Sei sulla pagina 1di 8

Preistoria e Protostoria

Larmamento del guerriero in Calabria durante


la prima et del ferro, nel quadro dellItalia meridionale
S. Abbate

a prima et del ferro (PF) in Italia appare configurarsi come una fase contraddistinta da profonde trasformazioni,
significativamente connesse a particolari sviluppi circa la
definizione del ruolo del guerriero allinterno dei diversi gruppi sociali.
Levoluzione della figura dellarmato durante la protostoria si era ampiamente trasformata, ed articolata, a partire dalla
comparsa delle sue armi di base, ovvero spada e lancia, nel corso del Bronzo medio (BM); ma espleta la sua massima espressione con lattuazione di quel fenomeno sociale e militare, evidente
in particolare nellarea centro-meridionale italiana, definito da
Renato Peroni come lemergere dellestensione del ruolo guerriero alla maggior parte della popolazione maschile adulta, in concomitanza con la generalizzazione delluso della lancia1.
Peroni sugger tale modello tracciando un parallelo fra la societ centro-europea dei secoli centrali del I millennio a.C. e
quella del Bronzo finale (BF) del Centro e Sud italiani2.
Secondo tale lettura, in area celtica europea la formazione delle societ di tipo protourbano degli oppida fu preceduta, tra VII e III sec. a.C., da una civilt di villaggio caratterizzata dallaffermazione del ceto aristocratico, testimoniato dai ricchi corredi appartenenti a tombe principesche dellet di Hallstatt e del primo La Tne, intorno alle quali gravitano sepolture
di armati comuni. Questa forma sociale di tipo gentilizio-clientelare preurbana appare distinguersi da quella, ancora precedente, tribale ad assetto territoriale (Urnenfelderzeit - Et dei
Campi dUrne) proprio per lestendersi dellarmamento a strati
di popolazione molto pi ampi che in precedenza e per la concomitante introduzione di una vera e propria organizzazione di
tipo militare.
Un processo analogo sembra si possa riscontrare nel BF italiano peninsulare, momento in cui, mentre lItalia del Nord
continua la tradizione centro-europea legata alla produzione di
lunghe spade da fendente adatte a scontri non troppo ravvi-

cinati nella Penisola compaiono spade corte e daghe pertinenti, piuttosto, a combattimenti corpo a corpo , la cui funzione appare secondaria rispetto a quella della lancia e del giavellotto ampiamente attestati, in questepoca, nei ripostigli, anche
se non nelle sepolture3. Questa divergenza nella tecnica militare
rispecchia con ogni probabilit una diversit negli ordinamenti sociali, allo stesso modo in cui, alcuni secoli pi tardi, lo stesso armamento caratteristico dellet di Hallstatt con la lancia
e il giavellotto in primo piano rispetto alla daga ad antenne rifletter un nuovo assetto della societ civile rispetto allet dei
Campi di Urne4.
Il principio che levoluzione dellarmamento rifletta larticolazione e lassetto sociali, stato ripreso da M. Pacciarelli in pi
sedi e sintetizzato in un suo importante studio5.
Durante il BM in Italia il ruolo del guerriero appare essere
riservato, quasi esclusivamente, a individui adulti di sesso maschile, e non allintera popolazione, mentre le classi di et pi
giovane ne erano escluse, oppure vi partecipavano in forma parziale, secondo una stretta selezione. Ci pu, quindi, significare che laccesso al ruolo di guerriero fosse consentito solamente dopo un lungo iter, legato almeno ai cambi di status sociale,
come il raggiungimento dellet adulta. Appare comunque evidente che dovesse esistere una logica di conservazione del potere allinterno del gruppo sociale, verosimilmente basata su legami di consanguineit, ma lacquisizione per nascita di un ruolo preminente appare mitigata da altri fattori che governano le
comunit.
Inoltre, in Italia, durante il BM, il rito funerario sembra
escludere pressoch del tutto la presenza delle cuspidi di giavellotto e di lancia. Gli esemplari di questo periodo, ben noti
da ripostigli e abitati, sono caratterizzati, comunque, da cuspidi piccole6: da ci si evince che, in un contesto dove ancora dominano le azioni belliche individuali condotte da armati di spada, le lance ed i giavellotti non avrebbero potuto avere pi di un
semplice ruolo secondario; al tempo stesso le frecce sono certamente utilizzate a scopi bellici, ma anchesse non compaiono
nelle tombe.

