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AZIENDA PROVINCIALE TURISMO TRAPANI

Sicilia

Archeologica

anna XXXII 1999

F asci colo 97

RASSEGNA DI STUDI, NOTIZIE E DOCUMENTAZIONE DI ARCHEOLOGIA E ARCHEOLOGIA NA VALE

ESTRATTO

«L'ERMA» di BRETSCHNEIDER

L'industria del riparo Cafici nella valle di Terrana (Caltagirone, Catania)

di

Fabrizio Nicoletti

La valle di Terrana, solcata dail' omonimo fiume, principale affluente del Dirillo, si allunga in direzione NE/SW tra le colline di Caltagirone e la costa meridionale della Sicilia. Localita di notevole interesse naturalistico, la vaile si presenta coperta, sul versante orientale, dalle propaggini del bosco di Santo Pietro mentre sul fianco opposto appare brulla ed erosa. II fondovalle, oggi coltivato, conserva larghe porzioni di gariga e macchia mediterranea, resti dello stesso bosco che ancora nel dopoguerra copriva tutta l'area.

Fino a non molto tempo addietro ignota ana letteratura archeologica, la zona e invero ricca di testimonianze di diverse epoche 1. II nostro sito si trova quasi a meta della valle sul versante orientaIe, poco all'interno di una valle cola collaterale chi am at a Molara, per intero coperta da una fitta macchia mediterranea e solcata da un corso d' acqua perenne, detto fonte del Cacciatore 2.

L'industria oggetto di questa scritto e stata rinvenuta suI fianco settentrionale di questa vailecola, pochi metri a monte del corso d' acqua, dove era stato praticato 10 sbancamento per una strada tagliafuoco, largo circa 2,50 metri, profondo meno di due e lunge un centinaio. I manufatti giacevano sparsi per un raggio di una diecina di metri, sui piano della strada e nel dislivello compreso tra questa e il corso d'acqua. Sulla parete dello sbancamento che chiudeva a monte la strada si notava una zona di terra pili scuta della circostante, dalia quale affioravano alcuni manufatti litici. Un rilevamento della sezione in parete ha permesso di inquadrare stratigraficamente il sito (fig. 11 A-B). Sotto uno stra-

A Giuliano Cremonesi

to di humus (fig. 1, 1) compariva una linea di blocchi lastriformi di breccia conchiglifera (fig. 1,2), di andamento sinusoidale; tali bloc chi avevano lunghezze diverse rna spessori pressoche compresi tra 50 e 75 em, Akuni di essi presentavano fratture coincidenti, COS1 da lasciar credere che un tempo formassero una lastra continua, della quale gli sbancamenti permettevano di valutare una larghezza di almeno cinque metri. Seguiva uno strato di terra sabbiosa friabile (fig. 1, 3), scura, del rnedesimo andamento della linea di blocchi, di spessore massimo verso Ovest, progressivamente assottigliato verso Est fino a scomparire. Attaccate in parete, in corrispondenza di questo strato, stavano solo quattro schegge. Sotto di esso compariva uno strato di terra limosa chiara (fig. 1, 4), molto compatto e ricco di indusi calcarei sotto forma di infiltrazioni lattiginose e piccoli noduli. II suo andamento era anch' esso sinusoidale con un netto innalzamento verso Est, mentre sullato opposto scendeva oltre il livello raggiunto dallo sbancamento e non era pertanto possibile seguirne l'ulteriore sviluppo. All'altezza di questo strato, che e sembrato omogeneo, stavano in parete molti manufatti, talvolta raggruppati e ricoperti da una incrostazione calcarea compatta ma friabile, del tutto identica a quella presente sui reperti rotolati, Limitatamente alia meta Est della parete compariva ancora uno strato (fig. 1,5), formato da sabbie sterili incoerenti.

Lo strato di provenienza dei manufatti e principalmente, se non esdusivamente, il4, che costituisee, a nostro avviso, illivello di frequentazione di un piccolo riparo sotto roceia di cui la linea di

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Fig. 1. Terrana, riparo Cafici. A rilevamento stratigrafico della sezione E~W in parete; B: sezione N -S del precedente.

blocchi doveva costituire la volta. Lo strato 3, pur contenendo con certezza aleuni rnanufatti, puo anche essere relative a un rimescolamento avvenuto al momento del crollo della volta: l'interfaccia tra 10 strato 3 e la linea di blocchi lasciava perplessi ed e sorto anche il dubbio, non del tutto dissipato senza l' ausilio di uno scavo sistematico, che essi costituissero un unico fen omena stratigrafico.

It complesso di materiali

A parte una stalattite, spezzata in antico aIle due estrernita, rna di cronologia incerta e un piccolo ciottolo curiosamente picchiettato su una faccia, ritrovato in parete nella strato 3, i reperti si riducono alIa sola industria Iitica, Tanto in parete quanto tra i materiali rotolati non si sono rinvenu-

Fabrizio Nicoletti

ti carboni e resti di fauna. Sono stati anche rinvenuti undici frammenti di conchiglie fossili, comuni nella zona.

L'industria Utica si compone di 933 pezzi, di cui 705 prodotti di taglio e 228 manufatti ritoccati. La materia prima principalmente usata e un varieta assai uniforme di selee, a tessitura fine e di colore prevalentemente biondo chiaro con rare attestazioni di differenti tonalita cromatiche; il diaspro e rappresentato in piccole quantita tra i ritoccati (8,2%) e i non ritoccati (9,7%); di quarzite sono soltanto un manufatto ritoccato e sette non ritoccati; tra questi ultimi sana anche presenti due frammenti di caleare seleifero.

I manufatti presentano in prevalenza uno stato fisico fresco, qualora si escluda una leggera brunitura della superficie di tutti i pezzi, riconoscibile quasi soltanto nei manufatti fratturati accidenta1- mente daIle benne meccaniche che hanna praticato 10 sbancamento; tra gli strumenti solo il 18,75 % presenta una sottile velatura biancastra, omogenea 0 maculata; le patine realmente ispessite sono presenti in soli undici pezzi e resta per questi strumenti un dubbio di pertinenza cronologica, Nove pezzi a patina doppia aPl?aiono ripresi, in aleuni casi da nuclei pili antichi, E anche da segnalare una disereta presenza di distacchi termoclastici e di tracce d' ocra sul bordo 0 sul dorso di aleuni strumenti.

11 cortice e presente nel 31,8 % dei prodotti di taglio e nel28,1 % degli strumenti, can diversa incidenza nei vari gruppi, minore 0 assente negli erti differenziati e maggiore nel substrata.

I talloni prevalenti tra gli strumenti 3 sono quelli rotti (34,2%, ci riferiamo, naturalmente, a quelli spezzati in antico) segult1 dagli sfaccettati (20,6%), equamente divisi tra piani e convessi; malta attestati sana quelli asportati (16,7%), secondo i gruppi tipologici, da ritocco erto (5,4%), bulino (4,7%), soprelevato (2,3 %), sernplice (2,7%), scagliato (1,2%) e piatto (0,4%). Pur sempre numerosi sono i tailoni lisci (14,4%), rari i diedri (5,8%), i puntiformi (5,1 %) e quelli corticad (3,1 %). T ra i manufatti non ritoccati conservanti il tallone prevalgono invece i lisci (37,2 %),

L'Industria del riparo Cafici nella valle di Terrana

seguiti dagli sfaccettati (25,6 %) con prevalenza di quelli piani; sono anche pill abbondanti i puntiformi (20,9%), i diedri (8,7 %) e quelli corticati (6,1 %).

Assetti tipometria"

La nuvola di punti relativa aIle misure e all'allungamento dei manufatti integri non ritoccati (fig. 21 A) mostra la presenza di ogni ordine dimensionale, con una maggiore concentrazione tra i pezzi microlitici (microschegge laminari e microschegge).

