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POPOLAZIONE, ECONOMIA, SOCIET

Il XVI secolo fu caratterizzato da un notevole aumento della popolazione


che, anche a causa dellimmigrazione, interess in modo particolare le
citt. Le cause di questo fenomeno non sono chiare: forse un rallentamento
delle epidemie, forse un abbassamento dellet del matrimonio.
La crescita della popolazione provoc un aumento dei prezzi dei generi di
prima necessit cos forte da far parlare di una rivoluzione dei prezzi.
Laumento della domanda di grano e altri prodotti favor le aziende
agricole, ma la struttura agraria pi diffusa continu ad essere la signoria,
che prevedeva diversi oneri a carico dei contadini, e la produttivit della
terra rest assai bassa.
Unaltra conseguenza dellaumento dei prezzi agricoli fu la diminuzione
del potere dacquisto dei lavoratori urbani, addetti alla produzione di
manufatti, allinterno del sistema delle corporazioni di mestiere.
Laumento dei prezzi riguard anche questo tipo di beni urbani, ma la
domanda di essi risentiva immediatamente di ogni piccolo innalzamento
dei prezzi dei prodotti agricoli, facendo precipitare nellindigenza anche
molti artigiani indipendenti.
Laumento della popolazione comport anche una crescita delle attivit
commerciali e, con esse, di quelle finanziarie e creditizie, anche su scala
internazionale. Si costituirono compagnie commerciali, spesso dotate di
privilegi, e in grado di ottenere alti profitti dalle loro attivit. Anche il
prestito ai sovrani, bench rischioso, fu spesso assai redditizio.
La crescita della popolazione, non adeguatamente sostenuta da un aumento
delle risorse disponibili, gener un aumento della povert che, a sua volta,
attrasse lattenzione di molti governi cittadini, preoccupati di mantenere
lordine. Furono cos creati i primi istituti di assistenza ai poveri che
svolgevano contemporaneamente un ruolo di assistenza e di repressione.
Alla fine del 500 una grave crisi di mortalit diede il via ad un
rovesciamento della tendenza alla crescita demografica. Anche qui le
cause non sono ben note, ma probabile che sia intervenuto un
innalzamento dellet del matrimonio.

VIAGGI OCEANICI E SCOPERTE GEOGRAFICHE


Linterruzione delle tradizionali vie di comunicazione con lOriente,
dovuta alle conquiste dellImpero ottomano, spinse gli europei, e in
particolare i portoghesi, a cercare di aprirsi una via marittima verso le
Indie. Le spedizioni esplorative culminarono nel 1497-1498 con la
circumnavigazione dellAfrica da parte di Vasco da Gama. Queste imprese
furono facilitate dai progressi tecnici nelle costruzioni navali e in
particolare dalla caravella. Nave portoghese veloce e maneggevole. Inoltre
fu proprio il Portogallo a lanciarsi alla conquista di empori commerciali e
piazzeforti lungo le coste dellAfrica e dellOriente, fino allIndia,
costituendo un impero marittimo e ottenendo il monopolio quasi assoluto
del commercio delle spezie.
Il successo delle imprese portoghesi spinse anche la Spagna, da poco
unificata, a lanciarsi nei viaggi oceanici e ad accogliere la proposta di
Cristoforo Colombo di raggiungere le Indie navigando verso occidente. Fu
la scoperta dellAmerica (1492), anche se non fu Colomba, ma Vespucci,
alcuni anni dopo, a rendersi conto che non si trattava delle Indie bens di
un nuovo continente. Attirati dalle grandi ricchezze che sembravano
provenire dalle nuove terre, i sovrani di Spagna, Portogallo, Francia e
Inghilterra promossero altri viaggi che portarono a ulteriori scoperte.
Le prime spedizioni spagnole si erano limitate alle isole Antille e fu solo
nel 1519, con Cortes, che ebbe inizio la conquista del continente.
Allarrivo dei conquistatori, alcune delle civilt del nuovo mondo
presentavano una struttura sociale complessa, una vita politica evoluta, una
florida economia e una raffinata cultura. Gli Aztechi, insediatisi di recente
nellaltopiano del Messico, avevano costituito un vasto impero
sottomettendo le popolazioni della regione e costringendole a pagare
pesanti tributi. E fu proprio lappoggio ricevuto da queste popolazioni a
consentire agli spagnoli di portare a termine in breve tempo la conquista
del territorio Azteco.
Oltre ai domini aztechi, gli spagnoli conquistarono limpero dei Maya, che
vivevano nella penisola dello Yucatan attorno a centinaia di luoghi di
culto, avevano un complesso sistema di scrittura e un avanzatissimo
calendario. Infine, in Per, approfittando di una crisi dinastica, sottomisero

