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xte / società

IL SECOLO XIX

GIOVEDÌ 13 MAGGIO 2010

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TIZIANA LEONE

NELL’ITALIA dei parti cesarei, in

cuilenasciteperviachirurgicasono

il 38% del totale, contro una media

europea del 15%, c’è chi va in con- trotendenza e sceglie di partorire in

casa. Un ritorno alle origini, alle tra- dizioni, alla cultura delle nostre nonne, che molti vedono come una sceltafolle, presuntuosaesnob, che raramente il nostro Stato rimborsa

e che in Italia viene praticata dallo

0,1% delle donne, contro il 30% del-

le olandesi. A raccontare il miste- rioso viaggio nel parto in casa è Eli- sabetta Malvagna, nel suo libro “Il parto in casa – Istruzioni per l’uso” (Red!, 144 pagine, 14 euro). La domanda più frequente è: ma è sicuro? “Considerate che il 90% della popolazione che attualmente vivesullaTerraènataincasa” si leg- ge nel capitolo dedicato alla sicu- rezza. “Chi sceglie di partorire in questo modo ha in genere fra i 30 e i 40 anni, una cultura medio-supe- riore e una precedente esperienza ospedaliera non troppo felice”. Il primato italiano spetta alle provin- ce di Trento e Bolzano che, con lo 0,5% e lo 0,3% hanno superato l’Emilia Romagna, fino a un anno fa

la

regione conil piùaltotassodi par-

ti

in casa, sceso dallo 0,8% del 2004

allo 0,2% del 2006. A occuparsi del parto fra le mura domestiche non è il ginecologo, ma

l’ostetrica, figura-chiave se si deci- de di mettere al mondo il proprio bambino senza uscire di casa. “Il parto in casa va organizzato bene” spiega nel libro Marta Campiotti, ostetrica che ha fatto nascere circa 530 neonati e ha 25 anni di espe-

rienzaallespalle.“Lecondizioniso-

nobasatesucriterioggettivi”spiega

“la donna deve essere sana e avere

una gravidanza fisiologica, e poi

nondeveavereildiabeteel’emoglo-

bina deve essere pari o superiore a

9.5. Il bambino, invece, deve essere

a termine e non podalico, avere un

peso compreso fra 2,6 e 4,5 chilo- grammi e bisogna valutare anche il bacinodellamamma.Lagravidanza

deveessereseguitadall’ostetricaal-

meno dalla seconda metà. L’ospe- dale deve essere a 30-40 minuti di distanza, anche se ciò che conta è quando si decide di trasferire la donna. La cosa importante è che l’ostetrica riconosca il momento e non tergiversi”. In Italia la maggioranza delle donne si sente più sicura a partorire in ospedale. Quello che spinge po-

OSTETRICHE A DOMICILIO QUANDO IL BIMBO NASCE IN CASA È sicuro e più intimo, ma
OSTETRICHE A DOMICILIO
QUANDO IL BIMBO
NASCE IN CASA
È sicuro e più intimo, ma in Italia solo lo 0,1% delle donne si fida
da 2.000
a 3.000
il rimborso in euro del parto a domicilio
È garantito solo da tre Regioni,
Piemonte, Emilia Romagna e Marche,
e dalle province di Trento e Bolzano.
Previsto anche nella città del Vaticano
0,44%
le nascite domestiche in Trentino
Il picco di parti in casa, in Italia,
si registra nella provincia di Trento, dove
raggiunge lo 0,5% sul totale. Segue
quella di Bolzano, con lo 0,3%. La media
nazionale, invece, si ferma allo 0,1%

che di loro a scegliere di restare in casa è il bisogno di vivere un mo- mento così importante in un luogo

intimo. Quanto alla sicurezza, una ricerca olandese realizzata nel 2009 su 530 mila nascite, e pubbli- cata sul “Britishjournal of Obstetri- cs and Gynaecology”, dimostra che “il parto in casa, se la gravidanza non è a rischio, è sicuro come in ospedale”. In realtà in Italia, più che la natu- ra della nascita, si segue la logica del cesareo, visto che ormai quattro bimbi su dieci nascono grazie a un intervento chirurgico. Un numero elevato, considerato che alla fine degli anni Sessanta la percentuale

era di 5su100. Elisabetta Malvagna, nel suo libro, spiega così l’incre- mento: “Nel 1981 i parti erano la co- sa più naturale del mondo. Le com- plicazioni erano poche e solo nel- l’11% dei casi si ricorreva al cesareo. Poi èarrivatalarivoluzionedei rim-

borsiaprestazione.Edècambiatala storia dell’ostetricia italiana. Il mo- tivo, dice il tamtamdelle corsie, è in parte anche pecuniario. Una nasci- ta naturale senza complicazioni rende per il tariffario nazionale del-

l’ospedale1489,46euro,più307eu-

ro per giorno di ricovero. Il cesareo vale quasi mille euro in più, cioè 2359,69 euro. E più del doppio, 3.371, in caso di complicazioni”.

