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Divina Commedia.

La Comeda, conosciuta sopratutto come Commedia o Divina Commedia, un


poema di Dante Alighieri. Composta secondo i critici tra il 1304 e il 1321, anni del
suo esilio in Romagna, la Commedia lopera pi celebre di Dante, conosciuta in
tutto il mondo.
Il poema diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso). Il
poeta narra di un viaggio immaginario, attraverso in tre regni ultraterreni che lo
condurr fino alla visione della Trinit.
La Commedia, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello
stile medievali, profondamente innovativa, poich, come stato rilevato in
particolare negli studi di Erich Auerbach, tende a una rappresentazione ampia e
drammatica della realt. una delle letture obbligate del sistema scolastico
italiano.
Curioso notare come tutte le tre cantiche terminino con la parola "stelle". ("E quindi
uscimmo a riveder le stelle" - Inferno; "Puro e disposto a salir a le stelle" Purgatorio e "L'amor che move il sole e l'altre stelle" - Paradiso). Curiosa anche la
creazione da parte del Poeta di neologismi come "insusarsi", "inluiarsi", "inleiarsi.
Il racconto dell'Inferno, la prima delle tre cantiche, si apre con un Canto introduttivo
(che serve da proemio all'intero poema), nel quale il poeta Dante Alighieri racconta
in prima persona del suo smarrimento spirituale; si ritrae, infatti, "in una selva
oscura", allegoria del peccato, nella quale era giunto poich aveva smarrito la
"retta via", quella della virt.
Tentando di trovarne l'uscita, il poeta scorge un colle illuminato dalla luce del sole;
tentando di salirvi per avere pi ampia visuale, per, viene ostacolato da tre belve:
una lonza, allegoria della lussuria, un leone, simbolo della superbia, e una lupa,
che rappresenta l'avidit, i tre vizi che stanno alla base di ogni male. Tanta la
paura che il trio incute, che Dante cade all'indietro, lungo il pendio.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ch la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era cosa dura,
esta selva selvaggia e aspra e forte,
che nel pensier rinova la paura!
Tant' amara che poco pi morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dir de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

Io non so ben ridir com'i' v'intrai,


tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.