Sei sulla pagina 1di 2

COMUNICATO STAMPA

Decreto Ronchi, da maggio rivoluzione nel telemarketing


Le utenze tornano contattabili. Call center: “Assunzioni, ma resta l’incertezza”
Conto alla rovescia per la rivoluzione nel mondo del telemarketing. Dal 25 maggio entra in vigore
il decreto Ronchi (convertito con modificazioni nella legge 166/2009) che cambierà il rapporto tra
call center e cittadini, rendendo contattabili tutte le utenze, comprese quelle che non hanno dato il
proprio consenso. Chi non vorrà essere contattato, dovrà iscriversi al registro pubblico delle
opposizioni, che dovrà essere istituito entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di
conversione del decreto, ma su cui non si sa ancora molto.
Come vivono i call center questo cambiamento? Con quale spirito si preparano a vivere il
passaggio? «Si tratta di un rivoluzione copernicana -commenta Roberto Lorenzetti, AD di Siseco,
azienda che ha tra i propri clienti numerosi call center che utilizzano sia i CRM made in Italy,
sia i sistemi Voip-. Con il decreto Ronchi si passa da un sistema di opt-in, quello introdotto dal
decreto sulla privacy, in cui era la società che doveva ottenere il consenso del cliente per inviare
comunicazione commerciali, a una logica di opt-out, in cui è il cliente che non desidera più essere
contattato a dover manifestare il proprio dissenso. Per i call center si tratta di un’occasione
importante da cogliere: per questo è fondamentale avere i mezzi giusti».
Dopo le restrizioni imposte dal decreto Bersani nel 2007, che rendeva contattabili solo le banche
dati costituite sulla base degli elenchi telefonici precedenti al 1° agosto 2005, per i call center la
nuova direzione normativa è una boccata d’ossigeno: «Pur essendo un decreto migliorativo, restano
molti interrogativi -afferma Claudia Castorina di X Bound di Cagliari, azienda nata nel 2006 che
utilizza il CRM b.com di Siseco-. L’idea del registro delle opposizioni è buono, ma come
funzionerà? Sembra che si stiano ispirando agli Stati Uniti, dove il cittadino che non gradisce essere
contattato si iscrive a una lista on line, che può essere consultata anche dalle agenzie di
telemarketing. E c’è anche molto controllo, quindi chi non la rispetta viene multato severamente.
Da noi, invece, non si sa ancora molto. È anche nostro interesse che sia organizzato bene, altrimenti
il telemarketing rischia di chiudere: se non c’è regolamentazione noi continueremo a chiamare
indiscriminatamente e, da consumatore, devo riconoscere che ci sono operatori prepotenti. Da parte
nostra cerchiamo di rispettare la fascia oraria indicata per chiamare e, nel caso in cui l’utente non
vuole essere contattato, lo cancelliamo. Insomma, la privacy è un diritto, ma noi ci troviamo nel
limbo. Il futuro è incerto anche per noi, non ci permette di fare progetti. Di sicuro, per ora, c’è che
riassumeremo le persone che avevamo lasciato a casa nel 2007. Poi si vedrà».
Qualcuno, invece, ha deciso di fare investimenti importanti: «Questo nuovo decreto ci dà
maggiore tranquillità, tanto che siamo riusciti a investire di più -dice Davide Stucci di Bess
Service, azienda di Bari con due sedi-. Per quanto ci riguarda è un passo avanti, abbiamo potuto
creare nuovi posti di lavoro. Da quest’anno abbiamo fatto il salto di qualità, aprendo una nuova
agenzia da 60 postazioni, che si è aggiunta a quella da 26 che avevamo già. Nell’attesa che il
Governo renda note le modalità per iscriversi nella lista di chi non vuole essere contattato, noi
abbiamo creato la nostra “black list”, dove iscriviamo chi non vuole e lo cancelliamo
definitivamente dal nostro database. Grazie al GAT.crm di Siseco possiamo farlo con un semplice
click».
Ma c’è anche chi, nel panorama di incertezza, è più prudente:. «È vero che saremo autorizzati a
chiamare chi non ha dato consensi e le nuove utenze, ma questo fino a quando non sarà realizzato il
registro delle opposizioni -afferma Giulio Romano, amministratore delegato di Call Business
srl, società di Napoli con in totale 150 postazioni e tre strutture, che si occupa di teleselling per
gestori telefonici-. Ci sono ancora troppi interrogativi, per questo non abbiamo previsto nuovi
investimenti, preferiamo stare a vedere quello che succederà». «Anche noi preferiamo aspettare per
vedere quello che succederà –fa eco Carlo De Falco di Stereo Web, società di Pozzuoli-. Da
settembre 2009 abbiamo fatto un salto di qualità utilizzando il b.com di Siseco Se quando
chiamiamo la persona ci dice che non vuole essere più contattata, la cancelliamo dal database».
Siseco Nata nel 1987, Siseco (www.siseco.com) è azienda leader nel settore IT e sviluppa soluzioni rigorosamente
“Made in Italy” grazie a un team interno di ingegneri e tecnici. I prodotti di punta sono GAT.crm, un sistema che vanta
10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 25mila utenti, e b.com il CRM di nuova generazione realizzato in un’ottica
web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile. Le proposte Siseco sono le uniche fornite già con i dati della
Guida Monaci integrati: un database completo con l’anagrafica di 500mila aziende italiane verificate pronto per essere
utilizzato e l’innovativo sistema di Lead Generation Integrato al CRM, basato sulla formula “Pay per Lead”. Sono oltre
250 le realtà in tutta Italia che utilizzano le piattaforme Siseco, tra queste Editalia (Istituto Gruppo Poligrafico Zecca
dello Stato), Fastweb, Tre, Michelin, Il Sole 24 Ore, Telecom Italia, Editoriale Secondamano, Bottega Verde, Del
Taglia Piscine.
Ufficio stampa Siseco: Eo Ipso
Info: Silvia Perfetti - 346/9488777 sperfetti@eoipso.it