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Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 Hiva Oa, 8 maggio 1903) stato un pittore francese.

Formatosi, dalla met degli anni Settanta, nell'Impressionismo, si distacc dall'espressione


naturalistica accentuando progressivamente l'astrazione della visione pittorica, realizzata in forme
piatte di colore puro e semplificate con la rinuncia alla prospettiva e agli effetti di luce e di ombra,
secondo uno stile che fu chiamato sintetismo o cloisonnisme, al quale rimase sempre fedele pur
sviluppandolo durante tutta la sua vita e portandolo a piena maturit nelle isole dei mari del Sud,
quando egli si propose il tema di rappresentare artisticamente l'accordo armonico della vita umana
con quella di tutte le forme naturali, secondo una concezione allora ritenuta tipica delle popolazioni
primitive.
I pittori nabis e i simbolisti si richiamarono esplicitamente a lui, mentre la libert decorativa delle
sue composizioni apr la via all'Art Nouveau, cos come il suo trattamento della superficie lo rese un
precursore del fauvismo e la semplificazione delle forme fu tenuta presente da tutta la pittura del
Novecento.
Paul Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno 1848 nella casa di rue Notre-Dame-de-Lorette 56,
secondogenito del giornalista liberale, originario di Orlans, Clovis Gauguin (1814-1849) e di Aline
Marie Chazal (1831-1867), figlia dell'incisore francese Andr Chazal e della scrittrice peruviana
Flora Tristn, socialista, femminista ante-litteram e sostenitrice dell'amore libero.
L'avvento al potere di Luigi Bonaparte convince Clovis Gauguin ad abbandonare la Francia e a
trasferirsi con la famiglia in Per: egli muore il 30 ottobre 1849 durante il viaggio in piroscafo: la
vedova e i figli Paul e Marie Marceline sono ospiti a Lima della famiglia materna. Alla morte,
avvenuta ad Orlans nel 1855, del nonno paterno Guillaume, che lascia eredi Aline Chazal e i suoi
figli, la famiglia ritorna in Francia, ospiti dello zio Isidore Gauguin.
A Orlans, Paul studia nel Petit-Sminaire dal 1859 e nel 1865 partecipa al concorso per entrare
nella scuola navale, ma non supera l'esame. Il 7 dicembre s'imbarca allora come allievo pilota in un
mercantile che viaggia da Le Havre a Rio de Janeiro: a questo, seguono altri viaggi finch, dopo la
morte della madre, avvenuta nel 1867, il 26 febbraio 1868 si arruola nella marina militare,
prestando servizio a bordo della corvetta Jrme Napoleon e partecipando alla successiva guerra
franco-prussiana.
Smobilitato, nel 1871 si stabilisce a Parigi dove, attraverso la raccomandazione del tutore Gustave
Arosa, che anche un collezionista d'arte, s'impiega nell'agenzia di cambio Bertin: qui conosce il
pittore mile Schuffenecker. in questo periodo che, autodidatta, inizia a dipingere, ospite del
tutore nella sua propriet di Saint-Cloud, insieme con la figlia di questi, Marguerite Arosa.
Nel 1873 conosce a Parigi e sposa, sia civilmente che con rito luterano, il 22 novembre, Mette
Sophie Gad, una cittadina danese, allora governante e dama di compagnia della moglie del futuro
(1875-1894) Presidente del Consiglio danese Jacob Estrup, dalla quale avr cinque figli: mile
(1874), Aline (1877-1897), Clovis (1879-1900), Jean-Ren (1881) e Paul, chiamato anche Pola
(1883). Anche Jean-Ren e Pola seguiranno, dopo la morte del padre, la carriera artistica.
Appassionato d'arte, nel 1874 si iscrive all'Accademia Colarossi e frequenta anche il pittore
Camille Pissarro, i cui consigli gli sono preziosi, cos come quelli dello scultore, suo vicino di casa,
Bouillot: acquista tele di pittori impressionisti e partecipa, nel 1879, alla quarta mostra
impressionista con una scultura.
Per quanto capisca che la pittura impressionista non si adatti al proprio temperamento, replica le sue
partecipazioni alle successive rassegne: alla quinta mostra degli impressionisti, nel 1880, presenta

un'altra scultura e sette dipinti, nel 1881 presenta due sculture e otto tele, fra le quali il Nudo di
donna che cuce, ove la luce ancora impressionista ma sono ben marcati gli accenti realistici, e la
variet dei colori utilizzati lo denuncia come poco portato ai trapassi di tono. Il dipinto viene
tuttavia notato dallo scrittore Joris-Karl Huysmans che ne scrive con ammirazione nella rivista Art
moderne:
L'anno scorso, M. Gauguin espose per la prima volta; era una serie di paesaggi, una diluizione di
opere ancora incerte di Pissarro; quest'anno, M. Gauguin si presenta con una tela tutta sua, che
rivela un incontestabile temperamento di pittore moderno. Porta il titolo: Studio di nudo: non ho
timore di affermare che tra i pittori contemporanei che hanno lavorato sul nudo, nessuno ha ancora
dato una nota cos veemente [...] Che verit, in ogni parte del corpo, in quel ventre un po' grosso che
cade sulle gambe
Alla settima mostra, nel 1882, presenta una scultura e dodici tele, fra le quali il Vaso con fiori alla
finestra, oggi al Louvre.
La crisi economica che investe l'Europa ha un riflesso anche nella vita di Gauguin che, nel gennaio
del 1883, dopo un drammatico crollo della Borsa di Parigi, viene licenziato, come l'amico pittore
Schuffenecker, dall'agenzia Bertin: per far fronte alla difficile situazione familiare, in un primo
tempo si trasferisce a Rouen, poi rimanda a Copenaghen la moglie e i figli che raggiunge l'anno
dopo, nel 1884, avendo l ottenuto un lavoro di rappresentante. Ma gli affari non vanno bene e
allora, nel 1885, ritorna a Parigi con il figlio Clovis. Le difficolt di guadagnarsi da vivere lo
spingono in primo tempo a stabilirsi per tre mesi in Inghilterra, poi ad accettare a Parigi un lavoro di
attacchino di manifesti: a causa dell'impossibilit di pagarsi la pensione, cambia spesso alloggio ed
anche ospite nella casa di Schuffenecker. Con tutto ci, non trascura la pittura e nel maggio del
1886 partecipa all'ottava e ultima mostra degli impressionisti, esponendo diciotto dipinti: uno di
questi le Mucche in un pantano, ora nella Galleria d'Arte Moderna di Milano.
In giugno soggiorna a Pont-Aven, in Bretagna, dove conosce il pittore Charles Laval; tornato a
novembre a Parigi, conosce Tho van Gogh, che gestisce una piccola galleria d'arte, e Vincent van
Gogh. Nuovamente deciso a cercare fortuna fuori della Francia, il 10 aprile 1887, dopo aver
rimandato il figlio Clovis a Copenaghen dalla madre, parte per l'America insieme con il pittore
Charles Laval. A Panam sono in corso i lavori per la costruzione del canale e Gauguin per pi di un
mese si guadagna da vivere come sterratore; in estate, con Laval, parte per la Martinica, dove
dipinge una ventina di tele, finch a novembre, senza soldi, s'ingaggia come marinaio in una nave
che lo riporta in Francia, nuovamente ospite, a Parigi, di Schuffenecker.
Il breve soggiorno in Martinica segna un ulteriore distacco della pittura di Gauguin dai principi
dell'Impressionismo, come mostrano le tele l dipinte, esposte nella galleria parigina di Tho van
Gogh. Come scrisse successivamente un critico d'arte,[1], egli semplific i colori, istituendo forti
contrasti, che l'amico e primo mentore, l'impressionista Pissarro, giustific con il fatto che nei paesi
tropicali come la Martinica la forma viene assorbita dalla luce, cosicch le sfumature di tono sono
impercettibili e allora occorre ripiegare sui contrasti di colore, ma si tratta in realt, per Gauguin, di
una consapevole presa di distanze dalla pittura impressionista. Vincent van Gogh, giudicando quei
quadri, vi trov un'immensa poesia [...] qualcosa di gentile, di sconsolato, di meraviglioso e
rilev il turbamento di Gauguin di fronte al mancato apprezzamento delle sue opere.[2]
Rifiutato l'invito di van Gogh di andare a vivere ad Arles, Gauguin riparte nuovamente, nel febbraio
1888, per Pont-Aven. Della Bretagna e di Pont-Aven - oltre all'ampio credito che la pensione
Gloanec, dove alloggia e allestisce lo studio, gli accorda - lo attira l'elemento selvaggio e
primitivo. Quando i miei zoccoli risuonano su questo granito, sento l'eco attutito e potente che

