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MICHAEL TOLKIN

IL GIOCATORE
(The Player, 1988)
Questo libro stato scritto
con il prezioso contributo
di Wendy Mogel e Louis Breger.
Questo libro dedicato
a Horace Beck e Olga Smith,
due ottimi insegnanti.
Non voi, riviste trimestrali e periodici austeri
che con zelo indagate nell'edificante mondo
delle formiche; n te, teatro sperimentale,
in cui l'Impatto Emotivo perennemente si sposa
con l'Intuizione Poetica; e nemmeno te,
vagante Opera Lirica, cos ovvia eppur vicina
al mio cuore... ma te, Industria Cinematografica,
te che amo!
Nei periodi di crisi dobbiamo stabilire,
ripetutamente, chi amiamo.
Frank O'Hara, To the Film Industry in Crisis
Quella strega venuta (vizza e vecchia)
a lavare le scale con straccio e secchia,
fu un tempo la bellissima Abishag
vanto e orgoglio del cine di Hollywood.
Troppi eran grandi e alteri e non son pi
perch tu metta in dubbio che quella lei fu.
Muori presto, evita il fato.
O se un tardo morire t' destinato
fa' in modo di morire in ricco stato.

Fa' tua la Borsa, tutta la Borsa Valori!


Occupa un trono, se questo bisogna:
non ti dar nessuno di vecchia carogna.
Alcuni hanno puntato sul loro sapere;
altre persone sull'esser sincere.
Per te, come per loro, questo pu forse valere.
Nessun ricordo di primo attore
pu ripagare il tardivo squallore,
o salvar la tua fine dall'orrore.
Meglio scendere ben ossequiati
circondati da amici comprati
che soli del tutto. Provvedi, provvedi!
Robert Frost, Provvedi, provvedi
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Proprio come sospettava Griffin, nell'ufficio di Levison era in corso una
riunione e lui non era stato invitato. Dal vialetto che portava agli uffici
amministrativi riusciva a vedere la parte posteriore del divano di Levison,
al secondo piano. Era gi finita la riunione? Levison stava stringendo la
mano a qualcuno, ma Griffin non riusciva a vedere chi fosse l'altra persona. Si rendeva conto per che il suo posto di lavoro era in pericolo. Non
sapeva se andare in ufficio o tornare nella sala proiezione da cui era appena uscito. Da l avrebbe potuto telefonare a Jan, la sua segretaria, per sapere se ci fossero dei messaggi. Per recarsi nel suo ufficio sarebbe dovuto
passare davanti a quello di Levison, e non gli andava di farsi vedere da Celia, la segretaria di lui, in quel momento di ignominia. Perch proprio di
ignominia si trattava.
Fiss il bloc-notes che aveva in mano, odiando Levison per avergli dato
quell'incarico. Levison gli aveva chiesto di assistere al debutto nella regia
di un produttore inglese, suo vecchio amico, e lui, per riguardo al suo capo
e alle amicizie che questi vantava, aveva fatto un'attenta valutazione del
film che Levison aveva detto di non avere il tempo di vedere prima di incontrarsi con il regista. Ma a Levison importava davvero del film, o lei suo

vecchio amico? Evidentemente non al punto di voler valutare personalmente l'uno o l'altro. Dopo ventun minuti di proiezione, Griffin avrebbe anche potuto smettere di visionare la pellicola, visto che di azione
ce n'era talmente poca, ma era rimasto ugualmente rintanato nella sala di
proiezione sapendo che Levison lo voleva irreperibile per qualche ora. Ci
era abituato, del resto, a eclissarsi al momento opportuno. Una volta, si era
nascosto addirittura a Parigi, in occasione dell'uscita di un film di cui aveva seguito personalmente la produzione: era un film orribile, e lui aveva
preferito prendere il largo, per non fare figuracce. Era successo solo l'anno
prima, quando tutto faceva pensare che Griffin fosse destinato a succedere
a Levison. Allora Levison sembrava proprio finito, invece aveva tenuto
duro ed era ancora al suo posto.
Griffin torn in sala proiezione. Aprendo la porta vide che gli addetti alla produzione di uno show televisivo stavano per visionare i giornalieri.
Non conosceva il nome di nessuno, ma tutti conoscevano il suo. Si scus
per l'intrusione e qualcuno l'invit a fermarsi. Ovviamente era solo un invito di cortesia, perci Griffin si affrett a richiudere la porta. Dato che la
starza di fronte era vuota, vi entr per telefonare a Jan.
Ufficio di Griffin Mill.
Sono io. Il tono era stanco, la voce di gola.
Le arrivata un'altra cartolina. Forse dovrei avvertire Walter Stuckel.
Stuckel era il capo dei servizi di sicurezza degli studios.
E questa cosa dice?
Griffin aspett che Jan frugasse tra la posta che aveva sulla scrivania.
C' scritto: 'Avevi detto che ti saresti fatto risentire. Sto ancora aspettando.'
E dall'altra parte cosa c'?
una cartolina umoristica: c' un carro trainato da muli, e sul carro un
enorme cocomero. Sotto c' una battuta di spirito: 'Li abbiamo belli grossi,
nel Texas.' Via, Griffin, mi lasci avvertire Walter!
No. Un cocomero? Credo di sapere di chi si tratta.
Me lo dica!
Se io lo dico a te, tu lo dici a Celia, dopodich lo sapranno tutti.
E cosa c' di male? La figura dello stupido la fa chi manda queste cartoline, non lei.
contagioso, credimi.
Cos' contagioso? Fare la figura dello stupido?
S. E poi lo so gi chi ... O Aaron Jonas o Steve Baylen. Pi probabil-

mente Baylen.
No, replic Jan. Non credo che queste cartoline le mandi un agente.
Se vuole il mio parere, il suo corrispondente segreto un autore.
Lo sapeva anche Griffin che doveva trattarsi di un autore. Le cartoline
arrivavano ormai da quattro settimane, e il giorno prima ne era comparsa
una anche nella cassetta delle lettere di casa sua. In quel momento ce l'aveva in tasca. Dovevano averlo pedinato fino a casa, visto che il suo indirizzo privato l'avevano solo gli amici. Ma chi mandava quei messaggi non
era certo un amico. Perch non aveva avvertito Walter Stuckel? Perch
quello sconosciuto gli faceva cos paura?
Jan, credimi, questo un mio amico idiota che mi fa uno scherzo altrettanto idiota. Ma parliamo d'altro: nessuna telefonata?
Nell'ufficio di Levison in corso una riunione di tutti i capisettore. Lei
non stato invitato.
Questa non una telefonata.
Pensavo che avrebbe dovuto saperlo.
Sono fuori dal gioco?
E chi lo sa?
Si salutarono.
Era marzo, e uscendo dalla sala di montaggio Griffin trov le strade tra i
teatri di posa completamente deserte. Chiss perch, l'eccitava l'idea che in
quel gran silenzio si annidasse tutto il significato di Hollywood... Era un'eccitazione che lo metteva quasi in imbarazzo, ingiustificata com'era: l
intorno non si aggiravano n orde di indiani n armate napoleoniche, non
c'era la minima traccia di attivit. Praticamente tutti dicevano di odiare
quella luce intensa, accecante, riflessa dai muri dei teatri di posa, ma Griffin non trovava affatto deprimente quella grande calma. Gli piaceva la sensazione di stordimento che provava in pieno sole, nelle ore centrali del
giorno - gli ricordava l'effetto della marijuana, il piacevole terrore di ritrovarsi fatto in pieno giorno, l'esaltazione di riuscire a cogliere l'essenza
stessa delle cose. Gli ardenti, abbaglianti meriggi di Burbank erano quasi
esperienze cosmiche per lui, e questo perch erano privi di scopo, perch
gli unici antidoti contro la luce - una luce identificabile, in un certo senso,
con quella della redenzione - erano il denaro, il lavoro, l'autorit. In che
senso?, si chiedeva. Nel senso che, se il Giudizio Finale l'unica ragione
della coscienza, il disagio creato dalla luce non pu essere che l'eco di
qualche profondo rimpianto.
Adesso era arrabbiatissimo con l'autore che gli mandava le cartoline. Ti-

r fuori dalla tasca quella che gli era arrivata il giorno prima. Paris la Nuit:
la Torre Eiffel, e, tutt'intorno, piccole vedute del Moulin Rouge, di una
fontana, di Notre-Dame. E il messaggio. Scritto a macchina, tanto che il
rivestimento di plastica della cartolina era strappato. Diceva: Avevi detto
che ti saresti fatto risentire. Ci eravamo visti, ti avevo esposto il mio soggetto, e tu avevi detto che volevi pensarci, che mi avresti fatto sapere qualcosa. Allora?
Il messaggio della prima cartolina era lapidario: Avevi detto che ti saresti fatto risentire. Era scritto a mano, con una grafia regolare - caratteri
un po' allungati e inclinati, ma a regolare distanza l'uno dall'altro. Sembrava il testo impersonalmente romantico di una lettera d'amore vista in primo
piano in un film. La cartolina doveva risalire agli inizi degli anni cinquanta, e vi si vedeva una ragazza sotto uno sgargiante ombrellone arancione,
su una spiaggia di Fort Lauderdale. La bagnante portava degli appariscenti
occhiali da sole e ostentava un forzato sorriso. Guardan dola, Griffin non
aveva potuto fare a meno di pensare a come le sarebbe piaciuto di avere finalmente su di s gli occhi di un pezzo grosso hollywoodiano. Qualche
giorno dopo era arrivata un'altra cartolina, con una spettacolare veduta della Torre Eiffel. Il messaggio era: Sto ancora aspettando la tua telefonata.
Il giorno successivo era arrivata la terza cartolina, con un'unica parola Allora? - e la fotografia dell'ultimo acquisto della flotta della United,
una versione accorciata del Boeing 747.
In seguito c'erano state altre tre cartoline, tutte senza messaggio.
Sul lato opposto della strada Griffin vide Mary Netter e Drew Posner,
del settore marketing. Si apprest a sostenere il loro attacco sfacciato.
Drew agit la mano con la petulanza del ragazzino di quinta che ha sempre
la battuta pronta.
Ehi, signor vicepresidente! esclam in tono ironico. Griffin si port la
mano alla falda di un immaginario cappello.
Che sangue freddo! osserv Mary. Mary aveva i capelli corti - solo un
mese prima erano tagliati a spazzola. Una volta, a un party, Drew aveva
chiesto a Griffin se gli sarebbe piaciuto sfregarsi l'uccello sulla testa di
quella ragazza. La risata di Mary aveva imbarazzato Griffin, che vedeva
nel proprio imbarazzo una dimostrazione di inadeguatezza, di incapacit di
stare al gioco.
La riunione di Levison era finita - Griffin vedeva attraverso la finestra il
divano vuoto. And in ufficio facendo il giro pi lungo, attorno all'edificio,
per evitare di passare davanti a Celia. La perdita del suo posto di lavoro

sembrava scontata. Certo, ci sarebbe stato un altro lavoro, un'altra casa di


produzione, ma probabilmente era svanita per sempre quell'aura di grandezza che lo circondava, e mai pi gli sarebbe capitato di essere a capo
della produzione di una casa cinematografica importante come quella, o
come la Universal, la Disney, la Columbia, la Paramount, la 20th CenturyFox. Quelli erano gli ultimi studios che sorgessero su un terreno tutto loro,
con tanto di teatri di posa e spazi circostanti. L si poteva indicare una costruzione e dire: L c'era il camerino di Alan Ladd, oppure: laggi
che abbiamo realizzato Susanna... E se era sentimentale da parte sua
compiacersi della storia che racchiudevano tutte quelle costruzioni, be',
che male c'era? Se l'Autore avesse saputo che lui era rimasto al fianco di
Levison in quest'ultimo anno sfortunato proprio perch non se la sentiva di
lasciare quegli studios cos speciali, avrebbe avuto un po' di comprensione
per lui, l'avrebbe considerato un essere umano come tutti gli altri, oppresso
dal solito fardello d'infelicit? Avrebbe capito che, anche se gli fosse stata
offerta la possibilit di diventare addirittura il capo di una casa cinematografica di Century City o Beverly Hills, lui con ogni probabilit avrebbe
detto di no perch la sola idea di lavorare in un grattacielo lo deprimeva?
Grandi case di produzione, come la Orion e la Tri-Star, avevano la loro sede in alti palazzi a uffici, e questo cosa cambiava? Moltissimo, ai suoi occhi, tanto che era sopraffatto dall'angoscia all'idea di dover presto rinunciare a veri studios con veri cancelli, e avere un lasciapassare per un garage
sotterraneo anzich un posto macchina personalizzato. Come si poteva realizzare un film in un palazzo a uffici?, avrebbe voluto chiedere. Era un attacco di sentimentalismo, ma si controll ed evit di indulgervi troppo.
Forse in realt la sua natura non era poi cos sentimentale. Se lo fosse stata
davvero, sarebbero forse andati meglio i film prodotti dagli studios? Eccolo l il centopiedi che a forza di elucubrare sulla propria tecnica di movimento, finisce inevitabilmente per incespicare!
Niente di ci che stava succedendo poteva considerarsi una sorpresa. Gi
da qualche mese Griffin aveva notato un leggero calo del numero di telefonate che arrivavano a Jan. Un pomeriggio, approfittando del fatto che
Jan si era allontanata dalla sua scrivania, Griffin aveva consultato le sue
annotazioni e aveva confrontato quelle relative alle telefonate pi recenti
con quelle riguardanti le telefonate dell'anno precedente: allora in tre giorni ne erano arrivate duecentonovantacinque, mentre negli ultimi tre giorni
ne risultavano appena duecentoundici. E anche se non si era preso la briga
di suddividere per genere le telefonate, aveva avuto la netta sensazione che

gli agenti continuassero a cercare di vendergli i loro copioni, ma che i registi non si facessero sentire altrettanto spesso. La gente rispondeva senza
problemi alle sue telefonate, ma qualcosa nell'aria annunciava che Griffin
Mill non era pi il numero uno. Chiss se l'autore delle cartoline si rendeva
conto che loro due erano nella stessa barca, che le stesse regole valevano
per tutti?
Quando Griffin entr nel suo ufficio Jan agit la mano sorridendo. C'era
una cartolina appoggiata alla macchina per scrivere. Hollywood by night.
Tre vedute della capitale mondiale del Glamour.
arrivata per caso alla contabilit, e loro ce l'hanno rimandata. Legga
dietro.
No.
Ma una ragazza che le manda, queste cartoline! Per forza.
Griffin prese la cartolina e la volt. Questa volta il messaggio era:
colpa mia o colpa tua?
Lei andato a un party, ha detto a una ragazza che avrebbe fatto di lei
una star, e se l' portata a letto. Poi le ha promesso di telefonarle, ma non
l'ha mai fatto. Insomma, l'ha incantata col suo sorriso da playboy, e se l'
fatta.
Non ho certo bisogno di raccontar balle alle donne!
Mio caro, tutti gli uomini raccontano balle alle donne. Ce l'hanno nel
sangue.
Griffin ebbe un attimo di lucidit e sorrise, si rilass, si pieg in avanti,
port la faccia vicino a quella di Jan, e, per la prima volta da settimane, si
piacque. Touch disse. Ma non capita spesso. Di regola non me la faccio con le attrici.
Ma se hanno delle gambe cos belle!
Sar franco: non questione di lunghezza, ma di tatto. Di pelle. La
stessa qualit che fa le star... La luce che irradiano. Ecco cos' successo:
c' stato un party, e io non ero sbronzo, ma lei s. Mi ha chiesto di riportarla a casa. Io l'ho riportata a casa e ci sono rimasto per qualche ora. Molto
divertente.
E adesso la ragazza vorrebbe che lei la facesse diventare una star, solo
che Griffin Mill non si ricorda nemmeno il suo nome. Si fatta incantare
dal suo sorriso, senza sapere che quel sorriso come la sua macchina...
Destinato a sparire insieme al posto di lavoro!
Griffin fece finta di niente, ma si accorse dall'espressione dispiaciuta di
Jan che la ragazza si era gi pentita della battuta cattiva. Insistette con la

sua versione dei fatti: Sei pronta al fuoco d'artificio finale? Lei gi una
star. Una star della televisione, e vuole sfondare nel cinema. Sa che non ce
la far mai, ma vuole tentare lo stesso. E si messa in mente che io potrei
aiutarla.
Ma allora perch non firma col suo nome? Forse lei mi sta mentendo.
Forse quella ragazza non affatto una star della televisione... Come pu
conoscerla se non accende mai il televisore? Via, sia sincero, si vergogna
di ammettere di aver avuto una notte di fuoco con una di cui nemmeno ricorda il nome...
Be', forse non proprio una star, disse Griffin, cercando di dare a intendere che gli bruciava essere stato sorpreso a bluffare. Poi torn all'attacco: Ma tu lo sai perch lei non firma? Perch vuol essere originale. D
per scontato che io mi ricordi di lei... Caspita, la ricordano tutti! Non firma
le sue cartoline proprio come i cattivi autori senza agente fanno disegni
spiritosi o scrivono battute di spirito sulle buste dei copioni che mandano
ai registi famosi. Disegnano degli enormi nasoni che spuntano dal lembo
della busta, o una corona di stelle attorno al nome del regista, pensando
che se non riescono a essere bravi possono almeno essere 'diversi'. Vanno
nei negozi di gadgets che stampano il nome della gente sui titoli di finte
prime pagine, e accludono queste scempiaggini ai loro copioni, come lettere di accompagnamento. Titoli del tipo: 'Steven Spielberg vince l'Oscar per
aver diretto un film scritto da... quello scemo di Pinco Pallino'.
Nel titolo non c' scritto 'quello scemo'.
Non ce n' bisogno.
Vedr che un giorno o l'altro quella ragazza firmer col suo nome. E
magari le telefoner. Lei se la sentirebbe di rivederla?
Far quello che mi dirai tu.
Griffin, se quella ragazza telefona o si decide a firmare una cartolina,
sia carino con lei. Se le ha fatto delle promesse, le mantenga!
Sarai la prima a saperlo.
La seconda, corresse Jan. Per lei l'argomento era chiuso.
Il risentimento di Griffin assunse una vita propria e gli fece ricordare un
party, i lunghi capelli di un'attrice, una serie di baci e di promesse. Quella
stessa sera, mentre era a cena con Dick Mellen, il suo avvocato, Griffin si
sent farfugliare qualcosa a proposito di cartoline e attrici. Mellen - sessantacinque anni, capelli d'argento, abbronzatura perfetta - aveva conosciuto
Bogart, aveva bevuto con Bogart una dozzina di volte, ed era proprio questa la ragione per la quale Griffin l'aveva preso come suo legale. Mellen

non diede alcun peso alle cartoline.


Dalle una particina in qualche film, sugger.
Ma se non sa recitare? Griffin si accorse con sorpresa, e con una certa
stizza, che il proprio tono tradiva lo sgomento.
Sai come si faceva ai vecchi tempi? Si sfruttava una scena ambientata
in un carcere, nel giorno di visita. Lunghe carrellate sui vari spar con il
telefono. Ogni moglie e amica aveva il suo bel primo piano... ed erano tutte amanti di qualche executive o del produttore!
Ma lei la star di una serie televisiva!
Quale?
Ho giurato di non dirlo.
Griffin, non il caso di scherzare.
Visto che una persona adulta, avr pur diritto a un po' di privacy!
No. Gli adulti sfruttano tutto a proprio vantaggio, e non si preoccupano
certo degli scandali. Perlomeno cos che vanno le cose in questa citt. Se
lei furba, il suo agente si metter in contatto con Levison per combinare
qualcosa.
Griffin si era accorto di aver perso credito agli occhi di Mellen, non per
via dell'attrice, ma per aver fatto sembrare le cose cos assurdamente difficili.
Mellen cambi argomento. Ti renderai conto che in questo momento il
tuo lavoro tutt'altro che sicuro...
Andr tutto bene, stiamo facendo degli ottimi film, replic Griffin.
Era quello che gli altri si aspettavano di sentirsi dire da lui, ma a lui, personalmente, il tono dell'ottimistica affermazione non sembrava affatto
convincente. La bugia sull'attrice gli aveva fatto perdere il ritmo, e adesso
ogni sua espressione aveva un che di falso.
Credo stiano assumendo Larry Levy.
Griffin sbuff, e nel farlo si sent enormemente a disagio, per la stizza di
non riuscire a mantenere il sangue freddo, di accusare il colpo come un
pugno in piena faccia, di prender cos male la notizia. Normalmente cercava di non sbuffare, di controllare le proprie reazioni, di nascondere il pi
possibile sia la contentezza che il malcontento. Di solito riusciva a dar
prova di grande self-control: mentre gli altri executive lanciavano gridolini
di gioia e si davano pacche sulle mani se il pubblico applaudiva all'anteprima di un film, lui se la teneva tutta dentro, la soddisfazione. Adesso, invece, non riusciva a non sbuffare e a restare impassibile come prescrivevano le sue regole ferree. Perso ormai totalmente il controllo, si lasci sfug-

gire persino un'osservazione odiosamente banale: Larry Levy un cretino.


Intendi dimetterti? Secondo me non dovresti farlo.
Mi piacerebbe lavorare per la Columbia.
Non puoi rimettere indietro l'orologio! Quel lavoro era stato offerto a
Griffin un anno prima, e Griffin l'aveva rifiutato. Voleva il posto di Levison, e in giro si diceva che l'avrebbe ottenuto. Erano voci infondate.
Tieni gli occhi ben aperti, raccomand Griffin - un altro stupido luogo
comune.
Lo sto gi facendo, rispose l'avvocato.
Griffin aveva una gran voglia di confessare a Mellen che tutta la storia
dell'attrice era una frottola. Se avesse detto la verit, il divario tra i suoi
pensieri e le sue parole si sarebbe colmato? O una purificazione era impossibile senza ulteriori sacrifici e ulteriore lavoro?
Un nuovo pensiero si affacci alla sua mente e lo fece star male: avrebbe
finito per fare il venditore, di immobili o di macchine. Se avesse perso il
suo posto di lavoro in quella specie di gioco delle sedie, sarebbe stato inevitabile l'esilio da Hollywood. Non sarebbe stato un esilio immediato: se
non fosse riuscito a trovare un posto di rilievo in una grande casa cinematografica, avrebbe prima riscosso i favori che gli erano dovuti - probabilmente una star o un regista per i quali si era battuto gli avrebbero affidato
il proprio ufficio, l'incarico di reperire materiale, magari gli avrebbero persino fatto produrre qualcosa, se avesse seguito il progetto fin dall'inizio.
Ma se i suoi film avessero fatto fiasco e il nuovo gruppo di executive rampanti avesse visto in lui un uomo che aveva ormai fatto il suo tempo... dove sarebbe andato a finire? In case cinematografiche pi piccole, con pochi
mezzi e pochi contatti, che l'avrebbero assunto in virt delle sue conoscenze senza capire che i suoi agganci non contavano niente, essendo lui stesso
ormai fuori dal giro. Alla fine sarebbe caduto in disgrazia, e tutti si sarebbero resi conto che era vecchio e finito. Un giorno o l'altro si sarebbe trovato a corto di quattrini e il giorno dopo avrebbe messo in vendita la sua
casa, avrebbe affittato un appartamento da qualche parte, e si sarebbe cercato un lavoro lontano da Hollywood, dal mondo del cinema. A quel punto
avrebbe avuto... quarant'anni? Cerc d'immaginarsi quarantenne, a vendere
macchine tedesche a giovani produttori ed executive di case cinematografiche. Gli sembrava gi di vedere l'inserzione sul giornale: Salve, sono
Griffin Mill. Volete che vi aiuti a mettere il professionista dello show business al volante di un gioiello di macchina? Perch non uccidersi subito?

Le sue fantasie si conclusero con un funerale, e una folla di amici impietositi.


Non stette nemmeno a chiedersi di che cosa sarebbe morto a quarant'anni. D'imbarazzo, era ovvio! Scacci dalla mente quei pensieri, e cerc
d'immaginarsi nelle vesti di un indipendente di successo - un vero produttore, un uomo di talento, da temere. Niente. Un quadro cos roseo non voleva venir fuori, c'erano troppe interferenze da parte di quel casino che era
la sua vita. Sapeva gi come sarebbe stata interpretata l'inserzione dell'aspirante venditore di Mercedes da chiunque l'avesse conosciuto in passato:
Salve, sono Griffin Mill. Ero un tipo promettente, ma mica ce l'ho fatta.
Una volta a casa, e a letto, Griffin si concentr nel buio sull'uomo che gli
spediva le cartoline, cercando di entrare con la propria mente in quella dell'Autore per chiedergli di farla finita con quei messaggi. Se la notte una
creatura viva, pensava Griffin, ci che le dico adesso in camera mia lo
dir lei a te, in camera tua.
Lasciami in pace!
Mi dispiace di non aver mantenuto la mia promessa, ma cosa ci vuoi
fare... Cos la vita!
Ma i pensieri, appena preso il volo, cadevano nel bel mezzo del letto,
stecchiti. Griffin immagin la distanza tra s e il misterioso corrispondente
come una serie di successivi scomparti bui e parl ad alta voce, saggiando
l'aria con la voce e ricevendo in risposta solo una leggera eco. Ehi, sono
io, Griffin Mill. Ti avevo detto che mi sarei fatto risentire... be', eccomi
qua. Per favore, smettila di mandarmi quelle cartoline! Ci penso in continuazione, sono un elemento di disturbo. Senti, se scopro chi sei prima che
ti identifichi o che la smetta di spedire cartoline, puoi sognartelo che ti dia
mai del lavoro!
Trov alquanto stupida l'ultima parte e s'immagin un pubblico che, perfettamente d'accordo con lui, dicesse: S, Griffin, quella patetica minaccia
proprio stupida. La sensazione che qualcuno lo stesse osservando gli
sembr un buon segno, un sintomo del superamento della prova.
Il mattino dopo fece colazione con Levison al Polo Lounge. S'incontravano tutti i mercoled. L'appuntamento faceva talmente parte della loro
routine che non sentivano nemmeno il bisogno di confermarselo a vicenda
- si facevano vivi solo se c'era qualche impedimento.
Hai letto qualche bel copione ultimamente? chiese Levison.
Chinatown.
Gi fatto.

Io l'ho letto solo la settimana scorsa.


Adesso non lo farebbero di sicuro, lo sai anche tu. Non farebbero
nemmeno La febbre del sabato sera.
Griffin sorrise. Il soggetto della frase siamo noi due, te ne rendi conto?
Sono solo io. Tu lo sei in parte, ma non del tutto. A Griffin non piacque per niente il sorrisetto ironico di Levison. La battuta sarcastica, per,
gli era sfuggita suo malgrado, e ne sembrava gi pentito. Nella Febbre
del sabato sera Travolta vince la gara di ballo, ma trae poca soddisfazione
dalla vittoria perch si rende conto che il mondo delle discoteche un
mondo vuoto. Te ne rendi conto anche tu, adesso?
Lui cresce nel corso della storia. Cosa conta l'ambiente? E poi la musica fantastica. E sono fantastici anche i balli.
Lascia perdere, Griffin. Il finale ironico. Il pubblico troppo arrabbiato, troppo insofferente. Odia l'ambiguit, vuole che tutto abbia un lieto
fine.
Perch ieri io non c'ero, alla riunione? Attacco.
Potrebbero esserci dei cambiamenti.
Io sono ancora dentro, o no?
Tra poco Larry Levy sar dei nostri, annunci Levison con calma.
Di quel che faccio voglio render conto solo a te, direttamente, senza
passare per Levy. Se devo aver Levy come tramite, mi dimetto.
Non puoi dimetterti. Non te lo consento, e alla scadenza del tuo contratto manca ancora un anno e mezzo. Se provi ad andartene ti metto i bastoni tra le ruote! Non cercare offerte da altri studios. Io ti ho sotto contratto e se mi pianti delle grane faccio valere i miei diritti per via legale, obbligandoti a venire in ufficio tutti i santi giorni senza fare un bel niente. Rilassati. Levy un ragazzo molto brillante e, dato che era disponibile, mi
sembrato opportuno accaparrarmelo. un tipo in gamba. Proprio in gamba.
Lo conosco, disse Griffin, seccato.
Pu farci un sacco di bene.
Allora non sono pi io il cavallo vincente della scude ria?
Non lo sei pi da un anno. E non lo sono pi nemmeno io. E a un certo
punto non lo sar pi nemmeno Larry Levy. Senti, se proprio vorrai andartene, non ti fermer. Per vorrei che restassi. Ho bisogno di te, Griffin, ma
posso capire quello che provi. Scordati quel che ho detto a proposito dell'azione legale. Se ti sar proprio impossibile condividere il potere con un

altro, ti offrir un'alternativa: fare il produttore.


Gi, cos Variety potr farmi dire: ' l'occasione che aspettavo da
quando ho messo piede a Hollywood. Sono elettrizzato!'
Non fare il sarcastico. Levison vers un'altra tazza di caff, che Griffin accett controvoglia. Per tutta la giornata il caff gli diede i bruciori di
stomaco e la sgradevole sensazione di scivolare su una superficie sdrucciolevole senza riuscire a trovare un appiglio.
In ufficio Jan gli consegn una specie di libretto intitolato Dieci vedute
del Sud della California: una serie di cartoline piegate a fisarmonica, fermate da una linguetta che sporgeva dall'ultima cartolina. La parte anteriore
recava non solo l'indirizzo, ma anche alcuni disegni che enfatizzavano al
massimo le attrazioni pi famose. Il Cervino di Disneyland risultava grande come l'Everest; le tavole su cui baldi giovanotti volteggiavano sulle onde di Malibu avevano le stesse dimensioni di una portaerei; una cinepresa
montata su un cavalletto pareva il Colosso di Hollywood. L'ultima cartolina della serie, quella che chiudeva il libretto, mostrava lo splendido lago
Arrowhead, ad appena un'ora di distanza dalle partite di golf e dalle uscite
in barca a vela pi entusiasmanti del mondo. Griffin apr il ventaglio di
cartoline. Questa volta il messaggio era scritto a macchina.
Caro Griffin,
sto ancora aspettando la tua telefonata. Avevi detto che ti saresti
fatto risentire. La mia segreteria telefonica sempre inserita, perci non puoi dire di aver telefonato e di non aver trovato nessuno.
Io ti avevo esposto il mio soggetto, tu mi avevi detto che volevi
pensarci, che ti saresti fatto risentire. Il mio agente mi aveva assicurato che la tua promessa di richiamarmi faceva ben sperare. Be',
ho aspettato abbastanza. Mi hai mentito. chiaro che non hai nessuna intenzione di farmi lavorare per i tuoi studios. A nome di tutti gli autori hollywoodiani che sono presi per i fondelli da
executive che non ne capiscono un'acca del cinema, che capiscono solo i successi di cassetta della settimana prima e non sanno
nemmeno cosa sia la passione per il cinema, io ti uccider.
Griffin ripieg la serie di cartoline.
Allora, chi ? chiese Jan. L'attrice?
Dice che si divertita un mondo con me e vuole sapere se possiamo
cenare insieme al pi presto. Si rende conto di quanto sia difficile passare

dalla televisione al cinema, ma vuole provarci ugualmente, e non mi ritiene


obbligato a mantenere le promesse fatte da sbronzo.
Che cosa mi trattiene?, si chiedeva Griffin. Perch non ne parlo a Stuckel? Sarebbe cos facile mostrargli le cartoline! Griffin pensava con disgusto alle imbarazzanti premure di Stuckel - al suo braccio attorno alle
spalle, ai suoi amichevoli consigli di crearsi un sistema di sicurezza, di farsi scortare da una guardia del corpo, di indagare tra gli amici. Si sarebbe
saputo in giro che Griffin Mill era nel mirino di qualcuno. Un bel marchio
da portarsi addosso!
Chiam Jan. Star al telefono per un bel po'... una cosa importante.
Di' a chiunque voglia parlare con me che mi potr trovare pi tardi. Poi
compose il numero dell'ora esatta, in modo che la spia luminosa sull'apparecchio di Jan desse l'impressione che lui fosse al telefono con qualcuno e
non potesse venir disturbato. Prese l'ultima cartolina e and a sedersi sul
divano. Subito dopo si alz e and a prendersi un succo di pomodoro dal
frigobar. Torn a sedersi, appoggi la cartolina sul tavolino davanti al divano e cerc di respirare profondamente. Nella stanza c'era un gran silenzio.
Alcune parole spiccavano con lo stesso rilievo delle vedute della California disegnate sul frontespizio del blocchetto di cartoline. Il mio soggetto... Il mio agente... Tutti gli autori...
Griffin sfogli le pagine dell'agenda. Tre o quattro volte alla settimana
riceveva autori sconosciuti che venivano a proporgli i loro soggetti. Quasi
nessuno di loro aveva mai realizzato un film. Griffin non ne ricordava pi i
nomi, le facce. Ricordava a malapena i soggetti che gli erano stati proposti
nelle ultime due settimane. Di quei colloqui gli rimanevano impressi nella
mente solo l'ostentato entusiasmo, il deliberato ottimismo, la sfacciata allegria, il panico triste, imbarazzato, a volte. Un autore era stato da lui solo
il giorno prima, eppure il suo nome gli era gi sfuggito. Dovette cercarlo
sull'agenda: Doug Krieger. Doug Krieger, senza perdere tempo in preamboli, aveva cominciato subito, con grande slancio, a esporgli dettagliatamente il suo soggetto, partendo dall'effetto di silenzio che si sarebbe creato
non appena fossero scorsi i titoli di testa accompagnati dal rullo di cento
tamburi del Ghana. Cercava di vendere una stupida storia avventurosa ambientata in Africa. Chi mai avrebbe tratto un film da un soggetto simile?
Griffin guard i nomi degli altri autori. A nessuno si concedeva pi di
mezz'ora, e si ricevevano al massimo quindici persone al giorno. Alcuni
autori cercavano di condensare i loro soggetti in venticinque parole, pi o

meno, secondo i dettami di una metodologia desueta. Parlavano di arco


della storia, usavano un linguaggio cifrato che comprendeva espressioni
come paradigma ed effetto urto. Erano precisissimi. Al ventitreesimo minuto lei scopre... Che cosa diamine poteva scoprire quella? Che il
film non si sarebbe mai fatto. Parlavano delle regole del genere, e quanto al casting sapevano gi tutto: Jeff Bridges e Meryl Streep sono bloccati
nella camera blindata della banca... E mescolavano con disinvoltura i vari
film: Vede, una via di mezzo tra Senza via di scampo e Doppio taglio,
con un pizzico di Sentieri selvaggi...
Altri autori cercavano di conversare per una decina di minuti prima di
esporre il loro soggetto, per creare un clima di amicizia. Parlavano di politica, o cercavano di fare saccenti lezioni d'arte. Altri ancora avevano paura,
si ritrovavano con la bocca secca nel bel mezzo della loro esposizione; accorgendosi della noia di Griffin, erano presi dal panico. C'era chi chiacchierava con la massima disinvoltura con Jan, come se tra loro ci fosse un'amicizia di vecchia data, e perdeva poi ogni baldanza non appena metteva piede nell'ufficio di Griffin. Per non parlare di quelli che stavano seduti
sul divano con aria sussiegosa ed esponevano i loro soggetti in tono monotono e distaccato, con gli occhi fissi al soffitto. A cosa miravano? Facevano una pausa prima del momento in cui, ne erano sicuri, Griffin sarebbe
stato costretto ad alzarsi di scatto, precipitarsi alla scrivania, tirar fuori da
un cassetto il suo libretto di assegni e redigere il loro lasciapassare per una
leggendaria carriera, per quella supervita che era scritta nel loro destino,
nel loro codice genetico - una vita di totale armonia in cui persino i momenti difficili sarebbero stati epici, in cui alla confusione sarebbe subentrata la tragedia, e alla felicit l'estasi. S, Griffin Mill era in grado di consacrarli, di far di loro degli dei, di concedergli qualsiasi cosa, persino le vacanze di Natale ad Aspen con Jack Nicholson.
Alcuni lavoravano in coppia, come i borseggiatori e i poliziotti, e ciascuno finiva le frasi dell'altro, lo contraddiceva scherzosamente, o palesava
istinti omicidi se l'altro rovinava la parte saliente dell'incredibile storia che
avrebbe fatto affluire i quattrini nelle tasche di entrambi. A volte gli autori
affrontavano apertamente l'argomento quattrini, parlavano di quanto avrebbe incassato il film nella prima settimana di programmazione se il ruolo del protagonista fosse stato affidato ad Harrison Ford, e di quanto sarebbero invece calati gli incassi se al posto di Ford ci fosse stato un attore diverso.
Si presentavano con grandi idee - ribellioni, divorzi, vendette, questioni

d'onore. Offrivano una certa atmosfera - passionale, avventurosa, divertente. Ogni idea rappresentava un milione di compromessi tra il film che sognava il soggettista, quello realmente immortale, frutto delle brillanti associazioni della sua mente, libere ma sempre lucide e pertinenti, e la versione
che di quel sogno avrebbe dato la casa cinematografica, alle cui esigenze
di produzione lo scrittore si sacrificava elaborando quella cosa banale che
una storia. Gli autori accettavano di buon grado tali compromessi in
cambio della mezz'ora di colloquio con Griffin Mill, di quell'occasione unica di imporre il proprio genio a un mediatore che conosceva cos bene i
gusti dell'America.
Griffin non diceva mai di no.
Gli autori facevano i loro discorsi, poi aspettavano la sua reazione. Se lui
li avesse scaricati apertamente loro avrebbero potuto metterlo in difficolt
chiedendogli il perch di quel rifiuto, dopodich sarebbero tornati alla carica - uno sforzo del tutto inutile. A volte Griffin faceva qualche domanda
sull'ambientazione, o muoveva qualche blanda critica alla scarsa presa sul
pubblico del personaggio principale, ma faceva sempre in modo che i suoi
interlocutori uscissero dal suo ufficio con la convinzione di avere una
chance, anche se esigua. Talvolta, nell'accompagnare gli autori alla porta
indicava loro le fotografie, protette da un vetro ma non incorniciate, che
erano appese alle pareti del corridoio - celebri inquadrature di film di successo prodotti dagli studios - e ci per far capire ai potenziali collaboratori
che la sua porta era sempre aperta, ma solo a chi gli portava soggetti tanto
validi da poterne ricavare immagini altrettanto efficaci. Baci appassionati
sullo sfondo di una citt in fiamme. Sommergibilisti ansiosamente aggrappati a un periscopio. Soldati a cavallo che lasciano un forte. Lo smascheramento dei colpevoli. L'arrivo di un'astronave. La rappacificazione tra due
innamorati. Strani individui (tesissimi, presumibilmente innocenti) appesi
a esili appigli ad altezze vertiginose. Mostri. Donne urlanti. Comportamenti assurdi e grotteschi. Aviatori che corteggiano la figlia del capitano. Erano scene come queste, fatte di amore, sangue, velocit, che esprimevano lo
spirito del cinema.
Griffin si aspettava che sulla base del suo silenzio gli autori capissero,
dopo qualche giorno, di non aver superato la prova.
Adesso per gli era sorto il dubbio che fosse sleale differire nel tempo
una delusione cos amara.
Che cosa succedeva dopo che gli scrittori uscivano dal suo ufficio? Se
avevano l'impressione che il colloquio fosse andato bene pensavano che da

quel momento la loro vita sarebbe cambiata, o, per meglio dire, sarebbe
cominciata la loro vera vita? Quanto tempo doveva passare perch qualche
guastafeste dicesse loro, con una pacchetta d'incoraggiamento sulla spalla:
No, non ci siamo, non ancora arrivato il tuo turno? E a quel punto che
ne era di quei poveracci, soli e vergognosi sotto l'implacabile sole della loro vita di sempre, che li bruciava con la coscienza del fallimento, con la
frustrazione?
D'altra parte, se lui faceva perdere tempo agli altri, non perdeva anche il
suo? Non era in fondo anche lui un pignolo che appuntava spilli colorati su
un tabellone ogni volta che faceva una promessa, e piangeva poi per tutti
gli spilli inutilmente acquistati e sistemati, per il fatto che il tabellone fosse
coperto di spilli che nessuno gli diceva come utilizzare? Delle promesse
fatte aveva perso il ricordo.
E tutti quei colloqui?, si chiese Griffin riprendendo a sfogliare l'agenda.
Quanti ce n'erano stati! Alcuni avevano dato luogo a contratti, altri a film,
ma solo se gli autori avevano alle spalle dei produttori, o si erano gi fatti
un nome, o erano sulla lista dei papabili, o avevano gi venduto e realizzato qualcosa. L'autore delle cartoline non figurava su nessuna lista. Probabilmente aveva scritto un buon copione, qualcosa che aveva attratto l'attenzione di un buon agente, e l'agente si era messo in contatto con alcuni
dirigenti di case cinematografiche che in seguito alle sue pressioni avevano
acconsentito a ricevere l'autore. Il fatto che nel messaggio si dicesse che
ci era per l'agente un buon segno faceva sospettare a Griffin che questi
non conoscesse molto bene la persona in questione. Certo, Griffin avrebbe
potuto fare un elenco di tutti gli autori e dei rispettivi agenti, per poi indagare sui nomi meno familiari, ma avrebbe dovuto farsi aiutare da Jan. E
questa non gli sembrava affatto una buona idea.
2
Griffin chiese a Jan di chiamargli Mary Netter e dopo un attimo si sent
dire che Mary era in riunione. Griffin precis che si trattava di una cosa
importante, Jan gli disse di restare in linea, e poco dopo Mary venne all'apparecchio.
Cosa c'? Sono in riunione.
Devo farti una domanda: quanto tempo bisogna aspettare perch sia legittimo ritenere di aver aspettato abbastanza?
un problema che riguarda un copione?

S.
Che cosa si sta aspettando?
un problema di etichetta, riguarda una lettera di ringraziamento.
Quanto tempo lecito aspettarla?
Qualcuno ha mandato un regalo e, non ricevendo due righe di ringraziamento, si arrabbia?
Gi. Si arrabbia tanto da fare una scenata.
Possibile che uno se la prenda tanto? Cos', una commedia?
Per il momento solo un soggetto.
Se non si tratta di una commedia, il risentimento non si spinge mai fino
a quel punto. Un'indignazione del genere non si addice al protagonista di
un film serio. Di chi il soggetto?
Non ha importanza al momento. Allora, quanto tempo si deve aspettare
per ritenere legittimamente di aver aspettato abbastanza?
Be', se faccio un regalo e considero speciali tanto il regalo che la persona a cui lo faccio, mi elettrizza immaginare la scena della persona che
apre il mio pacchetto. Specialmente se si tratta di una ragazza: mi sembra
gi di vederla metter via con cura il nastro... Perch io li conservo, i nastri.
Se il regalo spedito per posta, o viene consegnato dal negozio, quanto
tempo pu passare? Tre giorni se il destinatario abita in citt, una settimana se vive a New York? Se il regalo bello e per due settimane non arriva
nessun cenno di riscontro, si ha tutto il diritto di arrabbiarsi... sempre che il
regalo sia arrivato a destinazione e che il destinatario non sia stato investito da un camion nel frattempo. pensabile che l'oggetto sia ormai nelle
mani della persona a cui destinato e le sia piaciuto moltissimo, ma la persona non dice una parola. Che taccia^ imbarazzata, perch il regalo non le
piaciuto per niente? possibile?
Possibilissimo.
Se si pensa che il regalo non sia stato gradito, non si certo contenti.
Anzi, si alquanto risentiti e si rimpiange di aver fatto quel regalo. Forse
era troppo estroso e chi l'ha ricevuto non sa cosa dire. Forse si sopravvalutata l'amicizia, o la si vista dove non c'era. Si mandato qualcosa di valore a una persona che in realt non ci mai stata amica e che adesso addirittura spaventata perch solo un pazzoide potrebbe essere tanto generoso
con un semplice conoscente. A ogni modo, chi ha fatto il regalo ha tutto il
diritto di arrabbiarsi dopo un paio di settimane, se una persona normale.
Se poi un tipo che se la prende molto, dopo quattro o cinque settimane
potrebbero anche venirgli istinti omicidi...

Chi ha parlato di istinti omicidi?


pi divertente se vengono anche quelli, no? Non era una commedia?
Me lo dirai dopo aver letto il copione, quando sar stato scritto.
Fine della telefonata. Secondo Griffin, Mary gli aveva mentito quando
gli aveva detto di essere in riunione, visto che era stata al telefono tutto
quel tempo senza scusarsi con nessuno. Ma torse aveva congedato il suo
interlocutore con un cenno della mano, come fanno gli arbitri per indicare
che il tempo scaduto, o aveva continuato a parlare mentre l'altra persona
se ne stava seduta buona buona a leggere degli appunti o una rivista. Magari era cos compiaciuta del fatto che lui l'avesse interpellata che, presa
dal discorso, aveva trascurato tutto il resto, compreso il malcapitato che si
trovava nel suo ufficio. Se era cos, se Mary aveva trascurato per lui un
colloquio di lavoro, questo voleva dire che Griffin Mill conservava il suo
potere negli studios, e che Larry Levy non avrebbe avuto una vita facile
con i sostenitori del vecchio Mill.
Griffin sfogli a una a una le pagine dell'agenda con le annotazioni delle
sei settimane precedenti. Rimpiangeva di non aver chiesto a Mary per
quanto tempo si potesse serbare rancore prima di mettere una pietra sul
torto subito. Un anno? Sei mesi? Quanta speranza aveva dato all'Autore? E
se il soggetto che quello gli aveva proposto fosse stato umoristico e gli avesse strappato qualche risata?... Se nel sentirsi descrivere una scena che
gli ricordava la sua infanzia, lui avesse ammesso la coincidenza?... In entrambi i casi l'Autore, non appena fosse tornato a casa, avrebbe senz'altro
telefonato al suo agente dicendogli che quello era stato il colloquio pi
soddisfacente di tutta la sua vita, perch le sue parole erano riuscite a far
ridere o commuovere Griffin Mill. Magari sarebbe stato tanto euforico da
telefonare subito all'agente, da un telefono pubblico degli studios, e passare poi, sulla strada di casa, da un concessionario di automobili per informarsi sul prezzo delle decappottabili. Magari quella stessa sera, dando ormai per scontata la vendita del suo copione, aveva invitato a cena degli
amici, con la generosit di chi ha sempre il portafoglio imbottito di bigliettoni.
Se il colloquio avesse avuto luogo nei primi giorni della settimana probabilmente l'Autore si sarebbe aspettato una telefonata da Griffin entro la
fine di quella stessa settimana, ma il suo agente gli avrebbe certo detto che
bisognava pazientare un po' di pi, perch Griffin avrebbe dovuto parlare
con Levison. Quando si era accorto l'Autore che le proprie speranze erano
infondate? Il luned pomeriggio? Era rimasto incollato al telefono tutta la

giornata? Aveva controllato e ricontrollato la segreteria telefonica? Aveva


disturbato il suo agente, anzi, la segretaria del suo agente, telefonando
prima e dopo l'ora di pranzo per sapere se Griffin si fosse fatto vivo per
concludere? Era passato tutto il luned senza che arrivasse nessuna telefonata. Poi il marted. Altre speranze, il marted; altre ottimistiche previsioni,
altra fiducia. E nessuna telefonata da parte di Griffin, il marted. E una volta arrivato il week-end? L'agente aveva detto all'Autore che doveva prendere atto della realt. E a quel punto come aveva reagito l'Autore? Aveva
litigato col suo agente? E l'agente aveva detto all'Autore di aver parlato
con Griffin Mill e di aver saputo che del progetto non se ne faceva pi
niente? Probabilmente s. Invece l'agente non aveva affatto telefonato a
Griffin Mill perch sapeva benissimo che sarebbe stato del tutto inutile. O
magari gli aveva telefonato davvero, e Griffin si era fatto negare e si era
guardato bene dal richiamarlo, cosicch lui si era reso conto che non era il
caso di insistere, se davvero non voleva passare per uno scocciatore. E
quanto tempo era passato prima che nell'Autore insorgessero istinti omicidi?
Griffin era spaventato. Non si trattava di una situazione ipotetica, di uno
scherzo. Griffin credeva all'Autore, al suo desiderio di uccidere chi l'aveva
imbrogliato. Era una reazione logica.
Squill il telefono. Jan disse: Witcover. Era un produttore. Griffin si
fece passare la telefonata, e subito Witcover cominci a protestare con veemenza per le enormi spese che dovevano sostenere gli studios per la distribuzione in Europa di un film realizzato da Griffin tre anni prima.
Il film non mio, replic Griffin. Chi era allora il produttore esecutivo?
Susan Alper, che adesso alla MGM.
Non sono io il responsabile della distribuzione. Perch telefoni proprio
a me?
Perch dovresti essermi amico.
E allora perch mi salti in testa?
Perch io sono fatto cos.
C' qualcos'altro che bolle in pentola, vero? Mi nascondi qualcosa, lo
capisco dal tuo tono di voce.
OK. Perch sei un maledetto executive, Griffin, un amministrativo, non
un cineasta o un uomo di spettacolo. Io ho fatto cinque film. mai capitato, a te, di leggere un articolo di giornale e metterti in contatto con chi l'ha
scritto per lavorare con lui su un soggetto? Per lavorarci in forma continua-

tiva, intendo dire, dal primo giorno fino ai consigli tecnici per le riprese?...
E di metterti poi in contatto con un regista, e trovare il protagonista, e seguire la realizzazione e tutto ci che viene dopo la realizzazione, e andare
fino a Denver, nel Colorado, per assistere all'anteprima, per vedere il tuo
film, con il tuo nome sul grande schermo? Allora, ti capitato o no, buono
a niente? Un soggetto accennato in tre righe su un giornale, e due anni dopo ti porti a casa tre milioni al netto delle tasse? Un'idea di tre righe, e te la
gestisci tu, dal principio alla fine, finch approda alla televisione o nei negozi di videocassette? L'hai mai fatto, tu? facile comperare, Griffin. Perch non ti dai da fare e non cerchi di vendere tu qualcosa, una volta tanto?
Senti, al momento sono in riunione. Si pu sapere perch mi fai questa
filippica?
Perch sono ricco, perch non me ne importa un accidente. Perch hai
detto che Gossip ti piaceva, ma non ti sei affatto battuto per farlo, e adesso
Gossip in vendita, e t'interessa sapere a chi lo sto vendendo? A Susan
Alper. Perci vattene pure all'inferno, Griffin! quello che ti meriti. Ormai hai fatto il tuo tempo. Griffin si ritrov tra le mani un ricevitore inerte: all'altro capo del filo non c'era pi nessuno. Avrebbe dovuto procurarsi
una lista completa di tutte le persone che aveva ricevuto nell'ultimo anno,
con i rispettivi numeri telefonici. Tutto quanto era custodito nella scrivania
di Jan, che conservava i vari numeri di telefono nel caso i colloqui dovessero essere disdetti. Griffin avrebbe potuto farseli dare da Jan, ma come
avrebbe giustificato la richiesta? Le schede relative all'anno in corso erano
sulla scrivania, ma quelle relative all'anno precedente dovevano essere gi
state archiviate. Certo, Griffin avrebbe potuto far allontanare Jan con un
pretesto, ma se l'avesse mandata a prendere, mettiamo, un soggetto a un altro piano, c'era il pericolo che qualcuno entrasse nell'ufficio e lo sorprendesse a frugare nei cassetti. No, no, meglio aspettare fino a tarda sera. Gli
capitava spesso di lavorare fino alle otto o alle nove. Non gli sarebbe stato
difficile trovare le registrazioni. Dalla sua agenda personale risultava che
quella sera avrebbe dovuto cenare con Bonnie Sherow. Sfogli a ritroso le
pagine degli ultimi mesi; il nome di Bonnie compariva almeno una settimana s e una no. Era uno dei vicepresidenti del settore produzione della
Paramount. Poco dopo averla conosciuta Griffin l'aveva portata per tre
giorni in Messico, a Cabo San Lucas, e l avevano preso in considerazione
la possibilit di vivere insieme, in casa dell'una o dell'altro. Quando poi ci
avevano rinunciato per una questione di comodit, Griffin aveva improvvi-

samente capito, alla luce di tale rinuncia, che entrambi erano stati innamorati. Ma ormai era troppo tardi. Per un po' lui aveva pensato che Bonnie si
fosse innamorata, o fosse sul punto d'innamorarsi, di qualcun altro, ma la
storia, supposto che fosse vera, era ormai superata. Comunque, la sua era
solo una sensazione: Bonnie non aveva mai accennato a nessun altro uomo. Forse frequentava un uomo sposato, conosciuto nell'ambiente di lavoro.
Griffin le telefon. Stasera proprio non posso.
Mi dispiace.
Dispiace molto anche a me. Comunque tra poco ci sar quella festa della Motion Picture Home, e sar una buona occasione per stare insieme.
Griffin lo disse senza convinzione. Aveva fissato quell'appuntamento mesi
prima. Chiss se lei ci teneva ancora?
Adesso sono in riunione. Chiamami domani.
Griffin aveva una gran voglia di uscire nel corridoio e cercare qualcuno
con cui parlare di quelle inquietanti cartoline. Come sarebbero state accolte
le sue confidenze, con comprensione o con qualche risatina? Il bisogno istintivo di condividere il proprio panico con altri era umiliante: lo faceva
sentire come un bambino che chiama mamma la maestra.
Disse a Jan di chiamargli Larry Levy. Levy venne immediatamente all'apparecchio.
Congratulazioni, disse Griffin. Ho appena saputo la bella notizia.
Non vedo l'ora di mettermi al lavoro. Ci divertiremo, faremo dei bei
film, guadagneremo un sacco di soldi.
Dovremmo pranzare insieme.
Domani. Io disdico il mio impegno se tu disdici il tuo. Era scontato
che entrambi avessero gi degli impegni per l'ora di pranzo.
Sicuro. Tanto Clint Eastwood lo vedo quando voglio.
Con quella battuta Griffin perse il primo round: lo sapevano entrambi
che Griffin non avrebbe mai disdetto un impegno con Clint Eastwood, e
che non avrebbe certo pranzato con Eastwood se non fosse stato presente
anche Levison.
Poco dopo Griffin fu chiamato da Jan. Questa volta al telefono c'era
Sandra Kinroy, un agente. Voleva ottenere un colloquio per un nuovo
cliente. Ha gi realizzato qualcosa? chiese Griffin.
La Kinroy sospir. Leggi il suo copione, Griffin.
Perch, secondo te dopo potrebbe venirmi voglia di ricavarne un film?
Mi piacerebbe saperlo!

Allora so gi che non mi verr quella voglia.


Ho sentito che Larry Levy viene a lavorare da voi.
E ti domandi se vale ancora la pena di far parlare con me il tuo autore,
vero?
Allora lo leggerai, quel copione? piacevole. Anche lui una persona
piacevole; mi faresti davvero un grande favore se leggessi personalmente il
testo. Ma non farlo leggere ad altri.
Scommetto che gi stato dato in lettura ad altri studios, ed stato
bocciato.
Dagli almeno una possibilit, Griffin. Fallo per me.
Sandra Kinroy non era proprio niente per Griffin, lui non era affatto tenuto ad assecondarla (avrebbe anche potuto dirglielo apertamente), ma non
gli sembrava il caso di litigare per una simile inezia. D'accordo, mandamelo. La Kinroy lo ringrazi. Naturalmente sapeva benissimo che il copione sarebbe stato dato prima in lettura ad altri: tutti gli studios facevano
leggere i testi a esperti che li analizzavano e ne facevano una breve valutazione critica, nella maggior parte dei casi distruttiva. Anche Griffin aveva
cominciato la sua carriera leggendo copioni. Adesso se il copione riceveva
una critica favorevole, Griffin se lo portava a casa per leggerlo durante il
week-end. Ed effettivamente cominciava a leggerlo - a volte lo leggeva
proprio fino in fondo.
Dopo aver riagganciato, Griffin decise di liberarsi dal panico una volta
per tutte. Chiuse gli occhi e torn a concentrarsi sull'autore delle cartoline.
Avrebbe voluto parlare ad alta voce, ma temeva che qualcuno potesse sentirlo, perci disse tra s e s: Prender un autore a caso, mi metter in
contatto con lui e gli far le mie scuse. Non solo, legger anche il copione
che mi mander Sandra, ricever il suo autore, e se avr qualcosa di buono
da propormi lo prender seriamente in considerazione, e in ogni caso mi
far risentire.
Adesso aveva un piano d'azione. Durante l'ora e mezzo successiva lesse
rapporti finanziari e riassunti di soggetti. Faceva il suo lavoro con animo
lieto. Quando Jan lo salut, al termine dell'orario di lavoro, aspett che
fosse arrivata tanto lontano da non sentirsela pi tornare in ufficio anche se
si fosse accorta di avervi dimenticato qualcosa (nella stanza, comunque,
non sembrava esserci niente che le potesse servire prima del giorno successivo), poi chiuse accuratamente la porta che dava sul corridoio.
L'agenda dell'anno precedente era in un cassetto della scrivania. Griffin
se la port nel suo ufficio e la mise accanto a quella dell'anno in corso.

