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:

RADIMIONE INFRAROSSA
(TE

RMOTE RAP|A ESOGENA)

I raggi infrarossi sono onde elettromagnetiche


aventilungh ezze d'opdae frequenze iocaliziate if
prbssiffiilTilella banda del visibile, oltre la banda
el rosso.

La radiazione infrarossa (IR) in verit una


banda molto ampia, che comprende lunghezze
d'onda assai diverse,trai7700,4. e 1 mm (10 milioni di A,).
Possiamo individuare tre settori (Tb. 3.I): il vlcino infrarosso (Near Infra Red); il medio (Middle
Infra Red) e il lontano infrarosso (Far Infra Red).
Come tutte le radiazioni luminose, anche gli infrarossi seguono le leggi dell'ottica. L'uso a scopo
terapeutico dei raggi infrarossi molto diffuso in
Fisioterapia e viene definito termoterapia esogena,
in contrapposizione alla termoterapia endo gena

ne emessa da questi dispositivi ha- una lunghezza d'onda compresa tra 50.000 A e 7770 A; la
maggiore emissione awiene attorno a 40.000 4..
Lapotenza molto variabile, oscillando da 500
W a 1000 W;
generatori luminosi. Sono i pi utilizzati in Medicina. I generatori luminosi sono costituiti da

una o pi lampade a incandescenza, realizzate


secondo la classica tecnica del filamento di un
metallo ad altissima temperatura di fusione,
racchiuso in un bulbo di vetro. Il bulbo contiene un gas inerte, non essendo pir usato il vuoto perch causa pericolosi scoppi in caso di rottura della lampada; d'altra parte, il gas inerte
necessario perch I'aria provoca I'ossidazione
del filamento metallico.
Lincandescenza produce un gran numero di radiazioni: raggi infrarossi, raggi visibili e anche ultravioletti. Il vetro dei bulbi viene dotato di filtri
colorati per assorbirele radiazioni non desiderate,
soprattutto del tipo ultravioletti e visibile (Fig. 3.1).

che viene eseguita con onde radio.

GENERATORI DI RAGGI ]NFRAROSSI


GENERATORI NATURALI

In natura, il sole il principale produttore di


raggi infrarossi; infatti, la radiazione solare costituita per l'80%o da un'emissione continua di tutte le frequenze delf infrarosso. Tuttavia, ogni corpo caldo eroga raggi infrarossi.
GEN ERATORI

A,RTI

FICIALI

I generatori artificiali sono essenzialmente di


due tipi:
- generatori non luminosl. Sono costituti da una
bobina awolta su un cilindro di materiale isolante. Il pir comune elettrodomestico realizzato in
questi termini il radiatore elettrico. Laradiazio-

Iob.

3.1

Rodiozione infrorosso: sottodivisione in bonde

di frequenze.
SIGTA

NFRAR0SS0

tUNGHEZZA D',oNDA ()

l{tR

Vicino

7.00 + 14.000

ililR

Medio

14.000 + 30.000

flR

Lonlono

30.000

+ 1.000.000

Fig. 3.1

25

Generoore luminoso (lompodo) di roggiinfrorosi

ffi

ffi7tWqta.FlstCA -,Nuow TrcNoncre N MrorclNr


Lo spettro d'emissione di questi dispositivi ha
un range di 40.000 + 3500,4., con maggior emissione attorno a 14.000 + 10.000 A.
A livello della cute, la radiazione IR delle lampade luminose pi penetrante di quella emessa
da una sorgente non luminosa.

RasrLrTATrvA

a un blando aumento della temperatura (2-3"C)


innalzando la soglia di scarica. Al contrario, un in-

cremento termico maggiore viene interpretato dagli stessi recettori come uno stimolo algogeno, con
aumento dell'attivit di scarica. Il calore moderato pu ridurre il dolore muscolare agendo anche
come fattore decontratturante.

EFFETTI BIOLOGICI DEI RAGGI

EFFETil GENERALI

INFRAROSSI

Aumento del metabolismo. - Ogni reazione


chimica viene accelerata dall'incremento della
temperatura, in quanto il calore rappresenta una
fonte di energia (legge di Vant'Hoff). Lirradiazione con raggi infrarossi porta a un aumento generale delle attiyit metaboliche dell'orsanismo. che
si evidenzia tramite un maggior .orrr]r'r-o di ossi-

Abbiamo visto che, come concetto eenerale. le


radiazioni sono tanto pi penetranti qJanto maggiore lalunghezza d'onda.
Nel caso della penetrazione delle radiazioni infiail rapporto si inverte, per la
peculiarit dei cromofori presenti nei tessuti: acqua,
eme e melanina, che presentano coefficienti di assorbimento specifici molto alti per alcune frequenze dell'infrarosso. Le radiazioni superiori a 12.000.4. vengono totalmente assorbite negli strati superficiali delI'epidermide, mentre le radiazioni tra 7700 A e
12.000 A raggiungono la parte pi profonda del derma e del sottocutaneo. Per questo, i generatori "non
luminosi'l con emissione principalmente distribuita
attorno a 40.000 A, hanno una penetranza minore
di quelli "luminosi", che emettono prevalentemente
nella banda attorno ai 10.000 A.
rosse nel corpo umano,

geno.

Diminuzione della pressione arteriosa sistemi- I-Sesposizione prolungata ai raggi infrarossi


causa una vasodilatazione generale che, se non
compensata dall'attivit cardiaca, induce un'ipotensione pi o meno marcata.Il fenomeno piir
frequente negli individui con bassa pressione costituzionale e negli anziani; quest'ultimi, per l'inefftcienza dei meccanismi di comDenso.
Incremento della sudorazion. - L'incremento
della sudorazione locale e generale un fenomeno riflesso che si attiva per contrastare I'incremento della temperatura corporea. I raggi infrarossi,
quando vengono erogati a bassa intensit e per
tempi prolungati, inducono un'abbondante sudorazione generale, molto utile all'eliminazione di
tossine locali e sistemiche.
ca.

Comunque, I'energia trasportata dalla radiazione infrarossa assorbita totalmente dai tessuti su-

perficiali dell'organismo e trasformata in calore


(da cui la definizione "termoterapia esogena"). Il
calore viene poi trasmesso ai tessuti piir profondi
per conduzione, ma soprattutto per convezione,
tramite la circolazione sanguigna.

PARAMETRI E MODALITA
DI TRATTAMENTO

EFFETTI LOCALI

Vasodilatazione locale. - il fenomeno di reazione ai raggi infrarossi piir importante; si manifesta con un eritema che scompare poco dopo il
trattamento, a differenza di quello degli ultravioletti che perdura per 12-24 ore. La vasodilatazione induce un aumento circolatorio nei tessuti vicini con estensione degli effetti.
Rilassamento muscolare. - Il riscaldamento favorisce la funzionalit del tessuto muscolare, con
maggiore facilit sia nel rilassamento che nella
contrazione. Per questo, i raggi infrarossi sono
molto utilizzati come tecnica di preparazione alla
masso- chinesiterapia.
Effetto analgesico. - Le terminazioni nervose libere "nocicettive" presenti nella cute rispondono

Lapotenza dei generatori

di entit assai diffe-

rente; per esempio, un trattamento classico consta


di una potenza dell'ordine di 500 !V, per un area
di 2000 cm2, a una distanza di 50 cm, per un tem-

po di trattamento di 20-30 minuti al d (intensit


= 0,25Wlcm2 ; flienza = 300 + 450 Jlcm2).
Prima di iniziare il trattamento, deve esser valutata la sensibilit del paziente; buona norma
non irradiare la regione del capo, per evitare spiacevoli congestioni alle meningi; a questo scopo,
sufficiente ricoprire la testa con un telo bianco. Si
raccomanda comunque di non irradiare il volto,
soprattutto gli occhi, per evitare complicanze gra-

vi (cataratta).
I

_?!

Tranotrwew
2-3"C)
un in-

Si consiglia di erogare inizialmente un'intensit pi bassa di quella d'esercizio, diminuendo la

ato da-

tensione tramite il potenziometro, se disponibile,


o, altrimenti. aumentando la distanza della lam-

10, COn

oderaanche

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liaziogeneto, che
li ossi-

ffi.

possibile in maniera perpendicolare alla regione


da trattare per evitare un'irradiazione di densit
disomogenea. Lambiente di trattamento non deve essere termicamente isolato, I'aria, infatti, deve
poter circolare per favorire Ia traspirazione.

gena stata consigliata per il trattamento delle patologie degenerative dell'apparato locomotore in
forme assai varie: bagni termali, mattoni caldi,
elioterapia. Attualmente, il trattamento con lampade luminose sembra of[rire la migliore efficacia
con il minor numero di effetti collaterali. Il trattamento dell'artrosi con raggi infrarossi indicato
nella fase sub-acuta e cronica della malattia, cio
quando la reazione flogistica in via di risoluzione o esaurita. Iesposizione ai raggi infrarossi migliora la condizione circolatoria delle articolazioni, riduce il dolore e la contrattura muscolare dele strutture osteo-articolari interessate.

INDICAZIONI TERAPEUTICH E

CONTROINDICMIONI

pada dal paziente; dopo 10 minuti si pu portare


l'intensit ai valori ottimali.
La terapia con raggi infrarossi richiede la rimozione dei vestiti; la lampada deve esser posta il pir)

stemi"arossi

e non
n'ipor pir
ne co-

l'inefnento
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va-

Oltre che negli stati di flogosi acuta,l'irradia-

La terapia con raggi infrarossi la forma di termoterapia di pi facile utilizzo, qualora si voglia
ottenere un moderato aumento della temperatura corporea; pu essere impiegata in molteplici situazioni.
Contratture muscolari. - I raggi infrarossi risultano molto validi per contrastare le contratture muscolari involontarie dei pazienti affetti da
particolari malattie quali, per esempio,la spastici-

zione con raggi infrarossi va evitata anche nei pazienti con condizioni cardiocircolatorie in stato di
compenso precario.
Infine, il trattamento con raggi infrarossi da
evitare o da eseguire con cautela nelle regioni corporee con sensibilit alterata o assente.
PERICOLI

t e la spasmofilia. Sono assai utili anche per preparare alcune tecniche chinesiterapiche complesse, diversamente recepite come dolorose.
Ipotermia da scarsa circolazione locale. - Alcuni pazienti con paralisi del secondo motoneurone
presentano spesso sindromi ipotermiche da insufficiente circolazione sanguigna; per condizioni di
questo genere, i raggi infrarossi sono un pratico
strumento di terapia.
Ulcere trofiche. - I raggi infrarossi sono utilizzali anche per incrementare I'irrorazone delle ulcere cutanee e/o muscolari; a questo scopo, i raggi infrarossi si applicano prima dei raggi ultravioletti, in una sorta di terapia sequenziale.
Lo schema pi comune : 4 minuti di raggi infrarossi, seguiti da l-2 minuti di raggi ultravioletti (v. Cap. precedente).
Artrosi. - Fin dall'antichit la termoteraoia eso-

I-lustione cutanea rimane il pericolo pii concreto; pu accadere soprattutto per il concorrere di
varie cause: disattenzione dell'operatore, insensibilit del paziente, assopimento dello stesso durante il trattamento. Anche un flusso sanguigno insufficiente pu essere causa di ustione; infatti, la
mancanza di circolazione rende pi difficile la dis-

sipazione del calore.


A livello oculare le complicanze pi temibili sono il danno retinico e, soprattutto, la pseudo-cataratta, cio l'opacizzazione della cornea; questa
struttura, priva di vasi sanguigni, infatti molto
sensibile all'esposizione rawicinata dei raggi infrarossi.
In verit, quest'ultima patologia, diffusa tra gli
addetti alle fornaci, ben difficilmente si pu instaurare come conseguenza di una singola, incauta, irradiazione.

orma
spia)Po, e
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r.olto,

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ffi

ONDE RADIO

(TER

ENDOG.ENAI

EFiF

Le onde radio sono caratterizzate da una lunghezza d'onda superiore a un millimetro e da una
frequenza che pu variare da alcune centinaia di

t.

!1.t

xr"
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effetto magneto-meccanico.
EF

n
ffi
ffi

Le onde a frequenza superiore a 3 KHz non

larizzazione delle membrane, hanno un tempo


inerziale troppo elevato rispetto al tempo di inversione di polarit indotto dall'onda elettromagnetica. Tuttavia,le rapide oscillazioni indotte negli
ioni dalle onde elettromagnetiche inducono un
trasferimento di energia cinetica nell'organismo,
che si trasforma in calore.
La produzione di calore all'interno dei tessuti
per trasformazione energetica delle onde elettromagnetiche definito ffixo Joule.Vedremo come

Closificozione intemozionole delle onde rodio.

Mogneto-teropio

(3750

Hz)

Trosferimeno Energeico Copocitivo-Resisivo (450-00 KHz)

Morconi-eropio
Rodor teropio

FErtO, TERM|CO. {EF,FEr,rCI,JOUtE}

causano eccitazione dei tessuti neuromuscolari, in


quanto gli scambi ionici, responsabili della depo-

ficate frequenze.

3.ll-

,i,..,",

Le onde radio provocano sugli organismi biologici una serie di effetti, che si possono sintetizzare in due tipi fondamentali: effetto termico ed

gigaHz a pochi unit di Hz.


Il nome dato a questa banda di frequenze deriva dal fatto che queste radiazioni sono state utiIizzate inizialmente nelle trasmissioni radio; la loro principale caratteristica infatti quella di diffondersi nello spazio, senza bisogno di una guida fisica come, per esempio, un cavo metallico.
D'altra parte, ogni corpo celeste emette una
grande quantit di onde radio facilmente riconoscibili sulla terra, anche se emesse migliaia di anni prima.
Le sigle internazionali che meglio codificano le
onde radio sono elencate nella Tab. 3.II.
In Medicina si potrebbero impiegare moltissime frequenze "radio", ma le limitazioni di tipo legislativo fanno si che attualmente siano disponibili per il settore sanitario solo poche e ben codi-

Iob.