vorrei ottenere quando dipingo.[3]


In estate, Pont-Aven si popola di pittori e Gauguin viene raggiunto anche da Charles Laval.
Conoscenza decisiva per quella del giovanissimo mile Bernard, che in agosto si reca da SaintBriac nel villaggio bretone portando con s alcune tele. Egli, insieme con l'amico pittore Anquetin,
aveva elaborato un nuovo stile neo-impressionista.[4]
Quando uno spettacolo naturale viene esageratamente accentuato, finisce per assumere un tono
troppo realistico, cos che colpisce i nostri occhi a detrimento della mente. Dobbiamo cercare di
semplificarlo per poterne penetrare il significato. Io avevo due modi per ottenere tutto questo. Il
primo modo consisteva nell'osservare la natura semplificandola al massimo, riducendo le sue linee a
eloquenti contrasti, le sue sfumature ai sette colori fondamentali del prisma. Il secondo sistema
consisteva nell'affidarsi alle idee e alla memoria, liberandosi da qualsiasi contatto diretto. La prima
possibilit comportava una calligrafia semplificata che si proponeva di affermare il simbolismo
inerente alla pittura, la seconda era l'atto della mia volont, che esprimeva, con mezzi analoghi, la
mia sensibilit, la mia immaginazione, la mia anima
Gi mesi prima, nel maggio 1888, il critico Eduard Dujardin[5] si era espresso in termini altamente
elogiativi nei confronti della nuova espressione d'arte, che chiam cloisonnisme ed attribu
esclusivamente ad Anquetin:
questi quadri danno l'impressione di una pittura decorativa, un tracciato esterno, un colore
violento e di getto richiamano inevitabilmente l'imagerie e le giapponeserie. Poi, sotto il tono
ieratico del disegno e del colore, s'intuisce una verit sorprendente che si libera dal romanticismo
della passione, e soprattutto, poco a poco, la nostra analisi viene richiamata sulla costruzione
intenzionale, razionale, intellettuale e sistematica [...] il pittore traccer il disegno entro linee chiuse
entro cui porr diversi toni, la sovrapposizione dei quali dar la sensazione della colorazione
generale ricercata, poich colore e disegno si compenetrano a vicenda. Il lavoro di questo pittore
qualcosa come una pittura per compartimenti simile al cloisonn, e la sua tecnica risulter una
specie di cloisonnisme
Gauguin favorevolmente impressionato dallo stile di Bernard, come scrive a Schuffenecker il 14
agosto: C' qui il giovane Bernard che ha portato da Saint-Briac alcune cose interessanti. Ecco un
individuo che non ha paura di nulla [...] I miei recenti lavori sono sulla buona strada; credo che vi
troverete un tono particolare, o meglio una conferma delle mie indagini precedenti, la sintesi di una
forma e di un colore che tiene conto solo dell'elemento dominante.
Gauguin fu colpito in particolare da un quadro dipinto da Bernard a Pont-Aven, Donne bretoni in un
prato, che egli si fece offrire in cambio di una sua tela. Su uno sfondo verde e piatto, Bernard aveva
accentuato i contorni delle masse delle figure e dei vestiti, senza modellare le forme, ottenendo cos
una forte astrazione dell'immagine. Il dipinto che Gauguin port a termine nel settembre 1888, la La
visione dopo il sermone, certamente debitore del quadro di Bernard, che nei suoi Ricordi
inediti[6] non manca di rilevarlo: nella La visione dopo il sermone, Gauguin aveva semplicemente
messo in atto non la teoria colorata di cui gli avevo parlato, ma lo stile precipuo delle mie Donne
bretoni in un prato, dopo aver stabilito un fondo del tutto rosso in luogo del mio giallo-verde. In
primo piano mise le mie stesse grandi figure dalle cuffie monumentali di castellane.
Gauguin si disse invece convinto di aver fatto qualcosa di assolutamente nuovo, che segnava il suo
cosciente abbandono della maniera impressionista. Spiegava che il dipinto rappresentava delle
donne che, dopo aver ascoltato il sermone del loro parroco, immaginavano di assistere all'episodio

