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COMPENDIO DI MEDICINA LEGALE

LA MEDICINA LEGALE COME PUNTO DINCONTRO TRA MEDICINA E DIRITTO


Medicina legale ( complesso delle conoscenze biologico - cliniche concernenti lessere umano, suscettibili di protezione
o di applicazione entro tutto il sistema del diritto( il punto dincontro fra il sapere medico e quello giuridico,
dimostrandosi utile ai fini della corretta elaborazione ed interpretazione delle norme giuridiche concernenti questioni di
interesse medico ( medicina giuridica) e ai fini dellapplicazione ai casi concreti delle disposizioni di legge ( medicina
forense).
SVILUPPO E COMPLESSITA DELLA MEDICINA LEGALE
La medicina legale ha avuto sviluppo in tutti i settori che la costituiscono:

Etica medica e bioetica

Infortunistica e traumatologia forense

Ematologia e immunoematologia forense

Tossicologia forense

Balistica forense

Radiologia forense

Medicina previdenziale e pensionistica ordinaria o privilegiata

Criminologia clinica

Psichiatria forense

Medicina delle assicurazioni private

Tanatologia

Identificazione personale

Responsabilit professionale

Valutazione del danno alla persona

Appaiono sempre pi importanti le prestazioni medico legali svolte dalle aziende Sanitarie, nel quadro delle attivit
del S.S.N.
Costituiscono il signum specificationis :

La perizia

La consulenza tecnica

Effettuate in sede penale, civile, o cause di lavoro.


ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE MEDICO LEGALE
Lo specialista in medicina legale e delle assicurazioni pu trovare collocazione in diversi ambiti lavorativi:

S.S.N.: nei settori o servizi di medicina legale nelle aziende sanitarie

Istituti previdenziali( INPS, INAIL

Servizi di medicina legale delle forze armate

Servizi di medicina legale delle FF.SS.

Attivit medico legali come medici fiduciari delle compagnie di assicurazione

Istituti di patronato

Ufficio medico legale presso il Ministero della Sanit

Istituti universitari

Attivit libero professionale

Al medico legale possono essere chieste relazioni peritali o di consulenza tecnica con valutazione del danno alla
persona in Responsabilit penale, civile, ambito infortunistico INAIL, ambito previdenziale, controversie dio lavoro..
METODO MEDICO LEGALE
Le regole alle quali attenersi nella prestazione medico legale sono:

Il rigorismo obiettivo del metodo( il principio di obiettivit impone a ciascuno di essere rigorosamente
aderente alla realt dei dati clinici, tanatologici, di laboratorio, strumentali, rilevati. Tale metodo
condizionato dallistituto della prova.

La dominante conoscenza del rapporto giuridico cui il fatto si riferisce.


RAPPORTO DI CAUSALITA

Il primo problema da affrontare la valutazione del rapporto di causalit( la valutazione corretta del rapporto di
causalit consente di identificare la causa, o i molteplici antecedenti concausali dellevento dannoso considerato( in
caso di concause, occorrer specificare, secondo un criterio comparativo, il diverso peso specifico che ciascuno di essi
ha avuto nel determinismo dellevento considerato.
Causa( antecedente di interesse e valore sia medico che giuridico, da cui dipende necessariamente ed invariabilmente
lavverarsi della modificazione peggiorativa dello stato anteriore, anchessa di rilevanza medico giuridica( la causa
da s sola sufficiente a produrre levento.
Il compito pi importante che il giudice deve effettuare in via preliminare quello di verificare se quel danno derivi
causalmente o concausalmente dalla condotta del colpevole( il giudice formula specifici quesiti in materia ai consulenti
medico o medico legali ( il giudice rivolger la sua attenzione al danno biologico ( fisico e psichico) della vittima e
alla personalit ed alla effettiva consapevolezza del soggetto che ha posto in essere la condotta lesiva, valutandone
limputabilit e la colpevolezza.
La valutazione del nesso causale fondata sullanalisi di un duplice rapporto:
1.

Rapporto di causalit giuridico materiale o anatomo patologica( rapporto fisico od oggettivo esistente tra
un dato antecedente di rilevanza medico giuridica, e un determinato evento dannoso (danno biologico).

2.

Rapporto di causalit psichica( (imputatio juris) rapporto psicologico soggettivo intercorrente tra la
personalit del soggetto autore della condotta e linsorgenza dellevento dannoso.

Dopo che si dimostrata la sussistenza di entrambi, e se ne sono precisate le caratteristiche specifiche, il giudice potr
valutare il caso ed emettere sentenza.
RAPPORTO DI CAUSALITA GIURIDICO MATERIALE. ARTT. 40, 41, C.P. ( Art.40 C.P. ( Nessuno pu essere
punito per un fatto previsto dalla legge come reato, se levento dannoso o pericoloso da cui dipende lesistenza del
reato non conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento che si ha lobbligo giuridico di
impedire equivale a cagionarlo ( ai fini dellattribuzione della responsabilit, decisiva la prova che nello specifico

DIAGNOSI DI MORTE E DENUNCIA DELLE CAUSE DI MORTE


DIAGNOSI DI MORTE
la morte pu essere definita come la privazione di tutte le propriet biologiche dell'essere vivente. E' da considerarsi un
"processo"-->
* ha inizio con la cessazione irreversibile delle tre funzioni che costituiscono il Tripode di Bichat: circolatoria,
respiratoria, venosa. (morte clinica o morte legale)
* prosegue con le trasformazioni e il degrado del cadavere
* termina con la distruzione completa del corpo (morte biologica)
Al momento iniziale, quello del decesso, [ inteso come la fine e la dissoluzione irreversibile dell'individuo come unit
organizzata]la persona fisica diventa cadavere e perde la sua capacit giuridica.
il momento centrale ai fini della diagnosi di morte costituito dalla cessazione definitiva delle funzioni dell'encefalo.
La L.578/93 afferma che anche la morte per arresto cardiaco si intende avvenuta quando la respirazione e la
circolazione sono cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni
dell'encefalo.
DIAGNOSI DI MORTE PER ARRESTO CARDIACO
Nella L. 644/1974, concernente i trapianti d'organo, stabilito : "fermo l'obbligo dei medici curanti, in caso di
cessazione del battito cardiaco, di compiere tutti gli interventi suggeriti dalla scienza e dalla tecnica per salvaguardare,
l'accertamento della morte deve essere effettuato, salvo i casi di morte cerebrale, mediante il rilievo continuo
dell'elettrocardiogramma protratto per non meno di 20 minuti.."
DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE
ai fini della diagnosi della morte necessaria la prova della perdita di tutte le funzione dell'encefalo--> tra queste
dimostrativa la cessazione irreversibile delle funzioni del tronco encefalico--> tale struttura svolge ruolo essenziale per
il funzionamento della corteccia, quindi per il mantenimento dello stato di coscienza e indirettamente per la stessa
elettrogenesi corticale --> una delle pi importanti strutture costitutive del tronco la sostanza reticolare attivante , la
cui funzione principale correlata all'attivazione, al mantenimento ed al ripristino dello stato di vigilanza--> il tronco
svolge un ruolo essenziale:
* per il mantenimento del respiro e del battito cardiaco (centri bulbari cardiorespiratori)
* mantenimento del flusso ematico cerebrale
* funzionalit dei nervi cranici
* funzione motoria ( sistema vestibolo spinale)
* funzioni sensoriali
* funzione di integrazione delle varie attivit cerebrali--> alla cessazione irreversibile e globale della dell'attivit
del tronco encefalico, seguir la morte del cervello come un tutto organizzato.
la L. 578/ 93 categorica in merito alla necessit che ai fini della definizione di morte si accerti la cessazione
irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo e non solo quella del tronco, si che quella definizione costituisca un
giudizio diagnostico .
Nel D.M. Sanit 582/1994 stabilito che l'accertamento della morte cerebrale subordinata alla provata coesistenza
delle condizioni:
a. stato di incoscienza
b. assenza di riflesso corneale, riflesso fotomotore, riflesso oculo cefalico e oculovestibolare, reazioni a stimoli
dolorifici portati nel territorio di inosservazione del trigemino, riflesso carenale e assenza di respirazione
spontanea, dopo sospensione di quella artificiale fino al raggiungimento di ipercapnia accertata di 60 mmHg
con pH ematico minore di 7,4.
c. silenzio elettrico cerebrale .
Inoltre sono richieste ulteriori indagini complementari atte ad accertare l'assenza di flusso ematico cerebrale nelle
situazione di:
* bambini di et inferiore ad un anno
* presenza di fattori concomitanti di grado tale da interferire sul quadro clinico complessivo
* situazioni che non consentono una diagnosi eziopatogenetica certa o che impediscono l'esecuzione dei riflessi
del tronco o dell'elettroencefalogramma.
Un tracciato EEG silente, anche quando registrato ad elevata amplificazione e per oltre 24ore, non d l'assoluta certezza
che il cervello sia irreversibilmente spento--> occorre distinguere il silenzio elettrico assoluto dal tracciato piatto( -->
quest'ultima stata cambiata in basso voltaggio per non incorrere in equivoci, e si intende un'attivit elettrica inferiore
ai 20 microvolts) --> ai fini della diagnosi di morte si deve prendere in considerazione solo il silenzio elettrico assoluto

(--> quindi un tracciato che non contenga potenziali elettrici al di sopra di 2microvolts, registrati per un durata
continuativa di 30 minuti.
COLLEGIO MEDICO PER ACCERTAMENTO DELLA MORTE
E' nominato dalla Direzione Sanitaria ed composto da un medico legale (o in mancanza da un medico della direzione
sanitaria, da un anatomopatologo), un medico specialista in anestesia e rianimazione e da un medico neurofisiopatologo
( o in mancanza da un neurologo o neurochirurgo esperto in elettroencefalografia)
PERIODO DI OSSERVAZIONE
La durata dell'osservazione ai fini dell'accertamento della morte deve essere non inferiore a:
a. sei ore per gli adulti e i bambini in et superiore ai 5
b. 12 ore per i bambini di et compresa tra 1 e 5 anni
c. 24 ore nei bambini di et inferiore ad un anno
E' stabilito inoltre che in tutti i casi di danno anossico cerebrale il periodo di osservazione non pu iniziare prima di 24
ore dall'insulto anossico.
La strumentalit delle condizioni cliniche e strumentali di cui si parlato deve essere rilevata dal collegio medico per
almeno tre volte--> all'inizio, a met e alla fine del periodo di osservazione--> solo la verifica di assenza di flusso
ematico cerebrale non va ripetuta.
Il momento della morte coincide con l'inizio dell'esistenza simultanea delle condizioni.
Se l'accertamento della morte viene fatto senza l'ausilio di strumentazione adeguata e al di fuori di strutture ospedaliere,
cio senza l'osservanza delle disposizioni, al fine di scongiurare il pericolo di inumare persone in stato di "morte
apparente", il Regolamento della Polizia Mortuaria DPR 285/1990, prevede che venga rispettato un periodo di
osservazione pi lungo , esteso sino alla comparsa di fenomeni tanatologici certi --> si dispone che nessun cadavere
venga chiuso in cassa, n sottoposto ad autopsia o trattamenti conservativi, ecc.., prima che siano trascorse 24 ore dal
momento del decesso o 48 ore nei casi di morte improvvisa o nel sospetto di morte apparente--> ovviamente si fa
eccezione per i casi di decapitazione, maciullamento e per quelli nei quali il medico necroscopo avr accertato la morte
anche per mezzo di elettrocardiografo.
Ove la morte sia dovuta ad una malattia infettiva o diffusiva, comprese nell'elenco pubblicato dal Ministero delle Sanit,
o quando il corpo presenti chiari segni di putrefazione, su proposta del coordinatore sanitario dell' A.s.s.l. , si pu
ridurre la durata dell'osservazione a meno di 24ore --> durante tale periodo il corpo deve essre posto in condizioni tali
che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita, adottando le misure cautelative necessarie.
VISITA DEL MEDICO NECROSCOPO
Il Regolamento di Polizia Mortuaria stabilisce che la visita del medico necroscopo deve essere sempre effettuata non
prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi particolari di maciullamento, decapitazione, e tutti quelli sottoposti ad
accertamento precoce della morte, e non dopo le 30 ore. L'accertamento della morte eseguito dall'apposito Collegio
medico secondo le modalit prima indicate esclude ogni accertamento da parte del medico necroscopo e l'obbligo della
certificazione della morte ( denuncia delle cause), compete al componente medico-legale o al suo sostituto.
CERTIFICATO DI MORTE
Si distingue tra:
* Certificato di constatazione del decesso --> pu essere richiesto a qualsiasi medico che abbia prestato
assistenza al morente o che sia intervenuto al decesso appena verificatosi. E' un'attestazione scritta nella quale
il medico d atto dell'avvenuto decesso e attesta quali siano le cause immediate del suo verificarsi, ove siano
riconoscibili.
* Denuncia delle cause di morte--> obbligatoria solo per chi realmente conosce la concatenazione causale degli
eventi che hanno condotto all'exitus il paziente . tale obbligo vale in genere per il medico curante o per il
medico necroscopo. se l'esame esterno del cadavere pone in evidenza segni certi o sospetti di morte violenta, il
medico avr anche l'obbligo di stilare il referto e di mettere la salma a disposizione dell Autorit Giudiziaria-> necessario che si sappia fare una corretta diagnosi differenziale tra morte naturale e morte violenta e che si
sappia indicare l'epoca a cui risale l'exitus.
Pu capitare che il medico si trovi di fronte a parti di cadavere o a resti mortali o ad ossa umane--> chi ne fa scoperta
deve informare il Sindaco, che ne d comunicazione all'A.G., a quella di Pubblica Sicurezza e all'U.S.L. competente per
territorio--> salvo diverse disposizione dell'A.G., l'U.S.L. incarica dell'esame del materiale pervenuto, il medico
necroscopo, e comunica i risultati dell'accertamento al Sindaco e all'A.G., affinch rilasci il nulla osta per la sepoltura.
AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA DEL CADAVERE
Ad eccezione dell'ipotesi del rinvenimento di resti mortali, l'unica certificazione che abbia valore giuridico ai fini del
rilascio dell'autorizzazione alla sepoltura da parte dell'ufficiale di Stato civile, il certificato della visita necroscopica o
la denuncia della causa di morte--> solo quando queste risulteranno accertate, il cadavere potr essere sepolto.
DENUNCIA SANITARIA DELLE CAUSE DI MORTE
E' una denuncia obbligatoria, diretta al Sindaco del Comune di residenza nella sua veste di autorit sanitaria, da inviare
entro le 24ore dall'accertamento del decesso.
Con questa denuncia, il medico precisale cause iniziali, intermedie e tardive che hanno condotto alla morte il proprio
assistito.

L'obbligo di denuncia della causa di morte vale anche per i medici che siano stati incaricati di eseguire autopsia
giudiziaria o di effettuare un riscontro diagnostico disposto dall'Autorit Giudiziaria.
ESAME DEL CADAVERE. SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO
RISCONTRO DIAGNOSTICO E AUTOPSIA GIUDIZIARIA
[ Riscontro diagnostico = esame sistematico del cadavere eseguito su disposizione dell'Autorit sanitaria, per finalit
meramente cliniche]
L' autopsia ordinata dal magistrato quando ritenuta necessaria per l'identificazione del cadavere o per stabilire la
causa, i mezzi, l'epoca e le modalit della morte ai fini del giudizio di responsabilit--> considerata un accertamento
tecnico non ripetibile--> fondamentale l'attivit del PM e del suo consulente che dovr saper orientare il magistrato
sull'opportunit o necessit di promuovere l'incidente probatorio--> tale richiesta viene avanzata quando la prova
riguardi una persona , cosa o luogo il cui stato soggetto a modificazione non evitabile, oppure quando, se la perizia
fosse disposta nel dibattimento, ne potrebbe determinare una sospensione superiore a 60 giorni--> nei casi in cui non si
procede ad incidente probatorio, il verbale autoptico costituisce uno degli atti delle indagini preliminari. Se si procede
con incidente probatorio, la redazione peritale assumer valore di prova e come tale potr essere usata dalle parti in
dibattimento
Il verbale di autopsia consta generalmente di tre parti:
1. descrizione dei dati anatomo-patologici raccolti nell'esame delle parti esterne ed interne, e si espongono i
reperti notati
2. si formula la diagnosi anatomo - patologica delle alterazioni riscontrate
3. si precisa e si motiva la diagnosi medico - legale sulla causa, mezzi, modalit e l'epoca della morte, tenendo
conto dei dati di fatto raccolti, delle informazioni attinte o avute dal magistrato e rispondendo ai vari quesiti
posti dallo stesso.
QUANDO SI EFFETTUAL'INDAGINE AUTOPTICA
Si effettua ogni volta che il Magistrato la richiede [--> non una perizia, ma un atto pre-processuale di polizia
giudiziaria che pu costituire il presupposto per l'esercizio dell'azione penale da parte del P.M.]
Secondo la Raccomandazione del Consiglio della Comunit Europea, le autopsie dovrebbero essere effettuate in tutti i
casi di morte non naturale, certa o sospetta, anche se sia trascorso un certo tempo tra l'evento reputato responsabile sotto
il profilo causale e il decesso.
L'autopsia va effettuata:
* nei casi di omicidio certo o sospetto
* nei casi di suicidio
* nei casi di morte improvvisa ( compresa la S.I.D.S. = sudden Infant death Syndrome)
* nei casi di sospetta violenza dei diritti umani
* nei casi di morte iatrogena o in rapporto a "malpractice" professionale
* incidenti stradali
* infortuni sul lavoro
* malattie professionali
* incidenti domestici
* catastrofi naturali o tecnologiche
* morte in condizione di detenzione carceraria o in rapporto ad azioni di polizia
* cadaveri non identificati o resti scheletrici
QUANDO SI EFFETTUA IL RISCONTRO DIAGNOSTICO
E' disciplinato dall'Art. 37 del Regolamento di Polizia Mortuaria ( DPR 285/1990).
Viene eseguito quando si deve accertare la causa della morte nel caso di cadavere di persone decedute senza assistenza
medica , trasportati in ospedale, in obitorio, in un deposito di osservazione o nel caso di cadaveri di persone decedute in
Ospedali, Cliniche universitarie, Istituti di cura privati, tutte le volte che lo dispongano i rispettivi direttori sanitari,
primari o medici curanti per il controllo della diagnosi o per il chiarimento d quesiti tecnico-scientifici.
Pu essere richiesto anche dal medico di famiglia, disposto dal coordinatore sanitario della ASL di appartenenza,
quando si tratta di persone decedute a domicilio a causa di una malattia infettiva o diffusiva o sospetta di esserlo, per la
precisazione della diagnosi.
Il medico anatomopatologo che nel corso del riscontro diagnostico abbia il sospetto che la morte sia da riferire ad una
causa violenta, deve sospendere l'indagine e presentare il referto, mettendo la salma a disposizione dell'A.G.
ESAME ESTERNO DEL CADAVERE
le principali finalit delle indagini sono:
* accertare l'identit del cadavere
* stabilire l'epoca della morte
* precisare la causa del decesso--> descrivere i segni esteriori di lesivit ed i reperti traumatologici senza
modificare lo stato fisico del cadavere; obiettare eventuali reperti morbosi in atto all'epoca del decesso o
consolidati.

A parte i dati concernenti la statura, peso, sesso, et apparente, forma del cranio, colore dei capelli, carattere dei peli,
presenza dei nei, cicatrici, deformazioni ossee, si prender nota delle eventuali lesioni, recenti e antiche, dei materiali
estranei presenti sul corpo (--> come tracce di sangue, macchie sospette, capelli, peli..).
Se i dati raccolti non sono da s soli sufficienti ad identificare il cadavere, stabilire la causa e l'epoca della morte, si
chieder al Magistrato l'autorizzazione per effettuare l'autopsia giudiziaria.
Se sul corpo sono presenti delle legature, (es--> cappi intorno al collo) bisogna prendere nota della posizione del nodo,
tagliare il laccio a distanza dal nodo stesso e conservarlo.
Nelle ferite da arma da fuoco e in quelle da punta, importante far coincidere i fori sul vestiario con quelli sul corpo,
per stabilire la direzione con la quale furono inferti i colpi.
deve essere prestata attenzioni agli eventuali liquidi presenti negli orifizi del corpo, prelevati con un tampone ed
esaminati in laboratorio, specie quando si sospetti una morte da avvelenamento.
Se si sospetta la morte a causa di un'aggressione sessuale, bisogna valutare lo stato degli organi genitali, della bocca,
delle labbra.
Se si sospetta morte provocata con meccanismo di soffocazione per pressione sul volto, potranno notarsi lacerazioni
delle labbra e lesioni da impronta, causati dalla pressione dei denti sulla mucosa . Nelle morti asfittiche si osservano
petecchie emorragiche in sede retroauricolare, sottocongiuntivale, ecc..
Si ispeziona poi la superficie cutanea di tutto il corpo, in particolare i palmi delle mani--> lesioni da difesa.
ESAME DEGLI ORGANI INTERNI
La dissezione va effettuata con sistematicit, dopo aver compreso il significato dei quesiti a cui rispondere. Vanno
evitate mutilazioni inutili e la salma va ricomposta.
Si procede aprendo prima la cavit cranica, cavit toracica, il collo, la cavit addominale, il bacino e gli arti.
Generalmente si pratica un'incisione che parte bilateralmente da dietro l'orecchio e corre lungo la faccia posterolaterale
del collo fino alla clavicola--> si effettua un'incisione trasversale che passa per il manubrio sternale, segue un'incisione
toraco - addominale mediana fino al pube--> i lembi Toraco - addominali vengono rovesciati verso i lati e il lembo
cutaneo del collo rovesciato verso l'alto.
Per ci che riguarda l'esame del capo--> si effettua un taglio bimastoideo passante per il vertice.
Per ci che concerne la teca cranica--> si pratica un taglio osseo circolare passante sopra la glabella e la protuberanza
occipitale esterna e si completa la sezione aiutandosi con uno scalpello ad azione di leva posto a livello delle incisure
frontali e temporo - occipitali.
Si deve raccogliere campioni dei vari liquidi corporei(-->sangue, urina, contenuto gastrico..).
Il sangue necessario per la eventuale determinazione di sostanze ad azione stupefacente, va prelevato preferibilmente
dalla vena ascellare, femorale--> nei campioni prelevati dal cuore, il sangue cardiaco tende ad essere mescolato con
quello proveniente dal viscere epatico, e ci pu alterare i valori.
Ogni organo estratto va studiato nei suoi aspetti topografici e fisici (--> precisare forma, volume, diametri, peso..).
MORTE IMPROVVISA O INATTESA
Morte improvvisa (o inattesa) la morte naturale, istantanea e inattesa di una persona apparentemente in salute.
Secondo la classica definizione del Morgani, quella che sopravviene contro ogni aspettativa del medico.
Tale dizione di morte improvvisa non deve mai acquistare il significato di morte sospetta o violenta.
Sono in discussione pi frequentemente:
* affezioni dell'apparato cardio - vascolare
* affezioni dell'apparato cardio - respiratorio
* affezioni del sistema nervoso centrale
* affezioni dell'apparato gastro - intestinale
* affezioni del sistema endocrino
* affezioni del sistema immunitario
A seconda dei risultati dell'indagine settoria si possono distinguere:
* casi nei quali l'esame settorio consente di rilevare la causa mortis
* casi nei quali l'esame settorio dimostra reperti significativi ma che necessitano di una spiegazione del
meccanismo causale della morte--> sono necessarie ulteriori indagini anche al fine di accertare eventuali
preesistenze capaci di giustificare il decesso o eventuali responsabilit di terzi
* casi nei quali l'esame settorio negativo, imponendosi ulteriori accertamenti, comprese indagini sulle
circostanze in cui avvenuta la morte, per definirne la causa.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE FRA LESIONI PRE-MORTALI E POST-MORTALI
talora ci si trova di fronte alla necessit di distinguere se talune lesioni siano state prodotte in vita [ lesioni pre-mortali o
vitali] o dopo la morte [lesioni post-mortali]--> le conclusioni possono essere molto importanti ai fini del giudizio di
responsabilit e della sanzione penale.
I segni delle lesioni pre-mortali (vitali) sono:
* reazione flogistica a carico dei margini della ferita, con aspetti di diverso tipo, anche in base al tempo trascorso
dal momento di produzione della lesione, fino all'instaurarsi dei processi di granulazione e cicatrizzazione
* infiltrazione leucocitaria in corrispondenza dei margini della ferita
* infiltrazione leucocitaria perivascolare

* infiltrazione emorragica dei margini


* emostasi e formazione del reticolo di fibrina
* trombosi vasale
* formazione di essudato
* comparsa di monociti nell'essudato
* reazione fibroblastica del tessuto circostante la ferita e comparsa delle fibrille collagene
* formazione di crosta sierosa o ematica o siero ematica
GIUDIZIO CONCLUSIVO SULLA CAUSA MORTIS
A seconda delle cause che la provocano si parla di :
* Morte naturale--> se il decesso rappresenta la naturale conclusione di un processo di malattia, generalmente
conosciuta dal paziente, medico curante, e contemplata tra le malattie previste dalla classificazione
internazionale allestita dall' OMS
* Morte improvvisa--> quando il decesso si verifica in modo istantaneo o rapido, inatteso o inopinato rispetto
alle condizioni cliniche preesistenti al decesso
* Morte iatrogena--> ci si riferisce a quei decessi nella cui genesi assumono importanza fattori legati al
trattamento medico o chirurgico instaurato, a reazioni dannose o tossiche o allergiche ai farmaci somministrati,
ecc..
* Morte violenta--> se il decesso causato dal comportamento violento di terzi oppure della persona su s stessa.
Le cause iniziali, intermedie, finali della morte devono essere indicate nella scheda-denuncia delle cause di morte.
LUOGO DELLA MORTE E INDAGINI DI SOPRALLUOGO
Indagini di sopralluogo--> indagini che vengono effettuate sul luogo del ritrovamento del cadavere o dove si suppone
sia stato commesso un delitto .
Il medico incaricato di effettuale deve rispettare tre regole fondamentali:
1. esaminare la scena del delitto, rilevando analiticamente e scrupolosamente i vari dati ambientali, rilievo di
impronte, tracce, liquidi biologici, si valuter se vi sono segni di colluttazione, ubicazione e postura del
cadavere, dati anatomopatologici utili ai fini della determinazione dell'epoca della morte, ecc..
2. non modificare la scena del delitto senza che siano state completamente effettuate le indagini preliminari
necessarie e senza aver previamente consultato gli altri membri dell'equipe o senza aver avuto l'autorizzazione
del magistrato. Completato il sopralluogo, il corpo potr essere traslato in obitorio per l'esame settorio.
3. Registrare i dati obiettivi mediante appunti, fotografie, disegni, ecc..
Le principali domande alle quali si dovr rispondere sono: ["Seven Golden W"]
* what happened-->cosa successo
* when--> quando
* where--> dove
* with what--> con che cosa
* which manner--> in che modo
* who--> chi il colpevole
* why--> perch
EPOCA DELLA MORTE E MODIFICAZIONI TANATOLOGICHE DEL CADAVERE
I segni della morte considerati in rapporto al tempo, possono distinguersi in:
* Immediati--> cessazione definitiva delle funzioni respiratoria, cardiocircolatoria e nervosa [ c.d. tripode vitale
di Bichat]
* Consecutivi--> raffreddamento, rigidit, ipostasi, disidratazione, acidificazione
* Trasformativi--> sia distruttivi che conservativi: macerazione, mummificazione, saponificazione
RAFFREDDAMENTO DEL CADAVERE
Dopo il decesso, la temperatura del corpo diminuisce sino a raggiungere l'equilibrio con quella ambientale--> il
decremento termico non segue le comuni leggi fisiche, poich anche dopo la morte, si verificano processi biochimici
capaci di produrre calore--> tali processi sono pi intensi nelle fasi che seguono immediatamente l'exitus, poi si
riducono gradualmente man mano che trascorre pi tempo dal momento della morte.
Si possono distinguere:
1. fase di discesa lenta ( durante le prime 4 ore( la temperatura decresce di circa mezzo grado l'ora
2. Fase di discesa rapida ( durante le successive 10 ore( la temperatura decresce di circa 1 grado l'ora
3. Fase di nuova discesa lenta( fra la 15 e la 24ora dal decesso( la temperatura scende prima di 3/4 di grado per
ora, poi di mezzo grado, poi di 1/4 di grado, sino a raggiungere la temperatura ambientale. A causa della
evaporazione post-mortale, la temperatura del corpo si abbassa ulteriormente di circa mezzo grado.
4. Fase dell'equilibrio termico ( oltre la 24esimaora
Fra le pi importanti condizioni estrinseche ed intrinseche che possono influenzare la curva della dispersione termica
del cadavere, si ricordano:
* grado della temperatura ambientale
* umidit e ventilazione

* la qualit degli indumenti che ricoprono il cadavere


* la quantit di adipe
* cause e modalit della morte
La temperatura post-mortale va rilevata pi volte con un termometro da laboratorio introdotto nel retto e confrontata
con quella ambientale annotando i vari momenti della lettura.
I valori riscontrati indicheranno la velocit del raffreddamento del luogo ove si verificata la morte( se il corpo si trova
in acqua o per terra deve essere misurata anche la temperatura dell'acqua e del suolo.
RIGIDITA' CADAVERICA
Rigor Mortis( irrigidimento dei muscoli volontari ed involontari, che si manifesta dopo una fase iniziale di flaccidit
post-mortale.
Secondo la classiche osservazioni di Nysten, diventano rigide prima le palpebre, circa 2 o 3 ore dopo il
decesso( successivamente il rigor si estende ai muscoli mimici del volto , poi al resto della muscolatura della testa e del
collo, del tronco, dell'addome, degli arti inferiori e dei piedi.
Generalmente il processo si completa in un intervallo di tempo compreso tra le 8 e le 12 ore, seguendo un ordine craniocaudale( raggiunge il massimo tra le 36 e 48 ore dopo la morte, e inizia a regredire man mano che l'autolisi distrugge le
proteine muscolari.
Il decorso della rigidit presenta un andamento diverso in ragione della molteplicit e della variabilit dei fattori
intrinseci ed estrinseci [( es. il rigor assume un andamento pi lento nei climi freddi, umidi e poco ventilati, e pi rapido
nei climi caldi, asciutti e ben ventilati].
La rigidit cadaverica consiste in un processo post-mortale di gelificazione dell'actomiosina con conseguente retrazione
della fibra muscolare( il muscolo rimane in stato di contrattura sino a che non iniziano i fenomeni putrefattivi e pi
precisamente la distruzione autolitica dei ponti gelificati dell'actomiosina( se tali ponti vengono rotti, cio se si forza la
rigidit articolare dovuta alle prime fibre muscolari retratte, queste non saranno pi disponibili per ripristinarla di
nuovo. Entro un certo intervallo di tempo la rigidit pu ancora costruirsi, ma superato il limite delle 12-14 ore la
ricostruzione della rigidit dopo riduzione meccanica non pi possibile.
IPOSTASI
Venuta meno l'energia pressoria prodotta dalle contrazioni del cuore, il sangue si raccoglie nelle parti declivi, sotto la
spinta della forza di gravit e della funzione vasale residua.
Le ipostasi indicano la posizione assunta dal corpo dopo la morte e concorrono con altri dati a stabilire l'epoca del
decesso; sono di colore rosso-violaceo( possono assumere un colorito rosso ciliegia nellavvelenamento da ossido di
carbonio, un colorito bruno nelle morti causate da veleni metaemoglobinizzanti; il colorito diventa verdastro nello
stadio colorativo della fase putrefattiva. Hanno un colorito pallido e sono molto scarse nelle morti per shock
emorragico.
Talora possono dare indizi circa la causa della morte ( quando il cadavere assuma posizione supina, le macchie
ipostatiche sono situate sulla nuca, sul dorso e sulla faccia posteriore degli arti; nella posizione prona, sono situate sulle
regioni anteriori o ventrali.
Si parla di Ipostasi anti-gravitarie quando si formano in zone non declivi, per ostacolo al deflusso ematico verso le
regioni non declivi.
Talora si costituiscono grazie alla Pseudo-circolazione post-mortale, causata dalla rigidit dei muscoli, che pu spingere
il sangue alle sedi a monte, oppure dall'aumento putrefattivo della pressione endoaddominale.
In rapporto al tempo si distinguono diverse fasi( quando ancora non si vedono ipostasi sul corpo, possiamo supporre che
siano trascorse meno di 2 ore dal momento della morte; Dalla 2,3ora in poi, e fino alle 12 ore successive, le macchie
aumentano di intensit( si soliti distinguere:
fase di migrabilit assoluta o totale( muovendo il cadavere, le ipostasi possono spostarsi completamente dalla
prima sede e ricomparire nella nuova diventata declive( si pu pensare che siano trascorse pi di 6-8 ore dalla
morte
Fase di migrabilit parziale( muovendo il cadavere le macchie si spostano solo parzialmente( potrebbero essere
passate da 8 a 12 ore dalla morte
Fase di fissit relativa( pu essere considerata estesa dalla 12fino alla 48-72ora. Le macchie possono ancora
scomparire e spostarsi, ma solo esercitando unazione pressoria locale
Fase di fissit assoluta( superata la soglia delle 48-72ore, la macchia ipostatica non pi spostabile.
DISIDRATAZIONE
Evaporazione e conseguente disseccamento post-mortale sono pi o meno rapidi ed intensi a seconda dei vari fattori
intrinseci ed estrinseci.
Una disidratazione cadaverica rapidissima pu verificarsi in ambienti asciutti, caldi e ventilati, che pu esitare in uno
stato di mummificazione naturale.
La disidratazione cadaverica assume aspetti evidenti a livello oculare:
Opacamento corneale 8velo di Winslow)
Macchie sclerale
Infossamento del bulbo e riduzione della tensione endooculare

ACIDIFICAZIONE
E dovuta allaccumulo di acido lattico provocato dalla cessazione dei meccanismi ossido riduttivi a livello cellulare.
Laccumulo di cataboliti acidi pu essere studiato a livello di:
Liquidi organici
Visceri interni
Umor acqueo ed umor vitreo
PUTREFAZIONE
Allontanandosi dal momento della morte i tessuti del corpo si disgregano per lazione di microorganismi saprofiti, che
sommano i loro effetti a quelli dei fermenti autolitici.
Landamento della putrefazione segue generalmente la regola dell 1.2.8. esposta da Casper( il grado di putrefazione di
un cadavere esposto allaria in una settimana (1), corrisponde a quello raggiunto in due settimane dallannegato( 2), e in
otto settimane dal cadavere inumato.
Tra i fattori intrinseci pi importanti che possono condizionare la maggior rapidit del processo putrefattivo, sono da
annoverare let, le cause infettive e lobesit. A seconda del tempo trascorso rispetto alla morte si distinguono:
Periodo colorativo( contrassegnato dalla macchia verde putrefattiva( si sviluppano facilmente le colonie di
bacilli che si trovano soprattutto nellintestino crasso e nel ceco, quindi fra le prime manifestazione di
putrefazione, la comparsa di una macchia verdognola in corrispondenza della fossa iliaca di destra, che
compare verso il 3giorno dopo la morte e ad una temperatura ambientale di circa 20. La fase colorativa
diventa pi evidente col passare del tempo, potendosi osservare la comparsa sotto la cute distesa della rete
venosa putrefattiva [c.d. fanerizzazione del reticolo venoso superficiale]
Periodo gassoso( in estate, lo stadio enfisematoso, inizia verso il 3-4 giorno, in inverno verso il 15-20
giorno dal decesso. I vari germi determinano una progressivo aumento della colliquazione e della produzione
dei gas( il cadavere assume un aspetto gigantesco, col volto deforme, iniziale e diffuso distacco
dellepidermide per scollamento dal tessuto sottocutaneo.
Periodo colliquativo(la colliquazione del cadavere si rende manifesta in estate dopo il 2mese, in inverno dopo
il 4mese o pi dalla morte. E dovuta in parte dallazione dei fermenti autolitici e in parte dallaggressione da
parte di: - germi anaerobi che si diffondono dalla profondit del corpo verso la superficie scollando i tessuti e
sollevando bolle di sierosit e gas putrefattivo; - germi aerobi provenienti dallesterno che si diffondono dalla
superficie alla profondit attecchendo i tessuti messi a nudo dallazione dei germi anaerobi. Alla fine del
periodo colliquativo, si osserva la formazione di liquame nerastro, le parti molli e le parti midollari sono
distrutte, mentre la parte liquida viene eliminata grazie allazione di larve della microfauna ambientale o per
dispersione nellambiente.
Periodo di scheletrizzazione( si completa dopo 3-5 anni. pi precoce nei cadaveri interrati, mentre pi
tardiva nei cadaveri sepolti in cassa si zinco.
SAPONIFICAZIONE. ADIPOCERA
La saponificazione un processo che si verifica nei cadaveri esposti ad una grande umidit e scarsa ventilazione, o che
restano per molto tempo in acqua.
La saponificazione sempre preceduta da un certo grado di putrefazione( esternamente ladipocera si presenta come
una massa bianca, saponosa, viscida, dal tipico odore di formaggio rancido. Si forma una specie di corazza untuosa e
sembra fatta di calce o lardo che circonda il cadavere. Quando si verifica gi evidente dopo 6 mesi dalla morte.
MUMMIFICAZIONE
Quando il processo putrefattivo si arresta negli stadi iniziali, essendo il cadavere posto in ambiente asciutto, caldo e
ventilato, il corpo perde liquidi. La mummificazione pi frequente in soggetti magri. In condizioni favorevoli, il
processo pu completarsi anche entro 1 anno dalla morte.
AZIONE SUL CADAVERE DELLA MICRO E MACRO FAUNA AMBIENTALE
Nel periodo della putrefazione, il cadavere aggredito da parassiti animali e insetti. Man mano che ci si allontana dal
momento della morte, variano le specie di animali implicati nel disfacimento della salma( ci pu servire per il
riconoscimento dellepoca della morte.
Nella fase pi precoce si osservano larve di mosche di diverse specie( il rinvenimento di mosche allo stadio larvale,
indica che sono passate almeno 10 ore dalla morte( il rinvenimento del successivo stadio pupale indica che trascorso
un tempo tra i 10 e 14 giorno dopo la morte (le pupe sono racchiuse nei pupari( se in un cadavere si trovano dei pupari
gi vuoti, dalla morte passato un tempo superiore ai 10-14 giorni, ma destate circa a 7 giorni.
MACERAZIONE
il processo cui va incontro il feto nel caso di morte in utero e di mancata o ritardata espulsione, dovuto
prevalentemente ad enzimi autolitici.
CORIFICAZIONE
il processo trasformativo dei cadaveri nelle casse di zinco( la cute assume un aspetto di cuoio recente, e sul fondo
della cassa si osserva per molto tempo una certa quantit di liquame cadaverico.
TRAUMATOLOGIA MEDICO LEGALE

