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SCARY STORY

di Paolo Scarazzato

Qualcuno ha chiesto notizie dell'orto del nonno, ebbene si trovava in un


fondo nel rione di San Giovanni (via delle Linfe) che era il deposito degli
automezzi di una ditta di spedizioni, dove il nonno, per arrotondare la
pensione, faceva il custode diurno. Ora tutto coperto da immensi
casermoni, ma quella volta era aperta campagna, c'erano solo poche case e
ci si arrivava, scendendo dal tram in Viale Sanzio, percorrendo un
sentierino tra prati spelacchiati. Il nonno si era ricavato un orto, neanche
tanto piccolo, dove coltivava pomodori, peperoni, radicio e salatina. Ed
aveva un bellissimo ed ombroso pergolato di uva fragola di cui ricordo
ancora il sapore ... Peccato che non ho nessuna foto del luogo !
Credo poi che pochi di voi sappiano che l'ultimo posto dove il nonno
prestava servizio prima della pensione era la "Cabina D", un piccolo
edificio color gialletto che si trova immediatamente prima del cavalcavia
di Barcola; non ricordo se dalla strada visibile, ma dal treno certamente
s, mettendosi dal lato mare. E' tutto vandalizzato, scritte sui muri e
vetri rotti, ma ricordo di esserci stato una volta, avr avuto forse 5 anni.
Carissimi, anni fa mi ero messo a fare ricerche sulla famiglia, ed ho
trovato un prezioso alleato in Mario Scarazzato, che andato a spulciare
scartoffie varie in quel di Roverbella e dintorni. Come risultato, sappiamo
ora che discendiamo da uno Scarazzato Giovanni sposato con Maria
Caramella, che gener un figlio omonimo nato a Castelbelforte il 3
febbraio 1823 e morto il 12 gennaio 1891. Costui ebbe, da Luigia Lui, una
figlia Sara, coniugata e

trasferitasi a Marmirolo, ed il nostro bisnonno Ferdinando, nato a Cad


Bigarello il 4 aprile 1847 e morto il 14 giugno 1911 (quindi prima che
nascesse zio Nando). Sua moglie era Maria Menegazzi, da cui ebbe
Giovanni
Battista (vissuto pochi giorni), Luigia (1876-1959), Pietro (1880-1966),
Gregorio (1883), Beniamino (1885), Ersilia (1888), nonno Giovanni
(9.5.1891) e Giuseppe (1895). Nota: Castelbelforte, Marmirolo e Cad
Bigarello sono
tutte metropoli nei pressi di Roverbella ...
Ricordo che una volta il nonno mi disse che la famiglia era originaria del
Trentino (ma sugli elenchi telefonici non ve n' traccia) e che suo
bisnonno - se ricordo bene - cio il Giovanni di Castelbelforte, visto che a
quei tempi i cognomi venivano scritti da personaggi con scarsa
dimestichezza con la penna e quindi si trovavano le varianti Scaresato,
Scarassato, Scaressato, ecc., and in comune ad affermare che da quel
momento per lui ed i suoi discendenti la grafia da adottare sarebbe stata
appunto Scarazzato.
Aggiungo un altro aneddoto: una volta zio Nando, che era macchinista,
dovendo passare la notte in un dormitorio FS per fare un treno il mattino
dopo, fu svegliato dall'addetto molto prima di quanto aveva chiesto,
diciamo alle 4. Alle sue rimostranze, il tizio gli disse: "Ma lei non
Scarazzato che ha chiesto la sveglia alle 4?". Gli rispose di essere s
Scarazzato, ma di non aver chiesto di esser svegliato cos presto. Allora il
tizio controll e scoprirono che la richiesta era di un altro macchinista,
Emilio Scarazzato, e a questo punto zio Nando - ormai tirato gi dal letto
- and a conoscerlo, era uno di Treviso che, mi pare, fece poi il militare
con zio
Ferruccio o zio Ottorino, non ricordo bene
La nonna Nina aveva una sorella, Rina (diminutivo, immagino, di Caterina),
maritata con Fiorini Angelo, detto Lindo, che abitavano nelle case dei
ferrovieri di via De Amicis.
Era una donna di piccola statura, che lamentava frequenti acciacchi, e che
usava spesso dire: "Stavo tanto mal, che me pareva de morir". Negli ultimi
anni della sua vita si trasfer con i figli a Verona, dove Rita ed io - che ci
trovavamo l per un congresso nel '69 - andammo a trovarla, ed alla

domanda "Zia, come te sta?" ottenemmo la risposta che ci aspettavamo:


"Ieri son stada tanto mal, che me pareva de morir".
Chiuso il discorso sulla zia Rina, passiamo a considerare un avvenimento
storico le cui conseguenze politico-economiche determinarono, tra le altre
cose, l'avvenire del succitato zio Lindo e di noi stessi: il disfacimento
dell'Impero Austroungarico nel 1918. Accadde che molti dipendenti delle
kkStB (Kaiserlich und Koniglich StaatsBanhof, cio le Imperial Regie
Ferrovie dello Stato) che lavoravano nella nostra zona fecero ritorno ai
loro territori di origine (Croazia, Austria, Boemia ... ecc) e le FS che
subentrarono nell'amministrazione ferroviaria si trovarono di fronte ad
una grossa carenza di personale. Ovviarono al problema trasferendo a
Trieste e dintorni personale proveniente da tutta Italia, e il famoso zio
Lindo fu uno di questi, non so se dietro una sua richiesta o se si tratt di
un trasferimento coatto. Fatto sta che gli fu assegnato un alloggio nelle
case dei ferrovieri di via De Amicis, costruite dall'Austria, e fu
destinato, come deviatore (cio quel che gira i scambi) all'impianto di
Barcola Smistamento, quella vasta area ferroviaria compresa fra Viale
Miramare ed il Bagno Ferroviario che molti di noi hanno frequentato in
giovent.
Mi scrive Silvio, chiedendo conferma della data di nascita del nonno (9
maggio 1891). Confermo, facendo notare che l'anno lo stesso in cui
venne adottato dal Regio Esercito il famoso moschetto 91. Mese e giorno
invece sono quelli della proclamazione dell'Impero fatta da Mussolini il 9
maggio 1936.
A questo proposito, un gustoso aneddoto che riguarda non tanto gli
scarazzati, quanto i roianesi.
Voi tutti ricorderete il famoso Bar Maggio di Roiano, subito al di fuori dei
"Volti": ebbene, in origine si chiamava Bar 24 maggio (il Piave che
mormorava, ecc.), poi, dopo il '36, divenne appunto Bar 9 maggio; ma nel
45 arrivaroni i titini, e divenne, ovviamente, Bar 1 maggio! Poi,
evidentemente, il proprietario pens bene di passare alla pi innocua
denominazione Bar Maggio, priva di connotazioni politiche ....
Ci sentiamo, Paolo
Riassunto della puntata precedente: zio Lindo, ferroviere e cognato del
nonno, viene destinato all'impianto di Barcola Smistamento.

Durante la guerra il nonno fu fatto prigioniero dagli austriaci e in


prigionia non se la pass assai bene: quando ritorn a casa aveva problemi
ai polmoni. Il clima di Roverbella non era certo il migliore per favorire la
sua guarigione ed allora zio Lindo (che adesso si capisce che ruolo ha nella
vicenda) lo invit a stabilirsi per un po' di tempo a Trieste, presso di lui,
per godere di un clima migliore, fare passeggiate e respirare aria di mare.
Il nonno allora, lasciata a Roverbella la nonna e i tre figli avuti fino ad
allora, venne a Trieste e cominci pian piano a migliorare. Durante la bella
stagione, quando zio Lindo aveva il turno di giorno, andava con lui e stava
anche a ciapar sol sui scoi l vizin.
Un bel giorno zio Lindo gli disse all'incirca: Visto che ora stai bene,
perch invece di tornare a Roverbella non ti fai assumere qui in ferrovia e
ti stabilisci a Trieste ? Andarono cos dal Capostazione di Barcola
Smistamento che, vista la perdurante crisi di personale di cui vi ho
parlato, lo assunse in pianta stabile in ferrovia.
Cos il nonno fece venire a Trieste nonna, Nando, Luigino e Ottorino ed
ebbe inizio l'era degli Scarazzati a Trieste.
Come vedete il nostro destino dipeso da quell'assunzione da parte del
Capostazione di Barcola Smistamento, che non so come si chiamasse:
senza di essa saremmo probabilmente nati a Roverbella e dintorni, anzi no,
non saremmo nemmeno noi, visto che gli zii hanno preso moglie a Trieste .
...
Per inciso, la famosa stazione di Barcola Smistamento esiste ancora (o
meglio esiste l'edificio): quello che si vede oltre la cancellata di Viale
Miramare un centinaio di metri prima di passare sotto il cavalcavia di
Barcola, un edificio a due piani, giallo e scolorito, fino a qualche tempo fa
si intravvedeva ancora la scritta con il nome. Nella foto allegata quello
indicato dalla freccia di destra, mentre la freccia di sinistra mostra la
Cabina D, dove il nonno concluse la sua carriera: Alfa ed Omega a pochi
metri di distanza...
per un po' di tempo a Trieste, presso di lui, per godere di un clima
migliore, fare passeggiate e respirare aria di mare. Il nonno allora,
lasciata a Roverbella la nonna e i tre figli avuti fino ad allora, venne a
Trieste e cominci pian piano a migliorare. Durante la bella stagione,