biblico: il paesaggio e la lotta dei due contendenti esistono solo nell'immaginazione di questa
gente che prega, il risultato del sermone. Ecco perch vi un contrasto fra quelle donne reali e la
lotta di Giacobbe e l'angelo inserita nel paesaggio, che resta irreale e sproporzionata.[7]
Pissarro, da parte sua, critic l'opera per mancanza di originalit e per aver fatto un passo indietro
rispetto alle moderne tendenze, rimproverandogli di aver rubacchiato ai pittori giapponesi, ai
bizantini e ad altri; gli rimprovero di non aver applicato la sua sintesi alla nostra filosofia moderna,
che assolutamente sociale, anti-autoritaria e anti-mistica.
Nel nuovo stile di Gauguin - il cloisonnisme o sintetismo - il colore si chiude in zone, cos che la
scena si presenta in superficie e si annulla ogni rapporto tra spazio e volumi.Per evitare, dipingendo
all'aperto, di essere condizionato dagli effetti di luce, dipinge a memoria, semplificando le
sensazioni ed eliminando i particolari; di qui l'espressione di una forma, pi che sintetica - giacch
ogni forma in arte sempre necessariamente sintetica - sintetistica, perch volutamente
semplificata. Egli rinuncia anche ai colori complementari che, se avvicinati, si fondono e preferisce
mantenere ed esaltare il colore puro: Il colore puro. Bisogna sacrificargli tutto.[10]
Tuttavia egli non porta alle estreme conseguenze questa concezione, perch l'uso di soli colori puri
avrebbe distrutto spazio e volumi e allora attenua l'intensit delle tinte: ne deriva il tono
generalmente sordo e un disegno piuttosto sommario, come confida a Bernard: La mia natura
porta al sommario in attesa del completo alla fine della mia carriera. Evita anche di cadere nella
triviale decorazione, come spesso accade all'Art Nouveau che origina da quegli stessi presupposti,
racchiudendo nelle sue superfici decorative un contenuto fantastico, onde cre il simbolismo
pittorico.[11]
Il Cristo giallo, dipinto nel 1889, un chiaro esempio di come concepisca la sua arte: La forma
sommaria del Cristo rappresenta abbastanza bene l'opera popolaresca, ma appunto sommaria, non
messa a punto per sostenere il rapporto delle tinte pure. L'interesse dell'artista altrove, nel color
giallo dell'immagine in rapporto con il giallo del fondo e con gli azzurri delle ombre, per esprimere
la tristezza del paese, la sua aridit, il suo aspetto autunnale. Il simbolismo dunque per Gauguin un
modo di esprimersi indirettamente. Le scene della vita quotidiana sono un'occasione ora per un
ritmo decorativo, ora per un motivo paesistico, e l'uno e l'altro alludono a uno stato di tristezza che
dovrebbe accompagnare la vita religiosa.[12]
In quell'estate del 1888 Tho van Gogh stipula con Gauguin un contratto che garantisce al pittore
uno stipendio di 150 franchi in cambio di un quadro ogni mese; lo invita poi a raggiungere il fratello
Vincent ad Arles, in Provenza, pagandogli il soggiorno. Gauguin, non abituato a ricevere tanto
denaro, non pu rifiutare e il 29 ottobre 1888 raggiunge Arles.
Mentre van Gogh apprezza il paesaggio mediterraneo e dimostra grande ammirazione per il suo
nuovo compagno, con il quale spera di fondare un'associazione di pittori, Gauguin rimane deluso
della Provenza - trovo tutto piccolo, meschino, i paesaggi e le persone, scrive a Bernard - e non
crede possibile una lunga convivenza con Vincent, dal quale tutto lo divide: carattere, abitudini,
gusti e concezioni artistiche: van Gogh ammira molto i miei quadri, ma quando li faccio, trova
sempre che ho torto qui, ho torto l. Lui romantico, io invece sono portato verso uno stato
primitivo. Dal punto di vista del colore, lui maneggia la pasta come Monticelli, io detesto fare
intrugli.[14]
Vanno tuttavia insieme a dipingere i dintorni della cittadina: la Vendemmia (o Miserie umane) viene
cos descritta a Bernard:[15]
Vigne rosse che formano triangolo verso l'alto giallo cromo. A sinistra, una bretone del Pouldu

nero, grembiule grigio. Due bretoni abbassate dai vestiti blu-verde chiaro e corsetto nero. In primo
piano, terreno rosa, e poveretta dai capelli arancione, camicia bianca e sottana (terra verde con del
bianco). Il tutto eseguito a grandi tratti riempiti di toni quasi uniti con una spatola molto spessa su
grossa tela di sacco. un effetto di vigne che ho visto ad Arles. Ci ho messo delle bretoni: tanto
peggio per l'esattezza. il mio quadro pi bello di quest'anno e appena sar asciugato lo mander a
Parigi
Gauguin fa anche un ritratto di van Gogh, intento a dipingere gli amati girasoli, a proposito del
quale Vincent esclama: Sono certamente io, ma io divenuto pazzo. Quella sera stessa vi un
litigio violento in un caff di Arles e van Gogh, ubriaco, scaglia il suo bicchiere contro Gauguin.
Scrive allora a Tho van Gogh di essere costretto, data la situazione, a tornare a Parigi. il 23
dicembre, secondo il racconto di Gauguin, van Gogh lo rincorre per strada con in mano un rasoio.
Si volta e lo fissa: van Gogh si ferma e ritorna a casa dove, in preda a una crisi psicotica, si taglia un
orecchio. Gauguin, che andato a dormire in albergo, la mattina dopo trova i gendarmi che in un
primo tempo lo fermano, accusandolo di aver ucciso l'amico, poi si rendono conto che van Gogh si
ferito da solo e dorme, e lo rilasciano. La vigilia di Natale Gauguin parte per Parigi.
Durante i tre mesi passati a Parigi, riceve l'invito di esporre alla mostra dei XX tenuta nel febbraio
1889 a Bruxelles: vi spedisce dodici tele, ma i suoi dipinti, che rimangono tutti invenduti, con i loro
prati rossi, gli alberi blu e i cieli gialli, provocano l'ilarit del pubblico ma l'apprezzamento del
critico Maus: Esprimo la mia sincera ammirazione per Paul Gauguin, uno dei coloristi pi raffinati
che io conosca e il pittore pi alieno dai consueti trucchi che esista. L'elemento primitivo della sua
pittura mi attrae come mi attrae l'incanto delle sue armonie. Vi in lui del Czanne e del
Guillaumin; ma le sue tele pi recenti testimoniano che si avuta un'evoluzione rispetto a quelli e
che gi l'artista si liberato da tutte le influenze ossessive.[16]
La belle Angle, olio su tela, 92x72 cm, 1889, Muse d'Orsay, ParigiTornato in aprile a Pont-Aven,
a maggio ritorna ancora a Parigi - in quell'anno, centenario della Rivoluzione, si teneva
l'Esposizione Internazionale con l'inaugurazione della Tour Eiffel - per organizzare la mostra del
Gruppo impressionista e sintetista nei locali del Caff Volpini: vi partecipano anche Louis Anquetin,
mile Bernard, Lon Fauch, Charles Laval, Daniel de Monfreid, Louis Roy ed mile
Schuffenecker. Il critico Fnon sostenne che Gauguin era influenzato da Anquetin - un'influenza
puramente formale, perch nelle sue opere abili e di gusto decorativo, non sembra circolare la
minima emozione[17] - mentre Albert Aurier rilev in Gauguin, Bernard e Anquetin una netta
tendenza al sintetismo del disegno, della composizione e del colore, cos come alla ricerca dei
mezzi di semplificazione di espressione.[18]
Nessuno degli espositori, malgrado il nome dato al gruppo, era comunque un impressionista e infatti
la mostra ebbe la disapprovazione dei veri impressionisti, Pissarro in testa. Cos, senza che
nessuno degli espositori fosse riuscito a vendere un solo quadro, Gauguin ritorn a Pont-Aven e di
qui si trasfer in autunno nel vicino Le Pouldu, allora un minuscolo villaggio, anch'esso affacciato
sull'Oceano.
Composto nel 1889 , tra gli altri, La belle Angle, ossia Angle Satre, moglie del sindaco di PontAven, dipinto lodato da van Gogh per quel qualcosa di cos fresco e, ancora, contadinesco, che
bello a vedersi. Il ritratto iscritto in una sorta di cerchio magico, spostato a destra per far posto, a
sinistra, alla raffigurazione di un idolo orientale, come a istituire un'analogia tra le due immagini e
alludere a un'ansia mistica del pittore.

