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Eckhart Tolle

UN NUOVO MONDO
Riconosci il vero senso della tua vita
Traduzione di Stella e Marina Borruso
MONDADORI
www. librimondadori. it
ISBN 978-88-04-57781-2
Copyright 2005 by Eckhart Tolle
2008 Arnoldo Mondadori Editore S. p.A., Milano
Titolo dell'opera originale: A New Earth. Awakening to Your Life's Purpose I edi
zione maggio 2008 Anno 2009 - Ristampa 4

This is a Namaste Publishing book

Indice
9
13 I

Introduzione
il fiorire della coscienza umana

Rievocazione, 13 - Il proposito di questo libro, 16 - La disfunzionalit che abbi


amo ereditato, 18 - La
nuova coscienza emergente, 22 - Spiritualit e religione, 25 - L'urgenza della tra
sformazione, 27 - Un
nuovo cielo e una nuova terra, 29
31 II L'ego: lo stato attuale dell'umanit
Il s illusorio, 33 - La voce nella testa, 35 - Il contenuto e la struttura dell'e
go, 38 - L'identificazione
con le cose, 39 - L'anello perduto, 41 - L'illusione del possesso, 44 - La bramo
sia: il bisogno di avere
di pi, 47 - L'identificazione con il corpo, 49 - Sentire il corpo interiore, 51 L'oblio dell'Essere, 53 Dall'errore di Cartesio all'intuizione di Sartre, 53 - La pace che sorpassa ogni
comprensione, 54
57 III Il nucleo dell'ego
Lamentarsi e risentirsi, 58 - Reattivit e rancore, 61 - Avere ragione, dare torto
, 63 - Difendendo
un'illusione, 63 - La verit relativa o la verit assoluta? 65 - L'ego non personale
, 67 La guerra un
film mentale, 69 - Volete la pace o il dramma? 71 - Al di l dell'ego: la vostra i
dentit, 71 - Tutte le
strutture sono instabili, 73 - La necessit dell'ego di sentirsi superiore, 74 - L
'ego e la fama, 75

79 IV La rappresentazione dei ruoli: le molte facce dell'ego


Il cattivo, la vittima, l'amante, 80 - Lasciar andare le definizioni di s, 82-i r
uoli prestabiliti, 83-i
ruoli temporanei, 85-il monaco dalle mani sudate, 86 - La felicit come ruolo vers
o la vera felicit,
86 - L'essere genitori: ruolo o funzione? 87 - Soffrire coscientemente, 91 - Ess
ere genitori coscienti,
92 - Riconoscere il vostro bambino, 93 - La rinuncia a interpretare dei ruoli, 9
5 - L'ego patologico,
97 - L'infelicit di fondo, 100 - Il segreto della felicit, 101 - Le forme patologi
che dell'ego, 104 - Il
lavoro, con e senza l'ego, 106 - L'ego nella malattia, 108 - L'ego collettivo, 1
09 - Le prove
incontrovertibili dell'immortalit, 111
113 V Il corpo di dolore
La nascita dell'emozione, 115 - Le emozioni e l'ego, 117 - L'anatra con una ment
e umana, 119 Portarsi dietro il passato, 120 - L'individuale e il collettivo, 122 - Come si r
innova il corpo di dolore,
125 - Come il corpo di dolore si nutre dei vostri pensieri, 125 - Come il corpo
di dolore si nutre del
dramma, 127 - i corpi di dolore densi, 130 - L'intrattenimento, i media e il cor
po di dolore, 131 - Il
corpo di dolore femminile, 132 - I corpi di dolore nazionali e razziali, 135
137 vi Liberarsi
La Presenza, 139 - Il ritorno del corpo di dolore, 142 - Il corpo di dolore nei
bambini, 143 L'infelicit, 146 - Rompere l'identificazione con il corpo di dolore, 147 - I fatt
ori di attivazione, 150
- Il corpo di dolore come mezzo per risvegliarsi, 152 - Liberarsi dal corpo di d
olore, 154
157 VII Scoprire chi siete veramente
Chi credete di essere, 158 - L'abbondanza, 160 - Conoscere voi stessi e conoscer
e "di" voi stessi,
162 - Il caos e l'ordine pi alto, 163 - Bene e male, 165 - Non dare importanza a
ci che accade, 167
- Ah! cos? 168 - L'ego e il momento presente, 169
Il paradosso del tempo, 171 - Eliminare il tempo, 173-Il sognatore e il
sogno, 175 - Andare oltre le
limitazioni, 176 - La gioia di essere, 178 - Permettere che l'ego venga sminuito
, 179
Come fuori, cos dentro, 181

187 VIII Scoprire lo spazio interiore


La coscienza degli oggetti e la coscienza dello spazio, 190 - Cadere al di sotto
o innalzarsi al di sopra del
pensiero, 191 - La televisione, 192 - Riconoscere lo spazio interiore, 194 - Puo
i sentire il torrente di
montagna? 197 - La giusta azione, 198 - Percepire senza attribuire nomi, 199 - C
hi colui che sperimenta?
201 - Il respiro, 203 - Le dipendenze, 205 - La consapevolezza del corpo interio
re, 206 - Lo spazio interiore ed
esteriore, 208 - Accorgersi degli intervalli, 210 - Perdete voi stessi per ritro

vare voi stessi, 211 - La quiete, 212


215 IX Il vostro proposito interiore
Il risveglio, 216 - Un dialogo sul proposito interiore, 219
233 X Una nuova terra
Una breve storia della vostra vita, 235 - Il risveglio e il movimento di ritorno
, 236 - Il risveglio e il movimento
esteriore, 240 - La coscienza, 242 - Il fare risvegliato, 243 - Le tre modalit de
l fare risvegliato, 244 - I
sostenitori della frequenza, 253 - La nuova terra non un'utopia, 254

Introduzione
Abbiamo perso nella nostra cultura il senso della funzione di un illuminato, lo
abbiamo allontanato
dal nostro quotidiano e lo abbiamo rinchiuso in uno spazio devozionale, spesso e
sclusivamente
intimo e personale.
Eckhart Tolle un maestro spirituale. Appartiene alla nostra cultura ma, e ques
to il gioiello, i
suoi insegnamenti sono impregnati di altre dottrine tradizionali e contemporanee
, religiose e
mistiche, senza tuttavia identificarsi con nessuna di esse. Il suo un insegnamen
to che usa la forma,
le parole del sapere antico, per accedere alla non- forma: la Coscienza.
Tolle un occidentale che unisce e sintetizza mirabilmente Oriente e Occidente,
rendendo
l'insegnamento spirituale attuale, e adeguandolo alla nostra vita contemporanea.
Come la
maggioranza dei maestri spirituali stanno facendo, oggi qui per mostrarci quell'
unica via, che vi
sempre stata, al di l delle strutture mentali, al di l delle dottrine di separazio
ne.
Le sue parole ci aiutano a fare un passo avanti, perch concentrano, esplicitano
, rendono possibile
proprio quell'apertura che porta finalmente la devozione, la contemplazione, lo
spazio nella
frenetica attivit della nostra vita quotidiana. Tolle ci prende per mano e svolge
davanti a noi la
consapevolezza di un percorso attento nelle piccole e "difficili" cose di tutti
i giorni.

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La traduzione di Un nuovo mondo stata un'avventura. stata il praticare l'essen
za di
questo libro. Dove il tradurre si manifestava in un doppio lavoro in contemporan
ea: la
traduzione a livello della forma, cio le parole e, a livello della non- forma (pe
r citare Tolle),

il vuoto, l'intervallo tra le parole stesse, aprendole a un senso pi alto. E quin


di l'effetto e la
trasformazione che le parole producevano su di noi. Questo accadeva sia quando c
iascuna di
noi traduceva per conto suo, sia quando lavoravamo insieme. C'era, per cos dire,
un "reale"
affascinante in cui le parole diventavano vive e in movimento.
Lampi di comprensione e di infinito, intuizioni sul meccanismo dell'ego che si
verificavano, per esempio, nella scelta di una parola su cui non eravamo d'accor
do, nel voler
aver ragione e non vedere "l'altra". E la colpa e il giudizio su noi stesse, qua
ndo
contemporaneamente ne diventavamo consapevoli, si stemperavano nel silenzio o in
una
risata senza, a volte, neanche il bisogno di parlarne.
Un apprendimento di collaborazione, un'esperienza di comunicazione e di trasfo
rmazione
nella forma al di l della forma, che pu avvenire solo nell'Adesso: un'esperienza d
'amore.
Stella Marina Borruso

I Il fiorire della coscienza umana


Rievocazione
Terra, 114 milioni di anni fa, in una mattina appena dopo l'alba: il primo fio
re mai apparso sul
pianeta si schiude a ricevere i raggi del sole. Il pianeta era ricoperto di vege
tazione gi da milioni di
anni prima di questo importante evento che preannunciava una grande trasformazio
ne evolutiva
nella vita delle piante; considerando che le condizioni non erano ancora favorev
oli perch si
diffondesse una fioritura pi estesa, probabilmente il primo fiore non sopravvissu
to per molto
tempo e i fiori devono essere rimasti un fenomeno raro e isolato. Eppure un gior
no una soglia
estremamente importante stata superata e improvvisamente deve esservi stata un'e
splosione di
colori e di profumi su tutto il pianeta se solo la percezione della consapevolez
za fosse stata l a
testimoniare l'evento.
Molto pi tardi, quegli esseri delicati e fragranti che chiamiamo fiori avrebbero
giocato un ruolo
essenziale nell'evoluzione della coscienza di altre specie. Gli umani ne sarebbe
ro stati sempre pi
attratti e affascinati. Mentre la consapevolezza degli esseri umani si sviluppav
a, i fiori sono stati
molto probabilmente la prima cosa che non avesse uno scopo utilitario alla quale
essi hanno dato
valore, una cosa che non fosse in alcun modo legata alla sopravvivenza. Sono sta
ti una fonte di
ispirazione per innumerevoli

14
artisti, poeti e mistici. Ges ha detto di contemplare i fiori per imparare da lor
o a vivere. Si racconta
che il Buddha abbia tenuto una volta un sermone silenzioso durante il quale ha s
olamente guardato
un fiore. Dopo un Po, uno dei presenti, un monaco chiamato Maha- Kshyapa, ha comi
nciato a
sorridere. Si dice che sia stato l'unico a comprendere il sermone. Secondo la le
ggenda, quel sorriso
(che viene detto "realizzazione" passato successivamente attraverso ventotto mae
stri fino a
divenire pi tardi l'origine dello Zen.
Vedere la bellezza in un fiore pu, anche se brevemente, risvegliare gli umani a
lla bellezza
perch questa una parte essenziale del loro pi profondo essere, della loro vera nat
ura. L'iniziale
riconoscimento della bellezza stato uno degli eventi pi significativi nell'evoluz
ione della
coscienza umana. I sentimenti di gioia e di amore sono intrinsecamente connessi
con quel
riconoscimento. Senza che ce ne rendessimo completamente conto, i fiori sarebber
o diventati per
noi un'espressione della forma di ci che pi alto e pi sacro, in definitiva di una n
on- forma
dentro di noi. I fiori, pi fragili, pi eterei e pi delicati delle piante dalle qual
i spuntano, sarebbero
diventati quasi dei messaggeri di un altro regno; quasi un ponte fra il mondo de
lla forma e quello
della non- forma. Non solamente avevano un aroma soave e piacevole per gli umani
ma avevano in
s anche una fragranza del mondo dello spirito. Usando la parola "illuminazione" i
n un senso pi
ampio di quello convenzionalmente accettato, potremmo vedere i fiori come l'illu
minazione delle
piante.
Qualunque forma di vita in ogni regno, sia esso minerale, vegetale o animale p
u essere soggetta
all"illuminazione". Ma in ogni caso un avvenimento estremamente raro poich pi che
una
progressione nell'evoluzione: comporta anche una discontinuit nello sviluppo, un
balzo a un livello
ben differente dell'Essere e, molto pi importante, una diminuzione della material
it.
Cosa pu essere pi pesante e pi impenetrabile di una
15
pietra, la pi densa di tutte le forme? Eppure alcune pietre subiscono un cambiame
nto nella loro
struttura molecolare trasformandosi in cristalli, e cos diventano trasparenti all
a luce. Alcuni
carboni, sotto l'azione di un calore e di una pressione inimmaginabili, si trasf
ormano in diamanti e
alcuni minerali pesanti in pietre preziose.
Molti rettili che strisciano, fra tutte le creature quelle pi legate alla terra
, non sono cambiati per
milioni di anni. Ma ad alcuni sono spuntate le piume e le ali e sono diventati u
ccelli, sfidando in tal

modo la forza di gravit che li aveva trattenuti per cos tanto tempo. Non hanno imp
arato a strisciare
o a camminare meglio, hanno invece trasceso completamente lo strisciare e il cam
minare.
Fin da tempi immemorabili, i fiori, i cristalli, le pietre preziose e gli ucce
lli hanno avuto, per lo
spirito umano, uno speciale significato. Come tutte le forme di vita, sono ovvia
mente
manifestazioni temporanee di una sola Vita che contiene tutto, di una sola Cosci
enza. La ragione e
lo speciale significato per cui gli umani ne sono affascinati e sentono quest'af
finit possono
attribuirsi alla loro qualit eterea.
Quando vi un certo grado di Presenza, di quiete e di attenzione vigile, gli es
seri umani possono
percepire in ogni creatura, in ogni forma vitale, l'essenza divina della vita, l
a consapevolezza infusa
o lo spirito, e possono riconoscerla come la loro stessa essenza e cos amarla com
e loro stessi. Fino
a che ci non accade, molti umani vedono solamente la forma esterna, e quindi si i
dentificano solo
con la forma fisica e psicologica, inconsapevoli dell'essenza interiore, proprio
come sono
inconsapevoli della loro stessa essenza.
Nel caso di un fiore, di un cristallo, di una pietra preziosa o di un uccello,
anche qualcuno con
poca o nessuna Presenza pu di tanto in tanto percepire che vi in quella forma pi d
ella mera
esistenza fisica e sentire un'affinit senza sapere che questa la ragione per la q
uale ne attratto.
Per la loro natura incorporea, quelle forme oscurano lo spirito che le abita men
o di quanto accada in
altre forme di vita.
Fanno eccezione tutte le forme di vita appena nate: i bambini
16
, i cagnolini, i gattini, gli agnelli e cos via. Sono fragili, delicati, non anco
ra stabilizzati nella
materia. In loro risplendono ancora una innocenza, una dolcezza, una bellezza ch
e non sono di
questo mondo. Sono una fonte di grande gioia persino per umani relativamente ins
ensibili.
Quando siete in uno stato vigile e contemplate un fiore, un cristallo o un ucc
ello, senza
etichettarlo mentalmente, ci diventa per voi una finestra sulla non- forma. Vi al
lora un'apertura
interiore, anche se piccola, verso il regno dello spirito. Questo il motivo per
il quale queste tre
forme di vita illuminata hanno avuto una parte cos importante nell'evoluzione del
la coscienza
umana fin dai tempi pi antichi; per esempio, il gioiello nel fior di loto un simb
olo fondamentale
nel Buddhismo, e un uccello bianco, la colomba, simboleggia per il Cristianesimo
lo Spirito Santo.
Hanno preparato il terreno per un pi profondo cambiamento nella coscienza plane
taria destinato
ad accadere alla specie umana. Questo il risveglio spirituale del quale siamo te
stimoni adesso.

Il proposito di questo libro


L'umanit pronta per una trasformazione della coscienza, per una fioritura inter
iore cos
radicale e profonda che, in confronto, il fiorire delle piante, per quanto bello
, solo un pallido
riflesso? Gli esseri umani possono perdere la densit delle strutture condizionate
della mente e
diventare, per cos dire, come cristalli o pietre preziose, trasparenti alla luce
della coscienza? Sono
in grado di resistere alla sfida dell'attrazione gravitazionale del materialismo
e della materialit per
innalzarsi al di sopra dell'identificazione con la forma che mantiene l'ego al s
uo posto e li condanna
a essere imprigionati nella loro stessa personalit?
La possibilit di una tale trasformazione stata al centro degli insegnamenti del
la saggezza pi
alta nella storia dell'uomo. I messaggeri, Buddha, Ges e altri - e non tutti sono
conosciuti - sono
stati i primi fiori dell'umanit. Erano dei
17
precursori, esseri umani rari e preziosi. Una fioritura pi estesa non era ancora
possibile a quel
tempo e il loro messaggio fu in gran parte frainteso e spesso largamente distort
o. Certamente non
trasform il comportamento umano, fatta eccezione per una piccola minoranza di per
sone.
L'umanit, ora, pi pronta che al tempo di quei primi insegnamenti? Perch dovrebbe
essere
cos? E voi cosa potete fare, se qualcosa pu essere fatto, per aiutare o accelerare
questo
cambiamento interiore? Cos' che caratterizza il vecchio stato egoico di coscienza
e attraverso quali
segni si pu riconoscere l'emergere della nuova coscienza? A queste e ad altre dom
ande essenziali
verr data risposta in questo libro. E, cosa ancora pi significativa, questo libro
in se stesso un
espediente per la trasformazione che sorto dalla nuova coscienza emergente. Le i
dee e i concetti
che vi sono esposti possono essere importanti e tuttavia sono secondari. Non son
o altro che segnali
indicatori che puntano nella direzione del risveglio. Mentre leggete, in voi acc
ade un cambiamento.
Il proposito principale di questo libro non quello di aggiungere nuovi credo o
nuove
informazioni alla mente oppure di convincervi di qualcosa, ma quello di portare
a un cambiamento
nella coscienza, in altre parole, quello di svegliarvi. In questo senso, questo
libro non
"interessante". Interessante significa che potete mantenere le distanze, giocare
mentalmente con le
idee e i concetti, essere d'accordo oppure no. Invece questo libro si occupa di
voi. O cambier il
vostro stato di coscienza o non avr significato alcuno. Pu svegliare solo chi pron
to. Non tutti
sono pronti, non ancora, ma molti lo sono, e per ogni persona che si risveglia,
tutto il livello della

coscienza collettiva cresce e facilita il compito agli altri. Se non sapete cosa
significa "risveglio",
continuate a leggere. Solamente risvegliandovi potrete conoscere il vero signifi
cato di questa
parola. Un'improvvisa intuizione, anche solo un lampo, sufficiente per iniziare
il processo del
risveglio, che irreversibile. Per qualcuno questa luce improvvisa giunger leggend
o questo libro.
Per molti altri, il processo gi iniziato anche se non se ne sono

18
resi conto. E questa lettura li aiuter a esserne consapevoli. Per qualcuno, il pr
ocesso pu aver avuto
inizio a causa di una perdita o attraverso la sofferenza, per altri entrando in
contatto con un maestro
o con un insegnamento spirituale, con la lettura del Potere di Adesso o grazie a
qualche altro libro
spiritualmente vivo, quindi con la capacit di indurre una trasformazione. Oppure
con qualsiasi altra
combinazione delle cose citate sopra. Se il processo del risveglio gi iniziato in
voi, la lettura di
questo libro lo accelerer e lo intensificher.
Una parte essenziale del risveglio il riconoscimento di quel "voi" che non ris
vegliato: l'ego
che pensa, parla, agisce, cos come il riconoscimento dei processi mentali collett
ivamente
condizionati che perpetuano lo stato di inconsapevolezza. Ecco perch questo libro
mostra gli
aspetti principali dell'ego e come questi operano sia a livello individuale sia
a livello collettivo. Ci
importante per due ragioni in relazione tra loro: la prima che, fino a quando no
n conoscerete il
meccanismo di base che c' dietro al lavoro del vostro ego, non sarete in grado di
riconoscerlo, e
l'ego vi inganner facendovi identificare con lui ancora e ancora. Questo signific
a che vi sopraffa,
un impostore che fa finta di essere voi. La seconda ragione che l'atto stesso de
l riconoscimento
una delle vie attraverso la quale avviene il risveglio. Nel momento in cui ricon
oscete in voi
l'inconsapevolezza - quello che rende possibile il riconoscimento proprio la con
sapevolezza
emergente - il risveglio. Non potete lottare contro l'ego e vincere, allo stesso
modo in cui non
potete lottare contro l'oscurit. La luce della coscienza tutto quello di cui c' bi
sogno. Voi siete
quella luce
La disfunzionalit che abbiamo ereditato
Se osserviamo pi attentamente le antiche religioni e le tradizioni spirituali d
ell'umanit,
troveremo che, sotto le molte differenze superficiali, ci sono due intuizioni fo
ndamentali che le
accomunano. Le parole usate per descrivere
19

queste intuizioni sono diverse, eppure tutte loro puntano verso una fondamentale
doppia verit. La
prima parte di questa verit il riconoscimento che il "normale" stato della mente
della maggior
parte degli esseri umani contiene un fortissimo elemento di quello che potremmo
chiamare
disfunzionalit o, perfino, pazzia. Certi insegnamenti al cuore dell'Induismo sono
forse quelli che
meglio vedono questa disfunzione come una forma di malattia mentale collettiva.
Viene chiamata
maya, il velo dell'illusione. Maharshi, uno dei pi grandi saggi indiani, afferma
chiaramente: "La
mente maya".
Il Buddhismo usa termini diversi. Per il Buddha, la mente umana nel suo stato
normale genera
dukkha, che pu essere tradotto come sofferenza, insoddisfazione o semplicemente m
iseria. Egli
vede tutto ci come una caratteristica della condizione umana. Dovunque voi andiat
e, qualsiasi cosa
facciate, dice il Buddha, incontrerete dukkha, e questo si manifester prima o poi
in qualsiasi
situazione.
In accordo con gli insegnamenti cristiani, il normale stato collettivo dell'um
anit quello del
"peccato originale". Peccato una parola che stata grandemente fraintesa e mal in
terpretata.
Tradotta letteralmente dal greco antico in cui fu scritto il Nuovo Testamento, p
eccare significa
mancare l'obiettivo come un arciere che manca il bersaglio e cos, peccare signifi
ca mancare il
punto dell'esistenza umana. Significa vivere senza qualit, ciecamente e cos soffri
re e causare
sofferenza. Di nuovo il termine, spogliato del suo bagaglio culturale e dei frai
ntendimenti, punta
alla disfunzione inerente alla condizione umana.
Le realizzazioni dell'umanit sono senza dubbio notevoli e innegabili. Abbiamo c
reato opere
sublimi di musica, letteratura, pittura, architettura e scultura. In tempi pi rec
enti, la scienza e la
tecnologia hanno apportato cambiamenti radicali nel nostro modo di vivere, rende
ndoci capaci di
fare e di creare cose che, anche solo duecento anni fa, sarebbero state consider
ate miracolose. Non
vi dubbio: la mente umana veramente intelligente. Questa sua intelligenza

20
tuttavia contaminata dalla pazzia. La scienza e la tecnologia hanno incredibilme
nte amplificato
l'impatto distruttivo che la disfunzione della mente umana ha sul pianeta, sulle
altre forme di vita e
sugli umani stessi. Questo il motivo per il quale tale disfunzione, tale follia
collettiva pu essere
pi chiaramente riconosciuta nella storia del ventesimo secolo. Un fattore ulterio
re che questa
disfunzione si sta attualmente intensificando e sta accelerando.
La Prima guerra mondiale scoppiata nel 1914. Guerre distruttive e crudeli, mot

ivate dalla paura,


dall'avidit e dal desiderio di potere sono state avvenimenti comuni nella storia
dell'umanit, cos
come lo sono state la schiavit, la tortura, la violenza diffusa, inflitte per rag
ioni religiose e
ideologiche. Gli umani hanno sofferto pi per mano gli uni degli altri che a causa
di disastri
naturali. E comunque nel 1914, l'intelligente e brillante mente umana aveva inve
ntato non soltanto
il motore a combustione interna, ma anche bombe, fucili automatici, sottomarini,
lanciafiamme e
gas venefici. Intelligenza al servizio della pazzia! Nelle trincee in Francia e
in Belgio, milioni di
uomini sono morti per conquistare pochi metri di fango. Quando la guerra fin, nel
1918, i
sopravvissuti guardarono con orrore e incredulit alla devastazione rimasta: dieci
milioni di esseri
umani uccisi e moltissimi altri mutilati o sfigurati. Mai prima di all'ora la pa
zzia umana aveva avuto
degli effetti cos distruttivi, cos evidenti. Non si sospettava che fosse solo l'in
izio.
Alla fine del ventesimo secolo il numero di persone perite di morte violenta p
er mano dei loro
simili superer i cento milioni. Morti non solo a causa delle guerre tra nazioni,
ma anche per gli
stermini di massa e i genocidi, come l'assassinio dei venti milioni di persone c
lassificate come
"nemici di classe, spie e traditori" in Unione Sovietica sotto Stalin, o per gli
indicibili orrori
dell'Olocausto nella Germania nazista. Molti sono morti anche in innumerevoli co
nflitti interni
minori, come nella guerra civile spagnola, o durante il regime dei Khmer rossi i
n Cambogia, dove
un quarto della popolazione stata assassinata.
21
Dobbiamo solo guardare i notiziari alla televisione per renderci conto che la
pazzia non
diminuita ma che sta continuando nel ventunesimo secolo. Un altro aspetto della
disfunzione
collettiva della mente umana la violenza senza precedenti che gli umani stanno i
nfliggendo alle
altre forme di vita e allo stesso pianeta: la distruzione di foreste che produco
no ossigeno, e la
distruzione della vita di altre piante e di animali, la crudelt sugli animali neg
li allevamenti,
l'avvelenamento dei fiumi, degli oceani e dell'aria. Gli umani, guidati dall'avi
dit, inconsapevoli
della loro connessione con il tutto, persistono in un comportamento che, se cont
inua a essere
incontrollato, pu solo condurre alla loro stessa distruzione.
Le manifestazioni collettive della follia che alla base della condizione umana
costituiscono la
maggior parte della storia dell'umanit. in gran parte una storia di pazzia. Se la
storia dell'umanit
fosse la storia di un caso clinico di un singolo essere umano, la diagnosi dovre
bbe essere: fissazione
cronica a sfondo paranoico, propensione patologica a commettere omicidi, atti di
estrema violenza e

crudelt contro coloro che vengono percepiti come "nemici". la sua stessa inconsap
evolezza
proiettata all'esterno. follia criminale con qualche breve intervallo di lucidit.
Paura, avidit, sete di potere sono quelle forze motrici psicologiche che non so
lo stanno dietro le
guerre e la violenza fra le nazioni, le trib, le religioni e le ideologie, ma son
o anche la causa di
conflitti incessanti nelle relazioni personali. Sono quelle forze a causare una
distorsione nella vostra
percezione degli altri e di voi stessi. In questo modo fraintendete ogni situazi
one, il che conduce a
compiere azioni sconsiderate per liberarvi dalla paura e per soddisfare il vostr
o bisogno di avere di
pi: un buco senza fondo che non potr mai essere riempito.
importante comprendere, comunque, che la paura, l'avidit, la sete di potere non
sono la
disfunzione di cui stiamo parlando, ma sono esse stesse create dalla disfunzione
, che la fissazione
collettiva profondamente radicata che

22
esiste nella mente di ogni essere umano. Molti insegnamenti spirituali ci dicono
di lasciar andare la
paura e il desiderio, ma queste pratiche spirituali di solito non hanno successo
perch non vanno
alla radice della disfunzione. Paura, avidit e desiderio di potere non sono i fat
tori ultimi. Cercare di
diventare un essere umano buono o migliore sembra una cosa senz'altro raccomanda
bile e degna di
considerazione, tuttavia un tentativo destinato al fallimento fino a che non acc
ade un
cambiamento nella consapevolezza. Questo perch fa ancora parte della stessa disfu
nzione, cio
una forma pi sottile e rarefatta del rafforzamento del s, del desiderio di avere d
i pi, e di un
consolidamento della propria identit concettuale dell'immagine di se stesso. Voi
non diventate
buoni cercando di essere buoni, ma cercando il buono che gi in voi e permettendo
che questo
buono emerga. Ma questo pu emergere solo se qualcosa di fondamentale cambia nel v
ostro stato
di coscienza.
La storia del comunismo, in origine ispirato da nobili ideali, illustra con ch
iarezza ci che accade
quando le persone tentano di cambiare la realt esterna per creare una nuova terra
, senza nessun
cambiamento precedente nella loro realt interiore, nel loro stato di coscienza. Q
ueste persone
fanno dei piani senza considerare l'impronta della disfunzione che ogni essere u
mano porta in s:
l'ego.
La nuova coscienza emergente
La maggior parte delle antiche religioni e delle tradizioni spirituali condivi
de la visione comune

che lo stato normale della mente sia guastato da una fondamentale imperfezione.
Da questa visione
della natura della condizione umana, che potremmo definire la cattiva notizia, e
merge una seconda
visione: la buona notizia della possibilit di una trasformazione radicale della c
oscienza umana.
Nell'insegnamento dell'Induismo (e qualche volta anche nel Buddhismo), questa tr
asformazione
chiamata illuminazione. Nelle parole di Ges, la salvezza, e nel Buddhismo,

Il fiorire della coscienza umana

23

la fine della sofferenza. Liberazione risveglio sono altri termini usati per des
crivere questa
trasformazione.
La pi grande realizzazione dell'umanit non sono le opere d'arte, le scoperte sci
entifiche o le
invenzioni tecnologiche, bens il riconoscimento della propria disfunzione, della
propria pazzia. In
un lontano passato, questo riconoscimento era gi avvenuto ad alcuni individui. Un
uomo, chiamato
Gautama Siddharta, vissuto in India 2600 anni fa, stato forse il primo a vederlo
con assoluta
chiarezza. Pi tardi gli fu conferito il titolo di Buddha. Buddha significa "il ri
svegliato". All'incirca
nello stesso periodo, un altro fra i primi risvegliati dell'umanit emerse in Cina
. Egli ha lasciato una
testimonianza del suo insegnamento in uno dei pi profondi libri spirituali mai sc
ritti, il Tao Te
Ching.
Riconoscere la propria pazzia , naturalmente, sintomo di salute, l'inizio della
guarigione e della
trascendenza. Una nuova dimensione di coscienza aveva cominciato a emergere sul
pianeta, un
primo tentativo di fioritura. Quei pochi individui allora parlarono ai loro cont
emporanei. Parlarono
del peccato, della sofferenza, dell'illusione. Dissero: "Guardate come vivete. V
edete quello che state
facendo, la sofferenza che create". E quindi indicarono la possibilit di risvegli
arsi dall'incubo
collettivo della "normale" esistenza umana. Mostrarono la via.
Il mondo non era ancora pronto per loro, eppure furono una parte vitale e nece
ssaria per il
risveglio umano. Inevitabilmente furono in gran parte fraintesi dai contemporane
i, come anche
dalle generazioni successive. I loro insegnamenti, anche se semplici e allo stes
so tempo potenti,
sono stati distorti e mal interpretati, in qualche caso anche quelli trascritti
dai discepoli stessi. Nel
corso dei secoli, sono state aggiunte molte cose che non avevano nulla a che far
e con
l'insegnamento originale, ma che riflettevano un fraintendimento fondamentale. A
lcuni dei maestri
sono stati ridicolizzati, insultati o uccisi; altri adorati come di. Gli insegnam
enti che indicavano la
via al di l della disfunzione

24
della mente, la via d'uscita dalla pazzia collettiva, erano stati distorti e div
ennero anche questi parte
della pazzia.
E cos le religioni diventarono per lo pi motivo di divisione invece che di unifi
cazione. Anzich
contribuire alla fine della violenza e dell'odio attraverso la consapevolezza de
ll'unit fondamentale
di ogni forma di vita, portarono pi violenza e odio, pi divisione fra la gente, tr
a differenti religioni
e perfino in una stessa religione. Divennero ideologie, sistemi di credenze con
cui le persone
potevano identificarsi e che potevano usare per rinforzare il loro falso senso d
el s. Grazie a queste,
gli uomini potevano sentirsi nel "giusto" o far sentire gli altri "sbagliati" e
cos definire la propria
identit attraverso i loro nemici, gli "altri", i "non credenti" o i "miscredenti"
, e non era raro che si
sentissero giustificati nell'ucciderli. L'uomo ha fatto "Dio" a sua immagine e s
omiglianza. L'eterno,
l'infinito, il senza nome, fu ridotto a un idolo mentale in cui dover credere e
da adorare come il "mio
dio" o il "nostro dio".
E tuttavia... e tuttavia... nonostante gli atti insani perpetrati in nome dell
e religioni, la Verit che
queste indicano splende ancora nel profondo. Splende, anche se debolmente, sotto
strati e strati di
distorsioni e fraintendimenti. difficile comunque che voi siate in grado di perc
epirla a meno che
non abbiate gi avuto qualche bagliore di quella Verit dentro voi stessi. Nell'arco
di tutta la storia,
vi sono stati alcuni individui che hanno sperimentato un cambiamento di coscienz
a e hanno cos
realizzato interiormente ci che tutte le religioni indicano. Per descrivere quell
a Verit non
concettuale hanno poi usato la forma concettuale della propria religione.
Con l'apporto di alcuni di questi uomini e di queste donne si sono sviluppate,
all'interno delle
maggiori religioni, scuole o movimenti che hanno rappresentato non solo una risc
operta, ma in
alcuni casi una intensificazione della luce degli insegnamenti originali. In que
sto modo nel primo
periodo cristiano e poi durante il Medioevo, sono nati Gnosticismo e Misticismo,
nella religione
islamica il Sufismo, l'Hasidismo e

Il fiorire della coscienza umana

25

la Cabala nel Giudaismo, l'Advaita Vedanta nell'Induismo, lo Zen e lo Dzogchen n


el Buddhismo.
Essi abolirono livelli su livelli di concettualizzazioni - la maggioranza di que
ste scuole era
iconoclasta - e di strutture di credenze mentali ormai morte e per questa- ragio
ne molte di queste
scuole erano viste con sospetto e spesso con ostilit dalle gerarchie religiose is
tituzionali. A

differenza delle principali religioni, i loro insegnamenti enfatizzavano la real


izzazione e la
trasformazione interiore. stato attraverso queste scuole o movimenti esoterici c
he le principali
religioni hanno ritrovato il potere di trasformazione degli insegnamenti origina
li, anche se nella
maggioranza dei casi vi ha avuto accesso solamente una minoranza di persone. Il
loro numero non
mai stato abbastanza elevato da avere un qualche impatto significativo sulla pro
fonda
inconsapevolezza collettiva della maggioranza. Nel tempo, alcune di queste scuol
e sono diventate
esse stesse troppo rigidamente formalizzate o concettualizzate per rimanere vali
de.
Spiritualit e religione
Qual il ruolo delle religioni istituzionali nel risvegliarsi della nuova cosci
enza? Molti di voi
sono gi consapevoli della differenza fra spiritualit e religione. Hanno compreso c
he avere un
sistema di credo, un insieme di pensieri che considerano come verit assoluta, non
li rende
spirituali, qualunque sia la natura di queste credenze. Infatti pi voi costruite
la vostra identit sui
vostri pensieri (credenze), pi vi tagliate fuori dalla dimensione spirituale che
in voi. Molte
persone "religiose" sono bloccate a questo livello. Per loro la verit e il pensie
ro si equivalgono, e
siccome sono totalmente identificati con il pensiero (la loro mente), pretendono
di essere gli unici
depositari della verit in un tentativo inconscio di proteggere la propria identit.
Non si rendono
conto delle limitazioni del pensiero. A meno che voi non crediate (pensiate) esa
ttamente come loro,
ai loro occhi siete sbagliati, e in un passato non troppo lontano, si

26
sarebbero sentiti giustificati a uccidervi per questo. E qualcuno lo fa tuttora.
Una nuova spiritualit, la trasformazione della coscienza, sta emergendo in gran
parte al di fuori
delle strutture delle religioni istituzionalizzate esistenti. Vi sono sempre sta
te sacche di spiritualit
perfino nelle religioni dominate dalla mente, anche se le gerarchie istituzional
izzate le hanno
percepite come minacce e spesso hanno cercato di sopprimerle. Una grande apertur
a di spiritualit
al di fuori delle strutture religiose sta avendo uno sviluppo completamente nuov
o. Nel passato
questo sarebbe stato inconcepibile, specialmente in Occidente, fra tutte le cult
ure quella pi
dominata dalla mente, nella quale la Chiesa cristiana ha virtualmente l'esclusiv
a sulla spiritualit.
Non potevate semplicemente alzarvi e parlare di spiritualit o pubblicare un libro
spirituale a meno
che non aveste l'avallo della Chiesa e, se non lo avevate, vi avrebbe zittito mo
lto in fretta. Ma ora,

anche all'interno di certe chiese o religioni, vi sono segni di cambiamento. Ris


calda il cuore e si
grati anche per il pi piccolo segno di apertura, come la visita alla sinagoga e a
lla moschea di papa
Giovanni Paolo II.
Grazie in parte agli insegnamenti spirituali che sono emersi al di fuori delle
religioni
istituzionalizzate, ma anche all'influenza dei saggi insegnamenti dell'antico Or
iente, un numero
crescente di seguaci ha potuto abbandonare l'identificazione con la forma, con i
l dogma e con i
rigidi sistemi di credo per scoprire la profondit originale che si cela nella ste
ssa tradizione
spirituale mentre contemporaneamente ha scoperto quella stessa profondit trovando
la dentro di s.
Giungendo alla consapevolezza che essere "spirituali" non ha niente a che fare c
on ci in cui si
crede, ma ha tutto a che fare con lo stato di coscienza. Questo stato a sua volt
a determina come voi
vivete nel mondo e come interagite con gli altri.
Coloro che sono incapaci di guardare al di l della forma si trincerano ancora p
i profondamente
nei loro credo, che come dire nella loro mente. Siamo oggi testimoni non solo
27
di un afflusso di coscienza senza precedenti, ma anche di un trincerarsi e di un
'intensificazione
dell'ego. Alcune istituzioni religiose si apriranno alla nuova coscienza, altre
si irrigidiranno sulle
loro posizioni dottrinali e diventeranno parte di tutte quelle strutture artific
iali attraverso le quali
l'ego difende se stesso e contrattacca. Alcune chiese, sette, culti o movimenti
religiosi sono
fondamentalmente entit egoiche collettive, identificate rigidamente con le loro p
osizioni mentali
cos come i seguaci di un'ideologia politica chiusa a ogni interpretazione alterna
tiva della realt.
Ma l'ego destinato a dissolversi e tutte le sue strutture ossificate, sia che
si tratti di istituzioni
religiose, di corporazioni o di governi, si disintegreranno dall'interno, e non
importa quanto
profondamente resistenti possano apparire. Le strutture pi rigide, le pi impermeab
ili al
cambiamento, saranno le prime a cadere. Questo gi successo nel caso del comunismo
sovietico.
Si disintegrato dall'interno in pochi anni, malgrado apparisse profondamente res
istente, solido,
monolitico. Nessuno poteva prevederlo. Tutti furono colti di sorpresa. Vi sono m
olte altre sorprese
in serbo per noi.
L'urgenza della trasformazione
Quando una forma di vita individuale, o una specie, colpita da una crisi radic
ale, quando il suo
vecchio modo di essere nel mondo, di interagire con gli altri e con il regno del
la natura non
funziona pi, quando la sua sopravvivenza minacciata da problemi apparentemente
insormontabili, pu morire o estinguersi, oppure elevarsi al di sopra delle limita

zioni del suo


condizionamento con un salto evolutivo.
Si crede che le forme di vita su questo pianeta si siano dapprima evolute nel ma
re. Quando non
c'erano ancora animali sulla terra, il mare era gi pullulante di vita. A un certo
punto, una delle
creature marine deve aver iniziato ad avventurarsi sulla terraferma. Pu darsi che
dapprincipio abbia
strisciato per qualche centimetro, e che poi, esausta
28
per l'enorme forza di attrazione gravitazionale del pianeta, sia ritornata all'a
cqua dove la gravit
quasi non esiste e dove poteva vivere molto pi facilmente. E poi ha tentato ancor
a, ancora e
ancora, per poi, molto pi tardi, adattarsi a vivere sulla terra, far crescere zam
pe al posto di pinne,
sviluppare polmoni al posto di branchie. Sembra incredibile che una specie si av
venturi in un
ambiente cos alieno e sopporti una tale trasformazione evolutiva a meno che non s
ia obbligata a
fare cos da una situazione di crisi. Deve esserci stata una grande area del mare
che si separata
dall'oceano nella quale le acque si sono ritirate gradualmente per migliaia di a
nni, obbligando i
pesci ad abbandonare il loro habitat e a evolversi.
Questa la sfida dell'umanit ora: rispondere alla crisi radicale che minaccia la
nostra stessa
sopravvivenza. La disfunzione dell'egoica mente umana, riconosciuta gi pi di 2500
anni fa dagli
antichi maestri di saggezza e ora messa sempre pi in evidenza dalla scienza e dal
la tecnologia, sta
minacciando per la prima volta la sopravvivenza del pianeta. Fino a tempi molto
recenti, la
trasformazione della coscienza umana, indicata anche dagli antichi maestri, non
stata niente pi di
una possibilit, realizzata da pochi rari individui in diverse parti del mondo, a
prescindere dal loro
ambiente culturale o religioso. Una fioritura estesa della coscienza umana non a
ccadde perch non
era ancora impellente.
Una parte significativa della popolazione della terra riconoscer presto, se non
lo ha ancora fatto,
che l'umanit ora si confronta con una difficile scelta: evolversi o morire. Una p
ercentuale ancora
relativamente piccola di umanit, che per sta crescendo rapidamente, sta gi sperimen
tando
interiormente il frammentarsi degli schemi della vecchia mente egoica e l'emerge
re di una nuova
dimensione di coscienza.
Ci che sta ora emergendo non un nuovo sistema di credenze, una nuova religione,
un'ideologia
spirituale o una mitologia. Stiamo arrivando alla fine non solamente delle mitol
ogie ma anche delle
ideologie e dei sistemi di credenze. Il cambiamento avviene pi profondamente del
29

contenuto della vostra mente e pi profondamente dei vostri pensieri. Infatti, al


cuore della
nuova coscienza giace la trascendenza del pensiero, la capacit nuova di innalzars
i al di
sopra del pensiero, di incontrare una dimensione interiore che infinitamente pi v
asta del
pensiero. In questo modo non ricavate pi il senso della vostra identit, di chi sie
te,
dall'incessante flusso di pensiero che nella vecchia coscienza scambiavate per v
oi stessi.
Quale liberazione accorgersi che "la voce nella mia testa" non sono io. E allora
chi sono io?
Colui che vede questo. La consapevolezza che precede il pensiero, lo spazio nel
quale il
pensiero, o l'emozione, o la percezione sensoriale accade.
L'ego non niente altro che questo: l'identificazione con la forma, che in prim
o luogo
significa le forme di pensiero Se il male in qualche modo reale, una realt relati
va e non
assoluta, questa anche la sua definizione: la completa identificazione con la fo
rma, le
forme fisiche, le forme di pensiero, le forme emozionali. Ne deriva una totale
inconsapevolezza della mia connessione con il tutto, della mia intrinseca unione
con
l'"altro", della mia connessione con la Fonte. Questa dimenticanza il peccato or
iginale, la
sofferenza, l'illusione. Quando quest'illusione di completa separazione alla bas
e e governa
qualsiasi cosa io pensi, dica o faccia, che genere di mondo sto creando? Per tro
vare una
risposta a questa domanda, osservate come si relazionano gli umani l'uno con l'a
ltro, leggete
un libro di storia o guardate questa sera il notiziario alla televisione.
Se le strutture della mente umana rimangono immutate, finiremo sempre per ricr
eare lo
stesso mondo, gli stessi mali, la stessa disfunzione.
Un nuovo cielo e una nuova terra
L'ispirazione per questo libro venuta da una profezia della Bibbia che sembra
pi
calzante ora che in qualunque altro tempo nella storia dell'umanit. C' sia nel Vec
chio sia
nel Nuovo Testamento e parla del crollo dell'ordine

30
esistente del mondo e dell'emergere di "un nuovo cielo e una nuova terra".1 Dobb
iamo
comprendere che il paradiso non un luogo fisico ma che si riferisce al regno int
eriore della
coscienza. Questo il significato esoterico della parola e anche il senso che ha
nell'insegnamento di
Ges. La terra d'altronde la manifestazione esteriore nella forma, che sempre un r
iflesso
dell'interiore. La coscienza collettiva umana e la vita sul nostro pianeta sono
intrinsecamente
connesse. "Un nuovo cielo" l'emergere di uno stato trasformato della coscienza u

mana, e "una
nuova terra" il suo riflesso nel regno fisico. Poich la vita e la coscienza umana
sono
intrinsecamente una sola cosa con la vita del pianeta, mentre la vecchia coscien
za si dissolve, vi
saranno necessariamente sovvertimenti naturali, geografici e climatici, sincroni
ci in molti luoghi del
pianeta, di alcuni dei quali siamo gi testimoni.
1 Apocalisse 21,1 e Isaia 65,17.

II
L'ego: lo stato attuale dell'umanit
Le parole, sia che vengano pronunciate ed espresse verbalmente sia che rimangano
pensieri
inespressi, hanno sempre un effetto quasi ipnotico. facile che vi perdiate in es
se e che vi facciate
ipnotizzare e che, di conseguenza, vi convinciate automaticamente che, una volta
attaccata una
parola a qualcosa, sapete di che si tratta. La verit che non lo sapete. Avete sol
o coperto il mistero
con una etichetta. Ogni cosa - un uccello, un albero, perfino una semplice pietr
a e, di sicuro, un
essere umano - in definitiva non conoscibile. Questo perch ha una profondit impers
crutabile.
Quello che riusciamo a percepire, sperimentare, su cui riflettiamo, lo strato su
perficiale della
realt, meno della punta di un iceberg.
Sotto l'apparenza superficiale, non solo ogni cosa collegata con ogni altra, ma
anche con quella
Fonte di tutta la vita da cui proviene. Persino una pietra e, in maniera pi evide
nte, un fiore o un
uccello vi possono mostrare la via che vi riconduce a Dio, alla Fonte, a voi ste
ssi. Quando guardate
una cosa o la prendete e la lasciate essere senza imporle un nome o una etichett
a mentale, nasce in
voi un senso di riverenza, di meraviglia. La sua essenza vi viene comunicata in
silenzio e rispecchia
la vostra stessa essenza. Questo ci che i grandi artisti percepiscono e riescono
a trasmettere nella
loro arte. Van Gogh non disse: "Questa solo una vecchia
32
sedia". L'ha guardata, guardata e guardata. Ha percepito lo stato dell'Essere de
lla sedia. Poi si
seduto davanti alla tela e ha preso il pennello. Una sedia che poteva essere ven
duta per pochi soldi.
Il dipinto di quella stessa sedia sarebbe stato venduto per pi di venticinque mil
ioni di dollari.
Se non coprite il mondo con parole ed etichette, quel senso di miracoloso che
l'umanit perse
tanto tempo fa, quando invece di usare il pensiero cominci a esserne posseduta, r
itorna nella vostra
vita. Alla vita viene restituita profondit. Le cose riacquistano la loro novit, la

loro freschezza. Il
pi grande miracolo sperimentare il vostro s essenziale, che precede ogni parola, p
ensiero,
etichetta mentale e immagine. Perch questo accada, c' bisogno di liberare il propr
io senso dell'io,
dell'Essere, da tutte le cose con le quali rimasto invischiato, cio identificato.
Tale liberazione il
tema di questo libro.
Pi siete veloci ad attaccare etichette verbali o mentali alle cose, alle person
e o alle situazioni, pi
la vostra realt diventa superficiale e piatta, e ancora di pi voi diventate indiff
erenti alla realt, al
miracolo della vita che di continuo si dispiega in voi e intorno a voi. In quest
o modo si pu forse
progredire in intelligenza, ma la saggezza andr perduta cos come andranno perduti
la gioia,
l'amore, la creativit e la vitalit. Essi sono nascosti nella immobile pausa fra la
percezione e
l'interpretazione. Naturalmente dobbiamo usare parole e pensieri. Hanno una bell
ezza propria ma
abbiamo bisogno di rimanerne imprigionati?
Le parole riducono la realt a qualcosa che la mente umana pu afferrare, il che n
on granch. Il
linguaggio fatto da cinque suoni principali, prodotti dalle corde vocali. Sono l
e vocali a, e, i, o, u.
Gli altri suoni sono consonanti prodotti dalla pressione dell'aria: s, /, g, e c
os via. Potete mai
pensare che una certa combinazione di questi suoni di base possa spiegare chi si
amo o il fine ultimo
dell'universo, o anche cosa sia nella sua essenza un albero o una pietra?
Il s illusorio
La parola "io" rappresenta, a seconda di come viene usata, il pi grande errore
o la verit pi
profonda. Nell'uso convenzionale, essa non solo una delle parole adoperate pi spe
sso nel
linguaggio (insieme alle altre a essa collegate : "me", "mio" e "me stesso", ma
anche una delle pi
fuorvianti. Nell'uso comune "io" rappresenta l'errore essenziale, una errata per
cezione di chi siete,
un senso illusorio di identit. Questo l'ego. Questo senso illusorio del s ci a cui
Albert
Einstein, che aveva profonde intuizioni non solo sulla realt del tempo e dello sp
azio ma anche
sulla natura umana, si riferiva quando parlava di "un'illusione ottica della cos
cienza".
Quel s illusorio diventa la base per ogni altro modo di intendere - o meglio di
fraintendere la
realt - con tutti i processi di pensiero, interazioni e relazioni. La vostra real
t diventa un riflesso
dell'illusione originaria.
La buona notizia : se potete riconoscere l'illusione come tale, essa si dissolv
e. Il riconoscimento
dell'illusione anche la sua fine. La sua sopravvivenza legata al fatto che la co
nfondete con la
realt. Quando vedete quello che non siete, la realt di chi siete emerge spontaneam
ente. Questo
ci che succede mentre leggete lentamente e con attenzione questo capitolo e il su
ccessivo, che

trattano dei meccanismi di quel falso s chiamato ego. E allora qual la natura di
questo s
illusorio?
Quello a cui vi riferite quando dite "io" non quello che voi siete. Con un mos
truoso atto
riduttivo, l'infinita profondit di quello che siete viene confusa con un suono pr
odotto dalle corde
vocali, o con il pensiero dell'io" nella vostra mente e con tutto quello con cui
l'io" si identificato.
Allora a cosa si riferisce quello che comunemente viene chiamato "io" e i termin
i a esso collegati
"me" e "mio"?
Quando un bambino piccolo impara che quella sequenza di suoni prodotta dalle c
orde vocali dei
genitori il suo nome, allora comincia a far corrispondere una parola, che nella

34
mente diventa un pensiero, a ci che lui o lei . In questo stadio alcuni bambini si
riferiscono a se
stessi in terza persona. "Giovanni ha fame." Subito dopo imparano la parola magi
ca "io" e la fanno
corrispondere al proprio nome che hanno gi fatto equivalere a chi sono. Poi vengo
no altri pensieri
e si fondono all'originario pensiero dell'io". Il passo successivo sono i pensie
ri "me" e "mio" che in
un modo o nell'altro indicano cose che sono parte dell'io". Questa l'identificaz
ione con gli oggetti,
che significa s attribuire un senso alle cose, ma soprattutto ai pensieri che rap
presentano queste
cose. Da questa identificazione nasce cos un senso d'identit. Quando il "mio" gioc
attolo si rompe
o viene portato via nasce una grande sofferenza. Non perch il giocattolo abbia un
valore in se
stesso - presto il bambino perder ogni tipo di interesse ed esso sar rimpiazzato d
a altri giocattoli,
altri oggetti - ma a causa del pensiero "mio". Il giocattolo diventa parte dello
sviluppo del senso del
s o dell'io".
Cos man mano che il bambino cresce, l'io pensiero originario" attrae a s altri p
ensieri: comincia
a identificarsi con un genere, con le cose che possiede, con il corpo percepito
dai sensi, con la
nazionalit, la razza, la religione, la professione. Si identifica anche con i ruo
li - madre, padre,
marito, moglie e cos via - conoscenze o opinioni accumulate, simpatie e antipatie
, e anche cose che
sono successe a "me", il cui ricordo sono pensieri che definiscono ancora di pi i
l mio senso del s,
come "me e la mia storia". Questi sono solo alcuni degli elementi da cui la gent
e ricava il proprio
senso di identit. Alla fine non sono altro che pensieri tenuti insieme in maniera
precaria dalla
caratteristica di essere investiti da un senso del s. A questa costruzione mental
e vi riferite quando
dite "io". A essere precisi, spesso quando dite o pensate "io" non siete voi che
parlate ma qualche
aspetto di quella costruzione mentale, il "s egoico".

Una volta risvegliati, invece, userete ancora la parola "io", ma verr da uno sp
azio interiore pi
profondo.
La maggior parte delle persone sono totalmente identificate con un incessante
flusso mentale di
pensieri incontrollati,
35
in gran parte ripetitivi e senza senso. Non esiste un "io" separato dai propri p
rocessi mentali e dalle
emozioni che lo accompagnano. Questo il senso di essere spiritualmente inconsape
voli. Quando si
spiega a queste persone che nella loro testa c' una voce che non smette mai di pa
rlare, vi
risponderanno: "Che voce?" oppure negheranno astiosamente, e a parlare proprio q
uella voce,
colui che pensa, la mente non osservata. Si potrebbe quasi considerarla come un'
entit che si
impossessata di loro.
Alcune persone non dimenticano mai la prima volta che si sono disidentificate
dai propri pensieri,
sperimentando cos uno spostamento di identit dall'essere il contenuto della loro m
ente all'essere la
consapevolezza che c' dietro. Per altre si verifica in un modo tanto sottile che
se ne accorgono
appena, o avvertono soltanto un afflusso di gioia o di pace interiore, senza sap
erne il motivo.
La voce nella testa
Il mio primo barlume di consapevolezza avvenne quando ero uno studente al prim
o anno di
universit a Londra. Due mattine alla settimana, di solito intorno alle nove, vers
o la fine dell'ora di
punta, prendevo la metropolitana per andare alla biblioteca universitaria. Una v
olta una donna
appena trentenne si sedette di fronte a me. L'avevo vista altre volte su quel tr
eno. Non si poteva fare
a meno di notarla. Nonostante il treno fosse pieno, i sedili accanto a lei, su e
ntrambi i lati, erano
vuoti. Questo perch aveva indubbiamente un aspetto da folle. Appariva estremament
e tesa e
parlava senza sosta da sola con una voce forte e arrabbiata. Era tanto assorbita
dai suoi pensieri da
sembrare totalmente inconsapevole della gente o di ci che la circondava. La sua t
esta era piegata
verso il basso e leggermente a sinistra, come se si rivolgesse a qualcuno seduto
nel sedile vuoto
accanto a lei. Sebbene non ne ricordi il contenuto preciso, il suo monologo suon
ava pressappoco
cos: "E poi lei mi disse... e allora io le dissi sei

36
una bugiarda, come osi accusarmi di... quando sei tu quella che hai approfittato
di me, io avevo
fiducia in te e tu hai tradito la mia fiducia...". Nella sua voce c'era il tono

astioso di chi stato


offeso, di chi deve difendere la sua posizione se non vuole essere annientato.
Mentre il treno si avvicinava alla stazione di Tottenham Court Road, si alz inc
amminandosi
verso le porte, senza che il flusso di parole che uscivano dalla sua bocca subis
se alcuna interruzione.
Quella era anche la mia fermata, cos scesi dietro di lei. Una volta arrivati in s
trada, cominci a
camminare verso Bedford Square, ancora immersa nel suo dialogo immaginario, cont
inuando ad
accusare rabbiosamente e a difendere la propria posizione. Ero incuriosito, e de
cisi di seguirla
finch avesse continuato nella mia stessa direzione. Nonostante fosse totalmente p
resa dalla sua
conversazione immaginaria, sembrava sapere dove stava andando. Presto ci trovamm
o nei pressi
dell'imponente struttura della Casa del Senato, una costruzione a pi piani del 19
30, che
comprendeva l'edificio centrale amministrativo dell'universit e la biblioteca. Er
o sconcertato.
Possibile che fossimo diretti verso lo stesso posto? S, era l che entr. Era forse u
n'insegnante, una
studentessa, un'impiegata, una bibliotecaria? Forse faceva parte di un progetto
di ricerca
psicologica. Non lo seppi mai. Camminavo dieci passi dietro di lei e mentre entr
avo nell'edificio
(che ironicamente era il set della centrale della "Mind Police" nella versione c
inematografica del
romanzo di George Orwell, 2984), lei era gi stata inghiottita da uno degli ascens
ori.
Quello che avevo appena visto mi aveva colto alla sprovvista. Ero una matricola
di venticinque
anni, mi immaginavo come un futuro intellettuale, ed ero convinto che tutte le r
isposte ai dilemmi
dell'esistenza umana potessero venir trovate attraverso l'intelletto, cio attrave
rso il pensiero. Non
mi rendevo ancora conto che il pensiero privo di consapevolezza il problema prin
cipale dell'essere
umano. Consideravo i professori dei saggi che possedevano tutte le risposte e gu
ardavo
all'universit come al tempio della
37
conoscenza. Come poteva una persona come lei essere parte di tutto ci?
Stavo ancora riflettendo su questo mentre entravo nel bagno che si trova prima
della biblioteca.
Mentre mi lavavo le mani mi trovai a pensare: speriamo di non fare la stessa fin
e. L'uomo accanto a
me mi lanci uno sguardo veloce, e mi resi conto con sgomento che non avevo solo p
ensato questa
frase, ma l'avevo borbottata ad alta voce. "Oh mio Dio! sono gi come lei!" Non er
a forse la mia
mente incessantemente attiva come la sua? C'erano solo delle differenze minime f
ra noi. Dietro i
suoi pensieri, l'emozione predominante sembrava essere la rabbia. Nel mio caso s
i trattava
principalmente di ansia. Lei pensava ad alta voce. Io pensavo, quasi sempre, nel
la mia testa. Se lei
era pazza, allora tutti erano pazzi, me compreso. C'erano solo differenze di int
ensit.

