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DISPENSE DI BIOCHIMICA CLINICA

PROF.SSA ELENA ZOCCHI


1-SANGUE
1.
2.
3.
4.
5.

Esame emocromocitometrico
Profilo elettroforetico delle proteine del siero e suo significato diagnostico
Enzimi plasmatici di interesse diagnostico
Non-protein nitrogen
Elettroliti

Parametro

Nome

Valori di riferimento

Cause di anormalit

WBC

White Blood
Cells

infezioni; leucemie;
processi infiamm.

RBC

Red Blood
Cells

HGB

Hemoglobin

6-12x103 /l;
50% neutr.;
35% linf.; 4% mono;
1%eosino.;
0.5% basof.
4.5-5.5x106 /l (m)
4-5x106 /l (f)
reticolociti 0,5-1,5%
12-15 g/100ml

HCT

Hematocrit

35-45%

anemie; emoconcentrazione

MCV

Mean
Corpuscular
Volume

80-100 m3

MCHC

Mean
Corpuscular
Hemogl. Conc.
Red Cell
Distribution
Width
Platelets

32-36 g/dl

-talassemia; Sidero penia


(microcitemia)
deficit B12/folato
(macrocitemia)
Anemie ipocromiche

Mean Platelet
Vol.

RDW

PLT
MPV

anemie; leucemie

anemie

11-16%

Anemia sideropenica e
megaloblastica

150-400x103 /l

Aplasia, leucemie, CID

7-10 fL

Plt grandi=+giovani e
funzionali

Elettroforesi pro teine del siero

Proteine tot. siero: 6,5-8,3 g/dL

Migrazione

Proteine

Funzione

Pre-albumina

Pre-albumina

Indicatore nutrizionale
Lega retinolo e ormoni tiroidei

Albumina

Albumina

1-globuline

1-antitripsina (90% del


totale!)

Maggiore contributo alla pressione


oncotica (3,5-5g/100ml)
Trasporta bilirubina, steroidi, ac.grassi,
farmaci
Inibitore proteasi. Aumenta
nellinfiammaz.; deficit congenito
causa cirrosi e enfisema giovanili

2-globuline

-globuline

1-lipoproteine (HDL)

Trasporto lipidi (colesterolo)

1-antichimotripsina

Inibisce serin-proteasi. Aumenta


nellinfiammaz.

1-glicoproteina acida

Fase acuta infiammaz.

Aptoglobine

Legano emoglobina. Aumentano


nellinfiammaz.

Ceruloplasmina

Inibitore perossidasi

2-macroglobulina

Inibitore trombina, pepsina, tripsina.


Aumenta nella nefrosi.

Pre- lipoproteine (VLDL) Trasporto lipidi (trigliceridi)


Transferrina

Trasporto ferro. Aumenta nellanemia


sideropenica.

Emopexina

Lega leme. Diminuisce nelle anemie


emolitiche.

-lipoproteine (LDL)

Trasporto lipidi (colesterolo)

2-microglobulina

Componente antigene HLA I.


Aumenta nellinfiammaz. e diminuita
clearance renale

fibrinogeno

Precursore fibrina

Complemento (C1,3,4)

Risposta immune. Aumenta


nellinfiammaz.

Proteina C reattiva (CRP) Norm. assente, compare in fase acuta


infiammaz. Opsonizza batteri e funghi,
chemoattrattore.
-globuline

Ig G-A-M-D-E

Alcuni profili elettroforetici tipici:

Anticorpi. Picco monoclonale nel


mieloma. Aumento policlonale nelle
infezioni/infiammaz. croniche

Principali enzimi di interesse diagnostico presenti nel siero


Enzima
Fosfatasi acida (ACP)
pH 5

Patologia
Carcinoma prostatico (ACP
tartrato-sensibile)

Valori di riferimento
2.5-12 U/L (m) 0.2-5 T.S.
0.3-9 U/L (f)

Alanina transaminasi (ALT Danno epatocellulare


o GPT)
(+ specif. della AST)
enzima citosolico

5-35 U/L

Fosfatasi alcalina (ALP)


pH 9-10

Danno epatobiliare
ostruttivo, danno osseo
(riparaz. fratture,
accrescimento,
osteosarcoma)

30-90 U/L

Amilasi (AMS)

Pancreatite acuta; parotite

90-280 U/L

Aspartico transaminasi
(AST o GOT)

Danno epatocellulare o
muscolare (cardiaco!);
enzima mitocondriale

5-35 U/L
AST/ALT<1 epatite acuta
AST/ALT>1 cirrosi (alcolica)

Creatina cinasi (CK)


Isoenzimi: CK-MM, -MB,
BB

Danno muscolare (trauma,


15-160 U/L
distrofia)/miocardio/cerebrale

-glutamil transferasi
(-GT)

Patologie epatobiliari
ostruttive; alcolismo;
pancreatite

5-30 U/L

Lattico deidrogenasi (LDH) Infarto miocardio, danno


epatocellulare, carcinoma
Isoenzimi: LDH-1 5

L P 100-225 U/L
P L 80-280 U/L

Lipasi (LPS)

0-1 U/L

Pancreatite acuta

Dosaggio enzimatico richiede:


eccesso di substrato/coenzima (cinetica di ordine zero misura nella fase di linearit d.
reazione!)
q pH e temp. costanti
q ev. uso di reazioni accoppiate
q dosaggio a tempo o in cinetica
q

attivit enzimatica espressa in unit internaz. (U) = quantit di enzima che trasforma 1
Mole di substrato al min in condizioni specifiche (temp, pH, [S], ecc.); di solito U/L
q importante: standardizzazione metodo in laboratori di analisi diversi
q dosaggi spettrofotometrici con sistemi automatizzati
Isoenzimi di interesse diagnostico
Isoenzima

Tessuto

Patologia

CK-MM

Cuore e muscolo schel.

Infarto mioc.; traumi muscol

CK-MB

Cuore e muscolo schel.

Infarto mioc.; distrofia muscol

CK-BB
Cervello
Separaz. elettroforetica;
RIA

Accidenti cerebrovascolari, shock,


tumori cerebrali

LDH-1

Cuore; RBC
(emolisi rende campione
inidoneo!)

Infarto mioc.; emolisi


(LD1>LD2)

LDH-2 (norm.
maggioritario)

Rene

Infarto renale

LDH-3

Polmone, linfociti, pancreas Danno polmonare (embolia,


polmonite), linfocitosi,
pancreatite

LDH-4 e -5
Fegato e muscolo
Separaz. elettroforetica

Danno epatocell./muscolare

Quasi sempre si analizza un pannello di enzimi e non un enzima solo!


Es. Time-course attivit enzimatica nellinfarto del miocardio (VEDI ANCHE CUORE)
Inizio
Picco di Aumento
Durata
Enzima
aumento
attivit rispetto al dellelevazione
(h)
basale
(gg.)
CK

4-8

12-24

5-10

3-4

CK-MB

4-8

24-38

5-15

2-3

AST

8-12

24

2-3

LDH

12-24

72

2-3

10

LDH1>LDH2
(flipped pattern)

12-24

Principali componenti dellazoto non proteico del plasma


Composto

% del
totale

Concentrazione Patologie con aumento


plasmatica
della conc. plasm.

Urea (BUN)
filtrata dal glom.
e non riassorbita
dal tubulo
(riassorb. passivo
ricircolo
entero-epatico)
Aminoacidi

45

7-18 mg/100 ml
(2-6 mM)
dosaggio
enzimatico
(ureasi/GluDH)

Acido urico
filtrato dal glom,
riassorbito dal
tubulo prox. e
secreto dal tubulo
dist.

20

Creatinina
filtrata dal glom.

Creatina

1-2

Danno muscolare (distrofia, traumi)

Ammoniaca

0.2

20-60 g/100 ml Insufficienza epatica, sindr. di Reye,


deficit genetico enzimi ciclo urea
(30 M)

Pre-renali: shock, emorragia,


insuff. cardiaca
Renali: insuff. renale acuta e
cronica
Post-renali: ostruzione vie
urinarie

20
3.5-7 mg/100 ml Dieta, gotta, terapia antiblastica,
glicogenosi*
* acido lattico e corpi chetonici
competono per escrezione tubulare
con ac. urico

0.5-1 mg/100 ml Danno renale glomerulare (clearance


cr.); conc. plasm. aumenta solo se
>50% funzione deteriorata!

METABOLISMO DEL FERRO


q un metabolismo a circuito
chiuso
q contenuto totale c.a. 4g (un
chiodo)
q fabbisogno dietetico c.a. 10
mg/die (assorbimento solo 10%!)
q Fe2+/3+ presente in : eme (Hb,
Mb, citocromi); centri Fe/S;
mieloperossidasi (PMN ROS
killing); perossidasi e catalasi
(radical scavengers); ossidasi cit.
P450-dip. (metab. steroidi,
eicosanoidi, ac. biliari, farmaci)

Valori di riferimento (siero): no citrato/EDTA, no emolisi!


Fe
g/dl

Transferrina
mg/dl

% saturazione

Ferritina
g/L

maschi

65-170

200-400

20-55

20-250

femmine

50-170

200-400

10-50

10-120

Carenza di Fe: gravidanza, allattamento, emorragie (occulte!)


Eccesso di Fe (emocromatosi) :
idiopatica, da eccessivo assorbim.

sec. a trasfusioni ripetute (anemie emol.)


generazione radicali O2 danno tissutale (epatico, cardiaco, pancreatico)

Modificazioni dei valori rel. al Fe sierico in alcune patologie


Patologia

Fe Transferrina
%
Ferritina
siero
saturaz.

