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Nicola Spinosi

Piccola enciclopedia personale degli errori

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Premessa.
Ricerca di errori: in libri, giornali, ricordi, impressioni, radio, tv, discorsi - errori
presi ovunque, il giacimento infinito nel tempo e nello spazio, e, naturalmente,
errori al quadrato (almeno), infatti su un errore capita che si scriva, o si pensi, o si
parli, commettendo nuovi errori, per esempio dinterpretazione. E il sapere che
procede.
Ricerca che ci ha portato ben lontano dallidiosincrasia fino a pochi anni fa da noi
patita attorno al concetto stesso di errore - quando lo trovavamo applicato non
tanto ai fatti, quanto ai significati.
E una prima suddivisione, questa, ma naturalmente non dimentichiamo che i nudi
fatti sono una finzione. Unaltra quella tra errori individuali ed errori di gruppo, e
collettivi. Unaltra, tra errori inerenti al sapere (allignoranza), errori inerenti al
sentire, errori inerenti al credere. Unaltra (ma sintersecano), tra errori psicogeni (i
lapsus per esempio), ed errori come meccanismi mentali (scorciatoie, pregiudizi,
stereotipi eccetera). Ma sintersecano.
Gli stereotipi e i pregiudizi sono forme erronee di pensiero e comportamento
condivise nella cultura di appartenenza, a riprova che lerrore serve a sentirsi uguali
e non diversi, in definitiva in pace, dal momento che esso funziona, esattamente
come una moneta che in un Paese sia usata per ogni tipo di transazione
commerciale ed economica, nonostante che allestero non valga e magari non sia
accettata: abbiamo fatto lesperienza della scarsissima considerazione che le nostre
lire avevano fuori dItalia, eppure erano lappiglio quotidiano delle nostre esigenze
di creditori-debitori, venditori-consumatori. Cos gli stereotipi e i pregiudizi.
Gli stereotipi sono teorie condensate e semplici a nostra disposizione in quanto
siamo cresciuti allinterno di una certa cultura. Gli stereotipi hanno noi a
disposizione per esprimersi, come? Tramite i pregiudizi, che dunque sono la forma
visibile degli stereotipi.
Gli stereotipi e i pregiudizi che ne scaturiscono (quando si presenta il caso) non
sono intrinsecamente sbagliati, non questa la caratteristica essenziale,
nonostante le stupidaggini che si dicono in giro in nome della correttezza politica,
le quali ultime sono stereotipi a proposito degli stereotipi. La loro erroneit consiste
nella grossolanit, nella eccessiva semplificazione cui danno luogo: consiste nella
menomazione del nostro pensiero.

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Come se ne esce? Prendendo coscienza che noi apparteniamo agli stereotipi della
nostra cultura, per passare dalla condizione passiva a quella attiva. Se gli stereotipi
hanno me, resto in errore, se apprendo di avere, io, stereotipi, posso elaborarli.
Bonificando la mia mente. Un po troppo individualistico, non vero?
Insieme agli altri, collettivamente, se ne esce, per mezzo della scienza, nel contesto
della giustizia e della distribuzione equa delle risorse, delle opportunit. Facile, no?
I brani della miscellanea (potenzialmente interminabile) appartengono in
maggioranza ad autori noti o celebri, in minoranza sono nostri. Stanno tutti insieme
e anche fanno a pugni, trovare un ordine sarebbe una forzatura. Di alcuni non
abbiamo indicato la pagina, ma, se possibile, il capitolo (numero o titolo). Ci
dipende dal fatto che ne conosciamo o, magari a torto, ne inferiamo edizioni diverse
da quella in nostro possesso e sapere.
Ultimo: usiamo quando il caso la prima persona plurale, e non la prima singolare;
ci appesantisce il testo, ma vuol significare che ci sentiamo parte di una comunit.

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Una delle parti pi famose della filosofia di Bacone, lenumerazione di quelli chegli
chiama idoli, con cui sono indicate le cattive abitudini mentali che fanno cadere in
errore la gente.(...) Idola tribus sono quelli inerenti allumana natura;cita in
particolare labitudine di cercare nei fenomeni naturali un ordine maggiore di quello
che poi in realt vi si trova.Idola specus sono i pregiudizi personali, caratteristici del
singolo investigatore.Idola fori sono quelli riguardanti la tirannia delle parole e la
difficolt di sfuggire al loro influsso.Idola theatri sono quelli legati ai sistemi di
pensiero trasmessici dalle epoche precedenti (...).Ci sono infine gli Idola scholae,
che consistono nel pensare che, nellinvestigazione, qualche cieca regola (come il
sillogismo) possa prendere il posto del giudizio personale.
(B.Russell, 1945; Storia della filosofia occidentale, cap.VII).

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La fregata Belle-Poule incrociava in alto mare, alla ricerca della corvetta Berceau da
cui era rimasta separata nel corso di una violenta tempesta. Oramai si era in pieno
giorno e in pieno sole. A un tratto, la vedetta segnal unimbarcazione alla deriva.
Lequipaggio appunt gli sguardi nella direzione indicata e tutti, ufficiali e marinai,
scorsero nettamente una zattera carica duomini rimorchiata da imbarcazioni su cui
sventolavano segnali invocanti soccorso. Lammiraglio Desfosss fece armare subito
una scialuppa per accorrere in aiuto dei naufraghi. Avvicinandosi, marinai e ufficiali
videro una massa duomini che si agitavano e tendevano le mani, mentre si udiva il
rumore sordo e confuso di molte voci. Arrivati accanto alla supposta zattera, i
soccorritori trovarono soltanto qualche frondoso ramo dalbero strappato alla costa
vicina.
(G. Le Bon,1895; Psicologia delle folle, trad.it, cap.II, 2).

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Nel bel mezzo di una tempesta di neve, una sera dinverno, un cavaliere giunse a
una locanda, assai contento per aver raggiunto un sicuro rifugio dopo
uninterminabile cavalcata in una pianura che la neve aveva trasformato in un unico
manto nevoso, cancellando qualsiasi indicazione e tutti i sentieri. Il locandiere,
trovatosi di fronte allo straniero, con uno sguardo perplesso e meravigliato, gli
chiese da dove venisse. Il cavaliere con un gesto indic la direzione opposta alla
locanda e il locandiere, allibito, afferm: Ma lo sapete che avete attraversato a
cavallo il lago di Costanza?
(cit. in A.Zamperini, 2001, Psicologia dellinerzia e della solidariet; pag.134).

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Durante un periodo di manovre invernali sulle Alpi svizzere un plotone ungherese
viene mandato in perlustrazione. Le condizioni atmosferiche peggiorano
bruscamente: neve, gelo, e infine una fitta nebbia. Il plotone non fa ritorno il giorno
dopo e neppure il giorno seguente: Il terzo giorno, quando il comandante teme di
averlo perso, il plotone torna al gran completo. Gli uomini raccontano che si sono
smarriti nella nebbia, hanno trovato rifugio per due giorni in una grotta, ed il terzo
giorno si sono messi alla ricerca del campo base orientandosi con una mappa che
uno di loro aveva con s.Il comandante chiede di vederla e scopre che una mappa
non delle Alpi ma dei Pirenei.
(cit. in G.Mantovani,1998, Lelefante invisibile; pag.117).

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In vendita su un banco di cose vecchie trovammo una pipetta americana di
granturco (corn). Il mercante, vedendoci interessati, ne vantava la qualit: di
corno, afferm. Non fece una piega quando attirammo la sua attenzione sul suo qui
pro quo.

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Un giorno il vecchio Pozzo si era tagliato pulendo una spada, e vuoi che larma fosse
arrugginita, vuoi che si fosse lesa una parte sensibile delle mani o delle dita, la
ferita gli dava forti dolori. Allora il carmelitano aveva preso la lama, laveva
cosparsa di una polvere che teneva in una scatoletta, e subito il Pozzo aveva giurato
di avvertire sollievo. Fatto sta che il giorno dopo la piaga si stava gi cicatrizzando.
(U.Eco,1994, Lisola del giorno dopo; pag.23).

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La notte scorsa non sono riuscito a chiuder occhio a forza di ricercare il motivo per
cui destate fa caldo. Alla fine mi venuta la risposta. E qual ? chiesero in coro
gli Anziani. E che dal principio alla fine dellinverno si accendono le stufe, e questo
calore rimane a Chelm e rende calda lestate. Tutti gli Anziani chinarono la testa in
segno di assenso meno Lekish Balordo, che domand: Ma allora perch dinverno fa
freddo? Il perch chiaro, rispose Gronan.Destate non si accendono le stufe, e
perci non avanza neanche un po di caldo per linverno.
(I.B.Singer, 1968, Quando Shlemiel and a Varsavia, trad.it.; pag. 56).

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La lettura di ciascuna notte era frutto del caso e di alcune circostanze restrittive: la
quantit dei libri, la loro natura, lordine in cui erano collocati.Giovanni non faceva
distinzione fra libri gi letti e libri ancora da leggere. Pi volte gli capitava di portar
via il medesimo volume e di rileggerlo diligentemente: aveva fatto la scoperta che
non si legge mai due volte lo stesso libro. Con le opere pi voluminose gli succedeva
spesso di leggere prima la terza parte, magari qualche altra parte dopo alcuni mesi,
e linizio mai: vuoi perch in effetti mancava, vuoi perch non cinciampava mai. (...)
Quando pi tardi si fece monaco, il nostro autore deve pure aver ricevuto quella che
noi chiameremmo uneducazione regolare; nonostante il carattere fortemente
asseverativo, per non dire dogmatico, di questultima (o forse proprio a causa di
esso), i difetti acquisiti nella sua giovinezza si sarebbero dimostrati irreversibili. (...)
Giovanni fin con laffermare che i pensieri sconnessi delle varie persone altro non
sono che la meditazione ininterrotta di Dio stesso. Negli esseri umani questi
frammenti si presentano nella sequenza sbagliata, ma lunico modo per conoscere
Dio (ah , che teoria mostruosa, che teoria abominevole!), s, proprio lunico modo,
di rimetterli in ordine uno dopo laltro, sforzandosi di accostare le idee fra di loro
completamente alla cieca e senza indizi, poich non possibile penetrare i recessi di
una mente che non ti si rivela in alcun modo (...). (...) i pensieri di tutti gli uomini (i
miei, quelli di antAgostino, di Einstein, del lattaio) si equivarrebbero
qualitativamente e quantitativamente, tutti essendo particelle della riflessione
divina disseminati in modo caotico attraverso il mondo, senzaltra regola che
linsondabile volont divina, che in essi racchiusa.
(I.P.Couliano, H.S.Wieser, 1990, La sequenza segreta, trad.it.; pagg.28-29).
La presente miscellanea potrebbe essere il risultato di una analoga pratica di
lettura.

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Si raccontava (...) di un avventuriero italiano, al seguito delle truppe di occupazione,
che si era fatto assumere come interprete di arabo, senza conoscere affatto quella
lingua. Dunque, si catturava un presunto ribelle che veniva sottoposto a
interrogatorio; lufficiale italiano poneva la domanda in italiano, il falso interprete
pronunciava alcune frasi in un suo arabo inventato, linterrogato non capiva e
rispondeva chiss cosa (...), linterprete traduceva in italiano a suo piacimento, che
so, che quello si rifiutava di rispondere, o che confessava tutto, e di solito il ribelle
veniva impiccato.
(U.Eco,2003, Dire quasi la stessa cosa; pag.22).

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Qualche anno fa, i giornali riferirono lepisodio di due bambine annegate e ripescate
nella Senna. Le bambine furono subito riconosciute con la massima sicurezza da una
dozzina di testimoni. Davanti ad affermazioni tanto concordi, il giudice istruttore
non ebbe dubbi, autorizz il rilascio dellatto di morte. Ma mentre si stava per
procedere allinumazione, il caso permise di scoprire che le supposte vittime erano
vive, vegete, e solo vagamente somiglianti alle piccole annegate.
(G.Le Bon, cit. ; cap.II, 2).

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Segno della ritornata libert in Italia (agosto 1943) la riapparizione nei giornali
della notizia falsa (...).Non che sotto il passato regime i giornali pubblicassero
soltanto notizie vere : le notizie anzi erano tutte inquinate di falsit, ma tutte
indistintamente, anche le pi false, erano spacciate per vere e dir meglio imposte
come tali.Il difetto maggiore e la profonda immoralit dei regimi assolutisti come di
ogni condizione assolutista, il principio della verit unica, mentre si sa che la
verit umana, la verit nostra, la verit vera fatta di vero e di falso : pi di falso
che di vero.
(A.Savinio, 1932-1948, Nuova enciclopedia, ed.1977; pag.387).

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Un padre ha disposto che la sua eredit vada per met al figlio maggiore, per un
terzo al secondo e per un nono al figlio minore. Leredit consiste in diciassette
cammelli, e per quanto i figli, dopo la sua morte, voltino e rivoltino il problema da
tutte le parti, non trovano alcuna soluzione se non quella di smembrare alcuni
animali. A un certo punto, non si sa da dove, arriva un mullah, un predicatore
itinerante,ed essi gli chiedono un consiglio. Questi dice:Ecco qui vi do il mio
cammello in aggiunta ai vostri; cos sono diciotto. Tu, il maggiore, ne ricevi la met,
quindi nove. Tu, il secondo, ne ricevi un terzo, e cio sei. A te, il minore, spetta un
nono, quindi due cammelli. Fanno in totale diciassette cammelli e ne rimane uno,
cio il mio.
(P.Watzlawick, 1988, La realt inventata, trad.it.; pagg.111-112).
Questo un bel trucco, non un errore. Risolve il problema ingannandolo.

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Un cacciatore aveva ucciso una magnifica gazzella, la port dal fornaio per fargliela
arrostire, il profumo arriv alle narici del cad, e il cad pass dal fornaio. Cosa
arrostisci? gli domand, e il fornaio rispose.
Dammi larrosto disse il cad.
E quando il cacciatore viene a ritirarlo? domand il fornaio in ansia. Digli rispose
il cad che la gazzella resuscitata.
Ma se il cacciatore non mi crede? questa la preoccupazione del fornaio. Che ti
conduca da me, se non ci crede replic il cad.
Poco dopo ritorn il cacciatore e volle il suo arrosto di gazzella.
Non c pi disse il fornaio, avevo appena cominciato a metterla in forno, che la
gazzella resuscitata. Infuriato il cacciatore prese per la collottola il fornaio. Me lo
devi dimostrare davanti al cad grid, e lo trascin in strada.
In strada cera la moglie di un vicino del fornaio, incinta che aveva un pancione fin
sotto il naso. Thanno beccato finalmente gongol maligna brutto ladro di farina!
Allora il fornaio, ferito nellonore, le tir un calcio nel ventre, la donna cadde e
abort. Allarmato dalle grida della moglie, il marito si precipit fuori di casa, vide e
url: devi pagare quel che hai fatto, bruto! Vieni dal cad!
E per lappunto da lui che andiamo disse il cacciatore.
Mentre insieme trascinavano via il fornaio, incontrarono un giudeo, che scuotendo la
testa borbott: ma coshanno sempre da litigare i goi? Tu chiudi la bocca! gli grid
il fornaio, lo colp e gli cav un occhio. Ahi!- url il giudeo Violenza! Dov il cad?
E per lappunto da lui che andiamo disse il cacciatore, e il giudeo si un a loro
lamentandosi.
A questo punto il fornaio, impaurito, si liber e corse verso la moschea:
naturalmente il cacciatore, il vicino del fornaio e il giudeo, vedendolo correre, lo
inseguirono. Stravolto, il fornaio sal difilato le scale del minareto, arriv verso la
cima e salt nel vuoto, cio sulla nuca di uno che stava in preghiera, rompendogli
losso del collo. Il fratello di quello che pregava corse addosso al fornaio e lo blocc.
Assassino! url ora tu vieni con me dal cad!
E per lappunto da lui che andiamo disse il cacciatore.
Il fornaio si dimenava furiosamente nel tentativo di liberarsi, e nel trambusto si
trov davanti uno che veniva a dorso dasino. In preda alla disperazione il fornaio
sattacc alla coda dellasino e la strapp via. Carnefice danimali! url il padrone
dellasino, e la folla che sera raccolta rugg: trascinatelo davanti al cad!
E per lappunto da lui che andiamo disse il cacciatore.
Tutti insieme trascinarono il fornaio davanti al cad. Fate la cortesia, uno alla volta
disse lalto magistrato per placare le parti lese, che erano eccitatissime. E
rivolgendosi al cacciatore domand: qual la tua denuncia? Quello disse quanto

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doveva e il cad gli domand: tu non credi che una gazzella possa resuscitare? Allora
non credi in Dio onnipotente, e io ti condanno a un anno di prigione per ateismo.
Poi si rivolse al vicino del fornaio a cui la moglie era stata fatta abortire con un
calcio: qual la tua denuncia? Quello disse quanto doveva e il cad sentenzi:
orbene, una riparazione ti dovuta, dunque tu concederai tua moglie a questo
fornaio per tanto tempo quanto ne servir perch di nuovo lei resti incinta.
Poi si rivolse al giudeo. Qual la tua denuncia? Quello disse quanto doveva e il cad
parl come segue: anche a te spetta una riparazione. Tra voi giudei si dice occhio
per occhio, dente per dente, cava dunque un occhio al fornaio, ma soggiunse
secondo la legge un occhio di arabo vale due occhi di giudeo, quindi il fornaio deve
cavarti prima entrambi gli occhi.
Poi si rivolse al fratello dellucciso: qual la tua denuncia? Quello disse quanto
doveva e il cad: giusto che tu ottenga unespiazione per la morte di tuo fratello
disse - sali dunque sul minareto e buttati a tua volta sulla nuca del fornaio.
Luomo dellasino cui era stata strappata via la coda salt sullasino e galopp via
gridando a squarciagola: una bestia nata senza coda, credetemi! Giustizia fatta,
viva il cad!
(Gregor Von Rezzori,1952, Von der Gerechttigkeit des Kadis <La giustizia del cad>,
ed. 1981; trad. N.S.).
Vale ricordarsi che Schwanz, coda, significa anche pene.

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E come se si guidasse sempre nella notte nera con una fitta nebbia, o come se si
cavalcasse una tigre furiosa. La ricompensa morire prima che vi butti gi.
(I.P.Couliano, s.d., La collezione di smeraldi, trad.it.; pag.115).

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I libri di storia devono essere considerati opere di pura immaginazione. Sono
racconti fantastici di eventi male osservati, accompagnati da spiegazioni inventate a
cose fatte.
(G.Le Bon, cit. ; cap.II, 2).

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Quand on a le nez dans lhistoire, on ne voit rien. Tout est reconstruit et cest
lhistoire des vainqueurs quon raconte.
(V.Robert, L.Destouches, 2001, Cline secret;pag.86).
Immersi nella storia, nulla si vede. Tutto ricostruzione, e si racconta la versione dei
vincitori. Ad affermarlo stavolta la vedova duno sconfitto, Cline (Louis
Ferdinand Destouches).
La versione degli sconfitti tende a divergere da quella dei vincitori, questo non
significa che sia pi falsa dellaltra, n pi vera.

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Linvidioso, rimasto in giardino, cerc finch riusc a trovare un mezzo foglietto.
Risultava stracciato in modo da contenere esattamente quattro mezzi versi, che
parevano metricamente finiti nella loro brevit; e per caso ancor pi strano avevano
un significato di terribili insulti al re. Si leggevano cos:
Nei misfatti pi brutti
reso il trono pi saldo
tra la pace di tutti
lunico ribaldo
Linvidioso si sent felice per la prima volta nella vita. Teneva tra le mani ci che
bastava alla rovina duna persona affabile e per bene <Zadig>. Pieno di gioia
crudele mand subito al re quella satira scritta di pugno di Zadig. Lui, i due amici
suoi, e la signora furono incarcerati. (...)Zadig non aveva la pretesa dessere un
bravo poeta; ma non poteva capacitarsi della condanna come reo di lesa maest
(...). Non gli fu concesso di parlare; parlava per lui il foglietto del suo taccuino.
(...)Proprio mentre egli si preparava alla morte il pappagallo del re vol via dal
balcone, e capit nel giardino di Zadig, sopra un roseto. Una pesca era caduta l da
un albero scrollato dal vento, era finita su un foglietto di taccuino, quasi
incollandolo. Luccello prese pesca e foglietto e li port sulle ginocchia del monarca.
Il principe, incuriosito, vi lesse delle parole che parevano senza senso, ma con le
rime. (...) La regina, ricordandosi di quanto era stato scritto su quel foglietto di
Zadig, si fece dare questaltro foglietto. I due pezzi di carta, accostati,
combaciavano perfettamente. Si lessero perci i versi al modo in cui Zadig li aveva
composti:
Nei misfatti pi brutti vidi fosca la terra,
reso il trono pi saldo e il re dominatore;
tra la pace di tutti solo Amore fa guerra:
lunico ribaldo che ci arrechi timore.
Il re diede ordine di portare subito davanti a s Zadig, e di liberare dal carcere i due
amici e la bella signora.
(Voltaire, 1748, Zadig, trad.it.; Linvidioso).

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I molteplici approcci al problema dei viaggi e delle visioni ultraterrene hanno (...) un
denominatore comune: tutti concordano, e probabilmente su quello soltanto, che gli
universi esplorati sono universi mentali. In altrei termini la loro realt nella mente
di chi li esplora. Sfortunatamente, nessuno degli approcci psicologici sembra in
grado di illuminarci su ci che davvero la mente e soprattutto cosa e dove lo
spazio mentale. (...) la localizzazione e le caratteristiche dello spazio mentale sono
probabilmente gli enigmi pi impegnativi che gli esseri umani abbiano affrontato fin
dai tempi pi remoti; dopo che i due secoli bui del positivismo hanno cercato di
liquidarli come problemi fittizi, essi sono tornati, pi urganti che mai, allalba della
cibernetica e dei computer.
Per pi di una ragione (...) siamo legittimati a credere che il nostro spazio mentale
abbia propriet stupefacenti, la pi sorprendente delle quali che esso non
limitato a tre dimensioni, come luniverso fisico che ci circonda.
(I.P.Couliano, 1991, I viaggi dellanima, trad.it.; pag.5).

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Per orientarsi nella previsione del tempo, studiarono le nuvole secondo la
classificazione che ne fa Luke Howard. Scrutavano quelle che sallungano a mo di
criniere, quelle che paiono isole, quelle che si scambierebbero per montagne di
neve; cercando di distinguere i nimbi dai cirri, gli strati dai cumuli; ma non ne
avevano ancora trovato il nome, che la nuvola mutava forma. (G.Flaubert, 1881,
Bouvard e Pcouchet, trad.it.; cap.II).

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Ambiguit, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn
attribuisce a unenciclopedia cinese che sintitola Emporio Celeste di Conoscimenti
Benevoli. Nelle sue remote pagine scritto che gli animali si dividono in (a)
appartenenti allImperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e)
sirene, (f) favolosi, (g)

cani randagi. (h) compresi in questa classificazione, (i) che

si agitano come pazzi, (j)

innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di

pelo di cammello, (l) eccetera,(m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano
sembrano mosche.
(J.L.Borges,1952, Altre inquisizioni, trad.it.; Lidioma analitico di John Wilkins).

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Saalfelden doveva essere la meta, una localit non lontana di alta montagna nella
regione di Salisburgo. La sera prima della partenza, si present a casa nostra la
dottoressa Popp con un coperchio di cartone piuttosto grande a cui era annodata
una cordicella che io mi sarei dovuto legare al collo (...). Su quel coperchio di
cartone era scritto il mio nome e la mia destinazione. Viaggerai soltanto due ore
attraverso un paesaggio vario e piacevole, disse mio nonno. Vedrai, sar un
divertimento. Le cose non andarono affatto cos. Il treno non si mosse in direzione di
Salisburgo n verso Saalfelden, bens in direzione di Monaco di Baviera e verso
Saalfeld in Turingia.
(T.Bernhard, 1982, Un bambino, trad.it.; pag.118).
Anche soltanto in linea daria, le due localit distano circa 375 Km luna dallaltra. E
unavventura da raccontare, in ogni modo.

