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Laboratorio Anno Accademico

di Chimica 2009/2010
Organica II
Matteo Monai Relazioni
2

Sommario
Sintesi del (E)-2-Fenilmetilene-6-metilcicloesanone .................................................... 3
Reazione: .................................................................................................................................... 3
Reagenti: ..................................................................................................................................... 3
Procedura: ................................................................................................................................... 3
Calcolo della resa: ....................................................................................................................... 4
Spettri: ........................................................................................................................................ 4
Preparazione del 4-tert-butilcicloesanolo ....................................................................... 11
Reazione: .................................................................................................................................. 11
Reagenti: ................................................................................................................................... 11
Procedura: ................................................................................................................................. 11
Calcolo della resa: ..................................................................................................................... 13
Spettri: ...................................................................................................................................... 14
Sintesi enantioselettiva dell'etil (+)-(S)-3-idrossibutirrato ...................................... 22
Reazione: .................................................................................................................................. 22
Reagenti: ................................................................................................................................... 22
Commenti: ................................................................................................................................ 22
Procedura: ................................................................................................................................. 22
Calcolo della resa: ..................................................................................................................... 23
Analisi al polarimetro: ............................................................................................................... 24
Spettri: ...................................................................................................................................... 25
Sintesi del dipeptide Ala-Leu-OMe .................................................................................... 31
Reazione: .................................................................................................................................. 31
Reagenti: ................................................................................................................................... 31
Procedura: ................................................................................................................................. 31
Calcoli: ..................................................................................................................................... 32
Analisi al polarimetro: ............................................................................................................... 33
Spettri del didpeptide protetto, Boc-Ala-Leu-OMe: ................................................................... 33
Spettri del didpeptide deprotetto,Ala-Leu-OMe: ........................................................................ 38
3

Sintesi del (E)-2-Fenilmetilene-6-metilcicloesanone

Reazione:
O O OH O
PhCHO Ph Ph
NaOH/EtOH - H2O

Reagenti:

- 2-metilcicloesanone
- Benzaldeide
- Etanolo
- NaOH
- Acido acetico

Procedura:

Si sono posti in soluzione, in un pallone a tre colli, in 15mL di etanolo, 4.57g di 2-


metilcicloesanone (0.041 moli) e 6.19g di benzaldeide (0.058 mol). A questa soluzione si sono
aggiunti 25mL di una soluzione acquosa al 10% di idrossido di sodio, tramite imbuto
gocciolatore. Una volta conclusa l’operazione si è posto il sistema a scaldare a riflusso per 90
minuti sotto agitazione decisa.
La miscela, una volta aggiunta la soluzione di NaOH tramite l’imbuto gocciolatore, si è colorata
di giallo, per poi intorbidirsi. La miscela ha dunque virato lentamente dal giallo all’arancione. Al
termine dei 90 minuti, si è smontato il sistema, e si è trasferita la miscela in un imbuto
separatore, lasciando separare le due fasi. Si è raccolta la fase organica arancio scuro in una
beuta e si è lavato l’imbuto separatore con 20mL di metanolo, successivamente riuniti alla fase
organica.
Si è lasciata raffreddare la beuta in bagno a ghiaccio, innescando la cristallizzazione sfregando
le pareti con una becchetta di vetro. Una volta cristallizzato il solido, lo si è filtrato su Buchner,
e lavato con metanolo. Il solido ottenuto appare bianco a fiocchi, mentre le acque madri sono
arancioni.
Il solido ottenuto è stato sciolto all’ebollizione (∼68°C) in 20mL di metanolo e tre gocce di
acido acetico. Alla soluzione bollente sono stati aggiunti 5mL di acqua, e si è lasciato poi
raffreddare in bagno a ghiaccio il sistema per 15 minuti. Dopodiché il solido è stato filtrato su
Buchner e lavato con 5mL di metanolo raffreddato in bagno a ghiaccio. Il solido ottenuto è
bianco e granuloso. Si è pesato il solido: 0.721g.
Si è calcolata la resa: 8.8%
4

Si è registrato il punto di fusione: b.p.=59-59.5°C1


Si sono registrati gli spettri IR, massa EI, 1H-NMR e 13
C-NMR del prodotto ottenuto.

Calcolo della resa:

Il reagente in difetto è il 2-metilcicloesanone, in quanto la reazione ha una stechiometria 1:1,


e sono state immesse nel sistema 0.041 moli di 2-metilcicloesanone e 0.058 moli di
benzaldeide. Dunque:

Spettri:

IR:
Sciolto il prodotto di reazione in nujol.
Si nota un picco sharp di intensità media a 1671.17 cm -1, ovvero esattamente la zona di
stretching dei chetoni α, β–insaturi (1675cm-1).2

Figura 1: Spettro IR

1
Dato di letteratura: 58-60°C
2
Risorsa utilizzata: http://www.cem.msu.edu/~reusch/VirtualText/Spectrpy/InfraRed/infrared.htm
5

Spettro 1 H-NMR:
Si è usato come solvente triclorometano deuterato.
Lo spettro presenta un picco caratteristico a 7.3 ppm circa, corrispondente all’anello
aromatico monosostituito. Questo integra per 5 idrogeni, ed è leggermente
frastagliato verso destra (Figura 2, accanto).
La regione dei campi alti dello spettro è più complessa, si rimanda all’ingrandimento
successivo il suo commento.

Figura 2: H-NMR
del gruppo fenilico

Figura 3: Spettro H-NMR, dettaglio anello benzenico


6

Figura 4: Spettro H-NMR

Figura 5: Spettro H-NMR, dettaglio del residuo metilico sull’anello alifatico


7

Si nota un doppietto a 1.2 ppm, che integra per 3 idrogeni, corrispondente al sostituente
metilico sull’anello a sei termini alifatico. È un doppietto in quanto i tre idrogeni sono
chimicamente equivalenti, e subiscono l’interazione spin-spin dell’idrogeno vicinale, sul ciclo.

Figura 6: Spettro H-NMR, dettaglio campi alti

Nella regione dello spettro a basse frequenze si registrano diversi segnali, riconducibili agli
idrogeni dell’anello alifatico, che però non presentano una forma caratteristica di molteplicità, e
sono perciò di difficile interpretazione. Si può attribuire con buona probabilità il segnale
integrante per 1 idrogeno a circa 3 ppm al protone legato al doppio legame. Infatti l’effetto del
campo magnetico sul sistema del legame π è quello di provocare una corrente indotta, che a
sua volta provoca un campo magnetico indotto deschermante gli idrogeni legati al doppio
legame. Dunque il segnale dovrebbe cadere a δ più alti, ovvero campi più bassi.
Gli altri segnali registrati, che integrano in totale per 7 protoni, corrispondono ad idrogeni del
ciclo alifatico a sei termini. Probabilmente i segnali a ppm più bassi corrispondono a protoni
lontani dal gruppo carbonilico e dal sistema aromatico. Infatti entrambi i gruppi hanno un
effetto deschermante, dovuto in un caso all’elettronegatività dell’ossigeno, nell’altro al campo
magnetico indotto dell’anello e del doppio legame.
8

Spettro 13 C-NMR:
In cloroformio deuterato.

