"Dioniso, il simposio, gli strumenti del bere.

Dall‟Atene del V secolo alle tombe dei re
Macedoni e alla processione di Tolomeo Filadelfo ad Alessandria d‟Egitto”
Nella sede prestigiosa del Museo, messa a disposizione dal Direttore Carmelo Malacrino, che ha
impreziosito con la sua presenza e l'autorevolezza dei suoi interventi l'evento, alla presenza della
Presidente del "Centro Internazionale Scrittori" della Calabria, Loreley Rosita Borruto, Paola Radici
Colace, Ordinario di Filologia Classica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e
Moderne dell'Università di Messina e Presidente onorario del CIS ha svolto la conferenza sul tema
"Dioniso, il simposio, gli strumenti del bere. Dall’Atene del V secolo alle tombe dei re Macedoni e
alla processione di Tolomeo Filadelfo ad Alessandria d’Egitto”. Nella conferenza, che fa parte del
Ciclo dedicato dal CIS al simposio e alla socialità del vino nella Grecia antica, la relatrice ha
esaminato il trasferimento della cultura degli „strumenti del bere‟ fuori dai confini della Grecia, ed
in momenti cronologici diversi dall‟affermazione ad Atene della civiltà del simposio. Il primo
momento esaminato è localizzato nella Macedonia tra la fine del V e l‟inizio del IV sec. a. C.,
dove, all‟interno del complesso monumentale delle Tombe dei re Macedoni a Vergina, il corredo
della Tomba III è composto proprio da un set di vasellame da simposio in argento ed oro. La
presenza di questi attrezzi, di stile schiettamente greco ma impreziositi sia nel materiale (non più
ceramica, bensì argento ed oro) che nella fattura (non più decorazione, ma scultura a sbalzo), per
la sua ricchezza e bellezza lascia pochi dubbi sull‟altissimo rango del defunto e, accostati anche ad
un letto da simposio, la kline, lo connotano come morto giovane, ma già in età (18 anni) da poter
partecipare al simposio. La relatrice ha poi dimostrato che analogo percorso di magnificentia e
monumentalizzazione gli strumenti del bere dell‟Atene classica del V sec. hanno subito
nell‟Alessandria dei Tolomei attraverso l‟esame delle suppellettili in argento ed oro della tenda
(skené sala da banchetto e simposio), costruita ad Alessandria da Tolomeo II Filadelfo nel 279-278
in occasione dei Ptolemaîa (feste celebrative della dinastia dei Tolomei e di Alessandro Magno), e
delle suppellettili in argento ed oro che sfilarono nella processione dionisiaca. Paola Radici
Colace, che ha fondato e diretto tra l‟altro la monumentale opera del “Lexicon Vasorum
Graecorum” pubblicato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha dimostrato che la
straordinaria quantità e varietà degli arredi da simposio che sfilarono nella processione (decine di
migliaia di figuranti che recavano crateri, incensieri, espositori, armadi con arredi, lebeti, bacili,
idrie, anfore), la preziosità dei materiali (argento ed oro), le dimensioni iperboliche di molti di essi,
con suppellettili d‟argento e i 20 carri con suppellettili d‟oro che chiudevano la processione
rimandano ad un mondo in cui gli attrezzi del simposio greco di V sec. sono stati trasformati in un
„monumento‟ dell‟opulenza della corte dei Tolomei d‟Egitto, che non poteva simbolicamente
rinunciare alla continuità ideologica col mondo greco e con i suoi rituali del bere.

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