DE .O

(2/ MHd

(2.45 GHz); lpertermio (433 MHz; 920 MHr.

.,?8_"

la maggior parte delle apparecchiature per diater-

tutte le sostanze contenenti ferro (sostanze magnetiche) e sul comportamento della maggior parte
delle sostanze paramagnetiche che si trovano nel

mia a onde corte (Marconi terapia e TCR) e a micro-onde (radar terapia e ipertermia computerizzata), sfruttano questo principio e vengono pertanto definite termoterapie endogene.

suo raggio d'azione.

Gli organismi viventi si sono dimostrati sensi-

bili ai campi magnetici; tra i vari fenomeni evi-

EFFE,.O,:MCO
O

,,,t,

bio-

denziati in condizioni sperimentali, ricordiamo,


per esempio,l'influenza dei campi magnetici sulla disposizione dei fusi mitotici durante la replicazione cellulare. Altri fenomeni di notevole importanza sono possibili negli organismi complessi sottoposti a campi magnetici; vedremo meglio
questi aspetti nel capitolo dedicato alla magneto-

Gli effetti magneto-meccanici sono propri di tutte le onde elettromagnetiche, ma appaiono particolarmente spiccati nelle bande di frequenza infe-

fietiz-

riori a 3KHz (ELF e ULF).

ico ed

Gli effetti magneto-meccanici dipendono direttamente dal campo magnetico generato dall'onda,
il quale in grado di influire sull'orientamento di

terapia.

z non
ari, in
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:negli
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essuti

ettrocome

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I

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29

DIATERMIA CON ONDE CORTE


(oNDE METRICHE, MA:RCONI TERAPIA)
La termoterapia a onde corte, nota in Italia co- maggiormente conosciuto e utilizzato in Fisioteme Marcooi:eraBia, si basa su radiazioni della rapia, mentre assai poco si conosce degli effetti
banda "High Frequency''(HF), cio con frequen- magneto-meccanici indotti da questo tipo di onde
za dell'orAirFdIffiz--ionlunghezzad'onda di
elttromagnetiche. Quest'ultimi sono probabiltipo metrico.
mente di entit minore di quelli espressi da freLa frequenza riservata alla Marconi terapia di
quenze pi basse, quali le ELF e le ULF.
27 MHz, con " pari a l1 metri. Questa restrizione Noi ci limiteremo alla descrizioqejell'effetto

dovutaaIlaneiessitdievitareintetfercnzecont"ffi_;ffi

di radio-telecomunicazioni e l%f1tfFi-t levante della yaglodiga. Tuttavia, rialtri molteplici dispositivi sensibili alle ra- tEfrfffi"LffiAii?ffii;iraiolistici di benessere
dio frequenze.
improwiso e di sensazioni "energetiche", riportaIn realt, i generatori di radiofrequenze produ- ti spesso in passato dalla letteratura e descritti ancono anche multipli delle frequenze fondamenta- che in reTazione ad alcune nuove metodiche che si
li, le cosiddette "atmoniche". Questo fenomeno rifanno alla diatermia, ben difficilmente possano
7e apparecchiature

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d rntererenze.

I generatoi d onde corte HF sono costituiti da


un condens atore a bassa resiste nza, detto oscillatore, che si carica e scarica ripetutamente alla fre-

- L'effetto tslmico assai p


quello
indotto dallaradiazione ir
profondo di
frarossa, potendo facilmente verificatsi un at
rnento dlerrperatura anche dvelsi centmetr
stlo ITui. fuvia, aumento di cIdeprElo
riiffrG'tessuti superficiali, in quq!.tg_gg ir

qlJenza desiderata. La corrente generata induce,

questa zona

Vasodilatazione.

GENERATORI Dl ONDE

CORTE
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sua votta (induzione elettromagnetica), urfanaloga corrente in un secondo circuito detto

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sca\amen\o ss\etnrco, rltuso \tarnrte\a cucol
quenza re.v\ene eroga\a a\pazren\e.
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EFFETTI BIOLOGICI

Questo tipo di onde elettromagnetiche pu interagire con un organismo animale senza dare alcun effetto sensibile, in quanto l'alta frequenza
non compatibile con I'eccitabilit neuromuscoper-sEcitare un tessuto nervoso, nelare. Infatti,'-t--:'-alm- o 1t
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MHz le fasi della corrente sono inferiori a l/5o di


microsecondo.
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che la vasodilatazione artero-venosa e I'incr


to del consumo d'ossigeno locale e general
Effetto analgesico. - stato molto enfat
in passato; I'ary{g_es1q o_rygg[o I ipoalgesia,
lizTa solo per lievi incrementi di temperaru
mentr eccessrvl dl temperatura possono c
invece un peggioramento della sintomatok
EFFETTI GENERALI

Effetti frretabolici. - II metat)olisrno sistert


appa
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DIATERMIA CON ONDE CORTE


(oN DE METRICH E, MARCONI, TTRAPIA)

La termoterapia a onde corte, nota in Itaha come Marconi-teragia, si basa su radiazioni della

maggiormente conosciuto e rtilizzato in Fisioterapia, mentre assai poco si conosce degli effetti

banda "High Frequency" (HF), cio con frequen-

magneto-meccanici indotti da questo tipo di onde

za

dell'orilTie n

ultimi sono probabilmente di entit minore di quelli espressi da frequenze piir basse, quali le ELF e le ULF.
Noi ci limiteremo alla descrizione dell'effetto
teffiiiella
della Marconi terapia, iin quanto questo
Gffettitr rilevante della metdica. Tuttavia. ri-

lunghezzad'onda di

eTettromagnetiche. Quest'

tipo metrico.
La frequenza riservata alla Marconi terapia di
27 MHz, con " pari a
metri. Questa restrizione
dovuta alla necessit di evitare interferenze con

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le apparecchiature di radio-telecomunicazioni e
con gli altri molteplici dispositivi sensibili alle radio frequenze.
In realt, i generatori di radiofrequenze producono anche multipli delle frequenze fondamentali, le cosiddette "armoniche". Questo fenomeno
assai difficile da gestire e per questo, anche in presenza di dispositivi schermanti molto avanzati,
praticamente impossibile evitare la possibilit

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improwiso e di sensazioni "energetiche'] riportati spesso in passato dalla letteratura e descritti anche in relazione ad alcune nuove metodiche che si
rifanno alla diatermia, ben difficilmente possano
esser spiegati solo in base all'azione termica indot-

ta dalle onde corte.'


EFFETTI TOCALI

d'interferenze.

I generatori di onde corte HF sono costituiti da


un condensatore a bassa resistenza, detto oscillatore, che si carica e scarica ripetutamente alla fre-

Vasodilatazione. - Leffetto tqLmico assai pir


profondo di quello indotto daIIa radiazione infrarossa, potendo facilmente verificarsi un aurento di temteratura nche dlversi Cnllmtii
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sotto la cute. tuttavra,Tumnto di cdlrdreootiffi'fiessuti superficiali, in quanto gi- in

qtenza desiderata. La corrente generata induce,

questa zona le onde- H-E-sqbiscono 91- discreto as-

GENERATORI DI ONDE CORTE

sua volta (induzione elettromagnetica), un'analoga corrente in un secondo circuito detto circuito
risonante; quest'ultima la corrente ad alta fre-

sortlmento.

-Te?etto termico totale notevole ed dovuto


sia all'asrorbimento bglg jell.-qude Hflghe al rltramite la circola,.uffiso

quenza che viene erogata alpaziente.

zione sanguigna. Parimenti, appaiono spiccati anche la vasodilatazione artero-venosa e l'incremento del consumo d'ossigeno locale e generale.
Effetto analgesico. - stato molto enfatizzato
in passato; I'ury1gqliq o lqegliq.l_poalgesia, si realizra
solo per l-ierriinct.-er.rti ai t=t"p"fqtur; :--.J\mentr eccessryr dr temperatura possono causare
invece un peggioramento della sintomatologia.

EFFETTI BIOLOGICI

Questo tipo di onde elettromagnetiche pu interagire con un organismo animale senza dare alcun effetto sensibile, in quanto l'alta frequenza
non compatibile con I'eccitabilit neuromuscoper-gccitare un tessuto nervoso, nelare. lnfatti, .f*--f-.'-_-.-=+L.
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cessarlo cne I rmpulso elettrrco aDDIa almeno la

EFFETTI GENERALI

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MHz le fasi della corrente sono inferiori a 1/50 di

Effetti metabolici.

Il metabolismo sistemico vie-

ne accelerato; I'incremento metabolico appare lega-

microsecondo.

In determinate condizioni, l'alta frequenza de- to all'aumento generale della temperatura: infatti,
esso accompagnato da un aumento della sudoratermina effetti termici e magnetici.
- 't_Sffetto
Iermico deltr-ontfe"mtliche gg!!_o zione e dalla diminuzione della pressione arteriosa.
30

Trnuorrmne 3
PARAA4ETRI DI TRATTAMENTO

n Fisiote-

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ntim-Tii
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watt (per es.: 0 + 400 W) in modalit continua e \
fino a 1000 W in modalitffiffittavif,-dutu l'
liiEhevaliabilit aelt tcficfre-di applicazione,
I' unicq. p_q11g1e!10_ di-"ri&.rimento p er stabilire
I' ade g u ata p t gtt_Zg-g
p-ereezio n e del calo re da
__;:__.*:.
" .----7-f- Le
plrte del paziente, che devrc essere dunque assoluta_mente in grado di collaborale.
La potenza va erogata partendo da dosi minime (10-20 W), per poi crescere fino a che il paziente non awerta chiaramente il calore, che non
deve tuttavia essere mai fastidioso.
Se il paziente non riferisce alcuna sensazione
calorica, assai probabile che vi siano errori tecnici o applicativi da parte dell'operatore. buona
norma fornire 7a potenza minima necessaria per
ottenere l'effetto calorico desiderato. Dopo circa
dieci minuti,la dispersione calorica dovuta agli
adattamenti vascolari fa si che, per mantenere costante la temperatura, si debba incrementare la
potenza; segue un plateau per ulteriori dieci minuti. Il ttattamento va concluso in un temp,o di
gryg-

( Fis.
"d"t1 -it'_"ti

i2):

circolacremenale.

latizzato

MODALITA DI TRATTAMENTO
Laterapia a onde corte pu essere erogata in
due modalit diverse: capacitativa e induttiva.

Questa modalit utilizzalo schema del condensatore, dove le due "armature" sono rappresentate da due circuiti elettrici che devono essere sinto-

nizzati; negli apparecchi pi recenti la ricerca del-

la sintonia automatica. I tessuti biologici interposti tra i due circuiti rappresentano il "dielettri-

si rea--==-_a,

ura; aucausare

logia.

rico vieue lega:

infatti,

sudorarteriosa.

Fig. 3.2

Somministrozione di onde corte; dopo circo

essere

di vario tipo e combinati in manira

as-

sai diversa.

Coppia di elettrodi contrapposta. - Gli elettrodi possono presentarsi in forma di dischi rigidi e
rivestiti in plastica, oppure essere costituiti da lamine metalliche flessibili, sempre rivestite di materiale plastico. Questa la modalit pir) utilizzata per trattare strutture profonde o di notevole dimensione quali, per esempio, I'anca o il ginocchio.
Il posizionamento degli elettrodi influenza
molto il trattamento. Se gli elettrodi sono disposti orizzontalmente, in modo da "vedere" in serie i
vari tessuti interposti, i tessuti che subiscono il riscaldamento maggiore sono quelli a pi elevata
impedenza, cio il grasso, il tessuto fibroso e l'osso (Fig. 3.3).
Se gli elettrodi sono disposti in maniera da interagire tra loro longitudinalmente, per esempio,
secondo I'asse pi lungo di un arto) il campo elettrico "vede" le diverse strutture in parallelo.Yengono allora riscaldati i tessuti con pi bassa impedenza, specie il muscolo, ove il sangue abbon-

Nel caso in cui venga posto un elettrodo sotto


la pianta del piede e uno sul ginocchio flesso (come appare in Fig. 3.4), I'aumento di temperatura
sar maggiore nell'area ove il campo elettrico ha
la minore sezione, cio nella caviglia.

MODALITA CAPACITATIVA

ccati an-

no

dantemente contenuto.

creto as) dovuto


;he al ri-

co", cio la resistenza del condensatore che al passaggio della corrente si riscalda.
I due circuiti, che chiameremo elettrodi, posso-

l0

minui lo potenzo

vo incrementofo per odeguoni ollo vosodilotuzione (0rp0re0; segue uno fose di


stoto, in cui l'energio erogolo (0mpenso lo dispersione corporeo.

3l

TERAPIA FISICA

Nuovr TecNorocrr

rN

MrorcrNl RAsrLralvl

tra i due elettrodi; la tecnica utilizzata per lo pi


per il trattamento delle mialgie paravertebrali; storicamente risulta essere stata impiegata con successo anche per il trattamento degli ascessi cutanei (foruncoli, favi, ecc.).
importante ricordare che la disposizione degli elettrodi complanari deve rispettare Ia seguente regola: "[. . .) la distanza tra gli elettrodi deve essere superiore alla distanza tra gli elettrodi e la cute [...]'llnfatti, nel caso in cui gli elettrodi siano
troppo rawicinati, la radiazione HF cortocircuita
la cute, escludendola dal campo elettrico.

MODALITA INDUTTIVA

Tli
Fig. 3.4

Elettrodi dispos longiflidinolmente, in poroilelo: riscoldomento dei

essuti con pi bosso mpedenzo.

Coppia complanare.

