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LIBERO 29 APRILE 2010

LIBERO 29 APRILE 2010

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Giovedì 29 aprile 2010

OPINIONI NUOVE - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

DIRETTORE MAURIZIO BELPIETRO

ANNO XLV NUMERO 101 EURO 1,20*

Schifani chiede 720mila euro di danni, il Fatto teme di dover pagare

Anche Travaglio ha paura dei giudici

GIANLUIGI NUZZI a pagina 8

GOLE PROFONDE I fedelissimi svelano tutte le mosse del presidente della Camera per disfare il partito a Silvio e andare con Casini e Rutelli a fare la nuova Balena Bianca
:::
L’EDITORIALE Bocchino, la suocera, il ko alla Camera Centrodestra in piena crisi di nervi
di FAUSTO CARIOTI a pagina 3

IL PIANO DI FINI CONTRO IL PDL
di FRANCO BECHIS
Il piano era pronto da tempo, dall’autunno scorso. E aveva subito un’accelerazione notevole proprio durante la campagna elettorale delle regionali. (...)
segue a pagina 2

INTERCETTAZIONI I CRONISTI PAGANO
ANCHE PER I PM
di MAURIZIO BELPIETRO
Ieri il sindacato dei giornalisti ha manifestato di fronte al Senato, protestando contro la legge sulle intercettazioni. Come è noto il provvedimento in discussione a palazzo Madama mira a limitare l’uso delle captazioni telefoniche, vietando ai cronisti giudiziari di riportarne il contenuto, pena salatissime multe oltre che il carcere. Secondo la Federazione nazionale della stampa la misura è liberticida, perché colpirebbe «il diritto dei cittadini a sapere» e per questo l’organizzazione si oppone e minaccia sfracelli, compreso un ricorso alla Corte di giustizia europea al fine di far condannare il governo italiano. Personalmente non amo questo sindacato e da 25 anni non partecipo agli scioperi e alle proteste della categoria. Non solo perchè la Fnsi è a guida sinistra, ma anche perché butta sempre tutto in politica e anche quando è dalla parte della ragione riesce a passare da quella del torto. Ne è un esempio proprio la norma sulle intercettazioni. La Fnsi ha buone ragioni per lamentarsi, perché la legge scarica sui soli giornalisti le colpe di un sistema che non funziona, vietando ai cronisti la pubblicazione di ciò che apprendono, anche se le informazioni sono a disposizione (...)
segue a pagina 8

Libero pensiero A Bersani manca solo la parola
di ANDREA SCAGLIA
«Le parole sono importanti», Nanni Moretti docet. E però poi certo, nella politica di oggi (...)
segue a pagina 11

CAPOLAVORO TATTICO DI MOURINHO

Impresa Inter: è in finale di Champions

La giovane destra di libri e botte
di GIAMPIERO MUGHINI
Non posso chiamarvi “amici” perché non vi conosco a tal punto da dire se siete o no (...)
segue a pagina 37

Chi adotta un bianco non è razzista
di SIMONA BERTUZZI
Leggi che una coppia di Catania vuole adottare un bimbo straniero purché non sia di colore (...)
segue a pagina 15

Il sindaco vieta la piazza ai baci gay
IVAN ZAZZARONI A PAGINA 43

EDIZIONE STRAORDINARIA
Lunedì 3 maggio sarà in edicola in edizione straordinaria

di LUIGI SANTAMBROGIO
A dispetto del titolo, dal sapore proibito e clandestino, quei baci (...)
segue a pagina 12

Arrivano i soldi tedeschi. Speculatori all’attacco della Spagna

Salvata la Grecia, chi salva i risparmiatori?
di DAVIDE GIACALONE
I problemi posti da quel che accade alla Grecia, che rischia di passare dall’agorà al default, sono tutti politici e solo marginalmente economici. Il debito greco (...)
segue a pagina 22 MADRID DECLASSATA

• APPUNTO •
di FILIPPO FACCI

DOMANI CON LIBERO

Avanti il prossimo
Ho cambiato canale e c'era un tizio americano che ormai da trent'anni ha scelto di vivere qui sul Mediterraneo, e che - diceva - mai rinuncerebbe al clima che sappiamo, e il sole, il mare, il cibo, le solite cose, e però - diceva - sono giusto trent'anni che certe cose non cambiano mai, proprio mai. I sindacati sono comandati da relittipseudo-comunistiche sioppongonoatutto e ogni volta annunciano uno sciopero generale come la venuta del messia, quando possono paralizzano il paese con incredibili scioperi dei trasporti pubblici, statali e insegnanti e pensionati restano il loro core-businnes, ogni volta che fanno un corteo sembra di tornare agli anni Settanta, priorità e discussioni sono sempre le stesse, i dipendenti pubblici sono troppi e costano un botto e hanno il posto a vita, la gente va in pensione a 60 anni mentre i tedeschi per dire, ci vanno a 67, e - diceva - ogni volta eterne diatribe sulla necessità di liberalizzare, privatizzare, razionalizzare, tagliare enti e municipalizzate, comunità e province, diminuire il debito, la solita solfa, con la sinistra che protegge i parassiti, la destra che protegge gli evasori fiscali, le ferrovie indebitate, la compagnia aerea fallita, ecco, rimane giusto il turismo, sinché dura: appunto il sole, il mare, il cibo, le solite cose. Poi un brivido alla schiena: parlava della Grecia.

Lavoro
Quattro pagine tutti i venerdì dedicate al mondo del lavoro, alla formazione e alle opportunità per chi cerca e offre lavoro

Perché l’Italia non farà mai la fine di Atene
di C. ANTONELLI a pag. 22

* Con: ”LA CUCINA DALLA A ALLA Z”- Vol. 4 Arrosti, umidi & brasati € 4,00; ”LA CUCINA DALLA A ALLA Z”- Vol. 3 Riso & risotti € 4,0 0.

Prezzo all’estero: CH - Fr. 3.00 / MC & F - € 2.00.

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PRIMO PIANO

la resa dei conti

OPPOSIZIONE Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani scieglie l’ironia: «Forse sono aumentati gli uomini vicini alla terza carica dello Stato...»

L’INCIDENTE

Governo battuto Sotto accusa Bocchino&Co
Maggioranza sotto alla Camera su un emendamento del Pd. Tra i 95 assenti molti fedelissimi dell’ex leader di An, accusati dai colleghi. Sfiorata la rissa in aula

Il piano di Fini per disfare il
Gli uomini del presidente svelano il disegno per far cadere il centrodestra e ricostruire la Dc con Rutelli e Casini. Tutto partiva dall’auspicata sconfitta della Polverini nel Lazio, con cui attaccare il Cav. Progetto solo rimandato
::: segue dalla prima FRANCO BECHIS
.

::: BRUNELLA BOLLOLI
ROMA

 Due deputati in più in Aula e il governo non sarebbe andato sotto per l’ennesima volta. Invece è (ri)successo. Per la 46esima volta in questa legislatura e con la beffa di un solo voto di scarto (225 sì contro 224 no). E stavolta, la domanda sorge spontanea: assenze giustificate o trappolone della fronda finiana? Alcuni, come il vicepresidente dei parlamentari Simone Baldelli (ex Fi), cercano di smorzare e parlano di «assenza per ritardo, senza alcun valore politico», ma i numeri dicono: 95 deputati del PdL non c’erano al momento del voto, di cui 45 in missione mentre altri 50 assenti non giustificati. E, guarda caso, quasi tutta la truppa dei fedelissimi del presidente Fini, il dimissionario Italo Bocchino compreso. Per la Lega mancavano 11 parlamentari, 8 dei quali erano giustificati e 3 erano semplicemente “non pervenuti”. Morale: il Pd ha gioito del passo falso della maggioranza. «Non so se si sono estesi i finiani...», è l’ironia di Pier Luigi Bersani, che poi, però, aggiunge: «Viene quasi da augurarsi che qualcuno avesse compreso bene la portata della questione. Il nostro emendamento era nel solco delle indicazioni del presidente della Repubblica. Direi quasi un omaggio». L’emendamento, di cui è primo firmatario l’ex ministro Cesare Damiano, si riferisce all’articolo 31 del testo, relativo alle procedure di conciliazione e di arbitrato, e in particolare alle clausole compromissorie. In base al testo passato, le commissioni di certificazione accerteranno le devoluzioni agli arbitri solo delle controversie di lavoro già insorte e non che dovessero sorgere in futuro. Tradotto: il lavoratore potrà scegliere o meno l’arbitrato solo dopo l’insorgere della controversia e non all’inizio del pro-

prio rapporto di lavoro. Una differenza comunque «ininfluente» per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, visto che l’emendamento del Pd «non ha fortunatamente modificato la normativa attuativa dell’articolo 808 del Codice di procedura civile, in materia di clausole compromissorie, con le quali le parti possono devolvere ad arbitri le controversie nascenti dal contratto». Sacconi ha anche parlato di «colpevoli assenze di molti nella maggioranza». E dunque, scorrendo l’elenco dei 95 che hanno lasciato il banco vuoto, saltano subito all’occhio gli 8 finiani che, oltre a Bocchino, hanno “bucato” la chiama. I nomi? Fabio Granata, Flavia Perina, Silvano Moffa, Enzo Raisi, Mirko Tremaglia, Giuseppe Scalia, Carmelo Briguglio, Antonino Lo Presti. Proprio quest’ultimo è stato poi protagonista di un animato scambio di opinioni con il collega di partito Giancarlo Lehner. Il quale ha poi minimizzato l’episodio, dichiarando di non avere mai parlato di «agguato da parte dei finiani». «Contro di noi dubbi e sospetti privi di fondamento», è la replica di Lo Presti, «visto che non è possibile che tutti gli assenti siano finiani». E infatti, molti ex azzurri ieri non c’erano. Perfino il capogruppo Cicchitto era in missione. Via anche il coordinatore Denis Verdini, i ministri Maria Stella Gelmini e Raffaele Fitto (giustificato), il neogovernatore leghista del Piemonte, Roberto Cota. Insomma, parecchi tra coloro che hanno doppi incarichi. «Non si può dare tutta la colpa ai finiani», ammette l’azzurro Sergio Pizzolante, che definisce «un incidente da non ripetere», l’ennesimo scivolone del governo. Dopo il quale, l’Aula ha approvato la richiesta del relatore Giuliano Cazzola di accantonare l’articolo 31. In serata, comunque, i deputati hanno approvato tutti gli articoli del ddl collegato sul lavoro. Giovedì il voto finale.

(...) Gianfranco Fini era pronto ad aprire prima la crisi dentro il PdL, poi trovare una sponda nell’area centrista e infine fare saltare il banco, smontando i due principali partiti del bipolarismo: Pd e PdL. Ma la leva principale per realizzare tutto doveva venire da quella che per lui era una certezza: la sconfitta di Renata Polverini alle elezioni regionali del Lazio e il probabile deludente risultato complessivo. Lo raccontano a Libero alcuni dei suoi fedelissimi con cui ieri abbiamo ricostruito tappa per tappa strategie passate e future del presidente della Camera. «Ebbe colloqui con Pier Ferdinando Casini e con Francesco Rutelli», ammettono alcuni di loro, «e in ogni caso aveva intenzione di aprire la crisi sulla gestione del PdL partendo proprio dal caos della mancata presentazione delle liste a Roma». Il risultato è stato una doccia fredda sul progetto, ma il piano

di battaglia non è cambiato. È esploso in un altro modo il contrasto con la Lega che covava sottoterra da mesi. Lo capirono tutti perfino nell’ufficio di presidenza della Camera, il giorno in cui si dovette comminare le pene per una baruffa in aula fra Fabio Evangelisti (Italia dei valori) e due deputati leghisti, Fabio Rainieri e Gianluca Buonanno. POCHE SETTIMANE FA Il collegio dei questori, organo collegiale in cui c’è anche un rappresentante ex An propose 15 giorni di sospensione per il primo, 6 per il secondo e 5 per il terzo. Fini rivendicò i suoi poteri per ribaltare la sentenza (caso rarissimo). 12 giorni al primo, 10 al secondo e 8 al terzo. Poi solo davanti alla sollevazione generale, accettò la pena proposta per il terzo che aveva responsabilità minori. Fatto piccolo, ma significativo: era l’11 febbraio scorso. «Io fino alle Regionali avevo compreso le sue ragioni», sostiene Amedeo La-

boccetta, figura storica del Msi, per lunghi anni consigliere e amico personale di Fini, pronto a sostenerlo anche nel confronto con Silvio Berlusconi (ha firmato anche il primo documento di solidarietà al presidente della Camera, quello dei 52 finiani). «Ma il giorno dopo le elezioni l’ho visto e gli ho detto che bisognava prendere atto della realtà. I fatti non erano quelli che ci si immaginava, e un leader sa cambiare atteggiamento. Vero che uno dei nostri, Italo Bocchino, si era spinto troppo avanti. Ma che Berlusconi avesse vinto le elezioni e che a Roma questo fosse avvenuto proprio grazie a lui, era un dato di fatto che non si poteva negare. Gli dissi quel giorno che bisognava prendere atto della attualità, che quei dati dicevano che il progetto di una rapida scomposizione del sistema politico, tutto pronto a dissolversi, l’area di Casini e Rutelli in movimento, altri contatti con esponenti del PdL e dell’opposizione non avrebbero portato a nulla». Fini rispose - è

CELEBRAZIONE DELL’UNITÀ D’ITALIA

Porte aperte a Montecitorio per Villari e Augias
Alla direzione del PdL se l’è presa con Berlusconi per avere accantonato - intimorito dalla Lega - le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità di Italia. Fini in effetti si era mosso già da tempo: e a gennaio scorso aveva fatto deliberare dall’ufficio di presidenza l’apertura di Montecitorio alle riprese video e ai taccuini di due cronisti e storici che realizzeranno una collana di Dvd dal titolo “Italiani”sui 150 anni di unificazione del paese. La sorpresa è venuta dai nomi: un editorialista di Repubblica (Corrado Augias) e uno storico di origini marxiste Lucio Villari. Quest’ultimo, sostenitore del Pd fino alle regionali, ha ha abbandonato una direzione del partito a marzo che doveva trovare la linea proprio sulle celebrazioni. Ma si è offeso perché il segretario Bersani non ha tenuto in gran conto le sue osservazioni e se ne è andato sbattendo la porta. «C’erano» ha raccontato lo storico «D’Alema, Bindi, Bersani e io ho consigliato di recuperare tutto quello che è stato il Risorgimento e che basta appropriarsi di tale eredità. Bersani alla fine ha riassunto tutti gli interventi, a parte il mio. A questo punto mi sono alzato e me ne sono andato e ho pensato che avrebbero perso le elezioni». Un po’ iettatorio e certo non privo di autostima, ma ora è sembrato meritevole di attenzioni da parte del presidente della Camera, che ha elogiato le «finalità storico-documentaristiche dell’opera» che Villari realizzerà con Augias.

PRIMO PIANO

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LA SFIDA Per Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, le dimissioni del suo vice sono già accettate: «È venuto meno il rapporto di fiducia»

la resa dei conti

L’ANALISI

Partito in piena crisi di nervi
La sfiducia tra i cofondatori paralizza l’esecutivo Al momento la situazione può solo peggiorare
::: FAUSTO CARIOTI
 Su una cosa l’ultrà finiano Fabio Granata ha ragione da vendere: «Così finisce male». Perché ormai c’è più isteria nel PdL che sulla tangenziale di Roma nell’ora di punta, e basta un incidente, anche minimo, perché partano gli insulti e il Partito dell’Amore rischi di finire (in tutti i sensi) a manate in faccia. Gianfranco Fini ha moderato i toni rispetto a quelli usati durante la direzione che lo vide puntare il dito verso Silvio Berlusconi. Ma la sfiducia tra i due leader rimane intatta, anche perché restano le cause che l’hanno generata. Berlusconi non digerisce che Fini sia allo stesso tempo presidente della Camera - ruolo super partes per definizione - e capo di una corrente. Mentre Fini, nonostante le rassicurazioni del Cavaliere, continua a vedere la mano di Berlusconi dietro ogni attacco che gli lancia il Giornale (l’ultimo ieri, con la ripresa dal sito Dagospia della notizia degli appalti affidati dalla Rai alla società della suocera di Fini). Riassume bene il pidiellino Osvaldo Napoli: «Ho il presagio che i chiarimenti tra i due siano soltanto all’inizio». Eppure dentro al partito non si parla d’altro. Con quali risultati, lo si è visto ieri alla Camera, dove il centrodestra è riuscito ad andare in minoranza sul disegno di legge per la nuova disciplina del lavoro, nel quale - per un solo voto di scarto - è stato inserito un emendamento presentato dal Pd. È la quarantaseiesima volta che il governo viene battuto a Montecitorio, ma ieri è stata diversa, proprio a causa del clima mefitico che si respira nel PdL. Alcuni berlusconiani hanno subito accusato la pattuglia finiana di aver teso un «agguato». In effetti, il dubbio viene: nel momento del voto, i pochi fedelissimi rimasti a Fini quasi tutti assenti: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata, Flavia Perina…Buona parte di costoro, peraltro, era impegnata a discutere sulle strategie della loro «componente». La stessa cosa, però, avveniva sul fronte dei berluscones. Fabrizio Cicchitto, il capogruppo, era assente «giustificato», in quanto in missione: doveva andare a Porta a Porta per discutere dei problemi interni al PdL. Assenti anche il coordinatore Denis Verdini e altri uomini fidati del Cavaliere. La morale è che nemmeno un falco come Giorgio Straquadanio se la sente di gettare la croce sui finiani: «Non so se è stato un agguato. Ma so che c’erano novanta assenti e che stiamo costringendo il sottosegretario Paolo Bonaiuti a stare in aula, quando ha molte altre cose da fare. È folle che debba essere qui per rimediare agli assenteisti». Questo è l’andazzo, tendente allo sfascio, e al momento non si vedono motivi per cui debba migliorare. Fini sta facendo il giro delle sette reti per spiegare in televisione la sua idea di destra «moderna, senza bava alla bocca», insomma ammiccante alla sinistra, ma comunque - ripete lui - leale al governo e alla coalizione. Ancora non è dato sapere quanti italiani stia convincendo. Si sa con certezza, però, che questo suo iperattivismo sta provocando forti mal di pancia a Berlusconi, sempre più convinto che un presidente della Camera debba avere un comportamento molto diverso da quello di Fini. Il fatto che l’ex leader di An non abbia preso le distanze dai suoi pasdaran, come Bocchino e il politologo Alessandro Campi (quello che ha proposto un governo tecnico con i finiani alleati della sinistra) rende poi meno credibili le sue professioni di lealtà. Peggio di così si può? Certo che sì, e magari lo vedremo già oggi, quando i deputati del PdL si riuniranno per decidere la sorte di Bocchino. Il quale prima ha presentato le dimissioni da vicecapogruppo, poi ha spiegato che queste erano legate alle dimissioni del capogruppo, cioè di Cicchitto, e ora rischia di essere accontentato per la prima parte e non per la seconda. L’idea che si votino le dimissioni di Bocchino, e quindi divenga ufficiale la spaccatura nel suo partito, non piace a Berlusconi. La conta garba poco anche a diversi finiani, perché potrebbe rivelare che sono ancora meno del previsto. Così prende corpo l’ipotesi che Bocchino venga abbandonato dai suoi, e le sue dimissioni accettate senza alcuna votazione. In ogni caso, è una ferita che resterà. Con quali conseguenze, lo capiremo presto.

PdL
LO STRATEGA Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sperava che Renata Polverini uscisse sconfitta dalla “battaglia” nel Lazio contro la radicale Emma Bonino per criticare il PdL sugli errori commessi in campagna elettorale LaPresse sempre la versione di Laboccetta - che il progetto era troppo avanti: Bocchino aveva fatto partire Generazione Italia, già organizzato un appuntamento a Perugia per l’8 maggio, già partiti gli inviti, già arrivate le prime adesioni. «Gli dissi: Gianfranco, fermati! Hai ragione su molte cose, ma se la realtà è diversa... Italo Bocchino sostenne il contrario: avanti, è il momento di spaccare tutto. Parlava da guerrigliero, e credo che sia proprio questo che avesse in mente e che vedremo in scena nei prossimi mesi: la guerriglia». Ma Fini pensa ancora a Casini e Rutelli? Accarezza l’idea di una scomposizione e ricomposizione di Pd e PdL? Secondo Laboccetta «è tentato. Ma non lo consentiranno gli altri. Gianfranco però è ormai in mano a guerriglieri come Bocchino, e mi sembra preso dal cupio dissolvi. Cosa farà? La guerriglia, poi la componente finiana, la correntina e inevitabilmente la scissione. I numeri non ci sono e il rischio è di rivedere un film che io ho già vissuto: quello di Democrazia nazionale, un’avventuretta che Bocchino manco conosce perché era bambino. Io e Gianfranco che restammo con Giorgio Almirante sì». GLI ALTRI ALLEATI Roberto Menia pensa cose simili (e meno riferibili) sul capo della guerriglia, Bocchino. Enzo Raisi è certo invece che fuori dal PdL il gruppo non finirà: «primo perché questo Fini mi ha promesso. Secondo perché se questo volesse, io non lo seguo». Anche un’altra del gruppo come la piemontese Maria Grazia Siliquini è certa della guerriglia, ma altrettanto che il terreno su cui si combatterà resterà interno al PdL: «Fini pensa a cosa sarà il partito fra qualche anno. I veri numeri delle Regionali dicono già che stiamo scomparendo. Da noi il candidato ex An che ha raccolto il maggiore numero di voti ne ha presi 8 mila, una miseria. La prossima volta saranno la metà. O si dà lo scossone adesso o sono guai per tutti». Ma torniamo a Laboccetta, che ha vissuto le ore decisive con Fini fino a lunedì scorso. «Errori ce ne sono stati dappertutto. Vero che Fini troppo spesso è stato umiliato da Berlusconi. Vero che la responsabilità di quella brutta pagina della direzione nazionale è stata vicendevole. Io fino all’ultimo ho sperato che si potesse ancora - chissà, con una stretta di mano - riprovare. Ma non è così. Gianfranco è partito da una considerazione certa: lui non sarebbe stato il successore di Berlusconi nel PdL. Lega o non Lega, ormai erano più forti altre ipotesi: Giulio Tremonti o altri. Non lui. Io fino all’ultimo gli ho detto: aspetta, prendi tempo. Un leader sa farlo. Ci siamo sentiti il 25 aprile, quando gli ho detto di imporre a Bocchino vere dimissioni e la fine della sceneggiata. Lui ha capito che non ci stavo, mi ha chiesto di venire il lunedì un’ora prima della riunione del gruppo dei finiani. Gli ho spiegato che non l’avrei seguito sulla strada della guerriglia. Allora mi ha chiesto il favore di non partecipare alla riunione successiva del gruppo, per non turbare gli altri. Non ho capito, ma non ci sono andato. Gianfranco è stato molto secco, ci sono rimasto pure male per i toni. Ma mi è sembrato preso dal cupio dissolvi: a questo punto vuole solo trovare le leve per fare saltare il sistema e farla pagare a Berlusconi. Si è affidato a quel ragazzino che ora sta diventando per tutti un soggetto politicamente pericoloso e gode nel tenere in eccitazione permanente il primo partito politico italiano».

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PRIMO PIANO

la resa dei conti

L’INNO Il Cavaliere è rimasto esterrefatto dalla polemica sull’inno del partito: «Ma si può? Pure su “Meno male che Silvio c’è”?»

«Il Colle sta con me»
Il premier furioso per la sovraesposizione mediatica di Fini: «Sulle riforme fa finta, ma non gli interessano». E su Napolitano: «Si fida più di me e del Partito Democratico»
::: SALVATORE DAMA
ROMA

TREGUA ARMATA Domenica l’appuntamento poco dopo l’ora di pranzo con l’intervista da Lucia Annunziata. Due giorni fa l’intervento a Ballarò nell’arena di Floris e ieri sera quello più istituzionale a “Porta a Porta” da Bruno Vespa. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è dedicato alla televisione in questi giorni. Ha voluto spiegare agli italiani le sue ragioni rispetto allo strappo con il cofondatore del PdL, Berlusconi, in occasione della direzione del partito. La cosa non è andata giù al premier che ha chiesto ai suoi di accelerare anche sulla questione delle dimissioni presentate dal vicecapogruppo alla Camera, Italo Bocchino. LaPresse

LO SCUDO

Tutto pronto per il lodo Alfano costituzionale
ROMA Manca solo il via libera della Lega. A quel punto il “lodo Alfano bis”, ovvero lo scudo processuale per le due più alte cariche dello Stato – presidente della Repubblica e del Consiglio – e i ministri, inizierà il suo iter parlamentare. Il disegno di legge costituzionale, composto da tre articoli, sarà presentato al Senato da Gasparri e Quagliariello, e da Bricolo della Lega. L’intenzione, infatti, è quella di blindare il provvedimento, che sarebbe emanazione dell’intera maggioranza e non più del solo PdL. Da qui, prima del formale deposito a Palazzo Madama, la necessità di trasmettere il testo agli alleati del Carroccio per il sigillo definitivo. Rispetto alla versione bocciata dalla Corte costituzionale, il nuovo “scudo” dai processi penali sarà limitato a presidente della Repubblica e premier. L’estensione ai presidenti di Camera e Senato, infatti, avrebbe dovuto comportare l’applicazione della norma anche ai parlamentari. La procedura prevista dal lodo stabilisce che il procedimento penale a carico di Capo dello Stato, presidente del Consiglio e ministri non si interrompa automaticamente. Il magistrato, però, prima di procedere dovrà ottenere l’autorizzazione della Camera di appartenenza del premier o del ministro interessato. Nel caso la personalità indagata sia il presidente della Repubblica o un ministro non parlamentare, invece, ad esprimersi sarà il Senato. Il Parlamento, in ogni caso, avrà novanta giorni di tempo dal momento della richiesta per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato. Il disegno di legge, di rango costituzionale dovrà essere approvato entro il settembre 2011, quando terminerà di dispiegare i suoi effetti la leggeponte sul “legittimo impedimento”.

 E ci risiamo. Non è ancora come giovedì scorso, quando i due, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, si sono rispettivamente mandati a quel paese nel corso della direzione nazionale del PdL. Ma le maledizioni, lungo la direttrice Montecitorio-Palazzo Grazioli, tornano a sprecarsi. Illuso chi pensava che il tempo c’avrebbe messo una bella pietra su, agevolando, se non la riconciliazione, quanto meno una reciproca indifferenza. Altroché: qui i vaffa cominciano a moltiplicarsi. Nuovamente. Il presidente della Camera molla la strategia del basso profilo, sperimentata per qualche giorno, e torna a menare: gli è andato di traverso l’attacco del Giornale alla mamma di Elisabetta Tulliani, la sua compagna, e vuole vendetta. Il capo del governo? Sente troppa puzza di zolfo, Berlusconi, quando l’alleato va a fare il moderato in tv e gli dà ragione. Ma chi intende fregare: «Fini fa finta di volere le riforme, in realtà», spiega agli ospiti ricevuti nel pomeriggio a Grazioli, «vuole che rimanga tutto com'è». Torna il Gianfranco “Gattopardo”, pure se Silvio, a differenza di Umberto Bossi, non cita esplicitamente l’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ma quest’è. L’ex leader post-missino va vantandosi di «essere in politica da prima di me» e questo «vi sembra un titolo di merito?», domanda Berlusconi ai suoi interlocutori, non senza un velo di ironia. È il vecchio, Gianfranco. Così come sa di Prima Repubblica, agli occhi di Silvio, l’idea di farsi una corrente interna: «Fini la smetta di fare il controcanto su tutto, altrimenti io vado avanti per la mia strada». Il premier è rimasto

esterrefatto dalla polemica finiana sull’inno («Ma si può? Pure su “Meno male che Silvio c’è?») ed è parecchio indispettito dal fatto che la terza carica dello Stato stia facendo il giro di tutte le trasmissioni tv, una sovraesposizione che gli serve per accreditare il suo ruolo di oppositore interno. La corrente, appunto. Ma la gente non capisce queste alchimie della politica, chiede altro: «Bisogna rispondere con i fatti. Andiamo avanti con le riforme, ma subito». Il Cavaliere confida di avere l’avallo del

Quirinale («Napolitano è d’accordo») e di aver appreso con soddisfazione dell’isolamento interno di Pier Luigi Bersani, critico all’idea del dialogo con il PdL: «Avete visto come la maggioranza del Pd ha messo nell’angolo il segretario?». Riforme, allora. Con chi ci sta, senza preclusioni per il colore politico. L’unico preconcetto rimane verso il numero uno di Montecitorio. Ne è sicuro, Silvio: «Fini vuole rompere». Come notava ieri il vice capogruppo Osvaldo Napoli, a conferma delle sensa-

zioni del capo, «certe ruvidezze finiane hanno poco di politico e lasciano invece affiorare un profilo personale». Va da sé: gli azzurri non faranno sconti ai fedelissimi finiani. Ieri il leader del PdL ha chiamato Fabrizio Cicchitto per sollecitare una rapida conclusione sul caso di Italo Bocchino. Puntate precedenti: lunedì il vice capogruppo vicario aveva annunciato le sue dimissione; martedì ha poi fatto sapere che, regolamento del Gruppo alla mano, il suo addio avrebbe comportato l’annullamento dell’intero ticket, quindi anche le dimissioni di Cicchitto. In giornata il presidente dei deputati del partitone unico ha risposto a Bocchino, sempre via lettera, annunciando la convocazione dell’assemblea dei deputati PdL.

L’attacco del Giornale

Ma Silvio è col rivale per l’accusa alla suocera
::: ROMA
 «C’è un giornalismo che sguazza nel fango, per non citare quella materia organica che rese famoso Cambronne, e che va oltre il livello della decenza». Gianfranco Fini sta registrando il suo intervento a «Porta a Porta» quando mostra tutta la sua irritazione per l’attacco di Vittorio Feltri sul «Giornale». Stavolta nel mirino non c’è lui, ma la suocera, che guadagnerebbe «milioni di euro producendo programmi per la Rai». Attacco cui il presidente della Camera reagisce citando il generale di Napoleone Pierre Cambronne, che nella battaglia di Waterloo del 1815, circondato dagli inglesi che gli chiedevano di arrendersi, prima di rispondere con una scarica dei suo fucilieri gridò «merde». Neanche la solidarietà giunta la mattina da Silvio Berlusconi, che si è affrettato a condannare l’attacco di Feltri, ha trattenuto Fini che, anzi, ha mostrato tutto il suo scetticismo per quella difesa d’ufficio, ritenuta tardiva e poco convincente. «La critica politica», aveva detto il presidente del Consiglio, «non può trascendere in aggressioni ai familiari. Questi metodi, che assai spesso ho dovuto subire personalmente, non vorrei mai vederli applicati, soprattutto da giornali schierati con la nostra parte politica». «Si dà il caso però», ha ribattuto Fini, «che non sia stato un incidente. Berlusconi o non legge i giornali oppure non si capisce perchè soltanto oggi mi abbia dato la sua solidarietà». Nella vicenda è intervenuto anche Niccolò Ghedini, deputato del PdL e avvocato del Cavaliere, manifestando il sospetto che l’obiettivo del direttore del Giornale, con queste iniziative dirompenti, sia quello di provocare la spaccatura: «Sembra quasi che vi sia un deliberato tentativo di creare ulteriori tensioni lasciando intendere che articoli siffatti siano collegati indirettamente al presidente del Consiglio». Il direttore del quotidiano milanese, dal canto suo, ha preso atto che tutto il vertice del PdL è intervenuto in difesa del presidente della Camera, ma nulla di più: «Rimango dell’idea che le notizie o sono vere oppure non sono vere. E quella su sua suocera è vera. Il resto conta poco, anzi niente», ha detto Feltri. Lungo l’elenco delle dichiarazioni di solidarietà al presidente della Camera. Tra queste, spicca quella del presidente del Senato, Renato Schifani, che lo ha chiamato per esprimergli personalmente tutta la sua «sincera solidarietà».
A.V.

Che succederà? I deputati voteranno le dimissioni di Bocchino, ma già si annuncia una battaglia sull’interpretazione del regolamento. Nella riunione odierna non è prevista l’elezione del nuovo vice vicario. Arriverà nei prossimi giorni. Nomi? Sarà un ex An, ma probabilmente non uno di quelli che hanno giurato fedeltà a Fini. Il profilo andrà cercato tra i lealisti di via della Scrofa: ieri girava l’ipotesi di Fabio Rampelli. Si vedrà. Perché poi non è detto che Fini si arrenda all’idea di rinunciare a un posto così strategico. L’altro giorno il presidente della Camera s’è un po’ sfogato con il vice capogruppo Udc Michele Vietti. Al centrista ha rivelato di temere che la traiettoria di Berlusconi porti dritto al voto anticipato. «Ma se vuole la guerra, allora la combattiamo anche noi e non sarà bello per nessuno». Il presidente della Camera si è fatto un’idea. E cioè che, in caso di crisi di governo, non è detto che Napolitano sciolga subito le Camere. No. È possibile, piuttosto, che il Quirinale conceda un incarico esplorativo a un politico diverso da Berlusconi. In assenza di fiducia da parte del Parlamento, sarebbe questo fantomatico esecutivo tecnico a traghettare Palazzo Chigi fino alle urne. Ciò significa, nel ragionamento finiano, che Silvio per un tot di mesi, e nella speranza di rivincere le elezioni, rimarrebbe privo dell’ombrello del legittimo impedimento. Bella rogna. Berlusconi? Ieri giornata intensa. Il presidente del Consiglio ha pranzato con Giulio Tremonti e Gianni Letta, ha visto Angelino Alfano, il fratello Paolo (sul tavolo la vendita del Giornale), e una delegazione di deputati sardi. Con il vice presidente del Senato Domenico Nania, il premier ha riaperto il caso Sicilia: basta alleanze variabili, avrebbero concordato i due. Chi ha vinto le elezioni governi, chi le ha perse stia all’opposizione. Non fa una piega. Ma la Sicilia è un mondo a parte.

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PRIMO PIANO

la resa dei conti
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L’intervento

LE TESI Gianfranco ha ribadito di essere «contro il correntismo esasperato, ma rivendico la possibilità di confronto e dibattito all’interno del partito»

Lavoriamo per un PdL moderato che costruisca un progetto comune
::: ANTONIO MAZZOCCHI*
 A un mese esatto dal successo elettorale del Popolo della Libertà in tutta Italia, stiamo assistendo ad un dibattito interno che sarà fondamentale per rafforzare il principale protagonista del Governo Berlusconi. Dopo due anni di legislatura e ad un anno dal 1° Congresso Nazionale, ci troviamo infatti a discutere del funzionamento di questa grande realtà politica italiana. Ci abbiamo messo un po’ per uscire dalla logica delle quote An - Forza Italia, ad abituarci ad una nuova forma di partito, ma possiamo ammettere che le cose vanno meglio di ogni più ottimistica previsione. Pensavamo che sarebbe stato necessario uno sforzo enorme per unire l’enorme popolo del centro destra, e invece ci siamo trovati, di fatto, a ratificare che c’è un popolo che non ragiona per “quote” e che spesso e volentieri è molto meno rigido della stessa classe dirigente. Questo momento di riflessione ci offre tanto la possibilità di discutere delle tante cose fatte, quanto di fare il punto sulle iniziative da intraprendere per i prossimi tre anni di legislatura. non soddisfano i nostri interessi. Non possiamo essere schiavi di una morale intermittente. Abbiamo la necessità di acquisire una nuova credibilità che ci avvicini al sentimento reale del Paese. Noi siamo sicuri, e la crescita del movimento dei Cristiano Riformisti ci rende ancora più ottimisti, che la politica del Governo fatta fin ora è quella giusta. Dobbiamo dare una risposta identitaria forte a tutti quei cattolici che con entusiasmo hanno votato per Berlusconi e per i governatori del PdL. Nessun Governo europeo si sarebbe battuto come il nostro per la difesa del crocifisso come simbolo della nostra cultura cristiana, ed è per questo che tanti indecisi e molti ambienti vicini al Vaticano hanno preso, mai come ora, una posizione di netto sostegno nei confronti dei nostri governatori. La strada intrapresa è quella giusta, bisogna essere chiari e trasparenti con il nostro popolo far capire che sui temi eticamente sensibili, nessuno di noi è pronto ad abbassare la guardia. Abbiamo il dovere morale di restituire a questo Paese la serenità necessaria per tornare a lavorare quotidianamente per dare risposte ai cittadini. Bisogna programmare il futuro, innovare il Paese, riportare in primo piano le riforme costituzionali. Anche la crisi economica che ha seriamente messo paura all’intero sistema mondiale, sembra ormai essere alle nostre spalle e con questa tutti i rischi sociali che ne conseguono.

GIANFRANCO SI SFOGA

«A Silvio non devo nulla E nessuno tocchi i miei»
Fini s’infuria per l’attacco del Giornale: «Vogliono logorarmi. La solidarietà di Berlusconi? Arriva troppo tardi». E oggi si decide per Bocchino
::: GIANLUCA ROSELLI
ROMA

Gli impegni
Abbiamo il dovere di rispettare gli impegni con il popolo moderato che ha dato un grande contributo a livello di consenso a questo Governo. Quando parliamo di moderati ci riferiamo alle famiglie italiane, ai piccoli e medi imprenditori, alle giovani coppie, agli artigiani e commercianti e a tutta quella grande parte degli italiani che prende come punto di riferimento i valori della Dottrina Sociale della Chiesa. È vero che seppur cattolici dobbiamo ragionare in maniera assolutamente laica nei confronti dei provvedimenti che andiamo a prendere quotidianamente. Abbiamo però il dovere di ribadire la nostra distanza da prese di posizione fortemente laiciste che non appartengono assolutamente alla nostra cultura. Le componenti possono anche esistere e coabitare, proprio come avveniva nella storia della Democrazia Cristiana, ma con un piccolo dettaglio: queste devono condividere una comune base valoriale che nessuno deve poter mettere in discussione. Su temi importanti come l’eutanasia, l’aborto, la famiglia, noi cattolici abbiamo difeso strenuamente le posizioni del nostro popolo di fronte a degli attacchi frontali che venivano non solo dalla solita sinistra socialista, ma spesso e volentieri dall’ala laica e filo radicale della nuova destra. Questo momento di riflessione ci porta anche ad una vera scelta di campo nei confronti del nostro elettorato. Perché come non si può stare in chiesa a dispetto dei santi, così non si possono sostenere battaglie per la cosiddetta “dolce morte” e poi andare a cercare consenso negli oratori. Da troppo tempo, infatti, decliniamo termini e concetti che delegittimiamo nel momento in cui non li testimoniamo con i comportamenti. Non possiamo continuare a sbandierare formule nuove che siamo pronti poi ad accantonare e ad abbandonare tutte le volte che

Ripresa in tutti i sensi
Sarebbe bello che la nuova fase economica fosse guidata anche da una nuova fase della politica italiana. L’Italia ha bisogno di un nuovo patto lungimirante, degno di quel “New Deal” americano che il presidente americano Roosvelt fece per dare nuove riforme sociali ed economiche all’indomani della crisi del 1929. Una nuova pagina per l’Italia, dove noi cattolici possiamo renderci protagonisti e fautori del cambiamento. Per questo vogliamo un PdL capace di farsi portatore di un messaggio chiaro e inequivocabile attraverso il quale si comprenda che intendiamo realizzare una società in cui l’uomo non sia solo e necessariamente produttore di reddito, ma anche e soprattutto produttore di valori. Vogliamo, pertanto, sostenere nell’agenda del Governo quelle battaglie che ci hanno visti protagonisti, negli ultimi anni, di decine di iniziative. Riportare al centro la famiglia, tanto nella società quanto nell’economia. Dare un’impronta fortemente etica ai comportamenti economici e politici, perché ci sono dei limiti di moralità che non possono e non devono essere oltrepassati. Siamo convinti, che non serva chissà quale miracolo. Con un po’ di buona volontà e qualche rinuncia a tentazioni di protagonismo personale, possiamo davvero dare un volto nuovo alla nostra Italia.
*deputato Pdl e Presidente dei Cristiano Riformisti

 «Le epurazioni e le liste di proscrizione non convengono a nessuno, tanto meno al governo...». Con queste parole, pronunciate durante l’intervista rilasciata ieri sera a Porta a Porta, Gianfranco Fini blinda le sue truppe e mette in guardia Silvio Berlusconi, invitando gli ex azzurri a desistere da qualsiasi tentazione di vendette contro i suoi fedelissimi. A cominciare da oggi, con il caso di Italo Bocchino che sarà protagonista dell’assemblea del gruppo del PdL alla Camera. Per continuare con Giulia Bongiorno, Mario Baldassarri e Silvano Moffa, tutti presidenti

di commissioni parlamentari che a metà maggio rischiano di essere sostituiti. «Sui presidenti di commissione va dato un giudizio politico sulla base dell’attività svolta durante la legislatura, nessuno potrà essere cacciato solo perché considerato vicino alle mie posizioni», spiega il presidente della Camera. Il quale non accetta sospetti di ambiguitàsulle sue truppe parlamentari. «Se si inizia così siamo già alla caccia alle streghe. Nessuno vuole fare imboscate, ma pretendiamo rispetto, io non sono presidente della Camera per regalo del premier», sostiene l’ex leader di An, che nel pomeriggio a Montecitorio ha incontrato il leader del Mpa Raffaele Lombardo.

Quello di ieri nel salotto di Bruno Vespa è un Fini più nervoso rispetto alle altre recenti apparizioni televisive a causa delnuovo attaccochegliha riservatoVittorio Feltri, che ieri ha fatto risalire alle stelle la tensione tra l’ex leader di An e il Cavaliere. «Quando si passa agli attacchi personali e familiari siamo di fronte a un giornalismo che sguazza nel fango, per non dire di peggio», afferma Fini visibilmente irritato. Tanto da rifiutare quasi la solidarietà del premier: «Perché mi arriva solo oggi? E le altre volte?». Fini poi si è anche sfogato con i suoi: «Io mando segnali distensivi e poi subisco attacchi come questo, non a me ma alla mia famiglia. Sono loro che vogliono logorarmi. Forse

Terzo polo addio

Castagnetti boccia il ribaltone: «Insostenibile»
::: FOSCA BINCHER
 Il tema ha agitato anche l’ultima direzione del Partito democratico lo scorso 23 aprile: perché l’Udc di Pierferdinando Casini non porta valore aggiunto quando si allea a sinistra e riesce a farlo invece quando va a braccetto con Silvio Berlusconi. Risposta di un ex democristiano di rango, come Pierluigi Castagnetti: «perché Casini in sé ha un 3-4 per cento, e riesce a farlo lievitare secondo le occasioni. Ci sono elettori cattolici di area centrodestra che scelgono Casini quando si colloca lì invece di non votare. Con noi non avviene, perché abbiamo già candidati attrattivi su quel mondo. L’Udc non ci serve». Passeggiando per Montecitorio Castagnetti spiega che in quella direzione del Pd perfino maggiorenti navigati come Massimo D’Alema non riuscivano a spiegarsi l’insuccesso dell’alleanza con Casini alle regionali. «Allora ho preso io la parola e sciorinato dati. Ho fatto vedere chi erano gli eletti più votati nelle grandi città. E quasi ovunque era qualcuno che veniva dal nostro mondo, popolare e cattolico. È accaduto perfino nelle regioni rosse, a Modena o a Reggio Emilia con casi clamorosi di cui molti ex ds non riescono a capacitarsi. Questo dimostra che noi abbiamo già al nostro interno quell’offerta rappresentata dall’Udc. Per altro è anche l’unico genere di offerta Pd che riesce ad essere attrattiva su altri mondi. Purtroppo quelli che vengono dalla storia Ds non riescono a catalizzare nulla in più della vecchia militanza». Un’analisi che qualche turbolenza ha provocato in quel mondo e che se mette in dubbio l’efficacia di un rapporto che da anni si prova a costruire si riverbera inevitabilmente anche sulla suggestione provata nel Pd verso nuovi improvvisi compagni di strada. In direzione ha fatto naturalmente capolino anche la nuova linea di Gianfranco Fini. Ma è proprio Castagnetti a non vedere possibili convergenze in quella direzione. «Ma no», sostiene, «questa è una ipotesi che proprio non sta in

PRIMO PIANO

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SONDAGGI Secondo i sondaggi interni se ci fossero le elezioni, il Carroccio guadagnerebbe ancora voti e aumenterebbe i parlamentari

la resa dei conti

LINEA PADANA

Strategia Bossi: fare il paciere
Dopo gli attacchi violentissimi dei giorni scorsi il Senatur ordina ai suoi di fare da normalizzatori per mettere in difficoltà Gianfranco. Che o dice sì al federalismo o si prenderà le colpe del voto anticipato
::: FABIO RUBINI
MILANO

AL VOTO SU ITALO Oggi i deputati del Popolo della Libertà si riuniranno per decidere la sorte del vicecapogruppo Italo Bocchino, che ha prima presentato le sue dimissioni e poi ha spiegato che queste erano legate alle dimissioni del capogruppo Cicchitto. Ora le ipotesi sono diverse. È possibile che si votino le dimissioni di Bocchino, fedelissimo di Gianfranco Fini, rendendo così palese la spaccatura nel partito. Ma questa soluzione non piace a Berlusconi. È anche possibile, quindi, che le sue dimissioni vengano accettate senza alcuna votazione, impendendo la conta voluta dallo stesso Bocchino. Fotogramma sperano che me ne vada e invece mi rendono solo più forte». L’ex leader di An da Vespa ribadisce le sue tesi, difendendo la scelta di dare vita a una corrente dentro il PdL. «Sono contro il correntismo esasperato», spiega, «ma rivendico la possibilità di confronto e dibattito nel partito, che non può essere considerato un impaccio alla leadership». Punzecchiato da Vespa, il presidente della Camera sottolinea inoltre che «il mio controcanto al governo aveva l’obbiettivo di difendere il Parlamento». Perché «io non voglio divorziare da Silvio, come non ho alcuna intenzione di logorare l’esecutivo, ma anche Berlusconi dovrà fare lo stesso nei miei confronti».

 L’ordine è chiaro: «La Lega deve essere l’elemento tranquillizzatore all’interno della maggioranza. E non deve cadere in provocazioni». A impartirlo ai suoi parlamentari il Capo in persona, Umberto Bossi. Una strategia ribadita anche ieri a Radio radicale: «Le elezioni anticipate ci saranno solo se le vuole la Lega e noi non le vogliamo», ha assicurato il Senatur prima di rivolgersi con toni concilianti a Fini: «Adesso è tutto preso a cercare di tamponare le beghe avvenute con Berlusconi e quindi si lascia andare a ragionamenti ai quali non crede nemmeno lui». Parole stranamente morbide quelle di Bossi, che solo pochi giorni fa aveva apostrofato il presidente della Camera come un «vecchio gattopardo democristiano». Il motivo di questa apparente svolta è frutto del ragionamento del Senatur, che nei giorni scorsi ha mandato i suoi emissari, Cota e Calderoli, a parlare con Fini per strappargli una promessa sul suo voto favorevole nei confronti del federalismo: «Fini sa bene che a questo punto della storia occorre fare il federalismo fiscale», ha spiegato Bossi «altrimenti facciamo la fine della Grecia o anche peggio». E la linea morbida del leader leghista si è spinta fino alla difesa l’alleato anche contro gli attacchi personali sulla stampa: «Un politico deve lasciarselo scivolare addosso, deve far finta di niente. Impari da me che sono attaccato quotidinamente anche sul piano personale». La posizione della Lega è chiara. Dalla sua ha sondaggi da capogiro secondo i quali, se si andasse a votare oggi, al Senato l’onda ver-

LO STRANO POMPIERE de passerebbe da 26 a 40 senatori e alla Camera da 60 a un’ottantina di onorevoli. Eppure Bossi vuole allontanare con tutte le sue forze le elezioni anticipate, perché sa che la gente non capirebbe il ricorso alle urne per beghe interne al PdL e non per ragioni politiche e, nonostante le buone prospettive, teme che la prossima maggioranza, seppur di centrodestra, non avrebbe numeri quasi bulgari come quella che attualmente governa il Paese. Poi ci sarebbe tutto il tempo perso sulla via del federalismo fiscale. Tra caduta del governo, eventuali mandati esplorativi, scioglimento delle Camere e campagna elettorale, ci vorrebbe almeno un anno per andare a nuove elezioni. Un’impasse che Bossi non può permettersi, perché quella del federalismo è la mission che il Nord ha dato nel 2008 agli uomini del Carroccio e che ha loro riconfermato alle ultime regionali consegnandogli Piemonte e Veneto e rafforzando il potere leghista nella Lombardia del federalista morbido Formigoni. Bossi, da abile giocatore di poker, sa di avere le carte per vincere la mano finale e non vuole buttarle via, magari per qualche parlamentare in più da portare a Roma. Anche perché sa che questa potrebbe essere l’ultima occasione concessagli. Il leader del Carroccio Umberto Bossi, dopo gli anni della Lega di lotta e dell’indipendentismo, si sta costruendo il ruolo del “grande saggio” della politica italiana, il tutto in nome del Federalismo LaPresse

D’altro canto però Bossi è troppo scaltro per non sapere che, imboscata dopo imboscata, il voto anticipato è tutt’altro che immaginifico. E anche per questa evenienza il Senatur ha pronta la strategia: consolidare l’immagine di una Lega di Governo che possa rappresentare una giusta alternativa per l’elettorato deluso dal PdL e per quell’ampia fetta di moderati che alle ultime regionali hanno scelto di non andare a votare. Oltre che, ovviamente, per gli elettori di un Fini cui addossare per intero la responsabilità della frattura. Per questo Bossi punta alla normalizzazione della situazione. Se poi si dovesse proprio andare a votare, dovrà essere chiaro che la colpa non è né della Lega né sull’alleato Berlusconi, bensì di Fini. Il quale, nei pensieri di Bossi, dovrebbe fare la fine che fece Casini nel 2006 (fuori dall’alleanza e sostanzialmente ininfluente sugli equilibri politici del Paese), tornando a essere proprio il «vecchio gattopardo democristiano» descritto dal Senatur.

ALLA QUINTA LEGISLATURA Il deputato del Pd, Pierluigi Castagnetti LaPresse piedi. Vero che si chiacchiera anche di ipotesi fantasiose come quella di una santa alleanza fra opposizioni e pezzi di maggioranza guidati da Fini per governi tecnici, di decantazione o simili. Ma non ci credo. Cose così accaddero solo nel 1995 e su ben altre basi. Primo: allora fu un partito intero a staccarsi dalla maggioranza, come la Lega Nord. Secondo: al Quirinale c’era Oscar Luigi Scalfaro e non Giorgio Napolitano. Terzo: ricordiamoci che pure in quelle condizioni totalmente diverse e più favorevoli di ora per fare partire il governo di Lamberto Dini ci fu bisogno anche dell’accordo di Silvio Berlusconi. Forza Italia alla fiducia si astenne, non votò contro. Oggi le condizioni sono diverse. Non sono riusciti a mettersi insieme Casini e Rutelli, figurarsi con Fini. Sono tutti leader oltre i 50 anni e vicino ai 60 che pensano di avere la loro ultima occasione da giocarsi. Quando mai si possono mettere d’accordo? E se mai si provasse un ribaltone, non reggerebbero l’impatto delle piazze e della campagna mediatica che Berlusconi scatenerebbe...».

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PRIMO PIANO

giustizia e politica
Adesso anche Travaglio ha paura dei giudici
Il presidente del Senato Schifani chiede a “Il Fatto” 720mila euro di danni per diffamazione Di colpo le penne del quotidiano cominciano a non fidarsi delle toghe che hanno sempre sostenuto
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ATTACCATO

Editoriale

A destra il presidente del senato, Renato Schifani, finito nel mirino delle penne de Il Fatto. Accanto la prima pagina del quotidiano di mercoledì scorso con il titolo di apertura sulla richiesta di danni avanzata dalla seconda carica dello Stato dove è apparso l’editoriale “Scriveremo tutto”. Per Travaglio&C, «la causa mira più che altro a mettere una spada di Damocle economica sulla testa di un giornale appena nato». Olycom

Intercettazioni I cronisti pagano anche per i pm
::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO
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::: GIANLUIGI NUZZI
 Adesso i corsari del quotidiano il Fatto temono i magistrati, i tribunali, insomma le toghe che hanno sempre sostenuto. Come se i giudici non fossero così saggi e così liberi nelle loro decisioni dal 1992 come proprio le penne del Fatto ripetono da sempre assumendo posizioni che non condividiamo. La questione, come sempre, è di soldi. Ieri apertura, editoriale e le pagini nobili del quotidiano di Travaglio & C erano tutte dedicate all’azione civile intentata dal presidente del Senato Renato Schifani contro il foglio movimentista. Schifani chiede al il Fatto 720 mila euro di danni per una campagna di articoli sui suoi trascorsi in Sicilia e su presunti contatti che ebbe con personaggi legati a Cosa Nostra. La seconda carica dello Stato ritiene gravemente diffamatori quei servizi e ha presentato denuncia. Che altro doveva fare se non chiedere giustizia ai tribunali? Ma quelli del il Fatto non ci stanno. Da una parte rivendicano l’assoluta veridicità delle loro ricostruzioni, ci mancherebbe altro. Dall’altra parte, però, ed è quello che sorprende, dicono chiaro e tondo che qualche giudice potrebbe riconoscere le doglianze di Schifani. Ma come, non bisogna fidarsi della magistratura? “Oggi pensiamo che la causa miri più che altro a mettere una spada di Damocle economica sulla testa di un giornale appena nato”.La frase è pretestuosa per diversi motivi. Insomma, se ci fosse certezza granitica del proprio agire e fiducia piena nella magistratura cosa si dovrebbe temere? Peter Gomez e Marco Lillo sono dei giornalisti che non mollano la presa, quando imboccano un filone investigativo cerco sempre di andare più a fondo, quindi non è certo questa la sede per valutare il loro lavoro. Saranno appunto i magistrati a stabilire se Schifani è stato diffamato o meno. Ma questa “spada di Damocle” non capiamo dove penda se non sulla testa di Schifani che si lamenta di aver patito ogni angheria per mezzo stampa. I giudici pronunceranno sentenza e quelli del il Fatto dovrebbero aver un po’ più fiducia nella magistratura, seguendo la loro tradizionale impostazione che la indica come perno di ogni agire, ogni saggezza, baluardo contro ogni arroganza. Invece il Fatto quando finisce sotto schiaffo assume un atteggiamento francamente inaspettato. Serve una premessa: per una patita diffamazio-

:::

LA SCHEDA

L’ATTACCO Il Fatto il 20 novembre per la penna di Marco Lillo ha pubblicato un articolo dal titolo: "Schifani e la casa della mafia". È la storia di un palazzo abusivo, quasi interamente costruito e abitato da parenti o esponenti di famiglie mafiose. Non solo. Nella sua rubrica Marco Travaglio ha definito Schifani un «avvocaticchio di terza fila» prima di descrivere la sua «straordinaria» carriera politica. LA DENUNCIA Schifani ha chiesto al Fatto 720 mila euro di danni per la campagna di articoli sui suoi trascorsi in Sicilia e su presunti contatti che ebbe con personaggi legati a Cosa Nostra. La seconda carica dello Stato ritiene gravemente diffamatori quei servizi e ha presentato denuncia.

ne mai somma simile è stata risarcita, nemmeno a un magistrato, categoria professionale che incassa storicamente le più rilevanti liquidazioni dai giudici chiamati a pronunciarsi su cause promosse da colleghi. E questo dettaglio a il Fatto lo sanno benissimo ma si dimenticano di dirlo ai lettori. Sanno bene che le richieste risarcitorie così esorbitanti segnano solo la gravità del danno patito secondo il denunciante ma non vengono mai soddisfatte né impressionano i magistrati chiamati a decidere. Ma non è l’unica cosa dimenticata. I colleghi si scordano anche una prassi consolidata: la causa civile è ormai il tipo di reazione classica a un articolo ritenuto diffamatorio. Gli

stessi pubblici ministeri che si sentono offesi non ricorrono più alla denuncia penale. Il motivo? I soldi, come sempre. Il penale stabilisce una pena e delega poi al civile la quantificazione del danno allungando i tempi a dismisura. Meglio allora ricorrere subito al tribunale civile che in un paio d’anni si pronuncia liquidando eventuali somme. Non sappiamo se sia stato questo il ragionamento di Schifani ma loro sono sicuri del contrario, ovvero che il presidente del Senato abbia scelto il civile perché “teme un processo pubblico”. Non conosciamo la fonte di questa notizia ma ne dubitiamo la veridicità: un politico di lungo corso come Schifani ha messo in conto che il Fatto

avrebbe amplificato ogni azione di rivalsa rendendo pubblici tutti gli atti di causa. Infatti, l’editoriale ha come inevitabile titolo quel “Scriveremo tutto”, facilmente immaginabile. Insomma, civile o penale conta poco. Eppoi, davvero a il Fatto ritengono che in Italia, nei tribunali bisogna aspettare una denuncia penale per diffamazione per trovare un pubblico ministero che indaghi sull’onestà del presidente del Senato? Evidentemente i loro racconti sull’etica di Schifani non hanno la valenza penale attesa o sperata da alcuni. Per il resto si rassegnino ad aver fiducia nella magistratura, anche quando tocca il loro lavoro, il loro portafoglio.
gianluigi.nuzzi@libero-news.eu

Stop a Bondi

Napolitano non firma il decreto sullo spettacolo
 Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha congelato l’emanazione del decreto legge del Governo sulle "Disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali" sottoposto alla sua firma venerdì scorso. Il testo è stato infatti rinviato al ministro della Cultura Sandro Bondi con «osservazioni di carattere tecnico-giuridico» unite a «specifiche richieste di chiarimento». Nell’annunciare lo stop del Capo dello Stato alla firma sul decreto, la presidenza della Repubblica ha anche sottolineato che «il Capo dello Stato ha nello stesso tempo preso atto positivamente dell’impegno manifestatogli dal Ministro a incontrare sollecitamente le organizzazioni sindacali ed a prestare la massima attenzione, nel corso dell’iter di conversione, alle preoccupazioni emerse e alle proposte dei gruppi parlamentari». La richiesta di non firmare era stata fra l’altro rivolta al Quirinale sabato scorso alla Scala dai rappresentanti delle categorie dei lavoratori del settore, che avevano incontrato Napolitano in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile e poi avevano inscenato una protesta durante la quale si erano registrate tensioni con le forze dell'ordine. Articolato in 7 punti, il decreto non dovrebbe comprendere più almeno per ora l'autonomia per il Teatro alla Scala di Milano e l'Accademia di Santa Cecilia di Roma, argomento delle polemiche più infuocate. Rimangono invece tutte le disposizioni per il riordino del settore (comprese quelle per l’istituto dei previdenza degli artisti) l'età pensionabile dei ballerini ai 45 anni d’età, le procedure per arrivare ad un contratto nazionale di lavoro del settore in tempi brevi.

(...) non solo degli inquirenti ma pure di altre persone. Il sindacato ha ragione a protestare, dicendo che si imbavaglia la categoria e si agisce sull’anello debole di una catena: quando il provvedimento entrerà in vigore i giudiziaristi dovranno pesare le virgole ed è assai probabile che per non correre rischi si autocensurino, evitando di riferire ogni notizia inerente indagini in corso, anche quelle che non andrebbero incontro a sanzioni. Fin qui le ragioni: adesso veniamo ai torti. La Fnsi non può sostenere, come invece ha fatto il suo segretario Franco Siddi, che esista un diritto dei cittadini a sapere. Al massimo può dire che c’è un diritto a essere informati sui reati e sulle sentenze, il quale però non può essere esercitato per conoscere i fatti degli altri, soprattutto quelli penalmente irrilevanti, come spesso avviene con la pubblicazione delle intercettazioni. Certo, so bene che le conversazioni carpite al telefono o in altri ambienti sono gustose e solleticano la curiosità di chiunque, giornalisti e lettori compresi. Ma è altrettanto vero che l’uso delle captazioni telefoniche spesso si trasforma in abuso, con la pubblicazione dei brogliacci prima ancora che un giudice si sia pronunciato. Che relazione hanno gli sms di Anna Falchi al marito con le spericolate operazioni finanziarie di Stefano Ricucci? E quelli di Giovanni Consorte che si organizza dolci serate? E le frequentazioni di Balducci o quelle del figlio di Moggi che cosa c’entrano con le inchieste in corso? Eppure ognuno di noi ha potuto leggere sia le affettuosità fra amanti che le conversazioni tra coniugi. È diritto di cronaca questo? Davvero il sindacato ritiene di dover fare una battaglia per sostenere che ogni frase ascoltata debba essere stampata? Certo, tutti noi facciamo uso delle intercettazioni, perché sappiamo che pubblicandole si fa leva sul voyeurismo involontario dei lettori, ai quali non dispiace apprendere i sussurri segreti dei potenti e anche dei meno potenti. Ma è davvero giusto pubblicare sospiri, gemiti e misure anatomiche? La Fnsi, come ho scritto, ha ragione da vendere quando si oppone alle multe e al carcere: non possono essere i soli giornalisti a far da guardiani al diritto degli imputati di non essere processati a mezzo stampa per ciò che hanno detto, soprattutto se le loro frasi non sono un reato. La responsabilità non è dei cronisti, ma di chi ha disposto l’intercettazione e poi la dà in pasto a tutti. Il sindacato dovrebbe essere il primo a pretendere che sia affidata ai magistrati la tutela delle persone sottoposte ad ascolto, affinché queste non siano «sputtanate» per fatti che non hanno inerenza col processo. Invece la Fnsi che fa? Difende il diritto a spiare dal buco della serratura, nascondendosi dietro esigenze di cronaca, ignorando che così non fa il proprio mestiere e neppure l’interesse dei suoi assistiti. Ma solo l’ufficio stampa delle Procure.
maurizio.belpietro@libero-news.it

Giovedì 29 aprile 2010

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CON FABBRICA ITALIA PARTE IL CAMMINO CHE RENDERÀ GLI ITALIANI DI DOMANI ORGOGLIOSI DI QUELLI DI OGGI.
FABBRICA ITALIA È IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DI FIAT, PER COSTRUIRE PIÙ VEICOLI IN ITALIA E PORTARE PIÙ ITALIA NEL MONDO.

Un percorso straordinario per cambiare nei prossimi cinque anni il presente e il futuro degli italiani. Per far crescere la produzione di auto e veicoli commerciali in Italia da 800.000 a 1 milione e 650 mila unità all’anno, per portare il 70% degli investimenti mondiali del Gruppo negli stabilimenti italiani e per aumentare dal 44% al 65% la quota di veicoli prodotti in Italia e destinati ai mercati esteri. In altre parole, per portare più Italia nel mondo. È un piano concreto, che ha bisogno di tutta la fiducia e di tutta la passione di cui gli italiani sono capaci. Per noi, è il modo migliore per dimostrare l’impegno che da sempre ci lega al nostro Paese. Un impegno fatto di stima, di rispetto e di libertà. È un cammino da fare insieme, che farà sentire gli italiani di domani orgogliosi di quelli di oggi.

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ITALIA

::: I GUAI DELLA SINISTRA
Parla il neo governatore

L’eredità di Bassolino Campania prigioniera di un buco da 1 miliardo
Il presidente Caldoro attacca il predecessore: ha violato il patto di stabilità e ora ho le mani legate e non posso muovere un euro
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IL BUCO ::: LUCIA ESPOSITO
 Stefano Caldoro è un governatore immobilizzato, un presidente che non può amministrare perché, nonostante dopo tredici anni abbia conquistato la poltrona che fu del re Bassolino, di fatto ha le mani legate, bloccato dalla zavorra della politica degli sprechi del suo precedessore. Intrappolato da un documento di una pagina che Bassolino ha firmato il giorno dopo le elezioni: la certificazione dello sforamento del patto di stabilità per un miliardo e cento milioni di euro. Lei sapeva che da Bassolino non avrebbe ereditato altro che una situazione economica fortemente compromessa... «Sapevo che la situazione era grave - tanto che in campagna elettorale mi hanno accusato di essere un allarmista - ma non immaginavo che fosse così disastrosa». Il nodo cruciale con cui Caldoro si sta confrontando in questo primo mese da governatore è proprio la violazione del patto di stabilità. Che cosa significa, concretamente, questo? «Che fino a quando non si rimettono a posto i conti, non posso muovere un euro se non per le spese correnti, non posso fare investimenti ma soprattutto mi toccherà pagare le sanzioni per errori commessi da altri. Lo dice la Corte dei Conti non io che la violazione del patto è un comportamento antigiuridico». Il problema dell’ingovernabilità è molto serio: di fatto il neo-governatore non può neanche nominare il proprio staff, infatti nonostante Caldoro si sia insediato a Palazzo Santa Lucia, i suoi collaboratori lavorano in un ufficio distaccato dopo aver lasciato l’hotel Mediterraneo, quartier generale durante la campagna elettorale. Ma questo sforamento poteva Il governatore della Campania Stefano Caldoro (Olycom) essere certificato prima del 30 marzo scorso, alla vigilia del termine stabilito per la consegna degli atti al governo? «Certo. In una delibera di giunta del 2009 il capo della Ragioneria avvisava che era stato sforato il patto di stabilità, ma la Regione continuò a spendere per ragioni sociali». Per questo ha paragonato la Grecia alla Campania? «Le motivazioni che Bassolino ha dato alla violazione del patto, sono le stesse spiegate dal governo greco: “Si è continuato a spendere in deficit per ragioni di tenuta sociale”. Ma se tutte le regioni d’Italia avessero fatto lo stesso ragionamento avremmo avuto a livello nazionale un buco da 20 miliardi». Cosa fare per uscire da questa situazione? «Per avere una copertura dovrei fare una manovra correttiva da tre miliardi che, paradossalmente, mi porterebbe a violare una legge dello Stato perché dovrei tagliare l’organico del quaranta per cento. Impossibile. Per questo ritengo che sarà necessario l’intervento del governo per rimettere i conti in ordine e per questo oggi sono a Roma: per sbloccare la macchina amministrativa. In Campania c’è una situazione unica in Italia perché la violazione ha raggiunto il 25 per cento e normalmente si sfora al massimo del due o tre per cento. Farò di tutto ma non posso certo stampare soldi». Si alzerà il tetto del patto? «Assolutamente no. Le condizioni del patto non sono in discussione, penso che dovrebbero essere riviste alcune clausole per cui chi se il precedessore ha sbagliato, chi viene dopo sia messo in condizione di lavorare. Gli incontri a Roma proseguiranno». E ieri, mentre Caldoro cercava di trovare una via d’uscita al disastro economico, a Napoli scoppiava un altro bubbone bassoliniano, quello della sanità: quindicimila dipendenti dell’Asl che non hanno avuto l’accredito dello stipendio hanno occupato la sede dell’azienda minacciando il blocco dei servizio (ma garantendo quelli minimi). La Tesoreria del Banco di Napoli non ha trasmesso le anticipazioni di cassa che ogni mese garantiscono il pagamento degli stipendi: una sentenza del Tribunale di Napoli ha diffidato la tesoreria dell’istituto di credito ad erogare i fondi per gli stipendi che erano protetti dai pignoramenti». L’ammontare dei pignoramenti all’Asl è di 330 milioni, risultato dei mancati pagamenti ai fornitori negli anni scorsi. Non ha dubbi, il vicecapogruppo PdL alla Camera Marcello Taglialatela: «Quanto sta accadendo in Campania con il blocco degli stipendi ai dipendenti dell’Asl Napoli 1 in seguito ai pignoramenti è frutto della malasanità che il centrosinistra ha determinato in questi anni». Una gestione dissennata che ha prodotto debiti per un miliardo. Il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, che è anche commissario ad acta per la sanità, ha insediato un tavolo permanente per la gestione della crisi. Dice: «È gravissimo che la Regione non paghi gli stipendi. In campagna elettorale l’ho ripetuto tante volte che il problema della sanità era esplosivo, ma mi accusavano di allarmismo...».
1,1 MILIARDI Il 31 marzo, ultimo giorno del suo mandato, l’ex governatore della Campania Antonio Bassolino ha inviato al ministero dell’Economia una certificazione dello sforamento del patto di stabilità da un miliardo e 100 milioni circa. Una violazione che costringerà il neo governatore a varare una manovra correttiva da 3 miliardi. SPESE CORRENTI Nel 2009 le spese correnti ossia quelle per il funzionamento della macchina (personale, bollette, uffici) hanno superato i 2 miliardi di euro; le spese in conto capitale nette, cioè quelle per gli investimenti, la manutenzione degli immobili e l’acquisto di beni hanno toccato quota 2 miliardi e 323 milioni. USCITE TOTALI Le uscite totali ammontano a 4.324.088 euro a fronte di un obiettivo annuale di 3.220.670 euro. Lo sforamento raggiunge, dunque, quota un miliardo e 103 milioni. 5,6 MILIARDI Il debito complessivo accumulato dalla sanità campana tra il 2003 e il 2008 ammonta a 5 miliardi e 652 milioni di euro. 750 MILIONI Il deficit strutturale del settore sanitario è di 750 milioni di euro all’anno. 725 MILIONI La previsione sul 2009 è di un deficit di 725 milioni e 568mila euro.

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DONATO ALLA IERVOLINO UN VESUVIO DI RIFIUTI

Un uomo che emerge dai rifiuti. Questo il soggetto della statua in bronzo donata dallo scultore Nicola Rivelli al comune di Napoli e dedicata «Agli eroi napoletani 19932010» per rappresentare «le traversie che i cittadini di Napoli e della Campania durante gli anni di Bassolino». Forse al consiglio comunale guidato dal sindaco Pd Rosa Russo Iervolino è sfuggita l’ironia ed ha accettato il dono con contorno di polemiche. Come dire: non si rifiuta niente.

I timori di eruzione

Tra Bertolaso e i sindaci di Ischia scoppia la “guerra del vulcano”
::: PEPPE RINALDI
NAPOLI

 In mitologia il monte Epomeo di Ischia rappresenta, con le piramidi di Giza e col deserto del Mobi in Mongolia, il punto d’ingresso dell’«inaccessibile», cioè del mondo sotterraneo precluso ai vivi. Nell’attualità è semplicemente la vetta montuosa dell’isola, orizzonte abituale di chi in quei magici luoghi abita o va in vacanza: geologicamente non

sarebbe neppure un vulcano in senso stretto ma una sorta d’incrocio naturale di questo con una montagna. Quel che è certo è che abbonda di gas, magma e relativi annessi e connessi. «È il monte Epomeo a preoccuparci di più, non tanto il Vesuvio: negli ultimi secoli la compressione ha sospinto una massa incandescente innalzando la punta di diversi metri. È come se avesse un colpo in canna»: dinanzi a queste parole pronunciata al cospetto della stampa este-

ra dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è come se un’eruzione fosse già avvenuta. Almeno stando alla sequela di polemiche esplose subito dopo. I sindaci dei 6 comuni ischitani sono sul piede di guerra: chi chiede un incontro urgente al vertice, chi urla al procurato allarme minacciando di denunciare Bertolaso, chi - come il rappresentante degli operatori turistici sarebbe già pronto a chiedere i danni per il calo delle prenotazioni. Tutto ciò,

nonostante dalla Protezione Civile abbiano chiarito che «non ci sono pericoli imminenti di fenomeni eruttivi, il discorso di Bertolaso serviva proprio a smontare fantasie allarmistiche di alcuni media». L’origine della “vulcanica” querelle è nel contesto di un ragionamento che Bertolaso faceva a proposito del Vesuvio e di un eventuale allargamento della zona rossa, cioè dell’area abitata a ridosso del vulcano, popolata da non me-

no di mezzo milione di persone: un problema antico, mai risolto dalla politica a dispetto di un ciclico allarme evocato da questo o quel geologo. Questione di scuole di pensiero: che oggi, dopo Vesuvio ed Epomeo, parrebbero introdurre un terzo incomodo. Secondo la vulcanologa Lucia Civetta, infatti, a preoccupar di più è l’area dei Campi Flegrei, a sud di Napoli. Qui, segni di ripresa dell’attività con due crisi bradisismiche sarebbero un dato già acquisito.