limpero degli Incas, il meglio organizzato di tutti, almeno sul piano


politico.
La facilit con cui gli spagnoli portarono a termine le loro conquiste non si
spiega solo con la superiorit delle loro armi e lappoggio delle
popolazioni sottomesse, ma anche con la paralisi culturale che colp gli
amerindi di fronte alle sventure di cui erano vittime e con la diffusione di
malattie nei confronti delle quali non avevano difese immunitarie. I
massacri e il lavoro coatto nelle miniere doro e dargento fecero il resto.
Ne deriv un gravissimo crollo demografico.
Lorganizzazione politica e sociale introdotta dagli europei ricalcava il
modello feudale della signoria spagnola, ma la corona intervenne a pi
riprese sia per difendere i propri diritti, sia per mitigare lo sfruttamento
degli indigeni. Lattivit economica pi importante era costituita
dallestrazione di oro e argento, per la quale venivano utilizzati gli indigeni
ma anche i nuovi schiavi provenienti dallAfrica. Limportazione di
metalli preziosi dallAmerica ebbe importanti conseguenze sulleconomia
europea, aggravando il processo di inflazione gi in atto.
Con la conquista del nuovo mondo gli europei scoprirono laltro. Di
fronte alle popolazioni indigene latteggiamento fu spesso di totale
chiusura e molti conquistatori si abbandonarono alle pi efferate e gratuite
forme di crudelt. Tuttavia alcuni missionari e persino alcuni avventurieri
adottarono un atteggiamento pi attento nei confronti degli amerindi,
lasciandoci preziose testimonianze del loro modo di vivere.

LA RIFORMA
All'inizio del '500 da pi parti si avvertiva l'esigenza di una profonda
riforma della Chiesa, che mettesse fine all'assenteismo del clero e
all'eccessivo coinvolgimento del papato negli affari mondani. Le crescenti
esigenze finanziarie della Curia romana spinsero invece il papa a lanciare
una nuova campagna di vendita delle indulgenze. Il monaco agostiniano
tedesco Martin Lutero contest questa operazione, negando la capacit
della Chiesa di rimettere pene inflitte da Dio, e per questa sua
affermazione venne scomunicato.
Prima di rendere effettiva la condanna di scomunica Carlo V accett di
convocare Lutero alla Dieta di Worms, dove fu invitato a ritrattare le sue
tesi, cosa che rifiut fermamente di fare. Messo in salvo dall'elettore di
Sassonia, suo diretto signore, si dedic alla traduzione in tedesco della
Bibbia e alla precisazione dei contenuti della sua dottrina, che si diffuse
rapidamente in Germania, ottenendo il consenso di vasti strati della
popolazione.
La diffusione della dottrina luterana fu enormemente facilitata
dall'invenzione della stampa, che consent di riprodurre i suoi scritti in
migliaia di esemplari.
Lutero aveva voluto essere un riformatore religioso, tuttavia in molti casi
le sue parole furono interpretate in senso politico, dando l'avvio a
numerose rivolte. La prima fu quella dei cavalieri, che fu rapidamente
repressa. Molto pi grave fu la guerra dei contadini - scoppiata nel 1524 che protestavano contro le usurpazioni compiute ai loro danni dai signori
feudali e chiedevano il rispetto delle parole del Vangelo. Contro la rivolta
dei contadini Lutero ebbe parole durissime e incoraggi i principi
territoriali nella loro opera di repressione.
Il successo delle dottrine luterane e la loro diffusione in gran parte della
Germania provocarono una spaccatura tra i principi tedeschi, che si
unirono in due leghe contrapposte, protestante e cattolica. Questo port a
una serie di scontri e di tentativi di riconciliazione tra protestanti e cattolici
che si conclusero nel 1555 con la pacificazione di Augusta: Carlo V
accett la presenza del luteranesimo all'interno dell'Impero e stabil che