Figura 7: Spettro C-NMR

Il numero di segnali corrisponde in questo caso al numero di carboni presenti nella molecola
(fatta eccezione per il segnale del CDCl 3 e quello dell’anello aromatico).
Si riconoscono i segnali ravvicinati dovuti all’anello benzenico, registrati a 128.26 ppm e
130.10 ppm, che dovrebbero essere un singoletto dovuto al carbonio legato alla catena
principale, e tre doppietti dovuti ai cinque carboni, equivalenti chimicamente a due a due nelle
posizioni orto e meta, legati ciascuno a un idrogeno, con cui accoppiano. Lo shift δ è quello
tipico dell’anello aromatico, attorno ai 128.5 ppm.
Un altro segnale con shift caratteristico è quello registrato a 204.91 ppm, che corrisponde al
carbonio carbonilico, e dunque dà un segnale di singoletto.
Ci sono due segnali che cadono nella regione dello shift tipica degli alcheni: un segnale a
137.35 ppm e uno a 134.72 ppm. Questi sono relativi ai carboni del doppio legame, e dunque
un segnale, che corrisponde al carbonio del ciclo alifatico, sarebbe un singoletto (in uno spettro
non disaccoppiato), e l’altro, corrispondente al carbonio legato all’anello aromatico, sarebbe un
doppietto.
Sono presenti infine, a campi alti, cinque segnali che corrispondono ai carboni del ciclo alifatico
e al residuo metilico. Si possono trarre queste conclusioni:
- Il carbonio terziario legato al metile e al carbonio carbonilico dà il picco con shift più
elevato, a 44.37 ppm, in quanto risente dell’effetto deschermante dell’ossigeno.
- A 31.94 e 29.23 ppm si possono attribuire al residuo metilico e al carbonio legato al
carbonio terziario sp3, in quanto l’effetto deschermante va scemando con l’aumentare
9

della distanza dall’ossigeno, e questo dovrebbe ripercuotersi in misura simile sui carboni
in β al carbonile.
- Il segnale a 22.95 ppm è attribuibile al carbonio legato alla funzione alchenica, in
quanto l’effetto deschermante del doppio legame diminuisce velocemente con la
distanza.
- Il segnale con shift più basso, a 16.38 ppm, corrisponde dunque al carbonio rimanente,
che risente molto poco degli effetti deschermanti dei gruppi presenti.

Spettro EI:
Si riporta di seguito lo spettro di massa a ionizzazione elettronica. Il metodo di analisi si basa
sulla deviazione di particelle cariche da parte di un campo magnetico perpendicolare alla
traiettoria da esse descritte. Per quanto riguarda la procedura, si immette il campione in fase
gassosa nello strumento, nel quale è mantenuto un alto vuoto per consentire l’operazione di
ionizzazione. La gassificazione del campione è ottenuta grazie ad un filamento, di solito in
tungsteno o renio, sottoposto a una differenza di potenziale, regolabile dall'operatore a
seconda del grado di ionizzaione desiderato. Le molecole vengono bombardate dagli elettroni
emessi dal filamento e si ionizzano come descritto:

Dove il simbolo sta a significare che in seguito alla ionizzazione può formarsi uno ione
molecolare, oppure può esserci frammentazione, e quindi avere sia ioni positivi che frammenti
radicali (che però non vengono registrati perché elettricamente neutri).
Si formano anche ioni negativi, ma in quantità molto minore rispetto a quelli positivi. Lo studio
degli ioni negativi è comunque possibile impostando adeguatamente lo strumento.
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Figura 8: Spettro di massa ad impatto elettronico

Lo spettro presenta molti segnali, e questo è tipico del metodo di analisi a ionizzazione
elettronica, in quanto provoca una grande frammentazione della molecola. Si nota che il
segnale a 199uma, corrispondente allo ione molecolare, è il più intenso. Questo è dovuto al
fatto che lo ione molecolare è alquanto stabile. Infatti in genere, più uno ione molecolare è
stabilizzato (per effetto induttivo o per risonanza), maggiore è la sua probabilità di giungere
intatto al rivelatore, maggiore quindi sarà la sua abbondanza. Dall'abbondanza del picco
molecolare è possibile già ipotizzare a quale classe di composti appartenga l'analita, e in
questo caso si sarebbe potuto dedurre che probabilmente il composto presenta un ciclo o un
anello aromatico, o qualche altro gruppo stabilizzante.
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Preparazione del 4-tert-butilcicloesanolo

Reazione:

MW=155,8g/mol

Reagenti:

- 4-tert-butilcicloesanone , purezza 99% , MW=153,85g/mol


- Sodioboroidruro (NaBH4) MW=37,83g/mol
- Etanolo (EtOH)
Eluenti per TLC:
- Etere di petrolio, 40-60°C, d=0,640-0,655g/mL
R 11-38-51/53-65-67 S 9-16-23.4-24-33-37-60-61-62
- Acetato d’etile , purezza > 99.5% , Teb=76-78°C , d=0,900g/mL MW=88,11g/mol

Procedura:

