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RAFFAELE MORELLI

IL SESSO AMORE
Vivere l'eros senza sensi di colpa

Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d'amore: " la


persona giusta?", "Durer?", "Sto amando in modo sbagliato?". E
soprattutto: "Ma fra noi due sesso o amore?". Il sesso amore, il vero
amore. Il resto sono sentimenti pi superficiali, pi ragionati, meno veri:
l'amore tutto nell'evento del sesso, non c' nient'altro da cercare o da
sapere. Raffaele Morelli torna ad affascinarci e provocarci con un libro
intenso e rivoluzionario sul sesso. Prendendo di petto e in contropiede la
nostra morale e il nostro pensare comune, lo psichiatra ci mette faccia a
faccia con una verit potente e ineludibile: Siamo davvero noi stessi
soltanto quando facciamo l'amore. attraverso il sesso, infatti, che si
esprime la nostra anima pi genuina, perch la forza divina dell'eros
travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra
natura profonda. Dunque non dobbiamo fare altro che ascoltare il desiderio
che ci nasce dentro e lasciarci guidare soltanto dal piacere. Sta arrivando per
aiutarci a rinascere, per fare sbocciare di nuovo il fiore che dentro di noi.
Dello stesso autore nella collezione Oscar
Ama e non pensare
Ciascuno perfetto
Come amare ed essere amati
Come essere felici Come trovare l'armonia in se stessi
La felicit dentro di te
Non siamo nati per soffrire
Le piccole cose che cambiano la vita

Indice

Introduzione
1 Non pensare a come andr a finire
2 "Tra noi due sesso o amore?"
3 Segui soltanto il desiderio
4 Il "per sempre" fa male all'amore
5 "Ho sposato l'uomo sbagliato"
6 Ama a modo tuo
7 Quante parole inutili...
8 Fare l'amore ti fa bene
Conclusioni

Introduzione

Questo libro si basa su una premessa che il lettore trover riaffermata in


ogni capitolo. La premessa questa: l'amore una forza autonoma,
indipendente, autosufficiente, e svolge una funzione cosmica, quella di
permettere a ciascuno di noi di realizzare il suo destino.
L'errore pi grande e pi comune quello di credere che ci siamo
innamorati di qualcuno. Non cos! l'anima che entrata nello stato
d'amore, vale a dire in quello stato erotico che nelle parti inferiori del corpo,
negli inferi appunto, crea la vita animale. In alto invece, nel cielo della
coscienza, determina lo sviluppo spirituale dell'anima.
Il fuoco dell'amore, quel desiderio che proviamo nel versante psichico,
la forza che ci porta verso la realizzazione della nostra vera natura, della
nostra vocazione, della nostra indivisibilit.
In pratica sto dicendo che esiste solo l'attrazione sessuale, la quale
possiede diverse sfumature, a seconda del nostro sguardo, del nostro modo
di percepirla. Questa attrazione si manifesta nei genitali con secrezioni
spermatiche o vaginali, nel cervello invece prepara lo sviluppo della nostra
essenza, del nostro vero S. Possiamo evolvere solo se viviamo dentro il
desiderio erotico, che la forza trasmutatrice e trasformatrice della nostra
anima, verso la sua e la nostra realizzazione.
Questo desiderio amore, il resto solo illusione e autoinganno. In realt
quello che chiamiamo amore quasi sempre solo attaccamento all'altro,
cio il tentativo di salvaguardare il nostro piccolo Io da una forza cos
immensa e incontrollabile, come quella erotica. In realt facciamo l'amore
non perch ci piace qualcuno, ma semplicemente perch l'amore sceso in
campo e si scelto qualcuno adatto a noi, pronto a fare vibrare la nostra
anima, ad accenderla per portarci verso la nostra fioritura.
Per questo mai come nell'amore dobbiamo imparare a essere soli: l'amore
viene per farci partorire l'essere sconosciuto che ci abita e non per legarci a
qualcuno per sempre.
l'amore che eterno di per s, non il contatto con l'uno o con l'altro, non
le relazioni che vengono quasi sempre rivestite di proiezioni, di sguardi
offuscati. L'amore non vive nel tempo e, come tale, va detto subito che la
durata non il parametro su cui soffermarsi. Non c' domanda peggiore che
chiedersi se un incontro d'amore durer: naturalmente domandarselo
significa ragionare come tutti gli altri, secondo una logica basata sui

peggiori luoghi comuni. Poich Eros vive nel Senza Tempo, detesta le
domande: chiedersi se la donna o l'uomo ideale, se la persona giusta per
noi, se ci sposeremo, se si separer per venire a vivere con noi, significa
uccidere le leggi dell'amore.
Tanto per essere chiari - e questo libro dedicato proprio a questo - la
cosa peggiore che possiamo fare per noi stessi domandarci se
l'innamoramento finir per diventare un matrimonio, un'unione stabile.
Nel libro che ha preceduto questo1 mi sono soffermato a lungo sui danni
che fanno i pensieri quando ci innamoriamo. Siccome siamo diventati
un'umanit di ragionatori e di pensatori, "l'amore vero" e le sue leggi sono
quanto mai distanti dalla nostra vita. Tutti parlano dell'amore che
vorrebbero, del loro sogno di innamorarsi, ma in realt stanno pensando
sempre a se stessi, a come far perdurare il loro Io, le loro convinzioni, la
loro visione della vita. Ma Eros- Amore non ha schemi: una forza libera e
viene proprio per distruggere le certezze in cui siamo rinchiusi. In realt
tutti si innamorano di s e sognano l'amore per rafforzare la propria identit.
In poche parole per diventare sempre pi uguali a ci che gi sono. Siamo
specialisti nel distruggere gli amori e l'amore...
Se nell'altro libro mi soffermavo sul pensiero e sul ragionamento come
veri nemici dell'amore e dell'anima, in questo mi soffermo sulla necessit di
scomparire - s, di scomparire - quando ci innamoriamo. Qui parlo dei
codici dell'eros e dell'amore, che non devono mai, assolutamente, essere
separati l'uno dall'altro.
L'amore attrazione, desiderio, piacere... e basta!
Niente domande, n progetti, n fantasticherie di futuri matrimoni, n
schemi in cui inserirlo. I codici dell'amore vanno compresi: da loro dipende
il nostro destino. Innamorarsi significa cantare un inno a un dio sconosciuto,
a una forza che serve a esaltare i tesori nascosti nella carne. Godiamo non
perch cos la specie si propaga, come direbbe qualche imbecille, ma perch
in ogni orgasmo nascosta la scintilla della nostra evoluzione personale e
collettiva. Questa scintilla la cura dei nostri mali, possiede l'energia per
portarci dove dobbiamo andare.
Ci innamoriamo e facciamo l'amore perch il nostro lato sconosciuto, il
buio che ci abita, si esalti e faccia volare la nostra essenza, le metta le ali e
la porti verso i suoi veri talenti, verso la sua vocazione, verso ci che siamo
per davvero e naturalmente, senza quella artificialit che recitiamo a noi
stessi e agli altri, come ricordava Cline. vero che quasi sempre parliamo
dei nostri amori, li raccontiamo come se fossimo su un palcoscenico.
La verit che non siamo mai veramente noi stessi se non quando
facciamo l'amore, e non realizziamo veramente ci che siamo se non siamo

pronti a sentire il piacere che ci travolge, ci sommerge, ci incalza, ci


trascina. Verso dove? Verso nessuna destinazione che conosciamo, verso
nessun luogo del passato e quindi dei confronti. Mai paragonare questo
amore con quelli che sono capitati prima!
Quindi questo libro bandisce a tutti i costi e in ogni suo passo l'idea che
esistano amori della carne e amori dello spirito, amori erotici e amori puri,
amori migliori e peggiori. Chi distingue la sessualit dall'amore causa a se
stesso e agli altri danni irreparabili. "Dobbiamo renderci conto" come
diceva Marie-Louise von Franz "che la carne un aspetto del divino, una
rivelazione divina, e che la sessualit qualcosa di divino."1 Vi sono gioielli
dentro il nostro corpo, come pensano gli alchimisti, che vanno estratti,
esaltati, perch realizzino la nostra fioritura.
A questo serve l'amore: non a formare una buona coppia... Buona secondo
quali schemi? Che non si litighi mai, che si faccia l'amore per fare figli, o
nelle feste comandate? O che si sia trasgressivi? Secondo quali criteri lei
la Principessa e lui il Principe Azzurro? Fateci caso, cari lettori, ci
avviciniamo all'amore con schemi vecchi, logori, costruiti sui peggiori
luoghi comuni...
Il codice fondamentale dell'eros, dell'amore e dell'attrazione, che sono le
leggi dell'anima erotica, l'estraneit. S, proprio l'estraneit, cio lo stato di
non sapere e di oscurit dell'Io. "Voglio sentirmi un estraneo" quello che
dobbiamo dirci quando arriva l'amore, in modo da accorgerci delle novit
che l'anima ci manda, quali nuovi interessi sopraggiungono, quali incontri
arrivano, quali magie si formano intorno a noi.
Le coppie che parlano del loro passato, che si raccontano tutto, che
fantasticano una vita a due dove condividere ogni cosa, perdono quel buio,
quel mistero, quello stato di inconoscibilit, che la casa dell'amore.
L'amore si rinforza ogni giorno di pi nel mistero, nell'assenza di progetti,
nel piacere che gli amanti si danno sempre pi forte, nel sentirsi una sola
cosa e nell'espandersi del desiderio.
Nel libro precedente vi invitavo a vivere gli amori senza pensieri, che
sono il loro vero nemico, il loro vero veleno. In questo rivolgo ai lettori
l'invito a lasciarsi trasportare, travolgere, inabissare dal desiderio,
semplicemente guardandolo, percependolo, senza domande. Percepire il
desiderio, secondo Piatone, portare l'anima in quello stato in cui
vicinissima alla sua luce pi grande, al suo divenire, al suo vero destino.
Durante l'amore, e dopo l'amore, percepire una parola d'ordine
1

Marie- Louise von Franz, La gatta: una fiaba sulla redenzione del femminile,
Magi, Roma 2008, p. 111.

fondamentale. S, non pensare a come stato e a cosa sar, ma guardare


cosa accade, con gli occhi estranei di chi guarda se stesso e la vita come un
panorama.
Sabrina, 38 anni, mi dice che dopo ogni incontro sessuale col suo amante,
dove si sente coinvolta come mai le capitato, le arrivano intuizioni sulla
vita che mai avrebbe pensato, nasce in lei una chiaroveggenza, vede come
andranno le cose intorno a lei, scopre i vizi nascosti delle persone, si sente
talentuosa e creativa nel lavoro e gli uomini la corteggiano come mai le
succede abitualmente. "Forse nei miei occhi ci sono i raggi dell'amore e gli
altri se ne accorgono."
A ci dedicato questo libro: a scoprire che l'amore e lo sguardo devono
camminare di pari passo, potenziandosi l'uno con l'altro, l'uno nell'altro.
Non faccio l'amore con lui o con lei, ma con gli di Eros e Venere che sono
collocati nella carne degli amanti, e solo i miei occhi che guardano la mia
attrazione e il mio desiderio sono capaci di liberare le energie spirituali, che
si accendono solo con il fuoco del desiderio. Cos ogni scintilla orgasmica
prepara l'evoluzione dell'anima.
Come si fa a sapere se quello che viviamo un buon amore? Dal fatto che
nella vita ci succedono cose sorprendenti, inaspettate, che la nostra esistenza
si svolge senza sforzo, senza fatica e che ci capitano dei veri e propri
miracoli... Non va dimenticato che Eros una forza cosmica ed in grado
di farci vibrare con tutto l'universo e, come tale, di procurarci, come una
provvidenza, ci che necessario per la nostra evoluzione.
A cosa serve lo sguardo? Gli occhi sono capaci di portare il cervello nella
luce, proprio come l'orgasmo, che una scintilla di luce cosmica. Per questo
il chassidismo riteneva che un vero amore avesse bisogno non di giudizi,
pareri o pensieri, ma della luce dello sguardo interiore.
Percepire la mia estraneit nell'amore significa guardare l'eros senza
commento, significa accorgersi che esistono due luci: quella del piacere e
quella degli occhi. Percepire se stessi durante il desiderio significa
illuminare l'eros, renderlo capace di ogni prodigio. Naturalmente il prodigio
pi grande quello di non attaccarci alla persona che pensiamo,
erroneamente, ci stia procurando tutto questo. Gi, perch l'eros e l'amore e
il desiderio sono tanto pi potenti quanto pi fanno incontrare due libert,
cio due esseri indipendenti, due nature che non si attaccano l'una all'altra,
che non si masturbano di ragionamenti: allora liberano le sostanze creative
dell'essenza interiore.
Non sono innamorato di lei o di lui, ma di un dio sconosciuto che vuole
portare a destinazione l'essere che sono. Solo cos scopriremo i tesori e i
poteri dell'amore. Questo perdersi, questo inabissarsi, questo lasciare fare

all'amore... solo questo il compito che la vita ci affida. Chi resiste e mette
davanti il suo Io, i suoi presunti bisogni, chi non scalfisce le proprie
certezze, avr da Eros le pi brutte sorprese. Chi non si lascia infuocare, chi
resiste, chi fa domande, chi ne parla con gli amici, chi fugge, chi controlla
non degno di sedersi alla mensa di Amore. Chi ha dubbi, chi ragiona, chi
vuole spiegare e capire l'anima ancora meno degno. Chi si abbandona, chi
si sente solo e accetta questo stato, chi non fugge, chi non fa strategie, chi
ama e basta e guarda cosa gli accade... stia certo che Eros gli regaler la
cosa pi preziosa che esiste: la realizzazione di se stesso e dei suoi tesori.
Un brutto destino invece attende chi fa calcoli, chi programma, chi si chiede
se solo sesso... Insomma chi non si gode ci che arriva e non lo lascia cos
com'.
L'anima quasi sempre provvede a farci incontrare gli amori giusti, siamo
noi a complicarli con i nostri giudizi. E poi occorre sapere che l'amore un
balsamo, il pi potente di tutti i farmaci. Ci innamoriamo per curarci, per
guarirci, per evolvere, non per attaccarci a qualcuno. E men che meno per
mettere gli amori che arrivano nel nostro progetto di vita. Pi di tutto, Eros
ha bisogno della nostra estraneit: allora il suo regno non viene pi
disturbato e pu inondare la nostra vita di gioia di vivere, di quel fuoco che
cura e sazia come nient'altro. Per questo faccio mie le parole di Farid odDin Attar: "Per amare non si possono avere secondi fini; si deve essere
pronti a gettare nel fuoco cento mondi".2
S, gli amori giusti sono quelli che arrivano senza pensieri, senza
intenzioni, senza codici morali (o meglio moralistici), senza interferenze
dell'Io. Quelli in cui chi si innamora non ha niente da dirsi e niente da dire.
In cui solo sguardo dell'anima. S, perch l'eros deve fare partorire a
ognuno di noi, nel cervello, il proprio bambino, cio la propria realizzazione
interiore. Per questo quando siamo in balia dell'amore spesso ci sentiamo
soli. Perch tocca a noi, perch riguarda noi usare le forze erotiche per
realizzare il sogno dei sogni: essere se stessi.

Martin Buber, Confessioni estatiche, Adelphi, Milano 2002, p. 57.

1 Non pensare a come andr a finire

Si deve partire dall'anima, cio da quella capacit di tramutare il seme in


pianta, in fiore, in frutto. Cos in natura, cos dentro di noi. L'anima
concreta, cos concreta da essere stata capace e di essere capace di prendere
quella cellula fecondata che eravamo in un utero e di portarci a essere ci
che siamo adesso... L'anima ci ha costruito e ci costruisce incessantemente
le ossa, i reni, il cervello, il cuore, la pelle: questo corpo che vediamo allo
specchio. "L'anima" scriveva il filosofo tienne Gilson "non fa soltanto
muovere il corpo; essa prima di tutto fa che un corpo sia." Pu forse esserci
nemica quella forza misteriosa che crea l'essere che siamo? Oppure c' un
errore di percezione del nostro Io, come se passassimo il tempo a vedere ci
che non siamo, a cercare ci che nel profondo non ci interessa, a perderci e
a inseguire progetti che non riguardano la nostra essenza? Come fa l'anima a
parlare a chi ha gi in mente dove andare? I codici dell'anima non sono i
codici del nostro Io: anzi, stanno agli antipodi. Noi viviamo nelle
definizioni, l'anima non sa che farsene!
Qualche giorno fa a ognuno dei partecipanti al gruppo del gioved ho
chiesto di chiudere gli occhi. Ho fatto fare un esercizio semplice, che si pu
ripetere facilmente da soli. A ciascuno ho chiesto di concentrarsi su quella
che era la causa dell'insoddisfazione, dell'infelicit della sua vita. Non ho
domandato di raccontarla, ma semplicemente di vederla, di guardarla. In
pochi secondi tutti avevano la risposta: vale a dire, ogni persona del gruppo
sapeva che cosa non andava bene nella sua vita e quale era il motivo che
scatenava la scontentezza. Tutti quelli che socchiudono gli occhi, in pochi
istanti sanno sempre cosa non va bene, che cosa non funziona nella loro
esistenza e da cosa causato. Lo sanno o credono di saperlo? La differenza
sostanziale e decisiva ed da qui che si forma il nostro destino.
Per Marcello la risposta che la sua infelicit dipende da un matrimonio
sbagliato, per Roberta dalle litigate incessanti con la figlia, per Alessia la
sua sfortuna dovuta a un figlio che si droga, mentre per Antonella la vita
non sar mai pi quella di prima perch lui se ne andato. Non
sbalorditivo che in un mondo pieno di incertezze, travolto dal traffico per
cui ogni imbocco di autostrada pu portarci a incidenti e a sventure, pieno
di violenza, di aggressivit che possiamo incontrare tornando a casa tutte le
sere, la nostra attenzione, la nostra idea di infelicit siano centrate su un
motivo, solo su un motivo di insoddisfazione? E in pi, la stragrande

maggioranza delle cause di infelicit che si scoprono chiudendo gli occhi,


dipende dall'amore, dalla sensazione di non avere vicino la persona giusta,
oppure dal rimpianto di chi non c' pi, o ancora da un abbandono o da una
separazione. "Sto male perch Francesco mi ha lasciata tre anni fa, solo per
questo" mi dice Annalisa in un colloquio. Chi l'avrebbe detto che basta
chiudere gli occhi per un attimo per avere la risposta sulla causa del disagio
di vivere che ci incalza?
Da dove arriva la sofferenza... non puoi capirlo
Negli anni ho imparato che la vera malattia del nostro secolo la
dispercezione: cio tutti credono di vedere e di sapere quello che li rende
non appagati, ma vedono male e si sbagliano sempre. Se credi che un amore
finito sia la causa del tuo disagio, se credi che tutto il tuo essere sia e sar
turbato da un evento, significa che sei lontano, lontanissimo dai codici
dell'anima... Siamo noi, il nostro Io che identifica il problema. L'anima
disidentificata. L'anima non pensa... Tutti credono di sapere la causa, ci
credono a tal punto che in pochi secondi a occhi chiusi la trovano subito, la
identificano e in lei vedono la ragione del loro malessere, della loro
insoddisfazione, della loro angoscia. Il mio lavoro di psicoterapeuta consiste
nell'esatto contrario: nel non identificare la causa del malessere.
Se non sai la causa, c' molto da fare: se la sai gi non c' speranza...
Ritengo che questo sia il modo migliore per fare lavorare l'anima. S, perch
la cosa peggiore che ciascuno di noi pu fare, una volta individuata la causa
del suo dolore, quella di mettersi in moto, di reagire, di correggere il
danno, l'errore. Vale a dire che se credo che la mia vita vada male a causa
del mio brutto carattere, inizier una lotta con me stesso per cercare di
bloccarlo, di domarlo, di tenerlo a bada.
Quante serate ho passato a dirmi che non devo essere cos civetta con gli
uomini, perch finiscono puntualmente per trattarmi come quella
dell'avventura di una notte. Quante serate ho provato a fare la donna da
sposare, ma puntualmente ho fallito. E ora sono pi sola di prima.
Nelle parole di Antonietta c' la trama di un destino, che si pu
riassumere cos: sono sola perch sono una civetta, una donna leggera,
sbagliata e, come tale, nessuno potr mai amarmi cos o stare con me
seriamente. Antonietta ha dato una definizione di s: non si chiesta se era
giusta o sbagliata. L'ha semplicemente fatta sua, si attenuta a questa idea
di s. Quando le ho fatto chiudere gli occhi e le ho chiesto che cosa non
andava bene nella sua vita, la sola cosa che le venuta in mente subito
stato il suo carattere civettuolo. Antonietta non ha pensato neppure per un

attimo che potesse semplicemente essersi sbagliata, che lei forse era tante
altre cose, che la sua essenza non sapeva che farsene delle sue definizioni
sul carattere civettuolo.
Tutti hanno una definizione in mente per se stessi, tutti sanno chi sono e
come sono e tutti naturalmente... non si vanno bene. "Se il mio carattere non
va bene bisogna che lo corregga, altrimenti commetter sempre gli stessi
errori e per me non c' speranza." Queste sono pi o meno le parole che tutti
dicono a se stessi: non sanno che quelle parole che si dicono stancano
l'anima, che le impediscono di fare il suo vero lavoro che trasformare
ciascuno di noi da seme in fiore...
Sono le illusioni il vero veleno
Naturalmente se nella mia vita c' qualcosa che non va bene e so cos', mi
immagino automaticamente che il benessere verr solo quando "avr
rimesso le cose a posto", come mi scrive Giuseppe. Poich rimettere le cose
a posto la cosa pi difficile del mondo, come far tornare un amore perduto
pressoch impossibile, e altrettanto impraticabile trovare qualcuno che
gli assomigli, ragionando cos siamo destinati a uno stato di insoddisfazione
permanente. Che poi quello che capita alla stragrande maggioranza delle
persone.
Ogni nostra credenza un'identificazione e, come tale, un'illusione e
l'illusione il veleno pi nocivo per l'anima. Cos quando sento le star
televisive che si definiscono solari, o gelose, o generose mi viene da
sorridere... Non sanno che stanno parlando solo di una proiezione, di una
illusione di s che, prima o poi, compir danni devastanti sul loro essere.
Quello che credi di essere il tuo pi potente nemico, la tua tossina, che
intossica l'essenza. Idem quello che credi che non vada bene nella tua vita.
Sforzarsi di diventare la persona giusta, quella che abbiamo in mente,
oppure cercare di eliminare quelle che crediamo le cause del nostro
malessere forse l'illusione peggiore... Se infatti io non sto male per il
motivo che mi sono messo in mente, sforzarsi di eliminarlo o di correggerlo
rispondere con un'illusione a un'illusione. Questo un veleno mortale. Vi
sono persone che passano anni, se non tutta la vita a cercare di rimediare a
un'illusione. "Sono dieci anni che penso che se lui non mi avesse lasciata,
avrei vissuto un'altra vita" mi scrive Daniela, 43 anni. Giuliana invece lotta
"da tanti anni" col suo "carattere sbagliato, senza alcun risultato", credendo
che la sua ira, la sua permalosit abbiano rovinato il rapporto pi bello che
le sia mai capitato e, aggiunge, "che mai pi potr tornare". Forse le sarebbe
stato d'aiuto Schopenhauer che in et matura, dopo tanti anni e tante

delusioni, ha compreso che il nostro carattere va accettato cos com',


perch una voce forte, indelebile dell'anima. Solo accogliendolo e non
contestandolo e smettendola di cercare di correggerlo pu farci i regali
dell'anima. In nessun altro modo! Sentite cosa dice Schopenhauer:
Appena superata la pubert, avevo gi capito quale fosse la mia posizione
nel mondo e rispetto al mondo con sufficiente chiarezza per applicare alla
mia condotta di vita il detto di Chamfort: "C' una saggezza superiore a
quella che di solito chiamata con questo nome, essa consiste
nell'assecondare arditamente il proprio carattere, accettando con coraggio
gli svantaggi e gli inconvenienti che pu provocare".3
Il grande filosofo aveva compreso che noi non dobbiamo giudicare le
nostre tendenze, ma accoglierle, accorgerci della loro presenza, senza
commentare. L'anima vive nell'adesso, solo nell'adesso: questo il suo
codice pi importante. Quando mi dico che nella mia vita c' qualcosa che
non va bene, io non sono nell'adesso, sto ragionando su qualcosa che
accaduto o sto identificando un problema come se fosse sempre presente, il
che non , e quindi non sto facendo lavorare l'anima... E se lei la forza che
trasforma il seme che sono nel mio fiore, ogni volta che le parlo di
un'illusione, ogni volta che credo di individuare la causa del mio malessere,
ogni volta che mi dico che non vado bene, l'anima si sente impotente,
bloccata, frastornata, inaridita. Cos facendo le togliamo la sua potenza
terapeutica.
Non cercare di correggerti, crei solo disturbo
Per l'anima non esiste niente che perdura, niente che accade oggi che
abbia la spiegazione nel giorno prima. Il filosofo francese Gilles Deleuze
afferma: "Essere una persona un processo che non ha fine. La persona
sempre in statu nascendi".4 Anzi l'anima crea l'essere che sono senza
ragionamenti, senza spiegazioni. Come non c' mai una pianta uguale al
giorno prima, cos nessuno di noi assomiglia a quello di un'ora fa. Come
possibile allora che ognuno sappia che il malumore, il disagio deriva da
qualcosa che accaduto tempo prima?
Il nostro Io vive nel tempo, l'anima senza tempo. Vivere nel tempo, nel
passato e nel futuro, la pi grande illusione, seconda solo a quella di
cercare le cause dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni, delle nostre
3

Arthur Schopenhauer, L'arte di conoscere se stessi, Adelphi, Milano 2003, p. 41.


