Sei sulla pagina 1di 835

178

NOTE A ENNEADI, I

J 7) Cfr . Platone, Filebo,

174

ce. Platone , Sofista,

'" Cfr, Platone , Sofista,

176

1 77

178

Sofista,

60 B 10 .

258

257

D 6 . B 3 - 4 . B 11 .

efr . Platone, Cír , Platone,

Cfr, Platone, Fedone, 65 AIO .

240

Simposio, 203 B 4 .

1 7 ' efr. Platone,

180 efr . Platone, Pedone, 107 D 1 .

18 1 cs. Platone, 1&2 Cfr . Platone,

18' Cfr . Platone , Teeteto,

184 Cfr , Platone , Teeteto,

I&> Cfr , Aristotele, 1 8 6 Cfr, Aristotele, 1 8 7 Cfr , Aristotele,

Fedro, 256 B 2 - 3 .

Teeteto, 176

A 5-8 .

Teeteto, 177 A 5.

176

A 8 - B 2 .

176 A 3 - 6 .

Categorie, 5 ,3 b 24 - 25 ; Metafisica, N I , 10 8 7 b 3 .

Categorie, 11 , 14 a 15 - 16 .

Categorie, 6 , 6 a

A 6 .

17 - 18 ; Etica Nicomacbea, B 8, 110833 - 34 .

I" Cfr , Platone , Sofista, 266 E 1 .

I" Cfr, Platone , Teeteto, 176

1

90 Cfr . Platone , Timeo, 47 E 5 - 48 A 1 .

1 ' 1 Cfr . Platone,

Politico, 273

B 5 .

192

efr.

Platone,

Teeteto, 176

A 7-8 .

19' Cfr . Platone, Timeo, 41 B 2 - 4 .

I " efr . Platone, 1 9' efr . Platone, 1 96 cs . Platone,

197 Cfr . Aristotele , L'anima,

198 Cfr . Aristot e le , L ' anima,

19 . Cfr . Aristotele , L'anima, A 5 , 411 a 6 .

Teeteto,

Teetet o,

176

A 5 ; 1 76 B 1 -2.

176 A 6 - 7 .

Timeo, 86 E 1 - 2 .

B 1 , 412 b 12.

A 1 , 403 a 25 .

2 0 0 Cfr. SVF 185 .

201 Cfr . Ar i stotele, Fisica, A 9 , 192 a 5 - 6 .

0 2 Cfr . Platone, 20' Cfr . Platone,

2 04 Cfr . Platone , Repubblica, 534

20' Cfr . Platone, Gorgia, 477 B ; Repubblica, 4 4 4 E 1 -2 . 20 6 <nryKaTá6E : oLSO:cfr . SVF III 172 e 548 .

207 cr-. Aristot e le, Fisica, B 5 , 197 a 23 ; Platon e, Repubblica, 2 0 8 Cfr . Platone, Fedro, 246 B 7 - e 1 . 2 0 9 Cfr , Platone , Repubblica, 564 B 10 .

2

Politico, 273 D 6 - E 1 . Repubblica, 533 D 1 - 2 .

e

7 - D 1 .

2 10

Sofode , Edipo a Colono, 54.

211

Cfr , Platone, Simposio, 206 D 6 .

212

Cfr, Enneadi, 11 4.

2 1) Sofocle, Eleura, 837 - 838 .

38 0 E 5 .

19

21< I manoscritti . portano il ti tolo nepl E ' €a-ywyijs (li s ui cídio) : Porfirio, Vil a , 4, C I l i il ti tolo nepl E ' úÀÓ-yovE'€a-yw - yijso(11 suicidi o ra z i o nal e ) . mE I ' enunciazi o ne di un oracolo c ald a i co : cf r . P s ell o , Expositio in oracula cbaldau« col . 1125 c-d o

ENNEADE II

Errel oVô' àlToolkvvu~Évou TOU EV O'oL lTUpOs TO ÕÀOV lTUp àlTÉO'~ll·

Se i1 fuoco che e in te si spegne, non si spegne tuttavia i1 fuoco dell'uni- verso.

II 9,7 , 22-23

CONTENUTO DELLA ENNEADE II

1 (40) Il mondo

1 . Perché il cosmo non ha n é pr i ncipio né fine? - 2 . L'eternità d e i cosm o ê

individuale o specifica? - 3 . L ' un i verso non ha nuUa fuori di sé - 4 . L'es ser e

senza inizio garantisce I ' eternità d e I cosmo - 5 . Se il c ielo nella sua totalit à ê eterno 10 sono anche gli astri - 6 . li corpo dei cielo conti e ne soltanto fuo co -

7 . li fuoco dei cielo brilla ma non arde - 8 . I corpi celesti non hanno biso gn o di ali menti

2 (14) Il movimento circolare

1 . li movimento dei cielo ê circolare perché ê psi c hi c o - 2 . Ogni esser e ab -

braccia Dio per necessità naturale - 3 . L'Int e lligenza ê mos s a daI Ben e e i l cosmo Ia imita col suo moto circolare

3 (52) L'influenza degli astri

1. Gli astri annunciano gli eventi ma non li producono -2 . Com e potrebb er o

gli astri renderei saggi o ignoranti? - 3 . Gli astri g i oi s cono dei beni ch c

posseggono -4 . Di due pianeti che si guardano , come

rattristarsi? - 5 . Tutti i pianeti sono utili all'universo - 6 . L ' universo ha u na causa prima e un principio che si estende a tutto -7 . Tutto ê pieno di s e gni

- 8. L'universo ê eterno perché dipende

destino chi ê privo deU'anima superiore? - ID. Ogni corpo ha, nell'univer s o, Ia funzione di parte - 11 . Le nostre disposizioni diventano cattive quan d o restano in noi - 12. Importanza degli influssi esterni - 13 . Tutti gli es seri collaborano alia vi ta universale-14 . Ogni evento ha Ia sua causa determin a n - te -15 . L ' anima, in quanto ha lasua propria natura, ê causalità-16 . L'ani m a congiunge gli antecedenti ai conseguenti - 17 . L ' Intelligenza dà le ragi oni seminali all'Anima deU'universo-18 . I mali sono nec es sari ali 'univers o

daI suo signore - 9 . E' soggett o a i

pu õ uno gioire , e I'al tr o

4 (12) La materia

1 . Qual ê Ia natura della materia intesa come soggetto ? - 2 . La mater ia i:

indefinita e informe - 3 . L' anima ê

qualcosa in comune nelle idee - 5 . La materia intelligibile - 6. La mat eri a come ricettacolo dei corpi - 7 . Gli atomi non sono Ia mate ria - 8 . La matéria non puõ essere un composto - 9. La quantità ê forma - ID. Come si pu õ pensare Ia materia senza qualità? - 11 . La materia ê sempre in movimen t o verso Ia forma - 12 . La materia ê un reale soggetto benché invisibil e c inesteso? - 13 . La natura deUa materia consiste nell' esse r diversa dalle al tr c

I'ind e finito rispetto all ' Intelligenza -4 . C 'ê

« IMMARIO DI ENNEADI, II

181

cose - 14 . La materia ê «privazione»? - 15 . La materia non ê né limite né limitato - 16 . La materia dei mondo intelligibile ê un essere

(25) Il potenziale e I'attuale

1 . Che cosa sono potenziale e attuale? - 2 . Dalla potenza all'atto - 3 . Ogni

non-essere - 5 . La materia ê un

essere ê atto ed ê in atto - 4. La materia ê fantasma in atto

"

(

17) Sostanza O qualità

 

1

. NeI mondo intelligibile Ia sostanza possiede I'essere piú genuino - 2. Due

specie di qualità - 3. In che differisce Ia qualità sensibile da quella deI mondo

inteUigibile?

 

(

J 7) La mescolanza totale

I . La vera mescolanza deve rendere omogeneo il tutto - 2. Non ê Ia materia

come tale che si oppone aUa mescolanza - 3 . Di che cosa consiste il corpo?

(J ) La visione, ovvero perché gli oggetti lontani sembrano piccoli

I . L'oggetto prima rio deUa vista ê il colore - 2. La soluzione matematica ê

inaccettabile

( ~ J) Contro gli Gnostici

I. Primo ê il Bene, poi viene I ' Intelligenza e infine l'Anima-2. L ' Intelligenza imita iI Padre, I' Anima illumina perché ê illuminata - 3. Ogni essere comunica qualcosa di sé agli esseri inferiori -4. L' Anima genera, per sua propria natura, I'universo - 5 . Non esiste un' altra Anima che sia composta di elementi - 6 . Gli

~nostici hanno

alterato

il vero insegnamento di Platone - 7. L ' Anima uni-

vcrsale domina

il corpo

dei mondo - 8. li mondo sensibile conserva I'imma-

~ine dell'intelligibile - 9. li Divino effonde nella molteplicità Ia sua potenza J O. Gli Gnostici non sanno chi ê il vero Demiurgo - 11 . Gli Gnostici non nnno che cosa ê I'anima vera-12 . li mondo intelligibile non ê causa dei male

13 . NeU'ordine dell'universo ogni essere ê buono-14.

La saggezza ê supe-

lime alie pratiche magiche-15 . L'etica degli Gnostici ê inferiore a queUa di

Epicuro - 16. Chi disprezza il mondo sensibile non ê saggio - 17 . La vera

h -llezza ê rivelazione dei BeUo interiore-18 . Non dobbiamo odiare il mondo

.nsibile

183

182

TI 1 (40) TlEPI OrPANOl'a

I, Tõv K6a~OV àEL ÀÉ'rOVTESKaL 'ITp6a6€v EtvaL KaL Ecr€O'8m crw~a ExoVTa el ~EV E'lTL nlV (3oÚÀTlcrLVTOU 6€ou àvá-rOL~EV nl v atTtav, lTpWTOV~EV àÀTleEs ~EV d.v lcrws ÀÉ-rOL~EVa,craq,lÍvElav 8E:

ou&~tav d.v 'ITapEXot~E8a. "ElTElTa [5]Twv crTOLXá~v " ~€Ta(30À~

KaL TWV (<{lwv TWV lTEPL yf1v " <j>eopàTO Et&>s: cr~oooa ~lÍlTOTE olrno KaL ElTL TOU lTaVTOs àçl(,OCrEl -rt -rv€O'8aL WS TTtS (3oUMcrEWS' -roirro 8wa~ÉVT'ls àà imEK<j>EúyOVTOSKaL />ÉOVTOSTOU (7(tJ~aTOS Em TL8ÉvaL TO d80s TO aiITo aÀÀOTE aÀÀ4l, Ws ~" cr<{l(€O'8aLTO gv

àpL8~w [10] EtS TO àá, à>

oimo ~aTà TO Et80s uóvov TO àà ~ÇEl, Tà 8' EV oupav41 KaL ailTOs- o oupavOs KaTà TO T68E b ~ÇEl TO àá; El SE T41lTávTa crUVElÀTlq,ÉVaL