La traumatologia medico legale ha come campo di interesse gli effetti provocati da ogni tipo di energia di tipo fisico o
chimico, in grado di determinare con modalit violenta, unalterazione anatomica e/o funzionale del corpo umano,
nonch le conseguenze, di natura somatica e/o psichica, indotte dallo stress, allorch si verifica una mobilitazione delle
difese generali dellorganismo di fronte a qualsiasi agente aggressivo.
EFFETTI GENERALI DEI TRAUMI
oltre agli effetti diretti e locali, devono essere prese in considerazione le manifestazioni generali, collegato all'insulto
traumatico:
* Emorragia --> gli effetti generali dell'emorragia sono legati all'entit e ed alla rapidit della perdita ematica -->
basta la perdita ematica rapida di circa un litro di sangue per determinare il quadro dello shock emorragico,
mentre deplezioni di 2-2,5 litri possono risultare anche mortali; emorragia di 3-3,5 litri sono mortali
indipendentemente dalla velocit della perdita; Nei bambini, la sottrazione di 1/3 della massa sanguigna pu
essere letale. Clinicamente lo shock si manifesta con comparsa pallore cutaneo, astenia, sudorazione algida,
ipotensione, tachicardia, contrazione della diuresi, obnubilamento sensorio fino alla perdita di conoscenza.
Emorragie gravi sono quelle che si realizzano per lesioni dei grossi vasi o per rottura di visceri--> es--> rottura
della carotide, succlavia, arterie femorali, porta alla morte se il vaso comunicante con l'esterno o con una
cavit naturale del corpo --> in caso contrario possibile la formazione di un ematoma che, comprimendo i
margini della lesione, rallenta l'emorragia.
* Shock traumatico --> si caratterizza per una discrepanza tra il volume ematico ed il letto vascolare, o per
riduzione effettiva del volume ematico, o per aumento di ampiezza della rete vasale per vasodilatazione
generalizzata --> si determina una riduzione dell'irrorazione dei tessuti--> il trauma pu produrre un riflesso
neurogeno vaso dilatante e mettere in gioco una componente emorragica con perdita del volume ematico o
plasmatico--> ne consegue ipossia tessutale.
* Le embolie--> possono avere diversa origine--> - Embolie trombotiche, causate dal distacco di trombi che si
formano nei vasi situati nelle aree traumatizzate oppure per rallentamento della circolazione venosa favorita da
immobilizzazione forzata. Embolie Gassose--> determinate da soluzioni di continuit di vasi venosi aperte
all'esterno, tali da consentire la penetrazione di aria in circolo o da fenomeni disbarici. -Embolie Adipose-->
dovute alla penetrazione nella rete venosa di gocciole di grasso provenienti da frattura o da aree di contusione
interessanti il tessuto adiposo sottocutaneo. In ogni caso gli emboli sono convogliati dalla rete venosa, alle
sezioni destre del cuore e quindi ai polmoni,ove ostruiscono il letto capillare ed arteriale.
* Le sindromi commotive--> caratterizzate da temporanea perturbazione funzionale che determina depressione
fino all'arresto dell'attivit fisiologica. La pi importante la commozione cerebrale, provocata dallo
scuotimento della massa encefalica all'interno della scatola cranica, con perdita di coscienza transitoria di
gravit variabile. E' un fenomeno reversibile che pu guarire totalmente con restitutio ad integrum, oppure
lasciare disturbi residui come cefalea , astenie, vertigini (sindromi post commotive).
* Sindromi inibitorie--> sono rappresentate dalla comparsa di riflessi di inibizione determinata da uno stimolo
meccanico esercitato su aree particolarmente recettive ( zone riflessogene). L'esito pu essere anche mortale.
Si ricordano--> -sindrome del seno carotideo, scatenata da minimi traumi in regione latero - cervicale;
-Sindrome labirinto - vasomotoria, che pu essere responsabile di morte per immersione in acqua fredda; -la
sindrome oculo - cardiaca, che compare dopo ola compressione dei bulbi oculari; -la sindrome del plesso
celiaco, che insorge per traumi in sede epigastrica.
LESIONI DA ENERGIA MECCANICA
LESIONI DA CORPI CONTUNDENTI
Tali lesioni si determinano per azioni di corpi non dotati di caratteristiche particolari specifiche, ma atti a traumatizzare.
I corpi contundenti possono essere costituiti da mezzi di offesa come le mani, i piedi, o da strumenti da difesa o offesa
personali (come bastoni, sassi, mazze..) o strumenti da lavoro occasionalmente adoperati per ledere.
I meccanismi con cui si verificano le lesioni sono quelli di:
* compressione
* percussione
* trazione
* sfregamento
* suzione
Gli effetti lesivi, oltre che alla intensit della forza viva esercitata e dalle diverse modalit di applicazione, dipendono
dalla varia resistenza opposta dai tessuti in rapporto alle loro caratteristiche anatomiche. Si distinguono:

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* irritazioni
* escoriazioni
* ecchimosi
* ferite lacere e lacero contuse
* rottura dei visceri
* frattura ossea
IRRITAZIONI
lesioni cutanee che si producono quando l'azione esercitata dal mezzo lesivo non supera la resistenza specifica del
tessuto interessato.
nelle forme acute si riscontra un quadro di determinate, da compressione vasale e ischemia, edema, formazione di
vescicole sierose e stimolazione dolorifica delle fibre nervose.
nelle forme croniche possono osservarsi callosit, ispessimenti di tendini ed aponevrosi, borsiti, periostiti, ecc..
ESCORIAZIONI
Consistono nell'asportazione o distruzione dell'epidermide ad opera di forze lesive che agiscono tangenzialmente, con
l'ausilio di una componente di pressione. L'asportazione delle papille del derma causa un piccolo gemizio di sangue con
formazioni di crosta ematica o siero ematica.
Si parla di Escoriazioni Figurate quando riproducono le caratteristiche del mezzo lesivo; ne costituiscono una variet le
graffiature, unghiature..
la direzione secondo la quale ha agito il mezzo contundente pu essere desunta quando sono rilevabili delle esfoliazioni
cutanee che formano con la superficie escoriata un angolo aperto verso la direzione da cui si mosso lo strumento
lesivo.
ECCHIMOSI
Sono rappresentate da uno stravaso di sangue in seno ai tessuti, prodotto dalla rottura dei vasi sanguigni, senza aver
lacerazione dei tessuti sovrastanti.
Possono prodursi con meccanismi diversi:
* schiacciamento, per lacerazione della parete vasale fra tessuti compressi
* di trazione, per lo striamento tissutale
* suzione o decompressione, dovuta a diminuzione della pressione esterna con conseguente sovradistensione
della pressione esterna dei vasi sanguigni e la loro rottura
* sforzo, si determina un brusco aumento della pressione sanguigna con rottura dei vasi
Le ecchimosi sono caratterizzate da variazioni cromatiche che sono generalmente in rapporto al tempo che trascorre dal
momento della loro produzioni
La forma in rapporto a quella del mezzo contundente, con le caratteristiche anatomiche del tessuto leso e con la
quantit del sangue stravasato--> generalmente difficile risalire al tipo di mezzo lesivo--> quando ci possibile, si
parla di "ecchimosi figurate".
La distinzione tra ecchimosi pre-mortali e post-mortali si basa sull'assenza in quest'ultime del reticolo di fibrina--> nel
caso in cui questo fosse assente, il sangue non aderisce ai tessuti e pu essere facilmente asportato lasciando cadere
dell'acqua sui tessuti interessati, previa incisione degli stati superficiali.
Si possono osservare anche delle ecchimosi viscerali, dovute ad azione diretta del mezzo lesivo sulle pareti del corpo o
ad azione indiretta , quando si producono meccanismi di trazione o contraccolpo.
Le ecchimosi indicano sempre delle lesioni vitali--> non vanno confuse con le ipostasi.
FERITE LACERE E LACERO - CONTUSE
ferite lacere - contuse--> prevalgono meccanismi di compressione e strisciamento che producono pestamento e
cincischiamento dei margini. Dal punto di vista morfologico,hanno caratteri comuni costituiti da irregolarit dei margini
e scollamento della cute rispetto ai piani sottostanti--> i margini sono irregolari, il fondo anfrattuoso--> sia i margini
che il fondo sono infiltrati di sangue e tra i bordi della ferita vi sono ponti di tessuto che hanno resistito all'azione
discontinuativa del mezzo lesivo. La forma non consente generalmente di risalire allo strumento adoperato.
Ferite lacere--> prevalgono meccanismi di trazione.
ROTTURA DEI VISCERI
Sono rotture e lacerazioni di organi interni causati dall'applicazione dell'energia meccanica con modalit di pressione,
trazione o di scoppio--> si osserva nei grandi traumatismi (investimento o precipitazioni) quando le forze applicate sono
di tipo multipolare. Gli organi pi frequentemente interessati sono l'encefalo, i polmoni, il cuore, fegato, milza.
FRATTURE OSSEE

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L'applicazione della forza sul punto di rottura dell'osso realizza la modalit diretta;
Se la frattura si verifica per flessione, torsione, trazione di un segmento osseo, trasmissione di forza, si realizza la
modalit indiretta.
Di particolare interesse medico - legale, sono le fratture craniche--> si possono determinare per urti su superfici estese
o per azione di corpi aventi limitata superficie ed assumono particolari caratteristiche morfologiche peculiari in rapporto
al grado di curvatura delle ossa interessate, allo stato delle suture,al coinvolgimento di zone pi resistenti (pilastri) o pi
deboli (interpilastri) --> il punto di maggiore resistenza costituito dalla linea di sutura sagittale (pilastro sincipitale).
La volta cranica pu resistere a forze che l'appiattiscano fino a 10-15mm senza fratturarsi--> se per le suture sono fuse
(come negli ultra quarantenni), il grado di resistenza minore.
Le fratture da violenza diffusa, causate da un urto tra il capo e una superficie estesa, sono caratterizzate da linee che si
dipartono dal punto colpito e assumono disposizione a raggiera ( fratture medianiche )--> tali linee corrispondono al
cedimento dei tavolati ossei.
Le fratture indirette si realizzano a distanza dal punto di applicazione della forza--> tipiche sono le fratture ad anello
della base cranica per caduta sul podice o quelle cavit glenoidee dell'osso temporale per l'urto sulla mandibola.
LESIONI DA ARMA BIANCA
Per arma bianca si intende qualsiasi strumento, eccetto le armi da sparo, la cui destinazione naturale l'offesa della
persona, ossia comunque atta ad offendere, e di cui la legge vieti il porto--> la definizione ricalca il concetto di arma da
fuoco contemplato nell'Art 585 C.P.
Comprende per anche l'azione di mezzi non specificamente costruiti per l'offesa, come coltelli da cucina, fili metallici,
frammenti di vetro..
Si producono lesioni di tipo differente, a seconda che lo strumento feritore agisca mediante un'estremit acuminata, , il
filo di una superficie tagliente, o entrambi i meccanismi tra loro combinati.
Si parla di ferite da fendente in caso di ferite da taglio prodotte da lame particolarmente pesanti, capaci di provocare,
oltre alla recisione dei tessuti, anche effetti di tipo contusivo o mutilante.
FERITE DA PUNTA
Si distinguono mezzi appuntiti tipici quali chiodi, aghi, punte di ombrelli, ecc..
Agiscono con meccanismo pressorio da cuneo, sicch il mezzo, una volta vinta la resistenza della cute, divarica e
dissocia i tessuti--> in questo tipo di ferite prevale la profondit sulle altre dimensioni --> il foro d'entrata assume una
forma ovale o ellittica, mai tonda, anche quando il mezzo ha sezione circolare.
Accollando i margini non si ha perdita di sostanza, allorch questa stata provocata da una punta tipica--> pu
realizzarsi una minima distruzione tessutale in caso di uso di mezzi puntuti atipici--> in tali casi, la soluzione di
continuo pu essere circondata da fenomeni di escoriazione che simulano un orletto ecchimotico - escoriato.
L'orifizio di ingresso ha dimensioni leggermente inferiori rispetto alla sezione dello strumento vulnerante, in relazione
alla distensione e alla successiva retrazione della cute che si verifica nel corso della penetrazione.
Si distinguono ferite da punta a fondo cieco e trapassanti.
FERITE DA TAGLIO
Sono rappresentate da soluzioni di continuo della cute e dei tessuti molli prodotte da mezzi taglienti, che possono essere
tipici (bisturi) o atipici, quando pur non essendo concepiti per l'azione tagliente, posseggono un'analoga capacit
( lamiere, frammenti di coccio..).
Tra i mezzi impropri vanno annoverati i coltelli dotati di margine seghettato, seghe,motoseghe in cui l'elevata velocit
impressa dal movimento meccanico, facilita l'azione lesiva, che si esplica in un duplice meccanismo:
1. di pressione--> che fa affondare lo strumento nei tessuti
2. di scorrimento--> che fa progredire il mezzo lungo la direzione del filo tagliente .
Le caratteristiche delle lesioni da taglio sono:
* l'estensione in superficie
* la relativa regolarit e nettezza dei margini
* le estremit acute
* la presenza delle codette--> sono prolungamenti superficiali del taglio, in entrata e in uscita
* il fondo regolare e privo di ponti di tessuti
* la forma delle ferite lineare
Costituiscono variet tipiche di ferite da taglio:

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le ferite da difesa--> sono indicative di omicidio; si producono sul palmo della mano della vittima durante i
tentativi di resistenza all'aggressione
* ferite da svenamento--> indicative di suicidio; si rilevano in zone autoaggredibili, nelle quali i vasi decorrono
in posizione pi superficiale e raggiungibili--> sono generalmente multiple, parallele e vicine tra loro, di
profondit differente--> le pi superficiali corrispondono ferite di prova.
* ferite da scannamento o sgozzamento-->si osservano nella regione cervicale--> risultano rapidamente mortali
quando si verifica la sezione della carotide, che provoca un'intensa emorragia, con fuoriuscita di sangue a
spruzzo e shock emorragico. Anche le emorragie pi lievi possono condurre alla morte per sommersione
interna, quando il sangue penetra nelle vie respiratorie. Pi raramente la morte causata da embolia gassosa,
per penetrazione di aria nella giugulare interna. Lo scannamento si osserva sia come eventualit omicidiaria,
che suicidiaria.
* ferite da sventramento--> prodotte dal filo di un rasoio o da una lama ricurva, come nei karakiri, in cui si
determina a scopo suicida, un largo squarcio a livello addominale con la fuoriuscita di visceri.
* ferite da fendente--> provocate da strumenti taglienti che hanno lama pesante, (scuri, mannaie, ecc..), che
agiscono con meccanismo combinato recidente e contundente.
FERITE DA PUNTA E DA TAGLIO
Sono rappresentate da soluzioni di continuo della cute e dei tessuti circostanti da strumenti dotati da estremit
acuminata e di almeno un filo tagliente, che possono essere tipici ( spade, coltelli..) o atipici (schegge di vetro..).
il meccanismo lesivo si attua attraverso la contemporanea azione penetrante della punta e recidente del filo tagliente.
Le caratteristiche morfologiche principali sono:
* nitidezza e irregolarit dei margini
* divaricazione dei margini
* prevalenza della profondit rispetto alla lunghezza
* presenza di un'estremit acuta della ferita
La forma della ferita dipende dal movimento impresso all'arma nella penetrazione o nella sua estrazione-->
generalmente ovalare per la retrazione dei margini dovuta alla recisione delle fibre elastiche.
Una lesione a stampo osservabile eccezionalmente solo quando il mezzo entra ed esce dalla cute senza che si produca
alcuno spostamento sull'asse di penetrazione.
GRANDI TRAUMATISMI
Sono definiti grandi traumatismi gli eventi traumatici caratterizzati da grande gravit, molteplicit, multiformit e
multipolarit delle lesioni corporee--> si osserva la presenza di diversi tipi di lesioni dovute a meccanismi lesivi
complessi.
PRECIPITAZIONE
E' rappresentata dal passaggio di un corpo privo di appoggio da un piano superiore ad uno inferiore, per azione della
forza di gravit e di eventuale altra forza aggiunta.
Si possono realizzare tre tipi fondamentali di precipitazione:
1. precipitazione cefalica con elettiva concentrazione della lesivit in ambito cranico - cervicale
2. precipitazione podalica, caratterizzata da fratture multiple degli arti inferiori e del bacino, e del rachide
3. precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo, nella quale si osservano fratture costali multiple, fratture di arti ,
frattura delle ossa pelviche e craniche.
In tutte le variet, possono osservarsi lesioni interne, scheletriche e viscerali.
SCHIACCIAMENTO
E'costituito dalla compressione del corpo tra una forza di pressione ed un piano fisso.
Si parla di schiacciamento propriamente detto quando il corpo rimane compresso tra un piano orizzontale ed una forza
che agisce dall'alto.
nel Tamponamento, il corpo compresso contro un piano verticale.
Nel Seppellimento, il corpo rimane interrato da accumuli di terra o pietrisco, a seguito di frane, smottamenti.
ESPLOSIONE
E' rappresentata da una violenta e repentina espansione di gas o di fluidi che introduce un brusco aumento di pressione
nell'ambiente circostante, con trasmissione di onde d'urto e creazione di uno spostamento d'aria denominato vento di
scoppio.
L'azione esplodente pu verificarsi per:

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Deflagrazione--> la combustione graduale con progressiva elevazione della pressione, tanto da essere
usualmente impiegata come carica di lancio per le armi da fuoco in virt della sua capacit propellente.
* Detonazione--> la combustione quasi istantanea e si accompagna a propagazione di una vibrazione di una
vibrazione (onda esplosiva) che determina effetti meccanici nell'ambiente circostante.
gli effetti lesivi dipendono sia dalle caratteristiche intrinseche dell'esplosione, sia dall'ambiente in cui si verifica--> in
ambienti chiusi i danni sono maggiori perch la dispersione di energia inefficace--> l'onda d'urto, incontrando un
maggior numero di ostacoli, si riflette, dando luogo a moltiplicazione degli effetti con aumento della capacit di
distruzione--> Effetto Mach
I maggiorib danni per l'organismo si verificano a livello dei tessuti disomogenei (caratterizzati da variazioni di densit
all'interno della loro struttura), come i polmoni, all'interno dei quali si osservano quadri di gravit variabile, che vanno
da emorragie sotto pleuriche o intrapolmonari, ad emopneumotorace, fino alla rottura delle pareti alveolari. Sono
frequenti le lesioni uditive, oculari, la commozione e contusione cerebrale.
L'azione lesiva si concretizza con formazione di ecchimosi, ferite lacero-contuse.
Agli effetti meccanici possono aggiungersi effetti termici, dovuti alla combustione delle miscele esplosive, ed effetti
tossici, derivanti dai fumi venefici sviluppati dagli incendi.
INCIDENTE AVIATORIO
Indica le conseguenze di sinistri che interessano velivoli.
La precipitazione, avviene da centinaia di metri, con frequente formazione, oltre ad una lesivit di impatto, di una
lesivit da decompressione.
INCIDENTE NAUTICO
Vanno distinti i quadri lesivi che si osservano nei passeggeri di un'imbarcazione, che non sono specifici e riguardano un
numero elevato di persone, dai quadri lesivi che si determinano per un investimento di bagnanti o subacquei--> in
questo caso l'investimento pu essere tipico ( con urto, sormontamento, spinta del corpo verso le eliche) o atipico
( quando manca una delle tre fasi) )--> gli effetti lesivi si manifestano con lesioni esterne determinate da frizione con la
superficie inferiore dello scafo, e con lesioni interne. L'azione delle eliche pu determinare effetti mutilanti.
INCIDENTE FERROVIARIO
Le lesioni riportate dai passeggeri di veicoli su rotaie, non assumono aspetti specifici--> possono configurarsi con tutta
la gamma delle lesioni contusive.
Nel quadro dell'investimento--> il quadro lesivo caratterizzato da ferite lacero-contuse con margini escoriati, gravi
fratture scheletriche, sezione di segmenti di arti, del tronco, fino al depezzamento e decapitazione.
INCIDENTI DEL TRAFFICO STRADALE
Comprendono ogni effetto sfavorevole derivante da movimento di mezzi su strada o su terra che abbia causato danni a
cose o persone.
Investimento di pedone--> Investimento Atipico--> si verifica l'urto del corpo in movimento contro un veicolo fermo;
investimento tipico--> complesso delle lesioni contusive direttamente o indirettamente esercitate su una persona da un
veicolo in movimento.
La dinamica dell'investimento in 5 fasi successive:
1. Urto--> momento di contatto tra il corpo e il veicolo; Predominano lesioni dirette, come fratture del bacino, arti
inferiori, ecchimosi. Talora possono riscontrarsi ustioni dovute al contatto con il radiatore o con altre parti
surriscaldate del mezzo. Non sempre individuabile il punto di contatto originario tra corpo e veicolo (polo
d'urto).
2. Proiezione e abbattimento al suolo del corpo urtato, che pu avvenire in avanti o lateralmente al veicolo-->
predominano lesioni da caduta.
3. Propulsione o accostamento del pedone, per azione di spinta in avanti, che il veicolo esercita sul corpo
abbattuto al suolo--> spesso avviene a ruota frenante, si verificano ferite lacere e lacere - contuse con ampi
scollegamenti dei margini perch la cute sottoposta a fenomeni di trazione tra il suolo e le ruote.
4. Arrotamento o sormontamento, in cui il veicolo transita sul corpo steso al suolo--> caratterizzata da lesioni da
schiacciamento con guasti ossei e viscerali , fratture pluriframmentarie, tanto importante quanto maggiore il
peso del veicolo.
5. Trascinamento, pu avvenire quando il corpo rimane impigliato al veicolo--> si riscontrano lesioni da
trascinamento di tipo escoriativo
Lesioni degli occupanti di un autoveicolo--> L e tipologie lesive sono condizionate dalla modalit dell'incidente e
influenzate dalle caratteristiche costruttive del mezzo--> i moderni autoveicoli concepiscono l'abitacolo come una cella

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rigida che ha lo scopo di proteggere gli occupanti --> inoltre la deformabilit della carrozzeria tende a prolungare il
tempo di arresto del mezzo dopo l'urto, per ridurre la forza di decelerazione.
In questo contesto assumono interesse i traumi indiretti del rachide cervicale ( da colpo di frusta) che gli occupanti
possono riportare a seguito di tamponamento--> la decelerazione provoca una repentina escursione del capo che pu
condurre a conseguenze di grave entit [--> lussazioni, fratture cervicali, danni midollari..] , per spesso si tratta di
distrazioni muscolari e legamentose di scarsa entit.
In linea di principio, gli studi dinamici portano a concludere che in caso di urto tra veicoli di massa analoga, sono
necessarie deformazioni notevoli delle strutture veicolari per produrre accelerazioni tali da causare danni fisici
apprezzabili.
SE il veicolo tamponante ha massa inferiore al veicolo tamponato, improbabile un danno grave all'occupante di
quest'ultimo--> Se il veicolo tamponante ha massa nettamente superiore del veicolo tamponato, l'urto ha caratteri di
anaelasticit e le accelerazioni in gioco superano largamente la forza di gravit--> la possibilit di traumatismo
cervicale importante plausibile.
L'uso obbligatorio delle cinture di sicurezza, ha introdotto la possibilit di riscontro di lesivit specificamente
correlata( ecchimosi della regione cervicale, pneumotorace, trombosi carotidee, fratture clavicolari..
Il conducente del veicolo, specie in caso di scontro frontale e di elevata energia di impatto, presenta elettivo
interessamento del torace e del capo, per urto contro il volante e parabrezza( si osservano anche lesioni alle ginocchia e
anche per urto contro il cruscotto( tali lesioni sono state ridotte con l'introduzione dell'air-bag.
IL Passeggero anteriore, presenta lesioni cranio facciali e lussazione bilaterale dell'anca, per impatto contro il
parabrezza, il tetto, il montante di pertinenza.
I Passeggeri posteriori sono di norma pi protetti, in caso di urti di lieve e media entit--> Quando l'impatto violento si
riscontrano lesioni del volto per urto contro gli schienali, lussazioni dei gomiti per trasmissione di energia agli arti
superiori protesi in avanti a protezione, lesioni cranio encefaliche.
Lesioni dei motociclisti e ciclisti--> i meccanismi lesivi sono condizionati dalla caduta dal mezzo e dall'urto contro
ostacoli resistenti--> si evidenziano lesioni cutanee da strisciamento, da percussione, fratture scheletriche del cranio, del
rachide, degli arti e del tronco.
I traumi cranio encefalici sono frequenti nei ciclisti e motociclisti venuti a collisione frontale con un'autovettura.
LESIONI DA SFORZO
L'evento lesivo si verifica in corso di un'attivit sportiva, o a seguito di infortuni sul lavoro.
SFORZO = impegno muscolare straordinario, che coinvolge uno pi distretti corporei in un lavoro di intensit inusuale,
eseguito in tempi brevissimi, allo scopo di vincere una resistenza esterna. [Lo sforzo non deve essere confuso con
l'ATTO DI FORZA, che rientra tra le attivit muscolari abituali e ordinarie, di norma non dannose].
Lo sforzo in grado di causare lesioni in rapporto all'energia dinamica che si libera all'interno dell'organismo.
Pu essere:
* volontario--> quando viene compiuto con lo scopo di alzare un peso o di opporsi ad una massa pesante per
evitare di esserne investiti
* Involontario--> atto riflesso che determina la contrazione spasmodica di determinati gruppi muscolari, variabili
a seconda dello stimolo fisiologico o patologico che lo produce (es--> conati di vomito, starnuti, convulsioni).
* Parziale--> mette in azione prevalentemente i gruppi muscolari di un determinato distretto corporeo.
* Completo--> se contempla la contrazione massimale e simultanea dei muscoli del tronco e degli arti, come
accade in alcune attivit sportive.
La dinamica dello sforzo, consente di distinguere tre momenti fondamentali:
* Fase preparatoria--> il corpo assume una posizione idonea all'esecuzione dell'atto mediante la contrazione dei
muscoli toraco-addominali ed il conseguente irrigidimento del tronco, che serve da fulcro per il movimento
degli arti--> questa fase si accompagna ad una inspirazione profonda seguita da chiusura della glottide.
* Fase di svolgimento--> nella quale si pone in atto l'impegno muscolare straordinario volto a superare la
resistenza esterna--> contrazione simultanea dei muscoli del collo, del tronco e degli arti--> il soggetto in
stato di apnea, i polmoni sono riempiti di aria introdotta nella fase preparatoria--> la contemporanea
contrazione dei muscoli parietali del tronco e del diaframma a glottide chiusa, provoca un aumento delle
pressioni endocavitarie e vascolari. Inoltre l'apparato osteoarticolare sottoposto a potenti forze di trazione.
* Fase di rilassamento--> repentina decontrazione muscolare con ripresa del respiro e ritorno alla norma delle
pressioni interne.

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Lo sforzo pu causare lesioni:


* a carico dei muscoli--> stiramenti, strappi, ecchimosi con produzione di versamento ematico sottofasciale,
ernie.
* a carico dei tendini e legamenti--> stiramenti, disinserzioni, rotture parziali o complete
* a livello articolare--> distorsioni e lussazioni
* a carico della colonna vertebrale--> protusioni ed ernie discali
* a carici degli organi interni--> (pi rara) all'aumento della pressione nelle cavit corporee possono seguire
lacerazioni polmonari, broncoemorragie, pneumotorace...
LESIONI DA ARMA DA FUOCO
Il concetto di arma da fuoco definito giuridicamente all' Art.585 c.p.
La legge distingue due categorie:
*
Armi da guerra
* Armi comuni da sparo
Un generale le armi da fuoco sono da considerare congegni meccanici capaci di lanciare a distanza, masse pi o meno
pesanti ( proiettili) grazie all'energia sviluppata dall'espansione dei gas generati dalla combustione di miscugli esplosivi
(polveri da sparo).
La sfera di interesse medico-legale, si circoscrive agli effetti delle armi portatili a canna corta (pistole o rivoltelle) o a
canna lunga (fucili da caccia, carabine,mitragliatrici), liscia o rigata.
Le munizione per arma a canna liscia (fucili da caccia) sono dette "cartucce", e sono costituite da tre parti:
* Bossolo--> formato da un cilindro di plastica o di cartone, provvisto di una base (fondello) fornita di copertura
metallica--> la parte centrale del fondello contiene una nicchia metallica, detta capsula, che contiene il
meccanismo di innesco, costituito da una miscela esplosiva, composta in genere da composti di piombo e
tetrazene.
* Capsula--> comunica mediante uno o due forellini (foconi) con l'interno del bossolo, ove contenuta la carica
di lancio (polvere--> le moderne cariche si presentano sottoforma di fili , cilindretti, a base di nitroglicerina e
nitrocellulosa). La parte superiore del bossolo (colletto) aperta e su di essa poggia la borra--> dispositivo che
distribuisce uniformemente la forza propulsiva dei gas ai proiettili, ma anche di ritardare o anticipare l'apertura
della rosata--> sulla borra poggia il proiettile.
* Proiettile--> le munizioni per canne rigate sono strutturalmente analoghe a prescindere dalla lunghezza della
canna--> si differenziano da quelle per canne lisce per la mancanza della borra e per il fatto che nel bossolo
direttamente indovata la base del proiettile, che sporge da esso per circa la met. Il piombo in genere
costituisce solo il nucleo del proiettile, che rivestito da una camicia in lega di rame e nichel, con minime
quantit di zinco e alluminio, chiamata Maillechort. I proiettili blindati o incamiciati, si deformano molto meno
rispetto a quelle in piombo ed attraversano in genere i tessuti senza provocare ingenti fenomeni distruttivi. I
calibri per le munizioni per armi portatili a canna corta, variano tra i 14 e 12 mm, con peso tra i 3 e 15g. Per le
armi a canna rigata lunga, si usano calibri pi piccoli, specie il 223, ossia 5.56mm.
DINAMICA DELLO SPARO
Quando il percursore colpisce la capsula si determina, ad opera dell'innesco, l'accensione della carica di lancio. La
combustione del miscuglio esplosivo (deflagrazione) libera gas che si espandono, trasmettendo la loro energia all'agente
balistico, e quindi al bersaglio.
Il proiettile animato da vari momenti:
* traslazione--> propulsione del proiettile lungo la traiettoria
* rotazione--> impressa dalla rigatura della canna
* Vibrazione-->dipendente dalla pressione subita durante lo sparo.
Possono aggiungersi movimenti incostanti, come:
* beccheggio--> oscillazione in senso longitudinale
* nutazione--> movimento a cono della base del proiettile intorno al suo asse
* capovolgimento
Da un punto di vista balistico, si pu affermare che il proiettile si muove nello spazio secondo una linea parabolica, che
si divide in tre zone:
* Zona di esplosione--> (nei fucili da guerra si estende fino a 200mt), avviene la trasmissione di notevole
quantit di energia ai tessuti colpiti, che possono presentare estesi effetti di struttivi.

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Zona di perforazione-->--> (fino a 1000mt nei fucili da guerra) l'energia diminuisce, ma sufficiente a
perforare la cute.
* Zona di contusione--> (oltre i 1000mt nei fucili da guerra) la velocit del proiettile scende sotto ai 100mt al
secondo. In questa fase, quando urta il bersaglio, non in grado di perforarlo, ma solo di determinare effetti
contusivi.
Quando la velocit iniziale del proiettile bassa, pu mancare la zona di esplosione.
EFFETTI SUL BERSAGLIO
Raggiunto il bersaglio, il proiettile vi esercita un'azione contundente (--> azione di martello), percuotendo ed
introflettendo la cute.
Poi la divarica con un' azione di cuneo (--> come un'arma da punta impropria)
Per poter esercitare un effetto perforante, necessario che il proiettile abbia un'elevata velocit iniziale.
Secondo alcuni, la penetrazione facilitata dal movimento di rotazione del proiettile (-->Azione rotatoria).
Gli effetti sul bersaglio vengono valutati anche in termine di "potere d'arresto" (stopping power)--> definito come la
massima quantit di moto che un proiettile pu cedere al bersaglio animato, quando l'impatto avvenga alla distanza di
25mt per le armi a canna corta, e di 100mt per quelle a canna lunga--> il potere d'arresto dipende dalla forza viva del
proiettile al momento dell'impatto e dal modo in cui la pallottola entra nel corpo.
CARATTERISTICHE DELLE FERITE D'ARMA DA FUOCO A PROIETTILE SINGOLO
Si formano soluzioni di continuo dei tessuti che si distinguono in:
* ferite penetranti--> - a fondo cieco [-->foro d'entrata e un tramite incompleto, con ritenzione del proiettile, che
talora prossimo all'uscita e apprezzabile palpatoriamente sottocute] - trapassanti o trafosse [--> foro d'entrata,
tramite completo, foro d'uscita. Le ferite trafosse sono quelle trapassanti che attraversano una fossa naturale
dell'organismo, come la fossa cranica]. - ferite a setone [--> foro d'entrata, un corto tramite (breve percorso
scavato nel tessuto sottocutaneo), foro d'uscita].
* ferite non penetranti--> - a doccia o semicanale [--> si producono quando i proiettili colpiscono la cute, in
genere in corrispondenza di una superficie curva, di striscio, scavando una sorta di canale, senza penetrare
sotto ai tegumenti].
CARATTERI DEL FORO D'ENTRATA
Le caratteristiche del foro d'entrata variano in funzione della distanza dalla quale stato esploso il colpo.
se esploso da loontano (o da distanza non ravvicinata), il foro ha caratteri legati all'azio9ne meccanica del proiettile.
Se esploso da vicino( a 40-50cm) o a contatto della cute, si aggiungono gli effetti dovuti alla deflagrazione della carica
di lancio, all'azione meccanica dei gas, a quella della fiamma, del fumo, delle particelle della polvere incombusta.
COLPI DA LONTANO
Il proiettile perfora la cute e da luogo ad una ferita di forma circolare od ovalare, con margini finemente sfrangiati,
talora visibilmente introflessi.
Il diametro del foro d'entrata leggermente pi piccolo del diametro del proiettile a causa dell'elasticit della cute.
In linea generale la forma circolare se la direzione da cui proviene il proiettile perpendicolare al piano d'impatto,
ovale se ha direzione obliqua.
All'estremo della soluzione di continuo, presente un cercine (orletto) di escoriazione che la caratteristica di maggior
rilievo nei colpi esplosi da lontano--> ha dimensioni di alcuni mm, colore rosso scuro ( se il colpo viene esploso su un
corpo gi cadavere, il foro d'entrata sar circondato da un orletto che mancher di infiltrazione emorragica), e si
determina per azione del proiettile che, prima di perforare la cute, la infossa creando un cono di depressione, all'interno
del quale contunde ed escoria tutte le porzioni di tessuto striato, ma perfora solo l'apice del cono--> Poi la cute, cessata
l'azione di introflessione, riassume l'assetto originario, e si osserva un cercine escoriato attorno all'orifizio cutaneo, che
in genere concentrico se il proiettile attinge la cute con direzione perpendicolare, eccentrico se la direzione obliqua-> questa regola vale per le superfici piane.
Le dimensioni dell'orletto, dipendono dall'estensione del cono di depressione, calibro e la forza viva del proiettile.
Oltre all'orletto di escoriazione, attorno al foro d'entrata pu evidenziarsi un orletto di detersione--> alone untuoso, di
colore nerastro, costituito da materiale grassoso che il proiettile raccoglie nel passaggio attraverso la canna e deposita
sul bersaglio--> esso si osserva bene sugli indumenti, ed generalmente poco apprezzabile attorno alla ferita, in quanto
mascherato dall'orletto escoriato--> possibile individuare l'orletto di detersione differenziandolo da quello di
escoriazione [--> lavando per almeno 12ore in acqua fredda il frammento cutaneo che comprende la ferita--> cos si
asporta l'infiltrazione emorragica che circonda la lesione e si pu osservare l'orletto di detersione sotto forma di anello