ogni suddito avrebbe dovuto seguire la religione del suo signore


territoriale.
Le istanze di riforma dottrinaria non ebbero come unico punto di
riferimento Lutero e i suoi allievi. In molte citt svizzere e tedesche,
teologi come Butzer e Zwingli portarono avanti loro personali percorsi di
riforma, in genere con il pieno consenso delle autorit cittadine, che in
questa maniera assumevano il controllo delle Chiese locali e mettevano
fine al drenaggio di risorse a favore della Curia romana.
Anche a Ginevra si ebbe qualcosa di simile, ad opera di Giovanni Calvino,
uno dei pi rigorosi teologi dell'area riformata. Sotto la sua guida gli
ordinamenti politici vennero modificati in base al principio della stretta
integrazione tra spirito religioso e comunit politica. Tutta la vita degli
abitanti della citt era organizzata in ottemperanza ai dettami evangelici e
strettamente controllata dalle autorit. Forte fu l'intransigenza dottrinaria di
Calvino, che non esit a condannare al rogo l'antitrinitario Serveto.
L'adesione alla Riforma fu massiccia in molte aree d'Europa. In Francia,
nei Paesi Bassi, in alcuni territori tedeschi, in Scozia, in Ungheria si
diffuse il calvinismo, mentre il luteranesimo fece proseliti in parte della
Germania e in Scandinavia. In Inghilterra, Enrico VIII diede vita - dopo il
rifiuto del papa di annullare il suo matrimonio - alla Chiesa anglicana
(1534), con un distacco dalla Chiesa di Roma che fu politico piuttosto che
dottrinario. Le ragioni di questo successo sono complesse e non si possono
ridurre al rapporto con il nascente spirito del capitalismo, come aveva
ipotizzato Max Weber.
In Italia la Riforma ebbe una limitata diffusione, sia perch l'ostilit contro
la Curia romana era minore che altrove, sia perch non ottenne l'appoggio
di alcun potere politico. Grande influenza ebbe tuttavia Valds, i cui
seguaci furono variamente perseguitati. Altri eretici, costretti a
emigrare, ebbero una grande influenza sulla cultura europea, diffondendo
idee di tolleranza religiosa che erano estranee sia ai cattolici sia ai
riformati.