Per un momento fui in grado di fare un passo indietro e guardare la mia mente
e vederla da una
prospettiva per cos dire pi ampia. Ci fu un piccolo spostamento dal pensiero alla
consapevolezza.
Ero ancora nel bagno, adesso ero solo, e osservavo il mio viso allo specchio. In
quel momento di
disidentificazione dalla mente, scoppiai a ridere forte. Poteva sembrare folle,
ma era una risata sana,
la risata del Buddha dalla gran pancia. "La vita non cos seria come la mia mente
mi fa credere."
Questo era quello che sembrava dire la mia risata. Ma fu solo una breve apertura
che sarebbe stata
presto dimenticata. Avrei passato altri tre anni della mia vita nell'ansia e nel
la depressione,
completamente identificato con la mente. Dovevo andare vicino al suicidio prima
che questa
consapevolezza ritornasse, e poi fu molto pi che una breve apertura. Mi liberai d
al pensiero
compulsivo e del falso "io" costruito dalla mente.
Questo avvenimento non solo provoc una prima intuizione di consapevolezza, ma i
nsinu il
primo dubbio sulla validit assoluta dell'intelletto. Qualche mese pi tardi un trag
ico evento fece
crescere ulteriormente questo dubbio. Un luned mattina andammo ad ascoltare la le
zione di un

38
professore, il cui pensiero ammiravo profondamente, ma ci fu detto che durante i
l fine settimana si
era suicidato sparandosi un colpo di rivoltella. Ero sbalordito. Era un insegnan
te molto rispettato e
sembrava possedere tutte le risposte.
In quel periodo, non riuscivo ancora a vedere un'alternativa a coltivare il pe
nsiero. Non mi
rendevo conto che pensare solo un aspetto minimo della coscienza che siamo, non
conoscevo
l'ego e tanto meno ero in grado di riconoscerlo dentro di me.
Il contenuto e la struttura dell'ego
La mente egoica totalmente condizionata dal passato. Il suo condizionamento du
plice.
Consiste di contenuto e struttura.
Nel caso di un bimbo che piange disperatamente perch gli stato tolto il suo gio
cattolo, ci
rappresenta il contenuto. E sostituibile con qualsiasi altro contenuto, qualsias
i altro giocattolo o
oggetto. Il contenuto con cui vi identificate condizionato dall'ambiente, dall'e
ducazione e dalla
cultura che vi circonda. La sofferenza causata da questa perdita non diversa sia
che si tratti di un
bambino ricco o di uno povero, oppure che il giocattolo sia un pezzo di legno a
forma di animale o
un sofisticato gadget elettronico. La causa di questa profonda sofferenza nascos
ta nella parola
"mio" ed strutturale. La compulsione inconscia di esaltare la propria identit med
iante

l'associazione con un oggetto insita nella struttura stessa della mente egoica.
Una delle strutture mentali pi essenziali attraverso cui l'ego si manifesta l'i
dentificazione. La
parola "identificazione" deriva dalla parola latina idem che vuol dire "stesso"
e facere che vuol dire
"fare". Dunque identificarsi con qualcosa significa "farla uguale, farla la stes
sa". La stessa di cosa?
"La stessa di me", come me. Le attribuisco un senso del s, e per questo essa dive
nta parte della mia
"identit". Uno dei livelli di identificazione principali l'identificazione
39
con le cose: il mio giocattolo diventa pi tardi la mia macchina, la mia casa, i m
iei vestiti e cos via.
Cerco, senza riuscirci, di trovare me stesso nelle cose ma finisco per perdermi
in esse. Quello il
destino dell'ego.
L'identificazione con le cose
Quelli che lavorano nel campo della pubblicit sanno molto bene che, per vendere
alle persone
ci di cui non hanno un reale bisogno, necessario convincerle che quello aggiunger
qualcosa al
modo in cui vedono loro stesse o sono viste dagli altri; in altre parole, aggiun
ger qualcosa al loro
senso del s. Per ottenerlo vi dicono che vi distinguerete dalla massa se usate qu
el prodotto,
implicando di conseguenza che sarete pi pienamente voi stessi. Potranno anche cre
are
un'associazione mentale fra quel prodotto e una persona famosa o una persona gio
vane, attraente,
con un aspetto felice. Anche fotografie di personaggi celebri, ormai maturi o an
che defunti,
fotografie di quando erano nel fiore degli anni, funzionano bene allo scopo. Il
messaggio tacito
che, comprando questo prodotto grazie a un atto magico di appropriazione, divent
erete come loro, o
meglio come la loro immagine esteriore. Dunque, in molti casi non comprate un pr
odotto ma
qualcosa che "valorizza la vostra identit". I prodotti firmati sono principalment
e identit collettive
in cui investite. Sono costosi e di conseguenza "esclusivi". Se tutti potessero
comprarseli,
perderebbero il loro valore psicologico, e a tutti voi non rimarrebbe altro che
il valore materiale che
ammonta probabilmente a una piccola percentuale di quanto li avete pagati.
Il tipo di cose con cui vi identificate varier da persona a persona, a seconda
dell'et, del sesso,
del reddito, della classe sociale, della moda e ambiente culturale e cos via. Que
ste cose hanno a che
fare con il contenuto, mentre la compulsione inconscia all'identificazione strut
turale. questo uno
dei modi principali in cui la mente egoica funziona.
Paradossalmente ci che fa andare avanti la cosiddetta

40

"societ dei consumi" che il tentativo di trovare se stessi attraverso le cose non
funziona. La
soddisfazione dell'ego ha vita breve e allora si continua ancora a cercare qualc
os'altro, a comprare,
a consumare.
Di certo, nella dimensione fisica in cui nostri s superficiali dimorano, le cos
e sono una parte
necessaria e imprescindibile delle nostre esistenze Abbiamo bisogno di abitazion
i, vestiti, mobili,
strumenti, trasporti. Nelle nostre vite ci possono essere cose a cui diamo valor
e per la loro bellezza
o le loro qualit intrinseche. Dobbiamo onorare il mondo delle cose e non disprezz
arlo. Ogni cosa
Essenza, una forma temporanea che ha origine in quella Vita unica al di l della f
orma, che
l'origine di tutte le cose, di tutti i corpi, di tutte le forme. In quasi tutte
le culture antiche, le persone
credevano che ogni cosa, anche quello che chiamiamo un oggetto inanimato, avesse
uno spirito che
la possedeva, e in un certo senso erano pi vicini alla verit di quanto lo siamo no
i oggi. Quando si
vive in un mondo reso insensibile dalle astrazioni mentali, non si riesce pi a pe
rcepire la vitalit
dell'universo. La maggior parte delle persone non vive una realt viva, ma una rea
lt
concettualizzata.
Non possiamo per onorare veramente le cose se le usiamo per un'auto- esaltazion
e, cio se
cerchiamo di trovare noi stessi attraverso queste. E ci proprio quello che fa l'e
go.
L'identificazione dell'ego con le cose crea l'attaccamento alle cose, l'ossessio
ne con le cose da cui
nasce la nostra societ dei consumi e la struttura economica nella quale l'unica m
isura del progresso
sempre il di pi. Questa corsa incontrollata per avere di pi, per una crescita senz
a fine, una
disfunzione e una malattia. la stessa disfunzione che manifesta la cellula cance
rosa, il cui solo
fine moltiplicarsi, inconsapevole di provocare la propria morte, distruggendo l'
organismo di cui
parte. Alcuni economisti sono cos attaccati al concetto di crescita che non riesc
ono a liberarsi di
quella parola, e per questo si riferiscono alla recessione come al tempo della "
crescita negativa".
Gran parte della vita di molte persone si consuma in
41
un'eccessiva preoccupazione per le cose. Ecco perch uno dei mali dei nostri tempi
la
proliferazione degli oggetti. Se non riuscite pi a sentire la vita che c' in voi,
probabilmente
cercherete di riempire la vostra quotidianit di cose. Come pratica spirituale vi
suggerisco di
investigare la vostra relazione con il mondo delle cose mediante l'auto- osserva
zione, in particolare
di quelle cose che sono definite dalla parola "mio". Dovete essere molto attenti
e onesti
nell'esaminare, per esempio, se il valore che attribuite a voi stessi legato a c

i che possedete. Certe


cose vi trasmettono un sottile senso di importanza o di superiorit? Il non possed
erle vi fa sentire
inferiore ad altri che hanno di pi? Vi capita di accennare, come per caso o per d
arvi importanza, a
cose che possedete per aumentare la vostra immagine agli occhi di qualcuno e, gr
azie a questo, a
voi stessi? Provate risentimento o astio e in qualche modo vi sentite impoveriti
nella percezione del
vostro s quando vedete qualcuno che ha pi di voi o quando perdete una cosa a cui d
ate valore?
L'anello perduto
Quando mi occupavo delle persone come counselor e insegnante spirituale, andav
o a trovare due
volte alla settimana una donna il cui corpo era devastato dal cancro. Era un'ins
egnante sulla
quarantina e i dottori non le avevano dato che pochi mesi di vita. Durante le mi
e visite, a volte
scambiavamo qualche parola, ma il pi delle volte rimanevamo seduti in silenzio. I
n queste
occasioni lei ha avuto le prime intuizioni di quella quiete interiore di cui non
aveva mai conosciuto
l'esistenza nella sua indaffarata vita di insegnante.
Tuttavia un giorno arrivando la trovai in uno stato di grande rabbia e agitazi
one. "Cosa succede?"
le domandai. Il suo anello di diamanti, di grande valore economico ma anche affe
ttivo, era
scomparso e lei si diceva sicura che fosse stato rubato dalla donna che veniva a
d assisterla per
alcune ore ogni giorno. Disse di non riuscire a comprendere come

42
qualcuno potesse essere tanto insensibile e senza cuore da fare proprio a lei un
a cosa simile. Mi
chiese se dovesse avere un confronto con la donna o piuttosto chiamare direttame
nte la polizia. Le
dissi che non potevo dirle cosa fare, ma le chiesi di scoprire quanto un anello
o qualsiasi altra cosa
fosse importante a questo punto della sua vita. "Tu non capisci" mi rispose. "Er
a l'anello di mia
nonna. Lo mettevo ogni giorno fino a quando non mi sono ammalata e le mie mani s
ono diventate
troppo gonfie. pi che un semplice anello per me. Come faccio a non essere agitata
?"
La rapidit della sua risposta e i toni adirati e difensivi della sua voce indic
avano che non era
ancora abbastanza presente da essere in grado di guardarsi dentro, da separare l
a sua reazione
dall'accaduto e osservarli entrambi. Il suo atteggiamento astioso e difensivo di
mostrava che l'ego
stava ancora parlando attraverso di lei. Le dissi: "Adesso ti faccio delle doman
de, ma invece di
rispondere subito, cerca di trovare le risposte dentro di te. Far una breve pausa
dopo ogni
domanda. La risposta potrebbe anche non arrivare in forma verbale". Disse di ess

ere pronta ad
ascoltare. Le chiesi: "Ti rendi conto che dovrai a un certo punto abbandonare l'
anello, forse molto
presto? Di quanto tempo hai ancora bisogno, prima di essere pronta a lasciarlo a
ndare? E quando lo
lascerai andare, sarai qualcosa in meno? Forse che chi sei tu potr essere sminuit
o da questa
perdita?" Ci furono alcuni minuti di silenzio dopo l'ultima domanda.
Quando riprese a parlare aveva un sorriso sul volto e sembrava in pace. "L'ult
ima domanda mi ha
fatto comprendere qualcosa di importante. All'inizio sono andata nella mente in
cerca di una
risposta, e la mente ha detto "S, certo che mi sento sminuita, poi mi sono fatta
di nuovo la
domanda: "Chi sono io stato sminuito?'. Questa volta ho cercato di sentire piutt
osto che pensare
alla risposta. E improvvisamente sono riuscita a sentire l'essenza dell'io SONO.
Non l'avevo mai
percepita prima. Se riesco a sentire l'io SONO con una tale forza, allora chi so
no io non affatto
43
diminuito. Lo sento ancora adesso, questo qualcosa pieno di pace ma vivo e vibra
nte."
"Questa la gioia dell'Essere" le dissi. "Lo puoi percepire solo quando esci da
lla mente. L'Essere
deve essere sentito. Non pu essere pensato. L'ego non lo conosce perch l'ego fatto
di pensiero.
L'anello era in realt nella tua mente come un pensiero che avevi confuso con la p
ercezione dell'io
sono. Hai pensato che l'io sono o una parte di esso fosse nell'anello.
"Ogni cosa che l'ego persegue e a cui si attacca sostituisce quell'Essere che
non riesce a
percepire. Puoi dare valore alle cose e prendertene cura, ma ogni volta che c' un
attaccamento nei
loro confronti, allora sai che l'ego. E tu non sei mai realmente attaccato alle
cose, ma a un
pensiero che ha in s: "Io, "me, "mio. Ogni volta che tu accetti totalmente una pe
rdita, vai al di l
dell'ego, e chi sei tu, quell'io sono che coscienza in se stessa emerge."
"Ora comprendo" aggiunse lei "qualcosa che Ges ha detto e che prima non aveva m
ai avuto
molto senso per me: se qualcuno vuole la tua camicia, lascia che- prenda anche i
l tuo mantello."
"Proprio cos" dissi. "Questo non vuol dire che non dovrai pi chiudere la porta a c
hiave, ma che a
volte lasciare andare le cose un atto di potere superiore che difenderle o resta
rvi attaccato."
Nelle sue ultime settimane di vita, mentre il suo corpo diventava sempre pi debol
e, lei diventava
sempre pi radiosa come se una luce splendesse attraverso di lei. Si liber di molte
delle cose che
possedeva, dandone alcune alla donna che credeva avesse preso l'anello, e per og
ni cosa che dava
via, la sua gioia diventava pi profonda. Quando sua madre mi chiam per farmi saper
e che era
spirata, disse anche che dopo la sua morte avevano trovato il suo anello nel bag
no, nell'armadietto
delle medicine. Fu la donna che l'assisteva a riportarlo o era sempre stato l tut

to il tempo? Nessuno
lo sapr mai. Una cosa certa: la Vita vi fornir qualsiasi esperienza vi sia necessa
ria per
l'evoluzione della vostra coscienza. Come fate a sapere che questa l'esperienza
44
di cui avete bisogno? Perch questa l'esperienza che vi sta accadendo in questo mo
mento.
Allora sbagliato essere orgogliosi di quello che si possiede o sentire risenti
mento verso le
persone che hanno pi di te? Assolutamente no. Quel senso di orgoglio, quel bisogn
o di apparire,
quell'apparente potenziamento del proprio s attraverso l'avere "pi di" o quel sens
o di diminuzione
proveniente dall'avere "meno di" non n giusto n sbagliato, l'ego. L'ego non sbagli
ato, solo
inconsapevole. Quando osservate l'ego dentro di voi, state cominciando ad andare
al di l di esso.
Non prendete l'ego troppo seriamente. Quando scoprite in voi un comportamento eg
oico, sorridete.
A volte potrete perfino farvi delle belle risate. Come pu l'umanit essersi inganna
ta per tanto
tempo su questo? Soprattutto, ricordate che l'ego non personale. Non chi siete v
oi. Se
considerate l'ego come un vostro problema personale, questo ancora pi ego.
L'illusione del possesso
Cosa vuol dire in realt possedere qualcosa? Cosa vuol dire fare "mio" qualcosa?
Se vi
fermate in una strada di New York, indicate un enorme grattacielo e dite "Quel g
rattacielo
mio. Lo possiedo" o siete molto ricchi o siete pazzi, oppure bugiardi. In ogni c
aso, state
raccontando una storia in cui la forma- pensiero "io" e la forma- pensiero "edif
icio" si fondono
in una sola cosa. Ecco come funziona il concetto mentale del possesso. Se tutti
sono d'accordo
con la vostra storia si firmeranno dei pezzi di carta in cui si certificher quest
o accordo. Sarete
ricchi. Se nessuno d'accordo con la storia, vi manderanno da uno psichiatra. Sie
te una persona
disturbata o un bugiardo compulsivo.
importante riconoscere qui che questa storia e le forme- pensiero che hanno fo
rmato questa
storia, che la gente sia d'accordo con esse o no, non hanno assolutamente niente
a che fare con
chi siete. Anche se la gente d'accordo, questo in ultima analisi un'invenzione.
Molta gente
comprende
45
solo sul letto di morte, quando tutte le cose esteriori scompaiono, che niente h
a mai avuto relazione
con chi sono veramente. In prossimit della morte, l'intero concetto del possesso
alla fine rivela
chiaramente tutta la sua mancanza di significato. Negli ultimi momenti di vita t

utti si rendono anche


conto che, mentre per l'intera vita avevano cercato un pi completo senso di s, que
llo che stavano
in realt cercando, il loro Essere, era sempre stato l, in gran parte oscurato dall
a loro
identificazione con le cose, che alla fine vuol dire identificazione con la ment
e.
"Siano benedetti i poveri di spirito" disse Ges "perch loro il Regno dei Cieli."
1 Cosa vuol
dire "povero di spirito"? Nessun bagaglio interiore, nessuna identificazione. N c
on le cose, n con
alcun concetto mentale che abbia un senso del s. E cosa il "Regno dei Cieli"? Que
lla semplice
ma profonda gioia dell'Essere che esiste quando lasciate andare tutte le identif
icazioni e diventate
cos "poveri di spirito".
Ecco perch la rinuncia a tutti i propri averi stata un'antica pratica spirituale
sia in Oriente sia in
Occidente. La rinuncia ai propri beni, tuttavia, non vi liberer automaticamente d
all'ego. Esso
cercher di assicurarsi la sopravvivenza trovando qualcos'altro con cui identifica
rsi, per esempio
un'immagine mentale di se stesso come qualcuno che ha trasceso ogni interesse ne
i beni materiali,
ed dunque superiore, pi spirituale degli altri. Vi sono persone che hanno rinunci
ato a tutto ma
che hanno un ego pi grande di alcuni miliardari. Se togliete un certo tipo di ide
ntificazione, l'ego
ne trover subito un'altra. In definitiva non gli importa con cosa si identifica,
basta che abbia
un'identit. L'opporsi al consumismo o alla propriet privata solo un'altra forma- p
ensiero,
un'altra posizione mentale che pu prendere il posto dell'identificazione col poss
edere. Grazie a
questo potreste darvi ragione e dar torto agli altri. Come vedremo pi avanti dars
i ragione e dare
torto agli altri uno dei principali schemi
:
Matteo 5,3.

46
della mente egoica, una delle forme principali di inconsapevolezza. In altre par
ole, il contenuto
dell'ego pu cambiare, ma la struttura mentale che lo mantiene in vita non cambia.
Uno dei presupposti dettati dall'inconsapevolezza che, identificandosi con un
oggetto attraverso
l'inganno della propriet, l'apparente solidit e permanenza di quell'oggetto materi
ale fornir anche
il vostro senso di s di una maggiore solidit e permanenza. Ci si riferisce in parti
colar modo alle
case e ancora di pi alla terra, proprio perch credete che sia l'unica cosa che non
possa essere
distrutta. L'assurdit di possedere qualcosa diventa ancora pi evidente nel caso de
lla terra. Nei
giorni della colonizzazione dei bianchi, i nativi del Nord America trovavano la
propriet della terra
un concetto incomprensibile. Fu cos che l'hanno persa quando gli europei fecero f

irmare loro pezzi


di carta che erano altrettanto incomprensibili. Essi sentivano di appartenere al
la terra, ma che la
terra non apparteneva a loro.
L'ego tende a equiparare l'avere con l'Essere: io ho, dunque sono. E pi ho, pi s
ono. L'ego vive
attraverso il paragone. Il modo in cui vi vedono gli altri diventa il modo in cu
i vedete voi stessi. Se
ognuno vivesse in un palazzo e fosse ricco, il vostro palazzo o la vostra ricche
zza non vi
servirebbero ad accrescere il vostro senso del s. In quel caso vi potreste trasfe
rire in una semplice
capanna, dare via la vostra ricchezza e riconquistare un'identit considerandovi e
venendo
considerati pi spirituali degli altri. Come siete visti dagli altri diventa lo sp
ecchio che vi dice come
siete e chi siete. La percezione che l'ego ha della propria importanza , nella ma
ggioranza dei casi,
legata all'importanza che avete agli occhi degli altri. Avete bisogno degli altr
i per avere un senso
del s e se vivete in una cultura che lo fa equivalere in gran misura con quanto e
cosa possedete, se
non riuscite a leggere attraverso questa illusione collettiva, sarete condannati
a rincorrere il
possesso delle cose per il resto della vostra vita nella vana speranza di trovar
e in esse il valore e la
pienezza del vostro senso del s.
Come liberarsi dall'attaccamento alle cose? Non
47
provateci nemmeno. impossibile. L'attaccamento alle cose cade da solo nel moment
o in cui non
cercate pi di trovare voi stessi in esse. Nel frattempo, siate solamente consapev
oli del vostro
attaccamento alle cose. A volte potrete anche non sapere di essere attaccati a u
na cosa, vale a dire
identificati con questa, fino al momento in cui la perdete, o temete di perderla
. Se allora vi turbate,
diventate ansiosi e via dicendo, vuol dire che siete attaccati. Se siete consape
voli di essere
identificati con una cosa, l'identificazione non pi totale. "Io sono la consapevo
lezza che
consapevole che vi attaccamento." Questo l'inizio della trasformazione della cos
cienza.
La bramosia: il bisogno di avere di pi
L'ego si identifica con l'avere, ma la sua soddisfazione di avere relativament
e superficiale e di
breve durata. Al suo interno rimane nascosto un senso di insoddisfazione profond
amente radicato,
un'incompletezza, un "non abbastanza". "Non ho ancora abbastanza" che per l'ego
significa "Non
sono ancora abbastanza".
Come abbiamo visto, l'avere, il concetto di propriet, un inganno creato dall'eg
o per darsi
solidit e permanenza e rendersi unico, speciale. Poich non potete in ogni caso tro
vare voi stessi
attraverso l'avere, vi un'altra spinta pi potente che appartiene alla struttura d
ell'ego: il bisogno di

avere di pi, che possiamo anche chiamare "bramosia". Nessun ego pu sopravvivere a
lungo senza
il bisogno di avere di pi. Dunque la bramosia mantiene vitale l'ego pi che l'avere
. L'ego vuole pi
volere di quanto vuole avere. Cos la soddisfazione superficiale di avere sempre r
impiazzata da
maggior bramosia. Questo il bisogno psicologico di avere di pi, cio pi cose con le
quali
identificarsi E un bisogno indotto, non autentico.
In alcuni casi il bisogno psicologico di avere di pi o la sensazione di non ave
re abbastanza, tanto
caratteristica dell'ego, vengono trasferiti sul piano fisico e si trasformano

48
in fame insaziabile. Le persone bulimiche spesso si costringeranno a vomitare, c
os da poter
continuare a mangiare. la loro mente che ha fame, non il loro corpo. Questo dist
urbo
dell'alimentazione potrebbe essere curato se chi ne soffre, invece di identifica
rsi con la mente,
potesse entrare in contatto con il proprio corpo e cos sentirne i bisogni reali,
invece dei falsi
bisogni della mente egoica.
Alcuni ego sanno quello che vogliono e perseguono il loro fine con una determi
nazione feroce e
senza scrupoli, Gengis Khan, Stalin, Hitler, tanto per dare qualche esempio ecla
tante. Tuttavia
l'energia dietro alla loro bramosia genera una energia contrastante di eguale in
tensit che alla fine li
porta alla rovina. Nel frattempo rendono infelici se stessi e molti altri o nei
casi pi eclatanti creano
un inferno in terra. La maggior parte degli ego hanno desideri contraddittori. V
ogliono cose diverse
in momenti diversi e possono anche non sapere quello che vogliono, eccetto che n
on vogliono
quello che c': il momento presente. Disagio, inquietudine, noia, ansiet, insoddisf
azione sono il
risultato di una bramosia non soddisfatta. La bramosia strutturale e dunque non
vi contenuto che
possa dare un appagamento durevole, fino a che quella struttura mentale rimane a
l suo posto.
Un'intensa bramosia che non ha uno specifico oggetto si pu spesso trovare nell'eg
o non ancora
sviluppato di alcuni adolescenti, che si trovano in uno stato di insoddisfazione
e di negativit
permanente.
I bisogni fisici di cibo, di acqua, di un tetto, di vestiti e di comodit elemen
tari potrebbero essere
facilmente soddisfatti per tutta l'umanit, se non fosse per lo squilibrio delle r
isorse creato dal folle
e rapace bisogno di avere di pi, dall'avidit dell'ego. Esso trova la sua espressio
ne collettiva nelle
strutture economiche mondiali, come per esempio le smisurate societ di capitali,
che sono entit
egoiche che si sfidano l'una con l'altra per avere di pi. Esse inseguono ciecamen
te un unico scopo:
il profitto, e lo perseguono con assoluta mancanza di scrupoli. La natura, gli a

nimali, la gente e
persino i loro stessi dipendenti non sono altro che
49
cifre in un libro contabile, oggetti inanimati che una volta usati, verranno sca
rtati.
Le forme- pensiero "me", "mio", "pi di" o "voglio", "ho bisogno", "devo avere"
e "non
abbastanza" non appartengono al contenuto, ma alla struttura stessa dell'ego. Il
contenuto
intercambiabile. Fino a che non riconoscete in voi queste forme- pensiero, finch
rimangono
inconsce, crederete in quello che vi dicono; sarete condannati ad agire seguendo
quei pensieri
inconsci, condannati a cercare senza trovare, perch quando queste forme- pensiero
sono in azione,
nessuna propriet, luogo, persona o condizione vi potr mai soddisfare. Finch la stru
ttura egoica
rimane immutata, nessun contenuto vi soddisfer mai. Qualunque cosa abbiate o otte
niate, non
sarete mai felici. Continuerete sempre a cercare qualcosa che vi promette un app
agamento pi
grande, che vi promette di dare pienezza a questo senso incompleto del s, e di ri
empire quella
mancanza che sentite dentro di voi.
L'identificazione con il corpo
Oltre che con gli oggetti, un'altra forma elementare d'identificazione quella
con il "mio" corpo.
Innanzitutto il corpo maschile o femminile e quindi il senso di essere un uomo o
una donna ha,
nella maggior parte delle persone, un ruolo fondamentale nella percezione del pr
oprio s. Il genere
maschile o femminile diventa identit. L'identificazione con il sesso viene incora
ggiata fin dalla
prima infanzia, e vi spinge dentro un ruolo, in uno schema condizionato di compo
rtamento, che
influenza non soltanto la sessualit ma tutti gli aspetti della vostra vita. un ru
olo nel quale molta
gente resta completamente intrappolata, cosa che accade ancora di pi in alcune so
ciet tradizionali
che nella cultura occidentale, dove l'identificazione con il sesso sta comincian
do in qualche modo a
diminuire. In alcune culture tradizionali il peggior destino per una donna quell
o di rimanere
vedova o di non essere fertile e per un uomo di non avere potenza

50
sessuale e di non essere in grado di generare dei figli. La realizzazione della
vita intesa come la
realizzazione dell'identificazione con il proprio sesso.
In Occidente la vostra apparenza fisica, il corpo, che contribuisce enormement
e al senso di
chi credete di essere; la sua forza o la sua debolezza, la sua bellezza o la sua
bruttezza cos come

appaiono agli occhi degli altri. Per molta gente il senso del proprio valore int
imamente
connesso con la forza fisica, la bella presenza, l'essere in forma e le apparenz
e esteriori. Molti
hanno uno scarso senso del proprio valore perch percepiscono il loro corpo come b
rutto o
imperfetto.
In qualche caso l'immagine mentale o il concetto del "mio corpo" una completa
distorsione
della realt. Una giovane donna pu credere di essere sovrappeso e per questo ridurs
i alla fame
quando in realt magra. Non pi in grado di vedere il suo corpo. Tutto quello che "v
ede" il
concetto mentale del suo corpo, che dice: "Sono grassa" o "Diventer grassa". Alla
radice di questo
condizionamento c' l'identificazione con la mente. Man mano che le persone si son
o sempre pi
identificate con la mente, che poi l'intensificarsi della disfunzione egoica, vi
stato in tempi
recenti, un aumento drammatico di casi d'anoressia. Se quella persona che soffre
di anoressia,
invece di soffrire, potesse vedere il suo corpo senza l'interferenza dei giudizi
della mente, o anche
solo riconoscere quei giudizi per quello che sono, invece di crederli veri, o me
glio ancora se potesse
sentire il suo corpo dall'interno, questo sarebbe l'inizio della guarigione.
Coloro che sono identificati con la bella presenza, la forza fisica o con le l
oro capacit, soffrono
quando tutto ci comincia a indebolirsi, come naturalmente accade. In questo caso
il collasso
minaccia quella falsa identit. Le persone, sia belle sia brutte, traggono una par
te importante della
propria identit, sia in negativo sia in positivo, dal corpo. Per essere pi esatti
traggono la propria
identit dal pensiero che hanno dell'io, lo uniscono erroneamente all'immagine men
tale o al
concetto del loro corpo, che dopo tutto non
51
altro che una forma fisica, che condivide il destino di tutte le altre forme, l'
impermanenza e il
declino finale.
Eguagliare l'io con il corpo fisico percepito dai sensi, destinato a invecchia
re, a perdere vitalit e
a morire, presto o tardi conduce alla sofferenza. Evitare l'identificazione con
il corpo non significa
trascurarlo o disprezzarlo o non prendersene cura. Se forte, bello o vigoroso, p
otete godervelo e
apprezzare queste qualit finch durano. Potete anche migliorare le condizioni del c
orpo con il
movimento e con una dieta sana. Se non scambiate il vostro corpo con chi siete r
ealmente, quando
la bellezza svanisce, il vigore diminuisce, e le sue capacit decrescono, questo n
on avr alcuna
influenza sul senso del vostro valore o sulla vostra identit. Infatti, quando il
corpo comincia a
indebolirsi, la dimensione senza forma, la luce della coscienza, pu risplendere p
i facilmente
attraverso la forma che si sta indebolendo.

Non sono solamente le persone che hanno un corpo perfetto che lo identificano
con chi sono.
Potete altrettanto facilmente identificarvi con un corpo "problematico" e fare d
elle imperfezioni,
della malattia o dell'invalidit la vostra identit. Allora penserete o parlerete di
voi stessi come
"sofferenti" di questa o quella malattia o invalidit cronica. E in questo modo ri
ceverete grandi
attenzioni dai medici e dagli altri, che vi confermeranno costantemente la vostr
a identit concettuale
di sofferente o di paziente. Quindi vi afferrate alla malattia perch diventata la
parte pi
importante di chi percepite essere voi stessi. diventata un'altra forma di pensi
ero con la quale l'ego
si pu identificare. Una volta che l'ego ha trovato un'identit, non la abbandona ta
nto facilmente.
sorprendente, ma non infrequente, che l'ego in cerca di un'identit pi forte possa
creare una
malattia per rinforzarsi grazie a questa.
Sentire il corpo interiore
Bench l'identificazione con il corpo sia una delle pi elementari forme dell'ego,
la buona notizia
che questa anche

52
la pi facile da lasciare andare. Questo si fa non cercando di convincere voi stes
si che non siete il
vostro corpo, bens spostando la vostra attenzione dalla forma esterna e dai pensi
eri sul corpo bello, brutto, forte, debole, troppo grasso, troppo magro - alla sensazione di v
ibrante vitalit che vi
all'interno. Qualunque sia l'apparenza del vostro corpo, al di l della forma este
rna vi un intenso
campo energetico di vitalit.
Se non avete familiarit con la consapevolezza del corpo interiore, chiudete gli
occhi per un
momento e cercate di sentire se vi vita dentro le vostre mani. Non chiedetelo al
la vostra mente
perch vi direbbe: "Non sento niente". O anche: "Dammi qualcosa di pi interessante
a cui
pensare". Allora invece di chiedere alla mente, rivolgete l'attenzione direttame
nte alle mani. Con
questo voglio dirvi di diventare consapevoli della sottile sensazione di vitalit
che vi in esse. l.
Dovete solamente focalizzare l la vostra attenzione per accorgervene. Potreste pr
ovare dapprima
una leggera sensazione di vibrazione e quindi una sensazione di energia o di vit
alit. Se mantenete
per un Po la vostra attenzione sulle mani, il senso di vitalit si intensificher. A
lcuni non devono
neppure chiudere gli occhi per sentirlo. Sono in grado di percepire le loro "man
i interiori" anche
mentre stanno leggendo queste parole. Poi rivolgete l'attenzione ai piedi e mant
enetela l per
qualche minuto, e cominciate a percepire mani e piedi contemporaneamente. Includ

ete nella vostra


attenzione anche altre parti del corpo, gambe, braccia, addome, petto e cos via,
fino a che non
sarete consapevoli dell'intero corpo come un unico campo di vitalit.
Quello che io chiamo "corpo interiore" in realt non pi il corpo, ma energia vita
le, il ponte tra
la forma e la non- forma. Prendete l'abitudine di sentire il corpo interiore pi s
pesso che potete.
Dopo un Po non avrete pi bisogno di chiudere gli occhi per sentirlo. Osservate, p
er esempio, se
potete percepire il corpo interiore mentre ascoltate qualcuno. Sembra quasi un p
aradosso: quando
siete in contatto con il corpo interiore, non siete pi identificati con il corpo,
ma neppure con la
mente. Questo significa che non siete pi
53
identificati con la forma, ma vi state staccando dall'identificazione con essa p
er andare
verso la non- forma, che si pu anche chiamare Essere. la vostra vera identit, la
vostra essenza. La consapevolezza del corpo non solo vi ncora al presente, ma la
porta di uscita da quella prigione che l'ego. La consapevolezza del proprio corp
o,
inoltre, rinforza il sistema immunitario e la vostra capacit di autoguarigione.
L'oblio dell'essere
L'ego sempre l'identificazione con la forma; sempre alla ricerca di se stesso
si perde
sempre in qualche forma. Le forme non sono solo oggetti materiali e corpi fisici
. Le pi
importanti sono le forme di pensiero che continuamente si ergono nel campo della
consapevolezza. Sono formazioni di energia, pi sottile e meno densa della materia
fisica, ma sono anch'esse forme. Potete forse essere consapevoli di una voce nel
la
vostra testa che non smette mai di parlare, e quello il flusso incessante e comp
ulsivo
del pensiero. Quando la vostra attenzione assorbita completamente dai pensieri,
quando siete cos identificati con quella voce nella testa e con le emozioni che
l'accompagnano, al punto di perdervi in ogni pensiero e in ogni emozione, allora
siete
completamente identificati con la forma e cos imprigionati nella morsa dell'ego.
L'ego
un agglomerato di forme di pensiero ricorrenti e di schemi condizionati mentali
ed
emozionali investiti da un senso dell'io, da un senso del s. L'ego emerge quando
il
vostro senso dell'Essere, dell'io SONO che coscienza senza forma, si mescola con
la
forma. Questo il significato dell'identificazione. Questo l'oblio dell'Essere, l
'errore
primario, l'illusione della separazione assoluta che trasforma la realt in un inc
ubo.
Dall'errore di Cartesio all'intuizione di Sartre

Il filosofo del diciassettesimo secolo, Cartesio, considerato come il fondator


e della
moderna filosofia, nel suo famoso

54
detto "Penso, dunque sono" che egli credeva una verit fondamentale, espresse inve
ce un errore di
base. Questa era la risposta che egli diede alla domanda: "Vi nulla che io possa
affermare con
assoluta certezza?" Credeva che il fatto che egli stesse sempre pensando era ind
ubitabile, e cos
equipar il pensare con l'Essere, che come dire l'identit, l'io SONO, con il pensie
ro. Invece della
verit assoluta aveva trovato le radici dell'ego, ma non lo sapeva.
Ci sono voluti circa trecento anni prima che un altro famoso filosofo vedesse
qualcosa di cui
Cartesio, come tutti gli altri, non si era accorto. Il suo nome era Jean- Paul S
artre. Si rese
improvvisamente conto, considerando attentamente la dichiarazione "Penso, dunque
sono" che, per
dirlo con le sue parole, "la coscienza che dice IO SONO non la coscienza che pen
sa". Che cosa
intendeva con questo? Quando siete consapevoli che state pensando, quella consap
evolezza non
parte del pensiero. una diversa dimensione della coscienza. Ed quella consapevol
ezza che dice
"io sono". Se in voi non ci fossero altro che pensieri, non sapreste nemmeno che
state pensando.
Sareste come un sognatore che non sa di stare sognando. Sareste cos identificati
con ogni pensiero
come il sognatore lo con ogni immagine del sogno.
Molte persone vivono ancora in questo modo, come sonnambuli, intrappolati in v
ecchi giochi
mentali disfunzionali che ricreano la stessa realt da incubo. Quando sapete che s
tate sognando, vi
siete risvegliati dentro il sogno. Siete in un'altra dimensione di coscienza. L'
implicazione
dell'intuizione di Sartre profonda, anche se lui stesso era ancora troppo identi
ficato con il pensiero
per comprendere il pieno significato di ci che aveva scoperto: una nuova dimensio
ne emergente di
coscienza.
La pace che sorpassa ogni comprensione
Vi sono molte testimonianze di persone che hanno sperimentato questa nuova cos
cienza
emergente dopo aver vissuto
55
una tragica perdita. Alcuni hanno perso tutti i loro averi, altri i loro figli o
i consorti, la
posizione sociale, la reputazione o la salute. In alcuni casi hanno perduto tutt
e queste cose
contemporaneamente a causa di un disastro o di una guerra e si sono ritrovati se
nza

"niente". Potremmo chiamare questa una situazione limite. Con qualunque cosa si
siano
identificati, qualunque cosa desse loro un senso del s, era stata portata via. Po
i
improvvisamente e senza motivo, l'angoscia o l'intensa paura che avevano sentito
inizialmente ha lasciato il posto a un sacro senso di Presenza, a una pace e a u
na serenit
profonde e a una totale libert dalla paura. Questo fenomeno deve essere stato mol
to
familiare a san Paolo, il quale ha usato l'espressione: "La pace di Dio che sorp
assa ogni
preoccupazione umana".2 senza dubbio una pace che sembra non avere senso e le pe
rsone
che l'hanno sperimentata si sono chieste: "Perch sento una tale pace di fronte a
questo?"
Una volta che vi rendete conto di che cosa sia l'ego e di come funzioni, la ri
sposta
semplice. Quando le forme con le quali vi siete identificati, e che vi hanno dat
o un senso del
s, crollano o vi sono tolte, ci pu fare crollare anche l'ego, visto che questo
identificazione con la forma. Ma quando non c' pi nulla con cui identificarsi, all
ora voi
chi siete? Quando le forme intorno a voi muoiono o quando si avvicina la morte,
allora il
vostro senso dell'Essere, dell'io SONO, si libera dal suo legame con la forma. L
o Spirito si
libera dal suo imprigionamento nella materia. E vi rendete conto della vostra id
entit
essenziale, quella senza forma, come una Presenza che tutto pervade, dell'Essere
che era
prima di ogni forma, di ogni identificazione. Vi rendete conto della vostra vera
identit
come coscienza pura, invece che come coscienza identificata con qualcosa. Questa
la pace
di Dio. La verit ultima di chi siete non : io sono questo o io sono quello, ma : io
SONO.
Non tutti quelli che vivono grandi perdite sperimentano
Lettera ai Filippesi 4,7.

56
questo risveglio, questa disidentificazione dalla forma. Qualcuno crea immediata
mente una forte
immagine mentale, o una forma di pensiero nella quale vede se stesso come vittim
a, delle
circostanze o degli altri o di un destino avverso, o anche di Dio. Questa forma
di pensiero insieme
alle emozioni che crea e con le quali si identifica - rabbia, risentimento, auto
commiserazione e cos
via - prende immediatamente il posto di ogni altra identificazione spazzata via
precedentemente
dalla perdita. In altre parole, l'ego trova velocemente una nuova forma. Il fatt
o che questa nuova
forma sia profondamente infelice non preoccupa molto l'ego, basta infatti che qu
esto abbia una
identit, buona o cattiva che sia. Questo nuovo ego sar pi contratto, pi rigido e imp

enetrabile del
vecchio.
Nel caso di una tragica perdita, voi o resistete o vi arrendete. Alcune person
e diventano
amareggiate e provano un profondo risentimento, altre diventano compassionevoli,
sagge e
amorevoli. Arrendersi vuol dire una profonda accettazione di ci che accade. Aprir
si alla vita. La
resistenza una contrazione interiore, un indurirsi della corazza dell'ego. Siete
chiusi. E qualunque
azione intraprendiate in uno stato di resistenza interiore, che potremmo anche c
hiamare negativit,
creer ancor pi resistenza all'esterno e l'universo non sar dalla vostra parte. La v
ita non vi sar
d'aiuto. Se le imposte sono chiuse, la luce del sole non pu entrare. Una nuova di
mensione di
coscienza si apre quando non opponete resistenza interiormente, quando vi arrend
ete. Nel caso in
cui l'azione sia possibile o necessaria, questa sar in sintonia con il tutto, sos
tenuta dall'intelligenza
creativa, da quella coscienza incondizionata, con la quale divenite una sola cos
a quando siete in uno
stato di apertura interiore. Le circostanze e le persone allora vi aiutano e col
laborano con voi.
Avvengono delle coincidenze. Se non possibile alcuna azione, rimanete nella pace
e nella quiete
interiore che si accompagna all'arrendersi. Voi riposate in Dio.

III
Il nucleo dell'ego
La maggior parte delle persone cos completamente identificata con la voce nella t
esta, con
quell'incessante flusso di pensiero involontario e compulsivo e con l'emozione c
he lo accompagna,
che potremmo definirla posseduta dalla propria mente. Fino a che ne siete comple
tamente
inconsapevoli, credete che colui che pensa sia chi siete. Questa la mente egoica
. La chiamiamo
egoica, perch vi un senso del s, dell'io (l'ego), in ogni pensiero, in ogni memori
a, in ogni
interpretazione, opinione, punto di vista, reazione, emozione. E spiritualmente
parlando questa
l'inconsapevolezza. Il vostro pensare, il contenuto della vostra mente, ovviamen
te condizionato
dal passato, dalla maniera in cui siete stati educati, dalla vostra cultura, dal
la situazione familiare e
cos via. Il nucleo centrale di tutta la vostra attivit mentale consiste in pensier
i ed emozioni
ripetitivi, in schemi reattivi con i quali siete fortemente identificati. Questa
entit l'ego stesso.
Come abbiamo gi visto, in molti casi, quando dite "io", non siete voi ma l'ego
che parla.
costituito da pensiero ed emozione, con un insieme di memorie che identificate c
ome "me e la mia
storia", di ruoli abituali che interpretate senza neppure saperlo, di identifica
zioni collettive come

nazionalit, religione, razza, classe sociale, fede politica. Non solamente identi
ficazione personale
con ci che si possiede, ma anche con le opinioni, le apparenze, i vecchi

58
risentimenti, e le idee su voi stessi (sono meglio degli altri o non sono cos bra
vo, sono uno
che ha successo o sono un fallito).
Anche se la struttura di tutti gli ego la stessa, il suo contenuto varia da pe
rsona a
persona. In altre parole, l'ego differisce solamente nell'aspetto superficiale,
nel profondo
sono tutti uguali. In che modo sono uguali? Esistono tutti grazie all'identifica
zione e alla
separazione. Se vivete attraverso il s creato dalla mente - l'ego, che fatto di p
ensieri ed
emozioni - le basi della vostra identit sono instabili perch pensiero ed emozione
sono per
loro natura effimeri, passeggeri. Per questo, ogni ego si sforza continuamente d
i
sopravvivere, cercando di proteggersi e di ingrandirsi. E per confermare il pens
iero che ha
su di s ha bisogno del pensiero opposto, che poi quello "dell'altro". Il concetto
"io" non
pu sopravvivere senza il concetto "altro". E quando guardo gli altri come nemici,
gli altri
sono soprattutto l'altro. A un'estremit della scala di valori di questo schema eg
oico
inconscio c' l'abitudine compulsiva di cercare manchevolezze e di lamentarsi degl
i altri.
Ges si riferiva proprio a questo quando diceva: "Perch guardi la pagliuzza che
nell'occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che nel tuo?"1
All'altra estremit di quella scala di valori vi sono la violenza fisica fra le
persone e gli atti
belligeranti fra le nazioni. Nel Vangelo la domanda di Ges rimane sospesa, ma ovv
iamente
la risposta : perch quando critico o condanno un altro, mi sento superiore.
Lamentarsi e risentirsi
Il lamentarsi una delle strategie favorite dall'ego per acquisire forza. Ogni
lamentela
una storiella che la vostra mente si costruisce e alla quale voi credete ciecame
nte. E
1 Luca 6,41.
59
non fa differenza che la esprimiate ad alta voce o che la pensiate soltanto. Alc
uni ego che non
hanno altro con cui identificarsi, sopravvivono facilmente ed esclusivamente gra
zie alla lamentela.
Quando siete nella morsa di un ego come questo, il lamentarsi, soprattutto degli
altri, abituale ed
ovviamente inconsapevole, e questo significa che lo fate senza saperlo. Spesso p
arte di questo

schema l'appiccicare mentalmente etichette negative agli altri, sia mentre li av


ete davanti, sia
quando parlate di loro, o anche pensando a loro. Affibbiare epiteti forse la for
ma pi crudele di
quest'attivit e della necessit dell'ego di aver ragione e di aver la meglio sugli
altri; allora parole
come "maiale", "bastardo", "strega" diventano dichiarazioni contro le quali non
si pu discutere.
A un livello pi basso dell'inconsapevolezza si urla e si strilla, e ancora un P
o pi gi, ma non
troppo, c' la violenza fisica.
Il risentimento l'emozione che si accompagna alla lamentela e al giudizio sugl
i altri, e che d
ancora pi energia all'ego. Essere risentiti significa essere amareggiati, indigna
ti, offesi o feriti. Vi
risentite dell'avidit degli altri, della loro disonest, dell'assenza di integrit, d
i ci che stanno
facendo, di ci che hanno fatto nel passato, di ci che dicono, di ci che hanno manca
to di fare, di
ci che avrebbero o non avrebbero dovuto fare. L'ego ama questo. Invece di essere
tolleranti con
l'inconsapevolezza degli altri, ne ricavate la loro identit. E chi lo sta facendo
? L'inconsapevolezza
che in voi, l'ego. A volte le "mancanze" che percepite negli altri non esistono
neppure. una
proiezione della mente condizionata dall'abitudine a vedere nemici, una cattiva
interpretazione per
sentirvi superiori o per essere nel giusto. Altre volte possono esservi effettiv
amente delle mancanze,
ma focalizzandovi solo su queste, le amplificate, escludendo ogni altra cosa. E
in questo modo
rafforzate in voi stessi proprio quelle cose dell'altro alle quali state reagend
o.
Una delle vie pi efficaci per andare al di l del vostro ego, ma anche per dissolve
re l'ego collettivo
umano, proprio
60
il non reagire all'ego degli altri. Quando siete in uno stato non reattivo vi re
ndete conto che
non vi nulla di personale e allora potete riconoscere un comportamento dell'altr
o come un
moto dell'ego, come una espressione della disfunzione collettiva umana. A questo
punto non
vi pi nessuna compulsione a reagire. Non reagendo all'ego, spesso potrete permett
ere
all'aspetto sano dell'altro di manifestarsi. Questa la consapevolezza incondizio
nata che si
oppone al condizionamento. Certe volte per dovete prendere delle precauzioni per
proteggervi da persone molto inconsapevoli, e potete farlo senza considerarli de
i nemici. E
comunque la vostra protezione pi grande l'essere coscienti. L'altro diventa un ne
mico
quando ne personalizzate l'inconsapevolezza che poi l'ego. Non reagire forza e n
on
debolezza. Un'altra parola per la non reazione il perdono. Perdonare non vedere,
o
meglio guardare oltre; guardate oltre l'ego a quella parte sana che vi in ogni e

ssere umano,
nell'essenza di lui o di lei.
L'ego ama lamentarsi e risentirsi non solo degli altri, ma anche delle situazi
oni. Ci che
potete fare con una persona, lo potete anche fare con una situazione: farne un n
emico.
L'implicazione sempre la stessa: questo non dovrebbe succedere; io non voglio es
sere qui;
io non voglio farlo; mi trattano ingiustamente. E il pi grande nemico dell'ego ,
naturalmente, il momento presente, che come dire, la vita stessa.
Il lamentarsi non deve essere confuso con l'informare l'altro di un errore o di
una mancanza
cos da poterla correggere. E trattenersi dall'esprimere la lamentela non signific
a
necessariamente tollerare le cattive qualit o i cattivi comportamenti. Non vi ego
nel dire
al cameriere che la minestra fredda e bisogna che la scaldi, e questo se vi atte
nete ai fatti,
che sono neutri. "Come osa servirmi una minestra fredda..." questo invece lament
arsi,
perch vi un "me" che ama sentirsi offeso personalmente da una minestra fredda, un
"me"
che gode nel giudicare sbagliato il comportamento dell'altro. Il lamentarsi di c
ui stiamo
parlando
61
al servizio dell'ego e non del cambiamento. Qualche volta infatti evidente che l
'ego non
vuole un cambiamento perch cos pu continuare a lamentarsi.
Provate a fare attenzione alla voce nella vostra testa, magari proprio nel mom
ento in cui si
lamenta di qualcosa, e se potete riconoscerla per quella che : la voce dell'ego,
niente altro
che uno schema mentale condizionato, un pensiero. Ogniqualvolta sentite quella v
oce, vi
renderete anche conto che non siete la voce, ma chi ne consapevole. Siete la
consapevolezza che ne consapevole. Dietro vi la consapevolezza, davanti c' la voc
e,
colui o colei che pensa. In questo modo diventate liberi dall'ego, liberi dalla
mente
inosservata. Il momento in cui diventate consapevoli dell'ego che in voi, strett
amente
parlando non pi l'ego, ma solo un vecchio schema mentale condizionato. L'ego comp
orta
inconsapevolezza. La consapevolezza e l'ego non possono coesistere. Il vecchio s
chema
mentale o l'abitudine mentale possono ancora sopravvivere, riapparire per un Po,
perch vi
sono dietro migliaia di anni di inconsapevolezza collettiva umana, ma ogni volta
che viene
riconosciuta si va indebolendo.
Reattivit e rancore
Anche se il risentimento l'emozione che pi frequentemente si accompagna alla
lamentela, pu anche accompagnarsi a una emozione ancora pi forte, come per esempio
la
rabbia oppure il sentirsi offesi. In questo modo quel lamentarsi si carica ancor
a pi di

energia, diventando reattivit, un'altra forma che usa l'ego per farsi pi forte. Vi
sono molte
persone che stanno solo aspettando un'occasione per reagire, per sentirsi infast
idite o
seccate e non ci mettono molto per trovarla. "Questo un oltraggio" dicono. "Come
osi...",
"Questo mi irrita". Sono dipendenti dalla rabbia e dal sentirsi offesi cos come a
ltri lo sono
dalla droga. Reagendo a questo o a quello, confermano e rinforzano il loro senso
del s.
Un risentimento che dura da molto tempo viene detto

62
rancore. Portarsi dentro un rancore vuol dire essere sempre contro e questo il m
otivo per il quale i
rancori costituiscono una parte importante dell'ego di molta gente. Rancori coll
ettivi possono
sopravvivere per secoli nella psiche di una nazione o di una trib, e alimentare u
n ciclo senza fine
di violenza.
Un rancore una forte emozione negativa legata a un avvenimento che appartiene
al passato e
che viene mantenuto vivo da un pensare compulsivo, raccontando la storia oppure
ripetendola solo
nella mente, "ci che qualcuno mi ha fatto" o "ci che qualcuno ci ha fatto". Un ran
core
contaminer anche altre aree della vostra vita. Per esempio, mentre pensate o sent
ite il vostro
rancore, quella energia emozionale negativa pu distorcere la vostra percezione di
un evento che sta
accadendo, o influenzare il modo in cui parlate o vi comportate nei confronti di
qualcuno, nel
presente. Un solo forte rancore sufficiente a contaminare grandi aree della vost
ra vita e a
mantenervi nella morsa dell'ego.
Si richiede onest da parte vostra per riconoscere se siete ancora prigionieri d
el rancore, se vi
qualcuno nella vostra vita che non avete completamente perdonato, un "nemico". S
e c', diventate
consapevoli del rancore, sia a livello del pensiero che di quello dell'emozione,
diventate consapevoli
dei pensieri che lo mantengono in vita e sentite l'emozione che la risposta del
corpo a quei
pensieri. Non cercate di liberarvi dal rancore. Cercare di lasciar andare, di pe
rdonare, non funziona.
Il perdono arriva naturalmente quando vi accorgete che non vi nessun altro propo
sito che quello di
rinforzare un falso senso del s, di mantenere l'ego al suo posto. Il vederlo ve n
e libera.
L'insegnamento di Ges sul "Perdonare i vostri nemici" fondamentale per disfare un
a delle
strutture pi importanti della mente umana.
Il passato non ha il potere di impedirvi di essere presenti adesso. Solamente
il vostro rancore
verso il passato pu
63

farlo. E cos' poi il rancore se non un bagaglio di vecchi pensieri ed emozioni?


Avere ragione, dare torto
Lamentarsi, cercare difetti e reagire sono atteggiamenti che rinforzano i conf
ini e il senso di
separazione dell'ego, elementi, questi ultimi, dai quali dipende la sua sopravvi
venza. Tali
atteggiamenti fortificano l'ego anche fornendogli un senso di superiorit grazie a
l quale cresce
vigoroso. Anche se pu non apparire immediatamente evidente, il lamentarsi - per e
sempio del
traffico, dei politici, dei "ricchi avidi" o della "pigrizia dei disoccupati", d
ei vostri colleghi, del
vostro ex consorte, degli uomini o delle donne - pu darvi un senso di superiorit.
Ecco il perch:
quando vi lamentate, implicitamente siete voi ad avere ragione e la persona o la
situazione per la
quale vi risentite ad avere torto.
E non vi nulla che dia forza all'ego pi che l'aver ragione. Aver ragione una id
entificazione
con una posizione mentale, un punto di vista, un'opinione, un giudizio, una stor
ia. Per aver ragione,
avete bisogno di qualcuno che abbia torto, e cos l'ego ama dar torto per aver rag
ione. In altre
parole, avete bisogno di dar torto a qualcuno per rinforzare il senso di chi sie
te. Si pu dar torto a
una persona ma anche a una situazione, reagendo o lamentandosene, il che come di
re che "questo
non dovrebbe succedere". Aver ragione vi pone in una posizione di superiorit mora
le immaginaria
in relazione alla persona o alla situazione giudicata e trovata non all'altezza.
proprio quel senso di
superiorit che l'ego vuole intensamente e grazie al quale si rafforza.
Difendendo un'illusione
Non vi dubbio che i fatti esistano. Se voi dite che la luce viaggia pi veloceme
nte del suono, e
qualcun altro dice il contrario, ovvio che voi avete ragione e l'altro torto. E
la semplice
osservazione che il fulmine precede il tuono lo

64
conferma. Quindi non solo avete ragione, ma sapete di aver ragione. In questo ca
so vi coinvolto
l'ego? possibile ma non necessariamente cos. Se affermate semplicemente ci che sap
ete essere
vero, l'ego non coinvolto, perch non vi alcuna identificazione. Identificazione c
on che cosa?
Con la mente e con le posizioni mentali. Una tale identificazione pu per infiltrar
si facilmente. Se
infatti dite: "Credimi io lo so" oppure "Perch non mi credi mai?" in questo caso
l'ego si gi
infiltrato. Si sta nascondendo nella parolina "io". Una semplice dichiarazione c
ome quella che la

luce pi veloce del suono, malgrado sia vera, ora entrata al servizio dell'illusio
ne, dell'ego.
stata contaminata da un falso senso dell'io"; divenuta personale, diventata una
posizione
mentale. L'io" si sente diminuito o offeso solo perch qualcuno non crede in ci che
"io" ho detto.
L'ego prende tutto personalmente. E l'emozione si alza in un moto di difesa o
magari di
aggressivit. State forse difendendo la verit? No, perch in nessun caso la verit ha b
isogno di
difesa. Alla luce o al suono non importa ci che voi credete o chiunque altro cred
e. Voi state
difendendo voi stessi, o meglio l'illusione di voi stessi, un sostituto fatto da
lla mente. Sarebbe pi
preciso dire che l'illusione sta difendendo se stessa. Se perfino il semplice e
diretto mondo dei fatti
pu essere portato a una distorsione o a una illusione egoica, tanto pi facilmente
questo pu
accadere con il mondo meno tangibile delle opinioni, dei punti di vista, dei giu
dizi, che sono tutte
forme- pensiero che possono essere facilmente imbevute di un senso dell'io".
Ogni ego confonde le opinioni e i punti di vista con i fatti. E ancora di pi, non
vede la differenza
fra un evento e la sua reazione a quell'evento. Ogni ego maestro nella percezion
e selettiva e
nell'interpretazione distorta. Non attraverso il pensiero ma solamente attravers
o la consapevolezza
potete notare la differenza tra il fatto e l'opinione. Solo attraverso la consap
evolezza sarete capaci di
distinguere una situazione e la rabbia che provate per questa situazione e quind
i rendervi conto che
vi sono altri modi di avvicinarsi
65
alla situazione stessa, altre maniere di vederla e di affrontarla. Solamente att
raverso la
consapevolezza potete vedere o l'intera situazione o la totalit della persona, in
vece di
aderire a una prospettiva limitata.
La verit relativa o la verit assoluta?
Al di l del mondo dei fatti semplici e verificabili, la certezza di aver ragion
e, e che gli
altri abbiano torto, una cosa pericolosa tanto nelle relazioni personali, quanto
nella
interazione fra nazioni, trib, religioni, e cos via.
Ma se la convinzione di aver ragione, e che gli altri abbiano torto, uno dei m
odi in cui
l'ego si rinforza, se questa convinzione una disfunzione mentale che mantiene la
separazione e i conflitti fra gli esseri umani, significa forse che non esiste g
iusto o sbagliato
nel comportamento, nell'azione, o nelle credenze? E non sarebbe forse questo il
relativismo
morale che alcuni insegnamenti cristiani contemporanei vedono come il grande dem
one dei
nostri tempi?
La storia del Cristianesimo evidentemente uno dei pi grandi esempi di come il c
redere

di essere gli unici possessori della verit, di essere nel giusto, possa distorcer
e il vostro
comportamento e la vostra azione fino alla follia. Per secoli, torturare e bruci
are viva la
gente quando la sua opinione divergeva anche poco dalla dottrina della Chiesa o
da una
interpretazione limitata delle Scritture, quindi la Verit, fu considerato giusto
in quanto le
vittime "avevano torto". Erano cos in torto che era necessario ucciderle. La Veri
t era
considerata pi importante della vita umana. E quale era la Verit? Una storia alla
quale
bisognava credere, il che vuol dire un insieme di pensieri.
Quel milione di persone che il folle dittatore della Cambogia Pol Pot ordin di
uccidere
includeva coloro che portavano occhiali. E perch? Per lui, un'interpretazione mar
xista della
storia era l'assoluta verit e, secondo la sua versione, coloro che portavano gli
occhiali
appartenevano a una classe sociale colta, la borghesia, gli sfruttatori dei cont
adini.

66
C'era bisogno di eliminarli per far posto a un nuovo ordine sociale. Anche la su
a verit era solo un
insieme di pensieri.
Sia i cattolici che le altre Chiese hanno ragione quando identificano il relat
ivismo - l'idea che non
vi sia una assoluta verit a guidare il comportamento umano - come uno dei demoni
dei nostri
tempi. Ma non potete trovare la verit assoluta se la cercate l dove non pu essere t
rovata: nelle
dottrine, nelle ideologie, nell'insieme di regole o nelle storie. E tutte queste
cose hanno in comune il
fatto di essere costituite dal pensiero. Un pensiero pu, nella migliore delle ipo
tesi, indicare la
verit, ma non mai la verit. Per questo nel Buddhismo si dice: "Il dito che punta v
erso la luna
non la luna". Le religioni sono tutte ugualmente vere e ugualmente false, dipend
e da come sono
usate. Potete usarle al servizio dell'ego o al servizio della Verit. Se credete c
he la vostra religione
sia l'unica Verit, allora la state utilizzando al servizio dell'ego. In questo mo
do, la religione diventa
una ideologia e crea un illusorio senso di superiorit e cos divisione e conflitti
fra la gente. Gli
insegnamenti religiosi al servizio della Verit rappresentano indicazioni o mappe
lasciate da esseri
consapevoli per aiutare a risvegliarvi o a liberarvi dall'identificazione con la
forma.
Vi solamente una Verit assoluta e ogni altra verit l'emanazione di quella. Quand
o trovate
quella Verit, le vostre azioni vi si allineeranno. Le azioni umane possono riflet
tere la Verit o
possono riflettere le illusioni. Ma pu la Verit essere espressa in parole? Certo,
ma le parole
ovviamente non sono la Verit, la indicano solamente.

La Verit non pu essere separata da chi siete. S, voi siete Verit. Se la cercate da
qualche altra
parte, sarete costantemente ingannati. L'Essenza di chi siete veramente Verit. Ge
s ha cercato di
comunicarcelo: "Io sono la Via, la Verit e la Vita" .2
Queste parole pronunciate da Ges sono le pi potenti
2 Giovanni 14,6.
67
fra quelle che ci indicano la Verit, se sono comprese correttamente, ma se sono f
raintese,
divengono un grande ostacolo. Ges parla dell'importanza dell'io SONO, dell'essenz
a
dell'identit di ogni donna e di ogni uomo, in realt di ogni forma di vita. Egli pa
rla della
vita che siete. Alcuni mistici cristiani lo hanno chiamato il Cristo interiore.
Il Buddhismo lo
ha chiamato "la vostra natura buddhica", e per gli induisti l'Atman, il Dio infu
so. Quando
siete in contatto con quella dimensione dentro di voi, e questo non un risultato
miracoloso
ma il vostro stato naturale, tutte le vostre azioni e le vostre relazioni riflet
teranno quella
unit con la vita stessa che sentite profondamente dentro di voi. Questo l'amore.
Le leggi, i
comandamenti, le regole, sono necessari per coloro che sono tagliati fuori da ch
i sono, dalla
Verit interiore. Prevengono i peggiori eccessi dell'ego e molto spesso non ci rie
scono
neppure. "Amate e fate ci che volete" ha detto sant'Agostino e non vi possono ess
ere
parole pi vicine alla Verit di queste.
L'ego non personale
A un livello collettivo, lo status mentale "Noi abbiamo ragione e loro torto"
fermamente
stabilizzato proprio in quelle parti del mondo dove i conflitti fra nazioni, raz
ze, trib
religioni o ideologie sono antichi, estremi ed endemici. Ambedue le parti in con
flitto sono
ugualmente identificate con il proprio punto di vista, con la propria "storia",
come dire
identificate con il pensiero. Entrambi sono ugualmente incapaci di vedere che no
n solo pu
esistere un'altra prospettiva, un'altra storia, ma che questa pu anche essere val
ida. Lo
scrittore israeliano Yossi Halevi parla della possibilit di "far coesistere inter
pretazioni
contrastanti",3 ma in molte parti del mondo la gente non pu ancora o non vuole
3 Yossi K. Halevi, Introspective as Prerequisite for Peace, "New York Times", 7
settembre 2002.

