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Esibizionisti si nasce o si diventa?

Scritto da MarioEs
domenica 17 giugno 2007

Fonte: Corriere.it

Accade sempre più frequentemente che i miei post traggano ispirazione da letture di libri, quotidiani, riviste periodiche e via dicendo.

Se dovessi trarne delle conclusioni sommarie, potrei dire o che non viaggio più "come una volta" su Internettanto da raccoglierne le suggestioni serendipiche
come fonte di ispirazione (molto probabile...) oppure che anche la stampa mainstream in qualche modo contiene in sè molti stimoli, che vanno saputi cogliere e
magari poi anche approfonditi in Rete.

Andando al dunque, su Focus di luglio (anche se siamo a giugno...) mi sono imbattuto in un articolo dal titolo"Guardatemi!" di Roberta Scorranese, che aveva
come oggetto l'esibizionismo.

Ovviamente, non era un articolo imperniato sull'esibizionismo sessuale, che in ogni caso ne rappresenta un'espressione di "nicchia" da non sottovalutare, ma sulla
tendenza sempre più spiccata della nostra società e della nostra cultura ad esprimersi per il tramite dell'esibizionismo.

Tutto "ormai" è esibizionismo e ostentazione finalizzata a meravigliare ed a "choccare" i nostri interlocutori o forse sarebbe meglio dire "spettatori".

Politica, media, blogosfera, new media, economia e tecniche di marketing, costumi sociali e perfino atti criminali oggi più che mai sono dominati da due componenti
"irrinunciabili":

1. L'arte della seduzione;

2. L'esibizionismo per farsi notare e per meravigliare.

Da qualche altra parte ho anche parlato, citando un articolo di Nova 24 del Sole 24 Ore, di post-capitalismo neo-surrealista in cui è ormai la fantasia a creare
valore aggiunto (pensiamo alle "assurdità", almeno per me, degli spot dei gestori di telefonia mobile...e alle loro miriadi di tariffe sostanzialmente incomprensibili).

Anche della seduzione ho abbondantemente parlato nei miei post ispirati per lo più dal sociologo Zygmunt Bauman e non mi dilungo sul tema se non per
rammentare che la seduzione è oggi l'arma principale per stimolare il consumista che è in ognuno di noi e per educarlo al continuo desiderio di novità.

Adesso, dunque, tocca all'esibizionismo.

Technorati tags:
Autoreferenzialità, blog 2 brain, blogosfera, brain 2 brain, Esibizionismo, identità, innovazione culturale, Libertà, post-capitalismo surrealista, Privacy, pubblico e privato,
Second Life, Sicurezza, società digitale, web 2.0

Una riflessione molto interessante è quella formulata dal filosofo della storia Umberto Galimberti che nell'articolo di Focus asserisce che è nella natura
dell'Uomo l'esibizione di sè per dimostrare le proprie capacità e qualità e, aggiungo io, per conquistare e dimostrare il proprio "rango sociale".

In questo, a dire il vero, siamo molto "animali".

Galimberti, però, aggiunge un'altro aspetto dell'esibizionismo della nostra società, ossia il fatto che essendo essa costretta a muoversi nello spazio-velocità è
sempre più una società dominata "dallo sguardo fugace" e dall'immagine.

I nostri rapporti veloci vengono per lo più "consumati" visivamente e quindi "la prima impressione" è ciò che molto spesso conta di più.

E allora?

Allora bisogna esibirsi!

Bisogna in pochissimo tempo dimostrare al mondo chi siamo in una sorta di condensato di noi stessi, magari, anzi sicuramente, anche un pò
"adulterato" (vogliamo dire gonfiato? Diciamolo.).

La nostra società produce rifiuti in continuazione e, purtroppo, molto frequentemente nella pattumiera finiscono proprio gli esseri umani.

Per evitare di finire per sempre nella pattumiera e nell'anonimato più assoluto, ognuno di noi cerca di conquistare quegli ormai "mitici" quindici minuti di
notorietà di cui Andy Warhol resta il grande teorizzatore e futurologo.

Ed allora?

Allora bisogna esibirsi e farlo in maniera più plateale possibile.

Oggi anche le manifestazioni per poter assurgere a maggior rilevanza mediale si avvalgono della tecnica dell'esibizionismo: ad esempio la "biciclettata di nudisti"
che ha imperversato in mezza Europa e negli Usa contro l'inquinamento globale di auto e smog.

La pubblicità ed il marketing in generale sono un altro esempio di come la comunicazione mira più che ad informare a stupire il (tele) spettatore.

Non c'è niente da fare: poco tempo a disposizione significa dover sparare...dritti sul bersaglio (cioè noi) frastornandolo.

In quest'ottica possiamo anche leggere in parte, a mio parere, il fenomeno virale della blogosfera e di quella sua certa autoreferenzialità, che almeno
personalmente non apprezzo per niente.

Su Internet l'esibizionismo, poi, è in deciso trade off con la privacy.

Più ci esibiamo, più evidentemente la nostra privacy viene messa a "repentaglio" (anche se stiamo dicendo un mucchio di fregnacce).

Allora accade che per ovviare a tale trade - off, ma non esclusivamente per questo, il popolo della Rete cerchi l'anonimato e le mille identità virtuali o avatar
per poter dare libero sfogo al proprio "bisogno di esibizionismo", più o meno "taroccato".
Si può essere o diventare famosi e quindi soddisfare il proprio bisogno di "sfuggire al destino dell'anonimato"anche con un nome di fantasia e con un'identità
altrettanto fantastica.

Second Life è, in tal senso, un'enorme fonte di nuove "chance di vita" per chi nella propria è "ormai in gabbia".

Il trade off tra esibizionismo e privacy, del resto, è un caso più particolare del trade off tra libertà e sicurezza,ma con una differenza: pochi sarebbero davvero
convinti di rinunciare ad una grossa fetta delle proprie libertà per garantirsi più sicurezza, mentre mi sembra che MOLTI - e sono sempre di più - siano disposti
addirittura ad annullare la propria privacy per ottenere i benefici (soldi, notorietà) che l'esibizionismo riceve dalla nostra cultura.

Il Grande Fratello e dintorni docet.

Ma a questo punto occorre un' ultima riflessione: proprio perchè l'esibizione è una rappresentazione di noi stessi essa è una sorta di espressione teatrale e
recitata del nostro io e, come tale, è vecchia come il mondo.

La parte più interiore di noi, quella resta - chissà perchè - sempre più celata al mondo esterno e forse anche a noi stessi in una sorta di schizofrenica dicotomia tra
pubblico e privato.

Il fatto è che c'è così poco tempo, dannazione!

Non si può fare tutto e, soprattutto, senza immagine non si campa...e non si "sfonda".

Sarà...