Egli il leader incontestato di un gruppo di giovani pittori, Srusier, Meyer de Haan, Roy, Charles
Filliger, Laval, Maxime Maufra, ai quali s'impone tanto per il suo prestigio che per la sua maggiore
et e per una sua certa arrogante durezza di carattere, ma non nasconde la sua amarezza per il
mancato riconoscimento pubblico della sua arte. Vuole allontanarsi dalla Francia, dalla quale poco
spera: fa domanda al governo francese per essere inviato come colono nel Tonchino, i territori
indocinesi sottoposti dal 1884 a protettorato francese, ma la sua domanda viene respinta. Per
intanto, nel gennaio 1890, torna a Parigi, ancora una volta ospitato da Schuffanecker.
Nella capitale conosce un inventore, un certo Charlopin, che gli offre, per un consistente gruppo di
quadri, 5.000 franchi, una somma con la quale Gauguin potrebbe permettersi un lunghissimo
soggiorno in qualunque terra tropicale, ma l'offerta non va in porto. Passa mesi febbrili, tra Parigi e
la Bretagna, in cerca di compagni e di denaro.
Non sa neanche decidersi in quale paese andare, se in Tonchino prima o se poi nel Madagascar:
infine opta per la Polinesia. Al pittore simbolista Odilon Redon, che gli ha fatto un ritratto e cerca di
dissuaderlo a partire, scrive di aver deciso di andare a Tahiti per finire l la mia esistenza. Credo
che la mia arte, che voi ammirate tanto, non sia che un germoglio, e spero di poterla coltivare laggi
per me stesso allo stato primitivo e selvaggio. Per far questo mi occorre la calma: che me ne
importa della gloria di fronte agli altri! Per questo mondo Gauguin sar finito, non si vedr pi
niente di lui.[19]
Dal novembre 1890, a Parigi, frequenta un gruppo di giovani pittori che, con il nome di Nabis,
profeti in ebraico, hanno dato vita a circolo di pittura simbolista, in gran parte debitrice dei principi
sintetisti di Gauguin. Ne fanno parte Paul Srusier, Denis, Pierre Bonnard, Ker-Xavier Roussel,
Flix Vallotton e douard Vuillard, sostenuti da critici come Albert Aurier e Lugn-Poe e poeti e
scrittori come Mallarm, Jean Moras, Maurice Barrs, Paul Fort e Charles Morice, il quale, dopo
averlo descritto come uomo dal grande viso ossuto e massiccio, dalla fronte stretta, dal naso non
curvo, non adunco, ma come spezzato, con una bocca dalle labbra strette e senza inflessione, con
delle palpebre pesanti [...] in cui una altezzosa nobilt, evidentemente connaturata, si mescolava a
una semplicit che confinava con la trivialit, testimonia dell'elogio dell'arte primitiva fatta da
Gauguin in occasione di uno di quegli incontri:[20]
L'arte primitiva parte dallo spirito e si serve della natura. L'arte cosiddetta raffinata parte dalla
sensualit e serve la natura. La natura la serva della prima e la padrona della seconda. Ma la serva
non pu dimenticare la sua origine e avvilisce l'artista lasciandosi adorare da lui. cos che siamo
caduti nell'abominevole errore del naturalismo. Il naturalismo comincia con i greci di Pericle. Poi
non si sono avuti pi o meno grandi artisti che tra coloro che pi o meno hanno reagito contro
questo errore. Ma le loro reazioni non sono state che trasalimenti di memoria, bagliori di buon senso
in un movimento di decadenza che prosegue ininterrotto nei secoli. La verit nell'arte cerebrale
pura, nell'arte primitiva; il pi sapiente di tutti i paesi l'Egitto. L il principio. Nella nostra
miseria attuale non c' salvezza possibile che nel ritorno sincero e consapevole al principio. E
questo ritorno deve costituire la meta del simbolismo in poesia e in arte!

La perdita della verginit, olio su tela, 90x130 cm, 1891, Chrysler Art Museum, Norfolk,
USAL'intento di Gauguin non tanto quello di presentarsi come l'iniziatore e il promotore della
poetica simbolista, quanto quello di procurarsi la massima pubblicit e solidariet in vista di una
progettata vendita all'asta dei suoi dipinti, con il cui ricavato contava di poter finalmente salpare per
le isole polinesiane. Egli infatti si preoccupa di dipingere una tela in pretto stile simbolista, La
perdita della verginit, in cui una giovane, sulla quale posa una volpe, simbolo della lussuria,
adagiata su un paesaggio che nulla ha di naturalistico, al fondo del quale si svolge un corteo nuziale.