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grassoso che insolubile in acqua] --> la presenza di orletto di detersione, costituisce un elemento che avvalora la
natura del foro d'entrata della lesione.
COLPI DA VICINO E DA CONTATTO
Sono i colpi esplosi nell'arco delle brevi distanze [--> 40-50cm].
Possono essere schematizzati in tre classi:
* Colpi a contatto--> il contatto diretto dell'arma con la cute, influenza la morfologia della ferita sia per azione
dei gas, sia dell'arma. Oltre alla presenza dell'orletto di escoriazione, pu mostrare effetti di scoppio,
presentare dimensioni superiori al calibro, aspetto irregolare, frastagliato, con discontinuazioni secondarie dei
margini--> Quando la bocca dell'arma applicata alla cute, i gas che escono dalla canna a forte pressione,
penetrano assieme al proiettile e si espandono nel sottocutaneo, scollando la cute intorno alla ferita che risulta
interessata da fenditure a raggiera--> L'azione dell'arma si manifesta con impressione a stampo totale o
parziale della bocca dell'arma e/o di parti di essa [--> stampo dell'asta di guida all'otturatore rinculante che si
trova sotto la canna di molte pistole semi automatiche--> Segno di Werkgartner, utile a determinare la
posizione dello'arma contro la cute]. Nel contatto completo mancano di solito effetti secondari della carica di
lancio, che sono osservabili nei colpi esplosi in vicinanza. Sono scarsamente apprezzabili anche fenomeni di
ustione.
* Colpi a bruciapelo--> La distanza di sparo consente il manifestarsi di effetti di ustione. In genera la ferita
rappresentata da un foro netto, non dissimile da quelli che si osservano nei colpi da lontano, orletto di
escoriazione, orletto di detersione ( se non sono frapposti indumenti). Si osserva poi un alone denso, ovalare,
all'interno del quale si rilevano: - fenomeni di affumicatura [--> visibile sottoforma di alone grigio (-->
fulminato di mercurio) o azzurrognolo (( polvere di nitroderivati). Sono dovuti al deposito attorno al foro
d'entrata, di piccoli residui solidi combusti della carica di lancio] - Tatuaggio [( di colore nero-blu con le
vecchie polveri, grigio-verde o giallo-verde, con le polveri infumi; ( dovuto ai granuli incombusti della carica
di lancio che si infiggono nella cute attorno alla ferita.] - Ustione [( meno modesta con le armi moderne che
utilizzano polveri infumi, che determinano una modesta fiammata esterna( pi spesso l'azione di fiamma si
esprime mediante la bruciatura di eventuali formazioni pilifere]. -Fenomeni di contusione del gas
[( caratterizzati dalla presenza di un'area contusa giallo-bruna intorno al foro d'entrata, causata dalla colonna
dei gas che escono a forte pressione dalla canna]. Questi effetti secondari, sono osservabili tutti insieme fino a
distanze di 5-10cm per armi caricate con polveri nere, fino a 5-6cm per armi caricate con polveri infumi.
* Colpi in vicinanza( assenza dell'alone di fiamma, i fenomeni dell'affumicatura, gli effetti di contusione dei gas
e il tatuaggio,risultano pi estesi ma pi sfumati. Si distingue tra quelli sparati in stretta vicinanza (max 15cm),
in cui si osservano insieme il tatuaggio,l'affumicatura, e l'alone di combustione dei gas. Per distanze maggiori
(da 15 a 40-50cm) possibile apprezzare attorno al foro d'entrata, solo il tatuaggio( quando l'arma provvista
di silenziatore, l'affumicatura ed il tatuaggio possono mancare nei colpi a bruciapelo e nei colpi da vicino.
CARATTERI DEL TRAMITE
TRAMITE = tragitto compiuto dal proiettile all'interno del bersaglio a causa della forza viva posseduta.
Nei colpi di striscio pu assumere aspetto di doccia o semicanale.
Nella maggior parte dei casi a fondo cieco o completo e comunica con lesterno.
In genere( un foro dentrata = un foro duscita ( per( quando il proiettile si frammenta o produce schegge ossee,
possono osservarsi tramiti multipli che corrispondono ad un unico orifizio dingresso.
In generale si presenta come un canale scavato nello spessore dei tessuti, delimitati da pareti anfrattuose ed infiltrate di
sangue( nella porzione iniziale possono riscontrarsi, nei colpi esplosi a contatto, fenomeni di affumicatura e residui
incombusti; nei colpi a bruciapelo la muscolatura della parte iniziale del tramite pu anche presentare una colorazione
rosso vivo per la formazione di ossido di carbonio.
Nellattraversamento delle ossa, il tramite assume aspetto imbutiforme, slargandosi verso luscita( il rilievo importante
per ricostruire la direzione del colpo in cadaveri putrefatti ed in caso di esumazione o in tutti i casi in cui i reperti
cutanei sono alterati.
Il foro osseo rilevabile allingresso corrisponde solo approssimativamente al calibro del proiettile, anche quando il
colpo esploso perpendicolarmente alla superficie colpita, in quanto anche il tessuto osseo possiede una certa elasticit.
CARATTERI DEL FORO DUSCITA
Il foro duscita pu presentarsi sotto forme morfologicamente diverse, in relazione alle propriet dinamiche del
proiettile, e sono variabili in relazione al foro dentrata( la maggior grandezza del foro duscita correlabile a vari
fattori:

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La diminuzione di stabilit cui il proiettile va in contro a causa della perdita di movimento rotatorio
nellattraversamento dei tessuti, che hanno densit pi elevata rispetto all'aria( da tale diminuzione di stabilit
pu derivare una deviazione o il capovolgimento del proiettile.
La eventuale deformazione che esso subisce lungo il tragitto intrasomatico.
Quindi, il foro duscita si differenzia dal foro dentrata per elementi di carattere negativo( assenza di effetti secondari
della carica di lancio e dellorletto di escoriazione.
CARATTERISTICHE DELLE FERITE DA ARMI DA FUOCO CARICATE CON PROIETTILI MULTIPLI.
Lesioni prodotti dai fucili da caccia( una cartuccia da caccia contiene numerosi pallini che escono dalla canna
ammassati a palla( dopo uno o due Mt di traiettoria, a cominciare dai pi periferici, si distanziano a formare la rosata,
che va allargandosi fino alla massima estensione (cono diretto)( la rosata perde i pallini periferici che non hanno energia
per raggiungere il bersaglio, causando riduzione della superficie colpita (cono inverso).
Si osservano diverse tipologie di lesioni:
Una breccia unica( con margini laminati e policiclici, prodotta dai pallini ancora ammassati.
Una breccia centrale( contornata da ferite puntiformi, quando appena iniziata la formazione della rosata.
Ferite multiple a rosata( osservabili quando i pallini sono totalmente discostati tra loro
Le distanze alle quali sono rilevabili tali lesioni variano a seconda dellarma e della carica( con canne di calibro 12 (le
pi comuni) e con cariche di pallini di calibro medio:
Fino a 1-1,5mt ( breccia unica
A 5mt( rosata di 15-20 cm diametro
A 10mt( rosata di 30-40cm
A 20mt( rosata di 50-70cm
A 30mt( rosata di 80-100cm
Se si usano pallettoni, alle stesse distanze, le dimensioni della rosata si riducono di circa la met.
La forma della rosata circolare se il colpo esploso perpendicolarmente al bersaglio, ovale o allungata ( a stria) se il
tiro obliquo.
Con le armi caricate a pallini raro trovare fori duscita, poich la forza viva posseduta dal singolo agente balistico,
tale da esaurirsi allinterno dei tessuti colpiti.
In genere i fucili da caccia sono dotati di elevato potere vulnerante a tiro corto, quando lammassamento dei pallini
notevole( con il crescere della distanza, ed il distanziamento reciproco dei pallini, la pericolosit si riduce, ma non si
annulla.
REPERTI AUTOPTICI
I fori dentrata e gli eventuali fori duscita possono essere collocati nello spazio se si prescelgono i punti di repere fissi,
quali quelli scheletrici, misurando la distanza dal centro della lesione ed i punti di repere stessi, secono due linee
ortogonali.
Nel caso vi siano proiettili ritenuti, che possono celarsi in organi parenchimatosi, possono essere trasportati a distanza
se penetrano nellintestrino, o in un grosso vaso sanguigno. Va evitato di rimuovere sangue e coaguli senza accertarsi
che non siano contemporaneamente asportati proiettili presenti nel materiale ematico.
Vanno ricercate tracce di sangue sul dorso della mano e dellavambraccio,che depongono per il suicidio quando
assumono morfologia a clava o a punto esclamativo, con direzione centrifuga rispetto alla lesione( sempre sulle
mani, nello spazio tra pollice ed indice, si possono rilevare minime lesioni lineari escoriate, riconducibili alluso di
pistola semiautomatica e dovute alla strisciamento sulla cute del margine inferiore spigoloso della porzione rinculante
dellarma [( segno di Felc], oppure ecchimosi da rinculo, se la pistola non impugnata correttamente.
Nei casi dubbi dovr essere effettuato un prelievo con un tampone adesivo [stub] sulle mani della vittima, per la
ricerca di residui da sparo[( piombo, antimonio e bario].
ESAMI DI LABORATORIO
l'identificazione di tracce di polvere da sparo pu essere compiuta, nei casi di diagnosi differenziale difficoltosa tra foro
d'entrata e foro d'uscita, a livello della lesione o degli indumenti, o delle mani del presunto feritore.
L'uso di reagenti chimici per la ricerca di nitriti e nitrati [--> reattivo di Griess-Lunge, che da una colorazione rossa,
difenilamina solforica, colorazione azzurrognola - verdastra, brucina solforica, colorazione rosso-arancio], considerato
poco affidabile per la possibilit di falsi positivi--> vengono impiegate metodiche basaste sulla dimostrazione dei
contenuti dei moderni inneschi [piombo, ammonio e bario]mediante microscopio associato a microanalisi [SEM-EDW].
L'identificazione dell'arma feritrice pu essere:

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Indiretta (generica)--> in assenza dell'arma--> si pu fare su proiettili o bossoli--> sui proiettili si trovano le
impronte negative delle rigature della canna (da 4 a 6), di cui possibile determinare la larghezza, profondit,
forma, direzione, ed i setti intermedi, che corrispondono ai vuoti tra una riga e l'altra della canna--> grazie a
questi elementi possibile risalire alle caratteristiche dell'arma. Dai bossoli, si pu sapere se si tratta di colpi
esplosi con pistola semiautomatica, mediante il rilievo esatto del calibro.
Diretta (specifica)--> possibile quando l'arma stata repertata ed stato possibile effettuare tiri di prova--> i
proiettili provenienti dai tiri di prova, vengono confrontati con un microscopio comparatore, che consente
l'osservazione simultanea di due proiettili, con quelli repertati nel corpo della vittima o nel corso del
sopralluogo.

DIAGNOSTICA MEDICO - LEGALE


La diagnosi differenziale tra omicidio, suicidio ed accidente, deve derivare da una valutazione complessiva degli
elementi di indagine, che sono sia di natura biologica, sia di tipo circostanziale.
La diagnosi di omicidio pu essere posta con certezza quando le lesioni, sia per sede che per distanza di sparo, sono
incompatibili con l'auto ferimento.
Affermare con certezza una diagnosi di suicidio, meno facile--> possibile esprimersi in termini probabilistici.
Gli elementi utili ai fini della diagnosi differenziale sono:
* la sede della ferita
* la distanza da cui stato esploso il colpo
* la direzione del proiettile
* il numero di colpi, desumibile dal numero e dal tipo di ferite
* eventuale denudamento della parte colpita
* rinvenimento dell'arma nell'ambiente (specie se in vicinanza del cadavere)
* schizzi di sangue sull'arma, sulla mano, sull'avambraccio della vittima
* presenza di residui da sparo sulla mano
La sede della lesione nei casi di suicidio, generalmente in distretti corporei tipici--> Il suicida predilige regioni che
garantiscono il decesso sicuro e rapido:
* regioni laterali del capo e precordio--> con armi a canna corta
* regione sottomento e cavo orale--> con fucili da caccia
va rilevato che nessuna delle sedi scelte per il suicidio, preclusa per i colpi omicidiari.
La distanza breve nel caso del suicida --> non pu superare la lunghezza del braccio--> i caratteri del foro d'entrata
sono quelli del colpo a contatto o a bruciapelo.
In merito alla direzione , nel suicidio, presumendo che il soggetto sia destrimane e che prescelga la regine laterale destra
del capo, la traiettoria intracranica del proiettile sar diretta da destra verso sinistra, leggermente dal basso verso l'alto e
dall'avanti all'indietro.
In caso di colpo esploso nella cavit orale, il tramite sar dall'avanti all'indietro, e dal basso verso l'alto con
lateralizzazione incostante.
Il numero dei colpi non rappresenta elemento diagnostico differenziale decisivo, anche se la molteplicit dei colpi
depone per l'omicidio.
La valutazione del tempo di sopravvivenza in funzione delle lesioni un difficile problema diagnostico, frequentemente
richiesto dagli inquirenti per stabilire se la vittima abbia eventualmente avuto il tempo di rispondere al fuoco o di
allontanarsi dal luogo di ferimento.
Un problema particolare rappresentato dalle ferite provocate dai colpi di rimbalzo--> eventualmente indicativi di una
dinamica accidentale-->lo studio deve partire dall'individuazione del punto di rimbalzo.
LESIONI DA ENERGIA ELETTRICA
FOLGORAZIONE (ELETTROCUZIONE)--> lesioni da energia elettrica di uso industriale o domestico.
FULMINAZIONE--> Lesione da elettricit atmosferica.
Gli effetti lesivi delle correnti elettriche, dipendono da una serie di variabili correlate alle caratteristiche della corrente,
alle modalit di contatto, e da fattori propri del conduttore.
A seconda del voltaggio, la corrente elettrica suddivisibile in:
* corrente a bassa tensione--> fino a 380 Volts
* corrente a media tensione--> fino a 20.000 Volts
* corrente ad alta tensione --> oltre a 20.000 Volts
[La corrente ad uso domestico ha di solito un voltaggio pari a 220 Volts]
Soprattutto per le correnti ad alto voltaggio, la scarica di elettricit pu avvenire anche in maniera indiretta--> senza
effettivi contatto con il conduttore elettrico, ma con produzione di elevate quantit di calore e formazione di un arco
elettrico o elettrovoltaico.
Gli effetti lesivi sul corpo umano sono proporzionali alla differenza di potenziale applicata agli estremi del conduttore,
alla resistenza elettrica del circuito, all'intensit della corrente che passa nel corpo.

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LEGGE DI OHM --> I = V/R--> l'intensit di corrente che circola in un conduttore tanto pi alta quanto maggiore la
differenza di potenziale (il voltaggio) applicata agli estremi del conduttore stesso e quanto pi bassa la sua resistenza.
Per il corpo umano la lesivit non facilmente calcolabile, in quanto non si tratta di un conduttore omogeneo e
l'ostacolo offerto al passaggio della corrente varia da tessuto in tessuto, in rapporto al contenuto di acqua.
La cute, specialmente nelle aree in cui pi spesso lo strato corneo e sono meno numerose le ghiandole sudoripare,
offre la resistenza maggiore rispetto agli altri tessuti, proprio in relazione allo scarso contenuto di acqua--> PERO'--> se
il corpo sudato o bagnato, o se presenta soluzioni di continuo cutanee, la resistenza notevolmente ridotta, e l'intensit
della corrente pi elevata.
La resistenza offerta dai vari tessuti interni, comparata con quella della cute, molto poca.
A parte la cute, i tessuti che offrono maggiore resistenza sono (in ordine decrescente):
* le ossa
* tessuto adiposo
* i nervi--> per la guaina mielinica
* i muscoli
* il sangue
* liquidi organici
Per resistenze molto elevate, si manifesta un notevole effetto termico (Effetto Joule), secondo un rapporto di
proporzionalit diretta, regolato dalla LEGGE DI JOULE:
Q= 0,24 RIt
* Q=quantit di calore sviluppata a seguito del passaggio della corrente--> espressa in calorie
* R = resistenza del conduttore
* I = intensit
* t = tempo di passaggio della corrente
* 0,24= valore costante
Altro fattore il tipo do corrente--> le correnti possono essere:
* Continue
* Alternate--> sono da 3 a 6 volte pi pericolose delle correnti continue, specie se di frequenze tra i 30 e 60
Hertz (HZ), che sono quelle di uso industriale e domestico--> la loro pericolosit diminuisce con l'aumentare
della frequenza , tanto da risultare innocue dai 10.000 HZ in poi (Correnti di Tesla)--> in questo caso si
produce l'effetto pellicolare per cui la corrente tende a passare solo lungo la superficie esterna del conduttore.
In base all'intensit, al tipo di corrente ed alla durata del contatto, la lesivit da corrente elettrica pu essere classificata
in quattro gruppi:
1. Amperaggio inferiore a 25mA per la frequenza alternata (50-60 Hz), e tra 25 e 80 mA per la corrente
continua--> non si verifica nessun evento dannoso, anche in relazione ad un'elevata resistenza di passaggio
2. Amperaggio tra 25 e 80 mA per la corrente alternata e fra 80 e 300 mA per la continua--> perdita di coscienza,
aritmia, spasmi respiratori
3. Amperaggio tra 80 e 100 mA per corrente alternata e tra 300 mA e 3 A in caso di corrente continua--> vi
scarsa resistenza di passaggio--> se il tempo di esposizione compreso tra 1 e 3 secondi,gli effetti lesivi sono
sovrapponibili a quelli del gruppo 2.--> per esposizioni pi prolungate si determina fibrillazione ventricolare
irreversibile.
4. Amperaggio superiore a 3A, a prescindere dal tipo di corrente e dal tempo di esposizione--> arresto cardiaco
Ulteriori fattori che possono condizionare gli effetti lesivi sono rappresentati dalla modalit, bipolare o monopolare,
sede e ampiezza del contatto.
La corrente, attraversando il corpo umano percorre la via che offre meno resistenza e che si caratterizza per una
maggiore conduttivit--> sangue e gli organi molto irrorati quali il cuore e l'encefalo--> la distribuzione dell'elettricit,
una volta superato il mantello protettivo. cutaneo, avverrebbe secondo la seconda legge di Kirchhoff, per i conduttori in
parallelo cio investendo i vari tessuti in maniera inversamente proporzionale alla loro resistenza--> secondo altri, tali
vie sarebbero percorse in relazione alla loro maggiore brevit, a prescindere dalla dispersione tissutale.
Il contatto bipolare mano-mano o piede-piede (specie mano sinistra piede destro), quello pi pericoloso, in quanto il
passaggio della corrente pu interessare il cuore, provocando una fibrillazione ventricolare.
EFFETTI DANNOSI SULL'ORGANISMO
La lesivit determinata principalmente da fenomeni elettrotermici [--> effetto joule e arco elettrovoltaico], dalla
polarizzazione elettrolitica e dall'azione elettromeccanica.
Meccanismo elettrotermico--> dovuto al fatto che l'elettricit, attraversando il corpo, produce calore proporzionalmente
alla resistenza incontrata, che varia da tessuto a tessuto (effetto joule).
Altro effetto di natura elettrotermica la produzione dell'arco elettrovoltaico che si forma a causa della ionizzazione
dell'aria interposta tra un conduttore ad alta tensione e la cute, con produzione di fiamma--> gli effetti lesivi dell'arco
voltaico sono molto gravi:
* ustioni estese e profonde, con perdita di sostanze
* zone di carbonizzazione tissutale

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La polarizzazione elettrolitica, dovuta ai campi elettrici che si creano nell'organismo al passaggio della corrente-->
responsabile anche di alcune modificazioni molecolari e cellulari cui si attribuisce gran rilievo nel determinismo degli
effetti mortali--> alterazioni potenziali delle membrane cellulari e dei nuclei, con variazioni dell'equilibrio elettrolitico
citoplasmatico.
I meccanismi causali della morte per folgorazione possono essere:
* morte nervosa immediata per paralisi dei centri bulbari
* morte asfittica per contrazione dei muscoli respiratori
* morte cardiaca per fibrillazione ventricolare, se la corrente attraversa il cuore
Nei casi in cui la morte non istantanea si pu avere l'associazione di uno stato di shock primario e secondario.
LESIVITA' CUTANEA
E' rappresentata da ustioni e dal marchio elettrico:
* Ustione elettrica--> si differenzia dalle comuni ustioni da fiamma. E' ben delimitata, indolore, priva di
essudazione e non d luogo a suppurazione, la cute secca e di aspetto pergamenaceo--> tali fenomeni, sono
dovuti a necrosi coagulativa all'interno dei tessuti con disidratazione che si determina per effetto del
surriscaldamento endogeno in assenza di ossigeno libero, differente dalla combustione completa, con
carbonizzazione, che si produce in presenza di ossigeno atmosferico. Nei casi di sopravvivenza, permangono
cicatrici bianche, regolari, ricche di fibre elastiche, che non danno luogo alla formazione di ragadi e sono
scarsamente aderenti e retraenti--> solo nel casi di ustioni elettriche profonde si avr una cicatrizzazione
marcata.
* Marchio elettrico--> la lesione imputabile alla coagulazione degli elementi cellulari operata dalle forze
elettrodinamiche generate dall'elettricit. E' molto resistente ai fenomeni putrefattivi e quindi facilmente
riconoscibile. In genere localizzato a livello del punto di contatto fra la cute ed il conduttore di elettricit-->
nelle correnti continue rilevabile anche nel punto di scarico dell'energia (spesso sotto la pianta dei piedi). L a
sua eventuale assenza non consente di escludere che la morte sia dovuta a folgorazione, perch pu non
formarsi nei casi in cui la corrente sia di bassa intensit o penetra in un punto del corpo in cui la resistenza
cutanea molto ridotta. ha forma irregolarmente tondeggiante, ma pu anche produrre a stampo parte o tutta la
forma del conduttore. dal punto di vista microscopico presenta due aspetti fondamentali:
1. Un primo tipo senza perdita di sostanza--> costituito da un rilievo cutaneo, di forma variabile in rapporto a
quella del conduttore, delle dimensioni di pochi millimetri, con margini netti, depresso al centro, di consistenza
pergamenacea di color grigio-giallastro.
2. Un secondo tipo con perdita di sostanza--> a spese dell'epidermide e del derma--> la lesione si presenta
sottoforma di cratere a stampo, con margini sotto minati, talora carbonizzati.
LESIONI DA ELETTRICITA' ATMOSFERICA--> FULMINAZIONE
Il FULMINE costitu8ito da una scarica elettrica che si stabilisce tra nubi temporalesche e terra quando si instaura un
elevata differenza di potenziale tra l'atmosfera [caricata positivamente] e la superficie terrestre [caricata negativamente],
tale da superare la resistenza elettrica dell'aria, che il dielettrico interposto.
Inizialmente le cariche elettriche della nube scendono sulla terra creando un canale ramificato [scarica guida], in cui
vengono attirate verso l'alto le cariche presenti sulla superficie terrestre-->circa a 150-200mt dal suolo--> il flusso delle
cariche diretto dal basso verso l'alto. I flussi si susseguono ad brevi intervalli, seguendo il percorso lungo il quale la
resistenza elettrica minore--> questo fenomeno appare continuo per l'occhio a causa della sua velocit.
Tra due nubi di differente potenziale pu analogamente avvenire una scarica elettrica--> LAMPO--> sia il fulmine che
il lampo sono seguiti dal TUONO, che prodotto dalle vibrazioni generate dal riscaldamento e dall'espansione dell'aria
circostante alla scarica elettrica.
La lesivit prodotti dalla scarica elettrica sul corpo umano, deriva da fenomeni elettrotermici e da altri effetti indiretti-->
si possono produrre ustioni che vanno fino all'incenerimento, quanto lesioni da energia meccanica quali ecchimosi,
ferite lacero - contuse, ferite da punta, fratture, lesioni da scoppio che possono porre problemi di diagnosi differenziale
in ordine alla causa della morte.
le ustioni cutanee sono pi marcate nei punti di ingresso e uscita della corrente.
In alcuni casi la cute presenta la formazione di figure arboree--> Strie di Lichtemberg--> striature eritematose.
Compare una precoce rigidit cadaverica.
LESIONI DA ENERGIA TERMICA
Comprendono gli effetti dell'esposizione del corpo a temperature troppo elevate o troppo basse rispetto alla capacit di
adattamento --> l'entit delle lesioni in rapporto alla temperatura raggiunto dal corpo per effetto delle modificazioni
della temperatura esterna.
Il CALORE passa dal corpo a un altro a causa della differenza di temperatura esistente --> la direzione del trasferimento
di energia dal corpo pi caldo a quello pi freddo.
Le principali modalit di scambio di calore fra l'organismo e l'ambiente sono:
* CONDUZIONE( assorbimento o cessione di calore per contatto diretto

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*
*

CONVENZIONE( scambio di calore mediato da fluidi (liquidi e vapori)


IRRAGGIAMENTO( il calore viene assorbito o ceduto mediante onde elettromagnetiche ( es --> raggi
infrarossi)
* EVAPORAZIONE( consente la cessione di calore attraverso sudorazione e perspiratio insensibilis.
A seconda delle alte o basse temperature possono distinguersi:
* ustioni
* lesioni da calore propriamente dette
* lesioni da freddo
Le ustioni si producono per azione di diversi agenti vulneranti di natura fisica o biologica.
Il contatto tra una fonte di calore e la superficie corporea determina a livello cutaneo effetti lesivi( USTIONI.
Ustioni da calore possono essere provocate da un agente termino liquido, gas o vapore.
In rapporto alla temperatura, durata, superficie di azione, caratteristiche del tessuto colpito, le ustioni presentano diversi
gradi di gravit, distinti in 4 gradi:
1. PRIMO GRADO( caratterizzato da eritema cutaneo, tumefazione della zona indotta dalla vasodilatazione e
dalla aumentata permeabilit capillare. I margini sono sfumati, degradando verso la cute sana circostante che
pallida per vaso costrizione. Istologicamente si evidenziano vasi dermici dilatati contenenti emazie
conglutinate, edema del connettivo con precoce migrazione dei polimorfonucleati, vacuolizzazione delle
cellule epiteliali, picnosi nucleare( la guarigione si compie in 4-5 gg senza reliquati
2. SECONDO GRADO( intensa essudazione intraepidermica con liberazione di istamina e serotonina e
formazione di flittene di varia grandezza circondate da un alone ipodermico. Il contenuto siero-ematico con
polimorfonucleati. In quelle di minori dimensioni il contenuto liquido si riassorbe( si afflosciano e si
trasformano in croste( le pi grandi vanno spesso in contro a rottura con inquinamento batterico. Se non
sopraggiunge infezione del contenuto liquido, la guarigione avviene entro 2-3 settimane, con formazione del
tessuto di granulazione e restitutio ad integrum( per, quando lustione interessa anche il derma si forma una
cicatrice.
3. TERZO GRADO( La necrosi interessa la cute e a volte anche i tessuti profondi--> si formano escare secche,
di color rosso-bruno, a margini netti, se l'ustione stata prodotta dalla fiamma--> Si formano escare umide, di
color giallastro, a margini sfumati, se stata causata da liquidi o vapori surriscaldati(--> in questo caso, pu
rilevarsi la presenza di peli). In seguito l'escara delimitata da un vallo cellulare reattivo, e va in contro ad un
rammollimento, e dopo circa 2-3 settimane cade, mettendo a nudo un tessuto di granulazione facilmente
infettabile, dal quale parte il processo di cicatrizzazione--> rimane una cicatrice spessa, povera di fibre
elastiche, talvolta evolvente in cheloide.
4. QUARTO GRADO--> si determina per effetto di fiamma o corpi solidi urenti--> caratterizzata dalla
carbonizzazione dei tessuti che assumono un aspetto nerastro e friabile--> affinch avvenga la
carbonizzazione, necessario che si verifichi una combustione completa in presenza di una elevata quantit
elevata di ossigeno libero e con una temperatura non inferiore a 300C. LA carbonizzazione dell'osso ne
provoca la calcinazione, per cui diviene pi leggero e fratturabile--> le aree interessate dalla carbonizzazione
sono alternate a zone di necrosi e di ustione di grado minore [--> a pelle di leopardo]--> nei soggetti sottoposti
a fiamma in vita, possibile evidenziare ai limiti delle lesioni una reazione infiammatoria.
La contemporanea presenza di ustioni di I, II e III grado, ma non di IV, d origine all'aspetto "a carta geografica"-->
mancano zone di carbonizzazione.
Per definire la percentuale di superficie corporea interessata dall'ustione, usata una suddivisione della superficie
corporea in multipli di 9:
* capo e collo--> 9%
* tronco--> diviso in parte anteriore e posteriore, ognuna valente il 18%; diviso in superiore e inferiore, ognuna
delle quali rappresenta il 9%
* perineo e genitali--> 1%
* arto inferiore--> ognuno vale 18%
* arto superiore--> ognuno vale il 9%
Alla valutazione della superficie interessata, si deve considerare il grado di sviluppo dell'ustione, secondo
un'associazione dei parametri quantitativi e qualitativi.
Per ustioni che interessano almeno il 15/20% della superficie corporea, si determina una risposta sistemica generata
dalle alterazioni anatomiche, biochimiche ed emodinamiche delle zone lese--> la sintomatologia iniziale dominata dal
dolore, agitazione e angoscia--> pu insorgere uno stato di shock che ha origine esclusivamente neurogena--> segue la
fase dello shock ipovolemico, caratterizzata da cianosi, ipotermia, tachicardia e ipotensione. --> l'alterata permeabilit

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capillare causata dall'ustione determina edema interstiziale con perdita dei sali e albumina--> nella fase finale dello
shock si realizzano condizioni favorevoli per la formazione di trombi, emorragia parenchimali..
Se il soggetto riesce a superare la fase dello shock ipovolemico [--> che dura dalle 48 alle 72 ore], si pu assistere ad un
miglioramento delle condizioni generali, cui per fa seguito una fase di TOSSICOSI--> pu protrarsi per 15-20 giorni, e
si caratterizza per febbre remittente o continua, associata a cefalea e nausea--> insorge anche un quadro di sofferenza
poliviscerale--> compaiono una gastrite erosiva o delle ulcere emorragiche [--> ulcere di Curling]. Il riassorbimento
delle sostanze tossiche dai tessuti ustionati, pu determinare gravi reazioni sistemiche di tipo anafilattoide, o
insufficienza renale.
La fase della SEPSI pu sopraggiungere tra la 2/3 settimana--> si verifica alla caduta delle escare per comparsa di
tessuto di granulazione, che va facilmente in contro ad infezione--> per ustioni interessanti ilo 40/60% della superficie,
la frequenza di sepsi molto elevata.
Nel sopravvissuto si pu sviluppare una cicatrizzazione patologica di tipo:
* Ipertrofico--> la cicatrice rilevata sul piano cutaneo, presenta superficie irregolare e colore rossastro, ma
conserva i limiti e la forma della lesione primitiva;
* Distrofico--> la cicatrice biancastra, con epitelio sottile e senza peli, facilmente soggetta ad ulcerazioni anche
per traumi e tende a formare lesioni precancerose, talora, vere e proprie forme tumorali cutanee;
* Cheiloideo--> la cicatrice una placca cicatriziale rilevata ed irregolare che tende all'accrescimento, non
conserva i limiti e la forma della lesione primitiva e spesso recidiva dopo escissione.
Particolare importanza medico - legale ha l'identificazione del mezzo urente--> nelle azioni prodotte dall'azione diretta
della fiamma, si producono ustioni estese , di superficie irregolare e mal definita.
Le ustioni da corpi solidi arroventati, si caratterizzano per una estensione limitata che generalmente riproduce a stampo
la forma dell'agente ustionante.
Nelle ustioni determinate da liquido bollente, la direzione sempre discendente per la forza di gravit, e ci pu essere
determinante per determinare la posizione del corpo al momento del trauma.
E' possibile fornire indicazioni circa la cronologia delle lesioni da energia termica:
* nelle ustioni datanti meno di 36ore--> le flittene non sono infette n apprezzabilmente edematose.
* nelle ustioni comprese tra le 36ore ed alcuni giorni--> le flittene contengono pus e scompare l'alone di
iperemia che inizialmente circonda la lesione.
* ustioni evolute da qualche giorno--> presenza di croste--> le pi superficiali cadono in circa una settimana, le
pi profonde nell'arco di due settimane--> la presenza di una superficie di granulazione, libera da croste, indica
una lesione vecchia di pi di due settimane.
Per quanto concerne la diagnosi differenziale TRA USTIONI VITALI E POST-MORTEM, vi sono dei caratteri
distintivi:
* USTIONI DI I GRADO--> la presenza di eritema esclusivo dell'ustione vitale
* USTIONI DI II GRADO--> reazione infiammatoria intorno al flittene ed alla loro base d'impianto con una
fitta rete vascolare, eventuale riscontro di pus.
* USTIONI DI III GRADO--> presenza di una reazione eritematosa intorno all'escara vitale, che contornata
da un'area di vasodilatazione caratterizzata da conglutinazione eritrocitaria e formazione di essudato.
Nel cadavere non si osservano alterazioni anatomopatologiche patognomiche di morte per ustioni. In caso di incendio,
la causa della morte pu essere varia.
a. direttamente rapportabile all'ustione e alle sue complicanze
b. dovuta ad intossicazione da monossido di carbonio
c. allo sviluppo di acido cianidrico e gas tossici dotati di azione irritante sulle prime vie respiratorie
d. lesioni da precipitazione o schiacciamento conseguenti a tentativi di sottrarsi alle fiamme o a cedimenti di
strutture
L'esame di un cadavere carbonizzato consente di rilevare aspetti peculiari--> si osserva una riduzione dei volumi degli
organi e della complessiva superficie corporea, in relazione all'azione disidratante della fiamma e della retrazione
muscolare--> questi determinano una INTENSA RIGIDITA', per cui il cadavere assume una posizione definita " a
lottatore" per l'atteggiamento di flessione degli arti dovuto a retrazione muscolare. --> la cute secca, nerastra, sono
spesso presenti soluzioni di continuo, prive di caratteri vitali, simili a ferite da taglio, soprattutto in corrispondenza delle
pieghe flessorie delle articolazioni, indotte da retrazione cutanea. Le formazioni pilifere sono scarse o assenti. La bocca
aperta e i denti sono ben visibili per retrazione labiale. La cornea presenta un aspetto opaco e azzurrognolo. Si

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possono riscontrare amputazioni degli arti a pi livelli, a causa di una loro completa carbonizzazione. Nel caso in cui la
carbonizzazione non interessi direttamente le cavit interne del corpo, i visceri sono abbastanza conservati.
A livello dei singoli apparati, possibile riscontrare delle alterazioni anatomopatologiche:
* Capo--> fratture craniche da scoppio per espansione dei gas prodotti all'interno della scatola cranica, retrazioni
meningee e formazioni di raccolta di sangue nello spazio epidurale per suzione provocata dalla riduzione di
volume dell'encefalo e della dura madre [--> falso ematoma epidurale] le fratture ossee non presentano segni di
vitalit.
* Sistema Nervoso Centrale--> sono osservabili edema cerebrale ed iperemia, microascessi cerebrali o meningiti.
* Apparato Respiratorio--> edema laringeo, tracheobronchiti, edema polmonare, riscontro di particelle
fuligginose nelle vie aeree distali che sono dimostrative di inalazione vitale o embolie adipose, a loro volta
indicative di sussistenza del circolo al momento dell'esposizione alle fiamme.
* Cuore e Muscoli--> aspetto a "carne lessa"; le cavit cardiache possono presentare metastatizzazioni settiche.
* Fegato--> possibile presenza di focolai necrotici centrolobulari da shock prolungato
* Sangue--> spesso coagulato e di colore scuro per formazione di metaemoglobina.
* Reni--> possono evidenziarsi necrosi tubulare acuta, aggravata dall'ischemia renale che avviene per effetto di
shock
* Apparato Gastroenterico--> possibile presenza di erosioni multiple o Ulcere di Curling.
* Ghiandole Endocrine--> la tiroide e le surrenali mostrano segni di iperfunzione, come aumento di peso e
volume, e ipervascolarizzazione
* Apparato osteoarticolare--> sono frequenti fratture ossee determinate in parte dalla retrazione dei muscoli e
dalla maggior friabilit dell'osso
Vanno considerate a parte le LESIONI DA CALORE PROPRIAMENTE DETTE--> consistono in modificazioni
patologiche dell'omeostasi generale dell'organismo, determinate dall'esposizione ad elevate temperature-->nell'ambito
delle sindromi da ipertermia possiamo distinguere diversi quadri clinici di crescente gravit:
1. COLLASSO DA CALORE--> si verifica per esposizioni ad elevate temperature di individui scarsamente
acclimatati. Dal punto di vista patogenetico vi uno squilibrio della regolazione vasale periferica con
diminuzione delle resistenze vascolari, riduzione del ritorno venoso al cuore e della gittata cardiaca con
conseguente collasso cardiocircolatorio--> SINTOMI--> malessere, intensa sudorazione, cefalea, vertigini,
tachicardia, ipotensione, astenia, con progressivo instaurarsi di un vero e proprio stato collassiale che, nelle
forme meno gravi (collasso semplice) si esauriscono in breve tempo trasferendo il soggetto in luogo fresco e
ventilato--> nelle forme pi gravi (esaurimento da calore) l'insorgenza rapida-->il soggetto pallido, con cute
fredda e sudata, obnubilamento del sensorio e lipotimia--> il quadro sincopale pu risultare anche mortale.
Quando la deplezione idrosalina accentuata si possono verificare crampi da calore.
2. COLPO DI CALORE--> la pi grave delle sindromi sistemiche da ipertermia--> si manifesta in soggetti
anziani ed in condizioni che favoriscono una rapida ed intensa sudorazione--> si verifica un blocco del
meccanismo della sudorazione, con conseguente impossibilit di cedere calore all'ambiente ed ipertermia
rapida altamente pericolosa per il SNC--> SINTOMI--> malessere, sete, vertigini, cefalea e perdita di
coscienza, che in alcuni casi immediata, la temperatura corporea raggiunge i 40-44, ma la cute secca e
arrossata per la mancanza di sudorazione. Si instaura un quadro di scompenso circolatorio con ipotensione,
tachicardia, tachipnea e coma
3. COLPO DI SOLE--> si verifica quando l'individuo espone lungamente il capo, ed in particolare il rachide
cervicale, all'azione dei raggi solari--> le radiazioni solari, soprattutto quelle che fanno parte della banda
dell'infrarosso, che hanno effetto calorico, e dell'ultravioletto, che hanno azione chimica e ionizzante, agendo
sui centri diencefalici, sono responsabili di alterazione del SNC a livello dei centri di regolazione del respiro e
del circolo.
4. CONGELAMENTO--> si verifica quando l'esposizione a basse temperature riguarda regioni circoscritte del
corpo, generalmente quelle periferiche--> talora il congelamento interessa anche le cornee. Il congelamento si
pu verificare per temperature comprese tra i MENO 10 ed alcuni gradi SUPERIORI ALLO 0--> l'effetto
locale del freddo determina inizialmente uno spasmo articolare con vasocostrizione cui segue , per l'ipossia e
l'accumulo di metaboliti acidi, una vasodilatazione paralitica veno-capillare con liberazione di istamina,
determinando un edema interstiziale--> successivamente per rallentamento ematico ed aumento della viscosit
ematica, si formano trombi endocapillari-->si verifica necrosi tissutale e gangrena. Il freddo intenso anche in