Si sono pesati mediante bilancia analitica 1,047g di 4-tert-butilcicloesanone, che sono stati poi
posti in soluzione in 6mL di etanolo. Una volta preparata la soluzione si sono aggiunti
lentamente e sotto agitazione magnetica 0,140g di NaBH4. Si è preparato per precauzione un
bagno a ghiaccio, nel caso il sistema si fosse surriscaldato a causa della reazione esoergonica
di riduzione. Si è lasciato reagire il sistema, posto in agitazione, per un’ora, dopodiché si è
verificato il decorso della reazione tramite TLC.
Per la cromatografia è stato usato un eluente miscela di etere di petrolio e acetato d’etile
80/20. Durante il tempo di raggiungimento dell’equilibrio del sistema per la TLC nella camera
di eluizione, si è posto un becker con dell’acqua distillata in bagno a ghiaccio, per raffreddare
l’acqua da utilizzare per lavare il solido filtrato successivamente. Si è proceduto all’analisi TLC,
usando come riscontro un campione di 4-tert-butilcicloesanone sciolto in etanolo. Siccome le
specie analizzate tramite TLC sono incolori e non lasciano tracce sul foglio visibili ad occhio
nudo, si è trattata la lastra con permanganato, così da ossidare i campioni lasciando in
corrispondenza delle parti bianche, che risaltano sul resto della lastra, di colore viola.
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Si nota che il chetone non è presente nella miscela di reazione, e che invece sono presenti due
macchie con Rf più piccolo, che corrispondono ai due alcoli diasterisomeri formati nella
reazione3. Gli Rf registrati sono:
Rfchetone = 0,79
Rfalcol1 = 0,54
Rfalcol2 = 0,42
Una volta assicuratisi che la reazione fosse terminata, si è svaporato l’etanolo al rotavapor. Al
solido recuperato si è aggiunta dell’acqua gelata, dopodiché lo si è filtrato su Buchner.
Al termine della reazione si è svaporato al rotavapor l’etanolo, si è aggiunta acqua ghiacciata e
si è filtrato il solido ottenuto. Il solido è stato lavato con acqua ghiacciata e pesato.
Si sono pesati 1,244g. Il peso è maggiore di quanto ci si aspettasse in quanto il prodotto è
ancora umido. Dopo averlo fatto asciugare la notte, il peso del grezzo è sceso a 0,972g. Si è
preparato un tubo per 1H-NMR, sciogliendo 0.017g di prodotto in 0.6mL di tricloroetano
deuterato così che l’altezza del menisco nel tubo sia di circa 4 cm.
Si è successivamente purificato il grezzo con cromatografia su colonna, utilizzando un
gradiente di eluizione. La colonna è stata impaccata con etere di petrolio, aumentandone la
polarità aggiungendo acetato d’etile in modo che la percentuale in volume di quest’ultimo
aumenti del 2% ogni 100mL di eluente. Si è impaccata la colonna in modo che il gel di silice
arrivasse a 15cm di altezza dal foro d’uscita.
La cromatografia è stata effettuata sotto pressione ad aria compressa, assicurando il tappo
della colonna con un elastico, in modo da evitare che il sistema raggiungesse pressioni troppo
elevate e si rompesse. Così facendo la cromatografia ha proceduto più velocemente. Dopo aver
preparato la colonna ripetendo per tre volte l’operazione di impaccamento con etere di petrolio
si è proceduto con la vera e propria cromatografia: il campione è stato immesso in colonna
miscelato con un cucchiaio di gel di silice.
Si sono raccolte 36 provette da 20mL l’una. Ogni frazione è stata analizzata con TLC,
prelevando i campioni dalle provette con una pipetta Pasteur, per capillarità. L’eluente usato è
la stessa miscela usata precedentemente: etere di petrolio/acetato d’etile, 80/20. Una volta
conclusa la cromatografia, si è ripetuta la procedura di ossidazione con permanganato di
potassio per rilevare le macchie. Si sono osservate due serie di macchie, con Rf alquanto simili.
Rfalcol1 = 0.46
Rfalcol2 = 0.334
Le frazioni dalla prima all’undicesima non presentavano composti. Le frazioni dalla dodicesima
alla quindicesima contenevano un solo composto, mentre le frazioni dalla sedicesima alla

3
Siccome la miscela è composta prevalentemente di etere di petrolio, una miscela di idrocarburi alifatici, pertanto
apolari, è probabile che il composto più polare abbia l’Rf minore. Questo è confermato dal fatto che i due alcoli hanno
Rf minore del chetone, meno polare. Rimane da verificare quale sia l’alcol con l’ossidrile equatoriale rispetto all’anello
e quale quello con il gruppo alcolico assiale.
4
Gli Rf sono attribuibili agli alcoli in quanto l’eluente usato è lo stesso, e dunque l’alcol con Rf maggiore è molto
probabilmente l’alcol1 al quale si fa riferimento nella prima cromatografia.
13

ventitreesima presentavano la miscela racema dei due, e perciò non sono state raccolte. Le
frazioni dalla ventiquattresima alla trentaduesima presentavano l’alcol con Rf minore, mentre
le ultime tre frazioni non presentavano composto, il che assicura che la cromatografia fosse
completa. Si sono riunite le frazioni contenenti lo stesso composto in due palloni, e si è
allontanato il solvente al rotavapor. Si sono pesati 0.083g dell’alcol a Rf maggiore, e 0.302
dell’altro diasterisomero. Si sono preparati i tubi per 1H-NMR e 13
C-NMR, e si sono registrati i
punti di fusione.
L’alcol1 ha un punto di fusione di 80.5-80.7°C, l’alcol2 invece fonde nell’intervallo di
temperatura di 78.9-79.1°C.5
Si sono registrati gli IR dei due composti.
La resa totale calcolata è:
8.03% per l’alcol con Rf maggiore (alcol1)
29.37% per l’alcol con Rf minore (alcol2)
Le rese sono basse a causa del fatto che molte delle frazioni analizzate con cromatografia sono
state scartate, perché presentavano una miscela dei due composti.

Calcolo della resa:

- Si sono ottenuti 83mg dell’alcol1:

- Si sono ottenuti 302mg dell’alcol2:

5
Questo dato sembra essere discorde con le considerazioni fatte in precedenza. Dalla quantità relativa dei due alcoli e
dagli Rf registrati si può pensare che l’alcol2 sia il più stabile e il più polare dei due diasterisomeri. Questo però
vorrebbe dire che il gruppo alcolico dovrebbe trovarsi in posizione equatoriale, e dunque più libero di formare legami
idrogeno. Questo fatto dovrebbe a sua volta comportare un punto di fusione maggiore di quello dell’alcol1, che
dovrebbe avere il gruppo alcolico in posizione assiale, e dunque più impedito stericamente da ingombro 1,3. Vista
tuttavia la piccola differenza fra i punti di fusione, le conclusioni precedenti sono valide.
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Spettri:

IR:
In nujol.
Si notano, in entrambi gli spettri IR registrati per gli alcoli purificati, i picchi di assorbimento
tipici del gruppo OH, circa a 3300 cm-1, mentre non si riscontra presenza del gruppo
carbonilico, che si sarebbe trovato a circa 1700 cm-1. Dunque, come già verificato tramite TLC,
non è presente 4-t-butilcicloesanone residuo.

Figura 9: IR alcol Rf minore

Figura 10: IR alcol Rf maggiore


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1 H-NMR del grezzo:


Solvente utilizzato: cloroformio deuterato.
Si notano le quantità relative dei due alcoli: i due alcoli si distinguono grazie al segnale relativo
all’idrogeno geminale al gruppo OH. L’alcol equatoriale dà infatti un picco a 3.5 ppm, mentre
l’alcol assiale si riconosce per il picco a circa 4 ppm. Gli alcoli sono presenti nel prodotto grezzo
in proporzione di circa 1:4. Si nota inoltre il segnale di grande intensità relativo al gruppo
tertbutilico, avente nove idrogeni chimicamente equivalenti, che integra per 10.82H, a campi
alti.
Si riportano lo spettro registrato e due ingrandimenti.