Relativamente ai pezzi integri ritoccati (fig. 21e) troviamo una pill omogenea distribuzione tra i manufatti di ogni grandezza insieme ad uno spostamento della nuvola verso l' asse delle lunghezze. In questa distribuzione SI riscontra una maggiore selettivita tipometrica che, accanto ad una pill varia presenza dimensionale, evidentemente in funzione della diversita tipologica, enfatizza la larninarita degli strumenti. L'ispessimento dei manufatti non mostra una sostanziale diversita tra prodotti di taglio (fig. 2/B) e strumenti (fig. 2/D); in entrambi i casi troviamo nuvole di punti con elevata correlazione nell'ambito dei piatti; i carenati sono scarsamente rappresentati in ambedue le distribuzioni.

Prodotti di taglio

- Nuclei: 17integrz; l/rammento.

Sono tutti di selce, eccetto uno di diaspro; almeno due appaiono riutilizzati a distanza di tempo. II tipo pili rappresentato e quello prismatico, unidirezionale in undici casi e bidirezionale in tre, a piani inclinati talvolta preparati e distacchi laminari in sette esemplari (fig. 3/1). Uno di questi, rimasto allo state di abbozzo, mostra una cresta longitudinale realizzata con distacchi alternanti lunge l' asse maggiore, evidentemente per l' asportazione di un primo distacco laminare. Negli a1tri nuclei, Ie successive lame sono state tagliate a partire dall'impronta di questa primo distacco, alternativarnente sui suoi lati e in direzione del cortice

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che veniva cosi progressivamente ridotto alla sola parte posteriore.

I nuclei diversi si riducono a due multidirezionali per schegge, in parte corticati, e ad uno a distacchi centripeti bifacciali limitati a parte del margine, con il mantenimento del cortice sul lato opposto.

- Cortiei: 38 integri, 46/rammenti.

Tra quelli integri due sono laminari di cui uno carenato, gli altri sono schegge, di cui sei rebroussees. La lora superficie, sempre convessa, indica che i nuclei erano ricavati da ciotto1i fluviali; un cortice presenta sul dorso tracce di breccia locale ed e pertanto possibile che 1a materia prima provenisse dal greto del fiume Terrana.

- Ravvivamenti: 5 integri, 14/rammenti.

Tra quelli integri sono presenti una lama carenata, una scheggia laminare e tre schegge, di cui due carenate. I distacchi dorsali, in genere alternanti, sono in due casi limitati ad un lato. Tra i frammenti (tre prossimali, sei mediani e cinque distali) uno e fluitato.

- Lame integre: 34.

Cinque sono carenate e altrettante sorpassate; due sono rebroussees, tra cui una con palesi tracce d'usura. Infine una, distaccata con percussione bipolare, ha la faccia ventrale diedra. I cortici sono presenti, generalmente su un margine, in dieci esemplari.

- Schegge integre: 144.

Cinque sono catenate, due sorpassate e diciotto rebroussees. Sono inoltre attestati due esemplari a faccia ventrale diedra di cui uno can tracce d' 0-

era.

Frammenti di lame e schegge: 397.

- Frammenti prossimali: 170. 53 sono di lame, 55 di schegge e 62 non classificabili; tre sono a faccia ventrale diedra, uno can distacchi termoclastici e uno can tracce d' ocra sulla frattura.

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Fig. 2. Terrana, riparo Cafici, tipornetria dell'industria Utica. Moduli millimetrici e di allungamento dei manufatti integri non ritoccati (A) e ritoccati (C); moduli millimetrici e di carenaggio dei manufatti non ritoccati (B) e ritoccati (D).

L'Industria del riparo Cafia nella valle di Terrana

- Frammenti mediani: 132. 26 di lame, 24 di schegge e 82 non classificabili: uno ha la faccia ventrale diedra, uno distacchi termoclastici e due presentano tracce d' ocra.

- Frammenti distali.· 95. 15 di lame, 59 di schegge e 21 non classificabili; sette appartenevano a supporti sorpassati e tredici a schegge rebroussees.

Le fratture sono ottenute per flessione a torsione, con prevalenza delle prime. Quelle diedre sana poco numerose e le irregolari diventano rilevanti solo tra i frammenti non classificabili. Aleuni pezzi presentano pseudo-colpi di bulino adiacenti a fratture irregolari.

- Ritagli: 11.

I ritagli di bulino sono quattro, dei quali tre relativi ad un primo colpo passante di bulino d' angola (uno sorpassato e due rebroussees, dei quali uno ritorto): il quarto e un ritaglio passante di bulino su ritocco.

E anche da segnalare la presenza di tre microbulini, uno ordinario (fig. 3/2) e due K (fig. 3/3).

Ritagli sono probabilmente cinque intaccature adiacenti a frattura (conteggiate, per prudenza, nel tipo primario DI), delle quali due opposte fra loro sulla stessa estrernita di un supporto.

Sette frammenti, prossimali a distali, presentano un margine a ritocco erto, profondo e diretto conformato a cran. Si tratta, probabilmente, di scarti di lavorazione, prevalentemente (rna non solamente) di strumenti a dorso. Pili in generale, potrebbe trattarsi di residui di una tecnica di ritaglio delle estrernita dei supporti intermedia tra quella del microbulino e quella dell'incavo adiacente a frattura. Di tale tecnica potrebbe essere testirnonianza un residuo di ritocco erto presente alla base di una punta semplice (v. oltre).

Manu/aui ritoccati".

Sana, come detto, 228 pezzi (238 tipi primari), compresi otto compositi, 22 inframarginali e cinque incavi adiacenti a frattura.

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- Compositi: 8 (16 Tp).

II tipo pili attestato e il grattatoio frontale, composto in tre casi can punte a dorso (G 1 + PD4, Gl+PD4, G2+PD2). Questa associazione (fig. 3/7 -9), che comprende anche un manufatto microlitico, e una delle caratteristiche del riparo Cafici, Di tali grattatoi, due hanna il fronte erto. Tre grattatoi, di cui uno carenato a muso, sono rispettivamente in composizione can l'unico bulino trasversale a ritocco laterale (fig. 3/10), con una troncatura obliqua (fig. 3/4) e can un becco dejete (fig. 3/5). II becco e presente in altre due cornposizioni: in un caso con troncatura normale (fig. 3/6) e nell'altro can l'unico esemplare di lama a cran della nostra industria (fig. 3/14).

- Bulini: 14 (17 Tp; 7) 14 %).

Benche la sua percentuale non sia particolarmente alta l'insieme dei bulini rimane, comunque, il quarto per quantita dell'industria. Gruppo, dunque, discretamente numeroso, composto peraltro da esemplari di buona fattura. I distacchi sono in genere semplici, spessi e rettilinei. Data che molti esemplari sana prossimali 0 multipli, il tallone prevalente, quasi unico, nei supporti di questa gruppo e quello asportato da distacchi di bulino (undid casi).

Prevalgono i bulini diedri; di questi due sana semplici (di cui uno, chiaramente ripreso, cornposto con un B3), entrambi a doppio distacco parallelo, e tre, tra i quali il composito, un esernplare carenato su scheggia sorpassata ed uno passante, sana diedri dejetees a due distacchi (fig. 3/13). I bulini pili rappresentati (otto tipi primari) sana quelli su frattura, dei quali tre sono poliedrici (due perche ripresi) e carenati (fig. 3/12) e tra cui ne troviamo uno can distacco oblique, singolo, su frattura ottenuta per torsione (fig. 3/16); sempre tra quelli ad unico colpo (fig. 3/15) due sana ripresi ed uno, composto con un B6, ha il distacco passante.

I bulini su ritocco sono quattro; due i laterali su ritocco trasversale (tra i quali l' esemplare cornposto can B5), di cui uno passante e ripreso e uno doppio (fig. 3/11); uno e su ritocco trasversale,

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Fig. 3. Terrana, riparo Cafici. 1: nueleo; 2-3: microbulini; 4-10,14: compositi; 11-13,15-16: bulini.