Modella del dipinto fu la ventenne Juliette Huet, sua attuale amante, dopo il tentativo di Gauguin di
stabilire una relazione con Madame Schuffenacker, che naturalmente port all'interruzione dei
rapporti con mile Schuffenecker.
L'asta delle opere di Gauguin, tenuta a Parigi il 23 febbraio 1891, frutta pi di 9.000 franchi, come
comunica[21] alla moglie la quale, pur dovendo mantenere a Copenaghen cinque figli facendo
traduzioni dal francese, non ottiene un soldo. L'asta era stata preparata da diversi articoli che
esaltavano l'opera del pittore e fu seguita da un lungo articolo di Albert Aurier che consacrava
Gauguin come capostipite del simbolismo in pittura.[22]
Dopo aver premesso che lo scopo dell'arte non pu essere la diretta rappresentazione delle cose, ma
delle Idee, degli Esseri assoluti, gli unici che abbiano una autentica realt, di cui gli oggetti
naturali sono soltanto segni, compito dell'artista ideista esprimersi mediante questi segni,
sapendo che la realt solo l'idea. Dunque il segno rappresentato dal pittore nella tela non sar un
oggetto concreto, cos come nella tela dovr essere evitato ogni illusionismo fallace:
Forme, linee e colori potranno essere esagerati, attenuati o deformati, seguendo tanto la necessit
dell'espressione dell'Idea che la propria visione artistica. L'arte simbolista sar dunque ideista,
perch espressione di un'idea; simbolista, perch esprime l'idea attraverso una forma, ossia un
insieme dei segni; sintetica, perch questa forma dovr essere generalmente comprensibile;
soggettiva, perch ogni oggetto rappresentato non sar un oggetto naturale, ma un segno dell'idea
percepita dal soggetto, il pittore; decorativa, termine che in Aurier riassume il significato dell'arte
che insieme soggettiva, sintetica e ideista.
Naturalmente, un artista, per essere all'altezza del compito di esprimere l'astratto significato di un
oggetto dovr avere un dono sublime, riservato a pochi, un dono dell' emotivit cos grande e
cos prezioso, da far rabbrividire l'anima di fronte al dramma sfuggente delle astrazioni: se questo
dono concesso al pittore, allora i simboli, cio le Idee, sorgono dalle tenebre, si animano, si
mettono a vivere di una vita che non pi la nostra vita contingente e relativa, ma di una vita
abbagliante che la vita essenziale, la vita dell'Arte. E concludeva che tale era l'arte di Gauguin,
grande artista di genio, dall'anima primitiva e un po' selvaggia.
L'articolo provoca la rottura dei rapporti di Gauguin con Bernard, che si considerava in qualche
modo l'ispiratore di Gauguin, offeso per non essere stato invitato a esporre le sue opere all'asta e per
non essere stato affatto citato nell'articolo dell'Aurier, e la reazione del vecchio impressionista
Pissarro, che ironizza, in una lettera al figlio Lucien,[23] con il critico, rimproverandogli di non
tener conto che quei segni, di cui l'Aurier parla, devono essere pi o meno disegnati. anche
necessario possedere un po' di armonia per rendere le idee e di conseguenza bisogna avere delle
sensazioni per avere delle idee. Questo signore sembra prenderci per imbecilli!. E sul cattolico
Gauguin Pissarro, da socialista e comunardo, ancora pi duro, dandogli del calcolatore e
dell'arrivista:
Gauguin non un veggente, un essere diabolico che si accorto che la borghesia tornava
indietro sotto le grandi idee di solidariet che germogliano tra il popolo: idea incosciente ma
feconda e la sola legittima! I simbolisti si trovano nella stessa situazione! Per questo bisogna
combatterli come la peste!
A marzo, grazie all'intercessione del figlio di Ernest Renan, Gauguin ottiene dal Ministro francese
delle Belle Arti Rouvier il riconoscimento di missione gratuita del suo viaggio - in sostanza, la
promessa di acquistare un suo quadro al suo ritorno in Francia - oltre a uno sconto sul biglietto di
viaggio.

Il 23 marzo 1891 Gauguin saluta gli amici simbolisti in un pranzo tenuto nel loro ritrovo abituale
del Caf Voltaire di Parigi; il 4 aprile parte per Marsiglia dove, il 24 aprile, lo attendeva la nave per
Tahiti. Da pochi giorni era morto Seurat; Renoir, a Parigi, conosciuta la partenza di Gauguin,
comment semplicemente: Si pu dipingere anche alle Batignolles.[24]

Il viaggio da Parigi dur 63 giorni, a causa dei lunghi scali - a Bombay, a Perth, a Melbourne, a
Sidney, a Auckland - effettuati lungo il percorso. Il 28 giugno 1891 Gauguin sbarca a Papeete, il
capoluogo di Tahiti, presentandosi al governatore per specificargli la sua condizione di inviato in
missione artistica; ha la sfortuna, due settimane dopo, di apprendere la notizia della morte del re
dell'isola, Pomar V, dal quale sperava di ottenere dei favori particolari: ora, invece,
l'amministrazione passa in mani francesi.
Vahine no te tiare, olio su tela, 70x46 cm, 1891, Ny Carsberg, Copenaghen.Tahiti, dove per la prima
volta sbarc l'inglese Samuel Wallis nel 1767, divenne protettorato francese nel 1842 e fu annessa
alla Francia nel 1880, con un atto firmato dal re Pomar V. I tahitiani divenivano cittadini francesi e
mantenevano la propriet delle terre. L'emigrazione europea aveva condotto alla formazione di
famiglie miste e introdotto modi di vita europei, allo sviluppo del commercio, della piccola
industria, dell'agricoltura intensiva, e all'introduzione del culto cristiano, prevalentemente cattolico.
Vahine no te tiare (Donna col fiore), un capolavoro.Questo il primo dipinto tahitiano di Gauguin
a essere inviato in Francia e a essere esposto, nel settembre 1892, nella Galleria d'arte Goupil,
deludendo per gli amici che si attendevano un quadro in pretto stile simbolista.
Ia Orana Maria, olio su tela, 114x89 cm, 1891, Metropolitan, New York.La capitale Papeete
accoglie soprattutto funzionari francesi e le famiglie dei notabili indigeni, delle quali l'effigiata
un'esponente: non vi pu essere, in quel luogo, l'espressione dell'autentica civilt maori, dei genuini
caratteri e dei ritmi vitali degli indigeni non ancora toccati dal dominante influsso coloniale, che
possono essere rintracciati solo nei villaggi pi lontani. Perci, dopo qualche mese, insieme con la
meticcia Titi, si trasferisce venti chilometri pi lontano, a Pacca; lasciata poi anche Titi, troppo
civilizzata, va nel villaggio di Mataiea, dove si stabilisce in una capanna davanti all'Oceano: in un
altro villaggio conosce la tredicenne Tehura, che accetta di andare a vivere con lui.
In Noa-Noa, la profumata - il racconto biografico e romanzato della sua scoperta dell'isola - scrive
che la civilt mi sta lentamente abbandonando. Comincio a pensare con semplicit, a non avere pi
odio per il mio prossimo, anzi ad amarlo. Godo tutte le gioie della vita libera, animale e umana.
Sfuggo alla fatica, penetro nella natura: con la certezza di un domani uguale al presente, cos libero,
cos bello, la pace discende in me; mi evolvo normalmente e non ho pi vane preoccupazioni. Non
proprio cos, perch il denaro comincia a diminuire, dalla Francia non ne arriva altro e le
comunicazioni epistolari sono lentissime.
In Ia Orana Maria (Ave Maria) opera una contaminazione fra cattolicesimo e religione orientale - le
due figure di donne richiamano un bassorilievo del tempio di Borobudur, nell'isola di Giava nell'ambiente paganeggiante dei Tropici. Ne scrive al de Monfreid: Un angelo dalle ali gialle
indica a due donne tahitiane Maria e Ges, anch'essi tahitiani, una sorta di nudo rivestito dal pareo,
specie di cotonina a fiori che si attacca come si vuole alla cintura. Sfondo di montagne molto scure
e alberi in fiore. Strada viola cupo e primo piano verde smeraldo; a destra, delle banane. Ne sono
molto contento.[26]

