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2. La storia riservata del Mostro di Firenze.

La storia del mostro di Firenze inizia in realt prima del delitto del 1968. Inizia, per la
precisione, il 14 agosto del 68 quando a Pratica di mare venne ucciso un militare di guardia
allaeroporto e gli venne rubata una Beretta calibro 22. Il militare viene ucciso, sgozzato
con un taglio netto alla gola che parte da un orecchio e arriva fino allaltro. Un lavoro da
professionisti insomma, da persone abituate e addestrate ad uccidere; persone sicure di
farla franca anche di fronte allesercito.
Su un evento di gravit tale da poter scatenare una guerra, ad un certo punto cala
perlomeno mediaticamente - il silenzio, e pochi notano che una settimana dopo verranno
uccisi con una Beretta calibro 22 Barbara Locci e Antonio Lo Bianco.
E lepisodio non verr sottolineato a sufficienza.
Come noto, al cosiddetto Mostro di Firenze vengono attribuiti 7 (o 8, a seconda delle
versioni), duplici omicidi. Chi uccide infierisce sempre sui cadaveri, con le escissioni di parti
anatomiche, o con un alto numero di coltellate. Ad esempio su una delle vittime vennero
trovate 96 coltellate.
Bene.
Lipotesi che giornalisti, esperti, criminologi, ecc. fanno immediatamente che lassassino
uccida le coppie e poi se ne torni bello tranquillo a casa. Potrebbe essere uno di noi
Potrebbe essere uno qualunque, anche il nostro vicino di casa Una persona insospettabile
che vive con la madre. Queste e altre idiozie simili vengono propinate dai giornali,
ignorando che se uno vivesse con la madre non potrebbe tornarsene tranquillamente a casa
imbrattato di sangue dalla testa ai piedi col rischio di essere scoperto.
Dovrebbe essere evidente a tutti, infatti, che impossibile per chiunque dare 96 coltellate
ad una persona senza ritrovarsi cosparsi da un lago di sangue. A meno che lassassino non giri
con una doccia portatile appresso, e sia solito lavarsi subito dopo i delitti.
Quindi, se il killer esiste, occorrerebbe ipotizzare che viva in campagna, completamente
isolato, e che probabilmente abbia due automobili: una che usa per andare in giro ad
ammazzare coppiette, e una per la vita ordinaria, perch dopo gli omicidi deve
necessariamente aver imbrattato lauto di sangue e per lui sarebbe impossibile non essere
scoperto.
Fin dagli anni 80 molti ipotizzano che siano usate due armi e che gli assassini siano pi di
due, ma questa ipotesi verr perlopi scartata nella maggior parte delle ricostruzioni
ufficiali, per un bel po di anni. Solo dopo il processo Pacciani, si inzier a parlare di una
banda. Eppure di elementi per capire che gli assassini erano pi di uno ce ne sono: dal fatto
che sul terreno non ci fosse segno di trascinamento (quindi lassassino doveva avere una

forza erculea, oppure sarebbe stata la soluzione pi logica i cadaveri erano stati
trasportati da pi di una persona); dal fatto che il sangue sulla scena del delitto risulta
essere poco, rispetto a quello che dovrebbe esserci.
Anche le escissioni sembrano provocate con tecniche diverse, tanto da far ipotizzare due
gruppi diversi di persone che agiscono con modalit simili, ma non identiche (La Nazione,
1.10.2002).
Nel giugno 1981 viene arrestato un guardone, Enzo Spalletti, che aveva senzaltro assistito al
delitto ma si rifiuta di parlare e di dire quello che sa. Sorvoliamo sul significato esoterico
dellauto e del suo numero di targa (Taunus rossa targata 669906; difficile capire poi, il
motivo per cui i giornali riportano il numero di targa; che rilevanza ha?). Il fratello
racconter che parlando con un amico guardone, anche lui presente alla scena del delitto,
questi gli disse se non sto zitto mi fanno fare la fine di tuo fratello (La Nazione,
26.10.1981).
Nessuno si fa la domanda: ma chi che potrebbe avere il potere di incutere tanta paura a
qualcuno? Quale motivo ha Spalletti di preferire la galera piuttosto che dire tutto ci che ha
visto?
E ovvio che lui coinvolto, oppure che sa qualcosa di cos tremendo da non sentirsi
protetto neanche dalla polizia.
Ma nessuno fa caso a questo particolare.
Sa, ma non parla per paura. Teme per la sua vita e la mia, una frase che dir anche
Natalino Mele, il figlio di uno dei sardi accusati del primo delitto del 1968.
Non solo. Ma anche il maresciallo Minoliti dichiar a Spezi di aver paura (Dolci colline di
sangue, pag. 204). Di cosa dovrebbe aver paura un maresciallo dei carabinieri? Di un killer
isolato?
La sera dellomicidio di Susanna Cambi e Stefano Baldi qualcuno telefon a casa Cambi
dicendo che voleva parlare della ragazza ma la linea si guast (La Nazione, 27.10.1981).
Un episodio inquietante su cui nessuno si sofferma.
Difficile pensare ad un guasto casuale.
Inoltre, se lassassino aveva scelto le vittime a caso, non poteva sapere il numero di
telefono. Quindi la domanda : chi e perch telefonava, e perch qualcuno volle
interrompere questa telefonata?
Tantopi che, parlando di telefoni, anche la sera di uno degli altri delitti, secondo la
ricostruzione di un autista dellambulanza, le linee nella zona erano tutte interrotte e
rimasero fuori gioco per circa due ore.