Quanti colloqui, quanti nomi! Griffin invidiava la persona che era stata cos occupata. Certi nomi ricorrevano tre o quattro volte, poi scomparivano;
altri figuravano quotidianamente per un'intera settimana; altri ancora comparivano una volta sola, oppure una volta alla settimana nell'arco di tutto
l'anno. Produttori. Registi. Griffin fece un elenco di quelli che avevano avuto un unico colloquio, perch erano gli autori che avevano proposto
qualcosa e non l'avevano spuntata. Poi richiuse l'agenda. Non se la sentiva
di telefonare a persone che non vedeva da dieci mesi - sarebbe sembrato
troppo bizzarro.
Avrebbe dovuto prendere un nome a caso? Scrivere i vari nomi su foglietti individuali, e poi estrarne uno dal mazzo? Apr l'agenda sul mese di
settembre, quando per due settimane la temperatura aveva superato i quaranta gradi e l'Autore avrebbe potuto interpretare la sensazione di benessere che aveva provato nell'ufficio di Griffin come un sintomo del buon rapporto che si era instaurato tra lui e il produttore esecutivo, senza rendersi
conto che il benessere era dovuto solo all'aria condizionata. Un attimo
prima, nel parcheggio, sudava come una bestia e un attimo dopo, nell'ufficio di Griffin, si sentiva fresco e disteso e si chiedeva come mai fino a poco prima si fosse preoccupato tanto... Nella pagina corrispondente al giorno ventuno figuravano i nomi di due autori: Andrea Chalfin, alle dieci del
mattino, e David Kahane, alle tre e mezzo del pomeriggio. Al momento
Andrea Chalfin stava dirigendo un film nel Colorado - quindi era decisamente troppo occupata per poter spedire delle cartoline.
L'altro s che perfetto! pens Griffin. Di Kahane non ricordo proprio niente. N il nome, n la faccia, n il soggetto. Compose il numero di
Kahane. Sarebbe stato un lavoretto da poco. Gli rispose una donna.
C' David?
No.
Oh... Cos'altro si poteva dire? Sono Griffin Mill.
Adesso tocca a me dire: 'Oh!...' Evidentemente la donna sapeva chi
fosse Griffin Mill.
Avevo promesso a David di rifarmi vivo.
Non sapevo che vi foste visti.
Be', passato un po' di tempo!
Lei lavora sempre fino alle sette e mezzo?
A volte anche fino alle dieci. E David fino a che ora lavora?
Non sono autorizzata a rivelare i suoi segreti professionali. David mi
ucciderebbe se sapesse che le ho spifferato una cosa del genere.

un tipo violento?
Come tutti gli scrittori, si sbronza prima di cena e tira in testa agli altri
le bottiglie di vodka vuote.
E lei chi ?
June Mercator.
Che mestiere fa?
Faccio la baby-sitter per scrittori. No, non lavoro affatto in quel campo.
Sono art director alla Wells Fargo.
Anche quello show business, in un certo senso.
Creare dpliant sui tassi d'interesse le sembra forse show business?
Si tratta sempre di far felice il pubblico.
Devo solo attrarre la sua attenzione. E quasi tutto quello che faccio
visto solo da gente con cui siamo gi in rapporti di lavoro. Non faccio
pubblicit, io.
Cos stasera David se n' andato al cinema, eh?
Siamo a Los Angeles. Se non ti piace il rock and roll cos'altro puoi fare?
Lei ci va spesso, al cinema?
Una volta ci andavo in continuazione, con David. Poi basta.
Perch?
I film finiscono tutti allo stesso modo. C' sempre un inseguimento, un
confronto o una vendetta.
E se c' l'amore?
C' sempre qualcuno che soffre.
E i film divertenti?
Mi piacciono solo se sono proprio scemi.
Che cos' andato a vedere David stasera?
Ladri di biciclette.
E perch non c' andata anche lei?
L'ho gi visto.
bello?
Lei non l'ha mai visto? Si vergogni!
Per qualche istante Griffin non disse niente, e tacque anche June Mercator. Forse aspettava che lui dicesse altre cose - il motivo e lo scopo della
telefonata, domande sul suo conto, quattro chiacchiere che non riguardavano David. Dopo un silenzio protrattosi fin troppo, entrambi si risolsero a
riagganciare.
Griffin apr il giornale sulla pagina degli spettacoli e guard in quale ci-

nema dessero Ladri di biciclette. Lo davano solo al Rialto di Pasadena.


E se Kahane non fosse affatto al cinema, ma, conoscendo molto bene
quel film, l'avesse usato come alibi per andarsene tranquillamente a letto
con un'altra donna? June aveva forse dei sospetti? Quando le aveva detto
chi era, Griffin aveva colto una nota d'incredulit nella sua voce. L'effetto
che esercitava sugli altri la sua fama non cessava mai di stupirlo.
Erano le sette passate e il film era gi cominciato. Non ci sarebbe voluto
molto tempo per andare in macchina fino a Pasadena.
Nessuno sapeva dove stesse andando. Nessuno lo seguiva. Griffin si rese
conto che in fondo non era poi cos indispensabile rintracciare David Kahane. Avrebbe potuto dirigere la macchina da qualsiasi altra parte. Il fatto
di andare a cercare David, per, lo faceva sentire vicino all'autore delle
cartoline, e fino a quel momento non era affatto esclusa la possibilit che
l'Autore fosse proprio Kahane.
Sull'autostrada per Pasadena Griffin prov mentalmente la scena dell'incontro con David Kahane. Lui gli avrebbe stretto la mano, poi, dopo aver
scambiato qualche commento sul film, gli avrebbe detto: A proposito, mi
scuso molto per non essermi pi fatto sentire. Il suo soggetto era buono,
ma, vede, Levison cos conservatore... Le andata meglio in altri studios? Dopodich lo avrebbe incoraggiato a presentargli qualche altro
soggetto - un copione, magari, se ne stava scrivendo uno. Infine avrebbe
invitato lui e June a un party, o a un barbecue pomeridiano, dove avrebbero potuto conoscere altri executive e produttori. Se David fosse stato invitato personalmente da Griffin, tutti i presenti avrebbero pensato che doveva essere stato un suo testo particolarmente buono, scritto di recente, a
procurargli il diritto di essere l, visto che non aveva ancora nessun film al
suo attivo. Sarebbe stato convocato da altri studios. Magari gli avrebbero
affidato un incarico, gli avrebbero mandato un copione da rivedere, o gli
avrebbero fatto recapitare, a mano, una copia di un libro di imminente pubblicazione da valutare. Questo gli avrebbe risparmiato la fatica di spremersi la fantasia, ormai esaurita da tanti colloqui deludenti.
Griffin sperava che David Kahane ci tenesse a far soldi, perch gliene
sarebbero arrivati parecchi se Griffin avesse fatto sapere in giro, nel suo
ambiente, che Kahane era un ragazzo in gamba. Non sapeva per come
cominciare la conversazione con lui. Gli avrebbe chiesto se viveva a Pasadena. Una domanda del genere l'avrebbe fatto sembrare uno sprovveduto,
incapace di nuocere: bastava dare un'occhiata al numero telefonico di David per sapere che abitava a Hollywood.

Parcheggi nella stessa strada del cinema, un isolato pi in l. Mancavano venti minuti alla fine del film. Avrebbe potuto aspettare davanti al cinema che uscisse David Kahane, evitando la spesa del biglietto, ma aveva
la strana sensazione che l'Autore lo tenesse d'occhio e ridacchiasse come
per dire: Ehi, non barare! Il prezzo del biglietto me lo devi... Almeno
quello! Ma forse a rimproverarlo era la sua coscienza.
Nell'acquistare il biglietto avrebbe voluto dire al cassiere che da anni
non pagava di tasca sua per vedere un film: l'ultima volta che l'aveva fatto
risaliva ad almeno due anni prima, quando era rimasto bloccato a Denver
per un intero pomeriggio, in attesa di prendere un certo aereo, e si era visto
costretto a occupare il tempo in qualche modo. L'improvviso bisogno di
raccontare un episodio cos insignificante a un estraneo lo mise in imbarazzo, tanto che s'infil subito nella sala senza fermarsi al banco del piccolo bar in terno, bench avesse voglia di mangiare dei pop-corn. Aveva fame. Si sedette nel centro dell'ultima fila, in posizione equidistante dalle
due uscite. Si augurava che in quel cinema si accendesse la luce alla fine
del film; altrimenti, se il posto di David Kahane fosse stato in una delle
prime file, egli si sarebbe potuto dileguare facilmente da una delle uscite di
fianco allo schermo. E Griffin non poteva lasciarselo sfuggire.
3
Roma. Anni cinquanta. Griffin seguiva la storia di un padre e di un figlio
alla ricerca della bicicletta perduta. In base al titolo era facile intuire che la
bicicletta era stata rubata, che il pover'uomo ne aveva bisogno, e che padre
e figlio, visto che il film volgeva ora al termine, stavano per rintracciare sia
la bicicletta che il ladro. Un bel titolo, pensava Griffin. Gli piaceva che
in un film titolo e storia coincidessero. Il padre stava accusando un uomo
del furto, e Griffin era convinto che fosse proprio lui il colpevole. La situazione per era pericolosa: tutti i vicini di casa erano accorsi in difesa
dell'uomo accusato. Era gente povera, forse dedita al furto. D'altronde il
colpevole non poteva essere che quello, mancava troppo poco alla fine del
film perch ci si potesse aspettare uno sbaglio di persona. Un errore di quel
tipo poteva verificarsi solo a met film, quando c'era ancora abbastanza
tempo per seguire la pista giusta. I vicini di casa, il ladro e persino la madre del ladro costringevano il pover'uomo a battere in ritirata, quando suo
figlio era gi corso a chiamare un poliziotto.
Il poliziotto arrivava, faceva il giro dell'appartamento con la madre del

ladro, ma non arrestava il ladro perch non c'erano prove della sua colpevolezza. Lo scopo della scena era far capire che tutti erano poveri, che tutti
avevano una vita difficile. Poi padre e figlio tornavano a vagare per le
strade, con aria smarrita, finch arrivavano nei pressi di uno stadio in cui si
stava giocando una partita di calcio, probabilmente. Attorno allo stadio c'erano migliaia di biciclette, e a un certo punto il padre ne vedeva una lasciata in disparte, in una strada tranquilla. Dava al figlio i soldi per l'autobus e lo mandava via, dopodich rubava la bicicletta e fuggiva. Ma non
scappava abbastanza in fretta, perci, fatte poche pedalate, veniva raggiunto dai suoi inseguitori. Il proprietario della bicicletta, per, lo lasciava andare, rinunciando a sporgere denuncia, perch capiva che l'uomo era disperato. Padre e figlio si allontanavano piangendo.
Griffin rest scioccato quando sullo schermo comparve la parola FINE.
La bicicletta non era stata recuperata, era persa per sempre. Una conclusione molto triste - ingiustamente triste, tra l'altro, visto che il padre aveva
gi sofferto tanto. Dopo aver visto la casa in cui viveva il ladro di biciclette quel poveraccio sarebbe stato anche disposto a perdonare, invece era
lui che finiva per essere perdonato: perch era diventato a sua volta un ladro di biciclette. C'era forse un seguito?
Le luci si accesero. Griffin non sapeva proprio come avrebbe fatto a riconoscere un uomo che l'aveva annoiato per una ventina di minuti cinque
mesi prima. Era inutile sperare in un segno rivelatore. Osserv attentamente le due file di gente in uscita. Una donna gli pass davanti e lo guard
come se l'avesse riconosciuto. Anche lui trovava il suo viso vagamente
familiare. Un attimo dopo si ricord: era una tale che l'aveva presentato
durante un corso di produzione organizzato dall'American Film Institute.
La vide avvicinarsi a un'altra donna, mormorarle qualcosa all'orecchio e
fare un cenno con la testa nella sua direzione. Poco dopo scomparvero entrambe nella hall. Quasi subito, per, l'amica rientr e arriv fino a met
corridoio, poi guard verso la cabina di proiezione facendo finta di cercare
qualcuno nella sala, mentre in realt voleva solo dare un'altra occhiata a
lui. Dopo averlo sbirciato, usc di nuovo. Alle sue spalle c'era David Kahane.
Griffin immagin che Kahane fosse cos imbronciato perch ce l'aveva a
morte con Hollywood. Griffin rest seduto al suo posto, con lo sguardo
perso oltre il corridoio, come se stesse osservando gli stucchi della sala.
Kahane era sulla trentina e aveva un viso tagliente, spigoloso. I suoi capelli
folti ricordavano quelli degli studenti universitari, ma forse ci che gli da-

va quell'aria studentesca erano gli occhiali con la montatura d'acciaio e la


camicia scozzese. Quando Kahane guard nella sua direzione, Griffin si
affrett ad assumere un'espressione piacevolmente sorpresa. L'autore incroci il suo sguardo e usc dalla sala. A quel punto Griffin, che era gi
pronto a esclamare: Salve!, oppure: Come va?, s'incup e si richiuse.
Stava ormai pensando di rinunciare alla sua idea, tanto pi che sentiva il
bisogno di mangiare qualcosa.
Quando fu nella hall, vide Kahane entrare nella toilette, e si rese conto
che sarebbe stato ridicolo seguirlo l dentro. Non si abborda nessuno in
una toilette. Si appoggi alla parete di fronte e aspett.
Dopo un po' Kahane usc, asciugandosi la punta delle dita sui jeans. Vide Griffin, pronto a salutare, si disinteress di lui e prosegu in direzione
della strada. Griffin lo segu e, una volta fuori, lo chiam.
David? David Kahane? disse nel tono pi incerto possibile. Kahane si
volt. Griffin allung la mano e si present.
Come mai qui? Non poteva vederselo in privato, questo film? L'osservazione era impertinente, ma accompagnata da un sorriso.
Ero un po' nervoso e mi venuta voglia di vederlo in una normale sala
cinematografica. Proprio come lei.
Non avr per caso intenzione di fare un remake di Ladri di biciclette?
Le andrebbe di scriverlo lei, il copione?
Scommetto che lei vorrebbe metterci un lieto fine.
Senta, temo di non averla pi richiamata per il suo soggetto, e me ne
scuso, disse Griffin nel tono pi casuale possibile.
Me l'aspettavo, e ho lasciato perdere quel soggetto. Aveva ragione lei.
Se ne sarebbe potuto trarre un buon copione, e magari un buon film, con il
regista adatto, ma di quattrini se ne sarebbero guadagnati ben pochi.
Griffin cerc di cogliere qualche dettaglio che gli facesse capire che l'autore delle cartoline era proprio lui. Possibile che questi fosse capace di
controllare i suoi minimi gesti esattamente come Kahane? Griffin fece una
domanda che gli veniva altrettanto automatica di un Come sta?
Su cosa sta lavorando in questo momento?
Su varie cose.
Adesso andr a casa, immagino.
Si pu sapere cos'ha in mente, signor Mill?
Le andrebbe di cenare insieme?
Ho gi mangiato.
E se ci facessimo una birra, a spese degli studios?

Come sono generosi!


Griffin cap che a Kahane non importava niente di lui, n della promessa
non mantenuta, n di quel po' di amicizia che lui gli stava offrendo. Non si
comportava secondo copione. Griffin voleva farsi giudicare bene da quell'uomo, riuscirgli simpatico, ispirargli fiducia, ma si rendeva conto di non
riuscirci affatto a causa della propria insincerit. Per Kahane doveva essere
ovvio che l'imbarazzato executive avesse in mente qualcosa. Risalirono insieme la via, in cerca di un bar. A un certo punto Kahane ne indic uno
giapponese, il Club Hama.
Andiamo l.
Attraversarono la strada. Il bar era affollato: c'erano almeno cinquanta
uomini, perlopi giapponesi, in giacca e cravatta. Una giapponese era seduta davanti a un pianoforte, attorniata da una piccola folla. Mentre lei
suonava, un uomo seduto pi in l cantava reggendo un microfono. Rigide
cameriere in tunica con lo spacco prendevano le ordinazioni e intrattenevano i clienti. Kahane aveva un'aria sollevata.
proprio come a Tokyo, osserv. Quando si avvicin una cameriera,
le parl in giapponese. Griffin prov un senso d'inferiorit. Gli seccava
molto che l'Autore gli avesse giocato un brutto tiro, che avesse deciso di
fare lo smargiasso con lui. Con la cameriera non si limitava a dire l'indispensabile, intavolava un discorso. In giapponese. Quando la ragazza si allontan Kahane rifer che era di Kyoto e aveva nostalgia di casa.
Lei mai stato in Giappone? chiese poi.
Per la verit, no. Perch si era sentito in dovere di aggiungere per la
verit?
Io ci sono stato per un anno intero. Grazie a un programma di scambi
tra studenti, ai tempi del liceo.
Dev'essere stato piacevole.
S. Ci penso in continuazione.
Ha scritto qualcosa sull'argomento?
Proprio un copione no. Un soggetto. Quello di cui le ho parlato, se ne
ricorda? A me sembrava che se ne potesse ricavare un bel film, ma evidentemente la cosa non interessa a nessuno. Non c'era da stupirsi se Kahane
odiava Griffin! L'odio era pi che giustificato: gli aveva proposto un bel
soggetto basato sulla sua esperienza personale, e Griffin l'aveva snobbato.
A propria discolpa, Griffin si disse che se il soggetto era realmente valido
Kahane avrebbe dovuto scriverlo comunque, quel copione.
Quando la cameriera port le ordinazioni, Griffin tir fuori il portafoglio

per pagare in contanti anzich con una carta di credito (non voleva che
Kahane pensasse che lui faceva il generoso coi soldi degli studios), ma poi
si accorse che non era ancora il momento di pagare. Imbarazzato, armeggi goffamente col portafoglio, sperando che Kahane non avesse notato il suo gesto intempestivo. Kahane bevve la sua birra guardandosi attorno. Griffin non riusciva a capire se Kahane sapesse o meno che lui non ricordava affatto il suo soggetto. Stava forse pensando: Perch mi son lasciato dire da questo estraneo che non valeva la pena di scrivere qualcosa
sul pi bel periodo di tutta la mia vita? Alla fine Kahane riport il suo
sguardo su Griffin.
Lei ha telefonato a casa mia alle sette, perci non pu aver visto tutto il
film. venuto al Rialto solo per cercarmi. Appena sono arrivato al cinema
ho telefonato a casa per far sapere alla mia ragazza che la borsa che credeva di aver perso in realt era in macchina, e che quindi poteva smettere di
cercarla. Ma come mai lei mi ha telefonato? Che cosa ci fa, qui?
Sono qui per scusarmi.
Di che cosa? Dei suoi brutti film?
Le avevo detto che mi sarei rifatto vivo.
Se credessi a tutti quelli che a Hollywood dicono cos sarei proprio
pazzo!
Kahane si avvicin al pianoforte e disse qualcosa alla pianista. Lei gli
pass il microfono. Gli uomini attorno applaudirono, e lui si mise a parlare
con loro in giapponese. Si strinsero tutti la mano, poi Kahane fece un cenno alla pianista che, illuminata da un gran sorriso, sembrava trovare fantastico ci che stava succedendo. La donna cominci a suonare il tema di
007 Missione Goldfinger, e Kahane cant tutta la canzone in giapponese. I
presenti avevano smesso di bere e conversare e lo guardavano con interesse. In certi punti le parole della canzone dovevano essere particolarmente
difficili, perch alcuni, nell'ascoltarle, battevano le mani e sorridevano
compiaciuti. Griffin si chiedeva se Kahane si stesse per caso prendendo
gioco di lui: magari, fingendo di dire le parole della canzone, in realt faceva degli apprezzamenti ironici sul suo conto, raccomandando a tutti di
non guardare il babbeo che veniva messo alla berlina...
Kahane fin di cantare e nel locale risuonarono applausi, esclamazioni di
entusiasmo, fischi di approvazione. Mentre Kahane s'inchinava a ringraziare il suo pubblico molti cercarono di trascinarlo al proprio tavolo, di accaparrarsi la sua compagnia. Lui mise cinque dollari nel grosso bicchiere accanto alla pianista. La donna cerc di rifiutare la mancia, ma fu costretta ad

accettarla. Infine Kahane s'inchin di nuovo nella direzione di Griffin, senza guardarlo in faccia, e usc dal locale. Ci volle qualche attimo perch nel
locale ci si dimenticasse di lui. Uno degli uomini che stavano attorno al
piano prese il microfono e cominci a cantare il tema di 007 Dalla Russia
con amore, ma le vivaci proteste del pubblico lo indussero a desistere. La
pianista richiuse la tastiera e si allontan. Qualcuno mise della musica registrata, di genere assai diverso.
Griffin pens che Kahane non avrebbe mancato di parlare a June Mercator della serata. Magari ne avrebbe parlato anche con i suoi amici. Fin dove
sarebbe arrivata la notizia del suo maldestro tentativo? Provava una gran
tristezza, come se in vita sua niente gli fosse andato bene, come se non gli
fosse mai toccata nessuna soddisfazione. Solo con uno sforzo riusc a ricordare a se stesso che di soddisfazioni, invece, ne aveva avute parecchie.
Griffin studi la vignetta disegnata sul suo tovagliolino da cocktail. Una
donna con un gran seno era a letto con un ometto calvo. In qualche modo
lui l'aveva delusa. Il tovagliolino era bagnato. Griffin separ la coppia male assortita spezzando senza fatica la carta fradicia. La si poteva ancora
considerare carta? O era ridiventata pasta di legno?
Lasci i soldi sul tavolo e si diresse in fretta verso la porta. Una volta
fuori, valut il danno che avrebbe subito la sua reputazione se l'Autore avesse raccontato in giro l'episodio. Meglio negare tutto, anche la conversazione con June Mercator. Agli studios era rimasta qualche traccia della telefonata? Ma perch mi qualcuno avrebbe dovuto prendersi la briga di
andare a controllare? Rilassati, si disse, questa paranoia, ansia patologica. Chi pu conoscere un 'nessuno' come Kahane?
Andando verso il centro commerciale presso il quale aveva lasciato la
sua macchina, vide Kahane in un Burger King, di fronte al cinema. Gir al
largo per dare a Kahane un'altra possibilit. Si sentiva un po' come lo psicologo di un campeggio per ragazzi che va in cerca del piccolo ospite il
quale, preso dalla nostalgia di casa, non vuole saperne di rifarsi il letto alla
mattina e sconcerta i compagni con le sue lacrime, ma capito e tollerato
dallo staff. Griffin non aveva idea di quel che avrebbe detto a Kahane, ma
poco importava al momento. Aveva in mano la situazione, tanto pi che
Kahane era un po' brillo. Dall'esterno del Burger King, Griffin vedeva Kahane intingere delle patatine fritte nella pozzetta di ketchup che aveva nel
piatto, e bere del caff. Il tipico spuntino di uno studente di college, pens Griffin.
A un certo punto Kahane alz gli occhi e lo vide. Si lev con passo on-

deggiante dal tavolo e usc dall'altra porta. Griffin lo segu. Kahane attravers la strada e s'infil in uno stretto passaggio seguendo la freccia che
indicava PARCHEGGIO GRATUITO SUL RETRO DEL CINEMA. Griffin dovette accelerare parecchio il passo per tenergli dietro. Gli grid:
David, si fermi!
Kahane si volt e aspett che Griffin lo raggiungesse.
Che cosa vuole?
Lei canta molto bene!
Fantastico! Gli studios hanno anche una casa discografica e vogliono
farmi fare un album.
Perch ce l'ha tanto con me?
Non ce l'ho con lei. Sono solo un cretino, OK? nella mia natura. Sono fatto cos.
Devo sembrarle uno sciocco. Venire in macchina fin qui per farle avere
un messaggio che lei aveva gi ricevuto...
una sciocchezza che le d qualcosa di umano.
Perch mi cos ostile?
Davvero? Mi dispiace.
Mi ha mai mandato una cartolina? Era una domanda da fare. Bisognava assolutamente sapere.
Che genere di cartolina? Kahane, che fino a quel momento aveva continuato a giocherellare con il mazzo di chiavi per manifestare la propria insofferenza, improvvisamente se lo rimise in tasca. Era incuriosito.
Non le sono simpatico, vero?
Io non ho proprio niente contro di lei.
Via, sia sincero, David.
Gliel'ho gi detta, la verit: di lei non m'importa un accidente, non passo certo il mio tempo a pensare a lei.
Ma ce l'ha con me per il fatto che non mi sono pi fatto risentire, vero?
Gliel'ho gi detto, non mi aspettavo niente di diverso.
Dunque ha poca stima di me.
Vuole forse sentirsi dire che la odio?
No, ovviamente.
Invece credo proprio di s. Ma non sono qui per farla felice. Kahane
tir fuori le chiavi dalla tasca e le scosse un po' per far capire che l'udienza
era finita. Dopodich prese ad allontanarsi.
Un'altra cosa, disse Griffin, restando nel vicolo mentre Kahane s'infi-

lava faticosamente tra due macchine nel parcheggio. Kahane tir diritto.
Griffin lo segu. Faceva fatica a passare tra le macchine, e questo gli fece
capire che Kahane era molto pi snello di lui. Cerc di convincersi che,
dopotutto, l'autore delle cartoline doveva essere per forza Kahane. Questo
spiegava i suoi modi scortesi. S, aveva visto giusto, la sua era stata un'intuizione altrettanto brillante di quelle che inducono a scegliere dei copioni
che faranno guadagnare milioni e milioni di dollari. Un magico fiuto gli
aveva fatto individuare il suo misterioso persecutore. Era proprio Kahane
l'uomo che gli aveva scritto le cartoline: le sue reazioni - quelle risposte astiose alle domande pi amichevoli, quella umiliante dimostrazione di talento, quell'ostentata indifferenza - non erano altro che drammatizzazioni
del comportamento che aveva avuto Griffin nei suoi confronti. Griffin voleva far capire a Kahane che adesso loro due erano pari, che non c'era bisogno di tanta arroganza.
Kahane si ferm accanto a una Saab nera, nuova di zecca - l'adesivo del
venditore era ancora incollato al finestrino. Griffin si chiese come diavolo
facesse uno scrittore sconosciuto a pagarsi una macchina come quella. Si
era aspettato che avesse una vecchia Datsun, una macchina adatta a un
principiante, non un gioiello di vettura. Ma forse la Saab era di June Mercator. Si avvicin a Kahane.
Una macchina nuova, disse.
Sorpreso? Si sta chiedendo dove prendo i soldi?
Immagino che lo dir a tutti.
E cosa dovrei dire? Si pu sapere cosa c', Griffin? Lei non certo venuto per parlarmi del mio soggetto... Se l' dimenticato non appena sono
uscito dal suo ufficio. Che cosa c', insomma?
Griffin non rispose. Non riusciva a parlare. Spost i piedi di lato, poi
s'inginocchi accanto alla ruota posteriore. Prese a giocherellare con la
valvola dell'aria e, lentamente, cominci a svitarla. Quando il coperchietto
di plastica gli rimase in mano, lo premette con l'unghia del pollice e fu tentato di dire la verit a Kahane.
Ma cosa sta facendo? esclam Kahane.
Come avrebbe preso la risposta? Come avrebbe reagito sentendosi dire
da Griffin che era venuto fin l per placare un uomo che gli mandava cartoline piene di rancore? E che aveva pensato che il solo gesto di offrire una
seconda possibilit a una persona qualsiasi, da lui altrettanto bistrattata,
potesse, entro una logica universale, placare l'uomo offeso, l'autore dei terribili messaggi d'odio?

Mentre l'aria usciva con un sibilo dallo pneumatico, spargendo all'intorno un odore di gomma e di benzina, Griffin lev lo sguardo su Kahane,
che lo fissava con l'espressione confusa di chi cerca di capire ci che gli
viene gridato in una lingua sconosciuta. Kahane si chin per guardarlo in
faccia. Griffin avrebbe voluto sorridere, far capire a Kahane l'ironia del
momento, adesso che finalmente erano pari.
Che cosa sta succedendo, Griffin?
Mi dispiace. Vorrei poterglielo spiegare. Griffin diede uno spintone a
Kahane, facendogli perdere l'equilibrio, gi instabile. Kahane cerc un appiglio sulla macchina, ma le maniglie delle portiere erano rientranti e non
c'era proprio niente a cui aggrapparsi. Cadde all'indietro, a braccia aperte.
Griffin si alz e gli piomb in ginocchio sul torace, come fanno i lottatori
in televisione. Kahane imprec con una specie di grugnito. Griffin si sentiva dentro la forza di quella madre leggendaria che era riuscita a sollevare
una macchina dal corpo di suo figlio, si sentiva nelle mani tutta l'energia
dell'universo. Si sedette sul petto di Kahane e gli strinse la gola con quelle
mani potenti, rendendosi perfettamente conto di essere sul punto di strangolare un uomo.
Kahane cerc di liberarsi agitando le gambe, ma Griffin non aveva mai
avuto in s tanta energia e tanta determinazione. Impossibile scrollarselo di
dosso. Kahane aveva conati di vomito, sputava sui calzoni di Griffin, ma
non riusciva a urlare. L'attacco a sorpresa gli aveva tolto il respiro. Mor a
occhi chiusi.
Griffin gli tolse portafoglio e orologio. Dapprima pens di mettere il cadavere in macchina e portarlo via dal parcheggio, ma comprese che se l'avesse fatto avrebbe poi dovuto tornare in taxi a ritirare la propria macchina. No, l'avrebbe lasciato dov'era e si sarebbe allontanato a piedi. Fece rotolare il cadavere sotto la vettura. Di notte non l'avrebbe visto nessuno.
Rimise il coperchietto sulla valvola dell'aria - il gesto di avvitarlo gli fu di
sollievo, e gli dispiacque quando termin l'operazione. Si allontan con
passo furtivo, tenendosi sotto il livello dei finestrini di tre macchine prima
di proseguire in posizione eretta, e raggiunse la strada facendo il giro esterno del parcheggio.
Quando arriv sul boulevard, si guard alle spalle. Niente. Nessuno.
Passando in macchina davanti al cinema, in direzione dell'autostrada, vide
uscire il pubblico dell'ultimo spettacolo.
Se tu fossi in un'aula di tribunale, si disse, e ti chiedessero che cosa
provavi in quel momento, che cosa diresti, sinceramente? Un certo distac-

co, forse. Una sensazione di terribile stanchezza, ma pi che altro per lo


sforzo fisico della lotta. Uccidere non era impossibile.
All'altezza di Hollywood usc dall'autostrada e gett portafoglio e orologio nel cesto dei rifiuti di un distributore di benzina. Al successivo semaforo rosso, sul Sunset Boulevard, il suo piede destro cominci a tremare sul
pedale del freno. Si chiese se il tremito fosse dovuto alla paura o al senso
di colpa, e non riusc a darsi una risposta. Segu il Sunset fino a Beverly
Glen, poi imbocc il canon.
La sua casa era tranquilla e fresca, piacevolmente familiare, come lo era
sempre al suo ritorno da un lungo viaggio. L'intenso profumo dei gelsomini in fiore arrivava fin dentro alla camera da letto.
Dopo aver fatto la doccia, prese il flaconcino dei tranquillanti dall'armadietto dei medicinali e si fece scivolare due pillole sul palmo della mano,
poi pens no, e gett le due pillole nel water. Vi gett anche le pillole
rimaste, e fece scorrere l'acqua. Non prendeva pi tranquillanti da due anni, si era disintossicato; non beveva pi di qualche birra o qualche bicchiere di vino alla settimana, non faceva pi uso di droga. Non era proprio il
momento di ricominciare. Nel veder scendere le pillole aveva la consapevolezza di aver preso la decisione giusta, una decisione coraggiosa. Non la
considerava una manovra protettiva contro un improvviso istinto suicida,
ma una rinuncia, un esercizio di autodisciplina. L'azione dei sedativi inibisce la possibilit di sognare. Se era destinato ad avere degli incubi, era meglio lasciare che gli incubi venissero liberamente anzich tenerli lontani
con delle pillole; tenendoli a distanza, tutti i brutti sogni si sarebbero accumulati, formando un unico orribile incubo perennemente in agguato, che
non sarebbe stato possibile fronteggiare nemmeno con l'aiuto dei barbiturici. Cos'altro l'avrebbe tormentato? Si aspettava che il nome di David lo
perseguitasse. Sperava che non comparisse troppo spesso nei copioni. Certo, e per un po' si sarebbe innervosito ogni volta che avesse visto un poliziotto. Ma anche questo sarebbe passato col tempo.
S'infil nel letto in preda a una forte eccitazione. Era tentato di alzarsi
per farsi una camomilla, ma lo scoraggiava il pensiero di tutto lo sforzo
che avrebbe dovuto fare - levarsi, accendere la luce, scendere al piano inferiore, camminare sulle piastrelle fredde, aprire l'armadietto, dissigillare una
confezione, accendere la fiamma, appoggiarsi al ripiano della cucina in attesa che la camomilla fosse pronta, guardare l'orologio, tornare al piano di
sopra... Si abbandon alla stanchezza, che l'accolse a braccia aperte. Attraverso il buio cerc l'Autore e frug nel proprio cuore alla ricerca di quel

po' di sincerit che ancora vi era rimasta, cercando di resistere all'interferenza dell'orologio. Disse ad alta voce: Spero che tu capisca perch l'ho
fatto. Poi si addorment.
Il mattino seguente insieme al giornale trov anche una cartolina. Era
una di quelle cartoline utilizzabili per ogni circostanza che si comperano
nei negozietti di articoli da regalo; una composizione fatta con l'aerografo
in cui figuravano una fetta di torta alle ciliegie, una Buick del '57, delle
labbra rosse, delle uova al burro, del bacon e mezzo kiwi - il tutto sospeso
a mezz'aria sullo sfondo delle Montagne Rocciose, coperte da foreste fino
al limitare delle vette innevate. Griffin la volt. La scrittura era fitta fitta,
quasi illeggibile.
Griffin,
avevi detto che ti saresti fatto risentire.
Griffin torn a guardare il davanti della cartolina: Appetitose varianti.
Quanti negozi di Los Angeles vendevano quel tipo di cartolina? La composizione gli ricordava un cartoon di Betty Boop in cui la Terra era venduta all'asta ai vari pianeti. Se l'aggiudicava quello che offriva di meno, Saturno. Saturno ne estraeva il nucleo magnetico, una calamita a ferro di cavallo legata a una corda, e se lo metteva in tasca. A quel punto la forza di
gravit s'invertiva e tutto cominciava a fluttuare sopra la Terra. Alla fine la
calamita veniva rimessa al suo posto, e le cose tornavano come prima.
Adesso lui aveva ucciso un uomo, e cosa ci aveva guadagnato? Prov a
sfogliare il giornale. Il cadavere non poteva essere stato rinvenuto in tempo
per l'edizione del mattino. Infatti la cronaca non ne parlava ancora. Probabilmente la morte avrebbe destato un certo interesse, ma sarebbe risultata
abbastanza brutale e raccapricciante per finire sui giornali? Come l'avrebbe
interpretata la polizia? Senza dubbio come una delle solite aggressioni a
scopo di rapina. Nessuno avrebbe capito che si trattava invece di un sacrificio.
Quanto tempo avrebbe impiegato il gesto di rappacificazione rappresentato da quella morte incruenta ad arrivare fino all'Autore? Infilare un cadavere sotto una macchina a Pasadena per convincere una persona a lasciarne
in pace un'altra era un modo complicato di trasmettere un messaggio. Visto
che l'Autore si stava divertendo tanto con Griffin, perch mai avrebbe dovuto ucciderlo, rinunciando al divertimento?
Griffin and agli studios, convinto di aver ben indirizzato il suo messag-

gio. Non l'aveva certo spedito per espresso, ma era sicuro che sarebbe arrivato a destinazione. Sicurissimo.
4
Nessuno uscir da questo ufficio finch non avremo messo a fuoco
quindici valide ragioni per andare al cinema, dichiar Levison, e cominci a guardarsi intorno. Alison, quand' stata l'ultima volta che sei andata
a vedere un film pagando il biglietto?
Alison Kelly, la sua story editor, si copr la faccia con le mani. Sono
cos imbarazzata... Ma il fatto che detesto fare la fila. Saranno circa due
mesi. Cosa posso dire? Preferisco le visioni private.
Levison si alz. D'ora in poi tutti i presenti dovranno andare al cinema,
pagando il biglietto, almeno una volta al mese. Le proiezioni per gli addetti
ai lavori non contano. Si rivolse a Griffin. Griffin, quand' stata l'ultima
volta che hai pagato il biglietto per vedere un film?
Ieri sera. Ho visto Ladri di biciclette. Subito dopo averlo detto Griffin
cap di aver fatto una confessione.
OK, disse Levison. Perch ci sei andato?
Perch un classico e non l'avevo mai visto.
E come mai non te lo sei visto in sala proiezione?
Volevo vedere la reazione del pubblico.
E che reazione c' stata?
L'hanno apprezzato molto.
Chi l'ha apprezzato molto?
Quelli che detestano i film che facciamo noi. La miglior difesa era
l'attacco... O forse no.
A te piaciuto?
bellissimo, naturalmente.
Non si potrebbe farne un remake?
Saremmo costretti a dargli un lieto fine.
E se l'ambientassimo nello spazio, su un altro pianeta, intitolandolo, per
esempio, Ladri di missili? Levison ridacchiava. Era chiaro che stava
scherzando.
Su un pianeta povero?
Ecco, disse Levison. Stiamo gi parlando di qualcosa che non si
mai visto in un film di fantascienza: un pianeta povero. Come mai lo spazio sempre ricco?

La fattoria di Luke Skywalker in Guerre stellari era piuttosto disastrata.


Gi, e la cosa ha funzionato. per questo che noi facciamo delle riunioni, per trovare immagini e personaggi e soggetti per film, in modo da
non essere alla merc di chi viene a proporci la sua roba. Per dare il nostro
contributo, per tirar fuori idee nostre per i nostri film. Partiamo dall'inizio.
Perch si va al cinema? Fornitemi qualche motivo.
Si alzarono varie mani. Levison si avvicin subito al cavalletto, su cui
era sempre pronto un grande foglio di carta pulita, e con un pennarello ci
scrisse sopra, in colonna, i numeri da uno a quindici.
Motivo numero uno, disse. Griffin andato a vedere un classico.
Questa lista va fatta senza nessun criterio di priorit. Noterete che non voglio partire con dei clich, come l'evasione o il divertimento. Perci diremo - e questa una buona ragione per andare al cinema - diremo che ci
andiamo 'per vedere i classici'. Scrisse CLASSICI sul foglio. Poi, accanto
al numero due scrisse DIVERTIMENTO, e accanto al numero tre EVASIONE.
A me piacciono i gialli, disse qualcuno. E venne aggiunta la parola
GIALLI.
Nessuno va al cinema per il sesso? chiese Levison. Non si porta forse la propria ragazza a vedere certi film nella speranza che si ecciti? Levison ridacchi e scrisse STIMOLO SESSUALE.
Nuove mode?
STILE.
Dopo aver visto un film di James Bond mi viene il gusto della guida
veloce.
ENERGIA.
E le stelle del cinema?
STAR.
Io sono tutto contento quando vedo Parigi.
VIAGGI.
Film comici.
RISATE.
Film dell'orrore.
BRIVIDO.
Canzoni.
CANZONI.
Storie d'amore.

STORIE D'AMORE.
Stiamo parlando dei vari tipi di film o delle ragioni per le quali andiamo a vederli? chiese Drew.
Di qualunque cosa vi spinga ad andare al cinema, rispose Levison.
A me piace la folla, disse Drew. Mi piace stare con l'altra gente.
COMPAGNIA.
Griffin si appoggi allo schienale del divano verde. Pensava a delle giustificazioni. Avrebbe dovuto dire qualcosa alle altre persone presenti nella
stanza. Una volta che il cadavere fosse stato scoperto e trasportato all'obitorio, qualcuno avrebbe senz'altro detto: Ma lo sai, Griffin, che quell'autore stato ammazzato proprio fuori dal cinema in cui sei andato tu l'altra
sera? Al che lui avrebbe dichiarato: Non metter pi piede in un locale
pubblico! Qualcosa di spiritoso, insomma, per prendere le distanze da
quel delitto specifico e trasferirsi sul piano pi generico della follia del
mondo.
A volte, devo ammetterlo, al cinema non ci vado per evadere... Be', s,
ci vado anche per quello... Ma soprattutto per rilassarmi. Il genere del film
non ha nessuna importanza, mi va bene tutto, purch sia un film.
RELAX.
So che adesso non vanno pi di moda, ma a me sono sempre piaciuti i
grandi film epici, in costume, disse Mary.
EPOCA.
Andiamo abbastanza bene, disse Levison. Lo scopo di questo esercizio di scoprire che cosa ci piace, non che cosa secondo noi dovrebbe piacerci, o piacer al pubblico, o piace gi al pubblico. Abbiamo raccolto
quindici voci. Perch non arriviamo a sedici? Chi ha qualcosa da suggerire?
Griffin alz la mano. Di solito vado al cinema per vedere quello che
vedono tutti gli altri, per poterne parlare, per non sentirmi tagliato fuori.
Quando facevo la quarta tutti i bulletti della mia classe avevano visto La
grande fuga. Io no, ma facevo finta di s.
Levison avvicin il pennarello al foglio, cercando di trovare la parola da
aggiungere.
Per non essere da meno? sugger Drew.
EMULAZIONE.
Adesso che abbiamo individuato le ragioni per le quali andiamo al cinema, dobbiamo cercare dei progetti che rispondano a questi requisiti di
base. Fine della lezione.

Griffin avrebbe voluto che il tempo si fermasse finch non fosse uscita
l'edizione pomeridiana dell'Herald. Torn nel suo ufficio e chiuse la porta.
Telefon all'emporio degli studios per sapere se fossero gi arrivati i giornali del pomeriggio. Gli risposero di s.
Usc, facendo sollevare a Jan lo sguardo da ci che stava leggendo. And con passo deciso all'emporio, prese il giornale, lasci il suo quarto di
dollaro, e, sempre di buon passo, fece ritorno al suo ufficio, passando nuovamente davanti a Jan. La sua uscita non era durata pi di cinque minuti.
Chiuse la porta e appoggi il giornale sulla scrivania. Provava la stessa ansia di quando si accingeva a leggere le prime recensioni di un nuovo film
prodotto dagli studios.
RINVENUTO UN CADAVERE NEL PARCHEGGIO
DEL CINEMA RIALTO
Poco dopo mezzanotte, al termine del suo orario di lavoro, l'operatore di cabina del cinema Rialto di Pasadena ha trovato nel
parcheggio annesso alla sala cinematografica il cadavere di David
Kahane, di ventinove anni. Secondo la polizia locale al momento
del suo ritrovamento Kahane era morto da almeno due ore. Non si
conoscono ancora le cause del decesso. Kahane, soggettista parttime, risiedeva a Hollywood.
L'Autore avrebbe letto la notizia e colto il messaggio? Griffin non ne era
sicuro. Perch sul giornale lo definivano un soggettista part-time? Griffin provava un senso di pena per lui. Probabilmente il giornalista che aveva scritto l'articolo aveva a sua volta nel cassetto un copione, o un soggetto
per un copione, ed era amico di qualcuno che scriveva la pagina degli spettacoli del giornale, cosicch aveva almeno la vaga idea di come andassero
le cose nello show business.
La povera June Mercator sarebbe rimasta con David Kahane se non avesse apprezzato ci che lui scriveva? Difficile dirlo. Non era da escludere
che, accecata dall'amore, lo considerasse addirittura un nuovo Melville. E
cos'avrebbe fatto adesso? Avrebbe passato i giorni successivi a rileggere le
sue storie mai pubblicate, i suoi copioni mai prodotti? Griffin avrebbe tanto voluto poter dire: Ho ucciso l'uomo giusto.
Controll i messaggi. Una telefonata da un agente. Un'altra dal reparto
marketing. Un'altra dagli Affari generali. Un'altra da un autore. Un'altra da
un agente. Un'altra da Levison. Un'altra ancora dal suo avvocato. E infine

un'ultima telefonata, da Londra. Kahane era mai stato cos impegnato? Era
mai stato cos impegnato l'Autore?
Jan lo chiam sulla linea interna per informarlo che in anticamera c'era
Walter Stuckel. Griffin le disse di farlo aspettare un momento. Riagganci,
cont fino a dieci, poi fino a venti, poi fino a ventisette. Infine and alla
porta: era molto meglio incontrare Stuckel a met strada.
Salve! esclam in tono festoso. Stuckel stava cercando di leggere alla
rovescia gli appunti sulla scrivania di Jan. Quando Griffin gli tese la mano
alz lo sguardo con grande calma e con una freddezza che avrebbe infastidito chiunque e che risult allarmante per Griffin.
Stuckel si decise a stringere la mano che gli veniva offerta. Era sui quarantacinque e aveva folti capelli bianchi spazzolati energicamente all'indietro, ai due lati di una drastica scriminatura. Tutti, in un'azienda, avrebbero
capito subito che non era un executive. Portava una giacca turchese con
calzoni neri e mocassini marrone. Aveva la pelle bianchissima, a chiazze
rosa, e strizzava leggermente gli occhi, non per ripararsi dal sole, ma per
mettere bene a fuoco ci che era oggetto del suo esame. Dobbiamo parlare, disse in tono asciutto.
Griffin lo fece accomodare nel suo ufficio. Anzich sedersi sul divano, si
piazz dietro la scrivania, costringendo Stuckel a sistemarsi alla meglio su
una sedia. Gli offr del caff, ma Stuckel rifiut educatamente l'offerta.
OK, Walter, esord scherzosamente Griffin, non mi dica che venuto
a propormi un soggetto!
Qualcosa da raccontare ce l'avrei.
Ci credo, Walter!
Per non sono uno scrittore.
Se il soggetto buono, si pu sempre farlo scrivere da qualcuno che
sappia farlo funzionare. A Griffin non piaceva l'argomento. Gli batteva
forte il cuore.
Lei non ha mai avuto un colloquio con David Kahane?
S. Parecchio tempo fa.
Lo sa che morto?
Buon Dio, era pi giovane di me! Cosa gli successo?
Perch non me lo dice lei?
Griffin avrebbe voluto arrestare il tempo. Walter, la prego, mi dica subito che cos'ha in mente. Senza nascondermi niente.
Lo sa che una volta facevo il poliziotto?
FBI, vero?

Anche. Oggi mi ha telefonato la polizia di Pasadena. David Kahane


stato assassinato ieri sera.
No!
E lei ha telefonato a casa sua verso le sette. La sua donna le ha detto
che era andato al cinema a Pasadena.
Non mi ricordo nemmeno che film fosse.
Ladri di biciclette. E ci andato.
Non vero!
S che ci andato, invece. Ha incontrato Kahane al cinema e si
sbronzato con lui in un bar giapponese. Poi Kahane uscito prima di lei ed
andato da McDonald, ed l che l'hanno visto in vita per l'ultima volta.
Perch lo nega, Griffin?
Secondo la polizia, cosa sarebbe successo? Era un Burger King, non
un McDonald, la storia faceva gi acqua. L'errore rallegr Griffin, e gli infuse speranza.
L'hanno aggredito a scopo di rapina, una cosa che succede ogni giorno.
Se per io dicessi alla polizia che lei si sta comportando come se avesse
qualcosa da nascondere, la porterebbero subito alla centrale per interrogarla. Oppure le farebbero una bella telefonatina, o verrebbero qui personalmente. C' anche un'altra possibilit, che non diano peso alla cosa. Ma
mi sembra alquanto improbabile.
Naturalmente io sono pronto a collaborare in ogni modo.
Qualche anno fa c' stato un party a Malibu. Gente del mondo della
musica. Un sacco di droga. Un sacco di rum.
Griffin immagin che Stuckel stesse cercando di dire, a modo suo, che la
storia riguardava gente di colore.
C'era anche una guardia di sicurezza, per tener fuori gli intrusi. Aveva
una pistola, e uno degli ospiti ha voluto giocarci. La guardia gli ha dato la
pistola, e qualche attimo dopo era stecchita. La seconda telefonata l'hanno
fatta alla polizia e la faccenda si sistemata.
E a chi era stata fatta la prima telefonata?
Anche se lo sapessi non glielo direi! Comunque devo ammettere che
ammiro la sua tattica, Griffin. Fare ostruzionismo. Negare ogni cosa, tanto
la sua parola contro la loro. Purch nessuno l'abbia materialmente visto
uccidere quell'uomo, e purch non ci sia niente che la colleghi a lui, a parte... Quante volte vi siete visti?
Una volta sola.
Senza contare ieri sera.

OK, ha ragione, ieri sera l'ho visto. E so anche che morto, l'ho letto
sul giornale.
Allora perch non l'ha detto?
Santo cielo, Walter, non volevo restare coinvolto!
Benissimo. Lo dir alla polizia.
Telefoner io stesso, alla polizia. Dir che l'ho incontrato al cinema,
che ci siamo ubriacati insieme nel bar giapponese, che lui uscito prima di
me perch doveva tornare a casa, mentre io non mi sentivo abbastanza lucido per guidare. Tutto qui, non c' altro. Quando mi interrogheranno, dir
che sono andato a parlargli perch lui mi aveva proposto un soggetto, e il
soggetto mi piaceva moltissimo, volevo comprarlo, non ce la facevo ad aspettare che tornasse a casa per dirglielo. Ero troppo contento, sia per lui
che per me. la verit. Ed esattamente questo che dir alla polizia. Anzi,
ci vado subito. Come si poteva non crederci? Era tutto cos semplice! E
anche se non ci avessero creduto Griffin si sarebbe ugualmente attenuto a
quella versione dei fatti perch era facile da raccontare, e da ricordare.
Sembrava molto logica.
No. La faremo venire qui, la polizia.
Non voglio disturbare nessuno.
Parla proprio come se fosse colpevole. Lei non colpevole, vero?
Ho i soliti, nevrotici sensi di colpa.
Vorr scherzare! Qui si tratta di un delitto. Io una volta facevo il poliziotto, e lei si comporta proprio come se fosse l'assassino di quel Kahane.
Se si comporter cos anche con la polizia dester molti sospetti.
E come dovrei comportarmi?
Dovrebbe dire tutto. Come le ho gi ricordato, si tratta di un delitto!
Ma io non ho ucciso nessuno!
Le far sapere quando verr la polizia.
Stuckel se ne and. Griffin non sapeva bene come stessero le cose. Lo
sospettavano del delitto? O si trattava solo di un interrogatorio di routine,
di quelli che si fanno a chiunque possa sapere qualcosa delle ultime ore di
una vittima? Non c'era nessun movente che giustificasse l'uccisione di Kahane - nessun movente plausibile, perlomeno. Griffin pens che quella sera
era stata forse la pi singolare di tutta la sua vita. Sarebbe salito sul banco
dei testimoni e avrebbe descritto l'ora passata con Kahane, poi la loro separazione al bar giapponese. Perch non erano usciti insieme? Perch Griffin voleva ascoltare ancora un po' di musica. Kahane non si sentiva bene,
voleva tornare dalla sua ragazza. Nessuno avrebbe potuto dubitarne.