ITALIA

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::: I GUAI DELLA SINISTRA

Gli manca la parola
Il Pd: «Servono dieci termini-chiave per costruire la nostra identità». Ma in questi anni, a sinistra, ne sono stati lanciati un’infinità. E l’identità ancora non c’è
::: segue dalla prima ANDREA SCAGLIA
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CONFUSO Il Pd di Pierluigi Bersani è in cerca di slogan per rilanciare la sua immagine appannata (Lapresse)

 «Governabilità e nuove regole: queste sono le parole chiave»
MASSIMO D’ALEMA, 1999

(...) servono messaggi il più possibile sintetici, immediatamente comprensibili. Nella semplificazione assoluta ormai anche gli slogan risultano prolissi: è l’epoca delle parole chiave, questa. Terreno su cui la sinistra s’è inizialmente avventurata malvolentieri, spinta dall’irruzione di Berlusconi e dei suoi certo efficaci motti a misura di poster. Poi i progressisti ci han preso gusto, altroché. E a forza di «dobbiamo farci capire meglio», ne hanno lanciate a decine, di queste parole chiave. Tante da riempirci un intero cimitero di buoni propositi - discorso del resto valido anche a destra. Resta il fatto che, a fronte della ruspante incisività delle boutade berlusconiane - e sia detto senza entrare nel merito delle specifiche questioni politiche -, a sinistra l’effetto appare affatto dirompen-

te. Come dire: un po’ loffio. Adesso l’eterna promessa del centrocampo democratico, il sempre bravo e ordinato vicesegretario Enrico Letta, ne ha lanciate addirittura dieci in un colpo solo: «Costruire l’identità dem in dieci parole», questo il concetto (dove dem, per dire, sta per democratica, non certo un andiamo alla milanese). Parole «facilmente comunicabili, molto secche», per sintetizzare un progetto complessivo chiamato “Italia 2011”. Ecco, e quali sono? La prima è sapere, nel senso di università e ricerca eccetera eccetera. Poi «altre parole chiave riguarderanno» (quindi ancora non ci sono) le riforme istituzionali, la giustizia, il lavoro, la green economy (sarebbe l’economia ecologica, ma fa un po’ vecchio). E le altre? «Arriveranno - assicura Bersani - insieme con i progetti a cui saranno affiancate». Cioè, non è per dar sempre addosso al Pd, ma insomma: non sono

ancora arrivati a dieci e già si capisce nulla. D’altronde, questa storia delle parole chiave ha, a sinistra, tradizione recente ma ormai consolidata. Ne tirano fuori a ogni occasione, ognuno le sue (anche se proprio Enrico Letta le adegua al contingente: nel 2007, per dire, sosteneva che «il programma del Pd deve articolarsi su tre parole chiave: libertà, mobilità, natalità». Proprio così: natalità). Persino il bistrattato Franceschini ne collezionava di sue: «Fiducia, regole, uguaglianza, merito, qualità», queste erano. Non si capiva bene dove volessero andar a parare, ma questo è problema diffuso. Certo, nello schieramento liberal nostrano, la primogenitura per quest’impostazione un po’ all’americana non può esser negata a Uolter Veltroni, che già nel ’97 l’aveva intuito: «Oggi ci vogliono le parole chiave - diceva allora, da rampante del Pds -, che sono

“sinistra” oppure i nomi dei leader». Undici anni dopo, lui che leader del Pd era diventato, manteneva l’impostazione cambiando però i termini: «Tempi certi e semplicità, sono queste le nostre parole chiave». Si vede che il nome del leader tirava pochino. Tant’era l’ansia di assimilare questo nuovo tipo di comunicazione politica, che nel ’97 le stampigliarono sulla tessera dell’Ulivo, scritte in sequenza: pari opportunità, pluralismo, stato sociale, stato leggero, solidarietà e altre ancora. Belle parole, intendiamoci. Eppure, messe così, suonano come svuotate. Sarà un’impressione. D’Alema, poi. Lui - si sa - è più quadrato, poco incline a inutili sentimentalismi semantici: «Governabilità e nuove regole, nuove regole e stabilità: queste sono le parole chiave» diceva testardo nel 1999, sei mesi dopo il fallimento della Bicamerale, che le nuove regole avrebbe dovuto impacchettare. Mentre Fassino rimaneva sul

suo stile senza sbavature, generico che di più non si può, persin ripetitivo: e passava dunque da «libertà, diritti, opportunità» (2003) a «crescita, diritti, opportunità» (2005). E però le migliori - da analizzare eventualmente sotto il profilo psicanalitico - sono state quelle proposte a fine 2007 da Romano Prodi, quando già scricchiolava il suo ultimo e litigiosissimo governo: «Le parole chiave di quest’esecutivo sono due: insieme e pazienza». Dove pazienza non si sa se sia disposizione d’animo oppure rassegnata esclamazione. Per finire, e tornando alle dieci ultime parole chiave annunciate dal Pd, da segnalare il commento lasciato sul forum di repubblica.it. Si chiedeva ai navigatori quali fossero le parole che loro avrebbero proposto, ed ecco la risposta di tal “spiritofeden”: «Andatevene a casa e lasciate il posto a gente nuova... sono dieci parole esatte. Vanno bene?». Parole chiare.

 «Le tre parole chiave sono libertà, diritti e opportunità»
PIERO FASSINO, 2003

 «Le parole chiave di questo governo son due: insieme e pazienza»
ROMANO PRODI, 2007

 «Tempi certi e semplicità, queste le nostre parole chiave»
WALTER VELTRONI, 2008

 «Il programma deve articolarsi su tre parole chiave: libertà, mobilità, natalità»
ENRICO LETTA, 2007

 «Dieci parole-chiave su cui costruire l’identità dem»
ENRICO LETTA, 2010

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Lo sbando nel centrosinistra
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Dopo i cattolici il Pd perde i laici Se ne va pure la cofondatrice Sbarbati
::: MARIA GIOVANNA MAGLIE
 Diciamoci la verità, non è una di quelle defezioni che fanno il vuoto, però una oggi, una domani, prima una cattolica, poi una laica, prima uno che sembrava adattarsi a tutto poi un altro, e se queste defezioni avvengono pure in giornate di rissa nell’altro schieramento politico, pure in giornate nelle quali bisognerebbe poter serrare i ranghi e dire al Paese “guardate noi come siamo belli e compatti, mentre loro litigano”, insomma se non solo non trai un vantaggio dalle difficoltà altrui ma sei nel pallone e l’emorragia continua, allora anche l’uscita dal Partito democratico di Luciana Sbarbati del Movimento Repubblicani Europei, già cofondatrice del partito, che ha annunciato di voler aderire al gruppo Udc al Senato, è una notizia seria. Dice la signora che: «La decisione di lasciare il gruppo del Pd viene da lontano. Nel corso di questi anni, infatti, è apparso sempre più chiaro che il Pd, che ha voluto escludere dall’atto fondativo la componente laica repubblicana, si è risolto nell’incontro di vertice tra un’area del mondo cattolico e la vecchia tradizione marxista». La situazione «esclude proprio quelle culture e quella visione politica che si riassumono nella democrazia liberale e che sono alla base delle moderne società occidentali» osserva. «In queste condizioni e dopo tante e sofferte battaglie ho deciso di riprendere l’autonomia del Mre per continuare l’impegno per la democrazia e la difesa dei suoi valori fondanti che oggi sono in pericolo» conclude. Amen e tanti auguri, visto che si ritrova con Enzo Carra, Renzo Lusetti, Dorina Bianchi, e con Paola Binetti, ovvero con i famigerati teodem con i quali tanto aveva battagliato in difesa delle libertà laiche e dei diritti civili, e che si ritrova nel partito che con maggiore ostinazione si è fino a ieri dichiarato contrario a quelle libertà laiche e a quei diritti civili. Forse non è più così, e Pierferdinando Casini è pronto a fare il capo di una federazione arcobaleno, forse l’istinto di fuga dal partito democratico supera anche gli steccati ideologici più sacri. Vedremo. Certo è che confusione e messaggi contraddittori dominano nel Pd e nel suo povero segretario, che ha convocato un «caminetto» di tutti i capicorrente per fare un po’ di chiarezza e stabilire una linea comune, ma non ci è riuscito, anzi. Lo bersagliano Massimo D’Alema, ex mentore, e Marini, che lo hanno sollecitato a non restare «passivo» davanti alle proposte di riforme condivise, lo crocifigge Dario Franceschini, che ha denunciato «l’assenza di un profilo riconoscibile della nostra opposizione», lo incalza perfino Ignazio Marino, che lamenta: «Manca una linea anche sulle cose concrete: che faremo quando arriverà in aula il testamento biologico?». Insomma, la crisi del centro-destra non diventa un’opportunità per il Pd ma un ulteriore elemento di divisione. Vi faccio un altro esempio illuminante. Al meeting dei Liberal del Pd, a Valmontone, Massi-

IN FUGA
Sopra, Luciana Sbarbati, senatrice eletta con il Pd ha annunciato la decisione di trasferirsi al gruppo Udc-Svp-Autonomie. Dove ritroverà Paola Binetti (sotto), sua avversaria già nel Pd (Olycom) bia bipolarista in modo che certe forze si sentano libere», che «ci può essere un’accelerazione della crisi se anche il Pd offrirà una sponda a Fini e Casini», in vista di «una fase costituente democratica». Si è indignato Franceschini ché «non si può mettere in dubbio un meccanismo che esiste in tutte le democrazie mature solo per affidare tutto a partiti minoritari in grado di cambiare maggioranze anche durante la legislatura. Non si può vivere di tattiche e di alchimie». D’Alema se lo voleva mangiare: «Franceschini la smetta di dire che c’è chi vuole l’innovazione e chi vuole le alchimie. Su questa linea comiziesca mi è difficile rispondere. E poi smettiamo di dire chi vuole le alleanze e chi il progetto, altrimenti ci portano alla neuro». Già, alla neuro. Dev’essere per questo che la laica Sbarbati è fuggita in braccio ai cattolici.

mo D’Alema e Dario Franceschini se le sono date di santa ragione e c’è finito di mezzo il povero, si fa per dire, moderatore della tavola rotonda, Stefano Menichini, direttore di Europa, che ha osato dire che la strategia delle alleanze non ha funzionato in Puglia, ma ha funzionato Nichi Vendola. «Con Boccia e l’Udc avremmo vinto, stai dicendo una totale stupidaggine», lo ha interrotto il cordiale D’Alema. Il quale ha poi spiegato che «Berlusconi può essere tentato da una soluzione plebiscitaria» e che «occorre rompere questa gab-

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ITALIA

I veri intolleranti

Orgoglio etero Il sindaco proibisce le foto dei baci gay
Bergamo rifiuta di ospitare una mostra dell’Arcigay Una scelta in difesa delle convinzioni della comunità
::: segue dalla prima LUIGI SANTAMBROGIO
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(...) non sono affatto “rubati”. Tutt’altro: sono scambi di saliva zoomati, posati e ostentati alla fotocamera. Magari provati e riprovati, come le sequenze di un film. Già, perché la mostra fotografica “Baci rubati” che il sindaco di Bergamo ha vietato per difendere il comune senso del pudore, in realtà non ruba un bel niente. È soltanto una finta rapina che gli organizzatori volevano spacciare per vera, ai cittadini considerati, evidentemente, alla stregua di spettatori un po’ imbecillotti. Fotografie ben riuscite ma farlocche nella sostanza perché rappresentano niente, forse neppure la sessualità diversa degli interpreti che si sono prestati al gioco dell’inventato scandalo. Giacché questa è la vera intenzione di chi ha messo in scena l’amore gay e saffico spacciandolo per il nuovo senso dell’amore e proponendolo alla città, bambini e ragazzini compresi. Perché vorrebbero far credere che così fan tutti. In realtà, lo fanno solo loro. Loro sono quelli

dell’Arcigay che ora strepitano perché il sindaco Franco Tentorio, eletto dal centrodestra, ha proibito di portare in piazza le loro fandonie e quella finta rappresentazione dell’amore on the road. Gridano alla libertà uccisa, al diritto del libero affetto calpestato dall’intolleranza omofobica e bacchettona. NESSUNA OMOFOBIA La gay rassegna avrebbe dovuto rappresentare il contributo della città di Bergamo alla Giornata mondiale contro l’omofobia in programma per il 17 maggio prossimo. Fortunatamente, il contributo orobico non ci sarà perché Bergamo non è Hollywood e l’Arcigay non ha niente a che vedere con Amnesty International. L’intolleranza spocchiosa, la tendenza alla dittatura è proprio in costoro che vogliono imporre la loro particolare e diversa visione degli affetti e della sessualità, contrabbandandola come condivisa e diffusa. Nulla di più falso e irreale, se non la provocazione, questa sì violenta e settaria, di un club che cerca di im-

porsi con la denuncia perché manca totalmente di consenso popolare. Che ha un’idea particolare della sessualità e non ammette possano esistere soggetti “deboli”, come i bambini, che la società ha il dovere di tutelare. Pure da certe provocazioni. È quello che ha fatto il sindaco bergamasco vietando la pubblicazione di quelle immagini perché offendono le convinzioni ideali e morali della comunità cittadina. C’è qualcuno che considera l’amore omosex come la nuova frontiera dell’emancipazione sessuale? Beh, lo pensi pure e cerchi di convincere anche gli altri ma non pretenda di imporlo all’intera collettività. Fa dunque bene il sindaco a restituire questi baci rubati al mittente perché tocca a lui garantire il comune sentire: per questo è stato eletto e mica solo per tappare le buche stradali. La mostra, dicono gli organizzatori, sarebbe servita a dimostrare che «l’amore non ha distinzioni di orientamento sessuale». Giusto: l’amore non il bacio sulla bocca. Così il presupposto gay si

pretende dogma, verità indiscutibile. Non solo: l’Arci accusa l’amministrazione comunale di «offendere la tenerezza e l’affetto di un gesto semplice e naturale come un bacio tra due persone». IMMAGINI POSATE Ma sono le stesse fotografie a sbugiardare l’ipocrisia caramellosa di questi pensierini perugina. Una delle immagini, tanto per dire, è assomiglia tanto a un’ammucchiata al sole: tre ragazze e un ragazzo in costumi da spiaggia si baciano e si palpano a catena davanti al mare. Sarà tutto “naturale”, ma da quando l’affetto e la tenerezza sono ‘sta roba qui? Quelli dell’Arcigay lo sanno benissimo ma preferiscono fare i

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LA RASSEGNA VA A BRUXELLES
Due immagini della mostra “Baci rubati” voluta dall’Arcigay e che il sindaco di Bergamo non ha voluto ospitare in città. La rassegna andrà a Bruxelles per iniziativa dall’eurodeputato Pd Rosario Crocetta

finti tonti a spese del contribuente. Le loro “giullarate”e i quei baci rubati sono tutto tranne che la quintessenza della trasgressione e della cultura libertaria. Essere “contro” e diverso, soprattutto nelle tendenze sessuali è parte di quel pensiero unico della combriccola liberal e radical-chic che pretende di muovere il mondo. E che si servono di tutto, pure degli

sgarruppati gay, per togliere di mezzo ciò che ostacola le loro sorti magnifiche e progressive. I cattolici, innanzitutto, la loro Chiesa e le loro rappresentanze civili e sociali. Una chiamata alle armi capace di tutto, anche di arruolare un gesto d’amore sincero come i baci. Ma attenzione: più che rubati quelli sono baci di Giuda.

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La festa dei lavoratori

La Cgil festeggia il 1° maggio con scioperi e botte
Il sindaco di Firenze tiene aperti i negozi e i sindacati incrociano le braccia. Milano chiude per «motivi di sicurezza»
::: CAMILLA CONTI
 Povero Renzi, i compagni gli hanno dato pure del fascista. Proprio a lui, la stella nascente del Pd. Tutta colpa del Primo maggio, la festa dei lavoratori. Perché il sindaco di Firenze con un’ordinanza firmata dal sui vice ieri ha concesso ai negozi del centro storico di tenere la “bottega” aperta dalle 7 alle 24 di sabato. Facoltà e non obbligo. Ma nei sindacati di categoria regionali di Cgil, Cisl e Uil è scoppiata la rivolta: «È la festa del lavoro, non del consumo», hanno gridato i rappresentanti dei lavoratori. Dimenticandosi che c’è crisi e i consumi andrebbero stimolati, non condannati. Inutile l’incontro fra le parti per trovare una soluzione condivisa: Palazzo Vecchio ha tirato dritto. «È una misura - ha spoegato il vicesindaco Dario Nardella - dettata dalla responsabilità che il Comune ha di consentire alla città di valorizzare al meglio la propria vocazione turistica e culturale, in un momento di crisi economica. A Firenze arriveranno oltre 100 mila persone attratte da una eccezionale concomitanza di eventi, come la Mostra dell’Artigianato, il Maggio musicale e la Notte bianca (fissata per domani, ndr). Dispiace che i sindacati abbiano assunto una posizione di totale indisponibilità al dialogo». Infatti i sindacati hanno proclamato lo sciopero «per l’intera giornata del Primo maggio in tutti quei territori dove verrà concessa l’apertura straordinaria». Non solo. chiederanno alle confederazioni sindacali di far diventare i comizi «un momento di protesta generale» in quei comuni dove le amministrazioni concederanno l’apertura dei negozi. BERSANI VA A EMPOLI Sicuramente sarà un caso, eppure i maligni parlano già di schiaffo a Renzi. Mentre il pri-

A PADOVA

Anche il vescovo vuole fermare lo shopping
Mentre i sindacati alzano le barricate contro i sindaci, sull’apertura dei negozi il primo maggio interviene anche la Chiesa. «Tradimento della grammatica umana fondamentale », «degrado del senso autentico della vita», «stravolgimento della gerarchia di valori personali e sociali». E’ questa, infatti, l’accusa contro l’apertura domenicale dei negozi, quello che il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo ha affidato al suo tradizionale discorso per la festa dell’1 maggio. Discorso anticipato integralmente dal delegato per la pastorale sociale e del lavoro, don Marco Cagol. La discussione in Veneto ha già spaccato le associazioni che rappresentano i commercianti. Ma l’intervento del prelato, riportato ieri dal Corriere del Veneto, è stato ancora più duro. «Siamo proprio sicuri che questo trend sia un bene per la società, la famiglia e per l’economia stessa?», si è chiesto Mattiazzo nel suo messaggio. «E siamo convinti di voler definitivamente arrenderci all’idea che per socializzare le persone nel giorno festivo sia necessario per forza proporre attività di mercato?» ha proseguito il vescovo. Che poi ha concluso: «La logica del sistema produttivo e del consumismo, quando diventa prioritaria, conduce ad un degrado del senso autentico della vita e ad uno stravolgimento della gerarchia dei valori personali e sociali».

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LA SCHEDA

IN AGITAZIONE Nella foto gli scontri durante una delle ultime manifestazioni dei metalmeccanici della Fiat. A Firenze i sindacati vogliono fare barricate anche il primo maggio con uno sciopero contro la decisione del Comune di lasciare aperti i negozi. Olycom mo cittadino sabato farà barricate contro lo sciopero dei sindacati, il segretario nazionale del Pd (ovveroil partito di Renzi) Pierluigi Bersani passerà la festa dei lavoratori in mezzo ai sindacati. Dove? A pochi chilometri da Firenze, partecipando al corteo organizzato dalla Cgil Empolese Valdelsa a Empoli. E finita la sfilata in mezzo alle bandiere rosse tutti a mangiare alla Casa del Popolo di Calenzano, sempre alle porte del capoluogo. Così vicino e al tempo stesso lontano dal compagno fiorentino. Intanto nel Pd toscano c’è anche chi attacca la mossa di Renzi evocando i tempi del fascismo: Mi auguro che il Comune ci ripensi - ha detto il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci (Pd) - perchè in Italia il 1 maggio fu soppresso durante il ventennio fascista». Curioso che a parlare con questi toni sia proprio Barducci, ovvero colui che è andato a occupare la poltrona lasciata libera da Renzi in Provincia. LA MORATTI CHIUDE Firenze città aperta, Milano chiusa per sicurezza. Davanti alla ferma opposizione dei sindacati e ai timori di possibili disordini durante la manifestazione pomeridiana della May Day Parade, il corteo dei centri sociali e delle realtà antagoniste, il Comune ha infatti deciso di fare marcia indietro e non permettere l’apertura delle attività commerciali, in deroga ai regolamenti regionali. La notizia è arrivata al termine della riunione del comitato per la sicurezza in Prefettura, al quale hanno partecipato il sindaco Letizia Moratti e il suo assessore al Commercio Giovanni Terzi, il presidente della Provincia Guido Podestà, il questore Vincenzo Indolfi e il prefetto Gian Valerio Lombardi. Martedì scorso l’orientamento di Palazzo Marino, confermato dalle parole dello stesso sindaco Moratti, era di concedere agli esercenti la possibilità di lasciare i negozi aperti, ma valutazioni legate sia alla tutela dell’ordine pubblico sia al mantenimento di buoni rapporti con i sindacati confederali hanno spinto l’amministrazione a fare dietrofront. Come già concordato con le associazioni di categoria, resteranno dunque aperti soltanto i mercati scoperti come era già avvenuto il primo maggio del 2004, quando la festa del lavoro cadde anche allora di sabato.

A FIRENZE I negozi del centro storico fiorentino avranno la facoltà di restare aperti sabato primo maggio. Gli orari saranno gli stessi di un giorno feriale per gli esercizi commerciali del centro: dalle 7 alle 24. A MILANO Nel capoluogo lombardo i negozi resteranno chiusi. Il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, e l’assessore alle Attività Produttive, Giovanni Terzi, ieri hanno scelto di non concedere nessuna deroga per l’apertura straordinaria. A NAPOLI C’è anche Napoli tra le città che sabato terranno i negozi aperti. Le saracinesche resteranno alzate però solo in alcune zone del capoluogo campano.

Pressing sul governo per ricevere aiuti

La Rai piange miseria e prepara i tagli Ma regala 700mila euro al concertone della sinistra
::: ENRICO PAOLI
 Forse non saranno i 700mila euro che la Rai sborsa agli organizzatori del concertone del primo maggio, evento promosso dai sindacati e pagato dagli sponsor, a salvare i conti di viale Mazzini. Certo è che in tempi di vacche magre, con mille dipendenti in esubero che nei prossimi tre anni dovranno lasciare l’azienda, tutto fa brodo, o almeno un “brodino”. Con tutta probabilità, però, di questo esborso economico il consiglio di amministrazione di ieri, dedicato alla prima analisi del piano industriale, non deve averne parlato affatto. Ciò di cui hanno iniziato a discutere i consiglieri di amministrazione della tv di Stato, dopo la lunga relazione introduttiva del direttore generale, Mauro Masi, è sul come realizzare il piano di alleggerimento della pianta organica. Le «colombe» sono pronte a sostenere la linea delle uscite “incentivate”, ricorrendo ai prepensionamenti e alle liquidazioni “arricchite” da un bonus. I «falchi», invece, sono pronti ad assecondare la linea dura, quella che prevede la messa alla porta del personale in esubero, puntando all’esternalizzazione di una serie di servizi considerati superflui. Una partita, quella degli esuberi, che alcuni dirigenti considerato particolarmente complessa, ma fondamentale per i conti della Rai. Tanto che Masi sarebbe intenzionato ad usare l’arma degli esuberi contro il governo. In pratica il direttore generale, nel momento in cui le proteste dei sindacati dovessero salire di tono, ieri si sono limitati a chiedere spiegazioni, potrebbe girare la questione al governo, chiedendo un intervento straordinario per ripianare i conti e congelare i mille esuberi. E le uniche leve sulle quali è possibile agire sono quelle del canone, aumento o lotta all’evasione con l’inserimento del pagamento nella bolletta della luce, oppure del finanziamento straordinario, stile Alitalia. Il terreno meno accidentato dovrebbe riguardare i giornalisti, i quali hanno già inserito nel contratto integrativo una serie di passaggi dedicata ai prepensionamenti, mentre ai nuovi assunti viene applicato già il contratto depotenziato. Insomma, nel giro dei prossimi tre anni il turn over dei giornalisti garantirà alla Rai un abbassamento dei costi e un consistente ringiovanimento delle redazioni. La prossima settimana i consiglieri di amministrazione potranno fare le loro osservazioni al piano, visto che la bozza gli è stata consegnata solo ieri, per arrivare all’approvazione del piano triennale entro la metà di maggio. Sotto il profilo strettamente economico l’obiettivo dichiarato dal direttore generale è quello di riportare in pareggio i conti della Rai.

SUL PALCO A presentare il concerto del primo maggio sarà Sabrina Impacciatore. Olycom Intanto da ieri è disponibile sull’Iphone ”Radio Rai”, applicazione che consente di ascoltare in streaming sul melafonino tutti i canali radio della Rai, compresi Radio1, Radio2, Radio3, Isoradio, Gr Parlamento, Filodiffusione e Programmi per l'estero. Dall’applicazione è anche possibile consultare i palinsesti, vedere i contenuti multimediali legati alle trasmissioni, come immagini e video, abbonarsi ai podcast e, volendo, ascoltare una preview delle canzoni nelle playlist delle tre emittenti pubbliche, con la possibilità di acquistare direttamente da iTunes il brano che interessa. L’applicazione Iphone, che permette a tutti i possessori dello smartphone commercializzato da Apple di ascoltare e interagire con i programmi di RadioRai, è un’ iniziativa RadioRai in collaborazione con Rai Trade, presentata ieri dal direttore di RadioRai Bruno Socillo e dall’amministratore delegato di Rai Trade Carlo Nardello.

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ITALIA

Arte divina

La bacchettata di Muti «La musica in chiesa è di livello bassissimo»
Il direttore d’orchestra scrive la prefazione del libro di Ratzinger: il Pontefice ha ragione, in Italia educazione musicale inadeguata
::: CATERINA MANIACI
ROMA

 «Ha ragione il Papa quando in più circostanze lamenta il basso livello della musica da consumo, in particolare della musica e dei canti eseguiti nelle chiese in questi ultimi decenni soprattutto da noi in Italia»: lo dice non uno qualunque, ma Riccardo Muti, uno dei più grandi direttori d’orchestra. Questo parere lo esprime nella prefazione ad un libro di prossima uscita che raccoglie scritti e discorsi di Joseph Ratzinger - precedenti e posteriori alla sua elezione al soglio pontificio - dedicati all’arte e in particolare alla musica e al canto, dal titolo “Lodate Dio con arte” (Venezia, Marcianum Press, 2010, pagine 264, euro 24). L’Osservatore romano ha anticipato il testo della prefazione che, tra le altre cose, punta il dito contro il basso - anzi, più che basso - livello della musica legata alla liturgia, riproponendo così una delle grandi battaglie del Pontefice, e certo non una delle più marginali. Secondo Muti, comunque, la causa di questa decadenza musicale va fatta risalire «all’inadeguatezza dell’educazione musicale. Quello che si fa nelle scuole è troppo poco e le attività alternative o sussidiarie sono solo per pochi fortunati. Nelle parrocchie, poi, almeno in

Italia, l’educazione al canto dei cristiani penso sia una delle ultime preoccupazioni pastorali dei nostri parroci e forse anche dei nostri vescovi». In riferimento alla musica, Muti sottolinea che «è un grande dono per l’umanità e per la Chiesa all’inizio del terzo millennio avere un Papa che rivendica spazio e rispetto nella Chiesa e nella società civile per quest’alta espressione umana». Davvero l’attuale Pontefice insiste molto sulla necessità di una profonda “rinascita”della liturgia, legata al recupero della antica e preziosa tradizione musicale. Sono molti i suoi discorsi e le occasioni in cui Benedetto XVI ha puntualizzato il suo pensiero sulla questione. Lo ha fatto, con molta risonanza pubblica, durante la

CLARISSE IN CONCERTO Un concerto delle monache di clausura del monastero di santa Chiara. «Ha ragione il Papa», ha detto Riccardo Muti, «quando in più circostanze lamenta il basso livello della musica da consumo, in particolare della musica e dei canti eseguiti nelle chiese in questi ultimi decenni, soprattutto da noi in Italia». Olycom

sua visita a Parigi e a Lourdes, nel 2009. Nella lezione del 12 settembre al Collége des Bernardins ha “raccontato”il nascere della grande musica occidentale, che deve la sua origine nei monasteri del Medioevo, facendo risaltare, nel suo excursus, la qualità scadente della musica liturgica d’oggi e la neces-

sità di ridarle vita conformemente al suo senso originario. Nell’omelia dei vespri nella cattedrale di Notre-Dame ha invocato per le liturgie terrene una «bellezza» che le avvicini alle liturgie del cielo. E ha esortato i preti ad essere fedeli alla preghiera quotidiana della liturgia delle ore.

In effetti, le parrocchie sono afflitte dalla mancanza di veri “animatori” liturgici e da gruppi di quelli che si chiamavano “i cantores”. Oggi sono sempre meno numerosi e impreparati; il massimo degli sforzi è affidato a volontari armati di chitarre, con il repertorio datato di canzoni anni Settan-

GAVARDO (BS)

Sanzioni per chi non dice «buonasera» al sindaco
GAVARDO (BS) – Dì buongiorno e buonasera. Alzati in piedi per salutare. Stai composto. A Gavardo, provincia di Brescia, una circolare fa da mamma ai dipendenti del Comune e tira loro le orecchie se non si comportano bene. Di più: chi non conosce la buona educazione compie un “illecito disciplinare”, quindi è sanzionabile. Eccezion fatta per i precetti di non mettersi le dita nel naso e non dire parolacce, gli altri ci sono tutti. Li si trova in una circolare del 14 aprile diffusa tra gli impiegati – vigili compresi – che invita alla “formalità del saluto ad autorità militari, civili e religiose, sindaco e superiori”. Saluto da compiersi “anche alzandosi se ci si trova seduti”, “dicendo buongiorno o nelle ore postmeridiane buonasera”. E ancora: per la Polizia locale è obbligatorio il “saluto militare”. «Se la buona educazione diventa notizia siamo messi male», stigmatizza il segretario Paolo Bonazzoli, estensore dela nota. Ma per l’opposizione, che ha diffuso una lettera chiedendo pubblicamente scusa ai gavardesi, «è ridicolo»: «Nonsiamo zotici». Ilsindaco minimizza: «È un semplice richiamo alle buone maniere», dice Emanuele Vezzola (PdL). BEATRICE RASPA

ta, tipo “Symbolum ’77”(“Tu sei la mia vita altro io non ho”), o l’immarcescibile “Resta con noi”. Solo qualche monastero e abbazia rimangono come ultime “riserve” in cui immergersi nella bellezza della liturgia. E da qui può partire la rinascita tanto desiderata dal Papa. A Norcia, patria di san Benedetto e santa Scolastica, sono tornati i benedettini nel 2000, nel priorato di Maria Sedes Sapientiae. Caratteristiche del nuovo monastero sono la preghiera, con messa in latino, secondo il Novus Ordo, e canto gregoriano, nonché, come prescrive la regola benedettina, il lavoro. Il nuove apostolato introdotto ad hoc per questo priorato è proprio il ripristino della liturgia. Risultato: le messe in gregoriano a Norcia sono sempre più frequentate, con molta gente che rimane in piedi, per oltre un’ora, ad ascoltare commossa.

ITALIA

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A giorni la sentenza definitiva

Vietato scegliere la razza del figlio da adottare
Il parere del Procuratore di Cassazione: stop alle preferenze di etnia o pelle al momento della richiesta

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IL COLORE DELL’AMORE
A sinistra: Sandra Bullock, che si separa dal marito, ha appena adottato un bimbo di colore. Nella foto grande: tanti piccoli haitiani, orfani dopo il terremoto, aspettano una nuova famiglia [Olycom]

::: SILVIA CRIVELLA
MILANO

 Basta alle coppie che al momento dell’adozione richiedono bambini indicando preferenze di etnia o di pelle. Il severo “No” arriva dalla procura della Cassazione, sollecitata da un esposto dell’associazione Amici dei bambini. Il parere è stato espresso innanzi alle Sezioni Unite che dovranno prendere al più presto una decisione in materia. Ma in un Paese come l’Italia che adotta sempre più bambini stranieri - in media 4mila all’anno - questa decisione rischia di gettare i genitori in lista d’attesa nel panico. Il casus belli arriva da Catania. Qui il Tribunale aveva accettato l’istanza di una coppia che aveva sì dato «la massima disponibilità all’accoglienza fino a due bambini, di età non superiore ai 5 anni senza distinzione di sesso e religione» ma si era dichiarata «non disponibile ad accogliere bambini di pelle scura o diversa da quella tipica europea o in condizione di ritardo evolutivo». È a questo punto che Amici dei Bambini ha posto il suo veto morale. Secondo l’AiBi, che dal 1986 si dedica all’universo delle famiglie affidatarie e ai diritti dei bambini, consentire alle coppie di scegliere il colore della pelle dei bambini viola numerose convenzioni internazionali e il principio di uguaglianza stabilito dalla nostra Costituzione. LEADER MONDIALE Nell’anno appena trascorso sono stati adottati complessivamente 3.964 minori stranieri. Le coppie adottanti sono 3.082. L’Italia si conferma dunque leader sul piano internazionale, seconda soltanto agli USA. Lo dice il rapporto annuale della Cai, Commissione per le adozioni internazionali. Se ne contano circa 4mila all’anno, che però non soddisfano tutte le domande. Il luogo di origine delle adozioni è per il 60% un Paese straniero. Il principale Stato è la Federazione Russa, con 704 adozioni nel 2009, seguita da Ucraina (540), Colombia (444), Etiopia (346) e Brasile (329). In crescita le adozioni al centro-nord, ma i maggiori incrementi sono nel Meridione, in particolare in Calabria, Puglia e Campania. Il 2009, inoltre, ha visto per la prima volta l’ingresso di 23 minori pro-

venienti dalla Cina. Dall’analisi degli ultimi dieci anni, la regione con il maggior numero di coppie adottanti è la Lombardia, con 4.664 coniugi di età compresa fra i 30 e i 59 anni. Segue il Veneto a quota 2.459 e la Toscana con 2.065. Seguono il Lazio con 1947 coppie e la Campania, in cima alle regioni meridionali con 1.416. I valori dell’ul-

timo anno, tuttavia, rilevano un aumento notevole delle adozioni al Sud. Qui si è passati complessivamente da 784 coppie adottanti del 2008 a 868 nel 2009. Per ognuno di questi bambini l’Italia stipula e rinnova periodicamente accordi internazionali che tutelino i minori e i futuri genitori. Per l’Aibi «la dichiarazione “mercantile” delle coppie , come

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Commento
perché se non picchi duro da quelle parti mica ne esci vivo. Chiaro che la domanda e l’offerta non si siano incontrate. E il ragazzino è stato rispedito a casa come un pacco postale. Bizzarra la legge statunitense che consente a un single di portare avanti da solo un’adozione per quanto complessa e faticosa sia. Bizzarro che i servizi sociali non abbiano abbastanza indagato quali erano le aspettative e le possibilità di quella mamma. E qui sta il punto. Il genitore. Capire cosa vuole, cosa si aspetta, cosa è pronto ad affrontare per il suo bambino. Lo dice anche la legge 184/83 sulle adozioni internazionali. Alla voce “requisiti necessari”impone «che le coppie siano idonee ad educare, istruire e in grado di mantenere i minori che adottano». «L’adozione è complessa», dice Giovanardi, «c’è da tutelare il bimbo che viene in Italia, ma anche la famiglia che lo adotta. Ed è compito dei servizi sociali capire cosa vuole, cosa si aspetta una coppia e cosa è disposta a fare». Se pensa che non riuscirà a spiegare un giorno al suo bimbo perché ha la pelle nera, e loro bianca, se pensa che non riuscurà ad affrontare le conseguenze di un’integrazione sociale che comunque qualche difficoltà in più presenta, perchè imporgliela d’ufficio? Ne va della buona riuscita dell’adozione e del bene del bimbo. «Non bisogna confondere la cosa giusta - conclude Giovanardi - con l’idea che un genitore deve accettare qualunque bambino». Anche perché, gli fa eco la responsabile dell’Onlus la Gabbianella, Carla Forcolin, «c’è un aspetto positivo e sano nell’indicare la preferenza. Magari si sceglie un paese per ragioni affettive, o perchè si ha un parente lontano che vive là. È comunque una scelta d’amore». La logica delle adozioni non è affidare il bambino che ha più bisogno di tutti sempre e comunque. O come dice il Cife fare in modo che la famiglia sia pronta ad accettare qualunque diversità. «Ma rendere il più felice possibile l’incontro tra genitore e bambino». Certo le eccezioni ci sono. Conosco un ragazzo che ha 30 anni e fa il giornalista. E tutto quello che guadagna lo spende per mantenere bimbi nati con gravissime patologie. Non si muovono, non parlano, non sorridono. Lui li prende in affido, li cura e li accudisce con un amore che non ha mai fine. Non ha mai chiesto niente a nessuno questo signore. Non ha mai chiesto patenti ai suoi bimbi. Li ha presi e amati per quanto tempo poteva. Punto. Ma lui è un angelo. E questa è proprio un’altra storia

Ma chi adotta un bianco non è razzista
::: segue dalla prima SIMONA BERTUZZI
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quella catanese, avallata dalla decisione del tribunale, contrasta con il principio del miglior interesse del minore e rivela semplicemente una mancanza di requisiti necessari negli aspiranti genitori». La procura della Cassazione, con il parere emesso ieri, ha accolto la tesi dell’AiBi, sostenendo che le coppie che chiedono i bambini non possono non dirsi disponibili ad accogliere quelli di pelle nera o comunque di etnia non europea. Il procuratore generale Aurelio Golia ha parlato davanti alle sezioni unite civili della Suprema Corte, che si dovranno pronunciare in merito al più presto. PASSI CONSUETA Il caso di Catania è emblematico di una prassi che si ripete quotidianamente nei tribunali italiani. Le conferme arrivano da più parti. Lo ricorda Linda Marmetto, segretaria di Cifa onlus, segnalando la dichiarazione di una madre che ha dichiarato: «La pelle scura è un handicap per il bambino. Quando esce da scuola e la gente fa domande io non so cosa rispondere. Non per me, ma per lui. Cerchiamo di non andarcela a cercare, così sarebbe un problema in meno». Nella relazione che accompagnava il decreto di adozione, i tecnici riferiscono che la coppia sostiene di non sentirsi in grado di mediare l’integrazione di un bimbo di colore. «Abbiamo spiegato che quella loro condizione era un problema innanzitutto di principi etici del nostro ente, perché noi riteniamo che adozione significhi accoglienza di qualsiasi diversità, razziale, culturale o di etnia», ha detto Marmetto. «Poi li abbiamo avvertiti che un’autorità straniera che ricevesse una relazione di questo tipo non accoglierebbe bene la loro richiesta, che perciò rischiava di non andare a buon fine. Abbiamo quindi rifiutato l’incarico. Se non riesci ad accettare il fatto che un’adozione significa accogliere la diversità, non puoi e non devi adottare». La questione razziale incombe pesantemente sui tribunali competenti. E se la sentenza prossima delle Sezioni Unite non potranno comunque annullare la “patente” di genitori adottivi della coppia di Catania, forse riusciranno a stabilire un indirizzo certo ai giudici che si troveranno in dubbio, d’ora in poi, se accogliere o meno richieste di adozioni subordinate ad indicazioni razziali.

(...) e ritardato. E la prima cosa che pensi è che i due signori in questione siano razzisti. Come si fa a voler adottare «fino a due bambini, di età non superiore ai 5 anni senza distinzione di sesso e religione» e poi dichiararsi «indisponibili ad accogliere bambini di pelle scura o o in condizione di ritardo evolutivo»?. Già te la immagini la giovane coppia: lì davanti a una sfilza di bimbi scalzi, in un orfanotrofio scalcinato di qualche paese del Sudamerica, a dire “questo è troppo nero”,”questo è troppo lento”, “questo non ha i denti bianchi”, ”questo sì , ha un bel faccino e me lo porto a casa”. Un’aberrazione. Che richiama, e neppure troppo vagamente, l’eugenetica di hitleriana memoria. Perché se oggi scelgo il colore della pelle, cosa miimpedirà domanidi sceglieresolobimbi biondi,alti econ gli occhi azzurri? Eppure il pronunciamento della Cassazione che lo stesso Sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi hadefinito giuridicamente ineccepibile («èuna violazione delle convenzioni internazionali recepite dal nostro ordinamento scrivere in un atto giudiziario che l’idoneità data alla coppia esclude la possibilità di adottare bimbi di colore») qualche considerazione la merita. Non una giustificazione della scelta di questi due aspiranti mamma e papà, ma un tentativo di capirla. Adottare un bambino è la decisione più egoista e allo stesso tempo altruista che uno possa fare. Egoista perchè è chiaro che chi adotta, in nove casi su dieci, lo fa perchè vuole soddisfare un’esigenza di maternità e paternità che naturalmente non riesce a soddisfare. Altruista perché nove volte su dieci strappa il bimbo a una situazione di sofferenza estrema. Da una parte un bimbo partorito e messo da parte perchè mamma non vuole o non può tenerlo. Dall’altra due signori, solitamente perbene e benestanti, intenzionati a dargli tutto l’amore del mondo. La domanda che incontra l’offerta. Sembra facile. Non lo è. Nei giorni scorsi il mondo si è scandalizzato perchè una mamma americana ha rispedito a casa il bimbo che aveva appena adottato in Russia. Lei giovane,carina eprontaatrasformare lasuabellavilla inunparco giochi stile Disneyland. Lui, il ragazzino, abituato a sopravvivere anziché a vivere, a prendere pugni e se possibile a darli,

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ITALIA

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L’ombelico del mondo
a cura di GIOVANNI LONGONI
Da cinquant’anni Verona è gemellata con Monaco di Baviera.

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[L’Arena]
Secondo la signora Serena Brugnoli di Verona, lettrice dell’Arena, l’energia nucleare sarebbe un ritorno al vecchio in quanto l’Europa sta guardando alle energie rinnovabili. Poi pensa che la mafia non sia solo al sud ma anche al nord, dove indossa i colletti bianchi. Infine non le va l’idea di Tosi di fare un monumento in piazza Bra che celebri il Crollo del Muro di Berlino.

[L’Arena]
Illinguistaveronese Giovanni Rapelli sostiene che esistano almeno tredici varietà principali di dialetti veneti, distribuiti da Valeggio fino a Zara, in Croazia. Oltre a queste, ce ne sono altre due parlate tra gli emigranti in Messico e Brasile.

[L’Arena]
Alcuni senegalesi che rubavano moto alla Spezia si sono rivolti a uno stregone perché bloccasse con la magia nera gli investigatori che erano sulle loro tracce. Il rito è fallito: tredici africani in manette.

[Il Secolo XIX]
Va in pensione dopo 39 anni di servizio Maria Bavero, segretaria per eccellenza dell’Asl 13 di Dolo.

Klaus Davi: la tv fa di peggio

[Il Gazzettino]

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Lato B e Cristo nero Gli spot dello scandalo
Polemiche in Liguria per due campagne pubblicitarie troppo osé e irriverenti. E i creativi festeggiano: «Obiettivo centrato»
::: BENEDETTA VITETTA
MILANO

I DUE MANIFESTI
A sinistra: lo spazio pubblicitario in vendita a Sanremo con un sedere in primo piano: «Questo può essere tuo»; a destra: la campagna di un outlet a Ventimiglia («Rimetti a noi i nostri abiti») che utilizza l’immagine di un Cristo nero

Poste Italiane si scusa con i residenti di Sansonessa per i ritardi con cui ultimamente viene recapitata la corrispondenza. L’ente dà la colpa al nuovo postino: <Questi rallentamenti sono legati alla scarsa conoscenza del territorio e dei residenti del portalettere che in questo periodo sta sostituendo il titolare>.

[Il Gazzettino]
Misteriosa aggressione alla palestra comunale di Parabiago: la donna delle pulizie è stata bastonata da ignoti fino a perdere i sensi.

[La Prealpina]
In via Montepulciano, a Busto Arsizio, la sera dopo una certa ora non si respira. Strane esalazioni provenienti da una misteriosa fonte appestano l’aria e provocano problemi polmonari ai residenti.

 In un’epoca in cui la televisione prima, e Internet poi hanno praticamente superato ogni limite sia sul fronte del linguaggio sia su quello delle immagini - dove le parolacce sono ormai considerate parte del linguaggio comune e corpi seminudi sono la normalità a qualsiasi ora del giorno - è possibile ci sia ancora qualcuno che si scandalizzi di fronte a manifesti pubblicitari ammiccanti o provocatori? Beh, in Liguria parrebbe proprio di sì. Da settimane, infatti, in quel di Sanremo e Ventimiglia, sono scoppiate vibranti proteste da parte di cittadini, gruppi di femministe e cybernauti a causa di alcune affissioni apparse sui muri delle due cittadine. Ad alzare la voce contro l’abusato utilizzo della donna come oggetto è stato il sito femminista “Donne pensanti” che ha messo in atto una vera e propria battaglia contro un maxi cartellone affisso lungo la passeggiatamare di Sanremo. Cartellone che raffigura il “lato B” di una bella ragazza in bikini su uno sfondo balneare. Il claim - stringato ma nello stesso tempo particolarmente efficace - è volutamente molto ambiguo: “Questo può essere
REPUBBLICA ITALIANA Gestione FdS s.r.l.

tuo” dice. A che cosa allude, si sono chiesti in questi giorni diversi sanremesi. Cosa potrà diventare nostro, si sono domandati molti passanti attirati dal bel sedere della fanciulla in costume. Ovviamente non la “moracciona” del poster, bensì lo spazio pubblicitario. Tuttora ancora in attesa di un nuovo compratore. Se il “lato B”sanremese è riuscito a fare scalpore e a suscitare proteste, a brindare sono i pubblicitari che, ovviamente, hanno fatto centro. «Non ci aspettavamo questo clamore - ammette Gianluca Gozzo, amministratore della Digigraphica, l’agenzia pubblicitaria di Imperia che ha creato lo spot - visto che il bikini è molto castigato e il messaggio non è assolutamente provocatorio. Credo che in tv ogni giorno vengano mandate in onda immagini ben più scabrose. Detto questo, non nascondiamo che più il caso monta e più, per noi, è tutta pubblicità gratuita». Simile il caso di Ventimiglia dove, però, la pubblicità incriminata strizza l’occhio - e in maniera molto esplicita - alla sfera religiosa. In primo piano sul manifesto compare un Cristo nero che invoca addirittura degli abiti griffati: “Rimetti a noi i nostri abiti” semALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITA' DI BOLOGNA AVVISO DI GARA (CIG 0468255040)

bra chiedere il Signore al Padre Eterno. Il contestato manifesto publicizza un vicino outlet. Immediate sono scattate le proteste che hanno considerato addirittura blasfemo lo spot. Tanto che qualcuno ha persino chiesto che venga tolto. Al più presto. «L’abbiamo fatto apposta: il nostro obiettivo era certamente quello di stupire il più possibile», spiega Federico Crespi, titolare dell’omonima agenzia di pubblicità di Ventimiglia «Abbiamo giocato sull’uso delle parole, ma da cattolico praticante, non considero la pubblicità offensiva o addirittura blasfema. Né per i cattolici né per i laici». Eccesso di moralismo o semplicemente una ritrovata voglia di sobrietà e buon gusto in salsa ligure? Per capirlo ci siamo rivolti a uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione: Klaus Davi. «Premetto che sono per la libertà di espressione», afferma il mass-mediologo, «tra le due, comunque, non so dire quale mi dia più fastidio. Direi che entrambe indichino una carenza di creatività. La prima, quella legata al lato B, direi che non è la trovata del secolo in fatto di pubblicità. Quanto alla seconda, quella del Cristo nero, ritengo che la religione la si debba scomo-

dare soltanto per pubblicità “progresso”. Infatti, va a toccare elementi profondi anche per i non cattolici. Elementi che effettivamente possono creare rigetto e sdegno». Klaus Davi, comunque, non riesce proprio a capacitarsi del perchè di queste proteste «visto che in tv ogni giorno si vede ben peggio. A questa stregua dovremmo mettere in atto una protesta ininterrota per la volgarità che ci propinano quotidianamente. La televisione e gli altri media, a mio parere, ormai fanno un uso troppo smodato di immagini ammiccanti e sexy. Per non parlare del porno che è ormai alla portata di tutti, persino dei più piccoli». Per tentare di porre un limite al profondo degrado raggiunto ormai dai mass media, per Davi serbe una profonda riflessione. «Penso ci vorrebbe una seria moratoria - sottolinea - Ripeto non sono un moralista, ma mi da’ fastidio la volgarità. Ad esempio, bandirei dalla Rai le parolacce, la violenza, il turpilocquio e l’uso strumentale di qualsiasi corpo. In più, non manderei in onda al pomeriggio talk show dove si litiga continuamente: sono programmi più adatti alla seconda serata. E nelle fasce orarie protette vorrei vedere trasmissioni più educative».

[La Prealpina]
Vedovo di Lonate Pozzolo pagava una prostituta romena perché vivesse con lui. La ragazza accettò, finché l’uomo non perse lavoro e l’abitazione in affitto; e lei se ne tornò a battere. Lui, una sera della scorsa settimana, la sequestra sulla Peugeot in cui vive dopo lo sfratto e cerca di convincerla a tornare con lui. La puttana lo ha denunciato.

[La Prealpina]
Torna in servizio a Gargnano la vigilessa musulmana: Basma Bouzid, 31 anni, è stata riassunta come agente per la stagione estiva dal comune sul Garda.

[Il Giornale di Brescia]
I vigili di Bergamo, in ottemperanza all’ordinanza comunale contro i mendicanti, hanno già staccato da dicembre 63 multe. Nessuno ha pagato.

[L’Eco di Bergamo]
Un lettore de L’Eco di Bergamo segnala alla redazione di aver acquistato prima del concerto di Carmen Consoli quattro panini e quattro bibite dagli ambulanti al prezzo di 29 euro.

[L’Eco di Bergamo]

ARST Gestione FdS s.r.l.
via Zagabria 54 – tel. 07040981

ESTRATTO DEL BANDO DI GARA
L’ARST Gestione FdS s.r.l. indice una gara, mediante procedura aperta - ai sensi del D. Lgs. n. 163/2006 e, per le sole norme espressamente richiamate, ai sensi della Legge Regionale Sardegna n. 5/2007 - per l’appalto della fornitura di cavi in fibra ottica per telecomunicazioni dielettrici con protezione meccanica termoplastica contro lo schiacciamento, da effettuare presso la sede territoriale di Macomer - Corso Umberto. L’importo complessivo dell’appalto è pari a € 299.800,00. Il bando di gara è stato trasmesso – per la pubblicazione - alla G.U.R.I. in data 16.04.2010 ed è disponibile, con i suoi allegati, sul sito internet www.ferroviesardegna.it. Il termine fissato per la ricezione delle offerte è il 17.05.2010 alle ore 13.00. IL PRESIDENTE ing. Renato Mameli

L’Università di Bologna segnala di aver bandito una gara con procedura aperta da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso, ai sensi dell'art. 81 e 82 D.Lgs 163/2006 e s.m.i.. Importo complessivo dei lavori: € 1.340.000,00 IVA esclusa di cui: € 1.300.000,00 per lavori (importo soggetto a ribasso d’asta); € 40.000,00 per oneri relativi alla sicurezza non assoggettabili a ribasso. Oggetto dell’appalto: Facoltà di Scienze Motorie – Centro Sportivo “ Record “ Via del Pilastro n° 8 Bologna - Lavori necessari per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi per l’intero complesso. Categorie lavori: OG 11 prevalente € 914.000,00 OG 1 € 426.000,00 Luogo esecuzione lavori: Via Del Pilastro n°8 - Bologna Il bando viene pubblicato sulla G.U.R.I, sul profilo del Committente dell'Università di Bologna, sul Sito Informatico presso l’Osservatorio (SITAR) nonché, ai fini della più ampia divulgazione, anche sull’Albo Ufficiale di questo Ateneo. Le offerte dovranno pervenire all’Università di Bologna entro le ore 12.00 del giorno 7.06.2010 a pena di esclusione. L’opera sarà finanziata con fondi del bilancio dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna Il bando, il disciplinare di gara e i moduli sono disponibili sul sito: http:// www.unibo.it/download/gare Per informazioni ulteriori rivolgersi all'Area dei Contratti e degli Appalti - Settore Appalti Edilizi - Ufficio Gare e Contratti per Lavori, Via Zamboni,72 - 40126 Bologna (tel. 051/2099878; fax 051/2099140). Il Responsabile Unico del Procedimento è il Geom. Stefano Salicini. Il Responsabile del Procedimento Amministrativo di gara e contratto è la Dott.ssa Antonella Giovanna Aquilino. Il Dirigente dell’Area dei Contratti e degli Appalti Dott. Stefano Corazza

SEI MESI DI PENA PER SABRINA MINARDI

Ordine di cattura per la supertestimone del caso Orlandi
Sabrina Minardi è stata arrestata. La supertestimone del caso Orlandi, nonché ex amante storica del boss Renatino De Pedis ed ex moglie del calciatore della Lazio Bruno Giordano, torna alla ribalta: dovrà scontare un residuo di pena. Il suo avvocato, Federica Pugliese, ha puntualizzato che il provvedimento «non ha nulla a che vedere con la vicenda di Emanuela», la 15enne rapita ventisette anni fa. Martedì sera la donna che con le proprie dichiarazioni ha fatto riaprire un’inchiesta ormai sopita ha ricevuto la notifica del tribunale di sorveglianza: sei mesi e 9 giorni di pena che potranno essere scontati in regime di detenzione domiciliare presso un luogo di cura. Il cumulo riguarda cinque condanne, passate in giudicato, per reati di varia natura. La Minardi è il supertestimone grazie al quale gli inquirenti sono riusciti ad identificare e a iscrivere nel registro degli indagati, a quasi trent’anni dalla scomparsa della Orlandi, tre persone. Si tratta di Sergio Virtù, 49 anni, indicato dalla donna come l’autista di fiducia di De Pedis, Angelo Cassani, 49 anni, detto «Ciletto» e Gianfranco Cerboni, 47 anni, conosciuto come «Giggetto».

ITALIA

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Garlasco e le foto hard

Contro Stasi cade anche l’accusa di pedofilia
La perizia del gup: Alberto non ha mai divulgato immagini proibite e non c’è prova che le abbia scaricate volontariamente
::: CRISTIANA LODI
MILANO

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 Non solo l’accusa di omicidio, cancellata dall’assoluzione in primo grado, ma anche l’infamante sospetto della pedofilia che adesso sembra svanire. I periti del giudice di Vigevano Stefano Vitelli, incaricati di accertare se Alberto Stasi da Garlasco sia un pedofilo, ieri hanno consegnato la loro perizia conclusiva in Tribunale. Una relazione dettagliata e sintetizzata in 67 pagine, nella quale gli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti dichiarano che il fidanzato di Chiara Poggi (assassinata in casa il 13 agosto 2007) non ha mai divulgato immagini pedo-pornografiche. E, come non bastasse, quel materiale proibito trovato sul suo computer potrebbe essere stato scaricato senza che vi fosse stata «volontarietà» da parte del ragazzo. Il prossimo 24 maggio si aprirà l’udienza preliminare a conclusione della quale, sentite le parti, il giudice Vitelli deciderà se rinviare a giudizio Alberto oppure imboccare la strada del non luogo a procedere. A leggere la relazione degli esperti nominati dal gup stesso, l’ipotesi di una seconda assoluzione sembra la più probabile, proprio perché oltre a essere esclusa l’accusa della divulgazione, sembra venire meno anche la volontà e la consapevolezza da parte di Stasi nello «scaricamento» di immagini che ritraggono minorenni mentre fanno sesso con adulti. Scrivono infatti gli ingegneri Porta e Occhetti: «Non si ravvisano elementi idonei a qualificare in Stasi una condotta consapevole e volontaria finalizzata a distribuire, divulgare, diffondere o pubblicizzare il materiale afferente la pornografia minorile. Gli automatismi implicitamente indotti dalle applicazioni software utilizzate dall’indagato, non consentivano allo stesso di procedere all’acquisizione dei contenuti multimediali senza procedere contestualmente alla condivisio-

IMMAGINI PEDOFILE IL PERITO È SCETTICO
Nella foto grande, Alberto Stasi, assolto dall’accusa di omicidio e sotto processo per pedopornografia. Nella foto piccola la stanza del pc della sua fidanzata, Chiara Poggi [Oly] no poco chiari, in quanto ritraggono soggetti che, per il senso comune di riconoscimento, potrebbero risultare indifferentemente di maggiore o di minore età». L’ipotesi accusatoria evidenziata dai consulenti del pm (ovvero gli uomini del Ris dei carabinieri che avevano esaminato il pc di Alberto) viene così demolita dai periti del giudice: «Le caratteristiche delle immagini documentate dal R.I.S., per quanto attiene le immagini di natura pedo-pornografica, non corrispondono alla fattispecie di contenuti multimediali tipicamente fruita da soggetti interessati alla pedo-pornografia». Si tratta inoltre di immagini che oltre a risultare illeggibili, potrebbero riferirsi a pubblicità: «La dimensione delle immagini appare assai ridotta (…). Tali dimensioni, più che a foto acquisite con il fine di fruirne, appaiono attribuibili ad “immagini di banner” che pubblicizzano siti o “immagini di anteprima” di raccolte video o “immagini di copertina” di siti internet che in realtà possono anche non risultare, all’atto dell’accesso, di natura pedo-pornografica». Eppure Alberto Stasi è stato additato come un orco assassino. Entro il 2 maggio il pm Rosa Muscio dovrà decidere se proporre appello e impugnare la sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice Stefano Vitelli. A prescindere dalla scelta che farà, la dottoressa, di certo dovrà dimenticare il movente della pedofilia.

ne degli stessi, in quanto la congiunzione delle due condotte risulta un meccanismo implicito degli strumenti software utilizzati. Stasi, all’atto dello scaricamento di un contenuto, non era di fatto nella disponibilità di conoscere gli eventuali destinatari e l’effettivo contenuto degli archivi multimediali in corso di condivisione». Il pubblico ministero Rosa Muscio, davanti all’assenza di prove a carico di Stasi per l’omicidio della fidanzata Chiara, aveva ricercato nell’ipotesi della pedopornografia il presunto movente del delitto. Questa la tesi del pm:

Chiara viene uccisa perché scopre quel materiale osceno sul pc del suo ragazzo. Movente che il giudice Stefano Vitelli aveva subito escluso, mantenendo infatti separati i due procedimenti giudiziari. Da una parte l’omicidio: per il quale Stasi è stato assolto lo scorso 17 dicembre. Dall’altra l’accusa (finora non provata) di pedofilia. L’ipotesi che Alberto abbia messo in atto condotte a sfondo pedofilo è stata esclusa dai periti che hanno esaminato il suo computer. Si legge nella relazione: «La conclusione dell’analisi del pc

non può che ritrarre il profilo comportamentale di Stasi Alberto come quello di un soggetto non interessato alle tematiche della pornografia minorile e privo delle caratteristiche tipiche di chi fruisce abitualmente di contenuti di tale natura. I siti internet dai quali sono state presumibilmente acquisite le immagini giudicate di interesse ai fini del procedimento, dai membri del Collegio Peritale, risultano siti di natura prevalentemente pornografica nei quali occorrenze occasionali di contenuti pedo-pornografici sono tipicamente introdotti in un conteso di “richiamo dell’attrattiva verso il sito”, più che di reale disponibilità e gestione di detti contenuti». Insomma, non solo Alberto navigando nel web, potrebbe avere “inciampato” nelle immagini giudicate proibite, ma queste stesse foto (circa 20) e i filmati (7 più 10) finiti sul computer, sulla chiavetta Usb e sul disco fisso esterno, sarebbero addirittura di «dubbia interpretazione». Si legge, testuale, nel documento peritale: «Gli stessi contenuti ricavabili dai siti web in esame appaio-

 In Stasi non si ravvisa una condotta finalizzata a distribuire, divulgare, diffondere o pubblicizzare materiale afferente la pornografia minorile. Alberto è privo delle caratteristiche tipiche di chi fruisce abitualmente di questi contenuti
DALLA PERIZIA

. DI PORTA E OCCHETTI

UNIONE EUROPEA – REPUBBLICA ITALIANA

L’“Islamic relief” ci riprova

Sbarcano in Italia i predicatori dell’islam radicale C’è anche il concorso via sms: si vince un viaggio alla Mecca
::: ALESSANDRA CORICA
 Chi non muore si rivede. Domani e domenica a Milano e a Brescia torna alla ribalta l’ong musulmana Islamic Relief. Con un festival perfesteggiare un quartodi secolodalla nascita dell’organizzazione. Attese più di 10mila persone, tutte per ascoltare gli interventi di quello che gli organizzatori definiscono un “ospite di eccezione”: Omar Abdel Kafi, telepredicatore egiziano famosissimo nel mondo arabo, di cui negli anni scorsi sulla stampa nazionale sono stati ipotizzate posizioni vicine a quelle dell’estremismo islamico. Per l’occasione sarà accompagnato dal saudita Salman Al Ouda e dal marocchino Al Arabi Kashat. Previsto, a fine giornata, anche un concorso a premi. Con in palio un viaggio a La Mecca. L’evento è stato organizzato per celebrare i 25 anni di attività dell’associazione, la cui sede milanese nell’aprile del 2007 fu obiettivo di un attentato incendiario ad opera di un sedicente Fronte Cristiano combattente. Mai visto o sentito prima. L’Islamic Relief già qualche mese fa aveva provato a organizzare il festival, ma tutto era saltato all’ultimo minuto. Avrebbe dovuto essere dal 5 al 7 dicembre: un vero e proprio tour promozionale, a Milano, Vicenza e Parma. Ma le proteste della Lega Nord vicentina, secondo cui la riunione si sarebbe svolta in una moschea abusiva, avevano fatto saltare l’incontro veneto. E, con quello, anche gli altri due. Gli appuntamenti di domani e domenica sono stati presentati come vere e proprie eccezioni. A Milano l’incontro è al Palasharp, a Brescia al Palabrescia. Con la diretta televisiva a cura di Al-Jazeera Live. Il festival sarà presentato dal giornalista del Qatar Alaa Basiouny e gli spettatori potranno comunicare con i predicatori in tempo reale con sms, inviando interventi e domande. Non solo: durante la giornata ci sarà l’estrazione del concorso “Hajj 2010”. E il fortunato vincitore si aggiudicherà un viaggio premio a La Mecca, per l’annuale pellegrinaggio previsto dal Corano nella città santa degli islamici. Tra i tre telepredicatori, l’egiziano Omar Abdel Kafi è sicuramente il più atteso. Un personaggio controverso, che già nel 2007 aveva provocato discussioni: nell’aprile di quell’anno Graziano Pattuzzi, allora sindaco di Sassuolo, aveva negato all’ong l’uso di una sala comunale per un incontro. Dopo aver saputo che vi avrebbe dovuto presenziare proprio il predicatore. Le supposizioni negli anni hanno riguardato tutta l’ong: in Usa l’Islamic Relief è stata sospettata di essere uno dei canali di finanziamento del terrorismo, dopo l’11 settembre. E, stando alle indagini americane, la Fondazione nel 1995 avrebbe ricevuto due bonifici per 1.050 marchi tedeschi da Mohammed Atta. Il capo degli attentatori alle Torri Gemelle. Mentre il fondatore dell’associazione è Hani El Banna, nipote di Hassan. Ritenuto l’ideologo dei Fratelli Musulmani, di cui Hamas è la branca palestinese.

REGIONE SICILIANA ASSESSORATO REGIONALE DELL’ENERGIA E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA’ Dipartimento Regionale dell’Energia SERVIZIO - UFFICIO REGIONALE PER GLI IDROCARBURI E LA GEOTERMIA (U.R.I.G.)
Via Ugo La Malfa 101 - PALERMO

AVVISO DI ISTANZA DI PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI DENOMINATO “COSTA DEL SOLE”
La Società Apennine Energy s.r.l. con sede legale in Roma, via Alberico II n°31 CAP 00193 (C.F./P.IVA 01348720358) ed iscritta alla Camera di Commercio di Roma con il numero 01348720358, con istanza datata 18 dicembre 2009 indirizzata all’ex Assessore per l’Industria, autorità competente al conferimento dei titoli minerari nell’ambito della Regione Siciliana, con sede in via Ugo La Malfa n° 87/89, c.a.p. 90146 Palermo, ha chiesto che gli venga accordato ai sensi della L.R.S. 03/07/2000 n. 14, il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi convenzionalmente denominato “Costa del Sole”, in un’area di estensione di ha 4.152 (Km2 41,52) ubicata lungo la costa meridionale della Sicilia, in provincia di Caltanissetta. I comuni interessati dalla stessa sono Butera e Gela. La suddetta area confina a sud, lungo il tratto di costa tra i vertici “D” ed “E”, con il mare e nelle altre direzioni con aree libere. L’area di ricerca è delimitata da una linea continua individuata da n° 7 vertici, più un tratto di linea di costa tra i vertici “D” ed “E”. I suddetti vertici sono definiti come segue: A – Spigolo SO di casa Savorni a q. 100 metri (F. 272 III NE). B – Punto trigonometrico a q. 289 metri di Rocca d’Adamo (F.272 III NE). C – Punto trigonometrico a q. 75 metri di Torre Manfria (F.272 III NE). D – Punto d’intersezione sulla linea di costa del prolungamento della congiungente i vertici B-C (F.272 III NE). E – Punto di intersezione sulla linea di costa del prolungamento della congiungente i vertici F-G (F.272 III NO). F – Punto trigonometrico a q. 18 metri del Castello di Falconara (F. 272 III NO). G – Spigolo SO di case La Tenutella a q. 59 metri (F. 272 III NE). Coordinate geografiche Vertici Longitudine E M.Mario Latitudine Nord A 1° 42’ 23,39” 37° 09’ 49,46” B 1° 43’ 35,59” 37° 09’ 41,35” C 1° 41’ 11,19” 37° 05’ 59,19” D 1° 41’ 08,14” 37° 05’ 53,11” E 1° 35’ 57,97” 37° 06’ 25,14” F 1° 36’ 03,05” 37° 06’ 29,39” G 1° 38’ 33,56” 37° 08’ 41,63” Gli atti dell’istanza si trovano depositati presso l’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia, del Dipartimento Regionale dell’Energia, Via Ugo La Malfa n°101 - c.a.p. 90146 Palermo, a disposizione degli interessati che ne volessero prendere visione. Il presente avviso sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e per venti giorni consecutivi negli Albi Pretori dei Comuni di Butera e Gela, nonché su due quotidiani uno a diffusione nazionale e uno a diffusione locale. Le eventuali opposizioni potranno essere presentate, in sede di pubblicazione del presente avviso negli Albi Pretori tramite i Sindaci dei suddetti Comuni, ovvero, al predetto Ufficio U.R.I.G. del Dipartimento Regionale dell’Energia entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione negli Albi Pretori dei suddetti Comuni. Gli interessati possono presentare istanza di permesso sulla stessa area entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del suddetto avviso; le istanze pervenute oltre tale termine saranno dichiarate irricevibili. Palermo 21.04.2010 L’INGEGNERE CAPO (Dr. Ing. Salvatore Giorlando)

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ESTERI

La Russia che avanza

Putin vuole mettere il cappello sull’Europa ignorata da Obama
Il via libera di Kiev alla flotta russa è solo l’ultimo segnale: Mosca sta recuperando terreno nella sua storica sfera d’influenza
Il presidente Usa Barack Obama (Olycom)

::: ALESSANDRO BONELLI
 Se è vero che la Guerra Fredda non è mai finita, la Russia si sta per ora aggiudicando questo nuovo “round”. Il via libera di Kiev alla permanenza della flotta russa a Sebastopoli fino al 2042 ne è solo l’ultimo segnale in ordine di tempo. Dopo gli anni dell’avanzata americana e della Nato nell’ex giardino di casa del Cremlino, la Russia sta recuperando terreno nella sua storica sfera d’influenza. L’Ucraina, dove alla presidenza siede oggi Viktor Janukovich e la Rivoluzione arancione è ormai uno sbiadito ricordo, vede allontanarsi ulteriormente la prospettiva di un’adesione all’Alleanza atlantica. Ma lo stesso si può dire della Georgia, che pure resta un agguerrito bastione antirusso: qui le tensioni sono sfociate nel conflitto-lampo del 2008 e il presidente Saakashvili, nonostante i suoi frequenti viaggi a Washington, riscuote sempre meno credito a livello internazionale. In Kirghizistan, dove ai primi di aprile un colpo di Stato ha deposto il governo di Kurmanbek Bakyev, il vento soffia ora con forza a favore di Mosca, a cinque anni da un’altra rivoluzione colorata, quella dei Tulipani, che era stata sponsorizzata dagli Stati Uniti. LA DISTENSIONE La Russia sta anche tentando una fase di distensione con la Polonia, il più importante fra i nuovi Stati membri della Ue, iniziato con la visita di Vladimir Putin sui luoghi dell’eccidio di Katyn. In questo scenario Mosca incontra sempre meno resistenze da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea. Dopo tutto i fatti hanno dimostrato che Mosca, soprattutto per l’Europa, è un interlocutore che non si può più ignorare. Sono stati gli "sherpa" francesi e tedeschi a frenare la marcia della Nato verso l’Ucraina e la Georgia. L’Unione europea ha quindi sperimentato le proprie virtù diplomatiche nel conflitto caucasico del 2008, e successivamente un suo rapporto ha stabilito che era stata la Georgia la prima ad attaccare e non la Russia come si temeva. Nelle ripetute crisi del gas che hanno lasciato al freddo l’Est Europa si è dovuto ammettere che a scatenarle erano stati anche i capricci di Kiev, mal disposta ad accettare aumenti di prezzo o a saldare i propri debiti, oltre che la durezza con cui il fornitore Gazprom ha provveduto a sigillare i rubinetti. LO STRAPPO NELLA NATO Persino nella Nato si è verificato uno strappo: la recente vendita di quattro navi d’assalto francesi Mistral alla Russia, nonostante le proteste del segretario Usa alla Difesa, Robert Gates. Per il presidente francese Nicolas Sarkozy, infatti, «sulla Guerra Fredda è il momento di voltare pagina». Ma è soprattutto alla Casa Bianca che il duo Medvedev-Putin ha riscontrato un approccio diverso. Oggi, secondo alcuni analisti, Mosca chiede a Washington di non premere più per inglobare nella Nato Stati ex sovietici, di non sponsorizzare movimenti d’opposizione nei Paesi con governi filo-russi e di non intraprendere iniziative nel vicinato russo, soprattutto dal punto vista militare, senza prima averle concordate con il Cremlino. Tre richieste sistematicamente ignorate da George W. Bush, ma per le quali Barack Obama fa intravedere significativi spiragli.