Gilles Deleuze, Felix Guattari, Che cos' la filosofia?, Einaudi, Torino 1996, p.
174.
4

angosce. Quelle che noi chiamiamo le cause e che cerchiamo


inevitabilmente di correggere, non sono le vere cause, ma quelle che il
nostro Io ha identificato come tali.
Mentre credo di stare ancora male perch qualcuno mi ha lasciato, io sono
gi mutato tantissime volte, anche se non me ne accorgo. Quelle che chiamo
cause sono solo le mie identificazioni, cio illusioni che non esistono... E,
siccome non esistono, facciamo ancora peggio a cercare di correggerle, a
cercare di mettere le cose a posto. Il che vuole dire rispondere a un fantasma
con un altro fantasma... Tutto ci in cui mi identifico, non la mia anima,
non ha niente a che vedere con lei... e quindi con ci che sono per davvero.
Quell'esercizio a occhi chiusi sulla ricerca delle cause di una vita non
soddisfatta, rivela solo che siamo lontani dall'anima, che viviamo con il
peggiore dei fantasmi che il nostro Io, che crede di essere sempre uguale,
perenne, che tutto sa, che tutto definisce, che tutto conosce, che parla di
passato e di futuro, che d un senso di permanenza a ci che mutabile
come il vento: l'anima. Ci vogliono molti anni per comprendere che
l'inquietudine e l'incertezza sono voci profonde dell'anima. Scriveva
Eraclito:
Per quanto tu cammini e anche percorrendo ogni strada, non potrai mai
raggiungere i confini dell'anima: tanto profonda la sua vera essenza.5
I grandi Saggi sono cos: non hanno il senso delle definizioni, sono come
sono e basta!
Dobbiamo imparare da loro che sanno che la causa di un dolore dura solo
se noi continuiamo a pensarla e a ripensarla, a crederle. Credere il
peggiore nemico dell'anima. Alle persone che chiudono gli occhi e che
sanno cosa non va bene nella loro vita, io racconto tutto questo. In un attimo
tutti comprendono che la causa dei loro mali se la sono messa in testa loro e,
come tale, non esiste, ma poich viene creata dal nostro Io, si insinua al
nostro interno e ci fa credere di essere quello che non siamo.
Devi allenarti a percepire la vita
L'esercizio successivo quello di guardare il senso di disagio, di
inquietudine, di insoddisfazione. Percepirlo e basta, senza avere in mente
nessuna causa. Percepirlo perdendosi dentro il disagio, facendosi travolgere
e annientare. Ma senza alcun ragionamento. Questo un modo per
diventare impersonali, estranei... "L'unica cosa che non va bene nella mia
vita il mio lavoro, il resto funziona benissimo, amore compreso" (Barbara,
5

Eraclito, Dell'origine, Feltrinelli, Milano 2007, p. 181.

38 anni). Nessuno sa che quello che identifica come sbagliato, lo sta


creando. Ogni volta che credo in qualcosa infatti la porto nell'anima, che
cos non ha pi strumenti per intervenire. La sostanza che mi sta creando
viene portata nell'illusione e si perde...
Le parole giuste da dirsi sono: "Adesso, alle 15.30, percepisco che il mio
lavoro non mi piace. Anima mia, fai tu". E poi non pensarci pi. Se ci si
vuole accostare all'anima, dobbiamo cambiare il modo di stare con noi
stessi, dobbiamo imparare un altro modo di vivere. L'anima non vive nelle
cause, non pensa, non ragiona: l'anima fa! Senza che io me ne accorga sta
facendo l'essere che sono, sta realizzando la mia predisposizione, la mia
vocazione innata, come avrebbe detto Schopenhauer. Il problema centrale
che l'unico che non se ne accorge sono io.
Nel tentativo di identificare il motivo del mio malessere, non mi accorgo
che l'anima impersonale, che vive un'altra dimensione del mio essere,
dove non esiste il tempo, dove non c' il prima e il dopo e dove soprattutto
le cose non hanno spiegazioni. Spiegare, interpretare, capire, ragionare sulle
emozioni, sui sentimenti, sugli affetti riempie la nostra essenza di tossine,
che la avvelenano, la indeboliscono, non le permettono di fare quello che lei
sa fare perfettamente e cio realizzare la mia vera natura. Cos, Adele
lontanissima dalla sua vera essenza, quando scrive:
Mi sono innamorata di un uomo al punto di voler vivere con lui, ma lui
vuole rimanere con la sua famiglia e anche con me. Ho pianto per mesi, lui
mi stato accanto, ma per non disturbarmi si comportato come un amico,
dicendomi che il mio amante, ma sta aspettando che ritrovi il mio
equilibrio. Ora io mi sono rassegnata e ho capito che era semplicemente un
campanello d'allarme che mi indicava di cambiare alcune cose della mia
vita, ho ritrovato l'equilibrio, ma lui diventato un sogno senza futuro. Una
forte riconoscenza mi tiene legata a lui, vorrei mantenerlo almeno come
amico, ma lui vuole essere anche il mio compagno in una vita parallela,
questo mi mette in difficolt perch un continuo stimolare i sogni nel
cassetto, ma quando cerco di allontanarmi piango.
Adele si dimenticata che l'anima sempre in equilibrio: come potremmo
vivere se qualcosa dentro di noi non "sapesse" dove mettere gli organi al
posto giusto, farci crescere i capelli, distruggere e ricreare le cellule del
sangue?
Innamorati e non pensare a come andr a finire
Sono i nostri pensieri, i nostri ragionamenti che squilibrano l'anima, come
la nostra dannata voglia di portare il nostro Io sempre e solo nel tempo.

Piangiamo per mesi perch non stiamo facendo l'unica cosa che va fatta e
cio percepire il desiderio, l'amore che proviamo, le sensazioni che
arrivano, invece di preoccuparci di come andr a finire. L'anima ci procura
gli amori per portarci nel Senza Tempo e cio nella sua casa, che la nostra
vera natura. E non per farci programmare una nuova vita, per cambiare
abitazione, per vivere con qualcuno, insomma per un futuro che verr.
L'amore viene per squilibrare le nostre certezze, le nostre aspettative, i
nostri progetti, cio tutte le illusioni dell'Io...
"Mentre la mente lotta per andare in una direzione" scrive La
Rochefoucauld "il cuore spinge impercettibilmente verso l'altra."6 Cosa vuoi
che importi all'anima se lui o lei vengono o no a vivere con te?
Nell'attrazione erotica che l'anima ci procura, nella scelta di un partner sta
cercando di riempirsi di desiderio, che la sostanza pi potente che lei
possiede. Chi desidera e non combatte sta fortificando la sua essenza e
allora sar lei a realizzare a modo suo i nostri desideri.
Gli antichi pensavano all'anima come a una dea, dai molti volti. A volte la
chiamavano Atena, la dea della provvidenza e delle strategie, perch
sapevano che in ognuno di noi esistono forze capaci di provvedere all'essere
che siamo. Si tratta di imparare a lasciarle fluire dall'anima e a non
ostacolarle. Dirsi che dobbiamo stare in equilibrio, che sar un grande
amore solo se dura, progettare un matrimonio non ha niente a che vedere
con le leggi dell'anima. Una volta per tutte bisogna dire che, nelle cose
dell'amore, non devo essere io il protagonista, ma la mia anima. Lei la mia
Atena, sa come guidarmi, dove portarmi, quale strategia intraprendere per
farmi amare le persone giuste e nel modo giusto. Io posso solo disturbare
questo capolavoro energetico che mi abita. Resistere a cosa accade dentro di
me quando mi innamoro forse il pi terribile veleno che posso
autosomministrarmi.
Quello che Adele chiama l'equilibrio ritrovato la porta a commentare che
il sogno d'amore svanito. Andare incontro all'amore senza ideali, senza
credenze, senza romanticismo, senza obiettivi, senza chiedere nulla in
cambio significa fare volare l'anima e realizzare i suoi e i nostri desideri.
Con quell'esercizio a occhi chiusi, dove tutti sanno la causa del loro
malessere, volevo semplicemente dire che non sappiamo guardare l'interno.
Se hai in mente sempre la stessa causa, significa che tutto dentro di te
statico, che ti percepisci come mancante di qualcosa, che cercherai di
colmare questa mancanza e... puntualmente rovinerai ogni amore che arriva,
ogni novit che si presenta, ogni nuova opportunit.
6

In William B. Irvine, Del desiderio, Donzelli, Roma 2006, p. 55.

L'anima ha per noi progetti sconosciuti


L'anima intera, non vive di parti, non ha lacune da colmare, non ha
motivi per stare male. Se nella vita capita una tragedia ci far provare un
dolore immenso, annientante, ci far sentire a un passo dall'abisso, dalla
morte. Ma subito dopo ci regaler nuovamente la gioia di vivere. A patto di
non credere d'essere irrimediabilmente segnati. Finch siamo vivi, niente
pu segnarci a un punto tale da fermare il volo dell'anima, verso la sua e la
nostra realizzazione.
L'anima non vive dei nostri obiettivi: quasi sempre le mete che vogliamo
raggiungere sono figlie del nostro Io, e cio di tutto quello che abbiamo
assorbito. Di nostro c' solo la percezione... Chi sono io? Quello che guarda
in questo momento la sua interiorit... Quello che guarda, non le cose che
vede... Scrive David Hume:
Quando penetro nell'intima profondit di ci che chiamo me stesso,
inciampo in questa o in quella percezione particolare, di caldo o di freddo,
luce e ombra, amore e odio, dolore o piacere. Non riesco mai a cogliere me
stesso senza una percezione, e mai riesco a osservare alcunch che non sia
una percezione.7
Percepire l'interno per far volare l'anima richiede uno sguardo che si perde
nel vuoto, non un Io che pensa e commenta se vado bene, se ho avuto o
meno una buona storia. Cos Giovanna, quando parla di s, sta fotografando
una serie di giudizi e i giudizi sono un altro veleno dell'anima.
Mi ritrovo spesso a dire la frase "ho avuto le mie occasioni, ma oramai le
ho perse" specie per quanto riguarda l'amore, specie per quanto riguarda un
ragazzo, che mi ha corteggiata per un lungo tempo, ma io, per troppa
timidezza, non ho mai avuto il coraggio di propormi. ..e ora che lui potrebbe
essere il mio fidanzato, io mi ritrovo qui sola con quel che sarebbe stato se...
L'anima non ha i nostri obiettivi, non ha i nostri progetti e quelle che noi
chiamiamo "occasioni perdute" sono per lei modi di essere che servono a
sviluppare meglio la "sua" fioritura. Guai a dirsi "mi sento solo"; significa
dire alla nostra essenza: "Tu non esisti". Qualsiasi viaggio dobbiamo e
vogliamo fare, ci tocca compierlo da soli. Con chiunque stiamo, l'incontro,
se serve a fuggire la solitudine, ci render artificiali. Per l'anima non ci sono
mai occasioni perdute e la timidezza un suo modo di essere nel mondo.

In Lou Marinoff, Piatone meglio del Prozac, Piemme, Casale Monferrato 2008,
p. 323.

Non c' da fare nessuno sforzo per fuggirla, ma accoglierla come un dono.
Niente rimpianti, niente se, niente ma...
Se l'anima non ha voluto quel ragazzo, aveva le sue buone ragioni. Se
Giovanna resisteva, se la timidezza prendeva il sopravvento, significa che
non voleva innamorarsi di lui: aveva altri progetti. Sulla stessa scia sono le
parole di Anthony de Mello:
Quando cerco di cambiare ci che in me non mi piace combattendolo, non
faccio che spingerlo sottoterra. Se l'accetto affiorer per poi evaporare. Ci
a cui mi oppongo persiste ostinatamente. 8
L'anima vuole amare a modo suo e la solitudine che ci regala, se non
viene sommersa da lamenti e rancori, prepara l'amore che verr. Cosa vuole
la mia anima attraverso la timidezza, quali mete vuole raggiungere? Io mi
affido, faccia lei... queste sono le parole che l'anima si aspetta da noi.
Disidentificarsi la chiave, non sapere, non individuare quello che io
ritengo il problema della mia vita, significa percepire cosa accade dentro di
me. Percepire sentendosi vuoti, sentendosi nessuno, senza dirsi cosa va bene
o cosa non va bene, vuol dire affidarsi all'intelligenza del proprio seme.
Questa intelligenza creativa l'anima. Pensare e ripensare alle cause di un
abbandono, o al perch lui o lei non lascino il loro compagno, vuol dire
protrarre il disagio. Il pensiero e la nostra identit, cio quello che crediamo
di essere, rovinano gli amori.
L'amore viene invece perch ci si faccia condurre dalla nostra vera
identit naturale, che la carne dell'anima. Lei sa sempre cosa fare: noi
parliamo e riparliamo dei problemi senza mai risolverli. L'anima, se lasciata
fare, procede alla soluzione inesorabilmente. Mai come nell'amore
dobbiamo diventare estranei a noi stessi.

Anthony de Mello, Alle sorgenti: esercizi spirituali, oggi, Edizioni Paoline,


Milano 1988, p. 62.

2 Tra noi due sesso o amore?'

Eros, il dio primordiale della vita, chiede a Psiche, la pi bella di tutte le


donne, di non essere mai guardato in volto. Cos dobbiamo accostarci
all'amore: senza identit. E cos non avremo storia, non avremo passato, non
avremo progetti. Scriveva William Shakespeare:
L'amore non guarda con gli occhi ma con gli affetti, e perci l'araldo
Cupido viene definito bendato; l'amore non ha il gusto di distinguere: alato
e cieco, tutta forza senza giudizio...9
Per questo tra le parole che detesto, tra le concezioni della vita e
dell'amore che trovo pi fuorvianti, vi sono quelle che ritengono che
"l'amore vada costruito giorno dopo giorno", come mi scrive Giuliano. Cosa
c' da costruire, come si fa a edificare qualcosa che vive nel Senza Tempo,
che non ha le leggi della ragione, la quale invece programma, ha obiettivi,
ha finalit, vive con l'orologio in mano. Noi pensiamo che un vero amore
tale solo se dura tanto, solo se confluisce in una relazione stabile, magari
diventando un matrimonio. Sentite cosa scrive Mary alla community di
"Riza":
Mi sto chiedendo come mai le mie relazioni non durano pi di sette, otto
mesi. Sar che amo troppo e l'uomo si spaventa e scappa?
Ma allora qual la via giusta per tenersi un compagno vicino? Pensavo
fosse la dolcezza ma, evidentemente non basta... o l'uomo non apprezza pi
l'amore vero?
Che cosa vuole l'anima da noi, quando si riempie di desiderio, di
erotismo, di attrazione? Sta cercando un'unione stabile? Oppure sta
semplicemente accelerando la sua fioritura, la sua creativit, il suo
sviluppo? Chi ritiene che quando fa l'amore sta semplicemente accendendo
l'anima, per attivare i suoi, e quindi i nostri talenti, le nostre vocazioni
innate, la nostra qualit? Il primo errore da non commettere credere che
sia il nostro partner, unico e irripetibile, a farci provare le gioie dell'amore.
No, la nostra anima che, nello stato erotico, libera se stessa. Ci
innamoriamo di qualcosa che dentro di noi, non del nostro amante. "Si
ama il proprio desiderio" scriveva Nietzsche "e non la cosa desiderata."10
9

William Shakespeare, Sogno d'una notte di mezza estate, Atto I, Scena 1.


Friedrich Nietzsche, Aforismi, a cura di Marco Vannini, Newton & Compton,
Roma 1993, p. 84.
10

L'eros non punta al matrimonio


L'eros la sostanza che rende l'anima capace di liberare la sua forza
realizzativa e quindi di esaltare la nostra vera natura. Nello stato erotico,
quando il pensiero si assenta, noi stiamo andando verso il nostro destino,
verso ci che siamo capaci di fare per davvero, e non quello che ci siamo
messi in testa, quello che crediamo di essere. Cos in basso, cos in alto... In
basso nei genitali l'eros secerne gocce di seme che fanno i bambini, nel
cervello sviluppa le nostre vere tendenze. Cos pensava la saggezza antica.
Vorrei dire a Mary che ogni volta che mi impongo un modo di essere,
ogni volta che ritengo, come nel suo caso, che la dolcezza sia capace di far
durare una relazione, divento automaticamente artificiale. Nel momento in
cui mi domando "qual la via giusta per tenersi un compagno vicino", sto
costruendo un rapporto falsato con la mia interiorit. Non sto pi
percependo che cosa mi porta l'amore, quali novit fa entrare nella mia vita.
No, finisco per mettere in atto meccanismi come il puntare sulla dolcezza,
che mi trasformano in una bambola, in un manichino che recita un ruolo.
Ma Eros, il dio senza volto, il dio che ci vuole catapultare nel buio, vuole
toglierci la nostra identit di superficie, per farci rinascere: non sa che
farsene di gente che ha paura della solitudine.
Come faccio a vedere la mia fioritura, le cose che nascono dentro di me, i
doni dell'anima, che l'amore esalta, se tutto il mio Io concentrato solo e
soltanto sulla durata, e ritiene l'interiorit un nemico da colmare con
intenzioni, pensieri, progetti? Chi "costruisce" nelle cose dell'amore, chi
lavora su se stesso per realizzare un amore duraturo, sta semplicemente
formando la caricatura di se stesso, il manichino, che l'immagine pi
lontana, pi distante dall'anima. Gli uomini scappano "perch amo troppo"?
E com' amare troppo? I giudizi del nostro Io non ci possono aiutare,
quando guardiamo l'anima e le sue leggi. Ci aiuta la percezione, solo la
percezione. Che cosa vorr l'anima da me, nel regalarmi amori che durano
sette, otto mesi?
L'anima infuocata dall'eros: lei la soluzione, lei la patria, lei che in
questo stato sta formando l'essere che sono. Percepire il desiderio e il senso
di solitudine, perdersi nella solitudine significa per davvero iniziare il
viaggio verso se stessi. Qualsiasi intenzione di durata, la volont di
trattenere qualcuno, ci porta verso l'illusione: all'amore serve la naturalezza
e la nostra percezione di che cosa stiamo provando. Non serve il nostro
parere, e men che meno il nostro commento.

A che ti serve stare con qualcuno se devi ogni giorno recitare la dolcezza?
La Rochefoucauld scriveva: "Non c' travestimento che possa nascondere a
lungo l'amore dov'. N fingerlo dove non ".11 L'anima ha bisogno
soprattutto della nostra spontaneit: allora libera le forze primordiali, allora
secerne le sostanze della gioia di vivere, della cura di noi stessi. Non
altrimenti. L'anima infuocata da Eros sta svolgendo la funzione della mia
autocreazione, della mia trasformazione pi profonda.
Smettila di chiederti cosa provi
Chiedersi se lui o lei sono le persone giuste, domandarsi se amo nel modo
giusto, se la relazione durer, o peggio ancora sforzarsi di essere in quello
che noi crediamo sia l'atteggiamento giusto, finisce per bloccare, arrestare il
flusso creativo dell'anima. Ogni domanda che ci facciamo sull'amore, di
fatto una resistenza a viverlo cos com' e complica tremendamente la
nostra autorealizzazione.
Non ci innamoriamo di qualcuno, ma per realizzare il nostro destino,
anche se tutti credono il contrario. Chiedersi se l'amore giusto, significa
opporsi a ci che c', a ci che proviamo. E resistere vuol dire combattere
contro la pi potente forza creativa dell'anima, l'eros. I danni dell'amore, le
sofferenze terribili che arrivano, sono sempre frutto della nostra resistenza a
farci condurre dall'amore, dalle sue leggi e dai suoi codici.
A volte l'anima ci regala amori brevi, a volte di lunga durata, a volte
trasgressivi, a volte sotto forma di avventura. Nessuno pensa che con
l'amore che arriva adesso, l'anima sta facendo qualcosa per noi, per la nostra
evoluzione. Tentare di farlo durare significa non percepire silenziosamente
il regalo che la nostra essenza ci sta facendo. lei che ama, l'anima che in
base alle mie caratteristiche mi fa amare in un modo o in un altro. Resistere,
dirle come deve essere l'amore o peggio ancora diventare artificiali e
recitare un personaggio per aumentare la durata o fuggire la solitudine, ci
prepara brutte sorprese. Commentare se l'amore va bene o no, vuol dire
resistere all'anima, vuol dire mettere l'infinito e il Senza Tempo nelle
ragioni del nostro Io: niente pi dannoso. Il mal d'amore viene soprattutto
da qui: dalla nostra resistenza al cambiamento, alla trasformazione del
nostro Io. Questo il senso dell'amore.
L'amore viene per far volare l'anima, per cambiare il nostro piccolo Io e le
sue certezze, le sue identit. Resistiamo perch vogliamo essere sempre gli
stessi, sempre uguali, sempre fedeli al modello mentale che abbiamo in
11

Francois de La Rochefoucauld, Massime, Rizzoli, Milano 2001.

mente. La verit profonda che non andiamo a letto con qualcuno per
affidarci al "nuovo" che pu nascere dentro di noi, per scoprire se, grazie a
Eros, arrivano nuovi interessi, nuovi percorsi di vita, nuove immagini, nuovi
incontri, nuove soluzioni che vengono dall'anima. Proust a tal proposito
suggeriva:
Fra tutte le cose che l'amore esige per nascere, quella a cui tiene di pi ...
la nostra convinzione che una persona partecipi a una vita sconosciuta, in
cui il suo amore ci far penetrare.12
Non riteniamo che l'eros sia la sostanza capace di portarci in un mondo
magico, incontaminato, dove i desideri si realizzano. Dove regna il Senza
Tempo, l'ineffabile, l'indicibile, dove abitano gli di. Ma gli ebrei chassidici
lo sapevano e per questo pregavano nello stato erotico. Avevano compreso
che non facciamo l'amore per qualcosa o per qualcuno, ma per esaltare
l'anima, per metterla nelle condizioni di portarci lontano dalla nostra
identit, in quel luogo dove si forma incessantemente la rinascita del nostro
essere. Ogni notte ci affidiamo al sonno per eliminare le tossine dell'anima,
vale a dire certezze, schemi, ragionamenti abitudinari, parole che ripetiamo:
l'eros esalta ancora di pi la purificazione del nostro essere.
L'amore, un timoniere che non ragiona
L'amore viene per disintegrare il personaggio, la caricatura che recitiamo
con noi stessi e con gli altri. Ed proprio la caricatura che non vuole
morire, che resiste, che si fa domande. Mai come quando arriva Eros
dobbiamo essere senza volto: accoglierlo, farsi travolgere, scoprire la divina
follia che ci regala. Attraverso l'amante mi sto innamorando del mio lato
nascosto, della mia essenza...
Per questo "percepire" la parola d'ordine... Percepire significa portare
l'attenzione sull'interno, accorgersi di quello che proviamo, sentire
l'attrazione, il desiderio, il perdere la testa e... non avere niente da dire.
Sentirsi il Nulla di fronte all'amore il vero progetto che ci spetta, se
vogliamo esaltare i codici dell'anima. quello che pensa Cioran quando
scrive:
Il vuoto il nulla privato delle sue qualifiche negative, il nulla
trasfigurato. Se ci accade di assaporarne un po', i nostri rapporti col mondo

12

Marcel Proust, Massime e aforismi dalla Recherche, a cura di Massimo Baldini,


Newton & Compton, Roma 1994, p. 26.

ne risulteranno modificati, qualcosa cambia in noi, anche se conserviamo i


nostri antichi difetti. Ma non saremo pi allo stesso modo di prima. 13
Costruire vuole dire pensare al futuro, ma l'energia del Senza Tempo cos
si allontana, si occulta, si inaridisce. Ci vuole un Io silenzioso che lasci
spazio a Eros: l'anima infuocata da sola ci porter dove dobbiamo andare.
"Nell'amore" scriveva Max Picard "c' pi silenzio che parola. Le parole di
coloro che si amano servono solamente a rendere udibile il silenzio."14
Eros, non la ragione, il nostro timoniere... Percepirsi significa buttare lo
sguardo sull'interno, essere qua e l nella giornata attenti a cosa ci capita, a
cosa di nuovo irrompe nella nostra vita. Quante sorprese mi ha fatto la vita
oggi? Questo il test per sapere se si tratta di un buon amore quello che sto
vivendo. Naturalmente in questa chiave la distinzione tra sesso e amore
un'altra tossina, tra le pi terribili per l'anima... Chi si fa questa domanda, se
solo sesso o qualcosa di pi, non sta percependo cosa accade: sta
decidendo che nell'amore esistono stati superiori e inferiori, che l'amore
molto di pi del sesso e inevitabilmente si incammina in un percorso molto
accidentato. Sentite cosa mi dice Marina:
Caro dottor Morelli
sono anni che la seguo e vorrei ringraziarla perch grazie a "Riza" oggi ho
imparato molte cose. Ho 21 anni e da circa quattro soffrivo di attacchi di
panico insopportabili. Grazie a lei ho imparato molto. Ora le scrivo per per
una situazione di cui non so perch mi succeda: sto da quattro anni con un
ragazzo, e una coppia di conoscenti si messa insieme nello stesso nostro
periodo. Siamo diventati molto amici. Un anno fa circa a una festa mi sono
allontanata in un bosco perch ai gabinetti c'era la coda. Il ragazzo della mia
amica mi ha seguita, mi ha detto di desiderarmi e io mi sono lasciata andare.
Fino a quel momento non ho mai pensato potesse succedere con lui, visto
che non avevamo un gran rapporto. Cio io sono legata moltissimo alla sua
ragazza come amicizia. Finito tutto ci siamo sentiti strani, poi per la cosa
invece di finire l continua da un anno. Una passione fortissima. Ogni volta
che lui mi chiama io corro per far sesso con lui, fantastico, ma non ne
sono innamorata. Praticamente viviamo questa storia clandestina da un anno
e ogni tanto mi chiedo se sono malata. Come posso fare questo alla mia
amica, io le voglio un bene forte e amo il mio ragazzo. Ogni volta mi
13

Emil M. Cioran, Il funesto demiurgo, Adelphi, Milano 1995, p. 107.