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La muraglia cinese terminata dalla parte di settentrione. Da sud-est e sud-ovest fu
iniziata la costruzione, e venne a congiungersi qui. Questo sistema di costruzioni
parziali fu anche seguito, in piccolo, per i due grandi eserciti di lavoratori, quello
doriente e quello doccidente. Si faceva cos: un gruppo di circa venti operai
innalzava un pezzo di muro lungo cinquecento metri, e un gruppo vicino costruiva
venendogli incontro un altro muro di uguale lunghezza. Avvenuto il raccordo, la
costruzione non veniva per proseguita alle estremit di questi mille metri; al
contrario, i gruppi di muratori venivano mandati a lavorare in tuttaltre contrade.
Naturalmente si formarono cos molti grandi vuoti, che vennero colmati a poco a
poco, e alcuni soltanto dopo che la costruzione della muraglia era stata gi
proclamata finita. Anzi si dice che vi siano delle brecce che non vennero mai chiuse,
ma questa affermazione appartiene forse alle molte leggende sorte intorno alla
costruzione della muraglia, e che, data la lunghezza della fabbrica, nessun individuo
pu andare a riscontrare.
(F.Kafka,1931, Il messaggio dellimperatore, trad.it.; La costruzione della muraglia
cinese. La data delledizione tedesca in volume delle opere di Kafka citate tratta
dalla bibliografia offerta dalleditore (Mondadori, Milano 1973) de Il castello (p.38 e
segg.)).

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Nel corso di una delle nostre ricerche sugli atteggiamenti nazionali dei bambini,
condotta in una scuola elementare in un sobborgo di Vienna, intervistammo un
bambino di circa undici anni che afferm, come molti altri, che i Russi gli erano
antipatici. Gli si chiese allora perch riteneva che i russi fossero antipatici. La
risposta fu:perch avevano invaso il nostro paese, e Hitler era il loro capo.
(H.Tajfel, 1981, Gruppi umani e categorie sociali, trad.it.; pag.228).

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Le accuse di stregoneria consentirono, ai membri delle comunit dellinizio dellEt
moderna in Europa, di risolvere i loro conflitti di vicinato e di dare una spiegazione
alle loro disavventure quotidiane.
(B.P.Levack, 1987, La caccia alle streghe in Europa, trad.it.; pag.139).

30
La spiava, cercava di sorprenderla. Durante il giorno, gli atti di sua moglie gli
dimostravano che quella era una ragazza nobile e leale; di notte, i sogni gli
rivelavano un' Andrea assai diversa; qualche volta, svegliandosi, e guardandola con
sorpresa, mormorava: dorme come una ipocrita.
(A.Bioy Casares, 1972, Il lato dellombra, trad.it.; pag.149).
Che il sonno umano sia paragonato a quello di animali (ghiro), o inquadrato nel
regno minerale (sasso), noto. Lautore offre una variante morale.

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Quando pensa a Lei la sua virilit ne talmente eccitata da procurargli un desiderio
intensissimo, eppure, quando Le vicino, tutta questa potenza si affloscia. Questo
ben strano fenomeno significa che luomo mille volte potente (...), ma che non pu
assolutamente ottenere unerezione in presenza di una donna che vuole impedirla.
E una delle pi segrete armi femminili, unarma cui la donna ricorre senza alcuno
scrupolo quando vuole umiliare un uomo; o meglio, credo che sia il suo inconscio a
servirsi di questarma, perch non voglio credere che una donna sia coscientemente
capace di una tale malvagit; ritengo pi probabile che nellorganismo femminile si
svolgano inconsciamente dei processi che, producendo un fluido misterioso, fanno
indebolire luomo.
(G.Groddeck, 1923, Il libro dellEs, trad.it.; lettera IV).

32
Ho vietato a un paziente di telefonare alla sua amata, con la quale egli stesso vuol
rompere, perch ogni conversazione rianima la lotta per disabituarsi a lei. Deve
allora scriverle la sua ultima decisione (...) intento a compilare la lettera daddio,
sinterrompe a un tratto e dice alla madre l presente: adesso ho dimenticato di
domandare al professore se nella lettera posso citare il suo nome, corre al telefono
e, ottenuta la comunicazione, grida nella cornetta: per favore, potrei parlare col
professore (...)? Si sente rispondere in tono di sorpresa: Adolf, sei impazzito?, e
proprio da quella voce che secondo la mia ingiunzione non avrebbe pi dovuto
riascoltare.
(S.Freud, 1901, Psicopatologia della vita quotidiana, trad.it.; cap.X).

33
Sono per pi di mille anni che le donne usufruiscono della libert di bruciarsi. Chi di
noi avr lardire di cambiare una legge consacrata dal tempo? Vi qualche cosa pi
degna di riguardo dun abuso vetusto?
(Voltaire, cit.; La pira).
Il relativismo culturale, dunque, dovrebbe arrestarsi davanti allassoluto: il fuoco
brucia ogni pelle, ovunque.

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Un giovane esageratamente indeciso finalmente giunto, dopo lunghe lotte
interiori, a promettere il matrimonio alla fanciulla che da molto tempo lo ama, cos
come lui ama lei. Egli accompagna a casa la fidanzata, si congeda da lei, prende il
tram, al culmine della felicit, e chiede alla bigliettaia due biglietti. Mezzanno dopo
gi sposato, ma non ancora capace di assuefarsi alla felicit del matrimonio.
Dubita di aver agito bene sposandosi, sente la mancanza di vecchie relazioni
damicizia, ha da ridire sui suoceri. Una sera va a prendere la giovane moglie in casa
dei suoceri, prende il tram con lei e si accontenta di chiedere un solo biglietto.
(S.Freud, cit.; cap.X).

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Nel settembre del 2001, poco dopo la distruzione delle Twin Towers, a Detroit un
trentenne (bianco), tale Brent, sarma di pistole, mitraglietta, bombe a mano, e si
reca a casa della sua ex compagna (bianca, da credere V.Zucconi, 2002, Brent
va alla guerra; pag.42). Trova la donna in camera da letto con il marito, un
americano (non bianco), di origine iraniana. I due riescono a trattenere lintruso
dai suoi intenti vendicativi, ma non ad impedire che si senta male e che si accasci a
terra. La donna, a quanto leggo nuda, corre a telefonare per un aiuto sanitario,
mentre il marito, medico, inizia a dare colpi sul petto di Brent massaggio cardiaco.
Il trambusto e le ovvie urla, intanto, hanno richiamato sul posto alcuni vicini.
Costoro evidentemente non conoscono il marito della donna, vedono un non
bianco che picchia un bianco disteso sotto di lui e una donna nuda, urlante
al telefono. Uno dei vicini spara sul picchiatore: ne risultano due cadaveri, il
medico di origine iraniana, ferito a morte , e Brent, dinfarto.
(Brent anche il nome di una qualit di petrolio).

36
Nessuno cos amareggiato come lamante risentito che non si lamenta perch non
sa se ha ragione.(...). Formulai pi di una frase risentita, che imparai a memoria per
pronunciarla il giorno dopo.
(A.Bioy Casares, cit., trad.it.; pag.167).

37
Il giorno delle Palme, dopo essermi comunicata, fui presa da una grande
sospensione e non riuscivo neppure a inghiottire lostia. Mentre la tenevo in bocca e
stavo riprendendomi un poco, mi sembr che la mia bocca si fosse tutta riempita di
sangue e che pure il viso e tutto il mio corpo ne fossero completamente ricoperti,
come se il Signore lavesse appena sparso.Mi sembrava che fosse caldo e, in quel
momento, la dolcezza che sentivo era grandissima, allorch il Signore mi
disse:Figlia, voglio che il mio sangue ti sia di profitto.Non aver paura che ti manchi
la mia misericordia.Lho sparso fra molti dolori e tu ne godi con grande diletto, come
puoi vedere.Ti pago bene il convito cui oggi mi hai chiamato.
(Teresa dAvila, 1977, Libro delle devozioni e delle grazie, trad.it.; (8 aprile 1571 o
30 marzo 1572)).
Linnamorata allarma il suo Signore, che risponde verboso e un po freddino. Ti pago
bene. Chiss lei.

38
Ieri sera erano appena due ore che dormivo saporitamente, quando fui svegliato da
urla tremende, come se la casa fosse addirittura in preda alle fiamme. Balzo dal
letto, e mi affaccio al corridoio; in questo mentre Virginia entra precipitosamente in
camera mia, in camicia da notte, mi prende per un braccio, e chiude luscio a
chiave.- Giannino!Giannino!... c un ladro sotto il letto! esclama con la voce
affannosa.Poi spalanca la finestra, e si mette a gridare: - Aiuto!...aiuto!...al
ladro!...al ladro!...Tutte le persone del vicinato si destano a quelle grida;e in men che non si dice, sono
alluscio di casa nostra, Caterina e Virginia, che ha avuto appena il tempo di infilarsi
una veste da camera, si precipitano gi, nelle braccia dei vicini che domandano
ansiosamente: - Ma che cosa c? Che cosa c? Un uomo sotto il mio letto!...lho
veduto io con i miei occhi!Presto!Andate a vedere...Ma per carit, non andate su
senza un revolvere!...Due di quelli che avevano pi coraggio salirono su; gli altri due rimasero con Virginia
a rincorarla.Andai anchio in camera di mia sorella.Quei valorosi guardarono adagino
adagino sotto il letto.Era proprio vero; cera un uomo.Lo presero per una gamba, e
lo trascinarono fuori.Egli lasciava fare non pensando nemmeno a sparare la pistola
che aveva in mano.Uno dei coraggiosi accorsi aveva afferrato intanto una seggiola,
per lanciargliela addosso, e laltro stava col braccio steso armato di revolver, nel
caso che avesse opposto resistenza. A un tratto tutti si rivolsero a guardarmi con gli
occhi spalancati. Giannino, anche questa opera tua! Gi, appunto; - risposi
Virginia crede sempre che ci sia un ladro sotto il letto, e ho pensato che non le
sarebbe parso strano di trovarcene uno, almeno per una volta.
Giornalino mio caro, sai che cosera che aveva fatto tanta paura a mia sorella e
aveva messo sottosopra il vicinato? Un semplice vestito vecchio del babbo ripeno di
innocentissima paglia!...
(Vamba, 1920, Il giornalino di Gianburrasca, ed.1955; pagg.71-72).

39
Si meravigli delle complicazioni nelle quali si era cacciato, eppure ne deriv un
certo piacere perverso, come se la sua vita fosse stata un romanzo nel quale la
situazione diviene sempre e sempre pi tesa finch il lettore impaziente di voltare
pagina.
(I.B.Singer, 1960, Il mago di Lublino, trad.it.; cap.VI, 3).
Infatti un romanzo.

40
Quandero solo, pensavo a lei, ma essa mi mancava, non la possedevo; presente, le
parlavo, ma ero troppo assente da me stesso per poter pensare;quando dormiva,
non dovevo pi parlare, sapevo di non essere pi guardato da lei, non avevo pi
bisogno di vivere alla superficie di me stesso.
(M.Proust,1954, Alla ricerca del tempo perduto; La prigioniera, trad.it.; ed. Oscar
Mondadori, pag.66).
Traduce:
(...) Seul, je pouvais penser elle, mais elle me manquait, je ne la possdais
pas.Presente, je lui parlais, mais tais trop absent de moi-meme pour povoir
penser.Quand elle dormait,je navais plus parler, je savais que je netais plus
regard par elle, je navais plus besoin de vivre la surface de moi-meme.
(M.Proust, cit., ed. Robert Laffont; vol.III, pag.68).

41
Lascia star la Venera, che non fa per te, porta la mantellina a mezza testa, e fa
vedere il piede quando va per la strada.
(G.Verga, 1880, Vita dei campi, ed.1993; Pentolaccia).

42
Stava tornando a casa dal laboratorio di Zoologia (...).E aveva visto Catherine venire
verso di lui (quanti anni poteva avere? Nove?Dieci?)mano nella mano con altre due
ragazzine, naturalmente Gentili, bionda come le altre due (come aveva potuto
succedere che sua figlia fosse bionda?), e altrettanto ridente e spensierata (ma
perch no, del resto, visto che non era veramente unebrea?). la vita bella, non
vero? avrebbe voluto dirle;soltanto questo, niente di pi.
Ma quando stava gi per aprire le braccia verso di lei, i loro occhi si erano incontrati,
e lei, con uno scarto improvviso, aveva costretto le sue amiche a voltare langolo per
evitarlo.
Ehi,aveva sentito strillare una di loro, abbiamo sbagliato strada, e sua figlia
aveva risposto:E una scorciatoia. (L.A.Fiedler, 1966, Lultimo ebreo in America,
trad.it.; pagg.52-53).

43
Se a causa delloscurit o della tua disattenzione metti un piede calzato (simmagina
non solo per necessit, ma anche secondo il tuo gusto) in una merda non vista o
invisibile, e ti consoli considerando che levento porta fortuna, o che shit
happens (come dice il sublime idiota Forrest Gump); che qualcosa di naturale; o
rifletti: una punizione della mia vanit; ebbene, sei in errore, Forrest Gump a
parte: che la merda capiti vale come metafora.
Sei in errore. Certo non si tratta di un affare di Stato, no: si tratta solo di convivenza
civile. Abbiamo diritto di non sporcarci con la merda che qualcuno ha lasciato sul
terreno dopo lesecuzione, fregandosene delle regole di convivenza civile, che
prescrivono di togliere il fatto dal terreno. Non crediamo che la raccolta della merda
(canina) sia piacevole, ma neppure pagare le tasse o rispettare i limiti di velocit
piacevole. La convivenza civile utile, pu dar luogo a piaceri civili, ma non detto
che sia, in certe circostanze, direttamente piacevole, se obbligatoria.
La merda naturale, non lo neghiamo, ma anche terremoti e tumori maligni lo sono.

44
Prima di paragonare a un gatto la persona che non fa, n causa, rumori inutili,
bisognerebbe mettere alla prova un altro paragone: quello con il serpente.

45
(...) Questo periodo pu essere affrontato (...) esaminandolo con locchio critico
dellantropologo che sbarca in una terra sconosciuta, aperto allincontro con una
civilt radicalmente diversa dalla propria e consapevole delleventualit di dover
elaborare interpretazioni che non si adattano al suo senso comune, o che persino lo
contraddicono, per poter capire la struttura di quella civilt, i comportamenti
intolleranti (...).In tale ottica risulta possibile affermare che un gran numero di
persone, nel caso specifico i tedeschi, possa aver ucciso, o fosse disposto a
uccidere, altre persone, nel caso specifico gli ebrei, in tutta coscienza.(...)A tale
approccio, appunto, che rifiuta lidea fondamentale nellantropologia come nella
scienze sociali delluniversalit del nostro senso comune, improntata questa
ricerca.
(D.J.Goldhagen, 1996, I volenterosi carnefici di Hitler, trad.it.; pag.16).
La Germania e i tedeschi non sono, e non erano tra il 1933 e il 1945, una civilt
radicalmente diversa rispetto alla Francia e allItalia, ai francesi ed agli italiani, per
esempio. Europei, cristiani, inclini allantisemitismo, liberali in politica, o
socialisti, o comunisti, o fascisti, come gli altri. Cultori di arti e scienze, come e
meglio degli altri, e di cinema.

46
Nel capitolo settimo de La ciociara (A.Moravia, 1957) leggiamo che i tedeschi
avrebbero s buone qualit, ma solo da una parte: come alberi cresciuti vicino a
muri, che abbiano i rami tutti dalla parte opposta.

47
Si diceva composto, quel veleno, di rospi, di serpenti, di bava e di materia
dappestati, di peggio, di tutto ci che selvagge e stravolte fantasie sapessero
trovare di sozzo e datroce. (A.Manzoni, 1840-42, I promessi sposi;cap.XXXII, 605).

48
Quindi gli indigeni, sazi, avevano cominciato ad additarsi la nave. Probabilmente
non lassociavano alla presenza dei marinai:maestosa comera dalberi e di vele,
incomparabilmente diversa dalle loro canoe, essi non avevano pensato che fosse
opera duomo.A detta di padre Caspar (...) la credevano un animale, e il fatto che
fosse rimasto neutrale mentre essi si davano ai loro riti di Antropofagi, li aveva
convinti.Daltra parte gi Magellano, assicurava padre Caspar, aveva raccontato
come certi indigeni credessero che le navi, venute volando dal cielo, fossero le
madri naturali delle scialuppe, che allattavano lasciandole pendere dalle murate, e
poi svezzavano buttandole nellacqua. (U.Eco, 1994, cit.; pagg.232-233).

49
Da Il rovescio della Conquista, di M.L.Portilla (1964; 1970) si ricava che, se gli
Spagnoli credevano fantasmagoricamente che loro abbondasse in modo smisurato,
nelle Indie, dallaltra parte delloceano Atzechi, Maya e Inca scambiarono
inizialmente gli Spagnoli (dotati di grandi navi, di armi da fuoco, di armature e di
cavalli) per divinit provenienti dal mare. Le due credenze, esagerata la prima,
semplicemente erronea la seconda, dettero come risultato lingordigia rapace dei
conquistatori e ci che appare ingenuit politico-militare dei conquistati. Del resto
gli Spagnoli peccavano di etnocentrismo religioso pretendendo (pelosamente) che il
loro dio fosse lunico vero.
Qui come altrove non il caso di guardare a questo antico groviglio di scemenze
tragiche con atteggiamento di superiorit, mentre serve considerare le analogie tra
la scena della Conquista ricostruita da Portilla e certi aspetti del nostro tempo
presente: al posto delloro ponendo il petrolio ed altri minerali, e lacqua; al posto
della Croce la democrazia.

50
Taluni uomini disperdono durante la cura (in posizione sdraiata) le monete spicciole
dalle tasche dei pantaloni, compensando cos il lavoro della seduta a seconda della
loro valutazione. Chi dimentica dal medico un oggetto che portava con s, occhiali,
guanti, borsetta, eccetera, significa con ci di non sapersi staccare e di voler
ritornare presto. Ernest Jones dice: si pu pressoch misurare il successo con cui
un medico pratica la psicoterapia, per esempio, dallentit della collezione di
ombrelli, fazzoletti, borsette e cos via, che riesce a fare in un mese.
(S.Freud, cit.; cap.IX).
Nostro padre disperdeva, in posizione seduta, le monete spicciole dalle tasche dei
pantaloni, quando, in poltrona, leggeva il giornale o guardava la tv. Pi
dellinconscio in questione la foggia delle tasche. Un analista obbietterebbe che
nella cornice del setting ogni dettaglio rientra nell'analisi.

51
Unaltra convinzione religiosa assai diffusa la credenza nellaldil.Nel Regno Unito
vi crede circa la met della popolazione. Ma come viene immaginato laldil?(...)Il
13% (...)fa riferimento in particolare al paradiso e allinferno (...)il 9% crede
nellesistenza del paradiso e dellinferno, ma non nel Giudizio Universale (...)il 15%
(...)possiede unidea molto materiale del paradiso, immaginato come una vita del
tutto simile a quella terrena, ma liberata dagli aspetti spiacevoli che la
caratterizzano e con una quantit illimitata di tempo libero a disposizione (ad
esempio niente sesso, nessun bisogno di lavare i piatti,niente cani che abbaiano); il
25% afferma di credere in un qualche genere di reincarnazione; e dodici persone su
cento non vedono lora di ricongiungersi con i loro cari.
(M.Argyle,1992, Psicologia sociale della vita quotidiana, trad.it.; pagg.169-170).
La somma delle percentuali non d cento.

52
Cest pourtant une utile chose que la vrit, ce premier des biens, toujour inconnu
par les ames qui ne sont pas fortement trompes...
A questo punto io smisi di leggere e cominciai a pensare. La novit di questo
concetto mi aveva vivamente colpito, che lanimo per conoscere la verit deve
essere fortemente ingannato ; e una catena di pensieri inaspettati, vispi ed
eccitanti, mi si andava formando nella mente, tutti generati da questa idea
pessimista ma fertile e suadentissima, che la verit nasce dallinganno ; finch
per limprovviso ritorno della chiaroveggenza logica mi accorsi che trompes era un
refuso, e non les ames fortement trompes ma fortement trempes bisognava
leggere, ossia gli animi fortemente temprati . Il mio piccolo castello di pensieri
inaspettati croll di colpo. La pagina () non era pi fonte di una nuova
interpretazione della verit e delle sue origini, ma rientrava nella grigia regione
delle verit ovvie.
(A.Savinio, cit.; pag.318).

Mentre conversavamo su Il vero e il falso, saggio psicanalitico di Enzo Codignola


(1977), un collega cinterruppe per domandare se in questione fosse il velo. Chiar
che la nostra pronuncia della erre gli aveva lasciato margini di dubbio sulloggetto
della conversazione, provocando in noi un certo fastidio.
Codignola sostiene che la falsificazione (cos lui, noi diremmo pi semplicemente:
critica) delle parole di una persona praticabile soltanto nellambito (setting)
dellanalisi, o meglio che la verit dellinterpretazione limitata al setting
analitico. In altri termini, se noi applicassimo lanalisi per esempio ad un testo
letterario, falsificandolo, linterpretazione non sarebbe vera.
Quel collega, volontariamente o no, ci ricord di opporre al falso non il vero, ma
un velo.

53
Era appena arrivato in quella citt e aveva occupato una camera in una locanda,
quando la strada in cui questa era situata si emp di strida provenienti da una folla e
dincessanti fragorosi squilli di tromba. (...) Chiam un servo per chiedergli il motivo
di tutto quel tumulto, e gli fu risposto che era scoppiato un incendio (...) e che erano
arrivati i carri dei pompieri. (...)Al suo risveglio, scese nellingresso e domand a un
cliente della locanda comera scoppiato lincendio e quanto tempo ci era voluto per
estinguerlo. Vorrei sapere, soggiunse, se bastato semplicemente suonare una
tromba.
(I.B.Singer, 1968, cit.; pag.67).

54
Al musicista Spartaco Copertini, negli anni venti collaboratore del quotidiano
fiorentino La Nazione, fu tolto lincarico per aver lui deriso Le Pierrot Lunaire di
Schnberg (1912), opera presentata agli Amici della musica il primo Aprile del
1924. Sono stupito del fatto che ad un critico sia stato tolto lincarico solo a causa di
un trafiletto burlesco su Schmberg. Leonardo Pinzauti, scrive: Gaffe storica, ora
conosciuta da tutti: (...) <S.C.> scrisse quel che scrisse (...) e perse addirittura il
posto: non tanto perch il padrone del giornale si fosse scandalizzato della sua
ironia, ma soltanto perch un altro potente del momento si era sentito offeso dal
fatto che fosse stata fatta passare per un pesce daprile unimpresa in cui aveva
investito un po del proprio denaro (Storjohann e Copertini Amati, 1985).
Anche Schmberg, tuttavia, avrebbe perso, nel 1933, il suo posto, una cattedra di
composizione alla Kunstakademie di Berlino, per volont dei potenti del momento
(1933-1945), e sarebbe emigrato negli Stati Uniti dAmerica.

55
(...) Dopo aver cercato, per molti anni, la vita e il pensiero delle persone
nellenunciato diretto che esse me ne fornivano volontariamente, avevo finito, per
colpa loro, con lattribuire importanza soltanto a quelle testimonianze che non
costituiscono unespressione razionale e analitica della verit.Le parole stesse mi
servivano da elementi dinformazione solo in quanto le interpretavo alla stregua
dun afflusso di sangue sul viso duna persona clta da turbamento oppure di un
silenzio improvviso. (M.Proust, cit., Vita comune con Albertine; ed. Oscar Mondadori,
pag. 84).