Figura 11: Spettro completo H-NMR grezzo


16

Figura 12: Spettro H-NMR del grezzo, dettaglio su H geminali alla funzione ossidrilica

Figura 13: Spettro H-NMR del grezzo, dettaglio campi alti

1 H-NMR dell’alcol 1:
Solvente: cloroformio deuterato.
Lo spettro registrato per l’alcol assiale presenta, nell’ordine:6
- Segnale a 4.03 ppm, corrispondente all’idrogeno geminale al grupo OH, attribuibile in
base alla diminuzione di densità elettronica attorno al nucleo a causa dell’effetto

6
Informazioni su spin-spin coupling: http://orgchem.colorado.edu/hndbksupport/nmrtheory/splitting.html
17

elettron-attrattore del gruppo alcolico. In base alla struttura della molecola, dovrebbe
essere un quintetto, in quanto nell’immediato intorno chimico sono presenti quattro
idrogeni capaci di causare molteplicità del segnale per accoppiamento spin-spin.
Tuttavia il segnale è poco definito, i picchi non sono risolti. Il segnale è il più basso
(tralasciando i picchi poco definiti dell’idrogeno del gruppo alcolico e geminale al gruppo
tert-butilico) e dunque è stato scelto come riferimento per l’integrazione.
- Doppietto a 1.81 ppm, corrisponde a idrogeni vicinali al gruppo alcolico.
- Debole segnale a 1.69 ppm, corrispondente all’idrogeno del gruppo alcolico.
- Regione da 1.6 a 1.3 ppm: segnali poco risolti, di integrazione totale
approssimativamente 6. Corrispondono a idrogeni sull’anello.
- Segnale a circa 1 ppm: idrogeno geminale al gruppo tert-butilico, integra per circa 1.
Dovrebbe essere un quintetto, ma non è ben definito.
- Singoletto a 0.87 ppm, relativo agli idrogeni del gruppo tert-butilico, integrante per 9.
La regione dello spettro in cui cade è quella caratteristica, a campi alti; il segnale è un
singoletto in quanto tutti gli idrogeni sono equivalenti.
Si riportano lo spettro completo e ingrandimenti.

Figura 14: Spettro H-NMR alcol assiale


18

Figura 15: Spettro H-NMR alcol assiale, dettaglio

1 H-NMR dell’alcol 2:
Solvente: cloroformio deuterato
Lo spettro registrato per l’alcol equatoriale presenta, nell’ordine:
- Tripletto di tripletti a 3.5 ppm, relativo all’idrogeno geminale al gruppo alcolico. Questo è
dovuto al fatto che, in base al materiale fornito, gli idrogeni vicinali con i quali il nucleo in
questione accoppia non sono chimicamente equivalenti. Dunque ci si aspetta una prima
suddivisione del picco in un tripletto, con una data costante di accoppiamento 1J, in quanto
ci sono due idrogeni vicinali equivalenti (indicati con l’indice <C> in Figura 16). I tre segnali
vengono però a loro volta splittati in tre tripletti, a causa della presenza degli idrogeni <B>.
Questo spiega la presenza del settetto, e soprattutto i due denti rilevati sui picchi prossimi
a quello centrale.

Figura 16: Indicizzazione idrogeni


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Si riporta un esempio di splitting del segnale tratto dal materiale del corso.

Figura 17: Esempio di splitting

- Doppietti a 2.1 e circa 1.8: segnali relativi agli idrogeni riportati in Figura 16
rispettivamente come <B> e <C>. Integrano ciascuno per 2. Sono due doppietti.
- Segnale a 1.55 ppm: corrisponde all’idrogeno del gruppo alcolico, si presenta come
singoletto e non come doppietto probabilmente a causa del fatto che il protone
ossidrilico viene scambiato tramite legami idrogeno tra le molecole di alcol presenti nel
campione. Una diluizione o uso di solventi come DMSO-d6 potrebbero rallentare lo
scambio e fare osservare molteplicità.
- Quartetto a 1.2 ppm: integra per 2 e corrisponde al protone <D>.
- Segnale a circa 1 ppm: il segnale corrisponde probabilmente agli idrogeni <F> e <E>,
in quanto integra per 3 e i due segnali cadono in una regione dello spettro molto vicina,
da quanto riportato nei dati di letteratura forniti.
- Singoletto a 0.85: segnale di integrazione 9 corrispondente ai protoni chimicamente
equivalenti del gruppo tert-butilico.
Si riportano lo spettro completo e due ingrandimenti.
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Figura 18: Spettro H-NMR alcol equatoriale

Figura 19: Spettro H-NMR alcol equatoriale, dettaglio campi bassi


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Figura 20: Spettro H-NMR alcol equatoriale, dettaglio


22

Sintesi enantioselettiva dell'etil (+)-(S)-3-idrossibutirrato

Reazione:

O O Saccharomyces OH O
cerevisiae
OEt OEt

Reagenti:

- Saccarosio
- Lievito di birra
- Etere etilico d=0.71g/mol MW=74.12uma b.p.=34-35°C
- Etil acetoacetato d=1.021g/mol MW=130.14uma
- Na2SO4 anidro
- NaCl

Commenti:
La riduzione stereoselettiva del gruppo carbonilico dell’etil acetoacetato viene ottenuta
utilizzando cellule di lievito di birra in condizioni fermentanti. La reazione è catalizzata da delle
deidrogenasi contenute nel lievito, una classe di zinco stereo selettivo, mentre lo ione idruro
deriva dal cofattore NADH, il quale viene ossidato a NAD+ durante il processo.

EtO H O
EtO
+
O O NH2
O O OH
H H
N+
NH2

NAD+
NADH

Si forma prevalentemente un enantiomero e il prodotto viene ottenuto con un eccesso


enantiomerico che dipende dalle condizioni di reazione.

Procedura:
Si sono aggiunti 50g di lievito di birra ad una soluzione di 75g (75.076g pesati) di saccarosio in
400mL di acqua. La sospensione è stata posta sotto agitazione con agitatore magnetico e
scaldata a 37°C per un’ora. Dopodiché si sono aggiunti 5g (4.89mL misurati, corrispondenti a
0.037 moli) di etil acetoacetato. La miscela è stata lasciata sotto agitazione per un giorno.
23

L’andamento della reazione è stato seguito mediante gascromatografia. Il campione è stato


