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I Cn c c pietra). I nzi Lu I LXX to in 2M i ce in Nr 30,6; 2 i Sal 104, 18; Pro 3 nini (18: di soli fi re anch Dio (2San e 3 2, ve). C dimost f Di 1, Nm 20,1-13, nel Mos? su ordine di D Mt 32, 13 S 17. I lato, e e fi Ez 3, i ni ricollegand r $8 QH 6,2 III Nel NT petros compare 154 volte, esclusivamente come so- prannome di Simone (fatta eccezione di Gv 1,42), della cui biografia non ci possiamo occupare nei limiti di questo articolo; petra compare 15 volte. Nella parabola che chiude il discorso della montagna & detto che I’uomo, il quale ascolta e mette in pratica la parola di Gesit, 8 simile a uno che ha costruito la sua casa sulla roccia, cio@ su un fonda- mento stabile e sicuro (Mt 7, 24s — fondamento). Nella parabola dei quat- tro diversi terreni, Le 8, 6.13 parla del seme che va a cadere sulla roccia; Mt 13,5.20 e Mc 4,5.16 menzionano il « terreno pietroso » (metpi5n¢ petrédés). Secondo Mt 1, la morte di Ges 2 accompagnata da terre moto e dallo spezzarsi delle rocce; Giuseppe di Arimatea depone la salma di Gest in un sepolcro scavato nella roccia (Mt 27, 60; Mc 46). Negli i finali narrati dall’Apocalisse, gli uomini andranno a cercare riparo nelle caverne dei monti e fra le rocce; la descrizione di Ap 6, 15-17 si rifa, oltre che a Is 2, anche a Os 10,8. Vi sono poi tre punti che meritano particolare attenzione. 1) In Rm 9,33; 1Pt 2,8, riprendendo Is 8, 14; 28, 16, si parla di pa. cxavbahou (petra skanddlou = pietra dello scandalo); in quest’i magine 2 designato Cristo, che 2 motivo d’inciampo per coloro che non credono, cio’ causa di perdizione. Questa pietra (petra ha qui questo signi- ficato) si identifica con la pietra angolare che i costruttori hanno scartato (Sal 118, 22); @ questa pietra, cioé Gest Cristo, a decidere del destino dell evel Jomo. 2) In 1Cor 10, 3.4, Paolo fa riferimento al miracolo compiuto durante V'esodo secondo Es 17 e Nm 20. I padri nel deserto « mangiarono tutti lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero Ia stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una rocc ituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo », Gia { rabbini, confrontando Es 17 ¢ Nm 20, erano giunti al- Videa che la roccia che forniva acqua agli israeliti li accompagnasse nel loro cammino (St-B. III, 406); il giudaismo perd non conosce una in- terpretazione messianica del passo. E’ Paolo il primo a interpretare que- sto evento muovendo dalla realtd della > cena del Signore, che ha origine in Cristo come cibo e bevanda spirituali. Questo racconto dell’ nella visione dell’apostolo, diventa una prefigurazione dell’evento di Cristo. Per meglio intendere il passo si @ fatto riferimento a Gv 7,37 perd ricordare anche la parola del Cristo giovanneo sul pane della vite ugualmente fa riferimento al miracolo del cibo nel deserto (Gv 6, — pane). Gia gli antichi padri della chiesa hanno interpretato questo pas riferendolo alla cena del Signore. 5) In Mt 16,18 Pietro viene chiamato da Gesii la « ro wale egli intende fondare la propria comunita. Al fondo di questo di gioco di parole Petrus/petra. Secondo Mc 3,16 e Gv 1,42, 2 in persona a dare a Simone il soprannome di Pietro. In Mt, Simone Porta gia questo nome quando viene menzionato per la prima volta (Mt 4 18); di qui molti interpreti deducono che in Mt 16, 18 Gesh non conferi- ‘eta il nome di Pietro. In Paolo (1Cor 1, 1 22 e altrove) eggiamo di solito la forma aramaica del nome Kephas (kepha = rocc sce, ma