Manao tupapau, olio su tela, 73x92 cm, 1892, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo.Nel marzo 1892
Gauguin scrive a de Monfreid[27] di essere stato ammalato: il suo cuore non va infatti come
dovrebbe, e a Srusier di essere alla fine dei soldi e di aver poche speranze di poterne ricavare, n a
Tahiti n dalla Francia: giudica infatti i suoi quadri brutti da tutti i punti di vista, tali da non poter
essere accettati e venduti ai collezionisti parigini.[28] In compenso, si mostra pi ottimista con la
moglie, che gli chiedeva spiegazioni sulla sua lunga assenza, sostenendo di aver prodotto 44 tele
molto importanti, dal valore presuntivo di almeno 15.000 franchi,[29] assicurandola che quello che
sto facendo qui non mai stato fatto da nessuno e che in Francia non si conosce. Spero che questa
novit potr decidere in mio favore.[30]
Fra i suoi dipinti pi noti di quest'anno e sul quale pi si dilungato nei suoi scritti Manao
tupapau (Pensa allo spettro, tradotto anche come Lo spirito dei morti veglia), dove ritrae Tahura
sdraiata supina nel letto, con espressione terrorizzata.
In Noa-Noa scrive che, tornato a notte alta nella sua capanna, trov immobile, nuda, supina sul
letto, gli occhi enormemente sbarrati dalla paura, Tehura mi guardava e sembrava non riconoscermi
[...] Mi sembrava che una luce fosforescente uscisse dai suoi occhi dallo sguardo sbarrato. Non
l'avevo mai vista cos bella, soprattutto mai di una bellezza cos commovente.
Alla moglie comunica[31] di star facendo un nudo di donna: Una delle nostre giovani avrebbe
paura di essere sorpresa in questa posizione (la donna qui no). Allora conferisco al suo volto un po'
di terrore [...] Questo popolo ha, tradizionalmente, una grande paura dello spirito dei morti [...]
Allora faccio cos: armonia generale cupa, triste, spaventosa, che sembri quasi un rintocco funebre.
Il violetto, il blu cupo, il giallo arancio. Faccio la biancheria gialla verdastra, prima di tutto perch
la biancheria di questi selvaggi diversa dalla nostra [...] in secondo luogo perch suggerisce la luce
artificiale [...] in terzo luogo, questo giallo, combinandosi con il giallo arancio e il blu, completa
l'accordo musicale.
Il fantasma dipinto in ossequio dei principi simbolistici tuttavia inutile e disturba l'effetto che
viene raggiunto per via puramente cromatica: tutte le spiegazioni sulla genesi del dipinto sono stati
fatti a uso e consumo di coloro che pretendono di conoscere il perch e il per come. Tuttavia, si
tratta semplicemente di uno studio di nudo tropicale.[32]
Gauguin si preoccupa di comprendere e di documentarsi sulla credenze indigene e sulle loro
manifestazioni artistiche: trova oggetti d'uso comune, decorati con motivi geometrici che
richiamano tuttavia le fattezze umane.
Lesse poi il Voyage aux les du Grand Ocan di Jacques-Antoine Moerenhout, pubblicato nel 1837,
trascrivendone stralci nel suo manoscritto Ancien culte mahorie. La triade divina della religione
maori - che allora si credeva originaria dell'Indonesia - costituita dal dio creatore Taaroa, dalla dea
Hina, che richiama la luna e il ciclo naturale della vita, e dal loro figlio Fatu, la terra che anima ogni
cosa ma rifiuta di concedere l'immortalit alle creature alle quali concesso solo di generare e di
perpetuarsi attraverso l'eterno ciclo della vita e della morte.
A Tahiti non esistevano rappresentazioni artistiche delle divinit, se non i tiki, gli idoli, sculture in
legno rappresentanti divinit minori, utilizzate, fino all'arrivo dei missionari, alla fine del
Settecento, a segnare i recinti (i marae) ove si svolgevano i riti sacrificali. Secondo il Moerenhout, i
tahitiani utilizzavano lunghi legni avvolti da fibre vegetali, che rappresentavano gli atuas, i
discendenti del dio Taaroa, fra le quali si inserivano delle piume rosse: queste piume erano
l'immagine di Taaroa.

Gauguin cre sculture in legno e in ceramica rappresentando dei e idoli maori, senza scrupoli
filologici, ma operando una contaminazione di motivi iconografici, ridando in qualche modo vita a
immagini della tradizione religiosa tahitiana in via di estinzione, raggiungendo il fine di ridare
forma e speranza a una societ sul punto di morire.[33] Cos, l' Idolo con la perla ha i tratti del
Buddha seduto assalito da Mara (il diavolo della religione buddhista) di un rilievo di Borobudur; la
perla rappresenta il terzo occhio, la visione interiore.[34] Oviri (Selvaggio), ceramica realizzata a
Parigi nel 1894, prima della partenza per il secondo e definitivo viaggio a Tahiti, rappresenta la
Tueuse (colei che uccide), una donna-mostro che schiaccia ai suoi piedi un lupo mentre con una
mano si stringe al fianco un cucciolo di lupo: dunque colei che uccide ma che d anche la vita.
Senza pi denaro, carico di debiti, perch le tele inviate in Francia fruttano poco denaro, non pu
che desiderare di lasciare Tahiti: nell'aprile 1893 riceve 700 franchi inviatogli dalla moglie, appena
sufficienti per saldare i debiti e pagarsi il viaggio di ritorno. A maggio lascia Tehura e il suo
bambino nato il mese prima e, carico delle sue tele, s'imbarca per la Francia: il 3 agosto sbarca a
Marsiglia.
Grazie al denaro inviatogli dagli amici Paul Srusier e Daniel de Monfreid, pu trasferirsi da
Marsiglia a Parigi, dove affitta un piccolo appartamento e va al ristorante pagandosi i pasti con i
quadri. La morte dello zio Isidore lo soccorre con l'eredit di 9.000 franchi e Gauguin pu traslocare
insieme con Annah Martin, una giovane cameriera mulatta, di origine giavanese - rappresentata nel
dipinto Aita Tamari vahina Judith te Parari - in un alloggio-studio confortevole e arredato
esoticamente, dalle pareti dipinte in giallo e in verde, dove accoglie gli amici del circolo simbolista.
Tiene una mostra nella Galleria Durand-Ruel, il cui catalogo avrebbe dovuto avere una
presentazione scritta da Strindberg che tuttavia rifiuta, rimproverando a Gauguin di aver creato, con
le sue tele tahitiane, una nuova terra e un nuovo cielo, ma io non mi piaccio all'interno della nuova
creazione, e nel vostro paradiso abita una Eva che non il mio ideale
A dicembre rende l'ultima visita alla famiglia a Copenaghen e nel maggio del 1894 ritorna nei suoi
luoghi preferiti della Bretagna: il 24, a Concarneau, alcuni marinai rivolgono pesanti apprezzamenti
alla sua compagna Annah; egli reagisce, ma viene picchiato e si frattura una caviglia. Come non
bastasse, mentre ricoverato in ospedale, l'amica Annah torna a Parigi, s'impossessa del denaro non dei dipinti - e fa perdere le sue tracce.
Gauguin non era certo tornato in Francia per rimanervi: nuovamente deciso a partire per la
Polinesia, organizza il 18 febbraio 1895 una vendita delle sue tele: il ricavo modesto ma
sufficiente per partire. Si imbarca il 3 luglio a Marsiglia e durante lo scalo a Aukland, interessato
all'arte maori, visita il Museo etnologico. Raggiunta Papeete l'8 settembre, si trasferisce nel
villaggio di Paunaania, dove affitta un terreno nel quale, con l'aiuto degli indigeni, si costruisce una
capanna.
Si tratta probabilmente della prima tela dipinta dopo il suo ritorno in Polinesia, Te arii vahrine (La
donna del re) o La donna dei manghi, che insieme richiama, nella posa, le Veneri del Rinascimento o la Diana di Lucas Cranach il vecchio in particolare - con il suo segno regale del ventaglio e il
simbolo sensuale dei manghi, ma anche la Eva del giardino dell'Eden e dell'albero della scienza:
un'immagine sincretistica dei miti religiosi di tutta la storia dell'Occidente che si fa mito e presenza
concreta nell'Oriente maori, secondo la teoria della religione naturale che egli stava elaborando
sulla scorta della lettura del The Natural Genesis del filosofo spiritualista inglese Gerald Massey.
No te aha oe riri?, olio su tela, 95x130 cm, 1896, Art Institute, Chicago.Di altro genere il