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grado di provocare un danno tissutale diretto, in quanto determina la formazione di cristalli in grado di ledere
le pareti cellulari. in base alla gravit si possono distinguere TRE GRADI DI CONGELAMENTO:
I. CONGELAMENTO DI I GRADO--> eritema di colore rosso violaceo con lieve edema locale ed
intensificazione della sintomatologia gi sorta nella fase pre-eritematosa.
II. CONGELAMENTO DI II GRADO--> fa rilevare intenso edema cianotico e flittene dermo-epidermiche ed
intraepidermiche, a contenuto sieroso, che tendono ad evolvere verso la formazione di piaghe torpide.
III. CONGELAMENTO DI III GRADO--> necrosi superficiale o profonda nei tessuti;l'interessamento del derma e
del sottocutaneo d luogo alla formazione di escare , alla cui caduta si formano piaghe. La necrosi dei muscoli
e delle ossa evolve in gangrena. E' frequente l'insorgenza di un quadro sistemico caratterizzato da febbre e
stato tossico generale favorito dal riassorbimento di prodotti di necrosi tissutale.
LESIONI DA ENERGIA RADIANTE
Le radiazioni costituiscono una forma di trasmissione dell'energia che avviene per mezzo del movimento di particelle
atomiche e subatomiche ( radiazioni corpuscolate) o della propagazione di onde o oscillazioni di campi elettrici e
magnetici (radiazioni elettromagnetiche).
Si distingue tra le LESIONI IONIZZANTI e LESIONI NON IONIZZANTI, cos classificate in base alla capacit o
meno di indurre nello spazio o nella materia in cui si propagano una ionizzazione di atomi, ossia il distacco di uno o
pi elettroni dagli orbitali atomici periferici con conseguente formazione di ioni positivi e negativi.
L'azione dannosa delle RADIAZIONI IONIZZANTI sull'organismo molto pi grave.
Le radiazioni corpuscolate sono tutte ionizzanti; tra esse si distinguono:
a. PARTICELLE PESANTI--> composte da atomi privi in tutto o in parte di elettroni, come raggi alfa, protoni,
deuteroni; producono un'intensa ionizzazione lungo il percorso, ma penetrano scarsamente nella materia.
b. PARTICELLE LEGGERE--> costituite da elettroni e positroni; provocano ionizzazione meno intensa della
materia che attraversano, ma penetrano nei tessuti fino a 2centimetri.
c. NEUTRONI--> non producono direttamente ionizzazione; i neutroni fissi cedono energia quando sono colpiti
da nuclei di atomi leggeri; i neutroni lenti provocano reazioni nucleari da cui si ha l'emissione di raggi gamma,
che determinano un'intensa ionizzazione e sono molto penetranti.
Le radiazioni elettromagnetiche possono essere sia ionizzanti che non ionizzanti.
Quelle IONIZZANTI sono rappresentate dai Raggi X o Raggi Rontgen, che non esistono in matura, ma vengono
prodotti da apparecchi a scopo diagnostico e terapeutico--> sono oscillazioni elettromagnetiche dotate di minima
lunghezza d'onda che hanno un grande potere di penetrazione determinando nella materia attraversata il distacco di un
elettrone e la trasformazione di alcuni atomi in particelle con carica positiva.
Le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti sono rappresentate da onde radar , onde radio, raggi infrarossi e
ultravioletti, raggi luminosi e raggi laser.
LESIONI DA RADIAZIONI IONIZZANTI
L'azione lesiva delle radiazioni ionizzanti, si esercita attraverso l'interferenza sulla replicazione del DNA e la mitosi
cellulare --> cellule scarsamente differenziate ed in attiva replicazione come quelle emopoietiche risultano
maggiormente radiosensibili
All'azione diretta sulle cellule irradiate si associa un'azione indiretta dei numerosi ioni e radicali liberi prodotti dalla
ionizzazione, che entrano in circolo e sono in grado di interagire con strutture cellulari non direttamente colpite
dall'irradiazione.
Di norma l'irradiazione corporea avviene dall'esterno, ma talora pu avvenire dall'interno, come nelle terapie
oncologiche espletate per via endocavitaria.
L'unit di misura della dose di esposizione il Rontgen (R) che rappresenta il numero di ionizzazioni indotte in un dato
volume di aria da raggi X o gamma.
I danni da irradiazioni possono assumere carattere di tecnopatia ed interessare radiologi, fisici, operai di industrie
specializzate.
Sulla base del tempo di insorgenza, possibile distinguere:
* lesioni Immediate--> insorgono a breve distanza di tempo dall'irradiazione o addirittura nel corso di questa
* Lesioni Tardive--> si manifestano dopo un certo lasso di tempo dall'irradiazione e si possono rendere evidenti
anche dopo molti anni.
Gli effetti lesivi possono manifestarsi sia a livello delle strutture corporee direttamente sottoposte ad irradiazione che
nei confronti dell'intero organismo--> si realizzano:
* Effetti Locali, immediati e tardivi

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* Effetti generali, immediati e tardivi


EFFETTI LOCALI--> i tessuti maggiormente interessati, a causa della elevata radiosensibilit, sono la cute, il sangue,
organi emopoietici e le ghiandole sessuali.
Lesioni cutanee--> sono le pi frequenti; sono rappresentate dalle radiodermiti acute e croniche:
a. Radiodermiti Acute--> possono essere di varia gravit--> si passa da radiodermiti di Igrado [eritema], II
grado [ edema, vescicolazioni, ulcerazioni superficiali], III grado [gravi ulcerazioni fino alla necrosi dei
tegumenti]. Tipica la caduta dei peli per l'arresto della mitosi delle cellule del bulbo pilifero.
b. Radiodermiti Croniche--> originano dalla esposizione ripetuta a piccole dosi di radiazioni ionizzanti . Si
distinguono forme sclero-atrofiche [desquamazioni, ipercheratosi, fissurazioni cutanee, cicatrizzazioni
retraenti] e forme ulcero-necrotiche [inizialmente formate da escare che cadendo lasciano piaghe dal fondo
sanioso e possono evolvere in patologia tumorali].
Lesioni delle mucose--> le lesioni pi frequenti, di tipo ulcerativo o necrotico, riguardano il cavo orale, laringe, trachea,
tubo gastro-intestinale, vescica e vagina.
Lesioni all'apparato riproduttivo-->
a. Nell'uomo--> si determina arresto della spermogenesi per degenerazione ed atrofia dell'epitelio seminale--> ne
consegue sterilit pi o meno duratura in rapporto dell'entit del danno subito dalle cellule germinali.
b. Nella donna--> le ovaie perdono i follicoli e cessa l'ovulazione; si hanno turbe del ciclo mestruale e sterilit;
l'utero gravido, se irradiato nei primi mesi di gravidanza, va incontro ad aborto. successivamente possono
aversi danni fetali
Lesioni del tessuto emopoietico e delle cellule del sangue--> dopo un periodo di latenza variabile da pochi mesi a molti
anni, si osservano vari quadri morbosi, costituiti da anemie aplastiche, leucopenie, trombocitopenie, leucemie mieloidi e
linfonodi. Tra le cellule del sangue, le pi resistenti sono gli eritrociti, seguiti dalle piastrine e dai granulociti. I pi
sensibili sono i linfociti.
Lesioni osteoarticolari e muscolari-->L'osso e la cartilagine, una volta che il loro sviluppo e completato,sono dotati di
una buona resistenza alle radiazioni; In fase evolutiva, sono danneggiati dall'azione delle radiazioni ionizzanti--> si
osservano osteiti, necrosi asettiche, disturbi dell'accrescimento. I muscoli possono subire una sclerosi retrattile.
Lesioni oculari--> congiuntiviti, ulcerazioni corneali, retiniti. Tardivamente si pu avere la formazione di una cataratta
che origina dal polo posteriore del cristallino.
Lesioni del SNC--> L'encefalo adulto scarsamente sensibile all' irradiazione; i danni talora riscontrati sono spesso
conseguenza di alterazioni vasali.
Lesioni delle ghiandole endocrine--> irradiazioni con dosi deboli hanno effetto stimolante su ipofisi, tiroide, pancreas e
surreni; dosi elevate possono determinare alterazioni degenerative e necroticeh dei parenchimi.
EFFETTI GENERALI--> male da raggi, allergia da raggi, sindrome acuta da raggi.
Male da raggi--> si verifica a seguito di esposizione a radiazioni ionizzanti somministrate nell'ambito di un programma
terapeutico--> i prodotti tossici liberati in circolo dalle cellule irradiate siano in grado di interferire sull'equilibrio
neuroendocrino e sulla funzione epatica determinando l'insorgenza di un quadro clinico caratterizzato da astenia
profonda, cefalea, vomito, irritabilit, insonnia, dolori addominali, diarrea, ipotensione e vertigini.
Allergia da raggi--> manifestazione di ipersensibilit che si sviluppa in soggetti gi irradiati qualora siano ulteriormente
sottoposti ad irradiazione--> si manifesta mediante reazioni cutanee localizzate e anche con manifestazioni allergiche
generalizzate.
Sindrome acuta da raggi-->rappresenta il complesso di disturbi che si manifestano in soggetti esposti a massive dosi di
radiazioni su tutto l'organismo, come nel caso di irradiazione atomica--> il quadro anatomopatologico significativo a
livello degli organi a rapido ricambio cellulare--> aplasia midollare, atrofia nei centri germinativi linfonodali,
ulcerazioni ed aree di necrosi dell'apparato digerente, edema cerebrale..sul piano clinico si rilevano nausea , vomito,
diarrea, febbre, astenia, depressione psichica, caduta di peli e capelli.
A seconda della distanza del soggetto dalla fonte di esplosione, si distingue:
* forma acutissima--> che si manifesta nei soggetti colpiti entro 1000 metri dall'epicentro con esito letale entro
1-8 giorni
* forma acuta--> soggetti colpiti tra i 1000 e 1500 metri dal centro dell'esplosione e ha esito letale in circa 1
mese
* forma subacuta--> soggetti colpiti a oltre 1500 metri e non conduce necessariamente alla morte
I soggetti sopravvissuti possono manifestare anche a distanza di anni, traumi genetici germinali [ interessano il genoma
delle cellule germinali determinando aberrazioni cromosomiche] e somatici [ riguardano il patrimonio genetico delle
cellule somatiche causando mutazioni delle cellule cancerogene]
LESIONI DA RADIAZIONI NON IONIZZANTI
Le radiazioni non ionizzanti che rivestono maggior interesse sono le onde radar, onde radio, raggi laser, raggi infrarossi,
raggi ultravioletti, raggi luminosi.
Lesioni da energia fotica-->[raggi luminosi] le radiazioni luminose determinano lesioni soprattutto a carico dell'occhio e
della cute--> l'energia solare costituita per il 59% da raggi infrarossi, 40% da raggi visibili e per l'1% da raggi
ultravioletti.

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Lesioni da raggi laser--> le radiazioni o laser sono emesse da apparecchiature che generano o amplificano onde
elettromagnetiche di lunghezza d'onda variabile, spesso vicina a quella della luce visibile--> gli effetti sull'organismo
variano a seconda della lunghezza d'onda--> in genere sono rappresentati da ustioni cutanee o fotocoagulazione retinica.
LESIONI DA ENERGIA VIBRATORIA
Sono prodotte da onde di compressione e decompressione che si propagano in corpi elastici mediante oscillazioni
periodiche a frequenza variabile.
Caratteristiche essenziali di ogni vibrazione sono:
* periodo--> espresso in secondi, rappresenta il tempo entro il quale si compie una oscillazione completa
* frequenza--> misurata in Hertz (Hz) o in cicli per secondo (cps), che costituisce il numero di oscillazioni
nell'unit di tempo. In base alla frequenza, le vibrazioni si distinguono in--> Suoni [vibrazioni che hanno
frequenza compresa tra i 16 e 20.000Hz, in grado di eccitare l'orecchio umano], Infrasuoni [vibrazioni di
frequenza inferiori a 16Hz, non udibili dall'uomo], Ultrasuono [frequenza superiore a 20.000Hz].
* ampiezza--> misurata in millimetri o frazioni di millimetro, che l'estensione del movimento vibratorio
LESIONI DA VIBRAZIONI
Si tratta di tecnopatie che si instaurano nei lavoratori che fanno uso di strumenti in grado di trasmettere al corpo umano
vibrazioni di varia frequenza:
* Vibrazioni a bassa frequenza--> comprese tra 0 e 2 Hz ed originano da mezzi di trasporto; interessano tutto
l'organismo e sono responsabili di cinetosi quali il mal d'aria, mal d'auto e mal di mare, causate da una
difficolt del SNC ad integrare correttamente i contrastanti stimoli provenienti dalle afferenze periferiche
sollecitate da movimenti non uniformi.
* Vibrazioni a media frequenza--> comprese tra 2 e 20 Hz, interessano tutto l'organismo e sono generate da
mezzi di trasporto o di lavoro ancorati al suolo --> gli effetti dannosi si concentrano a livello dell'apparato
osteoarticolare, e anche gastroduodenale, che pu condurre fino alla formazione di ulcere, disturbi neurologici
come cefalea, vertigini con ansia e insonnia, disturbi cardiovascolari e visivi.
* Vibrazioni ad elevata frequenza--> superano i 20Hz, sono prodotte da strumenti con movimento rotante, a
percussione o misto, che le trasmettono agli arti superiori, causando lesioni articolari ed angioneurosi
ASFISSIOLOGIA FORENSE
Il campo di interesse dell'asfissiologia forense costituito dalle sindromi asfittiche meccaniche violente --> forme di
insufficienza respiratoria in cui si realizza un impedimento alla penetrazione dell'aria nell'albero respiratorio in
conseguenza dell'azione di una causa generalmente esterna all'organismo, di natura meccanica, che si estrinseca con
consistente energia e, di norma, in tempi brevi.
L'azione meccanica violenta di tipo asfittico si realizza attraverso occlusione degli orifizi respiratori, vie respiratorie,
opposizione all'espansione polmonare. Le forme asfittiche da carenza d'ossigeno nell'aria respirata non rientrano di
solito nel novero delle asfissie meccaniche violente--> assumono interesse medico-legale in quanto spesso oggetto di
indagini giudiziarie.
In base alla modalit d'azione, possibile distinguere una classificazione delle forme asfittiche meccaniche:
* da occlusione degli orifizi respiratori--> soffocamento
* da compressione delle vie respiratorie--> strozzamento, impiccamento, strangolamento
* da ostruzione delle vie respiratorie dall'interno--> intasamento, bolo alimentare, sommersione interna
* da impedimento degli atti respiratori per immobilizzazione del torace--> morte nella folla, crocifissione,
sospensione, seppellimento.
* da carenza d'ossigeno nell'aria respirata--> confinamento
DINAMICA DELL'AZIONE ASFITTICA
Il processo asfittico viene suddiviso in quattro fasi:
1. dispnea inspiratoria--> fase delle perdita di coscienza
2. dispnea espiratoria--> fase dell'areflessia
3. pausa respiratoria--> fase dell'arresto respiratorio
4. boccheggiamento--> fase dell'arresto cardiaco
tali fasi hanno una durata media di circa un minuti ciascuna--> quindi la morte dovrebbe avvenire dopo 4/5 minuti
dall'inizio dell'azione asfittica meccanica.
ANATOMIA PATOLOGICA DELL'ASFISSIA MECCANICA
I segni esterni della morte asfittica sono rappresentati da:
* cianosi--> del volto, collo e a volte del terzo superiore del torace
* protusione dei globi oculari
* petecchie emorragiche
* schiuma--> fuoriesce dagli orifizi respiratori; detta anche fenomeno del "fungo schiumoso"--> si produce nelle
vie respiratorie, a causa del miscuglio di aria, secrezione mucosa e sangue per effetto degli atti respiratori
dispnoici che favoriscono la rottura dei capillari ematici
I segni interni sono rappresentati da:

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* enfisema polmonare acuto


* petecchie emorragiche sierose
* iperemia viscerale diffusa
* anemia splenica
* stasi circolatoria
* dilatazione delle sezioni destre del cuore
* fluidit e colore rosso scuro del sangue
SOFFOCAMENTO
Forma di asfissia meccanica violenta che si realizza a seguito dell'occlusione degli orifizi respiratori, attuata esercitando
contemporaneamente sulla bocca e nulle narici una intensa pressione.
Il soffocamento evenienza prevalentemente omicidiaria, anche se vi sono casi accidentali, e pi raramente suicidiari.
L'attuazione del soffocamento presuppone una certa sproporzione di forza tra la vittima e l'aggressore--> molto
frequente nei neonati, anziani, persone incoscienti..
Il soffocamento accidentale, pu riscontrarsi anche negli adulti qualora si determini uno stato di incoscienza o di sonno
profondo--> es--> epilettico dopo una crisi, soggetto in stato di ubriachezza.--> vi sono anche casi di soffocamento
accidentale per pratiche autoerotiche [--> la fase iniziale dell'asfissia viene considerata in grado di accentuare
notevolmente gli stimoli sessuali].
Pu essere difficoltosa la diagnosi differenziale nel lattante tra il soffocamento (accidentale o omicidiario) e la sindrome
della morte improvvisa [--> si manifesta,tra il II e il IV mese di vita, attraverso la morte improvvisa di un lattante che
godeva di buona salute, la cui morte rimane inspiegata anche dopo gli accertamenti necroscopici]
IMPICCAMENTO
Forma di asfissia meccanica caratterizzata dalla ostruzione delle vie aeree attuata mediante la violenta costrizione degli
organi del collo con un laccio fisso ad un sostegno situato, ad impiccamento avvenuto, in posizione superiore al capo e
che si tende a causa del peso del corpo.
Impiccamento Tipico--> il pieno dell'ansa corrisponde alla faccia anteriore del collo ed il nodo scorsoio situato in sede
occipito-nucale.
Impiccamento Atipico--> il nodo scorsoio si trova in posizione diversa da quella occipito-nucale.
Impiccamento Completo--> tutto il corpo rimane sospeso gravando con l'intero peso sul sistema di ancoraggio del
laccio.
Impiccamento Incompleto--> il corpo poggia con i piedi, o con le gambe, o altre parti sul piano del terreno o un altro
sostegno.
Impiccamento Simmetrico--> il nodo posizionato sulla linea mediana del collo
Impiccamento Asimmetrico--> il nodo posto in regioni laterali del collo
Gli effetti del laccio si possono realizzare anche con il gravare di 1/3 del peso corporeo--> quindi anche quando il
soggetto attua la costrizione del collo assumendo la posizione seduta.
La costrizione si compie unitamente ad una contemporanea trazione degli organi del collo esercitato dal laccio [-->
comporta--> ostacolo diretto del flusso dell'aria nelle vie respiratorie per compressione, un sollevamento verso l'alto
dell'osso ioide e della base della lingua con occlusione della faringe]. Si verifica anche una ostruzione per stiramento
delle giugulari e delle carotidi, cui consegue una stasi cerebrale per ostacolo al circolo refluo con perdita di coscienza ed
arresto della circolazione cerebrale.
Tra i reperti che caratterizzano il quadro lesivo dell'impiccamento, assume importanza la lesione cutanea di natura
ecchimotica escoriata prodotta sul collo dall'azione del laccio-->"solco"--> questo pu essere distinto in Molle o Duro a
seconda che il laccio eserciti o meno una apprezzabile azione escoriante e presenta caratteri tipici:
* obliquo dall'avanti all'indietro e dal basso verso l'alto
* discontinuo in presenza del nodo--> a volte la discontinuit data dall'interposizione di piani di protezione-> es--> vestiti
* ha profondit diseguale--> maggiore in corrispondenza dell'ansa, a causa del maggior peso del corpo nel
punto di sospensione, la profondit diminuisce man mano che ci si avvicina al nodo scorsoio
* localizzato al di sopra della cartilagine tiroidea
* spesso unico
* presenta spesso un solco escoriato (solco duro) sia in relazione alla natura del mezzo di sospensione usato, sia
al gravare del peso del corpo.
In alcuni casi il solco pu presentare decorso orizzontale, come nei casi di impiccamento incompleto e in alcune forme
atipiche. L'impronta del nodo in genere riscontrabile nelle forme di impiccamento atipico.
Altro carattere del solco rappresentato dalla presenza nel suo contesto di creste o punteggiature emorragiche e
vescichette sierose o siero ematiche che starebbero a dimostrare la vitalit della lesione.
Oltre al solco possono riscontrarsi sul cadavere lesioni di tipo contusivo a livello delle falangi distali delle dita [--> il
soggetto, appena iniziata l'azione lesiva, tende istintivamente a tentare dei rimuovere il laccio dal collo, rimanendo, per
la perdita di coscienza, con una o pi dita impigliate tra la corda e il collo].

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La disposizione delle macchie ipostatiche caratteristica:


* impiccamento completo--> si localizzano a livello degli arti inferiori--> ipostasi a calza
* impiccamento incompleto--> alle estremit degli arti superiori--> ipostasi a guanto
I segni interni sono spesso rappresentati dai soli reperti generici dell'asfissia.
L'impiccamento di norma evenienza suicidiaria.
Casi di natura accidentale si possono osservare a causa di particolari attivit ludiche, pratiche autoerotiche e
masochistiche, per mezzo delle quali si cerca di stimolare il midollo spinale lombare.
Rare sono le forme omicidiarie. Pi realistica l'ipotesi che il cadavere di un soggetto venuto a morte a seguito di
azione delittuosa venga successivamente impiccato per simulare un'azione suicidiaria.
La diagnosi della sospensione del cadavere si basa:
* sulla ricerca di segni di azione lesiva di altro tipo
* sul riscontro del carattere non vitale delle lesioni esterne ed interne della regione cervicale
* sulla mancanza dei segni generici di asfissia.
STRANGOLAMENTO
Forma di asfissia meccanica che si realizza mediante costrizione delle vie aeree dall'esterno, ottenuta con l'uso di un
laccio posto attorno al collo cui applicata una forza agente secondo un piano trasversale rispetto all'asse maggiore del
collo.
Si differenzia dallo strozzamento per l'utilizzazione di un mezzo meccanico agente circolarmente in senso centripeto in
modo da produrre una costrizione del lume delle vie aeree al fine di impedire il normale flusso dell'aria.
Si definisce:
* Tipico--> (completo) quando l'azione lesiva si estrinseca sul collo in ogni parte della sua circonferenza.
* Atipico--> (incompleto) l'azione meccanica viene attuata con lacci non avvolti completamente o con mezzi che
raggiungono un effetto costrittivo sovrapponibile a quello dei lacci, ma non sono in grado di cingere il collo in
tutta la sua circonferenza -->es--> bastoni, garrotta, ginocchio o avambraccio dell'aggressore..
Nello strangolamento si verifica una stasi circolatoria nel territorio a monte della costrizione con conseguente aumento
delle pressioni intravascolari, rottura dei piccoli capillari, perdita della coscienza e di possibilit di difesa da parte della
vittima.
Segno esterno caratteristico il solco cutaneo impresso sulla superficie del collo--> ha una disposizione trasversale,
continuo ( interessa tutta la superficie del collo--> solo se tipico).
Il solco pu essere duro o molle a seconda della consistenza--> il solco duro viene prodotto da un laccio ruvido, capace
di azione escoriante ; il solco molle prodotto da un laccio morbido e soffice, privo ti potere escoriante--> es--> una
calza di nylon, una sciarpa..
I segni interni sono analoghi a quelli delle altre forme di asfissia meccanica.
Pu avere:
* Omicidiaria--> sono le pi frequenti. Necessita di una sproporzione di forze fra vittima ed aggressore. E'
associato al fattore sorpresa
* Suicidiaria--> attuato con tecniche complesse che consentono al mezzo lesivo di mantenere la stretta al collo
anche dopo che interviene la perdita di coscienza
* Accidentale--> raro--> nella maggior parte dei casi, provocato da un oggetto che il soggetto porta gi al
collo(--> sciarpa, cravatta, catenina) il quale viene imprigionato da un mezzo meccanico in movimento, da
ruote, ingranaggi, e sottoposto a violenta trazione.
STROZZAMENTO
Meccanismo asfittico per compressione dall'esterno delle vie respiratorie e conseguente loro occlusione realizzata
esercitando con una o due mani una violenta costrizione al collo.
In questa forma di asfissia non si ha perdita rapida di coscienza e possono essere necessari anche 15-20 minuti per
causare la morte
ANNEGAMENTO
Forma di asfissia meccanica caratterizzata dall'ingresso di un mezzo liquido esterno all'organismo nell'albero
respiratorio, con sostituzione del contenuto aereo dei polmoni e impedimento dei normali scambi gassosi--> si realizza
un'occlusione interna delle vie respiratorie.
L'annegamento pu essere tipico o atipico
* Tipico--> il mezzo liquido penetra nell'apparato respiratorio attraverso gli orifizi respiratori e la superficie
corporea si trova ad essere in gran parte o totalmente immersa nel liquido.
* Atipico--> conseguono alla brusca chiusura della glottide per fenomeno riflesso indotto dalla presenza nella
laringe di acqua anche in minima quantit--> solo gli orifizi respiratori , per la posizione assunta dal corpo,
sono immersi nel liquido, e vi permangono per un tempo sufficientemente lungo--> in realt si tratta di forme
atipiche di soffocamento, in cui il meccanismo asfittico favorito dall'azione dell'elemento liquido.
La qualit del mezzo liquido che penetra nei polmoni nelle fasi in cui si ha l'abolizione dei riflessi costituisce elemento
di rilievo nella fenomenologia dell'annegamento--> se esso ipotonico, come l'acqua dolce, passa velocemente nel
sangue, diluendolo, e causa ipervolemia e anemia da emodiluizione--> l'annegamento avviene in 3-5minuti.

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Se il liquido annegante ipertonico, come l'acqua salata, richiama negli alveoli plasma dai capillari, determinando un
edema polmonare acuto e una emoconcentrazione con ipovolemia ed ipotassemia--> l'annegamento avviene dopo 6-8
minuti.
MORTE IN ACQUA
Morti che conseguono alla immersione in acqua senza riconoscere una genesi asfittica.
I meccanismi alla base di queste tipologia sono di genesi nervosa, circolatoria ed immunitaria--> si ritiene che tali
meccanismi agiscano su individui con preesistenze patologiche o con predisposizione individuale ad una abnorme
risposta all'immersione.
Il meccanismo nervoso avrebbe caratteristiche di tipo inibitorio e sarebbe scatenato dall'improvvisa immersione del
corpo in acqua fredda con stimolazione della mucosa nasale e faringo-laringea venuta a contatto col mezzo liquido--> vi
conseguirebbe una inibizione cardiaca riflessa che pu esitare nell'arresto cardiaco e respiratorio immediato.
Segni esterni:
* la cute anserina--> prodotta dalla contrazione post-mortale dei muscoli piloerettori a causa di stimolazione
termiche o meccaniche derivanti dall'ambiente liquido.
* il fungo schiumoso o mucoso--> espressione di attivit respiratoria al momento della penetrazione del liquido
annegante.
segni interni:
* schiuma nel lume tracheo-bronchiale
* enfisema acuto polmonare
* macchie di Paltauf--> oltre alle macchie di Tardieu, che costituiscono segno generico di morte asfittica,
possono essere rilevate le macchie di Paltauf, negli spazi interlobali e sulla faccia anteriore dei lobi basali, che
sono pi grandi, meglio circoscritte e di colore meno intenso
* Presenza di liquido annegante nell'intestino
* presenza di corpi estranei nel lume tracheo-bronchiale
* congestione della mucosa laringo-tracheale
INDAGINI DI LABORATORIO--> il laboratorio medico-legale rappresenta un aiuto ai fini della diagnosi della morte
per annegamento, specie in merito all'accertamento della emodiluizione e del plancton:
* emodiluizione--> dovuta al passaggio nel torrente circolatorio del liquido annegante penetrato a livello
polmonare--> il sangue del ventricolo sinistro ha una diluizione maggiore rispetto a quello del ventricolo
destro
* presenza di materiale solido sospeso nel liquido annegante nei polmoni e negli organi del grande circolo--> la
presenza di una grande quantit di corpuscoli incapaci di movimento proprio (plancton) e sospesi nel liquido
annegante, ne determina la deposizione degli organi--> la presenza nel parenchima polmonare, negli organi
irrorati dal grande circolo, dimostra che nel momento in cui il mezzo liquido ha inondato i polmoni,m l'attivit
cardiocircolatoria era efficiente, quindi il soggetto era in vita.
MODIFICAZIONI DEL CADAVERE PER EFFETTO DELLA PERMANENZA IN ACQUA--> le trasformazioni
cadaveriche avvenute nell'arco di 1 settimana all'aria aperta corrispondono alle trasformazioni che si manifestano dopo
2 settimane in acqua e dopo 8 settimane sotto terra.
Le modificazioni tanatologiche pi significative sono quelle relative alle ipostasi, al raffreddamento del cadavere, alla
macerazione cutanea, alla putrefazione e alla saponificazione.
* ipostasi--> la posizione generalmente assunta dal cadavere in acqua (prona, col capo e gli arti superiori in
posizione declive rispetto al resto del corpo) provoca una peculiare disposizione topograficadelle ipostasi che
si localizzano al viso, arti superiori, al terzo superiore della superficie anteriore del torace. Quando la posizione
in acqua non quella abituale--> nel caso di acque tumultuose--> la posizione delle ipostasi tender a mutare,
fino alla fase della fissit relativa; il colore delle ipostasi rosso vivo a causa della ossigenazione cui il sangue
sottoposto in ambiente umido.
ASFISSIE DA ASPIRAZIONE
Ostruzione dall'interno delle vie aeree, causata dalla penetrazione di corpi di natura eterogenea.
Dalle forme di intasamento va tenuta distinta la morte da bolo alimentare--> un'alterazione del processo fisiologico
dell'indigestione, che avviene per lo pi in soggetti affetti da disturbi della deglutizione per particolari condizioni
fisiologiche[--> es--> bambini o anziani]--> dopo l'introduzione del cibo nella cavit orale, il bolo alimentare che si
trasforma per effetto della masticazione, invece di procedere verso l'esofago, s'incunea all'imbocco della laringe
ostruendola--> in genere l'exitus rapido.
SOMMERSIONE INTERNA
Inondazione delle vie respiratorie da parte di un fluido proveniente dall'interno dell'organismo.
Caratteri distintivi sono la fluidit del mezzo occludente e la natura endogena dello stesso.
Il fluido pi interessato il sangue proveniente da ferite interessanti contemporaneamente i grossi vasi del collo e le vie
respiratorie, come nello scannamento o lesioni da arma da fuoco.
IMMOBILIZZAZIONE TORACICA
Asfissia meccanica che si realizza per insufficiente ventilazione polmonare provocata dall'impedimento dei normali
movimenti respiratori sia dei muscoli costali sia del diaframma.

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Il determinismo asfittico determinato dall'impossibilit di eseguire atti respiratori sia pure dispnoici.--> Come segni
esterni si evidenzia la presenza della maschera ecchimotica, caratterizzata da cianosi intensa del volto, del collo e
regioni superiori del torace, cui si associano ecchimosi ed emorragie congiuntivali.
IDENTIFICAZIONE PERSONALE
Identificazione personale-->Procedura attraverso la quale si giunge a riconoscere o individuare una persona in base ad
una sufficiente quantit di elementi probatori.
IDENTIFICAZIONE GENERICA
DIAGNOSI DI SPECIE--> i metodi immunologici costituiscono i mezzi pi applicati--> sono reazioni antigeneanticorpo, per lo pi precipitanti che non sono specifiche per il sangue, ma per le proteine, per cui possono essere usate
anche per attribuire la specie a piccoli resti biologici di incerta provenienza.
DIAGNOSI DI RAZZA--> Si individuano 5 gruppi principali:
1. Gruppo Indoeuropeo--> comprende gli scandinavi, slavi dinarici ed est baltici, le popolazione dell'europa
mediterranea e del nord africa, le popolazioni mediorientali, dell'india e Pakistan.
2. Gruppo africano--> neri dell'Africa centromeridionale
3. Gruppo asiatico--> popolazioni mongoliche, siniche, indonesiane
4. Gruppo del pacifico--> popolazioni della Melanesia e Polinesia, aborigeni australiani
5. Gruppo americano--> popolazioni che abitavano originariamente il continente americano come i pueblo-andini
e gli indiani d'America.
DIAGNOSI DI SESSO--> Su parti di cadavere, possibile operare la ricerca della cromatina di Barr, che consente una
diagnosi certa in quanto il sesso cromatinico coincide col sesso cromosomico ed il sesso gonadico--> consiste nel
rilievo nei nuclei cellulari di speciali formazioni (appendici nucleari) che corrispondono all'esistenza di due cromosomi
X-->il loro riscontro in congrua percentuale delle cellule esaminate consente l'attribuzione del sesso femminile, in
quanto nel maschio i satelliti nucleari non esistono. La ricerca pu essere condotta con successo solo a breve distanza
dalla morte--> 7-10 giorni per le indagini su macchia; 2-3 settimane per esami sulla cute e tessuto cartilagineo -->
quando si tratta di materiale pi vecchio si preferisce la ricerca del cromosoma Y, specie nei linfociti, che pu essere
effettuato fino a 6 settimane dalla morte. E' possibile impiegare ai fini della diagnosi di sesso anche la tecnica del DNA.
La determinazione di sesso spesso richiesta in caso di rinvenimenti di resti scheletrici--> si usa il dimorfismo sessuale
dello scheletro umano, specie nell'et adulta--> le parti che presentano il maggior grado di dimorfismo sessuale sono il
cranio, il cingolo pelvico e le ossa lunghe.
DIAGNOSI DELL'ETA'--> Lo sviluppo della femmina in et evolutiva si basa sulle caratteristiche delle mammelle, dei
genitali esterni e interni. Nei maschi si considerano le caratteristiche dei testicoli, lo scroto, il pene, formazioni pilifere
del pube e ascelle.
Hanno grande rilevanza i dati rilevabili dall'esame radiologico dello scheletro che, unitamente all'esame
odontostomatologico, costituisce la base per la stima di et entri i primi 20-25anni.
DIAGNOSI DI STATURA--> il problema di tale diagnosi si presenta in caso di rinvenimenti di resti scheletrici. Le parti
meglio utilizzabili a tal fine sono le ossa lunghe.
IDENTIFICAZIONE INDIVIDUALE
ESAME FISICO E SEGNALAMENTO--> il metodo deriva da quello concepito da Alfonso Bertillon, che ide un
sistema di classificazione fondato su misure di parti del corpo--> metodo antropometrico o bertillonage.
I caratteri somatici del soggetto sconosciuto devono essere accuratamente raccolti e descritti in ogni particolare.
SEGNALAMENTO DESCRITTIVO--> si basa sulla rilevazione dei connotati, i pi significativi sono:
* caratteri generali--> tipo costituzionale, statura, peso..
* cranio--> forma, dimensioni, caratteri particolari
* volto--> forma, dimensioni, caratteristiche d'insieme
* collo--> grossezza, lunghezza..
* torace--> sviluppo, forma, stato delle mammelle..
* addome--> sviluppo, forma, aspetto dell'ombelico..
* colonna vertebrale--> caratteri generali e segmentari
* arti superiori e inferiori--> dimensioni, direzione, proporzione con le altre parti del corpo
Importanti sono anche particolarit come nei, cicatrici, tatuaggi.
SEGNALAMENTO DATTILOSCOPICO--> Nella prassi le impronte digitali che vengono utilizzate sono quelle poste
sull'ultima falange delle dita delle mani.
LA loro singolarit deriva dal peculiare andamento dei sistemi di linee che decorrono sui polpastrelli e che si chiamano:
* basilare, trasversale o prossimale--> 1 sistema, con andamento parallelo alla piega interfalangea.
* di marginale o distale--> 2sistema, formato da linee che decorrono ai due lati del polpastrello e che assumono
decorso arcuato verso l'alto
* di centrale o nucleare--> 3sistema, formato da linee papillari che si situano fra le precedenti e formano il
centro della figura.
A sua volta , a seconda della conformazione, il centro della figura (cuore) pu essere:

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Aperto--> Con variet di ansa [--> quando il sistema di linee si ripiega in corrispondenza del centro del
polpastrello e ripercorre il cammino inverso, descrivendo un'ansa che pu essere aperta sul lato radiale o su
quello ulnare] Con variet ad arco [--> le linee centrali hanno disposizione arcuata al centro e parallela alle
linee basilari sui lati, seguendo l'andamento delle linee emarginali] Con variet composta [--> le linee nucleari
si accavallano, formando figure in cui sono riconoscibili due delle precedenti configurazioni].
* Chiuso--> quando le linee si avvolgono a formare cerchi concentrici.
Il triangolo formato lateralmente dalla convergenza dei tre siatemi [basilare, marginale, centrale] viene chiamato
DELTA. Un lato del triangolo definito dalla cresta papillare pi esterna del centro della figura, un secondo lato dalla
cresta pi interna del sistema marginale, la base dalla creta basilare pi craniale.
I delta sono presenti in numero di uno quando il centro della figura ad ansa semplice, di due quando il sistema di linee
forma al centro una figura a verticillo [--> il centro chiuso o a figura composta]. Il delta non presente nei casi in
cui il centro della figura assume un aspetto ad arco.
Il metodo usato in Italia per la classificazione delle impronte digitali stato elaborato da Gasti nel 1907 e va sotto il
nome di decadattilare--> vengono prese in considerazione 10 categorie di impronte, numerate da 0 a 9:
* 0- impronta indecifrabile
* 1- figura ad arco (a delta)
* 2- figura ad ansa radiale
* 3- figura ad ansa ulnare con non pi di 10 linee tra cuore e delta
* 4- figura ad ansa ulnare con 11-15 linee tra cuore e delta
* 5- figura ad ansa ulnare con pi di 15linee tra cuore e delta
* 6- figura chiusa (bidelta), la cui linea inferiore del delta di sinistra va a terminare oltre due linee al di sopra del
delta di destra
* 7- figura chiusa (bidelta), la cui linea inferiore del delta di sinistra si incontra con la linea inferiore del delta di
destra o termina una o due linee al di sopra o al di sotto del delta stesso
* 8- figura chiusa (bidelta), la cui linea inferiore del delta di sinistra termina oltre due linee al di sotto del delta di
destra
* 9- figura composta, con due centri di figura e due delta
Dopo che ogni impronta stata inquadrata in una di queste categorie, si dispone un numero di 10 cifre, che a sua volta
viene suddiviso in tre gruppi:
1. Serie--> costituita dal simbolo attribuito a indice, pollice e anulare della mano sinistra
2. Sezione--> data dal simbolo assegnato all'indice, pollice, anulare della mano destra
3. Numero--> rappresenta le caratteristiche relative a medio e mignolo della mano sinistra e medio e mignolo
della mano destra.
Con il sistema decadattilare Gasti, le 10 cifre di cui si dispone, consentono dieci miliardi di combinazioni possibili.
ESAME RADIOLOGICO--> le indagini radiologiche possono mettere in evidenza alterazioni scheletriche di carattere
malformativa, traumatica, patologica spontanea, corpi inclusi e reperti suscettibili di comparazione con documentazione
radiografica precedente.
TECNICHE DI SOVRAPPOSIZIONE DELLE IMMAGINI--> l'applicazione riguarda finalit criminalistiche, sia nel
vivente che nel cadavere. Il metodo presuppone che siano disponibili fotografie o immagini filmate.
TECNICHE DI RICONOSCIMENTO VOCALE--> in relazione ad alcuni reati, segnatamente i sequestri di persona,
uno dei pochi elementi a disposizione degli inquirenti pu essere costituito dalla voce dell'autore del reato--> le indagini
sul parlato presuppongono una impostazione pluridisciplinare che vede la medicina legale come elemento di raccordo di
competenze di varia estrazione.
DNA E IDENTIFICAZIONE PERSONALE
Il DNA PROFILING trova indicazione ai fini dell'identificazione individuale nei seguenti casi:
* identificazione del cadavere sconosciuto attraverso il confronto del DNA cadaverico con quello di possibili
familiari
* identificazione di vittime di catastrofi naturali, incidenti aerei e marittimi, operazioni belliche
* casi di incesto o violenza sessuale in cui sia stato possibile rinvenire tracce biologiche
* casi di dubbia o controversa identit
* casi di dubbia o controversa paternit e di alterazione dello stato civile
L'uso del DNA umano in chiave identificativa si basa sul principio che vi sono alcune porzioni di cromosoma (geni) le
cui molecole sono molto variabili da individuo a individuo e sono trasmesse ereditariamente--> ciascun soggetto
possiede una coppia molecolare di questi siti, che possibile indagare su ogni cellula contenente nucleo.
L'indagine pu essere eseguita su qualunque reperto che contenga cellule nucleate, in particolare:
* su soggetti viventi--> il tessuto elettivo il sangue, o in alternativa i capelli
* su cadaveri--> il sangue pu essere utilizzato anche dopo molto tempo, se opportunamente congelato a -25.
Possono usarsi anche altri tessuti.
* su tracce--> sangue, sperma, tessuti organici, capelli, saliva

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TECNICHE ODONTOSTOMATOLOGICHE NELLA IDENTIFICAZIONE PERSONALE--> E' utile la tecnica


dell'identificazione dentale, sia per la resistenza dei denti al calore e alla putrefazione, sia perch pi agevole disporre
di una mappa dentaria rispetto alle impronte digitali schedate.
Lo stato dell'apparato dentario assume caratteri di spiccata specificit per ciascun individuo.
EMATOLOGIA FORENSE E INDAGINI DI LABORATORIO
ELEMENTI DI GENETICA
Il materiale genetico responsabile della trasmissione ereditaria dei caratteri localizzato nei cromosomi sottoforma di
geni-->GENE--> frammento di cromosoma indispensabile e sufficiente per la trasmissione di un dato carattere.
Ogni gene si localizza sempre sullo stesso punto di un dato cromosoma [locus]ed ogni cromosoma appaiato con un
altro cromosoma morfologicamente identico [cromosoma omologo] sul quale presente il locus ove prende posto un
gene analogo o una sua variante [allele].
Nell'uomo, il materiale ereditario contenuto in 46 cromosomi, distribuiti in 23 paia presenti in tutte le cellule
nucleate--> di questi 44 (quindi 22 paia di cromosomi omologhi tra loro) sono autosomi [portatori dell'informazione dei
caratteri somatici ], mentre due di essi sono etrocromosomi o cromosomi del sesso--> solo nel maschio non sono
identici fra loro e vengono indicati come XY.
Fenotipo--> insieme delle caratteristiche morfologiche osservabili
Genotipo--> materiale ereditario presente nelle strutture citologiche.
I Marcatori Genetici sono rappresentati da caratteri identificabili nel sangue e nei tessuti condizionati dai relativi geni-> tali marcatori sono immodificabili nel corso della vita e sono trasmissibili ereditariamente.
ANTIGENI ERITROCITARI
SISTEMA AB0--> il locus del sistema AB0 situato in corrispondenza del braccio lungo del cromosoma 9 e su di esso
possono essere presenti quattro alleli diversi: A1, A2, B, 0 [-->A1 dominante rispetto A2; 0 recessivo]
Per il sistema AB0, le combinazioni fenotipiche sono dieci--> per--> siccome alcuni dei caratteri del sistema sono
recessivi possiamo distinguere fenotipicamente solo sei classi di individui:

FENOTIPO
A1

A2
B
A1B
A2B
O

GENOTIPO
A1/A1
A1/A2
A1/0
A2/A2
A2/0
B/B
B/0
A1/B
A2/B
0/0

Per stabilire l'appartenenza all'uno o all'altro gruppo, nel sangue si ricercano i determinati antigenici eventualmente
presenti sulla membrana delle emazie (agglutinogeni) e i corrispondenti anticorpi presenti nel siero (agglutinine).
Gli agglutinogeni, se presenti, consentono lagglutinazione delle emazie ad opera della corrispondente
agglutinina( anticorpo naturale contenuto nel siero di soggetti di altro gruppo( non esiste in un soggetto unagglutinina e
contemporaneamente lagglutinogeno corrispondente.
Sulle emazie di soggetti di gruppo A1 e A2 presente lagglutinogeno A, mentre nel siero presente agglutinina Anti-B
( viceversa( nelle emazie B presente lagglutinogeno B, mentre nel siero presente lagglutinina Anti-A.
I soggetti di gruppo AB possiedono entrambi gli agglutinogeni e nel loro siero non ci sono agglutinine, mentre nel siero
dei soggetti di gruppo 0 sono presenti entrambe le agglutinine.
Sulle emazie dei soggetti di gruppo 0 identificabile, con sieri particolari, un agglutinogeno al quale non corrisponde
un anticorpo naturale o agglutinina( agglutinogeno H( condizionato dal gene precursore H, la cui assenza,
modificando la struttura chimica della catena glicosidica, non consente lattacco della sostanza specifica A o B e quindi
impedisce lespressione fenotipica del marcatore.
INDAGINI DI LABORATORIO MEDICO-LEGALE
LIQUIDO SEMINALE
Nel liquido seminale gli spermatozoi sono sospesi in un mezzo liquido di complessa composizione che contribuisce alla
capacit fecondante degli stessi, offrendo a queste cellule un ambiente idoneo alla loro funzione.

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Nel liquido seminale, ci sono anche altri elementi corpuscolati--> cellule desquamate dalle vie urinarie, e i leucociti-->
questi sono importanti ai fini dell'identificazione personale in quanto da essi viene estratto il DNA del soggetto, anche
in caso di azoospermia.
Per l'esame del liquido dal vivente necessario avere il consenso dell'interessato al prelievo, in quanto viene eseguito
attraverso automasturbazione con raccolta del materiale in un recipiente--> dopo il prelievo, il materiale deve essere
conservato a temperatura ambiente, intorno ai 25.
Il liquido seminale si presenta come un liquido denso, viscoso, color biancastro opalescente. Subito dopo il prelievo, il
liquido va incontro ad un processo di addensamento, che si risolve nel giro di mezz'ora.
DENTI
Ai fini di identificazione personale i denti possono essere utilizzati attraverso lo studio della loro morfologia e anche
attraverso la determinazione degli antigeni gruppo-specifici presenti sia nella polpa dentaria che nella dentina.
I risultati migliori si ottengono usando la polpa dentaria, in cui sono stati indentificati gli antigeni del sistema AB0 e
numerosi marcatori genetici.
FORMAZIONI PILIFERE
Sono formazioni epiteliari cheratinizzate [--> capelli o peli] che coprono l'intera superficie corporea tranne le palme
delle mani e le piante dei piedi.
Sono formati dalla radice, che si trova nel follicolo pilifero con una parte rigonfia, il bulbo, nel quale innicchiata la
papilla dermica ove giungono i vasi sanguigni--> la radice si estende fino a formare il fusto, che dopo un breve tratto
intrafollicolare emerge libero dalla superficie cutanea.
SECREZIONI VAGINALI
SALIVA
TOSSICOLOGIA FORENSE
I veleni possono danneggiare organi bersaglio [reni, fegato, ematopoietici], o avere effetti generali. Possono distinguersi
in droghe , farmaci, erbicidi, solventi o additivi alimentari.
In relazione ai loro effetti cellulari, possono essere carcinogenici o mutagenici;
In relazione al loro stato fisico, possono essere gassosi, liquidi, solidi;
In relazione ai loro effetti biochimici, possono influenzare le attivit enzimatiche nel senso di inibizione o d'esaltazione
di alcune caratteristiche peculiari.
In tossicologia forense, la classificazione di sostanze tossiche si basa sulle caratteristiche chimico-fisiche dei veleni da
cui derivano diverse tecniche di estrazione del tossico dalla matrice biologica. Si individuano--> tossici organici
gassosi, i volatili; tossici organici non volatili e i veleni inorganici.
L'effetto tossico dose-dipendente e determinato da molteplici fattori.
Un indice di tossicit costituito dalla DL50 che esprime la dose letale, sperimentalmente osservata, nel 50% degli
animali trattati con un determinato tossico.
Ruolo significativo la via di introduzione, che pu essere--> enterale, parenterale, percutanea, inalatoria--> L'effetto
tossico si instaura pi rapidamente se la sostanza introdotta per via endovenosa o inalatoria; Pi lentamente, per via
intraperitoneale, sottocutanea, intradermica e orale; --> le modalit di assorbimento influenzano l'effetto tossico.
Alcuni tossici possono manifestare la loro tossicit in forma acuta, subacuta e cronica, quando l'esposizione a dosi
minime si protrae nel tempo in assenza di un metabolismo significativo. In alcuni casi il consumo frequente di un
veleno in piccole dosi, ne diminuisce l'effetto. L'andamento del sistema di detossificazione dell'organismo, velocizza la
biotrasformazione o l'escrezione della sostanza ingerita--> talora la somministrazione di dosi non tossiche di alcune
sostanze pu provocare una reazione causata da sensibilizzazione che si determinata senza evidenti manifestazioni
nella persona --> la reazione allergica deriva dall'esposizione di un soggetto ipersensibile ad un piccolo quantitativo di
una sostanza con la conseguenza di un grave danno alla salute.
Interazioni delle diverse sostanze tossiche--> alcuni tossici possono esercitare un sinergismo positivo o negativo verso
gli effetti di altri--> l'azione sinergica di due sostanze diverse ne potenzia reciprocamente l'attivit. --> un effetto di
potenziamento si pu manifestare nell'organismo anche con sostanze che se assunte separatamente non producono
effetto tossico. Con gli effetti antagonistici, l'azione tossica neutralizzata--> Antidoti.
Il metabolismo costituisce il principale processo di detossificazione basandosi sulla trasformazione ed eliminazione dei
tossici dall'organismo..> i prodotti del metabolismo sono meno tossici e vengono eliminati pi facilmente del tossico
non metabolizzato --> eccezionalmente il metabolismo pu costituire di per s un'esaltazione della tossicit.
La somministrazione ripetuta di una sostanza tossica pu attivare i processi metabolici aumentando la velocit di
trasformazione ed eliminazione, diminuendo gli effetti tossici--> questo fenomeno viene indicato col termine "
tolerance".
DIAGNOSI DI AVVELENAMENTO
La diagnosi di avvelenamento si raggiunge attraverso l'applicazione di tre criteri fondamentali:
1. anamnestico clinico
2. anatomopatologico
3. chimico tossicologico

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I dati anamnestici forniscono informazioni sulle circostanze, i luoghi, situazioni di avvelenamento--> utile considerare
le attivit svolte dalla vittima.
Le droghe e i tossici in genere, sono detossificati nel fegato, che costituisce l'organo bersaglio di attacco di molti tossici,
e il tessuto epatico presenta alterazioni macro e microscopiche--> il fegato alterato in modo caratteristico
nell'avvelenamento da mercurio e da funghi e nell'intossicazione alcolica cronica--> inoltre, essendo le sostanze
tossiche eliminate per via urinaria, il tessuto renale pu essere alterato.
Quando necessaria un'analisi tossicologica su un vivente, vanno raccolti campioni di sangue, urina, vomito o liquidi
della lavanda gastrica--> quando l'analisi deve farsi su un cadavere, vanno inoltre raccolti anche campioni di bile,
frammenti di fegato, rene e milza, ed eventualmente umor vitreo e capelli.
Le quantit sufficienti per un completo esame tossicologico su un vivente sono:
* sangue--> 10-20 ml
* urina--> 50- 100 ml
* eventuali campioni di vomito
* lavanda gastrica--> i primi 50 ml
* capelli--> 100 mg
AVVELENAMENTO DA OSSIDO DI CARBONIO
E' una delle forme pi comuni di morte suicidiaria o accidentale.
L'ossido di carbonio si lega all'emoglobina, formando carbossiemoglobina--> il legame circa 240 volte pi forte del
legame con l'ossigeno--> l'inalazione di una concentrazione relativamente bassa di gas pu influenzare
significativamente la capacit dell'ossigeno di legarsi all'emoglobina nei globuli rossi.
I segni dell'avvelenamento acuto sono il risultato del danno anossico di tutti i tessuti, in particolare dell'encefalo e del
miocardio.
La morte deriva spesso da ischemia miocardica.
Dopo l'avvelenamento, se non vi stata un'esposizione letale, lo stato del paziente torna normale, anche se uno stato
comatoso, che sia durato pi di 24 ore lascia segni irreversibili a carici del sistema nervoso.
LA determinazione della carbossiemoglobina fornisce diagnosi di intossicazione acuta.
Tra i segni clinici e sintomi di avvelenamento cronico vi sono: Anemia, emicrania, tachicardia, palpitazioni, dolori
precordiali, depressione, irritabilit--> nelle donne il ciclo pu essere alterato.
AVVELENAMENTO DA BARBITURICI
E' tra le forme pi comuni di suicidio.
L'acido barbiturico una sostanza bianca, amara, che si scioglie scarsamente in acqua.
I barbiturici sono classificati in quattro gruppi:
1. lunga durata--> fenobarbital, barritone
2. media durata--> butobarbitone
3. breve dutrata--> pentobarbital e secobarbital
4. brevissima durata--> tiopental
Dopo l'ingestione essi sono assorbiti a livello gastrico e dell'intestino tenue in modo relativamente rapido ed efficace-->
essi si distribuiscono nei tessuti e nei fluidi corporei.
LA metabolizzazione avviene soprattutto nel fegato. Sono eliminati principalmente nell'urina e in una piccola parte
nelle feci--> l'eliminazione un processo molto lungo e tracce del farmaco possono trovarsi nell'urina anche giorni
dopo l'assunzione.
L'intossicazione acuta avviene con l'ingestione di un quantitativo 5-10 volte il dosaggio terapeutico. La diagnosi di
avvelenamento si basa sui dati anamnestici e sulla sintomatologia clinica e sulle analisi tossicologiche.
AVVELENAMENTO DA TRANQUILLANTI BENZODIAZEPINICI
Hanno effetti sedativi, anticonvulsivi e miorilassanti. Nei soggetti anziani, anche piccole dosi possono deprimere il
SNC.
Le benzodiazepine sono rapidamente assorbite attraverso l'intestino tenue entro 30-180 minuti dall'ingestione.
All'autopsia non vi sono segni caratteristici.
TOSSICODIPENDENZA E ALCOLISMO
Secondo la definizione fornita dall'OMS, per tossicodipendenza si intende uno stato di intossicazione cronica
caratterizzato da quattro segni distintivi fondamentali:
1. desiderio invincibile da parte del soggetto di fare uso della sostanza
2. dipendenza prima psichica poi fisica nei riguardi della droga e degli effetti che essa produce
3. tendenza all'escalation delle dosi per ottenere gli stessi effetti farmacologici (tolleranza)
4. compromissione della salute e della validit individuale con la comparsa di disturbi comportamentali rilevanti
e conseguenti effetti nocivi.
La persona dipendente si trova in uno stato di soggezione, schiavit psicologica e fisica.
OPPIACEI--> nella categoria degli oppiacei sono compresi:
* oppio e suoi derivati fenantrenici--> morfina, codeina e narcotina
* eroina
* sostanze morfino-simili

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--> MORFINA--> l'applicazione terapeutica fondamentale la cura del dolore, di qualunque origine. Una quantit di
10mg sufficiente a far scomparire dolori anche di una certa intensit. L'uso voluttuario determina dipedenza correlata
alla facilit con cui l'individuo presenta tolleranza agli effetti del farmaco--> la dipendenza si conclama con la comparsa
della sindrome di astinenza che compare dopo circa 12-20 ore dopo l'assunzione dell'ultima dose, e raggiunge il
massimo di intensit circa 24-48 ore dopo.
La crisi di astinenza caratterizzata da tre fasi:
1. il soggetto presenta sudorazione profusa, malessere generale, insonnia, vomito, diarrea;
2. intensa sensazione di freddo [sindrome del tacchino freddo], con tremori , dolori acuti addominali.
3. compaiono contrazioni, crampi, cefalea, delirio, crisi ipertensiva--> si pu arrivare fino al collasso
cardiovascolare con complicazioni che possono richiedere somministrazione terapeutica di morfina per evitare
la morte.
La stessa sintomatologia si pu ottenere somministrando bruscamente gli antagonisti della morfina-->nalorfina e
levallorfano.
Nell'intossicato cronico caratteristica la presenza di miosi con pupille a capocchia di spillo.
LA dose minima letale per singola assunzione 200 mg--> in caso di soggetti ipersensibili bastano 60 mg per causare la
morte.
I tossicodipendenti possono tollerare fino a 2-3 grammi al giorno.
-->EROINA--> L'azione analgesica e la tossicit sono superiori a quella della morfina.
La maggior tossicit per via endovenosa legata al rapido passaggio nel SNC.
La dose minima letale per ogni singola assunzione di 100 mg.
Caratteristica dopo l'assunzione per via endovenosa la sensazione di benessere .
Dal punto di vista anatomopatologico sono stati osservati:
* edema polmonare acuto
* alterazioni acute del SNC
* alterazioni renali acute con insufficienza renale
Nei quadri di intossicazione cronica sono state descritte:
* trombosi venosa
* grave decadimento organico e psichico
* polinevrite diffusa
* ascessi cutanei
* impotenza sessuale
* epatopatia cronica
*
stati di immunodeficienza acquisita
COCAINA--> Si ottiene dalle foglie di eritroxylon coca, originaria del Per e della Bolivia.
L'azione farmacologica pi importante per somministrazione locale il blocco della conduzione nervosa--> da ci
l'effetto analgesico -anestetico per uso locale.
Per via generale agisce stimolando il SNC, quindi potenziando l'attivit mentale.
Aumenta la velocit di produzione e di liberazione delle catecolammine, bloccandone al contempo il riassorbimento->l'eccessiva immissione, il mancato recupero delle stesse, la loro continua distruzione, porta ad un progressivo
impoverimento delle riserve catecolaminiche, sino al loro azzerarsi--> il cocainomane, non ottenendo pi gli effetti
desiderati, costretto all'astinenza, cos da permettere la ricostituzione delle riserve ed il conseguimento di un nuovo
effetto farmacologico.
Viene assorbita da tutte le sedi di applicazione comprese le mucose, in particolare quelle nasali.
I casi mortali da overdose sono causati da fibrillazione cardiaca o paralisi dei centri bulbari.
ANFETAMINE--> comprendono la metedrina, simpamina, e la benzedrina--> hanno una potente azione stimolante sul
SNC oltre alle azioni periferiche comuni a quelle di altri farmaci simpatico-mimetici e comportanti alterazioni degli alfa
e beta recettori.
DROGHE IMPROPRIE--> Gruppo di sostanze usate impropriamente a scopo droghistico. Le principali sono
rappresentate da solventi--> es--> etere, petrolio, colla--> se assunta in sacchetti di plastica, l'ossigeno della miscela
gassosa respirata si riduce progressivamente sino a determinare talvolta la morte con meccanismo asfittico--> sudden
sniffing death.
ALCOLISMO--> Stato di intossicazione acuta o cronica determinata dall'abuso di bevande alcoliche. L'intossicazione
acuta pu variare da una condizione di euforia o di ebrezza alcolica sino alla vera e propria ubriachezza.
Le manifestazioni cliniche sono di durata transitoria, a meno che non si tratti di avvelenamenti mortali da alcool.
L'intossicazione cronica si manifesta con un lento e progressivo degrado fisico e psichico dell'assuntore, correlato ad
uno stato di dipendenza fisica e psichica [sindrome da dipendenza alcolica]. Le manifestazioni fondamentali
dell'alcolismo cronico ricalcano quelle proprie di ogni altro stato di dipendenza.
L'alcol etilico viene assorbito rapidamente dallo stomaco e dall'intestino, e si distribuisce uniformemente nell'acqua
presente nei tessuti e nei liquidi corporei--> la sua eliminazione inizia velocemente e si realizza per il 90-98% attraverso
il metabolismo, e il restante 2-10% per la maggior parte viene eliminato immodificato attraverso reni e polmoni.

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L'alcol etilico pu essere rilevato e dosato in qualsiasi liquido biologico--> sangue, urina, saliva, umidit presente
nell'aria espirata.
Nel sangue, il livello ematico raggiunto direttamente proporzionale alla quantit assorbita ed in costante equilibrio
con l'alcol presente nell'encefalo , concentrazione che responsabile degli effetti sulla persona.
--> METODI DI ANALISI PER L'ALCOLIMETRIA--> metodi immunochimici e metodi cromatografici:
* Immunochimici--> basati sull'azione dell'alcol deidrogenasi [ADH], enzima in grado di catalizzare la
conversione dell'etanolo in aldeide acetica, e di valutare simultaneamente la riduzione del nicotinamideadenosindinucleotide [NAD] mediante misurazione spettrofotometrica.
* Cromatografici--> la gas cromatografia abbinata alla rivelazione mediante ionizzazione di fiamma da
considerare il metodo di scelta in termini di sensibilit e specificit.
--> MARKERS DELL'ABUSO CRONICO DI ALCOL--> La velocit di eliminazione dell'alcol dal sangue troppo
rapida per permetter l'utilizzo del tasso ematico o la ricerca dell'alcol in altri campioni biologici alternativi al sangue-->
sufficiente l'astensione dal consumo di bevande alcoliche per qualche ora affinch il livello di alcol nel sangue scenda
a valori prossimi allo zero.
L'analisi dell'aldeide acetica ha validit diagnostica subito dopo la clearence dell'alcol del corpo e permettere di
prolungare la finestra temporale relativa alla valutazione dell'ultima assunzione dell'alcol etilico.
TESTO UNICO SULLA PREVENZIONE, CURA, E RIABILITAZIONE DEGLI STATI DI TOSSICODIPENDENZA
(DPR 9 OTTOBRE 1990, N309)
I servizi di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, sono inseriti nel contesto operativo del
Servizio Sanitario Nazionale e delle A.S.L.
Il servizio pubblico per le tossicodipendenze [SERT] organizzato presso le A.S.L. costituito dal medico, lo psicologo,
l'assistente sociale, l'infermiere, l'educatore professionale. E' prevista l'organizzazione di piccole comunit in numero
necessario a svolgere attivit di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, anche a livello
domiciliare e ambulatoriale.
L.30 MARZO 2001, N125: LEGGE QUADRO IN MATERIA DI ALCOOL E DI PROBLEMI ALCOLCORRELATI (
G.U. N 90 DEL 18 APRILE 2001).
......
ATTIVITA' MEDICO-LEGALE NEL PROCESSO PENALE
L?attivit del medico legale pu collocarsi in ogni fase del processo penale, con diverse finalit, a seconda della parte
che ne richiede l'intervento.
Il medico pu assumere la qualifica di consulente tecnico del PM--> il magistrato inquirente quando procede agli
accertamenti, ai rilievi, e ogni altra operazione che richieda precise competenze tecniche pu avvalersi di un consulente
medico-legale, sulla base di un albo apposito-->di particolare ausilio pu risultare l'intervento del medico negli
accertamenti sul cadavere o in caso di "accertamenti non ripetibili" ex Art.360 cpp--> il consulente entro 90 giorni, deve
presentare una relazione scritta al giudice, circa gli accertamenti svolti, e depositata presso l'ufficio del PM--> inoltre il
consulente potr intervenire a fianco del PM in caso di incidente probatorio, nel caso di accertamento tecnico sul
cadavere o di atti non ripetibili per deterioramento che non possono essere rinviati nel dibattimento--> anche in sede
dibattimentale il PM o le parti private, hanno facolt di nominare propri consulenti tecnici--> tale possibilit sussiste
anche quando il giudice non ha disposto perizia.
Il medico legale pu essere chiamato a svolgere la propria opera anche come perito del giudice [sia per il GIP, sia di
quello che presiede il dibattimento].
Accertamento peritale--> elaborato tecnico motivato concernente fatti di interesse giudiziario che per essere
opportunamente valutati, richiedono una specifica competenza.
La perizia si connota come indagine tecnica volta ad illustrare il valore di prova, dal momento che l'acquisizione degli
elementi tecnici-scientifici in essa contenuti, pu costituire per il giudice, secondo il principio del libero convincimento,
un elemento utile di verifica nella ricerca della verit processuale.
La relazione peritale costituita da 5 parti:
1. incarico--> data del conferimento, nome e qualifica del giudice, nome e qualifica del perito, natura
dell'incarico, quesiti posti, termini, nomina di consulenti delle parti;
2. dati anamnestici relativi al fatto oggetto della perizia e l'esame della documentazione sanitaria prodotta;
3. se si tratta di soggetto vivente, questa parte conterr l'esame clinico effettuato dal perito e gli accertamenti
eventualmente disposti e ritenuti necessari; Se si tratta dfi cadavere, si esporranno i dati relativi all'esame,
autopsia..
4. discussione medico-legale su tutti gli elementi acquisiti
5. conclusione con risposta sintetica ai quesiti proposti.
IMPUTABILITA' E PERICOLOSITA' SOCIALE

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L'imputabilit fisica di un certo fatto richiede la prova del nesso di causalit giuridico-materiale fra una certa condotta e
l'evento di danno o di pericolo.
Ai fini dell'accertamento dell'effettiva responsabilit dell'autore del reato, si dovranno valutare la colpevolezza
[coscienza e volont dell'azione o omissione] e l'imputabilit del reo [capacit di intendere e volere].
IMPUTABILITA'--> Art.85 cp--> " nessuno pu essere punito per un fatto previsto dalla legge come reato, se al
momento in cui lo ha commesso non era imputabile. E' imputabile chi ha la capacit di intendere o volere".
PERICOLOSITA' SOCIALE E MISURE DI SICUREZZA
Per pericolosit sociale si intende la probabilit che il soggetto, anche se non imputabile e quindi non punibile,
commetta in futuro altri reati, che pongano in pericolo le esigenze di sicurezza della collettivit--> da ci la necessit
delle misure di difesa sociale.
ACCERTAMENTO DELLA PERICOLOSITA'--> La pericolosit va sempre accertata e mai presunta.
Il giudice, per valutare la pericolosit sociale del reo deve attenersi ai criteri indicati dall'Art. 133 cp.--> accertata la
sussistenza della pericolosit sociale in un soggetto prosciolto per vizio totale di mente, il giudice ne ordina il ricovero
in un ospedale psichiatrico--> se si tratta di soggetto imputabile ma con vizio parziale di mente, il giudice prima ordina
la detenzione per scontare la pena, e una volta scontata, si dovr rieffettuare un riesame della pericolosit sociale ed
eventualmente fissare la misura di sicurezza.
MISURE DI SICUREZZA--> L'Art.202 cp--> " le misure di sicurezza possono essere applicate solo alle persone
socialmente pericolose, che abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato" --> esse si prefiggono finalit
di:
* difesa sociale
* lotta contro la potenzialit criminosa di individui
* prevenzione del crimine
* trattamento e cura
* rieducazione
QUALIFICA PENALE DELLA DELINQUENZA--> il cp distingue 4 forme specifiche di pericolosit che delineano 4
diversi profili di autori di reato:
1. recidivo
2. criminale abituale
3. professionalit nel reato
4. tendenza a delinquere--> l'Art.108 cp, la correla con l'indole particolarmente malvagia del colpevole.
OMICIDIO
Art.575 cp--> " chiunque cagiona la morte di un uomo punibile con la reclusione non inferiore a 21 annni".
L'omicidio costituisce il pi grave dei delitti, ed punito con pene severe anche quando compiuto con il consenso
della vittima [--> Art.579-->omicidio del consenziente.], a meno che non ricorrano le cause di non punibilit:
* l'esercizio di un diritto o l'adempimento ad un dovere
* legittima difesa
* uso legittimo delle armi
* stato di necessit
Il codice penale distingue tre ipotesi di omicidio:
1. omicidio volontario
2. omicidio colposo
3. omicidio preterintenzionale
OMICIDIO DEL CONSENZIENTE--> ART.579 cp--> " chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di costui,
punito con la reclusione da 6 a 15 anni. [...] si applicano le disposizioni relative all'omicidio se il fatto commesso:
* contro una persona minore degli anni 18
* contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per infermit o per
l'abuso di sostanze stupefacenti
* contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o suggestione, o carpito con
l'inganno.
INDAGINI MEDICO-LEGALI.QUESITI POSTI DAL MAGISTRATO IN TEMA DI OMICIDIO--> Nella risposta
peritale acquistano preminente importanza i dati desunti:
* dall'esame autoptico
* dall'esame del sopralluogo
* dalle indagini di laboratorio e tossicologiche
pu essere quindi necessaria la competenza di specialisti diversi--> biologo, chimico-tossicologo, farmacologo,
ematologo, ...
Pu essere chiesto di:
* identificare la vittima
* stabilire se si tratta di suicidio, omicidio, accidente

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*
*
*
*

accertare la o le cause anatomo-patologiche della morte-->Il perito dovr fornire una valida spiegazione del
meccanismo causale della morte, avendo cura di segnalare anche eventuali reperti estranei alla diretta
causazione del decesso
accertare a quando risale la morte
accerne i mezzi
accertare come i mezzi furono impiegati e ogni altra circostanza rilevante ai fini della responsabilit penale.

SUICIDIO
Con "suicidio" ci si riferisce a quelle condotte attive od omissive, pregiudizievoli per la vita, che l'individuo compie su
se stesso con l'intenzione di cagionarsi la morte.
Si distingue tra:
* suicidio diretto--> la morte viene cercata direttamente--> il comportamento ha significato patologico
* suicidio indiretto--> la morte conseguenza indiretta di un comportamento generalmente buono, che persegue
nobili fini--> il comportamento pu costituire un gesto eroico.
L'EVENTO SUICIDA--> nella casistica peritale si descrivono casi di:
* suicidio singolo
* suicidio collettivo o do massa--> sette religiose, piccole comunit
* suicidio da contagio--> es--> mediante combustione eseguiti dai monaci buddisti, o suicidio dei kamikaze, o
ilo harakiri
* suicidio allargato o omicidio suicidio--> in una coppia l'uno uccide l'altro e poi d la morte a se stesso.
* doppio suicidio o suicidio a due--> come nelle coppie di amanti
* suicidio simulato--> quando la morte di natura omicidiaria o accidentale
* suicidio dissimulato--> se il suicida o altri dissimulano la causa suicidiaria , cercando di attribuirla ad un
accidente o ad un'azione omicida
* suicidio per mano altrui--> suicidio improprio--> omicidio del consenziente
Il suicidio pu essere imputabile a terzi a titolo di omicidio colposo o di istigazione al suicidio.
SUICIDIO E REPERTI ANATOMOPATOLOGICI--> Le modalit pi frequenti sono:
* precipitazione
* avvelenamento
* colpi d'arma da fuoco
* dissanguamento per sezione di vasi arteriosi o venosi del polso
* annegamento
* arrotamento
* asfissia
* ustioni
E' stata rilevata una certa diversit tra uomo [--> sono pi frequenti le morti da impiccamento, e da armi da fuoco] e
donna [--> avvelenamento e annegamento].
ISTIGAZIONE O AIUTO AL SUICIDIO--> Art. 580 cp--> " chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui
proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, punito, se il suicidio avviene, con la
reclusione da 5 a 12 anni. Se il suicidio non avviene, punito con la reclusione da 1 a 5 anni, sempre che dal tentativo
di suicidio derivi un danno grave o gravissimo alla persona. [...] Se la persona suddetta minore degli anni 14, o
comunque priva della capacit di intendere o volere, si applicano le disposizione relative all'omicidio".
DELITTI DI PERCOSSE E LESIONI PERSONALI
I delitti di percosse [Art.581cp] e lesioni personali [Art582 cp] sono inseriti fra i delitti contro la persona--> contro la
vita e l'incolumit individuale.
DELITTO DI PERCOSSE ART.581 CP-->" Chiunque percuote qualcuno, se dal fatto non deriva una malattia del corpo
o della mente, punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa fino a 300 euro.
Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza
aggravante di un altro reato"--> siccome il delitto si realizza con un'azione violenta e volta a ledere, sempre un'azione
dolosa--> le percosse, per essere rilevanti, devono causare un effetto dannoso.
DELITTO DI LESIONE PERSONALE--> Art. 582 cp--> " chiunque cagiona ad un altro una lesione personale, dalla
quale deriva una malattia nel corpo e nella mente, punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. Sela malattia ha una
durata non superiore a 20 giorni, e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dagli artt. 583 e 585, ad
eccezione di quelle indicate dal n1 e nell'ultima parte dell'Art.577, il delitto punibile a querela della persona offesa".
Malattia--> modificazione peggiorativa dello stato anteriore, avente carattere dinamico, estrinsecatasi in un disordine
funzionale apprezzabile di una parte o di tutto l'organismo, che si ripercuote sulla vita organica e di relazione e che
necessita di un intervento terapeutico, anche modesto.
L'inizio della malattia, solitamente in rapporto con l'azione di un antecedente di rilevanza giuridica--> l'evoluzione e
la durata assumono particolare rilievo giuridico, in quanto dalle caratteristiche evolutive del processo, potranno derivare
conseguenze diverse sul piano penale e sulla gravit della pena.