- Se gli elettrodi sono posti sul medesimo piano, per esempio, a livello dorso-lombare, i tessuti sottostanti a pi bassa impedenza sono ancora una volta i muscoli, che diven-

gono il circuito di raccordo tra i due solenoidi


(Fig. 3.5). Con questa soluzione si ottiene un riscaldamento poco profondo dell'area interposta

tr

Si utilizza un solo elettrodo. In questa maniera


i tessuti non sono parte integrante del circuito, come alrliene col metodo capacitativo, ma subiscono l'induzione delle onde elettromagnetiche, con
produzione endogena di calore per dissipazione
energetica delle correnti elettriche indotte. Descriviamo le due modalit pi note (Fig.3.6 A e B).
Monode. - costituito da un conduttore unico ar,volto a elica piatta, racchiusa in un cilindro
di plastica; I'insieme definito tecnicamente.,pancake". Il monode emana onde elettromagnetiche
nei tessuti, che si riscaldano, soprattutto in superficie, ma non con quella prevalenza nei tessuti a

pi alta resistenza (grasso), tipica della modalit


capacitativa.
Spirale.

- ra1 presentato da un conduttore tubolare flessibile e plastico, che si a'u.volge attorno


alla regione da trattare. Dato che la tecnica causa
in genere un'abbondante sudorazione,

tr
---ttt'

Fig. 3.5 A" B -

consiglia-

to interporre un telo assorbente tra la cute e la spirale, al fine di eyitare che il sudore divenea una via
di fuga a bassa resistenza del campo eletomugnetico. Con questa modalit il campo elettrico permea i tessuti, che si riscaldano soprattutto negli
strati superficiali. La metodica richiede molta attenzione da parte del paziente che non deye modificare la propria posizione, pena il mutamento
delle condizioni di erogazione. aftualmente poco usata, data la scarsa praticit.
N.B. Complessivamente, la metodica bipolare contrapposta assicura un effetto termico molto profondo (6-8 cm), ma prevalente nel grasso superficiale; per ridurre I'assorbimento da parte del grasso, si deve cercare una modalit pir) consona allo
scopo, per esempio, un' applicazione longitudinale a un arto.

Elettrodi complonori: A) schemo correto, con riscoroomen.

to dei esut interposti lro i due elettrodi; B) schemo scorrefio. con cortocircui.
to interpolore.

32

f'l.nortwnt
lo pir
rli; sto:

)n suc;i cutarne de-

eguenIeve es-

t la cu-

i siano
ircuita

La modalit induttiva, o similmente la modalit


bipolare complanare, permette un buon assorbimento da parte del tessuto muscolare, pur limitato agli strati superficiali.
Il trattamento teoricamente piir consono al tessuto osseo e articolare quello a elettrodi contrapposti in serie; in realt, il tessuto osseo, pur avendo una discreta impedenza, viene raggiunto solo
parzialmente dalle onde corte, specie nei pazienti
con spesso strato adiposo. Tuttavia, il riscaldamento complessivo del tessuto osseo mediante onde

le, con

corte elevato; infatti, il tessuto muscolare adiacente e la circolazione sanguigna garantiscono anche un riscaldamento indiretto.
La presenza del grasso un problema da considerare sempre; nel caso di obesit manifeste, meglio utilizzare una tecnica diversa da quella delle
onde corte (Kloth, 1984; Del Pizzo,1987).

tzione

REGOLE DELTE DIATERMIA

ranlera
Ito, coLbisco-

)escrie B).
'e

unilindro
"pur-

t.

etiche

2.

iuper;suti a
rdalit

3.

lre tu-

Iorno
causa

sigliala spina via


ragne-

Ita at-

mo-

5.

nento
[e

po-

I COn)

pro-

6.

perfigrasa allo

dina-

A ONDE

CORTE

Ricordiamo alcune regole da rispettare:


Gli elettrodi non devono venire mai a contatto tra di loro, pena il danneggiamento per cortocircuito.
I cavi non devono mai incrociarsi tra di loro
per lo stesso motivo di cui sopra, essendo parte integrante degli elettrodi.
Gli elettrodi, nella modalit capacitativa contrapposta, devono essere posizionati parallelamente tra di loro; una contrapposizione "obliqua" tra i due piatti di erogazione causa una
concentrazione anomala su uno dei due piatti, cio su quello obliquo, nella parte pi vicina all'altro elettrodo (Fig.3.7 A e B).
Gli elettrodi devono essere di diametro leggermente superiore alla regione che si vuole trattare, per evitare l'eccessiva concentrazione del
campo elettrico, con riscaldamento superfluo
nei tessuti superficiali.

pernegli

ffi

7.

Gli elettrodi devono essere posti a 2-3 centimetri di distanza dalla cute. Infatti, I'aria,
avendo una bassa costante dielettrica. facilita

Fig. 3. A" B -

Morconi ter0pi0+jclgjEde"$ico: A) monode (ponmke);

B) spirole modellcbile.

Ia penetrazione delle onde elettromagnetiche


nei tessuti ed evita contatti con la cute, potenzialmente ustionanti.
Se vi sono prominenze ossee nella regione da
trattare, la distanza degli elettrodi va aumentata di alcuni centimetri, per non causare un eccessivo riscaldamento della zona prominente.
Evitare di irradiare le zone vicine alle gonadi
o agli occhi; in quest'ultimo caso, se si ritiene

8.

33

utile f irradiazione con onde corte. ricordare


che sono disponibili occhiali protettivi, tipo
gabbia di Faraday.
necessario togliere gli indumenti che rivestono la regione da trattare, per non incorrere in condizioni di conducibilit pir) alta del
previsto, quali si possono verificare in presenza di bottoni, cerniere o altri accessori metallici. Per lo stesso motivo devono essere ri-

ffiwWntXrt ,*,N

[l

'TqcNoroerirr,r

Mrorenn Rpeiir

.:k
l:r:ii
iiD

monte della lesione. In questa maniera viene stimolato il sistema gangliare periarterioso addominale a indurre una vasodilatazione nella circolazione a valle.
Infiammazioni. - L azione del calore nella flo-

tr

ry #

gosi assai discussa; vi sono giustificate perplessit nel trattare le flogosi acute con onde corte, come stato segnalato da diversi autori (Farneti,
1966; Cla1lon, 1975). Peraltro, l'azione delle diatermia sulle flogosi croniche senz'altro vantaggiosa, come dimostrato da pi di cinquant'anni di
esperienza. Certamente I'alta penetranza di questa
radiofrequenza assai utile qualora si voglia riattivare metabolicamente strutture profonde segregate dalla circolazione sanguigna, come gli ascessi cronici, le osteomieliti, ecc.

Ittttl

Fig. 3.7 Ar B -

Cli eletfrodi vonno dispo$i porolleli ro di loro per evitore

concenfozioni elettriche sullo proiezione obl(uo: A) schema corretto; B) schemo rorrefto.

mossi: orecchini, anelli o altri oggetti metallici situati nella vicinanza della regione da

9.

Infezioni. - Molte infezioni localizzate quali,


annessiti, prostatiti, mastoiditi, o altre raccolte
ascessuate rispondono molto bene alla terapia con
onde corte. Leffetto dor,.uto sia all'aumento delI'ossigeno che all'incremento di fattori deputati alla difesa immunitaria, entrambi indotti dalla migliorata circolazione artero -venosa.
Attualmente, con I'al'vento della terapia antibiotica,la Medicina ha messo in disparte l'uso delle onde corte in queste patologie; tuttavia, dato il
successo riscosso dalla metodica in tempi non lontani, non da escludere che queste propriet in futuro vengano rivalutate.
taumi. - Gli ematomi possono essere trattati fa-

trattare.
Se

la sudorazione eccessiva, si pu interpor-

re tra la zona corporea e ciascun elettrodo un


telo di materiale assorbente.
10. Il paziente deve essere posizionato su di una
sedia o un lettino di legno o di un altro mate-

riale non elettroconducente.

lNDlcAZloNLrg [eHE,.' .,''


Alterazioni circolatorie. - Come gi descritto
per la termoterapia esogena, anche la termoterapia endogena a onde corte atilizzata per pro4ueve-re la circolazione sanguigna, tramite I'aperoso indotto dal
t
-...'-...-.__:--.-.-'...-'-...-...-..-.

vo

revolmente

AnEhde ;orte

nella 65 po sT:?rCu-

ia,io qufndtiion +i sit piiol'di infmntar*I' StifrG$lli6ti. f etrettvulsino T$ al-

c3p19pift re-a"to calorico inAote;?a-llin6


quello incrte assai p@i
aT6?atta radiazione infrarossa; inoltre, la possi-

I'in.lffiiltuboli.o
Artrosi.

bilit di poter tras$irgglgli quantita


t=..lglgu
t1.sgng 91 tlssutl, ! proonclrra 4nc!9 "dr -q:94ll
.
\petri sicuiamente il punto di eccellenza dellafi
- ^1
terapa.
lMarconi
.----*
l.
t Thttavia,
quest'azione calorica profonda pu
aggravare un deficit di ossigeno gi presente in
un distretto motorio, proprio a causa del troppo
rapido incremento del metabolismo locale. Sono
stati descritti casi in cui il trattamento diatermico ha accelerato, anzich contrastare, una condizione pre-gangrenosa di un arto. Pertanto, se vi
un serio pericolo di indurre un'ischemia acuta in
un arto poco vascolarzzato, per esempio, un arto inferiore affetto da un'ostruzione arteriosa severa, consigliato trattare il deficit vascolare
agendo indirettamente sull'addome, dunque a

indotto dal calore.

Negli anni settanta la Marconi tera-

pia stata una delle terapie fisiche protagoniste nel

trattamento dell'artrosi.
Neeli anni novanta una revisione critica della
mateia ha fatto s che tutta la diatermia fosse
-F
messa
in forte discussione; si ipotizzato che I'incremento eccessivo della temperatura nelle articolazioni possa indurre la degenerazione del delicato sistema cellulare ed enzimatico che regola
l'omeostasi della cartilagine. Certamente le intense e ripetute somministrazioni di onde corte alle
articolazioni affette da artrosi sono da evitare. Tirttavia, plausibile che.una limitata e attenta somministrazione della diatermia. esclusivamente nelle fasi croniche e non flogistictildtt%iiiilis-

favo

rate.
,

34

rire-if tr6m deie rticlazioni

de gene

Trmnorrupn 3
viene sti-

Terapie radianti. - La Roentgen terapia diminuisce la reattivit dei tessuti, che potrebbero ricevere danni dall'incremento termico indotto dalle onde corte.

CONTROINDICMIONI

addomi-

a circola-

Pesgnakeriadiac-l"ploJ9$! ?Qtr_stre-he, altd apci Gli app are cchi el ettronici n e cessariamente utiltzzati dal paziente escludono il
trattamento. Si ricorda che questi dispositivi possono esser influenzati da un generatore a onde
corte anche nel raggio di due metri.
Gravidanza. - un'altra controindicazione assoluta all'uso della diatermia, sia per il pericolo di
favorire emorragie placentari, sia per non esporre
il feto agli effetti dei campi magnetici, che a livel1o genetico non sono ancora stati suffcientemente chiariti.
Cartilagini in accrescimento. - Pur non essendo stato accertato che la diatermia HF causi danni agli individui in accrescimento, buona norma
evitare l'esposizione delle cartilagini fertili.

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artico-

PERICOLI

Ustione. - il pericolo pi concreto che puo


derivare da un so inappropriato, incauto o eccessil"?iL-nd Crte.
Lustione da onde corte appare a livello cutaneo
come una ?ona biancastra circondata da un alone
rosso.

=-

Lustione di strutture profonde rara, ma possibile; in genere favorita dalla presenza di corpi

metallici in seno a strutture ossee ed di difficile


individuazione. I corpi metallici che favoriscono

l'ustione sono quelli di forma allungata con


un'estremit appuntita. Oggetti aventi forma appuntita di uso comune possono essere le chiavi, le
aste degli occhiali (se di metallo o con anima metallica), gli orecchini appuntiti, ecc.
Per causare I'ustione l'asse longitudinale dell'oggetto metallico deve essere disposto secondo le
linee di forza del campo elettromagnetico; non deve dunque stupire se spesso l'ustione non awiene,
pur in presenza di oggetti simili. Le otturazioni
dentarie, avendo una forma rotondeggiante, non
costituiscono di norma un problema; al contrario,
la presenza di ferule dentarie, di forma allungata
e sottile, sono un potenziale pericolo. I contraccettivi uterini sono considerati pericolosi, anche se
alcuni autori li considerano sicuri (Nielson, 1979).
Vertigine. - un fenomeno occasionale, non
sempre imputabile alla terapia con onde corte. Si
ritiene che la diatermia possa alterare I'omeostasi
dei canali semicircolari dell'orecchio, con produzione di vertigini, comunque sempre transitorie.
Il trattamento del capo, come nel caso di mastoiditi o sinusiti, la causa pi frequente dell'insorgenza della vertigine da onde corte.

Diatesi emorragica. - Le onde corte possono far


precipitare una condizione emorragica latente. Per
Io stesso motivo, si sconsiglia I'applicazione diretta delle onde corte all'addome durante tf mestruo
o in presenza di ulcere gastroduodenqli. Il discorso
valido anche per le altre condizioni patologiche
comportanti rischi di emorragie.
Corpi metallici. - In presenza di chiodi, di sin1es! e di protesi metailEll?i*imia pu cauare iiiiiilintin per eccessivo riscaldamento dei
materiali ad alta cnduzione elettrica.
Protesi in polietilene. - Molte protesi articola-

ri contengono componenti in polietilene poten-

zialmente danneggiabili dalf incremento di temperatura. Il danno pu essere accentuato dalia presenza di parti metalliche che, riscaldandosi, denaturano il polietilene, rendendo pi breve la "vita"
di questo prezioso materiale.
Neoplasie maligne. - Si sconsiglia l'uso delle
onde corte in presenza di tali patologie, in quanto I'incremento ematico, conseguente al riscaldamento endogeno, pu diffondere le cellule neoplastiche tramite

il torrente circolatorio.