contemporaneo No te aha oe riri? (Perch sei arrabbiata?): Al di l del titolo, qui vi la


rappresentazione del lento ritmo della vita quotidiana delle indigene, e soprattutto l'espressione dei
valori pittorici raggiunti da Gauguin: La donna in piedi ha la forma del suo colore, ampia e
sintetica, bene piantata: una cosa della natura. La direzione trasversa del primo piano incide con
quella parallela al piano di fondo della capanna: cio la visione in superficie, con suggerimento di
spazio in profondit. Il rosso-viola della terra e del tetto e l'arancio-oliva delle carni si accordano
con il verde azzurro dell'ombra e con il giallo luminoso della capanna. Padrone del suo modo di
comporre e dei suoi accordi cromatici Gauguin produce con naturalezza, sicuro di s.[35]
Esempio della concezione della pittura di Gauguin, per il quale il dipinto non il semplice risultato
di un complesso di percezioni trasferite sulla tela, ma un messaggio dell'artista, la comunicazione
di un pensiero, , tra gli altri, Te tamari no atua (La nascita di Cristo, figlio di Dio). In tal modo si
comprende come venga trasformata la struttura impressionista del quadro in una struttura di
comunicazione, espressionista.[36]
Te tamari no atua, olio su tela, 96x128 cm, 1895, N. Pinakothek, Mnchen.Il sonno e il sogno della
ragazza si materializza nella tela con l'immagine della Sacra Famiglia tahitiana e del presepe; nello
stesso tempo nella capanna presente un totem dipinto, segno dell'unit sostanziale dei miti
religiosi. La reale esistenza della giovane compagna dell'artista che attende un figlio e sogna la sua
nativit abbinata alla concreta rappresentazione dei fantasmi del suo sogno, coerentemente alla
teorizzazione della pittura di memoria, fatta da Gauguin. E poich nella memoria i minuti particolari
di una scena svaniscono e i colori si attenuano, essi non splendono e non vibrano sulla tela.
Analogamente, poich l'immagine occupa uno spazio e un tempo interiori, non possono esservi
effetti di luce: infatti la luce non incide ma emana dalle cose stesse, dal contrasto del corpo olivastro
e della veste turchina col giallo chiaro del letto. Blu e giallo sono complementari, sommati danno il
verde, e verdi sono le ombre della coperta, verdi e blu i toni dominanti nel fondo.[37]
La sua salute appare compromessa dalla frattura non risolta della caviglia, dalle numerose piaghe
alle gambe e dalla sifilide: una degenza di due mesi in ospedale gli reca poco giovamento. Convive
con la quattordicenne Pahura che, nel 1896 partorisce una figlia che tuttavia sopravvive solo un
anno. Nel marzo del 1897 gli giunge dalla moglie anche la notizia della morte per polmonite della
figlia Aline, avvenuta il precedente gennaio; da questo momento non avr pi notizie della famiglia.
Come reazione alla morte di Aline e alle vicissitudini di questo periodo Gauguin avrebbe dipinto di
getto la tela Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? nel dicembre 1897. Ne scrisse in
diverse lettere inviate in Francia: in quella diretta nel luglio 1901 a Charles Morice volle chiarire il
significato del quadro:
Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?, olio su tela 139 x 374,5 cm, 1897, Museum of Fine
Arts, Boston. Dove andiamo? Accanto alla morte di una vecchia. Un uccello strano stupido
conclude. Che siamo? Esistenza giornaliera. L'uomo d'istinto si chiede che significa tutto ci. Da
dove veniamo? Fonte. Bambino. La vita comune. L'uccello conclude il poema in comparazione
dell'essere inferiore di fronte all'essere intelligente in questo grande tutto che il problema
annunciato dal titolo. Dietro a un albero due figure sinistre, avvolte in vesti di colore triste, pongono
accanto all'albero della scienza la loro nota di dolore causata da questa scienza stessa in confronto
con gli esseri semplici in una natura vergine che potrebbe essere un paradiso di concezione umana,
abbandonatasi alla gioia di vivere
E rilevava come, malgrado i passaggi di tono, l'aspetto del paesaggio fosse dato costantemente dal

