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CREPE NEI MURI: COME MONITORARLE

INTRODUZIONE
La necessit di esaminare il propagarsi e levolversi di una o pi lesioni in una struttura parte
integrante dello studio del dissesto; non sempre necessario, ma rimane una pratica valida per
comprendere appieno se le crepe hanno raggiunto un equilibrio statico o al contrario
continuano ad evolvere con leggi temporali per la cui analisi di dettaglio si rimanda al nostro
testo di riferimento Lesioni degli edifici; per questi motivi, fin da un passato a noi lontano si
ritenuto necessario dover ricorrere allausilio di strumenti che potessero fare la spia riguardo
le condizione statiche delledificio interessato.
Gli intonaci nelle murature sono paragonabili, per chi analizza e monitora le lesioni, alla
polvere di alluminio e additivi (che si deposita sulle linee papillari) usata dai detective per la
rilevazione delle impronte digitali, poich sugli stessi sicuramente pi facile individuare le
crepe piuttosto che su una finitura a faccia vista o sui muri a pietra naturale.
Nella prevenzione del rischio, nello studio delle cause che hanno portato alla fessurazione e
quindi nel monitoraggio delle lesioni ci si avvale di strumenti tutto sommato di semplice
applicabilit; vediamo brevemente quali.

VETRINI
Partiamo dai vecchi vetrini, consistenti in una sottile striscia di vetro che veniva installata con
una malta cementizia a cavallo della fessura gi originatasi (figura 1).

Fig.1) Vetrino installato con malta cementizia


RISULTATI: forniscono blande indicazioni sullattivit della frattura;

PREGI: installazione veloce, non richiede strumentazione specifica, bassa manualit


richiesta allinstallatore, costi bassi.
DIFETTI: possibile distacco della malta di fissaggio al muro o al vetrino stesso piuttosto che
rottura del vetrino, non ripetibilit del monitoraggio nel tempo.
Non di rado vengono ancora installati, specie da operatori del settore edile che di fatto non
sono aggiornati sui progressi nel campo del monitoraggio delle crepe.

FESSURIMETRI
I fessurimetri pi usati sono quelli in policarbonato (figura 2). Sono costituiti da due lamine in
plastica trasparente; una delle lamine porta inciso un reticolo millimetrato con un'area di circa
40x20mm e divisione uguale a 0,5mm, mentre l'altra lamina porta inciso un riferimento
cartesiano. Le due lamine sono fissate a cavallo della fessura (tramite viti Fischer o tramite
silicone) e sovrapposte in modo che il riferimento cartesiano "coincida" con gli assi del reticolo.
E buona usanza scrivere con un pennarello indelebile la data dinstallazione dello strumento.

Fig.2) Fessurimetri: piano (in alto) ed angolare (in basso)

RISULTATI: fornisce valide informazioni sullo stato di attivit della frattura e consente di
ricostruire il vettore di evoluzione in termini di direzione, verso e modulo;
PREGI: installazione veloce, bassa manualit richiesta allinstallatore, costi dellordine di un
paio di decine di euro ciascuno.
DIFETTI: la precisione (dellordine del terzo di millimetro) dipende dall'operatore, dalla
posizione verso la quale si osserva il reticolo e dalla orientazione di installazione dello
stesso.
Esistono fessurimetri di tipo piano e di tipo angolare a seconda del tipo di lesione che si
desidera rilevare.

CREPEMETRI
Rappresentano attualmente uno dei metodi pi diffusi di monitoraggio delle fessure e delle
lesioni nelle strutture; ne esistono di vario tipo, a comparatore digitale o analogico, a calibro
digitale o analogico ecc. (figura 3). La caratteristica comune quella dellinstallazione di due
capisaldi e della misurazione della distanza nel tempo fra essi. I caposaldi, costituiti da
placchette in alluminio, sono fissate alla struttura con dei collanti tipo al ciano acrilato (Loctite,
per intenderci). Le misurazioni sono effettuate in genere ad intervalli regolari nel tempo ed in
maniera molto speditiva, con la possibilit di mettere pi caposaldi per la stessa frattura e
misurare quindi pi direzioni.


