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TOMO 1 - 2.

COSTI FISSI, COSTI VARIABILI, BREAK EVEN ANALYSIS


Svolgimento a cura di Gabriela Subinaghi

2.6 – punto di equilibrio, scelte alternative (  )

Situazione attuale Ipotesi a. Ipotesi b.


unità vendibili (u) 500 000 525 000 550 000
prezzo di vendita (p) 45 50 45
punto di equilibrio:
• in unità prodotte 320 000 250 000 333 333
BEP = CF/(p – cv)
• in euro 14 400 000 12 500 000 15 000 000
BEP × p
• in % capacità produttiva 40 31 42
BEP/capacità produttiva × 100
ricavi della produzione (p × u) 22 500 000 26 250 000 24 750 000
costi della produzione:
• fissi 4 800 000 5 000 000 5 000 000
• variabili (30 × u) 15 000 000 15 750 000 16 500 000
margine lordo ottenibile 2 700 000 5 500 000 3 250 000

Nell’ipotesi a. l’aumento delle vendite in termini unitari e monetari permette di raggiungere il BEP in un pun-
to più basso.
Nell’ipotesi b. il prezzo non varia; l’incremento della quantità di prodotto permette, però, di avere un volume
di ricavi, un margine e uno sfruttamento della capacità produttiva superiori alla situazione attuale.
Il BEP si raggiunge, però, in corrispondenza di una maggior quantità di prodotto.

2.7 – break even analysis (   )


CF
BEP =
CV
1–
RT

40 000
A= = euro 200 000
480 000
1–
600 000

220 000
B= = euro 440 000
300 000
1–
600 000

328 000
C= = euro 482 353
192 000
1–
600 000

L’impresa più rigida è quella che ha il maggior ammontare di costi fissi da coprire.
Nel nostro caso C ha il più elevato margine di contribuzione, ma ha anche il maggior ammontare di costi
fissi da coprire e presenta una maggior variabilità dell’utile.
L’impresa più elastica è A, ha un minor grado di leva operativa (rapporto margine di contribuzione/utile)
e, perciò, il suo utile oscillerà meno in caso di variazioni delle varie voci.
In base all’elasticità, l’ordine di preferenza è, quindi: A>B>C

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Impresa
A B C
ricavi di vendita 600 000 600 000 600 000
costi variabili – 480 000 – 300 000 – 192 000
margine di contribuzione 120 000 300 000 408 000
costi fissi – 40 000 – 220 000 – 328 000
utile 80 000 80 000 80 000
rapporto margine di contribuzione/utile 1,5 3,75 5,1

Ipotesi 1 (variazione in diminuzione del 20% di ricavi e costi variabili)

Nuovi ricavi: euro 600 000 – 20% = euro (600 000 – 120 000) = euro 480 000

Nuovi costi variabili (importo dato – 20%): 480 000 300 000 192 000
– 96 000 – 60 000 – 38 400
384 000 240 000 153 600

La tabella si modifica come segue:


Impresa
A B C
ricavi di vendita 480 000 480 000 480 000
costi variabili – 384 000 – 240 000 – 153 600
margine di contribuzione 96 000 240 000 326 400
costi fissi – 40 000 – 220 000 – 328 000
utile 56 000 20 000 – 1 600

rapporto margine di contribuzione/utile 1,71 12 –

Ipotesi 2 (variazione in aumento del 20% di ricavi e costi variabili)

Nuovi ricavi: euro 600 000 + 20% = euro (600 000 + 120 000) = euro 720 000

Nuovi costi variabili (importo dato + 20%): 480 000 300 000 192 000
96 000 60 000 38 400
576 000 360 000 230 400

La tabella si modifica come segue:


Impresa
A B C
ricavi di vendita 720 000 720 000 720 000
costi variabili – 576 000 – 360 000 – 230 400
margine di contribuzione 144 000 360 000 489 600
costi fissi – 40 000 – 220 000 – 328 000
utile 104 000 140 000 161 600

rapporto margine di contribuzione/utile 1,38 2,57 3,03

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Ipotesi 3 (variazione in aumento del 20% di ricavi e costi variabili e aumento dei costi fissi del 10%)

Nuovi ricavi: euro 600 000 + 20% = euro (600 000 + 120 000) = euro 720 000

Nuovi costi variabili (importo dato + 20%): 480 000 300 000 192 000
96 000 60 000 38 400
576 000 360 000 230 400

Nuovi costi fissi (importo dato + 10%): 40 000 220 000 328 000
4 000 22 000 32 800
44 000 242 000 360 800

La tabella si modifica come segue:


Impresa
A B C
ricavi di vendita 720 000 720 000 720 000
costi variabili – 576 000 – 360 000 – 230 400
margine di contribuzione 144 000 360 000 489 600
costi fissi – 44 000 – 242 000 – 360 800
utile 100 000 118 000 128 800

rapporto margine di contribuzione/utile 1,44 3,05 3,80

Ipotesi 4 (variazione in aumento del 20% dei costi variabili e del 10% dei ricavi)