GUERRE DITALIA E FORMAZIONE DEGLI STATI TERRITORIALI


Gli ultimi decenni del '400 in Italia furono contrassegnati da una crescente
instabilit politica, che si tradusse in congiure e rovesciamenti di potere
all'interno di vari Stati. Alle ragioni interne d turbolenza bisogna poi
aggiungere le pressioni di francesi e aragonesi che, per motivi strategici e
dinastici, miravano a conquistare o mantenere possedimenti in Italia. La
situazione precipit quando, rispondendo anche all'appello di Ludovico il
Moro, che si era appena insediato al potere nel Ducato di Milano,
scacciandone il legittimo erede, Carlo VIII, re di Francia, entr in Italia
alla testa del suo esercito.
La discesa di Carlo VIII (1494) in Italia incontr cos pochi ostacoli da
spaventare gli Stati italiani, che si allearono tra loro in funzione
antifrancese: Carlo VIII fu sconfitto e rientr rapidamente in Francia. A
Firenze, la signoria medicea, che gli aveva aperto le porte della citt, fu
deposta e fu instaurata una repubblica popolare guidata da Girolamo
Savonarola.
Le mire delle potenze straniere sull'Italia non cessarono e anzi il re di
Francia e quello di Aragona si accordarono per spartirsi il Regno di
Napoli. La guerra che segu al fallimento di questa intesa riattiv gli
intrighi dei diversi Stati italiani, e in particolare del papa Alessandro VI
Borgia e di Venezia. Nel 1516, con la pace di Noyon promossa da Leone
X, si giunse a una fase di distensione, ma presto il conflitto tra le due
principali potenze europee per il controllo dell'Italia riprese.
Nel 1516 i due principali protagonisti delle guerre d'Italia erano cambiati:
sul trono di Francia sedeva ora Francesco I e su quello unificato di Spagna
Carlo d'Asburgo. Nel 1519 quest'ultimo fu anche eletto imperatore del
Sacro Romano Impero della nazione tedesca col nome di Carlo V, e si
trov cosi a regnare su territori vastissimi. L'Italia continu comunque a
costituire il terreno di scontro tra le due potenze rivali. Alla morte del duca
di Milano, Carlo V occup quella regione, e ci riaccese la lunga lotta con
la Francia, che ne usc sconfitta. Dopo un'ennesima pace, la guerra riprese
con il nuovo re di Francia Enrico II, che spost l'asse del conflitto
dall'Italia alla Germania (ove ebbe l'appoggio dei principi luterani), finch

non si concluse con la pace di Cateau-Cambrsis (1559) che regol gli


equilibri politici europei per circa mezzo secolo.
Non fu per Carlo V a firmare questa pace. Nel 1556 egli infatti abdic,
dividendo l'impero tra il fratello Ferdinando I (che ebbe la corona
imperiale, le terre degli Asburgo, Boemia e Ungheria) e il figlio Filippo II
(Spagna, Milano, Napoli, Sicilia, Sardegna, Paesi Bassi, colonie
americane); con questo atto riconosceva l'irrealizzabilit dell'impero
universale.
Gli Stati del primo '500 avevano caratteristiche assai diverse da quelli
odierni. L'Impero germanico era formato da centinaia di territori
relativamente autonomi rispetto al potere imperiale. Il potere politico era
esercitato congiuntamente dall'imperatore, elettivo, e dall'assemblea dei
ceti, la Dieta. Tra l'uno e l'altra esisteva un rapporto che era
contemporaneamente di collaborazione e di competizione. Anche nei regni
iberici Carlo V aveva a che fare con delle assemblee rappresentative dei
ceti - le Cortes - ma qui la struttura politico-istituzionale era meno
frammentata. Organi di rappresentanza - gli Stati generali - esistevano pure
in Francia, ma il loro potere era minore che altrove.
Il bisogno di denaro, legato alle guerre, spinse le monarchie europee a
cercare di rafforzare il controllo sui loro territori. In modo da accrescere le
possibilit di ricavarne finanziamenti, e ad ampliare l'apparato burocratico.
Anche l'accordo con la Chiesa di Roma fu utilizzato come strumento per
l'accrescimento del potere monarchico.

LA CONTRORIFORMA
Gi prima di Lutero si erano manifestati nella Chiesa movimenti
riformatori e una diffusa richiesta di una severa opera di moralizzazione,
ma la decisione del papa Paolo III di convocare un concilio fu strettamente
legata alla necessit di reagire alla diffusione delle dottrine luterane.
Tuttavia, le speranze di fare del concilio di Trento (1545-1563)
un'occasione di riconciliazione naufragarono ancor prima che esso si
aprisse.
Sul piano dottrinario i decreti del concilio segnarono una netta chiusura nei
confronti di tutte le innovazioni introdotte da Lutero a proposito della
salvezza, dei sacramenti e dell'organizzazione della comunit dei fedeli.
Sul piano disciplinare fu ribadito l'obbligo del celibato ecclesiastico, e
furono presi provvedimenti tesi a migliorare la formazione del clero e la
sua attivit pastorale.
Alla diffusione delle dottrine riformate la Chiesa reag anche attraverso il
potenziamento dell'apparato repressivo costituito per combattere le eresie
(il tribunale dell'Inquisizione) e il rafforzamento della censura (con la
creazione di un Indice dei libri proibiti). Questo sforzo repressivo fu
tuttavia accompagnato da un rinnovato spirito di evangelizzazione, che si
espresse anche nella formazione di nuovi ordini religiosi, quali la
Compagnia di Ges.
Allo scontro tra cattolici e protestanti si accompagnarono una rinnovata
persecuzione contro gli ebrei e una capillare repressione dei culti popolari.
Particolarmente cruento fu il fenomeno della caccia alle streghe: decine di
migliaia di persone furono mandate a morte in tutta Europa, con l'accusa di
stregoneria.