Wilhelm Muhs (a cura di), La voce del silenzio, San Paolo Edizioni, Cinisello
Balsamo 1999, p. 77.
14

riprometto che non lo faccio pi, eppure appena mi chiama corro, mi


preparo, mi faccio bella quando sono con lui a far sesso, impazzisco. Mi
aiuti, non capisco come posso tradire due persone a cui tengo cos tanto. Ho
provato a parlarne nei forum, ma tutti mi danno della puttana, non ho il
coraggio di parlarne con il mio ragazzo n con la mia amica. La prego mi
risponda e mi aiuti a capire perch faccio cos, perch ho dei sentimenti ma
il sesso con lui come una malattia.
L'unica cosa che conta percepire l'attrazione
Nessuna epoca ha mai pensato che il sesso potesse essere una malattia di
per s. Solo noi abbiamo fondato recentemente societ che si chiamano di
"sessuologia scientifica". Certo, la scienza ci aiuta a capire l'impotenza da
cause organiche, come quella provocata dal diabete, ma il mondo del sesso
quanto di pi lontano esista dal mondo dei ragionamenti, e quindi dalle
cause.
L'anima non scientifica, non vive della legge di causaeffetto, abita in
altro territorio, dove vige la discontinuit, dove irrompe il desiderio senza
motivo, dove la contraddizione di casa e cos l'insicurezza, l'incertezza.
Un vero amore ci rende sempre insicuri, incerti, perch ci sta allontanando
dalle maschere del nostro Io. La scienza si basa sulla possibilit di ripetere
l'esperimento, ma ogni rapporto sessuale, anche se noi non ce ne
accorgiamo, diverso. A che serve l'erezione col Viagra se una persona non
ci attrae pi? Se Marina andasse da un cattivo psichiatra o da un pessimo
sessuologo, cercherebbero di convincerla che c' qualcosa che non va nella
sua "dipendenza" da quell'uomo. Io invece la inviterei a percepire le
sensazioni che prova senza commentarle e mai e poi mai mi proporrei di
liberarla da quell'attrazione.
Che cosa vuole l'anima da me, facendomi impazzire a letto, come mai mi
capitato? L'attrazione viene da un luogo nascosto del mio essere, dove,
senza che io lo sappia, si sta formando l'essere che sono. Intanto questo
Eros, che Marina chiama malattia, l'ha portata via dal panico... Noi
vogliamo darci regole sugli affetti, stabilire chi sono i veri amici, cosa fare
con loro, cosa dire. Ma Eros senza volto: non sa che farsene delle
convenzioni, del nostro modo di concepire l'amicizia, spesso in senso
formale e quando ci regala un'attrazione irresistibile, mai come in quel
momento, prepara la nostra trasformazione interiore.
Una mia paziente (Carla, 37 anni) si era innamorata perdutamente del
miglior amico del marito e lui di lei. Mentre si colpevolizzavano e si
ripetevano in tutti i modi che si sarebbero lasciati, mentre si proponevano di

interrompere la loro relazione segreta, si sono accorti casualmente che il


marito di Carla frequentava da tempo siti pedofili su internet, che aveva
un'ossessione sessuale che lo portava a infastidire i bambini fuori dalle
scuole. Solo quando Carla stata avvisata da una conoscente comune, le si
sono aperti finalmente gli occhi. Eppure quella attrazione erotica l'aveva
allontanata da un uomo profondamente distruttivo, cosa di cui neppure il
grande amico di suo marito si era accorto. Loro due non sapevano chi
frequentavano, l'anima invece, unendoli in un'attrazione erotica definita da
entrambi "sconvolgente", lo sapeva e li salvava...
Che ne sa Marina dove pu portarla quel desiderio che la fa correre a farsi
bella, che la fa impazzire? Forse il suo Io tiene tanto all'amica e al suo
fidanzato, ma l'anima vuole altre cose, vuole perdere la testa, vuole
raggiungere altri obiettivi. Lo scrittore francese Andr Gide scriveva: "Te lo
dico in verit ... ogni desiderio mi ha arricchito pi che il possesso sempre
falso dell'oggetto stesso del mio desiderio".15 Cosa fare? Non commentare,
non chiedersi perch, non ragionare, ma percepire.
Che cosa provo? Una domanda da non farsi mai
Percepire il desiderio quando arriva, accorgersi della forza dell'attrazione
e non farsi nessuna domanda. Quando percepiamo cosa accade dentro di
noi, il nostro sguardo interno gi la cura. Guardarsi dentro prima di tutto
non avere alcuna intenzione di cambiare quello che proviamo. Guardarsi
dentro accorgersi degli stati d'animo che proviamo e lasciarli come sono,
che ci piacciano o meno, che siano conformi o meno ai nostri modelli
mentali e morali.
"Io provo desiderio, percepisco questo stato, adesso mentre me ne
accorgo. Non ho niente da dire." Questo percepire l'interno. Questa
percezione, libera da ogni intenzione, da ogni aspettativa, da ogni progetto
lo sguardo che serve all'anima, per fare di me ci che sono, cio la mia vera
natura. la percezione senza identit e quindi senza la domanda " sesso o
amore?" che fornisce all'anima gli strumenti per operare la mia fioritura.
Certamente, se dall'intelligenza del mio seme viene un'attrazione
irresistibile, questa attrazione sta svolgendo un compito energetico per
l'anima. Criticarla, giudicarla, condannarla, riempirla di pensieri e di
decisioni da prendere, impedir che le mie capacit terapeutiche esercitino
la loro azione.

15

Andr Gide, I nutrimenti terrestri- Paludi, Garzanti, Milano 1998, p. 92.

Chi soffre di attacchi di panico in genere mette sullo sfondo della propria
vita le energie ancestrali, primordiali, e naturalmente l'eros. Crede di
esistere solo nei pensieri e il panico esplode come ribellione di forze
erotiche negate. Afferma Nietzsche:
La sofferenza dell'uomo la conseguenza di una violenta separazione dal
suo passato animale... di una dichiarazione di guerra contro gli antichi
istinti, sui quali fino ad allora riposava la sua forza, il suo piacere e la sua
terribilit.16
Nella vita di Marina quella trasgressione ha fatto ridiscendere in campo
l'attrazione e forse l'ha salvata.
Cos Maria Elena, 40 anni, che frequentava i gruppi del gioved, si
chiedeva se la relazione che aveva con il suo amante, piena di sensi di
colpa, fosse solo attrazione sessuale. Mentre si tormentava su come
lasciarlo, senza riuscirci, ha incominciato a soffrire di una forma di vaginite,
con bruciori sempre pi incalzanti, perdite vaginali che le impedivano di
avere rapporti sia con lui sia con il marito. "Tutto il giorno pensavo e
ripensavo a come lasciarlo, senza alcun risultato, mentre i sintomi vaginali
peggioravano nonostante le cure." Le ho consigliato di percepire il dolore
che provava dentro di s, che si irradiava nel petto, verso la spalla sinistra.
Percepire solo il dolore, perdersi nel dolore, senza pensare alla causa, alla
decisione da prendere sulla separazione dal suo amante. Cos Maria Elena,
durante la giornata, osservava il proprio disagio magari mentre beveva il
caff o cucinava o andava a correre. In poco tempo ha constatato che
l'osservazione del dolore la distoglieva dai pensieri, dalle ossessioni, dai
sensi di colpa, dal continuo rimuginare sulla sua trasgressione. "Ho smesso
senza accorgermene di pensare a lui, ma la cosa sorprendente che anche la
vaginite, che curavo da mesi, si dissolta in quattro o cinque giorni." Non si
ripeter mai abbastanza quanto potere terapeutico possiede il nostro sguardo
interno, quando libero dal pensiero e dalle cause. Affidandosi alla pura
percezione, la separazione tra lei e questo uomo avvenuta
spontaneamente, serenamente, quasi senza parlarsi, mentre Maria Elena
riteneva che lui si sarebbe opposto in tutti i modi. Quello che noi crediamo
che sia, non ... Ma la cosa sorprendente che la sessualit rinata con il
marito. "Ho sentito per lui un desiderio che non pensavo esistesse, credevo
di amarlo, ma non avevo mai goduto cos." Naturalmente oggi Maria Elena
non si fa pi domande sulle differenze tra sesso e amore.

16

Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale, Adelphi, Milano 2006, p. 75.

Eros non le gradirebbe... Ha imparato a guardare, ma forse la parola


giusta "contemplare". Contemplare significa guardarsi dentro come
quando guardiamo un panorama, con lo sguardo che si perde nell'infinito,
che si incanta, che non vede pi i dettagli. Contemplare la propria
attrazione, il desiderio: questo quello che chiede l'anima, quando ci
innamoriamo, quando cio entriamo nell'amore. Contemplare l'amore che
proviamo la cura di ogni disagio. Contemplare il sesso e il piacere che ci
d... senza avere nient'altro che lo sguardo, con gli occhi che si perdono. In
questo stato muore ogni domanda sul sesso e sull'amore...

3 Segui soltanto il desiderio

Alla superficie del nostro mondo psichico i pensieri sono sempre in primo
piano, sono loro i protagonisti. Questo quello che accade oggi nelle nostre
vite: c' poco posto per le immagini, per la fantasia, meno ancora per il
vuoto, che ci fa sentire soli.
Cosa cogliamo di noi, prima di tutto, pi di tutto? Il nostro pensare, che
riteniamo abbia sempre qualcosa da dire, che ci fa credere di saperla lunga,
di avere risposte per ogni situazione che ci capita. Di fatto, pi che mai nella
nostra epoca di pensatori e di intellettuali, non c' stato atto della nostra vita
interiore, che non sia dominato, sovrastato dai ragionamenti. S, il nostro
mondo interno soprattutto prigioniero del pensiero. Ci sembra che se non
pensiamo, non esistiamo. Prima di tutto ognuno di noi deve accorgersi che
la sua anima intasata di pensieri, se vuole veramente conoscere se stesso.
Molti si fermano l, si identificano completamente nei loro pensieri e
credono che questi siano i veri signori della loro interiorit.
Eugenio Scalfari descrive bene la loro invadenza e la loro prepotenza:
Non li hai scelti tu, spesso ti disturbano, a volte ti cambiano la giornata,
qualche volta possono addirittura cambiarti la vita. Possono non lasciare pi
la tua mente, fanno il nido tra le mappe del tuo cervello e diventano la tua
ossessione, uccidono la tua fantasia e la tua libert. Oppure un pensiero ti
invade per un attimo e subito ne arriva un altro che ne prende il posto e poi
un altro ancora, un'immagine seguita da un'altra, immagini e pensieri si
incalzano e si spingono via dalla tua mente come le vele bianche in viaggio
in quel pezzo di mare blu inquadrato dalla tua finestra.17
A furia di pensare e ripensare finiamo per avere un'idea di noi stessi, di
cosa funziona in noi e di cosa non va bene. Naturalmente questa regola la
applichiamo alle cose dell'amore: i pensieri si chiedono se abbiamo trovato
la persona giusta, se il rapporto durer, se funzioner, se avremo dei
bambini. I pensieri ci forniscono un piano ideale dell'amore, ovvero se chi
incontriamo corrisponde all'idea che ci siamo fatti. Ma farsi un'idea esiste
solo sulla superficie dell'anima, dell'interiorit che indaghiamo. Al di sotto
dei pensieri, nel profondo di noi stessi, dove abitano le nostre radici, le cose
sono completamente diverse.

17

Eugenio Scalfari, L'uomo che non credeva in Dio, Einaudi, Torino 2008, p. 11.

L'anima "infuocata" ti indica la strada


L'anima non si avvicina a qualcuno se non la persona giusta per noi,
come una pianta espande le radici l dove vi il nutrimento pi adatto per
lei, non si fa attrarre dalle apparenze, ha la predisposizione naturale a
trovare l'anima gemella per realizzare la sua evoluzione. Come fa a farcelo
capire? Dal desiderio che proviamo, dal fatto che la nostra coscienza si
sente ardere, in balia del fuoco, l'elemento che maggiormente caratterizza
l'amore. L'anima infuocata quanto mai vicina alla sua essenza, allo spirito,
che contiene la radice pyr-, di fuoco. Cos scriveva a proposito dell'amore il
maestro sufi Farid od-Din Attar:
La valle dell'amore ... Per entrare in questa valle bisogna tuffarsi
interamente nel fuoco, o meglio bisogna essere fuoco, perch l altrimenti
non si potrebbe vivere. Colui che ama veramente ha da essere simile al
fuoco, il viso infiammato, ardente e impetuoso come il fuoco. Per amare
non si possono avere secondi fini; si deve essere pronti a gettare nel fuoco
cento mondi.18
Siamo noi stessi non quando pensiamo, ma solo quando desideriamo. Il
problema che il desiderio, quando ci viene a trovare, quando arriva a
incalzarci, mette in discussione le certezze del nostro Io e perci lo
combattiamo con tutta la forza dei nostri ragionamenti. Cosa pensano di lui
i miei amici? Lei piacer ai miei genitori? Sar fedele? Ha la mia stessa
visione del mondo? Ha i miei stessi interessi? abbastanza dolce? avido,
prepotente? Ha il mio stesso livello culturale? Tutte queste domande
stancano l'anima, coprono il desiderio al punto da spegnerlo e ci portano in
un labirinto dove ci perdiamo. Mentre il desiderio sapeva dove andare, dove
condurci, chi scegliere...
Il simbolista Giuliano Kremmerz scriveva: "Basta amare per affacciarsi
sull'abisso dell'infinito".19 Invece i nostri pensieri ci trasportano lontano
dall'anima e dalle sue scelte. Il desiderio arriva perch viene liberato
dall'anima come un farmaco per la nostra evoluzione, per il nostro sviluppo,
per fare crescere le nostre radici nascoste e, quindi, la nostra vera
individualit, non per essere riempito di domande che lo frastornano, sino
ad annientarlo e a farlo scomparire.
Mi ha sempre colpito il fatto che molte coppie che stanno per sposarsi,
mentre preparano gli inviti per il giorno delle nozze, finiscono spesso per
18

M. Buber, Confessioni estatiche, cit., p. 57.


Giuliano Kremmerz, La scienza dei magi, vol. IV, Edizioni Mediterranee,
Roma 2005, p. 29.
19

litigare. Chi invitiamo, chi non invitiamo? Quali regali di nozze? Dove fare
il pranzo? Damiana, una delle signore che vengono ai gruppi del gioved, ha
un negozio di abiti da sposa e mi ha raccontato che in base alla scelta
dell'abito nuziale ha imparato a capire quanto durer un matrimonio. Se nota
un atteggiamento indeciso, se la madre o la futura suocera dicono troppo la
loro, se l'abito non viene scelto con naturalezza, il matrimonio fallisce
presto. Damiana, come tutte le donne sagge, ha una chiaroveggenza che
percepisce cosa accade. Cos come molti nostri amici sanno che la nostra
coppia in crisi prima che noi ce ne accorgiamo, prima che ce ne rendiamo
conto. Spesso gli altri che ci stanno intorno vedono pi chiaro di noi, perch
non stanno a pensare e a ripensare, semplicemente vedono, cogliendo il
disagio che c', anche se all'interno della coppia non si ancora manifestato.
Vedere e basta quello che dobbiamo imparare a fare, quando ci
innamoriamo di qualcuno, quando ci viene a trovare il desiderio. S, perch
il desiderio appartiene all'anima attiva, a quel fuoco che capace di
determinare la fioritura delle nostre radici. "Seminando di desiderio il cuore
dell'uomo" scriveva Plutarco "d una dolce messe."20
Con i pensieri noi possiamo contrastare, inibire, bloccare, frastornare
questa "forza creativa" che ci abita e che la nostra guida, il nostro destino,
il nostro solo timoniere, a patto di non relegare il desiderio che proviamo
nella gabbia delle nostre identificazioni.
Ragionare offusca il desiderio
I pensieri sono quasi sempre tutti uguali, ripetono per tutti pi o meno le
stesse cose, le stesse parole: ci rendono fotocopie e di una fotocopia l'anima
non sa che farsene. Per questo stiamo male, perch ragioniamo, pensiamo e
finiamo per dire le parole che dicono tutti gli altri. Ma quando desideriamo,
no! Il nostro Io viene scalzato, un'altra energia entra nel nostro mondo,
un'energia sotterranea, inspiegabile, che fugge le domande e le risposte.
Se a ogni incontro il protagonista non il desiderio, solo il desiderio,
puntualmente prende il sopravvento il pensiero... e i disastri sono inevitabili.
Se ragioniamo ogni volta che desideriamo, finiamo per metterci con la
persona sbagliata, finiamo per illuderci di essere sulla strada giusta,
crediamo di essere quello che neppure ci assomiglia. Per questo quando
qualcuno mi parla di un disagio di coppia, io mi chiedo sempre dove
andato a finire il desiderio... In un aforisma Proust scrive:

20

Plutarco, Sull'amore, Newton & Compton, Roma 1994, p. 49.

Ogni nostro pi piccolo desiderio, bench unico come un accordo,


accoglie in s note fondamentali su cui tutta la nostra vita costruita.21
Dobbiamo essere sempre pi consapevoli che una vita realizzata non
dipende dal nostro Io, ma dalle radici profonde della nostra anima, che
sanno cosa fare, cosa sviluppare in noi. Il desiderio serve a farle espandere,
a fare di ciascuno di noi la persona autentica che . Il nostro lato pi
naturale sa sviluppare la nostra pianta, solo lui lo sa fare, non certo il nostro
Io e i suoi ripensamenti. Come dice La Rochefoucauld: "La maggior parte
degli uomini ha, come le piante, delle propriet nascoste che si scoprono per
caso".22
Cos Clarissa Pinkola Estes ritiene che ogni donna sia abitata da un lato
selvaggio e sapiente che sa cosa fare di lei, dove portarla e ci dice che
dentro ognuno di noi abita un "albero nascosto", che il luogo dove la vera
vita scorre e che prepara il nostro vero destino:
Ogni albero ha, sottoterra, una versione primaria di se stesso. Sotto la
terra il venerabile albero custodisce "un albero nascosto", ancorato a radici
vitali che attingono incessantemente ad acque invisibili. Da queste radici,
l'anima nascosta dell'albero spinge l'energia verso l'alto, cos che la sua vera
e pi audace e sapiente natura sbocci in superficie. Cos, anche, la vita di
una donna. Come un albero, qualunque sia la sua condizione al di sopra del
terreno, smagliante o sofferente... sottoterra vive "una donna nascosta" che
accudisce la scintilla d'oro, l'energia luminosa, la fonte di spiritualit che
mai si spegne.23
S, in ognuno di noi vive una "donna misteriosa", che siamo maschi o
femmine. Come ne avvertiamo la presenza? Proprio dal desiderio.
Se sei vittima degli attaccamenti non potrai mai fiorire
Desiderio non volere un oggetto, qualcuno da possedere, una persona da
avere al fianco. Desiderare entrare in uno stato ardente senza motivo,
senza causa, senza pensieri, senza obiettivi.
Questo dobbiamo ricordarci, soprattutto quando ci innamoriamo.
"Quando siamo innamorati di una donna" scriveva Proust "proiettiamo

21

M. Proust, op. cit., p. 84.


E de La Rochefoucauld, op. cit., p. 201.
23
Clarissa Pinkola Estes, La danza delle grandi madri, Frassinelli, Milano 2006,
pp. 3-4.
22

semplicemente in lei un nostro stato d'animo ... di conseguenza, l'importante


non il valore della donna ma la profondit dello stato."24
Non il desiderio dell'altro che abita la mia interiorit. Non il desiderio.
Io desidero, s, io desidero perch la mia donna sconosciuta, la mia donna
nascosta desidera. Provate, anche quando fate l'amore, a sentire solo il
desiderio e a estraniarvi dal contesto, dalla persona che l con voi.
Percepire il desiderio, magari solo per qualche istante, soltanto il desiderio.
Perch? Il desiderio porta l'anima nello stato del fuoco e, cos facendo, lo
rende capace di creare la fioritura del nostro essere. Il peccato, al di l di
quello che dicono i benpensanti e i moralisti, non desiderare, ma attaccarsi
agli oggetti. "Non siamo mai tanto lontano dai nostri desideri" scriveva
Goethe "come quando ci immaginiamo di possedere la cosa desiderata."25
Un buon esercizio quello, durante la giornata, di percepire il desiderio,
l'eccitazione che ci d, staccandosi dall'oggetto desiderato. Secondo molti
Saggi, tra cui Gurdjieff, questo stato dell'anima produce cambiamenti di vita
inimmaginabili, trasformazioni profonde della personalit. Il mio lavoro mi
ha rivelato che aveva ragione.
Quello che voglio dire che nel profondo del mio essere esiste
un'Immagine Guida che vive nelle mie radici pi profonde e che il desiderio
d'amore pu darle la forza per farci sviluppare davvero la nostra tendenza,
la nostra unicit. Ci innamoriamo fondamentalmente per questo.
L'Immagine Guida ci pu portare a vivere la vita per cui siamo nati: questa
la sua missione e non stabilire se lui o lei sono l'uomo o la donna ideale.
Quando lui o lei non sapranno pi riempirla del fuoco, dell'attrazione, del
desiderio che le serve, si liberer di quella relazione. L'anima non ambisce
ai matrimoni eterni, ma alla "sua" autorealizzazione. Il divorzio non , come
pensiamo noi, l'atto di una coppia che ha fallito la missione dell'unione
eterna e neppure il sintomo della crisi dei valori, tanto enfatizzati dalle
epoche precedenti, peraltro dominate da misfatti senza eguali nella storia.
No, il divorzio e le separazioni in aumento rivelano semmai che, in ogni
donna e in ogni uomo, la voglia di desiderio e di amore non pu essere
soffocata dalle convenzioni, dallo stare insieme senza eros.
Ci che conta per davvero il rapporto con te stesso

24

M. Proust, op. cit., p. 46.


Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, a cura di Sossio Giametta,
Fabbri, Milano 1996, p. 33.
25

L'Immagine Guida abita il lato pi silenzioso del nostro essere:


sconosciuta, invisibile, misteriosa come l'essenza della pianta. Ecco come
l'abbiamo descritta, insieme agli autori di "Riza Psicosomatica":
Prova a mettere a tacere per un attimo tutto quello che sai di te stesso:
lavoro, famiglia, amicizie, abitudini, comportamenti consueti, quel modo di
fare che ritrovi in ogni tua relazione. Prova a pensare che non sei tu: tutto
questo accade solo sulla superficie della tua persona, ma forse non
corrisponde a come sei nel profondo. da l, da un centro misterioso, che
sgorga l'energia che ti ha fatto diventare ci che sei. L risiede un'immagine,
il riassunto di quello che tu puoi davvero essere. A volte perdiamo la
sintonia con quell'immagine- guida, e nascono i guai.26
Quando nella nostra vita manca una passione travolgente, che emerge
dentro o fuori del matrimonio, dobbiamo preoccuparci, perch non stiamo
riempiendo di desiderio le nostre radici. E senza il desiderio, l'anima e la
sua Immagine Guida non volano. Per questo i grandi uomini e le grandi
donne si innamorano anche in et avanzata, per questo sono pieni di
interessi, di passioni, di creativit, che altro non sono che "altri modi
erotici" di far "desiderare" l'anima. Quando il desiderio si spegne, allora non
sappiamo pi dove andare. Magari ci sentiamo pi sicuri, pi forti, pi
realizzati, ma l'anima sta inaridendo, cio sta morendo. Lo scrive in maniera
suggestiva Gustav Meyrink:
Meglio bruciare in una coscienza ardente eppure restare in vita, piuttosto
che portare dentro di s, come un cadavere, una coscienza morta.27
Quanto desiderio c' stato dentro di me oggi? Quanto mi hanno desiderato
stamattina? Queste sono le domande che piacciono al mondo segreto
dell'Immagine Guida. Quando perdiamo l'orientamento, quando il desiderio
si assenta dalla nostra vita, puntualmente vengono a trovarci i disagi e
siamo confusi. Spesso sbagliamo strada e crediamo che la soluzione sia
invece ci che ci complica di pi la vita. La donna selvaggia di Clarissa
Estes, l'Immagine Guida dell'anima possono salvarci. A volte anche con un
attacco di panico. quello che successo a Tiziana.
Una storia emblematica
Tiziana, 32 anni, una giovane manager e arriva in terapia a causa di
violentissimi attacchi di panico che la colpiscono da tempo. visibilmente
affranta e inizia il colloquio con voce rotta.
26
27

"Riza Psicosomatica", n. 325,2008, p. 48.


Gustav Meyrink, La casa dell'alchimista, Studio Tesi, Pordenone 1992, p. 95.

Ecco a seguire i passaggi salienti dei nostri incontri.


Prima seduta
Tiziana: Dottore, sono cos infelice, soffro di attacchi di panico fortissimi,
ho l'ansia, sono depressa e in pi sono dimagrita tantissimo. Mi sa che oggi
pianger tutto il tempo. E la causa della mia infelicit un matrimonio che
non ci sar. Eravamo fidanzati. Un giorno lui ha chiesto di sposarmi e per
quarantott'ore ho toccato il cielo con un dito, ero la donna pi felice del
mondo! Poi scattato qualcosa di misterioso dentro di me che mi ha fatto
dire: non voglio! Da quel momento stato l'inferno. Ora sono infelice
perch il mio amore finito.
terapeuta: Ma lei come stava assieme al suo fidanzato?
Tiziana: Era un rapporto normale. Anche se praticamente con lui il sesso
non esisteva. Ma io a questo non ho mai dato molta importanza. Per me
l'importante sempre stato sposarmi, diventare moglie e madre.
terapeuta: Ci sono situazioni in cui allegra, in cui le capita di ridere?
Tiziana: Io non rido mai... Ah, s: una volta, ricordo di aver riso quando
all'universit abbiamo stappato una bottiglia... Quella volta ho riso come
una matta.
terapeuta: Si ricorda com'era da bambina?
Tiziana: Una bambina normale, direi.
terapeuta: E c'era qualcosa di particolare che le piaceva fare?
Tiziana: No, niente di particolare... Per, se ci penso bene... S, ecco,
scrivevo diari. Erano come romanzi, come delle fiabe, e l vivevo una vita
avventurosa. Ne scrivevo moltissimi, riempivo scatoloni interi. Ma ormai
sono cose passate. Ora sono una manager e da quattro anni non leggo pi
neanche un romanzo...
terapeuta: Se dovesse dare un nome a quella bambina che scriveva come
una pazza?
Tiziana: La chiamerei... Sofia.
terapeuta: Ecco, adesso provi a pensare che non sta male perch ha detto
no al matrimonio, ma perch Sofia non contenta!
Tiziana: E cosa dovrei fare?
terapeuta: Percepisca i suoi stati d'animo quando arrivano. Nient'altro.
Seconda seduta
Tiziana: Dottore, mi successa una cosa strana. Dopo l'altra seduta, una
sera sono stata a una festa e un ragazzo continuava a farmi la corte. Mi
piaceva e ho provato una voglia incredibile di baciarlo, l davanti a tutti...

