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1 - I CONCETTI SU CUI POGGIA L’ARTE DELL’ATTACCO DINAMICO MODERNO

I concetti su cui poggia l’arte dell’attacco dinamico moderno

Attualmente, in tutti gli sport si sta ricercando l’attacco totale. Presentiamo un tentativo di
esplorare le possibilità permesse dalla pallavolo.
LA FILOSOFIA DELL’ADATTABILITA
Tutti gli attaccanti devono partire da un punto di riferimento temporale, cioè all’apice della
traiettoria della ricezione, per mettere sotto pressione la difesa. Questo determina situazioni
offensive contro le quali diventa difficile scartare possibilità e strutturare una strategia
difensiva. Il movimento coordinato da parte degli attaccanti è la caratteristica delle squadre
migliori di oggi. Ci sono molte ragioni che spingono a utilizzare in modo collegato il
movimento dei diversi attaccanti. Diventa molto difficile rinforzare la difesa di una zona o su
un giocatore. Si creano anche molte situazioni di 1 contro 1, di 1 contro 0, di i contro 1/2, dove
per 1/2 si intende un muro incompleto o instabile. Diviene più difficile leggere le combinazioni,
per la maggior velocità globale con cui vengono eseguite, e anche per l’utilizzo del cambio di
direzione e dell’arresto, cioè della deviazione dall’asse principale spazio-temporale. Sono
pochi i sistemi offensivi che presentano un movimento contemporaneo da parte di tutti gli
attaccanti. In un sistema offensivo flessibile, i giocatori possono attaccare da tutte le zone.
Minore è la specializzazione, e maggiore varietà ci sarà dal punto di vista dello spazio,
dell’ampiezza, della profondità e del tempo. Ciò permette lo sfruttamento massimo degli
schemi, delle posizioni di partenza e delle rotazioni. Potete sfruttare un particolare gruppo di
giocatori creando movimento in un’area diversa da quella in cui si verifica effettivamente
l’attacco. Questo permette un migliore utilizzo dei giocatori in ogni momento del gioco. Questa
filosofia di adattabilità permette la creazione di schemi offensivi diversi, a seconda del sistema
difensivo che si deve addotare. obbliga la difesa a reagire in modo predeterminato. Il buon
attacco sfrutta la struttura difensiva (posizione di partenza, ruolo, filosofia, capacità, sia
individuali che collettive). Questo metodo dà all’attacco l’iniziativa. I giocatori assumono una
mentalità offensiva secondo la quale si devono sapere utilizzare tutti i tempi, per mettere la
difesa avversaria in condizione di dover reagire a diverse possibilità, e così lìcendo, ritardare
la reazione e la risposta difensiva sia singola che collettiva. Questa filosofia offensiva crea
divertimento e libertà. Crea opportunità di fare punti e tiene tutti coinvolti, aumentando perciò
il livello di concentrazione. I giocatori possono esprimersi, pur operando all’interno di una
struttura.
ATTACCO DI MOVIMENTO
L’attacco di movimento spinge ad allenarsi meglio, a causa dello scorrere costante
dell’azione, e si adatta bene alla mentalità attuale. Crea un buon ambiente, vivace e pieno di
energia. Sviluppa anche la capacità tecnica e la comprensione dei giocatori, e quindi la loro
adattabilità. Loro sanno applicarsi e lavorare duramente su quello che amano fare. Ci sono
dei principi e delle regole per l’azione, piuttosto che degli schemi rigidi. I giocatori imparano
continuamente, e siccome sono coinvolti, beneficiano dalle lezioni date da ogni attacco, sia
durante l’allenamento che in occasione della partita. Per l’avversario è difficile analizzare con
precisione questo tipo di attacco, perché riduce i modelli di movimento fissi e la prevedibilità a
cui questi portano. L’attacco di movimento sfrutta la situazione e gli spazi esistenti fra i
giocatori. I movimenti sono modellati sulle situazioni e quindi rispettano le implicazioni del
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punteggio e dell’andamento dell’incontro. Tuttavia, una buona ricezione è necessaria per


