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Alcune considerazioni sullinterazione statica fra terreno, fondazione e sovrastruttura C. VIGGIANT* Sonoaanro; Nello studio delfnterazione terreno-struttura, & pratica corrente trascurare Vinfluenza della. sovrastruttura 6, in altre parole, considerare note le aviont che essa trasimette alla struttura di fondasione, Tale semplifcazione pud essere fonte di sensibili errori. Viene sviluppato un criterio di analisi per situazioni limite, che consente di definire il possibile campo di variazione dello stato tensionale e fornisce utili orientamenti per il progetto, Con riferimento alla valutazione delle deformazioni della struttura, viene discussa Ia possibilite di procedere su base cempirica, 1. Generalita Nello studio dell'interazione fra il terreno ed. una struttura occorre tener presente i tre ele- menti che interagiscono, e ciot (fig. 1): il ter- reno di fondazione, la fondazione vera pro- pria e la sovrastruttura. Sotto 'azione dei carichi applicati, e per ef- fetto delle deformazioni che ne conseguono, la sovrastruttura trasmette alla fondazione un stema di forze e coppie concentrate; a sua vol- ta la fondazione trasmette al terreno una di- stribuzione di sforzi ripartiti. La determinazione delle azioni mutue sovra- strutturafondazione e fondazione-terreno do- vrebbe costituire, per l'appunto, il risultato del- Yanalisi dell'interazione. Come & stato osservato da Burtano et al. [1977] tale analisi, almeno nel campo delle fon- dazioni di edifici, pud essere condotta con due diverse finalita, ¢ ciot: TLL PULEDTLLISLUTIEELIS| sovensraurrura L 1 2 a; H SE rononnione CTE TENT Te Fig. 1. = Schema del complesso sovrastrutturasfondazione- Terreno ¢ relative azioni mute, * Prof, Ing. Carlo Viosuxs, ordinario di Tecnica dette Fondazioni, Fac. Ingegneria, Universita di Napol — il calcolo delle caratteristiche di sollecita- zione nelle membrature della fondazione ¢ del- la sovrastruttura; — la valutazione dell’entita e della distribu. zione dei cedimenti, allo scopo di prevedere ¢ prevenire il verificarsi di danni nonché di giu- dicare, nel suo insieme, la soluzione progettuale adottata ¢ confrontarla con possibili soluzioni alternative. In realta, nella pratica progettuale corrente, si ricorre a radicali semplificazioni dell’analisi. Ad esempio, per il calcolo strutturale, si assu- ‘me in genere che Ia sovrastruttura sia a vincoli fissi e se ne analizza il regime statico; le rea- zioni vincolari cost calcolate vengono poi appli- cate alla fondazione, di cui si studia T'intera- zione con il sottosuolo, schematizzato con un modello piti o meno sofisticato, Quando invece si intenda valutare la deformata della fonda- zione, i cedimenti vengono addirittura calcolati trascurando la rigidezza sia della sovrastruttu- ra che della fondazione stessa, Tali grossolane approssimazioni appaiono sorprendenti, se paragonate ad esempio ai mo- derni metodi della scienza e della tecnica delle costruzioni per il calcolo delle strutture a molte iperstatiche, normalmente impiegati nello stu dio della sovrastruttura. In linea di principio, sembrerebbe relativamente semplice estendere tali metodi per considerare unitariamente so- vrastruttura, fondazione ¢ terreno, soprattutto facendo ricorso al calcolo a mezzo dell’elabora- tore elettronico. In realt, come appare da alcuni recenti con- tributi sull’argomento [Burtaxo, Wrortt, 1974; Wrort, 1976; Burtann et al., 1977; Santucer De Macistais, VicciaNt, 1977], il comport mento della sovrastruttura estremamente 315, complesso di quello assunto nei calcoli, per ef fetto di fattori quali la storia della costruzione, il ereep nel calcestruzzo, Veflicacia dei collega menti, il contributo delle tompagnature e simi- fi. In altei termini, per un'analisi pits accurata, non sono tanto le capacita di calcolo a mancare ma i dati di input; inoltre una tale analisi sulterebbe certo assai complessa ed onerosa, € quindi inadatta alla progettazione corrente giustificata solo