Sideropenia

Emocromatosi

Malnutrizione
Neoplasie
Infez.
croniche

EMOGLOBINA
Embionale :

Gower 1 (zeta2epsilon2)
Gower 2 (alfa2epsilon2)
a
Dopo 8 settimana: Portland (zeta2gamma2)
Alla nascita: 60-70% HbF (alfa2gamma2) e 30% A1
HbF ha maggiore affinit per O2 dellHbA perch lega meno saldamente 2,3BPG
Entro 9 mesi HbF diventa <1%
Adulto:
HbA1 (alfa2beta2) 95%
HbA2 (alfa2delta2) <3%
HbF (alfa2gamma2) <1%
Le diverse emoglobine normali e patologiche si separano per elettroforesi di emolisato fresco su:
a) acetato di cellulosa a pH 8,4 (screening)
[origine (-)A2/C/E S/D/G F A1 (+)]
Accelerated - Fast - Slow - Crawl or A Fat Santa Claus
b) agar-citrato a pH 6,0 (conferma diagnosi; separa C da A)
[ (+) HbCS origine... A/D/G/E..F (-)]
Emoglobinopatie: difetti qualitativi catene globiniche
Geni catene alfa: 4, 2 su ciascun cr. 16
Geni catene beta/gamma/delta: 2, 1 per ciascun cr. 11
Emoglobinopatia

Mutazione

Meccanismo

Sintomatologia

Anemia
falciforme
(HbS)
Mutazione non
estinta perch
eterozigosi
protegge da
infezione da
Plasmodium
falciparum

aa. n6 catene
beta Glu Val
africani e afroamericani (1/500
nati HbSS; 10%
popolazione
HbAS)
Possibile
diagnosi
prenatale su
DNA villi coriali

deossi HbS
trombosi piccoli
forma polimeri vasi e infarti
che distorcono il multipli (crisi
GR (falciforme, dolorose)
sickle cells) autosplenectomia
Esami lab:
(omozigote)
anemia
normocitica e
normocromica,
reticolocitosi

HbC

aa. n6 catene
beta (Glu Lys
Prevalenza: ovest
Africa (18-28%)
(anche in Italia)

HbC
deossigenata
forma pseudocristalli
esagonali nei
GR (a bersaglio,
target cells)

Elettroforesi
Hb
Omozigote:
80% HbS (tra HbA1 e A2)
test solubilit Na-ditionito
(tamp fosfato) positivo
2-20% HbF
2-4% HbA2

(solo omozigote): (agar citrato) 90%HbC


anemia lieve,
migra con A2 su acetato
splenomegalia e cell.
dolori addominali

HbSC

Entrambi geni beta


mutati: uno codifica
x HbS, laltro x
HbC no Hb A

simile a HbS

(agar citrato) 50%HbC e


50%HbS
(no HbA)

HbE

aa. n26 catene beta


(GluLys)
sud-est Asia (20
milioni individui!),
spesso associata a
talassemia

(solo
su acetato cell. HbE migra
omozigote):
con A2; su agar citrato
anemia lieve e migra con A
microcitemia,
presenza di cell.
bersaglio

Talassemie: difetti quantitativi catene globiniche


Talassemia
Alfatalassemie
Africa, India,
MedioOriente

Mutazione

Forme cliniche

di solito, delezione genica


-Thal 1 2 geni mutati
sullo stesso cromosoma
omozigoteno sintesi
catene alfa

-Thal 1 omozigote: 4
geni mutatimorte intrauterina: HbBart(4)
(alta affinit per O2
ipossia tessuti)

100% HbBart

-Thal 2 1 gene mutato


su un cromosoma
omozigoterimangono 2
geni buoni

doppia eterozigosi -Thal


1 / -Thal 2:
3 geni mutati malattia
da HbH (4) anemia
emolitica moderata

5-30% HbH
10-20% Hb
Bart alla
nascita

doppia eterozigosi -Thal


1 / -Thal 2 3geni mutati 2 geni mutati (sullo stesso
su 2 cromosomi rimane o su 2 cr.) -talassemia
1 gene buono
minor (moderata anemia
microcitica ipocromica)

BetaTalassemie
area
Mediterraneo

Elettro. Hb

varie (trascrizione,
maturazione, traduzione
mRNA)
1 ridotta sintesi catene
beta 0 nessuna sintesi
catene beta

1 gene mutatoasintom
Talassemia minor: eterozigosi 1
o 0 asintomatica: anemia
microcitica, ipocromica (diagnosi
diff. con anemia sideropenica);
Talassemia major (morbo di
Cooley): omozigosi 1 o 0
anemia grave, espansione midollo
emopoietico con deformit ossee,
epato-spleno- megalia, col tempo
sovraccarico di Fe da trasfusioni
ripetute

2-10% Hb
Bart alla
nascita
1-2% Hb Bart
alla nascita
2-8% HbA2 ;
>2%HbF
(variabile), il resto
HbA

95% HbF; 1-6%


HbA2, no HbA (0)

CATABOLISMO DELLEMOGLOBINA (vedi anche fegato)

ELETTROLITI
La misura della concentrazione di soluti nel plasma (urine) losmolalit (Moli di soluto/Kg di
soluzione). Talvolta si usa losmolarit (Moli soluto/L soluz.).
Si misura con losmolarimetro (misura labbassamento della T di congelamento).
Losmolarit del plasma il parametro cui risponde lipotalamo con la produzione di ADH
(riassorbimento acqua dai dotti collettori renali) e con il senso di sete (aumentata introduzione di
acqua).
Siero: 275-295 mOsml/Kg
Urine (24h) : 300-900 mOsmol/Kg
Elettrolita

Concentrazione siero

Na+ (il catione +


135-145 mEq/L
abbondante nei fluidi
extracell)
K+ (il catione +
3.4-5 mEq/L
abbondante nei fluidi
intracell)
Cl- (lanione + abbondante 98-106 mEq/L
nei fluidi extracell)

Concentrazione
urine (24h)
40-200 mEq

25-125 mEq

110-250 mEq

HCO3 -

22-26 mM (sangue intero) riassorbito ~ tutto

Ca2+

4.5-5.5 mg/100ml
(1.1-1.3 mM)

1.2-3 mEq

Mg2+

1.2-2 mEq/L
(0.6-1 mM)

6-10 mEq

PO43-

2.7-4.5 mg/100 ml
(0.9-1.4 mM)

13-42 mMoli
0.4-1.3 g

2-TEST DI FUNZIONALITA EPATICA


1.
2.
3.

cenni di fisiologia e anatomia


enzimi (AST, ALT, GGT, AP), Bilirubina, prot. siero, fatt. coagul.
alcuni quadri diagnostici (epatiti virali, alcolismo, malattie da accumulo)

Principali funzioni del fegato


q
q
q
q
q

Ruolo centrale metabolismo glucidico, lipidico, proteico


Metabolismo bilirubina e produzione bile
Detossificazione di composti endogeni (bilirubina, ormoni) ed esogeni (farmaci)
Sintesi di proteine del plasma (trasporto)
Sintesi di tutti i fattori della coagulazione (tranne VIII-vWF): vit K dipendenti (2, 7, 9,
10)
q Deposito di glicogeno, vit. B12, vit. A,D,E,K
Circolazione epatica
Il fegato riceve sangue dallarteria epatica e dalla vena porta (= sangue refluo dallintestino)
Quindi: il fegato il primo organo a ricevere il sangue che contiene i prodotti dellassorbimento
digestivo.
Enzimi di interesse diagnostico per patologie epatocellulari
Enzima

Valori di riferimento

Significato diagnostico

AST (SGOT)
mitocondriale

5-35 U/L

Anche in muscolo/cuore
Aumenta in cirrosi, alcolismo, danno
epatico cronico in malattie da accumulo

ALT (SGPT)
citosolica

5-35 U/L

+ specifica per danno epatico acuto


(aumenta anche di 100 volte!)
screening epatite

AST/ALT

<1 epatite acuta 3-4 cirrosi (alcolica!)

5-30 U/L
GT
trasporto aa. polo
biliare

Epatopatie biliari ostruttive ; neoplasie


epatiche prim. o metast.
Aumenta in parallelo con ALP
Screening alcolismo (con MCV)

ALP fosfatasi
alcalina

Epatopatie biliari ostruttive (aumenta fino


a 10 volte); accrescimento, fratture ossee,
osteosarcoma, metastasi ossee

30-90 U/L

Alcolismo cronico
Labuso di alcol (50 g etanolo al giorno per 10 anni) compromette la funzione epatica (steatosi
epatite cirrosi). Danno cellulare dovuto a ossidazione etanolo ad acetaldeide e formazione di
addotti acetaldeide-proteine (base di Schiff).