KaL ~" EtVaL Ets õ nlV ~€Ta(30À~v lTOLlÍcrE;aL ~Tl5E TO ~Ç~EV ~V 'ITpOO'lT€O'OV<j>8ÊLpaL8úvacr8aL TOUT<!)[15] 8WcrO~EVnl v nrricv rrs ou <j>eopâs, T41 ~EV õÀ41 KaL lTaVTL 8WcrO~EVEK TOU À6-r OU TO ~~

d.v q,8aPTlVaL, o SE 1\ÀLOSlÍ~LV KaL TWV aÀÀú.lv ,acr~pwv ~ÉPTl KaL ~" õÀOV ~KacrTOV dVaL KaL rrâv, OUX ~ÇEl

rrupà TOU À6-rou, ÕTL EtS drmvm ~ÉVEl c TOV xp6vov, TO_SE Ka; Et80s nlv [20] ~o~v aiIToLS EtvaL, W<7lTEpKaL lTUpL KaL TOLS TOLOV TOLSuóvov d.v 86ÇElE lTapÊlvaL KaL aiIT41 SE lTaVTL Ti!> K6a~<!). OU8E:v -ràp KWÀÚE:brr'L aÀÀou EÇweEV~" <j>6€Lp6~EVOV.im' aiITou. TWV ~EpWv,1 aÀÀTlÀa <j>6€Lp6VTWV.nlV <j>eopàvàà EXOVTa. T41d8n uóvov ~ÉVElv', KaL p€0lÍcrfls àEL Tils q,ÚOEws TOU[25] imoKEl~ÉVOU. TO d80s aÀÀov 8L86VTOS. -rt-rv€O'8aL TO uõrõ ElTL TOU lTaVTOs (<{>ou. ÕlTEp K:;'-LbrL àv8pWlTOUKaL 'llTlTOUKaL TWV aÀÀú.lv· àEL -ràp av8pwlTos KaL LlTlTOS'.

>

àTO gv Ti!> d&v

ElTEL 8Là TL Tà ~EV

" ooota T41 nl V lTtcrn~

àÀÀ' OUX o aiIT6s. Ou TOLVUVEcrTaL TO ~EV ~~VOV ~UTO~ àá. WcrlTEp o oüpcvós, Tà SE lTEPL yf1v <j>6€Lp6~Eva,àÀÀ O~OLWSalTaVTa,' n ) V [30] 8w<j>opàv EXOVTa uóvov' Ti!> xp6V<!)' EcrTW-rap lTOÀUXPOVLWTEp<l Tà Ev oupav41. El ~EV ovv oirno crUYXWPTlcr6~E8ag TO àà E,:rL TO lTaVTOs KaL ElTL TWV ~EpWV EtVaL, ~TTOV d.v TO drropov TU ~T.1 rrpocstrr ~âÀÀov SE rrnvrdnnow EÇW ârropícs d.v ,'rL-rvot~E8a., I TO Tils (3oUÀlÍcrEWSTOU 8€Ou lKavov dVaL [35] &LKVUOLTOKd.v olmal KaL TOtrrOV TOV Tp6lTOV cruvÉXElV TO rrãv. El SE KaL TO T6& TI cüroü OlTOOOVOUVÀÉ'rOL~EV EXElV TO àà. 1\ TE (3oÚÀTlcrLS8ElKT(l

11 I (40) IL MONDO

I I I' e rché n cosmo non ha né principio né fine?]

affermando che il mondo e sempre stato e sempre sarà pur

' I Ilc l un corpo, ricondurremo alla volontà di Dio Ia causa <di quella

S noi,

I

mit à >', diremo forse qualche cosa di vero, ma non apporteremo

,

una chiarezza all'argomento . E poi, [5] dalla trasformazione degli

Ir

111nti e dalla corruttibilità degli animali terrestri, dalla quale solo Ia

\'1' t si salva, si dedurrà che e cosi

,

anche dell'universo : cosicché -cDio

,11 . 11110>ha il potere di imporre a questo mondo , il cui corpo cambia

all V I ne

I, "ti o, non nella sua unità numerica, [10] ma in quella specifica- ,

incessantemente, un tipo specifico, che egl í conserva sempre

I ', inoltre, perché de cose terrestri>

possederebbero l'eternità solo

11 . ,Imo specie, mentre quelle del cielo e il cielo stesso Ia possiedono

1"llv i c lualmente? Nel fatto che -cil cielo> comprende tutto? e non c'ê

"li, in cui possa mutarsi e nel fatto che esso non s'imbatte in cosa

trovare Ia causa

I

nuore che possa distruggerlo [15] noi potremmo

11 . , ua incorruttibilità ed anche dedurre da questo ragionamento Ia

, 1111uttibilitã del tutto: se non che il sole e gli astri non sono che parti

'"'' ia, ciascuno , l'universo; perci õ dal nostro ragionamento sembre- 1".:1 accordar loro [20] soltanto Ia permanenza specifica, come al alle cose consimili; e cosi pure al mondo tutto.

I

,."

II

1,,( uti, dato

che nessuna realtà esteriore 10 distrugge, niente impe -

11,

lhe nella reciproca distruzione delle parti, esso, pur nella sua

.111111110corruzione, conservi Ia sua identità specifica soltanto, e che

11 ' 111 ssante mutamento

della sua sostanza, [25] determinata

J ti , 111 atamente da altro, avvenga del vivente-universo cio che avviene

I 11uomo,' de l cavallo e degli altri viventi"; sempre infatti ci sono uomini

, ' rlll, ma non gli stessi. Cosí, non ci sarebbe da una parte il cielo,

periture, ma tutte

I Itl bbero> egualmente, [30] differenti solo per il tempo: doê quelle II durerebbero di piú . Se noi ammettessimo solo codesta eternità

" I turto e nelle parti, meno difficoltà presenterebbe Ia nostra 1Ili me; ed anche elimineremmo ogni difficoltà se mostrassimo come,

I'" ' to caso.Ia volontà di Dio sia capace di mantenere l ' universo'. Ma " I . 11 ssimo eterna Ia individualità del mondo, nella sua qualsiasi

I I I nte in eterno, e dall'altra le cose terrestri,

11 1 11 1 . 0, bisognerebbe dimostrare che Ia volontà divina e espace [35]

I I, ( ) e allora sussisterebbero ancora questi problemi: perché certe

el lKa~ lTOLELVTOtrrO, T6 TE drropov ~ÉVEl 8Là rl

~EV OlrrÚl,

1I 11) eterne individualmente e altre solo nella loro specie; come

Tà SE OUX OlrrWS. à>

>

àTi!>

d&L

uóvov, Tá TE ~ÉPTl Tà

EV OUpaVI

'li' I parti del cielo in se stesse: [40] infatti, come esse sararmo, rale

lTWs KaL aiITá' [40] ElTEl8" oirno KaL aiITà Tà rrdvrn

dVaL.

ti 1 1 11 insieme.

184

PLOTINO

2. El ow Ta1ÍTT]v napa&:x6~E6a Ti)v &Seav Kal cj>a~EVTOV

~€V oõpcvõv Kal rrdvru Tà EV aUT4} KaTà TO T6&: lXnv

Tà 8€ trrro Til Tfts aE~:IÍVT)Sacj>atpq. TO KaT' slôos, &:lKT€OV nWs

(J(;)~a lxwv lçn TO T6&: Enl TOU aUTOU KVplWS.[5] Ws TO KaS' lKaaTOV Kal TO OOaÚTws. Tfts <POOEWSTOU (J( J~aTOSPEOÚ<JT)SàEt, TOUTO ràp 80KÊl TolS TE dÀÀOlS To1S rrepl <POOEWSEtPllKOOl KaL

TO àEt.

aUT4) T4} ITMTWVl OU uóvov rrepl TWV dÀÀúlv aW~áTWV. à>J.à

KaL

rrspl TWV OUpavtwv aUTWV, ITiiis ràp dv, <Pllal, aW~aTa lXOVTa

Kal

ÓpW~EVa TO [10] ànapaÀÀáKTws lçn Kal TO OOaÚTWS; ~l!'YXwpiiiV Kal Enl TOÚTWV81lÀoV6Tl T4} 'HpaKÀElT41. Os l<Pll àEt Kal TOV i)ÀlOV

rlVEa9aL, 'AplaTOTÉÀn ~€v ràp oUSE-vliv npâr~a dll. d TlS aUTOU Tàs trrro6€ans TOU nÉ~lTTOv' napaBÉçaLTO aW~aTOS, To1S 8€ ~~ TOUTOTl6E~€VOlS. TOUaW~aTOS 8€ EKTOÚTWV[15] OVTOSTOUOUpaVOÜ, EÇ WVlTEpKal Tà Til&: C4la. nWs TO T6&: liv lXOl b; "ETl 8€ ~âÀÀoV niiis i)ÀlOS Kal Tà dÀÀa Tà EV T4} OUpav4} uópin OVTa; ~l!'YKn~Évov 8" naVTOs ClÍlOv EK IjJvxÍ)s Kal Tfts aw~aTOS <POOEWSàvárK1l TOV oüpavóv, dnEp àEt KaT' àple~OV laTaL. 1\ 8l' d~<Pw lam6al. 1\ 8là [20] eáTEpoV TWV lvÓVTWV. oíov IjJvxTJv 1\ aw~a, '0 ~€v 8" T4> aw~aTl 8l80ils TO d<f>9aPTOVoUBEv liv ElS TOUTOTfts IjJVxÍ)SBÉOlTO, 1\ TOU Ó~OU àEI . EtVaL npOs ClÍlOv aOOTaalV' T4} 8€ TO aw~a rrap' aUTOU <f>9aPTOVdVaL MrOVTl Kal Til IjJvxíj 8l86VTl Ti)v ai Tlav rreipcréov Kal Ti)v TOUaw~aTOS ~ÇlV[25] ~1l8' aUTi)v EvaVTlOV~€VllV Til aooTáan Kal Til 8La~ovfj &:lKvúval, ÕTl ~ll8€v à<Jl)~<Pwvov EV To1s avvEaTl)KOOlv EaTl KaTà <POOlV.à>J.à rrpócéopov Kal Ti)v vÀ1)V npOs TO l3<>úÀll~a TOU ànOTEMa~aTOS trrrápxnv np<><TJÍKEL.

3. ITiiis ouv " vÀ1) Kal TO aw~a TOU rravrõs aVVEprOV liv

d1) rrpõs Ti)v TOU K6a~OV à6avaalav àEt PEOV; ~H ÕTl. cj>a1~EVdv.