Non mi era mai successo, da me non me lo sarei mai aspettato, una cosa
che non mi mai capitata nella vita. Ho provato qualcosa di completamente
imprevisto, anche se poi ho avuto i sensi di colpa per una settimana.
Quando io incontro una persona, in genere mi dico: ma questo com'? un
bravo ragazzo? Insomma, lo giudico centomila volte... Invece questa
persona l'avrei baciata e basta!
terapeuta: Sa, Tiziana, quando ci comportiamo in un modo che "non da
noi", quello un momento prezioso. Il guscio chiuso della nostra identit si
sta rompendo...
Terza seduta
Tiziana: Mi sento molto diversa. La donna disperata che c'era prima, che
avrebbe pianto tutto il tempo, non c' pi. Mi faccio compagnia, mi trovo a
ridere senza motivo, ho avuto momenti tristi ma niente di pi. Ho ripreso
contatti che avevo perso e soprattutto mi sono accorta che ho dei momenti
in cui sto bene!
terapeuta: Lei ha spostato lo sguardo dal problema e ha preso atto che in
lei c' un lato femminile di cui si dimenticata, quello che ha chiamato
Sofia.
Tiziana: E sa cosa ho scoperto? Oggi mi accorgo che gli stati d'animo
sono altalenanti e non serve tenere tutto sotto controllo. Posso ridere ma poi
anche piangere e poi ridere di nuovo. Non sono obbligata a essere sempre la
stessa! Per esempio, ieri sono andata a una mostra. Normalmente prima
studiavo gli artisti, le loro opere... insomma mi preparavo. Io non faccio
niente se non sono preparata. Ma questa volta ci sono andata da ignorante e
mi sono divertita moltissimo!
terapeuta: L'anima ha molti volti, quindi ha molte possibilit. Mai
chiuderla in una identificazione fissa. Se si ammala proprio perch si
convince di avere un solo volto.
Quarta seduta
Tiziana: davvero strano, ma... mi sono trovata a parlare con una persona
che non esiste, sa come fanno i bambini?
terapeuta: Intende una presenza misteriosa?
Tiziana: S. Sofia. Sa, la bambina che scriveva diari. Mi son detta:
"Sofia, sei stata troppo forte! Hai deciso tu che io non mi dovevo sposare".
Era una sensazione dentro di me troppo intensa per non ascoltarla. La mia
vita era gi tutta decisa, ma... io non c'ero! Dopo aver rotto il fidanzamento
tutti mi dicevano: "Sei matta! Avresti avuto dei figli, una bella casa, un bel

marito, una vita in discesa, un bel lavoro". Invece Sofia mi ha presa per
mano e mi ha portata via. Dottore, ora lo capisco: stata la mia salvezza!
Quinta seduta
Tiziana: Sono giorni che ho un'angoscia forte, mi venuto in mente
Alessandro, il mio ex fidanzato. Sono stata tutto il tempo a pensarci e mi
venuto un attacco di ipotensione, di cui io soffro. Ma rispetto alle altre volte
non sono svenuta. Di solito il panico mi distrugge e per farcela mi appoggio
alle persone amiche. Questa volta ero con due mie amiche in un
supermercato e ho detto: "Ragazze andate via". Dopo dieci minuti mi sono
ripresa da sola, alla grande! Mi sono affidata alle risorse sconosciute che
c'erano in me. Mi sono affidata a Sofia. E ho capito perch mi venuta
l'ansia in questi giorni: non ho fatto niente per me, niente per Sofia. Sono
stata ricatturata dalla vita da manager e mi ritornata la tristezza. Ho pianto
e per qualche giorno sono stata apatica. Vede, io ho pensato sempre alla
donna come madre, come moglie, come lavoratrice, non come femmina!
Non ne avevo neanche un'idea. Ora capisco che non mi basta!
terapeuta: Ma Sofia si sarebbe sposata?
Tiziana: No. Quella sera in cui ho desiderato baciare quell'uomo, ho
capito cosa poteva essere la femminilit... Ecco, io con il mio ex sarei stata
moglie e madre, mai femmina! Non era il femminile che mi mandava i
desideri, adesso s. Il panico e Sofia me l'hanno insegnato! Senza desideri...
non si pu vivere.
Riporto la storia di Tiziana e alcuni brani dei nostri colloqui, perch
evidenziano il fatto che dentro di noi c' qualcosa che sa sempre cosa fare
per noi, dove portarci, come liberarci dagli amori sbagliati. Sofia sapeva
cose che Tiziana ignorava... Sofia sapeva che non poteva sposare un uomo
solo per le convenzioni, che non si pu vivere senza il desiderio.
Spesso ci ostiniamo ad andare avanti con amori non funzionali, amori
dell'Io, amori del pensiero, amori della mente, amori cerebrali, amori delle
convenzioni, amori senza desiderio... Una buona domanda da farsi, quando
stiamo con qualcuno, questa: "Sto desiderando, sento l'eccitazione, sento il
fuoco del desiderio?". Se tutto questo manca un amore sbagliato, un
amore convenzionale, normale, finto... il peggio che ci sia per l'anima.
Ma se il desiderio il protagonista, allora posso farmi da parte, allora
sono nella casa dell'anima. Penser lei a fare il meglio per me, a fare fiorire
l'essere unico che sono. Il resto non conta niente. Ogni commento del
pensiero pu solo impedire quel capolavoro che il desiderio sta realizzando.
Affidandosi a Sofia, Tiziana guarita. Sofia rappresenta le radici della sua

anima, e le radici della donna selvaggia non si sbagliano mai: sanno chi
desiderare e chi rifiutare.

4 Il "per sempre" fa male all'amore

Rosalinda mi scrive per chiedermi qual "il segreto dei segreti", la cosa
pi importante, decisiva, fondamentale per "vedere arrivare, come dice lei,
caro Morelli, quel benessere, quella felicit che tanto inseguiamo e che
quasi mai arriva". una bella domanda. importante chiedersi se esistono
dei segreti da scoprire, tanto pi in un'epoca come la nostra, dove tutto
scontato, dove le cose ci sembra che vivano solo sulla superficie, dove ci
pare che non esistano soluzioni ai nostri malesseri, che cos diventano
cronici.
Allo stesso modo, alla community di "Riza", una persona scrive: "Sto
cominciando un percorso... voglio riuscire finalmente ad amarmi". Un'altra
invece, sempre sullo stesso argomento, sottolinea: "Ma com' difficile
riuscire a volersi bene tutti i giorni". Entrambi ritengono che amare se stessi
o volersi bene siano obiettivi irrinunciabili e che prima o poi ce la potranno
fare. Prima o poi... Sono pensieri come questi che creano l'inferno dentro di
noi, che portano malessere, sfiducia in noi stessi e senso di impotenza. Ma
l'anima non vive nel tempo e non ci capisce quando ragioniamo cos...
Il nostro spazio pi profondo non ha il senso del tempo, l'anima non
ragiona con le ore che scandiscono le nostre giornate. E poich l'anima non
ci capisce, perch si sente smarrita, perduta ci manda dolori sempre pi
grandi. Non capisce parole come "volersi bene tutti i giorni" e neppure
comprende quando diciamo "voglio riuscire finalmente ad amarmi".
Entrambe queste affermazioni sono costruite sull'idea permanente
dell'amarsi, sul volersi bene per sempre. Cos dicendo viviamo come se
avessimo al polso un orologio e controllassimo le ore e i minuti in cui non
ci amiamo. Non c' niente di cos innaturale e artificiale! Questa idea
dell'amore perenne e perfetto da riversare su di s uno dei pi terribili
veleni con cui intossichiamo l'anima. Nelle cose dell'amore per noi stessi e
per gli altri bisogna che buttiamo via l'orologio e ancor di pi la
convinzione che gli stati d'animo siano sempre uguali, identici e che
debbano durare nel tempo.
Prova a dirti che... non ci sei
L'altra parola che l'anima non capisce il pi terribile di tutti i pronomi:
io. Io non mi piaccio, io non mi amo. In realt un errore di percezione,

sbagliamo a guardare dentro noi stessi. Non che non mi amo, che
percepisco dentro di me un senso di vuoto, di fastidio, di incertezza, di
insicurezza. Chiss da dove arriva? Magari non mi piaccio perch non
aderisco a certi canoni di bellezza, oppure mi sento rifiutata da una persona,
oppure un amore non mi funziona. L'Io il nostro tiranno che ci dice
perennemente come dobbiamo essere e cos ci fa sbagliare. Ma non sono io
il protagonista della mia vita, non sono io che devo dirmi se vado bene o no,
se mi amo o no... Krishnamurti scriveva:
Il pensiero il pi grande ostacolo all'amore. Il pensiero crea una
divisione tra ci che e ci che dovrebbe essere e su questa divisione si
basa la morale; ma n il morale n l'immorale conoscono l'amore. 28
Cos Debora scrive alla community: "Non so come comportarmi. Ho un
problema... sono una donna molto impulsiva e, specie nei rapporti di coppia,
quando frequento un uomo non nego nulla, ma poi quando chiedo di
concretizzare la storia scappano. Per poi mi ricercano. Sono stufa di essere
la ruota di scorta o l'amante di qualcuno... vorrei avere dei rapporti seri e
duraturi. Dove sbaglio?". In questo caso l'amore perenne e duraturo
spostato all'esterno, su un uomo che ti voglia per sempre, che voglia legarsi
a te, e che diventi "un rapporto serio". Ma se l'anima non ha il senso del
tempo, se vive in una dimensione senza orologio, perch non godersi quello
che si ha adesso, perch non accettare quel lato di Debora che "non nega
nulla" a un uomo, che si d, senza aspettative...
Quando una cosa ci capita spesso, quando gli amori non diventano
duraturi, perch l'anima vuole qualcosa da noi che non sia una relazione
fissa. Oppure vuole un rapporto stabile, ma a modo suo. L'anima non
sbaglia mai: la nostra fonte di vita. Dobbiamo imparare ad ascoltarla in
modo diverso. Sia a livello interiore, quando sento di non amarmi, sia a
livello esteriore, quando l'amore non dura in una relazione, l'anima vuole
dirmi qualcosa, vuole parlare con me, vuole fare di me quella donna o
quell'uomo unico che ciascuno di noi . Ecco forse il segreto dei segreti di
cui chiede Rosalinda: prendere atto, constatare che adesso non mi amo, o
che le mie relazioni non sono n durature, n stabili.
Germana, 37 anni, migliorata dai suoi attacchi di panico quando ha
ricominciato a guardarsi dentro e a constatare che non ci sono al nostro
interno stati emotivi stabili. Che i sentimenti cambiano, che adesso provo
tristezza e rabbia e alle quattro del pomeriggio provo amore... Ha scoperto
28

37.

Jiddu Krishnamurti, Liberarsi dai condizionamenti, Mondadori, Milano 2006, p.

forse la cosa pi importante: che gli stati d'animo sono altalenanti, che noi
siamo ogni giorno, ogni minuto diversi. E lei che sempre stata unilaterale,
piena di certezze mentali sull'amore e sui rapporti, ha seguito il mio
consiglio di accettare che dentro di lei tutto muta, tutto cambia. Sentite cosa
mi ha scritto:
Cos facendo ho scoperto che mi faccio compagnia come non mi era mai
successo. Mi trovo a ridere senza motivo, io che ho sempre creduto di
essere una musona. Mi sono accorta che a volte ho momenti tristi ma, non
giudicandoli, come vengono se ne vanno. Mi accorgo che ho dei momenti in
cui sto bene veramente. Mentre prima dicevo: io sto sempre male. Adesso
osservo e constato come sono e basta.
Questo il primo segreto dell'anima: altalenante. Se lo accettiamo non
abbiamo bisogno di amarci, ma semplicemente di stare con noi stessi, cos
come siamo, con quello che ci passa dentro di volta in volta. Alla domanda
"sei te stesso o no?" il saggio sufi risponde:
Non so nulla, ignoro tutto e ignoro me stesso. Sono innamorato, ma non
so di chi; non sono n fedele n infedele. Che cosa sono allora? Sono
inconsapevole del mio stesso amore; ho il cuore pieno di amore e vuoto di
amore al tempo stesso.29
Dimenticavo di dire: chi fa cos arriva puntualmente al buonumore,
perch l'anima lo regala solo a coloro che si accorgono della sua mutabilit.
Non cronometrare l'amore, osservalo e basta!
Chi sono io? C' forse domanda pi difficile di questa? Eppure nella
risposta che daremo c' scritto il nostro destino. Quando ci si fa questa
domanda, abbiamo quasi sempre la risposta pronta. Qualcuno risponde,
come Anita, 37 anni: "Io sono quella che non riuscita a laurearsi in
medicina e cos non ho realizzato la cosa che desideravo di pi. Forse per
questo che mi sento una fallita". Altri rispondono a questa domanda,
fissandosi su credenze e ideali come Giorgio, 40 anni: "Io sono soprattutto
quello che fa il volontariato, che sta bene solo se aiuta gli altri a risolvere i
problemi. Non mi spiego per perch sono sempre insoddisfatto. Forse
faccio troppo poco, forse dovrei dedicarmi ancora di pi agli altri". Altri
identificano se stessi con un problema da risolvere, e se non ci riescono si
sentono frustrati, insoddisfatti, sconfitti. Pensano di aver perduto lo scopo
della loro vita. Sentite cosa dice alla community una persona che vuole
restare anonima: "Vorrei lasciare mio marito, ma non ci riesco, trovo molte
29

M. Buber, Confessioni estatiche, cit., p. 61.

resistenze dentro di me, vorrei far parte di un gruppo di autoaiuto per donne
che amano troppo, potrebbe essermi d'aiuto?".
Chi sono io? Quella che non riesce a lasciare un compagno? La mia
anima tutta qui? Si riduce alle scelte che non so fare? Lo scopo di una vita
fare le scelte giuste, come lasciare un marito di cui non se ne pu pi? O
rimpiangere una laurea che non c' stata e quindi sentirsi falliti? Ancora
dedicarsi all'altruismo, a fare il bene per gli altri, a credere in un ideale?
Credo proprio di no! La nostra anima ha ben altri progetti per ciascuno di
noi: occorre ricordarsene pi di tutto quando stiamo soffrendo...
Spesso stiamo male perch crediamo di essere quello che non siamo e
cos diventiamo sconosciuti a noi stessi e disturbiamo il nostro S, la nostra
essenza. L'anima capace da sola di portarci dove dobbiamo andare!
Chi sono io per davvero?
Per sapere chi siamo e dove andiamo dobbiamo rinunciare a ogni
definizione di noi stessi. Credere di essere la donna che non sa decidere,
oppure l'idealista, oppure il fallito che non si laureato, una menzogna
della nostra mente, un grande inganno del nostro Io. Chiamiamo identit
quello che riconosciamo come nostro. Ma questo non sono io. Come non
sono nessuna delle definizioni che do di me stesso. Come posso scoprire chi
sono e dove vado, se continuo a definirmi?
Sono una giovane ragazza di 24 anni, non ho avuto storie vere, tutti
incontri stupidi senza senso. Siccome sono una ragazza seria, non cado nelle
loro trappole! Vogliono solo divertirsi. .. non guardano cosa hai dentro, cosa
puoi donare. Allora ho bisogno di amore, di una storia, di una vita normale.
Voglio essere amata, ma ho paura di lasciarmi andare... Sono all'antica e
penso ancora che deve essere l'uomo a farsi avanti... ma non funziona.
Come faccio a sciogliermi? Poi visto che non ho mai avuto storie mi sento
inadeguata, non so come muovermi.
Io credo che il "segreto dei segreti" sia guardarsi dentro, senza dirsi
niente. Forse bisogna cominciare dalle scuole per imparare a guardarsi
dentro. L'anima intelligente, sa sempre cosa fare ed formidabile nel
risolvere i problemi pratici. A volte mi chiedo come facciamo a restare vivi,
immersi come siamo in un mondo di pericoli, di auto che possono
travolgerci, di banditi che possono assalirci quando torniamo a casa, o
bombardati da sostanze inquinanti come nelle citt. Come facciamo a
trovare la persona giusta per noi o il lavoro adatto?
Condivido il pensiero di James Hillman che sostiene che in noi esiste un
demone che ci protegge, che provvede a noi, che si prende cura della nostra

vita e dei nostri talenti. A patto per, aggiungo, di non disturbare la nostra
essenza. Con che cosa? Con le nostre devastanti definizioni di noi stessi: io
sono la donna all'antica, l'altruista, la brava ragazza, quella che vuole
lasciare il marito, e la dottoressa mancata. Dirci queste cose, parlare a noi
stessi in questo modo, ferisce il nostro demone, intossica l'anima e le
soluzioni non arrivano mai.
Che cosa adora la nostra anima? Che noi guardiamo e basta. A questo
servono gli occhi: a guardare cosa c' dentro di me, adesso. Io non so come
sono, non mi voglio definire. Sono solo lo sguardo. Cosa vedo? Non mi
interessa... Vedo un matrimonio fallito? Non mi interessa... Quello che vedi
quello che ti capitato: non c'entra niente con te. inutile pensarci e
ripensarci o fare progetti per cacciare via quello che crediamo di avere
sbagliato nella vita, o quello che ci sembra non vada bene. Guardare senza
avere l'intenzione di cambiare le cose e senza dare nessuna definizione di s
forse il farmaco pi potente che possediamo. Pi ci guardiamo dentro
senza commentare le cose, e pi le nostre vere risorse ci guideranno verso la
realizzazione. "La Via" scrive Lao-Tzu " guardare interiormente e tornare
a S."30
Io sono quello che guarda e basta. Guardo, senza alcun desiderio di
cambiare le cose. La nostra essenza, il nostro demone pi di tutto adora i
nostri occhi, alle soluzioni dei problemi ci pensa lui! "Io sono quello che
guarda i problemi, ma non sono i miei problemi": questa la frase da dirsi...
Allora scatteranno le risorse profonde dell'anima e li risolveranno nel modo
pi adatto a noi.
La tecnica dello sguardo
Questo un punto su cui convergono tradizioni, religioni e filosofie
diverse: per superare i disagi dobbiamo imparare a posare lo sguardo su noi
stessi, senza giudizi... In questo modo osservare ci che accade dentro di noi
diviene un atto creativo simile a un concepimento e le emozioni "negative"
possono trasformarsi in risorse.
In genere noi non vogliamo tra i piedi le cosiddette "brutte" emozioni,
perch sporcano la nostra immagine. "L'invidia? No, non va bene. La
rabbia? No, sbagliata." Le guardiamo con disagio e senso di colpa
sperando che scompaiano al pi presto. Ma finiamo per star male perch si
30

Lao-Tzu, La naturalezza, a cura di Claudio Lamparelli, Mondadori, Milano


2007, p. 126.

rompe l'immagine di perfezione e bont che vogliamo dare all'esterno. Cos,


di fatto, rinforziamo e cronicizziamo queste emozioni che non ci
piacciono... Possiamo viceversa seguire le parole dei Saggi che hanno
sempre sottolineato che non si deve eliminare la malvagit, ma bisogna
sempiternante guardarla. Solo allora l'energia distruttiva si muter in energia
creativa. Il filosofo e mistico russo George Ivanovitch Gurdjieff afferma:
Il solo fatto di osservare se stesso produce certi cambiamenti. Osservando
se stesso, proietta in qualche modo un raggio di luce sui suoi processi
interiori, che fino ad allora si erano effettuati in un'oscurit pressoch totale.
E sotto l'influenza di tale luce, questi processi incominciano a cambiare.31
Il nostro occhio, dunque, sarebbe in grado di "generare" energia e di
"curare" le emozioni negative attraverso lo sguardo. Per comprendere
questo funzionamento miracoloso del nostro organismo, dobbiamo
considerare lo sguardo al pari di un processo energetico e non come un
semplice fenomeno meccanico: riversa infatti energia su tutte le cose che
osserva, trasformandole. In pratica lo sguardo funziona allo stesso modo di
uno spermatozoo, ovvero "feconda" ogni cosa che vede.
Lo spermatozoo un concentrato di energia in cui racchiuso il principio
dell'evoluzione, una sorta di "luce" calata nella materia: cos come uno
spermatozoo feconda la materia, allo stesso modo quando rivolgiamo lo
sguardo verso noi stessi, verso le emozioni che proviamo, le trasformiamo,
facendole "maturare". Sempre Gurdjieff, riguardo a questo concetto,
ribadisce la centralit dello sguardo in ogni percorso di cambiamento, al
punto di affermare che "senza lo sguardo posto su di me, la mia vita la vita
di un cieco che va senza sapere dove n perch..."32
Quindi, se fingiamo di non vedere l'odio, se neghiamo la gelosia, se ci
vergogniamo dell'invidia, se nascondiamo a noi stessi i rancori pi sordi,
essi non svaniscono ma migrano e si annidano nel corpo, diventando
disturbi, malattie. O si depositano nell'anima in profondit, dove potrebbero
esplodere con violenza. Viceversa, ogni volta che guardo un'emozione per
davvero, "disintegro" i demoni interiori e creo un nuovo me stesso.
Insomma lo sguardo in grado di agire sui nostri "brutti" pensieri come un
vero e proprio prodigio!
Dunque la differenza sostanziale sta nel modo in cui guardiamo le cose:
nel cervello infatti scatta un effetto chimico completamente differente
31
In Ptr Demianovic Uspenskij, Frammenti di un insegnamento sconosciuto,
Astrolabio, Roma 1976, p. 162.
32
Bruno de Panafieu (a cura di), Georges lvanovitch Gurdjieff, Edizioni Riza,
Milano 2001, pp. 13-14.

quando si usa uno sguardo "calcolatore" (quello dell'Io che controlla e


giudica) o uno sguardo "distratto", senza commento n intenzione che si
posa sugli eventi solamente al fine di osservarli e percepirli. .. Il segreto
dunque sta nello sguardo "distratto", esercitato a mente vuota, quello di
quando si osserva senza voler eliminare nulla, sino a che in noi si crea una
sensazione di vuoto che prelude a uno stato di serenit. Questa sensazione
il segnale che l'occhio ha trasformato ci che guardava: allo stesso modo di
quando un uovo si schiude e d vita a un pulcino, anche un'emozione maturando grazie allo sguardo - libera energia lasciandosi alle spalle il
guscio, ovvero la forma con cui si era presentata (la rabbia, il rancore,
l'invidia...).
Ognuno di noi, dunque, in grado di trasformare le emozioni "cattive" in
energie costruttive... Prova a pensare: perch in noi non dovrebbero esserci
anche odio, rancore, invidia, freddezza, a fianco della bont? Anzi, solo
perch ci sono queste emozioni che l'amore e la tenerezza possono esistere.
Siamo noi che ci siamo fissati di voler separare bont e cattiveria. Tutto il
nostro mondo emotivo, invece, un'altalena di opposti. Basta accoglierli
come sono, guardarli nel modo giusto... e arriver la gioia!
Anche il chassidismo, corrente della religione ebraica fondata da Baal
Shem Tov nel corso del Settecento, spinge a utilizzare lo sguardo come
strumento per trasformare tutti i pensieri che non vorremmo avere:
C' un solo modo per liberarci da questi pensieri: lasciarli stare. Se
cerchiamo di liberarci... non faremo altro che inasprire il conflitto che
confonde la mente. Non muoviamoci, non corriamo dietro al pensiero per
analizzarlo o per mutarlo. Osserviamolo semplicemente e lasciamolo
stare.33
E se le tue relazioni non sono stabili... congratulati con te stesso!
Egregio dott. Morelli,
desidererei un parere su un mio problema: le relazioni affettive. Sono
molto attratta dagli uomini, ma com' faticoso trovarne uno con cui
condividere un percorso della propria vita! Ho avuto diverse storie, le pi
lunghe della durata di due anni e mezzo, sempre conflittuali, dovute al
rapporto competitivo che avevo con mia madre e i miei fratelli. Sono la
quinta di sei figli, ho perso mio padre a cinque anni e con mia madre non ho
mai avuto un rapporto affettivo positivo, solo con mia sorella minore, che
33

Rami Shapiro (a cura di), Un silenzio straordinario: racconti chassidici,


Giuntina, Firenze 2005, p. 140.

adoro. Grazie a una lunga psicoterapia, ho scoperto che significa avere un


rapporto d'intimit affettiva, intellettuale e fisica con un uomo. Ho
ridimensionato la mia competitivit, che non era altro che un modo per
sentirmi "vincente", "forte", quando in realt sono vulnerabile e molto
bisognosa d'affetto. Insomma, tutto questo per dire che a tutt'oggi ho
difficolt a mantenere una relazione lunga (i rapporti li ho quasi sempre
interrotti io!), che ho ancora una certa "intolleranza" al legame. Sono quindi
"allergica" a un rapporto affettivo stabile? Non c' rimedio? Fa parte della
mia natura? Grazie e a presto.
Chiara
Rispondo volentieri alla lettera di Chiara, perch riassume il pensiero di
molte donne, che "lottano" per realizzare o mantenere una relazione
affettiva stabile.
Chiss perch cominciano sempre ad affrontare questi problemi partendo
come da un presupposto che si riassume in questa domanda: "C' qualcosa
in me che non va?". Oppure, come si chiede Chiara, "sono allergica" ai
rapporti duraturi? Se si parte da qui, carissima Chiara, ogni risposta gi
preclusa. Perch il tema di fondo diviene quello della autosvalutazione e
ricorrono le solite domande. Perch le mie amiche ce la fanno e io no?
Forse perch "sono troppo perfezionista" (Roberta, 40 anni), oppure perch
"pretendo troppo, sogno il principe azzurro" (Francesca, 35 anni)? Vede,
Chiara, il nostro essere diversi dagli altri, il nostro non aderire ai "canoni"
delle nostre amiche, il nostro rifiuto dei "modelli di vita" degli altri
dovrebbe esaltarci, non renderci infelice. "Ciascuno" scrive Schwaller De
Lubicz "deve esaltare ci che nella sua natura."34
E da questa verit si deve partire: guai a ripudiarla.
Immagino quanti sforzi avr fatto, perch in genere molte donne fanno
cos, per farsi andare bene un partner che poi qualcosa, pi forte di lei, ha
allontanato... Ora immagini che dentro di lei abiti una Chiara, ricca di
energia, di forza, di vitalit, di amore che non vuole farsi confinare da un
uomo banale, qualunque. Una Chiara che cerca un incontro magico, perch
andrebbe svalutata? Sarebbe da "svalutarsi" se aderisse al modello delle sue
amiche, allora s, lei dovrebbe dolersene. Forse un tempo sar stata pi
competitiva, ma ora pi matura, la psicoterapia le ha insegnato che pu
diventare pi elastica, pi aperta, pi matura... E allora lei mi chieder:
"Perch non accade?". Non accade perch in genere noi vogliamo
34

Ren Adolphe Schwaller de Lubicz, Adamo l'uomo rosso, Edizioni


Mediterranee, Roma 2006, p. 156.

trasformare in duraturo ogni nostro incontro e invece... Ci dimentichiamo


che stiamo solo allenandoci per conoscere meglio noi stessi, per prepararci a
un incontro che sia veramente significativo... Non detto che avvenga...
Ma, se smette di cercare l dove cercano le sue amiche, se smette di
ragionare come loro, allora la sua diversit incontrer l'Altro, con la A
maiuscola.
Vorrei dire a chi non riesce a realizzare una relazione stabile di
incominciare a congratularsi con se stesso, di smetterla di paragonarsi al
resto del mondo che, per la maggior parte, trasforma le relazioni affettive in
spazi banali. Se avremo il coraggio di accettare la nostra diversit, allora
incontreremo le "persone diverse" adatte a noi. Questa la magia della vita:
se siamo magici, perch lottare per diventare spenti? Cara Chiara, non
sottovaluti la fortuna di essere cos e non lotti per cambiare. Se lei si
accetter sino in fondo, allora il suo inconscio le potr regalare gli incontri
che desidera. Spesso non incontriamo la persona giusta, perch la cerchiamo
nel posto sbagliato.