Indicatori di laboratorio di abuso di alcol:


GT (aumenta prima di altri segni di sofferenza epatica)
AST (aumento indica danno epatico in atto)
AST/ALT >2
HDL elevate MCV aumentato
Bilirubina
q
q
q
q

prodotto di degradazione dellemoglobina (200-300 mg/die)


principale pigmento della bile
si forma nei macrofagi di milza e midollo dalla emoglobina (Fe riciclato!)
bilirubina (insolubile!) veicolata dallalbumina raggiunge il fegato, viene coniugata con ac.
glucuronico (bil. diretta) ed escreta nella bile intestino feci
q batteri intestinali ossidano bil. a urobilinogeno
q urobilinogeno in parte riassorbito dal circolo entero-epatico e finisce nelle urine
(urobilina)
Valori di riferimento
bilirubina tot. 0.2-1 mg/100ml siero (3-17 M); assente nelle urine
indiretta (= non coniugata) 0.7-0.8 mg/100ml (3-14 M)
diretta (= coniugata) 0-0.2 mg/100ml (0-3 M)

Catabolismo dellemoglobina

Escrezione della bilirubina

Sintesi e coniugazione della


bilirubina

Quando bil >2 mg/dl compare ittero (ingl. jaundice)


Tipo di ittero
Pre-epatico

Cause e tipo di bil. aumentata


Emolisi ( produzione bilirubina) bil non coniugata (indiretta)

Epatico
Deficit cong. Glucuronil- transferasi; insufficienza epatica; necrosi
(difetto captazione, epatica; epatopatie acute e croniche; neoplasie primitive e secondarie
coniugazione o
bil non coniugata (indiretta)
escrezione)
Post-epatico

Ostruzione biliare bil coniugata (diretta)

Neonatale

Fisiologico x demoliz. eritrociti e insufficiente coniugaz. epatica


(1% dellattivit enzimatica delladulto) bil non coniugata (indiretta)
transitorio (3-5 gg) con bil 6-7 mg%
fototerapia se bil >15 mg/dl (isomerizzaz. e ciclizzaz. solubilit)
(ev. exanguinotrasfusione)
Aumenta in malattie emolitiche (incompatibilit Rh/AB0, deficit
G6PD), epatopatie, pre-termine. Gravi conseguenze neurologiche ittero
non trattato (precipitaz. bil. nei nuclei della base cranica!)

Modificazione delle proteine del siero in alcune epatopatie


Patologia

Albumina

-globuline

-globuline

-globuline

Epatite acuta

N o poco

N o poco

Poco

N o poco

Epatite cronica
attiva
(autoimmune)
Cirrosi
Ostruzione
biliare
extraepatica

Patologia epatica
Colestasi

Test
Bilirubina
ALP
GT
Colesterolo

Danno epatocellulare

Risultato

ALT
AST

Albumina
Colesterolo

PT

3-TEST METABOLISMO GLUCIDICO


q
q
q
q

riassunto ormoni che regolano glicemia


cause di iper- e ipo-glicemia
criteri diagnostici diabete mellito
esami di lab. nella chetoacidosi diabetica; test di tolleranza al glucosio; emoglobina
glicosilata; corpi che tonici

Fabbisogno giornaliero di glucoso


Il glucoso introdotto con la dieta come saccaroso (glucoso + fruttoso).
q Tessuti che dipendono dalla glicolisi anaerobia per produrre ATP: (40 g/die)
eritrociti, cristallino, cornea, midollare rene, leucociti, fibre muscolari bianche
q Cervello (120 g/die)
Fabbisogno totale : 160 g/die (60-80g dalla dieta; 100g dal fegato attraverso glicogenolisi e
gluconeogenesi)
Profilo glicemico giornaliero normale ~ costante, nonostante la discontinuit di introduzione del
glucosio con lalimentazione, per la capacit del fegato di utilizzare glucosio nei periodi di glicemia
elevata e produrre glucosio quando viene meno lapporto alimentare.
Glicemia normale 70-110 mg/100 ml siero (~5 mM)
Ormoni che controllano la glicemia
Organo

Ormone

Pancreas Insulina
2-16 U/ml
(~40 pM)
raggiunge un
piccodi 6-10
volte il basale
dopo 30 o 60
min da carico di
glucosio
Glucagone
50 pg/ml
(~ 2pM)
Somatostatina

Surrene

Ingresso glucosio (tranne fegato,


cervello, RBC)
glicolisi, glicogenosintesi epatica e
sintesi ac. grassi
Lipolisi e gluconeogenesi

Effetto
su glicemia

glicogenolisi e gluconeogenesi
epatiche
Lipolisi
rilascio di insulina, glucagone e
ormoni ipofisari
(impedisce oversecrezione)
Glicogenolisi muscolare e lipolisi

ACTH

Gluconeogenesi da aa.
Antagonista dellinsulina
Rilascio di cortisolo e lipolisi

GH

Antagonista dellinsulina

Adrenalina
Cortisolo

Ipofisi

Azione

Tiroide

Tiroxina

Glicogenolisi e gluconeogenesi
epatica
Assorbimento intestinale di zuccheri

Principali cause di iper- (>120 mg%) e ipo-glicemia (<50 mg%)


Iperglicemia
Transitoria Stress emotivo/fisico
acuto
Shock
Infarto miocardio
Convulsioni
Epatopatia grave
Feocromocitoma

Ipoglicemia
Farmaci (salicilati, bloccanti)
Alcolismo
Sepsi
Epatopatia grave
Glicogenosi

Persistente Diabete mellito


Insulinoma
Sindrome di Cushing
Glicogenosi tipo I
(iperattivit surrene)
Acromegalia (ipersecrez.
GH)
Ipertiroidismo
Obesit

Il diabete mellito la causa + frequente di iperglicemia persistente !


Tipo di
diabete
InsulinoDipendente
(IDDM)
o Tipo I

Patogenesi

Distruzione autoimmune
cellule (autoanticorpi
anti- insulina/cell. nel
95%
dei casi)
Deficit insulinico assoluto
(risp. a glucagone):
Gluconeogenesi e
lipolisi
chetosi
InsulinoInsulino-resistenza
indipendente associata
(NIDDM)
a ridotta secrez. insulinica
o Tipo II
Deficit insulinico relativo
(no chetoacidosi)

Manifestaz. cliniche

Trattamento

Poliuria
polidipsia
polifagia
dimagrimento
chetosi acidosi
Coma
chetoacidosico

Insulina, dieta,
attivit
fisica, monitoraggio
glicemia:
auto-test 3xdie
glicemia a digiuno
Hb glicosilata ogni
4-6
mesi

Asintomatico,
esordio
graduale
(faticabilit,
infezioni ricorrenti,
storia di diabete
gestazionale)
No chetosi
Coma iperosmolare
non acidosico

Ipoglicemizzanti
orali
o insulina; dieta,
regolare attivit
fisica,
monitoraggio:
auto-test
glicemia a digiuno
Hb glicosilata ogni
4-6
mesi

Criteri di diagnosi del diabete mellito


1- sintomi del diabete + glicemia random 200 mg/dl
2- glicemia a digiuno 126 mg/dl
3- glicemia dopo test tolleranza al glucosio (~75g orali) 200 mg/dl dopo 2 ore
2 su 3 di questi criteri per fare diagnosi di diabete
Valori borderline: impaired fasting levels (110-130 mg/dl)
impaired GTT (2 h) (140-200 mg/dl)
Glicemia a digiuno: dosaggio nel plasma/siero dopo 12 ore di digiuno (70-110 mg/dl) (princ. test
screening diabete)
Glicemia Random: 130-140 mg/dl
Glicemia 2 ore dopo il pasto: usata per monitoraggio, non utile ai fini diagnostici (dipende
dallapporto di carboidrati nel pasto!) deve essere tornata normale dopo un aumento tra 60-90 min
Test di tolleranza al glucosio*: standardizzato!
q
q
q
q
q
q

Dieta: deve includere 150g/die di carboidrati nei 3 giorni precedenti lesame (induzione
enzimatica)
Farmaci: salicilati, diuretici, anticonvulsivanti riducono secrez insulina; contraccettivi orali
resistenza allinsulina
Alcol: no alcol per 3 giorni pre-esame
Malattie: no febbre, no malattie (2 sett.), no infarto mioc. (6 sett.), traumi, infez., ecc.
Attivit fisica: no degenza a letto (altera GTT)
Digiuno: per 12 ore prima del test (no fumo, alcol, esercizio fisico)

Test: al mattino introduz. di 1.75g glucosio/Kg di peso (bevanda) e prelievi di sangue ogni h per 3 h
Valori normali: picco glicemico dopo 30 min, ritorno alla normalit dopo 2 ore
*Glucose tolerance test (GGT)

Metodi di dosaggio glicemia/glicosuria


metodo chimico (non specifico per glucosio; zuccheri riducenti riducono Cu3+ a Cu2+ in alcali;
cartine!)
metodo enzimatico (glucosio ossidasi o esocinasi; specifico!)
emoglobina glicosilata (di elezione per monitoraggio di lungo termine)
una frazione dellHbA si lega al glucosio stabilmente (HbA1A/B/C) attraverso base di Schiff tra
NH2 -term catene e C1 del glucoso
espressione della glicemia delle ultime 6-8 settimane (dosare ogni 4-6 mesi)
dosaggio elettroforetico o cromatografico; valori normali <6-7%
Metodi di dosaggio corpi chetonici
(acetone, acetoacetato, -idrossibutirrato)
metodo chimico: acetoacetato (solo lui!) reagisce con nitroprussiato di sodio dando composto di
colore viola (cartine urine)
metodo enzimatico per acetoacetato e -idrossibutirrato

Chetogenesi epatica nel diabete


q molto maggiore nel diabete che nel digiuno
q dovuta a elevato rapporto glucagone/insulina

Valori ematochimici nella chetoacidosi diabetica e nel coma ipoglicemico


Test di laboratorio

Siero

glucosio

Corpi chetonici
(1.5 mg/dl)
pH
(7.43)
HCO3 (iperventilaz.)
Na+
Osmolalit
295 mOsm/Kg
BUN
(disidrataz.)
Urine
glucosio
(norm. assente)
Corpi chetonici
(norm. assenti)

Chetoacidosi
diabetica

Overdose di
insulina

(100x)

(7.05)

assenti

Coma
iperosmolare non
acidosico

(>500 mg/dl)
assenti

(poliuria)

(350 mOsm/Kg)

assente

assenti

assenti

Segni chimico-clinici del diabete di tipo I

Vasculopatia diabetica (tipo I e tipo II)