Arriv una telefonata da parte di Levison: un regista sotto contratto cercava una commedia romantica; Griffin poteva trovargli qualcosa del genere? S, poteva. Griffin scacci dalla mente Kahane e Stuckel, e compose
personalmente il numero. Funzionava!
Era sbalordito dai propri scarsi sensi di colpa. Si chiedeva persino se non
fosse il caso di consultare un analista. Probabilmente per questo che
non sono sposato, che non ho una famiglia, pensava. Non riusciva a capacitarsi di come si potesse confidare un problema simile a un'altra persona. Il vincolo della confessione faceva al suo caso? Che cos'avrebbe detto
un analista? Non posso aiutarla, il suo rimorso fuori luogo.
Quando aveva portato Bonnie Sherow a Cabo San Lucas lei l'aveva seccato sottolineando quanto fosse da adulti prendersi quel tipo di vacanza.
Mi sento cos adulta! aveva detto quand'erano rimasti soli in camera da
letto, una volta uscito il fattorino.
Che cos'intendi per 'cos adulta'? aveva reagito lui. A sentirti si direbbe che siamo dei bambini che recitano! Questa vita reale, mia cara. Io
me lo sono guadagnato il diritto di fare quello che faccio! Non sapeva
bene perch fosse sbottato in quel modo - probabilmente era solo stanco di
Bonnie e cercava la rissa. Ma Bonnie si era resa perfettamente conto,
quando si era coperta rifiutandosi di fare l'amore con lui fino a notte inoltrata, dopo un bel po' di tequila, che quell'esclamazione aveva segnato la
fine della loro storia. Griffin sapeva che nutrire del rancore per lei era sbagliato. Bonnie l'aveva guardato con aria triste e delusa. Adesso che aveva
ucciso un uomo era forse diventato un adulto? Per adulto Bonnie intendeva una persona responsabile, padrona di s, indipendente, capace di
prendere delle decisioni, capace di spendere il proprio denaro. E anche seria, cosciente del proprio equilibrio. Griffin conosceva dei venticinquenni
a cui erano affidati dei budget di milioni di dollari per la realizzazione di
un film. Erano degli adulti, loro? Lui di anni ne aveva trentuno, e a volte si
sentiva sfinito. Era un adulto? David Kahane aveva passato anni a inseguire un sogno di cartone. Aveva imparato qualcosa? Era un adulto?
Griffin si chiedeva se sarebbe stato costretto a uccidere ancora. Probabilmente un analista gli avrebbe detto che si aspettava di essere arrestato.
Se l'avessero arrestato davvero le sue previsioni si sarebbero rivelate giuste, ma in caso contrario?... Se fosse vissuto a lungo e fosse morto col sorriso sulle labbra, sapendo che nessun altro era al corrente del suo delitto?
Sarebbe stato come l'albero che cade silenziosamente nella foresta perch
nessuno lo sente? Se la si fa franca con un delitto, il delitto sussiste ugual-

mente?
E se, rivolgendosi a un analista, se ne fosse fidato fino al punto di confessargli l'omicidio e l'analista gli avesse chiesto perch mai aveva ucciso
David Kahane, che cos'avrebbe risposto? Che aveva dovuto farlo. Perch
Kahane era l. Perch lui aveva toccato il fondo e non sapeva pi cosa fare.
Perch non era mai stato in guerra, e sentiva il bisogno di uccidere un uomo.
E perch mai sentiva il bisogno di uccidere un uomo?
Perch quell'uomo era l.
E se avesse messo un'annuncio su Variety, piccolo piccolo, anonimo, per
dire all'Autore che voleva incontrarlo? E se, senza farsi vedere, tenendosi
nascosto, l'avesse osservato attentamente, per ucciderlo in seguito? Senza
nessun testimone e con un buon alibi. Avrebbe potuto prendere un aereo
per San Francisco, dicendo che vi avrebbe passato il week-end, tornare subito indietro con un'altra linea aerea, sotto falso nome, uccidere l'Autore,
tornare a San Francisco e rientrare al momento giusto col suo vero nome...
Entr Jan. Griffin! Lo guardava con aria perplessa. Ma sta bene?
Perch me lo chiedi? Da quanto tempo durava quel sogno a occhi aperti? Non aveva sentito squillare il telefono?
Che cosa voleva Walter Stuckel? Era qui per le cartoline?
Era giunto il momento di prendere le redini della situazione. Griffin
guard Jan con un misto di insofferenza, condiscendenza e affetto. Jan...
esord. Era tutto ci che aveva da dire. Quando la ragazza usc dalla stanza
e richiuse la porta, Griffin alz in aria il pugno in un gesto di trionfo.
Scrisse su un bloc-notes: Avevo detto che mi sarei fatto risentire. Poi
aggiunse: arrivato il momento di parlarci. Una pausa. E adesso? Cancell l'ultima riga, in cui erano indicati un'ora e un luogo. Era una riga inefficace, troppo familiare. Basta messaggi. La prossima mossa toccherebbe a me, ma io la lascio a te. Falla al pi presto. Telefon a Variety
e chiese il costo di un piccolo annuncio. Preferivano un assegno, ma accettavano anche i contanti. Carta di credito, chiesero. No, no, contanti,
disse Griffin.
Tornando a casa, quella sera, si ferm allo sportello automatico di una
banca e ritir duecento dollari. Quando fu a casa mise i soldi e il messaggio in una busta, che indirizz a Variety. Non aveva francobolli perch non
spediva mai niente da casa. Li comper a un distributore automatico il
mattino seguente.
June Mercator gli telefon alle nove e mezzo. Jan pronunci il suo nome

in tono stupidamente malizioso, come se si trattasse di una vecchia fiamma


da scaricare. Griffin avrebbe voluto bluffare - E chi ? - ma prese la telefonata senza fare commenti.
Salve, June. Mio Dio, ho appena saputo di David. Come si sente?
Non molto bene, credo. Non me ne sono ancora resa conto fino in fondo. una faccenda molto complicata.
Capisco. Perch mai aveva chiamato?
come se fossi spettatrice di me stessa, come se mi vedessi fare le solite cose dall'esterno. Griffin intu che June preferiva non parlare: cercava
di mantenere il controllo e non era, n voleva sembrare, troppo sconvolta.
stato un brutto colpo per tutti, disse Griffin. La polizia... ha gi
scoperto qualcosa?
No, fu la secca risposta della donna. E non venne aggiunto altro.
Sa, dopo averle telefonato sono andato al Rialto.
S. Griffin avrebbe voluto che lei aggiungesse: Lo so, invece quel
s rest l sospeso, come una sfida. Aveva gi parlato troppo, e naturalmente era proprio per questo che lei gli stava telefonando.
Mi sarebbe piaciuto parlare con David di un certo soggetto. Sembrava
fatto apposta per lui.
Voleva affidargli un incarico?
Se dicessi di s mentirei. Avevo intenzione di parlargli di un progetto
per vedere se la cosa gli interessava e se lui aveva qualche idea in proposito.
E David cos'ha detto?
Che mi avrebbe telefonato la mattina dopo. Non sapeva che impegni
avesse perch non aveva con s la sua agenda, ma avrebbe cercato di trovare un po' di tempo per me. Griffin lo disse in tono un po' ironico per far
capire a June che David non gliel'aveva data a bere riguardo ai suoi impegni, ma che lui era stato ugualmente al gioco.
June emise un suono sommesso, una specie di sospiro. In quel tocco diplomatico Griffin avvert una certa esasperazione, come se David fosse ancora vivo e lei gli muovesse un blando rimprovero e se la prendesse un po'
anche con se stessa per il fatto di stare dalla sua parte; giacch erano stati
proprio i bluff cos ovvi, dettati dall'orgoglio, a impedire al suo uomo di
arrivare al successo.
Povero David, disse.
Aveva i genitori e cos via, una famiglia, insomma?
Una famiglia completa. Genitori, fratello, sorella e nonna. E anche una

nipote.
Quand' il funerale?
Lei non tenuto a venire. Adesso nella voce di June c'era un tono
nuovo, e le parole venivano troppo in fretta, pens Griffin. Era imbarazzata per qualcosa.
Quand'?
Domani mattina.
Ci sar.
Griffin, ha parlato con la polizia?
Abbiamo avuto dei contatti.
Bene. Voglio dire, forse lei ha visto qualcosa. Forse, senza saperlo, ha
visto l'assassino, o una macchina, o qualcosa che aveva a che fare con altri
delitti...
No. Mi dispiace molto dirlo, ma non ho visto niente.
Come fa a dirlo?
Fine della telefonata. Griffin era sorpreso della controllata disperazione
che aveva sentito nella voce di June Mercator. Quando le aveva parlato, la
sera del delitto, sembrava sul punto di lasciare Kahane. Adesso le veniva
da piangere per un nonnulla. Griffin si chiese se Bonnie Sherow avrebbe
sentito la sua mancanza, qualora fosse capitato a lui di morire.
Il mattino seguente non aspett di essere in ufficio per procurarsi Variety, lo comper lungo la strada e ne strapp l'ultima pagina nella ricerca
affannosa del suo piccolo annuncio. Basta messaggi. La prossima mossa
toccherebbe a me, ma io la lascio a te. Falla al pi presto. Lo lesse tre volte, una dozzina di volte, compiacendosi del testo che aveva concepito, ma
la soddisfazione si mut all'improvviso in una specie di panico. L'annuncio
era cos spoglio, senza un numero di telefono, senza l'indicazione di una
casella postale... Avrebbe destato una certa curiosit nel lettore occasionale. Griffin si rese conto che se Jan l'avesse visto non avrebbe mancato di
mostrarglielo, perci fu ben contento di non aver scritto: Basta cartoline.
Se Jan fosse andata da lui con quell'annuncio, lui le avrebbe detto semplicemente di tornarsene al lavoro. Questo lo indusse a considerare l'opportunit di licenziarla. Jan troppo addentro a questa faccenda delle cartoline, pensava, e una nuova segretaria probabilmente mi consegnerebbe
i messaggi senza fare commenti: ma se tutto andr secondo i miei piani, se
l'Autore mi lascer in pace, o perch morto, o perch spaventato o in
qualche modo si placato, non dovrebbero arrivarne pi, di cartoline...
D'altra parte se le cartoline smettessero di arrivare Jan se ne accorgerebbe

di sicuro, e se invece continuassero ad arrivarmi sarei costretto a dire altre


bugie...
5
Griffin non aveva nessuna voglia di pranzare con Larry Levy. Alle undici avrebbe ancora fatto in tempo a disdire l'impegno e Levy si sarebbe visto costretto a pranzare da solo o a telefonare a qualcuno, ammettendo di
essere stato lasciato a piedi all'ultimo momento. Durante tutto il pranzo
Levy si sarebbe chiesto chi diamine potesse essere l'importante personaggio con cui doveva incontrarsi Griffin, ma la gaffe che Griffin aveva commesso la volta precedente a proposito di Clint Eastwood aveva gi compromesso il suo possibile vantaggio.
Si costrinse a credere di costituire una minaccia per Levy esattamente
come Levy la costituiva per lui, si autoconvinse che Levy si rendeva conto
di essere stato assunto come jolly e non come re. Il ristorante scelto da
Levy, un elegante locale italiano sulla Melrose, non era ovvio come Le
Dome o The Grill, uno dei vari locali per studenti nel campus di Hollywood. Questo faceva pensare a Griffin che il pranzo avesse uno scopo, dato
che pranzare in uno dei soliti posti avrebbe dato al loro incontro un carattere pubblico: ormai tutti sapevano che Levy sarebbe entrato negli studios,
perci ci sarebbero state continue interferenze. Era quindi chiaro che Levy
voleva parlare. Fino a quel momento a Griffin non era mai passato per la
mente che Levy fosse spaventato all'idea di entrare negli studios. Meglio
non fare nessun piano strategico che l'intimidatoria energia di Levy potesse
sconvolgere; no, con tutti i dubbi che doveva nutrire Levy su se stesso,
magari ci sarebbe stato persino da divertirsi.
Quando Griffin arriv al ristorante Levy era gi l. Una donna snella, vestita di nero, l'accompagn a un tavolo della seconda sala. Griffin l'aveva
gi conosciuta in un ristorante di Beverly Hills, dove era addetta all'ingresso. Nel fargli strada verso Levy la donna lo inform, con orgoglio, di essere adesso contitolare del locale. Griffin si congratul con lei, e nel farlo si
rese conto di provare una certa invidia. Perch mai? si chiese, e silenziosamente si rispose che l'invidiava perch si era fatta dal niente.
Vedendolo, Levy accenn ad alzarsi dalla sedia, ma Griffin gli fece cenno di restare pure seduto. Portava un abito blu scuro, troppo pesante per
una giornata come quella; d'altra parte, al mattino aveva fatto fresco. Era
piuttosto alto e aveva il fisico in forma di chi dispone di un allenatore per-

sonale. Griffin, che si ritrovava addosso dieci chili di troppo, ne era invidioso. Il naso, per... Era chiaro che Levy doveva esserselo fatto rifare da
un chirurgo plastico incompetente, perch, pur avendo una forma gradevole, risultava un po' troppo piccolo rispetto al resto della faccia, e assieme a
quelle sopracciglia folte e scure e a quei capelli radi gli dava un che di sinistro, e persino di stupido.
Di', non sarai tenuto a vestirti in modo cos formale quando verrai a lavorare negli studios... A Levison piace lo stile sportivo. Un bell'inizio, effettivamente.
Allora terr i miei completi classici per quando subentrer una compagnia petrolifera e ci vorr un look da executive.
questa la novit? La Mobil compera gli studios?
E chi lo sa? A volte penso di tornare agli Affari generali. La produzione fatalmente destinata a essere rilevata da qualcuno, mentre gli Affari
generali resistono.
Gi, vero, tu vieni dagli Affari generali! Griffin lo disse in tono un
po' sorpreso, facendo capire tra le righe che i funzionari della produzione
veramente in gamba non provenivano mai da l, o altrimenti si portavano
addosso una specie di marchio.
Be' non che tu ci sia stato per molto. Un vero colpo basso. Griffin
era partito all'attacco.
Per circa un anno, disse Levy. Quando ero alla Warner Brothers continuavo a fare contratti per copioni che non avevo mai letto, e dopo un po'
mi sono seccato. Perch c'erano tutti quegli autori che si portavano a casa
solo settantamila dollari anzich trecentomila, e del novanta per cento di
loro non si sentiva pi parlare. Dai loro testi non veniva mai ricavato nessun film. Quando venivano consegnati i copioni io li pagavo con un assegno, poi ricevevo l'ordine di farli riscrivere da altri per la stessa cifra da
fame, e quando finalmente i film venivano realizzati scoprivo che i testi
erano stati scritti da autori ancora diversi perch c'erano di mezzo pezzi da
novanta come Sidney Pollack o Chevy Chase. Perci dopo un anno di questa storia ho cominciato a leggere ogni singolo copione, ogni rifacimento,
ogni abbozzo di stesura, e dopo averne letti trecento, proprio trecento, ho
detto ai miei capi che se non mi avessero trasferito alla produzione mi sarei
licenziato. E siccome loro si sono ben guardati dal farlo, ho dato le dimissioni e sono passato alla United Artists, dove mi sono trovato benissimo,
mi sono fatto un sacco di amici e anche un nome. Ho avuto fortuna: da tre
dei copioni che avevo sviluppato sono stati tratti tre film, e uno dei tre

costato nove milioni e ne ha fatti incassare centotrentacinque. In considerazione di questo successo Levison mi ha fatto un'offerta che non si poteva
rifiutare. Questa la mia storia.
E adesso sarai tu a dirigere gli studios.
Ho sentito dire che Levison ha preso contatti con due case di produzione, facendo sapere che per la giusta cifra sarebbe stato disponibile. Se lui
se ne va... Levy allarg le mani con l'aria di dire: Io sono pronto.
Il cameriere venne a prendere le ordinazioni. Levy chiese un'insalata;
Griffin, spalmando di burro un panino, ordin una pizza. Era contento di
non essere andato a tavola con una specifica strategia, perch in quel caso
avrebbe optato per lo stesso esiguo pasto di Levy, mentre adesso lui era
soddisfatto e Levy invece aveva un'aria molto infelice all'idea di doversi
accontentare di un'insalata e di non potersi concedere n panini n pizza.
Levy doveva forse aver letto un libro su come ottenere il potere, ma si era
perso la lezione sull'opportunit di tener d'occhio la persona che si ha di
fronte, anzich i carboidrati. Griffin sapeva che ordinare pi cibo di Levy
era una dimostrazione di sicurezza. Si trattava solo di una piccola battaglia,
ma il vincitore era lui.
Sei sempre tentato di andartene? chiese Levy, guardando con invidia
Griffin che spalmava di burro un altro panino.
Sto bene dove sono.
Per il resto del pranzo parlarono di stelle del cinema e di registi. A Levy
piaceva fare pettegolezzi, e Griffin lo lasciava fare. Levy fin in fretta la
sua insalata e rifiut la fetta di pizza che gli offriva Griffin.
Quando torn il cameriere Griffin ordin anche il dessert. Della torta al
cioccolato. Ne offr un assaggio a Levy.
No, grazie.
Sicuro?
Levy agit la mano e, lasciando perdere le tattiche, accett. Griffin lo
imbocc con la propria forchetta.
Quando Griffin torn agli studios Jan abbandon la propria scrivania e
lo segu nel suo ufficio.
Che cosa c'? chiese Griffin.
Le ha telefonato la polizia di Pasadena, venuto un'altra volta Walter
Stuckel, e Celia mi ha detto che hanno telefonato anche a Levison. Era
stata Jan a raccomandare Celia per quel posto di lavoro, cos Celia cercava
di tenerla al corrente di tutto.
Credi che Celia l'abbia detto anche ad altri? Griffin si pent di non a-

ver fatto una domanda generica come Hai idea di che cosa volessero? e
cerc di salvare il salvabile. Pare che io sia stato tra gli ultimi a vedere
una certa persona prima che l'ammazzassero. Un autore. Un tale che una
volta mi aveva proposto un soggetto.
Che cosa orribile! Lei lo conosceva bene?
No, affatto.
Non si preoccupi per Celia. E non si senta imbarazzato: non c' niente
di male a essere un testimone.
Io non sono un testimone, non ho visto niente!
Volevo dire che non c' niente di male a essere l'ultima persona che ha
visto in vita uno che stato ammazzato.
Il guaio che essere oggetto di particolare attenzione arreca danno comunque. Io ne ricevo fin troppa, di attenzione. E poi, come ho detto a Walter, ho solo visto quel tale dopo lo spettacolo, tutto qui. Chiamami Levison, per favore. meglio che parli con lui prima di richiamare la polizia.
Dalla sua scrivania Jan chiam Celia sulla linea interna. Ciao. Lui c'?
Griffin vuole parlargli. Aspett un momento, poi pass il ricevitore a
Griffin. Levison lo riceveva immediatamente.
Griffin usc dall'ufficio e risal il corridoio, prendendosela sempre di pi,
a ogni passo che faceva, con la polizia di Pasadena e con Stuckel. Avrebbe
voluto dirgliene quattro, a quegli invadenti, e scoprire come mai non avessero telefonato anche a sua madre e alla sua ex maestra, gi che c'erano.
Celia lo fece entrare subito.
Levison si alz dalla scrivania, richiuse accuratamente la porta e fece
accomodare Griffin sul divano. Sul foglio appoggiato al cavalletto c'era un
grafico disegnato in modo approssimativo, una curva divisa da tre tagli decisi. Sotto il terzo era scritto IL MOSTRO MUORE DUE VOLTE. Era la
scena dialogata di un trattamento. Notando che il foglio aveva attratto l'attenzione di Griffin, Levison si affrett a toglierlo di mezzo.
Allora, cos' questa storia? sbott Levison. Lo conoscevi, quel tale?
Gli abbiamo mai fatto scrivere qualcosa?
Stavo pensando di farglielo scrivere adesso.
Io non l'ho mai sentito nominare.
A volte mi piace dare a un giovane una possibilit.
Stavolta sei stato battuto sul tempo.
Perch tutti si interessano a questa faccenda?
Perch non ci hai detto di aver visto quel Kahane non appena hai saputo che era morto?

Perch l'avevo visto e basta. Perch non mi sembrava il momento di tirar fuori nuove grane, maledizione!
Vuoi dire che l'arrivo di Levy ti fa sentire il bisogno di non esporti?
Voglio dire che questo lavoro gi abbastanza duro senza mettersi in
mostra. Se ci avessi pensato un po' di pi avrei capito che non potevo stare
zitto, e ti avrei detto tutto subito dopo aver saputo che Kahane era morto.
Ti sono amico, Griffin. Oltre a essere il tuo capo sono anche un amico.
Se sei nei guai conta pure su di me.
Sono nei guai?
No, no, naturalmente. Non sei stato tu a ucciderlo.
Allora cosa dovrei fare adesso?
Lascia che ci pensi Stuckel. Noi non vogliamo che il tuo nome finisca
sui giornali, e lui sa come gestire questo tipo di cose. Quando ti avranno
interrogato, Walter inviter gli agenti a una proiezione privata e li piazzer
due file dietro a Michelle Pfeiffer. Vedrai che questo sistemer tutto.
A Griffin piaceva la piega che aveva preso la conversazione - si era passati dalla tensione all'azione. Levison si alz perch considerava ormai
chiuso il colloquio.
Nell'uscire dall'ufficio Griffin aveva la netta sensazione di avere molto
in comune con Levison. Avrebbe voluto invitarlo a cena con sua moglie,
gi pregustava la scena: lui lavava la lattuga e Levison si presentava alla
porta con in mano una bottiglia di vino speciale. Poi, in casa, loro tre: tranquilli, rilassati. E se i Levison avessero alzato un po' il gomito e non se la
fossero sentita di tornare a casa in macchina, lui li avrebbe fatti dormire
nella camera degli ospiti. Sarebbe stato piacevole preparar loro la colazione, e magari sarebbe stato ancor pi piacevole scendere al piano inferiore e
trovarli gi intenti a sbattere le uova. Sono davvero nei guai? continuava
a chiedersi Griffin.
Walter Stuckel gli telefon per fissare un incontro con due investigatori
della polizia di Pasadena, alle cinque.
Non dica troppo, consigli a Griffin. Vede, la polizia interroga la
gente in continuazione, ma non le capita spesso di andare a interrogarla in
una casa cinematografica. Pu darsi che cerchi di prenderla in contropiede
con abili domande, ma in realt sospetta solo che lei abbia effettivamente
visto qualcosa e si creda troppo importante per collaborare. anche possibile che sospetti che dietro al delitto ci sia l'omosessualit, che si tratti di
un delitto gay, insomma. Magari Kahane ha abbordato qualcuno, o stato
abbordato da qualcuno... possibile che le facciano delle domande in que-

sto senso. Lei sapeva qualcosa della sua vita privata? Non c' nessun sospetto su di lei, vogliono solo sapere se l'ha visto, e perch non ha telefonato alla polizia subito dopo aver saputo che era stato ucciso.
E cosa dovrei rispondere, io?
La verit. Che lei un pezzo grosso e ha troppo da fare per essere
coinvolto in qualcosa a cui non c' rimedio. Non cerchi di fare l'amico con
loro. Questo compito mio.
E lei cosa far? Li ricever nel suo ufficio e poi me li porter qui?
Esattamente. Passando da dietro, in modo da non metterla in imbarazzo. Ci vediamo pi tardi. Fine della telefonata.
Griffin and in bagno, si sciacqu la faccia e si guard nello specchio.
Prov a fare dei forzati sorrisi, poi si sciacqu di nuovo la faccia, usando
questa volta acqua talmente calda che gli si arrossarono le mani. Pensava a
Larry Levy, a quando gli aveva messo in bocca quel pezzetto di torta al
cioccolato, e il ricordo gli faceva passare un po' la paura della polizia. Si
slacci la cravatta e se la riannod. Poi col pollice e l'indice fece una specie di pistola e, strizzando l'occhio, spar al Griffin che vedeva riflesso
nello specchio.
Alle cinque meno un quarto disse a Jan di non passargli pi nessuna telefonata. Le spie del telefono lampeggiarono pi volte per qualche attimo
mentre Griffin provava a sedersi in vari punti - prima dietro la scrivania,
poi sul divano, poi su ciascuna delle due poltrone. Stando seduto alla scrivania, con un copione aperto sotto gli occhi, sarebbe sembrato troppo occupato per mentire? Stando seduto sul divano e facendo sedere gli agenti
sulle poltrone avrebbe fatto la figura dell'arrogante che cerca di far pesare
il proprio ruolo su due emerite nullit? E se invece lui si fosse seduto su
una poltrona, e Stuckel e uno dei due agenti sul divano? No, no, l'altro agente, quello seduto sull'altra poltrona, gli sarebbe stato troppo vicino. Lui
voleva avere una specie di barriera - la scrivania, o almeno il tavolino - tra
s e la polizia. I due agenti dovevano stare l'uno accanto all'altro, pi in
basso, con del tessuto all'intorno.
Jan gli telefon per avvertirlo dell'arrivo dei poliziotti e scort il gruppetto fin dentro la stanza. Walter Stuckel present a Griffin gli investigatori Paul DeLongpre e Susan Avery. Griffin si era aspettato che i poliziotti
fossero in divisa. DeLongpre era un tipo sui quarant'anni, con i baffi, e aveva i capelli arruffati. Sembrava un giocatore di baseball. La Avery era
un po' pi giovane e indossava un completo pantalone color grigio chiaro
con la pistola nascosta sotto la giacca. Aveva i capelli biondi, tagliati a ca-

schetto. Griffin rimase colpito dall'influenza che esercitava la sua professione sul suo aspetto fisico: era decisamente un agente. Griffin strinse la
mano a entrambi, mentre Jan chiedeva loro che cosa volessero bere. Nessuno dei due voleva niente. Jan usc dalla stanza e nel richiudere la porta
lanci a Griffin un segnale di vittoria.
Stuckel si sedette su una delle due poltrone, la Avery sull'altra, e Griffin
dovette sistemarsi accanto a DeLongpre sul divano. Non si sentiva certo in
una posizione di forza, stando cos, tra i due poliziotti. Decise di non aspettare.
Mi dispiace di non avervi telefonato subito dopo aver saputo della morte di Kahane.
Perch non l'ha fatto? esord la Avery.
Me l'ha chiesto anche Walter. Vorrei avere una risposta migliore stavolta, ma posso solo dire che stato un incontro casuale come mille altri,
non successo niente di speciale. Non era pedinato da nessuno, non si
comportava come se stesse per succedergli qualcosa, era tutto molto normale.
Adesso toccava a DeLongpre parlare. Lei andato fin l per parlargli,
vero?
Sua moglie mi aveva detto che era andato a vedere Ladri di biciclette e
io ero piuttosto impaziente, cos ho pensato di andare a vedere anch'io lo
stesso film: se l'avessi incontrato avrei potuto parlargli del lavoro che intendevo affidargli. Griffin sapeva perfettamente che June Mercator non
era la moglie di Kahane, ma la polizia non si prese la briga di correggerlo.
Riteneva anche che la sua versione dei fatti fosse perfetta - come un tappeto navajo che presenta un'unica pecca, voluta, per evitare quella perfetta
simmetria che consentita solo agli dei. Se sapeva cos poco di quell'uomo, perch mai avrebbe dovuto ucciderlo? avrebbero pensato.
Vi siete incontrati all'interno del cinema, disse la Avery. Poi siete
andati insieme in un bar giapponese, avete bevuto qualcosa e Kahane uscito prima di lei. Perch non siete andati via insieme?
Perch lui doveva tornare a casa.
E come mai lei rimasto nel locale?
Non vi hanno detto della canzone? Kahane aveva cantato 'Goldfinger'
in giapponese, accompagnato al piano. Era un locale davvero sorprendente, e volevo conoscerlo meglio. Per ambientarvi un film, magari.
di questo che avete parlato?
Non esattamente, l'argomento stato solo accennato.

Adesso toccava alla Avery. Se l'ambiente era cos importante per lei,
perch mai se n' andato poco dopo?
Perch avevano smesso di suonare. Senza piano era un locale come tutti gli altri. E poi io non bevo.
Per con Kahane ha bevuto, osserv DeLongpre.
In chiesa coi santi...
Di nuovo la Avery. Lei non conosceva affatto Kahane sul piano... umano, vero?
No.
mai stato a casa sua?
No.
Secondo lei, possibile che fosse un omosessuale?
Non ci conoscevamo poi cos a fondo. Perch me lo domanda?
La Avery sollev gli occhi dai suoi appunti. Alcuni omosessuali della
zona hanno denunciato delle aggressioni.
Ci sono anche stati dei delitti?
Pensavamo che questo potesse rientrare in quel tipo di aggressioni.
L'interrogatorio si era trasformato in una normale conversazione. Scampato pericolo.
Stuckel si sistem i polsini e batt sui braccioli della poltrona. Anche
lui sta facendo la commedia, pens Griffin.
Adesso credo che possiamo lasciarla al suo lavoro.
La Avery non fu altrettanto svelta ad alzarsi dalla poltrona. Griffin cerc
di accattivarsi la sua simpatia. Qualcosa la preoccupa... Di cosa si tratta?
chiese.
Lei ha seguito David Kahane nel parcheggio dopo essere uscito dal locale?
No, rispose Griffin. Avevo lasciato la macchina sulla strada, e... mi
secca dirlo, ma dopo quel che successo la parchegger sempre sulla strada, a costo di comperarne una pi economica! Cercava di sembrare scioccato, per eludere la domanda. La Avery si alz. Mentre Stuckel accompagnava i due poliziotti alla porta, Griffin aggiunse: Era una serata
assolutamente normale, per questo tutta la faccenda mi sembra cos orribile... Ed sempre per questo che non vi ho telefonato, credo. La notizia
metteva paura, ed era pi facile superarla pensandoci il meno possibile...
Vorrei potervi dire di pi. Se doveste fare degli arresti e decidere un confronto, chiamatemi pure: chiss che io non riesca a riconoscere qualcuno
che ho visto nel cinema, o per strada... Non so se sarei in grado di collegar-

lo con Kahane, ma forse potrei aiutarvi a sistemare qualche pezzo del puzzle.
I due poliziotti lo ringraziarono e uscirono. Lungo il corridoio si fermarono davanti alla fotografia di Glenn Ford, e Griffin richiuse la porta mentre Walter Stuckel raccontava loro un aneddoto.
Subito dopo Jan buss alla porta. Griffin la fece entrare.
Questa proprio la sua settimana no! comment Jan.
andata ancor peggio per David Kahane.
Intendo dire questa faccenda, le cartoline, Larry Levy...
Forse sono stato fortunato per troppo tempo.
Non lo dica!
Una volta, se ci si vedeva arrivare in ufficio la polizia, per farsi passare
lo shock si beveva una bella dose di whisky.
E adesso?
Adesso ci si rimette al lavoro, punto e basta. Jan avrebbe voluto cavargli di bocca qualcosa di pi, ma lui non si sbottonava.
Cosa devo fare perch mi lasci in pace? pens Griffin.
Be', sono lei sei. Me ne vado a casa, concluse Jan.
Griffin torn alla sua scrivania. Guard fuori dalla finestra e segu con lo
sguardo gli impiegati che tornavano a casa. Alcuni di essi sgobbavano tutto il giorno per uomini che avevano in ufficio dieci poster di film con sopra scritto il loro nome, uomini che ricevevano riconoscimenti tangibili,
gestivano show televisivi, venivano contattati da registi miliardari in cerca
di buoni copioni; altri invece se ne stavano seduti per ore accanto a un telefono silenzioso a leggere riviste economiche, perch i loro capi non erano
abbastanza inseriti nel giro e si occupavano solo di un paio di progetti di
poco conto, incoraggiati a morire professionalmente da gente come Griffin. Produttori e autori che venivano pagati centomila dollari all'anno, ossia
quanto il sindaco di una grande citt, per occuparsi di soggetti che non piacevano a nessuno, ed erano tenuti a galla solo perch il gioco esigeva dei
giocatori. Alla fine il copione veniva scritto, valutato, respinto e messo in
vendita. Di solito la casa cinematografica cercava di recuperare i soldi gi
spesi cedendo il testo ad altri studios, magari in cambio di una percentuale
sugli incassi. Il copione era in vendita, a qualsiasi condizione. George Butler, del settore operativo, telefonava al produttore che possedeva al momento il testo incriminato e gli comunicava che era stato sollevato dall'incarico. Dopodich la sua segretaria tornava tra le impiegate generiche, o
continuava a collaborare con lo stesso produttore a un nuovo incarico, o

restava senza lavoro.


6
Griffin si svegli pensando al funerale di David Kahane. Usc in tutta
fretta per comperare il Times e trov il necrologio. La cerimonia era fissata
per le due. Cerc di ricordare il delitto, per un improvviso senso di rispetto
nei confronti di Kahane, ma l'immagine rievocata, troppo nitida e meccanica, l'allontan da ci che desiderava, vale a dire da un'intensa percezione
del nesso tra il nome stampato sul giornale e l'azione concreta che aveva
determinato quella morte. L'unica ragione di intervenire al funerale era la
possibilit di vedere June Mercator. Aveva avuto l'impressione di piacerle
quando si erano parlati al telefono la prima volta, e si era ritrovato spesso a
pensare a lei, tanto che a un certo punto gli era venuta voglia di vedere che
tipo di donna fosse. Kahane non era famoso, ma aveva dei numeri che avrebbero potuto consentirgli di avere al suo fianco una donna sensazionale,
con una gran massa di capelli, braccia larghe, viso interessante, una di
quelle donne che quando ti guardano negli occhi sembrano possedere un'arcano fluido. La padronanza della lingua giapponese e la macchina nuova di zecca facevano pensare che Kahane vivesse in un mondo indifferente
a Hollywood. Era insensibile al fascino hollywoodiano anche June Mercator? Allora la sua idea del successo poteva essere diversa da quella di chi
ha bisogno dell'approvazione degli ambienti mondani. Anzich avere
stampato sulle labbra il sorriso voglioso della moglie di un perdente (quel
sorriso rapito che Griffin aveva visto tante volte, ai party e alle prime, sul
viso di donne impegnate in commenti estasiati su tutto ed eccitate dalla
presenza di stelle del cinema e dall'ostentata ricchezza), lei era magari una
che stava sulle sue, con un'aria quasi imbronciata, e solo se le sembrava
che la situazione meritasse la sua attenzione diventava brillante com'era
stata con lui al telefono - come lo era stata la prima volta, perlomeno, perch la volta successiva gli era invece parsa cupa, spenta. Ovviamente aveva delle buone ragioni per essere depressa: le avevano ucciso brutalmente
l'amante.
Alle due e mezzo era prevista una riunione con il settore marketing, ma
la si poteva rimandare a pi tardi. Quanto durava un funerale? Griffin non
partecipava da anni a una cerimonia funebre. Quando usc di casa per andare agli studios non era ancora sicuro di prender parte a quella di Kahane,
ma si era messo per prudenza un abito scuro.

La prima telefonata che ricevette fu quella di Walter Stuckel.


Se l' cavata bene, Griffin, proprio bene. L'irritante tono di familiarit
era chiaramente intenzionale.
Grazie, Walter, ho solo cercato di essere un buon cittadino.
Credo che sia riuscito a dargliela a bere.
Come sarebbe a dire?
L al Rialto successo qualcosa, vero? Se facessi parte della squadra
omicidi di Pasadena e ne avessi il tempo, indagherei a fondo su uno come
lei, e se venissi a conoscenza di quel che un certo Walter Stuckel sa sul suo
conto la convocherei al posto di polizia per un'altra bella chiacchierata.
E cosa sa un certo Walter Stuckel?
Sa che uno come lei non va in una sala cinematografica a cercare un
autore.
Allora come sono andate le cose secondo lei, se la verit non quella?
Sapeva che un tempo Kahane era uno spacciatore di droga?
Davvero?
Mi sono informato.
E aveva smesso di spacciare?
E chi compra pi, al giorno d'oggi? Kahane era un pesce piccolo, ma ha
guadagnato abbastanza per potersi comperare case. Si messo insieme un
bel patrimonio immobiliare, non c' che dire! Secondo la polizia, per, il
suo passato non c'entra con il delitto. Qualche anno fa si sarebbe pensato
subito a un delitto di droga, ma adesso... Lei non si droga pi, vero, Griffin?
Non prendo marijuana da anni, e quanto alla cocaina... non mi ricordo
nemmeno come sia!
Bianca.
David Kahane non mi ha mai fornito droga. Non lo conoscevo nemmeno, allora.
Se lo dice lei. Stuckel riagganci. Griffin avrebbe avuto una gran voglia di dirgli: Sono capace di ammazzare anche te, sai?
Cerc di gettarsi sul lavoro. Ricambi tre telefonate nel giro di dieci minuti, promise di leggere due copioni, e parl con l'amico di un amico che si
era laureato in legge ma voleva fare un lavoro diverso in una casa cinematografica o presso un produttore.
Arriv per primo in sala proiezione per la visione dei giornalieri. Levison arriv poco dopo, accompagnato da Larry Levy, in blue-jeans e pullover da quattrocento dollari.

Comincer a lavorare con noi solo tra qualche settimana, ma mi sembrata una buona idea fargli vedere quel che stiamo realizzando adesso.
Effettivamente una buona idea, convenne Griffin con un gran sorriso, e si alz per stringere la mano a Levy. Voleva far vedere a Levison che
era gi vincente. Levy si sedette nella fila davanti a quella di Levison e
Griffin.
I quaranta minuti di pellicola erano inconcludenti. Nella parte girata a
Chicago si vedeva solo una macchina che si fermava davanti a un albergo,
e il conducente che scendeva a terra. In quella girata sul set dello studio 12
si vedeva solo, in primo piano, una mano inguantata che apriva un cassetto.
Durante la scena del cassetto Griffin telefon a Jan per sapere se c'erano
dei messaggi.
Joe Gillis ha detto che per quel drink di stasera va bene. Al Polo Lounge. Piuttosto tardi, per... Alle dieci.
Joe Gillis? E chi Joe Gillis? Griffin si rendeva conto di apparire confuso. Il nome per non gli diceva proprio niente. Levison sbuff e ripet
quel nome mentre Jan diceva: Ha detto che lei lo conosceva.
Un momento, disse Griffin. State parlando in due. Signor Levison, a
lei la precedenza!
Joe Gillis il personaggio che interpretava William Holden in Viale del
tramonto... Sai, lo scrittore che va a stare con Gloria Swanson.
Ha detto anche che lei aveva il suo numero, aggiunse Jan.
Griffin le disse di annullare la riunione pomeridiana col settore marketing. Adesso aveva deciso di andare al funerale. Doveva continuare a fare
cosmiche ammende.
Ti ha telefonato qualcuno dicendo di essere Joe Gillis? chiese Levison.
un mio vecchio compagno d'universit. Sarebbe pi simpatico se non
volesse essere spiritoso a tutti i costi... La settimana scorsa ha lasciato un
messaggio qualificandosi come Monroe Stahr.
E chi sarebbe? chiese Levison.
Quello s che lo conosco: il personaggio ispirato a Irving Thalberg
negli Ultimi fuochi.
Non capisco, disse Larry Levy. Quel tale continua a telefonare alla
tua segretaria sotto vari nomi, e lei non ne riconosce la voce?
Levison lo guard aggrottando la fronte. Non stiamo a preoccuparci di
questo.

Una volta rientrato nel suo ufficio, Griffin disse a Jan di fargli portare l
il pranzo - un'insalata. Lei gli chiese di Joe Gillis.
Non me lo ricordavo affatto. un fiscalista di cui mi ha parlato il mio
consulente finanziario. Pare conosca degli accorgimenti molto interessanti.
Non ci credo. Secondo me lei sta cercando lavoro presso altri studios, e
questo Joe Gillis un pezzo grosso di un'altra casa cinematografica, e usa
un nome in codice che lei si dimenticato. Non mi racconti che un fiscalista... Non vorr dirmi che vuole parlarle di tasse davanti a un drink alle
dieci di sera! Perch mi racconta bugie?
Be', in fondo hai ragione. Scusami, non dovrei bluffare con te. Io non
conosco nessun Joe Gillis. Sar uno che ha sbagliato numero.
Ho risposto al telefono dicendo che questo era il suo ufficio. Non mi ha
sentita?
Ovviamente no.
Non mi piace come mi sta trattando, protest lei.
Cosa faccio di male?
Vuole che mi licenzi? Vuole che me ne vada?
S, a mangiare. A bere un bicchiere di vino. Prenditi un pomeriggio di
libert, fatti fare un bel massaggio a spese mie. E non farti vedere fino a
domani.
Non voglio nessun bicchiere di vino, e non ho bisogno di massaggi!
Ho l'impressione che oggi tu non stia bene, e voglio farti sentire meglio. Griffin sapeva di rendersi ridicolo. Che cosa stava pensando Jan?
Lei non si diede per vinta. Per potermi trattare male domani? Mi dispiace, ma non intendo chiudere un occhio su questa faccenda.
Chiudere un occhio su cosa?
Lei cambia tono di voce ogni volta che metto piede in questa stanza.
come se si sforzasse di essere gentile con me.
Forse hai bisogno di prenderti una settimana di vacanza.
No, sto benissimo. Non so se lei se ne rende conto, ma se qui c' qualcuno che ha qualcosa che non va, questo qualcuno lei!
Per! Griffin alz la mano per farle capire che stava esagerando, che
doveva stare al suo posto. E aspett che lei gli facesse delle scuse formali.
Il fatto che non mi piace vederla andare in pezzi, tutto qui. Aveva
deciso di giustificare la propria intemperanza con la grande preoccupazione per lui. Non voglio licenziarmi, questo lavoro mi piace. Voglio che lei
stia bene e faccia le cose bene, perch se lei a posto ci guadagno an-

ch'io.
Allora ignorami! Non far caso al mio tono di voce. Sono molto teso, e
me la prendo con te. Scusami. Comunque voglio che tu ti prenda un pomeriggio di vacanza. Griffin telefon a un salone di bellezza di Beverly
Hills e le fiss un appuntamento per una pulizia del viso e un massaggio.
A spese degli studios. E adesso... fuori!
Jan rest immobile sulla porta, ma era chiaro che si stava arrendendo.
Far passare tutte le telefonate a Celia. Strizz l'occhio e un attimo dopo
era gi sparita.
Griffin telefon a Bonnie Sherow.
Non ce la fai a liberarti per stasera, vero? chiese lei.
Perch facciamo questo mestiere? Una domanda retorica, fatta col tono stanco del corrispondente estero stremato dalla fatica, rassegnato alla
solitudine e a un misero stipendio.
finita?
No, finch non sarai tu a volerlo.
Non saprei...
Che cosa fai domenica mattina?
Che cosa fai sabato sera? domand lei di rimando, senza nemmeno
sforzarsi di avere un tono seducente. Sembrava perplessa e intimorita.
Sabato sera, d'accordo.
In questo caso, Griffin, meglio che mi telefoni sabato pomeriggio.
Adesso sembrava insofferente, irritata. Non voglio fissare adesso un appuntamento.
L'hai appena fatto.
Telefonami, ripartiremo da l.
Era ormai ora di andare al funerale.
Griffin lasci la macchina a un isolato dalla cappella dell'impresa di
pompe funebri e prosegu a piedi, sull'altro lato della strada. Davanti all'ingresso era piazzato un tipo corpulento di mezz'et, in giacca blu e pantaloni grigi. Griffin intu che doveva essere un dipendente dell'impresa - aveva
la fronte aggrottata e scrutava attentamente la strada, come un camiciaio
che se ne sta sulla soglia del proprio negozio sull'orlo del fallimento ad aspettare che spunti un cliente. L'uomo studi attentamente Griffin per
qualche istante. Sembrava sul punto di chiedere: qui per il funerale?,
invece diede un'occhiata all'orologio ed entr. Anche Griffin controll l'ora. Le due e un quarto. Pens che forse sarebbe stato meglio rimanere fuori. Poi cambi idea, ed entr a sua volta.

Il parcheggio adiacente all'impresa di pompe funebri era quasi deserto.


Griffin rest sorpreso nel vedere la Saab di David Kahane: possibile che
June Mercator fosse andata da sola al funerale del suo uomo? C'era qualche limousine bianca parcheggiata accanto al carro funebre. E tutto questo a causa mia! pens Griffin. E attravers la strada.
Apr lentamente la porta della cappella, una lunga stanza beige. La pesante moquette gli ricord un'antica sensazione di noia, la confusa malinconia di dover seguire sua madre nei grandi magazzini, a sette anni. Non
dicono che la noia sia solo una forma di frustrazione? Perch mi sento frustrato, qua dentro? si chiese.
Le prime due file erano gi occupate; dietro, qualche persona era seduta
lungo il corridoio centrale. Una famiglia giapponese si era sistemata in
fondo alla cappella. In tutto, la morte di Kahane aveva fatto arrivar l una
trentina di persone. Griffin sent di odiare Kahane per aver solo fatto perdere del tempo a June Mercator: una donna come lei meritava una folla
ben pi numerosa. Come poteva aspettarsi Kahane di fare film di grande
successo se aveva cos poco carisma? Non c'era da stupirsi se dai suoi testi
non era mai stato tratto alcun film, se si era lasciato ammazzare con tanta
facilit...
La porta si apr alle sue spalle e un uomo in abito scuro gli pass accanto
sfiorandogli la spalla e chiedendogli scusa. L'uomo avanz lentamente
lungo il passaggio centrale fino alla prima fila e fece le sue condoglianze.
Due giovani donne tra i venticinque e i trent'anni erano sedute l'una accanto all'altra, con un uomo piuttosto anziano - il padre di Kahane? - tra loro e
il corridoio. Ciascuna delle due avrebbe potuto essere June Mercator. Una
aveva lo stesso naso sottile e gli stessi capelli biondi di un ragazzo pi giovane, seduto nella medesima fila. Griffin immagin che i due fossero fratello e sorella e si chiese se fosse presente tutta la famiglia di June Mercator. Perch no? Se i suoi genitori erano vivi e abitavano a Los Angeles avrebbero certo partecipato al funerale del compagno della figlia. Ma, visto
che David e June non erano sposati, si sarebbero sobbarcati un lungo viaggio per essere presenti al funerale? Probabilmente l'avrebbe fatto solo uno
dei due. Tanto la sorella del ragazzo che l'altra giovane donna potevano essere June Mercator. Quale delle due aveva maggiori probabilit di esserlo?
Quella stessa sera, al Polo Lounge, Griffin avrebbe nuovamente cercato di
indovinare quale delle persone presenti potesse essere Joe Gillis. Ma forse
in quel caso le cose sarebbero state pi semplici: l'Autore sarebbe stato
senz'altro solo, e visibilmente imbarazzato.

La sorella del ragazzo si volt a guardare la piccola folla. Aveva l'aspetto gradevolmente sveglio e funzionale della donna che si occupa di qualcosa di tecnico in una casa di produzione - una montatrice o un'addetta agli
effetti speciali, per esempio - un taglio di capelli scalato, con la riga nel
mezzo, e una carnagione chiara, pallida. Automaticamente si volt anche
l'altra ragazza, per vedere che cosa stesse guardando la prima. Aveva i capelli pi lunghi, sciolti sulle spalle, gli occhi gonfi e qualche chilo di troppo. Come me, pens Griffin. Sembrava molto stanca. A causa della
morte di Kahane o del lavoro? A Griffin riusciva sempre difficile cogliere
la differenza tra il dolore e la preoccupazione. Secondo lui quella ragazza
aveva l'aria dell'avvocatessa, perci June Mercator doveva essere l'altra,
quella che aveva invece l'aria di fare un lavoro tecnico. June non redigeva
dpliant per una banca? E poi in quel momento stava piangendo.
Quando i loro occhi s'incontrarono, Griffin si chiese per chi lei l'avesse
scambiato. La sua immagine era comparsa dozzine di volte, in prima pagina, su Variety e The Hollywood Reporter, sul Times era stata pubblicata
una sua biografia, Newsweek e Time gli avevano dedicato vari articoli, c'era stata una sua fotografia persino su Rolling Stone. Ma forse lei non leggeva quel tipo di riviste. Griffin aspett di vedere l'espressione stupita che
avrebbe assunto il suo volto non appena lei l'avesse riconosciuto, ma non
ci fu nessuno stupore: nel volgersi la ragazza non lo not nemmeno, e poco
dopo, quando un uomo vestito di blu - probabilmente il rabbino - si alz
per parlare, torn a guardare in avanti.
L'uomo cominci il suo discorso parlando degli orrori quotidiani della
vita in citt, della paura che attanagliava la gente. Fece dei riferimenti alla
fisica, al principio d'indeterminazione di Heisenberg e a Einstein, secondo
il quale Dio non agisce a caso. Poi precis che con questo non intendeva
dire che ci si dovesse consolare pensando che la morte di David Kahane
rientrasse nel grande piano divino, nel maestoso disegno dell'universo...
Sapeva che David Kahane avrebbe riso di una fede cos assurda. Disse che
bisognava trovare un significato in qualsiasi cosa, altrimenti ci si sarebbe
lasciati prendere dalla disperazione. Infine si sedette, e il suo posto fu preso dal ragazzo.
Aveva un foglio di appunti scritti a macchina. Era molto magro, ben rasato e aveva un'aria da artista - pareva un musicista, un bassista, uno di
quelli che normalmente, in un gruppo, restano un po' in ombra.
Mio fratello, esord, morto subito dopo aver visto un film, e la cosa
mi sembra, come dire?, appropriata. Spero di non essere frainteso, ma mi

fa piacere che non sia morto prima di aver visto quel film. Se le cose fossero andate cos il mio dolore sarebbe ancora pi grande.
Che delusione! Il fratello di Kahane assomigliava molto alla montatrice,
perci June Mercator doveva essere per forza l'avvocatessa con le occhiaie. Griffin non volle fermarsi oltre.
Usc dalla cappella, richiudendo con delicatezza la porta. Come avrebbe
interpretato la sua fuga il fratello di Kahane? Avrebbe pensato che lui fosse sopraffatto dall'emozione o fosse capitato chiss come al funerale sbagliato? Ma forse non ci avrebbe nemmeno fatto caso. Forse l'avrebbe
scambiato per un dipendente dell'agenzia di pompe funebri. Pronunci un
discorso funebre e uno sconosciuto prende e se ne va. Mancanza di riguardo o impegni improrogabili? Impegni. S, la conclusione logica non poteva
essere che quella. E June? Che cos'avrebbe pensato lei? Adesso Griffin
rimpiangeva di non essere rimasto nella cappella, a sentire tutti i discorsi
funebri, a scoprire qualcosa di pi sul conto di Kahane. Pensava alla ragazza con le occhiaie. Avrebbe dovuto scusarsi con lei? Avrebbe dovuto
cercare di esserle amico, ma... sarebbe stato possibile?
Si pent di aver mandato Jan a Beverly Hills: se avesse telefonato in ufficio per farsi dare i messaggi, gli avrebbe risposto Celia, e attraverso lei
Levison avrebbe saputo che quel pomeriggio Griffin non era in ufficio.
Perch lei non avrebbe certo mancato di informarlo. Telefon a Mary Netter e le disse che se lei e Drew fossero state libere avrebbe voluto vederle
alle cinque. Mary copr con la mano il ricevitore, poi, dopo qualche attimo
di consultazione, disse che s, alle cinque potevano dedicargli mezz'ora.
Non appena fu nel suo ufficio, Griffin chiam Celia e lei gli trasmise un
messaggio di Mary e Drew: non potevano incontrarsi con lui. Cos, senza
nessuna spiegazione.
Griffin si costrinse a pensare al suo obiettivo: fermare l'autore delle cartoline e rappacificarsi con lui. Forse dovrei dare del lavoro a qualche altro
autore che ho trascurato. Portare a termine ci che avevo cominciato a fare
con Kahane. Dovrei convocarlo, chiedergli se ha qualcosa da propormi, e
poi fargli fare una prima stesura, qualunque sia il soggetto. Un piccolo incarico, cinquantamila dollari per la prima stesura, pi una serie di revisioni. Consult l'agenda degli appuntamenti dell'anno prima e trov alcuni
nomi. Danny Ross: il nome non gli diceva niente, ma gli dava una certa
emozione. Si avvicin alla scrivania di Jan e cerc il numero di telefono di
Ross. Lasci un messaggio alla sua segreteria telefonica. Che cos'ho messo in moto? si chiese. Ross riuscir a dormire stasera? Ritelefoner di

sicuro domani mattina, ancora prima che Jan sia in ufficio, prima delle nove e mezzo.
Mancavano ancora alcune ore all'incontro al Polo Lounge. Cerc di leggere qualche copione, ci rinunci, fece qualche telefonata e and a casa.
7
Griffin and al Beverly Hills Hotel. Aveva una gran voglia di dire all'Autore: Probabilmente questa la cosa pi creativa che tu abbia mai fatto, complimenti! L'Autore avrebbe consegnato la sua macchina al ragazzo
del parcheggio, sotto la pensilina rosa e verde, o avrebbe optato per la soluzione pi economica, lasciando la vettura sulla strada? Era probabile che
preferisse evitare un'entrata in grande stile. Griffin lasci la macchina all'addetto, pass davanti a un gruppetto di uomini in abito scuro, e riconobbe alcuni dirigenti televisivi di cui aveva dimenticato il nome. Risal il
lungo passaggio che portava alla hall sentendosi un milionario, inattaccabile dall'ansia.
Nella hall si sent chiamare per nome e, voltandosi di scatto, spaventato,
si trov davanti Andy Civella, un manager di musicisti. Era un tipo barbuto, corpulento, con folti capelli e occhiali da sole. Griffin lo trovava simpatico. Era una specie di pirata, e dopo essere stato un'ora con lui Griffin si
sentiva esattamente come dopo aver visto un film di James Bond. La sua
audacia era contagiosa, faceva sentire anche gli altri ricchi e invincibili.
Alle sue spalle c'era Tom Oakley, un regista inglese che tre anni prima aveva avuto il suo momento di gloria: era stato considerato l'enfant prodige
dell'anno, poi per aveva fatto fiasco con due film da quindici milioni di
dollari e adesso aveva un'aria stanca, depressa. Eppure non aveva assolutamente perso la sua fama di uomo di successo. Aveva un'impudenza che
Griffin rispettava, era uno del giro. In fatto di strategia l'Autore era davvero ammirevole: doveva sapere che la comparsa di Griffin al Beverly Hills
Hotel, da solo, alle dieci di sera, avrebbe attratto l'attenzione. Griffin si accinse a presentarsi, ma erano tutti vecchi amici. Magari non lo fossero stati! Destavano la sua invidia, si divertivano un mondo.
Bevi qualcosa con noi? chiese il regista.
No, grazie, devo incontrare una persona.
Sar per un'altra volta.
Ti telefoner.
Trecentoventi, disse Oakley.

Cosa?
Camera trecentoventi. Rester qui ancora una settimana.
Paga la Paramount, disse Civella per strappare una risata e concludere
garbatamente la conversazione nella hall. L'espediente funzion. Qualche
stretta di mano, poi Griffin si diresse verso il Polo Lounge.
Il matre lo salut ossequiosamente, piegando la testa. Signor Mill,
disse. In quanti siete?
Due, ma io sono un po' in anticipo.
Vuole accomodarsi in fondo alla sala? Accompagner da lei il suo ospite.
Preferisco restare qui davanti. Indic un tavolo addossato alla parete
di fronte.
Il cameriere arriv subito. Griffin ordin un cocktail di scampi e una
Pim's Cup. Era una scelta che corrispondeva ai gusti complicati di un teenager, se ne rendeva conto, ma aveva proprio bisogno di qualcosa di dolce.
Perch cercava di giustificarsi? Due donne al banco del bar ricambiarono il
suo sorriso. Poco dopo il cameriere gli port ci che aveva ordinato.
Se avesse perso il lavoro, di che cosa avrebbe sentito la mancanza? Aveva parecchio denaro suo, ma non era abituato a spenderlo se non per l'abbigliamento, i mobili e qualche trastullo. Persino il suo stereo non l'aveva
pagato di tasca sua, gli era stato regalato dalla casa discografica degli studios. Per quanto riguardava le spese aveva praticamente carta bianca. Volava solo in prima classe. Agli aeroporti lo portavano o l'andavano a prendere delle limousine. Se non conosceva gi l'autista, all'uscita c'era sempre
uno chauffeur con il cartello MR MILL. A New York era sempre a sua disposizione la suite dello Sherry Netherland riservata agli studios, con le
sue giacche disposte in bell'ordine nell'armadio e le sue camicie ben ripiegate nel com. Aveva viaggiato parecchie volte sul Concorde. La sua macchina da quarantamila dollari era un regalo della casa di produzione, che
gli pagava anche met del mutuo per la casa. L'anticipo era stato versato
grazie a un prestito ottenuto senza interessi. Pagare un pasto di tasca sua
gli dava una sensazione di novit, l'emozione di commettere un piccolo
furto, quasi. Ma a chi rubava? Quanti pasti erano stati a carico suo negli ultimi cinque anni? Una cinquantina? Quelli della domenica? Quanti biglietti
d'aereo aveva pagato con i suoi soldi? Ben pochi. Quand'era stato a Cabo
San Lucas con Bonnie Sherow. Ma allora era un pochino innamorato, e
non aveva il coraggio di trasformare una fuga d'amore in un onere deducibile... Il fatto di pagare di tasca propria nobilitava forse l'avventura? No.

