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Il futuro dell' "Homo Bloggans"

Scritto da MarioEs
sabato 25 novembre 2006

Sto leggendo da poco il libro di David Kline e Dan Burstein - intitolato Blog! - e devo dire che a parte il prezzo (che più che altro è stato un colpo con i suoi 22 €,
con prefazione di Beppe Grillo…) mi ha subito dato degli input molto interessanti.
Innanzittutto una prima riflessione: Dan Burstein, nell’introduzione, osserva che in realtà l’uomo sin dai propri albori ha sempre “bloggato”, a partire dalle
incisioni sui muri nelle grotte, proseguendo con la tradizione orale talmudica (il Talmud è uno dei testi sacri dell’ebraismo), poi i pensatori e gli artisti rinascimentali
(es. Leonardo Da Vinci e le sue annotazioni), il panflettismo politico del ‘700 in America, i “commonplace books” (diari di “moda” nel ‘700 e nell’800 che fungevano
un po’ da sintesi di libri e fonti varie). Si può parlare di “protoblogging”, come lo chiama Burstein.
Homo sapiens dunque, ma anche e soprattutto “homo bloggans”.
La voglia di commentare e di rendere pubbliche le proprie idee per condividerle con gli altri è insito nell’uomo, ma questa voglia di esprimersi è anche un modo per
“affermarsi” nel gruppo di cui si fa parte e magari per imporsi autorevolmente nel suo ambito creandosi una reputazione di rilievo.
Detto ciò, è chiaro ed è stato più volte ribadito dai guru e dai meno guru della Rete che il weblog è la “killer application” di Internet, la migliore forma di
comunicazione democratica oggi disponibile dal genere umano, anche per i suoi bassissimi costi di realizzazione.
Oggi i Blog possono influenzare la politica ed i mass media, sono una realtà con cui i poteri tradizionali devono fare i conti e con la quale devono confrontarsi.
Eppure è anche intuitivo che siamo solo agli inizi di questo straordinario fenomeno della comunicazione umana e che qualcosa inevitabilmente cambierà nel tratto
a venire.
Burstein si pone allora in una prospettiva “realfuturista” e fa le sue ipotesi, che sintetizzo:

1) I blog coesisteranno a lungo con gli altri media con interazioni e contaminazioni reciproche;
2) Il blogging sta diventando aziendale e sarà sempre più visibile la sua interazione “pluridimensionale” con il mondo degli affari, che magari ne risulteranno
sensibilmente influenzati e “trasformati”;
3) Il blogging si sta globalizzando dando sempre più voce ai paesi in via di sviluppo;
4) E’ probabile che si assisterà ad un fenomeno di aggregazione di bloggers, che magari da solisti si trasformeranno in staff di professionisti ed in network
pubblicitari;
5) Nasceranno sempre più software house dedicate al blogging;
6) I giganti di Internet (Google, Yahoo, ecc..) cercheranno di controllare strategicamente la blogosfera;
7) I blog influenzeranno sempre più la politica e la società.

Insomma, è molto probabile che dopo il primo sviluppo “intimista”, si potrà assistere ad un’evoluzione in senso“commerciale” del blogging, che magari non sarà
solo weblog ma qualcosa di più ampio.
Ma chi può veramente dire quale sarà il futuro dell’ Homo bloggans?

Ciao Brainers, il dibattito è aperto eh!