blu e dal verde Veronese. Inviato a Parigi ed esposto l'anno dopo, oltre a grande interesse a
apprezzamento, ebbe la critica di essere astrattamente allegorico, espressione arbitraria di
un'immaginazione metafisica. Ai suoi critici Gauguin rispose di aver voluto esprimere un sogno
che, come tutti i sogni, non si lascia afferrare e non esprime allegorie, ma il cui oggetto era il
mistero della vita, realizzato con il colore concepito alla maniera dei simbolisti: il colore, che
vibrazione come la musica, sta per raggiungere ci che vi di pi generale e dunque di pi vago
nella natura: la sua forza interiore.[38]
Racconti barbari, olio su tela, 130x89 cm, 1902, Folkwang M., Essen.Il dipinto di Gauguin richiama
quello, esposto al Salon di Parigi nel 1890, di Puvis de Chavannes, Inter Artes et Naturam. Nello
schizzo del dipinto che aveva inviato nel febbraio 1898 a Daniel de Monfreid aveva rappresentato i
simboli cristiani della croce e del pesce, che nella tela sono in realt assenti: di fatto Gauguin
sembra esprimere la sua adesione al buddhismo - nella quale, in stadi successivi di perfezione, si
raggiunge il nirvana - avendovi invece rappresentato chiari simboli buddhisti, come la dea Hina, che
richiama le statue del Buddha, il daino che richiama il bassorilievo del tempio di Borobudur, nel
quale Buddha rappresentato come re dei daini e il fiore di loto.
Alla fine di quell'anno porta a termine anche il manoscritto L'glise catholique et les temps
modernes, un attacco alla Chiesa cattolica, accusata di falsificazioni e imposture, in quanto
avrebbe tradito lo spirito originario del Cristianesimo. Secondo Gauguin, esiste un'unica verit in
tutte le religioni, dal momento che tutte sarebbero fondate su un mito primigenio, dal quale si
sarebbero poi differenziate. Si tratta allora di recuperare il significato autentico della dottrina
cristiana corrispondente cos esattamente a anche in modo grandioso alle aspirazioni ideali e
scientifiche della nostra natura, attuando cos la nostra rigenerazione.
Con un prestito di 1.000 franchi concessogli dalla Cassa agricola di Tahiti compra un terreno a
Paunaania e si fa costruire una casa, ma i debiti, le malattie e la depressione l'11 febbraio 1898 lo
spingono al suicidio: si avvelena con l'arsenico ma rigetta e si salva.
Il cavallo bianco, olio su tela, 141x91 cm, 1898, Muse d'Orsay, Paris.Considerata la necessit di
guadagnare, si trasferisce a Papeete dove s'impiega, per sei franchi al giorno, come scrivano nel
Ministero dei Lavori Pubblici finch, con il denaro pervenutogli dall Francia grazie alla vendita di
suoi quadri, riesce a estinguere il debito con la banca, lasciare l'impiego e tornare nella sua casa di
Paunaania, dove la sua compagna Pahura gli d un altro figlio, mile.
Un esempio di felice concordanza cromatica e compositiva Il cavallo bianco: I colori sono quasi
derivati e quasi complementari: un accordo di dissonanze. Nel ruscello l'acqua di un azzurro che
tende al viola con luci gialle che tendono all'arancio. Ora, l'azzurro-viola e il giallo arancio sono fra
loro complementari. Ma il giallo tende troppo all'arancio e l'azzurro tende troppo al viola per essere
assolutamente complementari. Suggeriscono l'accordo complementare senza realizzarlo e riescono a
esasperare l'intensit dei due singoli colori. Parimenti, il verde del prato e il rosso del cavallo (nel
fondo a sinistra) non sono completamente complementari, perch il rosso tende all'arancio, senza
che il verde diventi verdazzurro. Anche l'effetto di tono trattato alla stessa guisa. Il cavallo
"bianco" di un grigio sensibile, delicato, in cui si riflettono tutti i colori attornianti. In
quell'abbassamento di tono c' una delicatezza, fatta di finezza e di quiete, ch' un suggerimento di
luce, senza che l'effetto di luce sia realizzato.[39]
Nel 1899 comincia a collaborare con il settimanale satirico di Papeete Les gupes (Le vespe),
pubblicandovi articoli e vignette contro l'amministrazione coloniale francese, accusata di opprimere
gli abitanti indigeni; in agosto pubblica a sua spese un altro giornale satirico, Le Sourire (Il sorriso),

sempre in polemica con l'autorit. Per tutto il 1900 sembra non aver dipinto una sola tela: certo
che la sua salute malferma e trascorre due mesi in ospedale. Ne esce nel febbraio 1901; venduta la
sua casa, lasciata la famiglia tahitiana, il 16 settembre approda in una delle Isole Marchesi, Hiva Oa,
stabilendosi nel villaggio di Atuana, dove compra dal vescovo Martin un appezzamento di terra su
cui fa costruire la sua nuova casa di 60 metri quadrati, ritta su pali alti 2,40 metri.
All'ingresso della sua casa, che chiama Maison du jouir (Casa del piacere), scrive in lingua maori Te
Faruru, Qui si fa l'amore, e la decora con pannelli in legno scolpiti - Soyez amoureuses, vous
serez heureuses (Siate innamorate, sarete felici), Soyez mystrieuses (Siate misteriose), Pre
Paillard (Padre Licenzioso), Thrse, allusione ai costumi non irreprensibili del vescovo Martin e
della sua perpetua Teresa - e, a ribadire la sua polemica contro il cattolicesimo, frequenta e ritrae il
sacerdote indigeno Haapuani - che costretto a esercitare di nascosto i suoi culti - e la moglie
Tohotaua che ritrae rispettivamente ne Lo stregone di Hiva Oa e nella Donna col ventaglio,
splendido e luminoso ritratto nei trapassi di tono del giallo dorato, dell'arancio e dell'ambra.
Anche nei Racconti barbari Tohotaua appare in primo piano, a incarnare la rappresentazione della
religione maori, con al centro la rappresentazione di quella buddhista, mentre la figura alle loro
spalle l'immagine della religione cristiana, satireggiata nella figura dagli artigli e i tratti volpini.
Donne e cavallo bianco, olio su tela, 92x72 cm, 1903, M. of Fine Arts, Boston.La sua ostilit contro
le autorit coloniali e la missione cattolica cresce al punto da fare propaganda presso i nativi perch
si rifiutino di pagare le tasse e non mandino pi i figli nella scuola missionaria: La scuola la
Natura, proclama, e la sua opera di persuasione ha successo, tanto che la grande maggioranza degli
abitanti dell'isola aderisce al suo invito. Egli denuncia un gendarme, tale Guichenay, accusandolo di
favorire il traffico di schiavi e questi lo denuncia a sua volta, accusandolo di calunnia e di
sovversione. Il 31 marzo 1903, il tribunale multa e condanna Gauguin a tre mesi di prigione.
Non sconter la pena: la mattina dell'8 maggio il pastore protestante Vernier lo trova morto, disteso
nel suo letto. Gauguin era ammalato di sifilide. Il vescovo Martin, accorso alla notizia, si preoccupa
di distruggere quelle opere che giudica blasfeme e oscene: poi assolve la salma e gli concede una
sepoltura senza nome nel cimitero della chiesa della missione, che appariva - immagine trascurabile
e lontana, eppure incombente dall'alto - nella tela dipinta pochi mesi prima, Donne e cavallo bianco,
una valle di paradiso naturale dove Gauguin volle fondere ancora in un'armonia senza tempo
l'umanit e gli animali di Hiva Oa.
Pochi nativi assistettero alla sua sepoltura: presto dimenticata, la sua tomba fu ritrovata venti anni
dopo e gli fu posta una lapide con la semplice scritta Paul Gauguin 1903

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