68

fare questo. Ambedue le parti si credono depositarie della verit. Entrambe vedono
se stesse come
vittime e gli altri come demoni e poich hanno concettualizzato, e per questo disu
manizzato l'altro,
considerandolo come il nemico, possono uccidere e infliggere ogni genere di viol
enza all'altro,
anche ai bambini, senza sentire n la loro umanit e neppure la sofferenza. Sono rim
asti intrappolati
nell'insana spirale del perpetrare e punire, dell'azione e reazione.
Qui appare ovvio come l'ego umano nel suo aspetto collettivo come "noi" contro
"loro" ancora
pi folle dell'ego individuale, del "me", anche se il meccanismo lo stesso. La mag
gior parte della
violenza che gli umani hanno inflitto gli uni agli altri non opera di criminali
o di squilibrati
mentali, ma di cittadini normali e rispettabili, al servizio dell'ego collettivo
. Si potrebbe dire che si
andati cos tanto oltre che, su questo pianeta, "normale" equivale a folle. Che co
sa c' alla radice di
questa follia? C' una completa identificazione con il pensiero e con l'emozione,
che come dire
con l'ego.
Su questo pianeta dilagano ancora dappertutto avidit, egoismo, sfruttamento, cr
udelt e violenza.
Ma quando voi non riconoscete queste manifestazioni, sia quelle individuali sia
quelle collettive,
come una disfunzione di fondo, come una malattia mentale, allora cadete nell'err
ore di
personalizzarle. E costruite cos un'identit concettuale, sia per un individuo sia
per un gruppo,
dicendo a voi stessi che cos questa persona, cos questo gruppo. Quando confondete
l'ego che
percepite nell'altro con la sua identit, a parlare il vostro ego che sta usando i
l suo errore di
valutazione per rinsaldarsi e lo fa credendo di aver ragione e sentendosi comunq
ue superiore,
reagendo con una condanna, indignandosi con chi percepisce come un nemico. Tutto
questo
enormemente soddisfacente per l'ego. Rinforza il suo senso di separazione fra vo
i e gli altri, e
questo essere diversi cresciuto cos tanto che non siete pi capaci di sentire la vo
stra umanit
comune, e neppure l'essere radicati in un'unica Vita che condividete con ogni al
tro essere umano, la
vostra divinit comune.
Quegli schemi egoici, che vi fanno reagire pi intensamente
69
quando li vedete negli altri e che scambiate con la loro identit, generalmente te
ndono a essere gli
stessi che sono in voi, ma che non potete o non volete vedere in voi stessi. In
questo senso avete
molto da imparare dai vostri nemici. Che cosa vi infastidisce di pi in loro? Fors
e l'egoismo,
l'avidit, la loro sete di potere e di controllo? O la mancanza di sincerit, la dis
onest, la tendenza
alla violenza? Qualunque cosa vi faccia risentire e vi faccia reagire intensamen
te anche in voi. Ma
non altro che una forma di ego e, per questo, totalmente impersonale. Non ha nie
nte a che vedere

con chi quella persona, e non ha neppure nulla a che vedere con chi siete voi. Q
uando la
scambiate per chi siete, potete osservare in voi stessi come il senso del vostro
s ne sia minacciato.
La guerra un film mentale
In certi casi potete aver bisogno di proteggere voi stessi o qualcun altro dal
l'essere aggrediti, ma
attenzione a non farne la vostra missione per "eliminare il demonio", perch corre
reste il rischio di
diventare ci contro cui state lottando. Lottare contro l'inconsapevolezza trascin
a voi stessi
nell'inconsapevolezza. L'inconsapevolezza, il comportamento egoico disfunzionale
, non pu mai
essere vinto attaccandolo. Anche se sconfiggete il vostro avversario, l'inconsap
evolezza
semplicemente sar passata in voi, oppure il vostro avversario apparir sotto un'alt
ra veste. Date
nuova forza a qualunque cosa contro la quale combattete, e ogni cosa alla quale
resistete persiste.
Oggigiorno si ascolta spesso l'espressione "la guerra contro" questo o quello,
e ogni volta che la
sento so che condannata al fallimento. Vi la guerra contro la droga, la guerra c
ontro il crimine,
quella contro il terrorismo, contro il cancro, la guerra contro la povert e cos vi
a. Per esempio,
malgrado la guerra contro il crimine e la droga, negli ultimi venticinque anni v
i stato un
drammatico incremento della criminalit e dei reati legati alla droga. La popolazi
one carceraria
negli Stati Uniti cresciuta, dal 1980, da meno di 300 mila persone alla

70
cifra incredibile di 2.100.000 nel 2004.4 La guerra contro le malattie ci ha dat
o, fra le altre
cose, gli antibiotici. All'inizio erano un successo straordinario, sembrava che
ci
permettessero di vincere la guerra contro qualunque malattia infettiva. Oggi, mo
lti esperti
sono d'accordo sul fatto che l'uso diffuso e indiscriminato di antibiotici ha cr
eato una bomba
a orologeria, cio quei tipi di batteri resistenti agli antibiotici chiamati super
bugs, che
probabilmente faranno riemergere quelle malattie e quindi la possibilit di epidem
ie.
Secondo il "Journal of the American Medical Association", i trattamenti medici s
ono negli
Stati Uniti al terzo posto fra le cause di morte dopo le malattie cardiovascolar
i e il cancro.
L'omeopatia e la medicina cinese sono due esempi di possibili approcci alternati
vi alla
malattia che non curano la malattia come un nemico e per questo non ne creano di
nuove.
La guerra un film mentale, e qualunque azione provenga da questo film, rinforz
er il
nemico, colui che viene percepito come demone. Se questa guerra si vincer si cree

r un
nuovo nemico, un nuovo demone, uguale o perfino peggiore di quello sconfitto. Vi
una
correlazione profonda fra il vostro stato di coscienza e la realt esterna. Quando
siete nella
morsa di un film mentale di guerra, la vostra percezione diviene non solo estrem
amente
selettiva, ma anche distorta. In altre parole, vedete solamente ci che volete ved
ere e ne
distorcete il senso. Potete immaginare che genere di azione nasca da un sistema
ingannevole, illusorio come questo. O, invece di immaginarlo, guardate le notizi
e alla
televisione questa sera.
Riconoscete l'ego per quello che : una disfunzione collettiva, la malattia della
mente
umana. Quando lo riconoscete per quello che , smettete di scambiarlo per l'identi
t di
qualcuno. Quando vedete l'ego per quello che , diventa molto pi facile non reagire
. Non
ne farete pi un fatto personale. Non vi saranno pi lamentele, accuse o giudizi
4
U. S. Department of Justice, Bureau of Justce Statistics, Prison Statistics, giug
no 2004.
71
negativi. Nessuno ha sbagliato. solamente l'ego. La compassione arriva quando
riconoscete che tutto sofferenza che deriva dalla stessa malattia della mente, i
n modo pi o
meno intenso. A quel punto non alimentate pi il dramma, che parte di tutte le rel
azioni
egoiche. E cosa che lo alimenta? La reattivit. L'ego su questa, prospera.
Volete la pace o il dramma?
Voi volete la pace. Non vi nessuno che non voglia la pace. Ma vi comunque qual
cosa
in voi che vuole il dramma, che vuole il conflitto. Pu darsi che per ora non siat
e in grado di
rendervene conto. Forse dovrete aspettare una situazione oppure un pensiero che
faccia
partire in voi una reazione: magari qualcuno che vi accusi di questo o di quello
, qualcuno
che non vi riconosca, che invada il vostro territorio, mettendo in discussione l
a maniera in
cui agite, magari un diverbio a proposito di soldi... Potete in quel momento sen
tire la
potente ondata che si alza in voi, la paura, magari mascherata dalla rabbia e da
ll'ostilit?
Sentite la vostra voce diventare roca o penetrante, o pi alta o pi bassa di qualch
e ottava?
Potete essere consapevoli della vostra mente che si slancia a difendere le sue p
osizioni, a
giustificare, ad attaccare, a ferire? In altre parole, potete in quel momento
d'inconsapevolezza, risvegliarvi? Potete sentire che vi qualcosa in voi che in g
uerra,
qualcosa che si sente minacciato e vuole sopravvivere a ogni costo, che ha bisog
no del
dramma per confermare la propria identit come un personaggio vittorioso di una
produzione teatrale? Sentite che vi qualcosa in voi che vuole aver ragione piutt

osto che
essere in pace?
Al di l dell'ego: la vostra identit
Quando l'ego in guerra, sappiate che ci che sta lottando per sopravvivere non n
iente
altro che un'illusione. Quell'illusione crede di essere voi. Non facile all'iniz
io essere l
testimoniando la Presenza, specialmente quando l'ego

72
in uno stato d'animo di sopravvivenza o quando si attivato un qualche schema
emozionale che viene dal passato, ma una volta che ne avete avuto un assaggio, i
l potere
della vostra Presenza crescer e l'ego perder la sua presa su di voi. A quel punto
nella
vostra vita vedrete arrivare un potere che molto pi grande dell'ego, pi grande del
la
mente. Tutto ci che necessario per liberarsi dall'ego esserne consapevoli, infatt
i
consapevolezza ed ego sono incompatibili. La consapevolezza il potere che nascos
to nel
momento presente. Ecco il motivo per cui la possiamo anche chiamare Presenza. Il
vero e
ultimo obiettivo dell'esistenza umana, il vostro proposito, portare quel potere
in questo
mondo. E ci perch liberarsi dell'ego non pu essere un obiettivo da raggiungere in u
n
certo momento nel futuro. Solamente la Presenza pu liberarvi dall'ego, e voi pote
te soltanto
essere presenti Adesso, non ieri e non domani. Solo la Presenza in grado di scio
gliere in
voi il passato e trasformare cos il vostro stato di coscienza.
Cosa la realizzazione spirituale? Il credere che siete spirito? No, quello un
pensiero. Un Po pi vicino alla verit del pensiero che crede che voi siete chi dice
il
vostro certificato di nascita, ma comunque sempre un pensiero. La realizzazione
spirituale vedere chiaramente che ci che io percepisco, sperimento, penso o sento
non chi sono veramente, e che non posso trovare me stesso in tutte quelle cose c
he
costantemente muoiono. Il Buddha stato forse il primo essere umano che si reso
chiaramente conto di questo, e quindi l'anatta, il non- s, divenne uno dei punti
centrali
del suo insegnamento. E quando Ges ha detto: "Negate voi stessi" ci che intendeva :
negate, quindi disfate, l'illusione del s. Se il s, l'ego, fosse veramente chi son
o io,
sarebbe assurdo negarlo.
Ci che resta la luce della coscienza nella quale le percezioni, le esperienze, i
pensieri e i
sentimenti vanno e vengono. Quello l'Essere, che il vero e pi profondo io. Quando
conosco me stesso come quello, qualunque cosa accada nella mia vita non pi di ass
oluta
ma soltanto di relativa importanza.

73
Lo onoro ma perde la sua assoluta seriet, la sua pesantezza. L'unica cosa che rea
lmente
importa questa: posso sentire il mio Essere essenziale, quell'io sono, sullo sfo
ndo della mia
vita, tutto il tempo? Per essere pi precisi, posso sentire l'io sono che io sono
in questo
momento? Posso sentire la mia identit essenziale come la coscienza stessa? Oppure
mi
perdo in quello che sta accadendo, mi perdo nella mente, nel mondo?
Tutte le strutture sono instabili
Qualunque forma prenda l'inconsapevolezza che guida l'ego, questa tende a rins
aldare
l'immagine di chi penso di essere, il s fantasma che esiste quando il pensiero, q
uesta gran
benedizione ma anche gran maledizione, comincia a prendere il controllo oscurand
o cos la
semplice ma profonda gioia della connessione con l'Essere, la Fonte, Dio. Qualun
que
comportamento l'ego manifesti, la forza motivante nascosta sempre la stessa, la
necessit
di mettersi in evidenza, di essere speciale, di avere il controllo, la necessit d
i avere potere,
di avere attenzione, di avere di pi; e naturalmente, di sentire la separazione, c
he come
dire la necessit di opporsi, di avere nemici.
L'ego vuole sempre qualcosa dagli altri, o dalle situazioni. Vi sempre un prog
ramma
nascosto, sempre un senso di non averne ancora abbastanza, di insufficienza, di
mancanza
che ha bisogno di essere soddisfatta. Usa la gente e le situazioni per avere ci c
he vuole, e
anche quando gli va bene, questo non lo soddisfa per molto. Spesso ostacolato ne
i suoi
piani e l'intervallo fra il voglio e ci che invece , diventa una fonte di angoscia
e di
malessere. Quella famosa e ormai classica canzone (I can't get no) Satisfaction
la canzone
dell'ego. L'emozione che sta dietro l'ego e che governa ogni sua attivit la paura
. Paura di
non essere nessuno, paura di non esistere, paura della morte. E ogni sua azione
in fondo
progettata per eliminare questa paura, ma il massimo che l'ego pu fare di coprirl
a
temporaneamente con una nuova

74
relazione intima, con un nuovo acquisto o con il vincere su questo o su quello.
L'illusione
non vi soddisfer mai. Solamente la verit di chi siete, se realizzata, vi liberer.
Perch la paura? Perch l'ego si manifesta nell'identificazione con la forma, ma s
a che, in
fondo, nessuna forma permanente, che sono tutte illusorie. Per questo vi sempre
un

senso di insicurezza intorno all'ego anche quando all'esterno appare fiducioso.


Un giorno mentre camminavo con un amico in una bellissima riserva naturale in
California, vicino a Malibu, siamo arrivati a quella che era stata una casa di c
ampagna e che
ora era in rovina, distrutta dalle fiamme molti decenni prima. Avvicinandoci all
a propriet,
circondata dagli alberi e da ogni tipo di magnifiche piante, abbiamo trovato un
cartello
messo l dai responsabili del parco. Diceva: pericolo, TUTTE LE STRUTTURE SONO
INSTABILI. COS dissi al mio amico che quello era un profondo sutra (una scrittura
sacra).
E siamo rimasti l, riverenti.
Quando vi rendete conto e accettate che tutte le strutture (forme) sono instab
ili, anche
quelle che appaiono materia solida, allora in voi si manifesta la pace. Questo p
erch il
riconoscere l'impermanenza di tutte le forme, risveglia in voi la dimensione del
la nonforma, che oltre la morte. Ges l'ha chiamata "vita eterna".
La necessit dell'ego di sentirsi superiore
Vi sono molte forme sottili di ego che possono facilmente non essere colte, ch
e potete
osservare negli altri ma, cosa molto pi importante, in voi stessi. Ricordate: nel
momento in
cui diventate consapevoli dell'ego, quella consapevolezza che emerge chi siete v
oi al di l
dell'ego, l'io pi profondo. Il riconoscimento del falso gi l'innalzarsi del reale.
Per esempio, quando state per raccontare a qualcuno le ultime novit: "Indovina un
Po?
Ancora non lo sai? Lascia che te lo racconti". Se siete sufficientemente all'ert
a,
75
sufficientemente presenti, potete individuare in voi un momentaneo senso di sodd
isfazione,
appena prima di comunicare le ultime notizie, anche se sono delle cattive notizi
e. Si deve al
fatto che per un breve istante c', agli occhi dell'ego, fra voi e l'altro, uno sq
uilibrio in vostro
favore. Per quel breve istante voi ne sapete pi dell'altro.
La soddisfazione che provate dell'ego e proviene dal sentimento di un senso di
un s pi
forte di quello dell'altro. Anche se lui o lei il presidente o il papa, in quel
momento vi
sentite superiori perch sapete di pi. Molta gente ha l'abitudine di spettegolare a
nche per
questo motivo. Inoltre c' il fatto che il pettegolezzo spesso ha un elemento di c
ritica
maligna e di giudizio sugli altri, e che per questo rinforza l'ego grazie all'im
plicita, ma
immaginaria, superiorit morale che c' ogni volta che giudichiamo negativamente gli
altri.
Se qualcuno ha di pi, sa di pi, o pu fare pi di me, l'ego si sente minacciato, per
ch il
sentimento di essere da meno sminuisce il suo immaginario senso del s nel confron
to con
gli altri. E allora pu tentare di ritrovarlo criticando o sminuendo il valore del
le cose, delle

conoscenze, delle abilit degli altri; oppure l'ego pu cambiare strategia e, invece
di
competere con l'altra persona, migliorer se stesso associandosi con quella person
a, se lui o
lei sono importanti agli occhi degli altri.
L'ego e la fama
Il fenomeno ben noto del lasciar cadere un nome, di far menzione casualmente d
i
qualcuno d'importante che conoscete, parte della strategia dell'ego di guadagnar
si
un'identit pi grande agli occhi degli altri e anche ai propri. La disgrazia dell'e
ssere famosi
in questo mondo che chi siete veramente viene totalmente oscurato da una immagin
e
mentale collettiva. La maggior parte delle persone che incontrate vuole accresce
re la propria
immagine, l'immagine mentale di chi sono, grazie all'associazione con voi. Pu

76
darsi che loro stessi non sappiano neppure di non essere affatto interessati a v
oi, ma solo a
rafforzare il loro fittizio senso del s. Credono che, insieme a voi, possono esse
re di pi.
Stanno cercando di completare loro stessi grazie a voi, o piuttosto grazie all'i
mmagine
mentale che hanno di voi come persone famose, un'eccezionale identit concettuale
collettiva.
L'assurda supervalutazione della fama soltanto una delle molte manifestazioni
dell'egoica follia del nostro mondo. Alcune fra le persone famose cadono nello s
tesso errore
e si identificano con quell'immagine che la gente e i media hanno creato di loro
, con quella
fiction collettiva, e cominciano a credere di essere superiori ai comuni mortali
. Come
risultato si allontanano sempre pi da loro stessi e dagli altri, ritrovandosi sem
pre pi
infelici, sempre pi dipendenti dalla loro popolarit. Circondati solamente da perso
ne che si
nutrono della propria immagine gonfiata, diventano incapaci di avere relazioni g
enuine.
Albert Einstein, che era ammirato quasi come un superuomo e il cui destino sta
to quello
di diventare una delle persone pi famose del pianeta, non si identific mai con l'i
mmagine
che la mente collettiva aveva creato di lui. sempre rimasto umile, senza ego. Pa
rlava
infatti della "contraddizione grottesca fra quelle che la gente considera essere
le mie abilit e
i miei risultati, e la realt di quello che sono e di quello di cui sono capace".5
Questo il motivo per cui cos difficile per una persona famosa instaurare una ve
ra
relazione con gli altri. Una relazione genuina quella non dominata dall'ego con
la sua
creazione di immagine e la sua ricerca di s. In una relazione genuina c' un fluire
di aperta,

vigile attenzione verso l'altra persona, e non c' alcun tipo di desiderio. Quell'
attenzione
vigile Presenza. il requisito per ogni relazione autentica. L'ego vuole comunque
qualcosa, oppure se crede
5 Albert Einstein, Come io vedo il mondo, Newton Compton, Roma 2002.

77
che non vi sia niente da ottenere dall'altro, in uno stato di completa indiffere
nza. Non si
cura di voi. I tre predominanti stati egoici nelle relazioni sono: il desiderio,
il desiderio non
soddisfatto (rabbia, risentimento, recriminazione, lamentela) e l'indifferenza.
IV
La rappresentazione dei ruoli: le molte facce dell'ego
Un ego che vuole qualcosa da un altro (e quale ego non ne vuole?) interpreter un
ruolo
affinch le sue necessit vengano soddisfatte, sia che si tratti di guadagni materia
li, di
potere, di superiorit, di essere speciali, o di qualche gratificazione, sia fisic
a sia
psicologica. In genere, la gente totalmente inconsapevole dei ruoli che interpre
ta. Crede di
essere quei ruoli. Alcuni sono ruoli dissimulati, altri sono sfacciatamente ovvi
, salvo che per
le persone che li interpretano. Alcuni ruoli sono semplicemente creati per otten
ere
l'attenzione degli altri. L'ego si rinforza grazie all'attenzione degli altri, c
he , dopo tutto,
una forma di energia psichica. L'ego non sa che la fonte di ogni energia dentro
di voi e
cos la cerca fuori. L'ego non cerca l'attenzione senza forma che la Presenza, ma
l'attenzione in una certa forma, come l'essere riconosciuti, apprezzati, ammirat
i o l'essere in
qualche modo notati, aver riconosciuta la propria esistenza.
Una persona timida che ha paura dell'attenzione degli altri non libera dall'ego,
ma ha un
ego ambivalente che vuole e teme l'attenzione degli altri. Ha paura che questa p
renda la
forma della disapprovazione o della critica, qualcosa che, per cos dire, diminuis
ca il senso
del s piuttosto che accrescerlo. La paura che un timido ha dell'attenzione pi gran
de della
sua necessit di attenzione. La timidezza spesso si accompagna a un concetto di s n
egativo,
all'idea di essere inadeguati. Qualunque senso del s concettuale - vede
80
re me stesso come questo o quello - ego, sia esso positivo (io sono il migliore)
o negativo
(io non vado bene). Dietro ogni senso del s concettuale positivo, vi la paura nas

costa di
non andare abbastanza bene. Dietro ogni senso del s concettuale negativo vi il de
siderio
nascosto di essere il pi grande o il migliore. Dietro il sentimento di sicurezza
e la continua
necessit di essere superiori che ha l'ego, vi la paura inconscia di essere inferi
ore. Di
contro, il timido, l'ego inadeguato che si sente inferiore, ha un forte e nascos
to desiderio di
superiorit. Molta gente oscilla fra i sentimenti di superiorit e quelli di inferio
rit,
dipendendo dalle situazioni o dalle persone con le quali entra in contatto. Tutt
o ci che
avete bisogno di osservare e di sapere di voi stessi questo: ogni volta che vi s
entite
superiori o inferiori a un altro, quello l'ego in voi.
Il cattivo, la vittima, l'amante
Alcuni ego, se non possono avere lodi o ammirazione, cercheranno nuove forme d
i
attenzione interpretando altri ruoli per ottenerle. Se non possono avere attenzi
one positiva,
allora possono cercarne una negativa provocando, per esempio, una reazione di qu
el tipo in
qualcun altro. Si fa questo fin da bambini. Si fanno i capricci per avere attenz
ione. Si
interpretano ruoli negativi soprattutto quando l'ego accresciuto da un corpo di
dolore
attivo, cio da un dolore emozionale che proviene dal passato e che vuole rinnovar
si
sperimentando ancora dolore. Alcuni ego commettono crimini alla ricerca di fama.
Cercano
attenzione grazie alla notoriet e grazie alla condanna degli altri. Sembrano chie
dere:
"Ditemi, per favore, che esisto, che non sono insignificante". Questa forma pato
logica di
ego soltanto una forma pi estrema degli ego normali.
Un ruolo molto comune quello di vittima, e la forma di attenzione che questa cer
ca la
comprensione o la piet: che gli altri si interessino ai miei problemi, "me e la m
ia storia".
Vedere se stesso come vittima appartiene a molti
81
schemi egoici, come chi si lamenta, si offende, si sdegna. Quando mi identifico
con una
storia nella quale mi sono dato il ruolo di vittima, non voglio che questa finis
ca perch,
come ogni terapista sa, l'ego non vuole che i suoi "problemi" si risolvano, perc
h sono parte
della sua identit. Se nessuno ascolter la mia triste storia, posso ripetermela anc
ora e
ancora da solo mentalmente, e aver pena di me, e cos avere l'identit di qualcuno c
he
stato trattato ingiustamente dalla vita o dagli altri, dal fato o da Dio. Defini
sce l'immagine di
me stesso, mi rende qualcuno, e questo tutto ci che importa all'ego.
All'inizio di molte relazioni cosiddette "romantiche", abbastanza comune rives
tire un

ruolo, per attrarre e mantenere chi viene percepito dall'ego come colui o colei
che mi far
felice, che mi far sentire speciale, e che soddisfer tutte le mie necessit. "Sar chi
unque
vuoi che sia, e tu sarai chi voglio che tu sia." Questo l'accordo tacito e incon
sapevole. Ma
rappresentare un ruolo un lavoro duro, e per questo non pu essere mantenuto per s
empre,
specialmente quando si inizia a vivere insieme. E allora quando questo ruolo sci
vola via,
cosa vedete? In molti casi sfortunatamente, non vedete ancora la vera essenza di
quell'essere, ma solo quello che copre la vera essenza: il nudo ego svestito dei
suoi ruoli,
che il corpo di dolore, e il suo desiderio insoddisfatto che ora diventato rabbi
a, diretta
soprattutto verso il partner per aver fallito nell'allontanare la paura che vi s
otto, e quel
senso di mancanza che una parte intrinseca dell'egoico senso del s.
Ci che comunemente viene definito come "innamorarsi" in molti casi
un'intensificazione del desiderio e dell'aver bisogno dell'ego. Diventate dipend
enti da
un'altra persona, o piuttosto dall'immagine che avete dell'altra persona. Non ha
niente a che
vedere con il vero amore che non contiene nessun tipo di bramosia.
La lingua spagnola la pi onesta riguardo alle nozioni convenzionali di amore, per
ch te
quero vuol dire ti voglio, cos come ti amo. L'altra espressione te amo, che non h
a
82
nessuna ambiguit, viene usata raramente, pu darsi perch il vero amore ugualmente ra
ro.
Lasciar andare le definizioni di s
Nelle antiche culture tribali vennero assegnate determinate funzioni a determi
nate
persone: sovrani, sacerdoti, sacerdotesse, guerrieri, contadini, mercanti, artig
iani, braccianti
e cos via. Si svilupp cos un sistema di classe. La vostra funzione, nella maggior p
arte dei
casi ereditata dalla famiglia, determinava la vostra identit, chi eravate agli oc
chi degli altri
e anche ai vostri stessi occhi. La funzione diveniva un ruolo, ma non era ricono
sciuta come
tale: era chi eravate o pensavate di essere. A quel tempo solamente poche person
e, come
Buddha o Ges, videro l'estrema irrilevanza della casta o della classe sociale, e
la
riconobbero come un'identificazione con la forma, rendendosi conto che una tale
identificazione con il condizionamento e la temporalit oscurava la luce dell'inco
ndizionato
e dell'eterno che risplende in ogni essere umano.
Le strutture sociali del nostro mondo contemporaneo sono meno rigide, meno
chiaramente definite di come erano nel passato. E anche se molte persone sono na
turalmente
ancora condizionate dal loro ambiente, non viene pi attribuita loro automaticamen

te una
funzione e un'identit. Infatti nel mondo moderno un numero sempre maggiore di per
sone
sono confuse sull'appartenenza, su quale sia il loro scopo e anche su chi siano.
In genere io
mi congratulo con le persone che mi dicono di non sapere pi chi sono. E a quel pu
nto mi
guardano perplesse e mi domandano se sto dicendo che essere confusi una buona co
sa e io
suggerisco loro di indagare. Cosa significa essere confusi? L'Io non so" non con
fusione.
Confusione invece l'Io non so ma dovrei saperlo" oppure il "Non lo so ma ho biso
gno di
saperlo". possibile abbandonare l'idea che dovete o avete bisogno di sapere chi
siete? In
altre parole, potete smettere di cercare definizioni concettuali per dare a voi
stessi un
83
senso del s? Potete smettere di sperare in un pensiero per avere
un'identit? Quando lasciate andare la convinzione che avete bisogno o
dovreste sapere chi siete, cosa accade alla vostra confusione?
Improvvisamente scompare. Quando accettate pienamente di non
sapere, entrate subito in uno stato di pace e di chiarezza che pi vicino
a chi siete veramente, pi di quanto un pensiero lo possa mai essere.
Definire voi stessi con un pensiero limitarvi.
I ruoli prestabiliti
Naturalmente a questo mondo persone diverse hanno funzioni diverse. Non pu esse
re
altrimenti. Gli esseri umani differiscono enormemente sia per le abilit fisiche s
ia per quelle
intellettuali, le conoscenze, le capacit, i talenti e i livelli di energia. Ci che
realmente
importa non la funzione che svolgete in questo mondo, ma il fatto che vi identif
icate con
quella funzione fino al punto da esserne posseduti e da diventare il ruolo che s
volgete.
Quando interpretate un ruolo siete inconsapevoli. Quando vi scoprite a interpret
are un ruolo,
quel riconoscimento genera uno spazio fra voi e il ruolo stesso. l'inizio della
liberazione
dal ruolo. Quando siete completamente identificati con un ruolo, confondete uno
schema di
comportamento con chi siete, e vi prendete molto sul serio. E automaticamente as
segnate
dei ruoli anche agli altri, che si relazionano con i vostri. Per esempio, quando
andate dai
medici che sono completamente identificati nel ruolo, per loro non siete un esse
re umano
ma un paziente o un caso clinico.
Malgrado le strutture sociali nel mondo contemporaneo siano meno rigide che ne
lle
culture antiche, vi sono ancora molte funzioni prestabilite o ruoli con i quali
la gente
pronta a identificarsi e che divengono anche parti dell'ego.
Questo fa s che le relazioni umane perdano autenticit diventando alienate e disu
mane.

Questi ruoli prestabiliti possono comunque darvi un confortante senso d'identit,


ma in essi
finite per perdere voi stessi. Le funzioni che la
I

84
gente ha nelle organizzazioni gerarchiche, come quelle militari, quelle ecclesia
stiche, le
istituzioni governative, le grandi societ si prestano facilmente ad assumere l'id
entit da
quel ruolo. impossibile avere interazioni umane autentiche quando perdete voi st
essi in un
ruolo.
Alcuni ruoli prestabiliti potremmo chiamarli archetipi sociali. Per menzionarn
e solamente
alcuni: la casalinga di classe media (non cos diffusa come una volta ma ancora ab
bastanza
comune), il maschio cosiddetto "macho", la femmina seduttrice, l'artista anticon
formista,
l'intellettuale (un ruolo abbastanza comune in Europa) che mostra di avere una c
onoscenza
nel campo letterario, artistico, musicale cos come altri mostrano un abito o una
vettura
costosa. E poi c' il ruolo universale dell'adulto. Quando lo interpretate, prende
te voi stessi e
la vita molto seriamente. La spontaneit, la spensieratezza e la gioia non fanno p
arte di
questo ruolo.
Il movimento hippie, che cominciato sulla West Coast degli Stati Uniti negli a
nni
Sessanta e che si poi diffuso nel mondo occidentale, ha preso le mosse dal rifiu
to da parte
dei giovani degli archetipi sociali, dei ruoli e degli schemi prestabiliti di co
mportamento
cos come delle strutture economiche e sociali basate sull'ego. Si rifiutarono di
interpretare
quei ruoli che la famiglia e la societ volevano loro imporre. E simbolico che que
sto abbia
coinciso con gli orrori della guerra nel Vietnam, nella quale sono morti pi di 58
mila
giovani americani e 3 milioni di vietnamiti e attraverso la quale la follia del
sistema e il
conseguente film mentale sono stati esposti alla vista di tutti. Malgrado il fat
to che negli
anni Cinquanta la maggior parte degli americani fosse estremamente conformista n
ei
comportamenti e nel pensiero, negli anni Sessanta milioni di persone cominciaron
o a
rifiutare l'identificazione con l'identit concettuale collettiva, perch la follia
della
collettivit era ormai ovvia. Il movimento hippie rappresent un ammorbidimento dell
e
rigide strutture egoiche nella psiche dell'umanit. Il movimento degener e termin m
a non
senza lasciare un'apertura, e non solo per coloro che vi avevano fatto parte. Gr
azie al

movimento hippie,
85
l'antica saggezza e spiritualit orientale stata conosciuta in Occidente e ha gioc
ato un
ruolo essenziale nel risveglio della coscienza globale.
I ruoli temporanei
Se siete abbastanza svegli, abbastanza consapevoli, da osservarvi interagire c
on gli
altri, potete rendervi conto di sottili mutamenti nella vostra maniera di parlar
e,
nell'attitudine e nel comportamento, che cambia a seconda della persona con cui
state
interagendo. All'inizio pu essere pi facile osservarlo negli altri e, solo dopo, v
ederlo
in voi stessi. La maniera in cui parlate con il vostro capo pu essere sottilmente
differente da come parlate al portiere. Come vi rivolgete a un bambino pu essere
diverso da come vi rivolgete a un adulto. Perch? Perch state interpretando ruoli.
Non
siete voi stessi, n con il presidente, n con il portiere e neppure con il bambino.
Quando entrate in un negozio per comprare qualcosa, quando entrate al ristorante
, in
banca, nell'ufficio postale, potete vedervi scivolare in ruoli sociali prestabil
iti.
Diventate un cliente e parlate e agite come tale. E potete essere trattato come
tale dal
commesso o dal cameriere che stanno anche loro interpretando un ruolo. Entra in
azione una gamma di schemi condizionati di comportamento che determinano la natu
ra
di interazione fra due esseri umani. Ci che interagisce non sono gli esseri umani
, ma le
immagini mentali concettuali. Pi la gente identificata con i suoi rispettivi ruol
i, pi
la relazione diventa non autentica.
Voi avete un'immagine mentale non solo di chi l'altro, ma anche di chi siete v
oi,
specialmente riguardo alla persona con cui state interagendo. Quindi non vi stat
e
relazionando per niente con quella persona, ma chi pensate che siete si sta rela
zionando
con chi pensate che sia l'altro. L'immagine concettuale che la vostra mente ha c
reato di
voi stessi si sta relazionando con la propria creazione, che l'immagine concettu
ale che
ha creato dell'altra persona. La mente dell'altro ha probabilmente fatto lo stes
so, cos
ogni interazione

86
egoica fra due persone in realt una interazione fra quattro identit concettuali cr
eate dalla

mente, che sono alla fin fine "fiction". Non affatto sorprendente che vi siano c
os tanti
conflitti nelle relazioni. Non vi una vera relazione.
Il monaco dalle mani sudate
Kasan, un monaco e maestro zen, stava officiando il funerale di un nobile famo
so. Mentre
aspettava che il governatore della provincia e altri signori e signore arrivasse
ro, not che
aveva le palme delle mani sudate.
Il giorno seguente radun i suoi discepoli e confess loro di non essere ancora pr
onto per
essere un vero maestro. Spieg che gli mancava ancora la capacit di comportarsi
ugualmente di fronte a tutti gli esseri umani, fossero essi mendicanti o re. Non
era ancora
capace di guardare oltre i ruoli sociali e le identit concettuali e vedere come t
utti gli esseri
umani fossero uguali. Cos se ne and e divent discepolo di un altro maestro. Ritorn d
a
quelli che erano stati i suoi discepoli otto anni pi tardi, illuminato.
La felicit come ruolo verso la vera felicit
"Come stai?" "Benissimo, non potrei stare meglio." Vero o falso?
In molte occasioni l'esser felice un ruolo che la gente rappresenta mentre die
tro alla
facciata sorridente vi un grande dolore. Sentirsi abbattuti, depressi e avere re
azioni
eccessive comune quando si copre l'infelicit con un aspetto esteriore sorridente
e bianchi
denti brillanti, mentre invece vi il mancato riconoscimento, a volte perfino con
se stessi, di
quanta infelicit vi sia.
"Benissimo" un ruolo che l'ego interpreta pi comunemente in Nord America che in a
ltri
paesi dove l'essere e apparire infelice quasi la norma e persino pi socialmente a
ccettabile.
probabilmente un'esagerazione ma mi stato detto che nella capitale di un paese d
el Nord
si corre il rischio
87
di essere arrestati per comportamento molesto se si sorride agli sconosciuti per
strada.
Se vi in voi infelicit bisogna per prima cosa riconoscere che c'. Ma senza dire:
"Io
sono infelice". L'infelicit non ha niente a che vedere con chi siete. Dite invece
: "Vi
infelicit in me" e dopo indagate. Pu darsi che una situazione nella quale vi trova
te abbia a
che vedere con questo. Pu essere necessario intraprendere un'azione per cambiare
questa
situazione o per riuscire a uscirne.
Se non vi nulla che potete fare, affrontate quello che c' e dite a voi stessi:
"Bene, in
questo momento le cose stanno cos, posso accettarle o sentirmi infelice". La caus
a primaria
di infelicit sono i vostri pensieri sulla situazione, non mai la situazione in s.
Siate

consapevoli dei pensieri che avete. Separateli dalla situazione, che sempre neut
rale, che
sempre cos come . Vi la situazione o il fatto e vi sono i miei pensieri a questo p
roposito.
Invece di creare storie, state ai fatti. Per esempio "Sono rovinato" una storia
che vi limita e
vi impedisce di intraprendere le azioni necessarie. "Mi sono rimasti cinquanta c
entesimi nel
mio conto in banca" un fatto. Guardare in faccia i fatti d sempre potere. Siate c
onsapevoli
che quello che pensate crea in gran parte le emozioni che provate. Sentite la co
nnessione fra
i pensieri e le emozioni. E invece di essere i pensieri e le emozioni, siate la
consapevolezza
che vi dietro.
Non cercate la felicit, se la cercate non la troverete perch cercare l'antitesi
della
felicit. La felicit sempre sfuggente, ma si pu ottenere adesso la liberazione
dall'infelicit, fronteggiando ci che invece di inventarvi delle storie. L'infelici
t copre il
vostro naturale stato di benessere e di pace interiore, la fonte della vera feli
cit.
L'essere genitori: ruolo o funzione?
Molti adulti interpretano un ruolo quando parlano con i bambini
piccoli, facendo uso di suoni o di parole sciocche. Parlano dall'alto in
basso, non trattano il bambino come un
loro pari. Il fatto che temporaneamente sappiate di pi e che siate pi grandi non s
ignifica
che il bambino non sia un vostro pari. La maggioranza degli adulti a un certo pu
nto della
vita, diventa genitore, uno dei ruoli pi comuni. La domanda importante : siete in
grado di
compiere la funzione di genitore e di compierla bene senza identificarvi con ess
a, cio senza
farla diventare un ruolo? Parte della necessaria funzione di genitore quella di
provvedere
alle necessit del piccolo, proteggerlo dai pericoli e dire al bambino ci che deve
o non deve
fare. Quando essere genitore diventa un'identit, quando insomma il vostro senso d
el s
interamente o in gran parte deriva da questo, allora la funzione viene enormemen
te
enfatizzata, esagerata e ha il sopravvento su di voi. In quel caso il dare al ba
mbino ci di cui
ha bisogno si fa eccessivo e diventa un viziare; e proteggerlo dal pericolo dive
nta un
eccesso di tutela che finisce per interferire con la necessit di esplorare il mon
do e di
scoprire le cose da solo. Dire ai bambini cosa fare o cosa non fare diventa prep
otenza e
controllo.
Ma c' di pi: l'identit collegata a quel ruolo permane anche quando non vi pi la
necessit di quelle particolari funzioni. I genitori in questo caso non possono sm
ettere di
fare i genitori anche quando il bambino diventato adulto. Non possono fare a men
o di

sentirsi indispensabili al loro figlio. Anche quando l'adulto- bambino ha quaran


t'anni, i
genitori non smettono di credere di sapere ci che meglio per lui. Il ruolo di gen
itore
ancora messo in atto compulsivamente e per questo non si crea una relazione aute
ntica. I
genitori definiscono se stessi grazie a quel ruolo e sono inconsciamente spavent
ati dal
perdere la loro identit se smettono di ricoprirlo. Se il desiderio di controllare
o di
influenzare le azioni del loro adulto- bambino viene minacciato, come normalment
e accade,
cominciano a criticare o a mostrare la loro disapprovazione, o a cercare di farl
o sentire in
colpa, tutto questo in un tentativo inconsapevole di mantenere il loro ruolo, la
loro identit.
Possono superficialmente apparire preoccupati per il loro figlio, e loro stessi
lo credono, ma
in realt sono
89
preoccupati di conservare il loro ruolo, la loro identit. Tutte le motivazioni de
ll'ego hanno
un interesse personale, qualcosa mascherato intelligentemente, anche per la pers
ona nella
quale l'ego opera.
Una madre o un padre che si identificano con il ruolo di genitori possono anch
e cercare di
diventare pi completi grazie ai loro bambini. La necessit dell'ego di manipolare g
li altri
per riempire quel senso di mancanza che prova continuamente si dirige verso i fi
gli. Se le
motivazioni e i presupposti, per la maggior parte inconsapevoli, che ci sono die
tro alla
compulsione dei genitori a manipolare i loro bambini, divenissero coscienti e fo
ssero
espressi, probabilmente includerebbero qualcosa di simile: "Voglio che tu realiz
zi ci che
non ho realizzato io, voglio che tu sia qualcuno agli occhi del mondo, cos che an
ch'io,
grazie a te, possa diventare qualcuno. Non mi deludere. Mi sono sacrificato cos t
anto per te.
La mia disapprovazione vuole farti sentire cos colpevole e cos scomodo da farti
conformare ai miei desideri. E non c' bisogno di dire che io so cosa meglio per t
e. Io ti
voglio bene e continuer a volertene se tu fai ci che io so essere meglio per te".
Vedete immediatamente come sono assurde queste motivazioni inconsapevoli quand
o
permettete che diventino coscienti. Allora l'ego che si cela dietro di esse dive
nta visibile
cos come la sua disfunzione. Alcuni genitori con i quali ho parlato si sono
improvvisamente resi conto: "Oh Dio mio, questo quello che ho fatto?"
Non appena vi rendete conto di come avete agito, ne vedete anche la futilit, e
allora
quello schema inconsapevole finisce da solo. La consapevolezza il pi grande mezzo
per
il cambiamento.
Se i vostri genitori vi stanno facendo questo, non dite loro che sono inconsap
evoli e che
sono posseduti dall'ego, perch questo li renderebbe ancora pi inconsapevoli; infat

ti l'ego
assumerebbe una posizione di difesa. sufficiente che riconosciate che questo non
chi
sono, ma che il loro ego. Gli schemi dell'ego, anche quelli pi vecchi, a volte

90
si dissolvono quasi miracolosamente, quando interiormente non vi opponete, poich
l'opposizione non fa che dare nuova forza agli schemi stessi. Ma anche se questo
non
accade, potete accettare il comportamento dei vostri genitori con compassione, s
enza
necessit di reagire, cio senza farne un fatto personale.
Siate anche consapevoli della vostra convinzione inconscia o delle aspettative
che ci sono
dietro alle vecchie abituali reazioni contro di loro. "I miei genitori dovrebber
o approvare ci
che faccio. Dovrebbero comprendermi e accettarmi per quello che sono." Veramente
? E
perch dovrebbero? Il fatto che non lo fanno perch non possono. Il livello evolutiv
o della
loro coscienza non ha ancora fatto un salto di consapevolezza. Non sono ancora c
apaci di
disidentificarsi dal loro ruolo. "Per io non posso sentirmi felice e in pace con
ci che sono
veramente a meno di non avere la loro approvazione e la loro comprensione." Vera
mente?
Che differenza fa realmente la loro approvazione o la loro disapprovazione su ch
i siete?
Tutte queste supposizioni che non indaghiamo causano un gran movimento emozional
e, una
inutile infelicit.
State attenti. Alcuni dei pensieri che vi attraversano la mente sono forse la
voce
interiorizzata di vostro padre o di vostra madre che magari dicono qualcosa come
"Non sei
abbastanza in gamba. Non concluderai mai niente", o qualche altro giudizio o con
dizione
mentale? Se vi consapevolezza in voi, allora sarete capaci di riconoscere quella
voce nella
testa per ci che : un vecchio pensiero, influenzato dal passato. Se vi consapevole
zza in
voi, non avete pi bisogno di credere a ogni vostro pensiero. Non niente altro che
un
vecchio pensiero. Consapevolezza vuol dire Presenza e solamente la Presenza pu
dissolvere in voi l'inconsapevolezza del passato.
Ram Dass ha detto che se credete di essere illuminati, allora andate a passare
una
settimana con i vostri genitori. Questo un buon consiglio. La relazione con i vo
stri genitori
non solamente la relazione primaria che condiziona tutte le relazioni seguenti,
ma anche
un buon test per il
91
vostro grado di Presenza. Pi una relazione ha un passato condiviso, pi avete bisog
no di

essere presenti, altrimenti vedrete necessariamente risollevarsi di nuovo il pas


sato.
Soffrire coscientemente
Se avete dei bambini piccoli fate del vostro meglio per essere loro d'aiuto, d
i guida, e per
proteggerli, ma soprattutto, date loro spazio, spazio di essere. Sono venuti al
mondo grazie a
voi, ma non sono "vostri". La convinzione che "Io so quello che meglio per te" p
u
corrispondere a verit quando sono piccoli ma, man mano che crescono, diventa semp
re
meno vero. Quanto maggiori sono le aspettative sul come si dovrebbe svolgere la
loro vita
tanto pi invece di essere presenti per loro, siete nella vostra mente. Alla fine
essi
commetteranno degli errori e sperimenteranno inevitabilmente qualche forma di so
fferenza
come succede a tutti gli umani; in realt possono essere errori solamente dalla vo
stra
prospettiva. Quello che per voi rappresenta un errore pu essere esattamente quell
o che i
vostri figli hanno bisogno di fare o di sperimentare. Fate del vostro meglio per
dare loro
aiuto e guida, ma comprendete anche che, a volte, ci possono essere circostanze
nelle quali
dovete permettere che commettano degli errori, specialmente quando si avvicinano
all'et
adulta. A volte dovete permettere anche che soffrano. La sofferenza pu nascere in
modo
del tutto inaspettato oppure come conseguenza dei loro errori.
Non sarebbe meraviglioso se foste in grado di risparmiare loro tutta la soffer
enza? No,
non lo sarebbe. Non si evolverebbero come esseri umani e rimarrebbero superficia
li,
identificati con la forma esteriore delle cose. La sofferenza ci porta in profon
dit. Il
paradosso che la sofferenza causata dall'identificazione con la forma ma,
contemporaneamente, erode l'identificazione con la forma. Gran parte di essa cau
sata
dall'ego, bench alla fine sia

92
proprio la sofferenza a distruggere l'ego, ma questo non accade finch non soffrit
e
coscientemente.
L'umanit destinata ad andare al di l della sofferenza, ma non nel modo che pensa
l'ego. Una delle molte assunzioni errate dell'ego, uno dei suoi molti pensieri i
ngannevoli :
"Non dovrei soffrire". A volte tale pensiero viene trasferito su qualcuno vicino
a voi: "Il mio
bambino non dovrebbe soffrire". E proprio questo pensiero alla radice della soff
erenza.
La sofferenza ha un nobile scopo: l'evoluzione della coscienza e la dissoluzio
ne dell'ego.

L'uomo in croce un archetipo. Rappresenta ogni uomo, ogni donna. Quanto pi oppone
te
resistenza alla sofferenza, tanto pi il processo lento perch la resistenza crea an
cora pi
ego da dissolvere. Quando invece voi accettate la sofferenza, vi un'accelerazion
e del
processo perch soffrite consapevolmente. Potete accettare la sofferenza per voi s
tessi o per
qualcun altro, come per vostro figlio o per un vostro genitore. Nel mezzo della
sofferenza
consapevole vi gi la trasmutazione. Il fuoco della sofferenza diventa la luce del
la
coscienza.
L'ego dice: "Non dovrei soffrire", e questo pensiero vi fa soffrire ancora di
pi. una
distorsione della verit, che sempre paradossale. La verit che avete bisogno di dir
e s
alla sofferenza prima che possiate trascenderla.
Essere genitori coscienti
Molti bambini provano rabbia e risentimento nascosti verso i loro genitori e s
pesso la
causa ha origine nella non autenticit della relazione. Il bambino desidera profon
damente
che il genitore sia presente per lui come essere umano e non come ruolo, non imp
orta
quanto coscienziosamente questo ruolo sia interpretato. Voi potete fare tutte le
cose giuste e
mettercela tutta per il vostro bambino, ma anche se fate del vostro meglio non a
bbastanza.
Infatti, il fare non mai abbastanza se trascurate l'Essere. L'ego non sa nulla d
ell'Essere,
ma crede che, alla fine, voi sarete salvati dal fare. Se siete nella morsa dell'
ego, credete che
se fate sempre
93
di pi, alla fine accumulerete abbastanza "fare" per potervi sentire completi in u
n momento
futuro. Non succeder. Perderete solo voi stessi nel fare. L'intera civilt sta perd
endo se
stessa in un fare che non radicato nell'Essere e quindi diventa futile.
Come si fa a portare l'Essere nella vita di una persona, a portare l'Essere ne
lla relazione
con il vostro bambino? La chiave sta nel dargli attenzione. Vi sono due tipi di
attenzione.
Una potremmo chiamarla attenzione basata sulla forma. L'altra attenzione senza f
orma.
L'attenzione basata sulla forma sempre collegata in qualche modo con il fare o c
on criteri
di valutazione. "Hai fatto i compiti? Mangia la tua cena. Metti in ordine la tua
stanza. Lavati
i denti. Fai questo. Smetti di fare questo. Sbrigati, preparati."
Qual la prossima cosa da fare? Questa domanda riassume bene cos' la vita famili
are in
molte case. L'attenzione basata sulla forma naturalmente necessaria e ha la sua
importanza, ma se tutto quello che c' nella relazione con il vostro bambino, manc
a la

dimensione pi vitale. In questo caso l'Essere completamente oscurato dal fare, da


lle "cure
del mondo", come disse Ges. L'attenzione senza forma inseparabile dalla dimension
e
dell'Essere.
E come accade questo? Mentre guardate, ascoltate, toccate, o aiutate il vostro
bambino,
voi siete svegli, quieti, completamente presenti, non volendo null'altro che que
sto momento
cos com'. State facendo spazio all'Essere. Se siete presenti, non siete n madre n pa
dre.
Siete l'attenzione, la quiete, la Presenza che sta ascoltando, guardando, toccan
do, perfino
parlando. Siete l'Essere dietro il fare.
Riconoscere il vostro bambino
Siete un essere umano. Cosa significa? La maestria della vita non si basa sul
controllo,
ma sul trovare un equilibrio fra l'umano e l'Essere. Madre, padre, marito, mogli
e, giovane,
vecchio, i ruoli che voi rappresentate, la funzione che assolvete, qualsiasi cos
a facciate,
tutto ci appartiene alla

94
dimensione umana. L'umano deve avere la sua parte e bisogna onorarla, ma non
sufficiente per una relazione o una vita completa e significativa. Non importa c
he cosa
abbiate raggiunto o quanto duramente abbiate tentato, l'umano da solo non mai su
fficiente.
Allora vi l'Essere. Lo trovate nella quieta, vigile presenza della Coscienza ste
ssa, la
Coscienza che siete voi. L'umano forma. L'Essere non- forma. L'umano e l'Essere
non
sono separati ma strettamente connessi.
Nella dimensione umana, voi, senza alcun dubbio, siete superiori al vostro bam
bino. Siete
pi grandi, pi forti, ne sapete di pi, potete fare di pi. Se conoscete solo questa
dimensione vi sentirete superiori a lui, anche se in modo inconscio; e lo farete
sentire
inferiore, anche se in modo inconscio. Non c' uguaglianza tra voi e il vostro bam
bino
perch nella vostra relazione c' solo forma e, nella forma, naturalmente non siete
alla pari.
Potete amare il vostro bambino, ma il vostro amore sar solamente umano, che come
dire,
condizionato, possessivo, intermittente. Solo al di l della forma siete in uno st
ato di
uguaglianza e solo quando trovate in voi stessi la dimensione della non- forma v
i pu essere
vero amore nella relazione. La Presenza che siete voi, SONO senza tempo, riconos
ce se
stesso nell'altro, e l'altro, in questo caso il vostro bambino, si sente amato,
che come dire,
riconosciuto.
Amare significa riconoscere voi stessi nell'altro. Allora l'estraneit dell'altr

o si rivela
come un'illusione appartenente al regno puramente umano, il regno della forma.
L'aspirazione profonda che in ogni bambino l'aspirazione a essere riconosciuto,
non a
livello della forma, ma a livello dell'Essere. Se i genitori onorano solamente l
a dimensione
umana del bambino ma trascurano l'Essere, il bambino sentir che la relazione
insoddisfacente, che manca qualcosa di assolutamente vitale e vi sar in lui un do
lore
crescente e qualche volta un inconscio risentimento verso i genitori. "Perch non
mi
riconoscete?" Questo quello che sembra dire il dolore o il risentimento.
Quando un altro vi riconosce, quel riconoscimento attira
95
ancora di pi la dimensione dell'Essere in questo mondo, grazie a entrambi. Questo

l'amore che redime il mondo. Ho parlato di ci facendo riferimento specifico alla


relazione
con i vostri bambini, ma naturalmente si applica a tutte le relazioni.
stato detto "Dio amore" ma questo non assolutamente corretto. Dio l'Unica Vita
, al
di fuori e dentro tutte le innumerevoli forme di vita. L'amore implica la dualit:
chi ama e
chi amato, soggetto e oggetto.
Cos l'amore il riconoscimento dell'unit nel mondo della dualit. Questa la nascita
di
Dio nel mondo della forma. L'amore rende il mondo meno mondano, meno denso, pi
trasparente alla dimensione divina, la luce della coscienza stessa.
La rinuncia a interpretare dei ruoli
Una lezione essenziale dell'arte del vivere che ognuno di voi qui a imparare q
uella di
fare qualsiasi cosa vi venga richiesta in ogni situazione, senza che diventi un
ruolo nel quale
vi identificate. Avrete molto pi potere in tutte le cose che fate, se l'azione co
mpiuta per
l'interesse dell'azione in se stessa invece che come un mezzo per proteggere, ri
nforzare, o
conformarsi al ruolo nel quale vi identificate. Ogni ruolo un senso del s fittizi
o, e in
questo modo ogni cosa si personalizza, e quindi viene corrotta e distorta, dal "
piccolo me"
mentale e da qualsiasi ruolo stia interpretando in quel momento. La maggior part
e delle
persone che ricoprono una posizione di potere nel mondo, come politici, personal
it della
televisione, sia che si tratti di uomini d'affari sia di capi religiosi , a parte
qualche notevole
eccezione, completamente identificata con il proprio ruolo. Possono essere consi
derati dei
vip, ma non sono altro che giocatori inconsapevoli del gioco dell'ego, che appar
e cos
importante ma che, alla fine, manca di un vero proposito. Per dirla con le parol
e di
Shakespeare, "una favola di un idiota, piena di suoni e furia, che non

96
significa nulla".1 Sorprendentemente, Shakespeare arriv a questa conclusione senz
a godere
del beneficio della televisione. Se il dramma egoico della terra ha qualche ragi
on d'essere,
questa una ragione indiretta: crea sempre pi sofferenza sul pianeta, e sebbene la
sofferenza sia in gran parte creata dall'ego, alla fine anche la sua distruzione
. il fuoco sul
quale l'ego brucia se stesso.
In un mondo di personalit che interpretano un ruolo, quelle poche persone che n
on
proiettano un'immagine mentale, e ve ne sono alcune perfino in televisione, nei
media e nel
mondo degli affari, e che invece funzionano dal profondo del loro Essere, quelli
che non
cercano di apparire pi di quello che sono, ma sono semplicemente loro stessi, spi
ccano tra
gli altri e sono i soli che veramente fanno una differenza in questo mondo. Essi
sono coloro
che portano la nuova coscienza. Ogni cosa che fanno ha grande potere perch alline
ata
con il proposito del tutto. La loro influenza, in ogni modo, va al di l di quello
che fanno,
molto al di l della loro funzione. La loro pura presenza, semplice, naturale, non
pretenziosa, ha un effetto di trasformazione su tutti quelli con i quali vengono
in contatto.
Quando non interpretate un ruolo, significa che non c' il s (l'ego) in quello ch
e fate. Non
c' un secondo fine, la protezione o il rafforzamento del vostro s. Come risultato
le vostre
azioni hanno molto pi potere. Siete totalmente focalizzati sulla situazione. Dive
ntate una
cosa sola con essa. Non cercate di essere qualcuno in particolare. Avete molto p
i potere;
siete pi efficaci quando siete completamente voi stessi. Ma non cercate di essere
voi stessi.
Questo ancora un altro ruolo. Si chiama "il me, spontaneo e naturale". Fino a ch
e cercate
di essere questo o quello, state ancora interpretando un ruolo. "Siate solo voi
stessi" un
buon consiglio, ma pu anche essere ingannevole. La mente interverr e dir: "Vediamo.
Come posso essere me stesso?" Quindi svilupper
1W. Shakespeare, Macbeth.
97
qualche tipo di strategia: "Come essere me stesso". Un altro ruolo. "Come posso
essere me
stesso?" in realt la domanda sbagliata. Implica che dobbiate fare qualcosa per es
sere voi
stessi. Ma questo non il caso, perch voi siete gi voi stessi. Smettete solamente d
i
aggiungere altro bagaglio a chi siete gi. "Ma non so chi sono. Non so cosa signif
ichi essere

me stesso." Se potete essere assolutamente a vostro agio con il non sapere chi s
iete, allora
quello che rimane chi siete, l'Essere dietro l'umano, un campo di pura potenzial
it invece
di qualcosa che gi definito.
Rinunciate a dare qualsiasi definizione di voi stessi, a voi stessi e agli alt
ri. Non morirete.
Risorgerete alla vita. E non fate caso a come gli altri vi definiscono. Quando l
oro vi
definiscono, stanno limitando se stessi, e quindi un loro problema. Ogni volta c
he
interagite con la gente, non siate l principalmente come una funzione o un ruolo,
ma come
un campo di Presenza consapevole.
Perch l'ego interpreta dei ruoli? Per una indiscussa assunzione, un errore fond
amentale,
un pensiero inconscio. Quel pensiero : io non sono abbastanza. Seguono altri pens
ieri: ho
bisogno di interpretare un ruolo per poter avere quello di cui ho bisogno per es
sere
pienamente me stesso; ho bisogno di avere di pi cos posso essere di pi. Ma non pote
te
essere di pi perch sotto la forma fisica e psicologica, voi siete una cosa sola co
n la Vita
stessa, una cosa sola con l'Essere. Nella forma siete e sarete sempre inferiori
a qualcuno e
superiori a qualcun altro. Nell'essenza non siete n inferiori n superiori a nessun
o. La vera
stima di se stessi e la vera umilt nascono da questa comprensione. Agli occhi del
l'ego la
stima di s e l'umilt sono contraddittorie. In verit sono una cosa sola e uguale.
L'ego patologico
Nel senso lato della parola, l'ego in se stesso patologico, non importa che fo
rma prenda.
Quando consideriamo l'antica radice greca della parola "patologico", scopriamo q
uanto
I

98
sia appropriato questo termine applicato all'ego. Sebbene questo termine sia nor
malmente
usato per descrivere una condizione di malattia, derivato da pathos, che signifi
ca
sofferenza. Questo esattamente ci che scopr il Buddha gi 2600 anni fa, una
caratteristica della condizione umana.
Una persona nella morsa dell'ego, comunque, non riconosce la sofferenza come
sofferenza, ma la vede come la sola risposta appropriata in ogni situazione che
si presenta.
L'ego nella sua cecit incapace di vedere la sofferenza che infligge a se stesso e
agli altri.
L'infelicit una malattia mentale ed emozionale creata dall'ego che ha raggiunto
proporzioni epidemiche. l'equivalente interiore dell'inquinamento ambientale del
nostro
pianeta. Stati negativi come la rabbia, l'ansia, l'odio, il risentimento, la sco
ntentezza,

l'invidia, la gelosia e cos via, non sono riconosciuti come negativi ma totalment
e giustificati
e ulteriormente fraintesi come fossero causati da qualcuno o da qualche fattore
esterno
invece che creati da voi stessi. "Ti ritengo responsabile del mio dolore." Quest
o quello che
implicitamente l'ego afferma.
L'ego non in grado di distinguere fra una situazione e la sua interpretazione
e la reazione
a quella situazione. Potete dire: "Che giornata spaventosa" senza comprendere ch
e il freddo,
il vento o qualsiasi sia la situazione a cui reagite non sono spaventosi. Sono c
ome sono.
Quella che spaventosa la vostra reazione, la vostra resistenza interiore alla si
tuazione e
l'emozione creata dalla resistenza. Per dirla con le parole di Shakespeare: "Non
c' nulla che
sia buono o cattivo, ma il pensiero lo rende tale".2 Per di pi, la sofferenza o l
a negativit
sono spesso percepite erroneamente come piacere perch fino a un certo punto l'ego
, grazie
a loro, si potenzia.
Per esempio, la rabbia e il risentimento rafforzano incredibilmente l'ego aument
ando il
senso di separazione, enfatizzando l'estraneit degli altri e creando una fortezza
,
2
William Shakespeare, Amleto.
99
all'apparenza inespugnabile, costituita da una posizione mentale di "io sono nel
giusto". Se
foste in grado di osservare i cambiamenti fisiologici che accadono nel corpo qua
ndo siete
posseduti da tali stati negativi, la cattiva influenza che hanno sul funzionamen
to del cuore,
del sistema digestivo e immunitario e di altre innumerevoli funzioni del corpo,
vi sarebbe
chiaro che tali stati sono in verit patologici, sono forme di sofferenza e non di
piacere.
Ogni volta che siete in uno stato negativo, vi qualcosa in voi che vuole la ne
gativit, che
la percepisce come piacere o che crede che vi dar quello che volete. Se fosse alt
rimenti, chi
vorrebbe attaccarsi alla negativit, rendere se stessi e gli altri infelici e far
ammalare il
corpo? Cos, ogni volta che vi della negativit in voi, se potete essere consapevoli
in quel
momento che c' qualcosa in voi che ricava piacere o che crede che abbia uno scopo
utile,
potete diventare direttamente consapevoli dell'ego. Nel momento in cui questo av
viene, la
vostra identit si spostata dall'ego alla consapevolezza. Significa che l'ego si s
ta
restringendo e la consapevolezza sta crescendo.
Se nel mezzo della negativit siete capaci di comprendere: "In questo momento st
o
creando sofferenza per me stesso", questo sar sufficiente per innalzarvi al di so
pra delle

limitazioni degli stati condizionati dell'ego e delle reazioni. Vi si schiuderan


no infinite
possibilit, le quali vengono a voi quando vi la consapevolezza, vie molto pi intel
ligenti
per rispondere a qualsiasi situazione. Sarete liberi di lasciar andare la vostra
infelicit nel
momento in cui riconoscete la sua mancanza di intelligenza. La negativit non
intelligente. Appartiene sempre all'ego. L'ego pu essere abile, ma non intelligen
te.
L'abilit persegue le sue piccole mire. L'intelligenza vede la vastit della totalit
nella quale
tutte le cose sono connesse. L'abilit motivata da interessi personali ed estremam
ente
miope. La maggior parte dei politici e degli uomini d'affari abile. Solamente po
chi sono
intelligenti. Qualunque cosa sia ottenuta con