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L’analisi

Gli ebrei di sinistra sono stanchi della politica Usa pro-Palestina
::: ANGELO PEZZANA
 Gli ebrei americani hanno sempre votato a maggioranza per il partito democratico, non era il candidato a orientare il loro voto, ma il partito. E così è stato con Barack Obama, il cui essere nero e musulmano non ha minimamente influito, in nessun senso, era lui, un democratico, da eleggere presidente, e questo bastava. Ma l’amore è durato poco, è bastato un anno soltanto per capire quanto la politica mediorientale della Casa Bianca fosse influenzata dall’appartenenza del suo inquilino all’islam. Chi l’aveva sottovalutato adesso corre ai ripari. Obama, preoccupato, cerca alleati fra le figure di spicco della comunità ebraica Usa, soprattutto nell’intellighenzia di sinistra, una minoranza fra i cinque milioni di ebrei americani, ma molto vivace e organizzata, presente in modo particolare sui media internazionali. Ha bisogno che siano gli ebrei a criticare Israele, a contestare la politica del governo Netanyhau, se lo fanno gli ebrei, è il ragionamento, perché non dovrebbe farlo un musulmano? Ecco che nasce all’improvviso una lobby “pacifista”, JStreet, che si contrappone, da sinistra, ai molti gruppi pro-israele già esistenti, e che gode sin da subito dell’attenzione della stampa. Ma i nomi che la compongono sono, per ora, di serie B, perché anche i più cauti nel criticare Obama hanno finito per sciogliere ogni riserva. SCESA IN CAMPO Scende in campo per primo Ronald Lauder, presidente del Congresso Mondiale Ebraico, come dire l’autorità più alta a livello internazionale, il quale, con parole inequivocabili, uscite due settimane fa in una inserzione a piena pagina sul New York Times, Wall Street Journal, Jerusaleme Post, avverte il presidente che è ora di cambiare, perché la sua politica mette in pericolo l’esistenza stessa di Israele. Lo fa con toni pacati, da buon americano, ma in modo fermo e deciso. Lo segue subito dopo Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace e sopravvissuto ai campi di sterminio, una delle figure più autorevoli al mondo per quanto concerne la difesa dei diritti umani, amico personale di Obama, avendolo accompagnato a vedere Aushwitz perché vedesse con i propri occhi quanto le democrazie occidentali non erano riuscite ad impedire durante la Shoah, con identiche pagine a pagamento sugli stessi quotidiani, nelle quali ricorda al suo presidente le ragioni di Israele ed i pericoli dai quali deve difendersi e che la sua amministrazione sembra aver dimenticato. È di ieri la presa di posizione di Abe Foxman, capo della Anti-Defamation League, che rimprovera Obama di avere abbandonato l’amico-alleato, di criticarlo senza mai chiedere nulla alla controparte palestinese o ai regimi musulmani. LA POLEMICA Ne nasce una polemica vivace, nella quale primeggiano ex israeliani, divenuti nel frattempo francesi o inglesi, figure un tempo di spicco nella cultura politica israeliana, ma che oggi rappresentano solo se stessi, nei quali il rancore si mischia con la vanità. Nascono nuove sigle, si redigono appelli, ignorando che Israele la pace l’ha sempre cercata e voluta (Egitto e Giordania), mentre gliaccordi pateracchio benedetti dalle istituzioni internazionali non hanno prodotto che disastri. Gli accordi di Oslo hanno aperto la strada al terrorismo, il ritiro dal Libano ha prodotto Hezbollah, alla faccia delle garanzie del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Gaza con il colpo di stato di Hamas è una minaccia costante persino per l’Autorità palestinese. Che succederà domani con “Gerusalemme Est”, se diventerà un’enclave separata e indipendente, come sembarno volere le anime belle che firmano gli appelli contro il governo israeliano ? Soltanto uno Stato palestinese democratico potrà convivere in pace con Israele, eppure oggi si chiede allo Stato ebraico di rinunciare ad ogni garanzia di sicurezza in nome di uno stato di là da venire, i cui leader non sono per niente interessati ad una pace giusta e condivisa con Israele. Che non deve essere lasciato solo in un momento cruciale per la sua esistenza, circondato com’è da regimi totalitari che ne minacciano la sopravvivenza, soprattutto quando il suo alleato di sempre, l’America, sembra rinunciare a quei valori che l’hanno resa una grande democrazia.

Tensioni tra Libano e Israele

Il riarmo di Hezbollah dalla Siria accende la miccia al Medioriente
::: CARLO PANELLA
 I segnali che preannunciano l’imminenza di una nuovo aggressione di Hezbollah libanese contro Israele sono sempre più inquietanti e inequivocabili. Il ministro della difesa americano Robert Gates ha infatti dichiarato pubblicamente che la Siria e l’Iran stanno consegnando missili sempre più sofisticati agli Hezbollah in Libano: «Siamo arrivati al punto dove gli Hezbollah sono in possesso di un arsenale di razzi e missili più poderoso di molti governi del mondo». Questa autorevolissima accusa di sabotare l’accordo di tregua che chiuse la guerra del 2006, lanciata contro Hezbollah, il governo libanese, la Siria e l’Iran, non proviene - si badi - da un oltranzista, ma dal ministro a cui Barack Obama ha consegnato il controllo del Pentagono. Dunque, la più alta autorità politico militare del pianeta, avalla totalmente - anzi le incrementa - le denunce di Israele circa la totale violazione dei presupposti e del senso della missione Unifil in Libano e conferma la recente denuncia fa di Simon Peres, che si è detto certo che la Siria abbia consegnato a Hezbollah pericolosissimi missili Scud. Un quadro talmente grave, che Obama ha inviato ieri in Libano il suo Consigliere per la sicurezza nazionale John Brennan, che è anche responsabile per l’antiterrorismo, per verificare in loco la consistenza del fenomeno (soprattutto per cercare di comprendere se Hezbollah abbia o meno ricevuto gli Scud). A fronte di queste conferme, le smentite del presidente libanese Michel Suleiman, del premier Saad Hariri, della Siria e di Hezbollah, diventano ancora più minacciose e pericolose. Esse non si limitano infatti a negare l’esistenza di questo traffico di missili, ma vanno oltre e qualificano queste denunce quali «provocazioni di Israele che vuole così motivare i suoi progetti di guerra». È il classico scenario messo in campo da parte araba dal 1956 in poi: escalation militare, propaganda contro le “minacce” di Israele e infine guerra (con relativa sconfitta araba, peraltro). Purtroppo siamo già molto avanti su questo percorso bellico tanto che ieri il ministro degli esteri egiziano Abul Gheit ha avvertito gli Usa del rischio di una possibile escalation fra Israele e Libano, che potrebbe sfociare in un’altra guerra. Contemporaneamente il presidente egiziano Hosni Mubarak e il premier libanese Saad Hariri hanno discusso a Sharm el Sheikh di quelle che definiscono le “minacce” di Israele, e Hariri ha dichiarato di aver ricevuto da Mubarak l’assicurazione che l’Egitto ha avviato contatti per garantire la sicurezza di

ESTERI

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L’ALLARME DEL WASHINGTON POST L’accordo appena ratificato fra Mosca e Kiev, che estende di 25 anni la concessione di una base sul mar Nero alla Russia, rischia di ostacolare il raggiungimento degli obiettivi americani nella regione. Lo ha scritto ieri il Washington Post. Secondo diversi analisti, l’estensione della concessione per la base di Sebastopoli in cambio di uno sconto sul prezzo del gas potrebbe minare lo sforzo occidentale di sostegno alla transizione democratica dell’Ucraina. L’intesa permette infatti di rinviare le necessarie riforme nel settore corrotto dell’energia in Ucraina e rischia di provocare nuove tensioni all’interno di un sistema politico già instabile. Tensioni già scoppiate l’altro ieri con le dure proteste in parlamento al momento della ratifica dell’accordo. Altri analisti avvertono che l’intesa russo-ucraina rafforza la determinazione di Mosca a ripristinare la propria influenza sulla regione. Nella foto, il premier russo Putin (Olycom)

L’accusa: «Finanziava omicidi»

“Diamante di sangue” in regalo Naomi può incastrare il dittatore
L’ex signore della guerra liberiano Taylor: mai trafficato in brillanti. Il Tribunale internazionale vuole chiamare la top model a testimoniare
::: MAURIZIO STEFANINI
 Mia Farrow dice che a casa di Nelson Mandela, Charles Taylor ha regalato a Naomi Campbell un “diamante di sangue”. Detta così, sembra una barzelletta, di quelle tipo: “allora, ci sono Berlusconi, Putin, il Papa e Obama su un aereo...”. Ma quando alla notoriamente iraconda Naomi a febbraio Abc News ha chiesto delucidazioni, a mo’ di risposta ha sfasciato due telecamere. E adesso la modella corre addirittura il serio rischio di finire di fronte a un Tribunale Internazionale: sia pure non come imputata, ma solo come testimone. Blood diamonds, ci hanno fatto nel 2006 pure il film con Leonardo Di Caprio, sono quei diamanti estratti nelle zone di guerra civile e trafficati di contrabbando per finanziare le fazioni in campo. Negli ultimi vent’anni, hanno rappresentato per l’Africa Occidentale l’equivalente di quel che sono state la coca per le guerriglie dell’America Latina e l’oppio per quelle dell’Asia o dei Balcani. Per questo l’Onu promosse il “Processo di Kimberley”, per assicurarne una certificazione che impedisse ai “diamanti insanguinati” di trovare acquirenti. Charles Taylor era invece un signore della guerra che nel 1989 con l’aiuto di Gheddafi organizzò in Costa d’Avorio un esercito con cui invase la natia Liberia, per rovesciare il regime di Samuel Doe. A sua volta un personaggio non raccomandabile, che però morì trucidato l’anno dopo dagli scherani dell’altro signore della guerra Prince Johnson. E tra 1990 e 1996 Taylor e Johnson si contesero il Paese assieme a altre cinque fazioni, riducendolo a un mattatoio. Infine nel 1996 quando l’Onu riuscì a arrangiare libere elezioni Taylor fu eletto col 75% dei voti: gli osservatori riferirono un diffuso sentimento del tipo “facciamolo Presidente con le buone, e magari si calma”. Invece continuò, appoggiando un’insurrezione in Sierra Leone, mentre contro di lui insorgevano due nuovi gruppi armati. Messo sotto sanzioni dall’Onu nel 2001, nel 2003 fu costretto a dimettersi, e dal 2006 è sotto processo da parte di una Corte Speciale per la Sierra Leone. L’accusa è di crimini contro l'umanità, crimini di guerra e violazione del diritto internazionale umanitario: azioni che avrebbero provocato 200.000 morti e varie migliaia di mutilati. Appunto a questo tribunale nell’agosto del 2009 Mia Farrow ha raccontato di quella volta nel 1997, quando l’allora presidente sudafricano Nelson Mandela aveva invitato a casa sua la stessa Mia, Naomi, Quincy Jones e Charles Taylor: un’attrice, una modella, un musicista e un assassino, effettivamente di che fare un po’ di colore. Facendo colazione, Naomi le avrebbe detto che nel cuore della notte “uomini di Taylor” si erano presentati alla porta della sua camera per offrirle a nome suo un diamante greggio. Meglio di Briatore e Chávez… Il fatto è però che Taylor stava in Sudafrica anche per vedersi col noto trafficante Niko Shefer, e di ritorno a Monrovia un carico d’armi partì per i ribelli della Sierra Leone. Taylor nega di averlo pagato con diamanti forniti dagli stessi ribelli, che se li procuravano facendo lavorare le popolazioni locali in condizioni di schiavitù; ma secondo il sostituto procuratore del Tribunale Nicholas Koumjian il regalino a Naomi sarebbe la prova che lui quei diamanti insanguinati se li era portati in Sudafrica in valigia diplomatica. È difficile che Naomi possa trattare i giudici internazionali come i cameramen dell’Abc News, ma forse la salverà un cavillo. Il sostituto procuratore di testimoni ne ha infatti già sentiti ben 91, e la richiesta di aggiungerci la modella potrebbe essere cassata perché ormai superflua. UN ANGELO Di recente un giornalista ha fatto una domanda a Naomi sul diamante e lei ha distrutto due telecamere. (Olycom)

Due soldati italiani in Libano soccorrono un militare libanese (LaP) Libano e Siria. Si sta dunque sempre più confermando la nostra - facile profezia che vedeva incancrenirsi la situazione tra Libano e Israele non tanto e non solo a causa del quadro geopolitico locale, ma anche e soprattutto perché questo è interesse precipuo di Teheran. A fonte di nuove sanzioni Onu (sia pure blande, come saranno) e della crisi politica interna (anche se l’Onda Verde fatica allo spasimo a reggere il peso di una repressione feroce), Khamenei e Ahmadinejad possono infiammare tramite la Siria ed Hezbollah tutto il quadro mediorientale, presentandosi quali alfieri del Jihad contro Israele e rafforzando così la propria posizione sia sul piano interno che esterno. Si prospetta quindi un’estate rovente nel paese dei cedri e bene farebbe il governo italiano a mettere in agenda una immediata verifica sull’evoluzione della crisi, per evitare che i nostri 2.500 militari della missione Unifil si trovino all’improvviso a dover fronteggiare - letteralmente presi tra due fuochi - una probabile nuova guerra.

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ESCALATION

L’EGITTO AVVISA L’Egitto ha avvertito gli Stati Uniti del rischio di una possibile escalation militare fra Israele e Libano, che potrebbe portare ad un’altra guerra come quella dell’estate del 2006. LE ARMI La tensione fra Israele e Libano è salita da quando lo stato ebraico ha accusato la Siria di aver fornito missili Scud alla milizia del partito sciita libanese Hezbollah. GLI USA Nel suo messaggio alla Clinton, ilministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul Gheit ha sottolineato l’importanza del ruolo che possono assumere gli Stati Uniti per ridurre la tensione e proteggere il Libano.

Vittime illustri

La missione della modella-007: rovinare chi attacca il Cremlino
 La storia sembra uscita da un film di James Bond, dove si annidano ovunque le donne fatali, che fanno di tutto per ammaliare l’agente segreto più famoso del cinema. E in questo caso, il capitolo della saga è senza dubbio “Dalla Russia con amore”, in cui una spia di Mosca cerca, puntando sul suo fascino irresistibile, di conquistare e uccidere Bond. Ma è tutta vera la vicenda di Ekaterina Gerasimova, in arte Katya, Ekaterina Gerasimova che sarebbe diventata l’ultima arma letale del premier Vladimir Putin. Secondo le numerose vittime cadute nella sua “trappola al miele”, sarebbe una spia la cui missione è di colpire i detrattori del Cremlino e la loro reputazione. Una Mata Hari moderna, insomma, che si aggira tra i palazzi del potere in Russia, al soldo dei servizi segreti, che si finge modella e usa le armi della seduzione e la droga per compromettere i nemici del governo, immortalarli in atteggiamenti imbarazzanti e poi diffondere i loro video su internet. La sua ultima vittima, il giornalista Viktor Shenderovich, ha denunciato che la “trappola” di Katya era stata organizzata dal Cremlino per infangarlo. Stesso destino è toccato anche al direttore del periodico Russian Newsweek e ad alcuni membri dell’opposizione. Le tecnologie per riprendere le vittime, dicono gli esperti, sono molto avanzate. E la tecnica è la stessa usata dal Kgb durante la Guerra Fredda, per colpire i diplomatici stranieri. Si dice che un tentativo del genere, non andato in porto, è stato fatto negli anni ’50 ai danni di Harold Wilson, allora primo ministro del Regno Unito. Non ha resistito invece, nel 1968, l’ambasciatore britannico Sir Geoffrey Harrison, che una volta tornato in patria ha dovuto ammettere: «Le mie difese sono crollate». Per arrivare poi all’anno scorso, col caso del console James Hudson, costretto a dimettersi dopo la diffusione di un video su internet che lo ritrae con due prostitute. Il filmato di oltre quattro minuti è apparso prima sul sito scandalistico Informacia.ru e poi è rimbalzato fino in Gran Bretagna. Di lì a poco un altro caso. Quello di Kyle Hatcher, stimato funzionario della sezione politica dell’ambasciata Usa a Mosca, impegnato sul fronte della società civile e delle ong per i diritti dell’uomo.
AL. CARL.

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ESTERI

Gaffe di Brown a microfoni aperti: dà della fanatica a una sua elettrice
 Prima gaffe di Gordon Brown nella campagna per le elezioni del 6 maggio: il premier britannico è stato sorpreso a denigrare un’elettrice con i suoi collaboratori. Al termine di un comizio a Rochdale, nel nordovest dell’Inghilterra, Brown ha incontrato un’anziana vedova che da “laburista delusa”lo ha incalzato per alcuni minuti con domande sugli immigrati dall’Est Europa e sul debito pubblico. Dopo uno scambio di battute, il titolare di Downing Street si è infilato nella limousine ed è ripartito, dimenticando di aver ancora addosso un microfono. «È stato un disastro», si è lamentato il premier, la cui voce veniva ancora rilanciata dall’impianto di amplificazione del comizio. «Non mi avreste mai dovuto mettere con quella donna», ha detto, «era solo una fanatica». A Brown, poi, è stata fatta risentire da Bbc Radio la registrazione della sua incauta uscita: il premier si è messo una mano nei capelli e ha espresso le sue «più profonde scuse». Poi si è recato di persona a casa della donna per chiarire l’incidente. (Foto Ansa)

Carovana di pace a Oaxaca

Attacco ai volontari in Messico, italiano rapito
Imboscata dei paramilitari: uccise cinque persone e ferite sette. Nessuna notizia del nostro connazionale, David Casinori
::: ALESSANDRO CARLINI
 Una guerra lontana combattuta tra gruppi indigeni, in uno degli stati più turbolenti del Messico. E un gruppo di volontari sono stati coinvolti negli scontri, mentre stavano portando aiuti umanitari in una regione in cui nemmeno le autorità osano andare. Così una “carovana per la pace” è stata attaccata martedì pomeriggio nel sud del Paese in un’imboscata in cui sono state uccise cinque persone e sette sono state ferite. Ma oltre a loro gli assalitori avrebbero anche preso degli ostaggi, fra cui un italiano, David Casinori. Pochissime le notizie sul nostro connazionale fino a ieri sera, con la Farnesina impegnata a trovare la conferma alle voci che si sono rincorse per tutto il giorno. I morti sono Beatriz Carino, dell’organizzazione “Cactus”, e Tyri Antero Jaakkola, uno degli osservatori internazionali che facevano parte della carovana, integrata tra gli altri da militanti dei diritti umani. L’aggressione, portata a termine da un gruppo “paramilitare” di uomini armati, è avvenuta quando il gruppo a bordo di tre veicoli stava avvicinandosi al villaggio di San Juan Copala, nello Stato di Oaxaca. Anche se il quadro non è per niente chiaro. «Non sappiamo quanti siano gli attivisti coinvolti nell’assalto, perché il gruppo è stato rapito, lo è tuttora». Spiegava ieri pomeriggio, in un’intervista telefonica all’Adnkronos, Gabriel Bagundo, un esponente dell’ong “Liga Mexicana por la defensa de los derechos humanos”, che opera in quella zona. Fra gli attivisti, si limitava a precisare Bagundo, «vi sono persone provenienti da Finlandia, Belgio, Italia e Germania». Ma chi sono gli assalitori? Si tratterebbe di militanti dell’Unio-

Vicino alla clinica Dignitas

Trovate 300 urne nel lago di Zurigo con ceneri umane
::: SIMONA VERRAZZO
 Peggio di un film dell’orrore in Svizzera: nelle acque del lago di Zurigo sono state scoperte 300 urne contenenti ceneri umane. Ma a rendere la notizia ancora più macabra è il fatto che i contenitori siano stati rinvenuti nelle vicinanze della clinica Dignitas, ormai famosa in tutto il modo per la sua pratica del suicidio assistito. E che le urne cinerarie potrebbero essere della discussa associazione, scrive il quotidiano britannico Daily Telegraph, c’è che hanno il logo del crematorio di Nordheim, quello comunemente usato proprio da Dignitas. «Dopo la cinquantesima abbiamo smesso di contarle», ha detto Roman Ruetz, subacqueo della polizia elvetica, che ha aperto un’inchiesta. Al momento nessuno è indagato, ma se ci fosse un colpevole rischierebbe fino a tre anni e una multa di quasi 35.000 euro. Tutti guardano a Dignitas, alla quale non è stato contestato alcun reato. Ludwig Minelli, fondatore e presidente della clinica, si è rifiutato di fare commenti. Assolutamente casuale il ritrovamento. Alcuni sommozzatori stavano cercando un ombrellone che si era staccato da un’imbarcazione, quando è avvenuta la macabra scoperta. Alla tredicesima urna hanno avvisato l’Agenzia per l’ambiente locale, che ha dato il via al setaccio del fondale del lago di Zurigo. Il portavoce dell’ente, Wolfgang Bollack, ha detto che è stata sporta denuncia contro ignoti per violazione di cadavere e che le urne recuperate saranno conservate in un luogo degno. Il Times riporta lo sdegno di Nicolas Mori, uno dei portavoce del Consiglio della chiesa svizzera, che ha definito inaccettabile l’accaduto perché le urne sono state buttate “come spazzatura”. E proprio il Times, un anno e mezzo fa, riportò le confessioni di una ex impiegata di Dignitas, Soraya Wernli. La donna già allora disse che la clinica aveva gettato nel lago più di 300 urne.

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L’AZIONE

GUERRA INTESTINA Un murales a Oaxaca, in Messico, dove i paramilitari hanno attaccato una colonna umanitaria (LaPresse) ne benessere sociale della regione Triqui (Ubisort), gruppo paramilitare vincolato al Pri (Partido revolucionario institucional), principale forza d’opposizione del Messico. L’Ubisort si contrappone a un altro movimento della regione, il Movimento unificatore della lotta Triqui (Mult): si tratta di due gruppi etnici rivali, entrambi della comunità indigena Triqui, che si combattono da anni su una serie di punti. Secondo fonti ufficiali, il bilancio nel 2009 di tale lotta è stato di una trentina di morti. La spaccatura tra i due gruppi sarebbe aumentata negli ultimi giorni a causa dell’avvicinarsi delle elezioni in Oaxaca, in programma il 4 luglio. Il convoglio umanitario attaccato, ricordano le fonti, era diretto al municipio di San Juan Copala,

GLI AGGRESSORI L’agguato, sarebbe stato compiuto da membri della Union de Bienestar Social de la Region Triqui (Ubisort), I RAPITI Oltre a Casinori altre persone (due finlandesi, un belga e due messicani) risultano disperse. LE VITTIME Le due vittime sono state invece identificate come Beatriz Carino e Tyri Antero Jaakola, membro di una Ong finlandese. L’AGGUATO L’agguato è stato compiuto mentre la delegazione si stava recando nel municipio autonomo di San Juan Copala, nella regione di Mixteca, sede del Movimiento de Unificacion y Lucha Triqui-Indipendiente.

dove ha la sua sede il gruppo del Mult. Per comprendere quello che sta accadendo da quelle parti bisogna ricorrere alla stampa messicana: il luogo dove è avvenuto l’assalto è tagliato fuori dal mondo, con le milizie che non fanno entrare o uscire nessuno. La polizia ha già tentato diverse volte di raggiungerlo, ma è stato respinta a colpi di arma da fuoco. Quello di Oaxaca è uno stato poverissimo, celebre in Italia per la località turistica di Puerto Escondido, resa famosa da un film di Gabriele Salvatores. Nel 2003, in quello Stato venne fondato il primo partito politico indigeno del Paese, da 35.245 indios Triqui, una delle 64 etnie presenti in Messico. Gli indigeni Triquis fanno parte della "grande famiglia mixteca", riconoscibili per gli abiti di cotone grezzo indossati dagli uomini e per i poncho colorati delle donne.

La denuncia di un avvocato europeo

Vittime di incidenti aerei discriminate Gli americani “valgono” 16 volte di più
::: DANIELA MASTROMATTEI
 Siamo tutti uguali! E la Terra scoppiò a ridere. Dio ci ha provato a creare gli uomini più o meno tutti uguali, ma poi si è fatto prendere la mano dalle dosi di intelligenza egoismo e cattiveria. Un cocktail esplosivo da cui è venuto fuori un mondo fatto, come ci hanno dimostrato a suo tempo Caino e Abele (ed erano fratelli), da buoni e cattivi, da vittime e carnefici, da vinti e vincitori. Da chi vale di più e chi meno. L’ennesima conferma arriva dall’incidente del tragico volo Air France AF447 Rio-Parigi, precipitato nell’oceano il primo giugno 2009: una vittima americana di quell’aereo per l’assicurazione di Air France “vale” sedici volte più di una vittima europea. Notizia a dir poco sconvolgente. La denuncia, riportata dal sito online del quotidiano francese “Le Monde”, arriva da Sarah Stewart, l’avvocato londinese che rappresenta una cinquantina di famiglie delle vittime. Secondo il legale, ai congiunti di un passeggero Usa perito nella sciagura vengono offerti quattro milioni di dollari alle persone, contro i 750.000 dollari offerti per il Brasile e i 250.000 per gli europei. Che dire: una classifica che si commenta da sola. Nella sciagura sono morti i 216 passeggeri e i 12 membri dell’equipaggio. Al momento sono stati individuati 900 aventi

RIPESCATO Una parte dell’aereo caduto nel 2009 (LaP) Respinge però le accuse al mittente Patrick de La Morinerie, direttore generale aggiunto di Axa Corporate Solutions, che rappresenta l’insieme degli assicuratori coinvolti e si accollerà il 12,5 per cento degli indennizzi. «Questi commenti», ha dichiarato, «sono infondati. Le proposte di indennizzo non sono fatte in funzione delle nazionalità, ma secondo la situazione di ogni congiunto degli scomparsi e in applicazione in virtù della Convenzione di Montreal». Il manager sostiene che vi siano «differenze tra le giurisprudenze dei vari Paesi ma, a parte questo, importa la situazione propria di ogni vittima e di ciascuno degli aventi diritto». Staremo a vedere, sperando che vinca la giustizia.

diritti ai rimborsi. «Le indicazione che abbiamo», afferma l’avvocato, «provengono da fonti legate agli assicuratori e suggeriscono che Air France e i suoi assicuratori sperano di poter regolare le domande di indennizzo a prezzo basso e discretamente con le famiglie, su base confiden-

ziale. Alcune famiglie si vedono offrire dieci volte meno, altre dieci volte più in parte in funzione della nazionalità». Dunque, accusa il legale, «ci troviamo in una situazione in cui i passeggeri americani e brasiliani valgono di fatto più di britannici, irlandesi o altri europei».

Borsa Milano-FTSE Mib

Borsa Londra-FTSE 100

Borsa Parigi-CAC 40

Petrolio - al barile

Euro/Dollaro

Gli indici

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85,71 $

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Crisi internazionale

La Germania cede: salveremo Atene
Berlino dice sì agli aiuti per la Grecia: fino a 120 miliardi in tre anni. Allarme della Merkel: «Evitare un altro caso Lehman». Ma Standard & Poor’s declassa pure Madrid. Borse giù, euro ai minimi da un anno
::: FRANCESCO DE DOMINICIS
 Il rischio da evitare, sono parole del cancelliere tedesco Angela Merkel, è che il crac della Grecia si trasformi in un nuovo caso Lehman Brothers. Insomma, la crisi ellenica non deve diventare una epidemia finanziaria mondiale. Ecco perché dopo una nuova giornata di passione sui mercati e l’ennesimo appello di Atene all’Europa perchè «spenga l’incendio», la parola d’ordine di ieri era accelerazione, con la Germania che sembra aver ammorbidito le sue rigidità ed aver ceduto sugli aiuti. Le cifre del prestito ad Atene sono lievitate ben oltre i 100 miliardi: la stima di Fmi e Bce è che si possa arrivare fino a 120 miliardi, mentre il ministro dell’Economia tedesco Rainer Bruderle ha parlato di 135 miliardi per tre anni. Nonostante l’appello di Berlino, sembra esserci la prima vittima. Dopo il declassamento annunciato martedì a Grecia e a Portogallo, sotto la scure del giudizio di Standard and Poor’s è finita la Spagna. Anche se, ha fatto sapere il ministro dell’Economia spagnolo, Jose Manuel Campa, il suo declassamento non mette in dubbio l’obiettivo di tagliare il deficit. «La cosa importante è rafforzare le misure di medio-lungo periodo per la crescita. Questo è lo scopo principale perchè di fatto la revisione del rating non mette in dubbio la nostra volontà di ridurre il deficit», ha spiegato Campa. La Spagna punta a ridurre il proprio deficit pubblico dall’11,2% del 2009 al 3% entro il 2013. Tornando alla Grecia, e alle aperture da Berlino, il ministro tedesco Wolfang Shaeuble ha spiegato che venerdì i gruppi parlamentari discuteranno la bozza di legge e lunedì il provvedimento dovrebbe essere pronto per l’approvazione. Nel frattempo ad Atene, Fmi, Bce e commissione Ue dovranno ultimare i dettagli dell’intesa sul programma di aiuti con il governo greco. La Merkel ha detto che è stata imboccata la «strada giusta» e che «i negoziati devono essere accelerati». Un capolavoro di ambigiutà, quello di Berlino. Fatto sta che dopo il lungo pressing di Ue e Fmi il governo tedesco chiederà subito al Parlamento di approvare gli aiuti alla Grecia fino a 8,4 miliardi di euro nel 2010 e per un ammontare non ancora specificato nel 2011 e 2012. Il numero uno del Fondo monetario, Dominique Strauss Kahn, in missione a Berlino, ha chiarito che «tutti i dettagli del piano di aiuti alla Grecia non saranno disponibili finchè i negoziati di Atene non si saranno conclusi». Intanto il governo ellenico però prende tempo e annuncia che non intende tagliare i salari, così come richiesto dalla Ue e dal Fondo come misura anti-deficit. Il governo ha imposto riduzioni sulla spesa pubblica, scatenando le proteste delle opposizioni e quelle in piazza. E crescono, tra i greci, la paura del naufragio economico, la rivolta contro un piano di austerità che rischia di cambiargli la vita, e la rabbia per essere additati come i paria dell’Europa. La giornata era iniziata con le pressioni di Ue e Bce su Berlino: aveva assicurato che l’Unione europea ed Eurotower sono «determinate a garantire la stabilità» dell’Eurozona e che quindi arriveranno gli aiuti. La ristrutturazione del debito di Atene «non è un’opzione» sul tavolo e «non fa parte dei colloqui», aveva chiarito la commissione. La faccenda è seguita con «preoccupazione» anche dagli Stati Uniti. La Casa bianca è costantemente informata sugli sviluppi. I mercati restano incerti: l’euro ha toccato il minimo da un anno a 1,3143 dollari e vanno ancora giù le Borse europee. Gli obbligazionisti rischierebbero una perdita di 200 miliardi di euro in caso di default. Ma l’incendio ormai è scoppiato e se la Grecia «si è assunta la piena responsabilità della crisi economica e finanziaria della crisi», l’eurozona deve assumersi la responsabilità di «impedire che l’incendio si diffonda» agli altri Paesi, è l’ennesimo appello del premier greco George Papandreou. Che ieri ha dovuto assistere a una nuova impennata sui mercati dei tassi dei titoli di stato greci, quelli a dieci anni, che hanno fatto registrare un differenziale rispetto ai bond tedeschi fino a 847 punti base dai 690 di martedì, livello massimo dal 1996. La Commissione è intervenuta anche per mettere a tacere le voci di una possibile ristrutturazione del debito. «Non è un’opzione nè per la Grecia nè per nessun altro Paese dell’eurozona». In ogni caso, entro il 10 maggio si terrà un vertice dei leader dell’Eurogruppo per dare il via libera al prestito. Anche se sui tempi della riunione i è impossibile fare previsioni. In teoria a Commissione e Bce avrebbero bisogno di un paio d’ore per comunicare il loro giudizio. I capi di Stato e di governo possono agevolmente riunirsi in videoconferenza qualche ora dopo. Esiste un motivo ragionevole per aspettare il voto in un Land tedesco (9 maggio)?

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Il sospetto

Le agenzie di rating fanno il doppio gioco?
::: CLAUDIO ANTONELLI
 Standard & Poor's ieri ha aspettato la chiusura dei listini per declassare la Spagna. In una nota ufficiale l’agenzia ha spiegato che la decisione «è motivata dalla previsione di un prolungato periodo di limitata crescita economica che indebolirà la posizione fiscale del Paese». L’outlook sul rating ovviamente è negativo, con la possibilità dunque di ulteriori downgrade se i conti dovessero peggiorare. Martedì stessa operazione nei confronti della Grecia e del Portogallo. E le coincidenze ormai sono troppe per non pensare male: ovvero che le sorelle del rating facciano il doppio gioco. I tre Paesi a onor di cronaca dovevano essere declassati da mesi, eppure nessuno si è mosso perchè c’era da piazzare i i titoli di debito. Ora invece è più conveniente gettare benzina sul fuoco perché chi specula raccolga altri frutti. Specialmente contro l’euro. Così non solo i giudizi sembrano essere piazzati scientificamente, ma pure le regole vengono cambiate in corso d’opera. Fino al 28 giugno alla Borsa di Atene è stata sospesa ogni forma di short selling (vendita allo scoperto). Allo scopo di contrastare la speculazione ribassista internazionale. Al contrario tutte le forme di speculazione rialziste anche a leva 1:100 sono consentite. Come se le bolle rialziste fossero meno pericolose di quelle ribassiste. Nel libero mercato di fatto la vendita allo scoperto dovrebbe servire a contro bilanciare le speculazioni al rialzo e a rendere i rally di borsa più realistici. Di fatto se finalmente si colpissero le leve che consentono di sborsare di tasca propria 10 e di investire fino a 1000 si renderebbe l’intero sistema più sano. Al contrario, invece di una riforma complessiva, si continua a modificare singole componenti speculative guarda caso nel momento in cui non servono più a chi specula. Al tempo stesso sembra che le agenzie di rating abbiano deciso di innescare ogni sera una bella bomba e non c’è da stupirsi se nei prossimi giorni sarà il turno dell’Italia anche se è un pesce più difficile da aggredire. Dunque chi è in grado di escludere che anche le agenzie di rating non abbiano i propri interessi da difendere? E se gli americani, come sembra, hanno deciso di guadagnare sulle spalle dell’Europa -perché toccare la Cina è troppo rischioso - come possiamo continuare ad accettare le agenzie di rating come arbitri del mercato?

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Asse Parigi-Pechino per un nuovo «ordine monetario multipolare»
 Il presidente della Francia Nicolas Sarkozy ha annunciato ieri a Pechino al termine dell’incontro con Hu Jintao che la Francia e la Cina intendono riflettere insieme «su un nuovo ordine monetario multipolare». «Prepareremo con largo anticipo la presidenza francese del G20 - ha dichiarato Sarkozy - riflettendo su un nuovo ordine monetario multipolare». Nella stessa conferenza stampa il presidente cinese Hu Jintao ha espresso la propria soddisfazione per la visita di tre giorni dell’inquilino dell’Eliseo spiegando che questa visita apre «una nuova pagina» nelle relazioni bilaterali fra i due paesi che nel 2008 avevano conosciuto momenti di tensioni per la questione del Tibet. In un questo clima di maggiore cordialità, Sarkozy ha parlato in termini concilianti di uno dei temi più scottanti nei rapporti tra la Cina e il resto del mondo, vale a dire la sottovalutazione dello yuan. «La convinzione della Francia - ha detto - è che sia perfettamente improduttivo accusarsi a vicenda». Intanto secondo il China Daily il governo cinese potrebbe prendere delle ulteriori misure per frenare la speculazione sul mercato immobiliare dopo aver vietato alle banche di erogare prestiti per gli acquisti della terza casa nelle città con rialzi eccessivi dei prezzi.

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L’analisi

Speculatori all’attacco Chi salverà i risparmiatori?
::: segue dalla prima DAVIDE GIACALONE
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(...) è, in valore assoluto, poca cosa. All’Europa costa meno sterilizzarlo, piuttosto che affrontare la decomposizione della moneta unica, accelerata dai guai spagnoli e portoghesi, cui seguiranno a ruotaquelli irlandesi. La crisi in atto, oramai, mostra le voragini politiche sulle quali ci troviamo. Deve fare i conti con i seguenti, e altri problemi. 1. Scrivere che l’euro è una moneta nata senza avere alle spalle un’autorità politica è divenuto un luogo comune. In questi giorni, però, emerge l’irrilevanza anche della Banca eentrale europea. E se non esistono istituzioni europee propriamente dette, che siano all’altezza di questi problemi, anche il vecchio sistema dei coordinamenti fra nazioni (i consigli dei ministri) mostra la corda. 2. Il mondo viaggia ad una velocità superiore rispetto a quella delle istituzioni che amministrano i Paesi che lo compongono. I ministri possono riunirsi e fissare scadenze future, entro le quali elaborare decisioni, i mercati, però, non rimandano, sono in moto perpetuo. I governi possono prendere pause per riflettere, ma l’informatica e le comunicazioni al servizio della finanza non lo consentono. Il differenziale di tasso che i greci dovrebbero, e non possono, pagare, per prendere capitali dal mercato, è lievitato in un tempo brevissimo. 3. La Grecia va incontro alla bancarotta. I problemi erano già noti, ma la botta finale è stata data dal declassamento emesso da Standard & Poor’s, che definisce spazzatura i titoli del debito pubblico ellenico. Che aveva già declassato il Portogallo e ora punisce la Spagna, sebbene con un giudizio meno severo. Quei giudizi hanno un enorme peso politico, ma sono formulati da chi non ha alcun mandato istituzionale, né può sostenere d’essere affidabile, visto che di non innocenti cretinate ne ha dette a palate, preparando la crisi finanziaria globale che ancora paghiamo. E allora, come si spiega che la voce delle agenzie di rating pesi ancora? Perché gli speculatori amano gli allarmi, certo, perché i mercati si muovono come stormi, ma prima ancora perché non esistono autorità sovranazionali dotate d’autorevolezza superiore. 4. Ciò detto, la Grecia non è vittima di un complotto speculativo, ma dell’avere ripetutamente imbrogliato, mentendo. I tedeschi non hanno torto, quando intendono far pesare questo elemento, altrimenti, si

incoraggerebbero imitazioni. Ma il nodo politico si riassume in una domanda: posto che la responsabilità è del governo greco e posto che tutti i Paesi dell’euro sono retti da sistemi democratici, chi avvia le pratiche per la sfiducia? In Grecia le piazze sono piene di manifestanti che imprecano contro l’Europa e il Fondo monetario internazionale, ovvero contro quanti potrebbero concorrere al salvataggio. Se, come chiedono i tedeschi, si subordina l’aiuto alla sottoscrizione di un piano di rigore, non si sta, di fatto, commissariando la democrazia greca? Non è indifferente che il patto di stabilità si sostituisca agli elettori. 5. Francia e Italia insistono per il salvataggio, che è anche un buon affare: da una parte ci metteremmo al riparo da una crisi contagiosa, dall’altra presteremmo denaro ad un tasso superiore a quello che paghiamo per chiederlo, quindi con un saldo positivo. Se non si vuole innestare la marcia indietro, rispetto all’euro, è l’unica strada da battersi. I tedeschi hanno recalcitrato, ma ora correggono la rotta, visto che potrebbe essere presentato loro il posticipato conto dell’unificazione, che fu messo anche sulle nostre spalle, proprio grazie all’euro. Ma non possiamo mica continuare a rinfacciarci la storia, né possiamo pensare di correre a salvare tutti gli europei in difficoltà, qualsiasi cosa abbiano combinato, anche perché, prima o dopo, ciascuno sarebbe chiamato a salvare se stesso. 6. Non si devono considerare negativi tutti gli egoismi nazionali, ma lo divengono quando, anziché rispondere ad esigenze geostrategiche, vengono a galla per ragioni di cucina elettorale. Ho il massimo rispetto per i tedeschi della Renania Westfalia, e m’intriga l’idea che colà si parlino ben nove dialetti, ma difficilmente le elezioni dei loro amministratori possono parlare la lingua dell’Europa. Il governo tedesco ha le sue ragioni, l’ho già ricordato, ma conta, eccome, anche la concorrenza elettorale fra i due partiti che lo compongono, in gara nel rassicurare i villici circa i loro quattrini. La sproporzione fra la partita in atto e gli interessi in gioco è talmente grande da imporre una riflessione sulla democrazia rappresentativa. Il migliore dei sistemi possibili, diceva Churchill, se si escludono tutti gli altri. Verissimo, ma la finanza ne ha trovato uno che non si lascia escludere.

Perché Roma non è come Madrid

Ora rischia anche la Spagna Ma l’Italia non può fallire
Il nostro debito netto verso l’estero è l’8% del Pil, quello iberico otto volte tanto
::: CLAUDIO ANTONELLI
 Gli speculatori soprattutto quelli che amano il biglietto verde non hanno mai nascosto il desiderio di sfruttare l’enorme debito pubblico italiano. E al tempo stesso di cavalcare i punti deboli degli altri paesi del club med dell’euro. Di conseguenza Spagna, che ieri è stata declassata da Standard & Poor's, e Irlanda potrebbero entrare nel mirino dei raider finanziari per la loro bassa liquidità. Negli ultimi anni le due nazioni hanno visto crescere il debito fatto da bolle finanziarie e immobiliari. Parallelamente Grecia e Portogallo vedono nella scarsa solvibilità il loro punto debole. L’Italia al contrario è una nazione di grandi risparmiatori privati che è riuscita negli ultimi tre anni a tenere bassi i costi del debito pubblico in proporzione alla crescita dell’economia tricolore. Inoltre sarà più difficile aggredire l’Italia rispetto a Portogallo, Grecia o Spagna per due semplici motivi. Il primo è di ordine psicologico. Fino a cinque anni fa la fama dell’Italia è stata quella della cicala. Pur essendo aumentato il debito pubblico di oltre 100 miliardi in poco più di un anno, in relazione a tutti gli altri Paesi Ue l’Italia ha di fatto contenuto le difficoltà. Rimarrà una cicala ma in un mondo dove chi era considerato formica spende e spande automaticamente si viene quasi considerati virtuosi. Il secondo motivo è di ordine congiunturale. Se si cambia unità di misura e non si calcola semplicemente il rapporto tra debito pubblico e Pil, ma si utilizza come termine di paragone il rapporto tra debito estero netto (somma dei capitali in entrata e uscita da un nazione) si scopre che l’Italia è da record. Il debito netto estero del Portogallo vale il 122 per cento del Pil, quello della Grecia più del 100 per cento, quello della Spagna il 65 per cento. Mentre l’Italia se la cava con l’8 per cento. Inoltre per compensare questa esposizione Lisbona dovrebbe moltiplicare per quattro il valore dell’export annuale (dati 2009), Atene per cinque e per due e mezzo Madrid. Al contrario a Roma basterebbe la metà delle esportazioni, ovvero sei mesi di export, per colmare il debito estero. Il tutto nell’anno nero del commercio estero. Quindi le prospettive di rafforzamento della stabilità italiana in caso di ripresa (siamo ancora lontani) aumenterebbero esponenzialmente. Ne segue la tranquillità (a volte un po’forzata) dei politici nostrani. L'Italia è «al riparo», ha assicurato ieri Bonaiuti. E il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, sulla stessa linea d’onda, ha sottolineato: «Siamo in grado di evitare qualsiasi forma di contagio». Dal Tesoro non arriva alcun commento. Ma era stato lo stesso Tremonti a dire che la crisi internazionale non è finita. «Siamo ancora dentro», aveva avvertito. Dunque massima cautela. «L’Italia ha comunque dalla sua parte una

In Italia pochi titoli-spazzatura

Investitori e banche sono al riparo
 Mancano dati ufficiali a livello di sistema. Ma la domanda rimbalza con insistenza: quanta spazzatura è in circolazione? L’Italia, secondo primissime stime, sembra essere poco esposta con i paesi europei che hanno i conti in bilico, vale a dire Grecia, Portogallo e Spagna. Le ultime elaborazioni della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) - che ha analizzato i crediti degli istituti italiani con tutti i pigs (maialini), includendo quindi anche l’Irlanda - dicono che in ballo c’è una cifra pari al 3,56% del Pil nazionale. Più o meno una cinquantina di miliardi di euro. Gli investimenti irlandesi corrispondono, probabilmente, alla fetta più piccola della torta dei pigs. L’esposizione italiana, in ogni caso, resta tutto sommato trascurabile. Le preoccupazioni, però, non mancano. E quando c’è uno stato sovrano vicino al fallimento (default) il pensiero corre subito ai tango bond del 2001 e alla carta straccia da 14,5 miliardi di euro rifilata ai 450mila risparmiatori del nostro Paese. Per quanto riguarda Grecia, Portogallo e Spagna non è chiaro con precisione quanti bond greci, spagnoli e portoghesi siano in mani italiane. Si sa invece, sempre secondo i dati della Bri, che le banche della Penisola hanno in pancia circa 5,27 miliardi di euro di bond della Grecia. Il dato è aggiornato a dicembre 2009 e risulta in calo rispetto ai 6,92 di settembre. Poca roba, soprattutto rispetto ai 34,25 miliardi delle banche tedesche o ai 57,1 miliardi di quelle francesi. Francia e Germania non sarebbero immuni di fronte al crac greco. Il coinvolgimento sarebbe pesante. In Italia il diktat è niente panico. Mediolanum, martedì pomeriggio, ha dichiarato di averte titoli greci per complessivi 100 milioni di euro. Poco prima aveva rotto il ghiaccio il Monte dei paschi di Siena: 20 milioni il monte crediti con la Grecia. Le assicurazioni Generali hanno 2,2 miliardi di titoli dei pigs (749 solo con la Grecia),mentre il ramo bancario non ne ha. Nei bilanci di IntesaSanpaolo i pigs valgono 1,5 miliardi (circa 1 miliardo la fetta ellenica). Unicredit ha fatto sapere di avere un’esposizione «poco significativa», ma «costantemente monitorata». Irrisoria pure quella di Bpm. A quota 50 milioni i titoli in pancia alle compagnie Fonsai, mentre il Banco popolare ne ha 91.
F.D.D.

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Intesa Sanpaolo, Beltratti favorito per la presidenza del consiglio di gestione
 Andrea Beltratti, indicato dalla Compagnia di San Paolo insieme con Domenico Siniscalco come componente del consiglio di gestione, è il favorito per la presidenza del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo. «Alla fine», stando a quanto riferito da una «fonte autorevole» interpellata dall’agenzia AdnKronos, i grandi azionisti della banca dovrebbero convergere sul professore torinese che insegna all’Università Bocconi di Milano. La scelta di Beltratti rappresenterebbe una sorta di compromesso fra i sostenitori della conferma di Salza, e l’opzione Siniscalco, avanzata dal presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, con modalità che hanno fatto sollevare più di un sopracciglio tra altri grandi azionisti. Le chances di Salza, spiega la fonte, sarebbero diminuite, perché la ri conferma alla guida del cdg, dietro supporto degli azionisti non torinesi, sarebbe una scelta di rottura con questi ultimi. Gli accordi più o meno taciti prevedono che la presidenza del consiglio di gestione vada ai torinesi, essendo il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, e quello del consiglio di gestione, Corrado Passera, indicati dai soci ex Intesa e in particolare dalla Fondazione Cariplo.

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Proposte

L’emergenza è superata Le Pmi devono pensare a rafforzare il patrimonio
::: BRUNO VILLOIS
 Il quadro generale economico-finanziario del nostro paese tira le somme del primo trimestre dell’anno. I dati che emergono consentono di essere moderatamente ottimisti per il secondo e il terzo trimestre, l’emorragia dell’occupazione si è attestata sotto il 8,5% e timidamente di mese in mese cominciano i recuperi di occupazione, diminuisce la cassa integrazione, la produzione industriale è in ripresa e la fiducia di imprese e famiglie sale. Un insieme di fattori che, se adeguatamente sospinti dalle decisioni del governo, dovrebbero far volgere al bello il quadro economico dei prossimi sei trimestri. Se così fosse potremmo definitivamente affermare di essere usciti dal ciclo recessivo e di esserci incamminati, vedremo con quale passo, verso un ciclo espansivo.

Il Nordest traina la ripresa

DIFFERENZE Il debito netto estero del Portogallo vale il 122 per cento del prodotto interno lordo, quello della Grecia più del 100 per cento, quello della Spagna il 65 per cento. Mentre l’Italia se la cava con l’8 per cento. Per compensare questa esposizione Lisbona dovrebbe moltiplicare per quattro il valore dell’export annuale (dati 2009), Atene per cinque, Madrid per due e mezzo Madrid. Al contrario all’Italia basterebbero sei mesi di esportazioni, per colmare il debito estero. struttura del debito diversa dai Paesi più esposti ai mercati internazionali. Basta dare un’occhiata ai valori correnti: lo spread con il bund tedesco è per il Btp italiano a 10 anni di 106 punti base. Nulla a che vedere con la Grecia dove è a 689 punti». Detto ciò la salute dell’export sarà sempre più un elemento fondamentale soprattutto quando italiani e tedeschi si troveranno (più di adesso) diretti concorrenti.

Si inverte la tendenza Nascono più imprese di quelle che muoiono
Le Camere di commercio certificano: netto calo della mortalità aziendale. Nell’industria sale la fiducia
::: CAMILLA CONTI
 La crisi economica non è ancora passata ma le imprese italiane prendono finalmente fiato. Lo dimostrano le fotografie scattate dalle Camere di Commercio, dall’Isae e dalla Fondazione Nordest. Diversi gli indici per misurare la temperatura dell’economia reale ma il verdetto è simile: l’azienda Italia ricomincia a carburare. Partiamo dai numeri elaborati da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese. Il segnale è positivo e lascia intravedere all’orizzonte un possibile ritorno alla stabilità nel corso del 2010. Il primo trimestre chiude con un saldo ancora negativo (-16.000) ma dimezzato rispetto allo scorso anno. Non solo. Sono state 123mila le imprese iscritte ai registri delle Camere di Commercio tra gennaio e marzo di quest’anno, 4.700 in più rispetto allo stesso trimestre del 2009. «Un dato che segna un’inversione di tendenza apprezzabile - sottolinea Unioncamere - rispetto agli ultimi due anni, segnati dall’esplosione della crisi internazionale: nei primi tre mesi del 2008, infatti, si registrarono circa 11.800 aperture in meno rispetto al 2007 e l’anno scorso la diminuzione rispetto al 2008 fu di ulteriori 12.200». Al recupero nella dinamicità delle iscrizioni ha fatto eco un rallentamento delle chiusure che, sempre tra gennaio e marzo, sono state di poco superiori a 139mila unità, oltre 10mila in meno rispetto al corrispondente periodo del 2009. Il saldo tra aperture e chiusure di imprese nei primi tre mesi dell’anno si è dunque attestato a -16.181 unità, molto vicino a quello registrato nel 2007. Ma soprattutto, dimezza quello del 2009 quando il “buco” all’anagrafe delle imprese, nei primi tre mesi dell’anno, aveva superato la soglia di 30mila imprese. «Certo - ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - il dato sulle aperture di procedure fallimentari ci segnala che le code della crisi continuano a produrre effetti negativi sull’attività economica e sull’occupazione. Ma la consistenza di questo fenomeno resta più fisiologica che patologica. Il tessuto imprenditoriale ha tenuto ai colpi più duri e ora sta ricucendo gli strappi. Selezionando i migliori e spingendo i nuovi imprenditori a scegliere fin dall'inizio una struttura organizzativa più robusta per affrontare meglio la competizione». Fanno ben sperare anche i risultati dell’indagine congiunturale sul Nord Est promossa dalla Cassa di Risparmio del Veneto (gruppo Intesa Sanpaolo) e realizzata dalla Fondazione Nord Est, che ha visto protagonisti circa 1.000 titolari di imprese attive nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. La ricerca si è svolta tra il 15 febbraio e il 5 marzo 2010, le aziende selezionate appartengono a tutti i settori economici (industria, commercio, servizi alle imprese, servizi alle persone) e contano più di 10 dipendenti in organico. Ebbene, pur rimanendo ancora più elevato il numero di pessimisti rispetto a quello degli ottimisti, il primo semestre 2010, secondo gli imprenditori veneti, si caratterizza per un netto miglioramento del clima di fiducia del sistema produttivo. Anche in Veneto è diminuita la quota di imprese che prospetta una flessione dell’attività produttiva (rispetto allo scorso semestre si riduce dal 54,4 al 32,3%). Sul fronte dei singoli comparti produttivi, arriva infine una “rondine” sulla fiducia delle imprese manifatturiere. L’indice calcolato dall’Isae, l’Istituto di analisi e ricerca del ministero del Tesoro, sale ad aprile a 85,5 da 84,4 dello scorso marzo. Si tratta del settimo rialzo consecutivo che porta l’indice su valori di quasi 20 punti superiori a quelli dell’aprile di un anno fa, vicino ai massimi dal giugno 2008. A migliorare sono soprattutto i giudizi delle imprese sugli ordini, mentre le attese sulla produzione sono in lieve ripiegamento.

:::
Intanto le categorie economiche, dopo essersi guadate da lontano da sempre, traggono la giusta conclusione su cosa fare per il dopo crisi. Un’unica grande rappresentanza comune per poter partecipare con maggior forza e determinazione alle scelte del futuro del paese è una scelta da incoraggiare. Artigiani e commerciati potrebbero essere i primi a far nascere un agglomerato associativo che raggruppa quasi 2 milioni di piccole imprese, altrettanto potrebbero fare in futuro intere categorie di professionisti. Non è un caso che siano proprio i più piccoli, cioè quelli che hanno sofferto di più gli effetti della crisi, a muoversi per primi. In passato, almeno fino al 2007, commerciati e artigiani erano quasi invidiati per i ritorni economici che forniva l’attività. Molte volte sono stati anche accusati di essere una delle prima sacche dell’evasione. Impossibilepensare aquartieri con saracinesche abbassate o a non trovare idraulici, elettricisti, autoriparatori. La crisi ha rivelato e fatto emergere in misura rilevante la fragilità degli operatori che in pochi mesi si sono trovati di fronte ad un calo di domanda tale da far tremare i polsi anche a quelli meglio strutturati. La caduta è stata impetuosa e le vendite si sono ormai concentrate solo durante i periodi dei saldi o comunque sempre a sconto,tanto da generare uno scivolamento dei profitti a livelli insostenibili. Da una parte i costi fissi della gestione, dall’altra incassi sempre più striminziti con il Fisco ad imporre, con gli studi di settore, tassazioni improvvide e balzelli locali.

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Perché aiutare il ciclo espansivo aiuterebbe avere un sistema commerciale meglio strutturato, basato su operatori in grado di far fronte agli impegni e quindi dotati di risorse finanziarie proprie adeguate al business che si intraprende. Il ricorso al credito bancario sarà come sempre fondamentale ma chi vorrà ottenerlo dovrà dimostrare di poterlo restituire in tempi e modi compatibili con il piano pluriennale del suo percorso aziendale. La pressione fiscale e i balzelli degli enti locali saranno un altro banco di prova che necessiterà di un attento ripensamento, a cominciare dagli studi di settore. In periodi di normalità si sono dimostrati un idoneo strumento, adesso non sono compatibili con le esigenze primarie degli esercenti, i quali vivono una domanda di consumi striminzita. Meglio spingere allora èper una ristrutturazione patrimoniale delle imprese . Bene sarebbe che allora il nuovo agglomerato in studio tra commercianti ed artigiani puntasse proprio a chiedere una moratoria tributaria in cambio di un innovativo programma di modernizzazione del sistema.

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Giovedì 29 aprile 2010

Giovedì 29 aprile 2010

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DALLA BORSA
::: In breve
ANSALDO RADDOPPIA SUL NUCLEARE FINMECCANICA NON MOLLA GLI USA Finmeccanica «è disposta a organizzare team e società specifiche» che si occuperanno della gestione della doppia tecnologia nucleare a cui Ansaldo Energia lavorerà nei prossimi anni, quella AP1000 di Westinghouse, con cui c’è una collaborazione di lungo corso, e quella Epr di Areva, frutto delle recenti intese intergovernative italo-francesi. IL FONDO DI VITO GAMBERALE DISTRIBUISCE 6 MILIONI AI SOCI L’assemblea di F2i ha approvato il bilancio 2009 con un utile netto di 3,1 milioni, interamente distribuito e ha deciso la distribuzione di riserve per ulteriori 2,9 milioni. Riconfermati il presidente, Ettore Gotti Tedeschi, e l’ad Vito Gamberale.

L’effetto Grecia manda a picco i bancari In rosso anche Geox, Bulgari e Cir
L’effetto Grecia e Portogallo, combinato con il declassamento da parte di Standard & Poor’s del rating sovrano della Spagna, si è fatto sentire pesantemente sul risultato di Piazza Affari. L’Ftse Mib chiude con un calo del 2,43% mentre l’Ftse All Share ha lasciato sul terreno il 2,31%. Colpite soprattutto le banche. La maglia nera spetta ad Mps (-3,9% a 1,05 euro), seguita da Unicredit (-3,6%) che finisce sotto quota 2 euro. Male anche Mediobanca (-2,83% a 7,03 euro), Bpm (-2,02% a 4,2 euro) e Intesa Sanpaolo (-1,47% a 2,5 euro) mentre la società di gestione Azimut è crollata del 4,19% a 8,3 euro. Ordini in vendita anche sugli assicurativi Generali (-3,05% a 15,9 euro) e FonSai (-3,56% a 10,3 euro) Ma anche i titoli legati al lusso ieri hanno segnato l’ennesima battuta d’arresto. Bulgari ha perso il 4,5% a 6,19 euro e Geox il 4,19% a 4,7 euro. In frenata anche la Fiat, che ha chiuso a -3,56% sotto i 10 euro (-9,98 euro). Il titolo del Lingotto ha fatto peggio dell’indice europeo di settore. Tra i big Telecom Italia, alla vigilia dell’assemblea, ha fermato le perdite a -0,58% a 1,02 euro, con la promozione a “buy” da “sell” di Rbs. Resiste anche Stm (-0,42% a 7,03 euro) sulla scia delle stime al rialzo della tedesca Infineon. Eni ha ceduto, invece, il 2,38% a 16,8 euro con Hsbc che ha tagliato la raccomandazione a “neutral” da “overweight”. Cir, infine, ha perso il 3,68% a 1,57 euro con Goldman Sachs che ha deciso di ridurre il prezzo obiettivo sul titolo da 2,12 a 1,96 euro.

::: CDP
BASSANINI RESTA PRESIDENTE AL TESORO 290 MILIONI DI CEDOLA Franco Bassanini è stato confermato alla presidenza di Cdp per il prossimo triennio dall’assemblea della Cassa che ha approvato i conti e rinnovato il consiglio. Nel nuovo cda della società controllata dal Tesoro entra, tra gli altri, Giovanni Gorno Tempini, al quale saranno conferite le deleghe di amministratore delegato. Il bilancio Cdp si chiude con un utile netto di 1.725 milioni (+24%) e un dividendo in aumento di 300 milioni (210 milioni al ministero dell’Economia e 90 milioni ai soci privati). Il risultato consente di proseguire - al di là dell’accantonamento per 86,2 milioni a riserva legale - nella politica di rafforzamento patrimoniale per oltre 1 miliardo. Viene inoltre costituita una specifica riserva di stabilizzazione degli investimenti in equity per ulteriori 300 milioni.

Gli indici di Milano
FTSE Italia All Share

Gli altri indici di Milano
Titolo Chiusura Var. % Titolo

grafica a cura di centimetri.it Chiusura Var. %

Gli indici internazionali
New York DOW JONES

DJ It Titans 30 Mediobanca Generale Comit Globale Comit Globale R

2.309,24 59,33 1.083,61 1.078,46 65,45 3.337,8 73,03

-2,71 -3,40 -3,26 -2,18 -2,16 -2,18 -2,16

Assicurazioni Banche TLC e Servizi Finanziarie Immobiliari Trasporti e tempo libero Industriali

4.153,1 1.194,45 1.329,31 260,55 206,82 1.553,18 530,73

-3,50 -3,90 -3,00 -4,07 -3,11 -2,79 -2,97

22.079,98
-2,31
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

10.989,64
-0,02 Zurigo SMI
dato di metà pomeriggio 21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

Comit Globale R 1040 Comit Performance R Comit Performance R 1040

TS Mib

21.501,24
-2,43
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

6.576,39
-1,37
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

FTS T Star

DAX

11.233,12
-1,66
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

6.084,34
-1,22
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

FTSE Italia Mid Cap

HONG KONG Hang Seng

24.528,90
-1,20
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

20.949,40
-1,47
21/04 22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

FTSE Mib
Titolo Rif. in Var. %

Titoli di Stato
Titolo ultima rilev. Var. % Titolo ultima rilev. Var. % Titolo ultima rilev. Var. %

Oro e monete
Titolo Denaro Lettera

Euribor
Titolo 360 365

ANSALDO STS ATLANTIA AUTOGRILL AZIMUT A2A B M.PASCHI SIENA B POP MILANO BANCO POPOLARE BULGARI BUZZI UNICEM CAMPARI CIR ENEL ENI EXOR FIAT FINMECCANICA FONDIARIA SAI GENERALI GEOX IMPREGILO INTESA SANPAOLO ITALCEMENTI LOTTOMATICA LUXOTTICA GROUP MEDIASET MEDIOBANCA MEDIOLANUM PARMALAT PIRELLI E C. PRYSMIAN SAIPEM SNAM RETE GAS STMICROELECTRONICS TELECOM ITALIA TENARIS TERNA UBI BANCA UNICREDIT UNIPOL

14,06 15,93 8,995 8,345 1,27 1,056 4,235 4,8775 6,19 10,72 7,575 1,57 3,9425 16,85 13,58 9,98 9,65 10,3 15,9 4,745 2,32 2,505 8,475 13,51 21,1 5,84 7,035 3,76 1,997 0,4205 13,54 27,62 3,535 7,03 1,029 15,4 3,02 9,5 1,99 0,7765

-1,19 -2,03 -1,91 -4,19 -2,16 -3,91 -2,02 -1,91 -4,55 -2,01 -1,05 -3,68 -3,13 -2,38 -3,35 -3,57 -2,67 -3,56 -3,05 -4,19 -3,53 -1,47 -3,25 -2,81 -2,27 -2,34 -2,83 -1,57 -3,18 -3 -1,38 -2,2 -0,7 -0,42 -0,58 -0,52 -0,9 -1,66 -3,63 -0,96

BOT

BOT 14.05.2010 (364) BOT 31.05.2010 (182) BOT 15.06.2010 (365) BOT 30.06.2010 (177) BOT 15.07.2010 (365) BOT 15.07.2010 (91) BOT 30.07.2010 (182) BOT 16.08.2010 (367) BOT 31.08.2010 (186) BOT 15.09.2010 (365) BOT 15.10.2010 (365) BOT 28.10.2010 (182) BOT 15.11.2010 (364) BOT 15.12.2010 (365) BOT 14.01.2011 (364) BOT 15.02.2011 (365) BOT 15.03.2011 (365) BOT 15.04.2011 (365) BOT 30.09.10 (183)
BTP

99,987 99,954 99,905 99,949 99,9 99,82 99,894 99,616 99,8 99,743 99,762 99,75 99,538 99,35 99,165 99,155 99,05 99,06 99,65 100,181 100,9 102 101,87 101,926 104,15 103,29 102,85 100,52 105,15 101,97 103,5 101

1,49 0,63 0,95 1,35 1,02 0,87 0,76 0,97 0,65 0,91 0,54 0,84 0,77 0,94 1,08 1,21 1,07 1,25 0,93 1,24 1,08 1,22 1,27 1,58 1,92 1,91 2,04 1,63 2,22 2,06 2,26 2,18

BTP 15.6.2010 2,75% BTP 01.08.2010 4,5% BTP 01.11.2010 5,5% BTP 01.02.2011 3,75% BTP 15.3.2011 3,5% BTP 01.08.2011 5,25% BTP 01.09.2011 4,25% BTP 15.9.2011 3,75% BTP 01.11.2011 1,9% BTP 01.02.2012 5% BTP 01.03.2012 3% BTP 15.04.2012 4% BTP 01.07.2012 2,5%
Il maggior rialzo Filatura di Pollone
valore

BTP 15.10.2012 4,25% BTP 15.12.2012 2% BTP 01.02.2013 4,75% BTP 15.04.2013 4,25% BTP 1.8.2013 4,25% BTP 15.12.2013 3,75% BTP 01.06.2014 3,5% BTP 1.8.2014 4,25% BTP 1.2.2015 4,25% BTP 15.04.2015 3% BTP 1.8.2015 3,75% BTP 1.08.2016 3,75% BTP 01.02.2017 4% BTP 1.8.2017 5,25% BTP 01.02.2018 4,5% BTP 01.08.2018 4,5% BTP 1.2.2019 4,25% BTP 01.03.2019 4,5% BTP 01.09.2019 4,25% BTP 1.2.2020 4,5% BTP 01.03.2020 4,25% BTP 01.09.2020 4% BTP 1.8.2021 3,75% BTP 01.08.2023 4,75% BTP 15.09.2023 2,6% BTP 1.11.2023 9% BTP 01.03.2025 5% BTP 1.11.2026 7,25% BTP 1.11.2027 6,5% BTP 1.11.2029 5,25 BTP 01.05.2031 6% BTP 1.2.2033 5,75% BTP 01.08.2034 5% BTP 1.2.37 4%
Il maggior ribasso Olidata
0,4726

103,6 99,75 105,22 105 105 104 103,29 105,76 104,48 100,58 102,1 103,03 103,8 111,85 104,79 105 103,13 105,1 102,52 104,28 102,12 99,87 97,59 104,07 100,91 146,55 104 131 123,08 107,25 116,5 114,33 103,43 89,59

2,41 2,2 2,37 2,5 2,65 2,74 2,8 3,01 2,99 3,17 3,34 3,49 3,53 3,77 3,85 3,92 3,99 4,03 4,11 4,1 4,11 4,12 4,45 2,44 4,42 4,59 4,66 4,77 4,82 4,84 4,85 4,86 4,78

BTP 01.08.2039 5% BTP 01.09.2040 5% EUR BTP 15.09.2041 2,55%
CCT

103,5 102,85 101,01 100,001 99,8 99,51 99,2 99,45 98,9 98,89 98,68 97,52 97,7 97,5 97,2 99,595 98,801 97,9 98,25 96,439 95,999 101,5 103 102,75 103,13 101,33 98,7 102,01

4,88 4,91 2,48 1,02 1,2 1,11 1,19 1,14 1,16 1,12 1,08 1,2 1,17 1,2 1,34 1,49 1,72 1,71 1,87 1,99 0,52 1,27 1,91 2,15 2,4 2,23

CCT 1.6.2010 CCT 1.12.2010 CCT 1.5.2004-2011 CCT 1.11.2011 CCT 1.3.2005-2012 CCT 1.11.2012 CCT 1.7.2006-2013 CCT 1.3.2014 IND CCT 1.12.2014 CCT 01.09.2015 CCT 01.07.2016 IND CCT 1.03.2017
CTZ

ORO FINO (EURO/GR) ARGENTO (EURO/KG) LONDRA ($/ONCIA) ARGENTO LONDRA ($/ONCIA) STERLINA V.C. STERLINA N.C. (ANT.73) STERLINA (POST.74) KRUGERRAND MARENGO ITALIANO MARENGO SVIZZERO MARENGO FRANCESE MARENGO BELGA MARENGO AUSTRIACO 20 MARCHI 10 DOLLARI LIBERTY

26.91 382.18 1170.6 18.07 191.09 193.17 193.15 779.85 146.67 145.12 145.12 145.12 145.12 191.35 433.82

28.41 449.32 1171.1 18.11 210.20 210.20 210.20 893.47 167.85 165.68 165.68 165.68 161.13 211.75 480.30

1 SETT. 2 SETT. 3 SETT. 1 MESE 2 MESI 3 MESI 4 MESI 5 MESI 6 MESI 7 MESI 8 MESI 9 MESI 10 MESI 11 MESI 12 MESI

0.349 0.364 0.378 0.408 0.509 0.654 0.76 0.854 0.964 1.004 1.052 1.104 1.143 1.182 1.235

0.353 0.367 0.38 0.411 0.512 0.655 0.761 0.86 0.971 1.011 1.061 1.113 1.154 1.193 1.245

Cross Rates
Euro Euro G.Bretagna Gran Bretagna Giappone Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia USA

CTZ 30.09.2010 CTZ 31.03.2011 CTZ 30.06.2011 CTZ 30.09.2011 CTZ 29.02.2012 CTZ 30.04.2012
BTP INDICIZZATI

1,000 1,148 0,871 1,000

0,803 0,700

0,697 0,134 0,607 0,117 0,868 0,167 1,000 0,193

0,746 0,650 0,929 1,070

0,127 0,111 0,158 0,182 0,945 0,170

0,104 0,090

0,755 0,657

BTPI 15.9.2010 0,95% BTPI 15.9.2012 1,85% BTPI 15.9.2014 2,15% BTPI 15.9.2017 2,10% BTPI 15.09.2019 2,35% BTPI 15.9.2021 2,1% BTPI 15.9.2035 2,35%

Giappone 124,480142,949 100,000 Svizzera Danimarca Canada Norvegia Svezia Usa

0,129 93,982 0,149 0,773 0,139 1,083 5,619 1,012 5,946

1,434 1,647 7,442 8,546 1,340 1,539 7,875 9,043

1,152 5,979 1,077 6,326

5,189 10,000 5,553 0,935 0,180 5,491 1,058 6,712 1,293 0,924 0,178 1,000

L'azione più scambiata Unicredit
quantità

5,876 10,000 0,818 7,182 0,988

valore

0,627
var. %

0,4355
var. %
22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

0,4488

774.746.775
var. %
22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

9,626 11,053 7,733 1,325 1,521 1,064

1,222 10,000 7,267 0,168 0,138 1,000

0,4250

+8,76

-10,57

-3,63

22/04 23/04 26/04 27/04 28/04

26
AZIONI

Giovedì 29 aprile 2010

Mercato Azionario
PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO MINIMO 2009/2010 MASSIMO 2009/2010 VAR% PR.UF. DAL 30/12/09 DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO MINIMO 2009/2010 MASSIMO 2009/2010 VAR% PR.UF. DAL 30/12/09 DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO) AZIONI PREZZO VAR% PREZZO RIF. EURO SU PR. RIF. UFF. EURO MINIMO 2009/2010 MASSIMO 2009/2010 VAR% PR.UF. DAL 30/12/09 DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE DATA (MLN/EURO)

A

ACEA ACEGAS-APS ACOTEL GROUP ACQUE POTABILI ACSM ACTELIOS AEDES AEFFE AEGON AEROPORTO DI FIRENZE AHOLD KON AICON ALCATEL-LUCENT ALERION ALLIANZ AMPLIFON ANSALDO STS ANTICHI PELLETTIERI APULIA PRONTOP ARENA ARKIMEDICA ASCOPIAVE ASTALDI ATLANTIA AUTOGRILL AUTOS MERIDIONALI AUTOSTR TO-MI AXA AZIMUT A2A