in casi eccezionali. F quindi molto sentita Vesigenza di semplict criteri, che consentano di orientarsi sull’influen: ga della sovrastruttura con riferimento alle due finalita cui si @ fatto cenno all'inizio. Nella presente nota si sviluppera un criterio di analisi per situazioni limite, suggerito da Pozzatt [1953] e ripreso recentemente da CHIA- RuGr e Mrrtr [1977], che consente di definire iI possibile campo di variazione dello stato ten sionale. Con riferimento poi all’analisi delle de- formazioni, verra discussa la possibilita di pro- cedere su base empirico-probabilistica, sulla base dell'evidenza sperimentale disponibile. 2, Calcolo delle sollecitazioni in fondazione te- nendo conto della sovrastruttura 2.1. Premessa Come si ® detto, nella pratica corrente lo studio dell’interazione terreno-struttura viene fondotto trascurando influenza della sovra- Struttura o, in altri termini, considerando note Te azioni trasmesse dalla sovrastruttura stessa alla fondazione. Queste ultime vengono caleo- late analizzando preliminarmente la sovrastrut: tura supposta a vincoli fissi, ovvero con una semplice analisi dei carichi con il criterio delle aree di influenza ‘Alcuni Autori [Meverror, 1953; De SIMONE, 1966, Mazzoant, 1967; Suerir, Konnt, 1975], per tener conto in via approssimata dell'in fluenza della sovrastruttura, hanno suggerito di attribuire alla fondazione una rigidezza equiva- Tente maggiore di quella effettiva ed ottenuta combinando con diversi criteri le rigidezze del la fondazione e della sovrastruttura, Ci si riconduce, in ogni caso, ad un elemento strutturale semplice (trave, piastra), peggiante Sul terreno e soggetto ad un sistema di carichi ripartiti e forze e/o copie concentrate. Per stu Giarne il comportamento sono stati sviluppati modelli via via pitt perferionati, a partire dal ‘lassico modello di Winkler fino alle moderne 316 analisi ad clementi finiti, in cui il terreno viene assimilato ad un continuo con equazioni costi tutive che possono rappresentare l'elasticita non fineare, la plasticita, Ia viscosita, la consolida- zione. SanTucct DE Macisrars € Vicoraxt [1977] discutono Vargomento gitngendo alla conch sione che analisi ed clementi finiti sono giustifi cabili solo in casi eccezionali, ¢ che nella pro- gettazione corrente il modello di strato elastico Smoxenco di spessore finito pud essere consi- derato del tutto soddisfacente, anche per la di: sponibilita di tabellazioni assai complete [SHE rar, KOENIG, 1975]. Molto promettente appare anche il modello di strato clastico di spessore finito con modulo crescente con la profondita [Esrostro ef al., 1978] Ulteriori sviluppi in questo settore non a paiono giustificate se prima non si scioglie il hodo dellinfluenza della sovrastruttura; ad esempio, SANTUCCI DE Macistris © VICGIANT, [1977, fig. 10] hanno mostrato come, in wn caso particolare, le assunzioni circa Influenza della Sovrastruttura giochino un ruolo molto pitt im- portante della scelta del modello di sottosuolo. Tn particolare, un uso acritico-dei criteri ap prossimati che tengono conto della sovrastrut- tura modificando la rigidezza delle fondazioni pud condurre ad errori grossolani, 22. Analisi di situazioni limite In Iinea di principio, Yanalisi statica del com- plesso terreno di fondazione-fondazione-sovra Struttura pud essere condotta sulla base dei pro cedimenti della scienza ¢ della tecnica delle co- struzioni per Ia soluzione delle strutture a mol te iperstatiche; ad esempio Curaruct © MERLt [1977] presentano a tal fine un’applicazione del metodo dell’equilibrio, deta « metodo delle de formazioni impresse », che fra altro si presta all'analisi in forma matriciale. Altri procedi- menti, alcuni dei quali di grande generalita, so no stati sviluppati da vari Autori quasi sempre adottando la schematizzazione ad clementi ft niti per la struttura e talvolta anche per il ter- reno di fondazione [v., ad es., Larnactt, Woon, 1974; Warole, Fraser, 1974; Fraser, Warne, 1976; Manip, CuNNet, 1976] Come