Traduce:
(...)Moi qui pendant tant dannes navait cherch la vie et la pense relles des
gens que dans lnonc direct quils men fournissaient volontairement, par leur
faute je tais arriv ne plus attacher au contraire dimportance quaux
tmoignages qui ne sont pas une expression rationelle et analytique de la verit ;
les paroles elles-meme ne me renseignaient qu la condition detre interprtes
la faon dun afflux de sang la figure dune personne qui se trouble, la faon
encore dun silence subit.
(M.Proust, cit.; vol.III, pag.82)

56
La passione per il silenzio, accresciuta, se non generata, dal disgusto per il rumore
urbano, deriva (anche) da una sorta dipertrofia dell'io. Il rumore non io, il
silenzio in definitiva l'io. Il placido sonno dei neonati in mezzo a ci che a noi pare
frastuono dipende dalla mancanza dell'io dei neonati partecipano indifferenziati. I
tappi di cera che qualcuno introduce nelle orecchie per non udire il rumore, tendono
a proteggere lio, inevitabilmente minacciato dal nonio.
Un ipotetico naufrago, solo in mare e privo di salvagente, dovrebbe provare la
massima concentrazione dell'io, scrive Melville, non ritroviamo dove. O Defoe,
naufragiologo, o Conrad. La paura dell'ignoto, della morte, la condizione di
solitudine e smarrimento del naufrago, spiegherebbero questa massima
concentrazione del suo io circondato dal non io, il mare, del suo io concentrato
contro il nonio, concentrazione che non giustificata nel caso di cui sopra, a meno
che il nonio sia anch'esso percorso da micidiali squali - che sfilano forse nella
mente.
Il "naufragar m' dolce in questo mare", al contrario, sembra essere la condizione di
un adulto che provi le sensazioni del neonato ancora relativamente indifferenziato
rispetto all' "infinito", o le ritrovi. L'immagine melvilliana indica la massima
concentrazione dell'io, mentre quella di Leopardi indica una deconcentrazione
dell'io. L'infinito appunto nonio.
John Cage ha scritto una volta che il silenzio non esiste (Silence, 1961; ed.1973,
pag.8). Pare che ci significhi che il finito, cio l'io, una finzione difensiva,
un'aspirazione contro l'infinito rumore del nonio. Se il silenzio non esiste, l'io non
esiste, se il silenzio un modo di dire, anche l'io un modo di dire. Il rumore
musica, il silenzio limpossibile non musica.
Se tentiamo di tener fuori il rumore per mezzo di tappi di cera nelle orecchie,
udiamo il rumore del non rumore, il rumore dell'io isolato dal non io. E' questo che
volevamo ottenere?
Nelloscurit della notte (nonio invisibile) solo l'io visibile. Ci che vediamo nel
buio e ci spaventa, quando ci spaventa, il paesaggio dell'io, velato, invece, dalla
luce del giorno - o della lampadina che possiamo affrettarci ad accendere o a voler
accesa durante la notte, da bambini oramai tanto cresciuti da possedere lo spinoso
tesoro dell'io. In effetti il nonio ha l'utilit di velare od assordare l'io, distrarci da
noi stessi.

57
Il rumore urbano/inurbano ha caratteristiche specialmente miste, quanto
all'intreccio tra dimensione sensoriale e dimensione cognitiva, intreccio che
potremmo chiamare estetico. Non si pu sostenere che il rumore della cosiddetta
natura non risenta di tale intreccio, se vero che la natura imita l'arte (ed il
cinema, la tv, le riviste illustrate e la letteratura), ma diremmo che l'intreccio
estetico, da cui risulta il rumore della natura (vento, suoni di uccelli, "schiocchi di
sterpi, frusci di serpi", cicale - "urla e biancheggia il mare") resta pi sensoriale che
cognitivo, o meglio, molto meglio, rende molto pi arduo scivolare, com' nel caso
del rumore urbano/inurbano, dalla posizione estetica a quella critica,
precisamente critica di tipo socioculturale. Non ricordiamo se Leopardi depreca i
rumori della natura, ma troviamo difficile pensare ad una critica del richiamo della
civetta eccetera. In un racconto di Beppe Fenoglio, daltra parte, lo scorrere
dell'acqua di un torrente ossessiona una donna che vive nelle vicinanze: le pare
come un perenne strisciare di serpi. Si pu ben fare della retorica per o contro i
rumori della natura, non della critica. Thomas Bernhard (in Correzione e in
Perturbamento, ma non solo) propone un tipo di frastuono - fiumi scorrenti in gole
montane - che fa impazzire le persone. Criticare la natura?
L' essere o non essere serve a fissare meglio il tema delineato. Se il non essere
corrispondesse al non-io, al non-io naturale ed al non-io socioculturale, l'essere
corrisponderebbe (ma assurdo) all'io distinto dalla natura-cultura, all'io distinto
dalla societ. Quando ci assordiamo con i tappi di cera decidiamo dunque di essere,
terribilmente, assurdamente essere, contro il boato o ronzio del non essere.
Assordati artificialmente siamo assurdamente io, contro gli altri, contro l'altro, il
resto del mondo.

58
Se il merito di aver inventato il capro espiatorio non spetta agli ebrei, esso non
spetta neppure agli egizii, anzi non spetta a nessun uomo ma alla volpe. La volpe
peccati non ha ma spesso ha delle pulci, ed ecco come fa la volpe per liberarsi delle
pulci : strappa dellerba e ne fa una palla, prende delicatamente questa palla fra le
labbra ed entra in un fiume ; via via che la volpe simmerge nel fiume, le pulci
salgono verso la parte asciutta della volpe ; poi la volpe immerge anche la testa,
tenendo fuori soltanto il muso, e le pulci corrono a rifugiarsi sulla palla di erba ;
infine la volpe tuffa la testa nellacqua, e nellistante medesimo caccia via la palla,
che se ne va alla deriva carica di pulci.
(A.Savinio,cit., ed.1977; pag.85).

59
Questa terra fu sempre (...) un paese di invasioni e di conquista: tutti gli invasori e i
conquistatori furono stranieri, e lo rimasero. Vennero, presero e ripartirono,
lasciando e creando, a reggere il paese, i loro rappresentanti, i nobili, i principi, i
duchi, i baroni, una aristocrazia di origine straniera, e, come tutte le aristocrazie,
naturalmente in lotta col lontano governo; e forze militari insufficienti ad altro che a
serbare il possesso e a tenere in rispetto i baroni. Mancava perci, sempre
mancata, e ancora manca, una classe intermediaria: ma fra il popolo contadino e lo
Stato straniero c sempre stato un abisso, un crepaccio; e qui sta nascosta la mafia.
(C.Levi,1955, Le parole sono pietre; pag.141).

60
La Svizzera un piccolo paese dellEuropa che si afacia sulla Svizzera, lItalia, la
Germania, la Svizzera e lAustria. A molti laghi e molte montagnie, ma il mare non
bagnia la Svizzera, e soprattutta Berna.
La Svizzera vende le armi a tutto il mondo per falli scannare ma lei non f neanche
una guerra picolissima.
Con quei soldi costruisce le banche. Ma non le banche buone, le banche dei cattivi,
specialmente i drogati.I delinguenti della Sicilia e della Cina mettono l i soldi, i
miliardi. La polizia v, dice di chi sono questi soldi, non lo so, non telo dico, sono
cazzi miei, la banca chiusa.
(M.DOrta, 1990, Io speriamo che me la cavo; pag.13).

61
Navig per sessantadue giorni e sessanta notti (perse due notti nelle Azzorre per
una partita di poker), e finalmente una bella mattina uno della ciurma avvist un
ramo di mirtilli che galleggiava sotto bordo. Questo voleva dire che nelle vicinanze
cera la terra (o un negozio di frutta).
(G.Marx, 1963, Memorie di un irresistibile libertino, trad.it.; pag.76).
Anche in Groucho ed io, edito da Adelphi, autobiografia del famoso comico
statunitense, si trovano battute di questo livello. Si potrebbe iniziare a valutare che
la fama di Groucho Marx sia una delle molte bufale del secolo ventesimo.

62
Abitualmente pranzava bene, ad un buon ristorante; ebbe molti amorazzi triviali,
sensuali, ma non appassionati; era eccezionalmente litigioso ed avaro fuori del
comune. Una volta lo annoiava una cucitrice di una certa et che stava
chiacchierando con unamica fuori della porta del suo appartamento.Egli la gett gi
per le scale, causandole lesioni permanenti. Ella ottenne una sentenza che lo
costringeva a pagarle una certa somma (15 talleri) ogni trimestre finch
viveva.Quando alfine ella mor, dopo venti anni, Schopenhauer annot nel suo libro
dei conti : Obit anus, abit onus <La vecchia muore, il debito cessa>.
(B.Russell, cit., trad.it.; cap.VII).

63
(...) Essendo da escludere, come lui stesso diceva sempre, ogni evento casuale, il
morso del cane di Weller, ancora prima di essere effettivamente inferto, deve aver
avuto il suo posto nel progetto concepito da Koller.In fondo, lui, Koller, una volta
aveva detto che il morso del cane di Weller era in verit opera sua, di Koller,
unasserzione, questa, della cui seriet non intendo affatto dubitare.
(T.Bernhard, 1980, I mangia a poco, trad.it.; pag.63).

64
(...) Tiranno significava in origine custode dei formaggi. (A.Savinio, cit.,ed.1977;
pag.139).
Tur, formaggio, anax, signore, in greco antico. Simmagina che nelle comunit dedite
alla pastorizia il signore del cacio fosse un personaggio di rilievo. Ma sul Rocci non
riusciamo a trovare conferma. Mozzarella di bufala alla Savinio?

65
Il napoletano crede negli spiriti che danno i numeri, crede negli assistiti: gli assistiti
sono gente stranissima, alcuni in buona fede, alcuni scrocconi, che mangiano poco,
bevono acqua, parlano per enigmi, digiunano prima di andare a letto e hanno le
visioni. Vivono alle spalle dei giuocatori: non giuocano mai. Talvolta i giuocatori
delusi bastonano lassistito, poi gli chiedono perdono.
(...)
Lassistito (dagli spiriti) un cancro che rode le famiglie borghesi, un convulsionario
pallido che mangia molto, che finge di avere o ha delle allucinazioni, che non lavora,
(...), che fa credere a delle macerazioni crudeli (...). Ma, dalla casa borghese, per
mezzo della cameriera, del servo, della lavandaia, la reputazione dellassistito arriva
nel popolo; e l assistito vi estende la sua azione mistica, vi raccoglie dei guadagni
piccoli, ma insperati, vi fa degli adepti e finisce per camminare nelle vie, circondato
sempre da quattro o cinque persone, che lo corteggiano e studiano tutte le sue
parole.
(M.Serao,1884, Il ventre di Napoli; capp.IV e VI).
Eduardo De Filippo ha tratto, da questa materia, una commedia (e anche un film) dal
titolo Non ti pago. Un epilettico vero o simulante, o entrambe le cose (ma i
Convulsionari furono anche una setta di estremisti religiosi francesi), orienta invano
il protagonista, Eduardo, titolare di un banco Lotto e giocatore tenace. Invece, fa un
bel colpo il fortunato dipendente (Peppino De Filippo), cui il padre del principale, in
sogno, avrebbe rivelato i numeri vincenti.
Non ti pago: il datore dei numeri mio padre, s confuso, la vincita spetta a me.

66
Un giorno, un industriale napoletano ebbe unidea. Sapendo che la pizza una delle
adorazioni cucinarie napoletane, sapendo che la colonia napoletana in Roma
larghissima, pens di aprire una pizzeria in Roma.(...)Sulle prime la folla vi
accorse;poi and scemando.La pizza, tolta al suo ambiente napoletano, pareva una
stonatura e rappresentava una indigestione;il suo astro impallid e tramont, in
Roma; pianta esotica, mor in questa solennit romana.
(M.Serao, cit.;cap.III).
Incredibile: anche la pizza stent, ai suoi inizi.

67
(...)Il ministro, ben presto, non pi il delegato del Parlamento, tenuto a dirigere lo
sforzo dei funzionari e ad organizzare la loro attivit, incaricato di governare,
insomma;divanta invece prigioniero degli uffici, si piega ai loro metodi, accetta la
loro disciplina.
Non ha il potere, ma ha la responsabilit:e ci basta a inorgoglirlo.Pu ignorare
tutto della propria amministrazione, ma ne risponde e,di colpo,si sente strettamente
legato a degli uomini, di cui subisce la volont, ma ai quali detta degli ordini.Meno
realmente padrone della situazione pi conosce la gioia di essere il capo.
Egli diventa solidale magari anche contro il Parlamento con coloro che il
Parlamento lo ha incaricato di controllare. Non svolge che un unico ruolo:quello di
coprirli con la sua responsabilit sovrana, di difenderli persino nei loro errori e di
assicurarne, alloccorrenza, limpunit.
Non potrebbe essere altrimenti:ci che loro hanno fatto, lui lo ha controfirmato,
come potrebbe sconfessarli? E schiavo del potere che si fa mostra di attribuirgli e di
cui lui stesso rivendica lonere.E anche se tutti lo sanno, ci ha poca
importanza:grazie a questo gioco, il fantasma di una autorit aleggia sullombra di
una democrazia.
(R.de Jouvenel, 1914, La Repubblica dei compari, trad.it.; seconda parte, cap.VIII).

68
Fin dal primo momento la gente esce di cervello, gli uomini e pi le donne. Grida al
bastardo, al traditore che metteva la sua istruzione a scrivere belle lunghe lettere
agli assassini S.Marco <militari della Repubblica Sociale Italiana>, alla carogna che
fa schifo anche al Dio della piet, che ora il porco lo portano al macello, e bravi
partigianiche finalmente fate il vostro dovere.Serrano e, come non arrivano a
mettergli le mani addosso, fanno bordate di sputi.Uno sputo lava la faccia
dellarmigero Fodretta, e lui d del calcio dellarma nelle pance dei pi prossimi.Con
le buone e le cattive gli armigeri mettono la gente a ferro di cavallo, pressappoco.E
Moretto lui ha stampato il maestro contro un muro bel bianco. Viene fuori un
borghese e dice che per carit, quella casa sua, ha fatto rifar lintonaco meno dun
mese fa e che ci sarebbero tanti altri bei posti.
(B.Fenoglio,1994, Appunti partigiani;pag.39).

69
Di notte, in una cittadina italiana del nord, era estate, un giovanotto usava violenza
a una donna a scopo sessuale, sembra, entrambi rumoreggiando per strada.
Finestre aperte: le grida dei due attirano lattenzione di alcuni cittadini, ma uno solo
chiama la polizia. Quello, narra lintervenuto, sbatacchiava la donna sulla mia auto.

70
Il romore si diffuse immediatamente, il vicinato accorse, si guard alle muraglie, e si
vide, o si credette vederle imbrattate dun unto giallognolo. Presto, presto altri
recarono paglia, e fecero fuochi accanto al muro, dove si credeva che fosse stato
unto, altri imbiancarono di calce. La fama pervenne lindomani al Senato, il quale
ordin al Capitano di giustizia che andase ad esaminare. Questi portatosi sul luogo
vide le mura abbrustolate, e imbiancate, che aff non potevano indicare altro se non
la grande e precipitosa paura dei padroni delle case:pure il Capitano e il notajo
attestarono che sotto il fumacchio, e labbronzamento, avevano potuto discernere
alcuni segni di materia ontuosa tirante al giallo, sparsovi come con le dita.
(A.Manzoni, 1840, Storia della colonna infame, ed.1993; pagg.5-6).

71
In questo momento giunge alla notizia della Conferenza Governativa, che la
Campagna di questo Ducato trovasi infestata da una feroce Bestia di colore
cenericcio moscato quasi in nero, della grandezza di un grosso Cane, e dalla quale
furono gi sbranati due Fanciulli.
Premurosa la medesima Conferenza di dare tutti li pi solleciti provvedimenti, che
servir possano a liberare la Provincia della detta infestazione, ha disposto che
debba essere subito combinata una generale Caccia con tutti gli Uomini dArmi delle
Comunit, col Satellizio di tutte le Curie, e colle Guardie di Finanza.
Al tempo stesso rende inoltre noto, che da questa Tesoreria Camerale verr pagato il
premio di cinquanta Zecchini effettivi a chiunque, o nellatto della suddetta generale
Caccia, o in altra occasione avr uccisa la predetta feroce Bestia:somma, che verr
subito sbrsata dal Regio cassiere Don Giuseppe Porta, in vista del Certificato, che
rilascer il Regio delegato della Provincia, nel di cui Territorio la detta Bestia sar
stata ammazzata. Milano li 14 Luglio 1792.
(G.Caproni,1986, Il Conte di Kevenhller; pag.11).

72
E un ingenuo errore credere che linguaggio e verit possano coincidere, che esista
mai un rapporto univoco e necessario fra le parole e ci che esse designano, che
significanti e significati siano mai sovrapponibili.
Il sincretista tuttattorno a s ravvisa lo spettacolo comico e tragico di significanti
differenti che designano un unico significato, o di un solo significante che
comprende significati opposti.
(E.Zolla, 1990, Verit segrete esposte in evidenza; pag.10).

73
Da bambino, esplorando una casa sconosciuta, sbucai in un vano dove mi scoprii
riflesso allimprovviso in una vasta specchiera.Tra la visione e il riconoscimento di
me stesso trascorse un attimo, che mi parve lunghissimo, nel quale intuii che il
mondo noto e quotidiano non era lunica realt.
(E.Zolla, cit.;pag.149).

74
Di aver preso a quattro o cinque anni lezioni di violino non sapevamo, come invece
racconta nostro fratello che gli ha rivelato sua moglie riferendo testimonianze di
nostra madre e della nostra nonna materna, entrambe defunte. Non ricordiamo. No.
Non lo riporteremo nel nostro curriculum vitae (c.v.).

75
Un sogno?...e che le fa un sogno?...E uno smarrimento dellanima...il fantasma di
un momento....
Non so, dottore:badi...forse dimenticare, risolversi!E rifiutare le sclertiche
figurazioni della dialettica, le cose vedute secondo forza...
Secondo forza?...che forza?...
La forza sistematrice del carattere...questa gloriosa lampada a petrolio che ci fuma
di dentro,...e fa il filo, e ci fa neri di buge, di dentro,...di buge meritorie, grasse,
bugiardosissime...e ha la buona opinione per s, per s sola...Ma sognare fiume
profondo, che precipita a una lontana sorgiva, ripllula nel mattino di verit.
(C.E.Gadda, 1963, La cognizione del dolore, ed.1970, pag.119).

76
I soldati non dovevano essere umili, ma bravi soldati:non fagotti di rassegnazione,
ma grumi di volont:cercai sempre di creare almeno un lucore di volont, anche
nelle pi torpide anime dei rassegnati.Con la rassegnazione non si fa la guerra, e
tanto meno la si vince.Sono un rtore e questa la mia retorica.
Sarebbe come dire che uno si rassegna andare <sic> a letto con una ragazza:verr
pure un momento che la semplice rassegnazione non basta.
(C.E.Gadda,1934, Il castello di Udine, ed.1973; pag.37).
Eros e Plemos.

77
Un giro attraverso le zone devastate di Francia impressiona locchio e
limmaginazione al di l di ogni descrizione.Durante linverno del 1918-1919, prima
che la natura coprisse la scena del suo pietoso mantello, gli orrori e le desolazioni
della guerra colpivano la vista per la loro spaventosa grandezza.(...) La somma di
lavoro umano necessario a restaurare quelle terre appariva incalcolabile;e allo
spettatore qualsiasi ammontare di miliardi riusciva inadeguato ad esprimere il
valore della distruzione impressa nel suo spirito. Qualche governo, per una
molteplicit di comprensibili ragioni, non ha avuto vergogna di sfruttare un poco
questi sentimenti.
(J.M.Keynes, 1920, Le conseguenze della pace, trad.it.; cap.V,1).

78
Chi di noi ha delle piccole rendite, per quanto limitate possano essere, o il sostegno
della famiglia, non pu conoscere il sentimento di angoscia che attanaglia coloro i
quali non hanno casa n denaro.I domestici che dipendono in tutto dai loro datori di
lavoro, vitto e alloggio, e che in ogni momento possono ricevere lordine di far
qualcosa, e il cui destino pu dipendere da una teiera rotta o da uno sbalzo dumore,
sviluppano delle nevrosi particolari.Si pu dare il caso di una domestica che,
sebbene attratta dal suo datore di lavoro, cerchi inconsciamente di provocare la sua
collera. Capricci e chiribizzi, suscettibilit e bronci, petulanze e permalosit vengono
dalla necessit repressa di compensare unevidente differenza di status.
(R.Maugham, 1948, Il servo, trad.it.; pag.35).
Psicodinamica su base economica.

79
Quando Frdric entr, stavano vantando leloquenza dellabate Coeur.Poi
deplorararono limmoralit dei domestici a proposito di un furto commesso da un
cameriere;e i pettegolezzi si avviarono.La vecchia signora di Sommery aveva il
raffreddore, la signorina di Turvisot si sposava, i Montcharron non sarebbero
ritornati prima della fine di gennaio, e cos i Bretancourt:adesso ci si tratteneva fino
a tardi in campagna. E la miseria dei discorsi riusciva come aggravata dal lusso delle
cose circostanti;ma quello che dicevano era meno stupido della maniera di
conversare, senza uno scopo, senza un nesso e senza vivacit. Eppure cerano l
uomini esperti della vita, un ex ministro, il parroco duna grande parrocchia, due o
tre alti funzionari del governo:tutti si limitavano ai luoghi comuni.
(G.Flaubert,1869, Leducazione sentimentale, trad.it.; parte seconda, cap.II).
Non riusciamo a non essere delusi da questo brano. Sui luoghi comuni circolano
molti luoghi comuni.

LAVVISO del Conte fu accolto


quasi con frenesia.
Il sangue d sempre allegria.
Lassassinio esultanza.
Uccidere, un passo di danza
che sfiora la liturgia.
(...)

Mi armai anchio.
Anchio
mi unii alla generale Caccia.
Battei accanitamente,

80
a palmo a palmo, la rete
fitta dei campi lintrico
della macchia.
La sete
mi attanagliava.
La faccia
lavevo in fiamme.
Dovunque,
col cuore che mi scoppiava,
non scorsi la pi piccola traccia.
(...)

Gettai il fucile.
Rientrai
-

di stizza allosteria.

La Bestia, o era fuggita via,


o non esisteva.
(Il Conte
al diavolo!- stravedeva?)

(G.Caproni, cit.; pagg.19-21).


Il Conte di Kevenhller, opera poetica da cui tratto questo brano, eroga
piacevolmente del sapere sociopsicologico.

81
Non hai bisogno di preoccuparti del tuo avvenire, piuttosto dovresti occuparti del
tuo passato.
(F.Kafka, 1927, America, trad.it.; cap.VI).