Anche qui difficile pensare ad una coincidenza.


E possibile invece che qualcuno sapesse del delitto, e che questo qualcuno avesse il potere
di utilizzare i telefoni come meglio crede.
Ma nessuno nota il particolare, e se lo nota, non lo colloca nella luce giusta.
Le prime tre vittime hanno caratteristiche somatiche identiche. Qualcuno ipotizza che le
vittime non siano state scelte a caso (La Nazione, 28.10.1981) e tale ipotesi verr
confermata in seguito, perch in pi di un caso le vittime erano state seguite nei giorni
procedenti, e spiate.
Nel settembre 1985 viene recapitato un lembo di pelle di una delle vittime al magistrato
Silvia Della Monica. La notizia doveva restare segreta ma viene divulgata.
Da chi? Perch?
Dopo lultimo delitto poi compare una notizia assurda. I giornali titolano: Errore del Mostro,
la sera del delitto era stato dato lordine a tutti i casellanti dellautostrada di annotare i
numeri di targa. I giornali quindi specificano che a causa di questo errore il mostro potrebbe
essere incastrato.
In una parola: i giornali bruciano cos una strategia investigativa, divulgando quello che
doveva essere un segreto.
Perch? Come mai tanta leggerezza a fronte di una vicenda cos delicata?
Larticolo, firmato da Mario Spezi il 29 settembre 1985, pu portare a due conseguenze:
1) se il Mostro davvero un killer isolato cos bravo e cos in gamba, ne approfitter per
scomparire o prendere le contromisure;
2) se invece i delitti sono compiuti da unorganizzazione, larticolo destinato a indicare il
complice scomodo da eliminare.
Delle due possibilit si verifica la seconda.
Dopo pochi giorni, il 13 ottobre del 1985, infatti verr trovato nel lago Trasimeno il cadavere
di Francesco Narducci, che la sera dellultimo delitto pare che fosse passato, guarda caso,
proprio dallautostrada.
Il caso Narducci scoppia sul serio per solo nel 2002.
La storia nota. Narducci, medico perugino, aveva una casa in affitto a San Casciano, pare
addirittura nella residenza del Principe Corsini; pare inoltre che avesse una casa al lago in
cui custodiva i feticci. La procura perugina accerter che era coinvolto nei delitti del Mostro
di Firenze e che fosse lui il medico (o uno dei medici) che pagava Pacciani per farsi dare i
feticci (Il messaggero, 25.1.2004). Francesco mi confid che faceva parte di una setta
satanica, quella dei delitti, e che lui era il custode dei feticci, dichiara un testimone.

Senza scendere nei particolari, chi ha seguito il caso Narducci sa che il giovane medico non
anneg affatto, come si sostenne in un primo tempo, ma venne in realt strangolato.
Ora, se vero che Narducci confid di essere il custode dei feticci, si capisce anche il
perch sia stato strangolato; probabilmente infatti pi che strangolato sar stato
impiccato perch quella la fine che fanno i traditori (Giuda, e Pier della Vigna nella
Divina Commedia, come giustamente indica il romanziere Thomas Harris nel suo libro
Hannibal).
O forse, a ucciderlo fu larticolo di Spezi che per forza di cose lo aveva bruciato.
E noto che le indagini su Narducci furono ostacolate da vari fattori, tra cui la scomparsa di
tutti i registri che lo riguardavano nellospedale in cui lavorava, e i depistaggi operati da
persone delle forze dellordine, avvocati, ecc, che vennero rinviate a giudizio dal PM
Mignini per depistaggio.
Si scoprir che segnalazioni su Narducci erano state fatte agli inquirenti gi dai primi anni
80.

Su La Nazione, nel luglio 2002, compare la notizia che due delle vittime del primo delitto
(Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini) frequentavano maghi. Verranno fuori notizie
analoghe anche per altri ragazzi. Addirittura pare che la coppia francese uccisa nellultimo
delitto fosse andata in vacanza a Firenze proprio per praticare riti esoterici nella zona di San
Casciano.
Tempo dopo verr fuori che alcuni di questi ragazzi frequentavano un mago, tal Salvatore
Indovino. Frequentato anche da Pacciani e altri.
Qui c un particolare importantissimo che nessuno ha notato (ad eccezione del commissario
Giuttari che lo riporta nel suo libro Il mostro, anatomia di un indagine).
Salvatore Indovino prescriveva filtri damore per legare la persona amata e la prescrizione
prevedeva che la persona che si rivolgeva a lui dovesse rivelare in anticipo il giorno e lora
in cui costui avrebbe portato la persona amata in un posto in aperta campagna. In altre
parole: Salvatore Indovino sapeva in anticipo, quindi, dove sarebbero andati i ragazzi.
Bene. Attenzione ora nessuno fa questo collegamento: le coppie erano state spiate e
individuate nei giorni precedenti (e non scelte a caso come si ipotizzava); a Pacciani durante
una perquisizione fu trovato un biglietto con scritto coppia; Salvatore Indovino sapeva in
anticipo le abitudini sessuali della coppia e il posto dove queste si sarebbero appartate. E
quindi ipotizzabile che fosse proprio tramite Salvatore Indovino che venissero individuate le
coppie da uccidere.
Ma purtroppo Salvatore Indovino muore (manco a dirlo, per cause naturali) poco tempo dopo
lultimo delitto del Mostro. Quindi non potr pi essere interrogato. Muore cio proprio la
persona che potrebbe essere il collegamento tra il livello inferiore e quello superiore del
gruppo di assassini che infestava la campagna fiorentina in quegli anni.

