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1 muri a secco di Mattinata ! di Francesco Cranatiero: Pradeege ssu stnette ne nd'aceite l'appitte, jure s'a settte a ssttte i sckaffe a ceanze stitte, avaste ca li mitte, squatréte o a sckarde, sekétte, teréte a ccurdalétte, sétte e ssette, a ddespitte ¢, ssctunéte, Rte, a zrippe ¢ jarche tunne, ne nzdnne cchiit ppardule, srg > r a Fer allot questa 3 ithe. porch lest sg le 03 schietic./ a selte, 2 dingattor? , asestaimg loath. sheceo. © ad va Ln eemconaa scocll er -totllae il mended per fpghuatare ba monte. FPradusiale elf utc eee (da Puglia in versi: 7 Iuoghi della poesia, la poesia dei luoghi,a cura di Daniele Maria Pegorari, Gelsorosso, Bari 2009) SONETTO suittorne interne, mom sone che muri restict, «ecco, saldareente piamtat. (Tommaso Fiore) Per allestire questo sonetto non ti uccide ’'affanno, anche se, sette pili sete, Je ficchi stretle strette, basta metterle, squadrate oaschegge, schiette, tirate a filo, lapidarie, sette e sette, a dispetto , assestate, forti, astecco ed arco tondo, non sono pit parole, sOnO tin muretto a secco per affinare il mondo, per far crepare la morte. rad, di Michie Passalacopuel Laringrazio molto dell'apprezzamento. Ai fini della traduzione del Sunetie (questo ¢ il titolo con cui la poesia ¢ nata ¢ con cui fa corpo con una setiantina di sonetti di settenari, che vedranno la luce, quando sara, con il titolo di Nagghyire, "Nocchiero") ¢ forse utile la seguente nota, posta in fondo al volumetto: Sunétte — Le sillabe del settenario (@ sséite a sséite), le parole “attagliate” o amo’ di schegge (sguatréte o a sckarde), lapidarie, telegrafiche (curdaleétte, lilo del telegrafo, telegrafata), i versi (séife e syérte) del sonetto rimato e ritmato a dispetto (a ddespirte, come certi canti popolari), non. tante di chi rifugge dal canone, quanto del tempo che tutto consuma, solidamente strutturati (come le costruzioni che poggiano su colonne ¢ archi a tutto sesto, cfr, il proverbio: zippe tise ¢ arche tunne mandénene a ifutte Iu munne, steceo Tito e arco tondo sorreggono tutto il mondo), non ‘sono pit parole, ma pietre di un piccolo muto'a seco. Ii muro asecco, in caso di pioggia torrenziale, trattiene la terra, dove il cafone semina il grano per sfamarsi. La poesia, nata per dare un senso alla vita, filtra il dolore attraverso la memoria, ergendosi a difesa dello spirite ¢ innalzandoci all’eterno, Aggiungo: appitie & propriamente "affanne", canze vuol dire “pausa, sosta, tregua; distanza di sicurezza delle paranze; spazio" (lat. campsa]. Con a ceanze stritte intendo “con spazi, yuoti, tra le parole, ridotti al minimo": parola ¢ signilicante legati al significato, parola- cosa, parole incastrate a musaico, con fughe (anche mentali) ridotte al minima. curdalétte 8, come detta sopra, non una cordella, una funicella qualunque, ma esclusivamente quella del telegrafo; cfr. con l'espress. ségne de corde, telegrafata, poi anche: telefonata. Si tratta ovviamente di voci molto arcaiche, (Da una e-mail di Francesco Granatiero, datata 10-4209) Per un sonetto di Francesco Granatiero. Sette: la stringente logica simbolica e metrica di un numero per formulare un canto necessa- tio, in memoria della fatica millenaria e delle passioni ostinate che hanno cestruito, sulle terre della Puglia, migliaia di muretti a secco, Un canto Jontanissimo dal sentimentalismo « O- leografico, dai piccoli mondi antichi delle ar- cadie canterine, estetizzanti. Granatiero ha co- struito l'edicola di questo sonetto (ecco che ri- torna, dagli anni scolastici, uno dei pochi ver- Si mai dimenticati: Exegi moniumentuin dere perennins...) con lo stesso silenzio petroso di un bracciante lavorato dal sole e dalla fame, ammutolito da una sete che non permette di- vagazioni ¢ affettazioni, ma che pratica ¢ com- prende la sapienza rustica dei ritmi e delle ri- me, la maestria scalpellina, la materia sponta- nea del dialetto che sposa le misure e gli ac~ centi essenziali, classici; per non soccombere alla consunzione del tempo, alle stagioni cor- rosive della penuria, alle tetraggini “baronali” della morte. ‘Michele Passdlacysta Santerante tr Colle, maggo 2000,