5 "Ho sposato l'uomo sbagliato"

Che cosa rende tossici gli amori? Che cosa li porta a farci male? Le
illusioni: sono loro il pi grande nemico dell'anima, sono loro le sirene che
Ulisse sa di dover temere pi di ogni altro demone. Le illusioni sono
credenze che si insinuano e si incarnano al nostro interno, spodestano il
nostro S, la nostra essenza, si sostituiscono alle leggi e ai codici dell'amore.
Ah, se sapessimo a quali pericoli andiamo incontro, quando ci avviciniamo
all'amore, riempiendolo di illusioni!
Dobbiamo ricordarci che quando ci innamoriamo e ancor di pi quando
stiamo con qualcuno, quando stiamo vivendo una relazione, abbiamo
veramente bisogno di quel sentimento di estraneit, di cui dicevo all'inizio,
di quel silenzio che la casa dell'anima erotica. Sentirsi estranei ai nostri
progetti, sentire di non avere niente da dire, essere silenziosi e percepire
cosa capita dentro di me: questa la via che porta Eros a trasformare il mio
Io, a fare di me l'uomo nuovo e la donna nuova. "Il silenzio" scrive Aldous
Huxley " cos pieno di saggezza potenziale e di spirito come un masso di
marmo grezzo pregno d'una grande statua." 35 Devo posare lo sguardo su di
me, non sull'idea-illusione che mi sono fatto di un rapporto d'amore.
Ho riportato qui alcune lettere che rivelano quante illusioni, quanti
ragionamenti inutili immettiamo sulle cose dell'amore, e quanto male
facciamo a noi stessi e alla nostra anima. S, perch gli amori vissuti male,
riempiti di ragionamenti e non accettati cos come sono, ci fanno ammalare
il corpo e la psiche. Impariamo a lasciarci vivere, a farci trasportare dal
desiderio, a osservare che cosa proviamo e... sia quel che sia! Ogni volta
che amo qualcuno i due Signori che mi accompagnano devono essere
Estraneit e Silenzio. Allora Eros realizzer il mio destino... Quando si ama
non bisogna credere in niente, solo osservare senza commento che cosa
accade dentro di me. Cos Amore ci fa fiorire non per qualcuno o qualcosa,
ma per realizzare l'essenza unica che siamo.
Caro dott. Morelli,

35

In La voce del silenzio, cit., p. 86.

giovane sposa delusa, dopo una decennale "convivenza" con l'attuale


marito, decido di trasformare (virtualmente) il mio attuale amante (un
ragazzo pi giovane di me e conosciuto da poco) nell'uomo della mia vita.
Decido di baciare il ranocchio per vedere se si trasforma in Principe.
Uso la bacchetta magica della mia fantasia e spero, spero intensamente
che mi risvegli alla "felicit". Non mi riesce, perch ho scelto un lui che pi
che un Principe un poppante e il romanticismo vola via quando ti ritrovi a
cambiare pannolini.
Ora sono consapevolmente disillusa da tutti questi uomini che mi hanno o
dai quali mi sono fatta circondare (padre, marito, amante, corteggiatori). Li
vedo tutti deboli, paurosi, fragili e inesperti. Ma allora dove sono finiti gli
eroi dei film, dei libri, dei miti, che mi hanno sempre prospettato? Erano
davvero esclusivamente proiezioni di desideri maschili? E noi, povere
donne, sempre tartassate e costrette a indossare i pantaloni, e a spingere,
rassicurare, vezzeggiare, blandire i nostri uomini. Che fregatura! Lo avessi
saputo prima avrei agito cos: un lavoro, un appartamento, un cane...
Silvia (Grosseto)
Cara Silvia, prendo a esempio la sua lettera, perch assomiglia ad altre
dello stesso tenore, a loro volta ruotanti intorno al leitmotiv del
romanticismo e della delusione che si prova, quando lo si vede svanire.
Altre lettrici mi scrivono perch disilluse dai mariti e se ne lamentano.
Varr la pena che io dica il mio pensiero sul romanticismo, se poi cos
utile "baciare il ranocchio per vedere se si trasforma in Principe". Mi
domando: perch non impariamo a guardare la vita per ci che ? Perch
dovremmo innalzarla a qualcosa che nella nostra mente, ma che non fa
parte della vita? Perch dovremmo trasformare i ranocchi in principi? E
vado ancora pi in l: perch pensiamo sempre al grande amore, che
dovrebbe trasformarci la vita? Non esistono i grandi e i piccoli amori:
esistono gli amori. Perch dovremmo idealizzare un incontro? Lei ha
incontrato un giovane uomo? Bene. Era pi giovane di lei? Bene. Era un
bambino? Bene. Ma chi ha scelto il bambino, cara Silvia? Sempre e soltanto
lei!
Spesso siamo infantili, non siamo abbastanza cresciuti ma, piuttosto che
accettare tutto questo, fingiamo di essere grandi. E allora arriva l'uomo
bambino a farci innamorare... In realt di noi stessi che ci stiamo
innamorando, del nostro infantilismo, anche se non abbiamo il coraggio di
dirci che abbiamo paura di crescere. Sa quante donne- bambine esistono,
amica mia, che passano il tempo a pensare ai vestiti, ai massaggi, al
corteggiamento? Niente di male, per carit, ma perch lamentarsene, poi? E

cosa voleva, cara Silvia, il macho dei film? Quegli uomini duri da cui
occorre rifuggire a gambe levate, perch non solo erano pi fragili di quanto
noi pensassimo, ma perch sono stati i modelli che hanno influenzato tutta
la mia generazione. Sa che fatica stato liberarsene? Ammesso di esserci
riusciti...
Penso che ognuno di noi abbia un compito nella vita, un compito suo,
tutto suo e, mi creda, non quello di trasformare i ranocchi in principi.
Come dicevano i Saggi Zaddik: "La gioia nel mondo com', nella vita
com', in ogni ora di vita in questo mondo cos com'". Il mondo "cos
com'" ci chiede di essere come siamo, senza idealismo, senza pregiudizi,
romanticismi, illusioni. Mi capita spesso di incontrare, in psicoterapia, delle
donne che immaginano l'uomo romantico come l'eroe dei film, come un
personaggio irreale capace di portarle via dalla routine della vita quotidiana.
In realt l'adesione identificativa a un modello romantico, ideale, porta a
vivere il rapporto reale, quello col compagno abituale, come una relazione
di serie B e lo rende difficile. I romantici vivono insomma in attesa di ci
che non accadr mai e svalutano ci che hanno. Solo se viviamo il mondo
"cos com'" possiamo diventare artefici di noi stessi: allora ogni cosa
importante nel momento in cui la stai vivendo. Scrive Gide che se "cogli di
ogni istante la novit che a nulla assomiglia ... sappi che nel luogo
predestinato ti sorprender una gioia diversa".36
Cara Silvia, se cerchi l'amore importante, quello dei film, magari lo
troverai anche... ma mentalmente resterai delusa. Non sono stati gli uomini
a ingannarti, ma le tue proiezioni. Diventare come Rossella O'Hara di Via
col vento: non ci rende pi felici, anzi... E poi Clark Gable c' solo nei
sogni...
Quando lo crediamo diverso da tutti gli altri
Caro dott. Morelli,
ho trentotto anni, ho fatto una vita molto movimentata: libera di crescere
facendo molte esperienze, anche brutte, ho sempre lavorato in mezzo alla
gente, anche all'estero e, anche quando ero sposata (senza figli), sono stata
sempre, o mi sono sempre sentita, libera.
Sono cresciuta in una famiglia non unita e ho visto botte e sempre
costantemente tensione. Quindi appena ho potuto me ne sono andata, e ho

36

A. Gide, op. cit., p. 111.

avuto mille storie, vari lavori in proprio, traslochi, uomini... una vita
incasinata.
Sei anni fa quando ho aperto una "meravigliosa bettola" (un bar) da sola,
mi sono messa assieme quasi per gioco, con leggerezza, a un ragazzo. Era
un angelo, mi ha aiutato come nessuno mai, quando sono rimasta incinta mi
ha dato soldi per il locale che era "andato gi", insomma un uomo stupendo.
Quando per nata Elena, si trasformato in un mostro e io che nel
frattempo mi ero adagiata, mi ero lasciata cullare da questo "angelo", non
mi ero resa conto che avevo perso le redini di tutto, della mia vita, della mia
attivit per la quale avevo lavorato all'inverosimile.
Ecco che ormai ero in una situazione dalla quale (cambiando molti
uomini) avevo sempre cercato di tenermi alla larga: senza lavoro, chiusa in
una casa a fare la mamma con un padrone (lui) che si comporta come i
classici uomini di una volta (molto simile a mio padre), bestemmie,
rompono cose, ecc...
Forse si stupir, ma non credo: ho avuto anche altri due maschi e ogni
tanto, fino al novembre del '99, prendevo tutti i bambini e me ne andavo via,
accampandomi a casa di un amico e l'ultima volta da una mia amica che
aveva la casa libera, avevo anche trovato un lavoro, brutto, ma c'era. Proprio
l, a casa di questa amica, ricevo una telefonata che mi ha cambiato la vita,
almeno per adesso: ho avuto il numero di una stupenda persona che,
secondo chi aveva chiamato, mi poteva aiutare.
arrivato e mi ha detto che non potevo andarmene da questa situazione,
mi ha parlato di vite precedenti, che in una vita lui (il mio compagno) era un
figlio che avevo abbandonato o maltrattato e che quindi avevo un debito con
lui e se non l'avessi risolto adesso, me lo sarei trascinato pi avanti, o in
un'altra vita.
Mi sono piovute addosso tutte queste cose cos nuove... Ero frastornata.
Fatto sta che per venirne a capo ho iniziato una psicoterapia. Ora sto
meglio, i bambini anche, il porco continua a essere sempre pi bastardo, ma
non ho pi cercato di andarmene. Mi scusi, ma adesso le porgo la domanda:
io che ho sempre pensato che la vita, l'amore dev'essere una cosa che
fluisce, cos come viene, che piuttosto di far vedere cose ai figli, come
stanno vedendo i miei, meglio lasciarsi senza avvocati; ho sempre sognato
di trasmettere allegria, vitalit, musica, libert, colori ai miei figli, non
posso farlo perch non mi lascia fare niente di questo, mi rende difficile
tutto.
Quando arrivo a casa la serata dipende dal suo umore... lo, la mitica
Franca, sono qui in un buco a lavorare come una bestia per prendere solo
insulti. Eppure mi fido di questo terapeuta che ho contattato in novembre,

con cui sto iniziando a vedere le cose in modo diverso. A volte per non so
se sia giusto, perch so, o credo, che se i miei bimbi crescessero con me
sarebbero pi sereni.
Franca (Terni)
Cara Franca, pubblico volentieri la sua lunga lettera perch tocca il punto
del destino, a cui tantissime lettrici sono sensibili, e di cui spesso mi hanno
scritto. Per non parlare della reincarnazione che negli ultimi anni diventata
sempre pi di moda. Nel suo caso la spiegazione dei suoi dolori si pu
attribuire, secondo il suo amico, al fatto che in una vita precedente lei "si
era comportata male come madre". Non si riflette mai abbastanza sul fatto
che tutti gli strumenti che ci servono per vivere (le funzioni) sono presenti
adesso, in questo momento, in questa vita. Tutto ci che la riguarda qui,
adesso. Tutte le cose che risolviamo ora le avremo risolte per l'eternit, per
sempre. Diffidi, amica mia, dei "magonzoli", di quelli che la sanno lunga, e
ancor peggio di quelli che ci dicono cosa fare della nostra vita. Rifletta sul
fatto che lei una donna con una grande energia vitale, che ha fatto molte
cose, che ha lottato.
Ha trovato l'uomo sbagliato? Ci ha fatto tre figli? Va bene, adesso si tolga
dalla mente i rimpianti, non fugga. Scenda dentro se stessa, fino a trovare un
punto in cui il dolore sfuma. Riattivi dolcemente la sua energia, la sua
creativit e vedr che allora arriveranno gli incontri giusti, le persone che la
aiuteranno a trovare la "sua" via. Si ricordi, cara Franca, che i disagi ce li
creiamo lottando contro noi stessi. Di certo non sono le vite passate a farci
fare tre figli con lo stesso uomo che odiamo. Neppure dobbiamo soffrire
perch dipende da una vita precedente sbagliata. "Il presente sarebbe pieno
di ogni possibile avvenire" ci ammonisce Gide "se gi il passato non vi
proiettasse una storia."37
La soluzione avere la mente nel presente: pensare oggi, adesso, in
questo istante a cosa posso fare per stare bene. Altrimenti, come scrive
Montaigne:
Noi non siamo mai in noi, siamo sempre al di l... il desiderio, la
speranza, ci sospingono verso l'avvenire e ci sottraggono il sentimento e la
considerazione di ci che , per trastullarci su ci che sar, quando appunto
noi non saremo pi...38

37

A. Gide, op. cit., p. 95.


Michel de Montaigne, Della Saggezza, a cura di Lorenzo Milanesi, Rubbettino,
Soveria Mannelli 2006, p. 83.
38

Aprire la porta alla creativit, al gioco, alla gioia. Da qui dobbiamo


partire: e allora il nostro cervello ci far scoprire vie nuove, un modo
diverso di vedere la vita che la vendetta, l'odio, la rabbia invece ci oscurano.
E anche i "maghi" dell'oroscopo.
Sono le parole inutili che affossano una relazione
Caro dottor Morelli,
l'ho sentita dire in televisione che per una coppia non tanto importante
capirsi, spiegarsi, parlarsi. Lei si sbaglia: il mio matrimonio fallito perch,
a un certo punto, io e Vittorio abbiamo smesso di parlarci, di dirci tutto.
Prima ogni cena era una festa, non c'era mai un momento vuoto, io e lui ci
raccontavamo la giornata di lavoro, gli parlavo dei miei problemi,
raccontavamo le barzellette, ridevamo. Ero pi io a parlare e lui ad
ascoltare, ma condividevamo tutto: idee politiche, visione della vita,
sceglievamo le amicizie e gli hobby da coltivare insieme. Eravamo felici.
Poi tutto cambiato: sono arrivati i lunghi silenzi e io non ce la facevo pi.
Quando ho scoperto che aveva un'altra non ce l'ho pi fatta, ho cercato di
parlarne, di far venire fuori il problema, avrei anche perdonato, ma lui
niente. E allora mi sono stufata e l'ho mollato. Quando non c' pi
comunicazione, allora l'amore finisce. Mi permetta di non essere d'accordo
con lei, anche se per la stimo molto.
Eleonora (Bologna)
Cara Eleonora, mi ritrovavo un giorno a tenere una conferenza a Milano,
presso la comunit ebraica e ricordo il rabbino Laras che raccontava della
sua giovinezza quando, dopo aver a lungo studiato in silenzio i libri sacri, si
soffermava nell'intervallo a colloquiare con gli altri giovani studenti.
Rammentava l'ammonimento del suo vecchio rabbino, rivolto ai
chiacchieroni: "Niente parole inutili...".
Questo insegnamento del "non sprecare le parole" (ma si dovrebbe
applicare anche ai pensieri) comune a tutte le grandi tradizioni ed
presente nei discorsi di tutti i grandi Saggi. Perch non dovremmo sprecare
il nostro eloquio?
Se ogni cosa che diciamo si materializza in noi attraverso l'orecchio, le
parole che diciamo, sia a voce bassa sia a voce alta, diventano la nostra
sostanza. Da qui scaturisce che noi siamo i profeti del nostro destino: se
diciamo parole inutili diventeremo inutili, paurosi, insicuri di tutto, come
sono le persone che riempiono continuamente di pensieri e parole il loro

silenzio. Via via che il "parlare senza motivo" prende il sopravvento non
riusciamo pi a restare da soli, siamo in balia degli altri, ci nutriamo dei loro
discorsi, non ci accorgiamo che le nostre e le altrui parole ci vampirizzano.
Stare insieme non parlare, capire, comunicare. ascoltare le magie di
un'attrazione, l'intimit che si forma nel silenzio, nel buio. "Il silenzio"
scriveva Spinoza " il pane dell'anima."39
Se entrambi la pensiamo allo stesso modo, vuol dire che ci stiamo
uniformando: peggio ancora se facciamo le stesse cose o se vogliamo sapere
ogni cosa dell'altro.
La frase pi tremenda : "Amore, dimmi a cosa stai pensando".
Noi purtroppo vogliamo uniformarci, diventare una sola cosa non
nell'amplesso ma nelle abitudini e, ancora di pi, vogliamo controllare il
nostro partner.
Ma contrariamente a quello che si crede, durano pi a lungo le coppie che
parlano poco, che non fanno grandi sforzi per capirsi, che non condividono
gli stessi hobby e che non vogliono controllare l'altro.
I sondaggi dicono che le coppie che vivono in simbiosi sono pi a rischio
e che, dopo aver condiviso ogni attimo di tempo libero, col tempo non si
sopportano pi e vedono la rottura della relazione come il tentativo di
recuperare un'autonomia necessaria per la propria sopravvivenza.
Una relazione, secondo Montaigne, un'intesa che si raffredda volentieri
per una presenza troppo continua, e che l'assiduit deteriora... E ognuno
sente per esperienza che la continuit nel vedersi non pu compensare il
piacere che si prova nel lasciarsi e ritrovarsi a intervalli.40
Mentre nei primi anni di matrimonio prevale la simbiosi, con la maturit,
comunque dopo i trent'anni, i coniugi sviluppano interessi personali, si
dedicano reciprocamente sempre meno spazio nel tempo libero e coltivano
ciascuno i propri interessi. In genere, in questi casi, uno dei due accusa
l'altro di trascurarlo, tuttavia le coppie aperte, che non si colpevolizzano per
la libert che si concedono, vivono di gran lunga pi serenamente e senza
conflitti. Quanto pi c' controllo e desiderio di vivere in simbiosi, uno dei
due partner finisce col farsi l'amante: un modo per fuggire da una relazione
opprimente.
Vede Eleonora, solo la libert permette a una relazione di diventare
magica... la magia di un incontro. Scriveva Gibran: "Amatevi, ma non fate

39

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, Spinoza non conosce il male, Acquaviva, Bari


2003, p. 78.
40
Montaigne, op. cit., p. 106.

dell'amore una rete: ci sia piuttosto un mare inarrestabile tra le rive delle
vostre anime".41
Se non si fa cos, tutto diventa fatica e noia e il tradimento arriva
inesorabile.
Cambiare le cose? Non quello che serve
Elena, 35 anni, scontenta. La sua vita matrimoniale non le piace, mi
scrive:
Non il marito che volevo o che sognavo. Sono profondamente delusa.
Tutti i giorni mi ripeto pi e pi volte che devo andarmene da casa, che
devo lasciarlo. Poi subentra la paura, la paura di far crescere i figli da soli
senza il pap, la paura di non farcela da sola. Cos, anche se del tutto
insoddisfatta desisto, rinuncio.
Accade a molte persone di fantasticare di rompere un rapporto coniugale
e di non riuscirci. Che cosa fare in questi casi? Ho sempre pensato che la
psicoterapia fosse un luogo pratico, dove i problemi andavano risolti
concretamente. Elena ha un altro tarlo che l'assilla.
Ho fatto pi di un corso per imparare a nuotare. Ebbene ci riesco fino alla
linea rossa della piscina, la linea che indica che non si tocca pi. Quando
vedo la linea rossa, mi prende la paura e torno indietro. Sono avvilita, vedo i
ragazzi che imparano e io che mi spavento quando l'acqua supera il metro e
mezzo...
Mi sono chiesto che cosa c'era in comune tra i due tarli di Elena. Che cosa
legava il pensiero ricorrente di lasciare il marito e il desiderio di varcare la
linea rossa? In entrambi i casi Elena faceva sforzi, lottava per raggiungere
un risultato senza curarsi della sua fragilit, della sua femminilit, lottando
contro se stessa.
E se dentro ognuno di noi abitasse una forza che ci blocca quando non
stiamo seguendo la nostra vera natura? "In me c' qualcosa di divino... Mi
capita fin da quando ero ragazzo, sotto forma di una specie di voce che,
quando si fa sentire, sempre per distogliermi dal fare quel che sto per fare,
mai per incitarmi."42 Cos succedeva a Socrate. Questa forza va ascoltata,
rispettata, non contrastata. Ho consigliato a Elena di tornare in piscina e
nuotare a lungo nell'acqua bassa, abbandonandosi, godendosela, sentendo la
forza del femminile, la sua elasticit. L'imperativo categorico di questo
41
42

193.

Kahlil Gibran, Parole sussurrate, Edizioni Paoline, Milano 1993, p. 90.


Franco Ferrari, Socrate tra personaggio e mito, Rizzoli, Milano 2007, pp. 192-

esercizio era quello di fermarsi quando si avvicinava alla linea rossa, di non
varcarla, di tornare dolcemente indietro, dove si tocca, senza sensi di colpa.
E riguardo al marito? Chi ha detto che se te ne vuoi andare da casa, lo
devi fare sul serio e per sempre? Frequentemente pensiamo che ogni nostra
azione debba essere assoluta e definitiva. Cos quando fantastichiamo di
lasciare il nostro partner rimuginiamo e ripensiamo alla cosa per giorni e
giorni. A volte basta un gesto simbolico, come una finta partenza per sapere
se veramente quello che vogliamo. Si tratta di indossare i vestiti da
viaggio, di preparare la valigia, di recitare la scena del nostro arrivo in
stazione come se fosse vera. Quando poi ritorniamo a casa scopriremo se
era la partenza che volevamo veramente o piuttosto cambiare alcune cose
nel rapporto, o magari nel nostro atteggiamento mentale. Se vogliamo
cambiare le cose intorno a noi, possiamo cominciare da noi stessi. Per il
nostro cervello l'immaginazione capace di veri e propri miracoli.
cos che ho invitato Elena a preparare la valigia, minuziosamente,
proprio come se dovesse partire, di prendere il biglietto per il treno,
chiamare il taxi, arrivare in stazione e poi... tornare indietro, a casa.
Naturalmente tutto questo andava fatto in stato di consapevolezza, presente
a se stessa, cosciente dell'azione e totalmente identificata nella parte. Ora,
dopo qualche mese, Elena nuota tranquillamente nell'acqua alta e il rapporto
con il marito si ravvivato "da tutti i punti di vista".
Inutile pensare e ripensare alle cose che non fai: se non lasci il tuo partner
perch sei ancora legata a lui: continuare a ripetersi che lo si vuole
lasciare, non ci aiuta.
Non c' niente di male a esser freddi
Caro dottor Morelli,
le scrivo perch soffro in quanto gli unici due uomini della mia vita mi
hanno deluso profondamente. Mio marito una persona che impedisce a
chiunque di esprimere le emozioni, i sentimenti. controllato, freddo,
anche nell'intimit, non si lascia andare minimamente. Io che invece sono
una persona emotiva, sensibile, ho sempre sofferto tantissimo per questo
suo modo di essere. Dopo anni vissuti cos, ne ho 41, tre anni fa ho
incontrato un uomo di cui mi sono innamorata follemente: ma anche lui,
mentre al contrario di mio marito nell'intimit si lascia andare, subito dopo
diventa freddo, gelido. Cos questa relazione porta allo stesso risultato del
rapporto con mio marito. Ho cercato di evadere per trovare qualcuno con
cui scambiare il calore che avevo dentro e, invece, ritorna la stessa

freddezza. Forse sono gli uomini che sono cos. Perch alcune mie amiche,
con cui mi confido, mi dicono che pi o meno la stessa cosa accade anche a
loro. Chiss se anche lei un uomo freddo, forse il suo lavoro che la
costringe a controllarsi, l'ha fatta magari diventare cos. Noi donne siamo
diverse, viviamo per esprimere i sentimenti, anche se gli uomini fanno di
tutto per spegnerli.
Scusi lo sfogo.
Eleonora
Sono convinto, e lo dico francamente, che il mondo pu cambiare solo
grazie alle donne. Ne sono convinto perch vedo in psicoterapia soprattutto
donne (75-80 per cento) che lottano per uscire dai loro disagi, dalla loro
sofferenza. Noi uomini siamo abitudinari, rigidi, controllati.
Se in famiglia accade qualcosa di nuovo lo si deve soprattutto alla donna:
le donne decidono di cambiare casa, la scuola dei figli, le vacanze. Sono
pronte a nuove iniziative, cambiano con facilit la loro vita, sono molto
meno schiave di pregiudizi e luoghi comuni. Non hanno la testa imbottita di
schemi, di preconcetti, di convinzioni: sono pi aperte. Le donne non hanno
mai fatto le guerre. Grazie al ciclo, alle gravidanze, sanno cos' la natura, le
sue leggi: ma... Ma, sulla freddezza vorrei che la si smettesse di alimentare
il mito della donna calda e dell'uomo freddo.
Nella nostra cultura in genere la freddezza considerata un'emozione
negativa. Il 70 per cento delle donne dichiara nei sondaggi che la
maggioranza degli uomini sono freddi, razionali, controllati. Al contrario il
sesso femminile ritiene di essere naturalmente portato a liberare le
emozioni, i sentimenti, e a viverli. Di fatto comunque la freddezza
un'emozione, un sentimento di cui non possiamo fare a meno. Anzi il nostro
cervello spesso attiva questa sensazione, il che vuol dire libera le "sostanze
chimiche" del raffreddamento emotivo, per permetterci di essere pi lucidi,
distaccati, per vedere le situazioni senza essere travolti dall'attaccamento
emotivo. Quante volte la decisione che stavamo per prendere il giorno
prima, rivista a "mente fredda", ci parsa sbagliata?
Se l'eccesso di freddezza pericoloso, perch ci rende aridi, altrettanto
pericoloso rimuoverlo. Vale a dire che spesso siamo caldi, emotivi,
sentimentali a tutti i costi perch releghiamo la freddezza nell'inconscio,
come se cos fosse lontana da noi. I rapporti sentimentali diventano
significativi quando permettiamo a noi stessi di esprimere anche questo
sentimento, che inferiore non . La freddezza non il cinismo.
Cara Eleonora, sa perch ci circondiamo di uomini freddi? Perch
ripudiamo di convivere con la nostra freddezza, non la accettiamo, la

combattiamo, la rimuoviamo e finiamo inesorabilmente col "proiettarla"


sugli altri. Il marito e l'amante diventano gelidi, invece noi... no! Cos ci
crogioliamo nell'autocompiacimento, noi che siamo persone emotive, calde,
sentimentali e romantiche... Vorrei fare una domanda a tutte le lettrici:
cos terribile essere freddi? Ma se rimuoviamo la nostra freddezza, allora ci
costringiamo a essere emotivi a tutti i costi, "recitiamo" la parte delle
persone calde e pertanto la freddezza scompare dalla nostra vista. Per
ritrovarla, per riviverla dobbiamo incontrare uomini che ci facciano soffrire.
Sapete quando un gran giorno? Quando anche di fronte al nostro grande
amore, sappiamo che insieme al desiderio, alla gioia di vederlo, al piacere
c' anche la nostra freddezza... Allora non ci ferir pi la sua, allora
diventeremo grandi e la nostra contraddittoriet sar il centro della nostra
crescita. Allora non avremo pi bisogno di incontrare persone che ci
"gelano". Scrive Montaigne:
La nostra vita composta come l'armonia del mondo, di cose opposte e
anche di toni diversi, dolci e aspri, acuti e bassi, molli e gravi. Il musicista
che prediligesse soltanto i primi, che musicista sarebbe? Bisogna che se ne
sappia servire nel complesso e amalgamarli.43
Riguardo a me, cara amica, cerco di non rimuovere il mio calore e tanto
meno la mia freddezza.
E se non riesci a lasciarlo significa che non vuoi!
Maria Luisa, 41 anni, sostiene che "la cosa peggiore che pu capitare a
una donna quella di vivere con un uomo che non si ama". Cos si
ripromette da anni di lasciarlo, ma, "una volta penso ai figli, un'altra al
discorso economico oppure al dolore che darei ai miei genitori. Insomma
pi ci penso, pi mi accorgo che per una donna lasciare il proprio uomo
come scalare una montagna".
Forse deluder la mia lettrice, ma non sono d'accordo con questo modo di
vedere le cose, di progettare le soluzioni. Vi sono molte persone che
passano il tempo a pensare e a ripensare un addio nei confronti del coniuge
che, puntualmente, non avviene. Cos si continuano a guardare i difetti del
partner, a vedere come "lui sbagliato" e come noi siamo stati "sfortunati" a
metterci con lui. In realt la mia esperienza professionale, il mio lavoro
come psicoterapeuta mi ha mostrato che quando un rapporto veramente
finito, inevitabilmente si rompe, ci si separa. Magari ci sono prove difficili
da superare (i figli, i soldi, le arrabbiature, le abitudini di vita). Per, proprio
recentemente, ho seguito una donna di 35 anni che si trovava in mezzo a
mille difficolt, eppure in lei c'era la decisione di andarsene: rifiutava di
43

Montaigne, op. cit., p. 95.

continuare il suo rapporto matrimoniale. E cos stato. Certo non tutti


hanno quella determinazione, per vi sono tante persone che utilizzano
l'alibi del "marito sbagliato" per non affrontare la vita nella sua profondit,
nel suo divenire. Allora si diventa lamentosi, appena si incontra l'amica si
corre subito a sparlare di lui, a raccontare degli innumerevoli torti che
abbiamo subito.
Esiste un 15-20 per cento di donne, secondo alcuni sondaggi, che
dichiarano di avere un rapporto matrimoniale insoddisfacente e di queste il
50 per cento racconta di voler lasciare il coniuge senza riuscirci. Ci pensano
molto spesso nell'arco della stessa giornata, ne parlano e si lamentano con le
amiche. Fantasticano su come abbandonare il marito, pensando e
ripensando alle modalit di rottura (come cambiare casa, come dirlo ai figli,
ecc...). In realt queste donne non affrontano mai l'argomento col partner e,
inconsciamente, non vogliono allontanarsi. Entrano in grande crisi se poi
il marito ad abbandonarle. In questo caso si accorgono di essere gelose, e di
colpo scompare il desiderio di fuga e di abbandono a lungo accarezzato.
Attenzione: lamentarsi non ci fa crescere, riduce la nostra autostima, ci d
la sensazione che la vita debba svolgersi in attesa di risolvere un rapporto
sbagliato. Finch stiamo con una persona, finch non riusciamo a lasciarla,
vuol dire che c' "qualcosa" di noi che vuole continuare il rapporto: vuol
dire che nel nostro intimo, cara Maria Luisa, non vogliamo lasciarlo. E
allora? Varr la pena, anzich vivere nel rancore per anni, cercare pi i
punti di contatto che di rabbia. Diventa determinante comprendere che tutte
le volte che ci rifugiamo nel rancore, inevitabilmente lo somatizziamo, vale
a dire lo depositiamo nel nostro corpo. Per questo, se decidiamo di rompere
un rapporto, dopo aver riflettuto, consigliabile passare all'azione e
comunicarlo al coniuge.