E ai giornali, questo collegamento sfugge.


Peraltro, in questa ottica potrebbero trovare spiegazione alcune frasi allepoca
incomprensibili e a cui n giornali n investigatori avevano dato il giusto peso. Pacciani, ad
esempio, dopo lomicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci, in un bar fu sentito mentre
diceva hanno avuto quel che si meritavano (Gente, 26.2.2005). La frase si potrebbe
spiegare, se calata in un contesto in cui le vittime erano state prescelte da prima, per
essersi rivolte a Salvatore Indovino.
Il 24 giugno 2002 (giorno di San Giovanni, patrono della Rosa Rossa), qualcuno mutila dei
cadaveri nella Cappella del Commiato a Firenze. Si ipotizza, per le modalit dellevento,
che sia stato il Mostro che ha voluto lanciare un messaggio agli inquirenti. Nei giorni
successivi vengono sfregiate altre salme.
Guardia di Finanza, polizia municipale, e vigilantes, ipotizzando che verranno profanate
ancora altre salme e che la questione costituisca una specie di sfida agli inquirenti,
preparano unoperazione congiunta e si appostano nella cappella, con sofisticate
apparecchiature elettroniche ad infrarossi. Nonostante sul posto ci sia uno spiegamento di
forze tale da poter affrontare una guerra, e che tali forze siano dotate tecnologicamente
delle pi avanzate apparecchiature, verso le tre di notte per un guasto di zona alla
corrente, per circa unora le apparecchiature cessano di funzionare; al mattino si scopre che
sono state profanate altre salme e che il profanatore riuscito a farla in barba a tutte le
forze di polizia.
Su La Nazione si fa unipotesi geniale: Forse non una coincidenza.
Massimo Picozzi, criminologo che si occupato anche del caso Cogne, afferma che non si
possa parlare di rituali satanici: una persona disturbata o forse, qualcuno che vuole
sollevare fumo (giornale dellUmbria, 6.7.2002). Del resto, aggiunge il criminologo,
pensare alla pista satanica diventata una moda; anche per Cogne venuta fuori questa
tesi.
In altre parole, secondo il criminologo, abbiamo una persona che vuole sollevare fumo, e
che si diverte a sfidare la polizia, e ha anche la fortuna di agire proprio nei minuti in cui c
un black out elettrico nella zona.
E noto che Pacciani entr nel mirino dellinchiesta subito dopo lultimo delitto. Ed storia
nota quella degli indizi pro o contro ecc Non ci soffermeremo quindi su particolari ormai
noti a tutti. Ci soffermiamo invece su alcuni punti poco indagati, su alcune domande che
pochi si sono fatti, e su alcuni particolari non molto evidenziati.
Chi invi agli inquirenti la famosa asta portamolla, avvolta in un pezzo di straccio che risult
essere compatibile con un altro straccio trovato a casa di Pacciani?
E perch?
Chi aveva interesse ad incastrarlo?

Quali ragioni spingevano questa persona? Ragioni di giustizia? O altro?

Sempre nel 2001 entra in scena lombra dei servizi (Il Messaggero 6.9.2001), che verranno
accusati di depistare le indagini. Il commissario Giuttari far indagini e perquisizioni anche a
carico di persone che lavorano nei servizi segreti.
Si scoprir che la pista esoterica era gi stata tenuta presente dai servizi segreti, che
avevano stilato un rapporto, mai consegnato alla procura. E si arriver a sospettare che
proprio i servizi segreti abbiano pagato il pool di avvocati e investigatori che per anni
hanno lavorato per dimostrare linnocenza di Pacciani (Corriere della Sera, 6.9.2001).
Daltronde anche lo stesso Pacciani aveva detto il vero Mostro a Roma e lavora per i
servizi.
13.4.2004. Su La Nazione esce la notizia, per bocca dellavvocato Fioravanti, legale di
Pacciani, che i delitti erano stati commessi da unorganizzazione che era dietro anche ad
altri delitti di dimensioni nazionali, come Piazza della Loggia e la strage di Bologna, e quella
dei treni. La stessa identica, precisa, tesi che si ritrova nel libro Cui prodest, uscito da
poche settimane e in vendita on line.
Anche Mario Spezi, uno dei giornalisti che si sono occupati pi di tutti di questi delitti, viene
indagato sia per depistaggio, sia, addirittura, per essere tra i mandanti (Il messaggero,
8.12.2005); si ipotizza che si fosse messo daccordo con altre persone per far ritrovare
alcuni indizi in una villa toscana, Villa Bibbiani, e quindi per depistare le indagini; Spezi
verr incarcerato ma poi verr rilasciato (dopo 22 giorni di detenzione) e verr assolto.
Durante la carcerazione, la moglie Miriam dir: Ho paura, chi lo vuole in cella pi
potente di lui (Libero, 30.4.2006).