82
Un cane sinfilava tra le gambe della gente (...) e il mio compagno vi inciamp. Il
cane balz via senza emettere suono; luomo, alzando un pochino la voce, disse
ridendo piano: Ma guardate un po quel cane rognoso, e subito ci trovammo
separati da un mucchio di gente (...). Vidi Jim piroettare su se stesso. Fece un passo
avanti e mi sbarr la strada. Eravamo soli; mi inceneriva con uno sguardo pieno di
cocciuta decisione. (...) Dicevate a me? chiese Jim a voce bassissima (...). Io dissi:
No (...) Voi dite di no disse lui molto scuro, ma io ho sentito bene.
(J.Conrad, 1900, Lord Jim, trad.it.; cap.VI).
Traduce:
(...)A dog was there, weaving himself in and out amongst peoples legs (...) and my
companion stumbled over him. The dog leaped away without a sound;the man,
raising his voice a little, said with a slow laugh, Look at that wretched cur, and
directly afterwards we became separated by a lot of people (...).I saw Jim spin
round. He made a step forward and barred my way. We were alone; he glared at me
with an air of stubborn resolution. (...).Did you speak to me? asked jim very low
(...).I said No (...).You say you didnt,he said, very sombre.But I heard.
(J.Conrad, Lord Jim, 1900; ed.Bantam Books, cap.VI).
Wretched cur non un cane rognoso; a Jim suona, traslato, come povero vigliacco,
forse: dal micidiale qui pro quo di Jim muove tutto il lungo dialogo tra lui e Marlowe.
Per cane rognoso funziona.

83
Those three is instinct, intuition, inspiration- in which I pinned my faith were
more useful in learning about people tha logic could be. Caprocious approach to
capricious subject. (E.Taylor,1984, The devastating boys, ed.1995; pag.164).
Fede nellistinto, nellintuizione, nellispirazione, pi che nella logica, per saper
conoscere le persone: a soggetto capriccioso, approccio capriccioso. A naso. Non
scientifico.

84
In una fiaba (...) ha da sempre il suo ruolo una figura maligna e impenetrabile, con il
compito di distruggere, o almeno di ridicolizzare, ci che buono e luminoso.
(T.Bernhard, 1969, Eventi, trad.it. con testo a fronte; pag.25).
Traduce:
(...) Denn zu einem Mrchenspiel gehrt seit jeher eine bsartige
unduurchschaubare Gestalt, die das Gute, Durchschaubare, zu zerstren oder
wenigstens lcherlich zu machen trachtet. (T.Bernhard, cit.; pag.24).

85
Funerale di massa a Firenze (4 VI 2010) per la morte di un diciassettenne nello
scontro notturno tra due scooter. La via della chiesa dove si svolta la funzione
funebre era affollata di adolescenti (con i calzoni tenuti bassi, ma non in segno di
lutto), vigili urbani sorvegliavano e garantivano il rito. Non capivamo come il
defunto avesse tanti amici. Tam tam via internet, pensavamo.
Funeralismo di massa, corporativo, dolorismo.
Lultimo concetto (A.Savinio (1941-1948), Nuova enciclopedia) definisce la
corruzione del dolore. Del funeralismo di massa fa parte spesso linterrogabile
applauso alla bara, quando essa portata fuori dal luogo della funzione funebre (di
solito religiosa). Crediamo che il fenomeno dellapplauso alla bara sia recente,
qualcuno ci ha proposto che sia stato inaugurato, da noi, in occasione del funerale di
Anna Magnani.
Quando muore qualcuno si tratta sempre di uno di noi, in astratto potrebbe darsi
sempre una partecipazione di massa, e non solo ai funerali. Ma la massa si fraziona
secondo corporazioni, pi facilmente secondo famiglie e gruppi di amici,
conoscenti.
Nel caso del diciassettenne morto giorni or sono la corporazione mobilitata
(probabilmente via facebooko twitter) era di adolescenti forse dediti allo
scooterismo. Il defunto, vittima a quanto pare di oscure pecche dellaltro
scooterista, non adolescente, era uno sconosciuto cui il funeralismo ha dato un
pomeriggio di fama alla memoria.
Bisogna distinguere il funeralismo prodigato agli sconosciuti da quello prodigato ai
noti (v. Anna Magnani, Pier Paolo Pasolini, Enrico Berlinguer, Giovanni XXIII e cos
via). Il funeralismo corporativo (di massa o meno) costituisce un dono di notoriet
(con applauso) allo sconosciuto. In questione una festa.

86
Troviamo su La Stampa del 7 Giugno 07: New York. Un uomo fa causa per una
super erezione. Ha preso un integratore e ha avuto unerezione senza fine, per la
quale finito in ospedale.Per questo C.W., ventinovenne di N.Y., ha fatto causa alla
casa produttrice, Novartis.
In Italia, in un posto di pronto soccorso, quale colore di urgenza gli avrebbero
dato?

87
Molte sono le leggende che, a Lucca e dintorni, descrivono la figura della bella
Lucida Mansi. Secondo i racconti, costei era una donna giovane e molto avvenente e
che sapeva ben utilizzare il suo fascino per collezionare un amante dietro laltro, mai
sazia dellamore carnale.Si narra che avesse fatto addirittura uccidere il marito per
potersi dedicare completamente alla vita galante, agli abiti preziosi, ai
gioielli.Amava talmente se stessa da avere bisogno di circondarsi di specchi che
riflettevano continuamente la sua immagine: sulle pareti, nel libro da messa,
addirittura sopra il letto in maniera da addormentarsi fissando la sua dolce e
sinuosa figura.
Ma il tempo, come si sa, scorre inesorabile.E Lucida dovette constatare, ad un certo
punto, che le rughe cominciavano a rigare il suo bel volto.(...)la donna non ebbe
esitazione alcuna e invoc nientemeno che il diavolo.Il quale le apparve ben
volentieri per stipulare un malefico accordo:in cambio di trentanni di ulteriore
giovinezza, il demonio avrebbe potuto prendersi lanima della donna.
(www.tuscanjourney.org/leggende).

88
Un altro racconto (...) parla di una gran signora che mangiava e beveva
allegramente e aveva tutto ci che il cuore pu bramare, e che desider vivere per
sempre. Nei primi cento anni tutto and bene, ma poi cominci a restringersi ed
aggrinzirsi, fino a che non pot pi camminare, n reggersi in piedi, n mangiare, n
bere. Ma nemmeno poteva morire.
Agli inizi lalimentavano come se fosse una bambina, ma fin col diventare tanto
minuta che la misero in una bottiglia di vetro e la appesero nella chiesa.Sta ancora
l, nella Chiesa di Santa Maria a Lubeck.Ha la grandezza di un topolino e una volta
allanno si muove.
(J.G.Frazer, 1913, Balder the Beautiful, trad.it.; Vivere per sempre).

89
Quando col progresso della conoscenza gli uomini cominciarono a rendersi conto
dellerrore compiuto attribuendo al commercio tra i sessi un effetto sulla
riproduzione di animali e piante, la convinzione della nocivit di certi rapporti era
oramai talmente radicata, che non fu facile liberarsene, anche quando percepirono
lassurdit del ragionamento che li aveva portati a quelle conclusioni. Cos la vecchia
pratica sarebbe rimasta in vigore, sebbene la vecchia teoria fosse venuta meno.
Avrebbero continuato ad osservare le vecchie regole della morale sessuale, ma se
dovevano osservare il rispetto della comunit era necessario poggiarle su una nuova
base teorica. Quella base, in accordo con il generale progresso del pensiero, fu
fornita dalla religione.
(J.G.Frazer, 1909-1913, Lavvocato del diavolo, trad.it.; cap.IV).

90
La stregoneria viene spesso considerata, per lo meno dagli scettici, un crimine
immaginario, unelaborata fantasia priva di alcun fondamento reale. Coloro che
furono processati per stregoneria, quindi, sono visti come vittime innocenti di un
sistema giudiziario distorto e di un ordinamento oppressivo. Sono valide queste
affermazioni? E proprio vero che la caccia alle streghe in Europa cre migliaia di
criminali che non avevano commesso nessun crimine, oppure le streghe commisero
effettivamente alcune delle azioni per le quali furono perseguite? Nel porci queste
domande non abbiamo bisogno di stabilire se la magia funzioni o se il Diavolo esista
veramente, perch tali problemi esulano dal campo dellindagine storica. Ma gli
storici possono e devono chiedersi se quelle persone accusate di stregoneria
avessero effettivamente compiuto talune delle attivit per le quali furono
perseguite. La risposta a questi interrogativi storici comporta inevitabilmente la
risposta alla relativa questione della colpevolezza in senso legale delle streghe, dal
momento che la colpa determinata, almeno entro certi limiti, dallesistenza storica
del presunto crimine.
(B.P.Levack, cit., 1987,trad.it.; pag.14).
Secondo Levack la credenza nella stregoneria era diffusa in tutti gli strati sociali, ed
anche molte streghe credevano davvero di esserlo.

91
Che cosa sei, una strega?
S, una strega.
(...)
In questa robaccia non ci credo. Sono tutte sciocchezze. Ma dal momento che tu ci
credi, dal tuo punto di vista hai assassinato una persona.
(I.B.Singer, La strega, in Passioni, trad. it., pag.84).
Saccenna qui al fenomeno dellautofraintendimento, che certo non riguarda
soltanto la stregoneria. Il racconto verte sulla imprevista attrazione che una ragazza
alquanto sgraziata suscita nel suo professore, dopo che la moglie di questultimo
morta di grave e misteriosa malattia.

92
Il Partito non pu mai sbagliare (...).Tu ed io possiamo commettere degli errori, ma
non il Partito. Il Partito, compagno, pi di te, di me e di mille altri come te e come
me. Il Partito lincarnazione dellidea rivoluzionaria nella Storia. La Storia non
conosce n scrupoli n esitazioni. Scorre, inerte e infallibile, verso la sua mta. Ad
ogni curva del suo corso lascia il fango e porta con s i cadaveri degli affogati. La
Storia sa dove va. Non commette errori. Colui che non ha una fede assoluta nella
Storia non nelle file del Partito.(...)Hai scritto:I resti del movimento rivoluzionario
debbono unirsi e tutte le forze ostili alla tirannide formare un blocco;dobbiamo
porre fine alle nostre vecchie lotte interne e cominciare di nuovo la lotta
comune.Questo un errore.Il Partito non deve allearsi ai moderati.(...)Hai
scritto:Quando la casa brucia, tutti devono contribuire a soffocare lincendio;se
continuiamo a discutere sulle teorie, lincendio ci ridurr tutti in cenere.Altro
errore. Noi combattiamo il fuoco con lacqua;gli altri con lolio.Pertanto dobbiamo
prima decidere quale il sistema giusto, se lacqua o lolio, prima di unire le brigate
dei pompieri.(...)La linea del Partito nettamente definita, come un angusto
sentiero tra le montagne.Il pi lieve passo falso, a sinistra o a destra, fa cadere nel
precipizio.
(A.Koestler, 1946, Buio a mezzogiorno, trad.it.; Il primo interrogatorio, IX).
La tirannide in questione , con ogni probabilit, il fascismo, o il
nazionalsocialismo. Qui si discute, certo in un clima persecutorio, su come dovrebbe
porsi, rispetto alle altre forze politiche contrarie al fascismo, un partito comunista.
Linterrogante contesta la linea di cui sostenitore linterrogato, diremmo
frontista, opponendogli una linea che privilegia, sempre e comunque, lo
schieramento di classe da parte comunista, cio a dire il mantenimento
dellattenzione alla contraddizione fondamentale (secondo il marxismo-leninismo),
che quella tra la classe operaia e la classe borghese. Contro ogni perdita denergia
rivoluzionaria in nome della salvezza della democrazia e del parlamentarismo.
Fuori dalla finzione del romanzo, negli anni della lotta finale antifascista (19431945), un partito comunista allineato con lUrss come quello italiano, quindi non
passibile di essere scomunicato, partecip invece proprio al soffocamento
dellincendio insieme alle forze politiche pi disparate, damore e daccordo con
Mosca. (V. G.Galli, 1976, Storia del Partito Comunista Italiano). Per cui, si potrebbe
dire, linterrogante o inquisitore gioca la sua partita con carte truccate. Il che non
significa che, persecuzione a parte, linterrogato o perseguitato sia dalla parte della
ragione.

93

94
(...) Mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in
quellimmenso campo di segale (...).Migliaia di ragazzini, e intorno non c nessun
altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sullorlo di un dirupo
pazzesco.E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per
cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar
fuori da qualche posto e acchiapparli.Non dovrei fare altro tutto il giorno. (...).So
che una pazzia, ma lunica cosa che mi piacerebbe veramente fare.
(J.D.Salinger, 1951, Il giovane Holden, trad.it.; cap.XXII).
Da cui il titolo, The catcher in the rye, che rispecchia limmagine dellafferrare
ragazzini pericolanti. E il contrario del pifferaio di Hamelin.

95
I comunisti devono comprendere a fondo il principio della subordinazione dei bisogni
della parte al tutto. Se una proposta appare realizzabile nella situazione particolare,
ma non nella situazione generale, bisogna subordinare la parte al tutto. Se
viceversa, la proposta non realizzabile nella situazione particolare, ma lo nella
situazione generale, anche in questo caso la parte deve essere subordinata al tutto.
Ecco cosa significa considerare la situazione nel suo insieme.
(L. Piao et al. (a cura di), 1966, Citazioni dalle opere del presidente Mao Zedong,
trad.it.; cap.XXIV).

96
Il comunismo lesasperazione del cancro burocratico che ha sempre roso
lumanit. Cancro tedesco, prodotto dal caratteristico preparazionismo tedesco.
Ogni preparazione pedantesca antiumana. (Cit.in S.Sontag, 1977, 1978, Malattia
come metafora, trad.it.; pag.72).
La preparazione pedantesca, pi che essere antiumana, suvva, attiene
allinfelicit. Filippo Tommaso Marinetti, lautore di queste righe, prende di mira il
comunismo e i tedeschi, sorvoliamo, eppure quello di preparazionismo pare un
bel concetto. Ha a che vedere con lansia e i marchingegni ossessivi per tenerla a
bada, in privato e nella dimensione collettiva.

97
Lo scrittore guatemalteco Augusto Monterroso ha scritto una volta quello che viene
considerato il racconto pi breve di tutta la letteratura universale: Cuando
despert, el dinosaurio todava estaba all.(Quando si svegli, il dinosauro era
ancora l.)
(...)Il racconto suggerisce, nella sua fulminea semplicit, due interpretazioni:(i)il
tizio sveglio accanto a un dinosauro, per non vederlo pi si addormenta, e quando
si sveglia il dinosauro ancora l;(ii)il tizio sveglio senza dinosauri nei paraggi, si
addormenta, sogna un dinosauro, e quando si sveglia il dinosauro del sogno
ancora l.Tutti ammetteranno che la seconda interpretazione surrealisticamente e
kafkianamente pi saporosa della prima, ma neppure la prima era esclusa dal
racconto, che potrebbe essere un racconto realistico sulla preistoria.
(U.Eco,2003, cit.;pag.65).
Il soggetto di despert potrebbe anche essere il dinosauro. Lo stupore (pi del
dinosauro che del lettore) deriverebbe allora dal trovarsi, il dinosauro, todava all,
in un luogo diverso da quello del suo sogno, e uguale a dovera al momento di
addormentarsi. Capita anche ai dinosauri, come a noi, di svegliarsi e di non capire
subito dove sono?
La seconda interpretazione echiana quella che simpone, genere horror, ma
antropocentrica.

98
Per il signor Cave divenne chiaro che quegli oggetti scintillanti erano cristalli
esattamente uguali a quello in cui stava guardando.(...)Qualche volta, una delle
grandi creature alate svolazzava fin l in cima e, dopo aver ripiegato le ali e
avvinghiato alcuni tentacoli intorno al pennone, guardava fissamente nel cristallo
per un certo periodo a volte anche per un quarto dora.E una serie di osservazioni,
fatte per suggerimento del signor Wace, li convinse entrambi che, rispetto al mondo
oggetto della visione, il cristallo nel quale loro guardavano si trovava su un pennone
al limite della terrazza, e che in una occasione almeno, uno degli abitanti di
questaltro mondo aveva guardato la faccia del signor Cave mentre lui faceva
altrettanto.
(H.G.Wells, 1897, Luovo di cristallo, trad.it.; ed. Einaudi).
Il guardante guardato dal guardante di un altro mondo, entrambi guardati e
guardanti.

99
Una lettrice de La signorina Else (A.Schnitzler) riferisce, non sappiamo quanto
consapevole che loriginale scritto in tedesco, di aver pensato spesso al nome
della protagonista come se fosse lavverbio inglese else. Giocare con le parole
significa anche spaesarle dalla loro residenza originaria. Basta non affezionarsi
troppo alle nostre trovate, quando esse rappresentano solo una nostra verit.

100
Ci raccontarono che, durante un convegno su George Simenon, a Firenze, qualcuno
aveva giocato con quel cognome - si mais non - ignoro a quale scopo ermeneutico;
ci raccontarono scandalizzati che si non francese: invece lo .

101
Il 30 ottobre 1938, era una domenica, una radio americana mand in onda un
adattamento del romanzo di G.H.Wells, La guerra dei mondi.(...).Nella versione
radiofonica, lavvenimento era stato ricostruito con straordinaria
verosimiglianza:venivano interrotti i programmi per darne lannuncio, prassi usata
solitamente per situazioni particolarmente drammatiche; le notizie, prima incerte,
diventavano con il passare del tempo sempre pi precise, venivano sentiti i pareri di
esperti, e cos via. (...).Leffetto fu immediato:migliaia di persone, che per qualche
motivo non avevano sentito lannuncio del programma, presero per vero ci che
veniva comunicato e ovunque si manifestarono fenomeni di panico e di isteria.Per
alcune ore, in una vasta zona degli Stati Uniti, molte persone pensarono che orribili
mostri, armati di raggi mortali, avessero vinto ogni resistenza e stessero
impossessandosi del pianeta.
(A.Mucchi Faina,2002, Psicologia collettiva;pag.178).

102
Dimentichiamo la classicit algida e composta. Statue e templi dellantica Grecia
erano colorati, vivaci, quasi kitsch.
(...)Stiamo entrando in una sorprendente mostra, e serissima,che destinata a
sovvertire la nostra intera ottica dellantico.(...)I colori del bianco (...)ha trovato il
suo culmine allAllard Pierson Museum, perch lo straordinario museo archeologico
di Amsterdam possiede moltissime testimonianze della scultura policroma antica,
greca ed etrusca.
(...)Non vero che la plastica classica, e pure larchitettura (...) fosse bianca,
scabra, pura, come una certa tradizione interessata ci ha voluto far credere.A dire il
vero, lo si sapeva, da sempre.Le fonti, da Plinio, a Vitruvio, ai tragici greci,
parlavano chiaro:e poi cerano i reperti, con tracce inequivocabili, nonostante il
buon lavoro abrasivo del Tempo e delle piogge, segni vistosi e inquietanti, e pure
criticamente stimolanti, se il preconcetto ideologico, duro a confrontarsi, non avesse
voluto non vederle. Faceva troppo comodo, sopra il Partenone, o le tante Kore e i
Gitoni acerbi della travisata antichit, proiettare la poetica bianca e purista del
Neoclassicismo imperante.(...)Il colore appariva una diversione, uninterferenza
disturbante e moderna, una diminutio. (...)Coraggio, sono brutte: ma forse eran
proprio cos.
(M.Vallora, Gli antichi a colori, 2006;pagg.70-76).
Lestetica delle rovine rivela il rifiuto comune delle cose nuove, e non solo in arte e
architettura. V certo una ripugnanza per il vecchio, chi lo nega? Ma essa in gara
con la ripugnanza per il nuovo. Lestetica dellantico, o semplicemente del vecchio,
romantica, (forse snob), cimpedisce di aver coscienza del fatto che, forse, il
campanile di Giotto, da nuovo, stonava. Come il Colosseo, o lAcropoli, o il Castello
Sforzesco, o il Ponte di Rialto (replicato a Macao, Cina, citt famosa per il gioco
dazzardo).

103
Lattrice Isabella Rossellini, intervistata in tv, a domanda sulla sua recitazione
algida, chiese che cosa centrassero con lei i gelati Algida. In effetti la marca in
questione ha un nome colto.

104
Che cartoline si mandano da Versailles, se non il Castello e i Trianons, salvo che a
sceglierle non sia qualche raffinato innamorato duna certa statua, o qualche
imbecille, che scelga la stazione del tranvai a cavalli, o quella dei Chantiers? (...).Ci
fu un periodo, che dur due anni, nel quale le persone intelligenti, gli artisti,
parlavano di Siena, di Venezia, Granada come di anticaglie, e portavano alle stelle
gli omnibus o le carrozze ferroviarie:Questo s che bello. Poi, anche questa moda
pass (...),una carrozza di prima classe cess di esser considerata a priori come pi
bella di San Marco.
(M.Proust, cit.; Vita comune con Albertine, pag.131).
Traduce:
(...)Quon vous envoie dabord de Versailles sinon le Chateau et les Trianons, a
moins que la carte ne soit choisie par quelque raffin amoreux dune certain statue,
ou par quelque imbcile lisant comme vue la station du tramway chevaux ou la
gare del Chantiers? (...); pendant deux ans les hommes intelligents, les artistes
trouvrent Sienne, Venise, Grenade, une scie, et disaient du moindre omnibus, de
tous le wagons : Voil qui est beau .Puis ce gout passa (...), un wagon de
premire classe cessa detre considr a priori comme plus beau que Saint-Marc de
Venise.
(M.Proust, cit.; vol.III pag.117-118).
Anticaglie rende male une scie, alla lettera una sega, traslatamente una
lagna.

105
Ne Il mago di Lublino (I.B.Singer, 1960, trad.it.; cap.IV, 3) leggiamo che a Varsavia
si sarebbe gustata olfattivamente la brezza proveniente dalla foresta di Praga:
in questione una sensibilit da mago, infatti le due citt distano almeno 500 Km. A
meno che larea boschiva non fosse, alla fine dellOttocento, epoca della storia
narrata, estesissima, o che laria non fosse, ai tempi dopotutto non remotissimi di
Singer, un cristallino conduttore di odori.
Se foresta di Praga non significa, invece, qualcosa daltro, e Singer non rilascia
un qualche madrigale in codice, fruibile da chi sa lui.

106
Ha preso labitudine di mettersi ormai solo vecchi cappelli (...) come suo padre, di
indossare vecchie giacche, vecchi calzoni, vecchie scarpe, tutto indosso a lui deve
sempre essere vecchio, in questo modo, come quasi tutti quelli del suo ceto e delle
sue origini, crede sempre di potere rappresentare meglio quel ceto e quelle origini,
di poterli portare in giro con s, di poter rispondere al gusto dei cosiddetti superiori,
fra i quali si sempre annoverato. Si compra un cappello e lo espone alla pioggia,
per qualche settimana lo lascia appeso a un gancio sul balcone (...) e non lo stacca
dal gancio finch non battuto dalle intemperie; poi lo rivolta sopra lacqua bollente
e se lo mette cos, scaldato al massimo, per fargli prendere la forma della sua testa,
i calzoni li immerge brevemente nellacqua e li appende alla finestra perch stiano al
vento prima di indossarli, altrettanto fa con le giacche, con le scarpe va prima su e
gi, come si deve, nel fango del giardino, perch non diano limpressione di essere
nuove di zecca, giacch non si portano le scarpe nuove, non si indossano le giacche
nuove, non si mettono i cappelli nuovi, tutto ci che nuovo viene profondamente
disprezzato, anzi odiato, perch cos si fa, anche le case nuove, le chiese nuove, le
strade nuove, le invenzioni nuove, ovviamente anche tutte le persone nuove, come
si detto, tutto ci che nuovo, e naturalmente anche i pensieri nuovi sono nel
novero. (T.Bernhard, 1986, Estinzione, trad.it.; pag.268).

107
Qui davanti sosta un furgone bianco in doppia fila. Sulla fiancata si legge: Tessuti
tendaggi tappeti orientali sistemi letto.
Sistemi letto, questa la novit.
Forse una cazzata, ma bisogner pensarci.

