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NICOLAS BERDIAEFF Cinque meditazioni sul esistenza. Solitudine, societa e comuni Leumann, Torino 1982, 142-171. Meditazione quinta LA PERSONA, LA SOCIETA E LA COMUNIONE 1. L'10 E LA PERSONA - INDIVIDUO E PERSONA - PERSONA E COSA - PERSONA E OGGETTO Il problema della persona & il problema fondamentale della filosofia a di essermi riconosciuto come una perso- non suppone alcuna dottrina della per- Ia persona & proposta. L'io ha il com- persona, ¢ tale realizzazione comporta una lotta. la comporta grande incapacita di accettare persona 2 inseparal personale non conosce l'inferno. La persona ® del tutto diversa dal categoria di ordine natural ‘male o 1a pianta, ma anchi ividuo? Vindividuo ® una fanto 'ani- sulla natura, Non esiste persona senza lavoro dello spirito sulla costitu- ica © psichica dell’somo. Un uomo, pur dotato d’una brillante in- ud essere privo di personalit’. Uomini rict le 0 tal altro non ha persor 2 t 0 s ud negare it, Maine de Biran e Ravaisson sostenevano il legame perso- quello di Hartmann: io non pud mai essere oggeto. \ividuo come parte alls ert nalititensione. Questa tensione & sempre accompagnata dal dolore e sfug- determinazione iente esterno. ssona & realta ben diversa dalla natura, cosi come Dio & realt’ iversa dalla natura; Ia persona & strettamente dipendente da Dio, ® Vimmagine ¢ la somiglianza di Dio nell’uomo. La persona sup- fenza del sovra-personale, Non esiste persona se non esiste nulla sopra di essa, in quanto allora sarebbe vuota del proprio cont che & correlativo al sovre-petsonale. La persona & pri tegoria a logica »: & la manifestazione del Senso di individuo non suppone necessariamente tna tale manifestazione di Senso, una tale rivelazione del yalore dell'e La persona non & assol corpo non & semplicemente materia. @ anche Ia conservazione dell'integrit e dell'unit sempre nuova, d’una forma costs novamento della sua composi le esperien personalismo si oppone al panteismo cosmico.o sociale. La persona umana ha perd anche una base o an contenuto mate Cerio Ta persona non pud essere una parte di un qualche tutto, cosmico 6 sociale: * essa ha tn suo valore autonomo © non pud essere trasformata fn mezzo. Si tratta di un assioma etico in base al quale Kant ha formu Tato, benché in modo puramente formale, una veri una considerazione naturalista, la persona & solt fima parte della natura;_ secon dell’esistenza e della filosofia dello spirito, la persona non pud essere in- tesa come qualcosa di particolare ¢.di individuale in opposizione al « ge- nerale » € ersale. Tale opposizione, caratteristica della vita na- turale e sociale, non si pud applicare all’uomo come persona. In questo caso, il sovra-personale edifica Ia persona e il « generale » ne fonda Ia particolarita, e in forza di questo sovra-personale e questo « generale » la persona non & mai un mezzo, E questo il misero della persona: una coesistenza di contrati. L’universalismo che fa della persona una parte dell’organismo del mondo & totalmente sbagliato e implica appunto una concezione del tutto inorganica della stessa persona, Le dottrine parallele della societi sono altrettanto antipersonaliste e riducono la persona a una ‘ma da un punto di vista axio- non una parte; un tutto che ci natura. Essa non 8 un oggetto, non fa parte del mondo ogget La persona & un « volto », ha una sua forma con; in tutto, mai una parte. La persona & la realizzazione, nell la sua specifica idea, del disegno di Dio a suo riguardo. Suppone p. sequenza & contrapposta alla cosa ¢ al mondo delle cose, contrapposta ail fenomeni naturali. In essa si manifesta mon il mondo delle cose, ma il La persona suppone la disconti non sopporta il monismo. Non & una coscienza incatenata a una struttura singolare, ha una sua « storia ». L’esistenza ® sempre yposizione persona-cosa & Ia base della filosofia personalista di W. Stern, che per il resto invece razionalista € non si pud certo de- 144 problema « spirito © und Sache); In oppo: formar, nonostante Te sue molte parti, un'unita i mondo fisico, sia per il mondo er definire la persona, gli ritiene essenziale il suo carattere di unitas multiplex. La persona & un tutfo, non una somma. E un fine in se stessa, men fine per un altro..Cid che costituisce Ia persona & In poss endenza degli atti. Ora cid che mentre il meccanismo ® un’entelecheia vista dal jeme tutto un sistema di seracie i persone che si svi- propriet& che distinguono