Nel 2006 le indagini arrivano ad una comunit Toscana. Un detenuto racconta di una super
loggia massonica e pedofila che avrebbe ordinato di compiere gli omicidi di Firenze (La
Nazione, 28.4.2006). Si parla addirittura della commissione dei delitti della Uno bianca, e di
quelli del famoso Mostro di Foligno.
Il nome di questa comunit (Il Forteto) quasi introvabile sui giornali.
Nulla si pi saputo dellindagine su questa comunit, che continua ad operare
indisturbata; e nulla si sapr di Rizzuto, la persona che far queste rivelazioni (e che
accuser anche Mario Spezi). E vivo o morto? Mistero.
A un certo punto compare la notizia che le indagini avessero sfiorato addirittura persone che
in giovent erano state frequentate dal procuratore Nannucci (quello che volle il

trasferimento di Giuttari e che fu denunciato dalla procura di Perugia, che a sua volta fu
denunciata dalla procura di Firenze). (Repubblica, 6.5.2006).
Pi o meno nel 2001 compare nei verbali e sulla scena mediatica lorganizzazione della Rosa
Rossa. Per qualche tempo ne parlano un po tutti i giornali. Ad un certo punto cala il silenzio
e a parlare di questa organizzazione rimane solo Gabriella Carlizzi. Nessuno approfondisce,
eppure esistono in commercio numerosi libri e se qualcuno si fosse preso la briga di
approfondire avrebbe scoperto che la Rosa Rossa un ramo della Golden Dawn (Alba dOro),
lorganizzazione esoterica pi potente al mondo; tale organizzazione a sua volta nata
allinterno dei Rosa Croce, organizzazione occulta cui apparteneva nientemeno che Dante
Alighieri.
Quindi si scoprirebbero particolari interessanti ovverosia che:
per lalfabeto ebraico il Tau il numero 22 (il calibro della pallottola che uccise le vittime)
e significa Croce, ma anche Rosa. Quindi il calibro della pallottola una delle firme
dellorganizzazione.
La famosa Villa entrata nel mirino dellinchiesta sta in una via che ora non citeremo, ma
significativa anche essa, a pochi passi da Via Dante e Via delle Rose.

Nella foto: San Casciano Val di Pesa. Via Dante e via delle Rose.

Il corpo di Narducci fu portato su un molo del lago Trasimeno accanto alla cooperativa
Alba.
Si scoprirebbero tante cose, insomma, ma chiunque si avvicina o vuole parlare della Rosa
Rossa fa una brutta fine.
Giuseppe Cosco, che per primo individua la Golden Dawn anche dietro ai delitti di Jack lo

Squartatore, morir proprio in una calda giornata di maggio di pochi anni fa, nel mese delle
rose.
Maurizio Antonello morir impiccato.
Elisabetta Ciabani che sapeva alcune cose sulla Rosa Rossa e voleva parlare, ed era in cura
da Maurizio Antonello, morir con delle coltellate sul pube (ma la cosa verr archiviata
come suicidio).

Infine, lepilogo di questi giorni.


La Carlizzi, mentre scriviamo queste righe, lotta contro un tumore.
In realt non il tumore il suo problema principale, quanto il fatto che qualcuno ha cercato
di ucciderla. I medici hanno sbagliato diagnosi, dosi dei medicinali, e altro ancora. Qualche
giorno fa, gli fu fatta una flebo di potassio; per fortuna Gabriella ebbe una felice intuizione
e si tolse la flebo; dopodich ha effettuato delle analisi e i valori di potassio nel sangue
erano risultati normali. Conclusione: se non si fosse tolta la flebo sarebbe morta per eccesso
di potassio.
Anche la dose di chemioterapia che le hanno somministrato risultata eccessiva per il suo
stato di salute, e se non avesse interrotto lei la cura sarebbe morta per la chemioterapia.
Curata da un professore il cui nome richiama proprio la rosa, allospedale dove era
ricoverata risultavano in cura, nello stesso giorno, sette Gabriella Carlizzi (sette!!!) con la
sua stessa data di nascita.
Ora, per fortuna, Gabriella pare aver ripreso in mano la situazione e io sono convinto che
nei prossimi giorni anche il suo tumore potrebbe risultare inesistente perch possibile che
anche le diagnosi siano state volutamente sbagliate.
In altre parole, stato orchestrato un complotto per ucciderla in modo da far passare la
cosa come una morte naturale.
E la tecnica di uccisione di persone scomode tramite false diagnosi di tumore (oppure
facendo venire tumori a persone sane) ricorre anche agli atti della commissione P2, come
abbiamo detto nel nostro articolo "Come uccidere un uomo senza lasciare traccia".
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/01/come-uccidere-un-uomo-senzalasciare.html

3. I delitti collaterali.
Poi ci sono i delitti collaterali, la falcidia di testimoni e persone collegate alla vicenda del
Mostro di cui ci siamo occupati nellarticolo Il Mostro di Firenze: quella piovra che si
insinua nello stato:

http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovrache.html
Nellagosto del 1984 viene ucciso il Principe Corsini, la cui residenza a poche centinaia di
metri da quella Villa a San Casciano Val di Pesa, Villa Verde, che dopo qualche tempo entr
nel mirino dellinchiesta. Il bracconiere che confesser il delitto dir che gli partito un
colpo per sbaglio mentre fuggiva inseguito dal principe. Per combinazione lo centr in
piena faccia. Sono caduto a terra e dal fucile partito un colpo (La Nazione, 26.8.1984).
Come caduto? Inciampando in una zolla.
Una spiegazione ridicola ma a cui tutti paiono credere, in special modo giornalisti come
Spezi.
Curiosamente il bracconiere si chiama Marco Parigi e la coppia assassinata dopo pochi giorni
(lultima, della serie dei delitti del Mostro) sar proprio una coppia francese.
A Villa Corsini entrarono degli sconosciuti pochi giorni dopo, nonostante la villa fosse
sorvegliata; qualcuno dice si trattasse di ladri ma non in realt non venne portato via nulla.
E nessuno cap il perch di quellirruzione.
Nellottobre 2001 viene trovata una donna nelle vicinanze di San Casciano, morta, uccisa
con una calibro 22 e con una rosa rossa nella vagina (Il Tirreno, 24 e 25.1.2001). Accanto al
suo corpo dei cerchi concentrici simili a quelli trovati sui luoghi delle vittime del mostro.
Gabriella Ghiribelli, la teste Gamma, che si spegne a 51 anni per morte naturale, ma i
giornali dimenticano che a 51 anni non naturale morire senza una ragione. A meno che per
cause naturali non volessero intendere che chiunque si occupa della vicenda Mostro
destinato a morire per cause naturali.
Una serie di morti sospette labbiamo fatto nel nostro primo articolo sulla vicenda del
Mostro, ovverosia: Il Mostro di Firenze, quella piovra che si insinua nello stato.
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovrache.html

4. Il silenzio dei reticenti.


Poi ci sono i silenzi dei giornali, le domande non fatte, le inspiegabili omissioni.
Ad esempio. A un certo punto spunta il nome di colui che pare invi lasta guidamolla in
forma anonima agli investigatori. Si chiama Giovanni Spinoso ed un giornalista RAI che
sposato con la sorella di una delle vittime del mostro.

La notizia sarebbe importante ma nessuno pare occuparsi dei seguenti problemi: perch ha
inviato lasta in forma anonima senza una regolare denuncia? Dove e come si procurato il
panno proveniente dalla casa di Pacciani con cui era avvolta lasta portamolla? E
soprattutto, se sapeva dove era la pistola, perch non ha consegnato loggetto ai magistrati,
anzich la sola asta portamolla (pezzo che, peraltro, non pu essere collegato con sicurezza
alla Beretta calibro 22 usata negli omicidi, ma che potrebbe provenire da qualsiasi pistola?).
Come mai questa notizia pare non interessare nessuno?
Nel 2001 si inizia a parlare di filmati. Esisterebbero le prove filmate dei delitti del Mostro.
Per un po i giornali ne parleranno, poi ad un certo punto non se ne parla pi (Il giornale
dellUmbria, 20.8.2004). Eppure, pare che in questi filmati siano state effettuate le riprese
dei delitti del Mostro.
Nessuno si interessa pi ad una prova che potrebbe essere decisiva o, in alternativa,
smascherare e sbugiardare come depistatore chi dice di esserseli procurati (Gabriella
Carlizzi).
Sarebbe unoccasione unica per coloro che affermano che la Carlizzi si inventa degli scoop
inesistenti, invece niente tutti se ne dimenticano.
I giornali (e i libri dei vari mostrologi, Spezi, Filast, Marazzita, ecc) paiono interessarsi
a particolari del tipo il quadro di Pacciani, il numero di libri scritti da Giuttari,
laccanimento del PM Mignini su determinate piste, la genuinit o meno della prova X o Y.
Esemplare in tal senso il libro di Mario Spezi Dolci colline di sangue, dove lunico
particolare interessante che si produce la storia relativa al bossolo di pallottola trovato
nellorto di Pacciani, che fu trovato con modalit tali da destare diversi sospetti; pare che
addirittura il maresciallo Minoliti avesse fortissimi dubbi sulla genuinit di questa prova; e
tuttavia perdendosi in particolari di questo tipo si perde di vista linsieme e non ci si dedica
mai a problemi ancora pi gravi come il ruolo dei servizi nella vicenda, oppure ci si
dimentica di occuparsi di chi, e perch, ha fatto tutta quella strage nel corso degli anni.
Inoltre ci si dimentica di particolari secondari ma pur sempre importanti; ad esempio:
il legale di pacciani, Fioravanti, fu oggetto di minacce, e addirittura di unaggressione al
figlio 24enne (Corriere dellUmbria, 30.11.2005). Chi e perch aveva interesse ad aggredirlo?
Di chi o cosa aveva paura Spalletti, tanto da preferire il carcere?
A cosa allude la moglie di Spezi dicendo che chi vuole in carcere Spezi pi potente di lui?
Dal momento che dietro al Mostro di Firenze, secondo la singolare tesi del marito, ci
sarebbe un mostro isolato, un po difficile che si possa avere paura di un uomo solo.
Chi irruppe negli uffici del Gides perquisendo illegalmente la sede?
Chi mise sotto controllo illegale la telefonia dellufficio di Giuttari?
Chi fece sparire il fascicolo relativo a Francesco Vinci e allomicidio del 68?
Chi fece sparire il biglietto con cui si invitavano i magistrati a rivedere il processo contro

Stefano Mele?
E chi e perch non fece distruggere le prove (i bossoli) relativi a quellomicidio, che vennero
trovati intatti nonostante la legge preveda che debbano essere distrutti?

