche pel raffreddamento del liquido vi
resta disciolto, ed il nitro si ottiene cristallizzato e quasi puro.
Quindi si rinnova levaporazione colle acque madri, si ottengono

nuovi cristalli di nitro e separata un'altra quantit di cloruro sodico,


nch le ultime porzioni della soluzione, contenenti appena poco
nitro, sono trattate per l'estrazione dell'iodio,che nel nitrato di soda

naturale esiste in buona dose.

Queste reazioni si possono produrre anche usando il carbonato di

potassa, ed insieme al nitrato di potassa si consegue il carbonato


di soda, sostanza che pel suo valore compensa il maggior prezzo del
carbonato di potassa in confronto del cloruro di potassio. La reazione
si fa con soluzioni sature, ma fredde. Il nitrato di potassa meno
solubile di quel di soda a freddo, perci la reazione fra i due sali
accade per la legge, che enunciammo parlando delle propriet dei
sali. Anche in questo caso con successive cristallizzazioni si sepa
rano i due sali ottenuti, ma la. maggior parte del nitro si isola dal
liquido appena che le soluzioni sature dei due sali vengono a
contatto.

Il nitro cos ottenuto non mai pure per due ragioni: prima
perch contiene alcuni sali che insieme a lui cristallizzarono, ed in
secondo luogo perch i. suoi cristalli sono, come dicemmo, in parte
vuoti nell'interno, e la soluzione, che una miscela dei sali otte
nuti da. quelle reazioni, riempie quei vani.
e
Afne di puricare il nitro lo si scioglie nella minor quantit
possibile d'acqua calda, la quale sempre sufciente a tener sciolti
anche a freddo i sali estranei, cio il cloruro o carbonato di soda

86

ranno or ronssa.

misti al nitro. Fatta. la. soluzione, chiaricata e ltrata se occorre,

la si lascia raffreddare agitandola di continuo, afnch il nitro de


pongasi sotto forma di una minuta polvere, o di piccoli cristalli, senza
le parti vuote nell'interno. Separasi inne il liquido, l'acqua madre,
ed il nitro riesce commercialmente puro. Se vuolsi al tutto puro, bi
sogna sbioglierlo ancora con acqua pura e farlo di nuovo cristallizzare.
335. Molte volte cosa utile il conoscere come si possa stabilire
la composizione del nitro del commercio, cio quanto nitrato di
potassa contiene in ogni cento parti, o come si dice il suo titolo. Ecco
come si opera: si mescola a 400 gramme di nitro un mezzo litro
di una soluzione satura di nitrato di potassa puro. Sappiamo che
l'acqua satura d'un sale non ne scioglie pi alla attuale temperatura.
Si agita la miscela per qualche tempo, si decanta il liquido, e si la
scia sgocciolare la parte solida, che asciugata su d'un corpo poroso
ed essicata a. blando calore si ripesa. ben inteso ammesso che il
nitro non contiene che parti solubili, ma se ne ha d'iusolubili biso

gna pesarle a parte. Ora noi sappiamo anche come una soluzione
satura d'un sale pu scioglierne altri: quindi quella di nitrato ag
giunta avr sciolti i sali estranei del nitro da titolarsi, ed avr la
sciato intatto il nitrato di potassa.
' '
Il peso ottenuto rappresenter dunque quello del nitro impiegato
meno quello dei sali solubili che conteneva, quindi calcolando queste

quantit per ogni Cento parti, si ha il titolo del nitro analizzato. Ma


questo metodo facilmente erroneo, perch la temperatura del liquido
aggiunto pu variare, e quindi perdere della sua facolt solvente od
aumentarla, e perch talvolta accade che sciogliendosi nell'acqua un
nuovo sale, essa acquisti la propriet di sciogliere una nuova por
zione di quello che gi teneva sciolto. Infatti una soluzione satura.
di nitro disciogliendo il cloruro di sodio pu sciogliere una nuova

dose di nitro.
Un altro metodo il seguente: si mescolano a 20 gramme di ni
tro cinque di carbone ed ottanta di sal comune, si getta la mi

scela a poco a poco in un crogiolo d' argento rovente. Il nitro tras


formasi in carbonato di potasse, il quale viene poi determinato con.
quei metodi alcalimetrici, dei quali parleremo in seguito. Dalla quan.
tit di potassa cos determinata facile il calcolare quella del nitro,
di cui conosciamo la composizione.

Si p inne procedere col metodo seguente: ad una soluzione


di 2 grammi di ferro in un grande eccesso d'acido cloridrico si ag
giungono grammi 1,205 del nitro da titolarsi. Se questo fosse nitro puro,

il ferro che nella soluzione trovasi allo stato di protocloruro sarebbe

xmnro Dl POTASSA.

87

per l ebollizione della miscela tutto convertito in sesquicloruro. Dopo


l'ebollizione, che si continua per dieci minuti, si determina nel li

quido quanto ferro allo stato di protocloruro esiste ancora, la qual cosa
si fa col mezzo d'una soluzione di permanganato di potassa titolata,
come vedremo parlando del sequiossido di ferro. Il rapporto che esiste
fra la quantit di protocloruro convertita in sesquicloruro e quella ri
masta intatta determina il titolo del nitro impiegato.
336. Il nitro oltre al_l' essere usato in medicina e nella preparazione
dell'acido nitrico, entra nella composizione della polvere, anzi nel
preparare questa sostanza, che se ne impiega la maggior quantit.
La polvere da guerra, o da caccia, o da mina una miscela di
carbone, nitro e solfo. nera, granulosa, dotata. d' una densit che
varia da 0,9 a 1,05 a norma della grossezza de' suoi granelli ; scal

data lentamente perde il solfo e con questa sostanza le sue propriet;


se invece rapidamente a 3000, s inamma e scoppia. Detuona se cos
fortemente percossa. da elevarne sufcientemente la temperatura.
L'acqua esporta dalla. polvere il nitro, il solfuro di carbonio ne di
scioglie il solfo, e rimane il carbone colle sue propriet caratteristi
che; la polvere dunque realmente una miscela, non una combina
zione. Ma le tre sostanze sonvi presso a poco nelle quantit volute,

perch nella combustione abbia luogo la reazione:


KO,N05 + S + 30 = KS + N + 300.
Queste corrispondono per ogni cento parti di polvere 3. 74,8 di ni
tro, 11,9 di solfo e 13,3 di carbonio. Infatti ecco la composizione
delle polveri di alcuni paesi:
Luogo dove si fabbric

Composizione
Nitro.

Francia polvere da guerra

Carbone.

Solto.

~ .

. 75,0

12,5

12,5

da caccia .

76,9

13,5

9,6

da mina .

62,0

18,0

20,0

Inghilterra polvere da guerra del governo. 75,0


Olanda

Berna

,1

16,0

9,0

70,0

16,0

14,0

76,0

14,0

10,0.

La polvere dunque nell' esplodere si dovrebbe trasformare in sol

furo di potassio, azoto ed acido carboqico. L'esperienza dimostra per


che avvengono in questo caso alcune reazioni secondarie, dovute pro

babilmente' in parte alla presenza nella miscela d' un pod' umidit,

88

NITRATO m ronssa.

'

e per altra parte alla temperatura enormemente elevata che si svi.


luppa nell' esplosione. Nei prodotti gasosi si osserva anche l' idroge
no, il gas soldrico e l ossido di carbonio, fra i prodotti solidi il

carbonato di potassa ed il solfocianuro di potassio.


,
Comunque sia la quantit di gas prodotta e assai grande , giac
ch un centimetro cubo di polvere sviluppa 329 centimetri cubi di
gas misurati alla temperatura ordinaria ed alla pressione di '760.
Gi in queste condizioni l'effetto dovrebbe esser grandissimo, peroc
ch i gas tenderebbero ad occupare un volume 329 maggiore di
quello delle sostanze dalle quali derivano. Quindi quei gas hanno
solo per ci una tensione di 329 atmosfere, ma questa accresciuta.
grahdissimamente dalla temperatura prodotta dalla combustione, la
quale pu esser valutata a 3340.0.
.
Questi dati per sono teorici, in pratica i risultati variano a non

ma delle qualit di polvere che si impiegano, e. tutto compreso la


tensione dei gas al momento del loro sviluppo calcolata a circa
4373 atmosfere.
Del resto l'effetto utile della polvere dipende anche in gran parte
dallo stato suo di divisione: troppo divisa. o riunita in un sol pezzo,
od in pochi pezzi ha. quasi nessuna efcacia; invece ridotta alla
forma di piccoli grani, come vediamo esser quella ordinaria, ha
il massimo effetto, la qual cosa dipende dal propagarsi della combu
stione, che rapido in quest'ultimo caso, lentissimo nell'altro. In ge
nerale conviene che la combustione della polvere costituente la carica.
d'un arma da fuoco sia successiva, ma in modo che abbruci total

mente nel tempo impiegato dal projettile per uscire dell'arma.


337. Noi non possiamo occuparci della descrizione dei procedimenti

usati nella fabbricazione della polvere, perch questa cosa riservata


ai libri che trattano delle applicazioni della Chimica alle industrie.
Solo notiamo che le sostanze impiegate debbono esser preparato
con molta cura, il nitro non deve contenere cloruri, ed almeno ap

pena delle traccie, peroch questi sali essendo igrosccpici, la pol


vere, che si deteriora quando esposta all'aria umida, sarebbe
,tanto pi danneggiata se li contenesse; siccome poi il nitrato di soda
pur esso sale igroscopico, cos non si pu sostituirlo a quello di
potasse nella fabbricazione della polvere.
_
,
Il solfo non deve contenere verun' acido, quindi non si usano i
ori di solfo, ma quello in canna; si riduce in polvere, e quindi si

staccia nalmente, per separare la sabbia che contiene.


Il carbone e preparato con somma cura: s'adoprano sempre legni
bianchi e leggeri,'e vengono carbonizzati a basse temperature. Par

KM-i

smuro or nonssa.

89

lando del carbonio abbiamo veduta l'inuenza che ha la temperatura


alla quale si produce il carbone sulla combustibilit di questa materia.
Si fa in modo dunque di ottenere carboni molto facilmente com
bustibili; inne non affatto indifferente la qualit delle acque im
piegate nel fare le miscele.

NITRITO DI POTASSA.

__
K0N03_-85'-2

Protossido
di potassio
Acido
nitroso
. . . - 55,40
44,60

100,00
338. Il nitrito di potassa un sale deliquescente, cristallizza dii
cilmente, scomposto dall'azione d'una temperatura elevata, degli
acidi energici, i quali ne separano l'acido nitroso, che subito si
scinde in acido nitrico e biossido d'azoto per l'azione dell'acqua.
Abbiamo gi veduto che reagisce sul cloruro ammonico producendo
cloruro di potassio, acqua ed azoto.
Si ottiene impuro e mescolato a nitrato di potassa per l'azione
dell'acido iponitrico sulla potassa caustica, o per l'azione del calore
sul nitrato di potassa. S'ottien puro scomponendo il nitrito di
piombo col carbonato di potassa. La soluzione si concentra nel vuoto.

SOLFATO DI POTASSA.
, __
KO'SOZ_S7'
2

Protosstdo
di otassio
54,13
Acido
solforicf
. . - 45,87

100,00
339. Il solfato di potassa. incoloro, di sapore amaro, del peso spe- f
cico di 2,66, cristallizza in prismi esaedri sormontati da piramidi

pure a sei faccie: i suoi cristalli sono anidri. Scaldate al colore rosso
si fonde senza scomporsi; cento parti di acqua. a 0'-l sciolgono 8,36
parti di solfato di potassa ed a 1000 invece 26 parti, cosicch pel

raffreddamento d'una soluzione satura a caldo facile l'otte'nere que


sto sale cristallizzato.

Si prepara facilmente neutralizzando la potassa caustica od il car


bonato potassico coll'acido solforico. per un residuo di molte pre
parazioni; trovasi fra. i sali solubili delle ceneri delle piante. Gl'in
dustriali ponno dunque facilmente procurarsi questo sale, che serve
BIUGNAIBLLI. Trattato di Chimica ecc. Vol. II.

I!

SOLI'A'I'O DI POTASSA.
90
alla preparazione del nitro, dell'allume di potassa ed anche a pre
parare il carbonato di potassa, con quel metodo col quale si trasforma
in carbonato di soda il solfato di questa base. Si usa qualche
volta anche in medicina come leggero purgante.
Quando si prepara l'acido nitrico col nitrato di potassa, si ottiene
per residuo un solfato acido o bisolfato di potassa, rappresentato dalla

formola KO,HO,2S03. questo un sale bianco, solubile, cristallizza

bile, fusibile a circa 2000. Si pu ottenere anche scaldando il solfato


neutro colla met del suo peso d'acido solforico.
Questo sale scaldato al calor rosso incipiente perde il suo equiv
lente d'acqua e si trasforma nel bisolfato K0,2S03,i1 quale poi alla
temperatura di 6000, si scompone in solfato neutro ed acido solfo
rico anidro.
Il bisolfato di potassa un'energico reattivo nelle analisi dei mi
nerali e serve a renderli solubili ed attaccabili cogli altri reattivi.
L'acido suo, che si svolge ad una cos elevata temperatura, cagione
dell'attivit di questa sostanza. - Come il solfato neutro si uti

lizza in molte industrie.


340. I sali formati coll' ossido di potassio dagli altri ossiacidi del

solfo hanno poca importanza, perocch le loro propriet sono affatto


simili a q'uelle dei corrispondenti sali di soda, e sempre si usano
questi sali di soda invece di quelli di potassa. Tralasciamo dunque
la. descrizione del solto, bisolto, iposolto, ecc. di potassa, che

anche si preparano come i sali corrispondenti di soda , dei quali


. parleremo in seguito.

CLORATO DI POTASSA.
; 122'7
RO'ClOS
-_'

Protossido
di po tassio
Acido
clorico

38,47
6153

100,00.

341.011 clorato di potassa un sale bianco, cristallizza in tavole


esagonali anidre ed aventi uno splendore perlaceo; quasi insolu
bile nell'alcool, e 100 parti d'acqua a 00 sciolgono solo 3,3 parti di
questo sale, ed invece a 1050, temperatura dell' ebollizione della solu
zione satura, ne sciolgono 60,24. A 4000 si fonde senza alterazione, ma.
a temperature appena un po pi elevate si decompone perdendo l'ossi
gene. Noi sappiamo che si impiega quasi sempre questo sale a prepa
rare l'ossigeno; il risultato ultimo della reazione lo svolgimento di

_,._4.._--

_.

CLORATO or rorassa.

91

tutto l'ossigeno, rimanendo per residuo il cloruro di potassio. Ma.


quella non accade per in modo che il clorato si sdoppii subito in
ossigeno e cloruro; quando si riscalda il clorato di potassa, una porzione
dell'ossigeno si svolge ad una temperatura non elevatissima, e quindi
cessa questo fenomeno. Ma se si aumenta ancor pi il calore, dalla
sostanza si sprigiona una nuova e pi abbondante dose d' ossigeno.
Quando vogliasi arrestare l'operazione alla prima fase, e studiare il
residuo, si trova che consta di cloruro di potassio e di un nuovo
sale, il perclorato di potassa,il quale si form per la reazione seguente:

2K0,Cl05
clorato
di potassa

KCl
o cloruro
di potassio

KO,CIO7

'perclorato
di potassa.

Ot
ossigeno

Il perclorato di potasse poi si trasforma esso pure in cloruro ed


ossigeno.
La. reazione per la quale dal clorato di potassa si ottiene l ossi
geno dunque doppia, e ne abbiamo la prova nella necessit di ele
vare nel secondo stadio dell' operazione la temperatura adyun punto
tale, che se non si impiegano storte di vetro difcilmente fusibile
o lutate, rimangono fuse e forate dalla interna pressione del gas.
La decomposisione del clorato di potassa pel calore facilitata me
scendolo a talune sostanze, come sarebbero l'ossido di rame ed il

biossido di manganese.
Il clorato di potassa un ossidante energico per la grande quan
tit di ossigeno che svolge. Per l'azione del calore ossida il solfo, il

fosforo ed il carbonio con grandefaicilit e attacca molti metalli in


un modo simile. Le miscele di clorato di potassa e di quelle so
stanze combustibili sono talvolta detonanti per la percosse, o si in
ammano se toccate con un po d' acido solforico. Quest' acido mette
in libert l'acido clorico, il quale in contatto delle sostanze ossida

bili si scinde subito in cloro ed ossigeno, e la materia si accende.


Quando alla miscela si aggiungono o la limatura di taluni me
talli, o qualche loro sale in polvere si possono ottenere amme
colorate.
La miscela di clorato di potassa e solfo, e meglio quella di clo
rato e fosforo, detuona quando sia fortemente percossa. Quella. di clo

rato, solfo e licopodio s inamma se toccata in un punto con una


goccia d' acido solforico.
Si ottiene una amma rossa mescolando 40 parti di nitrato di
stronziana, 5 di clorato di potassa, 13 di solfo, 2 di carbone; ov

vero con 61 parti di clorato, 16 di solfo, 23 di carbonato di stron

92

CLORA'I'O DI POTASSA.

ziana. - Una azzurra con 18 parti di clorato di potassa, 24 di ni


tro , 14 di solfa e 6 di ossido di ram; ovvero con 27 di

nitro,

28 di clorato.15 di solfo, 15 di solfato di potassa. e 15 di solfato di


rame ammoniacale. -- Le amme verdi si ponno preparare con 60
di nitrato di barite, 22 di solfo e 18 di clorato di potesse: ovvero
con 73 di clorato, 17 di solle 6 10 di borace. La limatura di ferro

rende scintillanti queste amme.


'
Il clorato di potassa .e scomposto facilmente dagli acidi energici ;
colora in giallo l'acido solforico, parecchia il suo acido clorico vien
messo in libert. Abbiamo gi veduto come l'acido ossalico agisc.
sul clorato di potassa e come ne svolga l'acido clorico riducendolo
allo stato d' acido ipoclorico.
"
342. Il clorato di potassa si prepara conducendo il cloro a contatto
d'una densa soluzione di potassa caustica. Immaginiamoci un ap
parecchio che svolga il cloro ed una bottiglia contenente la soluzione
alcalina, la quale pu anche esser sostituita da una di carbonato di
potassa. Accade la reazione rappresentata dalla. equazione seguente .
6KO -+- 601 = 5KCl + K0,Cl0-n
Il clorato d potasa di mano in mano che si forma si depone al
fondo del vaso, perch poco solubile, perci molte volte il tubo
abduttore del cloro si ostruisce; per evitare siffatto inconveniente si
usa far arrivare il piccolo tubo abduttore del cloro in uno di mag
gior diametro, tagliato in fondo la penna, che si annette aquello cpn
un turacciolo.
.
.
N
Nella fabbricazione in giande del clorato.di potassa si adopera un
metodo pel quale si evita la traisformazione in cloruro di potassio
dei cinque equivalenti di potassa, che nella preparazione antecedente
si convertono in questo sale.
Il cloro a contatto della calce genera l'ipoclorito di calce, e questo
sale scaldato trasformasi in cloruro di calcio e clorato di calce per
la reazione. seguente: BCaO,ClO = 2CaCl + CaO,ClO5. Inne il

clorato di calce in contatto del cloruro di potassio per doppia decom


posizione produce il cloruro di calcio edil clorato di potassa:
Ca0,ClO5
clorato
di

K.Cl
=cloruro
di .

KO,CIO5
clorato
di

CaCl
cloruro
di

calce
potassio
potassa
calcio.
Avviene dunque uno scambio di posto fra il calcio ed il potassio.
Per eseguire questa operazione si mescolano 300 parti di calce con
154 di cloruro di potassio, e vi si aggiunge tant'acqua da farne una.

cavano m roussa.

93

pasta liquida, che viene introdotta in un cilindro di piombo girevole


sul suo asse, pel quale si possa introdurvi il cloro. La miscela e
scaldata e trattata col cloro sino a saturazione; il residuo evaporato
a secco, quindi ripreso con acqua bollente, e dalla soluzione ltrata

si depone il clorato per raffreddamento.


Comunque ottenuto il clorato si purica facendolo cristallizzare
varie volte.
Il clorato di potassa impiegato in grandi quantit a fabbricare
con altre sostanze le capsule fulminanti. Si usano le miscele se
guenti:
Clorato di potassa .

. .

. 25 ovvero 27,5

Fulminato di mercurio . . . . 12
Nitrato di potassa. . .. . . . .. 30
Solfo . . . . . . . . . . . 18

Vetro in polvere.

I
D

13,3
30,7
16,3

14

11,2

Gelatina o gomma .

1,0

100 .

100,0.

343. Peroloralo di potassa. KO,ClO7 == 138,7. E poco solubile nel

l'acqua, una. parte di sale cio in 65 d'acqua a 15; perci l'acido


perclorico un reattivo atto a. svelare la presenza della. potassa in
un liquido. E scomponibile pel calore, esplode se misto al carbone
vien percosso, ma non colora l'acido solforico, il quale lo decompone
e ne mette in libert l'acido perclorico. Abbiamo gi veduto come si
produce col clorato di potassa; la miscela di perclorato e cloruro di
potassio, che si ottiene per l'azion del calore sul clorato di potas'sa, col
mezzo dell'acqua si scinde, perocch il cloruro molto solubile in
confronto del perclorato.
344. Clorito di potassa. KO,ClG*. sale che si decompone facil

mente, tanto per l'azionedell' aria, quanto per quella del calore. Si
prepara direttamente per l'azione dell'acido cloroso sull'ossido di
potassio.
.
345. Ipoclorito di potassa. KO,ClO = 90,7. Questo sale detto an

che cqua di Iavelle e si conosce soltanto allo stato di soluzione. Le


sue propriet sono simili a quelle dell'ipoclorito di calce. Si prepara
facendo passare una corrente di cloro in una soluzione di potassa
caustica o di carbonato di potassa. allungata. e mantenuta fredda. Il
liquido contiene inne una miscela di cloruro potassio e di ipoclo
rito di potassa. - Lipoclorito di soda gode di propriet uguali a
quelle dell'ipoclorito di potassa.

94
y msarro m roussa.
346. Le combinazioni degli acidi ossigenati degli altri corpi alogeni
non hanno importanza, e basta per noi il conoscere quanto di essi
si disse parlando di quei corpi. Solo il periodato di potassa, 110,10",
merita menzione, parecchia produce un sensibile precipitato coi sali
di soda, ed quindi un reattivo importante. poco solubile nell'acqua
fredda, scaldato si scompone in ossigeno e ioduro di potassio.- Si

prepara sciogliendo il iodato di potassa nell'acqua ed aggiungendo


un eccesso di potassa caustica: quindi si fa passare una corrente di
cloro attraverso alla soluzione; il sale si separa perch poco solubile.

ARSENITO DI POTASSA
347. I sali formati dell'acido arsenioso sono spesse volte sali tri
basici ed isomor coi fosti. L'.arsenito.di. potassa per comune
mente rappresentato dalla formola (KO),AS03. Si prepara facendo
reagire ad una moderata temperatura. l'acido arsenioso sulla potassa
caustica, e concentrando a consistenza di siroppo la soluzione, la
quale cristallizza. se yiene mantenuta in un luogo scaldato a circa 40.
E un sale molto alcalino, solubilissimo nell'acqua, e assorbe len
tamente l'ossigeno dell'aria trasformandosi in arseniato.
Serve a preparare l'arsenito di rame, conosciuto come materia tiri-

toria. sotto il nome di verde di Schcele.

ARSENIATI DI POTASSA.
348. Abbiamo veduto che l'acido arsenico pu essere, come il fo

sferico, monobasico. bibasico o tribasrco, corrispondente il primo


all'acido pirofosforico, il secondo al metafosforico, il terzo al fosforico
ordinario. Gli arseniati sono anche isomor coi fosfati.

L'arseniato di potassa KO,AsO5 quando venga disciolto conve


nientemente cristallizza in prismi, che contengono due equivalenti

di acqua. Si ottiene fondendo insieme il nitro coll'acido aisenioso.

SILICA'IO DI POTASSA.

349. La composizione del silicato di potassa e vetro solubile di Fuchs


non ancora ben conosciuta, ma pare che possa esser rappresentata
dalla. formola (K0)3,8i03. Si ottiene fondendo insieme 15 parti di
parti di quarzo in na. polvere, 10 di carbonato di potassa ed una

SILICATO m roaassa.

95

di carbone. Il carbonato, specialmente sotto l'inuenza del carbone,


si decompone, e lossido di potassio si combina. coll'acido silicico..
Dopo la fusione si scioglie il prodotto nell'acqua. calda, e si ha un
liquido dal quale gli acidi, compreso il carbonico, spostano l'acido
silicico. - Il silicato di potassasi ottiene anche disciogliendo l'acido
silicico gelatinoso nella potassa.
Venne questo sale impiegato a rendere incombustibili le sostanze
che lo sono facilmente, a tale scopo lo si distende sul legno, sulle
tele ecc., e vi forma una vernice che impedisce il contatto delle ma.
terie combustibili coll'ossigeno, quindi la loro accensione. A que
st'uso per ora s' impiegano altre sostanze, come il borato d'ammo
niaca, il cloruro di calcio. Il silicato di potassa in vece ora adope
rato alla silicatizzazione e conseguente indurimento dei materiali da
costruzione e come veicolo pei colori.
Bagnando le pietre a calce, la creta, il gesso, la magnesia ecc. con

una soluzione di silicato a 25B. allungata di due volte il pro


prio volume d'acqua, e quindi esponendo all'aria quelle sostanze
cos trattate,.a poco a poco si induriscono come i silicati naturali.
Tutte le pietre poroso e molli presentano lo stesso fenomeno , e se
alla soluzione silicea si aggiungono sostanze coloranti si ottengono
dipinte. I colori si applicano anche mescolati alla soluzione insieme
al solfato di barite od al bianco di zinco. Non si usa la biaoca
o carbonato di piombo perch l'indurimento e l'essicamento sarebbe
troppo pronto. - Mescendo alla soluzione silicea il carbone, quale
si usa per l'inchiostro di china, si ottiene un inchiostro indelebile;

se invece vi si aggiunge una decozione di cocciniglia si ha un in

chiostro rosso.

Gli altri sali di potassa o non hanno importanza, ovvero sono cos
simili ai corrispondenti di soda _, che crediamo meglio non farne.
parola.

'
SODIO
Na == 23

350. Il sodio un metallo di un color bianco e di splendidezza


argentina, molle e malleabile alla temperatura di 150, cosicch si pu
facilmente tagliare. Si pu toccare senza pericolo e maneggiarlo,
purch le dita non siano bagnate. La sua densit di 0,97; si fonde

alla temperatura di 900 e bolle al calor rosso; si pu quindi di


stillare.

96

sento.

Le sue propriet chimiche sono molto simili a quelle del potassio;


infatti esposto all'aria si ossida subitamente, ed in questo fenomeno
si mostra fosforescente con luce gialla; scaldato in contatto dell'os
sigeno prende fuoco ad una temperatura vicina a quella del suo
punto d'ebollizione ed abbruoia con luce gialla; non appare per
in questo circostanze cos attivo come il potassio.
Per queste propriet il sodio deve esser mantenuto costantemente
lungi dal contatto dell'aria,come si fa col potassio, cio immerso nella
nafta.
.
Scompone rapidissimamente l'acqua, ma non sviluppa in questa
circostanza tanto calorico come il potassio. Il pezzo di sodio galleggia
nel liquido, una viva. corrente di idrogeno si svolge, che spinge il
sodio a scivolare sull'acqua, ma l'idrogeno non si accende, perocch

la temperatura svolta dall'ossidazione del metallo costantemente

diminuita ed assorbita. dalla massa d'acqua. Si riesce a produrre


l'accensione dell'idrogeno mantenendo sso il pezzo di sodio men
tre ssidasi, eda ci fare'basta il render vischiosa l'acqua con un po'di
gomma, od il disporre il sodio sopra un pezzo di cartasenza colla

che galleggi, ovvero in ne ponendo il sodio a contatto d'una pic


cola. quantit d'acqua. In tutti questi casi l'idrogeno dell'acqua scom
posta si accende ed. abbrucia con fiamma. giallastra, colore dovuto
alla presenza del sodio.
Il ne della reazione del sodio sull'acqua si annuncia. generalmente
con una. piccola detonazione, come avviene col potassio; quindi ne
cessario l'adoperare quelle cautele che valgano ad impedire ogni
danno.
.
L'afnit del sodio pei corpi molto elettro-negativi cos grande,
che riduce facilmente non solo gli ossidi degli altri metalli, ma spe
cialmente i cloruri, i bromuri, i ioduri, cosicch sotto questo rap

porto agisce comedl potassio; anzi queso metallo oramai nelle rea

zioni chimiche fuori d'uso, ,perocch in quasi tutte il sodio pu


sostituirlo , e questo metallo costa pochissimo

in confronto del

l'altro.
Il sodio agisce sempre come il potassio, ma per non forma quella
combinazione coll'ossido di carbonio, per la quale cos difcile l ot
tenere il potassio in abbondanzaaggiungiamo che la temperatura
alla quale si isola non molto elevata. Per queste due ragioni la
produzione del sodio facile e quindi il metallo poco costoso. - Anche
il sodio reagisce sull'ammoniaca', cosicch si ottiene una combinazio
ne, detta ammoniuro di sodio o sodioammido, rappresentatada NH-Na.

Questo corpo si combina direttamente allossido di carbonioe forma

scuro.

97

il cianuro di sodio con separazione d'acqua: NII2Na + 2C0 =


.NaCN + 2HO, e coll'actdo solfocarbonico produce il solfocianuro
di sodio e l'acido soldrico; NH2Na + 2CS2
NaC2NSQ + 21-13,
351. La preparazione del sodio non presenta attualmente alcuna
difcolt, e per l'uso che si fa di questo metallo nellestrazione del
l'alluminio divenuta una operazione industriale.' 1 principii teorici
sui quali basata sono ancora i medesimi che servirono a spiegare
l'estrazione del potassio dal carbonato di potassa. Reagisce cio il
carbonato di soda sul carbone, e formasi l'ossido di carbonio ed il
' Sodio metallico:

NaO,COa + 2C = 3C0 + Na.

lacco come Sl procede in questa operazione, quando la si vuol ese


guire in grande ed in modo continuo. Immaginiamoci un forno nel

quale stieno disposti alcuni cilindri di ferro sostenuti da. rialzi, fatti 'di
mattoni refrattarii, ed inssi alle estremit nelle due opposte pareti del
forno stesso. Una base del cilindro si pu aprire intieramente o chiu
dare con un tappo mobile di ferro; l'altra base del cilindro ha unita una
canna di ferro alla parte sua superiore, ed a quella canna si addetta
.un recipiente raccoglitore come quello del potassio, che soltanto
non all'atto aperto alla sua parte pi esterna, ma vi appena pra
ticato un foro. Questo recipiente disposto in modo che la sua. su
.percie piana riesce verticale ed il foro'alla parte inferiore.
La miscela dalla quale si ottiene il sodio consta di 30 parti di

carbonato di soda secco, 13 di litantrace di quella qualit detta secco


ed a lunga. fiamma
L'aggiunta della
fusibile la miscela
tenere nella massa

e di 5 parti di creta (carbonato di calce).


creta. ha due intenti; il primo di render meno
e propriamente il carbonato di soda , e di mau
la porosit necessaria allo sviluppo dei vapori di

sodio; il secondo di fornire, pella sua scomposizione in acido carbo

nico e calce, una certa quantit di gas atto a trascinare viemeglio i


vapori di sodio nel recipiente condensatore.

Si sciolgono i cristalli di carbonato, quindi si deacquicano e si


mescolano al litantrace ed alla creta macinandoli perfettamente con

queste sostanze. Questa operazione deve esser eseguita con molta


attenzione, perch la miscela riesca ben intima.

La creta non per una sostanza indispensabile alla buona riescita.


.della operazione, infatti una maggior dose di carbone basta ad im
pedire il rammollimento della massa ed a mantenervi la. voluta

porosit.

Si pone quindi la miscela entro a cilindri di ferro, e questi in


Baomvnrr.u. Trattato di Chimica ecc. Vol II.

W-Uk- -___._
.nzJ

.....

98

SODIO.

fornaci cosicch vengano scaldati al calor rosso nascente; il litan


trace perde le parti sue volatili a quella temperatura. Questa ope
razione ha altres lo scopo di render pi intima la miscela, peroc
che il litantrace subisce per l'azione del calore una semifusione, un
rammollimento, si agglomera e si incorpora le particelle di carbo
nato di soda, cosicch il contatto fra i corpi reagenti reso il pi
perfetto possibile.
Fatto ci, si lascian raffreddare quei tubi di ferro, e subito dopo

la miscela introdotta in cartacei di carta aventi le dimensioni di


quei cilindri, che dicemmo esser disposti nei forni adatti alla prepa
razione del sodio; intanto sono scaldati al calor rosso.

Tolto il tappo mobile dai cilindri con un lungo cucchiajo di ferro


.ed avente la forma di un mezzo cilindro vi si introducono i cartocci

colla miscela, poi si ripone a suo luogo il tappo. Per prima cosa ab
brucia la carta del cartoccio, e quindi la miscela si scalda. Dopo
una mezz'ora di buon fuoco dal tubo annesso al cilindro escono i
vapori di sodio, ed una bacchetta di ferro introdottavi, pu esser
estratta tappezzata di sodio metallico; allora si addatta il recipiente
nel quale il sodio si liquefa, e per la sua apertura inferiore cade
liquido in un recipiente sottoposto, contenente l olio di nafta.

Alla ne dell'operazione, cio quando non si sviluppa pi sodio


metallico, si toglie il tappo dal cilindro, e con- un' utensile di ferro
si estrae il carbone residuo , quindi si carica una nuova quantit di
miscela.
Il sodio pu esser raccolte nel modo or ora indicato, perocch nel
recipiente annesso al cilindro si raffredda suf_cientemente, perch
non s'accenda all'aria. Questo fenomeno accade verso il suo punto
d'ebollizione , cio al calor rosso deciso, ed ben facile l'impedire,

che quel recipiente raggiunga questa temperatura.


Il sodio cos ottenuto abbastanza puro, perch possa servire alla
maggior parte degli usi ai quali si destina: volendolo purissimo con
viene distillarlo come si fa col potassio.
Quando poi si volesse preparare il sodio in piccole quantit, si
adopera ancora la. medesima miscela, ma la bottiglia di ferro come
pel potassio, annettendovi il recipiente nel modo indicato poc' anzi.
450. Ora vediamo come si possa determinare facilmente l'equiva

lente del metallo sodio. A questo ne sar necessario il trovare quella


quantit. ponderale di questo corpo, che sia sostituita. in un com
posto da un'altra di un corpo il di cui equivalente sia conosciuto, .e
formi colla sostanza, colla quale quello era unito, una combi
nazione del medesimo ordine della prima, cio coi medesimi ge

sooro.

99

nerali caratteri chimici. Cos se quella era un protossido o un pro


tocloruro dovremo ottenere, sostituendo al sodio un metallo qualun

que, ancora un protossido.o un protocloruro.


"
Il rapporto fra i numeri trovati, cio della quantit di sodio im
piegata e del corpo sostituito, sar quello dei loro equivalenti, co
sicch, siccome sappiamo per ipotesi quello del corpo sostituito, ci
sar facile trovare quello del sodio.
.
I protocloruri si prestano mirabilmente alla determinazione degli equivalenti dei metalli, per la qual cosa la ricerca che facciamo pel sodio pu
esser ripetuta per quasi tutti i metalli, ad eccezione dell' argento, e
ci dispenser in seguitodal ripetere per ogni metallo questi studii.
Infatti i protocloruri sono tutti solubili eccettuato quello d'argento ;_
ma l'equivalente del cloro e dell'argentd sono fra quelli determinati
con maggior sicurezza. D'altra parte essendo il cloruro d'argento
insolubile, facile l'ottenerlo per doppia scomposizione fra il cloruro
del metallo di cui si vuol determinare l'equivalente ed un sale d'ar
gento solubile, e se pesiamo il cloruro impiegato ed il composto di
argento ottenuto, di cui conosciamo la composizione, avremo i dati

ponderali per i calcoli dei quali abbiamo fatto cenno.


Supponiamo d'avere il cloruro di sodio puro, .e di conoscere che
il cloruro d'argento consta. di 108 parti cl' argento e 35,5 di cloro.
Instituite le reazioni suddette.si trova, che 2,0535 di cloruro di

sodio danno 5,0331 di cloruro d'argento ; in questa quantit di clo


ruro d' argento sonvi 3,7880 d'argento e 1,2451 di cloro.
La quantit di sodio contenuta sar quindi data dalla. seguente
differenza:
Cloruro di sodio impiegato .

. 2,0535

Cloro contenutovi .

1,2451

Differenza 0,8084

Quindi 2,0535 di cloruro sodico contengono 1,2451 di cloro, e

0,8084 di sodio. Questa quantit per di sodio sostituisce o pu


esser sostituita dall'argento in modo da fare composti analoghi, quindi
i due numeri saranno fra loro, come l'equivalente dell'argento all'in
cognito del sodio, che si determina colla proporzione:
3,788 : 0,8084 = 108 : x
e si otterr: a: = 23,05.

_W

t.)

100

'

'

'

sonto.

In un'altra determinazione si ottenne a: = 22,95, e la media di

molte simili ricerche fece ammettere come vero pel sodio l'equiva
lente 23.
'
Il sodio forma col potassio leghe fusibilissime.

COMBINAZIONI DEL SODIO COLL'OSSIGENO


352. Tutte le combinazioni delle quali fa parte il sodio sono molto
simili a quelle corrispondenti del potassio, cosicch potremo descri
verle molto brevemente, ed occuparci soltanto di quelle che hanno
una importanza grande, sia come reagenti, sia come materie adope

rate nelle industrie.

Come il potassio, il sodio forma combinandosi all'ossigeno un sot


tossido, un protossido ed un perossido, e le formole rappresentanti
queste combinazioni sono corrispondenti a quelle che indicano le
analoghe combinazioni del potassio. Si ottengono anche coi mede
simi procedimenti, sostituendo il sodio al potassio.

Tutti questi ossidi a contatto dell'acqua si trasformano nell'idrato


di protossido

sodio, NaO,HO.

IDRATO DI PROTOSSIDO DI some


NaO,HO = 40

Ci
Sodio
57, 0
Ossigeno - 40,

.
. :.g'gsldo
dl. sodro

'

'

'

'
100,0

Idrogeno - 2,5
100,0

353. L'idrato di protossido di sodio, detto comunemente soda cau


stica, una sostanza bianca, deliquescente e solubilissima nell'acqua, .
nella quale si scioglie con sviluppo di calore, producendo unacom
binazione cristallizzabile, come fa la potassa caustica; attira l'acido
carbonico dall'aria, e forma un carbonato, che non deliquescente.

fusibile al calor rosso nascente.


.
'
Non si scompone per l'azione anche di una temperatura elevatis
sima, e non perde la sua acqua di combinazione che scambiandola
con un equivalente d'un acido monobasico considerato anidro. Forma.
allora sali spesse volte perfettamente neutri e senza azione sulla.

IDRATO m raorossroo m sumo.

101'

tintura di tornasole, nei quali trovasi l'vssido di sodio, come se fosse


anidro. La. sua composizione e allora di:
Sodio
- 74,2
Ossigeno - 25,8
100,0
La soda caustica ha. reazione fortemente alcalina.
354. Si ,prepara precisamente come la potassa caustica, per l'azione
dunque della calce sul carbonato di soda. Conviene per avvertire
che impiegando il carbonato di soda cristallizzatd si pu scioglierlo
appena in quattro pzfrti d'acqua, perocch un sale contenente
all'incirca il 63 per cento d'acqua di cristallizzazione. Tutte le altre
avvertenze descritte nella preparazione della potassa caustica valgono
anche per ottenere la soda. caustica, tanto alla calce, come all'alcool.

355. Caratteri dei sali di protossido di sodio. I sali di protossido di


sodio hanno soltanto caratteri negativi. Per formano un precipi
lato, quando sicno mescolati al sale detto blmclaantimoniato di
potassa, e coll'acido idrouosilicico danno un precipitato gelatinoso
un po' meno trasparente di quello formato dai sali di potassa, e ne
producono uno cristallino col periodato di potasse. Delresto non
danno precipitati ne col bicloruro di platino, n coll'acido tartarico,
n coll'acido perclorico. Colorano in giallo la amma prodotta del
cannello ferruminatorio.
'

COMBINAZIONI DEL SODIO COL SOLFO

Il sodio forma cinque combinazioni col solfo, le quali sono cor


rispondenti a quelle del potassio. Di tutte ha maggior importanza il
protosolfuro, tanto come reattivo, quanto perch usato qualche volta.
in medicina.
PROTOSOLFURO DI SODIO '

NaS = 39

Sodio
Solfo2 - 58,97
lt1,03

'
100,00
356. Il protosolfuro di sodio un corpo che cristallizza in prismi
incolori, trasparenti, contenenti nove equivalenti d'acqua e quindi
il 67,5 per cento. ha un sapore caustico e la sua soluzione molto
alcalina. I cristalli di protosolfuro di sodio non si alterano facilmente
all'aria; per a poco a. poco si trasformano in iposolto ed inne in
solfato di soda. La soluzione del protosolluro si pu evaporare lungi
dal contatto dell'aria senza scomposizione.
.

102

muro in paorossmo DI scuio.

Si ottiene come il protosolfuro di potassio, impiegando una solu


zione di soda caustica che segni 35 all'areometro di Baum. Il sale
cristallizza immediatamente, cosicch molte volte chiude il tubo ab

duttore dell'acido soldrico. Se si adopera una soluzione pi allun


gata si potranno ancora ottenere i cristalli di protosolfuro, evaporan
dola, nita l'operazione, lungi dal contatto dell'aria.

COMBINAZIONI DEL SODIO COI CORPI ALOGENI.


Il ioduro, il bromuro, il uoruro, il cianuroe le altre simili com

binazioni del sodio non verranno descritte, perocch le loro propriet


sono identiche a quelle dei corrispondenti composti del potassio; si
preparano anche nell'istesso modo. Il cloruro di sodio invece me
rita molta attenzione per l'importanza sua, tanto negli usi ordinarii

della vita, quanto nelle industrie.

CLORURO DI SODIO.

M10 = 58,5

Sodio - 3932

Cloro - 00,68

100,00
357. Il cloruro di sodio, comunemente chiamato sul marino ov
vero sale di cucina, bianco, inodoro e di sapore salato; cristallina.

in cubi, che si aggruppano a tremoggia e sono anidri, contengono


per dellacqua interposta fra le particelle cristalline, ed infatti get
tati in un vaso rovente decrepitano, perocch l'acqua pel calore eva
'porando acquista unalorte tensione, e rompe con fracasso i cristalli
._sottoposti all esperienza. Che il sale cristallizzi anidro lo si deduce
dallessere i cristalli suoi in natura privi d'acqua. Se il cloruro so
dico cristallizza alla temperatura di - 120,. assume la forma pri
smatica ed idrato e rappresentato dalla formola NaCl + 4 aq.
La Solubilit del cloruro di sodio e quasi uguale a caldo come.a.
freddo: infatti 100 parti d'acqua a 00 sciolgono 35,5 parti di sale
ed a 1090, che la temperatura d'ebollizione d'una soluzione satura. di
sal comune, ne sciolgono 40,4. insolribile nell'alcoie, nell'acido

cloridrico; il suo peso specico di 2,148.


Il cloruro sodico non deliquescente, ma attira l'umidit dell'aria.
quando 1' igrometro segna almeno 860, invece la perde quando

c1.oanao m scuro.
103
l'aria sia secca; e. una sostanza dunque igr'ometrica. Questa osservazione
per non giusta che pel sale puro; l'ordinario sal di cucina con
tiene alquanto cloruro di magnesio, il quale deliquescente e quindi
il sale appare quasi sempre umido; i luoghi nei quali si conserva sono
sempre carichi d'umidit, causa questa di taluni danni che si osser-.
vano nella salute dei marinai a bordo dei bastimenti carichi di sale.
Il cloruro di sodio sottoposto all'azione del calor rosso si fonde,
ed a temperature pi elevate si volatilizza.

Il cloruro di sodio facilmente decomposto dall' acido solforico e


produce il solfato di soda mettendo in libert l'acido cloridrico. Fuso
a contatto con taluni ossidi metallici si trasforma in ossido, mei1tre

il metallo si cangia in cloruro; il vapore acqueo a temperatura ele


vata lo decompone producendo acido cloridrico e protossido di sodio.
L'acido silicico lo trasforma in silicato, e su questa propriet
basata l'arte di produrre talune vernici sulle stoviglie. Inne me
scolato alla sabbia'quarzosa ed allossido di ferro produce il sesqui
cloruro di ferro volatile ed il silicato di soda:

3NaCl +
cloruro
sodico

3SiO3 + Fe"203 = Fe2Cl3 + 3NaO,SiO3


ac. sili- sesquiossido sesquicloruro
silicato
cico
di ferro
di ferro
di soda

Questo silicato di soda pu esser scomposto coll'acido carbonic in


modo da ottenere il carbonato di soda.- Alcune di queste reazioni
rappresentano i tentativi fatti per trasformare direttamente il cloruro
sodico in carbonato di soda senza l'intervento dell'acido solforico,
come vedremo fra poco.
358. Il sal comune si trova in grandissima copia in natura tanto
sotto forma di depositi nei terreni specialmente del Trias e nel Giu
rese e Cretaceo, quanto disciolto nell'acque del mare, di alcuni laghi
salati e di molte fonti salse. Queste sono le origini di tutto il cloruro
sodico che in quantit enorme si consuma.
Il sal comune, quale trovasi in grandi ammassi nelle miniere di
questa sostanza, dicesi sal gemma, ed anidro; molte volte presenta
un fenomeno curioso, immerso nell'acqua si rompe in minuti
pezzi sprigionando dell'idrogeno. -- Iprincipali depositi di sal gem
ma in Europa trovansi a Vieliczka nei monti Carpazii presso Cra
covia ed a Cardona in Ispagna. In queste localit il sale trovasi in
banchi potenti e quasi puro, cosicch per utilizzarlo non fassi altro
che staccarlo dalla roccia, estrarlo _e metterlo in commercio. Quasi
tutti i paesi posseggono depositi di sal comune, ma pi di fre
quente non puro e mescolato specialmente ad argilla, al gesso ed

104

'

CLURURO m scuio.

alla silice. Questi depositi si prestano benissimo all'estrazione del sal


comune, perocch le sostanze colle quali commisto sono ed inso
lqbili o poco solubili, ed ecco come si procede a questa estrazione.
Con un foro fatto colla. sonda si raggiunge il banco salifero. Per
questo foro si introduce una pompa che non lo otturi totalmente, in
modo che per lo spazio lasciato.vuoto sia possibile l'immettere l'acqua.
destinata a sciogliere il sale. Poich questa sia rimasta a contatto
della roccia salifera sufcientemente e divenuta satura di sale, colla

pompa la si estrae, introducendone per la parte a ci destinata contem


poraneamente dell'altra= - La soluzione del sale comune nell'acqua
pi densa dell' acqua pura, ed quindi evidente che la pompa dovr
scendere no nelle parti pi basse della roccia salifera, afnch rechi
alla supercie del suolo l'acqua quanto pi si pu satura di sal
comune. L'acqua che successivamente si introduce, si abbassa e

va a contatto del foro della. pompa sol quando divien satura di


sale. Alla tromba, quando l'inclinazione della localit lo permetta,

si sostituisce un sifone; poi necessario di regolare la quantit


di acqua introdotta nella miniera con quella che ne esce, tenendo
nota di quella che s inltra nel terreno, e della sempre crescente
capacit del vuoto sotterraneo.
In questa maniera si hanno le soluzioni che contengono dal 25
al30 per 100 di sal comune, e lievi quantit di altri sali, special
mente di solfato di calce. Sono concentrate in vasi ampii e poco
profondi, esposti gli uni all'azione diretta delfuoco, scaldati gli altri

o dai prodotti della. combustione o dal vapore, che si genera nelle


prime caldaje. L'operazione divisa in due parti. Nella prima parte
dell'evaporazione si raggiunge quel punto al quale l'acqua riesce
totalmente satura di sale, e si eseguisce non a diretto contatto del

fuoco ; deponesi sempre una certa quantit di solfato doppio di soda


e di calce, che si chiama schlot; quindi si conducono le solu

zioni saturo nelle caldaje scaldate direttamente e si evaporano avendo

cura di agitare continuamente il liquido, perch i cristalli che si


depongono riescano pi puri. Di mano in mano che il. sale si isola,
si estrae dalla. caldaja, e si pone a sgocciolare sui lembi di essa. Le acque residue contengono cloruro di calcio e cloruro di ma

gnesm.
Il cloruro di sodio cos ottenuto contiene sempre un po' del sale
doppio di calce e soda, del quale a poco a poco s'incrostano le
caldaje, cosicch dopo qualche tempo bisogna sospender 1' opera
zione e ripulirle.
L'estrazione del sai comune si compie anche con quelle acque

cr.oauao or sento. .

. 105

di fonti salate, le quali sieno copiosissime e contengano pi del 3


per 100 di sale. Queste acque si caricano di sale attraversando de
positi saliferi nell'interno della crosta solida terrestre, e certamente

sarebbero ben pi ricche in sale, se nell'arrivare alla supercie della


terra non incontrassero dell'acqua dolce , collai. quale si mescolano.
L'evaporazione dell'acqua in questi casi si fa nel modo il pi eco
nomico. Immenso cataste di fascine sono regolarmente disposte e
sormontate da un canale in legno, dal quale esce di tratto in tratto
un tubo, di legno munito di robinetto pure di legno. L' acqua
cade sulle fascine e si distende tanto, che presenta una ampissima su
perfycie all'aria, quindi la sua evaporazione riesce molto facilitata.
Questa operazione si ripete varie volte sino a che l'acqua contenga
all'incirca il 20 per 100 di sale. Ottiensi anche nel medesimo tempo
lo scopo di separare molti sali terrosi poco solubili, i quali erano
contenuti nell' acqua salsa, ed infatti le fascine si coprono d' una
crosta solida. di materie terrose.
L'operaaqne successiva come quella precedentemente indicata

per le acqu"estratte dalle miniere di sal gemma impuro.


Un'altra grandissima sorgente di cloruro sodico l'acqua del mare.
Le analisi fatte di queste acque non sono gran fatto concordanti,
anche considerando solo quelle delle acque di ciascun mare, tutto
che gli esperimentatori abbiano adoperata ogni diligenza per sciegliere
l'acqua marina non commista all'acqua dolce., Comunque sia le
acque dei mari ampii, nei quali 1' influenza dei umi tributarii non
pu esser sensibile, contengono dal 25 al 99 per mille di sal co
mane; quelle dei mari ristretti e con molti affluenti, come p. es. il
mar Nero, molto meno. I sali che accompagnano il cloruro di sodio
nell'acque marine sono: il cloruro di potassio e quello di magnesio,
il solfato di magnesia e quello di calce,i bicarbonati di magnesia, di
calce e di potassa, ed inne de' bromuri e ioduri. Notiamo per che
alcuni osservatori non poterono scoprire nell'acqua del mare questi
ultimi sali; ma, come gi altre volte avvertimmo, probabilissimo
che questa cosa dipenda da una osservazione inesatta. - I sali che
accompagnano il cloruro di sodio sono sempre in piccola quantit,
come anche sono minime le dosi di sostanze organiche nell' acqua
del mare. .
'
Alle acque del mare si fanno percorrere ampie supercie, in

modo che movendosi lentamente possano evaporarsi per l'azione del


l'aria e del sole. A questo modo cominciano a deporre i carbonati
terrosi e quindi il solfato di calce, cosicch quando riescono concentrate
tanto da non poter pi tener tutto disciolto il sal comune, quei
Bwcnnszu. Trattato di Chimica ecc. Vol. H.

106

'

.cr.onuno DI scuio.

composti} terrosi sono quasi intieramente eliminati. Contengono al


lora. il cloruro sodico, il cloruro di potassio e di magnesio, il sol
fato di magnesia coi ioduri e bromuri, e segnano 25 allareometro
di Baum. Allora. sono condotte in ampii bacini preparati con molta
cura, perch l'acqua non si disperda inltrandosi nel terreno ,
ed il sale non riesca inquinato da sostanze terrose. In questi ba
cini si formano prima dei bei cristalli di cloruro di sodio puro;

in seguito per la concentrazione del liquido riescono alquanto


impuri, perch vi si mescolano i sali magnesiaci. quindi cosa utile

il produrre questa seconda cristallizzazione in un bacino separato.


Quando le acque segnano 320 all'areometro di Baum, sono costu
riche di composti magnesici, che non si pu pi utilmente caverne
il sul comune residuo.
.
/
'
Il cloruro di sodio cos ottenuto non puro e contiene il cloruro di
magnesio, il quale deliquescente. Si accumula il prodotto e si co
pre d'argilla umida, che si mantiene inumidita; i sali deliquescenti
si sciolgono, e si separano cos dal cloruro sodico.
~
Le acque madri.che non servono. pi alla estrazione del cloruro
sodico sono generalmente abbandonate e rigettate in mare. Conve
nientemente trattate potrebbero dare una quantit considerevole di
solfato di magnesia, di solfato,di soda o di solfato doppio di soda;
e magnesia ; ma ancora dubbio se i trattamenti necessarii a. que

st'uopo sicno prottevoli.


Inne conviene accennare un ultimo metodo per l'estrazione del
sal comune dall'acqua del mare , ed quello adoperato nei paesi
settentrionali d' Europa, nei quali non si potrebbe ottenere l'evapo
razione dell'acqua coi mezzi ordinarii. L'acqua del mare fassi agghiacciate, ed il ghiaccio ottenuto di acqua pura e quasi pura; il
sale rimane concentrato nella porzione d'acqua rimasta liquida. Si to
glie il ghiaccio, e si permette la formazione d'un secondo e se occorre
di successivi strati di ghiaccio, sino a che l'acqua sottoposta contenga.
concentrato tanto sale, che ne convenga l' estrazione colla evapora
zione al fuoco..Ma per quale ragione accade la separazione del sale
dall'acqua? L'acqua agghiacciando cristallizza, della qual cosa
ciascuno pu convincersene osservando i occhi di neve od un pezzo
di ghiaccio, ed in ci fare l'ac'qua acquista la forma d'un romboe
dro od una derivata da questa; il sal comune cristallizza invece in
cubi. Queste due sostanze dunque cristallizzano in due forme in
compatibili fra loro, in due diversi sistemi cristallini, i cristalli

d'acqua appartengono al terzo sistema, quelli di cloruro di sodio al


primo. - Ora. noi sappiamo che se due corpi non aventi azione

o
cnoauno m scuro.

'

107

y chimica fra loro e che cristallizzano in due differenti sistemi sono


mescolati e disciolti insieme nell'acqua, nel cristallizzare si separano

intieramente l'uno dall'altro; se invece godono d'una medesima forma


cristallina, sieno isomor, riescono mescolati nei cristalli ottenuti. =

Per.questa ragione dunque l'acqua del mare agghiaccindo da il


ghiaccio d'acqua pura o quasi pura, il cloruro di sodio si concentra
in quella residua, la quale colla ripetizione del fenomeno lascierebbe
deporre sul fondo del bacino il sale cubico.
Non termineremo questa esposizione dei metodi d'estrazione del
cloruro sodico senza accennare come in molti luoghi si proceda con
maniere un po differenti; e ad esempio qualche volta, come in
Olanda, si concentra l'acqua del mare colle cataste di fascine, in al

tri casi dopo averla evaporata coi modi soliti sino ad un certo punto, .
si nisce l'evaporazione col ftioco ecc. Queste variazioni si fanno
per ragioni economiche di valore locale.
Il cloruro di sodio ottenuto non mai puro , e contiene, come

quello di Oustkout, perno il 25 per 100 di sostanze estranee.


'Il cloruro di sodio sostanza importantissima e0 le popolazioni
.barbare, che non sanno procurarselo, lo tengono in conto di oggetto

prezioso.
tanto importante al buon, mantenimento della salute,
che davasi anticamente come porzione di paga ai soldati ed ai la
voratori, e forse da. ci ne venne la parola salario. Serve dunque
come indispensabile condimento dei cibi, preziosissimo per preser- .
vare le carni dalla putrefazione, inne le industrie chimiche, l'alle
vamento del bestiame ne consumano quantit cos ingenti, che
nei paesi nei quali la vendita di questa derrate di ragione gover
nativa e mezzo di ingente imposta, generalmente viene colle debite
precauzioni dato agli industriali al prezzo di costo o poco pi.
1

CARBONATO DI SODA
Protossido di sodio
Acido carbonico .

NaO,CO2 = 53

'

.
.

.
.

58,49
41,51

100,00.

359. L acido carbonico combinasi al protossido di sodio e forma


un carbonato neutro, un sesquicarbonato ed un bicarbonato di soda.
Il carbonato neutro di. soda cristallizza in grossi prismi romboi
dali, i quali contengono 10 equivalenti d' acqua di cristallizzazione

108

. caaaosrro m sous

e quindi quasi il 63 per 100; questi cristalli sono eforescenti al

l'aria, e vi si riducono in una polvere bianca contenente appena cin


que equivalenti d'acqua e posta questa a temperature sempre pi
elevate si ottengono diversi idrati , inne anche l'ultimo equivalente
d'acqua vien abbandonato dal sale, la qual cosa avviene al calor
rosso, come dicemmo parlando dell'acqua di cristallizzazione dei sali.
Il carbonato mutro di soda cristallizz'ato con dieci equivalenti di
acqua per l'azione del calore si discioglie nell'acqua. sua di cri.stal
lizzazi_one, e poi, fatto anidro, subisce anche la fusione ignea. E in
molte reazioni utile il produrre la fusione dei carbonati alcalini, e
perci importa 1' accennare come la miscela del carbonato di soda
con quello di potassa, sia pi fusibile di ciascun carbonato isolato.
Questo doppio carbonato si ottiene calcinando il tartrato doppio di
potesse e soda, e lisciviando il prodotio.
Ora ecco quale sia la solubilit del carbonato neutro di soda
anidro:
100 parti d'acqua ne sciolgono a

parti

7,08

100

00

'

16,66

'

200

25,93

I
,'

390
1040

:
D

35,90
48,50.

La soluzione satura bolle a 1040.


'
Conviene per notare che questa Solubilit non si riferisce forse
sempre alla medesima specie di sale, perocch, come notammo nel
solfato di soda, il carbonato ottenuto a diverse temperature non

sempre ugualmente idratato; inoltre bisogna accennare come non


tutti i chimici convengano nell'attribuirle i valori indicati.
Il carbonato di soda ha reazione fortemente alcalina, ed scom

posto dagli acidi producendo con ci i varii sali di soda , e dalla


calce formando la soda caustica. Il calore solo non lo decompone,

ma il vapor apqueo al calor rosso ne esporta l'acido carbonico, co


sicch ottiensi la soda caustica.
un reattivo molto impiegato specialmente nella preparazione dei
carbonati degli altri ossidi metallici, la qual cosa si ottiene per via.
di doppia scomposizione. Si preferisce in queste operazioni il carbo
nato di soda a quello di potassa, perocch si trova in commercio
molte volte quasi puro e privo di silicati, d'altra parte e sale non
deliquescente: Per nelle industrie in cui si impiegano gli ossidi al
calini, come ad esempio quella del sapone, si preferisce il carbonato
di soda a quello di potassa, anche perch costa assai meno.

caaaoxxro ci son.

10)

Il carbonato di soda del commercio per altro essendo molte volte


reso impuro da piccola quantit di cloruro sodico o di solfato di
soda, si riduce puro nel modo seguente: si prepara una dissoluzione
pressoch satura di carbonato di soda nell'acqua bollente, e resa lim

pida colla ltrazione, si lascia raffreddare perch il sale cristallizzi;


si mantiene allora in continua agitazione la soluzione per impedire
il formarsi dei grossi cristalli. La polvere cristallir'ta ottenuta si
separa dall'acqua madre, che contiene quasi tutte le sostanze estra
nee, e si lava con poca acqua fredda, sino a che ltrata questa ed
acidicata con acido nitrico puro non dia pi alcun precipitato n col
cloruro di bario, n col nitrato d'argento.
360. Il carbonato di soda non si prepara dunque mai nei labora
torii, il commercio lo somministra abbastanza puro o facilmente pu
ricabile. Due sono i modi coi quali si fabbrica questa sostanza; il
primo consiste nell'abbruciare le piante viventi in vicinanza del mare,
od i vegetali che trovansi nel sono del mare stesso, e che sono dalle
correnti spinti contro le coste e raccolti. Le ceneri di queste piante
contengono il carbonato di soda, che si estrae, come quello di po

tassa, per lisciviazione. A proposito dell'estrazione dell' iodio e bro


mo abbiamo fatto cenno di questa industria.
. Questi carbonati di soda hanno nome in commercio di soda. col.

l'appellativo del luogo dal quale provengono, e quelle ottenute colle


ceneri dei vegetali che crebbero nel mare, diconsi sode d'i varech.
L'altro metodo, cheva sempre pi preferendosi al primo, consiste
nel trasformare prima il cloruro di sodio in solfato per l'azione del
l'acido solforico, quindi il solfato in carbonato.
La prima reazione gi conosciuta, si sviluppa l'acido cloridrico
che molte volte non solo inutile ma incomodo. Inutile perch le
grandi quantit di acido in questo modo prodotte hanno nei luo
ghi di produzione quasi nessun valore, incomodo perocch nocivo
alla salute ed esige spese e cure grandissime per esser eliminato
senza danno. La trasformazione del cloruro in solfato si [eseguisce
entro forni a riverbero.
Il solfato di soda posto quindi a contatto del carbonato calcare
e del carbone. La doppia scomposizione fra il carbonato di calce ed
il solfato di soda per'el'etto del calore avviene anche senza il con-.

corso del carbone; ma quindi impossibile il separare il solfato di


calce dal carbonato di soda prodotti, perocch posta. la miscela di
questi due sali in contatto dell'acqua accade una reazione in
versa di quella. gi effettuatasi. Infatti i due sali sono solubili, ma per
lo scambio delle loro basi possono produrre il carbonato di calce in

CARBONATO DI SODA.
110
.
solubile, e noi sappiamo che in queste circostanze la reazione avviene.
L'addizione del carbone produce invece i seguenti fenomeni: il sol
fato di calce trovasi ridotto dal carbone allo stato di solfuro, e que
sta sostanza si combina colla calce, che si impiega sempre in ec
cesso, e produce unossisolfuro rappresentato da CaO,2CaS. Questo
sale compiutamente insolubile nell'acqua, la quale allora pu scio
gliere il solubile carbonato di soda lasciando intatto l'ossisolfuro.
Non siamo al tutto certi se in queste operazioni i fenomeni chi
mici avvengano precisamente nel modo indicato, per possibile il
rappresentare cos abbastanza bene la formazione del carbonato di
soda. Infatti:
2NaO,SO3. + 3CaO,CO2 + 90 =--2NaO,CO2 + CaO,2CaS + 1000
solfato
carbonato
carcarbonato ossisolfuro ossido di
di soda . di calce
bonio
di soda
di calcio carbonio.
La miscela delle sostanze reagenti si la con 1000_parti di solfato
di soda secco, 1040 di carbonato di calce in polvere e 530 di carbone
per tre quarti in na polvere e l'altro quarto in minuti pezzi. Le
reazioni si compiono in forni a riverbero di forma elittica, ed aventi la
platea fatta di mattoni refrattarii. Operai a ci destinati rimescolano
la miscela di quelle sostanze, che vanno rammollendosi pel calore;
intanto dalla massa si sprigionano molte ammelle azzurre pro

dotte dall'o ssido di carbonio che svolgendosi abbrucia, e la reazione

ha luogo. La trasformazione compiuta quando quelle ammelle


cessano, ed allora devesi subito estrarre la materia dal forno, perce

ch lossigeno dell'aria trasformerebbe in solfato di calce l'ossisolfuro


di calce.
Questa materia costituisce la soda. greggia, e si liscivia metodi
camente nel modo seguente. Supponiamo di avere varie casse luna
sovrapposta all'altra, cosicch l'acqua dalla superiore possa cadere in
quella. che le sta sotto. Si ponga dell'acqua nella cassa inferiore ed
insieme un recipiente di lamiera di ferro bucherellato e ripieno di pez
zetti di soda greggia. Dopo qualche tempo si porti questo recipiente
nella cassa immediatamente superiore alla prima, ed a questa se ne
aggiunga un altro con nuovi pezzi di soda. greggia, intanto che nella.
seconda cassa siasi aggiunta acqua , e cosl di seguito sino a che il
primo recipiente colla soda. greggia avr percorso'tutte le casse d'acqua.
Allora la prima conterr una soluzione ben satura del sale, la quale
vien condotta nei vasi evaporatorii, e l'acque delle altre casse si
fanno scendere d' un gradino, mentre i recipienti seguono un cam
mino inverso, cosicch converr aggiunger acqua nella cassa pi ele
vata, ed un recipiente con nuova soda greggia nella pi bassa.

canecruro m sous.
111
con ci evidente che le acque scendendo incontrano la soda greggia
. sempre pi ricca in sale solubile, e questa ascendendo trover l'acqua
meno ricca di sale, cosicch vi abbandona n le ultime porzioni dl
.materia solubile, mentre nella cassa inferiore vi sar sempre una
soluzione satura o quasi satura. Dunque ottiensi da un lato la. com
pleta lisciviazione della soda greggia, dall' altro una soluzione sem
pre satura, quindi la lisciviazione colla minor quantit d'acqua pos
sibile.
In questo modo si procede ogniqualvolta debbansi separare 'sali
solubili da. sostanze insolubili. Soltanto a norma delle circostanze si
potr dare differente disposizione all'apparec'chio. Le casse ad esem
pio possono esser messe in modo che la differenza di livello sia pic
cola, e pel passaggio dell'acqua dall' una alll altra si'addotta que
sto articio: un tubo esce dal fondo d' una cassa e s innalza e ter
mina vicino all'acqua nella cassa. successiva , che poc'anzi dicemmo
inferiore. evidente che se il bordo della. cassa antecedente pi
elevato del punto pi alto del tubo, versando in qu'lla. dell'acqua verr
un momento, in cui dal tubo questa traboccher nella seconda cassa.

Ma il tubo dipartesi dal fondo, e quindi il liquido che escir sar


quello che prima era nella cassa, perocch l'acqua aggiunta si ada
gia sul liquido contenuto nella cassa, il quale gi una soluzione,
quindi specicamente pi pesante dell'acqua pura. Altrettanto accade
in ogni gradino, in ogni cassa.

y
I liquidi cosi ottenuti, ltrati, vengono evaporati in forni a. river
bero, e si ottiene una. soda secca. che contiene molto carbonato di

soda, un podi soda caustica, e circa. il 15 per 100 di sostanze estranee.


La soda caustica formasi perch la soda greggia. contiene della calce
caustica in eccesso, la quale reagisce sul carbonato di soda.

Quando vogliansi i cristalli di soda, si scioglie questo prodotto nel


l'acqua calda in modo da averne una soluzione a 320 dell areome
tro di Baum, questa poi si lascia cristallizzare per raffreddamento in
vasi appositi. Questi cristalli resi anidri, non contengon pi dell'uno
per cento di solfato di soda e del mezzo per cento di cloruro di so
dio, sostanze sfuggite alle reazioni antecedenti.
361. Bicarbonato di soda. Il carbonato di soda a contatto dell'acido
carbonico ne assorbe tanto quanto ne contiene e si trasforma in bi
carbonato, rappresentato da NaO,HO,2CO. E un sale che si in

contra spesse volte nelle acque minerali, cristallizza in prismi ret


tangolari, molto meno solubile del carbonato neutro, ccsicch fa

cendo passare una corrente d'acido carbonico in una soluzione satura


di questo, si ottiene il bicarbonato precipitato. L'acqua fredda ne

112

caaaomro m SODA.

scioglie un decimo del suo peso. A 70 si scompone trasformandosi


in carbonato neutro e la sua reazione alcalina.
Si fabbrica in grandi quantit per la preparazione delle acque gaso
se, le quali si producono istantaneamente mescolando una soluzione
d'acido tartarico e di bicarbonato. In ampie camere e sopra telai si
dispongono i cristalli di carbonato neutro, e vi si fa arrivare a con

tatto l'acido carbonico. Il carbonato neutro trasformasi in bicarbonato


abbandonando molt' acqua, perocch il sale che si ottiene ha soltanto
quattro equivalenti d'acqua di cristalizzazione. L'acqua avuta cosi
carica di carbonato. n dev'essere perduta.
362. Sesquicarbonato di soda. Anidro rappresentato dalla formola.
(NaOW,3CO; contiene generalmente treequivalenti d'acqua di cri
stalizzazione. quel sale di soda che mostrasi alla supercie del
terreno di alcuni luoghi dell'Egitto specialmente, nei quali in al
cune stagioni dell'anno formansi dei laghi, che essicansi nell'estate,

lasciando quei residui salini.


Questo sale detto natron, e costituiva una volta un ramo di

commercio importante.
Si pu ottenere anche facendo bollire per non molto tempo una
soluzione di bicarbonato di soda.
SAGGI ALCALIMETRICI.
363. Le sostanze alcaline sono di un grandissimo uso nelle indu
strie, e quindi trovansi in commercio in quantit considerevoli, ma.
come vedemmo poc' anzi l'origine di quelle sostanze varia ed insta
bile la loro purezza, che anzi contengono quasi sempre mescolati
molti altri corpi. E siccome per lo pi la parte attiva della potasse
e sode del commercio soltanto 1' ossido di potassio o sodio conte
nutovi sotto fornta di ossido anidro, o d' idrato, ovvero di carbonato,

ne viene che e cosa utilissima il sapere come si determinano le quan


tit di quegli ossidi.
Questo scopo hanno i saggi alcalimetrici, coi quali si scopre il titolo
delle sostanze alcaline commerciali. Per titolo d'una sostanza si in
tende la quantit per cento della parte utile, che quella sostanza contie
ne. Per le sostanze prezioseinvece il titolo si determina per ogni 1000
parti della sostanza; cos il titolo d'una miscela di ossido di potassio
60 e sabbia 40 sarebbe 60, quello d' una lega di 60 d'argento e 40

di rame sarebbe di 600. Ciperch la cognizione della composizione


sino ad un centesimo sufciente per gli oggetti di poco valore, si

desidera maggiore per quelli preziosi.

SAGGI ALCALHIIITRHSI.

113

Ecco ora quale e il fondamento di questi saggi alcalimetrici:


cinque gramme diacido solforico monoidrato, HO,SO, saturano

esattamente grammi 4,816 di protossido di potassio ogratnmi 3,163 di


protossido di sodio, sie'no questi ossidi allo stato libero o di carbonato.

D altra parte la soluzione di quelle quantit di ossidi riconduce


al color azzurro la tintura arrosszita di tornasole; se per aggiungiamo
a ciascuna. di esse i cinque grammi d'aoido solforico, diverranno
neutre ai reattivi colorati, e se le addiaiom'amo d'una sol goccia di
pi d'acido solforico, la tintura di tornasole si arrosser.
evidente che quando quelle quantit ponderali d'una potassa. o
soda del commercio esigeranno per saturarsi appena lametta dei cin
que grammi di 'acido solforico, quelle sostanze avranno un titolo
espresso da50, cio conterranno il 50 per cento del loro peso di
ossido alcalino, e proporzionalmente in ogni altro caso.
Ora ecco come si procede praticamente: si prende una quantit
della potzssa o soda da assaggiarsi decnpla di quella indicata, e vi si
aggiunge tant'acqua, cosicch accada la soluzione; si ltra il liquido
e si lava il ltro col residuo solido che contiene, se pure ve ne fu,
sino a che il liquido ltrato abbia un volume mezzo litro, ossia di
500 centimetri cubi. Cinquanta centimetri cubi della soluzione (il
decimo) conterranno dunque tutta la potassa o soda che eravi in
grammi 4,816 della potassa od in grammi 3,163 della soda da titolare.
D'altra parte si p'esano cento grammed'acido solforico puro e
monoidrato (bollito), ed allungansi con acqua in modo da farne un
litro o mille centimetri cubi. evidente che 50 centimetri cubi
di questo acido allungato contengono cinque grammi d' acido mo
noidrato, che saturano le indicate quantit di ossido di potassio o
di sodio; quindi ogni centimetro cubo saturer'un cinquantesimo
della soluzione alcalina'ed un mezzo centimetro cubo un centesimo.