si & detto, perd, tali analisi sono for- temente limitate dalla mancanza di adeguate conoscenze sul comportamento della sovrastrut- tura, A tal fine si pud osservare che, definito un certo schema di sottosuolo ¢ prescelta una determinata struttura di fondazione (nel se guito, per semplicita, ci si riferira ad una tra- ve), lo stato di sollecitazione nella struttura di fondazione stessa pud modificarsi solo in re- lazione alla maggiore o minore rigidezza della struttura in elevazione. Pud quindi dirsi che esso risultera intermedio fra due situazioni li mite, corrispondenti alle ipotesi di sovrastrut- tura infinitamente cedevole 0 infinitamente ri gida rispetto alla trave di fondazione, Nel pri- mo caso Ie azioni trasmesse dalla sovrastruttu- ra alla fondazione possono essere calcolate ipo- tizzando per la struttura in elevazione vincoli fissi (Gg. 2a); come si @ visto, @ questo il pro- cedimento pitt diffuso in pratica. 4 suiyees oo) ™ tice 2) b) Fig, 2. Situazioni timite di rigidezza relativa fondazione- Sovrastruttura. a) sovrastruttura fafinitamente meno rigida ‘della fondazione; 6) sovrastruttara infinitamente pitt rigida della Fondazione. Nel secondo caso, le azioni possono essere de- terminate imponendo adatte condizioni di con- gruenza: ad esempio, nel caso di risultante dei carichi Q verticale ¢ centrata, gli spostamenti verticali dei punti di attacco fra trave di fonda- zione ¢ pilastri devono essere uguali fra loro (fig. 2b). La determinazione molto agevole se si adot- ta, per il sottosuolo, il modello di strato ela- stico di spessore finito; in tal caso & possibile avvalersi delle esaurienti tabellazioni pubblica- te da SueRiF e Koznte [1975], nelle quali sono forniti, tra ‘altro, i valori degli spostamenti ws indotti nel punto j di una trave da una forza unitaria applicata nel punto i (fig. 3), una volta noti i parametri caratterizanti la geometria — FEB atic t £,v-0 4 PO IRIE STIL base rigida Fig. 3. - Modello di sottosuolo adottato da Koentc © Sit: uF [1975] del problema ¢ la rigidezza relativa della trave rispetto al terreno (H/L; L/B; KS = 12 Ed/ EBL?) Per ciascuno degli n punti di attacco fra tra- ve ¢ pilastri potra allora scriversi: we ERiwy a oltre all'equazione di equilibrio: o= tr @) ottenendo un sistema di (n + 1) equazioni neari nelle (n + 1) incognite F,, w. I! procedi mento si modifica in modo owvio nel caso che Ja risultante dei carichi non sia centrata, 0 che la sovrastruttura impedisca alla trave di fonda zione anche le rotazioni nelle sezioni di attacco. Una volta determinate le azioni trasmesse dalla sovrastruttura alla fondazione, per il cal- colo di quest'ultima si procede secondo il ms todo prescelto; ad esempio, quello di SurerF & Korte [1975] 2.3, Applicazioni Il criterio di analisi di situazioni limite pre- sentato nel paragrafo precedente & stato app! cato ad alcuni schemi strutturali; per quanto questi siano estremamente semplici, i risultati ottenuti consentono alcune osservazioni dit un certo interesse. In fig. 4 si esamina il caso di un portale con tre ritti, funzionanti come pendoli, e caricato sul traverso superiore da un carico distribuito (fig. 4a), da forze concentrate in mezzeria delle due campate (fig 4b) 0 anche sui ritti (fig. 4c) In tutti i casi si tratta di carichi a risultante verticale ¢ centrata; per tale motivo la situa: vione limite di sovrastruttura infinitamente ri- gida rispetto alla fondazione & identica per i tre casi I valori degli sforzi normali nei ritti, caloo- lati in tale situazione e per diversi valori di H/L e KS, sono riportati nel diagramma di fig. 4. Ap- pare evidente che tali valori sono poco sensibili a variazioni, anche marcate, del modello di sot- tosuolo (H/L; KS). I valori di Q, e Q; nell’altra situazione limite di fondazione infinitamente rigida rispetto alla struttura in elevazione sono diversi per i tre casi di carico, e sono riportati con frecce a fian- co del diagramma di fig. 4. Per la condizione di carico (a) appare evidente che le due