IL RINASCIMENTO MATURO: LE ARTI, LE LETTERE, LE SCIENZE


Lo splendore dell'Italia del Rinascimento anche legato a quello delle sue
corti, che furono centri di vita artistica e culturale oltre che di intrighi
politici. Per il prestigio annesso all'arte e alla cultura, il mecenatismo
divenne strumento della politica e i diversi principi - italiani ed europei fecero spesso a gara per assicurarsi i servizi di un artista o scienziato di
grido.
La presenza delle corti comport anche un'evoluzione dei modelli di
consumo: lo sviluppo del commercio internazionale mise a disposizione
degli europei molti manufatti provenienti dall'Oriente e il loro successo
presso il pubblico stimol le manifatture europee a produrre oggetti
analoghi.
Uscendo dal chiuso delle universit, la cultura sub una trasformazione,
abbandonando lo stile delle dispute accademiche per mettersi al servizio
della vita politica e diplomatica. I maestri furono individuati negli antichi,
ma la riscoperta dell'antico interess molti altri campi del sapere, dalle arti
figurative alle teorie scientifiche. Anche i saperi pratici accumulati dagli
artigiani nell'esercizio del loro mestiere contribuirono all'evoluzione della
cultura tecnico-scientifica del Rinascimento. Altrettanto fecero i viaggi
oceanici e le scoperte geografiche.
Nel corso del 500 lottimismo dei primi umanisti cedette spesso il passo al
disincanto. Con Machiavelli inizi una riflessione sul potere e sulla
politica che prosegu con i pensatori politici delle generazioni successive,
tutti ugualmente animati dal desiderio di definire la sovranit per porre
argine alla violenza distruttrice delle guerre.

VITTORIE E SCONFITTE DELLE MONARCHIE EUROPEE


In Francia ai problemi economici e finanziari derivati da cinquant'anni di
guerre si aggiungeva un contrasto sempre pi profondo tra cattolici e
protestanti (ugonotti) che sfoci nella guerra civile (il pi grave episodio
fu, nel 1572, il massacro della notte di San Bartolomeo). La situazione si
aggrav con l'ascesa al trono di Enrico III. Quando degener in guerra di
tutti contro tutti. Dopo l'assassinio del re sal al trono il Borbone col nome
di Enrico IV, ma la sua successione fu riconosciuta solo dopo che si fu
convertito al cattolicesimo (1593). Nel 1598 l'editto di Nantes sanc, con
una soluzione di compromesso tra cattolici e ugonotti, la pacificazione
interna.
Nei Paesi Bassi, dove si erano diffuse le dottrine riformate, le violazioni
del principio dell'autogoverno e la politica antiprotestante perseguita da
Filippo II provocarono una rivolta. La ferocia della repressione spagnola
spinse le protestanti province del Nord a proclamarsi indipendenti e a dare
vita alla Repubblica delle Province Unite.
In Inghilterra, dopo i capovolgimenti religiosi legati ai brevi regni di
Edoardo VI (protestante) e Maria Tudor (cattolica), il lungo regno di
Elisabetta (1558-1603) fu contrassegnato da un orientamento
moderatamente filo protestante. Un grave problema per la sovrana inglese
fu tuttavia costituito dalla presenza in Inghilterra della regina di Scozia,
Maria Stuart, al centro di intrighi per la restaurazione del cattolicesimo.
Ragioni religiose, politiche ed economiche accesero una profonda rivalit
tra l'Inghilterra e la Spagna di Filippo II, ma la spedizione dell'"invincibile
Armata si rivel un fallimento.
Durante il regno di Elisabetta l'Inghilterra conobbe un periodo di sviluppo
economico. Grazie alla crescita del settore tessile e soprattutto
all'incremento dell'attivit delle compagnie commerciali, cui la corona
concedeva privilegi in cambio di una partecipazione ai profitti. Come nel
resto d'Europa, per, si accentuarono i fenomeni di pauperismo, cui si
rispose con la Poor law.
Lo scontro tra cristiani e musulmani nel Mediterraneo si riassumeva in
quello tra Impero ottomano e Spagna. Alla guerra aperta si mischiava la