Poniamo ora in un bicchiere i 50 centimetri cubi


della soluzione alcalina presi dal mezzo litro con
una pipetta graduata. (g. 41), ed addizioniamoli
di qualche goccia di tintura di tornasole, cosicch
sia il liquido azzurro.
Mettiamo in un'altro bicchiere un po'd' acqua
con un po di tintura, ed arrossiamola con alcune
goccio d' acido solforico.

Inne riempiamo una bomboletta graduata Fla" 41.

Fitl. 42

(g. 42) coll acido allungato, e la graduazione ci segni i mezzocen


t1metn.
Con questo istromei1to si aggiunge l'acido alla soluzione alcalina.
BBUGNA'IELLI. Trattato di Chiniica ecc. Vol. II.

45

114

SAGGI azcnurmmrcr.

Ad un certo punto l'azzurra tintura si colora d'un color rosso vi


noso: questo colore dovuto allo svolgersi dell'acido carbonico, e
non come il vivo color rosso prodotto dall'eccesso d'acido solforico,
come si pu vedere pel confronto col secondo bicchiere, a ci appo

sitamente destinato.
Inne giunge un istante in cui un ultima goccia d' acido aggiunto
decide la tintura ad assumere il color rosso, come nel bicchiere di
confronto. Allora tutto l ossido alcalino, tanto allo stato libero come
a quello di carbonato, trasformato in solfato, anzi evvi una goccia

almeno d'acido in eccesso.


Si legga il numero dei mezzocentimetri d' acido adoperati, quel
numero il quanto per cento d ossido di potassio o di sodio son
contenuti nella potassa o soda da assaggiarsi, dunque il titolo di
queste sostanze.

Noi abbiamo veduto come anche il nitrato di potassa si pu con


questo metodo titolare, trasformandolo prima in carbonato, mescolan
dovi carbone e cloruro di sodio, e facendo deagrare la miscela. N

altrimenti si procede col horace, o biborato di soda, perocch l'acido


solforico sposta vero anche a. freddo da questo sale l'acido borico,
ma pure noto che quest'acido libero tinge la tintura di tornasole
come fa l'acido carbonico. Ma trattandosi di titolare un borace com
merciale si avr cura di calcolarne la quantit d'acqua di cristalliz
zazione, che di 10H0 generalmente, onde non asserire infondata
mente il borace impuro, quando non lo sia.

SOLFATO DI SODA
NaO,s_o 3

71

Protossido
di. sodio .
' 34
Acido
solforico
- 56
43,66
100,00

364. Il solfato di soda anidro una sostanza bianca, polverosa e


se in pezzi spongiosa, solubile nell'acqua, dalla quale per evapora
zione e raffreddamento si ottiene cristallizzato in prismi scannellati,
contenenti dieci equivalenti d'acqua, e quindi il 55,9 per cento; sono

questi cristalli fusibili nella loro acqua di cristallizzazione per l'effetto


di lieve calore, ed a temperatura pi elevata perdono l'acqua, di
vengono anidri, ed in ne subiscono la fusione ignea. Il loro peso
specico e di 1,35, ed esposti all'aria. dimostransi eforescenti.
La Solubilit del solfato di soda presenta un'apparente eccezione
alla regola. generale, per la quale viene determinato che i corpi solidi

somaro Dl SODA.

115

solubili nell'acqua. lo sieno maggiormente quanto pi calda sia l'acquai.


Infatti 100 parti d'acqua a 00 sciolgono 5 parti di sale anidro, a.
320,1 parti 50,65 ed a 1030,1 punto d'ebollizione della soluzione sa

tura soltanto 42,65. La solubilit del solfato di soda nell'acqua aumenta


dunque da 00 a 330 e quindi diminuisce: per conviene avvertire es
sere il sale che deponesi nelle soluzioni da 00 a 330 cristallizzato in
prismi, e contiene i 10 equivalenti d'acqua. di cristallizzazione, quello
invece che deponesi per evaporazione a temperature superiori a 330,
una minuta polvere di cristalli ottaedrici a base romboidale ed
anidri. probabile dunque che anche nel liquido il solfato di soda
trovisi, a norma delle temperature, in diversi stati d'idratazione, dei

quali se ne conoscono altri oltre aquelli indicati; conviene dunque


dire che il solfato di soda contenente 10H0 a 330 si scomponga.
naturale che il sale dimostri in questo cangiamento anche una solu
bilit diversa dalla primitiva.
La Solubilit del solfato di soda cristallizzato indicata dai seguenti
numeri:

100 parti d' acqua sciolgono a 00


|
,

|
,

I
I

a
I

180
330

500,4

. .

12 parti di sale

.
.

48

.
.
' .

r
I

I
1

Il solfato di soda cristallizzato si scioglie anche nell'acido cloridrico


producendo un freddo estremamente intenso, cosicch la miscela di
15 parti di sale e 12 di acido si usa come miscela frigorica atta. a
produrre articialmente il ghiaccio.
La soluzione del solfato di soda nell' acqua presenta un curioso
fenomeno: quando sia satura a 330. cio quando l'acqua ne scioglie
la maggior dose, se vien coperta con uno straterello d'olio o d'essenza.
di trementina, rimane liquida e non depone nessun cristallo anche
raffreddandosi; eppure calcolando la Solubilit del sale poc'anzi indicata
avrebbe dovuto deporsene molto, ed infatti quando si determina questo
fenomeno, il liquido si'trasforma in una poltiglia quasi solida. Il cri
stallizzare del sale avviene nella soluzione mantenuta liquida e sopra
aturata nel modo ora detto, introducendovi attraverso all'olio od all'es

senza nna bacchetta di vetro, ed un corpo solido e scabroso qualunque.


La soluzione soprasaturata di solfato di soda presenta anche altri
fenomeni singolari: abbiamo ora veduto che toccata con una bac
chetta di vetro immediatamente si isola il solfato disciolto. Ebbene
si scaldi la bacchetta a 200, ed appena raffreddata la si intro
duca nel liquido, e l'isolamento del solfato di soda non avverr pi.

116

SOLFATO DI SODA.

Ad ottenere questi fenomeni necessario .di non urtare brusca

mente e di non agitare il liquido, altrimenti la soluzione si altera


immedialamente. Se invece si pone quellrseluzione satura a 330
in un tubo di vetro chiusolla una parte, e tirato dall'altra a SOltil
diametro, e poi si faccia bollire il liquido, cosicch il vapore scaeci
tutta l'aria dal tubo, ed allora si chiuda questo ermeticamente fon
dendo anche l'estremit assottigliala, non soltanto la soluzione rimarr
liquida anche a 00, ma potr esser agitata senza che si depcnga il
sale. Ma Setiapre in un punto il tubo, afnch l'aria vi possa libera

mente penetrare, subito dal liquido si isoler il solfato cristallizzato.


La soluzione satura a 33 pu esser mantenuta liquida. alla, tem
peratura.ordinaria anche in immediato contatto dell'aria, purch que
sta abbia dovuto passare a contatto di qualche corpo solido prima di
arrivare alla soluzione. Si ponga. infatti quella soluzione in un pallone

e_la. si risealdi, e quando sia bollente,si copra. l'apertura del pallone


con una capsuletta capovolta, o si chiuda con un turra.cciolo avente
due tubi, dei quali l'uno s'immerga alcun che nella soluzione e co
munichi esteriormente con un largo tubo lungo almeno un metro e
pieno di cotone, e l'altro sia annesso ad un vaso che possa funzio
nare come aspiratore. Nel primo caso la soluzione limane inalterata,
e molte volte si ottiene questo risultato col solo coprire l'apertura
del pallone con un foglio di carta; nel secondo caso la soluzione ri
marr pure inalterata, anche quando si aspiri l'aria dall'esterno, cosic
ch venga a gorgogliare nella soluzione (). - L' a.riache sia stata
compressa inattiva, come quella ltrata attraverso al cotone.
La ragione di questi fenomeni sembra esser questa: nella soluzione
soprasaturata. di solfato di soda pare che questo sale esista allo stato

(') Alcuni credono che il fenomeno precedentemente indicato accada perch l'aria
passando attraverso al cotone perda i eorpuscoli che tiene in sospensione, ai quali
attribuismno la facolt di far crislallizzare la soluzione soprusaiurl. Ebbene lolgusi
la par.le del tubo col cotone, ma l'altra, che s'imruerge nella soluzione e fa si che
l'aria vi gorgogli enlro e la smovc, si scaldi prima (l'immergerla nel liquido fra 40
e 50,e si molla nel liquido appena'frcdda: la soluzione soprasalura non crislal
lizza; allre'llantn avviene se si bagna prima ncll'acqa distillata.
Tutti i corpi elle panno delcrm'mare la cristallizzazione delle soluzioni soprasalure
scaldali fra L0. e 50 perdono questa facolt, e mollevolle accade lo stesso feno
meno se quei corpi vengano bagnati con acqua distillata. Accade spesso volte che
sealdando fra 40 e 50" la soluzione salura in'un bicchiere di vetro, rimarigu liquida

anche raffreddata senz'altro riguardo.

Le soluzioni sopraaaturate qualche vello alla lemperalura di 4",4. punto della


massima densitdell'aequa, cristallizznno, e quella dil0lftll0 di soda per questo le
nomeno raggiunge la tcrqperalura di 25.

sdr.rno m som.

117

di sale idrato con sette equivalenti d'acqua, e che la _solubilit di


questo sale cos idrato sia grandissima. L azione meccanica dei corpi
solidi basta a produrre la. formazione dell'altro idrato, che nelle in
dicate condizioni.si isola.

. .

Il solfato di soda, mescolato all'acido solforico e riscaldato da ori


. gine al solfato acido di soda rappresentato da NaO,SO3,HO,SO8 + 2ztq.
Questo sale pu ottenersi cristallizzato, scaldato al calor rosso scuro

perde prima la sua acqua di idratazione, quindi quella di costitu


zione, producendo una schiuma abbondante, e fondndosi quindi
in un liquido limpido, che il bisollatti di soda rappresentato da
Na0,2SO. Quest'. ultimo sale al calor rosso vivo abbandona met

dell'acido solforico anidro che contiene, cosicch pu servire alla pre


parazione dell'acido solforico anidro. Il solfato acido di sudata il residuo
della preparazione dell'acido cloridrico col mezzo del sal comune e
dell'acido solforico. Ma se questa operazione si eseguisce in modo da
poter impiegare temperature elevate, si ottiene il solfato neutro.
Infatti:
NaCl + HO,S03 == IICl +. NaO,SOP>
In questo caso per avere il solfato di soda puro non si fa altra cosa
che sottoporlo a. ripetute cristallizzazioni; nell'altro, dopo aver disciolto
il sale, bisogna neutralizzarlo col carbonato di soda, e quindi farlo

cristallizzare.

Il Solfato di soda il residuo anche della preparazione dell'acido

nitrico col nitrato di soda, di quella. della magnesia col solfato di


magnesia e carbonato di soda; trovasi inne qualche volta in na
tura. - L'industria lo impiega specialmente a preparare il carbonato
di soda; nei laboratorii si usa ad ottenere energiche mimiscele fri
goriche.
SOLFITO DI SODA. .

.NaO,so
= 63

Protossido
di sodio
Acido solforoso
. - 49,21
50,79

100,00
365. L'acido solforoso forma due combinazioni col protossido di
sodio, e sono il solto neutro ed il bisolto.

Il solto di soda una sostanza bianca, solubile pi a caldo che


a freddo e quindi si pu facilmente ottenere cristallizzata, allora

contiene Isette equivalenti d'acqua. Quando deponesi dalle sue solu


zioni bollenti anidra. Fondesi nella sua acqua di cristallizzazione,

118

sor.rrro m soma.

e quindi fasci anidro; ad una elevata temperatura si scompone pro


ducendo un miscuglio di solfuro di sodio e di solfato di soda.
Si ossida a contatto dell'aria, specialmente se trovasi disciolto nel
l'acqua. La sua soluzione alcalina ed i suoi cristalli eforescenti.
E importante la reazione che col cloro esercita sull'acqua, per la
quale riesce trasformato in solfato.
_Na0, SO + HO + Cl = NaO,SO3 + HCl

Questa reazione spiega l'applicazione di questo sale nelle industrie, che


adoprano il cloro per l'imbiancamento delle sostanze tessili, le quali
difcilmente possono colla lavatura esser private dall' eccesso di
cloro impiegato in quella operazione. Ma se alle acque di lavatura
si mescola un podi solto di soda, accade quella reazione, e si evita
cosi l'azione perniciosa che eserciterebbe in seguito il cloro sulle
sostanze stesse. Anche il bisolto e liposolto di soda servono al
medesimo scopo, e perci questi corpi chiamansi comunemente
anticloro.
Per questo uso il solto di soda preparasi abbruciand0 il solfo e
conducendo l'acido solforoso prodotto a contatto d' una soluzione di
carbonato di soda nell'acqua. Ne altrimenti si procede onde averlo
puro, e soltanto si ha cura d' impiegare le materie reagenti pure, e
di terminare l'azione dell'acido solforoso sul carbonato, quando non
si svolge pi acido carbonico dal liquido,il quale se divenuto un
poacido si neutralizza coll'aggiungervi del carbonato di soda, e
quindi si fa cristallizzare il sale evaporando le soluzioni lungi dal
contatto dell'aria.
Bisolto di soda. Il solto neutro posto a contatto d' una ecce
dente quantit d'acido solforoso si trasforma in bisolto, che rap
presentato dalla formola. NaO,HO,QSO. E questo un sale solubile
nell'acqua, dotato di reazione acida e dell'odore dell'acido solforo

so; si scompone pel calore, perdendo parte dell acido solforoso.


Questo sale ha una specialeimportanza per le combinazioni cristal.
lizzate che forma con quelle sostanze organiche dette aldeidi, cosic.

che queste si possono sceverare e puricare dai corpi coi qqali per
caso trovansi commisti. Queste combinazioni sono poi distrutte per

l'aggiunta del carbonato di soda.

119

IPOSOLFITO DI SODA,
_
MO'szos
_ 79 '

Protossido
di sodio .
Acido iposolforoso

39,24
60.76

100,00
366. L'iposolto di soda cristallizza in bei prismi rombcidali ter
minati con faccia obblique e contenenti cinque equivalenti d'acqua
di cristallizzazione, e quindi 36,29 per cento d'acqua. Questi cristalli
sono incolori, inodori, quasi inalterabili all'aria, solubili molto nel

l'acqua; subiscono la fusione acquosa e divengono poi anidri, e per


l'azione d'una temperatura elevata si scompongono in pentasolfuro
di sodio e solto di soda:
.4NaO,SQO2 = NaS3 + 3Na0,SO.
La soluzione di questo sale esposta all'aria si ossida e si trasforma
in solfato deponendo parte del solfo. Gli acidi energici vi produ.
cono un deposito di solfo ed uno sviluppo di acido solforosa1
L'iposolto di soda un sale utilissimo nella dagherrotipia e nella
fotograa per la sua propriet di sciogliere l' ossido di mercurio ed
i sali alogeni d'argento e d'oro, coi quali forma degli iposolti dop
pii. un corpo rimarchevole anche perch scioglie il solfato di
' piombo, che adatto insolubile nell' acqua; questa soluzione si ef
fettua bene alla temperatura di 150 a 200. - Inne _ un rducente
energico.
.
Si ottiene facilmente: basta far bollire una soluzione di solto di
soda. mescolata a ori di solfo: NaO,SO2 + S = NaO,SQO. Il li

quido, ltrato e concentrato convenientemente, lascia deporre col


raffreddarsi i bei cristalli d'iposolto di soda.
Si ottiene anche mescolando 3 parti di carbonato di soda ad una

di ori di solfo, e riscaldando il tutto alla temperatura della fu


sione del solfo in contatto dell'aria, e rimescolando la miscela; la
quale prima genera il solfuro di sodio, quindi per l'azione dell'os

SBeDO dell'aria il solto di soda: di questo fassi la soluzione e trat


tasi questa nel modo precedentemente indicato.

Le altre combinazioni degli ossiacidi del solfo col protossido di


sodio hanno pochissima importanza.

120
NITRATO DI SODA.
'

NaO'NOJ, : 85

Protossido
di sodio
Acido nitrico

36.47
63,53

100,00
367.,11 nitrato di soda si trova in commercio sotto il nome di
nitro cubico o 'ml.ro d'America, e proviene da un immenso deposito
di questa sostanza,che si trova al Chili. Come viene in commercio non

per puro, contiene costantemente altri sali di potassa. e soda, e


fra gli altri il ioduro e iodato di soda, oltre a sostanze insolubili7

La quantit di nitrato di soda contenuto in quello del commercio


varia dal 65 al 99 per cento.Si purica per.via di successive cri
stallizzazioni, ma difcilmente; attiral'umidit dell'aria, e perci non

si adopera a preparare la polvere da guerra.


Questo sale cristallizza in prismi romboidali, dotati di sapore fresco
e piccante; 100 parti d'acqua ne sciolgono a freddo ottanta, la so
luzione avviene con abbassamento notevole di temperatura. A caldo
molto pi solubile, e la soluzione satura bolle a 119.
Per l'azion del calore fondesi al calor rosso, quindi scomponesi

perdendo ossigeno e si trasforma in nitrito di soda, ed a tempera


ture pi elevate scomponesi intieramente, come il nitrato di po
tassa. Serve alla fabbricazione di quest'ultimo sale e dell'acido ni
trtco.
O

FOSFATI DI SODA.
368. Gli acidi fosforico_ordinario, pirofosforico e metafosforico si
combinano all'ossido di sodio, e formano la seguente serie di sali :

() fosfato neutro di soda:


fosfato acido di soda:

(NaO)3,PhO5
(NaO),HO,PhO

fosfato acido di soda:


Na()(HO),PhO5
metafosfato neutro di soda: (Na0,Ph0
metafosfato acido di soda: (NaO)IIO,PhO5
pirofosfato neutro di soda: NaO,PhO5

Rappresentano dunque questi sali le tre specie d'_acido fOSf0rico


studiate, nelle quali totalmente od in parte sia stata sostituita l'acqua
di costituzione dal protossido di sodio.
() Il primo di questi fosfuti comunemente detto fosfato basico, il secondo neutro,
il terzo acido. Evidentemente questi nomi sono inesatti.

rosrrn or sana ..
121
Di tutti questi sali il pi importante ed usato comunemente
il fosfato di soda rappresentato dalla formola (NaO)',HO,PhOG,' il
quale quando sia eristallizzato, contiene 24 aq. di cristallizzazione.
Allora composto per ogni cento parti in peso da
protossido di sodio

2,51

acido fosforco anidro . .


acqua di cristallizzazione.

19,84
60,33

.acqua basica.

17,32

100,00

Questo sale comunemente detto fosfato neutro da soda, ma evi


dentemente questo nome non ne rappresenta la costituzione, perocch
contiene ancora parte dell'acqua basica non sostituita da un protossido
basico metallico, ed il rapporto fra l'ossigeno dell'acido e quello
dell'ossido metallico basico non come nei fostati ordinarii neutri,
non ecic come 5 : 3. dunque un fosfato acido, sebbene la. sua

soluzione agisca a modo degli alcali sulla tintura di tornasole.


La sostituzione dell'ultimo equiyalented'acqua basica col protos
sido di sodio noir emolto facile; infatti e bisogna.sealdare lunga
mente il sale colla soda caustica, o fonderlo col carbonato di soda.
Questo fatto si osserva in altri acidi polrbasici, e l'osservammo nel

l'aido fosforoso: probabilmente questi acidi hanno maggior affinit


per quella porzione d'acqua basica, da essi conservata dopo,il loro
,;trattamento con un ossido basico, di quella che dimostrano per l'os
sido stesso. Si riesce per qualche volta.alla totale sostituzione del
l'acqua basic'a cangiando la specie d' ossido basico posto a contatto
coll'aeido o per via. di doppia scomposizione.lnfutti aggiungiamo ad una
soluzione di questo fosfato di soda il nitrato d'argento pure disciolto,
e ne nascer un precipitato giallo di fosfato neutro d' argento. La
reazione rappresentata dalla seguente equazione:
.
uno)auo,rnoS + 3Ag0,NO = (Ag0),Ph05 + mono= + no,no=
fosfato di
soda

'

nitrato
d'argento

fosfato neutro
d'argento

nitrato di
soda

acido
nitrico

Ecco dunque dimostrato esser l' ultimo equivalente d'acqua come


gli altri due sostituibile, e l'acido realmente trihasico. Non come la

soluzione riesce inne acida, per l'acido nitrico che nella reazione
si isola.
.
Questo fosfato di soda cristallizza facilmente in grossi prismi rom
boidali eforescenti, solubile in quattro parti d'acqua fredda e
molto pi nell'acqua ealda.,Scaldato si fonde nella sua acqua di cri
Bruqxurrzu. Trattato di Chimica ect.Yol. Il.

' 16

122

rosrur m SODA.

stallizzazione, poi si fa anidro; se si eleva la temperatura al calor rosso,


perde anche l'equivalente d'acqua basica che contiene, e si trasforma
in pirofosfato di soda neutro, (Na0),Ph0 il qual sale forma coi
sali solubili d'argento un precipitato bianco; la sua soluzione scal
data con acqua acidulata d'acido nitrico riprende il suo equivalente
d'acqua basica, e ripristina il sale primitivo.
Il comune fosfato di soda (NaO),HO,PhO5 depone'si dalle sue so
luzioni cris'talizzato ordinariamente con 24 aq.; per se i cristalli
formansi ad una temperatura superiore ai 300, allora contengono
soltanto 15 aq. di cristallizzazione.
,
La sua soluzione addizionata d' acido fosforico ordinario e fatta
bollire, si trasforma nell' altro fosfato acido, rappresentato da
NaO,(HO)ZPhO.Z allora non precipita pi le soluzioni di cloruro di

bario.

Quando si disciolgono 6 parti di fosfato sodico comune con una


di cloruro ammonico in due parti d'acqua calda, lasciando raffred
dare la soluzione, si ottengono dei cristalli, che con una seconda cri

stallizzazione riescono puri, e non mescolati da cloruro sodico; sono


rappresentati da NaO,NHO,HO,PhO5 + 8 aq. Questo sale, detto

fosfato ammonico-sodico, molto adoperato nelle analisi eseguite col


mezzo del cannello ferruminatorio, perocch per l'azione del calore
perde l'acqua e l'ammoniaca sua, si fonde formando una goccia senza
colore, ma che invece ne acquista dei caratteristici in contatto degli
ossidi metallici.
.
369. Il fosfato di soda ordinario, del quale principalmente ci oc- '
cupammo, si prepara ponendo il carbonato di soda. a contatto col
l'acido fosforico ordinario tribasico; ovvero scomponendo col carbo
nato di soda il fosfato acido di calce, il quale si ottiene per Fazione
dell'acido solforico sulle ossa in polvere. Nel seno del liquido si isola

il carbonato di calce, che separasi per ltrazione, ed il fosfato si


ottien quindi cristallizzato colla evaporazione del liquido. Vuolsi per
notare che con questo metodo il fosfato non riesce mai ben puro.

Gli altri fosfati hanno cos poca importanza che possiamo tacerne
la storia.
IPOFOSFITO DI SODA.

(2) NaO,(HO),PhO = 88.


370. L'ipofosto di soda cristallizza in lamine lucenti, solubilissimo
nell'acqua e si scompone per l'azion del calore; venne in questi ul
timi tempi molto adoperato in medicina.

morosmo m sous.

123

Il miglior metodo di prepararlo il seguente: si faccia bollire un


miscuglio di latte di calce piuttosto denso col fosforo. Formasi per
reazioni note l'idrogeno fosforato e l'ipofosto di calce solubile
nell'acqua. Dopo che la miscela abbia a lungo reagito, si ltra
il liquido, che riesce alcalino, perch contien disciolta. della calce.
Conviene eliminare subito questa calce, altrimenti l'ipofosto si
cangia ben presto in fosto; ci si riesce dirigendo una corrente di
acido_carbonicv nella soluzione in modo d'adoperarne un grande
eccesso. Allora facciasi bollire il liquido, ed il carbonato di calce si

depositer in fondo della. capsula, e la. soluzione d'ipofosto trattata


col carbonato di soda abbandoner la calce sotto forma di carbonato
insolubile, e conterr sciolto l ipofosto di soda, che si otterr cri

stallizzato per mezzo della concentrazione del liquido.

Bmoaaro DI SODA.
_
Na0'2B003 _101

Protossido di sodio
Acido borico . .

.
.

30,69
60,31

100.00
371.11 biborato di soda comunemente chiamato boruce ed anche bo
rato di soda, sebbene evidentemente la sua formola non corrisponda

a. quella di un sale neutro. Trovasi in commercio quasi sempre sotto

forma di prismi romboidali contenenti dieci equivalenti d'acqua di


cristallizzazione e quindi il 47 per 0/0 d'acqua.
Si pu avere anche sotto forma di ottaedri con 5 aq. e dunque
con appena il 31 per 0/0 d'acqua. La. diversa forma dipende dalla
temperatura alla quale avvenne la cristallizzazione.
Il borace solubile nell'acqua e molto pi a caldo che a freddo.
L' acqua. a 200 scioglie circa un decimo del proprio peso di questo
sale, mentre all'ebollizione ne scioglie circa il doppio. La sua so

luzione gode d'una reazione alcalina.


Il borace comune o prismatico fusibile nella sua acqua di cri

stallizzazione, ed esposto all'aria secca perde dell'acqua e la sua


trasparenza. L'ottaedrico invece ne assorbe dall'aria umida, perdendo

esso pure la sua trasparenza.


Il borace anidro fusibile alla temperatura del calor rosso e legger
mente volatile a quella del rosso bianco; quello fuso costituisce un

liquido viscoso, trasparente, e solidicandosi per raffreddamento forma


un vetro trasparente.

124
nmonno m SODA.
Quando sia fuso gode della notevole ed utile propriet di scio
' gliere gli ossidi metallici, per la qual cosa acquista molte volta delle
colorazioni caratteristiche. per questa sua propriet impiegato nel
l'analisi col cannello ferruminatorio, e per dimostrarla si prende un
lo di platino, si ripiega in modo da terminarlo ad occhiello, e vi
si fa. aderire il borace bagnandolo con un po' d'acqua, che si scalda
col cannello in modo da fonderlo;cos forma una perla limpida.
Se allora si aggiunge un po' di ossido di manganese alla perla, e
la si fonde ancora, si avr una colorazione violacea, coli ossido di

ferro una verde, con quello di cobalto una azzurra intensa ecc.
Per questa sua propriet usitatissimo quando si voglian saldare
insieme per l'azione del calore dei metalli ossidabili all'aria, perocch
non solo toglie dalle supercie, nelle quali deve accadere la saldatura,
l'ossido, che per caso vi possa essere e quindi rende possibile l'ade
renza fra le due parti metalliche, ma anche impedisce la successiva.
ossidazione, perch stendendosi sul metallo, non ne permette il con
tatto coll' ossigeno dell'aria. Anche quando voglionsi ottenere le leghe
metalliche, quasi sempre necessario il ricorrere all'aiuto di questo
sale per la indicata. propriet, ma in questo caso agisce anche come
fondente, impedendo l irradiazione del calorico dalle parti inferiori
caldissimo del crogiolo alle superiori meno caldo, e ci perch e
corpo poco diatermano.
Il borace. facilmente scomposto degli acidi energici, anche quando
sia in soluzione ed a freddo. Fuso invece col carbonato di soda si
trasforma nel vero borato neutro, NaO,BoO".

11 borace del commercio ben difcilmente puro. I sali che pi

di frequente si incontrano nel borace sono: il solfato di soda. o l'al


lume, ed in questo caso la sua soluzione acidicata con acido nitrico
forma un precipitato col cloruro di bario; se invece contiene i clo
ruri alcalini, la soluzidne, acida come si disse, forma un precipitato

col nitrato d'argento. - 'lrovsi in commercio sosticato special


mente coll'allume; La sua soluzione e allora acida. Abbiamo gi ve
duto come si pu titolare il borace.
372. Si trovano in natura, nelle Indie e nell'America, alcuni la

ghi d'acque salse. i quali, ssicaudosi nella stu'gione dei soli, lasciano
per residuo una crosta di borace, che una volta veniva spedito in
commercio sotto nome di tinlral. Attualmente per si fabbrica coll'acido
borico di Toscana. Si fanno sciogliere 1200 chilogrammi di carbo
nato di soda in due mila d'acqua calda, ed a poco a poco vi si ag
giungono mille chilogrammi di acido borico; l'acido carbonico si
svolge e riman sciolto il borace. La soluzione resa limpida col ri

.__

_'

..-_i'

BtBORA'IO m som.
125
poso, si conduce in recipienti di legno perch cristallini. Se la cri
stallizzazione si opera fra 790 ed i 560, ottengonsi i cristalli ottaedrici,
a temperature minori invece si hanno i prismatici.

LITIO
Li==7
373. Il litio un metallo di un color bianco argeniino, lucente.
Il suo peso specico e di 0,593, ed quindi il pi leggiero di tutti
i corpi solidi conosciuti, galleggia snll'olio di nafta; malleabi
lissimo e duttilissimo, cosicch si pu ridurre in li di una sotti
gliezza estrema. pi duro del sodio, meno per del piombo; fondesi
alla temperatura di 1800, non si evapora che al calor rosso intenso.
Rimane il litio inalterato all'aria secca; l'aria umida lo attacca,

, cosich divien giallo alla sua. supercie. Scaldate nell'aria o nell'os


sigeno si accende al calor rosso, ed abbrucia con una amma viva
e lucente, dovuta ai vapori di litio che s'accendono all'aria. Combi
nasi al cloro, all'iodio ed al bromo alla temperatura ordinaria, e coi

soccorso del calore forma col solfo il solfuro di litio.


Scompone l'acqua alla temperatura ordinaria, ed vivamente at
taccato dagli acidi; projettato nellacido solforico concentrato si accende.
374. Il litio si pu preparare sottoponendo all'azione della corrente
elettrica la litina od ossido di litio, come ve

demmo accadere col sodio e col potassio. Con questo procedimento si ottengono per appena pie
cole quantit di metallo. Invece si opera nel
modo seguente: si abbia un crogiolo di ghisa
munito di un coperchio, e sia questo forato in
due punti (Fig. 43), cosicch da un foro sia pos
sibile l'introdurre nel crogiolo un lo di ferro,
e dall'altro (che da passaggio ad un tubo di
porcellana, il quale si approfonda nel crogiolo)

.
Figa 45.

un conduttore dell'elettricit fatto di carbone, che non deve oltre

passare la parte inferiore del tubo di porcellana. Si riempie il cro


giolo sino ai due terzi della sua capacit di cloruro di. litio anidro,
ed in modo che il tubo di porcellana vi rimanga per buon tratto
immerso, quando il cloruro sia fuso.

Il lo di ferro comunica col polo negativo d' una.buona pila di


otto elementi di Bunsen, il carbone col polo positivo.

Col coperchio si chiude ermeticamente il crogiolo, perch il me

126

LlTIO.

tallo prodotto e fuso, non venga a contatto dell'aria; quindi, scal


dando, si fonde il cloruro.

Allora il composto binario si scompone, ed il suo elemento elet


tro-positivo, il litio, si raduna al polo negativo, intorno dunque al

lo di ferro, l'elemento elettro-negativo svolgesi intorno al carbone,


quindi nel tubo di porcellana, che appunto perch il cloro fosse tolto
da ogni ulteriore col metallo venne introdotto nellapparecchio.
L'operazione dura pi o meno a lungo a norma della quantit di
metallo che s desidera, il quale trovasi, dopo raffreddato l'apparec
chio, nel crogiolo.

Il litio si allega. facilmente all'oro, 2111 argento ed al platino, co


sicch posto in istato di fusione a contatto di lamine di.questi me
talli, le fora immediatamente.

PRINCIPALI COMBINAZIONI DEL LITIO.


375. L'idrato di protossido di litio detto comunemente litina,
LO,HO=24, una sostanza bianca, poco solubile nell'acqua, non
deliquescente, di sapore caustico,di reazione alcalina e fusibile. Non
devesi per fonderlo in vasi di platino, ma. d'argento: gli alcali cau
stici attaccano coll' ajuto del calore il platino e la litina pi degli altri.
La litina scaccia l'ammoniaca dalle sue combinazioni. Si ottiene la
litina scomponendo il suo carbonato colla calce, come per la prepa
razione della potassa caustica, oviero aggiungendo la barite caustica
al solfato'di litina disciolto.
La litica si trova in piccole quantit in natura; si rinviene in al
cune acque minerali, il minerale chiamato lepidolite ne contiene
da 3 a 4 per 100 del proprio peso, ed parte costituente anche
della petalite e della tormalina.
La lepidolite il minerale che si impiega. alll estrazione della li
tina, perooch comunissimo in taluni luoghi, come in Boemia,

quindi di tenue prezzo. Ed ecco come si procede in questa prepara-.


zione.
Si prepara una miscela ben intima delle seguenti sostanze na
' mente polverizzate: lepidolite parti 1000, carbonato di barite 1000,
solfato di barite 400, solfato di potassa 300. La miscela posta in
un crogiolo e fusa in un forno a vento: a questo punto si lascia
raffreddare il crogiolo, che rotto, presenta il suo contenuto diviso in

due strati non aderenti; il superiore bianco e cristallino consta. dei


solfati di barite, pctassa e litina. Ridotta in polvre questa miscela
a!

PRINCIPALI couanuzmm ma. Ll'llo.

127

di solfati si tratta con acqua, che scioglie i solfati di potassa. e di


litina, i quali si possono poi ottenere facendoli cristallizzare; da
tale processo risulta il solfato doppio di potassa e litina.
Questo solfato trattato col nitrato di barite

trasformasi in ni

trato di potassa e litina; questi sali calcinati coll acido ossalico


danno la miscela del carbonato di potassa e litina. I due carbonati
separansi coll' acqua, essendo quel di potassa solubilissimo, quel di
litina invece pochissimo solubile. - Col carbonato di litina poi si
ottiene la litina caustica e qualunque altro sale di questa base.
I principali caratteri dei sali di litina sono i seguenti: sono tutti
_.solubrli, il carbonato ed il fosfato lo sono'pero pochissimo, cosicch
aggiungendo alla dissoluzione dei sali di litina il carbonato di soda
o di potassa si ottiene un precipitato, appena. che la soluzione sia.
un po concentrata. Altrettanto avviene quando si impiega come
reattivo il fosfato di soda com'une, se per siasi usata 1' avvertenza
di aggiungere al sale di litina un po di potassa. - La litina ed i
suoi sali comunicano alla amma del cannello una colorazione rossa.
purpurea inte'nsa, purch per il sale o la litina non contengano
della soda.
376. Cloruro di litio: LiCl = 42,5. Il cloruro di litio una so-
stanza bianca, deliquescente, fusibile, volatile al calor rosso bianco ,'

cristallizza in cubi contenenti quattro equivalenti d'acqua di cristal


lizzazione. Se si cerca di ottenerlo anidro col riscaldare i suoi cri
stalli, si decompone come fa il cloruro di magnesio, e per ottenerlo
anidro si procede appunto come vedremo farsi col cloruro di mia
gnesm. Non questa la sola somiglianza fra il litio ed il magne
sio, e ad esempio il litio come il magnesio forma una sola combi
nazione coll'ossjgeno.
Il carbonato di l.t'tina, LO,CO esige 130 parti d'acqua a 130 per

disciogliersi, ed quasi nella medesima proporzione solubile anche


nell'acqua bollente. insolubile nell' alcool, alla amma del quale
comunica una colorazione rossa; bianco, fusibile al calor rosso, ed
.ha una reazione alcalina; come icarbonati terrosi, ed a di'erenza

di quelli dei metalli alcalini, pi solubile nell'acqua carica d'acido


carbonico che in quella pura. - Si ottiene nel modo anzidetto, ed

anche per doppia scomposizione fra un sale molto solubile di litina


ed il carbonato di soda.
'
Il solfato di Mina: LO,SO3. Cristallizza in tavole lucenti, solu
bile nell'acqua, e non forma n allumi coi solfati di sesquiossido,

n combinazioni coi solfati di magnesia, o zinco. Si ottiene trattando


il carbonato coll'acido solforico.

128

muxcunsrr cormrmrziom mar. uno.

Il nitrato di litina. un sale deliquescente. 'Esige due parti d'acqua


a 00 per disciogliersi, e soltanto 0,39 a 1100. Cristallizza in prismi

romboidali, e si scompone pel calore.

AMMONIO
NPPL = 18.
377. Lo studio dell'ammoniaca ci ha fatto conoscere come questa
sostanza agisca sugli acidi, ed in qual modo possa rimpiazzare nei
composti salini gli ossidi basici. L'ammoniaca per s sola, abbiamo
veduto, non pu contrarre cogli acidi anidri combinazioni dotate dei
caratteri dei veri sali; perch dia origine a composti salini necessa
. rio, che l'ammoniaca agisca in compagnia dell'acqua sugli acidi anidri,
ovvero che l'acido sia idrato, cio dotato della sua acqua, di costitu
zione, della sua acqua basica. E vedemmo che, a differenza dei pro

tossidi anidri, i quali sostituiscono l'acqua basica. negli acidi, l'ammo


niacrt si unisce direttamente alla molecola dell'acido idrato, cosicch

il corpo che ne proviene, consta dell'intiera ammoniaca e dell'iutiero


acido idrato, Solo in questo caso si ottengono prodotti dotati dei ca

ratteri generali dei sali. - Se l'acido che agisce sull'ossido metal


lico un'idracido, noi sappiamo prodursi un composto binario del
metallo col metalloide combinato allidrogeno nell'acido, mentre l'i
drogeno di questo combinasi all'ossigeno dell'ossido, e forma l'acqua;
questa si elimina facilmente, nella maggior parte dei casi, dal com
posto binario prodotto. L'ammoniaca invece si combina direttamente
a.tutta la molecola dell'idracido, cosicch il sale prodotto contiene
insieme tutta l'ammoniaca e tutto l'idracido.
Infatti l'ammoniaca a contatto dell'acido solforico anidro, forma la

sostanza rappresentata. da NH3503, la. formola razionale della quale


propriamente NH*SO2 + HO. Il corpo NH2SO2 non un sale, ma.
la molecola'dell' ammoniaca, nella quale 502 sostituisce un equiva-.
lente d'idrogeno, quindi un corpo appartenente alla famiglia di quelli
chiamati ainmidt'. Se invece si sostituisce all'ammoniaca un' ossido

anidro qualunque, per esempio il protossido di zinco, si'ottiene col


l'acido anidro direttamente il solfato di zinco'Zn0,S03.
Le reazioni cogli acidi idrati, e per tutti serva l'esempio dellacido

solforico, sono rappresentate dalle seguenti formole:


Coll'ammoniaca: NH3 + HO,S03 = NH3,HO,S03.
Con un protossido: ZnO + 110,S03 : ZnO,S03 + HO,

umomo.

129

El il parallelo fre le combinazioni dell ammoniaca e dei protos

sidi basici cogli idracidi dimostrato delle seguenti equazioni:


collammoniaca:
coi protossidi:

INH3 + HCl = NH3,HCL


2rr0 + HCl = ZnCl + HO.

Lo studio dei composti metallici e di quelli dell' ammoniaca, che


per queste reazioni si ottengono, assicura ognuno appartenere essi
tutti ad unamedeaima famiglia di sostanze. Cos ad esempio, il
corpo NH3,HO,S03, possiede tutti i chimici caratteri {generali dei
solfati, esattamente come il solfato di zinco , ZnO,SO3; l? altra so
stanza NH",IICl quelli dei cloruri, come il cloruro di zinco e gli

altri protocloruri metallici. E evidente dunque che se in queste for


mole noi vorremo trovare la parte che rimpiazza il metallo, noi do
vremo indicarla nel gruppo NH.

Altri fatti confermano che questo gruppo NH} rappresenta nelle


saline combinazioni un metallo. Noi sappiamo che un metallo pu.
sostituirne un altro ne suoi sali, il rame per esempio precipita
l'argento dal nitrato d'argento, e vi si sostituisce. Infatti:
.
AgO,NO' + Cu ' = CUO,N05 + Ag
nitrato d'ar.
rame
nitrato di
argento.
genio
rame
Ma il gas ammonico secco non pu produrre veruna di queste
sostituzioni: solo quando sia unito all'acqua agisce come unossido
metallico, e come ad esempio l'ossido di argento sostituisce l'ossido
di rame nel nitrato di rame, cosi il gas ammonico unito all'acqua,

NH3 + HO == NH*O: pu produrre questi fenomeni.

dunque cosa ben naturale, che'sebbene il corpo NHi non pos

segga le doti siche .e la chimica costituzione dei metalli, pure si


consideri come un gruppo molecolare dotato della efcacia chimica
comune ai metalli, e venga anche detto comunemente metallo in virt
di questa efcacia. Chiamasi ammonio. Egli ha il carattere chimico
dei metali, inquantoch combinandosi all'ossigeno produce un'ossidc basico , capace di formare dei sali combinandosi agli acidi.
La. chimica organica dimostra che esistono molte combinazioni
aventi i medesimi caratteri dell'ammonio, molti radicali composti
dunque dotati di'attivit chimica come i metalli, e tutta la famiglia
dei corpi chiamati a/ool, consta di sostanze esattamente comparabili
per la loro chimica efcacia agli idrati dei protossidi metallici.
Ma siccome l'ammonio' il primo radicale metallico che si pre.
senta al nostro studio, bene dimostrarne l'ammissibilit con nuovi

argomenti. Abbiamo veduto che iborhposti dell'arnmoniaca cogli acidi


Baucx.irqgu Trattato di Chimica ecc Val. il.

"

17

130

AMMONIO.

idrati e cogli idracidi sono veri sali, come i corrispondenti dei me


talli veri e semplici, e come questi possano esser nelle'loro combi
nazioni sostituiti quasi sempre da altri metalli; anzi questa propriet
ci porge un mezzo per isolarne moltissimi. Ebbene invano si cerche
rebbe di sostituire un metallo colla. ammoniaca gassosa e secca; se
si riesce a cangiare l'elemento elettro-positivo in un ccmposto salino,
non che ponendo al posto del metallo il gruppo molecolare NH.
Questo gruppo, che chiamammo ammonio, dunque, avuto riguardo
alle sue forze chimiche, equivalente ai metalli.
Anche il fenomeno inverso avviene; nei sali ammonici non pu

esser sostituito da un metallo che il gruppo NH, l'ammoniaca sola.


non si isola mai, non pu trasportarsi da un composto ad un'altro
per via. di doppia scomposizione.
Noi sappiamo anche che i corpi i quali cristallizzano nel medesimo
modo, cio isomor, debbono esser rappresentati da formole di un
medesimo numero di equivalenti, cosicch ne deducemmo la re

gola; avendosi due corpi isomor e conoscendosi gli elementi che


li costituiscono e la formola di uno di essi, si pu determinare la
formola dell'altro, sostituendo in quella del primo i simboli dei corpi
componenti il secondo. Certamente in molti casi questa sostituzione
devesser fatta. con un certo criterio, che ora non occorre esporre, e,

ad esempio, quando i due corpi abbiano differenti pi d'un cogn


ponente.
Or bene molti sali di potassa sono isomor coi corrispondenti for
mati dall'ammoniaca, e per esempio il solfato di potassa isomorfo
col solfato che produce l'ammoniaca collacido solforico idrato. E le
loro formole sono rappresentate nel modo seguente:
Solfato di potasse.

. . .

KO,SO.

Solfato formato dalla ammoniaca .

NH3,I-.IO,S03.

Nella seconda formola la parte che rappresenta il potassio della


prima NEI, e quindi, per la. regola. anzidetta, NH funziona an

che nel carattere sico cristallogra'co, come un corpo semplice me


.tallico. Noi vedremo vericarsi il medesimo fatto negli allumi , nei
quali il metallo pctassio'pu esser sostituito dal gruppo molecolare
NH, senza che la forma cristallina del composto varii. Egli per
queste ragioni che molti chimici rappresentano l'ammonio col sim
bolo Alll, come rappresentano il cianogeno con Cy. Questi due corpi
sono amendue dotati di forze chimiche come quelle dei corpi repu
tati semplici, ma certamente sono composti.

Il cianogeno anch'esso isomorfo col cloro, iodio, ed ha un' atti


0
\

.UIIJNlO.
.131
vit chimica comparabile a quella dei metalloidi suddetti. Dunque

le due sostanze sono simili nelle loro forze chimiche, l'una soltanto

e un metalloide, l'altra un metallo.


L'ammonio per non si pu isolare e quindi non se ne conoscono
le propriet allo stato libero. Molti chimici perci, tuttoch ammet
tono la grande analogia fra i sali ammonici.ed i metallici, e quindi
la probabilit della esistenza dell'ammonio nelle sue combinazioni,

amano meglio rappresentare_quei composti ammoniacali con for


mole, che indichino il loro modo apparente di formazione. Ed i sali
suddetti, che vengono chiamati sali di protossido d'ammonio o sem
plicemente ammonici da quelli che ammettono l esistenza dell'am
monio, sono detti sali ammoniacali dagli altri.
Ecco le formole colle quali si usano rappresentare questi composti,
secondoch si ammetta o no 1' esistenza dell'ammonio, nei sali che

l'ammoniaca forma:
'rornroaa manovra

romrout. nanor1n

teoria dell'ammonio

dall'apparente modo
di formazione

NHO,SO

NHHO,SO"

solfato ammonico
NHCI
cloruro ammonico

solfato d'ammoniaca
-NH3,HCI
cloridrato d'ammoniaca

'

NHS

solfuro ammonico

NH3,HS
soldrato d'ammoniaca.

Altrettanto dicasi negli altri casi. Ognuno vede dunque che i com
posti ammoniacali, esclusa la teoria dell'ammonio, formerebbero una
serie di combinazioni affatto diverse dalle ordinarie: mentre saremmo

costretti a riconoscere in queste sostanze i caratteri generici dei sali,


la. loro costituzione si troverebbe in continua contraddizione con tutte
le leggi ammesse. Invece ammettendo la teoria dell'ammonio, la co
stituzione di questi corpi diventa come quella. degli altri composti
salini. Che cosa importa a noi che quella molecola la quale gode
di quelle attivit chimiche delle quali son dotati i corpi semplici,
sia talora evidentemente composta? E siamo noi assolutamente certi

che i corpi che diciamo semplici lo sieno realmente? No. D'altra


parte la chimica organica ci da un gran numero di questi radicali
composti, sia dotati dei.caratteri dei metalloidi, sia di quelli dei me
talli;dunque per tutte queste ragioni conviene considerare i sali
ossigenati formati dall'ammoniaca, come provenienti da un corpo
NH, amm0nio, che coll'ossigeno forma un protossido basico, come
II

._

, \\_
_,
__.-'_L._-__.
. .
.a__._-L-

-;

132 .

annrcruo.

fanno i metalli, e dall'unione di quest' ossido boll'acido anidro co


stituirsi il sale; i sali alogeni poi si riterranno formati dal radi
cale Nll, ammonio, col corpo alogeno.
378. Se per l'ammonio non venne mai isolato, noi conosciamo
una sua semplicissima combinazione col mercurio, una sua amalgama.
Questa. sostanza si pu.ottenere in molte maniere, ma la prima che
indichiamo notevole, parecchi: in ugual modo si possono avere le
amalgame dei metalli alcalini, e separar questi dalle loro combina
zioni; cosicch: l'esperienza che Or8.Sl)ollllO un nuovo fatto che
dimostra la somiglianza dell'ammonio col potassio, col sodio e col litio.
Vedemmo come questi metalli si possano preparare per l'azione
della corrente elettrica sui loro ossidi disposti a capsuletta conte
nente un po' di mercurio; il metallo si ottiene amalgamato al mer
curio. Se e quelle combinazioni alcaline si sostituisce un pezzo di
cloruro d'ammonio, fogginto a capsula contenente il mercurio e leg

germente umettato, quando a contatto del mercurio si ponga il


polo negativo d'una pila elettrica ed il positivo a contatto (i,bl sale ,
dopo pochi istanti d'azione della corrente il mercurio aumenta di
volume, perde la sua scorrevolezza, diviene butirraceo. In questo

fenomeno il cloruro ammonico, NH"Cl, si decompose ne' suoi ele


menti, quello elettro-ppsitivo, l'ammonio, si rec al polo negativo e

ibrm l'amalgama d'ammonio. Questa sostanza si conserva sotto la


inuetiza della corrente elettrica, ovvero se sottoposta ad un raffred
damento di-900, divenendo in questo caso dura e fragile; ma
tolta a queste inuenze si scinde in

mercurio, gas ammonico ed

idrogeno: se si misurano le quantit di quest'ultima sostanze si


trova esser esse in un tale rapporto, che, considerandole unite, sa.

rebbero rappresentate da NE.

Unaltro mezzo prontissimo per ottenere questa amalgama il seguen


te: si pongan a contatto in un crogiolo coperto e leggermente scaldare,
ovvero in un tubo di vetro, il mercurio ed un podi sodio; quasi su

bito per l'azion del calore nascer unaforte reazione, ed uno strepito
annuncier essersi il sodio amalgamato al mercurio. La _reazione
cos forte che bisogna aggiunger a poco a poco il sodio al mercurio.
Ottenuta questa amalgama, la si pone in una capsula contenente una
soluzione satura di cloruro ammonico, ed immediatamente il mer

curio assumer la consistenza butirracea poc'anzi descritta. e si trasfor


mer nellamalgama d'ammonio. Il sodio combinasi al cloro del clo
ruro d'ammonio e l'ammonio al mercurio.
Ora occupiamoci dei principali sali ammonici, i quali godono dei
seguenti caratteri: sono. quasi tutti facilmente solubili, e non preci
.

annoxio.

133

pitabili dai carbonati alcalini. Trattati con una soluzione di biclo


ruro di platino, formano il cloruro doppio platinico.ammonico, tap
presentato da NHCl,PtCl-', corpo quasi insolubile nell'acqua, di co

lor giallo, che riscaldato perde il cloruro ammonico, e lascia per re


siduo il platino puro. Gli analoghi sali formati dai metalli alcalini
lascierebbero per residuo oltre al platino anche il cloruro alcalino.
I sali ammonici sono decomposti anche in soluzione dagli os
sidi metallici solubili; i protossidi metallici anidri per l'azione del
calore sviluppano dell'ammoniaca e dell'acqua, come vedemmo nella
preparazione dell'ammoniaca. La potassa caustica si presta benissimo
a quella reazione, e lammoniaca si riconosce od al suo odore od
ai densi fumi bianchi prodotti intorno ad una bacchetta di vetro
intiiita nellacido cloridrico. Quei vapori bianchi indicano che l'am
moniaca gasosa si combini) ai vapori d'acido cloridrico, per formare
il solido cloruro d'ammonio.
y
I sali ammonici sono tutti volatili e facilmente decomponibili per
l'azione del calore; quelli che contengono nn'acido gasoso sono vo
latili senza decomposizione, gli altri decompo'ngonsi. Vedemmo come
distillando il nitrato ammonico si ottenga il protossidod'azoto, e
scompongonsi ad esempio anche il fosfato, il solfato ammonico: in
vece i carbonati, il solto, il cloruro ammonico sono volatili senza

decomposizione.

SOLFURO AMMQNICO.
379. L'ammonio, come il potassio ed il sodio, forma una combi
nazione col solfo, la quale pu unirsi ad un'equivalente d'acido sol
drico e dar origine al soldrat0 di solfuro ammonico. Infatti:
Solfuro di potassio.- KS ..
Solfuro d'ammonio -NH*S
Soldrato di
Solfuro di potassio KS-,S

Soldrato di solfuro
d' ammonio NH.S,HS.

E le due combinazioni- dell, ammonio si ottengono esattamente


come quelle del potassio. Si saturi l ammoniaca d'acido soldrico,
sino a che pi non ne dtsciolga, e si otterr il soldrato. Si aga
giunga al liquido una nuova quantit d'ammoniaca uguale a quella
prima impiegata e si otterr il solfuro:
N H3
+
2HS
=
NH.S,HS
ammoniaca
acido
soldrato di
soldrico '
solfuro ammonico
NlUS,IIS
+
NI.13
=
2NHS
solfuro d'ammonio.

.134
SOLFUBO AMMONICO.
Se in queste reazioni'all'ammoniaca si sostituisce il carbonato am
monico, quelle avvengono con sviluppo d'aeido carbonico.
380. il solfuro d'ammonio una sostanza bianca, che cristallizza.

in aghi, di reazione alcalina , e che facilmente si scompone anche


alla temperatura ordinaria; si scioglie nell'acqua, e gli acidi tutti la.
decompungnno; una solfobase energica, come vedremo fra poco.
Si pu ottenere anche direttamente mediante l'azione dell'acido sol
drico secco sull'ammoniaca. gasosae secca, quando del primo se ne

adoperi un volume e della seconda due, e la reazione si produce ad

una temperatura di - 18. - Questo corpo consta di:


Ammonio
Solto . .

.
.

.
'.

.
.

51.0
47,1

Ammoniaca. .
Acido soldrico

.
.

1000

.
.

.
.

50,0
50,0

100,0.

Il soldrato del solfuro di ammonio, detto anche semplicemente


sol/idrata d'ammoniaca, e una sostanza incolora, volatile, d'odore fe
tente, velenosa, che si scompone facilmente all' aria perdendo l'am

moniaca ed isolando dall' acido il solfo, che .disciogliesi nel residuo


sale, il quale si colora in giallo. - Si ottiene ponendo a contatto
volumi uguali dei due gas, ed composto da:
Ammonio .

35,3

Ammoniaca

Solto. . . . . 31,4
Acido soldrico .

34,3

100,0

33,333

66,667

Acido soldrico

100,000.

381. Queste due sostanze sono importantissime come reattivi; pre


cipitnno allo stato di solfuro tutti i metalli delle ultime quattro se
zioni, che trovinsi in soluzioni allo stato di sale; la qual cosa giova

molto nella analisi qualitativa, perch moltidi questi solfuri hanno


colori caratteristici, e nella quantitativa per la separazione di questi
metalli da quelli delle altre sezioni. - In queste reazioni si adopera di
preferenza il soldrato del solfuro ammonico: conviene per por mente
ad una propriet del solfuro d,'ammonio, quella cio d'esser una sol
fobase, per cui combinasi facilmente ai solfoacidi e forma dei sol

fosali solubili.
I metalli i cui ossidi assumono facilmente il carattere di acidi co.
me sarebbero il vanadio, lo stagno, il tunsteno, l'autimonio, l'oro, e
fra i metalloidi l'arsenico, formano quei solfoacidi,infatti trattate le
soluzioni di essi col soldrato d'mmoniaca, danno origine ad un Preci.

citato, che si scioglie in un eccesso del reattivo. Il solfuro prodotto

soprano MIMUNICO.

135

reagisce sul soldrato, ne scaccia l acido soldrico e vi si sosti


tuisee:
N HS,HS
+
AeS
=
N HS,ASS3
+
HS
soldrato di
acido solsolfoarsenito di
acido
solfuro d'ammonio
foarsenioso
solfuro d'ammonio
soldrico.

Ognun vede come questa propriet possa talora. esser utilissima per
separare un metallo da un'altro. L'esperienza ha. insegnato che le so
luzioni del soldrato d'ammoniaca scomposto in parte dall'aria e con

tenenti solfo in soluzione, sono pi adatte in queste reazioni che il


soldrato puro.

CLORURO AMMONICO
_ 535 . Ammonio
NH*CI A
Cloro. . . .. .. 33,65
60,35

Ammoniaca
. . .. .. 68,22
31.78
Acido cloridrico

100,00

100,00.

382. Il cloruro ammonico, detto anche sal ammonito o cloridrato


d'ammoniaca, bianco, inodoro, del peso specico di 1,45, solubile .

in quasi tre volte il suo peso d' acqua fredda. e in meno del pro
prio peso d'acqua bollente; la sua soluzione succede accompagnata.

da un ragguardevole abbassamento di temperatura. Quando si ot


tenga cristallizzato dalle sue soluzioni ha per lo pi la forma di pic
coli cubi isomor col cloruro di potassio. - Sottoposto all'azione
del calore si volatilizza senza fondersi, a meno che non venga con
temporaneamente sottoposto a forti pressioni: e dunque un sale su
,blimabile, e con questo mezzo si ottiene in quelle grosse masse
come trovasi in commercio, le quali dimostrano una tessitura brosa,

ed aventi ogni bra formata da un gran numero di piccoli ottaedri


riuniti insieme: in questo stato alquanto elastico. - La polvere del sale
ammonico compressa si agglomera, cosicch cosa difcile il pol
verizzarlo: ci si riesce facendo una soluzione del sale satura. alla
temperatura dell' ebollizione, raffreddandola rapidamente, 'e mante
nendola agitata.
Il cloruro ammonico scomposto da molti metalli, come ad esem
pio dallo zinco e dal rame; per l'azione del calore sopra una miscela
di questi metalli in limatura e del sale si ottiene un cloruro me.
tallico, ammoniaca ed idrogeno, ovvero se la temperatura pi

elevata, il cloruro , idrogeno ed azoto. - Abbiamo gi detto che


pu esser decomposto dai protossidi metallici, i quali vengono tra.

136

CLORURO AMMONICO.

sformati in cloruri, molti dei quali si snblimauo coi vapori del sale am
monico. Questa propriet utilizzata nel ripulire i metalli destinati ad
esser. stagnati, ed infatti tutti sanno come in questa operazione si im
piega il sale ammonico. Molti sali metallici sono scomposti dall'am
monico, cosicch molto difcile il separare per sublimazione un
sale sso dal cloruro ammonico senza perdita o senza trasforma
zione del sale.
'
Il cloruro ammonico forma molto combinazioni cogli altri cloruri
metallici, ed in questi cloruri doppii fa funzione di base.

383. Il cloruro ammonico era una volta estratto dai prodotti della
combustione dello sterco dei camelli, che il combustibile pi ado
perato in Egitto ed in altre localit. Da questa sostanza sottoposta
all'azion del calore si svolge un fumo bianco, che contiene il sale;

la fuligine prodotta dalla loro combustione, veniva sublimata in


vasi di vetro, e ci che si otteneva era posto in commercio come

sale ammonico..
0
Attualmente si prepara colla distillazione delle sostanze animali,
che forniscono il carbonato ammonico, il quale vien trasfosmato poi
col mezzo dell'acido cloridrico in cloruro. Anche le orine producono
il cloruro d'ammoniaca col medesimo trattamento.

Se per l'acido cloridrico a prezzo troppo elavato nella localit


nella qualc producesi il carbonato, si impiega il metodo seguente:
si pone la soluzione del carbonato a contatto col gesso, o solfato di
calce, per cui formasi per doppia scomposizione il solfato ammonico
ed il carbonato di calce.
Il cubonato di calce insolubile, e separasi per decantazione dal
solfato ammonico solubile. - La soluzione di questo sale vien con
centrata sino a che segni20 all'areometro di Baum, ed allora vi

si aggiunge una quantit di cloruro sodico equivalente a quella del


solfato ammottico, e ne nasce la reazione espressa della equazione:
NEI.0,803
solfato
ammonlco

-t-

NaCl
cloruro
di sodio

NHCl
+
cloruro
ammonico

Na0,SO3
solfato
di soda.

Il solfato di soda meno solubile alla temperatura d' ebollizione


della soluzione che a 33", ed invece il cloruro ammonico deponesi
dalle sue soluzioni satura mentre si raffreddano. Alternando dunque

il raffreddamento a 330 coll'ebollizione dellasoluzione sino a che sia


satura di cloruro, col raffreddamento si otterr il sal ammonico, col;

l evaporazione precipiterassi il solfato di soda.


Abbiamo veduto cheanche il gas illuminante, prodotto Colla. di

137
stillazione secca del litantrace, lavandosi nell'acqua vi depone del
CLORURO AMMONICO.

l ammoniaca, del carbonato e del soldrato di solfuro ammonico.


Queste soluzioni trattate coll'acido cloridrico danno il cloruro ammo
nico , ovvero coll' acido solforico il solfato, che poi, come si disse,

convertesi in cloruro.
'
Il sale ammonico del commercio difcilmente puro, e prima di
adoperarlo nei laboratorii si discioglie aggiungendovi ammoniaca .
che precipita gli ossidi metallici disciolti col sale impuro; questo poi
puricato si separa dall'acqua per cristallizzazione. Allora volatile
totalmente , neutro ai reattivi colorati, e non alterato dal solfuro

d'ammonio.
un reattivo importantissimo, e viene usato anche nell'arte tin
toria, nella fabbricazione dell'ammoniaca ecc. Bagnando con una so

luzine di questo sale una miscela di limatura di ferro e d'un podi


ori di solfo, si ottiene un luto, che, applicato subito, unisce il ferro
al ferro ed alla pietra fortissimamente.

FLUORURO AMMONICO
NHFl = 37
384. Il uoruro d'ammonio una sostanza bianca, che cristallizza

in piccoli prismi, solubilisstma. La sua soluzione evaporata abban


dona un pod'ammoniaca, e da il uoridrato di uoruro d'ammonio.
Posta in contatto al vetro lo incide esportandone l'acido silicico, e si
usa invece dell'acido uoridrico.
Si ottiene in soluzione per l'azione diretta dell'acido uoridrico sul
l'ammoniaca, e per via secca sublimando una miscela di uoruro

di sodio e di cloruro ammonico.

CARBONATI AMMONICI
385. L'acdo carbonico forma due combinazioni coll'ossido d'am
monio, il sesquicarbonato ed il bicarbonato; il carbonato neutro non
si conosce ancora.
_
In commercio si trova, sotto il nome di carbonato d'ammoniaca,
una sostanza bianca, odorosa quanto l'ammoniaca, volatile facilmente,

solubile nell'acqua, ma che alla temperatura di 600.svolgesi dalla sua


soluzione ed evaporasi.
y
Bnuoxrrsu.i. Trattato di Chimica, ecc. Vai.

48

138

CARBUNA'II AMIONICI.

Questo corpo una miscela di sesquicarbonato e bicarbonato d'am


moniaca, e siottiene nella distillazione secca. delle sostanze orga
niche animali. Qualche volta si prepara distillando una miscela di
carbonato calcare e di solfato o cloruro ammonico, come lo dimo

stra la equazione seguente:

'

3NHCI + 3(JaO,CO2 = 3CaCl + (NHO)3CO + NEI3 + HO


cloruro

carbonato

cloruro

carbonato am

ammonico

di calce

di calcio

monico

Come si vede una porzione dell'ammoniaca resa libera, ed il car-_


bonato ottenuto rappresenta il sesquicarbonato anidro, che poi can
giasi facilmente nella miscela che costituisce il carbonato del com
mercio.
Il vero sesquicarbonato ammonico rappresentato dalla formola
(NHO)HO,3CO e si ottiene facendo sciogliere il carbonato del
commercio nell'ammoniaca concentrata, e facendo cristallizzare per
raffreddamento il sale. I cristalli che si ottengono sono trasparenti,
ma instabillissimi, e cangiansi presto in bicarbonato; contengono
2aq. di cristallizzazione.
.
Il bicarbonato si ottiene saturando d'acido carbonico una soluzione
del carbonato del commercio. E rappresentato dalla formola
NH*O,HO,2CO.

OSSALATO AMMQNICO

NH0,0203 '== 62
386. L'ossalato ammonico un sale prezioso come reagente. bianco,
cristallizza in prismi, solubile nell'acqua e contiene un equiva.
lente d'acqua di cristallizzazione, che perde all'aria.
Si prepara saturando una soluzione d'acido ossalico con ammoniaca

e facendo cristallizzare il prodotto.

NITRATO AMMONICO
NHO,NO5 = 80
.

387. Il nitrato ammonico solubilissimo nell'acqua ed anzi deli

quescente; cristallizza in prismi isomor col nitrato di potassa; nello

umano AMMONICQ.

139

sciogliersi nell'acqua produce un raffreddamento tale, che le due


sostanze mescolate formano una energica miscela frigcrica; sap
piamo anche che scaldato da il protossido d'azoto.
Si ottiene saturattdo l'acido nitrico coll'ammoniaca o col carbonato

ammonicc.

SOLFATO AMMDNICO
Ossido d'ammonio .
NHO,S03 = 66
'
Acido solforico

39,39
60,61

Ammoniaca .
Acido solforico
monoidtato .

100,00

..
2a,75
.
74,25

100,00

388. Il solfato ammonico bianco, solubile in due parti d'acqua


fredda ed'in una di bollente; cristallizzando mostrasi isomorfo al

solfato di potassa; adatto a. contrarre combinazione con un'altro


equivalente d'acido solforico monoidrato, ed a. formare un bisolfato.

Fondes alla temperatura di 1400 senza scomporsi, ma a 1800 trasfor


masi dapprima in bisolfato ammonico, quindi in bisolto, che si

evapora.
Il solfati) ammontco forma facilmente alcuni solfati doppii, dei quali
il pi importante lallume ammoniacale.

FOSFATI AMMONICI
389. L'acido fosforico ordinario produce coll'ammoniaba tre com
binazioni, la costituzione delle quali simile a quella. dei sali fon
mali dal medesimo acido coll'ossido di sodio.
Decomponendo col carbonato ammonico il fosfato acido di calce .,
che si ottiene trattando le ceneri di ossa coll'acido solforico, si viene
ad avere un fosfato ammonico rappresentato da (NHO)-,HO,PhO5.
Questo corpo cristallizza in grossi prismi, ed molto solubile nel
l'acqua; riscaldato perde la sua ammoniaca, e lascia per residuo

dell'acido m'tafosforico.

"

'

La soluzione di questo sale mantenuta all'ebollizione per qualche


tempo si trasforma in un'altro fosfato ammonico, che contiene an
cora pi di acqua basica del sale antecedente. Questo nuovo fosfato
rappresentato dalla formola NHO,(HO)PhO

140

IOSIATI AMMONlCI.

Evidentemente questi due sali sono acidi, ciononostante comune

mente il primo si chiama neutro, e solo il secondo acido: che se


poi il primo sale si satura d'ammoniaca, ne da un terzo, rappresen
tato da (NHO)3,PhO5, che il vero fosfato neutro derivato dell'acido
fosforico ordinario; detto generalmente fosfato basico.

Vedemmo che la medesima cosa accade pei fosfati di soda, proba


bilmente perch non evvi ancora. una denominazione adottata. a di
stinguere i due sali realmente acidi.

Anche gli altri acidi fosforici, il metafosforico ed il pirofosforico,


formano saline combinazioni coll'ammcniaca.

BARIO
Ba = 68,5

' 390. Le propriet del metallo bario sono ancora poco conosciute,
perocch non si ottenne mai in quantit considerevoli. Solo si sa.
che un metallo lucente, bianco ma non come l'argento, d'un peso
specico superiore ad 1,84, malleabile e dattile; esposto all'aria os
sidasi facilmente, e scompone l'acqua alle ordinarie temperature, co
sicch devesi conservare sotto la nafta.
Si pu ottenere scomponendo il cloruro di bario colla corrente
elettrica, come vedemmo prepararsi il litio; per l'azione poi del

potassio il bario riducesi dal suo ossido. Si dispone in un fornello


un tubo di porcellana contenente due navicelle, l'una contenente

l'ossido, l'altra il potassio; elevando la temperatura del tubo al


calor rosso vi si introduce una corrente d' azoto o d' idrogeno, la.
quale destinata a, condurre i vapori di potassio sull' ossido di bario.
Allora accade la reazione, e, raffreddato il tubo, si mette nella. navi

cella contenente il bario un po di mercurio, cosicch si formi l'a


malgama dei due metalli.
'
In questo modo il bario rimane separato dalleccesso di ossido di
bario e dell'ossido di potassio formatosi; quindi col mezzo della di

stillazione, in un'apparecchio ripieno d'un gas inerte, separasi il bario


dal mercurio.

Il bario si pu ottenere facilmente allegato al piombo od all'anti


monio facendo reagire una lega dell'uno o dell'altro di questi me
talli col sodio sul cloruro di bario secco: si eseguisce l'operazione
in un crogiolo scaldato al calor rosso.

A,,_,A.__.________a

_ I_

. _ .

__

_
M

MIAO.

141

Il bario ha pelle sue combinazioni molta analogia collo stronzio,


col calcio e col magnesio. Questi metalli infatti formano protossidi
che coll'acqua divengono idrati, ed attirano l'acido carbonico dal
l'atmosfera. Questi ossidi sono propriamente detti alcalincterrosr', ed
i metalli terralcalim'.
L'equivalente del bario si determina coi procedimenti esposti pel
sodio.

COMBINAZIONI DEL BARIO COLL OSSIGENO

391. Il bario forma due combinazioni coll'ossigeno, il protossido


cio rappresentato da Ba0, ed il biossido da Ba0. Il protossido
combinandosi all'acqua forma la barite caustica, cd idrato di pro

tossido di bario, rappresentata da HO,BaO.

PROTOSSIDO DI BARIO

Bao ='' 76,5

Bario
. .. .. 89,54
Ossigeno
10.46

1 00,00
392. Il protossido di bario una sostanza di color grigiastro, di
aspetto spongioso; friabile, infusibile e pesante circa quattro volte
l'acqua. Ha sapore caustico, e reagisce fortemente a modo degli
alcali; assorbe l'ossigeno al calor rosso e trasformasi in biossido.
Combinasi facilmente agli acidi, e posto a contatto del solfo e del
fosforo a temperatura elevata, produce una miscela di solfuro di

bario e solfato di barite col primo. di fosfuro e fosfato col secondo.


Esposto all'aria ne attira l umidit e cambiasi prima in idrato di
barite, quindi, per l'azione dell'acido carbonico, convertesi in carbo
nato. L'afnit del protossido di bario per l' acqua cos grande, che
l'assorbe con grande svolgimento di calorico, riducendosi in minuta
polvere, e se l'acqua in sufciente quantit, l'idrato formatosi si

discioglie nell'acqua.
L'idrato di protossido di bario, o barite caustica, rappresentato
dalla formola BaO,HO, e contiene quindi 10,53 per cento d'acqua.

solubile in quattro volte il suo peso d'acqua fredda e maggiormente in


quella calda, cosicch si pu ottenere cristallizztuo, ma allora contiene
nove equivalenti d'acqua di cristallizzazione ed uno combinato, che

forma 1' idtato. L' acqua di cristallizzazione pu esser eliminata col


calore, quella combinata no.

142

raorossmo m BAIUO.

La soluzione della barite caustica attira l'acido carbonico dall'aria,

e deve quindi esser conservata in vasi ben chiusi.


Il protossido di bario anidro si ottiene riscaldando il nitrato di
barite in un crogiolo di platino. Noi sappiamo che tutti i nitrati
scompongonsi per l'azione del calore, lasciando per residuo il loro
ossido. Il nitrato di barite dunque produce molti vapori nitrosi, i quali
_ svolgonsi nell'aria e rimane l' ossido di bario per residuo. La massa
sottoposta all'esperienza si fonde prima di tutto e diviene vischiosa,
cosicch le bolle dei gas nitrosi la sollevano e ringonano, e facil
mente trabocca dal vaso. La decomposizione totale avviene al calor
rosso intenso e non si pu produrre in vasi di terra, perocch la ba
rito riescirebbe impura e contenente acido silicico. Quando vogliasi
evitare l'indicato inconveniente , conviene sottoporre all' azione del
calore il iodato di barite.

La barite caustica si prepara facendo bollire la soluzione nell'a


cqua di solfuro di bario colla lim2ttura di rame, sino a che il li
quido sia divenuto incoloro, n pi anneri una soluzione d'un sale
di piombo, ovvero si mescolano 15 parti di carbone a 100 di car

bonato di barite, e si impasta la miscela con un po' di salda d'ami


do, quindi si sottoponola miscela ad un intenso calci rosso in un
crogiolo. Il residuo da una soluzione coll'acqua bollente, dalla quale
si separano per raffreddamento i cristalli di barite caustica.
393. Caratlerideisals' di protossido di bario. I sali di barite solu
bili, o che lo possono divenire nello stomaco , e gli ossidi di bario

sono velenosi.
Il carattere principale dei sali solubilfdi barite quello di dare
un precipitato bianco di solfato di barite, quando vengano mesco
lati all'acido solforico od ai solfati solubili. Questo precipitato al
fatto insolubile nell'acqua e cos poco negli acidi allungati da rite
nersi insolubile anche in questi. Sonvi per anche altri solfati
insolubili o pochissimo solubili. I sali di barite distinguonsi da quelli
di piombo, che danno il solfato insolubile, perch rimangono inalte

rati in contatto dei solfuri alcalini.


Distinguonsi dagli altri solfati perch s'intorbidano a contatto delle
soluzioni, tuttoch allungatissime, di quei solfati, e servan d'esempio

quelle dei solfati di calce o di stronziana.