la persona ite le de- a della persona sfugge continuamente, Il suo perso- Ia categoria della persona uomo non ha alcun ruolo. stingue ancora la persona provare dolore e gioia. A questo riguardo essa possiede tina sensibilitt che manca invece alle realta so Alla persona & essenziale ils destino jn questo @ P’aspetto decisamente irrazionale ds ‘mentre Vaspetto razionale sta nell’adozione autonos che importa comunque non @ che essa si conformi a un fine, ma che 1 congiunga antinomicamente liberti © persona significhi « maschera » La persona & prima introduce nel mon- di tutto maschera, Per mezzo della maschera I'uom« Un breve riassunto di questa dottina si trova in Grundgedanken der perso- zn Philosophie. opera principale di W. Stans Person und Sache. System sophischen Weltanschauung. G. Guaviren, idée de droit social. Gurvitch difende una dot ividualista nella quale non esiste subordinazione gerarchica. & una dottrina atinta dda Krause e da Proudhon. 45 fione » prodotta dal mondo. Per \dicano soltanto il isogno di premu- lo, occupare un dato post ,. Ma ha anche un altro aspetto: reincama, la persona indossa una maschera. E questo la persona non ritsce mai ad uscire dalla propria sol che svolge, sotto la maschera che porta, l'womo rimane sempre che & un mondo oggett Ta comunione, nel mondo spirits ‘ona rappresenta soltanto reincamarsi in un altro mezzo alla folla, conside mente a svolgere un ruolo i essere persona per diventare persona; societi comporta generalmente svolgere un ru incarnare un personaggio impostoci dall'estern. Sul piano dell’ al contrario, fuori da ogni oggettivazione © socializzazione, la persona yuol essere s¢ stessa, 'uomo aspira a trovare tuno specchio in un altro volto umano, magari in uno solo, in un « tu ». Questo bisogno di essere rispecchiata secondo veritt & costitutivo della persona, del suo «volto ». Tl yolto cerca uno specchio non deformant ferso dal proprio, a reincarnarsi in un altro: Avere un posto nella wdossare una maschera, visto, questo specchio Fedele & qualcosa di ante, ma in qualche cosa di indifferen- autentica esistenza. ‘AI mondo non esiste cosa cosi ricea dit si icato, né espressiva del problema della perso- mistero dellesistenza, quanto il yolto. umano! Cf Vopera gid citata di Evreinoft, CEM. Pica, Das Menschengesicht. ‘un penetrare IL volto testimonia che I'uomo 2 un essere integrale e non una somma di carne e spirito, di anima e corpo. & il segno che lo sempre vince sulla resistenza della mater il corpo, secondo Bergson, ancor pitt definisce il v 1on & qualcosa di oggettivo, non fa parte del mondo fi invece una pura manifestazione del forma concreta. Mentre di un oggetto si pud disporre, non si pud che comunicare. Come dice giustamente Stera, 2 un essere « metapsicofisico », Lio pud realizzare la persona, diventare una persona. Tale realizazio- ne comporta sempre una ina libera subordinazione di s6 al sovra-personale, la sovra-personali, Puscire da sée il penetrare in un pud anche rimanersene nel proprio egocentrismo, nel sé, pud rimanere pieno di sé, incapace di apris tro. TI pit grande ostacolo incontrato dalla per- sona nella propri Ia personalita. Al cont possa esistere sta nel non essere accaparrati da se stessi, nel guardare sempre verso il «tu» e il «noi ». L’vomo ‘dominato totalmente dall’ ‘egocentrismo @ un essere completamente privo di per ha pe 0 il senso della realtd € di fantasie. La person realtd e Ta capacitA di aprin 1 negare ogni personali che ha bisogno di comuni a condizione fondamentale perché la persona persona & un egocentrismo trebbe diventare la rovina che affermano la propria realta senza essere colle; moria, Nell’egocentrismo pud infatti mancare com che & invece assolutamente essenziale per lident * CEN, Bexowaxee, De la destination de thomme. 47 na. La memoria & Vimpoyerimento: dé Je. Di conseguenza, nell'uomo rimane sempre un po’ di ben La lotta per la persona ® una lotta contro ’« egomania », contro la « pazzia del proprio io ». L’alienazione mentale & sempre un caso di que- sta « pazzia del proprio io » e di perdita del senso della realta. General- ‘mente una donna isterica @ pazza del proprio io ¢ consumata da ess0; al fondo di tutto perd & la personaliti che viene distrutta in lei, Lo sdop- piamento della personalita @ il risultato det!'egocentrismo. che filosoficamente & un gioco dello spi i negazione della perso taggio alla ‘personalita, L'idealismo filosofico, sca agli inizi del secolo XIX, porta allimpersonalismo ¢ non possiede aleuna dttina della percona. La cosa eta paricolarments evident nea dottrina di Fichte sull'lo, che non ha niente impersonalismo & particolarmente nefasto ne Stato. Il personalismo non ammette V'esistenza di nessun tipo di moni Ja stessa idea di perso P. Laberthonnitre siteneva il personalismo Tunica flosofia cristiane. Cf Pages choisies ds P. Laberthonnidre. La filosofia personalista nasce con Maine de Biran. 