B

7,39 4,26 60,5 1,625 0,9175 3,68 0,213 0,369 5,115 13,41 10,07 0,3 2,3725 0,6 85,25 3,83 14,06 0,49 0,4245 0,0309 0,61 1,666 5,535 15,93 8,995 21,2 10,28 15,4 8,345 1,27 1,857 2,865 4,095 3,98 7,58 4,175 1,056 6,865 9,635 3,73 4,235 4,4 0,568 9,305 10,73 7,935 4,8775 0,0223 46,06 3,095 1,915 50,72 46 2,96 0,54 0,4445 0,679 6,315 0,67 1,36 0,501 1,456 6,155 1,012 36,46 52 21 1,68 31,54 1,117 1,291 5,715 0,215 6,19 1,013 10,72 6,645 5 3,0025 1,084 2,3275 2,1 0,2665 7,575 0,3395 2,5775 37,85 22,75 2,24 0,4365 4,67 2,9675 2,7 0,16 0,287 0,8615 1,57 0,568 1,651 0,765 0,688 0,972 1,68 24,7 4,5625 4,6125 11,19 0,1869 1,026 4,26 37,95 0,937 1,2 18,97 10,38 42,55 3,875 1,255 3,1175 52,92 9,7 27,25 2,015 4,9375 13,7 1,018 1,35 1,596 11,53 1,825 4,2775

-1,2 -1,16 -1,13 -2,52 -1,13 -1,08 -0,98 -2,12 -3,03 -2,05 -2,44 -5,67 -2,04 -2,79 -1,79 -1,19 -3,92 -3,52 -0,96 -4,39 -1,19 -4,07 -2,03 -1,91 -2,35 -3,11 -3,14 -4,19 -2,16 0,32 -0,17 1,36 -1,49 -1,56 -0,18 -3,91 2,62 0,68 -1 -2,02 -1,73 -1,9 -2,77 -1,11 -1,61 -1,91 -2,19 -3,9 -3,43 -4,73 -1,21 -3,36 -0,75 -1,73 0,57 -2,23 -2,4 -1,4 -1,52 -2,15 -2,28 -0,97 -1,83 0,39 -1,12 -1,56 -0,71 -0,54 -2,81 -2,27 -4,55 -2,69 -2,01 -1,56

7,4008 7,21 8,075 -1,2 4,1973 3,8 4,365 4,22 59,7666 59,02 72,81 -12,19 1,6193 1,6 1,915 -16,62 0,9307 0,84 1,089 -13,12 3,61 3,405 3,88 2,22 0,2097 0,2048 0,2525 4,16 0,3666 0,369 0,5375 -29,45 5,0802 4,165 5,41 10,36 13,5466 13,41 14,55 -6,75 10,07 8,86 10,5 14,3 0,2983 0,2645 0,351 -2,28 2,3656 1,943 2,63 1,39 0,5905 0,489 0,65 16,28 84,671 78,12 95,11 -1,96 3,7973 2,91 4,15 26,19 14,0414 13,09 15,44 5,63 0,4827 0,49 0,7845 -37,26 0,4211 0,375 0,458 0,71 0,0299 0,0263 0,0394 -16,71 0,616 0,61 0,74 -16,38 1,6704 1,483 1,7 10,62 5,5721 4,75 6,195 -7,52 15,9349 15,93 19 -12,71 9,0073 8,445 9,445 1,98 21,0083 16 24,41 33 10,4963 8,99 11,59 -0,39 15,0925 14,14 17,57 -7,84 8,3388 7,875 9,93 -11,03 1,2798 1,247 1,469 -13,37 1,8525 2,8472 4,0902 4,0094 7,4866 4,1804 1,0684 6,6826 9,5061 3,6945 4,2573 4,4122 0,5607 9,309 10,6997 7,8534 4,8681 0,0224 45,9924 3,0607 1,924 50,6159 46,4481 2,915 0,5427 0,4341 0,6759 6,2988 0,668 1,3444 0,5073 1,4569 6,0968 1,012 36,4454 50,5737 21 1,6349 31,2332 1,095 1,2433 5,6608 0,2147 6,2723 1,0175 10,676 6,6044 1,7967 2,795 4 3,9775 6,465 3,1325 1,056 6,545 9,25 3,73 4,235 4,26 0,555 9,125 10 6,805 4,3099 0,0223 39,57 1,915 1,915 47,05 46 2,5 0,54 0,437 0,65 5,54 0,587 1,35 0,497 1,345 5,51 1,01 28,87 47,52 19 1,388 30,01 1,106 1,291 4,45 0,2016 5,335 0,989 9,105 5,685 2,0225 2,99 4,125 4,345 7,75 4,295 1,331 7,63 11,3197 4,21 5,455 4,8 0,679 12 10,98 8,65 5,4542 0,0839 48,59 3,205 2,24 56,42 52,18 3,1 0,619 0,5 0,753 6,7 0,7275 1,617 0,64 1,565 6,61 1,7 37,88 59,8 21 1,699 35,2 1,411 1,396 5,95 0,2391 6,9 1,2 12,12 7,67 0,36 -1,71 2,12 -5,24 3,69 32,43 -14,01 -4,05 -6,58 -5,51 -14,96 -9,65 -13,68 -20,33 2,48 -6,65 -3,96 -60,18 5,84 58,72 -9,03 -9,43 -8,55 17,93 -9,7 -11,01 -1,67 1,2 16,52 -3,89 1,31 -1,95 15,59 -38,63 14,83 -7,14 5 23,08 -9,89 -18,35 -4,72 9,48 -1,38 7,56 -12,67 -4,96 -8,15

18/05/09 05/07/10 26/05/03 02/05/06 05/07/10 20/05/10 07/05/07 18/05/09 25/04/08 10/05/10 30/04/08 04/06/07 03/05/10 30/04/09 10/05/10 24/05/10 26/05/08 27/04/09 24/07/00 10/05/10 03/05/10 24/05/10 21/07/08 12/04/10 10/05/10 07/05/09 24/05/10 21/06/10 03/05/10 03/05/10 03/05/10 03/05/10 03/05/10 05/05/08 18/05/09 06/04/10 27/04/09 11/05/09 24/05/10 10/05/10 02/06/08 02/02/09 03/05/10 10/05/10 24/05/10 24/05/10 04/05/09 14/06/10 13/05/09 31/03/10 03/05/10 24/05/10 06/05/02 24/05/10 03/05/10 06/04/10 05/07/10 12/05/08 26/05/08 15/05/09 20/05/09 26/04/10 18/05/09 18/05/09 19/08/81 04/02/08 03/05/10 19/05/03 24/05/10 24/05/10 24/05/10 10/05/10 10/05/10 17/05/10 24/05/10 24/05/10 19/05/08 24/05/10 05/05/08 04/05/09 10/05/10 23/05/05 17/05/10 24/05/10 05/05/08 11/05/09 21/05/01 12/05/08 10/05/10 12/05/08 10/05/10 26/04/10 03/05/10 26/04/10 17/05/10 27/05/09 19/05/03 07/06/10 09/04/09 27/04/09 09/11/09 09/11/09 30/04/09 04/05/09 03/05/10 27/05/09 04/05/09 21/06/10 08/12/08 19/05/08 12/04/10 12/04/10 18/05/09 04/05/09 07/06/10

1.573,8 234,2 252,3 58,5 70,3 249,1 155,3 39,6 807,3 121,2 1.200,2 32,7 5.498,3 264,1 38.695 759,9 1.406 22,3 100,2 39,5 52,7 390,5 544,8 9.107,4 2.288,3 92,8 904,6 32.173 1.195,5 3.978,8 3.000,9 499,4 54,1 465,7 260 651,5 5.800,6 2.115,4 2.444,3 280,6 1.757,7 130,9 384,6 76.569,2 70,8 883,3 3.124 3.124 42.519,3 188,8 34,1 38.767,4 838,4 32,6 196 30,7 135,8 1.153,6 1.283,5 12,7 37,6 49,5 168,6 9 21.948,7 47.429 91,1 43,7 177,4 76,2 1,2 381,7 169,3 1.865,1 107,7 1.772,5 270,5 44,9 235,2 13,6 279,6 262,5 178,9 2.199,8 17,2 118,5 26.680,6 1.230,5 27,5 286 79,4 472,2 27 24,5 26,5 155,5 1.243,6 58,3 35,1 550,2 39,3 45,2 478,4 1.524,7 949,9 1.533,2 24.912,8 11,2 34,1 69,1 36.605,7 77,4 179,9 775,5 419,6 21.862,3 226,5 384,8 466,1 30.209,9 42.304,8 1.498,8 28,4 37,8 154,9 5.274,4 149,3 67,8 55,6 115,6 118,3

ENEL ENERVIT ENGINEERING ENI ENIA E.ON ERG ERG RENEW ERGYCAPITAL ESPRESSO ESPRINET EUROTECH EUTELIA EVEREL GROUP EXOR EXOR PRV EXOR RSP EXPRIVIA

F

3,9425 1,365 23,25 16,85 5,97 28,02 10,27 0,778 0,64 2,2425 7,665 2,6 0,1933 0,0955 13,58 8,21 9,65 1,09 14,01 9,98 5,68 6,17 3,9975 4,31 0,627 0,165 9,65 0,574 10,3 7,31 2,24 16,4 1,13 0,417 5,89 25,96 2,25 0,615 1,53 15,9 4,745 3,22 3,48 5,59 5,38 5,45

-3,13 0,74 -2,35 -2,38 -2,29 -0,46 0,1 -0,89 -4,76 -4,88 -2,85 -1,05 -2,62 -3,35 -1,56 -2,48 -3,45

3,977 3,73 4,23 -2,59 1,36 1,325 1,48 -2,5 23,248 23,25 27,8 -15,76 16,9755 16,01 18,56 -5,34 5,9681 5,215 6,32 12,85 27,7678 25,69 29,45 -3,94 10,2383 9,18 10,79 6,1 0,7647 0,6645 0,977 19,69 0,6333 0,501 1,192 33,47 2,2654 1,805 2,4275 -0,11 7,6833 7,54 9,87 -15,63 2,5308 2,435 2,91 -8,69 0,1914 0,1933 0,389 -44,77 0,0874 0,0955 0,0955 13,7665 10,86 14,43 8,1526 6,075 8,63 11,78 9,6081 8,17 10,16 -3,5 1,0951 1,075 1,26 -11,02

21/06/10 17/05/10 14/06/10 24/05/10 07/06/10 07/05/09 16/04/10 10/05/99 21/04/08 03/05/10 10/07/00 24/05/10 24/05/10 24/05/10 26/04/10 22/10/07 19/04/10 19/04/10 19/04/10 20/05/02 04/05/09 29/04/02 10/05/99 24/05/10 24/05/10 24/05/10 02/05/08 02/06/09 15/05/06 24/05/10 06/05/09 04/05/09 18/06/07 18/05/09 24/05/10 24/05/10 17/05/10 24/05/10 25/05/09

37.072,7 24,3 290,6 67.490,3 644 56.068 1.543,8 103,2 47,2 918,6 401,7 92,3 12,6 7,3 2.176,3 630,5 88,5 56 1.113,9 10.900,6 586,7 493,1 20,5 181,7 6,7 8,3 5.579,2 142,6 1.282,2 311,1 5.267,7 42.875,3 12,6 36,9 264,5 56.947 32,4 903,6 5,8 24.754,3 1.229,9 386,4 128,3 32,7 753,7 32,7 1.753,9 45 420,9 74,7 508,1 307,3 933,7 12,3 1.065,3 4 51,7 14.130,2 70,7 5,2 349,3 29.682,6 1.925,6 1.925,6 14,4 38,5 1.069,4 55,4 43,3 15,9 1.501,1 497,9 626,7 348,6 135,5 162,5 104,5 55,5 109,8 25,4 25,4 81,9 70,5 340,3 22,6 50.000,3 2.323,9 9.809,9 41.605,5 1.023,9 76,4 107,9 75,4 469,7 52,2 6.898,4 6.057,9 2.750,1 194,8 88,4 24,8 24,8 46,9 992,2 63,1 251,5 147,4 734,8 3,2 33,2 67,5 22,5 13,5 15,3 23.530 231,1 362,5 26 34.797,7 16,1 14,8 7,8 83,3 3.451,2

B CARIGE B CARIGE RSP B DESIO BRIA RSP B DESIO E BRIANZA B IFIS B INTERMOBILIARE B M.PASCHI SIENA B P DI SONDRIO B P EMILIA ROMAGNA B POP ETRURIA E LAZIO B POP MILANO B POP SPOLETO B PROFILO B SANTANDER B SARDEGNA RSP BANCA GENERALI BANCO POPOLARE BANCO POPOLARE 2010 W BASF BASICNET BASTOGI BAYER BB BIOTECH B&C SPEAKERS BCA FINNAT BEE TEAM BEGHELLI BENETTON BENI STABILI BEST UNION COMPANY BIALETTI INDUSTRIE BIANCAMANO BIESSE BIOERA BMW BNP PARIBAS BOERO BOLZONI BON FERRARESI BORGOSESIA BORGOSESIA RSP BREMBO BRIOSCHI BULGARI BUONGIORNO BUZZI UNICEM BUZZI UNICEM RSP

FASTWEB FIAT FIAT P FIAT RSP FIDIA FIERA MILANO FILATURA DI POLLONE FINARTE CASA D’ASTE FINMECCANICA FNM FONDIARIA SAI FONDIARIA SAI RSP FORTIS FRANCE TELECOM SA FULLSIX

PARMALAT 2015 W PHILIPS PIAGGIO PIERREL PININFARINA PIQUADRO PIRELLI E C. PIRELLI E C. RSP PIRELLI REAL ESTATE POLIGRAFICA S.FAUSTINO POLIGRAFICI POLTRONA FRAU PPR PRAMAC PREMAFIN PREMUDA PRIMA INDUSTRIE PRYSMIAN

G

-2,64 14,07 13,64 19,45 -27,41 -3,57 10,0505 7,73 10,87 -2,63 -2,91 5,6651 4,735 6,47 -5,33 -4,04 6,1814 5,02 6,785 -1,99 -1,3 3,9469 3,95 4,7 -13,57 -3,15 4,3626 4,02 4,5875 -4,22 8,76 0,5798 0,4025 0,748 59,14 -2,37 0,1656 0,165 0,2049 -17,71 -2,67 9,7093 9,205 11,32 -13,76 0,79 0,5623 0,5065 0,5995 -1,12 -3,56 10,4057 10,3 12,1 -7,29 -2,27 7,3079 7,31 8,235 -7,06 -7,82 2,2547 2,24 2,905 -13,18 -1,8 16,4899 16,3 17,85 -6,5 1,35 1,0834 1,115 1,232 -9,46 -1,07 0,4035 0,416 -0,93 5,8198 5,855 -5,6 26,1286 25,96 0,33 2,2326 2,015 -3,76 0,6187 0,579 - 1,5309 1,466 -3,05 16,0545 15,9 -4,19 4,8032 4,3925 2,22 3,1022 2,605 -3,2 3,4789 3,335 -2,36 5,4787 5,05 -0,37 5,3151 3,99 -1,09 5,1924 4,5525 1,5873 1,573 0,655 6,48 30,5 2,5 0,67 1,72 19,19 5,375 3,22 3,815 7,35 5,6 5,51 1,746 -33,55 -3,68 -13,47 0,67 7,89 -11,56 -15,52 -1,61 18,38 -0,57 -12,72 17,47 11,22 -2,84

R

1,005 25,96 2,355 3,9975 2,4 1,256 0,4205 0,5445 0,4195 11,26 0,4865 0,842 109,55 1,21 1,014 0,818 7,69 13,54 0,1963 0,922 1,342 0,77 2,07 5,46 35,1 0,2108 16,94 0,399 0,367 0,0601 0,361 0,81 0,9925 61,21 16,95 0,456 5,815 4,9 0,44 27,62 28,1 52,19 36,48 1,868 9,4 7,175 0,639 0,1772 1,351 5,05 7,09 72,1 2,885 3,535 0,0994 41,7 1,425 2,255 4,35 0,0991 1,45 0,2725 3,55 7,03 1,23 13,7 1,029 0,837 0,7625 0,835 16,8 15,4 3,02 3,6 0,1593 53,51 1,468 41,55 12,34 0,7185 6,55 9,5 0,7895 1,99 2,53 22,75 0,7765 0,5375 4,46 0,1376 1,43 4,64 3,855 19,9 0,0415 0,1258 0,269 0,0647 2,565 0,0223 0,0037 0,069 3,27 0,329 0,408 0,113 0,063 0,019 0,0349 0,0199 0,27 0,1069 0,0308

-6,07 1,0155 0,74 1,084 5,73 -1,1 25,6662 20,87 26,9 24,21 -2,69 2,3213 1,778 2,53 17,75 -1,96 3,9559 3,97 5,6 -5,27 -3,23 2,3572 2,4 3 -13,59 -4,85 1,2723 1,029 1,368 9,69 -3 0,4236 0,3675 0,469 0,12 -2,77 0,539 0,432 0,5615 21 -3,56 0,4194 0,3785 0,5395 -18,07 -4,58 11,373 10,12 12,24 -2,85 -3,47 0,4932 0,4215 0,54 7,99 -5,23 0,8615 0,667 0,8885 0,84 - 109,55 81,5 109,55 36,09 -5,17 1,2093 0,995 2,28 21,12 -1,93 1,0098 0,97 1,075 -4,34 - 0,8099 0,818 1,054 -18,2 -3,57 7,711 7,2 9,45 -2,29 -1,38 13,5817 12,17 15,81 11,07 -5,44 0,2024 0,1963 0,3 -25,81 -1,39 0,8973 0,887 1 -2,43 -3,24 1,3543 1,03 1,437 5,84 -4,53 0,7736 0,71 0,8215 -0,77 -1,43 2,0528 2 2,4 -3,72 -1,53 5,4194 5,065 5,97 5 -1,18 34,9113 29,5 39,99 -3,04 1,1 0,2033 0,196 0,256 -14,31 0,71 16,7775 15,15 17,57 5,88 -2,92 0,395 0,3705 0,465 -9,32 -4,55 0,3637 0,367 0,573 -25,86 -5,06 0,0605 0,0601 0,111 -40,55 -0,96 0,3534 0,361 0,4335 -14,25 -4,71 0,8118 0,7595 1,029 -4,09 -1,73 0,9853 0,9555 1,288 -18,98 -1,11 60,9268 61,21 69 -11,29 -0,18 -2,36 -1,44 -0,66 -4,86 -2,2 -4,45 -1,14 -1,19 -1,11 1,9 -3,3 -0,78 3,02 -0,73 3,06 -0,14 -2,3 -1,87 -0,7 0,17 -0,22 -0,74 -1,88 -1,23 -3,37 -0,42 -1,52 -0,58 0,18 -1,93 1,03 -1,18 -0,52 -0,9 -1,44 -3,57 -1,82 -0,14 -1,26 -1,52 -5,35 -1,66 -1,07 -3,63 -3,53 -2,57 -0,96 -1,19 0,45 -2,26 -0,22 -1,53 -2,69 -4,85 -4,74 -2,54 -4,66 0,61 -0,73 -4,72 5 -5,94 -3,86 -2,29 17,0167 15,17 17,84 4,05 0,4643 0,399 0,513 -2,98 5,6818 5,735 6,24 -3,8 4,7237 4,74 5,6 -9,26 0,4397 0,3045 0,4825 11,08 27,8046 23,16 30,15 14,61 28,1 23 29,93 16,99 52,0899 51,79 57,86 -5,85 36,4276 31,5 37,03 10,55 1,8738 1,664 2,305 -14,61 8,9128 9,2 10,72 -11,49 7,2364 5,78 8 21,71 0,6287 0,632 0,7385 -7,05 0,1763 0,157 0,2063 9,05 1,351 1 1,75 22,82 4,9504 4,9 5,565 -3,26 7,185 6,235 7,475 8,41 71,9212 61,98 76,3 10,92 2,7898 2,21 3,07 -4,15 3,537 3,3775 3,8125 1,87 0,1002 0,08 0,1357 -17,85 40,1826 38,63 52,5 -14,98 1,4518 1,425 1,425 2,1785 1,81 2,45 6,87 4,2756 3,69 4,56 9,43 0,0961 0,0991 0,1296 -22,58 1,4336 1,19 1,57 8,61 0,2725 0,27 0,35 -23,35 3,55 3,07 3,55 15,45 7,0036 5,775 7,91 11,23 1,23 13,5176 1,0352 0,8352 0,7564 0,8141 16,6015 15,4128 3,0272 3,4812 0,1613 53,7447 1,4667 41,5194 12,1835 0,7221 6,5437 1,2136 1,3989 -0,22 12,8 14,9 -2,35 1,014 1,146 -5,42 0,76 0,898 8,28 0,7625 1,008 -24,05 0,799 1,05 -16,58 16,46 19,9 -14,76 15,06 17,37 2,53 2,865 3,23 0,67 1,909 4,9 111,14 0,1514 0,186 -3,86 45,83 56,26 3,16 1,234 1,48 17,63 40,38 46,25 -7,75 11,07 13,2 11,88 0,7185 0,7185 6,3 7,155 -1,5 10,5 0,947 2,31 2,9 23,5 0,976 0,641 -5,38 -15,61 -10,99 -7,44 0,22 -19,07 -12,88 0,45 2,88 -1,22 -0,58 -4,78 -20,35 -9,63 15,35 -40,26 -24,49 15,97 -27,37 17,71 -60,07 -27,11 25,58 3,29 -37,27

19/04/10 30/03/09 17/05/10 23/05/05 27/07/09 24/05/10 24/05/10 21/04/08 08/05/00 21/05/07 26/05/08 11/05/09 30/06/08 26/05/08 10/05/10 26/05/08 19/04/10 18/05/98 10/05/10 19/05/08 12/05/08 26/04/10 15/05/08 13/05/02 31/05/10 19/05/08 27/05/02 19/06/06 18/04/08 24/03/10 01/06/09 27/04/09 27/04/09 12/05/08 24/05/10 24/05/10 23/04/09 20/05/09 18/05/09 24/05/10 03/05/10 01/03/10 21/05/07 19/05/08 26/04/10 03/05/10 28/01/09 24/07/00 24/05/10 30/06/03 27/05/09 28/05/07 28/04/08 17/05/10 25/05/08 08/05/06 08/05/06 31/05/10 24/05/10 05/05/03 20/04/09 20/04/09 24/04/06 24/04/06 12/05/09 21/06/10 21/06/10 10/05/10 24/05/10 13/11/09 12/07/10 13/06/05 08/05/06 24/05/10 12/05/08 24/05/10 24/05/10 18/11/09 24/05/10 24/05/10 10/05/10 04/03/02 24/05/10 24/05/10 10/05/10 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 12/05/09 18/03/93 10/05/10 01/08/05 19/05/08

3.451,2 25.243,8 932,7 59,7 72,4 62,8 2.200,5 73,4 352,9 13,4 64,2 117,9 13.864,1 36,9 416,1 115,1 66,4 2.464,6 53,7 29,5 983,2 22,6 94,9 1.141,8 10.001,3 79,6 156,2 63,7 19,7 27,7 99 107,3 11,5 32.037,6 195,5 42,3 88,8 36,6 500 12.187,8 4,1 68.657,3 44.715,8 1.776,5 92,7 397,1 88,5 341,5 0,9 81,8 1.613 65.914,1 337 12.622,7 14,1 24.216,3 54,9 261,9 394,5 41,8 682,1 14,8 0,4 6.399,5 136,6 24,3 13.769 5.043,9 251,3 4,6 79.043,9 18.180,3 6.050 89,4 296,5 1.637,9 44,9 98.548,6 789,8 20,3 17,1 6.139,7 126 38.354 61,3 39.010,1 1.149,1 490 46,6 20 43,1 203,2 253,6 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 23.287,1 359,1 8,9 352 12,8 1,9

GABETTI GAS PLUS GDF SUEZ GEFRAN GEMINA GEMINA RSP GENERALI GEOX GEWISS GRANITIFIANDRE GREENVISION GRUPPO COIN GRUPPO MINERALI MAFFEI

RATTI RCF GROUP RCS MEDIAGROUP RCS MEDIAGROUP RSP RDB RECORDATI RENAULT RENO DE MEDICI REPLY RETELIT RICCHETTI RICHARD GINORI 1735 RISANAMENTO ROMA A.S. ROSSS RWE

S

H HERA I

1,573 -2,84 1 1,361 1,723 14,9 0,8955 2,32 7,6 9,375 7,88 2,2075 6,855 0,542 0,91 3,61 2,505 2,065 0,0093 0,0594 1,368 1,45 3,155 0,1761 3,5925 8,475 4,7225 28,25 21,33 1,84

07/06/10 07/04/08 24/05/10 28/04/08 24/05/10 24/05/10 18/05/09 19/07/10 26/03/10 17/05/10 14/08/08 11/05/09 10/05/10 12/05/08 24/05/10 24/05/10 24/05/10 18/06/01 14/06/10 21/06/10 08/05/06 04/06/01 02/02/09 24/05/10 24/05/10 24/05/10 24/05/10 19/04/10 04/11/02 24/05/10 17/07/91 11/05/09 10/05/10 10/05/10 03/05/10 03/05/10 21/04/09 24/05/10 24/05/10 27/11/09 17/05/10 12/05/03 26/05/08 24/05/10 22/04/02 24/05/10 24/11/08 23/11/09 03/05/10

C

I GRANDI VIAGGI IGD IL SOLE 24 ORE IMA IMMSI IMPREGILO IMPREGILO RSP INDESIT INDESIT RSP INDUSTRIA E INNOVAZIONE ING GROEP INTEK INTEK R INTERPUMP INTESA SANPAOLO INTESA SANPAOLO RSP INV E SVIL 2012 W INVEST E SVILUPPO IRCE IRIDE ISAGRO IT HOLDING IT WAY ITALCEMENTI ITALCEMENTI RSP ITALMOBILIARE ITALMOBILIARE RSP IW BANK

CAD IT CAIRO COMMUNICATION CALEFFI CALTAGIRONE CALTAGIRONE EDITORE CAMFIN CAMPARI CAPE LIVE CARRARO CARREFOUR CATTOLICA ASSICURAZIONI CDC CELL THERAPEUTICS CEMBRE CEMENTIR HOLDING CENTRALE DEL LATTE TO CHL CIA CICCOLELLA CIR CLASS EDITORI COBRA COFIDE COGEME SET CONAFI PRESTITO’ CR ARTIGIANO CR BERGAMASCO CR VALTELLINESE CREDEM CREDIT AGRICOLE CRESPI CSP INTERNATIONAL

D

-1,48 4,9235 4,97 5,875 -8,76 -1,72 2,9941 2,65 3,2225 -3,15 -4,91 1,105 0,951 1,149 1,5 -1,06 2,292 2,1525 2,45 -4,81 -1,18 2,1035 1,752 2,18 20,21 -2,91 0,2642 0,2465 0,313 -13,05 -1,05 7,5948 7,02 8,34 3,84 -1,31 0,3322 0,329 0,42 3,82 -2,18 2,556 2,25 2,7 16,63 -0,39 37,85 33,4 39,49 12,95 -2,36 22,9658 21,4 24,33 -4,13 -0,67 2,2209 1,85 2,47 7,95 -5,21 0,4385 0,4055 0,848 -45,74 -2,25 4,6105 4,4275 4,85 0,21 -3,34 2,9942 2,79 3,345 -12,2 2,626 2,35 2,7825 12,62 -2,44 0,1574 0,145 0,1906 -13,51 -4,33 0,2983 0,272 0,3275 -13,03 -2,66 0,8521 0,8085 1,042 -9,22 -3,68 1,583 1,533 1,918 -13,5 -0,7 0,5527 0,545 0,697 -15,73 -3,45 1,6562 1,651 2,17 -17,04 -0,39 0,7449 0,628 0,794 15,91 -0,15 0,6683 0,688 0,96 -28,33 -2,8 0,9699 0,9155 1,2 -15,48 -5,03 1,684 1,68 1,909 -8,84 -2,26 24,6343 22,8 25,8 6,01 -0,6 4,5527 4,5625 5,72 -18,53 -3,81 4,5967 4,6125 5,755 -14,42 -3,28 10,9238 10,08 13,68 -9,54 -1,48 0,1805 0,1869 0,245 -8,83 -0,58 1,0062 0,75 1,119 35,8 -1,22 0,11 -1,07 -2,87 -1,14 -5,44 0,52 0,08 -2,27 -0,15 -1,02 -1,3 -0,25 2,01 -1,08 4,1978 37,5004 0,9347 1,1885 18,9008 10,1753 43,44 3,8302 1,2242 3,1742 52,1055 9,7179 27,2332 1,993 4,8071 13,5513 4,26 6,055 -27,86 30,34 39,42 1,15 0,917 1,067 -12,27 1,097 1,378 9,59 16,28 20,46 9,09 8,75 11,12 12,83 40,21 47,92 -1,05 3,85 4,1175 -4,79 1,16 1,374 -0,55 2,8 3,2575 -1,42 43,33 60,15 5,54 9,24 10,55 -4,9 23,31 28,82 9,53 2,015 2,335 -10,64 4,84 5,75 -5,68 13,2 17,6 -14,38 1,151 1,551 1,719 13,12 2 4,3 -4,14 4,65 28,5 -3,51 -5,05 22,74

J JUVENTUS FC K

0,988 0,92 1,049 4,17 -2,09 1,3708 1,361 1,594 -12,7 -2,21 1,7193 1,661 1,969 -10,21 1,02 14,5131 12,89 15,18 15,86 -2,72 0,8935 0,771 0,9465 6,61 -3,53 2,3404 2,1625 2,6 -6,83 -3,61 7,8083 7,6 8,75 -12,49 -2,6 9,4854 7,91 9,875 20,12 -2,72 7,9529 7,69 8,56 1,03 - 2,2397 2,09 2,485 -7,83 -3,38 6,7545 6,17 7,86 -1,3 -3,99 0,532 0,3155 0,629 72,06 -2,1 0,8882 0,6039 0,97 48,69 -1,37 3,5432 3,145 3,9975 -2,7 -1,47 2,5073 2,505 3,2025 -20,48 -1,9 2,0708 1,937 2,485 -11,94 1,09 0,0087 0,009 0,0143 -1,06 -5,41 0,0588 0,0594 0,089 -11,87 -1,87 1,3713 1,34 1,59 -11 -0,96 1,4352 1,294 1,522 9,02 -1,41 3,0777 3,155 3,705 -4,68 - 0,1844 0,1761 0,1761 -0,21 3,5522 3,4025 3,7925 -0,21 -3,25 8,5822 7,915 10,25 -11,49 -3,33 4,7406 4,46 5,445 -7,22 -5,2 28,6601 26,91 33 -8,72 -3,92 21,4603 19,38 23,48 -4,01 0,6 1,805 1,802 2 -7,54 0,808 0,806 0,928 -9,89

SABAF SADI SERVIZI INDUSTR SAES GETTERS SAES GETTERS RSP SAFILO GROUP SAIPEM SAIPEM RCV SANOFI-AVENTIS SAP SARAS SAT SAVE SCREEN SERVICE SEAT PAGINE GIALLE SEAT PAGINE GIALLE RSP SERVIZI ITALIA SIAS SIEMENS SNAI SNAM RETE GAS SNIA SOCIETE GENERALE SOCOTHERM SOGEFI SOL SOPAF SORIN STEFANEL STEFANEL RSP STMICROELECTRONICS

T

0,806 -1,35 6 2,6 0,288 0,69 0,022 0,0875 2,275 3,025 0,333 83 13,51 21,1 84,92 3,175 0,1627 1,737 2,5225 7,06 2,81 5,84 7,035 3,76 2,54 0,13 0,4895 0,015 12,35 1,78 2,0525 3,5675 1,401 2,8325 0,1544 7,545 0,45 0,1731 0,518 1,15 114 5,85 -2,52 -5,45 -1,87 -0,36 -6,38 -0,34 -1,73 -4,04 0,91 -2,81 -2,27 -4,58 0,24 -1,87 0,4 0,28 -3,77 -2,34 -2,83 -1,57 -1,93 -0,54 1,03 -4,04 -4,98 -1,72 -4,04 -3,49 -2,65 -3,02 -1,85 -4,36 1,67 -2,87 -1,85 -0,68

KERSELF KINEXIA KME GROUP KME GROUP RSP KME GROUP 2011 W K.R.ENERGY

L

5,9758 6 9,1 -31,43 2,5889 2,17 2,88 18,72 0,2836 0,288 0,3635 -6,65 0,6723 0,5602 0,7 23,83 0,0208 0,022 0,039 -21,43 0,0851 0,0875 0,199 -42,01 2,2495 3,05 0,3259 83,1176 13,6512 21,2272 85,6767 3,0905 0,163 1,6963 2,5739 6,9442 2,797 5,8248 7,0797 3,7477 2,5216 0,1289 0,465 0,015 12,35 1,8061 2,0629 3,6096 1,4138 2,8755 0,1533 7,6376 0,4466 0,1728 0,5037 1,1537 114 5,7726 3,0845 6,0101 9,1604 1,19 2,15 3,025 0,33 71,52 13,13 17,91 75,52 2,2675 0,129 1,311 2,5225 5,885 2,81 5,27 7,035 3,76 2,38 0,1289 0,464 0,015 12,1 1,78 2,0525 3,25 1,399 2,5925 0,143 6,8 0,4405 0,1215 0,255 1,15 106,3 5,19 2,5 5,45 8,985 1,15 2,48 5,45 3,99 -11,36 0,374 -0,75 83 6 14,79 -3,71 21,89 16,9 91,69 6,56 3,275 0,1699 1,75 2,5225 7,135 3,395 6,485 8,83 4,5475 2,715 0,1572 0,6 0,179 15,49 2,1775 2,4 4,16 1,88 3,22 0,176 8,365 0,485 0,201 0,523 1,46 122,85 5,97 3,125 6,3 11,7 1,19 0,557 0,299 28,54 12,99 16,27 18,66 -14,85 1,83 -15,39 -13,81 -7,55 -16,56 -18,21 -89,93 -19,28 -13,17 -8,06 -10,36 -20,58 -8,56 -7,71 1,55 23,47 98,85 -18,09 3,84 3,54 4,17 9,18 2,46 3,48 -12,2 -2,7 2,25

LA DORIA LANDI RENZO LAZIO S.S. L’OREAL LOTTOMATICA LUXOTTICA GROUP LVMH

TAMBURI TAS TELECOM ITALIA TELECOM ITALIA RSP TELECOM ITALIA MEDIA TELECOM ITALIA MEDIA RSP TELEFONICA TENARIS TERNA TERNIENERGIA TISCALI TOD’S TOSCANA FINANZA TOTAL TREVI TREVISAN COMETAL TXT E-SOLUTIONS

U

M

DADA DAIMLER DAMIANI D’AMICO DANIELI & C DANIELI & C RSP DANONE DATALOGIC DEA CAPITAL DE’LONGHI DEUTSCHE BANK DEUTSCHE TELEKOM DIASORIN DIGITAL BROS DMAIL GROUP DMT

MAIRE TECNIMONT MANAGEMENT E C MARCOLIN MARIELLA BURANI F.G. MARR MEDIACONTECH MEDIASET MEDIOBANCA MEDIOLANUM MEDITERRANEA ACQUE MERIDIANA FLY MERIDIE MID IND C 2010 W MID INDUSTRY CAPITAL MILANO ASS MILANO ASS RSP MITTEL MOLMED MONDADORI MONDO HE MONDO TV MONRIF MONTEFIBRE MONTEFIBRE RSP MONTI ASCENSORI MUNICH RE MUTUIONLINE

UBI BANCA UNI LAND UNICREDIT UNICREDIT RSP UNILEVER UNIPOL UNIPOL P

V

9,5398 9,02 0,7796 0,748 2,0088 1,83 2,5241 2,53 23,125 20,11 0,7719 0,7765 0,5333 0,536

VALSOIA VIAGGI DEL VENTAGLIO VIANINI INDUSTRIA VIANINI LAVORI VITTORIA ASS VIVENDI

W

4,3478 4,25 4,68 0,1386 0,1376 0,1376 1,43 1,3 1,478 4,628 4,23 4,7375 3,8392 3,56 4,0325 19,9 17,41 21,4 0,0387 0,1203 0,2677 0,0623 2,2182 0,0223 0,0036 0,0681 3,1725 0,3281 0,4148 0,1055 0,063 0,019 0,0315 0,0199 0,27 0,1009 0,0297 6,9218 0,1158 0,0349 0,1202 0,2295 0,0647 1,573 0,011 0,0037 0,0618 3,27 0,288 0,386 0,1038 0,0396 0,019 0,0313 0,0146 0,2 0,1 0,0308 0,0555 0,1431 0,304 0,1451 2,9975 0,05 0,0049 0,0875 5,18 0,39 0,519 0,2402 0,096 0,0255 0,0879 0,0265 0,35 0,1375 0,0502

11/05/09 26/04/10 26/04/10 01/02/10 19/05/08 28/02/05 22/05/06 20/05/02 19/05/03 20/09/10 23/04/09 03/05/10 24/05/10 24/04/09 04/06/07 10/05/04 11/05/09 19/04/10

N

E

NICE NOEMALIFE NOKIA CORPORATION NOVA RE

EDISON EDISON RSP EEMS EL EN ELICA EMAK

-0,59 1,0126 0,9705 1,05 1,3222 1,285 -2,98 1,5834 1,028 -5,1 11,6584 11,23 -0,82 1,7781 1,691 -0,06 4,1961 3,54

O P

3,125 0,81 6,005 -0,08 9,155 -1,56 1,19 0,4355 -10,57 0,299 1,836 -4,82 1,997 -3,18

W CAMFIN 11 W GABETTI 13 W INTERPUMP 12 W MEDIOBANCA 11 W PRI 2013 W RGINORI 2011 W TISCALI 14 WARR AEDES 2009-2014 WARR BPM 09-13 WARR CREVAL 2010 WARR CREVAL 2014 WARR ERGYCAPITAL 11 WARR IKF 10-14 WARR INTEK 2011 WARR KME 09-11 WARR KRE 09-12 WARR MERIDIE 11 WARR PIERREL 08-12 WARR RETELIT 08-11 WARR UBI 09-11

Y Z

OLIDATA OMNIA NETWORK PANARIAGROUP PARMALAT

0,4558 0,4295 0,2969 0,299 1,8386 2,0377

YOOX YORKVILLE BHN ZIGNAGO VETRO ZUCCHI ZUCCHI RSP

7,045 -0,77 0,1159 -5,77 4,4 -2,22 0,5245 -4,64 0,5685 0,09

5,095 7,25 34,96 0,112 0,1877 -37,62 12,82 15,53 -5,17

1,714 2,24 1,724 2,1275

4,3963 3,78 4,5425 0,5154 0,389 0,6445 0,5655 0,4755 0,65

Fondi d’Investimento
27/04 EURO VAR. % 12 MESI PREC 2,82 3,85 30,9 9,95 4,04 0,88 31,77 13,46 0,29 30,27 29,3 24,79 19,39 33,19 33,22 24,49 15,86 15,58 33,17 32,94 Allianz Azioni Paesi Em.T Allianz Az.Paesi Em. L Allianz F100 L Allianz F100 T Allianz F15 L Allianz F15 T Allianz F30 L Allianz F30 T Allianz F70 L Allianz F70 T Allianz Liquidita’ A Allianz Liquidita’ AT Allianz Liquidita’ B Allianz Monetario Allianz Multi Europa Allianz Multi Pacifico Allianz MultiAmerica Allianz Multi20 Allianz Multi50 Allianz Multi90 Allianz Reddito Euro L Allianz Reddito Euro T Allianz Reddito Glob. L Allianz Reddito Glob.T Alpi Obbl Internaz Alpi Risorse Naturali Alto America Azionario Alto Azionario 27/04 EURO 9,284 9,407 4,275 4,199 5,422 5,346 5,267 5,192 28,215 27,659 5,588 5,062 5,71 15,725 7,199 7,095 5,336 5,893 4,956 3,785 32,447 31,798 15,648 15,35 7,127 5,973 4,543 14,621

A
AAA Expert A-RT 400 AAA Master Az America AAA Master Az Europa AAA Master Az Internaz AAA Master Az Italia AAA Master Bil Obbl AAA Master Bilanciato Abis Flessibile Agora Cash Agora Risk Agora Selection Agora Valore Protetto 95 Agoraflex Alarico Re Alboino Re Alleanza Obbligazionario Allianz Az. America T Allianz Az. America L Allianz Az. Globale L Allianz Az IT All Stars Allianz Azioni Europa L Allianz Azioni Europa T Allianz Azioni Globale T Allianz Azioni Italia L Allianz Azioni ItaliaT Allianz Azioni Pacifico L Allianz Azioni Pacifico T 5,644 5,536 4,147 4,849 6,227 6,667 4,641 5,993 5,539 13,628 13,741 3,071 4,236 16,181 15,97 3,019 20,452 20,113 5,464 5,364

VAR. % 12 MESI PREC 45,09 45,06 25,29 24,93 8,88 8,61 12,88 12,58 21,19 20,91 0,25 0,62 1,03 26,21 34,99 29,11 11,48 17,83 26,63 4,5 4,22 6,04 5,77 -1,68 14,69 24,19 10,21

27/04 EURO Alto Bilanciato Alto Internaz Azionario Alto Internaz Obbl Alto Monetario Alto Obbligazionario Alto Pacifico Azionario Americhe Amundi Azioni QEuro Amundi QBalanced Amundi QReturn Anfiteatro Bond Corporate Anfiteatro Bond Plus Anfiteatro Conservative Flex Anfiteatro Corp Abs Ret Anfiteatro Corporate BT Anfiteatro Global Bond Anfiteatro Global Equity Anfiteatro Tesoreria Anfiteatro Total Return Anima America Anima Asia Anima Convertibile Anima Emer Markets Anima Europa Anima Fondattivo Anima Fondimpiego Anima Fondo Trading Anima Liquidita’ 16,202 4,246 6,243 7,056 8,728 5,896 8,998 4,98 7,405 5,17 5,644 5,171 5,638 4,496 5,668 3,354 4,256 6,553 6,256 9,52 3,934 14,048 19,988 13,106 6,601

VAR. % 12 MESI PREC 10,08 26,03 3,31 0,77 2,99 40,51 30,9 39,08 31,67 23,88 48,54 21,72 20,87 21,96 31,92 1,87

27/04 EURO Anima Obb Euro Aqqua Arca Az America Arca Az Europa Arca Az Far East Arca Az Italia Arca Az Paesi Emerg Arca BB Arca Bond Arca Bond Corp Arca Bond Dollari Arca Bond Paesi Em. Arca BT Arca BT Tesoreria Arca Cap.Garantito dic 2013 Arca Capitale Gar 06/13 Arca Cedola Corp. Bond Arca Cedola Corp. Bond II Arca Cedola G Eur Bnd II Arca Cedola Gov. Euro Bond Arca Cinque S Comp A Arca Cinque S Comp C Arca Cinque S Comp E Arca Corporate BT Arca MM Arca Obbl Europa Arca Rend Assoluto T3 Arca Rend Assoluto T5 7,147 4,923 16,616 9,362 5,837 19,616 9,608 30,825 12,374 7,075 8,859 13,368 8,73 5,756 5,21 4,979 5,354 5,067 4,841 4,976 5,475 4,661 3,471 5,53 14,587 8,261 5,16 4,984

VAR. % 12 MESI PREC 14,7 31,49 25,85 29,94 19,2 46,42 12,16 3,07 12,23 0,67 18,24 0,26 0,58 2,98 -1,13 14,47 20,81 25,49 6,55 0,53 4,57 8,98 14,47

27/04 EURO Arca RR Arca TE Arca 27 Aureo Azioni Globale Aureo Cash Dynamic Aureo Defensive Aureo FF 1Classe Crescita Aureo FF 1Classe Dinamico Aureo FF 1Classe Flesse Aureo FF 1Classe Valore Aureo Finanza Etica Aureo Flex Euro Aureo Flex Italia Aureo Flex Opportunity Aureo Liquidita’ Aureo Obbl Globale Aureo Plus Aureo Rend Assoluto Azimut Bilanciato Azimut Formula 1 Conserva Azimut Formula 1 High Risk Azimut Formula 1 Low Risk Azimut Formula 1 Risk Azimut Garanzia Azimut Redd Usa Azimut Reddito Euro Azimut Scudo Azimut Solidity 8,921 16,305 11,319 9,11 5,213 5,071 3,894 4,078 5,454 5,033 6,111 9,639 17,131 4,814 5,71 8,001 5,969 5,669 23,746 6,53 6,947 6,703 6,601 12,287 5,919 15,657 7,635 7,915

VAR. % 12 MESI PREC 4,62 10,57 28,64 27,22 0,52 2,22 24,29 17,79 7,13 10,45 14,06 13,07 3,22 0,35 1,7 2,05 7,76 10,23 1,13 6,37 0,84 3,61 0,23 2,12 1,45 7,57 3,91

27/04 EURO Azimut Strategic Trend Azimut Trend Azimut Trend America Azimut Trend Europa Azimut Trend Italia Azimut Trend Pacifico Azimut Trend Tassi 5,1 19,369 9,225 12,372 15,345 6,569 8,941 4,381 5,308 3,522 5,297 5,257 5,448 5,872 6,003 6,189 6,879 22,697 16,336 6,627 9,818 4,019 7,1 7,135 6,175 22,414 5,513

VAR. % 12 MESI PREC 15,31 28,66 33,83 17,79 9,51 21,11 1,37 21,66 4,14 26,1 1,23 5,8 10,15 1,14 3,3 17,02 2,87 1,52 25,01 27,99 17,37 13,04 42,54 15,87 6,53

27/04 EURO Bim Flessibile Bim Obbl Euro Bim Obbl Globale Bim Obblig BT Bnl Azioni America Bnl Azioni E. Dividendo Bnl Azioni Emergenti Bnl Azioni Europa Cr. Bnl Azioni Italia Bnl Azioni Italia PMI Bnl Cash Bnl Euro Obbligazioni Bnl Obbl Dollaro MLT Bnl Obbl Emergenti Bnl Obbl Euro BT Bnl per Telethon Bnl Protezione Bnl Strategia Rendimento Bnl Target Return Dinamico Bnl Target Return Liquidita’ BNPP Equipe Attacco BNPP Equipe Centrocampo BNPP Equipe Difesa BNPP 100% e Piu’ Gr Asia BNPP 100% e Piu’ Gr Eur BPVi Az Europa BPVi Az Internazionale BPVi Az Italia 3,956 6,88 5,841 6,534 3,861 3,527 4,769

B

Banco Posta Azion. Euro Banco Posta Extra BancoPosta Az Internaz BancoPosta Centopiu’ Bancoposta Centopiu’ 2007 BancoPosta Inv Protetto 90 BancoPosta Mix 1 BancoPosta Mix 2 BancoPosta Monetario BancoPosta Obbl Euro BG Focus Azionario BG Focus Monetario BG Focus Obbligazionario Bim Azionario Europa Bim Azionario Glob Bim Azionario Italia Bim Azionario Smal Cap Bim Azionario Usa Bim Bilanciato Bim Corporate Mix

VAR. % 12 MESI PREC 7,97 3,83 3,02 1,63 25,11 25,92 17,55

Giovedì 29 aprile 2010

27
27/04 EURO VAR. % 12 MESI PREC 0,93 6,07 4,13 16,16 8,12 19,46 22,63 14,63 11,09 30,24 5,47 8,37 12,06 0,26 8,54 1,3 3,44 0,76 5,4 21,41 33,44 25,27 0,87 2,46 -30,47 -10,17 -0,8 2,85 2,58 51,42 23,69 25,41 28,97 21,04 32,79 30,5 6,65 2,88 2,4 0,57 13,82 5,37 31,98 17,79 7,82 4,36 23,71 18,15 11,06 6,38 8,86 13,03 16,94 20,99 25,63 1,83 -0,55 -0,47 34,52 31,62 0,97 1,87 33,47 13,64 4,43 1,65 9,72 8,79 22,45 21,74 2,48 2,19 5,66 5,12 2,21 30,34 9,81 -

Fondi d’Investimento
27/04 EURO BPVi Breve Termine BPVi Obbl Europa BPVi Obbl Internazionale 6,246 6,586 5,775 VAR. % 12 MESI PREC 0,82 1,65 3,03 4,9 6,22 10,63 11,89 2,14 2,83 1,45 5,11 1,32 1,35 6,03 3,73 2,61 0,51 5,53 29,3 24,99 23,01 30,73 25,45 34,29 30,38 18,37 17,15 16,3 15,19 27,51 26,52 5,22 2,07 4,73 4,22 1,39 3,81 8,43 9,92 13,63 12,81 4,2 3,19 6,81 6,12 26,93 28,24 2 2,53 5,93 7,37 32,07 34,05 25,18 24,69 24,1 26,49 28,8 27/04 EURO Consultinvest Mercati Em Consultinvest Monetario Consultinvest Multi Flex Consultinvest Obbligaz. M T Consultinvest Obbligazion Consultinvest Plus Consultinvest Reddito Corporate Bond Cr. Cento Misto Best Cr. Cento Monetario Plus Cr. Cento Premium Cr Suisse Mon Cl. B Cr Suisse Mon Cl. I 5,075 5,485 4,954 5,145 5,225 5,227 7,452 7,392 7,764 7,82 VAR. % 12 MESI PREC 18 8,92 18,4 19,48 17,63 1,98 2,3 17,23 47,46 1,28 14,52 23,15 4,1 17,34 29,47 35,42 25,37 1,4 6,89 21,87 49,28 25,84 29,31 29,63 18,59 32,93 46,73 45,26 17,16 20,61 32,91 36,26 16,75 7,08 33,58 18,78 28,23 31,77 18,78 31,87 53,42 2,18 1,39 1,21 1,7 -1,14 2,35 2,94 2,08 2,29 2,77 6,09 19,15 0,07 14,14 33,38 4,52 16,17 3,62 8,49 1,83 3,1 3,22 -1,2 0,83 0,2 0,57 0,59 0,87 9,56 3,48 5,81 1,54 2,95 3,17 13,73 18,63 2,57 5,71 9,83 15,28 20,27 22,95 15,41 12 0,74 11,08 21,17 21,14 3,79 3,33 27/04 EURO Eurom Prudente 8,46 Eurom Real Assets 4,201 Eurom Reddito 15,418 Eurom Strategic Eurom Total Return Flex 2 6,613 Eurom Total Return Flex 3 4,632 Eurom Total Return Flex 4 Euromobiliare Az Internazionali12,046 Euromobiliare Strategic Flex 13,561 Europa 12,899 Europe Bond 7,502 VAR. % 12 MESI PREC 1,51 8,38 3,48 3,8 5,11 30,92 6,77 28,82 5,35 29,01 0,04 15,94 0,42 12,77 5,63 31,11 51,45 25,77 50,32 31,73 32,5 22,62 29,35 1,63 4,07 16,3 28,92 5,19 1,91 27,06 10,91 24,11 45,21 29,41 -0,2 19,47 37,73 -2,31 13,14 20,44 27,39 52,86 56,82 32,02 27,62 21,11 22,23 2,33 5,53 3,18 12,04 0,06 32,12 24,14 21,36 18,52 14,76 5,68 0,94 5,17 0,73 20,33 5,58 28,1 1,74 2,49 6,29 26,12 27,84 -1,4 27/04 EURO Gestielle Bond $ cl B Gestielle Brasile Gestielle Bt Euro cl A Gestielle Bt Euro cl B Gestielle Cash Euro cl A Gestielle Cina cl A Gestielle Cina cl B Gestielle East Europe cl A Gestielle East Europe cl B Gestielle Em Markets B cl A Gestielle Em Markets B cl B Gestielle Em Mkt cl A Gestielle Em Mkt cl B Gestielle Etico per AIL A Gestielle Etico per AIL B Gestielle Europa cl A Gestielle Europa cl B Gestielle Global Asset Plus Gestielle Global Asset 1 Gestielle Global Asset 2 Gestielle Harmonia Dinamico Gestielle Harmonia Moderato Gestielle Harmonia Vivace Gestielle India cl A Gestielle India cl B Gestielle Internaz cl.A Gestielle Internaz cl.B Gestielle Italia cl A Gestielle Italia cl B Gestielle LT Euro cl A Gestielle LT Euro cl B Gestielle MT Cedola Gestielle MT Euro cl.A Gestielle MT Euro cl.B Gestielle Obb Corporate A Gestielle Obb Corporate B Gestielle Obbl Internaz cl A Gestielle Obbl Internaz cl B Gestielle Pacifico cl A Gestielle Pacifico cl B Gestielle Tecnologia cl.B Gestielle Tot Ret Obiettivo PIU Gestielle Total Return Gestnord Asset Allocation Gestnord Az Trend Settoriali Gestnord Azioni America Gestnord Azioni Europa Gestnord Azioni Italia Gestnord Azioni P Emerg Gestnord Azioni Pacifico Gestnord Bil Euro Groupama Italia Bond Sel F Groupama Italia Eq Sel F 9,04 4,973 7,517 7,569 7,008 10,108 10,379 15,452 10,151 10,324 14,685 15,099 6,34 6,39 6,952 7,114 5,409 8,879 12,494 5,394 5,312 5,476 6,467 17,077 17,486 12,783 13,107 8,08 8,163 6,324 14,822 14,96 7,185 7,29 6,358 6,451 12,75 13,066 5,022 14,278 4,841 2,596 11,214 8,442 10,265 9,429 7,166 14,737 5,757 6,18 4,564 4,614 4,064 4,101 15,771 30,776 6,377 18,327 22,054 9,325 17,864 16,847 12,572 6,795 13,505 34,2 9,591 11,127 12,57 5,701 5,574 5,631 5,434 6,241 5,95 3,673 5,013 5,147 6,311 15,465 3,784 6,884 5,373 8,923 6,079 7,594 6,097 5,005 4,053 5,33 5,089 4,555 4,17 5,83 3,861 4,46 3,79 5,634 VAR. % 12 MESI PREC -0,72 0,91 1,19 0,24 34,31 36,3 63,13 18,66 19,74 40,92 43 3,26 3,75 25,65 27,15 7,6 5,59 8,81 7,17 4,67 9,43 60,03 25,85 27,52 15,57 17,26 3,18 3,67 -2,72 1,22 1,64 20,05 21 2,42 3,22 30,02 31,77 6,56 5,35 24,33 28,06 28,96 18,22 48,42 33,79 12,63 2,51 26,95 3,11 12,99 29,01 27,88 22,95 1,28 31,34 -0,15 18,65 33,84 6,23 28,61 5,3 2,38 18,04 4,86 -5,07 19,12 30,59 3,48 4,68 28,34 24,55 26,9 5,2 20,24 28,18 0,35 18,92 19,37 2,95 4,63 4,26 12,07 15,62 20,34 24,56 29,54 10,71 10,09 11 10,4 32,07 VAR. % 12 MESI PREC MC G.FdF America B 4,43 30,79 MC G.FdF Asia A 7 29,01 MC G.FdF Asia B 3,942 28,28 MC G.FdF Bilanciato A 6,239 16,46 MC G.FdF Bilanciato B 4,631 15,75 MC G.FdF Europa A 6,48 25,07 MC G.FdF Europa B 3,672 24,1 MC G.FdF Flx Low Vol A 5,202 0,33 MC G.FdF Flx Low Vol B 5,193 0,31 MC G.FdF Global Bond A 5,307 2,63 MC G.FdF Global Bond B 5,253 2,42 MC G.FdF High Yield A 7,301 20,94 MC G.FdF High Yield B 5,279 20,36 MC G.FdF Megatr.Wide A 7,396 32,76 MC G.FdF Megatr.Wide B 4,312 32,03 MC G.FdF Paesi Emerg A 9,108 50,82 MC G.FdF Paesi Emerg B 4,266 49,95 Mediolanum Flessibile Globale 14,561 26,32 Mediolanum Flessibile Italia 16,447 19,88 Mediolanum Flessibile Obb. Globale10,08 6 Mediolanum Flessibile Strategico6,325 2,23 Mediolanum Risp. Dinamico 5,472 -1,25 Mix 5,719 9,83 Monetario 12,152 2,59 MS Symphonia C Adagio 5,907 10,18 MS Symphonia C America 4,059 27,44 MS Symphonia C Asia 5,314 29,77 MS Symphonia C Europa 5,484 29,71 MS Symphonia C Largo 5,75 19,57 MS Symphonia C P Emerg 12,726 48,11 MS Symphonia C Vivace 5,284 30,92 27/04 EURO 27/04 EURO Pioneer Ob Paesi Emerg Dist 9,948 Pioneer Obbl Piu’ Dist 8,16 Pioneer Target Controllo 5,366 Pioneer Target Equilibrio 5,399 Pioneer Target Sviluppo 22,752 Piu’ Comp.Azionario 4,75 Piu’ Comp.Bilanc.15 5,29 Piu’ Comp.Bilanc.30 5,061 Piu’ Comp.Obbligaz. 5,458 Premium 6,505 PRIMA Fix Emergenti A 13,052 PRIMA Fix Emergenti Y 13,32 PRIMA Fix High Yield A 8,05 PRIMA Fix High Yield Y 8,2 PRIMA Fix Imprese A 6,548 PRIMA Fix Imprese Y 6,628 PRIMA Fix Monetario A 8,507 PRIMA Fix Monetario I 8,602 PRIMA Fix Monetario Y 8,587 PRIMA Fix Obb Globale 8,835 PRIMA Fix Obbligazionario BT 10,105 PRIMA Fix Obbligazionario MLT 5,76 PRIMA Forza 1 A 5,07 PRIMA Forza 1 Y 5,104 PRIMA Forza 2 A 4,62 PRIMA Forza 2 Y 4,667 PRIMA Forza 3 A 4,978 PRIMA Forza 3 Y 5,057 PRIMA Forza 4 A 4,372 PRIMA Forza 4 Y 4,448 PRIMA Forza 5 A 3,967 PRIMA Forza 5 Y 4,035 PRIMA Geo America A 4,362 PRIMA Geo America Y 4,492 PRIMA Geo Asia A 6,522 PRIMA Geo Asia Y 6,742 PRIMA Geo Euro A 6,195 PRIMA Geo Euro Y 6,382 PRIMA Geo Europa A 10,768 PRIMA Geo Europa PMI A 20,306 PRIMA Geo Europa PMI Y 20,91 PRIMA Geo Europa Y 11,1 PRIMA Geo Globale A 24,392 PRIMA Geo Globale Y 25,138 PRIMA Geo Italia A 13,564 PRIMA Geo Italia Y 13,931 PRIMA Geo Paesi Emerg A 5,868 PRIMA Geo Paesi Emerg Y 6,058 PRIMA Strat Eur Alto Potenz Y 2,266 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot A14,209 PRIMA Strat Eur PMI Alto Pot Y14,179 PRIMA Strat IT Alto Potenz Y 4,811 PRIMA Strategia A-RT 100 5,139 PRIMA Strategia A-RT 200 4,908 PRIMA Strategia A-RT 50 16,336 PRIMA Strategia Eur Alto Pot A 2,25 PRIMA Strategia Italia Alto Pot A4,767 Profilo Best Funds Profilo Elite Flessibile VAR. % 12 MESI PREC 38,84 2,99 7,82 8,13 5,36 28,62 11,51 15,65 1,67 17,91 19 44,01 45,26 13,46 14,06 3,13 3,44 3,55 2,23 0,63 0,77 1,42 1,75 6,85 7,31 12,24 13,01 20,21 21,17 26,06 27,13 26,95 28,67 47,89 50,06 23,06 24,67 30,63 45,39 47,37 32,38 30,11 31,85 19,78 20,97 44,35 46,36 14,39 22,69 20,82 13,76 0,02 0,08 -0,1 15,03 14,29 4,89 26,38 1,97 3,89 29,97 17,42 2,97 23,56 27,07 46,4 28,07 14,21 21,13 15,22 8,6 2,76 2,05 10,24 9,49 10,76 23,08 22,09 21,06 7,86 8,45 4,23 4,42 22,23 -0,79 3,37 2,87 32,59 4,82 4,36 4,08 22,13 12,84 9,75 3,5 20,44 30,83 15,93 24,9 Symphonia C Monetario Symphonia C Obb Ar Eur Symphonia C Patr G Red Symphonia C Patr Glob Symphonia Italia Fless Synergia Az Europa Synergia Az Globale Synergia Az Italia Synergia Az Small Cap Italia Synergia Az Usa Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetario Synergia Obb Corporate Synergia Obb Euro B.T. Synergia Obb Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return 7,418 9,475 7,105 5,226 5,101 6,115 6,231 6,002 5,729 6,568 5,287 5,464 5,67 5,011 5,416 5,062 5,177 5,036 5,272

C

CAAM Absolute 5,283 CAAM Azionario Trend CAAM Breve Termine CAAM Corporate Giugno 2012 5,09 CAAM Corporate 3 anni 102,43 CAAM Dynamic Allocation CAAM Eonia 102,023 CAAM EQUIPE 1 CAAM EQUIPE 2 CAAM EQUIPE 3 CAAM EQUIPE 4 CAAM Eureka B Ripresa 14 5,218 CAAM Eureka China dbl wine 5,589 CAAM Eureka Double Call 5,486 CAAM Eureka Double Win 5,654 CAAM Eureka Dragon 6,197 CAAM Eureka DW 2013 5,064 CAAM Eureka Ripr DUE 2014 5,028 CAAM Eureka Ripresa 2014 5,273 CAAM EUROPE EQUITY Caam For Gar EmM Eq R 2014 5,054 CAAM For.Euro Eq.Op Due 2013 4,568 CAAM For.Euro Eq.Op.2013 4,546 CAAM For.Gar. Due 2013 4,918 CAAM For.Gar. 2012 5,081 CAAM For.Garant. 2013 4,894 CAAM For.Gar.Em.M.Eq.R.2013 5,037 CAAM For.Gar.Eq.R. Due 2013 4,91 CAAM For.Gar.Eq.R. 2013 4,897 CAAM For.Gar.Eq.R. 2014 5,29 CAAM For.Gar.High Div. 2014 4,896 CAAM For.Gar.Mer.Emer. 5,697 CAAM For.Priv.Div.Opp. 4,946 CAAM GLOBAL EM.EQUITY CAAM GLOBAL EQUITY CAAM Liquidita’ CAAM MultiCorp. Dic. 2012 5,04 CAAM Obbligazionario Euro CAAM PACIFIC EQUITY CAAM PIU’ CAAM Private Alfa 4,866 CAAM Soluzione Azioni CAAM Soluzioni Tassi CAAM Strategia 95 CAAM USA EQUITY Capital Italia 73,91 Carige Azionario America B 2,551 Carige Azionario America cl.A 2,502 Carige Azionario Europa B 5,679 Carige Azionario Europa cl.A 5,437 Carige Azionario Intern B 6,384 Carige Azionario Intern cl.A 6,214 Carige Azionario Italia B 5,285 Carige Azionario Italia cl.A 5,211 Carige Bilanciato Euro B 5,979 Carige Bilanciato Euro cl.A 5,87 Carige Corporate Euro B 6,689 Carige Corporate Euro cl.A 6,617 Carige Flessibile 5,205 Carige Flessibile B 5,211 Carige Flessibile Piu’ 4,547 Carige Flessibile Piu’ B 4,599 Carige Liquidita’ Euro B 6,379 Carige Liquidita’ Euro cl.A 6,32 Carige Monetario Euro B 11,406 Carige Monetario Euro cl.A 11,633 Carige Mosaico 10 5,519 Carige Mosaico 30 5,206 Carige Obbl Eur LT B 5,727 Carige Obbl Eur LT cl.A 5,627 Carige Obbl Internaz.B 5,906 Carige Obbl Internaz.cl A 5,795 Carige Obblig Euro B 10,975 Carige Obblig Euro cl.A 10,843 Carismi Absolute Perf. Cl.A Carismi Absolute Perf. Cl.B Carismi Bond Euro Cl.A Carismi Bond Euro Cl.B Carismi Bond Internaz. Cl.A Carismi Bond Internaz. Cl.B Carismi Dynamic American Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Europe Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.A Carismi Dynamic Italia Cl.B Carismi Dynamic Pacific Carismi Liquidita’ Cl.A Carismi Liquidita’ Cl.B Carismi Pratico Cl.A Carismi Pratico Cl.B Civ. Forum Iulii Azione Cl.A 4,793 Civ. Forum Iulii Azione Cl.B 4,832 Civ Forum Iulii Prud ClA 5,458 Civ Forum Iulii Prud ClB 5,51 Civ Forum Iulii Rend ClA 5,284 Civ. Forum Iulii Rendita Cl.B 5,404 Civ Forum Iulii Strat ClA 5,592 Civ Forum Iulii Strat ClB 5,713 Consultinvest Alto Div. 3,276 Consultinvest Azione 8,721 Consultinvest Bilanciato 5,257 Consultinvest Breve Termine 4,958 Consultinvest Global 4,169 Consultinvest High Yield 5,747

F

E

Emerging Markets Bond 6,109 Emerging Markets Equity 7,096 Epsilon Cash 6,268 Epsilon DLongRun 6,166 Epsilon QEquity 4,432 Epsilon QIncomeEuro 7,417 Epsilon QReturn 6,346 Epsilon QValue 5,277 Etica Val Resp Azionario 4,932 Etica Val Resp Bil 6,839 Etica Val Resp Monet 5,867 Etica Val Resp Obbl Misto 6,114 Eurizon Az Alto Divid E 25,519 Eurizon Az Asia Nuov Econ 10,587 Eurizon Az En Mat Prime 9,345 Eurizon Az Europa Multim 5,7 Eurizon Az Internaz Etico 5,963 Eurizon Az Italia 130/30 16,751 Eurizon Az Mondo Multi 3,407 Eurizon Az PMI Am 21,31 Eurizon Az PMI Europa 8,329 Eurizon Az PMI Italia 4,711 Eurizon Az Salute e Amb 14,637 Eurizon Az Tecno Avanz 4,188 Eurizon Azioni Finanza 18,385 Eurizon Bil Euro Multi 35,732 Eurizon Div Etico 7,983 Eurizon Focus Az America 8,907 Eurizon Focus Az Eur 13,303 Eurizon Focus AZ Europa 8,167 Eurizon Focus Az Internaz 7,54 Eurizon Focus Az Italia 11,94 Eurizon Focus Az Pacif 4,047 Eurizon Focus Az Paesi Em 9,093 Eurizon Focus Cap. Prot 12/2014 5,039 Eurizon Focus Gar I sem 06 5,289 Eurizon Focus Gar I trim 07 5,165 Eurizon Focus Gar II sem 06 5,254 Eurizon Focus Gar II trim 07 5,131 Eurizon Focus Gar III t07 4,952 Eurizon Focus Gar IV trim 07 5,222 Eurizon Focus Gar 03/13 5,151 Eurizon Focus Gar 06/2012 5,114 Eurizon Focus Gar 09/12 5,098 Eurizon Focus Gar 12/12 5,111 Eurizon Focus Ob Ced 6,148 Eurizon Focus Ob Em 11,245 Eurizon Focus Ob Eur Br T 15,198 Eurizon Focus Ob Eur Co 5,652 Eurizon Focus Ob Eur H Y 7,28 Eurizon Focus Ob Euro 14,073 Eurizon Focus Pr Din 5,345 Eurizon Focus Pr Prud 5,474 Eurizon Focus Prof Mod 5,367 Eurizon Focus Rend Ass 2y 5,238 Eurizon Focus Rend Ass 3y 5,524 Eurizon Focus Rend Ass 5y 4,939 Eurizon Focus Tes Dollaro 12,492 Eurizon Focus Tes Eur B 7,685 Eurizon Focus Tesorer Dol 16,633 Eurizon FocusTes Eur A 7,646 Eurizon Liquidita A 7,282 Eurizon Liquidita B 7,456 Eurizon Ob E Corp Breve T 7,531 Eurizon Ob Intern 8,438 Eurizon Obbl Etico 5,425 Eurizon Obiettivo Rend 8,12 Eurizon Rendita 5,993 Eurizon Soluz 10 6,905 Eurizon Soluz 40 6,245 Eurizon Soluz 60 24,627 Eurizon Team 1 5,997 Eurizon Team 1 G 5,997 Eurizon Team 2 5,683 Eurizon Team 2 G 5,674 Eurizon Team 3 4,761 Eurizon Team 3 G 4,778 Eurizon Team 4 4,029 Eurizon Team 4 G 4,048 Eurizon Team 5 3,898 Eurizon Team 5 G 3,917 Euroland 4,388 Eurom America Eq Fund Eurom Asian Opportunities Eurom Az Italia 19,701 Eurom Bilanciato 26,923 Eurom Conservativo 11,1 Eurom Contovivo Eurom Dinamico 32,802 Eurom Em Mark Bond 7,069 Eurom Europe Equity 13,619 Eurom Glob Emerg Mkts Eurom Intern Bond 8,649 Eurom Moderato 6,51

Federico Re 5,214 Fideuram Azione 13,093 Fideuram Moneta 14,603 Fideuram Performance 12,095 Fideuram Security 9,551 Flessibile 2,835 FMS Absolute Return 9,357 FMS Equity Asia 9,154 FMS Equity G Em Mk 12,428 FMS Equity Gl Resources 11,141 FMS Equity New World 16,174 FMS Equity Usa 8,344 FMS Equty Europe 9,054 Fondaco Absolute Return 98,578 Fondaco Eu Sri Eq. Beta 87,349 Fondaco Euro Cash 115,551 Fondaco Eurogov Beta 119,393 Fondersel 46,829 Fondersel America 10,089 Fondersel Cash Fondersel Dollaro Fondersel Duemila 95,494 Fondersel Euro 7,887 Fondersel Europa 13,043 Fondersel Int 14,242 Fondersel Italia 19,167 Fondersel Oriente 6,928 Fondersel P M I 15,588 Fondersel Reddito 13,873 Fonditalia B Glob Em MK 10,35 Fonditalia B Global HY 14,274 Fonditalia Bond Euro H Y T 14,334 Fonditalia Bond Glob Em M T 10,392 Fonditalia Bond Usa 8,32 Fonditalia Bond USA T 8,379 Fonditalia Core 1 10,557 Fonditalia Core 1 T 10,632 Fonditalia Core 2 10,31 Fonditalia Core 2 T 10,39 Fonditalia Core 3 10,34 Fonditalia Core 3 T 10,437 Fonditalia Eq. Europe T 9,109 Fonditalia Eq G Em MK 11,064 Fonditalia Eq. Glob Emerg M T 11,171 Fonditalia Eq. Italy T 11,189 Fonditalia Eq. Japan T 2,774 Fonditalia Eq Pac ex Japan 3,9 Fonditalia Eq. Pac ex Jp T 3,93 Fonditalia Eq Usa B Chip 9,034 Fonditalia Eq. USA Blue C T 9,112 Fonditalia Equity Europe 9,029 Fonditalia Equity Italy 11,09 Fonditalia Equity Japan 2,749 Fonditalia Euro B Short T 7,908 Fonditalia Euro Bd M T T 10,938 Fonditalia Euro Bd Sh.Term T 7,946 Fonditalia Euro Bond L T 7,31 Fonditalia Euro Bond L T T 7,368 Fonditalia Euro Bond M T 10,872 Fonditalia Euro C Bond 8,452 Fonditalia Euro Corp Bond T 8,497 Fonditalia Euro Crncy 7,851 Fonditalia Euro Currency T 7,883 Fonditalia Euro Cyclicals 11,114 Fonditalia Euro Cyclicals T 11,228 Fonditalia Euro Defensive 11,468 Fonditalia Euro Defensive T 11,585 Fonditalia Euro Financials 5,637 Fonditalia Euro Financials T 5,675 Fonditalia Euro T.M.T. 5,445 Fonditalia Euro T.M.T. T 5,484 Fonditalia Flex. Emerging Mkts R2,472 Fonditalia Flex. Emerging Mkts T2,494 Fonditalia Flex Opportunity T 7,955 Fonditalia Flexe Multim T 9,696 Fonditalia Flexible Dynamic T 6,469 Fonditalia Flexible Growth 8,948 Fonditalia Flexible Growth T 9,023 Fonditalia Flexible Income 8,556 Fonditalia Flexible Income T 8,587 Fonditalia Flexible M Manag 9,617 Fonditalia Flexible Opportunity 7,913 Fonditalia Global 111,246 Fonditalia Global T 112,182 Fonditalia Inflation Linked 13,649 Fonditalia Inflation Linked T 13,726 Fonditalia U.S.Defensive 6,473 Fondo Liquidita’ 7,582 Formula 1 Alpha Plus 20 6,554 Fucino Dynamic 4,629