I sali di barite si possono render solubili fondendoli" coi carbonati
alcalini, per la quale operazione trasformasi in carbonato, si discio

glie poi questo nell'acido cloridrico dopo averlo lavato.


Per la indicata reazione i sali di barite solubili servono a deter
minare la quantit d'acido solforico che trovasi libero o combinato

PROTOSSIDO Dl BARIO.

143

in una soluzione; reciprocamente questo acido serve a determinare


la quantit di barite. Conosciuta la composizione del solfato, che ri
conosceremo a momenti, dal peso ottenuto di questo sale si avr
quello dell'acido e della base, che a norma dei casi, era_contenuta

nella soluzione. Una sola avvertenza necessaria in queste determina-'


zioni, quella. cio di produrre la precipitazione a caldo del sale, af
ne di ottenerlo agglomerato; altrimenti si arrampica sul ltro sul
quale raccogliesi, deborda, passa nelle acque di lavatura, n pos
sibile l'esportarlo totalmente dal vaso in cui sia contenuto.
1 sali di barite sono anche precipitati dal cromato di potassa , e
formano il cromato di barite, che giallo e solubile negli acidi.

mossmo Dl mmc
Ba0 "= 84,5
394. Il biossido di bario di color grigio verdastro, d'aspetto ter
roso, pesante, infusibile; per l'azione del calor rosso intenso si scom
pone in protossido ed in ossigeno. Noi vedemmo che alla temperatura
del calor rosso nascente accade la reazione inversa, cio il protossido
assorbe l'ossigeno. Come fonte di ossigeno pu servire anche l'aria
atmosferica, quando sia stata spogliata dell'acido carbonico e per queste
due reazioni il biossido di bario si impiega quasi indenitamente
alla preparazione dell'ossigeno.
.
'
Il biossidodi bario a contatto dell'acqua non sviluppa calorico;
mescolato all'acido solforico concentrato sviluppa. dell'ossigeno forte
mente carico d'ozono, e sappiamo che reagendo a basse temperature
sugli acidi solforico o cloridrico trasforma l'acqua in biossido d'idro
geno. Precipita alcuni metalli dalle loro soluzioni allo stato di
biossidi.
.
Il modo di preparazione di questo corpo stato gi indicato: si
mette cio il protossido di bario in un tubo di terra, che si scalda
al calor rosso nascente, e si induce allora. una corrente di ossigeno
a passargli a contatto: l'ossigeno rimane assorbito, ed il protossido
convertito in biossido.
SOLFURO DI BARIO
I.

395. Il solfuro di bario bianco o leggermente colorato in giallo,


di sapore alcalino, esposto all'azione dell'umidit e dell'acido car

144

SOLI-URO m anno.

bonico dell'aria scomponesi e sviluppa l'acido soldrico formando il


carbonato di barite. E rappresentato dalla formola. BaS.
Il solfuro di bario non solubile senza scomposizione; coll'acqua
reagisce in modo che ne riesce scomposto un equivalente, producendo
dell'acido soldrico e dell'ossido di bario: l'acido soldrieo forma un
soldrato con un equivalente di solfuro, l'ossido prodotto combinasi
a due equivalenti di solfuro, e da origine al corpo rappresentato dalla
formola (BaS),BaO; questo corpo chiamato ossisolfuro di bart'o.
L'ossisolfuro di bario cristallizza in tavole esagonali, facil
mente scomponibile dagli acidi e dotato di reazione alcalina; non
un sale costante, in quanto che allungato d'acqua si fa sempre pi
ricco in ossido.
Questi composti del bario hanno importanza, perocch per prepa
rare i sali baritici si comincia quasi sempre dal convertire il solfato
naturale in solfuro per l'azione del carbone, e quindi si scompone
il solfuro con quell acido, col quale vuolsi combinare la barite. Ve
dremo per che sonvi anche altri mezzi, ora praticati su ampia scala,
per ottenere i sali solubili di barite, coi quali per doppia scomposi
zione si possono ottenere anche quelli insolubili.
Il solfuro di bario si prepara. mescolando il solfato naturale, lo spato
pesante, namente polverizzato col decimo del suo peso di carbone
in polvere, ed impastando la miscela con olio; la miscela vien poi
calcinata fortemente; il residuo solfuro di bario, mescolato all'eccesso

di carbone.

CLORURO DI BARIO
Bac' = '04

Bario
- 34,13
65,87
Cloro .-

100,00
396. Il cloruro di bario bianco, di sapore. acre ed amaro , del
peso specico di 3,05, solubile nell'acqua, 100 parti della. quale

ne sciolgono 43,5 alla temperatura di 150 e 70,3 a quella di 1040;


l'alcool ne scioglie pochissimo, ed pure quasi insolubile nell'acido
cloridrico allungato. Cristallizza questo sale in tavole romboidali,
contenenti 2aq. e quindi 14,84 per cento. I cristalli di cloruro di

bario perdono facilmente la loro acqua per l'effetto del riscaldamento,


ed il sale anidro fusibile a temperatura elevata. un sale vele.
nosissimo.

cr.onuno DI anno.

145

La reazione chimica principale del cloruro di bario quella che


presenta a contatto dell'acido solforico o dei solfati solubili: da allora
origine all'insolubile solfato di barite. Questa reazione comune a tutti
isali solubili di barite; ma quando trattisi di dosare l'acido sol
forico, si preferisce sempre il cloruro, perch il solfato prodotto
pi facilmente puricato dai sali solubili per mezzo delle lavature.
Il cloruro di bario si ottiene per l'azione dell'acido cloridrico sul
l'ossisolfuro di bario, o sul carbonato di barite. Si incontra per
facilmente in commercio, cosicch ad ottenerlo puro non bisogna che
farlo cristallizzare ripetutamente. Le industrie chimiche lo producono
utilizzando il cloruro di manganese residuo della preparazione del
cloro, facendolo reagire sul solfato di barite mescolato al carbone;
la reazione rappresentata dalla seguente equazione:
Ba0,S03
solfato di

barite

+ MnCl +
4C
= BaCl + MnS + 4C0
cloruro di
carbonio cloruro di solfuro di osssido

manganese

bario

manganese di cm"

bonio

La reazione si compie in forni a. riverbero, e quindi si liscivia


rapidamente la massa ottenuta con acqua bollente. Il solfuro di
manganese insolubile e separasi dal solubile cloruro di bario. La
lisciviazione deve esser fatta con rapidit, perch il solfuro di man
ganese per l'azione dell'ossigeno dell'aria cangiasi presto in solfato
di manganese solubile. inutile l'aggiungere che l ossido di car
bonio prodotto nella reazione separasi appena formatosi, perch ga
soso. Dalla ottenuta. soluzione, per concentrazione e raffreddamento,
precipitasi il cloruro cristallizzato.
\

CARBONATO DI BAR ITE.


,
BaO,c'o2 = 98'5

Protcssido di bario
Ac.carbonico . .

. 77,66
. 22.34

100.00
397. Il carbonato di barite si trova in natura e costituisce il mi

nerale chiamato Whitherite, che qualche volta cristallizza in prismi


romboidali, come l'arragonite e la stronzianite. - Preparato arti

cialmente .una polvere bianca, amorfa, cosi poco solubile nell'acqua,

che ne esige di fredda 4300 parti per sciogliersi: fondesi soltanto


alle pi elevate temperature, ma scomponesi almeno in part'e. Scio
BIUGNA'I'IILIJ. Trattato di Chimica ecc. Vol. II.

19

146

cannouuo DI rmurn.

gliesi nell'acqua calic. d"acid carbonico, perch forma il bicarbo.


nato di barite. -"Il carbonato di barite un sale frequentemente

doperatohei laboratorii, specialmente a produrre i sali di barite, 'e


nelleanalisi dei mirieralfSi prepara facilmente per doppiasco'mpo
sizione, ponendo a contatto due soluzioni, l'una dun sale di batrite,.
l'altra d'un carbonato alcalino.
'
'
..
'
' ' '
'
I
,

NITRATO DI BARITE.

Protossido di bario
Ac. nitrico . . .

BaO,NO5 = 130,5

. 58,62
. 41,38
-._-

100,00

398. Il nitrato di barite bianco, cristallizza in ottaedri anidri


isomor coi i:titrati di piombo e stronziana; la sua solubilit in 100
parti d'acqua di 8,18 a 150, e di 35,18 a 1010; meno solubile

nell'ricqua contenente acido nitrico. - Per l'azione del ca'lore scom'


ponesi, e dapprima produce il nitrito di barite, quindi 1' ossido di
bario.
.
.

,
Si prepara facilmente trattando l'ossisolfuro di bario od il carbo
nato di barite coll acido nitrico, ovvero per doppia. scomposizione
fra il nitrato di soda ed il cloruro di bario-Infatti:
.
LBaCl + NaO,NO5 = BaO,NO. + NaCl

"

Concentrando le soluzioni dei sali sino a saturazione, pel raffredda


mento depongonsi i cristalli di nitrato di barite, perch meno so
lubile a freddo che caldo, mentre il cloruro di sodio prodotto rimane
sciolto, perch quasi ugualmente solubile in amendne le condizioni

di temperatura. Quindi, per una nuova concentrazione, a caldo de.


porassi quest'ultimo sale e di nuovo a freddo il nitrato, ecc.
r

SOLFA'1O DI BARITE
BaO,SO3 = 116.5

Protossido di bario
Acido solforico . _ .

.
.

65,66
34,34

100,00
399. Il solfato di barite trovasi abbondante in natura e costituisce
lo sputo pesante; preparato articialmente una polvere bianca,

amorfa, molto pesante,bon decomponibile pel calore; pressoch

somaro m natura.
.
147
insolubile nell'. acqua ed ancora pi in una soluzione {di cloruro
.

ammonico, la quale ne scioglie a-fm, gli acidi allungatilo sciolgono


un pomeglio. L'acido solforico concentrato lo discioglie formando
hisol fato di barite.

Noi sappiamo gi che e il prodotto della reciproca reazione dei


sali di barite coll'acido solforico o coi solfati solubili: per se il li

quido contiene l'acido metafosforico, la precipitazione del solfato

non che parziale, ed una porzione rimane in soluzione. Anche il


carbonato ed il nitrato ammonico impediscono la totale precipita
zione dell'acido solforico dei solfati solubili, quando questi sieno
trattati coi sali di barite.
,
.
. i
,
Attualmente si prepara in grande il solfato di barite per ibisogni
industriali, ed ha nome in commercio di bianco sso; serve agli usi
ai quali comunemente si destina il carbonato di piombo o l ossido
di zinco. Si ottiene adatto a queste sue applicazioni facendo reagire
l'acido solforico a 300B. sopra una soluzione di cloruro di bario che .
segni 940B. A questo modo si ha il vantaggio di ottenere per residuo
un liquido contenente molto acido cloridrico. - Si prepara anche po
nendo il carbonato di barite naturale a contatto coll'acido solforico, al .

quale siasi aggiunto un po'd'acido cloridrico. Senza di questa avver-.


tenza l'operazione non riesce bene. -- Il solfato naturale, o spato
pesante, anche in ca polvere, non.sevve alle indicate applicazioni,
bisogna che il sale sia. preparato articialmente.

STRONZ IO
Sr = 43,7
400. Lo stronzio un metallo di color gialle d'oro, lucente, duttile,

fusibile al color rosso e scaldato in contatto dell'aria abbrucia. con

amma rossastra vivissima. Il suo peso specico e di 2,5 e le altre


:sue propriet sono simili a quelle del bario.
Si ottiene coi medesimi procedimenti usati per isolare il bario.]

OSSIDI DI STRONZ [0
.401. Le combinazioni dello stronzio sono simili a quelle del ba.
rio, tanto che non converr discorrerqe a lungo. Il protossido di .

148

'

. ossinr m srnoszto.

stronzio, o stronziana , una sostanza bianco.grigiastra, infusibile,


che a contatto dell'acqua si idrata producendo un considerevole au.
mento di temperatura, e discicgliesi formando l idrato analogo a
quello di barite rappresentato da SrO,HO + 9aq. Questo idrato per
l'azione del calore si trasforma nel protossido idrato, detto stromtiana
caustica, rappresentato da SrO,HO.
'
Il protossido anidro contiene in ogni cento parti:
Stronzio .
Ossigeno .

.. .
. .

.
.

84,53
15,47

100,00
Si ottiene come il protossido di bario.
La soluzione di idrato di protossido di stronzio trattata. coll'acqna
ossigenata. lascia deporre una sostanza lucente, che il biossido di
stronzio.
'
Caratteri dei sali di stronziana. I sali .di strcnziaua si comportano
coll'acido solforico come quelli di barite: quelli solubili dunque danno
un precipitato bianco, insolubile quasi affatto nell'acqua, ma per pi
solubile di quello di barite, e tanto che la. sua soluzione intorbida i
sali di barite disciolti. - Si distinguono anche pel color rosso vivo,
che comunicano alla amma prodotta col cannello ferruminatorio od
a quella dell'alcool. - Non sono precipitati n dall'acido idrouosi
licico, n dal cromato di potassa; per queste reazioni distinguonsi
dai sali baritici.

0
CLORURO DI STRONZIO
SrCl = 79,2.
402. Il cloruro di_stronzio un sale bianco, cristallizza in prismi
contenenti sei equivalenti d' acqua di cristallizzazione; solubilissi
mo, 100 parti d'acqua a 150 sciolgono 130 parti di sale; sciogliesi
anche nell'alcool in quantit rimarchevole, e comunica alla sua.
amma un colore rosso intenso. Per questa ragione molte volte
impiegato a produrre amme colorate in rosso.
Si prepara come il cloruro di bario.
SOLFA'IO DI STRONZIANA
SrO,S03 = 91,7.
403. Trovasi in natura in abbondanza, e chiamasi cclestina, so
stanza vanamente colorata, talvolta cristallizzata in prismi romboi.

sonno m srnouzum.

149

dali. Preparato articialmente il solfato di stronziana una polvere


bianca, amorfa, solubile in 3600 parti d'acqua, ed ancor pi quando

il liquido contenga acido nitrico o cloridrico disciolto.


Si ottiene come il solfato di barite.

NITRA'IO DI STRONZIANA
5 _
SO'NO
15'7

Protossido di
Acido
nitrico

stronzio

. . . ..

8.91

1,09

100,00.
404. Il nitrato di stronziana. cristallizza in grossi ottaedri incolori,
trasparenti; solubile nel suo peso d'acqua bollente, ed in cinque
parti d'acqua a 150. I cristalli suoi sono generalmente anidri, tranne
quando si formino in un .liquido freddo. Comunica alle amme la
tinta rossa, e si ottengono intensamente colorate in rosso preparando
una miscela ben intima delle seguenti sostanze:
Nitrato di stronziana secco . . . . parti 40 ovvero40
Fiori di solfo lavati. . . . . . .
n 13
n 13
Clorato di potassa . . . . . . .
i 10

6
Ossisolfuro d'antimonio
Carbone in polvere
.

.
.

.
.

.
.

.
.

.
.

i
:

4
-

'
a

Gli altri sali distronziana non hanno importanza.

CALCIO
Ca = 20.
405. Il calcio e un metallo del color giallo d'ottone, splendente,

malleabilissimo e duttile tanto che si pu tirare in li sottili o sten


dere in foglie tenuissime; e pi.molle dello zinco ed il suo peso
specico varia da 1,6 ad 1,8; ma convien notare che il calcio usato

in questa determinazione era mescolato ad un po di ferro , e proba


bilmente quei numeri riescirono troppo elevati. Sottoposto all'azione
del calore si fonde al calor rosso, ma non si pu distillare; allegato
per allo zinco distilla coi vapori di questo metallo. Scaldato all'aria
s' inamma a temperatura elevata , e produce una luce splendidissi
ma; non si ossida all'aria secca, bens in quella umida; scompone
l'acqua facilmente sviluppandone lidrogeno ed elevandone la tem
peratura. attaccato dai vapori di solfo, di fosforo, di cloro e bromo

150

cancro.

con sviluppo di luce: l'acido solforico ed ossalico laggrediscono lena,


temente, il nitrico ed il cloridrico lo disciolgono rapidamente. Projet

uno in na polvere nella amma d' una lampada ad alcool vi ab;


brucia con scintille rosse.
,
.
Il calcio puro si prepara mettendo in un crogiolo di ferro, che
possa esser chiuso ermeticamente, quantit ad equivalenti eguali
di ioduro di calcio esodio: per l'azione del calore sino al rosso ci
liegia formasi ioduro di sodio e si isola il calcio, che, raffreddato ed
aperto il crogiolo, si trova sopranuotante alla massa. Ma perch la
reazione accada nel modo iridieatoil recipiente deve essere perfetta
mente chiuso.
Si pu ottenere il calcio allegato allo zinco, al piombo od all'an
timonio, e dalla sua lega. collo zinco isolarlo. - Si.mettono 300 parti
di cloruro dicalcio secco ed in polvere e 400 di zinco puro in gra
naglia e 100 di sodio in pezzetti in un crogiolo, che Viene riscaldato.
al calor rosso. La massa. entra in fusione, .la reazione fra il cloruro
ed il sodio, per la quale formasi il cloruro di sodio ed isolarsi il cal
cio, non violenta. Dal orogiolo allora si sviluppano molti vapori
di zinco.ohe abbrnciano, ed a questo punto indispensabile il mode
rare il fuoco, cosiech la reazione continui, ma lo zinco non si vo
latilizzi. Dopo un quarto d'ora , raffreddato il crogiolo, si trova un
massello metallico a frattura brillante, qualche volta cristal.lizzato

alla supercie in prismi a base quadrata; il massello contiene dal


10 al 15 per 100 di calcio ed il resto zinco.
.
Questa lega deve esser posta in grossi pezzi in un crogiolo di car
bone, e col riscaldamento perde tutto lo zinco, il quale si volatilizza.

trascinando un podi calcio; rimarle "per residuo il calcio puro, se lo


zinco impiegato era puro. Se si adoperano crogioli ordinarii, si isola
il silicio; se crogioli di calce, il calcio si ossida.
. In questa preparazione anche necessario che la lenta reazione fra.
il sodio ed il cloruro di calcio sia prolungata. sufcientemente, co
sicch tutto il sodio sia convertito in cloruro, e la lega metallica ot
tenuta. non ne contenga.

COMBINAZIONI DEL CALCIO COLL'OSSIGENO.

Il calcio forma due combinazioni. coll'ossigeno, il protossido ed il

biossido. Il protossido corpo importantissimo per le sue applica..


meni.

151

Paorossrno DI CLCIO
Ca0 . : 28

Calcio .

Ossigeno

71,43

28,57

100,00.

406. Il protossido di calcio detto comunemente calce, e pi pro.


priamente, quando sia anidro, calce viva, se invece idrato, calce spenta.

Trovasi abbondantissimo in natura, sempre per combinato agli acidi


e pi di frequente al carbonico ed al solforico.
Il protossido di calcio una sostanza

bianca, amorfa, inodora, di

sapore caustico, infusibile e, se in pezzi, del peso specico di 2,3.


Esposta all'aria assorbe facilmente l'umidit e si idrata, si unisce
quindi all'acido carbonico, e si trasforma nell'ossicarbonato di calce,
rappresentato da .Ca0,H,CaO,CO.. Non decomponibile pel calore e
la sua reazione fortemente alcalina; combinasi facilmente a tutti

gli acidi, e col solforico concentrato sviluppa una temperatura oosl


intensa da accendere la. polvere:'si mette Il pezzo di calce viva in
un crogiolo di platino, che si appoggia sui granelli di polvereo so
pra un po di coton fulminante , quindi vi si aggiunge l'acido ed il
fenomeno accade.
Come la barite e la stronziana, la calce viva siriscalda forte
mente a contatto dell acqua , molto vapore acqueo si sviluppa dal
pezzo di protossido di calcio bagnato, che, aumentando.di volume,
si riduce in una na polvere di idrato di protossido di calcio, detto

calce caustica o spenta. Questa sostanza rappresentata dalla farmela


CaO,HO, e contiene il 24,33 per 100 d'acqua, e solubile pi nel

l'acqua freddache in quella oalda; a 150 ne discioglie '/710; questa


soluzione detta acqua di calce, ha reazione alcalina, a contatto col

1 acido carbonico, e quindi coll aria, si intorbida, perocob formasi


il carbonato di calce insolubile nell'acqua; evaporata nel vuoto ab
bandona i cristalli di idrato di calce, e trattata coll'acqua ossigenata
-depone il biossido di calce.
. .
.
;..1.
Si prepara ponendo a contatto l'acqua colla calce; ma per cosa
utile di rigettare le prime porzioni dell'acqua di calce formatasi, pe
rocch spesse volte la calce anche di marmo contiene'sali alcalini
solubili, che colle prime acque si esportano in totalit.
L' idrato di calce rimane sospeso nell acqua, e forma un liquido
bianco, detto .latte di calce. Riscaldato al calor rosso perde l'acqua di

idratazione, e la calce ritorna anidra; si combina alle materie albu


minoidi, e disciogliesi nello zucchero.

152

racrossmo or cat.cio.

Il protossido di calcio anidro si prepara riscaldando al calor rosso


intenso il carbonato o l'ossalato di calce. L'ossalato per l'azione del
calore prima si converte in carbonato, e questo sale alla indicata
temperatura si scinde in acido carbonico ed. ossido di calcio. Si pro
duce anche scomponendo al calor rosso il nitrato di calce.
Per gli usi comuni di laboratorio si ottiene la calce sottoponendo
al calor rosso il marmo statuario in pezzi ben bianchi.
407. Gli usi della calce come cemento sono a tutti noti: quando
si mescola l' idrato di calce alla sabbia, si ottiene una sostanza, la

quale atta ad unire insiemei mattoni, cosicch molti di essi con.

venientemente accumulati e collegati con quella miscela formano un


muro. Il modo per dell esercitarsi dell'azione della calce in quelle
circostanze vario a seconda del suo stato, se cio pura e mesco
lata a talune sostanze. Quando la calce sia pura, asciugando nella
miscela in cui trovasi, produce l'unione dei varii granelli di sabbia

fra. loroe di questi coi mattoni. questo per quasi unicamente un


fenomeno sico, e l'unione fassi per l'adesione delle varie parti ;
quando invece la calce contiene le argille, produce l'indicato col
legamento a cagione di un vero fenomeno chimico; la calce si com
brna all argilla propria e del mattone, e ne nasce un silicato inso
lubile, il quale, collega i mattoni in modo invariabile. Si usano a.

designare questo varie specie di calci diversi nomi adatti ad in


dicarne le qualit. Le prime diconsi calci aeree, perch ilcemento
che con esse si forma, agisce appena asciugandosi a contatto del
l'aria ed in virt del fenomeno sico, l'aderenza; nell'interno delle

mura fatte con queste calci, anche dopo lunghissimo tempo, si trova
il protossido di calce idrato inalterato e quindi solubile nell'acqua.
E ben cosa evidente dunque che i cementi fatti con queste calci,
se vengan posti a contatto dell'acqua si distruggeranno, e non po
tranno dunque servire, che alla costruzione di edicii non collocati

a contatto dell'acqua. - Nell'altra specie di calce invece il fenomeno del


l'indurimento, provenendo da. una combinazione chimica della calce
colla silice (combinazione che non solubile nell' acqua), il ce
mento prodotto potr servire anche alle costruzioni sottacquee, od a.
continuo ed intermittente contatto delle acque: quindi queste calci
diconsi idrauliche.
Le calci aeree per presentano diversi caratteri a norma della.
loro purezza: diconsi grasse le calci pure o quasi pure. Contengono
le pietre calcari che danno la calce grassa dal 94 al 99 per 100 di
carbonato calcare, il residuo principalmente costituito da carbonato
di magnesia. La calce viva prodotta da questi materiali, trattata col

raorosswo m cu.cro.

153

l' acqua, si scalda moltissimo e prestamente, ed aumenta molto di

volume. - Diconsi calci magre quelle provenienti da pietre calcari


contenenti meno del 90 per 100 di carbonato di calce, e costituite pel
resto specialmente da carbonato di magnesia. Quando in ne conten
gono pi del 25 per 100 di carbonato di magnesia, allora non ser
trono alla fabbricazione della calce a cemento, e prendon nome di
dolomie. Le calci magre bagnate si riscaldano poco e non aumentano
di volume.
Anche le calci idrauliche distinguonsi con varii nomi a norma
del tempo che impiegano ad indurirsi sott'acqua. Si dicono media
mente idrauliche quelle nelle quali l'indurimento non accade se non
dopo alcune settimane; idrauliche quando in pochi giorni, ed inne
quando l'indurimento avviene in minor tempo, diconsi eminente
mente idrauliche. Evvi una specie di calcare pel quale questo feno
meno si pu dire istantaneo, cosicch non si pu bagnarla senza
metterla subito in opera, perch immediatamente fa presa, e dicesi
cemento, cemento romano, cemento idraulico. Il grado di idraulicit

della calce dipende dalla quantit di argilla che contiene, la quale


dunque varia nelle tre specie; infatti in media nella prima del22
per 100, nella seconda di 36 per 100, nella terza di 44 per 100: nei ce
menti la. quantit d'argilla ancora maggiore.
Da queste distinzioni puossi anche dedurre, esser la fabbricazione
della calce idraulica cosa facilissima. Baster mescolare ad una calce
grassa in polvere una dose conveniente d'argilla e quindi cuocerla.
La calce si riduce in polvere quando, dopo averla cotta, si bagni con
acqua. - Infatti si segue questo metodo, ed i risultati che si 0t
tengono sono eccellenti: anzi molte volte non occorre ricorrere ad
una seconda cottura della mescolanza d'argilla e calce, basta scie
gliere tuta.argilla adattata, e, per esempio, la pouolana, la quale e
una argilla tenuemente calcare, d'origine vulcanica, analoga alla po
mice, e che vien ridotta facilmente in polvere : questa sostanza co
munica immediatamente alla calce grassa. le propriet idrauliche.
Anche i mattoni in polvere, che sono argilla cotta, godono della

medesima propriet, sebbene in grado molto minore.


cosa dunque.evidente che se l' argilla ordinaria non comunica
subito le propriet idrauliche alla calce, ci dipende dal non aver
subita. l'azione del calore in contatto della calce. - Le argille sono
silicati d' allumina, generalmente inattaccabili dall' acido cloridrico.
Quando sisottopone all' azione d' una elevata. temperatura una mi
scala di calce ed argilla, il silicato scomponesi in parte, cosicch,
dopo la cottura, la miscela consta di silicato d'allumina, di silicato
Bnumureru. Tralttato di Chimica ecc. Val. Il.

10
.

154

raorossmo n: cancro.

di calce e di calce viva. Infatti trattata prima coll' acido cloridrico


non gli abbandona che la calce, ed invece sottoposta a questo trat
tamento, dopo la calcinazione, cede all'acido una certa. quantit di si

lice gelatinosa, la quale vi si discioglie', e proviene dal silicato calcare


scomposto dall'acido.
'
La. calce idraulica poi in contatto dell' acqua. subisce il seguente
fenomeno chimico: il protossido di calcio libero reagendo sui due
silicati li unisce in un silicato doppio d'allumina e calce insolubile
nell'acqua. Per questa ragione anche inutile l'addizione della. sab
bia al cemento fatto con queste calci.
.
Per l'azione del calore invece le calci aeree si trasformano in
pressoch puro protossido di calcio, o soltanto mescolato al protos
sido di magnesio ed alle piccole quantit di materie estranee, che
le pietre calcari contenevano.
'
I forni usati a calcinare, o, come si dice, a cuocere la calce sono

di diversa forma, a norma che vogliasi un lavoro intermittente o con


' tinuo: quelli per la coltura intermittente
hanno la loro capacit interna della forma
d' un elissoide disposto coll'asse pi lungo
verticalmente. S'immagini lellissoide tronco
in basso ed aperto superiormente: la parte
inferiore comunica con un condotto, mu

nito di graticcio, sul quale si produce la.


combustione dei materiali destinati ad ele
vere al rosso la temperatura della pietra
a calce, cosicch avvenga in essa la disas
sociazione fra l'acido carbonico e la calce.
Il forno si carica e si riempie di pezzi di
pietra a calce pi grossi in basso.e pi
minuti in alto, perocch le porzioni nelle
parti inferiori rimangon esposte pi diret
tamente al fuoco, si scaldan quindi di pi
e pi lungamente delle altre. L' esperienza
ha insegnato che il vapor acqueo facilita
la cottura della calce, ed perci che sotto
al graticcio si mantiene dell'acqua.
Quando la calce cotta in questi forni,
convien lasciarla raffreddare, quindi scari
carla, prima di ricominciare una seconda ope.
razione. - Con questo processo si perde molto calorico, perci molti

usano apparecchi, coi quali la cottura fassi in un modo continuo. Si


0

rno'1'ossmo m cu.u ..
155
danno diverse disposizioni ai forni a ci impiegati, ed una delle pi utili
quella rappresentata dalla gura 44, pag. 154. una specie di forno a
manica, avente ad un quarto della sua altezza dal fondo tre o pi aper
ture comunicanti coi fornelli nei quali si abbrucia il combustibile. La
pietra a calce si versa nel forno dalla sua bocca, cosicch ne sia
sempre pieno, e si cuoce intieramente nella parte vicina alle aperture

dei fornelli riscaldatori. Nella parte inferiore il forno aperto, co


sicch si possa estrarne la calce cotta; intanto della bocca si intro
duce nuova pietra calcare, questa alla sua volta discende, si cuoce, ecc.
In questo modo l'operazione continua.

Caratteri dei sali di calce. I sali di calce sono quasi tutti incolori;
quelli solubili formano un precipitato bianco coi carbonati alcalini,
quando per non contengano molto sale ammonico: il precipitato
solubile negli acidi con effervescenza. - Trattati collacido solforico
o coi solfati solubili formano un precipitato bianco immediatamente
o mediante l'addizione al liquido di un po' d' alcool: il precipitato
poco solubile nell' acqua. - Gli alcali caustici ssi od il volatile
non producon precipitato di sorta nelle soluzioni dei sali calcari al
lungate; addizionate per d ammoniaca e quindi trattate coll'ossa
lato ammonico, formano un precipitato bianco di ossalato di calce,
insolubile nell'acqua e solubile negli acidi.

SOLFURI DI CALCIO.
408. Il solfo forma tre combinazioni col calcio.
Prolosolfu'ro dicalcio. CaS== 36. E un corpo di colore bianco gial
lastro, poco solubile, infusibile; dimostrasi fosforescente nella oscu
rit, ed e chiamato fosforo di Canton. Forma coll'acido soldrico una
combinazione simile ai soldrati gi studiati. Esposto all'azione del
l'acido carbonico umido trasformasi in carbonato di calce svolgendo
acido soldrico. Infatti :

CaS + CO + HO = CaO,CO2 + HS.


E sommamente interessante la combinazione del protosolfuro di
calcio coll ossido di calcio, che detta ossisolfuro di calcio e rap

presentata dalla formola CaO,2CaS. Infatti abbiamo veduto nella pre


parazione articiale del carbonato di soda esser possibile la separa
zione del carbonato prodotto dgli altri corpi che reagiscono nella
miscela impiegata, appunto perch questi si trasformano nell'ossi
solfuro insolubile nell' acqua.

156

SOLFURI al cancio.

Il protosolfuro di calcio si ottiene facilmente sottoponendoall'azione


di un'elevata temperatura una miscela di carbone e solfato di calce. Il soldrato di solfuro di calcio la parte attiva di quella sostanza
impiegata dagli orientali a togliere dalla pelle la barba cd i capelli,
Bisolfuro di calcio. CaS= 52. solubile nell'acqua e, la colora in
giallo, pu cristallizzare ed alcalino. Si ottiene facendo bollire nell'acqua parti uguali di calce e ori di so'lfo: col ral'reddamentodella
soluzione ltrata, quando sia sufcientemente densa, si ottengono i

cristalli di bisolfuro.

Pentasol/uro di calcio. CaS5= 100. un corpo solubilissimo nell'acqua


e nell'alcool, non cristallizzabile, si ottiene facendo bollire la calce

con un eccesso di solfo; la dissoluzione riesce mescolata per sem.


pre ad una certa quantit d'iposolto..

caorwao DI CALCIO
Cacl = 55,5

Calcio
. . 36,04
Cloro . . 63,96
100,00.

409. Il cloruro di calcio anidro una sostanza d'aspetto spongioso,


bianca, amorfa, fusibile, solubilissima e deliquescente, la sua solu

zione satura bolle a 1790; questa soluzione si forma con sviluppo


di calorico, la qual cosa dimostra che avviene una combinazione fra
l'acqua ed il sale.
Il cloruro di calcio cristallizza in prismi a sei facce, con'tenenti sei
equivalenti d'acqua, e quindi il 49,31 per 100. Questi cristalli posti
acontatto con la met del loro peso di ghiaccio pestato lo fondono,
e producono un tale abbassamento di temperatura, che sufciente
a solidicare il mercurio. Se invece vengono riscaldati,subtscono la
cos detta fusione acquosa, a poco a poco perdono l'acqua, cosicch a 2000 si ottiene una massa bianca, porosa, rappresentata da

CaCl + 2aq. Il cloruro di calcio cos ottenuto avidissimo della

umidit, e si impiega non solo a disseccare i gas, ma anche a mi


surare le quantit di acqua, che sotto forma di vapore trovansi in
una miscela gasosa. la sostanza usata per arrestare e quindi pesere l'acqua prodotta dalla combustione dei corpi organici, e per
mezzo di questo dato si arriva a conoscere la quantit d' idrogeno
in essi contenuta. Conviene per notare che a quest' uso devesi im
piegare il cloruro di calcio perfettamente neutro. Le soluzioni di

W_,._ ___..

-.r

- ..- 41...... .,..--v--. ___ N

- J

'_ .'...

a? _

cr.onnao m cancio.

157

cloruro di calcio essiccate e troppo riscaldate in'contatto dell'aria si


scompongono in parte, e danno origine ad un ossicloruro la cui for
mola e CaCI,3CaO; questo corpo alcalino e assorbe l'acido carbo
nico, cosicch impiegandolo nella anzidetta operazione, oltre ad ar
restare l'umidit, assorbe anche l'acido carbonico,'che nella combu

stione si forma.
Il cloruro di calcio si fonde al calor rosso, e se dopo averlo raf
freddato si espone subito alla luce, riesce poi fosforescente, ed in questo

stato dicesi piro/oro di Homberg. E solubile anche nell'alcool ed anzi


vi si combina.
Ilcloruro di calcio tuttoche sia un agente di essiccazione potente,
non serve.per ad asciugare il gas ammonico, peroccn lassorbe e
vi si combina in grande quantit.
.
La preparazione del cloruro di calcio facile; basta disciogliere
il carbonato di calce nell' acido cloridrico, e quando lo si desidera
secco, bisogna evaporare la soluzione in una capsula di porcellana,
scaldare quindi il residuo a 2000. Se poi si vuol fuso, allora si pone

il cloruro secco in un crogiolo di grs,e si scalda al calor rosso. Nei


laboratorii si ottien sempre questo sale nella preparazione dell'acido
carbonico o come residuo in quella dell'ammoniaca. In questo ul
timo caso per sempre allo stato di ossicloruro, e, fattane la solu
zione, conviene neutralizzarla con un po' d' acido cloridrico, prima
di essiccarlo o fonderlo.

FLUORURO DI CALCIO
cm = 39
410. Il uoruro di calcio si trova abbondante ininatura, pi di fre

quenti in masse lamellari, qualche volta cristallizzato nel sistema


cubico; ha nome di uorina, sputo uore o calce uricata; scaldato
diviene spesse volte fosforescente.
Il uoruro di calcio preparato articialmente una sostanza
bianca, insolubile nell'acqua efusibile; trattato coll'acido solforico di
vien prima trasparente, e quindi. sviluppa l'acido uoridrico; fuso
col carbonato di potassa o di soda da il uoruro di queste basi. una sostanza impiegata come foidente quando si debbano sotto
porre alle operazioni chimiche i silicati, perocch il.suo uorio forma
la nota conbtnazione volatile col silicio.

l.

158

Fr.uottuao Dl cancio.

Si ottiene articialmente per la reciproca azione d'un sale solu


bile di calce e di un uoruro solubile. ovvero per l'azione dell'acido
uoridrico sul carbonato di calce. Per gli usi di laboratorio general
mente si adopera quello naturale, che qualche volta e ben puro.

FOSFURO DI CALCIO.

'.

411. Si produce il fosfuro di calcio mediante l'azione del fosforo in


vapore sulla calce caustica, che si mette in un tubo di porcellana ri
scaldato al calor rosso, ovvero si pongono alcuni pezzi.di fosforo in
fondo di un crogiolo, quindi alcuni frantumi di porcellana destinati a se
parare il fosforo dalla calce pure in pezzi, che si mette nella parte
superiore del crogiolo; si copre questo,si riscalda in modo da innalzarne
al calor rosso prima la parte superiore, quindi si volatilizaa il fo
sforo. - E il fosfuro di calcio la sostanza impiegata per preparare
le combinazioni del fosforo coll'idrogeno.:

CDSSISALI DI CALCE.

CARBON ATO DI CALCE.


Protossido di calcio . 56,00
CaO'CO _'
5 Acido
carbonico .. . 44,00
I

100,00
412. Il carbonato di calce si trova in grande abbondanza in na
tura, ed notevole tanto per il suo dimorsmo, quanto per le con
siderevoli variet di struttura che presenta nei varii suoi giacimenti.
La pietra a calce, il marmo statuario, 1' alabastro calcare, la calce
compatta, quella saccaroide, quella a fucoidi, l'oolitica, la pietra li

tograca, la creta e le marne sono tutte variet-di carbonato di


calce pi o meno pure, che si incontrano in natura. E trovasi an
che cristallizzata talora sotto forma di romboedri e chiamasi sputa
l'Islanda, o di prismi e dicesi arragtmt'te.

Le spato d'1slanda, o calce carbonata epatica, notevole per le

sue propriet ottiche, presentand 1i suoi cristalli il fenomeno della.


doppia. rifrazione. La sua densit di 2,7, ed e isomorfo coi naturali

carbonati di magnesia, di ferro, di zinco.

caaaoruro m CALCE.

159

L'arragonite presenta una frattura vetrosa, un color bianco lat


teo, una sua densit di 3,75, ed isomorfa colla stronzianite e colla
whitherite; scaldata si riduce in una polvere bianca nissima, for

meta da piccolissimi cristalli romboedrici.


Il carbonato di calce si incontra anche nelle ceneri delle piante, ed
parte costituente di molte sostanze animali, specialmente delle ossa.
Preparato articialmente una polvere bianca , quasi insolubile
nell'acqua, la quale presso a poco a freddo ne discioglie da %o'o ed
all' ebollizione 88. sensibilmente solubile nel sal ammonico, ed

infatti ponendo a. contatto una soluzione di questo sale col carbonato


di calce si ottiene un liquido, che forma un'abbondante precipitato
coll'ossalato di ammoniaca. Questo fatto sommamente importante,

perocch dimostra come non sempre i carbonati alcalini possano


svelare la calce in un liquido, u questa base esser dosata allo stato

di carbonato in presenza del sale ammonico.


Il carbonato di calce solubile nell'acqua carica di acido carbo
nico; forma in queste circostanze il bicarbonato di calce, sostanza

solubile, cristallizzabile in aghi lucenti; per l'inuenza del calore perde


la met dell'acido, e ripristina il carbonato neutro. Le acque quasi
tutte contengono il bicarbonato di calce, e quelle cariche d' acido
carbonico hanno molte volte disciolto tanto carbonato calcare, che,

perdendo l'acido pel contatto dell'aria, formano dei considerevoli de


positi di carbonato neutro; cos, ad esempio, hanno origine le stalatl
tilt e le stalagmiti.

Alcune grotte sono celebri pel gran numero di stalattiti, le quali


molte volte si dispongono a forma di strane gure, perci rinomata la.
grotta di Adelsberg. Molte sorgenti per la medesima ragione produ
cono notevoli incrostazioni; le fonti di San Filippo in Toscana sono
perci celebrate: i calcari cos formati diconsi tu calcari. - Il bicarbo
nato di calce e svelato nelle acque della. tintura alcoolica di campec
cio, che Iassi violetta per l'azione di questo sale.
A dimostrare poi la Solubilit del carbonato di calce nell' acqua
carica d'acido carbonico basta il condurre una corrente di questo
gas nell'acqua di calce, la. quale dapprima diviene lattiginosa pel
carbonato neutro formatosi, quindi di nuovo limpida perch questo
sale ridisciogliesi. Questa soluzione sottoposta all'azione di una tem

peratura elevata depone cristalli di arragonite.


Il carbonato di calce scomponesi per l'azione del calore, e que
sto fenomeno reso pi pronto per l'azione del vapore acqueo o d'una

____

_ff

--- ,riam-A.

. .

,,_A_

..;._T;_

----..-x_..___

160

cannorurro or car.ca.

corrente d'aria, infatti la scomposizione del carbonato di calce nei


crogioli coperti non avviene che ad una temperatura vicina al.rosso
bianco, ed invece nella fornaci si compie ad una ben pi mite. Se
poi il carbonato si chiude ermeticamente in un vaso, per esem
pio in una canna di ferro, e lo si sottopone ad elevatissima tempe
ratura, sembra subisca una vera fusione; introducendo nella canna un

po' di creta in polvere, dopo l'esperienza si estrae un pezzo di car


bonato simile al marmo statuario.
Noi sappiamo come il carbonato calcare sia facilmente scomposto
dagli acidi per l'azion dei quali perde il suo acido carbonico, e come
facilmente formi coll' ossido di calcio idrato la combinazione detta
ossicarbonato di calce.
Il carbonato calcare si ottiene articialmente scomponendo il 010.
ruro di calcio con un carbonato alcalino, accade la doppia scompo
si2ione seguente:
CaCl + NaO,CO = 110,002 + NaCl.
Il carbonato di calce si depone sotto forma d'una minuta polvere

composta di piccoli cristalli romboedrici, che gettata su d'un ltro e


lavata, costituisce il carbonato di calce puro.
OSSALATO DI CALCE
Ca0,C03 = 64.
413. L'ossalato di calce una polvere bianca, insolubile nell'acqua

e nelle soluzioni dei sali ammonioi, invece solubile negli acidi clo
ridrico e nitrico. Appena precipitato contiene dell'acqua d'idratazione
che perde intieramente a. 180; al calor rosso scuro si scompone
e da il carbonato. - La calce di una sostanza si determina sem
pre precipitandola dalle sue soluzioni, rese alcaline coll'ammoniaca,
mediante lossalato ammonico, e trasformando quindi l'ossalato otte
nato in carbonato per l'azione del calore.

NITRATO orcar.cs
Ca0,N05 = 82.
414.11 nitrato di calce anidro bianco, amorfo, deliquescente, so

lubilissimo nell'acqua; cristallizza in prismi esagoni con 4aq. ed


solubile nell'alcool. Sottoposto all'azione del calore si decompone come

tutti i nitrati, e lascia per residuo l'ossido di calcio.

amino in canoa.
161
Si prepara facendo reagire l'acido nitrico sul carbonato di calce;
si trova sempre fra i sali solubili delle nitriere articiali e nelle
mura vecchie ed umide.
SOLFATO DI CALCE.

CO'SO' = 68

Protossido di calcio

Acido solforico

- 41,18
_
58,82

mono.
415. Il solfato di calce si trova in natura; se anidro chiamasi
anidrt'te, sostanza dura, che talvolta forma marmi pregiati, come quello
leggermente siliceo detto bardc'glio ,' altre volte idrato e contiene due

equivalenti d'acqua, ossia il 20,93 per 100 , in questo caso le molle,


e sonvene molte variet, come ad esempio quello cristallizzato in
prismi, quello chiamato alabastro gassoso, specchio dasino, gesso a ferro
di lama. Comunemeute il solfato calcare detto gesso.
Il solfato di calce e bianco, infusibile, pochissimo solubile nel
l'acqua e pi a35 di quando l'acqua sia bollente; infatti 1000 parti
d'acqua ne disciolgono parti 2,5 a 350 e soltanto 2 parti a 100".
Le acque contenenti molto solfato di calce diconsi selenitose, non sono
potabili, ne adatte a cuocer legumi, n a disciogliere il sapone. Il
solfato di calce e insolubile nell'acqua mescolata ad un po d'alcool,
infatti quando si aggiunge questa sostanza ad una soluzione di
Solfato di calce anche allungata, si vede formarsi subito un precipi
tate bianco di solfato calcare.
Il gesso del commercio a contatto dell'acqua si idrata, ne assorbe e
solidica due equivalenti, quando almeno non abbia subita una troppo
elevata temperatura. Questo idrato, che si rappresenta colla formola
CaO,SO3 +2aq., riscaldato ad 800 in una corrente d'aria, ovvero a

1300 in vasi chiusi perde la sua acqua di idratazione e si fa ani


dro, allora pu in contatto dell'acqua ripristinare il primitivo
idrato. Ma se invece subisce 1' azione di una pi elevata tem
peratura a poco a poco perde questa dote, e si trasforma in una ma
teria simile allanidrite. Tutti sanno che il gesso serve come ce
mento; infatti fattane una pasta liquida, ben presto questa si solidi
ca, ed acquista. una durezza. la quale varia a norma della qualit
del gesso impiegato. Quello cotto a temperature non troppo elevate
aumenta di volume e forma una materia bianca, friabile, poco con

sistente; quello invece mescolato e materie estranee, o che in parte


Banarursi.r.t. Trattlato di Chimica ecc. Vol. Il.

2!

162

scarno or car.ce.

perd la propriet di riidratarsi, aumenta poco di volume, ma forni


sce una materia dura. Il primo gesso serve ai modellatori, il secondo
come cemento.
Il solfato di calce solubile nell'acido solforico concentrato, e for
ma il bisolfato di calce, corpo molto instabile, decomponibile anche

col solo allungare il liquido coll'acqua; come sappiamo ridotto fa


cilmente allo stato di solfuro dal carbone sotto l'azione d'una
elevata temperatura. Molte volte per la riduzione avviene anche
alla temperatura ordinaria, per effetto delle sostanze organiche di
sciolte nelle acque contenenti il solfato di calce. Non sono rare perci
le acque aventi disciolto il solfuro di calcio, sostanza questa la
quale, venuta a contatto dell'aria, scomponesi per l'azione dellacido
carbonico in carbonato di calce ed acido soldrico. Quelle acque allo
sgorgare dal suolo sono per lo pi inodore, e quindi acquistano
l'odore particolare dell'acido soldrico.
416. Il solfato di calce si pu ottenere per l'azione dell'acido sol
forico o d'un solfato solubile sopra un sale di calce in soluzione di.
scretamente concentrata. Il precipitato bianco ottenuto si lava con
acqua alcoolizzata, quindi si essicca e cos si ha il solfato di calce

puro ed idrato.

'

'

Per gli usi molteplici dell'industria si prepara torrefacendo il gesso


naturale. Noi abbiamo veduto che il commercio ha bisogno di due
specie di gesso, l'una coll idratarsi si gona, ma forma una so
stanza poco dura ed adoperata dai modellatori, l'altra mescolata
di sostanze inerti, quando venga bagnata non aumenta gran fatto
di volume,ma invece forma una sostanza dura, usata come cemento.

Sappiamo anche che il solfato di calce idrato perde la sua icqna

d' idratazione i130, conservando la proprietdiriassumer'la, quando


vi si fr0Vl' abbntattri; propriet che perde quando sia stato scaldato
oltre i 1600. ' "ti"'''"" i'

.." 'HH'"W

i m

'. La prima qualit di gesso si preparer dunque ponendo il gesso


naturale in forni riscaldati appena a quella indicata temperatura" di
1300 all'incirca.; la quale si ottiene dai prodotti della combustione

procurata per qualche altro intento; la seconda qualit digesso in.

vece si otterrscaldrtndo direttamente i pezzi di quello naturale ac


cumulati incataste', sotto le quali si riserva tino spazio vuoto 'per
accendervi' il fuoco. A questo modo la temperatura non 'ai distribui

sce uniformemente nella massa ,ed i pezzi di gesso posti vicini 8lfl1oco
si riscaldan'oltosai , perdono la facolt di riasbcrbire l'acqua, costi
tuendo cos la sostanza inerte della seconda qualit di gesso soprain
dicate.
. .~y5
.,..
fit' _ Ma.

sor.rrrro in canoa.

163

Il solfato di calce cotto, prima d' esser posto in commercio, vien


macinato, e devesi conservare lungi dal contatto dell'aria, perocch
altrimenti, attirandone l umidit, si idraterebbe, e bagnato non fa

rebbe pi presa.

417. Il solfato di calce serve non solo agli usi indicati, ma anche

a preparare i marmi articiali; sono duri e ricevono una poli


tura simile a quella. dei marmi i pi pregiati. I metodi usati in
queste preparazioni sono svariatissimi, come ne fanno fede gli atte
stati di privativa, che nei varii paesi si pubblicano.
Quando si bagna il gesso con una soluzione di silicato di potassa
o di soda, si ottiene una sostanza durissima come marmo, il volume

della quale pu esser aumentato con ciottoli o ghiaja in essa inter


posti; la sua massa si colora a volont mescendovi le sostanze
adattate per avere il colore desiderato.
Il solfato di calce diviene durissimo anche se messo in un tam
burro girevole si idrati col mezzo del vapore, impiegandone una
quantit appena sufciente per produrre l idratazione; la polvere
prodotta, modellata per compressione, diviene durissima.
Si ottengono le pietre articiali mescendo l'allume al gesso, il che
si fa bagnando i pezzi di gessr perfettameure cotto in una so
luzione contenente 10 per 100 d'allume. Il gesso quindi si ricuoce
di nuovo al calor rosso. - Un altro metodo il seguente: si me
scolano 80 parti di gesso no a 20 di carbonato calcare in polvere:
si preparano anche due soluzioni, 1' una di parti 1,5 di solfato di
potassa in 10 d'acqua, l'altra di 2 di colla in 10 d' acqua; queste
soluzioni si mescolano aggiungendovi tant' acqua da farne 230 litri,
al momento poi di servirsene si addiziona questo liquido di una

parte d' acido solforico. Con questa soluzione si impasta la primitiva..


miscela e si modella. Cessato il calore sviluppatosi per la reazione,
si mettono gli oggetti ottenuti in una stufa scaldata a 600, e vi si

mantengono sino a che tutto l'acido carbonico siasi tutto sviluppato,


la qual cosa avviene dopo circa due ore. L'oggetto allora atto a
ricevere una pulitura bellissima, divien duro come il marmo, e si

pu ricoprire con vernice. - Mescendo poi alla sostanza materie


coloranti si ottengono oggetti colorati.

Si impiega inne il gesso a fare lo stucco, che serve a ricoprire le


mura e riceve un lucido bellissimo. Lo stucco formasi con gesso e
colla forte.
1;. soluzione di solfato di calce, come reattivo, presenta il mezzo

di riconoscere i sali di, stronziana e di barite, essendo il solfato di

queste basi molto meno solubile di quello di calce.

164

IPOCLORITO DI CALCE

CaOC'O = 71,5

Protdssido
di calcio -_
Acido ipocloroso
- 39,16
60,84
100,00.

418. L ipoclorito di calce trovasi in commercio sotto nome di doruro di calce, ma non per ipoclorito puro, perch questo sale
non pu esistere solo ed isolato; si scompone infatti sempre in clo
ruro di calcio e clorato di calce, ogniqualvolta non sia mescolato al
cloruro di calcio ed alla calce idrata in eccesso. Queste sostanze co

municano una tale stabilit all' ipoclorito, che si conserva inalterato


almeno nella maggior parte dei casi. Ha luogo per talvolta la de
composizione spontane_a dellipoclorito anche mescolato al cloruro ed
alla calce, e se il sale ermeticamente chiuso, il vas che le con
tiene si spezza, perocch nella decomposizione si sviluppa cloro.
una sostanza bianca, sempre umida, amorfa ed assorbente l'umi'
dit dell'aria; l'acqua discioglie di essa l'ipoclorito ed il cloruro di
calcio ed un po' di calce, cosicch la soluzione sempre alcalina;
riconduce dapprima al calore azzurro la tintura arrossata di torna
sole, e quindi la. scolora ; l'odore suo quello dell'acido ipocloroso.
L'ipoclorito di calce si scompone per l'azione anche degli acidi pi
deboli, come ad esempio per quella dell'acido carbonico, risultato

di questa scomposizione il formarsi di un sale di calce dell'acido


adoperato, e lo sviluppo del cloro. La reazione che da luogo a
questi risultati complessa; dapprima l'acido impiegato si sostitusce all'ipocloroso, il quale si isola ed'in presenza dell'acido clori
drico o dei cloruri reagisce su queste sostanze, trasformando l'idro
geno dell'acido ovvero il metallo del cloruro in ossido, e mettendone

in libert il cloro:
CaCl
-+CIO
=
Ca(3
'+
2C'l
cloruro
acido
calce
cloro
di calcio
ipocloroso
La calce prodotta si combina. coll'eccesso di acido adoperato: quindi
la reazione generale, supponendosi d'impiegare l'acido solforico, pu
esser nel seguente modo rappresentata:

CaO,ClO + CaCl + 2HO,S03 = 2CaO,SOa + 2HO + 2Cl


ipoclorito
di calce

.''."

cloruro
di calcio

acido
solforico

solfato
di calce

acqua

cloro

n>ocr.oruro m CALCI.

165

Per questa reazione l' ipoclorito di calce rappresenta tutto il cloro


adoperato a prepararlo: infatti la sua formazione avviene per la rea
zione fra due equivalenti di calce e due di cloro:
2Ca0 + 2Cl == CaO,CIO + CaCl.

Noi sappiamo che l ipoclorito di calce si usa come decolorante e


disinfettante invece del cloro; le reazioni soprascritte spiegano come
ci avvega, e come talvolta possa esser considerato quale ossidante
energico. Abbiamo per notato che in qualche caso agisce anche come
clorurante.
Le soluzioni di ipoclorito di calce scaldate si trasformano facil
mente in cloruro e clorato di calce, e conducendo il cloro in con-'
tatto del latte di calce scaldato a 700 si forma il clorato e non l'ipo
clorito, anzi vedemmo come generalmente il clorato di potassa si pre
para trasformando dapprima l'ipoclorito di calce in clorato, e quindi
producendo il clorato di potasse per doppia scomposizione fra quello
di calce ed il solfato di potssa. Perci quando nella preparazione
dell ipoclorito di calce la temperatura della calce si innalza in virt
della reazione sino ai 700, tutto il prodotto va perduto, od almeno non
pi ipoclorito.
Per doppia. scomposizione coi carbonati alcalini l'ipoclorito di calce
trasformarsi in quello di potassa, di soda ecc.
Il modo di preparazione dell' ipoclorito semplice, ma se si tenta
di produrlo puro, per la reazione fra l'acido ipocloroso e la calce,

non ci si riesce; quando la quantit d' ipoclorito predomina sulla


calce, il sale scomponesi subito.-In una camera esistono molte di
visioni fatte con tavolo di legno, le quali si coprono con uno strato
di 15 a 20 centimetri di calce idrata ed in polvere. Alla parte infe- '
riore si annette un tubo che serve ad introdurre il cloro, a quella
superiore un altro tubo serve prima all'uscita dell'aria atmosferica, poi
ad indicare il termine dell'operazione, la. qual cosa avviene quando la
calce non assorba pi il cloro, e questo si svolga invece dal tubo su
periore. L'operazione condotta lentamente afne d' evitare l'eleva
zione di temperatura; quando sia nita si toglie il prodotto, che si
pone in barili ben chiusi, e si spedisce in commercio. -Se l'ipoclo

rito si consuma nel luogo di produzione, si ama meglio averlo in


soluzione, facendo arrivare il cloro nel latte di calce e mantenendo
sempre un eccesso di calce.

Cloro.metria. Abbiamo veduto che l ipoclorito sempre una mi


scela di varii sali, e che la composizione di questa miscela pu va

riare facilmente per la poca stabilit di quel sale.

dunque necessaria

166

1rocmarro in canoa.

cosa il conoscere un metodo facile, col quale si possa valutare l'ipo


clorito del commercio. Questo metodo fondato sulla facolt ossi

danti e decoloranti tanto di quel sale, quanto del cloro, che da esso
si svolge in contatto degli acidi. Le materie impiegate nella opera
zione e sulle quali deve reagire l' ipoclorito sono l'acido arsenioso e
l' indaco.

Coll' ipoclorito l'acido arsenioso si converte in acido arsenico per


la nota reazione del cloro sull'acqua in presenza dei corpi ossida
bili; l indaco disciolto nell' acido solforico si scolora per la reazione
del cloro sulle sostanze coloranti.
Per la miscela delle due sostanze non attaccata dal sale indif
ierentemente, ma prima di tutto l'acido arsenioso vien convertito

tutto in acido arsenico, e soltanto dopo compiuta questa reazione si


scolora l' indaco. Questo fatto indicache la reazione del cloro sul

l'acido arsenioso nita; essa rappresentata da:

A503
acido
.arsenioso

2C!
cloro

+.

2HO
acqua.

As05
acido
arsenico

2HCl
acido
cloridrico.

Da questa 8quazione si pu anche dedurre, che.un litro di cloro


a 00 e 760"". di pressione, cio grammi 3,170 di cloro, converte in
acido arsenico grammi 4,420 d' acido arsenioso.
.
Si discioglie questa quantit d'acido arsenioso nell'acido cloridrico
allungato con un volume d'acqua uguale al suo, e poscia si dilui
sce tanto il liquido da averne un litro.
D altra. parte si disciolgono nell' acqua 10 grammi dell ipoclorito

da assaggiarsi ponendoli in un mortajo e triturandoli in contatto


' dell'acqua, che resa limpida col riposo, si decanta e si ltra; cos si

ricomincia a varie riprese la medesima operazione. Inne si allunga


il liquido ltrato in modo d'avere un litro di soluzione.
Ma qual 1' unit di confronto in questa operazione? Si conve
noto di dire che l'ipoclorito marca100 gradi, quando 10 grammi di
esso svolgono un litro di cloro, cio convertono in acido arsenico
grammi 4,420 d'acido arsenioso. Se quella quantit d'ipoclorito svolge
una minor quantit di cloro, allora non convertira tutto l' acido ar
senioso in acido arsenico, e bisogner impiegare di quello una nuova
dose per ottenere perfetta la conversione indicata, la quale sar an
annoiata dallo scolorarsi dell' indaco sciolto aggiunto alla soluzione
daoido arsanioso.
.
y
Prendansi dunque le due soluzioni, si estnggano da. quella arse
nicale 10 cent. cab, che si collocano in un bicchiere posto sopra un

IPOCLORl'I'O DI c.u.cx.

167

.
.
a
.
.
.
.
, ,
foglio di carta bianca. Si allunghmo questi con un po d acqua, e
si aggiungano alcune goccie di soluzione d'indaco, cosicch il liquido
diventi azzurro.
Indi in un tubetto graduato simile a quello adoperato per i saggi
alcalimetrici si introducano 20 cent. cub. della soluzione dell'ipoclo
rito. La graduazione della bomboletta sia cosl accuratamente fatta,
che segni i decimi di centimetro cubo.
Si aggiunga questa'soluzione a poco a poco all'altra, e quando il
colore dell'indaco scompare, si leggano i numeri di centimetri cubi

e dei decimi di centimetro cubo impiegati)


evidente che se dieci grammi dell'ipoclorito avesser svolto un
litro di cloro, dieci centimetri cubi della soluzione sarebber bastati a

trasformare tutto l' acidoarsenioso impiegato in acido arsenico; pe


rocch delle materie adoperate ne vennero fatte soluzioni del vo
lume di un litr ciascuna.

Supponiamo d' aver impiegati invece centimetri cubi 12,6 per ot


tenere quel risultato. Il grado, o se si vuole il titolo dell ipoclorito

assaggiato si trover col seguente calcolo:

126 1 100_=100=1
e si avr a: = 79,3. Un chilogrammo dunque del1rip.oclorito svolse
rebbe litri"7vgi3tli cloro. '

,
''Y'

"

1' F "1''

'

',iil.

.!

'.n.nw;'n

FOSFATI Di CALCE.
419. L'acido fosforico ordinario forma tre sali col protossido di calcio,
a. norma che da questa base hasos.t,itqito uno, due o tre de' suoi

equivalenti d' acqua basica. Questi .sali"sono rappresentati dalle se


guenti formole:

1.0 Ca(')i, (iioji, Ph05

r
'.

.
'-

H? (Cg)ino Pi105
. i

-.-

Comunetuutta questi slllisiibdicand eti"noti"adgentir il primo


si dice fosfato tlt:ib' M.ck6, il secondo tdofca iieltllid cala, il terzo
fosfato basico di calce. Qiie'sti nomi per so'no itrsiiftziu'tl'd indicarne
la costituzione.

'""

" ' "

"" '

"

Di questi fosfati due soli hannb una vera importanza, il primo cio,
che e il prodotto ollareazione dell'acido solforico sulle ossa calci
nate, ed il terzo, perch trovasi nelle ossa.

168

FOSFA'I'l m car.ca.

Il cos detto fosfato acido di calce solubilissimo nell'ac'qna, cristallizza in pagliette lucenti ed deliquescente. La sua reazione acida
francamente; scaldato perde dapprima la sua acqua di cristallizzazione,
quindi si fonde abbandonando quella di costituzione, e cangiandosi
in metafnsfato di calce; scaldato commisto al carbone sviluppa per
zione del suo fosforo. - Si prepara per la nota reazione dell'acido
solforico sul fosfato di calce delle ossa.
L'altro sale detto fosfato basico rappresentato da (CaOP,PhO5 si
trova nelle ossa degli animali, e costitusce il minerale detto apatite.
una sostanza bianca ,polverosa, insolubile nell'acqua, ma leg
germente solubile nelle acque contenenti acido carbonico o piccole
quantit dei'varii sali alcalini. Per questa propriet pu esser assor
bito dai vegetali, dei semi dei quali il fosfato basico parte costi
tuente essenzialissima. Il fosfato di calce dunque una sostanza
preziosa per l agricoltura, e da ci risulta che tutti i corpi con
tenenti molto fosfato di calce sono eccellenti ingrassi. - inal
terabile al calore, vien scomposto facilmente dall' acido solforico;
messo a. contatto d'una soluzione bollente di carbonato di soda si
trasforma in carbonato producendo il fosfato di soda.

Si ottiene puro ponendo a contatto d'una soluzione ammoniacale


di cloruro di calcio, l'acido fosforico ovvero il fosfato di soda. Senza

il concorso dell'ammoniaca si otterrebbe il cos detto fosfato neutro.


Anche gli altri acidi del fosforo formano combinazioni colla calce ,
ma queste non hannoimportanza. -Abbiamo gi veduto come l'ipo
fosto di calce si prepari quale mezzo di fabbricazione dell ipofosto
di soda.

MAGNESIO.
Mg == 12.
420. Il magnesio un metallo dotato della lucentezza dello stagno,
malleabile, duttile e si lascia facilmente limare; la sua densit e di
1,75; fondesi alla temperatura di 5000, e volatile ed entra in ebolli
zione alla temperatura, alla. quale bolle lo zinco; si pu distillare
adoperando apparecchi di carbone, nei quali facciasi passare una cor
rente

di idrogeno secco, che per ne trascina seco alquanto allo

stato di vapore, cosicch acceso abbr'ucia con amma splendidissima.


Il magnesio si conserva bene nellaria secca, ossidasi a contatto di
quella umida, scompone l'acqua lentamente alle temperature ordina

KAGNBIO.

169

rie e vivamente a caldo. Scaldato a contatto dell'aria prende fuoco


al calor rosso ed abhrucia con amma lucentissima, allora il me
tallo convertesi in ossido di magnesio; abbrncia nel cloro, aggre

dito facilmente dagli acidi. anche allungati; per questo fenomeno e

per la volatilit si dimostra il magnesio simile allo zinco.


La preparazione del magnesio facile; si pu ottenere tanto col
mezzo dell' elettricit, quanto scomponendo il suo cloruro col sodio:

MgCl + Na = NaCl + Mg.


L'ossido di magnesio, come quelli degli altri metalli della seconda
sezione che ancora dobbiamo studiare, non puo eser ridotto n dal
carbone, n dei metalli alcalini.

Quando si voglia ottenere il magnesio per via elettrica conviene


evaporare e ridurre a siccit una soluzione di equivalenti uguali di
cloruro di sodio e di cloruro di magnesio, avendo prima addizionate
alla soluzione un po di cloruro ammonico. Il sale ottenuto un clo

ruro doppio di magnesio e di sodio, il quale vien posto in un ap


parecchio simile a quello che serve alla. preparazione del litio per
via elettrica, e si opera come se si volesse isolare questo metallo ,

allora si ottengono i globali di magnesio.


Ma pi conveniente l isolare il magnesio dal suo cloruro
mediante il sodio. A questo intento si prepara un crogiolo scal.
dato al rosso in un buon fornello, e quando abbia raggiunta questa
temperatura, vi si getta una miscela di 600 parti di cloruro di
magnesio anidro, 100 di cloruro di sodio secco, 100 di uoruro

di calcio e 100 di sodio in pezzetti. - L'esperienza ha per di


mostrato, che invece di 100 parti di cloruro di sodio conviene ado
perare una uguale quantit di una miscela fatta nel rapporto di 7 di
cloruro di sodio e 9di cloruro di potassio. '- Le parti reagenti sono

il cloruro di magnesio ed il sodio, le altre servono a procurare una


facile fusione della massa. - Appena messa quella. miscela nel cro
giolo si copre questo e con una pinzetta si tiene il coperchio sul
crogiolo. La reazione si annuncia con piccole detonazioui, al cesSttr
delle quali termina l'operazione. Allora la massa liquida; si lascia
raffreddare, e prima che si solidichi si apre il crogiolo e con un
bastone di ferro la. si rimescola per riunire il magnesio in globoli
fusi. Appena ci eseguito si versa la sostanza ancor uida. sopra una
lastra di'ferro, e quella si solidica subito. Il magnesio lucente trovasi
disseminato nella scoria,dalla quale si separa meccanicamente, equando
lo si voglia purissimo, convien distillarlo in un tubo di carbone ed
in una corrente d' idrogeno ben secco.
Bnuonrrszu. Trattato di Chimica tac. Vol. Il.

2!

170
OSSIDO DI MAGNESIO.
,
M80
2' 20

..

I\Ia hosio' - 40,00


60.00
Ossigeno

100,00.

421. Il magnesio forma una sola combinazione coll'ossigerio, detta


protossido di magnesio e generalmente'magnesia caustica o terra
amara. una sostanza bianca, polverolente, pi o meno leggera a
norna dei metodi di. preparazione, di sapore leggermente amaro e
perfettamerite infusibile anche alle pi elevate temperature. ben
poco solubile nell'acqua, ma pi a freddo che a caldo; una parte
di magnesia. si scioglie in 5242 parti d'acqua fredda e solo in 36000
di calda; comunica alla soluzione una sensibile reazione alcalina.
Il protossido di magnesio si combina ad un'equivaleute d'acqua,
e forma l'idrato d'ossido di magnesio. Tanto quest'idrato quanto la
magnesia esposti all'aria ne assorbono l'acido carbonico e convertonsi
in carbonato. - L'idrato di magnesia naturale e cristallizzato, la
brucite, non gode di questa propriet. - Lidratazione della magnesia.
si fa pi facilmente coll'acqua zuccherata; in questo fenomeno di
vento gelatinosa.

Il protossido di magnesio una forte base salicabile; in medicina


molto usata, e serve come antidoto nei casi di avvelenamento

prodotto dell'acido arsenioso. - Si prepara facilmente calcinando il


carbonato, o magnesia dei farmacisti, in un crogiolo, sino a che pre

sane una porzione e messa nell'acqua con un po d'acido cloridrico


non svolga pi acido carbonico: allora bianca e molto voluminosa.
Si pu anche ottenere calcinando il nitrato di magnesia, nel qual
caso riesce bianca e pi compatta.

Caratteri dei sali di magnest'a. I sali di magnesia solubili hanno


tutti un sapore puramente amaro; molti di essi per sono insolubili
ed untuosi al tatto.

Gli alcali caustici e la calce producono un precipitato nei sali di


magnesia. neutri ; anche l'ammoniaca' produce il medesimo fenomeno.
Quando la soluzione contiene un' eccesso d' acido, ovvero un sale

ammonico disciolto, allora non si forma alcun precipitato, ma in


vece un sale doppio solubile. Il cloruro ammonico aggiunto al li
quido contenente il precipitato lo ridiscioglis. Questa soluzione resa
fortemente ammoniacale ed addizionate di fosfato sodico produce un
precipitato di fosfato ammonico-magnesico insolubile: oltre a ci

ossrno or MAGNBSIO.

171

la soluzione non turbata menomamente dall'cssalato ammonioo,

e quindi con questo reattivo si pu separare la calco dalla magnesia.


I. carbonati alcalini precipitano a. freddo. appena parzialmente la
magnesia; i bicarbonati non formano verun precipitato nei sali ma

gnesiaci, i quali, bagnati con un po di nitrato di cobalto e scaldati


al calor rosso acquistano una colorazione rosea caratteristica.
Jll.

ctoaua0 DI MAQNES!O '.. ~


MSC1= 47,5

Magnesio...
Cloro . . 74,73 .
-.-..__

..

aI

211

mi: ami!

422. Il cloruro di magnesio un sale alquanto diffuso ed importante,


perocch si trova quasi sempre, sebbene in poca quantit, nelle acque
naturali, ed contenuto in gran copia nei residui delle acque ma
' tino, dalle quali si estrasse il cloruro di sodio.
Si pu ottenere tanto allo stato idrata che anidro :. in questo caso
costituisce una sostanza bianca, sotto forma di lamine di una In

acutezza simile a quella del bianco di balena; deliquescente e so


lubilissimo quindi nell'acqua; una parte di sale esige per disciogliersi
0,658 d'acqua fredda e 0373 di calda; solubile anche nell'alcool.

Si pu ottenere cristallizzato dalla sua soluzione acquosa, ma i


suoi cristalli contengono 5aq., vale a dire il 48,65 p. 0/() d'acqua,
e non si possono render anidri col riscaldamento, perocch prima
di abbandonare tutta lacqua si scompongono , svolgendo acido
cloridrico e lasciando per residuo l' ossido di magnesio. - Ab
biamo voduto che nel distillare le acque naturali contenenti il
cloruro di magnesio conviene prima di tutto renderle leggermente
alcaline con un po'di potassa, la quale sposta la magnesia. e forma
uno stabile cloruro; senza questa precauzione l'acqua, che si ottiene

distillata, riesce un po'acida specialmente sulla ne della operazione,


quando nella caldaja, abbassandosi il livello dell'acqua impiegata,

il cloruro rimane aderente alle pareti.


. "
.
Il cloruro di magnesio forma de cloruri doppii con quelli di po

tassio e d'ammonio: contengono questisali due equivalenti d'i-clo


ruro di magnesio ed uno dell'altro.
.
4.
Si ottiene il cloruro di magnesio idrato satarando la magnesia od
il suo carbonato coll'acido cloridrico; si essica il prodotto col calore
sino a che comincia a svolgere l'acido cloridrico. Allora si versa la
massa liquida in una capsula d'argento, che solidicata si rompe in

CLORURO DI MAGNESIO.
172
pezzi, e si mantiene in vasi perfettamente chiusi. Se invece lo si
vuol anidro, adatto quindi alla preparazione del magnesio metal
lico, bisogna mescolare al cloruro di magnesio ottenuto nel modo
era indicato il cloruro ammonico, nella proporzione di due equiva

lenti del primo ed uno del secondo, e condurre a siccit la misce

la. Tale operazione dar il cloruro doppio di magnesio e di am


monio, che si introduce in un crogiolo e si scalda sino a che,

scomponendosi il sale, tutto il cloruro di ammonio siasi volatiliz


zato; il residuo cloruro di magnesio anidro coi caratteri che gli
abbiamo attribuiti. Si dovr adunque conservarlo in vasi ben chiusi.

01ISAIII

DI

IGNESIA.

caaeoNan DI MAGNESA.
423. La magnesia. pu contrarre due combinazioni coll acido car
bonico e formare il carbonato neutro ed il bicarbonato: il primo si
ottiene tanto anidro, quanto id rato ed anche combinato a varie qnan

tit di ossido; forma dunque varii carbonati basici. Il carbonato neu


tre si trova in natura. ed ha ricevuto il nome di magnosa'te; si forma

abbandonando all'aria una soluzione di bicarbonato: un sale che


per l' azione dell'acqua si scompone in bicarbonato e carbonato basico.
11 bicarbonato .producesi conducendo una corrente d'acido carbonioo
nell'acqua contenente la magnesio od uno dei carbonati di questa

base; scomponibile se esposto all'aria o all'azione del calore.

