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30 Maggio 2016, Torino

Palazzo Lascaris
Aula del Consiglio Regionale del Piemonte
Giornata conclusiva del corso promosso dal CESEDI
RADICI, RADICALIZZAZIONI E TERRORISMO: UNA DIDATTICA DI PREVENZIONE

Bismi-Llhi-r-raHmni-r-raHm
Nel nome di Dio il Misericordioso nella trascendenza, il Misericordioso nellimmanenza
Buongiorno a tutti, sono Jalila Ferrero della Coreis commissione educazione, ringrazio il Cesedi e in
particolare il dott. Luca Guglielminetti e il dott. Claudio Vercelli per averci coinvolti in questo progetto e
per questa bella e importante occasione di conoscenza e approfondimento vissuta insieme, unesperienza per
certi versi nuova, sia per il tema, ma soprattutto per il metodo con cui stato realizzato. La COREIS
(Comunit Religiosa Islamica) Italiana stata coinvolta per contribuire alle lezioni oltre che con elementi di
carattere storico, sociologico, antropologico, anche per la possibilit di dare una testimonianza diretta e
vissuta di un Islam sapienziale, autentico e dialogante.
Si potuto apportare con modalit, piani e competenze diverse un contributo per favorire un migliore
discernimento e conoscenza nellodierna confusione, come antidoto ai pregiudizi, alla discriminazione e
allesclusivismo, da qualsiasi parte possa manifestarsi. Muovendo da una prospettiva religiosa islamica, il
metodo pi efficace per prevenire il radicalismo in tutte le sue forme, quello di lavorare sulleducazione e
sulla formazione, poich la corretta conoscenza lesatto opposto dellignoranza, la quale deve esser vista
come la vera causa, evidente o celata, dellesclusivismo confessionale che pu degenerare nel radicalismo
violento.
In questo ciclo di lezioni, nel quale io stessa insieme a Irshad Carrara abbiamo svolto il ruolo di
coordinamento, si sono alternate le voci di quattro imam della COREIS, dal Piemonte alla Lombardia e al
Veneto. Tra questi cito in particolare il responsabile del progetto, limam Isa Abd al-Haqq Benassi, membro
della nostra Commissione Educazione e tra i principali esperti in Italia sullantiradicalismo, il quale in questi
anni ha preso parte a diversi programmi internazionali di formazione per i responsabili delle comunit
islamiche provenienti da tutta Europa, ha collaborato con numerose organizzazioni come lOSCE
(Organization for Security and Cooperation in Europe), e in particolare lODIHR (Office for Democratic
Institutions and Human Rights), per quanto riguarda il monitoraggio e la prevenzione delle violazioni della
dignit dei musulmani che vivono in Europa.
Il lavoro che la Commissione Educazione della COREIS cerca di portare avanti, anche grazie allintesa
sottoscritta nel 2013 con Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca (MIUR), quello di
contribuire per una vera educazione interculturale e interreligiosa, grazie a una sinergia intelligente tra
comunit religiose, istituzioni civili e strutture educative, come abbiamo potuto fare nel 2014 e nel 2015 con
la Giornata della Cultura Islamica in due istituti superiori proprio qui a Torino.
Nel corso delle lezioni, come hanno ben illustrato il dott. Guglielminetti e il dott. Vercelli, nelle quali ci
siamo concentrati come metodo sulla chiarificazione a partire da alcuni binomi di parole e concetti, si sono
potuti chiarire diversi aspetti che differenziano la religione autentica dallopera di cattivi predicatori che
tradiscono il carattere delleredit profetica, de-contestualizzando alcuni versetti del Sacro Corano e
strumentalizzando alcuni detti profetici, per fini di carattere non religioso ma di potere mondano orientati
alla ricostituzione artificiosa e utopistica di pseudo-califfati. Si potuto chiarire il vero significato di alcuni
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termini tra quelli oggi pi spesso utilizzati a sproposito, come jihad, Califfato, sharia, la comprensione della
realt che essi esprimono necessita, innanzitutto, di sgomberare il campo da tutta una serie di confusioni, in
parte dovute a vere e proprie incomprensioni dottrinali, ma in parte dovute anche alla mera malafede che
sempre accompagna le strumentalizzazioni politiche della religione.