<l>ELEVaUT4}'">l>ELràp OUKlçw. El OUVEV aUT4} Kal OUK ârr' aUToÜ. ~€VOV TO aUTO oür ' liv auçOlTO OVrE 4>6lVOl' [5] ou TOlVVVoUSE

Y1lpáaKEL. 'Opâv

EÇ àl8l0V Kal OrK41. xcl à"p ou ~1ÍnoTE EmÀEl Tn,) oUSE-" V&ITOS'

TOlVVVOOOV~ETai3állil aUTwv OÚKlÍÀÀOlW<JETi)v TOU <POOlV.Knl ràp ,,~1vàEl ~ETal3aÀÀóVTwv ~OplWV KQL

<POOlS' Kal

õÀov 'lÍlOv

[lO]ElS TO lçw b àmóVTWV ~Évn ~KaaTOS Els noÀú' 4> 8€ lçw ~1)BÉv,

OUK àaú~<Pwvos liv TOÚTWV" aw~aTOSc <POOlS1TpOs IjJvxTJVnpOs

(4)ov xal àEt ~€VOV. ITup 8€ <>ÇU ~€V Kal TQXU

TO TO aUTO dval

8€ &:1 Kal yi)v ~€voooav àEl EV aX1Í~aTl T4} aUT41

NI :AOI, 111. 2·}

185

11 I cternitã dei cosmo e indioiduale o specificar]

ammettiamo l' opinione che il cielo e tutto cio che e in esso ha I I nità individuale e Ie cose che sono sotto Ia sfera della luna hanno 1'1«111specifica, si deve dimostrare come un essere corporeo possa

rvare Ia propria individualità [5] e Ia identità con se stesso, daI

111111nto che Ia natura del corpo e in perpetuo divenire. Cosl infatti

IlIl I m ai fisici e allo stesso Platone, non solo riguardo agli altri corpi, I 111. ~e a quelli celesti. «Infatti, dice <Platone>", come cose corporee

,"

I ibili [10] potrebbero conservare Ia Ioro permanenza e identità?»:

I • I ordo qui evidentemente con Eraclito, che dice che

I I' I P tua divenire '. I .!ora si ammettesse 1\ )~ 1'~~e~ton08,

anche il sole e

E per Aristotele non ci sarebbe alcuna difficoltà

Ia sua ipotesi del quinto elemento. Ma per coloro se ~ c~rpo /15] del cielo risulta degli stessi

III! nu di CU1 risultano

, dcre <Í'eternità>

gli animali terrestri, in che modo potrebbe individuale? E, meglio ancora, come Ia

ti rebbero il sole e Ie altre parti del cielo?

e di un corpo, e

mo c~e il cielo, se e eterno individualmente, 10 sia o grazie a tutt' e • li grazie [20] ad uno di essi, cioê o all'anima o al corpo . Chi

IIldá se 1'incorruttibilità al corpo, ammetterebbe che esso non ha ,. no dell' anima per esser <incorruttíbile>, né ha bisogno di un' unione li' lua con essa per <formare> un essere animato. Chi dice, poi, che '"1 in sé e corruttibile e vede nell' anima Ia causa <della sua 1IIIIIUibilità>9, bisogna che cerchi di dimostrare che il modo di essere

I '1lIPO [25] non si oppone alla sua unione <con 1'anima> e alla

li ~me o~ni. animale e composto di un'anima

I I I nza <di quella>; che nelle combinazioni naturali non

1111nia e che Ia stessa materia si presta alla volontà di Colui che ri. li na <il mondo>.

c' e difetto

11 'universo non ha nu/Ia [uori di sé]

1 11m dunque Ia materia e il Corpo dell'universo possono concor- rll'Immortalitã del mondo, se sono in continuo divenire?

1 '11 ,potremmo dire, -cíl corpo> diviene, ma non scorre all'infuori· I I. I , e resta in sé e non esce da sé, esso rimane 10 stesso e non 11111\1 I né diminuisce; [5] dunque nemmeno invecchia. Bisogna os-

I me anche Ia terra si conservi sempre nella sua forma e nella sua I" me ~on manchi mai né l' aria né l' acqua; e come Ia trasforma- 111ti quesn <elernenti> non alteri il vivente universale . E se anche "llIei Imo continuamente per quelle parti [10] che di continuo en-

111' cI

e cono <dal nostro corpo>, ognuno di noi perõ persiste per

II trmpo; ma nel <mondo> che non ha nulla fuori di sé, Ia natura

non impedisce all'anima di formare con esso un vivente

. "'l'

11 1111nte sussistente e identico a se stesso.

II

186

PLOTIN

T41 ~" W& ~ÉVElV, Wcrm: p KQl Yíl T41 ~" àVúl' -rEVÓ~EVOV BE ÉKE1, Or, CJTT)VaL &1, OÚTOL &Lv [ 15 ] vo~t,ElV OÜTWS EXElV Év T41 OtKEl41 \.Spu~Évov, Ws ~" Kal aUTO Wcr'ITEp Kal Tà àÀÀa O'Táo"LV É'IT' à~</>úl 'llTE1v. 'AVúlTÉpúl ~€V -ràp OÜK liv </>ÉPOLTOo' i&v -ràp €TV KáTW

OU 'lTÉ</>UKEAEl'ITETaL. BE d aÜT41 EUa-rWy41 TE ELvaL Kal KaTà </>OOLKTl"

ÓÀld)v ÉÀK~ÉV41

imo tlNxfls

'lTpOs TO 'fiv

EU ~áÀa [2 0] Év KaN/l Tárr41

KLvElafuL Év "rf\

tlNxfl·

Kal -ráp, El T41 cpó!3os ~" 'lTÉO"{l, 9appe1v &'i'

epeáVEl -ràp

àvÉXElv.

àVTL TflVOV ~ÉVEl. Tà ~Ev OVV

OU O'TÉ-roVTa [25] aÜTwv f TTtv O'ooTaO'Lv à'ITaLTE1 à'IT' àÀÀúlv ~ópla,

'Lva ~ÉVOL' el S' ÉKE1ElEv ~" à'ITOppÉOL, oUBEv &1 TpÉ</>E0'9aL. El à'ITOppÉOL à'ITOOI3EWÚ~EVOV ÉKfl9EV, 'lTUp &1 hEpoV Éç-á'ITTm9aL Kal, sl àÀÀou TLVOs EXOL KaL ÉKfl9EV à'ITOppÉOL, &1 Kal àVT' ÉKEtvo

, Tfis !JJuxfis 'lTEpLa-rúlyft rrâouv VEOO"LV,Ws KpaToooav

El BE ~llBE POmlV 'lTpOs TO KáTúl EXEl rrnp' aÜToU·, OV~

,~ÉTEpa

~ÉPll Év ~op</>ij -rEVÓ~EVO

àÀÀou.

'AÀÀà Slà TOUTO ou ~ÉVOL liv TO 'lTâv '4lov

TO [ 30] aÜT6,

el Kal

OÜTWS.

4 . 'AÀÀ' nüró -rE É</>'ÉaUTou, oux Ws 'lTpOs TO 'llTOÚ~EVOI'.

O'KE'lTTÉOV ELTE TL à'IToppe1 ÉKE1ElEv, WcrTE &LO'9aL KàKE1va "" ÀE-rO~ÉVT}S OU KUptWS Tpo<f>fis, il a'ITaç Tà ÉKE1 TaxelVTa KaTà </>ooUI ~ÉVOVTa oU&~tav 'lTáO'XEl à'IT0PpolÍv' Kal 'lTÓTEPOV [5] 'lTUp ~6VOlI il 'lTÀÉOVTO 'lTUp Kal EO'TL To1s àÀÀOLS atúlpe10'9aL Kal ~ETEúlpt,EUa(JI imo TOU KpaTOUVTOS. El -ráp TLS 'lTpoaElEtll Kal TTtV KUpLúlTáTllI' ul r í cv, TTtV !JJuX1Ív, ~ETà TWV OÜTúl O'úl~áTúlV Ka9apiilv Kal 'lTáVTúl' à~Elv6vúlV - É'lTd Kal Év To1s àÀÀOLS C4>oLS iv To1S KUPLOLS aÜT I'

[10] à~dvúl

TOU OupaVOU Tfis à9avaO'Las Mf3OL. 'Op9Ws -ràp KaL 'ApLO'TOTÉÀ."

TTtV

ó~aÀov Kal lÍpe~a1ov Kal Tij TWV àO'TpúlV rrpóoéopov </>OOEL.' I I BE S" ~É-rLO'TOV, TTtV !JJuxTtV É</>Eçfis To1s àptO'TOLS KLVOU~ÉVT}V (J I

Suvá~El 9au~aO'Tij KEl~ÉVT}Va, 'lTWs ÉK</>EúÇETat TL aiJTftv EtS ,

~1Í dVaL TWV a ' ITaç ÉV aUTij TEelVTúlV;

oLm9aL KpetTToVa ELVaL ÉK 9EOU WP~ll~ÉVT}V, àv9pW'lTúlV à'ITElp<.II'

ÉO'TlV atTtas Tfis O'UVEXOoo,.,S Tà rrdvrc.

Ó'ITOOOVOUVXPÓVOV SUVT}ElE10'av O'uvÉXElV [2 0]~" Kal àd 'lT0L I TOUTO, Wcr'ITEp f3L~ TOU O'uvÉXElV -rE)'OVÓTOS Kal TOU KaTà </>0011' àÀÀou il TOÚTOU ÕVTOS, o Év Tij TOU novrós ÉO'TL </>OOEl xnl I1

ÉKÀÉ-rETaL

, </>OOlS - 'lTá-rLOV liv TTtv 86Çav 'IT fi

'lTUp OLOV SLà KÓpoV úf3pt,OV' TO BE ÉI<

</>ÀÓ-ra'ÉO'LV TLVà xnl

M" TTaVTOs BE &0'1 1 0 I

"ATO'ITOV -ràp TTtV 1<(11

111, 111,

4

187

11'"(1 ( ( e attivo e veloce, perché non pua rimanere quaggiú, cosi

1I 1 rra non <puõ rimanere> in alto; e non si creda che -cíl fuoco>,

deve fer~ars~ [15] e stabilitosi nella sua propria dirnora ,

fll dllv

• II h , i, come gli altri elementi, di fermarsi nelle due direzioni . I I in alto non potrebbe, perché <1'alto> non c' e pi ú ; muoversi

II 11 n e sua natura. Gli rimane di essere docile nel seguire I' 11111 naturale <che riceve> dall'anima e di muoversi, per vivere , / )()f nella be l la regione dell'an í ma, Se nasce il timore che esso

t"

I i . uriamoci: il movimento circolare dell'

anima,

infatti, previe-

I

,ti I, 1 caduta e dominandolo 10 sostiene. E

poiché

non c' ~ in esso

1111 ulso verso il basso, esso rimane <lassú» senza tendere alla I "I1P sta. Le parti del nostro <corpo>, che sono ordinate in una

J cifica:-, non co~servano [25] Ia loro struttura organica ed

1111 I" s gno di altre parti per conservarsi; ma poiché dal cielo nulla

11. vi", esso non ha bisogno di nutrirsi. Se di lassú si staccasse e si

I II

li'

111 de I fuoco, bisognerebbe che un altro fuoco si accendesse: se

I. I 1 11 , contenesse

in sé un altro elemento e questo se ne staccasse,

I 1I r bb~ c he un altro fosse al posto di quello . Ma in questo caso,

I • 111 umversale [30] non resterebbe piú identico.