situazioni 3i7 c) Ye Ye Ya rs 0.001 0,01 0.1 KS Fig. 4 - Analisi dllinterazione fra sovrastruttura e fondayione per un portale con ritti a pendolo, per varie condiziont di Tearioo e nelle ave situazioni limite limite sono molto prossime fra loro e, per al cuni valori dei parametri H/L e KS, pratica- mente coincidenti, Cid significa che Vinfluenza della sovrastruttura & di scarso 0 nullo rilievo. Per le condizioni di carico (b) e (©) le differenze fra le due situazioni limite, e quindi V'influenza della struttura in clevazione, sono pit: sensibi li; se ne deduce che tale influenza dipende non solo dalle caraltteristiche della sovrastruttura, ma anche dalla distribuzione dei carichi ad es applicati. Tale osservazione, peraltro prevedil Ie, trova conferma se si esamina la condizione di carico che si ottiene dalla (c) eliminando la forza sul ritto centrale; in questo caso (c’ in fig. 4) le differenze fra le due situazioni limite sono ancora pitt marcate. In fig. 5 sono riportati i risultati relativi ad uno schema identico al precedente per quanto riguarda sovrastruttura e carichi, ma in cui la trave di fondazione @ dotata di sbalzi laterali. Cid produce una sensibile variazione dello stato di sollecitazione per quanto riguarda Ia situa: zione limite di struttura in elevazione infinita mente rigida rispetto alla fondazione; anche le differenze fra le due situazioni limite variano sensibilmente rispetto al caso precedente. Si 318 conferma invece la searsa sensibilita della so luzione ai valori di H/L ¢ KS. Risultati dello stesso tipo sono riportati nelle figg. 6 e 7 per schemi strutturali analoghi ai precedenti, ma con ritti incastrati; mancano, in queste figure, i valori delle caratteristiche di sollecitazione per la situazione limite di fonda- zione infinitamente rigida rispetto alla strut- tura in elevazione, in quanto dipendenti, oltre che dai carichi applicati come nei casi prece- denti, anche dal rapporto fra le rigidezze fles- sionali dei ritti e del traverso. Dall’esame dei risultati ottenuti appare evi dente che non & possibile ricavare conclusioni di carattere generale, soprattutto per Ia variet’ dei tipi strutturali e delle condizioni di carico possibili; si pud perd senza dubbio affermare che influenza della sovrastruttura sullo, stato di sollecitazione in fondazione pud essere as- sai rilevante. I risultati ottenuti consentono anche di ap: profondire il significato dei metodi approssi- mati, cui sié fatto cenno, che attribuiscono alla fondazione una rigideza equivalente che tien conto della presenza della sovrastruttura. Con riferimento allo schema di fig. 4a, im- b) a) pana 9 fH na alte 1A 4% c) Liiiey% 19 ; a zl L IT] oat, aa bop ——08.——stef k —.—4 07 06+ 05+ 044 o3 02 0.1 ° } 0,001 0,01 ks Fig, 5. - Analisi dell’interarione fra sovrastruttura ¢ fondavione per un portale con ritti a pendolo, per varie condiziont di ‘carico © nelle die situazions limite 08 ‘oor 001 ov 7 too 100 door oot on 1 10 100 ks a Fig. 6.- Analisi detla situazione timite b (fig. 2) per un por tale con ritt ineastrat Fig 7. Analisi della situazione limite b (ig. 2) per un por- tale con Tit incasteat 319) maginiamo ad esempio di trovarci in un caso concreto in cui la trave di fondazione sia rela- tivamente flessibile (ad esempio, KS = 0,01) € Ja sovrastruttura invece sia relativamente rigi da, tanto che la rigidezza equivalente del com plesso trave di fondazione-sovrastruttura, valu: tata con uno dei criteri suggeriti dagli Autori citati al paragrafo 2.1., conduca ad un valore di KS pari a 100. Secondo lapproccio conven- zionale, la trave sar& calcolata con KS = 100 © con i carichi derivanti dall’analisi della sovra- struttura supposta a vincoli fissi. Cid & stato fatto nella figura 8 (caso (1), curva a tratti) per H/L = 01. Come pud verificarsi in fig. 4, le forze tra- smesse dalla struttura in clevazione alla fonda. zione sono praticamente identiche nei due ca- si Q/O = 0,19; Q,/Q = 0,62 nel primo caso; 01/0 = 0,18; 0:/0 = 0,64 nel 