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Strumenti di difesa commerciale (TDIs)

Background
Gli strumenti di difesa commerciale (Trade Defence Instruments - TDIs) sono barriere protettive
temporanee sulle importazioni da paesi terzi. Vi sono tre tipi di TDI: le misure anti-dumping, che
si applicano ai prodotti venduti a prezzi inferiori rispetto a quelli di produzione, le misure antisovvenzioni, che colpiscono le importazioni di quelle aziende che non operano in condizioni di
mercato e le misure di salvaguardia, contro aumenti delle importazioni improvvisi e imprevisti.
Il sistema di difesa commerciale europeo compatibile con i regolamenti dellOMC che permette ai
suoi membri di correggere le distorsioni causate da pratiche commerciali sleali e, cos, ristabilire eque
condizioni. Tutte le maggiori economie partner dellOMC sono in procinto di rafforzare il proprio
sistema di difesa commerciale.
La legislazione europea sui TDI, oltre che esserne compatibile, supera i regolamenti dellOMC,
applicando norme e standard caratterizzati da un maggior livello di tutela per gli importatori stranieri
rispetto a quanto previsto dalle norme internazionali. Queste misure, fra cui la lesser duty rule e il
criterio dellinteresse comunitario, sono parte delle raccomandazioni dellOMC+ implementate su base
volontaria. A oggi, lUE lunico membro dellOMC ad applicarle su cos vasta scala.

La riforma
Nonostante i grandi cambiamenti economici che hanno interessato lo scacchiere commerciale e, in
particolare, lemergere di nuove potenze economiche, negli ultimi ventanni, gli strumenti di difesa
commerciale europei sono rimasti sostanzialmente invariati.
A questo scopo, la Commissione nel 2013 ne ha proposto una modernizzazione. Tuttavia, la riforma,
nonostante la prima lettura del Parlamento, conosce, da allora, una fase di stallo in seno al Consiglio.
Per la crescente pressione a cui sottoposto il settore manifatturiero europeo, in particolare quello
dellacciaio, e per laumento dei casi di pratiche di dumping, la proposta tornata in cima allagenda
commerciale europea. Nella sua comunicazione del 16 marzo 2016, la Commissione ha, infatti, invitato
formalmente il Consiglio a superare limpasse.

La proposta del 2013


Il pacchetto presentato dalla Commissione contiene sia una riforma dei regolamenti anti-dumping che
una modernizzazione degli strumenti anti-sovvenzioni. La proposta ha tre diversi obbiettivi: rendere
i TDI pi efficienti, limitare la possibilit di ritorsioni per le aziende europee operanti in mercati terzi e
incrementare la trasparenza e la prevedibilit delle misure stesse.
La proposta, fondata sulle previsioni OMC+, frutto di un compromesso fra le istanze dei paesi membri
interessati a smantellare il sistema di difesa commerciale per favorire lafflusso di beni economici e i
paesi membri con un sistema industriale ancora vitale, desiderosi di incrementare la tutela da pratiche
sleali per le proprie aziende.
Nelle intenzioni della Commissione, lapplicazione pi restrittiva e limitata della lesser duty rule,
che determina adeguamenti tariffari pi bassi a tutela dei produttori stranieri bilancerebbe, infatti,
limplementazione delle raccomandazioni OMC+.
La proposta, non soddisfacendo pienamente gli interessi di nessuna delle parti, ha suscitato un
dibattito molto accesso, sia in Parlamento sia in sede di Consiglio.
Ad attirare particolari critiche sono state quattro misure, tutte previste esclusivamente dalle
raccomandazioni OMC+: la pre-disclosure clause (che prevede un preavviso di due settimane
dellapplicazione delle misure agli operatori coinvolti), la shipping clause (che esenta le merci in
viaggio o in transito verso la UE dai provvedimenti), la restituzione dei costi di adeguamento tariffario
a beneficio degli operatori le cui importazioni non risultassero sussidiate o il cui dumping non fosse
provato, e la lesser duty rule (che determina misure al ribasso per evitare di incorrere in ritorsioni
commerciali).

La prima lettura del Parlamento


Il 16 aprile 2014, a larga maggioranza (535 voti a favore, 85 contrari e 24 astensioni), il Parlamento,
ritenendo che lUE non debba fare concessioni che superino le previsioni dei regolamenti internazionali,
ha bocciato lapproccio della Commissione con il fine di tutelare i propri interessi industriali. La
concessione unilaterale di condizioni pi favorevoli, infatti, garantirebbe un vantaggio competitivo
ai partner commerciali arrecando un pregiudizio allindustria europea che, allestero, non gode di tali
privilegi. Il Parlamento ha, cos, rigettato tutte le proposte OMC+ e chiesto unapplicazione ancora pi
restrittiva della lesser duty rule.
I Socialisti e Democratici hanno giocato un ruolo guida nella determinazione della posizione del PE
e, in particolare, hanno chiesto a gran voce il rafforzamento dei dazi e delle misure nel caso i paesi di
produzione pratichino dumping sociale e ambientale.

La posizione del Consiglio


La proposta si arenata in sede di Consiglio, gli interessi nazionali divergenti hanno infatti minato
ogni possibilit di compromesso. Durante lultimo Consiglio commerciale, alla luce delle difficolt
dellindustria dellacciaio, alcuni stati membri hanno formulato delle proposte.

Alessia Mosca

Commissione per il Commercio Internazionale - Parlamento Europeo

Strasburgo, 8 giugno 2016

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