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L'Industria del riparo Cafici nella valle di Terrana

tendente al semplice, con distacco obliquo. L'unico bulino su ritocco laterale, a distacco doppio trasversale, sta in composizione con un grattatoio a muso carenato (fig. 3/10).

- Grattatoi: 26 (32 Tp; 13)44 %).

Gruppo decisarnente numeroso, essendo il secondo dell'industria. Tra i talloni, il tipo prevalente e quello rotto (tredici casi), seguito a distanza da quello asportato per ritocco soprelevato (sei casi), negli esernplari can fronte prossimale. II ritocco prevalente e guello soprelevato, spesso sealariforme e convesso, cioe della rnodalita pili tipica del gruppo. Sono tuttavia presenti due casi a fronte erto e eonvesso, e an cora uno a ritocco sempliee e uno piatto.

Abbiamo gia detto della tipica composizione tra grattatoi frontali e punte a dorsa. Un'altra caratteristiea del gruppo e 1a marcata contrapposizione tipometrica tra manufatti di dimensioni ordinarie e veri micrograttatoi (fig. 4/16-19). Questi ultimi (otto in tutto, e cioe il 3,36 % dell'industria) sono presenti tra i frontali, rna anehe tra i carenati, dei tipi frontale e a muso, con ritocco talvolta tendente all' erto. Benche il gruppo sia tipologicamente varia (l'unico tipo significativamente assente e quello circolare) la prevalenza dei frontali piatti e netta.

T ra questi ultimi prevalgono quelli 1unghi (fig. 4/1-5), in tutto undiei tipi prirnari di cui due dijetees, soprattutto senza ritocco latera1e (sette), tipo, quest'ultimo, che appare sensibi1mente pili allungato di quello ritoccato lungo i rnargini, I corti (fig. 4/8-10), in tota1e sei tipi prirnari, sana anch'essi in prevalenza senza ritocco latera1e. Vi e, dunque, 1a comune tendenza a non ritoccare i margini, ed infatti, i frammenti di grattatoi non riconducibili ad un tipo specifico (quattro pezzi), non hanna ritocco laterale. I supporti sono talvolta sorpassati e in due casi costituiti da cortici: di questi uno presenta una «scarpata» laterale ritoccata (fig. 4/10).

I grattatoi a muso sono sei (fig. 4/11-12) di cui uno degage da una dubbia intaccatura (fig. 4/13); tra gli altri, due presentano un muso microscopico

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(fig. 4/6-7) e altrettanti sono dejetees, di cui uno doppio (G6.G6 de}) che appare anche ripreso. I carenati sono cinque, di cui due frontali (fig. 4/14) e tre a rnuso; tra questi uno e adiacente ad encocbe e uno, opposto a bulino (B8), e a «scarpata» laterale ritoccata (fig. 3/10).

~ Troncature: 26 (28 Tp; l1J6 %).

La maggioranza dei pezzi componenti questa gruppo, il terzo in percentuale, ha il ritocco etta, profondo, scalariforme, e invariabilmente unipolareo I talloni prevalenti sono quelli rotti (dodici casi), seguiti a distanza da quasi tutti gli altri tipi presenti nell'industria.

Due pezzi sono inframarginali. Nelle died troneature marginali il ritoceo e diretto, quasi sempre normale e rettilineo. Tra le profonde prevalgono quelle normali (fig. 4/15, 21) sulle oblique (fig. 4/20). Delle prime occorre sottolineare la presenza di due esemplari concavi, di uno opposto a beeeo e di un quarto, a patina doppia, il cui supporto sembrerebbe distaccato da un nudeo pili antieo; per il resto, si tratta di esemplari assolutamente tipici, in cui i1 ritocco complementare e raro.

Le troncature profonde oblique sembrano, invece, meno canoniche. Dei sei tipi primari (uno eomposto can grattatoio) due hanno il ritocco sinuoso e un esemp1are a spessa troncatura ricurva (fig. 4/22), invero atipico, tende ad un tipo di punta a dorso che vedremo diffusamente oltre.

- Becchi: 1 (4 Tp; 1,26 %).

I becchi sono manufatti poco numerosi e, in tre casi su quattro, composti con altri tipi primari. II ritocco e in tutti gli esemplari erto e unipolare, formante due encoches che liberano un beeco poco rilevato.

Prevale il becco dejet« con tre tipi primari, due dei quali opposti, rispettivamente, ad una troncatura (T2.Bd) e ad un grattatoio (G 1.Bd). In un solo caso il tipo non si presenta associato (fig. 4/23). L'unico becco assiale, anch'esso tendente al dejete, sta in composizione con una lama a cran (Bc2+LD3 ).

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Fig. 4. Terrana, riparo Cafici. 1~14, 16~19: grattatoi; 15, 20~22: troncature; 23: becco.

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L'lndustria del riparo Cafia nella valle di Terrana

- Punte a dorsa: 9 (12 Tp; 5,04 %).

Il gruppo delle punte a dorso, quantitativamente non abbondante, presenta un ventaglio tipologico decisamente sernplice essendo formato da due soli tipi. Il ritocco e in tutti gli esemplari profondo, scalariforme e, tranne in due casi, unipolareo Tra i tailoni sono nettamente prevalenti quelli asportati con ritocco erto (sei casi); tuttavia non e forse priva di significato la presenza di due talloni rotti, alIa luce di quei frammenti con dorso erto conformato a cran che abbiamo descritto fra i ritagli e che pensiamo di attribuire prindpalmente alla elaborazione di questi manufatti.

Le punte a dorso parziale sono quattro. Tre di esse, fra Ie quali un esemplare composto con grattatoio (G2+PD2), hanno il dorso fortemente incurvato, quale e neile punte di Chatel perron. Nei due esemplari singoli (fig. 5/2-3), uno dei quali e frammentario, il dorso e continuato da un ritocco semplice ehe nel pezzo integro accentua maggiormente la convessita. Il quarto esemplare (fig. 5/6), meno arcuato, non puo comunque essere definito rettilineo.

Le punte a dorso totale sono quattro, e presentano una curvatura meno accentuata. In questa tipo sembra esservi una dicotomia tra due esernplari di ridotte rnisure (fig. 5/4), di cui uno composto con grattatoio (G1+PD4), e due di dirnensioni ordinarie, tra cui ancora un esemplare composito (G 1 + PD4) ed uno singolo a dorso parzialmente bipolare, con uno stacco di bulino trasversale, destro, distale, opposto alIa punta (fig. 5/1), di dubbio significato tecnico.

Appartengono verosimilmente all'uno 0 l'altro dei tipi descritti quattro esemplari frammentari, e fra questi uno, a dorso bipolare quasi del tutto rettilineo, sembra pertinente ad una microgravette (fig. 5/5).

- Lame a dorsa: 1 (1 Tp; GA2 %).

L'unico esemplare del gruppo, in composizione con un becco dejete, e una grande lama a cran inverso e ripreso, con ritocco complementare marginale inverso (fig. 3/14).

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- Dorsi e troncature: 9 (9 Tp; 3,78 %).

In questa gruppo il ritocco e sempre erto (in due casi tendente al soprelevato), scalariforme e, tranne un caso, unipolare e diretto. Come mostrano i talloni, in maggioranza sfaccettati 0 asportati (tre sono rotti) e la eompleta assenza di cortice, i supporti sono piuttosto elaborati.

Dei tipi attestati nel gruppo sono prevalenti, se non quasi esclusivi, quelli con troncatura obliqua, in quattro casi distale e ottusa; tra questi, un esem ~ plare mancante dell' apice tende alla punta a dorso angolare (fig. 5/7) e prelude al geometrico triangolare. Un altro, per la palese discontinuita tra dorso e troncatura, tende invece al trapezio (fig. 5/9). Gli altri due (uno marginale) sono invece pili tipici, e hanno il dorso parziale (fig. 5/8).