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Sulla base dell'elemento psicologico del delitto si distinguono:


* lesione personale volontaria o dolosa--> Art.582cp
* lesione personale colposa--> Art.590 cp
Sulla base della durata della malattia si distingue:
* lesione personale lievissima--> la durata della malattia non >20 giorni--> querela di parte
* lesione personale lieve--> la malattia ha una durata >20 e <40 giorni-->procede d'ufficio, obbligo per il
medico di presentare il referto
* lesione personale grave--> durata della malattia > 40 giorni
* lesione personale gravissima--> la malattia certamente o probabilmente insanabile
La distinzione tra lesione personale grave e gravissima viene fatta dal codice sulla base della durata della malattia e
della natura e gravit delle altre conseguenze della lesione--> L'Art 583 [circostanze aggravanti] enumera tali ipotesi:
LA lesione personale grave:
* se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ouna malattia o incapacit di
attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo >40 giorni
* se il fatto produce l'indebolimento permanente di un senso o un organo
La lesione personale gravissima se dal fatto deriva:
* una malattia certamente o probabilmente insanabile
* la perdita di un senso
* la perdita di un arto
* mutilazione che renda l'arto inservibile
* la perdita dell'uso di un organo
* la perdita della capacit di procreare
* una permanente e grave difficolt della favella
* deformazione o sfregio permanente del viso
Le lesioni personali possono essere divise in:
* volontaria
* colposa
* volontaria grave
* colposa grave
* volontaria gravissima
* colposa gravissima
DELITTO DI VIOLENZA SESSUALE
CONCETTO DI LIBERTA' SESSUALE--> il comportamento sessuale non soggetto a particolari limitazioni
giuridiche, purch:
* i soggetti che compiono atti sessuali siano capaci di autolimitarsi liberamente
* tale comportamento non arrechi offesa alla collettivit
* non si cagioni danno alla persona del partner e ne si rispetti il consenso
La libert sessuale un aspetto della libert personale--> violazione--> delitto contro la persona.
ART.609 BIS CP--> VIOLENZA SESSUALE-->" Chiunque con violenza o minacca, o mediante abuso di autorit,
costringe taluno a compiere o subire atti sessuali punito con la reclusione da 5 anni a 10 anni. Alla stessa pena
soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
* abusando della condizione di inferiorit fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
* traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
Nei casi di minore gravit, la pena diminuita in misura non eccedente i 2/3."
[ Prima della riforma L.15 Febbraio 1996, n66, si distingueva tra congiunzione carnale(--> ogni volta in cui l'organo
genitale maschile venga introdotto totalmente o parzialmente nel corpo dell'altro) e atto di libidine violento (--> ogni
volta che si ha manomissione del corpo altrui, non solo nelle parti intime, che sia diverso dalla congiunzione carnale e
che sia suscettibile di eccitare l'istinto sessuale, essendo irrilevante che il colpevole abbia o meno raggiunto la
soddisfazione dell'istinto)].
SEGNI FISICI E PSICHICI DELLA VIOLENZA SUBITA--> il pi delle volte riscontrabile nella vittima il Rape
Trauma Syndrome--> destrutturazione della personalit ed un profondo sovvertimento della capacit della persona
offesa di relazionare con gli altri.
In ogni caso di stupro, l'esame clinico deve essere effettuato il pi prontamente possibile, e prima che la vittima si lavi-> Dopo un colloquio preliminare che rassicuri la persona e miri ad ottenerne il massimo della collaborazione e della
confidenza, si cercheranno eventuali segni fisici della violenza--> generalmente i segni lesivi possono riguardare
qualsiasi sede extragenitale, ma pi frequente nelle regioni genitali o le zone erogene--> spesso si tratta di
escoriazioni, abrasioni, graffiature, ecchimosi--> soprattutto in corrispondenza del collo, regioni anteriori del torace,
radice degli arti inferiori, lacerazioni e abrasioni della mucosa degli organi genitali--> le lacerazioni acquisite del disco
imenale sono profonde, e arrivano in genere sino al bordo fisso del disco stesso, i loro margini combaciano e sono

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ecchimotici, contusi--> quelle congenite hanno profondit diversa, ma non raggiungono la zona aderente, sono
irregolari, i margini genralmente non combaciano e non presentano soffusioni ecchimotiche.
Frequenti lesioni che si verificano con meccanismo contusivo a carico delle zone erogene--> mammelle, capezzoli,
glutei, orecchie, bocca..
Lesioni da difesa possono essere ricercate a livello delle mani[--> sotto le unghie si possono trovare piccoli fustoli di
cute, talora utili ai fini dell'identificazione dell'aggressore]--> tali segno possono mancare qualora la vittima sia stata in
stato di incoscienza o di profonda prostrazione o ipoergia fisica al momento dell'aggressione.
Non richiesta alcuna prova dell'esistenza di segni fisici della violenza quando si tratti di violenza presunta o violenza
abusiva--> in tali casi la violenza implicita nella stessa commissione dell'atto o per le qualit specifiche della vittima o
del colpevole.
VIOLENZA SESSUALE PRESUNTA--> Art.609Quater--> "soggiace alla stessa pena stabilita dall'Art. 609 bis
(violenza sessuale) chiunque al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo compie atti sessuali con persona che, al
momento del fatto:
* non ha compiuto anni 14
* non ha compiuto anni 16, quando il colpevole sia ascendente, genitore anche adottivo, o altra persona cui per
ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza, il minore affidato, o che abbia con quest'ultimo una
relazione di convivenza"
In questi casi si da per scontato che non vi sia consenso valido della vittima--> in ogni caso l'atto sessuale verr
qualificato come violento e non vi necessit di provare l'esistenza dei segni obiettivi della violenza subita--> ove
questi siano evidenziati, costituiranno circostanza aggravante del delitto di cui all'Art. 609bis. In ogni caso vi l'obbligo
di referto per il medico che abbia prestato la propria assistenza, trattandosi di delitto perseguibile d'ufficio.
VIOLENZA SESSUALE ABUSIVA--> il soggetto compie l'atto sessuale abusando o della propria autorit o delle
condizioni di inferiorit fisica o psichica della vittima--> il consenso della vittima all'atto ritenuto viziato.
CIRCOSTANZE AGGRAVANTI--> L'art.609ter, dispone un innalzamento della pena (reclusione da 6 a 12 anni) se la
violenza sessuale compiuta senza il consenso della persona offesa:
* se si tratta di persona che non ha ancora 14 anni, o 16, della quale il colpevole sia l'ascendente, genitore
adottivo, tutore
* mediante l'uso di armi o sostanze stupefacenti
* da persona travisata o che simuli la qualit di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio
* su persona sottoposta a limitazioni della libert personale
La pena ancora pi grave ( da 7 a 14) se il fatto compiuto su persona che non ha ancora compiuto gli anni 10.
ATTI SESSUALI TRA MINORENNI--> Art.609Quater--> "[...] non punibile il minorenne che, al di fuori delle
ipotesi previste dall'Art. 609bis, compie atti sessuali con un minore che abbia compiuto gli anni 13, se la differenza di
et tra i soggetti non superiore a 3 anni. Nei casi di minore gravit la pena diminuita fino a 2/3. Si applica la pena di
cui all'Art. 609ter,2co, se la persona offesa non ha compiuto gli anni 10."
IGNORANZA DELL'ETA' DELLA PERSONA OFFESA-->L'art.609Sexies stabilisce che quando i delitti sessuali sono
commessi in danno a persone minori di 14 anni, anche se consenziente, il colpevole non pu invocare a propria scusa
l'ignoranza dell'et della persona offesa.
DELITTO DI CORRUZIONE DI MINORENNE--> Art.609Quinquies--> chiunque compie atti sessuali in presenza di
persona minore di anni 14, al fine di farla assistere punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO--> consiste nella partecipazione da parte di pi persone riunite ad atti di
violenza sessuale di cui all'Art.609bis.--> reclusione da 6 a 12 anni--> diminuita per il partecipante la cui opera abbia
avuto solo la minima importanza nella preparazione o esecuzione del reato. Delitto perseguibile d'ufficio.
QUERELA DI PARTE--> i delitti sessuali sono generalmente punibili a querela della persona offesa-->il termine per la
proposizione della querela di 6 mesi--> una volta proposta, la querela irrevocabile.
QUESITI POSTI DAL MAGISTRATO AL MEDICO LEGALE IN MATERIA DI VIOLENZA SESSUALE:
* natura, epoca ed entit dei segni di violenza
* stabilire se il soggetto al momento del fatto era in una condizione di inferiorit fisica o psichica, resistenza
opposta, parti del corpo interessate all'azione lesiva, armi eventuali..
* al momento della visita stato di coscienza e capacit di orientamento della vittima
* determinare se il soggetto attivo o passivo siano affetti da una malattia a trasmissione sessuale
* precisare se i dati obiettivi riscontrati all'esame della parte lesa si accordino con le modalit del fatto indicate
negli atti processuali
* definire l'et di vittima e aggressore
INCESTO-->Commette tale delitto chi intrattiene rapporti sessuali con un discendente o ascendente, sorella fratello,
affine in linea retta, in modo che ne derivi pubblico scandalo.
Il bene giuridico offeso la morale della famiglia, la morale pubblica ed il buon costume.
I rapporti incestuosi possono causare gravi disturbi psichici e disordini dello sviluppo psichico, della formazione del
carattere e gravi turbe dell'emotivit :
* disturbi psicosomatici e reazioni nevrotiche
* depressione e tentati suicidi

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* fughe dalla famiglia


* disturbi psico-sessuali
[VEDI ANCHE--> LEGGE 3 AGOSTO 1998, N269--> NORME CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELLA
PROSTITUZIONE, PORNOGRAFIA, TURISMO SESSUALE IN DANNO DI MINORI, QUALI NUOVE FORME
DI RIDUZIONE IN SCHIAVITU'].
DELITTO DI INFANTICIDIO IN CONDIZIONE DI ABBANDONO MATERIALE E MORALE
CONDIZIONE DI ABBANDONO MATERIALE E MORALE DELLA MADRE-->La Legge 42/1981 ha abrogato gli
artt. 544, 587, 592 cp, ed ha riformulato l'Art.578 cp, che prevedeva l'infanticidio per causa di onore.
Art.587 cp--> " infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale--> la madre che cagiona la morte del proprio
neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto, quando il fatto determinato da condizioni di
abbandono materiale e morale connesse al parto, punita con la reclusione da 4 a 12 anni. A coloro che concorrono nel
fatto si applica la reclusione non inferiore ad anni 21. Tuttavia se essi hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la
pena pu essere diminuita da 1/3 a 2/3. Non si applicano le aggravanti stabilite dall'Art.61 cp".
Il parto inizia con il distacco del feto dal corpo materno e si considera ultimato con la fuoriuscita completa del feto
dall'alvo materno.
Affinch si realizzi la fattispecie delittuosa dell'infanticidio e non quella dell'omicidio richiesto che la consumazione
del delitto avvenga durante o immediatamente dopo il parto.
OMISSIONE DI SOCCORSO
Disciplinato dall'Art.593 cp.
il soccorso deve essere sempre adeguato alla gravit del caso e alla preparazione di chi lo esegue, e adeguato alle
circostanze in cui avviene.
DELITTO DI CIRCONVENZIONE DI INCAPACI
Delitto che viene perpetrato speculando o abusando della situazione di bisogno della vittima e della sua incapacit di
agire--> contemplato fra i delitti contro il patrimonio mediante frode.
Affinch il delitto sussista non richiesto che il soggetto passivo sia affetto da un'infermit mentale, nosograficamente
riconosciuta.
nel caso del minore degli anni 18--> sufficiente dimostrare che il colpevole abbia abusato dei bisogni, passioni o
inesperienza, proprie delle persone immature. Non occorrono accertamenti sullo stato mentale della vittima, poich
l'inferiorit psichica presunta ex lege (tranne che per i minori emancipati).
Nel caso di soggetti adulti--> sufficiente dimostrare che la vittima verte in una generica condizione di deficienza
psichica che, pur non sconfinando nella patologia, comporti un deficit dei poteri di critica e volizione, tale da rendere
possibile l'opera di suggestione e induzione da parte del colpevole.
ATTIVITA' MEDICO-LEGALI NEL PROCESSO CIVILE
Le pi frequenti richieste di consulenza medico-legale in sede civile riguardano diversi campi di attivit, ad es:
* valutazione del danno alla persona in responsabilit civile
* valutazione della capacit di agire
* valutazione dei rapporti di filiazione
* la definizione delle controversie in materia di diritto di famiglia
L'Art.61 del codice civile, dispone che quando necessario il giudice pu farsi assistere per il compimento dei singoli
atti o per tutto il processo, da uno o pi consulenti di particolare competenza tecnica.
Il consulente compie le indagini che gli sono commesse dal giudice e fornisce in udienza e in camera di consiglio i
chiarimenti che il magistrato eventualmente gli richiede.
Il consulente tecnico d'ufficio acquista qualifica di pubblico ufficiale; una volta nominato dal giudice obbligato ad
accettare l'incarico, a meno che non ricorra un giusto motivo di astensione.
Redige una relazione dell'indagine che gli viene affidata e la deposita entro il termine concesso dal magistrato.
Spesso il consulente chiamato ad intervenire nelle cause di lavoro, di previdenza e assistenza, assoggettate ad un
sistema processuale speciale, dettato dalla L.533/1973.
Nei procedimenti davanti al tribunale, il giudice istruttore cui stata affidata la causa, una volta terminata la fase
istruttoria, riceve le comparse conclusionali delle parti e le memorie di replica--> entro 60 giorni dalla consegna di
queste, deposita la sentenza in cancelleria.
Ai fini della stesura della relazione scritta, il c.t.u. deve--> dopo aver indicato gli estremi dell'incarico e i quesiti che gli
sono stati posti, si d atto della identificazione del periziando, si riportano l'indagine anamnestica e l'esame obiettivo-->
si specificano e si esaminano dettagliatamente i documenti medici esibiti e le risposte degli eventuali accertamenti
richiesti-->si conclude la relazione scritta con la formulazione della diagnosi, la valutazione medico-legale e le
motivazioni.
CAPACITA' CIVILE
Art.1 cc--> " la capacit giuridica si acquista al momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del
concepito sono subordinati all'evento della nascita".

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NASCITA--> completa fuoriuscita dal corpo materno di un feto vivo e cronologicamente vitale che abbia respirato-->
se il nato muore nella fase apnoica della vita extrauterina, pur essendo completamente fuoriuscito e separato dalla
madre, non avr acquistato capacit giuridica--> anche solo un atto respiratorio autonomo sufficiente perch il
soggetto si consideri nato.
Si ritiene inoltre necessario dimostrare, ai fini della capacit giuridica, che il neonato sia in possesso della vitalit
cronologica, e cio che abbia raggiunto almeno il 180 giorno di vita intrauterina--> si nota che la concezione di
"persona" diversa in campo civile dal campo penale.
Le prove usate per verificare se il prodotto del concepimento al momento del parto fosse vivo, sono quelle docimasiche.
DOCIMASIE--> L'indagine concerne la verifica diagnostica, effettuata post-mortem, della avvenuta respirazione in
vita--> tale prova requisito essenziale per affermare la "nascita" della persona--> le prove docimastiche possono
essere distinte:
* Docimasie polmonari
* docimasie extrapolmonari
Art.2 codice civile--> capacit di agire-->" la maggiore et fissata al compimento del 18anno. Con la maggiore et si
acquista capacit di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilit un'et diversa. Sono salve le leggi speciali che
stabiliscono un'et inferiore in materia di capacit a prestare il proprio lavoro. In tal caso il minore abilitato
all'esercizio dei diritti e delle azioni che dipendono dal ctc di lavoro".
Art.5 codice civile-->"gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione
permanente della integrit fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume"->da tale art. derivano conseguenze circa la validit del consenso prestato dal paziente in tema di facolt di curare e in
materia di sperimentazione, interventi chirurgici--> lo stesso intervento di sterilizzazione, a finalit di anticoncezionale,
trova limiti di liceit nell' effettiva validit del consenso prestato , subordinata alla prevalente finalit di tutela alla
salute.
INTERDIZIONE--> Art.414cc-->persone che devono essere interdette. il maggiorenne e il minore emancipato che si
trovano in condizione di abituale infermit di mente che li rende incapaci di di provvedere ai propri interessi, devono
essere interdetti. L'interdizione comporta la perdita della capacit di agire".
I presupposti clinici per l'interdizione sono:
* l'infermit di mente
* abitualit dell'infermit di mente
* la gravit dell'infermit di mente, che deve essere di grado tale da rendere il soggetto incapace di provvedere ai
propri interessi
Infermit di mente--> in tale concetto rientrano:
* malattie mentale e i loro esiti
* anomalie, caratteropatie--> deviazioni quantitative della media statistica, purch aventi valore di malattia
* arresti dello sviluppo psichico
* difetti congeniti della psiche
* alterazione dei processi intellettivi, volitivi, sentimentali...
LA diversa gravit dello stato di infermit costituisce il criterio in base al quale viene emanata una sentenza di
interdizione o di inabilitazione:
* interdizione legale--> costituisce pena accessoria per il condannato, per delitto non colposo, alla reclusione per
un tempo non <5 anni --> rimangono integre--> capacit di contrarre matrimonio, capacit di riconoscere figli
naturali..
* interdizione giudiziale--> dichiarata con sentenza da parte del giudice, che la pronuncia sulla base di una
consulenza tecnica d'ufficio, che deve mettere in evidenza la natura, il grado, e l'abitualit dell'infermit
mentale.--> pu essere revocata quando vengono meno le condizioni per le quali l'infermo di mente stato
interdetto.
INABILITAZIONE--> Art. 415cc--> " persone che possono essere inabilitate. il maggiore di et infermo di mente, lo
stato del quale non talmente grave da dar luogo all'interdizione, pu essere inabilitato. Possono essere inabilitati anche
coloro che per prodigalit o abuso di bevande alcooliche o di stupefacenti espongono s e la famiglia a gravi pregiudizi
economici. Possono essere inabilitati il sordomuto e il cieco dalla nascita, se non hanno ricevuto un'educazione
sufficiente, salva l'applicazione dell'art. 414, quando risulta che essi siano totalmente incapaci di provvedere ai propri
interessi".
L'inabilitato pu compiere atti della vita civile che non eccedano l'ordinaria amministrazione--> gli atti eccedenti
l'ordinaria amministrazione possono essere annullati dagli eredi o aventi causa--> all'inabilitato viene assegnato un
curatore che lo deve guidare in tutti gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
Dal punto di vista della capacit di agire, si trova in una situazione simile a quella del minore emancipato.
L'interdizione revocabile se cessata la causa per la quale stata emanata.
INCAPACITA' NATURALE--> persona che, sebbene legalmente capace ( di maggiore et e non interdetta), si trova in
situazioni cliniche tali che la rendono in un dato momento, incapace di fatto a comprendere il significato giuridico e le
conseguenze dell'atto che compie--> gli atti eventualmente compiuti, possono essere annullati dalla persona stessa, eredi
o aventi causa, se ne risulta grave pregiudizio all'autore.

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INCAPACITA' A TESTARE--> sono incapaci a testare :


* coloro che non hanno compiuto la maggiore et
* gli interdetti per infermit di mente
* coloro che, anche se non interdetti, si trovano in una situazione anche momentanea di incapacit di intendere e
volere
DIRITTO DI FAMIGLIA: ASPETTI MEDICO-LEGALI
La famiglia il nucleo fondamentale della societ, costituito da persone fra loro legate da vincoli di matrimonio,
parentela o affinit.
Famiglia legale--> fondata sul matrimonio dei coniugi
Famiglia di fatto o naturale--> composta da una coppia convivente, con o senza figli naturali
MATRIMONIO CIVILE--> possono contrarre matrimonio persone di sesso diverso che hanno superato i 18 anni e i
minori emancipati--> il matrimonio vietato agli interdetti per infermit di mente --> ove nonostante la sentenza di
interdizione, il matrimonio venga egualmente stipulato, vi materia di annullabilit--> se l'interdizione viene revocata,
cade ogni riserva. Il matrimonio vietato con vincolo assoluto tra ascendenti e discendenti in linea retta, legittimi o
naturali, compresi gli adottanti, adottati e affiliati, tra fratelli e sorelle, tra gli affini in linea retta--> possibile, con
dispensa del tribunale, quello tra zio/a e nipote, e tra affini collaterali di IIgrado (cognati).
Non pu contrarre matrimonio chi ha ucciso o tentato di uccidere il coniuge dell'altro.
Divieto temporaneo di nuove nozze della durata di 300 giorni--> vige per la donna il cui matrimonio si sia sciolto per la
morte del coniuge o per annullamento--> il divieto pu essere superato con la dimostrazione di una sicura mancata
convivenza tra i coniugi nei 300 giorni precedenti il decreto o se si prova la non esistenza di uno stato di gravidanza.
ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO CIVILE--> il ctc di matrimonio pu essere impugnato per difetti formali o
difetti sostanziali.
MATRIMONIO CANONICO--> il matrimonio valido quando sia "rato e consumato" [--> validamente celebrato e vi
sia stata l'unione copulativa tra i coniugi idonea alla procreazione della prole]. Vi sono degli impedimenti, quali un
precedente matrimonio religioso, l'et, lo stato di sacerdozio, disparit di culto..
Non lecito tra consanguinei in linea retta, sia legittimi, naturali e adottati, tra consanguinei collaterali fino al IVgrado.
E' vietato il matrimonio tra il rapitore e la donna rapita a meno che questa, prima delle nozze non sia stata liberata dal
rapitore e non abbia scelto spontaneamente il matrimonio.
Acquista grande importanza l'impotenza, dato che la copula coniugale condizione essenziale per la validit del
matrimonio--> la situazione di impotenza copulativa deve essere antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo che
della donna, assoluta o relativa e non deve esservi dubbio a riguardo.-->non invece derimente la sterilit, in quanto
l'atto di procreare considerato uno dei fini del matrimonio, ma non il fine ultimo.
ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO CANONICO--> in caso di vizio del consenso, impotenza copulativa.
TRANSESSUALISMO:IDENTITA' E IDENTIFICAZIONE SESSUALE--> TRANSESSUALE--> persona che si
identifica con un sesso diverso da quello proprio somaticamente e anagraficamente.
Identit sessuale--> sesso somatico di appartenenza (sesso biologico)
Identificazione sessuale--> consapevolezza che la persona ha di appartenere al genere maschile o femminile ( sesso
psicologico).
Il transessuale sente di appartenere al genere opposto a quello che gli stato attribuito dalla natura--> una sindrome
classificata tra i disturbi dell'identit di genere, che si palesa nel corso dello sviluppo con atteggiamenti e
comportamenti proprio dell'altro sesso. L'identificazione o la consapevolezza della propria appartenenza all'uno o
all'altro genere, dipende da molti fattori di ordine:
* costituzionale--> endocrini, genitalici, psichici, fisiologici, patologici...
* educativo--> familiari, scolastici..
* culturale--> stereotipi e archetipi comportamentali
L'indagine che fornisce un'assoluta certezza per definire identit sessuale e fisica l'analisi cromosomica.
DIAGNOSI DELL'IDENTITA' SESSUALE--> La diagnosi di transessualismo deve essere posta solo su soggetti adulti
o che comunque hanno superato la fase dell'adolescenza e che hanno manifestato con continuit e in modo persistente
ilo desiderio di sbarazzarsi delle proprie caratteristiche sessuali e di ottenere quelle del sesso opposto.
LEGGE N 164/1982--> La possibilit di mutamento del sesso, stata introdotta in Italia dalla legge del 14 aprile 1982,
n164 "norme in materia di rettificazione dell'attribuzione del sesso"--> vi il superamento dell'idea che il sesso sia
determinabile solo su base cromosomica, mentre viene conferito rilievo all'aspetto psichico della sessualit--> la legge
parla di condizioni psico-sessuali dell'interessato ed a questo accertamento che si subordina l'autorizzazione o la
negazione dell'intervento medico e chirurgico da parte de tribunale--> l'autorizzazione al cambiamento di sesso viene
concessa solo a condizioni particolari:
* deve trattarsi di sindrome transessuale
* l'adeguamento dei caratteri sessuali non pu essere ottenuto solo con operazione chirurgica-->occorre un
trattamento medico che comprenda anche una assistenza endocrina e psicologica
* il giudice cui affidata la responsabilit della decisione pu legittimamente rifiutare l'autorizzazione
all'intervento.

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CONSEGUENZE DELLA RETTIFICAZIONE DELLO STATO CIVILE--> La sentenza di rettificazione del sesso non
ha efficacia retroattiva.
Comporta lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili ma non la nullit del matrimonio, n incide sulla legittimit
dei figli eventualmente gi nati--> dopo la rettificazione, tutte le attestazioni dello stato civile che vengono rilasciate
alla persona devono riportare l'indicazione del nuovo sesso e del nome.
MALTRATTAMENTO DEL MINORE IN FAMIGLIA
Sindrome del bambino maltrattato--> il concetto di maltrattamento connesso ad una serie di comportamenti
commissivi od omissivi che possono realizzare differenti forme di abuso--> se ne possono distinguere 5 tipi
fondamentali:
1. abuso fisico
2. abuso sessuale
3. abuso psicologico
4. incuria
5. sindrome di Munchausen per procura
La condotta maltrattante pu essere sospettata ove si rilevino, ad es, lesioni multiple, un atteggiamento dei genitori
improntato a scarsa partecipazione, ...
Il concetto di "abuso" si distingue da quello di "violenza" [--> abuso--> caratterizzato dal ripetersi di pi atti violenti nel
tempo e da una condotta maltrattante o abusante]--> l'abuso fisico assume generalmente le caratteristiche della Battered
child syndrome, caratterizzata dall'inflizione volontaria di traumi di tipo contusivo, secondo varie modalit.
Pu assumere anche le caratteristiche della Wiplash infant shaken syndrome (sindrome da scuotimento)--> violenti
movimenti di afferramento e scuotimento del bambino, come si verifica in neonati e che si specifica per la quasi assenza
di segni di lesivit traumatica esterna a fronte di lesioni anche rilevanti meningo-encefaliche e di tipo osteo-fratturativo.
Con il termine "incuria" ci si riferisce a quelle situazioni nelle quali non vengono garantite al minore le condizioni e le
cure essenziali per un sano sviluppo psico-fisico--> dal punto di vista psicologico, questi bambini non crescono sia per
carenza di apporti affettivi e culturali, sia perch hanno paura di crescere per scarsa fiducia nei propri mezzi, sia perch
restando nella loro dimensione infantile si illudono di recuperare le cure che non hanno ricevuto.
SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA--> pu variare da una forma lieve, a quella classica, fino a quella
estrema:
* forma lieve--> il genitore ricerca aiuto usando il bambino come mezzo di comunicazione--> il quadro clinico
caratterizzato dalla creazione o esasperazione di una storia clinica e dei sintomi relativi, ma questi non
vengono effettivamente indotti.
* Forma classica--> la simulazione della malattia avviene con reale induzione dei sintomi attraverso la
somministrazione di farmaci, sostanze tossiche..
* Forma estrema--> l'induzione dei sintomi, avviene attraverso la somministrazione di sostanze che pongono in
pericolo la vita del bambino
SANZIONI PENALI--> Art. 570 cp-->" violazione degli obblighi di assistenza familiare"--> prevede come ipotesi
delittuosa il fatto di colui che, abbandonando il domicilio domestico, o serbando una condotta contraria all'ordine o
morale delle famiglie, si sottragga agli obblighi di assistenza inerenti alla potest dei genitori--> il delitto punito a
querela della persona offesa, tranne nel caso in cui sia commesso nei confronti di un minore.
Art.571cp--> abuso dei mezzi di correzione o di disciplina--> si punisce chiunque ecceda nell'uso dei mezzi di
correzione o disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorit o a lui affidata per ragioni di istruzione, cura,
vigilanza, o per l'esercizio di una professione o di un'arte.
Art.572cp--> maltrattamento in famiglia o verso i fanciulli--> responsabile di questo reato, colui che, fuori dai casi
previsti dall'art.571, maltratta una persona della famiglia o un minore degli anni 14, o una persona sottoposta alla sua
autorit, o a lui affidata.
SICUREZZA SOCIALE E S.S.N
CONCETTO DI SICUREZZA SOCIALE-->Si riferisce a quel complesso di attivit, a preminenti fini di solidariet, con
cui lo Stato fornisce ai cittadini prestazioni di ordine assistenziale, previdenziale, o talora di beneficenza, garantendo
loro una stabile e completa libert dal bisogno, e consentendo l'effettivo godimento dei diritti civili e politici garantiti
dalla costituzione.
In un sistema di sicurezza sociale possono delinearsi in sostanza, 3 tipi di interventi da parte dello Stato:
* Assistenza socio-sanitaria--> interventi erogati a favore di quelle persone che si trovino in stato di bisogno e
questo non sia protetto, totalmente o parzialmente, dal sistema previdenziale--> si distinguono in-->
Prestazioni sanitarie a rilevanza sociale [--> finalizzate alla promozione della salute, prevenzione, rimozione e
contenimento di esiti degenerativi o invalidanti di patologie--> sono di competenza delle aziende unit
sanitarie locali e a carico delle stesse]; Prestazioni sociali a rilevanza sanitaria [--> attivit finalizzate a
supportare la persona in stato di bisogno, con problemi condizionanti lo stato di salute. tali attivit sono di
competenza dei comuni, e prevedono interventi a favore dell'infanzia, adolescenza, adulti].

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Previdenza sociale--> interventi destinati ai soli lavoratori, al realizzarsi di determinati rischi. Il finanziamento
di tali interventi basato sui contributi previdenziali versati dai datori di lavoro e dagli stessi lavoratori:si tratta
delle assicurazioni sociali--> assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali [gestite
dall'INAIL] e le assicurazioni di previdenza sociale [gestite dall'INPS].
* Interventi di beneficenza--> si attuano attraverso la corresponsione di somme di denaro o altri beni ai soggetti
bisognosi o in stato di indigenza--> vi provvedono le regioni.
La RIFORMA SANITARIA DEL 1978 era fondata sul convincimento che il nostro Paese potesse essere in grado di
fornire gratuitamente tutto a tutti--> impossibile--> necessit di un riordino della riforma sanitaria e del sistema di
previdenza sociale.
SANITA' PUBBLICA E S.S.N.--> La L. 23Dicembre 1978, n833 la prima legge quadro sull'ordinamento sanitario e
definisce l'assetto istituzionale della sanit pubblica e del Servizio Sanitario Nazionale.
Il servizio Sanitario Nazionale definito come "il complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attivit
destinati alla promozione, mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica della popolazione".
I Dlgs 502/1992 e 517/1993 sul riordino del S.S.N. hanno valorizzato i concetti per i quali la persona malata il centro
di riferimento del complesso integrato dei servizi sanitari organizzati sul territorio--> negli obiettivi delle leggi di
riordino , il S.S.N. chiamato ad erogare attivit di ordine curativo, preventivo, riabilitativo e medico-legale, nel
rispetto della libert e dignit della persona assistita.
ORGANIZZAZIONE DEL S.S.N.-->Gli organi di governo centrale sono:
* PARLAMENTO E GOVERNO
* MINISTERO DELLA SALUTE
* CONSIGLIO SANITARIO NAZIONALE
* CONSIGLIO SUPERIORE DELLA SANITA'
* ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE E SICUREZZA DEL LAVORO
* ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA'
ORGANIZZAZIONI E COMPITI DELLE ASL--> La ASL (azienda socio-sanitaria locale) il complesso dei presidi,
uffici e servizi organizzati in una certa area geografica, mediante i quali i Comuni, le loro associazioni e le comunit
montane erogano ai cittadini l'assistenza sanitaria in conformit ai principi e obiettivi del S.S.N.
Nel territorio di competenza, la ASL chiamata a svolgere globalmente i vari compiti di prevenzione, diagnosi, cura,
riabilitazione e medicina legale, provvedendo all'organizzazione e all'erogazione dell'assistenza medica generica e
specialistica .
L'organi di vertice dell'ASL il direttore generale nominato dalla Giunta Regionale.
PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ETUTELA DEI DIRITTI DELLA PERSONA NEL S.S.N.--> tra le pi
importanti finalit che il legislatore intende perseguire con la legge di riordino sono la personalizzazione e
umanizzazione dell'assistenza, la salvaguardia del diritto all'informazione, del diritto alla libera scelta del medico e del
luogo di cura..e la tutela del dirotto del cittadino a partecipare direttamente al governo della salute pubblica--> i cittadini
e le loro organizzazioni dovranno essere sentiti anche nelle fasi di elaborazione dei programmi, di verifica dei risultati
conseguiti e comunque ogni volta siano in discussione provvedimenti su tali materie.
RUOLO DELLA MEDICINA LEGALE NELL'ASL--> le attivit medico legali erogate nell'ambito dell'ASL possono
essere:
* Attivit di medicina di controllo
* Attivit di medicina previdenziale ed assicurativa
* Attivit di consulenza su problemi di interesse etico-deontologico
* Attivit di consulenza su problemi di interesse giudiziario
* partecipazione a commissioni per le operazioni di prelievo di organi a fini di trapianto terapeutico
* pareri o certificazioni in tema di interruzione della gravidanza
* pareri in materia di assistenza a tossicodipendenti
* attivit di interesse tanatologico
TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI--> L. 626/1994
ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI VOLONTARI E OBBLIGATORI--> L.180/1978
TUTELA DELLA SALUTE MATERNO-INFANTILE
CONSULTORI FAMILIARI--> istituiti con legge 405/1975. obiettivi:
* assistenza psicologica e sociale
* somministrazione dei mezzi necessari
* tutela della salute
* divulgazione di informazioni
I consultori sono nati come servizio di assistenza alle famiglie e alla maternit.
DIRITTO ALLA VITA--> [Art.2 Cost.] diritto all'esistenza individuale, presupposto indispensabile per l'acquisizione di
tutti gli altri che lo Stato garantisce alla persona. E' un diritto fondamentale e inalienabile, le cui uniche deroghe sul
piano giuridico sono solo quelle contenute nella legge sull'interruzione volontaria della gravidanza.

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PROCREAZIONE ASSISTITA--> gli interventi praticabili sono mirati a soddisfare il diritto di procreare della persona,
il desiderio di paternit e di maternit.
Le varie tecniche sono ritenute lecite se ammesse dalla legge, non vietate dal codice deontologico, quando la coppia le
richiede perch non in condizione di procreare e sempre che si rispetti la dignit della persona umana e quella del
nascituro.
Vi un consistente divario tra ci che legalmente possibile e ci che il codice deontologico vieta.
LEGGE 194/1978: NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA AMTERNITA' E SULL'INTERRUZIONE
VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA--> INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZAENTRO I PRIMI 90
GIORNI--> la decisione di abortire spetta esclusivamente alla donna; se la richiesta di interruzione avanzata nel primo
trimestre, potr in pratica essere sempre ottenuta, sebbene con l'osservanza delle modalit stabilite dalla legge.
L'interruzione deve essere volontaria--> se il consenso viene estorto con violenza, minaccia, prevista la reclusione da
4 a 8 anni per chi pratica l'aborto--> il medico deve entrare nel merito dello'autenticit della decisione e deve sapere
valutare le ragioni.
INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA IN CASO DI MALFORMAZIONI FETALI--> Aborto
profilattico o preventivo--> la norma consente alla donna di impedire la nascita di individui affetti da malattie ereditarie
o malattie e difetti congeniti, ci anche al fine di ridurre il pericolo e il peso economico connessi alla presenza nella
famiglia e nella societ di individui improduttivi e bisognosi di un'assistenza continua.
l'aborto preventivo pu essere giustificabile quando lo studio parentale del feto fornisca la certezza o un elevato grado
di probabilit di gravi ed irrimediabili malattie congenite del concepito.
INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA DOPO IL 90GIORNO--> pu essere praticata:
* quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna
* quando siano accertati i processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del
nascituro, che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
Si tratta di stabilire quando la gravidanza o il parto comportino nel caso concreto un grave pericolo per la vita della
madre--> si tratta delle stesse situazioni per le quali in passato si ammetteva il ricorso all'aborto terapeutico-->quando il
medico diagnosticava una malattia che costituisse una controindicazione alla prosecuzione della gravidanza--> in ogni
caso la scelta ad abortire spetta unicamente alla donna.
Nel caso di processi patologici concernenti anomalie o malformazioni del nascituro--> Dopo il primo trimestre,
necessario l'accertamento rigoroso e l'attualit della malformazione--> lo specialista del reparto, deve rilasciare il
certificato che autorizza l'intervento, e deve fornire la documentazione sul caso e la sua certificazione da rilasciare al
direttore sanitario dell'ospedale.
INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZAQUANDO RICORRE L'IMMINENTE PERICOLO PER LA VITA DELLA
DONNA-->L'Art.7, L.194/78, stabilisce che qualora l'interruzione si renda necessaria per l'imminente pericolo per la
vita della donna, l'intervento pu essere praticato anche senza le procedure previste negli altri casi-->resta fermo
l'obbligo di accertare la situazione concreta di pericolo , obiettivarla e provarla, e darne comunicazione all'autorit
competente (--> direttore sanitario)--> l'eventuale obiezione di coscienza da parte del personale sanitario non pu mai
essere invocata quando la donna versi in tali condizioni.
INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA E MINORE ETA'--> E' necessario l'assenso di entrambi i genitori della
minore che vuole abortire per--> se la donna ritiene di non volere informare i genitori, pu recarsi al consultorio o dal
proprio medico di fiducia--> nei primi 90 giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la
consultazione delle persone esercenti la potest, o questi rifiutino l'assenso, la struttura socio-sanitaria o il consultorio o
il medico, rilasciano alla donna copia del certificato da cui risulta la richiesta dell'interruzione e le ragioni che la
legittimano--> entro 7 giorni dalla richiesta, il medico trasmetter il certificato unito al proprio parere, al giudice
tutelare--> questi convocher la minore ed entro 5 giorni, dar l'autorizzazione all'interruzione con un documento
scritto, con il quale la donna potr recarsi presso una delle sedi autorizzate per effettuare l'interruzione-->per--> il
giudice potrebbe anche negare l'autorizzazione--> la donna potr fare ricorso al tribunale per i minorenni che decider
con procedura d'urgenza.
Oltre i 90 giorni, la procedura identica alle donne di maggiore et.
INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA QUANDO SUSSISTA POSSIBILITA' DI VITA AUTONOMA DEL FETO-->
ove sussista tale possibilit (et minima di vita intrauterina di 180giorni), il medico deve fare tutto il possibile per
salvare la vita del feto--> la finalit che si persegue con l'interruzione la salvaguardia della salute e della vita della
donna, non la soppressione del prodotto del concepimento.
OBIEZIONE DI COSCIENZA--> consiste nel rifuito motivato da ragioni etiche e di coscienza di adempiere un obbligo
imposto dalla legge--> L'Art.9, stabilisce che il personale sanitario ed esercente le attivit ausiliarie non tenuto a
prendere parte alle procedure di interruzione di gravidanza quando abbia sollevato obiezione di coscienza, dandone
preventiva dichiarazione--> il medico deve aver dichiarato, prima di trovarsi nella situazione concreta, di essere
obiettore, e tale dichiarazione vale una volta per tutte--> per avere effetti pratici, la dichiarazione deve essere
comunicata all'autorit competente entro un mese dal conseguimento dell'abilitazione o dall'assunzione.
ABORTO ILLEGALE--> effettuato su donna consenziente, senza tener conto dei dettami previsti dalla legge 194:
* effettuato fuori dalle sedi autorizzate
* ottenuto senza osservare le procedure e i limiti imposti dalla legge