'l delica-

regola

intenorte alle
le

are. Tut-

Ita som-

:nte nel)s1,

pos-

degene-

35

DIATERMIA CON MICRO.ONDE


(RADAR TERAPTA)

La termoterapia con micro-onde o radar terapia ha rappresentato


piio in avanti rispetto al"" essa utilizza
le terapie con onde corte;
orrd. h"rtziane della banda ultra High Frequency (UHF),
con lunghezza d'onda dell'ordine dei centimetri.
Il nome radar stata una felice idea pubblicita_
ria che ha sfruttato la notoriet di queste onde im_
piegate anche dai sistemi radar.
La frequenza riservata alla Fisioterapia di 2.45
GHz con ), pari a 12,24 cz. euesta radiazione
possiede una penetranza minore rispetto alle onde corte, ma risulta molto pir maneggevole di
questa, evocando effetti terapeutici complessiva_
mente simili. Attualmente, laradar terapii la ter_
moterapia endogena pi diffusa nel mondo.

GENERATORI DI MICRO-ONDE
Le onde elettromagnetiche UHF utilizzate in Fi_

sioterapia vengono generate da un dispositivo elet_


tronico detto "magnetron". Le onde prodotte vengono immesse in un cayo coassiale che le convoglia
a un'antenna; questa alloggiata in tn riflettore, di
varia foggia. Lantenna con il riflettore costituisconol'erogatore, cio lo strumento che viene posto in

vicinanza della regione corporea da trattare.


A differenza di ci che awiene nella Marconi
terapia, nella radar terapia il paziente non mai
parte del circuito elettrico, ma subisce il riscaldamento per irraggiamento diretto, come gi visto a
proposito della terapia esogena.
La frequenza della radar terapia intermedia
tra quella dei raggi infrarossi e quella delle onde
della Marconi terapia (HF); infatti, presenta carat_
teristiche fisiche intermedie. per esempio,le onde
UHF hanno un'ottima trasmissibilit nell'etere come le onde HF; tuttavia, sono soggette anche a notevoli fenomeni di riflessione e rifrazione come i
raggi infrarossi, che si comportano secondo le leg-

gi dell'ottica.
EFFETTI BIOLOGICI DELLE

MICRO-ONDE

Leffetto prevalente di questa radio frequenza


nei tessuti irradiati il riscaldamento. Non sono

noti, invece, gli eventuali effetti magneto-meccanici.


La penetranza nel corpo umano di 3 cm circa sotto la cute; infatti questa radiazione viene

rapidamente assorbita dai tessuti ad alto conte_


nuto acquoso, come il muscolo. Il tessuto adipo_
so invece meno sensibile al riscaldamento di_
retto da parte delle microonde. In questa manie_
ra viene superato il problema del riscaldamento
eccessivo del grasso sottocutaneo, tipico della te_
rapia a onde corte erogata in modalit capacjta_
tiva.
EFFETTI LOCALI

Vasodilatazione.

generalmente limitata al_

l'organo bersaglio delfa r adiazione, essendo la par _


tecipazione generale dell'organismo molto pitr ti_
mitata rispetto a quella delle onde corte.
Analgesia. - Come altre termoterapie, anche la
radar terapia in grado di elevare la soglia del do_
lore nelle regioni corporee piir superficiali dove,
d'altronde, si trova la maggior parte dei nocicet-

tori dell'organismo.
EFFETTIGENERALI

La sudorazione abnorme e I'ipotensione sono


reazioni assai rare e certamente di minore entit
rispetto a quelle espresse sia dalla radiazione in_
frarossa che dalla Marconi terapia.

PARAMETRI E MODALITA DI
TRATTAMENTO
La potenza d'emissione delle apparecchiature
assai varia, in genere compresa tra 200 W e
250 W all'uscita, in modalit continua. Sono poi

disponibili dispositivi che erogano le micro-n_


de in modalit pulsata, con potenze in uscita
molto pii elevate, fino a 1500 W La modalit
pulsata stata ideata per consentire una migliore dissipazione del calore indotto; il duty iycte
pu variare da 70o/o a 90o/o.
Lerogatore va posizionato a una distanza di l0-

1
1

Trwtorrnapn

)-meccaJ

cm cir-

ne viene

o conteo adipoento dir manielamento


della te:apacita-

20 cm, ricordando che il raddoppio della distanza


riduce di 4 volte f intensit della radiazione.
La presenza di un unico erogatore rende la modalit di applicazione della diatermia a microonde assai semplice. Tirttavia, al fine di ridurre i fenomeni di riflessione a cui queste onde possono
incorrere, bene aver cura di disporre la superficie dell'erogatore quanto pi possibile parallela alla regione da trattare. E buona norma) poi, rimuovere i vestiti, per evitare di incorrere in situazioni

gatori assai piir grandi e piir piccoli. Quest'ultimi


hanno spesso una foggia adeguata allo scopo di
trattare regioni molto Iocalizzate (Fig. 3.8 A e B).
II trattamento deve essere erogato per un tempo non superiore a 15-20 minuti in modalit continua; in modalit pulsata, la durata pu essere

di iperconducibilit (eccesso di sudore, presenza


di oggetti metallici, ecc.), come gi visto a proposito delle onde corte.
Il generatore richiede un tempo di "riscaldamento" per raggiungere la massima efficienza,per
cui opportuno esporre il paziente solo dopo alcuni minuti di accensione dell'apparecchio.
Gli erogatori sono di norma circolari, di diametro 15-20 cm; tuttavia, esistono in commercio ero-

Le alterazioni circolatoriepossono beneficiare ti


un trattamento con microonde, ma la terapia non
appare la pi indicata per questo scopo.
Alterazioni traumatiche. - Le onde centimetriche si prestano molto bene al trattamento dei
traumi con ematomi o edemi localizzat, specie
nelle fasi sub-acuta e cronica. Esse inducono. infatti, un buon aumento della circolazione locale,
promuovendo Ia rimozione di materiali necrotici
e favorendo la riattivazione metabolica.
Infezioni. - La limitata penetranza rende Ia radar terapia assai adatta al trattamento delle infezioni della cute (ascessi, acne, pustole, ecc.), in
condizioni di scwezza molto maggiori rispetto alla diatermia con onde metriche.
Artrosi. - Come le altre termoterapie, la radar
terapia trova indicazione nelle fasi croniche delI'artrosi; tuttavia, appare meglio tollerata sia della
Marconi terapia, che dei raggi infrarossi.

maggiore (20-30 minuti).

ritata alo la paro pi lianche la


r del

ili

do-

dove,

nocicet-

N DICAZION I TER/APEI.,ITICHE

CONTROINDICAZIONI
Le controindicazioni sono simili a quelle delle
altre metodiche diatermiche: presenza di dispositivi elettronici endocorporei (pacemaker, protesi
uditive, ecc.); stato di gravidanza; vicinanza di car-

ne sono

entit
ione inre

tilagini fertili, neoplasie, TBC

ecc.

PERICOLI

Lustione rimane sempre una possibile complicanza in caso di inappropriato uso della strumen:hiature

tazione. Rispetto alla Marconi terapia, il pericolo


dovuto alla vicinanza di mezzi metallici appare
meno consistente, a meno che quest'ultimi non
siano collocati nella regione direttamente esposta
alle microonde.
Pi reale appare il pericolo di indurre cataratta
oculare e sterilit da lesione dei testicoli; bene
dunque proteggere queste parti in maniera idonea
(occhiali a gabbia) o, meglio ancora, evitare di irradiare Ie zone in questione.

l00We
ono poi

cro-onr uscita
rodalit
miglio,ty cycle
a di 10-

&--*-*.'-----;m
Fig. 3.8 Ar B -

Rodor teropio con erogotore circolore clossico; B) oltri ti-

pi di erogotori di Rodor turopio.


,

*g*

PERTERMIA COMPUTE RIZ ZATA


E TE RMOSTAT TZZATA ( CT)
I

Lipertermia una delle applicazioni pi recenti delle onde radio e si basa sull'esperien za acquisita mediante la diatermia a onde corte e micro_
onde; tuttavia, si discosta nettamente da queste per

tra 36"C e 37"C,I'induzione di temperature oltre


i 4I-42"C sono citolesive per diversi tessuti.

qualit e precisione. L ipertermia mira, infatt, a


indurre un preciso e costante aumento di tempe_
ratura in una regione corporea ben definita; a que_

Tirttavia, durante un processo di riscaldamento


forzato di un organismo altre variabili devono es_
sere considerate con attenzione; tra queste:
- la rapidit con cui si determinato I'incremen_

sto fine vengono utihzzate raffinate tecniche dier_


mo statizzazione e computer izzazio ne.

ipertermia computerizzata e termos tatizzata


(ICT) nasce come terapia oncologica; infatti, mol_
ti tessuti neoplastici presentano una tolleranza al_
l'incremento termico inferiore a quella dei tessuti
L

sani.
Le associazioni dell'ipertermia con altre terapie

to termico;
il tempo durante il quale viene mantenuto co_
stante un determinato valore termico:
il volume trattato:
il tipo di tessuto, che pu essere pir o meno ter_
mosensibile e diversamente vascolar izzato:
delTe regioni circostanti.

il riscaldamento

antineoplastiche sono molteplici; ricordiamo: la


combinazione con la radioterpia, che consente di
utilizzare dosi radianti inferiori rispetto agli sche_
mi classici; I'associazione con la chemioterapia,
mediante la quale i farmaci divengono pir attivi e
selettivi sulla massa tumorale; infine, l,ssociazione di ipertermia, chemioterapia e terapia radian_
te, che fornisce un'arnpia possibilit di percorsi terapeutici, tutt'ora oggetto di studio.
Dopo I'Oncologia, altre branche della Medicina si sono aperte all'ipertermia.
In Urologia I'ipertermia utilizzata in diverse
patologie, per esempio per l'ipertrofia prostatica.

CICLO IPERTERMICO
Per meglio comprendere i fenomeni relativi al_

I'incremento della temperatura, si suole suddivi_


dere in tre periodi il ciclo ipertermico.
1o periodo, incremento termico.
- La tempera_
tura sale fino a raggiungere il valore voluto; la ve_
locit di incremento termico dipende essenzialmente dalla potenza della rorg.n" termica e dalla reazione vasomotoria del tessuto, che tender a
dissipare il calore soprattutto mediante meccanismi convettivi, cio incrementando la propria cir_
colazione sanguigna.

In
--

Ginecologia si atilizza l'ipertermia per


l'asportazione dell'endometrio e nel trattamento
delle menorragie di difficile gestione.
Pi recentemente, l'ipertermia ha fatto il suo in_
gresso in Fisioterapia, ottenendo in breve una lar_
ga applicazione nel trattamento di molte malattie
dell'apparato muscolo-scheletrico.

Inizialmente, si assiste a una progressiva dilata_


zione arteriolare e capillare, indotta dai termore_
cettori di cui dotato il tessuto sottoposto al ri_
scaldamento. Contemporaneamente, l;organismo
elabora strategie pi complesse, che coinvolgono
anche meccanismi neurologici centrali: la vasodi_
latazione e la sudorazione divengono progressiva_
mente pi evidenti con il passare del tempo.
Da 37"C a 40"C si assiste a un progressivo in_
cremento di tutte le reazioni metaboliche: aumen_
tano gli scambi gassosi tra il sangue e i tessuti; i
prodotti catabolici vengono drenati pi rapida_
mente; aumenta la diapedesi di granulociti, ma_
crofagi e di altre cellule coinvolte nei processi flo_

EFFETTI BIOLOGICI DELTIPERTERMIA

tutilizzo dell'ipertermia in patologie

l'attivit metabolica di quest'ultimo. Nel corpo


umano, che ha una regolazione termica.o-pr.ru

tanto

complesse e varie ha indotto un serio approfondimento sugli effetti biologici del calore.
Da molto tempo noto che il valore della tem_
peratura assoluta indotta da una fonte calorica in

gistici e riparativi.

un organismo un parametro determinante per

Le cellule senescenti o ipofunzionanti subisco_


,

38

T*norcwne"t&vicinata nel tempo. Per questo motivo in Oncologia l'ipertermia viene erogata con una cadenza
non inferiore alle quarantotto ore. In Fisioterapia,
ove i protocolli sono meno rigidi, pu essere tollerato anche un intervallo di 24 ore.

no precocemente l'incremento termico come un


danno, essendo meno efficienti a resistere all'insulto termico rispetto a quelle sane; questo fenomeno detto "cell killing" e favorisce il ricambio

el corpo
'ompresa

ure oltre

Iti.
Camento

vono

es-

te:

cremen-

nuto co-

eno ter:ato;
Ll.

lativi al-

;uddivilmperao; la ve-

senzial:a e dal:nder a
reccani-

rria cirdilata:rmoIer

to al rianismo

olgono
'r'asodi-

cellulare.
Tra 4loC e 45"C un trattamento non superiore
a trenta minuti causa lesioni cellulari complessivamente reversibili. Tuttavia, anche un incremento termico attorno a 4I-42"C, se protratto per un
tempo superiore a trenta minuti, porta a un bloc-

co progressivo e irreversibile della circolazione,


con fenomeni catabolici di entit proporzionalmente crescente.
Se I'incremento termico supera la soglia di
45"C, si determinano nei tessuti franche reazioni
cataboliche, quali denaturazioni proteiche ed enzimatiche, che conducono alla necrosi cellulare.
2o periodo, fase di stabilizzazione termica. Ijincremento termico raggiunto nel 1o periodo viene mantenuto costante mediante i sistemi di ter-

;ivo inumen:ssuti; i
:apida-

ti, maflo-

:ssi

rbisco-

Il tessuto muscolare riccamente vascolarizzato e ripnd ipidamente a


il p roEe4" qrltul:ryt.3qlu jlg-'1i:"tando
pno volume ematlco. vrene cosl lavonto lo scam,bjo- metabolico tra le cellule e il circolo, con rimozione dei prodotti catabolici, di cui l'acido lattico
il pi conosciuto. Viene poi favorito l'apporto di
b,rgge*"tirr gc,nerale l'attivit aerobica, con migliori prestazoni funzionali complessive.
- noto che il calore favorisce il rilasciamento
Tessuto muscolare.

nUigq@cquestof enrdriciT6ilisuuna serie


di reazioni. Innanzitutto, il migliore metabolismo
aerobico riduce la fatica e la tendenza al blocco

mostatizzazione dell'apparecchio, che fornisce


l'energia necessaria a compensare I'azione di dissipazione calorica da parte dell'organismo. La perfusione ematica nei tessuti si stabilizza e i fenomeni
anabolici aumentano fino a un livello massimale.
La durata di questo periodo assai variabile in
funzione dei parametri prescelti, specie della temperatura indotta nell'organo bersaglio.
3o periodo, decremento termico. - Terminata
I'erogazione di calore, i meccanismi fisiologici lentamente riprendono il controllo della situazione e
riportano la temperatura verso i limiti basali.
interessante notare che spesso permane per
alcune ore un incremento termico sistemico di cir-

funzionale.