I dorsi con troncatura ad angola acuto, prossimale, sono due; si tratta verosimilmente di punte a dorso prive dell'apice, di cui una bipolare a troncatura rettilinea (fig. 5/11) e I' altra tendente al tipo con cran opposto (fig. 5/12). Esiste anche una punta a piquant triedre distale, con troncatura basale convessa che richiama il grattatoio a fronte erto (e non e del tutto escluso che 10 sial, e dunque il caratteristico composito punta a dorso+ grattatoio (fig. 5/10).

Due frammenti, infine, appaiono pertinenti a dorsi con troneatura normale, in entrambi prossimale (fig. 5/18).

- Geometrici: 1 (1 Tp; 0,42 %).

Unico esemplare del gruppo e un atipico e tozzo segmento trapezoidale, con troncature oblique unipolari unite da un dorso sinuoso (fig. 5/13); il ritocco pili che all' erto, tende al soprelevato.

- Frammenti di dorsi: 15 (6,3 %).

Non sempre e state possibile ricondurre i dorsi frammentari (tutti unipolari) al gruppo di appartenenza; COS1, died frammenti, equamente divisi tra prossimali e mediani, appartenevano a manufatti a ritocco erto laterale. Altri tre frammenti prossimali, due a ritocco marginale e uno profondo parziale, appartenevano a lame 0, verosimilmente, a punte a dorso. Due frammenti distali ap-

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Fig.5. Terrana, riparo Cafici, 1-6: punte a dorso; 7-12,18: dorsi e troncature: 13: geometrico; 19: foliate: 14: punta; 15-16: lame ritoccate; 17, 23: raschiatoi: 24: frammento carenato; 25 -27: denticolati; 28: scagliato.

L'Industria del riparo Ca/ici nella valle di Terrana

partenevano forse uno a punta 0, pili probabilmente, lama a dorso, l' altro a dorso con troncatura 0, meno probabilmente, geometrieo.

~ Foliati.· 1 (1 Tp; 0,42 %).

Pur se il ritocco piatto e ta1volta presente su a1- euni pezzi (anche semplicemente per asportarne il tallone), il suo usa non sembra earatterizzare un gruppo specifieo. Cost, l'unico esernplare in cui tale ritoeeo prevale e una punta dejete a ritocco dorsale scalariforme, piatto, convesso e continuo su un lato, semplice e distale sull'altro (fig. 5/19).

- Punte: 1 (1 Tp; 0,42 %).

Anche Ie punte sana rappresentate da un solo esemplare, dejete, a ritocco latero-trasversale, piatto e convesso, opposto a un marginale rettilineo e distale. II pezzo presenta inoltre traccia di ritaglio prossimale, in un ritocco a tendenza erta adiacente a frattura (fig. 5/14) che potrebbe collegarsi alIa stessa tecnica di rottura controllata testirnoniata dai ritagli a pseudo-cran.

- Lame ritoeeate: 14 (14 Tp,· 5,88 %).

I supporti di questa gruppo sana tra i pili uniformi dell'industria. Ne e testimonianza la preponderante attestazione di talloni sfaccettati con presenze solo sporadiehe di lisci, diedri e, naturalmente, rotti. Tra gli incidenti di taglio sana da segnalare due lame sorpassate e una rebrousse. Una lama, inoltre, appare distaccata da un nueleo pili antieo.

In questo gruppo e quasi esclusivo i1 ritocco inframarginale (sette pezzi) 0 margin ale (sei pezzi, fig. 5/15), denotando una certa tendenza a modificare il meno possibile il bordo delle lame: la modalita, ehe e sempre semplice, in due soli casi appare pili elaborata (un esemplare tendente al piatto, I' altro al soprelevato su supporto non earenato) e non vi sono, eomunque, ritocchi sealariformi. Solo una lama ha il ritocco profondo (ancora semplice e non scalariforme, fig. 5/16) e non vi sono esemplari earenati.

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- Rasehiatoi: 8 (8 Tp; 3,36 %).

Anehe in questa gruppo, decisamente poco numeroso e composto da manufatti di non grande qualita, il ritocco tende al marginale (due laterali e uno trasversale sinuoso, pili due inframarginali, entrambi laterali), rna tra i profondi (uno laterale e due trasversali) e sempre scalariforme (fig. 5/17, 23).

- Frammenti di lame 0 raschiatoi: 12 (5,04 %). Dei frammenti non elassificabili a ritoceo laterale semplice, uno e inframarginale, otto marginali, due profondi e uno, a ritocco soprelevato, carenato (fig. 5/24).

~ Erti: 2 (2 Tp; 0,84 %).

II ritocco, erto e unipolare, si limita in questi manufatti a piccole parti secondarie dei supporti. Un esemplare e marginale, l'altro laterale protondo.

- Dentieolati: 75 (75 Tp; 31,51 %).

Siamo al gruppo pili numeroso, nel cui ambito il ritocco e abbastanza vario, anehe come delineazione, pur prevalendo quello sempliee, margin ale o profondo. I talloni offrono, ovviamente, una completa panoramica di quelli presenti nell'industria. Prevalgono i rotti, seguiti dagli sfaeeettati e dai lisei; disereta e eostante e la presenza di corticati, puntiformi, diedri e asportati per ritoeeo (sernplice, erto e persino piatto).

Gli inframarginali sono dieci: un eneoehe e nove rasehiatoi, di cui uno con palesi tracce d'uso sul 1ato ritoceato.

Le intaeeature, il cui ritoceo e prevalentemente marginale, sana ventiquattro, costituendo, con il 10,08 %, il tipo pili attestato dell' industria; tre di esse, di cui una doppia, sono adiacenti a frattura, e andrebbero pili plausibilmente interpretate come ritagli; le altre sono variamente distribuite sul corpo dei supporti (fig. 5/20) con un solo esemplare gemino; infine due, a patina doppia, sembrano riprese.

Le spine sono diciannove, ottenute sempre dall' accostamento di due intaecature variamente

116

I----=--___J'~'~~

Fig. 6. Terrana, riparo Cafici, Struttura elementare dell'industria litica ritoccata.

composte, e a delineazione talvolta alternante for-

,

manti un bee cuccio in genere poco rilevato. Cinque di esse sana trasversali, di cui una can ritocco composito, erto e semplice, per ciascuna intaccatura, tende al becco dritto (fig. 5/21); quattro sono latero-trasversali, di cui una ripresa; due tendono a1 beeeo dejete can ritocco composito erto e semplice, in una, e piatto e semplice nell' altra.

Diciotto sana raschiatoi (fig. 5/25), in maggioranza laterali e profondi e in un caso a ritocco a1- ternante; di questi due sono opposti ad intaccatura (una adiacente a frattura, fig. 5/22); quattro sono trasversali (di cui uno convesso e uno su cortice) e uno latero-trasversale convesso.

Gli altri tipi di denticolati sono poco rappresentati: due punte (una a ritocco quasi scagliato, l' altra a ritoceo composito, soprelevato e semplice, fig. 5/27), una intaccatura earenata su lama (fig. 5/26) e un raschiatoio carenato su cortiee il cui ritocco tende allo scagliato.

- Scagliati: 6 (6 Tp; 2,52 %).

Sono tutti unipolari (uno e tuttavia frammentario) e trasversali (fig. 5/28), in quattro casi unifaeciali e in due bifacciali.

Struttura dell'industria (figg. 6-7 e tab. 1).