6 Ama a modo tuo

Le teorie psicologiche sostengono ripetutamente che bisogna volersi bene


per poter piacere agli altri. Ma come faccio a piacermi quando mi ritrovo a
quarantun anni non solo senza amore ma anche senza uno straccio di
corteggiatore che mi faccia sentire attraente, desiderata, "donna"?
Un periodo di solitudine pu aiutare a rinnovarsi, lo so, ma quando si
protrae da ben cinque anni? Mi sento come una pianta che sta appassendo
per mancanza d'acqua. Cosa c' che non va in me?
Interiormente mi sento un'adolescente in attesa del grande amore, poi mi
scontro con la realt anagrafica e vivo con la paura o con la rassegnazione
che il tempo dell'amore sia ormai agli sgoccioli.
Come Lei suggerisce di fare, provo a svuotare la mente e a vivere il
presente, ma faccio solo finta di stare bene e invece soffoco un urlo di
rabbia e di dolore per tutto l'amore che mi viene negato. Ci sono donne
molto amate e altre no. Da cosa dipende? Ho bisogno di capirlo!
Lia (Palermo)
Cara Lia, mi soffermo volentieri sulla sua lettera, perch credo dia molti
spunti di riflessione e perch penso interessi molte donne alle soglie della
maturit.
C' un'et dell'amore? C' veramente un tempo per amare, come dicevano
le nostre nonne prima e le mamme poi, e alla fine bisogna "mettere la testa a
posto" e mettersi in riga?
Cos ci stato insegnato: il consiglio pi propinato alle donne era quello
di trovarsi un marito il pi presto possibile, sposarlo e farselo andare bene.
Diciamo la verit: la nostra cultura ha sempre guardato con sospetto le
donne sole "di una certa et" e le ha bollate come zitelle o con altri epiteti
sgradevoli.
Anche se non ci sembra, i luoghi comuni del passato diventano immagini
collettive e si stratificano dentro di noi, si fissano nel nostro cervello senza
che ce ne accorgiamo. Scrive Nietzsche:
Il costume il frutto delle esperienze di uomini del passato su quanto si
credeva utile e dannoso... Dall'alto della sua autorit questo sentimento
agisce opponendosi a nuove esperienze... ci significa che l'eticit osteggia
l'agire di nuovi, migliori costumi: essa inebetisce.44
44

Friedrich Nietzsche, Aurora, Adelphi, Milano 2006, p. 22.

La verit , cara Lia, che i nostri padri, le nostre madri, i nostri vecchi non
erano cos saggi... e che quasi mai avevano ragione. Non facevano che
ripetere le cose che erano entrate nelle loro orecchie, che avevano assorbito
senza saperlo e che ripetevano in modo meccanico. Questo l'atavismo, nei
confronti del quale solo pochi hanno avuto il coraggio di controbattere, di
ribellarsi.
Si pu amare a quarant'anni, a cinquanta, a sessanta, a settanta, a ottanta:
si pu e lo constato quotidianamente nel mio lavoro.
Non vero, come si pensa, che via via che l'et avanza i sentimenti si
affievoliscono. Non vero che l'et dell'amore nella donna tanto pi forte,
quanto pi lontana dal climaterio. Anzi, liberata dal timore della
gravidanza, la donna pi disponibile a coinvolgimenti affettivi, emotivi,
sentimentali e sessuali.
Perch questo avvenga occorre per una notevole disponibilit a cercare
l'amore maturo, non quello adolescenziale. L'amore maturo si differenzia
perch vi una gestione pi equilibrata della relazione, meno impulsiva,
meno idealizzata e con minor possessivit. Quando ha queste caratteristiche,
l'amore maturo considerato di gran lunga migliore di quello giovanile dal
75 per cento delle donne che l'hanno sperimentato.
Quando invece si soffre dopo i quarant'anni? Quando ci ostiniamo a
cercare l'amore ideale, quello del principe azzurro delle fiabe, quando lo
vogliamo collocare nei luoghi comuni, negli schemi, negli stereotipi in cui
ci siamo identificati.
"L'ideale" scrive sempre Nietzsche " una menzogna che pesa sulla
realt."45
Si pu vivere tanto meglio l'amore quanto pi si esce dai luoghi comuni, e
quanto meno ci si "traveste" da adolescenti. E qui, cara Lia, le faccio un
appunto: se un uomo per avvicinarsi a lei deve sentirsi addosso il peso di
essere "il suo grande amore" fuggir... Non ci sono piccoli e grandi amori.
A ogni et possiamo accendere la scintilla, a patto di non recitare lo stesso
stereotipo dell'eterno adolescente, che vuole vivere l'amore a cinquant'anni
come se ne avesse quindici.
Sa qual la differenza tra le donne molto amate e le altre? Che si perdono
nella loro accettazione, senza porre condizioni. Che lasciano fare all'amore,
si fanno sorprendere. Insomma che hanno l'umilt di non mettere vincoli.
Cos facendo la vita danza intorno a noi e ogni incontro diventa denso di
significato.

45

Friedrich Nietzsche, Ecce Homo, Adelphi, Milano 2007, p. 12.

Se non ti amano perch non ti ami!


Vi in me un punto silenzioso, un luogo inaccessibile, un sapere
profondo, un'energia sconosciuta capace di prendersi cura di me, di
provvedere alla mia realizzazione? C' qualche errore che commettiamo,
che impedisce a questo centro misterioso che mi abita di fare la "sua" parte?
Francamente credo che con noi stessi sbagliamo quasi tutto, forse tutto...
ed per questo che prorompono i disagi, le sofferenze, le insoddisfazioni. In
ognuno di noi si formata la sensazione, come se ci fosse una voce interna,
che dice che non andiamo bene, che la vita questa, che non c' niente da
fare.
Cos mi scrive Soleluna, uno pseudonimo, alla community di "Riza":
Sono la "disperata dentro" per il non amore ricevuto, o sono quella che lo
evita volontariamente per non soffrire? Va bene ci che compio tutti i giorni
o, come penso, solo il debito che bisogna pagare per essere nati?
Qual l'errore che non dobbiamo pi commettere? Quello di ragionare su
noi stessi, come se fossimo degli oggetti da studiare, come se il nostro Io
avesse risposte da darci. "C' molto di noi che non possiamo conoscere
direttamente" scrive lo psicologo Timothy Wilson "anche con la pi attenta
introspezione."46
Insomma l'anima il nostro lato oscuro, non pu essere conosciuta e
affrontata con le regole dell'esterno, con le domande e peggio ancora con le
nostre risposte scontate...
"L'uomo che ottiene a sufficienza dalla propria ricchezza interiore" scrive
Schopenhauer "non ha bisogno dell'esterno se non di poco o nulla."47
Chi ha detto che dobbiamo pagare un debito per essere nati, per essere
vivi? Cos un'altra lettrice mi scrive:
Caro Raffaele, quando tu affermi che noi crediamo di essere noi stessi,
ma in realt non lo siamo, ecco, io non so chi sono: sono quella che parla o
sono quella che pensa, sono la dolcezza, il buonismo che sento dentro o la
donna esatta che pondera bene prima di parlare, esamina scrupolosamente
ogni situazione, non si concede una parola di troppo ed esige lo stesso dagli
altri?
Tutte queste domande ci allontanano dall'anima, dall'essenza. Nessuno di
noi una sola cosa, un solo personaggio. C' dell'altro, c' ben altro... C'
46

W. B. Irvine, op. cit., p. 84.


Arthur Schopenhauer, La saggezza della vita, Newton & Compton, Roma 1999,
p.42.
47

qualcosa dentro di me che il mio Io non pu conoscere con le sue leggi, n


con le sue definizioni. C' ben altro da scoprire e su cui contare e di cui
fidarsi...
Il problema che spesso, dentro di noi, si fa sentire una voce "cattiva" che
ci dice: "Tu non vai bene...". Questa voce interiore ci mette a disagio, ci d
la sensazione di non valere nulla. Ma non piacersi, non andarsi mai bene,
essere insoddisfatti di se stessi, sentirsi degli incapaci la conseguenza di
alcuni errori-chiave che commettiamo. Col tempo diventano un'abitudine e
non ce ne accorgiamo neppure pi, ma sono sbagli determinanti che
ripetiamo di continuo e che consumano le basi della fiducia che abbiamo in
noi stessi.
Cos facendo mettiamo a repentaglio la nostra autostima, qualcosa che
abbiamo in dote sin dalla nascita ma che messo in discussione da
atteggiamenti mentali sbagliatissimi, il principale dei quali voler dirigere
la propria vita, pensare di saperne di pi della vita stessa. Questa
presunzione della mente, che in realt un fenomeno assai superficiale
rispetto agli istinti profondi che dovrebbero - e saprebbero - guidarci,
finiamo per pagarla cara. Con quella vocina che viene a galla di continuo a
criticarci, a volte a massacrarci, che non perde l'occasione di mettere il dito
nella piaga e tormentarci... Contemporaneamente per in ognuno vive
un'energia femminile che "allatta" e nutre l'autostima. stata seminata in
noi dall'inizio, l'energia primordiale che guida la vita.
La fiducia in se stessi, cio la percezione soddisfacente del proprio valore
e delle proprie capacit, nasce nei primissimi mesi di vita in base a
un'originaria rudimentale deduzione inconscia: se la mamma mi accetta e mi
vuol bene, vuol dire che sono accettabile e buono, quindi posso fidarmi di
me, cos come mi fido di lei. A guidarla la voce tenera e amorevole della
mamma. Crescendo, per, troppe volte ne perdiamo ogni traccia e non la
sentiamo pi, sommersa com' dalle sirene del mondo che ci ossessionano
con gli inviti a cambiare, a "migliorarci", a modellarci sugli stereotipi con
cui ci hanno imbottito la testa, a negare e disprezzare la nostra originalit in
nome di una presunta e irreale "perfezione".
Col tempo le voci matrigne diventano sempre pi forti, caustiche,
ossessive, fino a farci perdere la fiducia in noi stessi. Ma la traccia della
voce materna non pu mai essere cancellata: ancora l, da qualche parte, e
in ogni momento possiamo ritrovarla.
Perch non ti fidi della tua anima?

Il caso clinico che ora vi descrivo da manuale, perch si tratta di una


storia... da non prendere a esempio!
Laura una paziente che, nella vita, si trova ad avere tutto ci che
desidera, ma lo butta via perch ascolta una voce che, da dentro, mette
continuamente in dubbio i sentimenti di Alessandro, il suo partner.
Purtroppo quando lasciamo troppo spazio ai pensieri, quando la stima di noi
stessi latita, rischia di insinuarsi quella vocina "cattiva" che mette in
discussione ogni nostra scelta e comportamento. cos che l'eros perde la
sua magia e le relazioni finiscono per colare a picco...
PRIMA fase: Arde la passione
Laura e Alessandro: lei pubblicitaria decisamente attraente, lui libero
professionista affermato e ricercato dalle donne. Si conoscono e subito
vengono travolti da un'attrazione sessuale fortissima. La fisicit che Laura
sperimenta con Alessandro magica. Tutto potrebbe continuare come in
una fiaba, ma dentro Laura fa capolino la voce del giudizio, quella vocina
"cattiva" che in pratica si esprime cos: "S, vero che fa bene l'amore, ma
non vedi che non si coinvolge? Fa solo sesso con te, sesso e basta. Non ti
ama per davvero...".
Quella voce denigratoria, che nasce dalla disistima cronica di Laura, tende
a sminuire la loro relazione a favore di un modello ideale, quello del Grande
Amore: il sesso, insomma, non basta.
SECONDA fase: Il dubbio
Dietro il mito del Grande Amore spesso sta l'orgoglio ferito: "Mi usa...
forse non sono abbastanza per lui?" suggerisce la vocina malevola. E cos le
cose si complicano... Alessandro si sente sotto accusa, teme di aver
sbagliato qualcosa. Il dialogo tra i due inizia a farsi complesso.
lei: Lo dico per te, non sarebbe ancora pi intenso il piacere se tu ti
lasciassi andare, se ti coinvolgessi anche sentimentalmente?
lui: Cosa intendi dire? Tu mi piaci molto, ma io sono fatto cos e mi
sembrava che fosse tutto perfetto, no?...
lei: B, se non ti metti in discussione allora non sei come io speravo. Io
voglio l'amore vero, creare una coppia con un futuro.
TERZA fase: L'orgoglio inutile
venerd, e nel tentativo di sorprendere Laura con la sua passione,
Alessandro compra due biglietti aerei per Parigi: weekend da fidanzatini. Le
telefona, ma lei ha impegni inderogabili sabato mattina... Lui non si d per
vinto e le propone "una sola meravigliosa notte a Parigi".

lui: Se sabato mattina lavori, vuol dire che partiremo sabato pomeriggio;
per nulla al mondo mi perderei questa notte a Parigi con te.
lei: Non penserai mica di portarmi a Parigi per fare sesso e poi tornare
indietro?
In Laura la voce del giudizio (o sarebbe meglio dire della disistima?) ha
avuto ancora una volta la meglio: invece di pensare al piacere di una
vacanza imprevista e un po'"fuori dagli schemi, lei mette davanti un finto
orgoglio ("Mi sta trattando come una prostituta!") e alla fine con una scusa
evita di partire.
QUARTA fase: Il precipizio
Alessandro allora nel fine settimana si dedica completamente a Laura, ma
ogni coccola viene inesorabilmente smontata dal solito ritornello: "E il
sentimento?". Confuso, smarrito non sa pi come comportarsi. Laura
interpreta il suo smarrimento come una prima vittoria e decide di metterlo
ancora di pi alla prova sul piano sentimentale...
lei: "S, a letto sei bravo, ma solo tecnica, tu non vuoi lasciarti andare,
non vuoi metterti in gioco...".
lui: "Non capisco... Di solito le donne con me stavano bene. Mi fai sentire
confuso...".
QUINTA fase: Tutto rovinato
Cos, mentre lui cerca ancora di capire cosa mai non vada tra loro, Laura
butta l una frase tranello:
lei: "Tesoro, non preoccuparti, io sono una donna libera e con te potrei
anche fare esperienze particolari. Vuoi che andiamo in un priv, facciamo
l'amore a tre o... altro?".
Alessandro, sul momento, del tutto spiazzato dalla proposta inaspettata,
risponde che desidera solo lei e basta. Ma poche sere dopo, sentendosi
molto eccitato, pensandola, le telefona e tenta di coinvolgerla in un rapporto
erotico a distanza. Laura a questo punto si infuria.
lei: "Vedi, ci sei cascato, non hai capito nulla di me. Con quella proposta
io ti ho messo alla prova ed chiarissimo: a te interessa solo il sesso, non
mi ami!".
Alessandro si arrende, non vede vie d'uscita, dichiara a Laura che cos lui
non ce la fa pi ad andare avanti e chiude la storia.
tempo di imparare a giocare con l'anima

L'insegnamento che possiamo trarre dal racconto precedente che quando


lasciamo spazio ai pensieri "negativi" l'eros perde la sua magia e una
relazione rischia di colare a picco. In questo modo la disistima pu rovinarci
veramente la vita.
E quando non ti piaci, quando ti sembra che la tua vita sia un disastro,
significa che sei finito in uno dei tanti labirinti della mente, e che ti stai
dimenticando delle risorse dell'anima, di quel "sapere profondo" che ti abita.
Sentite cosa scrive Giuliana:
Non ho voglia di occuparmi di me: preferisco pulire casa che pettinarmi.
Non mi piaccio e anzi evito di guardarmi allo specchio, perch mi vedo
sempre pi brutta. Non mi compro vestiti (tanto sono troppo grassa per
tutto), non mi compro trucchi (tanto sono troppo brutta), non vado dal
parrucchiere, odio il mio aspetto cos tanto che a volte vorrei sparire... Ma
che mi succede? Come si impara a volersi bene?
Sei brutta perch vuoi assomigliare a un tipo di donna che ti sei messa in
testa e lotti per creare questa immagine senza riuscirci, fino a sentirti
sconfitta, umiliata, senza amore.
Queste sensazioni non vengono dal profondo dell'anima, da lei niente
viene per nuocerci. Il nemico lo sguardo troppo incentrato sull'esterno,
sullo specchio, sul voler essere il personaggio che gli altri desiderano. "In
ogni aspetto della vita" scrive La Rochefoucauld "un uomo indossa una
personalit o un aspetto esterno in modo da sembrare ci che si vuole si
pensi di lui..."48 proprio questo personaggio che finisce per ingabbiarci,
non la nostra essenza che sa sempre cosa fare di noi e dove portarci. Anche
il volersi bene un luogo comune... sempre legato a un'idea esterna, a
un'idea convenzionale dell'amore.
C' un piccolo esercizio che possiamo fare, una tecnica semplice da usare
quando il nostro personaggio esteriore prende il sopravvento. Si tratta di
immaginare che dentro di noi abiti una donna senza volto, un essere
estraneo. Un essere sconosciuto al quale non abbiamo niente da dire...
Bisogna sentirsi come una donna gravida, che ha in grembo un piccolo ma
non sa chi , non sa com': eppure ha cura di lui...
Qualsiasi sensazione spiacevole io provi, qualsiasi cosa accada, qualsiasi
infelicit arrivi al mio Io dall'esterno, mi affido a questa Dama, a questo
essere misterioso, a questo bambino sconosciuto. A questo punto possiamo
dire al nostro personaggio misterioso: "Per favore scendi in campo tu, io
non ce la faccio, provvedi tu".
48

W. B. Irvine, op. cit, p. 28.

In questo modo si impara a comunicare con qualcosa di misterioso... e si


aspetta di vedere cosa accade nella giornata.
Ogni volta che ci si presentano pensieri ingombranti o spiacevoli,
facciamo tornare alla mente il personaggio misterioso senza volto.
Provate a farlo: se vi accorgete che non state a pensare e a ripensare alle
cose, allora siete sulla strada giusta. Se, come diceva Jung, vi trovate a
compiere gesti, azioni impreviste, a dire parole mai dette, significa che la
voce dell'anima sta occupandosi di voi e sta scendendo in campo: lasciatele
fare e vedrete via via allontanarsi le lotte interne. L'anima chiamata da una
mente silenziosa, che non ragiona e che non pensa, prodiga di grandi
regali. Lo scriveva anche il poeta Arturo Graf: "Chi voglia udire la voce
sincera della coscienza, bisogna che sappia fare silenzio intorno a s e
dentro di s".49
Affidati al tuo regista interiore
Lo sapevate, cari lettori, che secondo i sondaggi le pene d'amore sono al
primo posto tra le sofferenze che ci perseguitano? Forse vale la pena di
chiedersi ancora una volta se ci stiamo muovendo nel modo giusto.
Che serata sar? Questa volta mi tratter bene? Far l'amore con me,
come certe volte in cui mi ha fatto impazzire? Sono uscita con lui, senza
nessuna aspettativa, come se fossi un burattino nelle mani di un signore
sconosciuto. E lui, che negli ultimi tempi se ne stava sempre sulle sue, che
faceva l'amore frettolosamente, che mi trascurava da mesi, che mi trattava
come un soprammobile, mi ha accarezzato come non aveva mai fatto,
coccolata, amata per tutta la notte. Con una dolcezza che mai avrei pensato
fosse sua.
La serata "magica" di Emilia, 37 anni, - cos la chiama - riportata in una
delle tante e- mail che parlano d'amore e che arrivano alla community di
"Riza". "Se sapesse Morelli quanto ho sognato una serata cos, quanti sforzi,
quanti rimpianti, quante lotte, quante parole ho sprecato." Alla fine quando
Emilia si sente una marionetta il suo sogno si realizza. "Da allora stiamo
insieme come in una fiaba dorata. Quando comincio a fare casino, mi
ricordo di fare il burattino e tutto torna stupendo."
Non sei tu il burattinaio: quando ti senti solo, disperato, quando le cose
non funzionano come vorresti tu, la cosa migliore quella di diventare una
marionetta nelle mani della vita. Solo allora scattano le risorse interiori...

49

In La voce del silenzio, cit., p. 25.

Mai dire "devo rifarmi un'esistenza"!


Come scrive Francesco alla community:
Vengo lasciato perch ho un brutto carattere, perch mi faccio le seghe
mentali? Se esco con una ragazza mi faccio le seghe mentali e poi sto male
e voglio solo andare a casa. Se vado in vacanza sto sempre teso e non vedo
l'ora di tornare indietro. Sono stato con una ragazza per sei anni e da poco ci
siamo lasciati, lei ha cercato di aiutarmi, ma adesso anche lei stanca e cos
ci siamo lasciati. Come devo fare per essere normale? Per godermi la vita
come gli altri? Per andar via di casa senza essere agitato? Spero in un vostro
aiuto... Grazie
Che ne sa Francesco che il suo burattinaio non lo voglia proprio cos?
Perch dovrebbe migliorare o diventare normale? Gli amori diventano
contrastati perch noi vogliamo essere normali, come tutti gli altri.
Francesco forse nel suo intimo vuole amare e scappare
contemporaneamente. Se accetta questo suo modo di essere, senza cercare
di cambiarlo, allora arriver spontaneamente la pace e la gioia di vivere.
Ogni volta che sei innamorato vuoi scappare via? Chi ha detto che sei
sbagliato o che non va bene? Ecco cosa dice Elisa:
Cerco di trasmettere sempre grandi emozioni agii altri preoccupandomi
poco di me... Ma non ha importanza, mi ripeto che bello dare
incondizionatamente. Ma perch appena capisco che quel qualcuno si sta
innamorando di me, scappo via? E la cosa che mi sorprende e mi fa paura
che ho una estrema facilit a rimuovere tutto. Cosa mi succede?
Il mio lavoro mi ha insegnato che, nelle cose che facciamo e che noi
chiamiamo difetti, qualcosa ci sta proteggendo, tutelando.
C' qualcosa in Elisa, che vuole farla amare scappando - quella parte sa
perch, Elisa no - ma lo fa per proteggerla.
C' in ognuno di noi una figura protettiva, una dea nascosta che se ne
frega di come sono le persone che incontriamo, che vuole amare a modo
suo. Se glielo lasciamo fare, scopriremo il tesoro dei tesori, il nostro essere
unici, diversi da tutti. E saremo noi stessi. Se Elisa avr la pazienza di non
contrastare questo suo modo di essere, scoprir capacit e talenti
inimmaginabili.
E cos Federica ci scrive:
Da alcuni mesi sono stata lasciata e ho terminato una relazione importante
durata anni (pensavo fosse l'uomo della mia vita). Preso il dovuto tempo per
riflettere e ricaricarmi ora vorrei ripartire, ma non so come. Passo i weekend

a casa da sola perch tutte le mie amiche sono sposate o fidanzate. Sembra
che se a trentanni non stai con qualcuno sei tagliata fuori da tutto. Aiuto!
Come si fa a ricrearsi una vita in pratica?
Non sono io che devo cambiare vita, non sono io che vado o non vado
bene, non sono io che devo rifarmi un'esistenza nuova. E neppure importa
alla nostra anima cosa fanno le amiche: la prima cosa da fare godersi un
po' di solitudine. " nella solitudine" ci ricorda il filosofo Louis Lavelle
"che tutte le nostre potenze nascono e si presentano."50 In questo modo
l'anima ci sta ricaricando, il resto verr da s.
Ognuno di noi, come una donna gravida, deve imparare a sentirsi una
marionetta nelle mani di qualcosa di profondo che la guida. l'anima che
muove le risorse interiori, lei che trova la persona giusta per noi, che
sceglie chi amare e come amare. A modo suo! Cos ha fatto Emilia. un
grande giorno quando possiamo dire: amo a modo mio.