preparato in questo modo: si è prelevato 1mL della miscela, e si è effettuata un’estrazione con
dietil etere (circa 2mL). L‘estratto è poi stato anidrificato con Na2SO4 anidro, per circa dieci
minuti. La soluzione anidrificata è stata dunque analizzata con gascromatografia su supporto
chirale.
La fase stazionaria è composta di DMePeBeta ciclodestrine (β-CDX), che separa selettivamente
i composti chirali, e permette di individuare la presenza di un eventuale residuo di chetone o di
sottoprodotto, ovvero l’alcol enantiomerico. Si riporta nella sezione degli spettri il grafico
registrato, dove non si riscontra presenza, se non in tracce, di reagente residuo: si è registrato
un picco relativo alla presenza del chetone con intensità relativa del 0.5% rispetto a quella
dell’alcol prodotto nella reazione.
Una volta stabilito che la reazione fosse giunta al termine, si è rimosso il lievito per
centrifugazione a 3000 giri per 20 min. Si è prelevata la fase acquosa, allontanando il lievito.
Si è estratta dunque la soluzione acquosa, di colore verdastro, dividendola in due frazioni, e
ripetendo l’estrazione con etere dietilico tre volte per ciascuna. La fase superiore, incolore, è
quella organica, in quanto la densità dell’etere dietilico è minore di quella dell’acqua. Siccome
si è formata un’emulsione alquanto persistente, la si è raccolta in un becker, e la si è rotta con
l’aggiunta di qualche spatolata di NaCl.
Le fasi organiche sono state riunite ed anidrificate con solfato di sodio anidro in una beuta da
1L, lasciando reagire il sistema per circa 20 minuti.
Si è poi divisa la soluzione in due palloni da 250mL e si è allontanato il solvente al rotavapor.
Il prodotto grezzo è stato pesato: si sono ottenuti 3,309g di prodotto.
Dopodichè si è distillato il prodotto ottenuto, di colore rossastro, con l’apparato di distillazione
di Kugelrohr. La distillazione è stata eseguita sotto vuoto da pompa ad acqua, e siccome il
composto distilla a 75°C a 14mmHg, e la pressione della pompa arrivava a 20mmHg, si è
scaldato il sistema ad una temperatura di 100°C. Si nota, alla fine della distillazione, la
presenza di un residuo rossastro solido, che non è stato raccolto.
Si è raccolto il distillato, incolore, e lo si è lasciato asciugare sotto cappa. Si sono preparati i
tubi per 1H-NMR e 13
C-NMR.
Il prodotto finale è stato pesato 1,594g, per una resa finale del 32,9%.
Per la determinazione dell’eccesso enantiomerico si veda la sezione relativa all’analisi al
polarimetro e alla cromatografia.

Calcolo della resa:


24

Analisi al polarimetro:

Si sono prelevati 60mg dell’etil (+)-(S)-3-idrossibutirrato sintetizzato, si sono posti in


soluzione in 5mL di cloroformio, così da avere una concentrazione di circa 1g/100mL, uguale a
1.2g/100mL. Il dato riportato in letteratura che è stato fornito, è [α]D20 + 38.6 (c=1,CHCl3).
L’angolo di deviazione registrato sperimentalmente è α=+0.334. Dunque il potere rotatorio si
trova grazie alla relazione:

Dove è solitamente indicato in dm, c è la concentrazione in g/mL.


Perciò si ha [α]Dt +27.8.
L’eccesso enantiomerico è perciò calcolabile come segue:

Dunque si riscontra un eccesso enantiomerico del 72%.


25

Spettri:

Cromatografia:
Si riporta il risultato della HRGC chirale, dal quale si può evincere l’eccesso enantiomerico e la
quantità relativa di reagente residuo.

Si nota che l’etil acetoacetato residuo, avente un tempo di ritenzione di 14 minuti circa, è stato
rilevato con un segnale avente un area percentuale minore dello 0.5% del totale. Anche non
conoscendo la risposta del recorder al reagente, si può affermare che la sua quantità relativa
residua è trascurabile, e la reazione è conclusa.
Le aree rilevate per i due alcoli prodotti sono dell’80% e del 10%, rispettivamente per l’alcol
(+) e (-). Dunque si può calcolare l’eccesso enantiomerico, dato che conosciamo la quantità
relative dei due stereoisomeri.

Dove ed sono le frazioni ottenute. Quindi si ha:

L’eccesso enantiomerico trovato è confrontabile con quello calcolato sperimentalmente


dall’analisi al polarimetro. Il valore medio dell’eccesso enantiomerico è 74.1 %.
26

IR:
Sottile strato di composto puro su pastiglia di NaCl.
Si notano tre picchi caratteristici dei gruppi funzionali presenti nell’etil (+)-(S)-3-
idrossibutirrato, oltre alla zona del fingerprint. Si nota innanzitutto la presenza di un picco wide
marcato del gruppo ossidrilico a 3446.66 cm -1. Inoltre, sono presenti due picchi sharp e strong
corrispondenti alla funzione esterea. A 1735.55 cm -1 si osserva il picco del legame carbonilico,
mentre a 2978.23 cm-1 si nota l’assorbimento del legame Et-OOC.

Figura 21: Spettro IR dell’etil (+)-(S)-3-idrossibutirrato


27

1 H-NMR:
Solvente: CDCl3
Sono riportati lo spettro completo e due ingrandimenti.

Figura 22: Spettro H-NMR completo

Figura 23: Spettro H-NMR, dettaglio


28

Nell’ingrandimento (Figura 23, sopra) , si nota un segnale allargato e debole, circa a 3.3 ppm,
probabilmente corrispondente all’idrogeno del gruppo ossidrilico.
Sono visibili anche:

- Il segnale corrispondente ai due idrogeni sul carbonio legato all’ossigeno nel gruppo
etossi, a 4.16 ppm. L’integrazione riporta però un numero di idrogeni pari a 3, e dunque
, basandosi anche sui dati di letteratura, si può pensare che il segnale relativo
all’idrogeno geminale con la funzione alcolica sia probabilmente mascherato dal
quartetto dell’etossi, perché non individuabile se non per integrazione. Questo infatti
cadrebbe a 4.22 ppm.
- Due picchi, integranti in totale per 4 idrogeni, in una regione da 2.0 a 2.5 ppm, che
dovrebbero integrare per 2 in base al numero totale di idrogeni presenti nella molecola.

Figura 24: Spettro H-NMR, segnali coalescenti

Dai dati riportati in letteratura forniti si può dedurre che il segnale registrato a 1.2-1.3 ppm è
relativo a due gruppi differenti di tre idrogeni, l’uno in posizione 4 sulla catena dell’estere, e
l’altro in coda al gruppo etossi. Essi hanno ppm simili in quanto l’intorno chimico non è molto
differente, avendo l’uno un gruppo alcolico vicinale, l’altro la funzione esterea. Nonostante il
segnale possa sembrare a prima vista un quartetto, da un’attenta osservazione si nota che i
picchi sono distanziati in maniera diversa, e i picchi più a sinistra hanno una J più grande,
anche se di poco (7Hz contro 6.5 Hz degli altri picchi). Dunque in realtà i segnali sarebbero un
doppietto più a destra, relativo agli idrogeni in posizione 4 sulla catena principale dell’estere, e
uno più a sinistra, relativo agli idrogeni del gruppo etossi. L’integrazione conferma il fatto che
gli idrogeni siano sei.
29

13 C-NMR:

Come solvente è stato usato cloroformio deuterato.