T

Talento comp America 86,679 Talento comp Asia 107,038 Talento comp Europa 120,595 Teodorico Monetario 7,451 Tesoreria Fondo per le imprese 6,906 Total Return 2,293 Total Return Obbl 4,337

U

N

I

IGM Bilanciato Azion. A IGM Bilanciato Azion. B IGM Flessibile A IGM Flessibile B Imi Bond Imi Capital Imi East Imi Europe Imi Italy Imi Rend Imi West Imi 2000 Imindustria Iniziativa Europa Interf Inflation Linked Interf Int Sec New Economy Interfund System 100 Interfund System 40 Internazionale Intesa Casse C. Pr Dinam Intra Assoluto Intra Az Area Euro Intra Azionario Internaz Intra Flessibile Intra Obb Euro Investitori America Investitori Europa Investitori Far East Investitori Flessibile Italia

Nextam Az. Europa 4,927 Nextam Bilanciato 6,156 Nextam Flessibile 4,768 Nextam Liquidita’ 5,805 Nextam Obbl. Misto 6,017 Nordest Sicav 4,19 Nordfondo Etico Obb Misto 6,641 Nordfondo Liquidita’ 6,191 Nordfondo Obb Conv 5,476 Nordfondo Obb Dollari 14,029 Nordfondo Obb Euro Corp 7,643 Nordfondo Obb Euro MT 17,279 Nordfondo Obb Paesi Emerg 8,691 Nordfondo Obbl Euro BT 8,955 NorVega Az. America A 3,906 NorVega Az. America B 3,969 NorVega Az. Asia A 4,993 NorVega Az. Asia B 5,065 NorVega Az. Europa A 4,673 NorVega Az. Europa B 4,73 NorVega Az. Italia A 6,199 NorVega Az. Italia B 6,254 NorVega Flessibile A 7,373 NorVega Flessibile B 7,386 NorVega Mobiliare RE A 4,295 NorVega Mobiliare RE B 4,295 NorVega Monetario A 5,85 NorVega Monetario B 5,888 NorVega Obb. Euro A 6,499 NorVega Obb. Euro B 6,572 NorVega Obb. Euro Breve Termine A5,827 NorVega Obb. Euro Breve Termine B5,869 NorVega Obb. Internazionale A 5,763 NorVega Obb. Internazionale B 5,826 NorVega Obb. Paesi Emergenti A7,321 NorVega Obb. Paesi Emergenti B7,426 NorVega Rendimento A 5,363 NorVega Rendimento B 5,378 Norvega Sintesi Audace 5,649 NorVega Sintesi Dinamico 5,801 NorVega Sintesi Moderato 5,599

O

26,11 15,45 11,3 1,47 5,25 12,94 5,36 0,96 24,71 -0,51 12,83 2,75 20,59 0,74 29,12 30,77 29,32 31,15 26,5 28,39 16,39 17,62 -2,03 24,64 24,64 1,25 1,6 3,5 4,04 1,71 2,16 3,76 4,28 12,67 13,67 2,31 9,71 15,28 6,51 14,05 27,68 24,22 29,76 26,97 18,67 0,29 16,92 1,95 3,32 0,44 0,92 17,46 27,96 34,82 1,96 0,77 4,71 -21,73 4,91 16,47 30,89 17,62 20,56 26,67 26,2 43,78 2,26 4,29

R

Ras Lux Bond Europe Ras Lux Equity Europe Ras Lux Sh.T. Europa Risparmio Ritorni Reali

57,09 39,898 65,821 7,744 5,994 11,843 3,687 12,863 10,358 3,558 5,916 8,638 17,291 3,658 4,527 4,926 11,527 7,974 6,619 17,378 9,951 0,701 3,855 3,847 3,822 5,076 5,132 5,521 5,55 3,288 5,126 5,463 5,41 4,068 5,284 5,286 5,303 6,01 3,701 5,428 5,149 5,568 6,544 11,018 2,628

S

K

Kairos Partners Kairos Partners Income Kairos Partners Small Cap

L

Laurin Eurostock Laurin Money Leonardo Euro Leonardo Italian Opportunity Leonardo Monetario Leonardo Obbligaz Leonardo 80/20

Obbiettivo Rendimento Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Open Fund Rit. Assoluto Var 2 Optima Az America Optima Az Europa Optima Az Far East Optima Az Internaz Optima Azionario Italia Optima Money Optima Obbl E M Optima Obbl Euro Global Optima Obblig Euro Optima Reddito B.T. Optima Riserva Euro Optima Small Caps Italia Optima Tecnologia

5,829 4,133 2,908 3,462 4,524 5,536 6,139 7,484 6,861 6,91 6,594 5,28 5,651 2,778 4,991 73,322 7,108 3,625 4,157 2,821 9,553 4,787 6,953 13,08 14,601 6,696 3,892 10,766 5,061 13,167 6,562

P

M

G

Generali Institutional Bond Generali Institutional Equity Gestielle America cl A Gestielle America cl B Gestielle Bond $ cl A

7,75 7,948 8,921

M. Gestion Trend Global Macro F.0. Managers & Co. Comp. 30 Managers & Co. Comp. 50 Managers & Co. Comp. 70 Managers & Co. Comp. 90 MC G FdF Flx. Med. Vol. A MC G FdF Flx. Med. Vol. B MC G FdF Flx.HighVol. A MC G FdF Flx.HighVol. A MC G.FdF America A

Pacifico Paritalia Orch Allegro C Passadore Mon Pepite Pepite Bric Pepite Fondi Pianeta Pioneer Ob Eur C Etico Dist Pioneer Az America Pioneer Az Crescita cl.A Pioneer Az Europa cl.A Pioneer Az Europa dist cl.A Pioneer Az Giappone cl.A Pioneer Az P Emerg cl.A Pioneer Liquidita’ Euro A Pioneer Monetario Euro cl.A Pioneer Ob Euro Gov dist

Sai America Sai Bilanciato Sai Eurobbligazionario Sai Europa Sai FdF Pacifico Sai FdF Paesi Emergenti Sai Globale Sai Italia Sai Linea Aggressiva Sai Linea Dinamica Sai Linea Prudente Sai Liquidita’ Sai Obb Internazionale Sai Obbl Corporate Sai PERFORMANCE Sforzesco Sofia Flex Soprarno Contrarian B Soprarno Contrarian Cl.A Soprarno DJ Euro Stoxx 50 Soprarno Global Macro A Soprarno Global Macro B Soprarno Inflaz +1.5% Cl.A Soprarno Inflazione +1.5% B Soprarno Nikkei 225 Fund Soprarno Pronti Termine Soprarno Relative Value B Soprarno Relative Value Cl.A Soprarno S&P 500 Soprarno S&P/Mib Soprarno 0 Rit Ass 6 Cl.A Soprarno 0 Ritorn Ass 6 B Soprarno 1 Rit Ass 5 Cl.A Soprarno 1 Ritorn Ass 5 B Symphonia Asia Fless Symphonia Az Italia S Cap Symphonia Bil Eq Italia Symphonia Bond Fless Symphonia C Az Euro Symphonia C Az Internaz Symphonia C Az Italia Symphonia C Fortissimo

UBI Active Beta 4,734 UBI Active Duration 5,634 UBI Alpha Equity 5,173 UBI Az Merc Emergenti 10,386 UBI Azionario Etico 4,919 UBI Azioni Euro 5,522 UBI Azioni Globali 4,412 UBI Azioni Italia 4,918 UBI Azioni Pacifico 6,427 UBI Azioni USA 4,108 UBI Bil Euro R Controllato 5,867 UBI Bond T Return 10,481 UBI Euro B.T. 6,734 UBI Euro Cash 7,274 UBI Euro Corporate 7,83 UBI Euro Medio Lungo T 6,902 UBI Obbl Glob Alto Rend 8,737 UBI Obbl Globali Corp 6,774 UBI Obbligazioni Dollari 5,019 UBI Obbligazioni Globali 5,668 UBI Portafoglio Aggressivo 5,296 UBI Portafoglio Dinamico 5,571 UBI Portafoglio Moderato 5,895 UBI Portafoglio Prudente 6,086 UBI Privilege 1 5,601 UBI Privilege 2 5,596 UBI Privilege 3 5,488 UBI Privilege 4 5,263 UBI Privilege 5 5,024 UBI Total Return Dinamico 5,019 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato A 5,108 UBI Pra. Tot.Ret.Moderato B 5,126 UBI Pramerica Azioni Europa 5,705 Unibanca Azionario Europa 6,019 Unibanca Monetario 5,721 Unibanca Obbl Euro 5,815 UNIBANCA PLUS -

V

Valore Globale Vegagest Az Area Euro Cl.A Vegagest Az Area Euro Cl.B Vegagest MB Absolut Vegagest MB Strategic Vegagest Obb. Euro LT Cl.A Vegagest Obb. Euro LT Cl.B Vegagest Obbl Flessibile Visconteo Volterra Dinamico Volterra TR Glob. Volterra TR Obblig. VRG Coro Reddito VRG Coro Rendimento VRG Coro Tesoreria VRG Coro Valore

20,376 34,485 5,358 5,52 5,181 5,597 5,302 5,633 5,722 5,646 9,442 9,324 7,522 7,48 8,173 8,126 4,716 4,549 5,244 5,117 5,143

Z

Zenit Absolute Return Cl.l Zenit Absolute Return Cl.R Zenit Azionario Cl.I Zenit Azionario Cl.R Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.l Zenit Eurostoxx 50 Plus Cl.R Zenit High Tech Zenit Monetario Cl.l Zenit Monetario Cl.R Zenit Obbligazionario Cl.l Zenit Obbligazionario Cl.R Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit S&P 100 Plus CL.l Zenit Zerocento FdF

8

8a+ Eiger 8a+ Gran Paradiso 8a+ Latemar 8a+ Monviso

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Giovedì 29 aprile 2010

SPECIALE ENERGIA

Chi vince e chi perde dopo Copenaghen
Dopo il fallimento della conferenza mondiale si sono sgretolati molti dei falsi miti sul clima. Il partito dei catastrofisti ne esce battuto
::: ALESSANDRO GIORGIUTTI
 C’è chi ha parlato di fallimento totale e chi, più realisticamente, ha sottolineato come le ambizioni della vigilia fossero eccessive. La conferenza Onu sui cambiamenti climatici, svoltasi a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, avrebbe dovuto partorire un grande accordo globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra tra i Paesi ricchi, pressati dalle istanze ecologiste delle loro opinioni pubbliche, e i Paesi emergenti (Cina e India in testa), che non vogliono sacrificare lo sviluppo economico sull’altare dell’eco-sostenibilità. Il compromesso finale, raggiunto in extremis, ha enunciato principi vaghi (l’impegno a contenere l’aumento della temperatura globale a due gradi centigradi e la creazione di un fondo che finanzierà gli investimenti in tecnologia “verde” dei Paesi in via di sviluppo) ma non ha imposto rigorose tabelle di marcia né, tanto meno, impegni vincolanti. Il panorama delle reazioni ha rispecchiato le diversità delle sensibilità e degli interessi in campo. Le organizzazioni ecologiste si sono stracciate le vesti: «A Copenhagen si è consumato un crimine», ha detto Greenpeace: «L’esistenza stessa della nostra civiltà è ora a rischio». Gli europei, che insieme ai giapponesi erano pronti ad accettare i maggiori sacrifici in cambio di un impegno globalmente condiviso, non hanno nascosto la delusione: «Un cattivo accordo è pur sempre meglio di nessun accordo», ha comunque commentato il presidente della Commissione Ue Barroso. Barack Obama ha esibito una soddisfazione di facciata: atteso come il salvatore della patria, non ha potuto far altro che vendere l’intesa come «un successo», per poi però soggiungere: «La strada da fare è ancora lunga». Sinceramente soddisfatti erano invece Nuova Dehli e Pechino, che si sono opposte con successo all’istituzione di autorità sovranazionali col potere di controllare i progressi dei singoli Stati e di sanzionare con una multa quelli che non rispettano gli impegni. Perché - si chiedono del resto gli “emergenti” dovremmo accettare vincoli e regole che i Paesi ricchi non rispettarono, al tempo della loro rivoluzione industriale? Difficile pensare che la quadratura del cerchio si possa trovare al prossimo vertice, previsto per fine anno a Cancun, in Messico. Il sentimento generale è ispirato al pessimismo. Lo scorso febbraio, a sorpresa, si è dimesso l’olandese Yvo de Boer, segretario generale dell’Unfccc, la convenzione Onu che organizza i summit mondiali sul clima. Non se l’è sentita di preparare i lavori della conferenza di Cancun, perché, ha confessato, dopo «il fallimento» di Copenhagen «la depressione mi ha accompagnato per settimane». Oltre alla difficoltà nell’accordare gli interessi opposti dei vari Paesi, la lotta al surriscaldamento climatico deve peraltro fare i conti anche con il problema della credibilità dei dati scientifici portati a sostegno della tesi. Proprio alla vigilia del vertice di Copenhagen scoppiava infatti lo scandalo “Climagate”: s’era scoperto che alcuni scienziati dell’Università britannica dell’East Anglia, appartenenti a un gruppo di ricerca finanziato dall’Onu, avevano manipolato i dati sulle variazioni della temperatura terrestre per meglio sostenere la tesi del surriscaldamento. Negli stessi giorni Rajendra Pachauri il presidente della commissione Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc, premiata col Nobel per la pace nel 2007) doveva difendersi dalle accuse di conflitto d’interessi per le sue ricche consulenze a imprese industriali e fondi di investimento attivi nel settore delle energie rinnovabili e della tecnologia “verde”.

Barack Obama

Giovedì 29 aprile 2010

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E.ON «Puntiamo a crescere ancora»
Dopo l’apertura della centrale di Scandale, l’ad Klaus Schäfer conferma l’intenzione di aumentare la capacità in Italia
 Un fatturato di quasi 82 miliardi di euro nel 2009, 30 milioni di clienti e oltre 88.000 dipendenti. E.ON è a tutti gli effetti un player globale nel difficile mercato dell'energia. Dal 2000 opera direttamente anche in Italia e dopo una serie di acquisizioni e di fusioni, si posiziona oggi come quarta azienda elettrica, operando sull’intera catena del valore: dalla produzione e distribuzione fino alla vendita di energia e gas. E sta crescendo. E' della scorsa settimana l'inaugurazione di una nuova centrale termoelettrica a Scandale, in provincia di Crotone, di proprietà di Ergosud, una joint venture paritetica tra E.ON e A2A. Si tratta di un impianto a ciclo combinato di 814 Megawatt di ultima generazione e con un’efficienza del 56%, tra le più alte disponibili sul mercato. Per la società si tratta della seconda centrale costruita nel Paese, e anche la seconda a essere inaugurata in soli due anni, dopo quella di Livorno Ferraris, provincia di Vercelli, avviata nel settembre 2008, e la prima al Sud, a conferma della volontà della società di voler investire in «infrastrutture energetiche moderne ed ecocompatibili», come ha ricordato Klaus Schäfer amministratore delegato di E.ON Italia durante l’inaugurazione. «Oggi», spiega Schäfer, «grazie all’impianto di Scandale, la nostra capacità complessiva installata raggiunge circa 6 Gigawatt, con un mix energetico bilanciato: 54% centrali termoelettriche a gas a ciclo combinato, 22% impianti a gas e olio combustibile, 10% impianti a carbone, 9% impianti idroelettrici e 5% parchi eolici». «E stiamo portando avanti» – commenta Schäfer - «un piano di

La centrale di Livorno Ferraris (sopra) e quella di Scandale. A sinistra Klaus Schäfer ammodernamento del nostro parco di generazione per convertire circa 1,4 Gigawatt di capacità esistente alle più moderne tecnologie, aumentando l’efficienza del nostro portafoglio e riducendo contemporaneamente le emissioni». Combustibili fossili a parte la società ha importanti piani di sviluppo nelle energie alternative. Il piano industriale prevede per l'Italia lo sviluppo di ulteriori 60 Megawatt di energia eolica entro il 2011. Nel fotovoltaico, il gruppo ha da poco messo in funzione il primo parco solare in Sardegna, presso la centrale di Fiume Santo, con una potenza installata di 1,4 Megawatt complesdue gruppi a carbone, capaci di erogare una potenza d 320 Megawatt ciascuno. Si tratta di co-combustione del carbone con biomasse, utilizzando in particolare il “palm kernel shell”, (in sigla Pks) il guscio del nocciolo di palma indonesiana, un combustibile assolutamente naturale. Nel complesso di Fiume Santo la società sta costruendo un impianto di macinazione del Pks che consentirà un impiego minore di carbone e dunque una riduzione delle emissioni di CO2. Ogni anno nell'impianto sardo verranno utilizzate 175mila tonnellate di biomassa.

sivi e conta di svilupparne altri 80 entro il 2011 in varie regioni d’Italia. Ma oltre a eolico e solare, E.ON punta a sviluppare nel nostro Paese anche energia da biomasse. Presso la centrale termoelettrica di Fiume Santo è stata ottenuta l’autorizzazione per alimentare a biomasse

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FONTI ALTERNATIVE
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LA MULTIUTILITY LOMBARDA ALLA BORSA DEL GAS FRANCESE

La Borsa francese ha annunciato martedì scorso che A2A Trading ha cominciato a operare sulle piattaforme gas spot e future di Powernext. A2A Trading fa parte del Gruppo A2A. La utility italiana ha venduto circa 5,5 miliardi di metri cubi di gas nel 2009 ed è attualmente il terzo più grande operatore sul mercato italiano (in termini di volumi). A2A gestisce inoltre 8.000 chilometri di reti per la distribuzione di gas naturale e un parco di generazione pari a 5,5 Gigawatt. A2A è la quinta società entrata in Powernext nel corso del 2010. Endesa Trading ed Enovos Luxembourg hanno cominciato a operare sulle piattaforme gas spot e future lo scorso mese di gennaio. ExxonMobil a febbraio, mentre la Société Valmy Défense a fine di marzo.

Sole, vento e mais Così si risparmia senza inquinare
::: GAIA PASSI
 Stufe alimentate a chicchi di mais, turbine eoliche da installare in giardino, pannelli solari sul tetto di casa: sempre più l’energia rinnovabile è a portata di mano e, sempre più, aziende e privati cittadini decidono di investire in fonti energetiche “pulite”. Infatti, se fino a qualche anno fa le rinnovabili non erano che un miraggio inseguito da qualche ecologista, oggi - grazie alla ricerca in nuove tecnologie e agli incentivi del Gse per uno sviluppo sostenibile - rappresentano un vero e proprio business, che combina il rispetto per l’ambiente a un notevole risparmio sulle bollette. Tra le fonti alternative, le novità più promettenti riguardano l’energia ricavata dai raggi solari: «La tecnologia fotovoltaica può essere utilizzata ovunque vi sia la luce del sole e l’Italia, data la sua latitudine, è un territorio privilegiato», spiega Alessandro Cremonesi, presidente di Nrg Agrivis, società che opera nel settore. Ivantaggi delle strutturealimentate araggi solari sono infatti numerosi: «L’impianto non produce alcun tipo di inquinamento e il suo funzionamento è deltutto inoffensivo. La tecnologia fotovoltaica consente infatti di trasformare, direttamente ed istantaneamente, l’energia solare in energia elettrica senzal’uso dialcun combustibile, sfruttando una fonte pressoché inesauribile e sosteni- F. Angelantoni bile, ilsole». L’ultimafrontiera, in questo campo, è il solare termodinamico, una tecnologia tutta italiana realizzata dalla neonata azienda Archimede Solar Energy, che fa parte del gruppo Angelantoni. L’intuizione rivoluzionaria di questo sistema è l’utilizzo di sali fusi - anziché l’olio sintetico usato fino ad oggi - all’interno dei tubi ricettori che trasportano il calore solare dalle parabole alle turbine della centrale elettrica. «I sali hanno innumerevoli vantaggi», garantisce l’amministratore delegato della società, Federica Angelantoni. «Permettono di raggiungere temperature più elevate - 550 gradi, contro i circa 400 dell’olio sintetico - e quindi di creare energia a prezzi inferiori, sono più durevoli e più facili da stoccare e, a differenza dell’olio, sono del tutto naturali e non inquinanti». Il solare termodinamico verrà utilizzato, per la prima volta A. Cremonesi nella centrale a ciclo combinato di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, che sarà inaugurata nel mese di maggio. La scelta non è stata casuale. La Sicilia è tra le zone più favorevoli allo sfruttamento del fotovoltaico. «Considerato il forte irraggiamento e il costo elevato dell’energia elettrica in questi territori, la Sicilia è uno dei luoghi in cui sarà più facile raggiungere la grid parity, cioè il momento in cui il costo dell’energia fotovoltaica sarà minore o uguale al costo dell’energia dalla rete». Parola di Agostino Galbignani, responsabile commerciale per l’Italia dell’azienda Martifer Solar. Questo traguardo, secondo alcuni studi, in Sicilia potrebbe essere ottenuto già nel 2015. Preso atto della crescita esponenziale delle energie pulite, sono molte le aziende che, in questi anni, hanno investito nel settore. E’ il caso di Pramac, società quotata in borsa. «Il nostro P. Campinoti obiettivo è mettere le rinnovabili alla portata dei privati cittadini», spiega l’ad Paolo Campinoti. Per farlo, Pramac ha lanciato nel gennaio 2010 due turbine eoliche ad uso domestico progettate da Philippe Starck, designer a livello mondiale. Le microturbine “RevolutionAir”, possono essere installate anche sul tetto di casa o in giardino per alimentare i consumi domestici delle famiglie. Il prezzo? Fra i 2500 e i 3500 euro a seconda del modello. I fenomeni naturali - sole, vento, calore - non sono le uniche fonti alternative: importanti sono anche le biomasse, materiali di origine biologica che provengono dagli scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria. Ne sa qualcosa l’ingegner Luigi Rigo, fondatore dell’azienda Puros di Resana, che ha fatto delle biomasse il suo core business. La Puros produce infatti stufe per uso domestico alimentate a granoturco e pellet: «Una soluzione sicura, economica ed ecologica», garantisce Rigo. Con le stufe Puros il risparmio è garantito, in quanto è «il cliente a scegliere che combustibile usare a seconda della convenienza del momento». Con un occhio al mercato, si può tagliare la bolletta fino al 60%.

ALLE FRONTIERE DELL’ENERGIA

A2A conquista la green economy
La società nata dalla fusione fra Asm Brescia, Amsa e Aem opera in tutto il mondo per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Dopo l’Italia ecco il Montenegro
 Appena una settimana fa in Calabria, a Scandale, è stata inaugurata una centrale termoelettrica nuova di zecca. Insieme ai tedeschi di E.On, la proprietà dell’impianto vede al 50% la lombarda A2A, (9.000 dipendenti, nata dalla fusione di Aem e Asm) che in Calabria possiede anche le dighe e gli impianti del più importante Nucleo Idroelettrico del Sud. Una linea verde che viene da lontano, che parte dal cuore “green” dei secolari impianti idroelettrici in Valtellina e arriva alle recenti conquiste in Montenegro. Oltre al Montenegro ecco Gazprom, Cofathec, Coriance, la partita Edison ed Ecodeco, che ha costruito centrali per la generazione di green energy dai rifiuti in tutta Europa e di recente ha messo nel mirino anche gli Stati Uniti. Fortemente radicata sul territorio italiano A2A è quindi molto attiva sul fronte estero. In primis con un’ottima piattaforma di trading che la vede commerciare energia elettrica con i principali Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Russia, Grecia, Slovenia e Austria. Senza dimenticare i più importanti accordi siglati. Per esempio l’acquisto di Coriance, società operante in Francia nel settore verde della geotermia, del teleriscaldamento e della produzione di energia elettrica da centrali di cogenerazione. Ma soprattutto l’acquisizione di Epcg, la società elettrica statale montenegrina dove, da qualche settimana, A2A ha nominato i suoi manager: Enrico Malerba, executive director, e Massimo Sala, Cfo. Il Montenegro è uno dei Paesi con il più alto potenziale idroelettrico del mondo e per A2A rappresenta la logica prosecuzione di una politica tesa a raggiungere l’efficienza e la profittabilità in Italia come all’estero. Ma c’è di più. Entrando nell’area della produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica, oltre a questa dimensione internazionale, si scopre un mondo affascinante e molto complesso, che stimola conoscenze e nuove professionalità. Si tratta di nuove visioni di una realtà alla ricerca di un diverso sviluppo sostenibile, parametrato su tre pilastri: le energie rinnovabili, l’ambiente e il mercato. Ciò anche in relazione agli obblighi comunitari (Green Package), che richiedono ai Paesi membri di provvedere, entro il 2020, alla riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, all’aumento dell’efficienza energetica del 20% e al raggiungimento di una quota pari al 20% di utilizzo delle fonti rinnovabili sul totale del mix energetico. Se l’Italia fatica a raggiungere questi obiettivi, può però compensare il suo deficit attraverso investimenti all’estero per importare elettricità da fonti rinnovabili di Paesi terzi. Ecco la centralità dell’operazione Montenegro, dove A2A ha in programma investimenti nel settore idroelettrico, in modo da generare anche certificati verdi, utili ad elevare le sue quote di sostenibilità ambientale. Per la ricerca e l’acquisto di queste compensazioni da Paesi terzi, che hanno disponibilità eccedenti di energia non inquinante bisogna dotarsi di strutture con professionalità molto specifiche. Esiste infatti un vero proprio mercato di certificati connessi agli obblighi derivanti dalle norme italiane e comunitarie, che incentivano lo sviluppo dell’energia verde (certificati verdi-CV), il miglioramento dell’efficienza energetica per ridurre il consumo di energia (certificati bianchi-TEE), la riduzione delle emissioni di CO2 (Emissions Trading). «La mia unità organizzativa - dice Ester Benigni, Responsabile del Trading e Portfolio Management di A2A - gestisce il portafoglio energetico ed ambientale del Gruppo A2A e negozia questi titoli nel mercato internazionale, cercando di cogliere le opportunità più favorevoli per la nostra azienda e quindi anche nell’interesse nazionale. Da un punto di vista produttivo siamo presenti non solo nei settori dell’elettricità e del gas, ma anche in misura rilevante nei servizi ambientali, come la termovalorizzazione e lo smaltimento/trattamento rifiuti, nonché nel teleriscaldamento, nel teleraffrescamento,nel recupero energetico del biogas. Tra i migliori soggetti obbligati a incrementare l’efficienza energetica in Italia, siamo al terzo posto. A2A produce circa il 30% di energia elettrica da fonte rinnovabile e, in valore, nel bilancio del 2009 le “green activities” certificate raggiungono il 25% del fatturato del Gruppo». La conoscenza di queste problematiche diventa propedeutica ad una nuova cultura della “green economy” e determina le caratteristiche delle nuove professionalità necessarie a sostenere le sfide internazionali del “green market”. Per questo Francesco Carlini, collaboratore di Ester Benigni, riconosce che nel suo gruppo di lavoro «le professionalità presenti sono diversificate (laureati in giurisprudenza, economia, ingegneria) e svolgono attività in modo interdisciplinare, utilizzando normalmente la lingua inglese o francese per scrivere contratti, applicare normative internazionali, partecipare ai tavoli tecnici di settore, o monitorare i mercati ambientali dove si negoziano i diversi tipi di certificati. Occorre un’apertura mentale internazionale ed essere attenti a sviluppare una formazione continua ed un aggiornamento costante». A2A, tra le prime utilities italiane a dotarsi di queste professionalità, ritiene che nel tempo saranno necessari sempre più neolaureati, con ottima conoscenza dell’inglese e dell’informatica. Nelle attuali previsioni le ricerche riguardano ingegneri, neolaureati e con esperienza; neolaureati in economia e in legge sono necessari per il trading, e per attività di regolamentazione del mercato energetico. Chi vuole misurarsi con questo mercato è avvisato!

CERTIFICATI VERDI IN CINA

 A2A contribuisce alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica a livello globale, cogliendo le opportunità di cooperazione internazionale introdotte dal Protocollo di Kyoto e dalle direttive di Bruxelles che definiscono la stretegia europea di riduzione delle emissoni fino al 2020. In questo contesto normativo A2A Trading, con la propria Unità mercati ambientali diretta da Ester Benigni, ha iniziato da tempo un’attività di esame e studio di alcuni progetti di riduzione delle emissioni realizzati nei Paesi in via di sviluppo allo scopo di generare e contrattualizzare crediti denominati Cer, attestanti la riduzione delle emissioni di gas serra e utilizzati nel sistema comunitario per ottemperare agli obblighi imposti alle aziende e agli Stati dall’Emission trading scheme. È di questi giorni l’avvio della procedura di validazione di un progetto di sviluppo di tecnologie sostenibili (il cosiddetto progetto di Clean develpment mechanism) che prevede il recupero di calore da un impianto di produ-

zione di cemento sito nella provincia cinese di Anhui. Attraverso questa procedura, l’Agenzia Onu per i cambiamenti climatici - Unfccc, con l’ausilio di un ente di certificazione esterno, verificherà che il sistema di recupero del calore, finalizzato alla produzione di energia elettrica, risponda ai principi del protocollo di Kyoto e comporti una riduzione delle emissioni di anidride carbonica a livello globale. In assenza di tale impianto il cementificio avrebbe disperso nell’atmosfera il calore e prelevato dalla rete, energia elettrica prodotta da impianti meno efficienti di quello realizzato. L’acquisto dei Cer generati dal progetto permetterà alla A2A Trading di contribuire anche alla copertura degli obblighi in capo al Gruppo A2A in tema di riduzione degli inquinanti in base alla normativa europea. Nella foto Francesco Carlini (secondo da destra) e Alessandra D’Ettorre (quarta) della A2A Trading Unità mercati ambientali presso il sito del cementificio nella provincia di Anhui, in Cina.

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A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO

::: le lettere
FINI

lettere@libero-news.eu

Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere”. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.264. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.

In India ci sono strane borracce
Gentilissimo Mainiero, in Italia molti immigrati sono costretti a vivere di accattonaggio o vendendo oggetti contraffatti o intraprendendo attività criminali. Questi immigrati sono proprio così indispensabili? Non mi pare che esistano le condizioni per offrire loro condizioni di vita dignitose. Non sarebbe ora di pensare a una politica internazionale per intervenire sui Paesi da dove ha origine l’immigrazione concedendo aiuti finalizzati al contenimento demografico? Omar Valentini Salò (Brescia) Sarebbe ora. Anzi: per la verità, sarebbe ora da decenni. Ovvio: se una massa di disperati preme alle porte dell’Italia e del mondo occidentale, alzare una barricata serve a ben poco. Ci sarà sempre chi riuscirà a superarla passandoci sopra o sotto. In altri termini: respingimenti, controlli ed espulsioni, da soli, non risolveranno mai il problema. Bisognerebbe discutere con i Paesi del Sud del mondo, stipulare trattati e concedere aiuti finalizzati, come dice lei, al contenimento demografico e allo sviluppo. Con un piccolo problema: i trattati si stipulano in due. E se un Paese non vuole stipulare accordi oppure li stipula e poi li strappa, se un Paese riceve gli aiuti e poi li utilizza per costruire la reggia del dittatorucolo di turno, è evidente che la massa di disperati continuerà a riversarsi sulle nostre coste. In quei Paesi – molti di quei Paesi – andrebbe portata innanzitutto la democrazia, e poi istruzione, senza le quali non si avrà mai vero sviluppo. Anni fa, caro mio, sono stato in India, che non è un’esportatrice di disperazione, almeno non una grande esportatrice. Era stato lanciato un piano governativo per il contenimento demografico, proprio come lei vorrebbe. Piano molto semplice: distribuzione, gratuita, di preservativi. Messaggio sottinteso: usate il cosino e ci saranno meno nascite e meno povertà. Bene. Ricevuto in regalo il cosino (casse di cosini), molti contadini avevano pensato di utilizzarlo come contenitore per l’acqua. Borracce improvvisate, ghirbe, otri di plastica. E bambini come prima. Altri contadini, forse perché avevano meno sete o perché il fiume era più vicino, avevano invece preso il cosino e lo avevano trasformato in materiale edilizio: cosini coibentanti per evitare che l’acqua piovana entrasse nelle capanne. Sì, bisognerebbe stipulare accordi e fornire aiuti. Nella speranza che quei pezzi di carta non vengano utilizzati per accendere il fuoco in qualche villaggio o per prendere appunti in un meeting internazionale. mattias.mainiero@libero-news.eu

La sua buona fede va messa alla prova
Dopo lo scontro con Berlusconi e la conta della misera brigata che ha votato contro la delibera del Consiglio, Fini ha cambiato strategia, cercando di dimostrare, anche in tv, la sua buonafede, fedeltà e disponibilità ad aiutare nella realizzazione delle riforme. Questa sua bonomia gli serve a cercare di rafforzare la sua immagine di fronte agli ex-An che lo contestano, ma non danno alcuna garanzia che poi, in Parlamento, il suo cambio di atteggiamento consentirà di approvare i programmi, senza boicottaggi od opposizioni da parte sua o dei suoi compari. Infatti, su di un altro binario, parallelo, ha scatenato i cosiddetti colonnelli, che a fronte di questo retromarcia di Fini, dimostrano invece appieno la loro voglia di creare casino all'interno del PdL. Che fare allora? Bisogna mettere subito alla prova Fini in Parlamento, con qualche provvedimento sul quale ha cambiato atteggiamento. Se lui e/o altri finiani fanno ostruzione o votano contro, usare i regolamenti e tutti i mezzi legali possibili e cacciarli dal PdL. Aldo Castellari e.mail

faziosi lontani da un uso equilibrato della ragione. Dove il Pd senza una vera guida è pronto ad abbracciare qualsiasi transfuga per trasformarlo in eroe. La confusione regna a sinistra, unita al settarismo, all’intolleranza e a un’inconsistenza politica che le fa poco onore. Se il Pd si vuole riscattare deve, attraverso le idee, creare un progetto politico nuovo con dignità di intenti, escludendo ogni pregiudizio, per poi confrontarsi alla pari e senza spocchia con la parte avversa. Renzo Nalon Dolo (Ve)

più essere in alcun modo concorrenziali. L'aver imposto una valuta che non era altro che i 2 marchi tedeschi cambiati di nome, assieme all'apertura indiscriminata delle frontiere europee ai prodotti cinesi, è la causa principale del crollo delle economie del sud Europa. La Grecia per millenni ha convissuto pacificamente con la dracma, ma allora avevano la fortuna di non avere banchieri o economisti a sabotare il Paese. Andrea Bucci Torino

lero a tutti i costi la Grecia nel gruppo di quelli che sono entrati nell'euro sin dal primo giorno, scartando l'ipotesi di un ingresso in un secondo momento. Chi ha permesso tutto questo è un personaggio che è anche stato presidente del consiglio italiano e che da sempre è uomo di Goldman Sachs, la più potente banca d'affari del mondo, quella che di recente è stata messa sotto inchiesta per aver taroccato i conti sul bilancio per arricchirsi ancora di più alle spalle degli investitori. Giorgios Psofoskily Faskatalae (Grecia)

NUOVE INIZIATIVE

CRISI GRECA/2

BANCA DEL SUD

Si fa strada il Partito dei Belli
Alle prossime elezioni politiche si presenterà anche il nuovo partito che sta sorgendo in questi giorni: il PdB - Partito dei Belli (Montezemolo, Fini, Rutelli, Casini). L’osservanza dello statuto interno del nuovo partito verrà messa a dura prova quando Rosi Bindi e la Iervolino presenteranno la domanda di iscrizione. Marco de Leone Roma

Giusto pretendere più rigore
Certamente l'Unione europea dovrà intervenire in favore della Grecia per la sua grave crisi finanziaria, così come è pronto a fare il nostro governo con uno stanziamento di cinque miliardi di euro. Ma credo che qui la Commissione europea non può non condividere e far adottare, agli Organi preposti, la linea indicata dalla Germania, onorevole esempio globale in fatto di serietà e disciplina gestionale. Quindi aiutare sì, ma dopo accurata verifica dell'accaduto, punizione dei responsabili e immediata introduzione, da parte del governo greco, di nuove e rigorose regole. Giuseppe Forastiero Potenza

Un istituto nato male
La Banca del Sud, tanto voluta dal ministro Tremonti, attuerà una concorrenza sleale nei confronti di altri istituti. Infatti si servirà delle agevolazioni fiscali spettanti al credito cooperativo. Mario Maggi Lodi

DOPO IL 25 APRILE/1

CRISI GRECA/1

È la giornata della retorica
Ho superato ormai la cinquantina, ma da quando sono nata il 25 aprile è stata la giornata della retorica, e la cosa dura da 65 anni. Fino a quando durerà questa celebrazione con trombe, fanfare e così via? Ancora per 2000 anni? Lisetta Alberti Agrate Brianza (Mb)

Un fallimento prevedibile
Le ragioni del default greco sono le stesse che hanno portato l'Argentina al collasso. Nel 1992 infatti Carlos Menem decise di imporre la dollarizzazione del Paese. Un dollaro uguale un peso argentino, fisso, stabilito per legge. Il sistema è andato avanti per un decennio, poi è saltato tutto per aria. Un decennio, sarà un caso, è lo stesso tempo impiegato dalla Grecia per trovarsi nelle grane da quando ha adottato l'euro. Non poteva essere altrimenti: quando si impone una valuta forte a un’economia debole la naturale conseguenza è di ritrovarsi con un crollo delle esportazioni causato da prodotti che non possono

FEDERALISMO

Bossi, buon governo e le ruberie
Bossi: «No ad elezioni, vogliamo solo il federalismo». Se ciò significherà pretendere dagli amministratori (governatori et similia) maggiore capacità di fare il lavoro ad essi delegato, ossia migliorare i servizi pubblici facendoci sborsare meno soldi, ben venga. Se viceversa consisterà in un invito a rubare di più, peste lo colga! Luigi Fassone Camogli (Ge)

CRISI GRECA/3

I veri responsabili fra finanza e politica
Il sistema della moneta unica sta scricchiolando e chi l’ha voluta a tutti i costi tace. Tacciono quei politici che fecero di tutto per far entrare anche i più deboli nell'euro e si inventarono la famosa eurotassa, senza la quale l'Italia non ce l'avrebbe fatta. Sono loro che vol-

DOPO IL 25 APRILE/2

La guerra civile e Montanelli
Passato il 25 aprile, festa della liberazione, c'è fa fare una considerazione. Ancora non abbiamo una memoria condivisa. Ci sono stati scontri tra opposte fazioni. A mio modo di vedere ci sono due differenti interpretazioni della ricorrenza. Quella di coloro che la celebrano come la vittoria della “resistenza” sul nazifascismo e fondamento della nostra democrazia e quella di coloro, come per esempio De Gasperi e Montanelli, che facevano dei distinguo. De Gasperi nel '46 si presentò, pur non invitato, alla conferenza mondiale di Parigi e nel suo famoso discorso disse ai rappresentanti dei 21 paesi vincitori che tutto era contro di lui. Non buttò

A SINISTRA

Meno faziosità e più confronto
Nel nome dell’antiberlusconismo c’è un coagulo di posizioni politiche antitetiche. Grillo, Di Pietro, Travaglio e tanti altri con anime a destra, si uniscono al Pd auspicando il declino di Berlusconi con metodi oltraggiosi e

VISTI DA VASINCA

Siete curiosi di vedere le vostre facce simpaticamente reinterpretate? Inviate le vostre foto e Vasinca vi rifarà i connotati. La prossima caricatura sarà pubblicata nella pagina delle lettere di domani e sul sito www.libero-news.it. Buon divertimento! Inviate le vostre foto a vistidavasinca@libero.it oppure vistidavasinca@t-media.it

REDAZIONE MILANO

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Giovedì 29 aprile 2010 @ www.libero-news.it

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Posta prioritaria

di MARIO GIORDANO

Mense leghiste e la propaganda di Santoro
Ho visto in tv il servizio di Santoro sul sindaco leghista di Adro. Non mi è piaciuto, come al solito. Ma non mi piace nemmeno quello che succede in quel paese del bresciano: i bambini non si toccano…
ADRIANO ROBELLA Roma

E chi li tocca i bambini? Nessuno di loro è rimasto senza cibo, come ha spiegato il sindaco, nessun episodio mortificante si è verificato. Semplicemente si chiede il rispetto delle regole. Banali regole: se tuo figlio mangia alla mensa devi pagare la retta. Punto. E se sei marocchino o tunisino paghi come gli altri, a meno che non rientri nelle categorie per cui sono previsti contributi ed esenzioni. Punto. È semplice, no? Chi non ha mezzi per mantenersi deve essere aiutato, chi fa il furbetto deve essere punito. A me sembra che quello che succede ad Adro sia assolutamente normale. Tanto è vero che succede anche in altre parti d’Italia, comprese molte città amministrate dal centrosinistra come Savona e Padova, dove l’amministrazione ha emanato lo stesso identico

provvedimento che ha fatto scalpore nel bresciano tanto da attirare le telecamere di Annozero. E perché invece dei provvedimenti di Savona e Padova non ha parlato nessuno, a parte Libero e il Giornale? Perché, evidentemente, Adro serve solo a innescare una campagna contro la Lega, per attaccare i lumbard descrivendoli come rozzi e razzisti. Ancora una volta, come vent’anni fa quando la Lega era agli albori, santoni e intellettuali politicamente corretti dimostrano di non aver capito nulla del Nord. «Viva Annozero che mi attacca. Così mi fa vincere le elezioni», commenta il sindaco di Adro. E come dargli torto? La vicenda attorno al suo comune è stata davvero stucchevole. Sembrava un copione scritto. L’industriale benefattore che paga per i piccoli

(fingendo di essere anonimo prima di rilasciare interviste a destra e a manca), il missionario comboniano che toglie i soldi ai bambini del Congo per mandarli nel bresciano (ma non si vergogna?), Sandro Ruotolo con i baffi incatenati che organizza il teatrino e poi rilascia interviste in cui racconta di aver visto il mostro razzista da vicino…Intanto a Padova e a Savona succede la stessa identica cosa senza che nessuno si mobiliti, nessun imprenditore diventi benefattore, nessun missionario mandi offerte e nessun Ruotolo invii se stesso come indignato speciale. Ma vi pare? Poi dice che la Lega prende voti. Per forza. A Concorezzo, in Brianza, un sindaco leghista che si è trovato con un buco di 53 mila euro nelle casse comunali a causa di 144 cittadini inadempienti su alcuni pagamenti, è passato anche lui alle maniere forti. Ha mandato lettere di ingiunzione e poi i pignoramenti: sono già partite le prime confische di televisori, a diverse auto sono state messe le ganasce. Anche di questo caso si è parlato poco sulle tv e sui giornali, perché le ganasce alle auto non si adattano al cliché del razzista. Ma siamo sicuri che quel sindaco avrà guadagnato molto rispetto dai suoi concittadini. Da Santoro non se ne accorgeranno mai, ma l’idea che qualche furbetto finalmente paghi agli italiani piace, eccome se piace…

NORD: soleggiato, salvo locali addensamenti sui rilievi. In serata nubi in aumento con piovaschi notturni sul Verbano. Temperature in ulteriore aumento, massime tra 23 e 27. CENTRO: bel tempo ovunque, a parte locali annuvolamenti sui rilievi e foschie notturne nelle valli e lungo i litorali tirrenici. Temperature stazionarie, massime tra 20 e 25. SUD: in prevalenza stabile, eccezion fatta per brevi acquazzoni diurni su Sicilia orientale e Calabria tirrenica. Temperature in lieve rialzo, massime tra 19 e 24.

sul piatto della bilancia il merito acquisito con la nuova guerra combattuta al sud a fianco degli alleati o con la “resistenza” del nord. Il contrappeso della nostra cobelligeranza gli avrebbe fatto perdere quella benevolenza sulla quale contava. Eppure De Gasperi in quell’occasione non fu arrendevole: pretese di non pagare le spese di guerra il cui importo era già stato conteggiato e ottenne il rimborso delle amlire spese dagli alleati in Italia ed altre cose. Montanelli in un suo articolo definì la resistenza una guerra civile che provocò morti e stragi, probabilmente senza accorciare la durata della guerra di un solo giorno. Quale sia l'interpretazione più corretta lo decideranno gli storici del futuro a passioni spente. Luigi Nale Modena

un opportunista, si ricorderebbe di questo ragazzo che combatteva nel suo piccolo di studente (proprio per un tema scolastico, affisso come una sentenza preventiva in tutto l'istituto, fu sprangato a morte) per gli stessi ideali di quella gente che l'ha portato lassù. Sergio Ramelli ci ha lasciato 35 anni fa, dopo 48 giorni di coma. Il 29 aprile del 1975, proprio nel giorno di Piazzale Loreto. Tante ignominie dimenticate. Tra le alte cariche dello Stato c'è gente che ha dimenticato volentieri. Andrea Danubi Castiglione della Pescaia (Gr)

’NDRANGHETA

FAMIGLIA/1

Applaudono il boss e non Maroni
Il Governo, grazie al ministero dell’Interno e alle (spesso sottovalutate) forze dell’ordine, ha dato l’ennesimo colpo (ma non di grazia) alla ’ndrangheta, arrestando uno dei suoi numerosi capi, tale Giovanni Tegano latitante dal ’93, e i suoi compaesani come ringraziamento che fanno? Applaudono Maroni? No, ma il loro boss e “uomo di pace”. Enzo Bernasconi Varese

Un nonno felice e la gioia dei giovani
Sono un nonno felice di 77 anni innamorato dei suoi tre nipoti universitari). Oggi mi sono imbattuto in uno scritto di Carlo Delcroix del 1925 che mi ha colpito profondamente per la sua validità. «La gioventù è un balsamo che medica tutti i mali, un sorriso che aggrazia tutte le condanne, un’ala che solleva tutte le catene; lo spirito è come il sangue che quando è giovane richiude tutte le ferite, guarisce le infermità, allevia tutte le gravezze, sperde tutte le ombre». Aldo Grasso Siracusa

NORD: poche nubi in pianura. Maggior variabilità sulle Alpi con piovaschi sui settori centro-occidentali. In serata copertura in intensificazione al Nord Ovest. Temperature stazionarie, massime tra 22 e 27. CENTRO: sereno o poco nuvoloso ovunque, salvo innocui addensamenti diurni sui rilievi. Temperature stabili, massime tra 22 e 25. SUD: ben soleggiato, salvo innocui addensamenti notturni sulla Sicilia meridionale. Foschie nottetempo lungo le coste tirreniche. Temperature senza variazioni, massime tra 20 e 24.

PIEMONTE

LUTERANI

Cota sulla Sanità si muove bene
Vorrei rispondere al lettore che critica Cota sulle sue decisioni in materia di Sanità. Il Governatore non ha affatto deciso di tagliare i servizi sanitari, ma ha chiesto ai dirigenti delle Asl di risparmiare dove sia possibile. Questo vuol dire che se non è possibile risparmiare su un certo servizio non lo si fa, cercando invece di farlo laddove questo sia possibile. Tutto questo non vuol dire tagliare i servizi, ma limitare gli sprechi onde poter rientrare quanto prima del debito multimilionario lasciato dalla giunta Bresso. Fulvio Bertoglio Torino

Benedicono i gay e negano la Bibbia
I luterani in Italia hanno deciso di benedire le coppie gay che definiscono “unioni di vita”. Che il tema stesso dell’omosessualità sia sentito dal clero luterano, lo narrano molte cronache, tanto che qualche anno fa la conferenza episcopale della chiesa luterana di Norvegia votò perché i suoi pastori gay potessero svolgere il ruolo di cappellani e vescovi. Eppure i vangeli parlano chiaro: «né sodomiti, né effemminati erediteranno il regno dei cieli» (1 Cor. 6, 9-10). Gianni Toffali Verona

FAMIGLIA/2

IN MEMORIA DI RAMELLI

Un marito fedele modello di bontà
L'uomo che ho accanto mi è stato semplicemente donato, mi ha sposata civilmente, e dopo 19 anni mi ha sposata in chiesa: è fedele, lavoratore, con la crisi di oggi sta imparando un altro mestiere e si divide in due, mi aiuta in casa e mi sopporta. Ci tengo a dirlo perchè si sente tanto parlare male degli uomini. In verità vi dico che non me lo merito questo marito e ringrazio Dio per la sua bontà. Claudia Mazzola Brescia

Un ragazzo ucciso dall’odio politico
C'era un liceale dai capelli lunghi e dalla faccia pulita di bambino, nella Milano degli anni '70, ucciso dalla follia comunista. Quando si urlava nelle piazze «camerata basco nero - il tuo posto è al cimitero», quando nelle scuole e nelle università la feroce e militarizzata propaganda rossa ghettizzata e minacciava chi era di destra come Sergio. Ecco, se Gianfranco Fini fosse un uomo, e non

NORD: piogge e temporali su Alpi e Prealpi centro-occidentali; nubi sparse ma asciutto altrove. Peggiora ulteriormente dalla sera con fenomeni in estensione a coste e pianure. Temperature in calo, massime tra 20 e 25. CENTRO: nubi sparse sulla Toscana con acquazzoni serali, in estensione notturna all'alto Lazio. Veli altrove in ispessimento. Temperature in lieve ascesa sulle Adriatiche, massime tra 21 e 26. SUD: soleggiato, salvo innocue nubi medio-alte in transito. Temperature in aumento, massime tra 22 e 26.

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COSTUME & SOCIETÀ

Gli scimpanzè soffrono come noi per un lutto
La straordinaria analogia tra le scimmie e gli esseri umani: in un video le loro reazioni per la perdita di una compagna
::: DANIELA MASTROMATTEI
 Poco prima di morire Pansy si è coricata in un giaciglio preparato per lei da un altro scimpanzè. I suoi compagni si sono avvicinati e le sono stati accanto negli ultimi istanti accarezzandola delicatamente. Infine si sono accucciati per osservarle il viso da vicino: quando Pansy ha iniziato a non dar più alcun segno di vita gli scimpanzè hanno preso a scuoterla con gentilezza. Hanno capito che non c’era più nulla da fare, Pansy se ne era andata per sempre. Due di loro si sono allontanati, mentre l’altra femmina adulta del gruppo è rimasta e le ha tenuto la mano dolcemente. Quella sera la figlia, la piccola scimpanzè, è tornata ed è rimasta con lei per tutta la notte: ha cercato di dormire ma era chiaramente scossa. Tutti e tre lo erano. Gli scimpanzé sono i più stretti parenti evolutivi dell’uomo, hanno dimostrato di somigliarci in molte funzioni cognitive. Sono empatici, hanno il senso della correttezza, possono cooperare per raggiungere un obiettivo e ora si scopre che hanno pure la consapevolezza della morte. Elaborano il concetto di lutto in un modo molto simile al nostro. Lo documentano due studi, pubblicati ieri sulla rivista Current Biology, che hanno osservato la reazione di questi primati nel momento del decesso di un membro del loro gruppo. A scoprirlo per la prima volta è stata la scozzese Stirling University, che nel 2008 filmò gli ultimi momenti di Pansy, un esemplare femminile di oltre 50 anni ospite del Blair Drummond Safari Park. Il video è stato reso pubblico solo ieri. E mostra come la sua morte abbia avuto un profondo impatto sugli altri membri del gruppo. Si intuisce chiaramente come «i tre scimpanzè siano arrivati alla conclusione che Pansy se ne fosse andata per sempre», spiega Jim Anderson, esperto comportamentale dei primati. Una scoperta che potrebbe mu-

VIVONO FINO A 40 ANNI Gli scimpanzè vivono in media fino a 40 anni, possono raggiungere in altezza i 175 centimetri e in peso i 275 chilogrammi non si immaginasse». Con l’ausilio di alcune telecamere piazzate nella gabbia dello zoo scozzese, lo psicologo ha osservato gli ultimi giorni di Pansy, circondata dai suoi compagni: «Ci sono delle similitudini scioccanti con il comportamento umano. Nei giorni che hanno preceduto il decesso di Pansy, le altre scimmie si sono dimostrate molto attente a lei, le erano sempre accanto e le facevano la toilette. Hanno persino cambiato le loro abitudini per dormire la notte al suo fianco, come al capezzale di un malato in fase terminale». «Al momento della morte», continua lo studioso, «hanno prima verificato i segni vitali di Pansy: l’hanno scossa, le hanno ispezionato il volto e sollevato la testa. Poi, dopo qualche minuto, era come se fossero arrivati alla decisione collettiva che fosse morta». Nei giorni successivi tutti i membri del gruppo hanno mostrato un comportamento molto più contenuto del solito. Anche nell’alimentazione». Nel secondo studio, condotto da scienziati della Oxford University, due madri scimpanzè allo stato selvaggio in Guinea, non si sono separate dai corpi dei figli morti per diverse settimane. «La nostra osservazione conferma l'esistenza di un legame estremamente forte tra le madri e la prole, che persiste anche dopo la morte del cucciolo», conferma Dora Biro. Gli scimpanzè e gli uomini condividono il 99 per per cento del patrimonio genetico. Non è poco.

:::

ALTRI CASI

ELEFANTI Compiono dei rituali davanti al cadavere di una matriarca: in posizione eretta si dondolano sul cadavere o sollevano una zampa sopra la sua testa o incrociano le zanne con le sue. TALPE-RATTO E INSETTI Le prime quando individuano un cadavere lo trascinano in una sorta di cimitero; quando questo è pieno lo murano con della terra e ne scavano uno nuovo. Gli insetti sociali entro pochi minuti dalla morte portano lontano dal nido o dall’alveare il compagno defunto. GATTI Alcuni smettono di mangiare e perdono interesse per tutto, diventano apatici e subiscono cambiamenti nel carattere.

tare la pratica di rimuovere gli esemplari che hanno sviluppato malattie terminali poco prima della loro morte. «Almeno in alcuni casi», dice Anderson, «sembra più opportuno permettere agli animali di morire tra il conforto dei loro pari». «Molte peculiarità, come la capacità di ragionare, di utilizzare utensili o la consapevolezza della morte, sono state a lungo considerate come ciò che distingue l’essere umano dalle altre specie animali», commenta Anderson. «Ma la scienza ha dimostrato che questo confine non è così ben definito come credevamo. Le nostre osservazioni sul modo in cui gli scimpanzè reagiscono all’agonia o alla morte di un compagno, indicano che la loro consapevolezza della morte è probabilmente molto più sviluppata di quanto

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Dal 21 al 23 maggio

Torna a Gorizia il festival “èStoria” dedicato all’Oriente
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Torna a Gorizia, dal 21 al 23 maggio, il Festival internazionale “èStoria” (giunto alla sesta edizione), che quest’anno sarà dedicato ai rapporti fra Oriente e Occidente. Fra i giornalisti, gli storici e gli esperti di politica estera ospiti della manifestazione, ci sarà anche il saggista Tamim Ansary, metà afghano e metà americano, che presenterà in anteprima nazionale il suo libro, Un destino parallelo. La storia del mondo visto attraverso lo sguardo dell’Islam, edito da Fazi.

Insieme a lui, parteciperanno anche Benedetta Tobagi, figlia di Walter, giornalista ucciso nel 1980 dai terroristi, l’ex diplomatico Sergio Romano, l’editorialista di Libero Giampaolo Pansa, la docente di Storia dei Paesi islamici Farian Sabahi, la parlamentare del PdL Fiamma Nirenstein, l’ex direttore del Corriere Paolo Mieli e il giornalista Armando Torno. Mentre al politologo ed economista Edwar Luttwak verrà consegnato il premio “Il Romanzo della Storia”.

ELOGIO DI BARICCO
Quasi quasi assomiglia a Berlusconi
Imprenditore che non si lagna ma racimola fondi con creatività e ama la tv, l’autore di “Emmaus” smonta sul Clarín la storiella del fascismo mediatico del Cavaliere
::: GIORDANO TEDOLDI
 Non c’è dolore più grande che vedere un proprio mito cadere nella polvere, eccettuato quello di vedere la polvere farsi mito. Sì, la nostra inestirpabile perfidia ne soffre, ma se continua così, Alessandro Baricco, che già aveva il nostro rispetto, guadagnerà anche l’onta della nostra ammirazione. Speravamo degenerasse, incarnando lo scrittore messianico che altri poi hanno con grande immedesimazione incarnato, ma lui non è l’ipostasi dell’impegno civile né lo Spirito del Tempo che sfila a cavallo, solo un uomo che mette in forma scritta i suoi pensieri e i suoi sogni. Baricco, com’è noto, ha un’immagine antipatica. Si veste come un bagnino dopo le sei di sera, ma un conto è aver creato dal nulla una nuova forma di vanità, con quella sua cadenza insopportabilmente sincopata, quei labbrotti turgidi che a malapena trattengono le sibilanti scagliate dalla sua lingua di pezza, un conto è rimboccarsi le maniche per imitarne la supponenza. Poi è anche furbo, forse è stato contagiato dagli interventi di Francesco Piccolo sull’Unità, che un giorno sì e l’altro pure deride gli antiberlusconiani asserragliati nei bunker della loro paranoia, ma dall’inserto letterario del Clarín, quotidiano argentino e dunque ufficialmente uno dei famosi «giornali esteri» che la rassegna stampa del Tg3 pone un gradino sotto i Vangeli, ha dichiarato «dal suo studio torinese» che «Berluscon incarna seguramente un certo strato degli ideali democratici». INTELLETTUALE Lo scrittore piemontese Alessandro Baricco (1958) ospite da Fabio Fazio a ”Che tempo che fa” Olycom giano perché si era lanciato nell’impresa da “fighetto” di fondare una scuola di scrittura creativa e chiamarla “Holden”, di co-fondare una casa editrice e chiamarla “Fandango”, e ora di finanziarsi le sue attività facendosi sponsorizzare dagli yogurt Müller, noi, che consideriamo il compianto San Funari delle Mortadelle un grande sociologo (altro che Marco Belpoliti, che nel suo ultimo saggio intitolato Senza vergogna fa la verginella scandalizzata, e si chiede: «Il sentimento della vergogna esiste ancora?». La vergogna boh, ma il piccone per andare in miniera sì, esiste), applaudiamo a uno che non fa lagne, racimola fondi con creatività, e quelle maniche rimboccate cominciano a persuaderci come una bandana a Porto Rotondo.

Sulla cattiva strada
Baricco ama da pazzi l’Opera, ma è scandalizzato dagli sprechi ridicoli degli enti lirici ipersindacalizzati, e se potesse assumerebbe un Franco Tatò come fece Berlusconi per risanare la Mondadori. Non sappiamo, non avendoli letti e non avendo intenzione di farlo, se Oceano Mare o Castelli di Rabbia, come ci assicuravano eccentriche amiche, fossero bellissimi romanzi, però Alessandro Baricco è un anticonformista. Si lancia in imprese cinematografiche oziose, come l’esordio alla regia di “Lezione ventuno” sulla Nona di Beethoven con esiti che ci ricordano più un kamikaze che si schianta contro una portaerei che Paolo Virzì che atterra sul ventre soffice di Veltroni. Tutta questa massa di satirici milionari, semiologi della supercazzola, scrittori che disprezzano la televisione e lo annunciano da Fazio, secondi classificati al premio Strega che denunciano la corruttela del premio Strega, critici letterari dalla prosa di enciclopedisti a rate: Baricco lo troveremo sempre dall’altra parte, sulla strada che ci piace, quella cattiva.

Filosofemi da salotto
«Seguramente», scrive proprio così l’autorevole giornale, e anche se la frase non ha la trasparenza di un aforisma di Wittgenstein (gli ideali democratici a strati come una millefoglie non l’avevamo mai sentita, ma l’immaginazione dello scrittore non ha tatto né legge), Baricco aggiunge che «da quando sono adulto non ho mai visto un periodo di maturità democratica lungo come quello attuale», che è come dire che tra Berlusconi e Mussolini corre qualche ulteriore differenza oltre alle televisioni e che la famo-

sa minaccia del “fascismo mediatico” - filosofema di pregio presso salotti, redazioni e case editrici di sinistra - è una stronzata. D’altronde c’è più affinità tra Baricco e Berlusconi che tra Berlusconi e qualunque altro scrittore italiano. Entrambi vantano un tale stuolo di nemici che anche un imbecille capirebbe che devono aver ragione. Baricco viene puntualmente deriso da tutti i maggiori critici letterari, e quelli minori li imitano per sembrare maggiori. Giulio Ferroni lo considera poco più di un pubblicitario e, dopo averlo definito «ammiccante» su L’Unità, su Repubblica, lo stesso giornale al quale collabora il Nostro, gli dà del «patinato». Avete presente che tipo di gente è quella che dice «quel libro è patinato», quell’altro è «ammiccante»? Bevono il caffè col mignolo alzato. Quando Baricco osò pubblicare una sua riduzione dell’Iliade, il custode omerico, Pietro Citati, lo stroncò su Re-

pubblica lasciando cadere il suo nome tra quelli di Calderoli e Pecoraro Scanio che non gli erano affatto simpatici («incomprensibile ottusità dei loro volti»). Dopo la replica di Baricco non tornò sull’argomento, trovando più elegante scrivere articoli come quello su Bossi in fin di vita per colpa del Viagra, la stessa sostanza che, per fascia anagrafica, assumono i suoi lettori di biografie da pensione Mariuccia su Proust, Kafka e altri scrittori che vampirizza.

Maniche rimboccate
Baricco non è mai sceso a questi livelli da Bagaglino, anzi, si è occupato di televisione senza esibizionismi né marchette. Le trasmissioni “Pickwick”, dedicata ai libri, e “L’amore è un dardo”, dedicata alla lirica, erano originali e condotte eccezionalmente da una persona che non si fingeva competente per obbligo contrattuale. Baricco è un imprenditore, e quando tutti lo sbeffeggiavano e lo sbeffeg-

 Sono cresciuto negli anni ’70. In quegli anni nel mio Paese c’era una sorta di guerra civile... Si figuri se Berlusconi mi spaventa. Non è un passaggio della nostra storia che vivo felicemente, ma da quando sono adulto non ho mai visto un periodo di maturità democratica così lungo come questo
. ALESSANDRO BARICCO

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CULTURA

Libri d’arte

La FMR regala 100mila volumi a 700 scuole
Lo stato di Cortemaggiore

La vita ricomincia anche dai libri, diceva qualcuno. E per la Biblioteca provinciale “Salvatore Tommasi” dell’Aquila, uno dei luoghi simbolo della città devastata dal terremoto del 6 aprile dell’anno scorso, è in arrivo un’intera collezione. Un segno di speranza per la sua prossima apertura e un passo verso la rinascita culturale di un luogo di fondamentale importanza del patrimonio storico-culturale italiano. Non si tratta di testi qualunque, ma sono libri di valore. Destinati, oltre

che alla biblioteca aquilana, a 700 scuole italiane. È un binomio arte-istruzione, infatti, quello che anima la Fondazione Marilena Ferrari, oggi di nuovo protagonista con la sua presidente, della simbolica consegna dei volumi nell’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università del capoluogo abruzzese. Con questa tappa all’Aquila si chiude il programma di donazione di 100mila volumi Franco Maria Ricci (casa editrice che Marilena Ferrari ha rilevato nel 2002), per un valo-

re di oltre 13 milioni di euro, così come annunciato a Palazzo Chigi dal ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini e dal ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta. Proprio quest’ultimo sarà presente oggi per la consegna della collezione alla Biblioteca “Salvatore Tommasi”. Gli oltre 100mila libri della storica casa editrice Franco Maria Ricci, anziché essere commercializzati come rarità, sono già stati consegnati a circa 700 scuole selezio-

L’utopia di Rolando II Un governo illuminato per far felici i cittadini
::: EGIDIO BANDINI
 «Essere dovere di ogni Governo vigilare sui pubblici e privati interessi, onde i sudditi non abbiano a soffrire, e tutelare, con le buone leggi e le istituzioni, la felicità dello Stato». Non fosse per il termine un po’ forte “sudditi” e per la costruzione del periodo, si potrebbe pensare all’estratto da un qualsiasi comizio elettorale dei giorni nostri. Invece la frase appartiene al proemio delle Reformationes seu additiones agli Statuta Pallavicinia redatte alla fine del ‘400 da Rolando II Pallavicino, marchese di Cortemaggiore. Una raccolta di leggi che si ispirava veramente al principio enunciato come guida all’intero codice: nonostante si trattasse, come era ovvio all’epoca, di un signore assoluto, Rolando II, di cui si celebrerà il prossimo novembre la chiusura del quinto centenario della morte (morì, infatti, nella sua Cortemaggiore il 9 novembre 1509, mentre non si conosce la sua data di nascita), era uomo di grande cultura, appassionato studioso di lettere e filosofia, ma anche di teologia e alchimia. Fra il 1502 e il 1503, fece impiantare a palazzo una stamperia, chiamando a dirigerla Benedetto Dulcibello da Carpi, allievo di Gutenberg, da cui uscirono in stampa per la prima volta tutte le opere di Nicolò Cusano. Ebbe a corte poeti come Panfilo Sasso e Camillo Beccara, a lui furono dedicate edizioni preziose di grandi opere del passato, cone l’Astronomicon di Marco Manilio e per il nuovo Duomo della città chiamò a dipingere Filippo Mazzola. Ma a un signore colto e di grande umanità, non sarebbe certo bastato fare sfoggio della propria sapienza e del proprio potere, così Rolando II decise di aprire agli studiosi la munitissima biblioteca di famiglia. Ben oltre questo, però, il marchese di Cortemaggiore dimostrò davvero di essere principe di «umanissima umanità». Nel 1495, infatti, fece costruire il primo ospedale di Cortemaggiore, con 12 posti letto, ognuno dotato di una cortina in tela nera per salvaguardare l’intimità del malato. Insomma, davvero «Io Rolando, della stirpe dei Pallavicino, ho vissuto, peccato, sofferto», come fece scrivere nell’epigrafe per il proprio sepolcro. Poche parole per illustrare una vita straordinaria, culminata nei trent’anni di governo del piccolo Stato di Castel Lauro-Cortemaggiore.

WIECZYNSKI

A CAPO DELLE LOTTE

«Così il prete di Solidarnosc ci ha insegnato la libertà»
Il regista polacco racconta, in un film trascurato in Italia, la figura di Popieluszko, religioso eliminato dal regime comunista
::: EMANUELA MEUCCI
 In Polonia lo ha visto più di un milione di persone. Ma in Italia è passato inosservato. Da noi, il film “Popieluszko. Non si può uccidere la speranza” di Rafal Wieczynski, che racconta la vita del “cappellano di Solidarnosc” Jerzy Popieluszko, assassinato il 19 ottobre 1984 a 37 anni dagli uomini del regime comunista per il suo sostegno alle proteste dei lavoratori, è stato proiettato solo in una decina di sale. Per far uscire dall’ombra l’opera, presentata nel 2009 al Festival Internazionale del Cinema di Roma, l’associazione “I sentieri del cinema” di Milano, in collaborazione con l’associazione “Stalker” di Rimini, ha organizzato un tour italiano per il regista. Dopo Roma, Pescara e Milano, Wieczynski farà tappa oggi a Bologna (cinema Galliera, ore 20) e domani a Castel Bolognese (cinema-teatro Moderno, ore 21). Mentre il 3 maggio la pellicola tornerà a Milano, al cinema Palestrina (ore 21), dove verrà presentata da Annalia Guglielmi, la quale, in vista della beatificazione del sacerdote (attesa per il 6 giugno), ha pubblicato un libro con la raccolta delle omelie del religioso polacco (Popieluszko. “Non si può uccidere la speranza”, Itaca, pp. 176, euro 12). MESSE NELLE ACCIAIERIE Popieluszko divenne un simbolo della rivolta contro il regime comunista e il controllo dell’Unione Sovietica sulla Polonia quando, nell’agosto 1980, iniziò a celebrare la Messa nelle acciaierie di Varsavia durante lo sciopero dei lavoratori, che ben presto si unirono alle lotte nei cantieri navali di Danzica da cui nacque il sindacato indipendente “Solidarnosc”. Amatissimo dal popolo, al suo funerale parteciparono migliaia di persone nonostante i divieti. «Fra di loro c’ero anche io», racconta il regista, che a quei tempi aveva solo 16 anni e faceva il boy scout. «Tutti conoscevano la sua figura, e quando la Polonia è tornata indipendente dopo il crollo dell’Urss mi aspettavo che qualcuno avrebbe girato un film su di lui. Io avevo poco più di vent’anni e quando ho capito che nessuno l’avrebbe fatto ci abbiamo pensato io e mia moglie». L’opera di Wieczynski rispetta in maniera scrupolosa la verità storica. Prima dell’inizio delle riprese, lui stesso ha raccolto immagini e filmati e ha intervistato centinaia di persone che avevano conosciuto Popieluszko. Non solo sono stati inseriti alcuni spezzoni di documentari, ma ha accettato di recitare anche il primate Jozef Glemp, allora superiore del protagonista, che impersona se stesso. «Quando ho potuto», racconta il regista, «ho ricostruito le conversazioni e le parole di Popieluszko nello stesso identico modo in cui erano state pronunciate». «Lui non era un super-prete, ma un prete normale. Il suo messaggio era inaccettabile per il regime: testimoniare la verità, ritrovare la dignità e avere un’anima libera. Libera dalla paura, dalle menzogne e dalla violenza del partito comunista. Il suo messaggio è valido ancora oggi, perché non importa se le leggi cambiano, ma i valori morali in cui credere rimangono sempre gli stessi». Il pensiero corre al ruolo avuto dalla Chiesa cattolica polacca negli anni della Guerra Fredda, rafforzata dalla decisione di eleggere Papa nel 1978 Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia. «La Chiesa per noi rappresentava l’unico luogo dove essere liberi», racconta Wieczynski, «e la scelta di un Papa polacco per noi ha rappresentato un momento di grande speranza. Fu lui a mostrarci la strada dopo la sua visita nel 1979. Fu lui a farci comprendere che dovevamo lottare tutti insieme, e a dire ai preti di stare al

Una scena del film “Popieluszko” di Rafal Wieczynski, nella quale il “cappellano di Solidarnosc” è ripreso insieme ai lavoratori polacchi. Jerzy Popieluszko (1947-1984) venne ucciso dagli uomini del ministero dell’Interno per il sostegno dato alle proteste contro il regime comunista.

fianco dei lavoratori durante le loro lotte. E un anno dopo l’arrivo di Giovanni Paolo II iniziarono gli scioperi di Solidarnosc, che contribuirono alla fine della dittatura. Quella dei polacchi si può considerare una rivoluzione morale, perché fu l’esempio del Santo Padre a farci capire che dovevamo riappropriarci della nostra dignità, e che questo significava diventare responsabili per il futuro della nostra patria e combattere per diventare più influenti». PREGIUDIZI IDEOLOGICI Ma come mai “Popieluszko” in Italia è stato visto da pochi? Come mai tutti questi problemi? «Io sono soddisfatto di come sta andando», ribatte Wieczynski. «È uscito in Canada, e siamo in trattativa con gli Stati Uniti e la Spagna. D’altra parte, per me era importante fare questo film, ma non è certo una pellicola commerciale che può fare concorrenza ai blockbuster americani». Anche se dietro ai problemi di distribuzione in alcuni casi si nasconde anche il pregiudizio ideologico. «In Germania e in Olanda», dice il regista, «mi hanno detto esplicitamente che non erano interessati a proiettare un film su un prete cattolico. Di certo, oggi questo non è un tema molto di moda. Probabilmente avrei suscitato più interesse se avessi fatto un film su un omosessuale. Ma Popieluszko era soltanto un prete e un martire della libertà». Il suo è un film che diventa tanto più scomodo in questo momento, con la Chiesa cattolica sotto i riflettori dei giornali di tutto il mondo per lo scandalo della pedofilia. «I preti sono uomini», conclude Wieczynski, «e possono comportarsi in maniera sbagliata, come accade in tutte le organizzazioni. Però i media, forse schiavi del politically correct, vogliono vedere solo il marcio, dimenticando tutto ciò che di buono fa la Chiesa e tutte le persone povere e bisognose che aiuta ogni giorno».