5. Alcuni dei personaggi coinvolti.


Di volta in volta verranno indagati e/o accusati per qualcosa che ha a che fare con la
vicenda del Mostro:
- Alberto Bevilacqua, indagato come mandante; il suo caso verr archiviato e qualche tempo
dopo dichiarer in unintervista al Gazzettino (8.4.2005) che la sua vicenda era dovuta al
fatto di essersi occupato di cose scomode. Inviato dal direttore di Panorama andai a
indagare sui luoghi del mostro di Firenze. E scoprii che non poteva essere stata una sola
persona a fare quegli scempi. Scoprii il segno di una rosa rossa, di diabolica connivenza
- il giornalista Mario Spezi, anche lui viene indagato non solo per depistaggio, ma addirittura
per essere tra i mandanti (Il messaggero, 8.12.2005); si ipotizza che si fosse messo
daccordo con altre persone per far ritrovare alcuni indizi in una villa toscana, Villa Bibbiani,
per depistare le indagini;
- lo scrittore americano Douglas Preston, indagato insieme a Spezi (e che con lui scrisse il
libro Dolci colline di sangue); assolto.
- il noto dottore Giulio Zucconi (che ovviamente mor di infarto nel 1989); anche la moglie,
Ines Pietrasanta, venne indagata per essere coinvolta nei delitti del Mostro (Panorama,
2.12.2004).
- il fratello del dottore, ambasciatore, accusato di depistaggio.
- Gian Eugenio Jacchia, ortopedico di origini padovane;
- Achille Sertoli, un medico professore di dermatologia a Firenze;
- Francesco Bruno (il criminologo che lavorava e lavora per i servizi onnipresente in tutti i
delitti della Rosa Rossa, da Cogne a Meredith a Garlasco, che ha sempre sostenuto la pista
del Killer isolato); costui verr accusato di depistare, e inoltre il medico che prescrive i
farmaci a Pacciani, che verr trovato morto (forse per delle prescrizioni mediche errate); va
precisato per che nella trasmissione Porta a Porta del 26.10.2001 verr dichiarato

ufficialmente sia da Bruno che da Giuttari (che perteciparono alla trasmissione) che Bruno
compare nell'indagine solo come testimone, non come indagato.
- un funzionario di polizia (Osvaldo Pecoraro).
- Carmelo Lavorino, famosissimo criminologo, fervente sostenitore dellipotesi Pacciani
innocente, che viene accusato di essere colui che ha inviato delle lettere anonime,
indicando come Mostro di Firenze nientemeno che Pier Luigi Vigna. Lavorino verr assolto.
Da notare che anche il magistrato Vigna verr accusato di depistaggio.
E il suo accusatore verr arrestato per calunnia.
Curiosamente, di molti dei nomi delle persone indagate per la vicenda, addirittura di alcune
delle persone sotto processo insieme a Calamandrei, non c traccia.
Sar impossibile sapere dai giornali chi il famoso avvocato coinvolto insieme a Calamandrei
e accusato di essere uno dei mandanti dei delitti. Eppure la posizione di questo misterioso
avvocato sarebbe fondamentale; perch sua moglie (Emilia A., nei giornali compaiono solo le
iniziali) denunci il marito (per averlo sentito dire sono il mostro e per altri particolari), e
il Gides appur che la moglie aveva affittato una casa a Calenzano proprio alla famiglia
Cambi (La Nazione, 16.12.2004).
Due pesi e due misure quindi (Calamandrei dato in pasto ai giornali, lavvocato invece
protetto rigorosamente dalla privacy) di cui non si capisce la ragione.

6. I libri misteriosi e i film.


Poi c il mistero dei libri.
Thomas Harris scrive nel 1988 Il Silenzio degli innocenti. Nella sua cella Hannibal ha un
disegno di Firenze e dir alla protagonista di aver mangiato un fegato umano, bevendoci un
buon Chianti. E San Casciano, la patria dei compagni di merende e il luogo dove Villa
Verde , appunto, nel Chianti.
Una coincidenza inquietante.
Successivamente scriver il romanzo Hannibal dove il protagonista Hannibal Lecter che,
guarda caso, un esperto di Dante, uccide il commissario Pazzi, che nel romanzo il
commissario che indagava sul Mostro di Firenze. Sembra quasi un messaggio a Giuttari che
dica: sei pazzo ad indagare.
E Hannibal terr una conferenza a Firenze, parlando dellimpiccagione, e della fine che
fanno i traditori, facendo riferimento a Giuda e a Pier della Vigna.

Tra l'altro nessuno ha mai notato che il riferimento a Pier della Vigna rimanda sinistramente
ad uno dei personaggi dell'indagine, Pier Luigi Vigna, il magistrato che si occupato del caso
per molti anni, insieme a Canessa.
In sostanza il libro sembra diretto a tutti i titolari dell'inchiesta e non solo a Giuttari.
E il libro si chiude con questa frase che, di per s, non centra nulla col romanzo, ma il cui
significato chiaro: occorre fermarci qui, se vogliamo continuare a vivere.
Dal libro Hannibal viene tratto un film in cui compare una variante; Hannibal regala alla
moglie del commissario Pazzi non uno spartito, ma il primo sonetto della Vita Nova di
Dante.
Sonetto con cui Dante si rivolge ai Fedeli dAmore (il gruppo esoterico di cui faceva parte) e
il cui verso iniziale :
A ciascunalma presa e gentil core
Una delle due vittime del primo delitto del Mostro si chiamava Pasquale Gentilcore.