La macroangiopatia diabetica (arteriosclerosi accelerata) la causa di:
q arteriopatie periferiche (claudicatio intermittens )
q cardiopatia ischemica (angina; infarto)
q malattie cerebrovascolari (attacchi ischemici transitori (TIA), emorragie cerebrali; ictus )
La microangiopatia diabe tica causata dalla iperglicemia cronica che danneggia lendotelio
vasale:
q retinopatia
q nefropatia (microalbuminuria predittiva!)
q neuropatia (sensitivo/motoria)

Diabete gestazionale
q una forma di diabete che insorge in gravidanza e termina, generalmente, con la fine di
questa
q una fra le complicanze pi frequenti della gravidanza (2-5%), seconda solo all'ipertensione
(5-10%)
q dovuto a produzione di ormoni (Lattogeno Placentare, cortisolo e prolattina) che
interferiscono con l'azione dell'insulina. In donne predisposte questa interferenza molto
accentuata e determina l'insorgenza del diabete gestazionale
q un fattore di rischio per sviluppare negli anni un diabete di tipo II.
Screening con Test di Carpenter o "Mini-curva della gravidanza: di routine in tutte le gravide
(26a settimana). Glicemia prima e 1 ora dopo carico orale (50 g) di glucosio. Se 2 dosaggio 140
mg/dl, test positivo: allora fare curva da carico orale di glucosio che il vero test diagnostico. E utile
associare alla curva da carico il dosaggio dellemoglobina glicosilata (HbA1c).
Complicanze
Il diabete gestazionale, se non correttamente trattato, pu comportare infezioni urinarie, aborto,
morte tardiva del feto (3o trimestre), parto pretermine, eccessivo sviluppo del feto (macrosomia).

Terapia
La prima terapia la terapia dietetica (dieta normocalorica a ridotto contenuto di zuccheri)
associata ad attivit fisica. Il buon funzionamento della terapia viene valutato effettuando
lautovalutazione della glicemia con stick glicemici (su sangue prelevato da un polpastrello previa
"scalfitura" con ago): al risveglio e 1 ora dopo colazione pranzo e cena. Il medico valuter sulla
base dei risultati (che la paziente annoter) se modificare o meno la dieta. Periodicamente si
effettueranno nuovamente il dosaggio della emoglobina glicosilata (HbA1C). In caso di insuccesso
della sola terapia dietetica si proceder all'aggiunta di insulina.

4-TEST METABOLISMO LIPIDICO


q
q
q
q

Classificazione lipoproteine e loro metabolismo


Classificazione apolipoproteine
Valori di riferimento
Vari fenotipi dislipidemie

Lipoproteine
Complessi lipoproteici circolanti, formati da trigliceridi, colesterolo, fosfolipidi e proteine.
Funzioni proteine (apo ): strutturali (guscio polare solubilit), attivit enizmatiche e regolatorie
(cofattori) di enzimi correlati al metabolismo lipidico, ligandi per recettori (consentono endocitosi).
Si classificano:
- in base alla migrazione elettroforetica, in -lipoproteine (HDL), pre -lipoproteine (VLDL) e lipoproteine (LDL)
- in base alla densit, in chilomicroni (origine), VLDL (pre- ), LDL ()e HDL ()
Classificazione apolipoproteine
Apo

Origine

Conc.plasm
(mg/dl)

PM
x103

Princ. Apo nelle HDL


Attiva LCAT (con Apo D)
(lecitina-colesterolo acil transferasi)
Ligando per recettore HDL
Attiva LCAT
Attiva trigl. lipasi epatica
Princ. Apo nelle VLDL, LDL
Ligando per recettore LDL (LDL-R)

Fegato
intestino

100-200

27

fegato

20-50

17

fegato

70-125

540

B-48

Strutturale nei chilomicroni

intestino

<5

260

C-1

fegato

5-8

C-2

Attiva LPL
(trigliceride lipasi)
Attiva LPL e LCAT

fegato

3-7

C-3

Inibisce LPL

fegato

10-12

10

fegato

3-15

34

A-1

A-2
B-100

Funzioni

E-2,3,4 VLDL, LDL e HDL


isoforme Ligando per LDL-R (E2 difettiva!)

Classificazione lipoproteine
Classe di lipoproteine

Costituenti

Chilomicroni
(100-1200 nm)
mobilit elettr.: origine

Trigliceridi (90-95%) e
colesterolo ester. dieta;
ApoB48 (nascenti)
Poi ApoC1-2 e apoE
super-petroliere:
Nel sangue per ~ 6 ore
trasportano trigliceridi dopo il pasto, assenti
alimentari ai tessuti e dopo digiuno 12 ore.
infine al fegato

VLDL
(30-80 nm)
mobilit elettr.: pre-

Origine
Prodotti dagli enterociti e rilasciati nel circolo
linfatico dotto toracico sangue (siero
lattescente dopo i pasti).
Ricevono apoC2 e apoE da HDL
apoC2 attiva LPL endotelio cedono
trigliceridi ai tessuti
cedono col. libero e triglic. alle HDL
e ricevono col.esterif. (via apoD)
captazione epatica x endocitosi
recettore- mediata via apoE (chi.residui)
Epatica. Circolando, ricevono apoC2,
apoE e col est. ester. da HDL e diventano
mature ( trigl. e col. ester.) IDL

Trigliceridi (50-65%)+
col. libero e esterif.
endogeni + fosfolipidi
Apo B100 (nascenti)
Aumentano con dieta
autobotti:
trasportano trigliceridi ricca di glucidi
(torbidit siero)
sintetizzati nel fegato
IDL (dalle VLDL)
contenuto colesterolo 50% endocitosi epatica recettore- mediata (via
ester. Apo B100
apoE) e 50% attaccate da LPL epatica ( trigl)
LDL
LDL
(18-30 nm)
mobilit elettr.:
autobotti vuote
(di trigliceridi)
HDL
(5-12 nm)
mobilit elettr.:
clean-up crew
raccolgono colesterolo
libero da sangue e
tessuti e lo portano al
fegato

Princ. colesterolo e suoi


esteri (50%) e Apo B100
Trasporto colest. ai
tessuti (aterogeniche!)

Principale fonte di colesterolo x tessuti


extraepatici.
Captazione attraverso endocitosi recettoremediata via apo B100 30% captate dal fegato
e 70% dai tessuti extraepatici

Colesterolo endogeno,
fosfolipidi, proteine
(60%); rimuovono
colesterolo libero e dai
tessuti e lo veicolano al
fegato (Apo A1-A2, C e
D)
Fegato unico organo
che pu liberare col.
nella bile (ac. biliari )

Epatica e intestinale: apoA1 + apoC2, apoE e


col. non ester. (dai tessuti) HDL nascenti
(HDL3) col. libero viene esterif da LCAT
(necess. apo A1 e D)
Tramite attivit CETP* scambiano col. ester.
con VLDL e IDL e ricevono
trigliceridiCaptaz. epatica via recettore x
apoA/E
*CETP = cholesteryl esther transfer protein

Ruolo delle lipoproteine nel metabolismo dei trigliceridi

Ruolo delle lipoproteine nel metabolismo del colesterolo

Ruolo delle HDL nel metabolismo del colesterolo


Le HDL veicolano il colesterolo in eccesso dai tessuti al fegato, che lunico organo deputato
allescrezione.

Effetti dellinsulina sul metabolismo delle lipoproteine


q inibisce trigliceride lipasi (glucagone stimola)
q stimola sintesi di acidi grassi e trigliceridi
q necessaria per espressione LPL endoteliale (FFA ai tessuti)

Deficit insulina lipasi tessuto adiposo ATTIVA FFA al fegato VLDL

ipertrigliceridemia deficit clearance tessuti


Valori di riferimento (siero):
trigliceridi (VLDL)
colesterolo HDL
colesterolo LDL
colesterolo totale
colesterolo totale/HDL

70-140 mg/100 ml
30-75 mg/100ml
60-130 mg/100 ml
140-200 mg/100ml
5

Metodi di dosaggio
Colesterolo esterif (60% del tot) e col. libero : metodo enzimatico (col. ossidasi)
Trigliceridi: idrolisi enzimatica (lipasi) ac. grassi e glicerolo e dosaggio glicerolo con metodo
enzimatico (deidrogenasi)
Apolipoproteine: immunoassay (ELISA/RIA)
HDL/LDL: ultracentrifugazione, precipitaz e dosaggio colesterolo
Iperlipoproteinemie
q
q

primitive
secondarie ad altra patologia: diabete, ipotiroidismo, obesit, alcolismo, contraccettivi
orali, malattie epatiche

Fenotipo

Incidenza Col.
tot
Rara

Trigl. HDL LDL VLDL CM Commenti

I
Ipertrigliceridemia
q Familiare

(deficit
N (>1000
LPL o
Comune
mg/dl)
apoC2)
q Sec. a
IDDM
IIa
Ipercolesterolemia Omozigote
N
qFamiliare (deficit (rara) o
300recett. x
eterozigote 600
apoB/E)Sec. a
mg/dl
dieta (poligenica) Comune

No rischio
coronarico; rischio
pancreatite
Xantomi eruttivi

Rischio coronarico
20-50aa.
Xantomi cutanei

IIb
comune
Iperlipidem.
Combinata
(trigl+col)
Familiare o
sec. a dieta
III
Rara
Dis-
Lipoprotein.
(omozigosi
apoE2 o
Deficit
apoE)

200-300 300-600
mg/dl

Elevato
rischio
0 coronarico

Lipoprot.
Anomala
(-VLDL,
Larga
banda )
xantomi

5-ESAME DELLE URINE E TEST FUNZIONALITA RENALE


q
q
q

diagramma funzionale nefrone e sue funzioni


lesame fisico-chimico delle urine
test di funzionalit renale (clearance creatinina, BUN, capacit di concentrazione)