inter, 1600 pietra), Nell'unico passo del NT dove sta il sost. petros, e cio’ in Gv 1, 42 (vedi sopra la statistica) & detto che il nome Kephas deve tradursi con petros. Tanto il termine fondamentale aramaico che quello greco possono designare la roccia, e quindi petra di Mt 16, 18 si pud tradurre con roccia. L’ass anza dei vocaboli porta a interpretare il nome nel senso che Pietro & ‘< uomo-roccia », il fondamento sul quale Gest intende edificare la sua comunita. Ma qual é il significato di tutto questo? Il detto 2 tramandato solenne- mente da Matteo e segue immediatamente la confessione di fede messianica in Gest, che anche Mc (8, 29) e Le (9, 20) tramandano (cf. anche Gy 6, 68.69); comunque, eccettuato Matteo, gli altri evangelisti non riportano il detto di Mt 16, 18 sull’« uomo-roccia ». Non & questa una ragione suffi- ciente per negare che il detto sia stato pronunciato da Gesit, come alcuni esegeti pit critici vorrebbero. Secondo E. Dinkler, per es., la comunita ha posto in bocca a Gesit questo detto per evidenziare il ruolo di capo del- la comunita affidato da Gest a Pietro, sulla base della sua esperienza pasquale (1Cor 15,5). Tuttavia non @ possibile dimostrare quest’ipotesi; la forma aramaica del nome, tramandata gia da Paolo (Kephas), ci dimo- stra che la tradizione proviene dalla comunita della prima ora. I parallcli esistenti nei testi di Qumran rendono verosimile che il passo di Mt 16, 18 abbia origine in Palestina; da questo, perd, non si pud dedurre che i testi di Qumran abbiano influenzato il vangelo; a differenza di Qumran, Gesit ha chiamato « roccia » Pietro, e non la comunita Qual @ allora il senso del detto di Gest? Probabilmente gia fin dal- Vinizio del III sec. d.C. i papi di Roma hanno utilizzato il testo per legit- timare la loro funzione di primato nella chiesa, in quanto successori di Pietro, anche se il vangelo non parla di successori di Pietro. Anche esegeti protestanti moderni deducono dal testo che a Pietro fosse riconosciuto un ruolo unico nella chiesa, ma limitato alla sua persona e al periodo della sua vita: se non per l’intera costruzione, scrive O. Cullmann, Pietro avrebbe quest’importanza speciale almeno per quel che riguarda la posa delle fon- damenta. Dal punto di vista esegetico, si pud discutere fino a che punto queste diverse soluzioni siano pit o meno fondate. In Mt 16, 18, infatti, Gesii non parla di fondamenta, ma della costruzione della chiesa. Invece pid utile l’osservazione che Paolo, il quale riconosce l’apostolato di Pietro (Gal 2,8) e nelle sue lettere ci si presenta come interprete decisivo del potere apostolico, in Gal 2, 14, afferma, senza possibilit di equivoci, che la verita del vangelo & norma vincolante al di sopra degli stessi apostoli. In questa verita 2 fondato anche il potere apostolico, che secondo Mt 16, 18 2 conferito a Pietro. Questa veriti @ gid racchiusa nella confessione di fede in Gesi come Cristo; allo stesso modo del vangelo, anche questa confes- sione si fonda sulla rivelazione divina (Mt 16,17; Gal 1, 12; — rivels zione). Questa confessione, che & Vorigine di ogni potere apostolico, ci rimanda a Cristo, il vero fondamento della chiesa. Intese cosi, le parole di Mt 16, 18 non sono che interpretazione della confessione messianica di Mt 16, 16 par.; non si vede nessuna ragione perché quest’interpretazione non debba essere fatta risalire a Gesti medesimo. Questo nostro modo di vedere ci porta alla sostanza del pensiero sia cattolico che protestante: 1601 ROCCIA / a