100
l'abilit ha vita breve e, alla fine, si rivela sempre controproducente. L'abilit d
ivide;
l'intelligenza include.
L'infelicit di fondo
L'ego crea separazione e la separazione crea sofferenza. L'ego perci chiarament
e
patologico. A parte le emozioni negative pi ovvie come la rabbia e l'odio, vi son
o altre
forme pi sottili di negativit che sono cos comuni che di solito non sono riconosciu
te
come tali, come l'impazienza, l'irritazione, il nervosismo e l'essere stufi". Co
stituiscono
l'infelicit di fondo che, in molte persone, lo stato interiore predominante. Dove
te essere
molto attenti e assolutamente presenti per riuscire a scoprirli. Ogni volta che
lo fate un
momento di risveglio, nel quale non siete identificati con la mente.
Ecco qui uno degli stati negativi pi comuni che facilmente vi pu sfuggire, propr
io
perch cos comune, cos normale. Sperimentate spesso un senso di scontentezza che
potrebbe definirsi meglio come un generico senso di risentimento di fondo? Pu ess
ere
specifico o no. Molte persone passano gran parte della loro vita in questo stato
. Sono cos
identificate con questo che non sono in grado di staccarsi e di osservarlo. Sott
o questa
sensazione vi sono credenze inconsciamente mantenute, come dire, certi pensieri.
Pensate
quei pensieri nello stesso modo in cui sognate i vostri sogni quando dormite. In
altre parole,
non sapete che li state pensando, proprio come il sognatore non sa che sta sogna
ndo.
Qui vi sono alcuni dei pensieri pi comuni, dei quali non siamo consapevoli, che
nutrono
il senso di scontentezza o il risentimento di fondo. Ho tolto il contenuto da qu
esti pensieri
cos da lasciare la nuda struttura. In questo modo diventano pi chiaramente visibil

i. Ogni
volta che vi dell'infelicit di fondo nella vostra vita (o anche evidente all'este
rno) potete
vedere quale di questi pensieri si applica e si adatta al vostro personale conte
nuto in accordo
con la vostra situazione personale:
101
Deve accadere qualcosa nella mia vita prima che possa essere in pace (felice, so
ddisfatto ecc).
E ho risentimento perch non ancora accaduto. Forse il mio risentimento lo far fina
lmente
accadere.
Sono risentito perch nel passato accaduto qualcosa che non sarebbe dovuto accader
e. Se non
fosse successo, adesso sarei in pace.
Sta accadendo qualcosa, adesso, che non dovrebbe accadere e ci mi impedisce di es
sere in
pace.
Spesso le credenze inconsce sono dirette verso una persona e cos l'accadere" dive
nta il "fare":
Dovresti fare questo o quello cos io potrei essere in pace. E sono risentito perc
h non l'hai
ancora fatto. Forse il mio risentimento ti indurr a farlo.
Qualcosa che tu (o io) hai fatto, detto, o non hai fatto nel passato mi impedisc
e di essere in
pace, adesso.
Qualcosa che stai facendo o non facendo adesso mi impedisce di essere in pace.
Il segreto della felicit
Tutte le cose dette sopra sono asserzioni, pensieri pi o meno inconsapevoli che
sono confusi con
la realt. Sono storie che l'ego crea per convincervi che non potete essere in pac
e adesso o che non
potete essere pienamente voi stessi, adesso. Essere in pace ed essere chi siete,
cio essere voi stessi,
sono un'unica cosa. L'ego dice: "Forse, in qualche momento nel futuro, posso ess
ere in pace se
questo accade oppure ottenendo una cosa o diventando cos". Oppure: "Non posso mai
essere in
pace perch successo qualcosa nel passato".
Ascoltate le storie della gente e tutte possono essere intitolate "Perch non po
sso essere felice
adesso". L'ego non sa che la vostra sola opportunit per essere in pace adesso. O

102
forse lo sa e ha paura che voi possiate scoprirlo. La pace, dopotutto, la fine d
ell'ego.
Come essere in pace adesso? Facendo la pace con il momento presente. Il moment

o
presente il campo in cui si svolge il gioco della vita. Non pu avvenire in nessun
altro
luogo. Quando avete fatto la pace con il momento presente, osservate cosa accade
, cosa
potete fare o scegliere di fare, o piuttosto cosa fa la vita attraverso di voi.
Vi sono quattro
parole che racchiudono il segreto dell'arte di vivere, il segreto di ogni succes
so e della
felicit: UNO CON la vita. Essere una cosa sola con la vita essere una sola cosa c
on
l'Adesso. Allora comprendete che voi non vivete la vita, ma che la vita vive voi
. La vita il
danzatore e voi siete la danza.
L'ego ama il suo risentimento verso la realt. Cosa la realt? Qualsiasi cosa vi s
ia.
Buddha la chiama tatata, la qualit intrinseca della vita, che non altro che "l'es
sere cos" di
questo momento. L'opposizione all'essere cos" della vita una delle principali
caratteristiche dell'ego. Crea la negativit su cui l'ego prospera, l'infelicit che
ama tanto. In
questo modo, fate soffrire voi stessi e gli altri e non sapete nemmeno che lo st
ate facendo,
non sapete che state creando l'inferno in terra. Creare sofferenza senza riconos
cerlo
l'essenza di un vivere inconscio; significa essere totalmente nella morsa dell'e
go.
sbalorditivo e incredibile quanto l'ego sia incapace di vedere se stesso e quell
o che fa. Far
esattamente quello che condanna negli altri e non lo vedr. Quando glielo si fa no
tare,
negher rabbiosamente, user argomenti abilissimi e giustificazioni per distorcere i
fatti. Lo
fa la gente, lo fanno le associazioni e i governi. Quando tutto il resto fallisc
e, l'ego risorger
gridando e ricorrer perfino alla violenza fisica. Mander i marines. Possiamo ora
comprendere la profonda saggezza delle parole di Ges sulla croce: "Perdona loro p
erch
non sanno quello che fanno".
Per porre termine alla miseria che ha afflitto la condizione umana per migliai
a di anni
dovete cominciare da voi103
stessi e assumervi la responsabilit del vostro stato interiore in ogni singolo mo
mento. Cio:
adesso. Chiedetevi: "C' negativit in me in questo momento?" Quindi siate vigili, a
ttenti ai
vostri pensieri cos come alle vostre emozioni. Fate caso all'infelicit di fondo, d
i cui vi ho
parlato prima, in qualsiasi forma si presenti: scontentezza, nervosismo, "l'esse
re stufi" e cos
via. State attenti specialmente ai pensieri che sembrano giustificare o spiegare
questa
infelicit ma che in realt ne sono la causa. Nel momento in cui diventate consapevo
li di
uno stato negativo in voi stessi, non vuol dire che avete fallito. Vuol dire che
avete avuto
successo. Fino a che questa consapevolezza non accade vi un'identificazione con
gli stati
interiori, e quell'identificazione l'ego. Con la consapevolezza giunge la diside

ntificazione
dai pensieri, dalle emozioni e dalle reazioni. Questo non va confuso con la nega
zione. I
pensieri, le emozioni e le reazioni sono riconosciuti e nel momento stesso del
riconoscimento, la disidentificazione avviene automaticamente. Il vostro senso d
i s, di chi
siete, subisce un cambiamento: prima eravate i pensieri, le emozioni e le reazio
ni; adesso
siete la consapevolezza, la Presenza cosciente che testimonia questi stati.
"Un giorno sar libero dall'ego." Chi sta parlando? L'ego. Liberarsi dall'ego no
n un
grosso lavoro ma un lavoro molto piccolo. Tutto quello che dovete fare essere co
nsapevoli
dei vostri pensieri ed emozioni, nel momento in cui accadono. Questo non realmen
te un
"fare" ma un vigile "vedere". In questo senso vero che non c' nulla che potete fa
re per
liberarvi dall'ego. Quando avviene questo cambiamento, che implica uno spostamen
to dal
pensiero alla consapevolezza, un'intelligenza molto pi grande dell'abilit dell'ego
inizia a
operare nella vostra vita. Grazie alla consapevolezza, le emozioni, e perfino i
pensieri si
spersonalizzano. La loro natura impersonale riconosciuta. Non vi pi un senso del
s in
essi. Sono solo emozioni umane, umani pensieri. La vostra intera storia personal
e, che in
fondo non altro che una storia, un fascio di

104
pensieri e di emozioni, diventa di secondaria importanza e non occupa pi il posto
in prima
fila nella vostra coscienza. Non costituisce pi a lungo la base della vostra iden
tit. Siete la
luce della Presenza, la consapevolezza che viene prima ed pi profonda di ogni pen
siero
ed emozione.
Le forme patologiche dell'ego
Come abbiamo visto, la natura dell'ego essenzialmente patologica, se usiamo qu
esta
parola nel senso pi ampio, cio per denotare disfunzione e sofferenza. Molti disord
ini
mentali consistono negli stessi aspetti egoici che operano in una persona normal
e, salvo che
sono diventati cos pronunciati che la loro natura patologica ora evidente a tutti
, tranne
alla persona che ne soffre.
Per esempio, molte persone normali dicono ogni tanto certe bugie per apparire
pi
importanti, pi speciali, e per rinforzare la propria immagine nella mente degli a
ltri: chi
conoscono, quali sono le cose che hanno raggiunto, le loro abilit, i loro possedi
menti e
qualsiasi altra cosa che l'ego usi per identificarsi. Alcune persone, comunque,

spinte dalla
sensazione di insufficienza dell'ego e dal suo bisogno di avere o di essere "di
pi", mentono
in modo abituale e compulsivo. La maggior parte di quello che vi dicono riguardo
a se
stesse, alla loro storia, una completa fantasia, un edificio fittizio che l'ego
ha costruito per
sentirsi pi grande, pi speciale. L'immagine gonfiata che hanno di se stessi pu qual
che
volta ingannare gli altri, ma di solito non a lungo. Spesso riconosciuta abbasta
nza in fretta
dalla maggior parte delle persone come una completa invenzione.
La malattia mentale chiamata schizofrenia paranoica o, in breve, paranoia,
essenzialmente una forma esasperata di ego. Di solito consiste in una storia fit
tizia che la
mente ha inventato per giustificare una persistente, sotterranea sensazione di p
aura.
L'elemento pi importante della storia il credere che certe persone (qualche volta
un gran
numero o105
praticamente quasi tutti) stanno complottando contro di me o stanno cospirando p
er
controllarmi o uccidermi. Spesso l'invenzione ha una sua consistenza e una sua l
ogica cos
che qualche volta induce anche gli altri a credere che sia vera. Qualche volta a
nche
organizzazioni o intere nazioni sono basate su sistemi di credenze paranoiche.
La paura dell'ego e la sfiducia negli altri, la sua tendenza a enfatizzare l'e
straneit degli
altri, focalizzandosi sulle loro supposte colpe e facendo di queste colpe la lor
o identit, si
spinge ancora pi in l e fa degli altri dei mostri inumani. L'ego ha bisogno degli
altri, ma il
suo dilemma che nel profondo li odia e li teme. L'affermazione di Jean- Paul Sar
tre,
"l'inferno sono le altre persone", la voce dell'ego. Chi soffre di paranoia sper
imenta questo
inferno pi acutamente, ma ogni persona in cui lo schema dell'ego sta ancora opera
ndo lo
sentir, anche se con intensit differente. Pi l'ego forte in voi, pi le altre persone
sono,
nella vostra percezione, la fonte principale dei vostri problemi. anche probabil
e che
renderete la vita difficile agli altri. Ma naturalmente non ve ne accorgerete. S
embra sempre
che siano gli altri a farlo a voi.
La paranoia si manifesta anche attraverso un altro sintomo che un elemento di
ogni ego,
ma che nella paranoia prende una forma pi estrema. Pi la persona sofferente vede s
e
stessa perseguitata, spiata o minacciata dagli altri, pi si rafforza il suo senso
di essere il
centro dell'universo intorno al quale tutto ruota, e pi si sente speciale e impor
tante perch
il punto focale immaginario dell'attenzione di cos tante persone. Il suo senso di
essere una
vittima, di essere giudicata male da cos tanta gente la fa sentire molto speciale
. Nella storia
che alla base del suo sistema illusorio, spesso assegna a se stessa sia il ruolo

di vittima sia
quello di eroe potenziale, destinato a salvare il mondo o a sconfiggere le forze
del male.
Anche l'ego collettivo di trib, nazioni e organizzazioni religiose contiene frequ
entemente
un forte elemento di paranoia: noi contro gli altri cattivi. la causa di molta
106
sofferenza umana. L'Inquisizione spagnola, le persecuzioni e i roghi di eretici
e di streghe,
le relazioni tra nazioni che hanno portato alla Prima e alla Seconda guerra mond
iale, il
comunismo e la sua storia, la Guerra Fredda, il maccartismo in America negli ann
i
Cinquanta, il prolungato conflitto in Medio Oriente sono tutti episodi dolorosi
nella storia
umana dominata da un'estrema paranoia collettiva.
Quanto pi gli individui, i gruppi o le nazioni sono inconsapevoli, pi probabile
che la
patologia dell'ego assuma la forma della violenza fisica. La violenza primitiva
ma tuttora
un modo molto diffuso con cui l'ego cerca di asserire se stesso, di sentirsi nel
giusto
rendendo l'altro sbagliato. Fra persone molto inconsapevoli le discussioni posso
no portare
facilmente alla violenza fisica.
Che cosa una discussione? Due o pi persone che esprimono opinioni diverse. Ogni
persona cos identificata con i pensieri che formano la sua opinione che quei pens
ieri si
condensano in una posizione mentale che investita da un senso del s. In altre par
ole:
l'identit e il pensiero si fondono. Quando difendo le mie opinioni (pensieri), mi
sento e
agisco come se difendessi me stesso. Inconsciamente mi sento e agisco come se st
essi
lottando per la sopravvivenza e le mie emozioni rifletteranno questa credenza in
conscia,
diventando turbolente. Sono sconvolto, arrabbiato, sulla difensiva o aggressivo.
Ho bisogno
di vincere a tutti i costi o sar annientato. Questa l'illusione. L'ego non sa che
la mente e le
posizioni mentali non hanno nulla a che fare con chi siete voi perch l'ego la men
te
inosservata.
Nello Zen si dice: "Non cercare la verit. Smetti solamente di nutrire le opinio
ni". Cosa
significa? Lascia andare le identificazioni con la mente. Allora chi siete voi a
l di l della
mente emerge da solo.
Il lavoro, con e senza l'ego
Molte persone hanno momenti nei quali sono libere dall'ego. Le persone che son
o
eccezionalmente brave in107
quello che fanno possono essere completamente o in gran parte libere dall'ego, m

entre stanno
svolgendo il loro lavoro. Forse non lo sanno, ma il loro lavoro diventato una pr
atica spirituale. La
maggior parte di loro presente a se stessa mentre fa il proprio lavoro e ricade
in una relativa
inconsapevolezza nella vita privata. Questo significa che il loro stato di Prese
nza limitato a un
tempo e a un'area della vita.
Ho incontrato insegnanti, artisti, infermiere, dottori, scienziati, operatori
sociali, camerieri,
parrucchieri, uomini d'affari e venditori che svolgono il loro lavoro in modo am
mirevole senza
alcuna ricerca di conferme, rispondendo totalmente a qualsiasi cosa richiedesse
loro il momento.
Essi sono una cosa sola con ci che fanno, una cosa sola con l'Adesso e con gli al
tri, o con il loro
compito. L'influenza che queste persone hanno sugli altri va molto al di l della
funzione che
svolgono. Esse trasmettono un allentamento dell'ego a tutti quelli con cui entra
no in contatto.
Perfino persone con un ego pesante qualche volta incominciano a rilassarsi, ab
bassano la guardia
e smettono di interpretare i loro ruoli quando interagiscono con loro. Non sorpr
ende che queste
persone che lavorano senza ego abbiano un incredibile successo in ci che fanno. C
hiunque sia una
cosa sola con quello che fa sta costruendo la nuova terra.
Ho incontrato anche molti altri che possono essere tecnicamente bravi, ma il c
ui ego sabota
costantemente il lavoro. Solo parte della loro attenzione concentrata sul lavoro
che stanno
svolgendo; l'altra rivolta a loro stessi. Il loro ego domanda un riconoscimento
personale e spreca
energia in risentimento se non ne riceve abbastanza. E non mai abbastanza. "Qual
cun altro ha
ottenuto pi riconoscimento di me?" Oppure cercano il profitto o il potere e il lo
ro lavoro non
altro che un mezzo per raggiungere un fine. Quando il lavoro solo un mezzo non p
u essere di
alta qualit. Quando sorgono ostacoli o difficolt, quando le cose non vanno secondo
le aspettative,
quando le altre persone o le

108
circostanze non sono d'aiuto e non cooperano, invece di diventare una cosa sola
con la
nuova situazione e rispondere alle richieste del momento presente, reagiscono co
ntro la
situazione e cos se ne separano. Vi un "me" che si sente personalmente offeso o r
isentito,
e un'enorme quantit di energia viene bruciata in inutili proteste o in rabbia, en
ergia che
potrebbe essere usata per risolvere il problema. E per di pi, questa "anti- energ
ia" crea
nuovi ostacoli, nuove opposizioni. Molte persone sono veramente i peggiori nemic
i di se

stessi.
Le persone inconsapevolmente sabotano il loro stesso lavoro quando si tratteng
ono
dall'aiutare o dal dare informazioni agli altri o provano a boicottare chi ha pi
successo o ha
pi credito di "me". La cooperazione estranea all'ego, eccetto quando nasconde un
secondo fine. L'ego non sa che pi includete gli altri e pi le cose vengono a voi i
n modo
facile e fluido. Quando date poco o addirittura nessun aiuto agli altri o mettet
e ostacoli sul
loro cammino, l'universo, in forma di persone o circostanze, vi d poco o nessun a
iuto
perch vi siete tagliati fuori dal tutto. L'inconscio e pi profondo senso dell'ego
del "non
abbastanza", di fronte al successo di qualcun altro, causa una reazione come se
questo
successo avesse portato via qualcosa a "me". Non sa che il vostro risentimento p
er il
successo di un'altra persona riduce proprio le vostre possibilit di successo. Per
attrarre il
successo, avete bisogno di dargli il benvenuto dovunque lo vediate.
L'ego nella malattia
Una malattia pu rafforzare o indebolire l'ego. Se vi lamentate, vi autocompiang
ete, o
siete risentiti perch siete malati, il vostro ego si rafforza e si rafforza anche
nel caso
facciate diventare la malattia parte della vostra identit concettuale: "Sono un m
alato di
questa o di quella malattia". Ah, cos adesso sapete chi siete. Alcuni altri, inve
ce, che nella
vita normale hanno un grande ego, improvvisamente nella malattia diventano perso
ne molto
pi

109
piacevoli, gentili e benevoli. Possono avere delle intuizioni che non avrebbero
mai avuto in
una vita sana. Possono aver accesso alla loro conoscenza e letizia interiori e p
ronunciare
parole di saggezza. Poi, quando si sentono meglio, l'energia ritorna e cos fa l'e
go.
Quando vi ammalate, il vostro livello di energia piuttosto basso e l'intellige
nza
dell'organismo pu prendere il comando e usare l'energia rimanente per la guarigio
ne del
corpo, e cos non ne rimane abbastanza per la mente, quindi per il pensiero egoico
e per le
emozioni. L'ego brucia una quantit considerevole di energia. Anche nel caso di un
a
malattia, l'ego pu trattenere la piccola quantit di energia che rimane e usarla pe
r i suoi
scopi. Inutile dire che le persone che sperimentano un rafforzamento dell'ego ne
lla malattia,
ci mettono molto pi tempo a guarire. Qualcuno non guarisce mai e la malattia dive
nta

cronica e parte permanente del loro falso senso del s.


L'ego collettivo
Come duro vivere con voi stessi! Una delle vie con cui l'ego prova a sfuggire
all'insoddisfazione del senso personale del s quella di allargare e rafforzare il
suo senso
di s identificandosi con un gruppo, una nazione, un partito politico, un'associaz
ione,
istituzione, setta, club, banda, squadra di calcio.
In qualche caso l'ego personale sembra dissolversi completamente se si dedica
la propria
vita a lavorare altruisticamente per il bene superiore della collettivit, senza c
hiedere
ricompense personali, riconoscimenti o promozioni. Che sollievo essersi liberati
dal peso
spaventoso del s personale. I membri della collettivit si sentono felici e soddisf
atti,
malgrado lavorino duramente, o debbano fare sacrifici. Sembra che siano andati a
l di l
dell'ego. La domanda : si sono veramente liberati o l'ego si semplicemente sposta
to dal
personale al collettivo?
Una collettivit manifesta le stesse caratteristiche

110
dell'ego personale, come il bisogno del conflitto e dei nemici, il bisogno di ot
tenere di pi, il
bisogno di avere ragione contro altri che hanno torto e cos via. Prima o poi la c
ollettivit
entrer in conflitto con altri ego collettivi, perch inconsciamente ha bisogno di o
pposizione
per definire i suoi limiti e cos la sua identit. I suoi membri sperimenteranno la
sofferenza
che arriva inevitabilmente nella scia di ogni azione motivata dall'ego. A quel p
unto, si
possono risvegliare e comprendere che la loro collettivit ha un forte elemento di
follia.
All'inizio pu essere doloroso risvegliarsi improvvisamente e comprendere che il
collettivo con cui vi siete identificati e per il quale avete lavorato effettiva
mente folle.
Qualcuno diventa cinico o amaro, e da quel punto in poi nega tutti i valori, tut
ti i meriti.
Questo significa che adotta velocemente un altro sistema di credenze quando quel
lo di
prima stato riconosciuto come illusorio e perci crollato. Queste persone non affr
ontano
la morte del loro ego, ma scappano e si reincarnano in uno nuovo.
Un ego collettivo in genere pi inconscio dei singoli individui che lo compongon
o. Per
esempio, le folle (che sono entit egoiche collettive temporanee) sono capaci di c
ommettere
atrocit che l'individuo al di fuori della folla non commetterebbe. Non raro che l
e nazioni
abbiano un comportamento che in un individuo sarebbe immediatamente riconoscibil
e come

psicopatico.
Nel momento in cui la nuova coscienza emerge, delle persone sentiranno l'esige
nza di
formare gruppi che riflettano la coscienza illuminata. Questi gruppi non saranno
un
collettivo di ego. Gli individui che danno vita a questi gruppi non avranno biso
gno di
definire la loro identit grazie a essi. Queste persone non cercano pi alcuna forma
per
definire chi sono. Anche se i membri che hanno formato questi gruppi non sono an
cora
totalmente liberi dall'ego, vi sar abbastanza consapevolezza in loro per riconosc
ere l'ego in
loro stessi o in altri, appena si manifester.
Comunque, a quel punto richiesta una vigilanza

costante perch l'ego cercher di prevalere e riaffermare se stesso in ogni modo pos
sibile. Uno dei
propositi principali di questi gruppi, sia che si tratti di affari illuminati, d
i organizzazioni di carit,
di scuole o comunit di persone che vivono insieme, sar il dissolvimento dell'ego u
mano di fronte
alla luce della consapevolezza. I collettivi illuminati avranno una funzione imp
ortante nel sorgere
della nuova coscienza. Proprio come i collettivi basati sull'ego vi attirano nel
l'inconsapevolezza, i
collettivi illuminati possono essere un vortice per la coscienza che accelerer il
cambiamento
planetario.
Le prove incontrovertibili dell'immortalit
L'ego accade grazie a una scissione nella psiche umana nella quale l'identit si
separa in due parti
che potremmo chiamare "io" e "me" o "me" e "me stesso". Ogni ego quindi schizofr
enico, per
usare questo termine nel suo significato popolare di personalit divisa. Vivete co
n un'immagine
mentale di voi stessi, con un s concettuale con il quale avete una relazione. La
vita in se stessa
diventa concettuale e separata da chi siete voi quando pensate o parlate della "
mia vita". Nel
momento in cui dite o pensate "la mia vita" e credete in quello che state dicend
o (invece di usare
solo una convenzione linguistica), siete entrati nel mondo dell'illusione.
Se vi una cosa simile come "la mia vita", ne viene di conseguenza che io e la
vita siamo due
cose separate e cos posso anche perdere la vita, il mio immaginario possesso cust
odito
gelosamente. La morte diventa un'apparente realt e una minaccia.
Parole e concetti separano la vita in frammenti che non hanno alcuna realt. Pos
siamo perfino
dire che la nozione "la mia vita" l'illusione primaria di separazione, l'origine
dell'ego.
Se io e la vita siamo due, se io sono separato dalla vita, allora io sono sepa
rato da tutte le cose, da
tutti gli esseri, da tutte le persone. Ma come posso essere separato dalla vita?

112
Quale "io" pu essere disgiunto dalla vita, disgiunto dall'Essere? assolutamente
impossibile.
Cos, non esiste una cosa come "la mia vita", e non ho una vita. Io sono la vita
. Io e la vita
siamo un'unica cosa. Non pu essere altrimenti. Cos, come posso perdere la mia vita
? In
primo luogo come posso perdere qualcosa che non ho? Come posso perdere qualcosa
che IO
SONO?
impossibile.

V
Il corpo di dolore
Gran parte del pensiero della maggioranza delle persone involontario, automatico
e
ripetitivo. Non nulla di pi di un'energia statica mentale e non ha nessuno scopo
reale. Si
pu dire pi esattamente che non siete voi a pensare ma il pensiero vi accade.
L'affermazione "io penso" implica un atto di volont. Implica che avete qualcosa d
a dire
sull'argomento, che vi una scelta da parte vostra. Per la maggior parte delle pe
rsone,
questo non ancora il caso. "Io penso" un'affermazione altrettanto falsa di quell
a di "Io
digerisco" o "Io faccio circolare il mio sangue". La digestione avviene, la circ
olazione
avviene, il pensiero avviene.
La voce nella testa ha una vita sua. La maggior parte delle persone sono alla
merc di
quella voce; sono possedute dal pensiero, dalla mente. E poich la mente condizion
ata dal
passato, siete quindi forzati a rappresentare di nuovo il passato ancora e ancor
a. Il termine
orientale per questo karma. Quando siete identificati con quella voce, naturalme
nte voi
non lo sapete. Se lo sapeste, non ne sareste posseduti pi a lungo perch siete vera
mente
posseduti solo quando scambiate l'entit che vi possiede con chi siete, che come d
ire,
quando diventate l'entit stessa.
Nel corso dei millenni, l'umanit stata sempre pi posseduta dalla mente, senza rius
cire a
riconoscere l'entit che la possiede come un "non s". Grazie a una completa identif
icazione
con la mente, un falso senso del s, l'ego, si
114
manifestato nell'esistenza. La densit dell'ego dipende dal grado in cui voi, la c
oscienza,

siete identificati con la mente, con il pensiero. Il pensiero non altro che un m
inuscolo
aspetto della totalit della coscienza, la totalit che voi siete.
Il grado di identificazione con la mente varia da persona a persona. Alcune go
dono di
periodi di libert dalla mente, che sono comunque brevi, e la pace, la gioia e la
vitalit che
sperimentano in quei momenti rendono la vita degna di essere vissuta. Questi son
o anche i
momenti nei quali sorgono la creativit, l'amore e la compassione. Altri sono cost
antemente
intrappolati nello stato egoico. Sono alienati da loro stessi, cos come dagli alt
ri e dal mondo
che li circonda. Quando li guardate, potete vedere la tensione nei loro visi, fo
rse le
sopracciglia aggrottate o l'espressione dello sguardo fissa o assente. La maggio
r parte della
loro attenzione assorbita dal pensiero e cos non vi vedono veramente, e non vi st
anno
veramente ascoltando. Non sono presenti in ogni situazione perch la loro attenzio
ne nel
passato o nel futuro che, naturalmente, esiste solo nella mente in forma di pens
ieri. Oppure
si relazionano a voi attraverso qualche ruolo che interpretano e cos non sono lor
o stessi.
Molte persone sono alienate da chi sono e alcune sono alienate a un grado tale c
he il loro
modo di comportarsi e di interagire riconosciuto come non autentico, da quasi tu
tti,
eccetto da quelli che sono egualmente non autentici, egualmente alienati da loro
stessi.
Alienazione significa che non vi sentite a vostro agio in nessuna situazione,
luogo, o in
compagnia di nessun altro, nemmeno di voi stessi. State sempre provando ad andar
e a
"casa" ma non vi sentite mai a casa. Alcuni dei pi grandi scrittori del ventesimo
secolo,
come Franz Kafka, Albert Camus, T. S. Eliot e James Joyce, riconobbero l'alienaz
ione come
il dilemma universale dell'esistenza umana, e la sentirono probabilmente in modo
cos
profondo da essere in grado di esprimerla brillantemente nelle loro opere. Essi
non offrono
una soluzione. Il loro contributo di mostrarci un riflesso della difficile condi
zione umana
in modo che la
115
possiamo vedere pi chiaramente. Vedere la situazione difficile nella quale siamo
il primo
passo per andare al di l della situazione stessa.
La nascita dell'emozione
In aggiunta al movimento del pensiero, sebbene non separata completamente da q
uesto, vi
un'altra dimensione dell'ego: l'emozione. Questo non vuol dire che ogni pensiero
e ogni
emozione appartengano all'ego. Diventano dell'ego solo quando vi identificate co
n essi

facendovi sopraffare completamente, che come dire, quando diventano l'io.


L'organismo fisico, il vostro corpo, ha una sua propria intelligenza, come qua
lsiasi
organismo di ogni altra forma di vita. E quest'intelligenza reagisce a quello ch
e dice la
vostra mente, reagisce ai vostri pensieri. Cos l'emozione la reazione del corpo a
lla mente.
L'intelligenza del corpo naturalmente una parte inseparabile dell'intelligenza u
niversale,
una delle sue innumerevoli manifestazioni. D una coesione temporanea agli atomi e
alle
molecole che compongono il vostro organismo fisico. il principio organizzatore c
he sta
dietro al lavoro di tutti gli organi del corpo, la conversione dell'ossigeno e d
el cibo in
energia, il battito del cuore e la circolazione del sangue, il sistema immunitar
io che protegge
il corpo dagli invasori, la trasmissione di input sensoriali in impulsi nervosi
che sono inviati
al cervello, l decodificati e rimessi insieme in una immagine interiore coerente
della realt
esterna. Tutto questo, come migliaia di altre funzioni che accadono simultaneame
nte,
coordinato perfettamente da quella intelligenza. Voi non siete al comando del vo
stro corpo,
lo l'intelligenza, che si incarica anche delle risposte dell'organismo al suo am
biente.
Questo vero per ogni forma di vita. la stessa intelligenza che ha portato le p
iante ad
assumere una forma fisica e che poi si manifestata come fiore che nasce dalla pi
anta, il
fiore che apre i suoi petali al mattino per ricevere i raggi del sole e li richi
ude alla sera. la
stessa intelligenza

116
che si manifesta come Gaia, il complesso essere vivente che il pianeta Terra.
Questa intelligenza fa s che l'organismo abbia delle reazioni istintive a ogni
minaccia o sfida.
Produce negli animali delle risposte che appaiono simili a emozioni umane: rabbi
a, paura, piacere.
Queste risposte istintive si possono considerare forme primordiali di emozione.
In certe situazioni,
gli esseri umani sperimentano risposte istintive allo stesso modo degli animali.
Di fronte al
pericolo, quando la sopravvivenza dell'organismo minacciata, il cuore batte pi ve
locemente, i
muscoli si contraggono, il respiro accelera in preparazione alla lotta o alla fu
ga. E la paura
primordiale. Quando l'essere viene messo alle strette, un improvviso flusso di i
ntensa energia d
una forza al corpo che prima non aveva. la rabbia primordiale. Queste risposte i
stintive appaiono
simili alle emozioni, ma non sono emozioni nel vero senso della parola. La diffe
renza fondamentale
questa: una risposta istintiva la risposta diretta del corpo a una situazione es
terna. Un'emozione,

invece, la risposta del corpo a un pensiero.


Indirettamente un'emozione pu essere anche una risposta a una situazione attual
e o a un evento,
ma sar una risposta a un evento vista attraverso il filtro dell'interpretazione m
entale, il filtro del
pensiero, cio attraverso il concetto mentale di buono o cattivo, mi piace o non m
i piace, me e mio.
Per esempio, probabile che non sentiate nessuna emozione quando vi dicono che l'
auto di
qualcuno stata rubata, ma quando l'auto la vostra, probabilmente ne sarete sconv
olti. E
incredibile quanta emozione pu generare un piccolo concetto mentale come "mio".
Sebbene il corpo sia molto intelligente, non pu dire la differenza tra una situaz
ione attuale e un
pensiero. Reagisce a qualsiasi pensiero come fosse una realt. Non sa che solo un
pensiero. Per il
corpo, una preoccupazione, un ricordo pauroso significano che in pericolo ed ess
o risponde di
conseguenza, anche se notte e siete in un letto caldo e confortevole. Il cuore b
atte pi forte, i
muscoli si
117
contraggono, il respiro accelera. Vi un crescendo di energia, ma poich il pericol
o solo una
finzione mentale, l'energia non ha sfogo. Parte di essa rimandata alla mente e g
enera pensieri
ancora pi ansiosi. Il resto dell'energia diventa tossico e interferisce con il fu
nzionamento
armonioso del corpo.
Le emozioni e l'ego
L'ego non solo la mente inconsapevole, la voce nella testa che finge di essere
voi, ma anche le
emozioni inconsapevoli che sono la reazione del corpo a quello che la voce nella
testa sta dicendo.
Abbiamo gi visto in che tipo di pensiero la voce dell'ego ingaggiata la maggior
parte del
tempo e la disfunzione inerente alla struttura dei suoi processi di pensiero, qu
ale che sia il
contenuto. Il pensiero disfunzionale quello a cui reagisce il corpo con le emozi
oni negative.
La voce nella testa racconta una storia a cui il corpo crede e alla quale reag
isce. Queste reazioni
sono le emozioni. Le emozioni, a loro volta, nutrono energeticamente i pensieri
stessi che le hanno
create in origine. Questo il circolo vizioso tra pensieri inconsapevoli ed emozi
oni e cos nasce il
pensiero emozionale e si costruisce la storia emozionale.
La componente emozionale dell'ego varia da persona a persona. In qualche ego p
i grande che
in altri. I pensieri che innescano delle risposte emozionali nel corpo possono,
qualche volta, arrivare
cos velocemente che, prima che la mente abbia avuto il tempo di esprimerli, il co
rpo ha gi
risposto con un'emozione e l'emozione si trasformata in reazione. Quei pensieri
esistono a uno
stadio preverbale e possono essere chiamati "convinzioni non verbalizzate", inco
nsce. Hanno la loro

origine nel condizionamento del passato di una persona, di solito nella prima in
fanzia. "Meglio non
fidarsi della gente" potrebbe essere un esempio di tale inconscia convinzione in
una persona le cui
relazioni primarie, per esempio, con i genitori o i consanguinei, non sono state
di supporto e non
hanno ispirato fiducia. Ecco

118
qui alcune delle pi comuni convinzioni: "Nessuno mi rispetta e mi apprezza. Devo
lottare
per sopravvivere. Non ci sono abbastanza soldi. La vita ti tradisce sempre. Non
merito
l'abbondanza. Non merito amore". Le convinzioni inconsce creano nel corpo emozio
ni che
generano a loro volta un'attivit mentale e/ o reazioni istantanee. In questo modo
create la
vostra realt personale.
La voce dell'ego distrugge continuamente il naturale stato di benessere del co
rpo. Quasi
ogni essere umano sotto la pressione dello sforzo e dello stress, non perch sia m
inacciato
da qualche fattore esterno, ma perch lo dall'interno, da fattori mentali. Il corp
o anche
collegato all'ego e non pu che rispondere a tutti gli schemi del pensiero disfunz
ionale che
formano l'ego. Quindi anche una corrente di emozioni negative si accompagna alla
corrente
del pensiero incessante e compulsivo.
Che cos' un'emozione negativa? Un'emozione che tossica per il corpo e che inter
ferisce
con il suo funzionamento armonico e bilanciato. Paura, ansia, rabbia, rancore, t
ristezza, odio
o repulsione, gelosia, invidia, tutte queste emozioni disturbano l'energia che f
luisce nel
corpo, e hanno un influsso negativo sul cuore, sul sistema immunitario, sulla di
gestione,
sulla produzione di ormoni e cos via. Perfino la medicina ufficiale, anche se ne
sa ancora
poco su come operi l'ego, comincia a riconoscere la connessione tra gli stati ne
gativi e le
malattie fisiche. Un'emozione che fa male al corpo influenza anche le persone co
n le quali
entrate in contatto e indirettamente, attraverso un processo di reazioni a caten
a,
innumerevoli altri che non incontrate nemmeno. Vi un termine generico per tutte
le
emozioni negative: infelicit.
Allora si pu dire che le emozioni positive hanno l'effetto opposto sul corpo fi
sico? Che
rafforzano il sistema immunitario, rinvigoriscono e guariscono il corpo? S, lo fa
nno,
davvero, ma dobbiamo distinguere tra emozioni positive, che sono generate dall'e
go, ed
emozioni pi profonde che emanano dal vostro stato di connessione con l'Essere.
119

Emozioni positive generate dall'ego contengono sempre in se stesse il loro opp


osto, nel
quale possono rapidamente trasformarsi. Ecco qualche esempio: quello che l'ego c
hiama
amore possessivit e attaccamento dipendente che pu trasformarsi in odio in un seco
ndo.
L'aspettativa di un evento atteso, che la sopravvalutazione da parte dell'ego de
l futuro, pu
facilmente sfociare nell'opposto, nel tradimento o nella delusione, quando l'eve
nto passato
o non ha soddisfatto le aspettative. Lodi e riconoscimenti vi fanno sentire vivi
e felici un
giorno; l'essere criticati e ignorati vi fa sentire abbattuti e infelici il gior
no seguente. Il
piacere di un party selvaggio si trasforma il mattino dopo in depressione e mal
di testa. Non
vi bene senza male, non vi alto senza basso.
Le emozioni generate dall'ego derivano dall'identificazione della mente con fa
ttori esterni
che sono, naturalmente, instabili e soggetti al cambiamento da un momento all'al
tro. Le
emozioni pi profonde non sono realmente emozioni, ma stati dell'Essere. Le emozio
ni
esistono nel regno degli opposti. Gli stati dell'Essere possono essere oscurati,
ma non hanno
opposti. Emanano dal vostro intimo in forma di amore, gioia e pace che sono aspe
tti della
vostra vera natura.
L'anatra con una mente umana
Nel Potere di Adesso, ho raccontato la mia osservazione su due anatre, che, do
po uno
scontro (che non dura mai a lungo), si separano e se ne vanno in direzioni oppos
te. Poi
ognuna delle due sbatte vigorosamente le ali un paio di volte e cos rilascia il s
ovrappi di
energia che si era creato durante lo scontro. Dopo che hanno sbattuto le ali, ri
prendono a
nuotare pacificamente come se niente fosse successo.
Se l'anatra avesse una mente umana, manterrebbe vivo lo scontro pensando e costr
uendoci
sopra una storia. Questa sarebbe probabilmente la storia dell'anatra: "Non riesc
o a credere a
quello che ha appena fatto. entrato nel mio territorio per pi di dieci centimetri
. Pensa che
questo stagno sia suo. Non ha considerazione per il mio spazio
120
privato. Non mi fider pi di lui. La prossima volta trover qualcos'altro solo per da
rmi
fastidio. Sono sicuro che sta gi complottando qualcosa. Ma non lo sopporter. Gli d
ar una
lezione che non dimenticher". E avanti di questo passo, la mente racconta le sue
storie,
ancora l a pensarci e a parlarne per giorni, mesi o anni dopo. Per quello che rig
uarda il
corpo, la lotta sta ancora continuando e l'energia che genera in risposta a tutt

i quei pensieri
l'emozione, che a sua volta genera ancora pi pensiero. Questo diventa il pensiero
emozionale dell'ego. Ecco come diverrebbe problematica la vita dell'anatra se av
esse una
mente umana. Ma questo il modo nel quale la maggior parte degli umani vivono tut
to il
tempo. Non vi sono situazioni o eventi che siano mai veramente compiuti. La ment
e e la
storia fatta dalla mente, il "me e la mia storia", continuano.
Siamo una specie che ha perso la strada. Tutto quello che naturale, ogni fiore
o albero e
ogni animale, ha importanti lezioni da darci se solo ci fermiamo, guardiamo e as
coltiamo.
Per voi la lezione dell'anatra questa: sbattete le ali. Questo, tradotto, vuol d
ire "lasciate
andare la storia" e ritornate al solo luogo di potere: il momento presente.
Portarsi dietro il passato
L'incapacit, o meglio la non volont della mente umana di lasciar andare il passa
to,
illustrata magnificamente nella storia dei due monaci zen, Tanzan ed Ekido, che
stavano
camminando lungo una strada molto fangosa dopo una forte pioggia. Vicino a un vi
llaggio,
incontrarono una giovane donna che cercava di attraversare la strada, ma c'era c
os tanto
fango che avrebbe rovinato il kimono di seta che indossava. Tanzan senza esitazi
one la
prese in braccio e la port dall'altra parte.
I monaci proseguirono in silenzio. Cinque ore dopo, nelle vicinanze del tempio c
he li
avrebbe ospitati, Ekido non fu pi capace di trattenersi. "Perch hai portato quella
121
ragazza al di l della strada?" chiese. "Si suppone che noi monaci non facciamo co
se
simili."
"Ho deposto la ragazza a terra ore fa" disse Tanzan. "Tu la stai ancora portan
do?"
Immaginate ora che vita farebbe qualcuno che vivesse come Ekido tutto il tempo
, non
essendo in grado o non volendo lasciar andare internamente le situazioni, accumu
lando
sempre pi cose dentro e avrete un'idea di come la vita per la maggioranza delle p
ersone
sul nostro pianeta. Che pesante fardello di passato si portano in giro nella men
te!
Il passato vive in voi come memoria, ma la memoria in se stessa non un problem
a.
Infatti grazie alla memoria che impariamo dal passato e dagli errori passati. so
lo quando
le memorie, che come dire i pensieri sul passato, prendono completamente il sopr
avvento
su di voi che si trasformano in un peso, in un problema e diventano parte del vo
stro senso
del s. La vostra personalit, che condizionata dal passato, diventa la vostra prigi
one. Le
vostre memorie sono investite da un senso del s e la vostra storia diventa chi pe

rcepite di
essere. Questo "piccolo me" un'illusione che oscura la vostra vera identit come P
resenza
senza forma e senza tempo.
Comunque la vostra storia consiste non solo in memorie mentali ma anche in mem
orie
emozionali, vecchie emozioni che sono rivissute continuamente. Come nel caso del
monaco
che aveva portato il peso del suo risentimento per cinque ore, nutrendolo con i
suoi pensieri,
la maggior parte delle persone portano una grande quantit di bagaglio non necessa
rio, sia
mentale sia emozionale per tutta la vita. Limitano loro stessi attraverso lament
ele, rimpianti,
ostilit, colpe. Il loro pensiero emozionale diventato il loro s e cos si tengono at
taccati
alle vecchie emozioni perch questo rafforza la loro identit.
A causa della tendenza umana a perpetuare le vecchie emozioni, quasi tutti por
tano nel
loro campo energetico un

122
accumulo di vecchio dolore emozionale, che io chiamo "il corpo di dolore".
Possiamo comunque smettere di aggiungere nuovo dolore al corpo di dolore che g
i
abbiamo. Possiamo imparare a spezzare l'abitudine di accumulare e di perpetuare
vecchie
emozioni "sbattendo le ali" (parlando metaforicamente) e a trattenerci dall'abit
are
mentalmente nel passato, non importa se sia qualcosa accaduto ieri o trent'anni
fa; possiamo
imparare a non mantenere vivi situazioni o eventi nella nostra mente, ma a ripor
tare di
continuo l'attenzione all'originario momento presente senza tempo, invece di ess
ere
imprigionati nel rivedere vecchi film mentali. Allora la nostra vera Presenza di
viene la
nostra identit, sostituendo pensieri ed emozioni.
Nulla mai avvenuto nel passato che pu impedirvi di essere presenti adesso; e se
il
passato non vi pu impedire di essere presenti adesso, che potere ha?
L'individuale e il collettivo
Qualsiasi emozione negativa che non sia completamente confrontata e vista per
quello che
nel momento in cui nasce, non si dissolve completamente. Si lascia dietro un res
to di
dolore.
I bambini in particolare trovano troppo opprimente avere a che fare con forti
emozioni
negative e tentano di non sentirle. In assenza di un adulto completamente consap
evole che li
guidi con amore, compassione e comprensione a confrontarsi direttamente con l'em
ozione,
scegliere di non sentirla la sola opzione disponibile al bambino in quel momento
.

Sfortunatamente questi primi meccanismi di difesa rimangono fino a quando il bam


bino non
diventa adulto. L'emozione vive ancora in lui o in lei non riconosciuta e si man
ifesta
indirettamente, per esempio in forma di ansia, rabbia, scoppi di violenza, catti
vo umore o,
perfino, in una malattia del corpo. In qualche caso interferisce o sabota qualsi
asi relazione
intima. La maggior parte degli
123
psicoterapeuti ha incontrato pazienti che all'inizio avevano dichiarato di aver
avuto una infanzia
felice e solo pi tardi venuto fuori proprio l'opposto. Questi possono essere casi
estremi, ma
nessuno pu attraversare l'infanzia senza provare dolore emozionale. Perfino se fo
ssero illuminati
entrambi i vostri genitori, vi trovereste comunque a crescere in un mondo per lo
pi inconscio.
I resti del dolore rimasto da una qualsiasi forte emozione negativa non affron
tata, non accettata, e
quindi non lasciata andare, si uniscono per formare un campo energetico che vive
in ogni cellula del
vostro corpo. Questo consiste non solamente di dolore infantile, ma anche di emo
zioni dolorose che
sono state aggiunte pi tardi nell'adolescenza e durante la vita adulta. E il dolo
re emozionale che
inevitabilmente il vostro compagno, in buona parte creato dalla voce dell'ego, q
uando la vostra vita
basata su un falso senso del s.
Questo campo energetico di emozioni vecchie, ma ancora molto, molto presenti e
che vivono in
quasi tutti gli esseri umani, il corpo di dolore.
La natura del corpo di dolore, comunque, non soltanto individuale. anche in pa
rte dolore
sofferto da innumerevoli umani attraverso la storia dell'umanit, che una storia d
i continue guerre
tribali, di schiavit, saccheggi, stupri, torture e altre forme di violenza. Quest
o dolore vive ancora
nella psiche collettiva dell'umanit e viene alimentato quotidianamente, come pote
te verificare
questa sera ascoltando le notizie al telegiornale o seguendo il dramma nelle rel
azioni tra le persone.
Il corpo di dolore collettivo probabilmente inscritto nel codice del DNA di ogni
umano, anche se
non stato ancora scoperto.
Ogni neonato che viene al mondo porta gi in s un corpo di dolore emozionale. In
alcuni pi
pesante, pi denso. Vi sono bambini che sono abbastanza felici la maggior parte de
l tempo.
Altri sembra che portino in s un'enorme infelicit. vero che qualche bambino piange
molto
perch non ha
124
abbastanza amore e attenzione, ma alcuni piangono senza apparente ragione, quasi
come se
volessero rendere anche gli altri infelici come loro, e spesso hanno successo. E

ssi sono venuti a


questo mondo con una parte consistente del dolore umano.
Alcuni bambini piangono frequentemente perch percepiscono l'emozione negativa d
ella madre o
del padre, e questo causa loro dolore e inoltre accresce il loro corpo di dolore
, assorbendo l'energia
dal corpo di dolore dei genitori. Di qualsiasi cosa si tratti, alla crescita del
corpo del bambino
corrisponde una crescita del suo corpo di dolore.
Un bambino con un corpo di dolore leggero non necessariamente destinato a esse
re un uomo o
una donna spiritualmente "pi avanzato/ a" di qualcun altro con un corpo di dolore
pesante. Infatti
spesso proprio l'opposto. Le persone con un corpo di dolore pesante di solito ha
nno pi
probabilit di risvegliarsi spiritualmente di quelle che l'hanno relativamente leg
gero.
Perch, anche se alcuni rimangono intrappolati nei loro corpi di dolore pesanti,
molti
raggiungono un punto dove non possono vivere con la loro infelicit pi a lungo, e c
os la loro
motivazione a risvegliarsi diventa pi forte.
Perch il Cristo sofferente, il viso distorto nell'agonia e il corpo sanguinante
per innumerevoli
ferite, un'immagine cos significativa nel nostro inconscio collettivo? Milioni di
persone,
soprattutto nel Medioevo, non si sarebbero relazionate cos profondamente con quel
l'immagine se
qualcosa dentro di loro non avesse risuonato, se inconsciamente non avessero ric
onosciuto in
quell'immagine una rappresentazione esterna della loro realt interiore, il corpo
di dolore. Non
erano ancora abbastanza coscienti da riconoscerlo direttamente in loro stessi, m
a era l'inizio del loro
diventarne consapevoli. Cristo pu essere visto come un archetipo umano, che li in
carna ambedue:
il dolore e la possibilit della trascendenza.

Come si rinnova il corpo di dolore


Il corpo di dolore una forma di energia semi- autonoma che vive nella maggior
parte
degli esseri umani, un'entit fatta di emozioni. Ha una sua intelligenza primitiva
, non
dissimile dalla furbizia di un animale, diretta principalmente alla sopravvivenz
a. Come tutte
le forme di vita, periodicamente ha bisogno di nutrirsi, di prendere nuova energ
ia, e il cibo
che richiede, consiste di energia compatibile con la propria, che come dire, un'
energia che
vibra a una frequenza simile. Ogni esperienza emozionale dolorosa pu essere usata
come
cibo dal corpo di dolore; ecco perch prospera con il pensiero negativo cos come ne
l
dramma delle relazioni. Il corpo di dolore dipendente dall'infelicit.
Pu essere uno shock quando comprendete per la prima volta che vi qualcosa in vo
i che
periodicamente cerca emozioni negative, cerca l'infelicit. Per vederlo in voi ste

ssi avete
perfino bisogno di pi consapevolezza che per riconoscerlo in un'altra persona. Un
a volta
che l'infelicit ha avuto la meglio su di voi, non solo non desiderate che finisca
, ma volete
rendere anche gli altri miserabili come voi per potervi nutrire anche delle loro
emozioni
negative.
Nella maggior parte delle persone, il corpo di dolore ha uno stadio latente e
uno attivo.
Quando nello stadio latente, dimenticate facilmente che portate in voi una nube
oscura o
un vulcano dormiente, che dipende dal campo energetico del tipo particolare del
vostro
corpo di dolore. Quanto a lungo stia nello stadio latente varia da persona a per
sona. Alcune
settimane il caso pi comune, ma pu essere anche solo qualche giorno o perfino mesi
. In
qualche raro caso il corpo di dolore pu stare in ibernazione per anni, prima che
qualche
evento inneschi la fase attiva.
Come il corpo di dolore si nutre dei vostri pensieri
Il corpo di dolore si risveglia dallo stadio latente quando ha fame, quando te
mpo di
alimentarsi; ma certe volte,

126
pu anche attivarsi a causa di un evento. Quando pronto ad alimentarsi, pu usare la
cosa pi
insignificante come pretesto per attivarsi, qualcosa che uno dice o fa, o perfin
o solamente un
pensiero. Se vivete soli o in quel momento non c' nessuno intorno, il corpo di do
lore si nutrir dei
vostri pensieri. Improvvisamente i pensieri diventeranno profondamente negativi.
Probabilmente
non siete neppure consapevoli che proprio un momento prima del flusso di pensier
i negativi,
un'onda di emozione aveva invaso la vostra mente, un umore nero e pesante, un'an
sia o una rabbia
ardenti. Il pensiero energia e il corpo di dolore si sta nutrendo in questo mome
nto dell'energia dei
vostri pensieri. Ma non si pu nutrire di qualsiasi pensiero. Non avete bisogno di
essere
particolarmente sensibili per notare che un pensiero positivo ha un senso, un to
no, totalmente
differente da uno negativo. la stessa energia, ma vibra a una frequenza differen
te. Un pensiero
felice, positivo, indigesto per il corpo di dolore che pu solo nutrirsi di pensie
ri negativi perch
solo quei pensieri sono compatibili con il suo campo energetico.
Tutte le cose sono campi di energia vibrante in incessante movimento. La sedia
dove siete seduti,
il libro che tenete in mano appaiono solidi e fermi solo perch questo il modo con
il quale i vostri

sensi percepiscono la loro frequenza vibrazionale, che come dire, il movimento


incessante delle
molecole, degli atomi, degli elettroni e delle particelle subatomiche che insiem
e creano ci che
percepite come sedia, libro, albero o corpo. Quello che percepiamo come materia
fisica energia
vibrante (in movimento) in una particolare serie di frequenze. I pensieri consis
tono della stessa
energia che vibra a una frequenza pi alta della materia, ragion per cui non posso
no essere n visti
n toccati. I pensieri hanno la loro serie di frequenze, con i pensieri negativi a
l gradino pi basso
della scala e i pensieri positivi al pi alto. La frequenza vibrazionale del corpo
di dolore risuona con
quella dei pensieri negativi, ecco perch solo quei pensieri possono nutrirlo.
127
Lo schema abituale del pensiero che crea l'emozione invertito nel caso del cor
po di
dolore, almeno inizialmente. In questo caso l'emozione guadagna rapidamente il c
ontrollo
del vostro pensiero e, una volta che la mente stata sopraffatta dal corpo di dol
ore, il
pensiero diventa negativo. La voce nella testa vi racconter storie tristi, oppure
piene di
ansia o di rabbia, su voi stessi o sulla vita, sugli altri, sul passato, sul fut
uro, o su eventi
immaginari. La voce star incolpando, accusando, lamentandosi, immaginando. E voi
sarete
totalmente identificati con qualsiasi cosa vi dica quella voce, credendo ai suoi
pensieri
distorti. A quel punto, la dipendenza dall'infelicit in atto.
Non tanto che voi non possiate fermare la successione dei pensieri negativi, i
l fatto che
voi non volete. Questo perch il corpo di dolore in quel momento vive attraverso d
i voi,
fingendo di essere voi. E per il corpo di dolore, il dolore piacere. Con zelo di
vora ogni
pensiero negativo e infatti la voce nella testa diventa la voce del corpo di dol
ore. Si
impadronito del dialogo interiore. Si stabilisce un circolo vizioso tra il corpo
di dolore e il
pensiero. Ogni pensiero nutre il corpo di dolore e a sua volta il corpo di dolor
e genera pi
pensieri. A un certo punto, dopo qualche ora o perfino dopo qualche giorno, si r
ifocillato e
ritorna allo stadio latente, lasciandosi dietro un organismo esaurito e un corpo
molto pi
suscettibile alla malattia. Se vi sembra come un parassita psichico, avete ragio
ne.
esattamente quello che .
Come il corpo di dolore si nutre del dramma
Se vi sono intorno altre persone, preferibilmente il vostro partner o un membr
o della
famiglia, il corpo di dolore tenter di provocarli, di schiacciare i "bottoni gius
ti", come si
usa dire, cos da potersi nutrire e garantirsi un dramma. I corpi di dolore amano
le relazioni

intime e le famiglie perch l che prendono la maggior parte del loro cibo. difficil
e
resistere a un corpo di dolore di un'altra persona

128
determinata ad attirarvi in una reazione. Istintivamente conosce i vostri punti
deboli, quelli
pi vulnerabili. Se non ha successo la prima volta, ci prover ancora e ancora.
un'emozione rozza che cerca di avere pi emozione. Il corpo di dolore dell'altra p
ersona
vuole risvegliare il vostro, cos che entrambi possano darsi energia a vicenda.
Molte relazioni attraversano episodi violenti e distruttivi a intervalli regol
ari. quasi
insopportabilmente doloroso per un bambino piccolo dover assistere alla violenza
emozionale dei corpi di dolore dei genitori e tuttavia il destino di milioni di
bambini in
tutto il mondo, l'incubo della loro esistenza quotidiana. Questa anche una delle
modalit
pi frequenti con la quale il corpo di dolore viene trasmesso da generazione a gen
erazione.
Dopo ogni episodio, i partner si ricompongono, e vi un intervallo di relativa pa
ce fino al
limite massimo consentito dall'ego.
Un consumo eccessivo di alcol spesso attiva il corpo di dolore, particolarment
e negli
uomini, ma alle volte anche nelle donne. Quando una persona si ubriaca, nel mome
nto in
cui il corpo di dolore ha il sopravvento, subisce un cambiamento completo di per
sonalit.
Una persona profondamente inconsapevole, il cui corpo di dolore solitamente si n
utre di
violenza fisica, spesso la dirige contro il coniuge o i figli. Quando ritorna so
bria,
veramente dispiaciuta e pu dire che non lo far mai pi, e ne convinta. Questa person
a
che parla e promette, comunque, non l'entit che commette le violenze e potete sta
re
sicuri che continuer a ripeterle ancora fino a che diventer presente, riconoscendo
in se
stessa il corpo di dolore cos da rompere l'identificazione. In qualche caso, una
terapia
appropriata pu essere d'aiuto.
La maggior parte dei corpi di dolore vogliono sia infliggere sia subire dolore
, ma certi
sono prevalentemente carnefici o vittime. In entrambe le situazioni si nutrono d
i violenza,
emozionale o fisica. Ci sono coppie che pensano di . essere molto innamorate ma
in verit
entrambi i partner si sentono attratti l'una verso l'altro perch i rispettivi cor
pi di dolore sono
complementari. Qualche volta i ruoli del

carnefice e della vittima sono gi chiaramente definiti fin dal primo incontro. Al
cuni

matrimoni che si pensa siano stati creati dal cielo sono in realt creati dall'inf
erno.
Se avete mai vissuto con un gatto, saprete che, perfino quando sembra addormen
tato, sa
comunque tutto quello che succede, perch al pi piccolo rumore insolito muover le
orecchie in quella direzione e aprir forse anche leggermente gli occhi. I corpi d
i dolore
nello stadio latente sono cos. A un certo livello sono ancora svegli, pronti a me
ttersi in
azione quando sono stimolati nella maniera appropriata.
Nelle relazioni intime, i corpi di dolore sono abbastanza abili da rimanere in
sordina
finch i partner non cominciano a vivere insieme o magari firmano un contratto che
li
impegna a stare con l'altra persona per il resto della vita. Voi non sposate sol
o vostra moglie
o vostro marito, sposate anche il suo corpo di dolore e l'altro coniuge sposa il
vostro. Pu
essere davvero uno shock quando, probabilmente non molto tempo dopo l'inizio del
la
convivenza oppure dopo la luna di miele, un giorno improvvisamente vi trovate di
fronte a
un completo cambiamento nella personalit del vostro partner. Le voci diventano st
ridenti e
acute mentre i due si accusano a vicenda, si danno la colpa o si mettono a grida
re,
probabilmente riguardo a cose relativamente banali. O uno dei due si rinchiude i
n se stesso
completamente. "Cosa c' che non va?" chiedete. "Niente!" la risposta di lui o di
lei. Ma
l'energia emanata dall'altro/ a intensamente ostile quando la replica : "Tutto no
n va!"
Quando vi guardate negli occhi, non c' pi luce, come se fosse disceso un velo pesa
nte e
l'essere che conoscevate e amavate e che prima era in grado di risplendere attra
verso l'ego,
ora totalmente oscurato. Una persona completamente sconosciuta sembra guardarvi
e nei
suoi occhi vi odio, ostilit, amarezza o rabbia. Quando lui o lei vi parla, non il
partner
che sta parlando ma il suo corpo di dolore che parla attraverso lui o lei. Quals
iasi cosa lui o
lei dicano, la versione della realt del corpo di dolore, una realt

130
completamente distorta dalla paura, dall'ostilit, dalla rabbia e da un desiderio
di infliggere e
ricevere pi dolore.
A questo punto vi potrete chiedere se questo l'aspetto reale del vostro partne
r che non
avevate mai visto prima, o se avete fatto uno spaventoso errore nello scegliere
questa
persona. Non naturalmente il suo aspetto reale, solo il corpo di dolore che
temporaneamente ha preso il suo posto. Sarebbe difficile trovare un partner che
non abbia
un corpo di dolore, ma sarebbe forse saggio scegliere qualcuno il cui corpo di d
olore non sia

eccessivamente denso.
I corpi di dolore densi
Vi sono persone che hanno corpi di dolore cos densi che non sono mai completame
nte
inattivi. Possono essere persone che sorridono e sostengono conversazioni educat
e, ma non
avete bisogno di una grande intuizione per sentire la palla di emozioni infelici
che ribolle in
loro appena sotto la superficie, in attesa del prossimo evento per reagire, la p
rossima
persona da incolpare o con cui confrontarsi, la prossima cosa per cui essere inf
elici. Il loro
corpo di dolore non ne ha mai abbastanza, sempre affamato. Essi danno un valore
eccessivo al bisogno dell'ego di avere dei nemici.
Grazie alla loro reattivit, delle cose relativamente insignificanti sono gonfia
te in modo
sproporzionato per attirare gli altri nel loro dramma, inducendoli ad avere dell
e reazioni.
Alcuni sono coinvolti in battaglie che si protraggono nel tempo e che, alla fine
, non hanno
senso, o in cause giudiziarie contro organizzazioni oppure individui. Altri sono
consumati
da un odio ossessivo verso un ex coniuge o partner. Inconsapevoli del dolore che
si portano
dentro, con le loro reazioni lo proiettano su eventi o situazioni. A causa di un
a completa
mancanza di consapevolezza di s, non possono vedere la differenza tra un evento e
la loro
reazione all'evento stesso. Per loro l'infelicit e perfino il dolore sono sempre
fuori,
nell'evento o nella situazione. Inconsapevoli del loro
131
stato interiore, non sanno nemmeno di essere profondamente infelici, di stare so
ffrendo.
Qualche volta le persone con un corpo di dolore cos denso diventano attiviste,
lottando
per una causa. La causa pu essere assolutamente valida, e in un primo tempo quest
e
persone possono avere successo e far funzionare le cose; comunque, l'energia neg
ativa che
fluisce in quello che dicono e fanno e il loro inconscio bisogno di avere nemici
e di creare
conflitti, tende a generare delle opposizioni crescenti alla loro causa. Di soli
to finiscono per
crearsi dei nemici dentro la loro stessa organizzazione, perch, dovunque vadano,
trovano
ragioni per stare male, e in questo modo il loro corpo di dolore continua a trov
are
esattamente quello di cui andava in cerca.
L'intrattenimento, i media e il corpo di dolore
Se la civilt contemporanea non vi fosse familiare, se foste arrivati qui da un
altro pianeta,
una delle cose che vi meraviglierebbe di pi sarebbe il fatto che milioni di perso

ne amino e
paghino per guardare degli umani uccidersi e infliggersi dolore a vicenda, e che
chiamino
questo "intrattenimento".
Perch i film violenti hanno cos tanto successo di pubblico? nata un'intera indus
tria che
incentiva la dipendenza umana dall'infelicit. La gente ovviamente guarda questi f
ilm
perch desidera stare male. Cosa c' nell'umano che ama sentirsi male e chiamarlo be
ne? Il
corpo di dolore naturalmente. Una grande parte dell'industria dello spettacolo v
ive su
questo. Cos, in aggiunta alla reattivit, al pensiero negativo e al dramma personal
e, il corpo
di dolore rinnova se stesso col cinema e la televisione. Corpi di dolore scrivon
o e producono
questi film e altri corpi di dolore pagano per vederli.
sempre "sbagliato" far vedere e guardare la violenza in televisione e al cinema?
Tale
violenza nutre il corpo di dolore? Allo stadio corrente dell'evoluzione dell'uma
nit, la
132
violenza non solo pervade tutti gli aspetti della vita, ma sta perfino increment
andosi, cos
come la vecchia coscienza egoica. Amplificata dal corpo di dolore collettivo sta
intensificandosi prima della sua inevitabile e prevedibile caduta. Se un film mo
stra la
violenza nel suo contesto pi ampio, fa vedere la sua origine e le sue conseguenze
, descrive
cosa fa alla vittima e al carnefice, rivela la collettiva inconsapevolezza che c
' dietro e che
passa da generazione a generazione (la rabbia e l'odio che vive nell'umano come
corpo di
dolore), allora questo tipo di film pu avere una funzione vitale nel risveglio de
ll'umanit.
Questi film possono agire come specchi in cui l'umanit vede la propria follia. Qu
ello che in
voi riconosce la pazzia come pazzia (anche se la vostra stessa pazzia) la salute
, la
consapevolezza emergente, la fine della pazzia.
Tali pellicole esistono e non alimentano il corpo di dolore. I migliori film c
ontro la guerra
sono film che mostrano la realt della guerra piuttosto che una sua versione roman
tica. Il
corpo di dolore si pu solo nutrire con film nei quali la violenza ritratta come n
ormale o
perfino come un comportamento umano desiderabile, o glorificata con il solo scop
o di
generare emozioni negative nello spettatore fino a essere un'overdose per il cor
po di dolore
dipendente dalla sofferenza.
I quotidiani non pubblicano principalmente notizie ma emozioni negative, cibo
per il
corpo di dolore. Oltraggio! tuona il titolo alto sette centimetri o Bastardi! La
stampa
popolare inglese eccelle in questo. Sa che le emozioni negative fanno vendere mo
lto pi

delle notizie.
Vi una tendenza nei media in generale, inclusa la televisione, a trarre profit
to dalle
notizie negative. Peggio vanno le cose e pi i presentatori si eccitano e, spesso,
a generare
l'eccitazione negativa, sono proprio i media. Il corpo di dolore ama molto tutto
ci!
Il corpo di dolore femminile
La dimensione collettiva del corpo di dolore ha caratteristiche diverse. Trib,
nazioni,
razze, tutte hanno il loro
133
corpo di dolore collettivo, qualcuno pi pesante di altri, e la maggior parte dei
membri di
quella particolare trib, nazione o razza, in misura maggiore o minore condivide q
uel tipo di
dolore.
Quasi ogni donna ha la sua parte di corpo di dolore collettivo femminile, che
tende ad
attivarsi particolarmente prima del ciclo mestruale. In quel periodo molte donne
sono
sopraffatte da intense emozioni negative.
La soppressione del principio femminile, specialmente durante gli ultimi duemi
la anni, ha
dato all'ego la supremazia assoluta sulla psiche collettiva umana. Naturalmente,
anche le
donne hanno un ego, ma questo pu mettere radici e crescere pi facilmente in una fo
rma
maschile che in una femminile. Ci avviene perch le donne sono meno identificate
dell'uomo con la mente. Esse sono pi in contatto con il corpo interiore e con l'i
ntelligenza
dell'organismo dove hanno origine le facolt intuitive. La forma femminile meno
rigidamente incapsulata di quella maschile, ha un'apertura e una sensibilit maggi
ori verso
le altre forme di vita ed pi in sintonia con il mondo della natura.
Se l'equilibrio tra il maschile e il femminile non fosse stato distrutto sul n
ostro pianeta, la
crescita dell'ego sarebbe stata molto pi ridotta. Non avremmo dichiarato guerra a
lla natura
e non saremmo cos completamente alienati dal nostro Essere.
Nessuno sa la cifra esatta perch non esiste una documentazione precisa, ma sembra
accertato che durante un periodo di trecento anni, da tre a cinque milioni di do
nne siano
state torturate e uccise dalla Santa Inquisizione, una istituzione fondata dalla
Chiesa
cattolica per sopprimere l'eresia. Questo sicuramente spicca insieme all'Olocaus
to come uno
dei capitoli pi oscuri della storia umana. Era sufficiente per una donna manifest
are amore
per gli animali, camminare da sola per i campi o per i boschi o raccogliere pian
te
medicinali, per essere bollata come strega e quindi torturata e bruciata sul rog
o. Il sacro
femminino fu dichiarato demoniaco e un'intera dimensione quasi scomparsa

134
dall'esperienza umana. Altre culture e religioni, come il Giudaismo, l'Islamismo
e perfino il
Buddhismo, soppressero la dimensione femminile, anche se in modi meno violenti.
Lo
status delle donne fu confinato alla cura dei bambini e a essere una propriet mas
chile.
Uomini che avevano negato il femminile perfino dentro di loro, adesso dirigevano
il mondo,
un mondo totalmente sbilanciato. Il resto storia, o meglio, un caso storico di p
azzia.
Chi fu responsabile di questa paura del femminile, che pu essere descritta solo
come un
caso acuto di paranoia collettiva? Potremmo dire: ovviamente gli uomini. Ma allo
ra perch
in molte civilt antiche pre- cristiane, come quella dei sumeri, degli egiziani e
dei celti, le
donne erano rispettate e il principio femminino, invece di essere temuto, era ri
verito? Cos'
successo che improvvisamente ha fatto sentire gli uomini minacciati dal femminil
e? L'ego
che si stava evolvendo in loro. L'ego sapeva che avrebbe guadagnato il pieno con
trollo del
nostro pianeta solo attraverso la forma maschile e, per fare questo, doveva rend
ere il
femminile privo di potere.
Nel tempo l'ego ha avuto la meglio sulla maggioranza delle donne, anche se non

divenuto mai cos profondamente radicato in loro come negli uomini.