I 1 , vscre senza inizio garantisce l'eternità del cosmo]

11 ,r à bene che noi, ponendo I a questione in sé, senza riferirla alIa

I III ricerca, ci chiediamo se dal cielo scenda del l a materia cosicché I II ce l este - abbiano bisogno di cio c h e impropriamente e detto 111111 'IHO, o se esse, una volta ordinate, sussistano in sé senza subire

I 111I1 . luimentoise < l . assu> [5J ci sia solo fuoco oppure se questo sia

1IIIIl1lnante ~ s~a aggl~nto , ad altre <rnaterie», tenute sospese in alto

I lU I p , re?oI?f i l? Se s~terra conto, o l tre che dei corpi ce l esti che sono "' mig l iori <di quell i terrestri» - anche negli altri vive n ti Ia natura

II /10] i corpi migliori per gli organ i principali - anche dell'a n ima

ti I ( lusa p r i ncipale, si av r à un'opi n ione sicura su l l'immortalità deI

1,. ,iustamente A r istotele <dice» che I a fiamma e u n « b ol l ir nen r o a ' ?

invece e tranquillo,

1111111 • co che travolg~ c o n vio l enza ; q ue l lo ce l este

1,,101 ile, come convien e alI a natu r a de g li astri .

1 . ,~oi~hé 1' ani~a , e questo e cio c h e piú im p or t a, viene co l suo potere

Illvlghos. o s ubito dop o I ~ realtà mig li ori, [1 5J come q u a l che cosa, una li 'I J os t a fi e ssa, Íe sfugg i rebbe per andare verso il nulla? Credere che

I I I mima, u scita da D i o , non s i a piú forte di og, n i vinco l o vuol dire

1I1~ ul'~la c au sa suprema c h e con t ie n e tutte l e cose. E assur d o <pensare>

[20 J no n contin u i cost ri zione; quasi

I" 1 0 stat o n aturale sta di vers o da quel l o a ttu a l e c h e e re a l izzato nelIa I li' l i de I tu tto e nell' ordin e perfetto de lI e sue pa rt i; quas i che ci sia un

I ' , 111ma che ha mante n uto i l cielo per tan to t e mpo,

, I CIO ete r namente, ~ u a.s i che essa

10 m a nt e n ga per

188

PL011

TO\) ~laUO~ÉVo U

TlVOs Kal dpX

 

I 111,111,4-6

189

KIl

111 \I

che tenda a sconvolgere

e a distruggere

Ia costituzione

11'1111 v rso e a dissolvere Ia natura dell'anima, come si rovescia un

111 ( un principato.

[25]

" i\ mondo non abbia rnai cominciato

- e il contrario, s'ê detto ,

TOLS KaÀWS n:6€LUlV,

8laÀÚUOVTOS TIIV UÚUTaUlV Kal otov ~ulÀELas

KaTaÀÚUOVTOS nlV Ijsuxils [25] <f>ÚUlV. T6 TE" ~1ÍTTOTE"ápÇau6<ll

áTOTTOV yàp Kal 'fI8T] dpT]Tal

Ti

ÕVTOS nvOs

- TTLUTlV Kal TTE"Pl TO\) ~ÉÀÀOV1

lXEL. ~là TL yàp lUTal, ÕTE" Kal OUK T\8T]; Ou yàp EKTÉTpLTTl1 Tà uTOlXÊLa, WuTTE"p~1ÍÀa Kal Tà TOlafrra' ~E"V6VTWV 8' àe-t Kat

TTâv ~ÉVEL. Knl €L ~E"Ta~L

xul T't Tfls ~E"Ta~Àfls

EUTl Bl&LKTaL, õn áTTOVOS Kal à~Àa~TJS T't 8LOLKT]ULS' KaL el 'fi

ot6v TE" (J(j)~a àTTOÀÉu8cu, ouSE-v dv àÀÀ0l6TE"poV airrij y L rvOL1U

b àe-t, TO TTâv ~Évn'

~Évn [30] 'YI

õ n K I

al TLa. 'H SE- ~E"TáVOla Tfls Ijsuxils

5. ITWs ouv EKÊL ~ÉpT] ~ÉV€L, Tà 8' EVTaOOa UTOLXE1Q

ti t ( I - e verità che rende certi r i guardo ai suo avvenire . Perché ci 1,1, un momento in cui esso non sarebbe pi ú ? Gli elementi non si 11111 mo come il legno e altre cose simili : se essi sussistono sempre,

" l ' universo sussiste. E se pure esso sempre si modifica , resta

della modificazione . li «penti-

,111, lell'anima, poi, noi l'abbiarno dimostrato", e parola vuota , I, a governa senza fatica ed usura ; e se anche ogni corpo perisse , verr bbe in lei nessun mutamento.

11 1I\e- , perché sussiste [30] Ia causa

Kal

yE"yÉVT]TaL, Tà 8' EVTaOOa '4ia TTapà TWV yEVO~Évwv

'4ia

ou

~Évn;

"H,

<f>T]ULVo ITMTWV,

~EV TTapà Ot,

rrnp' ai",

I ' ti ielo nella sua totalit ã e eterno, Ia sono ancbe gli astri]

6€WV' yEv6~E"va SE- rrnp' EKElVOU ou 6€~LTOV [5] <f>6€tp€U8cu. To SE- TaUTov T(j) E<t>e-~fls ~E:V T(j} 8T]~LOUpy(j} ElvaL nlv IjsUxTJV 1

OU~VLav, Kal Tàs T't~E"TÉpas Bl· àTTO SE- Tfls oupavLas tV8a~1 aiJTfls lõv Kal otov àTTOPpÉOVàTTO TWV ávw Tà ETTl -yf)s '00 TTOLII Wuxils OU~ ~l~OU~ÉVT]s TOlalÍTrls nlv EKÊL, à8uvaTo1Í<Tr)s SE: TQ ~Il XEl~L uw~aul xpfl?,8aL [lO]TTpOs nlv TTOLT]UlVKal EV T6TT41Xdp/ll Kal TWV Els nlv UOOTaULV ÀT]<f>8lVTwv OUK E6€ÀÓVTWV ~ÉVELV.

TE" '4ia EVTaOOa

KpaTOLTO áv, Ws dv áÀÀT]S Ijsuxils aiJTwv TTp<x7qWs dpX01Í<Tr )s. " SE- õÀOV OupaVOV dTTEp l&L ~ÉVELV, Kal Tà [15] ~6pLa aUToíi. I áUTpa Tà EV aUT(j}, l&L' Ti TTWs dv l~E L VE " ~TJ ó~otws KaL TO Ú1" ~E"v6VTWV; Tà yàp imo TOV OupaVOV OUKÉn Oupavo\) ~ÉpT]' ~ t ~ÉXPl UE"À1ÍVT]S ó OUpaVÓS. 'H~ÊLS SE- TTÀau8ÉVTES imo ' tI

8l80~ÉVT]s TTapà TWV EV oupav(j} 6€wv Ijsuxils Kal aUTO\) TO\) Oupal KaT ' EKElVT]V [20] Kal U1ÍV€U~EV TÔlS uw~auLv' T't yàp áÀÀT ] «pu

Ka8' f1v T't~E"LS, TO\) E"U Elval,

uw~aTOS lpXE"TaL yEVO~ÉVOU ~lKpà EK ÀOyLU~O\) TTpOs TO €11 I UUVE"KÀa~~VO~ÉVT].

OUK àe-t 8waTaL ~ÉV€LV, rd TE uw~aTa OUX ó~O("

ou TO\) Etval

al . rtc. "H8T] yo\)v

1

6. 'AW rrórepov TT\)p uóvov Kal €L àTTOPP€l EKEL6€v ~II

&1Tal Tpo<f>fls v\)v UKETTTÉOV. T(j} ~E:V ouv Tl~aL41 TO TO\) TTaVIt uw~a TTE"TTOlT]K6nTTpWTOVEK -yf)s KaL TTUpÓS,'(va õpcróv TE U I

I i u m e dunque le parti del c i elo sussistono , mentre non sussi s tono

I 111rui e gli animali terrestri?

I ,li uni - dice Platone - derivano dai Dio <supremo> , gli altri 111 dagli dei che sono venuti da quello' ê: e non e permesso che "Hl gli esseri che egli ha creato»! '. [5] Cio ê subito dopo il Demiurgo

" I ' uiima del cielo ; come pure le nostre: un ' immagine di quella, I1II da essa e in certo modo emanante dagli esseri superiori, forma " 1IIIIi terrestri. E poiché questa immagine imita l'anima del cielo , 1I11J1< lente in quanto adopera , per creare , materi a li inferiori [10]

" I I rn un luogo inferiore e poiché le cose assunte per Ia costituzio-

" I t rpi> non hanno Ia volontà d i essere immutabili , gli animali

III 11 n possono essere eterni e i loro corpi non sono dominati

I 111 111 I < come quello del delo>, perch é l' anima che immediatarnen- 1IIIIIIna e un'anima diversa . Se il cielo, nella sua totalità, e eterno,

11"

uno anche le sue parti, doe gli astri che sono in esso: come

 

I,

I mo, se gli astri

non 10 fossero?

I

I II

poi che sono sotto il cielo, non sono affatto parti del cielo:

111 IIli il cielo non <si estenderebbe>

fino alla luna . E noi siamo

I rlnll' anima, che deriva dagli dei del cielo, e d a i cielo stesso [20]

I . I I Imo uniti ai corpo; ma un' altra anima c' e in noi che forma il 11.I II d e causa non del nostro essere, ma del bene del nostro essere ; . ' I" ivviene quando il corpo e già formato e con Ia sua ragione

11,"

e in piccolo all' essere nostro .

" tI'I'" dei cielo contiene soltanto [uoco]

190

PLaT I N O

TO rrüp, OTEPpàV· 8E Slà nlV yfJv, axoÀouSdv

rrOlElV OU rrâv,

TO crTEpEOV epa(VETat

crUVElTlKp(vaVTOS" KaL ITMTWVOS" T4) elxón nlV yVW~T}V TaÚTTJv.