Principali funzioni del rene


q rimozione metaboliti tossici dal sangue
q regolazione del volume ematico
q mantenimento equil. acido-base (escrez. H+ e riassorb. HCO3-)
q mantenimento pressione sanguigna (sistema renina-angiotensina)
q regolaz. eritropoiesi (eritropoietina)
Unit funzionale renale: nefrone

Arteriola afferente al glom. efferente capillari peritubulari venula

Glomerulo con capsula di Bowman (corticale)

Tubulo convoluto prossimale

Ansa di Henle (attr. midollare)

Tubulo convoluto distale


Tubulo collettore

Funzioni delle varie parti del nefrone

Glomerulo
ultrafiltrazione del plasma: NON passano macromolecole (cutoff <66 kDa) e cellule (GFR glom.
filtration rate 130 ml/min)
cellule iuxtaglomerulari rispondono a volume ematico producendo renina (trasforma
angiotensinogeno angiotensina) che induce vasocostrizione (pressione sang.)
Tubulo
riassorbimento: attivo (Na+, aminoacidi, glucoso, vitamine, fosfato, HCO3 -, ioni); passivo (acqua,
urea, Cl-)
cellule vicino al tubulo prox. producono eritropoietina in risposta a ipossia ( stimolazione
eritropoiesi)
escrezione (H+, farmaci, ac. urico)
concentrazione : ansa di Henle discendente rimozione acqua; ansa di Henle ascendente
rimozione Na+ e Clsoglia renale = conc. plasmatica al di sopra della quale una sostanza compare nelle urine es. soglia
renale glucosio 200 mg/dl

Lesame chimico delle urine


Parametro
Colore

Valori di
riferimento
giallo paglierino

Commenti

Aspetto

limpido

torbidit da eccesso fosfati (urine alcaline), urati (urine acide),


batteri, cellule (WBC)

pH

4.5-8

acidit delle urine princ. dovuta a fosfato (norm.);


acidosi, diabete (corpi chetonici); contaminaz. batterica (ureasi
batt. producono NH3)

Peso
specifico

1005-1030
(peso urina/peso
acqua)

diabete insipido (deficit ADH), danno renale (glomerulonefrite,


danno tubuluare renale);
eccessiva perdita di liquidi (sudore, vomito, diarrea), insuff.
cardiaca congestizia; si misura con densitometro

Glucosio

norm assente

glicosuria quando [gluc] nel filtrato glom. supera capacit riassorb.


tubulo (glicemia > 200 mg/dl) dosaggio enzimatico o per riduzione
Cu

Corpi
chetonici

norm. assenti

chetonuria nel diabete mellito, febbre (lattante!), digiuno


(anoressia), vomito; dosaggio con nitroprussiato che reagisce con
acetoacetato per dare coloraz. viola; dosaggio enzimatico

Proteine

norm assenti (non


dosabili con cartine)
40-60 mg/die (1-2
globuline)

Eritrociti

norm. assenti

micro-albuminuria (30-300 mg/die) screening diagnostico


progressione glomerulonefritica nel diabetico (!)
proteinuria minima (<0.5g/die) febbre, ipertensione,
glomerulonefrite, rene policistico, infezioni renali; prot.moderata
0.5-3g/die nefropatie, mieloma, glomerulonefrite cronica,
nefropatia diabetica, infezioni, calcolosi; prot. marcata (>3g/die)
sindrome nefrosica, insuff. cardiaca congestizia
ematuria da infezione, calcolosi, neoplasia, trauma, contaminaz.
mestruale; emoglobinuria da emolisi intravascolare

Bilirubina

norm assente

farmaci, urobilinuria, emoglobinuria

bilirubinuria in condiz. di bilirubina diretta nel sangue (emolisi,


colestasi) bilirubina molto sensibile alla luce!

Urobilinoge Tracce, non rilev.


no
con cartine

emolisi, epatopatie acute e croniche, cirrosi (ridotta ricaptazione


epatica urobilinogeno riassorbito dal circolo entero-epatico)

Nitriti

indicatore indiretto di batteriuria (enzimi di molti batteri riducono


nitrati urinari a nitriti)

Norm. assenti

Esterasi
Norm. assente
leucocitaria

Rilasciata da granulociti infezione vie urinarie

Lurobilinogeno pu aiutare nella diagnosi differenziale tra malattia epatica, emolisi e ostruzione
biliare.
Emolisi

Danno epatico*
moderato

Ostruzione
biliare

severo

Urobilinogeno

o assente

Bilirubina
urinaria

Bilirubina
siero

Dir. N
Indir.

Dir.
N/poco
Indir. N

Dir.
Indir.

Dir.

* Danno epatico pu essere a carico delluptake, coniugazione o escrezione biliare della bilirubina.
Lesame microscopico del sedimento urinario
su campione fresco (urine della mattina = non diluite)
Cilindri (ingl. casts) Norm assenti. Si formano nel
tubulo convoluto distale in presenza di pH acido,
elevata conc. salina, basso flusso, proteine.
Indicatori di diffuso danno renale.
Cristalli
Identificati sulla base di aspetto microscopico, pH
urinario, solubilit. Possono essere di aiuto nella
diagnosi della natura dei calcoli renali.

Tipo di cilindri
Ialini
Cerei

Ematici
Cell. epiteliali
tubulari
Leucocitari
Misti

Descrizione

Significato clinico

Matrice mucoproteica secreta Febbre, esercizio fisico, scompenso cardiaco


dai tubuli
cong., glomerulopatie
Proteine sieriche, si formano Insufficienza renale avanzata
nel nefrone distale (larghi!)
(ingl. broad casts)
Matrice proteica con eritrociti Patognomonici di glomerulonefrite acuta
(rossi!)
proliferativa
Matrice proteica con cellule Necrosi tubulare (tossici), rigetto trapianto
tubulari
Matrice proteica con leucociti Pielonefrite acuta e glomerulonefrite proliferativa
Cilindri ialini con cellule
Glomerulonefrite proliferativa
varie

Cristalli

pH urine

Solubilit e commenti

Ossalato di
calcio

acido e
neutro

Forma di busta; comuni, solubili in HCl dil.

Fosfato amorfo

alcalino

Granuli incolori solubili in ac. acetico o HCL dil.; comuni, se


abbondanti infezione

Urati

acido e
neutro
alcalino

Varie forme, giallini, sol. in alcali dil.; se abbondanti (con ac.


urico) gotta o esaltato catab. nucleico
Granuli incolori a coppie e tetrameri; sol. in ac. acetico con
effervescenza

Carbonato di
calcio
Aminoacidi
(cistina,
tirosina, leucina)

Aminoaciduria in corso di malattie del metabolismo di specif.


aa.

Test di funzionalit renale


La funziona lit renale dipende da:
q flusso ematico renale
q filtrazione glomerulare
q funzione tubulare
q no ostruzione al deflusso urinario
Clearance creatinina
Lo studio della clearance renale di una sostanza (funzione glomerulare) richiede che si tratti di una
sostanza solubile (non legata allalbumina), filtrata dal glom. e NON riassorbita dal tubulo.
La sostanza endogena + comunemente usata la creatinina (anche 2-microglobulina!).
Prodotto di degradaz. della creatina, formata nel muscolo a velocit costante, indip. dalla dieta;
filtrata dal glom. e (poco) escreta dal tubulo (GFR glom. filtr. rate semmai sovrastimato!)
Richiede: raccolta urine 24 ore (refrigerate!) + dosaggio creatinina nel siero

Clearance cr. (ml/min) = [urine] mg/dl / [siero]


mg/dl x V ml/min x 1.73/A
V = volume urine / 1440 min (24 h)
1.73 = superf. corp. standard
A = superf. corp. del pazie nte estrap. da tabelle
sulla base di peso e altezza
Valori di riferimento: 60-115 ml/min (f); 70-135
ml/min (m)
[Creatinina] siero
Aumenta : nefropatie con GFR ; flusso renale (scomp. card. cong); ostruzioni vie urin.; shock;
disidrataz.; traumi
Diminuisce : ridotta massa muscol.; denutrizione
Aumenta in modo significativo quando 50% dei nefroni non funzionano!