Un ritratto di Rolando II Pallavicino

CULTURA

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nate dal ministero di viale Trastevere: istituti d’arte, licei artistici, istituti professionali per l’industria e l’artigianato, ma anche scuole delle carceri e degli istituti minorili. «Il ruolo dell’arte nella costruzione dell’individuo e di conseguenza di una società migliore è insostituibile, per questo è necessario che ogni persona possa accedere alla bellezza artistica», ha dichiarato la presidente Ferrari motivando la sua scelta di donare a centinaia di

scuole italiane l’archivio storico dei preziosi volumi editi da Franco Maria Ricci. «Un patrimonio culturale dal valore inestimabile», ha aggiunto, «la cui consegna all’Aquila tocca l’ultimo simbolico passaggio». Grazie al Gruppo Marilena Ferrari-Fmr questi volumi, prima considerati simbolo di un’idea di aristocrazia visiva e culturale («La perla nera dell’editoria mondiale», secondo la definizione di Federico Fellini) e forse a torto giudicati monopolio di una élite, diventano invece uno

strumento accessibile a tutte le nuove generazioni. Ispirati alle bellezze artistiche, paesaggistiche e letterarie del nostro Paese, la peculiarità di queste pubblicazioni risiede negli apparati iconografici, nella qualità delle carte, delle tecniche di stampa e di rilegatura. Tra le collane più belle c’è “Gran Tour”, la “Biblioteca di Babele”, con l’introduzione di Jorge Luis Borges, “I segni dell’Uomo”, “Le Quadrerie” sui tesori ignoti e i capolavori dimenticati, con immagini tratte da colle-

zioni private e da archivi inaccessibili. La cerimonia odierna, con il ministro Brunetta, avverrà alla presenza di Fabrizio Politi, preside della Facoltà di Economia, di Antonio Del Corvo, neopresidente della Provincia, di Giovanni Biondi, capo del Dipartimento del ministero dell’Istruzione, e della stessa signora Ferrari. Per l’iniziativa è stato creato un sito web ad hoc: www.labellezzapertutti.it B. B.

CASA POUND
La giovane destra di spranghe e libri
Nel 2010 lo squadrismo fascista e il gusto di menare le mani non hanno più senso Rimane invece attuale la cultura in camicia nera, dal poeta dei “Cantos” a Brasillach
::: segue dalla prima GIAMPIERO MUGHINI

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MILITANTI
Il motto ”Hic manebimus optime”, “Qui staremo benissimo”, adottato da Gabriele D’Annunzio dopo l’occupazione di Fiume nel 1919, decora il muro di una sede di “Casa Pound”. Nella foto piccola, Gianluca Iannone, militante politico e fondatore dell’associazione che si ispira alle teorie economiche e politiche di Ezra Pound (1885-1972)AGF

(...) miei amici. Né posso dirvi “camerati”, perché neppure per un istante della mia vita ho condiviso la vostra storia emozionale e politica. C’è che alcuni mesi fa sono stato a casa vostra, dove voi mi avete accolto lealmente e dov’erano tante le facce oneste di chi stava ascoltando. Mi rivolgo a voi, gente di “Casa Pound”, altrettanto lealmente. Il fatto è che leggo con dolore di queste continue mischie romane dove voi e quelli dell’estrema sinistra vi avventate gli uni contro gli altri. Non mi passa neppure per la mente che quelli dei Centri sociali siano dei santi che vogliano nettare la città dal “male” fascista che voi rappresentate. Ma non mi passa neppure per la mente che dei santi siate voi, e che ogni volta che finisce a sprangate è perché quegli altri non vi vogliono fare esistere politicamente. Adesso è in gioco la posta delle elezioni universitarie, e temo che la baruffa si farà più accesa, che il gioco delle spranghe si farà più torrido. Le autorità di polizia stanno per decidere se sì o no sarà autorizzato un vostro corteo romano. In linea di principio io spero di sì, perché è ovvio che voi avete il diritto di dire e manifestare, solo che dobbiamo intenderci.

Tra Buoni e Cattivi
Ho sufficiente esperienza di baruffe fra studenti universitari. Noi ventenni degli anni Sessanta ci mettemmo di buzzo buono al riguardo, e mi ricordo bene i volti e i dettagli, e anche se ho smesso da tempo di pensare che i Buoni eravamo noi di sinistra e i Cattivi quelli di destra. Una volta che ho incontrato Benito Paolone, che negli anni Sessanta era il capo politico degli universitari di destra, e nel frattempo i suoi e i miei capelli volgevano abbondantemente al bianco, ci siamo abbracciati. Era roba passata, acqua passata, e fu in quell’occasione che mi disse che un suo parente, non ricordo più se suo padre o suo zio, aveva finito la sua vita in una foiba dove lo avevano scaraventato i comunisti titini. Le baruffe erano il nostro passato e invece sono il vostro presente. Quando sono stato da voi, lì a “Casa Pound”, guardavo quelle pareti colme dei vostri simboli, dei vostri punti di riferimento. Ho parlato mentre avevo alle spalle un manifesto che ricordava la figura del toscano Berto Ricci, quello che Indro Montanelli indicava come il suo maestro, uno che festeggiò il suo matrimonio invitando un gruzzolo di amici a bere un cappuccino e che morì da volontario in Africa. Pensate che io abbia di lui

Prima guerra mondiale in cui i ventenni d’Europa cadevano a decine di migliaia pur di conquistare i duecento metri che separavano una trincea dall’altra. Il fascismo storico attinse molto a quella fisicità e a quella iconografia, che era poi l’iconografia degli Arditi, di quelli che andavano all’assalto delle mitragliatrici austriache con il coltello fra i denti. un ricordo e una stima inferiore a quelle che avete voi? Vi sbagliereste. Da qualche parte di “Casa Pound” doveva esserci un qualche manifesto che evocava la figura di Robert Brasillach, lo scrittore fascista di cui Charles de Gaulle volle che fosse fucilato, quello le cui poesie dal carcere il mio amico Giano Accame si fece leggere dalla figlia nelle ultime ore della sua vita. Voi pensate che io meno di voi reputi che la fucilazione di Brasillach fu un assassinio politico, una vendetta a freddo? Vi sbagliereste. Pensate che io meno di voi reputi che i “vincitori” della Seconda guerra mondiale abbiano riservato a Ezra Pound, un grande poeta politicamente ingenuo ma innocentissimo di ogni colpa, un trattamento belluino? Vi sbagliereste. Solo che detto questo, siamo ancora all’anticamera del ragionamento sul presente e sulla vostra identità politica. Quel che io non so e non capisco è se il gusto della baruffa generazionale sia un elemento fondante della vostra identità. Per esperienza so che la baruffa politica non nasce perché i Cattivi si avventano sui Buoni, e bensì perché dall’una e dall’altra parte c’è la smania di fare a cazzotti, la smania della fisicità. Non ricordo più su quale scaffale della mia biblioteca è finito un libro di un paio d’anni fa che vi raccontava, anche a mezzo di fotografie. A leggerlo mi aveva stupito la retorica che emanava da quelle vostre fotografie, la “fisicità” che voi volevate rappresentare e testimoniare, l’orgoglio della fisicità che trapelava da molti di voi. Come a dire: ci siamo e pur di esserci siamo pronti a menare. Mi sembrava che in qualche modo voi voleste bissare e ricalcare la fisictà degli anni Venti, degli anni immediatamente successivi alla

Una retorica inutile
Di tutta quella retorica e di tutta quella iconografia più nulla è valido nel presente. Né nel presente è valido più nulla della linea divisoria che oppose fascisti e antifascisti tra il 1919 e il 25 aprile 1945. Nel nostro oggi non c’è nessuna ombra lunga di mitragliatrici austriache o di coltelli di Arditi. Siamo nell’Europa e nel mondo del terzo millennio, dove tutto della vita politica e sociale è inedito e inaudito. Coltivate pure le vostre memorie, le figure che vi sono care. Lasciate che le spranghe ammuffiscano nel magazzino degli utensili in disuso; smettete la retorica dello sguardo torvo e del cranio rasato. Da cui non verrà mai nulla di buono. Come non verrà mai nulla di buono dalle baruffe con i vostri coetanei che la pensano diversamente da voi e che ci mettono così tanto a dare del loro peggio.

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LA STORIA

LA NASCITA La prima “Casa Pound” nasce nel 2003 con l’occupazione di uno stabile a Roma. Negli anni il movimento cresce, e nel 2008 costituisce l’associazione riconosciuta ufficialmente “Casa Pound Italia”. L’organizzazione, orientata politicamente a destra e ispirata al pensiero del poeta americano Ezra Pound, conta circa 2000 tesserati, sedi in tutta Italia, una web radio, un mensile e un trimestrale. IL FONDATORE Gianluca Iannone (1973), sposato con due figli. Ha iniziato a militare politicamente a 14 anni nel Fronte della Gioventù, e prima di dare vita a “Casa Pound” ha fondato nel 1995 la casa discografica indipendente “Rupe Tarpea Produzioni”.

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::: Spettacoli
Chiambretti chiude con Boy George
L’ultima puntata del Chiambretti Night (Italia 1 ore 24) ospita la popstar ormai quarantacinquenne Boy George, pseudonimo di George Alan O’Dowd, autore di canzoni e icona culturale degli ITALIA 1 ORE 24 anni ’80.

Lo scontro Berlusconi-Fini Cosa ne pensa Bersani
Lo scontro tra Berlusconi e Fini. Si apre un nuovo scenario o è tutto rientrato? Sarà questo l’argomento della puntata di “Annozero”, il programma di Michele Santoro alle 21.05 su Raidue, che ospita in studio il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. RAIDUE ORE 21.05

Le carceri sovraffollate
“Terra!” di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato stasera (Canale 5 ore 23.30) affronta il problema delle carceri sovraffollate. Marco Corrias s’è recato all’Ucciardone. CANALE 5 ORE 23.30

Lo sceneggiatore aveva 90 anni

IL PAPÀ DELLA COMMEDIA ITALIANA
Addio a Scarpelli, con Age ha firmato i nostri capolavori
::: GIORGIO CARBONE
 Lo sceneggiatore Furio Scarpelli è morto ieri nella sua casa di Roma. Scarpelli aveva compiuto da poco i 90 anni e aveva legato il suo nome a tutti i grandi classici della commedia all’italiana, da “I soliti ignoti” alla “Grande guerra” da “Il mattatore” a “Signore e signori”, a “L’armata Brancaleone”. Furio era il papà della commedia italiana. Di solito quando si parla della più bella stagione del cinema nostrano si fanno i nomi di Mario Monicelli, di Dino Risi, di Luigi Comencini e naturalmente del poker d’assi di attori Gassman-Sordi-Tognazzi-Manfredi. Ma si trascura chi i classici li ha scritti. Errore. Da lapidazione. Non esiste capolavoro senza una grande sceneggiatura. Il regista in quel momento può anche essere rimbambito, l’attore “fatto”o inciucchito. Ma lo script deve essere super. Condizione a volte non sufficiente. Ma certamente necessaria. Negli anni ’60, ma anche prima e anche dopo, Monicelli e c. diressero da Dio perché divinamente ispirati da Furio Scarpelli e dal suo compare per lungo tempo Agenore Incrocci detto Age. I due s’incontrarono nel 1948 chiamati a scrivere un film di Totò e per quasi trent’anni fecero un team eccezionale. Age veniva dalle riviste radiofoniche, Scarpelli dai giornali umoristici (suo padre Filiberto aveva fondato prima della guerra “Il travaso delle idee”). I FILM CON TOTÒ Li chiamano a sceneggiare per Totò e quello col grande comico sembrava essere un abbraccio mortale (almeno per due giovani di grande cultura e ambizioni). Totò, si sa, amava andare “a soggetto”. Il copione per lui è poco più di un canovaccio. L’estensore del copione un poveraccio che ogni momento può vedere buttato in un cestino il frutto del suo lavoro. Totò chiama il giovane Furio e gli dà poche, ma ferree regole. «Dobbiamo far ridere: Chi diverte la gente fa un’opera buona. E di questi tempi c’è fin troppo bisogno di opere di bene». Furio impara a far ridere. E anche qua e là a inserire qualche nota non banale tra una gag e l’altra. Il primo ad accorgersene è lo stesso Totò che lo dimostra, inventando sempre di meno, rispettando le battute di Scarpelli. E siccome è già mezzo cieco e

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I GRANDI SUCCESSI

Sopra, Vittorio Gassman e Alberto Sordi in una scena tratta dal film “La grande guerra” (1959) di Mario Monicelli. A destra, dall’alto: Totò e Gassman sul set de “I soliti ignoti” (1958), e Catherine Spaak, ancora con Gassman, ne “L’armata Brancaleone” (1965). Nel tondo, Furio Scarpelli, padre della commedia all’italiana di cui segna l’inizio proprio con questi ultimi due film (Webphoto; Oly) non può leggere i “gobbi” significa che la sceneggiatura se l’è letta a casa, insomma tratta il suo scriba con insolito rispetto. Altro che abbraccio mortale. Scarpelli negli anni ’50 sale tutti i gradini della professione. Con Totò ha ammassato tutto il mestiere possibile. Ora è maturo per incombenze più alte. Ma prima rischia (quasi) la galera. Accade quando fa fare il carabiniere al “principe”in “Totò e Carolina”. Dove il comico assomiglia un po’ troppo ai “caramba” delle barzellette. Vilipendio dell’Arma. Il film è sequestrato. La magistratura apre un fascicolo su Age, Scarpelli e Mario Monicelli. Non sa che il trio sta preparando altre birbonate cinematografiche sugli usi e malcostumi del Belpaese. I tre sono anime gemellissime. Dieci anni nella produzione commerciale hanno loro insegnato che gli italiani amano ridere dei loro difetti. Un costume

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LA CARRIERA

secolare che ha permesso loro di scavalcare i tempi durissimi. Scarpelli continua a far ridere, ma invece dei soliti pupazzi mette in campo falliti e opportunisti, cialtroni e vigliacchetti, versando però su tutti un’immensa simpatia. Il capolavoro assoluto è “La grande guerra” con Gassman e Sordi soldati codardissimi fino alla penultima scena. Ed eroi nell’ultima. La forza di Furio e Agenore è tale che riescono persino a prevaricare Sergio Leone. Il “buono” e il “brutto” del celebre western non sono che gli antenati di Sordi e Gassman trasferiti nella guerra di secessione. E seguono torrenzialmente “Sedotta e abbandonata” e “I mostri”, “I compagni” e “Signore e signori”. Fino a quel capolavoro anche linguistico che fu “L’armata Brancaleone” (fu solo per il loro immenso prestigio che il produttore Cecchi Gori non tirò loro addosso un copione che a prima lettura sembrava assurdo). LA SEPARAZIONE Furio e Agenore si separarono consensualmente trent’anni fa e non fu una scelta giusta per nessuno dei due. Anche se da separati han continuato a lavorare come dannati (tra le ultime cose di Scarpelli la sceneggiatura di “Io e Napoleone” di Paolo Virzì). Prima però uno dei loro registi feticcio, Ettore Scola, li volle celebrare in “La terrazza”. Scarpelli era interpretato da Jean Louis Trintignant che a un dato punto sbottava: «Mi dicono di scrivere qualcosa che faccia ridere. È una parola!». Tranquillizzati, Scarpelli, ovunque tu sia. Ne hai scritte tante di parole. Hai seguito tutta la vita il comandamento di Totò, hai fatto tante “opere buone”. Se esiste un regno dei cieli ne hai fatte molte di cose, per meritarlo.

LA SATIRA Nato a Roma il 16 dicembre 1919, Furio Scarpelli inizia già prima della guerra a lavorare c per alcune riviste di satira IN COPPIA CON AGE Con Agenore Incrocci (Age) sin dagli anni ’40 forma la coppia storica Age & Scarpelli LA COMMEDIA Firma alcuni film di Totò ed è considerato il padre della commedia all’italiana che parte con “I soliti ignoti”(1958) LA FILMOGRAFIA Tra i suoi film più famosi, “La grande guerra” (1959), di Mario Monicelli, “I mostri” (1963) di Dino Risi, “Sedotta e abbandonata” (1964) di Germi, “C’eravamo tanto amati” (1974), e “La terrazza” (1980) di Ettore Scola. Sempre con Age “Il buono, il brutto, il cattivo”per Sergio Leone (1966)

SPETTACOLI

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La pagella dei famosi
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Emilio Fede cerimoniere del compleanno di Mauro Crippa all’Hotel Principe di Savoia. Offre champagne e una torta con la scritta: Il mondo di Mauro.

Malgioglio killer, Bobo eroe
stente di Simona Ventura, Domenico Zambelli, che alcuni “bruti”stavano malmenando. lo paga il gallerista di Firenze Fabrizio Moretti.

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Il responsabile del look “mutandato” di Nina Senicar al suo rientro dall’Isola dei famosi.

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Cristiano Malgioglio da trent’anni non ha l’automobile. Perché? «Negli anni ’70, in Sardegna», ci spiega, «ho investito una pecora e l’ho uccisa. Uno choc, da allora non guido più».

•5 •4 •3

•1

•7
Dopo una vita a sinistra, Sabrina Ferilli riabilita il Cavaliere: «Berlusconi è bravo, bisogna dirlo».

Mentre Belen registrava il “Chiambretti Night”, Corona beveva un drink solo soletto al Radetzky. L’occhio vitreo di Sara Tommasi su Rete 4. La cicca in bocca di Gianfranco Fini durante la lite con il Silvio Berlusconi.

Un allucinato Paolo Flores D’Arcais con cerotto sulla fronte all’Ultima parola di Paragone.

•0
Sabrina Impacciatore attacca il governo perché vede «sempre più anziani che frugano nella spazzatura». Guarda caso è la conduttrice del concertone del Primo Maggio.

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Bobo Vieri eroe all’Hollywood: ha salvato l’ex assi-

Chiambretti cena alla Risacca Blu di Milano, proibisce il vino bianco, mangia solocruditè, ma il conto

GEPPI CUCCIARI «Con i comici non rido mai»
La conduttrice di “Italia’s” si racconta
::: FRANCESCA D’ANGELO
 Sul palco, i concorrenti di “Italia’s got talent”devono affrontare la sacra triade Scotti - De Filippi - Zerby. Ma dietro le quinte li attende un giudice quasi più severo: l’esilarante Geppi Cucciari. La sondaggista di “Victor Victoria”, alla stregua di una Littizzetto rieducata alle buone maniere, esprime schiettamente il proprio parere sulla performance. Al gruppo di ragazzi che, lunedì scorso, cantavano con le natiche, ha rifilato un eloquente «Mi fate schifo». Mentre si è lasciata commuovere dal bravo soprano. La sua presenza, da sola, è bastata a rivitalizzare Simone Annichiarico, imprimendo un’ulteriore iniezione agli ascolti: nel derby “Isola dei famosi” - “Italia’s Got Talent”, Canale 5 ha vinto col 24,6% di share contro il 17,99% di Raidue. Certo che, quando stronca i concorrenti, lei non va per il sottile… «Lo so, tant’è vero che a volte vengo tagliata. Tuttavia, il pregio di questo programma sta proprio nel poter assistere a certe performance e, al contempo, di distanziarsene. Io, tendenzialmente, dovrei stare dalla parte dei concorrenti ma unirsi a un talent così vario non vuol dire rinunciare al senso critico». Per ora, però, hanno fatto parlare di sé soprattutto le esibizioni più trash, come la nonnina cubista. Come mai? «Per colpire l’immaginazione e l’emotività, molto spesso basta shockare. Una scorciatoia è, per esempio, la volgarità: i ragazzi che cantano con le natiche o, per noi comici, una parolaccia in chiusura. Così si strappa facilmente una risata». Uno stile da cui lei sembra prendere le distanze. «Non amo le scorciatoie. Certo, a volte, cedo anch’io alla parolaccia perché non ci sono parole sostitutive di alcuni concetti…». Molti comici sono politicamente schierati. Perché lei no? «Ho massimo rispetto per questi colleghi, ma la satira politica non è nelle mie corde e nei miei desideri. Quando a “Victor Victoria”arriva un ospite politico, oso qualche battuta più impegnata ma, in generale, preferisco intrattenere nel senso più leggero del termine». In questo, quanto è stato determinante “Zelig”? «Sono grata a “Zelig”: è da lì che è nato il mio personaggio. Però dagli esordi mi sono evoluta, e partecipo con parsimonia a “Zelig” per affrancarmi dall’immagine di castigabraghette. Prima di essere una che parla di uomini, sono una donna che parla alle donne normali: equilibrate, mai banali». Qual è il suo comico di riferimento? «Nessuno». Ma ci sarà qualcuno che la fa ridere… «Le battute sono esercizi di stile che un collega riconosce: come potrei divertirmi ascoltando un comico? La cosa che mi diverte è, semmai, la vita, soprattutto se condivisa con qualcuno». In una battuta, come definirebbe Scotti, De Filippi e Zerbi? «Gerry è come le previsioni del tempo: fa parte della mia giornata di donna italiana. Maria è la mia cugina maggiore, che finalmente ha mostrato il suo lato ironico. Zerbi… è bello e dannato, dice sempre di no». Le piacerebbe partecipare come opinionista ad “Amici”? «Adoro il talent di Maria De Filippi, ma

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Palcoscenico

Straordinaria Melato in scena per “Il dolore” di Marguerite Duras
::: CARLO MARIA PENSA
 La guerra è finita, il cielo dovrebbe rasserenarsi. Ma il cuore di lei, il cuore di questa donna che attende e vorrebbe sapere, è oppresso da un’angoscia infinita. Marguerite Duras, la scrittrice che film e romanzi, come “Hiroshima mon amour”, avrebbero reso famosa, raccolse allora gli scritti di quel suo tormento per il marito, Robert Antelme, deportato a Dachau e del quale non aveva più notizia. La Duras fermò nei suoi diari il gocciolare sanguinante di quelle giornate: “Il dolore”nacque pagina su pagina e negli anni divenne memoria del tempo in cui l’umanità naufragava nella violenza. Tanto implacabile e devastante, quel dolore vissuto, da trasformare la speranza di rivedere Robert nel pensiero della morte: la morte di lui, che quando tornerà, trasformato e ridotto dalla miseria della prigionia, sarà ormai, per Marguerite, l’ombra di un amore impossibile. Il tagliente dolore dell’attesa era già tragedia. E dalle pagine della Duras doveva farsi messaggio per “sfidare Dio”. Così, con la collaborazione del regista Massimo Luconi, Mariangela Melato ha portato in scena “Il dolore” facendone uno spettacolo di straordinaria poesia drammatica, parlandoci col cuore di una grande attrice in una illuminazione della parola, nel ricamo dei silenzi, fino a trascinarci -anche grazie ad un impianto scenografico tra quotidianità e mistero della natura fuori dal tempo- in una commozione profonda. E lo spettacolo, con la riservata partecipazione di Cristiano Dessì, è il trionfo di un monologo, anima e corpo di una Melato straordinaria. (Prodotto dal Teatro Stabile di Genova con la collaborazione del Maggio Musicale Fiorentino, “Il dolore”si replica al genovese teatro Duse; dal 4 maggio sarà a Napoli, dall’11 Roma).

LA LITTIZZETTO “BUONA”

GERRY E MARIA

 Maria De Filippi è come la mia cugina maggiore, Scotti è come le previsioni del tempo
LA SATIRA POLITICA

La comica Geppi Cucciari lavora con Victoria Cabello su La7 e con Maria De Filippi su Canale 5 preferisco andarci in visita, come i parenti. Tra l’altro, c’è sempre stata l’idea di lavorare insieme e se ora sono a “Italia’s got talent”lo devo a Maria». Lei ha tentato anche la recitazione. Quanto è importante la Geppi attrice? «Moltissimo. Però dopo il film “Bianco, Rosso e Verdone” ho scelto di mantenermi cinematograficamente illibata». Perché? «Mi sono arrivate delle proposte, come il film di Natale, che non mi sentivo di accettare. Vorrei lavorare con altri registi, che mi continuano a ignorare, come Pupi Avati e Fausto Brizzi».

L’Avaro con Arpagone-donna
Arpagone ennesimo. E ogni volta che torna sulla scena, qualcosa di più si va scoprendo in questa commedia, “L’avaro”, che, pur piena di risate, Goethe definì “una delle opere più tragiche di Molière”. Arpagone taccagno oltre ogni limite di irragionevolezza, e attorno a lui, travolta dalla sua spilorceria, la schiuma di due figli ribelli, di servi che tirano all’imbroglio, di vicini poco raccomandabili. Una bella compagnia di bugiardi, fino al furto simulato della cassetta di denari che il vecchio coltiva gelosissimo in giardino e diventa lo strumento di ricatto per demolire le ostinazioni del gran taccagno finalmente disposto ad autorizzare le nozze, senza dote beninteso, di Elisa e di Cleante, lei con Valerio, lui con Mariane, quello e questa ritrovatisi fratello e sorella dopo indicibili avventure, figli di un ricchissimo padre. Poi, però, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, per il sempre inquieto e innovatore Teatro delle Albe, ci restituiscono un “Avaro” da vedere e ascoltare attraverso il trasparente schermo di un mondo diverso. Molière resta tra le quinte, ma tutto quel che succede in questa sua falsa “tragedia” è macina e storia del tempo nostro, un tempo in cui si divaga tra gli insaziati appetiti dei potenti, dominati, questa volta, da un Arpagone femmina, al secolo Ermanna Montanari, che tutto governa impugnando un microfono, come fosse un regista in una casa trasformata in studio tv. (Dopo l’applaudito debutto al teatro Storchi di Modena e le repliche a Torino, stasera al Boiardo di Scandiano, dal 4 maggio al Rasi di Ravenna).

 La satira politica non è nelle mie corde .

Con Mammucari

Belen rifà gli Scherzi, ma Camilleri non sa chi sia
::: DONATELLA ARAGOZZINI
 Un giorno la vediamo a “Mattino Cinque”, qualche sera dopo è ospite a “Chiambretti Night”con la sorella Cecilia, un’altra volta ancora Valerio Staffelli, a “Striscia”, le consegna il famigerato “tapiro d’oro” per la crisi - vera o presunta? - con Fabrizio Corona. E ogni giorno, da mattina a sera, su tutte le reti tv gli spot della Tim ci ricordano, qualora ce ne fosse bisogno, che Belen Rodriguez è la star del momento. Eppure, per quanto incredibile possa sembrare, c’è anche qualcuno che non sa chi sia. Uno di questi è Andrea Camilleri. Interrogato dal settimanale “Diva e donna” sulla ventilata partecipazione della bella argentina ad uno dei nuovi episodi della serie tv “Il commissario Montalbano”, nuovamente sul set nel ragusano, lo scrittore ha infatti candidamente ammesso «sinceramente non so chi sia», aggiungendo comunque di non aver nulla da ridire in proposito perché «finora produttore e regista non hanno mai fatto cattive scelte». Una frase che è una mezza ammissione, più di tante voci circolate negli ultimi tempi. Certa, invece, la riconferma di Belen al timone di “Scherzi a parte”, al fianco di Teo Mammucari e - forse - Claudio Amendola. Riportata da “Chi”, la notizia trova conferma anche nelle parole di Mammucari, che in un’intervista rilasciata a “Tv Oggi”per la partenza di “Fenomenal”, dal 6 maggio in prima serata su Italia 1, ha infatti dichiarato di aver pensato inizialmente di farsi affiancare dalla showgirl ma di aver poi cambiato idea perché «non è intelligente “sovraesporci come coppia”, abbiamo altre cose in ballo». Lo show di Fatma Ruffini, appunto.

IN ASCESA Belen Rodriguez, 26 anni

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Giovedì 29 aprile 2010

SPETTACOLI TV

a cura di Giorgio Carbone

Rete 4 ore 16.40

I PROGRAMMI DELLA GIORNATA Raiuno ore 21.10 Raidue ore 23.35

Rete 4 ore 23.35

Le miniere di re Salomone
Un esploratore scompare in Africa. La moglie va alla sua ricerca. La migliore delle 5 versioni di un noto romanzo. Le spettacolari scene africane furono rubacchiate per altri 10 film.

Donna Detective
Continuano i problemi di poliziotta e madre di famiglia dell’ispettrice Lisa (Lucrezia Lante della Rovere). Mentre lei è alla caccia di un omicida, il marito medico si ammala.

Peccati
Monica Setta (foto) continua a indagare sui sette peccati capitali. Il peccato odierno è l’invidia, un sentimento non solo femminile. Ne parlano Daniela Santanchè e Katia Ricciarelli.

Hero
Nel 300 guerra per la conquista della Cina. Un guerriero s’inserisce nella lotta delle fazioni. Il più grande regista cinese (Zang Yimou) e il divissimo del kung fu (Jet Li). Come sbagliare?

RAI UNO
6.45 Unomattina. Condotto da Michele Cucuzza, Eleonora Daniele Verdetto Finale. Condotto da Veronica Maya Appuntamento al cinema Occhio alla spesa. Condotto da Alessandro Di Pietro Che tempo fa - TG1 La prova del cuoco. Condotto da Elisa Isoardi TG1 - TG1 Focus TG1 Economia Bontà sua - Incontri tra contemporanei Festa Italiana “Ospite: Roberto Fiacchini”. Condotto da Caterina Balivo La vita in diretta. Condotto da Lamberto Sposini TG Parlamento - TG1 Che tempo fa (all’int.) L’eredità TG1 Soliti ignoti Donna Detective - seconda stagione “Il giovane Ufficiale” “Le forchette” con Lucrezia Lante della Rovere, Kaspar Capparoni TG1 Porta a Porta “Intervista esclusiva al figlio di Pietrino Vanacore”. Condotto da Bruno Vespa TG1 Notte - TG1 Focus Che tempo fa Appuntamento al cinema

RAI DUE
7.00 9.00 Cartoon Flakes Cercasapori Sms Consumatori “Alla scoperta dei tesori enogastronomici della regione Abruzzo” Cult Book Classic “24 aprile 1915: giornata della memoria - genocidio armeno” Meteo 2 TG2punto.it I Fatti Vostri TG2 Giorno - TG2 Costume e Società Medicina 33 Il fatto del giorno. Condotto da Monica Setta Italia sul due La Signora del West “La mandria - prima parte” Meteo 2 (all’int.) TG2 Flash L.I.S. Dalla Sala Nervi Concerto offerto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Sua Santità Benedetto XVI in occasione dell’anniversario del Pontificato TG2 L’isola dei Famosi L’isola e poi.... Condotto da Linda Santaguida Il Lotto alle Otto TG2 - 20.30 Annozero “Lo scontro tra Berlusconi e Fini”. Condotto da Michele Santoro TG2 Peccati - I 7 vizi capitali “Invidia”. TG Parlamento

RAI TRE
8.00 8.15 9.15 RAI News 24 Morning News La Storia siamo noi “Stalin - Il tiranno” Dieci minuti di... programmi dell’accesso “Ass. per il cinema e il turismo: XII Edizione del Festival Europeo del Cinema amatoriale e semiprofessionale” FIGU Cominciamo Bene Prima “Ospite: l’attore Elio Pandolfi” Cominciamo bene Oliviero Beha è Brontolo TG3 - Rai Sport Notizie - Meteo 3 TG3 Chièdiscena Le storie Julia TG Regione - Meteo TG3 - Meteo 3 TGR Leonardo - Neapolis - TG3 Flash L.I.S. La TV dei ragazzi Dal Senato della Repubblica Question time - Interrogazioni a risposta immediata (D) Cose dell’altro Geo Geo & Geo TG3 - TG Regione - TG Regione Meteo - Blob Il principe e la fanciulla Un posto al sole TG3 Law & Order “Soldato Garcia” “Odio razziale” “Affronta e guarisci” con Sam Waterston Parla con me “Ospite: Edoardo Nesi” TG3 Linea notte

CANALE 5
6.00 7.55 7.57 7.58 8.00 8.40 Prima Pagina Traffico Meteo 5 Borsa e Monete TG5 Mattina Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Paolo Del Debbio TG5 - Ore 10 (all’interno) Forum TG5 Meteo 5 Beautiful CentoVetrine Uomini e Donne. Condotto da Maria De Filippi Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara D’Urso TG5 Minuti (all’interno) Chi vuol essere milionario TG5 Meteo 5 Striscia la Notizia La voce dell’influenza. Condotto da Ficarra e Picone R.I.S. Roma - Delitti imperfetti “Il giorno del processo” “Hacker e cracker” con Euridice Axen Terra! “Un viaggio/inchiesta all‚interno delle sovraffollate carceri italiane” TG5 - Notte - Meteo 5 Striscia la Notizia La voce dell’influenza. Condotto da Ficarra e Picone (Replica) Mediashopping

ITALIA UNO
6.40 Cartoni animati 8.50 Capogiro 10.35 Grey’s Anatomy “Fuggire o restare” “Ho perso il mio credo” 12.25 Studio Aperto - Meteo 13.02 Studio Sport 13.37 MotoGP - Quiz 13.40 American dad “Campo profughi” 14.05 La Pupa e il Secchione - Il Ritorno 14.20 I Griffin “Baciami stupido” 14.45 I Simpson “Promontorio della paura” 15.10 Kyle XY “Una magica serata” 16.10 Zack e Cody al Grand Hotel “Attori per caso” con Dylan Sprouse 16.55 Zoey 101 “Vecchi e nuovi amori - 1a parte” 17.30 Cartoni animati 18.30 Studio Aperto - Meteo 19.00 Studio Sport - Sport Mediaset Web 19.30 La vita secondo Jim “Fluffy, una cavia in famiglia” 20.05 I Simpson “Incertezze (diatriba) di una casalinga arrabbiata” 20.30 CentoxCento 20.55 Calcio, UEFA Europa League 2009/2010 Semifinale gara di ritorno Liverpool - Atletico Madrid (Diretta) 23.05 UEFA Europa League Speciale 23.30 Mai dire Pupa 0.00 Chiambretti Night Ultima puntata “Ospite: Boy George” 1.40 Dietro le quinte “Squadra molto speciale”

RETE QUATTRO
6.35 7.05 7.55 8.50 10.15 11.30 12.00 12.02 12.55 13.50 14.05 15.10 16.15 16.40 Mediashopping Magnum P.I. “Sulla cresta dell’onda” Charlie’s Angels “Angeli in mare” Nash Bridges “El diablo” con Don Johnson Carabinieri 4 “Annata di pregio” TG4 - Meteo Vie d’Italia notizie sul traffico Distretto di Polizia 3 “La morte di Angela” Un detective in corsia “Uccidimi se puoi” Il tribunale di Forum Anteprima Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum Wolff “Prova di resistenza” Sentieri Le miniere di Re Salomone (Avventura, 2004) con Patrick Swayze, Alison Doody. Regia di Steve Boyum. TGCom - Vie d’Italia notizie sul traffico (all’interno) TG4 - Meteo Tempesta d’amore Walker Texas Ranger “La lunga marcia” con Chuck Norris Nati con la camicia (Avventura, 1983) con Bud Spencer, Terence Hill. Regia di E.B. Clucher . Cinema Festival Hero (Azione, 2003) con Jet Li, Tony Leung Chiu Wai. Regia di Yimou Zhang. TG4 Rassegna Stampa

LA 7
6.00 TGLa7 - Meteo Oroscopo - Traffico Informazione Omnibus Omnibus Life. Condotto da Tiziana Panella, Enrico Vaime Punto TG 2’ Un Libro Matlock “Il motociclista” “L’agente di cambio” con Andy Griffith TG La7 - Sport 7 The District “Il mamba nero” con Jonathan LaPaglia Bengasi (Guerra, 1942) con Fosco Giachetti, Vivi Gioi. Regia di Augusto Genina. Atlantide storie di uomini e di mondi “I segreti della Città Proibita”. Condotto da Greta Mauro Relic Hunter “La pietra runica” con Tia Carrere Crossing Jordan “Buio totale” TG La7 Otto e mezzo “Confronto tra Paolo Bonaiuti e Rosy Bindi” S.O.S. Tata “Famiglia Vitrani” “Famiglia Bello” S.O.S. - Adolescenti istruzioni per l’uso (Repl.) Victor Victoria - Niente è come sembra “Ospiti: Rocco Papaleo e Simona Cavallari”. TG La7 Prossima Fermata “Ospite la cantautrice Paola Turci”.

10.00

7.00 9.15

10.50 11.00

9.45

10.10 10.15 10.25

11.25 12.00

10.00 11.00 13.00

9.25 9.30

13.30 14.00 14.10 14.30

14.00

10.10 11.30 12.00 12.25 12.45 13.10 14.00 14.50 15.15 16.00

11.00 13.00 13.39 13.41 14.10 14.45

12.30 13.05

14.05

14.45 16.10

16.15

16.00

16.15

17.05 17.10

18.50 20.00 20.30 20.31

18.00 19.00 20.00 20.30

18.50 20.00 20.30 21.10

18.40 19.00 19.50 20.00 20.30 21.05

17.00 17.50 19.00 20.15 20.35 21.05 21.10

21.11

18.55 19.35 20.30

21.10

21.10

23.15

23.15 23.20

23.30

0.10

0.31 1.01

23.30 23.35

0.55 1.25 1.30

23.20 23.35 1.15

23.20 0.00

1.15 1.35

1.33

1.25

LE ALTRE EMITTENTI
Rai 4
17.25 L’Isola dei famosi Plus 18.50 The Dead Zone “L’uomo ombra” 19.40 Streghe “L’amico immaginario” con Holly Marie Combs 20.30 L’Isola dei famosi Plus 21.10 Linea mortale (Drammatico, 1990) con Kevin Bacon, Julia Roberts. Regia di Joel Schumacher. 23.05 Eureka 7 23.30 Code Geass - Lelouch of the rebellion 23.55 Supernatural “La casa delle bambole” “Un’insolita rapina” con Jared Padalecki 1.25 Altered (Horror, 2006) con Misty Rosas, Paul McCarthyBoyington. Regia di Eduardo Sánchez. 2.55 The Dead Zone “L’uomo ombra” con Anthony Michael Hall

MTV
7.05 8.00 8.30 9.00 10.00 12.00 13.05 14.05 15.05 16.00 18.00 19.05 20.00 20.05 21.00 Biorhythm Boiling points Pimp my Ride The Hills Only Hits Lovetest Made “Ice Hockey Player” Scrubs My TRL Video Only Hits Lovetest Paris Hilton’s My New BFF MTV News Scrubs 10 Cose che odio di te “Non sono un cactus” Greek - La confraternita “Amici o nemici?” Skins “Thomas” con Joseph Dempsie Speciale MTV News The Osbournes “The show must go Oz!” “La Jackmobile”

Deejay Tv
6.00 9.30 10.00 12.00 13.30 13.45 13.55 14.00 15.00 15.30 16.55 17.00 18.00 19.00 19.30 20.30 20.35 21.15 21.45 22.00 23.30 23.40 0.10 1.10 2.10 Coffee & Deejay Deejay Hits Deejay chiama Italia Deejay Hits The Club Via Massena Deejay TG F.A.Q. M2.0 50 Songs Deejay TG Rock Deejay The Flow The Life & Times of Tim F.A.Q. Deejay TG Nientology Deejay Today Via Massena Deejay chiama Italia Via Massena Nientology The Club Rock Deejay by Night Deejay Night

7 Gold
7.50 12.30 14.05 14.20 18.00 19.00 21.10 TG7 TG7 - TG7 Sport Viaggiando TV Pomeriggio con Casalotto Ai confini dell’Arizona TG7 - TG7 Sport Casalotto (all’int.) Buonasera, signora Campbell (Commedia, 1968) con Gina Lollobrigida, Shelley Winters. Regia di Melvin Frank. CNR TV News

Iris
19.06 Anica Flash 19.09 I Soprano “Cocaina” 20.10 C.S.I. “La staffetta” con William Petersen 20.53 TGCom - TGCom Cinema e dintorni 21.03 I Figli del Secolo (Biografico, 1999) con Juliette Binoche, Benoît Magimel. Regia di Diane Kurys. 23.20 C.S.I. Miami “Fratelli di sangue” “La zona d’ombra” con David Caruso 0.51 Anica Flash - TGCom 0.55 Oz “Compagni di letto” 1.40 TGCom

23.20

Odeon
Odeon24 News Odeon 24: L’altra Televisione 8.45 Odeon 24: Con i piedi per terra 9.25 Odeon 24: Videocommunity 9.30 Odeon 24: Blu Sport 10.00 Odeon 24: Safe Drive 10.30 Odeon 24: Contech 7.00 7.30

21.30

11.00 Odeon 24: Italia oh! 11.30 Odeon 24: Missione relitti 12.00 Odeon 24: Blu Sport 12.25 Odeon 24: Videocommunity 12.30 Odeon24 News 13.00 Odeon 24: Blu Sport 13.30 Odeon 24: Safe Drive 14.00 Odeon 24: Contech 14.30 Odeon 24: Italia oh! 15.10 Odeon24 News 15.25 Odeon 24: Videocommunity 15.30 Odeon 24: Odeon Shopping 18.00 Odeon 24: Samp TV 20.00 Superbike TV 20.40 Il campionato dei campioni 23.30 Odeon 24: Superbike TV

14.35 Shopping in Poltrona 18.00 Io tubo - TL Sera 19.00 Pillole di Tuttaunaltramusica 19.15 TGL - QSVS sera 20.30 Iceberg Lombardia 23.00 Viavai 23.15 TGPMI - Io tubo

Antenna 3
7.00 8.00 9.00 12.04 13.00 18.30 19.00 19.45 19.50 20.30 23.15 23.30 Speciale Sport Telemattina Shopping in Poltrona Orario continuato Shopping in Poltrona Io tubo Azzurro Italia news TG Economia A3 per te Azzurro Italia TG Notte Dodici minuti utili

22.30 23.30 0.00

Telelombardia
Buongiorno Lombardia 9.30 Shopping in Poltrona 13.03 Orario continuato 13.45 QSVS News 7.00

TelePadania
20.30 21.07 21.15 21.28 21.58 TG Nord TG Sport Da Nord a Nord TG Politica TG Mondo

SPETTACOLI TV

Giovedì 29 aprile 2010

41

a cura di Giorgio Carbone

Premium Cinema ore 21

I PROGRAMMI DELLA GIORNATA Cinema Mania ore 21.05 Cinema Max ore 21.03

Universal ore 23.05

300
Battaglia delle Termopili. 300 spartani contro un milione di persiani. Solo per l’intervento di un traditore i 300 perdono. Peplum non ignobile da un fumetto di Frank Miller.

The queen
Estate del 1997. Muore la principessa Diana. Su consiglio del ministro Blair, la regina presenzia ai funerali. Grande performance di Helen Mirren, molto più regale della vera Elisabetta.

Fuori in 60 secondi
Un ex ladro d’auto è costretto a tornare ai furti per salvare la pelle al fratello. Con quella faccia da tarlucco Nicolas Cage dovrebbe rubare 50 auto in 3 giorni. Ma chi ci crede?

Full Metal jacket
Alcune reclute prima di partire per il Vietnam sono sottoposte a un feroce training. Chi ce la fa, non ce la farà in Vietnam. Stanley Kubrick toccò tutti i generi. E sempre fece il capolavoro.

I FILM
16.10 Conspiracy SCH Con Val Kilmer 16.10 Il decimo uomo MGM Con Anthony Hopkins 16.15 Good night, and good luck. SCMa Con David Strathairn 17.00 I Love Shopping SC1 Con Isla Fisher 17.20 Open Water SCM Con Blanchard Ryan 17.35 Weather Girl SCF Con Tricia O’Kelley 17.36 Io speriamo che me la cavo C Con Paolo Villaggio 17.45 Davanti agli occhi SCH Con Uma Thurman 17.50 Broadway Danny Rose MGM Con Mia Farrow 17.55 Balla coi lupi SCMa Con Kevin Costner 18.45 Il destino di un cavaliere SCM Con Heath Ledger 18.50 Tesoro, sono un killer SC1 Con Rick Kavanian 19.15 Pentagram MGM Con Tracy Griffith 19.20 Se mi guardi mi sciolgo SCF Con Ashley Tisdale 19.24 Thursday C Con Thomas Jane 19.25 My Zinc Bed SCH Con Paddy Considine 21.00 Il cosmo sul comò SCF Con Aldo Baglio 21.00 Inside Man MGM Con Denzel Washington 21.00 Quello che gli uomini non dicono C Con Jean-Pierre Bacri 21.02 Prima visione Push SC1 Con Colin Ford 21.03 Fuori in 60 secondi SCM Con Robert Duvall 21.05 The Queen SCMa Con Helen Mirren 21.18 Be cool SCH Con John Travolta SCF 22.45 Madagascar 2 22.52 Birdy - le ali della libertà SCMa Con Matthew Modine 23.00 The Lodger - Il Pensionante SC1 Con Alfred Molina 23.03 Prima visione Divine C Tre modelle bambine 23.05 Kung Fu Killer Volume 1 SCM Con David Carradine 23.10 Il grande coltello MGM Con Jack Palance 23.20 Pulp Fiction SCH Con John Travolta 0.09 Il tempo dei gitani C Con Davor Dujmovic 0.35 Questa volta mi sposo SCF Con Genie Francis 0.45 88 Minuti SCM Con Al Pacino

LO SPORT
11.30 Calcio, Serie A 2009/2010 SP1 Juventus - Bari (Sintesi) 11.30 Rugby, Guinness Premiership Saracens - Harlequins (Sint.) SP2 12.00 I Signori del Calcio (Repl.) SP1 12.00 Tennis, WTA Tour 2010 Stoccarda: giorno 3 (Repl.) ES 12.30 Il favoloso mondo degli AzSP2 zurri (Repl.) 13.00 Rubrica Euro Numeri (Repl.) SP1 13.00 Wrestling WWE Experience SP2 Episodio 43 (Repl.) 13.00 Tennis, ATP World Tour Masters Roma: ottavi di finale (D) SP3 13.30 Goal deejay Ep. 27 (Repl.) SP1 14.00 Basket, NBA Playoff Game 5 SP2 Utah - Denver (Replica) 14.00 Tennis, WTA Tour 2010 Stoccarda: ottavi di finale (Diretta) ES 14.02 Calcio, UEFA Champions League Barcellona - Inter (Replica) SP1 15.45 Biliardo, Snooker Campionato del Mondo Semifinali (Diretta) ES 16.00 Calcio, Serie A 2009/2010 Napoli - Fiorentina (Sintesi)SP1 16.00 Golf, PGA European Tour 2010 Open de Espana: 1a giornata SP2 (Diretta) 16.30 Calcio, Serie A 2009/2010 Juventus - Lazio (Sintesi) SP1 17.00 Calcio, Serie A 2009/2010 SP1 Cagliari - Milan (Sintesi) 17.30 Calcio, Serie A 2009/2010 SP1 Inter - Bologna (Sintesi) SP1 18.00 Futbol Mundial (Repl.) 18.00 Tennis, WTA Tour 2010 Stoccarda: ottavi di finale (Diretta) ES 18.30 Goal deejay Ep. 27 (Repl.) SP1 18.30 Il favoloso mondo degli AzSP2 zurri (Repl.) SP1 19.00 Euro Calcio Show (Dir.) 19.00 Rubrica Wrestling WWE ExpeSP2 rience Episodio 43 (Repl.) ES 19.00 Rubrica Eurogoals Flash 19.10 Tennis, WTA Tour 2010 Stoccarda: ottavi di finale (Diretta) ES 19.30 Rubrica Numeri Uefa SP1 Champions League 20.00 I Signori del Calcio (Repl.) SP1 20.00 XXI Giochi Olimpici Invernali Sci Alpino: Slalom M (Replica) SP2 20.00 Biliardo, Snooker Campionato del Mondo Semifinali (Diretta) ES 21.05 Calcio, UEFA Champions League Barcellona - Inter (Replica) SP1 22.00 Basket, NBA Playoff Game 5 SP2 Utah - Denver (Replica) 22.30 Euro Calcio Show (Repl.) SP3 23.00 Pro Wrestling Vintage Collection - Undertaker (Usa) - KaES ne (Usa) 23.02 Premier League World SP1 23.02 Calcio, UEFA Champions League Olympique Lione - Bayern SP3 Monaco (Replica) 2.00 Basket, NBA Playoff Game 6 S. Antonio - Dallas (Dir.) SP2
HD Canale disponibile anche in alta definizione

TELEFILM
20.05 C.S.I. Miami FC “Pugnalate alle spalle” DY 20.15 Il mondo di Patty 20.28 La tata “Fumetti e follia con tata FL in giuria” FR 20.30 I Jefferson 20.42 La vita secondo Jim “Ballando con uno sconosciuto” F NCK 20.45 The Troop 21.00 C.S.I. FC “Il ritorno del Dr. Jeckyll” 21.00 Ghost Whisperer FL “Fantasmi alla radio” FR 21.00 Hazzard 21.10 Dollhouse F “Scambio di personalità” 21.20 The Sleepover Club DY “Il rifiuto della divisa” DY 21.45 Quelli dell’intervallo 21.55 White Collar FC “Il lancio della moneta” DY 21.55 Quelli dell’intervallo 22.00 Hazzard “Buon Natale Boss” FR F 22.04 Lie to Me “Il tradimento” DY 22.40 Fiore e Tinelli FC 22.50 Numb3rs “La setta” 22.58 Dr. House - Medical Division F “Consenso informato” FR 23.00 I Jefferson FL 23.05 Castle “L’ultima canzone” 23.05 The Sleepover Club DY “Ciack si gira” CN 23.20 My Spy Family

SHOW E DOCUMENTARI
D 19.00 Come è Fatto 19.00 Riparazioni impossibili NGC “Un’antenna gigante” 19.00 Invenzioni impossibili “Le fortezze inespugnabili” THC D 19.30 Come è Fatto 20.00 David Letterman Show “Ospiti: Robert Downey Jr. & Ok SKU Go” D 20.00 Top Gear 20.00 Indagini ad alta quota NGC “Atterraggio in mare” 20.00 WWII - Gli archivi ritrovati THC “Sull’orlo dell’abisso” 21.00 Celebrity Make Over SKU “Brigitte Nielsen” D 21.00 Top Gear “Episodio 9” 21.00 La guerra dei Generali “La NGC battaglia di Singapore” THC 21.00 A caccia di misteri 21.55 Reparto Maternità FL Bologna 22.00 Celebrity Make Over SKU “Brigitte Nielsen” 22.00 Miti da sfatare “Episodio 2” D 22.00 Mengele. Nidiata infernaleNGC 22.00 La storia dell’Universo THC “Messaggeri dello spazio” 22.31 Reparto Maternità FL Bologna D 23.00 Da Vinci reloaded 23.00 Interpol: detectives senza NGC confini “Il caso Walker”

RAGAZZI
17.20 17.35 17.50 18.00 18.20 18.25 18.45 19.10 19.35 19.50 20.50 21.10 21.15 21.30 21.40 21.55 22.05 22.25 22.30 22.50 22.55 23.20 23.30 23.45 23.45 23.53 23.55 Super Hero Squad Show NCK I Simpson “Viva Ned Flanders” F Fan Boy e Chum Chum NCK Futurama F “Il gioco del “Se fossi” 2” CN Bakugan I Simpson “Non per soldi ma per F preghiere” CN Teen Titans CN Ben 10: Forza Aliena CN The Batman I Simpson “Lisa viene a parole” “E’ nata una stella... di nuovo” F Le nuove avventure di CN Scooby Doo NCK Spongebob CN Shin-Chan NCK Spongebob Gli amici immaginari di casa CN Foster NCK Spongebob CN Titeuf NCK Johnny Test CN Hero 108 NCK Avatar CN I Fantastici 4 NCK Mix Master DY Pucca NCK Picchiarello CN Titeuf I Simpson F “Bart mini maggiorenne” DY Pucca

CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE
Joi
19.00 E alla fine arriva mamma! “Lo schiaffone” con Alyson Hannigan 19.26 Dr. House “Gioia al mondo” con Hugh Laurie 20.14 Law & Order - Criminal Intent “Trappola” 21.00 The Mentalist “Rosso rubino” “Throwing Fire” con Simon Baker 22.33 Friday Night Lights “Ricominciare” con Kyle Chandler 23.15 Ultra “Ascolta il tuo coach” 23.25 Friday Night Lights “Un vero leader” con Kyle Chandler 0.07 Ultra “Storie di provincia” 0.18 The District “Fine di un’epoca” con Jonathan LaPaglia 1.05 The Forgotten “Sfidare la sorte” con Christian Slater 1.21 La sconosciuta (Drammatico, 2006) con Xenia Rappoport, Michele Placido. Regia di Giuseppe Tornatore. 2.15 Il Dottor Stranamore (Grottesco, 1964) con Peter Sellers, George C. Scott. Regia di Stanley Kubrick.

Steel
18.20 Hamburg Distretto 21 “Il vestito strappato” “Codice rosso” con Thomas Scharff 20.10 Warehouse 13 “Benvenuti al Magazzino 13 - seconda parte” con Eddie McClintock 21.00 Halloween - La resurrezione (Horror, 2002) con Jamie Lee Curtis, Brad Loree. Regia di Rick Rosenthal. 22.40 Being Human “Primo episodio 2a serie” “Secondo episodio - 2a serie” con Russell Tovey 0.45 Terminator: The Sarah Connor Chronicles “Obiettivo: Martin Bedell” con Lena Headey

Premium Calcio
20.30 Studio UEFA Europa League (Dir.) 21.05 Diretta UEFA Europa League 2009/2010 (Diretta) € 8 23.00 Studio UEFA Europa League (Dir.) 23.48 Calcio, UEFA Europa League Liverpool - A. Madrid (Replica)

Premium Calcio 1
21.05 Calcio, UEFA Europa League Liverpool - A. Madrid (Dir.) € 8

Premium Calcio 2
21.05 Calcio, UEFA Europa League Fulham - Amburgo (Diretta) € 8

Studio Universal
19.44 Viaggio nel cinema americano “Evento Auditorium Ethan Hawke” 20.25 Alfred Hitchcock presents “Ritratto di Jocelyn” 21.00 Qualcuno sta per morire (Thriller, 1991) con Bill Paxton, Cynda Williams. Regia di Carl Franklin. 23.05 Full Metal Jacket (Guerra, 1987) con Matthew Modine, Adam Baldwin. Regia di Stanley Kubrick. 1.05 Under the Influence “John Leguizamo” 1.35 I 3 dell’Operazione Drago (Azione, 1973) con Bruce Lee, John Saxon. Regia di Robert Clouse.

Mya
19.53 Mya Mag “Material Girl - Sophie Paquin - Vita da ufficio” 20.10 Close to home “Quadruplo omicidio” con Jennifer Finnigan 21.00 Whatever Lola Wants (Commedia, 2007) con Achmed Akkabi, Milia Ayache. Regia di Nabil Ayouch. 22.57 The Closer “Trasformazione” con Kyra Sedgwick 23.46 Dirt “What to expect when you’re expecting” con Courteney Cox 0.35 Side order of Life “Comunque, di chi è questo sperma?” con Marisa Coughlan

Premium Cinema
18.50 La terza stella (Commedia, 2005) con Alessandro Besentini, Francesco Villa. Regia di Alberto Ferrari. 20.25 Zoom “Fantasia d’autore” 20.35 Stalking con Paul Dichter 21.00 300 (Storico, 2006) con Gerard Butler, Lena Headey. Regia di Zack Snyder. 23.02 Red Carpet “Speciale Mostra Kubrick” 23.25 Eyes wide shut (Drammatico, 1999) con Tom Cruise, Nicole Kidman. Regia di Stanley Kubrick.

LEGENDA
C Cult CN Cartoon Network D Discovery Channel HD ES Eurosport HD DY Disney Channel F - FR Fox HD - Fox Retro FC Fox Crime HD

FL Fox Life MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon NGC National Geographic HD RSP Rai Sport Più SC1 Sky Cinema 1 HD SCF Sky Cinema Family

SCH Sky Cinema Hits HD SCMa Sky Cinema Mania SCM Sky Cinema Max HD SP1 Sky Sport 1 HD SP2-3 Sky Sport 2 HD - 3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel

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42

::: Sport
Sms
Alessandra Menzani: «Simona Ventura, è vero che c’era anche lei trai tifosi di Barcellona-Inter?». Ventura: «Yess, un’atmosfera pazzesca».

L’ex che voleva la Coppa

EUROPA LEAGUE Stasera semifinali di ritorno
Si decidono stasera le due finaliste di Europa League. L’Amburgo, fresco di esonero del tecnico Labbadia, ospita il Fulham dopo lo 0-0 di Londra. Nell’altra semifinale, il Liverpool prova a ribaltare il ko 1-0 subito in casa dell’Atletico Madrid. Finale ad Amburgo il 12 maggio.

La miglior partita di Ibra ...da interista: grazie tante e addio

 La miglior partita nerazzurra di Ibra. Non ci sono dubbi. Ha lasciato Milano, lo svedese, perché voleva vincere la Champions con i più forti, gli spagnoli che ricamano calcio meglio di tutti. Se n’è andato e con i soldini incassati Moratti e i suoi hanno preso Milito, Motta, Sneijder, Eto’o, Lucio e poi Pandev. Vediamo, chi ci ha guadagnato? L’Inter, che ha cuore, grinta e “movimenti” difensivi impressionanti. Una vittoria “all’italiana” per una squadra con pochissimi italiani. E Ibra niente: surclassato dai suoi ex compagni, sostituito, “uomo in meno”, umiliato da chi lo rispetta ma non lo rimpiange. Certo ora non più. La remuntada? De la tu nonna...
FABRIZIO BIASIN

Barcellona

6
Victor Valdes
Inoperoso, visto che il Barcellona tiene il pallino in mano e il baricentro alto, pur senza pungere. Spettatore non pagante di uno spettacolo da dimenticare.

5
Dani Alves
Tocca meno palloni rispetto all’andata, ma riesce a sbagliarli tutti o quasi. Il furetto brasiliano è timido, come se fossero Zanetti e Chivu quelli da tenere d’occhio e non viceversa.

7
Piqué
Senza Puyol, deve tenere in ordine il reparto e tappare le falle di una squadra senza molto equilibrio. Splendido un recupero in velocità su Sneijder. Finisce da punta e segna un gol da fenomeno.

5.5
Touré
La manovra parte spesso dai suoi piedi, e per il Barça non è un bene. Dà una mano a centrocampo e ogni tanto lascia sguarnita la difesa: è il simbolo della confusione tattica dei suoi.

5.5
Gabriel Milito
Terzino solo per emergenza, e i piedi poco educati lo rivelano subito. Pensa a difendere, si incrocia col fratello (dal 1’ st Maxwell 5.5: spinge con poca convinzione e non cambia il match).

5.5
Xavi
Il più intelligente dei suoi: lo si vede dalle piccole cose, un’apertura, una verticalizzazione. Intorno a lui, però, c’è il vuoto e i ritmi troppo lenti sono un po’ sulla sua coscienza.

di C. BRIGLIADORI

IN CERCA DEL TRIS

CHAMPIONS LEAGUE

E ora al Bernabeu per un trionfo che manca dal ’65
MILANO L’Inter torna in finale di Champions dopo 38 anni (nel ’72 la sconfitta con l’Ajax per 2-0) ed è a un passo dal trionfo che manca dal 1965 quando il club di Moratti senior si impose 1-0 sul Benfica. È la quinta volta che la società di via Durini riesce ad arrivare in fondo alla massima competizione europea; nelle altre due occasioni trionfò con il Benfica (1964) e venne battuto dal Celtic (1967). Avversario da superare il prossimo 22 maggio il Bayern, da sempre ostico. Quattro i precedenti con i bavaresi: 1 vittoria, 1 pareggio e 2 sconfitte (la più clamorosa negli ottavi di Coppa Uefa ’89 per 3-1 a San Siro dopo l’andata vinta in Germania per 2-0 con un incredibile gol di Berti). Se allarghiamo i precedenti in Coppa Campioni contro il resto delle tedesche (Dortmund, Moenchengladbach, Leverkusen, Werder) i nerazzurri dovrebbero dormire sonni tranquilli considerato lo score: 4 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte. MATTEO MAGRI

Impresa al Nou Camp: in dieci dal 28’ (affrettata espulsione di Motta), i nerazzurri “all’italiana” perdono 1-0 (Piqué) e guadagnano una finale strameritata. Ora il Bayern
::: TOMMASO LORENZINI
BARCELLONA

L’Inter sBarça a Madrid
BARCELLONA-INTER 1-0
RRETE: 39’st Piqué. BARCELLONA (4-3-3): Victor Valdes; Dani Alves, Piqué, Touré, Gabriel Milito (1’ st Maxwell); Xavi, Busquets (18’st Jeffren), Keita; Messi, Ibrahimovic (18’st Bojan), Pedro. All. Guardiola. INTER(4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; Cambiasso, Thiago Motta, Chivu; Sneijder (21’st Muntari); Eto’o (41’st Mariga), Milito (36’st Cordoba). All. Mourinho. ARBITRO: De Bleeckere (Bel). NOTE: espulso al 28’pt Thiago Motta (gomitata), ammoniti Pedro, Julio Cesar, Chivu. sortita dell’Inter è al 15’, timido traversone di Chivu. Il problema è tener palla: si cerca tanto Milito, sempre raddoppiato, mentre Eto’o si defila troppo sulla destra. Al 22’ Pedro dà l’illusione del gol con un tiro al volo, prima occasione vera. Ma la botta a Josè la dà al 28’De Bleeckere (mister cartellino: in 94 gare da lui arbitrate ci sono 23 rossi tra cui quello di Materazzi a Liverpool, e 359 ammonizioni), sicuramente condizionato dal clima costruito ad hoc: Thiago Motta, già ammonito, tiene lontano Busquets con una mano, toccandolo al viso. Lo spagnolo cade neanche fosse un colpo di doppietta e poi di nascosto guarda cosa succede: poteva starci il giallo, oppure il belga poteva sorvolare promettendolo al successivo. Invece è un esagerato rosso all’interista. E parlavano di furto al Meazza. In meno di quaranta minuti, Mou deve ridisegnare la squadra per la seconda volta; Messi prova a trovare il colpo del ko e al 32’ si inventa un sinistro a giro che esalta Julio Cesar, superbo. Ma i nervi sono per tutti a fior di pelle e gli interisti si infiammano quando Sneijder rimane a terra nella metà campo blaugrana e l’azione di casa non si ferma che con una punizione per fallo su Messi. Si va al riposo sullo 0-0, con una partita chiara e allo stesso tempo tutta da decifrare, soprattutto per il Barça che non trova il bandolo della matassa neppure nella ripresa. Eto’o si sacrifica da quinto difensore largo a sinistra, i catalani ci provano con due tiri da fuori, di Dani Alves e Touré: inguardabili. Al 62’ entrano Bojan per Ibra (inutile, come all’andata) e Jeffren per Busquets. Guardiola prova a cambiar faccia e velocità alla squadra. Non succede, la manovra resta lenta, passaggi da torello e mai in profondità. Ma che Barça è questo? Non certo quello del “triplete”. Mentre l’Inter sembra non aver mai chiuso la partita dell’andata: mentalità, sacrificio, vender cara la pelle. E quando messi si ricorda di aver i piedi, serve Bojan che sbaglia da due metri. È il preludio al gol: Piqué si libera in area e insacca. Il Camp Nou si incendia come un vulcano, mancano 7 minuti di fuoco che guizza alto quando il Barcellona segna ancora ma l’arbitro annulla per un dubbio mani. È l’ultimo sussulto, L’Inter è in finale. Applausi a chi ha scritto il copione.

 Impresa. Un’ora in dieci al Camp Nou, in un inferno blaugrana, ma l’Inter non si scioglie, pur soffrendo come un condannato a morte; catenaccio di lusso e meritatissimo pass per Madrid. Mourinho voleva riproporre lo stesso modulo dell’andata ma Pandev, in lacrime, non ce la fa per il problema muscolare rimediato otto giorni fa. Dentro allora Chivu a centrocampo, davanti a Zanetti, per un 4-42 forse mai provato prima. Il Barça parte schiacciando, si sapeva, ma la sensazione è che i nerazzurri avessero preparato un’altra partita. Eppure la banda dello Special tiene, con la testa, con il cuore, con i denti: Lucio strappa anche la maglia a Ibra. Tutti attendono Messi, che però si fa vedere solo per uno sgambetto in ritardo ancora su Maicon (dopo la spallata gratuita e rompidenti di San Siro) che si fa male alla spalla destra sbattendo contro i cartelloni. Alla faccia del fair play, più che Pulce una peste. La prima

7
Julio Cesar
Il Barça attacca male, ma al primo vero pericolo risponde alla grande su Messi. De Bleeckere lo ammonisce per perdita di tempo (al 35’...). Sicuro nella bolgia finale.

6.5
Maicon
Si pizzica ancora con Messi, questa volta senza rimetterci i denti. Sale un paio di volte negli spazi, per il resto se la vede con Pedrito El Drito e lo tiene a bada, ma è distratto sul gol di Piqué.

8
Lucio
Elastico, resistente e a reazione istantanea. Il brasiliano è un fenomeno della fisica, oltre che del calcio. Svetta, rincorre, dà spallate che è un piacere. In una parola: insormontabile.

8
Samuel
Attentissimo, usa il bisturi negli anticipi e la clava nei contrasti. Con Lucio, in queste condizioni di forma psico-fisiche, forma la miglio coppia difensiva d’Europa.

7
Zanetti
Con Messi aveva un conto in sospeso: doveva ancora insegnargli come si può fermare un extra-terrestre con la forza dell’esperienza e del cuore. Lezione finita al Camp Nou.

7.5
Cambiasso
In orizzontale e in verticale, è il più lesto a chiudere i varchi, a raddoppiare e a pressare. Decisivo sia nel bloccare Xavi sia, quando serve, nel disinnescare Messi.

5.5
Thiago Motta

Il primo giallo è giusto e arriva troppo presto. Il ros so (diretto) è un’invenzio ne: la gomitata a Busquet la vede solo De Bleecker Di solito è troppo falloso questa volta non ha colpe.

SPORT

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Gli spogliatoi

::: BARCELLONA
 «Una squadra di eroi. Gli altri parlavano di lasciare la pelle, noi abbiamo lasciato il sangue. Quando abbiamo visto le maglie che preparavano abbiamo capito che avevano paura». Josè Mourinho, al termine della sfida è commosso. «Con il Barça è difficile in 11, in 10 è un’impresa storica. Pensavo di aver toccato il massimo dell’empatia con i tifosi del Chelsea, ma con quelli dell’Inter è ancora di più. Sono innamorato di loro e dell’Inter, non del calcio italiano: lo rispetto, ma non lo amo. Ora pensiamo alla “finale” con la Lazio». Javier Zanetti: «In questo ambiente pesante siamo stati un grande gruppo». Raggiante Massimo Moratti: «Che intelligenza i giocatori. Mou è stato fenomenale. Triplete? Spero nel passaggio di consegne», ride.

La lezione di Josè: «Dato il sangue» Moratti: «Fenomenali»

0 INTER 1

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Commento

5
Busquets
Fa fesso l’arbitro fingendo di essere stato matato da Motta. In realtà era poco più di un buffetto e il catalano fa una gran brutta figura (dal 18’ st Jeffren 5.5: può poco, doveva entrare prima).

5
Keita
Poco arrosto e a dir la verità nemmeno tanto fumo. Al posto suo doveva esserci Iniesta, e solo questo basta a far capire quanto è andata di lusso all’Inter. Statico ed impacciato.

5
Messi
Sembra il Ronaldinho del 2006: devastante fino a marzo, in apnea fino a giugno. Un bel sinistro dal limite, provoca i gialli di Motta e Chivu. Troppo poco per un fenomeno.

4
Ibrahimovic
Non la becca mai. Si consoli: il regalo più grande all’Inter lo ha fatto andandosene a luglio in cambio di Eto’o (dal 18’ st Bojan 6: pericoloso due volte. Qualche dubbio sul gol annullato).

6
Pedro
Largo a sinistra, ha un solo movimento (finta a rientrare al centro sul destro) ma efficace. Ci prova un paio di volte senza fortuna. Alla fine è tra i migliori dei suoi.

Sacrificio, sofferenza e la mano santa del Mago “Mourrhera”
::: IVAN ZAZZARONI
 Con la schiena dritta e con la pancia, con la testa e con un casco anche, con gli stinchi e purtroppo con la mano di Motta, proprio quello che alla vigilia ci aveva ricordato che i suoi ex compagni sono degli abilissimi tuffatori. Con un muro alto nove piani e lungo quaranta metri, un “murinho”, e col pallone sparato il più lontano possibile da Julio César. All’italiana, insomma, con l’italiana meno italiana d’Italia. Bisognava passare: non importava come. E l’Inter è passata: c’è riuscita. Condannata a giocare con l’uomo in meno la partita più importante dei suoi ultimi trentotto anni, ha raggiunto la finale che sognava da troppe generazioni di Moratti. È andata: oggi si respira. Mentalità vincente, attenzione e coraggio le chiavi? Io parlerei di sacrificio, sofferenza e dedizione, di consapevolezza del ruolo e del momento. Plasmato un signor gruppo attraverso un paio di imprese e due interpretazioni opposte tra andata e ritorno, il Mago Mourrhera ha così interrotto il ciclo Guardiola-Messi e si prepara a aprirne uno - brevissimo?, lungo? sfidando il suo ex allenatore capo Van Gaal. Due parole le meritano le modalità del match, la tattica, cose da archivio minimo eppure utili per via delle sorprese studiate e non al fischio d’inizio. A ridisegnare la squadra è stato in realtà Guardiola che - insoddisfatto della condizione di Maxwell e Abidal, ancora fuori fase, e privo dello squalificato Puyol - ha ripresentato Touré al centro della difesa piazzandogli ai lati Piquè e Gabi Milito. Keita ha agito alla Malouda, titolare dell’intera fascia nelle due fasi (i movimenti a elastico gli hanno permesso di non tradire totalmente la natura di centrocampista), più avanti di lui soltanto Pedro, applicatosi anche come limitatore di Maicon: a Touré centrale difensivo Guardiola era ricorso nella finale di Roma col Manchester United, e sempre insieme a Piquè; in quell’occasione Puyol si era mosso da laterale destro con Sylvinho dalla parte opposta. La contromossa di Mou l’ha dettata l’emergenza: è derivata infatti dal forfait durante il riscaldamento di Pandev che ha costretto lo Specialone a impiegare Chivu addirittura sulla linea dei centrocampisti, davanti a Zanetti. Il romeno, che verosimilmente aveva il compito di intervenire in prima battuta su Messi e non solo, ha corso a lungo a vuoto privando l’Inter di un riferimento per il contropiede. Ventotto minuti di Barça di superficie, che ha chiuso il primo tempo col 78 per cento di possesso palla, hanno preceduto l’espulsione shock di Motta (manata in faccia Busquets, una leggerezza imperdonabile) che ha cambiato l’Inter, il Barcellona (dentro Maxwell per Milito dopo l’intervallo) e la gara. Che si è trasformata nella riedizione calcistica della Resistenza e ha prodotto il finale che ci auguravamo: ora i tedeschi o del controsorpasso europeo, l’ultimo ostacolo, il più tradizionale. La storia in tutte le sue declinazioni non prevede tradimenti. Vamos a Madrid, companeros. Con merito.