ITapà ~€V yàp Ti)s aLcref)crEws KaTá TE nlV

[5J E&X;E KaL Tà acrTpa

aÀÀà TO rrMlcrTov

EXOVTa.

rrupàs EXELV, ErrELS" Tà acrTpa

KaL

tcrws

6p00s

dv

EXOL

/'xjJlV KaTá TE nl V Tfj)

á</>fls aVT(ÀT}ljIlV rrupàs [1OJ EXELV TO rrÀElcrTov 1\ TO rrâv epa(VETa L ,

Slà 8E TOU ÀÓyou ElTlcrKorroucrlv, €L TO crTEpEOV aVEU yfJs OUK dv yÉVOL TO, KaL yfJs dv EXOL. ''TOOTOS" S€ KaL Mpos TL dv BÉOLTO;

"Arorróv

€L EVELT} ~ETaf3áÀÀOL dv €Ls rrupàs </>OOLV.'AÀÀ' el SÚO crTEpEà [15/

aKpúlV ÀÓyov EXOVTa

EV </>OOLKOlSOÜTWS' ErrEI. KaL yfJv av ns üoon ~tÇELEV Ou&và)

TE yàp 86çEL ÜOOTOS" dvaL

SOO ~Écrwv &haL,

EV TOOO&r41 rrrpí,

õ TE a~p

cl xcl

arroplÍcrELEV av ns,

&T}Sds

~Écrou. El S€ ÀÉYOL~EV' EvurrápXEL yàp "I )ST} Ev

TiJ yij Ka \

T4) ü8an

KaL rô

aÀÀa, 86ÇO~EV lcrWS n

ÀÉYELV' ElrrOL

S' av TlS'

aXX OU rrpàs TO cruvSflcral cruvlóvm [20hà

"I)ST} crUV&lcrSat T4) EXELV ÉKáTEpoV rrdvrn. 'AÀÀ' ElTlcrKErrTÉOV, EI

SOO. 'AÀÀ' õ~WS EPOU~EV

aVEU rrupàs

OUX ÓpaTOV yfJ, KaL aVEU yfJs OU crTEpEOV rrDp' sl yàp

oõotcv, àÀÀà rrdvro €KacrTOV. Errsl [25/

yfJv dveu irypoD epacrL crooTi)vaL SúvacrSaL' KÓÀÀav yàp

TOÜTO, TáX' dv oUBEv EXOL E</>'ÉaUToD nlV airroD

~€V ~É~LKTaL,

ÀÉYETat SE: KaTà TO ErrlKpaTODv

n

ouSE: nl V

dvaL TiJ yij nl V ÜOOTOS" úyp6TT}Ta. 'AÀÀ' el xol SWcrO~Ev OÜTWS,

aÀÀà €KacrTóv ve drorrov ÀÉyovTa dvat

SL86vaL croomcrLv a&r4), ~ETà SE: TWV aÀÀwv ó~oD, oU&vàs

É</>' ÉaUToD ~€V ~~

ÉKácrTOV

OVTOS". IT0s yàp dv ElT} yfJs </>OOLSKaL TO [30J T( ~V ElvaL rf.1

~T}&vàsb

KÓÀÀT}crLV;S' dv KOÀÀlÍcrELE ~" OVTOS" õÀúl$" ~EyÉSOVS, O rrpóç aÀÀo ~ÓpLOV cruvEX€S cruváljlEL; El yàp Kal. ÓTLODv ~ÉYESOS" yfJs auTfj

EcrTal, EcrTaL yfJv </>OOELKaL aVEU ü8aTOS" dvaL'

ouSE:v EcrTaL, O [J5J KOÀÀlÍcrETat úrro ToD ü8aTOS". 'Mpos

BÉOLTO yfJs OyKOS" rrpàs

~ETaf3áÀÀELV; ITEPL SE: rrupàs ds

SE: TO ópanl dvaL KaL abnl Kal. cruYXWpElV rrapà </>WTàs TO ópâcrSaL

crKÓTOS"ópâcrSaL, àÀÀà ~" ópâcrSaL </>aTÉov, WarrEp nlv àljlo</>(av I l~

àKOÚmSaL. 'AÀÀà rrDp

apKEl. XLWV yoDv KaL Tà ljIuxp6mm rroÀÀà Àa~ rrpà rrupàs aVEV 'AÀÀ' EVEyÉVETO, </>lÍcrELTLS, KaL EXpúlO"E rrpLv arrEÀ8Elv. Knl rrEp\

OVTOS" uopíou yfJs O yfJ Écrnv,

€L ~" Kal. ü8wp ÉVELT} El

"1), €L ~"

TOÜTO, 8E T( d \ l

~ÉVOVTOS" rrpLII

TO ElvaL

ETL Mpos

~€V TO yfJ EtvaL OUK ElpT}TaL, €L

aÀÀa'

y(vmSat.

EVÀoyov

Ou yàp

~€V

yàp

S" TO [40/

</>0s yàp

yE Év aUTiJ OUK àváYKTJ rrapElvaL'

t 1 AJ)!, II 1,6

191

01 o, di fuoco affinché sia visibile, di terra perché sia s ó lido" : se ne '"1 lude [5J perciõ che gli astri sono fatti in gran parte:, ?,on con:pleta- , di fuoco, perché sembrano possedere le qualità del solido . E 1111 qui Platone ha ragione , poich é dà al suo dire una cert ~

111 imiglianza " : aI nostro senso infatti, alla vista e al tatto, [1.0] essi 1'1111 mo composti del tutto o quasi di fuoco; ma a un esame razionale, "li 11 un solido non pua esistere senza terra , sembra che essi conten -

"111

1111 de1la terra . C'e bisogno ancora di acqua e di aria? Sembrerà 111 do che ci sia dell' acqua in tanto fuoco; e I ' aria, anche se ce ne fosse,

1111111 rebbe in fuoco . Se due numeri solidi, [15J che sono gli estremi li 1111 I proporzione , hanno bisogno di due medi" , si pua domandare se I' j anche per le cose della natura : difatti si ~ua ~escolare t~rra ~ '1"11, enza bisogno di un intermediario . E se dicessimo che «gli altrí It 111 ntí sono già nella terra e nell' acqua» , diremmo ce!to qualcosa ; ~a "lli ·tterà che «essi non servono a combinare [20J 1 due elernenti» . 1111 noi diremo che essi sono già legati insieme, poiché ciascuno li I I hiude tutti. Bis gna perõ esaminare se Ia terra non sia visibile senza il fuoco e se

I t 1111 o non sia solido senza Ia terra:

11 hbe di per sé Ia sua propria es s enza, ma tutti sarebbero mescolati I I1 uno sarebbe denomina to dall'elemento predominante". [25J

I ' ; n ppure Ia terra, si dice, pua sussistere senz~ umidità; per Ia t~, rr~ 1IIIIIIdità dell'acqua e una con Ia . Ma anche se n01 ammetteremo CIO, e

111 d , ove si parli di ciascun e lemento come di .una re~tà, che ?on si uuhuisca a ciascuno di essi una vera esistenza e SI affenm che essi sono I" .ll'O a solo nella loro unione con altri elementi, ciascuno dei quali sia ,,"111 per sé. Pua esistere una natura o un' essenza della terra, (3~J ~e non 11<: suna parte della terra che sia terra, ameno che non Cl sia m ess a I li ' I qua per agglomerarla? Ma che ci sarebbe da agglomerare, se non I 111 s e una particella di una certa grandezza che <1' acqua> potesse 1111(' ad un'altra in un tutto continuo? E se c'ê una particella di terra ,

I! I quanto piccola , certamente pua esistere della terra con Ia sua natu~a ,

in questo caso, nessun elemento

111 • < bisogno di> acqua: altrimenti, [35 J non ci sarebbe nulla da unire

li .liunte l'acqua . E poi, una massa di terra che bisogno avrebbe, per I tere, di aria, di un'aria che ancora sussiste <nella sua natura> pnma 1I1111 formarsi -cin altro elementoc-P?

esso sia <la condizione> di

I I - n z a per Ia terra , bensi della visibilità per Ia terra e per le aJtre ~ose:

Riguardo aI fuoco , non si dice che

111111 i ' logico ammettere che Ia visibilità deriva dalla luce. Difatti non

I li/I i ogna dire che l' oscurità e visibile , m~ che e ~nvisibile : cosi come

I III n z io non e sentito. Ma non e necessano che

il fuoco sta presente

10 li. t rra : basta Ia luce. La neve e i corpi piú freddi sono luminosi senza

11110 o . Ma esso e già venuto, si dirà , ed ha colorato <i corpi> prima di 1 •• [nr ene .

192

I AIlI,III,

6·7

193

1\ ( na poi chiedersi anche riguardo l' acqua se [45] l' acqua non

una parte di terra, E come si potrà dire che

I

qu a lora non contenga

,I. pnrtecipa della terra

E riguardo al fuoco ci

1 . 1 .1 , . rno se esso abbia bisogno della terra e non abbia di per sé né

' li I I n z a né tridimensionalità . Ed avrebbe solidità, non certo perché Ir n e lle tre dimensioni, ma per Ia resistenza che esso possiede in

\ I 11I10/5 0] e corpo fisico? Ma soltanto alla terra

dell ' oro che e acqua , gli

se essa e fluida?

appartiene Ia durez- appartiene non per

• L. c ompattezza

huua deUa terra, ma per Ia sua densità e solidità . E perché il fuoco

" , per Ia presenza dell'anima non sarebbe cOSIconsistente per

1/ ' "11'

di questa? Tra i demoni ci sono

esseri viventi di puro fuoco .

1 " 111m e remo cOSI[55] il princip i o che ogni essere animato trae Ia sua

, '1111 7 . Íne da tutti gli elementi? I h I to 10 si potrà dire degli animali terrestri , ma elevare Ia terra sino ,,10 c ontrario alla natura e agli ordini posti da lei ; non e credibile 1 1, rpi terrestri girino s econdo il movimento circo1are pi ú rapido :

11-I be un ostacolo allo sp1endore e alla 1uce del fuoco celeste . [60]

I11lI / OCO del cielo brilla ma non arde]

li , I sarà meglio ascoltare P1atone , il quale dice che e necessario

solido che sia in t a l modo resistente"; sicché Ia

11I posta al centro come un ponte , solida base per coloro che vi 1IIII Iin a no sopra ; [5] e gli animali che sono su di lei traggono necessa -

I 111111 da essa una solidità consimile. La terra possiede in proprio Ia

I I II( 11' universo un

unuuitã , ma e illuminata dal fuoco e si unisce all'acqua per non • " i ; tuttavia, l'aridità non impedirebbe alle parti di unirsi tra loro:

1I I P i rende 1eggera Ia sua massa". [10] La terra , tuttavia, non si I Illa a l fuoco celeste per formare gli astri; poi c hé ciascun elemento 1 « II I mondo, il fuoco gode di qualche proprietà della terra come Ia II 1 «l i qualcuna del fuoco, insomma ciascun elemento di ciascun altro :

I I ,111 (' 11\0per õ per goderne non e fatto di due cose, cio ê di se stesso e

I 1/" 11 di cui partecipa, ma , [15] per il collegamento universa1e, pu õ

, ," l i re in sé, pur rimanendo ci õ che e, non un altro elemento, bensl 11' 11. proprietà, come ad esempio non l' aria stessa, ma Ia fluidità 1\' ti i I o 10 splendore del fuoco: e questo mesco1amento gli dà ogni 1 11 t r > dell' altro elemento , dando coslluogo a una coppia che non IllIpli emente terra e fuoco , bensl <fuoco con> Ia solidità e Ia

111 1IIt1 ' zza della terra.