148 I cristi cuore, in cui riconosce un tutto, ¢ non sempli natura umana. In realt, qu yesimo vede il nucleo ontologico della persona umana nel snte un elemento della pitt profonda della co- persona umana non po- assolutamente uno rgano della co- mi capacita di valute- Ita organo supremo di og zione. Per completare Ja dottrina della personaliti, ® necessario dlstinguere ‘ma della persona con una vocazione speciale, con un destino nel mondo, ricea d’un dono ereatore: il problema quindi della personalith emi potente, geniale. La democratizzazione sociale pud essere nefasta per la persona, provocare un livellamento generale, portare tutti gli uomini a ‘un livello medio, formare personaliti « impersonali ». Da tutto questo si potrebbe essere tentati di pensare che tutta la ragion dVessere della storia ¢ della cultura consista nel formare alcune poche personalita emergenti dalla massa, qualitativamente originali, eminenti, ricche all'anonimato. Una simile soluzione del problema sarebbe 1 in una concezione naturalista del mondo e dell'vomo. Non la pensa cosi per’ i ventare persona ¢ deve percid avern possiede un valore intrinseco e non uiomini sono uguali davanti a wnza 8 cna realth gerarchica basata sull‘origin delle quali La dlisuguaglianza ontologica fra li vom Di per se stessa una metafisica ‘persona commettendo un errore, IJ, LA PERSONA E IL GENERALE - PERSONA E SPECIE - PERSONA E SOVRA-PERSONALE - MONISMO E PLURALISMO - L’UNO E IL MOLTEPLICE I problema della persona ugualmente legato al problema tradizio- nale del realismo e del nominalismo, al problema del generale e del particolare. che il nominalismo sia favorevole alla perso- I platonismo, sostenendo che Vessere diventa individuale con Vaggiunta del non-essere € che diventa universale con V’eliminazione del non-essere, sembra non ammetiere per il non-essere la possibilita di diventare essere. In filosofia il problema del « generale » & stato quasi sempre mal posto, poiché non ci si rendeva conto che esso & la conseguenza dell’ogget- tivazione e della socializzazione, In effetti, il generale non & qualcosa di i natura essenzialmente sociol Come abbiamo spesso ripet Il «generale » @ effetto della « generale fonda la somiglianza e re ettivazione & una socializzazione. », che non @ una comunione. I persona. L’oggettivazione e la socializzazione caratterizzano la. nascita del numero, che misura ¢ regola tutto Fambito del generale. Nella so- cieta regna la Tegge del numero pitt grande. Legge che vale anche per la conoscenza, la quale si configura alla societa, gna il numero, dove incontriamo la parte © 150 , © percid ci & bloceato ogni accesso all’ esistenza », cio’ allo ile non conosce il numero, ma soltanto Vunicita; non parte, V'individuale e il generale. Kierkegaard afferma ividuo elimina la specie. L’afferma- iduo » si sostituisse « persona », poiché jiduo e specie sono nozioni correlative ¢ dello stesso ordine. Se vo- liamo definite Vessenza della persona, @ assolutamente fondamentale che essa sia un tutto, ¢ al contrario che non sia né possa diventare una parte. La persona non & mai qualche cosa di particolare opposta a qual- parte della societt o di qualche quando la sua esistenza 8 1¢ al mondo spirituale, iividuale-generale. 0, del «tu» e del noi, senza mai essere trasformata in parte ¢ in mezzo, La solitudine dell'io compare con Toggetto, ® possibile solo in un mondo di oggetti. L'impossibilita di applicare la categoria del numero all’sistenza della persona 8 dimostrata in modo perfetto dal fatto che, per esempio, una sola persona umana pud jente nel regno fra universale e particolare. La persona n pparticolare ¢ di parziale: come appare mai la parte di qualche cosa. TI parti non comprende in sé Luni: ler far passare il particotar clare © di parziale per . Essa infatti si rea- il fatto che pud racchiudere un contenuto wi 151 liza dando valore universale al proprio contenuto, cid che una semplice parte non potrebbe fare. La persona & una u ‘una capacita infinit ricchezza infinita, mentre