'secondo); tutta- via lo stato di tensione ¢ di deformazione che si calcola per la trave di fondazione & profon damente diverso. Poiché in questo caso le due situazioni limite sono praticamente coincidenti, come risulta dalla fig. 4, la soluzione che si ot tiene con il criterio della rigidezza equivalente appare poco realistica ¢ priva di ogni giustifi Dai risultati esposti, e da numerosi altri che per brevita non vengono qui riportati, si trae Vindicazione che l'analisi delle due situazioni limite pud costituire un valido strumento di progettazione. Infatti, se il campo di sollecita. zioni da esse definito non @ troppo ampio, cid significa da un lato che l'influenza della strut- tura in elevazione nel caso in esame non ¢ rile vante, ¢ dall‘altro che & possibile progetare in modo da coprire l'intero campo. In proposito pud valer la pena di ricordare che talvolta sono suflicienti modeste modifiche allo schema della struttura per far coincidere, 0 quasi, le due si- tuazioni limite, Qualora, invece, vi fosse una sensibile diffe- renza, sara opportuno che il progettista conce- pisca l’insieme fondazione-sovrastruttura in mo do da ottenere, nella realta una situazione pros- sima ad una delle situazioni limite; potra, ad ina Fondazione di rigidezza esempio, prevedere assai elevata, Quello che appare evidente di concepire e progettare unitariamente la sovra: struttura ¢ la fondazione, superando una certa separazione che oggi si riscontra fra i due mo- menti; occorre curare, in definitiva un’attiva interazione fra ingegneri strutturisti e geotec: la necessi 320 3. Valutazioni della deformata dell'edificio Bul. Generalita Come si @ detto nel paragrafo 1, lo studio del- Vinterazione terreno-struttura pud anche porsi Yobiettivo di giungere ad una valutazione della deformata della struttura. In pratica, cid che interessa é una previsione dell’ordine dit gran- dezza del cedimento medio ¢ delle distorsioni indotte nella sovrastruttura; infatti questi due parametri consentono di valutare V'adeguatezza del progetto rispetto al verificarsi di inconve- nienti ¢ danni di vario tipo (distacchi da strut- ture adiacenti o da fogne e simili; blocco di ser- ramenti, fessurazioni; lesioni). Si pud anche os- servare che il grado di precisione richiesto in tale previsione & assai minore di quello neces: sario per l'analisi statica discussa al precedente paragrafo; basti pensare, ad esempio, che il ve- rificarsi o meno di lesioni viene posto in rela- zione con i valori assunti da semplici parame- tri geometrici della deformata per rapporto a valori ritenuti « ammissibili » sulla base del- Tesperienza o di disposizioni normative. Per quanto riguarda il valore del cedimento, la pratica corrente & quella di calcolarlo assi milando le fondazioni ad aree di carico sog- gette a carichi uniformemente distribuiti, tra- scurando completamente la rigidezza non solo della struttura in elevazione, ma della stessa fondazione. L'esperienza mostra [v., ad esem- pio, Buran ef al., 1977] che tale pratica con- duce a valutazioni sostanzialmente corrette nel loro ordine di grandezza, il che @ sufficiente dal punto di vista progettuale. La stessa pratica, perd, porta a sopravvalutare sensibilmente, co- me @ owvio, i cedimenti differenziali. Sanrucer Di Macistais e Vicctanr [1977] hanno individuato tre possibili metodologie di approccio al problema: — un approceio di tipo empirico, consistente nel mettere in relazione i cedimenti differenzia li con i cedimenti assoluti, sulla base di osser- effettuate su opere in vera grandezza; — un approccio analitico semplificato, consi- stente nello studiare I'interazione fra terreno, fondazione e sovrastruttura assimilando il com- plesso fondazione-struttura in elevazione ad una trave 0 piastra equivalente, ed il sottosuolo ad un continuo deformabile, quasi sempre clasti co, omogeneo ed isotropo; un approccio analitico « rigoroso », basa- to su modelli pit: elaborati sia del sottosuolo, 0.0 +001 +002|— a Qk 004 Fig. 8 - Valutazione dellinfluenza