Poi c il libro Coniglio il marted, di Aurelio Mattei. Mattei un dipendente dei servizi
segreti, che ha il suo studio insieme al criminologo Francesco Bruno. Molto tempo prima che
si conoscesse la pista dei mandanti, il libro parla di un misterioso omicida che uccide le sue
vittime lasciando sul cadavere una rosa rossa.
Risult che Francesco Bruno aveva compilato un dossier gi negli anni ottanta in cui la pista
esoterica era stata indicata, e tale dossier non venne mai consegnato alla magistratura;
nonostante ci Bruno insiste ufficialmente a parlare di killer isolato.
Il libro Coniglio il marted un messaggio a uno degli inquirenti, per costringerlo a
fermarsi. In qualunque caso, anticipa alcuni degli scenari che sarebbero venuti fuori solo
successivamente.
Poi abbiamo il film di Benigni Il Mostro. Il film del 1994, quando ancora ufficialmente la
Rosa Rossa non era mai stata nominata. Eppure nel film il proprietario della casa in cui abita
il protagonista si chiama Roccarotta.
Il film usc nelle sale il 22 ottobre del 1994, cio 13 anni esatti dopo lomicidio di Susanna
Cambi e Stefano Baldi, uccisi a Calenzano il 22 ottobre del 1981.
Nonostante Benigni sia proprio di Calenzano, non si accorto della macabra coincidenza.
E nonostante sia un esperto di Dante, non si mai accorto che la Divina Commedia
unimmensa epopea Rosacrociana, ove nel paradiso i santi sono assisi sul trono in forma di
Candida Rosa.
Forse tutto una coincidenza.
Ma forse il film un messaggio. A mio parere il segnale del cambiamento, lordine alla

stampa di cambiare atteggiamento e iniziare a deridere gli inquirenti (la data di uscita
infatti esattamente tredici anni dopo lomicidio, e il 13 il numero della morte e del
cambiamento; e la vittima si chiama Cambi; quindi a mio parere un messaggio in codice in
tal senso).
Ora, di recente, uscito il libro Cui Prodest, di Alessandro Bartolomeoli. Ho parlato
personalmente con lautore. Dice che non sapeva nulla del mio blog n conosceva la
Carlizzi. Per lautore doveva conoscere molto bene i giornali dellepoca, perch la sua tesi,
quella del collegamento tra i delitti del Mostro e la strage di Bologna e Piazza della Loggia
identica alla tesi del legale di Pacciani, Fioravanti. E nel romanzo c scritto chiaramente
che il libro si ispira alla realt.

7. Le conclusioni dei non complottisti.


A fronte di questi fatti, la tesi del serial killer semplicemente demenziale.
In sostanza la tesi sarebbe questa:
Esiste un individuo abilissimo, bravo nel maneggiare le armi ed esperto in tagli di pubi e
seni, che ogni tanto, di notte, se ne andato in giro per campagne toscane uccidendo
coppiette.
Non solo abilissimo ma anche fortunatissimo, perch compiere delitti del genere significa
sporcarsi di sangue dalla testa ai piedi; ma lui dopo gli omicidi salito in auto, sporcando
tutta la macchina, si presume, ma riuscito sempre a tornare a casa senza che nessuno lo
fermasse o lo vedesse.
Inoltre, oltre ad essere un tipo fortunato, deve essere velocissimo a muoversi in ogni parte
dItalia per uccidere testimoni, personaggi scomodi, ecc In alternativa si potrebbe pensare
che sia un mago, che riesce sempre a far morire di cause naturali coloro che in qualche
modo potrebbero dare importanti informazioni alla polizia.
Inoltre questo tipo deve avere un aspetto terribile; perch riesce a terrorizzare anche i
testimoni oculari al delitto, come Spalletti, o come Vinci, i quali dichiarano che non parlano
per paura. Quindi, bisogna dedurre, questo maniaco ha anche il dono di attraversare i muri
e potrebbe uccidere qualcuno in una cella (Spalletti era in cella, infatti, quando non parlava
per paura).
Sempre perch un tipo particolarmente fortunato, le linee telefoniche e lelettricit vanno
in tilt proprio quando lui sta per agire.
Spedisce lettere anonime ai magistrati con lembi di pelle, bossoli, ecc., e gli va sempre
bene.
Essendo poi un gran burlone, organizza lo scherzo della Cappella del Commiato, e anche l
ha la fortuna di agire proprio durante i black out di corrente riuscendo a farla in barba al

Gico.
Ovviamente, in tal caso ci sarebbe da dire che gli investigatori che si sono occupati del caso,
da Canessa a Giuttari a Mignini, sono degli incapaci che non avendo nulla da fare tutto il
giorno e probabilmente anche annoiandosi un po, invece di organizzare partite a tennis si
dedicano allarresto e/o allindagine di personaggi come questori, poliziotti, avvocati,
magistrati, giornalisti, ecc E al fine di trovare un capro espiatorio, un bel giorno si sono
messi daccordo e hanno incastrato Pacciani che era un agnelluccio, pagando i testimoni
contro di lui e orchestrando le prove.
Non paghi di aver incastrato solo Pacciani, hanno deciso di incastrare anche Vanni, Lotti,
Calamandrei e compagnia bella. Qualcuno finito in galera, qualcuno no.
Peraltro, divertendosi un mondo ad accusare a destra e a manca, un giorno hanno deciso di
indagare anche persone legate ai servizi segreti; in altre parole, a Giuttari piace il rischio e
ama sfidare la morte, quindi decide di ficcare il naso nel settore pi pericoloso che esista.
Ci sarebbe da domandarsi, se questa la versione ufficiale, come mai gli investigatori in
questione non siano mai stato internati in un ospedale psichiatrico.