I ' 11\ sta <Platone> [20] stesso quando dice: «Dio accese una luce

I ndo cerchio dopo Ia terra» 22, intendendo il sole che . egli chiam a

IIIIV l ' astro piú brillante e pi ú fulgido", impedendoci cOSIdi credere

I i « ) c onsista d'altro oltre che di fuoco: esso perõ non e di nessuna

194

P LO TlN (

9EPIlOV 8E TTpocJ'T]VWs uóvoi» roêro 8E TO cJ>Ws O'wlla ETval dTTOOTl~LV 8E dTT' airrou TO OIlWVUIlOV airr4i cJ>Ws. Õ 8i) <PaIlO Kal dO'WllaTov dval' roüro 8E dTT' ÊKElVOU TOU qxuTOs- TTapÉXEO'B<ll ÊKMIlTTOV Êe ÊKElVOU WaTTEp aveos ÊKElVOU Kal [30] O'TlÀTTV6TTJTO õ 8ft ~al dval TO ÕVTWS" ÀEUKOV O'Wlla. 'HIlELS 8E TO -rETlpàv TT TO xnpov ÀaIl(3ávoVTES. TOU ITMTWVOS KaTà nlV O'TEpE6TTJTO

~f36VTOS nl V -yf)v. EV Tl -rOUV 8ftd 6vOlláCOllEV ftll E1 S 8la<t>opd 'YTlS ÊKElVOU Tl9EIlÉVOU. Toü 8ft TOlOÚTOU TTUpOs- TOU cJ>Ws TTapl

X~VTOS T~ KaBapWTaTov ~v T4i avw [35] T6TT4l KflllÉvOU

q,OOlV ÊKfl \.8pUIlÉvou. TaUTT}v nlv q,ÀÓ-ra OUK ÊTTLlll -rvuO'BaL TOl

ÊKE1 ~OÀTlTTTÉOV. dÀÀà <j>eávoooav IlÉXPl TlVOs- dTTOO(3ÉvvooSa,

ÊVTuxoooav TTÀEloVl Mpl dvüBoíJaáv

xnl KaT

TE IlETà -yf)s pLTTTEO'8al KáTI

.?U 8uva1lÉVT}V ~TTEPi3aLVflV TTpOs- TO avw. KáTW 8E Tils O'EÀlÍVTl lO'Ta0'8al. [40] WO'TE Kal ÀETTT6TEpoV TTOlELV TOV ÊKEL Mpa Kel

q,ÀÓ-ra. el Il ÉV OL. llapalvollÉVT}V

ÀaIlTTpàv 11ft EXflV õoov ds nlV CÉO'lV. dÀÀ' 1) OOOV TTapà TOU q,wT

ds TO TTpq6TEpoV -rlvEO'8al

Kal T

TO~ avw Êvau-rá~EO'Bal" TO 8E <1>WsEXEl e TO IlEV TTOlKlÀBEV ÊV ÀÓyOl TOlS aO'TpolS. WO'TTEp Êv TOLS [45] IlE-rÉ8EO'LV. OÜTW Kal Év Tal X~lS nl V , 8La<t>opàv Êp-ráO'a0'8m. TOV 8' aÀÀov oupavov Elval 1((1 aUTov TOlOUTOU qxuTÓS. 11ft opâ0'8al 8E ÀETTT6TTJTl TOU O'WllaTOS 1 ((1 8La<Pa~ElQ. OUK dVTlTÚTT4l. WaTTEp Kal. TOV Ka8apàv Mpa' TTpOOEOI 8E TOUTOLS Kat TO rrópoe.

, 8. TOÚTOU _ 8ft IlElVaVTOS avw TOU TOLOÚTOU qxuTOs- Êv I

T:Ta~TaL

KaBapou ÊV. Ka~apwTáT4l.

TLS àv Tp6TTos dTToPpollS d

aUTOU ~v -rÉ~OlTO; .O~ -rap 8ft TTpOs- TO KáTW TTÉq,UKEV dTTOPP<II TOlaUTT} q,OOlS. 000 au Tl ÊO'TlV ÉKEL [5] TWV ~LaCOIlÉvWV WB<I

TTpOs-TO KáTW. ITâv 8E O'wlla IlETà ljiuxfls aÀÀo Kat ou Tairr6v. oll 1l 6V OV ~V' TOLOfrrOV 8E TO ÊKEl. oux olov TO uóvov. T6 TE -rflTOVO ElTE dftp ElTE TTUp ElTl. dftP IlEV rt àv TTOLlÍO'flE; ITupOs- 8E 01

àv EV ápllOOflE TTpOs TO rrorftom,

000' àv Ê<1>áljialTo ds TO 8pâcrUl

[lO]Tfj PÚIlU TE -ràp TTapaÀÀáeflEV àv rrplv TTa8ELV ÊKElVO

EÀaT'T1

TE T~frrO lO'xúov _TE OUK LO'a T01S ÊvBá&.

E1Ta xal Tb

TTOllLO1l1

8EPllTlval ÊO'Tl' 8n TE" TO 8EPllavfu]0'6llEVov

d,VaL. El SÉ ~l q,?npi)O':Tal TTapà TTUpós, 8EPllav8flvaL a~o ~at trepa q,UO'lV aUTO Êv T4i[15]8EPllaLvEO'8al

8ú TOlVUV aÀÀou O'wllaTOS T4i oupav4i. '(va )1.ÉVlJ, ou8' au, '(va 1 ( ( 1"

11ft 9EPIlOV rrnp' aUTU I

&1 TTp6Tq~1I -r LV EO'8aL. O '

I

I ADI, IIl, 7·8

195

" li dice, dalla fiamma ed ha solo un quieto calore" . Codesta luce

" I orpo, da cui irraggia una cosa dello stesso nome, una luce che noi unamo incorporea e che deriva dalla luce <corpo> e brilla come il / JO] 010 splendore di questo corpo che e il corpo essenzialmente 111 o ". Noi intendiamo «terrestre» nel significato peggiore della ,I , ; mentre Platone intende con Ia parola «terra» Ia proprietà della .111 26, riconoscendo cosi diverse specie di terra , noi intendiamo on Ia parola terra una cosa unica " .

I li iché tale fuoco che produce Ia luce pi ú pura e posto nella

11111 eleste [35] e vi e situato per Ia sua stessa natura, non si deve

" che Ia fiamma di quaggi ú si mescoli a i corpi celesti , anzi essa ,

1i I ino ad un certo punto, si spegne perché trova troppa aria , o , se 111 I insieme con della terra ricade non potendo continu a re I a su a I , m a si arresta sotto Ia luna [40] cosicché rende pi ú leggera l ' ari a 1" 10 luogo; e se persiste , diventa fiamma pi ú debele e piú calma e 1''' iede piú 10 splendore di quando era nel suo bollimento , ma

li" c he essa trae dalla luce celeste. Questa poi degrada in varie

' I"" zi ni negli astri, cosicché questi presentano delle differenze 1 ,/·/5/ nella grandezza quanto nell a colorazione ; perõ anche il cielo

e fatto di questa luce , che noi non possiamo vedere per I a

I 111 d e lla sua materia e per Ia sua trasparenza che al pari dell'aria uon pu õ arrestar e su di sé do sguardo> ; a queste cause s' aggiung e I I i!, lontananza.

" r ui

I IIIpi ce lesti n o n banno bi s o gno di aliment i ]

Ii ,l i h ' questa luce rim a ne lass ü n e ll u ogo che le e stato as s egnato ,

Il l ll i l nel luogo pi ú puro , in c he ,I , s re non scorrerà certo , per

modo potrebbe scorrer via di l à?

Ia sua n a tura , nel luogo pi ú basso ,

I'

"

l as s ü [5] cosa che 10 costringa a discendere . E

poi , ogni corpo

I

un ' anirna e ben diverso d a cio che esso era da solo: e

cio vale

I ' r Ia luce, che non sarebbe t a le se fosse sola . Ora , cio che e vicino

10 e aria o fuoco ; ma I'aria ch e potrebbe fare? Né il fuoco h a

Ii c he possa agire <s u l cielo> , potrebbe venire in contatto

" p r agire, [J O] poiché < i l c i e lo> per Ia sua celerità 10 modifi-

I 1,1, ,p rima di ricevere da e s so un qualsias i mutamento ; e poi esso 111'11 meno potente del fuoco terreno . lnoltre, questa a z ione d e l

 

11

bbe di riscaldare ; ma cio che dev' essere riscaldato non pua

I

, , (

s ariamente caldo di per sé. Se dunque

qualche cos a viene

 

1II

I ( Ial fuoco, e an z itutto necessario che essa si ri s caldi e giung a a

"

I

II

di calore contro Ia sua n a tura . [15]

11

,11 l I)

non ha dunque aff a tto bisogno

di un altro corpo per

 

I

, 1 1 • n é per compiere Ia sua ri v oluzione

naturale , infatti non s' ê

,11111 s t rato che il suo movimento naturale sia in linea retta : per

196

PLOTINI,

CPOOLViJ lT€PLcpopá. c. yáp lTW õé&LICTaL oi& ElT' €ÍJ6€las 0000 iJ ICaTà CPOOLVaÚT4) CPOpá.' fi yàp ~lVHV fi lT€pLcplpecrfuL ICaTà cpOOU aÚTOlS' nl S' aÀÀaL ~LaaelVTWV. OÚ TOlVW oi& Tpo<f>f)S [20]&10 6 01

<PaTlov

«JsuxTJvTilv airri}v Tilv ouvlxoooav

EIC€l, oi& drrõ TWV T'Ô& rrepl EICflVWV àlTocpaVTlov oirr

€X6VTWV oVr€ TOV aÚTOV T6lT I'

oVr€ al Tlas oÚC1T)S€IC€l, SL' iiv Tà T'Ô& TplcpeTaL

(>ÉoVTa, nív TE ~€TaI3oÀTJV TWV T'Ô& O'W~áTWV àcp' aÍ1Twv ~€Taf3dX

O'U")'ICpl~aTa d I

ÀHV dÀÀT)Sd [25] €lTLO'TaTOÚOT)S CPOO€ws aÚTolS, ii irrr' àO&vela

OÚICot& ICaTlXHv €V T4) €tvaL, ~L~€lTaL SE €V T4) YlV€O'OaL ~ y€VV I'

Tilv npõ aÚTf)s cpOOLV. To SE ~" ooairrws flpT)TaL.

lTáVTT), WOlT€P Tà VO T ) Trt

I NNEADI, 11 1,8

197

11 1 ura, <i corpi celesti> o sono immobil~ o si m . uovono circolarmente ; 11 rltri <movimenti> appartengono ai corpi che sottost~nno alla

11,I nza. Bisogna dunque

1I ilimenti: [20] né dai

affermare che i corpi celesti non abblsognan~ corpi terrestri bisogna condude~e a quelli

I li, i quali non hanno un' anima identic~ alla n~stra che n cont~nga,

11 11 cupano Ia stessa regione; e nepp~r~ c e n~ ciclo u.na ca';lsa di que~

, .111inuo divenire che rende necessario il nutrimento a~corpi

11quaggiú, i cui mutamenti prove~go~o da loro stessi, [25] tanto piu

" li regge una natura diversa <~~ Anima ccl:st~>, Ia qu.ale ~on sa per , I bolezza sua mantenerli nell esistenza; essa Imita nel divenire e nella

. Ma che le cose celesti non rimangano assolutamente identiche , "'" le intelligibili , s' ê già detto " .

compo~~1

ur-razione Ia natura che le e superiore.