Lo spettro presenta sette segnali (tralasciando il tripletto dovuto al triclorometano deuterato),
mentre la molecola ha solamente sei carboni: questo è insolito perché il numero di segnali
spesso è indice di quanti carboni sono presenti nella molecola.
Si nota un segnale di tripletto molto intenso a 77 ppm circa, dovuto al solvente, CDCl 3. Il
carbonio, infatti, accoppia con 2H, avente I=1, e dunque avente spin orientato in tre possibili
posizioni, e questo provoca lo splitting del segnale in tre picchi di eguale intensità. Il segnale si
trova in questa parte dello spettro in quanto sono presenti tre atomi di cloro nella molecola,
che tendono a spostare il segnale verso gli 80 ppm.
In base alle diapositive poste a disposizione durante il corso, si possono assegnare i segnali ai
vari nuclei di carbonio:
- A 172.91 ppm si trova il segnale relativo al carbonio carbonilico dell’estere.
- Il segnale a 64.20 ppm è attribuibile al carbonio a cui è legato l’ossidrile.
- Il segnale a 60.62 ppm corrisponderebbe al carbonio legato all’ossigeno del sostituente
etossi.
- A 42.69 ppm si registra un segnale attribuibile al carbonio 3 della catena principale.
13
- Si registra un segnale a 30.87 ppm. Tuttavia, nell’esempio di spettro C-NMR dell’etil
(+)-3-idrossibutirrato riportato nel materiale del corso il segnale non è riportato.
- Il segnale a 22.34 ppm corrisponde probabilmente con il carbonio 4 della catena
principale.
- A 14.10 ppm si trova il segnale corrispondente al carbonio in coda al gruppo etossi.
30

Figura 25: Spettro C-NMR


31

Sintesi del dipeptide Ala-Leu-OMe

Reazione:
O O LeuOMe,
HOBT, EDC O NEt3
t tBuO N N
BuO N COOH CH2Cl2
H H
O N N

O
H
N COOMe H
tBuO N TFA N COOMe
H
CF3COO- H3N+
O
O

Reagenti:

N
N
N
OH
Idrossibenzotriazolo (HOBT)

H3C
N CH2CH2CH2 N C N CH2CH3 .HCl
H3C

N-etil-N’(3-dimetilamminopropil)carbodiimmide cloridrata (EDC.HCl)

H2N COOMe

Leucina metilestere (Leu-OMe)

Acido trifluoroacetico (TFA)

Procedura:

Si sono sciolti 0.506g di Boc-L-Ala-OH in 10 ml di CH2Cl2 per sintesi di peptidi. Si sono aggiunti
nel pallone a tre colli, posto in un bagno a ghiaccio e acqua e tenuto sotto agitazione, 0.353g
di HOBT e 0.604g di EDC HCl, dopodiché si è posto il sistema in atmosfera di argon. Si è
32

lasciato il sistema a 0°C per un’ora, e si è notato un cambiamento di colore da incolore a giallo
della soluzione.
Successivamente si sono aggiunti 0.481g di Leucinametilestere e 0.593g di N(CH2CH3)3. Si è
controllato con una cartina tornasole bagnata d’acqua che il pH della soluzione fosse 8-8.5 .
Dopodiché si è saturato nuovamente il sistema con argon e si è posto sotto agitazione
magnetica per 12 ore.
Al termine dell’operazione si è trasferita la soluzione, debolmente colorata in arancione, in un
pallone. Si è svaporato il solvente al rotavapor e si sono aggiunti al residuo così ottenuto circa
10mL di acetato d’etile. Si sono preparate dunque due soluzioni: una satura di bicarbonato di
sodio, e una soluzione al 2% in peso di acido citrico (1.003g in 50mL).
Si è quindi lavato il sistema una volta con 10mL della soluzione satura di NaHCO 3. Si è notata
effervescenza e separazione di due fasi, una soluzione incolore e una sospensione bianca,
superiore. Dopo il mescolamento la fase superiore si è colorata di giallo, e si è formata
un’emulsione. Successivamente si è lavato il sistema due volte con 10mL della soluzione di
acido citrico, poi una volta con 10mL di soluzione satura di bicarbonato di sodio e con 10mL di
acqua.
La soluzione organica è stata ainidrificata e il solvente è stato allontanato al rotavapor. Si sono
pesati 0.421g di prodotto, un olio giallastro, con una resa del 52%.
13
Si sono prelevati 17mg di composto per gli spettri 1H-NMR e C-NMR. Si è sciolto il prodotto
rimanente in 10mL di una miscela 1:1 di diclorometano e TFA.
Successivamente si è posto il sistema a distillare a riflusso per 10 minuti. Finita l’operazione si
è svaporato l’acido trifluoroacetico e si sono aggiunti all’olio residuo 15mL di etere etilico,
dopodiché si è posto il sistema di nuovo a svaporare. Si è ripetuta l’operazione per tre volte, in
modo da eliminare l’acido. Si sono pesati 0.357g di prodotto.
Si è determinata la resa finale: 40.9%.

Calcoli:

Resa intermedia:
(MWBoc-Ala-Leu-OMe=304uma)

Resa finale:
(MWAla-Leu-OMe+CF3COO=330uma)
33

Analisi al polarimetro:

Si sono sciolti 42mg di Ala-Leu-OMe in 5mL di metanolo, in modo da ottenere una


concentrazione di circa 1g/100mL, ovvero 0.84g/100mL. L’angolo di deviazione registrato
sperimentalmente è α=-0.109. Dividendo per la concentrazione espressa in g/mL si trova il
potere rotatorio specifico, [α]St -12.9

Spettri del didpeptide protetto, Boc-Ala-Leu-OMe:

IR:
Sottile strato di composto su pastiglia di NaCl.
Lo spettro IR mostra dei picchi tipici dello stretching del legame N-H, nonché del legame
ammidico. Lo stretching dell’N-H dovrebbe cadere fra 3170 e 3500 cm-1, con una banda per
ammine secondarie, dunque si può attribuire il picco strong a 3319.24cm-1 allo stretching N-H.

Figura 26: Spettro IR del dipeptide protetto Boc

Si notano anche le cosiddette “amide I band” ed “amide II band”, rispettivamente la banda


strong and sharp a 1743.95cm-1( solitamente a 1665± 30), e la banda a minore frequenza,
1666.37cm-1. Queste sono dovute a bending del legame N-H.7
La banda strong and sharp a 2958.99cm-1 è invece probabilmente dovuta allo stretching del
legame C-H.

7
Fonte dei dati di letteratura: http://www.cem.msu.edu/~reusch/VirtualText/Spectrpy/InfraRed/irspec1.htm#ir5b
34

La zona 1000-1500cm-1 presenta molti picchi, dovuti probabilmente ai gruppi esterei presenti;
tuttavia si confondono con i segnali della zona del fingerprint, e dunque sono di difficile
interpretazione.

Spettro 1 H-NMR:
In triclorometano deuterato.
Si riporta di seguito lo spettro registrato.