Fig.3) Vari tipi di Crepemetri
RISULTATI: fornisce valide informazioni sullo stato di attivit e fornisce misure molto precise sul
vettore che misura lallargamento della crepa;
PREGI: installazione veloce, media manualit richiesta allinstallatore, costi contenuti, alta
precisione delle misure.

DIFETTI: l'errore legato alla posizione e alla orientazione di installazione delle placchette
caposaldi (quindi direttamente legato alla abilit o meglio professionalit dellinstallatore).
Talvolta lestrema precisione delle misure (del centesimo di millimetro) rende difficile lanalisi
della causa che ha portato alla comparsa ed alla evoluzione della crepa o delle crepe ( una
lesione che aumenta di pochi centesimi di millimetri in una settimana dipende dalla causa che
lha generata o dalla dilatazione termica del fabbricato per effetto del caldo? Allo stesso modo,
una lesione, causata da un cedimento delle fondazioni, che aumenta e diminuisce di pochi
centesimi di millimetro in una settimana dipende dalle variazioni termiche oppure dalle variazioni
di umidit dei terreni? Oppure da entrambi i motivi?).
Chiaro che il semplice monitoraggio, per quanto tecnologicamente evoluto, non basta: occorre
possedere unalta preparazione in materia di analisi delle lesioni.

ESTENSIMETRI
Tralasciando gli estensimetri ottici (di scarsa applicabilit), trattiamo in questo contesto gli
estensimetri elettrici e meccanici (figura 4).
Negli estensimetri elettrici la deformazione misurata a partire dal concetto che

Il filo

dell'estensimetro segue le deformazioni della superficie a cui assicurato, allungandosi ed


accorciandosi insieme ad essa; queste variazioni dimensionali causano una variazione della
resistenza elettrica del filo che, misurato tramite un ponte di Wheatstone o altro sistema, pu
farci risalire all'entit della deformazione che le ha causate. In commercio possiamo trovare pi
tipologie di estensimetri elettrici, bidimensionali o tridimensionai.

Fig.4) Estensimetri

Quelli meccanici invece sono costituiti da barre-pistone concentriche graduate che misurano le variazioni di
distanza dei due caposaldi ove sono installati.

Luso degli estensimetri, sia meccanici che elettrici (questultimi integrati di sistemi di
acquisizione remota e trasmissione dei dati) pi dedicato ai monitoraggi delle frane e delle
pareti rocciose, anche se pu trovare applicabilit nella soluzione di problematiche legate agli
edifici lesionati.

MEMS
Lultima frontiera della strumentazione applicata in questo campo diagnostico quello del
monitoraggio attraverso lintroduzione di sensori accelerometrici MEMS (figura 5), ad alto
contenuto tecnologico e a basso costo che stanno permettendo di rivoluzionare il concetto di
monitoraggio, favorendo la creazione di reti distribuite su pi punti di misura. La tecnologia
legata a questa procedura alquanto complessa ma, in parole semplici, possiamo dire che
consiste nellinstallazione, su di una struttura interessata da un problema fessurativo, di una
serie di rilevatori-accelerometrici microscopici ad alta intensit (MEMS lacronimo di Micro
Electro-Mechanical Systems e non M&MS, le pastiglie di cioccolato colorate) che registrano in
continuo dei segnali indotti e che quando misurano delle anomalie sulla propagazione delle
onde individuano delle discontinuit nella struttura, anche non visibili in superficie.

Fig.5) Rilevatori MEMS


La tecnologia dei MEMS, comunque al pari di tutte le altre con lovvia esclusione dei vetrini,
pu e talora deve essere impiegata anche nelle situazioni di ripristino e di consolidamento delle
opere per accertarne i risultati finali. Infine, se proprio non sapete quale sistema di
monitoraggio scegliere, potete sempre contattarci piuttosto che ricorrere al metodo fai da te,
alla scelta di tecnici non esperti (ma che si improvvisano tali) o al metodo illustrato in figura 6.

Fig.6) Cerotto su crepa fotografato in edificio provinciale.


Geol. Raffaele Achilli (esperto di I livello)