.

198

11 2 (14) TIEPI KINE~EO~ OYPANOya

1 . dLà

T! K~K~

KLVELTaL; "OTL vow j . LLj . LELTaL . Kat

T l I

ÕTL I/Ju "' " A'I

Êv aI

::.

, I

l&L [5]cJuj . Lcf>Époooav

v,

'

Êv

ou

alrri\

. I .

-, '" so-n

auVE

-

L

XEL O W j . L1')KÉTL cf>É( )( 1

j . L~ c\

KLVTjaLS; WUXTlS 1') aWj.LaTOS; ow

TTn> .-. a/"""(' ,,~V"IV;

1') </>Epoj . LÉ

<ÍÀÀ' Ê

K

"H

.',<:>_

aTTEvut:L lÉvaL

,j

J

,

,

VTj,aUj . L'I"'PEL;,

' ÚKÀ . w~OX~VaL.

a

;

li laTLv

,

TOUTEaTL O ' TilvaL j . LâÀÀov TToLT)aaL Kal

T.

'

'

Ka

airnl

KLVEL aU"1

-

aTijanaL

,1

l a

l!\

lÍ. el KLVELTaL. OUTL ve TOTTLK'';\rOn

\

~" ,

o

Ouv TOTTLK'';\rO

TomKTt

[10J aiml

EeW oUB' ~;{:;~l~at

~"

o

'

UI\I\OV TpóTTOV KLVOUIIÉun , "H W

•• . -, 10

' À . w à>J

KUK "

'

laws

9r] E o ri , pa; KaTà

aUj . Lf3E~1')K6s. TTola ovv TLS ; 1I

T~b'l ~al au&v~o1')TlKTt xcl (WTLKTt Kal OÚBal l l

TT VTa

LV TTEplÀaj . LIXiVELV TOU

"

I'E

,

<:>l. (

TaL Ut:

,

p WTLK ( l

xru y~

aWj . LaTOS ' (~

Kal oil

1

E V ( I

-', e rm

,:,

~"

KLv'IaETal

(wo- ."

,v

Ws aWj . La Ej . Ll/JuXOV Kal

waTE

Kat

H

Ut :

l/JuXLlefls.

TOU

"EV

••.

I/Juxfls

KaTEXOÚ<rT)S

' aWj . LaT()S' E

ÊK

ô'

à cJ> o

T KUpLOV TTEplÀ1')TTTLKOVxcl TTOlOUv EV Ou TTEpl\+

E j . LEVOl. OUUt: awaEL Ta lvôov

KlVTjalS.

l'

<:>l . ',

aWj . La E OVo

8u~a

'I\'I'/'

,

,I

El ovv xcl [15J rorrocn ,:,

.l.

à>J

'

_

"'I.~"

.1,

WS

IILK

•• .

</>EPOj . LÉVOU , j

,/,UA'I , uóvov,

• 'IV

,

t:K aWj . LaTlKT)s

'

-

,/,OOEL. TT)S

r;VOj . LÉvou

EJ~~TO. P?J TTWs , TTaVTOs EúeUTTOPOVVTOS Kat

</>EPO!J.ÉVOUTE xol j . LÉVOVTOS. El 8E a~j . LaTOS ~Ú K I

TOU TTUpós '

'/1

ôo

- °PEl. EWS âv T)K1J Els TO oú TÉTaKTal'

Ws yàp âv Tax%

KEL Ka~ ÉaTával

KaTà

</>OOLVKat cf>ÉPEa6aL Els

Ô Ê

á

~

~Ií

t:. 11

T( OVV ou, j . LÉVEL ü96v; TApa.

ÕTL </>OOlS TW TTupt Êv :l X a~L' ; '

OV~

j . L~ KUK~.

aKEooa9Tjanal

ÊTT'[25J EúeÚ' &1 apa

KÚK~

WaTE ".

yÉVOl TO. KÚKÀL!l KLVEla9al U aiITou . "H l</>lÉj . LEVOV TOU EUx~

TOUTO TTpoVOLaS' à>J Êv aiIT41 TTapà b Tfls TTpovo(as-

'

'A')W

l

:1

I

I 11. MOVIMENTO C!RCOLARE

199

" mouimento del cielo e circolare

percbé e psicbico]

I, hé -cil cielo> si muove con un movimento circolare? Perché

l'Intelligenza". A chi appartiene questo movimento? Ali' anima o !,II <dei ciclo>? E perché <all'anirna>? Perché 1'anima e in se p rché essa si sforza di andare, sempre, verso di sé. O perché 111 e stessa pur non essendovi continuamente? !,pme essa muove con sé <il corpo>, movendosi localmente? Ma ( (10 porta con sé bisognerebbe che essa cessasse una buona

! 1111l\ portarlo

,1'111, invece di farle girare eternamente . L' anima infatti e immobile

ed arrivasse a un termine, rendendo cioê de sfere>

11 . '

e mobile, non 10 e certo localmente.

II orne essa moverebbe localmente, se essa stessa si muove in altro

I I Ma forse, il movimento circolare non e locale, ma se esso e locale,

01 per accidente.

" dunque? [lOJ E un movimento della coscienza, della rifles- ,I lla vita che <ritorna> su se stesso, che non esce mai da sé e non 'lei altro appunto perché deve abbracciare tutto in sé : infatti Ia

111incipale del vivente abbraccia <il tutto> e 10 unifica. Ma non

111 I erebbe come un essere vivente, se rimanesse irnrnobile, né, 1"1111 corpo, manterrebbe in vita le cose che contiene: difatti Ia vita 11'0 e movimento. Se questo dunque [15 J e anche locale, <il ciclo> 10V rã secondo Ia sua possibilità, non come si muove un'anima

muove> un corpo fornito di anima, un essere

111 l i '; icché -cil movimento circolare> risulta composto del movi -

, 111 I come <si

 

I •• ,I I corpo

e di qu e llo dell' anima, e siccome il corpo si muove per

I

11 I in Iinea 11li! lHO> che

retta e l' anima 10 trattiene , dai due deriva <quel ha del movimento e della quiete .

I I i dicesse che il movimento circolare appartiene al corpo , [20J

I \I bbe possibile cio dal momento che il fuoco si muove sempre Ilu ,I I tta? Esso si muove in linea retta, finché non arrivi alluogo

11 110; ma stabilitosi qui, sembra naturale I' 10> entro i limiti fissati.

-cil fuoco>, una volta

che esso si arresti e si

e di essere

I'

arrivato là, non resta

in

11111 Ilto?Percio, se non si movesse circolarmente, esso si dissipereb-

I 1111 m to rettilineo: [25J si moverà dunque con moto circolare. Ma I" Irà allora opera della provvidenza.

I '11I , pur derivando dalla provvidenza,

,1.1' il fuoco>, una volta giunto lass ú , si mover à da sé circolarrnen-

,

I

hé dunque

? Forse

IIII . tl

perché

Ia natura

dei fuoco

sarà proprio del fuoco :

200

PL OTI

EXOV OUKÉTLTÓlTOVWalTEp lTEpLOÀLcr6áVOVàvaKálllTTEl €v ots TÓTrOI 8'ÚvaTaL' ou )'àp EXEl TÓlTOV IlE6' laUTÓ' ofrros )'àp EcrXaTOS.

OVV [30] ÉV <Í> EXEl KaL airràs c

)'E)'EVT)IlÉVOS. àÀA lva

q,lPOLTO d KaL KÚKÀOUSE TO IlEV KÉVTpol

IlÉVEl KaTà CPOOLVT). SE UwElEv lTEpLq,lpEla el IlÉVOL. KÉVTpoV EaT O Il É )'a. MâÀÀov OVV EcrTaL lTEPLTO KÉVTpoV KaL (WVTL KaL KaTà cpÍlOI

I

aÍJTou TÓlTOS. OUX '(va

Ill 1

~ EXOVTLcrwllaTL. OÜTW[35] )'àp cruwEOOEl lTpOs TO KÉVTpoV. (l

TU crwL(lÍcrEl-àlToÀÊl )'àp TOV KÚKÀOV- àÀÀ' ÉlTELTOUTOOU 8WUTOI TU lTEpL8LvT)crEl'OÜTW)'àp IlÓVWS àlTOlTÀT)pWoEl'ri]v Ecf>EcrLVEl. ljIu

SE lTEpLá)'OL. OU KaIlELTaL' OU )'àp ~ÀKEl. oUBE lTapà CPOOLVT)" Y , CPOOLSTO imo ljIuxfls Tfjs lTáC7T)STax6ÉV. "ETL [40]lTaVTaxOU 00 0 T} IjIUxTJÕÀT)KaL OU 8LElÀT)IlIlÉVT)T} TOU lTaVTàs KaTà IlÉpOS 8 t8 w u KaL TI{)OUpavl{). Ws 8WaTaL. lTaVTaxOU ElvaL' 8'ÚvaTaL 8€ TW rrdvr I IlETLÉVaL KaL Ém lTOPEÚ€cr6aL. "EaTT) IlEV )'áp. d lTOU lcr;Wcru ~ I T} ljIuxi). üeov ÉKEL' vuv SÉ. ÉlTEl8" lTâcrá ÉcrTLV aimís . lT áV T ÉcplETaL. OVV; [45]OUBllTOTE TEtJÇETaL; ~H OÜTWS àEt TU)'Xáv I ll âÀÀ O v 8€ aiJnllTpOs aú'ri]v d)'oooa àEt ÉV TI{) àEL d)'ElV àd KlV

KaL\ OUK à~xou

EU6u à> M

El 8€ Il É VOL.Ws ÉKEL0ÚOTJs uóvov, or, ~KacrTov [50] IlÉVEl. aTlÍcrnQI

El ovv 11" ÉKEL uóvov ÓlTOUOUV,lTaVTaxOU otcr6T)crETaL KaL OUKlelll

KÚKÀ4ldpa.

KLVOOOaà> M

lTpOs aiJnlv €v TI{) atÍTI{). OUKl ,

KUKÀ4ld)'oooa 8t8wow airrl{) or, liv T)KlJ ÉKELEXElV airJíll

2. ovv dÀÀa lT(Í)S; ~H oux õÀov ~KacrTov. Il É pOS 8€ K 1\

KaTExóllEVov IlEpLKI{)TÓlT<jl. 'EKELvo 8€ õÀov KaL otov TÓlTOS KO OU~V KWÀÚ€L'airro )'àp TO rrêv. II(Í)S ovv dv6pwlTOL; "H. OOOVTrai

I

I l I , " 2, 1 · 2

201

"111 h ' <non si dica> che esso, destinato

a muoversi sempre in linea

<alIa

11 1111 non avendo piú spazio in cui salire, scorra tutt'attorno

 

I

urvandosi

dove e come pu õ: esso infatti non

ha una regione ai

"1'1 I di sé: poiché esso e ultimo",

[30] Esso gira

nella regione che

o

111' 1 d e luogo a se stesso, non per restarvi immobile

appena giunto,

I " I rnuoversi in esso. 111 1111 c erchio il centro naturalmente

e immobile,

ma se anche Ia

'"1.1

r nza fosse rale, sarebbe un centro immenso.