Valori di rif. : 0.5-1.3 mg/dl


BUN [urea] siero (azotemia)
Urea prodotto dellorganicazione epatica dellNH3 (catabolismo aa.)
Filtrata dal glomerulo e riassorbita in parte (40%) dal tubulo
Aumenta: cause pre-renali ( produzione, shock, insuff. cardiaca cong, disidratazione), rena li
(insuff. renale acuta e cronica) o post-renali (ostruzione vie urinarie)
Diminuisce: gravidanza ( GFR), ridotto apporto proteico dieta, emodiluizione, insuff. epatica
Valori rif. 8-23 mg/dl
Rapporto BUN/Creatinina
Calcolo del rapporto [BUN] / [Creatinina] nel siero pu aiutare nella diagnosi differenziale della
causa (pre- o post-renale) dellaumentata azotemia
BUN/Creatinina con Creatinina ~ norm: cause pre-renali (scompenso cardiaco)
BUN/Creatinina con Creatinina elevata: cause post-renali (ostruzione)
BUN/Creatinina: dieta ipoproteica, necrosi tubulare, epatopatia grave
Al contrario di creatinina e BUN, la [ac. urico] nel siero NON un buon indicatore di
funzionalit renale
[Ac. urico] siero
Prodotto dal catabolismo purinico.
Filtrato dal glomerulo, in gran parte (90%) riassorbito dal tubulo prox. e secreto dal tubulo distale.
Solubile (dissociato) a pH > 5.75 (rischio urolitiasi a pH urin. < 5.75)
Aumenta: aumentato catabolismo nucleico (terapia antiblastica); gotta;
Valori di riferimento: 3.5-7 mg/dl
Microalbuminuria (30-300 mg/24 ore)
al di sotto del limite di sensibilit delle cartine
richiede raccolta urine 24 ore
indicativa della progressione del danno glomerulare nel paziente diabetico: nefropatia nel 45% dei
casi di IDDM (tipo I) e nel 30% dei casi di NIDDM (tipo II)
dosaggio indicato annualmente nel paziente diabetico (dalla diagnosi)
Valori di riferimento: <15 mg/24 ore
Test funzionalit tubulare
Si pu diagnosticare danno tubulare dal confronto tra conc. plasmatica e conc. urinaria di elettroliti,
glucosio (soglia renale < 200 mg/dl) , H+, HCO3 - e dalla conoscenza delle funzioni dei vari
segmenti tubulari.
Tubulo prox. riassorbim. glucosio, aminoacidi, vitamine, proteine, Ca2+, K+, Na+ e Cl-, HCO3 - e
PO43Escrez. H+, farmaci
Ansa di Henle riassorbim. acqua, Na+, Cl-, Mg2+ (ansa ascendente escrez. Na+ e Cl- , crea
iperosmolarit midollare ansa discendente perm. allacqua riassorbimento acqua)
Tubulo distale riassorbim. Na+ (sotto controllo aldosterone) e escrez. K+, H+ (soprattutto come
NH4 + e NaH2 PO4 ), ac. urico

Dotto collettore riassorbe Cl-, urea (40%! contribuisce allalta osmolarit midollare renale) e acqua
(sotto controllo ADH)
Controllo renale dellequilibrio idrico
Rene principale organo di controllo equilibrio idrico (filtrato glom. ~150 L/die !!)
ADH (ipofisi post.) secreto in condiz. deficit idrico ( osmolarit) stimola riassorbimento acqua da
tubulo collettore
Renina (cell.iuxtaglomerulari) secreta in risposta a volume/pressione sang converte
angiotensinogeno ad angiotensina (I II) , che induce vasocostrizione ( pressione) e secrezione
di aldosterone (surrene), che induce ritenzione di Na+ (e di acqua).

Indicatori di malfunzionamento tubulare


Capacit di concentrazione dellurina (osmolalit): peso specifico (norm 1005-1030) e vol.
urinario (norm 1-5 L/24h); poliuria in diabete mellito, diabete insipido (deficit ADH), insuff.
renale cronica, ipotiroidismo. Oliguria/Anuria (<200 ml/24h) in nefrite e insuff. renale terminale,
ostruzione vie urin.
Clearance 2-microglobulina: shedding costante da cell., nel siero e si ritrova nelle urine in
corso di patologie mielo- linfo proliferative oppure per insuff. riassorbim. tubulare (marker migliore
d. creatinina)
Controllo renale del pH del sangue
Il princ. tampone del sangue rappresentato dalla coppia HCO3 -/H2 CO3
Sec. lequaz. di H-H, perch il pH sia 7,4 il rapporto HCO3 -/H2 CO3 deve essere 20:1

La diminuzione del pH del sangue (acidosi) pu essere di origine respiratoria o metabolica (non
resp.): HCO3 -/H2 CO3 < 20:1
Acidosi respiratoria: ipoventilazione, enfisema, broncopolmonite, scompenso card. cong.

Acidosi metabolica: chetoacidosi diabetica, digiuno, insuff. escrez. renale H+, perdita HCO3 (diarrea, fistole biliari o intest.).
Compenso renale dellacidosi resp: rene escrez. H+ e riassorbim. HCO3 Compenso resp. dellacidosi metab: iperventilazione (seguita nel tempo da compenso renale con
ritenzione HCO3 -).
Laumento del pH del sangue (alcalosi) pu essere di origine respiratoria o metabolica (non resp.):
HCO3-/H2CO3 > 20:1
Alcalosi respiratoria: iperventilazione, febbre, embolia polmonare
Alcalosi metabolica: eccessiva introd. HCO3 -, perdita di H+ (vomito, sondino naso-gastrico),
diuretici
Compenso renale alcalosi resp: escrez. renale HCO3 - e ritenzione H+
Compenso resp. alcalosi metab: ipoventilazione
Valori di riferimento (sangue arterioso):
pH 7,35-7,45
Anion gap (Na+ + K+) (Cl- + HCO3 -) 12-18 mEq/L
pCO2 35-45 mmHg
HCO3 - 22-26 mM
pO2 80-110 mmHg
% sat O2 >95

6-ENDOCRINOLOGIA
Gli ormoni sono segnali chimici prodotti da cellule specializzate, secreti nel sangue e che si legano
a specifici recettori sulle cellule bersaglio lontane dalla ghiandola endocrina, inducendo risposte
funzionali attraverso secondi messaggeri:
q segnali endocrini long distance; segnali autocrini/paracrini short distance
q bassa concentrazione (nM) metodi di dosaggio molto sensibili (ELISA, RIA); spesso
dosaggi multipli in condiz. stimolaz/inibiz
q natura chimica: steroidi, proteine, derivati di amminoacidi
Steroidi: sintesi dal colesterolo in gh. surrenale, ovaio, testicoli, placenta; appena prodotti
attraversano membrana (no accumulo) sangue veicolati da proteine carrier organo
bersaglio recettore nucleare effetti trascrizionali (lenti); lunga emivita (60-100 min). Carrierbound, long half- life, nuclear receptor.
Ormoni peptidici: insulina, glucagone, PTH, GH, PRL; sintetizzati come pro-ormoni (taglio
proteolitico ormone); accumulati in granuli secretori. Ormoni glicoproteici: FSH, LH, TSH, hCG
(subunit uguale x tutti, subunit diversa). Solubili (no carrier). Breve emivita (<60 min).
Recettore sulla plasmamembrana secondi messaggeri (effetto rapido). Carrier-unbound, short
half- life, membrane receptor.
Derivati di amminoacidi: adrenalina, noradrenalina, tiroxina (T4), triiodotironina (T3); adrenalina
e noradrenalina si comportano similmente agli ormoni proteici (carrier-unbound, short half- life,
membrane receptor); T3 e T4 si comportano similmente agli steroidi (carrier-bound, long half- life,
nuclear receptor).

Gli ormoni steroidi derivano tutti dal colesterolo

Gli ormoni derivati da amminoacidi: ormoni tiroidei e midollare surrene.


Ormoni tiroidei

tri- iodo-tironina
Ormoni midollare surrene

tiroxina

Meccanismi di trasduzione del segnale ormonale

Metodologie di dosaggio
Bioassay: basato su risposta biologica in animali o tessuti/organi in coltura (superato!)
Protein binding assay: basato sul legame tra ormone e proteina legante specifica: recettore
(receptor assay, estrogeni e progesterone), anticorpo anti-ormone (immunoassay, il + usato),
proteina carrier (thyroid binding globulin). Pu essere marcato lormone oppure la proteina legante
(marcatura radioattiva, fluorescente o luminescente) e il dosaggio pu essere di tipo competitivo o
non competitivo.
Assay
Marcatura
Rivelazione
3
RIA
H
scintill. liquida
125
I
contatore gamma
EIA o ELISAHRP
spettrofotometro
AP
-galattosidasi
CLA
isoluminolo
luminometro (600 molecole!)
esteri acridina
FIA
fluorescina, rodamina fluorimetro

IPOTALAMO E IPOFISI
Ipotalamo : pareti e pavimento 3 ventricolo; connette sistema nervoso e sistema endocrino;
collegato direttamente alla neuroipofisi (ipof. post) mediante neuroni che attraversano il peduncolo
ipofisario e mediante il circolo portale ipofisario alladenoipofisi (ipof. ant). Produce PRF, TRH,
Gn-RH, GHRH, CRH
Ipofisi: nella sella turcica, soprachiasmatica, collegata allipotalamo mediante peduncolo ipofisario;
ipof. anteriore (tess. ghiandolare) produce GH, ACTH, PRL (proteine), TSH, LH e FSH
(glicoproteine); ipofisi posteriore (tessuto nervoso), deposito degli ormoni prodotti da neuroni
ipotalamici (ADH e ossitocina), rilasciati per stimol. osmocettori ipotal. o contraz. utero.