L'indice complessivo dei bulini e debole; nell'ambito di essi il rapporto tra diedri e ritoccati (3,25) e favorevole ai primi, tra i quali prevalgono

Fabrizio Nicoletti

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"' "'2
e~ }"
co I"~
co I,,, Fig. 7. Terrana, riparo Cafici. Struttura esscnziale dell'industria litica ritoccata.

quelli su frattura. I grattatoi, dei quali ricordiamo quelli microlitici e quelli a fronte erto, hanno un indice medio; tra i front ali sono pili frequenti i lunghi, specialmente senza ritoeco Iaterale; i grattatoi a muso, tranne un caso dubbio, sono tutti ogivali, in due esemplari con muso minuscolo. II rapporto BIG = 0)53 rimane abbastanza basso.

Medio con tendenza a1 debole e I'indice largo delle troncature, che in quello ristretto (39,2) raggiunge uno dei valori pili alti della Sicilia. Questo perche gli altri gruppi di erti differenziati, hanno indici asso1uti assai bassi, anche non tacendo della significativa percentuale di frammenti non classificabili. Becchi, lame a dorsa e geometrici sono solo presenti. Punte a dorsa e dorsi con troncature (in prevalenza punte) hanno indici, rispettivamente, debole e molto debole; tra le prime prevale il tipo a dorso ricurvo, di dimensioni grandi 0 piccole, i secondi mostrano una spiccata tendenza alle forme geometriche. L'indice ristretto dei crans e appena apprezzabile (1,42).

I foliati sono solo presenti, anche se il ritocco piatto e talvolta complementare in altri gruppi, fino a caratterizzare alcuni manufatti, senza dubbio rari.

Nel substrate, che costituisce 1a meta esatta dell'industria (49,58 %), prevalgono i denticolati con un indice forte, formati quasi esclusivamente da intaccature, spine e raschiatoi, Lame ritoccate e raschiatoi semplici, Ie prime pili abbondanti dei secondi, hanno valori, rispettivamente, deb ole e

L'Industria del riparo Ca/ici nella valle di Terrana 117
pz Tp %Tp pz Tp %Tp
BULINI 14 17 7,14 DT8 2 2 0,84
- multipli 2 4 1,68 Fr.DT 2 2 0,42
- diedri 10 13 5,46 c-.or 12,85
B1 1 2 0,84
B3 2 3 1,26 GEOMETRICI 1 0,42
B5 7 8 3,36 Gm2 1 0,42
- su ritocco 2 4 1,68 i.r.Gm 1,42
B6 1 2 0,84
B7 1 1 0,42 Fr.DORSI 15 15 6,3
B8 ° 1 0,42
-BdlBr 3,25 FOLIATI 1 0,42
F3 1 0,42
GRATTATOI 26 32 13,44
- frontali 16 21 8,82 SUBSTRATO 118 118 49,58
G1 4 7 2,94
G2 2 4 1,68 PUNTE 1 0,42
G3 4 4 1,68 P3 1 0,42
Fr.Gl-3 4 4 1,68
G4 2 2 0,84 LAME RITOCCATE 14 14 5,88
G/lIGfc 1,83 LO 7 7 2,94
{f.G5 ° L1 6 6 2,52
-a mum 6 6 2,52 L2 1 0,42
G6 5 5 2,1
G7 1 1 0,42 RASCHIATOI 8 8 3,36
- carenati 4 5 2,1 RO 2 2 0,84
G8 2 3 1,26 R1 3 3 1,26
G9 2 2 0,84 R2 1 1 0,42
R3 2 2 0,84
BIG 0,53
Fr_L-R 12 12 5,04
ERTI DIFFERENZIA TI 61 70 29,41 L-RO 1 1 0,42
L-Rl 8 8 3,36
TRONCATURE 26 28 11,76
L-R2 2 2 0,84
TO 2 2 0,84 L3-RS 0,42
ri 10 10 4,2
T2 9 10 4,2 ERTI 2 2 0,84
T3 5 6 2,52 Al 1 1 0,42
ir.T 40
A2 0,42
BECCHI 1 4 1,68 DENTICOLA TI 75 75 31,51
Bel 1 3 1,26 DO 10 10 4,2
Be2 ° 1 0,42 D1 24 24 10,08
spine 19 19 7,98
PUNTE A DORSO 9 12 5,04 D2 18 18 7,56
PD2 3 4 1,68 D3 2 2 0,84
PD4 2 4 1,68 D5 1 1 0,42
Fr,PD 4 4 1,68 D6 1 1 0,42
LAME A DORSO 0 0,42 SCAGLIATI 6 6 2,52
LD3 0 0,42 E 6 6 2,52
- i.r.crans 1,42 COMPOSITI 8 16
9 9 3,78
DORSI E TRONCATURE
DT4 4 4 1,68
DT6 1 1 0,42 TOTALI 228 238 100
Tab, 1. Terrana, riparo Cafici, Struttura dell'industria litica ritoccata. 118

molto debole e prevale in essi il ritocco marginale. Punte ed erti indifferenziati sono solo presenti; gli scagliati hanno un indice molto debole.

Ricordiamo infine Ia discreta presenza di compositi, tra cui sono prevalenti i grattatoi variamente associati, speciaImente con punte a dorso.

It riparo Ca/ici nel quadro del Paleolitieo Superiore in Sicilia.

L'industria esarninata presenta numerosi elementi comuni ai cornplessi epigravettiani dell'Isola: la prevalenza tra i bulini di quelli diedri; la predominanza, tra i grattatoi frontali, di quelli lunghi con esemplari a «scarpata» laterale; la presenza di punte a dorso con troncatura ad angolo acuto 0 ottuso e soprattutto quella di punte di Chatelperron 6. Quest'ultimo tipo appare a Terrana pili incurvato che altrove.

Vari elementi differenziano il nostro complesso dalle altre industrie siciliane: mancano a Terrana le spine adiacenti a grattatoio, comuni nelle altre industrie. Sono invece peculiari del nostro sito il composito grattatoio+punta a dorso, il grattatoio microlitico e quello con fronte erto che richiama caratteristiche tardenoidi dell'Italia settentrionale 7.

Tra i complessi isoIani i pili sirnili al nostro sono quelli dell' orizzonte superiore di San T eodoro 8 e soprattutto quello dello strato 3 di Cala dei Genovesi a Levanzo 9, ambedue attribuiti alla seconda fase dell'Epigravettiano Finale Siciliano. In particolare, con il prirno Terrana condivide la struttura di grattatoi e punte a dorso, con il secondo l'andamento di bulini, lame ritoccate e raschiatoi nonche gli indici ridotti di troncature e dorsi con troncature; con entrambi l'industria del riparo Cafici ha in comune la scarsa 0 nulla presenza di geometrici e di pezzi a cran, il rapporto BIG inferiore all'unita, I' andamento dei grattatoi, l'indice forte dei denticolati e gli assetti tipometrici caratterizzati specialmente da grandi manufatti. A San

Fabrizio Nicoletti

Teodoro e la quarzite a influenzare Ie dimensioni, rna a Levanzo e Terrana i manufatti sono sempre fatti di selce. Questi confronti collocherebbero la nostra industria nell'ultima fase dell'Epigravettiano Finale Siciliano.

Mentre i confronti che abbiamo istituito riguardano elementi basilari delle rispettive industrie litiche, le analogie con uIteriori complessi isolani appaiono solo epidermiche. La struttura degii erti differenziati del riparo Cafici, ad esempio, e confrontabile, solo nel complesso e non considerando i pezzi a cran, anche con quella di grotta Niscemi to, Ia cui industria e attribuita (con motivazioni non del tutto convincenti) all'Epigravettiano Antico. Abbastanza diverso e inveee l' andamento strutturale delle industrie dell' Acqua Fitusa 11, di Serra Paradiso 12 e di grotta Giovanna 13, localita geograficamente pili vicine al nostro sito; restano con esse notevoIi analogie sotto il profilo tipologico. In questo caso si tratta di complessi attribuiti ad una fase antic a dell'Epigravettiano Finale.