pirateria, fenomeno centrale nella storia dell'epoca. La pirateria


musulmana costituiva un pericolo per tutte le rotte e le coste del
Mediterraneo, ed aveva il suo principale centro ad Algeri. Ma ben diffusa
era anche la pirateria cristiana, che non era rivolta solo contro i
musulmani. La tensione tra spagnoli e ottomani precipit in conseguenza
della conquista turca di Cipro. A Lepanto (1571) la flotta della Lega santa
- formata dal papa, dalla Spagna e da Venezia - inflisse ai turchi una
sconfitta che, se non fu decisiva, limit notevolmente la loro presenza nel
Mediterraneo. La lotta contro i turchi ravviv in Spagna lo spirito di
crociata, che port all'interno a una feroce persecuzione dei moriscos.
Il dominio spagnolo sull'Italia non fu tutto e soltanto negativo. La pax
hispanica consent una ripresa delle attivit economiche e l'integrazione
nell'impero spagnolo costitu un vantaggio per le lites di governo.
Tuttavia l'alleanza con la Chiesa si tradusse in rigida censura e repressione
del dissenso.
L'aumento della pressione fiscale, dovuto alla partecipazione della Spagna
alla guerra dei Trent'anni. Sconvolse gli equilibri tra le fazioni che si
contendevano il potere. A Napoli l'introduzione di una nuova gabella, che
fu ritenuta illegittima dalla popolazione, scaten una rivolta, che assunse
caratteri antibaronali, oltre che antispagnoli. Tuttavia il capo della rivolta,
Masaniello, fu ucciso ed essa fall.

LA GUERRA DEI TRENTANNI


In Germania, la frammentazione politica era stata rafforzata dalla divisione
religiosa. Dopo alcuni decenni di pace e relativa tolleranza, all'inizio del
'600 il conflitto religioso si riaccese (costituzione dell'Unione evangelica e
della Lega cattolica) e precipit con l'avvento al potere dell'imperatore
Mattia d'Asburgo e l'assunzione della corona di Boemia da parte del
cugino Ferdinando di Stiria.
La politica di restaurazione cattolica perseguita da Ferdinando in Boemia
provoc la ribellione della nobilt locale (1618), che affid la corona al
capo dell'Unione evangelica. Con l'aiuto dell'esercito spagnolo, Ferdinando
sconfisse i boemi nella battaglia della Montagna Bianca. I successi
imperiali e la dura repressione antiprotestante spinsero il re di Danimarca a
intervenire contro le forze asburgiche (nel frattempo Ferdinando era
divenuto imperatore col nome di Ferdinando II), ma anch'egli fu sconfitto
e dovette firmare la pace.
L'editto con il quale Ferdinando II ordinava che si restituissero alla Chiesa
cattolica i beni confiscati dopo il 1552, unito alla pretesa di rendere
ereditaria la corona imperiale, a favore degli Asburgo, suscit la ferma
opposizione dei principi tedeschi, intimoriti anche dall'enorme potere
acquisito dall'esercito imperiale guidato da Wallenstein.
Sollecitato dalla Francia e dai principi protestanti, il re di Svezia Gustavo
Adolfo intervenne con successo contro la Lega cattolica, ma perse la vita
in battaglia. Ferdinando II, fatto uccidere Wallenstein, si affid alle armi
spagnole, riuscendo a concludere la pace con i principi tedeschi
protestanti.
Dopo aver sostenuto, anche finanziariamente, l'intervento in guerra di
danesi e svedesi, Richelieu decise di intervenire direttamente. La violenza
stessa della guerra, che in questi anni tocc il suo apice, convinse il nuovo
imperatore Ferdinando III a concludere la pace di Vestfalia (1648), che
sanc la sconfitta del disegno politico asburgico, la divisione della
Germania in unit politico-territoriali indipendenti e il drastico
ridimensionamento dell'autorit dell'imperatore al di fuori dei suoi domini
ereditari di Austria, Boemia e Ungheria.