Griffin si rendeva conto che il suo bisogno di pagarsi personalmente gli


svaghi derivava non solo dalla sua riluttanza a fare dell'amore un onere deducibile, ma anche dalla sua esigenza di privacy. Nei suoi primi cinque
anni agli studios non si era preso mai una vacanza - un record di cui aveva
parlato persino la rivista Time. Be', non era del tutto esatto: andando in
Marocco per lavoro si era fermato per tre giorni ad Agadir; e quando nel
Colorado erano state sospese per una settimana le riprese di un film a causa del maltempo ne aveva approfittato per andare a sciare. S, per la verit
due pause c'erano state. A quel tempo per gli sembrava che prendersi una
vacanza fosse un sintomo di debolezza, un modo per superare l'avversione
per il lavoro, la frustrazione del fallimento; una forma di compensazione,
insomma. Uno come lui non aveva nessun bisogno di farsi dei week-end!
Vide il matre allontanare un uomo in maniche di camicia: al Polo
Lounge non si transigeva, ci voleva la giacca. Gli occhiali di quell'uomo
avevano una stanghetta fissata con del nastro adesivo. Che fosse lui l'Autore? No, perch il cliente respinto disse che avrebbe fatto un salto in camera
sua.
Griffin sapeva che il giorno in cui avesse perso il lavoro gli sarebbe stato
difficile ottenere il tavolo migliore, oppure l'avrebbe ottenuto solo dopo
aver aspettato a lungo accanto al banco del bar. Tutto qui? si chiedeva.
Si tratta solo di questo, di avere o non avere il tavolo migliore? Successo
professionale e potere servono nicamente a farsi rispettare dal capocameriere?...
Il cameriere gli chiese se desiderasse un altro drink. Griffin guard con
sospetto il bicchiere vuoto, come se gliel'avesse finito qualcun altro.
Chiunque l'avesse depredato, non aveva toccato gli scampi. Disse che s,
voleva un altro drink. Sollev una cosina rosa dal ghiaccio tritato e l'intinse nella salsina rossa.
Una delle donne al banco del bar continuava a fissarlo mentre strizzava
uno spicchio di limone sulla salsa. Griffin cercava di non farle capire che
avvertiva il suo sguardo, ma mangiare il gamberetto era diventata un'impresa. Adesso sosteneva la parte di Griffin Mill al Polo Lounge. Avrebbe
voluto continuare a farlo per sempre, tenendosi a una certa distanza da se
stesso, in un punto da cui gli fosse possibile ammirare la maestria che metteva in ogni gesto, in ogni parola, in ogni studiato spostamento di energie.
La donna accanto al banco del bar non era l'Autore. Lei e le sue amiche
erano al tempo stesso bellissime e anonime. Forse erano arrivate a Los
Angeles per fare le attrici, spinte da qualche fotografo di provincia, ma i

loro visi non rendevano sotto le cineprese: risultavano s gradevoli, ma nei


primi piani rivelavano un'anonima simmetria, una certa banalit, il timore
di lasciar trapelare qualcosa di meschino, un'eccessiva sete di denaro, il
terrore della povert che era inscritta nel loro destino. In quelle ragazze al
banco del bar Griffin sentiva vibrare la complicit, l'assoluta disponibilit
a tutelare il segreto di un crimine in cambio di una casa spaziosa, di una
spider tedesca, di un trattamento trisettimanale di bellezza. I loro corpi erano magrissimi per un eccesso di esercizio fisico. Con due o tre chili in
pi sarebbero stati pi umani: una subdola forma di anoressia aveva tolto
loro da tempo ci che avevano di pi appetibile, qualcosa da stringere,
qualcosa da pizzicare. In genere quel tipo di ragazze finiva molto spesso a
battere a macchina copioni negli appartamenti di East Hollywood, ma adesso gli autori usavano il computer, non avevano pi bisogno di dattilografe. Che fine avrebbero fatto le bellezze al banco del bar? Si sarebbero
sposate, o risposate? Forse erano state abbandonate da uomini arrivati alle
soglie dell'isterismo dopo sei mesi d'inferno accanto a quegli stravaganti
gioielli falsi. A quelle perdenti di lusso. Griffin avrebbe voluto alzarsi dal
suo tavolo e avvicinarle, offrir loro qualcosa da bere... e costringerle al
suicidio che dovevano al mondo. Una di loro gli sorrise. Doveva averlo riconosciuto. Se l'Autore era una donna - e Griffin prendeva atto della possibilit pur senza rimproverarsi di non averne tenuto conto fino a quel
momento - non era per certo fra quelle appollaiate accanto al banco del
bar. Avrebbe senz'altro avuto i capelli corti e scuri, degli occhiali da sole
vecchio stile, un viso senza un filo di trucco, da socialista berlinese del '25,
un naso serio e una bocca loquace. Sarebbe stati vestita di nero, con le
scarpe piatte. Oppure sarebbe stata bionda, alta e depressa, un'aristocratica
brillante e in preda al panico, resa infelice da uomini interessanti. Le autrici non frequentavano il Polo Lounge, non erano bellone spaventate. Griffin
smise di elucubrare e cominci a sentirsi tremendamente a disagio. Forse
quelle ragazze erano davvero delle autrici e fingevano di essere delle poco
di buono per fare una ricerca, o magari solo per divertirsi. E se non fossero
state delle autrici, ma solo donne senza compagnia? E perch mai avrebbero dovuto essere senza compagnia? Griffin avrebbe voluto scusarsi dei
suoi pensieri irrispettosi. Avrebbe voluto dire a quelle donne: Non so pi
niente.
In quella sala nessuno era l'Autore. Forse l'Autore mi telefoner qui,
pensava Griffin. Il cameriere mi porter un telefono, e quando alzer il
ricevitore sentir solo un respiro. Ma forse lui mi vorr parlare.

Civella e Oakley entrarono con passo malfermo nella stanza, passarono


con arroganza davanti al matre e si lasciarono cadere pesantemente su due
sedie, al tavolo di Griffin.
Cos ti ha fatto un bidone, eh? disse Civella.
A quanto pare.
Lei non era fatta per te, disse Oakley. Sapeva di marijuana. Come Civella, del resto.
Voi due siete su di giri, osserv Griffin, cercando di essere gentile.
Vogliamo proporti un bel soggetto, disse Civella.
La linea disturbata, scherz Griffin.
Allora lo proporremo ad altri studios, disse il regista.
Griffin rise. Avete la mia benedizione. Mettete pure nei guai qualcun
altro.
Invece voglio proporlo proprio a te, il mio soggetto. Adesso.
Io per non ho voglia di ascoltarti, replic Griffin, gustandosi la tensione. Il gioco stava avendo inizio. Il gioco del gatto e del topo.
Ma dai, Griffin, roba divertente! insistette Civella.
'Sono solo canzonette.'
Ti sbagli, cinema. Noi non facciamo uscire cento album all'anno, facciamo nove film. Non c' margine.
Rilassati!
Griffin non se la sentiva pi di discutere. Il prezzo della libert la
continua vigilanza, lo sai. Cerc di sorridere. Che cosa bevete? chiese,
e alz una mano per chiamare il cameriere. Ordin dell'acqua minerale per
s e si lasci esporre il soggetto.
C' questo procuratore distrettuale che si sente confuso... cominci
Oakley.
Non comincia mica cos! protest Civella. Griffin si accorse che Oakley se la stava prendendo con se stesso: gli si offriva una grande occasione, la rara opportunit di proporre qualcosa al di fuori degli studios, e rovinava tutto ancor prima di cominciare!
OK, mettiamola cos, rispose Oakley. Siamo fuori del pi grande penitenziario della California, quello di massima sicurezza...
Griffin l'interruppe solo per il gusto di farlo tribolare. Non era certo leale
da parte sua, se ne rendeva conto. Perch proprio della California?
Perch in California c' la camera a gas. Potrebbe essere qualunque stato in cui ci sia la camera a gas e la pena di morte, e non si usino plotoni di
esecuzione, iniezioni o sedie elettriche. Siamo all'esterno del penitenziario,

passa una lunga fila di macchine, notte e sta piovendo. Vicino all'ingresso in corso una piccola dimostrazione, un centinaio di persone pi o
meno, una veglia al lume di candela...
Candele sotto la pioggia? chiese Griffin.
S, al riparo degli ombrelli. Gli ombrelli splendono come lampioncini
giapponesi.
Una buona idea, disse Griffin. L'immagine bella. Nuova. Mi piace.
Oakley si sistem meglio sulla sedia e prese il bicchiere. Lo fiss, incerto se bere un sorso, poi lo riappoggi sul tavolo. OK, siamo in una delle
macchine e una dimostrante di colore ci blocca la strada. Ha l'aria della
madre di famiglia, si capisce subito che una brava persona. La manifestazione non una rivolta selvaggia, una cosa molto tranquilla. L'uomo
al volante sta gi per andare contro la donna col paraurti, ma quello che
seduto sul sedile posteriore gli dice di non farlo. La donna vede l'uomo seduto dietro: lui abbassa il finestrino e i due si guardano. Poi la macchina
entra nel penitenziario. matre la sera fissata per l'esecuzione, e l'uomo che
sta con noi il procuratore distrettuale. Ha vinto brillantemente un processo difficile e sta per mandare nella camera a gas un negro di diciannove
anni, ritardato mentale. Lui crede nella legge, il crimine era orribile, e non
c' dubbio che l'abbia commesso proprio il ragazzo a cui sta per essere inflitta la pena capitale. Tra l'altro proprio questo uno dei titoli proposti per
il film: Pena capitale. Comunque, noi seguiamo tutta la scena attraverso
l'espressione del volto del procuratore distrettuale. Sentiamo il rumore delle porte che si chiudono, avvertiamo tutto ci che fa atmosfera, ma continuiamo a osservare il responsabile dell'esecuzione. la sua 'prima volta', e
la cosa non gli piace per niente. Tutti si congratulano con lui per l'ottima
prova, ma lui si detesta. E uscendo dal carcere vede la madre del ragazzo a
bordo del carro funebre che si allontana con la bara. In quel momento lui
giura a se stesso che quando mander ancora qualcuno nella camera a gas,
quel qualcuno dovr essere ricco e avere il miglior difensore di tutto lo stato. La legge sar applicata secondo giustizia, anche con i privilegiati. Insomma, il procuratore distrettuale vuole riequilibrare le cose. Solo a questo punto Oakley si decise a bere.
Civella teneva d'occhio Griffin. Niente male come idea, vero?
Certo, forte. Ma un buon inizio non basta. Come continua la storia?
Voglio sentirla tutta.
Si passa dal procuratore distrettuale a una ricca coppia di Bel Air, che

sta litigando. Piove a dirotto, lo stesso tempaccio che c'era all'esterno della
prigione. I due escono nella notte, lui se ne va via in macchina, furente, lei
dovrebbe andare con lui ma non ci va, si rifiuta. Ci sono anche dei testimoni del litigio, magari i bambini... Questa parte non stata ancora messa
a fuoco. Poi la macchina slitta su una strada, precipita da un burrone e finisce in un torrente in piena: lui va a fondo insieme alla sua macchina, e il
cadavere viene portato via dalla corrente. Nell'esaminare la vettura, la polizia scopre che stata manomessa, che non stato un incidente, ma un
omicidio. Il procuratore distrettuale decide di fare il possibile e l'impossibile per mandare la donna nella camera a gas.
In venticinque parole o anche meno... come finisce la storia? cerc di
tagliar corto Griffin.
Dacci un po' di respiro! intervenne Civella. Siamo dei professionisti,
devi sentire tutto quanto.
Io non ho nessun obbligo, non devo sentire proprio niente!
Allora lasciamo perdere, riprese Civella. Conosco un sacco di gente
in questa citt, e so che almeno dieci persone starebbero a sentire tutta la
storia. Due poi ce la comprerebbero solo in base a quello che hai sentito.
Non era abbastanza?
Telefona alle tue conoscenze e senti se ti comperano un copione che
solo un primo atto.
Piantatela di litigare, intervenne Oakley. Ci penso io. Arrivo subito
al terzo atto. Prima di tutto questa una storia imperniata sulle procedure
legali: vediamo una giuria che delibera, un procuratore distrettuale che
prepara la sua linea di accusa, una donna sotto processo. Naturalmente
vince lui, e naturalmente lei condannata a morte. Ma mentre si svolge il
processo, qualcosa comincia a tormentare il procuratore distrettuale. Il cadavere non mai stato ritrovato, per questo il caso risulta cos difficile.
Una donna bianca piena di quattrini e difesa dai migliori avvocati di tutto
il paese sta per essere giustiziata, e non si trova il cadavere. Poi, proprio
nel giorno fissato per l'esecuzione, il procuratore distrettuale scopre che il
marito vivo, e deve ritrovarlo assolutamente per far sospendere l'esecuzione. Per farla breve, la scena finale questa: il procuratore distrettuale irrompe nella prigione, corre lungo il braccio della morte e batte disperatamente contro i vetri della camera a gas quando il gas sta gi cominciando a
uscire. Alla fine il marito arrestato per tentato omicidio, e quando al procuratore distrettuale viene chiesto qual stata l'arma del crimine, la sua risposta : 'Lo stato della California.'

Oakley si rilass e, tutto compiaciuto, fin il suo drink.


Le parole erano pi di venticinque, osserv Griffin.
Griffin, maledizione, un'idea brillante! sbott Civella. Sai benissimo che sar un film di successo!
No, Griffin non lo sapeva affatto, ma non intendeva dirlo. Era il tipo di
thriller moraleggiante che sarebbe piaciuto a Larry Levy, e persino a Levison; e se Levy avesse voluto cimentarsi con una storia senza secondo atto
e senza una vicenda d'amore credibile tra il procuratore distrettuale e l'accusata, che allora se l'assumesse lui, la responsabilit!
Chi scriver il copione? chiese Griffin. Tu?
Oakley intrecci le mani in un piccolo gesto di supplica. L'idea mia.
Dovremo affiancarti qualcun altro.
Il soggetto suo, Griffin, dagli la sua grande occasione! disse Civella.
Ci verrebbe a costare troppo. Dovremmo farlo rifare... Non ditemi di
no! Quanto alla regia, tu ci sai fare, Tom, ma Levison non si fiderebbe di
te, vorrebbe un regista pi famoso. Non dico che tu non abbia un buon curriculum, dico solo che a lui non piaciuto il tuo ultimo film. Non te lo direi se non prendessi sul serio questo soggetto. Ha delle chance.
Abbiamo avuto un sacco di problemi, disse Oakley. Griffin rimpianse
di non averglieli creati lui, almeno in parte. Ma l'idea mia. Sono partito
come autore, ho scritto tre testi per la BBC. Sono in grado di scrivere anche questo.
Vedr quel che potr fare. Nel frattempo voi fate una lista dei migliori
autori che conoscete e con i quali potete collaborare.
Civella stava gi per replicare, ma Oakley lo zitt con uno sguardo.
Griffin si scus e and in bagno. Gli piaceva il soggetto, ma non era sicuro della qualit del regista. Oakley aveva delle buone idee e un buon taglio di capelli, era di piacevole compagnia, ma dopo il primo film il suo
stile era cambiato. E i suoi cast non erano molto felici: d'accordo, era una
buona cosa evitare le grandi star per non incidere troppo sui costi del film,
ma le scelte che faceva risultavano troppo deboli. Gran lavoratore era di
sicuro, ma le sue inquadrature non avevano mordente. Griffin avrebbe potuto affidargli una prima stesura solo se questo non l'avesse impegnato per
il resto. Sarebbe stato difficile fargli accettare tale condizione, ma forse,
mostrandosi irremovibile, sarebbe riuscito a spuntarla. Dopotutto, anche
senza dirigere personalmente il film Oakley avrebbe sempre avuto voce in
capitolo. Valeva la pena di tentare. Avrebbe passato a Civella una lista di
cinque autori.

Quando torn al tavolo, Civella gli consegn una cartolina dell'albergo.


Cos'? chiese Griffin.
Il matre ha detto: 'Un signore mi ha chiesto di darla al signor Mill.'
Poich Griffin non sorrideva affatto della sua imitazione del matre, Civella ci rimase male. Ma che roba ? Non c' scritto niente!
Sar scritta con l'inchiostro simpatico, disse Oakley. 'Inchiostro simpatico...' Una bella espressione, no? Si potrebbe utilizzare per un titolo.
Griffin annu, rigirandosi la cartolina tra le mani.
Ah, gi, il titolo! esclam Civella. Ci siamo dimenticati di dirti il titolo del soggetto: Habeas Corpus... Non un gran bel titolo?
Effettivamente, convenne Griffin.
Inchiostro simpatico non mi piace, disse Civella. il tipo di titolo
che figura sui copioni pagati ma mai realizzati. Non un titolo da film.
Oakley prese la cartolina dalle mani di Griffin. Che cos e?
Un messaggio in codice della persona che avrei dovuto incontrare qui
stasera. Mi avverte che non pu venire perch sta spupazzandosi una ragazza.
Tutto questo... su una cartolina in bianco?
Noi ci capiamo.
Questo conferma una mia vecchia convinzione, disse Oakley. Il
karma solo questione di coincidenze. Noi siamo qui senza niente da fare,
a gironzolare per l'albergo, ad annoiarci, a meditare brutti tiri, ed ecco che
all'improvviso arrivi tu, con uno scopo preciso. Poi la persona che dovresti
incontrare non si fa vedere, e, tac, si decide di fare un gran bel film, e tutti
quanti diventiamo ricchi!
Io ricco lo sono gi, puntualizz Civella.
Oakley non gli bad. E tutto questo grazie a...
All'amico di Griffin? tir a indovinare Civella.
No, alla ragazza che si sta spupazzando!
Griffin si sentiva lontano ormai anni-luce dagli uomini seduti al suo tavolo. Domani mattina devo alzarmi presto. Telefonatemi in ufficio.
Ma... tutto vero? chiese Oakley.
S, conferm Griffin, e mise venti dollari sul tavolo. Prendetevi un
altro drink.
Non vuoi la ricevuta? domand Civella.
Tenetevela voi.
Uscendo dal locale, chiese al matre se conoscesse l'uomo che gli aveva
dato la cartolina.

Mi dispiace, signor Mill, ma non l'ho visto. La cartolina mi stata consegnata da uno dei nostri fattorini. Vuole parlargli?
Il fattorino avrebbe fornito una descrizione tanto vaga da poter corrispondere a chiunque. No, rispose Griffin. Ho gi un'idea di chi potrebbe essere. Grazie. E, chiss perch, fece scivolare cinque dollari nella
mano del matre. Che mancia aveva dato l'Autore al fattorino? Due dollari?
Griffin elarg altri due dollari al ragazzo del parcheggio che gli port la
macchina davanti all'albergo. Sapeva che l'Autore lo stava osservando.
Doveva essere nella hall, che Griffin non riusciva a veder bene per via di
tutta la gente che aspettava la propria vettura, o sul viale d'accesso, nel
buio, nascosto dalla giungla dell'albergo, o a bordo della propria macchina,
in attesa di seguirlo. Forse adesso mi uccide, pens Griffin. Forse
armato, e al primo stop mi si piazza di fianco e mi spara. Forse mi costringe ad andare sempre pi forte nel canon, per farmi sbandare o finire contro
un albero.
Quando fu sul Sunset Boulevard anzich andare in direzione ovest, verso Beverly Glen, si diresse verso Beverly Hills. Nello specchietto retrovisore vedeva dei fari - quelli che lo seguivano da quando aveva lasciato
l'albergo, e altri che erano sopraggiunti allo stop. All'incrocio successivo,
dove sorgevano grandi palazzi, svolt a sinistra senza segnalare e prosegu
fino a met isolato, poi svolt ancora a sinistra, in una piccola via laterale,
per tornare sul Sunset.
Alle sue spalle c'erano dei fari. Possibile che la polizia inseguisse una
Mercedes in un vicolo? L le case non avevano pi un accesso posteriore ai
garage. Guidando a quella velocit, se la macchina che lo seguiva fosse
stata proprio della polizia, sarebbe stato senz'altro fermato. Si accorse di
avere paura. Se gli avessero fatto le solite domande, i due drink che aveva
in corpo non sarebbero sfuggiti agli agenti, e non era certo il caso di rischiare un arresto. Abbass le luci del cruscotto per non essere troppo visibile in controluce... non c'era motivo per diventare un bersaglio ancora
pi facile. Rallent l'andatura e procedette a una velocit che poteva essere
considerata di sicurezza per una scorciatoia, ma non tanto ridotta da far
pensare a uno che fosse in cerca di porte socchiuse. Poco pi avanti c'era il
Sunset Boulevard, col traffico momentaneamente bloccato tra due semafori rossi. La macchina che veniva dietro rallent a sua volta, tenendosi a due
palazzi di distanza, e Griffin continu a controllare la propria velocit per
non farsi beccare dalla polizia. Le due vetture proseguirono cos, ad andatura ridotta, per il resto del vicolo. Sul Sunset Boulevard i veicoli ripresero

a muoversi non appena i semafori divennero verdi. Griffin non poteva immettersi di prepotenza nel traffico, aveva bisogno di uno spiraglio. Adesso
che era in prossimit delle forti luci del Boulevard riusciva a vedere bene
la macchina che lo seguiva. Non era della polizia. L'uomo al volante sporse un braccio e Griffin vide la pistola proprio mentre partiva il colpo. Il lunotto posteriore esplose, poi, con un curioso ritardo, esplose anche il parabrezza - e in quell'intervallo di tempo la pallottola fu in macchina con lui,
come un passeggero. Piccoli frammenti di vetro gli caddero dalla nuca nel
colletto, dandogli una sensazione di fastidio sul collo.
Per qualche secondo nessuna delle due macchine si mosse. Griffin sapeva che l'Autore, spaventato da ci che aveva fatto, voleva assicurarsi di averlo colpito. Si pieg in avanti, per dare l'impressione di essere morto, poi
premette a fondo l'acceleratore e s'immise nel traffico del Sunset, perfettamente lucido e fiero di tanta lucidit. Gli avevano sparato e lui, anzich
essere sopraffatto dal panico, aveva agito senza esitazione; era sfuggito a
un uomo armato di pistola, a un uomo che gli aveva sparato, che aveva
cercato di ucciderlo. Se Kahane fosse stato altrettanto forte, pensava
Griffin, si sarebbe difeso e gli avrebbe dato un sacco di botte, oppure se
la sarebbe data a gambe e si sarebbe precipitato alla polizia per farlo arrestare.
L'Autore adesso non lo seguiva pi. Che stesse piangendo? Che si fosse
sparato alla testa? Per un attimo Griffin ci sper, ma poi si rese conto che
se l'Autore si fosse suicidato la polizia avrebbe perquisito il suo appartamento e vi avrebbe trovato una quantit di cartoline non ancora spedite, le
brutte copie di quelle gi mandate, e magari un'agenda piena di sordide
annotazioni su Griffin Mill. E a quel punto la polizia di Beverly Hills sarebbe andata da lui, Griffin, e, anche se non ci avesse fatto caso nessun altro, Walter Stuckel avrebbe subito visto un nesso tra la morte dell'autore
che si era incontrato con Griffin e il suicidio dell'autore che con Griffin
aveva avuto una misteriosa corrispondenza.
Ed ecco arrivare da est, sul Sunset Boulevard, due macchine della polizia e una macchina di un servizio di sicurezza privato. Altre sopraggiungevano da nord, sulla Rexford, a sirene spiegate. Griffin si diresse verso ovest e, invertendo la direzione di marcia, torn nel vicolo. Doveva assolutamente vedere se arrestavano l'Autore. Sarebbe stato orribile anche quello... L'Autore vivo, con in macchina una pistola usata di recente, in un vicolo tutto cosparso di schegge di vetro. Che cos'avrebbe detto? Che dopotutto erano fatti suoi? Se non avesse detto a chi aveva sparato l'avrebbe-

ro tenuto per qualche giorno in osservazione per controllare se era sano di


mente; se invece l'avesse detto, l'avrebbero arrestato dando a lui, Griffin,
una guardia del corpo, se mai un abile avvocato fosse riuscito a far rilasciare il suo attentatore. E prima dell'arresto avrebbero messo in guardia
tutti gli ospedali e i centri di pronto soccorso, raccomandando di segnalare
subito eventuali ferite d'arma da fuoco.
Griffin percorse tutto il vicolo. Gli agenti erano scesi dalle loro macchine, e un elicottero sorvolava la zona illuminandola con un caldo, bianco
fascio di luce, altrettanto accecante di un riflettore ad arco alla prima di un
film. L'Autore era sparito. Un uomo in vestaglia, proprietario di una delle
case, stava parlando con un agente che teneva in mano un taccuino. Nessuno aveva visto nulla, naturalmente, e, nonostante la prova concreta dei
frammenti di vetro, la polizia non era in grado di prendere alcun provvedimento. Probabilmente avrebbero detto che si era trattato di un regolamento di conti, e sarebbero rimasti in attesa che in qualche parcheggio d'aeroporto venisse rinvenuto un cadavere nel baule di qualche Chevrolet rubata. O avrebbero capito che i frammenti di vetro provenivano da una
Mercedes?
Griffin imbocc il Benedict Canon per evitare che si notassero i suoi vetri rotti, e si diresse verso casa facendo le stradine secondarie tra Beverly
Hills e Bel Air. Era contento che l'Autore avesse preso il largo: era sempre
meglio affrontare il rischio di essere ammazzato che vivere nella paura che
l'Autore, in carcere, rivelasse la propria ossessione.
La brezza all'interno della macchina era piacevole - si aveva la sensazione di essere su un'isola e di andare in jeep dall'umido aeroporto al luogo di
soggiorno, passando davanti a soldati armati fino ai denti, in una vacanza
all'insegna dell'avventura. Sentendo lontano l'Autore, Griffin accese la radio. Cerc qualche stazione che trasmettesse musica suonata con la chitarra elettrica. Gli Eagles andavano abbastanza bene; Hotel California gli
ricordava la ragione per la quale si era trasferito a Los Angeles e i suoi
primi anni in quella citt - i party sulle colline, la droga, la viva consapevolezza della rapidit del proprio successo, riflessa nella mortificazione degli
amici meno fortunati. Ma non voleva ricordare il passato. Trov Van Halen su un'altra stazione. Musica capace di riempire uno stadio, musica per
un party di sessantamila perdenti. Il suono della chitarra si fece sempre pi
acuto; era una maestria illusoria, da spettacolo di variet di second'ordine,
o era autentico virtuosismo? E doveva per forza essere assordante per rivelarsi appieno? Alz il volume, e il vento aspir la musica dallo spazio vuo-

to alle sue spalle. Gli piaceva disturbare le lussuose case padronali con la
scia di rumore che si lasciava dietro. Magari fosse stato uno che guadagnava diciottomila dollari all'anno e viveva in un luogo anonimo, in una
cittadina identica a tutte le altre, vendendo pezzi di ricambio per automobili... Uno che aveva una grossa pancia e un camion, portacenere sporchi sul
tavolo della colazione, una ragazza con una rosa tatuata sul petto, degli
amici che s'intrufolavano nelle case di villeggiatura rimaste vuote... Un
proletario capellone convinto che tutto il potere dell'universo fosse l in
quel momento, perch nel suono delle chitarre elettriche si sente la presenza di Dio... Era un tal peccato non ricordarsi pi il significato dello scendere in bicicletta per una ripida discesa, con le braccia distese e il vento in
faccia, col rischio di cadere rovinosamente da un momento all'altro!
L'indomani avrebbe portato la macchina da un carrozziere e si sarebbe
fatto mettere dei vetri nuovi. Vedendo che entrambi i finestrini erano
scoppiati, forse il carrozziere avrebbe intuito cos'era successo. Be', lui gli
avrebbe raccontato una bugia convincente.
No, la rosa tatuata no. Magari una piantina del Texas, o un serpente, o
una bestia feroce. O un caccia a reazione pronto ad attaccare (o a difendere?) il capezzolo... Qualcosa di imprevedibile, insomma.
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Gli avevano sparato, per poco non l'avevano ucciso, ma una volta che
parabrezza e lunotto posteriore furono sistemati gli riusc difficile credere
che l'Autore potesse avergli dato la caccia. Un giorno ebbe di nuovo l'impressione di essere seguito e dall'ufficio torn a casa in taxi, ma quella
stessa sera dovette prenderne altri tre - per andare a cena, poi a una proiezione, infine a casa - e il mattino seguente un altro ancora per andare agli
studios, cosicch decise subito di riprendere a spostarsi con la sua macchina.
Il giorno dopo l'aggressione, verso le cinque, gli telefon Danny Ross.
Nell'informarlo che Ross era in linea il tono di Jan era piuttosto dubbioso:
probabilmente lui le aveva detto di essere stato chiamato da Griffin, ma lei
sapeva bene che non era possibile, che era una bugia. Griffin comunque le
disse di passargli pure la telefonata.
Danny Ross! esclam Griffin in tono festoso.
S. Mi ha telefonato? Era chiaro che Ross stentava a crederci.
Quando pu venire da me?

Per che cosa?


Ho pensato a lei... un uomo di talento. Mi dispiace che l'altra volta
non sia stato possibile sviluppare il suo soggetto; vorrei sapere se ha qualcos'altro da proporci. O da farci leggere, se ha gi un testo pronto.
Di quale soggetto parla?
Di quello che venuto a propormi in ottobre.
Ma io non le ho proposto proprio niente!
Di solito sono io quello che dimentica tutto! Cosa diamine stava dicendo Ross?
No. Ci saremmo dovuti vedere, ma all'ultimo momento lei ha disdetto
l'appuntamento... Mi pare che lei dovesse andare a New York, o qualcosa
del genere. Dopodich non mi ha pi fissato un altro appuntamento.
Griffin controll l'agenda di Jan. Sicuro, aveva ragione Ross! Quel giorno lui era andato a New York, a vedere una commedia che interessava a
Levison, e Jan si era dimenticata di cancellare il nome di Ross dall'agenda.
L'appuntamento era fissato per un venerd, e lui, Griffin, era rientrato solo
il luned. Comunque valeva la pena di insistere.
Be', Danny, lei ha una buona reputazione, in giro si parla bene di lei.
Ho sentito fare il suo nome di recente, cos mi sono ricordato di lei... E non
pu immaginarsi l'imbarazzo! Quando potrebbe venire da me?
A lei quando andrebbe bene?
un pezzo che desidero vederla... Perch non viene domani? A pranzo,
magari? Griffin voleva essere il pi gentile possibile. Ma cos'avrebbe
pensato Danny Ross?
Benissimo!
Al Grill, alla una?
Sicuro, esclam Ross, sbalordito.
Griffin avrebbe dovuto pranzare con due produttori. Disse a Jan di farli
andare da lui, in ufficio, al termine della settimana. Non sarebbe stato un
problema, erano degli amici.
Griffin si preoccupava che Ross potesse raccontare in giro che il grande
Mill stava uscendo di testa, ma era una cosa da poco, e piuttosto confusa
per giunta, inoltre con ogni probabilit Ross era talmente elettrizzato all'idea di incontrarsi con lui - di pranzare con lui - che non sarebbe stato a sottilizzare. E poi era ben ora di far pace con l'Autore delle cartoline...
Gli studios erano tranquillissimi. Larry Levy era andato a sciare per una
settimana a Deer Valley, e Griffin stava a guardare gli imbianchini che lavoravano nel suo ufficio. La vecchia tappezzeria era stata rimossa, e cos

pure la moquette grigia, di tipo industriale. Griffin pass di l il giorno in


cui furono imbiancate le pareti, di color rosa antico. Un imbianchino stava
accostando alla parete una federa pi o meno dello stesso colore, per confrontare i due punti di rosa.
Come le sembra che vada? chiese a Griffin.
Che cosa? Griffin non aveva capito la domanda.
La federa di quel tale che occuper questa stanza... Vuole che gli facciamo le pareti della stessa tinta. Le sembra che ci siamo?
Direi di s. E il pavimento come lo fate?
Pare che lui lo voglia rosso.
Pi tardi Griffin disse a Jan della federa, e il giorno dopo, mentre facevano colazione al Polo Lounge, Levison tir fuori lo stesso argomento.
Ce ne ho messo di tempo, io, per mettermi in ufficio qualcosa di personale! Temevo, come dire?, che portasse male, dichiar Levison. Volevo
una stanza funzionale, niente di troppo intimo... Capisci cosa intendo dire?
Anche se in casa mia non ho mai avuto un poster appeso alle pareti e avrei
potuto benissimo portarmi da casa qualche bel quadro, in ufficio ho sempre optato per i poster.
Evidentemente Larry ha altri gusti. Io credo di essere per una via di
mezzo.
Be', a te piace la roba messicana. un po' stucchevole, ma tu sei un duro e puoi permettertela.
E Larry Levy no?
Ma lui ha addirittura portato una federa per campione! Certo, ognuno
padrone di avere i suoi gusti, e quando lui mi ha chiesto se poteva rifare
l'ufficio io gli ho risposto che poteva costruirsi anche il Taj MahLevy, purch riuscisse a realizzare almeno un film di successo. Se gli piaceva quel
colore, per, poteva portare un pezzetto di stoffa, non tutta la federa...
Quello parte proprio col piede sbagliato!
Non avr voluto rovinare la federa.
Non dire scemenze!
Non si pu avere tutto, osserv Griffin.
Io s che posso!
Se vuoi che Levy dia un nuovo impulso agli studios, devi accettare i
suoi gusti. Secondo me non ha poi tutti i torti: adesso qui tutto grigio o
color pastello; lui invece per il rosso, non so se per ragioni di strategia
aziendale o di estetica, e non se ne vergogna.
Dovrebbe vergognarsi, invece! Osservando Levison, Griffin pens

che i suoi pensieri dovevano essere alquanto complicati. Adesso sembrava


che Griffin stesse dalla parte di Levy, come se la sua tolleranza per l'eccentricit di Levy indicasse che sarebbe rimasto al suo fianco qualora Levison
fosse stato costretto ad andarsene... Griffin si rendeva conto che l'irritazione di Levison nascondeva, e nemmeno troppo bene, la paura che gli faceva
l'uomo nuovo salito a bordo della sua nave.
Troppa sottigliezza, pens Griffin. E sent di odiare l'Autore, che doveva credere, evidentemente, che l agli studios fossero tutti amiconi, e che
se si accoltellava qualcuno lo si faceva senza arrecare dolore, magari con
la condiscendenza della vittima. Aveva una gran voglia di prendere a botte
quell'idiota, di strofinargli la faccia contro un muro di cemento. Come osi
cercare di spaventarmi coi tuoi tentativi maldestri, quando hai a che fare
con un vero killer? avrebbe voluto dirgli. Sarebbe stato un tal piacere vederlo morire in fondo alla tromba di un ascensore, stargli sopra con una
grossa pistola e chiedergli se, a quel punto del gioco, vedeva la differenza
tra gusto e strategia... Si rendeva conto, l'Autore, che per Larry Levy il gusto era solo un'arena in cui sfoderare la propria strategia?
In ufficio trov un messaggio: aveva telefonato June Mercator. Che cosa
avrebbe potuto dire a quella ragazza? E lei che cosa poteva voler dire a
lui? Probabilmente voleva solo ringraziarlo per aver partecipato al funerale. Erano gi passati dieci giorni. Be', si sarebbe scusato per essersela svignata cos in fretta, accampando il pretesto di un impegno di lavoro. Sapeva che lei avrebbe capito.
La richiam. Rispose un uomo. Dalla voce sembrava alquanto vecchio,
sull'ottantina. Che fosse il padre, uno zio? Suo o di Kahane? June venne all'apparecchio e chiese a Griffin di aspettare un momento, perch sarebbe
andata a rispondere da un'altra stanza. Griffin la sent ripassare il ricevitore
al vecchio e allontanarsi. Passi decisi su un parquet. Uno strano suono:
quale donna stando in casa porta scarpe coi tacchi anzich comode pianelle? Le portava perch era in lutto? Magari erano appena tornati dalla lettura del testamento... No, gli autori sfortunati non lasciano un testamento:
chi pu volerli, i loro stereo malandati, i loro modesti televisori, le loro
raccolte di dischi in cui gli anni di benessere sono meglio rappresentati degli anni senza quattrini? Chi pu volere le loro dispense universitarie, col
numero di camera scritto sul risvolto di copertina?
Mi scusi, disse June Mercator, e nell'altra stanza si sent riagganciare
il ricevitore. Griffin cap che adesso June era in un locale silenzioso, con la
porta ben chiusa; forse, sperava, si era sdraiata su un letto o su un divano.

L'ho vista al funerale.


Mi dispiace di non essermi potuto fermare... Avevo un impegno di lavoro.
Non si scusi! gi una cosa straordinaria che lei sia venuto.
Perch straordinaria? disse Griffin in tono disinvolto. Sapeva perfettamente che cosa intendeva dire June - perch un executive della sua importanza sarebbe dovuto andare a un oscuro funerale? - ma voleva evitare
di mostrarsi risentito. Sperava di sembrare solo un po' sorpreso dalla domanda, come se la sua partecipazione al funerale fosse un semplice fatto di
buone maniere.
Sembra un'osservazione molto scortese, vero? Ma volevo solo dire che
stato gentile a venire. Lei lo conosceva appena, e non era tenuto a farlo.
David possedeva una qualit rara: aveva talento.
Davvero? Sembrava realmente interessata. La sua voce aveva uno
strano tono, come se le parole non dette fossero: Un tempo ne ero convinta anch'io, poi ho cominciato a dubitarne. Se per lei, Griffin, dice che aveva talento, ci credo.
Aveva solo bisogno di una buona occasione, di un po' di fortuna.
S, scriveva molto bene, l'ho sempre pensato. Per questo mi sono innamorata di lui. Le sue lettere... Un tempo, sa, mi scriveva delle lettere.
Da quanto tempo stavate insieme?
Sei anni.
Un sacco di tempo. Griffin si stava chiedendo perch mai lei gli avesse telefonato. Era un garbato sistema per indagare? E adesso cos'ha intenzione di fare? chiese.
In banca mi hanno dato qualche settimana di vacanza, dicendomi di
tornare al lavoro quando me la sento. Per la verit me la sentirei anche oggi, ma credo che se riprendessi subito a lavorare la cosa li sconvolgerebbe.
Non farebbe buona impressione, vero? Perci meglio che aspetti.
Faccia quel che si sente di fare, disse Griffin.
Ma se tornassi al lavoro non sarei giudicata male da tutti? Credo che
preferiscano che io stia alla larga per un po'... che considerino la mia presenza inquietante.
E perch mai?
Perch li farei pensare alla morte.
Era stato naturale per June telefonargli: non era lui l'ultima persona che
aveva visto ancora in vita Kahane? Non era un nesso da poco! E nella breve conversazione che c'era stata tra loro, quando lei gli aveva detto dove

trovare Kahane, non si erano sentiti entrambi a proprio agio? L'amicizia


era scritta nel libro del destino. Anche l'amore, forse. Se non avesse ucciso
Kahane, avrebbe corteggiato di nascosto quella donna? Ma forse l'affiatamento era solo illusorio.
C'era una ragione ben precisa per la quale gli altri si interessavano a lui:
Jan, Stuckel, la polizia... non erano tutti affascinati dal fatto che avesse visto la vittima poco prima che venisse uccisa? Quando gli avessero fatto un
sacco di domande, avrebbe dovuto tener ben presente di non essere sospettato. Era naturale che gli facessero delle domande. Anche lui, peraltro, ne
aveva una da fare. C'era una certa cosa che voleva sapere sul conto di June
Mercator, e la curiosit inespressa lo metteva in uno stato di grandissima
tensione. La voglia di fare quella domanda cresceva a dismisura. Doveva
assolutamente sapere se lei era disposta a incontrarsi con lui. Non solo,
doveva assolutamente fare l'amore con lei. Ma che cosa, esattamente, avrebbe voluto chiederle in quel momento?... Qual era la domanda che avrebbe voluto fare, per allentare l'enorme tensione che lo pervadeva. Voleva sapere se lei l'avrebbe fatto, l'amore con lui. Mai e poi mai avrebbe potuto dire a Bonnie Sherow di essere andato a letto con la vedova dell'uomo
che aveva assassinato... Non proprio la vedova, ma in pratica la stessa cosa.
Sent June Mercator rifare una domanda.
Scusi se mi sono distratto, ma la mia segretaria mi ha appena consegnato un appunto, si giustific. La tensione interna gli chiudeva le orecchie.
Poco importava come fosse fisicamente June Mercator. Poco importava
che avesse le occhiaie.
Be', le ho telefonato solo per ringraziarla di essere venuto.
Il lavoro pu attendere, June. Griffin non aveva mai detto il suo nome
ad alta voce. Il fatto di pronunciarlo gli diede una strana sensazione, di furto, come se stando davanti al banco di un bar avesse sottratto qualcosa dal
piatto di un estraneo. Mi aveva fatto una domanda...
Le ho chiesto se la polizia le ha detto qualcosa, se ha scoperto qualcos'altro.
A lei non ha detto niente?
No, ma pensavo che... data la sua posizione... forse le avrebbe usato dei
riguardi, l'avrebbe tenuto al corrente.
Invece no, mi dispiace. Se dovesse farlo la informer, comunque finora
non m'ha detto niente. Griffin aveva prolungato la risposta perch voleva
continuare quella conversazione, non se la sentiva di riagganciare; come

avrebbe fatto a rimettersi in contatto con lei?


Be', allora grazie... Buongiorno.
Buona fortuna.
Grazie. Era chiaro che nemmeno lei voleva riagganciare. Si soffermavano sui saluti come due persone che dopo essersi conosciute in un museo
negoziano la mezz'ora successiva, il tempo cruciale per bere qualcosa e
dirsi addio per sempre o insinuarsi l'una nella vita dell'altra per almeno sei
mesi. Tutto dipendeva da lui.
Teniamoci in contatto, disse Griffin. E lo pensava davvero.
S, grazie. Fine della conversazione. June si sarebbe fatta risentire?
Griffin cerc di ricordare il suo viso, magari abbellendolo. Reggeva il
confronto con Bonnie Sherow? La snella Bonnie dai lunghi capelli. Era
praticamente perfetta: sapeva sempre come vestirsi, sembrava sempre fresca e asciutta come se passasse la vita nell'aria condizionata, come se niente potesse minacciarla. E aveva anche un'aura, come dire?, di competenza.
In realt, che cosa c'era da amare? Solo in un paio di occasioni lui aveva
colto una discrepanza tra il suo aspetto sofisticato e qualcos'altro, come se
lei, osservandosi, non fosse soddisfatta di ci che vedeva. Ed era in quei
momenti che lui l'amava.
Se fosse stato una donna, che tipo di donna sarebbe stato adesso?, si
chiedeva Griffin. Una donna senza amore che guidava una Honda comperata cinque anni prima di seconda mano, la classica amica, mai al centro
di una storia; una single che, come tutte le sue amiche, del resto, viveva in
un appartamentino, non conosceva nessuno che possedesse una casa, e tirava la cinghia tutto l'anno per potersi permettere una settimana di vacanza
al Club Mditerrane. Sarebbe diventato brutto a forza di non essere amato? Brutto come un film malriuscito?
Gli seccava che il suo pensiero tornasse a Bonnie. Era un sintomo d'amore? Non gli sembrava di amarla. Non le doveva niente, da settimane
non facevano un pasto insieme, eppure aveva la sensazione di tradirla
quando fantasticava di una notte d'amore con June Mercator.
Sollev il ricevitore per chiedere a Jan di chiamargli Bonnie, poi compose personalmente il numero perch non gli andava di sentirsi fare da Jan
delle domande sul conto della sua ragazza.
La segretaria gli disse che Bonnie era gi su un'altra linea e gli chiese se
volesse aspettare. Lui disse di s. Non aveva riconosciuto la voce della segretaria - doveva trattarsi di una ragazza nuova. Evidentemente il nome
Griffin Mill non le diceva niente, altrimenti si sarebbe affrettata a passargli

Bonnie. Griffin non era certo abituato ad aspettare. Ci volle un minuto


buono perch la segretaria tornasse in linea.
Adesso gliela passo.
Ed ecco Bonnie.
Non appena lei disse: Pronto, Griffin si pent di averle telefonato. La
sua voce sembrava troppo calda, troppo felice. All'eccessiva cordialit si
mescolavano molecole di disagio. Probabilmente voleva ottenere qualcosa
da lui. Quella miscela di calore, d'impaccio e d'imbarazzo, avrebbe anche
potuto indurlo a sposarla, per suggestione delle circostanze, proprio come
due estranei, conosciutisi a un pranzo di nozze e non particolarmente attratti l'uno verso l'altra, osservando le buone maniere, si sentono costretti a
conversare con ingiustificata familiarit, facendo mille sorrisi, e nel giro di
qualche anno si ritrovano sposati.
Voglio solo che tu sappia che non si tratta di una telefonata di lavoro.
Mi manchi, disse Griffin. Sembrava quasi che stesse leggendo le battute
di un copione - se ne rendeva conto. Tanto meglio: se lei avesse colto la
sua insincerit magari si sarebbe decisa a lasciarlo.
Mi manchi anche tu.
tutta colpa di questo lavoro impossibile.
Non ci rinuncerai mai. Ti piace troppo.
Tu credi? Gli piaceva parlare di s come se fosse fuori stanza.
Via, Griffin, ce l'hai nel sangue, e lo sai.
S, pu darsi. Cosa diavolo stavano dicendo? E perch?
Devo andare a New York per un po', forse per qualche settimana. Tu
puoi muoverti da qui?
In questo momento no.
Quando viene da voi Larry Levy? Il tono di Bonnie era scherzoso,
come se in realt sul lavoro non ci fosse nessuna rivalit.
Credi forse che io possa prendermi una vacanza finch non saranno sistemate le cose con Levy? Avrebbe voluto poter chiedere: Tu hai fiducia
in me, vero?, ma non ce la faceva.
Ho sentito dire che fa dipingere le pareti di rosso.
la moquette che rossa. Comunque il suo arrivo non imminente,
andato a sciare. E cos' questo viaggio a New York?
Vogliono che veda qualche spettacolo, e poi c' un libro che vorrebbero
comperare, ma l'editore lo fa leggere a una sola persona alla volta, che deve poi fare un'offerta... Offerte in busta chiusa, e non se ne pu fare pi di
una.

E gli studios mandano te a fare l'offerta? Griffin ebbe un improvviso


moto d'invidia.
No, a leggere il libro. Devo avere la loro approvazione prima di impegnarmi finanziariamente.
Ohhh... Subito Griffin rimpianse di essersi lasciato sfuggire quella
strascicata espressione d'invidia, ma ormai era fatta. Cos sei ancora un
pesce piccolo, disse per ferirla.
Questa una cattiveria, Griffin. un incarico di grande responsabilit.
Ti faccio le mie scuse.
Meno male! un grande passo in avanti, in verit.
Insomma, devi ottenere quel libro. Poco importa che il film sia fatto o
meno, o che sia fatto ma lo vadano a vedere solo tre persone. Quel che
conta assicurarsi il testo. In realt Griffin non ne era pienamente convinto, ma troppo forte era la tentazione di far naufragare la carriera di Bonnie. Se dietro suo consiglio la casa di produzione avesse speso mezzo milione di dollari, avesse affidato il copione a un autore da un quarto di milione di dollari - perch non ci si poteva accontentare di un soggettista pi
economico - e avesse poi scoperto che il libro non era adattabile perch
troppo intimista, probabilmente qualcuno si sarebbe ricordato che tutti quei
quattrini erano stati buttati via per un parere avventato di Bonnie Sherow.
S, qualcuno se ne sarebbe ricordato di sicuro... Ce sempre qualcuno dotato
di buona memoria.
E se il libro fosse orribile? Se avessi l'impressione che acquistarlo sia
solo uno spreco di denaro? Sai a quanto possono arrivare le offerte?
Cinquecentomila. In pratica Griffin le stava suggerendo quanto offrire, ed era sicuro che nessun'altra casa di produzione si sarebbe spinta oltre
i trecentomila. Se si fosse trattato di un libro da un milione di dollari, non
avrebbero mandato Bonnie Sherow. Avrebbero mandato una persona al
suo livello.
Un momento! Ma perch ti sto dicendo tutto questo? Magari siete in
lizza anche voi... Non cos? Non riesco a credere di averne parlato proprio a te. Devo essere proprio masochista!
Adesso lo capisci perch non possiamo sposarci?
Griffin, una proposta?
Forse lo era. Meglio fermarsi. Comunque non preoccuparti, non ho
sentito parlare di nessun grande libro in circolazione.
E non cercherete di assicurarvelo adesso?

No.
Saremmo una squadra formidabile. Griffin sent qualcun altro entrare
nell'ufficio di Bonnie. Lei copr con la mano il ricevitore e, dopo qualche
attimo, riprese a parlare al telefono.
Devi andare, disse Griffin.
S. Ti telefoner quando star per tornare. Ci vedremo allora. Promesso. Augurami buona fortuna. E grazie.
Di cosa?
Del consiglio strategico. A Griffin parve di vedere la strizzatina d'occhi che doveva accompagnare la battuta. Fine della telefonata. Lui l'aveva
fatta felice e l'aveva ferita; Levison non lo imbrogliava mai con le sue manifestazioni d'affetto? C'era al mondo qualcuno che agisse con animo puro?
E se lei avesse comperato il libro, e ne fosse stato tratto un film, e il film
avesse avuto successo? Bonnie non era tanto grintosa da lottare perch
fosse riconosciuta la sua parte di merito: del ruolo che aveva avuto in quel
successo si sarebbe perso il ricordo. O il fatto che non fosse poi cos forte
era solo un'illusione di Griffin? L'avrebbero mandata a New York se non
avessero avuto fiducia in lei? Se un giorno lui avesse deciso di sposarsi,
Bonnie non sarebbe stata una buona scelta? Chi altri avrebbe potuto sposare? Doveva per forza sposare una donna che lavorasse nel suo campo, altrimenti l'intesa sarebbe stata solo parziale: se due coniugi non fanno lo
stesso mestiere la loro unione destinata al fallimento, perch a uno dei
due manca qualcosa... Il gusto del successo. Avrebbe potuto sposare un
agente, ma finch lui avesse lavorato negli studios gli sarebbe stato impossibile esercitare la propria influenza in suo favore - a volte pi facile aiutare gli amici che i familiari. Avrebbe potuto sposare un'avvocatessa, che
esercitasse in casa o in qualche grande studio legale, ma temeva di veder
compromesso il proprio prestigio personale: nonostante la sua attuale autorit, non era affatto sicuro di figurare, a sessant'anni, tra gli eletti che gestivano la citt, mentre una buona avvocatessa poteva restare a lungo sulla breccia, e diventare sempre pi ricca. Perci meglio scartare l'idea di
sposare una donna avvocato, per mancanza di sicurezza nel futuro.
Sposare Bonnie Sherow sarebbe stato un po' come sposare un duplicato
di se stesso, in versione meno aggressiva? Di tanto in tanto gli capitava di
andare a un party o a una cena in casa di amici e di trovarsi tra persone estranee all'ambiente del cinema - funzionari di banca, medici, persino qualche mercante d'arte, ogni tanto. A volte nel gruppo c'era anche una single,

portata l proprio per attirare la sua attenzione. Ma lui la ignorava: non gli
andava di spiegarle per filo e per segno che cosa faceva, e invece glielo
chiedevano sempre, le single. Volevano sapere di Hollywood. Lui si seccava quando loro si mostravano avide di pettegolezzi, e si seccava ancora
di pi quando, per farsi vedere superiori, fingevano di non esserlo. Ma forse era solo questione di noia. Le single l'annoiavano - e forse lui annoiava
loro. Naturalmente erano ben informate sul suo conto, e se erano abbastanza fredde e lucide vedevano in lui un uomo interessante che faceva un lavoro interessante - un tipo di lavoro che svolgevano s e no una ventina di
persone in tutto il paese. A volte non sapevano di che cosa parlare con lui,
forse non osavano parlare di ci che le interessava. Poco male, i loro interessi non coincidevano certo con i suoi. Erano delle profane in fatto di cinema, e lui non avrebbe mai potuto sposare una profana. Non amavano il
cinema come lui. Chiedevano: Perch Hollywood fa dei film cos orribili? Perch si attiene al livello pi basso? Perch continua a fare pellicole
dequalificanti per tutti? Il cinema che piaceva a loro era quello europeo.
Non apprezzavano i film d'azione americani, ma consentivano ai giapponesi di imitare i western e si prodigavano in elogi delle loro scopiazzature.
Stupide fanatiche, saputelle col corpo fatto a pera e la camicetta abbottonata fino al collo, asine che ragliavano sul cinema. Il loro stramaledetto cinema era sovvenzionato dalle reti televisive nazionali; era solo un espediente usato dagli europei per far credere agli americani che qualcun altro
possedesse la vera cultura. E le loro preziose piccole storie negative facevano fiasco qui come a casa loro. Per Griffin era tutto un gran bluff, perpetrato con la complicit di gente in malafede, dai gusti effeminati; gente che
guidava la Saab, gente perdente, come Kahane e l'Autore, gente che coi
suoi gusti europeizzanti e la sua sofisticata passione per i vecchi film si
contrapponeva al grande, virile pubblico americano, ai milioni di persone
che creavano le stelle del cinema, esigevano prodotti ben confezionati e
chiedevano emozionanti montagne russe, grandi risate, grandi esplosioni,
grandi lacrime. Griffin evitava accuratamente i profani perch conosceva
bene le loro vuote dissertazioni, e supponeva che l'Autore rientrasse nel
numero di quegli snob che evitavano il divertimento per paura di prenderci
gusto, di essere scambiati per degli zoticoni. S, l'Autore era uno di loro,
un profano.
Adesso lui l'odiava davvero. Che cosa ci fai tu, in questo business?
avrebbe voluto chiedergli. Tu non capisci perch il pubblico ami i film
che consideri sciocchi. Tu sei convinto che noi facciamo quel tipo di film

perch siamo stupidi, o perch pensiamo che sia stupido il pubblico, ma


l'unico da biasimare sei tu. Che genere di film piaceva all'Autore? Il genere noir, molto probabilmente. Amava le ombre e l'ambiguit morale, lui.
Odiava le cose grossolane, i film in cui il pubblico piange perch una persona meravigliosa muore di una grave malattia. Griffin era disgustato dall'Autore, dal suo intromettersi in una vita gi difficile. Se l'Autore voleva
veder realizzati i propri soggetti doveva innanzitutto superare il suo esame,
e se non riusciva a superarlo voleva dire che quel mestiere non faceva per
lui. Tutto qui. Se poi lui si credeva al di sopra dei film, al di sopra di Hollywood, c'era da augurarsi che poco prima di morire udisse recitare il credo di chi nel giro del cinema: Amo il pubblico, mi identifico col pubblico.
9
Griffin entr nel Grill poco dopo l'una. Era in ritardo. La solita folla di
avvocati e di agenti lo accolse con un cenno della testa. Witcover, che solo
due settimane prima gli aveva fatto una scenata, mosse appena la mano. Il
locale era affollato di gente felice - milionari, e quanti avevano contribuito
a farli diventare tali. Con le sue pareti rivestite di legno, i comodi spar e
i minuscoli tavoli, il Grill avrebbe dovuto ricordare un locale della vecchia
Hollywood: Musso and Frank, per esempio, o qualsiasi altro grill degli anni venti, con le pareti alte e il soffitto di latta pressata. Griffin sapeva gi
cos'avrebbe obiettato l'Autore: che quel tipo di ricostruzione rientrava nella
disneyzzazione progressiva dell'America, che ormai tutto il paese stava assumendo un look di maniera, che presto non ci sarebbe pi stato uno stile
genuino, che il presente era tutto infarcito di nostalgia. Il cinema stava trasformando l'America in un film, avrebbe detto l'Autore. Griffin conosceva
gi quel tipo di critiche, e le respingeva. A lui piacevano i caff che sembravano dei set cinematografici, con vere cameriere nel ruolo di cameriere
e men che sembravano men degli anni cinquanta. Gli piaceva il Grill,
che fingeva di essere uno steak joint della vecchia Hollywood; era un travestimento piacevole, perch nella nuova Hollywood nessuno avrebbe mai
mangiato una bistecca a pranzo. Adesso tutti optavano per un'insalata o del
pesce al vapore. Nessuno beveva pi martini. Tutte le bottiglie di liquore
che si vedevano dietro il banco del bar avevano solo una funzione decorativa. Che male c'era a pranzare su un set? Probabilmente l'Autore avrebbe
detestato tutte le persone presenti. Per invidia, ovviamente.