1 carbonati basici di magnesia sono i pi importanti, e fra tutti


quello conosciuto sotto il nome di magnesio bianca, di.rotoecrbencta
di magnesio, di idrocarbonato di.rmtgneria. Questa sostanza si trova in

commercio, la magnesia. dei farmacisti;. per prepararla. si aggiunge ad


una soluzione bollente d'un,sale di1magnesia il carbonato di potesse.
o di coda. un po in eccesso ed in soluzione pure bollente. Senza di

questa precauzione si precipitarebbe dapprima, un carbonato baia


di magnesia e rimarrebbe in soluzione il bicarbonato di mugnaio;
invece operando come li di,. la reazione_accade nel modo seguente,

quando si impieghi il solfato di magnesio;

,,

, ,~.

3150,80 + 4rco,coi + mo :(itty;0,gbtibq l- 1:0. + lIW,SOM


rettale di il carbnll.
. ..
annuncia ti i .m Itcifle - wlfw di
...|
strappi;
di palma
t'qrnuqistl .m. carbonica M poterla

L'ebollimone delta'aieoeladei due soli deve esser protratta. no. g

che non si sviiuppipitr acido carbonica.

| r.

,|

..

caaaosrn DI nacmzsu.

173 .

Il carbonato di magnesia sitrova in natura qualche volta idrato,


ed ha allora nome di Giobertt'te, ed invece sotto forma di carbonato

doppio di calce e di magnesia: OaOCOMgOCO., e dicesi allora


dolomita. L'origine di questo carbonato doppio in oggetto di gravi
controversie, si conosce per che sottoponendo in vasi chiusi ad una
temperatura elevata una soluzione di solfato di magnesia mista a
carbonato di calce formasi quel sal doppio.

souwro DIy MAGNESIA.


MSO'SOS __
_ 60

' "*

Protossido
di magnesio.3,33
Acido
solforico
_ . - 26,67

.
169,00
424. Il Solfato d magnesia"trotiasi in gratidopiatti'isidui del
l'acqbe del mais, le; quali servirono all'estrazione dlel"sttler perci,
sebbene generalmente neri convenga inrpiegar quelle acque per ot
tenere questo sale , che altrimenti si ha con maggiore facilit, esse
possono invece slusi a fabbricati; la magnesla dei farmacisti, tral.

tandole col carbonato di soda; a questa reazione pereprende parte


anche il cloruro dim'agnsi, il quale insieme al solfato tt'nva'sfin

quelle acque.
'
"
Molte acque di lbnti' minerall contengono il solfato di magliesia,

al qual sale doverlo le lotovirt pur3ative'. La sua origine facll


mente spiegata dal seguente sperimento: quano"Si bagtib'cort una
soluzione di solfato di calce il carbonato di magasitr, nerisblta per
doppia.scomposizione una soluzione di solfato di magubsh. Le acque
selenitose, cariche cio di solfato di calce, sono ben frequenti, per

cui ognuno ora intende, che se vanno a contatto colla magnesite o


cella' giobertite, debbono divenire cariche di solfatmdi magnesia.
Il solfato di magnesia incolore, trasparente se cristallizzsto, e cosi
lo si ottiene sotto forma di prismi rettangolari a quattro faccio, che
sono isomor coi solfati dei protossidi di zinco, di nickel e coi seleniati
e cromati di queste basi e della stessa magnesia. Questi cristalli con
tengono 'Iaq., vale a dire il 51,22 per 100 d'acqua. Non sempre per
il solfato cristallizza in questo modo, ma solo quando il liquido tro

vai a basse temperature; infatti i cristalli che si fermano a 300, con


tengono soltanto 6 sq. Sono sempre eioresceuti all'aria,. e scaldsti
a 210 divengono anidri.

' "

"

Il solista di maguesia si fonde nella.sua acqua di cristallizzazione,


ma dopo averla perduta subisce anche la. fusione ignea. ed inne

\11'\

SOLFA'IO DI MAGNESlA.
174
'
.
per l'azione di una elevata temperatura si scompone: ridotto dal

carbone.
Il solfato di mafgnesia forma un sale doppio col solfato di potassa,
il quale interessante, perch isomorfo coi solfati doppii che con
quello di potassa formano i solfati dei protossidi di manganese, di
ferro, di cobalto, di nickel, di zinco, di cadmio, di rame: tutti, qua.

sti sali contengono sei equivalenti d'acqua. Indicando con M il sim


bolo di questi metalli, tutti questi isomor solfati possono esser rap
presentati dalla formola generale seguente:
MO,SOKO,SO3 + 6aq.
Anche i carbonati di questi metalli,che in natura. trovansi cri
stallizzati, sono isomor, affettauo la forma delle spato d' Islanda, e

quindi anche il calcio dimostrasi isomorfo cogli indicati metalli. Molte


altre combinazioni di alcuni di essi sono naturalmente isomorfe; per

queste ragioni e perch i suddetti metalli, compreso il calcio, go


dono nei composti da. essi formati soventi di uguali propriet, sono
considerati come metalli di una sola famiglia, di un sol gruppo, il
quale chiamasi gruppo del magnesio. Anche il litio ha molta somi
glianza con questi metalli.
Notevoli sono talune oltre reazionclel solfato di magnesia, per le
quali pu esser impiegato, dove trovasi a vil prezzo, qual succe
daaeo dell'acido solforico nella pr'eparazione dell'acido cloridrico, del
nitrico e del cloro: pero nora questo reazioni non hanno ancora
estese applicazioni. Sono indicate dalle seguenti equazioni, le quali
servono anche a spiegarle:
I.

MgO.SOH-hq

solfato di magnesio
crislellizzato

n-c1

cloruro
di sodio

1130

+ NaO,SO + suo

magnesio

, solfato
di leda

acqua

nei

Acido
cloridrico.

Per questa dunque si ottiene l'acido cloridrico, il solfato di soda e la

magnesio.
Il.

|.

Mg0,50+ 7oq.

+ 10,110 :

solfato di magnesio
crisialliuoto

ottfoto
.dl potesse

M50
+
longaesia

KO,SO' + 7H0 +30


solfato
acido nitrico
di potassa
con acqua.

Il prodotto quindi l'acido nitrico acquoso, il solfato di potassa e


magnesio.

un m;o,sm + Ilhcl +- In0


.:|.l "lfel0 di
magnesio secco

cloruro

biouldo di

di sodio

mongonue

: !lgO

+!Nu0,80 + In!!! + Cl

mgoeolo f

solfato
dl sodo

cloruro

cloro

di manganese

Questi fenomeni avvengono nelle miscele reagenti al calor rosso ,


e la separazione dei prodottil'acile perocch alcuni di essi (il cloro

souuno m mnsrzsu.

17!

e gli acidi nitrico e cloridrico) sono volatili, altri solubili nell'acqua,


come i solfati ottenuti, insolubile poi la. msgnesia. Nellultims. rea
zione si ottiene per anche il cloruro di manganue solubile, che si
separa dal solfato di soda per cristallizzazione.
Il solfato di magnesia forma un bisolfato Mg0,HO,2SO*, che cristal
lizzain lucenti tavole esagonali, soomponibili per l'azione dell'acqua.
' Il solfato di magnesia detto comunemente sal amaro, sal d'Epsom,
sale d'Inghilterra; preparasi mediante la'reazione dell'acido solforico
sul carbonato di magnesia. - Gli schisti msgnesiferi e piritosi costi
tuiscono per la principale sorgente di questo sale. Col mezzo d'una
moderata torrefazionc le piriti di questi schisti csngiansi, ossidan
dosi, in solfato di ferro, questo poi soomponesi in contatto della ma
gnesia. producendo il solfato; colle lisciviazioni si separa la parte so
lubile dalla insolubile. - Il sale cosi prodotto e molte volte mesco
lato al solfato di ferro, il quale si scopre trattando la soluziondcol
soldrato ammonico.

FOSFATI DI MAGNESIA.

425. Quella. serie di fosfati che vedemmo prodotta dalla soda, pu


esser formata anche colla. magnesia: pochi per di questi sali hanno
importanza, quello corrispondente al fosfato di soda chiamato abu'
sivamente neutro, si ha per doppia. scomposizione fra il suddetto
sale di soda ed un sale di magnesia solubile: rappresentato da
(MgO)ZHO,PhO5 + 14 aq.: calcinato trasformasi in pirofosfato
neutro (MgOf, Ph05.

E molto importante il fosfato ammonico.magnesico; deriva del


l'acido fosforico ordinario tribasico, nel quale due equivalenti d'acqua
basica sono sostituiti da altrettanti di ossido di magnesio ed il terzo
dall' ossido di ammonio. Questo sale interessa moltissimo pereh.serve
sempre ad isolare ed a dosare l'ossido di magnesio ovvero l acido
iosforico, ed inoltre perch si trova nei residui delle orine putre
fatte ed in alcuni vegetali.
'
Il fosfato ammonico-magnesico rappresentato dalla formola
(MgO)%NH*O,PhO5 + 12 aq. e contiene quindi:

Ossido di magnesio. . . 16,33


Ammoniaca - 6,94- (
Acqua
_ 3,67 \ Ossido d'ammonio . . . 10,61
Acido fosforico . . . . . 28,98

Acqua. ..........44,08
100,00

J176

rossur Dl IAGIIiSA.

Questo sale si forma ogniqualvolta ad una soluzione d'un sale


di magnesia, addizionate. di cloruro ammonioo e di ammoniaca, si
aggiunga il fosfato di soda; quasi insolubile nell'acqua pura,

lo affatto poi nell'acqua contenente i solfati o fosfati; calcinato


perde l'acqua e l'ammoniaca, e allora si trasforma in pirofosiato di
magnesia, (MgO),Ph0 Questo sale consta di
Ossido di magnesia - 36.04
Acido pirofosforico - 63,96
4'
100,00
Dunque da una soluzione ammoniacale contenente un sale di ma
gnesia nel mezzo del fosfato di soda, ovvero da una contenente un
fosfato solubile col mezzo d'un sale di magnesia in soluzione aut
moniacale, si otterr il primo sale, il quale calcinato, mediante la
composizione ora indicata, ci fornir il peso dalla sostanza. che si vo

leva dosare. -y Una blanda temperatura, ed una forte agitazione


prodotta nel liquido con una bacchetta di vetro, facilitano la for
mazione del fosfato ammonico-magnesico.
I fosfati di magnesia si trovano constantemente nelle ceheri dei
vegetali e nelle ossa degli animali.
SILICATI DI MAGNESIA.
426. Sono numerose le variet. di silicati di magnesia, che ani
dri od idrati trovansi in natura, e le principali sono: il talco, la.
la steatite, le varie specie di serpentina, la schiuma di mare, detta
da taluni magnesite, che un silicato di magnesia idrato, inne

l'amianto.
La soluzione d'un silicato alcalino determina in quella d'un sale
di magnesia un precipitato di silicato di magnesia. Si produce un
silicato idrato simile alla schiuma di mare, bagnando ripetutamente
il carbonato di magnesia in una soluzione di silicato di potassa. ed
esponendolo ogni volta per alcuni giorni all'aria: ne succede una
doppia scomposizione, ilcarbonato di potassa prodotto deliquescente,
e separasi a gocciedal pezzo di magnesia divenuto silicato.
ALLUMINIO.
Al = 13,75.
427. L'alluminio eun metallo di color bianco leggermente azzun
rognolo, sonoro come il cristallo, di una densit di 2,56, che si eleva.

ALLUMINIO.

177

a 2,61 se vien laminato; malleabile e battendolo pu esser ridotto

in foglie sottili, come avvien'dell'argento, ma perde allora alquanto


la sua lucentezza; si lamina benissimo quando venga riscaldato fra
1000 e 1500: duttile molto e si pu limare. Si fonde ad una tempera
tura superiore a quella della fusione dello zinco, inferiore a quella del
l'argento, non volatile: oppone al passaggio dell'elettricit una re
sistenza doppia di quella dell'argento; come in questo metallo sono
la tenacit e durezza; e elastico.

Queste sue propriet si alterano moltissimo quando sia allegato


anche a tenui quantit di altri metalll, e, ad esempio, se contiene '/,0
di rame o ferro non pi malleabile, con un decimo di rame o
con /4000 di bismuto diviene fragilissimo: anche le sue chimiche

propriet si modicano, se non perfettamente puro.


Lalluminio puro conservasi inalterato in contatto dell'aria, dell'os
sigeno o del vapore acqueo anche ad elevate temperature. L'ossigeno
non fa che coprirlo d' un legger velo di ossido al calor rosso in
tenso; se per lo si impiega allo stato di sottili foglie, abbrucia con

viva amma trasformandosi in allumina; quest'esperienza riesce per


fettamente mettendo alcuni sottilissimi fogli d'alluminio in una bolla
di vetro insieme ad nn'po di carbone, e riscaldando la bolla alla
temperatura di combustione del carbone mentre si fa passare una
corrente d'ossigeno: l'allumina cosi ottenuta dura come il coria
done. - L'alluminio in sottili lamine scompone l'acqua a 1000, tras
formandosi per una prolungata ebollizione in ossido translucido, inat
taccabile dell'acido cloridrico. - L'alluminio in massa non e attac
cato dall'acido soldrico. L'acido nitrico e solforico non esercitano a
freddo veruna azione sull'alluminio, e solo alla temperatura dell'ebol

lizione lo disciolgono lentamente. L'acido cloridrico invece lo at


tacca vivamente anche a freddo; le soluzioni degli alcali caustici e
perno l ammoniaca lo ossidano facilmente; gli alcali fusi in
vece ed il nitro fuso sono senza azione su questo metallo. Inne
precipita dalle sue. soluzioni l'argento e non il rame.
_
"
Ognun Vede come per queste propriet l'alluminio differisca dai
metalli nora studiati, e come sia difcile l'assegnargli un conve
niente posto nella classicazione dei metalli. Infatti per la natura
delle sue combinazioni e pel suo peso specico sta bene al posto as
segnatogli; per la sua inerzia sull' acqua, anche a temperature 'ele

vate, se adoperato in pezzi, meriterebbe d'esser collocato fra i me


talli nobili; per la sua azione sulle soluzioni saline dei metalli fra

il rame e l argento.

L alluminio del commercio contiene molte volte piccole quantit


BIUGNATBLLI. Trattato di Chimica ecc. Vol II.

23

178 i

ALLUMINIO.

di ferro o di silicio, che lo rendono attaccabile dagli agenti armo


sferici; altrettanto avviene quando contenga un po' di rame. Lo si
libera sufcientemente dal ferro fondendolo con un po di nitro. Scaldato al calor rosso cogli ossidi di piombo o di rame produce
violentissime detonazioni.
L' alluminio si impiega a fare molti oggetti d'ornamento, al qual
ne sono oltremodo utili la sua inalterabilit e leggerezza; per que
sta ad alcune peso pu occupare una supercie quadrupla dell'ar
gento, cosicch in molti casi pi conveniente di questo metallo,
tuttoch il suo prezzo sia alquanto superiore a quello dell'argento.
Forma alcune leghe importantissime, e, ad esempio,ll)0 di rame e 5
d'alluminio ne formano una color d'oro, laminabile e che si pre
sta ad ogni sorta di lavori; se la quantit d'alluminio aumenta sino
a 10 per 100 di rame, si ottiene un bronzo, ilquale presenta una re
sastenza all'attrito maggiore di quello ordinario. Tal lega quindi serve
benissimo pei cuscinetti degli assi delle ruote nelle macchine. Forma molte leghe perfettamente cristallizzate.
L'alluminio in foglie viene proposto in sostituzione delle foglie di
platino nelle pile di Greve; il liquido pi adatto' composto di 10
d'acido nitrico, 1 d'acido solforico ed 1 d'acqua. La pila ottenuta
rimarchevole per la sua costanza.
.
428. Si ottiene l'alluminio metallico facendo reagire il sodio sul

cloruro d'alluminio anidro o meglio sul cloruro doppio d'alluminio


e sodio. Infatti:
AlClNaCl
cloruro doppio
d'alluminio e sodio

3Na.
sodio

ll

4NaCl
cloruro
di sodio.

2Al
alluminio

Si dispone in un crogiolo ben secco e leggermente caldo una mi

scela di 200 parti di cloruro doppio d'alluminio e sodio e di 100 di


uoruro di calcio a strati frammezzati con 40 parti di sodio ridotto
in pitk:oli pezzi. - Il uoruro di calcio non ha altro ufcio che di ren
dere la miscela sottoposta all'azione del calore ben liquida. -Il cro

giolo vien collocato in un buon fornello per riscaldarlo al calor


rosso, ed a questa temperatura la reazione comincia annunciandosi
con un legger rumore, terminato il quale, si agita il liquido con una
bacchetta di ferro, e si versa quindi il tutto su d'una lastra di ferro.
L' alluminio trovasi allora sotto forma di granaglia in mezzo alla
scorie, dalla quale si distacca battendola e lavandola. Inne si fonde

di nuovo in un altro crogiolo, si riunisce in un sol massello con


una bacchetta di ferro, e lo si cola in lingotti.

ALLUMINIO.

179

Al cloruro doppio d'alluminio e sodio si pu sostituire la crt'olt'te,


la quale un uoruro doppio d' alluminio e sodio, che si trova. in
natura; se ne impiegano 40 parti, dopo averla ridotta in polvere ,
con 8 a 10 parti di sodio, e per fondente si aggiungono 40 parti di .
una miscela di cloruro di sodio e potassio fatta nel rapporto di sette
equivalenti di cloruro di sodio e nove di cloruro di potassio.
La preparazione dell'alluminio oggetto anche industriale, il me
todo usato come il sopraindicato, se non che l'operazione si
eseguisce in un lorno a riverbero. - Le propriet di questo me
tallo sono tali, che se si potesse avere pi facilmente e quindi
pi a buon prezzo, sostituirebbe in molti usi gli altri metalli pi co
muni. Vennero perci proposti molti altri metodi per ottenerlo, co
me ad esempio il far reagire un carburo d' idrogeno sul solfuro di
alluminio; il far subire al solfuro le reazioni chimiche, per le quali

dal solfuro di piombo si estrae questo metallo; il sottoporre al ca


lor rosso bianco l'argilla prima torrefatta a 5000 in contatto all'acido
solforico, e mescolata per ogni 100 parti.co_n 200 di ferrocianuro di
potassio e 150 di sal comune; ma nessuno di questi metodi nora

riesci pi utile di quello suacoennato.

OSSIDO D'ALLUMINIO

.
_
A103
_ 51,5

Alluminio

Ossigeno

- 53,40
46,60

'

100,00.

429. L'alluminio forma una sola combinazione coll'ossigeno rap


presentata dalla formola A1203, corrisponde dunque a quelle com
binazioni ossigenate, che diconsi sesquiossidi. La principale ragione
per la quale l unico ossido di alluminio conosciuto non rappre
sentato con una formola simile a quella. dei protossidi gi stu
diati la seguente: noi conosciamo che questo ossido d'alluminio
isomorfo naturalmente e nelle sue combinazioni coi sesquiossidi di
ferro, di manganese e di cromo, e siccome i corpi isomor debbono
esser rappresentati da formole. simili, cos se ne adott una per l'os
sido che studiamo , corrispondente a quello dei sesquiossidi citati.
Risulta da ci, chei sali neutri di allumina conterranno tre equiva

lenti d'acido, per la legge del rapporto fra l'ossigeno della base e
dell' acido in quei sali.

180

ossmo D'ALLUMINIO.

L'ossido d'alluminio, detto allumina, si trova in natura cristalliz.


zato in romboedri nel corindone, nel rubino, nello zafro e topazzo
orientale; in questi ultimi corpi tiene disciolto un po d'altro ossido
metallico. Il corindone si trova anche amorfo ed opaco; serve in
questo stato a fare lo smeriglio, il quale deve le sue virt alla du
razza 'dell' allumina costituente quella specie mineralogica; questa
durezza e appena inferiore a. quella del diamante, del boro e silicio
adamantini. Lo smeriglio si ottiene a varii gradi di nezza polveriz
zando il corindone comune in mortai di acciaio, e sospendendone la
polvere nell'acqua, la quale si decanta d' uno in un altro vaso ad
intervallo di tempo determinati. Le parti pi nemente polverizzate
ritardano sempre pi a deporsi , e cos si arriva alla voluta. separa
zione. - Lallumina si trova in natura anche idrata nei minerali
detti gibsite e diaspora.
Anche articialmente si pu ottenere l' allumina tanto allo stato
anidro che idrato. L'allumina idrata, A1203,3H0, bianca ed appena

preparata gelatinosa , voluminosissimazy insolubile nell' acqua, leg


germente solubile nell'animoniaca., molto negli alcali caustici ssi,
cbi quali contrae combinazioni, che sono dette alluminati, facendovi

l'allumina funzione di acido. Da questo fatto si pu arguire come


debba. esser una debole base; infatti non contrae combinazione co
gli acidi deboli, come, ad esempio, coll' acido carbonico. Combinasi

invece agli acidi energici, coi quali esercita l'azione d'una base;
dunque un ossido indifferente.
Possiede la utilissima propriet di combinarsi alle sostanze colo
ranti d'origine vegetale, cosicch mescendo un sale d'allumina ad
una decozione d'un legno tintorio e precipitando poi l' allumina, il
liquido si scolora. Di questa propriet fanno uso i chimici per otte
nere e studiare quelle sostanze coloranti, gl'industriali per preparare
le (turche, i tintori per ssare i colori sulle stoffe. Infatti immergendo
' in un bagno colorato ed alcalino una stoffa bagnata d'un sale d'al
lunna (s'impiega generalmente l'acetan.), la si otterr certamente
IIDKZI.

'

_ L'allumina idrata esposta all' aria o scztldata 'a 1000 perde mol
t'acqua trasformandosi in una tenuissima polvere bianca, amorfa, che

ancora allumina idrata: se invece si riscalda ulteriormente diventa.


anidra e cangia di propriet. Il suo peso specico da 2 diventa 4,15,
non si scioglie pi negli acidi, n ne'gli alcali alla temperatura or
dinaria; soltanto per via di fusione forma cogli alcali gli alluminati,

e per l'azione di elevata temperatura pu a poco a poco esser attac.


cata dell'acido solforico. In tale stato solubile ad elevatissima tem.

.- ._._

, T.

A-;3..__

,.-

_,, , _,/ ,I_,.I____ >_._. .

_.-

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_,.i

_-...,-.- -N.>_sq..________

OSSIDO D'ALLUMINIO.

181

perature nell'acido borico; cos disciolte e coll'aggiunta di un po di


ossido di cromo, alla temperatura del calor bianco, che volatilizza

l'acido, si ottiene cristallizzata come nel rubino. Sciogliesi anche nel


solfuro di potassio fuso, e per raffreddamento si ha cristallizzata,
come nelle variet naturali: inne fusibile appena al calore prodotto
dalla amma del gas tenente. -Facilmente l'alluminaidrata si produce
aggiungendo alla. soluzione di un suo sale un carbonato alcalino qua
lunque, ovvero a quella d'un alluminato un acido : il precipitato d'al
lumiua gelatinoso dev' esser lavate lungamente, sino a che l'acqua.

passi dal ltro senza pi nulla esportare; allora 0 la si conserva


idrata, ovvero colla calcinazione al calor rosso si rende anidra. -

Si pu avere anidra anche colla calcinazione dell'allume ammo


niacale.
L' allumina gode talvolta di altri caratteri. Scaldando il biacetato
d'allumina lungamente a 1000 ed in vasi chiusi, ed evaporato quindi
il liquido, ne risulta una allumina solubile in 400 parti d'acqua, ma
la sua soluzione vien coagulata per l'aggiunta d'un pod'acidn sol
forico. Quest'allumina non e basica. - Se si sottopone l allumina
gelatinosa ad una prolungata. ebollizione, per 24 ore, diviene insolu
bile negli acidi e negli alcali. Corrispondono queste differenze ad un
diverso stato d' idratazione; infatti l allumina cos ottenuta ha per
formola Al203 +- 2aq. - Anche il sesquiossido di ferro presenta un
analogo fenomeno.
Caratteri dei sali d'allumina. I sali d' allumina hanno tutti rea
zione fortemente acida ed un sapore astringente. Quando siano in
soluzione alquanto concentrata formano col solfato di potassa. un pre

cipitato cristallino di allume, solubile in un eccesso d'acqua. Per


01' azione degli alcali e dei loro carbonati lasciano precipitare l allu
mina. gelatinosa, la. quale bagnata con un po' di nitrato di cobalto e
calcinata. si colora intensamente in azzurro. Questa reazione utile

inversamente per riconoscere i sali di cobalto.


Gli alcali caustici in eccesso disciolgono l'allumina precipitata dap
prima da' suoi sali; il cloruro ammouico distrugge per l'azione di

leggier calore l'alluminato prodotto.

.'

Il soldrato ammouico precipita l'allumina da suoi sali svilup


pando l'acido soldrico: il precipitato bianco.
I sali solubili d'allumina sono tutti scomponibili per l'azione di
una elevata temperatura.

.._..as-.

..*--\---_-wvd \

.___

_.

182

CLORURO D'ALLUMI'NIO

ance = 134

l(l)lrflinio : 100,00,

430. Il cloruro d'alluminio si pu ottenere tanto idrato che ani


dro. L'idrato si prepara disciogliendo l'anidro nell'acqua, ovvero l'al'
lumina nell'acido cloridrico: contiene l2aq.; non si pu renderlo ani
dro, perccch scaldato si scompone; non ha applicazioni.
Il cloruro anidro invece importante, perch da esso si estrae il
metallo. Cristallizza in tavole esagonali generalmente un pogiallo
gnole, ma bianche, quando siano ben pure; fuma all'aria, perocch si
evapora anche alla temperatura ordinaria , attira l'umidit e vi Si
combina formando il cloruro idrato non volatile: si fonde e bolle a
2200, la densit del suo vapore di 9,36; messo nell'acqua si idrata

con sviluppo di calore.


Forma col cloruro di sodio una combinazione rappresentata da
AWCF,NaCl, la quale preferita al semplice cloruro nella'preparazione
dell'alluminio, perch non ha tensione di vapore alla temperatura
ordinaria e si prepara facilmente. - Il cloruro d'alluminio si com
bina anche ai cloruri dei metalloidi.
Il cloruro d'alluminio anidro si prepara facendo agire il cloro ben
secco su d'una miscela di carbone e di allumina prodotta calcinandc
l'allume ammoniacale. Di questa si prendono 100 parti, alle quali si.
aggiungono 40 parti di carbone in polvere; si impasta la miscela con
olio foggiandola a piccole sfere, poi si calcina e si introduce in una
storta di terra tubulata, avente una canna che attraversando la tu

bnlatura vada al fondo della storta. Per mezzo di questo tubo ar


riva a contatto della miscela contenuta bella storta ed arroventata
il cloro secco, che si produce coi modi soliti:.alla storta unito un

recipiente refrigerante e collettore. La reazione indicata dalla se


guente eguaglianza:
A1203 + 30 + 301 = AlQCl3 + 3CO.
Quando vogliasi il cloruro doppio d'alluminio e sodio, basta intro
durre nella storta insieme alle sostanze mescolate una quantit di
sal comune equivalente all'allumina. impiegata; la combinazione for
masi subito e distilla facilmente.

183

FLUORURO D'ALLUMINIO
Al*Fl3 = 84,5.
431. Il uoruro d'alluminio una sostanza trasparente, simile alla
gomma arabica, solubile nell'acqua e che attacca il vetro.-Anidro
cristallizza per sublimazione in cubi a.tremoggia; volatile al calor
rosso bianco, insolubile nell'acqua, inattaccabile dagli acidi e dalle

y soluzioni alcaline, quando per venga condotto allo stato di vapore


in contatto di talune sostanze ossigenate si scompone; allora produce
allumina anidra e cristallizzata, come quella che si trova in natura.

L'esperienza puossi eseguire coll'acido borico ponendolo entro ad


una capsuletta in un crogiolO di carbone contenente il uoruro di
alluminio, e sottoponemio il tutto al calor rosso bianco: con tal pro
cesso si produce il corindone.
Il uoruro d'alluminio idrato si ottiene disciogliendo l'allumina
idrata nell' acido uoridrico: per avere poi quello anidro, si prende
l'allumina avuta calcinando l'allume ammoniacale e si bagna con un
eccesso d'acido uoridrico: la materia si riscalda conservando isuoi
caratteri sici. Si essica e si introduce in un tubo di carbone me
tallico cinto esternamente d'argilla refrattaria e disposto in un for
nello, cosicch si possa riscaldare al rosso bianco. Le due aperture
del tubo, che danno passaggio a due tubi di vetro, son chiuse con

turaccioli di carbone. L'apparecchio si riscalda e vi si introduce una


corrente di idrogeno secco; allora il uoruro si volatilizza, e va a

sublimarsi nelle parti meno calde dell'apparecchio.

'

SSISALI DALLUDIIIUA.

SOLFATO D'ALLUMIN A

A"03'sso3 =171'5

Allumina

30,03

Acido solforico

69,97
100,00.

432. Il solfato d'allumina bianco, deliquescente e solubilissime


nell'acqua, la quale a freddo ne scioglie met del suo peso e molto
pi quando sia calda. Cristallizza in fogliette di apparenza perlacea,

184

somaro DALLUIINA.

contenenti 18aq. e quindi il 48,59 per 100 d'acqua; non solubile


nell'alcool; si fonde nella sua acqua di cristallizzazione, ma riscal
dato ad elevata temperatura diviene anidro, si essica completamente;

allora si scompone perdendo tutto il suo acido solforico.


La formola indicata rappresenta il solfato neutro, infatti il rap
porto fra l'ossigeno della base e quello dell'acido come 1 23. L'al
lumina forma per anche alcuni solfati basici, iquali sono scompo
nibili dall'acqua bollente in solfato neutro, che rimane disciolto, ed

in allumina, che si precipita.

Il solfato d'allumina si prepara torrefacendo ad una non molto ele


vata temperatura le argille poco ferruginose o meglio i caolini (i
quali sono silicati d'allumina), ponendo quindi la sostanza ottenuta
a contatto dell'acido solforico allungato ad una temperatura di 800
entro a recipienti di piombo. Il liquido avutosi evapora convenien
temente e presenta mediante il raffreddamento i cristalli di solfato
d'allqmina. Alcune volte le due operazioni si riuniscono in una
sola, calcinansi cio le argille bagnate con acido solforico, e si
liscivia. il prodotto.
In natura s' incontrand'anche alcune specie di caolini, iquali ab
bandonano l'allumina all'acido solforico per l'azione della sola tem
peratura, che'si svolge allungando coll'acqua l'acido solforico concen
trato: il caolino di Passau di questa specie e serve ad una facile
preparazione del solfato d' allumina.
Il solfato d'allumina si usa nell'arte tintoria alla fabbricazione dei
mordenti d'allumina; nella conservazione dei cadaveri; parte co
stituente dell'allume ordinario.

ALLUMI.

433. Il solfato d'allumina combinandosi ai solfati degli ossidi alca


lini forma alcuni solfati doppii, che cristallizzano in ottaedri regolari
contenenti tutti 24aq. E se in questi solfati doppii all'ossido di al
luminio si sostituiscono i sesquiossidi di ferro , di manganese, di
cromo, si avranno corpi aventi la medesima forma cristallina , iso

mor quindi fra di loro, tutti provveduti di24 equivalenti d'acqua


di cristallizzazione.

Queste sostanze sono importanti per la loro uniformit di costitu

zione, e perch servono a dimostrare quelle leggi dedotte dall'isomorfi


smo dei corpi, che tanto valgono a determinarne la costituzione,

185

ALLUIJ.

Sono chiamate in generale col nome di allumi, e rappresentate colla

comune formola seguente:

moscam=oassos + 24aq.
In questa formola MO indica un protossido alcalino, ossia il pro

tossido di potssio o di sodio o d'ammonio, ed MO3 uno dei sesquios


sidi indicati.

Gli allumi contenenti il solfato di sesquiossido d'alluminio comu


nemente derivano il loro nome dal protossido basico che contengono:
per esempio col nome di allume d'ammoniaca si intende il solfato
doppio di allumina e di ammonio, con quello di allwme di potassa,
che detto anche semplicemente allumc perch il pi comune, il solfato
doppio d'allumint! e potassa. Gli allumi contenenti un sesquiossido
che non sia quello d allumina, derivano il nome dai due ossidi,
a meno che abbiano per protossido quello di potassio, nel qual
caso chiamansi col sol nome del sesquiossido che contengono. Cos
ad esempio, il solfato doppio di sesquiossido di cromo e d'ammonio
dicesi allume di cromo ed'ammontaca, quello di sesquiossido di oro

mo e di potassa, allume di cro'mo.

Fra gli allumi i pi importanti sono quelli formati dalla combi


nazione del solfato d' allumina colla potassa e coll' ossido d'ammo
nio, l'allume cio propriamente detto e l allume ammoniacale.

SOLFATO D'LLUMINA E DI PTASSA


Solfato di potassa.
- 18,37
KO,S03,AI203,SSO3 + 24aq.=474,7 Solfato d'allumina - 36,12
e
Acqua - 45,51
100,00.

434. Il solfato doppio d'allumina e potassa, chiamato allume, cristal


lizza in ottaedri regolari, trasparenti e voluminosi, contenenti 24aq.;

quando per nel liquido, dal quale separasi cristallizznndo, trovasi una
piccola quantit di solfato basico d'allumina, allora deponesi sotto for
ma di cubi contenenti 9aq., quindi il 23,9 per 100 d'acqua. Ecco co- .
me si dimostra doversi attribuire questa modicazione alla presenza
del solfato basico d' allumina: noi sappiamo che questasostanza
scomponesi per l'azione del calore in solfato rientro solubile ed in.
un solfato pi basico ancora od in allumina, che precipitansi dal li
quido. Se dunque si riscalda a 500 la soluzione d'allume, la quale
Bnuomnun. Trattato di Chimica ecc. Vol. Il.

'

186
SOLFATO n'aruuuru a m POTASSA.
da i cristalli cubici, e si separa il precipitato, non si ottengono pi
cristalli cubicr,ina quelli ottaedri: il medesimo risultato si ha quando

si aggiunga al liquido un po d'acido solforico, il quale neutralizzi il


solfato basico. Invet*samente poi se si aggiunge alquanta allumina ad
una soluzione d'allume, che depone i cristalli ottaedrici, senza per
oltrepassare la temperatura di 500, ovvero se raggiuntaquesta tem

peratura si permetta al precipitato il ridisciogliersi pel raffreddamento,


si avranno i cristalli cubici. La trasformazione dell'allume ordinario
in quello cubico si pu effettuare in una soluzione anche addiziouan
dola di un podi carbonato alcalino, il quale precipita l'allumina, che
poi ridisciogliesi coll'agitazione almeno sino ad un certo punto. - I
cristalli d' allume ottaedrico hanno un peso specico di 1,722.
L'allume solubile nell'acqua, cento parti della'quale disciolgono
a 00 parti 3,29 di sale, a 500 parti 30,92 ed a l000 parti 557,48.
Le soluzioni d'allume presentano il fenomeno di soprasaturazione
a somiglianza del solfato di soda. - L'allume insolubile nell'al
cool: ha un sapore metallico astringente; si fonde nella sua acqua
di cristallizzazione e raffreddando il liquido ottenuto si ha una massa.
trasparente, comunementedetra allume di rocca. Per l'azione del ca
lore perde poi a. poco a poco l'acqua di cristallizzazione, per cuia.u
menta molto di volume a segno d'uscire dal vaso, nel quale si ese
guisce lessicamento: la totale espulsione dell'acqua non accade che
oltre ai 2000. Alla temperatura del calor rosso intenso si scompone

intieramente, formando l'alluminatb di potassa. - Infatti il solfato


d'allumina si scompone per l'azione del calore, e l'allumina prodotta
pu far funzione anche di acido, il quale non volatile; ma gli
acidi meno volatili per l'azione del calore scacciano quelli pi vola
tili dalle loro combinazioni; l'allumina dunque, che ora conside
riamo come un acido, scaccia il volatile acido'solforico, e visi sosti

tuisce formando l'alluminato di potassa. - L' allume arrossa la tin


tura di tornasole; scomposto facilmente dagli alcali caustici e dai
loro carbonati, che ne precipitano l' allumina, la quale poi vien ri
disciolta, se l'alcali caustico in eccesso.

L'allume secco mescolato al nero fumo od all'amido si riduce in


parte; la miscela componesi di 30 parti di allume secco e di una di
nero fumo o di amido; si pone in un matraccio la di cui apertura
chiudesi con un vetro d'orologio o con una capsuletta; il matraccio
si scalda al di sotto del calor rosso sino a. che pi non svolgonsi
. vapori combustibili; allora. si chiude perfettamente. Risultato di que
sta operazione sar una polvere nera, che sembra una miscela di al
lumina, carbone e solfuro di potassio; esposta all'aria, dopo che sia

SOLFATO D'ALLUMINA s m rorassa.

187

stata raffreddata, assorbe cos vivamente l' ossigeno, che si accende:

chiamasi piro/oro di Homberg.


435. L' allume in natura raramente si forma, per ci prodotto
sempre articialmente, sia aggiungendo un sale di potassa, e meglio
il solfato , al solfato d'allumina, ovvero estraendolo dall allumite,

minerale contenente gli elementi dell' allume ordinario, pi un ec


cesso d'allumina e quantit variabili mo'lto di silice. L' allumite
per l'azione del solo calore fassi solubile in parte nell'acqua; ci
che si scioglie in essa l'allume, il quale per l'eccedenza dell'allu
mina riesce cubico; trovasi questo in commercio sotto nome di al

lume di Roma, perch la miniera d'allumite pi celebre e prima sco


perta in Europa esiste a Tolfa, localit della provincia romana.
Questo allume molto stimato dagli industriali. non solo perch
contiene una minor quantit d'acqua dellallume ordinario, ma
anche perch molto puro. Osservasi infatti che la piccola quantit
di sali di ferro contenuta nell'allumite viene scomposta dall'allumina
in eccesso, e l'ossido di ferro isolato, passando allo stato di sesquics

sido, diviene insolubile nella soluzione dell'allume, mentre la colora

lievemente. Allora. colla ltrazione si separa facilmente l'ossido di


ferro, e si ha la. soluzione di allume puro, quale la desiderano spe
cialmente i tintori, perocch i sali di ferro alterano molte di quelle
sostanze coloranti da essi impiegate. Quando invece si prepara l'al
lume direttamente ponendo a contatto il solfato di potassa col sol
fato d' allumina, difcilmente il prodotto riesce esente da ferro in
istato di sale solubile. Le argille dalle quali ricavasi il solfato d' allu
mina sono tutte pi o meno ferruginose, e molte volte anzi si ottiene
questo sale esponendo all'aria o torrefacendo leggermente gli schisti
argillosi contenenti piriti o bisolfuro di ferro; tanto in un caso co
me nell'altro per l' ossigeno dell'aria il solfo si converte in acido
solforico, che attacca l' allumina, e da cos origine al solfato d'allu
mina, mentre anche il ferro convertesi in protosolfato di ferro.

vero che per la torrefazione parte di questo sale si scompone for


mando una nuova dose di solfato d' allumina, mentre si isola il

sesquiossido di ferro, ma difcilmente la trasformazione riesce com


pinta; per queste ragioni dunque l'allume cubico riesce sempre pi
puro dell'crdinario.

L allume serve specialmente nell'arte tintoria alla preparazione del


mordente d'allumina,; .si usa in medicina come astringente e come
caustico , se sia anidro; sadcpera alla chiaricazione delle acque,
alla fabbricazione delle lacche, ecc.

188

SOLFATO D ALLUMINA E DI AMMONIACA.


NH0,S03,A1203,3S03 + 24aq = 453,5.
436. Questa specie d'allarme si ottiene aggiungendo al solfato d'allumina il solfato d'ammoniaca. Hai medesimi caratteri del sale
gi studiato, e solo ne differisce perch pi. facilmente scomponibiie

per 1' azione del calore: in questo fenomeno si isola l'allumina pura
ed anidra e sotto forma d'una tenuissima polvere.
Si usa molte volte invece dell'allume ordinario.

SILICATI D' ALLUMINA.


437. I silicati di allumina non sono mai oggetto di preparazione
nei laboratorii, ma trovansi in grandissima copia in natura, ed hanno
molta importanza per le loro applicazioni.
In natura si rinvengono frequentemente i silicati doppii contenenti
l'ossido di allumina ed un'ossido alcalino. Questi minerali hanno il

nome comune di feldspati, e quando la base alcalina sia la potassa


diconsi ariosa, quando la soda albite, quando la 11tina petalite. Questi

sono i principali silicati doppii contenenti allumina ed un ossido


alcalino, sonvene poi moltissimi altri multipli, ossia contenenti oltre

alle indicate basi alcune altre.


'
I feldspati sottoposti alla azione della umidit e dell'acido carbo
nico dell'aria si scompongono in modo che il silicato d' allumina si
isola, e quello di potassa riman pur esso scomposto dall'acido carbo
nico,per la qual cosa formansi prodotti in gran parte solubili;
quindi il silicato d' allumina riesce isolato e soltanto commiste a
quella parte dell'acido silicico, che separossi dal silicato di potassa
per 1' azione dell acidocarbonico.
Molte volte per i prodotti di queste decomposizioni non sono cosi
semplici, e ci accade quando nei feldspati stavano commiste altre
sostanze, o che si decomposero dei silicati alluminosi pi complessi:
allora il residuo silicato d'allumina e mescolato ad altri silicati ed
anche ad altri sali.
Comunque sia questi prodotti nei quali predomina il silicato d'al
lumina diconsi argille, e quando sieno puri, come antecedentemente

indicammo, chiamansi pi propriamente caolim, i quali per con


tengono sempre qualche po' di silice libera e commista.

SILICA'II n ALLUIINA.

189

Le argille sono sostanze amorfe ed in na polvere se secche; atf


tirano con grande avidit l acqua, cosicch poste sulla lingua vi ade
riscono con una certa forza, assorbendo l'umidit, della quale ba

gnata; formano colll' acqua una pasta plastica, la quale facilmente


si pu modellare.sotto ogni forma, e che l'abbandona lentamente.
L'argille bagnate sono impermeabili all' acqua; riscaldate diminui
scono di volume, e tanto pi quanto pi elevata fu la. tempera

tura subita; questa diminuzione di volume non per regolare, n


uniforme in tutte le argille; si conosce che questa propriet venne
utilizzata da Wedgwood nella costruzione del suo pirometro. - Can
giano le argille generalmente di colore per l'azione del calore, e
per lo pi si fanno rosse, a. cagione dell'ossido di ferro che conten
gono; quelle pure, come sono.i caolini, rimangono bianche. Il sili
.
cato d'allumina puro e per infusibile alle pi elevate temperature
prodotte dai nostri forni, ma se contiene altri ossidi metallici di

venta fusibile.

Le argille in natura, come si disse, non sono mai silicati d' allu'

mina puri: se per s' avvicinano allo stato di purezza, sono meno
adatte alle applicazioni loro, alla fabbricazione degli oggetti di terra
cotta, di quando contengono silice in eccedenza; ci avviene per.
ch gli oggetti modellati colla pasta plastica formata da un'argilla
pressoch pura, all'atto dell'essicamento, si squarciano quasi sicu
ramente. Se invece l'argilla contiene un po' di silice quarzosa in
polvere, ovvero di polvere feldspatica, l'acqua esce e si evapora dalla
massa con maggiore facilit e senza pericolo di rottura dell' oggetto
modellato. Quanto maggiore sia la quantit di silice contenuta in
un' argilla, tanto pi facilmente accade l'essicamento, ma per la
pasta perde proporzionalmente la sua plasticit. dunque cosa ne
cessaria nelle industrie il sapere con quali dose di sostanze estranee
debbasi mescolare una argilla pura. Le argille contenenti poca sabbia
diconsi argille grasse, le altre magre.
Le argille dividonsi a norma delle loro propriet in argilla refrat
larie e fusibili, in calcari ed ocracee. Alle argille refrattarie appar
tengono il molino e la terra da pipa; a quelle fusibili l'argilla gu

lina o terra dei casca, l'argilla smettica o terra dei purgalon' im


piegata a togliere le sostanze untuose dai panni. - Quando poi
le argille contengono quantit considerevoli di carbonato di calce,
diconsi argille calcari, ed a questa specie appartengono le maf

na, nelle quali si trova dal 10 al 50 per 0/0 di carbonato di cal


ce, e le argille dei terreni coltivabili argillosi, che servono anche
alla preparazione dei mattoni. - Inne sono ocracee quelle argille

190

SILICATI DALLUSHNA.

commiste a quantit considerevoli di sesquiossido di ferro. Le varie


sostanze coloranti terrose appartengono a questa specie di argille,
come sono la terra sigillata, l'ocra rossa, quella gialla ecc. L'appli
cazione principale delle argille certamente quella nella quale si
impiegano alla fabbricazione degli oggetti di terra cotta.
438. Lo scopo di questo libro non ci permette di descrivere i me
todi di fabbricazione dei varii oggetti di terra cotta, la qual cosa esi
gerebbe un troppo grande sviluppo, onde esser fatta in modo utile.
Noi non ci occuperemo dunque che della fabbricazione della pi
bella delle terre cotte , che trovansi in commercio, della porcellana

dura cio, ma anche di questa industria accenneremo solo alle parti


principali.
La materia prima che serve alla preparazione della porcellana il
caolino, il quale per devesi quasi sempre mescolare ad altre sostanze,
le quali non diminuiscano troppo la plasticit della materia, ma
permettano agli oggetti modellati l'essicarsi senza fenditure. Le so
stanze che si mescolano al caolino puro sono: alcune specie di cao
lino ancora ricche in feldspato, le sabbie quarzose ed una piccola
quantit di creta. "
'
Ottenuta la miscela di queste sostanze nelle proporzioni convenienti,
che variano a norma dei materiali dei quali si pu disporre, si lascia
la pasta.sotto l'acqua per molto tempo, afnch le materie organi
che in essa contenute si scompongano intieramente. necessaria
questa precauzione, senza della quale gli oggetti modellati potrebbero
rompersi, quando poi venissero sottoposti all'azione del calore.
La sostanza cosi puricata si modella al tornio, ovvero per pressione,
o facendone una pasta liquida e colandola in forme adatte. - In
queste operazioni bisogna tener conto del restringimento, che il ca
lore produrr nell' argilla, e che pu essere perno di un settimo
delle dimensioni dell'oggetto modellato. - Si lascia essicare l'og
getto, e quindi si rinchiude in una scatola di argilla refrattaria e si
mette nel forno a subire una prima cottura, per effetto della quale

tutta l'acqua rimaneyespulsa dell'argilla, e si ottiene un' oggetto


poroso e permeabile all'acqua.
A togliere questo inconveniente si copre la porcellana con una ver
nice, la quale pella porcellana dura consta di feldspato in na polvere.
Il feldspato si fonde alla temperatura alla quale si cuoce completa
mente la porcellana, allora si distende come vetro o come smalto su di
essa, ed impedisce che rimanga permeabile. Ed ecco come si opera;
il feldspato si riscalda al calor rosso, quindi si raffredda istanta
neamente; allora divenuto friabilissimo; si riduce in una na

smcrm n'ummuxa.

191

polvere impalpabile, la quale gettata nell'acqua , coll agitazione vi


si tiene sospesa. A facilitare questa cosa si aggiunge all'acqua un
po d' aceto , che ne aumenta la densit. Ottenuta questa specie di

latte, vi si immerge istantaneamente l oggetto poroso ed avidissimo


dell'acqua, che assorbendola attira alla sua supercie un po della
materia solida. Se occorre che una parte dell'oggetto rimanga inalterata
si ricopre con una miscela di cera e sego.
Allora si riporta l'oggetto nella scatola di terra refrettaria, e si
cuoce una seconda volta a. temperatura molto elevata , sino a com
pleta cottura, a meno che non si voglia colorire la supercie della

porcellana. Le materie coloranti usate sono gl' ossidi metallici, e si


applicano Gommisti per lo pi a vetro fusibile, il quale per l'azione
del calore si fonde, discioglie l'ossido e si colora, mentre si distende

uniformemente alla supercie dell' oggetto. - Alcune volte que'


stultima operazione si fa dopo la seconda cottura.

VETRO.

439. Si d il nome di vetro a taluni silicati doppii o multipli,

i quali sono caratterizzati per il loro aspetto lucente e per la loro


frattura, che si chiama. appunto oetrosa; sono sempre prodotti
articiali, generalmente trasparenti e dotati di molta stabilit chi
mica, fusibili, non volatili. Diconsi propriamente vetri quelli formati
da un silicato alcalino unito ad uno terroso, cristalli quelli conte
nenti l'ossido di piombo. Eccezionalmente , sia quando si vogliano
vetri o cristalli colorati, sia quando vogliansi cristalli dotati di par
ticolari propriet, vi si introducono altri ossidi metallici, che discio
gliendovisi passano anch' essi allo stato di silicati.
L' inalterabilit del vetro agli agenti sico-chimici non assoluta;
abbiamo veduto come rimane facilmente attaccato dall'acido uori
drico e da varii uoruri , come la potassa non si possa. conservare
disciolta. in vasi di vetro senza. alterazione di questo, ed anche l'acido
solforico dopo qualche tempo esporta dal vetro le sue basi alcaline.
L'azione del calore prolungato gli toglie ogni trasparenza, e perno
l aria umida dopo molto tempo lo altera; l'acqua stessa dopo una
prolungata ebollizione in vasi. di vetro dimostra di contenere so
stanze, che prima facevano parte di quello.
La fabbricazione del vetro molto semplice. Le materie che deb
bono fermarlo, e variano a norma delle diverse specie di vetro, ven-

1 92 '

vano.

gono prima riscaldate al color rosso, e poi introdotte nei crgioli


destinati alla loro fusione. Un forno solo serve alle due operazioni;
nella parte pi calda son dispostii crogioli di terra nei quali si fa
la fusione, e lateralmente sonvispazii destinati al primo riscalda
mento della materia.
Per l'azione del'calore le materie introdotte nei crogioli, che sono
sempre tali per cui formansi dei silicati fusibili, divengono liquide
ed atte ad esser lavorate; l'acido silicico scaccia l'acido al quale era
unita la base impiegata e si forma il composto indicato.
Il vetro cos ottenuto difcilmente incoloro , ma quasi sempre
colorato in verde da un po' di protossido di ferro; a renderlo incoloro
si usa il perossido di manganese, od uno qualunque degli ossidi di
questo metallo pi ossigenati del protossido. Con questo mezzo il
protossido di ferro cangiasiin sesquiossido, il quale comunica al ve
tro una tinta impercettibile giallastra, e gli ossidi del manganese ri
dotti a protossido non lo colorano affatto. A. questo scopo serve anche
l'acido arsenioso od il nitro, che infatti si aggiungono molte volte alle
paste pei vetri. Queste sostanze si usano per specialmente allo scopo
di esportare dal vetro fuso il carbone proveniente dalle sostanze or
ganiche mescolate a caso alle materie impiegate od introdotto nel
vetro dal fumo sviluppatosi nella combustione nel forno. Tanto l'acido
arsenioso quanto il nitro cedendo il loro ossigeno al carbonio lo tra.
sformanc in acido carbonico, che si svolge gasoso, e l'arsenico pur
esso si volatilizza, e la potassa del nitro combinasi alla silice.
Molte volte per si desiderano i vetri colorati; allora si aggiurr
gono alla pasta del vetro gli ossidi metallici appropriati a. produrre
il colore desiderato. L'ossido di cobalto ad esempio colora il \'ctr0.
in azzurro, quello d'argento in giallo ecc.
La qualit e misura delle materie usate nella fabbricazione dei
vetri variano a norma della specie di vetro che si vuol ottenere.
Quelli formati cogli ossidi alcalini e terrosi, come ad esempio il
vetro di Boemia, il vetro comune, quello per le bottiglie, il crown

glass, contengono dal 45 a 75 p. /0 di silice, e gli ossidi impiegati


sono una miscela di potassa o soda, calce ed allumina; gli altri, pel
quali simpiega anche l ossido di piombo, e che sono il cristallo

propriamente detto, lo strass, il int.glass e gli smalti sono formati


da 30 a 60 p. 0/0 di silice, e da 50 a 33 p. 0/0 d' ossido di piombo,
con alquanta potassa o soda e piccole quantit d'altri ossidi.

193

GLL'CINIO.
Gl = 7.
440. Il glucinio un metallo simile nel suo aspetto allo zinco,
fusibile pi difcilmente dell'alluminio, del peso' specico di 1, 2,
malleabile e duttile.
Non scompone l acqua anche bollente, non si ossida nemmeno
se viene fuso a contatto dell'aria, abbrucia per nell' ossigeno al ca
lor rosso.
L'acido solforico e cloridrico anche allungati lo disciolgono con
sviluppo d' idrogeno, l'acido nitrico non lo attacca che concentrato
e caldo: come l'alluminio scompone gli alcali caustici ssi a freddo
con sviluppo d' idrogeno; l ammoniaca non lo attacca. Si trova il
glucinio in natura allo stato di silicato nello smeraldo. nell'euclasio
e nella fenakite () specialmente, e si prepara coi procedimenti in

dicati per l'estrazione del magnesio e dell'alluminio, decomponendo'


cio il cloruro anidro di glucinio col sodio.

OSSIDO DI GLUCINIO.

'

__

(1l203-38

Glucinio .-
36.84
- 100-00

Ossigeno

441. L'ossido di glucinio o glucina ha caratteri molto simili a


quelli dell'allumina, infatti puossi ottenere tanto idrata con 4aq. che
anidra. In questo stato forma una polvere bianca, insolubile nell'a
cqua, infusibile, del peso specico di 3,09; solubile negli alcali
ssi e nel carbonato ammonico, ma la soluzione mantenuta all'ebol
lizione abbandona l ossido nel primo caso e nel secondo il carbo.
nato di glucina.
L' ossido di glucinio attira l'acido carbonico dall'aria e combinasi
ai varii acidi; scompone a caldo i sali ammoniacali.
(') Lo smeraldo e l'euclasio sono silicati doppii d'allumina e glucim, la fenakitc

un silicato di glticina.
Baucursi.u. Trattato di Chimica ecr. Vol. Il.

!&

194

ossmo DI cwcnuo.

Si prepara nel modo seguente: ridotti in polvere gli smeraldi si


calcinano a veemente calore con tre volte il loro peso di potassa.
caustica. La massa ottenuta si getta. nell'acqua acidicata con acido
cloridrico, e la soluzione vien condotta a siccit e scaldato il residuo.

Riprendendo questo coll'acqua rimane indisciolta la silice; le basi


terrose, che accompagnano nella soluzione la glucina, vengono poi
precipitate con un eccesso di carbonato ammonico, che ridiscioglie

lossido di glucina, Quindi col calore si scaccia l'eccesso del carbo


nato impiegato, e si ottiene il carbonato di glucina, che scaldato al
calor rosso si trasforma in ossido.

Col metodo ora indicato difcile l'ottenere la gluciua priva af


fatto d'allumina. Ad ottenerla pura si usa quest'altro procedimento:
lo smeraldo comune vien ridotto in polvere, e se ne mescolano
7 parti a 13 di uoruro di calcio e 18 d' acido solforico monoidrato.
Per la reazione fra l'acido ed il uoruro si forma l'acido uoridrico,

che attacca lo smeraldo (che un'silicato) producendo il uoruro


di silicio gasoso. Si riscalda il tutto sino a che l'acido solforico
siasi completamente volatilizzato, e si riprende la massa con acqua.
acidulata d' acido solforico. La soluzione contiene anche alquanta
allumina; dopo averla concentrata si separa la maggior parte dell'al
lamina aggiungendovi una soluzione di solfato di potassa, colla quale
operazione si forma l'allume facilmente cristallizzabile o poco so
lubile a basse temperature. Il residuo d' allumina si toglie dal liquido
lasciandolo in contatto collo zinco per varii giorni, e quindi scal
dando leggiermente; cos 1' allumina separasi sotto forma di solfato
basico. Inne separasi lo zinc'o, che si disciolse, aggiungendo al liquido
un podi solfato di potassa e facendo cristallizzare, e quindi addi
zionando all'acqua madre un po di acetato di soda, e facendovi pas
sere una corrente d' acido soldrico. Con questo mezzo separasi lo
zinco allo stato di solfuro e quindi nel liquido ltrato si precipita la
glucina col soldrato ammonico. La glucina, si raccoglie su ltro,
si lava e si essica.
Caratteri dei sali di glucina,. Hanno tutti un sapore dolce ed estrin
gente, reazione acida, sono solubili in gran parte ed incolori. Gli
alcali caustici vi producono un precipitato di giucma idrata sol.
bile iii un'eccesso di reattivo, e siinil cosa avviene coll'ammoniaca.
Il precipitato, a differenza di quello ottenuto cui sali d'alluminio,

solubile nel carbonato ammomco. - Sono anche precipati dal sol


foro ammonico.

195
COMBINAZIONI DEL GLUCINIO E DEL SUO OSSIDO.
442. Cloruro di glucinio. GlCl"=l20,5. Il cloruro di glucinio ani
dro e bianco, fusibile, volatile e deliquescente; come quello d'allu
minio attira l'umidit dell'aria, e posto a contatto dell' acqua vi si
scioglie prontamente con sviluppo di calorico. Il cloruro idrato con
tiene l2aq. n si pu renderlo anidro col calore, perocch si scom
pone producendo acido cloridrico e l' ossido. Si ottiene come quello
d' alluminio.
.
Carbonate dal gluct'na. bianco, insolubile nell'acqua anche conte

nente acido carbonico, si decompone facilmente per l'azione del ca.


Iore: si ottiene per doppia scomposizione fra un sale solubile di glu
cina ed un carbonato alcalino.
Solfato di glucina. solubile nell' acqua, deliquescente, scomponb
bile pel calore; si combina al solfato di potesse formando un sol
fato doppio. Si ottiene disciogliendo la gluciua ed il suo carbonato

nell' acido solforico.

ZIRCONIO.
t

Zr = 33,6.
443. Il zirconio un metallo che in natura si trova allo stato di
silicato nel giargone, nell'eudialite e nei giacinti. Si ottiene soltanto
sotto forma di una polvere nerastra, la quale per l'inuenza del
brunitojo acquista una lucentezza simile a quella della grate.
Non conduce bene n l'elettricit n il calorico: se vien scaldato
in contatto dell'aria si accende e trasformasi in ossido, gode della
rimarchevole propriet di combinarsi direttamente all'azoto sotto l'in
uenza del calore. E difcilmente attaccato dagli acidi tranne che
dal uoridrico; combinasi facilmente agli alcali caustici ssi alla
temperatura del calor rosso.
Per queste propriet il zirconio si dimostra simile al boro e sili-.
cio, in modo che alcuni proposero di classicarlo fra i metalloidi.

Ma nelle sue combinazioni manifesta evidentemente i caratteri chi

mici di un metallo, e probabilmente quando si potr ottenere in


masse un poconsiderevoli e perfettamente puro, anche altre sue
propriet si troveranno simili a quelle comuni ai metalli. La mode.

196

zmcomo.

sima cosa accadde con altri metalli, i quali difcilmente potevansi


preparare, e che ora in virt di nuovi procedimenti si hanno in
notevoli quantit e puri.
il zirconio si prepara facendo agire il potassio sul uoruro di zir
conio: nella reazione si forma il uoruro di potassio, che quindi si
scioglie nell'acqua, mentre invece il zirconio rimane indisciolto.
I

OSSIDO DI ZIR.CONIO

zro3 : 912

Zirconio
73,68
Ossigeno - 26,32
100,00.

444. L'ossido di zirconio, detto zircona, idrato voluminoso, bianco,

insipido, insolubile nell'acqua, solubile negli acidi; riscaldato o sul.


tanto posto a contatto dell'acqua bollente diviene difcilmente sola.
bile negli acidi, e sottoposto all'azione del calor rosso fassi incande
scente e nell' istesso tempo durissimo ed insolubile del tutto negli
acidi, tranne che nel solforico concentrato, nel quale sciogliesi dopo
un prolungato contatto a caldo. L'ossido di zirconio idrato un po'
solubile nel carbonato ammouico e nei bicarbonati alcalini.
Si ottiene la zircona calcinando una miscela di due parte di gia
cinti ridotti inne polvere e di 3 parti di potassa. La massa otte
unta Sl discioglie nell'acqua contenente acido cloridrico, si conduce a.
siccit la soluzione scaldando il residuo a 1500, il quale ripreso
con acqua abbandona a questa il cloruro di zirconio ed il clo
ruro di ferro. Le due basi si precipitano coll ammoniaca, si lavano
e si fanno bollire con una soluzione d'acido ossalico non in eccesso,
che discioglie l'ossido di ferro, e lascia allo stato d'ossalato insolu
bile la zircona. Quest'ossalato mediante la calcinazione da la zircona
anidra. - Si pu avere cristallizzato, come si trova naturalmente, coi

medesimi procedimenti impiegati per ottenere l allumina. cristalliz


nata. - L' ossido idrato si ottiene precipitando un sale solubile di
zircona colla potassa. o coll' ammoniaca.
Caratteri dei sali di zircona. I sali di zircona sono precipitati in
bianco dagli alcali e dai carbonati alcalini. Il solfato di potassa in
soluzione satura vi produce un precipitato bianco di sali basici. il
cloruro comunica un colore aranciato alla tintura di curcuma. Isol
furi alcalini vi precipitano l ossido, come nei sali d'allumina e di
glucrna.

. ,

197

COMBINAZIONI DEL ZIRCO'NIO E DEL SUO OSSIDO.


445. Cloruro di si rconio. Il cloruro di zirconio anidro, ZrCl, e solido,

bianco, solubile nell'acqua con grande sviluppo di calorico; allora di


viene idrato, e si scompone quando si tenta di essicarlo. Forma varii
ossicloruri.

Si ottiene come il cloruro d'alluminio.


Sol/alo di zircona. Il solfato neutro poco solubile nell'acqua, non
cristallizzabile, e forma alcuni solfati acidi:Non si combina. al solfato

di potassa e si ottiene per l'azione dell'acido solforico sulla zircona.

TORIO
Th = 59,5.
446. Il torio o torinio un metallo molto simile all' alluminio, e

5r ottiene sotto forma d'una polvere di color di piombo, che col brunitojo diventa lucente: non scompone l'acqua nemmeno a. 1000, ed
abbrucia con viva luce se scaldato in contatto all'aria. Gli acidi sol
forico e nitrico l attaccano lentamente, il cloridrico con maggiore vi
vacit, gli alcali caustici non lo disciolgono.
Si ottiene come l'alluminio o come il zirconio.

OSSIDO DI TORIO

TJO = 67,5.

Torio

Ossigeno - 88,15
11,85
100,00.

447. Il protossido di torio o torint'a e bianco se puro , insolubile


nell'acqua, del peso specico di 9,402; forma un idrato ed allora

facilmente solubile negli acidi; ma essicato non vi si discioglie che


lentamente, vi e poi insolubile, tranne che nell'acido solforico, quando
sub l'azione di elevata temperatura; anche insolubile negli alcali
caustici. - L'ossido di torio idrato assorbe con prontezza. l'acido carbonico, quindi non pu esser cssicato che nel vuoto.

_ --_ _._..__.__

__ ,,

OSSIDO DI TORIO.
198
Si estrae dalla torite, la quale un silicato multiplo, di color nero,
che divien giallo per l'azione del calore. Ridotta in polvere la torite
si pone a contatto coll'acido cloridrico, il quale scompone il silicato;
si essica la massa a bagno-maa, e quindi si riprende con acqua e
si ltra. Nel liquido ltrato evvi contenuto il cloruro di torio in
sieme a varii cloruri metallici, alcuni dei quali si separano ponendo
quella soluzione a contatto coll'acido soldrico, quindi allo stato di
solfuro..Si ltra di nuovo e si fa bollire il liquido, sino a quando
tutto l'acido soldrico impiegato in eccesso sia stato scacciato ; al
lora si precipitano l'ossido di torio ed i residui ossidi metallici col
l'ammoniaca.
Si raccoglie il precipitato su ltro, lo si lava e quindi si discioglie nell' acido solforico allungato. La soluzione si riscalda all'ebol
lizione e siccome il solfato di torina meno solubile a caldo che a
freddo, in gran parte per l'evaporazione si precipita: si raccoglie e si
lava il precipitato con acqua bollente; alle acque madri si aggiunge
solfato di potassa tanto da saturarle, per la qual cosa si precipita il
solfato doppio di potassa e torina, che insolubile nell'acqua satura
di solfato di potassa. Ridisciogliendo il solfato doppio e trattandolo
coll'ammoniaca si ha la torina idrata, calcinando il primitivo solfato
ottenuto la torina anidra.
Caratteri dei sali di torina. I sali di torina. sono precipitati dagli
alcali; il precipitato insolubile in un eccesso del reagente. I solfuri

alcalini vi precipitano l' ossido. Il solfato di torina. fassi insolubile


nell'acqua, quando sia scaldata all'ebollizione.

COMBINAZIONI DEL TORIO E DEL SUO OSSIDO.


448. Cloruro di torio. TbCl = 95. Il cloruro di torio e solido ,
bianco, a frattura cristallina, volatile, solubile nell'acqua con svi

luppo di calorico; scomponesi se si cerca di renderlo anidro dalla


sua soluzione. Si ottiene come quello d'alluminio.
Solfato di torina. ThO,S03 = 107,5. solubile nell'acqua fredda,
quasi insolubile in quella bollente, insolubile nell'alcool, cristallizza

nei liquidi acidi, ed i cristalli contengono 5aq., che perdono in parte


facilmente. Si prepara ponendo a contatto l ossido coll acido solfo
rico. - Si pu facilmente ottenere, come vedemmo, il solfato d0p.

pio di torina e potassa.

M\_

'

199

ITTRIO
Y-=39,2,

sacro

TERBIO

Er=?

Tb=?

449. In natura si trova un minerale chiamato gadolo'm'te, che un

silicato multiplo contenente gli ossidi dei metalli ferro, calcio, glu
cinio, cerio, lantanio, ittrio, erbio e terbio. Si trova quel minerale
in alcune localit della Svezia, come a Fahlun e ad Itterby; la sua

composizione non costante pel numero dei metalli contenuti, fra.


quelli indicati predomina per sempre in quantit 1' ittrio.
Nella separazione dell'ossido di ittrio dalla gadolinite, si otten
gono anche gli ossidi di erbio e di terbio, ma sempre in cos pic
cole quantit, che non conosciamo ancora le loro doti, n quindi
possibile il descriverli.
Anche l ittrio non venne probabilmente ancora ottenuto puro, ma
invece mescolato all'erbio ed al terbio. L' ittrio non si ossida a con
tatto dell'aria che al calor rosso, allora. abbrucia vivamente. Si pre

para riducendo il suo cloruro anidro col potassio.

OSSIDO DI IT'IRIO
YO = 40,2.
450. cosa difcilissima l'ottenere l'ossido di ittrio allo stato puro;
allora incoloro, e per la calcinazione diviene d'un colore bianco lat
tee e del peso specico di 4,812. Si consegue idrato per precipita
zione da' suoi sali; questo idrato una base energica, ed assorbe
l acido carbonico dall'aria.
Si estrae dalla gadolinite: ridotto in polvere nissima questo mi
nerale, e trattato coll'acqua regia a caldo sino a. che'il residuo indi
sciolto sia divenuto incoloro, si ltra e si evapora il liquido a sic

cit. Si riprende la massa essi0ata coll'acqua e si ltra afne di sepa


rare la silice rimasta indisciolta; allora si aggiunge al liquido al
quanto ossalato d'ammoniaca a goccia. a goccia, sino a che non si

produca pi alcun precipitato.


La sostanza solida avuta consta degli ossalati d'irtria , d' ossido
di cerio e di lantanio e piccola quantit d'tssalati di manganese e
calce Raccolti, lavati e calcinati questi sali danno gli ossidi che

200

OSSI no in nmio.

contenevano, e questi si ridisciolgono nell'acido cloridrico. Allora si


precipitano gli ossidi di cerio e lantanio allo stato di solfati doppii,
aggiungendo alla soluzione il solfato di potassa sino a saturazione,
e dalla. parte liquida coll'ossalato di potassa si separa l' ittria mista
agli ossidi di terhio ed erbio, e ad un po' d' ossido di calcio e man

ganese.
Afna di separare l' ittria e gli ossidi di terbio ed erbio dagli al
tri due si discioglie il prodotto avuto nell acido nitrico, si evapora
il liquido a.secco e si riscalda sino a che il nitrato di ' manganese
venga decompsto; allora ripreso il residuo coll'acqua, ltrata la sol
luzione, e coll'ammoniaca resa alcalina, ottengonsi precipitati gli os
sidi di ittrio, erbio e terbio, e la calce resta in soluzione.

La separazione degli ossidi di ittrio, di erbio e di terbio non rio.


sce mai completa. Vi si procede per precipitazioni frazionate; ag
giungendo l'ammoniaca od il biossalato di potassa ad una soluzione
salina dei tre ossidi; precipita prima l'ossido di erbio, quindi quel!
di terbio, inne quello di ittria.
L'ossido di er'bio si pu avere allo stato anidro o di idrato. Pos
siede uncolor giallo intenso, e divien bianco se scaldato in una
corrente d' idrogeno, per ritornare 'giallo se scaldato in contatto del
l'aria. Deducesi da ci che l erbio formi varii ossidi.
L ossido di terbio incoloro e forma sali di sapore dolce ed

astringente, che essicati prendono un colore roseo.

cnmo
Ce=46

LANTANIO
La=46,4

DIDIMIO
Di=48.

_i 451. Questi tre metalli sono poco conosciuti: formano una POI.
vere bruna, la quale divien lucente al brunitojo; infusibile e scom-

pone l'acqua a 1000. Si ottengono per l'azione del potassio sul loro
cloruro.
.
' Del cerio si hanno due ossidi, il protossido, Ce0, ed il sesquiossido.
Ce3LN. Il protossido di cerio pochissimo conosciuto; bianco e si
pu ottenere allo stato d'idrato precipitandolo dasuoi sali cogli alcali
caustici; anidro si prepara calcinando in una corrente c1' idrogen0
secco lossalato od il carbonato; cosi di color grigio, ma scaldato divien
bianco; si sovrossida facilmente all'aria e si trasforma in una con]

binazione di protossido col sesquiossido. L' idrato assorbe l'acido ca:


bonico dall'aria. I suoi sali so'no incolori.

CERIO

LANTANIO

mentro.

201

Il sesquiossido di cerio di color giallo e divien rosso per la cal


cinazione: solubile negli acidi e dal cloridrico sviluppa cloro. Si
ottiene calcinando il nitrato.
La combinazione dei due ossidi, Ce0,C03, si prepara calcinando

in contatto dell'aria il carbonato o l'ossalato di protossido; di co


lor bianco giallastro, e colorasi in giallo scaldandola; non si ossida
maggiormente, ne per l'azione dell'ossigeno, n per quella. del nitro
fuso; forma un idrato; si discioglie nell'acido solforico e da origine

a due solfati, l'uno di color bruno rosso ed aranciato, il quale cri


stallizza in prismi esagonali, ed rappresentato dalla. formola:
(Ce0,S03)",C203,3S03 + 18aq.
L'acqua scompone questo sale riducendolo basico ed insolubile, e
trattato colla potassa abbandona i due ossidi combinati insieme.
Il secondo solfato giallo e rappresentato da:
CeO,SO",CMO,3SO3 + 8aq.
Anche questo sale divien insolubile come il primo pel contatto
coll'acqua. Il solfato basico precipitato rappresentato dalla farmela

seguente:
(CeO,SO3)2,(CeiO.)S,SO3 + 6aq.
Tutti questi solfati sono scomponibili al calor rosso.
Gli ossidi di certo sono estratti dal minerale chiamato cerite, che

un silicato idrato multiplo contenente gli ossidi di cerio, di lan


tanio e di didimio, oltre a quelli di ferro e calcio. Il minerale per
di frequente accompagnato da altre specie di minerali metallici ,
cosicch nel suo trattamento si debbono separare moltissime sostanze.
La cerite ridotta in ca polvere scaldata coll'acido solforico, sin
clt il tutto abbia acquistata una consistenza poltacea; si continua
poi il riscaldamento sino a scacciare l'eccesso d' acido, e si cessa
quando posta nell'acqua una porzione del residuo, la soluzione
non accusi pi la presenza del ferro. La sostanza ottenuta rossa
stra, vien sciolta con acqua e quindi trattata con acqua acidulata
d'acido nitrico. Si precipita dal liquido il poco ferro, che vi possa
essere, saturandolo esattamente con carbonato di soda, e gli altri me.

talli comuni separansi coll' acido soldrico.