Feed-back
negativo

Una disfunzione ipotalamica (cause tumorali, infiammatorie, degenerative, congenite) si deduce


dalla valutazione della risposta ipofisaria alla somministrazione di RH ipotalamici sintetici.
Una eccessiva produzione ormonale ipofisaria di solito causata da tumore e riguarda un solo
ormone (es. iperproduzione GH, gigantismo ipofisario/acromegalia a seconda che liperproduz.
inizi prima o dopo fusione epifisi).
Una insufficiente produzione ormonale ipofisaria pu essere dovuta a tumore o ischemia (es.
ischemia/shock da travaglio - sindr. di Sheehan) e di solito comporta pan- ipopituitarismo (sintomi
da insuff. ormoni sessuali, tiroidei e surrenalici).
IPOFISI POSTERIORE
ADH (vasopressina)
q nonapeptide ciclico prodotto da neuroni ipotalamici (nucleo sopraottico) e depositato
nellipofisi post.
q rilascio stimolato da osmocettori ipotalamici (suff. variaz. 1-2% osmolalit sangue) oppure
da barocettori (atrio sin, arco aortico e carotide, sensibili a pressione sang.) (inibizione da
freddo)
q stimola riassorbimento H2 O nel tubulo convoluto dist. e collettore rene
q ipo-secrezione di ADH (tumori, traumi, interventi chir) provoca diabete insipido: poliuria
(10-12 L/die) e polidipsia;
q diagnosi mediante confronto osmolalit siero e urine e test disidratazione: deprivazione
acqua e misura Osm siero/urine dopo iniezione ADH (Osm urine >5% nel DI)
Ossitocina
q nonapeptide ciclico prodotto da neuroni ipotalamici (nucleo paraventricolare) e depositato
nellipofisi post.
q differisce per soli 2 aa da ADH
q rilascio stimolato da distensione uterina e stimol. mammaria
q stimola contraz. utero gravido e miocellule gh. mammaria
q ossitocina sintetica utilizzata per contrazioni uterine e stimolare secrez. latte

ORMONI TIROIDEI
Sintesi e rilascio controllati da TRH ipotalamico e TSH ipofisario (feed-back neg. di T3 e T4)
q Uptake conc. di Iodio nella tiroide (anche di 99mTc, usato per imaging)
q Iodinazione delle tirosine della proteina precursore tireoglobulina (nel lume follicolare)
monoiodotirosina (MIT) e diiodotirosina (DIT).
q Coniugazione enzimatica (perossidasi): MIT+DIT T3 e DIT+DIT T4
q Secrezione: riassorbimento tireoglobulina e proteolisi: T3 e T4 sangue ; MIT e DIT
riciclate.
q 80% del T3 circolante deriva dalla de- iodinazione di T4 (fegato e rene); T4 pro-ormone di
T3 (meno attivo, ma + conc. nel sangue)
q T3 e T4 nel sangue sono veicolati da proteine: TBG (thyroxine-binding globulin) e TBA
(thyroxine-binding albumin); solo T3/T4 liberi (FT3 e FT4) sono attivi.
q recettore T3 nucleare effetti trascrizionali
q screening diagnostico iper/ipo-tiroidismo: dosaggio FT4 e TSH
Gozzo (ingl. goiter) semplice (es. da deficit I): aumento volume ghiandolare (in assenza di processi
infiamm./neopl.) supplisce a moderata insuff. ormonale; TSH/T4 anche normali; terapia: L-tiroxina
(inibisce produz. TSH)
Ipotiroidismo : primitivo (es. autoimmune, tiroidite cronica di Hashimoto) o secondario a insuff.
ipotal. o ipofisaria
Sintomatologia: faticabilit, rallentamento facolt fisiche e mentali (memoria, apprendimento,
attenzione), dispnea da sforzo, intolleranza al freddo, crampi muscolari, secchezza cute e capelli,
gozzo (non sempre), iperlipidemia (colesterolo e trigliceridi) mixedema (evoluzione
dellipotiroidismo grave) ispessimento sottocute da infiltrazione mucopolisaccaridi. Pu evolvere
nel coma: ipotermia, depressione respiratoria, insuff. cardiaca con cardiomegalia e versamento
pericardico.
Ipotiroidismo congenito (cretinismo ): incidenza 1:5000 nati; screening diagnostico: dosaggio
TSH/TT4; letargia, ritardo sviluppo scheletrico e mentale (irreversibile), fenotipo caratteristico.
Test di laboratorio nellipotiroidismo

Ipertiroidismo: primitivo o secondario a tumore ipotal. o ipofisario


Sintomatologia (tireotossicosi: nervosismo, ansia, irritabilit, insonnia, tremore, sudorazione
eccessiva, intolleranza al caldo, prurito, tachicardia e aritmie (atriali), dimagrimento (perdita di
massa muscolare e adiposa), amenorrea, colesterolo e trigliceridi, faticabilit e dispnea da sforzo.
Pu esitare nella crisi tireotossica (a seguito di stress: infezione, anestesia): ipertermia (>40C),
tachicardia, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco congestizio, delirio, coma.
Test captazione 123 I o 99m Tc nella diagnosi differenziale dell ipertiroidismo: captazione in morbo
di Graves (Basedow), adenoma tossico, tumore ipofisario; captazione in tiroidite cronica
Ipertiroidismo primitivo o Morbo di Basedow: incidenza 0.4%; 6 volte + frequente nelle donne
(pubert, menopausa, gravidanza). Base autoimmune (Ab anti recettore FSH causano stimolaz.
continua cell follicolare, rilascio T3/T4 e inibiz. rilascio TSH).
Sintomatologia: gozzo tireotossico, esoftalmo (da depositi mucopolisaccaridi spazio retro-orbitale),
mixedema pre-tibiale.
Test di laboratorio nellipertiroidismo

ORMONI CORTECCIA SURRENALICA


Famiglia

Princ.
ormone

Androgeni DHEA
Mineralcorticoidi
Glucocorticoidi

Controllo rilascio
CRF ipotal e ACTH

aldosterone Sist. reninaangiotensina e [K +]


plasma
cortisolo
CRF ipotal
(ritmo circadiano
stress) e ACTH ipofisi
ant

Princ. effetti
Mascolinizzanti: irsutismo, amenorrea, massa
muscol.
Riassorb Na+ e escrezione K+ rene

Metabolici (anti- insulina):


gluconeogenesi, glicogeno-sintesi,
catab. proteico e lipolisi
Anti- infiammatori e immunosoppressivi
Debole attivit mineral-corticoide (vedi strutture)

Catabolismo epatico x glucuronazione dosaggio nelle urine delle 24 ore (creatinina totale come
controllo interno)
Il sistema renina-angiotensina -aldosterone regola volume del sangue e pressione arteriosa:

IPERALDOSTERONISMO
PRIMARIO da adenoma surrenalico (Morbo di Conn) o iperplasia nodulare bilaterale
[aldosterone] nel siero, che non varia con restrizione/carico Na+ orale
SECONDARIO (Sindrome di Conn) da eccessiva produzione renina (es. stenosi arteria renale)
[renina] nel siero, che non varia con restrizione/carico Na+ orale
Segni e esami clinici: ipertensione diastolica (>95), [K +] siero (e poss. [Na+]) debolezza
muscolare, alcalosi da escrez. H+ (gradiente elettrico + favorevole)
IPOALDOSTERONISMO
PRIMARIO da insuff. surrenalica: acquisita (di solito associato a deficit gluco-corticoidi) o
congenita (deficit enzimi biosintesi)
SECONDARIO a malattia renale cronica
Sintomatologia: [K +] siero, acidosi
Il sistema CRF-ipotalamico/ACTH regola la secrezione di cortisolo (e di androgeni
surrenalici):

Feed-back
negativo

*Lipersecrezione di ACTH induce iperpigmentazione da MSH


IPERCORTISOLISMO
PRIMARIO (Morbo di Cushing) da adenoma/carcinoma surrenalico
SECONDARIO (Sindrome di Cushing)
da ipersecrez. ACTH da adenoma ipofisario
da produzione ectopica di ACTH (carcinoma polm)
IATROGENO da somm. cortisolo (secrez. cortisolo endogeno soppressa riduzione graduale
terapia!)
Segni clinici e sintomi: adiposit tronco (fenotipo e facies caratt.), faticabilit, iperglicemia e
glicosuria, ipertensione diastolica, massa muscolare, osteoporosi, suscettibilit infezioni,
linfopenia, irsutismo, amenorrea, alterazioni personalit. Iperpigmentazione solo nel Cushing
secondario!
Esami lab: cortisolo plasma (e cortisolo e 17-OH corticoidi urinari), resistente a carico di
desametasone ; possibile [K +] siero e alcalosi

Manifestazioni cliniche della sindr. di Cushing


IPOCORTISOLISMO
PRIMARIO (Morbo di Addison) atrofia idiopatica surrene (su base autoimmune), da infezione
(TBC), emorragia o tumore; cortisolo e aldosterone
SECONDARIO (Sindrome di Addison)
a insuff. secrezione ACTH ipofisi; aldosterone normale!
Segni clinici e sintomi: astenia grave, anoressia, perdita di peso, ipotensione (sincope),
iperpigmentazione cute e mucose esposte e non, nausea/vomito, mutamento personalit (irritabilit,
irrequietezza). Evoluzione fatale se non curata!
Esami lab: cortisolo plasma (e cortisolo e 17-OH corticoidi urinari) basale e resistente a carico
di ACTH (primario); [Na+] e [K +] siero e acidosi
ORMONI MIDOLLARE SURRENE
Cellule cromaffini midollare surrene e gangli sistema simpatico derivano da cresta neurale (come
tessuto nervoso!).
Producono dopamina, adrenalina (ingl. epinephrine) [ nel sangue] e noradrenalina (ingl.
norepinephrine) [neurotrasmettitore locale] da tirosina.
Rilascio in condizioni stress (ansia, dolore, febbre).
Effetti: metabolici anti- insulina (catabolismo glucidi e lipidi) e cardiovascolari (pressione
sanguigna e frequenza cardiaca)
Catabolismo : catecol-O-metil transferasi (COMT) e monoamino ossidasi (MAO) trasformano adr.
e noradr. in normetadrenalina e metadrenalina e queste in ac. vanillilmandelico (VMA)
escrezione urinaria

FEOCROMOCITOMA
Tumore midollare surrene iperproducente catecolamine.
Segni clinici e sintomi: episodi ricorrenti di ipertensione sistolo-diastolica (>160/95), cefalea,
sudorazione e pallore, palpitazioni, tremito.
Dosaggio catecolamine plasma e dosaggio metanefrina e VMA nelle urine (24 ore).
Dosaggio VMA e omovanillico (HVA, catabolismo dopamina) urinari nella diagnosi
neuroblastoma (tumore pediatrico midoll. surrene)!