euro. E più del doppio, 3.371, in caso di complicazioni”. L’AFFARE DEI CESAREI Da noi il
euro. E più del doppio, 3.371, in caso di complicazioni”. L’AFFARE DEI CESAREI Da noi il
euro. E più del doppio, 3.371, in caso di complicazioni”. L’AFFARE DEI CESAREI Da noi il

L’AFFARE DEI CESAREI

Da noi il 40% dei bimbi nasce così. Chi ci guadagna? Gli ospedali, con rimborsi più alti

Non è solo in Italia, però, che la modadeicesareidilaga.Anchenegli Stati Uniti la natura si è adeguata ai ritmi frenetici del quotidiano. Lo dichiara apertamente anche il neo- natologo ed epidemiologo america- no Marsden Wagner: «L’induzione del parto fa risparmiare tempo ai medici, e i cesarei elettivi, a parte quelli necessari, permettono ai gi- necologi di programmare i loro tempi. In America si nasce dalle 9

alle 17. E si usa il Cytotec per indur-

re il parto: è un farmaco molto peri- coloso, la cui somministrazione è cominciata anche in Italia».

leonetiziana@hotmail.com

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ATTRICI, MODELLE E CANTANTI: QUELLE CHE HANNO DETTO NO ALL’OSPEDALE

MODELLE E CANTANTI: QUELLE CHE HANNO DETTO NO ALL’OSPEDALE Cindy Crawford Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi

Cindy Crawford

QUELLE CHE HANNO DETTO NO ALL’OSPEDALE Cindy Crawford Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep

Gisele Bundchen

HANNO DETTO NO ALL’OSPEDALE Cindy Crawford Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson

Elle MacPherson

Cindy Crawford Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson Anna Oxa Giorgia IL

Demi Moore

Cindy Crawford Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson Anna Oxa Giorgia IL

Meryl Streep

Gisele Bundchen Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson Anna Oxa Giorgia IL PARTO in

Pamela Anderson

Elle MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson Anna Oxa Giorgia IL PARTO in casa è

Anna Oxa

MacPherson Demi Moore Meryl Streep Pamela Anderson Anna Oxa Giorgia IL PARTO in casa è una

Giorgia

IL PARTO in casa è una scelta sem- pre più comune tra le mamme fa- mose. Ma mentre si sa tutto dei ce- sarei di star come Madonna, Victo- ria Beckhame Angelina Jolie, finite sulle copertine dei settimanali di mezzo mondo, pochi conoscono le storie delle mamme vip che hanno fatto la scelta opposta. In Italia hanno preferito le mura domestiche Pamela Villoresi, Anna Oxa, Eleonora Brigliadori, e le mo- gli di Raoul Bova e Claudio Bisio. Anche la cantante Giorgia, autrice

della prefazione del libro di Elisa- betta Malvagna, “Il parto in casa”,

hafattonascereilsuoSamuellonta-

no dall’ospedale. “Scegliere questo

percorso non è un attacco alle isti-

tuzioni”scrivel’artistaromana“ma marito non abbiamo voluto nessu-

no intorno per i primi tre giorni do- po il parto. Abbiamo veramente te-

nutoquelperiodotuttopernoi».Al-

tra storia, altra top model: Gisele

un invito a riconsiderare la nascita come una funzione naturale: la donna deve poter pilotare il suo viaggio attraverso le proprie sensa-

zioni, ilproprioritmoeancheilpro- prio dolore». E non è la sola a pensarla così. Molte mamme vip di Oltreoceano hanno scelto questa alternativa. Cindy Crawford ha dato alla luce entrambi i figli in casa. «Sono una grande sostenitrice delle nascite in casa se la gravidanza è stata regola- re» sostiene l’ex modella: «Io e mio

LE STAR: «BELLO PARTORIRE SENZA MEDICI»

Crawford: «È un momento da vivere solo con il tuo uomo»