Si ltra il liquidoe vi si aggiunge tanto solfato di magnesia, quanto
il peso di cerite impiegata; nel liquido bollente si mette carbo
nato di soda, che vi produce un precipitato; questo contiene l'ossido di cerio e gli altri di lantanio, dtdimio, ecc., si asciuga e si scio
glie nell'acido nitrico; la soluzione e. colorata intensamente in rosso\
BIL'GKA'I'ILLI. Trallalo di Chimica ecc. Vol. II.

36

202

08111o LAN'I'ANIO matuio.

e consta del nitrato doppio di cerio e di didimio, che separasi sotto


forma di cristalli romboediici rossi, e del nitrato doppio di lantanio

e'di magnesia, che rimane nell'acqua madre. Il primo nitrato sciolto


nell'acqua e bollito lascia. precipitare un nitrato basico di ossido di
cerio; dall'acqua madre, si pu ottenere ancora un podi sale di ce
rio allungandola d'acqua acidulata con acido solforico e facendola
bollire ; cosl precipita un solfato basico di cerio. Da questi sali ba
sici si hanno poi facilmente gli ossidi di cerio.
452. L'ossido di lantanio bianco polverolente, solubile negli acidi,

.e s' idrata a contatto coll'acqua. calda aumentando di volume. so


lubile nel carbonato ammonico, dal quale scaccia l ammoniaca, ed
attira l'acido carbonico dall'aria, quando sia idrato: i suoi sali sono
incolori.
.
'

Si ottiene l'ossido di lantanio dai liquidi precedenti, dai quali siasi


separato quasi tutto il cerio. Si evaporano afne di scacciare l'ec
cesso d'acido, il residuo si riprende con acqua acidulata coll' acido
nitrico, ed il liquido ottenuto si precipita coll'acido ossalico. Il pre
cipitato essicato e lavato si mescola a carbonato di magnesia, si
calcina lungamente al calor rosso debole, e si riprende con acqua.
contenente poco acido nitrico, cosicch si sciolgano gli ossidi di lan
tanio, di didimio e di magnesio, non quello di cerio residuo. Il liquido
si fa bollire col carbonato di magnesia lungamente, con questo mezzo
si precipitano le ultime traccie di ossido di cerio. Allora si ripete
l'operazione coll'acido ossalico nel liquido ltrato,ed il precipitato
si scioglie con acido nitrico e vi si aggiunge solfato di potassa. Se
parasi perci un sale, che vien posto a contatto col carbonato di
soda, ed i carbonati ottenuti son poi sciolti nell' acido solforico al
lungato; scacciato l'acido solforico eccedente, si ha un solfato di lan
tanio e didimio. Sciogliesi questo nell'acqua fredda, poi si riscalda
a 35 lungamente ; con questa operazione si precipita il solfato di lan
tanio, e riman sciolto quello di didimio.
453. L'ossdo di didimio idrato violetto, reso anidro pel colore

di color grigio verdastro; insolubile nell'acqua, solubile negli acidi


anche allungati; i suoi sali sono colorati. Si ottiene precipitando
colla potassa il liquido residuo dell'operazione poc' anzi indicata, .
ovvero la soluzione d'unsuo sale. Allora si ha idrato, ma col ca

lore si pu avere anche anidro.

203
MANGANESE.
Mn = 27,5.
454. Il manganese un metallo lucente e capace di ricevere una
politura perfetta, di colore scuro analogo a certe specie di ghisa, duro
tanto che taglia il vetro e scalsce l'acciajo; fragile, fusibile ap
pena al rosso bianco e del peso specico da 7,13 a 7,20: non
magnetico.
Scaldate all'aria si colora come l'acciajo, ed al calor rosso si os

sida; scompone l'acqua all' ebollizione con rapidit, lentamente a


freddo. Conviene per notare che alcuni attribuiscono questa pro
priet al manganese impuro, e la negano a quello ben puro, il quale
inoltre dicono alquanto duttile. Il manganese si combina cosi facil.
mente al carbonio ed al silicio, che e cosa difcile l'ottenerlo puro,

e perci le sue propriet non sono forse perfettamente conosciute. Toccato colle mani umide sviluppa un odore nauseabondo. - Gli
acidi lo attaccano facilmente con svolgimento d' idrogeno.
Il manganese si pu preparare riducendo col carbone il suo pro
tossido ottenuto dalla calcinazione del carbonato o dell'ossalato di
manganese. L'operazione facile; si introduce una miscela dell'os
sido con carbone, impastata con olio, in un crogiuolo brascato, cio

colle sue pareti ricoperte di carbone; si esige per una temperatura


elevatissima, qual' quella prodotta in un forno a vento. Il manga
nese ridotto si agglomera in un massello, ma rimane carico di car

bonio e mist al silicio delle ceneri del carbone.


Si ottiene pi puro ponendo in un crogiuolo due parti di uoruro
di manganese ed una di sodio a strati alternati e comprimendo la
miscela, che poi si ricopre d'uno strato di cloruro di sodio secco ed
in polvere; si riempie poi del tutto il crogiuolo di uoruro di calcio
in minuti pezzi. Si riscalda quindi l'apparecchio coperto in una fucina
a vento, ed a poco a poco se ne eleva la temperatura; la reazione
accade presto ed annunciata da un remore prodotto nel crogiuolo,
in seguito al quale si eleva per qualche tempo il calore al rosso
bianco. Quindi si impedisce l'accesso dell'aria e si fa raffreddare il
crogiuolo, nel quale trovasi il massello di manganese metallico, che
facilmente si libera dalla scorie. Il metallo si sottopone ad una se
conda fusione, quando non sia ben riunito, mettendovi per fondente

un podi cloruro di sodio con un decimo di nitro. _Anche in que


sto caso il metallo non ben puro; contiene silicio, tolto alle pa-

_._-.._.-_-__sv__m-U__ .- 'e:_.>.
..

i. , . v

204

M A NGANESE. .

reti del crogiuolo e carbonio gi contenuto nel sodio sotto forma. di


nafta, tutto che siasi avuta l'attenzione di togliere questa il meglio
possibile.
Conducendo il sodio in vapore a contatto col cloruro di manga
nese contenuto in una navicella di porcellana posta in un tubo di
questa sostanza e scaldato al calor rosso si ottiene il manganese cri
stallizzato. Il sodio si trascina in vapori sul cloruro col mezzo d'una
corrente d' idrogeno secco.
Si ottiene il manganese mescendo il suo cloruro secco al suo peso
di uoruro di calcio ed a tanto sodio, che sia un quinto in peso

della miscela, la quale si introduce a poco a poco in un crogiuolo


rovente. Se per il uoruro di calcio silicifero, o se si mescola a
vetro od a uoruro di silicio e di potassio, si ottiene un massello
contenente perno il 13 per 100 di silicio. Questo manganese trat
tato coll'acido cloridrico produce il cloruro di manganese, l'ossido di
silicio e l idruro di silicio.

COMBINAZIONI DEL MANGANESE COLL'OSSIGENO.


Il manganese forma. una numerosa serie di combinazioni coll os
sigeno. Eccola:

Protossido di manganese . . - Ma 0
Sesquiossido di manganese . . - Mn2O3
L'ossido rosso di manganese . - Mn30*
Biossido di manganese . . . - Ma 0
Acido manganico . . . . . - Ma 03

Acido permanganico . . . . - Mo0".


Di tutti questi ossidi solo il protossido una base energica, il
sesquiossido pur esso una base ma debole, l'ossido rosso salino.

Pnorossmo DI MANGANESE
Mn0 = 35.5

Manganese - 77,47
Ossigeno
- 22,53

.
100,00.
455. Il protossido di manganese idrato instabilissimo, perocch
assorbe con molta facilit l'ossigeno; appena precipitato da una sua.
soluzione salina col mezzo della potassa bianco, leggermente roseo;

racrossmo m MANGANESK.

205

quindi diviene, per l'azione indicata, di colore scuro passando allo


stato di sesquiossido. Quello anidro di colore verdastro ed insolu

bile nell'acqua.
. Il protossido di manganese e base salicabile pi potente del pro
tossido di ferro: infatti per l'azione degli alcali sopra una miscela di
sali di ferro e di manganese, si precipita prima 1' ossido di ferro poi
quello di manganese. _ Si ossida all'aria, e tanto pi facilmente
se non sub l'azione di una elevata temperatura: preparato coll'aiuto
d' un moderato calore prende fuoco, quando lo si tocchi con un
corpo incandescente.
I sali formati da quest'ossido sono isomor quasi sempre ai corrispondenti di protossido di ferro, e danno origine con quelli 3.l
manici a. sali doppii, che anneriscono all'aria. Il cloruro doppio reso
alcalino con ammoniaca lascia a poco a poco precipitare l'ossido sa
lino rosso idrato.
Il protossido di manganese anidro si prepara ponendo in un glo
betto di vetro il carbonatob l'ossalato ottenuto per l'azione dell'acido
ossalico sopra una soluzione d' un sale qualunque di protossido di
manganese. Attraversoyal globetto, che si usa sofare in una canna di
vetro, passa una corrente di idrogeno secco, e si riscalda contem poranea
mente il sale contenutovi. La decomposizione avviene prestissimo, il
carbonato abbandona l'acido carbonico, l'ossalato una miscela d'acido

e d'ossido di carbonio, e rimane per residuo il protossido di manga


nese, che per l'azione d'una temperatura un poelevata acquista stabilita.
-- Si prepara anche calcinando in un crogiuolo una miscela di clo
ruro di manganese secco e di carbonato di soda secco con un po'dt
sal ammonico, per la reazione fra i due primi sali si forma il clo
Euro di sodio ed il carbonato di manganese, e questo sale poi scom
ponesi in acido, che si svolge, ed ossido sso. Ad isolare lossido
si getta la massa nell'acqua, la quale scioglie il cloruro di sodio;
si raccoglie poi e si essica il residuo, che l'ossido.

Caratteri dei sali di protossido di manganese. l sali d protossido di.


manganese sono colorati in rosa; quelli solubili trattati cogli al
.cali ssi caustici danno un precipitato bianco, che all'aria divien
subito bruno. L' acido soldrico non precipita il manganese dalle
sue soluzioni saline acide; il soldrato ammonico vi produce un
precipitato color rosso chiaro. - Il manganese si scopre, anche quando
trovasi in piccolissime quantit in un corpo, mescolando questo ad
un eccesso di potassa caustica e calcinando la miscela al calor rosso
in un vaso d'argento. La miscela ripresa coll'acqua, la. colora inteu-

samente in azzurro, perch formossi il manganato di potassa.

SESQUIOSSIDO DI MANGANESE

Mn203 : 79

Manganese
Ossigeno

69,62
30,36
100,00.

456. Il sesquiossido di manganese si incontra in natura tanto allo


stato anidro, ed ha nome di braunite, quanto allo stato idrato, e chia

auasi mangam'te, che rappresentata da MaOQHO. La manganite


qualche volta pel suo aspetto si confonde col biossido di manganese
naturale, basta per ridurla. in polvere per riconoscerla, infatti di
viene rossastra, mentre il biossido da una polvere nera.
Il sesquiossido di manganese una sostanza bruno.scura, insolu
bile nell'acqua, che si discroglie dopo lun'go contatto a freddo ne
gli acidi energici producendo sali poco stabili e colorati in rosso;
dunque una base debole. Riscaldato al calor rosso sviluppa ossigeno
producendo l'ossido salino rosso, e coll'acido cloridrico sviluppa cloro.
- Come sappiamo il sesqurossido di manganese isomorfo con quello
di alluminio, ferro e cromo.

Si ottiene il sesquiossido di manganese per l'ossidazione del pro


tossido, ovvero calcinando moderatamente il nitrato di protossido di
manganese.
'
Caratteri dei sali di sesquiossido di manganese. I sali di sesquios
sido di manganese son rossi e danno soluzioni del medesimo co
lore; si scompongono facilmente per l'azione del calore in ossigeno,
1.l]8 si svolge, ed in 'sale di protossido; sono anche ridotti dalle so
stanze orgamche.-Gli alcali vi producono un precipitato bruno, e
coll'acido soldrico formano un precipitato di solfo riducendosi. Col
solfato di potassa il solfato di sesquiossido forma. l'alluine di manga nese e potassa.

OSSIDO ROSSO DI MANGANESE


Mn30 : 114,5.
457. L'ossido rosso di manganese trovasi in natura. ed ha nome
di hasmanite; il pi stabile di tutti gli ossidi del manganese,

ossmo nesso Dl MANGANESI.

207.

1rattato coll'acido solforico concentrato ed a freddo produce una mi


scela di salfato di protossido e di sesquiossido, per questa reazione
si considera come un ossido salino, rappresentabile da:
MnO,Mn-03 = Mn30.
Svolge cloro coll' acido cloridrico.

BIOSSIDO DI MANGANESE

_ 43,5
Mao 2 *'

Manganeee - 63,22
Ossigeno
36,78
100,00.

458. Il biossido di manganese trovasi in natura e costituisce quel


minerale, che e chiamato pirolust'te. una sostanza importantissima
come sorgente di ossigeno e mezzo di preparazione dei radicali de
gli acidi idrogenati e specialmente del cloro. _ di color nero lu
cento, trovasi cristallizzato in prismi del peso specico di 4,8; con
duce bene l elettricit ed e insolubile.
Riscaldato fortemente sviluppa ossigeno e trasformasi nell' ossido
salino rosso, trattato cogli acidi energici riducesi a protossido svilup
pando la met dell'ossigeno che contiene, la qual cosa fa poi facil
mente a contatto delle sostanze organiche e dei corpi che tendono
ad ossidarsi, e, ad esempio, i solti solubili a contatto del biossido

di manganese trasformansi prima in iposolfati, poi in solfati; l'acido


ossalico vivamente scomposto anche a freddo e trasformato per os
sidazione in acido carbonico. Infatti:

2H0,C303

Mn0

= 2CO

Mn0,C03 + 2HO

acido

biossido di

acido

ossalato di

ossalico

manganese

carbonico

manganese.

acqua

Posto a contatto coi silicati fusi abbandona porzione del suo or


sigeno sovrossidando i metalli contenuti nei silicati: sappiamo Olle
per questa ragione impiegato dai vetrai sotto nome di sapone di!
vetro, perch converte il protossido di ferro, che colora il vetro l'l
verde, in sesquiossido, il quale comunica al vetro una tinta giailastra appena sensibile.
Il biossido di manganese anidro non si prepara mai articial

mente ; si ottiene qualche volta idrato, sotto forma di occhi bruni,


tanto per via di ossidazione del protossido, quanto per riduzione dl

208
_
mossmo m naac.mr:sa.
gli acidi. Come si ottenga dagli acidi del manganese vedremo parlando
di questi; nei sali di protossido, ed meglio impiegare una soluzione di
protocloruro, si forma col porvi a contatto una soluzione d'un ipoclo
rito qualunque: conosciamo le facolt ossidanti di questa sostanza,
e perci appunto nelle soluzioni dei sali di protossido di manganese
produce un precipitato di biossido, che raccolto e lavato, pu esser
ar

conservato.
Il biossido anidro di manganese, detto da alcuni anche perosst'do

di manganese ed in commercio semplicemente manganese, si trova


facilmente, ma non mai puro; qualche volta contiene materie ter
rose, qualche altra volta gli altri ossidi di manganese, i quali danno
bens cloro, se trattati coll acido cloridrico, ma. ad uguaglianza di
peso, non tanto come il biossido. Infatti:

100 parti di biossido danno circa 81 parti di cloro


a
a
D sesquiossido I

44 r
I
a
r ossido rosso I
i
31 D
D
ed oltre alla minor rendita di cloro negli ultimi casi evvi un mag
gior dispendio d'acido cloridrico; conviene dunque sapere come de
terminare il valore od il titolo d' un manganese del commercio. Si
conoscono a questo scopo varii metodi, ma i pi adoperati sono i due
seguenti:
1.0 Noi possiamo sapere dall' equazione indicante la produzione
del cloro col biossido di manganese, quanto biossido sia necessario
per prodarne un litro. Infatti:
I\in0. + 2I-ICl = MnCl + 2I'IO -|- Cl
43,5
35,5.
E quindi per produrre un litro di cloro puro, che nelle circostanze
'di temperatura e pressione normali pesa grammi 3,170, debbonsi im- .
piegare grammi 3,885 di biossido puro. Se impiegando questa quan
tit d'un manganese del commercio non si otterr un litro di cloro,

sar segno che non era puro, ed esperimentando coi metodi clorometrici
conosciuti ed indicati per gli ipocloriti, si potr conoscere il valore
del manganese assaggiato; invece di produrre un litro di cloro, e

la corrispondente quantit di ipoclorito, ne fornisca appena 800 cen


timetri cubi, ebbene il suo titolo sar di 80, cio conterr l 80 per

100 di perossido od una miscela di perossido e d'altri ossidi di man


ganese atta a svolgere tanto cloro, per ogni 100 parti in peso, come
80 di perossido.
In un palloncino, munito di tubo abduttore che va a tuffarsi in
-una soluzione di potassa caustica contenuta in un pallone disposto

emssrno DI MANGAKESB.
209
come nella gura 45 si introduce quella quantit di manganese del
commercio, cio grammi 3885, ed una quantit d' acido cloridrico
eccedente il bisogno per produrre la reazione.

Fig. 45.

Si riscalda; il cloro svoltosi va a contatto della potassa., e sog


giorno. tanto nella parte superiore e vuota del pallone, cosicch sia
sicuramente tutto assorbito: inne facendo bollire l'acido nel pallone
si scaccia tutto il cloro gasoso in quello contenente la potassa. - Il
cloro vi avr prodotto I ipoclorito; questo vi si determina coi me
todi conosciuti, e da esso la quantit di cloro sviluppato.
2.0 Un altro metodo pi semplice e molto esatto quello fondato
sulla reazione dell'acido ossalico sul biossido di manganese, che sap
piamo esser cos rappresentata:
2HO,W03 + Mn02 = 2CO- + 11100,C203 + 2lIO

43,5

44

Dai numeri posti sotto all' equazione si vede, che in questa rea
zione il biossido di manganese produce all'incirca il proprio peso
d'acido carbonico. Gli altri ossidi del
manganese , ad eccezione del protos
sido, danno origine ad una stessa
reazione, ma producono tanto acido
carbonico corrispondente alla loro atti
vit nel produrre cloro. Se dunque si
peser l acido carbonico prodotto da
una data quantit ponderale di man
ganese del commercio, si avr subito .
il suo titolo. Ed ecco come si opera:
si dispongono due matraccini come
nella gura 46; col mezzo di un tu
racciolo entrano nel matraccino A due
tubi , dei quali uno non si immerge
nel liquido contenutovi, che acido
solforico concentrato, l'altro invece va sin al fondo, e dall' altra

parte passa il turacciolo, che chiude il matracciuo B, contenente la


Brucu-rnnu. Trattato di Chimica ne.

I!

210

erossioo m MASGANESE.

quantit pesata di manganese ridotta in na polvere e lavata con un


po d'acido nitrico debole ed una soluzione d'ossalato neutro di po
tassa, la quale senza azione sul manganese. Il tubetto per non
giunge a toccare il liquido; invece un altro tubetto m passa il me
desimo turacciolo del matraccio B e s'approfonda nel liquido. - Il
manganese vien lavato coll'acido nitrico debole, perch potrebbe con
tenere anche il carbonato di calce.

Si pesa tutto l'apparecchio. e si chiude quindi l'apertura esterna


del tubetto m con un pezzo di cera; allora si aspira l'aria per mezzo
del tubo libero del matraccino A; nell'interno dell'apparecchio ed
anche nel matraccino Bdiminuisce la tensione dell'aria. Fatto ci si
lascia libera l'apertura del tubo per cui si aspir, e naturalmente l'aria
spinge l'acido solforico dal matraccio A in quello B, e, quando
vi arriva, scompone l'ossalato, rende liberolacido ossalico, che ma
gisce sul manganese, e si cangia in acido carbonico; questo esce

gorgogliando nell'acido solforico, nel quale si essiea. Ripetuta questa


operazione sino a che non svolgasi pi acido carbonico, si apre il
tubo chiuso colla cera e si aspira l aria, sia quando l'apparecchio
siasi vuotato d' acido carbonico, ed allora si ripesa. Come abbiamo

detto la diminuzione di peso rappresenter la quantit di perossido


di manganese contenuta in quel manganese impiegato, o se vo
gliansi numeri esattissimi, si calcoleranno con quelli indicati sotto

l'equazione dimostrante la reazione.


Questo metodo ha molti vantaggi sull'altro, infatti si pu operare

sopra una qualunque quantit di manganese,e si deve fare una sola


e semplice operazione.

ACIDO MANGANICO
__ 51,5
M003 _

Manganese Ossigeno
- 53,40
46,60

100.00.
459. L'acido manganico non si conosce ancora allo stato di libert;
ogni qualvolta si tenta di isolarlo dalle sostanze nelle quali trovasi
,umbinato, si scompone in acido permanganico e biossido di manga
nese. Ci accontenteremo di studiare le propriet della sua combina
rione colla potassa.
Il manganato di potassa si prepara facilmente mescolando la po
mssa caustica. col biossido di manganese e calcinando la miscela:
'4

2"

<

.. .\ ,..gb

ACXDO mxoamco.

211

prodotti della reazione sono il manganato di potassa, KO,MnO3, e l'os

sido rosso salino di manganese, Mn30*. Se poi a quella miscela si


aggiunge alquanto nitro, la quantit di manganato ottenuto aumenta.
La sostanza grigiastra che cos si produce, trattata con una quantit
d' acqua non eccessiva, da una soluzione di manganato di potassa
intensamente colorata in azzurro; evaporata questa nel vuoto deporm
i cristalli prismatici di manganato di potassa isomor col seleniato,

col solfato e col cromato di potassa.


Il manganato di potassa un sale pochissimo stabile; un grande
eccesso d'acqua e gli acidi lo cangiano in permanganato di potassa
e biossido di manganese, e la soluzione acquista un colore violetto;
anche le sostanze organiche ed i corpi facilmente ossidabili lo di
struggono. Se poi alla soluzione, fatta di color violetto coi mezzi
indicati e contenente il permanganato, si aggiunge molta potassa,
essa ritorna al suo colore azzurro primitivo. Per questi cangiamenu
di colore gli antichi chiamavano questo sale camaleonte minerale.
Come il manganato di potassa, ovvero per doppia. scomposizione,
si ottengono anche imanganati di soda, barite e calce, ecc.

ACIDO PERMANGANICO.

Mao? = 111

Manganese
- 50,45
49,55
Ossigeno 100,00

460. L'acido permanganico pu aversi in soluzione trattando il


permanganato di barite sospeso nell'acqua coll'acido solforico: si

forma allora il solfato di barite e l acido permanganico si rende


libero rimanendo sciolto nell'acqua. - Si decompone facilmente
tanto per l'azione del calore, quanto per quella dei corpi facilmente
ossidabi, come sarebbero, ad esempio, la maggior parte dei metal
loidi e le sostanze organiche. - Abbiamo gi veduta l'azione sin
golare che esercita il biossido d'idrogeno sopra quest' acido.
L'acido permangauico si conserva meglio combinato alle basi,
ritenendo l'attitudine ad esser impiegato come sostanza ossidante
utilissima; infatti in tutte le reazioni nelle quali interviene questo
acido, si usa adoperarlo sotto forma di permanganato di potassa.
E questo sale dotato di un color purpureo intenso, cristallizza in
aghi del medesimo colore; poco solubile nell'acqua fredda e mag

giormente in quella calda ;la soluzione pu esser evaporata senza

.-1

212 -

ACIDO rziziraxoiiinco.

scomposizione; il sale secco per per l'azione del calore perde ossi
geno e si trasforma in manganato; questo fenomeno avviene anche
per l'azione della potassa. Infatti:
KO,Mn2O7 + KO,HO == 2I(O,Mn03 + O +
Permanganato
Poiassa
Manganato
di potassa

caustica

HO

di potassa

Il permanganato di potassa dotato di facolt ossidanti energi


che: non si pu ltrarne la soluzione attraverso alla carta, che sa
rebbe distrutta. dell'ossigeno dell'acido, il quale ridurrebbesi allo stato
di biossido di manganese; la maggior parte dei metalloidi sono ossi
.dati da una soluzione bollente di permanganato; i loro inferiori
gradi d'ossidazione e molti protossidi metallici passano nel mede
simo modo ad uno stato d'ossidazione superiore. In tutti questicasi
la soluzione di permanganato di potassa si scolora, e siccome una
piccolissima quantit di questo sale sufciente a comunicare un
colore intenso all'acqua, perci si impiega molte volte il permam
ganato di potassa nelle analisi volumetriche.
'
Il permanganato di potassa si produce per l'azione dell'acqua bol
lente, o di moli' acqua fredda, ovvero per quella degli acidi sul man
ganato di potassa. Per l'azione dell'acqua bollente tre equivalenti di
manganato si sdoppiano in biossido di manganese, potassa, e per
manganato.
La reazione cogli acidi rappresentata dalla seguente equazione:
supponiamo di adoperare l'acido solforico e avremo:
5K0,Mn01 + mo,sm : MnO,SO. + .uw,soa + 2KO,DInO" + mo
Per volendosi avere il permanganato di potassa libero od in
soluzione meglio far uso dell'acido carbonica: allora si forma il
permanganato, che colora il liquido in violette, il carbonato di po

tassa ed il biossido di manganese.


liifatti: 3K0,Mn03 + 2CO2 = K0,Mn'07 + 2KO,CO- + Mn02
Quando si voglia preparare il permanganato di potassa, si mesco
lano 10 parti di perossido di manganese, lavato con acido nitrico
molto allungato, a 12 parti di potassa caustica, e con un pod'acqua

si agglomera la miscela, che quindi vien riscaldata fortemente in un


vaso di ferro. Si avr una massa porosa, che s'introduce a pezzi in
una storta. tubulata, avente adattato un tubo di porcellana alla tu
balatura ed al collo un tubo di vetro, il quale vada ad immergersi

nel mercurio. La storta dev'esser riscaldata al calor rosso nascente


ed allora vi si fa entrare per mezzo del tubo di porcellana una cor
rente d'ossigeno, che rimane assorbito. Quando l'assorbimento e ces.

acmo PERSIANGANIC(L

213

saio, e dal tubo immerso nel mercurio l'ossigeno si svolga nell'aria,


si arresta l'operazione, e si pone la materia a contatto dell'acqua,
facendo arrivare nella soluzione ottenuta. una corrente d'acido car
bonico, sino a che il liquido sia divenuto color porpora. Dopo 24 ore
di riposo si decanta il liquido limpido, si ltra attraverso all'a
mianto quello mescolato al biossido, e tutto si concentra afnch ilsale

cristallizzi.
Si pu procedere anche nel modo seguente: si mescolano 4 parti
di biossido di manganese a 3 1/2 di clorato di potassae si aggiun
gono 5 parti di potassa sciolta in pochissima acqua. Essiccata e quindi
riscaldata al calor rosso per lungo tempo la massa ottenuta, dopo il
raffreddamento si mette nell' acqua, e si fa bollire in un pallone di
"QUO. La soluzione dev'esser poi ltrata. attraverso al vetro in pol'
vere od all'amianto, e, se l'acqua non venne usata in troppo grande
quantit, pel raffreddamento si ottengono i cristalli di permangana
to.- Ecco un'altro metodo di preparazione: si riscaldano in un cro
giulo di ferro 4 parti di potassa caustica, mescolate a 2 di clorato
di potassa sino a che cominci a svilupparsi l'ossigeno: allora tolta
la. materia dal fuoco, si addizione d'una parte di biossido di man
ganese; quindi si riscalda ancora sino a che la massa sia divenuta

solida. Si tratta questa con 80 parti d'acqua bollente, si mette la


soluzione a contatto coll' acido carbonico, si ltra , ed evaporato il

liquido a met, col raffreddamento si ha il permanganato cristal


lizzato.

PROTOCLORURO DI MANGANESE
MnCl = 63

Manganese - 43.65
Cloro .

- 56,35

100,00
461. Il protocloruro di manganese cristallizza con varie quantit
di acqua di cristallizzazione a. norma della temperatura della solu
zione, nella quale avviene il fenomeno. Il punto della sua massima
solubilitit a 630; di color roseo, fusibile, ma non volatile.

Si ottiene come residuo nella preparazione del cloro mediante la rea


zione fra l'acido cloridrico ed il perossido di manganese: e per sempre
commisto a sesquicloruro di ferro, dal quale si pu liberare, sia fa

cendo bollire il liquido col carbonato di protossido di manganese,


dopo averlo essicato per scacciare l'acido libero che conteneva e

214

vamocronuno m MANGANESE.

ripreso con acqua, sia riscaldando la sostanza prodotta per l'evapora


zione del liquido stesso, sino a che disciolta si abbia una soluzione,
che col fcrrocianuro di potassio non dia pi un precipitato azzurro
ma uno bianco. La sostanza cos trattata vien ripresa con poc'acqua
calda, e la soluzione ltrata; lasciatala raffreddare si avranno ieri

stalli di protocloruro, il quale per non assolutamente puro.


Si riesce ad avere il protocloruro puro trattando il carbonato di
protossido di manganese coll'acido cloridrico.

SOLFATI DI MANGANESE.
462. Solfato di protossido di manganese. M110,503 = 75,5. Il sol

fato di protossido di manganese molto solubile nell'acqua e pi a


caldo che a freddo, quindi si pu ottenere cristalltzzato senza grande
difcolt; i suoi cristalli sono rosei come quasi tutti quelli dei varii

composti di protossido di manganese. Questa colorazione pare dipen


dere dalla quantit d'acqua contenuta. nei cristalli: il solfato di mau
ganese cristallizza con sette equivalenti d'acqua fra 00 e 60, ed al
lora di color roseo intenso; fra 70 e 200 con sei, fra 200 e 40,

con quattro, ed inne cristallizza con un solo equivalente d'acqua


a 120. Variando la quantit d' acqua contenuta, cangia anche la
forma dei cristalli e diminuisce la colorazione del sale. - Forma
sali doppii coi solfati di potassa e d'ammoniaca.
Nei laboratorii si ha come residuo nella preparazione dell'ossigeno
cpl biossido di manganese e l'acido solforico; conviene per calci
narlo prima di scioglierlo nell'acqua, afne di scomporre tutto il
solfato di ferro, non essendo mai il biossido di manganese del com
mercio privo di ferro, che per l'azione dell'acido solforico mutasi in
solfato, e questo facilmente scomponibile per l'azione del calore,
mentre quello la subisce rimanendo lungamente inalterato. Dopo l'indi
cata operazione, si tratta con acqua la massa residua. e si ottiene il sol
fato di manganese puro. - Questo sale si forma anche per l'azione
dell'acido solforoso sul biossido di manganese in sospensione nel
l'acqua, ovvero calcinando il biossido stesso con 1110 del suo peso

di carbone e mescolato a solfo in ori, poscia riprendendo il residuo


con acido solforico concentrato.
.
Solfato di sesquiossido di manganese. Mn203,3S03 = 199. Il sol
fato di sesquiossido di manganese solubile nell'acqua,e forma con
essa un liquido intensamente colorato in rosso; si combina coi sol

fati di potassa e d'ammoniaca; i sali doppii, che cosi si ottengono.

sounm m asxomma.

215

cristallizzano con 24 equivalenti d'acqua e colla forma di ottaedri


regolari; sono dunque specie di allame.
Il solfato di sesquiossido di manganese si produce lasciando a
contatto coll'acido solforico tanto il biossido di manganese prodotto
articialmente, quanto il sesquiossido di manganese.

CARBONATO DI PROTOSSIDO DI MANGANESE.


463. Il carbonato di protossido di manganese si ha per via di
doppia scomposizione fra un sale solubile di protossido di manga
nese ed una soluzione d'un carbonato alcalino: appena formato
bianco. ma assorbendo ben presto l'ossigeno dell'aria si colora for
temente in bruno. - solubile nell'acqua carica d'acido carbonico.
La reazione pi interessante del carbonato di manganese quella
per la quale sotto l'inuenza d'una temperatura alquanto elevata ed
in contatto dell'aria cangiasi in gran parte in biossido di manganese,
cosicch i residui della preparazione del cloro possono anche in qua
sto modo esser utilizzati. Constano essi di una soluzione di cloruro
di manganese e di ferro; questo metallo e per pi facilmente preci
pitabile, sotto forma di sesquiossido, dagli ossidi alcalini o terralcalini;
quindi mescolando alla soluzione calda un po' di calce, si riesce a sepa
rare tutto il ferro. Il cloruro di manganese si converte poi in carbonato
pel contatto col carbonato di calce e sotto l'inuenza del calore e del
l'agitazione: si separa il sale dall'acqua per decantazione, e quello si
decompone poi in forni a riverbero mediante il calore e col con
corso dell'aria: il carbonato rimane cos convertito in ossido, il quale
si sovrossida per l' ossigeno dell'aria. La trasformazione in biossido
non riesce mai completa, per ad un grado sufciente, perch la
materia avuta serva utilmente a produrre nuovamente il cloro per
la sua reazione sull'acido cloridrico. Alcuni credono che il risultato
dell'indicata operazione possa esser rappresentato dalla formola
UIn3O == 2Mn02 + Mu0

FERRO
Fe = 28
464. Il ferro trovasi qualche volta nativo, come negli aeroliti,

nei quali per non esiste allo stato di purezza, ma invece allegato
a piccole quantit di nickel e d'altri metalli. Non perde por.ci le

216
FERRO.
sue pregevoli qualit, potendo servire a tutti gli usi, ai quali il ferro
si destina.
_
Il ferro puro in masse di color bianco argentino, lucente, del peso

specico di 7,8 e quando abbia subita l'azione del laminatojo o della


trala di 7,7; il pi tenace dei metalli comuni, un lo di ferro

di 2 millimetri di diametro non si rompe che sotto l'azione d'un


peso di 250 chilogrammi; molle, duttile e malleabile, specialmente

se si interrompe di tanto in tanto l'azione del laminatojo per ri


cuocerlo. - Cristallizza in cubi od in ottaedri, e la suastruttura
talvolta cristallinaoscagliosa, altre volte brosa, in quest'ultimo caso

presenta la. maggior tenacit e resistenza alla percossa. Il ferro


broso per a poco a poco, per l'azione anche di percosse lievi e ri
petute molte volte, diviene granulare, e da tenacissimo si fa fragile.
L'esperienza ha dimostrato che il numero di percosse necessario a

produr quel cangiamento ascende a pi di 100 milioni. A ci si at


tribuisce il rompersi di taluni pezzi di macchine, tuttoch fatti di
ferro eccellente e d'una mole considerevole.
Il punto di .fusione del ferro cos elevato, che difcilmente si

pu determinare anche approssimativamente; si fonde dunque soltanto


alle pi elevate temperature che si possano produrre. Per gode della
pregevole qualit di divenire molle al calor rosso intenso; allora
col martello e con altri mezzi adatti si foggia a volont , e se ne
possono saldare ed unire insieme varii pezzi, cosicch aderiscano
perfettamente. per necessario che la supercie dei pezzi diferro
da riunire sia affatto priva di ossido: infatti gli operai, che eseguiscono
queste operazioni, usano gettare un po'di sabbia silicea sul ferro ro-

vente, la quale forma coll'ossido un silicato, che fuso studesi sul


ferro; riesce cos preservato dall'azione dell'ossigeno dell'aria. Il sala
poi ai primi colpi di martello staccasi dal pezzo di ferro lascian
done a nudo la supercie metallica. - Il ferro magnetico alle
ordinarie temperature, ma al calor rosso perde questa sua propriet;
la riacquista per raffreddandosi. Si pu anche calamitare sia dure
volmente, sia tcmporariamente, coi metodi che la sica insegna.

L'aria. secca, l'ossigeno secco e l'acqua affatto spoglia d'aria non


esercitano veruna azione sul ferro alle ordinarie temperature; coll'a
juto del calore invece l'aria e l'ossigeno lo ossidano, e gli comuni
cano varii colori a norma della temperatura alla quale accade il fe'
nomeno; cos, ad esempio, a 2340 diviene di color giallo d'oro; a

2500 violette porpora; a 3000 azzurro, ed inne al calor rosso, dopo


aver subite varie alternative di colori, si copre d'uno strato d'ossido
cos considerevole, che ne acquista il colore; a. questa temperatura
'

'217

PER Ro.

pu anche abbrucmre vivamente nell'ossigeno, come vedemmo par


lando di questo metalloide. - Anche l'acqua decoritposta al calor
rosso dal ferro.
Quando invece l'aria e l'ossigeno agiscono umidi, o l'acqua con
tenga aria, il ferro si ossida rapidamente, e si trasforma in una so
stanza rossastra, che chiamata ruggine. Il fenomeno dell'irrugginirsi
del ferro e molto complesso, infatti troviamo in questa sostanza,
appena prodotta, il nitrato ammonico, l'acqua ossigenata, e nella

sua formazione si sviluppa ozono; quindi devesi ammettere, che


al fenomeno dell'ossidarsi del ferro sono concomitanti quelli della
scomposizione dell'acqua (perch col suo idrogeno e coll' azoto
dell'aria si formi l'ammoniaca), della ossidazione dell'azoto e
dell'acqua stessa. Fra il ferro e gli elementi dell'aria e l'ossido,
che va formandosi, si stabiliscono fenomeni elettrici, i quali attivano
molto quelli chimici; di questi fatti l'acido carbonico dell'aria e il
principale agente. - Quando l'ossidazione del ferro cominciata
in un punto prosegue in tutta la massa con molta rapidit; dap
prima si forma il protossido, il quale convertesi in carbonato, e
questo poi in sesquiossido di ferro idrato. - Se poi l'aria contiene
vapori d'acidi pi energici del carbonico, l'ossidazione si manifesta

molto pi vivamente.

'

A cagione delle estese applicazioni del ferro si studiarono moltissimo


i mezzi diconservarlo inalterato, al qual ne vien consigliato il ricr
prirlo di leggeri strati di sostanze alcaline o di corpi grassi; e utile il
tuffarlo in una miscela calda di olio di lino e noce; asciugato poi.
vi rimane aderente un legger velo di sostanza grassa, che lo pro
tegge dall'azione dell'aria. Per alcune applicazioni riesce utile il
ricoprirlo d'uno strato di zinco o di stagno o d'antimonio, e questi
metalli lo preservano intieramente dall'ossidazione, come vedremo
in seguito.

Gli acidi allungati attaccano il ferro facilmente con sviluppo di


idrogeno; in quelli ossigenati l'idrogeno dell'acqua basica che
si sviluppa, negli idracidi quello combinato al metalloide; sempre
il ferro si sostituisce all'idrogeno producendo sali corrispondenti al
l'acido impiegato. Usando gli acidi all'ordinario loro stato di con
centrazione accade ben di frequente, che la reazione sia pi com
plicata; l'acido nitrico ordinario attaccando il ferro svolge abbon_
danti vapori dei composti ossigenati dell'azoto, riconoscibili al color
rosso, che acquistano all'aria.
Se per invece dell'acido nitrico ordinario si fa uso di quello
fumante, il ferro rimane inalterato, e pu di poi esser immerso in
Bll'GFA'HZLLI. Trattato rIi Chimica, ecc. Vol. II.

28

218,
ranno.
quello ordinario senza pi subire azione alcuna. Il metallo ha
dunque perdute le sue propriet pel contatto coll'acido nitrico fu.
mente, e allora chiamasi ferro passivo. - In molte maniere si pu
procacciare quella inalterabilit al ferro; posto a contatto dell'alcool,
dell'ammoniaca, ovvero riscaldata un estremit d' un lo di ferro
nella amma dell'alcool, sino a che si colori leggermente in azzur
ro, diviene passivo; se poi immerso un lo di ferro passivo nel

l'acido azotico si prende un' altro pezzo di lo di ferro ordinario, e


lo si immerge nell'acido tenendolo a contatto del lo gi reso pas
sivo, anche questo secondo vi rimarr inalterato. - Questi feno
meni debbonsi attribuire alle condizioni elettriche, che assume il

lo di ferro,_ nella parte in cui reso passivo; perde le nuove sue


propriet, quando lo si adoperi come polo negativo d'una pila.
Il ferro precipita molti metalli dalle soluzioni dei loro sali. Molti metalloidi attaccano il ferro a temperature pi o meno ele
vate: il cloro, l iodio, il solfc. il fosforo dimostrano questa propriet;
ma fra tutte queste azioni interessa sommamente quella del carbo
nio, che unito anche in piccole quantit al ferro, ne cangia le pro
priet producendo quelle sostanze utilissime, dette acciajo e ghisa o
farmacia.

Si conoscono due specie principali di ghisa, quella bianca e quella


grigia. La ghisa bianca ha un aspetto metallico, lucente; e fragile,
durissima; scalsce il vetro e non si pu limare; molto pi fu
sibile del ferro, ed il suo peso specico varia da 7,6 a 7.8; contiene

da 2 a 5 per cento di carbonio combinato, oltre a tenue quantit


di solfo, silicio, fosforo e manganese. Trattata coll'acido cloridrico

lascia. per residuo indisciolto un po di silice, mentre tutto il ferro


si converte in cloruro di ferro, ed il suo carbonio, combinandosi al

l'idrogeno nascente, forma varii carburi d'idrogeno: inne quando


dallo stato di fusione si lasci solidicare lentamente, passa alla forma
di ghisa grigia, ed una porzione del carbonio separasi dalla massa
allo stato di grate.
La ghisa grigia non cos fragile come la bianca, il suo aspetto non
metalltco, n lucente, ma talvolta nero; relativamente molle e ri

cave l'impronta del martello; si pu limare e tagliare; fusibile facil


mente, e molto meglio adattata dell'altra alla preparazione degli og
getti conforniati in stampi; col solidicarsi aumenta di volume. La
sua CHIIPUSZODB presso a poco come quella della ghisa bianca,
questa per ha il carbonio quasi per initero combinato, mentre la
grigia lo ha. mescolato allo stato di grate. Infatti trattando la
ghisa grigia o nera coll'acido cloridrico si ottiene un abbondante

_.__

____ ..,

ranno.

21 9

sviluppo d'idrogeno quasi intieramente scevro da carburo .d'idro


geno, e nel residuo insolubile si ha molto carbonio allo stato di
grate-La ghisa grigia o nera convertesi in ghisa bianca, quando
si faccia rapidamente passare dallo stato di fusione a basse tempe
rature. Il peso specico della ghisa grigia o nera varia da 66 a7,5.
L'acciajo invece gode di varie siche propriet del ferro; dut
tile, malleabile. lucente e pi fusibile del ferro, meno della ghisa;

la sua tessitura granulare; riscaldato fortemente e raffreddato


quindi istantaneamente diviene elastico, duro, fragile e dicesi allora

temperato. La durezza od il grado della tempera dell'acciajo dipende


tanto dalla differenza di temperatura fra l'acciajo ed il mezzo che
si impiega a raffreddarlo, quanto dalla prontezza del raffreddamento.
L'acciajo pu in seguito perdere la tempera acquistata, quando venga .
di nuovo riscaldato e lasciato quindi lentamente raffreddare, dalla
qual cosa nasce la necessit di non porre mai in queste circostanze
glioggetti, come i coltelli e le lime ecc., che sono utili appunto per
la tempera dell'acciaio di cui sono fatti. Molte volte ciononostante
utile il diminuire la durezza acquistata da un'acciajo, la qual cosa
si ottiene riscaldandolo alquanto e lasciandolo quindi raffreddare a
poco a poco. Del grado di riscaldamento sofferto dall acciajo, e quindi
della conseguente diminuzione di durezza, si pu giudicare dal co
lore che assume nella operazione: infatti l'acciajo riscaldatoa 2200 '
divien di colore giallo paglia; a 2550 inuno; a 2850 azzurro chiaro;
a 3320 verde acqua. - L'acciaio e ferro contenente tuti' al pi l'uno
per cento di carbonio e piccole quantit di altre sostanze, che ser
vono talora a comunicargli doti pregevoli, come fanno ad esempio
un po' d'alluminio, di manganese e specialmente di tunsteno. - L'ac
ciajo si distingue con diversi nomi a. norma delle varie suequalit,
che dipendono dal modo di fabbricarlo o di lavorarlo: fra le varie
specie d'acciaio merita ora menzione quello damascato, che gode
della propriet di presentare un' aspetto variato alla sua supercie.
quando sia stato posto a contatto di un acido, il quale discioglie il ferro
e lascia libero il carbonio. Quando dunque il carbonio non sar
uniformemente distribuito in un'acciajo, per l'azione di un acido,

la supercie metallica apparir diversamente tinta in ogni sua parte,


la qual cosa costituisce appunto una delle differenze fra. 1' acciajp

damasoato e quello di altre specie.


465. Occupiamoci ora della preparazione del ferro allo stato di
purezza, e diciamo qualche cosa di quello del commercio; questo
non mai puro, gode per delle propriet, che gi indicamino esser
possedute tlal ferro puro.

220
ranno.
Il ferro allo stato di purezza si prepara con uno dei seguenti me
todiz l' idrogeno puro e secco reagendo sugli ossidi di ferro li riduce,
mentre convertesi in acqua. Non assolutamente necessario che
l'idrogeno sia secco, ma con esso l'operazione riesce pi sicuramente;
invece richiedesi senza dubbio tanto la purezza del sesquiossido di
ferro (che questo fra gli ossidi di ferro quello usato), quanto quella
dell'idrogeno, questo cio non deve essere mescolato n a carhuri d'idro

gene, n agli altri prodotti gasosi soventi volte esistenti in quello svi
luppato dalla reazione fra lo zinco e l'acido solforico allungato. Se l'idro
geno contiene uno di questi prodotti, nel ferro ottenuto se ne riscon
trano le traccie; cos ad esempio, se mescolato ad un carburo d'i

drogeno, nel ferro si potr riconoscere la presenza del carbonio ecc.,


se il sesquiossido di ferro non ben lavato lascier alcune sostanze
nel ferro, come per esempio solfo, sali alcalini, che renderanno im

puro il.metallo.

Si faccia in modo dunque di produrre l'idrogeno puro, e si dis


ponga il sesquiossido in una bolla di vetro sofata nella parte me
diana. di un tubo, che termini appuntato. La reazione incomincia e
si compie anche a temperatura non molto elevata, e dal tubo esce
l'acqua allo stato di vapore. Con queste operazioni si ottiene un
ferro polverolento, nero, in uno stato di grandissima divisione, che
raffreddato in contatto dell'idrogeno ed esposto poi all'aria, condensa
in s l' ossigeno di questa, ed avviene un sufciente aumento di

temperatura, perch il ferro accendendosi si ossidi. A cagione di que


sto fenomeno il ferro cos ottenuto detto piro/urico; volendolo con
servare bisogna chiuderlo nel tubo fondendone le estremit. Se invece
nel far_agire l'idrogeno si riscalda il sesquiossido sino a temperatura
elevata, si ha un ferro non pi porosissimb ma agglomerato, di co
lore grigiastro e che non si accende pi a contatto dell'aria, avendo

perduto colla porosit il potere di condensare l'ossigeno atmosferico.


Il ferro cos preparato si usa in medicina sotto il nome di ferro ri
dotto; quello del commercio difcilmente puro, tanto perch pochi
usano le indicate avvertenze nel produrlo, quanto perch molti per
frode lo mescolano ad altre sostanze.
Un' altro metodo per preparare il ferro puro consiste nel riscaldare
al punto di fusione di questo metallo una miscela del miglior ferro
del commercio, come ad esempio i pezzi di corde da cembalo, in
sieme ad un po di polvere di vetro e ad _un' ossido di ferro od al

carbonato di protossido. Il ferro del commercio contiene sempre


piccole quantit di carbonio, di silicio e di fosforo, le quali per l'azione dell'ossigeno dell'ossido si tramutano negli acidi corrispon

FERRO.

221

denti, che o si svolgono allo stato gasoso o, come il silicico, sciol


r1.;onsi nel vetro; il silicato cos prodotto serve poi a ricoprire il mas
s8llo di ferro, ed a preservarlo dall'azione dell'aria. Alla. riescita
della operazione si richiede una elevatissima temperatura, e convien
impiegarei crogiuoli di calce a. preferenza di quelli ordinarii, anche
refrattarii.
466. Il ferro del commercio si prepara mediante la riduzione degli
ossidi, che abbondantissimi si incontrano in natura, e che costitui

scono una ricchissima variet di specie mineralogiche; anche il ferro


spatico o carbonato di ferro un eccellente minerale ed utilissimo
in quella operazione. Gli altri minerali di ferro, ad esempio le piriti,
non si prestano convenientemente a porgerci il ferro.
La reazione chimica, per la quale il metallo viene ridotto, delle
pi semplici: noi sappiamo quale sia l'afnit per l'ossigeno nei
l'ossido di carbonio, che un riduttore potente tanto pi coll'ajum
del calore; sappiamo anche che l'acido carbonico a contatto del car
bonio rovente si cangia in ossido di, carbonio: ebbene quegli ossidi
di ferro ed il carbonato, che per l'azione del calore si converte in os
sido, vengono posti entro forni appositi in contatto al carbone rovente;
questo sempre in una dose eccedente di molto quella che l'aria
articialmente sofata nei forni pu convertire in acido carbonico. Per
la. qual cosa l'ossigeno dell'aria al primo scontrarsi col carbonio ro
vente lo converte in acido carbonico, e questo per l eccesso di carbo
nio forma l ossido, che per la sua facolt riducente disossida il mi

nerale, cos il ferro reso allo stato di libert, o tutt'al pi si com


bina con un po di carbonio divenendo acciajoso o passando allo
stato di ghisa.
Se dunque il minerale di'ferro fosse puro, l'operazione ,ryiescirehbe
semplice; ma invece contiene sempre alcune sostanze terrose, che
sono dette, con nome comune, ganga. Perch queste materie non re
stino interposte fra la massa del ferro prodotto, necessario il re
carle allo stato di fusione; allora o facilmente si distaccan mediante
il martellamento dal metallo ridotto, ovvero,. permettendo che il ferro
si converta in ghisa, colano commiste a questa e fuse insieme, sino

nella parte inferiore del forno, dove le due materie separansi in due
strati a cagione della differente loro densit; la ganga fusa, che al
lora dicesi scorta, sopranuota, e difende il sottostante metallo dall'a
zione dell'aria recata nel forno ad attivare;la combustione e le azioni
chimiche, che in esso si compiono.

Ma la materia commista ai minerali, ossia la ganga, pu esser


di diversa natura ed anche infusibile. Sar dunque in questo caso

.l"

222

FERRO.

necessario 1' aggiungervi quelle sostanze, le quali possono modi


carla, in modo che divenga fusibile. La ganga dei minerali di
ferro per lo pi o silicea od argillosa, e pel contatto coll'ossido di
ferro, alla temperatura com' nel forno elevata, si forma un sili
cato di ferro od uno di ferro e d'allumina facilmente fusibili. Se
per avventura la ganga non contenesse acido silicico e fosse, ad .
esempio, calcare, allora bisognerebbe aggiungere al minerale una
conveniente dose di silice o meglio di argilla, sostanze queste che
colla calce e col ferro formano silicati doppii o multipli fusibili.
evidente che in questi casi una porzione del minerale utile si im
piega a render fusibile la ganga; il che si pu evitare, costituendo
hella ganga una miscela conveniente di argille, (di acido silicico cio
ed allumina) e di calce , ed adoperando una temperatura alquanto

pi elevata che nel caso precedente. Si forma allora una scoria di


silicato d'allumina e calce fusibile, ed il ferro ridotto per l' azione
del calore e pel contatto col carbonio si converte in ghisa.
Sonvi dunque due metodi adatti alla estrazione del ferro; con uno,

detto catalano, si perde alquan'ta materia utile, ma si ha il van


taggio di ottenere immediatamente il ferro dolce o tutt'al pi un
po acciajoso; coll'altro invece si economizza il minerale, ma si pro
duce la ghisa, la quale ha poi bisogno di successive operazioni per
esser convertita in ferro. Ciononostante questo secondo metodo me
rita la preferenza, perch permette di operare contemporaneamente
su grandi masse di minerale, e perch per molte altre ragioni.
specialmente per la continuit del lavoro, riesce pi economico.
L'apparecchio col quale si attua il metodo catalano consiste in una
specie di crogiuolo della forma d' un prisma a base rettangolare.
i.

avente da un lato un'apertura per linjezione dell'aria; a. norma


della capacit vi si introduce la miscela d'ossido_e carbone, e vi si

compiono le reazioni indicate, cosicch dopo qualche tempo si pu


estrarne un massello di ferro, il quale perde la SCOPRI, che lo tap
pezza, mediante le battitura. Ognun vede essere questo un metodo

intermittente, quindi incomodo e dispendioso. Puossi a piacimento


per in questo modo ottenere il ferro commerciale od anche l'ac
ciajo detto naturale.
L'altro metodo detto dell'alto [ama o forno reale dell'apparec

chio nel quale si eseguisce. L' alto forno ha internamente la forma


di due coni a basi opposte, l'inferiore per alquanto pi breve del
superiore, ed amendue terminati al vertice a forma di cilindro; nella
parte pi bassa evvi un ricettacolo o cava, destinato a contenere le
scorie e la ghisa, le quali vi cadono liquefatte pel calore. All'ingiro

ranno.

223

nella parte inferiore sonvi le aperture per le quali l'aria spinta


nel forno. Quando questo sia caldo, lo si riempie a strati alterni di
carbone di legna, ovvero di arso, e di minerale in polvere debita

mente preparata, e vi avvengono le reazioni atte a ridurre il metallo;


l'ossigeno cio forma l'acido carbonico col carbone ardente, quello
mutasi poi in ossido, che riduce il minerale di ferro convertendosi
di nuovo in acido; queste reazioni si alternano varie volte, intanto

che il ferro prodotto si carbura, si converte in ghisa e discende sino


nel ricettacolo inferiore colle scorie liquefatte. Da questo poi per
mezzo d'un canaletto, che si apre a volont, si estrae la ghisa pro
dotta.

Non questo il luogo, dove si debbano descrivere dettagliatamente


tutte le operazioni, le quali valgono a produrre la ghisa e le varie
qualit di questa, nia poi come questa si riduca allo stato di ferro
dolce. Accenneremo ora appena alle reazioni che avvengono in questa
conversione: la ghisa, come sappiamo, contiene sempre carbonio e
piccole quantit di solfo, fosforo e silicio; queste materie sono molto

.pi facilmente ossidabili del ferro, cosicche producendo la fusione


della ghisa a contatto dell' aria, dapprima si ossida un podi ferro,
che reagendo sul carbonio, solfo, fosforo e silicio, tutti li ossida e li

separa dal ferro, il quale ne rimane spoglio ed almeno con cos


piccole quantit, quali sono quelle che trovansi nel ferro ordinario
del commercio.

L' acciajo e poi fabbricato in vari modi: abbiamo gi veduto Che


nella produzione del ferro col metodo catalano si ottiene molte volte
il ferro in parte allo stato d'acciajo, contenente cio un po di car
bonio. Molte volte invece si opera prima la riduzione del minerali.
in ferro dolce, che si carbura in seguito ponendolo a contatto col

carbone per alquanto tempo a temperatura elevata. L'operazione si


compie in forni appositi, contenenti alcune casse in muratura, che
si riempiono di strati alterni di lamine di ferro dolce e d' una mi
scelta di carbone e sostanze per lo pi alcaline. Queste variano tanto
in qualit che in quantit a norma della esperienza o dell'abitudine
del fabbricatore, il quale molte volte aggiunge alla miscela suddetta,

anche un po di carbone animale e di sostanze animali, come unghia.


corna in raschiatura, ecc. Queste miscele son dette cementi; quindi

questo metodo di preparazione dell'acciajo e chiamato metodo per


cementazione. Sembra che il carbonio prima di penetrare nel ferme
renderlo acciajo, s per l azione dell' azoto interposto o di quello dei

:El!'l)t>ll azotato animale e per la presenza degli alcali , si trasformi


in cianogeno, che coi metalli alcalini forma cianuri. E infatti cosa.

224

. ranno.

conosciuta che stronando una lamina. di ferro scaldata al rosso

col ferrocianuro di potassio, essa si cangia in acciaio molto facil


mente. Perci molti credono che la cementazione del ferro debbasi
al carbonio del cianogeno, che in quelle circostanze si forma. -Co
munque sia le spranghe di ferro sottoposte a quella. operazione
riescono penetrate dal carbonio dall'esterno all'interno, essendone pi.

ricche negli strati superciali che nei sottoposti. Ad avere una massa
omogenea si scielgono a certi segni i pezzi, che per la. loro miscela
daranno un' acciajo conveniente; col riscaldamento al calor rosso e
per l'azione del maglio si iiiipastano e si mescolano insieme, ov
vero colla fusione se ne ottiene la uniformit in ogni parte.
Inne si produce l'acciajo anche decarburando la ghisa, cio ponen.
dola a contatto colla limatura di ferro a temperatura elevata. Buona
parte del carbonio della ghisa passa alla liniatura, cosicch quella
rimane allo stato d'acciaio, che per sempre di cattiva qualit ,
contenendo elementi nocivi alle propriet dell'acciajo.
Il ferro non forma leghe utili coi metalli nora studiati.

COMBINAZIONI DEL FERRO COLL'OSSIGENO.

467. Il ferro forma le seguenti combinazioni coll'ossigeno;


Protossido di ferro

FeO

Sesquiossido di feno. . . = Fe-03


Ossido di ferro magnetico . = 1"e30
Acido ferrico . .. . . . := Fe03
Il protossido ed il sesquiossido sono basi salicabili; l'ossido ma
gnetico salino. Esistono altri ossidi salini di ferro, risultanti dalla

combinazione del protossido col sesquiossido in varie proporzioni .


queste combinazioni non sono per importanti.

PROTOSSIDO DI FERRO.

1a..0 = 36

Ossigeno = 22,22
Ferro

100,00.

468. Il protossido di ferro non si trova mai allo stato di purezza


in natura, ed e cosa estremamente difcile l'ottenerlo non mescolato
-al sesquiossido, perocch ha una grandissima afnii per l'ossigeno.

i>rto'rossino m nano.

225

Rinviensi in natura combinato all' acido carbonico nel ferro spatico,

ed al sesquiossido di ferro nell'ossido magnetico.


un corpo bianco, quasi affatto insolubile nell'acqua; se idrato
si trasforma prontissimamente in sesquiossido per 1' azione dell'ossi
geno; questo fenomeno sempre accompagnato dalla produzione di
ammoniaca, dalla qual cosa appare come l acqua di idratazione si
scomponga, e l idrogeno suo nascente si combini all'azoto dell'aria
per formare quella sostanza.-Nella ossidazione il protossido idrato
cangia successivamente di colore, da. bianco fassi verde sporco, verde
intenso e nalmente rossastro: i pi comuni agenti ossidanti pro
ducono istantaneamente questa trasformazione. - Il protossido di
ferro una base energica, pi forte del sesquiossido; si hanno quindi
moltissimi sali di protossido di ferro.
Si produce il protossido di ferro idrato mescolando insieme una
soluzione di un sale di protossido di ferro con un altra di potassa
caustica; conviene per che abbiano subita l'ebollrzione da poco
tempo, e devesi impedire il contatto dell' aria col precipitato, tanto
nel liquido in cui ha origine, quanto sul ltro sul quale raccogliesi.
L'ammoniaca non serve a precipitare il protossido di ferro, perocch
cosuoi sali formando combinazioni solubili, non pu procurarne la
separazione.
Caratteri dei sali di protossido di ferro. 1 sali di protossido di ferro
sono bianchi se anidri, di colore verdognolo se idrati; attirano la
cilmente l ossigeno e fanno perci alcune volte funzione di corpi
riduttori, precipitano infatti l'oro dalle sue soluzioni. Gli alcali vi
producono un precipitato bianco, che presto si colora. divenendo ros
sastro; l'acido soldrico determina, in quelle perfettamente neutre,
un tenue precipitato nero di solfuro di ferro, che non pu aumen
tare, perocch l'acido, che si rende libero, scompone il solfuro di mano

in mano che si forma. 1 sali ad acidi deboli per sono scomposti


intieramente, gli altri poi se vi si aggiunga un acetato alcalino. -
Il solfuro ammonico vi precipita il nero solfuro di ferro.
Il ferrocianuro di potassio (prussiato giallo di potassa) forma coi
sali di protossido di ferro un precipitato bianco, il quale diviene az
zurro all'aria. -_ Il ferricianuro (prussiato rosso di potassa) invece
d origine subito ad un precipitato di color azzurro intenso.
Le soluzioni di sali di protossido di ferro assorbono il biossido
d'azoto colorandosi intensamente: questa colorazione si ottiene an
che coll'acido nitrico. - Tutti i mezzi ossidanti, l'acido nitrico, l'ipo

cloroso, il permanganico, ecc. , trasformano i sali di protossido Il

quelli corrispondenti di sesquiossido.


IIUGNA'IILLI. Trattato di Chimica no. Vol. Il.

SESQUIOSSIDO DI FERRO
FBO3 _

". Ferito
Ossigeno. =

'

.._q,.

100,00. %
469. Il sesquiossido di ferro, detto anche croco di Marte, colcolhar,

rosso d'Inghilterra, si incontra frequentemente in natura, talvolta rin


viensi cristallizzato come l' allumina; infatti i due ossidi sono iso

mor, del che vedemmo le prove parlando degli allumi; iso


morfo anche coi sesquiossidi di cromo e manganese, per questa
ragione in natura difcilmente si trova scevro da manganese; reci
procamente i minerali manganiferi contengon sempre ferro.
Ottenuto per via umida il sesquiossido di ferro di color rosso
ruggine, che pel calore diviene rosso vivo, se la materia in polvere, se agglomerata quasi nero; invece preparato per via secca,
di un rosso pi o meno vivo a norma dei mezzi che s' impiegano. insolubile nell'acqua e quasi sempre amorfo.
L'idrato di sesquiossido di ferro rappresentato dalla formola
FeO3,3HO ; essicato per nel vuoto perde la met dell'acqua sua,
ed al calor rosso la abbandona tutta divenendo incandescente; a
temperature molto elevate si trasforma in ossido di ferro magnetico,
abbandonando porzione del suo ossigeno. - Quando sia idrato fa.
cilmente solubile negli acidi, coi quali forma i corrispondenti sali.
Non per una base potente, ed infatti non combinasi al debole
acido carbonico; anzi nell'ossido magnetico fa funzione di acido ri
spetto al protossido di ferro: per questo fatto potrebbe esser collocato
fra gli ossidi indifferenti. - Il sesquiossido anidro invece appena
e lentamente attaccato dall'acqua regia. - L idrogeno , l' ossido di
carbonio ed il carbonio riducono il sesquiossido di ferro. Abbiamo gi
veduto che se la riduzione col mezzo dell'idrogeno si compie a tem
perature non molto elevate si ottiene il ferro piroforico ; a calore in
tenso invece si ha il ferro agglomerato , che non si ossida pi cos
facilmente all'aria. - Inne per l'azione del cloro condotto in una

soluzione alcalina nella quale siavi in sospensione il sesquiossido,


questa sostanza si trasforma in acido ferrico, vche_rimane combinato
all' eccesso d'alcali: questa reazione si deve prdti'ir alle medie or

dinarie temperature.

.'

ssscmossmo m ranno.

227

I solti e gli iposolti alcalini riducono a protossido il sesquios

sido di ferro nelle soluzioni dasuoi sali. Se si addizione ad una so


luzione d'un sale di sesquiossido di ferro neutro un po'd' iposolto
di soda, quella cangia di colore e diviene violetta; allora acquista la
rimarchevole propriet di decolorare l' indaco: a poco a poco il co
loro scompare, e la riduzione rimane effettuata. Se nel liquido all'os
sido di ferro mescolata anche l'allumina, purch sia la solu

zione alquanto allungata, quella separasi precipitando insieme ad un


po di solfo, il quale si pu scacciare col calore, dopo aver raccolta e
lavata la miscela precipitatasi. Quindi questa reazione utilissima,

quando vogliasi procedere alla separazione del sesquiossido di ferro


dall'allumina, separazione che cogli altri metodi conosciuti riesce in
comoda e difcile per molte ragioni.
Il sesquiossido di ferro idrato presenta una notevolissima modi
cazione per l' effetto del contatto prolungato coll'acqua bollente. Dopo
qualche ora il suo colore diviene rosso vivo, e la sua composizione

pu allora esser rappresentata da Fe203,HO. In queste condizioni


non pi attaccato dall'acido nitrico e cloridrico concentrati, se non
quando sieno bollenti, o da quest'ultimo mediante un contatto pro
lungatissimo. I medesimi acidi allungati con acqua e l'acido acetico
disciolgono il sesquiossido di ferro cos modicato, e se ne ottiene
un liquido colorato in rosso, limpido se veduto per trasparenza, tor
bido se per riessione: da questo liquido un sale alcalino, anche in
piccola dose, precipita il sesquiossido, ed altrettanto fanno gli acidi
cloridrico e nitrico concentrati, ma l'addizione d'acqua riproduce lo
scioglimento del deposito formatosi. - Quel liquido non possiede
pi i caratteri dei sali di sesquiossido di ferro, non forma pi
l'azzurro di Berlino col ferrocianuro di potassio; altrettanto accade
se si pone a contatto il sesquiossido modicato coll' acido acetico e
ferrocianuro di potassio, che col sesquiossido ordinario produrrebbero
l'azzurro di Berlino. - Inne il sesquiossido modicato non pre
senta pi il fenomeno dellincandescenza, quando venga scaldato in
modo, che si disidrati totalmente.

Fenomeni simili ai sovrindicati si ottengono anche con taluni sali


di sesquiossido di ferro: le soluzioni di acetato e dei nitrati basici
riscaldate in vasi chiusi alla temperatura di 1000 ed abbastanza lunga
mente cangiano sensibilmente di colore, e mescolate quindi con tenui
quantit di acido solforico, ovvero di solfato di potassa o soda, abbando

nano una sostanza rossa,che sesquiossido di ferro modicato,solubile


nell'acqua. La sua soluzione presenta i fenomeni di quella antece
dentemente studiata; cio limpida per trasparenza, torbida per ri

228

sasourossmo DI ranno.

essione, n da indizio della. presenza del composto ferrico, tanto se


trattata col ferrocianuro, quanto col solfocianuro di potassio.
Il precipitato rosso, che si ha. nel modo indicato poc'anzi, raccolto
e posto ad essicare sopra un corpo poroso, lascia. una sostanza avente
l' apparenza d' una vernice nera, lucente, solubile nell' acqua, che
appunto il sesquiossido modicato, e quasi puro.
I nitrati basici di ferro subiscono la medesima alterazione anche
per l'azione prolungata della luce.
470. Il sesquiossido di ferro si pu facilmente ottenere sotto forma
di idrato versando un eccesso d'ammoniaca in una soluzione d' un
suo sale, raccogliendo in seguito su d'un ltro l'ossido precipitato,
lavandolo con cura e quindi essicandolo. per cosa difcile l'espor
tare coli'acqua. tutta l ammoniaca od il sale ammoniacale prodotto,
e se non necessario l'avere l'ossido allo stato idrato, converr colla

calcinazione scacciare quelle sostanze.


Allo stato anidro costituisce il colcothat", che uno dei prodotti
della calcinazione del solfato di ferro, come vedemmo trattando del

l'acido solforico di Nordhausen. Si prepara in uno stato di tenuit


grandissima e dotato di un bel color rosso calcinando l'ossalato di ferro,
sale che si consegue a'ggiungendo ad una soluzione satura di sol
fato di ferro un'altra pur satura d'acido ossalico, sia tanto che non
formasi pi nessun precipitato; quello avuto si getta sul ltro e si
lava con acqua, sino a che questa non esca pi acida. Allora. si cal
cina l'ossalato, in un vaso esposto all'aria, ed a 2000 si scompone,
lasciando per residuo una sostanza in nissifna polvere impalpabile
e rossa, la quale sesquiossido di ferro anidro.
Inne si pu avere sotto forma di pagliette cristalline, durissime,

fondendo insieme una miscela d'una parte di solfato di protossido


di ferro e tre di cloruro di sodio, e lavando con acqua la massa
ottenuta.

471. Caratteri dei sali di sesquiossido diferro. Isali di sesquiossido


di ferro sono riconoscibili per le seguenti reazioni: gli alcali caustici
ssi e l' ammoniaca precipitano il sesquiossido da suoi sali sotto
forma d'idrato di color rosso bruno; altrettanto fanno i carbonati

alcalini; coll'ainto della ebollizione agiscono nello stesso modo i car


bonati di calce, barite e magnesia, reazione questa molto utile, quando

si tratti di separare il ferro da alcuni altri metalli, coi quali sia


commisto nelle loro soluzioni saline, - Col ferrocianuro di potassio
formano un precipitato di azzurro di Berlino. - Col solfocianuro di
potassio acquistano un colore rosso sangue, reazione questa d' una
squisita sensibilit; per taluni sali alcalini ad acido organico la im

SBSQUIOSSXDO ci ranno.

229

pediscono, e l'iposolto di soda la toglie facilmente. - L acido sol


foroso e gli iposolti alcalini li colorano intensamente. - Inne
l'acido soldrico li riduce rendendo lattiginpso il liquido, ed il sol

furo ammonico vi genera un precipitato nero di solfuro di ferro.


L infusione di noce di galla li colora in nero.
Le miscele di protossido e sesquiossido di ferro sono ricono
scibili , perch formano tanto col ferrocianuro che col fenicia

nuro di potassio (prussiato giallo e prussiato rosso di ptassa)


un precipitato azzurro, e perch decolorano il permanganato di po
tassa: il protossido di ferro per l'azione dell'acido permanganico si
trasforma in sesquiossido. Questa reazione ci porge un mezzo per
determinare la quantit del protossido. - Supponiamo d'avere una
soluzione di permanganato ed un'altra d'un sale di protossido di
ferro, e questa per ogni centimetro cubo contenga un milligrammo
di ferro-Si pu prepararla disciogliendo un grammo di ferro puro
in un eccesso di acido cloridrico, poi allungando il liquido, cosicch
occupi il volume d' un litro. - Allora si prendono, ad esempio, dieci
centimetri cubi di questa soluzione, e vi si aggiunge tanto di quella
di permanganato, sinch la colorazione rimanga permanente. Cos si
sapr quanto della soluzione di permanganato sia necessario a trasfor.
mare dieci milligrammi di ferro dallo stato di protossido a quello
di sesquiossido o da quello di protocloruro a sesquicloruro, che
cosa. equivalente. - Prendasi ora un volume conosciuto del liquido
contenentei due ossidi, e si tratti nello stesso modo; si cono

scer dal volume della soluzione di permanganato la quantit di


ferro contenutovi allo stato di protossido e quella del protossido
stesso. - Conviene ogni volta determinare il titolo della soluzione
del permanganato, perocch difcilmente si mantiene inalterata.
Questa. reazione specialmente utile, come si disse, per determi
nate il titolo del nitrato di potassa, il quale reagisce sul protoclo
ruro di ferro, secondo il modo indicato dalla equazione seguente,
che facilmente permette di calcolare anche i rapporti ponderali dei
corpi reagenti:
6FeCl + KO,NO5 + 4HCI = 3FeCl3 + KCl + NO + 4H0.
Con questa eguaglianza si trova, che un grammo di nitrato di po
tassa converte in sesquicloruro una quantit di protocloruro contenente
grammi 1,660 di ferro. Facendo dunque reagire un grammo di nitro
commercio sopra una quantit di protocloruro contenente la suin
dicata di ferro, e determinando in seguito col permauganato il
ferro che rimase allo stato di protocloruro, si avranno i dati neces
sarii per stabilire il titolo del nitro impiegato.

230

sxsomossmo m mano.

E cosa ben evidente che bisogna evitare in queste operazioni ogni


altra azione riducente sul permanganato ed ossidante sul sale di ferro,

OSSIDO DI FERRO MAGNET1CO.

F30: 116

Ferro

72,40

Ossigeno

27,60

100,00

472. Il sesquiossido di ferro si combina spesse volte ed in varie


proporzioni al protossido dello stesso metallo. - La sostanza che si
stacca dal ferro rovente battuto presenta una di queste combinazioni;
in natura trovasi un minerale, il quale costituito dalla unione del
protossido col sesquiossido di ferro, Fe0, Fe203=Fe30. detto os
sido magnetico, costituisce la calamita naturale, attrae il ferro, cri

stallizza talvolta in ottaedri e gode della densit di 4, 7 sino a 5.