108
Da qualche anno molte persone hanno iniziato a percorrere i marciapiedi in
bicicletta; sono di ogni et, qualcuno va con cautela, qualcuno meno, anche su bici
elettrica alquanto veloce, svoltando perentorio le cantonate, cos prendendo di
sorpresa chi cammina. Il fenomeno in crescita. Ne abbiamo letto anni fa, su un
quotidiano che si definisce comunista, un breve elogio che includeva, riferendo di
certi ciclisti cosiddetti radicali in Usa, anche la tendenza a fare percorsi contromano.
Comunismo a pedali.
Comincia ad imporsi la necessit di uscire dal portone di casa con una certa
circospezione. Una volta abbiamo incontrato due biciclette che procedevano sul
marciapiede appaiate, unaltra due in fila indiana, ma ecco un fatto preciso. Tempo
fa sul marciapiede una signora ultrasessantenne se ne veniva in bici, e le abbiamo in
effetti sbarrato il passo, dicendole: questa una prepotenza. La signora si fermata
ed ha risposto: infatti mi sono fermata. In breve congetturammo che con quelle
parole la signora volesse segnalare non la sua, ma la nostra prepotenza. Buona
battuta, in fondo.
Un giovane con lo stesso vezzo, da noi richiamato, invece ci ha suggerito: allora
non camminare sui marciapiedi!. Anche questa non male.

109
Da qualche anno, crescentemente, sentiamo in giro, e in tv, e alla radio, e talvolta
leggiamo, ma meno spesso, la formula piuttosto che usata al posto di oppure.
Piuttosto che andare dagosto a Viareggio, me ne resto in citt; piuttosto che
andare a letto con quella persona l, me ne resto in castit; eccetera: la formula
indicava preferenza o preferibilit di questo in confronto a quello. Luso segnalato
suggerisce, invece, lintercambiabilit di questo con quello. Ne vedremo (se
vivremo) delle belle, e gi ne vediamo.

110
Il cant(...) non la menzogna e neppure, propriamente, lipocrisia cosciente;
lipocrisia di chi riesce a mentire anche a se stesso o, se si vuole, la sincerit che
risulta da una doppia menzogna, luna rivolta al mondo esterno, laltra a se stessi.
(D.Losurdo,2007, Il linguaggio dellImpero;pag.110).
Cant (in inglese) significa discorso ipocrita, frase fatta,luogo comune,
gergo:probabile manifestazione di ci che alcuni psicanalisti definiscono come
unreal self. Si pensi alla formula missione di pace. Si pensi al pi celebre
statista italiano doggi.

111
Cera una volta un agente del censimento che doveva elencare i nomi di tutti gli
abitanti dun certo villaggio gallese.Il primo che interrog si chiamava William
Williams;e cos il secondo, il terzo, il quarto...Infine lagente si disse:Tutto ci
noioso; evidentemente si chiamano tutti William Williams.Scriver cos e mi
prender un giorno di vacanza.Ma aveva torto:ce nera uno che si chiamava John
Jones.
(B.Russell, cit.; cap.VII).

112
Un film del 1968, Le samurai (J.-P.Melville), con Alain Delon, protagonista un
killer, Jeff Costello, circolava in Italia con il titolo Frank Costello faccia dangelo .
Labolizione del riferimento al notevole mestiere di samurai, insieme al cambio di
nome del protagonista, infliggono al film una ferita che la visione non riesce a
riparare. Frank Costello un gangster americano. Elvis Costello un cantante pop
inglese. Le esigenze della distribuzione cinematografica qualche volta esagerano in
prepotenza. Sarebbe interessante valutare quanti film non italiani siano stati
intitolati tanto grossolanamente lontano dalloriginale. Viene in mente
Deliverance , visto in italia come Un tranquillo week end di paura .

113
Pensai che potevo trovar lavoro in qualche stazione di rifornimento a metter benzina
e olio nelle macchine.(...)Quello che dovevo fare, pensai, era far finta dessere
sordomuto. Cos mi sarei risparmiato tutte quelle maledette chiacchiere idiote e
senza sugo. Se qualcuno voleva dirmi qualcosa, doveva scrivermelo su un pezzo di
carta e ficcarmelo sotto il naso.(...)Tutti avrebbero pensato che ero un povero
bastardo dun sordomuto e mi avrebbero lasciato in pace.Mi avrebbero fatto
mettere olio e benzina nelle loro stupide macchine, e in cambio mi avrebbero dato
un salario (...), e con quei soldi io mi sarei costruito una capanna da qualche parte e
ci avrei passato il resto della mia vita.(...)A forza di pensarci mi entusiasmai da
matto.Quella faccenda di far finta di essere sordomuto era cretina e lo sapevo, ma
mi piaceva lo stesso pensarla.
(J.D.Salinger,cit.; cap.XXV).
In un cupo film con Robert Mitchum agisce accanto al protagonista, titolare di una
stazione di servizio, un ragazzo sordomuto addetto ai rifornimenti. Magari finge.
Unidea cretina che lo stesso piace, e che induce pi attenzione ai sordomuti.

114
Ma quando quel guardiano mi ebbe condotto fuori citt, altro che vita beata!Altro
che libert!Perch sua moglie, una donna tremenda e avara <avara equidem
nequissimaque illa mulier> mi mise subito a una macina, e a suon di bastonate
<frondosoque baculo subinde castigans> cominci a procurar pane a s e ai suoi con
la mia pelle.Ma non le bastava farmi lavorare per s:io dovevo girare la macina a
pagamento anche per i vicini, e non avevo neppure il cibo che mi spettava <nec mihi
misero statuta saltem cibaria pro tantis paestabantur laboribus>, perch il mio orzo
tostato, che io stesso macinavo girando in tondo, lei lo vendeva ai vicini.E a me, che
facevo andare tutto il giorno quella faticosa macchina, alla sera mi metteva davanti
un po di crusca non raffinata, sporca e piena di sassi <purpures apponebat incretos
ac sordidos multoque lapide salebrosos>.
(Apuleio,dopo il 158 d.C., copiato (codice Laurenziano) nel sec.XI, edito a stampa nel
1469, Lasino doro, trad.it.; libro VII, 15).
I molti anni di studi, coatti, della lingua latina, a parte il loro valore formativo dal
punto di vista intellettuale, qui ci tornano come tesoro e piacere.

115
Allora...siamo uguali?, chiese. Certo che siamo uguali, risposi. Era ovvio che mi
sentissi condiscendente. Provavo molto calore nei suoi confronti, anche se a volte
non sapevo cosa pensare di lui;tuttavia nella mia mente ritenevo sempre, anche se
non lo avevo mai detto, che io, studente universitario, uomo del sofisticato mondo
occidentale, fossi superiore a un indiano.
No, disse calmo, non lo siamo.Perch?, protestai.Lo siamo
certamente.No, disse con voce dolce.Non siamo uguali. Io sono un cacciatore e
un guerriero, e tu sei un ruffiano.
(C.Castaneda, 1972, Viaggio a Ixtlan, trad.it.; pag.63).

116
Allinizio del romanzo Der Verschollene, di Kafka (Lo scomparso, pi noto con il
titolo Amerika), la Statua della Libert, che il protagonista scorge arrivando in nave
a New York, vien detta statua della dea della libert (Statue der Freiheitsgttin),
ed essa regge non la fiaccola, ma una spada (Schwert). Il traduttore Alberto Spaini
(1947) rispetta la spada, ma omette la dea. Lo stesso fa la traduttrice Mirella Ulivieri
(1991).

117
<Max Aub> invent di sana pianta un geniale pittore cubista spagnolo mai
realmente esistito, scrivendone la biografia, lepistolario con gente famosa,
organizzando adirittura una bellissima mostra, tutta falsa, di dipinti e disegni
postumi dellartista.Per due anni la critica ufficiale fu mobilitata, finch lo stesso
autore decise di interrompere, molto malvolentieri, il suo bel gioco e svelare la
verit.
(L.P.Cipriani, 1981, Nota su Max Aub, Delitti esemplari; pag.59).
Negli anni ottanta del secolo scorso tre giovani pretesero di aver trovato in un
fondale dei Fossi, a Livorno, una o pi sculture attribuibili a Modigliani, oggetto, in
quel periodo, di esposizione locale. In realt avevano lavorato loro di trapano su
delle pietre, producendo dellafricanismo anacronistico. Prima del disvelamento
della burla, alcuni sfortunati esperti darte dettero credito alla modiglianit dei
reperti.
In Germania una o pi case editrici una volta ammisero di aver respinto manoscritti
inviati da ignoti provocatori, pagine ricopiate da non so quale opera di Robert Musil,
pi noto che letto.
La burla attribuita ad Aub appartiene al genere borgesiano, come le recensioni a
libri mai esistiti, o gli studi su autori mai vissuti. Se non una burla della curatrice,
o un racconto di Aub.

118
Che un individuo voglia risvegliare in un altro individuo ricordi che non
appartennero che a un terzo, un paradosso evidente. Realizzare in tutta
tranquillit questo paradosso, linnocente volont di ogni biografia.(Borges, 1930,
Evaristo Carriego, trad.it.; cap.II).

119
Certo non ero per davvero un turco. Ma i travestimenti sono indispensabili per
smascherare la societ, e anche inganni e finzioni servono a scoprire la verit.
(G.Wallraff, 1985, Faccia di turco, trad.it.; pag.9).
Il titolo originale del libro, scritto in tedesco, Ganz unten, totalmente in basso,
indica la condizione in cui il narratore/ricercatore si posto allo scopo di raccogliere
il materiale.

120
Un conoscente, fotografo non professionista, narrava di esser stato invitato una
volta a documentare le nozze di un suo caro amico; di aver scattato molto durante la
cerimonia religiosa, ma di aver scoperto, al momento di sostituire in corsa il rullino,
che lapparecchio era vuoto e che non era stata scattata fin l alcuna foto. Narrava il
conoscente che lamico aveva poi ovviato a questa sbadataggine ripetendo, lui la
sposa e i parenti, certe pose della cerimonia religiosa, in accordo con il parroco e
con il mio conoscente, stavolta dotato di rullino. Se non vera, com sospettabile,
ben trovata.
I due amici del conoscente, per caso, si sono sposati due volte?
Comunque hanno divorziato, a quanto ne sappiamo, una volta soltanto.

121
Gli uomini sono esattamente come furono creati, e volerli ritenere responsabili di ci
che, dun tratto, li spinge ad uscire da se stessi, una pretesa che non condivido.
Gli anni mi hanno aperto alla comprensione.
(M.Aub,cit.; pag.9).

122
Una volta ho visto una nana che era davvero un esempio patetico. Era alta circa un
metro e venti, e aveva comunque ricevuto unottima istruzione, davanti alla gente
faceva di tutto per non essere altro che la nana, faceva la parte della scema con lo
stesso risolino e gli stessi rapidi goffi movimenti che hanno caratterizzato i buffoni
sin dai tempi delle corti reali del Medioevo. Soltanto quando si trovava con amici
buttava via la berretta e i sonagli e osava essere la donna che veramente
era:intelligente, malinconica e molto sola.
(cit.in E.Goffman, 1963, Stigma, trad.it.; cap.III).

123
Prima dellarrivo dei bianchi, gli Indiani non sospettavano minimamente che la terra
potesse appartenere a qualcuno in particolare e che non fosse il bene comune di
tutto ci che vive sulla sua superficie (...).La trib indiana abitava un territorio che
garantiva un equilibrio tra bisogni e popolazione, senza farne un problema di
frontiere e recinzioni.
(cit. in O.Razac,2000, Storia politica del filo spinato, trad.it.; pag.19).

124
Le considerazioni politiche ostacolano in modo disastroso le iniziative economiche.
In un regime di libero commercio e di liberi rapporti economici, poco importerebbe
che il ferro fosse da una parte e il lavoro, il carbone e i forni dallaltra parte di una
frontiera politica.Ma, allo stato delle cose, gli uomini hanno trovato il modo di
impoverire se stessi e lun laltro e preferiscono le animosit collettive alla felicit
individuale.
(J.M.Keynes,cit., trad.it.; cap.III, 2).

125
Lintero sistema <ind> poggia sui suoi strati inferiori, gli intoccabili, noti in tempi
moderni anche come harija e caste aggiuntive, o fuori casta.Il plurale strati
appropriato perch verso linizio dellera cristiana gli intoccabili avevano creato un
proprio sitema di caste, completo a sua volta di fuori casta.In seguito ogni gruppo di
intoccabili immagin che esistesse un altro gruppo posto pi in basso di s.
(B.Moore Jr, 2000, Le origine religiose della persecuzione nella storia, trad.it.;
pag.142).

126
Noi non ripetiamo la tortura, Dio ci guardi dal farlo senza indizi nuovi e gravissimi.
La continuiamo soltanto in un altro giorno, per far emergere la verit.
(cit. in F.Von Spee, 1631, I processi contro le streghe, trad.it.; questione xxiii).

127
Il dottor Johannes Tauler, uno degli uomini pi notevoli del Medio Evo, riferisce la
storia di un eremita cui un visitatore importuno venne a chiedere un oggetto che si
trovava nella sua cella. Lanacoreta si mosse per andargli a cercare loggetto, ma
nellentrare in casa dimentic quale fosse, perch limmagine delle cose esteriori
non poteva restargli in mente. Allora usc e preg il visitatore di dirgli che cosa
desiderava, e questi rinnov la richiesta. Leremita torn dentro, ma prima di aver
messo le mani sulloggetto in questione se lera di nuovo dimenticato;sicch, dopo
diversi tentativi, dovette dire allimportuno:Entrate e cercate voi stesso quello che
vi occorre, perch io non riesco a serbare la vostra immagine dentro di me il tempo
necessario per fare ci che mi domandate.
(L.Bloy, 1894, Storie sgradevoli, trad.it.; pag.36).
Il dottor A.Alzheimer, contemporaneo di Bloy, avrebbe dato una diversa spiegazione,
ma piace lidea che lo smemorato sia tale a causa duna pienezza dinteriorit
immaginale.

128
Unopera giovanile di T.Todorov sulla letteratura fantastica (1970) prende in
considerazione, tra gli altri esempi del genere, Manoscritto trovato a Saragozza, di
J.Potocki (1958). Di questopera, allepoca, era disponibile solo una versione
(piacevolmente) parziale, quella che abbiamo conosciuto nella traduzione Adelphi.
La versione completa (1990) totalizza invece, tra le gustose storielle di spiriti che
i personaggi raccontano, una prolissa serie di messe in scena macabre realizzate da
una potente congrega allo scopo di mettere alla prova la stabilit mentale del
protagonista, Alfonso Van Worden. Alfonso passa lesame, Todorov no, abbocca, ma
involontariamente suggerisce che il fantastico potrebbe appartenere al genere
delle versioni provvisorie della verit.
La versione compiuta de La meccanica (C.E.Gadda, 1989) meno gustosa della
versione incompiuta, parere personale. Gadda non centra, noi ci affezioniamo alle
versioni parziali e guardiamo con ostilit a quelle definitive, forse perch richiamano
lidea della nostra morte. Noi siamo versioni parziali per tutta la vita.
Vedere certi film con Tot dallinizio alla fine, o Un americano a Roma, in versione
completa, una prova difficile da reggere. Come la nostra vita, ancora, che
dovremmo saper tagliare e antologizzare. E non detto che non sia proprio questo
che facciamo. Magari il suicidio dipende dalla incapacit di antologizzare la vita.
Potocki (1761-1815) si spar un colpo.

129
Le domande sulle cause della mia amputazione mi seccavano molto, e perci
inventai un risposta standard che avrebbe dovuto scoraggiare la gente a proseguire
nel loro interrogatorio. La risposta era: Mi sono fatta fare un prestito da un istituto
finanziario e loro trattengono la gamba come pegno.
(cit. in E.Goffman, cit.; cap.IV).

130
E noto a molti che Melville in Moby Dick non ha mai detto quale gamba mancasse al
capitano Achab.
(U.Eco, cit., 2003;pag.328).
No, non non ci avevamo fatto caso. Piuttosto ci torna in mente di aver seguito, nel
2010, la polemica sollevata da un viaggiatore non privo di entrature giornalistiche,
tale Vogelmann, editore, il quale sosteneva di aver assistito ad un episodio di
prepotenza, colpevoli due controllori, ai danni di un altro viaggiatore privo di
entrambe le braccia, oltre che del biglietto. Le ferrovie, chiamate in causa dalla
lettera del Vogelmann, dettero la loro versione, autoassolutoria: solo che in essa il
viaggiatore maltrattato era descritto come mancante di un solo braccio. Il che fa
pensare che Melville si sia dimenticato di specificare quale fosse la gamba mancante
ad Achab. V qualcosa di saliente, talvolta, che cimpedisce laccesso ai particolari.

131
In pratica linduismo stato per qualche tempo duna estrema tolleranza. Ogni
nuova idea o rito religioso diventa la base duna nuova casta. Ma la tolleranza si
spinge pi in l, fino ad accogliere quasi ogni forma di comportamento deviante. Ci
sono perfino caste criminali la cui professione ereditaria il delitto.
(B.Moore Jr., cit.;pag. 143-44).

132
La scomparsa dellopen range comporta quella del cavaliere solitario che lo
percorreva, il cow-boy. Mentre in realt non era che un vaccaro, il cow-boy si visti
affibbiati i panni del superuomo.(...)Il cow-boy combatte la cultura dellEst e
lavanzare dellindustria, e sar inevitabilmente un avversario risoluto degli
allevatori sedentari che vogliono dividere la prateria e recintarla. Kirk Douglas si
batter contro di loro, ultima incarnazione, ne Luomo senza paura, delluomo aspro
ma libero.(O.Razac, cit.; pag.24).
Negli anni cinquanta cincant Il cavaliere della valle solitaria, titolo originale
Shane, con Alan Ladd, a colori, dove un pistolero errante difende da solo alcune
famiglie di agricoltori minacciate da una banda di assassini pagata dai rivali degli
agricoltori, allevatori, facendo di un saloon il luogo duna strage. Limpresa,
senzaltro fantasmagorica, sta in relazione con il fatto che essa vista di nascosto
da un bambino. I bambini amano contar favole. O, se si preferisce, distinguono poco
la realt dalla fantasia. Recentemente abbiamo letto da qualche parte che leroe,
allontanentesi a cavallo nella scena finale, invocato dal bambino (Shane!...Shane!),
non si avvia verso nuove avventure, ma sta morendo. Ferito durante la sparatoria.
Quanto al film con Kirk Douglas, titolo originale Lonely is the Brave, in bianco e
nero, lo vedemmo da ragazzi, con il titolo Solo sotto le stelle. Ricordiamo la
scazzottata che il protagonista costretto a combattere, in un bar, contro un
provocatore privo di un braccio, usando anche lui solo un braccio. Le prende. E
anche la sua impresa pazzesca, scalare una vetta senza separarsi dal cavallo,
bianco, perch inseguito da uno sceriffo - scettico funzionario liberal, interpretato
da Walter Mattau. Stiamo aiutando la nostra memoria con altre visioni dei due film,
molto meno remote.
E comodo, ma discutibile, indicare un personaggio cinematografico con il nome
dellinterprete. Il buono di un attore famoso sta anche nel far dimenticare al
pubblico che lui x. Non basta, Peter Falk cos bravo da celare al pubblico che
lui il tenente Colombo, quando recita altro. Piace, invece, lavorare a un
personaggio paragonandolo ad altri, di altri film, interpretati dallo stesso attore.

133
Anni fa ero in una splendida vallata alpina con un gruppo di amici. Alla fine della
nostra camminata ci trovammo di fronte a una parete rocciosa da cui sgorgava
unacqua cristallina e cos fredda da irrigidire la lingua e le labbra.(...).Quando
mangiammo, bevetti lacqua di sorgente tutta dun fiato (...).Nulla a che vedere con
lacqua del rubinetto (...).Mi sembrava di assaporare quel paesaggio con le papille
gustative accarezzate dallacqua. E tutto il piacere che provai lo comunicai ai miei
amici.(...).Uno di loro, ragazzo vivace e burlone, esclam:Ma quella che stai
bevendo lacqua di citt. Lho presa dal rubinetto stamattina.
(F.Benedetti, 2000, La realt incantata;pag.11).

134
In realt la televisione predicava quotidianamente, ora dopo ora, il puro edonismo,il
suo slancio era tutto in direzione della realizzazione del benessere e del consumo. E
la gente aveva appreso la lezione in modo radicale; palingenetico (per la prima volta
nella storia).Era mutata. Aveva fatto propri i nuovi modelli umani, proposti dalla
cultura del potere. Aveva abbandonato i propri modelli tradizionali. Esistenzialmente
venivano vissuti nuovi valori, che nella coscienza erano ancora solo nominali. La vita
era pi avanti della coscienza. La tolleranza, necessaria allideologia edonistica del
consumo, poneva nuovi doveri:quelli di essere pari alle nuove libert che dallalto, e
senza parere, venivano concesse. Ragione inevitabile di nevrosi. Daltra parte vivere
esistenzialmente nuovi valori senza conoscerli, era a sua volta una buona ragione di
nevrosi.(...). Che cosa sostituiva questi valori? (...).Nessuno aveva mai detto da
parte del potere la verit:cio che i nuovi valori erano i valori del superfluo, cosa
che rendeva superflue, e dunque disperate, le vite.
(P.P.Pasolini,1992, Petrolio; pag.502-3).

135
Ma se pure annoiava mortalmente i suoi fedeli, il che poi non affatto sicuro,
almeno il buddhismo non metteva la gente sul rogo per le sue opinioni.
(B.Moore Jr., cit.; pag.153).

136
(...)Fatta eccezione per le primissime fasi della relazione genitore-figlio, non esiste
una posizione di vittima totalmente passiva;al contrario, tutti i membri danno il loro
contributo a una sequenza interattiva in cui il comportamento di ognuno influenza
ed influenzato da quello dellaltro.Al massimo, si pu affermare che uno dei
partecipanti allinterazione sembra essere la vittima.Tuttavia, ci costituisce una
distorsione, una specie di illusione ottica, prodotta dal fatto che un osservatore
necessariamente opera una punteggiatura arbitraria della sequenza (...).
(C.E.Sluzki e D.C.Ransom, 1976, Il doppio legame, trad.it., pag.75).
Ottimo. Iniziamo prestissimo a collaborare, siamo collaborazionisti prima di
imparare a parlare.

137
Se ti capita di andare di notte, e conosci male la strada, e ti dovessi perdere, e
cerchi e cerchi ma non la trovi, allora lascia libert al tuo cavallo, trover la strada
da solo e ti porter dove ti serve.
(M.Kostomarov, 1917, La rivolta degli animali, trad.it., pag.22).
Il cavallo, oggi, quale potrebbe essere, che cosa? Labbandono della ricerca
deliberata, in favore di un non fare che ci porterebbe dove noi serviamo?

138
Dopo la morte del padre, F. scopr che il defunto aveva trascorso centinaia di ore
ricopiando brani sugli argomenti pi disparati, ivi compresi i pi disperati,
formandosi cauto lidea che il padre doveva da ultimo essere ammattito.