Ad esempio per restituire alla parola jihd il suo significato autentico e spirituale, abbiamo attinto dalla sua
etimologia che sforzo sulla via di Dio (jihd f sabli-Llh), al quale tutti i musulmani sono chiamati, per
saper combattere e vincere in s le tendenze al male e allignoranza, come le passioni, gli istinti, lideologia e
lindividualismo. Tale sforzo deve rispondere a unintenzione volta essenzialmente alla realizzazione di una
pacificazione dellanima riassorbita nella sua dimensione pi profonda di armonia spirituale nellOrdine
divino, unarmonia da realizzare con coerenza anche in questo mondo. Esso non ha dunque nulla a che fare
con lideologia, il terrorismo, la violenza.
Per quanto riguarda il califfato abbiamo potuto affermare con forza che non esiste oggi alcuna autorit
legittima che possa attribuirsene la funzione da un punto di vista politico, che si esaurita definitivamente
dopo la caduta dellimpero ottomano, tanto che nel maggio del 1926 si svolse al Cairo il consiglio islamico
internazionale dove le pi grandi autorit religiose convenute stabilirono la fine del califfato come Istituzione
religiosa di riferimento per tutti i musulmani, si esauriva un sistema di potere ma non si esaurita la
responsabilit che ogni credente musulmano ha sempre avuto, e continua ad avere, di interpretare la propria
vita come vicario, rappresentante di Dio sulla terra, questo il significato universale di califfo,
coranicamente khalifatAllah fi-l-ardi.
Nellalternanza e nella variet delle classi che abbiamo avuto il piacere di incontrare abbiamo sempre
riscontrato una particolare attenzione e interesse, se alcune classi hanno partecipato in maniera pi attiva e
diretta con domande e interventi, altre hanno manifestato il loro interesse in modo pi informale. In ogni
classe si sono avvicinati degli studenti con commenti ed espressioni positive al termine delle lezioni o con
domande e richieste di approfondimenti, avrebbero avuto ancora mille domande da fare, moltissimi hanno
voluto ringraziarci per la nostra presenza! Siamo rimasti colpiti dal rispetto e dalla sensibilit nel
relazionarsi, molti di quelli che ormai sono diventati per noi gli standard del pregiudizio diffuso in altri
contesti, non li abbiamo trovati tra questi giovani, curiosi e con una sete vera di conoscere e sapere la vera
natura delle cose piuttosto che di formulare le loro opinioni.
Gli studenti e i docenti hanno espresso particolare apprezzamento per il fatto che le spiegazioni pi di
carattere dottrinale islamico non venissero da esperti che parlano intorno a questo tema con analisi pi o
meno corrette, ma da persone che vivono dallinterno la tradizione islamica, che ne conoscono
approfonditamente la dottrina e che ne sanno declinare i principi al contesto attuale, senza formalismi n
bigottismi e senza tradirne lessenza spirituale.
Per concludere, i risultati positivi su pi fronti emersi dalla prima edizione di questo progetto ci confermano
nellintenzione di proseguire sulla strada intrapresa, nellauspicio di poter continuare investire in modo
sempre pi efficace, inclusivo, plurale e, aggiungerei, finanziato, sulla sfida delleducazione alla cittadinanza
e alla sensibilit culturale e religiosa.
Al-salamu alaykum wa rahmatullah wa barakatuh
Che la pace sia su di voi e la misericordia di Dio e le Sue benedizioni
Jalila Ferrero
Commissione Educazione
COREIS (Comunit Religiosa Islamica) ITALIANA
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