Figura 27: Spettro H-NMR, Boc-Ala-Leu-OMe

Dalla ricerca bibliografica effettuata, si sono ricavate delle informazioni che concordano molto
con il risultato sperimentale ottenuto.8 Tenendo presenti i dati di letteratura, e confrontandoli
con lo spettro registrato, si può affermare che:
- I segnali più shiftati sono corrispondenti agli idrogeni legati ai due azoti, infatti
integrano entrambi per circa 1H (0.87 e 0.78), e hanno una forma leggermente
allargata. Questa forma è dovuta alla presenza di diverse specie intermedie di scambio,
per cui il protone non dà la risposta tipica a picco, bensì una banda più allargata, come
nel caso del protone ossidrilico. I picchi si trovano a 6.6 ppm e 5.1 ppm, in accordo con
i dati di letteratura, che riportano gli shift 6.71 ppm e 5.15 ppm. Anche se la
molteplicità non si riesce ad osservare, dovrebbero essere due doppietti, in quanto

8
Documento trovato: A.K. Das et al. / Tetrahedron 61 (2005) 5027-5036, pagina 5033, articolo 4.1.6. Boc-Ala(1)-
Leu(2)-OMe. Si riportano i dati relativi alla spettrometrica H-NMR (CDCl3, 300MHz , δ ppm):
6.71 (d, J=6Hz, 1H); 5.15 (d, J=7.5Hz, 1H); 4.64-4.57 (m, 1H); 4.15-4.11 (m, 1H); 3.74 (s, 3H); 1.61-1.69 (m, 3H);
1.45 (s, 9H); 1.35 (d,3H); 0.93 (m, 6H).
35

entrambi accoppiano con un protone legato al carbonio vicinale (in accordo con dato
letteratura).
- I due segnali con molteplicità non chiara a ppm più bassi sono probabilmente segnali
relativi agli idrogeni legati al carbonio in α dei due amminoacidi. Dovrebbero avere, se
così fosse, una molteplicità tre per il protone della leucina e quattro per quello della
alanina. I due segnali sono rilevati a ppm in accordo con il dato di letteratura.
- A 3.7 ppm si osserva un segnale singoletto che integra per 3H, in accordo con il dato di
letteratura, che riporta uno shift di 3.74 ppm. Questo segnale corrisponde al gruppo
metossi sostituente nella leucina. Lo shift è caratteristico di protoni vicinali ad
eteroatomi.9

Figura 28: Spettro H-NMR, medie frequenze

- I segnali registrati a ppm compresi fra 1.5 e 2.1 sono leggermente discordi da quanto
riportato in letteratura. Infatti si osservano due picchi anziché un solo picco integrante
per tre idrogeni. Questi segnali dovrebbero corrispondere ai protoni legati al carbonio in
β e in γ al carbonile della leucina. Questi protoni infatti non dovrebbero presentare uno
shift marcato, in quanto non direttamente legati a gruppi con effetti deschermanti. La
presenza di un segnale allargato e con almeno sette punte visibili potrebbe sostenere
questa ipotesi, in quanto l’idrogeno legato al carbonio γ dovrebbe avere una
molteplicità di accoppiamento con sei idrogeni dei carboni terminali la catena laterale e

http://www.chem.wisc.edu/areas/reich/handouts/nmr-h/hdata.htm
9
36

due idrogeni legati al carbonio β della medesima. Quindi si dovrebbe avere in teoria un
tripletto di settetti. Questi non sono ben definite in quanto, come detto, il segnale dei
due idrogeni legati al carbonio β hanno shift molto simile a quello del suddetto protone,
e anche se il segnale fosse isolato, non si riuscirebbe ad osservare la molteplicità
teorica in quanto le punte si sovrapporrebbero. A riprova del fatto che i segnali sono
probabilmente dovuti ai tre idrogeni, l’integrazione del segnale da un risultato di 3H.
- A 1.45 ppm circa, in accordo con il dato di letteratura, si trova il segnale più intenso
dello spettro, che integra per 7.84. In realtà il picco dovrebbe corrispondere agli
idrogeni del gruppo tertbutilico del Boc, e dunque integrare per 9H.
- Il picco a 1.35 ppm, in accordo con i dati di letteratura, integra per 3H, ed essendo un
doppietto si può attribuire al gruppo metilico che costituisce la catena laterale
dell’alanina.
- A 0.9 ppm (dato letteratura: 0.93 ppm) si registra un doppietto che integra per 6
idrogeni, relativo ai due carboni terminali della catena laterale della leucina. Questi
infatti non risentono di particolari deschermaggi e quindi risuonano a campi alti.

Figura 29: Spettro H-NMR, dettaglio campi alti

Spettro 1 3 C-NMR:

In cloroformio deuterato.
13
Lo spettro C-NMR registrato è molto simile a quello del peptide deprotetto, e molti segnali
sono corrispondenti fra loro. Non si osservano un numero di segnali corrispondente al numero
37

dei carboni presenti; si distinguono i seguenti picchi:10


- Due picchi a campi bassi, attribuibili ai carboni carbonilici presenti. Questi si trovano a
173.17 e 172.31 ppm, in corrispondenza dello shift atteso per i gruppi carbonilici.
Tuttavia non compaiono tre picchi, che dovrebbero in teoria corrispondere al carbonio
carbonilico della leucina, dell’alanina e del Boc. Dovrebbero essere dei singoletti, non
accoppiando con alcun idrogeno (si intende in un ipotetico NMR del carbonio registrato
senza disaccoppiamento, perché in questo caso lo sono comunque, essendo lo spettro
disaccoppiato per ragioni di comprensibilità dello spettro).
- Verso i 76 ppm sono presenti i picchi del solvente deuterato, già commentati in altri
spettri.
- A 52.26 ppm e a 50.61 ppm sono presenti due segnali che si ritrovano nello spettro del
peptide deprotetto, e corrispondono probabilmente ai carboni in α nei due amminoacidi.
- A 41.5 ppm si osserva un segnale con shift tipico del carbonio del gruppo metossi
legato alla leucina, che si riscontra con uno spostamento simile anche nello spettro del
peptide deprotetto.
- A 28.23 ppm è presente un picco molto intenso, che è attribuibile, in base all’intensità e
allo shift, ai carboni terminali del gruppo tert-butilico del Boc. Questo segnale infatti
non si riscontra nel successivo spettro C-NMR del dipeptide deprotetto.
- A 24.23 ppm, 22.80 ppm e 21.76 ppm si osservano tre segnali probabilmente
riconducibili alla catena laterale della leucina e al metile dell’alanina. Infatti lo shift di
tutti gli altri carboni dovrebbe essere più elevato, a causa della presenza di eteroatomi
lungo la catena principale del dipeptide. Si ritrova un pattern di segnali simile nello
spettro del dipeptide deprotetto.