Adesso abbiamo una situazione nella quale la soppressione del femminile si
interiorizzata anche nella maggior parte delle donne. Il sacro femminino, poich
soppresso, percepito da molte donne come dolore emozionale. Infatti diventato pa
rte del
loro corpo di dolore, insieme con il dolore accumulato sofferto dalle donne nel
corso dei
millenni, attraverso il parto, gli stupri, la schiavit, la tortura e la morte vio
lenta.
Ma le cose ora stanno cambiando rapidamente. Grazie al fatto che molte persone
stanno
diventando pi coscienti, l'ego sta perdendo la sua presa sulla mente umana. E poi
ch non
mai stato cos profondamente radicato nella donna, l'ego perde la sua presa pi rapi
damente
nelle donne che negli uomini.

I corpi di dolore nazionali e razziali


Certi paesi, dove sono stati perpetrati o subiti molti atti di violenza collet
tiva, hanno un
corpo di dolore collettivo pi pesante di altri. Questa la ragione per la quale le
nazioni pi
vecchie tendono ad avere corpi di dolore pi forti. Ed anche il motivo per cui pae
si pi
giovani, come il Canada o l'Australia, e quelli che sono rimasti pi al riparo dal
la pazzia
circostante, come la Svizzera, tendono ad avere dei corpi di dolore collettivo p

i leggeri.
Naturalmente, anche l la gente ha ancora a che fare con il suo personale corpo di
dolore. Se
siete abbastanza sensibili, potete sentire una pesantezza nel campo energetico d
i certi paesi
non appena scendete dall'aereo. In altri, potete percepire un campo energetico d
i violenza
latente appena sotto la superficie della vita di ogni giorno. Per esempio, in Me
dio Oriente il
corpo di dolore collettivo cos acuto che una gran parte della popolazione si trov
a forzata
ad agire in un ciclo senza fine di perpetrazione e risentimento, grazie al quale
il corpo di
dolore si rinnova continuamente.
Nei paesi dove il corpo di dolore pesante ma non pi acuto, vi una tendenza a te
ntare
di desensibilizzarsi dal dolore collettivo emozionale, in Germania e in Giappone
attraverso
il lavoro, in qualche altro paese attraverso l'assai diffuso consumo di alcolici
(che peraltro
possono avere anche l'effetto opposto di stimolare il corpo di dolore, specialme
nte se sono
consumati in eccesso). Il pesante corpo di dolore della Cina parzialmente mitiga
to dalla
pratica molto diffusa del tai chi, che sorprendentemente non mai stato dichiarat
o illegale
dal governo comunista, che di solito si sente minacciato da qualsiasi cosa non p
ossa
controllare. Ogni giorno, per strada e nei parchi della citt, milioni di persone
praticano
questa meditazione di movimento che acquieta la mente. Questo fa una differenza
considerevole nel campo energetico collettivo e in qualche modo diminuisce il co
rpo di
dolore, riducendo il pensiero e generando Presenza.

136
Pratiche spirituali che coinvolgono il corpo fisico, come il tai chi, il qigon
g e lo yoga
hanno in questo momento uno sviluppo notevole nel mondo occidentale. Queste prat
iche
non creano una separazione tra il corpo e lo spirito e sono importanti nell'inde
bolire il corpo
di dolore. Giocheranno un ruolo primario nel risveglio globale.
Il corpo di dolore collettivo razziale molto presente negli ebrei, che hanno s
offerto di
persecuzione per secoli. altrettanto forte, e non c' da stupirsi, nei nativi amer
icani, che
sono stati decimati e hanno visto la loro cultura distrutta dai coloni europei.
Anche nei neri
americani il corpo di dolore forte. I loro antenati, sradicati violentemente, pe
rcossi e
sottomessi, sono stati venduti come schiavi. La prosperit economica americana ha
alla
base, in origine, il lavoro di quattro/ cinque milioni di schiavi neri. Infatti,
la sofferenza
inflitta ai nativi e ai neri americani non rimasta confinata a queste due razze,
ma

diventata parte del corpo di dolore collettivo americano. Succede sempre cos, che
la vittima
e il carnefice soffrono entrambi le conseguenze di ogni atto di violenza, di opp
ressione o di
brutalit. Perch quello che fate agli altri lo fate a voi stessi.
In realt non ha importanza la quantit del corpo di dolore che appartiene alla na
zione o
alla razza e quella che personale. In ogni caso, potete andare oltre solo prende
ndovi la
responsabilit per il vostro stato interiore, adesso. Anche se il biasimo sembra p
i che
giustificato, fino a che biasimate gli altri state continuando a nutrire il corp
o di dolore con i
vostri pensieri e cos rimanete intrappolati nel vostro ego. L'inconsapevolezza um
ana la
sola responsabile del male sul pianeta. Questa comprensione il vero perdono. Con
il
perdono, la vostra identit di vittima si dissolve e il vostro vero potere viene a
lla luce, il
potere della Presenza. Invece di biasimare il buio, portateci la luce.

VI Liberarsi
I
L'inizio della liberazione dal corpo di dolore sta prima di tutto nel rendersi c
onto del fatto
che avete un corpo di dolore. Poi, ancora pi importante, consiste nell'abilit di m
antenersi
cos presenti e cos vigili da notare la piena di emozioni negative che il corpo di
dolore porta
con s quando si attiva. Quando riuscite a riconoscere questo, il corpo di dolore
non pu
fingere pi a lungo di essere voi, n pu vivere attingendo forza e nutrimento da voi.
la vostra Presenza consapevole che interrompe l'identificazione con il corpo d
i dolore.
Quando si pone termine a questa identificazione, il corpo di dolore non pu pi a lu
ngo
controllare il vostro pensiero e quindi rafforzarsi traendo nutrimento da l. Nell
a maggior
parte dei casi il corpo di dolore non si dissolve immediatamente ma, nel momento
in cui
recidete il collegamento tra questo e il vostro pensiero, inizia a perdere energ
ia. Il pensiero
cessa di essere offuscato dalle emozioni e le percezioni del presente non vengon
o pi
distorte dal passato. Allora l'energia che era fino a quel momento nel corpo di
dolore,
cambia di frequenza e viene trasmutata in Presenza. In questo modo, il corpo di
dolore
diventa carburante per la coscienza. Ecco perch molti degli uomini e delle donne
pi saggi
e illuminati di questo pianeta hanno avuto in passato un corpo di dolore molto p
esante.
Al di l di quello che potete dire o fare o mostrare al

138

mondo come vostra immagine, non potete tenere nascosto il vostro stato mentaleemozionale. Ogni essere umano emana uno specifico campo energetico corrispondent
e al
proprio stato interiore e la maggior parte delle persone pu percepirlo, magari so
lo a un
livello subliminale. In altre parole: nonostante costoro non si rendano conto di
quello che
stanno percependo, questa percezione influenza grandemente i loro sentimenti e l
e loro
reazioni verso la persona con cui vengono in contatto. Molta gente ha una chiara
consapevolezza di ci quando fa la conoscenza di qualcuno, ancora prima di qualunq
ue
scambio verbale. Poco dopo, tuttavia, le parole prendono il sopravvento nella re
lazione e
cos fanno i ruoli che la maggior parte delle persone interpreta. Allora l'attenzi
one si sposta
a livello della mente e questo determina una gran diminuzione dell'abilit di perc
epire il
campo energetico dell'altro. Nondimeno, a un livello inconsapevole questo campo
energetico continua a essere percepito.
Nel momento in cui vi rendete conto che inconsciamente i corpi di dolore cerca
no altro
dolore, ovvero che vogliono che accada qualcosa di male, potete anche capire com
e molti
incidenti stradali siano provocati da guidatori il cui corpo di dolore in quel m
omento era
attivo. Quando due guidatori con un corpo di dolore attivo giungono contemporane
amente a
un incrocio, la probabilit di un incidente molto pi alta che in circostanze normal
i. In
modo inconsapevole, entrambi vogliono che accada. Il ruolo dei corpi di dolore n
egli
incidenti d'auto particolarmente evidente nel caso di gente che, durante la guid
a, assume
atteggiamenti violenti all'indirizzo di qualcuno che, per esempio, accusato di a
ndare
troppo piano.
Molti atti di violenza sono commessi da persone "normali" diventate temporaneame
nte folli.
Nei procedimenti giudiziari in tutto il mondo si possono sentire gli avvocati di
fensori dire:
"Questo comportamento del tutto estraneo alla personalit del mio cliente" e la pe
rsona
accusata: "Non capisco cosa mi sia successo". Per quello che ne so io, finora, n
essun
difensore ha mai detto al giudice (anche se ci
139
potrebbe succedere in un tempo non lontano): "Siamo di fronte a un caso di respo
nsabilit
limitata. Il corpo di dolore del mio cliente era attivo e lui non era cosciente
di quello che
stava facendo. Di fatto, non stato lui a farlo, ma il suo corpo di dolore".
Questo significa forse che le persone non possono essere ritenute responsabili
di ci che
fanno quando sono possedute dal corpo di dolore? La mia risposta : e in che modo
possono
esserlo? Come potete essere responsabili quando siete inconsapevoli, quando non

vi rendete
conto di quello che state facendo? Nonostante ci, all'interno di un disegno pi amp
io gli
esseri umani sono destinati a diventare esseri coscienti e quelli che non vorran
no ci
dovranno sopportare le conseguenze della loro inconsapevolezza. Queste persone s
ono
infatti non allineate con la spinta evolutiva universale.
Ma anche questo vero fino a un certo punto. Se vediamo le cose da una prospett
iva pi
alta, non realmente possibile essere non allineati rispetto all'evoluzione dell'
universo, e
anche l'inconsapevolezza umana e la sofferenza che ne consegue fanno parte di qu
esta
evoluzione. Quando non siete pi in grado di sostenere l'interminabile ciclo di so
fferenze,
inizia il vostro risveglio. Nella prospettiva di questo disegno pi ampio, anche i
l corpo di
dolore occupa un posto necessario.
La Presenza
Una volta venne da me una donna fra i trenta e i quarant'anni. Fin dal primo
momento,
mentre mi salutava, potei percepire il dolore dietro il suo sorriso educato e su
perficiale.
Inizi raccontandomi la sua storia e nel giro di un secondo il suo sorriso si tras
form in una
smorfia di dolore. Allora, incominci a singhiozzare senza controllo. Mi disse che
si sentiva
sola e insoddisfatta. In lei c'erano una gran rabbia e tristezza. Da bambina era
stata vittima
di abusi da parte di un padre fisicamente violento. Mi resi conto

140
rapidamente che il suo dolore non era causato dalla sua attuale situazione di vi
ta, ma piuttosto da
un corpo di dolore estremamente pesante. Questo corpo di dolore era diventato il
filtro attraverso il
quale lei vedeva la sua situazione di vita. Non era ancora in grado di cogliere
il legame tra il dolore
emozionale e i propri pensieri, dal momento che era completamente identificata c
on entrambi. Non
era ancora in grado di vedere che stava nutrendo il corpo di dolore con i propri
pensieri. In altre
parole stava vivendo con il peso di un s molto infelice, anche se in qualche modo
doveva avere
intuito che questo dolore nasceva al suo interno, che lei era un fardello per se
stessa. Era pronta per
risvegliarsi e per questo era venuta.
Guidai la sua attenzione verso ci che stava sentendo all'interno del suo corpo
e le chiesi di
sentire direttamente quest'emozione, invece che attraverso il filtro dei suoi pe
nsieri infelici, della
sua storia infelice. Mi disse che era venuta da me perch le mostrassi come uscire
dalla propria
infelicit e non come entrarvi. Solo a malincuore accett di fare come le chiedevo.

Le lacrime le
scorrevano sul volto, mentre tutto il corpo era scosso da brividi. "In questo mo
mento, questo
quello che senti" dissi. "Non puoi fare niente rispetto al fatto che questo ci ch
e senti in questo
momento. Quindi, invece di volere che questo momento sia diverso da quello che ,
cosa che
accrescerebbe il dolore gi presente, sarebbe possibile per te accettare completam
ente che questo
ci che senti in questo momento?"
Per un momento si quiet, ma improvvisamente divenne impaziente, come se stesse
per alzarsi, e
disse rabbiosamente: "No, non lo voglio accettare".
"Chi dice questo?" le chiesi. "Tu o l'infelicit che ti porti dentro? Riesci a v
edere come l'infelicit
che ti deriva dall'essere infelice crei in te un nuovo strato di infelicit?" Si q
uiet di nuovo. "Non ti
sto chiedendo di fare niente. Quello che ti chiedo di scoprire se per te possibi
le permettere che
quei sentimenti ci siano. In altre parole, ti far una domanda che potr sembrarti s
trana e cio: cosa
ne sarebbe
141
della tua infelicit se non ti importasse di averla? Non vuoi scoprirlo?"
Mi guard perplessa per un istante e rimase seduta in silenzio pi o meno per un m
inuto,
dopodich improvvisamente avvertii un significativo cambiamento nel suo campo
energetico. Disse: "E strano. Sono sempre infelice, ma ora intorno a questa infe
licit c'
dello spazio. Sembra che la cosa sia meno importante". Fu la prima volta che udi
i qualcuno
esprimersi in questo modo: c' pi spazio intorno alla mia infelicit. Ovviamente, que
llo
spazio si crea quando c' un'accettazione interiore di quello che si sta speriment
ando nel
momento presente.
Non dissi molto di pi, in modo da permetterle di stare nell'esperienza. Pi tardi
arriv a
capire che nel momento in cui aveva smesso di identificarsi con quel sentimento,
con quella
vecchia emozione di dolore che viveva in lei, ponendo invece la propria attenzio
ne
direttamente su tale sentimento senza resistergli, il sentimento stesso aveva pe
rso il potere
di controllare il suo pensiero e cos di mescolarsi con una storia costruita dalla
sua mente,
chiamata "Il me infelice". Nella sua vita era entrata un'altra dimensione, una d
imensione che
trascendeva il suo passato personale, la dimensione della Presenza. Poich non si
pu essere
infelici senza una storia infelice, questa fu la fine della sua infelicit. E fu a
nche l'inizio
della fine del suo corpo di dolore. L'emozione in se stessa non infelicit. Infeli
cit solo
l'emozione insieme a una storia infelice.
Dopo la conclusione della sessione, per me fu molto bello rendermi conto che e
ro stato
testimone dell'emergere della Presenza in un altro essere umano. La vera ragione

per la
quale esistiamo in questa forma umana di portare questa dimensione di coscienza
nel
mondo. Ero stato anche testimone di una diminuzione del corpo di dolore, non att
raverso
una lotta ma portandovi la luce della coscienza.
Qualche minuto dopo la partenza della mia visitatrice, arriv un'amica per lasci
are
qualcosa. Appena all'interno della stanza, disse: "Cos' successo qui? L'energia s
embra

142
greve e densa. Mi fa quasi sentire male. Devi aprire le finestre e bruciare dell
'incenso". Le
spiegai che avevo appena assistito a una straordinaria liberazione di energia in
qualcuno che
aveva un corpo di dolore molto denso e che quello che sentiva doveva essere appu
nto
l'energia liberata nel corso della sessione. A ogni modo, la mia amica non volle
starmi ad
ascoltare e se ne and appena possibile.
Aprii le finestre e uscii a pranzare in un piccolo ristorante indiano nelle vi
cinanze, dove
successe qualcosa che fu una chiara, ulteriore conferma di quanto gi sapevo: che
a un
qualche livello, tutti i corpi di dolore, che sembrano individuali, sono in real
t connessi tra
loro. Tuttavia, questa conferma assunse una forma piuttosto scioccante.
Il ritorno del corpo di dolore
Mi sedetti e ordinai da mangiare. C'erano pochi altri ospiti. A un tavolo molt
o vicino c'era
un signore di mezza et in una sedia a rotelle, che aveva appena finito il suo pra
nzo. Mi
lanci uno sguardo breve ma intenso. Passarono alcuni minuti. All'improvviso l'uom
o
divenne inquieto, agitato e il suo corpo inizi a contrarsi. Il cameriere venne a
ritirare il suo
piatto. L'uomo inizi a discutere con lui. "Il cibo non era buono, era terribile."
"Perch l'ha
mangiato allora?" chiese il cameriere. Questo lo fece letteralmente esplodere. I
nizi a
gridare, divenne ingiurioso. Dalla sua bocca uscivano parole spregevoli, la stan
za si riemp
di un intenso e violento odio. Si poteva percepire quell'energia entrare nelle c
ellule del
corpo e cercare qualcosa a cui aggrapparsi. Ora l'uomo stava gridando anche all'
indirizzo
degli altri clienti, ma per qualche strana ragione ignor completamente me che sed
evo in
uno stato di intensa Presenza. Ebbi il sospetto che il corpo di dolore umano uni
versale fosse
ritornato per dirmi: "Pensavi di avermi sconfitto. Guarda, sono ancora qui". Pre
si anche in
considerazione la possibilit che il campo energetico rilasciato nel corso della n
ostra

sessione, mi avesse seguito al ristorante e si fosse


143
attaccato alla sola persona nella quale aveva trovato una frequenza di
vibrazione compatibile, e cio un corpo di dolore pesante.
Il responsabile del ristorante apr la porta ripetendo: "Se ne vada, se ne
vada". L'uomo si precipit fuori sulla sua sedia a rotelle, lasciando tutti
sbalorditi. Ma un minuto dopo era di ritorno. Il suo corpo di dolore non aveva
ancora finito, aveva bisogno di altro. Apr la porta spingendola con la sedia a
rotelle e gridando oscenit. Una cameriera tent di fermarlo prima che
entrasse, ma l'uomo azion il comando di massima velocit in avanti e la
costrinse con le spalle al muro. Altri clienti balzarono su e tentarono di
mandarlo via: grida, urla, un pandemonio. Un Po pi tardi arriv un
poliziotto; l'uomo si calm, gli fu chiesto di andarsene e di non tornare. Per
fortuna la cameriera non era ferita, a parte dei lividi alle gambe. Quando fu
tutto finito, il responsabile venne al mio tavolo e mi chiese, un Po
scherzosamente ma forse avvertendo intuitivamente che c'era qualche
connessione: "Lei ha qualcosa a che fare con questo?"
Il corpo di dolore nei bambini
Il corpo di dolore nei bambini talvolta si manifesta con il broncio o con la c
hiusura in loro stessi.
I bambini diventano scontrosi, rifiutano di interagire, magari vanno a sedersi i
n un angolo
abbracciando una bambola o succhiandosi il pollice. Pu anche manifestarsi con att
acchi di pianto o
crisi di rabbia. Il bambino strilla, si butta a terra o diventa distruttivo. Des
ideri frustrati possono
facilmente scatenare il corpo di dolore, e in un ego in sviluppo la forza del de
siderio pu essere
intensa. I genitori osservano disorientati, increduli e senza capire, il loro pi
ccolo angelo trasformarsi
in pochi secondi in un piccolo mostro. Si chiedono da dove venga tutta quell'inf
elicit. Pi o meno
la parte che il bambino condivide del corpo di dolore collettivo dell'umanit che
risale fino
all'origine dell'ego umano.
Ma il bambino pu anche avere gi preso su di s la

144
sofferenza dal corpo di dolore dei propri genitori, e in tal modo i genitori pos
sono vedere nel
loro piccolo un riflesso di ci che anche in loro stessi. I bambini molto sensibil
i sono
colpiti in modo particolare dai corpi di dolore dei propri genitori. Il dover es
sere testimoni
della follia dei propri genitori produce un dolore emozionale quasi insopportabi
le, e cos
questi figli sensibili diventano spesso adulti con corpi di dolore pesanti. I ba
mbini non si
fanno imbrogliare dai genitori che tentano di nascondere il proprio corpo di dol
ore cercando
di non litigare di fronte a loro. Mentre conversano educatamente tra loro, la ca
sa piena di

energia negativa. I corpi di dolore repressi sono estremamente tossici, anche pi


di quelli
che agiscono apertamente, e questa tossicit psichica assorbita dai piccoli e cont
ribuisce
allo sviluppo del loro corpo di dolore.
Alcuni bambini acquisiscono una conoscenza subliminale dell'ego e del corpo di
dolore
semplicemente vivendo con genitori inconsapevoli. Una donna i cui genitori aveva
no
entrambi un ego forte e un corpo di dolore pesante mi disse che spesso quando i
genitori
urlavano e strillavano l'uno contro l'altra, lei li guardava e, nonostante li am
asse, diceva a se
stessa: "Questa gente matta. Come sono finita qui?" C'era gi in lei una consapevo
lezza
della follia del vivere in quel modo. Quella consapevolezza l'aiut a limitare la
quantit di
dolore assorbita.
I genitori si chiedono spesso come comportarsi con il corpo di dolore del prop
rio
bambino. La questione fondamentale naturalmente : si stanno facendo carico del pr
oprio
corpo di dolore? Lo stanno riconoscendo in loro stessi? Sono in grado di mantene
re una
presenza sufficiente quando il corpo di dolore diventa attivo, in modo da essere
consapevoli
della emozione a livello del sentire, prima che questa abbia avuto la possibilit
di
trasformarsi in pensiero e di conseguenza di trasformarli in una "persona infeli
ce"?
Mentre il bambino sta avendo un attacco del corpo di dolore, non potete fare g
ranch
tranne che essere presenti in modo da non venire trascinati in una reazione emot
iva, che
145
non farebbe che alimentare il corpo di dolore del bambino. I corpi di dolore pos
sono
essere estremamente drammatici. Non entrate in quel dramma e non prendetelo trop
po
sul serio. Se il corpo di dolore scatenato da un desiderio frustrato, non cedete
ora a
quel desiderio. Perch se lo fate il bambino ne trarrebbe questa lezione: "Pi diven
to
infelice, pi alta la probabilit di ottenere quello che voglio". Questa sarebbe una
ricetta per una disfunzione futura. Il corpo di dolore verr frustrato dalla vostr
a nonreazione e potr anche accentuarsi, prima di calmarsi. Per fortuna, nei bambini qu
esti
episodi hanno di solito una durata pi breve che negli adulti.
Potete parlare col bambino di ci che gli accaduto, dopo che tutto finito o fors
e il
giorno successivo. Ma non parlategli del corpo di dolore. Fategli invece delle d
omande.
Per esempio: "Cosa ti successo ieri quando continuavi a urlare? Ricordi? Cosa
sentivi? Era una sensazione buona? Si potrebbe dare un nome a quello che ti
successo? No? Se avesse un nome, come potremmo chiamarlo? Se potessi vederlo, a

cosa assomiglierebbe? Potresti fare un disegno di quello a cui assomigliava? Cos


a gli
successo quando se n' andato via? E andato a dormire? Pensi che possa ritornare?"
Queste sono solo alcune domande che vi suggerisco. Sono orientate a risvegliar
e nel
bambino la capacit di osservare, cio la Presenza. Tali domande lo aiuteranno a
disidentificarsi dal corpo di dolore. Potete anche decidere di parlare al bambin
o del
vostro corpo di dolore usando la sua terminologia. La prossima volta che il bamb
ino
viene posseduto dal corpo di dolore, potete dire: " tornato, vero?" Quando parlat
e di
questo, servitevi di qualsiasi parola abbia usato il bambino. Dirigete la sua at
tenzione
sulla qualit delle sensazioni. Siate animati da interesse e curiosit piuttosto che
esprimere critica o condanna.
poco probabile che questo impedisca al corpo di dolore di ripresentarsi; pu sembr
are che
il bambino non ascolti, invece nel fondo della sua coscienza rimarr un qualche ti
po di
consapevolezza anche quando il corpo di dolore
146
attivo. Dopo alcune volte, la consapevolezza diventer pi forte e il corpo di dolor
e pi
debole. Il bambino sta crescendo in Presenza. Un giorno potreste scoprire che vo
stro figlio
in grado di segnalarvi che il vostro corpo di dolore ha preso il controllo su di
voi.
L'infelicit
Non tutta l'infelicit deriva dal corpo di dolore. Una parte infelicit nuova, che
viene
creata tutte le volte che non siete allineati con il momento presente, quando in
un modo o
nell'altro state negando l'Adesso. Quando riconoscete che il momento presente se
mpre
cos com' ed perci inevitabile, potete dirgli interiormente un "s" senza riserve e in
tal
modo non solo eviterete di creare ulteriore infelicit, ma avendo lasciato andare
la
resistenza interna, scoprirete anche tutto il potere che la Vita stessa vi d.
L'infelicit connessa al corpo di dolore sempre chiaramente sproporzionata rispe
tto alla
sua causa apparente. In altre parole, si tratta di una reazione esagerata. E que
sto che
consente di riconoscerla, anche se normalmente non da chi ne sta soffrendo, cio d
alla
persona posseduta. Chi portatore di un corpo di dolore pesante trova facilmente
delle
ragioni per essere sconvolto, arrabbiato, colpito, triste o spaventato. Cose rel
ativamente
insignificanti, a cui altri reagirebbero con una scrollata di spalle e un sorris
o o che neppure
noterebbero, diventano il motivo apparente di un'intensa infelicit. Queste cose n
on sono

ovviamente la vera causa, ma agiscono piuttosto come un evento scatenante, dando


nuova
vita all'emozione accumulata in passato. Allora l'emozione si sposta nella testa
,
amplificando e dando energia alle strutture della mente egoica.
Il corpo di dolore e l'ego sono parenti stretti: hanno bisogno l'uno dell'altro.
Si interpreta e si
reagisce all'evento o alla situazione scatenante attraverso lo schermo di un ego
fortemente
emozionale. Come dire che il loro significato intrinseco viene completamente dis
torto.
Guardate al
147
presente attraverso gli occhi del passato emozionale dentro di voi. In altre par
ole: voi vedete e
sperimentate non qualcosa che nell'evento o nella situazione, ma qualcosa che de
ntro di voi o
che, in alcuni casi, pu far parte dell'evento o della situazione, ma che voi ampl
ificate attraverso la
vostra reazione. Questa reazione, questa amplificazione ci che il corpo di dolore
vuole, di cui ha
bisogno e di cui si alimenta. Per una persona posseduta da un pesante corpo di d
olore, spesso
impossibile tirarsi fuori dalla propria interpretazione distorta, dalla propria
pesante "storia"
emozionale. Pi negativa l'emozione contenuta, pi essa diventa pesante e inestricab
ile. In questo
modo, la storia non viene riconosciuta come tale ma viene vissuta come realt. Qua
ndo siete
completamente intrappolati nel movimento del pensiero e nell'emozione che lo acc
ompagna,
tirarsene fuori impossibile perch non sapete che esiste un fuori. Siete prigionie
ri nel vostro film o
sogno, nel vostro proprio inferno. Per voi tutto questo realt e nessun'altra real
t possibile. E per
quanto vi riguarda, la vostra reazione l'unica possibile.
Rompere l'identificazione con il corpo di dolore
Una persona con un corpo di dolore forte e attivo ha una particolare emanazion
e energetica che le
altre persone percepiscono come estremamente spiacevole. Quando si incontrano qu
este persone,
alcuni vorranno immediatamente allontanarsi o limitare al minimo l'interazione c
on lui o con lei,
perch si sentono respingere dal loro campo energetico; altri sentiranno un'ondata
di aggressivit,
diventeranno sgarbati e attaccheranno lui o lei verbalmente o, in certi casi, an
che fisicamente.
Questo significa che dentro queste persone c' qualcosa che entra in risonanza con
il corpo di dolore
degli altri. Ci a cui queste persone reagiscono in modo cos forte anche al loro in
terno: il loro
proprio corpo di dolore.
Non sorprende che le persone con un corpo di dolore pesante e frequentemente att
ivo si trovino
spesso in

148
situazioni conflittuali. Naturalmente, qualche volta sono loro stessi a provocar
le attivamente,
ma altre volte invece non fanno proprio nulla. La negativit che emanano sufficien
te ad
attrarre ostilit e a generare conflitti. necessario un elevato livello di Presenz
a per evitare
di reagire incontrando qualcuno con un corpo di dolore cos attivo. Se siete in gr
ado di
essere presenti, pu talvolta succedere che la vostra Presenza renda possibile all
'altra
persona di disidentificarsi dal proprio corpo di dolore e di fare cos l'esperienz
a del miracolo
di un repentino risveglio. Anche se il risveglio di breve durata, il processo di
risveglio
avr avuto inizio.
Uno dei primi risvegli di questo tipo a cui ho assistito avvenne molti anni fa
. Il mio
campanello di casa suon verso le undici di notte e dal citofono giunse la voce ca
rica di
ansia della mia vicina Ethel. "Devo parlarti. importante, ti prego fammi entrare
."
Ethel era una donna di mezza et, intelligente e molto colta. Aveva anche un ego
molto
forte e un pesante corpo di dolore. Da adolescente era scappata dalla Germania n
azista e
molti membri della sua famiglia erano morti nei campi di concentramento.
Ethel sedette sul divano agitata e con le mani tremanti. Tir fuori lettere e do
cumenti da
una cartella che aveva portato con s e li sparpagli tutto intorno, sul divano e su
l
pavimento. Immediatamente ebbi una strana sensazione, come se un interruttore si
fosse
acceso portando l'interno di tutto il mio corpo al livello di massima potenza. N
on c'era
nient'altro da fare se non rimanere aperto, vigile, intensamente presente, prese
nte con tutte
le cellule del corpo. La guardai senza pensieri n giudizi e ascoltai quietamente
senza
nessun commento mentale. Dalla sua bocca usc un fiume di parole: "Oggi mi hanno
spedito un'altra lettera che mi ha proprio disturbato. Si stanno vendicando di m
e. Devi
aiutarmi. Noi due dobbiamo affrontarli insieme. I loro loschi avvocati non si fe
rmeranno di
fronte a niente. Perder la casa: stanno minacciando di togliermela".
Venne fuori che aveva rifiutato di pagare delle spese
149
all'amministrazione della sua casa, sostenendo che alcune riparazioni non erano
state
effettuate correttamente; in risposta, quelli avevano minacciato di farle causa.
Parl pi o meno per dieci minuti. Io stavo seduto, guardavo e ascoltavo.
All'improvviso smise di parlare e guard le carte tutt'intorno come se si fosse ap
pena
svegliata da un sogno. Divenne calma e gentile. Tutto il suo campo energetico ca
mbi
completamente. Quindi mi guard e disse: "Questa cosa non ha alcuna importanza, no
n

vero?" "No, nessuna" risposi. Rimase tranquillamente seduta ancora per un paio d
i
minuti, quindi raccolse le sue carte e se ne and. La mattina seguente mi ferm per
strada, guardandomi con aria un Po sospettosa. "Che cosa mi hai fatto? Stanotte
ho
dormito bene per la prima volta dopo anni: ho dormito proprio come un bambino."
Credeva che io le "avessi fatto qualcosa", mentre io non avevo fatto niente. I
nvece
che chiedere che cosa io le avevo fatto, forse avrebbe dovuto chiedere che cosa
io non
avevo fatto. Io non avevo reagito, non avevo confermato la realt della sua storia
, non
avevo nutrito la sua mente con altri pensieri e il suo corpo di dolore con altra
emozione.
Le avevo dato il permesso di sperimentare tutto quello che stava sperimentando i
n quel
momento, e il potere di permettere sta nel non interferire, non fare. Essere pre
sente
infinitamente pi potente di tutto quello che uno possa dire o fare, anche se qual
che
volta dall'essere presente possono scaturire parole o azioni.
Ci che le era successo non era ancora un cambiamento permanente, ma solo un
barlume di ci che possibile, un barlume di ci che era gi dentro di lei. Nello Zen,
un
tale barlume chiamato satori. Il satori un momento di Presenza, un breve uscir f
uori
dalla voce nella testa, dai processi di pensiero e dal loro riflesso nel corpo s
otto forma di
emozioni. il sorgere di una spaziosit interiore dove prima c'era un rumore confus
o di
pensieri e il tumulto delle emozioni.
La mente pensante non pu capire la Presenza e quindi

150
spesso la interpreta in modo scorretto. Dir che non state prestando attenzione, c
he siete distanti,
senza compassione, che non vi relazionate. La verit che voi siete in relazione, m
a a un livello pi
profondo di quello del pensiero e delle emozioni. In realt a quel livello c' un ve
ro incontro, una
vera unione che va molto oltre l'essere in relazione. Nella quiete della Presenz
a, potete avvertire
che in voi e nell'altro l'essenza senza forma Una. Conoscere "l'essere uno" di v
oi stessi con l'altro
vero amore, vera attenzione, vera compassione.
I fattori di attivazione
Alcuni corpi di dolore reagiscono solamente a un tipo particolare di fattori d
i attivazione o di
situazioni, normalmente a quello che entra in risonanza con un certo tipo di dol
ore emotivo sofferto
in passato. Per esempio, se un bambino o una bambina cresce con genitori per i q
uali le questioni
economiche sono spesso causa di drammi e conflitti, pu assorbire la loro paura ri
guardo al denaro
e sviluppare un corpo di dolore che si attiva tutte le volte che si ha a che far

e con storie
economiche. Da adulto, il bambino potr provare turbamento o rabbia anche per somm
e di denaro
insignificanti. Dietro il turbamento o la rabbia ci sono storie di sopravvivenza
e paura intensa. Ho
visto persone cosiddette "spirituali", cio relativamente consapevoli, mettersi a
gridare, incolpare e
rivolgere accuse, nel momento stesso in cui prendevano in mano il telefono per p
arlare con i propri
consulenti finanziari o immobiliari. Come per gli avvisi di pericolosit per la sa
lute posti su ogni
pacchetto di sigarette, dovrebbe forse esserci un monito di questo tipo sopra og
ni banconota o
estratto conto: "I soldi possono attivare il corpo di dolore e causare una total
e inconsapevolezza".
Qualcuno che nell'infanzia sia stato trascurato o abbandonato da uno o da entram
bi i genitori
potrebbe facilmente sviluppare un corpo di dolore che si attiva in qualsiasi sit
uazione che entra
anche vagamente in risonanza con
151
quell'antico dolore di abbandono. Un amico che arriva a prenderli all'aeroporto
con qualche
minuto di ritardo o il coniuge che rincasa tardi possono scatenare un forte atta
cco da parte del
corpo di dolore. Se il partner li abbandona o muore, il dolore emotivo provato v
a molto al di l
di quanto sarebbe naturale in una simile situazione. Pu esserci intensa angoscia,
depressione
duratura e paralizzante, o rabbia ossessiva.
Una donna abusata sessualmente durante l'infanzia dal padre pu scoprire che il
proprio
corpo di dolore si attiva facilmente in ogni relazione di intimit con un uomo. In
alternativa,
l'emozione caratteristica del suo corpo di dolore pu spingerla verso un uomo con
un corpo di
dolore simile a quello del padre. Il suo corpo di dolore pu sentire un'attrazione
magnetica
verso qualcuno percepito come in grado di darle ancora quella medesima qualit di
dolore.
Talvolta, quel dolore scambiato per innamoramento.
Un uomo che sia stato un bambino non voluto e non abbia avuto n amore n un minim
o di
cura e attenzione da parte della propria madre pu sviluppare un corpo di dolore p
esante e
ambivalente, consistente in un incolmabile e intenso desiderio di amore e attenz
ione da parte
della madre, unito a un intenso odio verso di lei per avergli rifiutato ci di cui
aveva
disperatamente bisogno. Da adulto, quasi ogni donna potrebbe innescare in lui il
bisogno del
corpo di dolore, una forma di dolore emozionale che si manifesta come una forma
irresistibile
di compulsione a "conquistare e a sedurre tutte le donne che incontra e in tal m
odo ottenere
quel tipo di amore e attenzione femminili, agognati dal suo corpo di dolore. Div
enta un vero
esperto di seduzione, ma quando le relazioni diventano intime o le sue avance ve

ngono
respinte, potrebbe venir fuori la rabbia del corpo di dolore verso la madre, che
sabota la
relazione.
Quando riconoscete il vostro corpo di dolore al suo sorgere, potete anche rapi
damente
imparare quali sono i fattori da cui pi frequentemente attivato, nel caso di cert
e situazioni o
di cose che gli altri fanno o dicono. Quando questi

152
fattori si presenteranno, potrete riconoscerli immediatamente per quello che son
o ed entrare in uno
stato pi elevato di vigilanza. Nel giro di uno o due secondi potete anche notare
la reazione
emozionale che corrisponde all'attivarsi del corpo di dolore ma, nello stato di
Presenza vigile,
eviterete di identificarvi, il che significa che il corpo di dolore non potr impa
dronirsi di voi e
diventare la voce nella vostra testa. Se in quel momento siete col vostro partne
r, potete dirgli o
dirle: "Quello che hai appena detto, o fatto, ha attivato il mio corpo di dolore
". Stabilite col vostro
partner un patto in base al quale tutte le volte che uno di voi dice o fa qualco
sa che attiva il corpo di
dolore dell'altro, ci verr fatto immediatamente notare. In tal modo, il corpo di d
olore non potr
pi rivitalizzarsi attraverso i drammi della relazione e, in luogo di attirarvi ne
ll'inconsapevolezza, vi
aiuter a diventare pienamente presenti.
Tutte le volte che sarete presenti quando sorge il corpo di dolore un Po dell'
energia emozionale
negativa verr, per cos dire, bruciata, e quindi trasmutata in Presenza. Il corpo d
i dolore rimanente
si ritirer rapidamente, in attesa di un'opportunit pi favorevole per ri presentarsi
, cio quando
sarete meno consapevoli. Il corpo di dolore pu avere una migliore opportunit allor
quando perdete
la vostra Presenza, magari dopo qualche bicchiere o mentre guardate un film viol
ento.
Perfino la pi piccola emozione negativa, come l'essere irritati o ansiosi, pu fu
nzionare come
porta di accesso per il ritorno del corpo di dolore. Il corpo di dolore ha bisog
no della vostra
inconsapevolezza. Non pu tollerare la luce della Presenza.
Il corpo di dolore come mezzo per risvegliarsi
A prima vista, pu sembrare che il corpo di dolore sia il pi grande ostacolo alla
nascita di una
nuova coscienza dell'umanit. S'impossessa della vostra mente, controlla e distorc
e il vostro
pensiero, disgrega le vostre relazioni e
153

assomiglia a una nuvola scura che occupa per intero il vostro campo energetico;
tende a
rendervi inconsapevoli in senso spirituale, cio totalmente identificati con la me
nte e
l'emozione. Vi rende reattivi, vi fa dire e fare cose finalizzate unicamente ad
accrescere
l'infelicit vostra e del mondo.
Tuttavia, questa crescente infelicit produce una progressiva disgregazione nell
a vostra vita.
Pu succedere che il corpo non sia pi in grado di reggere lo stress e da ci derivi u
na malattia
o una disfunzione. Pu capitarvi di essere coinvolti in un incidente, in qualche s
ituazione
conflittuale o drammatica causati dal desiderio di qualcosa di male da parte del
corpo di dolore.
Oppure potete diventare una persona che infligge violenza fisica. A un certo mom
ento tutto
questo potrebbe diventare troppo e voi potreste non farcela pi a vivere con il vo
stro "s
infelice". Ovviamente, il corpo di dolore parte di quel falso s.
Tutte le volte che ne diventate preda e non lo riconoscete per quello che , il
corpo di dolore
diventa parte del vostro ego. Tutto ci con cui vi identificate si trasforma in eg
o. Il corpo di
dolore una delle cose pi potenti con cui l'ego pu identificarsi, proprio come il c
orpo di
dolore ha bisogno dell'ego per trarne nuova vita. Tuttavia, quest'alleanza sacri
lega alla fine si
rompe, nei casi in cui il corpo di dolore cos pesante che le strutture egoiche de
lla mente,
invece di venirne potenziate, subiscono un progressivo sgretolamento causato dai
continui
attacchi furibondi del carico energetico del corpo di dolore. E proprio come un
congegno
elettronico pu ricevere carica dalla corrente elettrica, pu anche essere distrutto
se il voltaggio
troppo alto.
Spesso le persone con un forte corpo di dolore raggiungono un punto in cui sen
tono che la
propria vita sta diventando intollerabile, che non possono caricarsi di altro do
lore, di altro
dramma. Una persona ha espresso ci dicendo chiaramente e semplicemente che "era s
tufa di
essere infelice". Alcuni possono sentire, come successo a me, che non possono pi
vivere con
se stessi. La pace interiore diventa

154
quindi la loro priorit. Il loro acuto dolore emozionale li spinge a disidentifica
rsi dal
contenuto della loro mente e dalle strutture mentali- emozionali che danno origi
ne e
perpetuano il s infelice. Allora capiscono che n la loro storia infelice n l'emozio
ne che
sentono chi essi sono. Si rendono conto che essi sono il conoscere e non ci che s
i
conosce. Invece di trascinarli nell'inconsapevolezza, il corpo di dolore diventa

un fattore
decisivo di risveglio che li costringe a uno stato di Presenza.
Tuttavia, a causa del flusso senza precedenti di consapevolezza a cui stiamo a
ttualmente
assistendo sul pianeta, molte persone non hanno pi bisogno di passare attraverso
una
profonda e acuta sofferenza per essere in grado di disidentificarsi dal corpo di
dolore.
Ogniqualvolta avvertono di essere scivolati in uno stato disfunzionale, sono in
grado di
scegliere di uscire dall'identificazione con il pensiero e l'emozione e di entra
re nello stato di
Presenza. Rinunciano alla resistenza, diventando quieti e vigili, diventando una
sola cosa
con quello che c', dentro e fuori.
Il passo successivo nell'evoluzione umana non inevitabile ma, per la prima vol
ta nella
storia del nostro pianeta, questa pu essere una scelta consapevole. Chi sta facen
do questa
scelta? Voi! E voi chi siete? Coscienza che diventata cosciente di se stessa.
Liberarsi dal corpo di dolore
Una domanda che le persone pongono frequentemente : "Quanto tempo necessario pe
r
liberarsi dal corpo di dolore?" La risposta ovvia che questo dipende sia dalla d
ensit del
corpo di dolore della singola persona, sia dall'intensit con cui cresce la sua Pr
esenza. Per,
non tanto il corpo di dolore, quanto piuttosto l'identificazione con questo a ca
usare le
sofferenze che voi infliggete a voi stessi e agli altri. Non il corpo di dolore,
ma
l'identificazione con esso che vi costringe a rivivere ripetutamente il passato
e vi mantiene
in uno stato d'inconsapevolezza. Quindi, una
155
domanda ancora pi importante da porre potrebbe essere questa: "Quanto tempo occor
re per
potersi liberare dall'identificazione con il corpo di dolore?"
E la risposta a questa domanda la seguente: Non questione di tempo. Quando il
corpo di
dolore diventa attivo, sappiate che ci che state sentendo il corpo di dolore dent
ro di voi. Il
saperlo tutto quello che serve per rompere la vostra identificazione con esso. E
quando cessa
questa identificazione, inizia la trasmutazione. Il saperlo impedisce alla vecch
ia emozione di
salirvi alla testa e di impadronirsi non solo dei dialoghi interni, ma anche del
le vostre azioni e
interazioni con gli altri.
Ci significa che il corpo di dolore non pu pi servirsi di voi e rivitalizzarsi at
traverso di
voi. La vecchia emozione pu allora continuare a vivere in voi per un Po e riprese
ntarsi
periodicamente. Di quando in quando pu ancora occasionalmente imbrogliarvi, induc
endovi

nuovamente a identificarvi con essa, oscurando quindi il vostro sapere, ma non a


lungo. Il non
proiettare la vecchia emozione nelle situazioni significa confrontarla direttame
nte al vostro
stesso interno. Pu non essere piacevole, ma questo non vi uccider. La vostra Prese
nza pi
che capace di contenere tutto ci. L'emozione non chi siete.
Quando sentite il corpo di dolore, non cadete nell'errore di pensare che c' qua
lcosa di
sbagliato in voi. All'ego piace trasformarvi in un problema. Il saperlo ha bisog
no di essere
seguito dall'accettazione. Allora nient'altro potr pi oscurarlo. Accettare signifi
ca che vi date il
permesso di sentire qualunque cosa stiate sentendo in quel momento. Questo parte
dell'Essere
cos come dell'Adesso. Non potete lottare con ci che . O meglio, potete farlo ma, se
lo fate,
soffrirete. Attraverso il permettere, diventate ci che siete: ampi, spaziosi. Div
entate integri.
Ora non siete pi un frammento, che come l'ego percepisce se stesso. Emerge la vos
tra vera
natura, che una cosa sola con la natura di Dio.

156
Ges si riferisce a questo quando dice: "Voi dunque sarete integri come integro
il Padre vostro che nei Cieli".1
Ma la versione "sarete perfetti" del Nuovo Testamento non la traduzione esatta
.
Infatti il termine originale greco significa integro. Questo per dire che non do
vete
diventare integri, ma essere ci che gi siete, con o senza il corpo di dolore.
1 Matteo 5,48.

VII
Scoprire chi siete veramente
Gnthi seautn: "Conosci te stesso". Queste parole erano incise all'entrata del temp
io di
Delfi, nell'antica Grecia, sede dell'oracolo sacro ad Apollo. La gente vi si rec
ava sperando di
scoprire che cosa avesse in serbo per loro il destino o quale azione intraprende
re in una
particolare situazione. possibile che molti visitatori, entrando nell'edificio,
abbiano letto
quelle parole senza rendersi conto che indicavano una verit pi profonda di qualunq
ue altra
che avrebbe potuto dir loro l'oracolo. Per quanto grande fosse la rivelazione, p
er quanto
fosse esatta l'informazione che avrebbero ricevuto, non avrebbero in nessun modo
potuto
evitare la futura infelicit e la sofferenza causata a loro stessi, se non fossero

riusciti a
trovare la verit contenuta in quell'imperativo: Conosci te stesso. Quelle parole
implicavano
che, prima ancora di chiedere qualunque altra cosa, necessario porsi la domanda
fondamentale: "Chi sono io?"
La gente inconsapevole, e molti restano inconsapevoli, intrappolati nei loro e
go per tutta
la vita, vi direbbe subito chi : il nome, l'occupazione, la storia personale, la
forma o la
condizione del corpo, o qualunque altra cosa con la quale si identifica. Altri p
ossono
apparire pi evoluti perch pensano a loro stessi come anime immortali o spiriti div
ini. Ma
conoscono realmente se stessi oppure hanno solamente aggiunto al contenuto della
loro
mente qualche concetto che risuona spirituale? Conoscere se stessi va molto al d
i l

158
dell'adottare una serie di idee o di credenze. Idee e credenze spirituali posson
o tutt'al pi
essere indicazioni che aiutano. Ma hanno raramente il potere di espellere il nuc
leo
solidamente stabilizzato di chi pensate di essere, che parte del condizionamento
della
mente umana. Conoscere voi stessi profondamente non ha niente a che vedere con
qualunque idea stia fluttuando nella vostra mente. Il conoscere voi stessi radic
ato
nell'Essere, invece di essere perso nella vostra mente.
Chi credete di essere
Il senso di chi siete determina quelle che percepite essere le vostre necessit
e anche ci
che nella vita importante, e qualunque cosa sia importante avr il potere di infas
tidirvi o
disturbarvi. Potete usare proprio questo per scoprire quanto conosciate profonda
mente voi
stessi. Ci che per voi importante non necessariamente ci che dite o a cui credete,
ma
ci che le vostre azioni e reazioni rivelano essere serio e importante per voi. Pe
r questo
forse il caso di chiedervi quali siano le cose che vi disturbano e vi infastidis
cono. Se sono
le piccole cose a disturbarvi, allora il chi credete di essere esattamente quest
o: piccolo.
Questo il vostro credo inconsapevole. E quali sono le cose piccole? Alla fin fin
e tutte le
cose sono piccole cose, perch tutte sono transitorie.
Ma voi potete dire che sapete di essere uno spirito immortale, oppure che siete
stanchi di
questo mondo pazzo e che la pace tutto ci che volete, e questo fino al momento in
cui
squilla il telefono. Cattive notizie: il mercato crollato, l'accordo pu fallire,
l'auto stata
rubata, arrivata vostra suocera, il viaggio stato cancellato, il contratto stato

sciolto, il
vostro partner vi ha lasciato, vogliono pi soldi, vi dicono che la responsabilit v
ostra.
Improvvisamente vi un impeto di rabbia, di ansiet. Una durezza affiora nella vost
ra voce
e non sopportate pi questa situazione. Accusate e colpevolizzate, attaccate e vi
difendete o
vi giustificate e tutto ci sta accadendo in automatico. C'159
qualcosa che in questo momento per voi evidentemente molto pi importante della pa
ce interiore,
che invece un momento prima avete detto essere l'unica cosa che volevate, e non
siete neppure pi
uno spirito immortale. L'accordo, i soldi, il contratto, la perdita o la minacci
a di perdere sono pi
importanti. Ma per chi? Per lo spirito immortale che dite di essere? No, per me.
Per il piccolo "me"
che cerca sicurezza o completamento in cose che sono transitorie e che diventa a
nsioso o si arrabbia
perch non riesce ad averle. Bene, perlomeno ora sapete chi credete veramente di e
ssere.
Se la pace fosse realmente ci che volete, allora scegliereste la pace. Se la pa
ce vi importasse di
pi di ogni altra cosa, se conosceste voi stessi pi come uno spirito che come un pi
ccolo me, allora
quando siete provocati da una persona o da una situazione, non reagireste e rima
rreste in uno stato
di assoluta vigilanza. Accettereste immediatamente la situazione e diventereste
una cosa sola con la
situazione stessa, invece di separarvene. E da quello stato di vigilanza arriver
ebbe una risposta. La
risposta giungerebbe da chi siete, la coscienza, e non da chi pensate di essere,
un piccolo me.
Sarebbe potente ed efficace e non trasformerebbe persone o situazioni in nemici.
Il mondo si occupa di non farvi illudere per molto tempo su chi pensate di ess
ere, mostrandovi
ci che realmente vi importa. Il miglior indice di quanto profondamente conoscete
voi stessi il
modo in cui reagite alle persone e alle situazioni, specialmente quando arrivano
le sfide.
Pi limitata, pi strettamente egoica la visione di voi stessi, pi vedrete, mettere
te a fuoco o
reagirete alle limitazioni dell'ego degli altri, alla loro inconsapevolezza. Le
loro "mancanze", o ci
che ai vostri occhi sono le loro mancanze, diventano le loro identit. Questo sign
ifica che vedrete in
loro solamente l'ego e questo rinsalder il vostro ego. Invece di vedere "oltre l'
ego", guardate
"all'ego" degli altri. E chi sta guardando all'ego proprio l'ego in voi.
La gente molto inconsapevole sperimenta il proprio ego attraverso il suo rifless
o nelle altre persone.
Quando vi
160
rendete conto che ci che vi fa reagire negli altri anche in voi ed a volte solame
nte in
voi, cominciate a diventare consapevoli del vostro proprio ego. A questo stadio,
potete

anche rendervi conto che state facendo agli altri ci che credete gli altri stiano
facendo a
voi. E smettere cos di vedervi come vittime.
Visto che non siete l'ego, quando diventate consapevoli dell'ego in voi non si
gnifica che
sapete chi siete, ma che sapete chi non siete. Ma proprio attraverso questa cono
scenza di chi
non siete avete rimosso l'ostacolo pi grande a conoscere veramente voi stessi.
Nessuno pu dirvi chi siete. Sarebbe un altro concetto, quindi non vi cambierebb
e. Chi
siete non necessita di un concetto. Ogni credenza infatti un ostacolo. Non c' bis
ogno
neppure che vi realizziate, perch siete gi chi siete. Ma senza la realizzazione, a
llora chi
siete voi veramente non risplender in questo mondo. Rimarr nel regno del non
manifestato, che ovviamente la vostra vera casa. E sarete allora come una person
a
apparentemente povera che non sa di avere un conto in banca con cento milioni di
dollari,
la cui ricchezza rimane un potenziale inespresso.
L'abbondanza
Il chi credete di essere anche intimamente connesso con il come credete che vi
trattino
gli altri. Molte persone si lamentano di non essere trattate bene dagli altri. D
icono di non
ricevere abbastanza rispetto, attenzione, riconoscimento e considerazione, dicon
o anche di
essere date per scontate. E quando la gente gentile con loro, allora pensano a u
n secondo
fine, di venire manipolate, o che ci si voglia prendere un vantaggio su di loro.
Che nessuno
le ami.
Pensano di essere un "povero piccolo me" bisognoso, dalle necessit insoddisfatt
e. Questa
confusione di base su chi sono, crea una disfunzione in ogni loro relazione. Cre
dono di non
avere niente da dare e che il mondo o gli altri stiano negando loro ci di cui han
no bisogno.
Tutta la loro realt 161
basata su un senso illusorio di chi sono. Questo boicotta le situazioni e vizia
le loro
relazioni. Se l'idea di perdere, sia che si tratti di soldi, di riconoscimento o
d'amore,
diventata parte di chi credete di essere, allora sperimenterete sempre un senso
di perdita.
Invece di riconoscere tutto il buono che c' gi nella vostra vita, tutto ci che vede
te
perdita. Il riconoscimento di tutto il buono che c' nella vostra vita l'inizio di
ogni
abbondanza. Il fatto che qualunque cosa voi pensiate che il mondo vi stia negand
o voi la
state negando al mondo. Ve la state negando perch profondamente dentro di voi pen
sate
che siete piccoli e che non avete niente da dare.
Provate questo per qualche settimana e vedrete come cambier la vostra realt: qua
lunque
cosa state pensando che gli altri vi neghino - lodi, apprezzamenti, assistenza,

cure affettuose
-, datela voi a loro. Non ne avete? Fate come se ne aveste e verranno. E non app
ena avrete
cominciato a dare, comincerete a ricevere. Non potete ricevere ci che non date. I
l flusso
verso l'esterno determina il flusso verso l'interno. Qualunque cosa pensiate che
il mondo vi
neghi l'avete gi, ma fino a che non ne permettete il fluire verso l'esterno, non
saprete
neppure quello che avete. Ges ha espresso in questa potente immagine la legge che
il fluire
verso l'esterno determina un ritorno del flusso: "Date e vi sar dato: ne ricevere
te in misura
buona, pigiata, scossa e traboccante, perch con la stessa misura con cui misurate
, sar
misurato anche a voi".1
La fonte di ogni abbondanza non fuori di voi. parte di chi siete. In ogni modo
cominciate vedendo e riconoscendo l'abbondanza al di fuori. Vedete l'abbondanza
della vita
tutto intorno a voi. Il calore del sole sulla vostra pelle, lo spettacolo della
magnificenza dei
fiori in mostra davanti a un fioraio, mordete un frutto succulento, o lasciatevi
inzuppare
dall'abbondanza dell'acqua che cade dal cielo. La pienezza
1 Luca 6,38.