Dobbiamo aneora rirnarcare che la presenza di alcuni manufatti a patina doppia, sieuramente ripresi a distanza di tempo, lascia aperto il problema di una Ioro diversita cronologica. II problema, da risolvere in sede di scavo, dovra anche considerare che 10 sbancamento delle benne meccaniche, come appurato nella sezione stratigrafica in parete, non sembra aver raggiunto 10 sterile in tutti i punti del deposito. Esiste, cioe, la possibilita che a Terrana la stratigrafia sia pili articolata di quanto non appaia adesso. II complesso di manufatti che abbiamo esaminato e, comunque, omogeneo a livello tipologico, strutturaIe e per quanto concerne la generalita dello state fisico dei reperti.

La mancanza di dati paleofaunistici e botanici ci priva di indispensabili elementi di ricostruzione ambientale e cronologica, cui solo in parte sopperiscono i confronti tipoIogici; ed e dun que unicamente con questi ultimi che possiamo plausibilmente collocare l'industria teste esaminata in un momento piuttosto avanzato, forse anche conclusivo, dell'Epigravettiano Finale Siciliano.

L'Industria del riparo Ca/iei nella valle di Terrana

119

Appendice

Terrana, riparo Cafici. Formule analitiehe dell'industria litiea ritoccata, Abbreviazioni: TIPO, cfr. LAPLACE 1964 e 1968; MAT (rnaterie prime), selce (s), diaspro (d), quarzite (q); TAL (talloni}, rotto (R), liseio (L), diedro (D), puntiforme (P), sfaeeettato piano (Fp) 0 eonvesso (Fcv) , asportato per ritocco bulino (AB), sempIice (AS), soprelevato (ASE), erto (AA), piatto (AP), seagliato (AE), eortiee (C). PAT (patine), maculata (rn}, sottile (s), ispessita (i), doppia (d), COR (cortice), sinistro (sen), destro (dex), dorsale (dors), distale (dist) prossimale (prox); Lu, La, Sp, lunghezza, larghezza e spessore nell'ordine; le misure eontrassegnate da asterisco si riferiseono a manufatti rotti.

TIPO MAT TAL PAT CORT Lu La Sp
B8 prox pol [sen Amd enc prox].G8 dist [tray seal] s AB 42 16 9
G 1 prox [tray SEpd seal eonv lBc1 dist [dex Apd ene dist+trav Apd s Ase sen 50 26 11
sen]
G 1 prox [tray SEpd seal conv] + PD4 [sen Apd seal conv] d Ase 36 14 6
G 1 dej prox [tray se(A)pd seal cony sen]+PD4 [sen Apd seal eonv] s Ase 19 11 3
G2 dist [dex Apd seal eonv dist+Apd seal convj+Pfr? prox [dex Apd d AA 39 16 7
rect] sorpassato
G2 dist [sen Srni dent+SEpd seal eonv dist+dex Smi dentj.Tj [Apd s AA 47 21 7
sealoblJ
T2 prox [Apd seal encl.Bc l [tray Apd dex+dex Apd ene dist] s AA s 29 43 20
Be2 (Bel) dist [tray Apd ene obl+dex Apd ene distJ+LD3 prox [dex d Fp 85 29 15
Api seal end/sen Smi (dent) med
Bl dist dex obI pol s C dist 19 41 12
B3 prox sen pol car sorpassato s AB dex 35 23 19
B3 prox dex passante s AB sen 48 28 13
B5 prox sen s AB i 52 26 18
B5 dist dex/sen Spd seal s Fev 41 18 8
B5 prox trav sen s AB 34 26 11
B5 dist dex pol car s R sen ~'32 30 11
B5 prox sen pol ripreso s AB dex 26 11 8
B5 prox sen pol s AB dors *36 26 12
B5 prox sen pol ripreso d AB 48 20 11
B6 prox sen [tray Apd seallB6 (B7) dist dex [tray Apd seal conv obi] s AB 45 22 10
B7 prox [sen SpdJ ravvivamento s AB 21 34 8
Bl prox trav pol ripreso.B3 dist sen s AB dist 47 31 14
B5 prox dex passante ripreso.B6 [tray Apd seal cone sen dist] dist sen s AB dors 34 33 13
passante ripreso
G 1 tray SEpd cony dist s R s '''52 27 10
G 1 trav SEpd eonv dist d Fev sen 49 22 18
G 1 trav se(A)pd seal eonv dist s Fcv 40 22 6
G 1 trav SEpd seal cony prox s Ase dors 58 25 10
G2 (G4) trav SEpd seal eonv dist+dex Spd eonv/sen SEpd prox sor- s Fcv 41 27 7
passato
G2 (G4) trav SEpd seal eonv dist+dex Spd cony sorpassato s D 35 22 8
G3 trav SEpd seal eonv dist s R dex "'44 34 10
G3 de' dex SE d cony su eortiee s R dors ~'14 24 5 p