la per te, Qui sta il mistero fondamet lo pud appunto perché non ® una par- le della persona, La persona, come total appartiene ad alcun sistema o piano in particolare, ma suppone sempre Vesistenza di qualche realt’ diversa da quella in cui si manifesta, Un nominalismo cocrente non pud avere una dottrina della persor cché per sua natura non pud fermarsi dal suddividere inde! conseguentemente Ia persona si frantumerebbe in ps iu: _O. Stmauss, Indische is, in due volumi. Cf pure R. Gutxon, L'homme et son devenir selon le Vedanta 152 Brahman il divino impersonale. $i potrebbe comun- la dottrina dell’Atman come una dottrina della personalitd. rin del peak ‘Slooti, Ja coscienza meta della persona & senza tempo, & eterna, proprio. questa co- nza non & mai stata adeguatamente espressa da nessuna metafisica razionalista. Soltanto la filosofia esistenziale & capace di aflrontare il pro- blema della persona, oggettivato — umanita, sona umana, viva, con in e del dolore. Se gua nazione, l'umanita. Nello stesso tempo, per®, essa fruisce di una realta realtd. sovre-personali to, proprio perché 19 sacrificarsi per ® W. Dinmmey, Einleitung in die Geisteswissenschaften. 153, centrato il mistero d Nella scala dei val tale valore supremo della persona suppor supera, un sovra-personale che non Ia tratta mai da proprio strumento. Dio, che & la fonte di ogni valore, non usa mai la persona umana come lla societ2, nella nazione ¢ nello Stato Ie cose vanno di- de unicamente dall’elemento oscuro, demoniaco, che rac persona pud manifestarsi una ee giudice sovrano essa un contenuto che la amo cosi al problema dei rapporti tra persona, at Ta persona pud essere vista come un mezzo pet ‘Yarmonia universali? B quest to proprio da sant"Agostino ferno sarebbe dell’ordine e dell’armoni ccaparramento defini del mondo oggettivato, non & altro che la supremazia del tpnerale e del ge- nerico sullindi stiano © ‘antiumano. i sali non ha alcun va- itale, perché questo valore nasce solo dalla relazione ieriore della persona. L’« ordine universale » appartiene mondo oggettivato, decaduto, e giustamente si scagliano Souterrain (Dostoevsky) © Ivan Kara- mazoy. La vittoria del generale, del generico, dell'universale e sociale nel- Ja speculazione teorica e nelletica, segna sempre la vittoria del mondo decaduto © oggettivato. Cosi ayvenne spesso nella storia del pensiero cristiano. Liesistenza umana acquisisce senso soltanto liberando persona, dalla schiaviti del mondo, dello Stato, della n: siero ¢ dellidea astratti, e subordinandolo tanto in conseguenza di questa Tibera subor mai « generale », Ia persona umana pud determinate dal di dentro le pro- 154 prie relazioni con i valori sovra-personali e. con Ie realta generali. Se si ‘yuole che essa scopra la propria natura ¢ la propria vocazione sociale, @ necessario che venga sottratta — nella propria esistenza ¢ nella propria ¢ del sociale, all’azione opprimente del gonerale, del generico e della to La persona spirituale non ® un elemento del i ‘Nella rassomiglianza dei membri di una st concertante e di penoso, poiché sment la persona. Proprio per questo 2 tne somunione di persone non pod avere come cellula la famiglia, che ; né un qualcosa famiglia che Vorrebbe ridurre la per- sona umana a semplice mezzo, oggettiva nel cosmos Voppressione sociale, a sua volta forma oggettivata della menomazione del peccato. Ogni idea che sia condizionata dall’ordine oggettivato diventa dispotica e opprime Ja persona; mentre pud essere fonte nell’esistenza umana. L'ascesa dell'uomo, ta sua I sione del mondo ituendo alle relazioni. gene- riche fra gli uot che sono legami perso- nali. III. PERSONA E SOCIETA - PERSONA E MASSA - PERSONA E ARISTOCRATISMO SOCIALE - IL PERSONALISMO SOCIALE - PERSONA E COMUNIONE - COMUNICAZIONE E COMUNIONE oblema del rapporto persona-societ& non interes filosofia esistenziale. Abbia conoscenza possono essere afi rapporto con vista della ci 155 suizione non @ altro che 1a comunione, che T’acq Nella comunione viene rassere- jine. Il rapporto persona-comuniti spirituale non societa ¢ nella comunione, Mentre nella comunione ® Velemento che le conferisce Ia sua specifica caratteristica; @ Ia persona diventa elemento della comunitd. La comunione ha il suo valore sociale nel fatto che libera Ia persona dalla solitudine. Per realizzarsi, la persona suppone la comunita, II contenuto e la yocazione della persona sono di natura sociale, ma non sono determinati dalla