Peroni 1979a.
Peroni 1977.
3
A supporto della sua interpretazione, Peroni considera i corredi con
armi deposti nelle tombe ad inumazione del Fucino e di Castellace e sottolinea la presenza di coperchi fittili a elmo allinterno di un discreto numero di sepolture maschili in Etruria meridionale. Daltro canto, egli evi-

denzia le limitazioni nella documentazione, dovute, principalmente, alla


scarsa presenza di armi nei corredi delle tombe a incinerazione, per motivi rituali (Lo Schiavo, Peroni 1979, p. 567).
4
Peroni 1978; 1989; 2004.
5
Pacciarelli 2001.
6
Ripostigli di Cascina Ranza (MI) e Oggiono-Ello (LC) (Bruno 2007).

1. Sviluppo e trasformazione dellarmamento in Italia meridionale nellet del ferro

1
2

77

MUSEO DEI BRETTII E DEGLI ENOTRI

A partire dal Bronzo recente (BR), con alcune importanti


anticipazioni, come nellarea delle terramare, mutamenti ideologici portano alla scomparsa pressoch totale delle armi dalle sepolture: questo un fenomeno che procede in parallelo al
processo di diffusione del rito a incinerazione che, in queste fasi, vede una fortissima contrazione della deposizione di corredo
nelle tombe, e soprattutto delle armi7.
inoltre possibile che i riti legati alla deposizione di armi
venissero trasferiti dallambito funerario a quello del sacrificio e
dellofferta votiva, pratica gi diffusa durante il BM ma che proprio durante il BR riceve un pi forte impulso8.
Pertanto, sostanzialmente, la scomparsa di armi nelle deposizioni funebri durante il BR non da considerare come la conseguenza del declino della figura del guerriero, quanto, piuttosto, tale fenomeno appare legato alla diffusione di nuovi mezzi di controllo sociale. Tali modificazioni connesse al ruolo della categoria dei guerrieri riflettono, verosimilmente, differenti
modalit di combattimento rispetto ai periodi precedenti, ora
non pi rappresentate da operazioni belliche condotte in maniera fulminea da singoli individui, alla stregua di blitz, ma da
interventi militari su larga scala al fine di occupare e conquistare interi territori9.
Proprio in questo periodo risulta attestata una pi massiccia presenza di cuspidi di lancia e giavellotto, presenti ora anche con esemplari di dimensioni importanti: il numero pi che
doppio rispetto alle spade, ora particolarmente lunghe, fa pensare ad un ruolo pi rilevante delle cuspidi nellequipaggiamento bellico e quindi nelle operazioni di scontro10. Certamente, la
presenza di cuspidi pi lunghe e pesanti attesta lutilizzo di armi
non adatte ad essere scagliate quanto, piuttosto, pi verosimilmente adatte ad essere imbracciate durante lo scontro diretto e
quindi utilizzate come vera e propria alternativa alla spada.
Durante il BF, in Italia centro-meridionale si assiste ad una
trasformazione evidente del ruolo della spada che ora subisce
un deciso ridimensionamento della lunghezza, divenendo un
elemento di dimensioni piuttosto ridotte. Si deve sempre considerare che nel BF le testimonianze legate alla deposizione di armi allinterno delle sepolture appaiono certo maggiormente diffuse, ma che si tratta, comunque, di limitate eccezioni riservate
ad un numero ristretto di guerrieri eminenti, in un contesto funerario in cui ancora predomina il rituale a incinerazione, con
la connessa forte limitazione dei corredi.

Verso il passaggio tra BF e PF le spade tendono a ridimensionarsi ulteriormente, fino a divenire corte daghe; tale fenomeno appare svilupparsi in concomitanza con un marcato allungamento delle cuspidi di lancia che ora, con ogni probabilit, rappresentano larma pi importante nellimpatto bellico, accompagnata dai giavellotti.
A partire dalla prima et del ferro, nel centro-sud italiano,
laccesso al ruolo del guerriero non appare pi essere riservato
a pochi individui emergenti, ma piuttosto sembra aperto alla
maggior parte della popolazione maschile adulta, in concomitanza con la generalizzazione delluso della lancia.
In questo momento, la spada appare essere relegata ad un
ruolo bellico accessorio, ma probabilmente tuttora simbolico
di distinzione o supremazia: la presenza di spada corta (o daga)
nella panoplia del guerriero poteva simboleggiare limportanza
dello stesso, al punto da configurarlo come personaggio di eminente ruolo sociale.