della sovrastruttura per lo Schema di fig. 4a, con ks = 0,01 e sovrastruttura molto Figida, Curva continua: situazione limite b di hi, 2: curva avtwatti criterio della viaidezza equivalente (DCSq ~ 100) sia della struttura, e quasi sempre sviluppato ricorrendo al metodo degli elementi finiti. Dopo quanto illustrato nei precedenti para. grafi circa la difficolta di caratterizaare la 1 gidezza della sovrastruttura, appare evidente che i metodi « rigorosi » non sono ancora su- scettibili di impiego nella pratica corrente, cid sia per la complessita dei procedimenti di calcolo, sia e soprattutto per la mancanza delle necessarie conoscenze sperimentali. I metodi analitici semplificati appaiono ab- bastanza promettenti, anche se la scelta di una trave 0 piastra equivalente al complesso fonda- vione-sovrastruttura @ tutt'altro che semplice. E in questo contesto che i criteri suggeriti da Mevernor [1953], De Starone [1966], Mazzo: 1ANr [1967], SteRir © KorNiG [1975] ¢ Goss. [1977] trovano la loro logica collocazione, piut- tosto che nel calcolo delle sollecitazioni nelle strutture di fondazione dove, come si @ visto, possono condurre a risultati del tutto inattes dibili. Un effettive progresso delle conoscenze in questo settore non pud che venire, ancora una volta, dalla ricerca sperimentale condotta in collaborazione fra strutturisti c geotecnici Riteniamo invece non inutile commentare pi diffusamente V'approccio empirico che, al mo- mento attuale, appare a chi scrive il pit: frut tuoso e suscettibile di miglioramento, anche con riferimento alla realta del nostro Paese. 3.2. Evidenza sperimentale Con riferimento alle definizioni di figura 9, SkEMPToN ¢ McDonat [1956] assunsero, come parametro caratterizzante V'insorgere di lesioni, Ta rotazione relativa o distorsione angolare § Scrutinando i dati relativi a 98 edifici, conclu: sero che per {i < 1/300 non si verificano fes surazioni apprezzabili nelle murature portanti e nelle tompagnature; per avere danni a strut ture portanti in cemento armato occorre che il valore di B raggiunga 1/150. PorsuIN € ToKAR [1957], basandosi sull'espe traslazione rigida Wimax “rotszTone w Rui ie Fig, 9. - Definizone dei parametri caratterizzanti la defor ‘mata di un edifiio, 321 rienza ¢ sulla normativa dell'Unione Sovietica, indicarono per gli edifici in c.a. valori massimi ammissibili di 8 pari a 1/500 per strutture in- telaiate con pannelli e tompagnature e ad 1/200 per telai aperti, Tali valori sono leggermente pitt cautelativi dei precedenti, ma sostanzial- mente in accordo con essi Altre indicazioni, relative a strutture di altro tipo e basate su altri parametri, sono state sug- gerite dagli stessi Autori citati e da BURLAND € Wrorr [1974], Wrort [1976], Burtaxo et al, [1977] Ai fini pratici, dunque, la valutazione della deformata pud ridursi ad una stima del ma simo valore prevedibile della rotazione relativa © di altro analogo parametro. Tale stima pud yerseguirsi attraverso una correlazione empiri- a fra 8 ed il cedimento assoluto w; la conve- nienza di tale correlazione discende dalla ci costanza, gia ricordata, che i metodi per il cal- colo dei cedimenti si sono dimostrati sufficien- temente approssimati ai fini tecnici, almeno per le fondazioni di edifici e cio’ per fondazioni dotate di un coefficiente di sicurezza abbastan- za clevato. Come 2 evidente tale correlazione, basata sul- Yosservazione del comportamento di opere in vera grandezza, @ influenzata da un lato dalle proprieta del terreno e dall’altro dalle caratte- ristiche della struttura, Essa diviene quindi tan f» fondazioni dirette © fondazioni su pall 04 @ ® sem) Fig. 10.