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Verso la "fine dell'Uomo"?

Scritto da MarioEs
mercoledì 16 maggio 2007

Fonte: Giovani.it

Voglio segnalarvi una indagine del Corriere della Sera sui "neonati scomparsi di Khairkov" , che a mio parere è davvero sconcertante visto il suo oggetto
raccapricciante : il traffico di organi e di embrioni provenienti dall'Ucraina.

In questi 3 video (1^puntata, 2^puntata , 3^puntata ) potrete farvi un'idea dell'orrore che l'uomo è in grado di commettere per puro "scopo di lucro".

Lasciando al Corriere ed a noi lettori l'onere di ulteriori approfondimenti, ma soprattutto alle Autorità competenti (speriamo!), vorrei riflettere su questa drammatica
vicenda in termini etici e sociologici.

La domanda che mi pongo è questa: è più colpevole il produttore o il consumatore di queste presunte morti di bambini innocenti?

Nel caso di altre problematiche sociali, come ad esempio la droga, il consumatore non viene criminalizzato in quanto tale in quanto in qualche modo "è vittima" del
sistema, salvo le dovute eccezioni.

In questo orrido ed immorale caso, direi invece che il consumatore è il "grande colpevole" di quanto è accaduto e ha le responsabilità maggiori.

Un consumatore ovviamente facoltoso che - pur sapendo che "tessuti e cellule embrionali" potevano avere un'origine "dubbia" - ha preferito comunque usufruire
dei presunti vantaggi dei miracolosi prodotti "rigenerativi" di cui trattasi.

Technorati tags:
blog 2 brain, brain 2 brain, etica della responsabilità, innovazione culturale, neonati scomparsi di Khairkov

Ed ecco qui emergere un'altra riflessione: il consumo e la voglia di "novità" si impadroniscono troppo spesso di noi privandoci di quel "minimo senso di
discernimento del bene dal male", che pur sarebbe necessario in quest'epoca dominata dalla tecnica e dalla sua funzione di autopotenziamento "fine a sè
stesso".

In altre parole, il consumo è l'oppio dei popoli!

Ogni giorno consumiamo elettricità, combustibili e quant'altro producendo rifiuti di tutti i tipi e lo facciamo senza "sentirci in colpa" per i possibili effetti negativi
sull'ambiente del nostro comportamento : l'appiattimento sul presente in cui siamo confinati non ci consente di pensare al futuro di noi stessi, figuriamoci a
quello del Pianeta Terra!

Senza apparire troppo pessimista, perchè non lo sono, vorrei evidenziare che un tale "status quo" è oltremodoemblematico di una estrema carenza nella nostra
società di un benchè minimo spirito d'iniziativa e di cambiamento da parte del cittadino medio, il quale, forse perchè incapace di costruire un mondo migliore,
preferisce consumare quello che ha.

Meglio un "oggi diverso" che un domani migliore è la nostra filosofia di vita, come insegna Bauman.

Da che parte sta la verità?

Perchè in questo "redditizio sistema" ci sono dentro la politica, le mafie locali ed internazionali, i potentati economici, ma anche noi singoli cittadini per il
nostro "silenzio assenso" e la tacita (e colpevole) accettazione di questo stato delle cose.

Il cambiamento della società, pertanto, potrà solo (e dovrà) arrivare attraverso il cambiamento del cittadino-consumatore (processo "bottom up") e sempre
meno sperando in un cambiamento delle istituzioni e della politica (processo "top down").

Il problema è che il sistema educativo è imperniato e basato sulla "logica del consumo" (sono emblematici in tal senso i corsi di laurea sempre più
specialistici e sempre meno "culturali") per cui l'unica "speranza" può arrivare al momento solo da un processo di graduale "auto - coscienza", del quale Internet, a
mio avviso, è la Voce principale grazie alla sua alta interattività ed alla pluralità dei valori di cui è espressione.

Solo con tale auto-coscienza potremo riprendere la fondamentale voglia di agire (finalistica) in luogo dell'umiliante "fare quotidiano" (meccanico ed
"impiegatizio", al servizio della tecnica e del consumo).

Viceversa, saremo sempre più "schiavi della tecnica" e dei suoi usi spesso perversi e non potremo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi ed alla nostra
"cosciente passività".

In questo caso (da scongiurare) dopo la "morte di Dio" di cui parlava Nietsche , direi che il destino potrebbe essere la "morte dell'Uomo".

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