50

In La voce del silenzio, cit., p. 38.

7 Quante parole inutili...

I Saggi amano molto paragonare la vita degli esseri umani a quella di una
pianta. Credo che il motivo principale stia nel fatto che non c' niente che
abbia senso, se non naturale. Intorno a noi vediamo tante persone finte,
artificiali, che recitano un personaggio o un altro. Per negli altri lo
notiamo, mentre in noi stessi mai. Insomma siamo sempre su un
palcoscenico, come diceva Cline... un palcoscenico quando siamo con gli
altri e un palcoscenico quando siamo con noi stessi. Con gli anni finiamo
per credere di essere sempre e solo quello che stiamo recitando e via via ci
identifichiamo completamente con il nostro personaggio, con la nostra
maschera.
"Naturale" invece significa che le cose avvengono senza la tua volont,
come il cuore che batte o le ossa che si sviluppano, o le cellule del sangue
che nascono e muoiono incessantemente. Naturale vuol dire che sei come
una pianta che respira con le foglie, che mette le radici, che si trasforma in
fiore, in frutto. Naturale significa che sei come una ghianda che sta facendo
la sua quercia, silenziosamente. Quanto silenziosa l'anima che
incessantemente sta lavorando alla pianta che sono: chiss come deve
soffrire quando le diciamo che non ci piace invecchiare, che vorremmo
essere sempre immersi nella primavera. Cos ci nutriamo di immagini
superficiali, dove domina il lifting, l'artificiale. Come fa a conoscere la vita
chi sempre camuffato, travestito, chi coglie di s solo le radici superficiali
dei suoi pensieri, insomma chi sempre sul palcoscenico? Quante parole
inutili ci diciamo...
Accanto alla superficie delle foglie le grandi piante sviluppano, nel
sottosuolo, un sistema di radici che vanno a prendere il nutrimento che
serve per la fioritura dell'albero. Al di sotto del palcoscenico le cose sono
come sono, e le mie radici stanno procedendo a realizzare l'essere che sono.
Questa la partita: percepire le leggi nascoste delle radici... solo questa la
partita... Le radici a ogni stagione succhiano il nutrimento adatto alla pianta
in quel particolare momento della sua vita. Nessuno si sognerebbe mai di
allattare un neonato con qualche bicchiere di vino, men che mai le nostre
radici.
Chi conosce le radici dell'anima sa che il nutrimento fondamentale, il latte
che le fa espandere l'eros, quell'eccitazione, quel fuoco che da solo pu
produrre il frutto. Cos' il frutto per la nostra anima? La realizzazione del
nostro destino, la scoperta dei poteri che sono solo nostri, le capacit sepolte

nelle radici e che per tutta la vita rischiamo di non incontrare mai,
identificati come siamo nell'esterno, nell'Io, che vive sempre sul
palcoscenico. Noi non lo sappiamo, ma le nostre radici stanno vivendo, si
stanno nutrendo, si stanno espandendo, stanno cercando le relazioni che
servono al loro sviluppo.
L'anima, la forza che trasforma il nostro seme in fiore, non sbaglia mai.
Vive di immagini e "cattura" nel mondo le immagini di coloro che esaltano
le sue funzioni. Cerca le persone adatte a noi, le cerca e quasi sempre le
trova. Noi non ce ne accorgiamo perch i nostri modelli, le nostre
identificazioni, che sono illusioni, fantasmi in cui siamo immersi, ci dicono
come deve essere l'amore, quanto deve durare, come deve essere la persona
giusta per noi. Le radici ci portano invece il nutrimento d'amore che serve
solo a noi, nella stagione della vita in cui ci troviamo. Il mio lavoro di
psichiatra e psicoterapeuta mi ha portato a constatare che quasi sempre il
nostro Io a rovinare gli amori che la vita ci porta. Spesso ci capita la persona
giusta e facciamo di tutto per allontanarla, magari per poi rimpiangerla o
inseguirla per il resto della vita. Avevamo accanto l'anima gemella, scelta
dalla nostra radice, e il nostro modo di vedere il mondo l'ha allontanata! La
nostra visione del mondo, tutta catapultata all'esterno, rovina gli amori,
blocca la loro funzione che quella di fare sviluppare le potenze creative
dell'anima.
Si fa l'amore per dare alla luce la nostra essenza, e per nessun altro
motivo. Lo afferma anche Nietzsche quando scrive: "L'amore esalta ed
evidenzia le qualit pi nobili e celate, quel che vi di raro, di
straordinario...".51 Lo stato erotico, l'attrazione e il desiderio sono i modi di
essere dell'anima per creare, realizzare il destino che ci spetta. Questo non
bisogna mai dimenticarlo! Soprattutto quando i nostri occhi sono incentrati
sull'altro, quando ci chiediamo se lui o lei ci amano per davvero... ma poi
com' per davvero?
Dopo aver fatto l'amore accadono cose magiche?
"Ama nello stesso mio modo, mi sta sempre addosso come faccio io con
lui? Se non cos un amore scadente." Questo pensa Marcella, 34 anni,
che puntualmente non raccoglie mai i frutti dell'amore ed sempre delusa,
frustrata.
"Io sto amando qualcosa che sta creando la mia anima" queste sono le
parole da dirsi - e nient'altro. Come ama l'altro, a me non deve interessare.
51

Friedrich Nietzsche, Al d l del bene e del male, Adelphi, Milano 2007, p. 163.

A ognuno di noi deve interessare lo stato erotico della propria anima, per
poi attivare la percezione e vedere se dopo l'amore mi accadono cose
magiche, inaspettate, se scopro capacit che avevo dimenticato, modi di
essere e sentimenti sconosciuti, interessi che non ritenevo di avere.
Niente come l'anima erotica libera i talenti! Non ci deve importare chi
l'altro, cosa fa, dove va, a chi eventualmente legato. Il sesso che lega me e
lei tutto l'evento: sta preparando l'essere nuovo che nascer da me.
Quando siamo innamorati stiamo facendo, senza saperlo, un bambino. Non
un bambino della carne, ma un figlio dell'anima.
Gli alchimisti ritenevano che per realizzare la propria natura, il proprio
frutto ci volesse molto fuoco. Ma il fuoco dei fuochi quello dell'anima
erotica, accesa dal desiderio e dal piacere dell'attrazione. "Di tutte le cose
che fanno prosperare l'uomo" scrive un anonimo saggio cinese "nessuna pu
essere paragonata al rapporto sessuale ... Coloro che ne comprendono
l'importanza possono alimentare la propria natura ... Coloro che non ne
colgono il significato danneggiano se stessi."52 Bisogna sapere che ci
innamoriamo per un compito che spetta solo a ciascuno di noi e quindi
solitudine e silenzio sono i compagni di viaggio di chi ama per davvero.
Ogni incontro d'amore sta "inseminando" l'anima e avviene per questo,
solo per questo. Non per stare su un palcoscenico e nemmeno per dare
giudizi e valutazioni.
Sentite cosa dice Giovanna, che mi scrive alla community di "Riza":
Da lui ho accettato tutto, era un'intesa perfetta sessualmente e intensa.
Nelle parole che diceva, esaltava il nostro amore come l'unica strada che gli
consentiva di affrontare la vita. S, la vita... Quando ci siamo innamorati
aveva appena avuto un figlio per sbaglio con una donna che lo aveva
incastrato. Almeno cos diceva ma dopo due anni se l' sposata, ci ha fatto
un altro figlio, ma tutto questo non riguardava noi. Io ero la sua aria e senza
di me non respirava e solo con me accanto sopportava una vita infelice. Gli
ho sempre creduto, ma poi ho sentito casualmente una sua telefonata alla
moglie e ho capito che io non sono nulla. Alla soglia dei cinquant'anni mi
trovo sola, depressa, ferita. Ce la far a superare questo vuoto incolmabile?
Giovanna aveva incontrato un uomo con cui si era formata "un'intesa
perfetta sessualmente e intensa". Si potrebbe dire che le sue radici, per
continuare l'esempio della pianta, avevano realizzato l'Incontro, avevano
52

Robert Hans van Gulik, La vita sessuale dell'antica Cina, Adelphi, Milano 1987,
pp. 161-162.

trovato la combinazione magnetica giusta, avevano trovato nel suo amante


l'immagine adatta all'anima.
Un'intesa "perfetta" solo quando ricca di erotismo
Nel terzo capitolo ho parlato di un'Immagine Guida che abita la nostra
profondit, che vive nel Senza Tempo, che provvede silenziosamente alla
nostra autorealizzazione. Non ragiona, non pensa... fa le cose, fa i fatti.
Bisogna sapere guardare, quando capitano relazioni dove si constata
un'"intesa perfetta". Il miracolo che le radici, dove riposa l'Immagine
Guida, ci hanno portato un incontro magico, carico di erotismo. Vorrei dire
a Giovanna che quell'intesa perfetta era tutto l'evento: non c'era nient'altro
da cercare o da sapere. L'Immagine Guida aveva scelto quell'uomo e lo
aveva fatto per fare trovare a lei lo sviluppo del suo percorso.
Viviamo per rifinire il destino della nostra Immagine Guida, per farci
portare da lei verso la nostra vera natura, non per commentare gli amori e
gli incontri che ci arrivano. Con quali criteri valutare se quello che
incontriamo vero amore? Dall'intensit sessuale che va a mano a mano
crescendo, che unisce gli amanti al punto da non potere fare a meno di quel
balsamo che sono le loro notti d'amore.
"Pi la vedo, pi la desidero, pi stiamo insieme e pi facciamo l'amore,
pi sperimentiamo un'intensit che una magia." Questo mi dice Silvio, 45
anni, e aggiunge:
Siamo entrambi sposati da anni e con figli. Ma n io n lei abbiamo
pensato di dover andare a vivere insieme. Eppure la sua e la mia vita
ruotano intorno ai nostri incontri d'amore. Questo stare cos bene insieme
il pi bel regalo che mi potesse capitare. Lei e io facciamo di tutto per
vederci il pi possibile, senza ansie, senza lotte, senza aspettarci nulla.
Come sento la sua voce al telefono mi scatta l'eccitazione e a lei lo stesso.
Ma la cosa sorprendente che da quando c' lei io non ho pi avuto un
problema sul lavoro, ho realizzato i miei sogni professionali. E a lei
capitata esattamente la stessa cosa. Siamo sicuri che il nostro amore fa del
bene, tanto bene, a entrambi.
Che importanza pu avere se lui stato "incastrato" come dice Giovanna?
E che importanza pu avere se c' stata una telefonata che lei non avrebbe
voluto sentire? Se gli eventi esterni mi feriscono al punto da "sentirmi sola,
depressa, perduta" significa che sono lontano dalla mia Immagine Guida,
che vive nell'estraneit, lontano dalle voci sempre uguali di tutti gli altri.
Le radici della sua anima le avevano regalato "un'intesa sessuale perfetta
e intensa": erano disinteressate alle bugie che lui diceva. Lo volevano per
quell'intesa e per fare di Giovanna una dea, perch pi siamo vicini alla
nostra Immagine Guida e pi siamo accanto al mondo degli di.

Quel "vuoto incolmabile" che ora arriva serve a ricordare a Giovanna che
non possiamo amare e ragionare contemporaneamente. Ci ammonisce
Krishnamurti:
L'amore non della mente, non della rete dei pensieri, non pu essere
cercato, coltivato, nutrito; l quando la mente silenziosa e il cuore
vuoto dalle creazioni della mente.53
Basta parole come "adesso ho cinquant'anni". L'Immagine Guida vive nel
Senza Tempo e non misura l'eros in base alle lancette dell'orologio. Non
siamo mai vicini all'essenza come quando siamo calati nello stato erotico.
L'energia dell'essenza, dell'Immagine Guida si accende solo quando siamo
eccitati. E solo nell'orgasmo il pensiero muore. Orgasmo e pensiero sono
due mondi incommensurabili, incompatibili, come quelli dell'infinito e del
finito.
Ogni volta che siamo immersi nel piacere, stiamo entrando in un altro
campo energetico, in altre leggi della natura.
Mentre si ama pensare peccato!
L'anima erotica ha poteri che l'anima razionale non pu neppure
immaginare... Ecco perch il vero peccato non la lussuria, non perdere la
testa o impazzire d'amore. No, il peccato pensare mentre si ama, mentre si
gode. Ragionare durante l'amore, paragonare un istante o una persona a
quelli che li hanno preceduti... il peccato accostarsi all'infinito con le
regole del limitato, con le sirene del piccolo Io, che vuole produrre piacere
secondo i suoi standard, i suoi modelli. La pornografia pensare mentre si
ama, il divino e il sacro sono l'orgasmo libero da ogni vincolo
spaziotemporale. Allora l'eros si fa cosmo, ha il sapore dell'eterno, e nella
donna o nell'uomo che stringiamo si affaccia l'immagine di un nume. In
amore, scriveva il filosofo e psichiatra tedesco Karl Theodor Jaspers, "la
singola persona finita diventa l'uno e l'assoluto".54 Nessuno fa l'amore con
quella donna o con quell'uomo, ma con la dea o il dio che essi incarnano.
L'amore solo cosmico: a che serve perdersi in ragionamenti del tipo "mi
ama, non mi ama, mi lascer, durer, mi capisce?".
Ogni volta che il fuoco dell'eros si accende, non siamo pi i protagonisti,
occorre saperlo. Mi viene da sorridere quando qualcuno mi dice: "Sono
preoccupato per il lavoro o per dei problemi che non si risolvono e cos non
53

J. Krishnamurti, op. cit., p. 60.


In Mario Trevi, Sesso, erotica, amore: una possibile geometria, Mazzotta,
Milano 1992, pp. 28.
54

faccio pi l'amore". Nessuno pensa che fare l'amore crea quello stato
dell'anima che fa fiorire quelle risorse che sono capaci, da sole, di rimettere
le cose a posto, di risolvere i problemi. Il pensiero complica i problemi,
l'eros li risolve spontaneamente. A patto di non riempirlo di pensieri inutili.
lui, di per s, il balsamo.
Il farmaco, l'elisir che mette a disposizione l'energia per realizzare il
compito che ognuno di noi ha nella vita: essere se stesso. Essere se stessi
significa essere portati dall'essenza, dall'Immagine Guida. Essere se stessi
non assomigliare a un modello, non pensare che i cinquant'anni di
Giovanna siano l'ultima tappa, la meta in cui stabilizzare una relazione.
L'eros non ci ferisce, non ci fa sentire n depressi, n sconfitti: l'infelicit
arriva dal fatto che non accettiamo le cose come sono, gli amori cos come
ci arrivano. Sentite cosa dice Epitteto: "Tu non devi cercare che le cose
vadano a modo tuo, ma volere che esse vadano proprio cos come stanno
andando; allora tutto andr bene".55
L'evento per Giovanna erano gli incontri magici con lui: nessuno le ha
chiesto di credergli, di fidarsi, di preparare una relazione stabile. Ora, quello
che lei chiama il vuoto incolmabile in realt uno spaesamento del suo Io,
dei suoi progetti, del credere che l'altro debba diventare un compagno. Il
vuoto, che un latte, un nutrimento dell'anima, compare sempre quando
siamo innamorati. Perch? Semplicemente perch il vuoto ci avvisa che
siamo soli, che siamo di fronte all'essenza, quando viene a trovarci la magia
erotica. Dobbiamo essere vuoti per farle spazio. Perch per Giovanna il
vuoto doloroso? Perch aspettative, credenze, progetti, insomma quelle
che sono le droghe del nostro Io, l'hanno portata lontano dalla sua Immagine
Guida, che voleva quegli incontri cos com'erano, voleva quell'uomo, non
per sposarlo, non per credergli, non per idealizzarlo, ma per entrare nel
Senza Tempo. Poich Eros vive solo nel Senza Tempo, un vero amore, un
grande amore ha bisogno di vuoto.
Per questo Eros non voleva essere visto da Psiche: non poteva, il dio
supremo della vita, essere annichilito dai luoghi comuni. Il buio il suo e il
nostro compagno di viaggio, quando la vita ci regala un incontro denso di
erotismo. Vorrei dire a Giovanna che il "vuoto incolmabile", come lei lo
chiama, un farmaco che rigenera, che ci ricorda che possiamo andare
incontro all'amore, solo se siamo veramente senza Io.
Guardati allo specchio, vedrai un volto senza tempo

55

Epitteto, Manuale, S. E.I., Torino 1932, p. 14.

Giovanna, come Psiche, non si fidata della sua Immagine Guida, che
la vera voce dell'essenza e che ci procura, come una provvidenza, l'amore
che ci spetta. Noi riteniamo secondarie le notti d'amore, che sono tutto
l'evento, rispetto al progetto che abbiamo in mente, che nel caso di
Giovanna era l'unione stabile. In realt quelle notti erotiche stavano
preparando lo sviluppo della sua essenza. Giovanna aveva quello che
serviva alla sua evoluzione, che evidentemente non aveva bisogno di uno
spazio matrimoniale. E poi?
Dopo l'amore dobbiamo imparare a guardare e riguardare il nostro viso:
nella nostra faccia dipinta l'immagine antica, perenne di ci che siamo. S,
lo specchio ci chiama... Il momento migliore in cui guardarsi allo specchio
al risveglio, dopo una notte d'amore appassionata. Le donne sono maestre in
questo: adorano guardare il proprio volto dopo l'amore, al mattino, per
contemplare una bellezza ritrovata, un'immagine antica, familiare, perenne.
Lo fanno con lo specchio e ancor di pi rimirandosi negli occhi degli
uomini che le guardano. Ah, quanto sono attraenti le donne innamorate, pi
che mai dopo l'amore! naturale, sono esaltate dalla potenza, accresciuta
dall'eros, dell'Immagine Guida.
Ma che cosa dobbiamo cercare nello specchio? I lineamenti del viso, le
rughe che si spianano? No, qualcosa di molto pi profondo, qualcosa che ha
a che fare con le nostre caratteristiche, qualcosa di antico, di perenne, di
primordiale. Qualcosa di sfumato... Hillman conosce il problema come
nessuno e ne parla in modo magistrale: Che cosa lasciano fuori gli specchi?
Perch l'immagine riflessa non pu mai esser esattamente quella giusta? Lo
spiega Yeats:
Specchio dopo specchio
non per vanit
cerco la faccia che avevo
prima che fosse creato il mondo.
L'immagine primordiale che abbraccia per intero il tuo carattere rimane
incompleta perch stai ancora vivendo e quell'immagine si sta ancora
formando. Il carattere nel suo complesso non apparir mai. L'unica
immagine vera quella che compare momentaneamente. Per questo
guardiamo e riguardiamo specchio dopo specchio.56

56

James Hillman, La forza del carattere, Adelphi, Milano 2000, pp. 209-210.

S, vorrei dire a Giovanna, mentre il nostro corpo invecchia, la nostra


faccia, il nostro volto, progredisce verso il parto della sua Immagine Guida,
verso ci che di essenziale c' dentro di noi.
E l'eros, e il fuoco d'amore che procura, spinge sempre di pi la nostra
immagine senza tempo a scendere in campo, a riempire i nostri occhi di
quella luminosit che hanno solo le persone innamorate della vita.
Contemplare la propria immagine allo specchio non vanit, ma significa
perdersi nei contorni del volto, per percepire qualcosa di sfumato, di
invisibile, di sconosciuto, che pure si incarna nel nostro volto.
Cosa saranno mai cinquanta o sessant'anni per "qualcosa" che possiede i
riflessi dell'eternit? Ecco ancora Hillman:
L'invecchiamento come progresso della faccia. Se la considero una delle
tante parti del mio corpo, allora la mia faccia appassisce, si raggrinza, si
chiazza e va in sfacelo come il resto. Se la immagino come un fenomeno
con un suo senso, un suo destino, allora tutto ci che le succede,
specialmente dopo i sessant'anni, work in progress, costruzione
dell'immagine, preparazione di una faccia che ha poco da spartire con "le
facce da incontrare".57
Ed ecco dove per me entra in gioco la funzione erotica: nel rendere pi
accessibile, pi semplice, pi rapido lo sviluppo di quell'immagine che
intravediamo nel guardare la nostra faccia allo specchio. Mentre rivediamo
il nostro volto ci accorgiamo di provare due sentimenti opposti. Quello di
estraneit, di inafferrabilit, che ci fa dire "io non sono solo il volto che
vedo". E un altro, che ci mostra i caratteri del viso, le sue rughe, lo scorrere
del tempo, insomma il nostro volto come ci appare nello specchio.
Il primo sentimento ci mostra un "senso", un evento sconosciuto dentro il
ritratto che ci appare. Ci familiare il viso che abbiamo, rimirandolo allo
specchio, ma contemporaneamente avvertiamo che qualcosa ci sfugge,
qualcosa di noi vive altrove.
Eros o Amore, chiamatelo come volete, la forza di questo "altrove" e ci
lascia sul volto, come in nessun'altra parte del corpo, i segni della sua
presenza.
Insomma facciamo l'amore perch la nostra faccia diventi ci che
assomiglia di pi a quell'immagine di me che c'era nella notte cosmica,
forse quando una fecondazione, una copula l'ha chiamata dentro uno
spermatozoo o una cellula uovo. ci a cui allude Yeats quando parla della
"faccia che avevo prima che fosse creato il mondo": si riferisce alla nostra
sostanza perenne, all'immagine primordiale che ci accompagna, la guida del
57

J. Hillman, op. cit., p. 210.

nostro carattere, dei nostri talenti, del nostro divenire. in lei, come nel
nostro viso segnato il nostro carattere, che si scrive il nostro destino, cio
la possibilit di trasformare la nostra pianta in fiore e in frutto. L'eros la
accende, la fa fermentare, come avrebbero detto gli alchimisti, la fa
diventare la nostra dea della provvidenza, il nostro nume tutelare.
Le delusioni sono figlie delle illusioni
I commenti di Giovanna sono parole che abbiamo gi sentito, che ognuno
di noi ripete a se stesso, tutte le volte che si sentito deluso dall'amore. Ma
noi veniamo delusi perch ci siamo illusi: illusione e delusione sono quanto
mai distanti dai codici dell'amore. Quel vuoto che Giovanna prova
salutare, perch la sua Immagine Guida si libera cos dalle cose che
avrebbero detto e pensato tutti gli altri, dal modo di progettare le relazioni
secondo standard tutti uguali. Quando un paziente viene da me, mi faccio
sempre questa domanda: che cosa ha dimenticato di s?
Perch chi rimuove la propria essenza, chi parla come tutti gli altri, ha
perduto la sua unicit e puntualmente sta male. Giovanna soffre perch ha
inseguito un progetto, si fatta un'idea di un rapporto dimenticando
quell'attrazione che serviva allo sviluppo di quell'immagine perenne, senza
la quale siamo solo simulacri, mere parvenze di vita. Quell'amore era
venuto per il suo sviluppo evolutivo e quelle notti, quell'attrazione, lo
preparavano. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo.
Ci che ci accade nelle cose dell'amore viene dalle radici che vogliono gli
amori cos come sono, perch ce li godiamo cos come sono. Se si rinuncia
alle proprie aspettative, l'Immagine Guida far la sua parte. Quando ci
innamoriamo dobbiamo sapere che vuoto, depressione, paura e solitudine
verranno spesso a trovarci. Niente timori: si sta preparando il parto
dell'anima. Niente pensieri, niente ragionamenti, nessuna intenzione: l'Io
non pu prendere parte allo sviluppo del nostro essere cosmico. Questo
spetta all'Immagine Guida.
Tornando alla pianta, che abbiamo citato all'inizio del capitolo, l'eros
vissuto e basta, senza commenti, prepara la rinascita del nostro essere e la
realizzazione del nostro frutto: la nostra unicit. Questo ritengo sia il vero
compito che abbiamo nella vita e che ciascuno di noi deve realizzare.
L'amore rinnova e sviluppa come nessun'altra cosa l'essere che siamo, la
pianta che siamo. Anche Russell ama la similitudine uomo- pianta e
conosce la potenza dell'eros, come sostanza creativa e rigenerante: "L'amore
un'esperienza attraverso la quale tutto il nostro essere viene rinnovato e
rinfrescato, come accade alle piante quando la pioggia le bagna dopo la

siccit".58 Allo stesso modo Maurizio Zani conclude dicendo: "Eros ci fa


accedere a dimensioni di coscienza sempre pi ampie e pi ricche. Ci fa
scoprire parti di noi stessi fino a quel momento ignote. Nella passione
d'amore risuona l'eco dell'universo".59 Questo devono ricordare Giovanna e
tutti coloro che entrano nel regno dell'amore, cio del sesso. Bisogna
smettere di credere che esista un amore puro e un amore sporco, un amore
divino e uno infernale, un amore sacro e uno profano. Qualsiasi idea di
paradiso, di estasi, di nirvana, di samadhi abbiamo in mente, qualsiasi
percorso evolutivo abbiamo in mente, dobbiamo ricordare che l'eros il
motore fondamentale.
Percepire l'anima erotica, il suo desiderio, l'attrazione che essa ci procura,
senza alcun commento, significa essere una sola cosa con l'universo. La
generosit, la dolcezza, la tenerezza, l'altruismo non vengono mai dal
ragionamento, dalle intenzioni, ma solo da chi appagato sessualmente,
cio da chi si abbandonato all'amore e si lascia condurre da lui.

58
59

Bertrand Russell, La conquista della felicit, Tea, Milano 2005, p. 56.


Maurizio Zani, Russell, Edizioni Riza, Milano 2008, p. 52.