139
Noi abbiamo quasi dimenticato che, al suo emergere, la psicoanalisi prende posto in
un campo definito dal discorso della scienza, (...)quello che ha visto tutta una serie
di saperi, da quello medico-psichiatrico alle diverse articolazioni delle discipline
antropologiche, assumere una nuova configurazione ed una conseguente nuova
funzione nel sistema culturale occidentale tra Otto e Novecento. In estrema sintesi,
ci riferiamo a quel processo che avrebbe consentito al sapere biomedico, e in
particolare a quello neuropsichiatrico, di diventare scienza di Stato (...). Abbiamo
cio dimenticato o comunque omesso di riflettere adeguatamente sulla cosa fino a
tempi recenti che medici, psichiatri, antropologi, biologi, genetisti, demografi,
insomma lintera comunit scientifica, aveva elaborato, nellerco di pi di mezzo
secolo, un insieme di principi, di, di teorie, di dottrine, che hanno concorso in via
preliminare e secondo modalit radicali alla formazione di un discorso, e poi di
una doxa,e poi di un insieme di pratiche, che hanno consentito una nuova e
drammatica inflessione nella storia del razzismo antisemita allinterno della vicenda
della Kultur europea. E la scienza ad avere costruito, diffuso,legittimato, le teorie
razziali che hanno poi colonizzato e riorientato il discorso politico-sociale tra Otto e
Novecento: sotto le spoglie del discorso biomedico entrano nel circuito della pratica
politica, per non uscirvi <sic> pi, le grandi ossessioni per ligiene razziale, le grandi
inquietudini legate alla dottrina della degenerazione, le grandi paure per la natalit
e la demografia, che presiederanno allallestimento delle politiche eugeniste prima e
razziali poi, quelle che non esiteranno ad affermare la Freigabe der Vernichtung
Lebensunwerten Lebens. Il sapere biomedico non si limitato, insomma, a fornire
una cauzione scientifica alle politiche di discriminazione razziale e di sterminio, ma
ha letteralmente fabbricato il regime discorsivo che ne ha reso possibile il
concepimento e la realizzazione. (...) I membri della corporazione biomedica, ed in
particolare di quella neuropsichiatrica, hanno profuso uno sforzo gigantesco che ha
consentito una nuova modulazione del razzismo, organizzatosi intorno al problema
dellanormalit ed applicato a tutto ci che si riteneva rappresentasse un pericolo
per il corpo sociale, in quanto contrassegnato dalle stigmate dellanomalia che
rischia di trasmettersi ad esso. Si tratta di una forma di razzismo (...) la cui funzione
diventata quella di assicurare la possibilit di individuare i possibili agenti di
contagio, corruzione e degenerazione della societ; di assicurare la difesa contro
tutto ci che potrebbe essere portatore di pericolo per la sua integrit (...).
Occorre allora davvero esser giusti con Freud(...). Occorre riconoscere cio, come
in pochi hanno fatto, lonore politico che viene alla psicoanalisi dal fatto di essere
stata, per lessenziale (...) in opposizione teorica e pratica rispetto al fascismo e al
nazismo. Occorre riconoscerle la dignit che le viene dal fatto di essere stata se non
il solo (...) almeno il pi coerente tentativo di reazione alla ascesa del razzismo

140
antisemita, ascesa contemporanea alla sua nascita. Ci pare allora (...) importante
(...) esaminare come linvenzione della psicoanalisi da parte di Freud abbia
funzionato come strategia: strategia discorsiva e strategia politica. Invenzione di un
nuovo linguaggio.
(M.Bertani e M.Ranchetti,1999, Psicoanalisi e antisemitismo, trad.it.;pagg.ix-xii).
Freigabe der Vernichtung Lebensunwerten Lebens significa approvazione
dellannientamento della vita indegna dessere vissuta. Via libera!
La proposta di Bertani e Ranchetti in fatto di freudismo delle origini, esagerata,
meno interessante del tema stesso della dignit della vita. Talvolta la vita non
da continuare. Esistono pratiche chiamate suicidio, eutanasia, da non confondersi
con luccisione di chi, ad altri in possesso del potere di deciderne la morte, pare
penare (e pesare) in modo insopportabile.
Ognuno devessere libero di farla finita, possibilmente in modo degno. Daremmo il
via libera alla morte degna di essere vissuta da chi la vuole, o lha voluta
quando poteva (testamento biologico).
Volere la morte di altri e realizzarla (pensiamo alleutanasia chiesta dai parenti della
persona malata e priva di capacit decisionali) significa entrare in un mare di
difficolt e di rischi di prepotenza, derrore.
A proposito: e la pena capitale?
In un racconto di De Maupassant, La confessione (1884), descritta leliminazione
(indiretta) di un neonato per mezzo del freddo - nella camera dove dorme il piccolo
suo padre lascia dinverno la finestra aperta. Lassassino, impegnato con una
ragazza povera, la madre del bambino, desidera invece sposare una benestante.
Ne Linnocente (DAnnunzio, 1892), leliminazione di un neonato con il descritto
metodo invece il risultato di un motivo diremmo passionale: il piccolo, partorito
dalla moglie dellassassino, non figlio dellassassino, ma di un altro uomo. Non
qui interessante leventuale mancanza di originalit di DAnnunzio, meglio
domandarsi: quanti bambini sono stati fatti fuori in modi simili, uno o pi adulti
provocando deliberatamente loro danni letali? Aborti praticati dopo la nascita?
Di notte, al buio, lassassino lascia il neonato al freddo per quanto crede che basti a
dare il via a una polmonite. Di notte la temperatura cala, ma, soprattutto, il buio
favorisce lingigantirsi dellossessione egotica dellassassino, gelosia in DAnnunzio,
bramosia sociale in De Maupassant, e riduce le alternative al delitto, ma ora
minteressa altro.

141
Colpisce la delittuosit delleliminazione dei neonati raccontata da De Maupassant e
DAnnunzio: perch non ci colpisce la pratica abortiva?
Tra lomicidio e la pratica abortiva c il confine della nascita. Laborto non mi piace.
Eseguito nelle prime settimane di formazione del feto mi sembra che appartenga
alla categoria dei mali necessari, se non alla categoria della riduzione del
danno.
Logicamente la presenza del feto sviluppato nei mesi rende la pratica abortiva
particolarmente esecrabile, infatti il male pesa pi della sua necessit.
Rovesciando il discorso: perch, se non ci colpisce laborto, ci colpisce invece
linfanticidio?
Il neonato una persona tra noi, in pieno sviluppo sociale, visibile, interagisce con
noi, il suo ambiente non il corpo materno, sociale.
Mi sembra che i diritti del feto appartengano al campo dei diritti umani, mentre
i diritti del neonato appartengono non solo ai diritti umani, ma anche ai diritti
civili. Il neonato un cittadino, iscritto, o sar presto iscritto, allanagrafe,
appartiene un poco a tutti, non solo a sua madre, a suo padre, ammesso, e non
qui discusso, che il neonato non appartenga a tutti.
Se siamo contrari allassassinio, se siamo contrari alla pena di morte, se siamo
contrari alla pratica abortiva segreta (nei paesi dove essa sarebbe invece legale),
non siamo contrari alle pratiche abortive legali, cio governate in modo civile,
socializzate. I diritti civili implicano la socializzazione dei diritti umani, che, senza i
diritti civili, sono il campo dellarbitrio.
La pena capitale s civile, infatti si usa in proposito il verbo giustiziare, ma ha
due terribili difetti, almeno: il condannato potrebbe essere un innocente colpito da
errori giudiziari; e, seppur colpevole, potrebbe essere rieducato (penso allultimo
imperatore della Cina, politicamente colpevole di gravi crimini contro il suo paese,
ma non giustiziato, invece riciclato in utile giardiniere e in studioso di storia v.
il film di Bertolucci (Lultimo imperatore) e Sono stato imperatore (Pu Yi, 1974).
Una piccola collettivit (linteressata, leventuale compagno, consulenti, medici, gli
ultimi appartenenti a categorie pubblicamente situate e riconosciute) decide di
interrompere una gravidanza. E un evento civile, certo ha almeno un difetto: il
feto come progetto di vita avviabile a diventare uno di noi, insomma, come nel
caso della pena di morte, laborto innegabilmente uno spreco, se non una
possibile ingiustizia.
Diritti umani e diritti civili hanno a che vedere con libert (soprattutto i primi) e con
giustizia (soprattutto i secondi), ma la giustizia (sociale, o non giustizia) sempre

142
la prima, utile, battaglia.
Cindignano dunque gli assassinii dei neonati in De Maupassant e in DAnnunzio, e
non ci piacciono gli aborti eseguiti di nascosto (nei paesi dove sarebbero legali),
perch questi ultimi sono eventi umani, s, ma privati, segreti, arbitrari. Non
cindigna la pratica abortiva legalizzata, semmai cimpaurisce come spreco, mentre
la pratica abortiva privata e clandestina ci sembra, oltre che uno spreco, qualcosa di
poco civile e troppo umano.

143
Da anni tv, radio e giornali menzionano, in caso di (nostri) morti o feriti gravi,
vedove, orfani, la questione delle regole dingaggio (da cambiare, da lasciare
immutate?) cui sarebbero sottoposti i militari italiani (e non) inviati in missioni di
pace nel vasto mondo e terribile. Da anni lespressione regole dingaggio ci
lascia perplessi, e anzi sospettosi in merito alla sua possibile asineria. Questione
dorecchio. Giorni orsono, finalmente, abbiamo proposto a Google di informarmi su
Rules of Engagement. Senza troppa sorpresa (infatti avevamo guardato alla voce
engagement, che non vuol dire ingaggio) abbiamo trovato subito che le Rules of
Engagement (ROE), sono regole di combattimento o, se vogliamo, dimpegno .
E un caso di collaborazione tra asineria e ipocrisia. ROE, lacronimo, per parte
sua, come tutti gli acronimi, abbreviando cela, aliena, ricrea, mistifica.

144
Durante i combattimenti tra lesercito israeliano e gli Hezbollah libanesi, che
costarono molte vittime e uninfinit di distruzioni soprattutto al Libano e ai
libanesi, nellestate del 2006, su La Stampa leggemmo un titolo in cui spiccava
lespressione elicotteri ebraici. Da non credere.

145
In Blow up, un vecchio film (di Michelangelo Antonioni) responsabile di molte
vocazioni alla fotografia, il protagonista assiste a un concerto di musica rock
durante il quale un chitarrista fa a pezzi il suo strumento sbattendolo sul palco. La
folla esulta, e quando il frantumatore scaglia in platea un moncone della (sua?)
chitarra in molti tentano, lottando, di farlo proprio, tra loro anche il protagonista,
che in effetti riesce a impossessarsene. Di corsa esce dal locale, ma, appena si trova
in strada getta via il moncone. Limportante vincere, non partecipare.

146
Tutte le cacce alle streghe, allora e ora, comportano la caccia a un nemico segreto
della societ, il presupposto che questo nemico non sia solo ma parte di un
movimento pi ampio (se non di uneffettiva cospirazione) e limpiego di
straordinarie misure legali per scoprire quello che non solo un segreto ma anche
un crimine ideologico o religioso. Tutte le cacce alle streghe, perci, comportano un
elevato grado di ansia giudiziaria e societaria ed questo stato danimo che, da un
lato, giustifica le procedure legali eccezionali, dallaltro, rafforza il timore che
complici o altri criminali non siano ancora stati smascherati. Quando perci, nel
mondo moderno vari tribunali o commissioni di indagine conducono interminabili
inchieste nei confronti di presunti movimenti sovversivi di natura politica, ideologica
o religiosa, nel presupposto che tale indagine porter a rivelare i nomi e le attivit
dei nemici della societ, siamo di fronte a un fenomeno che presenta una forte
somiglianza con le centinaia di cacce alle streghe svoltesi in Europa allinizio dellEt
moderna.
(B.P.Levack, cit., pagg.209-210).

147
Laccusa di avvelenamento era facile da lanciare ma difficile da provare. A causa
delle insufficienti conoscenze mediche, spesso non era possibile produrre in nessun
modo la prova che qualcuno fosse stato avvelenato. Una malattia lunga e dallesito
mortale che non si riusciva a spiegare in altro modo spesso era motivata con il
veleno (...).Ci si credeva circondati da nemici e rivali, e praticamente chiunque si
sentisse male poteva fare il nome di qualcuno della famiglia, della casa o del
vicinato a cui pensava di dare la colpa.
(J.-U.Krause, 2004, La criminalit nel mondo antico, trad.it.; pag.122).

148
Longtemps aprs, jai fait un rapprochement entre la blessure reue la guerre de
14 qui avait rendu Louis compltement sourd de loreille droite, lui occasionnant des
bourdonnements doreille incessants, un train qui passe sans arret, et le
caractre hallucinatoire des pamphplets.
(V.Robert avec L.Destouches, cit.; pag.79).
Molto tempo dopo luscita dei pamphlets contro gli ebrei, Bagatelles pour un
massacre (1937), Lecole des cadavres (1938), e Les Beaux Draps (1941), la vedova
di Cline, Lucette, afferma di averne accostato il carattere allucinatorio con la ferita
riportata nella guerra del 1914-1918 da Louis <Ferdinand Destouches, in arte
Cline>, completamente sordo dallorecchio destro, e afflitto da continui ronzii, un
treno che seguita a passare. Da impazzire.
Lidea di pensare quei testi come allucinatori convincente, meno laccostamento
di tali allucinazioni con lossessione del brusio incessante allorecchio. Comunque,
leggo in una Notizia sulla vita e le opere di Cline a cura di Giancarlo Pontiggia, la
ferita di guerra avrebbe interessato un braccio, non la testa.
Dei famigerati testi cliniani giudeofobici (De Michelis, 2001), a quanto ne so,
sono stati tradotti in italiano, da Giancarlo Pontiggia Bagatelles (1981), da Daniele
Gorret Les Beaux Draps (1982). Ho idea che non siano facili da trovare, perch
almeno il primo dei due fu tolto dalla circolazione appena dopo la sua uscita
(Pontiggia, 2001). Per volont di Lucette Destouches, la vedova di Cline.

149
Incuriositi dallo scritto appena ricordato di Giancarlo Pontiggia su Cline (2001),
narrante con misura anche i disagi politici dello stesso valente studioso e
traduttore, negli anni settanta, tra sinistra e destra (... Per quei pochi, come me,
che non credevano nei paradisi dellinternazionale, esistevano due sole strade: la
prima (la mia) era la misantropia; la seconda era il fascismo), abbiamo pensato di
leggere qualcosaltro di lui, scambiandolo grossolanamente con Giuseppe Pontiggia,
che, nato negli anni trenta, non poteva negli anni settanta essere ancora alle prese
con studi universitari alla Statale di Milano, come scrive di s Giancarlo. Il noto
Giuseppe aveva fin qui mancato di attirare la nostra attenzione, e infine lha
attirata, ma in forza di un errore.

150
Durante una conversazione sul tema delletichettamento, raccontavamo quel che
molti anni prima avevamo sentito dichiarare in tv da Giorgio Almirante, segretario
del Movimento Sociale Italiano: di non poter lui accettare la definizione di fascista
per il semplicissimo motivo che fascista significava ormai ogni male e negativit.
Fossi matto, pareva pensare.
Il fatto che, invece che Almirante disse, ce ne uscimmo con un gustoso
Almirante mi disse.

151
... Ogni forma illusione, non esiste che come apparenza, mentre il vero caos. Il
cosmo, umani e loro opere inclusi, sarebbe la maschera di un caos
insopportabilmente confuso e informe, sarebbe una pietosa illusione creata da un
dio stanco della verit del suo essere. Il cosmo, la natura, sarebbero quel dio,
suddiviso e articolato nei tre regni della natura.
Il caos sarebbe dunque un dio inquieto nella sua informit, stanco di essere informe,
ma: come riuscirebbe tale dio a soffrire dinformit, se non avesse una qualche idea
della forma, dellarmonia, del cosmo, se non della bellezza?
La natura, umani e loro opere inclusi, sarebbero dunque, come dire? - il meno
peggio. Lidea di un male minore, dal punto di vista estetico, di una riduzione del
danno, deve venire al dio inquieto (che noi siamo, ovviamente inconsapevoli
tranne qualcuno) da qualcosa di esterno a lui, o dalla sua inquietudine; ma perch
inquieto?
Mi sovviene lidea di un demiurgo. Dunque: noi saremmo stati la divinit pura
(caos), resa impura da un demiurgo che avrebbe iniziato a infastidire (tentare) con
le sue pretese il dio puro. Nei tempi tale tentatore avrebbe turbato la pace e la
purezza del dio-caos, costringendolo a mascherarsi da cosmo e da natura, ci che
conosciamo o crediamo di conoscere, e di essere, noi umani.
Tale teoria capovolge il rapporto tra dio superiore e dio inferiore (demiurgo). Qui
non il dio superiore che si serve del demiurgo, che d luogo al cosmo imperfetto
che conosciamo o crediamo di conoscere. Qui il demiurgo (dio inferiore) che turba
il dio superiore e lo costringe a mascherarsi da cosmo, da natura.
Noi siamo ci cui il dio ha dato luogo (costretto dal demiurgo) per placare
linquietudine indottagli dal tentatore. Illusione.
Noi crediamo di essere nella bellezza e nellarmonia (del cosmo, della natura), ma
non vero ( velo): abbiamo perduto invece la potenza unica del caos senza
principio n termine, senza fini, e siamo illusione, illusione sia lidea che siamo il
meno peggio, sia lidea che abbiamo perduto il paradiso del caos, di cui
ignoriamo tutto. Siamo apparenza creata per accontentare il demiurgo che d
inquietudine.
Il dio che eravamo era perfetto, ma aveva un punto debole: lasciarsi tentare
dallinquietudine della forma, della finalit, eccetera. Dunque non era perfetto.
Probabilmente dobbiamo pensare che vi sia un altro (un terzo, un quarto...) dio da
cui si sono distinti gli altri. Compito degli illuminati (qualcosa dunque non ha
funzionato secondo le tentazioni del demiurgo, dei demiurghi, se vi sono
deglilluminati) cercarlo, o almeno pensarlo. La pancia si riempie, suggerivano gli
gnostici; la mente si tortura; lo spirito invece anela al dio perfetto (che forse non

152
c, altrimenti non ci saremmo noi), a risalire di dio imperfetto in dio imperfetto, per
sempre...
Quanto precede lelaborazione di un sogno del 24/25 Febbraio 2006, delle relative
riflessioni albali, e infine degli appunti presi la mattina. Si tratta di una eco onirica
di teorie gnostiche (v. I.P.Couliano, I miti dei dualismi occidentali), con riferimenti,
quanto al velo, a Schopenhauer, e, quanto al caos creatore dillusioni, a Stanislav
Lem (Solaris).

153
Uno degli ausili favoriti per cavarsi dimpaccio, quando si trattava di avere un po di
coraggio, era nella mia famiglia la parola difficile.Difficile era la parola magica,
la parola chiave per mettere in disparte tutti i problemi che si potevano presentare,
e in tal modo tener fuori dal nostro intangibile mondo tutto ci che poteva costituire
un elemento di disturbo o di disarmonia.(...).Bastava arrivare a capire che una cosa
era difficile e gi era diventata tab.(...).Vorrei quasi dire che la parola difficile
aveva un valore magico;quando di una cosa si diceva che era difficile, era come
pronunciare una formula magica, la cosa era sparita.
(...).
Se nel mio ricordo il difficile era soprattutto prerogativa della mia povera mamma,
mio padre era invece maestro nellarte del senza confronto.(...)Non si sentiva mai
in grado di mettere cose diverse in rapporto fra loro e usava dire che non era
possibile fare un confronto, abbandonandole cos a mezzaria, nel vuoto pi
assoluto.
(F.Zorn, 1977, Il cavaliere, la morte e il diavolo, trad.it.; pagg.17-19).

154
Vedemmo in tv, anni or sono, un Hitler rilassato e sorridente a casa sua in terrazza,
villone su paesaggio montano, Eva Braun, ospiti, un cane. Pi delle scene e dei
personaggi, ci colp che i filmati, almeno alcuni, fossero a colori (Agfa). Insolito
sconfinamento dallaltra a questepoca, dalla prima met del Ventesimo alla
seconda, al nuovo secolo. Hitler tra noi. Non pi confinato nel bianco e nero.
Il documentario registra lumanit di un personaggio che si abituati,
erroneamente, a considerare alieno, e lo sguardo su Eva, la ragazza di Hitler, fa
perder di vista chi fu il suo fidanzato. Resta interessante pensare allazione del
colore, che ci riporta la figura della graziosa Eva, giustamente, come quella di una
donna qualsiasi, come se fosse una nostra parente, liberata nel colore, e spinta fino
a qui vicino, nel tempo.
Ne I volenterosi carnefici di Hitler, D. J. Goldhagen (1996) scrive che migliaia di
persone (ebrei) furono private, nei primi anni quaranta, della loro libert, radunate
a forza, umiliate e, in caso di mancanza di collegamenti ferroviari con i campi di
concentramento, uccise in massa sul posto (Josefow e dintorni) da tedeschi
comuni. I battaglioni di polizia, autori di rastrellamenti e spesso di massacri erano,
infatti, corpi formati da riservisti, da uomini comuni tedeschi pi che trentenni,
secondo Goldhagen intrisi di antisemitismo, ingrediente a suo dire decisivo
nellintera particolare vicenda studiata (i massacri di Josefow).
Lautore non valuta il fatto che la realizzazione dei rastrellamenti e soprattutto dei
massacri non pu essere considerata indipendentemente dallorganizzazione dei
battaglioni, in particolare del Battaglione 101, loggetto di studio. Trascura i fattori
situazionali, e la dimensione di gruppo dei battaglioni stessi. Un tedesco comune
probabilmente era s attrezzato ad odiare gli ebrei, anche senza essere stato
formato dal nazismo; poteva aver ignorato la Notte dei Cristalli, avvenuta
nellautunno del 1938, o averla sottovalutata, o aver addirittura partecipato ai
linciaggi e distruzioni avvenuti in quelloccasione, e in altre: non avrebbe potuto
fucilare centinaia e migliaia di persone, se non fosse stato inquadrato in un corpo di
tipo militare, come furono i battaglioni di polizia.
Goldhagen documenta, daltra parte, che ai membri dei battaglioni era stato
allinizio possibile dichiararsi indisponibili a uccidere persone inermi, azione non
solo ingiusta e crudele, ma anche vile: tuttavia pochi lo fecero, secondo Goldhagen
semplicemente perch la maggioranza di loro era senzaltro favorevole ad uccidere
quelle persone in quanto ebrei.
Anche se trascura la dimensione situazionale dei massacri, come invece non ha fatto
C.Browning (Uomini comuni, 1992) sulla base dellidentica materia documentale (gli
atti del processo ai membri del famigerato Battaglione 101), quello di Goldhagen

155
resta un interessante atto daccusa contro la gente comune, pi che un
allarmante esempio di tedescofobia.
Il libro include alcune foto tristissime, oscene, tragiche, da cui esula quella di una
giovane donna, Vera Wohlauf, colta mentre savvicina allobbiettivo, bella e
sorridente, su una spiaggia. E la moglie del capitano Julius Wohlauf, ufficiale del
Battaglione 101. Per dimostrare che i poliziotti militari tedeschi erano abbastanza
tranquilli, tra un massacro e laltro, che per loro ammazzare persone inermi era un
lavoro quasi scontato, educati a considerare gli ebrei inumani e responsabili di
ogni male, educati allantisemitismo da secoli e secoli di cristianesimo, incarogniti
dal pi moderno e scientifico razzismo, ed esaltati dal nazismo a ritenere
assurdamente le persone comuni che stavano arrestando e/o massacrando
colpevoli dei bombardamenti in atto sulla Germania; per dimostrare che i tedeschi
dei battaglioni erano dunque tranquillamente disposti ad ammazzare persone inermi
(a parte gli schizzi di materia cerebrale provenienti dai crani delle vittime, colpite
anche da un passo), Goldhagen accenna al dopolavoro dei membri dei battaglioni,
giochi, spettacoli, sport e visite da parte delle mogli: pare, stando a Goldhagen, sia
in questione una nazionale di calcio in trasferta; mentre Browning accenna al
fatto che molti uomini facevano notevole uso di alcol per stordirsi.
Le mogli dei poliziotti sapevano qual era il lavoro dei loro mariti, far fuori, in
mancanza di treni per la deportazione, masse di ebrei. Lo sapevano tutti, sostiene
Goldhagen. Vera sorride, avvicinandosi a noi a piedi nudi, leggeri scuri pantaloni
larghi e "top" dello stesso colore. La foto di Vera inserita tra le altre, orrende, una
provocazione di Goldhagen: ci provoca anche la visione di Hitler a colori, un caso
dovuto alla tecnica cinematografica, gi abbastanza progredita negli anni quaranta.
Il quotidiano ignaro della Storia, il quotidiano comune, Hitler ha la sua ragazza,
Vera la bella moglie di un ufficiale qualsiasi che fa uccidere con modalit sadiche
centinaia e migliaia di persone inermi. Lorrore scorre dentro la vita quotidiana, che
non perde mai del tutto la sua continuit, neppure in tempo di guerra. La vita
quotidiana cimpedisce di vedere, ci protegge con le abitudini, con le sue mille
richieste banali e fondamentali. Noi non crediamo che i tedeschi, come vuole
Goldhagen, sapessero tutto, come crediamo che noi, adesso, ignoriamo una
quantit dingiustizie che prosperano intorno a noi.