120 Fabrizio Nicoletti
G3 (G 1) trav SEpd eonv prox sorpassato Ase m 39 26 11
G3 tray SEpd seal eonv prox microlitico s Ase 16 11 3
G 1- 3 trav SEpd seal cony dist d R dex *18 26 11
G 1- 3 trav SEpd seal COny dist s R dors "18 23 5
GI-3 trav SEpd seal COny prox = Ppi mierolitico s Ase dex *15 12 4
GI-3 trav Apd seal eonv dist microlitico R *14 7 4
G4 trav SEpd seal cony dist+dex SE(Alpd cony cortice R dors ;'37 33 11
G4 dej dex SEpd seal sirr-Sfipd scal cony prox microlitico Ase m 15 11 4
G6 trav SEpd cony dist Fev m 47 31 9
G6 trav SEpd seal cony dex dist+dex Spd dent sorpassato s P dors 61 46 14
G6 dej trav SEpd seal cony s P 26 18 6
G6 trav Spd conv dist/dex Spd enc prox s R "40 17 5
G6.G6 dej tray SEpi cony dist.SEpd cony sen pIOX R d 27 20 6
G7 tray SEpd seal cony sen dist-dex SEpd enc+Spd dent dex dist sorpassato R s *36 23 8
G8 tray SEpd seal cony prox microlitico R *11 8 4
G8 dej dex SEpd scal conv-Sfipd seal ene dist s R dors "35 25 13
G9 tray SEpd seal COny dist+sen SEpd seal cony s R "42 29 7
G9 trav SEpd seal prox = Ppi microlitico s Ase 19 18 4
TO trav Ammd dex dist D 28 22 6
TO trav Ammd med dist Fey m dex 41 23 7
T1 trav Amd dist Fp 30 15 4
T'l trav Ammd sen-Amd obl dex dist s R dex *49 25 10
T'l trav Amd sen dist/sex SEpd ene med s R dors "48 22 10
Tl trav Amd dist d L 37 22 11
T1 trav Amd med dist/dex SEpd enc dist R "'33 19 9
T1 trav Amd obI dist R dex ;'41 16 5
T1 trav fund dist L dex 38 21 6
T1 trav Amd obI dist Fey 23 12 6
Tl trav Amd sen dist s R *16 7 2
Tl tray Amd eonv dist s L sen 18 7 3
T2 tray Api seal cone dist s Fey m 55 26 8
T2 tray Apd seal sin dist Fcv 39 21 7
T2 tray Apd dist/sen Spd dent med-dist sorpassato R dex ;'53 19 10
T2 tray Api seal sen dist distaceato da un nuclco piu antico Fp d 56 27 20
T2 tray Api prox sorpassato AA sen 50 18 11
T2 tray Api seal dist sorpassato R "30 26 12
T2 trav Apd seal dist s R "16 17 8
T2 trav Apd seal cone dist s R dex *20 17 7
T2 trav Apd seal dist s R *24 34 15
T3 trav Apd seal obl dist R ;'21 14 2
T3 trav Apd obI sin dist Fp 24 11 3
T3 trav Apd obI sin dist/ dex Smd spina med R *21 13 6
T3 tray Api seal cone obl prox s AA "12 8 2
T3 Apd seal obl cony dist s P 27 18 9
Bel sen Apd ene dist+Apd seal dist s R dex "22 17 10
PD2 sen Apd seal cony prox-Smd cony med-Spd seal eonv dist.Smmi sin AA dors 48 25 8
PD2 dex (tray) Apd seal cony dist-Smfrnmld.Smi dent R ~'29 16 4
PD2 sen Apd seal prox-med AA dex 48 21 9
PD4 sen Apd seal cony prox-Apb seal cony dist/Bl trav dex dist s AA 41 18 11
PD4 sen Apd seal cony s L 29 9 4
Fr PD sen Apb seal prox s AA "16 6 4
Fr PD sen Apd seal cony prox AA *18 8 3
Fr PD sen Apd seal cony prox d AA *24 13 6 L'lndustria del riparo Cafici nella valle di Terrana 121
Fr PD sen Apb seal eonv = Smi med R "29 11 6
DI4 sen Amd i-Amd obI Jist Fp 27 13 3
DI4 sen A(SE)pd scal+I-I/xpd seal obi dist s Fev "30 12 4
DI4 sen Apd seal dent med-dist i Apd seal obl dist s Ase 26 12 4
DT4 sen Apd seal prox+i-Apd seal obi dist s R 27 16 4
DI6 sen Apd seal prox-med++A(SE)pi seal con v Jist AA 44 20 6
D8 dex Apb seal conv i Apd obI prox AA "'22 10 5
DIS sen Apd seal eonv+(.)Api-Apd seal obI prox AA *29 15 6
Fr DT(I?) dex Apd scal+Api seal reet prox R "14 10 4
Fr DT(I?) dex Apd seal conv+Shpd reet prox R *35 14 5
Cm2 sen Apd (ene)+A(SE)pd obI dist.A(SE)pd obI AA 15 13 3
Fr Dr sen Amd rned s Fev "51 23 7
Fr Dr sen Amd prox s R ;'33 11 5
Fr Dr sen Apd seal prox Fp sen "'29 22 7
Fr Dr sen Api seal Fp "'26 19 6
Fr Dr dex Apd seal L "'22 13 4
Fr Dr sen Apd seal L "25 14 7
Fr Dr sen Api seal Fev sen "17 17 4
Fr Dr sen Api seal Fp "11 18 3
Fr Dr sen Apd seal R "20 9 4
Fr Dr sen Apd seal s R sen "23 11 6
Fr Dr sen Apd seal s R "12 10 3
Fr Dr sen Apd seal R "24 15 5
Fr Dr dex Apd seal eonv.sen Apd eric prox AS m "29 11 6
Fr Dr sen Apd sin dist R dors "22 22 5
Fr Dr sen Apd enc prox-i Apd seal sin dist R "'18 22 5
F3 sen Spd seal obI dist.Ppd seal con v d Fp 44 29 10
P3 sen Spd eonv dist.Smd dist/sen Apd obI adiaeente a frattura prox d R *39 23 4
LO sen Smmd med dist.Smmd dist s L sen 57 25 8
LO sen Snuni d Fev "57 19 8
LO sen Smmd Fp d dex "'40 27 6
LO sen Smmd.Smrnd Fev 55 22 10
LO sen Smmd rebrousse R "32 11 3
LO sen Smmi med L 22 11 3
LO dex Smmi calpestato D sen "51 25 14
L1 sen Smi dist s Fp d "42 22 11
L1 dex Smi dist brueiato d R 51 16 5
Ll sen Smd.Smd bruciato Fev ;'26 18 8
L1 sen Smi prox sorpassato Fev m 51 24 9
L1 sen Smd med-dist Fp dist 51 23 15
L2 sen Spd seal Fev *31 21 7
RO dex Smmd s Fev 20 13 6
ROclexSmmi d P dors 42 34 12
Rl tray Smi obl sen dist -Smi obI dex bruciato s L 50 32 11
R1 dex Sl11i s L s 21 12 2
Rl sen Smi dist L 39 20 6
R2 dex Spd seal prox P disr 49 29 12
R3 trav Spd seal sen prox rebrousse AS 27 30 4
R3 trav Spd seal dex dist L dors 24 17 7
L~RO sen Smmd s D dex *24 21 9
L-Rl dex Smd prox 5 L d dex ;'34 28 9
L~R1 sen Smi s R dex 1<26 40 14 122 Fabrizio Nicoletti
L-Rl dex Smd rebrousse R ;'12 11 3
LR1 sen Smd Fev *18 17 6
L-Rl dex Smd med L sen "38 26 9
L-Ri sen Smi dist s R dex "32 22 10
L-RI sen Smd s R *24 20 6
L-Ri sen Smd s R "10 15 4
L- R2 sen Spd seal R ;'11 9 3
L-R2 dex Spd seal R d "'18 32 10
L3-R5 sen SEpd seal ravvivamento P "27 14 8
Al sen Amd obl dist D m 41 23 8
A2 sen Apd seal ene dist D 12 19 3
DO sen Smm enc med bruciato s P 25 14 3
DO tray Smmi dent dist s L 16 18 2
DO trav Smmd dent dist s P rn 15 24 4
DO sen Smmd dent rebrousse R "22 21 5
DO sen Smmd dent tracee d'uso sinistre inverse distali Fp "'41 26 7
DO sen Smmd dent dist L "26 17 6
DO dex Smmd dent med R "12 8 1
DO sen Smmd dent.Smrnd dent P "25 11 3
DO dex Smmi dent bruciato s R "26 18 4
DO sen Smmi dent brueiato s Fp "23 11 5
Dl sen SpJ ene prox sorpassato d P dist ':'27 21 7
Dl sen Smd ene dist q L 35 15 4
Dl dex Smd enc med R dex "'25 28 5
Dl dex Smd enc med R "'18 15 5
D 1 sen Spi enc dist C prox 38 30 4
Dl sen Spd ene med d Fev "33 18 7
Dl dex Smd ene med s C prox 33 14 6
Dl dex Smi ene med L ;'14 10 3
Dl sen Spd ene med C prox ;'19 14 3
Dl sen Spd enc dist bruciato Fp "20 18 7
Dl sen Smd enc dist ripreso P d 18 15 3
DI sen Smd enc dist. Smi enc Jist adiaccnti a frattura s Fcv "14 13 5
Dl sen Smi enc med s R "10 10 2
D1 dex Smi enc dist adiacente a frattura s Fcv sen "16 15 4
Dl trav Spd seal ene prox AS 19 16 5
Dl tray Spd seal ene prox AS 8 16 3
Dl trav Spi seal enc med-dist L 14 18 4
Dl sen Smd enc med ravvivamento R 36 11 6
Dl trav Spi ene med-dist/dex Api seal ene prox d C dors 29 .51 12
D1 sen Smi ene med.Smd ene dist s D 25 20 5
Dl sen Smd ene prox s L 15 19 3
Dl dex Ppi seal CDC med ravvivamerrto R *47 21 12
Dl dex Spd seal eric prox AS dex 22 11 3
Dl sen Spd ene dist.Spd enc dist adiacenti a frattura R "15 i4 3
SPINA sen Smd spina prox-Smd s R "32 27 7
SPINA dex Spd spina prox.Spd enc med s L 42 30 8
SPINA dex SEpi-Spd spina med ravvivamento s C dors 46 70 18
SPINA trav Api dex prox+rlex Spi spina ripreso R d ;'27 16 4
SPINA tray Ppi dex dist+dex Spd seal spina-Spd dent D dex ';'37 35 15
SPINA trav Ppd -Spd seal spina dist ravvivamento R sen *30 27 11
SPINA tray Api-Spd sen spina prox/sen Smi enc med AA 21 23 4
SPINA sen Smi spina s Fe\' "21 20 9 L'Industria del rtparo Cafic: nella valle df Terrana