Nuovi ricavi: euro 600 000 + 10% = euro (600 000 + 60 000) = euro 660 000

Nuovi costi variabili (importo dato + 20%): 480 000 300 000 192 000
96 000 60 000 38 400
576 000 360 000 230 400

La tabella si modifica come segue:


Impresa
A B C
ricavi di vendita 660 000 660 000 660 000
costi variabili – 576 000 – 360 000 – 230 400
margine di contribuzione 84 000 300 000 429 600
costi fissi – 40 000 – 220 000 – 328 000
utile 44 000 80 000 101 600

rapporto margine di contribuzione/utile 1,91 3,75 4,23

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2.9 – calcolo del punto di equilibrio, delle quantità prodotte, dei costi fissi (  )
Valore totale Valore unitario
Ricavo di vendita (su 95 000 unità) 21 185 000 223
Costi variabili 11 970 000 126
Margine di contribuzione 9 215 000 97
Costi fissi 7 465 000
Utile 1 750 000

Il punto di equilibrio è così determinato:

• a quantità CF/(p – cv) 76 958,763 unità


• a valore p × qE 17 161 804 euro

Determinazione produzione/vendite anno successivo


Per calcolare la quantità che, prodotta e venduta nell’esercizio successivo, ha determinato una perdita, poiché
conosciamo le relazioni esistenti tra risultato economico, margine di contribuzione unitario e costi fissi, pos-
siamo così procedere:
RE = (p – cv) × q – CF
– 393 700 = (223 – 126) × q – 7 465 000
– 393 700 + 7 465 000 = (223 – 126) × q
da cui q = 72 900 quantità prodotta e venduta nell’esercizio successivo.

Determinazione dell’aumento percentuale dei costi fissi


Con lo schema utilizzato possiamo ricavare l’ammontare dei nuovi costi fissi.

Vendita di 95 000 unità Vendita di 120 000 unità


Valore totale Valore unitario Valore totale Valore unitario
Ricavo di vendita 21 185 000 223 26 760 000 223
Costi variabili 11 970 000 126 15 120 000 126
Margine di contribuzione 9 215 000 97 11 640 000 97
Costi fissi 7 465 000 9 040 000*
Utile 1 750 000 2 600 000

* I nuovi costi fissi sono stati determinati togliendo l’utile dal margine di contribuzione.

Ponendo pari a 100 il precedente ammontare dei costi fissi, si ha:


100 : x = 7 465 000 : (9 040 000 – 7 465 000)
x = (1 575 000 × 100) / 7 465 000
x = 21,1 % percentuale di aumento dei costi fissi.

2.10 – costi e utili in ipotesi produttive diverse (   )

1. Grado di sfruttamento della capacità produttiva

Volume vendibile/capacità produttiva × 100


9 600/12 000 × 100 = 80%

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2. Punto di equilibrio (break even point)
q = 14 000 000/(2 100 – 350)
q = 8 000

3. Risultato economico realizzato


RE = (2 100 × 9 600) – (14 000 000 + 350 × 9 600)
RE = 2 800 000

Nel caso in cui il prodotto possa essere realizzato in due varianti la situazione diventa la seguente:

Variante X1 Variante X2
Capacità produttiva (unità) 12 000
Quantità vendibile (unità) 7 200 3 600
Ricavo unitario 1 950 2 100
Costi variabili 350 390
Costi fissi di struttura 14 000 000

a. Calcolo del nuovo grado di sfruttamento della capacità produttiva


Volume vendibile/capacità produttiva × 100
(7 200 + 3 600)/12 000 × 100 = 90%

b. Calcolo del nuovo risultato economico realizzato


Non esistono costi fissi specifici per ciascun prodotto.
Il risultato economico è, perciò:
RE = euro [(1 950 – 350) × 7 200 + (2 100 – 390) × 3 600] – 14 000 000
RE = euro 3 676 000

Nel caso in cui il prodotto possa essere realizzato in due varianti e si assista anche alla modifica della struttu-
ra dei costi fissi che passano a:
CF = 14 000 000 + 700 000 + (44 000 × 4)
CF = 14 876 000
la situazione diventa la seguente:

Variante X1 Variante X2
Capacità produttiva (unità) 12 000
Quantità vendibile (unità) 7 200 3 600
Ricavo unitario 1 950 2 100
Costi variabili 350 390
Costi fissi di struttura 14 876 000

Calcolo del nuovo risultato economico realizzato


RE = euro [(1 950 – 350) × 7 200 + (2 100 – 390) × 3 600] – 14 876 000
RE = euro 2 800 000
Tale risultato economico è pari al risultato che si ottiene vendendo 9 600 unità di un’unica variante di prodot-
to in assenza di modifica dei costi fissi.
Ciò significa che l’aumento del margine di contribuzione viene vanificato dall’aumento dei costi fissi.