L’esultanza dei giocatori dell’Inter al Nou Camp di Barcellona dopo il fischio finale Ap

Inter

6
Chivu
Alto a sinistra per “tappare” Dani Alves, si scambia con Zanetti e butta un occhio su Messi. Diligente, contribuisce al “catenaccio di classe” di Mou. Non sempre preciso negli allineamenti.

6
Sneijder
Nel primo tempo non interpreta al meglio la gara: tiene poco palla e lancia quando servirebbe rallentare. Cresce nella ripresa, non sta bene e si sacrifica, eccome (dal 21’st Muntari 6:fa legna).

7
Eto’o
Beccato dai suoi ex tifosi, ogni tocco è un ululato. Non perde la calma, allarga il gioco, ripiega in mezzo, fa le diagonali difensive. Un tesoro (dal 41’ st Mariga 6).

6
Diego Milito
Maltrattato dai difensori di Guardiola, non è serata adatta alle sue caratteristiche. Fa salire la squadra e arretra fino a fare il terzino (dal 36’ st Cordoba 5.5: non perfetto su Piqué).

di C. BRI.

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SPORT

Tennis / Internazionali

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ROMA

Volandri agli ottavi oggi contro Gulbis Bolelli e Lorenzi ko

 Continua l’avventura di Filippo Volandri agli Internazionali Bnl d’Italia di tennis in corso sulla terra rossa del Parco del Foro Italico a Roma. Nel secondo turno, l’azzurro ha battuto in scioltezza 62, 6-0 il francese Julien Bennetau qualificandosi per gli ottavi di finale. Il suo prossimo avversario (oggi alle 13) sarà il lettone Ernests Gulbis, che martedì ha eliminato a sorpresa il numero 1 al mondo, lo svizzero Roger Federer. Niente da fare, invece, per altri due az-

zurri protagonisti al primo turno: Paolo Lorenzi è stato superato 61, 7-5 dallo svedese Soderling, mentre un buon Simone Bolelli ha perso 7-6, 6-3 contro lo spagnolo Verdasco (testa di serie n. 6). Nessun problema per lo spagnolo Nadal: 6-1, 6-3 al tedesco Kohlschreiber e serata in allegria a gustarsi Barcellona-Inter: Rafa, pur tifoso del Real, ha detto che non avrebbe “gufato” contro i catalani. Al torneo Wta di Stoccarda (terra rossa) brutte notizie per l’azzurra Flavia Pennetta, eliminata al primo turno 6-1, 6-4 dalla bielorussa Azarenka.

CALCIOPOLI La Figc stronca Moggi: «Di fatto è già radiato»
La Corte federale risponde al “quesito” di Abete: «Preclusione implicita». Big Luciano: «Si devono vergognare»
::: FABRIZIO BIASIN
MILANO

 C’è una notizia da dare e ci sono un po’ di cose da raccontare. La notizia: per decisione della Corte di giustizia della Federcalcio, Luciano Moggi è radiato da ogni ruolo nel calcio italiano. Con lui l’ex amministratore delegato della Juve, Antonio Giraudo, e l’ex vice-presidente federale Innocenzo Mazzini. Da ieri e per sempre. Riassunto: Moggi finisce nel caos Calciopoli nel 2006, è squalificato per cinque anni e viene proposta la radiazione. Dall’estate del 2004 a oggi ci si chiede: tornerà nel calcio? Qualcuno dice «sì, nel 2011 alla naturale scadenza della squalifica», qualcun altro dice «mondo del calcio? Non è mai uscito», altri ancora assicurano «non tornerà mai più». Per lungo tempo il palazzo del calcio tace, lascia correre, si disinteressa che tanto c’è tempo. Poi, il 31 marzo scorso, il presidente federale Giancarlo Abete salta fuori bello fresco e pone il cosiddetto “quesito interpretativo” alla Corte: Moggi è radiato o può tornare? Ce lo spiegate? E chi deve decidere? Il caos, determinato dalla modifica dello statuto intervenuta dopo Calciopoli (prima dello scandalo del 2006 certe decisioni sarebbero toccate allo stesso Abete, dopo la riforma varata sotto il commissariamento di Guido Rossi tocca alla giustizia sportiva), convince la Corte a darsi una mossa. FATTO FUORI Ieri il responso: «La preclusione da ogni rango o categoria deve ritenersi implicita come effetto ex lege», cioè in base alla condanna della giustizia sportiva nel 2006. Un modo elegante per chiarire il concetto: “Moggi, in tribunale difenditi finché vuoi,

ma tanto nel calcio non ci torni”. Ora, detto che forse all’ex direttore generale della Juventus neanche interessa tornare nell’ambiente che gli ha rovinato la vita con un processo (quello sportivo) celebrato in un mese e in qualche modo, di sicuro c’è che un accanimento siffatto non lo merita nessuno, nemmeno un presunto “capo cupola”. «E CARRARO?» «Non so nulla, non so cosa significhi, si dovrebbero vergognare dopo quello che è venuto fuori. Parlo per me, Giraudo, per coloro che soffrono questa situazione». E ancora: «Non ho mai detto che tutti sono colpevoli e che quindi non c’è nessun colpevole. C’è una prassi, bisogna radiare Carraro quando dice nelle intercettazioni che bisogna salvare la Fiorentina e la Lazio. In ogni caso sono tranquillo: mi sto difendendo al processo penale di Napoli e al momento penso solo a quello». Già, il processo penale. La Figc si è accorta che qualcosa sta succedendo, tanto che il procuratore federale Stefano Palazzi ha deciso di acquisire gli atti depositati a Napoli (tradotto: le decine e decine di intercettazioni “dimenticate” e tornate a galla nell’ultimo mese). Il processo sportivo potrebbe essere riaperto, ma gli eventuali reati finirebbero prescritti e solo l’Inter rischierebbe di dover restituire lo scudetto assegnato “a tavolino” nel 2006. Ma tutto questo si deciderà più avanti, ché per pensare a “Calciopoli 2” c’è tempo e prima conviene dare una spallata l’ennesima - all’uomo che faceva comunella con il Palazzo e telefonava ai designatori. Cosa che facevano anche tutti gli altri ma come si dice: “Punirne uno per educarne cento». Chiamala giustizia...

L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, uscito dal mondo del calcio nel 2006 dopo l’esplosione di Calciopoli LaPresse

Il processo

Mossa dell’accusa: agli atti il memoriale di Facchetti
::: NAPOLI
 Martedì sera,a Napoli, nell’aula216 sede del processo penale Calciopoli dove praticamente vivono Moggi, Bergamo, Pairetto, i pm Narducci e Capuano, cinquantamila avvocati eccetera eccetera, tutti quanti si domandavano parecchio curiosi: «Ma cosa saranno questi nuovi atti che l’accusa ha chiesto di far acquisire al giudice Teresa Casoria detto “Vispa”?». Qualcuno pensava a qualche nuova intercettazione, altri a un teste misterioso, altri ancora a un qualche colpo di scena non meglio precisato. Hanno vinto questi ultimi: trattasi di “colpo di scena non meglio precisato”, nel senso che secondo gli spioni del caso, i togatissimi Narducci e Capuano sarebbero entrati in possesso di un succoso memoriale griffato Giacinto Facchetti, l’ex presidente dell’Inter scomparso nel 2006 e tirato in ballo nelle ultime intercettazioni (quelle che erano state messe da parte e che la difesa di Moggi ha fatto riemergere). Due domande: 1) Da dove spunta il manoscritto? 2) Cosa contiene? Nessun mistero per il primo quesito: a consegnare il tutto agli inquirenti è stato il figlio, Gianfelice Facchetti, piuttosto scocciato nell’ultimo periodo per il coinvolgimento del padre nella faccenda. Sui contenuti, invece, si possono fare solo ipotesi. La cosa più probabile è che gli appunti facciano riferimento al presunto sistema di illeciti che avrebbe regolato il calcio: l’elenco di arbitri che sarebbero stati controllati da Moggi, un riferimento alle utenze riservate per contattare i direttori di gara dallo stesso big Luciano e il sistema con il quale si gestivano le carriere dei direttori di gara in base al loro comportamento. Presto sapremo. Nel frattempo spunta una nuova intercettazione con protagonista lo stesso Facchetti e l’ex arbitro De Santis. Il primo chiama il secondo per salutarlo dopo Inter-Milan 0-1 del 27 febbraio 2005. I toni sono molto cordiali, i contenuti piuttosto insignificanti. Resta il malcostume di chiamare questo e quell’altro, che non era solo una prerogativa di Facchetti ma di tutti i capoccioni del calcio. Chiacchieroni...
F. BI.

SPORT

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Basket in apprensione

::: PESARO
 Dusan Sakota non è più in coma farmacologico. Il giocatore della Scavolini Pesaro è stato operato due volte per una lesione all’intestino riportata in campionato contro Teramo. È stata «sospesa la sedazione farmacologia ed è stato rimosso il tubo endotracheale», precisa il dottor Filiberto Martinelli, primario di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore. Sakota «Respira senza il supporto

Sakota esce dal coma dopo l’operazione: «È vigile e collabora»

di macchinari, è vigile e collabora. Quando abbiamo interrotto il coma, era presente tutto il personale medico e infermieristico che lo ha informato della presenzadi uno striscione fuoridall’ospedale in suo onore. Ci hachiesto di salutare tuttii tifosi», conclude il primario, che ha invitato i tifosi a non recarsi in ospedale per evitare affollamenti. Oggi alle 12 nuovo bollettino

AGNELLI PRESIDENTE

S’avvera il sogno Juve
RAMPOLLO RAMPANTE

I bianconeri cambiano faccia per uscire dalla crisi: 48 anni dopo il padre Umberto, la famiglia riprende la carica più alta del club. John Elkann: «Impegno personale e competenza». Blanc torna ai compiti amministrativi, Marotta sarà il nuovo dg: Bettega si scopre di troppo. E il Liverpool libera mister Benitez
::: FABIO SANTINI
MILANO

Andrea Agnelli, 34 anni, figlio di Umberto Agnelli, il Dottore. Oggi sarà nominato presidente della Juventus a 48 anni dall’ultimo Agnelli, proprio Umberto nel ’62. Il numero uno della Fiat e proprietario della Juve è però John Elkann, nipote di un altro Agnelli, l’Avvocato Gianni. LaP bonus per ogni obbiettivo raggiunto, con l’accettazione da parte dell’allenatore di ridurre il suo staff a soli 4 elementi per i quali la Juve stanzia un emolumento complessivo di un milione di euro l’anno. La seconda proprio ieri: il neopresidente del Liverpool Martin Broughton ha dato l’ok per la risoluzione del contratto che lega Benitez ai Reds. L’ufficilizzazione stanotte dopo l’incontro di Europa League del Liverpool contro l’Atletico. TESORETTO DI 80 MILIONI Sembra che Benitez stia già dettando i termini della campagna acquisticessioni della prossima estate per la quale la Juve avrebbe garantito all’allenatore un tesoretto di 80milioni di euro. La lista comprende quattro opzioni che, sul taccuino del trainer, sarebbero irrinunciabili. Su tutti Dirk Kuyt, braccio destro tattico nello schema di gioco di Rafa, instancabile motorino tra attacco e centrocampo. Il centrale di difesa Martin Skrtel, fisicità allo stato puro, che coppia con Chiellini. Si prosegue con Mascherano, altro incontrista. E infine Fernando Torres, un sogno per il quale è superfluo esprimere anche solo una parola di apprezzamento. Il Manchester City del Mancio sarebbe pronto a fare un’offerta-monstre: 70 milioni di euro, ma il giocatore è legatissimo a Benitez e non vuole più rischiare le gambe nella Premier League dove il gioco, sono parole sue, è troppo duro. PAZZINI E KUYT Se ne può andare Gianluigi Buffon per sostituire il quale la Juve ha già opzionato l’eccellente portiere del Lione Lloris. Ma in Italia vigila con grande attenzione sia Marchetti sia Frey. Se ne vanno di sicuro Terzeguet e De Ceglie. Destinazione Milan, dopo l’incontro di qualche giorno fa a Via Turati tra Bettega e Galliani nel quale è stato stipulato il passaggio dei due ai rossoneri che in cambio lasciano la strada spianata alla Juve per Dzeko. Amauri può rimanere, è un pallino di Benitez che lo voleva l’anno passato al Liverpool, mentre il pezzo pregiato è Pazzini per il quale potrebbe accendersi la miccia di un’asta europea. La Juve se n’era garantita l’opzione mesi fa con la promessa di 25 milioni di euro, ma ora si fanno Chelsea e Real Madrid e la quotazione sta per lievitare verso i 30. Forse per la Juve sono finiti i tempi cupi di questo campionato.

 Andrea Agnelli è il nuovo presidente della Juventus, come anticipato da “Il Processo di Biscardi”, lunedì scorso. Sarà John Elkann, attuale presidente della Fiat a chiedere ufficialmente al figlio del compianto Umberto di salire sul gradino più alto della società bianconera. Non accadeva da 48 anni: un Agnelli presidente della Juventus. Era la stagione ’56-’57 quando Umberto si mise a guidare le sorti della Vecchia Signora alla cui presidenza rimase sino alla stagione ’61-’62. Ora l’inesorabile legge della continuità viene rispettata. UFFICIALE IL 10 MAGGIO Andrea Agnelli prende in mano la nave alla deriva di Corso Galileo Ferraris, voluto a gran voce dalla piazza in fermento, dalla storia, da chi mastica calcio e buon senso. E dallo stesso John Elkann che è desideroso di dare una direzione costruttiva e concreta al destino della Juve. Il Consiglio di Amministrazione di Exor, la società che controlla Fiat e di cui Andrea Agnelli è già consigliere può sancire i termini di una svolta epocale. Secondo indiscrezioni, è previsto un passaggio di azioni che spiana tecnicamente la strada alla nomina ufficiale di Andrea Agnelli alla vertice della Juventus. L’ufficializzazione verrà comunicata al termine di un CdA straordinario della società bianconera fissato per il prossimo 10 maggio. Con la nomina di Andrea alla presidenza, Jean-Claude Blanc, ritenuto uno dei maggiori responsabili del crac-Juve, verrebbe dirottato a compiti più rappresentativi come quelli inerenti alla responsabilità del brand e del marketing e alla supervisione amministrativa sulla costruzione del nuovo stadio. Alessio Secco e Roberto Bettega vedranno ridotte le rispettive competenze. È in arrivo alla direzione generale del club Beppe Marotta, uno dei dirigenti più seri del calcio italiano. NUOVO ASSETTO Blanc lascerà non prima di aver portato definitivamente a termine l’operazioneRafa Benitez che, negli ultimi giorni, ha registrato due incoraggianti impennate. La prima, l’accordo sancito sulla base di 4milioni e mezzo di euro all’allenatore più

Il mister che piace a mezza Serie A
:::
FIRENZE

Corvino: «Prandelli a lungo con la Fiorentina»
 Cesare Prandelli sarebbe vicino al rinnovo con la Fiorentina. Ad anticiparlo ai microfoni dell’emittente toscana Canale 10 è stato il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino, che ha così allontanato le voci di un possibile divorzio con il tecnico che piaceva alla Juventus e a mezza Serie A. «Della Valle è stato sempre chiaro. La Fiorentina non si ridimensionerà e vuole andare avanti con Prandelli. Anzi, non è affatto escluso che più avanti non si possa rinnovare il contratto dell’allenatore». Corvino ha poi annunciato «due grandi acquisti: uno è vicino, ma solo a fine campionato dirò di più». Jovetic, Montolivo, De Silvestri e abacar non si muoveranno, mentre la clausola rescissoria di Frey è scesa da 18 a 12 milioni. Due le indiscrezioni: «Drenthe e Krasic sono giocatori da Fiorentina».

C. Prandelli Ansa

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Giovedì 29 aprile 2010

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uomini& cavalli
[AZZURRI ALL’ESTERO] [FENOMENO ]

Allevatore italiano d’Irlanda vince Gruppo 1
Il purosanguedi 6 anni Hurricane Fly, figlio di Montjeu e Scandisk, allevato in Irlanda dall’Azienda Agricola del Parco dei signori Caiani, ha vinto a Puchestown il Rabobank Champion Hurdle, Gr-1, m. 3.200, battendo sul palo Solwhit (Slon), che ha vinto l’anno scorso e Thousands Stars. Hurricane Fly ha già vinto quattro Gruppi 1 in siepi e un Gruppo 3 a Auteuil.

Si chiama Einstein il cavallo in miniatura
Si chiama Einstein, ha pochi giorni, pesa poco più di 3 chilogrammi ed è alto soltanto 35 centimetri. Einstein, che è nato in Barnstead, nel New Hampshire, il 22 aprile al Tiz Miniature Horse Farm, potrebbe battere tutti i record come il più piccolo dei cavalli mai nati. Le sue misure infatti sarebbero più consone per un bimbo.

La battaglia equina

Baggio in trincea per cancellare 10 anni disastrosi
L’Unire è un carrozzone con 170 dipendenti e 250 milioni di buco: al Commissario serve un supporto corale per non fallire
::: ANTONIO TERRANEO
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 Cinquemila persone domenica a San Siro in visibilio per la volata di Mago d’Amore e del suo Harry Potter Pippo Gubellini hanno testimoniato che l’Italia non vuole mandare i cavalli al macello né relegare l’ippica nel buio del Museo dei Ricordi. Un illuminato presidente della Provincia di Perugia va oltre: sceglie Capannelle, e quindi il tanto vituperato mondo delle corse, per proiettare un patinato spot del suo territorio. Se fossi un giornalista finanziario, o se volessi attingere al bagaglio di conoscenza che la laurea in Economia e Commercio mi ha inculcato, parlerei di segnali di ripresa, d’inversione di trend e simili banalità. Ma la verità è più semplice: il cavallo in tutte le sue forme non è mai andato in crisi come contenuto di appeal verso il pubblico. Da recenti studi di marketing l’amato equino è secondo solo ad una bella figliola, magari in abiti succinti, come catalizzatore di emozioni. Ma allora perché in Italia il mondo degli Uomini e Cavalli è in caduta libera? QUADRO NERO Il motivo va ricercato nel “sistema” che da oltre un decennio ha scandito i tempi e le strategie di un comparto ricco di valori storici, sportivi e occupazionali, gestito come peggio non si poteva. Un mondo dove le logiche imprenditoriali sono state soppiantate da quelle politiche-massoniche d’infimo livello, dove gli interessi di quartiere hanno prevalso su quelle del bene comune, “regalandoci”quei risultati (leggi bilanci) degni di un paese in bancarotta stile Grecia. Fino ad oggi (anzi fino a ieri, poiché Baggio sembra davvero fatto di un’altra pasta rispetto ai leader del passato) l’ente è stato il teatrino dove hanno recitato personaggi pirandelliani in cerca di autore, alcuni dei quali hanno sfilato domenica sera sulla

L’ISLAND DI PIPPO FAVORITA AL LOTTERIA

Domenica prossima, 24 cavalli divisi in tre batterie correranno per conquistare il GP Lotteria di Agnano sponsorizzato anche quest’anno da Snai. Ci sarà da battere Island Effe con Pippo Gubellini in sediolo [nella foto De Nardin la loro vittoria nel recente Premio Orlandi], campionessa in carica e in super condizione. In tanti puntano al bersaglio grosso tra cui Iulius del Ronco, Filipp Roc, Ilaria Jet, Irambo Jet, Linda di Casei tra i più accreditati in un’edizione senza un netto favorito e per questo molto avvincente. Rai nel servizio verità confezionato da quei volponi di Report. La cui redazione è solitamente maestra nel tagliare ed incollare pezzi d’interviste per sostenere le proprie tesi, ma che questa volta, tranne che in alcuni passaggi forzati ed altri superficiali, ha davvero dipinto un quadro fedele della (amara) realtà. A dirigere la baracca (anzi un carrozzone di oltre 170 unità, tanti sono i dipendenti Unire) è mancato il manico: non certo un problema da poco, oltre alle idee e all’olio di gomito. Per questo oggi noi soffriamo le pene dell’inferno e siamo emarginati dal mondo della comunicazione. Per questo, oggi, un giovane non sa neanche che esistono gli ippodromi e le corse dei cavalli e si dedica anima e corpo a giocare con Donne ed Assi su Internet o a grattare schedine multicolori. A causa dell’incoscienza dei leader equini, siamo costretti a ricorrere ad aiutini ed aiutoni per fare quadrare un bilancio, alle cui poste attive mancano oltre 250 milioni di euro, tra debiti del presente e del passato. Il peggio è che, per tirare a campare e gettare fumo negli occhi, alcuni geni della finanza creativa alla Callisto Tanzi, negli anni si sono inventati di sana pianta crediti fantasma. Se il patron della Parmalat aveva nel cassetto la fotocopia di un credito “crunch” di una banca americana, le casse dell’ippica ne propongono uno sui diritti tv, talmente risibile da sembrare una barzelletta di cattivo gusto, visto che di contratti con tale oggetto di dare e avere, non esiste neanche l’ombra. Piuttosto c’è da chiedersi il motivo di tale assenza o del perché, quando la rete dei cavalli venne cavalcata da scommesse sportive e slot machine, nessuno dell’ente pretese il giusto obolo d’affitto. Come di contro stanno facendo i cugini ippici francesi, che a breve guadagneranno una ricca provvigione su tutti i prodotti extraequini che viaggeranno oltralpe. Per questo mi viene da ridere quando qualche “ignorante” (inteso come colui che non conosce) travestito da conduttore tv, sbandiera ai quattro venti che l’ippica è sostenuta da contributi pubblici. Giova infatti ricordare loro che i 150 milioni del “decreto salva-ippica”sono nati infatti come risarcimento di questa mancata

pigione ed affondano le proprie radici nella percentuale di Preu sulle slot, che si sono ingrassate alla faccia nostra, erodendo all’ippica quote vitali di mercato. La quale, del resto, ha assistito e subìto il furto passivamente, senza muovere un dito. ASPETTANDO GALAN Questo è il quadro ereditato dal commissario Baggio, il quale oggi necessita di tutta la fiducia possibile e di un corale supporto. Lui dovrà andare dai ministeri di competenza (Agricoltura ed Economia) e lottare per farsi aiutare a strappare il settore da un fallimento annunciato. Lì troverà alcuni amici come Alberto Giorgetti e Raffaele Ferrara sulla cui lungimiranza e disponibilità mettiamo la mano sul fuoco. Ma anche qualche nemico ed il fatto di essere rimasti orfani di “papà Zaia”, potrebbe complicare maledettamente la missione. Anzi, se Galan (magari fomentato da qualche corrente nera di Via Colombo) proseguirà la sua crociata contro tutto ciò che inizia con la lettera Z, per l’ippica saranno cavoli amari. Ma speriamo che questo sia solo un incubo e che, nella realtà, ognuno dei protagonisti, Galan in testa, agisca per il bene di 50mila famiglie e migliaia di cavalli che non chiedono altro che esistere. Dice bene Attilio D’Alessio nel comunicato del Coordinamento degli Ippodromi. L’ippica ha bisogno di sostegno, di un nuovo corso che coinvolga tutti, di risorse da investire per un rilancio che non può più attendere. Con tutti i protagonisti coesi a remare verso un’unica direzione, con il benestare di tutte le componenti politiche, amministrative e tecniche a partire dal Presidente del Consiglio fino ad arrivare all’ultimo artiere. Ma possibilmente senza quei parassiti bluffatori che con la loro incompetenza ci hanno trascinato nel fango.

Domenica evento a Capannelle
 Domenica a Capannelle, il Presidente della provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, porterà i prelibati frutti della sua terra a sfilare insieme ai purosangue. «Provincia amica... il nostro cavallo di battaglia». È questo lo slogan scelto per promuovere la cultura, l’arte, il turismo, lo sport e l’enogastronomia del territorio umbro nel giorno di un’intera riunione di corse di galoppo (a distanza di pochi giorni dal Derby) dedicate alla Provincia di Perugia, preceduta dalla degustazione di prodotti tipici della migliore tradizione agro-alimentare: dal tartufo bianco e nero, al pesce e fagiolina del Lago, dall’olio extra vergine di oliva, al gelato rigorosamente made in Umbria. «Vi è in noi, prima di tutto - ha detto Guasticchi -il giusto orgoglio per essere stati invitati a partecipare ad un momento così importante della vita di questo tempio del galoppo. Il più vivo ringraziamento non può, qui, non andare all’Unire ed al suo Commissario Straordinario, Tiziano Baggio, per il patrocinio concessoci e all’Hippogroup Capannelle, nella persona >del presidente Enzo Mei e del direttore generale Elio Pautasso per tutta l’assistenza prestataci». Il rapporto istituzionale fra la Provincia di Perugia e l’Unire, verrà ulteriormente consolidato con la imminente elaborazione di un protocollo d’intesa sulla promozione delle attività legate al cavallo e al territorio anche in ambito culturale e formativo. E pochi mesi fa, per dimostrare ulteriormente la passione e l’amore nei confronti del cavallo, è stato consegnato dalla Provincia un riconoscimento ufficiale a un allevatore umbro, Sergio Carfagna, distintosi per un azione meritoria verso un campione come Iglesias, re indiscusso del trotto nazionale.

Equitazione e dimissioni
 Riceviamo e pubblichiamo la missiva di Vittorio Garrone, ex vicepresidente Fise. «La tanto auspicata trasparenza nella gestione della “Nuova”Federazione lascia il posto all’opacità degli interessi personali e politici ben lontani dai principi di efficienza, che dovrebbero caratterizzare una federazione sportiva.Sono dispiaciuto che Gianluca Bormioli abbia dato le (condivisibii) dimissioni e la mia stima va anche a Antonella Dallari, che molto si è dedicata alla riorganizzazione sportiva, illudendosi di lavorare ad un concreto progetto di rinnovamento. Proprio per il futuro, viste anche le imminenti prove che attendono l’equitazione italiana - Piazza di Siena e i Campionati Mondiali validi per la qualificazione alle Olimpiadi 2012 - mi auguro di cuore che le istituzioni competenti prendano in considerazione le numerose richieste (mosse da più fronti) di fare chiarezza nella Federazione Italiana Sport Equestri».
Vittorio Garrone

Perugia investe sull’ippica a tutto galoppo Solidarietà di Garrone all’ex tecnico Bormioli
La vicenda Bormioli (tecnico stimato dei giovani) è uno di quei casi border line dove alla fine i torti sorpassano le ragioni. Un pastrocchio tipicamente italiano sia nei fatti che nelle conseguenze, con conferenze stampa verità annunciate poi annullate. Le parole di Vittorio Garrone misurate e pungenti sono altamente condivisibili. Sono quelle di un uomo “povero” dal punto di vista degli inciuci politici e interessi di quartiere ma ricco di idee imprenditoriali e passione. Un personaggio che manca in casa Fise poiché ci dava la speranza concreta di potere trasformare la casa dei cavalli che saltano da obsoleta oligarchia bulgara a moderna Repubblica democratica. Ma i maestri dei giochi di potere occulto, temendo pericoli per i propri orticelli, se ne sono accorti e lo hanno boicottato. Speriamo che qualcuno rinsavisca.
ANTER

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Giovedì 29 aprile 2010

[COMO]

I NUMERI DI IERI
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[PAVIA]

Rimosse le bombe di fronte a casa Clooney
MARIO ALEMAGNA a pagina 60

4 Truffe 34 Borseggi 45 Furti a bordo di auto 4 Rapine a mano armata

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600 Operai cantieri Porta Nuova 1,2 Miliardi euro investimenti 600 Milioni di appalti chiusi 100 Aziende coinvolte

Il neo-sindaco leghista vende l’unica auto blu
FILIPPO CAVAZZA a pagina 58

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L’EDITORIALE

Infrastrutture al palo

UNA CITTÀ OSTAGGIO
DEI PATETICI REDUCI DEGLI ANNI SETTANTA
di ROBERTO POLETTI
 Mentre non sono ancora spente le polemiche sull’ultimo vergognoso 25 Aprile che i ragazzi della sinistra estrema hanno trasformato nell’ennesima esibizione di ignoranza e di guerriglia urbana, la città si prepara ad altri due appuntamenti destinati a mettere a dura prova i nervi degli amministratori, degli agenti delle forze di Polizia e, soprattutto, dei cittadini che lavorano, producono e ogni tanto si vorrebbero godere qualche giornata di sereno ristoro. Per farla breve, sono previsti casini per la manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli, il militante del Fronte della Gioventù ammazzato il 29 aprile del 1975 (numerose le affissioni selvagge che la pubblicizzano) e il solito corteo ammazzavetrine e spargiveleni del primo maggio al quale gli antagonisti sinistri hanno previsto di aderire in massa. Roba legittima se non fosse che chi gestisce l’organizzazione dei rispettivi eventi ha tutta l’intenzione di fare il botto e chi regge invece l’ordine pubblico non è in grado di fare previsioni (l’abbiamo visto l'altro giorno...) sulla tenuta della sicurezza. A testimoniare il clima surreale, l’annuncio dato ieri dal sindaco Letizia Moratti, costretta, dopo aver guardato in faccia prefetto e questore, a rinunciare persino all’idea di tenere aperti gli esercizi commerciali sabato prossimo. La paura è quella di attacchi veri e propri ai negozi. Riflettete un attimo: se tutto questo macello, impossibile da spiegare alle nuove generazioni e ai cittadini in generale, accadesse mentre la città sta ospitando l’Expo 2015, tre quarti del mondo ci riderebbe addosso. Faremmo la figura degli imbecilli. Noi milanesi attenti, precisi e perfettini ridotti ad ostaggi, tanto per cambiare, di un gruppetto di disperati in cerca di identità. A dare troppa importanza agli idioti, si finire per dar loro una dignità che non meritano. Cerchiamo allora di affrontare il problema una volta per tutte. Di chiudere i conti con il nostro passato per non dovercene pentire un domani. In buona sostanza, prendiamo da parte gli estremisti di destra e di sinistra e facciamogli passare la voglia di suonare sempre la stessa musica stonata. Gli anni Settanta lasciamoli alla storia. E i nostalgici a casa.
rpoletti@hotmail.com

Il metrò 4 perde già i pezzi Solo sei fermate per l’Expo
Impossibile completare il percorso entro il 2015: linea aperta da Dateo a Linate
Milano da buttare

Monopattino cestinato
 Il quartiere Bonola lancia una nuova moda: guarda come ti smaltisco il monopattino. Basta uno sguardo a questa foto scattata in via Kant per farsi un’idea di come la fantasia - malata - di alcuni “artisti” incompresi abbia deciso di applicarsi anche ai cestini della spazzatura. È proprio impossibile eliminare i rifiuti in maniera più intelligente e, soprattutto, rispettosa delle ordinanze comunali? [Sicki]

 Solo sei fermate, da Dateo a Linate, per collegarel’aeroporto al passante ferroviario. La quarta linea della metropolitana è pronta per essere accorciata. È impossibile, secondo i tecnici di Palazzo Marino, ultimare i lavori entro l’Expo. Meglio finire una parte. Dopo il 2015, poi, ci sarà tutto il tempo per continuare. La giunta, però, continua a mostrarsi ottimista. La sperenza è quella di trovare una ditta in grado di accelerare le operazioni, con ritmi lavorativi più simili “cinesi”. La cosa, però, rischia di costare molto più del previsto. Ed è proprio sui preventivi che si potrebbe incagliare il Comune. Dal governo, nel frattempo, arriva il no definitivo a eventuali deroghe al patto di stabilità per le opere Expo. Secondo il viceministro Vegas, non ci saranno sconti né questo né il prossimo anno.
LORENZO MOTTOLA a pagina 51

Primo maggio: negozi chiusi e niente commemorazioni

Comandano i rossi: cancellati shopping e Ramelli
CANTIERE IN PORTA VOLTA

Adesso anche il Comune si fa il suo Pirellone
di MASSIMO COSTA

È un cantiere da 100 milioni di euro quello per la nuova sede del Comune di Milano in Porta Nuova. A luglio la pubblicazione del bando di gara, mentre a ottobre scatterà il concorso per i dieci disegni migliori. a pagina 53

 Saracinesche chiuse per i negozi il primo maggio e nessun torneo di calcetto per commemorare Sergio Ramelli, ucciso dalla sinistra extraparlamentare negli anni Settanta. Sono le decisioni prese dal sindaco Letizia Moratti d’intesa col prefetto Gian Valerio Lombardi dopo un summit cui sono intervenuti anche Provincia, Regione e sindacati. Il rifiuto di deroga alla chiusura dei negozi per la festa dei lavoratori nasce dall’opposizione dei sindacati a tale deroga, ma so-

prattutto, linea espressa anche dalla Regione, dal timore che la festa dei lavoratori degeneri in una giornata di lavoro extra per le forze dell’ordine. Stesso discorso, ancor più esplicito, per le commemorazioni di Ramelli: la sinistra radunata intorno a Il Cantiere non le vuole, la Lega organizzerà oggi un presidio di protesta in memoria della vittima davanti al liceo Manzoni. E tra due giorni duplice corteo del primo maggio.
CARLO SALA a pagina 50

La traduzione
«Non c’era nulla da chiarire rispetto ad incidenti che nella nostra città non ci sono stati». Letizia Moratti Cioè: «Tranquilli, il 25 aprile non è volata nessuna statuina del Duomo. Quindi non è il caso - non ancora, almeno - di chiudere la piazza a chi è di sinistra»

Due vicine di casa colte da malore

Nuovo testimonial femminile

Minacce vudù, denunciata nigeriana
::: ROBERTO DI SANZO
 «Si sono presentate in Commissariato in maniera un po’ timida. Poi hanno cominciato a esporre il caso con foga mista a paura. In tanti anni di lavoro non avevo mai avuto a che fare con una situazione del genere». Carlo Moro, ispettore di Polizia a Sesto San Giovanni, commenta così la notizia della presentazione di un esposto, da parte di due cittadine italiane (nuora e suocera), di 40 e 60 anni, contro una vicina di casa nigeriana. Al centro della diatriba, l’antenna parabolica del condominio: «La discussione, secondo il racconto delle donne - spiega l’ispettore - ha assunto toni forti, al punto che l’africana le avrebbe minacciate di rivolgere contro di loro dei riti vudù». Qualcosa di più di una minaccia, almeno apparentemente: una delle due donne, infatti, ha dichiarato che la notte seguente non ha chiuso occhio perché accusava conati di vomito e mal di testa. Morale: i poliziotti sono intervenuti nell’abitazione della quarantenne sedicente “sciamano” e sono riusciti a ricomporre la lite senza particolari provvedimenti. E il vomito e il mal di testa? Una cosa è certa: in questi giorni a Sesto sono in molti i cittadini a letto con un virus influenzale che causa questi effetti.

Anche il Macef si converte al casting
::: DINO BONDAVALLI
 Il Macef rinnova la sua immagine. E, in vista dell’edizione autunnale che andrà in scenda dal 9 al 12 settembre alla Fiera di Rho, lancia un casting aperto a tutte le ragazze tra i 20 e i 30 anni per trovare la nuova testimonial. Il Salone internazionale della casa, che si presenterà all’appuntamento di settembre con una veste diversa, ha infatti deciso di reclutare il nuovo volto della campagna che promuoverà la manifestazione in Italia e all’estero attraverso una selezione che, per una volta, non sarà ristretta ad attrici o modelle. Anzi. Il casting, che si svolgerà a Milano dal 1 al 15 maggio e al quale potranno partecipare tutte le donne di età compresa tra i 20 e 30 anni (iscrizioni on-line sul sito www.medialab.net/voltomacef), punta a trovare un volto da “ragazza della portaaccanto”, per una campagna incentrata sul valore della creatività italiana. A partire dalla prossima edizione, il Macef punta infatti a proporsi come la vetrina del meglio del made in Italy. E la vincitrice del casting, alla quale verrà garantito contratto e l’opportunità di essere il volto della manifestazione per tutto il 2011, dovrà quindi incarnare quanto di meglio ha da offrire il nostro Paese.

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CRONACA

Decisione di sindaco e prefetto

Sfila la sinistra, saltano shopping e Ramelli
Per evitare tumulti, negozi chiusi il primo maggio. E niente torneo di calcetto in memoria del giovane assassinato
::: CARLO SALA
 L’estrema sinistra marchia il primo maggio, impedendo lo shopping - il modo migliore di rendere onore a chi lavora e creare posti per chi lavoro non ha - e pure una partita di calcetto. Al termine di un incontro in Prefettura cui hanno partecipato il padrone di casa Gian Valerio Lombardi, il questore Vincenzo Indolfi, il presidente della Provincia Guido Podestà, l’assessore alla Sicurezza della Provincia Stefano Bolognini, Domenico Zambetti per la Regione e i sindacati, Letizia Moratti e l’assessore alle Attività produttive e Politiche del lavoro Giovanni Terzi hanno comunicato che, diversamente da quanto accaduto per domenica 25 aprile, sabato 1 maggio il Comune non concederà nessuna deroga per consentire l’apertura straordinaria dei negozi in un giorno festivo. «Per rispetto della Festa del Lavoro, così come chiesto dai sindacati e in accordo con i partecipanti al tavolo sicurezza, vista la concomitanza con le manifestazioni del primo maggio, ho convenuto di non concedere la deroga per l’apertura straordinaria dei negozi», è stata la motivazione ufficiale del sindaco. Ma che dietro ci siano anche motivazioni d’ordine pubblico risulta chiaro in virtù sia del luogo dove la decisione è stata presa (il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha consentito sì alle Prefetture di sindacare il credito che le banche concedono alle imprese bisognose, ma non ha mai assegnato loro poteri in materia di orario degli esercizi commerciali), sia di un’anticipazione dello stesso prefetto in merito al diniego del Comune. Tale da suscitare una polemica di stampo liberista da parte del presidente del Codacons Marco Maria Donzelli - «Da tempo chiediamo la possibilità per i negozianti di poter aprire i negozi 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, oltre a saldi liberi e vendite sottocosto libere. Invece non solo nessuno ha liberalizzato il settore commerciale, ma c’è chi, come guarda caso proprio la Regione, ha posto ulteriori vincoli alle aperture domenicali. Se i negozianti potessero aprire quando vogliono, nessuno si occuperebbe del OSTAGGIO DEI NO GLOBAL La gazzarra rossa del 25 aprile promette un bis anche per la festa del lavoro Fotogramma

Grane

Il grande risultato del giro di vite? Due espulsioni
::: ROBERTO POLETTI
 Parlo da cittadino onesto che ci ha creduto. Quando ho letto i dati relativi alle espulsioni effettuate a Milano dopo l’introduzione del reato di clandestinità, mi sono sentito davvero mortificato.

::: IL DIARIO DELLA PAURA
primo maggio» - la decisione fa il paio con quella dell’assessore comunale allo Sport, anch’essa discussa col prefetto, di «non concedere il Lido per le manifestazioni per la commemorazione di Ramelli» e di spostare al 2 maggio il Torneo di calcetto fissato per ricordare il delitto dell’esponente di destra da parte della sinistra extraparlamentare nel 1975. Coerentemente con la linea secondo cui la celebrazione del 25 aprile da parte delle istituzioni era quella alla Scala sabato 24, la Regione ha ribadito ieri l’opportunità di ridurre quanto più possibile le occasioni di scontro anche per sabato 1. A margine delle due decisioni, con parole suonate quasi come una foglia di fico per coprire le motivazioni di quelle stesse scelte (ma la sua linea è stata ratificata dal sindaco davanti al Consiglio comunale che chiedeva lumi sul 25 aprile), Lombardi ha detto: «Tutti hanno preso atto che, facendo l’analisi di quello che è stato a Milano il 25 aprile, sul fronte di ordine pubblico non ci sono stati problemi». Né a suo dire il camion arrivato fino in piazza Duomo vale come prova contraria: «Questo camion c’è sempre stato, in ogni manifestazione, da 52 anni per rifornire di acqua e altro i manifestanti. Domenica è vero ha avanzato qualche metro in più ma questo è stato reso necessario dal fatto che i 20 mila manifestanti dovevano avere più facilità di passaggio, così è andato un po’più avanti». Chi avrà un po’ meno di libertà dei manovra, dopodomani, saranno le linee 15 del tram 54, 60, 61, 73 e 94 del bus, che subiranno modifiche di percorso per consentire lo svolgimento dei due cortei che alle 8.30 che partiranno l’uno da corso Venezia fino a piazza Duomo e l’altro da piazzale Oberdan per poi separarsi dal primo e dirigersi a piazza Santo Stefano. Mentre i centri sociale de Il Cantiere chiedono di dedicare il torneo di calcetto ispirato a Ramelli ad Abba, l’extracomunitario assassinato in via Zuretti, oggi dalle 7.30 la Lega terrà un presidio davanti al liceo Manzoni, in via Orazio, «per protestare contro l’intolleranza dei collettivi di sinistra». Da quando, il 16 settembre dello scorso anno, il provvedimento è diventato operativo, in città sono state espulse solo due persone. Due. Incredibile. Davanti ai giudici di pace si sono istruiti 115 procedimenti, 63 dei quali conclusi con una sentenza di condanna e 52 tuttora in attesa di giudizio. Delle 63 condanne, soltanto due hanno fatto in modo che l’imputato venisse espulso dal territorio nazionale.

Di seguito, pubblichiamo il bollettino dei reati commessi nella notte di martedì e nella giornata di ieri, come apparso nelle agenzie di informazione. Ore 12.15 Truffa ai danni di un uomo di 73 anni. L’anziano stava passeggiando in via Turati quando è stato avvicinato da un uomo che ha finto di essere un chirurgo che lo aveva operato e che aveva bisogno di un prestito. L’anziano è salito sull’auto del truffatore e ha poi ritirato 350 euro a due bancomat.

Da settimana prossima

Affitti e locali sospetti In Sarpi arriva la stangata
::: FRANCO NICOLETTI
 Conto alla rovescia per Chinatown. Settimana prossima, il sindaco Letizia Moratti firmerà le nuove ordinanze antidegrado valide nella zona di via Sarpi: giro di vite sugli affitti e chiusure anticipate per i locali sospetti. Ieri, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza, il prefetto Gian Valerio Lombardi ha confermato l’intenzione di esportare il modello introdotto in via Padova dopo la rivolta nordafricana di febbraio. «L’idea è quella di fare provvedimenti per singole zone – ha detto Lombardi -. Stiamo effettuando i sopralluoghi, poi il Comune scriverà l’ordinanza». Sicura l’introduzione del deposito obbligatorio dei contratti di locazione, utile per frenare il dilagante fenomeno dei dormitori clandestini; sul coprifuoco per i commercianti, invece, bisognerà aspettare l’esito dell’incontro di domani tra i vertici di Palazzo Marino e i rappresentanti della categoria. Sottolinea la Moratti: «Le nuove norme terranno conto degli approfondimenti che avremo con residenti e negozianti». Se appare scontato il pugno duro verso phone-center, kebab e centri massaggi, è ancora in dubbio l’eventuale limitazione per i ristoranti (in via Padova è già stata tolta). La conferma arriva dal vicesindaco Riccardo De Corato: «Vogliamo ricalcare il modello di via Padova, intervenendo sugli affitti e sui negozi. Ma non è detto che si faccia un provvedimento fotocopia». La decisione finale è attesa per lunedì prossimo. Nel frattempo, ieri i vigili hanno scoperto due nuovi dormitori illegali di Chinatown: in via Messina, infatti, 16 cinesi ventenni erano ammassati in due bilocali da 45 metri quadrati (9 in uno e 7 nell’altro). Per affittare un posto letto nel tugurio, i giovani orientali pagavano fino a 150 euro al mese. Tra i proprietari cinesi, entrambi denunciati dalla Polizia locale, c’è anche un uomo già investito in passato da 4 denunce per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «L’azione dei vigili è partita da una segnalazione dei residenti – spiega De Corato -. Davanti alla recidiva chiederemo il sequestro dell’alloggio». Dall’inizio dell’anno, sono già 54 i blitz condotti dalla polizia locale intorno a via Sarpi, di cui 6 soltanto nel mese di aprile.

:::
Lascio a voi ogni commento. Mi limito a dire che una volta ancora stiamo dando l’immagine di un Paese di fessi. L’Italia è stata e, purtroppo, continua ad essere il bengodi dei delinquenti, una patria pronta a raccogliere tutti i lazzaroni che vogliono avere la certezza di farla sempre franca. Niente è cambiato. Tristezza.
rpoletti@hotmail.com

CRONACA

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Da Dateo al Forlanini

L’Expo si accorcia Arriva un metrò di sole sei fermate
Poco tempo per i lavori, tecnici pronti a rivedere i piani della M4 E sul patto di stabilità il governo chiude: «Mai nessuna deroga»
::: LORENZO MOTTOLA
 Sei fermate, da Linate fino a Dateo, per una delle linee metropolitane più corte d’Europa. È questa la prospettiva non certo esaltante, ma assolutamente realistica, che il Comune di Milano si potrebbe trovare ad affrontare nel 2015, ovvero alla vigilia dell’apertura dei padiglioni Expo. Nei prossimi giorni una delegazione di assessori e ingegneri di Palazzo Marino inizierà gli incontri con una serie di aziende costruttrici per la realizzazione della M4. La gran parte dei tecnici del Comune, però, ha già le idee chiare su come andranno le cose. Costruire per interno la quarta linea, quella che dovrebbe andare dal Forlanini fino a Lorenteggio, è praticamente improponibile. Colpa dei tempi stretti, dei fondi che da Roma continuavano a non arrivare e della burocrazia che, come automaticamente capita in Italia, farà perdere qualche mese. Il risultato è scontato: bisogna tagliare. Per il 2015 si potrà avere meno di un terzo di metropolitana. Sei fermate su ventidue, con la possibilità, piuttosto scarsa, di prolungare fino al Policlinico. RITMI CINESI In Comune, tuttavia, la parola d’ordine continua a essere “ottimismo”. Come ribadito dal sottosegretario Roberto Castelli, basterebbe aprire i cantieri entro l’anno per sistemare tutto. La cosa, però, pare molto più complessa di quanto si possa pensare, visto che non è ancora stato fatto neanche il bando di gara. Per il resto, si punta su ritmi di lavoro “cinesi”: scavatrici in azione notte e giorno e cantieri aperti in simultanea per tentare di ultimare quante più stazioni possibile. Il tutto con qualche contraccolpo. Accelerare significa anche spendere di più. Lo stesso Castelli aveva suggerito di utilizzare contemporaneamente quattro “talpe”, ovvero le gigantesche trivelle utilizzate per scavare i tunnel. La cosa, però, costerebbe un centinaio di milioni di euro circa. Per Fabio Altitonante, assessore provinciale e presidente, di Napoli Metro Engineering, partecipata della Metropolitana Milanese Spa, la giunta non deve lasciarsi intimorire da tutte queste difficoltà. «Non ci possiamo dare per sconfitti in partenza», spiega. E anche realizzare solo la prima tratta può essere un risultato positivo: «Sicuramente l’obiettivo politico più importante è quello di garantire come minimo un collegamento tra il passante e l’aeroporto, ma sono sicuro che si riuscirà a fare di più». E dopo la fine dei lavori si potrà anche iniziare a riflettere su possibili prolungamenti, per portare la M4 a Segrate passando per l’Idroscalo. Un collegamento ritenuto essenziale nella prospettiva di una rete di traL’INTERVISTA

sporti che riesca realmente a servire tutta l’area metropolitana milanese e non solo il Comune capoluogo. Nota positiva: per la quarta linea del metrò, invece, non dovrebbe esserci alcun problema. La prima tratta, quella andrà da Bignami fino alla stazione Garibaldi passando per viale Zara, sarà terminata in tempo, ovvero per il 2012. I lavori sono in lieve anticipo. La seconda tratta partirà a breve e entro la fine del 2014 lo stadio di San Siro sarà finalmente collegato. PATTO DI STABILITÀ Pessime notizie arrivano invece da Roma, dove il viceministro all’Economia Giuseppe Vegas, rispondendo a un’interrogazione dei deputati del Pd Vinicio Peluffo

e Antonio Misiani, ha cancellato le ultime speranze rimaste circa la possibilità di concedere delle deroghe agli enti locali per escludere dal patto di stabilità. Non ci saranno sconti né per questo né per il prossimo anno. Il che, in sintesi, significa che Palazzo Marino avrà a disposizione meno fondi del previsto per il 2015. «Come faran-

no ora gli enti locali a cui spetta un esborso di circa 900 milioni di euro per Expo?», chiedono i parlamentari Pd, «A questo punto chiediamo che il governo dia immediatamente seguito all'impegno assunto in parlamento di svolgere una relazione annuale sullo stato di avanzamento dell’intero processo di preparazione dell’Expo».

IN CONSIGLIO

Il sindaco irrompe in aula e salva il PdL
Due ore alla diretta dal Camp Nou di Barcellona-Inter e oplà alle 18.30 in Consiglio comunale viene meno quel numero legale per garantire il quale lo stesso sindaco Letizia Moratti si era presentata in apertura dei lavori. Presenza indispensabile la sua, senza la quale il quorum di 31 consiglieri su 60 sarebbe stato mancato, e accolta con applausi dai banchi della maggioranza. Dopo il voto di 8 emendamenti al bilancio, il Pd ha chiesto la sospensione della seduta, col parere contrario del Pdl che è uscito dall’aula al momento del voto sulla richiesta. Venuto meno il numero legale, non si è ricostituito con il nuovo appello e 'assemblea di Palazzo Marino, che aveva chiuso la seduta alle 5 di ieri mattina la seduta aperta martedì, è stata convocata nuovamente a oltranza per domani, fino all’approvazione del bilancio (l’ultima seduta a oltranza è proceduta al ritmo di un emendamento ogni 2 ore). Trecentosettanta gli emendamenti ancora da discutere, è comunque esclusa una seduta l’1 maggio.

BRUNO SIMINI

«La priorità è collegare Linate, ma faremo di più»
funzionano. Tanto che nei cantieri per la M5 sono state trovate ben 23 aziende “in odor di ’Ndrangheta” «Sì, ma ritengo che questo sia principalmente un problema che riguarda la magistratura, che sicuramente deve continuare a controllare anche a cantieri aperti. Noi, per quanto ci compete, stiamo facendo il possibile. Ricordo che sono state più di quattrocento le aziende che escluse dalle gare d’appalto dal Comune di Milano. E da lì sono partite delle denunce che hanno dimostrato quanto i nostri dubbi fossero fondati». In sintesi, che probabilità c’è che la M4 sia finita entro l’Expo? «Non mi sembra il caso di sparare numeri, anche perché ci sono ancora delle incognite. Io, però, ho una certa esperienza di cantieri e sono sicuro che si possa fare. Anche se non si direbbe, le metropolitane comportano meno problemi tecnici rispetto a tanti altri lavori. Questo perché la gran parte dei lavori avviena al di sotto della profondità dove si trovano i sottoservizi. Costruire un parcheggio interrato può essere decisamente più complicato».
L.MOT.

 Improbabile ma non impossibile. presto per dire che non ce la faremo a fiL’assessore ai Lavori Pubblici Bruno Si- nire. Dobbiamo ancora parlare con i comini è convinto che le metropolitane sa- struttori. E garantisco che noi ci siedereranno finite in tempo. Anche la quarta li- mo al tavolo con una richiesta precisa, nea sarà in funzione entro il 2015. O al- che è quella che tutta la linea sia pronta meno lo sarà «un buon tratto» della li- entro il 2015. Per il resto ci sono i tutti i nea. fondi che servono e ci sono i poteri commissariali di cui dispone il sindaAssessore Il parere dei tecnici è co. Dobbiamo correre, ma praticamente unanime: finire i questo lo sapevamo già e lavori della M4 prima non ci spaventa». dell’Expo è praticamente Accelerare, però, significa impossibile. Da cosa derianche pagare molto di più va, quindi, l’ottimismo delle imprese costruttrici. la giunta? «Io credo che sia difficile, «È chiaro che costerà di più, ma non che sia impossibile. ma di sicuro non Continuo a essere assolutapossiamo pensare a mente ottimista. Ci sono i tempi Bruno Simini Fotogramma turni di lavoro che per fare molto di quanto proinizino alle 8 per figrammato, incluso un buon tratnire alle 17. D’altra to della M4». parte il grosso del lavoro per le metropoQuindi sarà pronto “un buon tratto”, ma litane è fatto dalle “talpe”, ovvero le scanon “tutta” la quarta linea del metrò, giu- vatrici usate per i tunnel. E questi macsto? chinari sono concepiti proprio per lavo«Questo è tutto da vedere. Di sicuro la co- rare ventiquattr’ore al giorno». sa fondamentale è collegare l’aeroporto L’assessore Gianfranco De Nicola sottolidi Linate alla città, dopodichè faremo tut- neava ieri come sui controlli anti-mafia ci to il possibile. È ancora presto, troppo sia qualcosa da rivedere. Rallentano e non

IL PARERE DEI REVISORI DEI CONTI

Bacchettata alla Moratti: «Programmi le spese con più realismo»
 Bacchettata del collegio dei revisori dei conti al sindaco Letizia Moratti. Nel parere sul rendiconto di gestione 2009 del Comune e sull’applicazione di parte dell’avanzo di amministrazione al bilancio di previsione, si sottolinea la necessità di «rivedere il processo di programmazione e realizzazione degli investimenti affinché la programmazione sia maggiormente realistica e coerente con le risorse effettivamente disponibili o potenzialmente tali secondo un principio di realtà». «L’esame del rendiconto - si legge nella relazione - evidenzia la difficoltà in prospettiva di mantenere adeguati equilibri economici, come dimostra il risultato del conto economico dell’esercizio 2009, nonché finanziari, come dimostrano i risultati della gestione di competenza degli ultimi esercizi. Trovandosi il consiglio comunale nell’occasione di approvare quasi contemporaneamente il bilancio di previsione 2010 e il rendiconto 2009, si trova nella condizione di valutare i collegamenti tra i prospetti e di apprezzare la continuità della gestione e di come le scelte passate condizionino quelle attuali e queste ultime a loro volta quelle future». Queste le «sollecitazioni» all’amministrazione: «Implementi un sistema di controlli interni, in particolare auditing, controllo di gestione», «rafforzi all’interno delle società partecipate, degli enti e delle fondazioni, anche in relazione ai recenti interventi organizzativi e nelle sedi di volta in volta più opportune, il ruolo di socio nonchè quello di controllore della qualità del servizio erogato» e avvii «un esame e aggiornamento degli inventari dei cespiti in genere e in particolare con riferimento alle immobilizzazioni in corso». L’assemblea dei soci di Sea, tra i quali il Comune, ha intanto deciso di accantonare per essere reinvestiti sugli aeroporti milanesi gli utili che i 2 scali hanno conseguito nel 2009.

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ALTA BRIANZA In contesto residenziale, elegante villa singola di nuova costruzione di 250 mq. con giardino privato di 900 mq. finemente piantumato con elegante patio, dehors con barbecue e piscina. L' ambiente molto raffinato grazie alle finiture di lusso e alla grande cura del particolare.

VIMERCATE In zona residenziale e a pochi passi dal centro storico di Vimercate, importante attico di 180 mq. su due livelli con accesso ad uno splendido ed unico terrazzo di oltre 150 mq. Box singolo.

VIMERCATE – vicinanze In contesto verde e tranquillo deliziosa porzione di villa di 240 mq con giardino di proprietà di 650 mq e piscina privata. Ottime finiture. La villa è già divisa in due unità abitative distinte. Box doppio.

AGRATE B.ZA In zona residenziale e di sole ville, inserita in un giardino privato di oltre 2.500 mq., splendida dimora di oltre 500 mq. recuperata da una vecchia cascina completamente ristrutturata. La proprietà si sviluppa su due livelli, oltre a sottotetto, attualmente divisi in due unità indipendenti con relativi accessi.

BRIANZA Nella suggestiva cornice di Montevecchia, villa, progettata in ogni suo dettaglio, che mantiene inalterato nel tempo le forme costruttive che ne denotano carattere e personalità. Avvolta da uno straordinario parco secolare arricchito da un prezioso vigneto.

BRIANZA Villa liberty di antica costruzione ristrutturata non molti anni fa mantenendo nei dettagli e nei particolari costruttivi la sua originarietà. La villa di oltre 450 mq è inserita in un giardino di proprietà di circa 2000 mq curato e finemente piantumato. Annesso alla villa padronale piccolo rustico adibito ad alloggio del custode.

VIMERCATE Nel prestigioso Palazzo Mandelli, proponiamo in locazione residenza di mq 500 raffinata e ristrutturata con pregio ed attenzione. L'intento di conservarne l'originalità fa di questa dimora un'abitazione di grande charme caratterizzata anche dalla particolare torretta.

MILANO - Via Senato In locazione, nel centro storico di Milano, in una delle vie più prestigiose della città, in stabile signorile con servizio di portineria, appartamento di 300 mq su di un unico livello. La classe dell'immobile unita alla sua posizione, rendono questo appartamento di alta rappresentanza, inoltre adatto sia a show room che a studio professionale.

SVIZZERA Vicina al centro di Lugano, con vista sul lago e sui monti, nel quartiere di Viganello, residenza di nuova costruzione con sole tre unità abitative, una per piano. Il piano seminterrato ha un giardino sopraelevato rispetto alla strada sottostante, mentre gli altri due piani hanno ampi balconi. Gli spazi interni sono luminosi e con ampie vetrate.

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CRONACA

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Il mega-cantiere di Porta Nuova

Il Comune vola alto e si fa il suo Pirellone
Grattacielo in Gioia. Catella: «Alloggi venduti entro tre anni»
::: MASSIMO COSTA
 Con il Pirelli-bis della Regione, alto 161 metri, sarà una sfida verticale all’ultimo metro. «Arriveremo un piano più su - scherza l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli -, così saremo noi in cima alla Madonnina». Palazzo Marino ha scelto la sua nuova casa: sarà un grattacielo ultramoderno in grado di ospitare 1.600 dipendenti comunali tra via Melchiorre Gioia e via Pirelli, nel cuore della rivoluzione urbanistica di Porta Nuova. Di fronte al colosso azzurro di Formigoni, ecco la torre della Moratti. Un cantiere da 100 milioni di euro che il Comune ricaverà vendendo alcuni palazzi di proprietà, storici ma obsoleti. La scelta sui «gioielli di famiglia» da dismettere, spiega Masseroli, verrà presa entro un mese: «L’immobile di via Larga, dove oggi c’è l’anagrafe centrale, da solo garantirebbe la liquidità per il grattacielo. In alternativa venderemo altri edifici sparsi per la città». L’incasso servirà per costruire il “Palazzo Marino del futuro”, che prenderà il posto di un parcheggio invaso abitualmente dai camper dei nomadi italiani, e per ristrutturare la vicina sede dell’assessorato all’urbanistica (il malconcio “Pirellino” di 22 piani). A luglio è prevista la pubblicazione del bando di gara, mentre a ottobre scatterà il concorso tra i 10 disegni migliori. Il progetto vincitore? Verrà svelato tra dieci mesi, in tempo per concludere l’opera entro il 2014. «Risparmieremo 20 milioni dalla manutenzione dei vecchi edifici - sottolinea Masseroli -, oltre ai 50 milioni di plusvalenza ottenuti dalla loro IL NUOVO QUARTIERE Ecco il cantiere che modificherà lo skyline del nuovo quartiere Garibaldi-Porta Nuova. Al centro della foto, Manfredi Catella, amministratore delegato di “Hines”, che ha già affidato appalti per 600 milioni di euro Fotogramma

vendita». Il Comune ha spinto sull’acceleratore dopo la rottura della trattativa con Benistabili, l’immobiliare che possiede le due torri ex Fs di Garibaldi (accoglieranno uffici privati). La nuova sede produrrà energia anche per il “Pirellino”e completerà lo skyline del nuovo quartiere Garibaldi-Porta Nuova, dove i lavori procedono senza sosta. I privati della Hines hanno già affidato appalti per 600 milioni di euro (300 milioni da ottobre) e

contano di chiudere i cantieri a fine 2013. Al lavoro si alternano 600 operai, tutti controllati da badge e tornelli, ma l’anno prossimo le maestranze raggiungeranno quota 2.000 persone. Una foresta di gru: davanti alla stazione Garibaldi prendono forma i tre grattacieli disegnati da Cesar Pelli e la piazza pubblica da 6.500 metri quadrati, collegata alla nuova M5 e al sentiero pedonale di corso Como; all’Isola si lavora sulle fondamenta del Bosco

verticale di Stefano Boeri e sull’ampliamento dei giardini; sulle ceneri delle ex Varesine, infine, stanno sorgendo uffici e residenze extralusso. A proposito di case. I vertici di Porta Nuova, dopo le prime 30 vendite del 2009, stanno mettendo sul mercato in questi giorni la seconda tranche di alloggi delle Varesine e il primo lotto di appartamenti dell’Isola. Prezzo base: 9.000 euro al mq. Manfredi Catella, ad di Hines, non teme la cri-

si: «Siamo soddisfatti, la domanda supera di gran lunga la quota di alloggi che di volta in volta stiamo proponendo. Completeremo le vendite nel giro di tre anni». In totale si tratta di 400 appartamenti da sogno, tra i quali ci saranno anche 10 alloggi di edilizia convenzionata da 3.500 euro al mq. La convenzione con il Comune è già firmata: il “mix sociale” sarà riservato a giovani coppie, disabili e famiglie a medio reddito.

Mercato immobiliare 2009

Pochi mutui dalle banche È boom di affitti in città
::: DINO BONDAVALLI
 La crisi fa volare la richiesta di case in affitto. Complice la stretta alla concessione di mutui da parte delle banche, dopo un periodo in cui la maggior parte delle famiglie si “buttava” con decisione sull’acquisto, a Milano negli ultimi due anni è raddoppiata la quota di persone in cerca di un immobile in locazione. Se nel 2007 quattro persone su cinque (78%) concentravano le proprie ricerche esclusivamente su case da acquistare, e solo il restante 22% guardava al mercato degli affitti, lo scorso anno la percentuale di milanesi in cerca di un immobile da comprare è “precipitata” al 56%, mentre quella di chi era in cerca di una casa in affitto è cresciuta fino al 44%. È quanto emerge dall’analisi del mercato immobiliare milanese effettuata dall’ufficio studi del gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it), uno dei più importanti network immobiliari on-line che raccoglie gli annunci di oltre 13 mila agenzie. «Se fino al 2007 ottenere il mutuo per comprare una prima casa era abbastanza semplice, e le banche erano disposte a prestare anche l’intero valore della casa, oggi le cose sono diventate molto più complicate. - spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it - Per un single l’acquisto anche solo di un bilocale, con un mutuo che copre oltre il 60% del valore della casa, è molto difficile. E lo stesso si può dire per le coppie non sposate». Anche se grazie ai tassi di interesse ai minimi storici spesso la rata mensile di un mutuo sarebbe in linea con il costo dell’affitto, di fronte alle difficoltà nell’ottenere un prestito «negli ultimi due anni si è registrato un crollo delle compravendite che ha sfiorato il 30% e un aumento notevole delle richieste di case in affitto», prosegue Giordano. Un fenomeno che non ha fatto altro che incrementare un’anomalia tutta milanese, sbilanciando ancor di più la percentuale di persone che in città vivono in un appartamento in affitto anziché in uno di proprietà. Se in Italia quattro famiglie su cinque (79%) sono proprietarie dell’immobile in cui risiedono, a Milano la quota è appena del 59%. Questo perché il mercato degli affitti è molto più ampio rispetto a quello di altre grandi città, perché la forte presenza di immigrati contribuisce ad aumentare la quota di famiglie in locazione e, soprattutto, perché i costi delle case - il prezzo medio di un bilocale oscilla tra i 250 e 300 mila euro - sono spesso proibitivi. E aumentano addirittura del 20% nelle zone in cui vengono realizzate nuove fermate del metrò. Non deve quindi stupire se la maggior parte delle ricerche si concentra su poche zone. E se la “caccia”, che parte con il sogno di un appartamento in centro (8 mila euro al metro quadro), si conclude in tutt’altra area, con la scelta che ricade soprattutto su zone più abbordabili quali Città Studi (3.900 euro) e Bicocca (3 mila).

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MILANO E LOMBARDIA

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TuttoMilano
::: le lettere
PRIMO MAGGIO

Agenda
FARMACIE
Turno diurno
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00) ■ CENTRO (Zona Duomo, P. Volta, Garibaldi, Monforte, Lamarmora, Carrobbio, Magenta): v. Meravigli, 12; v. Visconti di Modrone, 1; c.so di Porta Ticinese, 50. ■ NORD (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Staz. F.S. Garibaldi): v. Pascarella, 22; v. Bodoni, 19; v. Candiani, 122; v. P. Lambertenghi, 25; v. Airolo, 36. ■ SUD (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio): v.le Bligny, 47; v. Monte Palombino, 9; v. Meda, 37; v. San Paolino, 18. ■ EST (Venezia, Vittoria, Romana, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate): v. Malpighi, 12; p.le Loreto, 7; v. Iglesias, 48; v.le Abruzzi, 23; v. Grossich, 15; c.so Concordia, 16; v. Compagnoni, 24; p.za Insubria, 11, v.le Ungheria, 13. ■ OVEST (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro): v.le Coni Zugna, 43; v. Primaticcio, 96; v. delle Forze Armate, 4; v. delle Betulle, 36/c; v. Rasori, 2; p.za Monte Falterona, 3; v. Ugo Betti, 42/b; v. S. Galdino, 11.

Il Cantiere, i centri sociali e i cortei degli imbrattamuri
Dopo gli scontri del corteo del 25 aprile tra forze dell’ordine e rappresentanti dell’ormai ben noto centro sociale Cantiere, e in previsione degli imbrattamenti che con certezza matematica attendono Milano il prossimo Primo Maggio, ho scritto al vicesindaco De Corato per suggerire di mettere sotto osservazione il suddetto centro sociale. De Corato mi ha comunicato che la situazione è tenuta sotto controllo anche grazie alle numerose telecamere installate nelle vie cittadine e che i filmati delle registrazioni di eventuali atti di inciviltà potranno consentire di individuare i responsabili e costituire, così come già accaduto in precedenza, una fonte di prova per poterli perseguire. Mi spiace, ma la risposta mi ha lasciato deluso perché non prospetta un tentativo di prevenire il fenomeno. Forse qualche vandalo sarà identificato e tra due anni si arriverà a un processo e a una multa. Ma chi ripaga oggi i proprietari delle case (sempre gli stessi)? Chi ripaga i milanesi che per mesi dovranno convivere con una città vandalizzata? Perché il vicesindaco non concorda con il prefetto la variazione del percorso del corteo su vie più facilmente controllabili e perché non viene finalmente deciso di dislocare agenti in borghese nel corteo? Fino a che punto le pretese ragioni di ordine pubblico dovranno pregiudicare le ragioni del decoro pubblico e della dignità dei cittadini? La giunta dovrebbe ricordarsi che tra meno di un anno ci saranno le elezioni comunali e che i cittadini viaggiano all’estero e vedono con i propri occhi come le istituzioni laggiù tutelano la proprietà privata. Forse a Londra o Parigi il corteo del Primo Maggio si lascia dietro danni come a Milano? Francesco Sacchetto Milano risponde Renato Besana Caro Sacchetto, De Corato fa con molto impegno tutto quel che è in suo potere fare. A tenere sotto controllo i centri sociali dovrebbero essere le forze dell’ordine che, come sappiamo, non vogliono problemi di sorta. Si tengono a distanza senza intervenire. Il risultato è che la sinistra antagonista, a Milano, ha praticamente licenza d’imbrattare e vandalizzare dove e quando le pare.

I negozi aperti e lo sdegno “politico”
Sinceramente non comprendo lo scandalo presunto per il fatto che l’1 maggio molti negozi staranno aperti. Chiaramente, le critiche vengono da sinistra perché si “mette in dubbio” la sacralità della festa dei lavoratori. Ora, a parte il fatto che ogni negoziante è libero (e non costretto) a tenere aperto o meno l’esercizio, perché nessuno si scandalizza in occasione delle notti bianche? Un negoziante può (anzi, deve) lavorare di sera, fino a 18 ore al giorno, ma non può lavorare di sabato, anche se festivo e di propria iniziativa? Senza parlare del fatto che per le festività ci sono ferrovieri, forze dell’ordine, medici ed infermieri regolarmente a lavoro. La festa per loro non vale? Leandro Orlandi Milano

Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30) v. Boccaccio, 26; p.za Duomo, 21; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za S. Maria Beltrade, 1; p.za Clotilde, 1; p.le Sempione, 8; v.le Zara, 38; v.le Testi, 90; Ripa Ticinese, 33; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze); Stazione Garibaldi; v. Stradivari, 1; c.so Buenos Aires, 4; v. Celentano, 1; v.le Lucania, 6; v. Boifava, 31/b; c.so S. Gottardo, 1; v. Lorenteggio, 208; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v. R. Di Lauria, 22; v Vigevano, 45; v.le Ranzoni, 2.

NUMERI UTILI

CONDIZIONATORI

L’aria gelida della metropolitana
Con il bel tempo ieri mattina sono uscita di casa senza giacca. Dovendo fare una commissione in centro, ho preso la metropolitana della linea rossa fino a San Babila. Un po’ accaldata, salgo e mi ritrovo travolta da un getto di aria gelida dal condizionatore. Va bene tutto ma così si mette a rischio la salute, altro che refrigerio! Tutta infreddolita, prima di risalire nel calore cittadino, ho chiesto un addetto di Atm se non era il caso di alzare il condizionatore. Lui mi ha risposto che non dipendeva da loro. Evidentemente, le metropolitane si regolano da sole... finalmente sappiamo chi incolpare! Lisa Pagano Milano

Le lettere via e-mail vanno inviate a: milanolettere@libero-news.eu sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano”. Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42 - 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227. Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.

APPUNTAMENTI
Viaggio nell’assurdo da Ionesco a Beckett
TEATRO Per l’ottava rassegna “Senza fissa dimora”, Aleardo Caliari e il Teatro della Memoria presentano la compagnia “Satrapi Patafisici”e il loro “Istruizioni per essere umani”. La personalissima rivisitazione dell’assurdo di Ionesco, Beckett e Coltazar, interpretato da Alessandro Tacconi per la regia di Monia Marchioni, va in scena stasera e domani alle 21. Biglietti: 10 euro. Info allo 02/313663.