7
Si osserva, comunque, una drastica diminuzione dei corredi con spada
anche laddove perdura il rito inumatorio, come nellipogeo La Speranza
di Lavello (Potenza) (Pacciarelli 2001, p. 250).
8
Bianco Peroni 1980.
9
Unimportante testimonianza in questo senso rappresentata dagli
avvenimenti intercorsi in Calabria meridionale, nelle Eolie e in parte della Sicilia orientale, in coincidenza con la fine, probabilmente segnata da
eventi bellici, di molti abitati della facies Thapsos-Milazzese e linstallazione di quellaspetto del subappenninico peninsulare definito Ausonio

I da Bernab Brea.
10
Un numero consistente di lance e giavellotti, datati al BR, attestato
nel ripostiglio di Lipari (ME) e soprattutto nel deposito, presumibilmente votivo, di Pila del Brancon (Nogara, VR).
11
Si considera solamente la lunghezza della lama: considerare anche la
lunghezza dellelsa, diversa in base al tipo di spada, condizionerebbe il
dato statistico.
12
Pacciarelli 2001, p. 247.
13
Peroni 1994a, p. 70.

78

2. Caratteristiche dellarmamento in Calabria nel primo Ferro


Lequipaggiamento bellico del guerriero in Calabria (fig. 1)
appare caratterizzato da due grandi categorie di armi, distinte
in base alla funzione svolta nelle tattiche di scontro. Tra gli elementi offensivi che compongono la panoplia del guerriero, certamente un ruolo primario definito dalla spada. La misura relativa alla lunghezza e allo spessore della lama delle spade11, oltre a definire la formulazione e lapplicazione di precise strategie militari, rappresenta un criterio di analisi essenziale per una
classificazione allinterno di tale categoria12.
Alcuni fattori possono certo aver contribuito a definire le
dimensioni e condizionare quindi lappartenenza di unarma a
una categoria piuttosto che a unaltra, quali frattura, usura e affilamento della lama, ma le spade pi lunghe da fendente, adatte pi ad un combattimento a distanza forse anche tra guerrieri montanti a cavallo , che non a scontri corpo a corpo, si
distinguono decisamente dagli esemplari di lunghezza media e
corta, maggiormente in linea con duelli a breve raggio di azione. Piuttosto, non risulta compito agevole marcare un preciso
confine dimensionale tra la categoria delle daghe e quella dei
pugnali, con le prime che, seppur fortemente ridotte dal punto
di vista dimensionale, risultano essere comunque di dimensioni
maggiori rispetto ad un normale pugnale13.

Preistoria e Protostoria

Un discreto numero di spade, generalmente accompagnate dal relativo fodero, diffuso nellareale calabrese; tra esse, il
maggior numero proviene dalla necropoli di Torre Galli (VV)
dove appare attestato, in base a criteri di ordine dimensionale,
un alto numero di spade a lama corta o daghe. Altri esemplari
di spada corta ben conservati e misurabili provengono da corredi funerari, come la spada della tb. 97 di Torre del Mordillo (CS), presentata in questa sede (cat. n. 331), o altre da Serra
dAiello (CS) e Roccella Jonica (RC), mentre lunico esemplare
con lama di medie dimensioni proviene da Torano (CS)14; una
spada in ferro, datata al PF2B, proviene da Francavilla Marittima (CS).
Compaiono altre due classi di armi offensive, utilizzate, prevalentemente, per essere scagliate a distanze anche considerevoli: le lance e i giavellotti. Si tratta di cuspidi in metallo (bronzo, ferro o bimetalliche) composte da una lama (estremit superiore) e da un cannone (estremit inferiore), che si innestava
sullasta in legno. Le lance ed i giavellotti si distinguono, tra loro, sulla base delle dimensioni, anche se spesso risulta sfuggente cogliere una netta differenza: generalmente si possono classificare come lance gli esemplari che presentano dimensioni maggiori del valore-limite di 16/17 cm, mentre i giavellotti appaiono di dimensioni minori15. Risulta quantomeno legittimo ipotizzare limpiego delle lance pi lunghe e pi pesanti, non propriamente armi da getto, alla stregua delle armi da punta, impugnate ed utilizzate direttamente contro lavversario; piuttosto i giavellotti appaiono maggiormente adatti a tracciare traiettorie aeree, anche a lunga distanza16.
Spesso alla cuspide di lancia era associato un puntale ovvero una punta conica, rastremata, immanicata a cannone il
quale veniva inserito allestremit opposta dellasta, e la cui funzione era, tra laltro, quella di permettere linfissione dellarma
nel terreno, oltre che di proteggere la base dellasta da eventuali colpi.
Le cuspidi di lancia e di giavellotto appaiono essere assai diffuse in Calabria durante la prima et del ferro; appaiono, infatti,
attestate con particolare frequenza nella necropoli di Torre Galli, cos come nei siti di Amendolara, Torre del Mordillo, Cro-