- Correlazione empirica fra fw € wan. a) fondaziont isolate su sabbia; b) platec su sabbia; ¢) fondaziont isolate su argile; d) platee su argille 322 metri esiste senz’altro una correlazione, anche se i dati disponibili non sono numerosissimi e sono affetti da una notevole dispersione; que- st'ultima & da porre in relazione con la grande varieta di tipi strutturali e con fattori casuali quali l'eterogeneita del sottosuolo. Appare comunque evidente che dati del tipo di quelli riportati in fig. 10 risultano assai utili per la valutazione dell’ordine di grandezza de ali effetti prevedibili. Correlazioni molto pitt si tive potranno essere sviluppate in ambiti ali uniformi e per tipi strutturali ben de- a tal fine @ da auspicare che, anche nel nostro Paese, si diffonda il costume di misu- rare sistematicamente i cedimenti delle opere. Si tratta, infatti, di misure che richiedono un impegno organizzativo e finanziario veramente minimo a paragone dell'utilita delle informa- zioni che se ne possono trarre, 4, Conelusioni Per concludere questa breve rassegna di al- cuni dei problemi che si incontrano nello stu- dio dell'interazione fra terreno e struttura, non 2 forse inutile sottolineare alcuni aspetti di ca- ratere generale. Fra questi, in primo luogo, 'importanza di una equilibrata considerazione dei vari fattori in gioco, di un serrato scrutinio critico dei dati numerici su cui & basato il progetto, di una valutazione della sensibilita dei risultati a va- riazioni dei dati di partenza. Troppo spesso, in- fatti, si riscontra nell’ingegnere una sopravva- Iutazione dell'importanza di analisi sempre pitt complesse ed elaborate a discapito di un cor- retto inquadramento dei termini fisici del pro- blema. In secondo luogo, si & cereato di mettere in evidenza T'utilita di un accorto uso di metodi empirici, Nel costume tecnico del nostro Paese, il termine empirico conserva un significato va- gamente dispregiativo e spesso, paradossalmen- te, questo atteggiamento si accompagna nei fat- ti all’empirismo pitt ottuso. £ invece di grande importanza, per un effettivo progresso tecnico, raccogliere ed interpretare una messe di dati rappresentativi delle situazioni e delle tecniche costruttive italiane. Infine & da ricordare la necessit’ di conce- pire unitariamente Ia sovrastruttura ¢ la fon- darione, evitando di ridurre ill progetto alla mera applicazione di algoritmi di calcolo sepa- rati e talvolta addirittura contraddittori. to pit significativa quanto pitt omogenee fra di loro sono le osservazioni su cui si basa. Un primo interessante tentativo in questo senso @ stato compiuto da Grant et al [1974], che hanno correlato i valori massimi osservati dif e w separatamente per edifici su terreni incoerenti ¢ su argille, distinguendo anche fra fondazioni isolate ¢ su platea continua, dirette € su pali, Le loro elaborazioni sono riprodotte in fig, 10, dalla quale risulta che fra i due para- BIBLIOGRAFIA Ruano J.B, Beous BL B, De Maio V. FB. (1977) - Behavior of Foundations and Structures. Proc. IX Tt. Conf. Soil Mech. Found. Eng., Tokyo. vol. 2. BurLino J. B., Wautit C. P. (197) - Settlement of buildings 4nd assoeiated damages. Pros. Conf. Settlement of Struc- tures, Cambridge. 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The influence of the structure, however, may be very Significant; though it may be aceounted for by suitable calculations, once its stiffness is known, in practice the dif cally of defining the latter and the effect of factors as the constriction history, the occurrence of creep in the con terete and the presence of claddings makes such calcu Tations cumbersome and unreliable 'A simple approach, based on the concept of upper and lower bound of the’ relative stiffness of the foundation in respect of the structure (fig. 2) is developed and applied to elementary structural schemes (figs. 47); it is believed to be of some use for the foundation design. Tt is shown (fig. 8 that the « equivalent stiffness» eriteria may be very misleading in the evaluation of the stresses in the foun dation 'AS far as the estimate of the form and magnitude of the deflection is required, it is argued that available experi- ‘mental evidence justifies an empirical approach. Such an approach could be improved by collecting new data rela- ted to definite structural types and subsoil conditions. 323