sfruttare il massimo numero di possibilità, sia per l’alzatore che per gli attaccanti. Aumentando
le scelte a disposizione del palleggiatore ed il tempo per pensare, la buona qualità della
ricezione mette il muro in difficoltà. Permette anche una migliore traiettoria di rincorsa e
facilita la scelta di tempo dell’attaccante. L’attacco di movimento deve considerare le
caratteristiche e la profondità dell’intera squadra, e la necessità di mantenere un buon
equilibrio. L’uso di schemi adatti a minacciare l’intera rete obbliga la difesa a preoccuparsi
della maggior quantità di possibilità e di spazio. Però, se un attaccante è inattivo, permette
agli avversari a muro di coprire il loro diretto attaccante e di aiutarsi sugli altri. La disposizione
e il movimento giusti, con un buon rapporto spazio-temporale, mantiene l’attenzione e la
concentrazione dei difensori sulle loro responsabilità primarie, e fa perdere loro l’immagine
globale. Un attaccante statico riduce il sovraccarico percettivo del muro, aumentando il tempo
ad esso disponibile per leggere e reagire.
REQUISITI DEI GIOCATORI
I giocatori devono spostarsi con uno scopo e capire come sfruttare il contesto situazionale.
Devono agire con disciplina, per evitare errori inutili e non forzati, creando nel contempo
opportunità di ottenere punti. Le forme di spostamento devono provenire da una logica
comune. I giocatori devono anche concentrarsi ogni volta, il fatto di sentirsi costantemente
coinvolti aiuta. Ogni giocatore deve capire il suo ruolo ed il contributo che ci si aspetta da lui.
Tuttavia, non tutti i giocatori dovrebbero aspettarsi di attaccare palloni particolari. Devono
capire i loro limiti e le implicazioni che essi hanno sul potenziale e le necessità della squadra.
Pazienza e perseveranza saranno necessarie affinché il sistema funzioni. Il gioco senza palla
è fondamentale per tutti gli attaccanti. Essi devono porsi nella miglior situazione spazio-
temporale per fare punto. Devono mettere il più possibile sotto pressione la zona avversaria
presa come bersaglio. È anche importante che evitino movimenti predeterminati in modo
rigido, sfruttando invece la situazione così come si sviluppa. Il palleggiatore deve minacciare
molti punti, ogni attaccante almeno due direzioni. Tutti i giocatori devono lavorare insieme e
pensare prima di spostarsi, l’angolo e la traiettoria dello spostamento sono importanti. Questo
processo aiuta a tenere alta la vigilanza e l’attenzione dei giocatori.
COMUNICAZIONE
Una comprensione comune, legata ad una buona comunicazione, è essenziale: Comunicate
sia verbaimente, che attraverso il movimento, il linguaggio del corpo, il contatto visivo. La
comunicazione aumenta la comodità, la coordinazione temporale, l’efficienza e il risultato
della squadra. Gli attaccanti stabiliscono regole operative e buone abitudini da mantenere.
Giocatori ed allenatori hanno necessità di trovare l’adeguato equilibrio fra regole, concetti ed
efficacia esecutiva. Esperienza, abitudim e comprensione corrette permetteranno azioni
veloci ed efficaci, per risolvere i problemi nel momento in cui si presentano. Gli accenti e le
situazioni cambiano, ma i fondamenti ed i concetti del gioco restano. I giocatori devono
conoscere i loro ruoli, le loro capacità ed i loro limiti. Un valido attacco, un eccellente
palleggiatore ed un buon movimento da parte degli attaccanti permettono di influenzare la
difesa, per sfruttare così le opportunità date dal movimento eseguito. I giocatori devono
discriminare e gestire le sfumature nell’uso dello spazio e del tempo. La costruzione dello
spazio, la variazione del tempo e della coordinazione temporale nella preparazione,
specialmente le variazioni del ritmo che portano fino al contatto finale con la palla, sono le
reali manifestazioni del talento dei giocatori e del livello da loro raggiunto.
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IL RUOLO DELL’ALLENATORE
L’allenatore può aiutare la coreografia, ma non eseguirla. Deve accertarsi che i giocatori
siano preparati per tutte le opzioni. Deve continuamente pressarli sul fatto di sbilanciare il
muro e forzano a compiere scelte difficili. Movimenti ben coordinati e accelerazioni lungo
l’intera estensione della rete tengono la difesa in tensione, sovraccaricandola percettivamente
e costringendola, cosa più importante, a fare scelte che ne escludono altre, tirando a
indovinare. Per di più, l’uso intelligente degli schiacciatori secondari, ogni volta che è
possibile, rende il processo decisionale più elaborato, e quindi più difficile. Gli attaccanti
devono essere capaci di interpretare 3 o 4 possibilità da posizioni di partenza, zone, ruoli e
situazioni differenti. Devono iniziare il loro movimento a tempo, sapendo come aiutare gli altri
attaccanti, mantenendo la pressione sugli spazi esistenti fra i giocatori e sull’intera rete. Gli
attaccanti dovrebbero evitare di compiere troppe varianti nella stessa zona. L’uso del video
può migliorare la capacità di leggere dei giocatori. Talvolta, limitando le possibilità, possiamo
creare una migliore comprensione dei concetti e capire la nozione di pazienza, specialmente
nella fase decisionale e al momento del contatto finale.
TUTTI I GIOCATORI DEVONO ESSERE COINVOLTI NELL’A1TTACCO
Una buona tattica offensiva non dà uguali opportunità a tutti: alcuni giocatori attaccheranno
più palloni. I giocatori più determinanti devono essere sfruttati nei momenti chiave
dell’incontro, oppure occorre usare schemi specifici per guadagnare un vantaggio tattico.
Indipendentemente dalla posizione di partenza, tutti i giocatori devono cercare di restare
coinvolti. In un mondo ideale, i giocatori della panchina possono aiutare. Le posizioni di
partenza corrette possono aumentare la velocità, permettere un buon confronto con la
rotazione avversaria, ed aiutare a sfruttare i punti deboli della difesa (la posizione di partenza
è relativa alla rete, alle righe, al palleggiatore, alle distanze e agli spazi esistenti fra i
giocatori). Un allenatore sceglie uno schema che lo metta in condizione di attaccare più
efficacemente in base al suo sistema. Attualmente, l’uso costante del video rende più facile e
nel contempo più complessa la preparazione della partita. La maggior parte delle squadre di
vertice utilizza gli stessi schemi. Le squadre vincenti emergono tramite singoli fuoriclasse e
nuovi espedienti. Gli allenatori dovrebbero limitarsi a copiare o cercare di elaborare
continuamente nuovi schemi?

Ralph Hippolyte