Il calore agisce poi sulla regolazione del tono,


influenzando l'attivit di scarica di diversi neurorecettori periferici; tra questi, gli organi muscolotendinei del Golgi, la cui attivit viene incrementata dal calore; al contrario, i fusi neuromuscolari rispondono al calore riducendo la propria attivit.
Infine, il tessuto connettivale che raggruppa le
fibre muscolari, sotto I'ef[etto del calore incrementa il proprio modulo elastico.
Tessuto tendineo. - I te nd*qu, i Le gaqrsnt-i- e le
capsule articolari sono costituiti da una notevole

picentual di iollug"tt.. I1 calore moderato induce contenute deformazioni plastiche all'interno di


queste strutture, che divengono complessivamente pi estensibili. Il calore pare agire a livello dei
legami chimici esistenti tra le proteine delle fibre

ca 0,5oC. Si ritiene probabile che il protrarsi di


questa situazione ipertermica sia l'espressione delI'accelerazione che ha subito il metabolismo organico e che questi necessiti di un determinato tempo per tornare ai livelli normali.

collagene ed elastiche.

TERMOTOLLERANZA

Un altro aspetto interessante

ressivaro.

EFFETTI DEL CALORE SUI PRINCIPALI


TESSUTI DELTAPPARATO LOCOMOTORE

il riper
fisiologici;
valori
torno della temperatura ai
questo importante utlizzare l'aumentata compliance di queste strutture nell'ambito di un percorso fisio-chinesiterapico. Per ottenere dunque
un allungamento stabile degli apparati legamentosi e tendinei patologicamente retratti, opportuno, dopo una seduta di ipertermia, dare seguito
a un programma adeguato di chinesiterapia.
Tessuto osseo. - Gli effetti dell'ipertermia sul
tessuto osseo appaiono legati soprattutto all'ipeQueste modificazioni sono reversibili con

la produzione,

da parte dei tessuti esposti a ipertermia, di nuove


proteine dette "heat shock proteins", che rendono

le cellule pi resistenti al calore per un certo periodo di tempo dopo I'esposizione (da due a cinque giorni). Il fenomeno detto termotolleranza
ed un fattore da considerare attentamente nella
programmazione di un ciclo terapeutico; infatti,
Ia termotolleranza si esprime anche con una scarsa

reattivit a una nuova stimolazione termica rav39

\1
't1

xt

ti

,1

ffircn*wFlslcA - Nuovr TrcNoLocr:

rN MeorcrNn

Rnuurnrvr

t1

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4l

il
tt
41

{t

remia indotta nella rete artero-venosa di cui ogni


struttura ossea in genere ben fornita. Gli studi al
riguardo sono tuttavia sorprendentemente pochi;
tafavorisca la guarigione dei fcolai di fratrura e
in generale il trofism_dellbssq. Alcuni studi clinici e sperimentali paiono supportare quest'ipotesi (Maini, 1992; Leon, 1993).

tri terapeutici una condicio sine qua non, come,


per esempio, nelle neoplasie termosensibili.
L ipertermia moderna, mediante I'ausilio della
termostatizzazione computeriz zata, si propone i
seguenti obiettivi:
- indurre un incremento termico, programmabile con esattezza a varie profondit;
- mantenere stabile la temperatura per il tempo

GEN ERATORI IPERTERMICI,


COMPUTERIZZATI E TE RMOSTATIZZATI

assai probabile, comunque, chgllrpqrerylg

l4d!q

necessario;

limitare le variazioni termiche al solo target;


assicurare la riproducibilit dei parametri di
trattamento:
- consentire che il controllo automatico sia modificabile in ogni istante dall'operatore.
La tecnologia ha fornito risposte alla maggior
parte di queste esigenze; pur non avendo ancora
raggiunto l' optimum, l'ipertermia gode attualmente di una notevole precisione metodologica.

Come abbiamo visto, l'ipertermia computerizzata e termostatizzata stata elaborata per superare i
limiti che le precedenti diatermie avevano mostrato. I problemi presentati dalla termoterapia endogena tradizionale sono sintetizzabili nella mancanza di controllo dei parametri pi elementari quali,
per esempio,la temperatura indotta e la delimitazione del trattamento al target desiderato. Infatti,
I'operatore ha poche o nulle possibilit di programmare, guidare o modulare le radiazioni prodotte dai
dispositivi di Marconi o di radar terapia. euesti limiti rendono la term oterap ia endo g ena inttt:iLizzabile nelle patologie dove la precisione dei parame-

SCHEMA DI UN APPAMTO DI IPERTERMIA


Un'apparecchiatura di ipertermia (Fig.3.9) un
complesso sistema termo-idraulico comput erizzato che comporta:
una sorgente di calore endogeno a microonde;
una sorgente esogena riscaldante-refrigerante

regio,te
da trataare

Fig. 3.9

khemo

bose di un'opporecchioturo di ipertermio computerizzoto e rermosloizzoto.

40

fgru\

ton, come,

termo statiz zata, collegata tramite un circuito


idraulico a una borsa di interposizione con la

rili.
rsilio della
propone i

rammabi-

r il tempo

SORGENTE DI CALORE ENDOGENO

I target;

ametri di
o sia more.
r

maggior

lo ancora
ftualmenaica.

RMIA
3.9) un
>uterizza-

croonde;

rigerante

Potenza niziale

g6RAptA 3

7o

cute (bolus);

termometri di precisione dislocati in varie zone dell'apparato;


un sistema di controllo computerizzato.
60

In ipertermia si :utilizzano sorgenti radiative di


microonde; con questa metodica la banda di frequenza pi adatta per raggiungere le profondit
tipica della maggior parte degli organi "target" del
corpo umano quella compresa tra 100 MHz e 1
GHz (Fig.3.10).
In questa banda si ottiene un'ottima penetranza della radiazione, senza incorrere nei danni da
eccessivo riscaldamento che le onde corte (27
MHz) inducono nel grasso sottocutaneo.
Inoltre, f incremento termico prodotto superiore in profondit a quello delle microonde della classica radar terapia (2,45 GHz).
Nell'ambito della banda 100 MHz + I GHz e in
riferimento alle frequenze consentite per uso industriale, scientifico e medicale (ISM), stata scelta
la frequenza di 434 MHz per l'Europa e 915 MHz
per gli USA.

4o

I
proronaitla

Fig. 3.10

*,

*r*r,".,

- Asorbimeno di potenzo nel hsuto muscolore delle rodiote

quenze di: Morconiteropio (27,12 MHz),lpertermio tEE (434 MHd, lperre-

mio USA (915 MHz) e Rodor teropio (2450 MHz), in riferimenlo 0 uno

xi.

dord di 100 MHz.

In altre branche della Medicina si utilizzano anche altri tipi di applicatori; alcuni interni, cio endocavitari, come nel caso degli erogatori per l'utero; altri intratissutali, cio inseriti con metodica
invasiva direttamente nel tessuto, come nel caso
delle sonde per il trattamento delle neoplasie ter-

SORGENTE ESOGENA
RISCALDANTE- RAF F RE DDANTE

mosensibili.

La sorgente esogena costituita da un circuito


idraulico ad acqua termostatizzata, cio mantenuta
a una determinata temperatura tramite un sistema
di scambio termico automatico, gestito afeed-back.
Il modulo di applicazione della sorgente esogena detto bolus e si trova interposto tra l'emettitore di microonde e la cute. Il bolus ripieno di
un liquido costituito per lo pir) da acqua distillata
e additivi per migliorare la trasmittanza delle microonde. Il liquido viene utilizzato sia per modulare la temperatura dei tessuti superficiali riscaldati dalla sorgente endogena, che per evitare salti
d'impedenza al fascio di microonde quando questi penetra nei tessuti.
La sorgente endogena a microonde e il bolus
della sorgente esogena costituiscono un corpo unico, detto applicatore. Iapplicatore delle apparecchiature di Fisioterapia viene posizionato all'ester-

In determinate condizioni si utilizzano pir applicatori convergenti, per aumentare la temperatura nella zona di sovrapposizione dei due o piu
fasci di microonde.
In Fisioterapia ormai consolidata la tecnica
basata su di un solo applicatore (Fig. 3.11 A e B).
TERMOMETRI

Il controllo delle temperature indotte nei tessuti target e in quelli che vi si interpongono uno
dei problemi tecnici centrali dell'ipertermia; inttI'accuratezza
della terapia. In Oncologia, ove la precisione richiesta massimale, si utilizzano diverse sonde
termometriche per misurare direftamente in loco
il valore termico.
In Fisioterapia le metodiche inr-asir-e non sono
n concepibili n necessarie. Di norma suttciente disporre di due misurazioni distinte, una a livello del bolus, per misurare la temperatura della
sorgente esogena e una a Livello della cute, per misurare la temperatura di superficie ritenuta espres-

ti, da queste misurazioni dipende

no del corpo umano e si interfaccia con questi


mediante un'unica sacca modellabile, che si adatta facilmente alla superficie delle varie parti anatomiche (applicatore esterno).
4l

ffi*nanaFlslcA -

Nuovr TrcNoLoorr

rN

MrorcrNl Rrlerlrarvn

vantaggi e svantaggi tali da renderli ancora non


competitivi con i sistemi a termocoppia; allo stato attuale sono solo oggetto di studio.
SISTEMA DI CONTROLLO COMPUTERIZZATO

Un computer permette all'operatore di impostare i parametri pir idonei al trattamento iperter-

mico; inoltre, il software fornisce un sistema automatico di termostatizzazione che modifica aur
tonomamente lo scambio calorico nel circuito
idraulico, al fine di mantenere costante le temperatura indotta nei tessuti. Ijattivit dell'operatore
necessaria per tutto il periodo del trattamento;
questo almeno nelle prime due o tre sedute. Infatti, non sempre il sistema automatico riesce a gestire tutti i parametri impostati. foperatore deve allora intervenire manualmente, correggendo o
reimpostando i dati di trattamento. Dopo le prime sedute,la procedura diviene pi immediata e
le reazioni del paziente divengono pi facili da

iffi

prevedere.

A volte il paziente pu manifestare sintomi ta-

li

da dover modificare o sospendere il trattamento previsto, anche se il computer riesce a elaborare correttamente tutte le coordinate ricer,.ute: la clinica deve essere sempre la guida del trattamento

ipertermico.
Fig. 3.1

A" B -A)

Infine, un moderno sistema informatico deve


in un database le
terapie eseguite, al fine di creare un archivio proprio, confrontabile con gli schemi terapeutici preimpostati.
avere la possibilit di depositare

Applkotore 0 monosorgente; B) Applkotore o due sor-

genti convergenti. Nel tipo B la zono di sovropposizione delle rodiozioni rkeve


un moggior incremento termico.

sione della temperatura profonda indotta dalla


sorgente endogena. L uso di alcuni modelli matematici di previsione, basati sulle simulazioni eseguite con "phantom" e sulla conoscenza della profondit del target, consente al computer di deter-

INTERAZIONE DELI.A SORGENTE ENDOGENA


E DELIA SORGENTE ESOGENA
La soluzione innovativa introdotta dall'ioertermia basata sulla stretta interazione tra la fnte di
calore endogena e il sistema modulante esogeno.
Come abbiamo visto, la sorgente endogena di
micro-onde a 434MHz in grado di raggiungere
facilmente i tessuti profondi del corpo umano.
Tirttavia, questa radiazione comporta, come le altre onde radio, un notevole riscaldamento degli
strati superficiali della cute e del sottocute; questo
limita il livello della potenzautilizzabile e di conseguenza la profondit d'azione della sorgente endogena (Fig. 3.12 A).
Le sorgenti esogene possono sia scaldare che raffreddare un sistema avente una data temperatura,

minare con buona approssimazione la temperatu-

ra raggitnta in profondit.
Il sistema di termometria pir :utilizzato il termometro a termo-coppia, cio costituito dall'unione di due fili di metallo o di leghe diverse,
che, presentando una conduzione elettrica dissimile, generano potenziali elettrici diversi. La misura di questa differenza di potenziale permette di
risalire alla temperatura della regione in cui il termometro stato collocato.
Esistono altri tipi di termometri per le apparecchiature di ipertermia; ricordiamo i termistori, i
termometri a fibre ottiche e a fotoluminescenza.
Tutti questi sistemi presentano un complesso di

a differenza delle endogene che possono solo scaldare. Infatti, le sorgenti esogene modulano la
42

Truaorrnnprn 3
ra non
11o

sta-

ZAIO
rn]poperterIa au.ca au-

:rcuito
.mpelratore

InfatL

gesti-

:r-e al-

rdo

l: nriliata e

:ili

da

mi tanenlborala cli-

nento
I ^--^
ugvc

,ase

le

pro-

quantit di raggi infrarossi che un determinato


corpo riceve o emana; pertanto, data la scarsa penetranza di questa radiazione, le fonti esogene svolgono la loro azione diretta esclusivamente negli
strati superficiali del corpo umano( Fig. 3.128).
Combinazione sorgente endogena-esogena. Lipertermia utihzza la sorgente esogena per raffreddare gli strati superficiali del corpo umano)
cio per "tagliare" l'incremento termico indotto
dalla radiazione endogena a microonde nei medesimi strati. In questa maniera la sorgente endogena pu svolgere in tutta sicurezzala sua azione termica profonda, nel bersaglio che si vuole effettivamente riscaldare (Fig. 3.12 C).
Se osserviamo il grafico della figura 3.I2 A,vediamo il tipico riscaldamento endogeno indotto
dalle microonde a 434 MHz; l'incremento termico, pur raggiungendo notevoli profondit (5-g
cm), determina i valori pit elevati negli strati superficiali del corpo umano.
La sorgente esogena raffreddante, descritta nel-

la parte inferiore del grafico della figura 3.I2 B,


mostra come il decremento termico sia a carico
dei primi 2-3 cm di profondit dei tessuti.
La figura 3.I2 C, mostra come I'associazione
delle due fonti, endogena riscaldante ed esogena

raffreddante, permetta di r ealizzare un riscaldamento pressoch esclusivo nelle regioni poste a


una profondit maggiore di 2-3 cm.

i pre-

PARAMETRI DI TRATI-AMENTO
'ENA
3rter:rte

di

:eno.