La guerra dei Trent'anni ebbe conseguenze gravissime: il passaggio dei


soldati favor la diffusione delle epidemie e le terribili devastazioni subite
dalla Germania provocarono un crollo demografico che ebbe effetti
profondi anche sulla struttura sociale del paese.
All'interno dell'impero spagnolo, il disegno riformatore di Olivares e gli
sforzi finanziari e militari legati alla guerra aggravarono le tensioni
politiche, provocando rivolte in Catalogna e Portogallo, che si
proclamarono indipendenti. Solo il Portogallo mantenne tuttavia
l'indipendenza, mentre la Catologna torn a dichiararsi fedele alla corona.
In Francia, dopo la fine delle guerre di religione, Enrico IV e, dopo la sua
morte, Luigi XIII e soprattutto il suo primo ministro, cardinale Richelieu,
avviarono un processo di consolidamento dell'apparato burocratico dello
Stato, attraverso la vendita delle cariche pubbliche, e di rafforzamento del
potere della corona. Anche in Francia, per, lo sforzo finanziario legato
alla guerra dei Trent'anni provoc rivolte, da parte sia dei ceti popolari, sia
di quelli privilegiati (la Fronda).

LE RIVOLUZIONI INGLESI
Dopo la morte senza eredi diretti di Elisabetta (1603), sul trono
d'Inghilterra sal Giacomo I Stuart, che adott una politica di
moltiplicazione dei titoli nobiliari, di riaffermazione dell'autorit della
Chiesa anglicana, di inasprimento della tassazione. Tali scelte suscitarono
un forte malcontento.
Il malcontento si acu dopo l'ascesa al trono di Carlo I Stuart. La
repressione dell'opposizione religiosa anche interna all'anglicanesimo (e i
sospetti di criptocattolicesimo con cui fu accolta), i provvedimenti
finanziari e fiscali adottati senza la consultazione del Parlamento, lo sfarzo
della corte furono tutti elementi che accrebbero l'ostilit della Camera dei
Comuni nei confronti del re e dei suoi ministri. Una rivolta della Scozia
puritana e l'invasione dell'Inghilterra da parte dell'esercito scozzese
costrinsero Carlo I a convocare il Parlamento, all'interno del quale si era
per aggregato un forte fronte di opposizione contro la politica del
sovrano. La situazione si aggrav in seguito allo scoppio della rivolta
cattolica irlandese, che fece crescere i timori di un complotto papista. Un
tentativo (non riuscito) di colpo di Stato da parte di Carlo I fece scoppiare
la guerra civile (1642). La guerra civile ebbe una svolta dopo la comparsa
sulla scena d Oliver Cromwell, che sconfisse l'esercito del re. Il fronte dei
vincitori era tuttavia attraversato da divisioni politiche e religiose, con la
formazione di gruppi radicali. Nel 1648 Cromwell sconfisse
definitivamente il re, che fu arrestato, processato e condannato a morte, e
proclam la Repubblica (1649) dopo aver espulso dal Parlamento coloro
che ancora avrebbero voluto pervenire ad un accordo con Carlo I.
Dopo aver ristabilito l'ordine in Inghilterra e aver duramente represso la
rivolta irlandese, Cromwell punt - con l'Atto di navigazione, attraverso
trattati con Svezia, Portogallo e Danimarca e tramite un'alleanza con la
Francia - a incrementare la potenza commerciale inglese ai danni di
Olanda e Spagna. Sul fronte interno, tuttavia, la situazione costituzionale
rimaneva instabile. Tra le rivendicazioni del nuovo Parlamento
repubblicano e le trame dei realisti, Cromwell impose quindi una dittatura
militare, che fu rapidamente rovesciata dopo la sua morte. Nel 1660, con
l'approvazione del Parlamento, fu dunque restaurata la dinastia degli
Stuart, nella persona di Carlo II.