Danny Ross era gi seduto al solito tavolo di Griffin, accanto alla parete,
nella parte anteriore del locale. La cosa rallegrava Griffin perch gli consentiva di pagare il suo debito con David Kahane. Non appena Griffin si fu
presentato, Ross si alz, sfoderando tutto il proprio charme. Era alto e nervoso; la sua stretta di mano arriv un po' fuori tempo, e risult incerta e
maldestra. Aveva qualche anno pi di Griffin, forse trentasei. Non era un
po' troppo vecchio per un recupero? Non aveva niente al suo attivo. Perch
non si era risolto a cambiare lavoro, a investire meglio la propria vita?
Ordiniamo, disse Griffin facendo un cenno al cameriere. Ha gi deciso?
Ross chiese un'insalata Cobb - lattuga con tacchino e bacon. Griffin fece
altrettanto. Ross cominci a imburrare un panino, cospargendo la tovaglia
di briciole.
Allora, cosa c' di nuovo? chiese Griffin.
Nella vita? chiese Ross.
No, nel cinema. Qualche nuova idea?
S, qualcuna.
Quale le piace di pi?
Ross abbass gli occhi sul tavolo e premette un dito sulle briciole per
portarsele alla bocca. Un gesto fatto soprappensiero, nella cui volgarit si
annidava qualcosa di attraente agli occhi di Griffin.
Ross cominci a esporre il suo soggetto mentre venivano servite le insalate.
Lui si chiama Andy. Chiss quante volte l'aveva raccontata, quella
storia, la sapeva a memoria. Ha undici anni ed l'ultimo cowboy rimasto
in America. Tutti gli altri pensano al futuro, agli astronauti, alle astronavi,
alle radio a transistor; lui invece per non essere sopraffatto dagli incubi ha
solo il suo bel cavallo a dondolo, il suo copriletto con disegnini di cactus e
bufali, e un vecchio show televisivo in bianco e nero, Il Cowboy, che sostanzialmente come l'Hopalong Cassidy Show. Lei sai che l'Hopalong ha
fatto vendere giocattoli per trecento milioni di dollari tra il 1950 e il 1955?
Un successo ancora pi travolgente di Guerre stellari?
Griffin si era gi reso conto che il soggetto non gli piaceva. Inoltre, Ross
lo raccontava con una tale lentezza... E allora, cosa succede?
OK. Quando lo show viene sospeso perch, come dicono tutti, 'i cowboy appartengono al passato', per Andy una vera tragedia. Guarda l'ultimo episodio, quello in cui il Cowboy riesce a mandare in galera tutta la
terribile banda Clanton, poi... basta, lo show finito per sempre. E se la si-

tuazione brutta per lui, figurarsi quant' brutta per lo stesso Cowboy! Il
suo spettacolo non va pi in onda, e da anni non si gira pi un episodio.
rimasto al verde, si dato al bere... Cos'altro gli resta da fare se non indossare per l'ultima volta il suo costume western, cantare 'Home on The Range' e gettarsi dal settimo piano di un albergo d'infima categoria? Ma anzich ottenere l'oblio a cui aspira, si ritrova davanti a una recinzione che separa il deserto dal pascolo pi verde dell'universo, proprio all'ingresso del
Paradiso del Cowboy, dove il Re e la Regina del Rodeo lo rimproverano
aspramente per ci che ha fatto. Lui cerca di spiegare che il Far West finito, ma loro lo sgridano ancora di pi, perch 'il Far West non muore finch qualcuno ci crede'. Lui replica: 'Ma non ci crede pi nessuno!' Allora il
Re e la Regina gli parlano di Andy. Nel frattempo Andy, che fa la prima
media, a scuola non riesce a concentrarsi. Cerca di parlare del suicidio del
Cowboy, ma tutti lo prendono in giro. Solo una bambina, Sandra, lo capisce, ma lui troppo sconvolto per accorgersene. I suoi incubi peggiorano. I
lupi escono da dietro il calorifero e si lanciano contro il suo letto. La Cosa
nascosta sotto il suo letto arriva fino a lui attraverso il materasso e gli copre la bocca con la mano, impedendogli di gridare (ma anche se riuscisse a
farlo i suoi genitori accorrerebbero, nel cuore della notte?)... Poi, all'improvviso ecco il rumore familiare di un maestoso cavallo che irrompe al
galoppo. Il Cowboy nella stanza, in groppa al suo splendido Shadow, e
scaccia i mostri, e spara ai lupi (nemmeno gli spari riescono a sentire i genitori?). La Cosa si dilegua. Andy resta solo nella sua cameretta, con il
Cowboy e Shadow. Shadow gli strofina il muso contro il collo. 'A quanto
pare Shadow si fatto un amico,' commenta il Cowboy. l'eroe che, uccidendosi, ha umiliato il bambino. Andy comincia a picchiarlo, e il Cowboy
lo lascia fare, perch la punizione pi che meritata. Poi ordina a Andy di
montare sul suo pony. Andy dice che non ha un pony, ma solo un cavallo a
dondolo, e il Cowboy gli fa: 'Allora salici sopra e dondola!' Adesso il Cowboy in groppa a Shadow e il bambino sul suo cavalluccio. Andy comincia a dondolarsi e, quasi non riesce a crederci!, entra in una nube azzurrina, la cameretta scompare e il consueto dondolio del cavalluccio si
trasforma in un gagliardo galoppo. Andy esce dalla stanza, dalla nube azzurrina. Adesso il cavallo a dondolo un bellissimo pony, e Andy nel
Far West, nel Paradiso del Cowboy. Ma ancor prima di rendersene conto,
di poter respirare il profumo dei pini o ammirare il fiume e le montagne retrostanti, arriva di gran carriera, su un carro, un vecchio tutto rugoso con
un'orribile notizia: i Clanton sono evasi dalla prigione e stanno attaccando

il teatro di posa. A questo punto il Cowboy si rende conto che la sua missione quella di aiutare Andy a crescere e di rimediare al male che ha provocato la sua morte. Il bambino aiuta il Cowboy a catturare uno dei cattivi,
poi il Cowboy lo rimette in groppa al suo pony e lo rimanda nella sua cameretta. Svegliandosi, Andy si chiede se successo davvero tutto questo...
La storia stava andando troppo per le lunghe. Griffin mangiava lentamente la propria insalata ascoltando Ross che parlava e parlava - starlo ad
ascoltare era un riguardo che doveva all'Autore, e a Kahane. Eppure innegabilmente nella storia c'era una certa creativit. Anche se con ogni probabilit non ne sarebbe mai stato tratto un film, forse valeva la pena di commissionare qualcosa a quel Ross.
E naturalmente il bambino continua a domandarsi se il fatto successo
realmente, almeno finch non torna dove non dovrebbe essere. Il Cowboy
non c', e i Clanton, che, camuffati da indiani, stavano rubando il bestiame,
spaventano il pony, il quale disarciona Andy. Il pony rientra a tutta velocit nella nube a2zurrina, nella cameretta del bambino, torna a essere un cavalluccio a dondolo, e Andy resta bloccato l, nel Paradiso del Cowboy.
Non pu pi tornare indietro, adesso la situazione reale. Deve per forza
attraversare il deserto, rintracciare il Cowboy, salvare gli indiani dall'ira
della popolazione locale che li accusa del furto del bestiame e salvare anche il Cowboy, quando lui resta ferito. Diventa cos fratello di sangue di
Geronimo. Va a caccia con gli indiani, gioca con loro. Gli stregoni del villaggio gli fanno riavere il suo pony, e alla fine lui pu tornarsene a casa,
dopo aver promesso al Cowboy che non riveler a nessuno dov' stato.
Secondo Ross, chi era adatto a sostenere il ruolo del Cowboy? Se Clint
Eastwood non avesse accettato la parte, chi si sarebbe dovuto scritturare,
secondo lui?
Andy stato via per un mese intero e non vuol dire a nessuno dov' stato. Un giorno, per, a scuola, durante una recita, alcuni bambini mettono in
burla i pellerossa e Andy, indignato, spiega a tutti come sono realmente gli
indiani e dichiara di essere fratello di sangue di Geronimo. Subito dopo si
precipita a casa e cerca di tornare nel Paradiso del Cowboy, ma questi glielo impedisce, perch Andy ha infranto l'unico ordine che gli era stato dato:
ha parlato. Poco dopo suo padre d fuoco al cavalluccio a dondolo, da
sempre detestato, e fa visitare il bambino da uno psichiatra che gli prescrive dei tranquillanti. Ma Andy completamente distrutto. A quel punto
Sandra, la bambina che ha sempre avuto un debole per lui, gli dice che 'il

fratello di sangue di Geronimo non ha nessun bisogno di tranquillanti!' e


gli rivela che di notte lei un'infermiera della Guerra Civile, lavora con
Florence Nightingale. Andy si fa coraggio e insegna a suo padre come si fa
a pescare. Il padre si rende conto che lui cambiato, intuisce che dev'essergli successo qualcosa mentre era via, ma evita di fargli troppe domande.
Lo rispetta. Ora, succede che, un giorno, a scuola, un bambino d un falso
allarme, tutti pensano che stia per scoppiare una bomba e l'insegnante
sviene. A quel punto Andy prende le redini della situazione, ristabilisce
l'ordine, diventa un eroe. Quella sera, a casa, mentre soddisfatto, felice e in
pace con se stesso se ne sta tutto solo in tinello a guardare la televisione su
un vecchio apparecchio in bianco e nero, a un certo punto, cambiando canale, trova non pi in bianco e nero ma a colori un episodio del Cowboy
che non aveva mai visto: ma non un episodio, un messaggio: i Clanton
hanno catturato il Cowboy e si apprestano a far saltare il treno. Come pu
rendersi utile Andy? Il fantastico cavallo del Cowboy, Shadow, in un recinto. Al richiamo del bambino Shadow salta fuori e irrompe nella stanza
attraverso il televisore. Andy gli balza in groppa e attraverso una finestra
disegnata si precipita nella nube azzurrina.
Un tocco d'effetto, pens Griffin.
Raccoglie un manipolo di cavalieri armati, si mette al loro comando, e,
poich in sella a Shadow, raggiunge il Cowboy giusto in tempo per evitargli di saltare in aria. Insieme, i due salvano il ponte e il treno, arrestano i
Clanton e intascano la taglia relativa. Ormai giunto il momento di dirsi
addio. Il Cowboy porta il bambino alla recinzione che cinge il Paradiso del
Cowboy. Andy incontra tutti i grandi eroi dei western. Il Re del Rodeo gli
restituisce il suo pony, il Cowboy gli d un premio in denaro. Andy lo saluta. Suona il campanello della cena. Andy guarda il Cowboy oltrepassare
la recinzione, poi si allontana sul suo pony. Quando torna in camera sua, il
pony ridiventa un cavalluccio a dondolo. I genitori sono l, ma non riescono a parlare. Con disinvoltura Andy d a suo padre tutte le monete d'oro
della ricompensa. Poi, sempre in groppa al suo pony, scende al pianterreno
e va fino alla fermata dell'autobus. L zittisce il compagno che l'ha sempre
tormentato, e chiede a Sandra se vuole un passaggio fino a scuola. Lei
monta sul pony, e il pony li porta via entrambi, in controluce, mentre Roy
Rogers e Dale Evans intonano 'Happy Trails'.
Ross s'infil in bocca un ciuffo d'insalata e aspett che Griffin dicesse
qualcosa.
il miglior soggetto che mi sia capitato da pi di un anno a questa par-

te, dichiar Griffin in tono convinto. Dobbiamo proporlo a Spielberg.


Era un debito d'onore rendere il pi felice possibile quell'autore, fargli avere un contratto. Era un debito d'onore realizzare Il Paradiso del Cowboy, e
far cos cessare l'arrivo delle dannate cartoline. Devo farle una domanda,
per, aggiunse mentre Ross tratteneva a stento la gioia del trionfo. Dev'essere ambientato per forza negli anni cinquanta?
Si pu anche ambientarlo ai giorni nostri: Andy registra vecchi western
nel cuore della notte, e cos via.
Bene... Nel caso qualcuno desse gli anni cinquanta per morti e sepolti.
Al pubblico piacciono sempre queste cose, osserv Ross.
Questo soggetto non me lo lascio certo scappare! dichiar Griffin.
Sylvester Stallone entr nel locale col suo agente e si ferm un istante al
tavolo di Griffin. Griffin gli present Danny Ross, dicendo: Sly, questo
Danny Ross, l'autore. L'agente di Stallone studi attentamente Ross: se
era cos importante come mai non ne aveva mai sentito parlare? Il fatto di
chiamare l'autore un emerito nessuno come Ross era stato indubbiamente un tocco da maestro: dal suo attonito silenzio si arguiva con chiarezza
che Ross si sentiva trasportato in cima al K2.
Uscendo dal ristorante Griffin chiese all'ospite chi fosse il suo agente.
Maria Holloway, rispose Ross. Una sconosciuta. Mi faccia telefonare
in ufficio, concluse Griffin, e dopo un breve scambio di saluti consegn
lo scontrino al custode del parcheggio, mentre Ross si avviava a piedi verso Beverly Hills. Naturalmente aveva lasciato la macchina in strada: anche
se poteva permetterseli, i tre dollari del parcheggio, non voleva che qualcuno vedesse con che orrenda vettura sarebbe ripartito. Che macchina poteva avere Danny Ross? Una Honda? L'avevano un sacco di autori. Gente
snob. La Mercedes di Griffin si accost al marciapiede; Griffin vi sal e
torn agli studios.
Quando lui aveva cominciato a lavorare presso quella casa di produzione, come lettore e recensore di copioni, per un centinaio di giovani
executive Levison era una specie di eroe. La prassi vigente fin d'allora era
quella di scritturare stelle del cinema e registi che avessero vinto un Oscar,
o avessero perlomeno ottenuto una nomination. Levison era il jolly della
casa di produzione. Si diceva che gli studios non lo capissero, ma non osassero lasciarlo andar via. Andavano da lui giovani registi di commedie
brillanti, giovani registi di film dell'orrore, e lui difendeva a spada tratta la
loro causa e si batteva per far realizzare i loro film. Quando il direttore di
produzione di allora aveva speso trentacinque milioni di dollari per un

musical senza capo n coda ed era stato licenziato, nel giro di tre giorni
Levison aveva preso il suo posto. Andandosene, il suo predecessore aveva
portato con s i due vicepresidenti, da cui non si separava mai, e Levison
aveva immediatamente provveduto a far occupare i posti vacanti. Osservandolo, Griffin aveva avuto l'impressione che ci fosse un calcolo dietro
ogni mossa di Levison, anche se il suo modo di fare appariva rilassato,
quasi noncurante. Levison era sempre un po' trasandato: aveva i capelli in
disordine, la cravatta storta, e la sua macchina era sempre ingombra di carte, vecchi copioni, giornali, tessere di accesso ai vari parcheggi. C'era una
strategia in tutto questo? Nessun altro poteva essere altrettanto sciatto.
C'erano altri executive da imitare, ma Griffin notava che i nuovi arrivati
che copiavano gli stili pi appariscenti risultavano sempre troppo ovvi. Lui
odiava radersi, ma sapeva perfettamente che non si sarebbe mai fatto crescere la barba. A Hollywood molti uomini decisamente ricchi la portavano,
ma la maggior parte degli assistenti e dei vicepresidenti che, con la loro
barba, volevano farsi passare per ricchi produttori facevano solo pensare a
quei beoti che si fanno scrivere sulla targa della macchina FUTURO MILIONARIO o L'ALTRA MIA VETTURA UNA PORSCHE. I produttori barbuti non facevano che copiare i registi barbuti. E i registi barbuti
copiavano tutti Francis Ford Coppola. E Coppola, si diceva Griffin, era
troppo occupato per radersi, o non sopportava la forma del proprio mento.
Agli studios Levison incoraggiava uno stile casual, molto apprezzato dagli
executive che, con questo leggero disprezzo per una cura eccessiva del
proprio aspetto, si sentivano parte dell'quipe. Tenendosi a debita distanza,
Griffin osservava Levison, e lo ammirava. Prima di essere promosso sul
campo, Levison aveva fatto sapere in giro che gli piacevano le recensioni
di Griffin e spesso l'aveva invitato nel suo ufficio per parlare di film, di
cast, di registi. Griffin sapeva di essere tenuto d'occhio in vista di una
promozione. Un giorno Levison l'aveva fatto partecipare a un colloquio
con un regista da tre milioni di dollari che veniva a proporgli un soggetto.
Dopo aver sentito la storia Levison si era rivolto a Griffin e gli aveva chiesto il suo parere. Non un soggetto compiuto, aveva osservato Griffin.
Al momento Levison non aveva fatto commenti, ma quando alla fine del
colloquio il regista era uscito, aveva comunicato a Griffin che era diventato vicepresidente. Al che Griffin, sollevato e fiero, si era innamorato di lui.
In seguito aveva capito che le volute eccentricit di Levison non erano
prive di scopo, che Levison sapeva utilizzare come un'arma ogni dettaglio
della propria personalit. E cos aveva sempre evitato di scimmiottare i

modi di Levison, come facevano molti che come lui tenevano la testa un
po' inclinata da una parte, aggrottavano la fronte prima di fare una domanda difficile e dicevano a mio avviso in continuazione (A mio avviso, se
queste tre scene possono essere girate in un'unica location, che bisogno c'
di trovarne altre due?). Griffin sperava che gli altri scimmiottassero un
po' anche i suoi tic, ma sapeva che non era cos. Se cercassero di imitarmi, pensava, forse avrei pi probabilit di diventare direttore di produzione, un giorno... Si rendeva conto che era ormai tardi per sviluppare
delle qualit al solo scopo di attrarre l'attenzione e acquistare potere. Rimpiangeva di non avere segni particolari, qualche cicatrice almeno. Ma in
fondo un tratto decisamente peculiare l'aveva anche lui: quello di dire
sempre: Mi lasci riflettere per qualche giorno. Mi far risentire.
Griffin era a colloquio con Aaron Jonas, un agente che voleva entrare
nella produzione, quando Jan lo chiam col telefono interno per dirgli che
era in linea Andy Civella. Griffin si scus con Jonas e prese la telefonata.
Allora, sei pronto a espormi il tuo soggetto? disse, cercando, adesso
che era pi su con il morale, di tenere a bada l'eccessiva sicurezza di Civella.
Te l'ho gi esposto. E sto ancora aspettando la tua risposta. Ma quello
non era Civella!
Andy? prov a chiedere Griffin, ma sapeva gi che non era Civella.
Era l'Autore, senz'altro.
Voglio tormentarti. Voglio metterti a disagio. Voglio farti perdere la testa fino al punto di non riuscire a lavorare. Detto questo, la persona all'altro capo del filo riagganci. Evidentemente, l'Autore aveva riconosciuto
Civella al Polo Lounge. Perch sorprendersene? Era piuttosto famoso, Civella.
Ti richiamo pi tardi, disse Griffin. In questo momento sono occupato con Aaron Jonas. Copr il ricevitore con la mano. Aaron, conosci
Andy Civella? Aaron scosse la testa, ma naturalmente sapeva chi era.
Griffin continu a parlare con un Civella che non si trovava affatto all'altro
capo del filo. Aaron un gran bravo ragazzo. Dovrei farvi incontrare. E
con quell'inutile sciarada Griffin riagganci.
Mentre Aaron continuava a parlare del tipo di lavoro che voleva - un lavoro nel settore creativo di una casa cinematografica, un lavoro che potesse portare alla produzione indipendente, lui non voleva fermarsi in un'organizzazione ed era per questo che lasciava l'agenzia - Griffin ascoltava la
sua voce. Cercava di separare il suono dalle parole, di confrontare la voce

di Aaron con quella dell'Autore. Era una voce da vincente, non proprio
piena, ma solida; ogni parola veniva detta in fretta, ma con chiarezza, senza esitazione, senza quei toni striduli che tradiscono il conflitto interiore,
l'infelicit, la paura. Era il tipo di voce che Griffin sentiva ogni giorno,
quella di molti avvocati, agenti, registi. Un tipo di voce che non esprimeva
disapprovazione, ma lasciava trapelare una certa arroganza, usata come tattica di negoziazione. La tipica voce di chi prendeva parte al Grande Gioco.
L'Autore non possedeva la voce del successo. Non partecipava al Grande
Gioco. Come aveva detto: Fino al punto di non riuscire a lavorare? Con
voce lamentosa Griffin prov a imitare l'Autore, e sent un tono beffardo,
compiaciuto, decisamente fuori luogo perch implicava potere. L'Autore
non ne aveva affatto, di potere... O aveva solo quello di uccidere chi gli
aveva fatto un torto; di metterlo a disagio, perlomeno.
Sapeva l'Autore che gli uomini come Aaron, che sicuramente disprezzava per la loro spocchia - ed effettivamente un po' spocchioso lo era, Aaron
- a volte non erano affatto soddisfatti dei loro successi? Dover difendere
Aaron dal disprezzo dell'Autore induceva Griffin, che fino ad allora non
aveva mai visto in Aaron un uomo da cui ci si potesse aspettare un granch, a desiderare il meglio per lui. Promise ad Aaron di fare tutto il possibile per aiutarlo, e vide che Aaron credeva alla sincerit della sua promessa. Stringendogli la mano, Griffin si compiacque della fiducia e dell'eccitazione che leggeva sul volto dell'amico. Aaron aveva un modo di fare cos unico! Sapeva mostrarsi superiore senza essere sprezzante. Quella
stessa sera avrebbe senz'altro detto alle persone con cui avrebbe cenato che
Griffin Mill si stava occupando di lui.
Pi tardi, quello stesso pomeriggio, Jan disse a Griffin che era in linea
Andy Civella. Il primo impulso di Griffin fu quello di farsi passare la telefonata e aggredire subito l'Autore, ma cos'avrebbe potuto dirgli per mettergli paura? Invece era proprio lui, Andy Civella.
Noi siamo pronti, disse il produttore. Quando possiamo passare da
te?
Griffin consult la sua agenda. Ma siete pronti davvero? chiese.
Come no! Tom Oakley e io siamo pronti a dirti che se non ci fissi un
incontro per questa settimana ci rivolgiamo ad altri studios. E sai che preferirei non farlo, perch... Perch ti voglio bene, Griffin. Civella ridacchi. Nell'ironia di Civella, Griffin riconosceva l'eco di altre persone molto Eddie Murphy, e a volte quel tono beffardo, quasi maniacale, che
andava cos di moda tra i comici di cabaret.

Griffin controll sull'agenda gli impegni dei due giorni successivi. Facciamo domani pomeriggio? Il respiro di Civella cambi, come se accusasse la sconfitta, come se fosse costretto a dire di s ma questo l'obbligasse a disdire un impegno importante.
Alle cinque, butt l Civella in tono casuale.
Alle quattro, corresse Griffin in tono deciso. E guarda che non posso
aspettare. Non gli fregava niente che Civella lo prendesse sul serio o meno, la cosa non aveva la minima importanza.
Osserv le spie luminose del telefono. Aveva cinque linee personali, in
modo che nessuno, chiamandolo, potesse trovare il numero occupato.
Chiss come diamine funzionavano i circuiti elettrici... Come faceva una
telefonata in arrivo su una certa linea a passare automaticamente sulla linea
successiva se la prima era occupata? Come funzionava il meccanismo per
tenere qualcuno in attesa su una certa linea? E che cosa significava esattamente restare in linea?, si chiedeva. Una persona chiama sulla linea uno,
poi arriva un'altra telefonata a cui bisogna rispondere subito, allora ci si
scusa con la persona sulla linea uno e si schiaccia un pulsante per tenerla
in attesa; la spia luminosa corrispondente a quella linea continua a lampeggiare mentre si parla con la persona sulla linea due, e chiunque osservi
le spie su un'altra derivazione del circuito capisce da quelle che lampeggiano quali linee siano tenute in sospeso e su quali si stia invece parlando.
Ma i misteri dei circuiti elettrici non finivano l. Quanti erano gli apparecchi collegati alle sue linee? Dunque, ce n'era uno sulla sua scrivania, pi
uno da una parte e uno dall'altra del divano, e uno nell'ufficio di Jan. Quattro apparecchi, cinque linee, tutti collegati allo stesso numero, con numeri
supplementari che consentivano a ogni apparecchio di essere usato autonomamente. Quattro persone potevano telefonare nello stesso momento
dall'ufficio, e se nel frattempo qualcuno chiamava da fuori le prime quattro
linee potevano essere tenute in sospeso mentre ciascuna delle quattro persone che le stavano usando parlava con la persona che aveva chiamato da
fuori. Ma come? Alcuni lo sapevano con esattezza: esistevano delle menti
brillanti - ingegneri elettronici, geni del computer, matematici e forse anche fisici - che nel corso degli anni avevano dato il loro apporto di sapere,
di ricerca, nonch di fortunate intuizioni, per arrivare alla realizzazione di
quell'immenso circuito. Era questo il tipo di riflessioni che Griffin avrebbe
voluto scambiare con Levison, senza entrare troppo nei dettagli, ovviamente. Gli sarebbe piaciuto parlare cos, senza impegnarsi troppo, di quanto fosse complesso e sbalorditivo il sistema telefonico, di quanto fosse

sbagliato darlo per scontato... E da l, avrebbero anche potuto ampliare il


discorso: che cosa c' di sbagliato in ci che ovvio? Non vero che ci
che ci sembra ovvio in realt non lo vediamo nemmeno? Poteva essere ovvio una volta, forse, ma ormai non lo pi. Che cos'avrebbe detto Levison? Gli avrebbe chiesto se intendesse per caso sottolineare la necessit di
tornare a gustare il profumo delle rose? Be', a una domanda del genere
Griffin avrebbe certo risposto di s, senza sensi di colpa: che male c' ad
apprezzare le forme, i fiori, i circuiti telefonici, le storie familiari? Ma
Griffin sapeva bene che quando si fosse trovato con Levison non avrebbe
detto proprio niente, non avrebbe minimamente pensato ai prodigi del sistema telefonico. Nel migliore dei casi le sue lunghe elucubrazioni sull'argomento si sarebbero ridotte a un'osservazione banale come: Per, sono
proprio straordinari, questi telefoni!
Aveva una gran voglia di telefonare a June Mercator. Voleva vederla,
conquistarla. Era un desiderio quasi disperato, il suo, e si rendeva conto
che era stata proprio la telefonata dell'Autore a fargli desiderare la donna
che aveva reso vedova. Voleva June Mercator.
Disse a Jan di chiamargli Levison. Lei gli pass Celia, che a sua volta gli
pass Levison. Mi hanno appena proposto un soggetto e credo che se non
ce lo accaparriamo subito ce lo soffier qualcun altro, disse Griffin tutto
d'un fiato.
Sentiamolo, prima.
C' un ragazzino... siamo nel '57... un bambino di dieci anni che letteralmente ossessionato da un personaggio tipo Hopalong Cassidy... sai, il
protagonista di quella serie che stata sospesa. Questa specie di Hoppy si
ammazza, ma anzich andare all'inferno va nel Paradiso del Cowboy.
Levison interruppe il racconto. Un uomo fatto e un ragazzino, giusto?
Non solo questo.
E c' un viaggio nel West, giusto?
S.
Lascia perdere, sono allergico ai cavalli. C' altro?
No, disse Griffin.
Allora ciao.
Jan lo chiam per dirgli che era in linea Maria Holloway.
Ciao, Maria.
Oh, Griffin, sono cos eccitata! Danny non fantastico? E Il Paradiso
del Cowboy non il miglior soggetto che tu abbia mai sentito? Secondo
me affidarlo a Spielberg sarebbe un'idea grandiosa.

Maria, a Levison non piace, purtroppo. Per cui, niente da fare.


Perch non mandi Danny a parlargli?
No, Maria, non servirebbe a niente. Di' a Danny che mi dispiace.
Ha degli altri soggetti, insistette lei. Dovresti sentirli.
Al momento sono molto occupato, Maria. Appena sar un po' pi libero te lo far sapere.
Griffin aveva fatto del suo meglio, ma Levison aveva detto di no, e aveva tutto il diritto di farlo. Quel pranzo gli aveva fatto perdere tempo, l'aveva costretto ad annullare un impegno con gente che contava. Aveva anche
ucciso, eppure l'Autore non smetteva di tormentarlo. Be', lascia perdere
l'Autore! si disse. Che gli telefonasse, gli scrivesse, gli sparasse o meno,
lui non l'avrebbe pi cercato, non gli avrebbe pi mandato messaggi indiretti attraverso Variety, non avrebbe pi tentato di stabilire contatti mentali
via etere, non avrebbe pi lasciato che il suo pensiero si soffermasse su di
lui, nemmeno in forma negativa, come in quel gioco da bambini in cui si
dice: Non pensare a un elefante! Non sarebbe stato difficile, bastava lavorare sodo e pensare solo ai problemi immediati.
Telefon a June Mercator. Rispose la segreteria telefonica. Aveva dieci
secondi per decidere se lasciare un messaggio o riagganciare.
Sono Griffin Mill, disse. Non sapeva cos'aggiungere, ma a quel punto
non poteva pi tirarsi indietro. Se la segreteria era attivata dalla voce, non
ricevendo subito un messaggio si sarebbe creduto che lui avesse riagganciato, che avesse interrotto il messaggio essendosi accorto di aver fatto un
errore. Bisognava essere molto sicuri di s con June Mercator, non avere
nessuna esitazione, nessun impaccio. Mi telefoni in ufficio, se le possibile. Il mio numero ...
Dopo aver riagganciato Griffin si chiese se June si sarebbe sentita elettrizzata all'idea di possedere il suo numero di casa, di aver ricevuto un dono cos intimo. No, avrebbe semplicemente pensato che lui volesse darle
delle notizie su David Kahane, che avesse parlato con la polizia. Era stato
un errore telefonarle: quando lei l'avesse richiamato l'avrebbe fatto pensando all'uomo che lui aveva ucciso. Si augur che richiamasse il pi tardi
possibile, perch in quel caso lui avrebbe potuto legittimamente avere la
voce stanca e un po' assonnata di chi, stando comodamente sdraiato nel
proprio letto, ha perso i modi sbrigativi e asciutti del manager: parlando
sommessamente, con voce un po' roca, le avrebbe fatto sapere di essere
una specie di portafortuna per chi gli stava vicino, avrebbe cominciato a
sedurla.

Levison lo convoc nel suo ufficio per affrontare insieme un'emergenza


- un regista si era rotto una gamba e bisognava sostituirlo. Griffin si mise
al telefono e cominci subito a chiamare le grandi agenzie. Aveva una
missione: scoprire chi era in gamba, chi era disponibile, chi poteva mettersi al lavoro nel giro di tre giorni, chi avrebbe accettato una cifra equa
senza trascinare nessuno nel solito balletto delle trattative. Se ci fosse stato
Larry Levy probabilmente Levison si sarebbe rivolto a lui, Griffin se ne
rendeva conto, ma era un'ottima occasione per valorizzarsi. Sotto gli occhi
di Levison, in dieci minuti Griffin riusc ad accordarsi con un regista.
10
Quella sera Griffin cen da Morton con un produttore australiano.
Quando entr nel locale e si diresse verso il suo solito tavolo, accanto alla
parete, varie teste si voltarono. Qualche stretta di mano, qualche presentazione, qualche sorriso. Andy Civella era al banco del bar e nel vedere Griffin si avvicin al tavolo.
Griffin lo present al suo ospite.
Non dimenticarti di domani, non disdire l'appuntamento, gli raccomand Civella. Poi si rivolse all'australiano: Quante volte ha rimandato
questa cena?
Una, ma per colpa mia.
Allora si vede che lei un pezzo pi grosso di lui! Dovremmo fare affari insieme, noi due.
L'australiano arross, confuso, e Civella lo tranquillizz. Scherzavo! Io
mi occupo soprattutto di rock and roll.
Poco dopo Levison entr nel locale con sua moglie e l'avvocato di Ted
Turner e si sedette a un tavolo dietro quello di Griffin. Rendendosi conto
che la cena di Griffin era di lavoro, evit di scambiare le solite quattro
chiacchiere.
L'australiano voleva che gli studios finanziassero cinque film nell'arco di
due anni, e gli studios erano effettivamente interessati alla cosa. Toccava a
Griffin discutere i soggetti e i cast, assicurarsi che l'australiano intendesse
fare dei film che piacessero al grande pubblico, con personaggi abbastanza
rilevanti per essere interpretati da stelle del cinenia, personaggi destinati a
un trionfo netto, senza ambiguit. Pensando a Larry Levy, che stava per
tornare ed era convinto che in sua assenza tutta l'attivit degli studios restasse sospesa, Griffin decise di impegnarsi a fondo, adesso con l'australia-

no e il giorno seguente con Civella. Sapeva che Larry Levy si aspettava


che lui non s'imbarcasse in nuovi progetti finch non si fossero assestate le
cose, e sapeva anche che l'australiano si sarebbe accordato con qualche altra casa di produzione se non fossero iniziate subito le trattative per un
contratto. Poco importava che alla fine si giungesse o meno a un accordo:
le trattative avrebbero richiesto non meno di tre mesi. Ci che contava era
mettere in crisi Levy.
Quando si strinsero la mano nel parcheggio, l'australiano era convinto
che il contratto fosse ormai cosa fatta. Griffin lo segu con lo sguardo mentre si allontanava a bordo di una macchina noleggiata, poi se ne and a casa, pensando solo alla sua segreteria telefonica e alla possibilit che avesse
richiamato June Mercator.
S, aveva telefonato poco dopo le nove, dicendogli di richiamarla non
appena fosse tornato a casa. Di certo si era allarmata. Questo gli ricord
l'Autore - era l'associazione di pensiero immediatamente successiva a quella con David Kahane - ma si affrett a riporre il ricordo molesto nello stesso vuoto di memoria in cui erano conservate, alla rinfusa, molte immagini
del passato - un palazzo visto vent'anni prima, un particolare giorno di
scuola - le quali riaffioravano per un attimo nei momenti di ozio e subito
dopo scomparivano.
Adesso erano le dieci e mezzo. Griffin cominci a comporre il numero,
ma poi riagganci. Fece una doccia e stava gi per farsi la barba quando si
accorse che non era il caso, visto che era sera e non mattina. Poco dopo le
undici telefon a June. Lei gli rispose come se sapesse perfettamente che al
telefono c'era lui, come se una telefonata a tarda ora non la preoccupasse
affatto. Forse stava alzata fino a tardi, forse era abituata a telefonare fino a
mezzanotte. Poco probabile.
Sono stata fuori tutto il giorno, disse June. Degli amici mi hanno
portata al museo e poi a cena. Ha qualche notizia?
Griffin se l'aspettava, e aveva gi la risposta pronta. No, mi dispiace. E
lei ha saputo qualcosa?
No.
Doveva sbrigarsi a parlare, superando l'odioso imbarazzo del brutto
quindicenne che telefona alla pi bella ragazza della classe. Volevo solo
dirle di telefonarmi quando ne ha voglia, in qualsiasi momento. Prenda il
telefono e mi chiami. Solo per fare quattro chiacchiere. Se avesse detto
qualcosa di pi sarebbe trapelato il suo nervosismo. Finch lei non gli avesse dato un segno inequivocabile, non le avrebbe chiesto di pi. Agli oc-

chi di June il suo comportamento doveva gi risultare abbastanza strano.


L'avrebbe preso per uno sciacallo, pronto a sfruttare il suo dramma? O avrebbe considerato il suo modo di fare pericoloso ma eccitante? Visto l'innegabile feeling che c'era tra loro era pensabile che lei gli cedesse subito,
nonostante la morte di David Kahane? Che fosse gi disposta alla resa?
Lo far, grazie.
Griffin non moll la preda.
Dov' andata, al County o al Contemporary?
Alla solita mostra del County. Sono esposte bellissime opere della
scuola dell'Hudson River.
Era arrivato il momento di far bella figura. Non so se sia politicamente
corretto, ma io vado pazzo per i paesaggi dell'Ottocento.
Non tradir il suo segreto!
Adesso Griffin poteva cominciare a saggiare il terreno. gi tornata al
lavoro?
S, non riuscivo a starne lontana. stato piacevole... Sono stati tutti incredibilmente gentili con me.
Griffin mise il ricevitore sul cuscino e ci appoggi sopra la testa. Gli era
venuto sonno. Che progetti ha?
Non ne ho.
Senta, vorrei vederla. Non so se sia possibile, io non la conosco, non so
niente della sua vita, lei avr senz'altro dei buoni amici che possono aiutarla meglio di me a superare questo brutto momento, ma ho l'impressione
che tra noi ci sia un certo feeling e... S'interruppe per dar modo a June di
concludere la frase a suo piacere.
Be', non saprei... Non so nemmeno io cosa provo, ma un certo feeling
c', e mi piacerebbe vederla. La sera in cui lei ha telefonato per parlare con
David ho avuto la netta sensazione che ci saremmo risentiti. Dire una cosa
del genere pu sembrare orribile, ma ho imparato molto da questo... Si riferiva al brutale assassinio del suo uomo. importante dire quello che si
sente. Non si riesce a scoprire che cosa si prova realmente se non si accettano fino in fondo i propri sentimenti. E i sentimenti cambiano. Mio Dio,
parlo troppo! Be', non posso dire che mi dispiace...
Griffin pens che forse gli sarebbe convenuto tentare di capovolgere la
situazione a proprio vantaggio, facendosi passare per una vittima delle circostanze, sostenendo che gli sarebbe stato pi facile telefonarle alle spalle
di David Kahane che con Kahane nella tomba. Mi sarebbe stato pi facile
telefonarle se lui fosse ancora vivo... azzard.

S.
Per ho telefonato lo stesso.
Mi fa piacere.
Mi cos naturale parlare con lei! Viene naturale anche a lei... parlare
con me?
S.
Tra noi ci sono molte cose non dette... ma sono fiero della nostra riservatezza.
Ha una certa eleganza, no?
Griffin non voleva ancora spingersi oltre. Buonanotte, disse.
Anche a lei.
A chi sarebbe toccata la prossima mossa? Pochi giorni dopo lui le avrebbe ritelefonato, fissando un appuntamento per il week-end successivo.
Si era dimenticato com'era, fisicamente. Certo, vedendola l'avrebbe riconosciuta, ma non sarebbe stato in grado di descriverla. Capelli scuri, occhi
tristi. Spense la luce, e nel buio pulsante della sua camera cerc, senza riuscirci, di ricreare l'immagine di June Mercator. Tutto ci che riusciva a evocare di lei erano una vaga forma e delle braccia protese verso di lui.
Chiuse gli occhi, e nel suo buio personale la forma riusc a definirsi un po'
meglio: adesso aveva lunghi capelli. L'immagine rest l, sospesa, ad aspettarlo. Era possibile accarezzarle le cosce, ma non farla venire pi vicino. Forse sono solo accecato dal desiderio, pens Griffin. Riesco a toccare, ma non a vedere. Sapeva che June Mercator, in camera sua, si stava
trastullando con un'immagine di lui. Si mise a pancia in gi per indurre la
forma ad avvicinarsi - non voleva farla scappare a furia di fissarla.
Il mattino seguente si aspettava di trovare una cartolina insieme al giornale, ma la cartolina non c'era. Fece colazione al Bel Air Hotel, con un regista.
Non appena fu nel suo ufficio, buss alla porta Larry Levy, col polso ingessato. Era abbronzatissimo, ma attorno agli occhi aveva la mascherina
bianca lasciata dagli occhiali da sci. Griffin sapeva che Levy moriva dalla
voglia di parlare del suo braccio rotto, di spiegare come avesse fatto a romperselo, perci quando lo fece entrare si guard bene dal fargli domande al
riguardo.
Bentornato, disse. Il tuo ufficio pronto?
Hanno fatto un ottimo lavoro, sono contentissimo. Si sfil dalla tasca
una limetta di cartone e l'us per grattarsi all'interno dell'ingessatura.
ora di mettersi al lavoro. Levison mi ha fornito dei progetti: un paio di libri

che hanno comprato gli studios, pi qualche idea per dei remake. Mi ha
fatto vedere il suo elenco di autori, ma io gli ho detto che non mi piaceva...
Non voglio essere costretto a utilizzare le persone di cui si fida lui.
Se te ne piacciono degli altri, puoi sempre perorare la loro causa.
E anche i registi... Ci occorre gente pi interessante. Meglio evitare chi
ha diretto film scritti da Neil Simon, per esempio. Invece nell'elenco dei
registi ne figurano ben tre che hanno gi fatto un Neil Simon.
E chi vorresti metterci, in quella lista?
proprio questo il punto. Dobbiamo trovare giovani registi, nomi nuovi.
Intendi dire che dobbiamo cercarli nelle scuole di cinematografia, disse Griffin in tono asciutto.
Esattamente. E anche ai festival. So gi a cosa stai pensando, lo pensano tutti, ma il fatto che dobbiamo essere prontissimi ad accaparrarci i
nuovi talenti. E io credo di avere fiuto, in fatto di talento.
Tutto questo l'hai detto a Levison?
Ovviamente.
E lui d'accordo?
Cosa vorresti dire?
Quello che ho detto. Adesso bisognava provocare Levy, metterlo in
uno stato di nervosismo.
Secondo te non dovremmo cercare nuovi registi di talento, che si accostino al cinema in modo nuovo?
Be', credo che al pubblico questo non importi granch. vero che ci
sono molti registi che valgono ben poco, ma anche un brocco pu fare un
film di successo se il copione buono.
Griffin non era certo di pensarlo davvero - avrebbe potuto benissimo sostenere il contrario - ma sentiva il bisogno di esprimere quel parere perverso, anche se era la facile critica dell'outsider dichiarato. Dato che Larry
Levy aveva la benedizione di Levison, qualunque cosa avesse detto sarebbe stata vangelo per la casa di produzione. Griffin si rendeva conto che se
non si fosse mostrato forte e indifferente sarebbe rimasto tagliato fuori.
Be', forse sarebbe rimasto tagliato fuori comunque, ma non poteva certo
accettare passivamente le idee di Levy. vero che la politica pi conveniente sarebbe stata quella di inalberare un bel sorriso e dichiararsi d'accordo con l'enfant prodige. Magari avrebbe potuto attaccarlo in privato e
mostrarsi d'accordo con lui in pubblico. Qualsiasi cosa, purch Levy non
fosse in grado di prevedere la sua prossima mossa, il suo pensiero succes-

sivo. Se lui fosse riuscito a renderlo insicuro ogni volta che si fosse trovato
in sua presenza, l'avrebbe sgominato in breve tempo.
Levy riprese a grattarsi all'interno dell'ingessatura. Qualcosa doveva
dargli un gran prurito, ma Griffin continuava a rifiutarsi di chiedergli che
cosa gli fosse successo, in che modo fosse caduto sulle piste di discesa.
Aveva la sensazione che Levy si rendesse perfettamente conto che lui ignorava di proposito quell'ingessatura, in attesa che fosse Levy stesso a offrirgli delle spiegazioni che, proprio perch spontanee, avrebbero avuto
l'inconfondibile tono lamentoso di chi si considera una vittima. La voglia
di raccontare come si fosse rotto il braccio era una seconda forma di prurito. Senti, Griffin, ho proprio l'impressione che noi due stiamo partendo
col piede sbagliato.
Sto solo cercando di capire la tua posizione. Le nostre filosofie sono
diverse, e credo che il fatto che Levison ti abbia fatto venire a lavorare da
noi sia una dimostrazione di saggezza da parte sua. Se ognuno di noi due
l'azzeccasse anche una sola volta all'anno e con le nostre diverse strategie
riuscissimo a realizzare ogni anno un paio di buoni film, be', sarebbe gi
una bella vittoria per entrambi!
Devono essere film di successo.
Certo, anche questo.
Larry Levy riprese a grattarsi. Che prurito! Tu scii?
Non ne ho pi il tempo.
Un tale mi piombato addosso su una ripida discesa, io ho fatto un volo e mi sono rotto il polso.
Ah, disse Griffin senza stare a chiedergli i dettagli del volo, mostrandosi il pi indifferente possibile. Vedrai che per un bel po' sarai troppo
impegnato per fare dello sport.
Levy si alz dalla scomoda sedia. Cerchiamo di collaborare, Griffin. La
vita troppo breve. Allung la mano sinistra, dato che la destra era ingessata.
Naturalmente, disse Griffin, pensando a David Kahane. Strinse la mano che gli veniva offerta. Se Levy avesse detto qualcos'altro di rappacificante ed emotivo Griffin sarebbe tornato all'attacco con una battuta sarcastica, dicendogli che non doveva prendere l'abitudine di concludere i colloqui con una specie di inno pacifista. Ma Levy non aggiunse altro - meglio cos. Il sarcasmo andava serbato per le occasioni di vera crudelt. Una
crudelt non voluta, magari, ma dettata da interessi personali o di lavoro
cos rilevanti da comportare la necessit di attaccare chiunque potesse co-

stituire una minaccia, o replicare con foga. A partire da quel momento avrebbe dovuto molestare continuamente Levy, a ogni incontro. In presenza
di testimoni, che potessero invidiare la sua crudelt. Non gli era chiaro se
l'invidia che intendeva suscitare fosse quella dei superiori o degli inferiori.
Davanti a un atto di palese crudelt gli inferiori l'avrebbero invidiato, o sarebbero rimasti disgustati dal cinismo della professione - un buon risultato
in entrambi i casi, purch nel rendersi conto di non avere abbastanza grinta
prendessero anche atto dei limiti della loro ambizione. Quanto ai superiori,
be', ovviamente non avrebbero potuto fare a meno di riconoscerlo come
uno di loro.
11
Jan lo chiam e gli disse che era in linea Susan Avery. Chi? chiese
Griffin. Aveva capito dal suo tono di voce che Jan si aspettava che lui si
ricordasse perfettamente quel nome. Perch mai l'aveva detto con tanto
sussiego, come se si trattasse di una persona importante?
L'agente investigativo Susan Avery, della polizia di Pasadena... Non se
ne ricorda?
Sicuro. Era arrivato il momento di fare una bella lista dei nomi da tenere in evidenza. Davvero? No, era il tipico dettaglio che finisce per diventare una prova.
Devo dirle che non c'?
No, no, passamela.
Qualche attimo d'attesa, poi Griffin disse: Devo chiamarla agente o agente investigativo? Lei gli avrebbe risposto: Mi chiami pure Susan?
Per l'esattezza sono tenente. Ma agente investigativo va bene.
Posso esserle utile?
Be', potrebbe venire al posto di polizia?
Griffin non riusciva a capire se fosse una trappola o meno. In caso affermativo, avrebbe dovuto dire che voleva parlare col suo avvocato? Ma
forse lo facevano andare al posto di polizia solo per mostrargli delle foto di
pregiudicati, e allora il fatto di accennare a un avvocato avrebbe potuto far
pensare a una specie di panico, mentre fino a quel momento lui aveva dimostrato la massima calma. Oppure, data la sua posizione di prestigio, la
Avery si aspettava che si rivolgesse comunque a un avvocato? Dopotutto,
ai suoi occhi Griffin Mill non era un normale cittadino... Fin dove ci si aspettava che arrivasse la sua collaborazione?

Avete catturato l'assassino?


Vorremmo solo farle alcune domande.
Bisognava proprio andare, ma Griffin sapeva che era meglio mostrarsi
un po' esitante. Come si sarebbe comportato se fosse stato innocente. Si sarebbe seccato dell'intrusione, o sarebbe stato incuriosito dalle procedure
della polizia? Fare dello spirito sarebbe parso disdicevole, o la Avery avrebbe apprezzato la cosa? In fondo non c'era nessun legame tra lui e la
vittima, e la polizia non in lutto per tutte le persone di cui cerca di spiegare la morte.
Lei capisce, ho una casa di produzione da mandare avanti... Diede un'occhiata all'agenda. Poteva saltare la visione dei giornalieri. Potrei esser
l tra un'ora, e fermarmi una mezz'oretta. Altrimenti fino a dopodomani
non posso.
Tra un'ora? Adesso era lei che doveva trovare uno spazio tra gli impegni. D'accordo, allora. Gli spieg dove andare.
Griffin telefon a Dick Mellen. Quanto se ne intende di polizia il legale
di una casa cinematografica?
Qualche problema?
Stiamo discutendo su un dettaglio legale... Per la verit non riguarda
proprio la legge, ma i metodi della polizia, piuttosto. Se la polizia sospetta
una persona di un delitto ma non vuole scoprire le proprie carte, prima di
interrogare quella persona tenuta a informarla dei suoi diritti, perch possa portarsi un avvocato?
Griffin, checch ne pensi la gente, io non sono un penalista.
Non sappiamo se tenerci il copione o metterlo in vendita, perci vogliamo sapere se la scena credibile, convincente.
Credo che la polizia dovrebbe consentire a quella persona di portarsi un
avvocato. Ma forse no. La polizia non vuole farle capire che sospetta di
lei?
Gi.
Sai, la Corte Suprema ha cambiato tante cose negli ultimi anni... Senti,
se la scena viene meglio senza la presenza dell'avvocato, tienila cos. Io
non protester.
Grazie. La polizia non era tenuta a lasciargli portare un avvocato,
quindi non sospettava di lui.
Griffin prese la macchina e si diresse verso Pasadena, passando per
Glendale e salendo verso le San Gabriel Mountains. L'aria era pesante, il
sole fluorescente. Chiss perch la gente andava a vivere da quelle parti se

non lavorava nel mondo del cinema... Quanto a lui, se non avesse lavorato
in quell'ambiente, sarebbe andato a vivere a Seattle o a San Francisco, o
magari nella contea di San Diego, dove l'oceano era pulito e non si cercava
cos disperatamente di diventare famosi. C'era una cittadina, Leucadia, con
una bella spiaggia e un caff in cui si esibivano dei cantanti folk durante i
week-end. Lui c'era stato una volta, quando stavano girando un film in
quella zona, a Camp Pendleton. E se fosse stato proprio costretto a vivere a
Los Angeles anche senza lavorare nel cinema, si sarebbe stabilito vicino
alla spiaggia. Era stato a Malibu per due anni, ma poi era tornato a Beverly
Glen perch odiava i lunghi spostamenti in macchina. Non c'era nessuna
ragione al mondo per vivere a Glendale o a Pasadena.
Arriv al posto di polizia con un quarto d'ora di ritardo. L'agente all'ingresso si annot il suo nome e gli disse di aspettare. Forse si sarebbe limitata a questo l'espiazione per il suo delitto: al fatto di dover perdere qualche ora di lavoro, rispondere a qualche domanda e tornare agli studios in
mezzo a tutto quel traffico. E se Susan Avery l'avesse fatto andare al posto
di polizia senza un avvocato solo per umiliarlo con un arresto. Valeva la
pena di divertirsi adesso, mentre era vivo e libero, perch di l a poco avrebbe potuto perdere la sua libert. Che tipo di cauzione gli avrebbero fissato? Cinquantamila dollari? Centomila? Un milione? La notizia del suo
arresto avrebbe fatto scalpore, sarebbe finita sulla prima pagina dei giornali, in grande evidenza. Bonnie Sherow sarebbe stata dalla sua parte: lui le
avrebbe detto di essere innocente, e lei gli avrebbe creduto.
June Mercator sarebbe stata terribilmente confusa. Avrebbe creduto alla
sua innocenza? Lui ci sperava, ma in realt June non aveva nessun motivo
per dargli credito. Walter Stuckel non avrebbe avuto dubbi sulla sua colpevolezza... Ma avrebbe tenuto la bocca chiusa? Ne avrebbe parlato con
gli amici in un salottino con le pareti rivestite di legno, in una vecchia casa
di Northridge o Thousand Oaks che adesso non si sarebbe certo potuto
comperare a prezzo di mercato. E Levison? Levison gli avrebbe dato tutto
l'aiuto possibile: se gli studios non fossero stati disposti a pagargli l'avvocato, gliel'avrebbe pagato lui, di tasca sua. Larry Levy avrebbe gongolato.
Si sarebbe dichiarato convinto della sua colpevolezza. Se Griffin fosse stato nei suoi panni e avesse visto arrestare il proprio rivale in base a prove
poco consistenti, per assicurarsi che l'arresto danneggiasse la sua carriera
avrebbe cercato di convincere Levison, nell'interesse stesso degli studios, a
esonerare da ogni incarico il funzionario della compagnia accusato di delitto finch il caso non fosse stato risolto. E a pagarlo ugualmente, ma senza

dargli nessuna responsabilit. Levison avrebbe resistito per un giorno o


due, ma nel frattempo qualcuno del consiglio di amministrazione gli avrebbe telefonato per chiedergli del caso e gli avrebbe detto esattamente
ci che aveva gi detto Levy. Levison si sarebbe reso conto che la prudenza in fondo era la politica migliore, e nel momento stesso in cui avesse
messo da parte Griffin avrebbe cominciato a dubitare della sua innocenza e a prendersela con se stesso per il proprio opportunismo, per la propria
debolezza. Levison non si considerava un debole, e non lo era. Griffin sapeva che per lui non era certo un problema licenziare la gente, che dopo un
licenziamento di massa provava solo una specie di disprezzo per quanti erano stati licenziati. Dopo aver detto a Griffin di lasciare gli studios, non
l'avrebbe pi rispettato, o temuto, come prima. Lo temeva? Probabilmente
s. Altrimenti l'avrebbe licenziato molto prima di assumere Levy.
Griffin guard la gente che gli stava intorno. Se avesse raccolto un
gruppetto di persone e si fosse messo a discutere con loro i suoi problemi?
Non l'avrebbero capito. Avrebbero solo detto: Se lei innocente non ha
motivo di preoccuparsi. Quella non era la gente che si vede nei film, nessuno era bello o perlomeno normale, erano tutti o troppo magri o troppo
grassi, avevano l'acne, un orribile taglio di capelli, una vita che era una
lunga serie di pretesti, erano poveri - persino quelli che credevano di avere
dei soldi in realt non ne avevano. Come si fa a vivere con ventimila dollari l'anno? La gente che aveva sotto gli occhi probabilmente manteneva la
famiglia con soli diecimila. Come si fa a mantenere una famiglia con meno
di cinquantamila? Tra quei poveracci che portavano abiti comperati alle
svendite o in negozi da due soldi chi poteva anche solo immaginarselo uno
stipendio di cinquecentomila o settecentomila dollari l'anno, pi rimborso
spese? E pensare che ne ho conosciuti, di milionari, pensava Griffin,
ho parlato con uomini che valevano duecento milioni di dollari, un miliardo di dollari! Quei miserabili che se ne stavano seduti su quelle sedie
sgangherate a fissare il pavimento, potevano immaginarseli tutti quei quattrini? Ci andavano mai al cinema? Ne avevano il tempo, o i soldi? O erano
al di l della cultura popolare? Neri, messicane, bambini. Vecchi. Che cosa
facevano, nel posto di polizia? Quanti di loro erano degli assassini? E se
avevano commesso un delitto, era quella l'unica cosa che avevano in comune con lui? Sicuro, pensava Griffin. Li avrebbe detestati, i suoi compagni di cella.
Susan Avery venne da lui. Era normale per lei andare ad accogliere ogni
visitatore, anzich farselo accompagnare in ufficio, o era un trattamento di

favore riservato a lui solo, in quanto era una persona importante? Voleva
forse essere pronta a inseguirlo casomai lui, fiutata la trappola, tentasse di
fuggire?
Mi scuso per il ritardo, disse Griffin. Sono stato trattenuto da qualche telefonata.
Il suo lavoro dev'essere molto interessante.
Non tutto stelle del cinema e caviale, ma se non altro non ripetitivo.
Immagino che anche il suo sia piuttosto vario.
Queste scartoffie! esclam lei alzando un dito, come per ricordargli
che non era certo facile fare il poliziotto, o che sarebbe stato facile, e persino divertente, se non ci fossero stati tutti quei moduli da compilare.
L'ufficio aveva una finestra che dava sul parcheggio. Sulla porta, che nel
frattempo la Avery aveva richiuso, c'era un poster con un gattino appeso in
equilibrio precario a una sbarra e la scritta IL PERICOLO IL MIO MESTIERE.
Susan Avery offr del caff a Griffin, che lo rifiut. Si sedettero.
Cos avete scoperto qualcosa, disse Griffin.
Che cosa glielo fa pensare?
Per quale altra ragione mi avrebbe fatto venir qui?
Lei ha seguito David Kahane fino alla sua macchina?
No.
La sua dov'era parcheggiata?
In strada, un isolato pi in l.
Perch non l'aveva messa nel parcheggio? Voleva proprio saperlo. Nel
pensare alla risposta da dare, Griffin cerc di convincersi che la donna fosse solo curiosa e non sospettasse di lui.
Ne avevano gi parlato? Non se lo ricordava. In strada c'era uno spazio
libero. E poi forse non sapevo nemmeno che ci fosse un parcheggio.
All'ingresso del cinema c' un cartello che dice PARCHEGGIO GRATUITO.
Non sono arrivato fin l.
Che cosa indossava quella sera?
Non so, sono andato l direttamente dal lavoro... Quello che indosso
adesso, immagino. Camicia classica, pantaloni, scarpe di pelle.
Giacca e cravatta?
Se ho al collo una cravatta, me la tolgo sempre al termine di una giornata di lavoro.
E la giacca?