societa, bens} dalla ricchez~ za interiore. La persona rimane il valore supremo nel . La societA non @ una persona, come vorrebbero diverse teorie sot ‘che ne fanno un tutto organico. La societa non fa che creare una comu- nicazione pitt 0 meno stabile fra mondo; & un elemento del mondo oggettivato e decaduto, che obbedisce alla legge numero: in conclusione, non & che un’organizzazione della vita di massa. sona una parte, € una pé circonferenza che tutto racchiude in sé ¢ quindi rappresenta una forza infinitamente pitt potente della persona. I rapporti persona-societ’ ven- gono valutati unicamente in base a categorie numeriche, quantitative. Ma ‘quantita, numero e forza non risolvono il problema del valore. Tutto cambia aspetto invece dall’interno, dal pun fa parte della persona, in quanto & sem qualitativi che acquisisce nel processo della propria pre da questo punto di vista, & la petsona che abbra quale appartiene 5 i societa non & tutto siede tutto un mondo profondo a: Ia quale non pud né coglierne la vi Cf A. Vier, Essai sur fa manifestation des convictions religieuses et sur fa séparation de VEglise e de VBtat 156 ‘a la comunione, il Regno di Dio. D’altra ‘ale pud venir oggettivata nella socie- iventa tin fatto sociale e il Regno di Dio una Ba questo livello che troviamo le due fonti parla Bergson." La persona non pud essere una Nella vita spirituale si parte perd, questa stessa 1, e allora la religione igione parle della societ, perché non pud essere una parte di qualsiasi cosa, per il principio generale che pud entrare a far parte di una qualsiasi cosa soltanto per mezzo della comtnione. Lo Stato, non c’ alcun dubbio, rappresenta Ia forma ult tivazione. Lo Stato non conosce (Gesellschaft), come Jo Stato. Perd siccome interpreta la comu- nita organiche in modo natur 1, non tiesce a cogliere il nucleo del problema della comunione. Non c’é dubbio che la concezione organica della societa — cosi cara ai romantici — @ una forma di naturalismo. In realt, la comunione un fenomeno spirituale che oltrepassa la natura juardini oppone « Gemeinschaft » (comunione) e « organiz- come la parte di_un in tutte le correnti popul ‘eurasismo. soprattutto quella di uno Stato, non co- scismo, nell’hitlerismo, La forza di una soci “HL, Benosow, Les deux sources de la morale et de la religion. Trad. it, Le due fonti della morale e della religione, Comunita, Milano. 2°. Guaeoint, Vom Sinn der Kirche, Trad. it, I senso della Chiesa, Morcel logo russo degli anni "70, N. Mrxxattovsty, nel suo ina eerta comprensione del problema, ma & del ‘non si rende conto the bisogna lottare per non in quello biologico. 57 sttise di per sé un valor, pud essere invece la manifestzione di una mnfronti dello Stato, pud rappresentare i valore pit alto. Cid che pre , decaduto, non & affatto della dalla uno degli perd spesso che una filosofia del lavoro non ‘pud essere che antimaterialista, che il lavoro & essenzialmente spirituale e psichico, e non materiale come vorrebbe Marx." Con questo si vuol dire smo in oggetto: Lo sfruttamento dell’'uomo per mezzo dell'uomo eliminato soltanto con un atto che scopre il « tu », un «tu» che non si manifesta né nel capitalismo, né nel comunismo lo, essa sari capace jone che proviene dall’amo- sarxista empisiomonista A. Bocpanor, Tectologie. Science ravail, opera serittanello spirito del tomismo, ma che con- ste sul lavoro. jeressante di ARON e Danoisu, La révolution nécessure, che ‘personalista e riflette le vicerche della gioventi francese in CE un'opera, si muove su un pls ‘campo sociale. 158 10 pud liberare la persona dai gruppi sociali pit unit i atluano, Tuttavia, in nessun caso Ia rela- stessa & un'oggettivazione della vita « erotica » e affettiva, e proprio per ‘questo Ia comunione cede cost spesso alla comunicazione. Anche lo Stato, per sua natura del tutto estraneo alla comunione, no quando vuole i fato & un mondo disuni coesione, sono recipi ; ‘pud realizzare la comunione solo con un « tu », con forma il « noi »; la comunione di due person Io stesso anche per Ia comunicazione dell ma I’« Es ». La natura e le sue ‘unione cognitive ed emotive sono ¢ dell’esistenza, soltanto con un essere esist un mondo diverso nel nostro mondo, ivato e socializzato @ un mondo quantitativo. Sie mondo decaduto, che non conosce Ia comunione, il Cid rappresentat nel quale le comuni comunicazione non conosce mai, a nessun Ii con un‘altra anima. In questo mondo anche Ia Chik ligiosa diventano altrettante