8 Fare l'amore ti fa bene

Non c' un farmaco potente come quello che si sprigiona dentro di noi
quando ci innamoriamo. E allora perch invece di goderci la felicit e la
gioia di vivere vengono a trovarci i disagi?
La lettera che vi riporto emblematica: testimonia come affrontare
l'amore in modo sbagliato possa causare un mare di dubbi, pregiudizi e
pensieri dannosi per l'anima. Magari in "quei" momenti tocchiamo il cielo
con un dito - ci dice Daniela nella sua lettera - ma poi giocoforza arriva
l'inferno. Ma proprio cos? Ecco come questa lettrice giustifica il suo
punto di vista:
Si fa presto a dire "non pensarci". O meglio, quando sono con "lui" non
penso e sto bene ma... quando non ci sto, ossia la maggior parte del tempo
visto che, come da copione, "tengo famiglia", allora sono guai. La verit
che mi sono imprevedibilmente, irrazionalmente innamorata di un ragazzo
di 27 anni (14 meno di me) che mi ha notata tra centinaia di persone, mi ha
scelta, mi ha alla fine conquistata. lo, all'inizio mossa solo dalla curiosit, io
donna matura e posata, razionale, io attratta sempre e solo da quelli pi
grandi di me, io che per da tempo avevo dentro la voglia di sognare... Ed
tutto vero, l'energia che ne scaturita, la gioia di vivere, il ringiovanimento
che gli altri vedono in me senza sapere perch... Per, c' il rovescio della
medaglia: l'ansia irrazionale che mi assale quando non lo sento per un po' (e
"un po'" significa un giorno), la paura di farmi male, il bisogno di continue
rassicurazioni, le mie "masturbazioni mentali"... Come non pensare che
una follia destinata a finire e soprattutto, mi dico, se non c' futuro almeno il
presente deve essere bellissimo, ma poi sono pi i giorni in cui sto male. E
lo so che faccio tutto da sola perch lui si dice "completamente perso per
me" e gli sembra che sia tutto normale: la differenza d'et, la differenza
sociale (io un architetto benestante, lui laureato ma precario), i mondi
diversi che viviamo e frequentiamo. Cosa devo fare?
Dove sbaglia Daniela, come pu modificare il proprio comportamento e
tornare a rivivere?
Per prima cosa la nostra lettrice ci chiede e si chiede: "Perch quando "lu
non c', io sto male?". Tutti possiamo constatare che, ogni volta che ci
troviamo vicini alla persona che amiamo, siamo pervasi da un desiderio che
prevale su tutto. E stiamo bene... Lo scriveva anche Piatone che "l'Amore

il pi antico e il pi onorato degli di e per gli uomini il pi efficace al


conseguimento della felicit".60
Ma come mai invece quando "lui" (o lei) non c', succede il contrario?
Perch scatta il tormento dei pensieri? Dove sar? Cosa star facendo? Sar
con un'altra? E questa storia durer? Non durer? vero amore? O solo
sesso? In realt, accade che quando si insieme ci si affida alle forze
erotiche e si rinuncia alla propria identit. Quando invece la mente inizia il
suo frenetico lavorio, improvvisamente si rimette in primo piano la persona
che crediamo di essere. E poi, subito dopo, si affaccia una seconda domanda
che ci poniamo sempre: "Perch ci siamo innamorati proprio di quella
persona?". B, sappiate che "lui" non c'entra e neanche il suo aspetto o la
sua personalit... Piuttosto la considerazione da fare che l'amore arriva
perch in ognuno di noi c' una forza che attraverso l'eros ci fa trovare il
lato nascosto di noi stessi. Arriva per consentirci di avere nuovi volti,
perch si affaccino nuove possibilit. come se dentro ognuno di noi ci
fosse un sogno nascosto. La voglia di realizzare qualcosa di unico. L'amore
viene proprio per questo.
Quindi attenzione che ti stai innamorando... di te! E il cervello, quando ci
innamoriamo, secerne tutte le sostanze chimiche della felicit. Per questo,
come giustamente dice Daniela nella sua lettera, l'amore cura le malattie pi
dei farmaci e ci fa ringiovanire. Per comprendere il senso di questi effetti
sull'organismo bisogna immaginare che ci sia una forza dentro di te che
emerge solo quando ti innamori. la stessa forza che fa sbocciare i fiori e
trasforma il seme in pianta. Quando dentro di te si accende quest'energia,
stai diventando come un fiore. Non dimenticarlo.
Scriveva il simbolista Giuliano Kremmerz:
... questo piccolo dio vecchio, che si chiama Amore con la A maiuscola,
la causa della mutazione delle forme e il generatore di tutto ci che nuovo
o rinnovato.61
Cosa ostacola la crescita del "tuo" fiore? Il tuo Io. Cio quello che tu credi
di essere. Tutte le volte che, come Daniela, dici "io sono questo" fai parlare
una parte morta, il personaggio con cui ti mostri agli altri.
Il terzo quesito che in genere ci tormenta : "Come fare a spegnere le
domande dell'Io?". Prova a pensare, ad esempio, che tu non ti chiami
Daniela: quello il nome che ti hanno dato i tuoi genitori. Quella che si sta
innamorando non Daniela. Quando ti innamori, in realt, sta nascendo una
persona nuova. Dunque dimenticati di Daniela, di quello che pensa, delle
60
61

Maurizio Zani, Piatone, Edizioni Riza, Milano 2007, p. 93.


G. Kremmerz, op. cit., vol. III, p. 66.

sue idee, della sua storia... Quando ti innamori, devi dimenticare la parola
"io". Stai male proprio perch vuoi portare "quella donna" o "quell'uomo"
che credi di essere dentro l'amore che imprevedibile, inaspettato: e cos lo
rovini. Si sta innamorando qualcuno che non conosci, e l'amore vuole
fartelo conoscere. Se in amore rimugini, nasceranno scrupoli e congetture
irreali. Se ti abbandoni, ne guadagna la salute.
Uno studio dell'Universit dell'Ohio, nel 2004, ha scoperto che la
produzione di ossitocina durante l'orgasmo cinque volte superiore al
normale. Questo ormone in grado di tenere sotto controllo il cuore e la
pressione e di alzare le difese immunitarie. Inoltre la grande produzione di
endorfine e corticosteroidi ha un effetto calmante e aumenta del 70 per
cento la capacit di sopportare i dolori, in particolare quelli da cefalea.
Dal piacere sessuale cascate di benessere
Lo stato di innamoramento produce dunque effetti positivi a 360 sul
corpo e sulla psiche. Ci si innamora affinch l'anima "secerna" la gioia di
vivere, la sostanza terapeutica che il cervello mette in circolo e che in
assoluto pi potente di qualsiasi farmaco.
Molte ricerche ormai lo confermano. Uno studio condotto nel 2006,
presso l'Universit di Pavia, da un'quipe di ricercatori guidati dallo
psichiatra Pierluigi Politi, ha rilevato un dato sorprendente. Monitorando un
gruppo di volontari innamorati, si scoperto che nel sangue delle persone
accese dalla passione amorosa la quantit di proteina NGF (fattore di
crescita dei neuroni) quasi doppia rispetto a quella presente nei gruppi di
controllo. Ci significa che l'innamoramento e l'attrazione sessuale non solo
producono nel nostro organismo una cascata di ormoni (endorfine,
dopamina, os-sitocina, luliberina) responsabili del benessere, ma aumentano
la rigenerazione delle cellule nervose, garantendone lo sviluppo e la
sopravvivenza. Diverse ricerche confermano questa capacit anche in altri
campi: secondo le analisi di Maynard Smith l'amore serve a riparare il
DNA, che a ogni atto sessuale s riprogramma e si risana. Tanto che
l'ossitocina e l'ormone dhea, sostanze rilasciate dalle donne durante
l'orgasmo, sembrano in grado di impedire alle cellule cancerose del seno di
svilupparsi in tumore.
dunque accertato da vari studi che l'innamoramento e il piacere sessuale
non servono solo alla riproduzione. Anzi, secondo la biologa americana
Elisabeth Lloyd da questo punto di vista potremmo farne addirittura a meno.
A cosa serve dunque la passione amorosa? Secondo Humberto Maturana e
Francisco Varela, bioevoluzionisti, l'esistenza del piacere sessuale alla

base della comunicazione e della consapevolezza di s. E la coscienza


sarebbe uno sviluppo inestricabilmente connesso con la comparsa della
sessualit umana. Per questo, sostiene Maturana, noi umani ci ammaliamo
quando il contatto amoroso ci viene negato.
Una ricerca condotta nel 2006 dall'Universit del Texas ha evidenziato
ben 237 buone ragioni per fare sesso. Di queste, molte hanno a che vedere
con la nostra salute: il sesso abbassa la pressione e aiuta a dormire meglio,
migliora l'umore ed elimina gli attacchi di fame, difende dallo stress, pi
utile della palestra per la schiena, i capelli appaiono pi luminosi e la pelle
pi elastica. Insomma si arriva a dimostrare fino a sette anni meno della
propria et biologica. Una sola condizione: che siamo profondamente
attratti dalla persona con cui lo facciamo. E che diventiamo sconosciuti a
noi stessi, pronti a vedere il nuovo che la vita ci porta.
Eros luce
Per gli antichi Greci, Eros il dio dei primordi: esisteva prima della
nascita degli di immortali, prima della nascita del mondo. La sua influenza
si estende su tutto ci che esiste, quella legge universale che attrae e
unisce le cose, le congiunge in una magia senza tempo. Scriveva ancora
Piatone:
Eros non sussiste soltanto nelle anime degli uomini, ma altres. .. nei corpi
di tutti gli altri animali, nei vegetali che crescono nella terra e, in una parola,
sia sulle cose umane sia sulle divine.62
dunque la mentalit limitata dei nostri tempi che l'ha relegato a una
funzione, quella procreativa e a uno spazio chiuso, la camera da letto.
L'eros invece va inteso come una forza che vivifica, che trasmuta
l'animalit che ancora ci permea, come una scintilla che riempie di luce il
cervello. L'eros svolge per l'organismo una funzione del tutto simile a quella
della luce in natura e la sua "chimica" favorisce la nostra crescita interiore.
Per questo, affermava Keyserling, sarebbe "mera cecit, quasi un peccato
contro lo Spirito Santo, bandire l'erotismo dall'esistenza".63
Se consideriamo il genere umano il punto pi alto dell'evoluzione,
possiamo guardare all'eros come all'energia che permette di affinarlo
ulteriormente e produrre nell'uomo il frutto pi prezioso: la coscienza. In
effetti i santi si univano a Dio nell'estasi: la tradizione cristiana parla di
62

Piatone, Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000, p. 497.


Hermann Keyserling, Diario di viaggio di un filosofo, Neri Pozza, Vicenza
1997, p. 203.
63

come l'esperienza di totale unione con il divino sia in larga parte


sovrapponibile alla condizione psicofisica dell'orgasmo. La ricerca di questo
stato di coscienza, intesa come l'avvicinamento dell'anima all'infinito, viene
operata utilizzando proprio l'energia erotica. Gli stessi scritti di sante e santi,
dietro il linguaggio dei simboli, lo testimoniano ampiamente.
Anche nella Kabbalah ebraica l'orgasmo alla base della creazione: il
piacere che si prova facendo l'amore sarebbe solo l'eco superficiale di un
processo cosmico. L'eros infatti crea uno stato di coscienza diverso da
quello dell'Io vigile. Nell'orgasmo l'Io scompare e siamo per istanti senza
tempo uniti all'universo.
La Kabbalah chiama questo evento Yesod, "il Fondamento", e lo
considera la base di tutta la dottrina ebraica e della Creazione, e secondo lo
Zohar "chi promulga le leggi Yesod", ovvero Eros.
"La legge non nel cielo, n al di l del mare" ammoniva il rabbino Baal
Shem Tov "essa ti anzi molto vicina: sulle tue labbra e nel tuo cuore,
perch tu la metta in pratica."64
I saggi sono riconoscenti a Eros
Potremmo dire che in ognuno di noi abita un frammento dell'energia
eterna che anima l'universo e questo frammento ha la forma di uno stato
orgasmico permanente. Non facile, per la nostra mentalit che riduce tutto
allo scopo immediato, concepire un simile cambio di prospettiva. Si tratta di
guardare all'eros come una funzione mirata a favorire quell'atmosfera
"speciale" da cui dipende la maturazione stessa della coscienza e, quindi, la
possibilit di raggiungere il nostro punto pi alto. Cos scriveva a questo
proposito il filosofo Marsilio Ficino: "Lo Amore le tenebre illumina: d vita
alle cose morte, forma le non formate e d perfezione alle imperfette".65
Non a caso in ogni tempo e presso ogni civilt l'energia erotica ha avuto
un ruolo predominante nella definizione del posto dell'uomo nel cosmo.
L'idea che erotismo e religione siano nemici giurati il frutto recente di una
concezione molto superficiale.
Al contrario, da sempre l'eros venerato come un dio, a lui si innalzano
templi e si consacrano sacerdoti e sacerdotesse, e la sua energia
riconosciuta come l'artefice principale dell'universo, ci che collega e tiene
assieme il tempo e lo spazio. Nell'antichit gli uomini avevano
64
65

23.

Jiri Georg Langer, Eros nella Gabbala, La Parola, Roma 2007, p. 169.
Marsilio Ficino, Sopra lo amore ovvero Convito di Piatone, SE, Milano 2003, p.

consapevolezza dello straordinario valore trasformativo dell'amore, e


sapevano che la "febbre amorosa" estende i confini del nostro Io, attiva la
creativit e le facolt trasformative del cervello, aprendo una finestra
sull'universo. Come ci ricorda lo scrittore e filosofo Miguel Serrano:
Quando l'anima in uno stato di estrema tensione, come per esempio
l'amore, essa crea forze miracolose capaci di indurre trasformazioni o
trasfigurazioni.66
La cosa che dobbiamo guardare pi di tutto, quando ci innamoriamo,
quel fuoco, quell'ardore, quell'eccitazione che ci pervade durante la
giornata. Quello "stato della coscienza infuocata" ci libera dalla nostra
identit, ci fa sentire una sola cosa con il mondo e ci regala incontri, magie,
veri e propri miracoli.
Dopo l'amore con Francesco sentivo per tutto il giorno un calore
nell'anima. La cosa strana che quello che pensavo accadeva. Mi venuto
in mente mio nonno che mi prendeva sulle ginocchia e mi raccontava le
fiabe e contemporaneamente ho visto nella vetrina di una cartoleria il libro
di Cappuccetto Rosso, che mi avr raccontato centinaia di volte.
Questo stato di "ardore erotico" della coscienza veniva ricercato dai saggi
di molte tradizioni. Essi avevano imparato che lo "stato erotico" cambia il
nostro rapporto con le cose, con la vita, con gli oggetti, col passato, con le
abitudini.
Il fuoco erotico porta realmente la coscienza in un'altra dimensione e la
rende capace di ogni cosa. A patto che non ci sia quell'attaccamento, fatto di
pensieri e di rimuginazioni, che distrugge l'essenza di Eros.
Via via che impariamo a farci portare da Eros e a non resistere ci
accorgiamo che stiamo partorendo il nostro frutto che diventiamo sempre
pi distanti dal modo convenzionale di pensare di tutti gli altri.
Diventiamo misteriosi, profondi, soli e sempre pi stranieri alle cose
comuni. Questo il regalo che ci fa l'amore: realizzare il nostro destino. Di
pi non c'.

66

Miguel Serrano, Il cerchio ermetico, Pentalinea, Prato 2005, p. 107.

Conclusioni

Ci vogliono molti anni per imparare a lasciare le cose come sono. A


lasciare che le cose vadano come devono andare. Nell'amore questo
fondamentale. Nessuno sforzo metter insieme due persone e nessuno
sforzo le riunir. E anche se riuscisse, il risultato sarebbe molto scadente.
Lasciare le cose come sono significa affidarsi alle risorse interne, fidarsi di
loro, lasciarle fare, in modo che ci portino a destinazione. Per andare dove?
Semplicemente per installarci nel nucleo, nel seme della pianta che siamo.
Siamo unici, dobbiamo ricordarcelo: siamo diversi da qualsiasi altro essere
dell'universo e l'intelligenza profonda che abita ciascuno di noi sa sempre
che cosa fare di noi, che cosa ci serve, che cosa ci utile, verso quale amore
portarci.
Cosmiche sono le forze che guidano il nostro essere. Non siamo mai i
protagonisti, sono le energie ancestrali che ci abitano a condurre la danza
della nostra vita. Da parte nostra dobbiamo imparare coi nostri pensieri, coi
nostri ragionamenti, con il nostro Io, a non disturbare il nucleo, che ci sta
incessantemente creando. Questo mi ha insegnato il mio lavoro. Non faccio
il sessuologo e per questo non mi sogno di tifare perch due separati tornino
insieme, o si cementino le coppie.
Quando tra due persone il desiderio si spento, non c' sessuologia che
possa riaccenderlo. Mi fanno ridere quelle tecniche che consigliano di
sfoderare una biancheria intima all'ultimo grido, oppure di cambiare
abitudini e cio farlo in auto, anzich nel letto matrimoniale. ovvio che,
leggendo ci che scrivo, il lettore comprender quanto detesto tutto ci che
di forzato, di artificiale viene immesso nella vita erotica. In primo piano il
Viagra e poi tutta la pornografia dei consigli, che sono una delle cause
principali per cui l'anima si allontana dall'eros. Le cose dell'amore
appartengono al regno della spontaneit: ogni desiderio indotto o
consigliato o esaltato dal pensiero pornografia.
Questo libro dedicato all'amore, come forza cosmica che guida la nostra
vita e che ha nella spontaneit la sua voce pi forte.
Discutere gli amori, ragionarci su, stabilire se sono buoni amori o meno
uno dei veleni pi grandi del nostro tempo. Peggio ancora cercare di
cambiarli, di modificarli, di trasformarli in convivenze forzate. Guai a
esprimere pareri sugli amori che ci capitano. Eros li ha portati: a noi tocca
di viverli fino in fondo, oppure, se non ce la sentiamo, allontanarci e non
pensarci pi. Nessuna indecisione, nessun ripensamento aiuta l'Amore.

Chi conosce le leggi dell'Amore non pronuncia pi parole come "dopo


avere parlato e riparlato abbiamo deciso di tornare insieme. Anche se non
sono pi attratta, ho per per lui una grande stima ed il padre dei miei
figli". Queste parole di Giuseppina, 37 anni, sono le stesse che le ha detto il
sessuologo e che lei ha fatto sue. Cosa le ha detto? Che, se anche il
desiderio cala, "ci sono cose pi importanti, come l'affetto, l'amicizia, la
stima reciproca, i figli". Chiss perch molti scambiano lo psicoterapeuta
per un distributore di consigli e non lo prendono come un tecnico dell'anima
e delle sue leggi. I consigli spengono l'anima: bisogna saperlo! Sentivo
qualche giorno fa un sessuologo in televisione dire che lui tifa per la coppia
unita: temo che non conosca le leggi dell'eros e dell'anima.
Lasciare le cose come sono significa accogliere dentro di s, ad esempio,
la caduta del desiderio. Accogliere non vuol dire commentare. Perch
escludere la possibilit che l'anima possa riaccendersi da sola, con un nuovo
desiderio, una nuova attrazione, un nuovo amore? Perch non credere che la
caduta del desiderio nella coppia venga per permettere a entrambi di
accedere alla propria unicit? Nessuno psicoterapeuta lavora per "rimettere
le cose a posto". Non un prete!
Lo so che siamo cresciuti con stereotipi consolidati, come la fedelt, il
matrimonio, la donna in cucina, i figli... l'amore eterno, il romanticismo, i
buoni sentimenti. Ma questi pseudo- valori ci hanno fatto perdere la visione
profonda delle leggi dell'anima...
E se nel desiderio che proviamo per una donna o per un uomo si stesse in
realt accedendo quel fuoco, che la pi potente sostanza per realizzare la
nostra vera natura?
Le convenzioni sociali, i contratti che stipuliamo per crescere i figli non
hanno niente a che vedere con una sostanza che vive nel Senza Tempo:
l'amore. Chi conosce l'anima e i suoi codici sa che a lei non interessa quanto
durano gli amori, se venticinque, cinquanta o settantacinque anni. All'anima
non interessa percepire la durata: chiss perch festeggiamo l'arrivo delle
nozze d'argento, d'oro o di diamante come se avessimo percorso a tappe il
giro d'Italia?
L'eros la pi naturale delle secrezioni del cervello, la pi antica ed
forse, come sapevano gli antichi, il balsamo pi benefico che possiamo
produrre per noi stessi, per la nostra unicit. Quel desiderio che viene a
trovarci svolge la funzione di fare crescere, espandere, le nostre radici:
insomma realizza il compito pi alto che abbiamo nella vita e cio essere
ci che siamo per davvero e non come diventiamo a causa degli schemi,
delle convenzioni, dei modelli a cui cerchiamo di assomigliare. Ciascuno
faccia della sua vita ci che crede, ma ricordi che se si spegne l'eros ha

annichilito la sua linfa, il suo principio trasmutatore, se stesso. Da qui


all'aridit il passo breve. Insomma, per essere chiari, se muore l'eros, se
esce di scena dalla vita dell'anima, pu solo capitare il peggio. All'opposto
dell'eros c' la distruttivit: la guerra, la violenza, l'avidit, la depressione, il
mal di vivere. E spesso, come sostituti, subentrano le droghe.
L'eros produce creativit, gioia di vivere, piacere ed quindi, per chi lo
vive, la forza che prepara la Saggezza. Occorre diffidare fortemente degli
uomini e delle donne che hanno bandito l'eros dalla loro esistenza. Il
matrimonio una cosa, l'eros un'altra. Meglio se continua a visitare la
coppia, ma se si spegne, va cercato altrove, senza drammi! In una coppia
pu restare tenerezza, affetto, ma l'eros deve nutrire ogni essere umano pi
del pane. Il maestro sufi al-Giunayd diceva: "Ho bisogno di sesso come ho
bisogno di cibo".67 La crescita spirituale, direbbero i sufi, dipende dallo
stato erotico dell'anima.
Cos Eros la forza della Saggezza, la sostanza dell'evoluzione
spirituale. Se queste parole servono a bandire i sensi di colpa per le
attrazioni che una persona prova, ben vengano.
Eros che Amore ci chiama per un compito fondamentale: sentirsi soli.
Ci innamoriamo di qualcuno per fare volare la nostra essenza, non per
raccontarlo agli amici n per perdersi in ragionamenti, in conflitti, in
decisioni da prendere, n per colmare i vuoti esistenziali della nostra vita n
per affidarci a lui o a lei. Non ci innamoriamo per rinunciare alla nostra
individualit, ma per esaltarla. "Adesso che mi sono innamorata di
Riccardo, che faccio? Lascio mio marito?" (Adele, 40 anni). L'anima erotica
detesta le domande e le decisioni da prendere. Mi sono innamorata, non per
fare un nuovo matrimonio, ma per farmi portare da Eros nel centro di me
stessa. Questo magari determiner l'incontro con demoni insopportabili, con
paure, angosce, senso di abbandono, desolazione... ma accogliendole avr
fatto la mia parte. Saranno l'attrazione e il desiderio a portarmi dove devo
andare e lo scoprir dalla nascita di nuovi interessi, dal verificarsi di
accadimenti inaspettati, insomma da continue sorprese.
S, perch Eros la casa della magia, della fiaba, della leggenda, del mito,
di una nuova vita. Solo l'anima erotica sa essere magica: produce nuovi
incontri, nuovi lavori, benessere, felicit, gioia di vivere e salute e libera i
talenti individuali. Di che cosa dovremmo colpevolizzarci quando ci
innamoriamo, o meglio, quando "entriamo" nell'anima erotica? Potremmo
ragionare cos: ogni volta che il desiderio ci chiama entriamo nel regno del
Senza Tempo, dove nessuna delle regole che ci diamo abitualmente ha pi
67

Saiwa al-Neimi, Lo prova del miele, Feltrinelli, Milano 2008, p. 35.

alcun senso, dove i ragionamenti scientifici svaniscono, dove i pensieri non


sono che impedimenti. Non dimentichiamo che siamo al mondo per
sviluppare l'essere unico che siamo. Scrive Buber:
Ciascuno deve sapere e ricordare che, nel modo in cui fatto, unico al
mondo, e che mai esistito un suo uguale, perch se ci fosse stato un suo
uguale non gli occorrerebbe essere. Ma in verit ciascuno una cosa nuova
al mondo, e deve rendere compiuta la sua peculiarit.68
S, nel Senza Tempo dell'universo siamo unici e irripetibili... E la voce del
Senza Tempo, la forza che ci richiama verso noi stessi proprio Amore. Ci
innamoriamo per avere l'energia della nostra trasformazione, della nostra
autorealizzazione.
Siamo soli, quando amiamo, perch siamo senza identit: ci innamoriamo
per acquisire ci che siamo davvero, non per perderci in giudizi sull'amore
che stiamo vivendo. Non siamo noi a dover giudicare se o non un buon
amore: Eros sa cosa fare di noi... E allora? Nessun progetto: sar Amore a
farli per noi. L'evento erotico cosmico, la bussola che orienta la mia
anima: non ha bisogno di essere guidato, giudicato, spiegato, cambiato, ma
accolto, cos com', senza bisogno del parere di nessuno, specialisti
compresi.
Quando il desiderio scompare dal nostro sguardo, dobbiamo ricordarci
che Eros immortale e pronto a rinascere quando meno ce lo aspettiamo.
Non disturbiamolo, affidiamoci a lui senza paura degli imprevisti: Eros
riserva grandi sorprese a chi non si oppone alle sue leggi. Finisce
l'attrazione per il nostro compagno? La cosa peggiore cercare di
riaccenderla con qualsiasi artificio del pensiero. Se la fiamma si spegner,
Eros la riaccender altrove... Quello che certo che "l'anima erotica" sa
come e dove portare perfettamente il nostro destino. Senza sensi di colpa.
Innamorandoci stiamo partorendo la nostra unicit: e questo, solo questo,
ci rende esseri universali. Scrive ancora Buber che "l'unicit il bene
essenziale dell'uomo, e gli dato perch egli lo sviluppi".69 Il desiderio che
proviamo, l'attrazione che sentiamo affiorano dalle radici dell'anima.
Occorre accogliere in silenzio la loro sapienza: stanno partorendo proprio
te. E ringraziare la vita del dono che ci fa ogni volta che ci innamoriamo,
perch si sta liberando il nostro talento, la nostra unicit. Nietzsche avrebbe
condiviso queste parole. Afferma infatti: "Ognuno di noi custodisce in s
una feconda unicit, il nucleo del suo io; qualora diventi consapevole di
questa unicit, allora comincia a emanare un particolare fulgore, quello
68
69

Martin Buber, Storie e leggende chassidiche, Mondadori, Milano 2008, p. 234.


M. Buber, Storie e leggende chassidiche, cit., p. 234.

delle cose inconsuete".70 Insomma comprendere che il sesso amore


significa non inquinarlo con pensieri inutili, progetti, finalit che ci
allontanano dal lavoro che Eros sta facendo per farci partorire il nostro
frutto pi prezioso: la nostra inimitabile semenza.
Con Eros siamo di fronte a un mistero: spiegarlo, capirlo e rovinarlo
spesso la stessa cosa. Ci tocca viverlo e lasciarci portare... Silenziosi, senza
dire nulla e abbandonandoci agli amori, cos come sono.

70

Friedrich Nietzsche, Divieni ci che sei: pensieri sul coraggio di essere se


stessi, Christian Marinotti Edizioni, Milano 2006, p. 130.