tone, Roccella Jonica, La Rota, Castellace: spesso la figura del


guerriero appare essere identificata dalla presenza di entrambe
le armi da punta e da getto, ovvero con lassociazione lancia +
giavellotto, a marcare individui di status pi elevato.
Come armamento difensivo, per la protezione della zona toracica del corpo, il guerriero poteva essere equipaggiato con corazze o cardiophylakes. Riguardo alle corazze, come gi suggerito da Peroni, il fatto che non siano documentate affatto o quasi
in Italia un fenomeno dovuto alla loro conservazione limitata,
perch riciclate o comunque non deposte in tomba17.
I cardiophylakes sono pure molto rari; rappresentano una
forma estremamente ridotta di armatura, in cui la protezione
limitata alla parte centrale, o sinistra, del torace; in genere la
forma rettangolare con i margini pi o meno diritti18. Come
suggerito da Bottini, due cardiophylakes potevano essere applicati ad un unico elemento difensivo, al fine di proteggere il cuore, e altri organi vitali, da entrambi i lati del torace19.
Nellareale calabrese per noto un solo esemplare di cardiophylax, proveniente dal corredo funerario della tb. 97 di
Torre del Mordillo (Spezzano Albanese, CS), che conservato in questo Museo e per il quale si rinvia alla scheda (cat. n.
330).
Un altro elemento distintivo dellarmamento difensivo in
Calabria durante il Bronzo finale e la prima et del ferro certamente rappresentato dallo schiniere che protegge lo stinco e
quindi la gamba del combattente, non coperta dallo scudo.
La presenza di schinieri nel territorio calabrese nel primo
Ferro appare essere esclusiva dei corredi funerari di alcune
tombe della necropoli di Torre Galli20: questi consistono in una
lamina di forma ovale con occhielli sul margine dove, verosimilmente, passavano le stringhe che li tenevano piegati e li assicuravano alla gamba, secondo una tipologia con raffronti in Albania e Grecia, a testimonianza di un condiviso armamentario. A
Torre Galli si nota inoltre unanomalia relativa al posizionamento degli schinieri sul corpo dei defunti, rispetto al modello di vestizione comune: in tre diversi casi, infatti, lo schiniere posizionato sullavambraccio destro del defunto, lasciando dubbi
circa il suo reale significato21.

14
Bianco Peroni 1970; Mller-Karpe 1974; Pacciarelli 1999a; 1999b;
2001.
15
Un valore-limite formale pu essere definito a circa 16,4 cm (Abbate 2010-2011). A. Bruno ha formulato una classificazione tipologica delle punte di lancia nellet del bronzo, fino allet del ferro, in Italia continentale (Bruno 2007); inoltre, il fenomeno di collegamento interregionale tra Lazio meridionale e Puglia, nella prima et del ferro, appare verosimilmente correlato alla circolazione di armi (lance e giavellotti) secondo unideologia condivisa tra le diverse comunit di una vasta area (Bietti Sestieri 2006).
16
In Campania, numerosi esemplari di lance e giavellotti, importanti
per la definizione di categorie dimensionali, provengono dai siti di Pontecagnano (dAgostino, Gastaldi 1988; De Natale 1992; Gastaldi 1998;

Cinquantaquattro 2001) e Sala Consilina (Kilian 1970; Ruby 2007).


17
Un esemplare completo di corazza in Italia meridionale di cui, purtroppo, abbiamo pochissime informazioni, proverrebbe dallarea di Napoli come rinvenimento sporadico (von Merhart 1969).
18
Cardiophylakes circolari caratterizzano larea abruzzese e, pi in generale, picena e sannita, fino almeno al VI sec. a.C. Le immagini riprodotte sulle stele daunie rappresentano un fondamentale contributo circa
la definizione delle forme dei cardiophylakes e della loro posizione assunta nel vestiario bellico (Nava 1980).
19
Bottini 1982.
20
Orsi 1926; Pacciarelli 1999a.
21
Secondo Peroni gli schinieri posizionati sullavambraccio possono
aver assunto il valore di bracciali (Peroni 1994a, p. 67); eventualmente,

79

MUSEO DEI BRETTII E DEGLI ENOTRI

Fig. 1. Esemplari di armi provenienti dalla Calabria (scala 1:3). 1. Daga - Roccella Jonica (RC), tb. 24; 2. Fodero - Roccella Jonica (RC), tb. 24; 3. Spada
corta - Torre del Mordillo (CS), tb. 97, cat. n. 331; 4. Spada media - Torano Castello (CS); 5. Cuspide di giavellotto - Torre del Mordillo (CS), tb. 144,
cat. n. 473; 6. Cuspide di lancia - Serra dAiello (CS), cat. n. 85; 7. Puntale - Serra dAiello (CS), cat. n. 87; 8. Cardiophylax - Torre del Mordillo (CS), tb.
97, cat. n. 330; 9. Schiniere - Torre Galli (VV), tb. 99.