comuni poiché la stessa Chiesa pud essere vista sia come societa, si nione. In tal caso, essa rappresenta un mondo secondo, primatio, un mondo che & semplicemente un rflesso € possono manifestarsi pitt 0 meno, ma I'unione e la comunione autentiche rimangono sempre inaccessibili, poiché suppongono il massimo di co- 159 ta spirituale. Cid che sorprende perd & che il convenio 0 Ta comu- tae si basa soltan- tro, al « tu» B suppone anche apertura stenza del perd che [’esi- i i», dove soltan- col « tu». Ma la monade pud essere pid ‘© meno chiusa, aprirsi a certi oggetti e rimaner chiusa per altri. Cid va inteso naturalmente in senso dinamico. jade pud tener porte ¢ fie nestre costante le e provare di conseguenza tuna profonda destino, ¢ non difficolti nei rapporti col mondo del um eleroo eonfito con es, ma nllo stesso tempo penetrare dal mondo intero. profonda disunione, ma a comunione, essendo Ia manifest csistenza umana, L’auto, V’aereo, importantissimi per rendere ‘per essi Fuomo non & e si troya invece trascinato nel moto della vita universale. Tuttavia la dif- rattere intensamente personale soltanto dopo soltanto dopo che Vio @ riuscito a liberarsi dagli organismi come annullato. Ora, Ia tecnica ha avuto in merito una grande influenza, * CF K. Jaspens, Existencerhellung, 11 volume, il pit interessante del suo pen siero filosfic. 160 pud scoprire non pitt un oggetto, ma ‘aprono prospettive del tutto nuove. Ja persona rimane sempre qualcosa tetiore, nel suo destino unico ¢ insost ud trovare ancor plat oppressa e compressa. L’an- 1on vengono vinti a nessuno dei I interno dei gruppi so- Sono situazioni che fanno parte della tragicith perenne della vi i classe possono essere superati c vi neva che in una societa senza cl in quanto la persona si i classe non fa che nascondere i coi Una volta, contro I i ergeva Ia per classe, Ia persona del borghese, del proletario o d * Cf in proposito G. Stax, Soziologie. 161 ¢ la societ’ non potevano acquisire un potere assoluto definitive perché esisteva sempre Ia persona oppressa di un determinato gruppo sociale, Mussolini scrive che Jo Stato, quando il popolo se ne sara non dovra pitt essere limitato perché vengano rispettat persona oppressa in un determinato gruppo sociale, ma Iuto2 Nel comunismo di Marx ¢ nel fascismo di Mussol vista della morfologia sociale, fenomeno. I fascismo rappresenta senz’altro una forma nuova © coerente di democrazia, in cui il « popolo »° direttamente padrone dello Stato e 1o « assolutizza » in quanto ne fa espressione della propria essenza. Il fa scismo si oppone non tanto alla democrazia, che & coerente con se stessa, qui Non era forse democratico il cesarismo romano? Tl cesarismo si presenta sempre con caratteri popolari. Probabilmente Tumaniti dovr attraversare uno stadio in cui il popolo sara socialmente unificato, in cui ogni dist soppressa, lo Stato sari dominato dal popolo unifica cui Ia persona socializzata ¢ statalizzata, trasformata definitivamente in legato a un de- ‘persona umana integrale, dal momento di Dio e non l'immagine e la ‘mondo vedra di nuovo la persona somiglianza della societa oggettivata. umana ergersi contro il popolo, Ia soci Marx ha fatto numetose scoperte sociologiche, wione, proprio perché non & stato visto in tutta In sua profondita metafisica il problema della persona: ‘Siamo giunti cos) al problema dei rapporti della persona con Ja massa, ® B, Mussouimt, Le fascisme. 2 une Die sozialistische Entscheidung. Tillich non sole persona. 162 fo, e al problema dei rapporti della persona con l'atistocra- tismo e il democrats ‘Quando, in una persona, si pud afferm: ‘mo inteso in queste pagi tuna vera unione © comt collettivo sociale appartiene senza riserve all’oggettivazione delle relazio- ti umane, rappresenta Ia proiezione esteriore delfesistenza umana. La dello con il « tu»? Certamente no. TL nto e la sa coscienza situazione non avviene nel «noi», ma nell’ del potere della massa, tagioe da litudine, ma pa non c'® posto per la solitudine, che esso pretende eliminare, né tanto meno per la comunio- ne tra Tio e il «tu ». Cosh pure, & it nazional-socialismo tedesco, in ecumenico », che suppone sempre casi, avviene una razionalizzazione degh sonal. 