'tn di
'ano.
le al-

,l:oli
*-tr..
lesto
aon-

: raf-

lura,
- -..1

::l

la

POTENZA

Questo valore, espresso in watt, riferito alla


sorgente endogena. In diverse apparecchiature di
ipertermia, concepite per la Fisioterapia, il range
consentito 0 + 100 W. In realt, si utilizzano po-

Fig. 3.1 2 A,

4(-

7Cm

[urvo emperoturo-profondit nei tessufi sottoposti of

lozione di sorgenti termiche. A) sorgenle endogeno: l'incremenlo termico profondo, mo prevole negli stroli superficioli. B) sorgenti esogene: riscoldonle (so-

tenze comprese tra 15 W e 70 W, che sono pi che

pro) e roffreddonte (solfo), il roffreddomento e il riscoldomento sono superficioli.

sufficienti per ottenere temperature variabili tra


40"C e 42"C per profondit di 3-7 cm.
Il valore della potenza deve essere proporzionalmente elevato in rapporto alla profondit del tessuto target. Tuttavia, nei sistemi d'ipertermia te-

C) sorgente endogeno-esogeno:

kombinozione di sorgenfe esogeno roffreddonte

ed endogeno riscoldonte) l'ozione iperfermico prevolentemenfe profondo.

TEMPERATURA DEL BOLUS


La temperatura della sorgente esogena puo essere regolata da 35'C a 4I,5"C. Nella maggior par-

mostatizzata, come abbiamo visto, la potenza della sorgente endogena strettamente rapportata alla potenza della sorgente esogena, nel senso che a

te delle patologie dell'apparato locomotore si utilizzano valori compresi tra 37,5"C e 39"C.

ogni incremento di potenza del generatore di microonde deve corrispondere un decremento termico degli strati superficiali a opera della sorgente di raffreddamento esosena.

TEMPERATURA DELI,A CUTE E DELTA TERMICO

La temperatura della cute espressione della


temperatura profonda indotta dalle microonde. Ii
43

TERAPIA FlslcA

Nuovr TrcNoLoorr

rN MrorcrN,q Rrngrlrarva

ture para fisiologiche (39-40.C), ma subiscono


danni repentini se la temperatura oltrepassa 41"C.
Anche 1l tipo di tessuto influenza la durata del
trattamento: tessuti molto irrorati, quali per esem_
pio il muscolo, sopportano un tempo d'sposizio_
ne maggiore rispetto ai tessuti poco irrorai quali,
per esempio, i tessuti tendinei e capsulo_legamen_
tosi.

t,
tf;
'1,.

.'
tig: 3.!9 -

Nell'erogozione termico combinota endogenc-esogeno, Incremen-

tondo lo differenzo di temperoturo tro le due fonti (delto termico),


si pu p0rt0_
re pi in profonditd l'ozione ipertermko indotto dollo fonte
endogena.

software del sistema deduce la temperatura pro_


fonda da quella di superficie, medinte un,anali_
si basata su algoritmi dedotti dai modelli soeri_
mentali e dall'esperienza ottenuta mediante i'uso
delle sonde invasive nelle patologie neoplastiche.
Per le esigenze specifiche della Fisioterupiu ,it._
nuto accettabile che la temperatura di un deter_

minato organo sia compresa entro un ristretto

range e che sia omogenea per tutto il volume con_

siderato.
evidente che pi dei valori assoluti della temperatura di superficie e del bolus importante co_
noscere la differenza di temperaturu t.u i due sistemi. nata cos una nt:orru grand,ezza, il deha

I'una dall'altra.
Il numero delle applicazioni comunemenre

compresotra8el0.

MODALITA DI TRATTAMENTO

- IJorgano da trattare deve essere gi stato loca_


lizzato tramite una diagnostica pei immagini; il
bersaglio ideale per l'ipertermia nn deve avere un
volume superiore a 200 cm3.
Nell'ambito della pianifi cazione del trattamen_
to, la prima considerazione da fare quella relati_
va alla profondit del tessuto da sottoporre a iper_

t91mia. Questa comporta la scelta della potenza


della sorgente a microonde e della temperatura di
termostatizzazione del bolus, necessaria a raffred_
dare la superficie della cute a contatto con I'ero_

termico, che indica in modo unitario e semplifica_


to l'essenza base dell'ipertermia: la differenza ter_
mica tra la cute e il bolus.

gatore.

Come abbiamo visto, la grandezza che conse_


gue a queste due valutazioni il delta termico, che
rappresenta l'indicatore pi attendib ile della pro_
fondit del trattamento ipertermico.

Infatti, queste due temperature sono espressio_


ne rispettivamente, dell'azione termica .rrdon.rru
delle micro-onde e dell'azione termica modu"lan_
te esogena; se il delta termico aumenta, maggiore
la profondit d'azione ipertermica delle micro_
onde (Fig.3.13).

La considerazione successiva quella relativa al


tipo di tessuto da trattare: se il tessuto molto va_
scolarizzato necessario utilizzare una tempera_
tura d'esercizio tendenzialmente elevata, perch il
tessuto tende a raffreddarsi facilmente tramite la
circolazione sanguigna.
Segue poi la valutazione della condizione
fisica
del paziente; I'apparato muscolare di un atleta ri_
chiede una potenza e un livello termico molto pitr
elevato rispetto a un individuo sedentari o o anzia_
no: infatti i volumi e le masse muscolari sono so_

TEMPO

Il tempo di trattamento pu variare in relazio_


ne a diversi fattori.

La temperatura indotta nell'organo bersaglio


il dato che pi influenza il tempo d,esposizione; in
generale, a valori di temperatura elevati deve cor_
rispondere un tempo di trattamento pi limitato;
infatti, i tessuti sopportano molto bene tempera_

Infine, la durata del trattamento funzione an_


che della fase clinica, essendo indicato un tratta_
mento pir breve nella fase acuta della malattia ri_
spetto a quello delle fasi sub-acuta e cronica.
I tempi di un trattamento standard di iperter_
mia oscillano, in base a quanto detto, tra i 20 e i
30 minuti. Infine, in osservanza al fenomeno del_
la tollerqnza termica,le sedute di ipertermia devo_
no essere eseguite a una distanza di almeno 24 ore

: :"1',11-::1":1':44

frnr,,rormam

biscono

La fase clinica

poi un altro parametro da ri-

sa 41oC.

spettare: la fase acuta di una patologia flogistica o

:rata del

traumatica spesso un territorio "off limits" per


l'ipertermia, che deve essere rimandata alla fase
sub-acuta. In ogni caso, le fasi pi precoci richiedono un approccio pi graduale della potenza, un
delta termico meno accentuato e un'esposizione

tr esemposizioLti quali,
)gamen-

]NDICAZIONI TERAPEUTICHE
PATOLOGIE MUSCOIARI

Il muscolo un organo molto sensibile alla radiazioni endotermiche, alle quali risponde con un
rapido incremento di temperatura e un altrettanto efficiente meccanismo di dissipazione del calore, basato sui moti convettivi della circolazione
sanguigna.Il muscolo necessita dunque di potenze sostenute, naturalmente variabili in base alla
profondit, alla dimensione e alla patologia delI'organo interessato.
Contratture. - Le contratture muscolari sono
quasi sempre collegate a eventi sportivi recenti e
appaiono spesso la conseguenza di una richiesta
funzionale superiore alle capacit aerobiche del distretto muscolare.
Altre volte la contrattura muscolare I'espressione della difesa esasperata dell'organismo verso
una situazione patologica articolare al limite della compromissione; questo il caso, per esempio,

temporale pi contenuta.
one an-

tratta-

attia

ri-

ica.

iperter-

i20ei
:no dela devot 24 ore
emente

ffi

Infine, la risposta clinica del paziente al trattamento l'indicatore piir importante per il trattamento ipertermico. Infatti, i parametri standard
del trattamento devono esser prontamente adattati alle esigenze del singolo paziente. Per esempio,
se I'individuo manifesta una scarsa tolleranza al
calore bisogna ridurre la potenza massima erogata e cercare di mantenere il gradiente termico ot-

timale per la profondit d'organo, lavorando sulla temperatura esogena del bolus.
Da un punto di vista operativo, la posizione del
bolus deve essere molto accurata, in quanto il campo d'azione dell'erogatore ben delimitato (Fig.
3.r4).
Se la patologia a carico di un organo di piccole dimensioni, quali per esempio il tendine d'Achille, la zone ipertermica indotta sempre sufficien-

delle contratture dei muscoli paravertebrali che ac-

yere un

te alla terapia; se invece l'organo target di dimensioni maggiori, come per esempio un quadricipite

tamen-

interessato da un vasto ematoma, la zona d'in-

relatia iper-

flienza termica pu non essere sufficiente estesa.


opportuno allora spostare di alcuni centimetri il
bolus durante la stessa seduta di ipertermia o eseguire una sorta di rotazione tra le parti a contatto
col bolus, nell'ambito delle varie sedute.

d1qesd !iiii_mule=lii-in-;i4osi e ruce i


tempi del riequilibrio metabolico; pu essere esegiiit gi da1le primi fasi della sintomatologia con
"lqeft ntalgic in molti casi sorprendentemente rapido.

o loca-

rgini; il

otenza

tura di
affredr

compagnano i blocchi acuti del rachide.


iJ*1g9_rtermiaaumelt_ql_a_circglgTionesangqigna

-Lsioni muscolari.

- Spesso si determinano negli atleti durante un gesto sportivo massimale in cui


non ha funzionato il normale riflesso d'inibizione
tra muscoli agonisti e antagonisti; infatti una lesione tipica degli arti. Nel caso che le lesioni muscolari siano state causate un trauma diretto, sono
spesso locizzate profondamente, in prossimit del
piano osseo (Strickler, 1990; Saggini,2000).
Nella maggior parte dei casi si formano rapidamente degli ematomi pir o meno vasti, in relazione all'entit della lesione e all'approccio terapeu-

I'ero-

conseco, che
la pro-

ttiva al

Ito valPerarch

tico eseguito.

il

Com' noto,la terapia


immediata delle lesioni
- f
-- ---_----
il
bendaggio
compressivo
e Ia criotelpuscolari
tl--:l-:- questa
.. -ffi
--- --;- procectura
lndlspensablle
e
per lrmllg;
l-;
r
1' ,
'
tare al massimo
1o stravaso ematico, le cui dimensioni soii-dfilminanti ai nni prognostici. Infatti, maggiore l'ematoma, maggiori saranno i pro-

nite la
fisica
eta ri-

to pi
anziano so-

tig. 3.14

menro e 0t ctr(0

il
:-ipglqllriu:
-

Er0g00re di

cessi riparativi di tipo fibrotico e la compromissione delle caratteristiche elastiche e di scorrimento delle fibre muscolari. A volte eli ematomi esita-

volume tesuole sotfoposo ol ro0.

luu cm".