80

Preistoria e Protostoria

La decorazione sulla lamina bronzea degli oggetti di armamento difensivo rappresentata da cerchi raggiati o puntinati
sul bordo, che richiamano lo schema solare, forse per assicurare la protezione della divinit al guerriero.
Non sono presenti in necropoli della Calabria, perlomeno
in considerazione dello stato attuale delle ricerche, esemplari
relativi ad elmi e scudi che, oltre a garantire protezione e sicurezza nel combattimento, rappresentano elementi di prestigio e
suggestione, esaltando limmagine del possessore. Lunico frammento di elmo noto pertinente a tipologie villanoviane e proviene dalla stipe arcaica del luogo di culto di Imbelli presso Serra dAiello22.
3. Diverse composizioni degli armamenti in Calabria
Senza dubbio, la necropoli calabrese caratterizzata dal pi
alto numero di armi23 appare essere Torre Galli (Drapia, VV),
datata al PF1, dove le composizioni di armamento pi complesse mostrano unassociazione tra armi offensive e difensive: la
spada corta o daga, con relativo fodero, presente in combinazione con una cuspide di lancia in un caso con relativo puntale , una cuspide di giavellotto e uno schiniere24.
Tale combinazione di armi pu essere semplificata, con la
scomparsa di uno degli elementi offensivi (giavellotto)25, molto
pi frequentemente dello schiniere26, o, talvolta, di entrambi27,
suggerendo cos una differenza di espressione di ruoli simili nelle strategie di tipo militare.
Piuttosto, in alcuni casi, la figura del guerriero appare contraddistinta da due cuspidi (lancia + giavellotto), associate generalmente ad un coltello28.
Nella maggior parte dei casi, i corredi funerari includono invece singole armi: spade con fodero29, o lance o giavellotti30, a
conferma del fenomeno della maggiore diffusione e generalizzazione delle armi nelle societ di questo periodo.
I pugnali appaiono in combinazione con cuspidi di lance o
di giavellotto31, nonch come uniche armi di alcuni corredi, lasciando comunque dubbi circa la loro reale funzione nellimpatto bellico.

si potrebbe pensare a oggetti deposti non indossati, ma i rilievi degli scavi Orsi non sembrano favorire questa possibilit.
22
La Torre 2002.
23
Circa 1/4 delle deposizioni presenta corredi con armi (Pacciarelli
2004, p. 455).
24
Torre Galli tbb. 86, 99, 206, 239.
25
Torre Galli tb. 65.
26
Torre Galli tbb. 34, 120, 124, 190, 284.
27
Torre Galli tbb. 149, 240.
28
Torre Galli tbb. 17, 28, 57, 116, 163, 233, 257.

Pacciarelli, rapportando la proporzione delle tombe di armati allampiezza della comunit, gi indicata da P. Orsi (tra
400 e 600 unit riferito al sepolcreto della fase 1 del primo Ferro), suggerisce che il numero dei guerrieri succedutisi nel tempo per la comunit di Torre Galli dovesse aggirarsi intorno alle 100-150 unit (1/4 circa del totale), di cui almeno 20-30 con
panoplia completa di spada (1/5 degli armati) e gli altri con lancia e/o giavellotto.
La necropoli di S. Onofrio (Roccella Jonica, RC), datata al
PF1B, ha restituito diversi esemplari di armi che, seppur numericamente inferiori rispetto a quelli di Torre Galli, rappresentano ulteriori testimonianze della composizione dellequipaggiamento bellico in Calabria nellet del ferro32.
La pi articolata associazione di armi registrata a S. Onofrio
proviene dalla tb. 24, in cui la spada (daga), con proprio fodero, accompagnata da una coppia di cuspidi in ferro, luna riferita ad una lancia e laltra ad un giavellotto; un altro esemplare di spada con fodero, di dimensioni incerte, non appare essere associato ad altre armi (tb. 13).
Diversamente da Torre Galli, nelle tombe di S. Onofrio non
si registra, in assenza della spada, la combinazione lancia + giavellotto; piuttosto, sono presenti corredi allinterno dei quali
compare una sola cuspide, in due casi riferibili a lance (tbb. 8,
16) e in altrettanti casi riferibili a giavellotti (tbb. 9, 30). Tra i
rinvenimenti sporadici si registrano una cuspide di lancia e un
puntale il quale , verosimilmente, riferibile ad una delle cuspidi ritrovate.
Mancano invece armi di tipo difensivo.
La necropoli di Torre del Mordillo (Spezzano Albanese, CS),
datata in prevalenza al PF2A, ha restituito importanti testimonianze dellevoluzione degli equipaggiamenti militari in Calabria nellet del ferro33.
La tb. 97 di Torre del Mordillo mostra la pi complessa combinazione, caratterizzata da armi da offesa e da difesa; infatti, la
spada in bronzo con fodero compare in associazione con una
cuspide di giavellotto in ferro e con il cardiophylax.