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Le pene stabilite sono maggiori per l'esecutore e minori per la donna (--> nel caso di aborto entro i 90 giorni, per lei
prevista solo una multa).
ABORTO CRIMINOSO--> l'interruzione della gravidanza o conseguenza della lesione personale o ottenuta con
azione dolosa del soggetto attivo diretta ad interrompere la gravidanza, senza o contro il consenso della donna--> sono
previste sanzioni fino a 12 anni di reclusione o 16 se si verifica la morte della donna. Gli elementi costituitivi del delitto
sono:
* azione del colpevole diretta a interrompere la gravidanza
* l'assenza del consenso della donna, o consenso estorto con violenza, minaccia o inganno
* il verificarsi dell'evento abortivo.
* il nesso di causalit tra azione ed evento
DIRITTO ALL' ANONIMATO--> La struttura sanitaria, il consultorio o il medico di fiducia a cui la donna si rivolge
devono garantire il diritto all'anonimato in tutti i casi--> non devono essere segnalate le generalit della donna --> in
caso contrario il responsabile sar imputato del delitto di rivelazione di segreto professionale o segreto d'ufficio.
CODICE DEONTOLOGICO--> Art.41 c.d.--> "l'interruzione della gravidanza, al di fuori dei casi previsti dalla legge,
costituisce grave infrazione deontologica, tanto pi se compiuta a scopo di lucro. Il medico obiettore di coscienza, ove
non sussista imminente pericolo di vita per la donna, o in caso di tale pericolo, ove possa essere sostituito da altro
collega altrettanto efficacemente, pu rifiutarsi di intervenire nell'interruzione volontaria della gravidanza".
STERILIZZAZIONE VOLONTARIA--> ogni atto idoneo volto a sopprimere in modo temporaneo o permanente la
capacit di generare, lasciando intatta la capacit copulativa.
sotto un profilo puramente medico, si pu distinguere:
* sterilizzazione diretta--> intervento che mira ad impedire il verificarsi dell'evento riproduttivo,
indipendentemente da altre motivazioni--> lecit allorch sia volontaria.
* sterilizzazione indiretta--> presuppone finalit medico-terapeutica volta a preservare o restituire lo stato di
salute del paziente, quando gli organi di riproduzione costituiscano grave minaccia alla salute e alla vita--> il
medico legittimato ad agire sotto consenso del paziente, a meno che non sussista lo stato di necessit--> si
realizza se vi una malattia in atto che pone in pericolo la vita del paziente; se nella donna, vi fondata
presunzione che il grave pericolo venga meno impedendo con la castrazione l'instaurarsi di una futura
gravidanza.
INDENNITA' CIVILE
Secondo l'Art.2, L118/1971, si considerano mutilati ed invalidi civili, i cittadini affetti da minorazione congenita o
acquisita, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o
dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali, che abbiano subito una permanente
riduzione della capacit lavorativa in misura non inferiore ad 1/3, se si tratta di persone comprese tra i 18 e 65 anni;
oppure, se si tratta di minori di 18 anni o soggetti ultra sessantacinquenni, se abbiano difficolt persistenti a svolgere i
compiti e le funzioni proprie della loro et.
ACCERTAMENTO DELL'INVALIDITA' PERMANENTE--> il medico, ultimata la visita e presa visione della
documentazione medica esibita, formula il suo giudizio diagnostico e prognostico, avuto riguardo della permanenza,
natura e gravit del danno funzionale obiettivato--> tenuto conto della capacit di lavoro residua della persona, e sulla
base di apposite tabelle di legge, traduce la diagnosi formulata in percentuali di invalidit permanente--> i parametri di
giudizio per la valutazione della invalidit civile nelle perone comprese tra i 18 e 65 anni sono:
* danno funzionale permanente
* capacit lavorativa
* tabelle di legge e il sistema valutativo tabellare
L'elemento fondamentale affinch la persona rientri nella categoria degli invalidi civili la prova della permanente
riduzione della capacit lavorativa in misura non < 1/3, se si tratta di persone comprese tra 18 e 65 anni. LA legge
distingue diversi gradi di invalidit, a seconda dei quali sono previsti benefici diversi:
* invalidit superiore ad 1/3--> la persona ha diritto alla qualifica di invalido civile, ed all'eventuale concessione
di prestazioni
* invalidit > 45%--> la persona ha diritto all'iscrizione nelle liste speciali per l'assunzione obbligatoria al lavoro
* invalidit = o > 74%--> la persona ha diritto ad un assegno mensile come invalido parziale
* invalidit del 100%--> ha diritto alla pensione di inabilit come invalido totale--> se si tratta di invalido totale
non deambulante o non autosufficiente,, ha anche diritto all'indennit di accompagnamento.
DIFFICOLTA' PERSISTENTI A SVOLGERE COMPITI E FUNZIONI PROPRIE DELL'ETA' NEL MINORE E
NEGLI ANZIANI--> Nel caso di soggetti >65 o <18, essendo persone che non svolgono alcuna attivit lavorativa,
hanno diritto di essere riconosciuti invalidi civili allorch presentino difficolt persistente a svolgere i compiti e funzioni
tipiche della loro et.
INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO PER GLI INVALIDI CIVILI--> un beneficio economico che viene
concesso ai mutilati e invalidi civili totalmente inabili per affezioni fisiche o psichiche, nei cui confronti le apposite
commissioni sanitarie abbiano accertato che si tratti di persone che si trovino nella impossibilit di deambulare senza
l'aiuto permanente dell'accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano
di un'assistenza continua

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PENSIONE DI INABILITA' PER INVALIDI CIVILI--> viene concessa ai mutilati ed invalidi civili >18anni, nei cui
confronti sia stata accertata una totale inabilit lavorativa. Al compimento del 65anno, in sostituzione di tale pensione,
viene corrisposta da parte dell'INPS la pensione sociale, a carico di un apposito fondo speciale.
ASSEGNO MENSILE DI ASSISTENZA-->Assegno di invalidit--> una prestazione economica concessa ai mutilati
ed invalidi civili tra i 18 e 65 anni che abbiano una riduzione della capacit lavorativa in misura superiore del 74% ed
incollocati al lavoro.
INDENNITA' DI FREQUENZA--> Prestazione mensile che viene concessa a mutilati ed invalidi <18 anni che
presentino difficolt persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della loro et, nonch ai sordi parziali quando si
riconosce che essi abbiano necessit di frequentare scuole e centri di formazione professionale e di riabilitazione.
TUTELA DELLE PERSONE AFFETTE DA CECITA' TOTALE O PARZIALE--> rientrano nel novero dei ciechi civili
solo coloro che lo sono dalla nascita o che lo sono divenuti a causa di malattie o infortuni. Si definiscono:
* ciechi totali--> totale mancanza della vista da ambo gli occhi. mera percezione dell'ombra e della luce
* ciechi parziali--> residuo visivo non >ad 1/20 in entrambi gli occhi
* ipovedenti gravi--> residuo visivo non > 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore
* ipovedenti medio-gravi--> residuo visivo non >2/10
* ipovedenti lievi--> residuo visivo non >3/10
Le provenienze economiche per il cieco assoluto sono la pensione e l'indennit di accompagnamento, con possibilit di
un ulteriore aumento del 45% nel caso di minori ciechi pluriminorati.
LA persona affetta da cecit congenita o contratta successivamente per qualsiasi causa a tutti gli effetti pienamente
capace di agire purch non sia inabilitata o interdetta.
TUTELA DELLE PERSONE AFFETTE DA SORDOMUTISMO--> il sordomuto presenta una notevole difficolt
comunicativa--> dal punto di vista clinico non rappresenta una categoria nosografica unitaria--> si distinguono le forme
congenite da quelle acquisite, quadri organici da quelli meramente sintomatici, o funzionali..
Dal punto di vista legale si considera sordomuto, il minorato sensoriale dell'udito, affetto da sordit congenita o
acquisita durante l'et evolutiva che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato--> da
accertare anche che la sordit non dipenda da cause psichiche o di guerra--> il limite ministeriale di una perdita media
di 75 decibel--> chi completamente sordo da un orecchio definito invalido al 15%, chi lo da entrambi invalido al
58,5%.
Il sordomutismo (o sordit prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonopatie audiogene) tabellato
con un valore fisso dell'80% di invalidit permanente.
INAIL E ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI
ASSICURAZIONI SOCIALI--> Le peculiarit distintive della Assicurazioni Sociali rispetto a quelle private sono
significative, infatti:
* nelle Assicurazioni Sociali il soggetto assicurato esclusivamente un Ente Pubblico (INAIL o INPS), istituito
dallo Stato che ne controlla la gestione. Nelle Assicurazioni Private, l'assicuratore una delle Compagnie di
Assicurazione, sottoposte alla vigilanza dell'ISVAP (istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di
interesse collettivo).
* Nelle A.S., l'assicurante il datore di lavoro, che deve denunciare l'inizio del rapporto di lavoro del dipendente
e deve pagargli i contributi fissati dalla legge (le A.S.sono obbligatorie). Nelle A.P., a sottoscrivere le polizze
in genere un privato cittadino.
* Nelle A.S. le prestazioni erogate sono automatiche--> al realizzarsi del rischio, sono concesse al lavoratore
dipendente in ogni caso, basta dimostrare che il lavoratore abbia assunto regolarmente servizio. Nelle A.P, ai
fini della validit della garanzia assicurativa e del diritto alle prestazioni necessario che l'assicurato fornisca
prova del sul pagamento del premio di polizza.
* Le A.S. esulano da ogni intento di lucro e perseguono finalit di sicurezza sociale. Le A.P. sono regolate da
norme di diritto commerciale e sottostanno alle norme di mercato e di profitto .
Le prestazioni economiche e sanitarie nel regime previdenziale sono erogate sulla base di criteri uniformi e correlate
alla gravit del danno biologico e delle conseguenze patrimoniali sfavorevoli.
Con le A.S. si tende ad indennizzare i danni che derivano al lavoratore e si pone in opera ogni mezzo idoneo a
conservare o ripristinare la sua capacit produttiva e prevenire l'insorgenza di nuovi eventi dannosi e le situazioni di
rischio--> ci perch le A.S. fanno parte integrante del sistema di sicurezza sociale.
INFORTUNIO SUL LAVORO
Art.2 TU stabilisce che l'assicurazione comprende tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di
lavoro, da cui sia derivata la morte o inabilit permanente al lavoro, assoluta o parziale, o una inabilit temporanea
assoluta che importi l'astensione del lavoro per pi di tre giorni.
In genere si tratta di un evento accidentale, ma pu derivare anche da dolo o colpa di terzi. Se l'infortunio deriva da un
comportamento del lavoratore, estraneo alle finalit del lavoro, non sar considerato infortunio indennizzabile.
Gli elementi costituitivi della figura giuridica dell'infortunio indennizzabile INAIL sono:
* esistenza del rischio

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*
*
*
*

causa violenta
occasione di lavoro
danno lavorativo
danno biologico e le sue eventuali conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria lavorativa di
appartenenza dell'assicurato e alla ricollocabilit dello stesso
IL CONCETTO DI RISCHIO NELL'ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO GLI INFORTUNI SUL
LAVORO--> uno degli attributi fondamentali dell'infortunio indennizzabile la sua imprevedibilit specifica concreta->tale incertezza deve riguardare il se, il come, il quando, il chi--> deve sussistere il rischio , ovvero il grado di
probabilit del verificarsi di un evento dannoso--> per--> ai fini della tutela previdenziale--> si deve trattare di un
rischio lavorativo o di rischio protetto-->il lavoro stesso deve condizionare e aggravare la natura e l'entit del rischio. A
seconda del maggior o minor grado del rischio, gli eventi infortunistici possono essere in generale distinti in categorie:
* eventi impossibili a realizzarsi
* eventi possibili
* eventi probabili
* eventi certi
Perch sussista la tutela previdenziale, occorre che il lavoro abbia prodotto almeno un aggravamento del rischio
generico--> rischio generico aggravato o rischio specifico.
I presupposti fondamentali per l'intervento previdenziale sono:
* l'espletamento dell'attivit protetta
* l'esistenza di un valido nesso di causalit tra antecedente lesivo e danno lavorativo o danno biologico.
INFORTUNIO IN ITINERE--> infortunio che il lavoratore subisce nell'andare dalla propria abitazione verso il luogo di
lavoro o viceversa.
CONCETTO DI CAUSA VIOLENTA--> si intende qualsiasi fattore o antecedente lesivo che produca il danno protetto,
agendo dall'esterno sul corpo umano, in modo sufficientemente intenso e rapido nel tempo.
DANNO INDENNIZZABILE--> pu consistere in:
* morte dell'assicurato
* inabilit permanente assoluta al lavoro
* inabilit permanente parziale
* inabilit temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per pi di 3 giorni
* inabilit temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per meno di 3 giorni ( non indennizzabile
INAIL)
* inabilit temporanea parziale ( non indennizzabile INAIL)
* danno biologico (allorch si superi la franchigia del 6%), con le eventuali conseguenze patrimoniali.
NESSO CAUSALE NELL'INFORTUNISTICA INAIL, CON RIGUARDO ALLE CONCAUSE--> anche in questa
sede vale la regola che il rapporto fra antecedente e susseguente deve essere valutato sulla base dei criteri di giudizio:
* criterio cronologico
* criterio quantitativo
* criterio qualitativo
* criterio modale
* criterio topografico
* criterio della continuit
* criterio di esclusione
* criterio epidemiologico
* etc...
Per ci che riguarda le concause, vale quanto stabilito dall'art.41 c.p., che possono essere distinte in preesistenti,
simultanee e sopravvenute, e suddivise a loro volta in concause di infortunio e concause di lesione--> si parler di
concause di inabilit a proposito della costituzione della rendita INAIL.
VALUTAZIONE DELL'INABILITA' PERMANENTE. DANNI PLIRIMI MONOCRONI E POLICRONI--> Nei casi
di inabilit permanente, l'attitudine al lavoro, agli effetti della liquidazione della rendita, si intende ridotta nella misura
percentuale indicata per ciascun caso.
Le menomazioni plurime monocrone, sono quelle prodotte nello stesso infortunio, quindi occorre effettuare una
valutazione unica e complessiva del danno .
Le menomazioni plurime policrone, sono quelle riportate in epoche diverse. Occorre distinguere se ci si trova in
presenza di menomazioni pre-esistenti dovute a fatti lavorativi o extra-lavorativi. Si costituisce una rendita unica,
ovvero si dar luogo ad un indennizzo , basandosi sul danno complessivo.
MALATTIA PROFESSIONALE
Si definiscono malattie professionali, o del lavoro, o tecnopatie, quelle che colpiscono i lavoratori assicurati INAIL,
esposti in modo protratto al rischio tutelato e per le quali sia certa la derivazione causale dell'attivit espletata-->
l'assicurato deve contrarre la tecnopatia nell'esercizio e a causa della lavorazione espletata o a causa della specifica noxa
patogena (piombo, cromo, idrocarburi..)cui esposto per l'assolvimento della propria attivit.

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Per l'infortunio indennizzabile, deve sussistere oltre al danno biologico o lavorativo, la causa violenta in occasione di
lavoro--> per la malattia professionale, la causa diluita e agisce in modo graduale e protratta nel tempo.
Il legislatore ha scelto inizialmente di fondare la tutela previdenziale delle malattie professionali sul sistema delle liste
chiuse--> sono ritenute malattie professionali, comprese quindi nella tutela previdenziale, solo quelle tassativamente
elencate nelle apposite tabelle e riferite ad attivit o lavorazioni ben stabilite, purch si manifestino entro un determinato
intervallo di tempo, a partire dal momento dell'abbandono o cessazione della lavorazione morbigena (c.d. periodo
massimo di indennizzabilit)--> in pratica--> perch si dia luogo alla rendita INAIL occorre:
* la malattia patita dal lavoratore deve essere contemplata fra quelle menzionate in tabella
* deve essere contratta nell'esercizio e a causa di lavorazioni o a causa di noxe patogene tassativamente indicate
dal legislatore
* la manifestazione della malattia deve essersi verificata entro un certo limite di tempo dalla cessazione
dell'attivit
* dalla malattia deve essere derivato un danno biologico superiore ad un certo grado o una inabilit permanente
pari o superiore all'11%.
Con Sent. 179/1988 Corte Cost., la tutela assicurativa delle malattie professionali estesa anche a quelle malattie non
comprese nella tabella, sempre che sia dimostrato con certezza il nesso di causalit tra la malattia e l'attivit lavorativa;
L'onere della prova spetta al lavoratore che richiede la rendita--> venuta meno la tassativit del sistema tabellare-->
l'attuale sistema di tutela si definisce misto, poich ammette sia l'indennizzabilit delle malattie contemplate nel sistema
di lista chiusa, sia delle altre per le quali venga dimostrato il nesso causale (sistema di lista aperto).
PRESTAZIONI SANITARIE EROGATE DALL'INAIL--> Accertata l'esistenza del diritto, le prestazioni erogate
dall'INAIL vengono concesse al lavoratore automaticamente , nel momento stesso dell'evento dannoso e
indipendentemente dal fatto che il datore di lavoro abbia o meno soddisfatto l'obbligo contributivo (con eccezione dei
lavoratori autonomi). Esse possono essere distinte in due categorie:
* prestazioni di ordine sanitario--> come cure mediche e chirurgiche ordinarie, cure specifiche disposte
dall'INAIL, al fine di recuperare la capacit lavorativa, fornitura e rinnovo di protesi se utili a ridurre il grado
di inabilit permanente, etc..,--> in tutti i casi si realizza un obbligo bilaterale alle cure--> da un lato l'istituto
assicuratore si impegna a fornire i necessari presidi terapeutici ai lavoratori, dall'altro questi tenuto a
sottoporsi a essi, restando fermo il diritto dell'assicurato di scegliere se praticare o meno le cure--> per--> se
in assenza di giustificato motivo, rifiuta di sottoporsi alle terapie ritenute necessarie per emendare il danno,
egli potr perdere in tutto o in parte il beneficio economico.
* prestazioni di ordine economico--> indennit giornaliero per inabilit temporanea assoluta [a partire dal
IVgiorno, mentre i primi 3 sono a carico del datore. E' maggiorata se supera i 90 giorni]; Indennizzo in
capitale o in rendita per l'inabilit permanente assoluta o parziale [a decorrere dal giorno successivo a quello
della cessazione per inabilit temporanea assoluta, allorch l'inabilit permanente superi il 10%]; Assegno per
l'assistenza personale continuativa [agli invalidi del lavoro al 100%]; rendita ai superstiti, pi assegno una
tantum in caso di morte[assegno funerario]; Assegno continuativo [erogato alla vedova o agli orfani di un
grande invalido del lavoro (80%), nel caso in cui la morte sia avvenuta per cause non dipendenti
dall'infortunio o malattia professionale]; Rendita di passaggio [concessa solo per silicosi e asbestosi, e solo per
un anno, ripetibile un altro anno--> il lavoratore costretto ad abbandonare il lavoro e a cercare una nuova
occupazione che non comporti il rischio pneumoconiotico--> durante questo periodo di passaggio, gli viene
riconosciuto il diritto a tale previdenza economica]; Assegno di incollocabilit [concesso a coloro che abbiano
riduzione della capacit lavorativa non <34%; et non superiore ai 55 anni; impossibilit di beneficiare
all'assunzione obbligatoria a motivo della natura o del grado di inabilit permanente].
ISTITUTO DELLA REVISIONE--> La misura della rendita per inabilit permanente o per danno biologico pu essere
sottoposta a revisione su richiesta dell'assicurato [revisione attiva] o per disposizione dell'istituto [revisione passiva]-->
le prestazioni erogate dall'INPS, possono essere rettificate in qualunque momento dallo stesso istituto, in caso di errore
di qualsiasi natura--> nel caso in cui gli siano riscosse prestazioni non dovute, non si da luogo al recupero delle somme
predette, salvo che l'indebita percezione sia dovuta dal dolo dell'interessato.
il mancato recupero delle somme pu essere addebitato al funzionario responsabile in caso di dolo o colpa grave.
In caso di infortunio, entro 10 anni dalla data di costituzione della rendita:
* nei primi 4 anni, il lavoratore pu essere invitato a sottoporsi a visita 4 volte [la prima visita--> non prima di 1
anno dall'infortunio e non prima di 6 mesi dalla data di costituzione della rendita; le visite successive-->
ciascuna non prima di un anno dalla precedente]
* Dopo i primi 4 anni sono possibili alre 2 visite di revisione--> alla scadenza del 7anno dalla costituzione della
rendita e alla scadenza del 10anno.
In caso di malattia professionale, entro 15 anni dalla data di costituzione della rendita--> prima visita dopo 6 mesi dalla
data di cessazione del periodo di inabilit temporanea, o dopo 1 anno dalla manifestazione della malattia; Ultima visita
alla scadenza del 15anno dalla data di costituzione della rendita.
ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO LE MALATTIE E LE LESIONI DEI MEDICI CAUSATI
DALL'AZIONE DEI RAGGI X E DELLE SOSTANZE RADIOATTIVE--> sono assicurati tutti i medici che compiono

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funzioni in dipendenza delle quali si trovano esposti a rischio di malattie o lesioni determinate da radiazioni ionizzanti.
L'assicurazione estesa anche agli odontoiatri che fanno uso di apparecchi radiologici.
GRANDI INVALIDI DEL LAVORO--> coloro che in conseguenza di un infortunio sul lavoro o una malattia
professionale riportano una inabilit permanente pari o superiore all'80%. In aggiunta ai trattamento ordinari INAIL, ne
sono previsti alcuni speciali--> prestazioni medico-chirurgiche, balneo termali, rieducazione funzionale, ..., e di
prestazioni economiche--> possono essere erogate prestazioni economiche integrative di rendita--> assegni continuativi
mensili, sovvenzione di contingenza, assegno di assistenza personale continuativa, elargizioni integrative di fine anno..
In caso di morte dell'assicurato per malattia non collegata causalmente agli esiti inabilitanti, che hanno dato luogo alla
costituzione della rendita, le vedove e gli orfani hanno diritto ad un assegno continuativo mensile. Se la morte
causalmente collegata con le infermit per le quali stata costituita la rendita, spetter la rendita ai superstiti.
INPS: INVALIDITA' E INABILITA' PENSIONABILI
SICUREZZA SOCIALE E NATURA DELLA PRESTAZIONE PREVIDENZIALE INPS--> [ INPS= Istituto Nazionale
Previdenza Sociale]. La prestazione previdenziale INPS subordinata al verificarsi di eventi legalmente qualificati [-->
invalidit, inabilit, vecchiaia...].
La tutela INPS riguarda, almeno in parte il prodursi di eventi certi, mentre nell'assicurazione obbligatoria INAIL,
sussiste in ogni caso l'incertezza del verificarsi dell'evento tutelato.
PRESTAZIONI ECONOMICO-PREVIDENZIALI EROGATE--> L'INPS provvede ad erogare:
* la pensione sociale--> si concede agli anziani oltre il 65 anno, che non abbiano altra pensione o reddito-->
una pensione di tipo assistenziale, non reversibile ai superstiti, non cedibile, non prorogabile, non
sequestrabile.
* la pensione di vecchiaia--> concesso all'assicurato al raggiungimento dell'et pensionabile.
* pensione di anzianit--> concessa su domanda dell'interessato, dopo 35 anni di servizio
* pensione di reversibilit--> agli aventi diritto dopo la morte del lavoratore assicurato
* assegno onorario di invalidit
* pensione di inabilit--> concessione subordinata al riconoscimento dello status di inabile pensionabile INPS
* assegno privilegiato di invalidit--> quando l'invalidit dipende dalla causa di servizio
* assegno privilegiato di inabilit--> quando l'inabilit dipende da causa di servizio
* pensione privilegiata dei superstiti--> quando la morte dipende da causa di servizio
* assegno una tantum ai superstiti--> se l'assicurato deceduto non aveva i requisiti contributivi minimi
* assegno integrativo speciale per l'assistenza personale e continuata--> ai pensionati per inabilit, non
deambulanti o non capaci di svolgere gli atti ordinari della vita quotidiana
* indennit ordinaria o sussidio straordinario nel caso di disoccupazione involontaria
* sussidio per la tubercolosi
* indennit di malattia--> per i lavoratori dipendenti ammalati dopo il 3 giorno
* assegno per il nucleo familiare-->per i familiari a carico--> se maggiorenni si concede solo se inabili in modo
permanente al lavoro
* L'INPS provvede ad erogare la retribuzione del lavoratore nei casi di sospensione o riduzione dell'attivit di
impresa--> cassa integrazione guadagni
* TFR
* pagamento dei crediti di lavoro dovuti negli ultimi tre mesi in caso di insolvenza del datore di lavoro.
PENSIONE DI VECCHIAIA. ETA' PENSIONABILE--> LA pensione di vecchiaia pu essererichiesta dagli assicurati
INPS a patto che sussistano 3 condizioni:
1. anzianit assicurativa minima di almeno 15 anni
2. numero di contributi pari almeno a 780 settimane[52contributi settimanali per 15 anni ]
3. compimento dell'et pensionabile
ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITA'--> "si considera invalido ai fini del conseguimento del diritto all'assegno di
assicurazione obbligatoria per l'invalidit, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori gestita dall'INPS, l'assicurato la cui
capacit di lavoro, inoccupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermit o
difetto fisico o mentale a meno di 1/3"--> l'assegno cumulabile con la retribuzione, ma fino all'importo pari al minimo
di pensione. E' incompatibile con il trattamento a favore degli invalidi civili parziali. Non reversibile. E' concesso per
3 anni, rinnovabili qualora permangano le condizioni di invalidit--> dopo 3 riconoscimenti consecutivi, l'assegno verr
automaticamente confermato.
La trasformazione dell'assegno di invalidit in pensione di vecchiaia avviene al compimento dell'et pensionabile
stabilita dalle singole gestioni, qualora si possano far valere i requisiti contributivi per la vecchiaia.
Il medico dovr tener conto nella valutazione conclusiva dell' invalidit:
* la sussistenza dei requisiti contributivi--> occorrono almeno 5 anni di contribuzione, di cui 3 nel quinquiennio
che precede la richiesta di pensionamento
* la natura e la gravit delle infermit e dei difetti fisici e psichici
* la permanenza delle stesse
* le attitudini lavorative dell'assicurato

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* la riduzione permanente della capacit di lavoro in occupazioni confacenti alle attitudini


* la misura di tale riduzione
PENSIONE ORDINARIA DI INABILITA'--> "si considera inabile l'assicurato il quale, a causa di infermit o difetto
fisico o mentale, si trovi nell'assoluta e permanente impossibilit di svolgere qualsiasi attivit lavorativa".
La misura della pensione di inabilit superiore di quella per l'assegno ordinario di invalidit--> calcolata come se
l'assicurato avesse versato contributi fino al raggiungimento dell'et pensionabile per vecchiaia prevista dalle singole
gestioni. E' incompatibile con:
* compensi o retribuzioni per il lavoro autonomo e subordinato
* iscrizione agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, autonomi, albi professionali
* trattamenti di disoccupazione ordinaria e speciale, di cassa integrazione, per temporanea incapacit di lavoro
Nel caso il pensionato non provvedesse alla cancellazione da tali elenchi, con comunicazione all'INPS, dovr restituire
le somme indebitamente percepite.
ASSEGNO E PENSIONE DI PRIVILEGIO--> "L'iscritto nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidit, la
vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ha diritto all'assegno di invalidit e alla pensione di inabilit, anche in
mancanza dei requisiti contributivi quando.
* l'invalidit o inabilit risultino in rapporto causale diretto con finalit di servizio
* dall'evento non derivi il diritto a rendita a carico dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, o a trattamenti a carattere continuativo di natura previdenziale o assistenziale a carico dello Stato
o altri enti pubblici.
ASSEGNO MENSILE PER L'ASSISTENZA PERSONALE E CONTINUATA AI PENSIONATI PER INABILITA'-->
Ai pensionati per inabilit che si trovino nell'impossibilit di deambulare senza l'aiuto permanente di un
accompagnatore o abbisognano di assistenza continua, spetta un assegno mensile non reversibile nella stessa misura
prevista nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
QUESITI POSTI DAL MAGISTRATO SULLA INVALIDITA' PENSIONABILE:
* da quale infermit o difetti fisici o mentali affetto il ricorrente
* se ed in quale misura le infermit psicofisiche o difetti fisici o mentali obiettivati, considerati nel loro
complesso, riducano in modo permanente la capacit di lavoro del ricorrente in occupazioni confacenti le sue
attitudini
* in quale data sia insorto l'eventuale complesso invalidante
ISTITUTO DELLA REVISIONE. LA REVOCA--> L'Art.9, L.222/1984, "revisione dell'assegno di invalidit e della
pensione di inabilit" stabilisce:
* il titolare delle prestazioni riconosciute, pu essere sottoposto ad accertamenti sanitari per la revisione dello
stato di inabilit o invalidit, ad iniziativa dell'INPS
* la revisione pu essere richiesta anche dall'interessato in caso di mutamento delle condizioni che hanno dato
luogo al trattamento, comprovato da apposita certificazione sanitaria
* ove l'interessato rifiuti, senza giustificato motivo, di sottostare agli accertamenti disposti dall'INPS,
quest'ultimo sospende il pagamento delle rate di assegno o pensione, per tutto il periodo in cui non si rende
possibile effettuare gli accertamenti
* quando, a seguito di revisione, risulti che l'interessato non pu essere pi considerato invalido o inabile, la
prestazione revocata
Le motivazioni che possono essere a fondamento del giudizio di revoca possono essere.
* avvenuto riadattamento al lavoro dell'assicurato in un'attivit confacente alle sue attitudini, non usurante, non
declassante e non offerta a titolo caritativo
* miglioramento dello stato invalidante
* insussistenza dello stato invalidante o inabilitante
LAVORO USURANTE E INVALIDITA' PENSIONABILE INPS--> Qualunque corpo fisico, con l'uso va incontro ad
un logorio, ad un consumo--> il concetto di "usura" pu correlarsi a quello di senescenza--> quando si parla di lavoro
usurante in sede di invalidit pensionabile INPS, si vuole intendere che quel logorio, quella modificazione peggiorativa
dell'organismo o di qualche sua parte, vanno oltre il fisiologico logorio legato all'attivit lavorativa--> vanno tanto oltre
da far ritenere certamente invalido l'assicurato--> un lavoro non usurante solo per se stesso, ma in riferimento al
soggetto considerato.
NORME IN TEMA DI LAVORO USURANTE-->Sono considerate attivit usuranti quelle concernenti l'espletamento
di:
* lavoro notturno continuativo
* lavoro alle linee di montaggio con ritmi vincolati
* lavori in galleria, cava o miniera
* lavori in altezza
* lavoratori addetti ai reparti di pronto soccorso, rianimazione, chirurgia d'urgenza
* Etc..
ASSICURAZIONI CONTRO LA TUBERCOLOSI--> Con l'istituzione del SSN le prestazioni sanitarie che l'Istituto
erogava mediante proprie strutture, sono state trasferite alle ASL e agli ospedali--> all'INPS rimasta la competenza ad

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erogare le prestazioni di ordine economico e la tutela previdenziale del rischio si estesa anche alle forme tubercolari in
fase non attiva. Le prestazioni economiche comprendono:
* sussidio o indennit giornaliera-->L'indennit giornaliera per ricovero come importo pari a quella di malattia
per i primi 180 giorni ed maggiorata per i familiari a carico, ma non cumulabile con la retribuzione integrale.
* indennit post sanatoriale--> cumulabile con la retribuzione, maggiorata per carico di famiglia
* assegno di cura e di sostentamento--> pu essere concesso per un biennio, non cumulabile ma rinnovabile di
biennio in biennio ed erogato a coloro che abbiano subito, a causa della malattia tubercolare, effetti invalidanti.
* Anche i cittadini affetti da tbc che non siano assicurati INPS possono ottenere l'indennit ambulatoriale, postsanatoriale e l'assegno di cura e sostentamento.
INDENNITA' DI MALATTIA--> per gli assicurati INPS il diritto all'indennit scatta dopo il 3giorno di malattia, fino
ad un massimo di 180 giorni prorogabili al max di altri 180 per una sola volta nell'anno successivo.
ISTITUTI DI PATRONATO--> enti assistenziali dei lavoratori, dei quali la maggior parte promossa da associazioni
sindacali o di categoria--> il lavoratore dipendente colpito da infortunio o malattia professionale, o che ritiene di essere
affetto da uno stato di invalidit pensionabile pu rivolgersi al Patronato e ricevere il patrocinio--> l'ente assiste il
lavoratore in tutte le vicende della domanda di concessione della prestazione assicurativa, collabora con i medici
dell'Istituto nell'affrontare i vari problemi di natura medico-legale e giuridica--> ad essi pu essere demandata
l'assistenza del lavoratore in sede giudiziale e l'attivit viene svolta in ogni caso senza limitazione e gratuitamente per
l'assicurato--> le spese gravano su INPS e INAIL, anche in caso di soccombenza del Patronato nella vertenza
giudiziaria, a meno che non ricorra la lite temeraria.
CAUSA E CONCAUSA DI SERVIZIO
Lo Stato riconosce un equo indennizzo o il diritto alla pensione privilegiata al proprio dipendente che abbia riportato
una compromissione dell'integrit psicofisica, causalmente, o concausalmente, connessa al servizio, dalla quale sia
derivata la morte o inabilit permanente, assoluta o parziale al servizio. I presupposti per il riconoscimento dei benefici
di legge sono:
* il rapporto di pubblico impiego
* il rapporto di causalit tra lesione o infermit, inabilit, morte, ed il servizio prestato dal dipendente
* l'assenza di dolo o colpa grave del dipendente
PENSIONI PRIVILEGIATE DI GUERRA E PENSIONI PRIVILEGIATE ORDINARIE--> La pensione privilegiata,
concessa quando l'inabilit o morte siano dipendenti da cause di servizio, compete qualunque siano l'et del soggetto e
la durata effettiva del servizio attivo prestato.
Le pensioni privilegiate si distinguono a loro volta in:
* Pensioni privilegiate di guerra--> concesse ai combattenti qualora abbiano riportato menomazioni fisiche o
psichiche conseguenti a lesioni o infermit subite o aggravatesi in tempo di guerra o in zona di operazioni, in
occasione ed a causa del servizio di guerra o a questo attinente [--> servizio di guerra--> prestato in zona di
guerra; Servizio attinente alla guerra--> attivit che, in tempo di guerra, per essere svolta richiede maggiori
fatiche o dispone a ericili pi gravi che in tempo di pace]. Le pensioni di guerra competono anche ai non
combattenti, nel caso di ferite, menomazioni riportate a causa di eventi bellici.
* Pensioni privilegiate ordinarie--> competono agli impiegati civili e militari dello stato, agli impiegati di enti
pubblici, allorch si riconosce che l'inabilit permanente o la morte dipenda dal servizio.
CAUSA E CONCAUSA DI SERVIZIO--> in giurisprudenza si sempre pi volti ad affermare l'equiparazione della
causa alla concausa di servizio--> prevalso quindi l'orientamento che si deve conferire importanza anche alla concausa
di servizio, allorch nel processo genetico ed evolutivo della lesione, della infermit o menomazione considerate e della
conseguente inabilit al servizio, si dimostri il ruolo o l'importanza determinanti e prevalenti dei cosiddetti fatti di
servizio [--> fatti di servizio--> tutti i fatti connessi all'adempimento degli obblighi di servizio--> acquistano importanza
solo quando si dimostra che nella produzione dell'evento dannoso hanno avuto iun peso causale superiore al semplice
momento sciogliente o liberatore].
occasione di servizio--> condizione o circostanza attinente al servizio che determina l'esposizione del dipendente a
rischio professionale, per la quale si esclude l'ipotesi di un evento dannoso accidentale o generico.
Ai fini dell'ammissione del rapporto causale occorre tener conto delle particolari condizioni fisiche o psichiche del
soggetto che svolge quel determinato servizio, e non riferirsi alla mera capacit di resistenza teorica di un individuo
medio. Ai fini di un corretto giudizio valutativo sul nesso causale occorrer uno studio approfondito sul servizio svolto,
che dovr essere valutato in relazione a concrete caratteristiche qualitative, quantitative, modali e cronologiche del
servizio svolto, e quelle ambientali nelle quali il servizio stato prestato.
RISCHIO TUTELATO. FINALITA' DI SERVIZIO--> si distinguono 3 tpi di rischio:
1. Rischio specifico--> connesso specificamente ad una determinata attivit lavorativa e incombe solo su chi
svolge quelle specifiche mansioni.
2. Rischio generico--> vi sono esposti tutti i cittadini che appartengono ad una certa collettivit.
3. Rischio generico aggravato--> rischio a cui sono esposti tutti i cittadini, ma che grava soprattutto su alcune
persone, in determinate circostanze e con maggiore intensit.

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Nella pensionistica privilegiata, diversamente da quanto accade in sede INAIL per i dipendenti del settore privato, non
pregiudica il riconoscimento della dipendenza causale il fatto che non vi sia stato alcun aggravamento del rischio
generico, sempre che sussista la finalit di lavoro (occasione di servizio). Ci che conta la prova che l'evento lesivo,
l'infermit, la menomazione, l'inabilit o la morte, siano riferibili, causalmente o concausalmente, all'adempimento del
servizio.
VALUTAZIONE MEDICO-LEGALE--> una volta riconosciuto il nesso causale, al fine di stabilire il diverso beneficio
economico, il medico procede alla valutazione del danno, basandosi su apposite tabelle di valutazione.
DOMANDA DI RICONOSCIMENTO DELLA DIPENDENZA DA CAUSA DI SERVIZIO--> l'impiegato civile che
abbia contratto infermit o subto lesioni, per fare accertare eventuale dipendenza da causa di servizio deve, entro 6
mesi dalla data in cui si verificato l'evento dannoso, presentare domanda scritta all'amministrazione dalla quale
direttamente dipende, indicando la natura dell'infermit o della lesione, i fatti di servizio che vi hanno concorso, le
conseguenze sull'integrit fisica (ove possibile) --> con la stessa domanda l'interessato pu chiedere la concessione
dell'equo indennizzo, se la menomazione si manifestata contemporaneamente all'infermit o lesione-->
l'amministrazione di appartenenza procede d'ufficio quando risulti che un proprio dipendente abbia riportato lesioni per
certa o presunta ragione di servizio o abbia contratto l'infermit nell' esporsi per obbligo di servizio a straordinarie cause
morbifiche.
ASSICURAZIONI PRIVATE
CONCETTO DI ASSICURAZIONE--> Art.1882 cc--> "L'assicurazione un ctc col quale l'assicuratore, verso
pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un
sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana".
RISCHIO--> = probabilit, statisticamente valutabile, che si verifichi l'evento temuto, con la conseguente situazione di
bisogno per l'assicurato. Il ctc di assicurazione trasferisce il rischio del verificarsi del danno, dall'assicurato alla
compagnia, dietro pagamento del premio , dando al primo la certezza che se quel determinato evento di danno si
verificher, egli sar indennizzato e sollevato dalla situazione di bisogno che ne deriva, nei limiti delle garanzie
assicurative.
La maggiore o minore probabilit che il danno ha di prodursi, influir sulla misura del premio che viene pagato alla
compagnia e sulla stessa decisione di questa di assumere il ricshio.
GARANZIE ASSICURATIVE--> il ctc di assicurazione stabilisce l'obbligo per la Compagnia di corrispondere un
indennizzo all'assicurato per il caso che si verifichi un sinistro o il rimborso delle spese di cura e ricovero sostenute
dall'assicurato...secondo le condizioni stabilite dallo stesso ctc. Il beneficiario pu essere il contraente o un terzo
indicato nel ctc, o, in caso di morte del contraente o del beneficiario, gli eredi, purch specificati nella polizza.
POLIZZA--> L'Art.1888cc "prova del ctc" stabilisce che il ctc di assicurazione deve essere provato per iscritto-->
l'assicuratore obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazion9e o altro documento da lui sottoscritto.
Perch la polizza sia efficace, occorre che l'assicurato sia in regola con il pagamento premio e sia in possesso della
relativa quietanza.
DENUNCIA DEL SINISTRO--> sinistro = realizzarsi dell'evento dannoso per il quale stipulata l'assicurazione.
Allorch esso si verifichi, l'assicurato deve darne avviso scritto alla compagnia entro i limiti di tempo che risultano dal
ctc di polizza [--> in genere entro 3 giorni dall'evento o dalla presa a conoscenza dell'assicurato]--> l'inadempimento
dell'obbligo di denuncia pu comportare la perdita totale o parziale del diritto all'indennizzo.
OBBLIGO DELL'ASSICURATO DI SOTTOPORSI AI CONTROLLI--> L'assicurato obbligato a sottoporsi ai
controlli che la compagnia disporr nei suoi confronti allorch egli presenti la denuncia del sinistro.
ARBITRATO--> Ricevuta la necessaria documentazione sul sinistro, verificata l'operativit della garanzia, quantificato
il danno, la compagnia effettua il pagamento dell'indennizzo.
Qualora non vi sia accordo fra le parti sull'ammontare dello stesso, viene nominato un collegio arbitrale, costituito da 3
medici. Le decisioni sono prese con dispensa da ogni formalit di legge (arbitrato irrituale)e sono vincolanti per le parti.
ASSICURAZIONE PRIVATA CONTRO GLI INFORTUNI: INFORTUNIO INDENNIZZABILE--> A norma di
polizza, per infortunio si intende quell'evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna che produca lesioni corporali
obiettivamente contestabili e che abbiano per conseguenza:
* morte
* invalidit temporanea
* invalidit permanente (copertura base)
* o che comportino la necessit di cure mediche, chirurgiche o un ricovero (copertura speciale)
STATO ANTERIORE E VIOLENZA DELLA CAUSA--> la valutazione dello stato anteriore fondamentale ai fini del
giudizio sulla effettiva violenza della causa, sull'assenza di eventuali preesistenze e sull'indennizzabilit dell'infortunio.
per ci che concerne la violenza della causa--> si distingue fra:
* intensit traumatica--> violenza che il trauma deve possedere e che deve essere di una certa consistenza perch
vi sia infortunio indennizzabile
* intensit lesiva--> dipende in parte dall'intensit traumatica e in parte dalle caratteristiche proprie dello stato
anteriore del soggetto.