Bundchen ha partorito, nel dicem- bre scorso, il suo Benjamin nella va- scadabagnodellavilladovevivecon il marito Tom Brady, a Boston. Dal- le passerelle di oggi a quelle del pas- sato: Elle MacPherson, 46 anni, ha dato alla luce nel 2003 il suo secon- dogenito in casa. Un’esperienza co- sì gratificante da spingerla a dare il suo supporto alle centinaia di mam- me australiane che hanno parteci- pato qualche mese fa a Canberra a una manifestazione contro il gover- no, che vuole di fatto rendere illega- le il parto a domicilio. «Ho fatto na-

scere mio figlio in acqua, in un am- biente caldo e protetto, assistita amorevolmente» ricorda «e mi sor- prende sapere che meno del 5%del- le donne australiane può partorire in acqua calda per sentire meno do- lore. Invito il sistema sanitario au- straliano a mettere a disposizione questa scelta per tutte le madri». Un salto nel passato per ricordare la storia di Demi Moore che, al setti- mo mese di gravidanza, si è fatta fo- tografare nuda e con il pancione be- ne in vista per la copertina di Vanity Fair, scatenando diatribe a livello

mondiale. Ma pochi sanno che Ru- mer, Scout e Tallulah, le tre figlie

avutedaBruceWillis,sonotuttena-

te in casa.

E ancora Meryl Streep, doppio premio Oscar e quattro figli, ha par- torito in casa, così come Felicity Huffman, la Lynette perennemen- teincintadi“Casalinghedisperate”,

che ha dato alla luce Sofia Grace, nel 2000, nella sua villetta. Zoe, figlia ora diciannovenne dell’attrice Lisa

BonetedellarockstarLennyKravi-

tz, è nata in casa. Su tutte svetta Pa- mela Anderson, la procace bagnina

di “Baywatch”: la signora, sempre in

liteconilmarito,quandoerainatte-

sa dei suoi due bambini, Brandon e

Dylan, si è rifiutata di andare a par- torire in ospedale: «L’ho fatto a ca-

sa,inacquaeinmodonaturale»sor-

ride «con l’aiuto di un’ostetrica».

TIZ. LEO.

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IL VADEMECUM

I PREPARATIVI

Parto in casa, come muoversi? Innanzitutto fare

una buona pulizia della casa nei giorni prima. Uno dei più importanti elementi

di sicurezza è proprio quello

batteriologico, e cioè la protezione dalle cosiddette infezioni nosocomiali

CONTROLLI

E ANALISI

Dopo la nascita, l’ostetrica valuterà i parametri del punteggio di Apgar,

la

ricerca e l’attacco al seno,

la

temperatura, l’emissione

di

feci e di urina.

Entro 24 ore il bimbo andrà visitato da un pediatra:

opportuno prendere accordi per una visita domiciliare

L’ETÀ GIUSTA

Se si è sani e la gravidanza

è a basso rischio, non fa

nessuna differenza se si hanno 45 anni e si è al primo

figlio o 25 anni e si hanno già tre figli. In entrambi i casi,

se il travaglio dovesse

cominciare prima della 37esima settimana, bisognerà andare comunque in ospedale

LA PRESENZA DEL PARTNER

Quella di far nascere

il proprio bimbo dentro casa

è una decisione da prendere

insieme. L’accordo e l’armonia sono fondamentali per un buon esito del parto. All’inizio, gli uomini sono poco favorevoli alla scelta

ATTREZZARE LA STANZA

Per la mamma Magliette o camicia da notte, cubetti di ghiaccio

da succhiare, asciugamani per la fronte, cotone idrofilo, disinfettante, alcol, argilla ventilata per disinfettare il cordone Per il bambino Vestitini, un paio

di lenzuolini, una copertina

morbida, pannolini, un termometro, una vaschetta di plastica ovale per il primo bagnetto

DAGLI USA

ALL’ITALIA

Nate degli Stati Uniti negli anni ’70, le Case di maternità sono strutture in cui

la mamma può affrontare

il parto con la propria famiglia. Sono gestite da ostetriche e collegate agli ospedali. In Italia ce ne sono cinque, di cui tre in Lombardia, una a Bologna e una a Modica, nel Ragusano

LA VIA LATTEA

A MILANO

È la prima casa di maternità nata in Italia, nel 1990. È una struttura capace

oggi di ospitare al massimo 30 parti all’anno.

In quasi vent’anni di attività

non si sono mai verificati casi di mortalità né per neonati né per le madri

IL CENTRO

DI GENOVA

A Genova non esiste

una vera Casa di maternità. C’è però il Centro nascita alternativo: si trova nel reparto di ginecologia del San Martino e offre un ambiente intimo e familiare