Torre Galli corredi con sola spada con fodero: tbb. 36, 68, 147; con
sola spada: tb. 313.
30
In diversi corredi di armati si registra la presenza esclusiva della lancia (15 casi) o del giavellotto (22 casi); lesemplare della tb. 208, non conservato, risulta di incerta attribuzione (Pacciarelli 1999a, pp. 81-82).
31
Corredo con associazione pugnale + lancia: tb. 94; corredi con associazione pugnale + giavellotto: tbb. 25, 58; corredi con solo pugnale:
tbb. 26, 39.
32
Chiartano 1981.
33
Pasqui 1888; Kilian 1970.
29

81

MUSEO DEI BRETTII E DEGLI ENOTRI

Gli altri cinque esemplari di spada ritrovati a Torre del Mordillo, tutti prodotti in ferro e frammentari, ma verosimilmente piuttosto corti, risultano associati ad una cuspide di lancia in
ferro (tbb. 21, 76-77, 78) oppure ad una cuspide in ferro di probabile giavellotto (tbb. 12-13). In particolare, la coppia di tbb.
76 e 77, femminile e maschile, si contraddistingue per spada,
lancia verosimilmente con puntale e ascia a occhio in ferro,
oltre a una probabile lama di coltello.
Lunico caso certo di associazione tra cuspidi proviene dalla
tb. 25: una lancia in ferro accompagnata da due esemplari di
giavellotto, anchessi in ferro, ad indicare un numero delle cuspidi maggiore rispetto agli standard registrati.
Per il resto, in un discreto numero di tombe compaiono corredi caratterizzati o solo da una lancia o solo da un giavellotto,
senza prevalenza tra bronzo e ferro34. Tra queste, solamente in
un caso la lancia in ferro associata ad un puntale dello stesso
materiale (tb. 1) cos come ad un pugnale di materia non specificata (tb. 216). Pochi sono, invece, i corredi caratterizzati dalla presenza di soli pugnali in bronzo o in ferro (tbb. 125, 87) e
da cuspidi di freccia in ferro (tb. 68). Risultano infine due esemplari di ascia in ferro, categoria di oggetti di incerta attribuzione funzionale tra strumento e arma35: luno, unico oggetto dalla
tb. 22; laltro, gi citato per la tb. 76-77, dallassociazione complessa con spada e lancia (e probabile coltello).
Si pu inoltre notare che a Torre del Mordillo la percentuale dei guerrieri si avvicina in modo significativo a quanto osservato per Torre Galli, ma con alcune differenze. Le tombe di armati sono circa 50 su 229 tombe (1/5 circa del totale), tra cui 6
portatori di spada o daga (solo poco pi di 1/10 degli armati);
una tomba in particolare (tb. 97) suggerisce lesistenza di una
forma di leadership, tracciata dalla presenza di una combinazione di armi prestigiose quali la spada di bronzo con fodero e il
cardiophylax, elemento certamente esclusivo di tombe di individui emergenti. Nel complesso, sembra di cogliere una minore
presenza di armati di spada.

(tb. V7) o ad una coppia di asce (tbb. 41, 70, 79), questultime
talvolta esclusive in alcuni corredi (tb. U2; deposito CR); bene comunque osservare che in questi corredi, definiti dallassociazione di cuspidi di lance ed asce, compaiono anche strumenti definiti da lavoro, vale a dire scalpelli, sgorbie, falcetti36: la
presenza di questi oggetti pu far pensare che anche le asce possano rientrare in questa categoria, rendendo problematica la loro appartenenza alla categoria delle armi.
La tb. Strada 5 della necropoli ha, inoltre, restituito una coppia di cuspidi di lancia, prodotte in materiale diverso: luna, in
ferro, in pessimo stato di conservazione, laltra, in bronzo, presenta una decorazione incisa sulla lama e sul cannone; in associazione alla cuspide in bronzo si segnala un puntale anchesso
in bronzo e decorato ad incisione37. Sembra confermarsi la minore presenza di portatori di spada in questa necropoli tarda.
4. Considerazioni sullanalisi di P.F. Stary e sviluppo di nuove interpretazioni