156

157
Fin dal loro secondo o terzo incontro, come un accordo non formulato a parole sera
stabilito fra loro: se Gletkin poteva provare che la radice dellaccusa era giusta
anche quando questa radice era soltanto di natura logica, astratta aveva piena
facolt dinserire i particolari mancanti, i puntini sulle i, come diceva Rubasciov.
Senza accorgersene, essi si erano adattati a queste regole del gioco, e nessuno dei
due faceva pi distinzioni tra i fatti che Rubasciov aveva realmente commessi e
quelli che semplicemente avrebbe dovuto commettere come logica conseguenza
delle sue opinioni; avevano a poco a poco perduto il senso tanto dellapparenza
quanto della realt, cos nella finzione logica come dei fatti.
(A.Koestler,1946, cit.; Il terzo interrogatorio, 4)

158
E di che cosa mi accusate? chiese K.
Di non capire mai gli scherzi. Che ti abbiamo fatto? Un poriso, un po scherzato, un
postuzzicato la tua fidanzata.Ma tutto per ordine superiore. Quando Galater ci ha
mandati da te (...) disse (...):Voi andate dallagrimensore come suoi assistenti.Noi
replicammo:Ma noi non sappiamo niente dagrimensura.E lui:Questo non ha
importanza;in caso di bisogno vi insegner lui stesso qualcosa. Lessenziale che lo
teniate pi allegro. A quanto mi dicono prende tutto molto sul serio. Earrivato
adesso in paese e gli sembra gi un avvenimento straordinario, mentre invece una
cosa da niente. Dovete farglielo capire.
(F.Kafka,1926), Il castello, trad.it; cap.XVI).

159
Nel dopoguerra sono stati sovente rimproverati ai soldati tedeschi gli eccessi
compiuti;alcuni casi hanno anche formato oggetto di processi, terminati quasi
sempre con la condanna a morte degli accusati. Ma le sentenze pronunciate non
possono costituire lultima parola su questo capitolo.
Pur tenendo presenti le esagerazioni e le fantasticherie proprie del carattere del
popolo italiano, nonch le pressioni esercitate ancora oggi da elementi delle bande
di formazione prevalentemente comunista, bisogna ammettere che anche da parte
tedesca sono stati commessi atti illeciti e abominevoli.
(A.Kesselring, 1953, Soldato fino allultimo giorno, trad.it.; cap.XXI).
Kesselring, capo dellapparato bellico tedesco in Italia durante la fase finale della
seconda guerra mondiale, fu condannato a morte, poi al carcere a vita, quindi a
ventanni. Nel 1952 usc di prigione. Defunse nel 1960 allet di settantanove anni.
Le memorie di Kesserling sono fonte di qualche agro spasso l dove presentano la
guerriglia partigiana come unattivit sleale e illegale, contraria al diritto bellico
(sancito dalla Convenzione dellAia del 1907) di un regolare esercito occupante: se
ne trarrebbe la fantasia di pattuglie tedesche intente a multare i partigiani per
contravvenzione al divieto di combattimento senza divisa senza patente .

160
Il comitato clandestino al lavoro, di A.Fiodorov (1950), un grosso libro sulla
resistenza ucraina contro le truppe naziste durante la seconda guerra mondiale. Il
nesci ne ricava che i nazisti avevano il progetto di sostituire il sistema sovietico con
il loro dominio, che in questione non era soltanto una guerra di conquista militare,
ma anche politica.
Data lestensione del territorio, i nazisti dovevano lasciarsi alle spalle, avanzando,
una rete di controllo formata da personale politico-amministrativo convinto o
coinvolto, ci che non doveva essere difficilissimo, infatti il sistema dei soviet e
dei colcos aveva pestato i piedi a molti ( tra i quali i kulaki, contadini possidenti)
e, a quanto se ne sa, non si era risparmiato metodi assai drastici. I partigiani
comunisti, e non comunisti, lavoravano a disturbare la rete costruita dai nazisti,
quindi il loro lavoro era insieme militare e politico, in quanto dovevano organizzare il
dissenso antinazista tra i contadini, dei quali, come si ricava dalla lettura (questo
il pregio del libro, che appare come una miniera, forse involontaria, di tracce), molti
non erano comunisti. I partigiani comunisti lavoravano contro la polizia militare
(Ordnungpolizei) organizzata dai nazisti (con personale ungherese e uomini del
posto). Il fronte della vera guerra era ormai distante (a est) e i collegamenti scarsi.
Il libro, scritto da un ucraino comunista, d una rappresentazione ingenua e
retorica, ma rivelatrice (ricco di dettagli com) della consistenza dellUrss (almeno
in Ucraina) allinizio degli anni quaranta, seppure in una situazione di eccezionalit.
Il socialismo aveva vere radici tra la popolazione (e anche nemici, com ovvio).
Nella situazione della guerra operavano in Urss (in Ucraina) due fattori, quello
patriottico (contro linvasione nazista) e quello dellorganizzazione dei comunisti.
Lattacco nazista era di conquista (petrolio ai fini delle necessit belliche, subito) e
insieme, insistiamo, di rovesciamento del socialismo guidato dai comunisti. Il
nazionalsocialismo intendeva distruggere il socialismo, dunque: questo, al di l della
narrazione patriottica, risulta dal libro di Fiodorov, due volte eroe dellUnione
sovietica.

161
Tra storici e psicologi non corre buon sangue. Per i primi il metodo psicologico
applicato alla storia urtante e pericoloso;per i secondi il metodo storico
insufficiente, perch non tiene conto degli impulsi inconsci dei suoi <sic>
personaggi e soprattutto perch d eccessiva importanza alla categoria delle
influenze. Ogni fatto spiegato con una altro fatto, ogni tendenza si determina
sotto linflusso di unaltra tendenza simile, verificatasi altrove.
La poesia provenzale del dodicesimo secolo, ad esempio, spiegata come un diretto
influsso della poesia araba di analoga ispiarazione. Ma anche se i trovatori
conoscevano la poesia araba, resta da chiederci perch abbiano subito proprio
quellinflusso tra gli altri innumerevoli.
(G.R.Taylor, s.d., Il sesso nella storia, trad.it.; Prefazione).
Taylor ha ragione: lignoranza psicologica degli storici della letteratura e dei filologi
pari allignoranza storico-filologica degli psicologi. Come se ne esce? Tramite la
categoria detta esercizi di stile proposta nellomonima raccolta di Raymond
Queneau (1947 e 1976): duno stesso banale sketch vengono proposte una quantit
di letture o riflessi narrativi. Tutti parziali.

162
Non ho mai voluto il massacro degli ebrei!E me ne frego di chi dice IL CONTRARIO!
Non volevo che certi clan ebrei ci spingessero unaltra volta per isteria in un NUOVO
MASSACRO, ben diverso.Come il giorno e la notte soltanto che si fa finta di
intendere in senso opposto il mio titolo <Bagatelles pour un massacre>! Una
canagliata!
(L.-F.Cline, 1962, trad.it.; pag.108).
A pag. 79 - altra lettera dallesilio in Danimarca - Cline scrive:Mi sono lanciato
(come uno scemo) in questa spaventosa avventura, che miseria!per uno scopo
soltanto = uno e UNO SOLO: impedire unaltra guerra Che il sangue francese non
scorresse pi Ahim!Guardi che successo!
La linea interpretativa protestata da C. per Bagatelles testualmente fondata
(pagg. 68, 93 e segg., 124, 133, 140 ecc. delledizione italiana): la disagevole
quando non penosa lettura rivela che il massacro in questione quello temuto da
C. nel 1937, anno di pubblicazione del libro, a danno dei francesi in unipotetica
guerra contro la Germania, secondo C. richiesta da certi clan ebrei, teoria
derivata anche dalla fama dei cosiddetti Protocolli dei Savi di Sion, un programma
ebraico di dominio mondiale composto, sembra acclarato, dalla polizia russa nei
primi del Novecento a scopo di manipolazione del malcontento popolare (De
Michelis, 2001), tuttavia menzionato e citato (come autentico) in Bagatelles.
In ogni caso, le intenzioni dichiarate da un autore (anche quando non bada a
difendersi) sono soltanto una parte della verit del suo testo.
I Protocolli, dunque, sono definiti (dal 1921, precisamente dal Times) un falso
attribuito, ma in modo generico, al nascente movimento sionista (A.Stern, 1991 o
1992). Manca tuttavia un referente specifico, per esempio T.Herzl, fondatore del
sionismo e autore di un libro intitolato Lo stato ebraico (1895). Diremmo che si
tratta di un testo, pi che falso, apocrifo, che significa segreto, occulto,
quindi anonimo.
Che sia stato creduti vero suggerisce, daltra parte, che esso costituisse il
soddisfacimento allucinatorio di desideri masochistici di un pubblico (quello
europeo) affetto da giudeofobia.

163
Il rapimento (plagium) era definito nel diritto romano un reato a s stante. A
differenza di quanto accade ai nostri tempi, non era diretto a estorcere un riscatto
ma ad alimentare il mercato degli schiavi. Con una stima di dieci milioni di schiavi e
unaspettativa di vita non molto superiore ai venti anni, ogni anno dovevano
subentrare circa 500.000 nuovi schiavi. Non sempre le principali fonti di
rifornimento legali (vendita dei prigionieri di guerra e commercio di frontiera)
supplivano al bisogno, e il rapimento aiutava a colmare le difficolt di rifornimento.
(J.-U.Krause, cit.; pag.159).
Secondo il Devoto (Avviamento alla etimologia italiana), plagio la riduzione di un
individuo in schiavit, mentre plagiario chi sottrae schiavi, da qui due significati
moderni: quello dinduzione alla sottomissione (morale, religiosa, ideologica
eccetera) di una persona da parte di unaltra, e quello di appropriazione occulta da
parte di qualcuno di unopera dellingegno altrui, o di una sua parte. Lattribuzione
di plagio, nei due significati, sembra ricca di possibilit derrore.

164
Si pu dire, in generale, che quello che lo scrittore pensa della propria opera e
quello che ne pensano i contemporanei non abbia importanza, altro che per i dati di
fatto, sui quali la loro testimonianza degna di ascolto; ma non per le valutazioni,
determinate da interessi e pregiudizi personali, locali e temporali. Invece
linterpretazione dei lettori, che muta dopo la morte dellautore, la vera vita
dellopera (...).
E impossibile recuperare il passato con le sue fedi e teorie; e quindi lo sforzo della
filologia da considerarsi, generalmente, come un gioco di professionali, molto
stimabile quale spettacolo di ingegno, ma poco utile come raggiungimento di valori.
Essi possono essere dati soltanto dal presente attuale di chi legge e ha diritto di
giudicare secondo il proprio sentimento, trovando nelle vestigia del passato una
cornice per il perfezionamento della propria personalit. La sincerit assoluta di
questa continua reincarnazione il solo criterio che renda valida la critica.
(G.Prezzolini, 1976 ?, Storia tascabile della letteratura italiana, 1976?; ed.1993,
pag.20-21).
Lautofraintendimento (eventuale) dellautore dunque, secondo Prezzolini, vale
meno del fraintendimento (eventuale) del lettore suo postero.

165
Sfogliando La Gioconda maledetta di Lichberg, Nabokov potrebbe essersi imbattuto
nel tema che aveva gi abbozzato dentro di s. Dopo la lettura si dimentic il
racconto. In seguito, per, interi frammenti della Lolita originale riemersero dal
profondo, attratti da nuove esche. Nabokov era inconsapevole di questo riaffiorare,
che gli apparve come una sua creazione originale. Di questo fenomeno, la
criptoamnesia <sic>, che ognuno di noi conosce in prima persona, si contano vari
esemplari in letteratura, e a Nabokov tale concetto doveva essere ben familiare dato
che, a suo dire, leggeva spesso due o tre libri al giorno che subito poi dimenticava.
Anche a lui, come ad altri autori, pu essere capitato di rielaborare scrivendo ci che
aveva letto in precedenza.
(M.Maar, 2005, La prima volta di Lolita, trad.it.; pag.34).
E, secondo Michael Maar, in questione la criptomnesia (non criptoamnesia), o
memoria nascosta, ricordo inconsapevole. Lolita di Nabokov (quasi 400 pagine)
avrebbe un suo precursore nel racconto omonimo di Heinz von Lichberg (10
pagine). Han fatto, di questa trovata, quel che si dice un grazioso libretto.

166
Si ritiene che la credenza del potere del re di guarire i malati col suo tocco si sia
diffusa sia in Francia che in Inghilterra, dallXI secolo in poi. (...) In Inghilterra, la
credenza che il re potesse guarire la scrofola, toccando i malati, sopravvisse fino al
Settecento.(...).In Francia, la superstizione sopravvisse pi a lungo, perch (...) sia
Luigi XV, sia Luigi XVI, durante la loro incoronazione, toccarono migliaia di malati e
ancora nel 1824 Carlo X, in occasione della sua incoronazione, si prest alla stessa
solenne farsa. Si dice che i begli ingegni scettici dellepoca di Luigi XVI
investigassero tutti i casi delle persone su cui il re aveva imposto le mani durante
lincoronazione, e giunsero alla conclusione che dei duemilaquattrocento che erano
stati toccati, soltanto cinque erano guariti.
(J.George Frazer, Lavvocato del diavolo, cit.; cap.II).
La cerimonia dincoronazione potrebbe essere stata un incubo per il sedicesimo
Luigi: considerando avaramente due secondi per ogni tocco, fanno ottanta minuti,
senza contare il resto, la messa eccetera. Stando ai beglingegni scettici,i risultati
terapeutici di Luigi XVI furono di molto inferiori allo 0,1 per cento; ecco una ragione
arcana della sua brutta fine, nel 1793.
In Cuore tuttavia un padre deamicisiano tocca entusiasta il figlio dopo esser stato
sfiorato da un Savoia. Di funzioni ne ha, la solenne farsadi toccare e di essere
toccati regalmente. Pranoterapia politico-istituzionale.

167
Linvenzione delle cinture di castit si deve a ragioni psicologiche. Comunemente si
crede che sia stata inventata <sic> per proteggere i mariti assenti per lungo tempo
durante le crociate, ma Dingwall ha dimostrato che la loro invenzione risale a molti
anni pi tardi.Le cinture dovevano impedire la penetrazione anale o vaginale.In
varie epoche, e anche di recente, mariti molto gelosi le imposero alle mogli, ma
lopinione pubblica sempre stata contraria al loro uso, e Brantome racconta che un
venditore di questi articoli alla fiera di Saint-Germain fu scacciato dalla folla
infuriata.
(G.R.Taylor,cit.; cap.III).
I libri dimenticati, indistinta massa dietro ai classici, sono la stragrande
maggioranza, quindi, insieme anche a tutti i libri rimasti ignoti, costituiscono una
ricchezza immensa a nostra potenziale disposizione (incluse i loro eventuali corredi
bibliografici). Aspettano qualcuno che li incontri, che tolga loro la cintura di castit,
che li legga, che dia loro (nuova) vita.
Aspettano, pi modestamente, anche glinnumerevoli quaderni manoscritti inediti.
La carta instancabile. Ad ogni trasloco qualcuno rischia di esser buttato, o letto.
Letto e buttato. (Tra parentesi: Sex in History ancora in commercio).

168
Da moltissimi anni sono superstiziosa, e oltre a raccogliere gli avvenimenti usuali
della sorte, sottopongo i miei sogni a una disamina scrupolosa per raccogliere e
valutare gli ammonimenti dellinconoscibile. Quella mattina, mi ero svegliata con
limpressione di un sogno confuso, ma di lampante cattivo presagio. Mi pareva che
Gustine mi avesse dato dei fiori (fiori, dolori); che fossi in una bella casa accanto a
una grande stufa azzurra mangiando dei dolci (dolci, amarezze) e mi cadesse un
dente (caduta dei denti, grande disgrazia).
(L.Millu, 1947, Il fumo di Birkenau, ed.2001; pag.128).
Bella casa, stufa azzurra, sono invece che cosa?

169
Il mago di Lublino (I.B.Singer, 1960) racconta della trasformazione di Yasha Mazur,
artista girovago e donnaiolo, in asceta. Funambolo,illusionista, ipnotista e apritore
privo di chiave dogni serratura, il mago sesibisce nella Polonia di fine Ottocento,
arte, mantenendo nel contempo relazioni con almeno quattro donne diverse, la
moglie, lassistente di scena, una signora abbandonata dal marito ma consolabile,
e infine una vedova cattolica con figlia quattordicenne. Questultima (concupita)
potrebbe diventare la quinta.
Riteniamo che le arti di Yasha metaforizzino questa sua molteplicit erotica, e che la
trama voglia suggerire una morale: troppa distanza dal timor di Dio si paga cara.
Equilibrismo, acrobazie, seduzioni, inganni, trucchi necessari per stare in tante
relazioni, ad un tratto non servono pi, anzi si rivoltano contro Yasha. Una serie di
rovesci lo mette alle prese con sensi di colpa che sincastonano, guarda un po, nel
recupero del timor di Dio e della religiosit nativa.
Il mago, ferito ad un piede per esser saltato in fretta gi dallappartamento
dovera entrato per rubare i soldi necessari alla costosa fuga amorosa con la
vedova, lascia questultima e insieme la prospettiva di farsi cattolico, trova nella sua
casa di Varsavia lassistente morta suicida per amor di lui, perde la consolabile
signora sola, e forse rischia dessere arrestato.
Tre anni pi tardi lo troviamo a Lublino chiuso non in carcere per violazione di
domicilio e tentato furto, ma in un casotto di mattoni fatto costruire, con
lapprovazione del rabbino, vicino a dove abita la moglie. Medita, Yasha, prega,
sastiene. Essendo leccellenza la sua cifra, il mago si fa un nome anche come
asceta, e molti lo interpellano ansiosi di risposte. Vive male nel casotto, alle prese
con le intemperie e con il demonio, ritornante tentatore: si tormenta soprattutto a
causa del suicidio dellassistente di scena, insomma non se ne esce. Forse neppure
Singer sa come uscire dal suo romanzo, e allora lo chiude con la trovata dellarrivo
di una lettera della vedova cattolica: viva, ha ripreso marito, ancora vuol bene a
Yasha, ne sa la nuova fama di santo, e gli offre qualcosa che sembra perdono.
Non oso dirti che cosa sia giusto o ingiusto, tuttavia a me sembra che tu ti sia
inflitto un castigo troppo severo. (...).Il fatto che non hai commesso alcun delitto,
hai sempre dimostrato di avere unindole buona e dolce. Il breve periodo durante il
quale ti ho conosciuto stato il pi felice della mia vita. (I.B.Singer, cit.;Epilogo).

170
Non detto che lautore ne sappia su se stesso pi del lettore. Quel che conta
lopera. Linteressato sempre la fonte meno attendibile. Ciascuno quando parla di
s mente sempre. Quindi di me meglio non fidarsi, avrebbe risposto Italo Calvino a
uno studente che lo interpellava su una tesi, cos A.Grasso (Il Corriere della sera, 20
settembre 05, pag.47), riferendosi con ogni probabilit ad una lettera di Calvino
allautrice di una monografia su di lui: Non le dir mai la verit (1991; p.479)

171
Su La Stampa del 27 dicembre 05: Spalma la sua auto di Nutella:torinese fermato
sulla A4. Un torinese di 57 anni, S.G., ha spalmato ieri due barattoli di Nutella sul
cofano e sulla fiancata della propria auto sostenendo che si abbinava bene al coloro,
il rosso. E successo sulla Torino-Milano, nella stazione di servizio di Villarboit.
Luomo ha comprato un primo barattolo da tre chili, ha iniziato a spalmare il
cofano;poi, dopo aver terminato, rientrato nel market ed ha acquistato un secondo
barattolo, quindi ha proseguito la spalmatura sulla parte sinistra dellautomobile.
Eintervenuta una pattuglia della polizia stradale che ha chiesto un intervento
sanitario:lautomobilista stato portato allospedale di Vercelli per essere visitato.
Forse era uno sperimentatore. Tipo Nanni Loi in tv negli anni sessanta, quando in un
bar inzuppava la brioche nel cappuccino altrui, o davanti alla stazione centrale di
Milano teneva in braccio una ragazza chiedendo ai passanti di reggergliela per un
po, ripreso da telecamere segrete. Era un artista di (auto)strada? O, invece che alla
merda dartista (Manzoni) in barattolo, si rifaceva alla cioccolata su auto.

172
Idiota, dal greco idites, semplice cittadino, uomo privato, rozzo e inetto a
partecipare alla cosa pubblica; da cui stupido, ignorante. In medicina: imbecille per
congenit infermit mentale, accezione desueta.
Lidiota, di Dostoevskij; Lidiota della famiglia, di Sartre, studio su Flaubert; Il buon
soldato Scveik, di Hashek; Bartleby lo scrivano, di Melville.
G.C.Croce autore del poema popolare, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno. Bertoldo
un idiota saggio, tipo Scveik.
Mr.Bean, con Atkinson, film. Stanlio e Ollio.
I pugni in tasca, di Bellocchio: Leone, uno dei fratelli, un idiota.
In Fiori per Algernon, un racconto di fantascienza, un idiota trasformato in genio,
poi torna idiota. In Zelig, di Allen, il protagonista un idiota.
In Oltre il giardino, di Ashby, il protagonista un sublime idiota.
Peter Seller in Hollywood Party: leggendario.

173
In spiaggia un ragazzino scaglia un pugno di rena bagnata sulla schiena di un suo
simile, maggiore di et. Sembrano in confidenza, il grande si rivolta e fa: ma sei
imbecille?. S, risponde il piccolo.

174
Il nostro tempo ha decretato, nellultimo scorcio di secolo, lidolatria del testo; una
religione che si tentati di condividere (...);ma solo a condizione che la Retorica (...)
non sommerga listinto della Filologia: come si fa a adorare un multiplo? (...)Spesso
la stampa fa soggiacere i testi alla mutilazione di qualche tratto pertinente, mentre
sotto le ventate dossigeno che viene ridato agli scartafacci il metallo si ossida;ci
che rimasto occulto si lascia intravedere, e certe sostanze rimosse o nascoste si
fanno a un tratto trasparenti.
(C.Garboli, 1990, Al lettore, in Trenta poesie famigliari di G.Pascoli;pag.XXV-XXVI).