45

,#t

ffircnmAFl.SlGA -,Nuovr Trcrloroor x Mro6Nn RAerurarvr


no in processi di retrazione fibrosa con calcifica- Tra le patologie inserzionali ricordiamo le epizioni (miositi ossificanti) di difficile risoluzione. condiliti ed epitrocleiti del gomito,le pubalsie da
Llpertgrmia pu,es
a a partire dal- sdffie.za dell'frseEione piossimale dglilautl.a fase-sub-acuta, cioZ qu'and l?rnatmt[ tori,le tallodinie da soffernza dell'inseriione calterminatolJse ili espansine ed entrato tt"tt caneare della fascia plantare, ecc.
Eaijfgfgatfzr-"zione-del tssuto. Laterzagior- Tianne rari casi, queste patologie sono piutton-atgqlesgere un ind-icZione ltandard per i'ini- sto superficiali e nelessita;o di un trattamento
ggjdtg ip*eligrmia. Tuttvia, ancora un vIi, E ipertermico di bassa poteza (20 + 40W), con un
Ia clinica a suggerire il momento pi indicato, ma- delta termico contenuto (0,5 + 1,5"C) e per un
gari corredata da una valutazione strumentale, tempo non superiorea20 minuti.
quale I'ecografia.
Nella fas cronica I'ipertermia trova I'indicazio- BORSITI
ne soprattutto in presenza di processi riparativi
t Lgloosidlqueste strutture spesso accompaanomali, quali cicatrici od ossificazioni che limi- gna la sofferenza tessutale delle aiacenti formaf
tano la ripresa delle prestazioni funzionali o che
l_zioni tendinee o capsulari. Il piu delleroli[Gfircausano dolore.
f{rT
m.*l; r.J.;lti ..^-;i- ^6^ ^^,r-^+^ ^'^
ir9mC-te;ti*rnilicroniche,sonocausateen' trambe da,traumarismi
da traumatismi sub-clinici
sub_clinici ripetuti.
rioetuti.
TENDINITI E CA'SUUTI
Altre volte invece, le borsiti assumono un caratLe tendiniti e le capsuliti sono patologie che ritere autoiil?ale tendiniti, come nel caso della
te94"."" *"t," U"".
tamgn!9ETi.ei
cisti d.l.gyo pgllgglggg-di Baker) che consegue
f

E;

"t, "
statei*ttffilumeroselT5laz
ni (Alicicco, 1999; Respizzi,1999; Giombini, 2002).
infatti, sono

pto..srffiiffi*ffiir,i.i, io-. p",.

I'ertrite reumatoide. pi spesso, la cisti di "r"*pio


Baker si

^L..t.r'Wqdug":ryg-4ipresentainsituazioniartiiolaricronico-degenera-tunzionali immediati -o ripglgti ne_l tempg. Que- tive che divengono sintomatiche quando il volume
sfuttirni; in partiCtaie, i6iu"o .ir"r" rponru- eccessivo della cisti limita il movimento articolare.
bili dell'instaurarsi di processi flogistici cronici che
Lo svuotamento della cisti per artrocentesi raassumono nel tempo aspetti francamente degene- ramente efficace; spesso il liquido si riforma in
rativi. Si passa cos dalla tendinite cronica alla ten- breve tempo. Thlvolta l'artrocentesi d esito nega{nOsj, fenom"no rurffilffiuiiiFlmmenta- tivo o parzialmente negativo perch la cisti si prezione delle lbre collagene e dalla formazione di ci- senta pluricamerata, oppure perch il materiale
sti. A fionte deQerpetrarsi dell'insulto meccanico, di una viscosit talmente elevata da non potere esqueste aree di minore resistenza si rompono, inne- sere aspirato.
scando nuovi processi flogistici che procrastinano IJipertermia in questi casi si rivela un buon aua un tempo indefinibile la guarigione. Talvolta le silio terapeutico; infatti,l'.lqgglglgjlry.
calcificazioni intra-tendinee sono l'espressione del tenza conteLqp- (per es.: +O-Wf per circafO mil
carattere cronico e insolubile del

processo

1n

iti.'+S__q"-1p.-lu flrriAffi-one dJfrale;i;le

E!.:gto""iirtie,Co"s"tirnelor""o1affi

lo inomo nel cavo articolare, da dove puO po---i


t.Cugitarcndf1suolPlqcgsEi di guarigion. .oR
e lenti. Iipertermia in grado?i pnte rl
essere-riisib-ilo dlla membrana sinoviale. In
$e5ii
ircolo vizioso della tendinite cronica inducendo maniera analga si comportano altre cisti para-aruna vasodilatazione ne1lrr*eOlazloneloca=le ii
ticolari, qualile cisti artrogene della sotto-acrocorrereTi nuve -ellule mac_rofagiche e flogistiche mion-delioidea, della fossailecranica, ecc.

el'incremeni-dil6Gffi ziierivitalilzanoil
tessuto

!!ryr_q, talvoltaion la scomparsa dei

calqifici.llttti
Tra le varie forme

de-

di tendinopatie, ricordiamo
d-ell'arto inferiore e superiore, in pri1-tutte,q.uelle,
I ff.ge-ljg![gg del_ryjl|gg, della zampa d'oca, I
\ dll-cuffil dei rottori?lil lpalla, de['stensore i
e abduttore lungo del pollice (M. di De I
lbreve

[Quervain).
-'*--*-.****
t

46

ARTROSI

In questa patologia il calore ha ottenuto larghi


consensi fino a un recente passato. Negli anni t60

e'70Ia Marconi terapia prima e la radar terapia


not, hanno avuto nelLrtrosi la loro principale indicazione.

Larevisionecriticadeirisultati,operataapartire dagli anni '80 (congresso SIMFER, verona,

frnrvronnana

mo le epiubalsie da

Itffi"tzione calno piutto-

rttamento
r.), con

un

reperun

accompa-

tti forma-

it.-,Cui;
rusate en-

uti.
un caratcaso della
consegue

r esempio

li Baker si
degenera-

1983), ha portato all'abbandono pressoch totale


della diatermia come metodica per I'artrosi. Le critiche erano rivolte non tanto ai risultati, che non
apparivano comunque eclatanti, quanto alf impre-

Queste sindromi hanno in comune I'eziologia


compressiva e la patogenesi meccanica e r.ascolare del danno a carico del tronco nervoso. La compressione, infatti, altera la circolazione dei "vasa

cisione delle metodiche e ai possibili effetti pato-

vasorum" dei tronchi nervosi e induce una progressiva degenerazione delle fibre, a partire da
quelle pir periferiche.
La sintomatologia in wa prima fase acro-parestesica ed episodica; si risolve agitando ripetutamente l'arto, come se la patologia fosse sostenuta

geni che I'apporto calorico incontrollato poteva arrecare all'omeostasi del tessuto osseo e cartilagineo.

Dalla fine degli anni '90 si assistito a una ripresa dell'interesse riguardo l'uso del calore endogeno nel trattamento dell'artrosi (Respizzi, 1997;
Alicicco, 1998; Saggini, 1998 e 2000). Questo fatto nuovo ar,ryenuto in virt del diffondersi delI' ip ertermi a co mp ute rizzata e te rmo s tatizzata, che
oEivG ga runti" tecnologiche che le precedenti
metodiche diatermiche non aveyano potuto dare.
I protocoi@termia nel tratmento dell'artrosi sono abbastanza diversificati; complessivamente si possono consigliare potenze dell'ordine 30 + 65 W con un delta termico modulato in
base alla profondit. Il tempo di erogazione in
genere di 20 minuti, molto simile a quello ttilizzato in passato per le altre diatermie.

il volume

LOMBOSCIATATGIA

rticolare.

.h"

ntesi ra-

forma in
;ito negasti si preLateriale

potere es-

buon aui una po-

-a20 mi-

'l@
lotamen-

l*il

r a partiVerona,

Durante la 1u fase, parestesica, pu essere


cace un trattamento con ipertermia.

effi-

opportuno erogare una bassa potenza (circa


30 W), con un delta termico limitato (l"C), per un
tempo non superiore a 20 minuti.

I parametri devono consentire di indurre una


blanda vasodilatazione nei "vasa vasorum" del
tronco nervoso senza causare la congestione del
nervo stesso, che causerebbe l'aumento del conflitto con il canale ristretto.
Nella 2u fase, coincidente con I'inizio dei disturbi sensitivo-motori, il trattamento pu essere eseguito con lo scopo di evitare f intervento; in caso
di mancata risposta clinica e strumentale (EMG),
l'intervento deve essere preso assolutamente in
considerazione.

nuti.

Nella 3a fase I'intervento d'obbligo, ma non


sempre consente una completa ripresa funzionale.
Durante il trattamento ipertermico dunque

SINDROMI CANALICOIARI

l'ipertermia.

che assumono un carattere ingrave-

scente.

au

:c.

larghi
anni'60
r terapia
:ipale in-

tivi e motori

ernia discale (Saggini,2000). Il trattamento deve


essere eseguito lontano dalla fase acuta, per evitare che I'iperemia indotta aggravi I'edema e I'eventuale compressione delle strutture radicolari.
Il trattamento va condotto con potenze dell'ordine dqi 40_!.V, con una temperatura del bolus di
38"C e delta termico di 1,5 + 2"C, per circa 20 mi-

Per sindrome canalicolare si intende la uatologica condizione di alcuni tronchi nervosi periferici che rimangono "intrappolati" in angusti spazi
anatomici. Le sindromi canalicolari rappresentano un'altra interessante possibilit applicativa del-

Lto

da una vera sindrome vascolare. In una seconda fa-

se intervengono i disturbi motori e sensitivi,


espressione del danno neurologico incipiente. Segue una terza fase, durante la quale, mentre il dolore tende a ridursi, si manifestano i danni sensi-

Lipertermia stata ttilizzata con successo an-

--> pol
l puo
rviale. In
I para-affto-acro-

ff

molto importante il controllo clinico e devono essere eseguiti tutti gli opportuni adattamenti di
temperatura, di durata e di frequenza delle sedute.

CONTROINDICAZIONI

La pii nota compressione senza dubbio quella del nervo mediano al tunnel carpale. Altre meno frequenti, ma forse solo di pi difficile diagnosi, sono quelle relative ai nervo ulnare, nella doccia retroepitrocleare del gomito; nervo sciatico popliteo esterno a livello del tunnel fibulare; nervo tibiale anteriore nel tunnel tarsale. Per I'approfon-

Le controindicazioni assolute al trattamento


ipertermico sono: la presenza di dispositir-i endocorporei sensibili alle onde radio; tra questi il pacemaker cardiaco, le protesi uditive, le protesi o ie
sintesi metalliche nella stessa zona o in stretta vicinanza della zona di trattamento.
Tla le malattie, sono controindicazioni assolute: I'insufficienza cardiocircolatoria di grado medio e grave;la diatesi tromboembolica; le infezio-

dimento dell'argomento rimandiamo alla bibliografia (Marchetti, 1978; Lignire, 1995).


47

TERAPIA FISICA

Nuovr TrcNoLoorr

rN

MeorcrNl RnsrLmrva

ni locali e/o sistemiche, in primo luogo la TBC; le


neoplasie maligne; la presenza di zone cutanee con
anestesia termodolorofica.
Tia le situazioni fisiologiche e parafisiologiche,
sono considerate controindicazioni assolute: la
gravidanza, se il tessuto-target si trova nell'addo-

Sono consid et ate controindicazioni r elative: la


presenza di aree ipoestesiche e la presenza di aree
ischemiche, il diabete,l'obesit e la fase acuta delle malattie infiammatorie. In quest'ultime situazioni il trattamento pu essere eseguito con cau-

tela, sotto il costante controllo del medico, che


prolveder a modificare, distanziare o sospendere le applicazioni in base al giudizio clinico.

me; la presenza cartilagini di accrescimento nella


regione da trattare.
ob. 3.lll

Poromelri di riferimenlo per il trotiomento ipertermico delle principoli potologie dell'opporoto locomotore; i volori sono suddivisi

in due gruppi in bose ollo profondift dello polologio. I doti si riferiscono oll'uso dello ecnologio Deltotherm (Eosyteoch Fl).

a:

PATOI.OGIA

SUPTRFI(IAI.E

PROFONDA

TIMPO nin

Wotl

H20 T'

20

35

39,5

n(
0q

Delto

T'

IEMP0 min

Wofl

30

55

H20 T"

Deltr T'

MUSCOI.ARE

Contusioni

20

35

?q{

30

55

?7(

Elongozioni

20

35

?qq

0,5

30

55

37,5

1\
?\
?\

Lesioni

20

35

38,5

1,0

30

55

37,5

2,5

Miosili osificonti

20

35

3B,s

1,0

30

55

37,5

Achille

20

30

3B

t,0

T. Rotuleo

20

30

38

1,0

Conolture

TEI{DINEA
L

Cuffio rototori

20

40

3B

t,5

C.L. Bicipile

20

40

3B

t.)

20

45

c7(

Epicondilite

20

20

38

Pubolgio

20

35

37,5

M. De Quervoin

20

30

3B

1,0

S. Dupuyen

20

30

3B

t,0

Foscile plonfore

20

35

Distorsioni copsulori

20

25

38,5

0,5

20

40

3B

t.5

0,5

OSSEA
Cervicoorlrosi

45

?7(

[ombortrosi

70

Gonortrosi

20

35

37,5

Coxortrosi

30

37,5

Rizoorfosi

20

30

3B

1,0

[siti di frofture

20

t5

?7[

0,5

20

25

37,5

t,0

Copsulite odesivo

20

30

3B

1,0

20

45

37,s

2,0

20

40

39

t,0
20

40

3B

l(

20

40

3B

t{

BURSAI.E
Cisti di Boker

i.

subocromion-deloider

B. olecronica

20

20

38

nq

B. poellore

20

20

38

0,s

S. Iunnel carpole

20

30

3B

t,0

S. Tunnel tarsale

20

30

38

t,0

Neuromo plontore

20

30

3B

t,0

NEUROI.OGI(A

Lombosciotolgio

48

elative:7a

TRASFERIMENTO ENERGETICO
CAPACITIVO E RESISTIVO

di aree
rcuta delme situaza

con cau-

dico, che
ospendeico.
ldivisi

Il

Trasfqrimen_t*o

4199e!i9o Cap_acitivo

e Resi-

stivo (TCR) una particolare forma di termoterapia effiSn a che ittlizza frequenze comprese tra
0,45 MHz e 0,6 MHz, cio nella banda MF delle
onde radio. Nata dopo le onde corte di 27 MHz e
le microonde di2,45 GHz, questa terapia abbandona il metodo di erogazione ad antenna, tipico

costituite da un insieme di una parte metallica e di tessuti biologici (Fig. 3.15 A

2o specie,
e B).