La necropoli di Francavilla Marittima (CS), datata prevalentemente al PF2B, appare connotata da armi prodotte quasi
esclusivamente in ferro e ridotte in cattivo stato di conservazione a causa di fenomeni di corrosione invasiva.
Lunica spada ritrovata, di media lunghezza, associata a un
oggetto di dubbia attribuzione, forse una lancia (tb. 87); per il
resto, gli esemplari di lancia appaiono associati o ad una singola

Lo studio del 1981 di P.F. Stary sullarmamento in Italia centrale, comparato ad altre zone dItalia, ha rappresentato un fondamentale contributo per la comprensione delle implicazioni
legate allevoluzione dimensionale delle armi. Lautore osserv,
in Italia meridionale, una leggera crescita delle dimensioni delle
spade, a partire da un minimo nel PF1, seguita poi da un andamento costante, almeno fino ai primi decenni del VII sec. a.C.38.
Tale situazione appare diversa dallEtruria, mentre presenta
analogie con quanto si verifica nellarea picena e in Abruzzo,
territori non propriamente investiti dal fenomeno di sviluppo e
articolazione delle comunit di tipo protourbano, e con un apparente ritardo anche nellinstaurarsi di strutture propriamente
urbane: col, infatti, si assiste ad una crescita, decisamente pi
forte rispetto a quella dellItalia meridionale, delle dimensioni
delle spade nel corso della prima et del ferro39.
In realt, tale crescita si rivela essere soprattutto un forte aumento della variabilit dimensionale, fino a rendere osservabile la separazione, dopo la met del VII sec. a.C., tra una categoria di pugnali e una di spade con dimensioni tra loro fortemente differenziate.
Di contro, in Etruria, si osserva che le dimensioni delle spade tendono a diminuire nel corso dei secoli, trasformandosi da
spade a pugnali, intorno agli ultimi anni dellVIII sec. a.C., e da
pugnali a coltellacci, intorno alla met del VII sec. a.C.40.

Corredo con sola lancia in bronzo: tbb. 16, 36, 60, 71, 75, 158, 211;
corredo con sola lancia in ferro: tbb. 82, 148, 188; corredo con sola lancia
di materiale n.d.: tb. 164; corredo con solo giavellotto in bronzo: tbb. 18,
29, 85, 144; corredo con solo giavellotto in ferro: tb. 74; corredo con cuspidi n.d. in bronzo: tbb. 6, 7, 8, 160, 192; in ferro: tbb. 24, 84, 108, 112,
118, 124, 126, 133, 137, 175.
35
Iaia 2006, pp. 192-194.
36
Iaia 2006; Quondam 2010-2011; Luppino et al. 2012.
37
Si tratta dellunica lancia in bronzo finora rinvenuta a Francavilla (ne-

cropoli Macchiabate) dove le tombe maschili presentano, di norma, armi


ed utensili in ferro; tale esemplare stato interpretato come un oggetto
a carattere cerimoniale e non idoneo al combattimento, mentre la decorazione ad incisione sembra richiamare motivi geometrici diffusi nel Lazio e in Italia meridionale durante la prima et del ferro (Guggisberg et
al. 2012a, pp. 5-7).
38
Stary 1981, Tab. 13.
39
Stary 1981, Tab. 11.
40
Stary 1981, Tab. 8.

34

82

Preistoria e Protostoria

Fig. 2. Grafico dimensionale delle spade in Calabria nellet del ferro.

Una situazione analoga attestata, in misura meno marcata ma comunque significativa, anche nel territorio costiero della Campania, come noto strettamente legato allEtruria; qui si
osserva un crollo dimensionale negli ultimi anni dellVIII sec.
a.C., a seguito di una gi evidente discesa cominciata nel corso
del PF241. Una significativa eccezione che, dal punto di vista dimensionale, sembra contraddire questo trend generale lesemplare proveniente dalla tb. 51 di Montevetrano, attribuita al terzo quarto dellVIII sec. a.C. e ritenuta pertinente a segmenti di
comunit enotrie o comunque non etrusche42.
In Calabria, le misure delle spade tendono a mantenersi in
linea con i valori dimensionali associati alle categorie con lama
maggiormente ridotta (spade corte e daghe) (fig. 2).
Infatti, evidente una maggiore produzione di daghe nel
lungo periodo, di almeno due secoli, compreso fra il pieno BF
e tutto il PF1; a questo segue una leggera crescita dimensionale, passando dalle daghe a una pi diffusa produzione di spade,
comunque a lama corta, le quali, in linea generale, non sembrano superare i 40 cm di lunghezza. Lunica spada in ferro misura-