quando zio Lindo aveva il turno di giorno, andava con lui e stava anche a
ciapar sol sui scoi l vizin.
Un bel giorno zio Lindo gli disse all'incirca: Visto che ora stai bene,
perch invece di tornare a Roverbella non ti fai assumere qui in ferrovia e
ti stabilisci a Trieste ? Andarono cos dal Capostazione di Barcola
Smistamento che, vista la perdurante crisi di personale di cui vi ho
parlato, lo assunse in pianta stabile in ferrovia.
Cos il nonno fece venire a Trieste nonna, Nando, Luigino e Ottorino ed
ebbe inizio l'era degli Scarazzati a Trieste.
Come vedete il nostro destino dipeso da quell'assunzione da parte del
Capostazione di Barcola Smistamento, che non so come si chiamasse:
senza di essa saremmo probabilmente nati a Roverbella e dintorni, anzi no,
non saremmo nemmeno noi, visto che gli zii hanno preso moglie a Trieste .
...
Per inciso, la famosa stazione di Barcola Smistamento esiste ancora (o
meglio esiste l'edificio): quello che si vede oltre la cancellata di Viale
Miramare un centinaio di metri prima di passare sotto il cavalcavia di
Barcola, un edificio a due piani, giallo e scolorito, fino a qualche tempo fa
si intravvedeva ancora la scritta con il nome. Nella foto allegata quello
indicato dalla freccia di destra, mentre la freccia di sinistra mostra la
Cabina D, dove il nonno concluse la sua carriera: Alfa ed Omega a pochi
metri di distanza...

continua
Allora, eravamo rimasti all'assunzione del nonno alle FS da parte del
capostazione di Barcola Smistamento. A tale proposito vi invito, quando
passate da quelle parti, a fare un pensiero a questo sconosciuto ed allo zio
Lindo, senza i quali chiss chi e dove saremmo.....
Il nonno trov casa in Gretta, e precisamente in Via Cisternone (la
prima via a destra, esattamente alla fine della salita), in una vecchia casa
situata all'incirca sopra al vecchio gasometro di Roiano. Era un posto dove
tirava una bora maledetta e la nonna, non abituata alla bora, che
ovviamente a Roverbella era (ed ) sconosciuta, ne era letteralmente
terrorizzata, al punto da non uscire di casa dopo che una volta fu mandata
a gambe all'aria da un refolo. In casa non c'era l'acqua corrente, che
bisognava andare a prendere in fontana, n la luce elettrica (si usava il

lume a petrolio), di riscaldamento nemmeno a parlarne e il cesso era fuori


nel cortile. Per raggiungere le camere bisognava attraversare il cortile e
d'inverno era un'impresa. Le porte dovevano venir puntellate per evitare
che la bora le spalancasse, insomma una zima maledetta. Sembrer
impossibile ma l'illuminazione pubblica in quella zona era ancora affidata
ai lampioni a gas.
Tutto questo dur fino al 1929, dopo il famoso inverno, quando
finalmente al nonno fu assegnato un appartamento nelle nuove case dei
ferrovieri di via Solitro, ma non quello che avete conosciuto voi: erano le
case situate nella parte alta della via, di fronte al ricreatorio, proprio
dove termina il rettilineo e la strada gira attorno alle case. La foto che
allego fu scattata proprio davanti alle colonnette fuori dal ricreatorio, e
fu inviata dalla famiglia a mio pap che a quel tempo (1937) era militare
(manca zio Nando che chiss dove che el iera). Quella che si vede dietro a
zio Ottorino la facciata posteriore della casa di via di Roiano 5.
L'appartamento si trovava al primo piano, ed alcune finestre erano
facilmente raggiungibili dal marciapiede, trucco che zio Nando usava per
rientrare tardi la sera senza che il nonno se ne accorgesse. Nella stessa
casa, esattamente sopra il portone principale, venne ad abitare anche il
mio nonno materno, ferroviere pure lui, e siccome da cosa nasce cosa
avvenne che l che il mio futuro pap incontr la mia futura mamma ....
Solo in un secondo tempo fu costruito il blocco di case pi in basso e,
non so dirvi in che anno, il nonno vi si trasfer per avere un appartamento
pi piccolo ma con l'affitto pi basso, in modo da arrivare pi facilmente
alla fine del mese.
Il resto della storia lo conoscete pi o meno tutti. La prossima volta vi
parler degli altri Scarazzati che sono sparsi in giro per il mondo.