Non me lo ricordo.
Di che colore poteva essere la giacca che indossava? Quante giacche
ha?
Una trentina.
La Avery alz un sopracciglio. Lui allarg le mani come per dire: Cosa
posso farci? Anch'io ho la mia parte di vanit, poi osserv: Mica posso
buttar via tutto! Cercava di mostrare che sapeva fare dell'autoironia.
E quale indossava quella sera?
Per andare al lavoro di solito mi metto una giacca scura. Ne ho un paio
scozzesi, alcune color kaki, una di tweed, una di velluto a coste con le toppe di pelle sui gomiti; ma normalmente vesto di blu o di nero. Non sapeva se fosse meglio chiedere perch lei gli stesse facendo quelle domande o
dire che, se lei gli avesse fatto altre domande simili, ci avrebbe richiesto
la presenza di un avvocato. Quale genere di domande? avrebbe senz'altro replicato lei. Il genere di domande che si fanno a una persona sospetta,
non a un testimone. Ma lei non un testimone! Giusto, lui era solo uno
che aveva visto David Kahane poco prima che venisse ammazzato.
Vorremmo che lei desse un'occhiata a certe fotografie. Potrebbe riconoscere qualcuno. La Avery prese una cartelletta da uno schedario e pass a Griffin alcune foto segnaletiche. Un tipo magro - radi capelli biondi,
naso rifatto, catena d'oro al collo. Un negro dall'aria depressa. Un tale con
capelli e baffi scuri - un iraniano probabilmente. I capelli erano folti e lucidi, il viso allungato, con un naso serio. Griffin avrebbe voluto essere in
grado di riconoscerne almeno uno, ma invece no, niente da fare. Annu
guardando l'uomo con i capelli biondi.
Non so, mi sembra che abbia qualcosa di familiare...
Pensa di averlo visto quella sera?
Non me la sentirei di dichiararlo in un'aula di tribunale. Voglio dire...
Non lo so. Non mi piace far arrestare una persona solo perch mi pare di
averla gi vista. Sperava di essere sembrato abbastanza dubbioso, di aver
avuto la reazione di una persona normale. Aveva optato per il tipo biondo
perch aveva un'aria debole. O l'aveva scelto perch invece aveva una faccia rotonda come la sua? Era quello che gli assomigliava di pi, qualora ci
fosse stato un confronto: era quello che poteva corrispondere meglio alla
descrizione di un eventuale testimone. Griffin sapeva che di solito la polizia mette dei sosia della persona sospetta tra le foto dei pregiudicati e tra
quanti prendono parte a un confronto, servendosi di persone innocenti, di
altri poliziotti magari, per assicurarsi che il campione sia misto. Ov-

viamente doveva essersi fatto avanti qualcuno che aveva assistito al delitto
da lontano, ma la sua descrizione dell'assassino doveva essere approssimativa. Anzi, non era approssimativa: faceva pensare a Griffin. E adesso Susan Avery stava cercando di capire come e perch Griffin avesse ucciso
David Kahane. Come poteva esser ritenuto colpevole di un delitto senza
senso?
Quando la Avery si riprese le fotografie, Griffin consider la possibilit
di chiederle un appuntamento. Sospettate davvero di qualcuno?
Come sarebbe a dire 'davvero'?
Vi risulta che ci sia qualcuno che avesse sia il movente che l'occasione
per uccidere quell'uomo?
Molti assassini hanno degli strani moventi.
stata una rapina, no?
Se il movente questo, dobbiamo solo trovare chi ha avuto l'occasione.
Che cos'avrebbe detto a questo punto una persona innocente? Oh, no!
reag Griffin. un pensiero molto sgradevole. Detesto pensare che ci
che separa una persona qualunque dal delitto sia esclusivamente la mancanza di opportunit. Credo che lei sia pi portata di me a vedere il lato
cattivo della gente. Io mi sforzo di credere che la gente sia fondamentalmente buona. Cercava di convincere la Avery che quando aveva sospettato di lui, quell'assurdo sospetto era dettato solo dalla sua cupa visione del
mondo.
Credevo che Hollywood fosse un mare infestato da squali.
Prima di tutto gli squali agiscono in base all'istinto, perci non detto
che siano cattivi. E secondariamente, s, nel mio mestiere ci sono degli individui davvero spregevoli, ed difficile capire di chi ci si pu fidare. Ma
questo non significa che chi lavora nel mio campo sia per forza un poco di
buono. C' anche molta gente perbene, onesta, fidata. Quanto a me... Be',
sono una via di mezzo. Sorrise. Susan Avery sembrava confusa.
Ne proprio convinto?
Sicuro! In me non possibile avere piena fiducia... Se dicessi il contrario mentirei. Personalmente, con gli amici, credo di essere una brava persona, ma il lavoro, il mio tipo di lavoro, esige di saper stare al gioco. Solo
che non si tratta di un gioco, ma di vita reale, e ci si pu far male. S'interruppe. Sar un bravo agente? si chiedeva guardando Susan Avery. Ne
era affascinato. Avrebbe voluto dirle che se l'onest un'arma, non pi
onesta. Non lo , se la si usa come uno strumento. Avrebbe voluto dirglie-

lo, ma non lo fece. E adesso cosa facciamo, dottore? Devo cominciare a


parlare della mia infanzia?
Dica pure, lo assecond la Avery. Stava flirtando con lui.
Griffin agit un dito. Allora dobbiamo vederci dopo l'orario di lavoro.
Non credo che al mio ragazzo farebbe piacere. Perch l'aveva fatto
andare l?, avrebbe voluto chiedere Griffin. Solo per vedere delle foto segnaletiche? Non aveva forse dell'interesse personale per lui?
Fa anche lui il poliziotto?
No, un imprenditore.
State insieme da molto?
Da un anno. E lei ce l'ha la ragazza?
Pi di una. Non gli andava di continuare quella conversazione. Lei
l'aveva deluso: non gli aveva letto dentro, non lo sospettava, non intendeva
arrestarlo. Forse non c'era nessun testimone, e la Avery aveva solo voglia
di vederlo. Ma aveva sprecato il suo tempo.
Frequenta delle attrici? Che razza di domanda era?
Tenente, agente investigativo, signorina Avery... Susan... Era giunto il
momento di far pesare il suo rango. Mi piacerebbe molto aiutarvi a trovare la persona che ha ucciso David Kahane. Mi dispiace che sia morto, ma
lo conoscevo appena, perci posso permettermi il lusso di essere affascinato dal modo in cui svolgete il vostro lavoro. Chiss che da tutto questo io
non impari qualcosa di utile, da utilizzare in un film. Non credo di aver
mai conosciuto cos intimamente un posto di polizia, ed sempre una buona cosa avere un'esperienza autentica. Ma oggi non ho proprio tempo per
parlare della... a questo punto ci voleva qualcosa di spiritoso, ... della
mia tristissima vita affettiva.
E quando avr tempo?
Le telefoner.
Si strinsero la mano. Lei si offr di accompagnarlo all'uscita, ma lui declin l'offerta. Non le avrebbe certo telefonato. Se Susan Avery avesse
davvero intuito che era stato lui a uccidere David Kahane, preferiva evitare
di farsi fare lo sgambetto. E poi aveva paura di tradirsi: se fossero andati a
letto insieme e lui avesse parlato nel sonno? A letto? Ci sarebbe andata
davvero a letto con lui pur di ottenere il suo arresto?
12
Quando Griffin torn dal posto di polizia, Oakley e Civella lo stavano

aspettando nel suo ufficio. Era in ritardo di un quarto d'ora. Civella era al
telefono e sbraitava con uno dei suoi clienti, un cantante: non gli piaceva la
canzone che voleva inserire nel suo prossimo album.
Ne parleremo pi tardi, concluse vedendo Griffin, e riagganci. Cos'avr fatto di cos terribile nella mia vita precedente per essermi meritato
di fare il manager di cantautori? Sono stato un tale mostro? Tutto il talento
del mondo e nemmeno un po' di gusto!
Stai di nuovo parlando di te, vero? scherz Tom Oakley.
Gli inglesi sono la gente pi infida del mondo, dichiar Civella. In
parole povere, sono dei gran bastardi.
Griffin voleva porre fine alle facezie. Allora, l'avete completato il vostro soggetto?
Civella si appoggi allo schienale della sedia. Se te lo raccontiamo sei
pronto a impegnarti entro diciotto ore?
Griffin si rese conto di essere sfidato a concludere l'accordo prima che
loro facessero una proposta a qualcun altro. Perch non entro ventiquattro
ore?
Perch cos avresti tempo fino a domani pomeriggio alle cinque, e io
non voglio perdere tutta la giornata. Ho gi appuntamento con altri due
studios. Secondo noi il soggetto buono e vendibilissimo, e tu ci hai chiesto di non offrirlo ad altri. In considerazione di ci, vogliamo una risposta
entro diciotto ore.
E se ci mettessi tre giorni a dire di s?
Ti perderesti il soggetto.
E se tutti gli altri lo rifiutassero e io lo volessi ancora? In quel caso potrei dire agli Affari generali di controllare quanto siete affamati.
Mi hai appena sentito urlare con uno che l'anno scorso ha guadagnato
cinque milioni di dollari, e, nota bene, io prendo il venti per cento. E non
il mio cliente pi grosso.
Ma non hai mai prodotto un film, perci non conta nulla quanto hai
guadagnato. Vuoi questo contratto, ma sei un emerito nessuno.
Ho prodotto tre film.
Hai fatto la colonna sonora di tre film e ti consideri un produttore! Non
che te ne faccia una colpa. Ti ho detto che il soggetto mi piaciuto quando
me ne avete parlato al Polo Lounge, e finora non c' stato niente che mi
abbia fatto cambiare opinione. S, ti dar una risposta entro le undici di
domani mattina.
Griffin sapeva che avrebbe finito per dire di s. Voleva passare il proget-

to a Larry Levy. Civella e Oakley - che se ne stava zitto ed era probabilmente depresso e arrabbiato col suo produttore per il fatto che questi metteva in pericolo un contratto di cui aveva assolutamente bisogno, non tanto
per il futuro film quanto per i quattrini - non sarebbero mai stati in grado di
realizzare Habeas Corpus, ma la proposta sembrava buona. Avrebbe fatto
gola a qualcuno. Il braccio della morte, una bella donna che lotta in un tribunale per la propria vita, un procuratore distrettuale con una missione da
compiere, il problema della pena di morte sullo sfondo di un delitto passionale... Il progetto sembrava fatto apposta per attrarre le stelle del cinema. Anche se l'idea era loro, Civella e Oakley erano le persone sbagliate
per realizzare quel tipo di soggetto, che richiedeva qualcuno che avesse gi
dimostrato di saper lavorare con materiali difficili. Se Levy si fosse lasciato convincere che Habeas Corpus sarebbe stato un film sulla falsariga di
Brivido caldo, Doppio taglio e Attrazione fatale, avrebbe voluto realizzarlo personalmente, ma Levy non sarebbe mai riuscito a sopportare Civella,
e Civella avrebbe odiato Levy. Civella avrebbe detto a Levy come doveva
trattare la storia, e non sarebbe mai riuscito a ottenere un bel copione da
Oakley, che sembrava troppo stanco per l'impresa.
Voglio presentarti a una persona, disse Griffin. Larry Levy. nuovo
di qui, lo conosci?
Ci siamo incontrati un paio di volte, disse Civella. Oakley lo conosceva solo di nome.
Griffin chiese a Jan di chiamargli Larry. Dopo dieci secondi Jan gli comunic: Non c'. appena uscito per andare dal medico. Griffin si chiese se il medico non fosse per caso un analista.
Allora adesso dovrebbe essere in macchina. Perfetto. Hai il suo numero?
Glielo chiamo subito.
Griffin inser il vivavoce. Eccolo, in linea, annunci Jan.
Pronto? disse Levy.
Ciao, Larry. Hai qualche minuto?
Una decina. Ho un appuntamento al CAA, ci sto andando.
Allora era proprio un analista! Griffin era contento che Levy stesse mentendo. Oakley e Civella non avevano sentito che sarebbe dovuto andare da
un medico. Mi piacerebbe farti sentire un certo soggetto. Ho qui con me
Andy Civella e Tom Oakley. L'idea buona.
Benvenuto nel mondo moderno, disse Levy. Ovviamente hai inserito
il vivavoce, no?

Ovviamente.
Salve, Larry, sono Andy Civella.
E io sono Tom Oakley.
Cosa c' di nuovo?
Oakley sapeva come andava presentato un soggetto. Se avesse voluto
vendere una cattedrale non si sarebbe soffermato sulla grandezza o sull'altezza, vi avrebbe accennato solo brevemente; poi, come dando per scontato
che il cardinale con cui parlava sapesse che le dimensioni erano l'asso nella
manica giocato dai comuni architetti, avrebbe lasciato perdere le misure e
dopo un bel respiro profondo avrebbe detto: Ci che davvero conta sono i
portali. Dopodich si sarebbe messo a parlare della luce e di quel che si
vedeva entrando, avrebbe buttato l qualche dato tecnico sui rosoni, descritto magari la navata, la collocazione dei fonti battesimali, e sarebbe poi
stato a vedere come reagiva il cardinale. A Oakley, la cui depressione aumentava col parlare, non importava di esporre la storia in presenza di un
vivavoce. Si rendeva conto che si trattava di affari, e negli affari bisogna
risparmiare energie per le trattative, per il controllo finale. Griffin si chiedeva se quel piccolo segno di dignit indicasse che Oakley sarebbe andato
d'accordo con Levy, e avrebbe scritto un copione che Levy avrebbe potuto
effettivamente realizzare. In quel caso Griffin avrebbe consegnato a Levy
una pistola, autorizzandolo a usarla contro di lui. Oakley raccont una bella storia su un uomo che credeva nella giustizia, ma che la considerava al
tempo stesso incompleta qualora non toccasse anche ai ricchi la pena di
morte. Raccont una bella storia su un cattivo matrimonio, e quando giunse al punto in cui spariva il cadavere del marito Levy l'interruppe per confessare che aveva i brividi. Non avrebbe dovuto dire niente, pens Griffin: sarebbe stato pi difficile trattare con Civella se questi avesse saputo
che gli studios volevano davvero il suo soggetto. Oakley arriv rapidamente alla fine della storia e si ferm nel punto in cui la donna era nella camera
a gas e l'uomo si precipitava nel carcere per salvarle la vita.
Civella aveva continuato a sorridere con orgoglio a Griffin mentre Oakley faceva la sua esposizione. Naturalmente il soggetto non era stato ancora elaborato in tutti i dettagli: l'architetto stava ancora focalizzando l'attenzione sulle vetrate, anzich sulle strutture che avrebbero sorretto le pareti nelle quali inserire poi le vetrate. Il cardinale, per, era agganciato. Solo in seguito avrebbe scoperto che gli archi rampanti non erano ancora stati
inventati, e anche che, se alla fine le vetrate dovevano essere benedette, il
servizio sarebbe stato officiato da un altro cardinale, in un'altra epoca. Alla

storia di Oakley mancava ancora un arco rampante. Le vetrate per erano


graziose.
Griffin, stacca il vivavoce, disse Levy. Civella batt con aria soddisfatta sulla mano di Oakley. Griffin avrebbe voluto per s quella pacchetta
di apprezzamento. Prese in mano il ricevitore.
A che ora rientri? chiese a Levy.
Verso le sei. Tu fino a quando ti fermi?
Non preoccuparti, ci sar.
L'ha sentito nessun altro, questo soggetto?
No.
buono. Te ne sarai reso conto anche tu che buono.
Certo.
Dobbiamo concludere subito. Domani potrebbe essere troppo tardi. Avranno di sicuro altri appuntamenti in merito.
Credo proprio di s.
Ci vediamo quando torno.
Se ho bisogno di telefonarti, dove ti trovo esattamente?
Cosa?
Al CAA?
Non ci sar nessun bisogno di chiamarmi.
Griffin riagganci. Levy credeva di aver fatto la parte del duro rifiutandosi di rispondere alla domanda. Patetico!
Ha detto di s! esclam Civella.
Non stappare lo champagne prima che te lo dica io.
Entro domani mattina?
Te l'ho promesso.
Non capisco, disse Oakley. Il contratto l'abbiamo, o no?
S, lo rassicur Civella. E tutti e tre si avviarono lentamente verso la
porta.
Non ancora, corresse Griffin. Ma sembra che le cose si stiano mettendo piuttosto bene.
Griffin vide Civella e Oakley passare davanti a Jan senza degnarla di
uno sguardo. Uscirono nel corridoio e si fermarono davanti a una fotografia di Glenn Ford in un film western. Oakley ci batt sopra con le nocche per scaramanzia, pens Griffin. Civella mise un braccio attorno alle spalle
di Oakley e gliele strinse con calore, dicendo: Te la sei cavata egregiamente. La situazione era tutt'altro che facile. Sei stato bravissimo! Un attimo dopo erano spariti.

Levy d'accordo? chiese Jan.


Cos pare.
Il soggetto buono?
Credo di s... S, certo, buono.
I soliti dubbi che vengono subito dopo aver fatto un acquisto?
Forse. Griffin era sincero. Lo stavano assalendo gli stessi dubbi che lo
tormentavano dopo aver comperato un capo d'abbigliamento. Aveva scelto
bene? Non stava pensando n a Larry Levy, n all'Autore, n alla polizia di
Pasadena, ed era un gran sollievo. Stava avendo una reazione del tutto naturale: chiunque nei suoi panni avrebbe avuto una certa trepidazione nell'impegnarsi in un nuovo progetto - anche se non avesse mai commesso alcun delitto. Rientr nel suo ufficio.
Bonnie Sherow telefon da New York. Griffin, scusami. Lo so che stasera saremmo dovuti andare alla Motion Picture Home, ma non sono riuscita a muovermi da qui. Pensavo di prendere il jet della compagnia, ma
non c'era pi posto.
Sei riuscita a ottenere quel libro?
Lo sapremo domani.
solo questo che conta.
Ma la nostra cena... Sai, avevo proprio voglia di vederti.
Prima il dovere, poi il piacere. Chiss perch aveva detto una simile
idiozia.
Lo so, lo so. Lei ne era convinta, e cercava di vivere di conseguenza.
Dove alloggi?
All'Essex House. Perch?
Non chiedermelo.
Ci vediamo tra qualche giorno.
Senz'altro.
Bonnie riagganci. Griffin per prima cosa telefon a un fiorista, che gli
promise l'immediata consegna di settantacinque dollari di fiori nella camera di Bonnie, a New York. L erano le sette passate, perci bisognava pagare un supplemento di trenta dollari - cento dollari in tutto. Li fece addebitare agli studios.
Poi telefon a June Mercator, per invitarla al ballo.
Quando sarebbe? chiese lei.
Stasera. Alle otto.
Ma mancano solo tre ore!
Lo so, lo so.

L'invitata numero uno ha disdetto l'impegno?


a New York.
E lei glielo dir che ci andato con me?
Lo scoprir da sola.
una di quelle feste in cui la ditta paga un tavolo e si sta tra colleghi di
lavoro?
Qualcosa del genere.
E come mi presenter?
Dir semplicemente: 'June Mercator.'
Passa a prendermi? concluse June, e diede il suo indirizzo.
Abitava alle Hollywood Hills, sulla Outpost. Griffin conosceva bene la
zona perch Levison abitava proprio l, nello stesso isolato, prima di trasferirsi a Brentwood. Lass c'erano delle splendide case, col giardino sul
retro e una gran bella vista sulla citt. Costavano perlomeno mezzo milione di dollari. Griffin si chiese ancora una volta come facesse Kahane a
permettersi tanto lusso. Era stato fortunato ad avere quella donna, ad averla
conosciuta. Era cos calma. Soffriva ancora per la morte di Kahane? Le pesava ancora la sua perdita? O Griffin le aveva risparmiato il disagio di una
rottura? Aveva detestato Kahane e adesso amava Griffin perch aveva
molte cose che mancavano a Kahane? Probabilmente la casa era sua,
pens Griffin. Se invece era di Kahane, June si preoccupava forse di dove
sarebbe andata a vivere in seguito? Dopotutto non erano sposati, perci la
casa spettava alla famiglia di lui... A meno che Kahane non avesse lasciato
un testamento, il che era alquanto improbabile. Ma forse la casa era di entrambi. Oppure solo di June.
Larry Levy torn dal suo appuntamento con il dottore. Telefon subito a Griffin, in ufficio.
Credi che Oakley sia all'altezza?
Credo di s, rispose Griffin.
Hai mai lavorato con lui?
No.
Ho controllato. Pare che sia OK.
Bene. Lo dir a Levison.
Glielo diremo insieme.
Levison era al telefono quando Celia li fece entrare nel suo ufficio. Al
termine della telefonata guard Levy per sapere la ragione di quel colloquio.
Griffin mi ha fatto sentire una storia proposta da Tom Oakley e Andy

Civella. Bene, pens Griffin, sta gi assumendosi la responsabilit di


questa faccenda.
Oh, no, Tom Oakley! reag Levison. Per un po' stato una vera promessa, ma ormai sta diventando uno scrittorucolo.
Mi aspettavo di sentirtelo dire, ma il soggetto mi sembrato molto
buono. Per questo l'ho fatto sentire a Larry.
buono, conferm Larry. Buonissimo, anzi.
Raccontamelo, ordin Levison.
Dustin Hoffman manda Kathleen Turner nella camera a gas, ma poi
scopre che innocente e si precipita in prigione per salvarle la vita. Levy
era stato molto pi conciso di Oakley, pens Griffin. Era riuscito a riassumere il soggetto in meno di venticinque parole.
Levison stette zitto per quasi un minuto. Scopano?
Ci arriviamo, gli assicur Levy.
E il copione vorrebbe scriverlo Tom Oakley? Quale sarebbe il titolo?
Habeas Corpus, rispose Griffin.
Verr a costare molto?
Lui ha idee di grandezza, ma lo ridimensioneremo, disse Levy.
Cento per la prima stesura pi due serie di revisioni.
Contro che cosa? chiese Griffin.
Contro qualsiasi cosa... Due e cinquanta, tre e cinquanta. E, Larry, credo che dovresti collaborare con loro. Sei d'accordo, Griffin? Pensi che si
secchino?
Non lo so, pu darsi.
Prima fai il contratto.
D'accordo. Vado a dar subito la buona notizia.
Risalendo il corridoio, Levy disse a Griffin che l'imbarazzava realizzare
un progetto partito da lui.
Non preoccuparti, se il film funziona facciamo bella figura tutti quanti!
Erano le sei e mezzo. Griffin telefon al Beverly Hills Hotel. Civella
non c'era. Stava gi per lasciare il messaggio - un'unica parola: S - ma
si blocc. Non era il momento di essere eccessivamente premuroso. Gli
dica solo di telefonare a Griffin Mill. Per fare le cose per bene avrebbe
dovuto mandare dello champagne. Oakley sarebbe stato contento, ma probabilmente anche un po' spaventato dalla responsabilit. Civella avrebbe
esultato. A Griffin sarebbe piaciuto prender parte ai festeggiamenti.
Era ormai ora di andare a prendere June Mercator. Il suo smoking era

nell'armadio. In una toilette lungo il corridoio c'era anche una doccia. Si


fece la barba con particolare cura. Gli piaceva molto indossare lo smoking,
anche se non l'avrebbe confessato a nessuno; ma forse era una cosa che
piaceva a tutti. Sapeva che gli donava, lo smoking.
13
Forse ci sposeremo e avremo dei bambini, pensava Griffin. Se fosse
arrivato un maschio, June avrebbe voluto chiamarlo David? Griffin decise
che se avessero avuto un maschietto quel nome l'avrebbe proposto lui stesso. O forse no. Se l'avessero chiamato David sarebbe riuscito a guardarlo
senza pensare al parcheggio e all'odore dell'aria che usciva dallo pneumatico? O il fatto di chiamarlo David avrebbe invece aumentato la sua tenerezza? Ho tolto una vita, e ne ho data un'altra. David. Ciao, David. Com'
andata oggi a scuola, David? Giochiamo a palla, David! Perch per Natale
non fai venire con noi, ad Aspen, i tuoi amici, David? David, credo che tu
ti sia preso una cotta. David, noi due dobbiamo fare una bella chiacchierata. Non sono esente da colpe, David. June avrebbe potuto obiettare che
quel nome apparteneva al passato. Ammettendo che la sera in cui David
Kahane era morto lei l'amasse ancora.
Erano passate da poco le sette. Griffin aveva ordinato una limousine, e
l'autista lo stava aspettando alla porta. In certe sere tutti prendevano una
limousine, e questa era proprio una di quelle sere. Griffin non era sicuro di
volere che June lo vedesse arrivare con una Cadillac lunga da qui a l; voleva che lei lo considerasse molto normale per un uomo della sua importanza. Ma che figura avrebbe fatto se fosse arrivato all'Hilton con la sua
macchina mentre tutti gli altri funzionari del suo livello scendevano da una
limousine? Se fosse andato a prendere June con la Mercedes, lei avrebbe
pensato che fosse una persona qualunque?
La casa era quasi in cima all'Outpost, arretrata rispetto alla strada e un
po' in salita. Il giardino antistante era curatissimo, come un vecchio
country club o una chiesa del genere missione - qualche palma, qualche
pianta tropicale a foglia larga e un prato rasato da poco. La casa era in stile
spagnolo, con un pesante portale di quercia sormontato da una finestrella
di vetro colorato, a forma di losanga, dietro una grata in ferro battuto.
ancora pi bella di casa mia, pens Griffin. Pi raffinata, meglio costruita... Il tipo di casa in cui vive la gente che ha personalit, la gente che frequenta gli artisti. Provava un certo imbarazzo al pensiero delle nuovissi-

me attrezzature di casa sua - al bagno ultramoderno, alle antine della cucina che si chiudevano in modo cos silenzioso... Le avrebbe approvate June?
La Saab nera era sul vialetto d'accesso, con l'adesivo del venditore ancora incollato sul finestrino.
Quando la porta si apr June rest per un attimo a fissare la limousine
ferma accanto al marciapiede, con l'autista accanto alla portiera. Poi strinse
la mano a Griffin e lo fece entrare.
uno splendore! disse Griffin.
Entri pure.
Siamo piuttosto in ritardo.
Mi lasci solo finire la mia telefonata. Torn in fretta in cucina, a discutere con un tipografo su una tardata consegna. Alla banca sono molto
seccati, disse. Ha capito? Molto seccati. O lei ci consegna quei dpliant
entro mercoled, o non se ne fa pi niente, pu buttarli via. Sta a lei scegliere.
Usc dalla cucina con gli occhi sfavillanti.
A quanto pare si stava divertendo, disse Griffin.
Per la verit, i dpliant ci servono solo tra due settimane, e Ben lo sa,
ma bisogna far cos con i tiratardi! Comunque, le andrebbe un bicchiere di
vino? No, naturalmente, dobbiamo proprio andare.
Una gran bella casa.
O la mettevo in ordine o mi vestivo. Gliela far vedere un'altra volta.
Nell'avviarsi verso la macchina Griffin si rese conto che se avesse fatto
l'amore con lei in quella casa, probabilmente l'avrebbe fatto nel letto di
David Kahane. Se avesse avuto bisogno di uno spazzolino da denti, gli sarebbe stato dato lo spazzolino di Kahane. Be', non proprio il suo - forse
quello era stato buttato - ma se lei non aveva comperato altri spazzolini
dopo la sua morte, qualsiasi spazzolino riposto in un cassetto doveva essere stato acquistato per l'uomo ucciso. E questo era il pensiero pi macabro
che Griffin avesse avuto da quella sera al parcheggio.
Salendo in macchina June fu salutata dall'autista con un professionale
cenno della testa. Non appena si fu seduta si mise a chiacchierare con Griffin con la massima naturalezza, come se le capitasse tutti i giorni di viaggiare in limousine, di essere invitata a un ballo di beneficenza con un preavviso di sole tre ore, e di andarci accompagnata da uno chauffeur. Griffin
avrebbe voluto dire qualcosa di spiritoso a proposito della vettura, ma non
gli veniva in mente proprio niente che potesse sdrammatizzare il lusso.

Non sapeva che fare: comportarsi come se una limousine fosse del tutto
normale per lui, o come se fosse un'eccezione alla regola? Nel dubbio se
ne stette zitto.
Mi parli di lei, sugger June.
Che cosa vorrebbe sapere?
Le solite cose.
Che liceo ho frequentato, in che cosa mi sono laureato, in che dormitorio stavo... Cose cos, insomma?
S. Voleva davvero essere informata su tutto, senza nessuna intenzione di fare dello spirito. L'ansia di sapere che trapelava dal suo tono di voce
fece battere pi forte il cuore di Griffin. E la cosa lo spavent.
Vengo dal Michigan. Lansing. Ha mai conosciuto qualcuno di Lansing?
Non credo.
Non l'ha conosciuto di sicuro. Io stesso non ho mai incontrato nessun
altro che venisse da.Lansing, nel Michigan. Comunque, mio padre era un
giudice, mia madre era presidente di una commissione della pubblica istruzione. morta tre anni fa. Mio padre adesso in pensione e vive nella
Georgia, sulla costa. Mi sono laureato all'Universit del Michigan, in arte.
In arte! ripet lei in tono stupito. Era una cosa che stupiva tutti.
Che cosa la sorprende... Il fatto che il vicedirettore di una casa di produzione sia laureato in arte, o il fatto che io, la persona che ha davanti agli
occhi, un tempo fossi un'anima candida? Non riesce a immaginarmi alle
prese con i colori?
Le d questa impressione?
Gi, ma ci sono abituato. Ero proprio un pittore. Molto bravo, per la
verit, secondo gli standard della facolt. Il segreto era lo stesso della buona cucina... Conoscevo la ricetta. Sapevo perfettamente come strappare il
premio a una giuria, come introdurmi nei comitati giusti, come andare
d'accordo con la gente che conta. Poi, dopo il Michigan, sono andato a
New York, a specializzarmi presso la New York University, e siccome avevo pi amici nella scuola di cinematografia che nell'ambiente artistico, a
un certo punto ho abbandonato gli studi di pittura. Ho frequentato per
qualche mese la scuola di cinema, mi ci sono ambientato, e un bel giorno il
capo di una grossa azienda venuto a tenere una conferenza e hanno incaricato me di andarlo a prendere all'aeroporto. Il giorno dopo sono partito
con lui alla volta di Los Angeles. Ho lavorato per un paio di mesi nell'agenzia, cercando di leggere il maggior numero possibile di copioni, dopo-

dich sono arrivato alla conclusione che non mi andava di fare l'agente. Ho
cominciato a lavorare come lettore, poi... una cosa tira l'altra, ed eccomi
qui. Ho sempre avuto la fortuna di trovarmi nel posto giusto.
Dipinge ancora?
A volte. Non ero stupido, ma sapevo di non essere grande. Ero un buon
pittore d'accademia, bloccato nell'espressionismo astratto. Quando sono arrivati i concettualisti per me stata la fine. Sarei stato un ottimo insegnante, ma le cose sono andate diversamente. 'Dai pennelli a Hollywood', insomma... Ma non poi una gran storia.
Sembra uno che sta sulla difensiva...
una posizione esposta agli attacchi, la mia.
Attacchi da parte di chi?
Di quelli che sostengono che a Hollywood non c' arte. Di quelli che
continuano a credere all'Arte con l'A maiuscola.
Adesso sembra proprio cinico.
No, sto sulla difensiva. Era piacevole chiacchierare su una limousine.
Ci si poteva guardare in faccia. Come a un party.
Sul Santa Monica Boulevard c'era tutta una fila di limousine che svoltavano a destra, in direzione dell'Hilton. Il momento pi fantastico per chi
viaggia in limousine l'arrivo. June accese un faretto e tir fuori dalla borsetta il portacipria. Come faceva a sapere dov'era il faretto? Si rinfresc il
trucco, poi sorrise a Griffin. Un sorrisetto un po' forzato. Non era andata in
limousine al funerale di Kahane? Ecco dove aveva scoperto la posizione
del faretto! No. Al funerale c'era la Saab. Probabilmente l'aveva guidata
qualcun altro. June distolse lo sguardo da Griffin continuando a tenere in
mano il portacipria. Dalla cura con cui lo maneggiava si poteva dedurre
che fosse un regalo di Kahane, anche se non sembrava affatto un oggetto
da regalo bens un normale portacipria, di quelli che si comperano nei
grandi magazzini. Evidentemente le era piombata addosso la tristezza per
la morte di David Kahane. Adesso la limousine era davanti all'ingresso
dell'albergo. Qualcuno stava aprendo la portiera.
Guardi, c' Robin Williams! esclam June.
L'autista apr la portiera a Griffin. Doveva dirgli qualcosa.
Qualcuno ci ha seguiti da quando abbiamo lasciato gli studios. Non ne
sono stato sicuro finch non siamo passati a prendere la sua amica: la macchina che ci seguiva ha tirato diritto quando ci siamo fermati sulla Outpost,
ma poi, quando siamo ridiscesi, me la sono trovata di nuovo alle spalle. E
quando siamo arrivati qui si infilata nel parcheggio pubblico. una Do-

dge Charger.
Hai visto l'uomo al volante?
Credo di s. Ha i capelli corti e i baffi.
Grazie.
Ci vediamo pi tardi.
June aspett Griffin sul marciapiede. Griffin gir attorno alla limousine,
prese la ragazza sottobraccio e la port nel centro della passatoia rossa,
dove Robin Williams era assediato da una mezza dozzina di fotografi. Faceva la parte del Grande Joe Young in catene che si libera mentre Terry
Moore suona al piano Beautiful Dreamer. Poi si trasform in un King
Kong terrorizzato dai flash. Stava gi per diventare Nancy Reagan quando
Griffin lo chiam: Robin!
L'attore sorrise. Salve, Mr Thalberg! Qualcuno li fotograf insieme.
Griffin lo present a June. Lei si comport con naturalezza, senza essere
n trppo intimidita dalla grande star, n troppo distaccata. Sembrava pi
colpita dal fatto che Griffin conoscesse Robin Williams che dall'occasione
di poter stringere la mano alla grande celebrit.
Ai lati della folla non c'era nessuno con i capelli corti e i baffi. Nel procedere lungo la passatoia rossa verso la sala da ballo Griffin si chiese come
lo vedesse June. Era fiero di s, cos come sarebbe stato fiero della sua casa se l'avesse mostrata a un probabile acquirente, rilevandone tutti i dettagli che normalmente dava per scontati. Conosceva davvero tutta la gente
che salutava? Nella sala c'erano millecinquecento persone, e lui ne conosceva i volti cos come un popolare studente dell'ultimo anno conosce i
propri compagni di liceo. Quando lo salutavano la loro attenzione si fermava solo per un attimo su June Mercator. Poich Griffin non si prendeva
la briga di presentarla, nessuno le faceva particolarmente caso. Come lo
vedeva l'uomo con i capelli corti?
Perch l'ha chiamata Mr Thalberg? chiese June.
Irvin Thalberg era l'enfant prodige del 1933. Il direttore di produzione
di Louis B. Mayer.
Agli Oscar c' quel premio. Per che cosa?
Per il contributo dato all'industria cinematografica. Io non sono in lizza. Alla battuta June rise con la cordialit di una vecchia amica che
pronta a prendere in giro, ma senza troppo infierire. La battuta riguardava
l'autostima, un argomento su cui Griffin non amava soffermarsi, ma implicava una domanda che di certo lui si sarebbe posto da vecchio - che valore aveva avuto la sua vita? E quella risata di June esprimeva tolleranza.

Dunque Griffin cominciava a piacerle. Quando aveva risposto al telefono


al posto di David Kahane, June era rimasta colpita da Griffin; non che lui
avesse fatto qualcosa di speciale, ma il semplice fatto che Griffin Mill avesse telefonato, che all'apparecchio ci fosse proprio lui, era in s eccezionale. Da allora, anche durante il suo breve periodo di lutto, lei l'aveva tenuto d'occhio, l'aveva messo alla prova. Adesso Griffin sapeva che era pronta
a divertirsi con lui, a provare delle emozioni. Avrebbe voluto dirle che la
sua gradevolezza era solo un effetto della limousine e di Robin Williams,
ma non lo fece: in fondo cos'altro era lui, se non un collage di dettagli del
genere?
Il tavolo riservato agli studios era proprio accanto al palcoscenico. Levison era con sua moglie Andrea. Ai vecchi tempi il padre di Andrea era nel
consiglio di amministrazione della MGM, perci lei conosceva tutti, anzi,
tre generazioni di tutti. Con altre due mogli aveva creato un'organizzazione
di vendite per corrispondenza, ma non ne era uscito niente di buono. A
volte Griffin aveva l'impressione che fosse come intrappolata in se stessa,
che detestasse sia suo marito che la California; probabilmente sarebbe stata
molto pi contenta vendendo tappeti all'uncinetto nel Vermont. Griffin le
domandava sempre dei bambini e lei gli rispondeva volentieri. Tra loro
due c'era una simpatia istintiva, ma lei capiva perfettamente le astuzie professionali e quella consapevolezza impediva che sbocciasse una vera amicizia. Griffin present June ai Levison, poi agli altri commensali. Andrea
la salut con fredda cortesia, convinto di non rivederla mai pi. Non sapeva che Griffin era an cora in contatto con Bonnie Sherow, anche se per
Bonnie aveva una certa simpatia e dopo la rottura aveva chiesto pi volte
di lei.
Levison aveva invitato anche il capo dell'ufficio legale e consorte, qualche funzionario degli Affari generali e del settore televisione, e il suo medico personale, un tipo serio e silenzioso che partecipava alle maratone.
Fu proprio il dottore a trovare la cartolina sotto il piatto. Guardate!
disse mostrando l'immagine di una polinesiana nuda sotto una cascata di
Tahiti.
Ne abbiamo tutti una? chiese Andrea. Tutti guardarono sotto il proprio piatto. Griffin non riusciva a vedere se sul retro della cartolina ci fosse
scritto qualcosa. Aspett che qualcuno chiedesse se c'era un messaggio.
Forse fa parte di un gioco a premi, disse qualcuno degli Affari generali.
In che senso? chiese Greene.

Forse chi trova la cartolina vince un viaggio a Tahiti.


Figurarsi! replic il capo dell'ufficio legale. Un premio del genere
non lo metterebbero certo sul tavolo di una grande casa cinematografica.
Probabilmente uno scherzo di qualche aiutocameriere.
Dietro c' scritto qualcosa? chiese June. Griffin ebbe la sensazione
che lei gli avesse letto nel pensiero.
No, rispose Greene.
Poich nessuno dei commensali pensava che valesse la pena di soffermarsi sul mistero della cartolina, il dottore la fece scivolare accanto al centrotavola. Sarebbe sembrata normale curiosit chiedere di vederla? Adesso
era un po' lontana da Griffin, proprio davanti al posto di June, ma se lei si
fosse alzata per andare alla toilette, allungando il braccio non gli sarebbe
stato difficile arrivarci. Avrebbe aspettato. Anzi, visto che la cartolina non
recava nessun messaggio, l'avrebbe semplicemente ignorata.
Dopo il dessert le luci si abbassarono e Joan Rivers sal sul podio. Griffin si scus e si alz da tavola. Nell'alzarsi si sent strizzare la mano da June e le rispose con una pacchettina affettuosa sulla spalla. Se quella sera le
avesse chiesto di sposarlo, di prendere un aereo per Las Vegas e celebrare
le nozze in una di quelle cappelle aperte tutta la notte, probabilmente lei gli
avrebbe detto di s.
Gir attorno alla sala da ballo, mentre le risate si rincorrevano tra la folla. Gli odori che aleggiavano nell'aria - di profumo, di cosmetici, di lucido
da scarpe, di cibo, di sigaretta - le risate scroscianti, l'euforia generale, e
quel pizzico di panico che c'era in tutta quell'euforia, la preoccupazione di
molti per il posto di lavoro o per il prossimo progetto, tutto era percepito
da Griffin con struggente intensit, come un tramonto romano gustato dalla finestra di un albergo. questa la mia vita, avrebbe voluto dire a tutti
quanti. Sono felice qui!
Un cameriere scost un tendaggio per farlo passare, lui usc nella hall e
si trov davanti un uomo con i capelli corti e i baffi. I fotografi aspettavano davanti all'ingresso dell'albergo. Griffin attravers la hall, diretto verso
il bar che era proprio dietro l'angolo. Al bar comper una barretta di Milky
Way e apr l'involucro mentre la cassiera gli dava il resto. Poi usc sul Wilshire Boulevard. Eccolo l, in smoking, a mangiare cioccolata a Beverly
Hills. Prosegu in direzione ovest sul Wilshire, gir attorno agli uffici dell'albergo, infine torn al punto di partenza. Non lo seguiva nessuno.
Rientrato nella hall, si diresse verso gli ascensori. Nel passare davanti all'ingresso della sala da ballo rivide l'uomo con i capelli corti. Doveva esse-

re sui trentacinque, e il suo viso gli era del tutto nuovo. Era molto in ordine, i capelli erano corti e le basette un po' lunghe. Era molto abbronzato.
Possibile che un autore prendesse tanto sole? Portava dei calzoni color grigio scuro e una giacca blu, con cravatta marrone. Griffin non lo ricordava
affatto. L'incapacit di riconoscerlo gli diede un senso di colpa. Quante
volte mi capita di dimenticarmi le persone? si chiese, rammaricandosi per
l'Autore. Quanta gente incontro, e tranquillamente dimentico? Se fossi
anch'io frustrato come quest'uomo manderei stupide cartoline, sarei disposto a uccidere?
Era gi passata una decina di minuti da quando si era allontanato da tavola - un tempo troppo lungo, ma cosa poteva farci?
Sarebbe potuto tornare nella sala da ballo, ma pens che, se si fosse trattato di un film, a quel punto l'eroe avrebbe dovuto affrontare il drago. Si
era ormai arrivati al terzo atto.
Lasci perdere e procedette verso gli ascensori. L'uomo con i capelli
corti lo segu. Griffin lo salut con un cenno della testa e insieme entrarono in un ascensore che stava salendo. Un facchino con un carrello pieno di
bagagli aspett che si fossero sistemati, poi entr a sua volta.
Chiese a che piano andasse Griffin.
Al quarto. Il facchino gli premette il bottone, e scese al secondo. Non
appena la porta si fu richiusa alle sue spalle, Griffin si volt verso l'uomo
coi capelli corti.
Lei deve capire che il mio un mestiere difficile. Vedo gente tutto il
giorno, il mio telefono squilla in continuazione, ricevo tutti quelli che vengono a proporre soggetti agli studios, sia sotto forma di copione che sotto
forma di libro... E parliamo di settantamila soggetti all'anno!
La porta si apr. Griffin usc dalla cabina, e l'uomo coi capelli corti lo
segu. Continuando a fissarlo. Nel corridoio regnava un gran silenzio.
Non so come risarcirla... Mi dispiace sinceramente di aver ferito tante
volte i sentimenti della gente. Sto cercando di migliorare, davvero. Lei per si spinto troppo oltre. Il mio mestiere incredibilmente difficile. Si
possono avere delle idee fantastiche, si pu avere un sacco di talento, ma ci
vuole anche fortuna. E chi non ce l'ha non pu procurarsela. L'unica consolazione questa: una volta che la fortuna si volta dalla tua parte tutto cambia, tutto diventa pi facile.
Griffin aspettava una reazione, ma l'uomo si limitava a fissarlo. Chiam
l'ascensore, premendo sia il pulsante per salire che quello per scendere.
Voleva andarsene al pi presto.

Devo tornare al party. Magari lei potrebbe passare di nuovo da me, a


raccontarmi una storia... Tutto quello che ha. Di solito noi sentiamo solo
un soggetto alla volta, ma lei ha indubbiamente una fantasia molto fertile...
Magari potremmo tirar fuori qualcosa di buono da tutta quella rabbia!
Griffin cerc di far sorridere l'uomo coi baffi, ma non ci riusc.
Non ha intenzione di ammazzarmi, vero?
No. Perch dovrei farlo?
Ma lei chi ?
Di sicuro non la persona che crede lei!
Un ascensore si ferm al piano. Griffin ci entr, e l'uomo coi baffi anche. Arrivarono fino all'ultimo piano, poi scesero nella hall.
Se quell'uomo era l'autore delle cartoline, o Griffin aveva una pessima
memoria o l'Autore era un tipo talmente insignificante da non restare impresso a nessuno - il tipo anonimo a cui nessuno fa caso. Se invece non era
lui che mandava le cartoline, allora poteva esserlo l'uomo che aveva seguito la limousine, quello notato dall'autista, oppure una delle tante persone
presenti nell'albergo. Ma se era solo uno dei tanti, perch aveva seguito
Griffin nell'ascensore? Che fosse un omosessuale e avesse interpretato la
passeggiata di Griffin attorno all'albergo come una battuta di caccia? Se
quell'uomo non aveva seguito Griffin per tutta la serata, o l'autista della
limousine si era sbagliato e non c'era stato nessun pedinamento, o la persona a bordo della Dodge era l'autore delle cartoline e si trovava in qualche
altro punto dell'albergo. Travestito da cameriere, forse? Come avrebbe fatto altrimenti a individuare il tavolo di Griffin? C'era anche un'altra possibilit: che quell'uomo non fosse la persona a bordo della Dodge, e che nemmeno la persona a bordo della Dodge, dovunque si trovasse in quel momento, fosse l'autore delle cartoline. Oppure che quell'uomo fosse stato s a
bordo della Dodge, ma non fosse l'Autore.
Griffin non sapeva se temere quell'uomo o essere imbarazzato per aver
fatto quel discorso, che poteva sembrare assurdo a una persona che non
c'entrasse per niente. Se l'uomo era un omosessuale ormai doveva aver capito che seguire Griffin era stato un errore. Aveva forse paura di lui? E se
non era l'Autore... chi era? E chi c'era su quella Dodge?
Quando uscirono dall'ascensore lo sconosciuto entr nella hall e Griffin
si diresse verso la sala da ballo. Prima di entrarci, per, si guard alle spalle e vide che l'uomo coi baffi era ancora l. Fermo davanti a un'esposizione
di materiale turistico, accanto alla reception.
Griffin mostr il suo lasciapassare ed entr nella sala da ballo, dove in

quel momento si stava esibendo Neil Diamond; la folla batteva il tempo


con le mani. Qualcuno - Griffin non riusc a vedere chi - allung una mano
per salutarlo mentre superava un tavolo al buio. Lui strinse distrattamente
la mano protesa e tir diritto, verso il suo tavolo e June Mercator.
Tocc June sulla spalla e si sedette. Si diverte?
Non dica a nessuno che mi ha vista cantare con Neil Diamond!
Griffin le tir indietro i capelli, la baci dietro l'orecchio - lei non si ritrasse affatto - e fece un profondo respiro, sia per gustare il suo profumo
che per rilassarsi un po'.
Dove sei stato? chiese June. Adesso il tu le veniva spontaneo.
Non mi sentivo bene.
Oh, mi dispiace! Perch non me l'hai detto? Disturbi di stomaco?
No, solo un po' di claustrofobia. Avevo bisogno di aria e ho fatto quattro passi.
Adesso va meglio?
Sicuro.
Poverino... June lo baci sulla guancia - un bacio leggero leggero,
purtroppo. Le labbra erano asciutte, e il bacio era una via di mezzo tra il
bacetto che d una mamma per far passare la bua e il bacio consolatorio di
una ex che si appena sentita raccontare una disastrosa storia d'amore. La
familiarit, in cui Griffin aveva dapprima visto la promessa di una conclusione impetuosa, adesso annunciava solo un'amicizia senza passione. Lei
lo trattava con confidenza, ma non gli si sarebbe mai mostrata nuda. Griffin aveva una gran voglia di vederla in versione nature. Bisognava convincerla. Persuaderla con un modo di fare appropriato. Quando June torn a
voltarsi verso il cantante, le baci il punto in cui collo e clavicola s'incontravano, poi infil una mano tra la spalliera della sedia e la sua schiena e le
accarezz la vita. Forse a lei questo non piaceva perch in quel punto era
un po' troppo rotondetta, ma se la mano fosse stata ritirata troppo presto lei
avrebbe potuto pensare che la sua eccessiva rotondit l'avesse disgustato...
E poi quanti potevano essere i chili di troppo? Cinque? Forse di pi. Griffin le fece scivolare la mano sullo stomaco e prima di ritrarla la fece risalire fino alla base del seno. Poi un bacio sulla guancia, un altro sull'orecchio... Lei abbass un po' la testa, offrendogli di nuovo il collo. Un altro
gesto di abbandono suggerito forse dalla sofferenza.
Levison li osservava. Griffin gli sorrise, cercando di assumere un'aria al
tempo stesso timida e orgogliosa. Levison ricambi il sorriso, con le labbra
un po' sporte all'infuori, e con un cenno della testa diede la propria appro-

vazione - a June o al successo di Griffin. Neil Diamond concluse la sua


canzone e millecinquecento persone si alzarono e l'applaudirono.
Due donne, la moglie di un direttore d'agenzia e la moglie del proprietario di una casa di produzione, salirono sul palcoscenico e consegnarono al
cantante una targa ricordo della serata. Poi fecero abbassare di nuovo le luci, e non appena venne calato uno schermo presentarono un filmato sulla
Motion Picture Home. June si risedette e fin il suo bicchiere di vino.
Vuoi fermarti ancora? chiese Griffin.
Tu ci sei obbligato, vero?
Non credo. Andiamo. Griffin si alz e and a informare i Levison della sua intenzione di andarsene.
Io purtroppo devo rimanere, disse Levison. Ci vediamo domani.
June salut con una stretta di mano Levison e sua moglie e solo a voce il
dottore. Tenendola sottobraccio, Griffin la guid attraverso il labirinto di
tavoli, poi si stacc da lei e la prese per mano.
L'uomo con i baffi non era pi nella hall. All'esterno, gli autisti delle limousine fumavano accanto alle loro macchine. Quello di Griffin si allontan dal gruppetto di cui faceva parte e and nel garage, a prendere la limousine.
stato piacevole, comment June.
Volevi restare?
Chiss a quanti party del genere sei stato! Saranno tutti uguali. Se lui
le avesse confessato di amarli, quei party, cos'avrebbe pensato June?
A me piacciono molto.
Ci credo che ti piacciono, altrimenti come potresti fare il tuo mestiere?
Fa tutto parte del gioco.
Adesso la loro limousine era accanto al marciapiede. L'autista scese a
terra e apr la portiera a June. Dopo averla fatta accomodare, accompagn
Griffin al suo posto, girando dietro alla vettura.
Non avendo di meglio da fare, ho cercato la Dodge e l'ho trovata. Sul
sedile posteriore c'erano delle carte: pare che chi ci segue sia della polizia
di Pasadena.
Magari segue te, disse Griffin. Il suo cuore aveva avuto un sussulto.
Che cos'aveva detto all'uomo dell'ascensore? Gli aveva fatto, in pratica,
una confessione?
Non vado a Pasadena da almeno quattro mesi... Dalla Rose Bowl, insomma.

Io non me lo ricordo nemmeno, quando ci sono stato per l'ultima volta... Saranno passati circa due anni!
Magari quella macchina segue la sua amica.
Dobbiamo dirglielo? chiese Griffin. Considerava la domanda un vero
colpo da maestro, perch sembrava proclamare la sua innocenza.
Dipende da lei.
il nostro primo appuntamento, ed meglio non svegliare il can che
dorme... Non so se mi spiego.
A questo punto Griffin strizz l'occhio e, nell'aprirgli la portiera, l'autista
gli ricambi la strizzatina. Se si aspettava una mancia pi consistente per
tener la bocca chiusa, be', poteva scordarsela. Era meglio non farsi vedere
preoccupato. Dopotutto il problema era della sua amica, non suo.
Si sedette accanto a June, e alla prima curva le loro ginocchia si sfiorarono.
stato molto piacevole, ribad lei. La limousine s'immise nel traffico
del Wilshire Boulevard. La gente a bordo delle altre macchine cercava di
sbirciare attraverso i finestrini fum, ma in realt i voyeur erano Griffin e
June, invisibili all'esterno. Viaggiare in limousine dava sempre la sensazione di essere qualcuno. Griffin ci era abituato: stando seduti l dentro era
impossibile considerare come propri simili i comuni mortali che viaggiavano scomodi nelle loro macchine acciaccate. Se avesse perso il lavoro,
forse sarebbe stato proprio quello il privilegio a cui gli sarebbe stato pi
difficile rinunciare. Invidiava la gente davvero ricca che poteva permettersi
il lusso di avere una limousine, e magari possedeva anche un jet e un elicottero personale, perch per i nababbi i privilegi non erano solo un'illusione. Ma i privilegi potevano essere davvero solo illusori, se si correva il
rischio di perderli. Lo erano per lui, adesso? Visto che potevano essergli
sottratti, che non gli appartenevano a pieno diritto, s. E June? Se era disposta ad andare a letto con lui quella sera, e non c'era ragione di dubitarne, se era cos affascinata da lui, non era anche lei vittima di un'illusione?
Gli stava girando la testa a furia di pensare. Quel tipo di riflessioni stava
cominciando a fargli male. Quell'angosciosa spirale di pensieri! Forse se la
limousine fosse stata sua, e al suo attivo ci fossero stati anche un elicottero
e un jet personali, lui avrebbe finalmente smesso di farsi delle illusioni, avrebbe visto con chiarezza la realt delle cose, la vera natura del potere.
Arrivarono a un semaforo rosso, e l'autista attir l'attenzione di Griffin
sullo specchietto retrovisore. La Dodge si affianc alla limousine e l'uomo
dell'ascensore cerc di guardare nell'interno della vettura. Se li stava se-

guendo, perch si era avvicinato tanto? O era tanto stupido da credere che i
vetri non consentissero di vedere in entrambe le direzioni?
Il semaforo divent verde e la limousine si rimise in moto, ma subito il
motore si spense. La Dodge, costretta dal traffico a procedere, super l'incrocio.
Scusatemi, disse l'autista. Riaccese il motore, svolt a sinistra, e la
Dodge si perse nel traffico, pi avanti. Una strizzatina d'occhi a Griffin
nello specchietto retrovisore. Tutto si era svolto troppo in fretta perch June potesse farci caso.
Allora dove andiamo? chiese Griffin. Vai presto al lavoro, domani
mattina?
June alz le spalle con aria un po' colpevole. Tanto non riuscir a combinare niente per un paio di mesi, magari per un anno... A Griffin sembr
di capire da quel gesto un po' monellesco che June doveva essere pi prossima alla fine della sofferenza di quanto desse a vedere sul lavoro... In pratica stava approfittando della comprensione degli altri.
Senza dubbio in quel momento il poliziotto a bordo della Dodge stava
prendendo una decisione. Doveva cercare di intuire se la limousine si sarebbe diretta verso la casa di Griffin o verso quella di June. Se avesse deciso di andare alla casa di Griffin, avrebbe avvertito la polizia di Pasadena di
far sorvegliare la casa di June da qualcun altro? Ma forse sarebbe semplicemente tornato a Pasadena. Non aveva gi raccolto l'informazione pi
importante, che l'uomo sospettato e la donna della vittima se ne andavano
in giro insieme, in limousine, a poche settimane dal delitto? Nessuno avrebbe dubitato che andassero a letto insieme. E che effetto avrebbe fatto
la cosa in un'aula di tribunale? Un pessimo effetto, senza dubbio.
Cos'aveva rivelato Griffin all'uomo dell'ascensore? Di aver paura di
qualcuno. Di sentirsi perseguitato. E quelle rivelazioni sarebbero state collegate all'uccisione dell'autore, a Pasadena? Si sarebbe certo pensato a un
delitto premeditato, a un complotto. La polizia, per, si sarebbe domandata
perch mai Griffin avesse raccontato tante cose a un estraneo. Come era
possibile che Griffin avesse commesso un delitto con la complicit di una
persona che non era nemmeno in grado di riconoscere? Che lo stessero ricattando? Avrebbero finito per convincersi che era cos. E non era proprio
questa la verit? Be', non era proprio il caso di porsi una domanda del genere... Aveva parlato. Qualsiasi cosa avesse detto sarebbe stata di troppo.
Era stato assurdo da parte sua illudersi di poter mentire a tutti.
Griffin baci June sulla guancia, con trasporto. Poi la baci sulle labbra.