Per le analisi dimensionali degli esemplari di spada provenienti dalla


Campania costiera sono stati considerati i siti di: Napoli, Pontecagnano,
Suessula, Cuma, Acerra e Montevetrano.
41

bile, seppur fratturata alla base, proveniente da Torre del Mordillo e datata al PF2A (tbb. 12-13), rientra nella categoria delle daghe, attestando una produzione di armi a lama corta anche
nel momento di maggiore variabilit dimensionale delle spade
in Calabria; infatti, in questa fase attestata anche la spada, di
media lunghezza, proveniente da Torano (CS), che indica una
variazione del trend appena osservato, nel corso dellVIII secolo a.C.43. Anche lesemplare di spada in ferro, proveniente da
Francavilla Marittima (tb. 87) e datato allVIII secolo a.C., appare inserirsi in corrispondenza del salto di categoria tra spade
corte e daghe. importante sottolineare come in Basilicata si
assista ad un fenomeno totalmente inverso rispetto a quanto visto in Calabria; infatti, gli esemplari di daga rinvenuti nel territorio lucano rappresentano una piccola percentuale rispetto al
numero totale di spade che, piuttosto, indicano unattivit di
produzione di armi con importanti dimensioni, fino al dilagare, nellVIII secolo avanzato, di spade lunghe di modello egeo
(tipo Craco), affini allesemplare gi citato per Montevetrano
tb. 51, in Campania44.

Cerchiai 2013, p. 144.


Mller-Karpe 1974, Taf. 3, 18 A.
44
Frey 1991; Bottini 1994a; Chiartano 1994; 1996.
42
43

83

MUSEO DEI BRETTII E DEGLI ENOTRI

Queste dinamiche possono essere connesse, come ipotesi di


lavoro, ad una differenziazione tra aree del Meridione, connessa agli sviluppi in senso protourbano e, in seguito, urbano, che
caratterizzano le comunit di alcune zone dellItalia continentale. In Etruria e aree contermini, nonch nelle emanazioni etrusche in Campania, il modello oplitico sembra adottato molto
presto, apparentemente in connessione con lo sviluppo dellorganizzazione protourbana: tale modello trasformava totalmente il metodo di combattimento, al punto che vi assunsero notevole importanza le lance non da getto e gli scudi tipici della falange oplitica, a discapito della daga, trasformata pi che altro
in simbolo di status45.
In questi territori, infatti, le dimensioni delle spade vennero presto notevolmente ridotte, in coincidenza con ladozione
di unorganizzazione militare che escludeva il combattimento
da duello, comprendendo, probabilmente, solo un estremo corpo a corpo.
Diverse appaiono, invece, le tendenze nei territori non interessati da uno sviluppo di tipo protourbano, dove lorganizzazione bellica era, verosimilmente, meno organizzata e pi variabile, e persisteva una pratica militare largamente basata sul diffuso combattimento corpo a corpo.

Per la Calabria dellet del ferro la ridotta dimensione delle armi potrebbe anche rappresentare la conseguenza di diversi
fattori, forse in combinazione tra loro: da un lato forme di economia della materia prima, oppure un riflesso della struttura fisica dei combattenti; dallaltro, invece, e pi convincentemente,
lassunzione di una pratica militare avanzata, basata sulla combinazione delluso di armi da getto (giavellotti e lance corte),
come preludio ad un ultimo corpo a corpo. Al tempo stesso,
lampia diffusione della spada in necropoli come Torre Galli dimostra come la struttura interna dei gruppi di armati non assumesse una piena gerarchizzazione interna, testimoniando di
unorganizzazione ancora poco strutturata, anche se apparentemente ben avviata verso la definizione di una compagine militare estesa e articolata.
Nel tempo, come testimoniato a Torre del Mordillo e poi a
Francavilla Marittima, da un lato si affermano dimensioni pi
gerarchiche, con una riduzione del numero di portatori di daga
o spada, ma dallaltro la diversificazione delle dimensioni delle
spade stesse dimostra come fosse stato mantenuto anche il combattimento corpo a corpo, fosse anche solo in alcune comunit, come specchio di una situazione contraddittoria e non pienamente protourbana.

Anche per gli scudi, ove disponibili, si osserva una crescita delle dimensioni seguita da un assestamento, durante il corso dei secoli (Stary

1981, Tab. 1).

45

84