Sei sulla pagina 1di 3

Parreno, il tempo visibile

- Lorenza Pignatti, MILANO,22.12.2015


Mostre. All'HangarBicocca di Milano, la prima antologica italiana dell'artista nato in Algeria, lo
stesso che ha realizzato il film sul calciatore Zidane
Una mostra non solo una disposizione di oggetti nello spazio ma un atto di invenzione,
unesperienza temporale che coinvolge larchitettura, le opere e il visitatore stesso, dichiara
Philippe Parreno. Nato in Algeria nel 1964, Parreno si affermato sulla scena artistica
internazionale nei primi anni 90 con un lavoro assolutamente originale in cui attraverso installazioni,
film, concerti, performance, pubblicazioni e realt virtuale ha messo in discussione il concetto di
autore e di display espositivo. Con Douglas Gordon ha diretto nel 2006 il film Zidane. Un ritratto
del XXI secolo, sul celebre calciatore; con Pierre Huyghe nel 1999 ha dato origine a No Ghost Just
a Shell, progetto in cui hanno collaborato pi di venti artisti per creare lidentit di Annlee, manga
giapponese di cui avevano acquisito i diritti per fornirgli una propria personalit attraverso video,
oggetti e stampe. Ha inoltre collaborato con Jaron Lanier, Liam Gillick, Tino Sehgal, Carsten Hller,
con larchitetto Franois Roche e con i musicisti Devendra Banhart, Pierre Boulez, Mikhail Rudy
e Nicolas Becker, questultimo sound designer e autore della colonna sonora di Gravity.
Hypothesis la sua prima antologica in Italia ospitata allHangarBicocca di Milano, in cui lartista
esplora modalit espositive processuali, come era gi accaduto per le sue mostre personali a Park
Avenue Armory a New York, al Pompidou e al Palais de Tokyo a Parigi, alla Serpentine Gallery di
Londra, per ricordarne solo alcune.

Non si tratta di creare installazioni site-specific, perch la messa in discussione di Philippe Parreno
molto pi radicale. Ogni mostra uninvenzione che deve essere testata, una sorta di verifica
incerta dove le opere sono riadattate per rispondere alle specificit del luogo e per indagare la
visibilit temporale dellopera, come suggerito da Frederick J. Kiesler, architetto, designer,
scenografo, scrittore che, con questa sua teoria, ha influenzato molti architetti e artisti sperimentali.
Curata da Andrea Lissoni, Hypothesis raccoglie alcune tra le pi significative opere realizzate negli
ultimi anni, una ventina di Marquees, sculture luminose in plexiglass, un libro, sette video, tre
installazioni. unesperienza multisensoriale in cui suoni, rumori, apparizioni luminose, proiezioni di
film, suoni provenienti dallesterno (auto, sirene, il rumore dei treni della vicina stazione ferroviaria)
si diffondono nellhangar per creare uno spazio organico, coreografato, per citare una definizione di
Merce Cunningham particolarmente cara a Parreno. Lartista, come sua pratica metodologica, ha
rielaborato opere gi esistenti per riadattarle agli ex spazi industriali dellhangar, creando ununica,
nuova installazione temporanea che segue uno script preciso e in cui si alternano eventi e azioni.
Hypothesis potrebbe essere definito un lunghissimo film che contiene al suo interno una storia

del cinema in cui lartista esplora i dispositivi di produzione del reale attraverso una molteplicit di
linguaggi espressivi per indagare quelle che lui chiama catene di immagini. Oggi non esistono pi
belle immagini afferma quanto delle catene di immagini, ossia strutture dinamiche che ne
elaborano altre, attraverso la pre-produzione, la produzione e la post-produzione, strutture che
dipendono sempre luna dallaltra. Tale affermazione indica linfluenza che un autore come Jean
Luc Godard ha avuto su Parreno. Il regista francese ha, infatti, a lungo analizzato la genealogia della
cultura visuale contemporanea con lopera Historie(s) du cinma in cui ha prodotto e individuato
nuove relazioni tra immagini, suoni e linguaggio. Parreno porta a compimento le suggestioni di
Godard con le sue opere installative per ripercorrere, in modo visionario, le trasformazioni
dellimmagine in movimento in una drammaturgia processuale che si dirama nello spazio.
Linstallazione Another Day with Another Sun, realizzata in collaborazione con lartista Liam Gillick,
composta da una luce artificiale che corre su binari sospesi e proietta sulle pareti e a terra le
ombre delle Marquees. Le ombre disegnano un paesaggio urbano effimero che ricordano gli
spettacoli di luci e di ombre del pre-cinema.
Le Marquees, ispirate alle insegne luminose poste allesterno dei cinema americani per
pubblicizzare i film negli anni Cinquanta, offrono a Parreno il piacere di prendere un oggetto senza
reinventarlo per rinegoziare il modo con cui quelloggetto diventa pubblico, come ha lui stesso
precisato.
Loggetto per Parreno sempre qualcosa di transitorio: una fase dellarticolato itinerario che
unidea compie tra molteplici possibilit, e questa messa in discussione ha radici nelle pratiche
artistiche Fluxus, che sono state particolarmente significative per questo autore. Le Marquees
possono essere esposte da sole o disposte in fila e sospese ad altezze diverse per comporre (come
accade allHangar) Danny the Street, la strada disegnata nel fumetto Doom Patrol di DC Comics.
Passeggiando nella strada il visitatore immerso in un percorso multisensoriale: le Marquees si
illuminano a intermittenza e come strumenti musicali diffondono una partitura composta da Parreno
insieme a Nicolas Becker, Agoria, Robert AALowe e Liam Gillick.

Ancora cinema nel film Marilyn nato dalla lettura di un libro di appunti, scritto dellattrice. Marilyn
non viene mai inquadrata e la sua presenza data solo dalla sua voce e da una penna che scrive su
un quaderno la suite dellHotel Astoria in cui soggiornava negli anni 50. Dopo aver mostrato in
modo dettagliato la suite, un carrello allindietro mostra che non si tratta di una stanza ma di un set
cinematografico, la voce inizia a scomporsi, diventa irriconoscibile e inumana, come accade a Hal il
computer di 2001 Odissea nello spazio quando viene disattivato. Il cinema del futuro e la seduzione
dellimmagine virtuale invece presente nel film Anywhere Out of the World, il primo episodio di No
Ghost Just a Shell, in cui Annlee racconta la propria storia, quello di essere una ragazza senza
passato e di essere stata liberata dalle leggi del mercato e del copyright.
Visitabile fino al 14 febbraio 2016, Hypothesis offre al visitatore unesperienza immersiva in cui
invitato a perdersi tra apparizioni, performance luminose, suoni e rumori per esplorare sequenze
e suggestioni narrative che evolvono nel tempo.

2015 IL NUOVO MANIFESTO SOCIET COOP. EDITRICE