ORMONI SESSUALI
Ormoni sessuali femminili
Rilascio ciclico: fase follicolare e fase luteale (c.a. 14 gg. ciascuna); regolaz. a feed-back negativo
ovaio-ipofisi
Fase follicolare: Gn-RH ipotalamico stimola rilascio FSH ipofisario stimolaz accrescimento
follicolo ovarico (ovocita e cell. follicolari) follicolo maturo. Cell. follicolari (tecali) producono
estrogeni proliferaz. mucosa uterina inibizione secrez. FSH e stimolaz. secrez. LH picco
LH ovulazione
Fase luteale: follicolo (espulso uovo) diventa corpo luteo cell. follicolari (granulosa) producono
progesterone. In assenza di hCG dalluovo fecondato, corpo luteo degenera in c.a. 14 gg. cessa
produz. progesterone mestruazione.
Ormoni sessuali maschili
Regolaz. a feed-back negativo testicolo- ipofisi
Gn-RH ipotalamico stimola rilascio LH ipofisario testosterone e estradiolo da cell. interstiziali
(Leydig) testicolo.

Bambini
Femmina
Fase foll
Fase luteale
Post-menop.
Maschio

Testosterone
ng/dl
<3-10
20-75

300-1000

Estrogeni
pg/ml
<25
60-200
160-400
8-30
20-80

Progesterone
ng/dl
7-52
15-70
200-2500
<130
13-97

FSH
mU/ml
<1-3
1-9 26
1-9
30-120
1-7

LH
mU/ml
<1-5
1-12 104
1-12
16-60
1-8

Ormone

Origine

Azione

Rilascio cortisolo e androgeni


surrene
Aldosterone Cortic. surrene riass. renale Na+ e escrez. K+/H+
ADH
Ipofisi post
Riass. H2 O tubulo renale
Catecolamine Midoll. surrene Catabolismo gluc./lip.
Effetti cardiocirc.
ACTH

Ipofisi ant

Conc. plasma
a.m. 8-80 pg/ml
p.m. 7-30 pg/ml
6-30 ng/dl
2-4 U/ml
adr. <140 pg/ml
nor. <1700 pg/ml

Cortisolo

Cortic. surrene catabolismo lipidico e proteico


immunosoppressivo

a.m. 9-25 g/dl


p.m. 3-16 g/dl
(5-25 mg/die)

Estradiolo

Ovaio

Fase foll.60-200pg/ml
Fase lut. 160-400pg/ml

FSH

Ipofisi ant

GH

Glucagone
Insulina

Caratteri sessuali femm.

Accresc. follicolare; spermatogenesi Fase foll./lut. 1-9


ovul. 6-26 mU/ml
Ipofisi ant
Mobilizza grassi e conserva
2-7 ng/ml
glucoso (anti- insulina),
prolif. osso, cartil., muscolo
50 pg/ml (~2 pM)
Cell. pancreas Metab. zuccheri e grassi
Cell. pancreas Metab. zuccheri e grassi
2-16 U/ml (~40 pM);
raggiunge un picco di 6-10
volte il valore basale dopo 30 o
60 minuti da carico di glucosio

LH

Ipofisi ant.

Ovulazione; sintesi testosterone

ossitocina
progesterone
PTH
testosterone

Ipofisi post.
Corpo luteo
Gh. paratiroidi
testicolo

TSH
T3

Ipofisi ant.
Tiroide

T4

Tiroide

Contraz. utero e gh. mamm.


Prepara utero a gestaz.
Aumenta [Ca2+] plasma
Spermatogenesi, caratt. sessuali
masch.
Rilascio ormoni tiroidei
termogenesi; catab. glucidico e
proteico; sviluppo pre- e post-natale
SNC, cuore, scheletro.
Pro-ormone di T3

Fase foll.16-100 mU/ml


Fase lut. 1-12 mU/ml
1.5 pg/ml
Fase lut.200-2500 ng/dl
0.3-0.8 ng/ml
300-1000 ng/dl
0.5-5 U/ml
TT3 60-200 ng/dl
FT3 0.1-0.4 ng/dl
TT4 5-15 g/dl
FT4 1.5-2.5 ng/dl

Alcuni fattori simil-ormonali (proteici) con effetti autocrino/paracrini : citochine


Fattore di crescita

Abbreviazione

Azione principale

Vascular endothelial GF

VEGF

Proliferazione cell. endoteliali

Granulocyte macrophagestimulating factor

GM-CSF

Proliferazione precursori mielo.

Interferon , ,

IFN- , -, -

Antivirale, anti-proliferativa
immuno-soppressiva

Insulin- like growth factor I IGF-I e-II


e II

Media effetto GH (IGF-I)


Stimola proliferazione cell.

Monocyte chemoattractant MCP-1


protein-1

Chemoattrattore per monociti


Stimola proliferaz. miociti vascol.

Nerve growth factor

NGF

Proliferazione neuronale

Platelet-derived growth
factor

PDGF

Chemiotassi mono.; Stimola


proliferazione cell.

Transforming growth
factor-, -

TGF-, -

Stimola proliferazione cell.

Tumor necrosis factor-, - TNF-, -

Inibiz. proliferaz. cell.,


stimola attivazione cell. infiammatorie

Esempi di approcci terapeutici innovativi indirizzati verso citochine :


q Prevenzione degenerazione maculare con aptamers anti-VEGF
q Prevenzione lesioni aterosclerotiche con peptidi anti-MCP-1
Aptamers :
brevi
sequenze (30-70mers)
aminoacidiche
o
nucleotidiche (DNA o
RNA) che riconoscono
specificamente e con
grande affinit piccole
molecole (es. farmaci),
siti attivi di enzimi o
proteine,
acidi
nucleici. Gli aptamers
si comportano come
mini-anticorpi
in
grado
di
legare
molecole di varia
natura chimica.

Ormoni eicosanoidi
Prostanoidi (prostaglandine e trombossani) e leucotrieni
Ormoni locali (effetto autocrino/paracrino) a breve emivita, a struttura lipidica.
Derivano da acidi grassi essenziali (no sintesi animale): linoleico (18:2 9,12) e -linolenico (18:3
9,12,15). Due famiglie: -6 (pro-infiammatori) e -6 (anti- infiammatori).
Due vie enzimatiche: COX e LOX
NSAID
cortisone

COX-1 e -2

trombossani

prostaglandine

Metabolismo acidi grassi essenziali

Prodotti dellattivit COX e LOX sullacido arachidonico

Effetti funzionali di alcuni ormoni eicosanoidi


Ormone
PGD2
PGE2

Cellula produttrice
Effetto funzionale
mast cellule
aggregaz. piastrinica e proliferaz. linf. T, vasodilatazione
rene, cuore, milza
aggregaz. piastrinica e contraz. uterina, vasodilatazione
proliferaz. linf. T

PGF 2a
PGI2

rene, cuore, milza


cellule endoteliali

vaso- e bronco-costrizione
aggregaz. Piastrinica, vasodilatazione, proliferaz. linf. T

TXA2

piastrine

vaso- e bronco-costrizione, aggregaz. piastrinica

LTB4

mono- e granulociti chemiotassi leucocitaria


mast cellule
permeabilit vascolare
proliferaz. linf. T e secrez. IFN- , IL-1 and IL-2

7- Cuore
Diagnosi di laboratorio dellinfarto del miocardio
Non esiste al momento un singolo marcatore di danno miocardico con le seguenti caratteristiche:
specifico x miocardio, sensibile, reversibile, proporzionale al danno tessutale, semplice da dosare.
Quindi: la diagnosi di cardiopatia richiede una combinazione di marcatori:
enzimi e proteine
Creatina fosfo-cinasi (CPK o CK)
Catalizza reazione: Creatina-P + ADP Creatina + ATP
formata da 2 subunit (B o M): 3 forme isoenzimatiche
CK1 (CK-BB) cervello aumenta nel siero in seguito a danno barriera emato-encefalica
CK2 (CK-MB) la + specifica x miocardio, ma solo 20% della CK cardiaca
CK3 (CK-MM) muscolo scheletrico
CK2 (immunoassay) aumenta entro 3 ore (nel 50% dei pazienti) e entro 6 ore (80% dei pazienti)
dallinfarto mioc (AMI). Valori normali entro 6-8 ore da sospetta ischemia escludono infarto.
Lattico deidrogenasi (LDH o LD)
Catalizza reazione: lattato + NAD+ piruvato + NADH + H+
Formata da 4 subunit (H e M): 5 forme isoenzimatiche
LD1 e LD2 sono le forme + specifiche x miocardio (importante il rapporto: LD1>LD2)
Inizia ad aumentare dopo 6-12 ore dallinfarto, picco dopo 1-3 giorni, torna normale dopo 8-14
giorni.
Di scarso interesse diagnostico, a meno che CK gi tornata normale
Mioglobina (Mb)
Aumenta dopo 2-4 ore dallMI e torna normale dopo 24 ore. Valori normali entro 6-8 ore da
sospetta ischemia escludono MI. Utile come indicatore di recidiva (24-36 ore).
Troponina T (TnT)
Aumenta dopo 2-4 ore (come CK-MB e Mb), picco dopo 48 ore, seguito da plateau x 5-10 giorni.
Diagnostica di MI fino a 6 giorni dopo infarto (utile nei casi che giungono tardi alla diagnosi).
Troponina I (TnI)
Aumenta dopo 3-8 ore, picco dopo 12-24 ore, seguito da plateau x 5-7 giorni

aumento rispetto vaori normali

Profilo valori plasmatici dei tipici marcatori cardiaci


7
6
5
CK-MB

Mb
3

TnI/TnT

2
1
0
0

12

16

20

24

28

32

36

ore dopo infarto acuto miocardio

40

44

48