Questo ossido e veramente salino: trattato coll'acido cloridrico in

quantit non eccedente il bisogno, gli cede il protossido e lascia


indisciolto il sesquiossido di ferro. Anche il modo di sua preparazione

lo dimostra ossido salino, infatti si ottiene facendo bollire l' acqua


contenente sesquiossido e limatura di ferro: durante l'esperienza svol
gesi l'idrogeno proveniente dell'acqua che si scompone, mentre il suo
ossigeno trasforma la limatura in protossido, il quale poi forma l'os
sido salino col sesquiossido - Pi diretta la sua. formazione pre

cipitando con un alcali la soluzione d'una miscela di equivalenti


uguali d'un sale di protossido e di sesquiossido di ferro, racco
gliendo, lavando il precipitato e riscaldandolo sufcientemente.
L ossido di ferro magnetico uno dei minerali pi adatti all'estra
zione del ferro.

ACIDO FERRICO
Fe03 = 52.
y_..r

473. L'acido ferrico non conosciuto allo stato libero, quando si


cerca d' isolarlo dalle sue combinazioni scomponesi in ossigeno et
ossido. Si ottiene combinato alla potassa con mezzi simili a quelli
coi quali si prepara il manganato di potassa: cos, ad esempio, me

acmo ramuco.

231

scolasi una parte di ferro in limatura a. due di nitro secco; la mi


scela vien posta in un crogiuolo di terra o di ferro molto spazioso, e
si riscalda sino al calor rosso incipiente. Allora si manifesta una

vera combustione, prodotto della quale il ferrato di potassa. - Qua


sto sale si forma anche conducendo il cloro a contatto d' una. solu'

zione di potassa caustica, che tenga in sospensione il sesquiossido di


ferro. - Sostituendo alla potassa la soda si ha il ferrato di soda.
Il ferrato di potassa un sale di color rosso intenso, sia isolato ,

sia in soluzione; per separarlo dall'acqua, che lo tien disciolto, conviene aggiungervi molta potassa caustica, perocch poco solubile

nel liquido proveniente da questa addizione: si ha allora sotto forma


d' una polvere nera o di cristalli rossi. un sale molto instabile.

COMBINAZIONI DEL SOLFO COL FERRO.

474. Le combinazioni che il solfo forma col ferro sono parecchie;


se ne conoscono almeno sette, le quali sono:

1.0 Il sottosolfuro di ferro


= Fe8S
2.0 Il sottosolfuro di ferro
= FeS
3.0 Il protosolfuro di ferro .
= Fe S
4.0 Il sesqnisolfuro di ferro.
= FeS3
5.0 Il bisolfuro di ferro .
- Fe S2
6.0 La pirite magnetica .
=- Fe7S8
7.0 Il persolfuro di ferro .
= Fe S3.
Il primo sottosolfuro si ottiene per l'azione dell'idrogeno sul sol
fato basico di sesquiossido di ferro. Adoperando invece il solfato neu
tre anidro si produce il secondo. Fra gli altri solfuri hanno impor
tanza il bisolfuro o pirite marziale e la pirite magnetica, perch abbondantissimi in natura; in ne il protosolfuro, per l'uso che se ne
fa nella preparazione dell'acido soldrico. - Il persolfuro di ferro
non si ottiene allo stato di libert.

PROTOSOLFURQ DI FERRO
Ferro - 63.63
Fes=44 Solto
- 36,37

_
100,00.
475. Il protosolfuro di ferro avuto per via secca di color nero,

lucente, fragile, fusibile e poco alterabile per l'azione dell'aria; pre

232

PROTOSOLFURO DI ranno.

parato invece per'via umida e nero, non lucente, polveroso ed at


taccato facilmente dall'aria, che prima di tutto lo trasforma in sol
fate di protossido di ferro, quindi lo ossida. maggiormente, come
appare dal color ruggine che acquista, proprio dei sali di sesquios
sido di ferro. - Riscaldato a contatto dell' aria si scompone , trat
tato cogli acidi energici scambia il suo ferro coll' idrogeno metallico
di questi, produce dunque acido soldrico ed un sale di ferro; come

sappiamo questa reazione si utilizza costantemente nei laboratorii


per la preparazione dell'acido soldrico.
Il protosolfuro di ferro si prepara per via secca arroventando.in
un crogiuolo coperto il ferro in pezzetti e projettandovi a contatto il
solfo ; a poco a poco tutta la materia diviene liquida, ed allora tutto
il ferro convertito in solfuro. - Lo si ottiene per via umida, quando
si pone il soldrato ammonico a contatto d'un sale di ferro disciolto.
Precipitasi allora sotto forma d'una sostanza nera, che raccogliesi su
ltro e lavasi con acqua contenente dell'acido soldrico ; quindi si es
sica al fuoco rapidamente o nel vuoto.
Mescolando insieme 60 parti di limatura di ferro e 40 di ori di
solfo ed umettando la miscela con acqua, quelle due sostanze si com

binano fra loro con grande sviluppo di calorico, cosicch l acqua.


viene espulsa allo stato di vapore. L' innalzamento di temperatura
cos grande, che talvolta accade l'accensione della massa. Ponendo
una considerevole quantit di quella miscela sottoterra, si ottiene dopo
qualche tempo una proiezione della terra e della miscela, che s' ac
cende allora frequentemente nell'aria. - Questa esperienza costituisce
il fenomeno detto solcano di Lemery, dal nome del suo inventore. -

L'aggiunta di un po' di cloruro ammonico nell'acqua facilita la rea


zione.

PIRITE MAGNETICA.

476. La pirite detta magnetica dalla propriet indicata da questa pa


rola si trova frequentemente in natura cristallizzata in prismi esaedri;
lucente e di colore giallo d'ottone. La sua costituzione non
ancora ben determinata, ma per lo pi la si rappresenta colla for
mola Fe"'S = 5FS + FeS, fusibile ed ha una densit di 4,6.

233

BISOLFURO DI FERRO

Fes = 60

Ferro

Solfo - 46,63
53,34
100,00.

477. In natura si trovano due specie di bisolfuro di ferro o pi


1ite marziale, la prima, detta pirite gialla o ferro solforato cubico,

d' un color giallo d'oro e lucente, cristallizza in cubi o con forme


derivate da questa, si conserva frequentemente senza alterazione e
gode d'una densit di 5; l'altra, detta. pirite bianca o pn'smatica o
ferro solforato bianco, di colore quasi bianco, cristallizza in prismi
romboidali, non si pu conservare, perch prima di tutto si screpola,
poi assorbendo l'ossigeno si trasforma in solfato di protossido di ferro.
Il bisolfuro di ferro fusibile ad elevata temperatura; perde per
una certa. quantit di solfa, cosicch scaldandolo in vasi chiusi se
ne ottiene questo metalloide. Per l'azione del calore a contatto del
l'aria si ossida producendo acido solforoso e sesquiossido di ferro ;
per questa ragione le piriti si impiegano soventi volte in luogo del
solfo nella preparazione dell'acido solforico, siccome per contengono
per lo pi od arseniuri o seleniuri, ne viene che anche l'acido otte
nuto non riesce puro.
La pirite prismatica si ossida facilmente, come dicemmo, trasfor
mandosi in solfato; anche la cubica subisce la medesima azione,

quando previamente abbia subita una legger torrefazione, che scacci


nssidandola una porzione del solfc. Servono per questa ragione le
piriti naturali anche alla preparazione del solfato di ferro.

SALI ALOIDI DEL ranno


PROTOCLORURO DI FERRO
.
Feci : 03,5

Ferro
Cloro

=
=

44,10
55,90

100,00.
478. Il ferro forma col cloro due combinazioni, il protocloruro cio

ed il sesquicloruro. Il primo una sostanza bianca, fusibile al calor


Busnnrnu.u. Trattato di Chimica ecc. Vol. II.

30

234

vaorocnonuno ur nano.

rosso, volatile a pi elevata temperatura e si sublima in lamine lu


centi; si discioglie facilmente nell'acqua, ottiensi cristallizzata con
quattro equivalenti d'acqua di cristallizzazione; solubile anche nel
I alcool. Il colore delle soluzioni leggermente verde.
Si forma allo stato anidro facendo passare l'a'cido cloridrico ga
soso e secco a contatto di li di ferro contenuti in un tubo di por
cellana scaldato al calor rosso; il protocloruro di ferro va a conden
sarsi nelle parti pi fredde del tubo. Quando invece lo si desidera
in soluzione nell'acqua, basta il porre l'acido cloridrico acquoso a
contatto del ferro; nella reazione si svolge idrogeno.

SESQUICLORURO DI FERRO

Efi :
100,00.

479. Il sesquicloruro anidro si ottiene facendo passare una cor


rente di cloro secco a contatto col ferro riscaldato in un tubo di por
cellana; allora. sotto forma di lamine brillanti, di color rosso, che
attirano l umidit dell'aria. e quindi si idratano; solubile anche
nell' alcool e nell' etere; volatile.

Il sesquicloruro di ferro idrato si prepara disciogliendo il sesquios


sido di ferro nell'acido cloridrico, ovvero il ferro nell'acqua regia, od
anche facendo bollire coll'acido nitrico il protocloruro di ferro con
tenente un eccesso d' acido cloridrico. La soluzione riesce di color
rosso, colore proprio dei sali di sesquiossido di ferro, e non cristallizza che con estrema difcolt. Non si pu ottenerlo anidro me
diante l evaporazione della sua soluzione, perocch, a modo del clo
ruro di magnesio, si scompone. Infatti: ,

FeCl3 + 3H0 = Fe03 + 3HCI.


Anche il sale anidro scomposto nel medesimo modo dal vapor acqueo.
Ha sempre una reazione acida sulla tintura di tornasole, e forma un

precipitato azzurro col ferrocianuro'di potassio: precipita l'alhumina


ed e usato in medicina come emostatico; per quest' uso se ne fanno
soluzioni col siroppo di zucchero, ma. dopo qualche tempo, e special
mente per l'azione della luce, il preparato si altera, e il sale si ri
duce a protocloruro. Si impiega anche disciolto nell'alcool contenente

un po d' etere mescolato al sale ammonico.

235

IODURI DI FERRO.
480. Il protoioduro di ferro e una sostanza bruna, fusibile , vola
tile, solubile nell'acqua, colla quale forma un idrato: si decompone

facilmente all'aria: rappresentato dalla formola FeI.


Si prepara ponendo l iodio nell acqua a contatto col ferro in li
matura od in li; dopo qualche tempo l' iodio scompare, e nel
l'acqua si trova la soluzione di ioduro di ferro.
Aggiungendo alla soluzione di protoioduro di ferro un eccesso di
iodio, il sale si cangia in sesquioduro.
Nel medesimo _modo e solo sostituendo il bromo all' iodio si ot
tengono i bromuri corrispondenti ai ioduri.

CIANURI DI FERRO.
481. Il cianogeno si combina al ferro come fanno il cloro, 1' io
dio, ecc, ma i cianuri derivanti non hanno veruna importanza, n

le loro propriet sono gran fatto conosciute.


Invece i radicali derivanti dal cianogeno e dal ferro, il ferrocia

nogeno ed il ferricianogeno producono combinazioni importantis


sime , come noi abbiamo gi veduto esaminando il ferroeianuro di

potassio o prussiato giallo, ed il ferricianuro di potassio o prussiato


rosso.
.
Dobbiamo ora occuparci di una combinazione usitatissima nelle
industrie e nei laboratorii, che si produce ogniqualvolta si ponga il
sesquiossido di ferro a contatto dell'acido ferrocianidrico, od un sale
di sesquiossido col ferrooianuro di potassio, ovvero si mescoli un sale
di protossido di ferro col prussiato rosso. Questa sostanza detta co
munemente azzurro di Berlino.
La composizione dell' azzurro di Berlino corrisponde a quella del
sesquicloruro: infatti alcune reazioni dimostrano che contiene l acido
ferrocianidrico, e specialmente quella dell' acido cloridrico a freddo,

che mette in libert quell'acido ; trattato poi cogli alcali abbandona


il sesquiossido di ferro producendo un ferrocianuro alcalino, esatta

mente come trattando nel medesimo modo il sesquicloruro di ferro si


ottiene il sesquiossido ed un cloruro alcalino. L'analisi poi dimostra che
pu esser rappresentato dalla formola:

(FellFeCy

236

CIANURI m marzo.

_la quale appunto corrisponde a quella del sesquicloruro, purch: si


ponga mente che il ferrocianogeno, FeCy3, biatomico; infatti (Fa-1)!
esattamente il doppio della quantit di ferro necessaria per for
mare il sesquicloruro con una quantit di cloro equivalente a (FeCy3)3.
E dunque un sesqut'fefrocianum di ferro. -' Questa la pi probabile costituzione del bleu di Prussia od azzurro di Berlino; alcuni

per la rappresentano altrimenti.


Le sostanze che in commercio si incontrano col nome di bleu di
Prussia o di azzurro di Berlino, non hanno mai esattamente la. in

dicata composizione, ed anzi nella maggior parte dei casi sono mi


scele di varii corpi; son tutte per insoluhili nell'acqua e nell'alcool,
di color azzurro senza lucentezza, tranne quando vengano stronate,

nel qual caso acquistano uno splendore analogo a quello dell' indaco.
Il sesquiferrocianuro di ferro non attaccato dagli acidi allungati;
gli alcali caustici ne separano il ferro combinato al ferrocianogeno
sotto forma. di sesquiossido; commisto all acqua ed al biossido di
mercurio alla temperatura dell'ebollizione subisce una completa tras
formazione, produce allora il cianuro di mercurio, che a caldo ri
mane sciolto nell'acqua, dalla quale separasi cristallizzato per raf
freddamento. - Per l'azione d'una temperatura moderata nel vuoto
o per quella della luce abbandona parte del cianogeno, e lascia per
residuo una sostanza gialla, che per l'azione dell'aria e nell'oscurit
riprende il primitivo azzurro colore, perdendo parte del sesquiossido
di ferro. Per queste reazioni si spiega, come le stoffe tinte in az
zurro col bleu di Prussia. subiscano una variazione di colore, quando
sieno esposte al sole, e riacquistino il primitivo nella oscurit.
Il bleu di Prussia pel contatto durante un giorno o due coll'acido
cloridrico o solforico allungato diviene solubile nell'acido ossalico,
cosicch, in tal modo trattato, serve, commiste ad una soluzione di

acido ossalico resa alquanto densa con un po di zucchero, a formare


l'inchiostro azzurro. Si pu anche ottenere direttamente il bleu di
Prussia solubile nell' acqua, quando si aggiunga. al ferrocianuro di
potassio ( prussiato giallo) una soluzione di ioduro di ferro conte
nenente un eccesso di iodio.
Il sesquiferrocianuro di ferro si prepara allo stato di purezza per
la reazione fra un sale di sesquiossido di ferro ed il ferrocianuro di
potassio. - Quello che trovasi in commercio sotto i nomi indicati

non e puro, perocch si fabbrica colle acque madri, provvedute sempre


di un eccesso di carbonato di potassa, dalle quali separossi cristallizzando il ferrociianuro di potassio. I fabbricanti eliminano molte
volte il carbonato, aggiungendo a quelle una sufciente quantit.

curwru Dl ranno.

237

d'allume, per la qual cosa si separa l'allumina, che rimane poi commista. all' azzurro. Per produrre questa sostanza , aggiungono poi il
solfato di protossido di ferro, il quale produce una materia. dap.
prima bianca, ma che poi per l'azione dell' aria si cangia in bleu
di Prussia. Anche in questa reazione si rende libero un podi pro
tossido di ferro, che se non viene colll' acido cloridrico separato dal
prodotto, questo rimane impuro.

0SSIS.\LI DI Fllll0.

CARBONATO DI PRO'IOSSlDO DI FERRO

Fe0,CO := 48.

482. Il carbonato di protossido di ferro si incontra in natura. nel


minerale detto ferro spatico; si prepara articialmente aggiungendo
ad una soluzione bollente di un sale di protossido di ferro un car
honato alcalino in soluzione calda. Difcilmente si ottiene puro, pe
rocch l'ossigeno dell' aria lo converte prestamente in sesquiossido
di ferro, il quale non forma alcuna Combinazione colll acido carbo

nico. - Si adopera in farmacia e lo si rende alquanto pi stabile


mescendolo al siroppo di zucchero. - E insolubile nell'acqua pura,
ma se questa contiene acido carbonico, allora vi si scioglie sotto forma.
di bicarbonato. Molte acque minerali ferruginose lo contengono in
questo stato.

SOLFATO DI PROTOSSIDO DI FERRO


\

di ferro
FeO,soa = 76 Protossido
Acido solforico

47,37
52,63

100,00.
483. Il solfato di protossido di ferro cristallizza in prismi romboi
dali contenenti 7aq., e quindi il 45,3 per cento d'acqua; solubile

nell'acqua, tanto che 100 parti di questa a. 150 disciolgono circa 70


parti di sale ed alll' ebollizione il quadruplo; si fonde nella sua acqua

238

SCI-FATO DI PROTOSSIDO DI FERRO.

=di cristallizzazione; a 1050 ne perde set equivalenti, e l'ultimo non


ilo abbandona che a circa 3000; per a questa temperatura non si
scompone, ma bens al calor rosso, producendo allora acido solforoso,
acido solforico anidro e lasciando per residuo il sesquiossido di fer
ro. - Aggiungendo l'alcool ad una sua soluzione, precipita sotto
forma d'una polvere bianca contenente un equivalente d'acqua.
I cristalli di solfato di protossido di ferro o la loro soluzione nel
l'acqua, assorbono dall'aria l'ossigeno e si trasformano in solfato ba
sico di sesquiossido di ferro: questo carattere, che e comune a tutti
i sali di protossido di ferro, dimostra gi che il solfato di ferro un
disossidante energico. Agisce infatti cos: l'oro vien ridotto delle
soluzioni de' suoi sali e l'indaco decolorato e reso solubile per
la presenza di questa sostanza, o pi precisamente del protossido di

ferro. Gli agenti ossidanti la trasformano quindi facilmente in sale


di sesquiossido di ferro. - Sappiamo inne come assorba il bios
sido d'azoto.
Il solfato di protossido di ferro forma sali doppii coi solfati al

calini; quelli cristallizzano con sei equivalenti d' acqua, e sono |iso
mor coi corrispondenti sali doppii, che sono formati dai solfati dei
metalli del gruppo detto del magnesio.
Gi in alcune reazioni vedemmo formarsi il solfato di protossido
di ferro, come, ad esempio , nella preparazione dell'idr gene me
diante l'acido solforico ed il ferro ed in quella dell' acido soldrico
col medesimo acido ed il protosolfuro di ferro.
Questa sostanza per gli usi del commercio si prepara per sempre
colle piriti, ed detta vetriolo verde o di Roma. Noi sappiamo che
alcune piriti da. s si alterano assorbendo l'ossigeno dell'aria, altre
mediante una legger torrefazione fanno la stessa cosa: quindi la pre
parazione in grande di quella sostanza non ha bisogno d' altre di
chiarazioni, e solo aggiungeremo che, essendo le piriti talvolta me
scolate a solfuri d'altri metalli, il vetriolo ottenuto contiene anche

altri solfati, dei quali il pi frequente quello di rame. Nelle in


dustrie il solfato di protossido di ferro mescolato a solfato di rame

molte volte ricercato, ed in altri casi temuto. Comunque sia si pn


liberarlo dal rame, facendone bollire la soluzione a contatto di alcune

lamine di ferro. - E usato molto nell'arte tintoria.

239

SOLFATO DI SESQUIOSSIDO DI FERRO


Fe03,3S03 = 200_
484. Il solfato neutro di sesquiossido di ferro una sostanza gialla,

amorfa, solubile nell acqua, di reazione acida, 'deliquescente. Si de


compone per l azion del calore , e dalle sue soluzioni |riscaldate si

precipita il solfato basico di sesquiossido di ferro. - Coi solfati al


calini forma l'allume di ferro; facilmente ridotto allo stato di sale

di protossido sia per l'azione del ferro metallico, che per quella del
l'acido soldrico.

Il solfato di sesquiossido di ferro si ottiene disciogliendo il se


squiossido nell'acido solforico , ovvero facendo bollire una soluzione

di vetriolo verde con un po' d' acido nitrico dopo averla addizionata
d' acido solforico.

caomo
c: = 26,75.
485. I principali minerali nei quali rinviensi il cromo sono: il

-sesquiossido, il ferro cromato ed il piombo rosso di Siberia o cro


mate di piombo. Si incontra in piccole quantit anche in altre so
stanze, come sono i rubini, gli smeraldi, il dialaggio e le serpentine.
Deve il suo nome al colore intenso di tutte le sue combinazioni.
Il cromo, preparato riducendo ad elevatissime temperature un suo
ossido col carbone, fragile, di color grigio d' acciajo, della densit
di 5,9, durissimo tanto che taglia il vetro e fusibile appena al ca
lor rosso bianco: l'acido solforico. e cloridrico le attaccano, quasi

niente il nitrico. Ma cos ottenuto non certamente puro, perch


contien sempre carbonio e silicio, che ne alterano le siche e chi

michc propriet.

Il cromo puro e cristallizzato si ha mediante la reazione del so


.di0 sul cloruro anidro di cromo. Si dispongano in un tubo di terra
o di porcellana alcune, navicelle di platino: da una parte annesso
al tubo un apparecchio, che vi introduce l' idrogeno secco, e le
navicella da questa parte sono ripiene di sodio, le altre di cloruro:

il tubo termina con un' allunga e questa con un tubo appuntato.

240

caono.

Quando l'apparecchio ripieno d' idrogeno secco, si riscalda al calor rosso dapprima il cloruro, quindi il sodio, che dalla corrente di

idrogeno trascinato a contatto del cloruro, e vi reagisce isolando


il cromo e formando il cloruro di sodio. - Il metallo riesce cristal.
lizzato in cubi, durissimo , di color giallo lucente , che resiste al

.l'azione degli acidi ed anche dell'acqua regia: scaldato a contatto


dell'aria si ossida alla supercie colorandosi come fa lacciajo, non
decompone l'acqua che ad elevata temperatura, e proiettato nel ni
tro fuso o nel clorato di potassa convertesi in cromato di potassaz.
il cloro lo ritorna allo stato di cloruro.
Si pu avere il cromo metallico anche sostituendo lo zinco al so.
dio e nel modo facile seguente: si pone in un crogiuolo una parte di
cloruro anidro mescolato a due parti d'una miscela di cloruro di po
tassio e sodio fatta con 9 del primo e 7 del secondo; sopra a que-.
ste materie si metton due parti di zinco in grani, che si coprono
d'uno strato della stessa miscela di cloruri. Al punto della fusione
della massa. uno strepito, che si diparte dal crogiuolo, annuncia la
reazione; intanto svolgonsi abbondanti vapori di zinco. Allora si ri
tira dal fuoco il crogiuolo, che raffreddato e spezzato da un mas
sello metallico di zinco e cromo; lo si lava bene e quindi si tratta
con acido nitrico allungato, che discioglie lo zinco, e lascia per re
siduo una polvere cristallina di cromo metallico; il quale cos otte
muto di color giallo bruno, cristallizzato in romboedri, della den
sit di 6,81, e scaldato a contatto dell'aria, passando per varie tinte,

diviene ossido verde; ad elevate temperature abbrucia nell'ossigem1


meno vivamente del ferro, e gettato nel clorato di potassa fuso for
ma il cromato di potassa con svolgimento di luce abbagliante. at
accato dal cloro, scompone l'acqua al calor rosso, ed a freddo ('o1
soccorso dell'acido solforico o cloridrico.
Anche il magnesio ed il cadmio riducono il cloruro di cromo ma
violentemente. L alluminio reagisce nello stesso modo, e se ne ha
un massello, che si libera dall' alluminio eccedente con un'alcali
caustico. Icristalli di cromo cos ottenuti sono visibili ad occhio nudo;

appariscono sotto forma di tavole quadrate o di prismi, e sono di


color bianco e lucenti, attaccabili dall' acido cloridrico e dal cloro.
- Questi cristalli contengono sempre un po d'alluminio di ferro e
di silicio, provenienti sia dall' alluminio, sia dalle pareti del cro
giuolo, ed infatti il cromo cos prodotto, attaccato dell'acido cloridrico,

sviluppa l' idruro di silicio.

241
COMBINAZIONI DEL CROMO COLL' OSSIGENO.
486. Le combinazioni del cromo coll' ossigeno sono simili a quelle
del ferro ed ugualmente numerose; anzi pel cromo si ammette da
molti l'esistenza d'un' acido percromico, che non ha il suo corri

spondente nei composti ossigenati del ferro; per l'acido percro


mico una combinazione non ancora ben conosciuta. Ecco la serie
delle combinazioni ossigenate del cromo:
Protossido di cromo . . .
Sesquiossido di cromo . .
Acido cromico
. . . .
Ossido salino combinazione

. . . . CrO
. . . . Cr203
. . . . Cr03
del protossido

col sesquiossido . . . . . . . .
O'ssido salino combinazione dell acido

Cr0 ==- CrO,CrO3

col protossido . . . . . . . . Cr0 = Cr0,Cr0


Acido percromico . . . , . . . . Cr07
(9)
,11 protossido di cromo sostanza molto instabile e si sovrossida cos
facilmente che scompone l'acqua; cos quando si aggiunge un' al
cali caustico sso alla. soluzione del protocloruro di cromo, si ottiene
un precipitato bruno di protossido idrato, il quale quasi subito si
cangia nell' ossido salino Cr30* scomponendo l'acqua. Il protossido
una debole base salicabile; si conoscono appena pochissimi sali,
che lo contengano.
Il sesquiossido e l'acido cromico sono le combinazioni ossigenme
pi importanti del cromo. Il sesquiossido isomorfo coll'allumina
e coi sesquiossidi di ferro e manganese, l'acido cromico lo col
solforico, selenico e manganico. Il sesquiossido fa spesse volte funzione
di base, ma nell' ossido salind Cr30, che corrisponde all' ossido ma.
gnetico del ferro ed a quello Mn30 del manganese, invece appare
come acido, cosicch quell' ossido si chiama anche cromito di cromo.
Abbiamo veduto come il protossido si cangia per ossidazione in
questo ossido salino; questo poi per l'azione del calore facilmente
si sovrossida, se a contatto dell'aria, per l'ossigeno di questa, ovvero

per quello dell'acqua, colla quale 1' ossido salino ottiensi combinato.
Si pu per avere, tuttoch non perfettamente puro, anche facendo
passare i vapori di acido clorocromico o cloruro di cromile in un

tubo di porcellana scaldato al rosso, ed ha. allora l aspetto d'una


sostanza nera, lucente alla supercie; la sua propriet pi notevole
. quella di esser magnetico, come il corrispondente composto di ferro,
BIIUGNA'I'ILLI. Trarlt di Chimica m. Vol. II.

34

242

coumrnzioru nxr. crono comfossmauo.

tuttoch il cromo non lo sia. - In questo ossido salino il protos'


sido di cromo pu esser sostituito da altri protossidi e specialmente
da quello di ferro. In questo caso si ha il ferro cromato, Fe0,Cr0",

che il minerale pi abbondante ed utile del cromo.


L'altro ossido salino, Cr0, una combinazione dell' acido cro

mico col protossido, CrO,Cr03, e si pu avere anche per l'azione


diretta'dell' acido sul sesquiossido idrato, come anche riscaldando
a 2000 l'acido cromico, dunque un cromato di protossido di cromo.
S decompone per l'azione del calore cangiandosi in sesquiossido.
Inne l'acido percromico non venne ancora sufcientetnente stu
diato. -Di tutti gli ossidi di cromo noi studieremo diligentemente
il sesquiossido e l'acido cromico, intanto notiamo che tutti pel
contatto degli alcali e dell'aria, meglio poi per quello dei nitrati
alcalini e col concorso del calore si cangiano in acido cromico.
SESQUIOSSIDO DI CROMO.

Cr903 = 77'5

Cromo

69,03
Ossigeno - 30,97
100,00

487. Il sesquiossido di cromo si pu avere tanto anidro che idrato,


ed in amendue i casi corpo rimarchevolissimo, sia per le interes
santi combinazioni che forma se idrato, sia per gli svariati caratteri
sici che possiede se anidro, a norma dei varii modi adoperati nel

prepararlo.
Il sesquiossido di cromo anidro presenta generalmente l'aspetto
d' una polvere amorfa, d' un color verde di ogni gradazione, goderne
della densit di 5,21, insolubile nell'acqua e soltanto fusibile per
l'azione d'una temperatura elevatissima; allora si trasforma in una
massa. nerastra, cristallina, isomorfa col sesquiossido di ferro e col
l'allumina, durissima, cosicch scalsce il vetro.

inattaccabile degli acidi appena che abbia subita l'inuenza di


una temperatura alquanto elevata, dimostrando cos una grande so

miglianza, anche in questo fenomeno, cogli altri ossidi rappresentati


da formole simili alla sua. inalterabile per l'azione del calore ',
imetalloidi ad eccezione del carbonio, non l' attaccano, non quindi

.ridotto dall'idrogeno, n cangiato in solfuro dal solfo; il solo sol


foro di carbonio pu produrvi questo cangiamento. - Gli alcali
-caustici ed i nitrati e clorati alcalini lo congertono in acido croartico, che rimane unito alla base.

sasomosswo m cacao.

243

Il sesquiossido di cromo anidro si prepara con molti e svariati


metodi, iquali, perch forniscono sostanze di aspetto differente, su
scettibili di molte applicazioni, conviene che sieno conosciuti almeno

in massima parte: per sempre il prodotto della disossidazione


dell'acido cromico.
I. Scaldando il bicromato di potassa col solfc. o col sale ammo
nico, o col carbone, o colll amido si ottiene il sesquiossido di cromo.
Convien fare una miscela il pi che sia possibile intima e completa
di una parte di bicromato con una di solfo, o con 9/3 di cloruro am
monico, ocon [4 di carbone, ed introdurre la miscela in un crogiuolo.

Per l'azione d'una temperatura moderata, le sostanze commiste al


bicromato riducono l'acido cromico allo stato di sesquiossido; il solfo
rimane convertito in acido solforico, che quindi si combina alla po
tassa; il sale ammonico agisce pel molto idrogeno che contiene; il car
bene cangiandosi in acido carbonico. Quando la massa abbia assunto
un colore decisamente verde, si purica con ripetute lavature, sinch

l'acqua che esce dal ltro sia pura. - Il sesquiossido cos ottenuto
di un colore verde pi o meno intenso, la cui gradazione varia
a norma della temperatura sofferta nella. preparazione.
2. I cromati di mercurio e d'ammonio per l'azione del calore si
convertono in sesquiossido d' un color verde bellissimo. Quei due sali
si scompongono e l'acido cromico perdendo ossigeno si converte in
sesquiossido.
3. Si produce il sesquiossido di cromo, ma cristallino e d'un co
loro verde scuro , facendo passare i vapori d' acido clorocromico o
cloruro di cromile per un tubo di porcellana scaldato al calor rosso.
I cristalli che cos si ottengono sono durissimi, come il corindope. -

Questi due ultimi metodi non vengono generalmente addottatt per


l elevato prezzo dei materiali da impiegarsi.
4. Sotto forma di belle pagliette verdi si ottiene il sesquiossido
di cromo, facendo arrivare il cloro a contatto del cromato di potassa

al calor rosso. La reazione spiegata dalla formola seguente:


2KO,CrO + 2Cl = 2KCl + Cr0 + 05
cromato di
cloro cloruro di sesquiossido ossigeno
potassa
potassio
di cromo
5. Fondendo insieme parti uguali di bicromato di potassa e sal
comune, riprendendo quindi la massa con acqua e lavandola; sino
a che nulla pi si esperti, si ottiene il sesquiossido sotto forma di te
nuissime pagliette aventi il colore e la lucentezza delle ali degli

scarabei. E una sostanza bellissima ed adatta. a far l'ufcio delle


polveri metalliche.

244

sasourossmo m caouo.

6. Si mescolino esattamente insieme 128 parti di fosfato arhmonico e 149 di bicromato, e si riscaldi la miscela sino a 1800 e non

di pi. La massa aumenta di volume, diviene pastosa; lavata quindi


d il sesquiossido in polvere impalpabile, di color verde bellissimo,
e che gode della preziosa qualit d'esser lucente anche alla luce
articiale. Perci si stampa con esso sui tessuti mediante l'albumina
od altro metodo adattato.
7. Tuttoch qualche volta col metodo seguente si ottenga il se
squiossido allo stato idrato, e precisamente quando non 5' adoperi una
temperatura troppo elevata, pure pe' caratteri sici del prodotto de
scriviamo ora quest'altro modo di prepararlo: si riscalda in una
capsula di platino sin quasi al calor rosso una miscela di 1 parte di
bicromato di potassa e 3 d'acido borico cristallizzato; la massa in
tiera entra in fusione. Sembra che nella reazione si formi il borace,
l'acqua, l'ossigeno ed il biborato di sesquiossido di cromo, che

l' acqua poi sccmpone. Infatti:

(") 8B003,3H0+K0,2C103 = Cl303,6B003 + 24H0 + 30 + KO,2BoO3


Si riprende la massa coll' acqua, ed allora compare il sesquiossido
d'un colore verde smeraldo bellissimo. Si lava sino a che tutte le
parti solubili sicno esportate. Come accennammo questo sesquiossido
spesse volte idrato e rappresentato dalla formola Cr03,2HO.
Il sesquiossido di cromo suscettibile di moltissime applicazioni
a norma de suoi caratteri sici, e una sostanza colorante resistente
all'azione del calore, perci molto usata nel colorire i vetri e le

porcellane in verde. Calcinando al color rosso 100 parti d'acido me


tastannico, con 34 di creta ed 1 ad 1 4/4 di sesquiossido di cromo,
e lavando quindi la massa con acqua. acidulata con acido cloridrico
si ottiene una sostanza colorante rossa detta pink.colour. Adoperando
appena l'acido metastannico e l ossido se ne consegue una violetta,
detta lacca minerale. Questi corpi sono usati a colorire le stoviglie.
Il sesquiossido di cromo idrato si pu ottenere dotato di varie pro
priet siche e chimiche a norma dei sali dai quali si precipita. I
sali di sesquiossido di cromo prodotti per la riduzione a basse tem
perature dell'acido cromico a contatto d' un acido e d' un corpo ri
ducente sono di colore violaceo, ma se vengono riscaldati acquistano
un' intenso colore smeraldo. Questa trasformazione avviene in tutti

i sali solubili di sesquiossido di cromo pi o meno facilmente, e


perdura, almeno per lungo tempo, anche dopoch la soluzione siasi
(') Pouiamo ora "0 per formula dell'acqua di cristallizzazione, perch meglio si
scorge la reazione, ma si ritenga in questo caso '5H0 = 3aq.

sssomossmo m cacao.

245
ra'reddata; corrisponde poi essa a due modicazioni del sesquiossido
di cromo. Infatti trattando nell'ammoniaca o con un'alcali caustico
sso un sale violetto di cromo si ottiene un precipitato voluminoso,

di colore grigio verdastro, rappresentato dalla formola CrOH-10aq;


essicato nel vuoto perde un'equivalente d'acqua; per effetto d'una.
leggier temperatura si disidrata, rimanendo per solubile negli acidi,
coi quali riproduce i sali violetti. Ma se si riscalda ancor pi, ad
un certo istante.diventa incandescente, ed allora, come accade coi

corrispondenti ossidi di ferro e d allumina, perde la propriet di


sciogliersi negli acidi. Quando non abbia subita l'azione del calore
solubile nell' acido acetico , nell' ammoniaca e negli alcali in ec
cesso, ma sia che venga stronato lungamente od anche per l'espo
sizione continuata all'aria ed inne precipitandolc dalle soluzioni
alcaline col riscaldarle, diviene quasi insolubile in quei liquidi. L' ossido idrato che si ottiene dai sali verdi di color grigio traente
all'azzurro e gode delle propriet del primo modicato nei modi
anzidetti.
'

Queste due specie di sesquiossidi idrati si differenziano special


mente pel modo con cui si comportano coll'ammoniaca. Quello otte
nuto dai sali verdi non ha veruna azione su questa sostanza, invece
l'altro ottenuto dei sali violacei ed essicato nel vuoto, posto a con
tatto coll'ammoniaca e con un sale ammoniacale, si combina a queste
sostanze. Se si adopera il cloruro ammonico, l'alcool poi precipita dalla
soluzione acquea una sostanza violacea, solubile nell'acqua e che, non
ostante la grande quantit di ammoniaca che contiene, ragisce appena
leggermente a modo degli alcali; inoltre sebbene contenga cloro, se
squiossido di cromo ed ammoniaca, ireagenti che meglio sono atti
a svelare queste sostanze non ponno darne indizio. Il cromo in
questo caso si trova probabilmente combinato all ammoniaca, e,

come vedremo fare il platino, produce dunque una base sali


cabile contenente il metallo e gli elementi dell' ammoniaca. Infatti
per mezzo di reazioni appropriate si possono ottenere di questa com
binazione varii composti corrispondenti ai sali ordinarii. - Per l'a
zione poi del calore e per quella degli acidi energici si pu mutare la
quantit relativa di ammoniaca e di sesquiossido di cromo in quel
composto ed ottenere varie serie di sali a base copulata cromo-am
monica. - La combinazione che si ottiene nel modo anzidetto con
tiene gli elementi del corpo rappresentato dalla formola: (NIICD

(NH3) (Cr203)3; quella che per l'azione degli acidi energici si de


riva da questo corpo e da quelli avuti impiegando altri sali am
monici, rappresentata da (Cr203,4NH3),3A, dove A indica nn'acido

mcnobasico.
\

SESQUIOSSIDO DI CROMO.
246
Caratteri dei sali di sesquiossido di cromo. I sali di sesquiossido di
cromo cangiano per l'azion del calore il loro color Violetto in verde,

quindi in rosso. Le soluzioni dei sali violetti per l'azione degli al


.cali caustici danno un precipitato di sesquiossido idrato solubile in
un eccesso d'alcali; l'ammoniaca forma una soluzione rossa, che si

decolora pel riscaldamento. - L'acido soldrico non ha azione su

quei sali; il soldrato ammcnirio vi precipita l' ossido. - Inne per


l'azione del nitro fuso sui sali di sesquiossido di cromo si forma

l'acido cromico e quindi un cromato riconoscibile al colore che co.


munica all'acqua.

ACIDO CROMICO.
Cr03 = 50,75

Cromo -= 52,71
Ossigeno - 47,29
100,00

488. L'acido cromico di color rosso vivo, cristallizza in prismi


deliquescenti, solubilissimi nell'acqua; per l'azione del calore si
fonde a 1900 formando un liquido di color rosso scuro; oltre ai
2500 si scompone ; anche la luce, sebben lentamente, lo altera. E

un ossidante dei pi energici, e tutte le sostanze che facilmente si


Sovrossidano lo cangiano in sesquiossido, cos l'acido nitroso ed il sol
foroso si cangiano facilmente pel contatto coll acido cromico in acido
nitrico e solforico. Le sostanze organiche tutte vengono ossidate dal
l'acido cromico: l alcool, lo zucchero, l'acido tartarico, la carta ecc.,

subiscono questo fenomeno; perci un reagente utilissimo nello


studio dei corpi organici. Per questa sua azione ossidante non si pu
ltrare una soluzione d' acido cromico attraverso alla carta.
L'acido cloridrico reagisce sull'acido cromico, in modo che il cloro
men messo in libert e si forma un cloruro di cromo:
'
2Cr03 + 6HC1 = Cr9Cl3 + 6HO + 3Cl
Questa reazione preziosa molte volte, perocch per essa l'acido
cromico diventa un'agente di clorurazione energico, specialmente
adattato ad attaccare alcune sostanze organiche. Per lo pi si im
piega una miscela di bicromato di potassa e d'acido cloridrico, n si
aggiunge la sostanza, che deve subir l'azione del cloro, se non quando
questo comincia a svolgersi. Infatti dapprima l'acido cloridrico isola
l'acido cromico, il quale se subito si trovasse a contatto della ,so

acmo caorrrco.

247

stanza organica la ossiderebbe. - La miscela dei due acidi una


specie d'acqua regia, che attacca l'oro facilmente.
L'acido cromico ed il cromato di potassa per l'azione del perclo
ruro di fosforo danno origine ad una sostanza, che rappresenta l'acido
cromico, nel quale un equivalente di ossigeno sia stato sostituito
dal cloro. Chiamasi comunemente questo corpo acido clororomico,
ma evidentemente ha la composizione di quei cloruri di radicale

d' acidi, dei quali ci occupammo spesse volte nella storia. dei metal
loidi. E come il radicale dell'acido solforico chiamammo sol/orile,
quello del carbonico .carbonile ecc., cos questo diremo cromile ed il
cloruro suo cloruro di cromile: questo rappresentato da Cr02,Cl.
Il modo pori anzi indicato di preparare il cloruro di cromile od
acido clorocromico non e il pi conveniente, imperocch per reazioni
secondarie il prodotto facilmente si scompone. Si usa invece il se

guente metodo: Dopo aver fusa in un crogiuolo una miscela di 10


parti di sal marino e 12 di bicromato di potassa, si colloca la ma
teria ridotta in piccoli pezzi in un'ampia storta e vi si aggiungono

30 parti d'acido solforico fumante. Succede una viva reazione per


la quale il cloruro di cromile svolgesi allo stato di vapore, che pu
esser liquefatto e raccolto annettendo alla storta un pallone circon
dato dal ghiaccio.
il cloruro di cromile un liquido rosso, fumante all'aria; bolle

a 1200. - Gode della caratteristica reazione dei cloruri dei radicali


d' acido, quella cio di scomporsi reagendo sull'acqua. Questo feno
meno accade con elevazione di temperatura, ed i suoi prodotti sono
l'acido cromico e l'acido cloridrico, analogamente a quanto accade
cogli altri cloruri simili. I vapori di questo cloruro mescolati allidrogene comunicano alla. amma di questo una splendore rimarchevole,
ed appressato alla amma un corpo freddo si ricopre subito d'uno
strato d' ossido verde.
Ora ripigliamo lo studio delle propriet dell' acido cromico : attacca
fortemente l'argento cangiandolo in cromato: per questa reazione
pu servire a determinare se un' oggetto sia solo inargentato o d'argente, perocch scalfendolo in qualche parte e bagnandolo in que
sta con una soluzione di bicromato di potassa addizionata d' acido
solforico, apparir colorato in rosso nella [parte scalta, se d' ar
gente, questa colorazione mancher, se era solo inargentato.

L'acido cromico e isomorfo al manganico , solforico e selenico ,


forma sali con tutte le basi e sono tutti colorati. Sono caratteriz
zati dalla tinta che assumono, quando sieno posti a contatto di un
acido insieme con un po' d' alcool, perocch in questo caso l'acido

248

acmo cammeo.

cromico si riduce, ed il sesquiossido prodotto si unisce all'acido


formando un sale o violette o verde.
L'acido cromico si prepara ponendo a contatto un volume di so
luzione di bicromato di potassa satura a 400 con un volume e mezzo
(1' acido solforico concentrato. La miscela si riscalda da se fortemente,

e l'acido solforico s impossessa della potassa ponendo in libert l'a


cido cromico, che pel successivo raffreddamento si depone cristalliz
zato. Allora separati dal liquido i cristalli, si pongon questi sopra
un mattone sia di porcellana non verniciata, sia di pietra pomice,
afnch la parte liquida si stacchi dai cristalli.
L'acido cos ottenuto adatto alle pi comuni operazioni, ma
non puro, contien sempre un po d' acido solforico e di solfato di
potassa. Volendolo puro convien scomporre il cromato di barite coll'acido solforico in quantit non eccedente ed allungato d'acqua. In

questa riman sciolto l'acido cromico, che si fa quindi cristallizaare


nel vuoto.

CROMATO DI POTASSA.

K0,Cf03 = 97,95

POIBSSB.
A0. cromico

_ 51,81

100,00

489. Il cromato neutro di potassa di color giallo-citrino, pel ri-'


scaldamento divien rosso e riacquista poi il suo colore col raffred

darsi; solubile nel doppio del suo peso d'acqua fredda e maggior
mente nella calda; nell'alcool quasi insolubile; cristallizza in prismi
anidri ed isomor col solfato di potassa. La sua potenza colorante
grandissima, comunica infatti una tinta visibile a 40 mille volte il
proprio peso d'acqua. - Gode di reazione alcalina; scomposto

dagli acidi e dai corpi riducenti mediante l'aiuto del calore. - E


deleterio ed usato nell'arte tintoria.
Ottiensi aggiungendo al bicromato di potassa tanto ossido di
potassio quanto ne contiene. - Il cromato di potassa del com
mercio spesse volte falsicato col solfato di potassa, la qual frode
si riconosce aggiungendo alla sua soluzione allungata una d' un sale
di stronziana, questa base precipita unita all'acido solforico, se
trovasi a contatto d'un solfato, mentre coll'acido cromico forma un

sale solubile.

'

249

BICROMATO DI POTASSA

KO,ZCrO3 = 148,7

lotassa

Ac. cromico - 31,74


68,25
100,00

490. Il bicromato di potassa un sale rosso, che cristallizza in


tavole romboidali anidre; ridotto in polvere appare di color aran
ciato; il suo sapore amaro. disgustoso; sciogliesi in 10 parti d'a
cqua fredda e molto di pi in quella calda. fusibile ed al color
bianco scomponesi; i corpi ridncenti e gli acidi lo scompongono
facilmente ed a temperature elevate attacca l argento. Bollito con
calce spenta forma un cromato doppio di potassa e calce, usato nel
l arte tintoria; trattato coll' acido cloridrico, non riscaldando per la.

soluzione in modo che si sviluppi cloro, forma. una combinazione


rappresentata da KCl,2CrO". Questo composto da. alcuni creduto

una combinazione di cromato di potasse e cloruro di cromile:


KO,Cr03 + CrO2,Cl; in amendue i modi questa una combina

zione singolarissima.
Il bicromato di potassa mescolato all'ammoniaca od all'alcool ed
esposto alla luce si scompone producendo un precipitato bruno, la
cui composizione espressa da Cr0,HO: nell'oscurit questo feno
meno non avviene, per la qual cosa. il bicromato di potassa. va an
noverato tra le sostanze, che subiscono azioni chimiche per l'inuenza
della luce.
Tanto il bicromato che il cromato neutro di potassa si usano alla
preparazione degli altri cromati, e fra quelli degli ossidi gi studiati
conviene far cenno del cromato di barite, perch si impiega a pro
durre l'acido puro. Si ottiene per doppia scomposizione fra un cro
mato di potesse ed un sale solubile di bario: essendo insolubile
nell'acqua si lava facilmente e si ottien puro. Il cromato di stronsiana
invece e solubile nell'acqua, quindi ognun vede come il cromato di

potassa possa. servire alla separazione delle due terre. Il bicromato


di potassa velenoso.
Il bicromato di potassa si pu preparare trattando il cromato neutro
coll'acido nitrico; costituisce per sempre il primo prodotto del trat
tamento del ferro cromato, che il minerale unicamente usato

alla preparazione dei composti di cromo. E questo rappresentato da


Bwexnuu. rmato di Chimica ecc. Vol. II.

250

BICROSIA'I'O m ronssa.

FeO,CrO% ed il sesquiossido di cromo fa qui funzione d'acido, co


sicch il minerale detto anche eremita di ferro. Come tutti icom

posti di cromo a contatto degli alcali caustici ssi. o dei nitrati alcalini
si cangia in cromato a base dell' alcali impiegato. - Ridotto il ferro
cromato in na polvere, vi si aggiunge la met del suo peso di nitro,
si calcina la miscela in un forno a riverbero, ed operando su pic
cole quantit in un crogi nolo. La materia vien quindi trattata coll'acqua,

che discioglie il cromato formatosi ed anche un po' di silicato di


potassa, perocch il minerale non mai privo di ganga contenente
silice. Questa. si separa addizionando al liquido acido nitrico e
meglio acido acetico, per la qual cosa anche il cromato neutro si
cangia in bicromato. che, separata la silice, per l' evaporazione e
successivo raffreddamento del liquido si ottien cristallizzato.
Col bicromat'o poi si ottengono il cromato neutro, come vedexnmo,
e gli altri cromati per doppia scomposizione, e nei modi indicati o
che esporremo in seguito.

AZOTURO DI CROMO.
491. L'azoturo di cromo rappresentato dalla formola CrN.
nero, amorfo, polveroso, insolubile; resiste alla maggior parte degli

agenti chimici, non attaccato n dagli alcali caustici n dalla mag


gior parte degli acidi; il solforico e l'acqua regia lo sciolgono len
tamente; gli ipocloriti lo convertono in cromato anche a freddo.
Scaldato col nitro od in un'atmosfera di cloro detuona; scompone
l'ammoniaca ne' suoi elementi.
L'azoturo di cromo si prepara riscaldando il sesquicloruro in un'at
mosfera di ammoniaca adoperata in grande eccesso. Infatti:
CrCla -|- 4NH3 -= 3 NHCI +,CrN
Ma perch l'azoturo scompone l ammoniaca, difcile la totale
trasformazione del cloruro, e separasi questo rimasto inalterato po
nendo la materia ottenuta a contatto coll'idrogeno nascente, prodotto
per la reazione fra lo zinco e l'acido cloridrico, o meglio per quella
fra 1' acido cloridrico e lo stagno. Allora il residuo sesquicloruro,
ridotto a protocloruro, si scioglie, e l'azoturo rimane inalterato.

Si ottiene l'azoturo di cromo anche riscaldando una miscela di


sesquicloruro di cromo e sal ammonico:

ceca + NHCI =- 4HCl + CI"N


f

i.\

"Cv- - ._

251

PROTOCLORURO DI CROMO.

CrCl :

Cromo 42,97
-

Cloro

100,00
492. Il protocloruro di cromo una sostanza di color bianco; solu
bile nell'acqua: assorbe rapidamente l'ossigeno dell' aria e la sua
soluzione si colora intensamente, mentre si converte in ossiclornro

CrCl0; un corpo dotato di propriet riducenti molto energiche. Si ottiene per l'azione dell'acido cloridrico gasoso sul cromo metal
lico, ovvero riscaldando in un'atmosfera di idrogeno puroe secco il
sesquiclorur di cromo, ed inne quando si sottopone all'azione
dell'idrogeno nascente il sesquicloruro stesso.

SESQUICLORURO DI CROMO.

CrCl3 = 160

Cromo - 33,44
Cloro

- 66,56

100,00
493. Il sesquicloruro anidro ha l'aspetto di piccole pagliette di
colore dei ori di pesco ed insolubile nell'acqua; se per a questa
si aggiunge un po di protocloruro di cromo, anche in tenuissima
quantit, il sesquicloru.ro subisce una modicazione, annunciata da
aumento di temperatura, per la quale diviene solubile. La. ragione
di questo fenomeno singolarissimo non ancora ben conosciuta.
Anche il protocloruro di stagno, sebben pi lentamente, produce il
medesimo effetto. - Il sesquicloruro di cromo forma varii ossicloruri
combinandosi col sesquiossido di cromo e cloruri doppii coi cloruri
alcalini.
Il sesquicloruro di cromo idrato si consegue aggiungendo acido

cloridrico ad una soluzione di bicromato di potassa e ponendovi


quindi a contatto l'acido solforoso. L'acido cromico vien ridotto del
l'acido solforoso allo stato di sesquiossido, che reagendo sull' acido
cloridrico forma il sesquicloruro. - Si ottiene anche facendo reagire
l'acido cloridrico sull'acido cromico.

252

sesemcr.oaoao m cacao.

Il sequicloruro anidro vien prodotto dalla reazione del cloro sulla

miscela di sesquiossido e carbone. Questa si pone in un tubo di


porcellana riscaldato al calor rosso, mentre si continua la corrente di

cloro. Il sesquicloruro si sublima nelle parti pi fredde del tubo.

GSSISALI DI CROIIO

SOLFATO DI SESQUIOSSIDO DI CROMO.

Cr03'803 = 197,5

Sesquiossido
Ac. solforico di cromo - 89,24
60,76
100,00

494. Il solfato di sesquiossido di cromo si ottiene, lasciando l'acido

solforico concentrato lungamente a contatto col sesquiossido di cromo


essicato a 1000, e si forma anche facendo reagire l'acido solforoso
sulla soluzione d'acido cromico contenente buona dose d'acido solfo
rico. Il liquido si colora in verde intenso, ma dopo un lungo con
tatto coll'acqua passa. alla modicazione violetta dei sali di cromo,
ed allora cristallizza e divien precipitabile dall'alcool, mentre prima
non lo era; col riscaldamento per ridiviene verde. -Il sale violetto

abbandona tutto il suo acido solforico quando venga trattato col clo
ruro di bario, il sale verde no. - Scaldate a 200, diviene rosso

carmine ed insolubile nell'acqua e negli acidi.

ALLUME DI CROMO.
rrosoacaos,ssos + 24 aq.
495. L'allume di cromo cristallizza in ottaedri di color rosso rubino
contenenti 24 aq. La soluzione di questi cristalli di color rosso
veduta per trasparenza e violetto sporco per riessione; riscaldata a
800 divien di color verde smeraldo ed incristallizzabile. Anche in
questo caso si osserva, che non tutto I' acido solforico dell'allume
reso verde ed incristallizzabile pu esser precipitato coi sali di
barite.

L'allume di cromo, o solfato doppio di sesquiossido di cromo e


potassa, isomorfo cogli altri allumi gi studiati.

ALLUIB m cacao.
253
Il miglior metodo di preparazione dell' allume di cromo il se
guente: disciolgonsi 3 parti di bicromato di potassa nell'acqua e vi
si aggiunge una parte d'acido solforico; quindi, lasciata raffreddare
la soluzione, vi si conduce a contatto una corrente d'acido solforoso,
avendo cura che la massa non si riscaldi , altrimenti l'allume pro

dotto diverebbe verde ed incristallizzabile. Quando il liquido acquist


il colore della soluzione d'allume, s'arresta l'operazione, e si abban

dona il liquido alla evaporazione spontanea. Ben presto depongonsi


molti cristalli, che ridisciolti danno l'allume puro.
L'allume si produce che disciogliendo 15 parti di bicromato di
potassa in 90 d'acqua contenente 25 parti d'acido solforico ed addi
zionando a poco a poco la miscela fredda di 6 parti d'alcool. Con
questo metodo una parte del prodotto riesce quasi sempre verde.
NICKEL.
Ni = 29,5
496. Il nichel si trova in natura combinato all'arsenico od allo stato
di solfoarseniuro ed anche allo stato nativo nelle pietre meteoriche
mescolato al ferro, al cobalto ed al cromo. un metallo di color
bianco grigiastro, lucente, duro come il ferro, malleabile e duttile,

quando sia puro; ha una tessitura brosa. ed pi tenace del ferro.


Si fonde alla temperatura di fusione dell'acciajc; la sua densit varia
da 8,3 ad 8,9; magnetico alla ordinaria temperatura, ma perde

questa dote a 4000.


Mantiensi il nickel inalterato all'ariao solo supercialmentee ben
poco si ossida; questo fenomeno accade invece se scaldato. Scom pone
l'acqua a temperatura elevata, solubile negli acidi energici allun
gati, ma, come il ferro, rimane inalterato a contatto del nitrico con

centrato; attaccato dal cloro coll'ajuto del calore.


Il nickel si prepara riducendo un suo ossido col mezzo del carbone
ad elevatissima temperatura; siccome per ha la facolt di formare,
come il ferro, una specie di ghisa, con questo metodo si ottiene un

metallo carbonoso, e le sue propriet siche sono in questo caso


affatto differenti da quelle indicate. Per averlo puro cosa pi con

veniente il riscaldare fortemente l'ossalato di nickel in un crogiuolo


di calce. - Anche l'idrogeno riduce il protossido di nickel coll'ajuto
del calore.
Il nickel un metallo utilissimo per le segnalate leghe che forma
con altri metalli,della maggior parte delle quali parleremo in seguito.
. .
\

254
menu.
Unito al ferro impiccola quantit serve a renderlo meno ossidabile
e pi duttile, quando poi la proporzione del nickel raggiunge il 10
per 0/0 del ferro, la lega acquista una bella marrezzatura , se vien
gettata calda nell'acqua acidulata con acido nitrico. In taluni paesi
poi si usa il nickel allegato ad altri metalli per coniare le monete
di minor valore.

Il nickel del commercio viene preparato conmetodi varii, i quali


per tutti hanno per iscopo il ridurre il nickel dell'arseniuro natu
rale in ossido, separando nell'istesso tempo i metalli che l'accom
pagnano, e quindi il trasformare l'ossidd in metallo. Eccone un
esempio: 1' arseniuro vien torrefatto, e quindi trattato col'l'acido clo
ridrico. Alla soluzione limpida si aggiunge il bisolto di soda, che
riduce l'acido arsenico in arseninso, e coll' ebollizione si scaccia

l'eccesso d' acido solforoso. Coll' acido soldrico si precipita quindi


la maggior parte dei metalli e l'arsenico, che accompagnano il ni
clrel; di poi col cloro si sovrossidano nella soluzione il ferro ed il

cobalto, _e quindi si aggiunge un po di carbonato di barite o di


calce, in modo che coll' ebollizione gli ossidi di ferro e cobalto pre
cipitino; inne coll'acido solforico si separa la calce o la barite, e
con un carbonato alcalino, nel liquido residuo, il carbonato di nickel.

Quesio coll' acido ossalico si converte in ossalato, che da poi il ni


ckel puro.
Altre volte, e specialmente quando il minerale contiene argento,
la materia abbrustolita in piccoli pezzi vien attaccata coll acido sol
forico allungato, quindi con acido nitrico. Col cloruro di sodio si
precipita prima di tutto l'argento allo stato di cloruro; quindi al
liquido limpido si aggiunge alquanto sesquicloruro di ferro e un
po di carbonato di calce, che neutralizzando la soluzione produce la
precipitazione dell'arseniato di ferro e del sesquiossido di ferro, e
colla ebollizione tutto il ferro separasi allo stato di sesquiossido. In
ne nel liquido limpido si precipita l'ossido di cobalto con una so
luzione di ipoclorito di calce, ed inne l' ossido di nickel col latte
di calce.

Impastando l' ossido di nickel ottenuto con amido o con siroppo


di zucchero se ne fanno dei piccoli cubi, che essicati subito, quindi

arroventati fortemente in vasi chiusi, danno il nickel metallico spon


gioso: questo battuto fornisce quei cubi di nickel metallico , quali
sono in commercio. Il metallo e pero imparo.
Dai minerali contenenti nickel separasi e cangtasi in solfato il
metallo, quando si mescolino al uoruro di calcio ed all'acido sol
Iorico. Se ne ottiene coll acqua una soluzione di solfato, dalla quale

aeparansi gli altri metalli coi metodi ora brevemente indicati.

_I
.15
__'.

.___A_A__

255
OSSIDI DI NICKEL.
497. Il nickel forma due combinazioni colll ossigeno, un protossido
cio ed un sesquiossido.
Protossido di nichel. Ni0 =- 37,5. Il protossido di nickel allo stato

idrato ha un color verde pomo; occoso, leggerissimamente solo


bile nell'acqua e nei solfuri o soldrati alcalini, invece nell' amino

niaca sciogliesi con molta facilit, producendo un liquido azzurro;


la potassa caustica lo precipita intieramente da questa soluzione, la
quale gode della rimarchevole propriet di disciogliere la seta. Combinasi facilmente agli acidi.
Il protossido anidro una polvere amorfa, di color verde scuro ,

solubile negli acidi e facilmente riducibile dal carbonio, dall'ossido


di carbonio e dall'idrogeno. Si prepara riscaldando il protossido
idrato ovvero il carbonato di protossido di nickel; l ossido idrato
invece si ottiene aggiungendo la potassa caustica alla soluzione d'nn
sale di nickel.
Caratteri dei sali di protossido di nickd. I sali di nickel sono verdi
se umidi o disciolti nell'acqua, invece divengono di color giallo se
essicati. Il cloruro di nickel per questa ragione serve come inchiostro
simpatico, il suo color verde non appare sulla carta, ma riscaldata
questa divengon visibili i caratteri.
I sali di nickel danno un precipitato verde pomo cogli alcali; col
1' ammoniaca in eccesso il precipitato si ridiscioglie.
L'acido soldrico non precipita le soluzioni dei sali di niclrel
contenenti acidi energici; il soldrato ammonico precipita il nickel
allo stato di solfuro, ma se nel soldrato eravi un' eccesso d'ammo
niaca, allora. parte del solfuro si ridiscioglie, e si ottiene un liquido

colorato intensamente.
Sesquiossido di nickel. Ni203 = 83. Il sesquiossido di'rii'litel una
polvere nera, che ha tutti i caratteri dei perossidi: infatti sviluppa
l'ossigeno, se vien riscaldato o mescolato agli acidi energici ossige
nati, riducendosi a protossido di nickel ; il cloro, se trattato collacido
cloridrico, producendo ifprotocloruro di nickel ; l'acido carbonico, se

tocco dell'acido ossalico; disciogliesi nell' ammoniaca, mentre ne


scompone una parte con sviluppo d'azoto. Insomma ha una gran
tendenza a trasformarsi in protossido.
Ilsesquiossid0 di nickel si ottiene scomponendo a lieve calore il
nitrato di protossido, ovvero trattando col cloro o cogli ipocloriti so
lubili il protossido sospeso nel!' acqua.

PROTOCLORURO DI NICKEL.
.
NC'
'=" 65

Nickel
Cloro

- 45,38
_
54,62

100,00
493. Il cloruro di nicliel anidro di color giallo, volatile al calor

rosso, difcilmente solubile nell'acqua pura , ma coll aggiunta di


un pod'acido cloridrico vi si scioglie bene; produce una soluzione
verde, dalla quale per conveniente concentrazione e raffreddamento

separansi cristalli di color verde smeraldo, contenenti 6 aq. ed iso


mor con quelli del corrispondente sale di cobalto. La soluzione
evaporata a siccit perde il suo calore.
Preparasi facendo agire l'acido cloridrico sul nickel metallico sul
1' ossido ovvero sul carbonato.

SOLFATO DI PROTOSSIDO DI NICKEL.


.
NO'SO'
= 77,5

Protossido di nickel

Acido solforico

- 48,39
51.61

100.00
499. Il solfato di nickel cristallizzando in soluzioni fra i 500 ed i

700 forma prismi contenenti 7 aq.; fra i 300 e 400 prismi a base
quadrata contenenti 6 aq.; fra i 150 ed i 200 cristalli romboi
dali con 7 aq., isomor quindi con quelli del solfato di magnesia
e di zinco. Forma sali doppii coi solfati alcalini. E uno dei corpi i
pi atermani che si conoscano.
Si prepara facilmente per l'azione dell'acido solforico sul protos
sido o sul carbonato di nickel.
COBALTO.
00 = 29,5.
500. Il cobalto di color grigio d'acciajo suscettibile d'una bella
politura, difcilmente fusibile, dotato del peso specico di 8, 5 e
magnetico. Quando sia puro e tenacissimo, malleabile e duttilissimo,

ma se appena contiene qualche piccola quantit di carbonio o di


silicio, divieti duro, fragile e di una tessitura granulare.

corsa r:ro.

257

Rimane inalterato all'aria secca e velasi con un leggier strato d'os


sido all'aria umida; scompone l'acqua a temperature elevate; at
tace.sto dagli acidi energici allungati come il nickel; nell'acido ni.
trico fumante dimostrasi, come il ferro, passivo. Ad uno stato d'estre
ma divisione, come quello ottenuto riducendo l'ossido coll' idrogeno

a basse temperature, piroforico; compatto arde nell'ossigeno al


calor rosso.
Si ottiene con metodi analoghi a quelli usati per avere il nickel
puro.

COMBINAZIONI DEL COBALTO COLL' OSSIGENO.


501. Il cobalto forma almeno tre combinazioni coll ossigeno, e
sono le seguenti:
Protossido di cobalto
:
Sesquiossido di cobalto :
Ossido salino di cobalto :

.
.
.

.
.
.

Co0
Co203
Co30 = Co0,C0203

Il protossido base salicabile. Il sesquiossido gode in generale dei


medesimi caratteri chimici di quello di nickel, qualche volta pu
per combinarsi a taluni acidi e formare sali, i quali hanno sem
pre una efmera esistenza; le sue pi comuni reazioni sono quelle
di un perossido; riscaldato in contatto dell'aria mutasi nell'os
sido ,salino Co30*. - Si ottiene nell'istesso modo del sesquiossido

di nickel.
Alcuni ammettono l'esistenza di un' altro ossido di cobalto, che

si troverebbe combinato alla potassa fondendola insieme al protos


sido: sarebbe un'acido cobaltico, rappresentato da 00303, ma la sua

esistenza non ancora ben constatata.

PROTOSSIDO DI COBALTO.
C00 = 37,5

Cobalto

Ossigeno

- 21,34

78,66

100,00
502. Il protossido di cobalto anidro di color grigio cenere, in
solubile nell'acqua, riscaldato a contatto dell'aria assorbe l"ossi

geno, e si trasforma nell'ossido salino CoO ; disciogliesi facilmente


negli acidi.
Itrwcrurau.r. Trattato a. Chimica ecc. Vol. rr.

sa

PROTOSSl Do D1 COBALTO.
258
Il protossido idrato appena preparato di color azzurro-lavanda,
poi per una prolungata ebollizione diviene violaceo ed inne roseo;
e solubile facilmente negli acidi e nellammoniaca: riscaldato a
contatto di varii ossidi basici li colora intensamente, cos, ad esempio,
quando si calcina la magnesia.bagnata con qualche goccia di solu
zione di nitrato di cobalto acquista un colore roseo; l' allumina
nelle medesime circostanze prende una tinta azzurra bellissima. e
cos colorata sostanza impiegata di frequente: si ottiene preci
ptando col bicarbonato di potassa una soluzione di allume, conte
nente un sale di cobalto in quantit tale, che l' allumina ottenuta
rimanga mescolata al 2 p. 0/0 del proprio peso di protossido di co
balto. Dopo aver lavata questa allumina si calcina al color rosso. -

L' ossido di zinco si colora invece in verde, econ esso si ottiene il

pregievole verde di Rinmann; si mescolano una parte di solfato di


cobalto con una, due o tre di solfato di zinco a norma dell'intensit,
che si desidera nella tinta delprodotto, quindi i due ossidi con un
carbonato alcalino si precipitano mescolati intimamente, e lavati si
sottopongono all' azione del calore. a notarsi per che il ferro an'
che in piccola quantit altera profondamente la tinta del prodotto.
La potenza colorante dell'ossido di cobalto grandissima, e fuso
togli acidi borico o silicico forma prodotti intensamente colorati
in azzurro. Lo smaltino, sostanza molto adoperata a tingere in az
zurro le carte stampate, un vetro contenente cobalto ridotto in
polvere nissima; si ottiene fondendo il minerale di cobalto con.

sabbia bianca e potassa.


'
Il protossido di cobalto idrato si ottiene facilmente precipitandolo
dalla soluzione di un suo sale col mezzo della potassa caustica, e

l'anidro calcinando in vasi chiusi quello idrato.


I minerali, dai quali si estraggono i sali di cobalto e quindi glt
ossidi, sono l'arseniuro ed il solfoarsenurio di cobalto, ed ecco come

si opera: il minerale ridotto in polvere fuso con una miscela di


carbonato di soda e solfo; per questa operazione formasi un solfo
arseniato di soda solubile nell'acqua ed un solfuro di cobalto attac
cabile dall' acido solforico. Si converte dunque questo in solfato, la

soluzione del quale contiene ferro; si precipita questo aggiungendo


al liquido un podi carbonato di soda in modo da isolare soltanto
l'ossido di ferro, base meno potente dell'ossido di cobalto. Allora si
separa. il liquido per ltrazione, ed aggiungesi un eccesso di carbonato
alcalino. La. materia precipitata si lava e si converte in ossalato ;
questo si discioglie nellamrnoniaca. La soluzione dopo alquanto

tempo depone l ossalato doppio di nickel e d'ammoniaca, ed in so

PRO'I'CSSlDO DI CUBAL'I'O.
259
luzione non rimane che il cobalto, il quale si precipita di nuovo
con un carbonato alcalino allo stato di carbonato; questo inne serve
alla preparazione di tutti i composti cobaltici.
Caratteri dei sali di? protossido di cobalto. I sali solubili di cobalto
tanto disciolti come cristallizzati hanno tutti un colore rosso granato,
e per l'azione del calore, evaporata l'acqua, acquistano un colore az
zurro intenso.
.
Gli alcali caustici ssi precipitano dai sali cobaltici solubili l os
sido idrato. L ammoniaca impiegata in eccesso discioglie il preci
pitato, che dapprima vi forma. Questa soluzione esposta. all' aria
diviene di color bruno assorbendo ossigeno; formansi combinazioni,
dalle quali l'ossido di cobalto non pu pi esser precipitato mediante
la potassa. Nei corpi cosi prodotti l'ossido di cobalto pass allo stato
di sesquiossido unito all'ammoniaca, in composti analoghi a quelli
che forma il sesquiossido di cromo dei sali violetti in simili cir
costanze. Anche il protossido di cobalto forma composti simili.
E questi sali gi cos complessi ponno talvolta esser arrichiti di

nuove sostanze, e, ad esempio, combinarsi al biossido d'azoto per

l'azione dell' acido iponitrico, e dar origine ad una interessante serie


di prodotti.
L'acido soldrico non forma verun precipitato nei sali di cobalto
contenenti un' eccesso d' acido, precipita invece il metallo allo stato.
di solfuro nelle soluzioni neutre, ma non intieramente. Il soldrato
ammonico invece trasforma tutto il metallo in solfuro. - I fosfati

solubili vi producono un precipitato violetto di fosfato di cobalto.


PROTOCLORURO DI COBALTO.
CoCl --= 65

Cobalto - 45,38
Cloro

- 54,62

100,00
503. Il protocloruro di cobalto forma coll acqua una rossa solu
zione, dalla quale separasi producendo cristalli di color rosso granato.
Per l'azione del calore, scacciata l'acqua, il cloruro di cobalto di
viene d'un color azzurro intenso, cosicch pu questo sale servire
come inchiostro simpatico. Se la soluzione pura ed allungata,
scrivendo con essa sulla carta, per lo spontaneo asciugamento
non appare traccia dello scritto, ma pel riscaldamento si manifesta
il colore azzurro; se la soluzione conteneva sesquicloruro di ni
cltel, il colore riesce verde, se cloruro di zinco violette, se cloruro

- _._.._. -_,\_

|!

260

raorcczoauao Dl COBALTO.

di rame giallo, se cloruro ammonico verde smeraldo. - Anche il


solo acido solforico concentrato rende azzurra la. soluzione di pro
tocloruro di cobalto.
Il protocloruro di cobalto si prepara facendo reagire l'acido clo

ridrico sul protossido o sul carbonato di cobalto.


NITRATO DI COBALTO.
Co0,N05 = 91,5
504. Il nitrato di cobalto rosso, deliquescente, cristallizza in

prismi con5 aq.e fusibili nell'acqua di cristallizzazione. Come tutti i


nitrati si scompone per l'azione del calore. Si ottiene facilmente per
l'azione dell'acido nitrico sull' ossido o sul carbonato di cobalto.

FOSFATO DI COBALTO.
505. Il fosfato di cobalto (Co0)3,Ph05 si ottiene idrato per l'azione
del fosfato di soda sopra una soluzione di sale di cobalto; solubile
nell'acido fosforico e nell' ammoniaca, e calcinato coll'allumina forma

l'azzurro di Thnard; apreparar questo si mescolanointimamente un


volume di fosfato idrato con otto volumi di allumina gelatinosa;
questa miscela essicata vien poi sottoposta all'azione di una elevata
temperatura in un crogiuolo: cos si ha quell' azzurro, il quale
riesce bellissimo, se le materie impiegate non contenevano ferro;
non per un colore molto stabile.
VANADIO.
V = 68,5
506. Il vanadio si trova in natura in piccole quantit qualche
volta sotto forma di vanadato di rame o commisto al ferro in alcuni
minerali contenenti questo metallo.
Il vanadio un metallo di color bianco argentino, difcilmente
fusibile, non malleabile, n duttile; mantiensi inalterato all'aria, ma
vi si ossida abbruciando al calor rosso; non attaccato che dal

l'acido nitrico anche allungato e dall'acqua regia, l'acido solforico,


il cloridrico ed il uoridrico. non lo alterano.
Si prepara riducendo l'acido vanadico col potassio, ovvero coll' i
drogeno; anche il percloruro anidro di vanadio ridotto dall'idro
geno;

261

COMBINAZIONI DEL VAN'ADIO COLL' OSSIGENO.