162
della vita l a ogni passo. Il riconoscimento di quell'abbondanza che intorno a vo
i risveglia
l'abbondanza interiore dormiente. E poi lasciatela fluire fuori. Quando sorridet
e a una persona che
non conoscete, per un istante l'energia fluisce verso l'esterno. Diventate qualc
uno che d.
Domandatevi spesso cosa potete dare in quel momento, come potete essere al servi
zio di quella
persona, di quella situazione. Non avete bisogno di possedere nulla per sentire
l'abbondanza, ma se
la sentite vi arriver certamente una grande abbondanza. L'abbondanza arriva solo
a coloro che gi
ce l'hanno. Sembra quasi ingiusto, ma naturalmente non lo . una legge universale.
Sia
l'abbondanza sia la scarsezza sono stati interiori che si manifestano come la vo
stra realt. Ges l'ha
espresso in questo modo: "Poich a chi ha, sar dato; ma a chi non ha sar tolto anche
ci che ha".2
Conoscere voi stessi e conoscere "di" voi stessi
Potete non voler conoscere voi stessi perch avete paura di ci che potete scoprir
e. Molta gente
ha una segreta paura di essere cattiva. Ma nulla che potete scoprire su di voi v
oi. Nulla di ci che
potete conoscere di voi, voi.
Mentre alcuni non vogliono sapere chi sono per paura, altri hanno un'insaziabile
curiosit di sapere

di loro stessi e vogliono saperne sempre di pi. Potete essere cos affascinati da v
oi stessi da passare
anni psicoanalizzandovi, ricercando ogni dettaglio della vostra infanzia, metten
do a nudo segreti
desideri e paure per scoprire strati dopo strati di complessit nella maschera del
la vostra personalit
e del vostro carattere. Dopo dieci anni il terapista pu essere cos stanco di voi e
della vostra storia
da arrivare a dirvi che l'analisi finita. Pu darsi che vi mandi via con un dossie
r di cinquemila
pagine intitolato: "Tutto su di te. Questo chi sei", e mentre vi
2
Marco 4,25.163
portate a casa il pesante volume, la soddisfazione iniziale di conoscere finalme
nte voi stessi lascer
rapidamente il posto a un senso di incompletezza e a un oscuro sospetto che vi d
ebba essere di pi
su chi siete. E senza dubbio vi molto di pi, magari non proprio in termini quanti
tativi di fatti, ma
in una dimensione qualitativa di profondit.
Non vi nulla di sbagliato nella psicoanalisi o nello scoprire di pi del vostro
passato se non
confondete il conoscere voi stessi con il conoscere di voi stessi. Il dossier di
cinquemila pagine su
di voi: il contenuto della vostra mente che condizionato dal passato. Qualunque
cosa impariate
attraverso la psicoanalisi o l'autosservazione su di voi. Non siete voi. contenu
to, non essenza.
Andare al di l dell'ego fare un passo fuori dal contenuto. Conoscere voi stessi e
ssere voi stessi
ed essere voi stessi smettere di identificarvi con il contenuto.
La maggior parte delle persone definisce se stessa in base al contenuto della
propria vita.
Qualunque cosa percepite, sperimentate, fate, pensate o sentite, contenuto. Cont
enuto ci che
assorbe completamente l'attenzione della maggior parte della gente, ci con cui si
identifica.
Quando pensate o dite "la mia vita", non vi state riferendo alla vita che siete,
ma alla vita che avete,
o sembra che abbiate. State riferendovi al contenuto, alla vostra et, salute, rel
azioni, finanze,
lavoro e situazione di vita, e anche al vostro stato emozionale e mentale. Le ci
rcostanze interiori ed
esteriori della vostra vita, il vostro passato e il vostro futuro, tutto apparti
ene all'universo del
contenuto, cos come gli eventi, cio qualunque cosa accada.
Che cosa vi al di l del contenuto? Ci che permette al contenuto di essere, lo sp
azio interno
della coscienza.
Il caos e l'ordine pi alto
Quando conoscete voi stessi solamente attraverso il contenuto, pensate anche d
i sapere ci che
bene e ci che male per voi. Fate una differenza fra gli eventi che vanno

164

bene e quelli che vanno male. Questa una percezione frammentaria della completez
za della vita
nella quale ogni cosa interconnessa, dove ogni evento ha il suo luogo e la sua f
unzione, necessari
all'interno della totalit. La totalit comunque pi della superficiale apparenza dell
e cose, pi della
somma totale delle sue parti, pi di qualunque cosa che la vostra vita o tutto il
mondo contenga.
Dietro quella che a volte sembra essere una irregolare o persino caotica succe
ssione di eventi, sia
nelle nostre vite sia nei fatti del mondo, vi nascosta la possibilit del rivelars
i di un ordine e di un
proposito pi alti. Questo espresso in maniera bellissima nel detto zen: "Cade la
neve, ogni fiocco
nel suo luogo appropriato". Non possiamo mai comprendere questo ordine pi alto pe
nsandoci,
perch qualunque cosa a cui pensiamo contenuto; l'ordine pi alto emana dal reame se
nza forma
della coscienza, dall'intelligenza universale. Ma possiamo intravederlo e, ancor
a di pi, allinearci
con questo, che significa essere partecipanti coscienti del dispiegarsi di quel
proposito pi alto.
Se entrassimo in una foresta nella quale nessun uomo ha mai messo piede, la no
stra mente
pensante vedrebbe intorno solo disordine e caos. Non sarebbe neppure capace di d
ifferenziare pi
fra la vita (bene) e la morte (male), perch dappertutto una nuova vita cresce dal
la materia marcia e
decomposta. Solo se siamo ancora abbastanza quieti interiormente e il rumore del
pensiero smette,
possiamo diventare consapevoli che l vi sono un'armonia nascosta, una sacralit, un
ordine pi alto
nel quale ogni cosa ha un posto perfetto e non potrebbe essere altro che quello
che e nel modo in
cui .
La mente pi a suo agio nel paesaggio di un parco perch non cresciuto organicamen
te ma
stato progettato mentalmente. Vi un ordine che la mente pu capire. In una foresta
vi un ordine
incomprensibile che appare come un caos. Va oltre le categorie mentali del buono
e del cattivo. E
non lo potete comprendere attraverso il pensiero, ma lo potete percepire quando
siete fuori dal
pensiero, quando divenite quieti e all'erta e non cercate di comprendere o di165
spiegare. Solamente allora divenite consapevoli della sacralit della foresta. E n
on appena sentite
quell'armonia nascosta, quella sacralit, vi accorgete che non ne siete separati e
quando ve ne
rendete conto ne diventate partecipi consapevolmente. In questo modo la natura v
i pu aiutare a
riallinearvi con la totalit della vita.
Bene e male
Molte persone a un certo punto della vita divengono consapevoli che non vi sol
o nascita,
crescita, successo, buona salute, piacere e vincita, ma anche perdita, falliment
o, malattia, vecchiaia,

deterioramento, dolore e morte. Convenzionalmente queste cose sono etichettate c


ome buone e
cattive, ordine e disordine. Il significato della vita generalmente associato co
n ci che si definisce
"bene", ma questo continuamente minacciato dal crollo, dal guastarsi, dal disord
ine. Minacciato
dal non aver senso e dal "male" quando non vi spiegazione e quando la vita smett
e di avere senso.
Prima o poi il disordine irromper nella vita di ognuno, per quante polizze di ass
icurazione lui o lei
abbiano sottoscritto. Pu arrivare sotto forma di perdita, di incidente, di malatt
ia, invalidit,
vecchiaia, morte. Comunque l'irrompere del disordine nella vita di una persona e
il risultante crollo
di una mentalit che definisce se stessa sensata possono rappresentare l'apertura
a un ordine pi
alto.
"Perch la sapienza di questo mondo follia davanti a Dio"3 dice la Bibbia. Cos' l
a saggezza di
questo mondo? il moto del pensiero, quello che viene definito solo dal pensiero.
Il pensiero isola una situazione o un evento e lo definisce buono o cattivo co
me se avesse
un'esistenza a s. Un'eccessiva fiducia nel pensiero frammenta la realt. Questa fra
mmentazione
un'illusione, ma mentre ne siete intrappolati,
3 Corinzi 3,19.

166
vi appare reale. L'universo un'unit indivisibile nella quale tutte le cose sono
interconnesse, dove niente esiste isolatamente.
La pi profonda interconnessione di tutte le cose e di tutti gli eventi implica
che l'etichetta
o la definizione di bene o di male , in ultima istanza, illusoria. Implica sempre
una
prospettiva limitata e quindi vera solo relativamente e temporaneamente. Questo
illustrato molto bene nella storia di un uomo saggio che vinse un'auto di lusso
alla lotteria. I
suoi amici e la sua famiglia erano molto contenti per lui e vennero a celebrare
l'avvenimento
dicendogli quanto fosse fantastico, quanto fosse stato fortunato. Ma l'uomo sorr
ise e rispose:
"Pu darsi" e per un paio di settimane si divert a guidarla. Ma un giorno a un incr
ocio, un
guidatore ubriaco si scontr con la sua auto nuova e lui fin all'ospedale con ferit
e multiple.
Sia la sua famiglia sia gli amici vennero a fargli visita e gli dissero quanto f
osse stato
sfortunato. Ma di nuovo l'uomo sorridendo rispose: "Pu darsi". Una notte, mentre
si
trovava ancora in ospedale, vi fu una frana e la sua casa scivol in mare. E di nu
ovo il
giorno seguente i suoi amici vennero a dirgli quanto fosse stato fortunato a ess
ere
all'ospedale. E di nuovo l'uomo rispose: "Pu darsi."

Quel "pu darsi" di quell'uomo saggio esprime il rifiuto a giudicare qualunque c


osa
accada. Invece di giudicare si limitava ad accettarla, allineandosi cos con un or
dine pi
alto. Egli sapeva come sia spesso impossibile per la mente comprendere che un lu
ogo, un
proposito, un evento, che possono apparire fortuiti, fanno parte del disegno del
la totalit.
Ma non vi sono eventi fortuiti, non vi sono eventi o cose che esistono per loro
stesse
isolatamente. Gli atomi che compongono il vostro corpo erano una volta nelle ste
lle, e le
cause anche del pi piccolo evento sono virtualmente infinite e connesse in manier
e
incomprensibili con la totalit. Se volete risalire alle cause di ogni evento, dov
ete tornare
indietro all'inizio della creazione. Il cosmo non caos. La parola stessa kosmos
vuol dire
ordine. Ma non un ordine 167
che la mente umana possa comprendere, anche se talvolta pu intravederlo.
Non dare importanza a ci che accade
Jiddu Krishnamurti, il grande filosofo e maestro spirituale indiano, ha parlat
o e viaggiato
quasi costantemente per pi di cinquantanni in tutto il mondo, nel tentativo di tr
asmettere,
attraverso le sue parole, che sono contenuto, ci che al di l delle parole, al di l
del
contenuto. Nell'ultima parte della sua vita, durante uno dei suoi discorsi sorpr
ese tutti
chiedendo se volessero sapere quale fosse il suo segreto. E tutti si fecero molt
o attenti.
Molte persone nell'uditorio erano venute ad ascoltarlo per venti o trent'anni se
nza cogliere il
senso del suo insegnamento. E finalmente dopo tutti quegli anni il maestro avreb
be dato
loro la chiave per capire. "Questo il mio segreto" disse "non mi importa nulla d
i ci che
accade."
Ma non svilupp ci che aveva detto, per questo sospetto che la maggior parte del
pubblico rimase ancora pi perplessa di prima. Ma le implicazioni del suo semplice
enunciato sono profonde.
Cosa implica il non dare importanza a ci che accade? Implica che interiormente
sono
allineato con ci che accade. "Ci che sta accadendo" si riferisce alla qualit intrin
seca del
momento, che sempre gi cos come . Si riferisce al contenuto, alla forma che prende
questo momento, il solo momento che c'. Essere allineato con ci che significa esse
re in
una relazione di non resistenza interiore con ci che accade. Significa non etiche
ttarlo
mentalmente come buono o cattivo, ma lasciarlo essere. Questo forse vuol dire ch
e non
potete intraprendere pi alcuna azione per portare nella vostra vita qualche cambi
amento?
Al contrario. Quando la base per la vostra azione allineata interiormente con il
momento

presente, la vostra azione viene potenziata dall'intelligenza della Vita stessa.

Ah! cos?
Il maestro zen Hakuin viveva in una citt del Giappone, era tenuto in alta consi
derazione
e molte persone venivano per incontrarlo e ricevere un insegnamento spirituale.
Accadde
che la figlia adolescente del suo dirimpettaio rimase incinta. Sgridata dai suoi
genitori
arrabbiati, quando le fu chiesto chi fosse il padre, alla fine confess che era Ha
kuin, il
maestro zen. I genitori infuriati si precipitarono da lui gridando che la figlia
aveva
confessato che il padre era lui. Tutto ci che egli disse fu: "Ah! cos?"
La notizia dello scandalo si sparse in citt e oltre. Il maestro perdette la sua
reputazione
ma questo non lo preoccup. Nessuno venne pi da lui. Ma egli rimase dove era. Quand
o
nacque il bambino i genitori lo portarono da Hakuin, dicendogli che lui era il p
adre e lui
doveva occuparsene. Il maestro si prese amorevole cura del bambino. Un anno dopo
, la
madre piena di rimorso confess ai genitori che il vero padre del bambino era il g
iovane che
lavorava nel negozio del macellaio. Sconvolti si recarono da Hakuin per chiederg
li scusa e
implorare il suo perdono. Dissero di essere molto spiacenti e di essere venuti a
riprendersi il
bambino perch la figlia aveva confessato che lui non era il padre. Mentre porgeva
loro il
bambino tutto quello che disse fu: "Ah! cos?"
Il maestro risponde alla falsit e alla verit, alle buone notizie e a quelle catt
ive,
esattamente allo stesso modo. "Ah! cos?" Poich permette alla forma del momento,
buona o cattiva, di essere proprio come , non diventa partecipe del dramma umano.
Per lui
esiste solamente questo momento e questo momento cos come . Non personalizza gli
eventi. Non si fa vittima di nessuno. cos completamente unito con ci che accade, c
he
ci che accade non ha pi nessun potere su di lui. Solamente se resistete a ci che ac
cade
siete alla sua merc e in questo modo il mondo determiner la vostra felicit e la vos
tra
infelicit.
Hakuin si era preso cura del bambino amorevolmente. Il male diventa bene, grazie
al potere
della non resistenza.169
Rispondendo sempre a ci che il momento richiede, lascia che il bambino vada quand
o
tempo di farlo.
Immaginate come avrebbe reagito l'ego allo svolgersi di questi eventi!
L'ego e il momento presente
La relazione pi importante, primordiale della vostra vita con l'Adesso, o con q
ualunque

forma l'Adesso prenda, cio ci che e ci che accade. Se la vostra relazione con l'Ade
sso
disfunzionale, quella disfunzione si rifletter in ogni relazione e in ogni situaz
ione che
affronterete. L'ego potrebbe definirsi semplicemente in questo modo: una relazio
ne
disfunzionale con il momento presente. in questo momento che potete decidere che
tipo di
relazione volete avere con il momento presente.
Una volta che avrete raggiunto un certo livello di coscienza, e se state legge
ndo questo
libro quasi certamente l'avete raggiunto, siete in grado di decidere che tipo di
relazione
volete avere con il momento presente. Voglio che il momento presente sia mio ami
co o mio
nemico? Il momento presente inseparabile dalla vita, quindi state veramente deci
dendo
quale tipo di relazione volete avere con la vita. Una volta che avete deciso che
volete che il
momento presente sia vostro amico, sta a voi fare la prima mossa: essergli amico
, dargli il
benvenuto qualunque sia la forma in cui si manifesta, e allora vedrete presto i
risultati. La
vita vi diviene amica, la gente vi aiuta, le circostanze collaborano. Una sola d
ecisione
cambia tutta la vostra realt. Ma questa decisione dovrete prenderla di continuo,
fino a che
diventer naturale vivere in questo modo.
La decisione di essere amico del momento presente la fine dell'ego. L'ego non
pu mai
essere allineato con il presente, che vuol dire allineato con la vita, perch la s
ua vera natura
lo costringe a ignorare, resistere o svalutare l'Adesso. L'ego vive di tempo. Pi
forte l'ego,
pi il tempo si impossessa della vostra vita. Quasi ogni pensiero che pensate ha a

170
che vedere con il passato e il futuro e il vostro senso del s dipende dal passato
per la sua
identit e dal futuro per la sua realizzazione. Paura, ansiet, aspettativa, rimpian
to, colpa,
rabbia sono disfunzioni dello stato di coscienza dipendente dal tempo.
Vi sono tre modi attraverso i quali l'ego si relaziona con il momento presente
: come un
mezzo per un fine, come un ostacolo o come un nemico. Guardiamoli uno per uno, c
os che
quando questo schema operer in voi, lo potrete riconoscere e prendere di nuovo la
decisione.
Per l'ego il momento presente , nella migliore delle ipotesi, utile solamente c
ome un
mezzo per un fine. Vi porta verso un momento futuro che viene considerato pi impo
rtante.
Anche se il futuro arriva soltanto come un momento presente ed , comunque, niente
altro
che un pensiero nella vostra testa. In altre parole voi non siete mai completame
nte qui

perch siete sempre impegnati a tentare di arrivare da qualche altra parte.


Quando questo schema diventa pi evidente, e questo abbastanza comune, il moment
o
presente viene visto e trattato come se fosse un ostacolo da superare. E a quel
punto
vengono fuori impazienza, frustrazione e stress, e nella nostra cultura questa l
a realt
quotidiana di molta gente, il suo stato normale. La vita, che adesso, vista come
un
"problema" e voi finite per vivere in un mondo di problemi che hanno bisogno di
essere
risolti tutti, prima di essere felici, soddisfatti o di cominciare veramente a v
ivere, o
perlomeno questo quello che pensate. La questione che per ogni problema che riso
lvete,
ne spunta fuori un altro. Fino a che il momento presente visto come un ostacolo,
non vi
pu essere fine ai problemi. La Vita o l'Adesso vi dicono: "Vi tratter come mi trat
tate voi,
se mi vedete come un problema, sar un problema per voi. Se mi trattate come un os
tacolo,
sar un ostacolo".
L'aspetto peggiore, ma anche molto comune, quello di trattare il momento present
e come
un nemico. Quando odiate ci che fate, quando vi lamentate di ci che vi171
circonda, quando maledite le cose che stanno accadendo o che sono accadute, o qu
ando il vostro
dialogo interno fatto di "dovrebbe" o "non dovrebbe", di colpe e di accuse, allo
ra state litigando
con ci che , litigando con ci che comunque gi. State facendo della Vita un nemico e
la Vita vi
risponde: "La guerra ci che volete, e la guerra ci che avete". La realt esterna, ch
e riflette
sempre il vostro stato interiore, viene sperimentata come ostile.
Una domanda vitale che vale la pena porsi frequentemente : "Qual la mia relazio
ne con il
momento presente?" E state attenti a trovare la risposta. Sto trattando l'Adesso
soltanto come un
mezzo per un fine? Lo vedo come un ostacolo? Ne faccio un nemico? Poich il moment
o presente
tutto ci che avete, visto che la Vita inseparabile dall'Adesso, quello che la dom
anda significa
realmente : "Qual la mia relazione con la Vita?" Questa domanda una eccellente ma
niera di
smascherare l'ego in voi e portarvi in uno stato di Presenza. Malgrado la domand
a non esprima
l'assoluta verit (alla fin fine l'io e il momento presente sono uno) un'utile ind
icazione verso la
giusta direzione. Domandatevelo spesso fino a che non ne avrete pi bisogno.
Come fate a smettere di avere una relazione disfunzionale con il momento prese
nte? La cosa pi
importante vederlo in voi stessi, nei vostri pensieri e nelle vostre azioni. Nel
momento in cui lo
vedete, notate che la vostra relazione con l'Adesso disfunzionale, siete present
i. Il vederlo
l'innalzarsi della Presenza. Nel momento in cui vedete la disfunzione, questa co
mincia a dissolversi.
Alcune persone scoppiano in una risata quando se ne rendono conto. E allora che
arriva anche il

potere della scelta, la scelta di dire s all'Adesso, di farne il vostro amico.


Il paradosso del tempo
A un livello superficiale il momento presente ci che sta accadendo. Ma siccome
ci che accade
cambia costantemente, pu sembrare che ogni giorno della vostra vita sia fatto di

172
migliaia di momenti nei quali accadono cose diverse. Il tempo viene visto come u
na
successione senza fine di momenti, alcuni buoni, alcuni cattivi. Invece, da una
osservazione
pi attenta (si fa per dire) della vostra propria e immediata esperienza, scoprir
ete che non vi
sono affatto molti momenti. Scoprirete che vi soltanto e sempre questo momento.
La vita
sempre adesso. Tutta la vostra vita si svolge in questo costante Adesso. Anche i
momenti
passati o quelli futuri esistono solamente quando li ricordate o li anticipate e
lo fate
pensandoli nel solo momento che c'. Questo. Allora perch i momenti sembrano essere
molti? Perch il momento presente viene confuso con ci che accade, confuso con il
contenuto. Lo spazio dell'Adesso viene confuso con quello che accade in quello s
pazio.
Confondere il momento presente con il suo contenuto genera non solamente l'illus
ione del
tempo, ma anche l'illusione dell'ego.
Vi un paradosso in questo. Da una parte come si pu negare la realt del tempo? Ne
avete bisogno per andare da qui a l, per preparare un pasto, per costruire una ca
sa, per
leggere questo libro. Avete bisogno di tempo per crescere, per imparare cose nuo
ve.
Qualunque cosa facciate, sembra richiedere tempo. Ogni cosa vi soggetta e alla f
ine
"questo sanguinario tempo tiranno" come lo ha chiamato Shakespeare, vi uccider. L
o
potete confrontare con un fiume in piena che vi tira dentro o con un fuoco dal q
uale tutto
viene consumato.
Ho rincontrato da poco alcuni vecchi amici, una famiglia che non vedevo da molto
tempo.
E, quando li ho visti, sono rimasto veramente colpito, sono stato sul punto di c
hiedere se
fossero malati, cosa fosse successo o chi avesse fatto loro questo. La madre, ch
e veniva
avanti appoggiandosi a un bastone sembrava essersi ristretta, e il suo viso era
raggrinzito
come una mela vecchia. La figlia, che l'ultima volta che l'avevo incontrata era
piena di
energia, di entusiasmo e di quelle aspettative che si hanno quando si giovani, s
embrava
estenuata dall'aver cresciuto tre bambini. E poi mi sono ricordato che erano pas
sati quasi
trent'anni da

I173
quando ci eravamo visti l'ultima volta. Era il tempo che aveva fatto loro
questo. E sono certo che anche loro saranno rimasti impressionati dal mio
aspetto.
Ogni cosa sembra soggetta al tempo, eppure tutto avviene nell'Adesso.
Questo il paradosso. Dovunque guardate, vi sono molte evidenze
circostanziali della realt del tempo, una mela marcia, la vostra faccia
riflessa nello specchio del bagno confrontata con una vostra foto di
trent'anni fa, eppure non trovate mai nessuna evidenza diretta, non
sperimentate mai il tempo. Sperimentate sempre e solo il momento
presente o ci che vi accade. Se seguite solamente la diretta evidenza
allora non vi tempo e l'Adesso tutto quello che c'.
Eliminare il tempo
Non potete fare dello stato senza ego un obiettivo futuro, e cercare di raggiu
ngerlo. Perch
tutto quello che otterreste pi frustrazione, pi conflitto interiore. Vi sembrerebb
e sempre
di non esserci ancora, di non aver ancora ottenuto quello stato. Quando il vostr
o obiettivo
futuro la libert dall'ego, vi state dando pi tempo, e pi tempo significa pi ego. Gua
rdate
attentamente per scoprire se la vostra ricerca spirituale non sia una forma nasc
osta di ego.
Persino il tentare di liberarvi del vostro "s" pu essere un obiettivo nascosto per
avere di
pi, se fate del liberarvi del vostro "s" un obiettivo futuro. Darvi pi tempo esatta
mente
questo: dare al vostro "s" pi tempo. Tempo, sarebbe a dire passato e futuro, ci di
cui
vive il falso "s" creato dalla mente, l'ego, e il tempo nella vostra mente. Non q
ualcosa
che ha una esistenza obiettiva "l fuori". una struttura mentale della quale si ha
bisogno
per la percezione sensoriale, indispensabile per propositi pratici, ma di grande
ostacolo per
conoscere voi stessi. Il tempo la dimensione orizzontale della vita, lo strato s
uperficiale
della realt. E poi vi la dimensione verticale della profondit, alla quale
I

174
potete accedere solo attraverso il portale del momento presente.
Quindi invece di darvi pi tempo, toglietevelo. L'eliminazione del tempo dalla v
ostra coscienza
l'eliminazione dell'ego. la sola vera pratica spirituale.
Quando parliamo di eliminare il tempo, non ci stiamo riferendo ovviamente al t
empo
dell'orologio, che ci utile per motivi pratici, come per esempio fissare un appu
ntamento o
progettare un viaggio. Sarebbe del tutto impossibile funzionare in questo mondo
senza il tempo

dell'orologio. Ci di cui stiamo parlando l'eliminazione del tempo psicologico, ch


e la
preoccupazione che non ha fine della mente egoica riguardo al passato e al futur
o, e il suo rifiuto di
essere uno con la vita vivendo allineato con l'inevitabile "essere cos" del momen
to presente.
Ogni volta che un abituale no alla vita diventa un s, ogni volta che permettete
a questo momento
di essere come , dissolvete non solo il tempo ma anche l'ego. Per la sua sopravvi
venza l'ego deve
rendere il tempo, passato e futuro, pi importante del momento presente. L'ego non
pu tollerare di
divenire amico del presente, tranne che per poco, giusto dopo che ha avuto ci che
voleva. Ma
niente pu soddisfare l'ego per molto. Fino a che dirige la vostra vita, avete due
maniere di essere
infelici. Una non avere ci che volete. L'altra avere ci che volete.
Qualunque cosa sia o accada, questa la forma che l'Adesso prende. Fino a che r
esistete
interiormente, la forma o, potremmo dire, il mondo diviene una barriera impenetr
abile che vi separa
da chi siete al di l della forma. Vi separa dalla Vita che una e senza forma, dal
la Vita che siete.
Quando dite un s interiore alla forma che l'Adesso ha preso, quella stessa forma
diventa una porta
alla non- forma. E la separazione fra il mondo e Dio si dissolve.
Quando reagite contro la forma che la Vita ha preso in questo momento, quando tr
attate l'Adesso
come un mezzo, come un ostacolo o come un nemico, state rinsaldando la vostra fo
rma- identit:
l'ego. Da questo la reattivit
175
dell'ego. Cosa la reattivit? Divenire dipendente dalla reazione. Pi siete reattivi
pi siete
impigliati nella forma. Pi siete identificati con la forma, pi forte l'ego. E allo
ra il vostro
Essere non brilla pi attraverso la forma, o lo fa solo raramente.
Grazie alla non- resistenza alla forma, ci che in voi al di l della forma emerge
come
Presenza che tutto comprende, un silenzioso potere molto pi grande della vostra t
ransitoria
forma- identit, della persona. Chi voi siete molto pi profondo di qualunque altra
cosa
che appartenga al mondo delle forme.
Il sognatore e il sogno
Non resistere la chiave per accedere al pi grande potere nell'universo. Attrave
rso
questo, la coscienza, lo spirito, si libera dal suo essere prigioniero della for
ma. La nonresistenza interiore alla forma, a qualunque cosa o accade, rappresenta la negaz
ione
dell'assoluta realt della forma. La resistenza fa apparire il mondo e le cose del
mondo pi
reali, pi solide e durature di quello che sono, inclusa la vostra propria formaidentit,
l'ego. Riveste il mondo e l'ego di pesantezza e di importanza assoluta e questo
vi fa prendere

voi stessi e il mondo molto sul serio. Allora il gioco della forma viene erronea
mente
interpretato come uno sforzo per sopravvivere, e quando la vostra percezione que
sta,
allora diventa la vostra realt.
Le molte cose che accadono, le molte forme che la vita prende, sono di natura
effimera.
Sono tutte passeggere. Cose, corpi ed ego, eventi, situazioni, pensieri, emozion
i, desideri,
ambizioni, paure, drammi... arrivano, fingendo di essere della massima importanz
a, e prima
che ve ne accorgiate sono scomparsi, dissolti in quell'assenza di cose dalla qua
le sono
venuti. Sono mai stati reali? Sono mai stati qualcosa di pi di un sogno, del sogn
o della
forma?
Quando ci svegliamo la mattina, i sogni della notte si dissolvono e allora dic
iamo: "Oh,
era solo un sogno. Non era

176
vero". Ma qualcosa del sogno doveva pur essere reale altrimenti non avrebbe potu
to essere.
Quando si avvicina la morte, possiamo guardare indietro alla nostra vita e chied
erci se stata solo
un altro sogno. Anche adesso potete guardare alla vacanza dell'anno passato oppu
re al dramma di
ieri e vedere che molto simile al sogno dell'altra notte.
Vi il sogno e vi il sognatore del sogno. Il sogno una breve rappresentazione d
i forme. il
mondo, abbastanza reale, ma non assolutamente reale. E poi vi il sognatore, l'as
soluta realt nella
quale il sogno va e viene. Il sognatore non la persona. La persona parte del sog
no. Il sognatore
lo schermo sul quale il sogno appare, colui che rende il sogno possibile. l'asso
luto dietro il
relativo, l'assenza di tempo dietro il tempo, la coscienza dentro e dietro la fo
rma. Il sognatore la
coscienza stessa, chi siete.
Ora il vostro proposito quello di risvegliarvi all'interno del sogno. Quando c
i svegliamo
all'interno del sogno, l'ego che ha creato il dramma della terra finisce e lasci
a il posto a un sogno
benevolo e ispiratore. Questa la nuova terra.
Andare oltre le limitazioni
Nella vita di ogni persona arriva il momento in cui lui o lei perseguono una c
rescita e
un'espansione sul piano della forma. Questo accade quando vi sforzate di superar
e limitazioni quali
la debolezza fisica o la scarsezza economica, o quando cercate di acquisire nuov
e abilit e
conoscenze, oppure di ottenere attraverso un atto creativo qualcosa di nuovo che
migliori sia la
vostra vita sia quella degli altri. Pu essere un brano musicale, un'opera d'arte,
un libro, un servizio

che offrite, una funzione che volete svolgere, un affare o una organizzazione ch
e cercate di mettere
su o alla quale date un vitale contributo.
1
Quando siete presenti, quando la vostra attenzione pienamente nell'Adesso, la
Presenza fluir e
trasformer quello che fate. In questo caso ci che fate avr qualit e potere. Siete pr
esenti quando
ci che state facendo non un mezzo177
per un fine, per ottenere soldi, prestigio, per vincere, ma un completamento in
se stesso,
quando vi sono gioia e vitalit in ci che fate. E naturalmente non potete essere pr
esenti a
meno che non diventiate amici con il momento presente. Questa la base per un'azi
one
efficace non contaminata dalla negativit.
La forma limitazione. Siamo qui non solamente per sperimentare la limitazione,
ma
soprattutto per crescere in consapevolezza andando oltre la limitazione. Alcune
limitazioni
possono essere superate esternamente. Per se vi sono altre limitazioni nella vost
ra vita con
le quali dovete imparare a convivere, queste possono essere superate solo interi
ormente. E
prima o poi ognuno di noi dovr farci i conti. Queste limitazioni possono mantener
vi
intrappolati in una reazione egoica che si manifesta in una intensa infelicit. In
alternativa
potete per elevarvi interiormente al di sopra di queste, arrendendovi senza condi
zioni a ci
che . Ci sono per insegnarci questo. Lo stato di coscienza dell'arrendersi apre l
a vostra vita
alla dimensione verticale, la dimensione della profondit. Allora qualcosa si muov
er da
quella dimensione verso il mondo, qualcosa di un valore infinito che altrimenti
non si
sarebbe manifestato. Alcune persone che si arrendono a gravi limitazioni diventa
no
guaritori o maestri spirituali. Altre lavorano con abnegazione per alleggerire l
a sofferenza
umana oppure per portare doni di creativit a questo mondo.
Alla fine degli anni Settanta, pranzavo spesso con uno o due amici alla caffet
teria
dell'Universit di Cambridge, dove studiavo. Vedevo spesso, al tavolo vicino, un u
omo
sulla sedia a rotelle, generalmente accompagnato da tre o quattro persone. Un gi
orno che
era seduto proprio al tavolo di fronte al mio, non ho potuto fare a meno di guar
darlo da
vicino e sono rimasto impressionato da ci che ho visto. Sembrava essere quasi
completamente paralizzato, il suo corpo appariva emaciato con la testa sempre pi
egata in
avanti. Una delle persone che lo accompagnava cercava con gran cura di imboccarl
o, anche
se buona parte del cibo

178

gli cadeva dalla bocca su un piattino che un'altra persona gli teneva sotto il m
ento. Di
quando in quando l'uomo sulla sedia a rotelle emetteva un suono gracchiante e
incomprensibile e qualcuno, dopo aver avvicinato l'orecchio alla sua bocca, inte
rpretava
miracolosamente ci che lui aveva tentato di dire.
Domandai pi tardi a un amico se sapeva chi fosse. "Certo" mi rispose " un profes
sore di
matematica e le persone che sono con lui sono i suoi studenti. Ha una malattia d
ei neuroni
motori che paralizza progressivamente ogni parte del corpo. Gli sono stati dati
al massimo
cinque anni di vita. Deve essere uno fra i destini pi atroci che possa capitare a
un essere
umano."
Qualche settimana dopo, uscivo dall'edificio nel momento in cui lui stava entr
ando e
mentre gli tenevo la porta aperta perch potesse passare con la sua sedia a rotell
e, i nostri
occhi si incontrarono. Vidi con sorpresa quanto i suoi fossero limpidi. Non vi e
ra nessuna
traccia d'infelicit. Seppi istantaneamente che aveva abbandonato ogni resistenza,
che
viveva in uno stato di resa.
Alcuni anni dopo mentre compravo un giornale a un chiosco, mi sono stupito nel
vederlo
sulla copertina di una famosa rivista internazionale. Non solo era ancora vivo,
ma era
diventato il pi famoso fisico teorico del mondo, Stephen Hawking. Nell'articolo v
i era una
frase molto bella che mi confermava ci che avevo percepito anni prima quando lo a
vevo
guardato negli occhi. Commentando la sua vita, con l'aiuto ora di un sintetizzat
ore della
voce, diceva: "Chi avrebbe potuto desiderare di pi?"
La gioia di essere
L'infelicit o la negativit sono una malattia sul nostro pianeta. Ci che l'inquina
mento a
un livello esterno, la negativit lo a uno interiore. Si trova dappertutto, non so
ltanto
presente nei luoghi nei quali la gente non ha a sufficienza per vivere, ma anche
dove ce n'
pi che179
abbastanza. Vi sorprende? No. Il mondo del benessere ancora pi profondamente iden
tificato con
la forma, maggiormente perso nel contenuto, pi intrappolato nell'ego.
La gente crede di dipendere da ci che accade per la propria felicit, il che sare
bbe come dire, di
dipendere dalla forma. Non si rende conto che gli avvenimenti sono la cosa pi ins
tabile
dell'universo. Cambiano costantemente. Le persone vedono il momento presente def
inito da
qualcosa che accaduto, ma che non avrebbe dovuto accadere, o da qualcosa che non
accaduto,
ma avrebbe dovuto invece accadere. Perdono cos la profonda perfezione che inerent
e alla vita
stessa e che gi qui, sempre, e che dietro a ci che sta o che non sta accadendo, di

etro la forma.
Accettate il momento presente e troverete quella perfezione che pi profonda di qu
alunque forma,
e che non sfiorata dal tempo.
La gioia dell'Essere, che la sola vera felicit, non pu arrivarvi da nessuna form
a, da nessun
possedimento, acquisizione, persona o evento, non pu arrivarvi da nessuna delle c
ose che
accadono. Quella gioia non pu mai arrivare. Proviene dalla dimensione senza forma
che dentro
di voi, dalla coscienza stessa, che una sola cosa con chi siete.
Permettere che l'ego venga sminuito
L'ego sta sempre in guardia contro ogni possibilit di essere sminuito. E mette
in funzione
automaticamente i meccanismi di riparazione egoici, per reintegrare di nuovo la
forma mentale del
"me". Quando qualcuno mi accusa o mi critica, quello per l'ego una diminuzione d
el s ed esso
cercher immediatamente di riparare il suo sminuito senso del s giustificandosi, di
fendendosi o
accusando. irrilevante per l'ego che l'altro abbia torto o ragione. molto pi preo
ccupato di
preservare se stesso che della verit. In questo modo preserva la forma psicologic
a del "me". Anche
una cosa che accade normalmente, come quella di rispondere urlando a un altro gu
idatore che vi ha
dato dello stupido, un meccanismo automatico e inconscio per riparare

180
l'ego. E uno dei meccanismi pi comuni far esplodere la rabbia. Questo infatti gen
era un
temporaneo ma enorme gonfiarsi dell'ego. Tutti i meccanismi di riparazione, anch
e se hanno
senso per l'ego, sono totalmente disfunzionali. Le disfunzioni pi estreme sono le
violenze
fisiche e quelle forme illusorie di grandiose fantasie.
Una potente pratica spirituale quella di permettere consapevolmente che l'ego
resti
sminuito senza cercare di ripararlo. Vi raccomando di praticare questo di quando
in quando.
Per esempio, se qualcuno vi critica, vi accusa, vi offende, invece di aggredirlo
di rimando o
di difendervi, non fate nulla. Permettete alla vostra immagine di rimanere sminu
ita e state
all'erta, osservando come vi sentite profondamente dentro di voi. Per qualche mo
mento
potete provare disagio, come se vi foste ristretti. Ma poi percepirete una spazi
osit interiore
che vi far sentire intensamente vitali. Non vi siete per nulla diminuiti, anzi vi
siete espansi.
E allora avrete una stupefacente comprensione: quando vi sembra di essere in un
certo
modo sminuiti, e quando rimanete in uno stato assolutamente non reattivo, non so
lo
esteriormente ma anche interiormente, vi rendete conto che niente di reale stato

sminuito,
che diventando "meno" siete diventati di pi.
Non difendendo o non tentando di consolidare la vostra forma, siete usciti
dall'identificazione con la forma, con l'immagine mentale del s. Diventando meno,
nella
percezione dell'ego, in realt avete permesso un'espansione e avete dato spazio al
venire
avanti dell'Essere. Dalla forma apparentemente indebolita, risplende allora un p
otere vero,
quello di chi siete al di l della forma. Questo ci che intendeva Ges dicendo:
"Rinunciate a voi stessi" o "Porgete l'altra guancia".
Questo ovviamente non vuol dire dare il benvenuto all'abuso o farvi vittime di
gente
inconsapevole. Qualche volta la situazione richiede di dire a qualcuno di farsi
indietro e non
certo con mezzi termini. Senza una difesa egoica, le vostre parole conterranno p
otere anche
se saranno prive di una forza reattiva. Se necessario potrete dire fermamente181
e chiaramente di no a qualcuno, e sar quello che io chiamo un no di alta qualit, l
ibero da
ogni negativit.
Se siete contenti di non essere nessuno, contenti di non emergere, sarete alli
neati con il
potere dell'universo. Ci che l'ego vede come debolezza in realt la sola e unica fo
rza.
Questa verit spirituale diametralmente opposta ai valori della nostra cultura
contemporanea e alla maniera nella quale questa condiziona il comportamento dell
a gente.
Invece di tentare di essere una montagna, insegna l'antico testo del Tao Te Ch
ing, "Egli
la valle del mondo".4 In questo modo voi siete restituiti alla totalit e allora:
"Tutto ritorna a
ci che veramente intero".5
questo che Ges insegna in una delle sue parabole "Quando sei invitato a nozze,
va a
metterti all'ultimo posto. Quando arriver colui che ti ha invitato, ti dir: "Amico
, vieni,
prendi un posto migliore. Allora ci sar per te motivo di onore davanti a tutti gli
invitati.
Infatti chiunque si innalza sar abbassato, chi invece si abbassa sar innalzato".6
Un altro aspetto di questa pratica quello di trattenersi dal rafforzare il pro
prio s
mostrandosi, mettendosi in evidenza cercando di impressionare, o di essere speci
ale, o di
richiamare l'attenzione. In qualche occasione pu essere il trattenersi dall'espri
mere la
propria opinione, quando tutti stanno esprimendo la loro, e osservare come ci si
sente.
Come fuori, cos dentro
Quando di notte guardate verso il cielo stellato, potete facilmente riconoscer
e una verit
che allo stesso tempo del tutto semplice e straordinariamente profonda. Che cosa
vedete?
La luna, i pianeti, le stelle, la striscia luminosa della
4
5

Lao Tzu, Tao te Ching, cap. 28.


Ibid.,cap. 22.

Luca 14,10-11.

182
Via Lattea, forse una cometa, o magari la vicina galassia di Andromeda che dista
due
milioni di anni luce. S, ma se semplificate ancora di pi, cosa vedete? Oggetti che
fluttuano
nello spazio. Allora in che cosa consiste l'universo? Oggetti e spazio.
Se non rimanete senza parole quando guardate lo spazio in una notte chiara, al
lora non
state realmente guardando, non siete consapevoli della totalit di ci che vi l fuori
.
Magari state solo guardando gli oggetti e forse cercando di dar loro un nome. Se
qualche
volta, guardando lo spazio, avete provato un senso di stupore o avete magari per
sino sentito
un senso di profonda riverenza davanti a questo incomprensibile mistero, questo
significa
che per un momento avete abbandonato il vostro desiderio di spiegare, di etichet
tare, e che
siete diventati consapevoli non solo degli oggetti nello spazio ma dell'infinita
profondit
dello spazio stesso. Dovete essere diventati abbastanza quieti interiormente per
notare la
vastit nella quale questi innumerevoli mondi esistono. Il sentimento di stupore n
on deriva
dal fatto che l fuori vi sono milioni di mondi, ma dalla profondit che li contiene
tutti.
Non potete ovviamente vedere lo spazio, non potete ascoltarlo, toccarlo, assap
orarlo e
neppure odorarlo, allora come fate a sapere che esiste? Questa che appare come u
na
domanda logica, contiene gi in s un errore fondamentale. L'essenza dello spazio as
senza
di cose, quindi non "esiste" nel senso normale del termine. Solamente le cose, l
e forme,
esistono. Pu essere fuorviante anche chiamarlo spazio, perch, attribuendogli un no
me, lo
si rende un oggetto.
Mettiamola in questi termini: vi qualcosa in voi che ha affinit con lo spazio e
questo
il motivo per il quale ne potete essere consapevoli. Esserne consapevoli? Neppur
e questo
completamente vero. Come potete essere consapevoli dello spazio, quando non vi n
ulla l
di cui essere consapevoli?
La risposta insieme semplice e profonda. Quando siete consapevoli dello spazio,
non siete
realmente consapevoli di nulla, tranne che della consapevolezza stessa, dello183
spazio interiore della coscienza. Attraverso di voi l'universo sta diventando co
nsapevole di se
stesso!
Quando l'occhio non ha nulla da vedere, quell'assenza di cose viene percepita
come spazio.
Quando l'orecchio non ha nulla da ascoltare quell'assenza di suoni percepita com
e quiete. Quando

i sensi, che sono fatti per percepire la forma, incontrano un'assenza di forma,
cio la coscienza che
non ha forma e che dietro la percezione, ma che rende possibile ogni percezione
e ogni
esperienza, allora questa non viene pi oscurata dalla forma. Quando contemplate l
'imperscrutabile
profondit dello spazio o ascoltate il silenzio nelle prime ore del mattino, prima
dello spuntar del
sole, qualcosa risuona in voi, come un riconoscere. Allora percepite la vasta pr
ofondit dello spazio
come la vostra propria profondit, e sapete che la quiete preziosa che non ha form
a chi siete, pi
profondamente di qualunque altra cosa che costituisce il contenuto della vostra
vita.
Le Upanishad, le antiche scritture indiane, indicano la stessa verit con queste
parole:
Ci che non pu essere visto con gli occhi, ma per cui gli occhi possono vedere: sap
pi che
quello solo Brahma, lo Spirito, e non quello che la gente qui adora. Ci che non p
u essere
ascoltato con le orecchie ma per cui le orecchie possono ascoltare: sappi che qu
ello solamente
Brahma, lo Spirito, e non quello che la gente qui adora... Ci che non pu essere pe
nsato con
la mente, ma per cui la mente pu pensare: sappi che quello solamente Brahma, lo S
pirito, e
non quello che la gente qui adora.7
Dio, dicono le Scritture, coscienza senza forma ed l'essenza che siete, tutto
il resto forma, ed
"ci che la gente qui adora".
La doppia realt dell'universo, che consiste di cose e di
7 Kena Upanishad.

184
spazio, di presenza e di assenza di cose, anche la vostra realt. Una vita sana, b
ilanciata e
fruttuosa una danza fra le due dimensioni che costituiscono la realt: la forma e
lo spazio.
La maggior parte delle persone cos identificata con la dimensione della forma, co
n la
percezione dei sensi, con i pensieri e le emozioni, che nella loro vita, quella
met nascosta e
vitale andata perduta. L'identificazione con la forma le mantiene intrappolate n
ell'ego.
Ci che vedete, che ascoltate, sentite, toccate, o pensate , per cos dire, solo un
a parte
della realt. la forma. Nell'insegnamento di Ges viene chiamata "il mondo", e l'alt
ra
dimensione "il regno dei Cieli o della vita eterna".
Cos come lo spazio permette a tutte le cose di esistere, e proprio come senza i
l silenzio
non vi potrebbe essere suono, voi non potreste esistere senza la dimensione vita
le senza
forma che l'essenza di chi siete. Potremmo chiamarla Dio, se la parola non fosse

stata cos
abusata. Io preferisco chiamarla Essere, l'Essere precedente all'esistenza. L'es
istenza la
forma, il contenuto, ci che accade. L'esistenza ci che nella vita in primo piano.
L'Essere sullo sfondo.
La malattia collettiva dell'umanit che la gente cos immersa in ci che accade, cos
ipnotizzata dal mondo delle forme fluttuanti, cos assorbita dal contenuto della s
ua vita, da
dimenticare l'essenza, ci che al di l del contenuto, al di l della forma, al di l de
l
pensiero. cos consumata dal tempo da aver dimenticato l'eternit che la sua origine
, la
sua casa, il suo destino. L'eternit la viva realt che siete.
Qualche anno fa ho visitato la Cina, e sulla cima di una montagna vicino a Gui
lin mi sono
fermato davanti a uno stupa. Vi era una scritta sbalzata in oro, cos ho chiesto
al mio
accompagnatore cinese cosa significasse. "Significa Buddha" mi ha detto. E io gl
i ho
domandato perch vi fossero due caratteri invece di uno solo. Mi ha risposto che u
no
significa Uomo e l'altro No e che i due insieme significano Buddha. Sono rimasto
stupito. Il
carattere con il quale si scrive Buddha 185
contiene gi tutto l'insegnamento del Buddha e, per coloro che hanno occhi per ved
ere, il
segreto stesso della vita. Vi sono qui le due dimensioni che costituiscono la re
alt: la
presenza e l'assenza di cose, la forma e la negazione della forma, che come rico
noscere
che la forma non ci che siete.
VIII
Scoprire lo spazio interiore
In un'antica storia sufi si racconta di un re di una terra in Medio Oriente, che
era sempre
combattuto tra la felicit e l'avvilimento. La minima cosa lo turbava o gli provoc
ava
un'intensa reazione e la sua felicit si tramutava in delusione e disperazione. Gi
unse
finalmente il momento in cui il re fu stanco di se stesso e della sua vita e ini
zi a cercare una
via di uscita. Mand a chiamare un saggio che viveva nel suo regno e che era consi
derato un
illuminato. Quando il saggio arriv, il re gli disse: "Voglio essere come te. Puoi
darmi
qualcosa che porti nella mia vita equilibrio, serenit e saggezza? Ti pagher qualun
que
somma tu mi chieda".
Il saggio rispose: "Potrei essere in grado di aiutarti. Ma il prezzo talmente
alto che tutto
il tuo regno potrebbe non bastare a pagarlo. Ma se tu lo onorerai, allora potreb
be essere un
regalo per te". Il re si dichiar d'accordo e il saggio se ne and.
Qualche settimana dopo ritorn e porse al re una scatola di giada intarsiata. Il
re apr la
scatola e vi trov un semplice anello d'oro con un'incisione nella quale si leggev

a: "Anche
questo passer". Il re chiese quale fosse il suo significato. "Portalo sempre al d
ito" disse il
saggio "qualunque cosa accada, prima di definirla buona o cattiva, toccalo e leg
gine
l'iscrizione. In questo modo sarai sempre in pace."
Anche questo passer. Cos' che rende queste parole cos semplici tanto potenti? Da
un
punto di vista superficiale

188
potrebbero sembrare di consolazione in una situazione difficile, ma anche sminui
re il godimento
delle cose buone della vita. Il senso di queste parole, se applicate alle situaz
ioni percepite come
buone, sembra essere "Non siate troppo contenti, perch non durer".
Ma il vero significato di queste parole diviene chiaro quando le consideriamo
nel contesto delle
due altre storie che abbiamo visto prima. La storia del maestro zen la cui sola
risposta era sempre
"Ah! cos?" e che ci mostra come ci possa venire del bene non resistendo agli even
ti, dall'essere
uno con ci che accade. E la storia dell'uomo il cui commento era invariabilmente
un laconico "Pu
darsi", che illustra la saggezza del non giudicare. Il racconto dell'anello indi
ca l'impermanenza che,
se riconosciuta, porta al non attaccamento. Non resistere, non giudicare e non a
vere attaccamento
sono i tre aspetti della vera libert e di un vivere illuminato.
Quelle parole, incise sull'anello, non vi stanno dicendo di non godere del buo
no che c' nella
vostra vita, e il loro senso non quello di esservi di consolazione nei momenti d
i sofferenza. Hanno
un proposito pi profondo: quello di rendervi consapevoli della temporaneit di ogni
situazione,
grazie alla trascendenza di tutte le forme, buone o cattive. Quando voi divenite
consapevoli della
trascendenza di tutte le forme, il vostro attaccamento a queste diminuisce e in
un certo modo voi vi
disidentificate da esse. Essere distaccato non vuol dire non poter gioire delle
cose buone che la vita
ha da offrire. Anzi, in realt ne godrete di pi. Una volta che vedete e accettate l
a trascendenza di
ogni cosa e l'inevitabilit del cambiamento, potete godere dei piaceri del mondo m
entre ci sono,
senza la paura di perderli e senza l'ansiet del futuro. Quando siete distaccati,
guadagnate un punto
di osservazione pi alto dal quale vedrete gli eventi della vostra vita invece di
esserne prigionieri.
Siete allora come un astronauta che vede il pianeta Terra circondato dalla vasti
t dello spazio e che
si rende conto di una paradossale verit: che la Terra preziosa e allo stesso temp
o insignificante. Il
riconoscere che

189
Anche questo passer, porta al distaccarsi e, con il distaccarsi, un'altra dimensi
one entra
nella vostra vita: lo spazio interiore. Grazie al distacco, al non giudicare e a
lla nonresistenza, accedete a quella dimensione.
Quando voi non siete pi totalmente identificati con la forma, il "chi siete", l
a coscienza,
viene liberato dal suo imprigionamento nella forma. Questa libert il risvegliarsi
dello
spazio interiore. Arriva come una quiete, una pace sottile che profondamente den
tro di
voi, anche di fronte a qualcosa che potrebbe sembrare cattiva. Anche questo pass
er. E
improvvisamente vi spazio intorno all'evento. Vi spazio anche intorno agli alti
e bassi
emozionali, e anche intorno al dolore. E soprattutto vi spazio fra i vostri pens
ieri. E da
quello spazio proviene una pace che non "di questo mondo", perch questo mondo
forma e la pace spazio. Questa la pace di Dio.
Ora potete godere e onorare le cose di questo mondo senza dar loro un'importan
za o un
significato che non hanno. Potete partecipare alla danza della creazione ed esse
re attivi
senza necessit di superare l'attaccamento, e senza fare troppe richieste irragion
evoli al
mondo: soddisfami, rendimi felice, fammi sentire al sicuro, dimmi chi sono. Il m
ondo non
pu darvi queste cose, e quando tali aspettative cadono, allora termina tutta la s
offerenza
che vi create. Questa sofferenza dovuta a una sopravvalutazione della forma e a
una
inconsapevolezza della dimensione dello spazio interiore. Quando quella dimensio
ne
presente nella vostra vita, potete godervi le cose, le esperienze e i piaceri de
i sensi senza
perdervi in essi, senza attaccamento interiore, cio senza diventare dipendenti da
l mondo.
Le parole Anche questo passer indicano la realt. Indicando l'impermanenza di tut
te le
forme, stanno implicitamente indicando l'eterno. Ma solo l'eterno che in voi pu
riconoscere l'impermanente come impermanente.
Quando si perde o non si conosce la dimensione dello spazio, le cose del mondo
assumono un'importanza assoluta, una seriet e una pesantezza che in realt non hann
o.

190
Quando si guarda al mondo da una prospettiva della forma, questo diviene un luog
o
minaccioso, un luogo di disperazione. Il profeta del Vecchio Testamento deve ave
r
sentito questo, quando ha scritto: "Tutte le cose sono in travaglio e nessuno po
trebbe
spiegarne il motivo".1

La coscienza degli oggetti e la coscienza dello spazio


La vita di molte persone piena di cose: cose materiali, cose da fare e cose a
cui
pensare. come la storia dell'umanit che Winston Churchill definiva "una dannata c
osa
dopo l'altra". La loro mente piena di una quantit di cose, di un pensiero dopo l'
altro.
Questa la dimensione della coscienza dell'oggetto, che la realt predominante di m
olte
persone ed questo il motivo per il quale la loro vita cos disequilibrata. La
consapevolezza oggettuale ha bisogno di essere equilibrata dalla coscienza della
dimensione spaziale perch si possa sanare il pianeta e l'umanit possa ritornare a
realizzare il suo destino.
L'elevarsi della coscienza della dimensione spaziale il prossimo stadio nell'e
voluzione
dell'umanit. La coscienza della dimensione dello spazio significa che, oltre ad a
vere una
coscienza delle cose, che la percezione dei sensi, dei pensieri e delle emozioni
, vi una
corrente sotterranea di consapevolezza. La consapevolezza implica che voi siate
non
solamente consapevoli delle cose (oggetti), ma che siate coscienti di esserne co
scienti.
Quando voi sentite una vigile quiete interiore di sottofondo, mentre le cose acc
adono
su
un piano superficiale, questo proprio quello che !
! Questa dimensione l in ogn
uno di
noi, ma la maggior parte delle persone ne completamente inconsapevole,
Qualch
e volta
io la indico, chiedendo se sentite la vostra stessa Presenza.
La consapevolezza dello spazio rappresenta non soltanto
1 Qohelet 1,8.
191
la liberazione dall'ego, ma anche dalla dipendenza delle cose di questo mondo, d
al
materialismo e dalla materialit. la dimensione spirituale che pu dare il vero sens
o
trascendente del mondo.
Ogniqualvolta siete turbati da un evento, da una persona o da una situazione,
la causa
reale non l'evento, la persona o la situazione, ma la perdita di una vera prospe
ttiva che
solamente lo spazio pu dare. Siete intrappolati in una coscienza oggettuale, inco
nsapevoli
dello spazio interiore senza tempo della coscienza stessa. Le parole Anche quest
o passer
quando sono usate come indicazione, possono riportarvi a quella dimensione di
consapevolezza.
Un altro mezzo per indicare la direzione interiore espresso dalle parole: "Non
sono mai
turbato per la ragione che penso io".2
Cadere al di sotto o innalzarsi al di sopra del pensiero
Quando siete molto stanchi, a volte diventate pi tranquilli, pi rilassati che ne
l vostro

stato normale. Questo accade perch l'attivit del pensare diminuita e cos non potete
pi
ricordare il vostro s problematico creato dalla mente. Vi state muovendo verso il
sonno.
Anche quando bevete alcolici o assumete droga, potete sentirvi pi rilassati, meno
preoccupati, e per un Po anche pi vitali, sempre che queste sostanze non attivino
il vostro
corpo di dolore. Potete cominciare a cantare o a ballare, che fin dai tempi pi an
tichi sono
sempre state espressioni della gioia di vivere. Poich siete meno appesantiti dall
a vostra
mente, potete vedere la gioia dell'Essere. Pu darsi che questo sia il motivo per
il quale
l'alcol in inglese si chiama spirti. Ma vi un alto prezzo da pagare: l'inconsape
volezza.
Invece di innalzarvi al di sopra dei pensieri, siete caduti al di sotto. Un
2 Un corso in miracoli, Libro degli Esercizi, lezione 5, Foundation for Inner Pe
ace, Armenia, 1999.