E si rilass.
Non ho potuto farne a meno, disse sorridendo. stato pi forte di
me, non so che cosa mi abbia preso... Tra le solite frasi che diceva alle
donne, quella era la sua preferita. Lo aiutava pi tardi a fare la parte del
timido, come se in privato, abbandonata la maschera pubblica, tornasse a
essere l'incantevole ragazzino di un tempo.
Direi che era ora!
Allora, dove si va?
Se tornassimo a casa mia? propose lei.
Nessun problema. Si baciarono di nuovo. A Griffin non piaceva fare
l'amore in limousine - l'aveva fatto fin troppo spesso quand'era appena arrivato al potere e sniffava cocaina. Adesso l'imbarazzava dare anche solo
un bacio sotto gli occhi di un autista. Gli seccava che i baci di June fossero
cos ardenti, avrebbe voluto che lei fosse pi fredda, pi riservata. Si stacc dalle sue labbra senza farle capire il suo disagio, le diede una pacchettina affettuosa sulle gambe e si appoggi allo schienale, per guardarla. Si
tennero la mano in silenzio mentre la limousine risaliva il Sunset Boulevard e tornava in collina. Ecco un altro dei piaceri che offriva una limousine: la contemplazione.
Nei pressi della casa di June non c'era traccia della Dodge. Griffin firm
lo scontrino della corsa e diede trenta dollari all'autista. La mancia era gi
compresa, ma valeva la pena di farsi passare per uno di quelli che quando
sono felici diventano spendaccioni.
L'autista gli chiese se volesse una ricevuta e, sentendosi dire di no, si
profuse in ringraziamenti.
Nel risalire il vialetto d'accesso con un braccio attorno alla vita di June,
Griffin avvert in lei un cambiamento d'umore: camminava lentamente,
parlando a fatica. Mentre la ragazza armeggiava con la serratura, lui la baci sulla nuca e le si strinse contro.
Quando furono in casa, June gli chiese se volesse bere qualcosa e and a
prendere dell'acqua minerale in cucina. Al suo rientro, riusc finalmente a
esprimere con le parole ci che aveva pensato lungo il vialetto.
Stasera non posso far l'amore con te, disse. Non qui... Spero che tu
capisca.
Per la verit ero piuttosto perplesso anch'io.
Davvero?
Provavo una strana sensazione...
Perch?

Sarei la prima persona con cui fai l'amore dopo la morte di David, vero?
S.
una grande... no, 'responsabilit' non la parola giusta... un gesto
carico di significato, ecco. Mi chiedevo come avresti reagito.
Saremmo dovuti andare a casa tua.
Se Griffin le avesse detto: Siamo ancora in tempo, l'avrebbe certo persa. Forse la stava gi perdendo... Le si era riaperta la ferita. Se lei non avesse esitato, se lui non avesse interrotto volontariamente quel bacio sulla
limousine, se si fossero svestiti subito dopo aver richiuso la porta d'ingresso e fossero andati subito a letto, nel letto di Kahane, forse sarebbero
riusciti a tradurre la pregnanza del momento in un amplesso, e magari la
consapevolezza dell'ambiguit della situazione avrebbe reso ancor pi eccitante il rapporto. La prima volta... nel letto del morto! Naturalmente la
sua coscienza dell'ambiguit sarebbe stata ancora pi intensa di quella di
June. Non disse: Siamo ancora in tempo. Disse invece: Senti, limitiamoci a parlare. Della tua infanzia, se vuoi, o di qualsiasi altra cosa. Poi io
torner a casa mia, e andremo da qualche parte durante il week-end.
Dove?
Nel Messico. Griffin lo disse per farle colpo, per farle sapere che desiderava che lei gli dedicasse il suo tempo, mentre lui era ben disposto a
dedicarle il suo, cos prezioso. Ma il Messico... Perch mai le aveva proposto proprio il Messico?
June si alz dalla poltrona, gli and vicino e l'abbracci, piangendo.
Griffin vedeva che soffriva. Piangeva per se stessa o per Kahane? Avrebbe
pianto cos se Kahane fosse stato investito da un camion, o fosse morto di
polmonite? Griffin non poteva saperlo, ma pensava di no. In quelle lacrime
c'era anche un po' della sua confusione. La fronte calda che gli premeva la
guancia sembrava quella di una bambina. Le accarezz i capelli, senza riuscire a dire altro che Mi dispiace, piccola, mi dispiace tanto... June si
sciolse dall'abbraccio, respir a fondo e gli sorrise, col viso a pochi centimetri dal suo. Griffin l'accompagn in camera da letto, tenendole un braccio attorno alla vita -come un amico che sarebbe diventato ben presto un
amante, ma non quella sera. Sapeva che se le avesse detto: Ti amo, lei
avrebbe detto a lui la stessa cosa. I loro pensieri erano identici, su questo
non c'era dubbio. O quasi identici. Lui la guard distendersi sul letto, e la
copr col trapuntino.
Grazie, Griffin. Non ti conosco molto bene, ma credo che tu sia uno

degli uomini migliori che io abbia mai conosciuto. Dicevi sul serio... riguardo al Messico?
Sicuro!
Ne avrei proprio bisogno. Non sai quanto mi occorra un cambiamento!
Ci divertiremo. Griffin le diede un bacetto sulla fronte, soffermandosi
il tempo necessario per farle sentire il calore della propria pelle.
Poi chiam un taxi, e l'aspett davanti alla casa. Passarono varie macchine, ma nessuna rallent - a quell'ora la polizia era gi rientrata e non si
preoccupava pi di lui. Era un dettaglio interessante che gli assassini non
fossero controllati altrettanto scrupolosamente dei ladri. E cosa ne sai tu,
dei ladri? si disse. Forse dovrei rubare qualcosa... Arriv il taxi, e un'ora dopo Griffin era gi nel suo letto.
Alle quattro del mattino si svegli dal primo brutto sogno dopo il delitto.
Il sogno era un incubo orribile, un'epica vicenda fatta di spiagge, aerei e
cavalli. Griffin sapeva bene quale fosse la ragione del suo panico: aveva
proposto a June Mercator un viaggio in Messico, ed era certo che la polizia
l'avrebbe seguito, fermato all'aeroporto e magari arrestato a bordo dell'aereo, prima del decollo.
Non riuscendo a riprendere sonno, and in cucina, a prepararsi un latte
caldo con un dito di rum. Non gli piaceva bere nei momenti critici, ma non
sapeva proprio cos'altro fare. Naturalmente avrebbe potuto rinunciare al
viaggio, col pretesto del lavoro. Ma se avesse annullato l'impegno quando
mai gli sarebbe stato altrettanto facile far l'amore con June Mercator, che
era esattamente il suo obiettivo? Perch voleva distruggere quella donna?
Aveva ucciso il suo amante proprio perch lei l'aveva cos attratto quando
si erano parlati al telefono, la sera del delitto? Avrebbe ucciso David Kahane se al telefono June Mercator l'avesse lasciato indifferente?
Non voleva rinunciare a quel viaggio. Certo, avrebbe potuto proporre
San Francisco, ma chi li voleva i buoni ristoranti e i baci nella nebbia? Che
cos'avrebbero fatto? Avrebbero bevuto merlot e acquistato golf di cachemire? Era il caldo che volevano, era del caldo che avevano bisogno. Dovevano ridurre tutto a pochi elementi essenziali - il caldo, la sabbia, l'acqua
salata, la lozione solare, la tequila, i pantaloni bianchi di cotone, le camicie
rosa, i marciapiedi alti, l'acciottolato, i questuanti e i fal vicino all'aeroporto. Nel Messico c'erano sempre dei fal nei pressi dell'aeroporto, spazzatura che ardeva all'ombra di edifici mai portati a termine.
Sullo sfondo dell'infelicit altrui avrebbe senz'altro potuto fare l'amore

con June Mercator, con la donna a cui, per oscure ragioni, aveva ucciso
l'amante. Be', forse le ragioni sarebbero state oscure per dei giurati, in un'aula di tribunale, ma per lui erano chiarissime. Avrebbe potuto far l'amore con lei in un modo fantastico. Non c'era nessun altro posto in cui andare: scoparla in un luogo deserto come Palm Springs sarebbe stato degradante per entrambi, sgradevole. Il fantasma di Kahane, se li teneva d'occhio, avrebbe potuto trovare un'ottima giustificazione agli occhi di Dio per
rientrare nel proprio corpo e perseguitarli, se li avesse visti fornicare in un
luogo in cui il peccato era cos inelegante, cos scontato. Erano infelici entrambi, il Messico e June; la tristezza di June avrebbe trovato conforto in
quel triste paese. Nel Messico lui avrebbe potuto comprarle qualcosa di carino, un anello d'argento o una vecchia maschera. Doveva essere proprio il
Messico, per forza.
14
Al Polo Lounge, sentendosi ancora in bocca il gusto del rum, Griffin
cerc di scacciarlo con un secondo bicchiere di succo d'arancia. Levison
stava dicendogli che June gli piaceva.
Fate una bella coppia, concluse.
simpatica, conferm Griffin.
Come hai fatto a conoscere una ragazza simpatica che non lavora nel
nostro campo?
amica di un mio amico.
Gliel'hai soffiata, eh, briccone?
Perch dici cos? Non vero.
Allora perch sei arrossito?
Cosa ti posso dire? Mi piace. Questo week-end andiamo a Puerto Vallarta.
Ti ho forse autorizzato a prenderti una vacanza?
No.
Be', in fondo ora che tu ti faccia un viaggetto.
Griffin port la conversazione sulle abitudini di lavoro, poi su Larry
Levy, infine sui copioni e i soggetti, nella speranza che Levison non pensasse pi a June.
In ufficio Jan gli trasmise i suoi messaggi. Avevano telefonato June, Susan Avery, Walter Stuckel, Larry Levy, alcuni agenti, un produttore. Era
strano vedere tra i soliti nomi che suggerivano le solite cose anche quelli

che avevano a che fare col delitto. June, Avery, Stuckel si stagliavano con
grande rilievo sullo sfondo degli altri, a comporre una specie di disegno
esoterico di cui solo lui conosceva la chiave.
Ritelefon prima di tutto a June, che era al lavoro. Magari stava tirandosi indietro, l'aveva chiamato per dirgli che rinunciava al viaggio... Accidenti, no! Non gliene importava niente di rischiare un arresto: doveva assolutamente far l'amore con lei in una camera d'albergo messicana. Rispose direttamente June.
Che cosa te ne pare di Puerto Vallarta? esord lui.
Non saprei... Com'?
Scopriamolo! Puoi partire venerd mattina? E tornare luned, o magari
marted?
Ma si pu prenotare con cos poco anticipo?
S. Griffin avrebbe potuto dire qualcosa di spiritoso sul potere che gli
dava la sua posizione, ma l'opera di seduzione era solo agli inizi e richiedeva seriet e sicurezza. A meno che la battuta non fosse particolarmente
buona, e quindi seducente, era senz'altro meglio evitare un tentativo dall'esito incerto. Disse solo che le avrebbe fatto sapere, tramite Jan, tutti i dettagli.
Mi sono trovata molto bene ieri sera.
Anch'io.
Griffin incaric Jan di prenotargli una stanza a Puerto Vallarta - Non in
un grattacielo! raccomand - e due biglietti di andata e ritorno in prima
classe. Lei gli chiese se fosse a carico degli studios, e Griffin rispose di no.
Susan Avery non c'era. Griffin lasci il proprio nome, poi se ne pent.
Non poteva ritelefonare per dire di cancellare il messaggio - nessun poliziotto avrebbe cancellato un messaggio ricevuto. Poi si convinse di aver
fatto bene a telefonare: si era dimostrato calmo e sereno, ed era una buona
impressione da dare, nel caso che la Avery sospettasse di lui e avesse delle
prove e un testimone. O invece avrebbe dovuto sembrare risentito? Chiss.
Walter Stuckel c'era, e chiese a Griffin di vederlo in privato, perch le
cose che aveva da dirgli non potevano essere trattate per telefono. Griffin
gli disse di salire pure nel suo ufficio. Tre minuti dopo Stuckel era gi l.
Ho amicizie in molti ambienti, dichiar subito dopo aver chiuso la
porta.
Griffin avrebbe voluto dirgli: Mi sto stancando della tua commedia!
ma, data la situazione, riusc solo dire: E allora?
Cos' successo a Pasadena?

Quando? chiese Griffin sottovoce, e subito si apprest ad alzare il tono di voce, per sembrare seccato, sconcertato.
Non mi prenda in giro!
Mi hanno fatto andare l per mostrarmi delle foto segnaletiche. Era
una risposta perfetta - presa alla lettera, vera. Dava per scontato che la sua
prima visita a Pasadena non desse adito a dubbi. Il tono di voce di Stuckel
faceva chiaramente capire che voleva la verit su quella prima visita, che a
grandi linee conosceva gi la risposta e che adesso, essendo lui un uomo
che sapeva far cantare la gente, si aspettava che Griffin gli fornisse anche i
dettagli. Griffin sapeva, ovviamente, che Stuckel si riferiva a ci che era
successo la sera in cui davano Ladri di biciclette al Rialto, ma non aveva
nessuna intenzione di rispondere a quella domanda.
Delle foto segnaletiche? Griffin non riusciva a capire se Stuckel sapesse o meno della sua visita alla Avery. Doveva saperlo, per forza, altrimenti quel colloquio non avrebbe avuto senso.
S, speravano che riconoscessi qualcuno che si trovava a Pasadena la
sera in cui stato ucciso quell'autore. Quell'autore: un tocco da maestro, e
Stuckel era gi spiazzato. stato molto interessante, proprio come nei
film.
Be', credo che qualcuno abbia visto il delitto da lontano, ma non sia
riuscito a distinguere bene l'assassino. per questo che lei adesso qui,
vero? Perch sa qualcosa.
Si d il caso che pensino che l'assassino possa essere lei.
Che possa aver ucciso io quel ragazzo?
Corrisponde alla descrizione.
A me non hanno detto proprio niente.
Ovviamente.
Be', uno ha il diritto di sapere chi l'accusa, no?
Forse farebbe bene a rivolgersi a un avvocato.
E perch mai?
Nel caso vengano ad arrestarla.
Io ho solo bevuto qualcosa con quel ragazzo, tutto qui. ridicolo!
Se lei andato a Pasadena con l'intenzione di uccidere, pu beccarsi la
camera a gas.
Griffin trattenne a stento un sorriso: sembrava di vedere Habeas Corpus.
Veramente sono andato a Pasadena con l'intenzione di offrire del lavoro.
Questo quello che sostiene lei.
E perch avrei dovuto ucciderlo?

Le sto solo dicendo quel che pensano loro.


Non appena Stuckel fu uscito, telefon l'agente di viaggi per dare a Griffin tutti i dettagli dell'itinerario messicano. Aveva trovato una camera al
primo piano di un albergo vecchiotto, con vista sulla spiaggia. Griffin telefon a June dicendole di farsi trovare pronta alle sette del mattino. Per un
attimo pens di invitarla a cena la sera prima della partenza. Avrebbe potuto disdire un vecchio impegno, ma non voleva far l'amore con lei prima di
essere nel Messico, e non aveva senso cenare insieme se poi non si finiva a
letto. Sarebbe stato estremamente romantico volare su aerei diversi e incontrarsi per cena in un ristorantino sul Pacifico, ma forse c'era modo di
rendere romantico anche il check-in... Be', avrebbero viaggiato in prima
classe, in modo che lei apprezzasse con la sua nonchalance la miglior qualit del servizio. Se in volo avessero venduto dei profumi duty-free, lui
gliene avrebbe comperato uno, e le avrebbe chiesto di metterselo subito, l
in aereo. Lei avrebbe opposto una certa resistenza, ma lui avrebbe insistito,
e alla fine le avrebbe sfiorato il collo con il viso per sentire l'aroma. E si
sarebbe fatto portare i bagagli da un facchino, avrebbe preso un taxi - non
l'avrebbe certo portata in albergo con l'autobus, lui! - e l'avrebbe tenuta
lontana dai turisti. L'avrebbe trattata come una stella del cinema, insomma.
Controll le spie del telefono. Una linea lampeggiava - qualcuno stava
parlando. Un'altra linea si accese per qualche attimo, poi si spense - qualcuno aveva lasciato un messaggio, o aveva sbagliato numero, oppure Jan
aveva composto un numero e l'aveva trovato occupato. Una linea rest accesa per cinque minuti - probabilmente Jan stava parlando con un'amica.
Gli sarebbe bastato alzare il ricevitore per sentire cosa dicevano, ma non
l'aveva mai fatto, non ci aveva mai nemmeno pensato. Si domand come
mai quel pensiero non gli fosse mai passato per la mente. Questo voleva
dire che di Jan non glien'era mai importato un granch, che aveva sempre
avuto troppo da fare per ficcare il naso nella sua vita privata, o che aveva
un grande senso morale? Ma come si fa ad avere un grande senso morale
se non si nemmeno sottoposti alla tentazione? Era mai stato tentato di
spiare le telefonate di Jan? Appoggi la mano sul ricevitore e premette il
pulsante della linea su cui stava parlando la ragazza. Sollev di mezzo centimetro il ricevitore, ma subito lo rimise al suo posto. Aveva resistito alla
tentazione.
Arriv un produttore con due autori, fratelli. Avevano scritto qualche
dozzina di episodi per la televisione, poi un soggetto cinematografico, che
aveva letto Levison; aveva letto solo il testo, proprio per fare un favore,

ma non la recensione. Il soggetto che proposero a Griffin non era ancora


completato, e il produttore interveniva in continuazione per assicurare a
Griffin che colmare le lacune era solo un piccolo problema tecnico.
Tutti e tre si rendevano perfettamente conto che Griffin non avrebbe dato il suo placet. Gli autori per erano ugualmente contenti perch avevano
guadagnato un sacco di soldi lavorando per la televisione e adesso stavano
imparando a passare al cinema. Il produttore invece aveva un'aria infelice.
Griffin si chiese come mai l'agente avesse messo in contatto i due autori
proprio con quel produttore, che aveva pi bisogno di loro di quanto loro
ne avessero di lui; il suo ultimo film era stato un disastro, aveva distrutto la
carriera della protagonista, una star che si era dimostrata talmente fuori
ruolo e impacciata in quella commedia brillante che ormai non le affidavano pi nemmeno le parti romantiche che l'avevano portata al successo. Uscendo dalla stanza, il produttore guard Griffin e gli bisbigli: Allora,
cosa gliene pare?
Mi far risentire.
Squill il telefono. Era Bonnie Sherow. Come stai? chiese.
Quando sei tornata?
Questa mattina. Cosa fai per il fine settimana?
No, no, niente da fare per questo week-end.
Avrei voluto andar da qualche parte con te... Non stette nemmeno a
chiedere che tipo di impegno avesse Griffin - sarebbe stato irragionevole
aspettarsi che fosse libero con un preavviso cos breve.
Griffin doveva sganciarsi definitivamente. Finse di controllare la sua agenda. Se cenassimo insieme sabato prossimo? Ah, no, accidenti, arriva
un distributore dall'Australia e devo trattare con lui. Forse il week-end successivo.
No, viene in citt mia madre.
Il week-end dopo, allora.
Cerchiamo di farcela.
Com' andata col libro?
L'abbiamo ottenuto noi.
Congratulazioni! Griffin provava una certa invidia. Si aspettava che
Bonnie lo perdesse, quel libro. Perch non le aveva detto che andava nel
Messico con un'altra donna? Perch non la faceva finita con Bonnie? Era
talmente abituato a dir bugie che aveva mentito senza starci a pensare. Una
volta tanto la verit sarebbe stata utile, l'avrebbe liberato da quella storia
ormai finita. Avrebbe potuto dirglielo, ma poi lei avrebbe fatto troppe do-

mande su June. Probabilmente qualcuno l'avrebbe informata che la sera


prima lui era andato al ballo con June. A Bonnie non avrebbe potuto dire
qualcosa di vago: non si sarebbe accontentata di sentirsi dire che June gli
era stata presentata da un amico, avrebbe voluto sapere anche chi fosse
quell'amico, e come mai quell'amico conoscesse June.
Levy telefon per dire che l'accordo con Oakley e Civella era concluso.
Oakley avrebbe ricevuto ottantamila dollari per una prima stesura, pi una
serie di revisioni; se poi il film fosse stato realizzato, gliene avrebbero dati
trecentosettantacinquemila qualora ne avesse curato la regia, in caso contrario duecentomila. Il suo agente avrebbe voluto che gli studios pagassero
gli altri duecentomila dollari indipendentemente dalla realizzazione del
film, ma poi si era rassegnato quando gli era stato detto che insistendo su
quel punto avrebbe perso l'affare. Se Oakley credeva tanto nel copione poteva scriverselo per conto suo e venderlo al miglior offerente una volta che
fosse stato ultimato. Civella avrebbe ricevuto ventimila dollari per seguire
la stesura, e a entrambi sarebbero stati dati degli uffici.
Susan Avery ritelefon quando Griffin stava gi per andare a pranzo.
Nel sollevare il ricevitore Griffin pens che avrebbe ancora potuto andare
in Messico all'insaputa della polizia.
Salve, signorina Avery! Allora, l'avete trovato?
Non posso parlare di un'indagine in corso.
Be', se posso essere utile...
Da quanto tempo conosce June Mercator?
Da un mese circa.
Da quando andato a Pasadena.
S, da quando morto David Kahane.
E prima di allora non la conosceva?
Per la verit ci siamo conosciuti per telefono. Ci siamo messi a parlare
e ci siamo sentiti a nostro agio. Abbiamo discusso quella sensazione, poi,
sa... una cosa tira l'altra. Pensava che io potessi avere delle informazioni
particolari, che a me poteste dire pi che a lei... per via della mia posizione.
Siete usciti insieme?
S, siamo usciti insieme.
Non le sembra un po' troppo presto perch June Mercator esca in pubblico?
Non siamo in Iran, signorina Avery! Non credo che le donne debbano
attenersi a regole speciali. June non ha ancora superato la perdita dell'uo-

mo che amava, e io le sto accanto come amico, tutto qua. Be', per la verit
tra noi due qualcosa di speciale c'... Credo che entrambi abbiamo la sensazione che dalla nostra amicizia possa sbocciare qualcosa di autentico.
Sper che una dichiarazione del genere potesse farlo sembrare troppo ingenuo per programmare un delitto passionale. Naturalmente lei pu telefonarle, se vuole. Sono sicuro che a June far piacere parlare dell'orribile
cosa che le capitata... Anzi, credo che ne abbia proprio bisogno. A quel
punto l'aria offesa poteva sembrare legittima, la giusta reazione di un innocente.
Che cosa sarebbe successo se avesse riagganciato con fare brusco, se avesse sbattuto gi il ricevitore? Nessuno faceva una cosa del genere alla
polizia. Una reazione cos eccessiva, una simile espressione di indignazione avrebbe dimostrato la sua colpevolezza? Il rischio era troppo grande, le
elucubrazioni avevano richiesto troppo tempo. I tre secondi di silenzio della Avery indicavano che aveva fatto un esame di coscienza e aveva concluso che non era il caso di far piangere una vedova. La pausa indicava che
non avrebbe telefonato a June.
Lei deve capire che l'indagine su un delitto a volte necessariamente
spiacevole. D'altra parte i cattivi non sono certo teneri con noi.
Senta, mi dispiace di sembrarle irritato, ma ho solo visto un uomo poco
prima che fosse ucciso, vi ho dato tutto l'aiuto possibile e continuer ad
aiutarvi per quel che potr; ma non mi pare proprio di aver ricevuto dei
ringraziamenti! Inoltre, con il lavoro che faccio, mi rendo perfettamente
conto che una persona occupata come lei non ha certo pi tempo da perdere di me. Griffin non sapeva bene che cos'avesse detto e perch, ma pensava che le sue parole decise avrebbero posto fine alla conversazione.
Noi le siamo grati per il suo aiuto, signor Griffin.
Non appena il dialogo fu concluso Griffin rimpianse di non poterlo cancellare. Aveva commesso un terribile errore. Dicendogli che sapeva che lui
era uscito con June, la Avery gli aveva praticamente fatto capire che era
pedinato. Lui non le aveva fatto parola del poliziotto che l'aveva seguito
nell'albergo, e questo avrebbe fatto pensare alla Avery che non fosse sorpreso del fatto di essere seguito. Questo a sua volta poteva significare una
cosa sola: che si aspettava un pedinamento. E perch se lo sarebbe dovuto
aspettare se non fosse stato colpevole? D'altronde cos'avrebbe potuto dire?
La Avery non ne aveva parlato. Magari avrebbe potuto dire: Ah, sa, ieri
sera mi successa una cosa un po' strana, che forse ha a che fare con questa faccenda... No. Visto che la Avery non poteva sapere se lui si fosse

accorto o meno di essere pedinato dalla polizia di Pasadena, forse aveva


fatto bene a non parlarne. Avrebbe forse dovuto chiederle come facesse a
sapere che lui era uscito con June? Mistero.
E nonostante tutto voleva sempre portare June Mercator nel Messico?
Per la prima volta pens che forse era un'idea pazzesca. Apr un cassetto e
guard la pila di cartoline dell'Autore. Probabilmente l'Autore era un solitario, considerato un po' pazzo dai suoi eventuali, pochi, amici. Chiunque
mandi cartoline anonime con minacce di morte, spari nei vicoli con l'intenzione di uccidere, lasci oscuri messaggi sui tavoli delle sale da ballo non
pu certo muoversi nella vita senza lasciarsi alle spalle una scia di amicizie
infrante. Rabbia, recriminazioni, piccoli insulti, frasi ironiche concepite
nelle lunghe ore di infruttuosa fatica davanti alla macchina per scrivere o
al computer, con gli occhi fissi su un cursore che esige la lettera successiva, la prossima parola... Per forza l'Autore era uno che si alienava gli affetti!
Griffin and in macchina a Beverly Hills e pranz con Dick Mellen, al
Grill. Avrebbe voluto chiedergli se conoscesse un buon penalista, col pretesto di aver bisogno della sua consulenza per un film, ma si trattenne dal
farlo. Gli disse invece che sarebbe andato per qualche giorno nel Messico.
una buona idea, hai proprio l'aria di aver bisogno di un po' di riposo!
Davvero? Griffin avrebbe voluto sapere se gli si leggeva in faccia la
tensione. Be', nelle ultime settimane il lavoro stato massacrante. Era
una lamentela standard, che non significava niente. Tutti i clienti del ristorante erano sotto stress - il lavoro non era facile per nessuno - ed erano reduci da una dura giornata di lavoro, eppure erano belli e sorridenti, se ne
stavano seduti ai loro tavoli in atteggiamento rilassato, con lo sguardo ben
vivo, e di tanto in tanto si volgevano intorno per vedere se nel locale ci
fossero degli amici o delle celebrit, o meglio ancora, degli amici che fossero anche delle celebrit. La stanza era permeata di vigile cordialit. Perch? Per il fatto che nessuno pagava di tasca sua, che mangiavano tutti a
spese altrui? C'erano autori e registi che pranzavano con executive di altre
case di produzione - uomini allo stesso livello di Griffin o di grado appena
inferiore - e anche loro erano contagiati dall'atmosfera serena del locale.
Indossavano tutti abiti di cotone, o di misto seta, o di lino. Ed erano pulitissimi. Sarebbe stato molto diverso in prigione. Griffin avrebbe fatto lo
spiritoso, avrebbe chiamato la mensa sala da pranzo? I suoi compagni di
cella l'avrebbero trovato divertente se avesse finto di essere ancora fuori?

Si augurava che nel carcere ci fosse un luogo in cui potessero incontrarsi le


persone potenti, solo quelle pi intelligenti e fredde per, qualche angolo
del cortile in cui l'aria fosse rarefatta e l'ambiente esclusivo. Rispetteranno il mio crimine? si chiedeva.
Strinse alcune mani uscendo dal ristorante, poi, lentamente, torn in
macchina agli studios facendo il Laurel Canon anzich la superstrada: se
l'avessero arrestato forse gli sarebbe stata negata la possibilit di pagare
una cauzione, visto che aveva in tasca i biglietti per il Messico. Forse non
avrebbe pi rivisto il Laurel Canon. Si ferm in Mulholland Drive a guardare la valle. Fu preso da un'ondata di stupida, sentimentale tenerezza per
quella parte di mondo che normalmente disprezzava. Non era certo colpa
di quanti vi risiedevano il fatto di starsene l: dovevano pur vivere da qualche parte! Avevano scelto un posto su cui tutti facevano del sarcasmo, perci forse erano dei pionieri, e come tali meritavano rispetto. Se quella gente di piccolo cabotaggio avesse letto sul giornale del processo di Griffin, o
ne avesse sentito parlare alla televisione, avrebbe dato per certa la sua colpevolezza.
Griffin ripens al brutto sogno della notte prima, e rimpianse amaramente di aver ucciso Kahane. Se l'avessero messo in prigione, sapeva gi che
avrebbe pensato al delitto ogni giorno, finch non fosse finito nella camera
a gas. Prosegu verso gli studios, tenendosi alla larga dai boulevard. Non
voleva vedere gente che faceva spese, voleva passare per zone residenziali.
Voleva vedere delle case - mamme, bambini, gente intenta a innaffiare il
proprio giardino. A un semaforo not che l'uomo al volante della macchina
accanto lo fissava. E perch non avrebbe dovuto farlo? Griffin stava piangendo.
15
Levison present formalmente Larry Levy all'quipe di produzione. Sorridevano tutti, e il pi soddisfatto del gruppo era Levy. Griffin osservava le
facce degli altri, ma nessuno tradiva la diffidenza nei confronti del nuovo
arrivato, n la preoccupazione per il posto di lavoro. Forse i loro avvocati
erano gi alla caccia di altre possibilit di lavoro, ma quelli davvero in
gamba - e Griffin ne conosceva parecchi - dovevano aver raccomandato ai
loro clienti di non farsi prendere dal panico, di non avere nemmeno un'aria
allarmata. Cosa stavano dicendo a se stessi? Che Levy non aveva ancora
un gran potere, che non era stato assunto per far piazza pulita? Quattro an-

ni prima la casa di produzione aveva subito grosse perdite; ma in seguito


Levison, e poi Levison e Mill, avevano riempito le sue casse. Credevano
davvero che Levy fosse l per dare una mano e non per prendere il loro posto? Ovviamente Levy era l proprio per soffiare il posto agli altri, e il lavoro di tutti era in pericolo. Per altri tre mesi non sarebbe stato emesso un
verdetto sul suo conto - fino a quando non fossero stati pronti i copioni che
aveva sviluppato - ma nel frattempo ci sarebbero stati degli incontri per
stabilire che cosa fosse meglio mettere in cantiere, delle lunghe discussioni
sui registi, delle riunioni per discutere i soggetti, nel corso delle quali ci sarebbe sempre stato qualcuno in grado di spaventare gli altri con i propri interventi brillanti, di intimidirli con la propria causticit, sicurezza, lucidit
di giudizio. Griffin avrebbe avuto ancora l'energia per tener testa a personalit di quel tipo?
Tutti parlavano dei propri progetti. Adesso la paura era evidente. Persino
Levison era stato lasciato da parte mentre i vicepresidenti e gli story editor
parlavano a Levy dei loro copioni. Levy non aveva niente da dire sui due
film in cantiere. Al momento della riunione si stavano scrivendo cinquantadue copioni per gli studios, e due accordi erano stati stipulati nell'ultima
settimana, compreso quello con Tom Oakley. Alison Kelly, la story editor
a cui Levison aveva affidato di recente l'incarico di leggere tutte le recensioni scritte settimanalmente per i vari executive, stava adesso spiegando
le proprie mansioni e i propri criteri. Durante le presentazioni Levy faceva
domande molto semplici - ovviamente si era preparato a quella riunione e
aveva deciso di non prodigarsi per strappare l'applauso. Aveva paura anche
lui, chiaro, e non voleva assumere posizioni impegnative su niente al
primo incontro. Chiese di leggere alcuni copioni, accompagnando per
ogni richiesta con un garbato Se non le dispiace o con una breve spiegazione, come M'incuriosisce vedere come stato trattato l'argomento. A
un certo punto fu chiaro per Griffin, se non per gli altri, che Levy non avrebbe attaccato nessuno apertamente: nei successivi due mesi avrebbe
detto a Levison, in segreto, che Alison era superflua, o che gli otto copioni
del tale erano tutti orribili, o che il talaltro era inviso a questo o quel regista, e, che gli studios si avviavano a replicare gli scarsi risultati dell'anno
precedente: due soli successi, dei quali uno era solo la continuazione di
una pellicola precedente e l'altro era stato realizzato da Spielberg. Niente
di ci che era stato prodotto direttamente dagli studios aveva avuto buon
esito.
La riunione, iniziata alle due e mezzo, si concluse alle sette. Griffin pas-

s dal suo ufficio. Jan non c'era gi pi: aveva lasciato una serie di messaggi e aveva detto a tutti che lui sarebbe stato via per alcuni giorni e che
avrebbe risposto alle chiamate dopo il week-end. Sulla sua scrivania c'erano i biglietti e il voucher per il viaggio in Messico. Griffin diede un'occhiata circolare al suo ufficio pensando che se l'avessero arrestato forse non
l'avrebbe pi rivisto.
Nel parcheggio incontr Alison Kelly. Tornava a Beverly Hills per la
presentazione di un film all'Academy Theater. Griffin le disse che ci sarebbe andato anche lui, ma risalendo il canon cambi idea e torn a casa.
Telefon a Jacopo per farsi mandare una pizza, poi ritelefon per annullare l'ordinazione. Apr una scatola di ostriche affumicate e un pacchetto di
Triscuit, e fin le ultime due ostriche mettendole a mo' di sandwich in mezzo a due Triscuit.
Bevve una Perrier grande, a canna. Si rendeva conto che il suo cervello
aveva smesso di funzionare. Non aveva in mente nessun grande piano, e,
quanto alla paura, o gli era passata o l'aveva congelato. Forse si trattava di
depressione, ma non l'aveva mai sperimentata in precedenza. Se qualcuno
mi conficcasse uno spillo nella testa, non me ne accorgerei nemmeno,
pensava. Gli sembrava impossibile che dal suo corpo potesse uscire del
sangue.
Squill il telefono. Era l'Autore.
Non pensare di poterla fare franca. La voce era profonda all'inizio, ma
si era fatta stridula a met frase. Che accento aveva? Di New York? Di
Baltimora? Forse. Aveva il timbro un po' nasale di Baltimora, con una
punta di ingiustificata fierezza.
Di farla franca... con cosa?
Di poter distruggere impunemente le vite umane.
Non capisco di cosa stia parlando. Solo pochi giorni prima Griffin avrebbe vomitato dalla paura al pensiero che l'Autore potesse averlo visto
uccidere Kahane; adesso non era affatto preso dal panico.
Perch siete cos tronfi? Quando la smetterete di essere cos compiaciuti di voi stessi?
Sar perch il nostro lavoro ci piace, e facciamo un lavoro difficile.
Non dirmi che pensate di lavorare sodo!
Se riaggancio lei mi richiama immediatamente, vero?
Gi.
Non le pare che sia arrivato il momento di farla finita con questo giochetto?

No, non mi pare.


Senta, lo so che secondo lei questa la cosa pi creativa che sia mai
riuscito a fare, ma perch non si mette a scrivere un copione senza chiedere subito dei soldi?
Gi, me l'aspettavo che dicessi qualcosa del genere. Ma non questo il
punto. Il punto che avresti dovuto farti risentire, farmi sapere qualcosa.
Be', le faccio le mie scuse, OK? Mi dispiace, sul serio. E adesso la
pianti di telefonarmi! Grazie. Griffin riagganci. Subito dopo chiam June per confermare l'ora in cui sarebbe passato a prenderla. Poi fece i bagagli e and a letto.
Si abbandon all'oscurit che gli era familiare e pens all'Autore. Era
terribilmente sfuggente, quell'individuo. Furbo, imprevedibile. Era dovunque volesse essere, e s'intrometteva nei momenti pi impensati della sua
vita, facendolo stare sempre sulla difensiva. Aveva voluto rendergli la vita
difficile, e ci era riuscito ancor meglio di quanto si potesse presumere. Si
era preso la sua vendetta.
Quella notte Griffin non riusciva proprio a prender sonno. Se ne stava a
letto con una gran voglia di alzarsi, se non altro per leggere un copione o
bere una tazza di latte caldo, ma una forza misteriosa aveva il sopravvento
sulla sua volont. Che tipo di forza? Gli sembrava di avere la pelle cosparsa di fiamme azzurrine, come se tutta l'energia statica che aveva accumulato dopo il delitto fosse adesso pronta a far divampare un incendio. Per
qualche istante pens di aver avuto un colpo apoplettico: la mente era lucidissima ma il corpo era paralizzato; avrebbe voluto gridare ma la bocca
non voleva saperne di aprirsi. Non c'era nemmeno tensione, si era solo interrotto ogni rapporto tra i muscoli e il cervello. Fu solo questione di pochi
attimi, o l'afasia dur per tutta la notte? Quando finalmente riusc a muoversi si era gi fatto giorno.
Prepar le ultime cose e aspett la limousine.
Arrivato davanti alla casa di June, studi attentamente l'espressione con
cui June apriva la porta continuando a fissare la lunga macchina nera. Poi
June port lo sguardo su Griffin e lo baci sulle labbra.
Sei pronta?
Non so dirti quanto sia contenta di quello che stiamo facendo!
L'autista della limousine si avvicin per prendere la valigetta di June.
Bonnie Sherow viaggiava sempre con tre valigie; la quarantotto ore di June era di dimensioni tanto ridotte da poter essere portata a bordo dell'aereo,
ancor meno ingombrante di quella di Griffin. Ecco un altro buon motivo

per amare quella ragazza: non le occorreva un granch, nella vita.


Portava calzoni bianchi di cotone, un'elegante t-shirt color rosa e un golf
verde buttato sulle spalle, con le maniche mollemente annodate attorno al
collo; quando sal sulla limousine - con esperta disinvoltura, pens Griffin
- si mise degli occhiali da sole con le lenti a specchio. Ai piedi aveva delle
scarpe nere da basket. L'insieme indicava un tentativo modesto ma sincero
di affrancarsi dallo stile country club: gli occhiali e le scarpe sportive smitizzavano il golf verde e i pantaloni bianchi. Istintivamente Griffin l'abbracci e la mordicchi sulla spalla.
All'aeroporto l'autista port i bagagli al banco di registrazione della prima classe. Griffin si guard intorno chiedendosi chi potesse essere il poliziotto. Non c'era modo di scoprirlo. Ma come poteva saperlo la polizia, che
lui stava andando nel Messico? Se nel corso della giornata Susan Avery gli
avesse telefonato in ufficio, lui sarebbe gi stato nel cielo del Messico.
Nell'avvicinarsi all'imbarco Griffin cominci a sudare. E il suo cuore
cominci a battere forte. Non era mai stato cos male. Andando verso la
camera a gas non avrebbe potuto avere una sensazione pi intensa di vuoto, di cieco terrore, di perdita senza fine. E June non si accorgeva di niente!
Era certo che il controllore accanto alla porta d'imbarco avesse ricevuto
l'ordine di avvertire la polizia non appena lui avesse presentato il biglietto.
Invece no. Ormai stavano per salire sull'aereo.
Allora sarebbe stata di sicuro la hostess ad avvertire la polizia non appena lui avesse allacciato la cintura di sicurezza...
Invece anche stavolta non successe niente. La hostess gli port un margarita. Griffin stava gi per rifiutarlo, perch non beveva mai alcolici di
prima mattina, ma June gli diede un buffetto sulla mano e l'incoraggi:
Via, siamo in vacanza, devi berlo! Griffin accenn un sorriso, ma aveva
voglia di piangere. Mentre l'equipaggio chiudeva le porte e l'aeroplano si
allontanava dal terminal, continu a sbirciare dal finestrino per vedere se ci
fosse qualche macchina della polizia, forse senza segni di riconoscimento,
ma c'erano solo i carrelli dei bagagli, le aerocisterne e il camioncino dei
viveri.
Sorseggi il margarita, sperando che la tequila lo rimettesse in sesto, ma
sembrava che l'alcol andasse alla testa di qualcun altro, e non alla sua.
L'assassino Griffin era libero, anzi era un altro Griffin, un uomo che se ne
andava in vacanza con una bella ragazza e cominciava a prenderci gusto;
ma quel Griffin si trovava in un universo diverso da quello del Griffin che
teneva d'occhio l'oceano mentre l'aereo virava nell'aria verso sud e poi

puntava a sinistra, verso il Messico. In classe turistica un gruppo di studenti di college lanciava urli selvaggi, come i banditi dei film.
A un certo punto - Griffin non sapeva esattamente quando, ma doveva
esser passata una decina di minuti dal decollo - June gli chiese che cos'avesse.
Per essere sincero, volare mi mette paura... rispose lui. Poteva davvero aspettarsi che lei gli credesse? Aveva bisogno di comprensione e l'irragionevole paura di volare effettivamente dava gli stessi orribili sintomi che
avvertiva lui in quel momento, perci una presunta fobia era un ottimo
pretesto per farsi consolare; anche se June non poteva certo conoscere la
vera origine della sua sofferenza, poteva sempre alleviare una pena simulata. S, le avrebbe rubato un po' di comprensione.
Cosa senti esattamente? Che cosa provi in questo momento?
come se avessi appena preso dell'LSD di pessima qualit.
Io non l'ho mai preso, l'LSD.
Be', tutt'altro che divertente.
Parlamene.
Ho sempre odiato la droga. Griffin cominci a raccontarle di un brutto
viaggio ai tempi del liceo, una storia vera. Che sollievo non dover mentire sulla paura di volare, non doverle dire che al momento aveva paura di
tutti, perch era certo che da un momento all'altro qualcuno li avrebbe arrestati entrambi per l'uccisione di Kahane!
Le hostess portarono ancora da bere e da mangiare, e delle salviettine
calde. Griffin riusc a dire a June come si sentiva esattamente, senza starle
a spiegare il motivo. Passandosi sul viso la salviettina calda, Griffin le raccont che ai tempi in cui prendeva l'LSD era grato a chiunque gli mostrasse un po' di gentilezza, aveva un bisogno disperato di simpatia, la cercava ovunque, e anche la minima forma di generosit gli sembrava una
manifestazione della grazia divina - tanto che quando andava in gelateria
era per lui un miracolo se la ragazza dietro al banco gli dava proprio il gelato di suo gusto.
Ma lo fanno sempre, osserv June.
S, ma quando si ha in corpo l'LSD le cose normali assumono un peso
eccezionale, tutto rientra nel piano divino.
E cosa succede nei brutti 'viaggi'? Tutto ti convince che il diavolo in
azione?
S, conferm Griffin prendendole la mano e baciandogliela. Gli alberi
erano ormai all'altezza dei loro occhi. Atterrarono a Puerto Vallarta.

La discesa dall'aereo ai tropici era uno dei momenti preferiti di Griffin.


Gli piacevano le scalette che andavano incontro al jet; gli piacevano i passeggeri che con i loro occhiali da sole nuovi nuovi correvano sulla pista
per arrivare subito nel fresco del terminal, dove i bagagli non arrivavano
mai; gli piacevano gli inservienti di pelle scura. E gli piaceva anche la
strana sensazione che provava in quel momento, un misto di benessere e di
terrore della polizia. C'erano uomini in divisa, alcuni dei quali armati di
mitragliatrici, ma la paura di Griffin, placata dal tenero conforto di June,
era solo una nebbiolina sottile. Che fosse finito il brutto viaggio? O anche quella sensazione di pace faceva parte del viaggio, era solo fittizia?
Sarebbe crollato una volta arrivato in albergo?
Mentre con June aspettava i bagagli, gli sembr che un funzionario della
dogana lo stesse osservando. L'uomo, piazzato in fondo alla zona del ritiro
bagagli, lo fissava senza fingere di guardare altrove. Guardava proprio lui.
Era quasi mezzogiorno - le undici a Los Angeles - e Susan Avery poteva
aver avuto tutto il tempo di parlare con Jan, scoprire dov'era Griffin, e telefonare... A chi? All'FBI? Ovviamente esisteva un sistema di collegamento
con la polizia locale, ma... Possibile che l'avessero rintracciato cos in fretta? Uno come lui meritava una caccia cos rapida? Sembrava improbabile.
A meno che non fosse stato spiccato un mandato di cattura. Se fosse stato
ordinato il suo arresto, non era da escludere che i messicani si mettessero
subito a cercarlo. E trovarlo non sarebbe stato certo difficile: Jan conosceva il numero del volo, e l'aeroporto era piccolo. June ritir la sua valigetta
dal nastro trasportatore, e Griffin la segu verso i controlli d'uscita. Furono
indirizzati l dallo stesso funzionario che aveva continuato a fissare Griffin. Durante le operazioni di controllo l'uomo rest alle loro spalle. Quando furono autorizzati a passare, Griffin si volt a guardare l'inquietante
funzionario. Non c'era pi.
Durante il tragitto verso l'albergo June chiacchier in spagnolo con il
tassista. Lo parlava con la stessa disinvoltura con cui David Kahane parlava il giapponese. L'intonazione era proprio perfetta. Quando l'autista smise
di parlare per concentrarsi sulla strada, Griffin le chiese di cos'avessero
parlato. Di politica, rispose lei, e gli mostr delle scritte inneggianti a un
certo candidato. Griffin aveva invidiato il suo uomo, e adesso invidiava lei.
Gli seccava di non parlare un'altra lingua, e se la prendeva con se stesso
per essere cos poco informato sulla politica locale. Improvvisamente la
conoscenza della politica messicana gli sembrava la cosa pi essenziale
per un uomo: senza un'adeguata comprensione della storia politica di quel

paese si sentiva un barbaro, un incivile.


Parli qualche altra lingua? chiese a June.
Il francese, e un po' di giapponese.
E dove li hai imparati?
Il francese e lo spagnolo al liceo, il giapponese al college... Ho fatto un
semestre a Kyoto. l che ho conosciuto David. David lo parlava benissimo, il giapponese.
Per poco Griffin non si lasci sfuggire un lo so. Ignor l'osservazione,
non fece alcun commento, e per mezzo minuto trattenne il respiro, seguendo il movimento della lancetta dei secondi sull'orologio. Il secondo accenno al nome di David era carico di ricordi. Riprese a respirare quando furono in vista dell'albergo.
June era felice. Disse che l'albergo era di suo gusto, senza dilungarsi
troppo, senza indulgere in eccessivi entusiasmi per lo stile architettonico.
Era una costruzione bianca, bassa, con palme, buganvillee, due piscine, un
bar col tetto di paglia tra le piscine, e un altro bar analogo sulla spiaggia.
Non era l'hotel pi caro di Puerto Vallarta, ma secondo Griffin questo era
un vantaggio, perch l nessuno poteva conoscerlo. Se fosse sceso nel miglior albergo avrebbe incontrato senz'altro un produttore o un agente di sua
conoscenza. Pi si spendeva, pi era difficile nascondersi.
La loro stanza aveva un balcone, e dal letto si vedevano tetti di tegole o
di paglia, e palme. Un insieme perfetto. Griffin confront June con Bonnie
Sherow. Quando Bonnie entrava nella loro camera di Cabo San Lucas parlava sempre di quanto la situazione la facesse sentire adulta, e questo
gliela rendeva insopportabile. June apr il frigobar e ne tir fuori una bottiglietta di tequila. La spontaneit di quel gesto piacque moltissimo a Griffin: June non si sentiva in dovere di sottolineare che l'albergo avrebbe
messo in conto quella bottiglietta, perch tutte le mattine il personale guardava nel frigobar per rifornirlo e controllare le consumazioni. Lei i soldi di
Griffin li spendeva con naturalezza, senza chiedergli il permesso. S, era
piacevole sbronzarsi un po' all'inizio di un fine-settimana con la donna che
non si era ancora riusciti a portare a letto...
A Griffin piacque anche che June andasse in bagno per mettersi il costume. Non era magra. Non aveva certo una vita sottile, quando lui l'abbracciava. Quanti potevano essere i chili di troppo? Sette o otto... Dieci,
magari? June not che lui la stava osservando.
Forza, ciccione, disse dandogli un pizzicotto scherzoso sullo stomaco,
andiamo ad abbronzarci un po'!

Griffin sper che quel pomeriggio sulla spiaggia di Puerto Vallarta gli
restasse impresso per sempre nella memoria. Nel giro di pochi giorni, forse, sarebbe finito in carcere, e forse non sarebbe mai pi stato sdraiato davanti al mare. Tutto gli sembrava prezioso. Si vedeva a settant'anni, incarcerato a vita - sempre che non fosse finito nella camera a gas - ad annoiare
il compagno di cella con la solita storia della sua vacanza nel Messico...
June ha comperato un cappello di paglia da un venditore ambulante,
sulla spiaggia, avrebbe raccontato, e non appena ha aperto il borsellino,
arrivato un uomo con una cassetta piena di gioielli d'argento. Io stavo gi
per mandarlo via, ma poi mi sono piaciuti certi orecchini, dei cerchi sottili
da infilare a gancio, e glieli ho comprati. Sapevo che lei li avrebbe messi
solo in quel week-end, e questo li rendeva ancora pi straordinari. Poi ci si
avvicinato un cameriere del bar per prendere le ordinazioni, e tutti e due
ci siamo fatti portare dei margarita. Prima che ci venissero serviti, lei mi
ha preso per mano e mi ha trascinato nell'acqua tiepida. Siamo stati l a
galleggiare, a fare il morto, e le onde ci hanno trasportati fino al bagnasciuga. Abbiamo dovuto tornare di corsa in acqua per toglierci la sabbia
dal costume da bagno! Poi ci siamo bevuti i margarita e abbiamo letto
qualche rivista...
Forse quella storia Griffin non l'avrebbe raccontata a nessuno, forse l'avrebbe tenuta tutta per s. Era il tipo di storia che gli sarebbe piaciuto ripetere, ma detestava la gente che aveva sempre qualcosa da raccontare, che
trasformava la propria vita in storie di routine. Non voleva essere patetico,
lui.
Sulla spiaggia c'erano due poliziotti messicani. Griffin non sapeva da
quanto tempo fossero l. Entrambi erano in pantaloni e camicia color kaki,
con un cinturone di pelle nera legato attorno alla vita. Era una cosa normale, o erano l per lui? Probabilmente il governo preferiva limitarsi a sorvegliarlo, nella speranza che tornasse a Los Angeles di sua iniziativa. Un'estradizione avrebbe giovato al turismo? Ma importava qualcosa? I poliziotti scherzavano con dei venditori ambulanti. June annunci che sarebbe tornata in camera. Griffin le disse che l'avrebbe seguita di l a poco, perch
voleva stare ancora un po' a guardare l'acqua. Lei lo baci sulla bocca, due
volte.
Non appena June si allontan uno degli agenti la segu e l'altro si mise a
fissare Griffin. Gli avrebbero consentito di vestirsi prima di portarlo al posto di polizia? O l'avrebbero portato via cos, in costume da bagno e sandali di gomma? Ci sarebbe stato modo di corromperli? Griffin fu preso di

nuovo dal panico, come in aereo. Se nel frattempo June fosse stata arrestata, non avrebbe nemmeno saputo perch... L'accusa le sarebbe sembrata
pazzesca. Lui avrebbe negato tutto, ovviamente, e perch mai lei non avrebbe dovuto credergli? L'accusa avrebbe certo sostenuto che loro due si
conoscevano gi prima del delitto, altrimenti come avrebbe potuto convincere i giurati che il crimine era stato progettato di comune accordo? Be', ci
avrebbe pensato lui stesso a salvarla se il suo avvocato non fosse riuscito a
dimostrare che loro due, invece, non si conoscevano affatto. Se l'avvocato
non fosse riuscito a escogitare da solo una buona linea difensiva per June,
gli avrebbe mandato lui una lettera anonima, per suggerirgli la strategia
vincente.
Griffin prov a immaginare che cosa sarebbe successo se l'avessero arrestato nel Messico. La polizia di Los Angeles, o quella di Pasadena, avrebbe perquisito il suo appartamento, e avrebbe trovato quelle cartoline, cos
come le avrebbe trovate se l'Autore avesse mirato giusto nel vicolo di Beverly Hills. Poi avrebbero collegato le cartoline con il delitto. Griffin abbandon quei pensieri perch costituivano solo una perdita di tempo. Avrebbe sempre potuto rifletterci una volta in prigione.
Gli dispiaceva per June. Anche se il suo avvocato l'avesse difesa in modo impeccabile, il caso sarebbe stato troppo piccante per passare inosservato, e loro due sarebbero finiti su tutti i giornali d'America. E se in spiaggia
qualcuno li stesse gi fotografando di nascosto, per vendere il servizio a
qualche giornale? Le loro pance al vento sarebbero diventate famose. La
gente avrebbe continuato a sospettare di June anche se lui avesse dichiarato in un'aula di tribunale di aver agito da solo, invocando l'attenuante dell'infermit mentale, perch era stata la paranoia provocata da quelle cartoline a indurlo a commettere un delitto cos insensato. Nessuno - nessun avvocato, nessun giurato, nessuna agenzia stampa - avrebbe potuto restituire
a June l'innocenza. L'arresto le avrebbe tolto il diritto di piangere a modo
suo la morte di Kahane; i giornalisti avrebbero parlato con i suoi colleghi
di lavoro e avrebbero pensato che si fosse ripresa un po' troppo in fretta dal
trauma del delitto se meno di un mese dopo se ne andava gi in Messico
con l'assassino... Forse un pubblico ministero che ci sapesse fare sarebbe
riuscito a dimostrare ai giurati che, anche in assenza di prove concrete - ricevute di motel, bollette del telefono - era comunque ragionevole supporre
che Griffin e June si conoscessero molto prima del delitto, perch era del
tutto assurdo pensare che lei potesse innamorarsi cos in fretta di un uomo
che sosteneva di averla vista per la prima volta al funerale di Kahane. La

verit era ancora pi sordida della menzogna che avrebbe potuto mandarla
in prigione. Una vacanza a Puerto Vallarta! Dei margarita in spiaggia!
Colpevole, colpevole, colpevole.
Quando fossero finiti in carcere entrambi, qualcuno avrebbe acquistato il
diritto di portare la vicenda sugli schermi. Non ne avrebbero tratto un film,
perch quello era il tipo di morality play che sembrava fatto apposta per il
pubblico televisivo, ne avrebbero invece tratto uno sceneggiato in due puntate, basato essenzialmente sul processo. Luned sera: relazione GriffinJune e assassinio di Kahane. Marted sera: brillante indagine di Susan Avery. Al suo gioco al gatto e al topo con la Avery sarebbe stata dedicata
una buona mezz'ora, sullo schermo. Da dove avrebbero cominciato? Secondo lui, lo sceneggiato si sarebbe dovuto aprire con la scena in cui Kahane gli proponeva il suo copione. Come avrebbero ricostruito il suo primo
incontro con June, come si sarebbero svolte le cose, secondo le conclusioni
del processo? Prima della scena del delitto avrebbero dovuto far vedere lui
con June, avrebbero dovuto far capire che avevano gi fatto l'amore prima
del delitto. La telefonata in cui June gli diceva che Kahane era andato al
cinema. La sua corsa in macchina fino a Pasadena... Avrebbero inserito
anche la scena del pianobar giapponese? Sarebbe stata una gran bella scena, secondo lui, ma forse un po' troppo sottile per il pubblico televisivo. E
chi avrebbe sostenuto il ruolo di Griffin? Michael Douglas? Val Kilmer sarebbe stato adattissimo, sapeva fare cos bene il politico, l'intrigante, il manipolatore... O magari John Malkovich? Lui faceva benissimo il paranoico.
E se avessero raccontato le cose proprio com'erano andate? Come avrebbero trattato l'argomento cartoline? Non l'avrebbero inserito nella storia? Se
Griffin aveva ucciso per amore, le cartoline non c'entravano. Se invece aveva ucciso perch era pazzo, non c'entrava la passione. L'attrice avrebbe
impersonato June come se fosse colpevole o innocente? Quando le prendevano le impronte digitali e la fotografavano... Quando veniva messa in cella, in attesa che un amico o suo padre pagasse la cauzione... E il primo colloquio con Griffin... Era gi uscito anche lui con la cauzione? No, no, dato
che avevano gi lasciato il paese una volta, li avrebbero considerati indegni di fiducia e avrebbero fissato una cauzione troppo alta per chiunque, o
l'avrebbero addirittura negata. Quando si sarebbero visti? Naturalmente
non avrebbero avuto in comune n avvocati n strategie, perci non si sarebbero pi incontrati, a meno che non fossero processati insieme. Se non
fossero stati processati insieme, Griffin e June non si sarebbero visti mai
pi, per tutta la vita. Se lo sceneggiato televisivo sul suo crimine si fosse

attenuto alla verit, si sarebbe saputo anche degli spari nel vicolo? Certo,
la polizia riesce sempre a sapere tutto.
Avrebbero scoperto anche chi spediva le cartoline?
Che cos'avrebbe fatto l'Autore quando avesse saputo che Griffin Mill era
accusato dell'uccisione di un autore? Avrebbe capito tutto, non appena le
cartoline fossero comparse in aula o ne avessero parlato i notiziari. Forse
sarebbe stato proprio lui il pi adatto a scrivere il copione. No. Una volta
che si fosse saputo di quelle cartoline gli avrebbero dato la caccia. Sarebbe
diventato famoso come il bastardo che aveva spinto l'executive al delitto.
Qualcuno sarebbe stato solidale con la sua guerra privata contro Griffin?
Griffin era sorretto da un pensiero confortante: era in grado di dimostrare
che la persecuzione da parte dell'Autore non era stata solo di tipo epistolare, ma era arrivata all'aperta violenza. C'erano stati quegli spari nel vicolo.
Nessuno ne sapeva niente, a parte lui stesso e la polizia di Beverly Hills.
La polizia doveva aver capito che i frammenti di vetro rimasti per terra
provenivano da una Mercedes, e c'era la fattura dell'officina che aveva rimesso i vetri. Parlare dell'attentato, ovviamente, gli avrebbe creato altri
problemi: perch non si era rivolto alla polizia subito dopo gli spari? Gi,
perch non l'aveva fatto? Come avrebbero potuto collegare con Kahane ci
che era successo nel vicolo? Griffin non riusciva a ricordarsi perch mai
non si fosse rivolto alla polizia. Temeva forse che Walter Stuckel potesse
intuire il rapporto tra le due cose? Ma che elementi c'erano, come si presentava la situazione? Un autore morto e qualcuno che spara a un
executive in un vicolo. Sarebbe stato facile cavarsi d'impiccio, non c'era
motivo che qualcuno avesse dei sospetti. Se gli avessero chiesto come mai
stesse percorrendo quel vicolo, avrebbe sempre potuto dire che aveva preso una scorciatoia per arrivare al Santa Monica Boulevard, quattro lunghi
isolati pi a sud, ma poi aveva cambiato idea e stava tornando sul Sunset.
No. La risposta non sarebbe piaciuta. Non c' una ragione al mondo per
non andare subito alla polizia se ti sparano, a meno che tu non abbia qualcosa da nascondere. Se avesse cercato di mentire, la polizia gli avrebbe
chiesto della cartolina che era stata messa sul suo tavolo al Beverly Hills
Hotel. Ma come avrebbero fatto a sapere della cartolina? Semplice, andando a indagare nell'albergo per scoprire se lui fosse stato coinvolto in qualche litigio.
Griffin osservava i poliziotti messicani, i venditori ambulanti, i turisti, il
mare, una nave da crociera, le nubi. Aveva commesso troppi errori. Aveva
mentito a troppa gente. Quando era arrivata la prima cartolina, no, la terza,

quella con la minaccia di morte, avrebbe dovuto andare direttamente da


Walter Stuckel, da Levison, a fargliela vedere. Avrebbe dovuto chiedere il
loro aiuto. Avrebbe dovuto preoccuparsi che le cartoline potessero incidere
sul suo lavoro. Ma ormai era troppo tardi per mostrarle a chiunque, quelle
cartoline.
E se l'Autore non avesse avuto un alibi per la sera dell'uccisione di Kahane, perch non far ricadere su di lui la responsabilit del delitto? Impossibile. Era un'idea disperata, di cui vergognarsi.
Ormai la spiaggia era semideserta. I venditori ambulanti se n'erano andati. Qualche coppia gi alticcia era rimasta nel bar col tetto di paglia, ad aspettare il tramonto. Non c'era pi nemmeno il poliziotto messicano.
Quando era andato via? Griffin si alz, sentendosi stordito. Raccolse la
salvietta, i sandali, le riviste. In una commedia quei dettagli avrebbero
strappato la risata del pubblico, o perlomeno avrebbero caratterizzato il
personaggio come un pignolo da non prendere troppo sul serio. Griffin
torn in camera detestandosi, compiangendosi, e detestandosi ancora di
pi per il fatto di compiangersi. Era talmente preso dal lavoro che non aveva mai n il tempo n il bisogno di controllare la propria emotivit; forse
era proprio per questo che non si prendeva una vacanza da anni, che faceva
di tutto per evitare di esaminarsi a fondo. Questo l'Autore non l'avrebbe
capito. Avrebbe dato per scontato che anche Griffin avesse un inconscio
come tutti gli altri - il solito letamaio.
June lo chiam dal balcone mentre attraversava il giardino facendo la
strada pi lunga.
C' un messaggio per te!
Oh, no! Siamo qui solo da poche ore...
Da parte del tuo avvocato.
Salgo subito.
Prima di bussare alla porta tir il fiato pi che pot, poi inspir lentamente. Inalber un gran sorriso e buss. June gli apr, in maglietta bianca e
calzoncini nocciola; le ginocchia e la parte inferiore delle gambe erano arrossate dal sole, ma non sembrava una vera scottatura. Gli pass il blocchetto col messaggio, ma Griffin conosceva gi il numero telefonico.
Chiam la centralinista dell'albergo, che gli pass subito la comunicazione.
Una cosa seccante: perch non si era fatta dare il numero per richiamare
pi tardi? Ci voleva un senso di distanza per non perdere la testa!
Rispose la segretaria: l'avvocato era gi uscito.
Ha idea di che cosa volesse dirmi?