Essa girerà piut-

11 1 11\ mo ai suo centro,

dato che il corpo e vivente e organizzato

111

11 11 lira. [35] Cosi essa tenderà verso il centro, perõ non deviando

11 1' 1,1. d a annullare il cerchio , bensl , nella impossibilità

di far questo ,

11I11 intorno ad esso: cosi soltanto soddisferà

il suo desiderio.

E se

1 1 1111 d termina il movimento,

non per cio essa si affatica; essa infatti

• • ita costrizione

1 11 1 11 I, natura l'ordinamento

011 f'

né fa alcunché

contro natura " ; essendo

stesso del1'Anima universale.

ap-

, pui (40] l'anima e tutt'intera

ovunque

e non e divisa in parti e

ed

tutte de parti del luogo>, Se

nei limiti della possibilità:

1 1 , I II anche ai cielo di essere ovunque,

1111 pu ô in quanto attra v ers a

e percorre

11111' infatti fosse in un luogo, immobile, anche <il fuoco> rimarreb- II t llI l bile appena giunto in quel1o; ma siccome essa e tutta ovunque,

"Ir idera <di scorrere>

I , 11 ? [45] Non 10 raggiungerà

per ogni luogo.

dunque mai?

II t . I, empre 10 raggiunge;

.1 d!

e cosi conducendolo

o meglio, essa 10 conduce eternamente

10 muove eternamente; conducendolo

I I li 111 in altro luogo, ma verso di sé e nello stesso luogo, 10 conduce

" 111 lrn a retta, ma circolarmente, e gli permette di possederIa sempre

"''111

passi. Se <l'anima> fosse immobile

e fosse solo lass ü <nel

TOU lTaVTÓS. IlÉpOS, OOOV8' [5]auTOl, OtKELOVõÀov. El ouv lTaVTaX(J\

11I111 lntelligibile>,

dove tutto [50] e immobile,

<il cielo> sarebbe

or, liv U EXEl aÍlTlÍv.

Tt &L lTEpllÉvaL; ~H ÕTL 11" uóvov (KEL. 11

11111

S essa non e dunque

soltanto lassú in un

luogo determinato,

il

 

I, I

rnuoverà per tutto 10 spazio, ma non fuori <dei suo cerchio>;

si

, , dunque

circolarmente.

fI) '/1; cssere abbraccia Dia per necessitá naturale]

I I iltre cose come <si muovono>? Ciascuna di esse non e un tutto,

'111 I pnrte ed ê contenuta

in una parte di spazio. Mail cielo ê un tutto

111

I rto modo il suo stesso luogo e

nulIa 10 ostacola, poiché esso e

11111 11

in quanto

11 I li 11 tutto, e una parte, [5] in quanto e lui stesso un tutto partico-

I

I lime dunque

gli uomini <si rnuovono>?

L'uomo,

1\ cielo> ha un'anima,

in qualsiasi luogo si trovi, perché

deve

11 di sé>? Perché <l' anima> non e soltanto lass ü <nel mondo

Ihile>.

202

BE

r, 8úval-US airríls

BE

oux OOaÚTúlS' <7I

P LOllN(,

TTEpl TO uéoov, Kal TaÚTT.1 dv KÚKÀL!l'IlÉaO\'

JllaTOS'

Kal cj>OOEúlS'ljJuxfls ÀllTTTÉOV, àÀÀ' EK \

IlEV uécov, àcj>' or, r, aÀÀll, TOTTLKWsBE aWllaTOS'. 'AváÀoyov [10/

otv &L TO uéoov- Ws yàp EKÊl, OÜTW· Kal EVTaOOa uécov &L dvol

O 1l6vúlS' EaTl uécov aWIlQTOS' Kal acj>aLplKOfr Ws yàp EKELvo lTE

aiIT6, OÜTW Kal TOUTO. El 8f) ljJuxflsb EaTl, TTEpl8É0ooa TOV

àllcJ>ayaTTá(ETal Kal TTEPl aUTov Ws ot6v TE aiJTf) EXELc. EÇ'lÍPTllTOI yàp aiITou rrdvrn. 'ElTEl otv [15] OUK EaTl TTpOs aiIT6v, TTEpl aÚT61'

ITWs otv OU rrâom

otv

Kal TTpOs áÀÀa ai. ówal Kal TO acj>aLpoELBEs lÍllwv OUK EÜTpoXOI' YEllpõv yáp' EKEL BE auvÉlTETaL MTTTOV Kal EUKlv"TOV' 8là r t [20/

yàp dv

BE xal rrop' lÍllLV TO TTVEUlla TO rrspl TllV IjJUxTJV TOUTO TTOlEL. ri

yàp EaTlV ó 8EOs EV TTácn:l", TllV aUVELVaL [3oUÀOIlÉv"v IjJUxTJVlTEp

aiITov &L yl yVEa8al f . OU yáp

Kal o-rnín lÍVTlvOUV d Klv"alv Tf]s ljJuxfls KlVOUIlÉv"S; "I aúlo

&01

OÜTúlS';

"H ÉKáaTll 8lTOU EaTlv OÜTúlS'. Lllà TI OÜTúlS'; "OTl TO dX~ÚlTOpoV TTPO<nÍPTllTOI

ou Kal Tà aWllaTa r,IlWV

TTlJ. Knl ITMTWV BE TOLS do'rpou

OU 1l 6vov TllV IlETà TOU 8Àou [25] acj>aLplKf)V Klv,,<7lV, àÀÀà Kol ÉKáaT4) ôíôcxn Tllv TTEpl TO KÉVTpoV aUTWV' EKaaTOV yáp, or, la r

TTEPlELÀllcJ>Os TOV 8EOV àyáÀÀETal àváYKaLS.

3. "Eo-rto BE Kal àlTO yf)s àpÇallÉv" Kal

TTEcj>uKuLaKal lÍ ÀÓyov ooçaaTlKOV &XOIlÉv" lTpOs TO ávw EV ro l acJ>alpalS ÉauTf)v EXEL [5] ÉlTOXOUIlÉv" xul TiJ rrporépç Kal 8úvallll

8looooa rrap' auTf]sb ds TO TTOlELV(WTlKWTÉpaV. KlVELTaL obv VII

àÀÀà cj>oolKa'l

ou ÀOylall!Íi

iS&. Tf]s ljJuxfls lÍ IlÉv TlS 8úvalllS lÍ laxáT'I Bt' 8Àou 8lalTMKELaá a EaTlV,lÍ BE alaeávEa9w

ain-fls KÚKÀL!llTEPlEX0oo"S

Tàs

aUWEúoooa ETTLaTpÉcj>ETal lTpOs auT'!Ív, lÍ BE ÉTTLaTpocJ>f)[1 0] airri]·

TTEptáyEL TO aWlla, EV 4> EIlTTÉlTÀEKTat . 'EKáaTou yàp 1l0pl OU K dl ' ÓTTW<70UVKtv,,8ÉVTOS' EV acJ>alpq., el IlÉVOV KtVOLTO, faELaEV €v I" Ean KaL TiJ acj>alpq. Klv,,<7lS ylvETat. Knl yàp ETIl TWV aWlláT(&)\ TWV lÍllETÉPWV Tf]s ljJuxfls áÀÀúl$' KtVOUIlÉv"S, olov lv xapaLS KCll T!Íi cJ>aVÉVTlàya84i, TOU aWllaTOS' [15]lÍ Klv"alS Kal TOTTLKf)ylVETCl\

Kal Écjll8pUIlÉv"S TTaVTL OOOV auTf]s El

KÚKÀL!l otv

EKElv"S

TTEplQOÚ01)

acJ>alpaS

àVÉ8pallE,

203

11, potenza gira intorno a un centro, anche il cielo si moverà 'I larmente. Non si deve intendere Ia parola centro nel

I '111 i nificato, sia per il corpo che per l' anima : riguardo a questa,

1 ,, 1 I i n e donde ogni altra anima deriva ; riguardo al corpo, esso

1•• 1 1 0 a l e, Solo per analog i a [10] si adopera Ia parola centro :

11 11 1 1o me nel corpo del mondo bisogna che ci sia un centro, che

I 11111.1c entro de11a sfera, quando si tratta di corpo; e come •• • I ira intorno a questo centro , cOSI anche Ia sfera . Se l ' anirna I I ' li 111)n Dio, essa 10 circonda del suo amore e per quanto puõ gli

'.tll I

utorno : perché tutto dipende da Lui. [15] Essa non <po -

1 1I1' r i > verso di Lui, Gli <si muove> intorno .

1 \ " . dunque non fanno cosltutte le anime? Cia s cuna fa cOSInel

cosi?

,I s i a derisce il movimento rettilineo ; perché i nostri impulsi ' I I IIIU verso cose diverse; perch é l'elemento sferico che e in noi

I " " u rrotondato " , essendo terrestre , mentre l' e lemento supe -

mobilissimo si accompagna <al moto circolare> : [20]

1 1 1o c upa . E perch é i nostri corpi non <si muovono>

"li ti ,

I 1111p, e rché si arresterebbe, allorché l ' anima viene comunque • ••••• • •• • , J I '. ( rse anche in noi agisce cosl il soffio che gira intorno

111I S i nfatti Dio e in tutte le cose , e necessario che l ' anim a, che uuu i a Lui, giri attorno aLui, poiché esso non e in un Iuogo

 

1

1 111 11.1. Platone" non solo accorda agli astri [25] il movimento di

"

'1 1 1I h essi hanno in comune col cielo , ma anche uno parti c olare

 

.

III / llm e attorno alloro centro . Ogni essere infatti, ovunque sia,

I

" I I I io non per riflessione , ma per necessità naturale.

J "'l'lI l ge n z a e m oss a dai B e n e e il cosmo Ia imita c ol suo m o to

 

I

I, I

I , I 10 c ome: c' e nell' Anima <universale> una potenza ultima che

. "1 .t. e rra e si diffonde per l'universo "; pi ú in su ce n' ê un'altra • I I ' r natura Ia sensazione ed e dotata della facoltà opinativa, si I 1 1 1n lle sfere [5] proprio sopra alIa prima e le comunica il suo

I 1"' vivificarIa. <La potenza inferiore> viene dunque mossa da I I I.\> riore> che Ia circonda circolarmente e risiede al di sopra di

' 1 1 1 . 11110e asceso d a l basso sino alle sfere . Dunque, mentre Ia

" I uperiore Ia circonda circolarmente , qu e 11a inferiore tende

. ) , quella volgendosi verso di lei, e questa conversione [10] f a

1

1

I ( n moto rotatorio il corpo in cui essa risiede . Infatti , se una

I j l lllunque della sfera si muove, ove si muov a rimanendo allo

1 I I IlH ,essa scuote <la sfera> in cui si trova e il movimento cOSIsi 1'" 11 ulla sfera . Cosi anche nel nostro corpo , quando l'an i ma si I ,!Iv rsamente <dal corpo>, come nella gioia o nella visione di un