192
altro paio di bicchieri in pi e vi sarete ridotti allo stato di vegetale.
Lo spazio della coscienza ha poco a che vedere con "l'essere fuori di s". Entra
mbi gli
stati hanno questo in comune: sono al di l del pensiero. La differenza fondamenta
le sta nel
fatto che nel primo siete al di sopra dei pensieri, nel secondo siete caduti al
di sotto. Uno il
passo successivo verso l'evoluzione della coscienza umana, l'altro una regressio
ne a uno
stato che ci siamo lasciati dietro moltissimo tempo fa.
La televisione
Per milioni di persone in tutto il mondo, guardare la televisione un'attivit, o
meglio una
"non attivit", del tempo libero. Un americano medio che abbia sessant'anni ne ha
passati
quindici a fissare lo schermo della tv. E le percentuali sono simili in molti al
tri paesi.
Molta gente trova che guardare la televisione sia "rilassante". Se osservate v
oi stessi
attentamente, noterete che pi a lungo fissate lo schermo, pi la vostra attivit ment
ale si
arresta. Potete guardare anche a lungo i talk- show, i giochi, le interviste, o
anche la
pubblicit e la vostra mente non genera quasi nessun pensiero. Non solamente non v
i
ricordate pi dei vostri problemi, ma siete anche temporaneamente liberi da voi st
essi. E che
cosa potrebbe esserci di pi rilassante?
Ma guardare la televisione crea forse uno spazio interiore? Vi fa essere prese
nti a voi
stessi? Sfortunatamente no. Anche se la vostra mente pu per qualche tempo non gen
erare
alcun pensiero, si aggancia all'attivit mentale dello spettacolo televisivo. Si c

onnessa con
la versione televisiva della mente collettiva e sta pensando quei pensieri. La v
ostra mente
inattiva solamente nel senso che non sta producendo dei pensieri. Ma sta assorbe
ndo
continuamente pensieri e immagini che le vengono dallo schermo televisivo. Quest
o induce
uno stato passivo, simile alla trance, cio uno stato appena
193
pi alto dell'ipnosi. Questo il motivo per il quale la televisione si presta alla
manipolazione della "pubblica opinione", come ben sanno i politici, i gruppi che
hanno
particolari interessi, coloro che fanno pubblicit, che pagheranno milioni per cat
turarvi in
quello stato di inconsapevolezza ricettiva. Vogliono che i loro pensieri diventi
no i vostri, e
generalmente hanno successo.
Quindi, quando guardate la televisione la vostra tendenza quella di scendere a
l di sotto e
non quella di innalzarvi al di sopra del pensiero. La televisione ha questo in c
omune con
l'alcol e con certe droghe. Se da una parte vi sta offrendo una certa liberazion
e dalla mente,
dall'altra la pagate cara: pagate con la perdita di coscienza. Come le droghe, a
nche questa ha
una qualit di forte dipendenza. Allungate la mano per spegnere e invece vi ritrov
ate a fare
zapping. Mezz'ora o un'ora dopo, siete ancora l a guardare, a cambiare canale. Il
pulsante
per spegnere l'unico che il vostro dito sembra incapace di premere. State ancora
guardando, quasi sempre non perch qualcosa di interessante abbia catturato la vos
tra
attenzione, ma proprio perch non vi nulla di interessante da guardare. Una volta
che siete
stati catturati, pi il programma superficiale, pi manca di significato, e pi crea
dipendenza. Se fosse interessante, se provocasse pensieri, stimolerebbe la vostr
a mente a
ricominciare a pensare di nuovo, il che sarebbe uno stato pi cosciente e per ques
to
preferibile a una trance indotta dalla tv. E in quel caso la vostra attenzione n
on sarebbe
totalmente catturata dalle immagini sullo schermo.
Il contenuto del programma, quando ha una certa qualit, pu contrastare e qualche
volta
persino interrompere quell'effetto che ha la tv di annullare la mente. Vi sono p
rogrammi che
sono stati di grande aiuto a molte persone; hanno cambiato in meglio la loro vit
a, hanno
aperto il loro cuore, li hanno resi pi consapevoli. Anche alcune commedie possono
, anche
senza essere niente di speciale e anche se non intenzionalmente spirituali, most
rare una
versione caricaturale dell'umana follia e dell'ego. Ci insegnano a non prendere

194

nulla troppo seriamente, ad affrontare la vita a cuor leggero e, soprattutto, ce


lo insegnano
facendoci ridere. La risata straordinariamente liberatoria e anche risanatrice.
Ma quasi
tutte le televisioni sono invece controllate da persone a loro volta controllate
dall'ego, e per
questo lo scopo segreto quello di controllarvi mettendovi a dormire, cio di rende
rvi
inconsapevoli.
Nel mezzo televisivo vi un incredibile e ancora inesplorato potenziale.
Evitate di guardare programmi e pubblicit che vi bombardano con una rapida
successione di immagini che cambiano ogni due o tre secondi o ancora meno.
Guardare troppa televisione, e soprattutto guardare questi programmi, la causa
della
diminuzione di capacit di attenzione, e delle disfunzioni mentali che ora colpisc
ono molti
bambini in tutto il mondo. Una capacit di attenzione limitata nel tempo rende tut
te le vostre
percezioni e tutte le vostre relazioni superficiali e insoddisfacenti.
Stare davanti alla televisione troppo spesso e troppo a lungo vi rende non sol
o
inconsapevoli, ma porta anche alla passivit e vi toglie energia. Invece di guarda
rla a caso,
scegliete il programma che volete vedere. E mentre la guardate, quando ve ne ric
ordate,
portate l'attenzione sulla vitalit all'interno del vostro corpo. Oppure, di tanto
in tanto,
portate l'attenzione sul vostro respiro. A intervalli regolari distogliete gli o
cchi dallo
schermo, cos che non prenda possesso del vostro senso visivo.
Non tenete il volume pi alto di quanto sia necessario perch la televisione non s
i
sovrapponga a voi a livello uditivo. Premete il tasto muto durante la pubblicit.
E cercate di
non andare a dormire non appena la spegnete, o peggio ancora di addormentarvi me
ntre
ancora accesa.
Riconoscere lo spazio interiore
E probabile che uno spazio tra i pensieri si verifichi gi di tanto in tanto nel
la vostra vita,
senza che nemmeno ve ne
195
rendiate conto. Una coscienza affascinata dalle esperienze e condizionata a iden
tificarsi
esclusivamente con la forma, cio una coscienza oggettuale, dapprincipio trova qua
si impossibile
essere consapevole dello spazio. Ci vuol dire che, in ultima analisi, non potete
essere consapevoli
di voi stessi perch siete sempre consapevoli di qualcos'altro. Siete continuament
e distratti dalla
forma. Anche quando sembrate consapevoli, avete fatto di voi stessi un oggetto,
una formapensiero e dunque quello di cui siete consapevoli un pensiero, non voi stessi.
Quando sentite parlare di spazio interiore, comincerete a cercarlo, ma poich lo
cercherete come

se fosse un oggetto o un'esperienza, non riuscirete a trovarlo. Questo il dilemm


a di tutti quelli che
cercano la realizzazione spirituale o l'illuminazione. Perci Ges ha detto: "Il reg
no di Dio non
viene in modo che si possa osservare. Nessuno potr dire: "Eccolo qui o: "Eccolo l"
, perch il
regno di Dio gi in mezzo a voi".3
Se riuscite a non trascorrere tutta la vostra vita nello scontento, nella preo
ccupazione, nell'ansiet,
nella depressione e nella disperazione, o a logorarvi in altri stati mentali neg
ativi; se siete in grado
di godere delle cose semplici come ascoltare il suono della pioggia o del vento;
se riuscite a vedere
la bellezza delle nuvole che attraversano il cielo o a essere talvolta soli senz
a sentirvi abbandonati,
senza aver bisogno dello stimolo mentale di un passatempo; se vi trovate a tratt
are un completo
sconosciuto con grande gentilezza senza volere niente in cambio da lui o da lei.
.. vuol dire che si
aperto uno spazio, non importa quanto breve, in quel flusso di pensieri altrimen
ti incessante che la
mente umana. Quando questo accade c' un senso, anche se lieve, di benessere, di p
ace piena di
vita. L'intensit varier da un senso appena percepibile di contentezza in sottofond
o, a quello che gli
antichi saggi dell'India chiamavano ananda, la beatitudine dell'Essere. Poich sie
te stati
condizionati a
3 Luca, 17,20-21.

196
non prestare attenzione ad altro che alla forma, non ne sarete consapevoli che
indirettamente. Per esempio, c' un elemento comune nell'abilit di vedere la bellez
za, di
apprezzare cose semplici, di godere della compagnia di voi stessi, o di relazion
arsi agli altri
con affettuosa gentilezza. Questo elemento comune un senso di appagamento, di pa
ce, di
vitalit che il sottofondo invisibile senza il quale tutte queste esperienze non s
arebbero
possibili.
Ogni volta che c' bellezza, gentilezza, il riconoscere la piacevolezza delle co
se semplici
nella vostra vita, cercate il sottofondo di quell'esperienza dentro di voi. Ma n
on cercatelo
come se foste a caccia di una cosa. Non potrete fermarlo con precisione e dire "
Ora ce l'ho
in mano", o afferrarlo mentalmente e definirlo in qualche modo. come un cielo se
nza
nuvole, non ha forma. E spazio, quiete, la dolcezza dell'Essere, infinitamente d
i pi di
queste parole, che sono solo indicazioni. Quando siete in grado di percepirlo di
rettamente
dentro di voi, diventa pi profondo. Cos ogni volta che apprezzate qualcosa di semp
lice, un

suono, un'immagine, un tocco, quando vedete la bellezza, o sentite dell'affettuo


sa gentilezza
verso qualcun altro, percepite la spaziosit interiore che la fonte e il sottofond
o di
quell'esperienza
Molti saggi e poeti attraverso i secoli hanno osservato che la vera felicit, ch
e io chiamo
la gioia dell'Essere, si trova in cose semplici, all'apparenza irrilevanti. La m
aggior parte
delle persone, nella loro instancabile ricerca che accada loro un evento signifi
cativo,
perdono continuamente cose irrilevanti che potrebbero non essere affatto irrilev
anti. Il
filosofo Nietzsche, in un raro momento di profonda quiete, scrisse: "Quanto poco
basta alla
felicit! [...] appunto del minimo, del pi lieve, del pi silenzioso, del fruscio di
una
lucertola, d'un soffio, d'un guizzo, d'un batter d'occhi formata la migliore fel
icit.
Silenzio!"4
Perch la cosa "pi piccola" a provocare "la pi grande
4 Friedrich Nietzsche, Cos parl Zarathustra, Mursia, Milano 1965.
197
felicit"? Perch la vera felicit non causata da una cosa o da un evento, anche se co
s pu
sembrare. La cosa o l'evento cos sottile, cos poco appariscente, che occupa solo u
na
piccola parte della vostra coscienza. Il resto spazio interiore, la coscienza in
se stessa,
liberata dalla forma. Lo spazio interiore della coscienza, e quello che voi siet
e nella vostra
vera essenza, sono esattamente una cosa sola. In altre parole, la forma delle pi
ccole cose
lascia del posto allo spazio interiore. Ed dallo spazio interiore, dalla coscien
za
incondizionata in se stessa che emana la vera felicit, la gioia dell'Essere. Per
essere
consapevoli di piccole cose silenziose, dovete essere silenziosi dentro. Ci vuol
e un alto
grado di vigilanza. Rimanete quieti. Guardate. Ascoltate. Siate presenti.
Ecco un altro modo per trovare lo spazio interiore. Diventate coscienti di ess
ere coscienti.
Dite o pensate io SONO senza aggiungere altro. Siate consapevoli del silenzio ch
e segue l'io
SONO. Percepite la vostra presenza, l'essenza nuda, senza veli, senza coperture.
Non
intaccata dal concetto di giovane o vecchio, ricco o povero, buono o cattivo, o
da altri
attributi. il vasto grembo dell'intera creazione, della forma tutta.
Puoi sentire il torrente di montagna?
Un maestro zen camminava in silenzio con uno dei suoi discepoli lungo un senti
ero di
montagna. Arrivati a un antico albero di cedro, si sedettero sotto di esso per c
onsumare un
pasto semplice di riso e verdure. Dopo che ebbero mangiato, il discepolo, un gio
vane

monaco che non aveva ancora trovato la chiave al mistero dello Zen, ruppe il sil
enzio per
chiedere al maestro: "Maestro, come posso entrare nello Zen?"
Naturalmente egli stava indagando su come entrare in quello stato di coscienza
che lo
Zen.
Il maestro rimase in silenzio. Passarono quasi cinque minuti in cui il discepolo
aspett con
ansia una risposta. Era sul punto di fare un'altra domanda, quando il maestro
198
all'improvviso parl. "Senti il suono di quel torrente di montagna?"
Il discepolo non aveva avuto consapevolezza di nessun torrente di montagna. Er
a stato troppo
occupato a pensare al significato dello Zen. In quel momento, mentre cominciava
ad ascoltare i
suoni, il rumore della sua mente si acquiet. All'inizio non riusc a sentire nulla.
Poi i suoi pensieri
fecero posto a una attenzione pi alta, e finalmente riusc davvero a udire il mormo
rio appena
percettibile di un piccolo torrente in lontananza.
"S" disse, "ora riesco a sentirlo."
Il maestro alz l'indice e con uno sguardo che era insieme intenso e gentile dis
se: "Da l entra
nello Zen".
Il discepolo rimase senza parole, basito. Era il suo primo satori, uno sprazzo
di illuminazione.
Seppe cos'era lo Zen senza sapere cosa fosse quello che sapeva!
Continuarono il loro viaggio in silenzio. Il discepolo era stupito dalla vital
it del mondo intorno
a lui. Sperimentava ogni cosa come se fosse la prima volta. A poco a poco, tutta
via, ricominci di
nuovo a pensare. Quella quiete vigile fu coperta di nuovo dal rumore della mente
. Dopo un Po fece
un'altra domanda. "Maestro" disse "stavo pensando: cosa avresti detto se non fos
si riuscito a sentire
il torrente di montagna?"
Il maestro si ferm, lo guard, alz l'indice e gli disse: "Da l entra nello Zen".
La giusta azione
L'ego chiede: "Come posso far s che questa situazione soddisfi i miei bisogni o
come posso
arrivare a un'altra situazione che potr in futuro soddisfare i miei bisogni?"
La presenza uno stato di vastit interiore. Nel momento in cui siete presenti, v
i chiedete: "Come
posso rispondere ai bisogni di questa situazione, di questo momento?" In realt no
n avete nemmeno
bisogno di questa domanda. Siate quieti, vigili, aperti a ci che . Portate in quel
la situazione
199
una nuova dimensione: lo spazio. Poi guardate e ascoltate. Cos diventate uno con
la
situazione. Quando, invece di reagire a una situazione, vi fondete con essa, la
soluzione

scaturisce dalla situazione stessa. In realt non siete voi la persona che guarda
e ascolta, ma
la quiete vigile stessa. In seguito, se un'azione possibile o necessaria, la int
raprenderete
o, per meglio dire, l'azione giusta avverr attraverso di voi. L'azione giusta que
lla che va
bene per il tutto. Quando l'azione compiuta, la quiete vasta e vigile rimane. No
n c'
nessuno che alzi le braccia in un gesto di trionfo e di sfida gridando "S!" Non c
' nessuno
che dica: "Guarda, l'ho fatto io".
Tutta la creativit viene fuori da una vastit interiore. Una volta che avvenuta l
a
creazione, e qualcosa ha preso forma, dovete stare attenti che non sorga la nozi
one di "me"
o "mio". Nel momento in cui vi prendete il merito per quello che avete ottenuto,
l'ego
tornato e la vastit stata offuscata.

Percepire senza attribuire nomi


La maggior parte delle persone consapevole solo superficialmente del
mondo che le circonda, soprattutto se quello che le circonda a loro
familiare. La voce nella testa assorbe gran parte della loro attenzione. Alcuni
si sentono pi vivi quando viaggiano e visitano luoghi a loro sconosciuti o
paesi stranieri, perch in queste occasioni le percezioni dei sensi, l'avere
delle esperienze , nella loro coscienza, preponderante rispetto al pensiero.
Diventano pi presenti. Altri, anche in quell'occasione, rimangono
completamente posseduti dalla voce nella testa. Le loro percezioni e le loro
esperienze sono distorte dal giudizio immediato. Non sono mai andati
veramente da nessuna parte. Solo il loro corpo ha viaggiato, ma essi sono
rimasti dove sono sempre stati: nella testa.
Per la maggior parte delle persone, questa la realt. Non appena qualcosa viene pe
rcepito,
gli viene dato un nome,
200
viene interpretato, paragonato a qualcos'altro, apprezzato, disprezzato, definit
o buono o cattivo dal
fantasma del s, l'ego. Sono imprigionati nelle forme- pensiero, nella coscienza o
ggettuale.
Non potete risvegliarvi spiritualmente finch la compulsione inconscia a dare no
mi non cesser, o
per lo meno finch non ne diventerete consapevoli e dunque sarete in grado di osse
rvarla mentre
accade. attraverso questo costante attribuire nomi che l'ego rimane al suo posto
sotto forma di
mente non osservata. Qualora essa si fermi, o anche solo nel caso che ne diventi
ate consapevoli,
ecco che vi spazio interiore e non siete pi posseduti dalla mente.
Scegliete un oggetto a voi vicino, una penna, una sedia, una tazza, una pianta
, ed esplorateli
visivamente, cio guardateli con grande interesse, quasi con curiosit. Evitate tutt
i gli oggetti che
abbiano forti associazioni personali che vi ricordino il passato, per esempio do
ve li avete comprati,

chi ve li ha dati e cos via. Evitate anche ogni cosa con scritte, come un libro o
una bottiglia.
Attiverebbe i pensieri. Senza tensione, rilassati ma attenti, date la vostra com
pleta attenzione
all'oggetto, a ogni suo dettaglio. Se sorgono dei pensieri, non lasciatevene coi
nvolgere. Non sono i
pensieri ai quali siete interessati, ma l'atto del percepire in se stesso. Potet
e scindere il pensare dal
percepire? Potete guardare senza che la voce nella vostra testa commenti, tragga
conclusioni, faccia
paragoni o cerchi di capire qualcosa? Dopo qualche minuto lasciate vagare lo sgu
ardo nella stanza o
dovunque voi siate, illuminando con la vostra vigile attenzione tutto quello su
cui si posa.
Poi ascoltate tutti i suoni che vi possono essere. Ascoltateli allo stesso mod
o in cui avete guardato
le cose intorno a voi. Alcuni suoni apparterranno alla natura: acqua, vento, ucc
elli, mentre altri
saranno prodotti dall'uomo. Alcuni potranno essere gradevoli, altri sgradevoli.
In ogni caso, non
fate differenza fra buono e cattivo. Lasciate che ogni suono sia quello che , sen
za interpretazione.
Anche in questo caso, l'attenzione vigile ma rilassata la chiave.
201
Quando guardate e ascoltate in questo modo, potrete diventare consapevoli di u
na sensazione di
calma sottile e, all'inizio, appena percepibile. Alcuni l'avvertono come una qui
ete di sottofondo.
Altri la chiamano pace. Quando la coscienza non pi completamente assorbita dai pe
nsieri, una
parte rimane allo stato originario, incondizionato, privo di forma. Questo lo sp
azio interiore.
Chi colui che sperimenta?
Le cose che vedete e udite, che gustate, toccate e odorate, sono naturalmente
gli oggetti dei sensi.
Essi sono ci di cui avete esperienza. Ma chi il soggetto, colui che sperimenta? S
e voi adesso dite
per esempio: "B, naturalmente, io, Jane Smith, ragioniera capo, di quarantacinque
anni, divorziata,
con due figli, americana, sono il soggetto, colei che sperimenta", allora sarete
in errore. Jane Smith
e tutto quello che viene identificato con il concetto mentale di Jane Smith, son
o oggetti
dell'esperienza, non il soggetto che sperimenta.
Ogni esperienza ha tre possibili ingredienti: percezione sensoriale, pensieri
o immagini mentali
ed emozioni. Jane Smith, ragioniera capo, quarantacinque anni, con due figli, di
vorziata, americana,
questi sono tutti pensieri e dunque parte di quello di cui fate l'esperienza nel
momento in cui
pensate quei pensieri. Essi e qualsiasi altra cosa voi possiate dire e pensare d
i voi stessi sono gli
oggetti, non il soggetto. Sono l'esperienza, non colui che fa l'esperienza. Potr
ete aggiungerci ancora
mille definizioni (pensieri) di chi voi siete, e nel farlo aumenterete di certo
la complessit
dell'esperienza di voi stessi (insieme ai guadagni del vostro psichiatra), ma in

questo modo non


arriverete al soggetto, a colui che fa l'esperienza, che precedente a tutte le e
sperienze, ma senza il
quale non potrebbe esservi alcuna esperienza.
Allora chi colui che sperimenta? Voi. E voi chi siete? Coscienza. E cos' la cos
cienza? A questa
domanda non si

202
pu rispondere. Nel momento in cui rispondete l'avete falsificata, l'avete trasfor
mata in un
altro oggetto. La coscienza, la cui definizione tradizionale spirito, non pu esse
re
conosciuta nel senso comune della parola, e cercarla inutile. Tutta la conoscenz
a esiste nel
reame della dualit, soggetto e oggetto, colui che conosce e il conosciuto. Il sog
getto, l'Io,
colui che conosce e senza il quale niente pu essere conosciuto, percepito, pensat
o o sentito,
deve rimanere per sempre inconoscibile.
Questo perch l'Io non ha forma. Solo le forme possono essere conosciute e tutta
via,
senza la dimensione priva di forma, il mondo della forma non potrebbe esistere.
lo spazio
luminoso in cui il mondo emerge e scompare. Quello spazio la vita dell'io sono.
senza
tempo. L'io sono, senza tempo, eterno. Ci che accade nello spazio del mondo delle
forme
relativo e provvisorio: piacere e dolore, guadagno e perdita, vita e morte.
Il pi grande impedimento alla scoperta dello spazio interiore, il pi grande impe
dimento
a trovare colui che sperimenta, il rimanere cos incantato dall'esperienza da perd
ervisi
dentro. Vuol dire che la coscienza si persa nel suo stesso sogno. Rimarrete inga
nnati da
ogni pensiero, da ogni emozione, da ogni esperienza a tal punto da essere verame
nte in uno
stato di sogno. Questa stata la condizione normale dell'umanit per migliaia di an
ni.
Sebbene non possiate conoscere la coscienza, potete essere coscienti di essa c
ome ci che
: voi stessi. Potete percepirla direttamente in ogni situazione, non importa dove
siete.
Potete percepirla qui e adesso proprio come la vostra Presenza, quello spazio in
teriore in cui
le parole su questa pagina vengono percepite e diventano pensieri. l'io sono di
sottofondo.
Le parole che state leggendo e pensando sono in evidenza, l'io sono il substrato
, il
sottofondo che sta alla base di ogni esperienza, di ogni pensiero, di ogni senti
mento.

Il respiro
Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri.

Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, pr


ivo di
ogni scintilla creativa, come tuttora per la maggior parte delle persone sul
pianeta. Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, po
chi
secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da
parte vostra. Pi che la loro lunghezza importante farli accadere
frequentemente, cos che le vostre attivit giornaliere e il flusso dei vostri
pensieri si alternino con lo spazio.
Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta
organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta
di
interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di
quei buffet scandinavi dove si pu scegliere fra un'enorme variet di cibi
allettanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due.
"Non so" dissi. "Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. Ma una cosa
so di sicuro" aggiunsi. "Rimani consapevole del tuo respiro pi spesso che puoi,
ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ci produrr una
trasformazione pi potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non
costa niente."
Essere consapevoli del respiro sposta l'attenzione dai pensieri e crea spazio.

un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista


gi in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa
dimensione.
Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sent
ite l'aria che entra ed
esce dal corpo. Osservate come il petto e l'addome si espandono e si contraggono
leggermente con
l'inspirazione e l'espirazione. Un respiro consapevole sufficiente a creare spaz
io l dove prima
c'era un'ininterrotta successione di un pensiero dopo l'altro. Un respiro consap
evole, due o tre
sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, un modo eccellente per
204
portare spazio nella vostra vita. Anche se meditate sul respiro per due ore o pi,
cosa che alcuni
fanno, un solo respiro tutto ci di cui avete bisogno per essere consapevoli o meg
lio, tutto ci di
cui potete essere consapevoli. Il resto memoria o anticipazione, cio pensiero. Il
respirare non in
realt qualcosa che si fa, ma qualcosa che si pu osservare mentre accade. Il respir
are accade da
solo. l'intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare o
sservarlo mentre
accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla bre
ve pausa nel respiro,
in particolare al punto di quiete alla fine dell'espirazione, prima dell'inizio
di una nuova
inspirazione.
In molte persone il respiro innaturalmente superficiale. Quanto pi sarete consa
pevoli del
respiro, tanto pi questo ritrover la sua naturale profondit.
Poich il respiro in s non ha forma, stato fin dall'antichit considerato uguale al
lo spirito:
l'unica Vita senza forma. "Allora il Signore Dio modell l'uomo con la polvere del

terreno e soffi
nelle sue narici un alito di vita; cos l'uomo divenne un essere vivente."5 La par
ola respiro in
tedesco, Atmen, deriva dall'antica parola indiana (sanscrito) atman, il cui sign
ificato lo spirito
divino innato o Dio dentro di noi.
Il fatto che il respiro non abbia forma una delle ragioni per cui la consapevo
lezza del respiro
un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di gene
rare consapevolezza.
un eccellente oggetto di meditazione proprio perch non un oggetto, non ha struttu
ra n forma.
L'altro motivo che il respiro uno dei fenomeni pi sottili e apparentemente pi insi
gnificanti, "la
cosa pi piccola" che, secondo Nietzsche, crea "la pi grande felicit". Praticare o m
eno la
consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria una vostra s
celta. La
meditazione praticata regolarmente, comunque, non un
Il
5 Genesi 2,7.
205
sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.
Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento present
e, che la
chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli de
l respiro, siete
assolutamente presenti. Potrete anche rendervi conto che non potete pensare e, a
llo stesso
tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la ment
e. Ma lungi
dall'essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalme
nte vigili.
Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso.
E se guardate
pi attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e
smettere
di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realt una sola e unica cosa, il
sorgere
della coscienza dello spazio.
Le dipendenze
Un modello comportamentale compulsivo di lunga durata si pu chiamare dipendenza
, e
una dipendenza vive dentro di voi quasi come un'altra identit o un'altra personal
it, come
un campo energetico che periodicamente prende totalmente il sopravvento su di vo
i. Prende
persino possesso della vostra mente, della voce nella testa che diventa allora l
a voce della
dipendenza. Pu dirvi: "Hai avuto una giornataccia. Ti meriti una ricompensa. Perc
h
negarti l'unico piacere che ti rimasto nella vita?" E cos se per mancanza di
consapevolezza vi identificate con quella voce interna, vi troverete ad avvicina
rvi al frigo e
prendere quella succulenta torta di cioccolato. Altre volte la dipendenza potr ag

girare del
tutto la mente pensante e potrete improvvisamente trovarvi a tirare una boccata
da una
sigaretta, o a tenere in mano una bibita alcolica. "Come mi sar arrivata in mano?
" Prendere
la sigaretta dal pacchetto e accenderla, oppure versarvi da bere sono state azio
ni compiute in
totale inconsapevolezza.
Se avete un modello comportamentale compulsivo come

206
fumare, alimentarvi in eccesso, bere, guardare la televisione, dipendenza da Int
ernet o da qualsiasi
altra cosa, questo quello che potete fare: quando osservate sorgere in voi il bi
sogno compulsivo,
fermatevi e fate tre respiri consapevoli. Questo genera consapevolezza. Dopo, pe
r alcuni minuti,
siate consapevoli di questa stessa urgenza compulsiva, come un campo energetico
dentro di voi.
Sentite coscientemente, mentalmente o fisicamente quel bisogno di assumere una c
erta sostanza, o
il desiderio di mettere in atto una qualche forma di comportamento compulsivo. P
oi fate ancora
alcuni respiri consapevoli.
Dopo di ci potreste scoprire che lo stimolo compulsivo per il momento scomparso
. Oppure vi
renderete conto che vi domina ancora e che non potrete fare a meno di indulgervi
o di metterlo in
atto. Non fatevene un problema. Fate della dipendenza una parte della vostra pra
tica di
consapevolezza nel modo descritto prima. Col crescere della consapevolezza i mod
elli di
dipendenza si indeboliranno e alla fine scompariranno. Ricordatevi comunque di c
atturare, non
appena si presenta alla vostra mente, ogni pensiero che giustifichi, spesso con
abili argomentazioni,
il comportamento di dipendenza. Chiedetevi: "Chi sta parlando in questo momento?
" E vi
accorgerete che la dipendenza a parlare. Nel momento in cui ne siete consapevoli
, e siete presenti
come osservatori della vostra mente, ci sono meno probabilit che essa vi inganni
e vi porti a fare
quello che vuole.
La consapevolezza del corpo interiore
Un altro modo semplice ma incredibilmente efficace di trovare spazio nella vos
tra vita
intimamente legato al respiro. Scoprirete che, quando percepite il sottile fluss
o di aria che entra ed
esce dal corpo, assieme all'alzarsi e all'abbassarsi del torace e dell'addome, d
iventate anche
consapevoli del vostro corpo interiore. La vostra attenzione potr
207
allora spostarsi dal respiro a quella percepita vitalit in voi, diffusa in tutto
il corpo.

Molte persone sono cos distratte dai loro pensieri, cos identificate con la voce
nella loro testa,
che non riescono a percepire la vitalit che in loro. Essere incapaci di avvertire
la vita che anima il
corpo fisico, proprio quella vita che voi siete, la pi grave perdita che potete s
ubire. Comincerete
allora a cercare non solo dei sostituti a quel senso naturale di benessere inter
iore, ma anche a
cercare qualcosa che mascheri il continuo disagio avvertito quando non siete in
contatto con la
vitalit che sempre l, ma normalmente non viene vista. In sostituzione la gente pu c
ercare
"sballi" prodotti dalle droghe, stimoli sensoriali eccessivi, come musica esager
atamente alta,
emozioni eccitanti, attivit pericolose o ossessione per il sesso.
Perfino le situazioni drammatiche in un rapporto vengono usate come sostitutiv
e di quel genuino
senso di vitalit. La sostituzione pi comune per coprire il disagio di base sono le
relazioni intime:
un uomo o una donna che "mi far felice". Cosa che naturalmente porta una delle di
sillusioni che si
verifica pi di frequente. E ogni volta che il disagio riappare, la colpa sar attri
buita al partner.
Fate due o tre respiri consapevoli. Ora vedete se riuscite a percepire un sott
ile senso di vitalit che
pervade tutto il vostro corpo interiore. Potete sentire, per cos dire, il corpo d
all'interno? Percepite
per un Po parti specifiche del vostro corpo. Le vostre mani, poi le braccia, i p
iedi e le gambe. Potete
sentire il vostro addome, il petto, il collo e la testa? E le labbra? C' vita den
tro? Ridiventate poi
consapevoli del corpo interiore come un tutt'uno. All'inizio forse vorrete tener
e gli occhi chiusi
durante questa pratica, per poi, una volta percepito il vostro corpo, aprirli, g
uardarvi intorno e nello
stesso tempo continuare a sentirlo. Alcuni lettori potranno scoprire che non c' b
isogno di chiudere
gli occhi; possono in realt percepire il loro corpo interiore anche mentre leggon
o queste parole.

Lo spazio interiore ed esteriore


Il vostro corpo interiore non solido ma spazio. Non la vostra forma fisica, ma
la vita che
anima questa forma fisica. l'intelligenza che ha creato il corpo e lo sostiene,
coordinando
simultaneamente centinaia di funzioni diverse, di una tale straordinaria comples
sit, che la mente
umana pu comprenderne solo una minima parte. Quando ne diventate consapevoli, que
llo che
accade veramente che l'intelligenza diventa consapevole di se stessa. quella ina
fferrabile vita
che nessuno scienziato ha mai trovato perch quella vita quella stessa coscienza c
he sta cercando
di trovarla.
I fisici hanno scoperto che l'apparente solidit della materia un'illusione crea
ta dai nostri
sensi. Ci comprende anche il corpo fisico che noi percepiamo e a cui pensiamo co

me forma, ma
che, per il 99,99 per cento in realt spazio vuoto. Lo spazio fra gli atomi, parag
onato alle loro
dimensioni, proprio cos vasto. E persino all'interno di ogni atomo vi altrettanto
spazio. Il
corpo fisico altro non che un'errata interpretazione di chi siete. In molti sens
i una versione
microcosmica dello spazio esterno. Per darvi un'idea di quanto sia grande lo spa
zio fra i corpi
celesti, considerate che la luce, che viaggia a una velocit costante di trecentom
ila chilometri al
secondo impiega poco pi di un secondo per viaggiare fra la Terra e la Luna; impie
ga circa 8
minuti per raggiungere la Terra dal Sole. Dalla stella pi vicina a noi nello spaz
io, chiamata
Proxima Centauri, che il sole pi vicino al nostro Sole, la luce viaggia per 4 ann
i e mezzo prima
di raggiungere la Terra. Cos vasto lo spazio che ci circonda. Poi c' lo spazio int
ergalattico, la
cui vastit sfugge a ogni comprensione. Dalla galassia pi vicina alla nostra, la Ga
lassia
Andromeda, la luce impiega due milioni e quattrocentomila anni per raggiungerci.
Non
incredibile che il corpo sia spazioso quanto l'universo?
Dunque il vostro corpo fisico, che forma, si rivela essenzialmente senza forma,
quando andate pi
209
profondamente al suo interno. Diventa una via d'accesso allo spazio interiore. S
ebbene lo
spazio interiore non abbia forma, intensamente vivo. Quello "spazio vuoto" vita
nella
sua pienezza, la Fonte non manifestata da cui sgorgano tutte le manifestazioni.
La
definizione tradizionale per quella Fonte Dio. Pensieri e parole appartengono al
mondo
della forma, non possono esprimere la non- forma. Perci quando dite: "Posso perce
pire il
mio corpo interiore", questa una percezione errata creata dal pensiero. Quello c
he in realt
sta accadendo che la coscienza che si presenta come corpo, la coscienza che io s
ono,
divenuta cosciente di se stessa. Quando non confondo pi chi sono con una forma
temporanea di "me", allora la dimensione dell'illimitato e dell'eterno, Dio, pu e
sprimersi
attraverso di "me" e guidare "me". Mi libera anche della dipendenza dalla forma.
In ogni
caso, un riconoscimento puramente intellettuale o la convinzione che "io non son
o questa
forma", non d'aiuto. La domanda pi importante : "In questo momento, posso sentire
la
presenza dello spazio interiore, cio posso sentire la mia stessa Presenza, che si
gnifica in
realt la Presenza dell'io SONO?"
Possiamo anche avvicinarci a questa verit con un approccio diverso. Chiedetevi:
"Sono
consapevole non solo di ci che accade in questo momento, ma anche dell'Adesso com
e
spazio interiore vivo e senza tempo, nel quale ogni cosa accade?" Anche se quest
a domanda

sembra non aver niente a che fare con il corpo interiore, potrete notare con sor
presa che
nell'essere consapevole dello spazio dell'Adesso, vi sentirete interiormente pi
vivi. State
sentendo la vitalit del corpo interiore, la vitalit che una parte intrinseca della
gioia
dell'Essere. Dobbiamo entrare nel corpo per andare al di l di esso e scoprire che
non siamo
il corpo.
Nella vita di ogni giorno cercate, per quanto possibile, di creare spazio usando
la
consapevolezza del corpo interiore. Mentre siete in attesa, o state ascoltando q
ualcuno,
mentre vi fermate a guardare il cielo, un albero, un fiore, il vostro partner o
un bambino,
sentite nello stesso tempo la
210
consapevolezza dentro di voi. Questo vuol dire che una parte della vostra attenz
ione o coscienza
rimane senza forma, mentre il resto rimane disponibile al mondo esterno della fo
rma.
Ogniqualvolta state nel vostro corpo in questo modo, esso funziona come un'ancor
a che vi fa
rimanere presente nell'Adesso. Vi impedisce di perdervi nei pensieri, nelle emoz
ioni o nelle
situazioni esterne.
Quando voi pensate, sentite, percepite e sperimentate, la coscienza si manifes
ta nella forma. Si
reincarna in un pensiero, un sentimento, una percezione sensoriale, un'esperienz
a. Il ciclo di
rinascite da cui i buddhisti sperano un giorno di uscire accade ininterrottament
e, ed solo in questo
momento, attraverso il potere dell'Adesso, che potete uscirne. Attraverso la com
pleta accettazione
della forma che prende l'Adesso, diventate allineati internamente con lo spazio,
che l'essenza
dell'Adesso. Accettando questo, diventate spazio interiore, allineati con lo spa
zio invece che con la
forma. Questo porta un punto di vista reale e un equilibrio nella vostra vita.
Accorgersi degli intervalli
Durante il giorno c' una successione delle cose che vedete e ascoltate che muta
in continuazione.
Nel momento iniziale in cui vedete qualcosa o ascoltate un suono, soprattutto se
non vi familiare,
prima che la mente interpreti e dia un nome a quello che vedete o sentite, c' di
solito un intervallo
di attenzione vigile in cui avviene la percezione. Questo lo spazio interiore. L
a sua durata
differisce da persona a persona. facile trascurarlo perch in molte persone questi
intervalli sono
estremamente brevi, forse solo un secondo, o anche meno.
Questo ci che accade: quando si vede o si ascolta qualcosa di nuovo, nel primo
momento della
percezione c' una breve pausa nel flusso abituale dei pensieri. La coscienza vien
e distolta dal

pensiero perch richiesta per la percezione sensoriale. Una visione o un suono par
ticolarmente
211
insoliti possono lasciarvi, anche interiormente, "senza parole", cio creare un in
tervallo pi lungo.
La frequenza e la durata di quegli spazi determinano la vostra capacit di gioir
e della vita, di
sentire una connessione interiore sia con gli altri essere umani sia con la natu
ra. Determinano anche
il grado della vostra libert dall'ego, poich l'ego implica una inconsapevolezza to
tale della
dimensione dello spazio.
Una volta consapevoli di questi brevi spazi mentre accadono naturalmente, essi
diventeranno pi
lunghi, e quando ci accade, allora sperimenterete sempre pi frequentemente la gioi
a di percepire,
con un'interferenza del pensiero minima o nulla. Il mondo intorno a voi apparir a
llora vivido,
nuovo e pieno di vita. Pi percepite la vita attraverso uno schermo mentale di ast
razioni e
concettualizzazioni, e pi il mondo intorno a voi diviene spento e senza vita.
Perdete voi stessi per ritrovare voi stessi
Lo spazio interiore emerge anche ogni volta che abbandonate il bisogno di enfa
tizzare la vostra
forma- identit. un bisogno che viene dall'ego. Non un bisogno reale. Ne abbiamo g
i parlato
brevemente. Ogni volta che abbandonate uno di questi modelli di comportamento, l
o spazio
interiore emerge. Diventate pi profondamente voi stessi. All'ego sembrer che stiat
e perdendo voi
stessi, ma sar in realt l'opposto. Ges ha gi insegnato che dovete perdere voi stessi
per ritrovare
voi stessi. Ogni volta che lasciate andare uno di questi schemi, indebolite l'im
magine di chi siete a
livello della forma, e allora chi siete al di l della forma si manifesta pi pienam
ente. Diventare
meno per poter essere di pi.
Ecco alcuni modi in cui si cerca inconsciamente di mettere l'accento sulla forma
- identit; se siete
abbastanza attenti riuscirete a identificare alcuni di questi schemi inconsci de
ntro di voi. Pretendere
riconoscimento per qualcosa che avete fatto e arrabbiarvi o agitarvi se non lo o
ttenete; cercare
212
l'attenzione parlando dei vostri problemi, delle vostre malattie, o facendo una
scenata; dare la vostra
opinione quando nessuno l'ha chiesta e non fa nessuna differenza per la situazio
ne; essere pi
interessati a come gli altri vi vedono, che non agli altri, cio usare gli altri p
er un riflesso egoico o
per potenziare l'ego; cercare di impressionare gli altri attraverso le cose che
si possiedono, la
cultura, la bellezza fisica, lo stato sociale, la forza fisica e cos via; produrr
e un temporaneo

gonfiarsi dell'ego, reagendo con rabbia contro qualcosa o qualcuno; prendere le


cose in maniera
troppo personale, sentirsi offesi; cercare di avere ragione e dare torto agli al
tri lamentandosi
inutilmente a parole o mentalmente; cercare di essere notato o di apparire impor
tante.
Una volta che avete scoperto questi schemi dentro di voi, vi suggerisco di far
e un esperimento.
Cercate di scoprire come ci si sente e cosa avviene abbandonandoli. Lasciateli c
adere e guardate
cosa succede.
Indebolire l'immagine di chi siete a livello della forma un altro modo per gen
erare coscienza.
Scoprite il potere enorme che passa da voi al mondo quando smettete di mettere i
n evidenza la
vostra forma- identit.
La quiete
stato detto che la quiete il linguaggio in cui Dio parla, ogni altra cosa una
cattiva
traduzione. La quiete davvero un'altra parola per spazio. Diventare cosciente de
lla quiete ogni
volta che la incontriamo nella nostra vita ci metter in contatto con la dimension
e senza forma e
senza tempo dentro di noi, che al di l del pensiero, al di l dell'ego. Pu essere la
quiete che
pervade il mondo della natura o la quiete della vostra stanza nelle prime ore de
l mattino o gli spazi
di silenzio fra un suono e l'altro. La quiete non ha forma, per questo non possi
amo esserne
consapevoli attraverso il pensiero. Il pensiero forma. Essere consapevoli della
quiete vuol dire
essere quieti. Essere quieti vuol dire essere coscienti senza il pensiero. Quand
o siete in uno stato di
quiete,
213
allora, come non mai, siete veramente, essenzialmente e profondamente voi stessi
. Quando
siete quieti diventate ci che eravate prima di assumere temporaneamente la forma
mentale
e fisica chiamata persona. Siete anche quello che sarete quando quella forma si
dissolver.
Quando siete quieti siete chi siete, al di l della vostra esistenza temporale: co
scienza
incondizionata, senza forma, eterna.
1

IX
Il vostro proposito interiore
Appena siete andati al di sopra della mera sopravvivenza, il senso del significa
to e del proposito
diventa di somma importanza nella vostra vita. Molta gente si sente intrappolata
nella routine del

vivere quotidiano che sembra privare la loro vita di significato. Alcuni credono
che la vita passi loro
accanto o che sia gi passata. Altri si sentono molto limitati dalle richieste del
loro lavoro e dal fatto
di dover mantenere la famiglia, dalla loro situazione finanziaria o dal vivere q
uotidiano. Alcuni
sono consumati da uno stress acuto, altri da una noia acuta. Alcuni sono persi i
n un frenetico fare,
altri nell'inattivit. Molta gente aspira alla libert e all'espansione che la prosp
erit promette. Altri,
che gi godono della relativa libert che viene dalla prosperit, scoprono che anche q
uesto non
sufficiente perch le loro vite acquistino significato. Il vero proposito non pu es
sere sostituito da
niente altro. Il vero e primario proposito della vostra vita non pu essere trovat
o all'esterno. Non ha
nulla a che vedere con quello che fate ma ha tutto a che vedere con ci che siete,
cio con il vostro
stato di coscienza.
Questa la cosa pi importante da comprendere: la vostra vita ha un proposito int
eriore e uno
esteriore. Il proposito interiore concerne l'Essere ed primario. Il proposito es
teriore concerne il
fare ed secondario. Bench questo libro tratti principalmente del vostro proposito
interiore, questo
capitolo e il prossimo si occuperanno anche di come
216
allineare nella vostra vita il proposito interiore con quello esteriore. Interno
ed esterno,
comunque, sono cos strettamente intrecciati che quasi impossibile parlare di uno
senza
parlare dell'altro.
Il vostro proposito interiore quello di risvegliarvi. proprio cos semplice. Con
dividete
lo stesso proposito con tutte le altre persone sul pianeta, perch il proposito de
ll'umanit. Il
vostro proposito interiore una parte essenziale del proposito del tutto, dell'un
iverso e della
sua intelligenza emergente. Quello esteriore, invece, pu cambiare nel tempo. Vari
a
grandemente da persona a persona. Trovare e vivere in allineamento con il vostro
proposito
interiore la base per soddisfare il vostro proposito esteriore. il fondamento pe
r un vero
successo. Senza questo allineamento, potete lo stesso raggiungere certe cose att
raverso
sforzo, lotta, determinazione, semplice e duro lavoro o furbizia. Ma non vi gioi
a in questo
sforzo e invariabilmente finisce in qualche forma di sofferenza.
Il risveglio
Il risveglio un cambiamento nella coscienza, nel quale il pensiero e la consap
evolezza si
separano. Per la maggior parte delle persone non un evento, ma un processo attra
verso cui
passano. Perfino quei rari esseri che sperimentano un risveglio improvviso, dram
matico e

apparentemente irreversibile, passeranno attraverso un processo in cui il nuovo


stato di
coscienza fluisce gradualmente in ogni cosa che fanno trasformandola, e questo i
l modo in
cui viene integrato nella loro vita.
Invece di essere persi nel pensiero, quando siete svegli riconoscete voi stessi
come la
consapevolezza che c' dietro. A quel punto il pensiero cessa di essere un'attivit
autonoma
fine a se stessa, che ha preso possesso di voi e che conduce la vostra vita. La
consapevolezza subentra al pensiero. Invece di essere al comando della vostra vi
ta, il
pensiero diventa il servitore della consapevolezza. La consapevolezza217
la connessione cosciente con l'intelligenza universale. Un'altra parola per ques
to
Presenza: la consapevolezza senza il pensiero.
L'iniziazione al processo del risveglio un atto di grazia. Non potete farla ac
cadere, n
potete prepararvi o accumulare crediti per ottenerla. Non vi una sequenza ordina
ta di passi
logici che conducano verso il risveglio, anche se la mente amerebbe molto che fo
sse cos.
Non dovete chiedervi se lo meritate. Pu giungere al peccatore prima che al santo,
ma non
necessariamente cos. Ecco perch Ges si avvicin a tutti i tipi di persone, non solo a
quelle rispettabili. Non vi nulla che potete fare per risvegliarvi. Qualsiasi co
sa facciate
l'ego prover ad aggiungere il risveglio o l'illuminazione a se stesso, come una s
ua propriet
pi preziosa per farsi pi bello e pi importante. Invece di risvegliarvi, aggiungeres
te il
concetto di risveglio alla vostra mente, o l'immagine mentale di come una person
a
risvegliata o illuminata, e quindi provereste a vivere all'altezza di quell'imma
gine. Vivere
all'altezza di un'immagine che avete di voi stessi o che altre persone hanno di
voi un
vivere privo di autenticit, un altro ruolo inconscio che l'ego gioca.
Ma se non c' nulla che potete fare per risvegliarvi, se questo gi avvenuto oppur
e non
lo ancora, come pu essere il proposito principale della vostra vita? Avere un pro
posito
non implica che potete fare qualcosa per raggiungerlo?
Solamente il primo risveglio, il primo lampo di coscienza senza pensiero avviene
per grazia,
senza che voi da parte vostra facciate nulla. Se trovate questo libro incomprens
ibile o senza
significato, a voi non ancora successo. Se qualcosa in voi risponde comunque, se
in
qualche modo riconoscete la verit in esso, significa che il processo di risveglio
iniziato, e
una volta iniziato non pu essere invertito, anche se l'ego in grado di ritardarlo
. Per certe
persone la lettura di questo libro rappresenter l'inizio del processo di risvegli
o, per altre la
funzione di questo libro quella di aiutarle a riconoscere che hanno gi cominciato
a
risvegliarsi, e

218
aiutarle a intensificare e accelerare il processo. Una funzione ulteriore di que
sto libro di
aiutare le persone a riconoscere l'ego in loro, tutte le volte che l'ego tenta d
i riguadagnare il
controllo e di oscurare la consapevolezza emergente. Per alcuni, il risveglio av
viene nel
momento in cui diventano consapevoli del tipo di pensieri che hanno abitualmente
,
specialmente pensieri negativi e persistenti, con i quali possono essersi identi
ficati tutta la
vita. Improvvisamente vi una consapevolezza che consapevole del pensiero, ma non
ne
fa parte.
Qual la relazione tra consapevolezza e pensiero? La consapevolezza lo spazio i
n cui i
pensieri esistono, quando quello spazio diventato cosciente di se stesso.
Una volta che avete avuto un lampo di consapevolezza o di Presenza, la conosce
te
direttamente. Non pi solo un concetto nella vostra mente. Potete allora fare una
scelta
cosciente per essere presente, invece che indulgere in un pensare inutile. Potet
e invitare la
Presenza nella vostra vita, cio fare spazio. Con la grazia del risveglio viene la
responsabilit. Potete provare ad andare avanti come se nulla fosse accaduto, o in
vece
vederne il significato e riconoscere l'emergere della consapevolezza come la cos
a pi
importante che possa accadervi. Allora il proposito principale della vostra vita
diventa
aprire voi stessi alla coscienza emergente e portare la sua luce nel mondo.
"Voglio conoscere la mente di Dio" disse Einstein, "il resto sono dettagli." C
he cosa la
mente di Dio? La Coscienza. Cosa significa conoscere la mente di Dio? Essere con
sapevoli.
Cosa sono i dettagli? Il vostro proposito esteriore, e tutto quello che avviene
all'esterno.
Cos, mentre state forse ancora aspettando che qualcosa di significativo accada
nella
vostra vita, potete non avere compreso che la cosa pi significativa che possa acc
adere a un
essere umano gi accaduta in voi: l'inizio del processo di separazione tra il pens
iero e la
consapevolezza.
Molte persone che stanno attraversando i primi stadi del processo di risveglio
non sono
pi sicure di quale sia il loro
219
proposito esteriore. Ci che guida il mondo, ci che importante per il mondo, non gu
ida
pi loro. Vedendo la pazzia della nostra civilt cos chiaramente, essi si sentono ali
enati
dalla cultura che li circonda. Ad alcuni sembra di abitare in una terra di nessu
no tra due

mondi. Non sono pi guidati dall'ego e, tuttavia, la consapevolezza emergente non


si
ancora integrata completamente nelle loro vite. Il proposito interiore e quello
esteriore
non si sono fusi.
Un dialogo sul proposito interiore
Il dialogo che segue un condensato di numerose conversazioni che ho avuto con
persone che
cercavano il vero proposito della loro vita. Una cosa vera quando risuona ed esp
rime il vostro
Essere pi profondo, quando in allineamento con il vostro proposito interiore. Que
sta la ragione
per cui, come prima cosa, ho diretto la loro attenzione al
proposito primario interiore.
Non so esattamente cos', ma voglio qualche cambiamento nella mia vita. Voglio
espansione; voglio fare qualcosa di significativo e, s, voglio la prosperit e la l
ibert
che ne deriva. Voglio fare qualcosa che abbia un significato, qualcosa che facci
a una
differenza nel mondo. Ma se tu mi chiedessi cosa voglio esattamente, dovrei dirt
i che non
lo so. Mi puoi aiutare a scoprire il proposito della mia vita?
Il tuo proposito di stare seduto qui e parlare con me, perch questo dove sei o
ra e
questo quello che stai facendo. Fino a quando non ti alzerai e farai qualcos'alt
ro. Allora,
quello diventer il tuo proposito.
Cos il mio proposito sarebbe di stare seduto nel mio ufficio per i prossimi tre
nt'anni
fino alla pensione o fino a che sar licenziato?
Non sei nel tuo ufficio adesso, e cos questo non il tuo proposito. Quando sei s
eduto
nel tuo ufficio e stai facendo qualsiasi cosa ci sia da fare, allora quello il t
uo proposito.
Non per i prossimi trent'anni, ma per adesso.

220
Penso che ci sia un equivoco. Per te, il proposito vuol dire cosa stai facendo
adesso; per me
significa avere una direzione generale nella vita, qualcosa di grande e signific
ativo che dia un
senso a quello che faccio, qualcosa che faccia la differenza. Spostare carte in
ufficio non lo . Lo
so.
Fino a che sei inconsapevole dell'Essere, cercherai il significato solo nella
dimensione del fare e
in quella del futuro, che come dire, la dimensione del tempo. E qualsiasi signif
icato o
soddisfazione troverai, si dissolver o si trasformer in una delusione. Invariabilm
ente sar distrutta
dal tempo. Ogni significato che troviamo in questa dimensione vera solo in senso
relativo e
temporaneo.

Per esempio, se il prenderti cura dei tuoi bambini d un significato alla tua vi
ta, cosa accadr
quando essi non avranno pi bisogno di te e forse non ti ascolteranno neanche pi? S
e aiutare gli
altri d significato alla tua vita, dipendi dal fatto che gli altri stiano peggio
di te, in modo che la tua
vita abbia significato e tu possa sentirti bene con te stesso. Se il desiderio d
i eccellere, di vincere o
di avere successo in questa o in quell'attivit d significato alla tua vita, cosa s
uccede se non vinci
mai o se la serie dei tuoi successi un giorno si esaurisce, come destinato a suc
cedere? Allora
dovresti, per dare un misero significato alla tua vita, cercare in un posto molt
o insoddisfacente:
nella tua immaginazione o nelle tue memorie. "Farcela" in qualsiasi campo ha un
significato solo a
condizione che vi siano altre migliaia o milioni di persone che non ce la fanno.
Avrai bisogno che
altri esseri umani "falliscano" perch la tua vita abbia un senso.
Non sto dicendo qui che aiutare gli altri, occuparti dei tuoi bambini o fare o
gni sforzo per
eccellere in qualsiasi campo non siano cose che valga la pena di fare. Per molte
persone una parte
importante del loro proposito esteriore. Ma il proposito esteriore sempre relati
vo, instabile e
impermanente. Questo non significa che tu non debba svolgere queste attivit. Sign
ifica che devi
connetterle al tuo proposito primario interiore, cos che un significato pi profond
o fluisca in ci
che fai.
221
Se la vita non in allineamento con il tuo proposito primario, qualsiasi propos
ito tu
stia perseguendo, perfino quello di creare il paradiso in terra, sar dell'ego o v
err
distrutto dal tempo, condurr, prima o poi, alla sofferenza. Se ignori il tuo prop
osito
interiore, non importa quello che fai, anche se sembra essere spirituale, l'ego
si insinuer
nel come lo fai, e cos il significato corromper il fine. Il detto comune "la strad
a che
porta all'inferno lastricata di buone intenzioni" si riferisce a questa verit. In
altre
parole: non sono i tuoi obiettivi o le tue azioni a essere primari, ma lo lo sta
to di
coscienza da cui provengono. Soddisfare il tuo proposito primario mette le fonda
menta
per una nuova realt, una nuova terra. Una volta messe quelle fondamenta, il tuo
proposito esteriore si carica di potere spirituale, perch il tuo scopo e la tua i
ntenzione
saranno una sola cosa con l'impulso evolutivo dell'universo.
La separazione tra il pensiero e la consapevolezza, che sta nel punto pi profon
do del
tuo proposito primario, avviene grazie alla negazione del tempo. Non stiamo parl
ando
naturalmente del tempo per uso pratico, come prendere un appuntamento o pianific
are

un viaggio. Non stiamo parlando del tempo cronologico, ma del tempo psicologico,
che
un'abitudine profondamente radicata della mente, di cercare la pienezza della vi
ta nel
futuro, dove non pu essere trovata, ignorando il solo punto d'accesso: il momento
presente.
Quando la cosa che fai o il posto dove sei sono il proposito principale della tu
a vita, neghi il
tempo. Questo un potenziamento enorme. La negazione del tempo in quello che fai
provvede al collegamento tra i tuoi propositi, interiore ed esteriore, tra l'Ess
ere e il fare.
Quando neghi il tempo, neghi l'ego. Qualsiasi cosa tu faccia, sar fatta straordin
ariamente
bene, perch il fare in se stesso diventa il punto focale della tua attenzione. Al
lora il tuo fare
diviene un canale grazie al quale la coscienza entra nel mondo. Questo significa
che c' una
qualit in quello che fai, anche nell'azione pi semplice, come sfogliare le pagine
della
guida
222
telefonica o attraversare la stanza. Il principale proposito dello sfogliare le
pagine quello
di sfogliare le pagine; quello secondario di trovare un numero di telefono. Il p
roposito
principale dell'attraversare la stanza quello di attraversare la stanza; il prop
osito
secondario di prendere un libro e il momento in cui prendi in mano il libro, que
llo diventa
il tuo proposito principale.
Puoi ricordare il paradosso del tempo di cui abbiamo parlato prima: qualsiasi
cosa tu
faccia, prende tempo, e tuttavia sempre adesso. Cos mentre il tuo proposito inter
iore di
negare il tempo, il tuo proposito esteriore coinvolge necessariamente il futuro
e quindi non
pu esistere senza il tempo. Ma sempre secondario. Ogni volta che diventi ansioso
o
stressato, il proposito esteriore ha avuto la meglio, e hai perso di vista il tu
o proposito
interiore. Hai dimenticato che il tuo stato di consapevolezza primario e tutto i
l resto
secondario.
Vivere cos non mi impedirebbe di cercare di raggiungere qualcosa di grande? La
mia
paura quella di rimanere bloccato facendo piccole cose per il resto della mia vi
ta, cose
non importanti. Ho paura di non innalzarmi mai al di sopra della mediocrit, senza
mai
osare raggiungere qualcosa di grande, non adempiendo il mio potenziale.
Il grande sorge dalle piccole cose che sono onorate e delle quali ci si prende
cura. La vita
di ognuno fatta di piccole cose. La grandezza un'astrazione mentale ed una delle
fantasie favorite dell'ego. Il paradosso che il fondamento per la grandezza prop

rio
l'onorare le piccole cose del momento presente, invece di inseguire l'idea della
grandezza. Il
momento presente sempre piccolo nel senso che sempre semplice, ma racchiuso in e
sso
vi il potere pi grande. Come l'atomo, che una delle cose pi piccole e che tuttavia
contiene un enorme potere. Solamente quando ci si allinea al momento presente si
ha
accesso a quel potere. O forse pi vero dire che il potere ha accesso a te e attra
verso di te
in questo mondo. Ges si riferiva a questo potere quando disse:223
"Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; il Padre che dimora in me f
a le sue opere". E:
"Io non posso fare nulla da me stesso".1
Ansiet, stress e negativit ti tagliano fuori da quel potere. Ritorna l'illusione
che tu sia separato
dal potere che guida l'universo. Ancora, ti senti solo, lottando contro qualcosa
o tentando di
raggiungere questo o quello. Ma come sono sorti l'ansiet, lo stress o la negativi
t? Perch te ne sei
andato dal momento presente. E perch lo hai fatto? Hai pensato che qualcos'altro
fosse pi
importante. Hai dimenticato il tuo proposito principale. Un piccolo errore, una
percezione errata
creano un mondo di sofferenza.
Attraverso il momento presente, hai accesso al potere della vita stessa, quell
o che
tradizionalmente stato chiamato "Dio". Appena ti allontani dal presente, Dio ces
sa di essere una
realt nella tua vita e tutto quello che vi rimane un concetto mentale di Dio, in
cui delle persone
credono e altre no. Perfino credere in Dio solo un misero sostituto della vivent
e realt di Dio che
si manifesta in ogni momento della tua vita.
La completa armonia con il momento presente non implica la cessazione di tutti
i movimenti?
L'esistenza di un obiettivo non implica che vi un temporaneo disordine in quell'
armonia con il
momento presente e forse una nuova stabilizzazione di armonia a un livello pi alt
o e pi
complesso una volta che l'obiettivo stato raggiunto? Immagino che l'alberello ch
e spinge per farsi
strada attraverso il terreno non possa essere in totale armonia con il momento p
resente perch ha
un obiettivo: vuole diventare un grande albero. Forse quando avr raggiunto la mat
urit vivr in
armonia con il momento presente.
L'alberello non vuole nulla perch una cosa sola con la totalit, e la totalit agis
ce attraverso di
esso. "Osservate i
Giovanni 5,3 e 14,10.

224

gigli del campo, come crescono" disse Ges. "Non faticano, non tessono. Eppure vi
dico che
neanche Salomone in tutta la sua magnificenza vestiva come uno di essi."2
Possiamo dire che la totalit, la Vita, vuole che l'alberello diventi un albero,
ma l'alberello non si
vede separato dalla vita e cos non vuole nulla per s. una cosa sola con quello che
vuole la Vita.
Ecco perch non preoccupato o stressato. E se deve morire prematuramente, muore co
n facilit. Si
arrende alla morte come alla vita. Sente, non importa quanto oscuramente, il suo
radicamento
nell'Essere, l'unica Vita eterna e senza forma. Come i vecchi saggi taoisti dell
'antica Cina, Ges
ama richiamare la nostra attenzione sulla natura perch vede un potere in azione c
on il quale gli
umani hanno perso il contatto. il potere creativo dell'universo. Ges va avanti e
dice che, se Dio
ha rivestito dei semplici fiori di tale bellezza, tanto pi Dio rivestir voi. Quest
o per dire che,
mentre la natura una bellissima espressione dell'impulso evolutivo dell'universo
, quando gli
umani si allineano con l'intelligenza che vi al di sotto esprimeranno quello ste
sso impulso a un pi
alto, mirabile livello.
Cos siete autentici con la vita, essendo autentici nel vostro proposito primari
o. Nel momento in
cui diventate presenti, e in tal modo totali, in quello che fate, la vostra azio
ne si carica di potere
spirituale. All'inizio possono non esservi cambiamenti percettibili in quello ch
e fate, solo il come
cambia. Ora il vostro proposito primario quello di mettere la coscienza in grado
di fluire in ci
che fate. Il proposito secondario qualsiasi cosa vogliate raggiungere attraverso
il fare. Poich
prima, la nozione di proposito sempre stata associata al futuro, vi ora un propo
sito pi profondo
che pu essere trovato solamente nel presente, attraverso la negazione del tempo.
Quando incontrate delle persone, al lavoro o da altre parti, date loro la vost
ra completa
attenzione. Innanzitutto, non
2 Matteo 6,28-29.
225
siate l come persona, ma come campo di consapevolezza, di vigile Presenza. La rag
ione
originale per interagire con l'altra persona, il comprare o vendere qualcosa, il
chiedere o
dare informazioni e cos via, ora diventa secondaria. Il campo di consapevolezza c
he
nasce tra voi diventa il proposito primario per l'interazione. Quello spazio di
consapevolezza diventa pi importante di quello di cui parlare, pi importante degli
oggetti fisici o del pensiero. L'Essere umano diventa pi importante delle cose di
questo
mondo. Questo non significa che trascuriate ci che deve essere fatto a un livello
pratico. Infatti il fare non solo si svolge pi facilmente, ma ha anche pi potere,

quando
la dimensione dell'Essere riconosciuta e diventa cos primaria. Il sorgere di ques
to
campo unificato di consapevolezza tra gli esseri umani il fattore essenziale nel
le
relazioni della nuova terra.
La nozione di successo solo una illusione dell'ego? Come misuriamo il vero
successo?
Il mondo vi dir che il successo ottenere quello che avete deciso di fare. Vi di
r che
il successo vincere, che avere riconoscimento e/ o prosperit sono ingredienti
essenziali di ogni successo. Tutte o alcune di queste cose sono di solito qualit
che
derivano dal successo, ma non sono il successo. La nozione convenzionale di succ
esso
ha a che fare con il risultato di quello che fate. Qualcuno dice che il successo
il
risultato di una combinazione fra il lavoro duro e la fortuna o la determinazion
e e il
talento o l'essere al posto giusto al momento giusto. Mentre una qualsiasi di qu
este cose
pu essere determinante ma non l'essenza del successo. Quello che il mondo non vi
dice, perch non lo sa, che voi non potete avere successo. Potete solamente essere
di
successo. Non permettete che un mondo pazzo vi dica che il successo qualsiasi al
tra
cosa che un momento presente di successo. E cos' quello? Vi un senso di qualit in
quello che fate, anche nell'azione pi semplice. Qualit implica cura e attenzione,
che
viene con la consapevolezza. La qualit richiede la vostra Presenza.