507. Il vanadio forma tre combinazioni coll' ossigeno, un protos
sido, un biossido e l'acido vanadico.

Protossido di vanndio. V0 = 76,5. Il protossido di vanadio una


polvere nera, che si ossida con estrema facilit all'aria,e che il
cloro trasforma in acido vanadico e cloruro. Conduce assai bene la
elettricit quando sia bcompatto; non si combina agli acidi e si com
porta come gli ordinarii sottossidi. E molto probabile che tanto il
metallo quanto gli ossidi del vanadio non sieno stati ancora bene
studiati.
'
Biossido di vanadio. V02 - 84,5. Il biossido di vanadio anidro

una polvere nera, infusibile; quello idrato bianco e solubile negli


acidi, coi quali forma i sali di vanadio. E per un' ossido indiffe.
rente, perch si combina a modo degli acidi colle basi energiche;
si ossida all'aria. Si ottiene scomponendo un sale di vanadio colla
potassa caustica , e lavando il precipitato colla cura d' impedire
l'accesso dell aria.
Il biossido di vanadio anidro consta. per ogni cento parti di:
Vanadio - 81.06
a
Ossigeno - 18,94
100,00
Caratteri dei sali di biossido di oanadio. I sali solubili di biossido
di vanadio danno soluzioni di color azzurro; gli alcali caustici cdi
carbonati alcalini vi precipitano l ossido idrato, il quale si discioglie
in un eccesso di questi reagenti formando soluzioni brune; l'acido
soldrico non vi produce cangiamento; isolfuri alcalini vi precipi
tauoil vanadio allo stato di solfuro.

Acido oanadz'co. I/'03 = 92,5. L'acido vanadico di color rosso ed


aranciato, e la sua tinta diviene pi chiara, se lo si riduca in pol'
vere; e fusibile al calor rosso, e nel solrdicarsi forma una massa

di piccoli cristalli; durante questo fenomeno la massa appare lumi


nosa; poco solubile nell'acqua, sufcientemente per perch ar
rossi la tintura di tornasole.
L'acido vanadico facilmente riducibile anche dalle sostanze or
ganiche; si combina agli ossidi basici, ma talvolta, facendo funzio
ne di base, si unisce anche agli acidi energici; forma anche molte
combinazioni col biossido dello stesso metallo.
l

COMBINAZIONI DEL VAIIADIO COLI;OSSIGENO.

Si ottiene scaldando lungamente a contatto dell'aria il vanadto


d'ammoniaca: primo risultato della scomposizione del sale il bios
sido di vanadio, che per l'azione dell' ossigeno dell'aria si con
verte in acido. Se l'ossidazione non fu.per completa e rimase
molto ossido mescolato all'acido prodotto, si ha una massa nera
stra, se I'ossido in piccola quantit la materia bassi violetta. Anche
riscaldando l'acido a contatto colle sostanze organiche, e solo per
l'azione del limo atmosferico, acquista questi colori. - L'acido
vanadico si ottiene anche scomponendo il percloruro di vanadio col
l'acqua. Questo percloruro di oanadio si forma per l'azione del
cloro secco sulla miscela d' ossido o d'acido di vanadio e carbone;

e una. sostanza giallo d'oro, che belle a 1270.

\ ZINCO.
Zn = 32,5
508. Lo zinco un' metallo lucente, di color plumbeo, di struttura
lamellare, malleabile e duttile se puro: quello del commercio a ca
gione delle piccole quantit d'altro sostanze, colle quali mescolato,

come sono il ferro, il cadmio, il piombo, l'arsenico, ecc. appare ben


poco malleabile e duttile alla temperatura ordinaria; per riscaldato
fra i 1200 ed i 1500 acquista le propriet suddette in alto grado;
ad una pi elevata temperatura, a 2050, diviene fragile. in modo che
possibile il ridurlo in polvere; a circa 4230si liquefa ed a 10400
entra in ebollizione: quindi e un metallo distillabile.
Lo zinco dimorfo e cristallizza in prismi a base esagona, ovvero
in dodecaedri pentagonali; venne osservato anche in regolari ottaedri.
La sua densit di 6,8, ma aumenta sino a 7,2, quando venga la.
minato o battuto; tramanda un sensibile odore se stranato nelle
mani; e metallo molle e si attacca alla lima. Serbasi inalterato al

l'aria secca; quella ordinaria lo copre solo di un velo d' ossido, il


qtiale preserva il metallo sottoposto dalla ossidazione.

Si ossida per prestamente per l'azion dell'aria e d'una elevata


temperatura; allo stato di vapore s' accende con bella amma a con
tatto dell'aria; formasi allora l'ossido di zinco, detto comunemente

bianco di zinco. - Ridotto lo zinco in na polvere scompone facil


mente l'acqua specialmente col concorsodell'zrria; ad una tempera
tura elevata manifesta il medesimo fenomeno anche senza l'inter
vento dell'aria, e talvolta con rapidit e violenza cosi grande, che

ne avviene una detonazione.

zrsco.

263

Gli acidi tutti anche i pi'deboli attaccano lo zinco, e 1' azione


dell'aria e dell'acqua aerata devesi alla presenza dell'acido carbo
nico; questa propriet si manifesta molto pi intensamente nello
zinco impuro, od a contatto con altri metalli, che in quello puro, la.

qual cosa gi notammo nel discorrere della preparazione dell'idro


geno. Lo zinco attaccato dagli acidi pi facilmente di tutti i me
talli delle ultime quattro sezioni, perocch di essi il pi elettro
positivo; a questa propriet in un metallo rispetto a varii altri cor
risponde quasi sempre anche una maggiore afnit per gli acidi o
pei metalloidi;perci lo zinco precipita facilmente quasi tutti i me
talli delle ultime quattro sezioni dalle loro soluzioni saline, mentre ad '
essi si sostituisce, e di questa sua dote si trae partito, tanto ad ottenere
certi metalli o polverolenti o cristallizzati, quanto per deporre uno strato
d' un metallo sulla supercie dello zinco, in modo che vi rimanga ade
rente: infatti immergendolo in una soluzione di solfato di rame, alla
quale siasi aggiunto cianuro di potassio e quindi ammoniaca, si copre
d'uno strato di rame aderente, e se al solfato di rame si mescolail
solfato di zinco, bassi deposta sullo zinco la lega dei due metalli,
detta ottone. - Queste operazioni riescono per meglio, quando si

usano quei procedimenti elettrici, sui quali basata l arte della gal
vanoplastica.
Lo zinco scompone gli alcali caustici col
l'ajuto del calore, scacciandone l'idrogeno
e sostituendovisi : se ne hanno quelle combina
zioni dette zincati, nelle quali l ossido di

zinco fa funzione d'acido. - Il solfo non at


tacca lo zinco, il cloro invece facilmente.

509. Lo zinco puro si ottiene riducendo l' 05


sido di zinco col carbone in un'apparecchio
adatto a distillarlo. Molte volte per quella del
commercio acquista una sufciente purezza

mediante la distillazione, la quale si esegui-

F 47'

sce in un apparecchio disposto come nella g. 47. Consta d'un


erogiuolo, forato nel fondo, ed attraversato per questo foro da un
tubo di terra, che si prolunga nell'interno del crogiuolo sino a toccante
quasi il coperchio ed all' esterno per buon tratto. Si dispone il cro
giuolo come indicato nella gura, e sotto alla parte esterna del

tubo si colloca un vaso di terra pieno d'acqua, destinato a racco


gliere lo zinco distillato. Con questa disposizione dell'apparecchio si
evita il pericolo, che vi sarebbe impiegando una storta, di vederne
cio chiuso il collo dallo zinco solidicatcsi nella parte fredda, e pi.

264

zixco.

ancora la facilit dell accensione dei.vapori di zinco. -- Tutto l'ap


parecchio deve esser ben lutato, perch i vapori di zinco sicno co
stretti ad escire pel tubo. - Non occorre aggiungere che lo zinco
da distillarsi si colloca nel crogiuolo.
Lo zinco si purica anche riducendolo in polvere e poi fonden
dolo mescolato ad '/5 del suo peso di nitro, il quale ossida di prefe
renza i metalli estranei. Quindi si cola a goccia a goccia nell'acqua,
e cos lo si ha in granaglia.
'
, Lo zinco del commercio si ottiene dalla calamina, che un carbo
_nato mescolato ad ossido e silicato di zinco, e dalla blanda, che

un solfuro di zinco; questa colla torrefazione si riduce allo stato di


ossido. - Questi minerali torrefatti vengon mescolati al carbone, e

collocati in apparecchi, nei quali pel riscaldamento il carbone riduce


l'dssido, il metallo si volatilizza, e si raccoglie nella parte esterna

del forno in recipienti adattati a raffreddare e solidicare i vapori


metallici. I minerali di zinco contengono per sempre un po di
cadmio, che distilla pel primo, ed a contatto dell'ossigeno dell'aria

degli apparecchi si ossida, e si attacca alle pareti di questi. Questo


ossido si conserva per preparare il cadmio, e lo zinco ottenuto si
cola in pani.
Lo zinco e uno dei metalli pi adoperati;forma leghe utilissime.
delle quali ci occuperemo in seguitozserve a preservare il ferro dalla
ossidazione, e ci si ottiene ricoprendo la supercie di questo me
tallo con uno strato di zinco, il quale a contatto del ferro vi si al
lega, e vi rimane aderente in modo perfetto; questo pu tutt'al
pi ossidarsi supercialmente, ma lo strato d'ossido formatosi difende
poi il metallo sottoposto. Il ferro cos preparato dicesi comunemente
galvanizzato. - Le lamine di ferro da galvanizzare si introducono
prima in un forno a riverbero, nel quale si scaldano al calor rosso,
e cos calde si gettano in un'acqua acidulata con acido solforico. In
questa operazione si stacca la maggior parte dell'ossido; quindi si
immergono in un'acqua contenente crusca. in fermentazione, per la
qual cosa le lamine si ripuliscono intieramente; inne si asciugano
in un'atmosfera calda contenente vapori di sal ammonico. Cosi si
hanno le lamine pulite, lequali vengono poi immerse successiva

mente in varii bagni di zinco fuso, nel primo dei quali formasi la
lega di zinco e ferro, ed un p di questo metallo si discioglie nello
zinco fuso, nel secondo la lamina si ricopre di zinco quasi puro,
nell'ultimo d'uno strato di zinco puro.
E molto probabile che la protezione del ferro avvenga per la ra

gione gi indicata e non per fenomeni elettrici, perocch queste lastre

zmco.
265
si conservano inalterate per lunghissimo tempo, mentre lo sviluppo
della elettricit, necessita sempre qualche cangiamento nel corpo in
cui si manifesta.
Lo zinco si usa molto nella preparazione delle pile atte alla pro
duzione della elettricit, e per renderne lo sviluppo regolare, si
amalgama lo zinco alla supercie , la qual cosa si fa prontamente,
preparando un liquido che consta 200 parti di mercurio, che si
disciolgono a caldo in 100 di acqua regia (fatta di l d'acido nitrico
e 3 di cloridrico); vi si aggiungono poi 1000 parti d'acido cloridrico:
Lo zinco immerso per un'istante in questo liquido s'amalgama con
venientemente per l'uso indicato.
Lo zinco inne serve a preparare molti oggetti sia d' ornamento
che d'uso comune, e lo si rende simile nell'aspetto al bronzo con
vernici od altri mezzi; in fatti se dopo averlo coperto d'ottone coi
procedimenti elettrici, si riveste d'un mastice fatto di 3 di rosso d'In
ghilterra, 2 di grate e spirito di vino, togliendo il mastice dopo
24 ore, lo si ottiene di colore del bronzo; sfregandolo con una solu

zione di 33 di sal ammonico, 82 di acetosella in due litri d'aceto, si


riesce al medesimo risultato, ma in questo caso il colore pi

chiaro.

PROTOSSIDO DI ZINCO.

Zu0 = 40,5

Zinco
-80,25
Ossigeno - 19,75
100,00

510. Alcuni ammettono che lo zinco formi un sottossido, quando

si ossida a contatto dell'aria, ed un perossido, quando si tratta il suo


protossido idrato coll'acqua ossigenata. Queste combinazioni sono per

lo meno senza importanza.

Il protossido di zinco anidro bianco, se puro, giallastro, se con


tiene ferro, riscaldato acquista un color giallo, che perde poi per
raffreddamento; polverolento e pochissimo solubile nell'acqua, suf

cientemente per per comunicarle una reazione alcalina; sso a


qualunque temperatura, non si altera pel calore; vien ridotto facil
mente dall' idrogeno e dal carbonio, gli acidi lo disciolgono, perco
ch una base molto potente; fuso insieme agli alcali caustici vi
si combina agendo come un' acido.
BIUGIA'I'ELLI. Trauma di Chimica ecc. Vol. II.
\

8"

266

rnorossrno m zmco.

Il protossido di zinco idrato bianco, rendesi per anidro facil


mente pel calore; si discioglie nei liquidi alcalini prontamente: si
ottiene aggiungendo ad un sale di zinco disciolto un'alcali caustico.
Quando in una soluzione di potassa o d'ammoniaca si immerga una
copia. voltaica fatta di una lamina di zinco e d'un metallo pi elettro
negativo, si scompone l'acqua, e deponesi l'ossido di zinco idrato in
cristalli prismatici.
.
Ottenuto abbrnciando lo zinco a contatto dell aria anche detto
lana phitosophica o pi frequentemente bianco di zinco; per anche
molti sali di zinco, come il carbonato, il solto, il solfato, ecc., per

l'azion del calore lasciano per residuo I ossido di zinco anidro.


Il protossido di zinco sostanza impiegata in medicina, ma pi
ancora dal colorista, il quale lo sostituisce alla biacca nella confe
zione delle vernici. Il bianco di zinco ha il vantaggio sulla. biacca
d'essere inalterabile a quelle azioni, che anneriscono questa sostanza.
Caratteri dei sali di protossido di zinco. I sali di protossido di zinco
sono incolori, di sapore metallico; trattati cogli alcali caustici ab
bandonano l' ossido, il quale solubile in un' eccesso del reattivo
usato: anche il carbonato ammonico ridiscioglie il precipitato, che vi
forma dapprima. L'acido soldrico nelle soluzioni alcaline, il sol

drato ammonico in quelle neutre producono un precipitato bianco di


solfuro di zinco.

SOLFURO DI ZINCO.

ZnS = 48,5
'511. Il Solfuro di zinco trovasi in natura, ed ha nome di blenda
e zinco solforato: preparato articialmente bianco, amorfo, leggero
ed infusibile; sciogliesi negli acidi con sviluppo ,d' idrogeno solfo
rato; per l'azione dell'ossigeno e d'un legger calore cangiasi in sol
fato di zinco; combinasi all'ossido e forma un ossisolfuro.
Si ottiene per l'azione del solfo sull'ossido di zinco o per quella
dello zinco in polvere sui solfuri metallici ;questa reazione accade
qualche volta con esplosione. - Il soldrato ammonico precipita lo
zinco dalle soluzioni de' suoi sali allo stato di Solfuro idrato.

CLORURO DI ZINCO.

ZuCl = 68

Zinco - 47,79

Cloro - 52,21
100,00

512. Il cloruro di zinco e di color bianco leggermente grigiastro,


di consistenza vischiosa come di sostanza grassa, detto perci
burro di zinco; disciogliesi con estrema facilit nell'acqua, anzi
deliquescente; cristallizza con difcolt,i suoi cristalli sono idrati;
fondesi a 2500 rendendosi anidro, bolle a 4000 senza decomporsi.

Serve a. preparare bagni per sottoporre talune sostanze a tempera


ture elevate. E solubile nell'alcool e vi si combina, e poi per l'azione
del calore lo scompone, trasformandolo in etere solforico per la sua.

afnit per l'acqua; per questa propriet un reattivo talvolta usa


to. Combinasi ai cloruri alcalini, e fra tutti i cloruri doppii che forma
notevole 'quello preparato col sal ammonico. Cristallizza infatti
benissimo ed di somma utilit nelle saldature difcili; per l'azione
del calore questo sal doppio si scompone, ed il cloruro ammonico
riduce quell'ossido, che possa esistere sulla supercie metallica, men
tre il cloruro di zinco si stende sopra di essa, e la protegge da ogni
ulteriore contatto coll aria. Combinasi anche facilmente all'ossido, e

l'ossicloruro ottenuto si rassoda prestamente divenendo duro come il


marmo; questa propriet fonte di molte utili applicazioni a far
mastici, vernici impermeabili, cementi, ecc. La solidicazione avviene

talvolta cos rapidamente, che si dovette pensare al modo di rallen


tarla : alla densa soluzione di cloruro di zinco, colla quale si incorpora

una quantit equivalente di ossido, si aggiunge perci un po di sal


ammonico o di borace.
Il cloruro di zinco in soluzione concentrata gode della propriet
di render tenace la carta; bisogna immergervela, e dopo qualche
tempo lavarla bene con acqua (.).
(') Anche l'acido solforico mouoidrato. allungato colla met del suo volume di

acqua esattamente ed alla temperatura di 45', gode di questa propriet. Vi si im


mcrga carta senza colla per uu'istautc, e quindi, lavata con cura. prima con acqua,
poi con acqua nmmoniacale, in ne con acqua pura, si avr una pergamena ar

lilicialc. Questa iuztlterabilo nell'acqua, egodc di una tenacit 5 volte superiore


alla carta primitiva

268

cr.otwao m zrsco.

L'acido cloridrico reagendo sull' ossido di zinco, sul carbonato o


sul metallo d il cloruro di zinco. Si ottiene questo corpo ben puro
mescendo quantit equivalenti di solfato di zinco secco e cloruro di
calcio secco e distillando. Se per le sostanze mescolate contenevano
ferro, questo distilla prima sotto forma di cloruro, ed in seguito si
ottiene il sale di zinco puro e bianco.

(ISSISALI DI ZINC0.

CARBONATO DI ZINCO.
.

Protossido di zinco - 64,80

ZO'CO = 62,5

Ac. carbonico

- 35,20
100,00

513. Il carbonato di zinco trovasi in natura e chiamasi zinco spa


ti'oo, non si pu preparare articialmente allo stato di purezza, pe
rocch ogni qualvolta si precipita un sale di zinco con un carbo
nato alcalino, si ottiene un ossicarbonato idrato. - Si scompone fa

cilmente per l'azion del calore perdendo l'acido carbonico; ridotto


dal carbone.

SOLFATO DI ZlNCO.
2n0'503 = 80,5

Protossido di zinco - 50.31

Ac. solforico

- 49,69
100,00

514. Il solfato di zinco. detto comunemente vetriolo di zinco o re.


triolo bianco, cristallizza alle temperature ordinarie in prismi inco
lori, trasparenti, contenenti 7aq. ed isomor coi solfati di magnesia,
di protossido di ferro, manganese, nickel e cobalto; ma se la so

luzione, nella quale formansi i cristalli, e molto calda, contengono


questi appena 6aq., ed inne precipitando il solfato di zinco coll'al
cool dalla sua soluzione lo si ottiene unito ad un equivalente solo
d'acqua. Il solfato anidro solubile in due volte il suo peso d'acqua
alla ordinaria temperatura, a 1000 ne esige la met; i suoi cristalli
non ritengono che un equivalente d'acqua a 1000, cui perdono ad
una temperatura alquanto elevata.

son-no ci zucca.

269

Il solfato di zinco non alterabile all'aria, per sorisce al


quanto; per 1' azione del calor rosso si scompone in ossido, acido
solforoso ed ossigeno ('). Combinasi facilmente ad altri solfati for
mando sali doppii, e coll'ossido da origine a solfati basici.
Il solfato di zinco del commercio spesso volte commisto ai sol
fati dei metalli che gli sono isomor, ne perci colla cristallizza
zione si pu puricarlo. Il separarne il ferro ed il manganese cosa
facile; per mezzo del cloro si fanno passare gli ossidi di questi me
talli allo stato di sesquiossido, e quindi si fa bollire la soluzione col
carbonato di zinco; questo sale precipita quegli ossidi, e lo zinco
suo si sostituisce al posto dei metalli separati. Per gli usi industriali
si prepara torrefacendo moderatamente la blenda, nella quale opera
zione si ossida e si cangia in solfato, questo coll' acqua si separa
poi dalla ganga. - Volendo questo sale puro, bisogna discioglier
lo zinco od il suo ossido nell' acido solforico.
Il solfato di zinco e impiegato nell'arte tintoria ed in medicina.

CADMIO

Cd = 56.

515. Il cadmio un metallo di color bianco quasi |'come lo sta


gnu, lucente, malleabile e duttile; la sua densit e di 8,6 e sebat
tuto di 8,69; fondesi a 3600, bolle a 8600, la densit del suo va
pore e di 3,94; solidicato lentamente mostra alla sua Supercie

indizii di cristallizzazione. Non si ossida all'aria che supercial


mente, ma scaldato al calor rosso prende fuoco ed abbrucia con
amma fuligginosa essendo il suo ossido bruno; gli acidi lo attac
cano facilmente con sviluppo d'idrogeno; precipita la maggior parte
dei metalli delle ultime quattro sezioni dalle loro soluzioni saline.
Il cadmio accompagna sempre lo zinco nei minerali di questo me
tallo, e nel trattamento metallurgico amendue son ridotti insieme.
Ma siccome il cadmio pi volatile dello zinco, cos pel primo di
stilla, e la parte di metallo, che nei recipienti freddi si ossida, con
tiene perci molto cadmio. Sottopongonsi poi questi ossidi a nuove
riduzioni e distilltizioni, colla qual cosa si ottengono leghe di zinco
t) Questa reazione . proposta qual mezzo di preparazione dell'ossigeno in
grande.

i 270
CADIIIO.
e cadmio sempre pi ricche in cadmio; inne disciogliesi il me

tallo nell'acido cloridrico, e si introduce nel liquido acido ed allun


gato una corrente d'acido soldrico, che precipita il solo cadmio
allo stato di solfuro giallo. Questo si ridiscioglie nell'acido cloridrico
concentrato e caldo, precipitasi l'ossido, che ridotto da il metallo
puro. - Il cadmio metallico non ha applicazioni, tranne a produrre
una amalgama molle dapprima, che divren dura in seguito, usata
qualche volta dai dentisti ad impiombare i denti.

OSSIDO DI CADMIO
Cd0 _
_' 64

Cadmio

- 87.50
Ossigeno 12,50

lotot).
516. Il protossido di cadmio idrato bianco, gelatinoso e per l'azion
del calore diviene anidro e bruno; solubile nell'ammoniaca, non nella

potassa. Si ottiene idrato precipitandolo dalla soluzione d'un sale di


cadmio colla potassa caustica; quello anidro, che bruno se ottenuto
colla combustione del metallo, presentmdrversi aspetti se preparato
in altro modo, e mediante la calcinazione del nitrato lo si ha cri

stellino.

Caratteri dei sali di protossido di cadmio. I sali di cadmio sono iso

mor con quelli di zinco; gli alcali vi precipitano l' ossido idrato
solubile nell'ammoniaca; l'acido soldrico produce anche nelle so
luzioni acide il solfuro di cadmio, caratterizzato dal suo vivo color

giallo. - Il solfuro di cadmio una sostanza colorante preziosa: il


suo prezzo troppo elevato ne impedisce le estese applicazioni, delle
quali sarebbe suscettibile.
IODURO DI CADMIO
Cdl = 183.
517. Il ioduro di cadmio cristallizza in belle lamine lucentissime,
solubile molto nell'acqua, nell'alcool ed inalterabile all'aria; com
binasi a'ioduri alcalini. Si ottiene facilmente ponendo a contatto il

metallo in limatura coll'iodio insieme ad un pod' acqua; avviene una


combinazione diretta e l' ioduro si scioglie nell' acqua adoperata, dalla
quale poi si estrae facendolo cristallizzare.

-_

_..._. _

_._

_.,,.>- w-4v

\
r- _"-"-__

IODURO DI CADMIO.

271 1

L ioduro di cadmio sostanza qualche volta usata in medicina


e dai fotogra invece degli altri ioduri.
Gli altri sali di cadmio non hanno importanza, e volendoli pre

parare si adoperano gli stessi procedimenti usati ad ottenere quelli


di zinco.

URANIO
U=60.

518. Riducendo col mezzo dell'idrogenoi composti ossigenati del


l uranio si ha una sostanza, la quale venne per lungo tempo con
siderata come il metallo, ma nel 1840 Peligot scoperse che conte
nova. ossigeno, e vi riesci ponendola commiste al carbone a contatto
del cloro ad elevata temperatura: ottenne cosi il cloruro d'uranin
. e l'ossido di carbonio.

Il cloruro d' uranio riscaldato col sodio d il metallo: si colloca


una parte di sodio in un crogiuolo di porcellana e si ricopre quello
con cloruro di sodio secco; su questo si mettono due parti di clo
raro d'uranio mescolate a. sal comune. Per l'azione del calore accade
la reazione, ed il metallo ottenuto si aggiomara. mediante una se

conda fusione.

L'uranio giallastro, malleabile e duttile; la sua densit di


18,4. Abbrucia se riscaldato a contatto dell'aria; attaccato dagli
acidi allungati con sviluppo d'idrogeno; le sue soluzioni sono verdi.

COMBINAZIONI IJELL'URANIO COLL' OSSIGENO.


519. Esistono probabilmente due sottossidi d'uranio, le altre sue
combinazioni coll'ossigeno sono le seguenti:
Protossido d' uranio
Ossido saiino nero

UO
U*O5 = (UD),U'-O3

Ossido salino verde

U3O = UO, UO3

Sesquiossido d'uranio -

U03.

Fra questi ossidi meritano attenzione soltanto il protossido ed il


sesquiossido.

272

PROTOSSIDO D URANIO
. _= 68
W

Uranio
- 88,24
Ossigeno
11,76
100,00

520. Il protossido d'uranio di color bruno, combinasi facilmente


all'ossigeno, cosicch per conservarlo bisogna. tenerlo lungi da que
sto agente: quando sia idrato sciogliesi facilmente negli acidi e forma
soluzioni verdi ;. molto ossidabile. Si prepara precipitando il proto
cloruro d'uranio coll' ammoniaca; di color rosso bruno, e divien

nero per ebollizione nell'acqua. Il protossido anidro si ottiene ridu


cendo il sesquiossido coll idrogeno stacco, ovvero calcinando il cloruro
doppio d'uranio e potassio in un'atmosfera d' idrogeno. Coll'acqua se
parasi poi il cloruro di potassio e rimane una polvere lucente, che

dimostra indizi.i di cristalli ottaedrici.


Caratteri dei sali di protossido duranio. I sali di protossido d'ara
nio sono verdi, ed hanno una grandissima tendenza a. sovrossidarsi;
agiscono perci come corpi riduttori, precipitano alcuni metalli, co.
me l'oro, dalle loro saline soluzioni. - Cogli alcali caustici danno
un precipitato rosso bruno, che per l ebollizione divien nero.

SESQUIOSSlDO D' URANIO


U03 =144

Uranio
Ossigeno

83.33
16,67

100,00.

521. Il sesquiossido d'uranio un corpo di color giallo bellissimo,


insolubile nell'aoqua, solubile negli acidi, coi quali forma sali colo
rati in giallo; non stabile a temperatura elevata, ma perde por
zione del suo ossigeno e si trasforma in ossido salino verde U3O;
si combina anche facilmente agli ossidi basici degli altri metalli, e fa

in queste circostanze funzione d' acido. La maggior parte di questi


Composti contengono due equivalenti di sesquiossido per uno di pro
tossido basico.
La pi importante di queste combinazioni l uranato di soda ,

sizsomdswo DURANIQ.

273

detta giallo duranio, sostanza colorante usatissima nell'arte vetraria.

Ad ottenere quel sale si riduce in na polvere il minerale detto pe


churavto, e lo si mescola con carbonato di calce: per l'azione del ca
lore tutto l'uranio, che nel minerale allo stato d'ossido salino, si

converte in sesquiossido, il quale combinasi alla calce. L'uraniato di


calce viene scomposto coll' acido solforico debole, per l'azione del
quale formasi il solfato di sesquiossido solubile. Separato il liquido,
scompohesi il sale col carbonato di soda in eccesso, che discioglie il
sesquiossido prima da esso precipitato, mentre gli altri ossidi metal
lici rimangono separati. Quindi si aggiunge al liquido alquanto acido
solforico, che scompone l'eccesso di carbonato di soda, per la qual
cosa precipitasi luranato acido di soda N:iO,2UO3. Questo prodotto
lavato ed essicato costituisce la pregievole sostanza colorante detta
giallo d'uranm.

Il sesquiossido d'uranio e ridotto a protossido per l'azione del


l'idrogeno; si ottiene anidro calcinando il nitrato a 2500, idrato
evaporando a siccit una miscela di nitrato d'uranio e d' alcool, e

riprendendo inne coll'acqua il residuo.


.
Caratteri dei sali di sesquiossido duranio. I sali di sesquiossido di
uranio sono gialli; trattati cogli alcali caustici e coi carbonati alca
lini danno gli uraniati gialli; sono spesse volte sensibilissimi alla
luce, comene vedremo un esempio nel nitrato; se subiscono l'azion

della luce mescolati all'alcool inverdiscono. L'acido soldrico cangia


anch'esso il loro color giallo in verde; il soldrato ammonico vi
produce un precipitato di nero solfuro d' uranio, che per separasi
dal liquido lentamente.
I sali di sesquiossido d' uranio presentano anche un fatto singo
larissimo e che sarebbe eccezionale, se non fosse lecito di conside

rare la costituzione di quel sesquiossido in un modo diverso da


quello nora adottato.
L'analisi dei sali di sesquiossido d'urnnio dimostra, che sempre con

tengono per ogni equivalente di sesquiossido un equivalente d'acido;


quella del sesquicloruro, che esso consta del sesquiossido meno un equi
valente d'ossigeno sostituito dal cloro. Noi sappiamo invece che tutti
,.
a
.
.
.
. .
.
.
.
.i sali neutrt dei sesqurossidt contengono tre equtvalentt d'actdo, con
siderato anidro, per uno d'ossido, e che i sesquicloruri ponno esser
rappresentati dai sesquiossidi, che abbiano sostituito equivalente per .
equivalente il loro ossigeno dal cloro. Altrettanto dicasi per le al.
tre combinazioni dei corpi alogeni coll' uranio corrispondenti a que
sto, cbiamiamolo per ora, sesquicloruro, il quale dunque rappre
sentato della formola U202,Cl.
BIXIJGA'IELLI

Trattato di Chimica, ecc. Vol. II.

3?:

274

sasqntosstno n'umxio.

La. parte U20- di questo cloruro si comporta in tutte le chi


miche reazioni come un corpo semplice: si trasporta cio in quei
fenomeni da un composto ad un altro, nel quale, entra a far fun
zione d'un equivalente d'un corpo semplice, che sposta, mentre
questo va al posto di U202 a farne le veci, ed i caratteri generici

dei due corpi, i quali in tal modo reagirono, non caugiarono punto.
dunque evidente esser quei due termini, l'equivalente cio del corpo
semplice spostato e quello di U2O2 identici rispetto alle loro generali
attivit chimiche.
.
Molti chimici dunque considerano il corpo U202 come un radi
cale composto, lo chiamano munite, e lo rappresentano con Uy.
I. esistenza di questi corpi materialmente composti, ma meccanica
mente (in rapporto alle .forze chimiche) semplici e. cosa gi per noi
dimostrata con mille esempi; quindi non avremo difcolt. nell'am
mettere anche quella dell uranile.
Allora i sali di sesquiossido divengono sali di protossido d' ura
nile , e la. loro costituzione, quella dei corrispondenti cloruro, bro

muro, ecc., identica a quella dei sali degli altri protossidi, dei pro
tocloruri, dei protobromuri, ecc.

NITRATO D'URANIO
U203, N05 = (U202)0,105 = UyO,NO5 = 198.
592. Questo sale rimarchevole per la sua. azione sulla luce.
Il nitrato d'uranio, o nitrato di protossido d'uranile, si ottiene trat

tando il minerale detto pechurano coll'acido nitrico. Sappiamo che il


pechurano contiene un ossido salino d'uranio, il quale per l'azione
dell'acido si converte in sesquiossido od ossido d'uranile, questo poi
coll'eccesso d' acido forma il nitrato. Questo sale da origine a bellis
simi cristalli gialli a. riesso verdastro, contenenti 6aq, soluhilissimi,

scomponibili per-l'azione del calore. Immergendo in una soluzione


di nitrato d'uranio una coppia semplice voltaica , il sale si riduce,
divien verde, acquista la propriet di ridurre l'oro e l'argento. dalle
loro soluzioni saline; l'aria o l'ossigeno ritornano poi il sale allo
stato primitivo. - Se insieme alla elettricit agisce la luce, si pre
cipita un corpo violetto, ed il liquido acquista. le indicate propriet.
Il nitrato d'uranio secco agitato in un vaso di vetro e nell' oscu

rit appare fosforescente e manifesta la pi bella luce, in un modo


ben pi riconoscibile di tutti gli altri corpi, che, come lo zucchero
di latte ed il calomelano, dimostrano questo fenomeno.

.\ITRATO D'URANIO.

275

Il nitrato d'uranio esposto alla luce condensa in se i raggi chimici


della luce, e li emette poi a poco a poco. Si bagni la carta con una

soluzione di quel sale cos concentrata, chepossa tingerla in giallo,


e dopo averla essicata si esponga alla luce diretta. Quella carta agir
di poi anche nell'oscurit sulle sostanze alterabili dalla luce: infatti
annerir il cloruro d'argento e le carte preparate per le prove foto
grache, cosicch se colle soluzioni si scrive o si disegna sulla carta,
dopo l insolazione, quella scrittura si ripeter sulla carta fotograca
anche nell'oscurit. Questa propriet del nitrato di uranio di im
magazzinare in_s i raggi chimici della luce cos grande, che vi si
conservano lungo tempo. I fogli di carta tinti colla soluzione di ni
trato di uranio e chiusi in un astuccio di latta, sono atti anche

dopo molto tempo a produrre quei fenomeni, e costituiscono per l'ope


ratore una vera provvisione di raggi chimici della luce.
Il nitrato d'uranio di quelle carte per l'azione della luce si colora
in bruno, non pi solubile nell'acqua, mentre invece, conservati

quei fogli all'oscurit, non cangiano colore ed il nitrato rimane so


lubile. - Il nitrato d'uranio scompone l'acido ossalico col concorso
della luce e proporzionalmente alla intensit di questa.
Queste propriet non sono per esclusive del nitrato d'uranio o di
poche sostanze, tua in quello si osservano in un grado eminente.
Quasi tutti i corpi insolati conservano poi nell'oscurit per qualche
tempo la facolt di produrre nelle sostanze sensibili alla luce quelle
alterazioni, che la luce diretta vi attua.

STAGNO
Su = 59.

523. Lo stagno e metallo di color bianco argentino splendente,


la sua tessitura cristallina; quando si piega un'asta di stagno ne
nasce un suono particolare, detto grido dello stagno, dovuto alla di
struzione della aderenza delle parti cristalline del metallo ed al vi
cendevole sfregamento di queste. Le stagno dimorfo, talvolta cri
stallizza in cubi ed in altri casi in prismi a base quadrata: sotto
questa forma lo si pu ottenere anche in belli e grossi cristalli; con
viene perci collocare in un alto bicchiere di vetro una densa solu
zione di protocloruro di stagno, e quindi sovraporvi uno strato di
acqua pura versandola lentamente, in modo che i due liquidi riman
gano separati, la qual cosa si ottiene con facilit stante la diversa

2'76
s.rmxo.
densit dei due liquidi. Si immerge quindi nella colonna liquida
una lamina di stagno, la quale intieramente l'attraversi: quasi su
bito cominciano a formarsi quei cristalli di stagno, ed in poco tempo
acquistano un volume considerevole. - La tessitura cristallina dello
stagno si dimostra facilmente immergendo una lamina di questo me
tallo in una soluzione acida contenente acqua 8 parti, acido nitrico 2,

e sal comune 4, ovvero acqua 8, acido nitrico 2, acido cloridrico 3,


ed anche acqua 8, acido solforico 1 ed acido cloridrico 2; con que.

sti liquidi si ottengono le belle marezzature delle lastre di latta una


volta molto usate; si riscalda perci la lamina sino a che alla sua
supercie si manifesti una colorazione gialla , ed allora si tuffa in
uno di quei liquidi, che scioglie l'ossido formatosi, e lascia lo stagno

in cristalli aggrappati in modo talora elegante.


Lo stagno malleabile sopratutto se si abbia la precauzione di
riscaldarlo di tanto in tanto a I000 all'incirca, poco duttile e fra

imetalli meno tenaci; molle pi dell'oro alla temperatura ordinaria,


diviene fragile alquanto a poco pi di 1000, a questo punto per l'a
zione di urti violenti va in pezzi; quello stagno che in commercio
dicesi in lacrime, viene preparato approttando di questa sua propriet;
i lingotti del metallo si scaldano convenientemente, e lasciati quindi
cadere dall'alto, si rompono per formare coi loro frammenti lo stagno
in lacrime. - Commisto a piccole quantit d'arsenico divien duro
ed acquista la propriet di cristallizzare in larghe lamine.
La densit dello stagno di 7,28, non elastico ne sonoro; entra

in fusione alla temperatura di 22.80, e si dimostra esser questa tem


peratura inferiore a quella iniziale di combustione della carta, avvi
luppandone con questa un pezzo, cosicch vi sia esatto contatto, ed
esponendo quindi l'inviluppo all'azione della amma d'una can
dela: lo stagno si fonde prima che la carta abbruci. - Lo stagno
una volta fuso pu rimaner liquido anche sino a 2250, allora co

mincia a solidicarsi cristallizzando in cubi, e la massa risale ai 2280,


sino a che tutta siasi rappresa. - A temperature elevatissime al
quanto volatile. - Agitandolo fuso entro ad una scatola di legno
sino a che siasi solidicato si ottiene in polvere; in nissima pol
vere lo si ha poi precipitandolo collo zinco da una soluzione di pro
tocloruro di stagno. - Manda un odore particolare nauseabondo se
vien sfregato nelle mani.
Lo stagno conservasi inalterato all'aria per lunghissimo tempo;
ma riscaldato oltre al punto della sua fusione, vicino al calor rosso,
si ossida; non decompone l'acqua che al calor rosso intenso, ed
allora formasi il biossido di stagno od acido stannico. L'acido ni

suono.
.
277
trico solo e non. troppo concentrato lo converte in acido stannrco
attaccandolo violentemente, quello fumante non lo altera; l'acido
nitrico addizionato di sal ammonico, e tanto pi se alla miscela si

aggiunge l'acido cloridrico, lo scioglie. L'acido cloridrico a caldo


lo trasforma in protocloruro di stagno , il solforico lo discioglie tras
formandolo in solfato con sviluppo d'acirlo solforoso, d' acido sol
drico eprecipitazione di solfo. Questa reazione dunque e molto com
plicata. - L'acqua regia inne lo converte in bicloruro di stagno;
Lo stagno a. contatto degli alcali caustici in fusione ne sviluppa
l'idrogeno, si ossida e si combina alll ossido alcalino; ossidasi ugual
mente a contatto del nitro fuso, che scompone combinandosi all'os
sido di potassio; attaccato facilmente da molti metalloidi. Non

alterato dagli acidi deboli organici.


Lo stagno si trova in natura allo stato di biossido di stagno me
scolato a sabbie provenienti da roccie granitiche, ed anche nelle roc
cie stesse non disaggregate. Quell' ossido, separato per lavatura delle
sabbie, vien ridotto col mezzo del carbone entro a forni a manica

od a riverbero. Cos ottenuto per spesse volte allegato o commisto


a. molto ferro, per la qual cosa si copre ben presto di macchie; si
purica col procedimento detto per. liquazione, ed eccone la ragione:
la lega di stagno e ferro ha un punto di fusione superiore di molto
a quello dello stagno puro, cosicch se si sottopongono alla tempe
ratura. di 2280 o poco pi i masselli di stagno ferruginosi, lo stagno
soltanto liquefasi e separasi dalla lega. Quest'operazione si eseguisce
sempre in forni a riverbero, e se lo stagno ottenuto non ancora
ben puro, si lascia raffreddare lentamente, cosicch al punto di soli

dicazione dello stagno, la lega contenutavi sia gi solidicata; perci


cade al fondo del vaso, nel quale sta lo stagno; la parte superiore
sar di stagndpuro, l'altra parte verr sottoposta ad una nuova li
quazione. La lega poi residua dalla liquazione vien rifusa nei forni
a riverbero con apposite aggiunte, che ne esportino il ferro allo stato
' di silicato.

Con questi mezzi per lo stagno non si ottien purissimo; in que


sto stato in commercio non si trova che quello proveniente.da Ma
lacca o da Banca. Si prepara purissimo riducendo il biossido di sta
gno od acido stannico con carbone privo di ceneri; l'operazione si
eseguisce in un crogiuolo a temperatura non molto elevata.
Lo stagno forma molte/utili leghe , delle quali ci occuperemo in
seguito. Si impiega a ricoprire le lamine'di ferro ed a formare cos

la lattazi metodi coi quali si prepara la latta sono identici a quelli


usati per fare la zincatura del ferro. Serve inne astagnare il rame

278

suono.

ed a renderlo cos atto a formare i vasi neiquali generalmente si


preparano le vivande. Il rame solo, essendo facilmente attaccato degli
acidi deboli organici, non potrebbe servire a questuso , protetto dallo

stagno diventa inattacabile. La stagnatura si fa generalmente con


una lega di stagno e piombo, perch riesce pi facilmente, e per
necessario, che in ogni 100 parti di lega non sienvi pi di 18 di
piombo, altrimenti la lega pu divenire nociva.

COMBINAZIONI DELLO STAGNO COLLOSSIGENO.


524. Lo stagno forma due combinazioni coll' ossigeno, e sono le
seguenti:
Protossido di stagno. . . . . .
Biossido di stagno od acido stannico.

SnO
Sn02

Esiste anche una combinazione intermedia a questa chiamata da


alcuni sesquiossido di stagno, e rappresentata con Sn-03, da altri in
vece creduta un ossido salino SnO,SnO Si ottiene facendo reagire
a caldo l'idrato di sesquiossido di ferro sul protocloruro di stagno:
Fe03 + 2SnCl' = 2FeCl + Sn203. il sesquiossido di stagno di
colore bianco giallastro, insolubile nell'acqua, solubilis-simo'nell'am

moniaca e nell'acido cloridrico; con questo reagente forma il sesqui


cloruro di stagno, che addizionato ai sali d'oro da origine alla por
pora di Cassio d'una bellissima tinta.

PROTOSSIDO DI STAGNO.
_
Sn0 _ 67

Stagno

88,06

Ossigeno

11,94

100,00
52.5. Il protossido di stagno si pu ottenere combinato ad un'equi
valente d'acqua, aggiungendo ad una soluzione di protocloruro di
stagno un alcali caustico non in eccesso. E bianco, insolubile nel
l'acqua, solubile negli alcali caustici ssi, e negli acidi; ha una gran
tendenza a sovrossidarsi, infatti facendo bollire la sua soluzione alca

lina si precipita una parte dello stagno, mentre l'altra rimane com
binata all'alcali allo stato di acido stannico.

PROTOSSI no in sncxo.

279
l

La. medesima soluzione alcalina sottoposta all'evaporazione lenta


nel vuoto abbandona a poco a poco i cristalli neri di protossido
anidro; questi cristalli si formano anche per 1' azione del calore sulla
massa ottenuta precipitando l'idrato dal protocloruro con un legger
eccesso d'alcali. Riscaldato il protossido anidro nero alla temperatura
di 2580 decrepita, e diventa di color olivastro; in questo stato si

ottiene anche calcinando in un tubo ed in un' atmosfera senza ossi


geno l'ossalato di stagno. Inne lo stesso ossido anidro si ottiene
dotato d' un bel color rosso vermiglio, facendo bollire per alcuni
istanti, in presenza d'un eccesso d'ammoniaca, il precipitato ottenuto
col versare l'ammoniaca nel protocloruro di stagno, ovvero col ri
scaldare a 560 una soluzione d' acetato di stagno contenente il pro
tossido idrato ed alla quale siasi aggiunto un po' d' acido acetico. Quest' ossido rosso divien nero sfregandolo.
Il protossido anidro inalterabile all'aria fredda, ma riscaldato

vi prende fuoco e si converte in biossido; solubile negli acidi e


base salicabile.
,

Caratteri dei sali di protossido di stagno. Gli alcali caustici ssi


formano nei sali di protossido di stagno e nelle corrispondenti com
binazioni coi corpi alogeni un precipitato bianco, solubile in un ec
cesso di reattivo. Da questa soluzione si precipita parte dello stagno
allo stato metallico mediante lebollizione. - L'acido soldrico vi
produce un precipitato pero di solfuro di stagno. - Una soluzione
di cloruro d'oro vi forma un precipitato color porpora, tanto pi se
siano state allungate ed addizionate a freddo di qualche goccia
dacido nitrico. Quest'ultima reazione atta a svelare le pi piccole
quantit di stagno allo stato di protossido.
BIOSSIDO DI STAGNO OD ACIDO STANNICO.
SUO1, _
H 70..

Stagno
Ossigeno

78,67
21,33
100,00

526. Il biossidodi stagno pei suoi caratteri chimici un acido,


quindi il suo nome d'acido stannico. Per presenta diverse propriet
secondo che lo si abbia anidro od idrato, ed in questo secondo caso
si ottiene in due ben distinti stati d' idratazione.
Quando si riscalda lo stagno in contatto dell'aria sino al calor
rosso, si converte in una polvere, che divien bianca pel raffreddamento;

BlOSSIDO Dl STAGNO OD ACIDO STAXNlCO.

quando si getta su d'un foglio di carta una goccia di stagno scal.


data al rosso vivo si divide in mille spruzzi, i quali abbruciano
con amma bianca formando una materia del medesimo colore;

quando inne si riscaldano al calor rosso i varii gradi di idratazione


del biossido di stagno, si ottiene ancora la medesima sostanza bianca,

che rappresentata da SnO


Questo corpo si pu avere anche cristallizzato in prismi a base
romboidale, isomor coll'acido titanico, quando si conduca il bielo

ruro di stagno in vapore mescolato all'acido carbonica attraverso ad


un tubo di terra rovente; questi cristalli sono lucenti e durissimi.
Il biossido di stagno bianco alla temperatura ordinaria, giallo
se scaldato, insolubile nelle soluzioni alcaline e negli acidi; messo
per a contatto degli alcali ssi in fusione vi si unisce, e trattata
quindi la massa coll' acqua, tutta vi si scioglie; allora combinato
all'alcali e nomasi acido metastannico. Questo corpo si ottiene anche
per l'azione dell'acido nitrico sullo stagno metallico, ed ha una
composizione isomerica a quella del biossido. Infatti per ogni equi
valente di base i metastannati contengono Su5OW = SSiiO, per
questi sali sono sempre accompagnati da 4 aq., cosicch la loro for
mola generale MO,SMOio + 4 aq.
L'acido metastannico bianco, insolubile nell'acqua e negli acidi,
ad eccezione del solforico concentrato; sciogliesi nella potassa cau
stica, ma non nella ammoniaca. Ottenuto col mezzo dell'acido ni

trico contiene 10 aq., e ne perde la met riscaldato a 1000, ed a


temperature superiori convertesi in biossido anidro. - Combinasi al
protossido di stagno formando un ossido salino.
La medesima combinazione dello stagno coll' ossigeno si ottiene
in un' altro stato d' idratazione, rappresentata da SnO2 + aq., per
l'azione dell'acqua sul bicloruro di stagno. corpo bianco, gelati
noso, solubile negli acidi e negli alcali, e satura una quantit di
base quintupla di quella saturata dall'acido metastannico; contiene,
quando sia essicato nel vuoto, un' equivalente d'acqua. Questo corpo

chiamasi propriamente acido stannico.


Queste combinazioni dello stagno sono usate specialmente nell'arte
tintoria quali mordenti preziosi, ed il biossido o l'acido metastan
nico nella preparazione degli smalti, ed a rendere opalescenti i vetri.
Gli stannati e metastannatt non hanno importanza o sono appena:

usati qualche volta nell'arte tintoria. - Gli acidi energici precipi


tano sempre da questi sali la combinazione stannica.
'
Lo stagno trovasi in talune combinazioni in dose corrispondente
al biossido, e tanto in questo caso, quanto nell'altro in cui siavi

BlOSSIDO DI STAGNO OD ACIDO STANNICO.

come acido stannico o metastannico gode dei seguenti caratteri: l'acido


soldrico produce nelle soluzioni di quei corpiyun precipitato giallo,
solubile nei solfuri alcalini; dunque un solfoacido. Lo zinco vi
precipita lo stagno allo stato metallico.

comuu.nzmm mar. soum 001.1.0 sinmmm


PROTOSOLFURO DI STAGNO.

. s?, __
" 7-

Stagno

Solfo

- 78,67
21,33

100,00
527. Si conoscono due combinazioni dello stagno col solfo, il pro
tosolfuro ed il bisolfuro. Corrispondente per al sesquiossido di sta.
gno puossi ottenere un corpo rappresentato da SnS".
Il protosolfuro di stagno di color nero lucente, d'aspetto metal
lico; sciogliesi nell'acido cloridrico con svolgimento d'acido soldrico.
Si ottiene facendo agire, mediante il calore, a pi riprese lo stagno
ed il solfo posti in un crogiuolo, ogni volta si tritura la massa otte
nuta e si addiziona di solfo prima di ripetere l operazione. Sappiamo
anche che il protosolfuro di stagno il prodotto della reazione del
lacido soldrtco sui sali di protossido di stagno.

BISOLFURO DI STAGNO.
_
Sns" "
9

Sta no
Sol?o

- 64,84
35,16

100,00
528. Il bisolfuro di stagno ottenuto per via umide costituisce un
corpo di color giallo sporco, amorfo, insolubile nell'acqua, solubile
invece negli alcali caustici e nei solfuri alcalini, coi quali fa funzione
di acido. Gli acidi energici lo precipitano da queste soluzioni.
Il bisolfuro preparato per via secca mostrasi sotto forma di lamelle
lucenti, di color giallo dorato, ovvero, a norma. della temperatura
usata nella preparazione, di color rosso o violetto o verde. inat
taccabile degli acidi tranne che dall'acqua regia, e riscaldato col
nitro detuona. Per 1' azione d'una temperatura elevata divien nero
e cangiasi in sesquisolfuro di stagno.
BIL'GNATELLI. Trattato di Chnica ecc. tal. H.

36

282

nrsonrnno m suo no.

Questo corpo si ottiene riscaldando un'intima miscela di proto


solfuro di stagno, sal ammonico e solfo; ma il suo colore riesce pi

bello ed uniforme preparandolo nel modo seguente: fatta e triturata


un'amalgama di 12 parti di stagno e 6 di mercurio si mescola in
timamente con 7 parti di ori di solfo e 6 diysale ammonico; posta
quindi la miscela in un crogiuolo od in un matraccio si scalda len
tamente sino al calor rosso incipiente, procurando che il calore si

distribuisca in modo uniforme in tutta la massa. Se la temperatura


fu appena sufciente a produrre la reazione, si ottiene il bisolfuro
sotto forma di pagliette gialle; se alquanto pi elevata, riesce colo
rato variamente e vivamente; inne se oltropass il calor rosso si

ha il nero sesquisolfuro. Quando poi il calore venne adoperato troppo


rapidamente e non uniformemente, parte del prodotto ha un colore,
parte un altro.
Il bisolfuro di stagno e sostanza usata a bronzare legno e carta;
si adopera a render pi attivi i cuscinetti delle macchine elettriche
per sfregamento; trovasi in commercio sotto il nome di oro mosaico.

COIIBINAZIONI BELLI) STAG.Y0 C0[r (3L080

PROTOCLORURO DI STAGNO.
_
r
SnCl _ 94'0

Stagno
Cloro

62,43
37,57
100,00

529. Il protocloruro di stagno anidro bianco, a frattura. vetrosa,


fusibile a 2500, volatile al calor rosso; a contatto del cloro secco

trasformasi facilmente in bicloruro. - Si ottiene facendo reagire il


gas acido cloridrico secco sullo stagno riscaldato.
Il protocloruro di stagno idrato in commercio ha nome di sol di
stagno, solubile senza alterazione in poc' acqua, ma con molta
scomponesi in ossicloruro, SnO.SnCI, ed in cloridrato di cloruro so
lubile. Cristallizza' facilmente ed fusibile al calor rosso; si tras

forma facilmente ossidandosi in parte o totalmente; l'acido nitrico


lo converte in acido metastannico sviluppando abbondanti vapori
rossi. La sua soluzione si conserva inalterata. sol quando contenga
alcuni pezzi di stagno metallico, ovvero vi si mescolt un po d'acido
tartarico. F: un corpo riducente di grande energia: precipita l'argento
ed il mercurio dalle loro saline soluzioni ; riduce i sali di biossido

PROTOCLORURO al suono.
285
di rame e di sesquiossido di ferro allo stato di sali di protossido;
decolora l'indaco e converte in sesquiossido l'acido cromico. In tutte
queste reazioni parte del protocloruro rimane trasformato in biclo
ruro e parte dello stagno in biossido.
Sommamente interessante la sua reazione sull' acido cloridrico
e nitrico: quest'acido disossidato intieramente convertesi in ammo
niaca:
8SnCl + 9HCI + IIO,NO5 == BSnCl- + NHCl -|- 6HO
e formasi il cloruro doppio NH*CLSnC.
Il protocloruro di stagno idrato contiene 2 aq., forma molti clo
ruri doppii specialmente con quelli alcalini. - Si ottiene facendo
reagire lo stagno sull' acido cloridrico, ed ajutando il fenomeno col
calore: quando i pezzi di stagno sorpassano il livello del liquido,
o si operi in vasi di plino, o si mescolino allo stagno alcuni li 0
pezzi di questo metallo la reazione avviene facilmente, senza di que

ste precauzioni riesce lentissima. - Per gli usi industriali si prepara


omettendo d' acido cloridrico lo stagno, e togliendo quindi il sale
della supercie metallica di mano in mano che si forma.

BICLORURO DI STAGNO.

SnCl

.} _
_130

Stagno
Cloro

45,39
- 54,61
100,00

530. Il bicloruro di stagno anidro, detto anche liquore fumante di


Libavius, liquido alla temperatura ordinaria, trasparente, del peso
specico di 2,28, bollente a 1150; il suo vapore ha una densit
di 9,2; esposto all'aria spande densissimi vapori bianchi, mentre si
combina all' umidit di essa; un solvente energico come il solt'uro
di carbonio; mescolato ad un terzo del suo peso d'acqua vi si com
bina e cristallizza allora. con 5 aq.; scaldato con maggior quantit
dacqua si scompone producendo acido cloridrico e stannico.
Il bicloruro di stagno idrato discioglie il protossido di stagno con
vertendosi in protocloruro e biossido; dallo stagno metallico ri
dotto a. protocloruro, forma molte combinazioni con altri corpi, come

ad esempio ooll' idrogeno fosforato, col biossido d'azoto} coll'acido


solforico anidro, coi cloruri dei metalli alcalini o terrosi.

284

mct.0ttttso DI sucxo.

Si ottiene anidro per azione del cloro secco sullo stagno riscal
dato, ovvero distillando un' intima miscela d'una parte di stagno in
limatura od in polvere, e quattro o cinque parti di bicloruro di mer
curio. Al recipiente in cui accade la reazione si unisce sempre un
vaso collettore raffreddato. - Dall azione diretta del cloro sullo sta.
gno si ottiene un liquido contenente un' eccesso di cloro. per il che
bisogna agitarlo con limatura di rame e ridistillarlu - Quello idrato
molte volte si prepara trattando lo stagno coll' acqua regia; si forma
anche saturando di cloro una soluzione di protocloruro.
Il bicloruro di stagno un sale usato molto nell'arte tintoria
come un mordente, il quale avviva molto icolori, che debbono es

ser ssati sulle stoffe.

ARSENIURO DI STACIO.
531. L arseniuro di stagno di color grigio, fragile, lamellare. Si
ottiene direttamente. riscaldando cio a varie riprese una miscela di
stagno ed arsenico, riducendo il prodotto ogni volta in polvere ed
addizionandolo d'arsenico: serve a preparare l' arseniuro d'idrogeno.

OSSISALI DI PROTOSSIDO DI STAGNO.


532. Questi sali sono poco conosciuti e non hanno importanza.
il solfato si ottiene facendo reagire l'acido solforico sullo stagno col
mezzo del calore: conosciamo le reazioni che avvengono. tm sale
pi solubile a freddo che a caldo.
Il nitrato si ottiene per l azionedell' acido nitrico allungato sul
protossido di stagno. corpo instabile per la tendenza del protossido
a scomporre l' acido nitrico ed a. convertirsi in biossido.
Gll altri sali si ottengono per doppia scomposizione.

ANTIMONIO.
Sb = 122
533. L'antimonio si estrae sempre dal solfuro d'antimonio natu
rale, detto stibt'na od antimonio solforato. Questo minerale si trova

abbondante in natura ed facilmente fusibile; si separa dalla ganga,

ANTIMONIO.

285

che l'accompagna, scaldandoio in vasi forati sul fondo, cosicch il

solfuro possa escirne fuso, mentre la ganga rimane nel vaso ancor
solida. Il solfuro vien allora sottoposto ad unabbrnstolimento in
contatto dell'aria, la quale converte porzione del metallo in ossido,

e questo col residuo solfuro forma un'ossisolfuro: si mescola questo


prodotto con carbone imbevuto d'una. densa soluzione di carbonato
di soda, e si sottopone il tutto all'azion del calore. Il carbone riduce
l ossido, il metallo alcalino il solfuro, e si ottiene un massello me

tallico ricoperto d'una scoria di solfuro di sodio contenente ancora


alquanto ossisolfuro sfuggito alla reazione. - Cos preparato contiene

ancora un po' di solfuro; si riduce quindi in polvere e si rifonde con


carbonato di soda. Molte volte e per commisto all'arsenico, e si pu
rica rifondendolo con un decimo del suo peso di nitro: il metallo
cos ottenuto pu esser considerato come antimonio puro. Per espe
rienze delicate val meglio per ridurre col carbone uno de suoi ossidi.
L'antimonio . di color bianco, di tessitura lamellare, fragile, e 5r

riduce facilmente in polvere; stronato nelle mani lascia un odore


disgustoso; la sua densit e di 6,69. Si fonde a. 4500 all incirca, e

raffreddandosi lentamente cristallizza; a calor rosso intenso e legger


mente volatile. e potrebbe esser distillato in una corrente d'idro
geno. Non si altera all'aria secca, in quella umida dopo lunghissimo
tempo perde la sua lucentezza; a temperatura elevata si ossida ab
bruciando con viva luce; una goccia. d'antimonio scaldate forte
mente e projettata nell'aria si divide in minutissime parti, che ab
bruciando emanano un denso fumo bianco d'ossido d'antimonio. -Si combina direttamente ai cloro secco, e proiettato in polvere in

questo gas vi arde; anche quasi tutti gli altri metalloidi vi si uni
scono facilmente. L'acido nitrico concentrato lo ossida; il cloridrico

con sviluppo d' idrogeno lo trasforma in protocloruro; lacqua regia


lo discioglie producendo il percloruro, se non conteneva acido ni
trico in eccesso, altrimenti lo cangia in acido metaantimonico. De

compone l'acqua difcilmenteled a temperature elevate; mesco


lato in polvere al nitro od al clorato di potassa detuona per l'azion
del calore, gettato nel nitro fuso poco a poco deagra; in questi fe
nomeni producesi l'antimoniato di potassa.
I sali d'antimonio aggrediti dalla corrente elettrica abbandonano
al polo negativo il metallo, che a norma. delle circostanze presenta
diverse propriet talvolta rimarchevoli. Facciazsi il polo positivo
con una lamina d'antimonio ed il negativo con una di rame, e si
immergno questi poli in una soluzione di percloruro d'antimonio,
quindi si continui la corrente elettrica sino a che il liquido abbia

286

ammomo.

perduto il suo color giallo; ovvero si impieghi una soluzione di


protocloruro del p. sp. 1,35 (circa 400 Baum), ed anche una solu

zione di 3 a 4 parti di tartaro ernetico e di una di protocloruro, ed


in tutti questi cast si ottiene al polo negativo l'antimonio amorfo,
del peso specico di 5,78, di color d' acciaio, molle, dotato del calorico

specico di 0,00631 e che non si amalgama al mercurio.


Se invece si usa un liquido fatto con 5 parti di tartaro ermetico,
5 d'ac,ido tartarico sciolto in 30 d'acqua e 2 d'acido cloridrico, si
' depone al polo negativo l'antimonio cristallino, del peso specico
di 6,55, di color grigio argentino, duro , il cui calorico specico e
di 00543, e che si amalgama facilmente al mercurio.
Fra le rimarchevoli propriet dell'antimonio amorfo evvi la se
guente: sia per un legger stronamento, sia pel riscaldamento a 1000
all'incirca detuona lievemente, e si trasforma in antimonio simile

al cristallino ed all' ordinario. In questa reazione svilttppasi tanto


calorico, quanto sarebbe sufciente ad innalzare di 3600 la temperatura d'una quantit d'antimonio uguale in peso a quella che si
trasforma.
Non si pu assicurare che l'antimonio amorfo sia uno stato allo
tropico dell'ordinario, perocch contiene sempre quantit, sebben
piccole, di cloruro d'antimonio; questo varia dal 3 al 8 per cento:
alcuni opinano essere l'antimonio amorfo una debole combinazione
del metallo col cloruro, la quale, distruggesi per sfregamento o pel
calore producendo. la detonazione, che accompagnata sempre da
sviluppo dei vapori di cloruro; altri sospettano esservi nell'antimo
nio detonante una combinazione fra il doro ed il metallo analoga
al cloruro d' azoto. - L'antimonio amorfo per l'azione della potassa
caustica o dell'acido cloridrico perde in tutto od in parte le sue pro
priet.
'
Leghe dantimonia. L'antimonio si allega a molti metalli, e comu

nica a quelli coi quali si unisce una maggior durezza. Le principali


leghe, che forma coi metalli gi studiati, sono le seguenti: 1.0 quella
detonante d'antimonio e di potassio, che si prepara calcinando in un
crogiuolo ricoperto internamente di carbone100 parti di tartaro ernetico
mescolate a 3 parti di nero fumo, ovvero 100 parti d'antimonio in
polvere, 75 di cremor di tartaro e 12 di nero fumo. La calcinazione deve
esser protratta almeno per tre ore, e la massa ottenuta cos ossi
dabile, che si accende e detuona facilmente, quando calda venga in
contatto dell'aria umida o tocchi l'acqua; talvolta il medesimo fa
nomeno avviene anche per effetto d'una legger percossa. Quindi non
si deve estrarre quella lega dal crogiuolo, che quando sia ben fred

At\"ltlftt).
287
da, e conrien maneggiarla con precauzione. 2.0 Riscaldzindo dap
prima lentamente e poi per un'ora violentemente in un crogiuolo
una miscela di 5 parti di cremor di tartaro e 4 d'antimonlo, o pesi
uguali di antimonio e cremor di tartaro calcinato si consegue un
massello metallico fragile, di struttura lamellare, contenente antime
nio e potassio. Questa lega devesser conservata sotto la nafta, pe.
rocch ossidasi all'aria e decompone vivamente l'acqua.
L'antimonio unendosi al ferro nella proporzione di 70 d'antimonio
e 30 di limatura di ferro forma una lega durissima.
L'autimonio si allega anche allo zinco, al cobalto, al nickel; im
piegando 51 parti d'antimonio e 43 di zinco si prepara una lega che
cristallizza benissimo, rappresentata. dalla formola SbZnt; questi cri
stalli decompongono l'acqua alla temperatura della sua ebollizione.

COMBINAZIONI DELL' ANTIMONIO COLL' OSSIGENO.


534. L'antimonio forma due combinazioni coll' ossigeno, e sono:
Il protossido d' antimonio - Sb03
L'acido antimonico
- SbO5
Alcuni ammettono anche un grado d' ossidazione minore del protos
sido, e sarebbe quella. sostanza che formasi per l'azione prolungata.
dell'aria umida sull'antimonio; ma l'esistenza di questa combina

zione e ancora incerta. Invece l'acido antimonico combinandosi al


protossido forma un'ossido salino daalcuni rappresentato da Sb03,5b05;
questa sostanza creduta. da. altri un' ossido particolare, rappresen
tale da. SbO, e chiamato acido antr'monioso.

PROTOSSIDO D ANTIMONIO.

Sb03 : 146

Antimonio - 83,56

Ossigeno

- 16,44

100,00
535. Il protossido d'autimonio, chiamatocol nome di ort' d'anti

mont'o, una polvere bianca, quasi insolubile nell'acqua, fusibile al


calor rosso e sublimabile senza alterazione fuori del contatto dell'aria.
Si ottiene per questa propriet cristallizzato in aghi mescolati ad
ottaedri regolari isomor coll'acido arsenioso.-Da ci la formola del
protossido, che da altri vien scritta Sb-'O, dimezzando per lequi

288

rnoressmo n'axrmomo.

valente del metallo. - Scaldate in contatto dell'aria sii trasforma


nell' ossido salino; riducibile dell'idrogeno e dal carbone.
Il protossido d'antimonio disciogliesi negli acidi, coi quali fa fun
zione di base, e si combina anche ad alcuni acidi organici e vi agi
sce come un protossido; forma sali neutri con un solo equivalente
d'acido monobasico, e per questa ragione dimostrasi simile al sesquios
sido d'uranio o protossido d' uranile. Nessuna meraviglia dunque se
molti chimici ammettano in quest' ossido l'esistenza d'un radicale
simile all' uranile, e rappresentato da SbO2.
Dai sali di protossido d' antimonio gli alcali precipitano il protossido
allo stato di idrato, ed allora solubile negli ossidi basici energici,

Coi quali fa funzione di acido.


Il protossido d'antimonio si ottiene abbruciando l'antimonio a
contatto dell'aria; si mette il metallo in un erogiuolo, sul quale sta

capovolto nn'altro forato nel suo fondo: pel calore il metallo si


volatilizza, ed i suoi vapori abbructano e l ossido si attacca alle

pareti del secondo crogiuolo.


Il protossido d' antimonio, come tutti i composti antimonioi, agisce
fortemente sulleconomia animale, e provoca violenti vomiti.
Caratteri dei sali di protossido dantimonio. Lo zinco ed il ferro
precipitano il metallo dei sali di protossido d'antimonio sotto forma
d' una polvere nera. L' idrogeno solforato vi produce un precipitato
rossoaranciato caratteristico e solubile nei solfuri alcalini.

ACIDO ANTIMONICO.
_
' Sb0 5
162

Antimonio - 75,31
Ossigeno
- 24,69

100,00

536. L' acido antimonico puossi avere in due stati di idratazione


differenti e corrispondenti a due acidi diversi, dotati di varia capacit

di saturazione; l'uno dicesi acido antimonico, ed monobasico e

rappresentato da IIO,Sb5, l'altro dicesi acido metaantimonico, ed


bibasico e rappresentato da (HO) SbO5. Ameudue questi acidi per
l'azione del calore convertonsi nell'aeido anidro SbO5; quest'ultimo
per 1' azione del calore prende una tinta gialla, che perde col raffred
darsi; scaldato a lungo ed intensamente abbandona ossigeno, e con
vertesi nell ossido salino, detto da alcuni acido antimonioso.

armo ANTIMOKICO.

289

l. acido antimontco idrato si prepara trattando l'antimonio me


tallico coll'acqua regia contenente un'eccesso d' acido nitrico; una
sostanza bianca ed insolubile nell'acqua; contiene un solo equiva
lente d' acqua scambiabile con un equivalente di protossido basico.
L'acido metaantimonico si ottiene versando una grande quantit
di acqua a contatto col percloruro d' antimonio:
SbCl5 + 7HO == 5IICI + (H0)2,Sb05
I caratteri sici di questo acido sono simili a quelli dell'altro, ma,

come si disse, quelli chimici sono affatto differenti.


Tra i sali che da questi due acidi si ottengono, meritano menzione
gli antimoniati di zinco e piombo come sostanze coloranti, ed il
tnetaantimoniato acido di potassa, perch un reattivo altissimo a

svelare la presenza della soda in un liquido, che ne contenga. anche


appena /:,00.

Gli antimoniati di zinco o piombo si ponno preparare mescendo


ad una soluzione di autimoniato di potassa un sale solubile di zinco
o di piombo, lavando il precipitato bianco e calciuandolc. Si.banno
cosi sostanze colorate in giallo, e conosciute sotto il nome di giallo
di Napoli o glallolino ecc. Il composto di piombo si ottiene anche
allegando a 4 parti di piombo sette o sei od anche cinque parti
cl' antimonio, ossidando il tutto per l'azione del calore e dell'aria,

calcinando il prodotto con cremor di tartaro, sal comune ed anche


allume. La quantit di queste sostanze variada [8 ad [42 del peso
della miscela d' ossidi.
\
Il metaantimoniato acido di potassa o bimetaantimoniam di potassa
si prepara nel modo seguente: in un crogiuolo si riscaldano una parte
d'antimonio in polvere e quattro di nitro ben mescolate insieme;
dalla reazione si ha l'antimoniato di potassa mescolato ad un po di
nitro e di nitrito di potassa; questi sali si esportano lavando rapi
damente il prodotto con acqua tiepida. L' autimoniato residuo si scio
glie nell'acqua bollente, si ltra la soluzione, quando alcuna cosa
sia rimasta indisciolta, si evapora il liquido in una capsula d'ar
genio o di platino sino a consistenza di siroppo. Allora, aggiuntavi
un po di potassa solida, si evapora di nuovo, sinch provato un po di
liquido col raffreddamento cristallizzi. Per l ebollizione l'acido del,

sale si cangi in metaantimonico, e nel ralfreddarsi del liquido si


ottengono i cristalli di metaantimoniato neutro, (KO),SbCF, com
misti al sale acido KO,HO,SbO Il primo di questi sali non sta
bile che in un liquido alcalino; separati dunque i cristalli, si lavano
rapidamente con acqua, che esporta la potassa in eccesso, e converte
Bacon-man. Tratturo di Chimica ecc. Vol. II.

37

ACIDO ANTIMOMCO.
290
,
7 il sal neutro in sale acido: inne quando tutta la potassa sia separata,
per preparare la soluzione che debba servire a svelare la soda, si
lascia il sale a contatto dell'acqua per qualche tempo, ed inne si
ltra.
,
I cristalli di bimetaantimoniato contengono sei equivalenti d'acqua
di cristallizzazione, e sono rappresentati da KO,HO,ShO5 + 6 aq.
Questo sale si pu anche preparare versando un sale di protossido
d'antimonio, od il protocloruro, in una soluzione di potassa. Lavasi
il precipitato di protossido idrato e quindi si ridiscioglie nella po
tassa. A questa soluzione si aggiunge permanganato di potassa sino
a che la. colorazione rimanga permanente, e questa poi si fa scom
parire con un po della prima soluzione, la quale a questo ne erasi
tenuta in serbo. Si ltra e si evapora; ottengonsi poi per raffredda
mento i cristalli di metaantimoniato acido di potassa.

IDROGENO AN'IIMONIATO OD ANTIMONIURO D'IDROGENO.


537. Vedemmo come il protossido d' antimonio sia isomorfo col
l'acido arsenioso, come l'acido antimonico si possa ottenere in varii
gradi di idratazione, carattere questo che l'acido arsenico ci presenta

in modo anche pi rimarchevole; la somiglianza poi fra le chimi


che propriet dei due corpi si nota in molte altre combinazioni di
essi, come vedremo in seguito pei solfuri. Ora dobbiam dire di un'al
tra analogia fra le due sostanze: lantimonio forma una combina
zione coll idrogeno simile zill arseniuro d' idrogeno, tanto pe suoi
caratteri, come pel modo di produrla.
.
L'antimoniuro d' idrogeno e corpo gassoso, trasparente , che ab

brucia. con amma bianca. trasformandosi in acqua ed ossido, se la


quantit d' ossigeno era sufciente, in acqua ed antimonio metallico,
se insufciente. Si decompone al calor rosso, e fatto passare attra
verso ad un tubo di vetro scaldato al rosso in un punto, depone
nella parte fredda successiva un' anello d' antimonio metallico lucente.
Questo anello si distingue da quello, che in simili circostanze forma

l'arsenium d' idrogeno, pei seguenti caratteri: si depone in un punto


molto pi vicino_ alla. parte scaldata, non cos facilmente volatile
come quello d' arsenico, e non si discioglie negli ipocloriti alcalini. L antimoniuro d' idrogeno riduce i sali d' argento e di mercurio.
Si ottiene ponendo una soluzione d' un sale d'antimonio a con
tatto della miscela di zinco ed acido solforico allungato, dalla quale
/

si svolge l'idrogeno; per non riesce mai puro, e la formola SbH3,

colla. quale viene rappresentato, dedotta pi dalla sua analogia


collarseniuro d' idrogeno che dalla analisi.