163 capi delle masse hanno sempre qualche cosa del medium: gover- nano Je masse € ne sono governati. Freud afferma giustamente che Ia ‘massa prova un'attrazione erotica verso il proprio capo, ne & come in- i rapporti del 8 il genio, nor grande personalita storica che guida | fra capo © massa si svolgono come rapporti da soggetto a oggetto, ¢ non come rapporti da «io» a «tu». ‘Quale rapporto ha la persona con a democrazia che vive nella pace, livellamento e le forme La realizzazione della persona & un cot niente di comune con un regime che perd non ha cratismo sociale, , trasmessa per tradizione, che non ha niente a che vedere con Ia qui 1? Qui invece si delVerstocatismo personale, un astcratime in sett rapporo strettamente test tiva generica & simbolica, non reale, & un'erediti del passato, nem ante- » §, Panvp, Essais de psychanalyse: Psychologie collective et anelyse du Mei * CEN, Bexoianre, Le christianisme et la lutte des classes. 164 nati: @ Ja caratteristica tutta propria di una nazione, d’una classe, d’una to in modo parziale. Quando perd entrano nel mon‘ fe di fraternit& che & il regn IV. PERSONA E CAMBIAMENTO - LA PERSONA E L’AMORE - LA PERSONA E LA MORTE - L'UOMO VECCHIO E L'UOMO NUOVO CONCLUSIONL Abbiamo gia detto che 1a persona ® continuo cambiamento, che man- ‘mano che Ja persona si rea- medesimo, conserva 1a pro- le; nello stesso tempo cambia continuamente: & soggeta a continua creazione, ha bisogno di tempo per realizzare pienamente Ia propria esistenza. La persona deve sempre vinee- re Ia contraddizione* Da una parte combatte il tempo che ha in sé la ‘morte, ¢ dall’altra genera il tempo con la sua stessa realizzazione. Siamo qui di fronte al paradosso fondamentale della persona, secondo il quale coesistono cambiamento tempo e sovra-temporale. la novita creativa: non sopporta di venire fissata in una questo continuo cambiamen- to perd deve stare attenta a non tradire se stessa, ma a rimanere sempre » Cf unvopera molto interessante di R. Le Sane, Le devoir. 165 fedele alla propria identiti. 11 mistero della sua esistenza @ il mistero con la fedelta a se stessa e Ia con- creazione del nuovo insieme con la conservazione dell’ unit della vita tutta chiamata a un fine superiore, Generalmente gli uomini non si fanno una chiara idea e © pud essere attuata la amore suppone a sua volta la persona, poiché cut ciascuno esee da s6 per pene- tutte Ie persone, la presenz «tu sei me». Invece Tessenza scoperta della persona altrui diversa da ogni alt nel fatto che Ja persona esce di sé per trovare un’altra persona. L’amore 2 dualita: suppone due persone e non un'iden i i stero dell’amore non pud essere assolutamente di Je persone non sono identi pre un «tu », Insomm sono indissolubilmente Il personalismo non afferma Vamore del bene, di un'idea astratt i Pamore di una persona, Vamore di un essere conereto, vivi di un « tu », L’amore del bene degenera facilmente in amore di un « cid » Es). Il personalismo & amore del prossimo, della persona unica e insosti- amore dell'uomo in Di i lore sovra-personal dissentiamo dalletica idealista che proclama Pamore delVidea e del valore, © CEM, Scusten, Nature et formes de la sympathi. 166 ¢ dall’ctica realista che proclama I'amore dell'uomo in se stesso, del volto umano. L’amore dell'uomo in se stesso non deve escludere 'amore del valore, della q i i e sovre-personale, umano ¢ sovra-tmano, reale € ‘Amore della persona ® percezione della sua unit’ pur nel la sua grandezza ‘bassezza. L’amore & un passaggio i ‘una penetrazione nell’esistenza inte- riore ove Voggetto sparisce pet fare posto al « tu». Tutto questo spiega perché in ogni vero amore si realizza sempre il Regno di Di mondo decaduto, proiettato al Nel mondo decaduto ta vi petuo, ma anche un continuo t persona si sdoppia e si decompone, mentre il suo v bile ci sfugge. Cosi pure diventa impossibile la co Ja persona, {a fondamentle a ogn! person, la felt retproca fra le persone. Nel mondo decaduto le niche grandi forze che lottano per la persona sono la memoria, 'amore zione delVidentita personale pud realizzarsi Ia societa, ma non la comu- none. L’amore @ essenziale non soltanto per le nostre relazioni con ‘ma anche per Ie relazioni con se stessi. L’egoista non & assolutame domo cho al ama. Eg pud non amare vswo 0 prendenels con a altri per questa ostilita verso se stesso, provare per loro del risentimento, augurare loro del male, proprio perché non piace a se stesso. Esiste un jone che cerca delle compensazioni proprio nella eru- , ma addirittura i altri. Ci stato ordinato di sacrificarci, ma non di non amarci. La persona * B Yidea fondamentele della teoria di Adler. 