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Corriere del Mezzogiorno Napoli Ditusone: na. Lettort: na FEDERALISMO E PARTITO DEL SUD 16-APR-2010 da pag. 11 Altro che Province, ormai bisogna abolire anche le Regioni di EUGENIO MAZZARELLA* aro direttore, il dibattito sul ‘epartito del Sud», sui pro e i contro dell'ipotesi di na de- Clinazione «leghista» della forma-partito anche nel Mezzogior- no, come quella pi adatta arisolleva- re ie sue sorti, prende atto di una ne- cessita: solo una nuova rappresentati- vita dei ceto politico meridionale, so- stanziata di autorevolezza, potra dare al Sud, nel confronto-competizione che si apre con il federalismo, per «s0- lidale» che sia, con il resto del Paese, qualche chance di uscimne «vivi». Il fe- deralismo é certo un‘opportunita, ma anche una sfida facile da perdere, per ‘quanto ineludibile. davvero il «parti to del Sud», 'ulteriore al territorio, propo- nendo vizi antichi soprattutto al Sud «di questo «avvicinamento»: un perver- 30 circolo tra societa e politica con unelefantiasi di ceto politico-ammini- strativo che pitt che sostenereiterrito- 1 spesso si sostenta di es E davvero, il federalismo, il modo pet abbattere questi sovra costi o ri- schia di ageravari? Il federatismo fun- zionera in generale, e soprattutto al Sud, solo a condizione di un poderoso mento» della politica sui ter- ritori. Ogni costruzione deve fare i conti con i materiali a disposizione per costruire e se inadatti scartarli e procurarsene di nuovi. Ora si guardi spassionatamente al ceto politico di- sponibile sul mercato meridionale, che enfatizza in modo abnorme pro” blemi invero gia propri al ceto polit co nazionale. Solo un cieco non ve- Grebbe quote assolutamente notevol di ceto politico che si muovono sui territori pitt in logiche di autotutela elettivamente garantita dalla parte- cipazione alla «gestione» purche: della spesa publica intermediata da chi «governa» — che di profieua rap- presentanza dei territor! in discorso. Solo questo spiega il trastormismo or- rai al dettaglio — afutato da sistemi elettorali che favoriscono la frammen- tazione della rappresentanza — di una politica in franchising svolta da singoli e da grippi che si aggregano opportunisticamente sotto questa 0 quella sigla politica, e quando non c ne registrano una nuova sul mercato. ‘Ormal i pari politic hanno trati spicui di catene di negozi locali in franchising, dove Vageregazione & fondamentaimente orientata a tenersi sul mercato 0 ad ampliarv il proprio leader appaiono spesso.co- stretti — qualcuno magari malvolen- teri, qualcuno ne ha proprio la voca- ione — ad assoldare per questa 0 quella battaglia, anche buona etalvol- ta del tutto degna, capitan di ventura al cui soldo sul terrtorio non manca~ no spesso veri e propri lanzichenec- chi In genere sul piano ideologico co municativo moite di queste «truppe>, in servizio permanente effettivo, Dud ne per ogni battaglia, si proteggono dal disdoro sociale conclamato —con ppoca fortuna a dire il ero, considera a Yopinione prevalente sti con la mistica dei terrtorio ilcon- cetto una volta nobile di militanza. Non tutto certo & cosi. Ma molto, e a ogni modo troppo, € cosi. Uno dei ‘maggior! architetti del "900, Mies van der Rohe, ha detto una volta: nel dettaglio»; Volendo dire che il par- ticolare decide della qualita funziona- Te del progetto. Per scendere al detta- sional nostro caso, & poco opinabile he anche le recent! elezioni regionali sono state decise da sommovimenti nel franchising politico campano; per- centuall decisive di ceto politico 51 so- no spostate da una parte alaltra dec dendo lacontesa, certo fiutando ilven- to, cioe dislocandosi sul vincitore pre- sunto, sul prodotto in sintonia con il rmercato elettorale (le cui giuste ragio- 1ni—ail cliente ha sempre ragione» — prescindono in gran parte dalla qual {8 di chine @ stato premiato) ed eserci tando la propria «vocazione> alla poli tica come amministrazione esercitata, mediazione di risorse, a pena il proprio estinguersi come «idea» polit a. Che fare per impedire che il federa- lismo sia la malattia senile del meridio- nalismo? La mia opinione — che non dubito sara oppugnata dalla realta & che ci sarebbe bisogno di cid che non accadri: l'eliminazione peril Sud, con le province e quantaltro, delist tuto regionale. Sopravvivano al Sud ta gli enti local solo i comuni, e dove ® utile i piccoli comuni si accorpino in ‘ununico ente locale per ambiti ottims Ii, e si istituiscano le necessarie aree ‘metropolitane, e si configuri una ma- croregione meridionale affidata aun ‘ministero per il Sud, saldamente anco- rato a una politica nazionale di svilup- po del sistema paese, nelle cui casse confluiscano — in aggiunta alle risor- se ordinarie per garantire gli eguali li- vvelli essenziali delle prestazioni previ sti per tutti cittadini italiani dal fede- ralismo — i risparmi di spesa ottenuti da un siffatto generale ridisegno am- ministrativo, Penso che un Sud alleg- sgerito pia del resto del Paese del sovra costo burocratico e amministrativo dellintermediazione politica, e poten- do investire con le risorse recuperate ‘su sicurezzae sviluppo dei propri terri- tori, ne ricaverebbe un vantaggio com- petitivo nei confronti del Paese, maga- 1 portandolo alla convinzione che il fe- deralismo é vincente solo con una poli- tica leggera ed efficiente sui terttoriri- disegnando corposamente il «peso» della rete «autonomie> sui territori