10
Dati relativi a spettro C-NMR, esteri: http://www.chem.wisc.edu/areas/reich/handouts/nmr-c13/cdata.htm
38

Figura 30: Spettro C-NMR del Boc-Ala-Leu-OMe

Spettri del didpeptide deprotetto,Ala-Leu-OMe:

IR:
Sottile strato di composto su pastiglia di NaCl.
Lo spettro IR del dipeptide deprotetto presenta una regione frastagliata a frequenze alte,
caratteristica degli spettri di sali organici. Infatti il prodotto finale della reazione è il sale
dell’acido trifluoroacetico del dipeptide. Si notano sempre in questa regione dello spettro dei
picchi probabilmente corrispondenti a quelli registrati nello spettro IR del peptide protetto, a
frequenze non molto differenti: un picco a 3089.66cm -1 e uno a 2964.16cm-1, che
rispettivamente dovrebbero coincidere con lo stretching N-H e con lo stretching C-H.
La zona del fingerprint è molto differente da quella del peptide protetto, ma anche in questo
caso ci sono due picchi riconducibili a quelli dell’”amide I band” ed “amide II band”, ovvero la
banda strong and sharp a 1733.13cm-1 (contro i 1743.95cm-1 dello spettro precedente), e la
banda a minore frequenza, 1673.60cm-1 (contro i 1666.37cm-1 dello spettro precedente).
È presente infine un picco strong and sharp a 1173.94cm-1, di dubbia interpretazione.
39

Figura 31: Spettro IR dipeptide non protetto, si noti la regione frastagliata tipica
dell'IR di un sale

Spettro 1 H-NMR:
In D2O.
Lo spettro del dipeptide non protetto è alquanto simile a quello del dipeptide protetto, in
quanto i due composti differiscono strutturalmente solo per l’assenza del gruppo protettore
Boc. Si ritrovano molti segnali già commentati per lo spettro precedenti, con shift lievemente
differente, in quanto l’intorno chimico in generale è cambiato. Si riporta di seguito lo spettro
del protone ed alcuni ingrandimenti.
Si osservano:
- Un segnale a circa 0.75 ppm, che integra per 6 protoni, attribuibile agli idrogeni dei
gruppi metilici terminali la catena laterale della leucina. Il segnale dovrebbe essere un
doppietto, in quanto i protoni sono chimicamente equivalenti, e accoppiano con un solo
idrogeno. Tuttavia il segnale presenta quattro punte, peraltro con intensità relative non
corrispondenti ad un quartetto, né ad altre combinazioni di J, come ad esempio un
doppietto di doppietti.
- Un doppietto a 1.35 ppm, integrante per 3H, relativo al gruppo metilico che costituisce
la catena laterale dell’alanina.
- Un segnale a circa 1.5 ppm, che integra per quasi tre protoni. Questo segnale dovrebbe
corrispondere ai due idrogeni legati al carbonio in β al carbonile della leucina, e dunque
dare un doppietto di doppietti, in quanto essi accoppiano con due idrogeni aventi
intorno chimico diverso.
- A 3.55 ppm un singoletto integrante per 3H, riconducibile ai protoni del gruppo metossi
sostituente il C terminale della leucina.
- A 4.30 ppm e 3.90 ppm, due segnali integranti ciascuno per 1H: un tripletto e un
40

quartetto. Questi sono attribuibili agli idrogeni legati al carbonio in α dei due
amminoacidi, in quanto quello della leucina accoppia con due idrogeni, mentre quello
dell’alanina accoppia con i tre protoni del gruppo in catena laterale. Lo shift è anch’esso
caratteristico e simile a quello registrato per gli stessi idrogeni nello spettro registrato
per il peptide protetto.11

Figura 32: Spettro H-NMR dell'Ala-Leu-OMe

11
Dati letteratura: http://www.chem.wisc.edu/areas/reich/handouts/nmr-h/hdata.htm
41

Figura 33: Dettaglio spettro H-NMR, campi alti

Figura 34: Dettaglio spettro H-NMR, campi bassi


42

Spettro 1 3 C-NMR:
In metanolo deuterato.
13
Anche gli spettri C-NMR del peptide protetto e non protetto, come gli spettri 1H-NMR degli
stessi, si somigliano.
Tuttavia si ricorda che il peptide è presente come sale di acido trifluoroacetico, e dunque lo
13
spettro del C-NMR presenterà dei picchi corrispondenti ai due carboni dell’acido.
Si riportano lo spettro del carbonio ed alcuni suoi ingrandimenti.

Figura 35: Spettro C-NMR dell'Ala-Leu-OMe

Lo spettro presenta un segnale intenso da 49 ppm a 51 ppm, dovuto al solvente utilizzato.


Infatti il carbonio accoppia con il nucleo di 2H, analogamente a quanto visto per il
triclorometano deuterato. Tuttavia, ora sono tre i nuclei di deuterio con i quali il carbonio
accoppia, e dunque, per la regola dell’accoppiamento dello spin nucleare, si ha un settetto.

Nell’equazione, n è il numero di nuclei accoppiati, I è il momento di spin nucleare degli stessi.


Dunque si ha un forte segnale splittato in sette, come in Figura 36 (sotto).
43

Figura 36: Splitting del segnale dovuto a CD3OD

Lo spettro presenta:12
- Due segnali corrispondenti a carboni carbonilici, l’uno a 175.02 ppm, l’altro a 172.14
ppm. Secondo i dati di letteratura, lo shift più grande si registra per il carbonio della
leucina, dunque il C terminale.
- Due segnali a 162.50 ppm e 161.94 ppm, dei quali almeno uno è attribuibile al carbonio
legato ai tre atomi di fluoro dell’anione del sale, secondo dati di letteratura. Il segnale si
osserva a shift molto grandi in quanto il fluoro è l’atomo più elettronegativo della tavola
periodica, e dunque descherma molto il carbonio a cui è legato.
- Due segnali a 120.30 ppm e 116.04 ppm, dei quali, anche in questo caso, uno è
riconducibile con buona probabilità al carbonio carbossilico dell’anione, secondo dati di
letteratura.

http://www.chem.wisc.edu/areas/reich/handouts/nmr-c13/cdata.htm
12
Dati per la spettrometria 13C-NM:
44

Figura 37: Ingrandimento C-NMR dell’Ala-Leu-OMe, campi bassi

In prossimità del segnale attribuito al metanolo d4 sono presenti due picchi ravvicinati, a 53.61
ppm e 53.11 ppm, che corrispondono probabilmente, in base ai dati di letteratura, ai due
carboni in α nei due amminoacidi. Nello spettro precedente si erano attribuiti a questi carboni i
segnali a 52.26 ppm e 50.61 ppm.
45

Figura 38: Picchi prossimi al segnale del solvente

Il segnale a 42.03 ppm è riconducibile al carbonio del gruppo metossi legato alla leucina, ed è
molto simile a quello registrato nello spettro del peptide protetto (41.5 ppm).
Sono presenti anche altri quattro segnali, di intensità relativa simile, a 26.75 ppm, 24.07 ppm,
22.48 ppm e 18.38 ppm. I primi tre sono attribuibili con buona probabilità ai carboni delle
catene in α ai due amminoacidi. Dai dati di letteratura è possibile ipotizzare che il segnale con
shift più piccolo corrisponda al carbonio del residuo metilico dell’alanina.

Figura 39: Dettaglio campi alti