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Matematica, lezioni private addio

arriva il tutor che ti aiuta sul web


di MICHELE SMARGIASSI

Il professore elettronico propone gli esercizi e corregge i compiti. Il software per le ripetizioni sar
adottato dagli insegnanti dal prossimo anno
PAZIENTE, creativo, infaticabile. Vuoi un aiutino? Occhio, stai sbagliando. Ripassa la regola. Non va
ancora bene, ti faccio vedere io come si fa, ora prova da solo. Per dieci volte. Mille. Anche cinque
milioni, volendo. Il tuo nuovo tutor di matematica ha una fantasia e una resistenza infinite. Ma non sta
seduto di fianco a te. Nella tua cameretta non c' nessun altro.
Tu sei davanti a un computer, e lui sta nella nuvola. Nella "nuvola" di Internet. Il servoprofessore, il
personal trainer invisibile, si chiama MyMathLab. Nel mondo anglosassone, dove questo stile di scuola
elettronicamente assistita disponibile da dieci anni, ha avuto un successo sorprendente: due milioni di
studenti "vanno a ripetizione" da lui. Nel mondo ispanico sbarcato un anno fa. In Italia arriver col
nuovo anno scolastico, quando Pearson Italia avr completato l'immane lavoro di adattamento
linguistico della piattaforma originale. Alle prime, difficile capire la novit. Le tecnologie sono entrate
da anni nelle scuole italiane. Il primo "libro digitale" nel '97 fu un manuale di fisica, il celebre Amaldi
edito da Zanichelli. Ventimila classi (altre ottomila entro l'anno) usano gi la "lavagna elettronica". Ma
l'ebbrezza tecno-scolastica che trasforma lo strumento nel fine, le "aule informatiche" dove si impara
solo a usare l'aula informatica, i "libri elettronici" che spesso sono i vecchi libri di carta con qualche
gadget video-sonoro, tutto questo che chiamiamo "Scuola 2.0" non ha ancora dimostrato in pieno la
sua efficacia nella scuola punto e basta, che essenzialmente il rapporto tra un professore e uno
studente.
Il tutor elettronico si inserisce proprio qui. Ma in modo un po' particolare. immateriale. Nelle librerie,
dentro la scatola, ci sar solo un codice d'accesso. Niente programmi da istallare, serve solo un
accesso alla Rete. Il docente che "adotta" MyMathLab nella sua classe (si inizia col biennio delle
superiori, arriver anche il triennio) chiede ad ogni studente di acquistare una password (al prezzo di un
libro di testo). Si crea una "rete" di cui il docente il manager. Ma "In classe non cambia nulla",
chiarisce Massimo Esposti, direttore editoriale. "Il timore dei docenti di essere messi da parte da un
software, ma qui il professore resta al suo posto, anzi adatta lo strumento al suo stile didattico".
La nuova filosofia, che fra pochi giorni sar oggetto di un ciclo di convegni in sette citt italiane, : non
si interviene sulla trasmissione dei contenuti, n sull'estremo opposto, la verifica, ma nel mezzo:
sull'allenamento individuale. Liberando il professore dalla parte pi ripetitiva del suo lavoro: la
correzione dei compiti a casa. Che il punto pi debole della didattica tradizionale. Perch, si sa, i
professori non hanno il tempo materiale di correggere tutti i giorni una ventina di compiti a casa. "La
matematica si impara con gli esercizi. Meglio: si impara potendo sbagliare liberamente gli esercizi",
spiega Roberto Gulli, amministratore delegato di Pearson Italia, una vita dedicata all'editoria scolastica.
"Ma in classe non c' mai tempo per il metodo trial-and-error".
Cos, anche il migliore dei professori pu capire come lo studente si sta misurando con regole e
teoremi solo al momento dell'interrogazione, quando ormai tardi per rimediare, perch la verifica

valutazione e non esercitazione, momento performativo e non formativo. L'addestramento individuale


avviene senza aiuto, questo buco nero produce fallimenti in classe, i fallimenti generano la tremenda
maths anxiety, l'angoscia da matematica, che ci fa precipitare nelle classifiche internazionali: uno
studente italiano su sei insufficiente in matematica. E le lezioni private diventano un business
milionario. Il servoprof promette di scongiurarle, o rimpiazzarle. Funziona cos. Il professore (umano)
assegna i compiti di giornata scegliendoli da una libreria con migliaia di tipologie di esercizio. Lo
studente, a casa, li apre sul suo schermo e prova a risolverli. I tutorial elettronici gi in circolazione si
limitano a dire se ha centrato o meno la soluzione (in genere, su risposte chiuse da "crocettare").
La novit che il tutor ora interviene durante la soluzione. Se stai sbagliando, il sistema se ne accorge,
ma non si limita a dirtelo e a offrirti un suggerimento generale. Ti ricorda la regola che serve in quel
preciso passaggio e ti mostra esempi di applicazione corretta. Se l'equazione non ti viene ancora, ti
propone di rifarla insieme, concedendoti "aiutini" parziali o cospicui.
Ti risolve anche l'intero esercizio sotto gli occhi, se proprio t'impantani (e se il professore umano lo ha
preventivamente autorizzato ad essere generoso): ma te ne somministra subito un altro simile,
creandolo appositamente: pu generarne milioni senza mai ripetersi (inutile telefonare al compagno per
copiare: l'esercizio su cui sta sudando lui certamente diverso). Adegua gli esercizi successivi alle tue
capacit, insiste sulle tue debolezze.
Intanto tiene nota degli errori che commetti, della velocit di esecuzione, degli aiuti che hai chiesto, e
compila un rapporto che il prof (umano) pu leggere in tempo reale: il giorno dopo, in cattedra,
adeguer la sua lezione al livello raggiunto dalla classe, ma sapr anche quali tra i ragazzi stanno
facendo pi fatica, e dar consigli personalizzati. Secondo i dati raccolti negli Usa da Pearson nei
milleseicento college che hanno adottato il sistema, le performance matematiche degli studenti sono
migliorate in media del 20-30%. Un miracolo che ci farebbe salire parecchi posti nelle graduatorie
Ocse-Pisa e farebbe scendere la pressione a parecchi genitori.
La Repubblica 2-2-2011