167 si realizza attraverso la rinuncia e Tegocentrismo, ma non aitraverso Ia disaffezione di se stessa, dell’organiz- zazione collettiva, non solo dalla vita sociale, iche dalla coscienza. Per realizzare la persona & necessaria una i jis per eccellenza un atto del tutto personale. La bert pesa: da essa vengono I tragico della vita umana.” dolore e sofferenza. Nella Beco perché Puomo rinunci fire, pur di neu tuna salvezza del tutto negativa, dalla sofferenza nel tempo nel iva, alla conquista ne. La ricerca dell si oppone direttamente al principio dell in quanto esige che, dal punto di vista sociale, la persona condizioni umane esistenziali, conformi alla sua dignita coessenziale all’esistenza della persona in questo mondo lubile unione ‘con la morte. Cid che & impersonale non conosce la tragedia della morte cosi come la prova ta persona, Quanto minaccia, poiché la persona @ immortale, eterna, proprio per sua essenza, * CEN, Benowaeer, esprit de Dostoievsky, e Esprit et liberié. 168 ia sua stessa « idea ». La tragedia della morte in questo mondo Ta morte di un uomo che lavora per propria persona. Si potrebbe perfino arrivare ad ammettere c totale della persona conferisca un'immort ‘persona @ appunto I mo ha potere su tutte le cose. la sottomissione alla morte, dalla quale nessuna utopia né organizzazione sociale possono Notiamo perd un atteggiamento antinomico: Yuomo che accetta stero della morte vince nello stesso tempo Ia morte, D'altra parte, la realizzazione della persona & la realizzazione della comunione nella vita sociale e nella vita cosmica, & cio il superamento dellisolamento che accompagna la morte. Cid dipende dal fatto che Ta realizzazione della co- ‘munione non conosce assolutamente Ia morte. L’amore @ pitt forte della morte. Per le persone legate fra loro nell” amore esiste certamente la separazione, Ia quale, nonostante Ta sua t superficie, secondo il mondo ogget alla vita. La morte esiste solo nel ste per la persona soltanto per- ché & legata al mondo oggettivo che le @ totalmente opposto. La realiz- zazione della persona 8 una auto-creazione eterna, la formazione dell'uomo nuovo e Io spogtiamento dell’uomo vecchio. Patlare di « uomo nuovo » non significa perd arci al potere del tempo, ¢ neppure nogare ‘gnifica semplicemente richiamare ap- mondo degli ogget realizzarsi anche nel mondo oggettivato, mma tale realizzazione non pud mai 169 berta, della comunione ¢ dell’amore, tutti valori che non esistono tra oggeti. L’uomo @ un essere storico, un essere chiamato a realizzarsi nella sto- ria: Ia storia & il suo destino. Nella storia perd non & soltanto costretto a ® assolutamente indifferente verso la persona umana, e anzi & ancor pitt crudele della natura, né 1a riconosce mai come valore supremo: se cos) facesse, segnerebbe la propria fine. E tuttavia alla storia se non vuole impoverirsi € smint e il suo destino. Ancor meno corcare nella necessitd stori Per il solo fatto che & cl a creare cultura, Anche la jomo non pud sottrarsi fl mondo oggettivato. Per questo motivo anch’essa avr dizio Finale, non esteriore, ma interiore, nel senso che sara coloro che hanno creata. L’idolatria della cultura inammissibile quanto Ja sua negazione per opera della barbaric. L'uomo ha il dovere di accettare e di attraversare questo tragico con- fitto, questa antinomia insolubile nel nostro mondo. L'uomo deve accetta- re la storia, acc 1a, accettare questo doloroso, lacerante mon- do decaduto. all’oggettivazione tima parola ci giunge da Pesere, che si fa sentire da noi. Alle soglie del’eternita, arricchit sperienza tragica, il mondo degli oggetti spatise La mia vita 2 guidata dallidea dell'uomo, del suo volto, della sua 170 Iiberta creativa e della sua predestinazione cteativa. Tutto eid & anche argomento di questo Parlare dell'uomo @ gid un'identita essenziale. Nel pensiero patti della « centralitt » dell'uomo, della sua in modo diverso dall’Umanesimo ¢ dal Rinascimento che non seppero rompere le catene del mondo oggettivato. ‘Oggi il nostro pensiero & diventato pitt pessimista, pitt sen amalie alle sofferenze del mondo: non si tratta perd di un pessimismo inat- Io accoglie. # quindi un pes: © creatore. In tutti hho affrontato quest'unico argomento. Qui ho cercato di fondarlo © i filosofia esistenziale. passare dallidea ‘di Dio spinse pid avanti, volle & di pit alto della Veritd. , non entra in noi come un oggetto. "In questo periodo, le idee sull'uomo pitt interessanti e pit vicine alle mie sono quelle di Pico della Mirandola e di Paracelso. wi