123

SPINA tray Smd dex dist+dex Smd spina s D 18 25 4
SPINA trav Ppd sen prox+sen Spd spina rebrousse s L 21 18 6
SPINA dex Spd-Spi spina dist s D s "13 14 3
SPINA tray Spd spina prox s L 9 15 4
SPINA tray Spd spina dist s Fey s 11 8 2
SPIN A trav Smd spina dist s L 24 30 8
SPINA sen Spi spina med s L dex 48 39 11
SPINA sen Spd spina med s R ;'15 12 2
SPINA sen Spd seal spina dist s AP 32 20 4
SPINA sen Smi spina dist s R ;'26 22 6
SPINA trav Smd spina dist s AS 36 9 8
D2 dex Smi dent Jist s Fey 27 20 6
D2 tray Spd dent dex dist s P 27 27 6
D2 dex Smd dent prox-Smi dent med-Spd dent dist.Spd dent med-dist d Fp 55 32 7
D2 dex Spd dent rebrousse s P 18 20 3
D2 sen Spi dent calpestato s Fp ;'36 25 9
D2 dex Spi dent.Spi enc dist adiacente a frattura s R sen *25 17 4
D2 dex Smd dent rebrousse s L 45 24 6
D2 dex Spd scal dent frammento di nueleo prismatico s # 25 37 13
D2 dex Smi dent dist.Smd enc dist adiacente a frattura s L "'24 18 7
D2 trav Smd dent dist tracee d'ocra s R sen ;'48 27 16
D2 sen Smi dent med-dist s D ;'28 18 4
D2 trav Smd COny dent dist s Fp 15 17 5
D2 dex Spi dent s D 26 19 9
D2 sen Smd dent dist s R m "50 19 5
D2 sen Spi dent s R "15 "10 2
D2 sen SEpd seal dent dist bruciato s R m sen *23 23 8
D2 trav Smd cony dent dist s Fp 19 22 5
D2 sen Spd seal dent prox ravvivamento s R s dex ;'30 18 12
D3 dex S(E)mb dent prox-S(E)pi dent dist.S(E)pi dent med-dist d Fcv "'38 23 8
D3 sen S(SE)pd scal cony dent.Spd dent med 5 Fp m 45 24 9
D5 dex SEpd seal enc med s Fp *34 19 10
D6 dex SE(E)pd seal dent med cortice s L s dors 82 37 21
E trav Epi sin dist s L i 52 51 21
E rrav Epb dist s C s prox 22 22 7
E tray Epi prox s AE 22 15 8
E trav Epd prox s AE 23 17 6
E trav Epb prox 5 AE ;'22 18 6
E trav Epi sin dist ravvivamento s R ;'35 25 6
microbulino ordinario distale s 12 9 5
microbulino k distale s 21 8 5
microbulino k distale s i 21 10 4
ritaglio di bulino distale destro sorpassato s i sen *52 48 14
ritaglio di bulino distale destro rebrousse 5 14 7 5
ritaglio di bulino su ritocco distale sinistro ritorto rebrousse s 33 11 7
recoup di bulino su ritoceo dis tale sinistro passante s 49 22 12
ritaglio erto sen Apd seal sin.Ppd seal cony s 20 18 7
ritaglio erto sen Apd cran dist s 20 14 3
ritaglio erto dex Apd seal cran disr s 12 10 3
ritaglio erto sen Apd seal cran dist s 18 12 3
ritaglio erto sen Apd seal cran dist s sen 29 32 8
ritaglio erto dex Apd seal cran dist d 16 12 6
ritaglio erto sen Apd scal cran dist s 17 10 2 124

BIBLIOGRAFIA

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NOTE

I NICOLETTI 1993, con una relazione preliminare sull'industria del riparo Cafici, La valle ricade tutta nel Foglio 644 (Niscerni) della carta d'ltalia a scala 1:50.000 redatta JaU·IGMI. Amministrativamente l'area apparticne quasi interamente alia provincia di Catania; akune contrade lungo i contrafforti occidentali e nella zona immcdiatamente a NorJ della confluenza del Terrana col Dirillo appartengono, rispettivamente, aIle provincie di Caltanissetta c Ragusa. OItre al silo Ji cui ci occuperemo, minori giacimenti di manufatti litici sana attestati in superficie su tutta la valle, ai margini del bosco. Un insediamenta del Neclnico Medio, acquisiro alla letteratura specialistica, si trova presso una radura del bosco, in proprieta Pi sa. Tracce di un sito di facies caste'Iucciana 51 rinvengono, ancora nel bosco, 2 km a Sud del precedente. Sui versante occidentale, presso una gola che stringe al centro 1a valle, uno sperone roccioso localmente detto 01- mo Polo (ricadente in provincia di Caltanissctta) presenta sulle pareti una trentina di tombe a grotticella anificiale, parzialrnente nascoste dalla vegetazione. Le tipologie tombali, tra lc quali anche esemplari tholoidi, datano la necropoli, della quale non e stato identificato l'abitato, ad un periodo compreso tra il Bronze Antico e quello Rccenteo Un insediamento di eta comprcsa tra la greca e la medievale insiste sul pianoro che sovrasta a monte il nostro sito. Poco a valle della necropoli preistorica si ergc il castello idraulico ad arcate cieche di

Fabrizio Nicoletti

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un mulino arabo-normanno e, verso Sud. trasforrnata in fattoria ma perfettarnente conservata, I'abbazia di Santa Maria di Terrana che, su mandato dell'imperatorc Federico II. ebbe ruolo di primo piano nella fondazionc di Eraclea-Terranova, oggi Gela.

, I.G.M., 272 11 NE, 33SVB525068. II sito oggetto del presente saggio venue scopcrto ncl 1983 durante un' escursione del WWF dal Jott. Luciano Buono, che me ne diede notizia. Nello studio dei materiali, effettuato tra il 1989 e i11991, ho avuto la fortuna e l'onorc Ji avvalerrni del vigile aiuto dello sccmpurso prof. Giuliano Cremonesi, cui devo le mie conosccnze basilari nel campo delle industrie litiche. Successivamcnte, preziose indicazioni sui nostri manufarti, che contribuiscono alla prospettiva finale del saggio, mi sono venute dal prof. Arturo Palma di Cesnola. Nei confronti di costoro resto debitore.

Data che il sito e privo Ji toponimo, 10 abbiamo intitolato ai fratelli Ippolito e Corrado Cafici, noti paletnologi the per primi indagarono il Paleolitico della Sicilia orientale. Su di essi V. LA ROSA 1991, pp.52-54.

J Per i talloni cfr. GUERRI 1973, p. 266. 4 Per la tipometria cfr. BAGOLlNl 1968.

, L'industria eo stata studiata con la lista di LAPLACE 1964. Ad cssa rimandano le formule analitichc in appendice a questa studio. Sono stati aggiunti dallc liste successive della stesso autore (1968 e

L'lndustria del riparo Ca/iei nella valle di Terrana

1972) il tipo primario spina ell gruppo Jegli scagliati con l'omonimo tipo primario. Gli inframarginali (TO, LO, RO, L-RO e DO) sono stati trattati alla stregua di tipi primari e inclusi nei calcoli statistici; illoro numero e comunque ininfluentc,

, Per queste caratteristiche v: SEGRE e VIGLIARllr 1983. ; BROGLlo 1973.

125

8 VIGUARDI 1968. " VIGLIARDI 1982. III LAPLACE 1965.

11 BIANC:HINI e GAMBASSINI 1973. " DI GERONIMO et alii 1981-92.

11 Per la lista dei tipi v. VIGLIARDI 1982.