175
Avrei potuto vivere ancora una trentina danni; e cos fuori dogni legge, senza alcun
documento tra le mani che comprovasse, non dico altro, la mia esistenza reale (...).
(L.Pirandello, 1904, Il Fu Mattia Pascal; cap. VIII).
Come possa Mattia Pascal fermarsi negli alberghi e viaggiare allestero senza
documenti per pi di due anni dopo la sua morte, non sappiamo. Denaro ne ha
molto, in quanto lautore gli mette a disposizione il Casino di Monte Carlo. Durante i
suoi spostamenti, prima di stabilirsi a Roma, incontra a Milano un tizio che si
attribuisce delle avventure (cap. IX). Non credibili, proprio come quelle del
protagonista. E una traccia. Giustappunto, nellavvertenza per la seconda edizione,
Pirandello discute di verosimiglianza della finzione e di verit dei fatti reali pi
inverosimili.
A proposito di tuttaltra inverosimiglianza: si constata, leggendo lultima parte de La
sinfonia pastorale, di Andr Gide, che Gertrude, cieca dalla nascita, incapace di
parlare, educata dal bravo pastore al linguaggio e trasformata, in pochi anni, da
bestiolina in adolescente saputella e rubacuori, una volta operata e guarita del suo
handicap, subito si mostra capace di usare il dono della vista: vede che il suo
amato pastore brutto, e che il di lui figlio, invece, giovane e bello. Peccato che,
come illustra Oliver Sacks (Vedere e non vedere, in Un antropologo su Marte), i
ciechi dalla nascita, o da lungo tempo, siano adattati alla realt secondo gli altri
quattro sensi, e che, allinizio, una volta operati, non sappiano che farsene, della
vista.
Dunque il romanzo di Gide non verosimile, ( e ammettiamo che lautore, ai tempi,
potesse non sapere quel che sappiamo noi ma una concessione grossa, se si
pensa a Diderot, Lettera sui ciechi ad uso dei vedenti).
Nonostante i loro errori, dei quali sembra pi ingombrante quello gidiano, i due
romanzi sono sempre gustabili, non soltanto in forza della cosiddetta licenza
poetica. Tanto vero che li troviamo facilmente in libreria. Magari perch Pirandello
una gloria nazionale ed prescritto agli studenti?
Sono ancora leggibili, sospendendo i lettori non solo lincredulit, ma anche
lintransigenza. Usando attenzione alla parola, alle prestazioni retoriche,
psicologiche, filosofeggianti, teologiche. Metafore, confessioni travestite,
meditazioni in forma narrativa. Divertimento. Entrambi premi Nobel, i due, si
manifestano dunque poco accurati, certo, fanciullini, sventato il primo, ignorantello
il secondo. Eppure.

176
Ora, se la nipote del marchese Giglio avrebbe preso parte a quelle sedute, col
consenso del nonno clericale, non avrebbe potuto anchella parteciparvi?
(L.Pirandello, 1904; cap. XIII).
Aldo Busi ha riscritto Boccaccio. Pirandello sarebbe da riscrivere per necessit,
come Manzoni, altra gloria nazionale? No?
In questo caso: Ora, visto che la nipote del marchese avrebbe preso parte a quelle
sedute, col consenso del nonno clericale, non avrebbe potuto anchella
parteciparvi?.
Il se pu certo precedere il condizionale, per esempio: non so se riuscirei a
tuffarmi; comunque sia qui brutto. Orribile. Cacofonico. Come un atroce (che non
ritrovo) madraccia per cattiva madre, per mammaccia, magari, se proprio il
toscanismo inevitabile.
Del romanzone ex nazionale, da aprire a caso e da leggere a morsi, illeggibile da
cima a fondo, a meno di una costrizione (ospedale, carcere, clausura, mancanza
dalternative), tutti sanno che Manzoni lo risciacqu in Arno. Ne La famiglia
Manzoni (N.Ginzburg, 1983) leggo che Alessandro, nel settembre del 1827,
fiorentinizz la sua cantafavola con laiuto di un certo Gaetano Cioni, a Firenze.
La fiorentinizzazione linguistica e lessicale di una storia milanese, operazione
cervellotica, kitsch, e capolavoro di maldestrezza, non tuttavia il primo dei guai
del romanzone ex nazionale. N lo il finale pateticamente frettoloso. N la
profusione di buon senso e di spiritosaggini. E neppure la mentalit
provvidenzialistica, dopotutto degna di nota.
Orribile, piuttosto, larcaico condizionale presente quando, a orecchio, sintassi a
parte, servirebbe il passato, vizio (evidente mal francese) che ritroviamo in
Fogazzaro e in Tozzi, il cosiddetto primitivo Tozzi. Che trovo, raro, in Nievo, che
incontro nella traduzione Einaudi di Bouvard e Pcuchet. E altrove. In Boccaccio. In
Gadda. Marrendo?
Finalmente richiese, impose come una condizione, che luccisor di suo fratello
partirebbe subito da quella citt. Il guardiano, che aveva gi deliberato che questo
fosse fatto, disse che si farebbe (...) (cap.IV).
Al posto del condizionale presente, partirebbe, partisse, congiuntivo
imperfetto, retto bene dai verbi richiedere e imporre. Al posto di farebbe si
sarebbe fatto, condizionale passato, pesante ma corretto.

177
Il gentiluomo pens subito che, quanto pi quella soddisfazione fosse solenne e
clamorosa, tanto pi accrescerebbe il suo credito presso tutta la parentela (...)
(cap.IV).
Al posto del congiuntivo imperfetto, fosse sarebbe stata, condizionale; al posto
del condizionale presente, accrescerebbe, avrebbe accresciuto, condizionale
passato.
Non volendo farsi vedere, prese per una viottola di fuori, quella stessa per cui era
venuto in buona compagnia, quella notte cos fatta, per sorprendere il curato. A
mezzo circa, cera da una parte la vigna, e dallaltra la casetta di Renzo; sicch,
passando, potrebbe entrare un momento nelluna e nellaltra (...) (cap.XXXIII).
Al posto di potrebbe entrare, condizionale presente, sarebbe potuto entrare,
condizionale passato. A meno che, qui, non sia in atto un brusco passaggio,
patetico, al presente narrativo.
La conclusione fu che sandrebbe a metter su casa tutti insieme (...) appena
cessato il pericolo, Agnese tornerebbe a casa, ad aspettarvi Lucia, o Lucia ve
laspetterebbe (...) (cap. XXXVII).
Al posto di sandrebbe, si sarebbe andati, al posto di tornerebbe, sarebbe
tornata, al posto di laspettrebbe, lavrebbe aspettata.
Quando a scuola ci correggevano gli errori di sintassi, decenni or sono, da allievi
ardimentosi e attenti avremmo potuto trovare uno strumento formidabile di difesa
ne I promessi sposi, un protettore in Manzoni?
Piuttosto proponiamo lidea che luso illustrato, evidente mal francese, riveli una
regolazione dellagire di cui si narra con il tempo dellagire stesso, contrariamente a
ci che avviene quando, come oggi comune, la regolazione con il tempo del
narrare. In altri termini, luso manzoniano (o mal francese) sottolineerebbe
lagire, mentre luso moderno sottolineerebbe il narrare.

178
In unedizione (1943) de Le Confessioni di un ottuagenario (I. Nievo, 1867) leggiamo
che lopera alleggerita di tutto ci che non essenziale alleconomia del
racconto, per gli Italiani di una generazione che ha fretta e per la giovent delle
scuole, cos E.Fabietti. Peccato che, nel testo, non siano segnalati, magari con i
canonici puntini, i tagli. Intendiamoci: c sempre da leggere per ottocento pagine,
un centinaio di meno, per, che nelloriginale. Immediatamente si nota che
nelledizione del 1943 sono stati tolti glindici riassuntivi allinizio di ogni capitolo,
utili al riconoscimento del medesimo.
Il romanzo era stato pubblicato da Le Monnier sei anni dopo la prematura morte di
Nievo - naufragato durante un viaggio tra Napoli e Palermo, o viceversa, su una
nave che aveva limproprio nome di Ercole col titolo gerontologico; mentre
riebbe il suo originale solo nel 1931, nel centenario della nascita di Nievo (ed.
Treves).
Lopera, scrive E.Fabietti, sintitolava Le Confessioni di un Italiano; ma leditore Le
Monnier, a cui ne fu offerta la stampa, propose di ribattezzarla Le Confessioni di un
ottuagenario, perch il pubblico non pensasse (si era nel 1867) ad una delle solite
pappolate politiche di uno dei tanti reduci dalle patrie galere, che in quel tempo
scrivevano le loro memorie.
Pappolata, troviamo in un vocabolario Le Monnier del 1957 (Albertoni e Allodoli),
significa vivanda molto cotta, che si sfa in bocca. Scritto o discorso lungo e
sciocco.
Il 1943, anno delledizione tagliata, fu importantissimo per lItalia, dal momento
che, conseguentemente alle montanti sconfitte belliche dellalleanza italo-tedesca,
Mussolini fu destituito e sostituito, secondo il volere del re, con Pietro Badoglio. La
tentazione di giocarci la fine della Serenissima messa sotto pressione napoleonica,
argomento importantissimo del romanzo di Nievo, con la fine del regime fascista
messo sotto pressione dalle forze alleate, forte, ma ci manca una (faticosa) lettura
sinottica delle due diverse Confessioni per eventualmente suffragare, al di l del
sospetto, tale gioco, che ci limitiamo quindi a pensare.
I tagli operati su un testo non sono mai del tutto innocenti; essi non corrispondono
sempre a censura, ma anche ad esigenze di fretta, vero. Tuttavia i lettori,
specie se a scuola, possono dimenticare o addirittura ignorare di aver (avuto) a che
fare con una versione parziale. Tutto considerato, i tagli riproducono, nei lettori,
lesperienza comune della parzialit del vedere, del sapere. Solo che essa dipende,
come nel nostro caso, da un arbitrio altrui magari ispirato da idiosincrasie
politiche.

179
La pappolata di Nievo si cala con passione anche nelle minute vicissitudini
politiche della fine di Venezia, logicamente non sempre imperdibili a distanza di
quasi centocinquanta anni, ma (capitolo XI) la caduta del Doge pu aver toccato un
nervo scoperto, nel 43: Doge-Duce.

180
Leditore Bietti propose negli anni sessanta una traduzione da Gautier anonima e gi
vecchia, a giudicare dagli incredibili al posto degli ha, dagli al posto degli
ho; omise di indicare la data delledizione originale dell'opera (1865 o 1868), e,
forse per compensazione, forn una versione arcaica del cognome dellautore.
Gautier torn Gauthier.
Il romanzo, bonapartistico, sintitola La bella Jenny (La belle Jenny), opera minore
dellautore immortale di Capitan Fracassa.
Abbiamo pagato un euro al mercato di piazza de Ciompi (Firenze), per il volume:
La bella Jenny , per chiarire, il nome di un veliero. Adesso ci ricordiamo per di
aver incontrato, anni fa, una ragazza con quel nome.
(La traduzione, ci dice Wikipedia, di T.Cincaglini, e risale al 1929).

181
Lette due vecchie traduzioni di romanzi americani, Giungla dasfalto e Pian della
Tortilla, questultima edita da Bompiani nel 1953, di Elio Vittorini. Non disponiamo
degli originali.
Nel romanzo di Steinbeck (1935), che allepoca deve aver avuto molto successo (ho
letto la ventunesima edizione), pare strano che un gruppo di giovanotti accampati in
una stamberga, senza un soldo n un lavoro, bevano il loro amato vino, acquistato
in bottiglioni o fiasche da un gallone, facendo uso ripetuto e immutato di
fruttiere, cio di grosse coppe. Non neghiamo che si possa sorbire vino da
fruttiere, o anche da zuppiere, o da caraffe, ma stona. E ridicolo, pi del passato
remoto dellastruso verbo transitivo sturacciolare, insomma: qualcuno
sturacciol la sua fiasca. Non andava bene stapp?
A parte i toscanismi fuori posto, dei quali pare che il titolo sia il primo vengono in
mente Pian di Sc, Pian di San Bartolo, Pian del Mugnone: Pian della Tortilla (bel
senario) traduce Tortilla Flat; desinare, dove tu vai?, ecc., troviamo un grazioso
cotolette dAmburgo, che immaginiamo traduca hamburgers, e unincongrua
questura a Monterey.
Nellaltro romanzo, Giungla dasfalto (W.R.Burnett, 1949), edito nel 1951 da
Mondadori, tradotto da Gianni Cesana, troviamo parole designanti alla cieca i bluejeans e i juke-box, probabilmente oggetti ignoti al traduttore, e comunque al
normale lettore.
Due ragazzi con (...) i pantaloni rimboccati sopra i polpacci girellavano nel locale.
Infine il grammofono si tacque. Ancora, ancora! grid la ragazza battendo le mani.
Non ho pi nichelini, Janie. Da ultimo qualcuno fornisce le monete: la ragazza si
avvicin al grammofono e introdusse il nichelino. La musica si lev nellaria grassa
della sala.
In un libro dedicato con deferenza alla traduttrice Lucia Morpurgo (Marcenaro, 1991)
troviamo che, trovandosi davanti alla parola popcorn, Lucia ne chiese, si era nel
1940, il significato a unamica esperta. Evitando cos di prodursi in un qualche
topica.
Allepoca linfluenza dei costumi nordamericani su quelli italiani era ancora modesta,
e quindi si traduceva duro, cio si trasferiva tutto in termini a noi noti,
italianizzando lAmerica. Pensiamo alle malinconie di San Luigi (Saint Louis Blues),
a Nuova York, ai George e Paul che nei film americani anni quaranta tradotti per il
mercato italiano diventavano Giorgio e Paolo. Nazionalismo e autarchia. Erano, come
le due che abbiamo sottocchio, traduzioni forti, eseguite da macchine spietate,
tritatutto. Tortilla Flat, dunque, diventava, magari felicemente, Pian della Tortilla.

182
Ma che cosa centra il senario casereccio Pian della tortilla con la California di
Steinbeck?
(Curioso, verso la fine, un bootlegger non tradotto, e un amok; leditore
avrebbe potuto curare meglio questo suo libro di successo, magari chiedendo al
traduttore di corredare lopera con delle note. Lamok , in Malesia, Indonesia,
Nuova Guinea, un accesso di violenza omicida armata da parte di un singolo nei
confronti di chi si trova sul suo esaltato percorso, per strada o in campagna
(R.Gordon, 1990). Steinbeck usa questo termine in modo iperbolico, probabilmente
ironico).
Daltra parte tradurre duro significa misurarsi davvero con laltra lingua, entrarci
dentro, magari prendendo granchi, come pare che siano granchi la profusione
vittoriniana di fruttiere e le cotolette dAmburgo. Oggi non si traducono molte
espressioni di inglese americano, e molti non sanno davvero che cosa significa ci
che dicono o scrivono. Sounds. Siamo passati dal nazionalismo autarchico
allesterofilia cieca.
Vittorini ed altri ebbero come traduttrice segreta la citata Lucia Morpurgo
Rodocanachi (G.Marcenaro,1983). La signora, conoscitrice delle lingue italiana,
inglese, francese, tedesca e spagnola, lavorava agli originali, veloce e alla lettera,
mentre i suoi committenti si occupavano poi di trasformare il grezzo in qualcosa di
personale. Vittorini, gran traduttore (C.E. Gadda, 1983), ebbe laiuto di Lucia
Morpurgo per almeno due versioni da Lawrence. Studi successivi alla pubblicazione
delle lettere di Gadda a Lucia Morpurgo - ormai sono trascorsi venticinque anni mostrano altre collaborazioni del genere, dov un braccio che fa segretamente il
lavoro di base e una mente che lo personalizza (Marcenaro, 1991).
Parecchi anni fa scorremmo una parte della corrispondenza di Proust traducendo
velocemente quelle che via via ci sembravano le pagine pi interessanti.
Recentemente abbiamo ripreso quelle traduzioni o meglio appunti in forma di
traduzione e li abbiamo trasformati con spregiudicatezza in una traduzione pi
attenta alle forme : senza rivedere gli originali. Abbiamo ritradotto noi stessi, come
probabilmente alcuni noti scrittori del Novecento hanno ritradotto nel loro italiano la
lingua dei loro oscuri traduttori. Controllando gli originali, per carit.

183
Per finire.
La definizione di errore ha a che vedere con il saper distinguere da ci che
vero ci che falso, da ci che giusto ci che sbagliato, talvolta
tuttavia tale sapere discutibile. Anche perch il sapere cambia nel tempo, ed il
sapere vecchio talvolta viene detto superstizione, si pensi alla credenza che la Terra
fosse al centro delluniverso, o che le gravidanze stessero in relazione con le fasi
della Luna, o alla stregoneria.
Il sapere invecchiato in certi casi diventa, se conservato, superstizione, ma tutto
il sapere invecchia, cio la scienza di ieri pu esser vista come errore, oggi. Errore
non uguale a superstizione, ma, secondo il nostro punto di vista, superstizione
uguale ad errore.
B.P. Levack, storico statunitense (v. La caccia alle streghe), scrive che in Europa per
numerosi secoli, fino al diciottesimo, tutti quanti credevano nella stregoneria, ricchi
e poveri, colti e incolti, cittadini e paesani. Si credeva, a partire dalle autorit
ecclesiastiche, che le streghe fossero in combutta con il Diavolo, e operassero
malefici. Naturalmente nei nostri termini essere in combutta con il Diavolo non
significa niente, infatti il Diavolo una figura che non esiste se non nella fantasia
(religiosa) e nelliconografia: ci ci ricorda che si pu ritrarre e narrare anche ci
che non esiste nella realt visibile. Il Diavolo esiste magari nellinvisibile, dove
tutto si pu...
Anche le streghe, che per altro furono perseguitate, torturate e spesso uccise,
credevano di essere streghe, in molti casi, cio credevano anche loro di essere
clandestine alleate del Diavolo e di essere capaci di operare malefici a danno di
questo e di quello. In relazione a ci, certi eventi malvagi potevano essere attribuiti
al maleficio operato dalle streghe, che dunque costituivano la spiegazione causale.
Autofraintendimento significa ci che qualcuno ritene erroneamente di fare, per
esempio un lavoro scientifico, mentre invece compie qualcosa di diverso, per
esempio un lavoro narrativo, o viceversa. In buona fede. Altrimenti in questione
lipocrisia, che non un errore, noi pensiamo, ma un difetto, o, volendo, un
peccato. Da Levack abbiamo clto lidea che le cosiddette streghe fossero vittime,
oltre che delle persecuzioni, del loro autofraintendimento.
Lautofraintendimento un errore discutibile, nel senso che si pu discutere la
sua natura, interessantissima. E probabile che in qualsiasi atto possa essere

184
presente una dose di autofraintendimento, ci che rimanda al concetto freudiano
di rimozione: in questione, dunque, linconscio.
Secondo Frazer (v. Lavvocato del diavolo), le molte superstizioni (errori) di cui
egli d conto nel suo gustoso libro (di cento anni fa) hanno avuto una funzione:
quella di far da base (sbagliata) a valori (secondo Frazer giusti) come il rispetto
della vita, della propriet privata, del matrimonio e del governo. In altri termini
Frazer propone una valorizzazione delle superstizioni. Con lui si potrebbe dire che
sbagliando simpara la socialit.
Frazer propone che la superstizione (come abbiamo accennato nel caso della
persecuzione delle streghe) consista nellattribuire, da parte di una comunit (ma
anche da parte di singoli), ad un evento che si verifica ad un livello (in un
universo) una causa che sta ad un livello diverso. Cos una sciagura di tipo
ambientale (siccit, inondazioni eccetera) viene spiegata magari con una
trasgressione sessuale avvenuta nella comunit. Il nesso (nei fatti inesistente) tra i
due universi messi in relazione causale dato, ci sembra, dalla credenza in
entit superiori in grado di punire la comunit (o il singolo) per la trasgressione
avvenuta. La superstizione dunque un tipo di spiegazione, e nello stesso tempo d
luogo a divieti (non fornicare eccetera). Si trova unillustrazione di ci ne Il
terremoto in Cile, racconto di H. Von Kleist (1807): attribuisce la sciagura, un
sacerdote predicante ai fedeli, ad un accoppiamento illegittimo avvenuto per di pi
ai danni di una conversa nellarea di un convento.
Inutile dire che, a parte le comunit extraeuropee (di fine Ottocento) cui si riferisce
per lo pi Frazer, anche noi qui ed ora coltiviamo superstizioni collettive, e
individuali, segrete, le quali ultime possono essere viste come al confine con la
psicopatologia.
Credere che gli uccisi tornino in veste di fantasmi a punire i colpevoli della loro
morte una superstizione senzaltro, come lo credere che il passaggio di un gatto
di colore nero porti sfortuna, o che il numero 17 sia infausto (XVII anagrammato
d VIXI, in latino vissi, cio sono morto: se non vera ben trovata).
Che la Terra stia al centro e che i pianeti e le stelle ruotino intorno non sembra una
superstizione, ma un errore, come che la stessa sia piatta, o come che il sangue non
circoli nellorganismo, eccetera.

185
Sono superstizioni gli usi di oggetti portafortuna, gli atti scaramantici
collettivamente usati o, invece, quelli privatissimi, individuali, confinanti con forme
di psicopatologia, o sconfinanti in essa. Gli atti scaramantici sono, diremmo, rituali,
e non si pu evitare di pensare ai rituali collettivi di tipo religioso, per esempio
quello della liquefazione del sangue puntualmente effettuata ogni anno (!) a Napoli,
in onore di San Gennaro.
I cosiddetti miracoli, se non sono imbrogli, restano, come suggerisce il termine,
qualcosa degno di nota: linterpretazione dei miracoli, quando religiosa e non
scientifica, a noi pare superstiziosa. Gli argomenti della Fede non sono quelli della
Ragione, chi sceglie i primi si pone nella sfera delle superstizioni.
Le visioni della Madonna appartengono alla sfera delle allucinazioni, prova ne sia
che tali visioni hanno luogo soltanto in aree cristiane. Il che non toglie che in altre
aree abbiano luogo apparizioni daltro genere. Il supporto indiscutibile, imbrogli a
parte, sembra essere limpressione allucinatoria, che viene calata in un significato
religioso.
Lattivit degli esorcisti, categoria selezionata e tenuta sotto controllo dalla Chiesa
(ma esistevano esorcisti anche presso le comunit ebraiche dellEuropa centrale,
come testimonia qualche pagina di I.B.Singer), ci porta a ragionare in termini non
lontanissimi da quelli di Frazer, nel senso che noi riteniamo assolutamente erroneo il
quadro esorcistico, in quanto non sono in questione n streghe n persone
indemoniate, ma persone disturbate, mentalmente ammalate, che, a causa
dellapparenza di possessione diabolica del loro male, sono curate con esorcismi
religiosi che, tuttavia, equivalgono a pratiche terapeutiche di tipo suggestivo.
Questo significa che anche certe forme di psicoterapia laiche hanno carattere
suggestivo, sono basate sul rapporto tra paziente e terapeuta. Questultimo, come
lesorcista, pu lavorare secondo fondamenti teorico-pratici sbagliati, ma
funzionanti.
Una pratica intrinsecamente erronea e fondata su errori pu avere risultati, per
glindividui, di sollievo, il che vale anche per la preghiera, individuale ed
estemporanea, oppure collettivamente riconosciuta.
Noi non crediamo, quindi la preghiera secondo noi si rivolge a nulla, come
lesorcismo si rivolgerebbe a nulla (il Diavolo), eppure la preghiera distrae dal
disagio, un contenitore quotidiano disponibile, uno strumento per dare senso ai
casi della vita e cos via.

186
Psicologicamente funziona. Questo il punto, lo snodo per uscire dalla tenaglia
Ragione-Fede.

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Nicola Spinosi, di formazione letteraria ed analitica, ha insegnato nellambito
dellUniversit di Firenze. Suoi scritti sono apparsi, tra laltro, sulle riviste Lerba
voglio (Milano), Paragone (Firenze), Il ruolo terapeutico (Milano). Tra i suoi libri:
Effetti formativi in psicoterapia (Pisa, 2000); Wir Kinder (Firenze, 2004); Critica
sociale e individuazione (Firenze, 2004); Un soffitto viola (Firenze, 2005). Dal 2013
diffonde i suoi scritti in forma e-book con Scribd. E-mail: spinnic@libero.it