8. Le conclusioni dei complottisti.


Invece, per noi complottisti, le conclusioni sono queste.
I delitti del Mostro di Firenze erano compiuti da gruppi di persone in cui esisteva un nucleo
comune e uno variabile; Pacciani, Vanni, Lotti, erano gli esecutori; ma di volta in volta e a
seconda dei casi - compaiono sulla scena anche Narducci, nonch altri personaggi di volta in
volta coinvolti nellinchiesta. Le vittime venivano dapprima ferite, poi venivano portate
altrove (probabilmente a Villa Verde, o Villa Corsini, o nelle vicinanze) dove venivano uccise
secondo un rito prestabilito. Poi venivano riportate sul luogo del delitto, il che spiega la
mancanza di sangue, la mancata presenza dei segni di trascinamento, ecc
Le vittime venivano individuate in vari modi ma uno probabilmente questo: quando
finivano nel giro di Salvatore Indovino, questi come filtro damore prescriveva di indicargli il
giorno lora e in luogo in cui la coppia si sarebbe appartata per fare lamore.
In tal modo la coppia veniva scelta.
Ad un certo punto lorganizzazione decide di sacrificare Pacciani che sia per il suo nome,
sia per il suo ruolo, era gi predestinato a questo. Ecco spiegato come mai giunge lasta
portamolla e come e perch viene ritrovato il bossolo nellorto di Pacciani.
Quando per lintuito di Giuttari arriva a individuare i mandanti linchiesta si ferma; la Rosa
Rossa schiera in campo il suo esercito di scrittori, giornalisti, magistrati, ecc e tutto finisce
in un gran caos in cui tutti accusano tutti, tutti indagano su tutti, e ciascuno accusa laltro
di depistaggio, ignoranza e protagonismo.

Giuttari decide di scrivere romanzi e affida alla penna il suo lavoro, per diversi motivi.
Primo, perch capisce che lorganizzazione troppo potente per essere sconfitta per via
giudiziaria. Secondo, perch altrimenti farebbe la fine del commissario Pazzi in Hannibal.
Terzo, perch il terreno di scontro della Rosa Rossa quello mediatico; tale organizzazione
infatti parla attraverso messaggi in codice, libri, romanzi, film, giornali, ecc Il dialogo con
lorganizzazione prosegue non per via giudiziaria, ma con i loro stessi mezzi di
comunicazione.
In uno dei tanti libri sul Mostro si legge che il mostro un killer isolato, un lavoratore
dipendente, un tipo normale. Deludente? La realt delluomo supera sempre la fantasia,
e un maniaco scaltro tanto da poter programmare in anticipo i propri delitti mi intriga molto
di pi
Questa ricostruzione viene da Mario Spezi, uno che, appunto, stato accusato di essere uno
dei mandanti di questi delitti. Particolare curioso. La moglie di Spezi si chiama Miriam, e
scrive Giuliano Kremmertz, nel suo Istruzioni ai membri della fratellanza di Miriam che il
Dio supremo ovunque, e Miriam la corrente che tutto trasforma nella Rosa e nella Croce,
nel fiore cio dellesoterismo naturale.
Una coincidenza curiosa, in una storia che piena di coincidenze curiose e assurde.
La verit che se la tesi di un'organizzazione chiamata Rosa Rossa di fantasia, quella del
killer isolato talmente ridicola che al confronto anche la tesi di un complotto dei puffi
potrebbe reggere con pari dignit.

9 Bibliografia.
La ricostruzione sintetica di questi anni stata possibile grazie allimmenso lavoro di
ricostruzione cronologica dei giornali effettuata da Gabriella Carlizzi nel suo recente lavoro
Il Mostro a Firenze, Mond&editori srl).
Mi sono ovviamente avvalso anche dellinteressantissimo libro di Giuttari Il mostro,
anatomia di unindagine, e del libro Dolci colline di sangue di Mario Spezi.
Uno dei libri pi completi, ma brevi al tempo stesso, per chi voglia farsi unidea della
vicenda quello di Massimo Polidoro, Cronaca nera, ed. Piemme. Il libro definisce deliri
che non potrebbero andare bene nemmeno per un horror di serie B, le tesi esoteriche della
Rosa Rossa, ma nonostante questo limite intellettuale uno dei libri pi completi di dati e

avvenimenti. Lautore infatti ha il pregio di riportare anche le tesi da lui ritenute deliranti
dimostrando obiettivit e intelligenza.
Preciso che il fatto di aver detto che qualcuno stato accusato di aver depistato o di essere
tra i mandanti, non significa che lo ritenga coinvolto.
Chi segue questo blog sa che anche io, tempo fa, venni accusato insieme a Fabio Piselli di
aver depistato lindagine e a quanto pare mi beccai una denuncia, poi ritirata, da Gabriella
Carlizzi, che accus me e Fabio di aver addirittura occultato prove riguardo ai feticci del
Mostro di Firenze.
E una legge del contrappasso che chi si occupi del Mostro, venga prima o poi accusato di
essere il Mostro o di aver inquinato le indagini.