No, mi dispiace, Griffin.


La voce arrivava chiarissima, come se la ragazza fosse stata al piano di
sotto. Grazie a cosa, alle fibre ottiche? si chiese Griffin. Poi si disse:
Non il caso di pensarci adesso!
Vuole forse che io torni? chiese all'impiegata.
Non credo.
Non ha lasciato detto niente nel caso avessi richiamato?
Si accorse che June l'osservava. Doveva aver fatto trapelare il suo panico. Espir un'altra boccata d'aria infelice.
Griffin, lei in vacanza, lo richiami domani mattina! Griffin non se lo
ricordava mai, il nome di quella ragazza, lei invece gli parlava sempre con
tanta disinvoltura...
Va tutto bene? Non riusciva a stare zitto.
Griffin, lei nel Messico, vada a prendersi una bella sbronza! Rientrava nello stile di certe segretarie prendersi confidenza con lui, fare la parte delle sagge sorelline. Griffin sapeva che lei era perfettamente al corrente
del motivo della telefonata, ma nonostante la sua ostentata amicizia non gli
era affatto amica, era una donna che ci teneva al suo lavoro e quindi non
avrebbe spifferato niente. E poi lui non si ricordava nemmeno il suo nome.
La salut, e lei gli rispose: Adios.
Riagganci.
Che cosa voleva? chiese June.
Non lo so, lui se n'era gi andato.
Credi che sia qualcosa d'importante? Lei avrebbe voluto che lo fosse,
perch le piaceva l'idea che il lungo braccio del cinema potesse raggiungerlo sempre e ovunque. Rendeva pi interessante il week-end, e molto pi
interessante Griffin stesso.
Io non rientro fino a luned, dichiar lui con convinzione. Si tolse i
sandali, e nel farlo sbirci al di l del balcone, nel giardino sottostante. Il
poliziotto che aveva seguito June era ancora l, appoggiato a una palma, e
fumava una sigaretta. Lasciami fare la doccia, poi andremo a dare un'occhiata alla citt.
16
June si era messa un abito bianco, di maglia di cotone: Jersey, pens
Griffin, ma non sapeva se il nome fosse esatto. Si era messa anche gli orecchini d'argento comperati sulla spiaggia. Il suo profumo Griffin non lo

conosceva, ma era a base di fiori, giovane. Quelli di Bonnie Sherow erano


sempre pi pesanti. Perch lui non li conosceva, i nomi dei profumi? Probabilmente quello che portava June era meno sofisticato di quelli di Bonnie, e normalmente lui era cos insofferente di ci che era comune, popolare... Tutto doveva rientrare in un certo stile, avere una certa classe. Senn
perch lavorare nel mondo del cinema?
Passeggiarono sul lungomare. Dappertutto c'erano sciami di ragazzi di
college, perlopi ubriachi, seduti in bar fatti in modo da sembrare cantinas
messicane. Falso Messico nel Messico, perch i padroni dei locali erano
grandi estimatori del Tesoro della Sierra Madre... Tutto era cinema, ormai.
June gli raccont la storia della sua vita. Era stata adottata. Griffin ne fu
turbato: allora l'aveva resa orfana per la seconda volta! Era cresciuta a Filadelfia, aveva frequentato una scuola privata nel Maryland, poi un college
nel Vermont, aveva fatto quel semestre in Giappone, era andata a New
York e aveva lavorato per una rivista. Poi il suo ragazzo di allora si era trasferito a Los Angeles, lei l'aveva seguito, si erano lasciati, aveva conosciuto Kahane, e da due anni lavorava in banca. Adesso aveva ventinove anni.
Voleva molto bene a suo padre e ne parlava con rispetto: era una specie di
magnate, un atleta formidabile, un fantastico padrone di casa. Con la madre, invece, non andava d'accordo. Aveva un fratello che studiava legge a
Stanford, ed era il figlio naturale dei suoi genitori adottivi. S, un po' di risentimento c'era.
Mangiarono, male, in un grande ristorante, poi passeggiarono ancora un
po', arrivando fin sulle alture che dominavano la cittadina, dietro una grande chiesa. Griffin ogni tanto si guardava intorno, per assicurarsi che la polizia avesse smesso di pedinarli. Nel risalire una ripida scalinata all'improvviso fece ruotare June verso di s e l'inchiod contro la saracinesca di
un negozio di liquori chiuso.
Cosa fai? gli chiese lei, ma lo sapeva gi.
Il bacio lo spavent. Forse era il migliore di tutta la sua vita, forse era la
prima volta che baciava realmente una donna da pari a pari. Cosa stava
succedendo? Dipendeva da Kahane o da June? Possibile che in quel bacio
lui assaporasse l'uomo che aveva ucciso, e lei assaporasse l'assassino e, tramite lui, il suo amante perduto? Si rese conto che June era pi grande e
grossa di tutte le altre donne che aveva baciato, senz'altro pi robusta di
Bonnie Sherow. Lui aveva fatto l'amore con molte attrici, ma loro di solito
gli si stringevano contro, in cerca di protezione. Gli si erano arrese donne
delicate, con l'ossatura sottile, ma con loro si era sempre sentito un po' uno

stupratore. S, tra loro due adesso c'era davvero Kahane: entrambi stavano
baciando qualcosa che stava in mezzo a loro, un fantasma, un bene comune. Si trovavano entrambi dallo stesso lato dello specchio. Griffin sentiva
che tutto gli era consentito. Le sollev il vestito, e lei lo baci con maggior
ardore. Le infil le mani sotto le mutandine, e lei gli strinse ancor pi forte
le spalle. Si blocc. June lo prese sottobraccio e insieme ripresero a salire
la scalinata. Imboccarono un altro vicolo. Lui la premette contro un portone e si slacci la lampo. Le sollev il vestito fino alla vita e si sfreg contro il suo ventre ampio, morbido. Non era certo di riuscire a venire in quella posizione, e le riabbass il vestito.
Cosa ti succede? chiese June. Era disposta a lasciarlo venire contro il
suo ventre, l nel vicolo? S.
Torniamo in albergo, disse Griffin. Sapeva che lei adesso pensava che
gli mancasse il coraggio di far l'amore per strada.
In camera riemp di acqua minerale due bicchieri da champagne e and
sul balcone, a controllare se la polizia fosse ancora appostata. No, nel giardino non c'era nessuno. June gli and alle spalle e l'abbracci, appoggiandogli il mento sulla spalla. Lui le mise una mano sulla gamba, raccolse il
vestito tra le dita, sollev il tessuto e le infil di nuovo la mano nelle mutandine.
Si sdraiarono sul letto, e restarono a guardare la sommit delle palme e il
tetto al di l del giardino. Faceva un gran caldo in quella stanza.
Accendo il condizionatore, disse lui.
No, lascia stare, mi piace cos. A te no?
S.
Bonnie Sherow l'avrebbe sicuramente acceso, il condizionatore. Bonnie
avrebbe fatto la doccia subito dopo esser tornata in albergo. Bonnie non
l'avrebbe lasciato eccitare sfregandosi contro il suo ventre in un vicolo
messicano, a notte fonda.
Tenevano stretti l'uno all'altro i loro sciocchi corpi grassi, e sudavano.
Lui non voleva penetrarla. L'accarezz delicatamente con la mano, e la fece venire. La lasci riposare un po', poi l'aiut di nuovo a venire. Lei lo fece girare sulla schiena, e, guardandolo, si fece guardare da lui. Era uno
sguardo tra due forme di vita, tra due corpi di cellule organizzate. Lui cerc di farle scorgere l'assassino in fondo ai suoi occhi. Lei lo baci, come se
non riuscisse a vedere altro che sofferenza.
Griffin si mise a pancia in gi e si port sulla schiena di June. Scivolando sul sudore che c'era tra loro, venne. Bonnie avrebbe fatto qualche battu-

ta di spirito sullo sperma che le colava sulla schiena, se lo sarebbe tolto


immediatamente. June lo lasci dov'era. Lui rimase a guardarlo mentre
scivolava attorno alla vita, sul letto.
Be', pens, a questo punto forse i miei compagni di cella vorranno
farsi ripetere la storia. Mi chiederanno perch non l'ho scopata. E che spiegazione dar? Dir che mi bastava cos. Perch cos restavamo alla pari.
Non avevo nessun bisogno di penetrarla. Probabilmente i suoi compagni
di cella avrebbero offerto un'altra spiegazione, che lui stesso, del resto, aveva gi preso in esame: non se l'era sentita di condividere lo stesso spazio
con David Kahane, aveva avuto paura del fantasma. Forse non aveva voluto danneggiare June pi di quanto avesse gi fatto, aveva voluto lasciarle
una certa integrit, in modo che dopo il suo arresto potesse amare altri uomini. No, non era cos generoso. La vera ragione era l'altra, la prima. Gli
sfugg un sorrisetto nel pensare a un'espressione che avrebbe certo divertito i compagni di cella: non se l'era sentita di parcheggiare la sua macchina nel garage di Kahane.
Il mattino seguente telefon a casa di Dick Mellen. Gli rispose una domestica: Mellen era fuori citt per il weekend. Non sapeva dove fosse andato, ma di solito nel tardo pomeriggio controllava se ci fossero dei messaggi. Se Mellen gli avesse telefonato per dirgli della polizia, per avvertirlo di un arresto imminente, pens Griffin, avrebbe fatto di tutto per
mettersi in contatto con lui. Non l'aveva fatto, perci quel che aveva da
dire poteva benissimo aspettare fino a luned. Si trattava senz'altro di lavoro, e Griffin prese in considerazione le varie possibilit. L'avevano licenziato. Gli avevano offerto un'altra possibilit di lavoro. Magari Mellen
stava lasciando il suo studio legale e gli aveva telefonato solo per chiedergli se intendesse continuare ad avvalersi di lui come avvocato. No, non era
possibile che Mellen gli telefonasse in vacanza per dargli quel tipo di notizia, era ovvio che Griffin non avrebbe cambiato avvocato. Forse Levison
lasciava gli studios. Questo s era possibile. Gli subentrava Larry Levy.
No, no, impossibile anche questo, almeno per il momento. Mellen gli aveva telefonato solo per dirgli di divertirsi, per consigliargli un certo ristorante o una certa spiaggia. Non era da escludere. Griffin si chiedeva come avrebbe fatto a sopravvivere a quel week-end, pedinato dalla polizia messicana, senza sapere quale fosse il motivo della telefonata. Aveva davanti a
s tutto il sabato e tutta la domenica. Avrebbe potuto fingere di aver telefonato all'avvocato dal bureau dell'albergo e di aver saputo che era richiesta la sua presenza in citt per una riunione ad alto livello che si sarebbe

tenuta la domenica. June ci avrebbe creduto. La polizia, che lo stava sorvegliando, l'avrebbe lasciato tornare tranquillamente a casa, l'avrebbe fermato solo se avesse preso un aereo diretto a un luogo diverso da Los Angeles, se avesse comperato un biglietto per il Sudamerica. Ma se avesse lasciato Puerto Vallarta con due giorni di anticipo, la polizia di Pasadena, e
Susan Avery, non ne avrebbero dedotto che si sentiva braccato, non gli sarebbero stati ancora pi addosso? Meglio restare l, meglio far finta che
tutto andasse a gonfie vele. Perch se ne sarebbe dovuto andare dal Messico il giorno dopo esserci arrivato? Se avesse detto di essere tornato per
partecipare a una riunione, la Avery avrebbe controllato e, scoprendo che
non c'era nessuna riunione, avrebbe voluto sapere perch avesse mentito.
Devo fingere di essere un turista felice, un amante felice, pens. La
commedia dur tutto il week-end. Dopo aver fatto colazione, lui e June
presero una motobarca per andare a vedere una piccola, pittoresca baia
qualche ora a sud di Puerto Vallarta. Se qualche agente li aveva seguiti,
Griffin non riusciva proprio a individuarlo. Sulla motobarca c'era un'orchestrina e le coppie messicane ballavano mentre i turisti americani se ne
stavano seduti sui ponti superiori, a sbronzarsi di tequila e di birra Corona.
June prese Griffin per un braccio e lo trascin verso la pista da ballo. Gli
offr due tequila e lo costrinse a muoversi al ritmo della musica. Griffin le
era grato di quella possibilit di confondersi tra la folla. Ballava, felice di
ballare. Attorno a loro grassocce messicane con sandali dai tacchi alti e
dalla suola ortopedica danzavano con i loro uomini. Danzavano anche i
bambini. I messicani ballavano e gli americani stavano a guardare, e adesso ballava anche Griffin - male, lo sapeva, ma tutto l'alcool che aveva in
corpo lo teneva sulla pista, e poco importava che non avesse ritmo, se non
altro si muoveva. Baci June, sentendosi felice. Come se lo sarebbe ricordato, quel giorno, quando fosse stato in prigione!...
Nel tardo pomeriggio tornarono in albergo, fecero una doccia, e si distesero sul letto, pronti a fare l'amore. Erano stanchi entrambi. Dormirono.
Il primo a svegliarsi fu Griffin. Si era gi fatto buio, erano quasi le dieci.
June si mise seduta e lo segu con lo sguardo mentre si alzava dal letto e
usciva sul balcone. Il poliziotto era di nuovo in giardino.
Era inutile fingere di non averlo visto, pens Griffin, non si poteva
non notarlo; meglio fargli sapere che lui, il gringo, non lo snobbava facendo finta che fosse invisibile. Il poliziotto alz lo sguardo e Griffin lo salut
con un cenno della testa. Subito l'agente ricambi il suo saluto; quello
scambio di cortesie aveva qualcosa di rassicurante, faceva sperare in un

trattamento migliore in caso di arresto.


Ti amo, disse June alzandosi dal letto. Di nuovo gli and alle spalle e
l'abbracci appoggiandogli il mento sulla spalla. Poi ripet: Ti amo.
Griffin si chiese quanto potesse sapere quel poliziotto. Gli era stato solo
detto di tener d'occhio la coppia e di avvertire subito il posto di polizia
qualora i due si fossero furtivamente diretti verso l'aeroporto? O guardando
la coppia sul balcone vedeva due killer?
Bisognava rispondere qualcosa a June... Ma che cosa? Prese la mano che
gli stringeva il petto e la strinse affettuosamente, sperando che quel gesto
fosse interpretato come una tacita dichiarazione d'amore. Lei lo baci sull'orecchio.
Allora? disse June.
Ti amo anch'io. Sul serio. Il poliziotto si accese una sigaretta. June includeva anche lui nell'atmosfera romantica del posto? Lo vedeva davvero?
Sei uno degli uomini migliori che io abbia conosciuto in vita mia.
Hai preso una bella cantonata!
Non so cos'avrei fatto senza di te dopo che David stato ucciso...
Ti ho solo offerto un po' di comprensione.
A volte penso alla sera in cui morto David, alla sera in cui tu gli hai
telefonato. Se fossi morto tu quella sera, se avessero assalito te...
Io avevo lasciato la macchina sulla strada.
Ma se non l'avessi fatto, se l'avessi lasciata nel parcheggio dietro al cinema, l'assassino avrebbe potuto infierire su di te anzich su David. Sarebbe potuta capitare a te quella cosa orribile...
Gi. A me... Oppure a qualcun altro, magari. E se fosse toccato a qualcun altro ce ne saremmo tornati a casa tutti e due.
Ma se avessero ucciso te... Tu non eri tenuto ad andare al funerale di
David, eppure l'hai fatto. Io so gi che non ci sarei venuta, al tuo funerale,
dopo una sola telefonata. E credo che sarei stata malissimo, dentro di me.
Non so, nel mio cuore, nella mia anima. Avrei pensato: 'Accidenti, se non
gli avessi detto che David era a Pasadena lui, non sarebbe andato l, non
l'avrebbero ucciso...'
Be', saresti stata solo lo strumento del destino, perci non te ne saresti
potuta fare una colpa.
Ma il fatto che tu non eri tenuto a prodigarti, e l'hai fatto. Ti ho rispettato molto per questo, davvero.
Ma tra rispetto e amore corre una bella differenza!
Be', non sei affatto male... E sei anche ricco, il che non guasta.

Credevo di essere grasso.


Sono grassottella anch'io. Gli baci di nuovo l'orecchio. Il poliziotto si
allontan in direzione del grande bar dell'albergo.
Eri innamorata di David?
S.
Allora forse troppo presto perch tu possa essere innamorata di me.
Lo so, ma quello che sento, e non me ne importa di quel che possono
pensare gli altri.
Non sto parlando degli altri, sto dicendo che difficile capire i tuoi
sentimenti, visto che hai appena avuto un'esperienza cos orribile. Tutto resta confuso.
Dobbiamo solo essere cauti.
Sono un mostro, pens Griffin. Sono la persona peggiore che si sia
vista sulla faccia della terra.
Questa volta nel fare l'amore lui la controll attentamente, registrando
ogni vibrazione, ogni alterazione nel battito del cuore. Riusciva a guidare
il suo piacere col tocco pi leggero che si potesse immaginare; era come se
sfiorandola col suo campo magnetico riuscisse a cogliere ogni minimo impulso con la punta di un dito, e a restituirglielo, accumulando tensione per
poi liberarla. Il misuratore di tensione era il suo respiro. Lei avrebbe voluto
portarlo all'orgasmo, ma lui non glielo consentiva. Il suo desiderio aumentava a dismisura, ma lui continuava a dirle di no.
Perch? gli chiedeva lei. Era tutta sudata e i capelli fradici le si incollavano alla fronte, nascondendo gli occhi appannati.
Non ancora, era tutto ci che riusciva a rispondere Griffin, offrendole
la speranza come una droga.
Pensava a Bonnie Sherow. L'avrebbe considerato il diavolo in persona
se avesse saputo che faceva l'amore in modo cos superlativo con la donna
che aveva reso vedova? E il modo era davvero superlativo. Come avrebbe
potuto non esserlo se quello era il suo ultimo week-end con una donna?
C'era mai stato un uomo pi altruista? Per forza lei lo amava: chi era mai
stato altrettanto generoso con lei? Si chiese se non stesse per caso facendo
l'amore come una donna. Con le dita riusciva a fare un sacco di cose, dando a ciascuna di esse un suo carattere, regalando a June tutto un drappello
di amanti. June capiva questo, sapeva trattenersi. Bonnie sembrava sempre
altrove... Ma perch si preoccupava ancora di lei, perch non l'aveva ancora scacciata dai suoi pensieri?
La domenica rimasero in albergo e fecero un'abbondante colazione al

buffet allestito in sala da pranzo. Mangiarono papaya al lime, uova con


salsicce messicane, fagioli, panini tostati, e bevvero caff in cui erano mescolati cioccolata e cannella. Andarono in spiaggia, si cosparsero a vicenda
di lozione antisolare, noleggiarono un ombrellone e dormirono. I poliziotti
si avvicinarono varie volte, ma ormai a Griffin non importava pi di loro.
Era in una gabbia aperta verso la California e la polizia messicana non poteva toccarlo, poteva soltanto stare l a guardare. Guardi pure! pensava.
Si fecero portare il pranzo in spiaggia - morbidi tacos avvoltolati, ripieni
di pesce al forno, avocado e lime. Dopo un sonnellino andarono a fare il
bagno. Rimasero in acqua per un'ora e mezzo, a galleggiare, a toccarsi le
gambe a vicenda, ad andare a nuoto da una boa all'altra.
Che soggetto era? chiese lei a un certo punto.
Quale soggetto?
Quello di cui volevi parlare a David.
Che fosse la prima bordata di un interrogatorio? Susan Avery l'aveva istruita? Griffin avrebbe potuto dirle che se l'era dimenticato, ma nessuno
gli avrebbe creduto. Volevo parlargli della sua storia ambientata in Giappone.
Ah, quella mi sempre piaciuta, disse June. Magari avesse scritto
l'intero copione!
Gi. Cos'altro avrebbe potuto dire?
Per qualche minuto restarono entrambi zitti. Una barca a vela si era avvicinata alla spiaggia e le persone a bordo li stavano salutando. Lasciandosi galleggiare, June osservava un turista col paracadute che si faceva trascinare da un motoscafo attraverso la baia, molto al di sopra del livello dell'acqua.
Credo di non essere mai stata cos rilassata, disse. E probabilmente
non lo sei mai stato nemmeno tu.
Probabilmente no.
Quanto durer?
Partiamo domani mattina.
No, fino a quando durer questa sensazione?
Finch durer l'abbronzatura.
Posso farti una domanda?
Naturalmente.
Come mai non hai una ragazza?
Ce l'ho, pi o meno. Voleva dire a June almeno un po' di verit.
Quella che non poteva venire al ballo.

S.
Lei lo sa che sei qui con me?
No.
Dov'?
A Los Angeles.
Perch non sei qui con lei?
Le ho detto che avevo un impegno. Non siamo pi vicini come una volta.
La vedrai luned sera?
Non credo. Continuiamo a fare dei progetti, ma in pratica non ci vediamo mai.
Allora non proprio la tua ragazza.
I suoi amici direbbero di s. E immagino che anche i miei amici direbbero la stessa cosa.
Le dirai di questo week-end?
Non lo so.
Perch no?
Non lo so.
Non si direbbe che sia proprio la tua ragazza. Tu non la ami, vero?
Mi pare di averti detto che amo te.
Gli uomini dicono un sacco di cose che non pensano.
Io l'ho sempre pensato.
S, questa una delle cose che si sentono dire dagli uomini, la dicono
spesso.
No, non l'amo.
E le hai detto di amarla?
Da parecchio tempo a questa parte, no.
E lei ha detto che ti ama?
Non mi pare.
Impossibile! Non ci si dimentica di essersi sentiti dire da qualcuno che
ci ama!
S, una volta me l'ha detto. Ma subito dopo ci siamo lasciati. Poi ci
siamo risentiti.
Adesso hai conosciuto me.
S. Griffin pens a una domanda da fare. Che cosa si aspettava June?
E perch non aveva sposato Kahane? Diffidava come lui del matrimonio?
Erano tutti e due dei tipi che si fidavano poco? Ma le sue domande non erano un po' troppo intenzionali? Cercava forse di forzargli la mano? A-

vrebbe preferito che lui le mentisse? O qualche cellula del suo corpo sapeva che era stato lui a uccidere Kahane? Lo stava esaminando in vista del
processo? No, questa non era una domanda da fare. Ma le altre s, avrebbe
potuto farle, magari premettendo: Be', chiariamo un po' le cose, vediamo
come ce la caviamo in un confronto diretto, mettiamo alla prova quest'amore. Forse era meglio lasciar fare a lei. Era il minimo che lui potesse
concederle.
Bisognava dire qualcosa. Credo di averti delusa perch non sono il santo che pensavi io fossi, perch ti ho nascosto qualcosa, perch non ho detto
a una vecchia fiamma che sarei andato nel Messico con un'altra donna.
Sono solo un uomo. Anche se ho un grande ufficio e una bella macchina,
anche se so portare lo smoking e chiamare una limousine, dando l'impressione di essere uno che sa il fatto suo... L'amore confonde chiunque, e io
non faccio assolutamente eccezione.
Si erano lasciati trasportare dalla corrente un miglio pi in l, lungo la
spiaggia. June spruzzava distrattamente l'acqua, come una bambina annoiata che aspetta di sentirsi dire di smetterla di giocare con l'acqua. Lui
l'aveva mortificata? Non era nelle sue intenzioni. June ce l'aveva con lui
perch non le aveva detto di Bonnie, n aveva parlato a Bonnie di lei, e anzich alimentare la sua collera si era di nuovo trasformato nell'eroe della
ragione. June nuot verso di lui e con braccia robuste lo spinse indietro,
sfidandolo a resistere. Poi lo insult perch si sentiva maltrattata da lui,
dalla vita, dalla sofferenza, e perch lo amava. Infine lo baci.
Torniamo in albergo, disse guidandolo verso la spiaggia.
Quella sera andarono a letto, e di nuovo lui l'eccit con le mani. Lei cercava di toccarlo, ma lui non le lasciava fare ci che voleva. Questa volta
June non chiese nemmeno perch.
Quando lasciarono l'albergo, il mattino dopo, June non si accorse della
macchina della polizia che li seguiva dall'hotel all'aeroporto. Dopo aver
superato i controlli doganali, aspettarono nella hall, sempre scortati dalla
polizia. Andarono nel duty-free shop, dove Griffin comper a June il suo
profumo preferito, quello di Carl Lagerfeld, chiedendosi se non fosse il caso di comperarne un flacone anche per Bonnie. Impossibile, perch June
restava incollata al suo fianco. Be', avrebbe sempre potuto comperarlo in
un grande magazzino. Se avessero usato entrambe lo stesso profumo, gli
sarebbe stato pi facile passare impunemente dall'una all'altra.
Salirono sull'aereo, e arrivarono a Los Angeles.

17
Se al loro arrivo a Los Angeles Susan Avery o qualcun altro della polizia di Pasadena li stava sorvegliando, la sua presenza era del tutto invisibile. Griffin sentiva una certa nostalgia dei poliziotti messicani. Avrebbe dovuto salutarli. Sarebbero stati informati del suo arresto? Sarebbero stati
ringraziati formalmente per la loro collaborazione? Griffin si chiese pigramente se il Dipartimento di Stato intervenisse in tutte le cacce all'uomo
internazionali. Poi si chiese perch mai gli interessasse saperlo, e cap che
era perch voleva sentirsi importante.
Un autista di limousine con un cartello su cui era scritto a grandi lettere
MR MILL ritir il loro bagaglio all'uscita del terminal.
Non appena furono in macchina Griffin telefon a Jan. Sono tornato,
l'inform.
Com' andata nel Messico?
Ha telefonato Dick Mellen?
S, e anche la sua vecchia amica Susan Avery. Vuole che lei la richiami
immediatamente. Io le ho domandato se avevano risolto il caso e lei mi ha
risposto che, essendo superstiziosa avrebbe preferito non rispondere, per
scaramanzia.
Griffin non aveva nessuna voglia di telefonare a Susan Avery dalla macchina, in presenza di June. Se dovesse richiamare dille che le telefoner
dall'ufficio. Dovrei esser l tra tre quarti d'ora.
Telefon invece all'avvocato. La segretaria glielo pass subito dopo aver
interrotto un'altra telefonata facendo il nome di Griffin.
Il signor Mill! esclam Dick Mellen con entusiasmo, come se non vedesse l'ora di dargli qualche buona notizia.
Ci sono buone nuove? chiese Griffin stando al gioco.
Ti andrebbe di dirigere una casa di produzione?
Degli studios?
No. Un ufficio, qualche assistente, qualcuno che si occupa degli Affari
generali, e sessanta milioni di dollari da gestire.
Tutto qui? Quanti film si possono fare con sessanta milioni di dollari?
Quattro o cinque all'anno.
E chi il distributore?
La Tri-Star o la MGM, non stato ancora deciso.
Non credo, non so... Lasciami il tempo di riflettere. Quanto sono disposti a pagarmi?

questa la buona notizia! Ti vogliono a ogni costo, e per i prossimi


due anni sono disposti a pagarti ottocentomila dollari, pi un certo numero
di azioni e una cointeressenza in ogni film. Sanno tutto di te, e gli piaci. E
vedrai che loro piaceranno a te.
Lasciami riflettere.
Vogliono una risposta entro domani. C' gi qualcun altro che sarebbe
interessato, ma stato fatto il tuo nome e hanno voluto sapere da me se eri
disponibile. Due settimane fa avrei risposto di no, ma Larry Levy non
uno da prendere sotto gamba... Per dire le cose come stanno: per te c' aria
di tempesta, agli studios.
E i tuoi amici mi vogliono ugualmente?
E i miei amici ti vogliono ugualmente.
Secondo te dovrei accettare?
un rischio. Pu anche andar male. E se fallissi potrebbe poi riuscirti
difficile trovare un posto importante in una casa di produzione di primo
piano. Ma tu non fallirai affatto, anzi avrai un grande successo, farai un
sacco di soldi e ti divertirai moltissimo.
Si salutarono.
Buone notizie? chiese June.
Non saprei. Faccio lo stesso lavoro da parecchio tempo e mi si offre
qualcosa di diverso, ma non si tratta di un lavoro particolarmente prestigioso. Se l'accettassi la gente potrebbe anche pensare che gli studios mi
abbiano licenziato... una piccola casa di produzione che ha bisogno di un
capo.
L'idea stimolante!
Una volta ho rifiutato l'offerta di dirigere la Columbia per un milione di
dollari all'anno.
E perch?
Volevo dirigere gli studios per cui lavoro.
Ma quelli li dirige Levison!
Gi, ma avevo l'impressione che stesse per andarsene.
Stavano risalendo la Outpost; la casa di June era dietro alla seconda curva.
stato un bellissimo week-end, disse lei. Peccato che sia finito cos
presto...
Dopo un ultimo bacio discreto si congedarono con una stretta di mano.
June batt leggermente sul braccio di Griffin e aggiunse: Grazie. L'autista le port la valigetta fino alla porta di casa, e lei prima di entrare si volt

a salutare ancora una volta con la mano. Forse non l'avrebbero arrestata
subito, pens Griffin.
Telefon a Susan Avery mentre la macchina procedeva verso Burbank.
Rispose lei stessa.
Mi ha chiamato? chiese Griffin. Ovviamente la Avery era al corrente
del rapporto fatto dalla polizia messicana, e sapeva dell'abbraccio sul balcone e del bacio nell'oceano.
Salve, Griffin, come sta? Il tono era troppo cordiale. Griffin aveva la
netta sensazione di essere intrappolato dalla tecnica.
Benissimo, sono appena tornato da un week-end nel Messico. Peccato
che non ci sia rimasto un mese!
E perch non l'ha fatto?
Temo sempre che mi cambino la serratura dell'ufficio, se sto via troppo
a lungo.
Dov' stato?
A Puerto Vallarta.
Oh, un bel posto.
Che cosa c', Susan?
Be', Griffin, so che le abbiamo gi portato via molto tempo e le prometto che dopo quest'ultima richiesta non la disturberemo pi, credo.
Si scoperto qualcosa?
Non ne siamo ancora sicuri. Senta, Griffin, mi difficile dirglielo perch lei mi simpatico, ma... dovrebbe mettersi in contatto con un avvocato
e venir qui con lui, al posto di polizia. Pu anche venire da solo, se crede,
ma, da amica, le consiglio di portarsi un avvocato.
Non sar accusato del delitto? Meglio affrontare la situazione di petto
che far finta di non sapere che tegola gli stesse cadendo sulla testa.
Ho detto al capitano che lei si sarebbe presentato anche senza mandato
di comparizione, ma se preferisce che le sia notificato l'ordine in ufficio
per noi fa lo stesso.
Sar l tra mezz'ora, si affrett a dire Griffin, e riagganci. Disse all'autista della limousine di tenersi sul lungo boulevard che passava davanti
agli studios e di restarci fino a Pasadena.
Se non avesse chiamato un avvocato sarebbe sembrato un colpevole che
volesse farsi passare per innocente? D'altra parte non osava chiamarlo, un
avvocato. Per procurarsi un penalista sarebbe dovuto passare attraverso
Mellen, il cui motto era: Fidati di tutti, non fidarti di nessuno. Era meglio che a Hollywood non si sapesse che era stato sospettato di un delitto,

visto che c'era ancora qualche speranza che non l'arrestassero... Comunque
gli occorreva un avvocato: ovviamente c'era un testimone, o un'impronta
digitale, qualcosa di concreto, insomma. Telefon a Mellen. La sua segretaria gli disse che era in riunione.
Senta, mi occorre aiuto, ma subito! Siamo bloccati da un problema relativo a un certo soggetto. Pu consigliarmi un buon penalista?
Phil Brophy.
Bene, mi d il suo numero?
Appena avuto il numero, Griffin telefon al penalista. Fece il nome di
Mellen alla sua segretaria, e precis che si trattava di un'emergenza. Lei gli
disse che Brophy era in tribunale. Griffin chiese di parlare con un altro avvocato, uno qualunque. Lei gli pass Jeff Beckett. Beckett aveva una voce
chiara, squillante.
Mi chiamo Griffin Mill e sono un cliente di Richard Mellen, dello studio Mellen, Ottoway e Green.
Ah, lei nel mondo dello spettacolo.
Pu ben dirlo! Signor Beckett, non so di che cosa si tratti esattamente,
ma al posto di polizia di Pasadena mi hanno detto di presentarmi con un
avvocato. Le spiegher poi, di persona. Ho bisogno di aiuto, subito, e sono
disposto a spendere qualsiasi cifra.
C' un mandato di arresto?
No, solo un ordine di comparizione.
E di cosa l'accusano?
Allora, pu venire, s o no?
Sar l tra un'ora.
S, a quel punto anche un innocente si sarebbe portato un avvocato di
grido per intimidire la polizia.
Quando la limousine entr nel parcheggio del posto di polizia Griffin
disse all'autista che preferiva aspettare qualche minuto. Squill il telefono.
Era Levison.
Dove sei?
Sono bloccato dal traffico.
Sei mancato a una riunione generale.
Un momento, mi hai autorizzato tu a prendermi una vacanza!
S, ma avresti dovuto essere qui stamattina!
Invece ci sar nel pomeriggio.
una cosa molto seccante.
Griffin riagganci. L'autista batt sul vetro divisorio. Griffin l'abbass.

Dovr fermarsi qui a lungo? Forse meglio che io avverta l'ufficio...


Dovrei passare a prendere delle persone a Beverly Hills tra venticinque
minuti e far tardi di sicuro.
Mi dispiace, ma ci vorr un po' di tempo. assurdo, ma la societ che
mi ha fatto il leasing per la macchina mi accusa di furto.
E perch?
Perch sono degli idioti, ecco perch! Non volevano darmi un'altra
macchina anche se la mia era sempre in panne, e non volevano nemmeno
accollarsi la spesa delle riparazioni, perci io ho sospeso i pagamenti.
Che tipo di macchina era?
Prova a indovinare.
Una Porsche.
Esatto.
Perch ha smesso di pagarla?
Probabilmente quello che vogliono sapere adesso. Mi batter per una
questione di principio, ma non voglio essere incriminato per questa faccenda, capisci cosa intendo dire? Le impronte ditigali e tutto il resto. In
fondo non poi una battaglia cos importante.
Capisco.
Ormai ora di entrare, disse Griffin.
Dovrei prima parlare con l'ufficio, disse l'autista. L'ufficio l'autorizz
a restare con Griffin.
L'autista scese a terra per andare ad aprire la portiera a Griffin, ma Griffin lo blocc: non voleva assolutamente mettersi in mostra nel parcheggio
del posto di polizia, perlomeno non pi di quanto avesse gi fatto arrivando l in limousine.
Susan Avery l'accolse nell'ingresso. La ringrazio, disse. E se sapesse
tutto? pens Griffin. Se sapesse delle cartoline e della vera ragione per
la quale ho ucciso Kahane? Mi tratterebbe con riguardo, sapendo che potrei cavarmela con l'attenuante dell'infermit mentale? Dovrei cominciare a
comportarmi come uno squilibrato?
Il mio avvocato in arrivo... Ho pensato che fosse meglio farlo venir
qui. Non so che cosa bolla in pentola, ma uno strano modo di condurre
gli affari!
Quali affari?
Sono tutti affari.
Vogliamo che lei prenda parte a un confronto.
Gliel'ho gi detto, io non ho visto nessuno! Una reazione infelice, non

bisognava essere insolenti.


Griffin, vogliamo che lei si metta in fila con gli altri.
Non prima che arrivi il mio avvocato. Non era certo il momento di dire qualcosa di banale, come: Ma non potete lasciarmi in pace?
La Avery lo fece accomodare in sala d'aspetto. Jeff Beckett arriv mezz'ora dopo. Era sui quarant'anni e aveva i capelli ricci e scuri. Camminava
con le spalle un po' curve e aveva una stretta di mano decisa. Griffin ebbe
l'impressione che giocasse a squash. Si capiva che ai tempi del liceo doveva essere stato uno studente ansioso di distinguersi, un vero campione in
fatto di dibattiti, l'orgoglio di sua madre. Griffin lo trov simpatico.
Allora, perch l'hanno fatta venir qui? chiese Beckett.
Credo che l'accusa sia di omicidio.
E come mai non l'hanno ancora arrestato?
Non vuol sapere se sono colpevole o meno?
Questo lo diranno i giurati, e comunque non glielo chiederei qui, rispose Beckett, indicando la stanza.
Vogliono mettermi in fila con degli altri, per un confronto. Sono stato
tra gli ultimi a vedere una certa persona prima che questa venisse assassinata. Circa un mese fa. A Pasadena. Io lo conoscevo appena, quel ragazzo.
Non posso certo sottrarla al confronto senza suscitare scalpore, e lo
scalpore, si sa, non fa mai buona impressione.
Ma se il testimone pensa che sia proprio io l'assassino? Se fra tutti i
presenti indica proprio me?
In questo caso penso che l'arrestino. La tireremo fuori con una cauzione, e ci batteremo come leoni.
Griffin rimase zitto.
Senta, disse Beckett, una faccenda seria, e si deve seguire una certa
prassi. Sar costantemente al suo fianco.
Uscirono dalla stanza. Susan Avery and loro incontro e fece strada a
Griffin attraverso un meandro di corridoi e di scale, infine apr una porta e
lo fece entrare in una stanzetta in cui c'erano gi altri cinque uomini. Griffin ne riconobbe uno: era l'agente che aveva visto al posto di polizia, la
prima volta che c'era stato. Gli altri non li conosceva. Due dei presenti avevano pi o meno la sua corporatura e il suo colore di capelli - fisico robusto, capelli castano chiaro. Degli altri tre, uno era pi alto di lui, uno pi
basso, e uno decisamente grasso.
Un poliziotto assegn loro dei numeri e li mise in fila. Poi apr una porta

e fece entrare tutti e sei in una stanzetta che aveva una parete a specchio e
la parete opposta a righe orizzontali, per valutare l'altezza delle persone in
esame. Tutti quanti furono fatti voltare verso lo specchio, dietro il quale
c'era qualcuno che li stava osservando. Susan Avery era l, dietro a quello
specchio. La stanzetta era isolata acusticamente: non si poteva sentire che
cosa dicesse il testimone. Chiss perch, Griffin era convinto che il testimone fosse una donna.
A ciascun uomo, a turno, fu detto di fare un passo avanti e poi di voltarsi
da una parte e dall'altra. Griffin era il numero due. Cerc di avanzare come
avrebbe potuto, secondo lui, fare un poliziotto - con un passo deciso, un
po' militaresco. Il vero poliziotto, che veniva subito dopo di lui, avanz invece lentamente. Che volesse sembrare colpevole?
Griffin fu fatto avanzare un'altra volta, e cos pure il numero uno, che
era pi alto di lui.
Dopo una decina di minuti furono riportati tutti nella prima stanza, dove
aspettarono a lungo. Griffin avrebbe voluto chiedere all'autista della limousine di portargli lo spazzolino e il rasoio che erano nella sua valigetta.
E anche un po' di biancheria pulita, magari.
Susan Avery entr nella stanza e ringrazi tutti. Alle sue spalle c'era Jeff
Beckett.
Abbiamo finito?
Non c' altro, rispose la Avery.
Hanno riconosciuto qualcuno?
Hanno riconosciuto lei.
Dato che io ero sulla strada adiacente quando stato commesso il delitto, un testimone potrebbe avermi visto l ed essersi ricordato della mia faccia, vedendomi in quella fila...
Alla difesa ci penso io, tagli corto Beckett.
Griffin non riusciva a credere che fosse tutto finito. Stavano scherzando!
Evidentemente Susan Avery aveva seguito una pista perch, s, qualcuno
aveva assistito al delitto, ma era buio, e quel qualcuno non poteva certo
averlo identificato. Non era possibile che la Avery pensasse davvero che
fosse stato lui a uccidere Kahane! Stava solo facendo il suo lavoro.
E cosa fate adesso? chiese Griffin.
Devo solo farle qualche altra domanda.
In presenza del mio avvocato.
In presenza del suo avvocato.
D'accordo.

Da quanto tempo conosce June Mercator?


Dal funerale di Kahane.
E prima non vi eravate mai incontrati.
No.
Conosceva bene Kahane?
Per la verit, no. Praticamente non lo conoscevo affatto.
Grazie, Griffin. Mi scusi per il disturbo.
Se prendete l'assassino, fatemelo sapere. Si strinsero la mano con calore, e Griffin usc con Beckett in pieno sole.
Allora, avvocato, quanto mi venuta a costare questa faccenda?
Duecentocinquanta dollari.
Venga nel mio ufficio. Accompagn Beckett alla limousine, e tir
fuori dal portafoglio i traveller's cheque. Ce n'erano quattro da cento.
Ha i cinquanta di resto? chiese. Firm tre cheque, l'avvocato gli diede
tre biglietti da venti, e lui gliene restitu due da cinque. La parcella era saldata.
La Avery pensa che lei sia colpevole, disse Beckett. Secondo me
convinta che lei l'abbia solo fatta franca.
un problema suo, fu il commento di Griffin. Un'affermazione un po'
debole, ma non gli era venuto in mente nient'altro che potesse farlo sembrare innocente. Ma forse la cosa non aveva molta importanza. Sapeva che
i sospetti della Avery si basavano soprattutto sullo stupido monologo che
lui aveva fatto al poliziotto che l'aveva seguito nel Beverly Hilton.
Mi saluti Dick Mellen, concluse Beckett.
Griffin si port un dito alle labbra, per fargli capire che doveva tenere la
bocca chiusa. Beckett cap.
L'autista chiese a Griffin come fossero andate le cose.
Tutto sistemato.
Bene. Vuol tornare in ufficio?
No, portami a casa. Beverly Glen.
Mentre la limousine attraversava Pasadena, Griffin telefon a Dick Mellen.
S, quel lavoro mi interessa. Fissa pure un incontro.
Non te ne pentirai.
Questo non puoi dirlo, ribatt Griffin.
Allora non me ne pentir io.
un passo importante.
Certo, puoi avere dei dubbi, lo capisco, ma vedrai che ti troverai benis-

simo. Quella gente ha piena fiducia nei tuoi gusti, nel tuo modo di vedere
le cose.
Griffin sorrise e si rilass. Era piacevole sorridere cos, con naturalezza,
una volta tanto! Si sentiva in armonia col mondo che lo circondava, poteva
congedarsi dalla tensione, dirle di fare i bagagli e sparire.
Quel giorno si sarebbe dato per malato. Forse Levison se la sarebbe presa con lui; e con questo? Non gliene importava niente di non rivedere pi
lui, l'ufficio, gli studios. Che mi butti pure fuori! pens. Perch stare a
preoccuparsi di Larry Levy, di Oakley e Civella, perch continuare a sorbirsi quella gente? C'erano ben poche possibilit di diventare direttore di
produzione, quel posto con ogni probabilit se lo sarebbe accaparrato
Larry Levy. E poi, dentro di s, Griffin sentiva di non volerlo nemmeno
pi, quel lavoro. Aveva fatto bene Mellen a trovargli l'altra casa di produzione. Era ancora giovane e forte, gli andava di cambiare.
EPILOGO
Erano ormai passati sei mesi. Griffin calcolava il tempo non dal giorno
del confronto al posto di polizia o da quello in cui aveva lasciato gli studios, ma dall'ultimo contatto che l'Autore aveva avuto con lui, dalla telefonata. Erano successe tante cose, e cos in fretta, che i giorni erano volati
senza che il suo pensiero andasse mai all'Autore.
Jan l'aveva seguito nel suo nuovo lavoro. Griffin aveva deciso di tenerla
con s dopo aver ben soppesato gli svantaggi - il fatto che lei lo conoscesse
fin troppo bene, che fosse stata al suo fianco al tempo delle cartoline e nei
giorni immediatamente successivi all'arrivo di Larry Levy e all'uccisione
di David Kahane - e i vantaggi: addestrare una nuova segretaria sarebbe
stato difficile, e avrebbe richiesto un periodo di tempo che con ogni probabilit gli sarebbe mancato.
Quel giorno lei gli mise tra la posta in arrivo una grande busta rossa
quadrata, col timbro postale di Seattle e, in basso, di traverso, la scritta
PERSONALE. Nella busta c'era un cartoncino di auguri doppio con l'immagine, piuttosto stucchevole, di un romantico tramonto sulla spiaggia. Al
suo interno c'erano mille dollari in contanti, e una lettera ripiegata in quattro:
Caro Griffin,
come vedi sono fuori citt e conto di fermarmi qui a lungo, for-

se per sempre. molto meglio cos. All'inizio non sapevo come


mi sarei trovato, se mi sarebbero mancati Los Angeles e il mondo
del cinema, se mi sarei odiato per aver gettato la spugna, ma andata diversamente. Be', mi secca vedere dei film scritti da gente
che conosco, ma ne conosco cos pochi di autori che la cosa non
costituisce un problema. E poi, in fondo, vedere i film dei colleghi
che hanno sfondato mi disturbava anche in citt. Ho deciso di
mollare tutto il giorno in cui un mio amico, uno di quelli che hanno avuto fortuna, mi ha raccontato una certa storia... Be', non era
proprio una storia, ma un episodio, una scena. Una domenica pomeriggio il mio amico stava lavorando in casa di un produttore, a
Malibu. Il produttore ha un padre ricchissimo, e questo fa parte
della storia. Lavoravano su un copione. Alla fine della giornata
arrivato un famoso attore cinematografico, non star a precisare
chi fosse... Anzi, no, che diamine!, era Arnold Schwarzenegger.
Era stato invitato l a cena. Il mio amico invece non era stato invitato, e nemmeno si aspettava un invito, ma questo non c'entra.
Schwarzenegger aveva un aspetto magnifico, fumava un grosso
sigaro e faceva domande intelligenti sul copione al quale gli altri
due stavano lavorando. Il mio amico ne era rimasto molto colpito.
Man mano che lui mi raccontava quella storia io cercavo di ridimensionare i vari personaggi, di smitizzarli. Per esempio, quando
il mio amico mi ha descritto la casa io ho osservato: Ma mica
sua, quella casa, di suo padre. E il mio amico ha replicato:
No, no, proprio sua! Gliel'avr comprata suo padre, faccio
io. E lui: Certo, e con questo? Be', quel Certo, e con questo?
mi ha fatto smettere di essere un disfattista. Il produttore si godeva la vita, si divertiva, non era confuso, non odiava se stesso. E a
quel punto ho pensato: Perch tormento quel Griffin Mill? una
cosa assurda! Perch invidio un bambino ricco a cui il padre ha
regalato un recinto da tre milioni di dollari? Mio padre un po' di
aiuto me l'ha dato, perci io sto sempre meglio di chi ha dovuto
sudarsi ogni centesimo! Non sono riuscito a fare nessun film... e
con questo?
I soldi... sono per i vetri della macchina, con tante scuse.
Cos l'Autore se n'era andato da Hollywood. Si era pentito delle sue minacce, si era ripreso dal suo delirio di odio. Griffin era contento per lui. Tra

tutti quelli che avrebbero fatto bene ad andarsene erano cos pochi quelli
che se ne andavano davvero! Accartocci la busta e si mise in tasca soldi,
cartoncino e lettera.
Chiss cosa faceva adesso l'Autore? Lavorava in una libreria? Era rientrato nell'azienda di famiglia? Insegnava all'universit o in qualche liceo?
E se la prendeva davvero cos poco per non aver mai visto portare sullo
schermo un suo copione? Avrebbe mai scritto qualcos'altro? E se l'avesse
fatto, sarebbe andato a proporlo proprio a lui? Griffin guard fuori dalla
finestra, in direzione di Century City. Di sicuro l'Autore aveva seguito la
sua carriera, sapeva del suo nuovo lavoro, sapeva che Levison era stato tagliato fuori e che adesso a capo degli studios c'era Levy. Quel che non poteva sapere era che adesso Griffin e Levy erano amici, perch Griffin aveva lasciato gli studios prima di scontrarsi con Levy e quindi non c'era motivo di disaccordo. Avrebbe capito l'Autore che a Griffin piaceva molto il
suo nuovo lavoro, che gli piaceva molto lavorare a Century City? L poteva concentrarsi sulla realizzazione dei film: una pellicola era gi in lavorazione e un'altra era praticamente pronta, questione di poche settimane.
Quella sera, uscendo dall'ufficio, Griffin torn a casa passando per Beverly Hills. Aveva in tasca mille dollari e voleva fare un regalo a sua moglie. I negozi, per, erano gi chiusi. Pazienza, sarebbe tornato il giorno
dopo, per comperarle una collana di perle. O quei soldi avrebbe dovuto
darli a dei senzatetto, accampati in qualche parcheggio cittadino?
Svoltando nel vialetto d'accesso di casa sua diede un'occhiata allo specchietto retrovisore. No, non lo seguiva nessuno. Tir fuori i quattrini dalla
tasca e li infil nel vano portaoggetti. Se quella sera fossero andati a cena
fuori e la polizia li avesse fermati per eccesso di velocit, sarebbe stato costretto a esibire il libretto di circolazione e il documento dell'assicurazione,
cos sua moglie avrebbe potuto vedere quei mille dollari... Chiuse a chiave
il vano portaoggetti e decise che, se fossero usciti, avrebbero preso la macchina di sua moglie: la Saab.
FINE