La restaurazione degli Stuart fu seguita da un periodo di pacificazione


politica e religiosa durato oltre un decennio. Ma, preoccupato per la
politica filofrancese di Carlo II e temendo un possibile ritorno
all'assolutismo e - una volta che fosse salito al trono il fratello del re - una
restaurazione cattolica, il Parlamento stabil l'esclusione di tutti i non
anglicani dalle cariche pubbliche e defin ulteriormente il diritto di Habeas
corpus. Sul problema della successione si determinarono due opposti
schieramenti politici: i Tories, favorevoli alla successione di Giacomo
Stuart, e i Whigs, che invece erano contrari. Nel 1685 Giacomo II sal al
trono, ma presto la sua politica filocattolica gli alien ogni simpatia. Nel
1688 il Parlamento offr la corona a Guglielmo d'Orange e alla moglie
Maria Stuart. La seconda rivoluzione inglese port a una monarchia
costituzionale fondata sulle prerogative del Parlamento e sui limiti del
potere monarchico.
La rivoluzione inglese, il protettorato di Cromwell e la restaurazione
furono periodi di intensa attivit intellettuale ed elaborazione politica.
Particolarmente importanti per il futuro del pensiero politico furono le
teorie assolutistiche di Hobbes e quelle liberali di Locke.

IL DISAGIO DELLABBONDANZA: LOLANDA DEL 600


La Repubblica delle Province Unite conserv un'organizzazione statale
poco strutturata: ogni provincia e ogni citt mantenne i suoi organi e le sue
tradizioni di autogoverno, anche se la provincia dell'Olanda, pi ricca e
sviluppata delle altre, esercit una forte influenza sul resto del paese.
I primi anni di vita della Repubblica furono segnati dalla rivalit tra
favorevoli e contrari al proseguimento della guerra contro la Spagna, che
videro schierati sui due fronti contrapposti anche due delle principali
cariche dello Stato, il Gran pensionario e lo Stadhouder (governatore
militare).
Importanti furono anche i dissidi religiosi all'interno della Chiesa
calvinista, che culminarono nello scontro tra arminiani e gomaristi e nella
repressione dei primi ad opera dei secondi. Questi avvenimenti
contribuirono a convincere le autorit laiche della necessit di tenere
separate le questioni dottrinarie da quelle politiche e a creare quel clima di
relativa tolleranza che costitu uno dei caratteri distintivi della Repubblica.
La fioritura dell'Olanda del '600 fu legata allo sviluppo del commercio
internazionale, che si avvalse anche della formazione di compagnie
commerciali privilegiate come la Compagnia Unificata delle Indie
orientali. Questa fu cos potente che in Oriente arriv in pratica a
costituirsi uno Stato. Ma importanti furono anche lo sviluppo delle
manifatture e dell'agricoltura.
Il relativo benessere del paese si tradusse in una accresciuta domanda di
prodotti di tutti i generi, facilitata dal fatto che le citt portuali dell'Olanda
si stavano trasformando nei principali empori commerciali d'Europa.
Grande importanza assunse la pittura, che fu utilizzata sia in funzione
semplicemente decorativa, sia come strumento di autoesaltazione da parte
delle lites cittadine. Tanta abbondanza cre tuttavia qualche disagio alla
severa morale calvinista, cui si rispose con l'esaltazione dell'ordine e della
pulizia come metafore della virt.