291

COMBINAZIONI DELL'ANTIMONIO COL SOLFO.


538. L'antimonio forma col solfo due combinazioni corrispondenti
al protossido ed all'acido.
Protosolfuro d'antimonio - SbS3
Persolfuro d'antimonio - SbS5

Il primo fa funzione per lo pi di solfoacido, rare volte di solfo


base; il secondo agisce sempre come un solfoacido.

PROTOSOLFURO D ANTIMONIO.

=m

: a;:&
100,00

539. Il protosolfuro d'antimcnio si trova facilmente in natura sotto


forma d' una sostanza nera, che cristallizza in prismi romboidali ;
soventi volte combinato ad altri solfuri metallici. Preparato flrll
cialmente nero ovvero rosso aranciato, a norma che sia anidro od

idrato; si fonde facilmente e si volatilizzaa temperature non troppo


elevate.
Scaldate in contatto dell'aria si ossid in parte e cangiasi in os
sisolfuro, il quale ha diverso aspetto e composizione secondo che
l'operazione venne prolungata o no, ovvero eseguita ad una tempe
ratura elevata od appena sufciente a produrre la reazione; le so
stanze cos ottenute hanno ricevuti i nomi di vetro dantimonio,
fegato d'antimonio, croco dantimonio.
'

Si prepara il protosolfuro d'antimonio anidro riscaldando una


miscela di solfo e di ossido; quello idrato facendo reagire l'acido
soldrico sul protocloruro. - Si pu avere anche colorato in rosso
intenso, ed allora si chiama cinabro d'antimonio: ad una parte di
protocloruro d'antimonio in

una soluzione della densit di 1,35

(circa 400 B.) si aggiunge l /2 d'iposolfito di soda disciolto in tre


parti d'acqua; si riscalda agitando sempre la miscela, ed il prodotto
si lava prima con acqua addizionata d' acido acetico, quindi con
acqua pura.
Fra i preparati derivati dal solfuro d'antimonio merita special
menzione il kermes dei farmacisti, che una miscela di solfuro e

292

raorosor.ruao n'urrtuoruo.

di ossido. - Ad ottenerlo si fondono insieme 5 parti di solfuro e 3


di carbonato di soda, e ridotta in polvere la massa, dopo che siasi

raffreddata, si fa bollire con molt' acqua: ovvero si mantiene bollente


per un'ora all'incirca la miscela di una parte di protosolfuro, 22 /1 di
carbonato di soda e 250 d'acqua. I liquidi ottenuti coi mezzi ora indicati
si ltrano; pel raffreddamento il kermes deponesi al fondo del vaso.
Nei due casi formasi una miscela di solfoantimonito di solfuro di
sodio e di antimonito di soda; questi sali pel raffreddar'nento del
liquido scompongonsi e lascian deporre una miscela di solfuro idrato
e di ossido, la quale costituisce il kermes.
Il kermes di color rosso, ma si altera alla. lqce: come molte

altre combinazioni d'antimonio usato in medicina.


Trattando coll' acido cloridrico il liquido, dal quale separossi il
kermes, si ottiene un'altra miscela d'ossido e solfuro, pi vivamente

colorata del kermes, e detta solfo dorato d'avttimonio. Si usa in me


dicina.

PERSOLFURO D ANTIMONIO.
540. Il persolfuro si ottiene facendo reagire l'acido soldrico in
una soluzione di percloruro d'antimonio. di color giallo, e dotato
di propriet acide energiche, combinasi facilmente ai solfuri alcalini
e con quello di sodio forma il solfoantimoniato di solfuro di sodio
in grossi cristalli, rappresentati da SbS.'t, 3NaS +18 aq. Questo sale per
gli usi medici si prepara fondendo insieme 18 parti di protosolfuro, 12
di carbonato di soda, 13 di calce e 3 '/i di solfo: la massa ottenuta,
trattata coll'acqua tiepida, d la soluzione del solfosale di soda, la

quale per concentrazione cristallizza; la soluzione stessa mescolata


all'acido solforico o cloridrico allungati lascia. deporre il persolfuro,
che qualche volta detto solfo dorato, sebbene abbia una composi
zione diversa di quello citato poc'anzi.
(OMBINAZIONI DELL AN'ILIGIVIO COL Ol..0ll0.

PROTOCLORURO D ANTIMONIO.
Sbcis =_ 228;)

|r(r)t|ignonio : 100,00

541. Il protocloruro d'antimonio sostanza di color bianco sporco,


solubile in poc' acqua e meglio nell'acqua acidulata d'acido cloridrico,

racrocr.onuao n' Amtuoruo.

293

fusibile a 720; distilla divenendo anidro a 2500; ha consistenza bu


tirracea ed perci detto burro d'antimonio.
deliquescente, e sciolto in moltacqua si scompone producendo
un ossicloruro, che ha aspetto d'una polvere bianca, rappresentato
da SbO2CI, e detto comunemente polvere d Algaroth. Questo ossiclo

ruro scomponesi per l'azione dell'acqua ed inne trasformasi total


mente in ossido.
Il protocloruro d'antimonio forma combinazioni col solfuro e col
protossido d'antimonio; trattato coll' acido nitrico si trasforma nel

1' ossido salino di antimonio. - Si prepara. facilmente facendo reagire


l'acido cloridrico sul solfuro d'antimonio; cos ottenuto acquoso,
e rendesi anidro colla distillazione.
Serve disciolto nell'acido cloridrico ad abbrunire il ferro ed a
difenderlo dall'azione dell'aria umida: sul ferro ben terso si depone
cos un velo d'antimonio metallico, il quale fa l'ufcio sovradetto.

PERCLORURO D ANTIMONIO.

Sbclf' = 299;

Antimonio - 59,27
40.73
Cloro

100,00
542. Il cloro secco condotto a contatto dell'antimonio riscaldato vi
si combina e produce il percloruro d'antimonio : si impiega un'ap
parecchio uguale a quello usato a produrre i cloruri di solfc.
Il percloruro d'antimonio anidro un liquido pesante, incoloro se
puro, molto volatile e fumante all'aria, perch si decompone per
l'umidit; per l'azione del calore perde facilmente una porzione di
cloro; a contatto di poc'acqua si idrata e vi si scioglie, un eccesso
del medesimo liquido lo scompone in acido metaantimonico e clo
ridrico.
il percloruro d'antimonio una sostanza preziosa per la sua fa
colt clorurante; se infatti si mette a contatto coll'ossido di carbonio,
si riduce a protocloruro, e l'ossido si trasforma in acido clorocarbo

nico o cloruro di carbonile. - Reagisce energicamente sul solfuro


di carbonio e ci da cos un mezzo di preparare con facilit il clo
ruro di carbonio C-Cl. La reazione rappresentata dalla formola
seguente:
2CS2 + 2SbCl5 = C2Cl + QSbCl3 + 48

294

PERCLORURO D'AN'IIMONIO.

La miscela delle due sostanze si fa in una storta tnbulata, munita

d'un recipiente collettore raffreddato esteriormente; nella. storta si


mantiene una continua corrente di cloro secco. La reazione viva, il
liquido entra in ebollizione,e pel successivo raffreddamento deponesi

il solfo ed il protocloruro Id'antimonio: allora distillasi a non pi di


1000; il liquido ottenuto si purica poi agitandolo con un po di
potassa caustica, e ridistillandolo.

Gli ossisali di protossido di tintimonio non presentano alcun in


teresse.

TITANIO.
Ti = 25
543. Il titanio metallico si ottiene riscaldando in un croginolo di
platino una miscela di uoruro doppio di titanio e potassio col potassio
metallico, ovvero ponendo in un tubo due navicelle una piena di uo
ruro, l'altra contenente sodio; si riempie dapprima il tubo d'idrogeno
secco, quindi si riscalda continuando la corrente (l'idrogeno, in modo
che questa trascini i vapori di sodio a contatto col uoruro. In
ne, raffreddato il tubo, si lava con acqua la sostanza contenuta

nella navicella del uoruro, e la polvere nera residua di titanio


metallico.
Questo metallo ha. l'aspetto del ferro ridotto coll'idrogeno,e si in
amma facilmente con luce vivissima, tanto se riscaldato a contatto

'

dell'aria, quanto di alcuni ossidi e meglio nell' ossigeno; scompone


l'acqua a 1000 ed solubile nell' acido cloridrico; abbrucia anche
nel cloro, gode inne della rimarchevole propriet di combinarsi
direttamente all'azoto ad elevate temperature.
In natura si trova. ne minerali detti rutilo, anatasio, menacanite,

ed in molti altri.

COMBINAZIONI DEL TITANIO COLL' OSSIGENO.


544. Il titanio forma due combinazioni coll'ossigeno, il sesquiossido
e l'acido titanico; alcuni per ammettono anche l'esistenza di un
protossido, ma questa cosa ancora molto dubbia.
Il sesquiossido di titanio, T0", si pu ottenere tanto idrato che

anidro. Idrato instabilissimo, e appena prodotto scompone l'acqua

COMBINAZIONI DEL TITANIO cot.'r.'ossicrttvo.

295

con sviluppo di idrogeno; quindi se la sua preparazione attuabile,


la sua conservazione non e possibile. - sciogliendo l'acido titanico
nell'acido cloridrico e mettendo nella soluzione alcuni pezzi di rame,
coll'aiuto di un legger calore si forma un liquido violaceo, il quale
posto a contatto dell'ammoniaca abbandona il sesquiossido. - Si
prepara anche aggiungendo l'ammoniaca al sesquicloruro di titanio:
di color bruno, a poco a poco si trasforma in acido titanico in
coloro. - Facendo agire l idrogeno secco sull'acido titanico forte
mente scaldato si ottiene il sesquiossido anidro, nero, difcilmente

ossidabile.
Il sesquiossido di titanio debole base salicabile; non si conosce
che il suo solfato.
L'acido titanico, Tr0 = 41. Forma parte di molti minerali cou
tenenti il titanio, ed il rutilo e acido titanico quasi puro; cristal
lizza come l'acido stannico, col quale dunque isomorfo. La miglior
maniera d'ottenerlo discomporre coll'acqua il percloruro di titanio:
allora si ha idrato, ma col calore facilmente si rende anidro, il quale

cangiamento avviene con sviluppo di luce.


.
L'acido titanico idrato solubile negli acidi energici allungati, coi
quali fa funzione di base, anzi si conoscono alcuni solfati doppii

prodotti dall'unione dell'acido titanico col solforico e coi solfati al


calini; il calore per basta a distruggere quelle combinazioni ed a

precipitare l'acido titanico sotto forma d'una polvere bianca, anidra,


non pi solubile. Anche gli alcali sciolgono facilmente l'acido tita
nico idrato, e si combinano per via di fusione a quello anidro. Reso
in questo stato col calore di color rosso bruno. -- Forma varii
idrati.
'
L'acido titanico sciolto nell'acido cloridrico si riduce a contatto del
rame allo stato di sesquiossido: mescolato al carbone ed aggredito
dal cloro coll'aiuto del calore cangiasi in percloruro.

AZOTURO DI TITANIO.

545. L'azoto si combina al titanio ad elevata temperatura; quando


nella preparazione del metallo all'idrogeno si sostituisce t azoto si
ottiene l'azoturo di titanio. Si forma altresi per l'azione dell'ammo
niaca sull'acido riscaldato o sul cloruro titanico.ammonico pure vi
vamente scaldato. Sembra per che in queste diverse preparazioni

296
azo'ruao m nume.
non si ottenga sempre un istesso azoturo; comunque sia, i prodotti
hanno sempre lucentezza metallica e per lo pi un colore rosso di
rame.

L'azoturo di titanio si combina al cianuro di titanio; questa com


binazione si trova qualche volta cristallizzata in cubi e di color di
rame negli altri forni usati alla riduzione del ferro.

PERCLORURO DI TITANIO.
TiCl = 96
546. Il percloruro di titanio un liquido incoloro, dotato del peso
specico di 1,76; bolle a 1360, i suoi vapori hanno una densit di

6,83; esposto all'aria spande densi fumi . ne attira l'umidit, si


idrata e si solidica: solubile in poc' acqua, ma per l'azione
del calore vi si scompone in acido titanicoe cloridrico. La reazione col
l'acqua vivissima, quando si aggiunge questo liquido al percloruro.
Quando l'acqua e il percloruro reagiscono allostltto di vapore pas
sando per un tubo scaldato, sulle pareti di questo deponesi l'acido
titanico cristallizzato.

Si prepara riducendo in polvere 1' acido od il rutilo, od un altro


minerale titanifero, e mescolando quindi la. materia intimamente col
carbone; questa cosa si fa impastando la materia con olio o con
cera, e modellandola in piccole sfere, che quindi si calcinano in vasi
chiusi. L miscela ottenuta si pone in un tubo di terra, pel quale
si fa poi passare il cloro secco, dopo averlo scaldato al rosso: adat
tato al tubo sta il vaso collettore. Siccome il percloruro riesce carico di
. cloro disciolto, si pone il liquido ottenuto a contatto con un po di
rame e di mercurio, e, dopo averlo alquanto agitato, si ridistilla.

FLUORURO DI TITANIO.
TiFl2 = 63
547. Il uoruro di titanio si ottiene idrata trattando l'acido titanico
coll'acido uoridrico.Scomponesi nell'acqua producendoil uoridrato
di uoruro di titanio, il quale trattato cogli alcali d i uoruri doppii
di titanio e di metallo alcalino. Quello di titanio e potassio si pre

rwonuao m mauro.

297

para anche fondendo in un crogiuolo di platino una parte di rutilo


in ne polvere e due di carbonato di potassa, e trattando quindi la
materia cosi ottenuta e polverizzata con acido uoridrico.

MOLIBDEN'O.
Mo = 46

548. Il molibdeno non molto abbondante in natura e per lo pi


sotto forma di solfuro, qualche volta di acido libero o combinato al
piombo. Si prepara riducendo un ossido suo coll' idrogeno, ovvero
col carbone, ma in questo caso riesce mescolato a carbonio: anche
il cloruro di molibdeno ridotto dell'idrogeno coll'aiuto del calore.
Lo si ha in tal modo sotto forma d'una polvere cinerea,difcilmente
fusibile; ridotto in grani in ed un massello, col mezzo della pi forte
elevazione di temperatura che produr si possa, bianco, alquanto
malleabile, della densit di 8,6, durissimo; non si ossida all'aria
fredda, ma bens coll' aiuto del calore divenendo prima. nero, poi

azzurro; al calor rosso abbrucia spandendo densi vapori e trasfor


mandosi in acido, che cristallizza in parte. Non solubile negli acidi
cloridrico e uoridrico, n nel solforico allungato, sciogliesi invece

nel solforico concentrato, nel nitrico e nell'acqua regia. Si ossida


lentamente negli alcali caustici fusi, pi vivamente nel nitro pur
esso fuso.

COMBINAZIONI DEL MOLIBDENO COLL' OSSIGENO.


549. Il molibdeno forma quattro combinazioni coll'ossigeno, e sono

le seguenti:
Protossido di molibdeno
Sesquiossido di molibdeno
Biossido di molibdeno
Acido molibdico

M00
Mo203
M002
Mo03

Il protossido ancora poco conosciuto. - Il sesquiosst'd'o si pu avere


idrato od anidro. In arnendue i casi nero; l idrato perde la sua

acqua al calor rosso con sviluppo di luce e deagrazione; solubile


negli acidi e nel carbonato ammonico, e si sovrossida con estrema
Ilntroturnu. Trattato di Chimica ecc. Val. II.

33

298

comumziom DEL uor.mnnso comfossiosivo.

facilit; si prepara in un modo simile a quello che serve per avere


il sesquiossido di titanio, sciogliesi cio l'acido molibdico nellacido
cloridrico e si introduce nella soluzione una lamina di zinco: l'idro
gene nascente riduce l'acido molibdico e formasi il sesquicloruro, il
quale abbandona il sesquiossido col mezzo della potassa o dell'ammo
niaca aggiunta a poco a poco, sino a che il liquido, che era nero,
sia divenuto quasi incoloro. Il precipitato nero sesquiossido di mo
libdenoidrato,Mo2os,3llo,esi lava con acqua ammoniacale, ovvero
con acqua. contenente un po'd'acido cloridrico, per disciogliere

quelle piccole quantit di ossido di zinco, le quali precipitaronsi


col sesquiossido; inne si asciuga il prodotto nel vuoto. Se si desi
dera il sesquiossido anidro bisogna scaldare al calor rosso l idrato
o ridurre coll' idrogeno l'acido mclibdico riscaldato moltissimo. Il
sesquiossido anidro non solubile negli acidi. - Se in quest'ultima
preparazione non si eleva sufcientemente la temperatura si ottiene
il biossido di molibdeno anidro, il quale puossi avere anche idrato
scotnponendo con un'alcali il bicloruro del medesimo metallo. Il
biossido anidro una polvere bruna, lucente e quasi insolubile in
tutti gli acidi; quello idrato ha l'apparenza del sesquiossido di ferro,
solubile negli acidi coi quali forma sali, sebbene arrossi a modo
degli acidi la tintura di tornasole; e un po solubile nell'acqua.

ACIDO MOLIBDICO.

. 3 _
__ 70
M00

Molibdeno
- 34,29
65.71
Ossigeno 100.00

550. L'acido molibdico una sostanza bianca, lucente, che si pu


ottenere cristallizzata in lamelle, e sublimabile per l'azion del calore
in una corrente d'aria; e pochissimo solubile, si fonde al calor

rosso. Posto a contatto cogli acidi sciogliesi facilmente, se non abbia


subita la fusione, e forma alcune combinazioni, nelle quali fa fun
zione di base: sappiamo come alcuni metalli lo riducano nelle sue

acide soluzioni. Combinasi alle basi e forma sali, dei quali sono
solubili gli alcalini: gli acidi energici lo precipitano da questo so

rumeni; un eccesso di acido od un grande eccesso d'acqua per


rtmscmg'tie il precipitato.

v _
. a:
'
_llc,,__..__s_ L

,_,a_. . ,-. A_

._74_.

ACI DO MOLIBDICO.

299

L'acido molibdico si ottiene torrefacendo il solfuro di molibde'no;


si tratta. il prodotto coll'ammortiaca, e scaldando quindi il sale atte.
noto, rimane per residuo l acido puro. Si prepara anche bagnando
coll' acido nitrico gli ossidi di molibdeno e riscaldando la miscela
sino a siccit.
Molt'bdato ammonico. Si ottiene il moltbdato ammonico trattando
l'acido coll ammoniaca concentrata e precipitando la soluzione col
l'alcool; si formano molti piccoli cristalli prismatici, bianchi di mo
ltbdato ammonito neutro.
Il molibdato ammonico disciolto e addizionato d' acido cloridrico
in eccesso, cosicch l'acido molibdico, che prima formasi, si ridi

sciolga, produce un precipitato giallo, quando venga posto a contatto


d'una quantit anche tenuissima d'acido fosforico o d'un fosfato di
sciolto; il precipitato contiene acido fosforico, acido molibdico ed
ammoniaca. Questa reazione per non , come erasi creduto, carat

reristica dell'acido fosforico, anche altre sostanze la producono; tut

tavia utile il conoscerla.


.
L'acido molibdico tanto coll'ammoniaca come colle altre basi forma
anche dei molibdati acidi.
Una soluzione di moltbdato d'ammoniaca nell'acido cloridrico un
sensibilissimo reattivo per iscoprire'le minime traccie di solfo; per
l'azione di questo corpo diviene azzurra; si pu riconoscere con que
sto mezzo la presenza del solfo in un capello.

TUNSTENO.
\V = 92
551. Il tunsteno ha l'aspetto del ferro ed pi difcilmente fusi
bile del manganese, durissimo, fragile; pare che la sua densit varii
a norma del modo di prepararlo, quella del metallo ottenuto dal
cloruro di 165, dal tunstato di potassa 18,2.Conservasi inalterato
all'aria, ma al calor rosso vi si accende trasformandosi in acido

turistico; scompone l'acqua appena a temperature elevatissime; dal


l'acido nitrico attaccato facilmente, ma dagli altri acidi appena
leggermente; scompone le soluzioni concentrate e bollenti di potassa
caustica sviluppando l'idrogeno. - In natura si trova nei minerali
chiamati schcelt'ta e wolfram, che sono combinazioni dell'acido tunstico

colla calce il primo, coi protossidi di ferro e manganese il secondo.


- Si prepara riducendo l'acido tunstico, il tunstato di potassa od il

300
russrzxo.
cloruro di tunsteno'coll' idrogeno e coll' aiuto d'una temperatura
elevata.
Il tunsteno allegato all'acciaio nella proporzione di 2 a 5 per 0/0
gli comunica. qualit pregievolissime, ne aumenta la tenacit e la
durezza in modo rimarchevole.

COMBINAZIONI DEL TUNSTENO COLL'OSSIGENO.


552. Il tunsteno forma tre combinazioni coll'ossgeno, delle quali
una un ossido salino formato dall'unione degli altri due.
Bt'ossido di ttmsteno. WO= 108. Questo corpo, sebbene abbia la

composizione ordinaria dei biossidi, qualche volta fa funzione di de


bole base. Ottenuto per via. secca, riducendo cio al calor rosso in
cipiente l'acido tunstico coll idrogeno, corpo di color nero, facil

mente ossidabile, che abbrucia all'aria se scaldata; preparato ridu


nendo l'acido per via umida, ponendolo cio a contatto coll acido
cloridrico allungato e collo zinco siuch il liquido lo deponga, di
color rosso rame ed ossidabilissimo anche a freddo; sciogliesi negli
acidi solforico e cloridrico, scompone le soluzioni di potassa caustica.
sviluppandone l'idrogeno,inne un corpo riducente energico.
Ossido salino. WO5 = \WO,WO-". Si prepara scaldando il tunstato
d'ammoniaca a 2500 nell'idrogeno; di color azzurro, e si produce

anche nel liquido contenente l'acido tunstico bagnato dal cloridrico


allungato e tocco dallo zinco, prima che vi si deponga il biossido,
quando cio la soluzione diviene di color azzurro.

")

ACIDO TUNSTICO.
W03 = 116

Tunsteno
- 20,69
79.31
Ossigeno -

100,00
553. L'acido tunstico di colore giallo pi o meno intenso, si.
colora pi fortemente se scaldato, ed a temperatura elevata divien
verde: anche la luce vi produce questa colorazione. fusibile a ca.
lore violento; insolubile nell'acqua e negli acidi, attacca.facilmente
le soluzioni alcaline concentrate e l ammoniaca bollente. I tunstati
alcalini cos prodotti sono scomponibili dagli acidi energici, che ne
precipitano l'acido tunstico. Sono quei sali caratterizzati dal fenomeno

ACIDO russrrco.

301

di riduzione poc' anzi indicato, e dal colore azzurro che acquista il

liquido in quel fenomeno. L'acido tunstico, a norma dei modi di


preparazione, presenta diversi caratteri e probabilmente anche varia
la sua capacit di saturazione.
Si prepara dalla scheelite o dal wolfram: la scheelite un tunstato
di calce; ridotta in na polvere, posta quindi a contatto cogli acidi
cloridrico o nitrico si forma un cloruro od un nitrato di calce, e
l'acido tunstico rimane in libert. - Il wolfram in polvere me
scolato per ogni 10 parti a 17 di carbonato di soda e 3 di nitrato
di soda; la miscela fusa in un crogiuolo, quindi disciolte nell'acqua
e l'acido tunstico precipitato col cloridrico.

TANTA LIO.
Ta= 92,2

554. Nel minerale chiamato tantalt'te o colombite principalmente si


trova il metallo tantalio, insieme ad un altro chiamato niobio, che

studieremo in appresso. Il tantalio venne detto anche colombio. Ri


scaldando insieme il uoruro doppio di tantalio e di potassio con
uno dei metalli alcalini si ottiene una sostanza, che, lavata prima

con acqua, poi con alcool debole, lascia per residuo una polvere
nera; consta questa del metallo tantalio mescolato ad un po di tan
talato di soda; conduce bene l'elettricit, acquista l'aspetto del ferro
per l'azione del brunitoo; non attaccato dagli acidi tranne che dal

uoridrico; si ossida negli alcali fusi e nei solfati alcalini fusi; arde
se riscaldato all'aria, e nel cloro si trasforma per l'azione del calore
in cloruro.
Acido tantalico. Ta0 = 108,2, Del tantalio non si conosce bene
che una combinazione coll'ossigeno, l'acido tantalico. bianco, ar

rossa la tintura di tornasole, disciogliesi negli alcali e nei loro car


bonati scacciandone l'acido carbonico. Si ottiene tanto scomponendo
cogli acidi i tantalati alcalini, quanto coll'acqua il cloruro di tantalio;
sembra per che possa avere diversi stati di idratazione.
Cloruro di tantalio. Si prepara facendo agire il cloro sulla miscela.
d'acido e di carbone ad elevata temperatura; giallo, cristallizzabile
per sublimazione, scomponibile dall'acqua, fusibile.

NIOBIO.
Nb=48,8
555. Il niobio si ottiene come il tantalio, col quale ha molti ca
ratteri simili. nero, ed appena preparato solubile nell'acido clori
drico con sviluppo d' idrogeno, essicato non pi attaccato da que
Ist' acido che debolmente. Dalla soluzione ottenuta col metallo umido,
si ha coll'ammoniaca l'acido niobico, dall'altra l'acido iponiobico.
Queste due combinazioni poi non si possono trasformare in nessun
modo l'una nell'altra, e tutti i composti derivanti dai due acidi con
servano sempre differenti caratteri, in modo che vennero quei due
acidi creduri formati da due metalli, l'uno il niobio, l'altro gi chia
mato ilntenio. Il niobio , in generale, pi facilmente attaccato dai

reattivi che il tantalio; si ossida ed abbrucia pel calore in contatto


dell'aria; non solubile nell'acido nitrico; lentamente attaccato dal
solforico caldo; fuso col solfato di potassa, o colla potassa caustica,

si combina:agli alcali sotto forma. d'acido niobrco.. La sua densit


e di 6,297.

Il uiobio ridotto dai uoruri fatti coll'acido niobico od iponiobico


ha i medesimi caratteri.-Questi uoruri si ottengono disciogliendo
gli acidi nel uoridrico ed aggiungendo un carbonato alcalino. Il
niobio contenuto nei minerali, dai quali si ricava anche il tantalio.
/

RAME.
Cu = 31,7

556. Il rame di un color rosso caratteristico, splendente se abbia


subita 1' azione del brunitoio o se a supercie liscia; il suo colore
per varia di gradazione alquanto, a norma dei mezzi coi quali venne
il metallo preparato; ottenuto infatti per via elettrica riesce di un
rosso pi vivo, che se venga preparato per fusione. - molto mal

leabile e duttile; passato al laminaioio onde stenderlo in foglie di


viene elastico, rigido, sonoro, e ben presto si squarcierebbe, se non

si avesse l'avvertenza di iicuocerlo di tanto in tanto; cos operando


si riduce in fughe sottilissime.

Battendnlo poi convenientemente,

come fa il battitoro, se ne hanno foglie d'una tenuit tale, che rie

RAME.

303

scono trasparenti pei raggi verdi della luce, e ricoprendo di quelle


foglie una. lastra di vetro, guardatala quindi per trasparenza, appare
verde. E molto tenace, ed infatti un lo di questo metallo , del
diametro di 2 millimetri, si rompe appena sotto la. trazione di 137
chilogrammi; la densit del rame oscilla fra 8,78 ed 8,9; e eccel

lente conduttore del calorico e della elettricit.


Il rame si fonde alla temperatura di circa 10900, ed al calor rosso
bianco si volattlizza alquanto; i suoi vapori abbruciano con amma
verde; solidicandosi aumenta di volume, e quando la. sua fusione
avviene a contatto dell'aria assorbe e discioglie l'ossigeno, che poi,
come fa l'argento, perde nel solidicarsi; se questo cangiamento
di stato sico avviene frettolosamente, e la supercie si solidica
prima. che il metallo interno abbia perduto l'ossigeno, accade poi la
rottura della. crosta formatasi ed una proiezione del metallo; per
questa ragione si usa fondere il ratne ricoprendolo di materie, come
sono il borace od il cloruro di sodio, che impedisconc il contatto del
l'ossigeno. Il rame contenente un podi piombo non presenta questo
fenomeno. - Si trova in natura il rame nativo cristallizzato in cubi od
in ottaedri, ed articialmente ce lo possiamo procurare sotto queste
forme cogli stessi metodi, che servono per il solfa e per il bismuto,

ovvero precipitandolo lentamente dalle sue soluzioni saline col mezzo


d'una. debolissima corrente elettrica.- Sfregato nella mano umida
per sudore manda un odore disgustoso, tenuto in bocca riesce nau
seabondo.
Il rame rimane inalterato all'aria secca, nell'umida a poco a poco
si ricopre d'uno strato di carbonato idrato di rame, il quale poi im- '

pedisce ogni ulteriore azione di quella; scaldato a contatto dell'aria.


copresi prima d'un sottil velo di protossido, e quindi passando per
mille gradazioni di colore formasi il biossido nero, che a scaglie
_ staccasi dal metallo sottoposto alla percussione; posto in una amma
d'alcool ardente sotto forma di sottili li o foglie abbrucia colo
rando la amna in verde.
'
Le varie tinte che assume il rame per l'ossidazione della sua su
percie sono utilizzate nell'industria a produrre le polveri metalliche
di'erentemente colorate. Le foglie sottili di rame, ed anche d'ot
tene, collo sfregamento mediante una spazzola son fatte passare
attraverso a stacci nissimi e la polvere vien quindi impastata con

gomma. e macinata; lavata. inne, si .pone in una bacinella a. bagno


d'olio o di sego, scaldasi esposta all'aria, ed a norma della tem
peratura e durata dell'operazione s'ottengono polveri inipalpabili di
diverse tinte. Col rame si ottengono le seguenti tinte: rosso rame,
rosso carne, rosso chiaro, scarlatto, carmino, cremesi, violette e lilla.

__.._-____.--u___.

304

aura.

Tutti gli acidi anche allungati ed a freddo ed anche gli acidi de


boli ed organici, tutti gli alcali ed i sali alcalini disciolti nell'acqua
pi o meno prestamente inducono l'ossidazione del rame, quando
insieme ad essi agisca l'ossigeno sia puro, sia dell'aria atmosferica;
senza il concorso dell'ossigeno il metallo rimarrebbe quasi sempre
inalterato; l'ossido prodotto combinsi agli acidi, e produce sempre
una colorazione azzurra. Per questa ragione i vasi di rame nei
quali conservansi vivande o sostanze, che non debbano riescira

imbranate dal rame , vogliono esser stagnati , ricoperti cio d' uno
strato di metallo inalterabile a quegli agenti. In caso diverso il
metallo si mescola a quelle sostanze, e siccome tutti i suoi sali
sono velenosi, cos possono esser cagione di danni gravissimi.
Il rame scompone l'acqua solo a temperature elevatissime e dif
cilmente.-L'acido nitrico lo attacca anche a freddo, come vedemmo

nella preparazione del biossido d'azoto; il solforico solo quando sia


concentrato e caldo, e svolge l'acido solforoso, mentre ossida il me

tallo; l'acido cloridrico a caldo attacca il rame specialmente se com


misto a pezzetti di platino, perde il suo idrogeno, che scambia col

metallo, il quale convertesi in protocloruro. - I metalloidi si com


binano coll'aiuto del calore quasi tutti direttamente al rame.
Il rame impuro, contenente ferro o zinco gode della notevole pro
priet di scomporre l'acido carbonico al calor rosso; questa sua dote
pu esser causa di errori nelle analisi organiche, se non si ha l'av
vertenza d'rmpiegarvi il metallo puro. - A contatto dell'ammoniaca
gasosa per l'azion del calore divien fragile.
Il rame puro si ottiene coi procedimenti seguenti: 1.0 riducendo
l'ossido coll'idrogeno a temperature non molto elevate si ottiene una
polvere, non lucente, pi o meno rossastra di rame puro. Questa
polvere gode della propriet d'agglomerarsi per pressione, cosicch,
riempiendone una matrice di medaglia e comprimendolo, si ottiene
questa facilmente. - 2.0 Precipitando il rame da una soluzione sa
lina mediante il ferro o lo zinco puri. La soluzione dopo alcun tempo
si scolora affatto, e sul fondo del vaso trovasi il rame metallico, che

lavasi prima con acqua acidulata con acido solforico puro, sino a che
tutto l eccesso di zinco o ferro sicno disciolti, quindi con acqua pura.

Il rame cos ottenuto granulare e attissimo a. produrre, mediante


la calcinazione all'aria, l ossido usato nelleanalisi organiche. -

3.0 Sotto l'inuenza della corrente elettrica le soluzioni dei sali di


rame, scompongonsi, e depongono sul polo negativo il metallo, che

talvolta riesce cristallizzato. Se si fa il polo negativo con uno stampo


rappresentante il rovescio della gura d'un oggetto qualunque, allora

nana.
.
305
il rame deponesi su di quello; staccato quindi dallo stampo, dopo che
il metallo siasi deposto in un grosso strato, rappresenter l'oggetto
stesso. Su questo principio basata l'arte della galvanoplastica.
Il rame essendo un metallo utilissimo oggetto di un industria
assai considerevole e la sua estrazione uno dei principali rami della
metallurgizt. I minerali pi comuni contenenti rame sono i solfuri
doppii di rame e di ferro, accompagnati da ganghe diverse e gene
ralmente silicee. In alcuni casi, sebbene rari, trovasi questo metallo

allo stato nativo anche in considerevoli masse, in altri appena os


sidato. Le reazioni che il minerale subisce afne di dare il rame
metallico, quando sia allo stato di ossido, sono semplicissime; vien
ridotto col mezzo del carbone in forni a riverbero, entro ai quali il
metallo si liquefa, e ne raggiunge la parte pi bassa in questo stato;
quelle invece che subiscono i solfuri doppii sono pi complicate ed
interessanti.
Questi minerali debbono contenere una ganga silicea,e se non ne

hanno necessario l'aggiungervela, cosicch siavi in essi una giusta.


miscela di silice e dei due solfuri.La prima operazione che subisce
il minerale e, un abbrustolimento, il quale ha per iscopo di trasfon
mare buona parte dei solfuri in ossidi; il cambiamento riesce pi
pronto per il solfuro di ferro che per quello di rame. Il prodotto
ottenuto subisce una. prima fusione, pella quale l'affinit dell'ossido
di ferro per l'acido silicico si determina, formasi una scoria delle due
sostanze combinate, ed il solfuro di rame, come specicamente pi
pesante della scoria, si raccoglie fuso al disotto di essa. Ma la mi
scela torrefatta conteneva anche una certa quantit di solfuro di
ferro inalterato ed alquanto ossido di rame formatosi per l'abbrusto.
limento. Nella fusione queste due sostanze reagiscono insieme, si
scambiano il loro elemento elettro-negativo, formasi solfuro di rame
ed ossido di ferro, il quale si unisce alla silice, e si ottiene inne
una scoria formata dalla combinazione dell'ossido di ferro colla silice,

ed una sostanza d'aspetto lucente e di color bronzo, detta malte o metal


lt'nn, la quale consta in molta parte di solfuro di rame, ma contiene an
cora una buona dose di solfuro di ferro. Questo primo prodotto,nel
quale avvenne una vera concentrazione del rame in una piccola quan
tit di materia, vien sottoposto ad una nuova operazione identica alla

prima, nella quale la concentrazione e l isolamento del solfuro di


rame, dalle sostanze che l'accompagnano.diviene completo. Si potrebbe
domandare il perch quest'operazione non si fa tutta in una sol volta,

ma invece con due o pi successivi abbrustolimenti e fusioni: l'e


sperienza ha dimostrato, che questa maniera d' operare molto pi
R|tt:t:turuu. Trattato di Chimica ecc. "0]. Il.

39

306
RAME.
utile dell altra, anzi in molte localit, dove il minerale elaborato

poverissimo, il numero delle fusioni ancora maggiore di quello


indicato.
Il prodotto della seconda fusione si chiama dal suo colore matte
bianca. e consta quasi intieramente di solfuro di rame. La conver

sione in rame metallico di questa sostanza si pu fare in due modi,


che in n dei conti riducono il fenomeno ad un'unica reazione nei
due casi. Vi si riesce dunque mescolando a quel prodotto minerali
ossidati di rame, ovvero abbrustolendo il solfuro, sino a che parte

di esso siasi convertito in ossido, ed a questo punto comincia la vera


reazione riduttrice; dunque in ogni caso si deve ottenere una. miscela
di solfuro e di ossido.
Questa mescolanza trovasi in un forno a riverbero coperta di scorie
cuprifere; a poco a poco tutto entra in fusione, ed incomincia una
specie di ebollizione prodotta dallo svolgersi di acido solforoso pro

veniente dalla reazione seguente:


CuS + 2Cu0 = 4Cu + SO
Se la miscela d'ossido e solfuro era in una proporzione conveniente,
cessato ogni sviluppo d'acido solforoso nella materia liquida, la quale
trovasi sulla platea del forno a riverbero, non restano pi che le scorie

sopranuotanti al rame fuso. Regolando poi la temperatura in modo


adatto, le scorie, che sono meno fusibili del rame, passano ad uno

stato pastoso, si ponno togliere e separare dal metallo facilmente,


mentre q\iesto esce dal forno per mezzo d' un canaletto apposito. E
cosa ben difcile per, che il solfuro e l'ossido reagiscano insieme
nelle proporzioni volute dalla equazione poc'anzi scritta, ed il rame
ottenuto contiene sempre ancora alquanto solfuro ed alcuni metalli
estranei, i quali eran contenuti nei minerali.Qualche volta anzi fra.
questi metalli evvi l'argento in quantit sufciente, perch compensi
la spesa necessaria ad un'operazione speciale per estrarlo. Questa.
operazione talora. una amalgamazione, come si fa pei minerali ar
gentiferi, e vi si sottopongono i prodotti delle prime concentrazioni
del minerale, in altri casi consiste in una separazione per liqua
zione. Il rame ottenuto, come dicemmo poc'anzi,vien fuso mescolato
al piombo, e quindi istantaneamente raffreddato; cos operando i due

metalli rimangono mescolati; riscaldando quindi il prodotto al punto


di fusione del piombo, questo metallo esce liquido dalla massa. tra
:Scinando disciolto l'argento, che poi per copellazione, come si dir
in seguito, separasi dal piombo.

Il rame impuro subisce una nuova fusione sott l'inuenza d'una

nur:.

307

amma ossidante per un tempo sufciente. Il solfuro contenutovi


quindi si distrugge, i metalli pi del rame ossidabili si separano e
combinansi sotto forma d'ossido alle scorie ed alle pareti silicee del
forno a riverbero, inne si ottiene quel rame quasi puro, che il
rame rosetta del commercio. Questo mescolato appena ad un po
di protossido di rame, il quale gli toglie in gran parte la sua dote
pi preziosa, la malleabilit. - Si afna il metallo fondendolo e
coprendolo con alquanto carbone, ed agitandolo continuamente con
bastoni verdi, che sprigionando molti gas riduttori, producono
un movimento nel metallo liquido, pel quale le sostanze commiste
al rame vengono alla supercie del bagno, ed insieme riducono il
protossido o lo recano a contatto del carbone, che fa il medesimo
ufcio. L'operaio assaggia col martello di tanto in tanto un po' di
rame, e quando giudica aver esso acquistata una sufciente nrallea
bilit, lo cola in lingotti.

557. Non
sciuti; solo
zione delle
fatto d'una

occorre descrivere gli usi del rame, tanto sono cono


diremo che pu esser sostituito allo zinco nella costru
pile di Bunsen, ponendo a contatto col rame un liquido
parte d'acido solforico concentrato e 4 d'acqua, ed a

contatto col carbone un liquido , che consta di 100 d'acqua in cui

stieno sciolte 12 di bicromato di potassa ed aggiunte 25 d' acido


solforico. L'apparecchio ha il sommo vantaggio d'esser inodoro.
Il rame, sebbene in tenui quantit, s'incontra in molte sostanze
organizzate.
Leghe del rame. Il rame forma moltissime leghe coi metalli gi
studiati; meritano per speciale menzione quella. comunemente detta
ottone, che di rame e zinco; l'altra detta bronzo, di rame e stagno;

ed inne il pack/bug, di rame, nickel e zinco.


L ottone presenta diversi caratteri a. norma del rapporto fra le
quantit delle zinco e rame, che entrano a comporlo; in generale
riesce pi bianco, quando lo zinco predomina, sebbene a questa re
gola. siavi qualche eccezione; la sua duttilit e malleabilit crescono
aumentando il rame rispetto allo zinco. E I ottone una lega utilis
sima perch riunisce tutte le qualit, le quali rendono atto un me
tallo ad esser lavorato; alcune volte soltanto vi si aggiungono pic
cole quantit di piombo o stagno per impedirgli di attaccarsi alla
lima, quando venga lavorato con questo strumento.
L'ottone preparato direttamente aggiungendo in un crogiuolo, nel
quale sta lo zinco fuso, il rame in granaglia,e ricoprendo quindi il
crogiuolo sino a che tutta la massa sia ben liquida. Si pu impie-,
gare anche l' ossido di zinco invece di questo metallo, ma. allora

.\,.
_1,_:__M__.wu

308
.
nana.
convien aggiungere un podi carbone, che riduca l' ossido. In ogni
caso non bisogna elevar troppo la temperatura, per la qualcosa in
parte od in totalit si volatilizzerebbe lo zinco.
L' ottone di un bel color giallo pi o meno intenso a norma
della proporzione dei componenti; quel suo colore pu per alterarsi
alla supercie in varii modi: gli si comunica, ad esempio, una tinta.
verde-grigio-bronzata e non lucente strouandolo con tela bagnata
di cloruro di rame; scaldato e stronato con cloruro d'antimonio
divien violetto; collammoniaca fassi pi bianco. - La densit del

l'ottone varia fra 8,2 ed 8,9, e questa lega cangia alquanto d'aspetto
fondendolo replicatamente.
La composizione di alcune specie d'ottoni la seguente:
L'ottone per chiodi contiene all'incirca 66 di rame e 34 di zinco.
Quello che trovasi in commercio coi nomi di similoro, tombac, oro
di Manhcim, metallo del principe Roberto, contiene sempre almeno

80 per 0/0 di fame e piccole quantit di stagno o piombo.


Le specie principali d'ottone contenenti piombo e stagno sono le
seguenti:
Ottone dei tornitori

degli indoratori

da trala
Oricalco

Rame

Zinco

Stagno

Piombo

64,80
64,45
64,20
88,00

32,80
32,44
33,10
6,00

0,40
0,25
0,40

2
2,86
0,40
6,00

Conviene per notare che non tutti i fabbricatori usano esatta


mente questi rapporti nelle quantit dei metalli adoperati a far l'ot
tone destinato a quegli usi.
Il bronzo una lega in varie proporzioni di rame e stagno; pre
senta diversi caratteri a norma della quantit relativa dei due me
talli; quando predomina il rame tenace e malleabile, di colore
rossastro, e si lavora bene alla lima: quando la quantit di stagno

supera il 25 e non sia maggiore del 50 per 0/0 diviene fragile e poco
attaccabile dalla lima. - Il bronzo ha una densit maggiore della
media. dei due metalli dei quali consta, pi fusibile del rame, ed
acquista la malleabilit colla tempera, cosicch scaldato e poi raf-'
freddato istantaneamente diventa atto a ricevere le impronte. Col
successivo riscaldamento perde questa propriet.
Il bronzo fuso col solidicarsi lentamente da una massa metallica,

che presenta una diversa composizione nelle varie sue parti. Queste
varie composizioni corrispondono a bronzi diversamente fusibili, la
qual cosa appare riscaldando la lega ottenuta. D'altra parte il bronzo

RAME.
309
subisce il fenomeno della liquazione, ed abbandona, se scaldato,
parte dello stagno.
Il bronzo esposto all'aria lungamente si copre d' una specie di
vernice verde, quale quella che si osserva sui bronzi antichi. Si
pu produrvi articialmente questa colorazione stronandolo con
una soluzione di nitrato di rame, alla quale siasi aggiunto alquanto
sale ammonico, ovvero bagnandolo con un liquido fatto di 4 parti
di sal ammouico, 1 di biossalato di potassa e 448 d'aceto e scaldando

quindi l'oggetto.
Le principali variet di bronzo sono le seguenti:
Rame
Bronzo dei cannoni
90

per medaglie
id.

94
96

Stagno
10
6
4

1
per campane
78
12
n
pei cembali
80
20

per gli specchi dei telcscopii 66,3


33,7

pei cuscinetti delle macchine 85


15
I cuscinetti per le locomotive si fanno anche con una lega multipla
composta nel modo seguente: Rame 73,61 - Stagno 9,45 - Piom
bo 7,05 - Zinco 9,00 - Ferro 0,42.

Il bronzo per le statue contiene: Rame da 65 a 84 = Stagno da


32 a 11 - Zinco da 3 a 5 - ed inne un podi piombo.
Pack/Mg. Il packfong, detto anche argentano o maillechort, una
lega di rame, zinco e nickel.Si fabbrica unendo prima allo zinco la
met del rame, e separatamente all'altra met fusa il nickel; si ag

giunge quindi la prima parte a questa a poco a poco, rimescolando


il bagno metallico con una verga di ferro; sonvene di varie specie
e la loro composizione varia entro i limiti seguenti: Rame da 52
a 59 - Nickel da 26 a 15 - Zinco da 22 a 26.
COMBINAZIONI DEL RAME COLL' OSSIGENO.
558. Il rame forma almeno tre combinazioni coll'ossigeno, e sono

le seguenti:
Protossido di rame
Biossido di rame
Perossido di rame

-_ Cu20
- Cu0
-_ Cu0l

Alcuni ammettono anche l esistenza d'una combinazione pi ossi


genata e la chiamano acido ramtco; si otterrebbe combinato alla
.

COMBINAZONI DEL RAME COLLOSSIGEXO


310
potassa, come si conseguisce il ferrato della medesima base..- Il
perossido si prepara facendo reagire a bassissima temperatura l'ac
qua ossigenata sul biossido idrato. Amendue queste combinazioni sono
instabilissime.
Il protossido ed il biossido sono basici. - Le formole che rap
presentano questi due ossidi debbono a prima giunta parere impos
sibili al letiore, ed infatti . la prima volta, che noi incontriamo un
protossido della formola MO ed un biossido basico con quella MO,
intendendosi per M un metallo; alcuni chimici perci chiamano il
primo sottossido e protossido ii secondo. Ma noi sappiamo come i

sottossidi non siano salicabili, invece l'ossido Cu20 forma sali per

fettamente deniti; d'altra parte siamo costretti ad adottare queste


formole, perocch alcuni sali di biossido sono isomor con altri
dei metalli del cosi detto gruppo del magnesio, quindi il biossido
di rame deve esser rappresentato coll' ordinaria formola dei protos
sidi, cio da CuO; d'altra parte la composizione del protocloruro di
rame e degli ossisali conosciuti di Cu20 tale da indurci ad ammet
tere in questo un equivalente d'ossigeno ed il doppio di rame che
nel biossido, altrimenti ci troveremmo in opposizione colle leggi sulla.
costituzione dei sali.
Per anche il modo adottato per rappresentare gli ossidi di rame
non senza gravi inconvenienti. Il protosolfuro di rame e quello
d'argento sono isomor, converrebbe dunque attribuire loro una for

mola simile; ma mentre nei rappresentiamo il'protosolfuro di rame


con Cu2S, quello d'argento avr per noi la formola AgS. Per esser
dunque consentanei colla regola nota intorno ai corpi isomor, hi
sognerebbe dimezzare l'equivalente dell'argento, e le due formole si
corrisponderebbero; ma allora, essendo il solfato d'argento isomorlo
con quello anidro di soda, e per lisomorsmo dei sali di soda con

quelli di potassa e litina, sarebbe d'uopo non solo il rappresentare


il protossido d'argento con Ag0, ma anche quello di sodio, di po
tassio e di litio con Na0, KO, Li20, e dimezzare dunque anche

l'equivalente di questi metalli, cio attribuir loro un valore che fosse


la met di quello adottato. Questo modo di correggere l'anomalia
radicata ha certamente molta probabilit d'essere esatto, tanto pi
che negli equivalenti di quei corpi, ridotti cos a met del valore ad
essi assegnato, si vericherebbe anche la importante legge, che for
mola i rapporti fra gli atomi dei corpi semplici ed il loro calo
rico specico, rapporto che diverrebbe cos costante anche fra il ca
lorico specico dei corpi ed il loro equivalente in quasi tutti i
casi, la qual cosa non si osserverebbe mantenendo le formole adot

'

_.__,

--\.au_

COMBtNAZIUN1 DEL nana com'ossicaxo.

311

tate. - D'altra parte anche molti fatti dedotti dalla costituzione di


alcuni corpi organici importantissimi tendono a confermare questo
modo di rappresentare i suddetti corpi. - Ciononostante scavi al.
cune obbiezioni Contro le conseguenze derivate dalle cose poc' anzi
esposte: il protosolfuro di rame isomorfo col solfuro di piombo PbS,
ed alcuni sali di protossido di piombo con altri del calcio, e sap
piamo che il biossido di rame forma pure combinazioni isomorfe con
quelle della magnesia e della calce. Quindi amendue le combinazioni
degli ossidi del rame, sebbene indirettamente, concorrono ad essere

isomor coi composti d'un sol metallo. - Alcuni chimici intendono


spiegare questi fatti col supporre attribuibili ad un solo corpo sem
plice due numeri equivalenti, ed appoggiano questa loro opinione
anche alla necessit, per esser consenzienti alla regola intorno alle
formole dei corpi isomor, di considerare Mn2, che entra nell'acido

permanganico Mn2O, come un equivalente semplice, perocch al


cuni permangauati sono isomor coi perclorati e periodati, ed inne
adducono alcuni pochi altri esempi tratti dalla storia del ferro e di
qualche altro metallo. Ma i fatti sui quali basata questa opinione
in parte vennero gi giudicati erronei, e poi sono in piccolissimo
numero, e l'ammetterla. sarebbe un attribuire un valore troppo grande
alla regola intorno alle formole dei corpi isomor.
Sarebbe dunque forse conveniente il modicare il valore dell'e
quivalente dell'argento e degli altri suaccennati metalli, ma siccome
non ancora questa cosa adottata generalmente, cos abbiamo sti
mato meglio il mantenere quello che adoperammo.
\

PROTOSSIDO DI RAME.
Cu*0 = 71,4

Rame
- 88,80
Ossigeno - 11,20
100,00

559. Il protossido di rame trovasi qualche volta in natura cristal


lizzato in ottaedri rossi od anche in masse amorfe,e chiamasi rame

ossidato rossa-Si ottiene articialmente sotto forma d'una polvere


d'un colore rosso pi o meno intenso,insolubile nell'acqua, fusibile
senza alterazione fuori del contatto dell' aria, perocch se questa vi
pu accedere, allora. l'ossido si annerisce cangiandosi in biossido;
gli ossiacidi lo riducono in parte convertendone un'altra porzione in
biossido e combinandosi con questo, cosicch: dalla loro reazione si

312

I'RO'IOSS DO DI RAME.

ottiene un sale di biossido ed il metallo ridotto. Questa reazione

caratteristica dei sottossidi, n quindi in questo caso il protossido di


rame si comporta come una base salicabile; ciononostante sia co
gl'idracidi, sia con altri mezzi, si possono ottenere di questo ossido

vere combinazioni saline, le quali per non sono numerose. Da


questi sali col mezzo degli alcali caustici si precipita il protossido
idrato, che dilcolor giallo. - Il protossido idrato di rame si forma
in una reazione meritevole di considerazione: ponendo il rame me
tallico in una bottiglia non perfettamente chiusa, nella quale siavi
anche una soluzione ammoniacale di solfato di biossido di rame, si

forma un precipitato giallo di protossido idrato, mentre nel liquido


si genera anche l acido nitroso. La produzione di questa sostanza,
proveniente sicuramente dalla ossidazione dell'ammoniaca, sempre
meritevole di menzione.
Il protossido di rame solubile nell'ammoniaca; la. soluzione
incolora, ma posta a contatto dell'aria, il protossido si converte ra
pidamente in biossido, e forma cos un liquido azzurro; la colo
razione del liquido e cos rapida, che si manifesta. col solo ver

sere la soluzione dall'alto in una capsula; il liquido contiene allora


il cos detto ammonimo di rame, e riposto in una bottiglia, chiu
dibile ermeticamente, a contatto col rame metallico si decolora nuo-'

vamente.
Il protossido di rame si forma in moltissime reazioni: i sali di
biossido sottoposti all'azione di taluni corpi riducenti, e, per esempio,

dell' acido solforosoo dei solti alcalini, od anche a quella prolun


gata del rame metallico, si caugiano in sali di protossido, dai quali
colla potassa caustica si ha [ossido idrato ecoll'ebollizione l'anidro.
- Nel primo caso l'acido solforoso trasformandosi in acido solforico
disossida parzialmente il biossido, nel secondo si discioglie nel liquido
una porzione di rame uguale a quella che gi era allo stato di
biossido-Questa reazione venne consigliata come mezzo per deter
minare la quantit di rame in una sua soluzione di biossido. - Si
ottiene il protossido d'un color rosso intenso e cristallino facendo re.
agire a blando calore una allungata soluzione di zucchero, alla quale

siasi aggiunto un podi solfato di biossido di rame, e quindi tanta


potassa caustica da ridisciogliere il precipitato, che sulle prime molte
volte si forma, ovvero tanta da ottenere un liquido colorato inten
samente in azzurro e fortemente alcalino-Si forma anche facendo
bollire una soluzione di acetato di rame o di tartrato di rame e
potassa col glucosio: in queste reazioni il biossido di rame cede
met del suo ossigeno alla sostanza organica. -- Inne per gli usi

._

arossioo m RAME.

313

industriali si conseguisce questa sostanza calcinando al calor rosso


intenso una intima miscela di100 parti di solfato di rame, 28 di
carbonato di soda secco e 25 di limatura di rame; il prodotto lavato
con acqua lascia per residuo il protossido.
Il protossido di rame si usa a colorare i vetri in rosso, aggiun
gendovi per un po' di stagno o di ferro ad impedire la sua ossida
zione, nel momento in cui si disoioglie nel vetro fuso.
Caratteri dei sali di protossido di rame. I sali di protossido di rame,
ad eccezione del cloruro corrispondente. sono poco conosciuti; for
mano un precipitato giallo cogli alcali caustici ssi, e collammo
niaca non danno veruu,precipitato, ma un liquido incoloro, il quale
divien azzurro pel contatto coll'aria.

BIOSSIDO DI RAME.

CuO = 39'7

Rame
79,85
Ossigeno - 20,15
100,00

560. Il biossido di rame trovasi frequentemente in natura, e chia


masi rame osst'dalo nero. Preparato articialmente ed anidro e una
polvere nera e pesante, difcilmente fusibile e riducibile anche a
non molto elevata temperatura dall'idrogeno e dal carbonio-Cede
dunque con facilit il suo ossigeno, ed per questa sua dote usato
nelle analisi elementari delle sostanze organiche; in questa opera
zione converte tutto il carbonio della sostanza organica in acido car
bonico e lidrogeno in acqua.
Il biossido di rame si pu avere anche idrato; questo appena
precipitato e occoso e di color azzurro chiaro, insolubile nell'acqua
e negli alcali ssi; perde con facilit l'acqua sua di idratazione alla
temperatura dell'ebollizione dell'acqua, divien perci nero ed. anidro.
Amendue sono facilmente solubili negli acidi e nell'ammoniaca,

l'idrato per pi dell' anidro. La soluzione ammoniacale di color


azzurro intenso, e gode della propriet rimarchevole di sciogliere
la cellulosi, la seta, la lana, l'inulina;altre sostanze per analoghe
a queste non vi son solubili, come, ad esempio, l'amido, il coton

polvere, la chitina. La cellulosi e le altre sostanze solubili si pre


cipitano inalterate da questa loro soluzione per effetto di molti sali,
degli alcali e degli acidi. .- Ad ottenere una soluzione molto efcace
di biossido di rame nell'ammoniaca conviene impiegare Iidrato del
ButtctuTtnu. Trattato di Chimica ecc. Vol. II.

.w

314

mossioo or RAME.

biossido, ovvero il carbonato basico di rame e l' ammoniaca. della

densit di 0,945, od anche si pu metter il rame metallico a con


tatto coll'ammoniaca, contenente un podi cloruro ammonico, e col

l'aria; perci il metallo si ossida e disciogliesi formando la combi


nazione dei due corpi, che detta da alcuni ammoniuro di rame.
Il biossido idrato si ottiene mescendo la potassa caustica ad una
soluzione d'un sale di biossido; lavato ed essicato a legger calore
tuantiensi idrato. L'anidro si forma distruggendo il nitrato di rame
col calore, sino a che non si svolgano pi vapori nitrosi; l ossido
cos ottenuto per molto igroscopico, e quindi improprio per le
analisi organiche. Per queste operazioni si prepara torrefacendo la
tornitura di rame ad elevata temperatura, per la qual cosa si copre
di scaglie di biossido, che poi colle battiture si staccano; puossi anche
avere precipitando il rame metallico dalla soluzione del solfato collo
zinco,e,lavatolo bene,si converte poi in ossido riscaldandolo fortemente

a contatto dell'aria. Inne si conseguisce lo stesso biossido facendo


bollire il nitrato o l' acetato di rame ammoniacale, e lavando per
fettamente il biossido precipitatosi. - Questi ultimi metodi presen
inno un inconveniente: tanto il rame precipitato collo zinco, come
lossido ottenuti coll' ebollizione dei sali suddetti esigono una lava.
tura prolungaiissima onde si abbian puri; ma l' ossido ottenuto attira
ben poco l'umidit dell'aria.
Il biossido di rame colora intensamente i vetri in azzurro.
Caratteri dei sali di biossido di rame. I sali di biossido di rame
sono tutti colorati fortemente. L'ammoniaca vi produce dapprima un
precipitato bianco-verdastro , quindi lo ridiscioglie colorando il li
quido in azzurro. Il ferro precipita il rame metallico dalle sue so
luzioni; il metallo appare alla supercie del terso ferro usato,
ed questa reazione sensibilissima. Il ferrociahuro di potassio de
termina anche nelle soluzioni allungatissime d'un sale di biossido
di rame un precipitato di ferrocianuro di rame di color rosso mar
rone. L'acido soldrico anche nelle soluzioni acide induce la forma
zione del solfuro di rame. Facendo bollire un pezzo di lucignolo
intriso d'acido stearico con una soluzione contenente anche tennis
sime quantit di rame, si ottiene una colorazione verde od azzurra

nel lucignolo.

IDRURO DI RAME.
Cu2H = 64,4.
561. L' idruro di rame un corpo di colore rosso-scuro ed inso
lubile; scomponesi facilmente per l'azione di lieve calore; l'acido

cloridrico lo trasforma anche a freddo in protocloruro di rame con


svolgimento d' idrogeno. - Si forma riscaldando lievemente una so
luzione d' acido ipofosforoso mescolata con una concentrata di sol
fato di rame; Il liquido abbandona l idruro occoso , che si rac
coglie su ltro e si lava. -Venne usato questo corpo per sostituire
coll'idrogeno il cloro nelle sue combinazioni coi radicali d'acidi or
ganici, afne di ottenere gl'idruri di quei radicali.

Clllllllll0l DEL R_.\IIC COL SOLFO.

PROTOSOLFURO DI RAME

CS=79'4

Rame

Solfo _- 79,85
20,15
100,00.

562. Il protosolfuro di rame si incontra in natura. per lo pi com


binato ad altri solfuri, perocch un' energica solfobase; talvolta in
natura anche commisto e sostituito nelle sue combinazioni dal sol
furo d'argento, che gli isomorfo; i principali minerali di rame sono
formati da questi solfuri, e nomansi calcopirite, rame solforato ecc. -

Preparato articialmente cristallizza sotto forma di cubi , o de suoi

derivati; questi cristalli sono di color nerastro, d'aspetto lucente.


In natura trovasi cristallizzato in prismi esagoni.
Reagendo sul solfato di rame ovvero sull'ossido di rame perde il
solfo, ed il rame delle due sostanze reagenti trovasi isolato, mentre

si produce acido solforoso. - Questa reazione utilizzata nella


estrazione del rame.
Il protosolfuro di rame si ottiene per l'azione del solfo in vapore
sul rame, avviene perci una bella combustione con sviluppo di luce
.rossa, ed il met'allo trasformasi in solfuro. Generalmente si tritura

la massa ottenuta da una prima operazione, e mescolatane la polvere


coi ori di solfo, si rinovella coll'azione del calore la fusione.

316
BISOLFURO DI RAME

CUS = 47'7

Rame

Solfo

- 66,46
33,54
100,00.

563. Il bisolfuro di rame si forma per l'azione dell idrogeno sol


forato o dei solfuri alcalini sui sali di rame, dai quali precipitasi
sotto forma di occhi neri; raccolti questi su ltro, lavati con acqua
contenente un pod'acido soldrico, vengon poi essicati. - Si os
sida con somma facilit, per modo che lasciato, ancora umido ed
idrato, a contatto dell'aria cangiasi in solfato; quindi quella precau
zione di lavarlo con acqua carica d'acido soldrico. - Riscaldato
a temperatura elevata perde la met del solfo suo e cangiasi in pro
tosolfuro; fa funzione di solfobase.

COIIBINAZIOII DEL BAIE COL 0.4030.

PROTOCLORURO DI RAME
Cu2cl : 98'9

Rame
Cloro

--

64,11
35,89
100,00

564. Il protocloruro di rame cristallizza in tetraedri incolori;


fusibile al calor rosso incipiente, volatile a pi elevata temperatura,
poco solubile nell'acqua, alquanto pi nell'acido cloridrico e pi di
tutto nell'ammoniaea: queste soluzioni sono incolore, ma esposte al
l'aria si colorano facilmente, e quella ammoniacale pi facilmente
delle altre; questo fenomeno accade con assorbimento d' ossigeno e
formazione d'ossicloruro. A cagione di questa propriet pu il pro
tocloruro di rame esser impiegato nell' analisi dell'aria.
La soluzione ammoniacale del protocloruro assorbe rapidamente
lossido di carbonio formando un composto efmero con esso ; quindi
la sua applicazione alla determinazione di quel corpo in una mi
scela. gasosa, della quale faccia parte. - La stessa soluzione assorbe
e forma. una. combinazione con uno dei gas costituenti quello illu- _
minante: sappiamo esser questo gas il quadricarburo d' idrogeno e
come la combinazione sia detonante.

racrocr.onuno m RAME.

317

il protocloruro di rame fuso conduce bene l' elettricit e ne


scomposto; il suo rame deponesi sotto forma di lamelle sul polo
negativo della pila. - Si prepara facendo bollire il rame metal
lico col bicloruro di rame, ovvero calcinando quest'ultimo sale;

prodotto anche dall'azione dell'acido cloridrico sul protossido di rame,


e da quella dei corpi facilmente riducenti sul bicloruro.

BICLORURO DI RAME
CUCI = 67'2

Rame
- 47,17
Cloro 52,83
100,00.

565. Il bicloruro di rame anidro di color giallo, fusibile, ad ele

vata temperatura perde met del suo cloro; disciogliesi nell' acqua,
dalla quale poi, mediante una conveniente concentrazione, separasi
idrato sotto forma. di cristalli romboedrici, azzurri e contenenti 2aq.;
disciogliesi anche nell alcool e nell' etere, i quali poi ardono con
amma verde. - Combinasi al biossido di rame e ne viene un os
sicloruro, che trovasi qualche volta anche in natura, e si produce
altresr aggiungendo alla soluzione di bicloruro una quantit di po
tassa caustica insufciente a precipitare tutto il rame. - Si unisce
all' ammoniaca ed al cloruro mmonico.
il bicloruro di rame anidro si ha mediante l'azione del cloro sul
rame; l idrato disciogliendo il biossido nell' acido cloridrico od il
rame nell acqua regia; da queste soluzioni, scacciato prima. l acido
eccedente col calore e ridisciolto il residuo nell'acqua, coil'evapora
rione si ottiene il sale cristallizzato.

0SSISALI DEL RAME


CARBONATI Dl RAME.
\

566. L'acido carbonico non forma. il carbonato neutro col biossido

di rame, quei corpi si combinano fra loro, ma. danno sempre ori
gine a carbonati basici idrati.
In natura si trova una sostanza dotata di un bel colore azzurro,
chiamata azzurrite, azzurro di monte o di rame: _un sesquicarho

CARBONATI DI RAME.
318
nato di rame idrato, talvolta cristallizzato in prismi romboidali obli
qui, scomponibile dal calore. usata nella pittura a.colorire la carta;
si prepara anche articialmente ed allora riceve il nome di azzurro

di? Brema, di ceneri azzurre. Si ottiene addizionando al bicloruro di

rame il latte di calce, macinando quindi il deposito formatosi con


alquanto liscivio caustico', e lasciando inne il prodotto a contatto
con un miscuglio di solfato di rame e sal ammonico.
Si prepara un carbonato bibasico idrato precipitando una soluzione
di solfato di rame mediante il carbonato di soda: il precipitato si
agglomera a poco a poco e riesce di color verde. - Trovasi anche
in natura un carbonato di rame avente la medesima composizione
di questo, echiamasimalachite, rame carbonato verde, verde di monte.

I pezzi belli e voluminosi di malachite si adoperano come pietra


d'ornamento pregievolissima, da quelli meno belli se ne estrae il
metallo. - Il carbonato bibasico idrato ottenuto articialmente serve
in pittura come sostanza. colorante verde.
,
La sostanza verde prodotta dall' azione dell'aria sul rame o sui
bronz-i antichi pur essa un carbonato di rame idrato; nomasi co
munemente patina verde od antica, se vogliasi designare quella de
gli oggetti di bronzo antichi, verde rame, se quella degli oggetti co
muni di rame: questa causa talvolta di avvelenamenti.

NITRATO DI RAME

Cu0'N05 = 9'37

Biossido di rame
Acido nitrico

42,37
57,63

100,00.

567. Il nitrato di rame cristallizza sotto forma di prismi di color azzur


ro, contenenti 3aq., ed invece 6aq. se la cristallizzazione avviene a basse
temperature. solubilissimo, deliquescente, e per l'azione del calore
perde prima l'acqua, poi scomponesi. - Forma alcuni nitrati ba
sici; combinasi allammoniaca. e da origine al nitrato di rame am
moniacale.
.
Si ottiene questo corpo mediante la nota reazione dell'acido ni
trico sul rame, utilizzata nel preparare il biossido d'azoto; formasi
anche unendo direttamente il biossido di rame all'acido nitrico.

319

'

somaro DI RAME
Biossido di rame

C''O'Sm : 79'7

Acido solforico

- 49,81
50,19

100,00.
568. Il solfato di rame, chiamato in commercio vetriolo di Cipro.
copparosa azzurra, o vetriolo azzurro, cristallizza in parallelepipedi
obliqui di color azzurro, contenenti 5ctq.; la loro composizione la
seguente:
, Biossido di rame
Acido solforico .
Acqua .

.
.

.
.

.
.

.
.

.
.

31,83
32,08

36,09

100,00.

Si pu ottenere anche con sette equivalenti d acqua, quando cri


stallizzi in una soluzione commisto agli altri solfati dei metalli del
gruppo del magnesio, coi quali allora isomorfo; dimostra con quelli
anche altre analogie importanti; infatti forma coi solfati alcalini i
sali doppii cristallizzanti con sei equivalenti d'acqua; sottoposto al
l'azione del calore, come quelli, perde facilmente gran parte del
l'acqua di cristallizzazione, ritenendone soltanto un equivalente a
1000, ma quest'ultimo non lo abbandona che a temperature elevate,
cio oltre i 2000. - Ridotto in questdmodo anidro bianco, ma.
suscettibile di riidratarsi facilmente. - Per l'azione del calor rosso
intenso si scompone in ossido di rame, ossigeno ed acido solforoso.
Il solfato di rame solubile nell'acqua: cento parti di questa sciol
gono alla temperatura di 10 parti 36,9 di sale cristallizzatu ovvero
20,9 di anidro, a 1000 poi 203,3 di cristallizzato ovvero 75,3 di ani

dro. La soluzione riesce di colore azzurro, di sapore metallico ed


acida alla tintura di tornasole.
Quando si tratta una soluzione concentrata di solfato di rame col
lammoniaca in eccesso, essa si colora in azzurro intenso, e l'alcool

vi produce un'abbondante precipitato d' una moltitudine di cristalli,


di colore azzurro; Constano di solfato ii rame ammoniacale, rap
presentato dalla formola: CuO,SO3,2NH3,HO. - La potassa in quan

tit non sufciente a precipitare tutto l ossido trasforma il solfato

SOI.FATO DI RAME.
320
neutro in basico. Scavi varii solfati basici di rame , e si ottengono
anche per l'azione diretta dellidrato dell'ossido sulla soluzione dei
solfato.
Il solfato di rame del commercio quasi sempre mescolato al sol
fato di protossido di ferro; anzi questi due corpi possono combinarsi

e formare un sal doppio, il quale si trova in commercio ed ricer

cato dai timori per produrre talune tinte. - facile la puri


cazione del solfato di rame cosi inquinato: se ne faccia bollire una
soluzione con alquanto acido nitrico, capace di convertire in sesquios
sido il protossido di ferro: il liquido ottenuto a contatto coll'idrato
d'ossido di rame abbandona il sesquiossido di ferro, e quello a que
sto si sostituisce; ovvero si conduca a siccit il liquido stesso, e per
l'azione del calore si scomponga il saldi ferro, la qual cosa avviene

ben presto, e l'acqua quindi non scioglier che il solfato di rame. Il ferro si riconosce facilmente nel liquido cos trattato coll'acido ni.
trico, perocch un eccesso di ammoniaca vi lascia indisciolto il ses

quiossido.
Il.solfato di rame si pu preparare facilmente mediante 1' azione
dell'acido solforico concentrato sul rame metallico ovvero sull'os
sido prodotto coll'abbrastolimento del metallo ad elevata tempe
ratura: l'azione di quell' acido sul rame si manifesta anche a freddo ,
scbben lentamente, col concorso dell'aria, lasciando cio il metallo
umettatod'acido esposto all'azione di essa. - Quel sale si trova abbon
dante in commercio ed un prodotto secondario di molte operazioni. Il
solfuro di rame si ossida. con somma facilit, e le acque che s'inl

tratto nelle miniere di quel solfuro sono cariche di solfato di rame. anzi
molte volte si trattano col ferro, il quale ne precipita il rame. Quei
solfuri dunque vengono facilmente trasformati in solfati mediante
una leggiera torrefazione, quindi lisciviando il prodotto si ottiene
una soluzione di solfato, e concentrando questa si ha il sale cristal

lizzato. - questo metodo cos facile che si usa in molti luoghi


trasformare prima il metallo in solfuro per l'azione diretta del solfo,
quindi, come si disse, il composto binario in solfato.

L afnamento dei metalli nobilt pure una considerevole sorgente


di solfato di rame, vedremo in seguito come con questo mezzo le
si produce.
Il solfato di rame si usa nella conservazione dei legni e nell'arte
tintoria; aggiunto all'inchiostro impedisce che in esso si sviluppi la
muffa; si impiega poi in grandissima quantit nell'arte della gal
vanoplastica, della quale faremo cenno in seguito, ed inne alla
preparazione delle sostanze coloranti contenenti rame, sopratutto del
l'arsenito di rame.

ARSENITO DI RAME.
569. Sotto il nome di verde di Sclteelc si trova in commercio una
polvere colorante di color verde, composta d'acido arsenioso e bios
sido di rame e rappresentata dalla formola (CuOPHMU. Questo corpo
si prepara facendo reagire l'arsenito di potassa sul solfato di rame
nel modo seguente: si disciolgono 2 parti di solfato di rame in 44
d'acquae separatamente 2 parti di carbona