In base al tipo di elettrodo, nel sistema TCR sono possibili due distinti sistemi di erogazione del1'energia:
il sistema capacitivo e

della radar terapia, riprendendo il concetto dell'elettrodo bipolare a condensatore gi utihzzato


dalla diatermia a onde corte, ma con alcune interessanti peculiarit.
Il sistema TCR dispone di una frequenza pir penetrante di quella usata dalla Marconi terapia e

il sistema

inseriscono.
SISTEMA CAPACITIVO

sfrutta al massimo la potenzialit del trasferimento


energetico consentita dal sistema a condensatore.

In questa modalit la coppia di elettrodi metallici, collegati al generatore di radiofrequenza, co-

GENERATORI DI TCR

Il sistema di trasferimento energetico capacitivo-resistivo consta di un generatore di onde corte e di elettrodi opportunamente studiati per ottenere particolari effetti biologici. L originalit
della metodica si basa sulle peculiarit degli elet-

trodi.
Per comprenderne

il meccanismo,

resistiyo.

Nella modalit capacitiva il target biologico


rappresentato dai muscoli e dai tessuti molli; in
quella resistiva, dall'osso e dalle strutture che vi si

:g :g

utile con-

o o

siderare il sistema fisico del condensatore, che


composto da due armature contrapposte (conduttori) e da un dielettrico interposto (resistenza).
Collegando il condensatore a un generatore di differenza di potenziale, sirealizza il passaggio di cor-

o
o
o

tr

rente.

Trasportando il concetto a un modello biologico, vediamo che se si sottopone un tessuto a un

campo elettromagnetico ad alta frequenza

r.rre-

diante due elettrodi contrapposti, si genera all'interno del tessuto luna migrazione di cariche ioniche verso i poli opposti. Si crea allora,per effetto
i o ul e, un inn alzamento di te mp e r attr a lo calizzato
in prossimit del dielettrico, mediante un'energia
termica non erogata dall'esterno, ma generata in
seno al tessuto stesso dalle correnti ioniche.
Le armature, cio gli elettrodi del condensatore, possono esser di due specie:
- 1o specie, esclusivamente metalliche;

Fig. 3.15
mcttlr0 di

l!

4 B -0

sistemo copocilivo: modello di condensrtore fro un'or-

specie, ricoperlo di ceromico (dieleilriro) e Lin'0rmoturo di

2'spe-

cie (elettrodo di rilorno pi tesuti biologici); B) sisemo resislivo: modello di condensalore

fo

due ormoture di

to osseo il dielefirico.
,

49

2!

sperie; gli elerodi non sono rivesfil; il esu-

/#rcwpA,FlslcA -

Nuovr TecNor_ocrr rN MeorctNn RnslLrnrvr

stituita da un elettrodo attivo e da un piastra


(elettrodo di ritorno)' posizionati in contrapposizione.
I elettrodo attivo rivestito di materiale isolante \n ceramica o sostanza elettricamente equivamentre I'elettrodo di ritorno' assieme al

lente,

tessuto biologico sottostante' costituisce I'armatura di 2o specie; la ceramica rappresenta il die-

lettrico.
Con il passaggio della radiofrequenza' le cariche elettriche si ncentrano in prossimit del dielettrico, con il conseguente riscaldamento delle
in particolare muscoli e vasi
..,t. j.z .:,1 strutture sottostanti,
' '.. (Fis. 3.16)'
er I'ottimale dispersione del calore necessario muovere manualmente I'elettrodo erogatore'
con massaggio circolare o lineare' In questo modo si evitano pericolosi surriscaldamenti cutanei
nella zona da irattare' Lelettrodo di ritorno' invece, viene mantenuto fisso'

bilizzare I'elettrodo. Dunque, le strutture che piu


sosi riscaldano, al passaggio della radiofrequenza'

no i tessuti ossei e periarticolari (Fig'


PARAMETRI DI TRATTAMENTO
LIVELLO ENERGETTCO

Le modalit capacitiva e resistiva, a parit di


q.uenza, possono essere erogate a diver^si livel-'
ergetici che corrispondono a precisi effetti'

fre-

(metallo pir cute e muscoli)' Il dielettririvestico, in questo caso' non rappresentato dal
resialta
pir
a
mento in ceramica, ma dal tessuto
(per
stenza presente tra i due elettrodi metallici
es.: osso' tendini, aponevrosi e legamenti)'
L elettrodo attivo generalmente mantenuto
fisso, oppur e mobihzzato con un lento massaggio

circolai' mentre la piastra metallica di ritorno


arricalore
il
fissa. Infatti, nella modalit resistiva'
termiva pi in profondit con un innalzamento
co cutaneo limitato' per cui non necessarro mo-

100

Alto lfuello energetico (200 + 300 W); effetto ii-mico spiccato' con scarso effetto biostimolan::
ne consegue una marcata iperemia e un inc:tmento del drenaggio venoso e linfatico'

Nella modalit resistiva si utilizzano gli elettrodi metallici in contrapposizione, ma I'elettrodo attivo non isolato: entrambe le armature sono di

W); effetto bi'-stimolante,con aumento del consumo di ATP '


di O, e attivazione indiretta del microcircolc
effet aalgico,per azione sui nocicettori; sca:so effetto termico.
Medio livello energetico (100 + 200 W); effet: '
biostimolante, accompagnato da un iniziale e:fetto termico, con incremento del metabolism;
microiperemia e incremento dell'ossigenazrc nsso livello energetico (50

SISTEMA RESISTIVO

Gli effetti biologici indotti dal sistema TCR . no quelli tipici della termoterapia endogena:
e :''':
- u.ttulgi.o, per azione diretta suidi nocicettori
endorfine;
incrJmento della secrezione
diminuzione delle contratture e delle rigii--'.r

2u specie

articolari;
aumento dell'elasticit del tessuto connetti"
aumento del metabolismo cellulare;
stimolazione del sistema immunitario con
minuzione dei radicali liberi;

tiq.

tio.3.l-TCRinsistemocopocilivo:l'eleltrodoottivorivefitod0cer0'
mi;

3'U)'

3.1 7

TCR

ln sistemo resislivo: l'elettrodo ottivo non rives-

doi tesuti 0 mc;:


rorico; in quesfo coso il dielettrico roppresenloto
il
moggior
subiscono
(per
che
lploldomen:oseo)
tessuto
es.:
stenzo

oi les
quesl'ultimo funge do dielettrko; pertonto si riscoldo e irrodio colore

suti sottostonli.
l

50

:'-

' :: -

i-

f6sa66pasa
tture che piil
requenza, so-

.3.r7).

iperemia profonda con:


- aumento dell'afflusso di O, e di sostanze nu_
tritizie ai tessuti lesi;
- aumento del wash-ouf di cataboliti tossici;
- aumento della velocit di riassorbimento di
edemi e versamenti.

La potenza di erogazione varia da 50 \\- a


-j00 \\e deve essere modulata a seconda della fase clini_
ca, del tipo di patologia e dall'obiettivo rerapeuri_
co che ci si prefigge. Ricordiamo che basse pot"r,_
ze privilegiano l'effetto biostimolante rispetro a

quello termico, mentre le alte potenze favoiiscono

I'effetto opposto.
Come tutte le terapie con calore, anche la TCR
consigliata in fase subacuta e cronica, per cui
preferibile iniziare il trattamento a distanza di al_
meno 24-48 ore dall'evento acuto.
Nei protocolli terapeutici si consiglia di associa_
re e due modalit di trasferimento energetico, per
sfruttare al massimo le loro caratteristic .o-pl"_
mentari (vedi protocolli). Solitamente si comincia
il trattamento con la modalit capacitiva, al fine di

MODALITA DI TMTTAMENTO
Parit di fteiversi livelli

i effetti.
; effetto biono di ATP e
icrocircolo;
:ettori; scar-

Come abbiamo visto, nella terapia TCR si utilizzaun elettrodo attivo isolato o non isolato, che
viene posizionato in contrapposizione a un elet_
trodo di ritorno. lJelettrodo attiyo, in sistema ca_
pacitivo, viene mobilizzato manualmente in ma_
niera circolare, alla velocit di 1 ',circolo,, ogni I_2
secondi, per favorire la dispersione termica dei tes-

Itr'); effetto
iniziale efetabolismo,
ssigenazioeffetto ter-

;timolante;
: un increico.
ra TCR so-

'gena:

:ttori

e per

rigidit

nnettivo;

io con di-

iveslio do

ce-

q mqggior resimento.

Nella strumentazione originale sono disponibi_

li elettrodi attivi di dimensioni da 19 a 115 mm di


diametro, che consentono una notevole differendi densit di potenza, mentre I'elettrodo di ri_
torno (piastra metallica) ha dimensioni comprese
tra 16,5 cm x 10 cm e 25 cm x 20 cm.
Le dimensioni dell'elettrodo attivo dipendono
dalla potenza di erogazione uttfizzata e inoltre dalle dimensioni e dalla forma della superficie da
trattare. Per esempio, una superficie molto piccola, oppure di forma curvilinea, necessita di un elet_
trodo di piccole dimensioni.
La durata di ciascuna seduta dipende dalle di_
mensioni dell'area da trattare, dalle dimensioni
dell'elettrodo e dalla modalit di erogazione.
Il tempo minimo di trattamento di una super_
ficie di 100 cm2 di 30 secondi per un elettrodo
capacitivo da 80 mm o e 15 secondi per un elet_
trodo resistivo da 90 mm o.
Quindi, per esempio, una superficie di 1600
cm'(40 cm x 40 cm) verr trattata per almeno g
za

rfine;
Je

suti. In sistema resistivo invece generalmente


mantenuto fisso.
La zona da trattare viene ricoperta da uno stra_
to di gel specifico ad alta conducibilit, per rende_
re omogeneo il contatto dell'elettrodo aitiv., e per
facilitarne lo scorrimento. Lelettrodo attivo, dve
essere premuto in maniera tale da permettere un
completo contatto elettrodo-cute.

minuti nel sistema capacitivo . p., l-"r,o 4 minuti con quello resistivo. Diminuendo le dimensioni dell'elettrodo, in genere si aumenta il tempo
di trattamento.
Il numero di sedute varia da l0 a 20 circa, a ca-

*T1"'i1tt:_:'30:e

ffi

rilassare la muscolatura e donare elasticit ai tessuti. Inoltre, durante la fase capacitiva si ha una va_

sodilatazione superficiale, con conseguente maggiore dispersione termica e migliore tolleranza cu_
tanea al calore. Questo effetto permette, durante la
successiva applicazione in modalit resisitiva. di in_
crementare I'intensit e la durata della seduta, con
un effetto termico pi profondo.

N.B. estremamente importanteyerificare lo stato di integrit del manto in ceramica dell,elettrodo capacitivo; infatti, in caso di rottura, I'apparecchio pu causare ustioni per eccesso di concentrazione della radio frequenza.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE
In virtr degli effetti biologici indotti,la TCR ha
ottenuto un grande successo in Medicina dello
Sport, specie nel trattamento delle patologie arti_
colari e muscolari; tuttavia, usata ancheln altre
patologie comunemente trattate in Fisioterapia.
Le indicazioni sono legate soprattutto agli ef_
fetti biostimolante e termico che devono essere
coscientemente ricercati; le principali indicazioni
sono:

contratture e lesioni muscolari;


tendinopatie;
patologie traumatiche delle articolazioni (di_
storsioni, artrosinoviti) ;
lombalgie acute e croniche;
osteoartrosi:
patologie venose e linfatiche.

Nella tabella seguente vengono sintetizzati

esempi di protocolli terapeutici per le singole patologie.

a d alterni.
5l

rcnlml,FlslCA' Nllovr

ffi

Tub. 3JV

TrcNoLocr rN MruqNn RnerLralva

hempi di protocollidi trofiomento.

moDArlT

PATOTOGIA

lesionimusolori
Tendinopolie
Troumi disforsivi

TEMPO

(lJlinutil

LIVEI.TO EI{ERGTTICO

IIUMIRO SEDUIT

copocilivo

30

Alto

10"15

Resi$yr + mpacifivo

20

Aho

t0

25

Alto/medio-bosso

t0

Resisivo

Resisivo

copocitivo

Arto fontosmo

Copocitivo

resistivo

30

llkdiobosso

Linfedemi

Copocitivo

resistivo

Alto

l5

,r,:,

10,',

Artrosi

Resislivo

copocitivo

25

Aho

l0

Lombosdofolgio

Resistivo

copocitivo

25

Aho

8-l 0

stiche, quali il polietilene, per la mancanza di suf-

CONTROINDICAzIONI

ficienti verifiche degli effetti dell'interazione con

principali controindicazioni sono le stesse di


tutte le radiofrequenze: peseza di pacemaker o di

questo materiale.

protesi acustiche; alterazioni della coagulazione, ecc.


La presenza di oggetti metallici una controin-

PERICOLI

Le

Il danno che pu derivare dall'uso incauto, inesperto e inappropriato di questa metodica legato soprattutto agli effetti indesiderati del calore.
Ricordiamo che, date le peculiarit della metodica di erogazione capacitiva o resistiva, la necessit di scelta del livello energetico e di individuazione del target terapeutico, la metodica attualmente di tipo manu medica o da eseguirsi sotto la
diretta responsabilit del medico.

dicazione relativa; Infatti la TCR, se ttilizzata alivello medio-basso, induce un riscaldamento assai
limitato.Inoltre, imezzi di sintesi metallici sono a
bassa conduzione e dunque nella modalit capacitiva costituiscono un corpo unico con I'elettrodo di riferimento di 2" specie.
Riteniamo da evitare invece il trattamento di regioni corporee in cui siano presenti sostanze pla-

52

fmmomnne

&f

BIBI=IOGRAFIA

osEDuTr

rs

'0
0 --l

0
5

r0
-_--:-:_--"_1

-- l

rnza di suf-

azione con

rcauto, inelica legaLel calore.

lella metoa, la neces-

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