Paola Turci Giorgio Albertazzi e le canzoni al femminile recita Manzoni
CULTURA Un grande del teatro incontra un monumento della letteratura nazionale. Stasera alle 21 in Duomo Giorgio Albertazzi reciterà brani dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, in una serata di cultura e solidarietà (ricavato al Fondo Famiglia Lavoro). Biglietti gratuiti da ritirare al Duomo Point e all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele 11. ALBUM Èuscito loscorso27aprile “Giorni di rose”, l’ultimo album di Paola Turci. La cantautrice romana canta sette canzoni inedite tutte al femminile, scritte da colleghe “di peso” come Carmen Consoli, Nada, Ginevra Di Marco, Marina Rei, Grazia Verasani, Naif Herin, Chiara Civello, oltre al prezioso duetto con Fiorella Mannoia. L’appuntamento per sentire dal vivo queste canzoni, oltre ai successi raccolti dalla Turci in quasi 25 anni di carriera, è per questa sera alle 21 al Blue Note. Biglietti: 30/25 euro.

PORTOGHESI

___________________________ Stasera e domani, Teatro della Memoria Vi Cucchiari 4, biglietti 10 euro

___________________________ Questa sera, Duomo biglietti da ritirare al Duomo Point

Nessun controllo sul passante ferroviario
A proposito di portoghesi sui mezzi pubblici. Perché le Ferrovie dello Stato non mettono qualche controllore nelle stazioni del passante? Da Porta Vittoria a Porta Venezia si può tranquillamente salire e scendere senza che nessuno controlli il biglietto! Raffaele De Stefano Milano

La Fame di Camilla Rock dalla Puglia
LIVE Radiohead e Coldplay sono i punti di riferimento dei pugliesi La Fame di Camilla, rivelazione del pop alternativo nostrano. Reduci dalla presenza a Sanremo con “Buio e luce”, sono stasera al Land of Live di Legnano, alle 21. Biglietti: 10 euro.

Tributo a Madonna la regina del pop
SHOW Un tributo a Madonna, la regina del pop. È il programma di questa sera, dalle 22.30, per il tradizionale giovedì musicale della Fabbrica della Birra. Sul palco, per lo show “Blond Ambition”, Francesca Monechi, ex vocalist della trasmissione televisiva “Passaparola”. Ingresso: 10 euro.

___________________________ Questa sera, Land of Live, Legnano (Mi) Via Maestri del lavoro 23

___________________________ Questa sera, Blue Note Via Borsieri 37, 30/25 euro

___________________________ Questa sera, Fabbrica della Birra Via Rutilia 16, ingresso 10 euro

Soccorso pubblico - polizia........................113 Carabinieri ................................................112 Vigili del fuoco..........................................115 Emergenza medica....................................118 Corpo forestale dello stato......................1515 Guardia di Finanza .................117 (02.62771) Vigili urbani......................................02.77271 PRONTO SOCCORSO Guardia medica................................02.34567 Fatebenefratelli ............................02.6363469 Policlinico.........................................02.55031 San Carlo ...........................................02.4022 San Paolo...........................................02.8184 San Raffaele.....................................02.26431 ASSISTENZA Alcolcorrelati ..............................02.33029701 Antiveleni...................................02.66101029 Anziani.......................02.8911771/89127882 Handicap...............02.88463050/02.077/078 Odontoiatrica ............................02.66982478 Ortopedica-Traumat. .....................02.582961 Ostetrica ..........................................02.57991 Pediatrica ...................02.3119233/33100000 Psichiatrica .................................02.58309285 Tossicodipendenza .....................02.64442452 Ustioni .....................02.64442381/64442625 TELEFONI UTILI Cittadinanzattiva........................02.73950559 Lac Lombardia ...........................02.58306583 Linea Amica (ore 20-24)............02.39325273 Sordomuti DTS. .........................02.48204247 SOS Usura. ................................02.72022521 Tel. Amico Milano Sud...............02.48203600 Tel. Donna .................................02.64443043 Telefono Azzurro...................................19696 Telefono Azzurro (per i maggiori di 14 anni) ...........051.481048 Trib. diritti del malato...................02.7389441 Voce Amica................................02.70100000 Linea Verde Droga.......................800.458854 Alcoolisti Anonimi ........................02.3270202 Tel. Blu Sos Consum. .................02.76003013 Telefono amico ..........................02.55230200 ENPA Milano..............02.9706421/97064230 Ass. Consumatori.......................02.36599999 SERVIZI PUBBLICI Comune............................................02.02.02 Anagrafe servizio tel. ...................199.199600 Servizio sociali Milano..................800.777888 Multe e tasse comunali................800.851515 GAS ...................................................02.5255 Elettricità AEM ...................................02.2521 Elettricità ENEL.................................02.23201 Acquedotto................................02.84772000 AMSA ..........................................800332299 TRASPORTI ATM ............................................800.808181 Ferrovie Nord Milano.......................02.85111 Trenitalia .............................................892021 Radio Bus...................................02.48034803 Aeroporto Malpensa..................02.58583218 Aeroporto Linate..........................02.7382787 Aeroporto Orio al Serio................035.326323 Malpensa Express ........................199.151152 Trasporto Orio al Serio....................86464854 Taxi Numero Unico .......................848814781 Radio Taxi Milano ..............................02.8585 Radio Taxi Milano ..............................02.6969 Radio Taxi Milano ..............................02.4040 Radio Taxi Malpensa....................800.911333 ACI - Soccorso Stradale ......................803116 BENZINAI NOTTURNI Viale Marche 32.......................dalle 22 alla 1 Piazzale Accursio ......................dalle 22 alle 7 Viale Liguria 12 ........................dalle 22 alle 7 Piazzale Baracca .......................dalle 22 alla 1 Viale Certosa 228 .........................fino alle 23

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Giovedì 29 aprile 2010

METROPOLI

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Limbiate

I funerali agli animali li fa il baby-becchino
A 15 anni s’inventa un’impresa funebre per pesci e criceti
::: LAURA MARINARO
LIMBIATE

RHO

 La mattina va a scuola, il pomeriggio dopo i compiti, lavora. Normale - direte - per tanti studenti che arrotondano la paghetta di papà con lavoretti di ogni genere. Meno “normale”se il protagonista della storia ha 15 anni, frequenta l’istituto alberghiero e ha un’attività imprenditoriale di pompe funebri specializzato in animali di piccola taglia. Già. Il giovanissimo studente organizza funerali per canarini, tartarughe, criceti, pesci rossi, insomma tutti quei piccoli animaletti che altrimenti non avrebbero degna sepoltura. Un gioco, all’inizio, quello di Nicolò Verga che dopo sei anni di attività è diventato un lavoro vero e proprio e prospettiva certa per il futuro. Proprio due giorni fa ha festeggiato il centesimo funerale dell’anno dopo una settimana convulsa in cui ne ha organizzati ben 35. Come gli è venuta l’idea? «A dire il vero avevo solo 9 anni», racconta Nicolò, «e nella frazione dove abito (Ceresolo di Limbiate) avevo notato tante famiglie che avevano piccoli animali domestici. Così ho pensato che quando muoiono devono essere sepolti e ho iniziato a proporre il servizio dotando il cliente di una piccola cassettina di legno, poi seppel-

Modello Csi contro i criminali Vigili a lezione dalla Scientifica
RHO Una volta erano i ghisa, poi sono diventati poliziotti, oggi sono tecnici della scientifica. La polizia locale, pur di intensificare il proprio controllo sul territorio, si è dotata di “Rapidscan cozart”, scanner documentale 3M, l’etilometro digitale, e a breve entrerà anche in funzione, a completamento delle dotazioni strumentali scientifiche, il nuovo sistema di fotosegnalamento digitale Secom. Non solo. A supporto di tutto ciò, quattro agenti rhodensi, seguiranno gli appositi corsi di polizia scientifica per le identificazioni permesse dall’uso della sofisticata attrezzatura, già in uso ad altre polizie locali lombarde oltre che alla Polizia di Stato e ad altre forze dell’ordine nazionali. Insomma i vigili hanno subìto tali trasformazioni che ora sono diventati come i tecnici delle varie serie televisive americane, tra le quali Csi. Questi marchingegni tecnologici permettono di ridurre i tempi di identificazione e i rischi legati agli accompagnamenti delle persone fermate alla Questura di Milano, appunto per il foto-segnalamento e l’identificazione certa a fini giudiziari. Inoltre, sono attrezzature tecniche fondamentali per garantire sicurezza per il test immediato, effettuato ai conducenti, su eventuali assunzioni di sostanze stupefacenti. I nuovi lettori digitali, in uso da qualche mese al Servizio radiomobile e territoriale della Polizia locale di Rho, offrono infatti la possibilità di un riscontro immediato sul tipo di sostanza assunta e del suo quantitativo in relazione alla metabolizzazione dell’organismo. Si tratta di un test non invasivo in quanto si basa sul prelievo di saliva a mezzo di un tampone in cotone. In poche settimane sono stati già individuati numerosi consumatori e spacciatori di droga sul territorio locale. MARIA LUIGIA PIZZULO

BARE MIGNON Nicolò Verga, 15 anni, mostra le mini-bare in legno che usa per i funerali e la sepoltura di pesci, criceti e uccellini Fotogramma ratore indefesso. Insieme al suo amico-collaboratore Nicholas Ricci, 14 anni, il baby imprenditore raggiunge le case dei clienti rigorosamente in bicicletta, ritira il feretro ponendolo nella cassetta e organizza il rito funebre. Senza prete, ovvio, ma comunque decoroso. «Il pomeriggio mentre studio ricevo le telefonate dei clienti, poi cerco di ottimizzare i tempi perché devo comunque diplomarmi». La società del giovane, che si chiama Pfa, ovvero Pompe funebri animali, lo scorso anno ha

lendola nel mio giardino con tanto di croce, oppure, quando preferiscono, a casa loro». Poco a poco l’attività si è ampliata e Nicolò che ha un amico “becchino” in città, ha inventato anche la stanza del commiato dove si possono organizzare rosari serali e veglie funebri, al primo piano della villetta dove abita con i genitori. «Certo all’inizio mio padre, che fa il bancario, e mia madre, che lavora nella segreteria di una scuola, non hanno accettato questa mia scelta, ma poi si sono piegati ai miei voleri e ormai sono anche contenti». Uno spirito certamente imprenditoriale quello del quindicenne, svolto nella totale adesione allo spirito del brianzolo lavo-

guadagnato circa 300 euro, ma quest’anno andrà meglio. Il costo di un funerale? Dai 12 euro in su, a seconda se si vogliano fiori o altri orpelli. «Sia ben chiaro, i soldi li metto da parte e li uso per comprare le cassette e pagare il mio collaboratore». Un’ultima chicca. Come tutte le case funerarie anche la sua ha un motto e una divisa (camicia bianca, cravatta e pantaloni neri, ovvio): serietà, decoro, rispetto. Cosa vuol fare da grande? «Mi piacerebbe lavorare nella Marina Mercantile come commissario di bordo», conclude, «ma non è escluso che apra una vera casa funeraria... anche se per una per cani e gatti ci vogliono 100 mila euro per le autorizzazioni».

MAGENTA

Studenti-attori per i malati di dialisi
MAGENTA (m. piz.) Gli studenti si trasformano in attori per alleviare la degenza dei malati negli ospedali di Legnano e Magenta. Ieri pomeriggio alcuni allievi della quarta A dell’istituto superiore Carlo Dell’Acqua hanno messo in scena, nel reparto di Dialisi, il “Fantasma di Canterville” di Oscar Wilde. L’iniziativa, proposta per la seconda volta dall’istituto legnanese, fa parte del progetto “Iris Ospedale Aperto” e sta producendo effetti positivi sull’umore dei dializzati. Si svolgerà una volta a settimana per tutto il mese di maggio. È arrivata invece alla quarta edizione l’esperienza degli studenti del liceo classico linguistico Quasimodo che, dallo scorso gennaio, si alternano tutti i martedì in letture di romanzi e racconti nel reparto Dialisi diretto da Lucio Bertoncini.

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LOMBARDIA

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POLEMICHE A BERGAMO PER IL RADUNO DEGLI ALPINI

Cremona

(m. mag.) Bergamo si prepara all’adunata degli alpini tra polemiche e sicurezza. Polemiche per le bandiere tricolori di benvenuto, apparse ieri in evidente ritardo rispetto al resto degli edifici pubblici, sul Palazzo della Provincia guidata dal leghista Ettore Pirovano; sicurezza per l’operazione di saldatura di tutti i tombini considerati a rischio lungo il percorso della sfilata delle penne nere il 9 maggio. [San Marco]

Perri striglia i suoi Manca l’inglese sui siti e nei musei
::: GILBERTO BAZOLI
CREMONA

Vigevano (Pv)

Il neo-sindaco si taglia l’auto blu
Il leghista Andrea Sala dice basta agli sprechi: via le consulenze, solo sei assessori in giunta
::: FILIPPO CAVAZZA
VIGEVANO (PV)

 In campagna elettorale aveva annunciato un drastico taglio dei costi per l’amministrazione comunale. Ora, il neoeletto sindaco leghista di Vigevano, Andrea Sala, sta passando dalle parole ai fatti. Il primo annuncio ha riguardato l’auto blu, acquistata pochi anni fa dal suo predecessore Ambrogio Cotta Ramusino. «In un’ottica di risparmi - dichiara il primo cittadino - mi sembra di dover dare l’esempio. L’auto del Comune, un’Audi, sarà venduta». Sala non sembra neppure intenzionato ad acquistare una macchina di minor cilindrata o una city car. L’orientamento è a utilizzare la propria. «Io ho la mia macchina - aggiunge - e non mi serve l’auto di servizio, ho la patente e

non mi serve l’autista. Agli appunta- generale delle spese si era avuto con la menti andrò per lo più con la mia auto stessa formazione della giunta comuo mi farò accompagnare, eventual- nale, presentata alla città pochi giorni mente, da dipendenti che ne abbiano fa. Sala ha infatti proceduto alla nomila disponibilità, appartenenti na di soli sei assessori, il miniai settori collegati con gli mo stabilito dalla legge. Se incontri istituzionali prenella precedente ammivisti. Non c’è necessità nistrazione gli assessori di un autista fisso». erano dieci, il taglio agli Con queste parole enti locali del decreto Sala ha di fatto liberato Calderoli aveva portadall’incarico di autista to a 8 il numero massil’agente di polizia munimo di compocipale che negli ultimi annenti della Andrea Sala Cavazza ni aveva accompagnato l’ex giunta. Il nuosindaco. «Il vigile tornerà a vo borgomadisposizione del comando, che ne ha stro leghista ha però deciso di lanciare bisogno. Io ho sempre sostenuto che un messaggio ancora più chiaro e rinello staff del sindaco non è necessaria durre ulteriormente gli assessori della la presenza di un vigile». giunta Lega-Lista civica Polo Laico a 6. Un altro segnale del contenimento L’austerity di Andrea Sala non vuole

fermarsi alle poltrone comunali e al parco macchine. Incarichi e consulenze esterne saranno ridimensionati, con l’intento di avvalersi, laddove possibile, delle professionalità già in dotazione al Comune. Attualmente l’amministrazione comunale ducale ha più di 500 dipendenti (è la prima azienda cittadina) e circa 480.000 euro in consulenze (dato 2009), utilizzate soprattutto nei settori dell’urbanistica e della cultura (per mostre, Teatro Cagnoni e Istituto musicale Costa). «Taglierò tutti gli incarichi esterni che si potranno tagliare. Ad esempio, non è stato rinnovato l’incarico col responsabile della comunicazione perché abbiamo all’interno del Comune le risorse per gestire la comunicazione istituzionale e se ne occuperà l’addetta stampa, che è una dipendente».

 La sfuriata del sindaco Oreste Perri, che il mondo l’ha girato in lungo e in largo da campione di canoa, è caduta nel vuoto. Il questionario distribuito per tastare il polso dei visitatori degli Stradivari, fiore all’occhiello della città, è solo e soltanto in italiano. Una svista inspiegabile dal momento che uno su tre di chi stacca il biglietto è straniero. Deciso ad esportare Cremona, i violini e il Po, Perri vuole fare del marketing turistico uno dei suoi cavalli di battaglia. Navigando pochi giorni fa su internet, ha scoperto che l’unico sito a parlare in inglese era quello del teatro Ponchielli. È andato su tutte le furie: «Come fanno a conoscerci fuori dall’Italia?». I suoi collaboratori sono corsi al riparo ammodernando il look on line dei musei cittadini e di altri enti. Ma la svolta (che in tempi di globalizzazione dovrebbe essere la normalità) non è scesa dal computer alla carta.All’ingresso della prestigiosa Collezione degli strumenti ad arco di palazzo Comunale, che nel 2009 è stata visitata da 25.000 tra turisti e appassionati, ha fatto la sua comparsa un corposo questionario per il pubblico. «Gentile signore, le chiediamo di esprimere il suo gradimento del museo», si legge nella prima delle quattro pagine. Seguono una raffica di domande e una pagellina da compilare con i voti (“completamente soddisfacente, soddisfacente, insufficiente, decisamente insufficiente”), su vari aspetti: orari di apertura e cortesia del personale, materiale informativo e chiarezza del percorso espositivo, servizi generali (pulizia locali, guardaroba, bagni) e giudizio complessivo sui violini in mostra. Tutto rigorosamente in italiano. L’assessore alle Politiche culturali e al Sistema museale Irene Nicoletta De Bona (PdL) si giustifica: «L’inglese? Un questionario per raccogliere i suggerimenti dei visitatori sui punti di forza e di debolezza della Collezione non era mai stato fatto. Accontentiamoci». Basterà per evitare, di ritorno da Mathausen, la seconda sfuriata esterofila di Perri?

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LOMBARDIA

Laglio (Co)

Rimosse le bombe da casa Clooney
Evacuati domestici e guardiani di Villa Oleandra, gli artificieri hanno fatto brillare gli ordigni bellici trovati nel lago
::: MARIO ALEMAGNA
BRESCIA
LAGLIO (CO)

Razzie a scuola Preso ladro di merendine
BRESCIA La sua specialità? Saccheggiare i distributori di snack e bibite. Sì, insomma, un ladro seriale di merendine, prelevate nottetempo dai dispenser all’interno di scuole e facoltà universitarie in città, da cui sparivano anche le monetine. Il misterioso razziatore ora ha un volto: si tratta di un trentottenne di Coccaglio, preso con le mani nel sacco - anzi nel distributore - a Medicina e arrestato. A incastrarlo, i carabinieri della compagnia di Brescia che lo hanno atteso tra lunedì e martedì dentro la Statale. «In 25 giorni abbiamo calcolato 19 furti - spiega il capitano Donato D’Amato - con modalità identiche». Nel mirino, i licei Calini e Leonardo, l’istituto Moretto, Medicina e Ingegneria, visitati a rotazione. Abitudini oggetto di accurato studio da parte dei militari, che lo hanno sorpreso con il piede di porco in mano. B. RAS.

 La villa di George Clooney a Laglio ieri è stata evacuata. Roberto Pozzi, sindaco del paese dove l’attore americano risiede nel periodo primaverile ed estivo, aveva firmato nei giorni scorsi un’ordinanza di sgombero per tutelare l’incolumità degli inquilini di Villa Oleandra in occasione delle operazioni di bonifica dalle bombe che sono state ritrovate sul fondo delle acque antistanti la lussuosa dimora. Le operazioni si sono svolte ieri mattina, senza intoppi. Gli ordigni, risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono stati riportati in superficie dagli uomini del Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona che li hanno disinnescati e portati in barca fino alla spiaggetta di Villa Erba a Cernobbio. Da lì sono stati caricati su una camionetta dell’esercito e trasportati fino alla cava di Pusiano, paesino tra Como e Lecco, per essere fatti brillare. L’addetto stampa del Comando militare dell’esercito per la Lombardia, Rinaldo Cossa, ha spiegato che «tutto si è svolto senza intoppi e grazie alla professionalità dei nostri uomini siamo riusciti a effettuare il tutto in tempi ristretti e ad evitare i disagi alla popolazione, senza chiudere strade ed evacuare l’intera zona, eccetto che per la casa del signor Clooney». Adesso il fondale davanti a Villa Oleandra dovrebbe essere completamente bonificato, pri-

vo di altri ordigni inesplosi. Se ora le acque davanti alla casa di Clooney sono più sicure, lo si deve ad un anonimo che ha segnalato la presenza delle bombe al Comune di Laglio, come ha raccontato il sindaco Pozzi: «Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di un sub che ha chiesto di restare anonimo. Si è imbattuto in queste bombe durante un’immersione e ci ha subito avvertiti. Abbiamo avvisato l’esercito e io ho dovuto scrivere a mister Clooney per annunciargli che la sua casa sarebbe dovuta essere evacuata, poi ho firmato l’ordinanza». Al momento delle operazioni di ripescaggio e disinnesco l’attore non era in villa, ma tutti i domestici e guardiani sono stati allontanati dalla proprietà. Alle 16.30 circa gli ordigni bellici, come da programma, sono stati fatti brillare nella cava. Sul posto è arrivato immediatamente anche il primo cittadino di Pusiano, Andrea Maspero, per verificare con i propri occhi che non ci fossero disagi per i cittadini: «Due anni fa erano state fatte brillare altre bombe ripescate nel lago e in quella occasione l’onda d’urto aveva lesionato l’edificio di un residente. Era stato un botto tremendo, anche perché gli ordigni furono, se ben ricordo, seicento. Questa volta devo dire che è andato tutto per il meglio e il botto è stato abbastanza contenuto. Ad ogni modo abbiamo chiesto l’intervento di un tecnico per misurare l’intensità dell’esplosione e le onde sonore prodotte».

Gli artificieri al lavoro davanti alla villa dell’attore Pozzoni

BERGAMO

Posteggiatori abusivi addio, il sindaco mette i suoi
BERGAMO Continua la “guerra” tra Comune di Bergamo e i parcheggiatori abusivi. Ora il turno è del gruppo di immigrati che controllano la sosta a pagamento; gli abusivi hanno infatti mandato una lettera all’amministrazione guidata da Franco Tentorio chiedendo il ripensamento di affidare la gestione delle “linee blu” ad una cooperativa che garantirà dal 3 maggio la presenza fissa di personale per la riscossione del pedaggio. «La maggior parte di noi è riuscita a trovare un lavoro come operai nei cantieri, ottenendo così un regolare permesso di soggiorno - si legge nella missiva - Con la crisi molti hanno però perso il lavoro […] Noi oggi compiamo un servizio: segnaliamo all’automobilista i posti liberi, in modo tale da evitare discussioni sulla strada che potrebbero degenerare in veri e propri litigi; aiutiamo loro a fare le manovre del parcheggio e se lo richiedono ci incarichiamo di comprare il biglietto per la sosta». E concludono: «Speriamo possa nascere uno spazio di incontro». Speranza vana a sentire l’assessore alla Sicurezza, Cristian Invernizzi. «Questi parcheggiatori sono gli stessi che hanno picchiato agenti della polizia locale - spiega Invernizzi -. Questo atto rende irricevibile la loro richiesta». M. MAG.

VILLA IRIS
ALBENGA
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Villa "Iris" si trova ad Albenga, al confine con Alassio, in una zona residenziale e tranquilla, dista solo 300 mt. dal mare e 500 mt. dai principali servizi. A soli 4 km dal centro di Alassio, con le sue spiagge sabbiose ed il porticciolo turistico. In posizione, comodamente accessibile offre a tutti gli appartamenti un'incantevole vista sul Golfo e sull'isola Gallinara. Villa Iris sorge dalla ristrutturazione di un immobile preesistente; il progetto nasce con una moderna concezione dell'architettura, ponendo particolare attenzione alle attuali esigenze di risparmio energetico. A tal fine è stato realizzato un impianto termoidraulico che si avvale della produzione di acqua calda tramite pannelli solari. Quest'ultimi posizionati sul tetto del caseggiato, sono ben integrati con la moderna struttura della Villa, senza intaccarne l'alto pregio estetico.

La villa, è composta da soli sei esclusivi appartamenti, sono disponibili bilocali e trilocali, tutti dotati di ingresso indipendente, terrazzi, cantina e posto auto.

Per informazioni Annamaria Staffetta cell. 3932475372 Danilo De Angelis cell. 3492360533 Remax Expo Milano - Tel. 02.45480439

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I FILM

a cura di Giorgio Carbone

::: TEATRI
ALLA SCALA
PIAZZA SCALA - 0272003744

Simon Boccanegra ore 20.00 di Giuseppe Verdi, direttore Daniel Barenboim, regia di Federico Tiezzi

ARSENALE

VIA C. CORRENTI - 028321999

Matrimoni e altri disastri
Regia: Nina Di Majo Cast: Margherita Buy Genere: comm Dove: Apollo

Misure straordinarie
Regia: Tom Vaughan Cast: Harrison Ford Genere: dramm Dove: Plinius

Agorà
Regia: Alejandro Amenabar Cast: Rachel Weisz Genere: storico Dove: Eliseo

La città verrà distrutta...
Regia: Breck Eisner Cast: Timothy Olyphant Genere: horror Dove: Odeon

Riposo

AUDITORIUM DI MILANO
L.GO GUSTAV MAHLER - 0283389201-202-203

Una donna alla vigilia delle nozze della sorella conclude che è meglio il nubilato. Troppi film di maniaci sentimentali. Questo non è il migliore.

Un padre, per salvare i figli, sperimenta su di loro una cura arrischiata. La trama ha un grosso impatto, ma la messinscena è quasi televisiva.
Scontro tra Titani 3D ★★ 15.30-17.40-20.15-22.30 Agora ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Shutter Island ★★★

Storia di Ipazia, filosofa del 400 trucidata da fanatici cristiani. Nella foga di sparare sulla Chiesa, Amenabar s’è scordato di essere bravo regista.
CORSO VERCELLI 18 - 0248008908 SALA MARILYN EURO 10,00 SALA GARBO EURO 4,50-7,50

L’acqua inquinata trasforma i paciosi abitanti di una cittadina in pazzi killers. Remake di un famoso horror del ’73. Molto meglio dell’originale.
SALA 9
EURO 6,10-8,00

Stagione sinfonica ore 20.30 Le arti magiche de L’apprendista stregone, direttore Juraj Valcuha, solista Radovan Vlatkovic

CARCANO

C.SO DI P.TA ROMANA, 65 - 0255181377 ore 20.30

I casi sono due

::: CINEMA MILANO
Mine vaganti ★★★

GLORIA MULTISALA

Agora ★★★

CIAK WEBANK.IT
VIA PROCACCINI, 4/C (C/O) FABBRICA DEL VAPORE

Drammatico. Di A. Amenabar con R. Weisz

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Drammatico. Di A. Amenabar con R. Weisz

14.00-17.00-19.45-22.30 Basilicata Coast to Coast ★★ 14.50-17.35-20.10-22.45 Il cacciatore di ex ★★ 14.15-17.00-19.40-22.15 Secondo tempo ★★ 15.00-17.35-20.10-22.35 Mine vaganti ★★★

Welcome to the Machine The Rock Show

ore 21.00

ANTEO SPAZIOCINEMA

VIA MILAZZO, 9 - 026597732 SALA CINQUANTA EURO 4,50-7,50 SALA CENTO
EURO 4,50-7,50

Commedia. Di R. Papaleo con A. Gassman Commedia. Di Andy Tennant con Gerard Butler

SALA 10 EURO 6,10-8,00 SALA 11
EURO 6,10-8,00

CRT SALONE
Riposo

VIA DINI, 7 - 0289011644

Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

15.30-17.50-20.15-22.30 I gatti persiani ★★★ 15.30-17.50-20.20-22.30 Happy Family ★★★

MEXICO

ELFO PUCCINI
CORSO BUENOS AIRES, 33 - 0200660606

VIA SAVONA, 57 - 0248951802 SALA 1
EURO 4,50-6,00

SALA 12
EURO 6,10-8,00

Drammatico. Di B. Ghobadi con N. Shaghaghi Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono

Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio

Drammatico. Di Fabio Bastianello con Yan Agusto Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

SALA DUECENTO EURO 4,50-7,50

13.00-15.45-18.30-21.15

SALA 13
EURO 6,10-8,00

14.50-16.45-18.40-20.40-22.35 L’uomo nell’ombra ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 L’uomo nell’ombra ★★★

ODEON - THE SPACE CINEMA
VIA SANTA RADEGONDA, 8 - 892111

SALA QUATTROCENTO Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor EURO 4,50-7,50

Scontro tra Titani 3D ★★

SALA 01

14.20-17.00-20.00-22.45 La vita e’ una cosa meravigliosa ★★
Commedia. Di Carlo Vanzina con Gigi Proietti

Sala Shakespeare: Riposo Sala Fassbinder: Shopping & fucking Sala Bausch: Nel buio dell’America

ore 21.00 ore 20.30

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington EURO 11,00-11,00

SALA 14 EURO 6,10 SALA 14
EURO 6,10-8,00

FRANCO PARENTI
VIA PIER LOMBARDO, 14 - 0259995206

APOLLO SPAZIOCINEMAGALL. DE CRISTOFORIS 3 - 02780390
SALA GEA
EURO 5,00-7,50

13.00-15.20-17.40-20.00-22.20 Alice in Wonderland 3D ★★★ 12.50-15.15 Dragon Trainer 3D ★★★

Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska Animazione. Di Dean DeBlois, Chris Sanders

SALA 02 EURO 11,00 SALA 02 EURO 11,00 SALA 03 EURO 6,00-8,00 SALA 05 EURO 6,00-8,00 SALA 06 EURO 6,00-8,00 SALA 09 EURO 6,00-8,00

14.00 Shutter Island ★★★

Thriller. Di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio

Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor

12.20-14.50-17.10-19.30-21.50 Matrimoni e altri disastri ★★ 13.00-15.20-17.30-19.40-21.50 Green Zone ★★★

16.30-19.30-22.30 From Paris with love ★★★ 14.50-17.40-20.15-22.40 L’uomo nell’ombra ★★★ 14.00-16.50-19.40-22.45 Scontro tra Titani ★★

Sala Grande: Persone naturali e strafottenti ore 21.00 Sala Anima: Dissipatio H.G.
di, con e diretto da Guido Morselli

SALA 15
EURO 6,10-8,00

Azione. Di Pierre Morel con John Travolta Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Commedia. Di G. Ficarra, J. Requa con J. Carrey

Sala 3: Moliere

ore 20.30 ore 21.00

SALA FEDRA
EURO 5,00-7,50

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy Drammatico. Di Paul Greengrass con Matt Damon

17.40-19.50-22.00 Basilicata Coast to Coast ★★ 12.40-20.10-22.40 From Paris with love ★★★ 13.15-15.30-17.45-20.00-22.15 Il cacciatore di ex ★★

SALA ELETTRA
EURO 5,00-7,50

Commedia. Di R. Papaleo con A. Gassman Azione. Di Pierre Morel con John Travolta Commedia. Di Andy Tennant con Gerard Butler

SALA 16 EURO 6,10-8,00 SALA 17
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Il 30/4: I tacchi di Giada - Concerto di Viola Valentino ore 21.00
CORSO MAGENTA, 24 - 028055882 ore 20.30

13.00-15.20-21.50 Oltre le regole - The Messenger ★★

Drammatico. Di Oren Moverman con Ben Foster

SALA ELETTRA EURO 7,50 SALA DAFNE EURO 5,00 SALA DAFNE EURO 7,50 SALA URANIA EURO 5,00-7,50

17.30-19.40 Il piccolo Nicolas e i suoi genitori ★★
Commedia. Di Laurent Tirard con Kad Merad

15.00-17.35-20.05-22.35 Colpo di fulmine - Il mago della truffa ★★ 15.00-17.25-20.00-22.25 Dragon Trainer 3D ★★★ 18.20 Happy Family ★★★

Democracy A.D.

SALA 18 EURO 6,10-8,00

VIA MANZONI, 42 - 027636901

13.00-15.30 Mine vaganti ★★★

12.20-14.50-17.20-19.50-22.20 La citta’ verra’ distrutta all’alba ★★
Horror. Di Breck Eisner con Timothy Olyphant

UCI CINEMAS CERTOSA

VIA STEPHENSON, 29 - 892960

Rumors ore 20.45 con Zuzzurro & Gaspare, E. D’Urso, A. Schiavoni
PIAZZA PIEMONTE, 12 ore 20.30

Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

12.00-14.30-17.00-19.30-22.00 Matrimoni e altri disastri ★★ 15.30-17.50-20.10-22.30 Green Zone ★★★

SALA 1
EURO 10,00

17.30-19.40-21.50 Happy Family ★★★

ORFEO MULTISALA

Animazione. Di Dean DeBlois, Chris Sanders
VIALE CONI ZUGNA, 50 - 0289403039 SALA BLU
EURO 4,50-7,50

La bella e la bestia

Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono

SALA 1

12.40-14.30-16.20-18.10-20.00-21.50

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy Drammatico. Di Paul Greengrass con Matt Damon

Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono

NUOVO OUT OFF
Riposo

PIAZZA SAN BABILA - 0276000086 ore 20.45

ARCOBALENO FILMCENTER
VIALE TUNISIA 11 - 0229406054-199199166

L’uomo nell’ombra ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Mine vaganti ★★★

SALA VERDE EURO 4,50-7,50 SALA ROSSA EURO 10,00

21.20 La citta’ verra’ distrutta all’alba ★★
Horror. Di Breck Eisner con Timothy Olyphant

Il piacere dell’onestà
SALA 2 EURO 8,00 SALA 3
EURO 10,00

con Leo Gullotta, regia di Fabio Grossi VIA MAC MAHON, 16 - 0234532140

Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

1 EURO 4,50-7,50
SALA

15.15-17.40-20.05-22.30 Scontro tra Titani 3D ★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Il mio amico Eric ★★★ 17.00-21.00 Scontro tra Titani 3D ★★ 15.30-17.50-20.10-22.30 Agora ★★★

18.20-21.20 Scontro tra Titani 3D ★★ 18.30-21.30 Agora ★★★

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Drammatico. Di A. Amenabar con R. Weisz

PICCOLO TEATRO GRASSI
VIA ROVELLO, 2 - 848800304

2 EURO 4,50-7,50
SALA

15.00-17.30-20.00-22.30 Matrimoni e altri disastri ★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Invictus ★★★

PALESTRINA

VIA PALESTRINA, 7 - 026702700 SALA 1 EURO 6,00

SALA 4 EURO 8,00 SALA 5
EURO 8,00

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy

3 EURO 4,50-7,50
SALA

Commedia. Di Ken Loach con Steve Evets

18.00-21.00 Matrimoni e altri disastri ★★ 18.15-21.15 L’uomo nell’ombra ★★★ 18.00-21.00 Fantastic Mr. Fox ★★★
Animazione. Di Wes Anderson

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor

Chiostro del Teatro Grassi: Via Rovello 2. Il Chiostro ritrovato

ore 17.30

ARIOSTO

VIA ARIOSTO, 16 - 0248.003901 SALA 1
EURO 6,50

PLINIUS MULTISALA

PICCOLO TEATRO STREHLER
LARGO GREPPI, 1 - 0272333222

VIALE ABRUZZI, 28/30 - 0229531103 SALA 1
EURO 10,00

SALA 6 EURO 8,00 SALA 7 EURO 8,00 SALA 7

Edipo Re

ore 20.30

Drammatico. Di Clint Eastwood con Matt Damon

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Drammatico. Di A. Amenabar con R. Weisz

15.30-18.15-21.00 Io sono l’amore ★★

PICCOLO TEATRO STUDIO
VIA RIVOLI, 6 - 0272333222

CENTRALE MULTISALA

VIA TORINO 30/32 - 02874826 SALA 1
EURO 4,50-7,00

SALA 2
EURO 4,50-7,50

Drammatico. Di Luca Guadagnino con Tilda Swinton

15.00-17.30-20.00-22.30 Dragon Trainer 3D ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Fantastic Mr. Fox ★★★
Animazione. Di Wes Anderson

18.15 Green Zone ★★★

Il Signore del Cane Nero

ore 20.30

15.00-17.30-20.00-22-30 Simon Konianski ★★

Animazione. Di Dean DeBlois, Chris Sanders

SALA 3 EURO 10,00 SALA 4
EURO 4,50-7,50

Drammatico. Di Paul Greengrass con Matt Damon

Commedia. Di Micha Wald con Jonathan Zaccai

SALA 2 EURO 4,50-7,00

21.15 From Paris with love ★★★ 18.00-21.00

PIM SPAZIO SCENICO
VIA TERTULLIANO, 68 - 0254102612 SALA 8 EURO 8,00 VIA M. GIOIA, 48 SALA 1

Azione. Di Pierre Morel con John Travolta

Il 30/4: Macadamia nut brittle ore 21.00
con Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Mario Toccafondi, regia di Stefano Ricci

14.10-16.10-18.10-20.20-22.30 L’uomo nell’ombra ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Happy Family ★★★

COLOSSEO

V.LE MONTE NERO, 84 - 0259901361-199445668 SALA VENEZIA EURO 5,00-7,50 SALA CANNES EURO 5,00-7,50 SALA BERLINO
EURO 5,00-7,50

15.30-17.50 Green Zone ★★★

SALA 4
EURO 7,50

AUDITORIUM DON BOSCO
0267071772

Drammatico. Di Paul Greengrass con Matt Damon

SAN BABILA

CORSO VENEZIA, 2/A - 02795469

Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono

20.00-22.30 Basilicata Coast to Coast ★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Misure straordinarie ★★ 15.30-17.50-20.10-22.30

SALA 5
EURO 4,50-7,50

Cineforum - Ingresso con tessera 21.00

A jazz story - tributo a Glenn Miller e Duke Ellington ore 21.00

Commedia. Di R. Papaleo con A. Gassman Drammatico. Di Tom Vaughan con Harrison Ford

AUDITORIUM SAN CARLO
CORSO MATTEOTTI 14 - 0276020496

TEATRO CABOTO
VIA CABOTO, 2 - 0270605035 SALA 1

15.30-17.50-20.30-22.30 Matrimoni e altri disastri ★★ 15.30-17.50-20.20-22.30 Scontro tra Titani 3D ★★ 15.30-17.50-20.20-22.30 Mine vaganti ★★★ 15.15-17.40-20.05-22.30

SALA 6 EURO 4,50-7,50

Capitalism: A Love Story ★★
Documentario. Di Michael Moore

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

Riposo

SALA SUNDANCE EURO 9,00 SALA LOCARNO EURO 5,00-7,50

Matrimoni e altri disastri ★★

UCI CINEMAS BICOCCA

VIALE SARCA, 336 - 892960 SALA 1 EURO 6,10-8,00 SALA 2
EURO 6,10-8,00

15.15-20.30

TEATRO DAL VERME
VIA SAN GIOVANNI SUL MURO, 2 - 0287905

AUDITORIUM SAN FEDELE
VIA HOEPLI, 3/B - 0286352231

Commedia. Di Nina Di Majo con Margherita Buy

Il canto delle Muse
SALA 1 VIA DELL’INNOVAZIONE, 2 - 0236508343

ore 18.00

14.30-17.35-20.05-22.30 La citta’ verra’ distrutta all’alba ★★
Horror. Di Breck Eisner con Timothy Olyphant

Cineforum - Ingresso con tessera 15.30-21.00

TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI
Giornata internazionale della danza
ore 21.00

DUCALE MULTISALA
PIAZZA NAPOLI 27 - 0247719279-199199166

14.45-17.15-20.10-22.40 Scontro tra Titani 3D ★★
SALA 1
EURO 4,50-7,50

GNOMO MILANO CINEMA
VIA LANZONE 30/A - 02804125

L’uomo nell’ombra ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Mine vaganti ★★★

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington

SALA 3 EURO 10,50 SALA 4 EURO 6,10-8,00 SALA 5 EURO 10,50 SALA 5
EURO 10,50

Thriller. Di Roman Polanski con Ewan McGregor Commedia. Di F. Ozpetek con R. Scamarcio

14.45-17.15-19.45-22.15 Green Zone ★★★

Il viale della follia - Darb El Mahabil
Di Tewfik Saleh

SALA 1

TEATRO DELLA COOPERATIVA
VIA HERMADA,82 - 0264749997 - 026420761

Drammatico. Di Paul Greengrass con Matt Damon
SALA 2 EURO 4,50-7,50 SALA 3 EURO 10,00 SALA 4 EURO 4,50-7,50

20.30

15.00-17.30-20.00-22.30 Scontro tra Titani 3D ★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Happy Family ★★★ 15.00-17.30-20.00-22.30 Agora ★★★

14.35-17.10-20.00-22.45 Alice in Wonderland 3D ★★★ 22.35 Dragon Trainer 3D ★★★

GREGORIANUM
Riposo

VIA SETTALA 27 - 0229529038

A cento passi dal Duomo
di Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto ore 20.45

Fantastico. Di Tim Burton con Mia Wasikowska Animazione. Di Dean DeBlois, Chris Sanders

ORIONE
Riposo

VIA FEZZAN-ANG. V.LE C. DA FORLI, 1 - 024294437

TEATRO DELLA MEMORIA
VIA CUCCHIARI, 4 - 02313663

Fantastico. Di Louis Leterrier con Sam Worthington Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono

14.35-17.10-20.05 Misure straordinarie ★★

ORIZZONTE
Riposo

PIAZZA DAMIANO CHIESA - 0233603133

SALA 6
EURO 6,10

Istruzioni per esseri umani ore 21.00 di Ionesco, Becket, Coltazar, con Alessandro Tacconi, regia di Monia Marchiori

Drammatico. Di Tom Vaughan con Harrison Ford
VIA TORINO 64 - 0272008219-199445668
SALA

ELISEO MULTISALA

KUBRICK OLMI

Drammatico. Di A. Amenabar con R. Weisz

EURO 5,00-7,50 SALA

15.00-17.30-20.00-22.30 Departures ★★

15.00-17.40 Opera Lirica (Simon Boccanegra) 20.00 Happy Family ★★★ 14.00-16.10-18.20-20.30 Misure straordinarie ★★ 22.45 Cella 211 ★★★

Commedia. Di G. Salvatores con D. Abatantuono
EURO 5,00-7,50 SALA

SALA 6 EURO 12,00 SALA 7 EURO 6,10-8,00 SALA 7 EURO 8,00 SALA 8
EURO 6,10-8,00

OSCAR
Riposo

VIA LATTANZIO, 58 - 0289072444

TEATRO LEONARDO DA VINCI
VIA AMPÈRE, 1 - 0226681166

OSOPPO
Riposo

VIA OSOPPO, 2 - 0240071325

Home sweet home ore 19.45 scritto e diretto da Valeria Cavalli, con Andrea Robbiano, Giulia Bacchetta

Drammatico. Di Yojiro Takita con Masahiro Motoki

15.00-17.30-20.00-22.30 Perdona e dimentica ★★

Drammatico. Di Tom Vaughan con Harrison Ford
SCORSESE TRUFFAUT
EURO 5,00-7,50 SALA

SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA
VIALE VITTORIO VENETO 2 - 0277406300

VENTAGLIO SMERALDO
PIAZZA XXV APRILE, 10 - 0229006767 SALA 1 con Los Vivancos VIA PASTRENGO, 16 - 026880038

Drammatico. Di Todd Solondz con Ally Sheedy

15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Il concerto ★★★ 15.15-17.40-20.05-22.30

Nuovo Cinema Israeliano
Rassegna cinematografica

7 Hermanos

ore 20.45

Drammatico. Di Daniel Monzon con Carlos Bardem

Commedia. Di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov

14.50-17.20-20.15-22.40

16.30-18.30 ★ = DA EVITARE ★★ = COSÌ COSÌ ★★★ = BELLO ★★★★ = DA NON PERDERE

VERDI

EURO 5,00-7,50

LEGENDA:

Riposo

ore 21.00

Giovedì 29 aprile 2010

63

:::LOMBARDIA
HINTERLAND
ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI
VIALE MILANO FIORI - TEL. 892960 From Paris with love Basilicata Coast to Coast Green Zone Matrimoni e altri disastri Scontro tra Titani 3D La citta’ verra’ distrutta all’alba Agora L’uomo nell’ombra Il cacciatore di ex Dragon Trainer 3D Happy Family 18.15-20.30-22.45 17.15-19.45-22.10 17.05-19.45-22.15 17.10-19.55-22.20 17.00-20.00-22.30 17.10-19.55-22.20 17.00-19.50-22.35 17.00-19.45-22.40 17.20-20.00-22.30 17.15 20.30-22.40

PADERNO DUGNANO
VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181

AREA METROPOLIS

MULTISALA SAN MARCO
P.LE REPUBBLICA 2 - TEL. 035240416 Happy Family Scontro tra Titani Matrimoni e altri disastri 20.30 22.30 20.30-22.30

Riposo PADERNO DUGNANO
VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Scontro tra Titani 3D Alice in Wonderland 3D L’uomo nell’ombra Agora Dragon Trainer 3D Fantastic Mr. Fox Cella 211 La citta’ verra’ distrutta all’alba Happy Family Green Zone Il cacciatore di ex La vita e’ una cosa meravigliosa From Paris with love Matrimoni e altri disastri Basilicata Coast to Coast Scontro tra Titani 3D

LE GIRAFFE
19.10-21.30 18.50-21.10 18.30-21.00 17.30-21.00 17.40-20.30-22.30 18.15 20.30-22.40 19.10-21.20 18.40 20.30-22.40 19.20-21.30 17.30 19.40-21.30 18.10-20.15-22.40 17.30-20.00-22.30 18.00-20.20-22.40

L’uomo nell’ombra Dragon Trainer 3D Green Zone From Paris with love Scontro tra Titani 3D

22.30 17.10 20.00 22.20 17.20-20.10-22.40

MANTOVA
ARISTON MULTISALA
VIA PRINCIPE AMEDEO, 20 - TEL. 0376328139 Agora L’uomo nell’ombra 20.00-22.30 20.00-22.30

STUDIO CAPITOL
VIA TASSO, 41 - TEL. 035248330 I gatti persiani L’uomo nell’ombra Agora 20.30-22.30 20.00-22.30 20.00-22.30

LONATO
VIA FORNACE DEI GORGHI - TEL. 0309913670 La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri L’uomo nell’ombra Scontro tra Titani 3D Happy Family Green Zone

MULTISALA KING
20.30-22.45 20.20-22.30 20.00-22.40 20.10-22.40 20.35 22.45

CINECITY MULTIPLEX
PIAZZALE CESARE BECCARIA 5 - TEL. 0376340740 La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri Scontro tra Titani 3D Il cacciatore di ex Basilicata Coast to Coast Green Zone Dragon Trainer 3D Oltre le regole - The Messenger 20.10-22.40 20.20-22.40 19.50-22.30 20.10-22.40 20.10-22.30 22.30 19.45 20.00-22.30

ALBINO
PIAZZA SAN GIULIANO - TEL. 035751490

NUOVO CINETEATRO

Riposo CLUSONE
VIA S.NARNO 1 - TEL. 034622275 Il riccio
VIA TRIESTE, 15 - TEL. 0363992244

GARDEN
21.00

ORZINUOVI

STARPLEX

CORTENUOVA CINESTAR MULTIPLEX CORTENUOVA
Il cacciatore di ex Green Zone From Paris with love L’uomo nell’ombra Agora La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri Scontro tra Titani 20.20 22.30 20.30-22.20 20.00-22.30 21.30 20.20-22.20 20.25-22.25 20.20-22.25

BELLINZAGO LOMBARDO

ARCADIA

C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Il cacciatore di ex 17.45-20.20-22.35 La citta’ verra’ distrutta all’alba 17.40-20.10-22.30 L’uomo nell’ombra 17.50-20.50 Scontro tra Titani 3D 17.30-20.00-21.15-22.40 Scontro tra Titani 20.15-22.30 Dragon Trainer 17.15 Dragon Trainer 3D 17.00 Matrimoni e altri disastri 17.20-20.10-22.20 Cella 211 20.15 Green Zone 17.35-22.35 Agora 17.25-21.00 Basilicata Coast to Coast 17.10-20.05-22.25 From Paris with love 22.40

PIOLTELLO

UCI CINEMAS PIOLTELLO

CERNUSCO S. NAVIGLIO
VIA MARCELLINE 37 - TEL. 029245343

AGORA`

Riposo CERRO MAGGIORE MEDUSA CERRO MAGGIORE - THE SPACE CINEMA
VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Scontro tra Titani Cella 211 Scontro tra Titani 3D Basilicata Coast to Coast Matrimoni e altri disastri La citta’ verra’ distrutta all’alba Green Zone From Paris with love L’uomo nell’ombra Il cacciatore di ex Agora 16.30-19.00-21.30 17.45-20.15-22.45 17.40-20.10-22.40 17.15-19.45-22.15 17.35-19.50-22.05 17.30-20.00-22.30 17.00-19.35-22.10 17.20-19.40-22.00 18.00-21.00 17.10-19.45-22.20 18.20-21.10

VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Cella 211 22.35 Colpo di fulmine - Il mago della truffa 20.15 Fantastic Mr. Fox 18.10 Basilicata Coast to Coast 17.00-19.45-22.25 Scontro tra Titani 3D 17.10-19.45-22.15 From Paris with love 18.25-20.40-22.55 La citta’ verra’ distrutta all’alba 17.15-19.50-22.20 Agora 17.20-20.00-22.40 Scontro tra Titani 17.40-20.10-22.40 Matrimoni e altri disastri 17.10-19.50-22.20 L’uomo nell’ombra 17.00-19.50-22.45 Green Zone 17.20-20.00 Il cacciatore di ex 22.30 Alice in Wonderland 3D 22.15 Dragon Trainer 3D 17.10-19.50 Happy Family 18.20-20.30-22.40 Opera Lirica (Simon Boccanegra) 20.00 Secondo tempo 18.00-20.30-22.50

VIALE LOMBARDIA 26/28 C/O ORCEANA PARK - TEL. 030943605 La citta’ verra’ distrutta all’alba 20.20-22.20 Matrimoni e altri disastri 20.25-22.25 L’uomo nell’ombra 20.10 Cella 211 22.40 Agora 21.30 Il cacciatore di ex 20.20 Green Zone 22.30 Scontro tra Titani 3D 20.20-22.25 From Paris with love 20.30-22.20

MIGNON
VIA BENZONI, 22 - TEL. 0376366233

Riposo CURTATONE

STARPLEX CURTATONE
20.20-22.25 20.25-22.25 21.30 20.20-22.20 20.10-22.40 20.20 22.30 20.30-22.20

SALO’ Riposo

CINEMA TEATRO CRISTAL

L.GO DANTE ALIGHIERI 4 - TEL. 0365521555

COSTA VOLPINO
VIA TORRIONE, 2 - TEL. 035971717

IRIDE

COMO
VEGA ASTRA
V.LE GIULIO CESARE, 3 - TEL. 031261234 Matrimoni e altri disastri 21.00

Riposo COSTA VOLPINO
VIA TORRIONE, 2 - TEL. 035971717

VIA G. MONTANELLI N. 31 - TEL. 0376348395 Scontro tra Titani Matrimoni e altri disastri Agora La citta’ verra’ distrutta all’alba L’uomo nell’ombra Il cacciatore di ex Green Zone From Paris with love

PAVIA
CORALLO
VIA BOSSOLARO, 15 - TEL. 0382539224 Il concerto 20.15-22.30

Riposo CURNO

UCI CINEMAS CURNO

GLORIA
VIA VARESINA, 72 - TEL. 0314491080

ROZZANO
V.LE LOMBARDIA, 53 - TEL. 0257501923

FELLINI

Riposo ROZZANO MEDUSA CINEMA ROZZANO - THE SPACE CINEMA
VIA EUGENIO CURIEL - TEL. 0257773711 Scontro tra Titani 15.45-18.15-20.35-22.50 Scontro tra Titani 3D 16.00-18.20-20.40-22.55 Green Zone 16.00-18.30-21.30 Dragon Trainer 3D 18.30-20.40-22.45 Alice in Wonderland 3D 16.10 Il cacciatore di ex 16.15-18.40-21.30 Colpo di fulmine - Il mago della truffa 16.00-18.15 20.30-22.45 La vita e’ una cosa meravigliosa 16.00-20.40 Cella 211 18.20-22.55 Fantastic Mr. Fox 16.30 L’uomo nell’ombra 18.45-21.30 Agora 16.00-18.30-21.30 From Paris with love 15.50-18.10-20.25-22.40 Matrimoni e altri disastri 16.05-18.20-22.55 La citta’ verra’ distrutta all’alba 15.45-18.10-20.35 22.55

VIA LEGA LOMBARDA 39 - TEL. 892960 From Paris with love 17.30-20.10-22.30 Matrimoni e altri disastri 17.30-20.00-22.30 L’uomo nell’ombra 19.45 Colpo di fulmine - Il mago della truffa 17.20-22.40 Agora 17.00-19.50-22.40 La citta’ verra’ distrutta all’alba 17.30-20.00-22.30 Scontro tra Titani 3D 17.20-19.50-22.30 Green Zone 17.20-20.00-22.40 Remember Me 17.40-20.10-22.40 Il cacciatore di ex 17.30-20.00-22.30

POLITEAMA VITTORIA
C.SO CAVOUR, 18/20 - TEL. 0382530343

Concerto BELLAGIO
VIA VALASSINA, 13 - TEL. 031950114

Riposo CANTU’

Sala riservata MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA MEDUSA MONTEBELLO D.B. THE SPACE CINEMA
VIA MIRABELLA, 6 - TEL. 0383894920 La citta’ verra’ distrutta all’alba L’uomo nell’ombra Basilicata Coast to Coast Il cacciatore di ex Agora Scontro tra Titani 3D From Paris with love Matrimoni e altri disastri Green Zone Cella 211 15.00-17.35-20.10 22.40 17.30-22.25 14.55-20.00 17.25-22.30 15.35-18.35-21.35 14.55-17.25-20.00-22.25 15.15-17.45-20.10-22.30 15.25-17.45-20.05-22.35 14.50-17.30-20.05-22.35 15.25-17.50-20.15-22.40

CINELANDIA MULT. CANTU’ 2000
20.10-22.40 20.15-22.40 20.20-22.40

CORSO EUROPA 23 - TEL. 031710039 L’uomo nell’ombra La citta’ verra’ distrutta all’alba Basilicata Coast to Coast

CANTU’
VIA MANZONI, 8 - TEL. 031714759 Scontro tra Titani 3D

LUX
20.10-22.40

MOZZO

CINE TEATRO AGORA

VIA S.GIOVANNI BATTISTA 6 - TEL. 035461699

Riposo ROMANO DI LOMBARDIA MULTISALA IL BORGO
S.S. SONCINESE - TEL. 0363903818 Scontro tra Titani Il cacciatore di ex La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri Cella 211 21.00 21.00 21.00 21.00 21.00

MONTANO LUCINO UCI CINEMAS COMO
VIA VARESINA - TEL. 892960 L’uomo nell’ombra Il cacciatore di ex Scontro tra Titani 3D Agora Basilicata Coast to Coast Scontro tra Titani La citta’ verra’ distrutta all’alba Secondo tempo Cella 211 Dragon Trainer 3D Matrimoni e altri disastri From Paris with love Green Zone 19.40-22.35 17.20-20.00-22.35 17.30-20.00-22.30 17.10-19.50-22.40 17.20-19.50-22.20 17.40-20.10-22.45 17.35-20.10-22.40 17.45-20.15-22.35 22.30 17.25-19.50 17.35-20.05-22.30 20.10 17.30-22.40

PARONA

MOVIE PLANET
21.30 21.30 21.30 21.30 21.30 21.30 21.30

CESANO BOSCONE

CRISTALLO
16.00 20,00

VIA POGLIANI, 7/A - TEL. 024580242 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso Opera Lirica (Simon Boccanegra) in digitale

TREVIGLIO
VIALE MONTEGRAPPA - TEL. 0363419503 E’ complicato Dragon Trainer 3D L’uomo nell’ombra Scontro tra Titani 3D Matrimoni e altri disastri Agora La citta’ verra’ distrutta all’alba

ARISTON MULTISALA
21.00 19,50 22.10 20.00-22.30 20.10-22.30 19.50-22.20 20.10-22.30

CINISELLO BALSAMO
VIA LIBERTA’ 108 - TEL. 0266015560 Io sono l’amore

MARCONI
15.30-21.15

CINISELLO BALSAMO
VIA FIUME, 19 - TEL. 026600102 L’uomo che verra’

PAX
21.15

STRADA PROV.LE PER LA CATTANEA, 106 - TEL. 0384296728 Scontro tra Titani 3D Dragon Trainer 3D La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri L’uomo nell’ombra Green Zone Agora

SONDRIO
EXCELSIOR
VIA C. BATTISTI - TEL. 0342215368 La Duchessa 21.00

COLOGNO MONZESE
VIA VOLTA - TEL. 0225308292 Il concerto VIA DON P. GIUDICI 19/21 - TEL.

CINETEATRO
21.15

SAN DONATO MILANESE
PIAZZA DALLA CHIESA, 1 - TEL. 0255604225

TROISI

COLOGNO MONZESE CINE-TEATRO SAN MARCO Riposo GARBAGNATE
VIA VISMARA, 2 - TEL. 029956978

Riposo SEREGNO
VIA UMBERTO I , 14 - TEL. 0362231385

BRESCIA
ROMA METROPOL
VIA GALILEO GALILEI, 56 - TEL. 030/305828 Perdona e dimentica 21.15

CREMONA
CINEMA CHAPLIN
VIA ANTICHE FORNACI 58 - TEL. 0372453005 Perdona e dimentica 21.15

MORBEGNO Riposo MORBEGNO Riposo MORBEGNO

CINEMA TEATRO PEDRETTI

PIAZZA MATTEI 1 - TEL. 0342610161

AUDITORIUM S. LUIGI ITALIA GALLERIA
21.00

Riposo SEREGNO
VIA CAVOUR, 83 - TEL. 0362230555

CINEMA TEATRO IRIS

S. ROCCO

MORETTO
VIA S. ALESSANDRO - TEL. 03048383 Departures 21.15

FILO
P.ZZA FILODRAMMATICI, 1 - TEL. 0372411252 Spettacolo Teatrale 21.00

VIALE AMBROSETTI 27 - TEL. 0342611711

Riposo GARBAGNATE
VIA VARESE, 29 - TEL. 029956978

Riposo LEGNANO
P.ZZA S. MAGNO - TEL. 0331547865 Due partite

Riposo SESTO SAN GIOVANNI CINELANDIA - SKYLINE MULTIPLEX
C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547

CINEMA 3

MULTISALA WIZ
VIALE ITALIA ANG. VIA F.LLI UGONI C/O C. COMM. FRECCIA ROSSA TEL. 0302889211 Agora 14.20-16.50-19.15-21.40 Misure straordinarie 14.40-17.00-19.20-21.40 Il figlio piu’ piccolo 15.00-17.10-19.15-21.30 Happy Family 15.00-17.10-19.30-21.35 L’uomo nell’ombra 15.30-18.30-21.30 Scontro tra Titani 3D 15.00-17.10-19.15-21.30

SPAZIOCINEMA CREMONA PO
VIA CASTELLEONE, 108 - TEL. La citta’ verra’ distrutta all’alba Il cacciatore di ex Basilicata Coast to Coast Green Zone Matrimoni e altri disastri L’uomo nell’ombra Scontro tra Titani 3D Dragon Trainer 3D Happy Family 18.00-20.15-22.30 17.50-20.10-22.30 17.50-20.10 22.30 17.50-20.20-22.30 17.30-20.00-22.30 17.30-20.00-22.30 18.00-20.00 22.30

VIALE AMBROSETTI, 25 - TEL. 0342610161

Riposo TIRANO Riposo

CINEMA TEATRO MIGNON

LEGNANO
C.SO MAGENTA, 9 - TEL. 0331546291 Cineforum - Ingresso con tessera

SALA RATTI

LISSONE
VIA DON CARLO COLNAGHI, 3 - TEL. 0392457233

EXCELSIOR UCI CINEMAS LISSONE
17.20-22.15 20.10 17.30-20.00-22.30 17.10 20.15-22.35 17.20-20.05-22.40 17.30-20.00-22.25 17.40-20.10-22.40 17.00-19.40-22.00 17.50-20.20-22.35 17.20-20.15-22.35 17.00-19.45-22.30 17.10-19.50-22.40

Riposo LISSONE

VIA MADRE TERESA - TEL. 892960 From Paris with love Happy Family Basilicata Coast to Coast Dragon Trainer Il cacciatore di ex Green Zone Scontro tra Titani 3D Scontro tra Titani La citta’ verra’ distrutta all’alba Matrimoni e altri disastri Secondo tempo L’uomo nell’ombra Agora

Basilicata Coast to Coast 17.25-19.20-21.45 Cella 211 17.00-19.25 From Paris with love 21.50 Agora 17.30-21.30 Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso 17.30 21.30 Scontro tra Titani 3D 17.00-19.20-20.45-21.40 L’uomo nell’ombra 17.00-19.25-21.50 Avatar 3D 18.00-21.25 Matrimoni e altri disastri 17.05-19.20-21.35 La citta’ verra’ distrutta all’alba 17.10-19.30-21.45 Alice in Wonderland 3D 17.30

PIAZZA MARINONI 1 - TEL. 0342705454

VARESE
MULTISALA IMPERO
VIA BERNASCONI 13 - TEL. 0332284004 La citta’ verra’ distrutta all’alba Dragon Trainer Il cacciatore di ex Matrimoni e altri disastri Scontro tra Titani 3D Green Zone From Paris with love L’uomo nell’ombra Mine vaganti Basilicata Coast to Coast 17.40-20.10-22.20 17.15 20.00-22.30 17.40-20.10-22.20 17.30-20.00-22.30 17.30-20.00-22.30 17.40-19.40-22.00 19.40-22.15 17.30-20.00-22.30 17.50-20.10-22.30

NUOVO EDEN
VIA NINO BIXIO 9 - TEL. 0308379404 Spettacolo Teatrale 20.30

TOGNAZZI
VIA VERDI, 8 - TEL. 0372458892 L’uomo nell’ombra Scontro tra Titani Matrimoni e altri disastri 20.10 22.30 20.30-22.30

OZ IL REGNO DEL CINEMA
VIA SORBANELLA 12 - TEL. 0303507911 Scontro tra Titani 3D 14.20-16.25-18.30-20.35-22.40 Scontro tra Titani 14.40-16.45-19.00-19.30-21.10-21.40 Matrimoni e altri disastri 14.30-16.30-18.30-20.30 22.30 La citta’ verra’ distrutta all’alba 15.20-17.40-20.20 22.40 From Paris with love 14.40-16.40-18.40-20.40-22.40 Green Zone 15.10-17.30-20.20-22.40 Il cacciatore di ex 15.30-17.45-20.20-22.40 L’uomo nell’ombra 14.40-17.15-20.00-22.40 Alice in Wonderland 15.00-17.10 Cella 211 20.20-22.30 Dragon Trainer 14.20-16.20-18.20

SESTO SAN GIOVANNI
VIALE MATTEOTTI, 425 - TEL. 0222478183 Colpo di fulmine - Il mago della truffa

RONDINELLA
21.00

CREMA

MULTISALA PORTA NOVA
20.40-22.40 20.30-22.40 20.00-22.20 20.30-22.40 21.00

SETTIMO MILANESE
VIA GRANDI, 4 - TEL. 023282992 Invictus

AUDITORIUM
21.15

SEVESO Riposo SOVICO

MULTISALA POLITEAMA

VIA GALIMBERTI 16 - TEL. 0362540692

VIA INDIPENDENZA - TEL. 0373218411 Matrimoni e altri disastri La citta’ verra’ distrutta all’alba Agora Scontro tra Titani 3D Simon Konianski

NUOVO
VIA DEI MILLE, 39 - TEL. 0332237325 Agora 21.00

SALA FILMSTUDIO 90
VIA DE CRISTOFORIS 5 - TEL. 0332830053 Tutti a casa 21.00

LECCO
MARCONI
V.LE DANTE, 38 - TEL. 0341362731 Remember Me 20.10-22.20

NUOVO

BUSTO ARSIZIO
VIA CALATAFIMI 5 - TEL. 0331677961

MANZONI

VIA BARACCA, 22/24 - TEL. 0392014667

MAGENTA
PIAZZA VITTORIO VENETO 1/3 - TEL. 0297298560

CENTRALE CINEMATEATRO NUOVO
21.15

Riposo MAGENTA

Riposo VIMERCATE WARNER VILLAGE TORRIBIANCHE THE SPACE CINEMA
VIA TORRI BIANCHE, 16 - TEL. 892111 Green Zone Agora La citta’ verra’ distrutta all’alba Scontro tra Titani Scontro tra Titani 3D Cella 211 Fantastic Mr. Fox Colpo di fulmine - Il mago della truffa Happy Family Shutter Island Bastardi senza gloria L’uomo nell’ombra E’ complicato Matrimoni e altri disastri Opera Lirica (Simon Boccanegra) Gamer Il cacciatore di ex Basilicata Coast to Coast From Paris with love 19.25-21.55 19.10-21.50 19.35-22.00 20.05-22.25 19.05-21.30 19.10-21.35 17.55 20.10-22.20 19.30-21.45 18.25 21.15 19.30-22.15 19.55-22.30 19.50-22.05 20.00 18.00 19.15-21.40 19.00-21.25 20.00-22.10

PICCOLO CINEMA PARADISO
VIA FRANCESCO LANA, 15 - TEL. 030280010 Dodes`ka den 20.30

MIGNON
V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Scontro tra Titani 20.10-22.30

Riposo BUSTO ARSIZIO
P.ZZA PLEBISCITO, 1 - TEL. 0331632912

SOCIALE

SOCIALE
VIA CAVALLOTTI, 20 - TEL. 03041140 Matrimoni e altri disastri 21.15

VIA SAN MARTINO 19 - TEL. 0297291337 Sherlock Holmes

NUOVO GEMINI
20.15-22.30 21.15 21.15 V.LE COSTITUZIONE, 27 - TEL. 0341366331 Il Profeta 21.15

Sala riservata GALLARATE
VIA DON MINZONI, 5 - TEL. 0331791382 Departures

CINEMA DELLE ARTI
21.00

MELZO

ARCADIA MULTIPLEX
20.20-22.20 20.00-22.10 21.00 20.30-22.40 20.10-22.30

CAPRIOLO
VIA PALAZZOLO - TEL. 0307460530 Il cacciatore di ex Invictus La bocca del lupo

VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444 Matrimoni e altri disastri Green Zone Agora La citta’ verra’ distrutta all’alba Scontro tra Titani 3D

PALLADIUM
VIA FIUMICELLA 12 - TEL. 0341361533

GALLARATE

CINELANDIA MULTIPLEX
20.10-22.35 20.10-22.45 20.15-22.40 20.10-22.40 20.20 22.20 20.20-22.35 20.00-22.30 20.15-22.40

Riposo

LODI
DEL VIALE
VIALE RIMEMBRANZE, 10 - TEL. 0371426028

CORTE FRANCA
VIA ROMA 78 - TEL. 030986060 Matrimoni e altri disastri La citta’ verra’ distrutta all’alba Agora Fantastic Mr. Fox Il cacciatore di ex Dragon Trainer 3D Green Zone From Paris with love Scontro tra Titani 3D L’uomo nell’ombra Cella 211

MULTIPLEX NEXUS
18.00-21.20 18.20-21.00 17.40-20.40 17.20 20.40 20.50 20.30 21.30 17.30-18.30-21.10 18.10 17.50

MEZZAGO
VIA CURIEL 39 - TEL. 039623853 Invictus

BLOOM
20,30

Riposo FANFULLA
V.LE PAVIA, 4 - TEL. 0371/30.740 Dieci inverni 16.00-21.15

MONZA
VIA A. PENNATI 10 - TEL. 039324272 L’uomo nell’ombra Departures

MULTISALA CAPITOL
21.15 21.15

VIALE LOMBARDIA, 51 - TEL. 0331268017 Il cacciatore di ex L’uomo nell’ombra La citta’ verra’ distrutta all’alba Scontro tra Titani 3D Dragon Trainer 3D Scontro tra Titani 3D Matrimoni e altri disastri Scontro tra Titani Green Zone

MODERNO MULTISALA
CORSO ADDA 97 - TEL. 0371420017 Scontro tra Titani L’uomo nell’ombra 21.30 21.15

SARONNO

MULTISALA SARONNESE
21.00 21.00

MONZA

MULTISALA METROPOL
20.00-22.30 20.20-22.30 20.00 22.30

VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128 Scontro tra Titani 3D Matrimoni e altri disastri I gatti persiani Green Zone

VITTUONE Riposo

VIA S. GIUSEPPE 21 - TEL. 0296708190 Scontro tra Titani 3D Agora

CINEMA TEATRO TRESARTES

PIAZZA ITALIA 5 - TEL. 0290119352

CASALPUSTERLENGO
PIAZZA DEL POPOLO, 15 - TEL. 0377919024

COMUNALE

SARONNO

CINEMA SILVIO PELLICO

DARFO BOARIO MULTISALA GARDEN MULTIVISION

BERGAMO
ALBA-BLOB HOUSE
VIA BIAVA, 4 - TEL. 035576080 Mine vaganti 21.00

MONZA Riposo MONZA

MULTISALA TEODOLINDA TRIANTE
21.15

VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788

CONCA VERDE
VIA MATTIOLI, 1 - LOC. LONGUELO - TEL. 035251339 Il concerto 21.00

PIAZZA MEDAGLIE D`ORO 2 - TEL. 0364529101 Scontro tra Titani 3D La citta’ verra’ distrutta all’alba Il concerto Matrimoni e altri disastri

20.00-22.30 20.00-22.30 21.00 20.00-22.30

Riposo PIEVE FISSIRAGA CINELANDIA MULTIPLEX PIEVE
S.S. N 235 - TEL. 0371237012 Scontro tra Titani 3D La citta’ verra’ distrutta all’alba Dragon Trainer 3D Scontro tra Titani Green Zone Matrimoni e altri disastri Il cacciatore di ex 20.10-22.40 20.15-22.40 20.20 22.30 20.15-22.40 20.20-22.35 20.10-22.35

VIA SILVIO PELLICO - TEL. 0299768659 Opera Lirica in digitale

TRADATE

STARPLEX TRADATE
22.40 20.10 20.20-22.20 20.20-22.25 20.20-22.35 20.25-22.25 21.30 20.20 22.30

ERBUSCO

MULTIPLEX PORTE FRANCHE
18.00-21.00 17.30-20.20-22.30 17.40-20.30-22.40 17.30-20.10

VIA DUCA D`AOSTA, 8 - TEL. 039748081 Welcome

OPERA
VIA GIOVANNI XXIII, 5/F - TEL. 0257603881

EDUARDO

DEL BORGO
PIAZZA S. ANNA 51 - TEL. 035270760 Son frère 21.00

Riposo

VIA ROVATO 44 - TEL. 0307717644 Agora Matrimoni e altri disastri La citta’ verra’ distrutta all’alba Il cacciatore di ex

VIA DELLA FORNACE CORTELLEZZI 21049 TRADATE Cella 211 L’uomo nell’ombra La citta’ verra’ distrutta all’alba Scontro tra Titani 3D Green Zone Matrimoni e altri disastri Agora Il cacciatore di ex From Paris with love

Giovedì 29 aprile 2010

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