226
Diciamo che siete una persona d'affari e dopo due anni di intenso stress e sfo
rzo
finalmente ce la fate a uscire con un prodotto o un servizio che vende bene e fa
soldi.
Successo? In termini convenzionali, s. In realt, passate due anni inquinando il vo
stro
corpo e anche la terra con energia negativa, rendendo miserabili voi stessi e qu
elli intorno a
voi e influendo su molti altri che non avete nemmeno incontrato. L'assunto incon
scio dietro
ogni azione di questo tipo che il successo un evento futuro e che il fine giusti
fica i
mezzi. Ma il fine e i mezzi sono una sola cosa. E se il mezzo non contribuisce a
lla felicit
umana, nemmeno il fine lo far. Il risultato, che inseparabile dalle azioni che lo
producono, gi contaminato da quelle azioni e cos creer ulteriore infelicit. Questa
un'azione karmica, che l'inconscia perpetuazione dell'infelicit.
Come gi sapete, il vostro proposito secondario o esteriore esiste nella dimensi
one del
tempo, mentre il vostro proposito interiore principale inseparabile dall'Adesso
e quindi
richiede la negazione del tempo. Come si possono conciliare? Comprendendo che l'
intero

viaggio della vostra vita consiste alla fin fine nel passo che state facendo in
questo
momento.
Vi sempre solo questo unico passo, e cos dategli la vostra piena attenzione. No
n
significa che non sapete dove state andando, significa solamente che questo pass
o
primario, mentre la destinazione secondaria. E quello che incontrate una volta a
rrivati a
destinazione dipende dalla qualit di questo unico passo. Un altro modo di dirlo:
quello che
il futuro ha in serbo per voi dipende dal vostro stato di coscienza adesso.
Quando la qualit senza tempo dell'Essere permea il fare, quello il successo. Fi
ntanto
che l'Essere non fluisce nel fare, fintanto che non siete presenti, perdete voi
stessi in
qualunque cosa fate. Perdete voi stessi nel pensiero, allo stesso modo in cui pe
rdete voi
stessi nelle vostre reazioni a ci che accade all'esterno.

227
Cosa vuoi dire esattamente con: "Perdete voi stessi?"
L'essenza di chi siete voi la coscienza. Quando la coscienza (voi) si identifi
ca completamente
con il pensiero e quindi dimentica la sua natura essenziale, perde se stessa nel
pensiero. Quando la
coscienza si identifica con le formazioni mentali- emozionali come la bramosia e
la paura, cio le
forze primarie che motivano l'ego, perde se stessa in quelle formazioni. Inoltre
la coscienza perde se
stessa quando si identifica con l'agire e il reagire a quello che avviene. Allor
a ogni pensiero, ogni
desiderio o paura, ogni azione o reazione sono permeati da un falso senso del s c
he incapace di
sentire la semplice gioia dell'Essere, e cos in sostituzione cerca il piacere, e
qualche volta persino il
dolore. Questo vivere nell'oblio dell'Essere. In tale stato di oblio di chi siet
e voi, ogni successo
non altro che un'illusione effimera. Qualsiasi cosa raggiungiate, sarete comunqu
e e di nuovo
infelici oppure sarete attirati completamente in qualche nuovo problema o dilemm
a.
Come posso passare dal comprendere cosa il mio proposito interiore al trovare
quello che si
suppone io debba fare a livello esteriore?
Il proposito esteriore varia molto da persona a persona, e nessun proposito este
riore dura per
sempre. Quando vi dedicate al proposito del risveglio, accadono dei cambiamenti
nelle circostanze
esterne della vostra vita, la cui portata varia grandemente. Per alcuni, vi un'i
nterruzione
improvvisa o graduale con il passato: il lavoro, la situazione di vita, le relaz
ioni, tutto subisce un
profondo cambiamento. Ci pu essere qualche mutamento spontaneo, non attraverso un
processo
difficile di decisioni da prendere, ma con un'improvvisa comprensione o riconosc

imento: questo
ci che devo fare. Per cos dire, la decisione arriva "gi presa". E arriva grazie all
a consapevolezza,
non attraverso il pensiero. Vi svegliate una mattina e sapete cosa fare. Qualcun
o si ritrova a lasciare
un ambiente di lavoro nocivo o una situazione di vita insana. Cos,
228
prima di scoprire cosa giusto per voi a livello esterno, prima di scoprire cosa
funziona,
cosa compatibile con la coscienza del risveglio, dovete forse scoprire quello ch
e non
giusto, che non funziona pi, che incompatibile con il vostro proposito interiore.
Altri tipi di cambiamento possono giungervi improvvisamente dall'esterno. Un i
ncontro
inaspettato porta una nuova opportunit e un'occasione di espansione nella vostra
vita. Un
ostacolo o un conflitto che erano l da molto tempo si dissolvono. I vostri amici
che
attraversano un processo interiore di trasformazione o che escono dalla vostra v
ita. Qualche
relazione che si dissolve, altre che si approfondiscono. Potete essere licenziat
i o diventare
un elemento per generare cambiamenti positivi nel vostro posto di lavoro. Il con
iuge pu
lasciarvi o potete raggiungere un nuovo livello d'intimit. Qualche cambiamento vi
pu
sembrare negativo superficialmente, ma presto comprenderete che stato creato del
lo
spazio per qualcosa di nuovo che sta emergendo.
Vi pu essere un periodo d'insicurezza e incertezza. Cosa devo fare? Dal momento
in cui
l'ego non dirige pi la vostra vita, il bisogno psicologico di sicurezza esteriore
, che
comunque illusorio, diminuisce. Quando siete in grado di vivere nell'incertezza,
potete
perfino gioirne. Quando vi sentite a vostro agio nell'incertezza, si aprono infi
nite possibilit
nella vostra vita. Significa che la paura non pi un fattore predominante in ci che
fate e
non vi impedisce pi di intraprendere delle azioni per iniziare il cambiamento. Ta
cito
osserva giustamente che "il desiderio della sicurezza contro ogni impresa grande
e
nobile". Se l'incertezza per voi inaccettabile, allora si trasforma in paura. Se

perfettamente accettabile si trasforma in vitalit crescente, vigilanza e creativi


t.
Molti anni fa, seguendo un forte impulso interiore, ho lasciato una carriera acc
ademica che
il mondo avrebbe chiamato "promettente", entrando nella pi completa incertezza; e
da
quello, diversi anni dopo, emerse la mia nuova incarnazione come maestro spiritu
ale. Molto
pi tardi, qual
229
cosa di simile accadde di nuovo. Mi giunse l'impulso di lasciare la mia casa in

Inghilterra e mi spostai sulla costa occidentale del Nord America. Seguii quell'
impulso,
anche se non ne sapevo la ragione. Da quell'entrare nell'incertezza venne fuori
il potere
di Adesso, la maggior parte del quale fu scritto in California e nella British C
olumbia, in
Canada, dove non avevo neanche una mia casa. Non avevo praticamente nessuna
entrata e vivevo dei miei risparmi, che stavano rapidamente finendo. Ma tutto an
d a
posto in un modo bellissimo. Terminai i soldi proprio quando avevo quasi finito
di
scrivere. Comprai un biglietto della lotteria e vinsi mille dollari che mi basta
rono per un
altro mese.
Non tutti, comunque, devono passare attraverso cambiamenti cos drastici nella l
oro
situazione esterna. All'altro capo dello spettro ci sono persone che rimangono
esattamente dove sono e continuano a fare le stesse cose di prima. Per loro camb
ia solo
il come e non il cosa. Questo non dovuto alla paura o all'inerzia. Quello che st
anno
facendo gi un canale perfetto per la venuta della Coscienza in questo mondo, e no
n
c' bisogno d'altro. Anch'essi contribuiscono alla manifestazione della nuova terr
a.
Non sarebbe lo stesso per tutti? Se il compimento del vostro proposito interio
re di
essere un'unica cosa con il momento presente, perch qualcuno dovrebbe sentire la
necessit di lasciare il proprio posto di lavoro e cambiare la propria situazione
di vita?
Essere un'unica cosa con quello che non significa che non iniziate pi dei
cambiamenti o che diventiate incapaci di intraprendere un'azione. Ma la motivazi
one a
intraprendere un'azione nasce da un livello pi profondo, non da una bramosia o da
una
paura dell'ego. L'allineamento interiore con il momento presente apre la vostra
coscienza e la porta ad allinearsi con il tutto, di cui il momento presente part
e
integrante. Il tutto, la totalit della vita, allora agisce grazie a voi.
Cosa intendi quando dici "il tutto"?
Da una parte, il tutto comprende ogni cosa. il mondo o

230
il cosmo. Ma tutte le cose dell'esistenza, dai microbi agli esseri umani, alle g
alassie, non
sono realmente cose o entit separate, ma forme che fanno parte di una rete di pro
cessi
interconnessi e multidimensionali.
Vi sono due ragioni perch non vediamo questa unit, perch vediamo le cose come se
fossero separate. Una la percezione, che riduce la realt a quello che ci accessib
ile
attraverso la piccola gamma dei nostri sensi: quello che possiamo vedere, udire,
odorare,
assaggiare e toccare. Ma quando percepiamo senza interpretare o etichettare ment
almente,

cio senza aggiungere il pensiero alla percezione, allora possiamo veramente senti
re ancora
la connessione profonda dietro la nostra percezione di cose apparentemente separ
ate.
L'altra ragione pi seria per l'illusione della separazione il pensiero compulsi
vo. Quando
siamo intrappolati in flussi incessanti di pensiero, l'universo si disintegra re
almente per noi,
e perdiamo l'abilit di percepire il senso dell'interconnessione di tutto ci che es
iste. Il
pensiero taglia la realt in frammenti senza vita. Azioni totalmente prive di inte
lligenza e
distruttive nascono da una visione della realt cos frammentata.
L'interconnessione di ogni cosa nell'esistenza ha comunque un livello ancora p
i profondo
della totalit. A quel livello pi profondo, tutte le cose sono un'unica cosa. la Fo
nte, la
vita non manifestata. l'intelligenza senza tempo che si manifesta in un universo
che si
svolge nel tempo.
Il tutto fatto di esistenza e di Essere, il manifestato e il non- manifestato,
il mondo e
Dio. Cos, quando vi allineate con il tutto, diventate una parte cosciente della
interconnessione del tutto e del suo proposito: l'emergere della coscienza in qu
esto mondo.
Come risultato, avvenimenti spontanei che vi aiutano, incontri casuali, coincide
nze e
avvenimenti in sincronia succedono molto pi frequentemente. Cari Jung chiama la
sincronia un "principio di connessione a- causale". Questo significa che non c' u
na
connessione causale tra eventi sincronici al nostro livello superficiale di real
t. una
manifestazione esterna di una intelligenza sotterranea al di231
l del mondo delle apparenze e di una connessione pi profonda che la nostra mente n
on pu
comprendere. Ma noi possiamo partecipare coscientemente allo svolgersi di quell'
intelligenza, al
fiorire della coscienza.
La natura esiste in uno stato di unit inconscia con il tutto. Questa, per esemp
io, la ragione per
cui virtualmente nessun animale selvaggio stato ucciso nel disastro dello tsunam
i del 2004.
Siccome sono in contatto con la totalit molto pi degli umani, gli animali hanno po
tuto sentire
l'avvicinarsi dello tsunami prima che potesse essere visto o udito, e cos hanno a
vuto il tempo di
mettersi in salvo spostandosi in luoghi pi alti. Probabilmente anche questo visto
da una
prospettiva umana. Forse gli animali si sono semplicemente trovati a muoversi ve
rso le colline.
Fare questo a causa di quello la via della mente di frammentare la realt. La natu
ra vive in
un'inconscia unit con il tutto.
il nostro proposito e il nostro destino portare una nuova dimensione in questo
mondo, vivendo
in una unit cosciente con la totalit e in un cosciente allineamento con l'intellig
enza universale.
Pu la totalit usare la mente umana per creare cose o manifestare situazioni che

sono in
allineamento con il suo proposito?
S, ogni volta che c' un'ispirazione, che si traduce come "in spirito", ed entusi
asmo, che significa
"in Dio", vi un potenziamento creativo che va ben al di l di quello di cui una se
mplice persona
capace.
X
Una nuova terra
Gli astronomi hanno scoperto tracce evidenti che suggeriscono che l'universo ini
zi la sua
esistenza circa quindici miliardi di anni fa con una esplosione gigantesca e da
allora non ha
mai smesso di espandersi. Non solamente si sta espandendo, ma sta anche crescend
o in
complessit e si differenzia sempre di pi. Qualche scienziato fa anche l'ipotesi ch
e questo
movimento dall'unit alla complessit alla fine si invertir. Allora l'universo smette
r di
espandersi e inizier a contrarsi di nuovo e alla fine ritorner al non- manifestato
, il nulla
inconcepibile dal quale venuto, e forse si ripeter il ciclo di nascita, espansion
e,
contrazione e morte ancora e ancora. Per quale proposito? "Perch l'universo si pr
ende la
briga di esistere?" si chiede il fisico Stephen Hawking, comprendendo allo stess
o tempo che
non vi un modello matematico per questa domanda.
Comunque se guardate dentro invece che solamente all'esterno, scoprite che ave
te un
proposito interiore e uno esteriore e, poich siete un riflesso microcosmico del m
acrocosmo,
ne consegue che anche l'universo ha un proposito interiore e uno esteriore insep
arabile dai
vostri. Il proposito esteriore dell'universo di creare forme e di sperimentare l
'interazione
delle forme, il gioco, il sogno, il dramma o in qualsiasi altro modo vogliate ch
iamarlo. Il suo
proposito interiore quello di risvegliarsi alla sua essenza senza forma.

234
Allora avviene la riconciliazione del proposito esteriore e di quello interiore:
portare quell'essenza,
la coscienza, nel mondo della forma e cos trasformare il mondo. Il fine ultimo di
quella
trasformazione va molto al di l di qualsiasi cosa la mente umana possa immaginare
o
comprendere. E tuttavia, su questo pianeta e in questo tempo, quella trasformazi
one il compito
che ci stato assegnato. la riconciliazione del proposito esterno con quello inte
rno, la
riconciliazione del mondo e di Dio.
Prima di guardare che rilevanza hanno l'espansione e la contrazione dell'unive
rso nella vostra

vita, bisogna qui tenere bene in mente che nulla di quello che diciamo sulla nat
ura dell'universo
deve essere inteso come verit assoluta. N concetti, n formule matematiche possono s
piegare
l'infinito. Nessun pensiero pu incapsulare la vastit della totalit. La realt un tutt
o unificato, ma
il pensiero lo spezzetta in frammenti. Questo d origine a malintesi fondamentali,
per esempio, che
vi siano cose ed eventi separati, o che questo sia la causa di quello. Ogni pens
iero implica una
prospettiva, e ogni prospettiva, per sua natura, implica delle limitazioni, il c
he significa che non
vero o almeno non lo in senso assoluto. Solo il tutto vero, ma il tutto non pu es
sere pensato o
non se ne pu parlare. Ogni cosa sta accadendo adesso, se la si guarda al di l dell
e limitazioni del
pensiero e quindi incomprensibile alla mente umana. Tutto quello che mai stato e
mai sar
adesso, al di fuori del tempo che una costruzione mentale.
Come esempio di verit assoluta e relativa, considerate l'alba e il tramonto. Quan
do diciamo che il
sole sorge al mattino e tramonta alla sera, questo vero, ma solo in senso relati
vo. In termini
assoluti falso. Solamente dalla prospettiva limitata di un osservatore che sia s
ulla superficie del
pianeta, o almeno vicino, il sole sorge e tramonta. Se foste lontani nello spazi
o, non vedreste n
sorgere n tramontare il sole, ma lo vedreste splendere continuamente. E tuttavia,
anche dopo aver
compreso questo, possiamo continuare a parlare di alba o di tramonto, vedere lo
stesso la loro
235
bellezza, dipingerli, scrivere poemi su di essi, anche se sappiamo ora che si
tratta di una verit relativa e non assoluta.
Cos, continuiamo a parlare per un momento di un'altra verit relativa: la
comparsa nella forma e il suo ritorno alla non- forma dell'universo, che
implica la prospettiva limitata del tempo. Vedete quale rilevanza ha questo
sulla vostra vita. La nozione della "mia propria vita" , naturalmente,
un'altra prospettiva limitata creata dal pensiero, un'altra verit relativa. In
definitiva non vi una cosa come la "vostra" vita, poich voi e la vita non
siete due, ma una sola cosa.
Una breve storia della vostra vita
Il manifestarsi del mondo cos come il suo ritorno al nonmanifestato, la sua esp
ansione o
contrazione, sono due movimenti universali che potremmo chiamare l'andar fuori e
il
ritornare a casa. Questi due movimenti sono riflessi nell'universo in molti modi
, come
l'incessante espansione e contrazione del vostro cuore, e come l'inalazione e l'
esalazione del
respiro. Sono riflessi anche nel ciclo del sonno e della veglia.
Ogni notte, senza saperlo, quando entrate nello stadio del sonno, del sonno se
nza sogni
per poi riemergere di nuovo al mattino ristorati, siete tornati alla Fonte nonmanifestata di
tutta la vita.

Questi due movimenti, l'andare fuori e il ritornare, sono riflessi anche nei c
icli della vita di
ogni persona. Dal nulla, per cos dire, "voi" improvvisamente apparite in questo m
ondo. La
nascita seguita dall'espansione. Non vi solo una crescita fisica, ma anche una c
rescita di
conoscenze, attivit, possedimenti, esperienze. La vostra sfera di influenza si es
pande e la
vita diventa sempre pi complessa. Questo un tempo in cui il vostro maggiore inter
esse
trovare o perseguire il vostro proposito esteriore. Di solito vi anche una corri
spondente
crescita dell'ego, che una identificazione con tutte le cose dette sopra, e in q
uesto modo la
II

236
vostra forma- identit diventa sempre pi definita. Questo anche un tempo in cui il
proposito
esteriore, la crescita, tende a essere usurpato dall'ego, che in maniera diversa
dalla natura, non sa
quando fermarsi nel suo perseguire l'espansione e ha un appetito vorace che vuol
e di pi.
E allora, proprio quando pensate che ce l'avete fatta o che vi fermerete qui,
inizia il movimento di
ritorno. Forse incominciano a morire delle persone vicino a voi, persone che fac
evano parte del
vostro mondo. Quindi la vostra forma fisica si indebolisce, la vostra sfera di i
nfluenza si restringe.
Invece di diventare di pi, adesso diventate di meno e l'ego reagisce a tutto ci co
n crescente ansia e
depressione. Il vostro mondo inizia a contrarsi, e potete scoprire di non avere
pi il controllo.
Invece di agire sulla vita, la vita ora agisce su di voi riducendo lentamente il
vostro mondo. La
coscienza identificata con la forma sta ora sperimentando il tramonto, la dissol
uzione della forma. E
un giorno anche voi scomparite. La vostra poltrona ancora l. Ma dove eravate sedu
ti voi vi solo
uno spazio vuoto. Siete tornati da dove siete venuti solo pochi anni prima.
La vita di ogni persona, ogni forma di vita, infatti, rappresenta un mondo, un
modo unico, in cui
l'universo sperimenta se stesso. E quando la vostra forma si dissolve, un mondo
giunge alla fine,
uno degli innumerevoli mondi.
Il risveglio e il movimento di ritorno
Il movimento di ritorno nella vita di una persona, l'indebolimento o la dissol
uzione della forma,
che avvenga attraverso la vecchiaia, la malattia, l'inabilit, la perdita o qualch
e tipo di tragedia
personale, porta comunque con s un grande potenziale per il risveglio spirituale:
la
disidentificazione della coscienza dalla forma. Poich nella nostra cultura contem
poranea vi

pochissima verit spirituale, non molte persone riconoscono in questo una opportun
it e cos,
quando accade a loro o a qualcuno vicino a loro,
237
pensano che sia qualcosa di spaventosamente sbagliato, qualcosa che non dovrebbe
accadere.
Nella nostra civilt vi molta ignoranza sulla condizione umana, e pi siete ignora
nti
spiritualmente, pi soffrite. Per diverse persone, soprattutto in Occidente, la mo
rte non altro che
un concetto astratto; loro non hanno idea di cosa accada alla forma umana quando
si avvicina alla
dissoluzione. La maggior parte degli anziani confinata nelle case di riposo. I c
orpi dei morti, che
in certe culture antiche erano alla vista di tutti, sono nascosti e chiusi in lu
oghi appositi. Provate ad
andare a vedere un cadavere e scoprirete che effettivamente illegale, fatta ecce
zione se il defunto
un vostro parente stretto. Nelle imprese di pompe funebri, i morti sono perfino
truccati. Vi solo
permesso di vedere una versione della morte resa "salubre".
Fino a che la morte sar solo un concetto astratto la maggior parte delle person
e sar totalmente
impreparata alla dissoluzione della forma che la attende. Quando la morte si avv
icina, produce uno
shock, incomprensione, disperazione e una gran paura. Niente ha pi senso, perch tu
tto il
significato e il proposito della vita sono stati associati all'accumulare, al su
ccesso, al costruire, al
proteggere e a un senso di gratificazione. Ogni cosa stata connessa con il movim
ento esterno e
con l'identificazione con la forma, che come dire con l'ego. La maggior parte de
lle persone non
riesce a immaginare un senso quando la sua vita, il suo mondo sono stati demolit
i. E tuttavia,
potenzialmente, vi perfino un senso pi profondo qui che nel movimento esterno.
precisamente grazie all'inizio della vecchiaia, grazie a una perdita o a una t
ragedia personale,
che tradizionalmente la dimensione spirituale giunge nella vita delle persone. S
ignifica che il loro
proposito interiore pu emergere solo nel momento in cui il proposito esteriore co
llassa e il guscio
dell'ego comincia a frantumarsi. Questi eventi rappresentano l'inizio del movime
nto di ritorno verso
la dissoluzione della forma. Nella maggior parte delle culture antiche deve esse
rci stata una
comprensione intuitiva di questo processo,

238
ed ecco il motivo per cui le persone anziane erano rispettate e riverite. Esse e
rano le
depositarie della saggezza e provvedevano alla dimensione di profondit senza la
quale nessuna civilt pu sopravvivere a lungo. Nella nostra civilt, che totalmente
identificata con l'esteriore e ignora la dimensione interiore dello spirito, la
parola

vecchio ha prevalentemente una connotazione negativa. Corrisponde a inutile,


considerata quasi un insulto. Per evitarla, usiamo degli eufemismi come anziano
o
senior. Al contrario, la "nonna" dei nativi americani una figura di grande digni
t.
Oggi la "nonnina" tutt'al pi graziosa. Perch il vecchio considerato inutile?
Perch nei tempi antichi l'enfasi era spostata dal fare all'Essere, e la nostra ci
vilt, che
persa nel fare, non sa nulla dell'Essere. Si chiede: "L'Essere? Che cosa te ne f
ai?"
In certe persone, il movimento di crescita e di espansione all'esterno viene
fortemente intaccato e interrotto da quello che sembra un prematuro inizio del
movimento di ritorno, il dissolversi della forma. In qualche caso, un'interruzio
ne
temporanea; in altri permanente. Noi crediamo che un bambino piccolo non
dovrebbe incontrare la morte. A volte, per, qualche bambino deve affrontare la mo
rte
di uno o di entrambi i genitori per malattia o incidente, o deve affrontare la s
ua stessa
morte. Ci sono bambini che nascono disabili, e questo restringe molto la natural
e
espansione della loro vita. Ci sono anche persone che, ancora in giovane et,
incontrano grosse limitazioni nella loro vita.
L'interruzione del movimento verso l'esterno a una et in cui questo "non dovreb
be
succedere" pu anche potenzialmente portare una persona molto presto verso un risv
eglio
spirituale. In ultima analisi, nulla accade che non debba accadere, nulla accade
che non sia
parte del grande tutto e del suo proposito. Quindi, la distruzione o l'interruzi
one del
proposito esteriore pu condurvi a trovare il proposito interiore e di conseguenza
al sorgere
di un proposito esteriore pi alto, allineato con l'interiore. I bambini che hanno
239
grandemente sofferto spesso diventano adulti molto prima del tempo.
Quello che si perde a livello della forma si guadagna a livello dell'essenza.
Nella figura
tradizionale del "veggente cieco" o del "guaritore menomato" delle antiche cultu
re e leggende,
una grossa perdita o invalidit a livello della forma diventata un'apertura per lo
spirito.
Quando avrete avuto un'esperienza diretta della natura instabile di tutte le for
me, probabilmente
non le sopravvaluterete pi e quindi non vi perderete in esse inseguendole ciecame
nte o
rimanendovi attaccati.
L'opportunit che rappresenta la dissoluzione della forma, e in particolare la v
ecchiaia, sta
solo ora incominciando a essere riconosciuta nella nostra cultura contemporanea.
Per la
maggioranza delle persone, quella opportunit ancora tragicamente persa, perch l'eg
o si
identifica con il movimento di ritorno, proprio come si identificava con il movi
mento
all'esterno. Questo ha come risultato un indurimento della corazza dell'ego, una
contrazione

invece di un'apertura. L'ego sminuito allora passa il resto dei suoi giorni a pi
agnucolare o a
lamentarsi, intrappolato nella paura o nella rabbia, nell'autocompatimento, nell
a colpa, nel
biasimo o in altri stati negativi mentali- emozionali o in strategie di fuga, co
me l'attaccamento
alle memorie, allora pensa e parla continuamente del passato.
Quando l'ego nella vita di una persona non pi identificato con il movimento di
ritorno, la
vecchiaia o l'avvicinamento della morte diventano quello che dovrebbero essere:
un'apertura al
regno dello spirito. Ho incontrato persone anziane che erano l'incarnazione vive
nte di questo
processo. Erano radiose. Le loro forme indebolite erano diventate trasparenti al
la luce della
coscienza.
Sulla nuova terra, la vecchiaia sar universalmente riconosciuta e altamente stima
ta come un tempo
per il fiorire della coscienza. Per quelli che sono ancora persi nelle circostan
ze esterne della loro
vita, sar l'occasione per un tardivo ritorno a casa, quando si risveglieranno e
240
riconosceranno il loro proposito interiore. Per molti altri rappresenter
un'intensificazione e un culmine del processo di risveglio.
Il risveglio e il movimento esteriore
L'espansione naturale di una vita che accade con il movimento verso l'esterno
stata
tradizionalmente usurpata dall'ego e usata per la sua stessa espansione. "Guarda
cosa io
posso fare. Scommetto che tu non puoi farlo" dice un bambino piccolo a un altro
nel
momento in cui scopre la forza e l'abilit crescente del suo corpo. Quello uno dei
primi
tentativi dell'ego di valorizzare se stesso attraverso l'identificazione con il
movimento
esterno e con il concetto del "pi di te", e di rafforzare se stesso sminuendo gli
altri.
naturalmente solo l'inizio delle molte percezioni errate dell'ego.
Comunque, mentre la vostra consapevolezza cresce e l'ego non sta pi dirigendo l
a vostra
vita, non dovete attendere che il vostro mondo si restringa o collassi per la ve
cchiaia o per
una tragedia personale, per risvegliarvi e riconoscere . Mentre la nuova coscien
za sta
cominciando a emergere sul pianeta, un numero crescente di persone non ha pi biso
gno di
essere scrollato per avere un risveglio. Esse abbracciano il processo di risvegl
io
volontariamente anche mentre sono ancora impegnate nel ciclo esteriore di cresci
ta ed
espansione. Quando quel ciclo non pi usurpato dall'ego, la dimensione spirituale
giunge
in questo mondo grazie all'ormai potente movimento esterno, come pensiero, parol
a, azione,
creazione. Cos come il movimento di ritorno giunge, grazie alla quiete, all'Esser

e e alla
dissoluzione della forma.
Fino a ora, l'intelligenza umana, che non niente di pi che un aspetto minuscolo
dell'intelligenza universale, stata distorta e abusata dall'ego. Chiamo questo "
l'intelligenza
al servizio della pazzia". Dividere l'atomo richiede grande intelligenza. Usare
questa
intelligenza per costruire e impilare nei magazzini bombe atomiche folle o per l
o meno
241
estremamente stupido. La stupidit relativamente innocua, ma la stupidit intelligen
te
altamente pericolosa. Questa stupidit intelligente, per la quale si possono trova
re
innumerevoli esempi, sta minacciando la sopravvivenza della nostra specie.
Senza il danno della disfunzione dell'ego, la nostra intelligenza in completo
allineamento con il ciclo del movimento esterno dell'intelligenza universale e d
el suo
impulso a creare. Partecipiamo coscientemente alla creazione della forma. Non si
amo
noi che creiamo, ma l'intelligenza universale che crea attraverso di noi. Noi no
n ci
identifichiamo con quello che creiamo e cos non perdiamo noi stessi in quello che
facciamo. Stiamo imparando che l'atto della creazione pu coinvolgere energia dell
a pi
alta intensit, ma non si tratta di duro o stressante lavoro. Dobbiamo imparare a
distinguere fra stress e intensit, come vedremo. Lotta o stress sono un segno che
l'ego
ritornato, come anche le reazioni negative quando incontriamo degli ostacoli.
La forza dietro la bramosia dell'ego crea "nemici", cio reazioni nella forma di
una
forza opposta di eguale intensit. Pi forte l'ego, maggiore il senso di separazione
tra
le persone. Le sole azioni che non causano reazioni opposte sono quelle indirizz
ate al
bene di tutti. Esse includono, non escludono. Uniscono, non separano. Non sono p
er il
"mio" paese ma per tutta l'umanit, non per la "mia" religione ma per l'emergere d
ella
coscienza in tutti gli esseri umani, non per la "mia" specie ma per tutti gli es
seri
senzienti e per tutta la natura.
Stiamo anche imparando che l'azione, sebbene necessaria, solo un fattore secon
dario
nel manifestare la nostra realt esterna. Il fattore primario nella creazione la c
oscienza.
Non importa quanto siamo attivi, quanto sforzo facciamo, il nostro stato di cosc
ienza
crea il nostro mondo, e se non vi un cambiamento a quel livello interiore, non v
i
azione che faccia differenza. Ricreeremmo solo delle versioni modificate dello s
tesso
mondo ancora e ancora, un mondo che un riflesso esterno dell'ego.

La coscienza
La coscienza gi cosciente. il non- manifestato, l'eterno. L'universo, comunque,
sta solo
gradualmente diventando cosciente. La coscienza in se stessa senza tempo e perci
non evolve.
Non mai nata e non muore. Quando la coscienza diventa l'universo manifestato sog
getta al
tempo e a passare attraverso un processo evolutivo. Nessuna mente umana in grado
di
comprendere completamente la ragione di tale processo. Ma possiamo averne un lam
po d'intuizione
dentro di noi e parteciparne coscientemente.
La coscienza l'intelligenza, il principio organizzatore dietro il sorgere dell
a forma. La coscienza
ha preparato forme per milioni di anni in modo da poter esprimere se stessa in e
sse nel manifestato.
Anche se il regno non- manifestato della pura coscienza potrebbe essere consid
erato una
dimensione diversa, non separato da questa dimensione della forma. Forma e nonfo
rma si
compenetrano. Il non- manifestato fluisce in questa dimensione come consapevolez
za, spazio
interiore, Presenza. Come fa? Attraverso la forma umana che diventa cosciente e
quindi adempie il
suo destino. La forma umana fu creata per questo proposito pi alto, e milioni di
altre forme ne
prepararono il terreno.
La coscienza s'incarna nella dimensione manifestata, che come dire che diventa
forma. Quando
fa cos, entra in uno stato di sogno. L'intelligenza rimane, ma la coscienza diven
ta inconsapevole di
se stessa. Questo pu essere descritto come la discesa del divino nella materia. A
quello stadio
nell'evoluzione dell'universo, l'intero movimento rivolto all'esterno accade in
quello stato di sogno.
Barlumi di risveglio vengono solo al momento della dissoluzione di una forma ind
ividuale, cio
della morte. E poi comincia la successiva incarnazione, la successiva identifica
zione con la forma,
il successivo sogno individuale che parte del sogno collettivo. Quando il leone
strazia il corpo
della zebra, la coscienza incarnata nella forma- zebra si distacca dalla forma c
he si
243
dissolve e per un breve momento si risveglia alla sua natura essenziale e immort
ale come
coscienza; poi immediatamente ritorna nel sonno e si reincarna in un'altra forma
. Quando il
leone diventa vecchio e non pu pi cacciare, come esala il suo ultimo respiro, anco
ra vi un
brevissimo barlume di risveglio, seguito da un altro sogno di forma.
Sul nostro pianeta, l'ego umano rappresenta lo stadio finale del sonno univers
ale,
l'identificazione della coscienza con la forma. stato uno stadio necessario nell
'evoluzione
della coscienza.

Il cervello umano una forma altamente differenziata grazie alla quale la cosci
enza entra in
questa dimensione. Contiene approssimativamente un centinaio di miliardi di cell
ule nervose, i
neuroni, pi o meno lo stesso numero delle stelle che sono nella nostra galassia,
che pu essere
vista come un cervello macroscopico. Il cervello non crea la coscienza, ma la co
scienza ha
creato il cervello, la forma fisica pi complessa sulla Terra, per la sua espressi
one. Quando il
cervello viene danneggiato, non significa che perdete la coscienza. Significa ch
e la coscienza
non pu usare pi quella forma per entrare in questa dimensione. Non potete perdere
la
coscienza perch , in essenza, chi siete voi. Potete solo perdere qualcosa che avet
e, ma non
potete perdere qualcosa che siete.
Il fare risvegliato
Il fare risvegliato l'aspetto esteriore del prossimo stadio nell'evoluzione de
lla coscienza sul
nostro pianeta. Pi ci avviciniamo alla fine del nostro presente stadio evolutivo,
e pi l'ego
diventa meno funzionale, allo stesso modo di un bruco che - appena prima di tras
formarsi in
farfalla - diventa meno funzionale. Ma la nuova coscienza sta sorgendo anche men
tre il vecchio
si dissolve.
Siamo nel mezzo di un importante evento nell'evoluzione della coscienza umana,
ma non se
ne parler al telegiornale stasera. Sul nostro pianeta, e forse simultaneamente in

244
molte parti della nostra galassia e ancora pi in l, la coscienza si sta risveglian
do dal sogno della
forma. Questo non significa che tutte le forme (il mondo) si dissolveranno, anch
e se parecchie quasi
certamente lo faranno. Significa che la coscienza pu ora cominciare a creare form
e senza perdersi
in esse. Pu rimanere cosciente di se stessa, anche mentre crea e sperimenta forme
. Perch
dovrebbe continuare a creare e a sperimentare forme? Per la gioia di farlo. E co
me fa? Grazie agli
umani risvegliati che hanno imparato il significato del fare risvegliato.
Il fare risvegliato l'allineamento del vostro proposito esteriore, di quello c
he fate, con :
risvegliarsi e stare svegli. Attraverso il fare risvegliato, diventate un'unica
cosa con il proposito
esteriore dell'universo. La coscienza fluisce nei vostri pensieri e li ispira. F
luisce in quello che fate,
lo guida e gli d potere.
Non quello che fate, ma come lo fate che determina se state realizzando il vos
tro destino. E il
come determinato dal vostro stato di coscienza.
Un'inversione delle vostre priorit accade quando il proposito principale per fa
re ci che fate

diventa il fare stesso, o piuttosto la corrente della coscienza che fluisce in c


i che fate. Quella
corrente di coscienza ci che determina la qualit. Un altro modo di dirlo: in ogni
situazione e in
qualsiasi cosa fate, il fattore primario il vostro stato di coscienza; la situaz
ione e ci che fate sono
secondari. Il successo "futuro" dipende ed inseparabile dalla coscienza dalla qu
ale le azioni
emanano. Vi pu essere sia la forza reattiva dell'ego sia l'attenzione vigile dell
a coscienza
risvegliata. Tutte le azioni veramente di successo nascono da quel campo di atte
nzione vigile,
invece che dall'ego e dal pensiero condizionato e inconscio.
Le tre modalit del fare risvegliato
Vi sono tre vie in cui la coscienza pu fluire in quello che fate e cos attravers
o di voi in questo
mondo, tre modalit
245
con le quali potete allineare la vostra vita con il potere creativo dell'univers
o. Modalit
significa la frequenza di energia sotterranea che fluisce in quello che fate, e
connette la
vostra azione con la coscienza risvegliata che sta emergendo in questo mondo. Qu
ello che
fate non sar funzionale e sar dell'ego fino a che non sorger da una di queste tre m
odalit.
Esse possono cambiare nel corso di una giornata, anche se una di loro sar dominan
te
durante un certo stadio della vostra vita. Ogni modalit appropriata a certe situa
zioni.
Le modalit del fare risvegliato sono: l'accettazione, il gioire e l'entusiasmo.
Ognuna di
esse rappresenta una certa frequenza vibrazionale della coscienza. Avete bisogno
di essere
vigili per essere sicuri che una di esse operi ogni volta che siete impegnati in
qualsiasi cosa
stiate facendo, dal compito pi semplice al pi complesso. Se non siete nello stato
o
dell'accettazione o del gioire o dell'entusiasmo, guardate attentamente e scopri
rete che state
creando sofferenza per voi e per gli altri.
L'ACCETTAZIONE
Quando non potete gioire nel fare una cosa, potete almeno accettare che questo q
uello che
dovete fare. Accettazione significa: per adesso, questo ci che questa situazione,
questo
momento mi richiedono di fare, e cos lo faccio volentieri. Abbiamo gi parlato a lu
ngo
dell'importanza dell'accettazione interiore di cosa accade, e l'accettazione di
cosa dovete
fare solo un altro aspetto della stessa cosa. Per esempio, probabilmente non sar
ete capaci
di gioire cambiando la gomma bucata della vostra auto, di notte, nel mezzo di "c
hiss dove"

e sotto una pioggia battente - per cui lasciamo perdere l'entusiasmo - ma potete
portarvi
l'accettazione. Compiere un'azione in uno stato di accettazione significa essere
in pace
mentre la state facendo. La pace una sottile vibrazione di energia che allora fl
uisce in
quello che fate. In superficie, l'accettazione sembra uno

246
stato passivo, ma in realt attiva e creativa perch porta in questo mondo qualcosa
di
completamente nuovo. Quella pace, quella sottile vibrazione di energia, coscienz
a, e una
delle vie in cui entra in questo mondo attraverso un'azione "arresa", un aspetto
della quale
l'accettazione.
Se non potete n gioire, n portare l'accettazione in quello che state facendo, fe
rmatevi.
Altrimenti, non vi state prendendo la responsabilit della sola cosa di cui potete
realmente
prendervi la responsabilit, che anche la sola cosa, guarda caso, che conta realme
nte: il
vostro stato di coscienza. E se voi non vi state prendendo la responsabilit del v
ostro stato
di coscienza, non vi state prendendo la responsabilit della vita.
IL GIOIRE
La pace che arriva con un'azione arresa si trasforma in un senso di vitalit quand
o voi
realmente gioite di quello che state facendo. Il gioire la seconda modalit del fa
re
risvegliato. Sulla nuova terra il gioire rimpiazzer la bramosia, come potere che
fornisce la
motivazione dietro le azioni delle persone. La bramosia deriva dall'illusione de
ll'ego di
essere un frammento separato, disconnesso dal potere che alla base di tutta la c
reazione.
Attraverso il gioire, vi collegate con quello stesso potere creativo.
Quando il momento presente diventa il punto focale della vostra vita, invece d
el passato e
del futuro, la vostra abilit di gioire di quello che fate, e con essa la qualit de
lla vostra vita,
cresce incredibilmente. La gioia un aspetto dinamico dell'Essere. Quando il pote
re
creativo dell'universo diventa cosciente di se stesso, si manifesta come gioia.
Non dovete
attendere che qualcosa di "significativo" entri nelle vostre vite cos per poter f
inalmente
gioire di quello che fate. Nella gioia vi molto pi significato di quello di cui p
otrete mai
aver bisogno. La sindrome di "aspettare per incominciare a vivere" una delle ill
usioni pi
comuni dello
247

stato inconscio. L'espansione e i cambiamenti positivi, d'altro canto, pi probabi


le che entrino
nella vostra vita se potete gi gioire di ci che state facendo, invece di aspettare
qualche
cambiamento per poter incominciare a gioire di ci che fate. Non chiedete alla men
te il permesso di
gioire. Tutto quello che otterrete saranno un sacco di ragioni del perch non pote
te gioirne. "Non
ora" dir la mente "non vedi che sono occupata? Non c' tempo. Forse domani potrai c
ominciare a
gioire..." Quel domani non giunger mai, fino a che non incominciate a gioire di c
i che fate,
adesso.
Quando dite: "Gioisco quando faccio questo o quello", in realt una falsa percez
ione. Fa
apparire la gioia come se provenisse da ci che fate, ma non cos. La gioia fluisce
dalla vostra
profonda interiorit in quello che fate e quindi nel mondo. La falsa percezione ch
e la gioia derivi da
quello che fate normale, ed anche pericolosa perch genera la credenza che la gioi
a sia qualcosa
che possa derivare da qualcosa d'altro, da un'attivit o da un oggetto. Allora vi
aspettate che il
mondo vi porti gioia e felicit. Ma non pu farlo. Ecco perch molte persone vivono in
una
frustrazione costante. Il mondo non d loro quello di cui pensano di aver bisogno.
Allora, qual la relazione tra qualcosa che fate e lo stato di gioia? Voi gioir
ete di qualsiasi attivit
nella quale siete completamente presenti, qualsiasi attivit che non sia solo un m
ezzo per un fine.
Non l'azione che state facendo che vi d veramente gioia, ma il profondo senso di
vitalit che vi
fluisce. Quella vitalit una cosa sola con chi siete. Significa che, quando gioite
nel fare qualcosa,
state realmente sperimentando la gioia dell'Essere nel suo aspetto dinamico. Ecc
o perch ogni cosa
di cui gioite vi connette con il potere che sta dietro tutta la creazione.
Ecco qui, una pratica spirituale che porter un potenziamento e un'espansione cr
eativa nella
vostra vita. Fate una lista di un certo numero di attivit quotidiane di routine c
he svolgete di
frequente. Includete attivit che potete considerare poco interessanti, noiose, ir
ritanti o stressanti.
Non

248
includete niente che detestate o odiate fare. Quello il caso in cui o accettate
o smettete di
fare ci che fate. La lista pu includere il viaggio per andare e tornare dal posto
di lavoro, lo
shopping, il bucato o qualsiasi cosa che trovate tediosa o stressante nella vita
quotidiana.
Poi, tutte le volte che siete impegnati in queste attivit, lasciate che siano u
n veicolo per la
vigilanza. Siate assolutamente presenti in quello che fate e sentite la vigile,
viva quiete
dentro di voi nel sottofondo delle attivit. Scoprirete presto che quello che fate

in tale stato
di elevata consapevolezza, invece di essere stressante, tedioso o irritante, in
realt
diventato divertente. Per essere pi precisi, quello di cui state gioendo non real
mente
l'azione esterna, ma la dimensione interiore della coscienza che fluisce nell'az
ione. Questo
trovare la gioia dell'Essere in ci che state facendo. Se sentite che la vostra vi
ta manca di
significato o troppo stressante o noiosa, perch non avete portato quella dimensio
ne
nella vostra vita. Essere coscienti di quello che fate non ancora diventato il v
ostro scopo
principale.
Mentre la nuova terra sorge, sempre pi persone scoprono che il loro proposito p
rincipale
nella vita portare la luce della coscienza in questo mondo, e cos usare qualunque
cosa
facciano come un veicolo per la coscienza.
La gioia dell'Essere la gioia di essere coscienti.
Quindi la coscienza risvegliata sostituisce l'ego e incomincia a dirigere la v
ostra vita.
Potete allora scoprire che un'attivit che svolgevate da molto tempo, inizia natur
almente a
espandersi in qualcosa di molto pi grande quando potenziata dalla coscienza.
Le persone che, attraverso un'azione creativa, arricchiscono la vita degli altri
fanno
semplicemente quello di cui gioiscono senza voler raggiungere o diventare qualco
sa di
speciale attraverso quell'attivit. Possono essere musicisti, artisti, scrittori,
scienziati,
insegnanti o costruttori, o possono manifestare nuove strutture sociali o nuove
strutture
imprenditoriali, risvegliate. Qualche volta, per alcuni anni, la loro sfera di i
nfluenza pu
rimanere piccola; poi pu accadere che,
249
improvvisamente o gradualmente, un'onda di potenziamento creativo fluisca in ci c
he
fanno, e che la loro attivit si espanda al di l di qualsiasi cosa abbiano mai imma
ginato
e che tocchi innumerevoli altre persone. In aggiunta al gioire, vi ora un'intens
it in ci
che fanno, e con questo arriva una creativit che va oltre qualunque cosa un umano
comune possa mai realizzare.
Ma non lasciate che questo vi dia alla testa, perch l che si pu nascondere un res
to
di ego. Siete ancora un uomo comune. Ci che fuori dal comune cosa passa
attraverso di voi nel mondo. Ma condividete quell'essenza con tutti gli esseri.
Il poeta
persiano e maestro sufi del quattordicesimo secolo, Hafiz, espresse questa verit
in
modo molto bello: "Io sono un foro in un flauto attraverso il quale si muove il
respiro di
Cristo. Ascoltate questa musica".1

l'entusiasmo
Vi anche un'altra via di manifestazione creativa che pu sorgere in coloro che
rimangono fedeli al loro proposito interiore del risveglio. Improvvisamente un g
iorno
sanno cosa il loro proposito esteriore. Hanno una grande visione, un obiettivo,
e da
allora in poi lavorano per raggiungerlo. Il loro obiettivo o visione di solito c
onnesso in
qualche modo con qualcosa che stanno gi facendo, sia pure in scala minore, e di c
ui
gioiscono. Questo dove il terzo modello di fare risvegliato sorge: l'entusiasmo.
L'entusiasmo significa che vi un gioire profondo in quello che fate con in pi u
na
visione in direzione della quale lavorate. Quando aggiungete un obiettivo al gio
ire, il
campo di energia o la frequenza vibrazionale cambia. Un certo grado di quello ch
e
potremmo chiamare tensione strutturale viene ora aggiunto al gioire, che cos dive
nta
entusiasmo. Al
1 Hafiz, The Gift, Arkana, New York 1999.

250
culmine dell'attivit creativa, alimentata dall'entusiasmo, dietro quello
che fate vi saranno una incredibile intensit ed energia. Vi sentirete come
una freccia lanciata verso l'obiettivo, e vi godrete il viaggio.
All'osservatore esterno potreste apparire sotto stress, ma l'intensit
dell'entusiasmo non ha niente a che vedere con lo stress. Diventate
stressati quando volete arrivare al vostro obiettivo pi di quanto vogliate
fare ci che state facendo. In quel caso, l'equilibrio tra il gioire e la
tensione strutturale manca, e quest'ultima ha vinto. Quando vi stress, di
solito un segno che l'ego ritornato, e voi vi state tagliando fuori dal
potere creativo dell'universo. Al suo posto vi sono solo la forza e la
tensione della bramosia dell'ego, e cos dovete lottare e "lavorare
duramente" per farcela. Lo stress diminuisce sempre sia la qualit sia
l'efficienza di ci che fate sotto la sua influenza. Inoltre vi anche un
forte legame tra stress ed emozioni negative, come l'ansiet e la rabbia.
tossico per il corpo e si comincia ora a riconoscerlo come una delle cause
principali delle malattie cosiddette "degenerative", come il cancro e le
patologie cardiache.
A differenza dello stress, l'entusiasmo ha una frequenza di alta energia
e cos risuona con il potere creativo dell'universo. Ecco perch Ralph
Waldo Emerson disse che "Niente di grande stato mai raggiunto senza
entusiasmo".2
La parola "entusiasmo" deriva dal greco antico, en e thes che significa
"in dio". E la parola che ne deriva - zein che significa "essere posseduti
da un dio". Con l'entusiasmo scoprirete che non dovete fare tutto da soli.
Infatti, non vi niente di significativo che potete fare da soli.
L'entusiasmo duraturo porta nell'esistenza un'onda di energia creativa, e
tutto quello che dovete fare a quel punto solo "cavalcare l'onda".
L'entusiasmo genera un potenziamento incredibile in ci
2 Ralph Waldo Emerson, Circles in Ralph Waldo Emerson: Selected Essays, Lectures
, and Poems,

Bantam Classics, New York.


251
che fate, cos che tutti quelli che non hanno accesso a quel potere guarderanno ai
"vostri" risultati con ammirata soggezione e vedranno questi risultati come
ottenuti da voi. Comunque, voi sapete la verit che Ges ha indicato quando ha
detto: "Io non posso fare nulla da me stesso".3
A differenza dalla bramosia dell'ego, che crea opposizioni proporzionalmente a
lla sua
intensit, l'entusiasmo non si oppone mai. Non si confronta. La sua attivit non cre
a
vincitori e perdenti. basata sull'inclusione, non sull'esclusione, degli altri.
Non ha bisogno
di usare e manipolare le persone perch il potere della creazione stessa e cos non
ha bisogno di prendere energia da qualche fonte secondaria.
La bramosia dell'ego tenta sempre di prendere da qualcosa o da qualcuno;
l'entusiasmo al contrario d dalla sua abbondanza. Quando l'entusiasmo incontra
degli ostacoli in forma di situazioni avverse o di persone che non cooperano, no
n
attacca mai ma ci gira intorno e, grazie alla flessibilit o con l'apertura, trasf
orma
l'energia di opposizione in qualcosa di utile, trasforma il nemico in amico.
L'entusiasmo e l'ego non possono coesistere. Uno implica l'assenza dell'altro.
L'entusiasmo sa dove sta andando, ma allo stesso tempo, profondamente in
unione con il momento presente: la fonte della sua vitalit, la sua gioia e il suo
potere. L'entusiasmo non vuole nulla perch non gli manca niente. una sola cosa
con la vita e per quanto siano dinamiche le attivit ispirate dall'entusiasmo, voi
non perdete voi stessi in esse. E rimane sempre uno spazio quieto ma
intensamente vivo al centro della ruota, un nucleo di pace nel mezzo dell'attivi
t
che comprende sia la fonte di tutto sia il tutto da cui la fonte non toccata.
Grazie all'entusiasmo entrate in un totale allineamento con il principio creat
ivo
esteriore dell'universo, ma senza identificarvi con le sue creazioni, come dire
senza l'ego. Dove non vi identificazione, non vi attaccamento, una
3 Giovanni 5,3.

252
delle grandi fonti di sofferenza. Una volta che un'onda di energia creativa pass
ata, la
tensione strutturale diminuisce di nuovo e rimane la gioia in quello che state f
acendo.
Nessuno pu vivere nell'entusiasmo tutto il tempo. Una nuova onda di energia creat
iva
pu arrivare pi tardi e portare un rinnovato entusiasmo.
Quando il movimento di ritorno verso la dissoluzione della forma si stabilizza
to,
l'entusiasmo non vi serve pi. L'entusiasmo appartiene al ciclo rivolto all'estern
o della
vita. solo attraverso l'arrendersi che potete allineare voi stessi con il movime
nto di

ritorno, il ritorno a casa.


Per riassumere: il gioire di quello che state facendo, combinato con un obiett
ivo o una
visione verso cui lavorate, diventa entusiasmo. Anche se avete un obiettivo, que
llo che fate
nel momento presente deve rimanere il punto focale della vostra attenzione; altr
imenti,
cadrete fuori dall'allineamento con il proposito universale. Assicuratevi che la
vostra visione
o obiettivo non sia un'immagine gonfiata di voi stessi e quindi una forma nascos
ta di ego,
come il desiderio di diventare una stella del cinema, un famoso scrittore o un r
icco
imprenditore. Assicuratevi anche che il vostro obiettivo non sia focalizzato su
ll'avere
questo o quello, come una villa al mare, la vostra azienda o dieci milioni di do
llari in
banca. Un'immagine ingrandita o una visione di voi stessi come chi possiede ques
to o
quello, sono tutti obiettivi statici e quindi non vi danno alcun potere. Invece,
assicuratevi
che i vostri obiettivi siano dinamici, vale a dire puntate su una attivit in cui
siete coinvolti e
grazie alla quale siete connessi ad altri esseri umani cos come al tutto. Invece
di vedervi
come un famoso attore o scrittore o qualcosa di simile, vedete voi stessi come f
onte
d'ispirazione per molte altre persone, e arricchite cos la loro vita mediante il
vostro lavoro.
Sentite come quell'attivit arricchisca o approfondisca non solo la vostra vita ma
anche
quella di moltissimi altri. Sentite voi stessi come un'apertura attraverso la qu
ale l'energia
fluisce dalla Fonte non manifestata di tutta la vita per il bene di tutti.
253
Ci implica che il vostro obiettivo o visione sia quindi gi una realt dentro di vo
i, a
livello mentale ed emozionale. L'entusiasmo il potere che trasferisce l'impronta
mentale
nella dimensione fisica. Questo l'uso creativo della mente, ed per questo che no
n vi
coinvolta bramosia. Voi non potete manifestare quello che volete; potete solo ma
nifestare
ci che gi avete. Potete avere ci che volete attraverso il duro lavoro e lo stress,
ma non
la modalit della nuova terra. Ges diede la chiave all'uso creativo della mente e a
lla
manifestazione cosciente della forma quando disse: "Perci vi dico: tutto quello c
he
chiedete nella preghiera, credete di averlo gi ottenuto e vi sar concesso".4
I sostenitori della frequenza
Il movimento verso l'esterno nella forma non si esprime in tutte le persone, c
on uguale
intensit. Alcuni sentono una forte urgenza di costruire, creare, essere coinvolti
, avere un
impatto sul mondo. Se sono inconsapevoli, il loro ego naturalmente avr la meglio

e user
l'energia del ciclo esteriore per i suoi fini privati. Questo, comunque, ridurr a
nche
enormemente il flusso di energia creativa disponibile e sempre di pi avranno biso
gno di
contare sullo "sforzo" per avere quello che vogliono. Se sono coscienti, queste
persone nelle
quali il movimento esteriore forte, saranno veramente creative.
Altri, dopo che la naturale espansione che giunge con la crescita ha fatto il su
o corso,
conducono un'esistenza esteriore ordinaria, apparentemente pi passiva e priva di
eventi
particolari. Essi sono per natura pi rivolti all'interno, e per loro il movimento
esteriore
nella forma minimo. Ritornerebbero a casa pi che uscirne. Non hanno un gran desid
erio
di essere fortemente coinvolti o di cambiare il mondo. Se hanno qualche ambizion
e, di
solito non vanno oltre il
Marco 11,24.

254
trovarsi qualcosa da fare che dia loro un certo grado di indipendenza. Qualcuno
di loro si
adatta con difficolt a questo mondo. Alcuni sono abbastanza fortunati da trovare
una
nicchia dove possono condurre una vita relativamente protetta, un lavoro che dia
loro una
entrata regolare o un piccolo commercio in proprio. Altri possono sentirsi attra
tti dal vivere
in una comunit spirituale o in un monastero. Altri ancora possono diventare degli
emarginati e vivere ai limiti di una societ con la quale sentono di avere molto p
oco in
comune. Alcuni fanno uso di droghe perch trovano troppo doloroso il vivere in que
sto
mondo. Altri alla fine diventano guaritori o insegnanti spirituali, cio insegnant
i dell'Essere.
Nel passato, essi sarebbero stati probabilmente chiamati contemplativi. Non vi
spazio
per loro, sembra, nella nostra civilt contemporanea. Nel sorgere della nuova terr
a,
comunque, il loro ruolo altrettanto vitale di quello dei creatori, delle persone
d'azione, dei
riformatori. La loro funzione di ancorare la frequenza della nuova coscienza a q
uesto
pianeta. Li chiamo "i sostenitori della frequenza". Sono qui per generare coscie
nza
attraverso le attivit della vita quotidiana, attraverso le loro interazioni con g
li altri cos
come attraverso il "semplice essere".
Cos essi dotano di un significato profondo quello che sembra insignificante. Il
loro
compito di portare una spaziosa quiete in questo mondo essendo assolutamente pre
senti in
qualsiasi cosa facciano. Vi coscienza e quindi qualit in ci che fanno, anche nel p
i

piccolo lavoro. Il loro proposito di fare qualunque cosa in maniera sacra. Poich
ogni
essere umano parte integrante della coscienza umana collettiva, essi hanno un'in
fluenza
sul mondo molto pi profonda di quanto sia visibile alla superficie della loro vit
a.
La nuova terra non un'utopia
La nozione di una terra nuova, non soltanto un'altra visione utopistica? Per n
iente! Tutte
le utopie hanno questo in

255
comune: la proiezione mentale in un tempo futuro dove tutto andr bene, saremo sal
vati, ci sar
pace e armonia e finiranno i nostri problemi. Vi sono state molte utopie di ques
to tipo. Certe sono
finite in delusione, altre in disastri.
Al nocciolo di tutte le visioni utopistiche vi una delle principali disfunzion
i strutturali della
vecchia coscienza: guardare al futuro per la salvezza. La sola esistenza che il
futuro ha, in realt,
una forma di pensiero nella vostra mente, cos quando sperate che il futuro vi sal
vi, state
inconsciamente sperando che sia la vostra mente a salvarvi. Siete intrappolati n
ella forma, e quello
l'ego.
"Poi vidi un cielo nuovo e una terra nuova"5 scrive il profeta biblico. Le fon
damenta per una
nuova terra sono un nuovo cielo, la coscienza risvegliata. La terra, la realt est
erna, solo il suo
riflesso esteriore. Il sorgere di un nuovo cielo e, di conseguenza, di una nuova
terra non sono eventi
futuri che ci libereranno. Niente ci liberer perch solo il momento presente ci pu l
iberare. Questa
comprensione il risveglio. Il risveglio come evento futuro non significa nulla p
erch il risveglio
la realizzazione della Presenza. Cos il nuovo cielo, la coscienza risvegliata, no
n uno stato futuro
da raggiungere. Un nuovo cielo e una nuova terra stanno sorgendo in voi in quest
o momento, e se
non stanno sorgendo in questo momento, non sono altro che un pensiero nella test
a e quindi non
sorgono per niente. Cosa disse Ges ai suoi discepoli? "Il regno di Dio gi in mezzo
a voi."6
Nel Discorso della Montagna, Ges fece una predizione che fino a oggi poche pers
one hanno
compreso. Egli disse: "Beati i miti, perch erediteranno la terra".7
Nella versione moderna della Bibbia, "mite" tradotto con umile. Chi sono i man
sueti e gli umili,
e cosa significa: essi erediteranno la terra?
5
6
7

Apocalisse 21,1.
Luca 17,21.
Matteo 5,5.

256
I miti sono quelli senza ego. Sono quelli che si sono risvegliati alla loro ve
ra natura
essenziale come coscienza, e riconoscono quell'essenza in tutti gli "altri" in t
utte le forme di
vita. Essi vivono in uno stato di resa e cos percepiscono la loro unit con il tutt
o e con la
Fonte. Incarnano la coscienza risvegliata che sta cambiando tutti gli aspetti de
lla vita sul
nostro pianeta, inclusa la natura, perch la vita sulla terra inseparabile dalla c
oscienza
umana che percepisce e interagisce con essa. Questo il senso delle parole: gli u
mili
erediteranno la terra.
Una nuova specie sta sorgendo sul pianeta. Sta sorgendo adesso, e siete voi!

NAMASTE PUBLISHING
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cos da poter ricordare chi siamo veramente.
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