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Ci che conta ai fini assicurativi la prova che all'evento traumatico siano seguite, con nesso di causalit accertabile,
lesioni corporali obiettive. La causa deve essere " causa violenta".
RAPPORTO DI CAUSALITA' NELLA POLIZZA DI ASSICURAZIONE PRIVATA CONTRO GLI INFORTUNI->Qualsiasi lesione corporale obiettivamente constatabile, potr essere considerata come il prodotto di due forze
antagoniste ma concorrenti fra loro--> una esterna e l'altra legata alla capacit di difesa e reazione dell'organismo e
quindo allo stato interiore del sinistrato.
ASSICURAZIONE PRIVATA PER INVALIDITA' PERMANENTE PER MALATTIA--> L'assicurazione per invalidit
permanente conseguente a malattia si recentemente affermata in modo autonomo da altri tipi di ctc esistenti sul
mercato assicurativo.
La garanzia diventa operante allorch a causa di una malattia, insorta durante il periodo di vigenza, si determini una
riduzione permanente totale o parziale dell'integrit fisica dell'assicurato, che comprometta in tutto o in parte la sua
capacit di lavoro--> previsto che se la malattia espressione espressione di uno stato patologico preesistente alla
stipula del ctc, l'assicurazione non pi efficace.
DENUNCIA DELLA MALATTIA E OBBLIGHI RELATIVI--> A norma di polizza l'assicurato, per ottenere la
liquidazione dell'indennizzo, deve denunciare per iscritto la malattia entro 3 giorni dal momento in cui ne a
conoscenza.
La valutazione dell'invalidit viene fatta entro un anno dalla denuncia del sinistro. Il diritto all'indennit di carattere
personale e non trasferibile agli eredi, a meno che non sussistano diverse disposizioni di polizza--> per--> se
l'assicurato muore dopo che l'indennit sia stata liquidata o comunque offerta in misura determinata, la societ
obbligata a pagare agli eredi l'importo liquidato od offerto.
RISCHI ESCLUSI--> Sono esclusi dall'assicurazione di invalidit permanente da malattia:
* le alterazioni patologiche dell'assicurato in atto al momento della stipula del ctc ed a lui note in quanto gi
diagnosticate o inducenti apprezzabile sintomatologia soggettiva
* le malattie che siano espressione o conseguenza di situazioni patologiche insorte anteriormente alla stipula del
ctc, gi conosciute dal contraente e taciute con dolo o colpa grave.
* infermit mentali prive di obiettivabile causalit organica
* abuso di alcol o sostanze stupefacenti o psicotrope
* conseguenza di trattamenti estetici, cure dimagranti...
POLIZZA DI ASSICURAZIONE PRIVATA SULLA VITA--> "Ctc col quale l'assicuratore si obbliga a pagare un
capitale o una rendita al verificarsi della morte dell'assicurato o, nel caso di sopravvivenza, di pagare un certo capitale o
quella data rendita al raggiungimento del termine temporale fissato nella polizza." --> un'assicurazione libera e
facoltativa sia per quanto riguarda l'epoca di ingresso, sia per quanto riguarda il capitale assicurato e la rendita o la
forma del ctc--> Ha carattere previdenziale e non meramente indennitario-->l'assicurato si propone di garantire a s o i
beneficiari indicati una certa disponibilit finanziaria al verificarsi dell'evento assicurato. A seconda della natura del
rischio si distingue:
* assicurazione per il caso di morte--> l'obbligazione dell'assicuratore subordinata alla morte dell'assicurato-->
tali ctc si distinguono in--> assicurazione di un capitale a vita intera[-->l'assicuratore effettua la prestazione
alla morte dell'assicurato, di cui godranno gli eredi o i beneficiari indicati]; Assicurazione temporanea [-->
l'assicuratore effettua la sua prestazione a condizione che l'assicurato non sopravviva all'epoca stabilita];
Assicurazione a termine fisso [--> l'assicuratore effettuer la prestazione sia se l'assicurato muoia, sia se
sopravviva all'epoca stabilita]
* assicurazione per il caso di vita--> l'obbligazione subordinata alla sopravvivenza dell'assicurato ad una certa
scadenza ctcale--> tali ctc possono prevedere--> corresponsione di un capitale o rendita differita se l'assicurato
sar ancora in vita all'epoca stabilita; assicurazione di una rendita immediata.
* assicurazione mista--> l'obbligazione dell'assicuratore subordinata alla morte dell'assicurato, se questa si
verifica entro la scadenza stabilita dal ctc, oppure al raggiungimento del termine cronologico fissato dal ctc
stesso se l'assicurato sar ancora in vita.
Nella stipula di questa speciale polizza occorre distinguere:
* l'assicurato
* il contraente--> persona che assume in proprio l'obbligo del pagamento del premio
* beneficiario--> persona designata dall'assicurato alla quale la compagnia pagher le somme convenute
* la compagnia--> istituto assicuratore
* il premio--> la somma che il contraente o l'assicurato si impegnano a pagare all'impresa assicuratrice
* capitale o rendita assicurata--> la somma che la compagnia si assume l'onere di pagare al beneficiario
allorch si realizzi l'evento assicurato
* ctc o polizza di assicurazione--> documento che l'impresa assicuratrice rilascia all'assicurato e nel quale
vengono fissati il premio, le regole del ctc, le prestazioni e le modalit di corresponsione.
RISCHIO NEL CTC DI ASSICURAZIONE SULLA VITA--> Il presupposto della validit e dell'efficacia del ctc di
assicurazione sta nella preliminare comprensione e nella esatta definizione del rischio assicurato--> col termine rischio,
si intende la probabilit che si verifichi la morte del contraente. I principali fattori che influenzano o modificano il
rischio nella polizza sono:

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* et
* professione
* abitudini e ambiente di vita
* costituzione individuale
* ereditariet
* malattie pregresse
* malattie in atto
La giurisprudenza ha affermato il principio che affinch il ctc assicurativo sia valido, occorre che vi sia corrispondenza
tra il rischio obiettivo e quello reale.
CIRT--> lo studio dei rischi tarati fu iniziato nel 1917 dall'INA e prosegu fino a che nel 1927 venne fondato con il
concorso di tutte le compagnie allora esercenti in Italia, il CIRT [--> Consorzio Italiano Rischi Tarati].
Talora ci si trova di fronte a casi che presentano una certa difficolt di valutazione, poich l'assicurando affetto da una
o pi malattie correlate con una pi elevata probabilit di morte--> la maggior parte delle compagnie invia la
documentazione ad un apposito comitato medico costituito presso il CIRT--> tale consorzio ha lo scopo di consentire
l'atto di previdenza alla maggior parte di coloro ai quali viene rifiutata l'assicurazione sulla vita in seguito a sfavorevoli
constatazioni sanitarie. Dal comitato dipenderanno il definitivo giudizio sull'assicurabilit e l'entit del sovrapremio da
pagare.
MEDICO E PROFESSIONI SANITARIE
l'Art. 99 del TU delle leggi sanitarie dispone che sono soggette a vigilanza:
* le professioni sanitarie principali--> quelle il cui esercizio subordinato al conseguimento della laurea-->
medico-chirurgo, odontoiatra, veterinario, farmacista, biologo, psicologo.
* le professioni sanitarie ausiliari
* le arti ausiliarie delle professioni sanitarie
* altre attivit e arti che abbiano rapporto con l'esercizio delle professioni sanitarie
PROFESSIONI SANITARIE--> In base alla L.251/2000, le diverse figure sanitarie che operano nel campo della Sanit
dovranno essere incluse in una delle diverse fattispecie individuate:
* professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche--> infermieri, ostetrici, infermieri pediatrici
* professioni sanitarie riabilitative--> podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista, terapista della neuro e
psicomotricit dell'et evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore
professionale
* professioni tecnico-sanitarie--> due aree--> area diagnostica [tecnico audiometrista, tecnico sanitario di
laboratorio biomedico, di radiologia biomedica, di neurofisiopatologia] area tecnico-assistenziale [tecnico
ortopedico, audio-protesista, della fisiopatologia cardiocircolatoria e della profusione cardiovascolare, igienista
dentale, dietista]
* professioni tecniche della prevenzione--> tecnico della prevenzione dell'ambiente e nei luoghi di lavoro,
assistente sanitario.
ARTI AUSILIARIE DELLE PROFESSIONI SANITARIE--> un operatore deputato ad occuparsi degli aspetti igienici
dell'ambiente e del reparto.
ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI--> L'ordine provinciale, vigila e
cura la tenuta degli albi, vigila sul decoro e sul corretto comportamento degli iscritti, promuove iniziative per
l'aggiornamento professionale, esercita sugli iscritti potere disciplinare, interviene nelle controversie in materia di
onorari tra medici e assistiti...etc..
FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI [FDOMCeO]--> riunisce i vari ordini provinciali dei medici chirurghi
e odontoiatri , ha sede in Roma, esercita a livello nazionale quelle funzioni che a livello provinciale sono svolte
dall'ordine omonimo. Ha approvato il codice di deontologia medica vigente.
DEONTOLOOGIA ED ETICA MEDICA--> [deontologia medica = studio dei doveri che riguardano la professione del
medico] --> doveri deontologici--> derivano dai precetti del codice deontologico--> norme di comportamento con
sanzioni in caso di violazione.
POTERE DISCIPLINAREDELL'ORDINE--> i sanitari che si rendono colpevoli di abusi o mancanze nell'esercizio
della professione, sono sottoposti a procedimento disciplinare da parte del Consiglio dell'Ordine della provincia nel cui
albo sono iscritti--> il procedimento disciplinare promosso d'ufficio o su richiesta del Prefetto o del Procuratore della
Repubblica. Le sanzioni sono:
* avvertimento--> diffidare il colpevole a non ricadere nella mancanza
* censura--> dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa
* sospensione dall'esercizio della professione--> da1 a 6 mesi, salvo eventuali comportamenti di rilevanza
penale. Comportano di diritto la sospensione dell'esercizio professionale--> emissione di mandato o ordine di
cattura; applicazione provvisoria di una pena accessoria o misura di sicurezza.
* radiazione dall'albo--> pronunciata contro l'iscritto che con la sua condotta abbia gravemente compromesso la
reputazione e la dignit della classe sanitaria--> comporta la decadenza dall'abilitazione.

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LIBERA CIRCOLAZIONE DEL MEDICO NEI PAESI DELL'UE--> [regolata dal Dlgs 368/1999]--> i titoli medici
rilasciati a cittadini degli stati membri, sono riconosciuti in Italia in regime di reciprocit con gli altri paesi.
QUALIFICHE GIURIDICHE DEL MEDICO E DELL'ODONTOIATRA--> Agli effetti della legge penale--> occorre
distinguere:
* pubblici ufficiali--> [Art.357 cp] acquistano la qualifica di pubblico ufficiale, gli impiegati dello stato o di un
altro ente o istituto pubblico, o ogni altra persona, sebbene non dipendente dello stato, che eserciti sia pure
temporaneamente, una funzione pubblica.
* incaricati di pubblico servizio--> [art. 358 cp] Acquistano tale qualifica gli impiegati dello stato o altro ente
pubblico, o altra persona, che prestino permanentemente o temporaneamente e a qualunque titolo, un pubblico
servizio.
* esercenti un servizio di pubblica necessit--> [Art.359 cp] privati cittadini che svolgono professioni forensi,
sanitarie o altre professioni, il cui esercizio si aper legge vietato senza la speciale abilitazione dello stato.
* ufficiali di polizia giudiziaria
Agli effetti della legge civile il medico assume qualifica di esercente una professione intellettuale [Art. 2229 cc].
RAPPORTO MEDICO-ASSISTITO E FACOLTA' DI CURARE
PERIZIA PRUDENZA E DILIGENZA
LIBERTA' DEL MEDICO E LIBERTA' DEL MALATO--> il malato libero di scegliere e autodeterminarsi, previa
adeguata informazione sulle proprie condizioni , le cure proposte--> egli libero di accettare o rifiutare. La fiduciariet
elemento fondamentale del rapporto. In presenza di esplicito rifiuto del paziente capace di intendere e volere, il
medico tenuto alla desistenza da qualsiasi atto diagnostico e curativo.
importante:
* adeguata informazione preliminare, per rendere il malato partecipe del processo diagnostico e terapeutico
* divieto di ricorrere a terapie scientificamente infondate o solo atte a suscitare illusorie speranze
* il divieto di ricorrere a terapie nuove o rischiose, a meno che non si tratti di sperimentazione clinica sottoposta
ad adeguato controllo
* la libert del medico deve trovare limite nel divieto di ricorrere , difronte a malattie a prognosi sicuramente
infausta e pervenute alla fase terminale, all'accanimento diagnostico-terapeutico consistente nell'irragionevole
ostinazione in trattamenti inutili.
Inoltre, la libert di coscienza del medico trova riferimento nell'art 19 codice deontologico--> "rifiuto d'opera
professionale. il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo
convincimento clinico, pu rifiutare la propria opera, a meno che questo comportamento non sia grave ed immediato
nocumento per la salute della persona assistita".
RESPONSABILITA' ETICA--> "Il medico deve essere persona matura, emotivamente equilibrata, capace di sostenere
il confronto, libera nella sua facolt di autodeterminarsi, in grado di scegliere consapevolmente e liberamente una certa
condotta, di saperne prevedere gli effetti, di assumersene le responsabilit conseguenti davanti agli uomini e davanti alla
propria coscienza".
FACOLTA' DI CURARE--> il medico non ha nessun "diritto" di curare--> ha un dovere di assistere e curare nei limiti
del consenso valido espresso dalla persona assistita--> i trattamenti sanitari sono volontari e richiedono la libera
partecipazione di chi li richiede--> si fa eccezione per:
* trattamenti sanitari obbligatori--> (nel caso dei pazienti psichiatrici)posti in essere solo a determinate
condizioni
* trattamenti sanitari resi obbligatori da disposti di legge--> cura delle malattie veneree in fase contagiosa,
trattamenti relativi a malattie infettive e diffusive, vaccinazioni obbligatorie, trattamenti disposti dall'Autorit
Giudiziaria..
* accertamenti ordinati dall'autorit giudiziaria
CONSENSO
Consenso = partecipazione, consapevolezza, libert di scelta e decisione.
Art.32 Cost--> nessuno pu essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge, la
legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Art. 13 Cost.--> la libert personale inviolabile. non ammessa forma alcuna di detenzione, ispezione, o perquisizione
personale, n qualsiasi altra restrizione della libert personale, se non per atto motivato dall' Autorit giudiziaria e nei
soli casi e modi previsti dalla legge.
Art. 50 cp--> consenso dell'avente diritto--> non punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, con il consenso della
persona che pu validamente disporne.
Il consenso una scriminante della liceit giuridica dell'atto medico.
VALIDITA' DEL CONSENSO--> il consenso della persona assistita, per essere considerato giuridicamente valido,
deve qualificarsi come informato, esplicito, libero, autentico, immune da vizi.
Nel caso di minore o soggetto malato di mente o incapace, il consenso deve essere prestato dall'avente diritto.

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L'unica condizione in cui il medico esonerato dall'obbligo di munirsi preventivamente del consenso dell'avente diritto,
quella presente nell'Art 54 cp--> stato di necessit--> non punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato
costretto dalla necessit di salvare s o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non
volontariamente causato, n altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo.
La validit del consenso, che deve essere prestato preliminarmente all'esecuzione dell'atto medico, non vale per a
coprire gli altri risvolti di responsabilit giuridica inerenti alla prestazione effettuata, n pregiudica l'esistenza di
un'eventuale colpa professionale.
LA violazione del dovere di premunirsi del consenso validamente prestato potr esporre il medico all'imputazione del
delitto di violenza privata o stato di incapacit procurato mediante violenza, lesione personale, omicidio, ...--> in sede
civile, quella violazione pu di per s costituire inadempienza ctcale, con conseguenti obblighi risarcitori.
DOVERE DI INFORMARE, CONSENSO E NATURA DELL'OBBLIGAZIONE CONTRATTUALE MEDICOASSISTITO--> L'informazione che deve essere preliminarmente resa al paziente deve riguardare le condizioni di salute
dello stesso e la natura della prestazione che si intende effettuare e le aspettative ceh lecito attendersi caso per caso.
Sul piano strettamente giuridico, l'impegno che ciascun sanitario contrae col proprio assistito, riguarda nella
maggioranza dei casi, l'obbligo di comportarsi con prudenza, diligenza, perizia.
OGGETTO E CONTENUTO DELL'INFORMAZIONE--> La correttezza dell'informazione preliminare da rendere al
paziente, impone al medico di essere preciso ed esauriente. In ogni caso, maggiore il rischio di danno connesso ad una
certa prestazione e pi incerto il risultato, pi completa dovr essere l'informazione da rendere--> il tutto senza arrivare
ad una sorta di "terrorismo psicologico". L'informazione deve essere:
* semplice--> il paziente medio, non esperto di cose mediche
* personalizzata
* esauriente
* veritiera
STANDARDS DELL'INFORMAZIONE--> l'informazione deve indicare al paziente le alternative, terapeutiche e non,
che siano possibili. Infatti l'informazione finalizzata a porre il soggetto nella condizione di esercitare correttamente i
suoi diritti e di formarsi una volont che sia effettivamente tale.
LIBERTA' DEL CONSENSO--> il problema del rifiuto di consenso alle cure necessarie, si pone ad esempio, nel caso
dei Testimoni di Geova, dei detenuti che dichiarano lo sciopero della fame, persone affette da malattie inguaribili e che
rifiutano di sottoporsi a trattamenti--> in questi casi, il medico deve valutare quando effettivamente ricorre lo stato di
necessit--> solo allora pi ritenersi prevalente l'obbligo giuridico di impedire l'evento dannoso--> ma agire senza il
consenso cosa diversa da agire contro il consenso--> in quest'ultima ipotesi vale l'obbligo di astenersi dalla
prestazione.
FONDAMENTI DELLA RESPONSABILITA' PROFESSIONALE DEL MEDICO
Chiunque per imprudenza, negligenza, imperizia o per inosservanza dei regolamenti, ordini o discipline, nello
svolgimento della propria arte o professione, cagiona ad altri danni fisici o psichici o la morte, soggiace in sede penale a
sanzioni restrittive della libert personale, in sede civile ad obblighi risarcitori ed in sede deontologica a sanzioni
disciplinari.
I presupposti necessari per parlare di responsabilit professionale sono:
* la prova del verificarsi del danno, della sua natura e gravit
* l'accertamento del nesso di causalit materiale fra condotta ed evento dannoso
* prova della colpa professionale
* la prova che tale comportamento colposo ha materialmente causato il danno e che con una condotta diversa
esso si sarebbe potuto evitare o contenere entro limiti pi ristretti
IMPERIZIA--> Art.2236 cc--> "se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficolt, il
prestatore d'opera non risponde ai danni, se non nei casi di dolo o colpa grave". --> Corte Cass--> la speciale difficolt
sussiste ogni volta che la perizia richiesta per la risoluzione di quel certo caso, trascende i limiti di quella che si esige
dal professionista medio, poich quel caso presenta caratteristiche eccezionali.
Nella pratica forense, la colpa grave si riscontra nell'errore inescusabile che trova origine nella mancata applicazione
delle cognizioni generali e fondamentali attinenti alla professione, o nel difetto di quel minimo di abilit e perizia
tecnica nell'uso dei mezzi manuali o strumentali.
NEGLIGENZA E IMPRUDENZA DEL MEDICO--> IMprudente quel medico che mostra di non tenere conto dei
rischi cui espone il proprio assistito--> cio, si dimostra incapace di prevederli e prevenirli. E'negligente, quel medico
che mostra col suo comportamento, trascuratezza, disinteresse e superficialit nei confronti dell'assistito, che omette,
senza giustificato motivo o ragione, di fare quegli accertamenti o di attuare quelle terapie che la maggioranza dei suoi
colleghi, nella stessa situazione avrebbe attuato--> tra tutte, la negligenza la pi inescusabile delle mancanze.
RESPONSABILITA' PROFESSIONALE E RAPPORTO DI CAUSALITA' MATERIALE--> LA decisione in materia
di colpa spetta al magistrato giudicante--> prima che sulla colpa, il magistrato incentra l'attenzione sulla causalit
materiale dell'evento dannoso prodotto.
Art.40 cp-->" non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo". --> mentre in
materia di causalit attiva, il perito medico legale e il giudice, ragionano su fatti concreti, in materia di causalit

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omissiva, si ragiona su comportamenti che non sono stati posti in essere e su fatti ipotetici od astratti, confrontati con
altri fatti realmente accaduti. --> nell'accertare il nesso di causalit tra condottaomissiva e l'evento di responsabilit
professionale del medico, al criterio della certezza degli effetti della condotta si sostituisce quello della probabilit di
tali effetti, anche limitata al 30%, e dell'idoneit della condotta a produrli-->il rapporto causale sussiste anche quando
l'opera del sanitario, se correttamente e tempestivamente intervenuta, avrebbe avuto solo serie ed apprezzabili
possibilit di successo, tale che la vita del paziente sarebbe stata con una certa probabilit salvata.
RESPONSABILITA' DELL'EQUIPE MEDICO-CHIRURGICA--> Valgono generalmente tre principi fondamentali:
* principio della divisione degli obblighi--> ognuno deve ottemperare agli obblighi propri della disciplina e dei
doveri di competenza.
* principio della responsabilit personale--> ognuno risponde della propria diretta inosservanza delle regole
* principio di affidamento--> ogni componente dell'equipe deve poter confidare sulla correttezza della condotta
degli altri colleghi.
In sede penale, vale il principio della responsabilit penale soggettiva.
In sede civile, ove si parla di risarcimento del danno alla persona, la domanda di risarcimento per danno da
responsabilit contrattuale generalmente avanzata dal danneggiato nei confronti dell'ASL o dell'azienda ospedaliera
dove stata effettuata la prestazione.
RESPONSABILITA' CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE--> la responsabilit in cui il professionista
pu incorrere di natura contrattuale, disciplinata dagli Artt.1218 ss,cc.
Si parla di responsabilit extracontrattuale quando il medico agisce al di fuori di un preciso accordo stabilito con
l'assistito--> il medico chiamato a rispondere dei danni eventualmente cagionati, solo quando si dimostri che abbia
violato il principio generale del neminem ledere.
* responsabilit contrattuale--> ai fini del risarcimento del danno, all'assistito baster la prova dell'effettivo
verificarsi del danno, l'oneredella provasulla colpa, spetta invece all'azienda ospedaliera o al medico. La
prescizione decennale
* responsabilit extracontrattuale--> il danneggiato dovr dimostrare sia il nesso di causalit materiale, sia la
colpa del professionista. Il termine di prescrizione di 5anni.
RESPONSABILITA' PROFESSIONALE E LA DOTTRINA DELLA RES IPSA LOQUITUR--> in alcuni casi, nei
riguardi della valutazione del nesso di causalit materiale e psichico in tema di responsabilit professionale, la
giurisprudenza orientata verso l'ammissibilit del ricorso al principio della "res ipsa loquitur"--> "il fatto parla da s"-> ci avviene quando si adifficile per il danneggiato fornire una prova in termini scientificamente precisi della
causazione materiale e psichica del danno subto, purch sia lampante la negligenza del medico o dell'equipe. -->
sufficiente che il danneggiato dimostri che la prestazione richiesta era di facile esecuzione e scevra da rischi particolari.
REFERTO
Art.365 cp--> " omissione di referto"-->Chiunque, avendo nell'esercizio di una professione sanitaria prestato la propria
assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere d'ufficio,
omette o ritarda di riferire all'autorit indicata nell'Art.361, punito con la multa fino a 516. questa disposizione non si
applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale".
Il referto l'atto obbligatorio con il quale ogni esercente una professione sanitaria, comunica all'Autorit Giudiziaria
quei casi in cui ha prestato la propria assistenza od opera e che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile
d'ufficio.
La finalit del reperto duplice:
* repressione della criminalit
* prevenzione della criminalit
Il sanitario deve ritenersi esonerato dall'inoltrare il referto, ne solo caso in cui con esso esporrebbe la persona assistita a
procedimento penale--> in tutti gli altri casi, il referto costituisce giusta causa imperativa di rivelazione del segreto
professionale.
[E' un delitto contro l'amministrazione della giustizia; reato di pericolo]
TITOLARITA' DELL'OBBLIGO--> L'obbligo scaturisce dall'esercizio stesso della professione sanitaria, e dall'aver
prestato assistenza od opera in un caso che pu presentare i caratteri di un delitto perseguibile d'ufficio.
Il referto deve contenere l'esatta descrizione delle lesioni riscontrate, se possibile il giudizio diagnostico ed in ogni caso
il giudizio progniostico [--> previsione fondata della durata della malattia] [prognosi riservata= al momento in cui
presta la sua assistenza, il medico non in grado di stabilire l'evoluzione o la durata della malattia].
CASI IN CUI SI DEVE PRESENTARE REFERTO--> Il delitto perseguibile d'ufficio e vi quindi l'obbligo di
presentare referto, nei casi di:
* delitti contro la vita
* delitti contro l'incolumit individuale
* delitti contro la libert individuale
* delitti contro l'incolumit pubblica
* delitti contro la libert sessuale
* interruzione della gravidanza fuori dai casi previsti dalla legge 194/1978

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* delitti contro l'assistenza familiare


* delitti contro la piet dei defunti
Delitti per i quli non vi obbligo di referto perch si esporrebbe la persona assistita a procedimento penale:
* Art.369cp--> uso delle armi in duello
* Art. 578cp--> infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale
* Art. 588cp--> rissa
* Art. 642cp--> fraudolenta danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona
REFERTO E CODICE DI PROCEDURA PENALE--> Art. 334 cpp--> "chi ha l'obbligo del referto deve farlo pervenire
entro 48ore o, se vi pericolo nel ritardo, immediatamente, al PM o a qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo
in cui ha prestato la propria opera o assistenza, o a quello pi vicino. il referto indica la persona alla quale stata
prestata assistenza, e se possibile, le sue generalit, il luogo ove si trova attualmente, il luogo, il tempo, le circostanze
dell'intervento. Se pi pesone hanno prestato la loro assistenza nella medesima occasione, sono tutte obbligate al
referto, con facolt di redigere e sottoscrivere un unico atto".
REFERTO E VIOLAZIONE DEL SEGRETO PROFESSIONALE--> il referto giusta causa imperativa di rivelazione
del segreto professionale--> il medico deve saper riconoscere quando vi obbligo o meno--> nel caso in ciu venga
presentato referto, ive non sussita l'obbligo, esporrebbe il sanitario ad una querela da parte dell'assistito per rivelazione
del segreto perofessionale e, ne la caso di condanna, a conseguente obbligo di risarcire i danni in sede civile.
DENUNCIA GIUDIZIARIA--> Quando il medico, per il lavoro che svolge, assume funzione di pubblico ufficiale o
incaricato di pubblico servizio, ha l'obbligo di denunciare tempestivamente all'Autorit Giudiziaria qualsiasi reato per il
quale debba procedersi d'ufficio, e di cui abbia avuto notizia nell'esercizio ed a causa delle proprie funzioni.
DENUNCIA SANITARIA
La denuncia sanitaria l'atto con cui il sanitario comunica all'autorit competente, fatti direttamente appresi
nell'esercizio della professione e che all'Autorit interessa conoscere. La finalit della denuncia duplice:
* tutelare la salute collettiva permettendo all'autorit competente di assumere adeguate misure di ordine
preventivo e igiene pubblica eindividuale
* consentire l'effettuazione delle indagini di tipo statistico-sanitario ed epidemiologico nel campo della sanit
pubblica.
Le denunce possono essere facoltative o obbligatorie--> sono obbligatorie:
* denuncia di nascita
* denuncia di nascita di infanti deformi
* denuncia di nascita di infanti immaturi
* denuncia di casi di lesioni invalidanti
* denuncia delle malattie infettive e diffusive
* denuncia dei casi di AIDS
* denuncia delle malattie veneree
* denuncia delle malattie di interesse sociale
* denuncia dei casi delle intossicazioni croniche da stupefacenti
* denuncia delle vaccinazioni obbligatorie
* denuncia degli interventi interruttivi della gravidanza
* denuncia di morte
per ci che concerne il settore previdenziale:
* denuncia sugli infortuni sul lavoro
* denuncia delle malattie professionali
* denuncia di lesioni dei medici esposti a radiazioni ionizzanti
TRAPIANTI D'ORGANO
PRELIEVO DA VIVENTI-->Non sono consentiti i prelievi d'organo da viventi quando cagionino una diminuzione
permanente dell'integrit fisica e psichica del donatore.
Nei casi consentiti [donazione di sangue, capelli, midollo osseo,tessuti..], la persona pu disporre di tali parti, ma solo a
titolo grituito--> per espressa deroga di legge, consentita la donazione di un rene, purch avvenga nel rispetto delle
norme vigenti.
PRELIEVO DI PARTI DI CADAVERI A SCOPO DI TRAPIANTO TERAPEUTICO-->sussiste attualmente il divieto
di prelievo per trapianto dell'encefalo e ghiandole della sfera genitale e della procreazione.
QUANDO SI PUO' PROCEDERE ALL'ESPIANTO--> Prelievi e trapianti sono consentiti solo a scopo terapeutico. E'
necessario che l'accertamento della morte e il consenso alla donazione, rispettino le procedure stabilite.
Nei casi di soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposte a manovre rianimatorie, il giudizio sulla irreversibilit e
globalit della perdita delle funzioni cerebrali subordinato all'accertamento della coesistenza dei dati:
* stato di incoscienza
* assenza dei riflessi del tronco
* assenza di respiro spontaneo

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* silenzio elettrico cerebrale


La contemporanea presenza di questi fattori deve essere accertata per tutto il periodo di osservazione--> almeno 6 ore
nei bambini con pi di 5 anni e negli adulti; per almeno 12 ore nei bambini di et compresa tra 1 e 5 anni, per alemo
24ore nei bambini inferiori ai 12mesi.
E' necessario accertare che il donatore sia esente da malattie virali, tumorali o infettive.
A provare e certificare la morte un collegio di 3medici nominato dalla direzione sanitaria. A conclusione del periodo
di osservazione, il magistrato autorizzer o meno l'espianto, sulla base degli accertamenti forniti dal collegio--> i verbali
scritti sono trasmessi in duplice copia entro 48 ore dal completamento, alla ASL competente e al Procuratore della
Repubblica per il controllo della legittimit delle operazioni dell'accertamento di morte.
CONSENSO ALLA DONAZIONE D'ORGANO--> Principio fondamentale il rispetto del consenso dell'avente diritto.
Le nuove regole, dettate dalla L. 91/1999, introducono il principio del silenzio-assenso informato.
E' la persona in vita ad essere chiamata a decidere se mettere a disposizione a scopo terapeutico i propri organi in caso
di decesso, e non i parenti dopo la morte.
A tal fine, ogni cittadino, compiuto il 16anno di et, verr informato sull'argomento e chiamato ad esprimere la propria
volont--> in caso di rifiuto dovr rendere nota la decisione con l'obbligo dell'Autorit sanitaria competente di
trascrivere la decisione sul libretto sanitario o su altri documenti di identit. Se la persona, dopo la richiesta di
pronunciarsi, si astiene dal manifestare la propria volont entro il termine di 90 giorni, si dar per scontato l'assenso al
prelievo di organi in caso di morte.
In ogni momento, il cittadino pu modificare la sua decisione.
Al di sotto del 16 anno di et, qualsiasi decisione sar presa dai genitori o dal rappresentante legale. I soggetti cui non
sia stata notificata la richiesta di manifestazione di volont, sono considerati non donatori.
SELEZIONE DEL RICEVENTE--> E' consentito sostenere la vita biologica della persona morta al solo fine di
effettuare le operazioni di espianto--> garantire la circolazione sanguigna e l'ossigenazione dei tessuti, condizione
indispensabile per assicurare la vitalit dellorgano da trapiantare--> occorrer effettuare il prelievo di un linfonodo ed
inviarlo al centro di riferimento per la tipizzazione antigenica, per accertare la compatibilit tra donatore e ricevente-->
il centro di riferimento completer l'indagine, avvisa il centro trapianti che provveder a scegliere dalla lista d'attesa, da
2 a 5 malati.
Il ricevente dovr avere un'et inferiore ai 65anni, dovr essere stato preparato all'intervento e deve trovarsi in
condizioni cliniche tali da tollerare cure immunosoppressive cui sar sottoposto dopo l'intervento.
Nel frattempo, l'organo viene asportato, conservato in modo adeguato (non oltre 24ore) e trasportato a destinazione.
EUTANASIA- ACCANIMENTO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO- CURE PALLIATIVE
EUTANASIA--> [= buona morte] Condotta diretta a produrre o accelerare o non far nulla per evitare o ritardare la
morte della persona assistita, allorch questa sia affetta da una malattia:
* inguaribile
* caratterizzata da una sintomatologia dolorosa grave
* giunta allo stadio terminale--> con previsione di evento mortale a breve scadenza
Per il nostro ordinamento, il medico non mai legittimato, quali che siano la diagnosi o la prognosi, ad attivarsi per
accelerare l'evento morte.
In relazione all'attuazione di una condotta che miri ad accelerare la morte del proprio assistito, si pu legittimare una
delle tre fattispecie di delitto:
* omicidio del consenziente--> Art. 579 cp
* omicidio volontario--> Art. 575 cp
* istigazione o aiuto al suicidio--> Art. 580 cp.
Si soliti distinguere tra:
* eutanasia attiva--> (o dirette) si verifica per commissione, consiste nell'agire attivamente somministrando al
paziente sostanze letali
* eutanasia passiva--> (o indiretta) si basa su una condotta omissiva o astensionista, nella quale, di fronte a
pazienti in fase terminale, si sospendono intenzionalmente le cure essenziali al mantenimento della vita del
paziente
ART.37 CODICE DEONTOLOGICO: ASSISTENZA AL MALATO INGUARIBILE--> "in caso di malattie a prognosi
sicuramente infausta o pervenuta nella fase terminale, il medico deve limitare la sua opera all'assistenza morale e alla
terapia atta a risparmiare inutili sofferenze, fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela della qualit della vita.
In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve perseguire nella terapia di sostegno vitale, finch
ritenuta ragionevolmente utile. Il sostegno vitale dovr essere mantenuto siano a che non sia accertata la perdita
irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo."
ASSISTENZA MORALE AL MORENTE COME DOVERE DEL MEDICO-->La previsione della morte imminente ,
l'insostenibilit della sintomatologia dolorosa, l'impossibilit di sottrarsi alla stessa, pongono il malato in una condizione
di profonda disperazione, nei cui riguardi il medico deve sentirsi impegnato a portare conforto e sostegno morale.
CURE PALLIATIVE. RISPARMIO DELLE SOFFERENZE INUTILI--> Cure palliative = complesso integrato e
coordinato di quei trattamenti terapeutici atti a sollevar eil dolore del malato inguaribile terminale. La medicina

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palliativa specificamente finalizzata alla cura dei sintomi accusati dal malato terminale [--> dolore, vomito, stipsi, ...]
ed a fare in modo che il malato conservi il pi possibile la propria autonomia, le proprie abitudini.
Talora non controllare il dolore in modo efficace o controllarlo male pu significare inadeguata condotta professionale
ed esporre il medico a censure anche molto gravi--> regola del doppio effetto--> se da un lato l'uso di analgesici,
oppiacei, narcotici, etc, ha un effetto positivo (sedazione del dolore), dall'altro pu accelerare la morte.

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